IL
ROSARIO MEDITATO con
brani degli scritti mistici di Maria Valtorta
MISTERI
GAUDIOSI (lunedì e sabato)
“Ave
Maria, piena di Grazia, ave..Maria trasale e abbassa lo sguardo.. il suo viso
esprime stupore e sgomento…..non per opera di uomo sarai madre, o Maria. Tu
sei l’eterna Vergine, la Santa di Dio..che debbo dire al mio Signore? Il
mondo, il Cielo, l’Eterno attendono la tua parola! Maria incrociado a sua
volta le sue mani sul petto e curvandosi in un profondo inchino, dice “Ecco
l’ancella di Dio”.. Maria: “ Nella gioia, poiché quando ho
compreso la missione a cui Dio mi chiamava fui ripiena di gioia, il mio cuore si
aprì come un giglio serrato e se ne effuse quel sangue che fu zolla al Germe
del Signore… aver desiderato questa pace per amor di Dio e di prossimo, e
saper che per mezzo di me, povera ancella del Potente, essa veniva al mondo.. oh
uomini non piangete più.. io porto in me il segreto che vi farà felici”.
Gesù
: “ Ricordatevi sempre che
lei è la Figlia del Padre, la Madre del Figlio, la Sposa dello Spirito Santo,
la sua fusione con la Trinità è perfetta. Ella, del suo Signore, possiede le
potenze, le sapienze, le intelligenze..inutile andare da Maria con l’anima
sporca di corruzione e di odio. Ella vi è madre e sa medicare le vostre ferite,
ma vuole che sia in voi il desiderio di guarirle.”
“Ma
Elisabetta, guarda Maria sorridendo con venerazione come se vedesse un
angelo, e poi si inchina in un profondo saluto …Come ho meritato che
venga a me, tua serva, la Madre del mio Signore?..Te benedetta, per la
Salvezza che generi alla stirpe di Giacobbe! Te benedetta, per aver portato la
Santità al figlio mio che, lo sento, balza come capretto festante di giubilo
nel mio seno, perché si sente liberato dalla colpa, chiamato ad essere colui
che precede, santificato prima della redenzione dal Santo che cresce in Te.
Maria, con due lacrime che scendono come perle dagli occhi..con volto levato al
cielo…esclama “ l’anima mia magnifica il suo Signore..
MARIA:
“ seduta, dopo averti adorato in ginocchio, ti ho amato. Finalmente ti ho
potuto amare senza barriere di carne, e qui fra due rustiche colonne ti ho
offerto al Padre. Qui hai riposato per la prima volta sul Cuore di Giuseppe.. ti
ho fasciato e ti ho deposto qui.. io ti cullavo mentre Giuseppe
asciugava il fieno.. poi lì, ad adorarti tutti e due, curvi su di te, a
bere il tuo respiro, a vedere a che annichilimento può portare l’amore a
piangere le lacrime che si piangono certo in Cielo, per la gioia inesausta di
vedere Dio..fui la madre che da il latte al suo bambino e che lo lava e fascia
come tutte le madri fanno.. la Madre ha allora conosciuto il Figlio e la serva
di Dio il suo Signore. E fui donna e adoratrice.
Maria
offre il Bambino – che si è svegliato e gira i suoi occhietti innocenti
intorno con lo sguardo stupito degli infanti di pochi giorni - al sacerdote.
Questo lo prende sulle braccia e lo solleva a braccia tese, volto verso il
tempio…. Simeone ha atteso tutta una lunga vita di vedere “la Luce” di
sapere compiuta la promessa di Dio, non ha mai dubitato. Egli , lo prende e lo
bacia. Gesù gli sorride con la smorfietta incerta dei poppanti. Sembra che
l’osservi curioso, perché il vecchietto piange e ride insieme, e le lacrime
fanno tutto un ricamo di luccichii insinuandosi fra le rughe e imperlando la
barba lunga e bianca, verso la quale Gesù tende le manine”
Gesù:
“Termino l’insegnamento ai dottori con l’insegnamento del dolore alla
Regina dei dottori..Vedi l’angoscia di Maria, quando, riunitesi le schiere
degli uomini e delle donne, ella vede che io non sono con Giuseppe. Non alza la
voce in rimproveri aspri verso lo sposo. Tutte le donne l’avrebbero fatto. Il
dolore che straspare dal volto di Maria trafigge Giuseppe..un giorno di cammino
a ritroso e poi l’affannosa ricerca per la città..dove può essere il suo Gesù..
nessuno in città sapeva di questo bambino. Poi, dopo tre giorni, simboli di
altri tre giorni di angoscia futura.. ecco
Maria sente, oltre una barriera di persone, la cara voce che dice : “
queste pietre fremeranno..” .Ella cerca di fendere la calca.. ecco il Figlio,
a braccia aperte, ritto fra i dottori.. corre..lo abbraccia levandolo dallo
sgabello e posandolo al suolo esclama: “la tua mamma sta per morire di dolore,
Figlio. Il padre tuo è sfinito di fatica. Perché Gesù?”
MISTERI
LUMINOSI (giovedì)
Il
Precursore non ha la mano leggera di Gesù sulle piaghe dei cuori. E' un
medico che denuda e fruga e taglia senza pietà…. Giovanni, dopo averlo
scrutato col suo occhio penetrante, esclama: «Ecco l'Agnello di Dio. Come è
che a me viene il mio Signore?». Gesù risponde placido: «Per compiere il rito
di penitenza». «Mai, mio Signore. Io sono che devo venire a Te per essere
santificato, e Tu vieni a me? ». E Gesù, mettendogli una mano sul capo, perché
Giovanni s'era curvato davanti a Gesù, risponde: « Lascia che si faccia come
voglio, perché si compia ogni giustizia e il tuo rito divenga inizio ad un più
alto mistero e sia annunciato agli uomini che la Vittima è nel mondo».
Giovanni lo guarda con occhio che una lacrima fa dolce e lo precede verso la
riva.
Maria
si accorge che i servi parlottano col maggiordomo e che questo è impacciato, e
capisce cosa c'è di spiacevole. «Figlio » dice piano, richiamando
l'attenzione di Gesù con quella parola. «Figlio, non hanno più vino». «Donna,
che vi è più fra Me e te?»…Gesù: “Il mio primo miracolo è avvenuto
per Maria. Il primo, Simbolo che è Maria la chiave del miracolo. Io non ricuso
nulla alla Madre mia, e per sua preghiera anticipo anche il tempo della
grazia. Io conosco mia Madre, la seconda in bontà dopo Dio. So che farvi
grazia è farla felice, poiché è la Tutta Amore. Ecco perché dissi, Io che
sapevo: "Andiamo a farla felice Inoltre ho voluto rendere manifesta la
sua potenza al mondo insieme alla mia. Destinata ad essere a Me congiunta nella
carne - poiché fummo una carne: Io in Lei, Lei intorno a Me, come petali di
giglio intorno al pistillo odoroso e colmo di vita - congiunta a Me nel dolore,
poiché fummo sulla croce Io con la carne e Lei col suo spirito, così come il
giglio odora e colla corolla e coll'essenza tratta da essa, era giusto fosse congiunta
a Me nella potenza che si mostra al mondo.”
GESU’:
“O voi di Israele! Il tempo della Redenzione è giunto. Ma preparatene le vie
in voi con la buona volontà. Siate onesti, buoni, amatevi gli uni con gli
altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non invidiate.
Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti chiamati ad un destino. Non
chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirà, con i vostri peccati. Avete sin
qui errato? Ora non più. Ogni errore cada. Semplice, buona, facile è la Legge
che torna ai dieci comandi iniziali, ma tuffati in luce d’amore.
Venite.
Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio a voi, di voi a
Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è amore e figli del Padre
sono coloro che sanno vivere l’amore. Io sono qui per tutti e per dare a tutti
la luce di Dio. Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate,
cambiate il sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni
concupiscenza muoia.
Una
gloria nuova vi è porta: quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la
Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi è cosa
più grande. Ma quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e
amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione. La benedizione di Dio sia
su chi volge a Lui cuore pieno di buona volontà”.
Gesù
sta col Volto alzato verso il cielo e sorride ad una sua visione che lo sublima.
Gli apostoli ne hanno quasi paura e lo chiamano, perché non pare più a loro
che sia il loro Maestro tanto è trasfigurato… La luce aumenta ancora per due
fiamme che scendono dal cielo e si collocano ai lati di Gesù. Quando sono
stabilite sul pianoro, il loro velo si apre e ne appaiono due maestosi e luminosi
personaggi. L'uno più anziano, dallo sguardo acuto e severo e da una lunga
barba bipartita. Dalla sua fronte partono corni di luce che me lo indicano per
Mosè…. I due Profeti prendono una posa di riverenza davanti al loro Dio
Incarnato e, sebbene Questi parli loro con famigliarità, essi non abbandonano
la loro posa riverente. Non comprendo neppure una delle parole dette. I tre
apostoli cadono a ginocchio tremanti, col volto fra le mani… e una Voce
potente e armonica vibra ed empie di sé lo spazio, i tre cadono col volto
contro l'erba. «Questo è il mio Figliuolo diletto, nel quale mi sono compiaciuto.
Ascoltatelo». Pietro nel gettarsi bocconi esclama: «Misericordia di me,
peccatore! É la Gloria di Dio che scende!»
Gesù
parla: «Ora che l'antico rito è compiuto, Io celebro il nuovo rito. Vi ho
promesso un miracolo d'amore. È l'ora di farlo. Per questo ho desiderato
questa Pasqua. Da ora in poi questo è l'ostia che sarà consumata in perpetuo
rito d'amore. . Io me ne vado. Ma resteremo per sempre uniti mediante il
miracolo che ora Io compio».«Prendete e mangiate. Questo è il mio Corpo. Fate
questo in memoria di Me che me ne vado». Gesù è tristissimo. Ogni sorriso,
ogni traccia di luce, di colore lo hanno abbandonato. Ha già un volto
d'agonia. Con quanto è accaduto adesso è stato glorificato il Figlio
dell'uomo, perché è testimonianza di potere il miracolo che non è che
possibile agli amici di Dio. Più è grande il miracolo e più è sicura e
profonda questa divina amicizia. Questo è un miracolo che, per la sua forma,
durata e natura, per gli estremi di esso ed i limiti che tocca, più forte non
ce ne può essere. Io ve lo dico: tanto è potente, soprannaturale,
inconcepibile all'uomo superbo, che ben pochi lo comprenderanno come va
compreso, e molti lo negheranno… il Sacramento opera quanto più uno è
degno di riceverlo. Giovanni, che mi amava come nessuno e che era puro, ebbe
dal Sacramento il massimo della trasformazione. Ma guai a chi riceve il
Sacramento senza esserne affatto degno, allora esso diviene non germe di
preservazione e di vita ma di corruzione e di morte. Morte dello spirito e
putrefazione della carne, per cui essa "crepa", come dice Pietro di
quella di Giuda. . La morte del profanatore del Sacramento è sempre la morte
di un disperato.
“La
luna, che gli batte in volto così forte nel suo chiarore d’argento, che rende
sempre più pallida la veste rossa, mi fa vedere il suo Volto sconfortato,
addolorato, invecchiato. Lo sguardo è sempre dilatato, ma pare appannato. La
bocca ha una piega di stanchezza.. chiama il Padre sempre più affannosamente..ha
un grido soffocato e alza un viso sconvolto. Un attimo solo, poi piomba al
suolo, proprio volto a terra, e resta così. Uno straccio d’uomo su cui preme
tutto il peccato del mondo, su cui si abbatte tutta la Giustizia del Padre, su
cui scende la tenebra, la cenere, il fiele, quella tremenda, tremenda..
tremendissima cosa che è l’abbandono di Dio mentre Satana ci tortura. E’
l’asfissia dell’anima, è l’essere sepolti vivi in questo carcere che è
il mondo, quando non si può più sentire che tra noi e Dio
vi è in legame, è l’essere incatenati, imbavagliati, lapidati dalle
nostre preghiere stesse che ci ricadono addosso irte di punte e sparse di
fuoco.. è la persuasione di essere scacciati da Dio, di essere dannati. E’
l’inferno!..Gesù geme fra rantoli e sospiri propri d’agonia.. splende la
luna sul povero volto. E’ appare tutta la tremenda agonia nel sangue che
trasuda dai pori.. le ciglia, i capelli, i baffi, la barba sono aspersi e
cospersi di sangue..
“Le
voci dei giocatori si cadenzano sul suono dei flagelli, che fischiano come serpi
e poi suonano come sassi gettati sulla pelle tesa di un tamburo, percuotendo il
povero corpo così snello e di un bianco d’avorio vecchio, e che diviene prima
zebrato di un rosa sempre più vivo, poi viola, poi si orna di rilievi
d’indaco gonfi di sangue, e poi, si crepa e rompe lasciando colare sangue da
ogni parte. E infieriscono specie sul torace e l’addome, ma non mancano i
colpi dati alle gambe e alle braccia e fin sul capo, perché non vi fosse brano
di pelle senza dolore. E non un lamento.. se non fosse sostenuto dalla fune, cadrebbe.
Ma non cade e non geme. Solo la testa gli pende, dopo i colpi e i colpi
ricevuti, sul petto, come per svenimento. I due boia si fermano e si asciugano
il sudore. “Siamo sfiniti” dicono. Lo slegano, e Gesù si accascia al suolo,
in una pozza di sangue, come morto. Lo lasciano là. Urtandolo ogni tanto col
piede calzato per vedere se geme. Ma Egli tace. ”
Gesù:
“ Le mie carni sono lacerate per per punire in me l’idolatria che voi date
al vostro corpo, il veleno del senso, del non pudore dell’ammirazione della
carna destinata a tornare polvere”
Gli
legano di nuovo le mani. E la corde torna a segare la dove è già un rosso
braccialetto di pelle scorticata. “E ora? Che ne facciamo?”..torna con un
fascio di rami di biancospino selvatico.. piegano a cerchio i rami e li calcano
sul povero capo.. ma la barbara corona ricade sul collo.. la levano e sgraffiano
le guance, rischiando di accecarlo, e strappando i capelli nel farlo. La
stringono..ora va bene..dietro, dove gli estremi dei tre rami si incrociano, è
un vero nodo di spine che entrano nella nuca.. mettono il sudicio straccio rosso
sulle spalle di Gesù e, prima di mettergli fra le mani la canna, gliela danno
sul capo. Gesù li lascia fare.. li guarda solo.. ed è uno sguardo di una
dolcezza e di un dolore così atroce che non lo posso sostenere senza sentirne
ferita al cuore.
Prima
di dare la croce a Gesù, gli passano al collo la tavola con la scritta “ Gesù
Nazareno ecc..” la fune si imbriglia nella corona che si sposta.. dando nuovo
dolore facendo sgorgare nuovo sangue..La gente ride di sadica gioia, insulta,
bestemmia…Gesù scende tre scalini, appare subito evidente che Gesù è in
condizioni di forte debolezza.. vacilla nello scendere, impicciato dalla croce
che preme sulla spalla tutta piagata.. i giudei ridono, nel vederlo come ubriaco
tentennare e gridano ai soldati: “Urtatelo, fatelo cadere nella polvere il
bestemmiatore!”
Gesù
è congestionato dalla fatica, dalla febbre, dal caldo, anche la luce e le urla
gli danno tormento.. i giudei non posso più colpirlo direttamente, ma qualche
sasso e qualche bastonata arriva.. Gesù
soffre acutamente nel salire e col peso della croce che, deve anche pesar
molto… trova una pietra sporgente e sfinito com’è, alza ben poco il piede,
inciampa e cade sul ginocchio destro..la croce che gli sfugge, cade dopo averlo
percosso fortemente sulla schiena.. appare nettamente visibile sulla spalla
destra la piaga fatto dallo sfregamento della croce, che ha aperto molte piaghe
dei flagelli..
Egli
si stende mite sul legno. Il boia appoggia la punta del chiodo al polso, alza il
martello e dà il primo colpo.. Gesù che aveva gli occhi chiusi, all’acuto
dolore ha un grido e una contrazione.. deve essere un dolore atroce quello che
prova.. il chiodo penetra spezzando muscoli, vene, nervi, frantumando ossa..
Maria risponde al grido della sua Creatura torturata con un gemito e si curva
come spezzata.. pare prossima ad essere spezzata da quella tortura. Tutto il
peso del corpo di Gesù si sposta in avanti e in basso, e i buchi si allargano..
la corona, quando la croce ondeggia, si sposta, conficcando nella nuca il grosso
nodo di spine. Gesù tace, anelante per lo sforzo della posizione, la febbre, il
tremore nelle fibre delle braccia, che sono sforzate in quella posizione, e
devono essere gelate nelle loro estremità perchè il sangue a fatica giunge hai
polsi e poi geme dai buchi dei chiodi.. il tronco, poi svela tutta la sua pena
col suo movimento… la congestione e l’asfissia aumentano di minuto in
minuto, come lo indicano il colorito cianotico che sottolinea le labbra.. il
Volto ha già l’aspetto che vediamo nella sindone, col naso deviato e gonfio
da una parte, l’occhio destro quasi chiuso per il gonfiore che ha..il cielo si
fa sempre più fosco, le nubi difficilmente si aprono per far passare il sole..
Gesù sembra illividire sinistramente, quasi fosse già morto. La testa gli
comincia a pendere sul petto.. trema, nonostante la febbre che lo arde. E nella
sua debolezza mormora “ Mamma!”.. Maria, ogni volta, ha un atto
inrefrenabile di tendere le braccia
come per soccorrerlo..cerca, la povera Madre, di non piangere, perché non può,
non può piangere.. il volto di Cristo passa alternativamente da vampe di
rossore intensissimo a pallori verdastri di morente.. poi
pronuncia con infinita dolcezza, con ardente preghiere: “ Padre nelle
tue mani raccomando lo spirito mio!”.
MISTERI
GLORIOSI (mercoledì
e domenica)
Le
guardie alzano il capo stupite, anche, perché, con la luce, viene un boato
potente, armonico, solenne, che empie di sé tutto il creato. Viene dalle
profondità paradisiache. È l’alleluia, il gloria angelico, che segue lo
Spirito di Cristo..entra nel buoi del sepolcro, che si fa chiaro della sua luce
indescrivibile e mentre questa permane sospesa nell’aria immobile, lo Spirito
si riinfonde nel Corpo immoto sotto le bende.. tutto questo in frazione di
minuto.. la Carne gloriosa si ricompone in bellezza eterna, si desta dal sonno
di morte, ritorna dal “niente” in cui era, vive dopo essere stata morta..
così diverso da quanto la mente ricorda, ravviato, senza ferite ne sangue, ma
solo sfolgorante della luce che scaturisce a fiotti dalle cinque Piaghe e si
emana da ogni poro della sue epidermide.. quando si sposta, venendo verso
l’uscita, e l’occhio può vedere oltre il suo fulgore, ecco che due
luminosità bellissime, ma simili a stelle rispetto al sole, mi appaiono l’una
di qua, l’altra di là della soglia, prostrate nell’adorazione al loro Dio
che passa avvolto nella luce, beatificante nel suo sorriso, ed esce,
abbandonando la funebre grotta tornando a calpestare la terra, che si desta di
gioia e splende tutta nelle sue rugiade.. le guardie sono tramortite.. le forze
corrotte dell’uomo non vedono Dio, mentre le forze pure dell’universo, i
fiori, gli uccelli, ammirano e venerano il Potente che passa in un
nimbo di luce.
Sono
delle centinaia le persone che circondano Gesù, che ascende, verso la cima
dell’Uliveto. Gesù è in piedi su una larga pietra un poco sporgente. Il sole
lo investe, facendo biancheggiare come neve la sua veste. Gli occhi sfavillano
di una luce divina. Apre le braccia i un gesto di abbraccio. Pare voglia
stringersi al seno tutte le moltitudini della terra, che il suo Spirito vede
rappresentate in quel gruppo. Si trasfigura in bellezza. Bello come e più che
sul Tabor. Cadono tutti in ginocchio adorando. È veramente la Luce che si
manifesta per ciò che è, in quest’ultimo istante come nella notte natalizia.sfavilla
il creato della luce del Cristo che ascende. Luce che scende dal cielo incontro
alla luce che sale.. è Gesù Cristo, il Verbo di Dio, dispare dalla vista degli
uomini, in questo oceano di splendori.
Non
ci sono voci e rumori nella casa del Cenacolo.. Maria legge lentamente, gli
altri la seguono in silenzio, meditando..ha il viso trasfigurato da un sorriso
estatico.. la lettura è finita.. Maria si raccoglie in orazione segreta,
congiungendo le mani sul petto.. un rombo fortissimo e armonico, che ha del
vento e dell’arpa, risuona all’improvviso nel silenzio..ecco la luce, il
Fuoco, lo Spirito Santo, entrare, con un ultimo fragore melodico, in forma di
globo lucentissimo, ardentissimo..lo Spirito Santo rutila le sue fiamme intorno
al capo dell’ Amata. Quali parole le dirà? Mistero! Il viso benedetto è
trasfigurato di gioia soprannaturale e ride del sorriso dei Serafini, mentre
delle lacrime beate sembrano diamanti giù per le gote della Benedetta.
Maria:
“Come mi fu estasi la nascita del Figlio, così la mia impropriamente
“morte” fu un rapimento in Dio.. più la vita passava, più aumentava in me
il desiderio di fondermi nell’Eterna Carità. L’Eucarestia era per me come
una rugiada per un fiore assetato.. tutta me stessa voleva Dio Uno e Trino..
giungete o cristiani, a questo totale amore. Tutto quanto è terreno è perda
valore. Mirate solo Dio. Quando sarete ricchidi questa povertà di desiderio,
che è immisurabile ricchezza, Dio si chinerà sul vostro spirito per istruirlo
prima, per prenderlo poi, e voi ascenderete con esso al Padre, al Figlio, allo
Spirito Santo per conoscerli ed amarli per la beata eternità e per possedere le
loro ricchezze di grazia per i fratelli…l’Amore, ossia lo Spirito Santo, mi
dette il suo terzo bacio nella mia vita, quel bacio così potentemente divino
che in esso l’anima mia si esalò, perdendosi nella contemplazione.”
L’INCORONAZIONE
DI MARIA SANTISSIMA
Maria:
“ Davanti ai Patriarchi, profeti e Santi, davanti agli Angeli e ai Martiri,
Dio pose me, assunta in anima e corpo alla gloria del Cielo e disse: “Ecco
l’opera perfetta del Creatore, meraviglia dell’universo che vede chiuso in
un solo essere il divino nello spirito eterno come Dio e come Lui spirituale,
intelligente, libero, e la creatura materiale nella più innocente e santa delle
carni, alla quale ogni altro vivente, nei tre regni del creato, è costretto a
inchinarsi.. per il suo Cuore Immacolato, che non conobbe mai macchia alcuna, Io
apro i tesori del Cielo. Benedetta la Vincitrice che schiaccia il tentatore
sotto il candore della sua natura immacolata. Benedetta la Vergine che non
conobbe che il bacio del Signore. Benedetta la Madre divenuta tale per
obbedienza. Benedetta la Martire che accatta il martirio per pietà di tutti
voi. Genitrice di Grazia e di salvezza, genitrice della Divina Misericordia,
genitrice della Chiesa universale, Sacerdotessa santa, che hai celebrato il
primo sacrificio e preparato con parte di te l’Ostia da immolare sull’altare
del Mondo..Santa, Santa, Santa, che non mi hai fatto rimpiangere il seno del
Padre, sei stata il conforto del Figlio sulla terra, e il gaudio del Figlio in
Cielo, sei la gloria del Padre e l’Amore dello Spirito.”