Meditazioni
per il Santo Rosario
Dagli
Scritti della Serva di Dio, Luisa Piccarreta, La Piccola Figlia della Divina
Volonta’
MISTERI
GAUDIOSI
1.
L’Annunciazione
La
Mamma Celeste: "La tua Mamma si sentiva incendiata
d’amore e facendo eco all’amore del mio Creatore, volevo formare un solo
mare d’amore, affiche’ scendesse in esso il Verbo sulla terra. Le mie
preghiere erano incessanti e, mentre pregavo nella mia stanzetta, un angelo
venne spedito dal Cielo come messaggero del gran Re; mi si fece davanti ed
inchinandosi mi saluto’: ‘Ave, O Maria, Regina nostra; il Fiat Divino ti ha
riempito di grazia. Gia’ ha pronunziato il Fiat che vuole scendere; gia’
e’ dietro le mie spalle; ma vuole il tuo Fiat per formare il compimento del
suo Fiat.’
Ad
un annuncio si’ grande, da me tanto desiderato, ma che non avevo mai pensato
di essere io la eletta, io restai stupita ed esitai un istante; ma l’angelo
del Signore mi disse: ‘Non temere, Regina nostra, tu hai trovato grazia presso
Dio. Tu hai vinto il tuo Creatore; percio’, per compiere la vittoria,
pronuncia il tuo Fiat.’
Io
pronunziai il Fiat, ed Oh, meraviglia! I due Fiat si fusero insieme, ed il Verbo
divino scese in Me. Il mio Fiat, avvalorato dallo stesso valore del Fiat divino,
formo’ dal germe della mia umanita’, la piccina piccina umanita’ che
dovera racchiudere il Verbo e cosi’ fu compiuto il gran prodigio della
Incarnazione." (Da
"La Vergine Maria nel Regno della Divina Volonta’"; Giorno 19)
2. La
Visita di Maria a Elisabetta
La
Mamma Celeste: "…Mi partii dunque da Nazareth
accompagnata da San Giuseppe, affrontando un lungo viaggio e valicando montagne
per andare a visitare nella Giudea Elisabetta, che, a tarda eta’, era
miracolosamente diventata madre.
Io
mi recavo da lei, non gia’ per farle una semplice visita, ma perche’ ardevo
dal desiderio di portarle Gesu’. La pienezza di grazia, di amore, di luce che
sentivo in me mi spingeva a portare, a moltiplicare, a centiplicare la vita di
mio Figlio nelle creature.
Si,
figlia mia, l’amore di Madre che ebbi per tutti gli uomini e per te in
particolare fu cosi’ grande, che io sentii il bisogno estremo di dare a tutti
in mio caro Gesu’, affinche’ tutti lo potessero possedere ed amare. Il
diritto di Madre largitomi dal Fiat mi arricchi’ di tale potenza, da
moltiplicare tante volte Gesu’ per quante sono le creature che lo vogliono
ricevere. Questo era il piu’ grande miracolo che io potevo compiere: tenere
pronto Gesu’, per darlo a chiunque lo desiderasse. Come mi sentivo felice!
Quanto
vorrei che anche tu, figlia mia, avvicinandoti alle persone e facendo visite,
fossi sempre la portatrice di Gesu’, capace di farlo conoscere e desiderosa di
farlo amare."
"Figlia
carissina, la Divina Volonta’ fa cose grandi e inaudite dovunque Essa regna;
se io operai tanti prodigi, fu perche’ essa teneva il suo posto regio in me.
Se anche tu lascerai regnare il Divin Volere nell’anima tua, diverrai tu pure
la portatrice di Gesu’ alle creature, sentirai anche tu l’irresistibile
bisogno di darlo a tutti!"
(Da "La Vergine Maria nel
Regno della Divina Volonta’"; Meditazione 1, Appendice)
3. La Nascita di Gesu’
Luisa:
"Trovandomi nel solito mio stato mi son sentita
fuori di me stessa, e dopo aver girato mi son trovata dentro d’una spelonca,
ed ho visto la Regina Mamma che dava alla luce il Bambinello Gesù. Che stupendo
prodigio! Mi pareva, che tanto la Madre quanto il Figlio trasmutati in luce
purissima, ma in quella luce si scorgeva benissimo la natura umana di Gesù, che
conteneva in sé la Divinità, che le serviva come di velo per coprire la
Divinità, in modo che squarciando il velo della natura umana, era Dio, e
coperto con quel velo, era uomo, ed ecco il prodigio dei prodigi: Dio ed uomo,
uomo e Dio! Che senza lasciare il Padre e lo Spirito Santo, viene ad abitare con
noi, prende carne umana, perché il vero amore non si disunisce giammai.
Ora
mi è sembrato che la Madre ed il Figlio, in quel felicissimo istante, sono
stati come spiritualizzati, e senza il minimo intoppo Gesù è uscito dal seno
Materno, traboccando ambedue in un eccesso d’Amore; ossia quei Santissimi
corpi trasformati in Luce, senza il minimo impedimento, Gesù Luce è uscito da
dentro la luce della Madre, restando sano ed intatto sì l’Uno che l’Altra,
ritornando poscia allo stato naturale. Ma chi può dire la bellezza del
Bambinello, che in quel momento dal suo nascere trasfondeva anche esternamente i
raggi della Divinità?
Chi
può dire la bellezza della Madre che ne restava tutta assorbita in quei raggi
Divini?" (Dal
Volume 4; 25 Dicembre 1900)
4. La Presentazione di Gesu’ al Tempio
La
Mamma Celeste: "Gia’ stanno per compiersi
quaranta giorni dalla nascita del piccolo Re Gesu’, ed il Fiat divino ci
chiama al tempio per adempiere la legge della Presentazione del Figlio mio.
Ebbene, andammo al tempio. Era la prima volta che uscivo insieme col mio dolce
bambino. Una vena di dolore si apri’ nel mio cuore: andavo a offrirlo vittima
per la salvezza di tutti! Quindi entrammo nel tempio e prima adorammo la divina
Maesta’, poi si chiamo’ il sacerdote, e messolo nelle sue braccia, feci
l’offerta del celeste bambino all’eterno Padre, offrendolo in sacrificio per
la salvezza di tutti. Il sacerdote era Simeone e, come lo deposi nelle sue
braccia, riconobbe che era il Verbo divino ed esulto’ d’immensa gioia; e
dopo l’offerta, atteggiandosi a profeta, profetizzo’ tutti i miei dolori…
Oh, come il Fiat supremo suono’ a distesa sul mio materno cuore con suono
vibrante la ferale tragedia di tutte le pene del mio Figlio bambino! Ma quello
che piu’ mi trafisse furono le parole che mi disse il santo profeta, cioe’:
‘Questo caro bambino sara’ la salvezza e la rovina di molti e sara’ il
bersaglio delle contraddizioni.’
Se
il Volere Divino non mi avesse sostenuta, sarei morta all’istante di puro
dolore. Invece mi diede vita e se ne servi’ per formare in me il Regno dei
dolori nel Regno della sua stessa Volonta’. Sicche’ oltre al diritto di
Madre che avevo su tutti, acquistai il diritto di Madre e Regina di tutti i
dolori. Ah, si, coi miei dolori acquistai la monetina per pagare i debiti dei
figli miei ed anche dei figli ingrati"
"Ora,
ascolta la Mamma tua: nelle tue pene, negli incontri dolorosi che non ti
mancano, non ti abbattere mai, ma con amore eroico fa’ che il Voler Divino
prenda il suo regio posto nelle tue pene, affinche’ te le converta in monetine
d’infinito valore, con cui potrai pagare il debito dei tuoi fratelli per
riscattarli dalla schiavitu’ della umana volonta’, per farli rientrare come
figli liberi nel Regno del Fiat divino."
(Da "La Vergine Maria nel
Regno della Divina Volonta’"; Giorno 23)
5. Il Ritrovamento di Gesu’ nel Tempio
La
Mamma Celeste: "…Dopo tre giorni di amarissimi
sospiri, di lacrime, di ansie e di timori entrammo nel tempio; io ero
tutt’occhi e scrutavo ovunque. Quand’ecco, finalmente, come sopraffatta dal
giubilo, scorsi mio Figlio che stava in mezzo ai dottori della Legge! Egli
parlava con tale sapienza e maesta’, da far rimanere rapiti e sorpresi quanti
l’ascoltavano. Al solo vederlo mi sentii ritornare la vita e subito compresi
l’occulta ragione del suo smarrimento.
Ed
ora una parolina a te, figlia carissima. In questo mistero mio Figlio volle dare
a me e a te un insegnamento sublime. Potresti forse supporre che egli ignorasse
cio’ che io soffrivo? Tutt’altro, perche’ le mie lacrime, le mie ricerche,
il mio crudo ed intenso dolore si ripercuotevano nel suo cuore. Eppure, durante
quelle ore cosi’ penose, egli sacrificava alla sua Divina Volonta’ la sua
propria Mamma, colei che egli tanto ama, per dimostrarmi come anch’io un
giorno dovessi sacrificare la sua stessa vita al Voler supremo.
In
questa indicibile pena non ti dimenticai, mia diletta. Pensando che essa ti
sarebbe servita di esempio, la tenni a tua disposizione, affinche’ anche tu
potessi avere, al momento opportuno, la forza di sacrificare ogni cosa alla
Divina Volonta’. Non appena Gesu’ ebbe finito di parlare, ci avvicinammo
riverenti a lui e gli rivolgemmo dolce rimprovero: ‘Figlio, perche’ ci hai
fatto questo?’ E lui, con dignita’ divina, ci rispose: ‘Perche’ mi
cercavate? Non sapevate che io sono venuto al mondo per glorificare il Padre
mio?’ Avendo compreso l’alto significato di una tale risposta ed avendo
adorato in esso il Volere Divino, facemmo ritorno a Nazareth.
Figlia
del mio materno cuore, ascolta. Quando smarrii il mio Gesu’, il dolore che
provai fu quantomai intenso; eppure a questo se ne aggiunse ancora un secondo,
quello cioe’ del tuo stesso smarrimento.
Infatti,
prevedendo che tu ti saresti allontanata dalla Divina Volonta’, io mi sentii
ad un tempo privare del Figlio e della figlia e percio’ la mia maternita’
subi’ un duplice colpo.
Figlia
mia, quando sarai in procinto di compiere la tua volonta’ anziche’ quella di
Dio, rifletti che abbandonando il Fiat divino stai per smarrire Gesu’ e me e
per precipitare nel regno delle miserie e dei vizi.
Mantieni
quindi la parola che mi desti di rimanere indissolubilmente unita a me ed io ti
concedero’ la grazia di non lasciarti mai piu’ dominare dal tuo volere, ma
solo dal quello divino."
(Da "La Vergine Maria nel
Regno della Divina Volonta’"; Meditazione 5, Appendice)
MISTERI
DOLOROSI
1.
L’Agonia nell’Orto
Stavo
pensando alla Passione del mio sempre amabile Gesù, specie (a) ciò che soffrì
nell’Orto; mi son trovata tutta immersa in Gesù, e mi ha detto: "Figlia
mia, la mia prima Passione fu l’Amore, perché il peccare l’uomo, il primo
passo che lo fa dare nel male è la mancanza d’Amore; quindi, mancando
l'amore, precipita nella colpa. Onde l'Amore, per rifarsi in Me di
questa mancanza d’Amore delle creature, Mi fece soffrire più di tutti, quasi
Mi stritolò, più che sotto un torchio... Mi dette tante morti per quante
creature ricevono la vita.
Il
secondo passo che succede nella colpa è defraudare la Gloria di Dio; ed il
Padre, per rifarsi della Gloria tolta dalle creature, Mi fece soffrire la
Passione del peccato, cioè, che ogni colpa Mi dava una Passione speciale. Se la
Passione fu una, (del) peccato invece furono tante Passioni per quante colpe si
commetteranno fino alla fine del mondo; e così si rifece la Gloria del Padre.
Il
terzo effetto che produce la colpa è la debolezza nell’uomo, e perciò volli
soffrire la Passione per mano dei giudei, cioè la mia terza Passione, per
rifare l’uomo della forza perduta.
Sicché
con la Passione dell’Amore si rifece e si mise a giusto livello l’Amore, con
la Passione del peccato si rifece e si mise a livello la Gloria del Padre, con
la Passione dei giudei si mise a livello e si rifece la forza delle creature.
Tutto
ciò soffrii nell’Orto; fu tale e tanta la sofferenza, le morti che subii, gli
spasimi atroci, che sarei morto davvero se la Volontà del Padre fosse giunta
che Io morissi." (Dal
Volume 11; 22 Gennaio, 1913)
2. La Flagellazione
Trovandomi
nel solito mio stato, stavo pensando alla passione di Nostro Signore, e mentre
ciò facevo è venuto e mi ha detto: "Figlia mia, (mi) è tanto gradito
chi va ruminando sempre la mia passione e ne sente dispiacere e mi compatisce,
che mi sento come rinfrancato da tutto ciò che soffrii nel corso della mia
passione, e l'anima, ruminandola sempre, viene ad apprestare un cibo continuo; e
in questo cibo ci sono tanti diversi condimenti e sapori che formano diversi
effetti. Sicché se nel corso della mia passione mi diedero funi e catene per
legarmi, l'anima mi scioglie e mi dà la libertà; quelli mi disprezzarono, mi
sputarono e disonorarono, essa mi apprezza, mi pulisce da quei sputi e mi onora.
Quelli mi spogliarono e mi flagellarono; essa mi risana e mi veste. Quelli mi
coronarono di spine, trattandomi da Re di burla, mi amareggiarono la bocca di
fiele e mi crocifissero; l'anima, ruminando tutte le mie pene, mi corona di
gloria e mi onora per suo Re, mi riempie la bocca di dolcezza, dandomi il cibo
più squisito qual'e la memoria delle mie stesse opere, e schiodandomi dalla
croce, mi fa risorgere nel suo cuore, dandole io per ricompensa, ogniqualvolta
che fa ciò, una nuova Vita di Grazia, sicché essa è il mio cibo, ed io mi
faccio suo cibo continuo. Onde la cosa che più mi piace è il ruminare sempre
la mia passione."
(Dal Volume 7; 9 Novembre, 1906)
3.
La Coronazione di Spine
Gesu’:
"Figlia mia, i dolori che soffrii furono incomprensibili a mente umana
creata; molto più dolorosi di quelle spine, nella mia Mente s’inchiodavano
tutti i pensieri cattivi delle creature, in modo che, di tutti questi pensieri,
nessuno Mi sfuggiva, tutti li sentivo in Me. E non solo sentivo le punture delle
spine, ma anche il ribrezzo delle colpe, che quelle spine Mi
rappresentavano."
Onde
io ho fatto per guardare l’amabile Gesù, e vedevo la sua SS. testa circondata
come una raggiera di spine che Gli uscivano da dentro. Tutti i pensieri delle
creature stavano in Gesù, e da Gesù passavano in loro e da loro a Gesù, e vi
restavano come concatenati insieme: i cattivi pensieri delle creature coi
pensieri SS. di Gesù... Oh, come soffriva Gesù!
Poi
ha soggiunto: "Figlia mia, solo le anime che vivono nella mia Volontà
possono darmi vere riparazioni e raddolcirmi spine sì pungenti, perché vivendo
nella mia Volontà e trovandosi la mia Volontà dappertutto, loro, trovandosi in
Me ed in tutti, scendono nelle creature e salgono a Me, Mi portano tutte le
riparazioni e Mi raddolciscono, e nelle menti inferme fanno cambiare le tenebre
in luce." (Dal
Volume 11; 24 Aprile, 1915)
4. Gesu’ porta la Croce al Calvario
Gesu’:
"Croce adorata, finalmente ti abbraccio; eri tu il sospiro del mio
Cuore, il martirio del mio amore; ma tu, O Croce, tardasti finora, mentre i miei
passi sempre verso di Te si dirigevano. Crose Santa, eri tu la meta dei miei
desideri, lo scopo della mia esistenza quaggiu’; in te concentro tutto
l’essere mio, in te metto tutti i miei figli e tu sarai la loro vita, e la
loro luce, la difesa, la custodia, al forza; tu li sovverrai in tutto, e
gloriosi Me li condurrai in Cielo. Oh Croce, Cattedra di sapienza, tu sola
insegnerai la vera santita’, tu sola formerai gli eroi, gli atleti, i martiri,
i Santi. Croce bella, tu sei il mio Trono e, dovendo Io partire dalla terra, tu
rimarrai in vece mia; a te do in dote tutte le anime; Me le custodisci, Me le
salvi, a te le affido!" (Da
"Le Ore della Passione"; 18esima ora)
"Deh,
O Croce, ricevimi presto nelle tue braccia, Io sono impaziente di aspettare!
Croce santa, su Te verro’ a dare compimento a tutto: presto Croce, adempi il
desiderio ardente che Mi consuma di dar vita alle anime; non piu’ indugiare,
con ansia aspetto di stendermi su di Te per aprire il Cielo a tutti i miei
figli.
Oh
Croce, e’ vero che tu sei il mio martirio, ma fra poco sarai anche la mia
vittoria ed il mio trionfo piu’ completo; e per te daro’ copiose eredita’,
vittorie, trionfi e corone ai miei figli."
(Da
"Le Ore della Passione"; 19esima ora)
5. Crocifissione e Morte di Gesu’
Gesu’:
"Padre santo, eccomi qui, carico di tutti i
peccati del mondo; non vi e’ colpa che non si riversi su di Me, percio’ non
piu’ scaricare sugli uomini i flagelli della tua divina Giustizia, ma su di
Me, tuo Figlio. O Padre, permettimi che leghi tutte le anime a questa Croce, e
che loro implori perdono con le voci del mio sangue e delle mie piaghe. O Padre,
non vedi come mi son ridotto? Per questa Croce, in virtu’ di questi dolori,
concedi a tutti verace conversione, pace, perdono e santita’. Arresta il tuo
furore contro la povera Umanita’, contro i figli miei; sono ciechi e non sanno
quello che fanno; percio’, guardami bene come sono ridotto per causa loro: se
non Ti muovi a compassione per essi, T’intenerisca almeno questo mio Volto
insozzato di sputi, coperto di Sangue, illividito e gonfio per i tanti schiaffi
e colpi ricevuti. Pieta’, Padre mio! Ero Io il piu’ bello di tutti, ed ora
sono tutto sfigurato, tanto che non mi riconosco piu’; son diventato
l’abiezione di tutti, percio’, a qualunque costo voglio salva la povera
creatura!"
"Padre
mio, guardami dalla testa ai piedi; non c’e’ parte sana in Me, non ho
dov’altro farmi aprire altre piaghe e procurarmi altri dolori: se non Ti
plachi a questo spettacolo di amore e di dolore, chi mai potra’ placarti? O
creature, se non vi arrendete a tanto Amore, che speranza vi resta di
convertirvi? Queste mie piaghe e questo mio Sangue saranno sempre voci che
chiameranno dal Cielo alla Terra grazie di pentimento, perdono, compassione per
voi!"
(Da "Le Ore della Passione"; 19esima ora)
MISTERI
GLORIOSI
1.
La Resurrezione
Gesu’:
"Figlia mia, nella mia Resurrezione, veniva
constituito il diritto di risorgere in me a novella vita tutte le creature; era
la conferma, il suggello di tutta la mia vita, delle mie opere, delle mie
parole, e che se venni in terra fu per dare a tutti ed a ciascuno, come vita che
a loro appartenesse, la mia Resurrezione, il trionfo di tutti e la nuova
conquista che tutti facevano da Colui che era morto per tutti, per dar loro vita
e farli risorgere nella mia stessa Resurrezione.
Ma
vuoi sapere dove consiste la vèra resurrezione della creatura? (ma) Non nella
fine del giorni, ma mentre vive ancora sulla terra; chi vive nella mia Volontà,
essa risorge alla luce, e può dire: ‘La mia notte é finita; risorge
nell'amore del suo Creatore in modo che non esiste per lei, più il freddo, le
nevi, ma sente il sorriso della primavera Celeste, risorge alla santità, la
quale mette a precipitosa fuga le debolezze, le miserie, le passioni, risorge a
tutto ciò che é Cielo e se guarda la terra, il Cielo, il Sole, la guarda per
trovare le opere del suo Creatore, per avere occasione di narrargli la sua
gloria e la sua lunga storia d'amore.
Perciò
chi vive nel mio Volere, può dire come disse l'Angelo, alle pie donne, quando
andavano al sepolcro, "é risorto, non é più qui"; chi vive nel mio
Volere può dire lo stesso, ‘la mia volontà non é più con me, é risorta
nel Fiat’; e se le circostanze della vita, le occasioni, le pene circondano la
creatura, come cercando la sua volontà, può rispondere: ‘La mia volontà é
risorta, non l'ho più in mio potere, tengo in ricambio la Divina Volontà, e
colla sua luce voglio investire tutto ciò che mi circonda, circostanze, pene,
per formarne tante conquiste divine’. Chi vive nel nostro Volere trova la vita
negli atti del suo Gesù e come sempre, in essa, la nostra Volontà operante,
conquistante, trionfante, e ci dà tale gloria che il Cielo non può contenere.
Quindi vivi sempre nel nostro Volere, non uscirne giammai, se vuoi essere il
nostro trionfo e la nostra gloria."
(Dal Volume 36; 20 Aprile, 1938)
2.
L’Ascensione
Gesu’:
"Figlia del mio Volere, come il tuo Gesù disse
nello scendere dal Cielo in terra: 'Parto e resto', così quando salì al Cielo
disse: 'Resto e parto'; la mia stessa parola ripete nello scendere Sacramentato
nelle creature: 'Parto e resto nei Tabernacoli'. Così, chi vive nella mia
Volontà, in tutti i suoi atti può dire la mia stessa parola.
Come
incomincia il suo atto, così viene formato il suo Gesù nell'atto suo. La mia
Vita tiene virtù di moltiplicarsi all'infinito, quante volte voglio. Quindi può
dire con tutta verità: 'Parto e resto; parto per il Cielo, per beatificarlo,
per raggiungere la mia sede e far conoscere a tutti il mio caro Gesù, che ho
racchiuso nel mio atto, affinché Lo godino ed amino; resto in terra, come vita
mia, sostegno e difesa di tutti i miei fratelli'. Come è bello un atto nella
mia Volontà!" (Dal
Volume 35; 24 Gennaio 1938)
3. La Discesa dello Spirito Santo
La
Mamma Celeste: "…Onde, giunse il tempo che scese
lo Spirito Santo promesso dal Figlio mio nel cenacolo. Che trasformazione,
figlia mia! Come furono investiti, acquistarono nuova scienza, fortezza
invincibile, amore ardente; una nuova vita scorreva in essi, la quale li rendeva
impavidi e coraggiosi, in modo che si divisero in tutto il mondo per far
conoscere la Redenzione e mettervi la vita per il loro Maestro; ed io restai con
l’amato Giovanni e fui costretta ad uscire da Gerusalemme, perche’
incomincio’ la tempesta della persecuzione.
Figlia
mia carissima, tu devi sapere che io continuo ancora il mio Magistero nella
Chiesa: non vi e’ cosa che da me non discenda, posso dire: mi sviscero per
amore dei figli miei e li nutrisco col mio latte materno. Ora, in questi tempi,
voglio mostrare un amore piu’ speciale col far conoscere come tutta la mai
vita fu formata nel Regno della Divina Volonta’. Percio’ ti chiamo sulle mie
ginocchia, fra le mie braccia materne affinche’ facendoti da barca, tu resti
sicura di vivere nel mare della Divina Volonta’. Grazia piu’ grande non
potrei farti. Ti prego, contenta la Mamma tua! Vieni a vivere in questo Regno
si’ santo! E quando vedi che la tua volonta’ vorrebbe avere qualche atto di
vita, vieni a rifugiarti nella sicura barca delle mie braccia, dicendomi:
‘Mamma mia, la mia volonta’ mi vuole tradire, ed io la consegno a te,
affiche’ metta al suo posta la Divina Volonta’.’
Oh,
come saro’ felice se potro’ dire: ‘La figlia mia e’ tutta mia perche’
vive di Volonta’ Divina.’ Ed io faro’ scendere lo Spirito Santo
nell’anima tua, affinche’ tu bruci cio’ che e’ umano e col suo soffio
refrigerante imperi sopra di te e ti confermi nella Divina Volonta’."
(Da "La Vergine Maria nel
Regno della Divina Volonta’"; Giorno 30)
4. La Assunzione di Maria Santissima in Cielo
Gesu’:
"Figlia mia, il vero nome di questa Festa dovrebbe
essere festa della Divina Volontà".
Fu
la volontà umana quella che chiuse il Cielo, che spezzò i vincoli con il suo
Creatore, che fece uscire in campo le miserie, il dolore, e che mise un termine
alle feste che la creatura doveva godere nel Cielo. Ora, questa Creatura, Regina
di tutti, col fare sempre e in tutto la Volontà dell'Eterno anzi, si può dire
che la sua vita fu la sola Volontà Divina, aprì il Cielo, si vincolò con
l'Eterno e fece ritornare nel Cielo le feste con la creatura, ogni atto che
compiva nella Volontà Suprema era una festa che iniziava nel Cielo, erano Soli
che formava per ornamento di questa festa, erano musiche che spediva per
allietare la Celeste Gerusalemme.
Sicché
la vera causa di questa festa è la Volontà Eterna operante e compiuta nella
mia Mamma Celeste, che operò in Lei tali prodigi da stupire Cieli e terra, da
incatenare l'Eterno con vincoli indissolubili d'amore, e da rapire il Verbo fin
nel suo seno, e gli stessi Angeli, rapiti, ripetevano tra di loro: "Donde
tanta gloria, tanto onore, tanta grandezza e prodigi non mai visti, in questa
eccelsa Creatura? Eppure, è dall'esilio che viene!" E attoniti
riconoscevano la Volontà del loro Creatore come vita e operante in Lei, e
tremebondi dicevano: "Santa, Santa, Santa! Onore e gloria alla Volontà del
nostro Sovrano Signore! E gloria a Maria, e tre volte Santa Colei che ha fatto
operare questa Suprema Volontà!"
(Dal Volume 18; 15 Agosto, 1925)
5.
La Coronazione di Maria Santissima, nostra Madre, Regina del Cielo e della
Terra, e Regina della Divina Volonta’
La
Mamma Celeste: "…E dando io l’ultimo anelito
di puro amore nella interminabilita’ del Voler Divino, mio Figlio mi ricevette
fra le sue braccia e mi condusse al cielo, in mezzo alle schiere angeliche, che
inneggiavano alla loro Regina. Posso dire che il Cielo si svuoto’ per venirmi
incontro; tutti mi festeggiavano e, nel mirarmi, restavano rapiti ed in coro
dicevano: ‘Chi e’ costei, che viene dall’esilio, tutta appoggiata al suo
Signore? Tutta bella, tutta santa, con lo scettro di Regina? Ed e’
tanta la sua grandezza, che i cieli si sono abbassati per riceverla.
Nessun’altra creatura e’ entrata in queste regioni celesti cosi’ ornata e
speciosa, cosi’ potente che tiene la supremazia su tutto.’
Ora,
figlia mia, vuoi sapere chi e’ costei che tutto il cielo inneggia e restano
rapiti? Sono io, colei che non fece mai la sua volonta’, ed il Voler divino mi
abbondo’ tanto, che distese cieli piu’ belli, soli piu’ fulgidi, mari di
bellezza, d’amore, di santita’, con cui potevo dar luce a tutti e
racchiudere dentro il mio cielo tutto e tutti; era l’operato della Divina
Volonta’ operante in me, che aveva operato prodigio si’ grande; ero
l’unica creatura che entrava in cielo, che avevo formato il suo Regno
nell’anima mia." (Da
"La Vergine Maria nel Regno della Divina Volonta’"; Giorno 31)