ROSARIO DEI MISTERI DOLOROSI
DELL’UMILTA’ DI GESU’
1°
MISTERO
UMILTA'
DI GESU' UOMO-DIO
"dalla
Lettera al Filippesi"
Abbiate in voi gli stessi sentimenti che
furono in Cristo Gesù il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un
tesoro geloso la sua eguaglianza con Dio; ma annientò se stesso, assumendo la
condizione di servo e divenendo simile agli uomini, apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte in croce.
Preghiera:
Sapienza increata, Fonte e Principio di ogni sapienza, hai accettato il
disprezzo dovuto alla nostra stoltezza; Santità infinita, ti sei lasciato
trattare da colpevole; adorato nei cieli da infinite schiere di Angeli e di
Santi, hai voluto morire come un malfattore su una croce. Sommo, Eterno Bene hai
accettato tutti i mali delle tue creature infedeli. Dopo un tale esempio di
Umiltà, cosa non dovremo fare noi, polvere e cenere? Quale umiliazione potrà
sembrare troppo grande a noi, abiettissimi vermiciattoli e, ciò che è ben
peggio, miserabili offensori dei nostro Dio?
Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.
2°
MISTERO
GESU’
MODELLO DI UMILTA'
-
Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi darò completo
riposo. Prendete su di voi il mio giogo, e imparate da me, perché sono dolce ed
umile di cuore; e troverete pace per le anime vostre; perché il mio giogo è
soave e il mio peso leggero.
Preghiera:
Tu volevi essere amato, e per toccare i cuori umani, per conquistarli, hai
ideato i più grandi sacrifici. Ora, tu non ne hai trovato uno più grande del
sacrificio del tuo onore. Dare la vita è più facile. E dunque l'amore per il
nostro amore che ti fa umile. Tu hai visto, o Dio sapiente e Salvatore fedele,
che la superbia è il più grande male della umanità e la sua più pericolosa
tendenza. Per attirarci sulla via dell'umiltà, ti sei detto: "Mi getterò
io stesso per questa strada, e andrò tanto avanti che avranno vergogna a non
seguirmi". E dunque il dovere dell'esempio che ti fa umile. Gesù,
mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.
3°
MISTERO
UMILIAZIONI
ESTERIORI DI GESU’
Salmo
68
-
Per te io sopporto l'insulto e la vergogna mi copre la faccia. L'insulto ha
spezzato il mio cuore e vengo meno. Ho atteso compassione ma invano. Consolatori
non ne ho trovati.
Preghiera:
O Gesù, sei umiliato nella tua dignità di uomo libero. I tuoi nemici si
buttano brutalmente su di te, ti legano e ti trascinano in prigione. Sei
umiliato nella tua dignità personale; ricevi gli insulti, gli sputi e gli
schiaffi, sei spogliato, flagellato, inchiodato alla croce al la presenza del
popolo. Sei umiliato nella tua dignità di profeta; ti bendano gli occhi, ti
colpiscono sulla schiena e sul volto dicendoti: "Indovina, Cristo! Chi è
che ti ha percosso?". Sei umiliato nella tua dignità regale; ti gettano
addosso un vecchio straccio di porpora, una canna in mano e una corona di spine
sul capo. I soldati fanno davanti a te ironiche genuflessioni, sghignazzano e ti
colpiscono col tuo scettro da burla. Sei umiliato nella tua dignità divina; sul
Calvario, i Farisei ti gridano ridacchiando: "Se tu sei Figlio di Dio,
scendi dalla croce". Sei umiliato nella tua dottrina; ti accusano di
distruggere la legge, di ingannare le folle, di essere un sedizioso e un
bestemmiatore, di essere nemico di Dio. Sei umiliato nella tua reputazione;
condannato da tutti i tribunali e consegnato al più basso dei supplizi:
crocifisso tra due ladroni, come il più criminale. Che cosa resta in te che non
sia umiliazione e abbassamento?
Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.
4°
MISTERO
UMILIAZIONI
INTERIORI E SPIRITUALI DI GESU'
-
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e
noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Preghiera:
Gesù, ti presenti ai miei occhi nell'obbrobrio della tua apparente debolezza.
Sembri vinto anche prima della Passione. Sensazioni di paura e di angoscia ti
invadono, e le manifesti come se fossi incapace di contenerle: "La mia
anima è triste fino alla morte". Ne sei talmente oppresso che un sudore di
sangue gronda dalle tue membra tremanti. Sembri così poco simile a te stesso,
che preghi il Padre di allontanare da te quel calice che hai tanto desiderato;
talmente accasciato che domandi aiuto agli apostoli e accetti quello di un
angelo. O bella e profonda umiltà, così umana nell'espressione e così
disposta ad essere compatita! Poi sul Calvario, nessuna luce interiore: tutto in
te è oscuro come la notte che si abbassa sul Calvario. Il Padre tuo è senza
pietà, e tu ti dichiari abbandonato dagli uomini, ora anche da Dio! Niente, né
sulla terra né in cielo, che non sia umiliazione! La tua abiezione è consumata
e là muore. Quel Crocifisso che si erge dappertutto davanti al mio sguardo, con
la sua testa reclinata, il suo volto livido, l'aspetto di desolata stanchezza,
è l'immagine dell'uomo umiliato; immagine stessa dell'umiltà, più ancora che
del dolore. Quando il dolore si spegne, l'umiliazione rimane accanto a quel
cadavere sospeso al patibolo. Quale esempio e quale aiuto!
Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.
5°
MISTERO
UMILTA' ALIMENTATA IN GESU’ DALLA VISIONE BEATIFICA DI DIO
-
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori, quando offrirà se stesso in
espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la
volontà del Signore.
Preghiera:
Chi vede Dio è umile. Ora il nostro divino Salvatore godeva quaggiù la visione
beatifica, e attingeva le sua profonda umiltà da questa luce. Gesù riconosceva
il nulla della nostra natura umana, rispetto alla infinità e alla grandezza di
Dio. Gli "Osanna" della folla passino pure quaggiù attorno a lui come
una nube di luce, egli non alzerà la testa; i carnefici gli sputino in faccia,
il suo cuore non si rivolterà! I pensieri di Gesù sono ben più in alto. In
mancanza della visione beatifica, ecco una visione di fede: l'infinito Dio è
sempre infinito; mentre l'uomo, davanti a lui, è una specie di nulla in tutto e
per sempre. Anche noi se ci mettiamo alla presenza di Gesù con la fede e con la
preghiera possiamo imparare l'umiltà. I santi, nostri maestri, di fronte ad
esperienze mistiche, a visioni celesti si sono reputati nulla. Santa Caterina
diceva di sé: "lo sono quella che non è". San Tommaso d'Aquino dopo
una visione di Dio non scrisse più nulla e disse: "Dopo quello che ho
visto, tutto ciò che ho scritto su Dio mi sembra paglia". La Beata Angela
da Foligno dopo una visione di Dio esclamò: "Ciò che io ho detto di Dio,
mi sembrano Bestemmie. Santa Gemma Galgani dopo una visione di Dio rimase
esterrefatta e disse di sé: "Io sono un letamaio". E noi che cosa
siamo davanti alla infinità maestà di Dio? Gesù,
mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.