ROSARIO
CON I PADRI ROGAZIONISTI
Credo
in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque
da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo,
siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare
i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione
dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita
eterna. Amen.
Gloria
al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e
sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Gesù
mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose
della tua misericordia.
Salve
Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra,
salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli
occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il
frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
1
- L'ANNUNCIO DELL'ANGELO A MARIA - Ecco la serva del
Signore
L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: « Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te ». « Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ». Allora Maria disse: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ». Luca 1, 26-28_ 31_ 35. 38
L'Annunciazione è l'evento più grande della storia. Essa segna un nuovo destino del mondo, perché compimento del disegno salvifico divino con l'incarnazione del Verbo, il quale assunse la nostra fragile condizione umana nel grembo di una donna.
Dio,
che si rivela ai piccoli e si nasconde ai sapienti del mondo, ha scelto a
cooperare con libero consenso alla realizzazione di quel disegno Maria di Nazaret,
umile fanciulla di un oscuro villaggio della Galilea.
E
Maria, salutata piena di grazia, elevata sino ai confini della divinità, si
proclama la serva del Signore, docile e disponibile alla sua parola. Nasce in
quel momento l'amore cristiano, in risposta al messaggio dell'amore
infinito.
Nella
nostra vita c'è sempre una annunciazione, una ricerca e una chiamata da parte
di Dio. Se non l'avvertiamo, è perché, distratti e dissipati dalle futili cose
che si dicono realtà della vita, non riusciamo a riservare un po' di spazio
al silenzio interiore.
"
Nel cammino di fede, la Vergine santissima, vero e perfetto modello di ogni
credente, ci insegna la capacità dell'ascolto, l'obbedienza e l'umiltà di
cuore in fiducioso e gioioso abbandono alla volontà del Padre.
Preghiera:
Tu hai voluto, o Padre, che all'annuncio dell'angelo la Vergine immacolata
concepisse il tuo Verbo eterno, e avvolta dalla luce dello Spirito Santo divenisse
tempio della nuova allenza: fa' che aderiamo umilmente al tuo volere, come la
Vergine si affidò alla tua parola. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
2
- LA VISITA DI MARIA A ELISABETTA - Benedetta tu fra le donne
Maria
si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito
il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di
Spirito Santo ed esclamò a gran voce: « Benedetta tu fra le donne, e benedetto
il frutto del tuo grembo ! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me ?
E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore ».
Allora
Maria disse: « L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore, perché ha guardato l'úmiltà della sua serva ». Luca 1,
39-43. 45-48
Maria,
saputo dall'angelo che Elisabetta, una anziana sua parente, era incinta di sei
mesi, si reca senza indugio a visitarla per offrirle i suoi servizi, affrontando
un lungo viaggio colmo di pericoli attraverso regioni montuose e deserte.
Elisabetta, al saluto di Maria, illuminata dallo Spirito Santo, erompe in un
grido di stupore e di trepida tenerezza.
Il significato più profondo dell'episodio è che l'antica alleanza, presente con Giovanni Battista nel grembo di Elisabetta, si conclude con l'incontro della nuova alleanza, il Salvatore del mondo, nel grembo di Maria.
Ma
la visita a Elisabetta richiama alla nostra meditazione la premurosa carità
della Vergine: se si è in comunione con Dio, si è irresistibilmente spinti
alla comunione con i fratelli, troppo spesso chiusi in un esasperato
individualismo ed egocentrismo.
Elisabetta elogia la fede di Maria, « beata colei che ha creduto », una beatitudine riservata a tutti coloro che si affidano alla parola di Dio. Per questo, Maria esulta di gioia riconoscente: « L'anima mia magnifica il Signore ». Lodare e ringraziare il Dio delle misericordie, ammonisce la liturgia, è « nostro dovere e fonte di salvezza», e fa della nostra stessa vita un sacrificio di lode gradito al Padre.
Preghiera:
Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore hai ispirato alla Beata
Vergine Maria, che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant'Elisabetta,
concedi a noi di essere docili all'azione del tuo Spirito, per magnificare con
Maria il tuo santo nome. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
3
- LA NASCITA DI GESU’ A BETLEMME - E il Verbo si fece
carne
Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si WV facesse il censimento di tutta la terra. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. Luca 2, 1- 3-7
Il
Verbo si è fatto carne. II Figlio di Dio, per l'onnipotenza e la ricchezza
del quale tutte le cose sono state create, è caduto nella debolezza e nella
povertà più assoluta, rifiutato dai suoi, accolto solo da rozzi e ignoranti
pastori (gli emarginati di allora), sottoposto alle leggi della natura e degli
uomini, che lo stringono più fortemente delle fasce in cui l'ha avvolto premurosamente
sua madre.
L'umiltà
fino all'annientamento di sé e la povertà sono ancora oggi i modi coi quali
Dio si manifesta agli uomini e gli uomini ritrovano Dio, abbattendo i falsi
idoli - orgoglio, potere, denaro - dinanzi ai quali si prostra l'umanità ignara
del suo più alto e vero destino.
È
così che Cristo nasce ancora in ognuno di noi, una nascita che è il dono della
« grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci
insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà e
giustizia e pietà » (Tito 2, „-12).
Preghiera:
O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più
mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che possiamo condividere la vita divina
del tuo Figlio, che ha voluto assumere la nostra natura umana. Per Cristo nostro
Signore. Amen. Padre
nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
4
- LA PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO - Luce per illuminare le genti
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia; li benedisse e parlò a Maria, sua madre: « Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima. Luca 2, 22_ 25. 27-28. 34-35
La
legge mosaica prescriveva il riscatto del figlio primogenito e la purificazione
della madre. Maria ovviamente non poteva riconoscere in sé nulla di impuro,
e tuttavia si sottopose all'osservanza della legge, legge del Signore,
sottolinea san Luca, e come tale accolta da ogni pio israelita. Così con atto
di libera obbedienza la Vergine confermava la propria dichiarata disponibilità
alla parola di Dio.
Gesù,
a sua volta, offrendosi al Padre, anticipava quella passione che avrebbe dato
compimento alla vera e unica « purificazione » e al vero e unico « riscatto
». Tutti, giusti e peccatori, ne partecipiamo i frutti nel sacrificio
eucaristico, che quotidianamente è offerto al Padre in ogni angolo della terra.
Simeone,
mosso dallo Spirito Santo, intuì tutto questo e con immensa tristezza gettò lo
sguardo profetico sul rifiuto che Israele avrebbe opposto alla propria
salvezza. Rivolto a Maria, soggiunse: « A te una spada trafiggerà l'anima ».
Maria conserverà nel suo cuore queste parole e le comprenderà pienamente solo
ai piedi della croce, contemplando il fianco squarciato del suo Figlio.
Preghiera:
Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nel celebrare la
memoria della presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi
anche a noi di essere presentati a te pienamente rinnovati nello spirito. Per
Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
5
- LO SMARRIMENTO E IL RITROVAMENTO DI GESÙ - Ma essi non compresero
Quando Gesù ebbe dodici anni, salirono di 0 nuovo a Gerusalemme secondo l'usanza per la festa di Pasqua, ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: « Figlio, perché ci hai fatto così ? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo ». Ed egli rispose: « Perché mi cercavate ? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio ? ». Ma essi non compresero le sue parole. Luca 2, 42-43. 46. 45-60
È
l'unico episodio che rompe il silenzio dei primi trenta anni della vita di Gesù.
Episodio
umanissimo. L'angoscia di Maria mostra quanto intensamente essa sentiva Gesù
come suo vero figlio. AI dolce rimprovero materno Gesù dà una risposta
apparentemente dura. Come si fa a chiedere a una madre perché ricerca il figlio
smarrito ? In realtà, è una risposta densa di mistero. Gesù afferma di dover
compiere la missione affidatagli dal Padre, e pone l'adempimento del volere
divino al di sopra degli affetti umani, anche i più legittimi e santi.
È
quanto si chiede di fare a ciascuno di noi, una volta conosciuto il disegno di
Dio a nostro riguardo, perché Dio ha per ognuno un preciso disegno.
Maria
non comprese (e forse non comprenderà neppure in seguito) ma rinnovò il suo
« sì» alla volontà del Padre. Uniti a Cristo nella fede e nell'amore, può
succedere anche a noi di smarrirlo e di non comprendere le ragioni di una
perdita sconvolgente. Alla fine, però, Gesù si fa trovare, non in un tempio
costruito da mano d'uomo ma in quello che lo Spirito Santo ha eretto in noi e
nel tempio di pietre vive che è il suo corpo mistico, la Chiesa.
Solo
la Chiesa, pur essendo sempre in cammino e in ricerca, conosce la strada, e,
qualora incautamente ci smarrissimo, è in grado di indicarla con sicurezza.
Preghiera:
Signore Gesù, che per
adempiere la volontà del Padre non hai esitato a gettare nell'angoscia la
tenerezza del cuore di tua madre, dona a noi la grazia di orientare la nostra
vita in conformità del disegno divino e, sul tuo esempio, collocare i valori
eterni e gli interessi di Dio al di sopra di ogni considerazione umana. Tu che
vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio, Salve Regina.
1
- L'AGONIA DI GESU NEL GETSEMANI - Non la mia ma la tua
volontà
Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: « Pregate, per non entrare in tentazione ». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e inginocchiatosi, pregava: « Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà ». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: « Perché dormite ? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione ». Luca 22, 39-46
Nel
Getsemani, alle falde del monte degli Ulivi, Gesù era solito raccogliersi in
solitudine e in preghiera. Vi si recò anche quell'ultima sera della sua vita.
Ma quella sera Gesù non gustò la dolcezza dell'intimità col Padre. Soggiacque
invece a un'agonia più angosciosa di quella sofferta poi sulla croce, l'agonia
dello spirito, al quale era presente in tutto il suo orrore la passione
imminente e l'oltraggio dei peccati di tutti gli uomini.
Una
vera lotta (questo è il significato della parola « agonia ») nell'anima di
Gesù, con uno spasimo così lacerante che dal suo corpo stillarono gocce di
sangue cadute in terra. Gesù prega ripetutamente il Padre perché allontani
da lui l'amaro calice, ma la preghiera non può essere esaudita: diverrebbe vano
il mistero di salvezza per il quale Dio nel suo immenso amore aveva inviato nel
mondo il suo Figlio.
Quante
volte sale dal cuore sulle nostre labbra il lamento che Dio non ascolta le
nostre preghiere. Invece di uno sterile lagno, forse gioverebbe riflettere se
anche per noi il mancato esaudimento non rientri in un disegno di salvezza noto
solo a Dio ma del quale la sua parola garantisce la certezza. Forse, solo se
inondati da questa luce oscura, potremo in qualche modo comprendere l'inenarrabile
sofferenza del cuore di Cristo. E forse solo allora Gesù, che sarà in agonia
sino alla fine del mondo nelle membra del suo corpo mistico, potrà trovare in
noi quel conforto che cercò invano nell'orto degli ulivi presso i discepoli
sommersi dal sonno e dalla tristezza.
Preghiera:
Signore Gesù, che nell'orto degli ulivi hai spinto la tua benignità fino a
scusare i discepoli incapaci di confortare la tua agonia, soccorri alla
debolezza della nostra carne e rendi lo spirito pronto alla veglia e alla
preghiera: e nell'ora della prova ispiraci a far nostro il tuo grido: Padre,
non si compia la mia ma la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei
secoli. Amen. Padre nostro,
Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
2 - LA CONDANNA A MORTE E LA
FLAGELLAZIONE - Per le sue piaghe siamo stati guariti
l'acqua,
si lavò le mani davanti alla folla: « Non sono responsabile, disse, di
questo sangue; vedetevela voi ! ». E tutto il popolo rispose: « Il suo sangue
ricada sopra di noi e sopra i nostri figli ». Allora rilasciò loro Barabba
e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse
crocifisso. Matteo 27, 24-26
Dopo
la cattura, Gesù è condotto davanti al Sinedrio, che lo condanna a morte come
reo di bestemmia, lui, il Figlio di Dio. Pilato, per cinico calcolo politico,
ratifica quella condanna dopo aver solennemente proclamato l'innocenza di Gesù.
La flagellazione, tortura di indicibile efferatezza, che scava lunghi solchi
sulle delicate carni del Figlio dell'uomo, non fu un estremo tentativo di
impietosire i giudei, ma il primo passo verso l'infamia della croce, riservata
dai romani agli schiavi ribelli.
Per
ognuno di noi arriva il momento nel quale il Signore vuole associarci a lui nel
portare nelle nostre carni e nel nostro cuore i segni della passione. La
Vergine dolente ci aiuti allora a ripetere con Gesù: « Ho presentanto il dorso
ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho
sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. II Signore Dio mi assiste, per
questo non resto confuso » (Isaia so, s-7).
Se questo ci sembra troppo arduo, riflettiamo alla nostra responsabilità nella condanna di Gesù. Ogni volta che ci siamo allontanati dalle vie del Signore, ogni volta che abbiamo risposto con un rifiuto ai suoi pressanti inviti, abbiamo ratificato la condanna di Gesù. E ogni volta che abbiamo assecondato la sensualità e profanato il nostro corpo, abbiamo rinnovato lo strazio della flagellazione. Che il suo sangue ricada su di noi non come castigo ma come torrente d'amore, perché egli è Dio d'infinito amore e ricco di misericordia.
Preghiera:
Signore Gesù, per il silenzio dignitoso col quale hai accolto la più iniqua
e incredibile delle condanne, per l'umiliazione inflitta alla tua divina
innocenza, insegnaci a credere nella verità e nella giustizia, anche quando chi
la rappresenta e la proclama così la smentisce che noi stessi ne abbiamo a
soffrire iniqui castighi. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora, quindi gli venivano davanti e gli dicevano: « Salve, re dei Giudei ! ». E gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: « Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa ». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: « Ecco l'uomo ! ». Giovaaai 19, 2-b
Dopo
la flagellazione, Gesù è lasciato in balìa della soldataglia, e questa
inventa uno scherno ignobile e volgare, preludio della grida incomposte dei
farisei e della folla sotto la croce. Gli gettano sulle spalle uno straccio di
porpora, abbigliamento dei re, gli mettono fra le mani una canna come scettro e
intrecciano sul capo una corona di spine. Vero re da burla, che riceve
l'omaggio pieno di sarcasmo: Ave, o re dei Giudei
Regalità
derisa, calpestata, ma regalità. Senza volerlo, la blasfema messinscena è un
riconoscimento. E Gesù, che ha sempre rifiutato il titolo regale, ora proclama
solennemente davanti al procuratore romano: Tu l'hai detto, io sono re.
Pilato
è soggiogato da quella maestà dolorosa, ed esclama: Ecco l'Uomo !: «
disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia » (Isaia, 53,3).
Che
lezione per l'orgoglio e la vanità di cui si ammanta la nostra meschina
esistenza: una esistenza che solo attraverso l'umiliazione può riscattarsi
nella verità.
Sulla
via del Calvario, una donna, Veronica, asciugò il volto sfigurato di Cristo con
un velo sul quale rimase impressa I'mmagine di lui. Sappiamo riconoscere
l'immagine di Cristo in ogni forma della sofferenza umana e confortarla.
Preghiera:
Signore Gesù, sì, tu sei re, e il tuo è regno di verità e di giustizia, di
amore e di pace. Re e uomo dei dolori. Con la potenza della tua parola ci hai
creati, con la debolezza delle tue membra infrante sorreggi chi non ha più
coraggio, condividi la pena di chi ha perduto la speranza, e ci elevi così a
una nuova creazione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
4
- LA SALITA AL CALVARIO - E fu annoverato tra gli
iniqui
Dopo
averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi
lo
condussero fuori per crocifiggerlo.
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva
dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero
dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono
vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si
divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse
prendere. Marco 15, 20-24
I
soldati buttarono brutalmente sulle spalle del condannato piagate dalla
flagellazione la croce, che non era se non una grossa trave detta patibulum.
Essi non potevano immaginare che Gesù l'avrebbe presa e abbracciata, la
croce, presente ai suoi occhi sin dal primo giorno di vita. Ne aveva presentito
tutto l'orrore; ora ne sente tutto il peso, gravata dalle colpe di tutti gli
uomini. Eppure, la saluta dulce lignum, in perfetta adesione alla volontà del
Padre, che ha decretato per mezzo della croce la nostra salvezza; E Gesù si
avvia, con passo incerto ma con animo sicuro, al luogo dove sarà innalzato da
terra, con la scorta d'onore di due malfattori associati nella stessa pena.
« Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Luca 9, 23). Simone di Cirene prese la croce perché costretto, ignaro del privilegio che aveva in sorte e del valore della sua azione. Forse, anche noi proviamo la stessa riluttanza. Certo, accettare la croce è difficile, se non se ne riconosce il mistero. E per riconoscerlo, il solo mezzo efficace è guardare e seguire Gesù con la croce sulle spalle. A portarla così, la croce, si finisce per essere portati dalla croce. Si può persino riuscire a non rassegnarsi ingenerosamente ma a considerare la croce un dono, una grazia, una fonte di gioia interiore.
Solo
allora le nostre dichiarazioni di amore a Dio non saranno semplici parole.
Preghiera:
Signore Gesù, con la passione e la croce hai segnato la vittoria sul peccato
e sulla morte, hai dissigillato il fonte della grazia, ci ha riconciliati con
il Padre. Non sia mai che le tenebre del peccato avvolgano ancora i figli della
luce. Non sia mai che le nostre nuove colpe rendano vana la tua passione e noi
torniamo a inchiodarti sulla croce e a trafiggere il tuo costato. Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
5
- LA MORTE DI GESU IN CROCE - Tutto è compiuto
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: « Donna, ecco tuo figlio ! ». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse: « Tutto è compiuto ! ». E, chinato il capo, spirò. Giovanni 19, 2b-28, 30
Nell'orto
degli ulivi Gesù conobbe l'agonia dello spirito. Sulla croce, per tre ore,
soffrì lo spasimo che precede la morte. Sulla terra calarono le tenebre, perché
si spegneva la vera luce del mondo.
Ritta
ai piedi della croce stava Maria sua madre e accanto a lei il discepolo
prediletto. Così, nella persona di Giovanni, abbiamo ricevuto l'ultimo dono,
Maria per nostra madre.
Ora,
Gesù è solo, assolutamente solo. Anche il Padre lo abbandona. Nessuno potrà
mai penetrare il mistero di questo abbandono subìto dal Figlio di Dio.
Tutto
è portato a termine. Gesù può morire. Ma prima emette un grido. È il grido
della liberazione, della salvezza per tutti gli uomini, il grido atto a
dissipare le tenebre dalla faccia della terra, che sarà inondata di luce nel
primo giorno di una nuova creazione.
Preghiera:
O Maria, la più pura tra le vergini, non negarmi questo dono, fammi stare in
pianto vicino a te. Fa' che io sparga con te le mie lagrime pietose in unione ai
dolori del crocifisso per tutto il tempo di mia vita.
Fa'
ch'io porti su di me la morte di Cristo, che io mi associ alla sua passione e
veneri le sue piaghe. Padre
nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio, Salve Regina
1
- LA RISURREZIONE DI GESÙ - Alleluja!
Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: « Non abbiate paura, voi ! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto ». Matteo 28, 1-6
La
risurrezione di Gesù è il fondamento della nostra fede. Lo afferma
esplicitamente san Paolo: « Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la
nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede » (i corinzi 15,14).
Essere
cristiani, quindi, vuol dire essere testimoni e annunziatori della risurrezione
di Gesù, come lo furono gli apostoli.
La
risurrezione di Cristo, inoltre, non è soltanto la primizia e la garanzia della
nostra risurrezione futura. Col battesimo, veniamo assimilati alla morte di
Cristo, per rinascere nuova creatura alla vita della grazia. Per questo, la
risurrezione è una realtà già qui sulla terra. E Cristo, conservando anche
nel suo corpo glorioso i segni della passione, vuole significarci che non allontana
da noi la croce, ma la trasfigura nella continuata attuazione del passaggio
dalla morte alla vita.
Come sulla via di Emmaus, Gesù risorto cammina accanto a noi sulle nostre strade, ci spiega il senso delle Scritture e spezza con noi il pane sulla mensa eucaristica. Ma nel nostro povero cuore, se resterà ingombro di vane sollecitazioni e soffocato dalle spine delle passioni, non si accenderà l'ardore che invase e trasformò l'animo dei due discepoli sfiduciati e delusi.
Preghiera:
O Padre, che nel mistero pasquale, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la
morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi che celebriamo
la risurrezione di Gesù, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere
nella luce del Signore risorto. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
2
- L'ASCENSIONE DEL SIGNORE - Tornerà di nuovo nella
gloria
Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. E disse loro: « Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra ». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro guardo. Atti 1, 3: 7-9
Compiuta
la missione affidatagli, Gesù sale al cielo donde era disceso e si asside alla
destra del Padre, per tornare nella gloria alla fine dei tempi. Una nube sottrae
Gesù allo sguardo attonito degli apostoli, la stessa nube, segno della presenza
di Dio, che lo aveva avvolto sul Tabor. Gesù scompare così nella gloria di
Dio, ma porta nell'alto con sé l'anelito della Chiesa e le aspirazioni
dell'umanità intera.
Mediatore
tra Dio e gli uomini riscattati a prezzo del proprio sangue, Gesù continua a
intercedere per noi, e la sua mediazione ha valore infinito e sicura efficacia,
perché « Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni
altro nome » (Filippesi 2,9).
«
Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre », aveva detto agli
apostoli (Giovanni 14,28).
Sì,
rallegriamoci della beatitudine di Cristo, la stessa beatitudine risgrvata a
noi, quando sarà compiuta l'attesa in perseverante preghiera e operosa
vigilanza sotto lo sguardo materno di Maria.
Preghiera:
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per la celebrazione di questo
mistero, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è
innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di
raggiungere Cristo nostro Capo nella gloria. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
3
- LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO NEL CENACOLO - Dolce ospite dell'anima
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Atti 2, 1-4
Dopo
l'Ascensione, gli apostoli e i discepoli tornarono a Gerusalemme e si
riunirono nel cenacolo. È il primo nucleo della Chiesa, ed è presente Maria,
la madre di Gesù.
Sulla
Chiesa nascente, trasorsi dieci giorni in preghiera, discese lo Spirito Santo,
che trasformò interiormente gli apostoli e li rese animosi testimoni e annunziatori
del vangelo.
Anche
noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, lo spirito di adozione a figli di Dio,
il quale si fa chiamare con tenerezza Abbà, Padre.
Tutte le nostre preghiere devono essere ispirate dallo Spirito Santo, dilatando il cuore perché non si chiuda entro gli angusti confini dei meschini interessi personali, ma partecipi della preghiera e della missione di tutta la Chiesa.
Maria
è intimamente unita allo Spirito Santo, per opera del quale ha concepito il
Verbo di Dio fatto uomo. Presente nel cenacolo, maestra e modello dei discepoli,
la Vergine è altresì presente nella nostra vita colla sua materna premurosa
tenerezza. Preghiamo che l'arricchisca, questa nostra vita, col dono dello
Spirito in una sempre rinnovata Pentecoste.
Preghiera:
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni
popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito
Santo e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato
agli inizi della predicazione del vangelo. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
4
- L'ASSUNZIONE DI MARIA - Sorge come l'aurora
Maria,
come gloriosissima Madre di Cristo, nostro Salvatore e Dio, donatore della vita
e dell'immortalità, è da lui vivificata, rivestita di corpo in un'eterna
incorruttibilità con lui, che la risuscitò dal sepolcro e l'assunse a sé,
in modo conosciuto da lui solo.
Modesto di Gerusalemme Bella, e tutta gloriosa, la Vergine Maria passa da questo mondo a Cristo; splende tra i santi come il sole tra gli astri. Godono gli angeli, si rallegrano gli arcangeli per l'esaltazione di Maria. Liturgia delle Ore
Unita
intimamente al suo Figlio nell'umiltà e povertà della vita terrena, la
Vergine Maria lo è ora nella glorificazione celeste.
Con
stupore ineffabile l'animo dei figli contempla la beatitudine di colei che, alta
più che creatura, è esaltata al di sopra dei cori degli angeli, la Vergine
Madre, la quale nella luce perenne di Dio risplende per noi pellegrini sulla
terra quale segno di consolazione e di sicura speranza.
Col
battesimo, lo Spirito Santo ha consacrato il nostro corpo facendone il suo
tempio vivo e depositandovi il germe della gloria futura. Alla luce del
mistero dell'assunzione di Maria, al cristiano è concesso il presentire la
gioia di venire accolto in tutto il suo essere nella gloria del Signore. E tutto
il creato, quasi erompente dalle segrete viscere, sarà avvolto nello splendore
di una nuova prodigiosa luce divina.
Preghiera:
O Dio onnipontete ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo
e anima l'immacolata Vergine Maria, Madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo
in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua
stessa gloria. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio.
5
- L'INCORONAZIONE DI MARIA REGINA DEL CIELO - Vieni, sarai incoronata
Allora
si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca
dell'alleanza.
Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Apocalisse 19, 11 - 12, 1
La
donna vestita di sole è Maria, splendente di gloria nella beatitudine celeste.
Maria è la madre del re dell'universo e quindi regina del cielo e della terra, lodata e invocata con questo titolo da tutto il popolo cristiano sin dai primi secoli. Si è compiuto così quanto l'umile ancella del Signore aveva predetto: Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.
La
regalità di Maria non si esercita col dominio sui sudditi, come fanno i potenti
della terra, ma con la materna funzione di mediatrice e dispensatrice di grazia,
che riversa come torrenti di pietà, di benignità e di misericordia su tutta la
Chiesa della quale è madre e su ciascuno dei suoi figli.
Ricorriamo
perciò alla nostra madre e regina con illimitata fiducia nell'efficacia della
sua intercessione presso il trono di colui che è il Signore dei signori ma
anche il figlio di Maria: « Jesu dulcis, Jesu pie, Jesu fili Mariae ».
O
Dio, che volgendo lo sguardo all'umiltà della Vergine Maria, l'hai innalzata
alla sublime dignità di madre del tuo unico Figlio fatto uomo e l'hai coronata,
regina del cielo e della terra, di gloria incomparabile, fa' che, inseriti nel
mistero di salvezza, anche noi possiamo per sua intercessione giungere fino
a te nella gloria del cielo. Per Cristo Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria (per 10 volte) Gloria, Gesù mio, Salve Regina.
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
pietà Cristo pietà
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo,
esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre
del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio,
Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito
Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santa
Maria prega per noi
Santa
Madre di Dio prega per noi
Santa
Vergine delle vergini prega per noi
Madre
di Cristo prega per noi
Madre
della Chiesa prega per noi
Madre
della divina grazia prega per noi
Madre
purissima prega per noi
Madre
castissima prega per noi
Madre
sempre vergine prega per noi
Madre
immacolata prega per noi
Madre
degna d'amore prega per noi
Madre
ammirabile prega per noi
Madre
del buon consiglio prega per noi
Madre
del Creatore prega per noi
Madre
del Salvatore prega per noi
Madre
di Misericordia prega per noi
Vergine
prudentissima prega per noi
Vergine
degna di onore prega per noi
Vergine
degna di lode prega per noi
Vergine
potente prega per noi
Vergine
clemente prega per noi
Vergine
fedele Specchio della santità divina prega per noi
Sede
della sapienza prega per noi
Causa
della nostra letizia prega per noi
Tempio
dello Spirito Santo prega per noi
Tabernacolo
dell'eterna gloria prega per noi
Dimora
tutta consacrata a Dio prega per noi
Rosa
mistica prega per noi
Torre
di Davide prega per noi
Torre
d'avorio prega per noi
Casa
d'oro prega per noi
Arca
dell'alleanza prega per noi
Porta
del cielo prega per noi
Stella
del mattino prega per noi
Salute
degli infermi prega per noi
Rifugio
dei peccatori prega per noi
Consolatrice
degli afflitti prega per noi
Aiuto
dei cristiani prega per noi
Regina
degli Angeli prega per noi
Regina
dei Patriarchi prega per noi
Regina
dei Profeti prega per noi
Regina
degli Apostoli prega per noi
Regina
dei Martiri prega per noi
Regina
dei veri cristiani prega per noi
Regina
dei Vergini prega per noi
Regina
di tutti i Santi prega per noi
Regina
concepita senza peccato originale prega per noi
Regina
assunta in cielo prega per noi
Regina
del Santo Rosario prega per noi
Regina
della pace prega per noi
Regina
della famiglia prega per noi
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci,
Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
P.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
A.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
- P. O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della
salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo
Rosario della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di
imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Cuore
Immacolato di Maria, che in cambio del vostro amore per noi ricevete tante
offese, io vi offro e consacro in perpetuo tutto me stesso, per corrispondere
nel miglior modo alla vostra tenerezza materna, per riparare le ingiurie di
cui siete oggetto da parte di tanti figli ingrati e per vivere dal canto mio la
Consacrazione del mondo intero, tanto desiderata dal vostro Cuore, e compiuta
dal Sommo Pontefice.
Degnatevi
di accettare quest'umile, ma sincera offerta. La mia anima, il mio corpo, la mia
vita sono vostri; e giacché interamente vi appartengo, custoditemi e
difendetemi come cosa tutta vostra.
O
Maria, Madre del Verbo Incarnato e Madre nostra dolcissima, siamo qui ai tuoi
piedi, mentre sorge un nuovo giorno, un altro grande dono del Signore.
Deponiamo
nelle tue mani e nel tuo Cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella
volontà, nel pensiero, nel cuore, nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà,
in questo giorno, una vita nuova, la vita del tuo Gesù.
Previeni
e accompagna, o Regina del Cielo, anche le nostre più piccole azioni, con la
tua ispirazione materna, affinché ogni cosa sia pura ed accetta al momento
del Sacricifio santo e immacolato Rendici santi, o Madre buona, santi come Gesù
ci ha comandato, come il tuo Cuore ci chiede e ardentemente desidera. Così
sia.
PREGHIERA EFFICACISSIMA PER OTTENERE GRAZIE DALLA SS. VERGINE DI FATIMA
(può
servire anche come triduo o novena)
«IDi'
ta tutti che Dio concede le sue grazie per mezzo del Cuore Immucoluto di Maria,
che non si deve esitare cc domandargliele. Di' che il Cuore di Gesù vuole
essere venerato col Cuore Immacolato di Maria». PAROLE DELLA MADONNA A LUCIA
O
Vergine tutta bella ed Immacolata, Regina del SS. Rosario di Fatima, al Tuo
materno Cuore Immacolato ricorro nelle mie presenti circostanze... (dire
quali) per essere soccorso. II figlio, nei suoi bisogni ricorre alla mamma con
la sicurezza di essere compreso ed aiutato, ed è tale certezza che mi spinge
a far ricorso al Tuo materno Cuore Immacolato.
Sono
sicuro, o Madre, della Tua bontà; aiutami, ottienimi dal Signore quanto
desidero. II tuo potere è grande, la Tua Misericordia è immensa, a Te il Signore
nulla nega, son certo di essere esaudito.
Madonna
del Rosario di Fatima, prega per me. Ave Maria
Per richiesta di preghiere e offerte rivolgersi a: OPERA MADONNA DI FATIMA PP. ROGAZIONISTI - 70059 TRANI (Bari)