ROSARIO
CON SANTA TERESA DE LOS ANDES
Edizioni
OCD - Via Anagnina 662/b - 00040 Roma Morena
Il
Carmelo è una catena montagnosa della lunghezza di oltre 25 Km, che si estende
dal golfo di Haifa, sul Mediterraneo, fino alla pianura di Esdrelon, in
Palestina. L'altezza massima raggiunge i 546 metri.
È
su questo monte che nella seconda metà dell'anno 1100 iniziano una esperienza
eremitica alcuni pellegrini occidentali, probabilmente legati alle ultime
crociate del secolo. Riuniti in comunità da Alberto Avogadro, patriarca di
Gerusalemme (1206-1214), da lui ricevono anche la regola. In essa appare che
questi eremiti si sono stabiliti "presso la fonte (di Elia)". Questi
"fratelli del Carmelo" vivono accanto a "una piccola chiesa
dedicata a nostra Signora".
È
fuor di dubbio che già nella prima metà del 1220 l'Ordine è mariano, fondato
cioè in onore della Vergine, e che i religiosi si professano particolarmente
dedicati alla Madre di Dio. (cfr. C. Truzzi, Segno di Maria. Lo scapolare del
Carmine. Edizioni OCD 2001).
Nello
sviluppo successivo dell'Ordine in occidente e oriente, si è sempre mantenuto
vivo lo spirito di filiale adesione a Maria. I carmelitani la sentiranno madre e
sorella insieme, in un'atmosfera d'intimità orientata a vivere in pienezza la
vita teologale nel servizio della Chiesa, in un clima di semplicità e di
austerità. Così i grandi santi nati nell'Ordine vedranno in lei la via
sicura di unione a Cristo sommo bene. Meditare i misteri del rosario con gli
scritti dei santi carmelitani ci aiuta a condividere questo speciale legame, per
conoscere ed amare sempre di più Colei che "...con materna carità si
prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a
pericoli e affanni, fino a che non siano condotti alla patria beata". (LG
62,16)
IL
ROSARIO, ha come nucleo centrale il mistero della redenzione: incarnazione, passione,
morte risurrezione di Gesù Cristo Figlio di Dio e Figlio di Maria.
È
una preghiera che ci fa percorrere brevemente gli eventi più importanti della
storia della salvezza, guidata sempre dall'amore misericordioso di Dio. Paolo
VI nella Marialis cultus chiama il santo Rosario «compendio di tutto il Vangelo»
(n. 42). Meditando gli episodi principali della vita di Gesù e di Maria,
chiamati "misteri" perché rivelano il "misterioso"
intervento di Dio nella storia dell'umanità, siamo chiamati ad una continua
conversione, penetriamo nel regno dello Spirito e veniamo introdotti nelle realtà
eterne.
La
preghiera del Santo Rosario è una delle espressioni più autentiche della
fiducia del popolo cristiano in Maria. È preghiera di lode attraverso la
quale presentiamo anzitutto il nostro saluto alla Vergine Santissima e manifestiamo
la nostra gioia per le grandi cose che Dio ha operato in Lei e attraverso di
Lei. È
preghiera di domanda: nelle difficoltà della vita ci si rivolge a Maria
invocandola con i titoli sublimi di Madre, Piena di grazia, Benedetta, Santa e
si supplica la sua misericordia perché interceda per noi peccatori presso il
Signore.
È
un tempo prezioso per rimanere a cuore a cuore con Maria, la più tenera tra le
madri, sapendo che ella è la via più facile e sicura per accedere al mistero
di Gesù Cristo.
I
Vangeli sono tratti da La Bibbia. Traduzione interconfessionale in lingua
corrente, LDC-ABU. Leumann (TO) 1985. I brani di Santa Teresa de Los Andes sono
tratti da Pensieri, Edizioni OCD, Roma 2001
I°
MISTERO DELLA GIOIA
L'ANGELO GABRIELE ANNUNCIA A MARIA L'INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO
"L'angelo
entrò in casa e le disse: `Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha
colmata di grazia. Maria fu molto impressionata da queste parole e si domandava
che significato poteva avere quel saluto. Ma l'angelo le disse: Non temere,
Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e
gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande e Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà
suo Figlio. Il signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed
egli regnerà per sempre sul popolo d'Istraele. Il suo regno non finirà mai. Allora
Maria disse all'angelo: - Come è possibile questo, dal momento che io sono
vergine? L'angelo rispose: - Lo Spirito santo verrà su di te, e l'Onnipotente
Dio, come una nube, ti avvolgerà.... Nulla è impossibile a Dio! Allora Maria
disse: - Eccomi sono la serva del Signore. Dio faccia di me come tu hai
detto" (Lc 1,26-35.37-38).
"L'
anima che ha posto la sua presenza in Dio non ha di che temere, perché Egli
vince tutti gli ostacoli e le difficoltà (D 48).
"Esercitati
dicendo interiormente `Io mi abbandono alla tua divina volontà. Non si faccia
come desidero, ma come vuoi Tu, Gesù mio. Credimi che a me hanno consigliato
questo atteggiamento ed ho potuto vedere ad evidenza dei veri miracoli: poiché
al Signore piace una tale confidenza fino alle più grandi sciocchezze. Da
questo deriva tanta pace all'anima" (Lett. 137).
"Vuoi
che ti dica con franchezza - e lo so per esperienza - che se c'è qualcosa che
piace a Dio è che noi ci abbandoniamo, ma completamente, alla sua divina
volontà; in modo tale da non poter dire `voglio' perché abbiamo dato il nostro
amore a Dio?" (Lett. 65).
Si
recita il Padre nostro Padre nostro, che
sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà,
come
in cielo così in terra.
Dacci
oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li
rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal
male. Amen
Si
recita per dieci volte l'Ave Maria Ave,
o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu
sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa
Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra
morte. Amen
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio e ora e
sempre, Nei secoli dei secoli. Amen
Dopo
il Gloria si può recitare la preghiera ispirata alle apparizioni di Fatima:
O
Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta
in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
II°
MISTERO DELLA GIOIA
Appena
Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino dentro di lei ebbe un fremito, ed
essa fu colmata di Spirito santo e a gran voce esclamò: "Dio ti ha
benedetta più di tutte le altre donne, e benedetto il bambino che avrai! Che
grande cosa per me! Perché mai la madre del mio Signore viene a farmi visita?
Appena ho sentito il tuo saluto, il bambino si è mosso in me per la gioia.
Beata te che hai avuto fiducia nel Signore e hai creduto che egli può compiere
ciò che ti ha annunziato".
Allora
Maria disse: "Voglio lodare il Signore, per le sue grandi opere. Dio è il
mio salvatore: io sono piena di gioia. Egli ha guardato a me, alla sua povera
serva: d'ora in poi tutti mi diranno beata. Dio che tutto può, ha fatto in me
cose grandi: santo è il suo nome. Egli sarà misericordioso per sempre Con
tutti quelli che lo servono. Ha messo in opera tutta la sua potenza: ha mandato
in rovina i progetti dei superbi. Ha rovesciato i potenti dai loro troni, gli
umili invece li ha molto innalzati. Ha colmato di beni gli affamati, i ricchi
invece li ha mandati via a mani vuote. Egli è fedele alle promesse fatte ai
nostri padri: è venuto in aiuto a Israele, suo servo Non può dimenticarsi di
essere misericordioso Verso Abramo ed i suoi discendenti, per sempre"
Maria restò con Elisabetta circa tre mesi. Poi ritornò a casa sua (Lc
1,41-56).
"Potessi
farti provare la felicità che si sente quando non si ha altra occupazione che
quella di amare e contemplare; quando l'anima ingolfata nell'oceano della
Divinità perde di vista la riva del mondo, di questo mondo che è patria di
dolore e di malvagità" (Lett. 111).
"C'è
qualcosa più grande di Dio? C'è qualcosa che sia più grande di un'anima
divinizzata? Non è questa la massima grandezza a cui l'uomo possa
aspirare" (Lett. 32).
"È
necessario vivere costantemente nella contemplazione di Dio, soprattutto di
Gesù Cristo, perché l'umanità è la porta che bisogna aprire per entrare
nella divinità" (D. 53).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
III°
MISTERO DELLA GIOIA
"Anche
Giuseppe andò: parti da Nazaret, in Galilea e salì a Betlemme, la città del
re David in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide, egli con Maria
sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là. Mentre si trovavano a
Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede alla luce un
figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella
mangiatoia di una stalla perché non avevano trovato altro posto. In quella
stessa regione c'erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all'aperto
per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e
la gloria del Signore li avvolse di luce, cos^ che essi ebbero una grande
paura. L'angelo disse: "Non temete! Io vi porto una bella notizia che
procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è
nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete cosi:
troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia" (Lc
2,1-12).
"L'
amore non si dimostra forse nel sacrificio? Penso all'amore di Gesù ed allora
mi sembra poco tutto quello che posso offrirgli. Al vederlo nel presepe, tra
povera paglia, scaldato da animali, abbandonato dagli uomini, piangente di
freddo, potrei fare caso di tutti i sacrifici del mondo?" (Lett. 156).
"Non
credere che, per il fatto di essere Dio Gesù non sentisse il dolore che gli
causava la fame, il freddo... Era uomo come noi, uomo perfettissimo e perciò il
suo cuore era più nobile, più tenero e più sensibile di ogni altro, poiché
in Lui tutto l'umano era divino, infinito". (Lett. 141).
"A
misura che si conosce questo Dio-Uomo lo si ama alla follia. Vorrei che tu lo
conoscessi perché ti innamorassi veramente... Come non amare Gesù con tutto
te stesso? Lui che è la Bellezza incarnata; Lui, la Sapienza eterna: Lui, la
Bontà, la Vita, l'Amore" (Lett. 36).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
IV°
MISTERO DELLA GIOIA
GESÙ
È PRESENTATO AL TEMPIO E RICONOSCIUTO MESSIA E SALVATORE
"Venne
poi per la madre e per il bambino il momento della loro purificazione, come è
stabilito dalla legge di Mosè. I genitori allora portarono il bambino a
Gerusalemme per presentarlo al Signore: ogni maschio primogenito appartiene al
Signore... Simeone poi li benedisse e parlò a Maria, la madre di Gesù:
"Dio ha deciso che questo bambino sarà occasione di rovina o di resurrezione
per molti in Israele. Sarà un segno di Dio, ma molti lo rifiuteranno: così
egli metterà in chiaro le intezioni nascoste nel cuore di molti. Quanto a te,
Maria, il dolore ti colpirà come colpisce una spada" (Lc 2,22-23. 34-35).
"Parla
con la SS.ma Vergine a cuore a cuore. Quando ti senti solo guardala e vedrai che
sorridendo ti dirà: ‘Tua madre non ti lascia mai solo’. Quando triste e
desolato non trovi con chi sfogarti, corri alla sua presenza e lo sguardo
doloroso della Madre che ti dice: `Non c'è dolore simile al mio' ti conforterà
ponendo nella tua anima la goccia di consolazione che cade dal suo cuore
addolorato" (Lett. 81). "La fede ci
segnala la fonte da cui nascono le sofferenze. È l'amore di Dio che prova,
purifica ed affina il discepolo. Quando soffrirai guarda Gesù perché ti
sta facendo partecipe della sua croce" (Lett. 120).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
V°
MISTERO DELLA GIOIA
GESÙ PERDUTO E RITROVATO NEL TEMPIO TRA I DOTTORI DELLA LEGGE
"Non
riuscendo a trovarlo, ritornarono a cercarlo in Gerusalemme. Dopo tre giorni
lo trovarono nel tempio: era là seduto in mezzo ai maestri della legge: li
ascoltava e discuteva con loro. Tutti quelli che l'udivano erano meravigliati
per l'intelligenza che dimostrava con le sue risposte. Anche i suoi genitori,
appena lo videro, rimasero stupiti, e sua madre gli disse: `Figlio mio, perché
ti sei comportato così con noi? Vedi, tuo padre ed io ti abbiamo tanto cercato
e siamo stati molto preoccupati, per causa tua. Egli rispose loro: `Perché
cercarmi tanto? Non sapevate che io devo essere nella casa del Padre mio?' Ma
essi non capirono il significato di quelle parole (Lc 2,41-50).
"Gli
elogi, l'affetto si spengono e si estinguono per qualsiasi disinganno. Dio
solo ci può riempire. Egli è la verità ed il bene immutabile. Egli è
l'amore eterno" (D 42).
"Ho
compreso di essere nata non per le cose della terra, ma per quelle dell'eternità.
Perché negarlo ancora? Il mio cuore riposa solo in Dio. Con Lui la mia anima si
è sentita pienamente soddisfatta e in tale maniera da non desiderare altro in
questo mondo che appartenergli completamente" (Lett. 73).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
I°
MISTERO DEL DOLORE
"Ancora
una volta andò e cominciò a pregare: `Padre mio, se proprio devo bere questo
calice di dolore, sia fatta la tua volontà'... Per la terza volta Gesù si
allontanò e andò a pregare dicendo le stesse parole. Poi tornò verso i
discepoli e disse: `Ma come, voi ancora dormite e riposate? Ecco, il momento è
ormai vicino. Il figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani dei suoi
nemici. Alzatevi, andiamo! Sta arrivando quello che mi tradisce" (Mt
26,42-46).
"Chi
ama non ha altra volontà che quella dell'amato. Perciò voglio fare la volontà
di Gesù. Chi ama si sacrifica. Io voglio sacrificarmi in tutto. Non voglio
darmi alcun piacere. Voglio immolarmi costantemente per assomigliare a Colui che
soffre per me e mi ama. L'amore obbedisce senza replica. L'amore è fedele.
L'amore non vacilla. L'amore è il vincolo di unione tra le due anime. Per mezzo
dell'amore mi unirò a Gesù" (D 30).
"Gesù
mi chiede la completa rinuncia della mia volontà. Se voglio essere crocifissa a
sua somiglianza, è necessario vivere compiendo ad ogni istante perfettamente
la sua divina volontà, anche se essa comporti per me sacrificio e
immolazione" (Lett. 27).
"Il
meglio è amare la volontà di Dio. Lì troveremo la croce meglio che in
nessun'altra parte. Lì cresce questo albero benedetto, ritto, senza
impedimenti, poiché avviene senza la nostra scelta, senza alcuna
soddisfazione. Senti nella tua anima questo amore per la divina volontà?"
(Lett. 12).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
"Pilato
non voleva scontentare la folla e per questo lasciò libero Barabba, e invece
fece frustare a sangue Gesù" (Mc 15,15).
"La
passione di Cristo è quella che mi fa meglio. Accresce in me l'amore al
pensiero di quanto soffrì il mio Redentore, l'amore del sacrificio, l'oblio di
me stessa: Mi serve per essere meno orgogliosa: Mi eccita alla confidenza in
questo mio Maestro adorato, che soffrì tanto per amarmi". (Lett. 143).
"Ponendomi
in intimo contatto con le anime, ho potuto vedere che in tutte ci sono piaghe
profondamente dolorose; che tutte, anche se apparentemente sembrano felici,
racchiudono nel cuore un mondo di sventure" (Lett. 150).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
"I
soldati intrecciarono una corona di rami spinosi, gliela misero in testa e gli
gettarono sulle spalle un mantello rosso. Poi si avvicinavano a Lui e dicevano:
`Ti saluto, re dei giudei!' e gli davano schiaffi" (Gv 19,2-3).
"I
sacrifici cui mi sottometto non son sacrifici: l'amore addolcisce ed allieta
tutto. Amo e nell'amore desidero trascorrere tutta la mia vita. Che importa
mortificare la carne, farla morire, se dalla sua morte nasce la vita dell'anima
e l'unione con Dio?" (L 96).
"Quando
senti il grido interiore dell'egoismo, rivolgi con il tuo pensiero uno sguardo
a Gesù. Per amor suo, non avrai forza di vincerlo? Egli si è sacrificato per
te dalla nascita al Calvario. E nel vedere un Dio insanguinato che ti chiede
di vincerti potrai non farlo?" (L 134).
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
IV°
MISTERO DEL DOLORE
"Allora
le guardie presero Gesù e lo fecero andare fuori della città costringendolo a
portare la croce sulle spalle" (Gv 19,16-17).
"Gesù
viene con una croce: su di essa sta scritta una sola parola che commuove il
mio cuore fino alle sue intime fibre: Amore quanto è bello a vedersi con la
sua tunica di sangue! Questo sangue per me vale più di tutte le gioie e i
diamanti della terra" (D 20).
"All'ombra
della croce tutte le amarezze scompaiono. Nessuno ha sofferto quanto Gesù. E
da essa c'insegna a sopportare tutti i dolori in silenzio e con rassegnazione. E
dalla Croce invita tutte le sue creature con le braccia distese, dicendo loro:
Venite a me voi tutti che siete oppressi sotto il peso dei dolori, ed io vi
solleverò" (Lett. 132).
"La
sofferenza non mi è sconosciuta. In essa trovo la mia gioia perché nella croce
incontro Gesù e Lui è l'amore. E che importa se si soffre quando si
ama?" (Lett. 14).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
V°
MISTERO DEL DOLORE
"Verso
mezzogiorno si fece buio per tutta la regione fino alle tre di pomeriggio. Il
sole si oscurò, e il grande velo appeso al tempio si squarciò a metà.
Allora Gesù gridò a gran voce: `Padre, a te affido la mia vita'. Dopo queste
parole morì" (Lc 23,44-46).
"Quando soffri guarda la tua Madre Addolorata con Gesù morto tra le braccia. Paragona il tuo dolore al suo. Non c'è alcuna cosa che può assomigliargli. È il suo unico Figlio morto, distrutto dai peccatori. Alla vista del corpo insanguinato del tuo Dio, delle lacrime di Maria tua Madre, impara a soffrire con rassegnazione, impara a consolare la SS.ma Vergine piangendo i suoi peccati" (Lett. 150). "Sull'incudine del dolore vengono lavorate le anime. Gesù invia questo regalo alle anime che ama di più (D. 15).
"Sposa
di Cristo significa essere crocifissa, perché come gli sposi condividono
gioie e pene, ricchezza e povertà, così pure colei che è la sposa del
Crocifisso, dell'Obbediente fino alla morte, di chi non ha dove reclinare il
capo, non deve essere crocifissa per il mondo, non deve essere obbediente fino
alla morte senza volontà, non deve essere povera fino a non tenere altro che
Gesù per reclinare il capo sul suo petto?" (Lett. 65).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
I°
MISTERO DELLA GLORIA
"La
domenica di buon mattino, le donne andarono al sepolcro di Gesù, portando gli
aromi che avevano preparato per la sepoltura. Videro che la pietra che chiudeva
il sepolcro era stata rimossa. Entrarono nel sepolcro, ma non trovarono il corpo
del Signore Gesù. Le donne stavano ancora lì senza sapere che cosa fare quando
apparvero loro due uomini, con vesti splendenti. Impaurite, tennero la faccia abbassata
verso terra. Ma quegli uomini dissero loro: Perché cercate tra i morti colui
che è vivo? Egli non si trova qui ma è risuscitato!" (Lc 24, 1-6).
"Se
sapessi le tenerezze che il suo Cuore adorabile racchiude? Come non amarlo
fino al delirio, come non disprezzare tutto davanti allo spettacolo dei suoi
incanti e delle sue bellezze infinite? Gesù riunisce tutte le bellezze delle
creature, sia le fisiche che le intellettuali e quelle del cuore innalzate a un
grado infinito. Che si può cercare che non sia in Gesù?" (Lett. 130).
"Nell'orazione
l'anima lo cerca e se la si fa con desiderio di conoscerlo e amarlo, Gesù allora
solleva un poco il velo che lo ricopre e mostra il suo volto divino che irradia
bellezza e soavità. Altre volte apre la ferita del suo Cuore e ci indica i
tesori della sua bontà infinita e del suo amore. Altre volte fa udire la sua
dolce voce che lascia l'uomo consumato d'amore e di pentimento" (Lett.
121).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
"Gesù
incominciò a salire in alto, mentre gli apostoli stavano a guardare. Poi venne
una nube, ed essi non lo videro più. Mentre avevano ancora gli occhi fissi
verso il cielo, dove Gesù era salito, due uomini, vestiti di bianco, si
avvicinarono loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché ve ne state lì a
guardare il cielo? Questo Gesù che vi ha lasciato per salire in cielo, un
giorno ritornerà come lo avete visto partire" (Atti 1,9-11).
"Dio
è il mio cielo sulla terra.Vivo con Lui e anche andando a spasso, ambedue
conversiamo senza che alcuno ci sorprenda ne possa interromperci. Se tu lo
conoscessi abbastanza, lo ameresti. Se riuscissi a passare con Lui un'ora di
orazione, potresti sapere che cosa sia il cielo sulla terra" (Lett. 40).
"Ho
cominciato qui in terra, la vita del cielo; vita inventata ed ideata da Dio
nell'eternità; vita solo di amore e lode incessante. Nulla esiste più tra Lui
e la sua creatura. Ascolto sempre la sua parola divina. Guardo e contemplo
sempre la sua bellezza infinita. Sento sempre i palpiti del cuore del mio Dio
che mi chiede amore" (Lett. 141).
"Il
chiostro è l'anticamera del cielo e in esso per l'anima esiste solo Dio.
Un'anima che nel chiostro non vive in Dio lo profana" (D 57).
"Perché
tu ti accosti a riceverlo questo grande Re lascia il suo splendore sotto la
specie di pane, il più semplice dei cibi, si unisce alla sua povera creatura
per diventare con essa una cosa sola" (Lett. 124).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
LO SPIRITO SANTO DISCENDE SU MARIA E SUGLI APOSTOLI TESTIMONI DI GESÙ
"Quando
venne il giorno della Pentecoste, i credenti erano riuniti tutti insieme nello
stesso luogo. All'improvviso si sentì un rumore in cielo, come quando tira un
forte vento, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Allora videro qualcosa
di simile a lingue di fuoco che si separavano e si posavano su ciascuno di
loro" (Atti 2,1-3).
"Nostro
Signore vuole che io mi lasci guidare completamente dallo Spirito Santo. La
mia vita deve essere una continua lode d'amore" (D 56).
"Vivere
con Gesù nel fondo della mia anima in unione di pensieri, di sentimenti, di
azioni e così il Padre, guardandomi, incontrerà l'immagine di suo Figlio. E
lo Spirito Santo, nel vedervi abitare il Padre e il Figlio, mi farà sua sposa
e le tre Persone verranno a dimorare in me" (D 20).
"Ogni
giorno venero, ammiro ed amo di più la SS.ma Trinità. Ho trovato, finalmente
il centro, il luogo del mio riposo e del mio raccoglimento" (Lett.
109).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
MARIA È ASSUNTA IN CIELO PARTECIPA DELLA GLORIA DI GESÙ REDENTORE
"Il
tempio di Dio che è nel cielo si aprì, e apparve l'arca dell'alleanza.
Un
segno grandioso apparve in cielo: una donna che sembrava vestita di sole, con
una corona di dodici stelle in capo, e la luna sotto i suoi piedi" (Ap
11,19;12,1-1).
"Vorrei
inculcare nella tua anima l'amore all'eterno, a ciò che non passa. È
necessario vivere pensando sempre che l'eternità ci aspetta. Che importerà
allora soffrire e sacrificarci ottanta anni, se così meriteremmo di godere
sempre?" (Lett. 134).
"Come
vorrei legare i cuori delle creature e farli arrendere all'amore di Dio! Tu non
conosci il cielo che io, per misericordia di Dio, posseggo nel cuore. Sì.
Nella mia anima ho il cielo, perché in essa sta Dio e Dio è il cielo (Lett.
107).
"Il
mio specchio deve essere Maria. Poiché sono sua figlia, devo somigliare a Lei e
così somiglierò a Gesù" (D 15).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
V°
MISTERO DELLA GLORIA
GESÙ RE DELL'UNIVERSO INCORONA MARIA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA
"Allora
io vidi un nuovo cielo e una nuova terra... e vidi venire dal cielo, da parte
di Dio, la città santa, la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per
andare incontro allo sposo" (Ap 21,1-2).
"Onora
molto Maria. È la tua Madre saggia e affettuosa, che mai lascerà di vegliare
per te" (Lett. 147).
"Ti
invito ad entrare nel Divin Cuore. Lì vivo inabissata, respirando solo il
divino e consumando le mie molte miserie nel fuoco del suo amore. Lì vivo
contemplando la grandezza della sua divinità" (Lett. 105).
"Chiedi
alla SS. Vergine di essere la tua guida; di essere la stella, il faro che
risplenda nelle tenebre della tua vita" (Lett. 40).
Si
recita il Padre nostro
Si
recitano dieci Ave Maria
Il
mistero viene concluso dal Gloria
Gesù
mio.
Salve
Regina, madre
di misericordia, Vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli
figli di Eva; A te sospiriamo, Gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra, Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, E
mostraci, dopo questo esilio, Gesù, Il frutto benedetto del tuo seno. O
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Signore
pietà Signore pietà
Cristo
pietà Cristo pietà
Signore
pietà Signore pietà
Madre
del Verbo incarnato Prega per noi
Sposa
dello Spirito Santo Prega per noi
Figlia
prediletta del Padre Prega per
noi
Tempio
vivo della Trinità Prega per noi
Consolatrice
degli esuli Prega per noi
Corona
di tutti gli angeli e i santi Prega per noi
Dimora
della gloria eterna Prega per noi
Discepola
perfetta di Cristo Prega per noi
Donna
del SI Prega per noi
Donna
forte Prega per noi
Donna
piena di grazia Prega per noi
Donna
del servizio Prega per noi
Donna
del dolore Prega per noi
Donna
della gioia Prega per noi
Vergine
fedele Prega per noi
Vergine
povera e casta Prega per noi
Vergine
umile ed obbediente Prega per noi
Vergine
in ascolto Prega per noi
Vergine
in preghiera Prega per noi
Frutto
della redenzione Prega per noi
Madre
di Dio Prega per noi
Madre
del Risorto Prega per noi
Madre
di ogni uomo Prega per noi
Madre
degli umili Prega per noi
Madre
dei poveri Prega per noi
Madre
dei sofferenti Prega per noi
Madre
di misericordia Prega per noi
Madre
della Chiesa Prega per noi
Regina
di ogni famiglia Prega per noi
Regina
dell'amore Prega per noi
Regina
della pace Prega per noi
Regina
dell'universo Prega per noi
Regina
del Carmelo Prega per noi
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo Perdonaci, o
Signore
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo Ascoltaci, o
Signore
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo Abbi pietà di noi
Preghiamo:
O Dio, il tuo unico figlio ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la
Sua vita, morte e risurrezione: a noi che con il santissimo rosario della
Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri, concedi di imitare ciò
che essi contengono e di raggiungere ciò che essi promettono.
Per
Cristo nostro Signore. Amen