ANIMA
PURA CUORE DI FUOCO
ALEXANDRINA
DA BALASAR
«Alle
volte, in visita a luoghi celebri, porto tra le pagine della agendina il petalo
di un fiore; esso secca, perde il profumo e rimane solo a dare valore alla data
in cui fu inserito.
Andai
a Balasar un giorno.
Tornai
una seconda volta. E anche da là portai, tra le pagine del libro delle Ore
della mia povera vita, un petalo per ricordo.
Ma
esso non è ancora seccato, non ha ancora perduto il profumo: la visione di
un'anima angelica, attraverso occhi di purezza, come in questa corrotta terra
non se ne trovano.
E,
del Calvario di Alexandrina da Balasar, fu questo il doloroso e immacolato
ricordo che mi restò.»
A 6 anni mi intrattenevo per molto tempo a veder cadere sopra di me innumerevoli petali di fiori di tutti i colori: parevano una pioggia minuta. Questo si ripeté molte volte.
Io
vedevo cadere quei piccoli petali, ma non comprendevo nulla.
Può
darsi che fosse Gesù che mi invitava alla contemplazione delle sue grandezze.
Avevo
nostalgie del mio giardinetto, perché amavo molto i fiori.
Alcune
volte, al collo di mia sorella, andai a vederlo saziando un po' le mie
nostalgie. Gesù! che mia sorella abbia dove cogliere i fiori per adornare il
vostro altare nei giorni di sabato: o Gesù, tutti i fiori sono per Voi!
Nota:
Alexandrina è inchiodata nel letto, inoltre teme di perdere la casa col
giardino perché ipotecati.
La
Mamma mi mise nella mano un bel ramo d'ulivo e mi disse: - Figlia mia, ecco qui:
ti
consegno nelle tue mani un ramo d'ulivo, simbolo di pace. -
“Il
tuo corpo di purezza, adorno di tutte le virtù delle più ricche e preziose,
estende i suoi petali di giglio, con tutto il suo candore e profumo. Crescono i
petali teneri e rigogliosi e, mediante la brezza che passa, mandano lontano il
loro profumo”.
Nota: Le frasi tra (“...”) sono sentite da Alexandrina come dette da Gesù.
Il
mio Gesù nella sua mano portava un iris, un giglio e una palma. Mise tutto
nella mia mano destra, facendoli appoggiare per traverso sul mio petto.
“Iris
e giglio, in segno di candore e purezza; palma, in segno di martirio: sono i
simboli che Gesù ti offre”.
“La
sapienza divina in te si è elevata alla più grande altezza e tu, con la tua
anima umiliata, stai piccola e nascosta come la violetta”.
Le
gioie di questo mondo sono per me come rose appassite, ormai fradice, senza che
io possa riuscire a vederne i colori.
Rose
appassite, ma sempre accompagnate da molte e penetranti spine.
“Io
vorrei, sposa cara, che la tua vita venisse diffusa arrivando presto ai confini
del mondo come pioggia di belle rose cadute dal Cielo: quale pioggia di
meraviglie, quale balsamo per le anime!”
“Le
tue spine sulla terra saranno trasformate in splendide rose
in
Cielo”.
“I
tuoi venerdì sono ghirlande di bei fiori che adornano il Cielo... le anime che
da te furono salvate”.
Nota:
Rivissuti nella Passione.
...
Mi tormentai tanto che mi torcevo e distorcevo come ramo verde che il vento
torce e distorce ma non distrugge.
Vedevo
le vigne abbattute dalla tempesta della notte e nello stesso tempo sentivo che
così stava la mia anima abbattuta e triste per la tempesta che giorno e notte
la va strascinando con tutta la furia.
Mentre
tra queste povere pareti io soffro sino a non poterne più, il mio nome va
percorrendo il mondo come foglia che la tempesta trasporta.
Dove
vi erano gli abissi, mi apparve un bel giardino pieno di fiori. Come erano
belli! Tra di essi spiccavano raggi, molti raggi più brillanti dell'oro.
“I
fiori di questo bel giardino sono le tue eroiche virtù; i raggi sono del tuo
amore; l'abisso, la perdizione delle anime”.
Attorno
alla mia tomba vi è un prato, un giardino fiorito.
Dentro,
morte e tenebre; fuori, verzure, iris, gigli rigogliosi: vita che vive e fa
sopravvivere sempre.
Voglio
il mio sepolcro attorniato da piante chiamate martirio per mostrare che le amai
in vita e le amerò dopo la morte. Intrecciate ai martirios voglio rose
rampicanti, ma di quelle che hanno molte spine... Tutto questo per mostrare che
è con le spine e con tutti i martìri che ci rendiamo simili a Gesù, che
consoliamo il suo Cuore divino e che salviamo le anime, figlie di tutto il suo
sangue.
Nota: Sono le «passiflore» o «fiori
della Passione, chiamati così perché vi si possono immaginare simboleggiati
alcuni strumenti della Passione: la corona di spine (ben visibile). le 5 piaghe
(i 5 sepali), i 3 chiodi (i 3 stili sormontati ciascuno da un grosso stimma).
Alexandrina,
umile fiorellino, si china in devota accettazione.
Si
apre verso il Cielo invocando: riempimi tutta di Te!
Il
suo cuore, tutto fiamme vive d'amore, arde tra oscure prove di ogni genere.
Raccolta
nel suo candore, si apre col cuore ardente fisso al Cielo... già in parte
consumata dal martirio.
Ha
sempre aneliti verso il Cielo, ma non cessa di chinarsi sull'umanità.
La
sua anima candida, luminosa è avvolta nel manto del dolore contemplando
l'umanità..
É
portata in cielo dal suo Gesù.
Finalmente
in beata unione col suo Sposo divino.
Alexandrina
trascina anche noi in slanci di gioia verso il Cielo...
...
sempre in continua celestiale ascesa...
...
nel vortice del divino Spirito, verso la Vita.