VERSO
LA PERFEZIONE EVANGELICA
(Preghiere e consigli spirituali per il cammino di santità dati da Gesù a Suor Benigna Consolata Ferrero)
Monastero
della Visitazione S. Maria Como
Abbiamo
tanto bisogno di riprendere tappa nel cammino verso il Cielo! Vorremmo che il
Vademecum proposto alle anime religiose fosse un autentico mezzo di ripresa.
Per
questo confermiamo l'imprimatur già concesso dal nostro venerato predecessore
Mons. Alfonso Archi.
REIMPRIMATUR
Comi, die XXI Nov. 1956 in festa Presentationis B. V. M.
"Le auguriamo di essere sempre il piccolo atomo di Gesù, perché più si è piccoli, e più Egli ci guarda con amore. Ama tanto i piccoli!"
(da
una lettera di Sr. B. C. Ferrero - 27 marzo 1916) SUOR BENIGNA CONSOLATA FERRERO
DEL MONASTERO DELLA VISITAZIONE S. MARIA DI COMO 6 agosto 1885
1 settembre 1916
BREVI
CENNI DELLA VITA
della
Serva di Dio Suor BENIGNA CONSOLATA FERRERO
Maria
Consolata Ferrero nacque a Torino il 6 agosto 1885 in una famiglia di solida
pietà, terza di quattro figli. Completati i corsi elementari, frequentò per
tre anni il ginnasio presso ottime scuole religiose femminili.
Crebbe
mettendo a frutto le buone doti naturali: tutti concordemente ne ricorderanno
il temperamento volitivo, la serenità abituale, la generosità quotidiana.
Terminati
gli studi, fu l'attenta assistente del fratello medico fino al 1905, quando una
improvvisa malattia lo tolse alla famiglia e alla professione.
In
quegli anni di crescita e di maturazione, a partire dal 1889, fu sicura e
sapiente guida alla giovane Maria il canonico Luigi Boccardo. Il sacerdote le
chiese di tenere il diario, redatto fedelmente con ordine e rigore (come è
giusto per un compito affidato da un superiore), cui dobbiamo gli scritti copiosi
da cui sono stati stralciati i brani proposti in questo piccolo libro. Scrivere,
era fin dal tempo della scuola, l'incarico che le pesava maggiormente.
Fu
il canonico ad indirizzare Maria verso l'impegno monastico nella Visitazione,
riconoscendo in lei quello spirito di «profonda umiltà verso Dio e di grande
dolcezza verso il prossimo» che San Francesco di Sales aveva posto come pietra
angolare alla sua fondazione.
Dopo
un breve tentativo nel monastero di Pinerolo, seguendo la via misteriosa della
Provvidenza, Maria Consolata approdò alla Visitazione di Como il 30 dicembre
1907: era consapevole che seguendo i dettati del fondatore, nel luminoso
nascondimento di una clausura operosa ed orante, avrebbe realizzato lo scopo
sotteso alla sua esistenza: «far conoscere e amare il Cuore adorabile di Gesù
e divenire strumento della sua misericordia».
Il
periodo del postulato venne dedicato allo studio delle costituzioni, con la
guida vigile e delicata di madre Luigia Sobrero, superiora e maestra delle
novizie.
Il
5 novembre 1908 fu ammessa alla vestizione; nel corso del rito, presieduto dal
canonico Giuseppe Carughi, ricevette il nome di suor Benigna Consolata. Le
lettere ai familiari testimoniano la gioia genuina in occasione della
Professione dei voti semplici, ulteriore tappa di crescita spirituale
nell'adesione senza riserve al programma offertole: una vita "in
salita", puntellata dall'amore e dal sacrificio, mirabilmente espressa nel
DIRETTORIO «gran tesoro del nostro Istituto, istruzione e guida di tutti i
momenti della giornata, indicando esso non solo le cose da farsi, e in che modo,
ma anche i pensieri che ci devono accompagnare, ostacolando in tal guisa la
libertà di pensare al caro io, a quel che piace o disgusta, ai torti subiti o
possibili».
Nel
1912, anno della morte della mamma, suor Benigna approdò alla Professione
solenne.
«Dopo
i voti solenni, - scrisse alla sorella in comincia per me una vita di maggior
silenzio e di più grande intimità con Dio». Il 28 novembre la solenne
cerimonia venne presieduta da don Pietro Catelli, direttore spirituale del
monastero.
II
1913 fu un anno difficile per suor Benigna, a causa dei forti dolori reumatici
che la tormentarono; ma nello stesso anno venne eletta superiora della comunità
madre Giuseppina Antonietta Scazziga a cui la giovane suora si confiderà
con fiducia davvero filiale. Da parte sua la madre, intensa figura di monaca
visitandina, assolutamente fedele allo spirito dei fondatori, seppe guidare gli
ultimi anni di suor Benigna, consapevole delle ricchezze nascoste nella semplice
corista che, in perfetta ubbidienza, occupava il suo posto in comunità, senza
aver mai ricoperto cariche rilevanti, distinguendosi per la semplicità del
tratto anche quando per un certo periodo fu assistente in noviziato. Ma tutte le
consorelle potevano notare come ogni servizio, anche il più piccolo, fosse
svolto con profondo amore.
Suor
Benigna ebbe quali guide spirituali i sacerdoti che abitualmente seguivano la
vita della comunità: mons. Pietro Catelli, direttore, e il canonico don Antonio
Piccinelli confessore.
Ma
chi si assunse insolitamente la cura della sua crescita fu il vescovo di Como,
mons. Alfonso Archi che, avendo presente lo spirito visitandino, riconosceva
nello stesso tempo la preziosità dell'esperienza di suor Benigna. Egli volle
incoraggiare la giovane monaca pur nel pieno rispetto dell'umiltà e della
"normalità" voluti da San Francesco di Sales per le sue figlie.
Nel
1915, sentendo vicino il pericolo della guerra, tutta la comunità della Visitazione
si impegnò con preghiere e penitenze e suor Benigna partecipò a tanto fervore
spirituale senza perdere la propria serena fiducia. Capì, anzi, che avrebbe
potuto offrire la sua vita stessa perché i fratelli trovassero gioia nell'unica
Gioia che salva. Il 4 luglio espresse la sua intenzione al vescovo Archi e a
madre Scazziga. Ottenuto il loro consenso pronunciò la sua offerta, per unirsi
in un soffio, all'opera di redenzione di Cristo: «Mio Gesù, mio Dio, mio
amabile Salvatore, io Ti faccio, col consenso dei miei superiori, il sacrificio
della mia vita, secondo tutti i fini del tuo amorosissimo Cuore. Disponi di me
come più ti piace, per la gloria del tuo eterno Padre, per il bene delle anime,
per lo stabilimento del regno del tuo Sacro Cuore in tutti i cuori. - 6 luglio
1915». L'offerta venne fatta e accettata.
L'ultimo
anno di vita di Suor Benigna venne segnato da acute sofferenze spirituali. Alla
fine di luglio parve, agli occhi solleciti di madre Scazziga, sofferente e
febbricitante. Le venne riconosciuta una polmonite che sopportò lietamente
fino al 20 agosto (il 14 aveva ricevuto l'unzione degli infermi), poi iniziarono
i giorni duri dei dubbi, delle tentazioni, della solitudine. La malattia
inevitabilmente le offrì innumerevoli occasioni di penitenza, altre ne seppe
trovare educata dalla preghiera e dal desiderio di riparare le negligenze e i
peccati di tanti sconosciuti che ora più che mai avvertiva come fratelli. Spirò
alle ore 15 di venerdì primo settembre.
La
domenica successiva mons. Archi tenne l'orazione funebre subito dopo la messa
comunitaria cui, alle 9.30 seguì il funerale. La salma venne tumulata nella
tomba del monastero presso il cimitero di Camerlata. Nel 1924 su richiesta di
tantissime persone la salma venne trasportata nella raccolta chiesa del
monastero.
Suor
Benigna, amabile apostola della misericordia di Dio e del cuore di Gesù, riposa
fra le care sorelle e ricorda loro, ricorda a ciascuno di noi che l'obbedienza
perfetta, la fedeltà passa attraverso piccole cose «Uno sguardo represso, una
parola trattenuta, ... un impeto di carattere dominato, ... la privazione di
una comodità inutile, ...una ripugnanza superata...», così come scrisse San
Francesco di Sales.
Anima
religiosa, desideri conoscere quali siano i voleri, anzi i desideri di Dio,
anche sopra di te? ... Eccoti accontentata con queste brevi pagine. È Gesù che
ti parla: le preghiere che ti sono suggerite e che tu Gli rivolgi, gli
insegnamenti che ti vengono dati, tutto è sgorgato per te dall’Amantissimo,
Dolcissimo e Amabilissimo Cuore del Divin Salvatore, che, da Dio qual è, ti ama
teneramente oltre ogni dire. Ti dirò quindi di fare per l'anima tua quello che
fu già detto a S. Agostino: «Prendi e leggi» e meglio ancora, di fare
spiritualmente ciò che ebbe a udire San Pietro: «Prendi e mangia», onde la
tua vita soprannaturale di grazia ne abbia a riportare fervore e vigoria
nuovi.
Il
Compilatore
PER
LA DIREZIONE DELLE ANIME
I
O
Gesù, infinitamente amabile, infinitamente amante delle anime, io ti
supplico, per l'Amore immenso che tu porti alle anime, di aiutarmi a dirigerle
secondo i desideri del Tuo dolcissimo Cuore. Gesù, sii a me Gesù! Tu vedi la
mia miseria, la mia insufficienza, la mia assoluta nudità; ma Tu vedi anche il
desiderio che ho di fare tutto il bene possibile a queste anime, che il Tuo
Cuore tanto ama.
Pietosissimo,
misericordiosissimo Gesù, ripara i miei errori, rendi compiuto ciò che è
imperfetto, fa tanto ciò che è poco, e soprattutto, accogli nel Tuo
sacratissimo Cuore queste care anime e consumale negli ardori della tua Carità.
Mio
Gesù, mio Unico, mio Tutto, io ti scongiuro di accogliermi nel più intimo del
Tuo Sacratissimo Cuore, in modo che io non ne possa uscire mai più. Parla attraverso
la mia bocca, ascolta attraverso le mie orecchie, pensa con la mia mente, ama
con il mio cuore, perché io possa fare alle anime tutto quel bene che Tu
desideri. Fa che io non ricerchi la mia soddisfazione, ma unicamente la Tua
gloria e il maggior bene delle anime.
Mio
dolcissimo e tenerissimo Gesù, che hai una Misericordia tutta particolare per i
più poveri, per i più deboli, per i più infermi, Tu, che nella Tua vita
mortale non irradiavi che misericordia, che bontà, che compassione verso tutti,
insegna a me, povero piccolo niente che ti degni scegliere come strumento per
lavorare attorno alle anime delle care Tue spose, insegnami ad essere dolce come
Te, umile come te, paziente come Te. Fa che al par di Te io non rompa la canna
già fessa, non finisca di spegnere il lucignolo, che fuma ancora, ma che,
memore del continuo bisogno che io pure ho della Tua misericordia, ne sia un
fedele distributore. Sì, Gesù, Tu lo sai che Ti voglio amare, che Ti voglio
servire, che Ti voglio onorare e che Ti voglio far crescere nelle anime che ti
sei scelte. Aiuta la mia miseria, o Gesù, colma le mie lacune, raddrizza e
perfeziona tutto ciò che è difettoso e fa che io sia veramente, nelle tue
mani, uno strumento flessibile, che si presti a tutti i Tuoi disegni d'amore
sulle anime. Così sia.
PREPARAZIONE
ALLA SANTA CONFESSIONE.
Mio
Gesù, mio Purissimo Gesù, Agnello Immacolato, Divino Pellicano, che hai fatto
di questo Sacramento di Misericordia un bagno salutare con il Tuo
Preziosissimo Sangue, nel quale noi potessimo lavare le anime nostre e
purgarle di ogni colpa; Tu che sei un purissimo Giglio e che ami circondarti di
gigli, fa che io mi accosti a questo divino Sacramento con le disposizioni che
il Tuo Cuore desidera trovare in me, per potermi far partecipe dei tesori di
grazie che stanno racchiusi in questa miniera di amore. O Gesù, ciò che Tu più
desideri è trovare un gran fondo di umiltà; scavalo ben profondo, o Gesù, e
poi riempilo con la Tua divina Misericordia: metti ancora nel mio cuore una
fede viva, una ferma speranza, un'ardente carità, e una illimitata
confidenza, perché io possa partecipare a tutti i tesori di grazia che mi
riservi in questo divin Sacramento.
RINGRAZIAMENTO
DOPO LA SANTA CONFESSIONE.
Mio
amabilissimo Gesù che ti sei degnato lavare, purificare e arricchire di grazie
quest'anima redenta dal tuo Preziosissimo Sangue, degnati, o mio buon Gesù,
confermare nei buoni propositi la mia volontà, affinché io non Ti dia mai più
il minimo dispiacere. Mio Gesù, mio Benigno Gesù, crea in me una solitudine di
amore, perché io possa gustare nel silenzio del mio cuore il profumo della
grazia immensa, che Tu mi hai fatto. Gesù, sii la forza della mia debolezza,
sii il riparatore delle mie fragilità, sii lo scudo della mia difesa, e,
soprattutto, o Gesù, sii il mio Salvatore.
Finire poi questa preghiera con le seguenti parole, che hanno tanto potere sul Cuore Sacratissimo di Gesù:
So
che da me stessa e per me stessa nulla posso e nulla valgo, ma so anche che in
Dio e con Dio posso tutto ciò che Egli vuole da me.
PREPARAZIONE
PER PARTECIPARE O CELEBRARE LA SANTA MESSA.
Mio
Gesù, divina Vittima del Calvario, Vittima d'amore perpetuamente immolata sui
nostri altari, Vittima soave al cospetto del Tuo Eterno Padre, ecco che io mi accosto
al sacro altare per celebrare (o partecipare) la Santa Messa.
Mio
Gesù, mio Dio, questo luogo è santo, è santificato dalla Tua divina Presenza;
fa che io non mi accosti senza prima deporre le inutili preoccupazioni, le
distrazioni, e tutto ciò che potrebbe, anche minimamente, allontanarmi da Te.
Mio Gesù, fa che io compia questa santa azione con il fervore di un Serafino.
O
Gesù, come Tu realmente Ti immoli, benché in modo incruento, fa che anch'io
non rifugga mai dall'immolarmi con Te e per Te. Gesù, dolce Gesù, le specie
sacramentali sono il velo che Tu stendi sul Tuo Divino Sacrificio, per
coprirlo agli occhi delle Tue creature; il silenzio è come un'ombra misteriosa
nella quale ancora Tu lo celi; ma non cessa per questo di essere un vero
sacrificio, la rinnovazione del sacrificio del Calvario: io lo credo, o Gesù,
con tutto il mio cuore! Gesù, accresci la mia fede. Mio Dio, Dio di Amore, Tu
nella Tua sete della salvezza delle anime, cerchi delle vittime che vogliano
immolarsi in unione con Te. Mio Gesù, lo spirito è pronto, ma la carne è
inferma e quanto rifugge dal solo pensiero del patire! Ma Tu le anime, o Gesù,
non le hai redente che a prezzo del Tuo Sangue. Mio Gesù, dammi un po' di zelo
per la salute delle anime... Tu lo puoi, o Gesù, mio unico Amore, Bene
sovrano dell'anima mia, che corri come un gigante al sacrificio di tutto Te
stesso per amor mio; fa che io ti segua sulla scia dei Tuoi profumi. In
odorem unguentorum tuorum currimus.
Gesù,
ancora una grazia Ti chiedo, e sono sicura di ottenerla dalla bontà inesauribile
del Tuo dolcissimo Cuore: la grazia è, o Gesù, di incominciare davvero a conoscerti
per poter incominciare davvero ad amarti, di amarti con un amore forte, che si
alimenti di sacrifici continui e sempre più costosi e più intimi e noti a Te
solo, se fosse possibile.
Mio
Gesù, degnati con la Tua grazia darmi quanto Tu vuoi da me e fa che io pure sia
generosa nel darti quanto mi chiedi. Così sia.
Viva
Gesù e Maria! Dio sia benedetto!
BREVE
PREPARAZIONE ALLA SANTA COMUNIONE.
Mio Gesù, mio Dio, tesoro infinito del Cielo e della terra, oggetto delle divine compiacenze del Tuo Divin Padre; Tu stai per venire a me, povero piccolo niente, guasto dal peccato, deformato dalle imperfezioni, indebolito dalle continue infedeltà, cieco sui suoi difetti, sordo alle tue divine ispirazioni, muto quando si tratta di umiliarsi, di avvilirsi e di annientarsi innanzi a Te e alle creature, paralitico per il bene che non compie se non portato quasi di peso dalla Tua divina grazia. O mio pietosissimo Gesù, dove fuggirò, se Tu, che sei Dio, ti trovi in ogni luogo? Come mi potrò nascondere ai tuoi sguardi divini che tutto vedono?
No,
Gesù, che non fuggirò per timore della Tua Giustizia, ma fuggirò per amore
della Tua Misericordia, e fuggirò a rifugiarmi nel Tuo tenerissimo cuore.
Mio
buon Gesù, aprimene la porta, perché vi possa entrare, ma poi chiudila subito,
perché io non possa uscirne mai più.
Fa
pure questa grazia a tutte le anime che avranno la fortuna di riceverti nella
Santa Comunione; e, quando saremo tutte nel Tuo Cuore, preparaci Tu stesso a ben
riceverti e a tenerti fedele compagnia tutto il giorno e tutta la notte. Così
sia.
ATTO
DI UMILTA’.
Mio
Dio, mio sovrano Amore, mio Tutto, io, niente di niente, niente di bene, niente
di buono, niente di virtù, niente di fedeltà, niente di corrispondenza alle
Tue grazie, niente di gratitudine, dall'abisso profondo della mia miseria invoco
dall'abisso della tua Misericordia la grazia di poterti conoscere e far
conoscere, amare e far amare, servire e far servire nel modo più perfetto
possibile ad una povera creatura, per la Tua maggior gloria.
«Io,
dice Gesù, ti dico, o anima religiosa, che tutte le volte che un'anima fa con
vero sentimento di profonda umiltà questo atto, Mi ferisce il cuore con uno
strale d'oro e da questa ferita, che Mi fa l'anima, sgorga dal Mio Cuore per
l'anima stessa e per la santa Chiesa, un torrente di grazie.
«È
un'ottima preparazione anche alla Santa Comunione, perché Dio si comunica agli
umili con più abbondanza».
RINGRAZIAMENTO
PER LA SANTA COMUNIONE.
Mio
amabilissimo Sposo Gesù, Giglio delle convalli, Candore della Luce Eterna,
Specchio senza macchia, Tu, Dio d'infinita santità, in me? O mio Dio, Dio del
mio cuore, Cuore del mio Dio, come mi sento annientata davanti a Te che sei il
mio Tutto, ma quanto confido nella Tua Bontà così tenera.
Appunto
perché sono un niente confido di più, perché sei venuto a cercarmi
nell'abisso della mia miseria. O Gesù, sorgente d'amore, dammi un vero amore
per Te. O Gesù, sorgente d'umiltà, dammi una vera e profonda umiltà. O Gesù,
siimi Gesù, difendimi dal mio nemico, chiudimi nel Tuo Sacro Cuore, insegnami
ad essere quale Tu mi desideri.
Tu
lo vedi che vorrei amarti, Tu lo vedi che vorrei esserti fedele, Tu lo vedi
che ti vorrei accontentare in tutto.
O
Gesù, da questo niente compi uno dei prodigi della Tua Onnipotenza: la santificazione
di questa povera anima sarà un trofeo della Tua Misericordia.
VISITA
AL SANTISSIMO SACRAMENTO.
Mio
Gesù, mio unico Amore, mio Dio, mio Tutto, vengo a Te, divin Prigioniero
d'Amore, rinchiuso nei nostri tabernacoli per noi tue povere creature: vengo a
Te, o Gesù, per portarti il peso delle mie miserie, la moltitudine dei miei
bisogni, tutti i miei desideri e quelli delle persone a me care. O Gesù, Tu sei
qui come un tempo eri al pozzo ad aspettare la Samaritana; mio Gesù, Tu mi
chiedi da bere, o Gesù, e da me cosa vuoi? Dimmi, Gesù, vuoi le mie debolezze,
vuoi le mie infermità, vuoi i miei desideri? Sì, Gesù, Ti do tutto e ti
chiedo in carità la Tua misericordia; ho tanto bisogno di misericordia!
O
Gesù, se Tu hai sete, io pure ho sete, Tu hai sete della mia santificazione e
io ho sete di accontentarti. Senti, Gesù, starò qui ai Tuoi piedi finché Tu
ti degnerai tenermi, e quando mi dovrò allontanare, ti lascerò in pegno
del mio Amore per Te il mio povero cuore, che ti prego di chiudere con Te nel
Tuo Tabernacolo, affinché non ti lasci mai più. Così sia.
Gesù,
la Tua benedizione. I.
ATTO
DI CARITA’ PERFETTISSIMA.
Mio
Dio, Ti amo, Ti amo, Ti amo; vorrei poterti amare, se mi fosse possibile, con
un amore infinito e vorrei, a costo di sacrificarti un milione di volte la mia
vita, fare in modo che tutte le creature Ti amino così. Vorrei, o mio Dio,
poter impedire, a costo del sacrificio della mia vita, non solo tutti i peccati
mortali, ma anche tutti i peccati veniali e le imperfezioni volontarie: vorrei
poi che tutti facessero il bene, il maggior bene possibile, ma il bene per amore
e per puro amore, se fosse possibile, perché Tu ne avessi più gloria.
O
mio Dio, se fosse necessario, per aumentare quella gloria, che noi tue povere
piccole creature possiamo darti, se fosse necessario, dico, che io perdessi ogni
tipo di godimento, di beatitudine; che fossi per ciò che riguarda il mio
particolare godimento, cieca, sorda e muta, ma che Tu, con questo mio
sacrificio ne avessi più gloria in eterno, oh mio Dio! con tutto il cuore lo
vorrei per una eternità, se Tu ti degnassi accettare questo piccolo sacrificio.
Mio
Dio, Dio del mio cuore, Tu lo sai che ti amo e non desidero altro che amarti e
non offenderti neppure involontariamente, se fosse possibile; perciò Ti dico, o
Dio tutto d'amore, che se fosse necessario, per darti più gloria in eterno, che
io fossi priva di ogni gloria, purché mi rimanesse la Tua grazia, che è poi
ancora Te stesso, io lo accetterei volentieri, pur di vederti più
glorificato.
O
mio Dio, Tu così grande e infinito permetti a una Tua piccola creatura di
amarti. Quale degnazione!
O
mio Dio, lasciami ancora dirti questo. Mio Dio, mio buonissimo Dio, il pensiero
che vi siano nell'inferno delle creature, che non ti ameranno mai più, mi fa
pena. Oh! Perché, o Dio d'amore, non posso, a costo della mia vita, che Ti
darei volentieri anche un milione di volte a questo fine, perché non posso
cambiare tutti i granelli di sabbia, tutte le gocce d'acqua, tutti i fiori,
tutti i frutti, tutti i semi, tutte le foglie, tutte le piante, tutti gli
animali, tutte le stelle e tutti gli oggetti, anzi tutti gli atomi dell'universo
in tanti cuori che Ti amassero tutti per puro amore e, se fosse possibile, fino
alla fine del mondo e per tutta l'eternità!
Mio
Dio, lo sai che il mio cuoricino è piccolo, ma te lo dò tutto, niente mi riservo,
è tutto dato all'amore del mio Dio e Ti assicuro che, se Tu mi insegnassi un
atto di più ardente carità, lo vorrei subito fare per darti più gloria.
Mio
Dio, insegnami e aiutami ad amarti sempre di più; fa che io ti ami sempre di più;
insegnami e aiutami a vivere solo d'amore; fa che io non viva che d'amore, per
poter poi morire d'amore.
II.
ATTO
DI PURO AMORE.
Gesù,
Dio di carità infinita, Bontà senza limiti, io, miserabile niente, per onorare
la Tua incomparabile Misericordia, mi offro, mi dono, mi consacro e mi abbandono
per sempre all'amore del Tuo tenerissimo Cuore. O Gesù, come il fuoco brucia
e consuma un piccolo pezzo di paglia che gli si getti dentro, così la Tua
accesa Carità consumi questo povero mio piccolo cuore che vuole essere tutto
tuo. Gesù, sii a me Gesù; Gesù sii a me Gesù; Gesù, sii a me Gesù!
BREVETTO
D'INTENZIONI.
Mio
Gesù, io vorrei a ogni palpito del mio cuore, sia di giorno che di notte,
quando ci penso come quando non ci penso, poter fare milioni di miliardi di
quell'atto di perfettissima carità che Tu mi hai insegnato. Vorrei poter dare
allo stesso numero di anime il Santo Battesimo, la Santa Cresima, la Santa
Assoluzione e la Santa Comunione; vorrei far loro ascoltare e ascoltare io
stessa, altrettante volte la Santa Messa; vorrei poter unire coi vincoli santi
del Sacramento del Matrimonio tutti quelli che non lo fossero secondo la Santa
Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana; vorrei poterti consacrare lo stesso numero
di Anime Sacerdotali; vorrei poter dare lo stesso numero di volte l'Olio Santo
ai poveri morenti; vorrei poter fare, o Gesù, tante Comunioni reali o
spirituali, celebrare e far celebrare la Santa Messa; poter ricevere
altrettante volte sull'anima il tuo Sangue divino per mezzo della Sacramentale
Assoluzione; vorrei poter fare e far fare a tutti tanti milioni di miliardi di
atti di fede, di speranza, di carità, di contrizione perfetta, di adorazione,
di ringraziamento, di lode e benedizione, di propiziazione, raccomandazione
e domanda, di confidenza, di abbandono, di umiltà, di mortificazione, di
rassegnazione, di uniformità per puro amore al Tuo divin Volere, di tutte
le virtù.
Vorrei
poter assistere tutti i morenti, consolare tutti gli afflitti, visitare, confortare
e servire tutti gli ammalati, sollevare dalla disperazione tutti quelli che
disperano, praticare e far praticare da tutti ogni opera di misericordia, sia
spirituale che corporale.
Vorrei,
o Gesù, insegnare a tutti a conoscerti, amarti e servirti; vorrei insegnare a
tutti non solo la virtù, ma la finezza della virtù, e poi, o Gesù, vorrei che
tutta la mia vita non fosse più che un respiro d'amore per Te, d'intensissimo
amore per Te, unico e sommo Bene dell'anima mia che voglio amare, servire e
glorificare con tutte le mie forze sostenute dalla Tua divina Grazia per tutta
la mia vita!
Così
sia, così sia, così sia!
Perché,
o anima religiosa, è stato messo tre volte: Così sia? Perché tutto in Te
deve onorare la Santissima Trinità; tutto, dalla più piccola azione alla più
grande, tutto per amore, tutto con amore, tutto nell'amore, e tutto dell'amore.
Grazie,
anima mia Sposa, ti dice Gesù, tu mi hai dato il tempo, io ti darò l'eternità.
Io sarò la tua mercede. Mia sposa, voglimi bene, tanto bene, sempre bene!
Grazie.
PER
OTTENERE LA GRAZIA DI UNA CONFIDENZA ILLIMITATA.
Mio
dolcissimo Gesù, Dio infinitamente misericordioso, Padre tenerissimo delle
anime e in modo particolare delle più deboli, delle più miserabili, delle più
inferme, che porti con una tenerezza speciale fra le Tue Braccia divine, vengo
a Te, per chiederti, per l'amore e per i meriti del Tuo Sacro Cuore, la grazia
di confidare in Te, per chiederti la grazia di confidare sempre più nella Tua
misericordiosa bontà, per chiederti la grazia di riposarmi sicura per il
tempo e per l'eternità nelle Tue amorose Braccia divine.
CONSACRAZIONE
ALLA SANTISSIMA VERGINE IMMACOLATA.
Dolcissima
e amabilissima Vergine Maria, Figlia dilettissima dell'Eterno Divin Padre,
Madre tenerissima dell'Eterno Divin Figlio, Sposa santissima dell'Eterno Divino
Spirito, vengo a Te, o mia amorevole Madre, per consacrarmi tutta a Te.
Tu
sei la tutta pura, la tutta bella; Tu sei l'Immacolata, e io, o Madre benigna,
non sono che miseria, che colpa, che inclinazione al male! Tu, o Maria, sei
l'Immacolata e sempre hai formato le delizie della Santissima Trinità; Tu hai
rapito il Cuore di Dio Tuo Padre, Tuo Figlio, Tuo Sposo, col candore immacolato
dell'anima Tua Santa.
O
Madre tenerissima, volgi uno sguardo pietoso a questa povera anima fatta bersaglio
delle peggiori tentazioni e metti in fuga, con la tua potenza, il nemico infernale.
In questi tremendi assalti, io, o Madre pietosissima, verrò a rifugiarmi nel
Tuo Cuore Immacolato e Tu, o pietosissima Regina delle vergini, conserva puro
il mio giglio e presentalo Tu stessa a Gesù. Mia tenerissima madre, ti aspetto
all'ora della mia morte, e fin d'ora te ne ringrazio e ti prego di custodire
tutto in me, perché tutto piaccia a Gesù. Grazie, o Maria!
PREGHIERA
PER IL SOMMO PONTEFICE E PER LA SANTA CHIESA.
Mio
Gesù, io ti prego di supplicare continuamente il Tuo Eterno Padre, perché
conceda quelle grazie che il Tuo Vicario in terra, il Sommo Pontefice, desidera
per il trionfo della Santa Chiesa, e per placare e ringraziare il Tuo Eterno
Padre per noi, Tue povere creature.
PREGHIERA DELL'AMORE PER L'UNIONE DEI CUORI DELLE SUE SPOSE.
Ut
sint unum.
Mio
Gesù, le Tue spose vengono a Te nella loro estrema indigenza di ogni bene,
ricche solo di miseria, di difetti, di colpe e di infedeltà che vengono a
gettare con la più assoluta confidenza nel Tuo amorevole Cuore, perché Tu le
consumi.
O
Gesù, e perché sei Tu il dolce Sposo delle anime nostre, se non per sostenere
la nostra debolezza? Perché sei Tu il nostro tenerissimo Padre se non per darci
il pane quotidiano? Perché sei Tu il nostro delicatissimo Medico se non per
fasciare le nostre piaghe, per medicare le nostre ferite, guarire le nostre
infermità? Noi veniamo a Te, o Gesù, con le nostre ricchezze, per implorare la
Tua Misericordia, per chiedere il Tuo soccorso, per avere in dono il Tuo santo
Amore.
O Gesù, fa delle Tue piccole spose dei
Serafini d'Amore che si consumino notte e giorno per la Tua maggior gloria; e
poiché siamo i trofei della Tua Misericordia, degnati fare in modo che siamo
i capolavori del Tuo Amore. Così sia, così sia, così sia. Dio sia benedetto!
PER
LA CONVERSIONE DEI PECCATORI.
I.
O
Gesù, vuoi Tu lasciare andare perdute quelle anime per le quali sei morto in
croce? Tu sei la risurrezione e la vita, siilo dunque di tanti cuori che da
tanto tempo sono sepolti nelle tenebre della morte. Io ti ringrazio fin d'ora
della vittoria riportata sul nemico infernale che li teneva schiavi nel peccato,
perché tu stesso mi hai assicurato che io avrei ottenuto tutto, se avessi
chiesto con fiducia.
II.
O
Gesù, amante delle anime, Tu che sei morto per riscattarle, non lasciare che si
perdano, costi quel che costi.
III.
Mio
Gesù, usa misericordia ai poveri peccatori secondo la moltitudine delle Tue
infinite Misericordie. Fa che galleggi la Tua Bontà sulla Tua Giustizia.
AL
SUONO DELLE ORE.
I.
Mio Gesù, come deploro tante ore e tanti secondi passati senza amarti! Te ne chiedo perdono: con la Tua santa grazia voglio amarti ardentemente. Ti offro al Tuo Eterno Padre per supplire alla mia impotenza, alla mia insufficienza e alla mia miseria. Così sia.
II.
Eterno
Padre io Ti offro il Cuore del Tuo dolcissimo Gesù, di quel Gesù che forma
tutto l'oggetto delle Tue divine compiacenze per pagare tutti i miei debiti.
PER UNA PERSONA SECOLARE.
O
dolcissimo Cuore del mio Gesù che guardi con divina compiacenza anche i piccoli
fori che hai nel campo aperto della Santa Chiesa, scalda questa mia povera anima
con un raggio della Tua divina Carità, difendila dai venti della dissipazione
e dallo spirito del mondo e preservala dai suoi nemici, affinché per Te, che
l'hai piantata, cresca, fiorisca e fruttifichi. Così sia.
PER RACCOMANDARE UNA PERSONA.
Gesù,
quella che Tu ami ha bisogno di Te. Gesù, sii a lei Gesù.
PER UN MAGGIOR BISOGNO.
Gesù,
quella che Tu ami, ha bisogno di consiglio, siile Maestro; ha bisogno di luce,
siile Tu luce; ha bisogno di sostegno, siile Tu fratello e soprattutto sii a lei
Gesù.
PER UNA GIOVANE.
Mio
Gesù, amante divino delle anime, Giglio purissimo che ti circondi di gigli, che
ti incoroni di gigli, che coltivi Tu stesso i gigli con la Tua Mano divina;
amabile e divino Giardiniere che uscendo dalle serre dove fioriscono i Tuoi
fiori di predilezione ti degni di andare a dare uno sguardo anche ai piccoli
gigli che coltivi nei campi, posa il Tuo divino sguardo su questo piccolo
forellino, che Tua mercé è nato, è fiorito e che vuole esalare il suo profumo
solo per Te. O - Gesù, circondalo di spine, se è necessario, perché nessuno
lo tocchi, e fa che sia solo la tua Mano divina che lo colga per trapiantarlo
nelle aiuole del Paradiso.
ORAZIONE PREPARATORIA ALLA MEDITAZIONE DURANTE I SANTI ESERCIZI.
Mio
dolcissimo Gesù, Sposo tenerissimo dell'anima mia, che mi hai chiamata in
questa desiderabilissima e deliziosa solitudine per svelarmi sempre e meglio
gli arcani del Tuo Amore, i tesori inesauribili della Tua Bontà infinita, la
delicatezza squisita della Tua Misericordia, io vengo a Te col cuore di una
sposa che tutto aspetta dal suo fedelissimo Sposo.
So,
Gesù, che non posso portarti che miserie, infedeltà, ricadute senza numero, ma
tutto questo non mi turba, perché so che Tu sei infinitamente buono.
Devo
dirti di più, o Gesù? Te lo dirò, perché la Tua Bontà lo desidera.
Io
godo anche di essere un cumulo di miserie, di essere un abisso di miserie, di
non essere che miseria, perché così do più da fare alla Tua Misericordia. Gesù,
siimi Gesù. Mi fido di Te. Amen. Ave Maria.
PAROLA D'ORDINE DOPO I SANTI ESERCIZI.
Sempre
più, sempre meglio, sempre con amore, sempre con Maria.
PREGHIERINA D'OFFERTA PER LA RINNOVAZIONE SEI SANTI VOTI.
Mio
Dio, mio Padre, mio Creatore, mio dolcissimo Sposo, vengo a Te per offrirti
nell'ardore del mio cuore i voti che per grazia Tua ho fatto alla Tua divina
Maestà. Sono Tuoi i miei voti, perché Tu mi hai dato la grazia di farli; sono
Tuoi, perché sono i legami che mi uniscono a Te; sono ancora Tuoi, perché su
di Te conto per poterli ben osservare.
O
Gesù, siimi sempre Gesù, e fa che io ti sia sempre sposa fedele. Così sia.
Dio
sia benedetto!
RASSOMIGLIANZA FRA L'OSTIA CONSACRATA E L'ANIMA RELIGIOSA.
Anima
religiosa, ti dice Gesù, guarda in spirito l'Ostia: che cosa vedi? Che è
bianca, non ha la più piccola macchia.
Vi
sono tre tipi di purezza in un'azione:
1°
Bisogna che sia pura l'intenzione, altrimenti è come quei frutti che in apparenza
sono belli, ma che dentro hanno il tarlo. Io non metto sulla tavola del mio
Eterno Padre, in Paradiso, dei frutti bacati.
2°
Purezza nell'esecuzione. Bisogna farla meglio che si può per amore.
3°
Non macchiarla, una volta fatta, con pensieri di compiacenza.
L'Ostia
è rotonda, non ha punte, non ha angoli che possano far male a toccarla. L'anima
religiosa deve essere così condiscendente, così dolce con il prossimo da non
fargli mai nessun male; mai un rifiuto per quanto può e, se occorre fare un
rifiuto, fare in modo che sia accompagnato da tanta soavità, che supplisca.
L'Ostia è piccola: vedi come io mi accontento di poco: mi nascondo sotto le specie di pane. Così l'anima religiosa deve imparare ad accontentarsi di poco, a non farsi sentire e poi ad avere un gran concetto delle cose piccole.
Un
pane è molto più grosso di un'Ostia, eppure l'Ostia mi contiene e il pane no,
perché l'Ostia è consacrata e il pane no; così nella tua vita composta di
tante piccole cose, se l'amore consacra tutte quelle tue piccole azioni, esse Mi
contengono, perché tu fai tanti piccoli atti di carità nel farle e io mi
unisco sempre più a te; mentre invece anche un'azione più grande, più appariscente,
se non è fatta per amore, se è fatta per un fine umano, non Mi contiene.
Quarta
qualità
L'Ostia
è leggera, eppure mi contiene. Così un'anima consacrata dall'amore diventa
leggera, perché l'amore la spoglia della volontà, del giudizio, dei desideri.
Un'anima così spogliata forma la mia delizia, e io di queste anime fedeli me
ne formo un esercito per salvare il mondo. Il mondo corre a precipizio, ma Io lo
fermerò nella sua corsa vertiginosa con questo piccolo drappello di anime
generose che combatteranno sotto la mia scorta.
Finalmente
l'Ostia non ha più che l'apparenza: non è più pane, è tutto Gesù; così
un'anima, giunta a lasciarsi possedere dall'amore, non vive più per sé, ma
tutta per l'amore.
Anima
religiosa, lasciati in tutto guidare dall'amore; l'amore ti condurrà sempre
al sacrificio per la via più breve: quella dell'ubbidienza. Se tu ubbidisci, tu
ami; se tu ami, ubbidisci.
Un'anima
religiosa che credesse di pia cermi senza una vera ubbidienza, sarebbe come un
invitato alle nozze che si presentasse alla cena senza l'abito nuziale e dunque
che si merita di essere cacciato fuori. Ma Io non voglio un'obbedienza da schiava,
quella non mi onora; Io voglio un'ubbidienza amorosa, che cerca di fare sempre
meglio per potermi piacere sempre più. L'unione di cuore con la Madre, per una
religiosa, è il passaporto per il cielo. Dio sia benedetto!
PICCOLO TRATTATO DI CARITA’.
1.
Per amarmi, o anima religiosa, con tutto il cuore, dice Gesù, Mi devi amare in
tutte le creature e dare sempre la preferenza al prossimo, perché lo devi
amare più di te stessa.
2.
Tu devi per amore considerare le tue sorelle come tante Ostie consacrate nelle
quali, attraversando l'apparenza, tu non veda più che Me. Questo ti renderà
uguale con tutte, perché non farai più distinzione: uno solo è il tuo Gesù,
nascosto sotto qualunque persona.
3.
Mi amerai in tutte ugualmente; Mi compatirai, Mi aiuterai, e soprattutto, se ti
capiterà di avere qualche cosa da soffrire dal tuo caro prossimo, lo
nasconderai nel tuo cuore come si fa con le cose preziose, che si tengono
nascoste per non correre il rischio di perderle.
4.
Dal canto tuo procurerai di non fare mai soffrire nessuno. Questo ti costerà,
perché dovrai sempre sacrificarti, ma ricordati che dire sacrificio è dire
amore, e dire amore è dire sacrificio.
5.
Aiuterai il prossimo più che potrai con il buon esempio; ricordati che tu devi
essere nella Comunità come la personificazione della mia Bontà, della Mia
Misericordia e della Mia Carità, e quindi studiati sempre di anteporre gli
interessi del prossimo ai tuoi.
6.
Aiuta poi il tuo prossimo raccomandandomelo. Tu hai ogni potere sul mio Cuore:
sappi valertene. Ricordati che la benignità deve sempre galleggiare in tutto.
Non giudicare mai il tuo prossimo, ma scusalo sempre. Se tu lo scusi io ti
scuserò presso il mio Divin Padre.
7.
Che ti vengano dei pensieri contro la Carità non è male. Le cattive erbe
nascono insieme alle buone anche senza seminarle; il tuo lavoro è di estirparle
subito e di piantare, al loro posto, piante buone.
8.
Tieni il tuo prossimo come la pupilla del tuo occhio, come Io tengo te come la
pupilla del mio Occhio divino.
9.
Io voglio che tu tenga il tuo prossimo nel tuo cuore come in una serra d'amore.
Nella serra i fiori prendono il sole, ma non sono colpiti dalla tempesta, né
sono scossi dal vento, questo è ciò che voglio da te per il tuo prossimo. Tu
devi avere per il tuo prossimo squisite attenzioni, di quelle che scaldano il
cuore; tutto ciò che potrebbe anche minimamente ferire il prossimo o farlo
soffrire, tu devi allontanarlo da lui e prenderlo su di te come fanno i vetri
che ricevono su di sé la pioggia, la tempesta, la nebbia, senza lasciar passare
nulla sui fiori. Ricordati sempre che questa è una massima evangelica: devi
amare il prossimo tuo come io l'ho amato, quindi più di te stessa. Se tu
sapessi come lo riposo in un cuore così caritatevole! Vi trovo le mie delizie e
le faccio gustare all'anima che inondo di pace, di consolazione celeste.
10.
Nei tuoi rapporti spirituali poi, devi desiderare per il prossimo tutto quel
bene spirituale che desideri per te e favorirlo nel prossimo come in te stessa.
Dio
sia benedetto!
DECALOGO DELL'AMORE.
1°
Darsi all'Amore
2°
Abbandonarsi all'Amore
3°
Seguire l'Amore
4°
Non uscire dall'Amore
5°
Credere all'Amore
6°
Secondare l'Amore
7°
Inculcare l'Amore
8°
Lasciarsi bruciare dall'Amore
9°
Lasciarsi impiegare dall'Amore
10°
Lasciami consumare dall'Amore
1°
L'Amore si dà a chi si dona a Lui senza riserva, senza ritorno, senza
preoccupazione.
2°.
L'Amore prende cura amorosa di chi gli si abbandona totalmente.
3°.
L'Amore guida, dà la mano e, se necessario porta l'anima, che si dà a Lui.
4°.
L'Amore chiude in sé l'anima che si è totalmente donata e non la lascia più
uscire se non per sua libera volontà; del resto niente la può togliere dal
potere dell'Amore.
5°.
L'Amore gode che l'anima creda in Lui in tutte le sue operazioni, anche le più
dolorose.
6°.
L'amore ama di essere assecondato, favorito, aiutato e fa progressi mirabili
nell'anima che così l'aiuta.
7°.
L'Amore ama di essere comunicato e cresce nell'anima che lo comunica ad altri, a
misura che questa lo comunica.
8°.
L'Amore brucia tutto ciò che è atto a bruciare, e più la cosa è secca e più
la brucia in fretta e facilmente.
9°.
L'Amore gode di disporre non solo dell'anima, ma anche delle sue operazioni, in
favore di chi vuole.
10°.
Finalmente l'Amore consuma fino alla fine ciò che gli si è dato, se l'anima
non oppone resistenza.
DECALOGO DELL'UMILTÀ.
1°.
Tu sei niente, sei meno di niente, perché sei una miseria colpevole e un
niente peccaminoso.
2°.
Tu da sola non puoi niente, ma una sola cosa puoi: offendermi abusando delle mie
grazie e prepararti un'eterna dannazione.
3°.
Tu non meriti niente, e quindi il niente non giudica niente, non dice niente,
non chiede niente e non si lamenta di niente.
4°.
Il niente si accontenta di tutto, perché il niente non merita niente, non
chiede niente e non si lamenta di niente.
5°.
Il niente non pretende che altri si occupino di lui, e, quando i Superiori per
carità lo fanno, si sprofonda nell'abisso della sua indegnità.
6°.
Mia sposa, tu devi considerarti come uno straccio, ma non come uno straccio
pulito che tante volte lo si stima ancora, perché serve ad asciugare, ma come
uno straccio tutto sudicio, che desta ribrezzo solo al vederlo e che non si
tocca neppure più con le mani, ma lo si fa correre con i piedi, o, se lo si
prende con le mani, lo si prende solo con la punta delle dita per non
insudiciarle. Ecco come devi tenerti in comunità per tenerti al tuo posto.
7°.
Tu devi tenerti costantemente sprofondata nell'abisso della considerazione del
tuo nulla e stimarti indegna di tutto ciò che ti si dà.
8°.
Non opporti per niente a ciò che di te vuol fare l'Amore; se anche ti faccio
delle grazie grandi, ricevile con umiltà. Io ho creato il mondo dal niente; nel
mondo c'è, per esempio, il sole, e quanto serve il sole! E c'è anche un
piccolo moscerino: tutti e due li ho creati Io e tutti e due servono alla mia
gloria. Non disprezzare nessuna grazia, neppure la più piccola: falle valere
tutte, ma per amore. E poi non farti sentire. Quando una pianta porta frutti o
ne dà di più? Quando le radici si sprofondano nella terra, e più vanno
profonde, meno si vedono al di fuori. Così devi fare tu; nasconderti sempre
più nella vita interiore. Esternamente, vita comune, esatta sì, ma niente di
straordinario; ma interiormente, tutto straordinario, cominciando dalla carità
e continuando con l'umiltà e la mortificazione.
9°.
Lasciati estrarre dall'Amore quando gli piacerà disseppellirti dalla terra
delle tue miserie per collocarti nella corona di gloria del mio dolcissimo
Cuore per tutta l'eternità.
I diamanti quando sono nelle montagne non si vedono, ma non cessano di esserci: così Io tengo nascoste le anime. Imita ancora gli Angeli, che aiutano molto gli uomini, eppure non si fanno sentire.
10°. Finalmente, finché tu ti terrai inabissata nel tuo niente, il che ti attirerà tante grazie, Io sarò sempre per te un Dio di bontà, un Dio di misericordia, un Dio d'amore, ma quel giorno in cui tu insuperbisci, Io diventerei per te un Dio di giustizia. Te lo dico, non per spaventarti, ma per avvertirti, perché ti amo tanto. Se tu pratichi l'umiltà, troverai la pace; se tu la pratichi di più, la troverai di più, e se tu non vivi e non respiri che umiltà, sarai inseguita dal mio Amore, dalla mia predilezione, dai miei favori.
Anima religiosa, Io vorrei poterti
chiamare la mia "Umiltà", e ci riuscirò se sarai fedele all'Amore.
DECALOGO
DELLA PIÙ ALTA PERFEZIONE.
1°.
Per tendere alla più alta santità, alla più consumata perfezione, alla più
intima e più soave unione con Dio, conviene che l'anima, a cui Dio fa tanta
grazia, si tenga abitualmente in un abisso di annientamento, di umiltà, di
disprezzo di sé e di dimenticanza di tutto il creato.
2°.
Quando Dio, come padrone assoluto di ogni creatura, trae quest'anima da quell'abisso,
dove la sua grazia l'aveva fatta nascondere per metterla al sicuro, l'anima non
deve, sotto pretesto di umiltà, ostacolare l'Amore nelle sue amorose operazioni,
ma seguire l'Amore come una spugna che, estratta dall'acqua in cui è immersa,
la porta con sé, e ne è piena, e non solo la dà, se è premuta, ma anche la
perde senza premerla. Così l'anima, tratta dalla divina grazia da quell'abisso
di annientamento, deve portarne con sé l'ambiente, il profumo e i frutti, non
solo quando è premuta cioè quando è corretta, ma in qualsiasi momento.
3°.
Una volta che l'anima ha servito l'Amore in quanto questo voleva servirsi di
lei, l'Amore la torna a mettere al sicuro nell'abisso dell'annientamento,
dell'umiltà e del disprezzo di sé, e l'anima deve trovarsi così bene in
questo ambiente da non desiderare di uscirne che per servire nuovamente
l'Amore. Le operazioni dell'anima, in questa dimora di annientamento, devono
essere in relazione con le disposizioni interiori del Verbo di Dio nell'assumere
la natura umana. Tutto lo studio di quest'anima fortunata si riassume in questo:
ammirazione, adorazione, imitazione e l'anima non può essere in una migliore
disposizione per adorare, per ammirare e per imitare gli annientamenti del Verbo
Incarnato che trovandosi abitualmente immersa nella considerazione del suo
niente.
4°.
Quando l'Amore, dolcemente attirato dall'anima umile a visitarla coi suoi divini
favori, si presenta a quest'anima, la prima cosa che l'anima, che è oggetto
delle divine prevenienze, deve fare è prostrarsi in spirito ai piedi del suo
Dio, dichiarando la sua indegnità; poi, quando Dio, soddisfatto di questa
accoglienza, la rialza e si comunica a lei, è dovere dell'anima aderire subito
con amore, con gioia, con riconoscenza a qualunque grazia, anche la più
straordinaria che Dio le voglia fare, perché allora non è l'anima che le
cerca, ma le riceve, e Chi gliele dà pensa anche a tenerla nell'umiltà. Tutto
sta nel mettere a posto la preparazione, il fondamento, la base. Umiltà, umiltà,
sempre umiltà. Quando c'è umiltà Io do: quando ne trovo di più, do di più,
e, quando vedo un'anima vivere solo di umiltà, desiderare solo umiliazioni,
quell'anima mi attira come una calamita.
5°.
Io porto insensibilmente, ma efficacemente l'anima che mi è fedele a queste
cose:
a)
A un grande desiderio di scomparire, di non far più occupare di sé, e quando
l'anima per qualche bisogno deve ricorrere alla carità dei Superiori, se ne
sente annientata come se rubasse loro il tempo.
b)
Porto l'anima a farsi la serva di tutti, a cedere sempre; ma senza dimostrare
che cede; accontentare gli altri, favorire gli altri, provvedere agli altri, e
questo a costo di continue mortificazioni: ecco i frutti del vero amore.
c)
Porto l'anima a una tale fame e sete di ubbidienza, che vorrebbe respirare solo
ubbidienza. Anche questo è un frutto preziosissimo dell'amore: l'ubbidienza
è sorella dell'umiltà.
d)
Infine Io accendo nell'anima, che mi ama, un tale fuoco d'amore, d'imitazione
che l'anima non può più vivere senza operare per Dio, immolarsi per Dio,
soffrire per Dio; il sacrificio è la sua vita, come l'olio è la vita della
fiamma che arde.
6°.
Sepolta nell'abisso dell'umiltà e dell'annientamento, Io discendo con amore
in questo ritiro dell'anima umile e, avvicinandomi a lei con le mie
particolari comunicazioni, le faccio pregustare delizie di Paradiso. Chi potrà
dire quello che Io dico all'anima umile, e chi potrà ripetere quello che Io le
spiego? Sono lezioni che l'Amore dà per amore e che solo l'Amore dà unicamente
all'anima umile la capacità di intendere. La disposizione interiore che deve
avere l'anima in questo stato così sublime è questa: silenzio con Dio,
attendere tutto da Lui e ricevere con somma gratitudine quanto Dio le dà. Non
è umiltà rifiutare le grazie quando Dio le dà; ma è vera umiltà il
riconoscersene indegna e prenderle benedicendo Dio, magnificando la Sua bontà.
7°.
Uno stato a cui Io chiamo un'anima fedele, all'inizio della sua vita di unione
con Me, è quello di una particolare imitazione del mio nascondimento nel seno
della mia purissima Madre, la gran Vergine Maria. Quest'anima è sepolta in
Dio, Dio la porta, Dio si serve di lei per fare del bene, ma l'anima non vede
niente, non è veduta; è lo strumento di molto bene, che Dio fa passare in lei,
ma è uno strumento ignorato. È la via più sicura: è quella delle anime
interiori che non hanno relazioni esterne con le anime: tutto il loro bene è
all'interno. È un bene personale, è un bene in favore del prossimo, ma tutto
nascosto.
8°.
Un altro stato, a cui chiamo le anime, specialmente le anime sacerdotali e
quelle che hanno la cura delle anime, è quello di imitare la mia vita nascosta.
È meno nascosta di quella che ho vissuto in seno a Maria Santissima, la mia
dolcissima Madre; ma è più difficile da imitare. Il nascondimento è meno
profondo e ci vuole più vigilanza per operare solamente per Dio, per riferire
tutto a Dio, per ricevere da Dio le consolazioni che si ricevono dalle anime
quando queste fanno bene. Sì, è molto più facile per un'anima, che opera
nascostamente, fare il bene solo per Dio; ma non deve mettersi in pena chi è
chiamato al Ministero delle anime.
Si
ricordi che egli è solo un segno sensibile: chi opera è Dio. E come nei
Sacramenti c'è il segno sensibile che indica, così voglio che queste anime
si tengano in questo profondo sentimento di umiltà. Il bene che faranno alle
anime sarà proporzionato al loro abbassamento, alla diffidenza di sé e
alla confidenza in Dio.
9°.
In qualunque stato poi si trova un'anima, quando Io la prediligo, le do il
desiderio di imitare la mia Vita Eucaristica. È una vita di morte quella che
Io ispiro di fare a quell'anima. Avere occhi e non vedere che per uso
dell'Amore; avere le orecchie e non udire che ciò che può accrescere l'Amore,
avere la bocca e non adoperarla che per parlare dell'Amore; avere le mani, i
piedi, il cuore, il corpo e non servirsene che in quanto vorrà l'Amore.
Dipendere dall'Amore come un piccolo bambino dipende dalla mamma per tutto.
Vivere solo per immolarti all'Amore del tuo Gesù, e da ogni immolazione
acquistare nuova forza per servire l'Amore.
10°.
L'amore è gioia, l'Amore è pace, l'Amore è riposo, l'Amore è tranquillità,
l'Amore è fedeltà, e quando questo divino Amore si impossessa di un cuore vi
porta anche il suo seguito: una pace divina, una confidenza irremovibile, una
fedeltà assoluta e un perfetto riposo. Poi l'amore si ferma in quest'anima
fortunata, ne fa il centro dei suoi divini favori e come un deposito delle sue
grazie speciali.
DECALOGO DELLA CONFIDENZA.
1°.
Io ho un Dio che è tutto mio.
2°.
Questo Dio, tutto mio, è mio Padre.
3°.
Questo Dio, tutto mio, vuole che io sia tutta sua per sempre.
4°.
Questo Dio d'amore per cercarmi è disceso dal cielo in terra.
5°.
Questo Dio d'amore mi chiede il cuore.
6°.
Questo Dio d'amore vuol essere per me fratello, amico, consolatore.
7°.
Questo Dio d'amore spinge la sua tenerezza fino a voler essere per me medico,
medicina e, più di tutto, Sposo.
8°.
Questo Dio d'amore vuole essere sfruttato come si colgono i frutti da una
pianta, la quale non si lamenta, ma ne produce degli altri: la pianta aspetta
un altro anno, ma lo li produco subito.
9°.
Questo Dio d'amore cerca solo miserie da consumare, imperfezioni da distruggere,
volontà fiacche da fortificare, buoni propositi da avvalorare.
10
°. Questo Dio d'amore va in
cerca di ciò che il mondo disprezza, aborrisce, abbandona, cioè dei poveri
peccatori e, dopo averli convertiti con le finezze della sua carità e con le
industrie della sua misericordia, se trova la corrispondenza che cerca, ne
fa dei capolavori di santità.
DECALOGO DELLA MISERICORDIA.
Viva
il Sacro Cuore di Gesù fonte di ogni Misericordia
1°.
Io sono il Dio di ogni Misericordia.
2°.
Io non cerco altro che di usare sempre Misericordia.
3°.
Usare la Giustizia è per Me come andare contro corrente; devo far violenza.
4°.
La porta della mia Misericordia non è chiusa a chiave: è solo socchiusa; per
poco che la si tocchi, la si apre; anche un bambino la può aprire, anche un
vecchio che non ha più forza.
5°.
La porta della mia Giustizia invece è chiusa a chiave e la apro solo a chi mi
costringe ad aprirla; ma Io, spontaneamente, non la aprirei mai.
6°.
Una volta che l'anima ha varcato la soglia della porta della mia Misericordia
cade in potere dell'Amore che ci pensa poi a non lasciarsela sfuggire e che la
alletta in tutti i modi per farle amare la sua nuova dimora.
7°.
Una volta diventata felice prigioniera dell'Amore, l'Amore le dà la libertà,
ma solo nel recinto dell'Amore, perché se l'anima uscisse da questo recinto,
troverebbe la morte. L'Amore non le impedisce di uscire, perché è libera, ma
la avverte, e questo è il freno che le mette.
8°.
Più l'anima entra nei domini dell'Amore, ridotta a mal partito per i mali
sofferti nel passato, per i disordini e per le passioni, tanto più l'Amore gode
di avere tanto da fare.
9°.
Le anime più miserabili, più deboli, più inferme sono i migliori clienti
dell'Amore, quelli che la Misericordia divina stima di più.
10°.
Saranno queste anime così predilette da Dio, quelle che, come altrettanti
monumenti vivi innalzati a magnificare la moltitudine delle sue misericordie,
manderanno su Dio riflessi di luce vivissima; la stessa luce che esse hanno
ricevuto da Lui durante il corso della loro vita mortale, nella moltitudine di
finezze che Dio ha usato loro per condurle all'eterna salvezza. Splenderanno
queste anime come gemme e saranno la corona della Divina Misericordia.
IMPEGNO PER LA QUARESIMA.
Se
questo impegno, dice Gesù, verrà praticato con amore e con vero desiderio di
piacermi e di consolarmi, farà fare alle anime, Mie Spose, un progresso non piccolo
nell'intimità del mio sacro Cuore e le porterà a un'unione più intima con Me.
Sarà
impegno delle Mie care spose, sarà loro dolce impegno, nella Quaresima, tenermi
speciale compagnia nella mia Passione, meditando più spesso sulle mie sofferenze,
prezzo della redenzione dell'uomo e, soprattutto, con l'essere in questo tempo
come altrettante Veroniche destinate dall'amore ad asciugarmi il Volto.
Ogni
Casa religiosa, ciascuna mia sposa, sarà come uno studio, dove ogni anima,
nella solitudine del suo cuore, si penetrerà, il più possibile, nella mente e
soprattutto nel cuore i miei divini Tratti. Sarà questo uno studio da farsi il
più possibile nel silenzio e nel raccoglimento. L'anima religiosa sarà il
lino sul quale Io stamperò, in proporzione della di lei applicazione, i Miei
divini Lineamenti. Ma per spiegarmi meglio, continua Gesù, dirò che è mia intenzione
fare delle mie care spose, altrettante mie fotografie ambulanti, in modo che
ogni anima veda nelle sue sorelle, anche nell'esterno, questo lavoro della grazia.
La gara riguarderà, per lo più, pratiche interne, perché deve essere soprattutto il cuore che lavora; ma vi aggiungerò anche pratiche esterne, specialmente quelle di carità, di dolcezza, di umiltà che sono quelle che uniscono di più i cuori.
1°.
È mio desiderio che i cuori si lascino penetrare dal pensiero tanto salutare
della mia Passione come una stoffa viene penetrata dall'olio che vi si versa
sopra, senza fare rumore, lasciandola intrisa. Per questo, senza obbligo, ma
come un invito dell'amore, mi farebbe piacere se almeno una volta al giorno la
meditazione fosse sulla mia Passione. Il pensiero della mia Passione deve essere
per le Mie spose come un mazzo di fiori che esse portano sempre sul cuore.
2°.
Desidererei che ogni anima mi tenesse particolare compagnia durante il giorno,
abituandosi ad accompagnarmi col pensiero; per questo occorre procurare, alla
fine di ogni meditazione, di scegliere due o tre pensieri su cui tornare spesso,
per mantenersi più facilmente unita a Me.
3°.
Siccome l'amore non è contento di contemplare, ma vuole anche imitare, così
ogni anima religiosa si prefiggerà per la Quaresima una pratica alla quale essa
sarà particolarmente fedele per cercare di ricopiarmi più fedelmente in sé.
Per esempio, si potrà prendere il silenzio.
4°. Adesso incominciamo le pratiche esterne:
a)
Fare nei venerdì di Quaresima la "Via Crucis" o recitare il coroncino
delle mie sacre Piaghe. Se poi ciò si potesse fare in comune, almeno una volta,
Mi farebbe piacere.
b)
Per asciugarmi il Volto, come altrettante Veroniche, le mie care Spose faranno
meglio che possono le loro azioni, non solo con la disposizione interna, ma
anche con la pratica esterna. La purezza di intenzione sarà il candore del
lino, e la fedeltà e l'amore ne saranno la morbidezza.
c)
Mi toglieranno le spine procurando di risparmiare al prossimo, con squisita carità,
tutte le piccole spine di difficoltà e di piccoli incomodi prendendoli il più
possibile su di sé.
Chi
mi vorrà amare più teneramente si impegnerà a medicare le ferite che il
prossimo avesse ricevuto in qualche incontro, con qualche buona parola piena
del balsamo della carità. Quanto poi alla pratica dell'umiltà e della
dolcezza si dovrà: imitare la Veronica nel suo coraggio a passare attraverso
i soldati per venirmi vicino; l'anima più generosa nell'umiliarsi, specialmente
in pubblico, sarà quella sulla quale più in fretta e meglio Io impronterò la
mia divina Effige.
Anima
religiosa, ti piace questa sfida? E' un dono del mio Amore, non solo alle comunità
religiose, ma anche alle altre anime che vivono in mezzo al mondo, perché anche
queste la possono osservare in qualche punto.
IMPEGNO PER IL MESE DI MAGGIO.
È
Gesù che a voi, Sue Spose, lo propone. Viva la Mamma Immacolata dell'Agnello
Immacolato Viva Maria, la Regina del Sacro Cuore di Gesù.
In
questo bel mese starete unite in spirito, il più possibile, alla vostra Madre
celeste e darete a lei tutto ciò che farete, perché lo presenti Essa stessa
a Me. Questa divina madre farà bene le vostre parti e, prima di consegnare ciò
che le sarà dato, avrà cura di darvi l'ultima mano. Questo vi deve spingere a
porre in Lei la vostra filiale confidenza e gliela proverete con la recita
quotidiana di nove "Ave Maria" in suo onore. Sarà vostro impegno fare
in modo che ogni giornata di questo bel mese sia come una rosa, che alla sera Le
possiate offrire, e avrete cura di togliere bene dallo stelo le spine, perché
la vostra Madre celeste possa solo goderne il profumo senza pungersi.
La
rosa sarà formata dal maggior numero possibile di atti di fedeltà e
soprattutto di carità. II togliere le spine consisterà nel darsi a una vera
mortificazione dei sensi che tanto piace al mio cuore.
Nel
vostro cuore poi eleverete un altare, in onore della Madonna, di cui ognuna di
voi sarà come la piccola sagrestana di Maria.
Stenderete
sull'altare delle bianche tovaglie facendo, per quanto possibile, tutte le
azioni con grande purezza d'intenzione: vi metterete delle candele e dei fiori
freschi.
Le
candele saranno le pratiche di esatta osservanza, con le quali onorerete in
particolare la Madonna in questo mese.
I
fiori saranno le piccole virtù raccolte sul vostro passaggio.
Porrete
un'attenzione speciale nell'imitare la Santissima Vergine nel Suo raccoglimento
e nella Sua unione con Dio.
Dio
sia benedetto!
COSA DEVE FARE UN'ANIMA QUANDO SI TROVA IN STATO DI ARIDITÀ?
1.
Umiliarsi;
2.
Confidare nell'immensa bontà di Gesù;
3.
Svegliarlo con una più fedele fedeltà;
4.
Chiamarlo con i nomi più dolci;
5.
Preparargli delle belle improvvisate per il suo arrivo;
6.
Quando torna a farsi sentire, tenerlo stretto stretto, per non lasciarlo partire
mai più.
l.
Umiliarsi;
2.
Esserne molto grata a Dio e prendere in Lui solo il suo piacere;
3.
Fare buon fondo di virtù, per il tempo dell'aridità;
4.
Tenersi sempre pronta alla privazione dei favori sensibili per continuare il
fedele servizio a Dio anche in mezzo alle aridità e ai disgusti.
CINQUE
CONSIGLI DI PERFEZIONE.
I
Insegna
Maria Santissima:
l. L'anima religiosa che vuole essere la beniamina del mio Gesù, la beniamina dell'Eterno Padre e dello Spirito Santo e anche la mia piccola beniamina, deve amare molto il disprezzo di sé, la dimenticanza di sé e l'abbandono in Dio.
2.
Se vuol essere portata con tenerezza tra le braccia di Gesù suo dolce Sposo,
bisogna che in tutte le occasioni di difficoltà, di pene, di contrattempi e
simili, dica subito: «Io ho un Gesù» e poi che si riposi in Lui.
3.
Se vuole avanzare sempre più e penetrare nei più intimi recessi del Cuore
dolcissimo di Gesù, conviene che si dia a una totale mortificazione dei
sensi, rigorosa e costante e a osservare un esatto silenzio.
4.
Se vuole diventare sempre più anima di vita interiore, e scoprire sempre nuovi
orizzonti, poiché Dio si comunica all'anima sempre pronta a riceverlo, deve
affidarsi all'amore, parlare poco alle creature, molto con Dio, ma con il
linguaggio del cuore, e, soprattutto, servirsi delle creature come mezzi per
salire a Lui.
5.
Finalmente, per giungere presto alla perfezione, conviene che si prefigga in
tutto solo Dio, la sua gloria, la sua soddisfazione: con questo avrà sempre
la pace. Ricordarsi poi di considerare Gesù come Sposo, e quindi sempre con il
cuore aperto.
Dio
sia benedetto!
PER ONORARE I MISTERI DEL SANTO ROSARIO.
A)
Nei GAUDIOSI, circa il Mistero:
1°
DELL'INCARNAZIONE
Anela,
o mia Sposa, a imitare il mio Amore per l'annientamento e nasconditi sempre più:
- per nasconderti, discendi in una cognizione intima, ma amorosa e confidente,
del tuo niente.
2°
DELLA VISITAZIONE
Cerca
di darti più che puoi alle anime, non solo in modo diretto a quelle vicine, ma
anche a quelle lontane, che sono le più numerose: - i fili dell'amore di Gesù
sono quelli che ti mettono in comunicazione con queste anime.
3°
DELLA NASCITA
In
tanti cuori cercami un luogo, ove Io possa nascere con la mia grazia; Io non
sdegno la povertà, la miseria purché ci sia la grazia: - procura con i tuoi
sacrifici e soprattutto con una grande purezza di coscienza, d'impetrare dal
Mio amore questa grazia per le anime.
4°
DELLA PRESENTAZIONE AL TEMPIO
Mi
presenterai tante volte all'Eterno Padre in nome e per parte di quelle anime che
non lo fanno mai: - in tanti cuori Io sono come un tesoro infruttuoso; mi posseggono,
perché hanno la grazia; ma non mi fanno valere: - tu supplisci.
5°
DEL MIO RITROVAMENTO NEL TEMPIO
Cercami
con amore e riconducimi con le sante industrie di una vera carità in tante
anime, dalle quali il demonio mi ha fatto fuggire: - Io sono pronto a tornarvi,
se ciascuna di esse Mi cerca, Mi riconduce e poi Mi tiene compagnia.
B)
Nei DOLOROSI, circa il Mistero:
1°
DELL'AGONIA
Fa
in modo, per quanto puoi, specialmente se ti ho dato di presiedere la comunità,
di consolare le anime afflitte, soprattutto quelle provate da pene; versa in
queste anime il balsamo che Io ti farò prendere nel Mio dolcissimo Cuore, e
effondilo senza economia: non temere che ti venga a mancare: se lo dai senza
timore, ne avrai sempre; se diffidi cesserà. Esercitando la carità e la
fiducia consolerai il Mio Cuore.
2°
DELLA FLAGELLAZIONE
Se
hai carica di Superiore, abbi a cuore di inculcare un grande amore per
l'osservanza: - ogni piccola infrazione alle regole, alle raccomandazioni
dell'ubbidienza, alla carità sono come tanti colpi di flagello che colpiscono
la Mia Divina Persona; ti metterai in mezzo e ti industrierai di stornare i
colpi, anche a costo di restare tu stessa un po' danneggiata.
3°
DELLA CORONAZIONE DI SPINE
Sei Superiora? Ebbene, inculca la fedeltà al pensiero della mia Divina Presenza e, soprattutto, insegna alle anime a togliermi le spine dal capo e a medicarne le ferite con cura e amore: - questo si può ottenere in due modi:
a)
togliendo dalla propria mente ogni pensiero cattivo e sostituendolo con dei
buoni, per esempio, se sono pensieri contro la carità, cercare di ricordare
qualche virtù di quella stessa persona, e fare lo stesso anche per coloro che
non si conoscono, col desiderio di darmi questa consolazione;
b)
allontanando prontamente dalla mente ogni pensiero cattivo e, mentre si fa ciò,
desiderare che anche altri si comportino così; questo Mi piace molto.
4°
DEL PORTARE LA CROCE
Porta
con amore il peso della carica, dell'ufficio che l'ubbidienza ti ha assegnato,
anche quando tale peso schiaccia di più; e, quando ti pare di cedere sotto la
croce, ricorda che l'Amore, dopo le mie cadute sotto la croce, Mi ha fatto
rialzare per proseguire il cammino; non sono morto sotto una caduta, non sono
morto a metà strada, ma sulla cima del Calvario: - li camminare sempre, il
camminare a qualunque costo, il rialzarsi e camminare, nonostante le cadute, che
si fanno per fragilità, è ciò che consola il mio dolcissimo Cuore.
5°
DELLA CROCIFISSIONE
Mi
imiterai, se l'amore ti terrà luogo dei chiodi, della lancia, delle spine e dei
flagelli, se l'amore farà in te ciò che questi strumenti hanno fatto nel Mio
Corpo; bisogna che sia l'amore che supplisca ai tiranni e che faccia passare
l'anima per un martirio non meno doloroso.
C)
Nei GLORIOSI, circa il Mistero:
1°
DELLA RISURREZIONE
Risorgi
con Me dopo l'assoluzione sacramentale e in modo speciale dopo il tuo ritiro:
dedicati a una vita tutta nuova, vale a dire a una vita risorta per lo spirito:
e ciò ti sarà tanto più facile, se tenderai con gioia a questo: a una
continua presenza di Dio, una presenza amorosa, confidente, una presenza
interessata perché bisognosa, che ti faccia ricorrere a Me, che ti sono sempre
presente.
2°
DELL'ASCENSIONE AL CIELO
Ascenderai
al Cielo tutte le volte che nel tuo raccoglimento penserai con gioia al bel
posto che il Mio Amore ti ha preparato in Paradiso e che tutti i giorni vai
abbellendo: e per non parlare dell'ascensione al Cielo, della contemplazione
mistica, che non è di tutti, ma solo di coloro "quibus datum est", ai
quali cioè è concessa questa
grazia
del tutto gratuita, tu sii sollecita di salire a un altro Cielo, che puoi godere
anche in Comunità, il cielo della vita interiore.
3°
DELLA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO
Ti
disponi a ricevere lo Spirito Santo tutte le volte che ti abbasserai, che ti umilierai,
perché lo Spirito d'Amore si precipita nell'anima umile, e quando ti si presenterà
l'occasione di insegnare questa pratica agli altri, li disporrai a ricevere lo
Spirito Santo.
4°
DELL'ASSUNZIONE DELLA MADONNA
Moltiplica
i desideri infuocati del Paradiso: più lo desidererai con ardore, prima mi
piegherò ai tuoi desideri.
5°
DELL'INCORONAZIONE DELLA MIA MAMMA IN PARADISO
Recita
con fervore il Santo Rosario: se non ti piace pregare molto vocalmente, non ti
turbare, di' anche una semplice "Ave Maria". La Madonna ama le anime
che fanno ai miei Piedi la parte di Maria, più di quelle che fanno la parte di
Marta; benché ami anche queste, preferisce le prime, perché mi tengono
compagnia e la imitano di più.
Anima
religiosa, devi amare tanto la mortificazione da stimare perso quel momento,
nel quale tu non soffri in qualche modo...
Un
atto solo d'amore ripara per mille bestemmie...
Anima
religiosa, quante volte hai visto che l'aria in giardino faceva ondulare le erbe!
Come le muoveva leggermente, ed esse subito si piegavano; e poi quando cessava
il soffio tornavano alla loro posizione! Così fa lo Spirito Santo con le anime
fedeli. Le muove, ma con tanta soavità e l'anima fedele segue l'impulso, così
lo Spirito Santo darà un'ispirazione anche brevissima per la durata: l'anima si
presti e poi torni pure a ciò che faceva. È quella pieghevolezza che lo
Spirito Santo vuole trovare in un'anima per farvi la sua opera d'amore. Egli fa
per la santificazione dell'anima 99% e 3/4, ma quel 1/4 che manca, bisogna che
lo faccia l'anima... L'Amore fa dei morti alla natura, per fare dei risorti
alla grazia...
Non
sono le fragilità che fermano l'opera dell'Amore in un'anima; sono i raggiri
d'amor proprio, sono le ricerche di se stessa...
Tutto
contribuisce a lavorare un'anima, tutto; anche le sue stesse imperfezioni sono
nelle Mie Mani Divine come tante pietre preziose, perché le cambio in atti di
umiltà, che porto quell'anima a fare; ma se l'anima si presta ai Miei disegni
d'amore, in un attimo le imperfezioni sono mutate. Se quelli che edificano le
case potessero mutare i rottami e tutto ciò che ingombra in tanto materiale
da costruzione, quanto si riterrebbero felici! Ebbene, l'anima fedele può farlo
con il Mio divino aiuto, e le stesse mancanze più gravi e vergognose, piante,
diventano pietre fondamentali dell'edificio della sua perfezione...
Tutto
il segreto della santità sta in queste parole "diffidare e
confidare". Diffidare di sé, sempre, e poi non fermarsi lì, ma salire
subito alla confidenza nel tuo Dio, perché, se io sono buono con tutti, sono
buonissimo con le anime che confidano in Me...
Anche
solo la piccola preghiera: «Mi fido di Te» Mi rapisce il Cuore , perché in
questa preghierina è compresa la confidenza, la fede, l'amore e l'umiltà...
Un'anima
che vive d"amore, passa sulla terra sfiorandola, come gli uccelli che,
quando volano, vanno vicino alla terra, ma non la toccano...
La
Mia unione con l'anima non si fa mai così perfettamente come nelle sofferenze,
sia dell'anima che del corpo, perché c'è più amore: e quando c'è più amore
c'è più unione. L'anima che Mi cerca fuori dalla Croce, Mi può trovare e lo
spesso Mi lascio trovare; ma dove Mi trova infallibilmente è nella Croce, nelle
umiliazioni, nell'ubbidienza e nel sacrificio: il che è poi tutto compreso
nella carità...
Un'anima
veramente ubbidiente è carissima al mio Cuore; sta in braccio a Dio, il Dio
d'Amore la colma di baci e di carezze, fa molta strada senza stancarsi, perché
portata come di peso; non ha bisogno di scendere dalle braccia di Dio per
mangiare, per bere, per dormire, trova tutto in Dio. Dio è come la casa
ambulante di un'anima veramente ubbidiente. Se Dio è la casa ambulante
dell'anima ubbidiente, essa è, a sua volta, il nido nel quale Dio si riposa e
aspetta dall'anima prove della sua fedeltà...
La
pietra di paragone della santità è la mortificazione: l'amore del benessere è
la rovina della santità...
Il
fuoco scalda; così un'anima piena d'amor di Dio scalda senza saperlo: è come
una calamita che, senza volerlo attira...
Mia
sposa, osserva bene la tua regola e sarai come un'Ostia Consacrata; un'ostia ,
perché la regola ti immola; consacrata, perché l'Amore ti consacra...
Un'anima
pura è come un fiore ricco di nettare che col suo profumo attira Gesù il
quale, come un'ape mistica, si posa su quel fiore per fare la Sua raccolta
d'Amore...
Quando
l'Amore trova un'anima fedele, umile, ubbidiente e mortificata ne prende un
possesso tutto particolare, e porta quell'anima a una grande perfezione, se
l'anima è fedele a seguirne gli impulsi...
Un'anima
interiore è come un giglio molto profumato; il giglio non si muove dal suo
posto, ma l'aria passandovi sopra, si profuma; così l'anima interiore, sebbene
non lo faccia apposta, profuma tutta...
La
vita di unione con Dio è un paradiso anticipato; è il Cielo in terra, è il
Cielo dell'anima interiore...
Più
un'anima ama la purezza del cuore più è adatta al commercio con Dio...
Dio
tratta coi puri di cuore come una mamma tratta con il suo bambino...
La
purezza del cuore, l'umiltà del cuore, il distacco da tutto e specialmente da sé
è ciò che Dio ricerca per comunicarsi a un'anima con una comunicazione intima
e amorosa...
Se
un'anima vuol diventare presto interiore e conservare e accrescere in sé
questo tesoro, deve:
1°.
Amare il silenzio
2°.
Darsi a una completa mortificazione;
3°.
Abbandonarsi pienamente in balia dell'Amore, come una paglia sull'acqua;
4°.
Stare più che può nel santuario del suo cuore per godere di Dio, per parlare a
Dio, per ascoltare Dio e per darsi tutta a Dio...
Un'anima
che fa in tutto la Volontà di Dio, e non solo ne compie la Volontà, ma ne
studia anche i minimi desideri per compierli, che sta, per così dire, sempre
"sull'attenti", è un'anima che sta sempre in orazione... L'anima per
piacere a Gesù, deve fare tutto in spirito di riposo, di pace, di confidenza.
Cioè non si affretti per ciò che deve fare; quando si accorge che è di
fretta, si fermi un momento, non fosse altro che per il tempo di fare
un'aspirazione, come si farebbe con una pentola che bolle: la si scopre un
momento, perché non abbia da versare l'acqua...
Un'anima
pura è come un giglio d'amore.
Un'anima
fedele all'Amore è sempre in festa...
Il
sacrificio è il cammino più breve per giungere a Gesù; il sacrificio è la
scorciatoia che Gesù fa prendere alle anime che si abbandonano all'Amore per
farle giungere più presto alla perfezione...
Le
anime rifuggono tanto dall'umiliazione. Se si sapesse che gran bene è! Io trovo
le Mie delizie in un'anima abitualmente umile, cioè che è sempre in un
ambiente di umiltà. Invece un'anima che si umilia solo di tanto in tanto, Mi fa
sorridere in quel momento, ma non forma le mie compiacenze come un'anima
abitualmente umile.
Ogni
pena, ogni dolore ben accettato dà un aumento grandissimo di gloria accidentale
a Dio...
Perché
poche anime camminano con passo deciso nella via dell'Amore? Perché poche
entrano con generosità nella via del sacrificio. Quanto l'anima cammina nella
via del sacrificio, tanto cammina nella via dell'Amore; se si ferma nel
sacrificio, si ferma nell'Amore; se è titubante nel sacrificio, è titubante
anche nell'Amore e i suoi progressi non si vedono quasi più. Invece, l'anima
che è generosa, quando intravede una cosa che le costa, incomincia a rallegrarsene
per la gloria che darà a Dio. Quell'anima non aspetta ad avanzare quando farà
la cosa che le costa, ma dal momento che ne gode, incomincia già ad avanzare...
Anima
religiosa, la pace, la confidenza, l'amore, l'abbandono devono essere come le
quattro ruote del carro della tua perfezione. Se manca una ruota, il carro si
trascina. Con la pace entri nel Mio Cuore, con confidenza vi dimori, con l'amore
vi regni, con
l'abbandono
vi riposi...
L'anima
interiore per la sua unione a Dio esercita un apostolato più grande che se
esercitasse un apostolato esteriore. L'anima fedele deve scendere dall'alto
monte della sua superbia nell'abisso del suo niente e, da questo, salire sul
monte della perfezione: più l'anima si precipita nell'abisso del suo niente, più
è atta a salire sul monte della perfezione; come una palla di gomma che più
la si getta a terra con forza, più sale in alto...
L'anima
interiore è come un'ape mistica che lavora nell'alveare del suo cuore il miele
del divino Amore; l'anima interiore è il Paradiso di delizie di Gesù. La SS.
Trinità fa la sua dimora in quest'anima, vi prende le Sue delizie e le fa
gustare all'anima. L'anima interiore vive come in un ambiente celeste. È come
un fiore che, pur essendo nato dalla terra, fiorisce in alto e non tocca più la
terra, a meno che non si rompa e che cada; così l'anima interiore non tocca più
la terra, a meno che non manchi di fedeltà alla grazia...
Quando
si vuol crescere una pianta si tolgono le erbe d'attorno; così se tu vuoi che
cresca in te l'amor di Dio, bisogna che tu tolga l'amore di te stessa.
Tu
non puoi armarti di discipline, né di cilici, cioè fare cose straordinarie, ma
tu puoi darmi le monete che lo stesso ti metto in mano. Se tu me le dai
fedelmente, man mano che lo tele do, tu mi paghi abbastanza. Queste monete sono
gli atti di virtù che io ti porgo l'occasione di fare...
Come
un sasso, quando si distacca dall'alto della montagna, cade nella valle, se
niente lo ferma, così l'anima umile, una volta che l'Amore l'ha distaccata da sé
e le ha dato la spinta, non si ferma più se non vi mette ella volontariamente
qualche impedimento. Le viene un'arsura tale di umiliazione che non ne è mai
sazia; e il mio Amore vuole così per unirsela sempre più. Beata quest'anima!
Ha trovato la porta del cielo, ha trovato il riposo, ha trovato la pace, ha
trovato il suo Dio, Dio nasconde la sua presenza d'Amore ai superbi, come il
sole nasconde i suoi raggi quando una nube oscura si mette di mezzo; ma gli
umili sono come tanti specchi, che riflettono meglio la presenza di Dio.
Un'anima umile ha un potere tale sul Cuore di Dio che ne basta una veramente
umile a disarmare la Mia Giustizia, più che non mille peccatori ad armarla...
Come
un'Ostia si può dividere in tanti pezzi, così un solo versetto del santo Vangelo
ti può bastare per varie meditazioni, perché bisogna spezzarlo e non andare
avanti finché sia esaurito. Questa è una povertà spirituale, perché i
poveri non possono assaggiare molte cose: mangiano di una. Nel giudizio finale
non chiederò conto se si avrà letto molto, ma quale frutto se ne è tratto...
Un'anima
gioiosa in Dio è come un'arpa armoniosa suonata, non dalla mano di un Angelo,
ma dall'Amore di un Dio...
L'ape
non si ferma mai su ciò che è sudicio, ma sui fiori, al contrario delle
mosche. Così le anime che non sono tanto spirituali si fermano sulle cose della
terra, mentre le anime spirituali non si fermano che sulle cose spirituali...
Chi
guarda a occhio nudo una goccia d'acqua, vede una goccia d'acqua; con il
microscopio la vede ugualmente, ma quante cose vede dentro, che prima non
vedeva! Ebbene l'umiltà è come un microscopio spirituale; più l'anima si
umilia più le lenti si amano e fanno vedere. È certo, anima religiosa, che
costa, ma il Paradiso è bello e bisogna guadagnarselo. Un'anima fedele ad
umiliarsi e che non Mi rifiuta nessun atto di umiltà, né interna né esterna,
è un'anima che mi rapisce il Cuore...
Se
il seme potesse parlare, chiederebbe come grazia di essere gettato in terra e
ricoperto di terra per poter germogliare. Se un'anima giungesse a comprendere
che cos'è lo spirito di mortificazione, che cos'è l'umiliazione, che cos'è il
disprezzo di sé e il perdersi in Dio, non anelerebbe che a queste cose. Piace
perdersi in Dio, ma bisogna prendere i mezzi per giungervi, e un'anima che tiene
anche per poco a sé, non vi giungerà mai perfettamente...
Ogni
anima religiosa è il Mio Santuario, perché la Professione religiosa è una
consacrazione; ma non basta, bisogna che l'Amore rinnovi questa
consacrazione ogni giorno, ogni ora, ogni momento, ogni secondo.
In
un secondo si può fare un pensiero d'amore che durerà un'eternità...
Un'anima
mortificata dà frutti di vita eterna...
L'anima
interiore esce dall'orazione come tutta profumata di profumi di cielo. Succede
a lei come ad una persona che passi qualche tempo in un ambiente carico di profumi:
senza volerlo ne rimane tutta impregnata e li diffonde dappertutto, però se
non ha addosso l'essenza, evaporano presto; se invece ha comperato la boccetta
di profumo, allora lo spande continuamente. Così se un'anima nell'adorazione si
accontenta di assaporare dolcezze e di avere buoni sentimenti, il suo profumo
si dissipa presto, se invece formula delle sode risoluzioni, allora il profumo
si mantiene e lo diffonde in carità, soavità, condiscendenza.
E
qual'è la moneta con la quale si compera la boccetta di essenza? È la
mortificazione, sono le pratiche di rinuncia fatte durante la giornata...
Tu
sei Marta, perché hai albergato nella tua casa Gesù, ma adesso non lasciarlo
solo; Marta l'ha ricevuto, ma poi l'ha lasciato lì: è vero che era per
preparargli il cibo, ma intanto l'ha lasciato; Maria invece l'ha goduto. A che
serviva preparargli il cibo? 11 cibo è fare la Sua Volontà. Sta attenta anche
nelle molteplici cose, a non lasciare l'unica semplicità a cui sei chiamata.
E sai quando la si lascia? Quando si cessa di ascoltarlo. Vi sono anime che
hanno tante orazioni vocali da dire, e vogliono dirle tutte, e non vogliono
ascoltarmi se prima non le hanno terminate. Non è che lo disapprovi le orazioni
vocali, ma è meglio ascoltarmi. Senti, lo voglio risuscitare i tuoi Lazzari,
i tuoi fratelli peccatori: ne hai tanti di quelli, conduciMi al loro sepolcro.
- E dov'è il sepolcro? Vedi? Uno è sepolto nel vizio della gola; quello è
morto; ebbene quello è il suo sepolcro; tu, quando pratichi qualche
mortificazione della gola Mi
conduci
al suo sepolcro; un altro è immerso in altri vizi, è morto; tu, vivendo una
vita angelica Mi conduci al suo sepolcro; ma poi stai attenta: Io gli ho dato
il comando e l'ho fatto risorgere, ma era ancora legato e ho detto ai suoi di
scioglierlo, così tu devi proseguire a fare le pratiche di mortificazione per
compiere l'opera della risurrezione dei peccatori e fare che si sciolgano
dalle cattive abitudini.
Una
religiosa deve accompagnare tutte le azioni esteriori con un sentimento interiore.
Per esempio, fa il segno della Santa Croce? Ebbene, pensi che come usa la mano
per fare il segno della Santa Croce, così deve usare la mano dell'anima, cioè
la volontà, per crocifiggere il suo corpo. Una religiosa dovrebbe potersi
chiamare una crocifissa.
Che
cos'è un flagello? E' formato da tanti pezzi, e un solo colpo di flagello non
cagiona la morte! Ma tanti... Ebbene, i pensieri inutili, le parole inutili
sono tanti colpi di flagello per Gesù. Egli adesso non può più soffrire
materialmente, ma è come se l'anima Lo flagellasse.
È
una grande grazia la solitudine del cuore, perché dispone l'anima all'intimità
con Dio. Dio si comunica all'anima nella misura in cui la trova sola, e quando
la vede separata da tutto allora la circonda di Sé. Felice l'anima che si
presta con amore al lavoro che fa in lei un Dio d'Amore. Dio penetra e feconda
quest'anima come la pioggia feconda le radici di una pianta. Le radici non
escono dalla terra per andare a cercare l'acqua, ma aspettano la pioggia: se
uscissero dalla terra, seccherebbero ancora più presto. Tu devi tenerti
abitualmente in quel bell'abisso di cui ti faccio cenno nel trattato di
perfezione. Se tu ti tieni nell'umiltà, stai con Dio, perché Dio sta con
l'anima umile come l'ombra sta con il corpo, dove c'è un corpo, c'è anche la
sua ombra. L'intimità con Dio è un tesoro. L'anima che l'ha trovato deve
fare come è scritto nel Vangelo di quel tale che, trovato il tesoro nel campo,
è andato con gioia a vendere tutto per poter comperare quel campo dove c'era il
tesoro. Così devi fare tu: vendere tutto, cioè tutte le soddisfazioni dei
sensi con la mortificazione, per comperare il campo del raccoglimento dove è
nascosta la vita di unione con Dio. Questa unione può essere più o meno
intima. Guarda: nel palazzo del Re vi sono i servi che sono addetti, ma che
vedono il Re solo di rado; eppure sono nel palazzo; ma la Sposa quali intime
relazioni ha con il suo Sposo! È così anche per le anime. Vi sono anime che
nella intimità con Dio tengono il posto della sposa, e ve ne sono di quelle
che sono come i servi: questo dipende dal grado di amore e di fedeltà. Un'anima
molto fedele è anche un'anima che ama molto; un'anima che ama molto è un'anima
molto fedele; la misura dell'amore è la misura della fedeltà e la fedeltà è
come il termometro dell'amore; quando cresce l'amore, cresce anche la fedeltà,
cresce la mortificazione, cresce l'umiltà, cresce l'obbedienza. Anima
religiosa, se tu Mi guardi, Mi ami; guardami non solo con uno sguardo
superficiale, generale, passeggero, ma guardami da vicino. Vedrai che tutte le
Mie Piaghe portano il segno dell'Amore. Come gli oggetti d'oro e d'argento
hanno il bollo per riconoscerli, così tutte le Mie Piaghe hanno il timbro
dell'Amore. Se tu le guardi superficialmente sembra che Me le abbiano fatte i
carnefici, ma i carnefici non l'avrebbero potuto se l'Amore non lo avesse
permesso. Tu non puoi, come Me, darti in mano ai carnefici, ma se tu osservi
bene la Regola è come se tu ti dessi in mano, perché la regola ti flagella, la
Regola ti corona di spine, la Regola ti spoglia, la Regola ti inchioda sulla
croce.
Un'anima
che abbandona la sua volontà in quella di Dio, gusta una grande pace e
partecipa, in quanto è possibile a una creatura, all'Immutabilità di Dio, e
quell'anima, facendo sempre la Volontà di Dio, fa sempre la sua, perché la
Volontà di Dio si compie sempre.
L'anima
interiore è un'anima che tende a Dio come al suo centro, e Dio la porta come la
calamita porta il pezzetto di ferro che le si attacca. Come un'anima interiore
forma le delizie più soavi del Mio Cuore, così il Mio Cuore diventa la delizia
dell'anima interiore.
Mia
Sposa lo ti amo: leggila questa parola: «ti amo»sul pane che mangi,
sull'acqua che bevi, sul letto su cui dormi. È perché ti amo che ti ho
preparato il pane, è perché ti amo che ti do l'acqua da bere; è perché ti
amo che ti preparo il letto per dormire, e in tutto ciò che ti capita in mano,
leggi dappertutto: mia Sposa, lo ti amo.
Non
vi è via che conduca più direttamente, più sicuramente, più prontamente e
più soavemente a Dio, quanto l'umiltà. Ma l'umiltà studiala nel Vangelo,
l'umiltà imparala nella Mia Vita, l'umiltà approfondiscila nell'Eucarestia.
Se tu attingi l'umiltà a queste tre fonti, la troverai sempre.
Un'anima
che trascura di fare il bene, che lo fa macchinalmente, sciupa un preparato
divino, una composizione dei Miei Meriti e del Mio Sangue.
La
santità si compone di una moltitudine di piccoli atti. Come per fare un quadro
occorre una moltitudine di colpi di pennello, e sovente uno copre l'altro, ma
occorrono, e
alcuni
servono solo a coprire la tela; così Dio, dal canto suo, dà una moltitudine di
grazie e l'anima deve dare una moltitudine di atti di corrispondenza.
La
vita religiosa è una vita di nascondimento, dove chi si nasconde di più
porta più frutti. Niente nasconde così bene un'anima come la vita comune; essa
la nasconde non solo agli occhi degli altri, ma anche ai suoi. L'anima non vede
niente, crede di non fare niente e invece fa molto di più che se facesse
qualche cosa di straordinario.
Anima
religiosa, tieni l'occhio fisso in Dio. Più l'anima è chiamata a seguirlo da
vicino e più deve mortificarsi: il perfetto spogliamento è la condizione più
necessaria per aderire a Dio. Una cosa che si spoglia, la si lascia e non la si
riprende più; bisogna lasciare le cattive abitudini come si lascia un abito
logoro che non si riprende più.
Non
vi è solo la verginità del corpo, ma anche quella dello spirito, se una sposa
di questa terra passasse il tempo a casa degli altri, anche in visite non
cattive, e trascurasse i suoi doveri, sarebbe stimata infedele. Ebbene, una
Mia Sposa, che si fermasse in pensieri inutili, farebbe un furto all'Amore,
farebbe una lesione alla verginità; non è necessario che una stoffa sia
molto stracciata per essere guasta; basta che abbia dei piccoli strappi, basta
che sia tarlata, se è piena di piccoli buchi non è più preziosa.
Lo
spirito interiore è essenzialmente uno spirito di fede. È la fede che dà
l'orientamento a tutta una vita: bisogna fare molti atti di fede per
rinvigorirla sempre più; la fede fa conoscere il valore delle piccole cose;
vale di più il più piccolo atto di ubbidienza che se tu governassi tutto il
mondo. La fede ti deve far vedere il tuo Gesù nelle occasioni di
mortificazioni. Non è vero che se tu Mi vedessi piccolo Bambino stenderesti
le braccia, Mi prenderesti subito? La fede ti farà vedere il tuo Gesù nel tuo
prossimo e, se Mi vedi in lui, Mi parlerai con dolcezza; la fede ti farà vedere
il valore della purezza di intenzione. E come se tu unissi tutte le tue azioni
ai Miei Meriti infiniti, è come se tu le immergessi tutte nel Mio Preziosissimo
Sangue.
Un'anima
fedelmente fedele è come onnipotente sul Mio Cuore.
Se
tu vuoi piacermi, confida; se vuoi piacermi di più, confida di più; se vuoi
piacermi immensamente, confida immensamente; non potrai mai confidare
secondo il desiderio del Mio Cuore. Un atto di confidenza M i piace tanto,
perché onora i Miei più cari attributi, la bontà e la misericordia.
Quando
tu fai il segno della S. Croce fallo sempre con spirito interno. Mia Benigna,
la Croce dovrebbe essere il segno distintivo di tutte le tue azioni; quel
segno onora la SS. Trinità. Mia Benigna, da tutta l'eternità lo già
stabilisco il disegno di perfezione alla quale chiamo un'anima; poi, quando la
creo nel tempo e quando l'uomo incomincia ad avere l'uso della ragione, allora
coopera alla grazia, ma se l'anima non si presta, ferma l'opera della grazia.
Immagina lo Spirito Santo come una persona che deve fare un mosaico e che ha
già i pezzetti preparati lì vicino: chi ha il disegno sotto gli occhi chiede a
chi l'aiuta i pezzi che vanno bene, qualche volta ne chiederà anche due dello
stesso colore, altra volta no, ma quello che deve porgere i pezzi, deve darli
come vengono richiesti, del resto chi fa il lavoro resta fermo. Così un'anima
è il capolavoro dello Spirito Santo e lo Spirito Santo la lavora, ma chiede
all'anima ora un atto di ubbidienza, poi un atto di carità, poi magari due di
umiltà di seguito, e l'anima, se è fedele glieli dà senza farlo aspettare, ma
se l'anima non si presta è come se legasse le mani allo Spirito Santo. Benigna
diletta, tu nelle occasioni di' a te stessa: poiché voglio farmi santa, dirò
la tal colpa; oppure, perché taccio questa parola? Perché voglio farmi santa;
- perché non mi giustifico? Perché voglio farmi santa; - perché faccio un bel
sorriso quando ho qualche cosa che mi rincresce? Perché voglio farmi santa.
Questa parola «voglio farmi santa» sia la tua parola d'ordine, Benigna! E
perché farti santa se non per piacere sempre più al tuo Gesù?
Mia
piccola Benigna, ciò che ti dico è per il bene delle anime. Scrivi che la
fornace dell'Amore è quella Divina fornace nella quale lo purifico, perfeziono
e formo i miei Santi. Come per piegare il ferro lo si mette nel fuoco e quando
è caldo gli si fanno prendere tutte le forme che si vuole, così nel fuoco
del Mio Amore le anime si prestano a tutte le forme di santità. Ci sono delle
santità austere, e queste mi onorano con la loro austerità; ci sono delle
santità più dolci, più accessibili, e queste mi onorano con la loro soavità.
«Mio Gesù, quali ti piacciono di più?» «Oh mia Benigna! Mi piace sempre di
più dove c'è più amore. lo preferisco meno austerità e più carità, che più
austerità e meno carità. lo amo di più un cuore che palpiti unicamente per
Me che non un corpo macilento a causa dei digiuni, ma nel quale risieda
ancora un po' di amor proprio».
L'amor
proprio guasta tutto, è come il fiele: ne basta una goccia per amareggiare
tutto.
Tu
guardi il tuo Dio con gli occhi della fede, così devi fare con la tua Madre:
vedermi in Lei. Se vi fosse più unione fra le religiose e la loro Madre, le
anime religiose riceverebbero più grazie, perché io le do alla Madre come in
un deposito di amore; la Madre è come una sorgente, le religiose sono come i
canali; se i canali non sono ben uniti alla sorgente lasciano andare via
l'acqua. Benigna, perché ti faccio tante grazie? Perché sei tanto unita alla
tua Madre. Più c'è unione, più c'è comunicazione da parte mia.
Se
ad un ladro si legassero le mani, se volesse ancora rubare potrebbe ancora
farlo? Se a un assassino si inchiodassero le mani, se volesse uccidere qualcuno
potrebbe ancora ucciderlo? Ebbene, mia Benigna, lo Mi sono lasciato inchiodare
le Mani, quasi non possa punire i poveri peccatori. Li amo tanto i poveri
peccatori! Scrivilo questo, mi fai piacere. Io voglio che si veda quanto li amo.
Avevo tanto male al capo per la corona di spine e anche per il sangue che mi
andava negli occhi, non potevo quasi aprirli, ma di tanto in tanto li aprivo per
guardare con tanta tenerezza i miei crocifissori.
Se
tu vuoi uscire da quelle solite imperfezioni che deplori in te e dalle quali
non ti puoi liberare, conviene che tu faccia due cose: che tu diffidi di te,
ma che confidi in Me; una senza l'altra non basta; sarebbe come un carro a cui
mancasse una ruota, non può andare con una ruota sola.
Non
essere così avida delle parole delle creature; hai il Creatore che ti parla,
non basto lo? Nigna, dove puoi trovare un cuore che ti ama di più? dove,
Nigna, dove? 11 Mio Cuore è un abisso di Misericordia e tu non lo conosci
ancora? Non ne hai già fatto tante volte la felice esperienza? Sì, Nigna,
dammi questa consolazione di darmi le tue miserie. lo voglio fare con te il
"Feramiù", cioè quelli che comperano gli stracci e pagano ancora
quelli che li danno loro. Se tu mi dai le tue miserie, lo ti pago: tu ti togli
un imbroglio e mi fai piacere; ma bisogna vendermele con un atto di umiltà
profonda, non dispettosa, ma sentita; e poi, mia Benigna, da queste cose, di cui
tu non sapevi che fare, lo faccio uscire qualche cosa di utile per le anime.
Lascia fare al mio Amore. Chiamami come vuoi, o il "Feramiù"
dell'Amore, o quello della Misericordia, mi piacciono tutte e due queste cose.
Amore e Misericordia sono come il respiro del mio Dolcissimo Cuore. Io aspiro,
cioè tiro in Me le miserie delle mie povere e deboli creature per consumarle
nel fuoco della Mia Divina Carità, e poi respiro, cioè mando fuori dal Mio dolcissimo
Cuore quel fuoco che lo divora e che è capace di infiammare molti cuori. lo ho
bisogno di consumare le miserie delle mie povere e deboli creature e non mi
stanco mai di lavare e rilavare le anime, perché le lavo nel Mio Preziosissimo
Sangue. Tu non puoi credere, o Benigna, il piacere che lo provo nel farla da
Salvatore: è tutta la Mia gioia, e faccio i più bei capolavori proprio di
quelle anime che ho tolto più dal basso, più dal fango, perché ho più
materia su cui operare.
DESIDERIO DEL CIELO.
Beata
Gerusalemme, Patria dolcissima che mi aspetti, bel Paradiso, soggiorno beato del
mio dolce Gesù, io sento già come il profumo delle ineffabili delizie che il
mio Gesù mi prepara. Perché io non ho ali di colomba, per volare a riposarmi
nel Seno del mio Dio? Perché non mi posso ancora immergere in questo
delizioso Mare di delizie infinite che sei Tu, Dio del mio cuore? Gesù, Gesù,
Gesù, sopporterai ancora di vedere languire N. per il desiderio che ha di
venire a Te? Prendimi presto, o Gesù, perché presto ti possa amare perfettamente,
e se per potermi prendere più presto conviene patire più in fretta, amare più
ardentemente, umiliarmi più profondamente, soffrire più pazientemente, fa,
Gesù, tutto questo in me.
ESERCIZIO DI PREPARAZIONE ALLA MORTE.
Anima
religiosa, ti parla Gesù: quando vorrai compiere l'esercizio di preparazione
alla
morte, lo farai così:
l°
Ti prostrerai in spirito dinanzi al tuo Dio, riconoscendo il tuo niente e poi
darai la mano all'Amore che ti introdurrà nel dolcissimo, amabilissimo e
tenerissimo Cuore del tuo Gesù.
2°
Entrata che sarai, resterai in un angolo, come un piccolo atomo di lordura e
dirai, se credi, queste parole:
«Mio
Gesù, come nell'ingresso dei grandi palazzi vi sono i tappeti, perché coloro
che entrano si puliscano le scarpe dal fango e dalla lordura, così io non sono
che un granello di lordura che non meritava di entrare nel palazzo del tuo
Cuore».
3°
Dopo questo atto di umiltà, l'Amore ti verrà a prendere, e tu lo seguirai dove
ti vorrà condurre, e alla luce dell'Amore esaminerai brevemente l'uso che hai
fatto delle facoltà dell'anima e dei sensi del tuo corpo.
4°
Dopo farai l'atto di contrizione e il proponimento.
5°
Finirai il tutto con questa formula che l'Amore ti mette sul labbro:«Ecco, o
Gesù,
che ancora questo mese ho abusato di tante tue preziosissime grazie e ho mancato
di fedeltà ai proponimenti che mi avevi ispirato per tua bontà; mio Gesù,
perdono e misericordia! Se in Te non vi fosse che la giustizia, avrei tutto da
temere; ma siccome il Tuo Cuore è la sede della misericordia, così con nuova
confidenza vengo a Te o Gesù, che mi hai già sopportata tanto tempo senza
nessun mio merito, continuami questa misericordia; anzi, o Gesù, chiedo di più;
rendimi fedelmente fedele, e fa che io incominci di nuovo una vita tutta nuova
in Te, per Te, e con Te, e così sia.
In
ossequio ai decreti di Urbano VIII si dichiara di non attribuire a quanto è
contenuto nel presente opuscolo che una fede puramente umana.