LA STORIA DEL ROSARIO
La
storia del Rosario è una storia di diversi secoli. È profondamente radicata
nella preghiera monastica. Il XII secolo, influenzato dallo spirito monastico di
san Bernardo insiste con delicatezza sulla vita concreta di Gesù. I fatti e gli
eventi della vita di Gesù sono meditati, contemplati o meglio assaporati,
gustati, come si gusta un nutrimento. Questa sorgente trasmetterà al Rosario il
suo gusto di attaccamento all'umanità di Cristo e allo stesso tempo la sua
dimensione contemplativa.
Ma
altri aspetti della devozione e della pietà arricchiranno il Rosario. Fino al
XV secolo, mentre il Rosario in quanto tale non è ancora nato, risuonano un
po' ovunque delle lodi indirizzate a Maria, che meditano sulle gioie di Nostra
Signora collegate alla prima infanzia di Cristo, poi a quelle della gloria del
Cielo. Questa gioia si fonderà a dei Dolori, devozione diffusa dai Francescani
e dai Servi di Maria, nei secoli XIII e XIV. È durante il XIV secolo che nasce
il Rosario in quanto tale, ma non ha ancora le caratteristiche che noi
conosciamo oggi. Si tratta piuttosto di un Florilegio, che intesse delle lodi a
Maria. Come la parola Rosario deriva da rosa, la parola Florilegio proviene da
fiore: il Rosario sarà una ghirlanda di pensieri fioriti, poetici. Perché il
Rosario sia mariano, dobbiamo ancora precisarlo, facendo per esempio rimare le
sue strofe con altrettanti lodi o saluti, in latino appunto Ave. A questo punto
la preghiera che chiamiamo Rosario può sbocciare. Il XV è un secolo ricco di
espressioni spirituali divenute già tradizionali. Nel 1410 Domenico di
Prussia, monaco certosino presso Treviri in Germania, rilega in una preghiera
centocinquanta Ave Maria. La sua originalità consiste nell'aggiungere alla
recita delle Ave Maria una frase che insiste su un punto della vita di Cristo o
di quella della Vergine Maria. Unisce così Vangelo, semplicità e
contemplazione. Nel 1464, invece, Alano della Rocca, domenicano, predica il
nuovo salterio della Vergine. Il Rosario comincia allora a prendere la forma
che noi conosciamo.
Da
cinque secoli, il Rosario è una pratica che si è radicata profondamente nel
popolo cristiano, lo si è paragonato alla Preghiera del cuore dei cristiani
orientali. La sua originalità è di fare del nostro cuore il luogo dove
riecheggia l'essenziale della nostra fede: gli aspetti gioiosi, dolorosi e poi
gloriosi della vita di Gesù e di sua Madre si presentano a colui che prega.
Dei frutti sono legati alla contemplazione dei nostri quindici Misteri
tradizionali. Questi frutti chiunque è capace di enumerarli, tanto sono in
armonia con la preghiera: umiltà, carità fraterna, spirito di povertà, di
obbedienza, volontà di cercare Dio, pentimento dei peccati, padronanza di sé,
rifiuto dell'orgoglio, pazienza, dono di sé per la salvezza, fede, desiderio
del cielo, spirito apostolico, grazia di una buona morte, fiducia in Maria.
L'anima
cristiana può sentirsi a casa sua con questa espressione spirituale. Meglio
ancora, forante è guidato verso un approfondimento degli avvenimenti
evangelici o dei Misteri della fede, che svegliano già il suo spirito.
L'anima
che prega e vive il Rosario s'incammina verso una comunione con Cristo. E che
cosa sono i Misteri del Rosario? Sono gli stessi Misteri di Gesù, i Misteri
della sua vita, della sua grazia, del suo amore. Il Rosario è l'anima veramente
immersa in Gesù stesso. Il Rosario è Gesù che colma il nostro spirito, la
nostra intelligenza, la nostra memoria, la nostra immaginazione, il nostro
sguardo. È sempre la sua persona che si ripresenta ad ogni istante e in ogni
Mistero, la realtà è sempre unica, sempre la medesima, è Gesù. Così scriveva
all'inizio del nostro secolo il Padre Vayssière, domenicano. E come eco, il
Papa Paolo VI poteva dire: Il Gesù di ogni Ave Maria, è il medesimo che la
successione dei Misteri ci presentano di volta in volta... Ecco la ragione per
cui questa preghiera del Rosario è universalmente raccomandata. Se vi è una
grazia legata al Rosario, queste frasi ne confermano la verità: Il Rosario, non
è soltanto Gesù che riempie lo spirito, ma anche Gesù che penetra, che invade
il cuore per riscaldarlo ed infiammarlo. Si può restare di fronte a questo
focolare, a questo braciere di fuoco, senza lasciarsi penetrare dal suo calore?
Non è forse il calore, la fiamma d'amore che fuoriesce da ogni Mistero del
Rosario? Come non amare Colui che ci prodiga tanto amore? Colui che si dona
senza riseria? (P. Vayssiere).
Può
darsi che ci si meraviglierà di costatare che queste parole non danno molto
spazio a Maria, la Madre di Dio. Questa sorpresa ci offre una lezione: il
Rosario è un riassunto degli eventi del Vangelo, cioè è una luce che ci
permette di contemplare il Vangelo con Maria, la Madre di Gesù, grazie a
Lei!
Tratto
da: “Il Carmelo prega il Rosario”.