I MISTERI DEL ROSARIO PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA
Padre Stefano Igino SilvestrelliIl Rosario è un modo di pregare che, avviando ad una contemplazione attiva accessibile a tutti, accosta alla sacra Bibbia e al mistero della Salvezza La recita delle preghiere più semplici e più belle - il «Padre nostro», l'« Ave Maria», il «Gloria» - accompagnata al ricordo e alla meditazione dei fatti fondamentali della storia della nostra salvezza - i «misteri» - fa del Rosario una pratica di pietà facile, agevole a tutti e feconda di grazie. Da lungo tempo la s. Chiesa la benedice e incoraggia, e ad essa invita i suoi figli soprattutto nelle ore della prova.
Pio
XII chiamava il Rosario: «Compendio di tutto il Vangelo».
Giovanni
XXIII assegnava «il posto del Rosario per gli ecclesiastici dopo la s. Messa
e il Breviario, e per i laici, dopo la partecipazione ai sacramenti».
Paolo
VI affermava che «questa popolare maniera d'orazione,... conserva tanti pregi
degni di essere coltivati anche dalla spiritualità moderna».
Giovanni
Paolo II assicura che il Rosario è « la sua preghiera prediletta», e ne dà
le motivazioni: «Nella recita del s. Rosario non si tratta tanto di ripetere
delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con
Maria, di parlarLe, di manifestarLe le speranze, di confidarLe le pene, di
aprirLe il cuore, di dichiararLe la propria disponibilità nell'accettare i
disegni di Dio, di prometterLe fedeltà in ogni circostanza; soprattutto in
quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, e convinti che
Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra
salvezza.
Recitando
il s. Rosario infatti noi contempliamo il Cristo da una prospettiva
privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo cioè i
misteri della vita, della passione e della risurrezione del Signore con gli
occhi e col cuore di colei che fu più vicina al suo Figlio.
Siamo
assidui alla recita del Rosario sia nella comunità ecclesiale, sia nell'intimità
delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioni, unirà i
cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà
a tutti la pace e la gioia del Cristo nato, morto e risorto per noi» (2 ottobre
1988).
I
misteri del Rosario, suddivisi per ogni giorno della settimana, ampliano e
completano l'arco della meditazione biblica nei confronti della struttura
tradizionale Ad ogni giorno della settimana è assegnato un ciclo di cinque
misteri secondo un criterio cronologico e didattico razionale e rispondente alle
istanze della pietà contemporanea, che, nell'arco della settimana, ripresenta
in trentacinque fatti o tappe la storia del Redentore intrecciata a quella della
Vergine Maria e della Chiesa.
Assieme
alle grandi lezioni che fluiscono dalla contemplazione del mistero della
Incarnazione e della conseguente Redenzione, affidata alla Chiesa con Pietro
per capo, ci vengono ricordati fatti di continua attualizzazione, quali la
diffusione del Vangelo, la vocazione all'apostolato, le sofferenze della
Chiesa pellegrinante sulla terra, le pene delle anime che ancora attendono di
essere purificate nel Purgatorio, e la beatitudine dei Santi, amici e protettori
di noi in cammino verso il Regno dei cieli, in attesa del ritorno glorioso di
Cristo risorto.
Né
manca il richiamo a quella unità nella verità, nell'amore e nella pace, per la
quale ogni credente deve pregare affinché si compia il supremo voto di Gesù,
«che siano tutti una sola cosa».
I
testi biblici, scelti per la migliore meditazione dei misteri del Rosario,
educano all'amore della Parola di Dio e aiutano a raggiungere l'efficacia
propria del Rosario stesso La lettura dei vari brani biblici non è obbligatoria,
bastando l'enunciazione brevissima di ogni singolo mistero, ma è utile e
raccomandabile ogni volta che le circostanze lo consentano. Qualora il tempo
o altre ragioni pastorali non permettano la lettura di tutti i cinque brani
assegnati ai misteri del giorno, si possono leggere uno o più brani, scelti
opportunamente a sottolineare i fatti più salienti del ciclo o più consoni
alla liturgia del tempo.
Nella
celebrazione comunitaria del Rosario è consigliabile che la lettura dei brani
biblici sia preparata convenientemente e sia fatta da uno o più lettori,
distinti da chi sostiene (o intona) la preghiera.
Questo
modo particolarmente ampio di recitare il Rosario - col testo biblico - può
essere gradito ed efficace nelle funzioni del mese di Maggio.
La
SS. Vergine, invocata con insistenza filiale, ci porta a rivivere il mistero
della salvezza che è il mistero di Cristo e della Chiesa insieme, e ottiene
pace ai nostri cuori spesso provati dalla sofferenza e dalla tentazione.
1.
Si incomincia con l'invocazione:
O
Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria
al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre
nei
secoli dei secoli. Amen.
2.
Quindi si enuncia il primo mistero del giorno corrispondente, dicendo ad
esempio:
Nel
primo mistero del lunedì si contempla l'Immacolata Concezione della Vergine
Maria.
3.
La contemplazione del mistero prosegue con la recita di un Padre nostro:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
4.
Segue l'Ave Maria, ripetuta dieci volte:
Ave,
o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e
benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.
Santa
Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra
morte. Amen.
5.
Il mistero conclude con l'inno di lode alla Trinità: Gloria al Padre e al
Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
6.
Si può aggiungere la preghiera:
"O
Signore Iddio che per mezzo dello Spirito Santo diffondete il vostro santo amore
sulla Chiesa, abbreviateci il dolore al purgatorio e rendeteci sempre piú
degni della vista del paradiso. O Gesú mio perdonate le nostre colpe,
preservateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime,
specialmente le piú bisognose della vostra misericordia"
7.
Concluso un mistero, si passa all'enunciazione del seguente, come al n. 2. E così
si prosegue fino al 5° mistero del giorno corrispondente. Al termine dei
cinque misteri, si recita l'antichissima preghiera della «Salve, Regina», a
cui possono far seguito - secondo l'opportunità - le litanie lauretane.
Salve,
Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te
ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in
questa valle di lacrime. Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi; e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto
benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
LUNEDÌ:
I MISTERI DELL'INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO
1. L'Immacolata Concezione della Vergine Maria.
2.
Lo sposalizio della Vergine Maria con san Giuseppe.
3.
L'annuncio dell'arcangelo Gabriele e l'Incarnazione del Figlio di Dio.
4.
La visita di Maria a santa Elisabetta.
5.
La nascita di Gesù nella povertà a Betlemme.
1. La presentazione di Gesù Bambino al tempio.
2.
La fuga della santa Famiglia in Egitto.
3.
Il ritrovamento di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio.
4.
La vita umile e laboriosa della santa Famiglia a Nazareth.
5.
La predicazione di Giovanni Battista e il battesimo di Gesù.
MERCOLEDÌ:
I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESÙ
l.
Il digiuno di Gesù nel deserto e le tentazioni del diavolo.
2.
La vocazione degli apostoli.
3.
Gesù predica il messaggio della salvezza e lo conferma con i miracoli.
4. Gesù prega e insegna a pregare.
5.
La trasfigurazione sul monte Tabor e l'annuncio della Passione.
GIOVEDÌ:
I MISTERI DELLA PASSIONE
1.
L'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme.
2.
L'istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio nell'ultima cena.
3.
L'orazione di Gesù nel Getsèmani.
4.
La crudelissima flagellazione di Gesù alla colonna.
5.
La coronazione di spine di Gesù.
VENERDÌ:
I MISTERI DELLA MORTE DI GESÙ
1. La salita di Gesù con la croce al monte Calvario.
2.
La crocifissione e la morte di Gesù.
3.
Il seppellimento di Gesù e i dolori di Maria.
4.
Le sofferenze della Chiesa, Corpo mistico di Gesù.
5.
Le sofferenze della Chiesa nel Purgatorio.
SABATO:
I MISTERI DELLA PASQUA DI RISURREZIONE
1.
La Risurrezione gloriosa di Gesù da morte nel giorno di Pasqua.
2.
La proclamazione di Pietro a pastore di tutta la Chiesa.
3. L'ascensione di Gesù al Cielo.
4.
La venuta dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste.
5.
La diffusione del Vangelo della salvezza nel mondo ad opera della santa Madre
Chiesa.
DOMENICA:
I MISTERI DELLA SANTA MADRE CHIESA
1.
L'assunzione di Maria al Cielo in anima e corpo.
2.
Maria regina del cielo e della terra.
3.
La beatitudine e l'intercessione dei Santi in Paradiso.
4.
L'unità nella carità e nella pace di tutti i redenti in Cristo.
5.
Il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi.
IL LUNEDÌ
Meditiamo nel Rosario il mistero della Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù, nostra Via, Verità e Vita
L'Immacolata
Concezione della Vergine Maria
La storia della salvezza inizia nel Paradiso terrestre, dove Dio condanna Adamo ed Eva, nostri primogenitori, che si sono ribellati alla sua volontà, e insieme promette la redenzione che avverrà a opera del Messia. Satana così sarà vinto dalla Donna che darà alla luce il Vincitore. In questa nuova Eva, la Chiesa ha sempre
DAL LIBRO DELLA GENESI 3,9-15
Il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
Rispose
l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne
ho mangiato». II Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la
donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora
il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu
maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul
tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io
porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa
ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
La
Provvidenza Divina prepara al Messia una famiglia che l'accolga amorosamente e
lo custodisca: Giuseppe, uomo giusto e santo, sposa Maria di Nazareth con
regolare fidanzamento, ma ancora ognuno continua a vivere nella propria casa in
attesa della «festa del matrimonio», dopo la quale è permessa la vita
comune. Nel frattempo avviene l'annuncio dell'angelo e l'Incarnazione del Verbo
in Maria per opera miracolosa di Dio.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 1,18-25
Ecco
come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa
di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera
dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva
ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre
però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del
Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con
te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito
Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà
il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele», che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
L'annunciio
dell'arcangelo Gabriele e l'Incarnazione del Figlio di Dio
Gabriele
arcangelo annuncia il fatto più grande e importante della storia, rivelatore
della infinita misericordia di Dio, che vuole la salvezza degli uomini. Maria
di Nazareth diventa nostra vita, dolcezza e speranza: in lei, beata Madre e
intatta Vergine, Dio dà inizio ad un tempo nuovo per l'umanità, il tempo
della redenzione. Da lei, nuova Eva, nascerà col Cristo un popolo di stirpe
divina, la Chiesa.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 1,26-38
Nel
sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di
Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando
da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A
queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale
saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia
presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono
di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo
regno non avrà fine».
Allora
Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose
l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la
potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio
di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito
un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla
è impossibile a Dio».
Allora
Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto». E l'angelo partì da lei.
Quando
l'arcangelo Gabriele porta il grande annuncio a Maria di Nazareth, che Lei era
destinata alla più alta maternità, ad essere la madre di Dio nella carne,
Maria non si inorgoglisce, ma alla svelta parte per porgere i suoi servizi
umili ad Elisabetta, la madre di Giovanni Battista.
Questo
è il vero culto che Dio si aspetta da noi: odorarlo nel profondo dell'anima
nostra e servirlo nei nostri fratelli.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 1, 39-55
In
quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una
città di Giuda.
Entrata
nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il
saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di
Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto
il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha
esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento
delle parole del Signore».
Allora
Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte
le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e
Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si
stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha
disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a
mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua
misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua
discendenza, per sempre».
La
nascita di Gesù nella povertà a Betlemme
«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato Consigliere ammirabile»: lo aveva annunciato il profeta Isaia circa 700 anni prima del grande evento. Ora si compie la divina promessa e la «Vergine dà alla luce I'Emmanuele, il Dio con noi». Giovanni Evangelista esclama: «E il Verbo si
fece
carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria
come di Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità».
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 2,1-12
In
quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di
tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della
Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche
Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di
Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata
Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora,
mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in
una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
C'erano
in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al
loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del
Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo
disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di
tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il
Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia».
Meditiamo
nel Rosario l'infanzia e la vita nascosta di Gesù, centro dell'universo, gioia
di ogni cuore
La
presentazione di Gesù bambino al tempio
Gesù
si offre al Padre per la nostra salvezza: lo spinge un ardentissimo amore per
tutti gli uomini, vive immagini del Dio vivente. Dalla culla alla croce il
marchio del dolore autentica ogni parola e ogni gesto, fino al segno supremo di
chi dà la vita per i suoi amici.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 2,21-35
Quando
furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo
nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel
grembo della madre.
Quando
venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il
bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del
Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio
una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del
Signore.
Ora
a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio,
che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui,
gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto
il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre
i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese
tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada
in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria
del tuo popolo Israele».
Il
padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina
e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano
svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».
La
fuga della santa Famiglia in Egitto
La
persecuzione si scatena contro la più santa famiglia della terra, contro Gesù,
Maria e Giuseppe.
Terribile
mistero quello del dolore, che sarà spiegato esaurientemente e
definitivamente dal Crocifisso. Gesù riassume in sé tutte le sofferenze
umane, a cominciare da quelle che affliggono le famiglie. Si mette all'ultimo
posto per poter servire tutti e tutti abbracciare senza limiti di spazio e di
tempo. Per chi vuole amare, una sola barriera esiste, quella dell'egoismo: Gesù
ci insegna ad abbatterla per vivere nella pienezza di Dio.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 2, 13-23
Essi
erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e
gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e
resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per
ucciderlo».
Giuseppe,
destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,
dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato
detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio
figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e
mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due
anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.
Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un
grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i
suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.
Morto
Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse:
«Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele;
perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». Egli,
alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese
d'Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di
suo padre Erode, ebbe paura di andarvi.
Avvertito
poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad
abitare in una città chiamata Nazareth, perché si adempisse ciò che era
stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
Il
ritrovamento di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio
Raggiunta
la maggiore età, Gesù mostra quale deve essere la preoccupazione prima per
ogni uomo: dedicarsi alle cose di Dio. E si ferma a Gerusalemme, ad ascoltare
ed interrogare gli esperti delle Scritture. Maria e Giuseppe lo cercano angosciati.
Quando lo ritrovano, Gesù risponde di trovarsi al suo posto, intento nelle
cose del Padre suo. E subito rientra a Nazareth, a completare il suo cammino di
crescita nella obbedienza a Giuseppe e a Maria.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 2. 41-52
I
suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma
trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il
fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo
nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra
i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a
Gerusalemme.
Dopo
tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li
ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di
stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono
stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo
padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate?
Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non
compresero le sue parole.
Partì
dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava
tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia
davanti a Dio e agli uomini.
La
vita umile e laboriosa della santa Famiglia a Nazareth
Gesù
spende trent'anni della sua vita a Nazareth! In quella casa si respira un clima
di semplicità, di umiltà, di silenzio e di laboriosità, e una pace immensa
regna nei cuori.
Faccia
il Signore Dio che tutte le nostre famiglie e comunità siano copia fedele di
quella di Nazareth! Sarebbero per sempre allontanate la superbia, la
violenza, il folle attaccamento alle cose passeggere del mondo, e la tristezza
del peccato che avvelena tante esistenze.
DAL
VANGELO SECONDO MARCO 6, 2-6
Venuto
il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo
rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza
è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani?
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di
loses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si
scandalizzavano di lui.
Ma
Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i
suoi parenti e in casa sua». E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo
impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro
incredulità.
Gesù
andava attorno per i villaggi, insegnando.
DALLA
LETTERA Al COLOSSESI DI SAN PAOLO APOSTOLO 3,12.14-20
Rivestitevi,
come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di
umiltà, di mansuetudine, di pazienza.
Al
di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la
pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in
un solo corpo. E siate riconoscenti!
La
parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi
con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e
cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si
compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio
Padre.
Voi,
mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti,
amate le vostre mogli. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è
gradito al Signore.
La
predicazione di Giovanni Battista e il battesimo di Gesù
Giovanni
prepara i cuori ad accogliere Gesù, invitandoli alla conversione. Anche Gesù
va al fiume
Giordano
per farsi battezzare, in segno di penitenza. Ma non ne ha bisogno, perché
nessuna colpa ha mai sfiorato la sua santissima vita. Tuttavia egli si fa
battezzare per liberare noi dalla vergogna di innumerevoli peccati commessi
usando male i doni di Dio. Per questo egli si abbassa come fosse l'ultimo e il
peggiore dei peccatori. Gesù si è messo al `nostro' posto! Ma non lasciamolo
solo: tocca a noi riconoscerci con lealtà peccatori, e tocca a noi riparare
con adeguate opere buone.
DAL
VANGELO SECONDO MARCO 1, 1-11
Inizio
del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate
i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un
battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione
della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da
lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli
di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e
miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e
al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
In
quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da
Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere
su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio
mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
Meditiamo
nel Rosario la vita pubblica di Gesù, Maestro, Consolatore, Amico
Il
digiuno dì Gesù nel deserto e le tentazioni del diavolo
«La
vita è tutto un combattimento», lo possiamo affermare anche noi con
l'esperienza delle generazioni. Chi mai avrebbe ancora la fiducia di salvarsi
fra tante insidie e tanti inganni, se non potessimo contare sull'assistenza
sicura e continua della divina Provvidenza? Dio combatte al fianco di chi crede
e prega; incoraggia e conforta chi non teme la fatica e non si sottrae al
dovere.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 4,1-11
Allora
Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E
dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore
allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi
diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà
l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora
il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del
tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro
mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».
Gesù
gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
Di
nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò
tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose
io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai».
Ma
Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e
a lui solo rendi culto». Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si
accostarono e lo servivano.
La
vocazione degli apostoli
Gesù
vuol salvare gli uomini con gli uomini e sceglie alcuni perché siano i suoi
diretti collaboratori nella impresa divinamente grande della salvezza delle
anime: questi sono i Sacerdoti, ministri di Dio che portano la Luce, la Grazia,
e la Pace di Cristo al mondo.
Il
Signore ne doni tanti alla sua Chiesa e li faccia traboccanti di santità, sì
da essere sempre il sale della terra e la luce del mondo.
Facciamo
nostro l'invito di Gesù stesso e preghiamo affinché «il Padrone della messe»
ispiri anime forti e pure, ma anche perché esse abbiano la generosità di
rispondere alla chiamata divina.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 6,12-19
In
quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in
orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici,
ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea
suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso,
Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda
Iscariota, che fu il traditore.
Disceso
con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
C'era
gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,
da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per
ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano
tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta
la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
Gesù
predica il messaggio della salvezza e lo conferma con i miracoli
Le
parole di Gesù sono spirito e vita, codice sempre attuale per quanti vogliono
vivere ogni giornata con Dio, fondendo la propria piccola storia con quella
sempre in atto di Cristo. Sigillate da miracoli di ogni sorta, operati a
sollievo delle più svariate miserie, quelle parole si impongono a ognuno di noi
come parole di Dio, della cui sapienza infinita nessuno può dubitare, e di
cui nessuno può far senza. Come Pietro anche noi diciamo: «Signore, da chi
andremo? Tu hai parole di vita eterna».
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 4,23-5, 12
Gesù
andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e
predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di
infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così
condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori,
indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle
cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla
Giudea e da oltre il Giordano.
Vedendo
le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i
suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati
i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati
gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati
i miti, perché erediteranno la terra.
Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati
i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati
i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande
è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti
prima di voi.
Gesù
prega e insegna a pregare
Tutto
è possibile a chi prega, purché si preghi come il Maestro ha insegnato. Dio
mette a disposizione di chi si affida a lui con fede viva, la sua potenza:
lo testimonia tutta la Sacra Bibbia; lo conferma la storia millenaria della
Chiesa; ce lo assicurano i Santi. Chi è triste preghi, e troverà sollievo
ad ogni affanno.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 11,1-13
Un
giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei
discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha
insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il
nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi
perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».
Poi
aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico,
prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho
nulla da mettergli davanti; e se quegli dall'interno gli risponde: Non
m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me,
non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a
darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono
almeno per la sua insistenza.
Ebbene
io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà
aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà
aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una
pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se
gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi,
sapete
dare
cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo
Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».
La
trasfigurazione sul monte Tabor e l'annuncio della Passione
La
sofferenza è premessa di benedizioni e grazie celesti, così come la passione e
la morte di Gesù sono state la preparazione della risurrezione e della
glorificazione eterna. Il Calvario e il Tabor sono inseparabili per chi segue
docilmente Cristo e ne attua il messaggio che salva. Il Cristianesimo non è
facile, affermava Paolo VI, ma è felice!
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 16,21-23;17,1-9
Da
allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a
Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e
degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo
trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi,
Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi
da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo
gli uomini!».
Sei
giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li
condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il
suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed
ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro
prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui;
se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli
stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed
ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi
sono compiaciuto. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la
faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e,
toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». Sollevando gli occhi non videro più
nessuno, se non Gesù solo.
E
mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di
questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Meditiamo
nel Rosario i supremi segni dell'amore di Gesù nostro Pastore, nostro Pane,
nostra Vittima
«Osanna!
Osanna!». Un trionfo messianico, solenne quanto semplice. Vi partecipano
persone beneficate da Gesù; chissà quanti ammalati da Lui guariti e peccatori
da Lui rifatti a nuovo; ci sono ragazzi, bambini, sventolìodi rami d'albero. E
Gesù incede in groppa ad un asinello. Un trionfo tanto solenne quanto umile.
«Osanna!
Osanna!». Ogni creatura umana ha intelletto, cuore e voce per lodare Dio,
unico fine cui tende la nostra persona, fatta su misura divina. Ogni giornata
vissuta nel fedele e gioioso compimento del proprio dovere è un cantico
nuovo, che Dio ascolta e premia.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 21, 1-11
Quando
furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Betfage, verso il monte degli
Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel
villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un
puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa,
risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo
avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: Dite
alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un'asina, con un
puledro figlio di bestia da soma.
I
discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero
l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a
sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri
tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava
innanzi e quella che veniva dietro, gridava: «Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Entrato
Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva:
«Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da
Nazareth di Galilea».
L'istituzione
della Eucaristia e del Sacerdozio nell'ultima cena
Perché
l'uomo possa raggiungere la sua pienezza di vita nel Cristo e l'eterna felicità
nel Paradiso, ecco il Pane della Vita disceso dal cielo, Gesù nell'Eucaristia:
chi mangia di lui vive per lui e con lui, e giungerà alla vita eterna.
Non
ringrazieremo mai abbastanza Gesù di averci amato fino a questi segni
supremi, quali sono appunto l'istituzione della Eucaristia e del Sacerdozio.
Non ci sentiremo mai soli, avendo con noi 1'Emmanuele, sempre a noi donato,
affinché abbiamo la vita e l'abbiamo abbondante.
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 22, 7-20
Venne
il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Gesù
mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché
possiamo mangiare». Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».
Ed
egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta
una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di
casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i
miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e
addobbata; là preparate». Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto
e prepararono la Pasqua.
Quando
fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: «Ho
desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel
regno di Dio».
E
preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi,
poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite,
finché non venga il regno di Dio».
Poi,
preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il
mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo
dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova
alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
L'orazione
di Gesù nel Getsèmani
Nelle
ore difficili dell'esistenza, quando può sembrare che nessuno ci capisca e ci
possa aiutare, ricordiamo che un Amico divino ci comprende, e raccoglie le
nostre più segrete lacrime. Non siamo soli a soffrire nel corpo o nell'anima
o nel cuore: c'è Gesù che vuole continuare in ognuno di noi la sua passione
per la salvezza nostra e di tutti.
DAL
VANGELO SECONDO MARCO 14, 32-46
Giunsero
intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi
qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a
sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla
morte. Restate qui e vegliate».
Poi,
andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile,
passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te,
allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».
Tornato
indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei
riuscito a vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in
tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
Allontanatosi
di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati,
perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
Venne
la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta
l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori.
Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
E
subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una
folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli
anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è
lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò
dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo
arrestarono.
La
crudelissima flagellazione di Gesù alla colonna
Pilato,
pur avendo riconosciuto Gesù innocente, lo fa flagellare e poi lo consegnerà
alla morte. Dalla sacra Sindone, custodita a Torino, risultano centinaio di
colpi di flagello sul dorso, sul petto, sulle gambe e persino sulla faccia di
Gesù. E Gesù si lascia colpire, senza lamentarsi, per amore nostro. E noi?
La
fatica del lavoro, le varie infermità, come pure la mortificazione e la
rinuncia a ciò che potrebbe profanare il nostro corpo, capolavoro della Provvidenza
divina, destinato alla risurrezione, siano quella partecipazione alla passione
del Cristo necessaria al compimento della redenzione nostra e dei fratelli.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 27, 15-26
Il
governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un
prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto
Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che
vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che
glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre
egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare
con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ma i
sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far
morire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi
rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che farò
dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!».
Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia
crocifisso!».
Pilato,
visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa
dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile,
disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «I1 suo
sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro
Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché
fosse crocifisso.
La
coronazione di spine di Gesù
Come
non l'avessero martoriato abbastanza con la flagellazione, i soldati si prendono
beffa di Gesù e lo insultano, gli sputano addosso, e per spegnere quel volto
che, nonostante tutto, rimane silenzioso e dolce, calcano sulla testa di Gesù
un casco di spine. Umiliazione terribile, insulto supremo. Quel capo coronato di
spine resterà coronato anche sul Calvario, anche pendente dalla croce.
Esprimiamo a Gesù il nostro amore riconoscente per quanto ha sofferto per noi, ricordando che tutti i peccati partono dalla testa. Fuggiamo i pensieri cattivi prima che coinvolgano nel peccato anche la nostra volontà. Coltiviamo nella testa pensieri buoni che aumentino in noi la Grazia di Dio, l'amicizia con Gesù.
DAL
VANGELO SECONDO GIOVANNI 19,1-16
Allora
Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una
corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di
porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!».
E gli davano schiaffi.
Pilato
intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché
sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Allora Gesù uscì, portando la
corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!».
Al
vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo,
crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non
trovo in lui nessuna colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e
secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
All'udire
queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio
disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse
allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà
e il potere di metterti in croce?». Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun
potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha
consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande»...
Era
la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco
il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro
Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non
abbiamo altro re all'infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse
crocifisso.
Meditiamo
nel Rosario le ineffabili sofferenze di Cristo Redentore e della santa Chiesa
La
salita di Gesù con la croce al monte Calvario La croce pesa terribilmente
quando si è soli a portarla o non se ne scopre il divino valore; ma se un
buon Círeneo ci dà mano valida, il cuore trova coraggio e il peso si fa
leggero, la croce diventa amabile e cara. Che cosa di più nobile e appagante
che aprire la casa, le braccia e il cuore a chi piange?
DAL
LIBRO DEL PROFETA ISAIA 53,3-6
Il
profeta annuncia le sofferenze del Messia: «Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre
la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure
egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e
noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato
trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo
che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo
stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi
seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi
tutti».
DAL
VANGELO SECONDO LUCA 23,26-33
Mentre
lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna
e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran
folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di
lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non
piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno
giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e
le mammelle che non hanno allattato.
Allora
cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché
se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Venivano
condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.
Quando
giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a
destra e l'altro a sinistra.
La
crocifissione e la morte di Gesù
Il
Crocifisso sia il nostro `libro' per conoscere l'amore di Gesù per noi:
leggiamolo spesso, facciamone il codice della nostra condotta privata e sociale.
Come il Cristo si è dato alla morte per noi, non dubitiamo di affrontare
sacrifici e rinunce per amore di lui, che vive e soffre nei nostri fratelli.
DAI
VANGELI
Condussero
Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono
vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si
divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse
prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
Gesù
diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno».
Insieme
con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Uno dei
malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te
stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di
Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché,riceviamo il
giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E
aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo re-
Essi
presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli
aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato
crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale
nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della
Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.
Le
sofferenze della Chiesa, Corpo mistico di Gesù
La Passione di Gesù non è finita. Continua nella santa Chiesa, dovunque un cristiano soffre. Continua nell'umanità, dovunque un figlio di Dio geme. Chi porta aiuto ai sofferenti, è a Gesù che dà aiuto; da lui ne riceverà premio nell'eternità. È detto giustamente: «Chi semina nelle mani del povero, raccoglierà dalle mani di Dio». Ed ancora è vero che nulla ci appartiene tanto, quanto ciò che diamo a Dio nei nostri fratelli. Così possiamo affermare che coloro che perseguitano la Chiesa, continuano la crocifissione di Cristo. Gesù potrebbe ancora rivolgere il rimprovero fatto sulla via di Damasco a Saulo, furente di odio verso la Chiesa nascente: «Perché mi perseguiti?».
DAGLI
ATTI DEGLI APOSTOLI 9, 1-9
Saulo
frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si
presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco
al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e
donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati.
E
avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco,
all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce
che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o
Signore?». E la voce: «lo sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, àlzati ed
entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli
uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la
voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non
vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase
tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
Le
sofferenze della Chiesa nel Purgatorio
Un
brutto proverbio dice: «Lontano dagli occhi, lontano dal cuore», volendo
affermare che è tanto facile dimenticare il bene ricevuto e coloro che, a
prezzo di fatiche e di sofferenze, ci hanno preceduto nella vita e ci hanno
aperto la strada: non deve essere per noi quell'amaro rimprovero. Ricordiamo i
nostri Defunti e per essi offriamo preghiere e sacrifici. Altri un giorno si
ricorderà di noi e ci solleverà dalle pene del Purgatorio.
DAL
SECONDO LIBRO DEI MACCABEI 12,38-45
Giuda
poi radunò l'esercito e venne alla città di Odollàm; poiché si compiva la
settimana, si purificarono secondo l'uso e vi passarono il sabato. II giorno
dopo, quando ormai la cosa era diventata necessaria, gli uomini di Giuda
andarono a raccogliere i cadaveri per deporli con i loro parenti nei sepolcri
di famiglia. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli
idoli di Iàmnia, che la legge proibisce ai Giudei; fu perciò a tutti chiaro il
motivo per cui costoro erano caduti. Perciò tutti, benedicendo l'operato di
Dio, giusto giudice che rende palesi le cose occulte, ricorsero alla preghiera,
supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. Il nobile
Giuda esortò tutti quelli del popolo a conservarsi senza peccati, avendo
visto con i propri occhi quanto era avvenuto per il peccato dei caduti.
Poi
fatta una colletta, con un tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le
inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo
così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione.
Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati,
sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava
la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con
sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli
fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal
peccato.
Meditiamo
nel Rosario il festoso annuncio della Risurrezione di Gesù, nostra Pasqua
Cristo
ha vinto la morte: alleluia! Cristo a tutti noi augura e dona pace! Cristo è
ancora con noi! Sarà sempre con noi, per essere la fonte perenne della nostra
gioia. Cristo regni nei nostri cuori, purificati dalla Grazia, santificati dalla
Comunione col suo Corpo risorto e glorioso! Sepolti con Cristo nel Battesimo e
morti al peccato, viviamo in una vita perennemente nuova e santa, a gloria del
Padre.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 28,1-10
Passato
il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e
l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran
terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la
pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il
suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie
tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So
che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite
a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È
risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io
ve l'ho detto».
Abbandonato
in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare
l'annunzio ai suoi discepoli.
Ed
ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi,
gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete;
andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».
La
proclamazione di Pietro a pastore di tutta la Chiesa
Gesù
è con noi nella persona del Papa, Pastore e Maestro della Chiesa. Santa
Caterina da Siena così chiamava il Papa: «O Babbo mio, dolce Cristo in
terra...». Non altrimenti pensavano i Santi tutti che, docili ed affettuosi,
amavano nel Papa il divino Amico degli uomini. A lui Gesù ha dato il primato
della carità, affinché per mezzo di lui i redenti siano un cuor solo e
un'anima sola.
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 16,13-19
Essendo
giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La
gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il
Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi
chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio
del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la
carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io
ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte
degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno
dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto
ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
L'Ascensione
di Gesù al cielo
Questa
che abitiamo è come una "sala d'aspetto" dove nella prova si attende
la chiamata per la nostra vera e stabile patria, il Paradiso.
È
vano attaccare il cuore alle cose che dovremo un giorno lasciare; ed è da
stolti dimenticare il nostro destino eterno e il nostro fine supremo, la
salvezza dell'anima. Le creature vanno adoperate con libertà e povertà di
spirito, "tanto quanto" servono a dar gloria a Dio e a raggiungere la
felicità eterna.
DAGLI
ATTI DEGLI APOSTOLI 1, 1-11
Nel
mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e
insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli
apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
Egli
si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro
per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con
essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che
si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me:
Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo,
fra non molti giorni».
Così
venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui
ricostituirai il regno di Israele?».
Ma
egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha
riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su
di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e
fino agli estremi confini della terra».
Detto
questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro
sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco
due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di
Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra
voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete
visto andare in cielo».
La
venuta dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste
Lo
Spirito Santo abita in noi dal giorno grande del nostro Battesimo e in noi vive
per sublimare e divinizzare tutta la nostra attività e renderla degna di una
ricompensa eterna. Godiamone, e ringraziamo la Provvidenza divina di averci
ammessi a una sorte così nobile. Impegniamoci ad assecondare la guida dello
Spirito, vivendo nella Grazia battesimale ogni giorno della nostra terrena avventura:
allora nulla andrà perduto, tutto sarà premiato nella eternità.
DAGLI
ATTI DEGLI APOSTOLI 2, 1-12
Mentre
il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello
stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si
abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero
loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;
ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre
lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
Si
trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto
il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché
ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano
stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non
sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra
lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della
Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia,
dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma,
Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue
le grandi opere di Dio».
Tutti
erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?».
Altri invece li deridevano.
La
diffusione del Vangelo della salvezza nel mondo ad opera della santa Madre
Chiesa
Il messaggio della salvezza è il dialogo che Gesù, Parola vivente, continua tra gli uomini per mezzo della Chiesa, la quale non si stanca di annunciare a tutti gli uomini di buona volontà il Vangelo, di comunicare la Grazia e di guidare alla conquista della pace sulla terra e del Paradiso nel Cielo. Ogni figlio della Chiesa deve essere apostolo, annunciatore e missionario della lieta novella: che cosa di più bello che passare, di generazione in generazione, da padre a figlio, da fratello a fratello, i doni di Dio?
DAGLI
ATTI DEGLI APOSTOLI 13,44-49
Il
sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio.
Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e
contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando.
Allora
Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse
annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi
giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. Così
infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra».
Nell'udir
ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e
abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. La
parola di Dio si diffondeva per tutta la regione.
Meditiamo
nel Rosario la partecipazione della Vergine Maria e di tutti gli eletti agli
eterni trionfi d i Cristo Risorto
Ci
ha preceduti nello splendore eterno la Vergine, nostra madre spirituale, e là
ci aspetta. A lei rivolgiamoci, come figli che sanno di essere amati e sempre
accolti con bontà illimitata. Lei aggiusta tante cose in vita e in morte. E
chi a lei si è mai rivolto invano? Uniamo la nostra voce al canto esultante
che la Chiesa innalza a Maria di Nazareth, beata perché «ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore».
DALLA
PRIMA LETTERA Al CORINZI DI SAN PAOLO APOSTOLO 15,20-26
Cristo
è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa
di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei
morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.
Ciascuno
però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta,
quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno
a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.
Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i
suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.
DALLA
LETTERA Al ROMANI DI SAN PAOLO APOSTOLO 8.28-30
Noi
sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati
chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha
conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio
suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha
predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche
giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.
Maria
Regina del cielo e della terra
Ci
troviamo in difficoltà di vario genere e ci sembra a volte di non poter
uscire dai grovigli della vita. Come si allarga il cuore e si dilata la speranza
quando guardiamo a Maria di Nazareth, a Lei tanto affettuosa quanto potente.
Nella
dura lotta che dobbiamo combattere contro il male, sempre seducente e
contagioso, ci è accanto l'Immacolata, nostra regina e mediatrice di ogni
grazia. Abbiamo fiducia! 11 nostro domani, il nostro eterno domani, è nelle
mani di Gesù ed è nel Cuore di Maria.
DAL
LIBRO DELL'APOCALISSE 12, 1
Nel
cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna
sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
DAL
LIBRO DI GIUDITTA 13,18-20; 15, 9-10
«Benedetta
sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono
sulla terra e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha
guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici. Davvero il coraggio
che hai avuto non cadrà dal cuore degli uomini, che ricorderanno la potenza
di Dio sempre. Dio faccia riuscire questa impresa a tua perenne esaltazione,
ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la
vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e hai sollevato il nostro
abbattimento, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio»...
«Tu
sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d'Israele, tu splendido onore
della nostra gente. Tutto questo hai compiuto con la tua mano, egregie cose
hai operato per Israele, di esse Dio si è compiaciuto. Sii sempre benedetta
dall'onnipotente Signore».
La
beatitudine e l'intercessione dei Santi in Paradiso
Maria
di Nazareth non è sola nel regno dei cieli. Tutti coloro che sono morti nella
Grazia, nell'amicizia di Dio, sono nel Cielo, cittadini fortunati del
Paradiso, partecipi di una festa grandissima che per noi è tanto misteriosa
quanto indescrivibile.
Siamo
fratelli di Martiri e di Santi, che hanno seguito Gesù fino alla donazione
totale di sé e delle loro cose. Ora, per il grande prestigio che godono
presso Dio, sono nostri potenti avvocati e affezionati amici. Guardiamo a loro
per ammirarne le gesta, per imitarli e per averne protezione.
DAL
LIBRO DELL'APOCALISSE 7, 9-17
Dopo
ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni
nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e
davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E
gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono
e all'Agnello».
Allora
tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri
viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e
adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie,
onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno
dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di
bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai».
E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e
hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Per
questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel
suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di
loro.
Non
avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di
sorta, perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li
guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro
occhi».
L'unità
nella carità e nella pace di tutti i redenti in Cristo
Tutti
figli di un solo Padre, tutti redenti dallo stesso Crocifisso, vivificati dal
medesimo Spirito, e tutti incamminati per la stessa strada tracciata dal
Vangelo, siamo in viaggio verso l'unico Paradiso: è tanto giusto che siamo
uniti in un cuor solo dal vincolo della perfezione, che è la Carità.
Vogliamoci bene! È il precetto del Signore. E il nostro distintivo. Chi non
ama è nella morte. Chi meglio ama, meglio vive.
DAL
VANGELO SECONDO GIOVANNI 15,1-6
Gesù
disse durante l'ultima cena: «lo sono la vera vite e il Padre mio è il
vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio
che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per
la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio
non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se
non rimanete in me. lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui,
fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me
viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano
nel fuoco e lo bruciano».
DALLA
PRIMA LETTERA AI CORINZI DI SAN PAOLO APOSTOLO 13,1-8
Se
anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E
se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la
scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sono nulla.
E
se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser
bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La
carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si
vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non
si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si
compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La
carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue
cesserà e la scienza svanirà.
Il
ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi
Cristo
ritornerò! Noi viviamo nell'attesa del suo ritorno e nell'ardente speranza di
essere tra i fortunati e benedetti che parteciperanno nella finale
risurrezione agli eterni trionfi di Lui. Se al seguito di Gesù ci viene
domandato di portare con paziente amore la `nostra' croce, consoliamoci vicendevolmente
nella sicurezza che alla fine la nostra tristezza si convertirà in gioia.
E
ricordiamo che Gesù ritorna ogni volta che ci mettiamo in ascolto della sua
Parola, ogni volta che prendiamo nelle mani con attenzione il suo Vangelo.
Quando ci avviciniamo a Cristo risorto nel mistero eucaristico, sempre noi
sperimentiamo la presenza di Lui che ci ripete le fatidiche parole: «Ritornerò
e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io».
DAL
VANGELO SECONDO MATTEO 25,31-46
Quando
il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà
sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti,
ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai
capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora
il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre
mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del
mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi
avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e' mi avete
vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora
i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e
ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti
abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?í."fi
quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà lpro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto
queste cose a uno solo di questi miei fratelli piccoli, l'avete fatto a me.
Poi
dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco
eterno, prepara per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non
mi avete dato da mangiare; avuto sete e non mi avete dato da bere; ero
forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in
carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi
allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o
forestiero o nudo o malato o in carcere e non abbiamo assistito?
Ma
egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose
a uno di quésti miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me: E se ne
andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
pietà Cristo pietà
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo,
esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre
del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio,
Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito
Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santa
Maria prega per noi
Santa
Madre di Dio prega per noi
Santa
Vergine delle vergini prega per noi
Madre
di Cristo prega per noi
Madre
della Chiesa prega per noi
Madre
della divina grazia prega per noi
Madre
purissima prega per noi
Madre
castissima prega per noi
Madre
sempre vergine prega per noi
Madre
immacolata prega per noi
Madre
degna d'amore prega per noi
Madre
ammirabile prega per noi
Madre
del buon consiglio prega per noi
Madre
del Creatore prega per noi
Madre
del Salvatore prega per noi
Madre
di Misericordia prega per noi
Vergine
prudentissima prega per noi
Vergine
degna di onore prega per noi
Vergine
degna di lode prega per noi
Vergine
potente prega per noi
Vergine
clemente prega per noi
Vergine
fedele Specchio della santità divina prega per noi
Sede
della sapienza prega per noi
Causa
della nostra letizia prega per noi
Tempio
dello Spirito Santo prega per noi
Tabernacolo
dell'eterna gloria prega per noi
Dimora
tutta consacrata a Dio prega per noi
Rosa
mistica prega per noi
Torre
di Davide prega per noi
Torre
d'avorio prega per noi
Casa
d'oro prega per noi
Arca
dell'alleanza prega per noi
Porta
del cielo prega per noi
Stella
del mattino prega per noi
Salute
degli infermi prega per noi
Rifugio
dei peccatori prega per noi
Consolatrice
degli afflitti prega per noi
Aiuto
dei cristiani prega per noi
Regina
degli Angeli prega per noi
Regina
dei Patriarchi prega per noi
Regina
dei Profeti prega per noi
Regina
degli Apostoli prega per noi
Regina
dei Martiri prega per noi
Regina
dei veri cristiani prega per noi
Regina
dei Vergini prega per noi
Regina
di tutti i Santi prega per noi
Regina
concepita senza peccato originale prega per noi
Regina
assunta in cielo prega per noi
Regina
del Santo Rosario prega per noi
Regina
della pace prega per noi
Regina
della famiglia prega per noi
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci,
Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
P.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
A.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
- O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza
eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario
della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò
che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro
Signore. Amen.