ROSARIO
PREGATO CON SANTA TERESA D’AVILA

Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Credo
in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque
da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo,
siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare
i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione
dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita
eterna. Amen.
Gloria
al Padre al Figlio e allo
Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Gesù
mio, perdona le nostre
colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime,
specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Salve
Regina,
madre di misericordia, vita,
dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te
sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque,
avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo
questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o
pia, o dolce Vergine Maria.
L'ANNUNCIO
A MARIA Luca 1, 26-38
Quando
Elisabetta fu al sesto mese Dio mandò l'angelo Gabriele a Nazareth, un
villaggio della Galilea. L'angelo andò da una vergine che era fidanzata con un
uomo chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. L'angelo entrò in casa
e le disse: "Ti saluto, Maria! Piena di grazia, il Signore è con te".
Maria
fu molto impressionata da queste parole e si domandava che significato poteva
avere quel saluto. Ma l'angelo le disse: "Non temere, Maria! Tu hai trovato
grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù.
Il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà
sempre sul popolo d'Israele. Il suo regno non finirà mai". Allora Maria
disse all'angelo: "Come è possibile questo, dal momento che io sono
vergine?".
L'angelo
rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e l'Onnipotente Dio, come una nube,
ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti
pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è
impossibile a Dio!".
Allora
Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu
hai detto".
Poi
l'angelo la lasciò.
I
segreti di Dio! Qui non vi è da far altro che di chinare la testa e persuaderci
dell'incapacità dei nostri intelletti a comprendere le grandezze di Dio.
È
bene ricordare ciò che fece la Vergine, nostra Regina. Nonostante tutta la
saggezza di cui era stata colmata, domandò all'angelo: Come avverrà questo? E
le fu risposto. Lo Spirito Santo scenderà in te e la virtù dell'Altissimo ti
coprirà con la sua ombra. Dopo questo troncò ogni domanda, comprendendo
subito nella sua grande fede e sapienza che, innanzi a queste due potenze, non
v'era da chiedere più nulla, ne alcun motivo per dubitare. Così non fanno quei
sapienti che il Signore non conduce per questa orazione, privi della minima idea
di ciò che sia vita spirituale. Essi vogliono sottomettere queste cose al
loro giudizio e giudicarle a seconda delle loro vedute, sino quasi a far credere
che vogliono con la loro scienza comprendere tutte le grandezze di Dio!... Oh,
se imparassero un po' di umiltà dalla Santissima Vergine!... (Pensieri 6,7).
Sforziamoci di imitare, almeno in qualche cosa, la profonda umiltà della
Santissima Vergine, di cui portiamo l'abito. Mi sento tanto confusa, quando
penso che ci chiamiamo sue monache. Per quanto ci paia di umiliarci; saremo
sempre assai lontane da quanto esige il titolo ti tal Madre: Sorelle di Nostra
Signora (Cammino di Perfezione 1,9, 8).
Solo
l'umiltà può fare qualcosa, ma non l'umiltà che si acquista a forza di
ragionamenti, bensì quella che deriva dalla contemplazione della stessa Verità,
nella quale in un attimo si comprende assai di più che non in molto tempo di
faticose riflessioni sopra la miseria del nostro nulla e la grandezza di Dio (Cammino
di Perfezione 92, 13).
È
lei (l'umiltà) che Lo ha fatto discendere dal Cielo nel seno della Vergine, è
grazie a lei che l'attiriamo... Credetemi, chi avrà più umiltà lo possederà
maggiormente, chi ne avrà di meno ne gioirà in modo minore (Cammino di
Perfezione 17).
O
mio Dio, come sapete bene mostrare la vostra potenza! Non è necessario cercare
le ragioni di ciò che volete, perché oltrepassando tutti i lumi della ragione,
mostrate che tutte le cose sono possibili, e donate la comprensione che è
sufficiente amarvi sinceramente e rinunciare generosamente a tutto per amore
vostro (vita 35, 13).
Un
giorno, mi sono chiesta per quale ragione Nostro Signore amava tanto la virtù
dell'umiltà... È perché Dio è la suprema Verità, e l'umiltà consiste nel
camminare secondo la verità (6 Castello Interiore 10)
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
LA
VISITA DI MARIA AD ELISABETTA
Luca 1 39-56
In quei
giorni Maria si mise in viaggio e raggiunse in fretta un villaggio che si
trovava nella parte montagnosa della Giudea. Entrò nella casa di Zaccaria e
salutò Elisabetta. Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino dentro
di lei ebbe un fremito, ed essa fu colma di Spirito santo e a gran voce esclamò:
"Dio ti ha benedetta più di tutte le altre donne, e benedetto è il
bambino che avrai! Che grande cosa per me! Perché mai la madre del mio Signore
viene a farmi visita? Appena ho sentito il tuo saluto, il bambino si è mosso
in me per la gioia. Beata te che hai avuto fiducia nel Signore e hai creduto che
egli può compiere ciò che ti ha annunziato".
Allora
Maria disse: "Grande è il Signore: lo voglio lodare. Dio è mio salvatore:
sono piena di gioia. Ha guardato a me, alla sua povera serva: tutti, d'ora in
poi, mi diranno beata. Dio è potente: ha fatto in me grandi cose, santo è il
suo nome. La sua misericordia resta per sempre con tutti quelli che lo servono.
Ha dato prova della sua potenza, ha distrutto i superbi e i loro progetti. Ha
rovesciato dal trono i potenti, ha rialzato da terra gli oppressi. Ha colmato i
poveri di beni, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Fedele nella sua
misericordia, ha risollevato il suo popolo, Israele. Così aveva promesso ai
nostri padri: ad Abramo e ai suoi discendenti per sempre".
Maria
rimase con Elisabetta circa tre mesi. Poi ritornò a casa sua.
Osserviamo
Maria:
Se serviamo il Signore con umiltà, sperimenteremo il suo aiuto in tutti i
nostri bisogni; ma se l'umiltà ci fa difetto, il Signore ci abbandonerà ad
ogni passo. Una delle sue grazie più grandi che dobbiamo molto stimare è di
essere fermamente persuasi di non aver nulla che non ci venga da Lui (Cammino
di Perfezione ,38,7).
Facevo
il possibile per tenere presente dentro di me Gesù Cristo, nostro bene e
Signore, e questo era il mio modo di orazione. Se meditavo una scena della sua
vita, cercavo di rappresentarmela nell'anima (vita, 1, 7).
Coloro
che assaporano le delizie e i gusti che il Signore concede (nella preghiera)
pensano di non dovere far altro che continuare a goderne... si guardino bene
dal lasciarsi troppo assorbire (dalle delizie e dai gusti), perché la vita è
così lunga e piena di travagli che per sopportarli con perfezione si ha sempre
bisogno di considerare come li hanno sopportati Cristo nostro modello, i suoi
Apostoli e i suoi santi. È troppo bella la compagnia di Gesù per dovercene
separare! Altrettanto si dica della compagnia della sua Sacratissima Madre (6
Castello Interiore 7,13).
Mentre
ascoltavo queste parole (quelle del Magnificat), il mio spirito era rapito. Il
Signore mi fece intendere cosa sia lo spirito, come stesse allora l'anima mia e
come si debbano intendere le parole del Magnificat: Exultavit spiritus meus. Ma
ora non lo saprei dire. Mi pare d'aver compreso che lo spirito sia la parte più
alta della volontà (Relazioni 29).
Un
giorno, mentre ero in orazione, mi sentii l'anima così immersa e inabissata in
Dio da sembrarmi che il mondo fosse sparito. Mi fu dato allora d'intendere,
e in modo da non potermene più scordare, il senso di quel versetto del
Magnificat... et exultavit spiritus meus (Relazioni 61).
Rallegrati,
anima mia, per esserci chi ama il tuo Dio come merita, rallegrati per esserci
chi conosce la sua bontà e potenza e ringrazialo per aver Egli inviato sulla
terra il suo unico figlio che così bene lo conoscere, con la protezione del
quali potrai avvicinarti al tuo Dio e pregarlo. Se il Signore trova in te le sue
delizie, non permettere che le cose della terra t'impediscano di trovare in Lui
le tue e di rallegrati delle sue grandezze. Poiché tanto merita di essere amato
e lodato, pregalo che ti dia di contribuire almeno un poco nel far celebrare il
suo nome, onde tu possa dire con verità. La mia anima loda ed esalta il Signore
(Esclamazioni VII, 3).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
TERZO
MISTERO
LA
NASCITA DI GESU’ Luca 2 1-12
In quel
tempo l'imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli
abitanti dell'impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era
governatore della Siria. Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri
e ciascuno nel proprio luogo d'origine.
Anche
Giuseppe partì da Nazareth, in Galilea e salì a Betlemme, la città del re
Davide, in Giudea. Andò là perché era un discendente diretto del re Davide e
Maria sua sposa, che era incinta, andò con lui.
Mentre
si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede
alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire
nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto.
In quella
stessa regione c'erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all'aperto
per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e
la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande
paura. L'angelo disse: “Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà
una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato il
vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un
bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia”.
Dovremmo
sempre essere affezionati; specialmente coloro che si dedicano all'orazione,
poiché non so proprio come si possa pensare alla Regina degli Angeli e al lungo
periodo di tempo da lei trascorso con Gesù Bambino, senza ringraziare San
Giuseppe per la generosità con cui l'assistette nelle difficoltà (Vita 6,8).
Imitiamo
almeno in qualche cosa il nostro Re che ebbe per casa la grotta di Betlemme dove
nacque e la Croce su cui morì (Cammino di Perfezione 2, 9).
Il
Padre ci ha donato il suo unico Figlio che oggi viene al mondo in una povera
stalla. Oh, indicibile gioia! Ormai l'uomo è Dio!... Viene l'Innocente per
soffrire al freddo! Lascia un impero, quello splendilo di Dio (Poesia 14).
O
mio Gesù; come è grande l'amore che portate ai figli degli uomini!... Ora,
che bisogno c'è del mio amore? Perché lo volete, mio Dio? Che vi guadagnate
con esso? (Esclamazioni VII, 2).
Considerate,
o mio Signore, che non vi siete fermato dinanzi a nessun ostacolo, tanto è
grande l'amore che ci portate e profonda la vostra umiltà sulla terra, vi siete
rivestito della nostra carne, assumendo la nostra natura (cammino di
Perfezione 29).
Se
Egli abita vicino a noi, è solo per aiutarci, incoraggiarci e sostenerci fino a
quando la volontà del Padre celeste... si compia in noi (cammino di
Perfezione 36).
Voi
unite ciò che non è all'Essere senza fine; voi che siete infinito, vi fate
finito; senza meriti, ci amate; fate grande il nostro niente (Poesia 7).
Gesù
Possedendo la nostra natura, diventa una cosa sola con noi (Cammino di
Perfezione 85).
Ho
capito che, se egli è Dio, è anche uomo e non prova disgusto per le miserie
dell'uomo (Vita 37).
Speranza
mia, Padre, mio Creatore, mio vero Signore e Fratello, quando penso a quello che
Poi dite, cioè, che la vostra gioia sta nell'abitare con i figli dell'uomo, (Proverbi
8 31), la mia anima s'inonda di gioia. Signore del cielo e della terra dov'è
il peccatore che dopo tali parole possa ancora disperare? Forse, Signore, che
non avete altri con cui deliziarvi per venire da un verme così ributtante come
sono io? Quando vostro Figlio fu battezzato, si udì che Voi vi compiaceste in
Lui (Matteo 3,17). Gli siamo forse uguali signore? (Esclamazioni VIII,
12). Padre nostro, Ave
Maria (per 10 volte)
Gloria, Gesù mio.
Viveva
allora a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone. Un uomo retto e pieno di fede
in Dio, che aspettava con fiducia la liberazione d'Israele. Lo Spirito Santo era
con lui e gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di aver veduto il
Messia mandato dal Signore.
Mosso
dallo Spirito Santo, Simeone andò nel tempio dove s'incontrò con i genitori di
Gesù, proprio mentre essi stavano portandovi il loro bambino per compiere
quello che ordinava la legge del Signore.
Simeone
allora prese il bambino tra le braccia e ringraziò Dio così: "Ormai,
Signore, puoi lasciare che il tuo servo se ne vada in pace: la tua promessa si
è compiuta. Con i miei occhi ho visto il Salvatore: Tu l'hai messo davanti a
tutti i popoli: luce per illuminare le nazioni e gloria del tuo popolo,
Israele".
Il padre e
la madre di Gesù rimasero stupiti per le cose che Simeone aveva detto del
bambino. Simeone poi li benedisse e parlò a Maria, la madre di Gesù: "Dio
ha deciso che questo bambino sarà occasione di rovina o di risurrezione per
molti in Israele. Sarà un segno di Dio, ma molti lo rifiuteranno: così egli
metterà in chiaro le intenzioni nascoste nel cuore di molti. Quanto a te,
Maria, il dolore ti colpirà come colpisce una spada".
Del
resto neanche il giusto Simeone, guardando il glorioso Bambino, vedeva più
d'un povero neonato. dai panni in cui era avvolto e dalla poca gente che
l'accompagnava in processione, avrebbe potuto giudicarlo più un piccolo
pellegrino figlio di indigenti genitori che Figlio del Padre Celeste (Cammino
di Perfezione 53, 2).
Il
Signore disse a Teresa: Quando contempli mia Madre tenermi fra le braccia, non
pensare che ella abbia goduto tanto bene senza grave tormento, perché quando udì
la profezia di Simeone, il Padre mio le dette la più completa cognizione di
quanto avrei sofferto (Relazioni 36; 1).
Quelli
che si sono avvicinati di più a Nostro Signore hanno anche sofferto di più.
Considerate le sofferenze degli Apostoli e della sua Santissima Madre (7
Castello interiore 4, 5).
Dio
Padre lo ha donato a noi e inviato in questo mondo per sua volontà. Il
Figlio, a sua volta per sua propria volontà, non ha voluto abbandonarci, ma si
è stabilito vicino a noi (Cammino di Perfezione 36).
Non
vi chiedo di fissare il vostro pensiero su di Lui, né di fare molti
ragionamenti o alte e sapienti considerazioni. Ciò che vi domando, è portare
lo sguardo della vostra anima su di Lui. Chi può impedirvi di elevarvi, anche
solo per un istante verso il Signore? (Cammino di Perfezione 28).
La
somma perfezione non consiste nelle dolcezze interiori, nei grandi rapimenti,
nelle visioni o nello spirito di profezia, bensì nella perfetta conformità
del nostro volere a quello di Dio, in modo da volere anche noi - e fermamente -
quanto conosciamo che Egli vuole, accettando con la medesima allegrezza
tanto il dolce che l'amaro, quando in questo è il suo volere (Fondazioni 5,
10).
Non
dobbiamo allontanarci volontariamente dalla Santissima Umanità di Nostro
Signore Gesù Cristo, che è per noi la pienezza dei beni e rimedio a tutti i
mali (6 castello Interiore 7).
Sapete
cosa vuol dire essere spirituali? Vuol dire essere gli schiavi di Dio, tali che
marcati col suo ferro, quello della croce, egli li possa vendere per schiavi di
tutto il mondo, come lo è stato nostro Signore. Chi non ha questo ideale, non
farà mai nulla (castello Interiore VII, 4, 8).
Egli
risveglia il nostro amore e mette il Suo nei nostri cuori non per un giorno
solo, ma ogni giorno. Ecco perché ha deciso di vivere con noi (Cammino di
Perfezione 3). Padre
nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
QUINTO
MISTERO
IL
RITROVAMENTI DI GESU’ NEL TEMPIO
I genitori
di Gesù ogni anno andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa di
Pasqua. Quando Gesù ebbe dodici anni lo portarono per la prima volta con loro
secondo l'usanza. Finita la festa ripresero il viaggio di ritorno con gli altri.
Ma Gesù rimase in Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgessero.
Credevano che anche lui fosse in viaggio con la comitiva. Dopo un giorno di
cammino, si misero a cercarlo tra i parenti e conoscenti. Non riuscendo a
trovarlo, ritornarono a cercarlo a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono
nel tempio: era là, seduto in mezzo ai maestri della legge: li ascoltava e
discuteva con loro. Tutti quelli che lo udivano erano meravigliati per l'intelligenza
che dimostrava con le sue risposte. Anche i suoi genitori, appena lo videro,
rimasero stupiti, e sua madre gli disse: “Figlio mio, perché ti sei
comportato così con noi? Vedi, tuo padre ed io ti abbiamo tanto cercato e siamo
stati molto preoccupati per causa tua”. Egli rispose loro: "Perché
cercarmi tanto? Non sapevate che io devo essere nella casa del Padre mio?".
Ma essi non capirono il significato di quelle parole.
Gesù
poi ritornò a Nazareth con i genitori e ubbidiva loro volentieri. Sua madre
custodiva gelosamente dentro di sé il ricordo di tutti questi fatti.
Gesù
intanto cresceva, progrediva in sapienza e godeva il favore di Dio e degli
uomini.
Vi
scongiuro, portate lo sguardo su Cristo nostro bene; imparerete la vera umiltà;
portatelo ugualmente sui santi; questa vista nobiliterà il vostro apprendimento
(1 Detti 2).
San Giuseppe con il suo aiuto mi ha procurato beni maggiori di quelli che ho saputo domandare. Non ricordo di avergli mai rivolto una supplica che non abbia esaudito... Nostro Signore vuole farci capire che, se ha accettato di sottomettersi sulla terra a colui che chiamava suo padre, è perché essendo suo precettore poteva comandarlo, egli rivolge ugualmente al Cielo tutte le sue suppliche (Vita 6).
Anche
se avete molti santi per avvocati, rivolgetevi sempre a san Giuseppe, perché
è molto ascoltato dal Signore (Avvisi 65).
Oh,
l'insigne grazia che il Signore fa a quei, figli col dar dei genitori che li
amano di un amore così vero da non voler ad essi assicurare altre ricchezze e
possessioni che nell'eterna beatitudine del cielo! Ma che pena vedere oggi il
mondo in tanta miseria... certi genitori vogliono coltivare la propria vanità
a spese dei loro poveri figli, strappando a Dio con incredibile audacia le anime
che Egli sceglie per sé, e privandole di tanti beni. Aprite loro gli occhi mio
Dio! Fate loro intendere come devono amare i propri figli affinché non rechino
ad essi un sì gran male, ed essi poi non abbiano a lamentarsi di loro innanzi a
Voi nel giorno del giudizio, dove quei genitori comprenderanno, sia pure contro
voglia, il vero valore delle cose (Fondazione 10, 9).
Pensate
che sia una piccola cosa avere un tale amico vicino a voi? (cammino di
Perfezione 28).
Quando
pensiamo a Cristo dobbiamo sempre ricordarci dell'amore che ci ha manifestato
nel concederci tante grazie e dell'accesa carità di suo Padre che nel Figlio
ha voluto darci un pegno di tanta tenerezza. Amore chiama amore. nonostante la
nostra miseria e l'essere ancora agli inizi, non trascuriamo di considerare
questa verità e di eccitarci all'amore (vita 22, 14).
Avvicinatevi
a Gesù Maestro con la ferma decisione d'istruirvi, Egli vi darà la grazia di
diventare suoi discepoli. Se non siete voi i primi ad abbandonarlo, Egli di
certo non vi abbandonerà. Meditate le parole che escono dalla sua bocca divina
e comprenderete fin dalla prima (parola) di quale amore Egli vi circondi. E,
per un discepolo, non è certo piccolo vantaggio né soddisfazione da poco,
sapere di essere amato dal suo Maestro (cammina di Perfezione 28).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
L'AGONIA
DI GESÙ NELL'ORTO Matteo
26,36-46
Gesù
arrivò con i discepoli in un podere chiamato Getzemani e disse: “Restate
qui mentre io vado là a pregare”. Si fece accompagnare da Pietro e dai due
figli di Zebedeo. Poi incominciò ad essere triste e angosciato. Allora disse ai
tre discepoli: "Una tristezza mortale mi opprime, Fermatevi qui e restate
svegli con me". Andò un po' avanti, si gettò con la faccia a terra e si
mise a pregare. Diceva: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo
calice di dolore! Però non si faccia come voglio io, ma come vuoi tu".
Poi
tornò indietro verso i discepoli, ma li trovò che dormivano. Allora disse a
Pietro: "Così non avete potuto vegliare con me nemmeno un'ora? State
svegli e pregate per resistere nel momento della prova; perché la volontà è
pronta ma la debolezza è grande!".
Per la
seconda volta andò a pregare e disse: “Padre mio, se proprio devo bere da
questo calice di dolore, sia fatta la tua volontà”. Poi tornò dai discepoli
e li trovò ancora che dormivano: non riuscivano a tenere gli occhi aperti. Per
la terza volta Gesù si allontanò e andò a pregare ripetendo le stesse parole.
Poi tornò verso i discepoli e disse: "Ma come, voi ancora dormite e
riposate? Ecco, il momento è ormai vicino. Il Figlio dell'uomo sta per essere
consegnato nelle mani dei suoi nemici. Alzatevi, andiamo! Sta arrivando quello
che mi tradisce".
Mi
viene da pensare a Gesù che prova la debolezza della sua umanità prima della
passione, ma che mostra gran forza quando vi è immerso. Infatti non solo non si
lamenta, ma non mostra in apparenza neppure un segno di fragilità umana.
Andando al giardino degli ulivi dice: La mia anima è triste sino alla morte, ma
sulla croce dove sta soffrendo la morti non esce in nessun lamento... Se
pregando nel giardino andò a svegliare gli apostoli, non era forse più ovvio
che si lamentasse con sua Madre,... quando ella, ai piedi della croce, non stava
addormentata, ma soffrendo nella sua anima e morendo di dura morte? Eppure
maggiore è il sollievo che si prova quando ci lamentiamo con chi ci ama e
sappiamo essere sensibili ai nostri dolori! (Pensieri 3, 11).
Mi
trovavo molto in sintonia con l'orazione di Gesù nell'orto degli ulivi dove gli
tenevo compagnia. Pensavo al sudore e all'afflizione che aveva sofferto e
desideravo di asciugargli quel sudore così penoso... e me ne stavo con Lui fino
a quando i miei pensieri lo permettevano... (Vita 9, 9).
Teniamogli
compagnia nella sua desolata solitudine! Come sono pochi i discepoli che gli
sono rimasti fedeli!... Il peggio è che ne ha di quelli che, mentre in pubblico
si mostrano suoi amici in segreto lo vendono. Non sa quasi più di chi
fidarsi. O Amico sincero, come vi paga male chi vi tradisce! O veri cristiani
venite a piangere col vostro Dio! (Esclamazioni 10, 2).
Fermarmi
alquanto sull'orazione dell'orto era l'esercizio che praticavo da vari anni,
quasi tutte le sere prima d'addormentarmi, quando mi raccomandavo a Dio e ciò
anche prima che divenissi monaca... Sono convinta che con questo esercizio la
mia anima si sia molto avvantaggiata (Vita 9, 4).
Se
siete afflitti o in pena, potete contemplarlo mentre si reca al giardino degli
ulivi. Come doveva essere triste la sua anima se Egli, che è la stessa potenza,
giunse perfino a lamentarsi (Cammino di Perfezione 26, 5).
La
sola vista del Signore prostrato nell'orto con quel sudore spaventoso, basta ad
occuparci, non solo per un'ora, ma per molti giorni di seguito. Con un semplice
sguardo si vede chi Egli sia e quanto enorme la nostra ingratitudine verso un
dolore così grande (4 castello Interiore 7, 1).
Ricordatevi
di quel che disse Gesù nell'orazione dell'orto: La carne e debole e ricordatevi
di quel sorprendente e doloroso sudore. Se era pure debole la sua carne divina,
e non aveva peccati, come vorremmo che la nostra sia così forte da non sentir
paura per le persecuzioni e i travagli che la minacciano? (Pensieri ).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
GESÙ
VIENE FLAGELLATO Matteo
27,15-15. 20.26
Ogni anno,
per la Festa di Pasqua, il Governatore aveva l'abitudine di lasciare libero
uno dei carcerati, quello che il popolo voleva. A quel tempo era in prigione
un certo Barabba, un carcerato famoso. Così, quando si fu riunita una certa
folla, Pilato domandò: "Chi volete
che sia lasciato libero: Barabba, oppure Gesù detto Cristo?". Perché
sapeva bene che l'avevano portato da lui solo per odio.
Intanto
i capi dei sacerdoti e le altre autorità riuscirono a convincere la folla che
era meglio chiedere la liberazione di Barabba e la morte di Gesù. Il
governatore domandò ancora: "Chi dei due volete lasci libero"? La
folla rispose: "Barabba!".
Pilato
continuò: "Che farò dunque di Gesù detto Cristo?".
Tutti
risposero: " In croce!".
Pilato
replicò: "Che cosa ha fatto di male?". Ma quelli gridarono ancora più
forte:
"
In croce! In croce!".
Quando
vide che non poteva far niente e che anzi la gente si agitava sempre di più
Pilato fece portare un po' d'acqua, si lavò le mani davanti alla folla e
disse: "Io non sono responsabile della morte di quest'uomo! Sono affari
vostri!".
Tutto
la gente rispose: " Il suo sangue ricada su di noi e sui i nostri
figli".
Allora
Pilato lasciò libero Barabba. Fece flagellare Gesù, poi lo consegnò ai
soldati per farlo crocifiggere.
Quando
ci mettiamo a meditare un punto della Passione per esempio la flagellazione alla
colonna, l'intelletto deve indagare i motivi che gli possono far meglio
comprendere l'acerbità dei dolori sofferti dal Signore in quell'abbandono e le
molte altre cose che a seconda della sua capacità si può trovare... (Vita
19, 12).
Come
siamo pronti ad ofendervi, o Signore dell'anima mia! Ma come Voi lo siete di più
a perdonarci! Signore, donde ci viene questo insensato ardire se non dal
sapere che la vostra misericordia è grande e dal dimenticarci che equa è la
vostra giustizia? Dolori di morte mi circondano (salmo 114, 3) Ahi, che gran
male è il peccato se fu suficiente a uccidere un Dio fra dolori si orribili!
Come ne siete circondato, Signore! Qual'è il luogo dove non ne abbiate? Da ogni
parte gli uomini vi coprono di ferite (Esclamazioni 10, 1).
Entrando
un giorno nel romitorio, i miei occhi caddero su una statua che vi era stata
messa... Raffigurava Nostro Signore coperto di piaghe, era tanto devota che nel
vederla mi sentii tutta commuovere perché rappresentava al vivo quanto Gesù
aveva sofferto per noi: ebbi tal dolore al pensiero dell'ingratitudine con cui
rispondevo a quelle piaghe, che mi parve che il cuore mi si spezzasse. Mi gettai
ai suoi piedi in un profluvio di lacrime, supplicandolo a darmi forza per non
offenderlo più (Vita 9, 11).
O
Figlio dell Eterno Padre, Gesù Cristo Signor nostro, vero Re dell'universo!
Qual 'è l'eredità che Voi lasciaste in questo mondo per noi vostri
discendenti? Che cosa aveste, Signor mio, se non travagli, tormenti e disprezzi?
E per trangugiare l'amaro calice della morte, aveste voi forse più d'un legno?
Ah, mio Dio, se vogliamo esser vostri figli legittimi e non rinunciare alla
vostra eredità, dobbiamo abbracciare la sofferenza! Le vostre insegne sono
cinque piaghe!... E quelle piaghe... devono essere il nostro stemma, sotto pena
di non ereditare il suo regno! Non è col riposo, con le delizie, con gli onori
e le ricchezze che si ha da guadagnare quel regno ch’Egli acquistò con tanto
sangue (Fondazioni 10, 11).
Consideratelo
legato alla colonna, sommerso nello spasimo, con le carni a brandelli e tutto
per il grande amore che ci porta. Quanto patire! E ciò nonostante, eccolo
perseguitato dagli uni sputacchiato dagli altri, rinnegato, abbandonato dagli
amici, senza che alcuno lo difenda, intirizzito dal freddo e ridotto a tanta
solitudine che ben potete avvicinarlo e consolarvi a vicenda (Cammino di
Perfezione 20, 5).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
GESU’
CORONATO DA SPINE Matteo
27 27-31
Allora i
soldati portarono Gesù nel palazzo del governatore e chiamarono tutto il resto
della truppa. Gli tolsero i suoi vestiti e gli gettarono addosso una veste
rossa. Prepararono una corona di rami spinosi e gliela misero sul capo, nella
mano destra gli misero un bastone.
Poi
incominciarono a inginocchiarsi davanti a lui e a dire ridendo: "Salve re
dei Giudei!".
Intanto
gli sputavano addosso, gli prendevano il bastone e gli davano colpi sulla testa.
Quando finirono di insultarlo, gli tolsero la veste rossa e lo rivestirono con i
suoi abiti. Poi lo portarono via per crocifiggerlo.
Devotissima
come sono di questo mistero (l'incoronazione di spine),... mi posi a
considerare lo spasimo atroce che il Signore dovette sofrire, per queste
numerose ferite. Già cominciavo a sentirne pena, quando il Signore mi disse di
non compiangerlo per quelle ferite, ma per le molte altre che gli uomini gli
facevano (Relazioni, 9).
O
sorgenti vive e zampillanti delle piaghe del mio Dio, con che abbondanza
scaturite per essere il nostro sostentamento! E con che sicurezza camminerà
fra i pericoli di questa vita chi si abbevererà a questa divina sorgente! (Cammino
Perfezione 9, 2).
Mio
Dio osservate le piaghe del vostro Figlio; e poiché Egli ha perdonato a quelli
che gliele hanno fatte, perdonateci pure Voi! (Cammino di Perfezione 11, 8).
Il
Signore può cambiare i deboli in forti e, i malati in sani. Ma se ciò non fa,
vuol dire che il meglio per noi è patire, fissi gli occhi al suo onore e alla
sua gloria e dimentichi di noi stessi. Perché la vita e la salute se non per
consumarle per un Re e Signore così grande (Fondazioni 28, l8).
Tacere
quando si è accusati ingiustamente è un grande atto di umiltà e si imita più
da vicino Nostro Signore che prese sopra di sé i nostri peccati... Il vero
umile deve desiderare di essere disprezzato, perseguitato e condannato senza
motivo, anche in cose gravi. Se si vuole imitare nostro Signore, in che cosa lo
si può meglio fare se non in questo? (Castello Interiore 15, 1- 2).
Il
vero discepolo che s'incammina a seguire Cristo deve abbandonarsi nelle mani
di Dio, affinché ne faccia quel che vuole; deve dimenticarsi di ogni proprio
interesse e fare il possibile per consegnarsi alla sua divina volontà (4
Castello Interrare 8, 6).
Signore...
tutto il danno ci viene dal non tenere fissi gli occhi su di Voi! Se non
guardassimo che al cammino, vi arriveremo presto, ma diamo in mille cadute,
cadiamo in mille inciampi e sbagliamo strada per non aver di mira la strada vera
(Cammrno di Perfezione 16, 11).
Considerate,
o Eterno Padre, che tanti flagelli, strapazzi e penosissime sofferenze (caduti
sopra Gesù) non sono cose da dimenticarsi! (Cammino di Perfezione 9, 8).
Cristo è sempre l’amico ottimo e ci è di grande compagnia. Uomo come noi,
come noi ha sofferto. Solo sotto il peso della croce, non ebbe consolazione. Non
abbandoniamolo... Avvenga ciò che deve avvenire, ma stiamo abbracciati alla
croce che è sempre una gran cosa... onore domanda amore! (Vita 22, 14).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
GESÙ
SALE IL CALVARIO Luca
25,26-91
Presero
Gesù e lo portarono via.
Lungo
la strada, fermarono un certo Simone, originario di Cirene, che tornava dai
campi. Gli caricarono sulle spalle la croce e lo costrinsero a portarla dietro a
Gesù.
Erano
in molti a seguire Gesù: una gran folla di popolo e un gruppo di donne che si
battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
Gesù
si voltò verso di loro e disse: "Donne di Gerusalemme, non piangete per
me. Piangete piuttosto per voi e per i vostri figli. Ecco verranno giorni nei
quali si dirà: “Beate le donne che non possono avere bambini, quelle che non
hanno mai avuto figli e quelle che non ne hanno mai allattato”.
Allora
la gente comincerà a dire ai monti: “Franate su di noi e alle colline: 'Nascondeteci'.
Perché se si tratta così il legno verde, che ne sarà di quello secco?”.
Quando
si trattava di cadere avevo molti amici pronti ad aiutarmi ma quando m'accingevo
a rialzarmi mi trovavo tanto sola da provare ora un senso di meraviglia per
non essere rimasta sempre a terra e da sentirmi obbligata a lodare la
misericordia di Dio, il solo che mi stendeva la mano (Vita 7, 22).
Il
mezzo fondamentale per liberarci dagli inganni del demonio è di decidersi fin
dal principio a seguire la via della croce e a non desiderare consolazioni,
essendo questo il cammino di perfezione tracciato da Nostro Signore con le
parole. Prendi la tua croce e seguimi Egli è il nostro modello e non avrà
nulla da temere chi segue i suoi consigli con l'unico scopo di fargli piacere (vita
1.5, 50).
Perché
mi lamento? D'ora innanzi, Signore, per imitarvi almeno in qualche cosa, non
solo voglio sopportare le sofferenze che incontrerò, ma stimarle pure, come
preziosi tesori. Camminiamo insieme, Signore, verrò dovunque Voi andrete e per
qualunque luogo passerete, passerò pure l'o (Cammino di perfezione 26, 6).
Il Signore mi disse: In che modo ti potrei mostrare maggiore amore, se non volendo per te quello che io ho voluto per me? Considera queste piaghe che i tuoi dolori non arriveranno mai ad uguagliare. In questo modo è il cammino della verità (Relazioni 36).
La
croce non occorre certo domandarla, perché a coloro che ama, Dio la dà
spontaneamente, come la dette al Figlio suo (Lettera 626).
Piangiamo
almeno con le donne di Gerusalemme, se non ce la sentiamo di aiutarlo con il
Cireneo a portare la croce! (Vita 27, 15).
Considerate
Gesù con la croce sulle spalle, quando i suoi carnefici non gli permettevano
neppure di respirare. Allora egli vi guarderà con quei suoi occhi tanto
belli, compassionevoli, dimenticherà i suoi dolori per consolare i vostri;
purché voi lo guardiate e lo preghiate di consolarvi! (Cammino di Perfzione
20, 5). Prendete sulle spalle la croce... Poco importa che i nemici di
Cristo vi insultino, Aiutatelo... a sostenere il fardello e non curatevi di ciò
che si dice di voi. Se anche vi accadesse di inciampare e cadere come Gesù, vi
supplico, restate accanto alla croce, non abbandonatela. Pensate all'indicibile
stanchezza con cui Cristo si trascinò al Calvario sotto il peso di quella croce
e quanto i suoi tormenti sorpassino i vostri. Per quanto gravi siano le vostre
sofferenze vi consolerà sapere che esse non sono neanche paragonabili alle
soferenze del Cristo (Cammino di Perfezione 26, 7).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
Quando
furono arrivati sul posto detto "luogo del cranio", prima crocifissero
Gesù e poi i due malfattori: uno a destra e l'altro a sinistra di Gesù.
Gesù
diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". I
soldati intanto si divisero le vesti di Gesù, tirandole a sorte. La gente stava
a guardare. I capi del popolo invece si facevano beffe di Gesù gli dicevano:
"Ha salvato tanti altri, ora salvi se stesso, se egli è veramente il
messia scelto da Dio". Anche i soldati lo schernivano: si avvicinavano a
Gesù, gli davano a bere aceto e gli dicevano: "Se tu sei davvero il re dei
Giudei salva te stesso!". Sopra il capo di Gesù avevano messo un cartello
con queste parole: "Quest'uomo è il re dei Giudei". I due malfattori
intanto erano stati crocifissi con Gesù. Uno di loro, insultandolo diceva:
"Non sei tu il Messia? Salva te stesso e noi!". L'altro invece si mise
a rimproverare il suo compagno e disse: "Tu che stai subendo la stessa
condanna non hai proprio nessun timore di Dio? Per noi due è giusto scontare il
castigo per ciò che abbiamo fatto, lui invece non ba fatto nulla di male. Poi
aggiunse: "Gesù ricordati di me quando sarai nel tuo regno". Gesù
gli rispose: 'Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso".
Verso
mezzogiorno si fece buio per tutta la regione fino alle tre del pomeriggio. Il
sole si oscurò e il grande velo del tempio si squarciò a metà. Allora Gesù
gridò a gran voce: "Padre, nelle tue mani affido la mia vita".
Dopo
queste parole morì.
Appena
mi mettevo in orazione e contemplavo il Signore sulla croce, povero, nudo di
ogni cosa, il pensiero di essere ricca mi diveniva insopportabile e lo
supplicavo con le lacrime agli occhi di fare in modo che anch'io fossi povera
come Lui (Vita 35,3).
Un
giorno mentre pregavo... Egli mi apparve come già altre volte e, mostrandomi la
piaga della mano sinistra, ne cavò fuori con l'altra il grande chiodo che vi
era conficcato. Nell'uscire il chiodo parve portare via la carne e ne immaginai
lo strazio. Mentre me ne affliggevo, il Signore mi disse di non avere paura,
perché se per me aveva tanto sofferto, a maggior ragione avrebbe ascoltato le
mie richieste... perché sapeva che non avrei chiesto se non cose conformi alla
sua gloria... (Vita 39, 1).
Il vero rimedio per non cadere è attaccarmi alla croce e confidare in Colui che vi è stato inchiodato. Egli è il mio vero amico con il quale mi sento elevare a tal dominio da sembrarmi di poter resistere ad ogni assalto (del male), purché Egli non mi manchi.
Una
certa persona, (cioè Teresa stessa) considerava di fronte al Crocfsso di non
avere mai avuto nulla da ofrire o da lasciare per Dio. Quel Crocifisso la consolò,
dicendole che Egli le ofriva i dolori e le sofferenze della sua passione,
affinché li considerasse come propri e li presentasse a suo Padre. Ed ella
rimase così ricca e così piena di gioia da non dimenticarlo più. Ogni volta
che cadeva in tristezza sotto il peso della propria miseria, bastava che se ne
ricordasse per riprendere coraggio e trarne consolazione (6 Castello
Interiore 5, 6).
Come
ci fidiamo poco di Voi! E dire che Voi ci avete affidato tante ricchezze e
tesori quanti sono i travagli senza numero sofferti da vostro Figlio per
trentatré anni, la sua morte orribile e penosa, e infine Lui stesso! E ciò
tanti anni prima che nascessimo! Eppure sapevate che non vi saremmo stati
riconoscenti di sì intestimabile tesoro! Ciò nonostante non avete lasciato di
affidarcelo, onde non fosse per vostra colpa, o Padre di bontà, se noi,
trascurando di approfittarne, non avessimo nulla guadagnato (Esclamazioni 13,
3).
Ora,
se noi non lo guardiamo mai, né mai consideriamo quello che gli dobbiamo, né
la morte che ha subìto per noi, non so come possiamo conoscerlo e servirlo. E
senza queste opere di suo servizio, che valore avrà la nostra fede? E che
valore avranno le nostre opere separate che siano dai meriti inestimabili di Gesù
Cristo nostro Bene? E allora chi ci indurrà ad amare il Signore (2 Castello
Interiore 1, 11). Padre
nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
LA
RESURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE Luca
25 1-12
Il primo
giorno della settimana, di buon mattino le donne andarono al sepolcro di Gesù,
portando gli aromi che avevano preparato per la sepoltura. Videro che la pietra
che chiudeva il sepolcro era stata spostata. Entrarono nel sepolcro, ma non
trovarono il corpo del Signore Gesù.
Le
donne stavano ancora lì senza sapere che cosa fare, quando apparvero loro due
uomini con vesti splendenti. Impaurite, tennero la faccia abbassata verso
terra. Ma quegli uomini dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui
che è vivo? Egli non si trova qui ma è risuscitato! Ricordatevi che ve lo
disse quando era ancora in Galilea. Allora vi diceva: È necessario che il
Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai nemici di Dio e questi lo crocifiggeranno.
Ma il terzo giorno risusciterà".
Allora
le donne si ricordarono che Gesù aveva detto quelle parole. Lasciarono il
sepolcro e andarono a raccontare agli undici quello che avevano visto e udito.
Erano Maria, nativa di Màgdala, Giovanna e Maria, madre di Giacomo. Anche le
altre donne che erano con loro riferirono agli apostoli le stesse cose. Ma gli
apostoli non vollero credere a queste parole. Pensavano che le donne avevano
perso la testa.
Pietro
però si alzò e corse al sepolcro. Guardò dentro, e vide solo le bende usate
per la sepoltura. Poi tornò a casa pieno di stupore per quello che era
accaduto.
Se siete nella gioia, contemplate il Signore risorto! Solo ad immaginarlo come uscì dal sepolcro, il vostro cuore traboccherà di contentezza! In quale luce! In quale splendore! Con quale grande maestà! Con quanta gioia e gloria ci offre il Regno che ha conquistato dopo lunga battaglia per condividerlo con noi dandoci insieme se stesso. Volgete gli occhi a lui sarete raggianti (Cammino di Perfezione 24, 4).
O
Signore, abbiate pietà delle vostre creature! Non vedete che non comprendiamo
noi stessi, che non sappiamo quel che desideriamo. Dateci, luce, Signore!
Vedete, essa è più necessaria a noi che al cieco nato, perché il cieco,
Signore, desiderava vedere e non poteva, mentre noi rifiutiamo di vedere. Vi
è forse male più incurabile? E qui, mio Dio, che deve manifestarsi il vostro
potere, qui che deve risplendere la vostra misericordia (Esclamazioni 8, 2).
Signore!
Com'è lungo questo esilio! Come lo rende pesante il desiderio di vedervi!
Signore, che può fare un'anima chiusa in questo carcere? Oh, Gesù, com'è
lunga la vita dell'uomo, malgrado si dica che sia breve! Breve, mio Dio, per
arrivare con essa a guadagnarsi la vita che non ha fine, ma lunghissima per
l'anima che desidera di vedersi con Voi. E voi che rimedio apportate a un tal
martirio? - Non vi è altro che sopportarlo per amore vostro (Esclamazioni
15, 1).
Neppure
Lazzaro vi chiese di essere risuscitato. Eppure Voi lo risuscitaste per le
preghiere di una peccatrice. Eccone qui un'altra, mio Dio, e assai più
colpevole. Fate dunque risplendere la vostra misericordia: ve lo domando per
coloro che non ve lo vogliono domandare, nonostante la mia grande miseria (Esclamazioni
10, 5).
Come
è misera la sapienza dei mortali e incerta la loro provvidenza! Somministratemi
Voi, nella provvidenza vostra, i mezzi necessari per servirvi, non come voglio
io, ma come volete Voi. Non castigatemi col darmi quanto voglio e desidero, a
meno che le mie brame non siano informate dal vostro amore. Oh, esso regni
sempre in me! Muoia ormai questo io, e viva in me Colui che è più grande di
me, mighóre per me di me stessa, onde possa servirlo. Egli viva e mi dia vita
Egli regni e mi tenga in sua schiava la mia anima non vuole altra libertà (Esclamazioni
17, 3).
Il
tuo desiderio sia di vedere Dio, il tuo timore di perderlo; il tuo dolore di non
possederlo; la tua gioia, in quello che ti può condurre a Lui e vivrai in pace.
Piace
a Sua Maestà che viviamo tutti riuniti in questo soggiorno in cui canteremo
eternamente le sue lodi (7 Castello Interiore 4).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
L’ASCENSIONE
DI NOSTRO SIGNORE Luca 24
36-53
Gli undici
apostoli e i loro compagni stavano parlando di queste cose. Gesù apparve in
mezzo a loro e disse: "La pace sia con voi!" Sconvolti e pieni di
paura, essi pensavano di vedere un fantasma. Ma Gesù disse loro: "Perché
avete tanti dubbi dentro di voi? Guardate le mie mani e i miei piedi! Sono proprio
io! Toccatemi e verificate: un fantasma non ha carne e ossa come me".
Poi
disse loro: "Era questo il senso dei discorsi che vi facevo quando ero
ancora con voi! Vi dissi chiaramente che doveva accadere tutto quel che di me
era stato scritto nella legge di Mosè, negli scritti dei profeti e nei
salmi!".
Allora Gesù
li aiutò a capire le profezie della Bibbia. Poi aggiunse: "Così sta
scritto: Il messia doveva morire, ma il terzo giorno doveva resuscitare dai
morti. Per suo incarico ora deve essere portato a tutti i popoli l'invito a
cambiare vita e a ricevere il perdono dei peccati. Voi sarete testimoni di
tutto ciò cominciando da Gerusalemme. Perciò io manderò su di voi lo Spirito
Santo, che Dio, mio Padre, ha promesso. Voi però restate nella città di
Gerusalemme fino a quando Dio non vi riempirà con la sua forza".
Poi Gesù
condusse i suoi discepoli verso il villaggio di Betània. Alzò le mani sopra
di loro e li benedisse. Mentre li benediceva si separò da loro e fu portato
verso il cielo. I suoi discepoli lo adorarono. Poi tornarono verso
Gerusalemme, pieni di gioia. E stavano sempre nel tempio lodando e ringraziando
Dio.
Pretendere
di entrare in cielo senza prima entrare in noi stessi per conoscerci meglio e
considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il
bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia (2 Castello
Interiore 1, 11).
Perduta
la guida che è Gesù, non troveremo la strada... Non dice forse il Signore che
Egli è la via? Non afferma ancora che è luce e che nessuno può andare al
Padre se non per Lui? E queste altre parole. Chi vede me vede il Padre mio? (7
Castello Interiore 7, 6).
Il
Signore stesso ci ha detto: Nessuno salirà da mio Padre se non tramite Me. Egli
ha aggiunto: Chi vede Me, vede anche mio Padre. Ora, l'anima che non posa mai lo
sguardo su di Lui, che non considera mai i suoi doveri verso di Lui... come può
conoscerlo? (2 Castello Interiore).
Dal
momento che i fidanzati della terra possono conoscersi prima della loro
unione, facciamo di tutto per cercare di conoscere il nostro Signore, chi è Suo
Padre, il paese in cui Egli Ci condurrà e i beni che ci promette (Cammino di
Perfezione 24).
Oh!
Come sarebbe giusto che l'anima rientrasse dentro se stessa! Essa potrebbe
meglio elevarsi al di sopra di se stessa e ascoltare ciò che questo Figlio
benedetto conosce di questo luogo nel quale, come lui stesso ha dichiarato, si
trova il Padre che è nei Cieli (Cammino di Perfezione 29).
O
Immenso Dio, come sono deboli i nostri desideri per elevarsi alle vostre
grandezze, o Signore! E in quale bassezza restiamo se i vostri doni si misurano
sulle nostre domande! (Pensieri 6).
Immagini
di trovarsi innanzi a Cristo, conversi spesso con Lui e cerchi d'innamorarsi
della sua sacra Umanità, tenendola sempre presente. Gli chieda aiuto nel
bisogno, pianga con Lui nel dolore, si rallegri con Lui nella gioia,... e questo
non con preghiere studiate, ma con parole semplici, intonate ai suoi desideri e
alle sue necessità (Vita 12, 2).
Il
cammino che si deve seguire è il regale cammino che conduce al Cielo. Coloro
che lo hanno percorso hanno ricevuto un grande tesoro, che a noi sembra
costare. Verrà un tempo in cui comprenderete il poco valore delle cose della
terra, in confronto a un bene così prezioso (Cammino di Perfezione 28).
Tutti
noi saremo felici, quando vedremo che meno cose possederemo sulla terra, più
riceveremo di che gioire nell'eternità, dove le dimore sono conformi all'amore
con cui abbiamo imitato la vita del nostro Gesù (Fondazioni 14).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
TERZO
MISTERO
LA
DISCESA DELLO SPIRITO SANTO Luca 2, 1-12
Quando
venne il giorno della Pentecoste, i credenti erano riuniti tutti insieme nello
stesso luogo. All'improvviso si sentì un rumore in cielo, come quando tira un
forte vento, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Allora videro qualcosa
di simile a lingue di fuoco che si separavano e si posavano sopra ciascuno di
loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e si misero a parlare in altre
lingue come lo Spirito Santo concedeva loro di esprimersi.
A
Gerusalemme c'erano Ebrei, uomini molto religiosi, venuti da tutte le parti del
mondo. Appena si sentì quel rumore, si radunò una gran folla, e non sapevano
che cosa pensare. Ciascuno infatti li sentiva parlare nella propria lingua, per
cui erano pieni di meraviglia e di stupore e dicevano: "Questi uomini che
parlano sono tutti Galilei? Come mai allora li sentiamo parlare nella nostra
lingua nativa? Noi apparteniamo a popoli diversi". Parti, Medi e Elamiti.
Alcuni di noi vengono dalla Mesopotamia, dalla Giudea e dalla Cappadocia, dal
Ponto e dall'Asia, dalla Frigia e dalla Panfilia, dall'Egitto e dalla Cirenaica,
da Creta e dall'Arabia. C'è gente che viene perfino da Roma: alcuni sono nati
ebrei, altri invece si sono convertiti alla religione ebraica. Eppure tutti li
sentiamo annunciare, ciascuno nella sua lingua, le grandi cose che Dio ha
fatto".
Le
Tre Persone comunicano con l'anima, parlandogli e donandogli l'intelligenza
delle parole con cui Nostro Signore dice nel santo Vangelo che verrà Lui stesso
con il Padre e lo Spirito Santo ad abitare nell'anima che lo ama e che osserva
i suoi comandamenti (7 Castello interiore).
O
Signore del Cielo e della terra è proprio vero che, anche in questa vita
mortale, si possa gioire di una vostra amicizia così intima? Oh, come lo
Spirito Santo lo dice chiaramente nelle parole del libro dei Cantici!... Una
sola di queste parole deve essere sufficiente per trasformarci in Voi! (Pensieri
5).
Lo
Spirito Santo deve fare da mediatore fra Dio e l'anima. Egli lo ha posto con
desideri così ardenti che abbraccia questo fuoco sovrano colui che gli è molto
vicino (Pensieri 5).
Mi parve che, simile a una spugna tutta penetrata e imbevuta d'acqua, la mia anima fosse impregnata della Divinità, e che in un certo modo, gioisse veramente della presenza delle Tre persone possedendole in essa. Intesi allora queste parole. Non pensare di rinchiuderti in Me. Mi sembrò che le tre Persone divine fossero dentro la mia anima, le vidi comunicarsi ad ognuna delle sue creature, senza eccezione, tutto dimorando in me.
Poco
abituati a questo esercizio dell'amore, i nostri pensieri volano là dove sono
ogni giorno, e omettiamo di meditare i profondi misteri che racchiudono queste
parole dello Spirito Santo. Cosa farà allora ancora per abbracciarci con il
Suo amore? (Pensieri 1). Com'è dolce parlare di questo amore! Cosa si
proverà dunque nel possederlo! Il Signore si degni di concedermelo per la sua
infinita misericordia (Cammino di Perfezione 45).
Il Signore dice ancora: Sono in loro. O immenso Dio! Come queste parole sono vere e come le comprende bene chi lo ama... Quale chiara intelligenza tutti avremo, se non mettessimo ostacoli per nostra colpa! (7 castello Interiore 2).
O
anima mia, considera con quale gioia e amore il Padre conosce il Figlio, e il
Figlio conosce il Padre; contempla con quale ardore lo Spirito Santo si unisce a
Loro... Queste tre Persone sovrane si conoscono, si amano e sono le une per le
altre una fonte di delizie (Esclamazioni 8).
Tenete
un tale Figlio e un tale Padre e troverete sicuramente lo Spirito Santo! Che si
degni Egli stesso di abbracciare i vostri cuori e lo sottometta con i legami
onnipotenti della sua carità (Cammino di Perfezione 25).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
QUARTO
MISTERO
LA
DORMIZIONE E L’ASSUNZIONEDELLA VERGINE MARIA Apocalisse 12, 1-6; 13-18
Un segno
grandioso apparve nel cielo: una donna che sembrava vestita di sole, con una
corona di dodici stelle in capo e la luna sotto i suoi piedi. Stava per dare
alla luce un bambino e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Un
altro segno apparve nel cielo: un drago enorme, rosso fuoco, con sette teste e
dieci corna. Su ogni testa aveva un diadema, e la sua coda trascinava un terzo
delle stelle del cielo e le scagliava sulla terra. Il drago si pose di fronte
alla donna che stava per partorire: voleva divorare il bambino appena fosse
nato.
La
donna dette alla luce un maschio: egli dovrà governare tutte le nazioni con un
bastone di ferro. Quel figlio fu rapito e portato verso Dio e verso il suo
trono.
Quando
il drago si rese conto di essere stato gettato sulla terra, cominciò a
perseguitare la donna che aveva dato alla luce il bambino. Ma la donna ricevette
due grandi ali d'aquila, per allontanarsi dal serpente, e volò al suo rifugio
rlel deserto. Là rimase in pace per tre anni e mezzo. Il serpente vomitò dalla
sua bocca una fiumana d'acqua, dietro alla donna, per farla portar via
dalla
corrente. Ma la terra venne in suo aiuto: aprì una voragine e inghiottì il
fiume che il drago aveva vomitato.
Infuriato
con la donna, il drago andò a far guerra contro gli altri figli di lei: quelli
che mettono in pratica i comandamenti di Dio e rimangono fedeli a ciò che Gesù
ha annunziato.
Chi
è questa Vergine? È la figlia di Dio Padre. Risplende come una stella (Poesia
15).
Il
giorno dell'Assunzione della Regina degli Angeli e nostra Sovrana, il Signore...
mi mostrò, in rapimento, l'entrata di Nostra Signora in Cielo, la gioia e la
solennità con cui fu accolta e il posto che essa occupa (Vita 39).
Non
dobbiamo preoccuparci del modo di morire, ma del modo di vivere (Lettera
326).
Nostra Signora mi sembrò di una incantevole bellezza... Era vestita di bianco e mi sembrò di uno splendore così grande che, ben lontano dall'abbagliarmi, rallegrava lo sguardo. Mi sembrò anche che Nostra Signora fosse molto giovane... Mi ritrovai tutta riempita di una gloria e un gioia immensa (Vita 33).
Non andiamo quindi in una terra straniera ma nella nostra patria soggiorno di Colui che amiamo tanto e che ci porta tanto amore (Castello di Perfezione 42).
Quale
ignoranza sarebbe se si domandasse a qualcuno chi è e questa persona non si
conoscesse o non sapesse chi è suo padre, sua madre, né qual è il suo paese!
Sarebbe una enorme sciocchezza, ora la nostra è ancora più grande, quando non
cerchiamo di sapere chi siamo e ci occupiamo dei nostri corpi (1 Castello
Interiore 1).
È
un immenso favore contemplare ciò che si trova in Cielo e conoscere il luogo in
cui dovremo vivere un giorno. Il viaggiatore che sta per stabilirsi in una
regione lontana, si sente sostenuto durante le fatiche del viaggio, quando ha già
visto il paese in cui potrà godere un riposo perfetto (vita 88).
Ah!
Se non fossimo attaccati a niente, se mettessimo la nostra gioia in nessuno
dei beni di questo mondo, il timore della morte sarebbe diminuito dal pensiero
della pena che si proverebbe a vivere sempre senza Dio e con il desiderio della
vita eterna (Vita 21).
Invano,
o Dio, ti supplico, invano ti cerco e bramo: sempre a me invisibili non senti
che ti chiamo, così infiammata spasimo, mai stanca di ridire, ché ansiosa in
Te d'immergermi, desidero morire (Poesia 7).
Un
amore, Signore, che non s'attenui vi domanda con pianti l'anima mia. Fate in
modo che io sia tanto lieta da trovare come un nido il vostro cuore (Poesia 4).
Padre nostro, Ave Maria (per
10 volte) Gloria, Gesù mio.
L’INCORONAZIONE
DI MARIA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA Apocalisse
21, 1-8
Allora
io vidi un nuovo cielo e una nuova terra, il primo cielo e la prima terra erano
spariti, e il mare non c'era più e vidi venire dal cielo, da parte di Dio, la
santa città, la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per andare
incontro allo sposo.
Una
voce forte che veniva dal trono esclamò: "Ecco l'abitazione di Dio fra gli
uomini; essi saranno il suo popolo ed egli sarà Dio con loro. Dio asciugherà
ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà più. Non ci sarà più lutto
né pianto né dolore. Il mondo di prima è scomparso per sempre". Allora
Dio dal suo trono disse: "Ora faccio nuova ogni cosa". Poi mi disse:
"Scrivi, perché ciò che dico è vero e degno di essere creduto".
E
aggiunse: "È fatto. Io sono l'Inizio e la Fine, il Primo e l'Ultimo. A chi
ha sete io darò gratuitamente l'acqua della vita. Ai vincitori toccherà
questa parte dei beni. Io sarò loro Dio, ed essi saranno miei figli. Ma i
vigliacchi, i miscredenti, i depravati, gli assassini, gli svergognati, i
ciarlatani, gli idolatri e tutti i bugiardi andranno a finire nel lago ardente
di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte".
O
mia Regina, non è da voi che abbiamo potuto imparare perfettamente ciò che
avviene fra Dio e la sua sposa, secondo ciò che Egli disse nel libro dei
Cantici? O anima amata da Dio, non angustiarti! Visto infatti che Dio ti porta a
questa altezza e ti parla così teneramente, come puoi arguire da molte frasi
che Lui stesso nel Cantico indirizza alla Sposa, tutto fa credere che non ti
permetterà di scontentarlo, ma anzi supplirà Lui stesso alle tue insufficienze
per trovare in te maggiori delizie... Chi è costei che è divenuta come il
sole? O vero Re, come ha avuto ragione la Sposa di darti questo nome! Si,
perché in un attimo puoi regalare un ammasso di ricchezze, stipandole in
un anima e rendendogliele fruibili per sempre. E in quale ordinato assetto lasci
l'amore in quest'anima (Pensieri 6, 8).
Niente
di sorprendente che coloro che hanno già assaporato le dolcezze di Dio, vivano
nel desiderio di abitare il luogo in cui sono stati inondati, aspirino a
lasciare questa terra dove trovano tanti ostacoli per gioire di un bene così
grande e abitare la patria in cui il Sole di giustizia non tramonterà mai più
per loro (Cammino di Perfezione 44).
Ecco, a mio parere, il bene immenso che molti altri hanno gustato nel Regno dei Cieli. L'anima... trova il riposo e la gloria dentro se stessa; gioisce della gioia di tutti; possiede una pace eterna; prova una profonda soddisfazione vedendo che tutti gli eletti santifichino o lodino il Signore e benedicano il Suo Nome (Cammino di Perfezione 32).
Piace
al Signore aiutarmi con la Sua misericordia! Confido sempre nella sua bontà,
per i meriti del Suo Santissimo Figlio e per la protezione della Vergine, nostra
Signora (Fondazioni 28).
Siate
benedetto, mio Dio, o mio Signore, perché siete immutabile, non cambiate mai.
Così sia! Chi vi sarà fedele fino al suo ultimo respiro vivrà senza fine
nella vostra eternità (Fondazioni 27).
È
per me una consolazione sentire suonare l'orologio; mi sembra che vedendo
quest'ora della mia vita trascorsa, mi avvicino un po' di più al momento di
andare a vedere Dio (Vita 40).
Ultime parole di Teresa d'Avila: Cominciò a dire parole piene di tenerezza e di amore: O mio Signore e mio Sposo, ecco l'ora tanto desiderata. E tempo di vederci, mio Amato, mio Signore!
Niente
ti turbi - Niente t'attristi, tutto dilegua, Dio non si muta, con la pazienza,
tutto t'acquisti, manchi di nulla se hai Dio nel cuore: basta il suo amore (Massima
9). Padre nostro, Ave
Maria (per 10 volte)
Gloria, Gesù mio.
A cura dei Padri Carmelitani Scalzi “Centro Carmelitano Vocazioni”
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C. Battisti 52 - 20052 Monza – Milano