LA MESSA CON MARIA SANTISSIMA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI

Pensieri e intenzioni.

II venerabile Olier, persuaso di non esservi a­zione più gloriosa a Dio e più gradevole a Maria, del santo Sacrifizio della Messa, l'offriva sovente al Signore in onore di questa Madre divina.

Era solito altresì di far celebrare tre Messe dai Sacerdoti che dipendevano dalla sua obbe­dienza:

la prima Messa per onorare la SS. Ver­gine come Regina e come gioia della Chiesa trionfante;

la seconda, per onorarla come Re­gina ed Avvocata della Chiesa militante;

la terza per onorarla come Signora e Consola­trice della Chiesa purgante.

Anche il venerabile de Berulle, Cardinale, era tutto compreso di questi sentimenti. Egli aveva la santa pratica di applicare una Messa, nol corso della settimana, per onorare l' Immaco­lata, e per porgere da parte sua alla SS. Madre di Dio un mezzo efficacissimo per ottenere il perdono e le grazie di cui tutti gli uomini han bisogno ogni giorno.

San Francesco d'Assisi, che ordinò ai suoi figli di dire ogni Sabato la Messa dell'Imma­colata, nutriva certo nel cuore serafico, come dice San Bonaventura, un indicibile desiderio di piacere a Maria.

San Domenico ogni giorno ringraziava Dio di averci dato Maria per Madre, e la onorava qual sua cara Signora e Madre recitando più di cento poste di Rosario al giorno. E tutti i suoi figliuoli gli furono in questo fedeli seguitatori. San Vincenzo Ferreri, tra gli altri, soleva ogni giorno celebrare la Messa in onore di Maria, e per lo più cantava la Messa, perché figlio di quell'Ordine che ha per sua Madre speciale Maria. Anzi, dovunque andava, portava seco gli strumenti musicali, acciocché fosse in ogni luogo agevole celebrare il santo Sacrificio con musica e con canti, insieme col popolo, in o­nore della Regina del Santo Rosario.

Ma tu, anima devota del Rosario e figliuola prediletta della Vergine di Pompei, tu che ogni giorno pasci il tuo spirito con la contem­plazione dei santi Misteri della Corona di Maria, che sono i Misteri della vita di Gesù e di Maria, ascolta Gesù medesimo, che vo­lendo formarsi un'anima tutta conforme al suo Cuore in Santa Margherita Maria Alacoque, volle modellarla sopra le sante disposi­zioni del Cuore della SS. Vergine. Una volta tra le altre le prescrisse, per tre differenti esercizi, tre sante disposizioni imitate dalla Santissima Vergine nei misteri della sua vita. Il primo di questi esercizi era la santa Messa.

Gesù le insegnò ad ascoltarla con le disposi­zioni di Maria, quando stava sul Calvario presso la sua Croce, offrendo la Passione e le sofferenze di lui all'Eterno Padre per la con­versione di tutti i cuori induriti e infedeli.

L'ammaestrò anche ad accostarsi alla santa Comunione, offerendo a lui le interne disposi­zioni che la SS. Vergine aveva nel momento che Egli s'incarnò nel seno di lei. Le prescrisse di eccitarsi il più frequente che le fosse pos­sibile, e d'ispirarsi ai santi trasporti di gioia che provò in quell'istante felicissimo la santa sua Madre; le suggerì di chiedere questa grazia per l'intercessione della medesima sua Madre Immacolata.

Infine le insegnò a fare orazione sul modello di quella che faceva il Cuore di Maria bam­bina, quando venne presentata al Tempio, per unirsi alle interne disposizioni di lei in questa consacrazione e chiedere d'esserne a parte. Seguendo queste tracce, tu sentirai la Messa con Maria, ed onorerai la Vergine Santissima di Pompei ogni giorno in cui ricordi i suoi trionfi e le sue misericordie nei Misteri sacratissimi del suo Rosario.

Ti prego, o devoto, di ricordarti nel santo Sacrifizio di colui che ha scritto questo libro per fare a te del bene e per glorificare Colei che è cagione di ogni vera nostra letizia, la Regina del santo Rosario di Pompei.

 

PREGHIERE

Andando a Messa.

Appena sarai pronto a recarti alla chiesa per ascoltarvi Messa, dirai Anima mia, andiamo al Calvario. Stringiamo nelle mani la corona del Rosario di Maria; percorriamo, in com­pagnia della Santa Madre nostra, i sen­tieri cospersi del Sangue divino, a noi aperti dalla contemplazione dei Misteri del Rosario. Poniamoci con Maria a piè della Croce. Chiediamo ad essa per le care anime dei nostri defunti, e per quelle che a quest'ora sono in agonia sulla superficie di tutta la terra, e se­gnatamente per gli agonizzanti che sono iscritti nella Pia Unione eretta nel San­tuario di Pompei; chiediamo una delle sue lagrime, uno dei suoi infocati so­spiri, una goccia del Sangue prezioso, del suo divino Figliuolo.

     S. Michele Arcangelo, Principe degli Angeli , eletti santi Spiriti assistenti al Trono di Dio, e voi tutti Angeli del Paradiso, Ministri del Signore, che at­torniate questo Altare, e voi mio gran Padre S. Giuseppe, venite in mio soc­corso, presentate le mie suppliche al trono di Maria, e riportatemi le sue grazie e le sue benedizioni.

Fatta questa preparazione, non lasciarti di­strarre da pensiero alcuno. Devi passare questi momenti di grazia con la SS. Vergine, con San Giovanni e S. Maria Maddalena a piè della Croce, e con S. Domenico e Santa Caterina da Siena, che sono ai fianchi della grande Regina del SS. Rosario, e col Patriarca S. Giuseppe Sposo purissimo di Maria Vergine, nutricatore del Verbo incarnato e Capo della più santa Famiglia del mondo, modello e maestro di ora­zione e di meditazione, e Custode del Santuario di Pompei.

Prima della Messa.

Madre e Regina del SS. Rosario di Pompei, essendo il santo Sacrificio della Messa la rinnovazione incruenta di quello della Croce, per ben ascoltarla, dovrò accompagnarmi teco, e fare miei i sen­timenti tuoi. Non sdegnare, dunque, o Vergine Santissima, la mia compagnia: Infondimi compunzione e compassione. Mettimi teco presso la Croce; fa’ che il Sangue redentore piova copioso sul­l'anima mia. Parla, Signora, che il mio cuore ti ascolta.

Al principio della Messa.

Cuore di Maria, venerando Santuario dell'amore di Dio, stanza deliziosa della Trinità, io entro in te, e in te prendo il fuoco che consumar deve a mio riguardo il gran Sacrificio che incomincia. E quivi stesso, su te, o altare di predilezione, sia compiuta questa opera di salvezza.

Al Confiteor.

Confesso a Dio onnipotente, a te Beata Vergine Maria, a S. Giuseppe tuo ver­gine Sposo, a S. Michele Arcangelo, a tutti gli Apostoli, al Santo Patriarca Domenico, alla Santa Madre Caterina da Siena, a tutti i Santi che ti fanno corona in cielo, che io ho molto pec­cato in pensieri, parole, opere ed omissioni, per mia gravissima colpa. Ma io ti prego, Beata Maria sempre Vergine, d'intercedermi perdono e in­dulgenza dal Signore Iddio mio. Basta una tua parola per farmi salvo.

Al Kyrie.

Madre di Dio, Madre mia, raccogli, deh, i palpiti del mio cuore; i gemiti miei, i miei sospiri! Pietà, Signore! Gesù, pietà! O Maria, Regina di mise­ricordia nella Valle di Pompei, con le tue immacolate mani presenta il mio cuore contrito ed umiliato a quel Dio che tanto ti ha esaltato.

Al Gloria.

Ricorda, o Regina Santissima del Ro­sario, l'esultanza che ricolmava di dol­cezze ineffabili le tue viscere materne all'angelico canto del Gloria, quando la spelonca di Betlem a mezzanotte fu riem­pita di luce celeste. E per quell'amore con cui Tu, Madre divina, desti il primo bacio al Bambino fatto tuo Figliuolo, e per quella tua prima adorazione che facesti in nome di tutta l'umanità a Dio Creatore, fattosi umile e povero nostro fratello, apparso in mezzo alla sua crea­zione in una povera grotta; ottieni a noi la grazia che tutto facciamo alla gloria di Dio; e impetraci la grazia della pace promessa agli uomini di buon volere.

Alle Orazioni.

Signore, concedi a noi tutti servi tuoi una perfetta sanità di mente e di corpo, e per l'intercessione gloriosa della Beata Maria sempre Vergine, Regina del san­tissimo Rosario di Pompei , dègnati di liberarci dalla presente tristizia, e di farci godere la letizia eterna. Così sia.

All'Epistola.

O Sede di celeste Sapienza, o Signora potente ed illuminatrice, cui gli Apostoli stessi interrogavano, disprezzando la sapienza del mondo, la quale, anzi che avvicinare l'uomo a Dio, lo trae a per­dizione; io sospiro a quella sapienza che si fonda sul santo Timore di Dio; sospiro a Gesù tuo Figliuolo divino, il quale per te venne a noi per ammae­strarci, che ancor noi per te dobbiamo andare a lui.

Al Vangelo.

I Santi ti hanno proclamata, o San­tissima, l'evangelizzatrice dell'universo, poichè le verità del Vangelo furono più facilmente accettate dai miseri mortali per essere accompagnate dal tuo amabile aspetto, dal tuo Cuore materno. Il mondo da te invitato si prostrò dinanzi la Croce: aveva bisogno di una Madre, e la Madre esso la trovò ai piedi della Croce.

Al Credo.

Credo in Dio Padre onnipotente, che te elesse o Immacolata, a sua Figlia diletta. Credo in Gesù Cristo Figlio di Dio Unigenito e Figlio tuo, Dio ed uomo insieme, che morì per noi sulla Croce. Credo nello Spirito Santo, per cui opera hai concepito, Immacolata Sposa di Sposo divino. Credo che Tu mi ami, che mi vuoi teco nella gloria. Credo che le mie preghiere sono date ascoltate ed esaudite. Credo e voglio credere sino alla fine della mia vita, nella maniera che Tu stessa, o Scudo della Fede, hai creduto, mortale, e vedi ora, immortale.

All' Offertorlo.

Eterno Padre, per mezzo del Cuore sacratissimo di Maria, vi offro questo Sacrifizio e tutti i Sacrifizi che verranno questo giorno celebrati in ogni parte del mondo, in ringraziamento dei benefici concessi a sì eccelsa Creatura. Li offro a sua gloria ed a vostra gloria, per rin­graziarvi segnatamente di averla creata Immacolata e Madre di Dio, e di averla lasciata a nostra Madre sul Calvario, e di averla incoronata in Cielo Regina degli Angeli e degli uomini con una corona di luce per vedere le nostre miserie, e con una corona di potenza per sov­venirle. Finalmente per ringraziarvi del trono di grazie e di misericordie che avete fatto sorgere in suo onore nella Valle di Pompei.

All'Orate fratres.

Il Sacerdote c'invita a pregare, poi­chè si avvicina il momento solenne nel quale Gesù Cristo discenderà su questo Altare; ma la preghiera nostra, o Regina dei Santi, oh, quanto è imperfetta! Per pregare come conviene, offro all'Eterno gli ardenti sospiri che erompevano dal tuo bel Cuore negl'istanti che precedettero l'Incarnazione del Verbo nel tuo seno!... Pregate, Fratelli, dice il Sacer­dote, e Tu, Vergine maravigliosa, Madre del tuo Creatore, quando ti degni compa­rire ai fedeli, ripeti ad essi: Figli, pregate! Pregheremo, ma insieme con te pregante.

Alle Orazioni segrete.

Il labbro deve tacere in questo punto, e solo il cuore deve parlare. Il Cuore del Figlio unito al Cuore della Madre farà elevare a Dio la prece più accetta. O Madre, non abbandonarmi in questo punto che il Figlio tuo, mio Dio e mio Giudice, è per discendere innanzì a me. Forse che le molte mie colpe non meritano che Egli mi abbia a fulmi­nare? Ma vedendomi sotto il tuo manto, placherà il suo sdegno; meco si mostrerà non Giudice, ma Padre; non Dio in punirmi, ma Dio in perdonarmi.

Al Prefazio.

Sursum corda! I cuori in alto!... I nostri cuori stanno col Cuore di Maria. O An­geli della pace, dov'è il Cuore di Maria? Ah, lo sappiamo, è nel Cuore di Gesù! Dunque rispondiamo francamente al Sa­cerdote che ci dice di elevare i cuori:

I cuori nostri sono col Signore: Habemus ad Dominum, per ringraziarlo e bene­dirlo, come è giusto e per noi salutare.

Sì, è giusto e salutare, o Santo dei Santi, che noi ti lodiamo, ti benediciamo e ti predichiamo ricordando la memoria della Beata Maria sempre Vergine, la quale per adombramento dello Spirito Santo concepì il tuo Unigenito; e con­servando intatta la gloria della verginità, fece splendere sul mondo l'eterna Luce, Gesù Cristo Signor nostro; per cui la tua Maestà è lodata dagli Angeli, adorata dalle Dominazioni, paventata dalle Pote­stà. E noi con essi e con le Virtù dei cieli, coi Cherubini e coi Serafini, in Maria a te esultanti cantiamo, come si canta in Paradiso: Santo! Santo! Santo! Tu l'Autore della immensa santità dell'Im­macolata! Tu quegli che in eterno ci beatificherà nel soggiorno dei Santi.... Osanna, benedizione a Lui che viene a noi per Maria in nome del Signore! Osanna!

Al Canone.

Ti prego, o Maria, Regina del santo Rosario di Pompei, o Rifugio dei pecca­tori, che sei misericordiosa e sopra tutti gli altri amante dei peccatori, a rammen­tarti che per te le ruine degli Angioli furono ristorate, che per te fu dischiusa la porta della vita ai Santi. Quando Tu preghi pel tuo popolo, tutti gli altri Santi pregano per tuo amore l'amatis­simo eterno Re che Tu hai nutrito, e che perciò è congiunto a te con ineffabile legame d'amore. Ti prego, o ricchissima Sovrana, che per te venga, sollevata la mia povertà; che per te io ottenga intera  remissione dei peccati miei; che per te alla fine io stringa in questo amore Colui che Tu amasti con tutto il cuore.

In primo luogo, o Eterno Padre, ti ricordo, dice il Sacerdote, la gloriosa e sempre Vergine Maria, Genitrice di Dio e Signor nostro Gesù Cristo. Sì, anzi tutto, o Eterno, abbi in considerazione l'interposizione di lei che tanto hai amata, e poi... poi riguardando in faccia al Cristo tuo, perdona e salva.

Alla Elevazione.

Ti adoro nell'Ostia consacrata, o mio Redentore divino, come ti adorò la Ver­gine Madre quando ti ebbe deposto, appe­na nato, nella mangiatoia della capanna.

Ti adoro nel Calice consacrato, o mio  Salvatore divino, come ti adorò spirante per nostra salute sul Calvario la Vergine Madre, mentre ai piedi della Croce de­solata offriva il Sacrificio del tuo Sangue al Padre.

Ti adoro, o Gesù, Dio e Uomo, presente nell'Ostia e nel Calice, come la Immacolata Concezione ti adora e ti adorerà eterno nella gloria del Paradiso.

Altra preghiera alla Elevazione.

Ecco, Eterno Padre, la Vittima di sa­lute, che si offre per noi, Gesù Cristo vivo e vero, in Anima, Corpo, Sangue e Divinità. Quel Gesù che consumò la vita per noi sulla Croce, sotto questi simboli di morte rinnova e continua il suo sacrificio su questo Altare.

Noi, uniti a Gesù nostro Capo, in­sieme con tutta la Chiesa ve l'offriamo per le mani di questo Sacerdote con tutte le Messe che si celebrano in questo giorno in tutto il mondo: Per darvi quell'adorazione e quell'onore che Voi meritate, come a nostro Dio, Sovrano, Signore e Creatore.

Per riparare alle ingiurie che vi abbiamo arrecate con tanti peccati nella vita passata.

Per ringraziarvi delle grazie fatte a Maria Santissima, specialmente d'averla creata pura e immacolata Madre di Dio e Madre nostra; e delle grazie concedute a noi, miserabili creature, che in luogo di man­darci all'inferno, come meritiamo per tanti peccati, ci concedete di stare alla vostra presenza e di partecipare del frutto del Sangue di Gesù Cristo.

Per impetrare misericordia e perdono sui poveri peccatori, sugli Agonizzanti, suf­fragio alle Anime del Purgatorio, esalta­zione e trionfa della Madre Chiesa.

Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo, pel Cuore di Gesù Cristo, pel Sangue di Gesù Cristo, dateci in questo mo­mento il perdono dei nostri peccati, l'amore vostro, l'odio al peccato, l'uni­formità alla vostra santa volontà, il dono dell'umiltà e la perseveranza finale.

Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo, misericordia.

Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo, misericordia.

Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo, misericordia per noi e per tutti gli Agonizzanti.

Dopo l'Elevazione.

Madre pietosa, ecco qui il tuo Figlio Gesù e mio Dio! Deh, in questo momento solenne, di amore, coprimi col candido tuo manto, e così coperto mostrami a lui, e digli: Questi è mio figlio...

Ascolta, o amoroso Redentore degli uomini, la preghiera della Madre mia e della Madre tua. Tu sul Calvario desti a me la facoltà di essere figlio di Maria, e a Maria la missione di essermi Madre. Ti rammenta quell'ora, quel luogo, quel Sangue, quei gemiti, quel­l'amore, e non permettere che il figlio di tanta Madre si perda....

Io sono il reo, e Tu, o Gesù divino, sei il giudice; ma tra noi vi è mediatrice Maria, che ha spiegato i fulgori della sua onnipotenza e della sua misericordia nella Valle di Pompei. Tu non puoi nulla negare a quella che ti è Madre, io tutto posso sperare da lei che è pure Madre mia tenerissima; ed io vivo sotto la sua protezione, e sotto questa protezione stessa pongo tutti i miei cari vivi e defunti.

Al Pater noster.

Padre!... Uniti a Gesù e con le parole di Gesù, uniti a Maria e col Cuore di Maria, possiamo elevarci in questo punto a tanta grandezza, da invocare il Creatore nostro altissimo: Padre! Io voglio, o Padre, santificare il tuo nome con Gesù e con Maria; voglio fare la tua volontà con Gesù e con Maria. Solo ti supplico a darmi il pane quotidiano che mi con­giunga sempre più in intima unione con Gesù e con Maria. Nel nome di Gesù, nel nome di Maria io perdono ai miei offensori; e in ricambio, per gli stessi nomi santissimi ti scongiuro a rimet­termi i debiti che ho con la divina giu­stizia. Ascolta, Padre Eterno, ascolta Gesù per me sacrificato; ascolta Maria per me addolorata, e liberami da ogni male, e concedimi per la loro interces­sione la pace temporale ed eterna. Sono figlio di Maria, Madre di Gesù, però ti chiamo Padre! Sono fratello di Gesù, e però ripeto: Padre, Padre!

AII'Agnus Dei.

Immacolata Maria, Tu ci hai portato Gesù, e Gesù è pace: la pace adunque sia in noi e tra noi.

Immacolata Maria, Tu ci hai portato l'Agnello di Dio, deh! prega che tolga i nostri peccati.

Immacolata Maria, Tu ci hai portato il Redentore, deh! fa che abbia di noi pietà.

Prima della Comunione.

Sii certa, anima mia; che la SS. Ver­gine ha una cognizione distintissima di quello che qui avviene, sovrattutto di ciò che riguarda l'Eucaristia. In qualunque luogo si trova il divin suo Figlio, Essa lo contempla coll'occhio e col cuore: i suoi sguardi si fermano a preferenza sopra le chiese dove il Corpo di Gesù è comunicato ai fedeli. Oh! se tu avessi a vedere con quanta venerazione Essa adora la Santa Ostia, tu andresti coperta di confusione ricordando le tue irrive­renze e le tue distrazioni. Or da lei devi apprendere ad onorare Gesù.

Questi è luce della tua vita, ma è Maria che col suo splendido raggio di stella mattutina fa brillare nell'anima tua questa luce di Paradiso, Gesù Cristo, che è la chiarezza di eterna luce. Gesù è l'oggetto del nostro amore; ma perchè i nostri cuori sono tanto freddi che non sanno amare, preghiamo la nostra buona Madre Maria di chiedere a Gesù di darci l'amor suo. Il Signore degli Angeli ci vuol nu­trire del pane angelico; ma è la SS. Ver­gine che ci offre questo pane formato di sua sostanza purissima. Rifletti con quanto amore Essa te l'offre, e come desideri che sia giovevole all'anima tua per la eternità. Pregala di apparecchiarti alla Comunione, ed Essa stessa ti dia il suo Gesù che tiene sulle ginocchia, poichè ogni grazia viene a noi per le mani di Maria. Gesù venne al mondo per mezzo di Maria, e dalle sue mani benedette venne porto ai santi Pastori, ai santi Re Magi in Betlem, e al santo vecchio Simeone nel Tempio di Geru­salemme. E nelle mani di lei, come dice San Bernardo, Gesù pose il tesoro dei suoi meriti infiniti e delle sue grazie per distribuirle a noi, suoi figliuoli. Gesù è il tesoro di Maria, chiedilo a lei, ed Essa te lo concederà; perchè non altro desidera che fare amare dagli uomini il suo Gesù. E Gesù non ha altro de­siderio, come disse a S. Metilde, che unirsi al cuore dell'uomo, poi riguarda il suo Gesù come tesoro tuo. Insomma unisciti a Gesù per Maria, nè mai se­parare sulle tue labbra questi due nomi santissimi.

Alla Comunione.

Gesù, non son degno che Tu entri nel mio cuore; ma guarda Maria e avrai di me pietà.

Gesù, non son degno che Tu entri nel mio cuore; ma Maria a me ti condurrà. Gesù non son degno che Tu entri nel mio cuore; ma per Maria verrai, e la tua grazia in me rimarrà.

Dopo la Comunione.

Ecco in me, o Vergine, il tuo Figlio; deh! per te sia sempre meco, vero Em­manuele, cioè Dio con noi.

Beate le tue viscere, o Immacolata, che hanno portato il Figlio dell'Eterno Padre! Deh: ottienimi che questa Co­munione mi mondi dalla colpa.

Te beata, o Vergine Madre, che hai generato quegli che ti ha creata! Deh, ci ottieni l'eterna gloria.

O Signore, per gli aiuti che in questo mistero abbiamo attinti per operare la salute nostra, ti preghiamo che ci renda meritevoli di essere in ogni luogo pro­tetti dalla bontà della Vergine del Ro­sario, a cui onore e in unione della quale ti abbiamo offerto questo Sacri­fizio. Così sia.

Alla Benedizione.

Nos cum Sponso et Prole pia bene­dicat Virgo Maria.

In nomine Patris et Filii et Spiritus sanai. Amen.

Ultimo Vangelo e Ringraziamento. Signora e Regina del santo Rosario di Pompei, mi unisco con S. Giovanni a contemplare il mistero della Incarna­zione del Verbo nel tuo seno; e sospi­rando di servirti con lo zelo e di amarti con l'amore col quale ti ha servito e amato questo Apostolo diletto, ti prego a fare che l'opera dell'Incarnazione non resti per me inutile. Prega, prega per me, o Madre! Ti ringrazio d'avermi condotto sul Calvario ad assistere al Sacrifizio che operò la mia redenzione. Deh! fa che sempre mi ricordi del Sangue di Gesù sparso per me, che sempre mi ricordi di essere tuo figlio, e che non lasci mai, sino all'ultima ora del viver mio, di recitare la celeste corona del Rosario, acciocchè giunga a lodarti in Cielo per tutti i secoli. Così sia.

Preghiere da recitarsi in ginocchio al termine di ogni Messa letta, in tutte le chiese del mondo per ordine del S. P. Leone XIII.

Il Sacerdote dica tre volte col popolo l'AVE MARIA; di poi la SALVE REGINA col versetto:  Prega per noi, o Santa Madre di Dio,  Affinché siam fatti degni delle pro­messe di Gesù Cristo.

PREGHIAMO

O Dio, nostro rifugio e fortezza, rimira propizio il popolo tuo che t'invoca; e per intercessione della gloriosa ed im­macolata Vergine Madre di Dio Maria, del beato suo Sposo Giuseppe, dei beati Apostoli tuoi Pietro e Paolo e dei Santi tutti, misericordioso e benigno esaudisci le preghiere che a te innalziamo per la conversione dei peccatori, per la libertà ed esaltazione della Santa Madre Chiesa. Per Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.

Si aggiunga l'invocazione: - O santo Arcangelo Michele, difendici nel com­battimento; sii tu presidio contro la ne­quizia e le insidie del demonio. Sovr'esso imperi Iddio, supplichevoli ne lo scon­giuriamo; e tu, Principe della milizia ce­leste, per divìna possanza ricaccia nello, inferno Satana e gli altri spiriti maligni che a perdizione delle anime si aggirano pel mondo. E così sia!