JEAN
GALOT S. J.
1
- L'EVENTO
È
apparso l'amore,
un
amore nuovo, un amore infinito,
l'amore
che trasforma il nostro destino,
l'amore
di Dio per noi.
È
apparso l'amore
nella
sua immensità, in un bambino,
le
cui braccia si aprono all'universo
per
aprirci a Dio.
È
apparso l'amore,
nella
miseria e nella privazione,
per
colmare di tesori la povertà umana,
per
cambiarla in ricchezza,
È
apparso l'amore,
luce
discreta nella notte oscura,
fuoco
che si accende nel freddo di una grotta,
per
infiammare il mondo.
È
apparso l'amore, definitivamente si è dato a noi,
non
potrà mai separarsi da noi,
sarà
sempre presente.
Padre,
tu l'hai donato, questo Figlio caro, unico,
che
è tutta la tua gioia;
tu
ce l'hai mandato perché potessimo ammirarlo,
perché
fosse la nostra gioia.
Tu
ci hai tanto amati che ci hai dato
il
tuo supremo tesoro;
hai
voluto che fosse la nostra grande ricchezza
nella
nostra povertà.
Tu
non hai risparmiato nulla del tuo cuore paterno,
perché,
donando tuo Figlio,
sapevi
che era destinato alla morte,
una
morte per noi tutti.
Con
questo dono sovrano, hai fatto abbondare
la
tua grazia nel mondo;
col
Figlio tuo, Gesù, dai senza contare
tutto
quello che possiedi.
Tu
che hai contemplato fin dall'eternità
questo
Figlio che ti assomiglia,
fa
che lo contempliamo per scoprire in lui
il
tuo volto di Padre.
"Il
Verbo si è fatto carne"
(Gv 1,14)
Verbo
che eri Dio
fin
dal principio, dall'eternità,
sei
diventato uomo,
hai
preso la nostra carne per nascere.
Tu
che eri così in alto,
sei
venuto quaggiù per abitare con noi,
per
vivere la nostra vita,
per
conoscere le nostre gioie, le nostre pene.
Immutabile
nell'essere,
hai
voluto entrare nel nostro avvenire,
in
tutti i cambiamenti,
scosse,
sussulti, dell'esistenza umana.
Tu
che eri così grande,
ti
sei fatto piccolo per poterci parlare,
per
poterci sorridere,
per
accompagnarci, guarirci, salvarci.
Perfettamente
felice,
sei
venuto a soffrire i dolori della terra,
a
portarli, ad offrirli,
per
comunicarci la gioia eterna.
Scendendo
su Maria, coprendola con l'ombra
della
tua onnipotenza,
hai
realizzato, Spirito Santo, il capolavoro
che
è questo bambino.
Affinché
il Figlio di Dio fosse uno di noi,
tu
gli hai formato,
con
l'umile concorso della Vergine perfetta,
un
corpo simile al nostro.
Hai
scolpito, col tuo dito invisibile,
il
volto di Gesù,
vi
hai impresso i tratti inesprimibili
del
volto del Padre.
Guida
il nostro sguardo perché possa cogliere,
nel
bimbo del presepe,
il
mistero divino che tu hai voluto
rivelarci
in lui.
Ispira
il nostro cuore perché possa accogliere
tutto
l'amore che prorompe
dalla
venuta tra noi del Salvatore,
l'amore
che tu diffondi.
Tu
che l'hai messo al mondo,
dopo
averlo concepito e avergli offerto
l'accoglienza
della tua persona,
insegnaci
come dobbiamo accoglierlo.
Tu
che fosti la prima
a
prenderlo tra le tue braccia, a testimoniargli
l'amore
più profondo,
insegnaci
ad amarlo in tutta la nostra vita.
Tu
che non potendogli
dare
conforto, gli hai dato il tuo cuore
con
tanto calore,
facci
capire che aspetta il dono del nostro cuore.
Tu
che ti sei dedicata
a
servirlo giorno e notte, dimenticando te stessa
per
pensare solo a lui,
aiutaci
a rispondere a quello che ci chiede.
Tu
che hai presentato
e
offerto tuo figlio a coloro che volevano
condividere
la tua felicità,
facci
vivere di Cristo per donarlo agli altri.
Il
Figlio di Dio fatto uomo ha avuto bisogno di te,
Giuseppe,
per la sua venuta;
egli
ti ha scelto e fatto entrare nel mistero
della
sua incarnazione.
Tu
hai ricevuto la missione di amarlo come un padre,
di
rappresentare per lui
l'autorità
e l'affetto del Padre
che
domina i cieli.
Tu
sei stato incaricato, con la Vergine Maria,
di
allevare il bambino-Dio;
in
questa educazione, hai apprezzato
la
sua umile sottomissione.
Tu
gli hai insegnato il tuo mestiere d'artigiano;
egli
fu il tuo apprendista
e
gli hai trasmesso il meglio della tua arte,
della
tua esperienza.
Poiché
hai servito Gesù con tutto il cuore,
insegna
anche a noi
l'arte
di dargli tutto, perché possa crescere
la
sua presenza in questo mondo.
I
tempi sono compiuti.
Il
tempo della promessa è già passato.
Padre,
è il momento in cui Gesù realizza
tutto
quello che aveva promesso la tua generosità.
I
tempi sono compiuti.
La
venuta del Salvatore è il momento unico
in
cui la tua eternità entra nel nostro tempo,
per
porre l'infinito nella nostra vita umana.
I
tempi sono compiuti.
Tanta
gente era vissuta sperando di trovare
sulla
sua strada colui che è nato oggi,
senza
avere la gioia di vederlo, di sentirlo.
I
tempi sono compiuti.
La
nostra gioia di possedere colui
che
desideravamo e che tu, per primo,
volevi
donare alla nostra umanità.
I
tempi sono compiuti.
Noi
viviamo il più bel momento della nostra storia;
questo
momento durerà fino alla fine del mondo,
perché
Gesù resterà sempre con noi.
Nascendo
tra noi,
fai
nascere di nuovo tutta l'umanità.
Nascendo,
Figlio di Dio, a una vita umana,
ci
fai rinascere a una vita divina.
Nascendo
tra noi,
vuoi
far nascere in tutti i cuori umani,
per
rallegrarli ed entusiasmarli,
la
vita infinitamente forte e ricca di Dio.
Nascendo
tra noi,
vieni
a comunicare la tua giovinezza divina
a
un mondo troppo vecchio; nella tua nascita umana
Dio
si rivela a noi pieno di giovinezza.
Nascendo
tra noi,
ci
doni la speranza di un mondo tutto nuovo
che
tu porti in te stesso e che potrà rispondere
ai
sogni generosi che fioriscono in noi.
Nascendo
tra noi,
poni
nei nostri sguardi una nuova fiamma,
quella
del grande amore che supera la distanza
dal
cielo alla terra, al fine di salvarci.
2
- IL MESSAGGIO
Ecco,
ve lo annuncio:
è
una grande gioia per voi, per tutto il popolo,
per
tutte le nazioni,
per
le generazioni presenti e future.
È
la più grande gioia
che
possa essere data agli uomini che Dio ama,
la
venuta del Salvatore,
che
cambia d'un sol colpo il volto del mondo.
Per
avere questa gioia,
dovete
desiderare di essere salvati da lui,
riceverlo
tra di voi
come
il Liberatore che si festeggia e si onora.
Questa
gioia è così grande
che
supererà ogni sofferenza,
che
colmerà
e
farà traboccare i cuori che l'accoglieranno.
Questa
gioia è definitiva:
è
il dono gratuito che non si riprende più;
crescerà
continuamente;
non
si potrà mai strappare dalle vostre vite.
«Oggi
» (L, 2,11)
s'uniscono
in uno solo,
il
giorno in cui il passato e l'avvenire si fondono
in
un presente supremo.
Oggi,
è il giorno in cui la brevità
è
durata infinita:
tutta
l'eternità entra nel nostro tempo
per
rimanervi.
Oggi,
è il giorno così a lungo promesso,
da
tanto tempo atteso,
il
giorno in cui tante speranze, accumulate,
improvvisamente
si realizzano.
Oggi,
è il giorno in cui il cielo si avvicina,
s'impossessa
della terra,
in
cui l'umanità assume un nuovo volto,
il
volto di Dio.
Oggi,
è il giorno in cui l'ardente luce
viene
a illuminare le nostre tenebre,
in
cui gli occhi di un bimbo portano chiarezza
a
tutto l'universo.
"Oggi
vi è nato un salvatore"
(Lc 2,11)
Vi
è nato un Salvatore.
È
venuto a salvare quello che era perduto,
a
liberare dal peccato tutta l'umanità,
a
offrire a tutti grazia e amicizia di Dio.
Vi
è nato un Salvatore.
Ai
peccatori che temevano la vendetta di Dio,
questo
bimbo porta la bontà
del
vero Dio che perdona offrendo il suo amore.
Vi
è nato un Salvatore.
Viene
a purificarci da ogni colpa,
a
liberare il vostro spirito da tutti gli errori,
a
sgombrare il vostro cuore
da
tutto ciò che l'opprime.
Vi
è nato un Salvatore.
È
il solo a portare rimedio a tutti i vostri mali;
è
abbastanza potente per far trionfare
l'amore
sull'egoismo e la pace sulle lotte.
Vi
è nato un Salvatore.
Viene
per stabilire la sua dimora sulla terra,
per
abitare in voi, nel segreto dell'anima,
per
comunicarvi l'ardente vita divina.
"Troverete
un neonato"
(Lc 2,12)
Troverete
un neonato,
un
Salvatore che non ha altro segno
che
d'essere tutto nuovo nella vita,
d'essere
semplice come un bambino.
Troverete
un neonato;
non
lo cercherete invano:
egli
sarà là;
chi
lo cerca lo trova sempre.
Troverete
in lui ben più
di
quello che i vostri occhi vedranno;
non
finirete mai di trovare
tutto
quello che egli possiede.
Troverete
in questo bambino
ciò
che nessuno ha mai pensato
e
che solo Dio rivela:
il
Figlio unico che vi salva.
Troverete
in lui la sorgente
di
una gioia dai flotti abbondanti;
la
sua nascita è la festa
delle
feste per gli uomini del futuro.
"Giace
in una mangiatoia"
(Lc 2,12)
Povero
tra i poveri,
hai
voluto nascere tra noi,
tu
che, Dio sovrano,
avresti
potuto sceglierti una vita più comoda.
Quelli
che cercavano un re
trovano
un bambino coricato in una mangiatoia,
non
avendo per dimora
che
il freddo universo con la sua nudità.
Con
questa povertà,
ti
sei fatto accessibile ai poveri di questo mondo,
nessuno
dei quali arrossisce
avvicinandosi
a te, il più povero di tutti.
Non
meno dei pastori,
i
primi poveri invitati al grande incontro,
vogliamo
anche noi essere poveri,
poveri
nel nostro cuore, per poterti raggiungere.
Tu,
il povero supremo,
staccaci
davvero dal desiderio delle ricchezze,
dall'attrattiva
del denaro;
donati
a noi come unico tesoro.
"Non
temete"
(Lc 2,10)
Non
temete. Colui che viene
non
è un Dio che si fa temere;
è
un Dio che si fa amare,
che
non vuol causare alcun timore.
Non
temete, perché un bambino
non
provoca spavento,
non
fa indietreggiare nessuno;
attira
e conquista il cuore.
Non
temete; lasciate cadere
tutte
le inquietudini;
ricevete
la grande pace
che
vi apporta il Salvatore.
Non
temete; cercate di vivere
con
l'incrollabile fiducia
nell'immenso
amore divino
che
si dona a voi senza riserve.
Non
temete; venite
il
più vicino possibile,
per
accogliere il caldo soffio
della
bontà del Redentore.
3
- ACCOGLIENZA
Ti
abbiamo atteso e tu non hai mancato
l'ora
dell'incontro.
Ti
abbiamo sperato e tu hai risposto
alla
nostra grande speranza.
Vedendo
avvicinarsi la festa di Natale,
l'abbiamo
desiderata
come
la nostra salvezza, come la liberazione
per
un mondo in miseria.
Abbiamo
capito meglio il bisogno di un Salvatore
per
la nostra umanità;
sappiamo
che, venendo, cambierai la faccia
di
tante vite umane.
Ora
tu sei qui e tutte le promesse
si
compiono in te.
La
tua nascita nascosta brilla
come
una stella che c'illumina tutti.
Coloro
che già erano felici di attenderti,
sono
ancor più gioiosi
di
poterti accogliere, tu che superi sempre
i
nostri troppo deboli desideri.
Non
c'è posto per te in questo albergo,
in
cui abitualmente si trova rifugio, riposo;
non
c'è posto per te, tutto è già riempito;
se
non è un rifiuto è indifferenza.
Non
c'è posto per te in un mondo ingombro
di
desideri, di preoccupazioni a te estranee,
il
mondo del denaro, delle passioni,
il
mondo dei piaceri, un mondo d'egoismo.
Non
c'è posto per te nel nostro cuore
quando
è dominato da altri occupanti,
da
altri interessi, altri affetti,
da
sogni di vita senza di te.
Non
c'è posto per te: non voglio, Gesù,
che
sia così anche di me; io desidero offrirti
un
posto di riguardo, il posto che si riserva
a
colui che si ama e che si vuole onorare.
Del
posto per te ce n'è molto
nel
mio intimo, nella mia vita che ti accoglie,
nella
mia intelligenza assetata di chiarezza,
nel
mio cuore che vorrebbe possederti sempre.
Poiché
vieni da lontano, Figlio eterno del Padre,
per
abitare da noi,
vogliamo
accoglierti offrendoti la dimora
che
tu hai desiderato.
Poiché
vieni da noi, bambino,
vogliamo
accoglierti
con
un cuore più giovane e un'anima candida,
sincera,
trasparente.
Poiché
vieni senza rumore e nell'oscurità,
vogliamo
accoglierti
con
un profondo silenzio, in cui tu possa
farci
ascoltare la tua parola.
Poiché
arrivi come dono d'amore del Padre,
vogliamo
accoglierti
con
riconoscenza, con ammirazione
per
la bontà divina.
Poiché
vieni da noi come amico e fratello,
vogliamo
accoglierti
spalancandoti
volentieri le porte
della
nostra intimità.
Tu
ammiri, Maria, il figlio che ti è dato;
tu
non hai abbastanza occhi
per
riempirli di questo fragile sguardo
che
inebria il tuo cuore.
Tu
ammiri Gesù con tutta la fede
che
cerca di scoprire,
in
questo volto umano, la somiglianza
del
Figlio con il Padre.
Tu
ammiri gli occhi di colui che vede tutto,
e
le mani di colui
che
è padrone di tutto, la bocca di
colui
che
insegnerà tutto.
Tu
ammiri il corpo formato dallo Spirito Santo
e,
toccandolo,
senti
battere il cuore che muoverà gli uomini
sulla
via dell'amore.
Tu
ammiri la vita che anima il bambino,
la
vita già ardente
che
cerca di affermarsi, che parte alla conquista
d'un
mondo da trasformare.
Noi
ti cantiamo, o bambino,
e
prestiamo le nostre povere voci
a
tutti i santi, a tutti gli angeli,
perché
ti cantino un inno celeste.
Noi
desideriamo che risuonino in noi
la
purezza e la bellezza
del
primo canto scaturito
dall'anima
di tua madre.
Noi
ti cantiamo, o bambino,
donandoti
col nostro canto
tutto
il nostro cuore, le nostre
forze,
tutta la vita che è in noi.
Noi
ti cantiamo come la speranza
che
illumina il nostro mondo,
come
lo scopo dei nostri desideri,
come
la gioia di tutti gli uomini.
Noi
ti cantiamo adorandoti,
tu
che sei Dio, un Dio per noi,
il
Dio che viene a vivere con noi,
che
ci offre tutto il suo amore.
4
- CONTEMPLAZIONE
Gesù,
io ti guardo
con
occhi avidi
di
scoprire in te il fondo del tuo mistero,
il
volto di Dio.
Gesù,
io ti guardo con occhi di speranza
che
attendono da te
un
avvenire migliore per il mondo intero
e
per ciascuno di noi.
Gesù,
io ti guardo con occhi d'amore
che
si uniscono a te,
che
vorrebbero esprimerti la profonda attrattiva
che
mi porta verso di te.
Gesù,
io ti guardo con occhi di pace
che
posano su di te
uno
sguardo affaticato da tante cose vane,
ma
affamato di te.
Gesù,
io ti guardo con occhi di gioia
che
trovano in te
una
felicità sconosciuta sulla terra,
felicità
dal sapore di cielo.
Le
tue mani sono così piccole,
mani
di un neonato, graziose ma fragili,
dalle
minuscole dita rosa e brancolanti,
mani
da carezzare.
Nelle
tue piccole mani
vorrei
scoprire l'immensa mano di Dio
che
conduce l'universo, guida la nostra esistenza
in
tutta sicurezza.
Con
le tue mani così piccole
sei
venuto a impadronirti dell'umiltà,
a
prendere segretamente il cuore degli uomini
per
colmarlo del tuo amore.
Dalle
tue mani così delicate
non
c'è nulla da temere; esse portano il segno
del
tuo cuore umile e mite, che soavemente
cerca
di avvicinarsi a noi.
La
tue mani sono già pronte,
per
quanto deboli siano, a toccare le nostre miserie,
le
nostre infermità, a fare dei miracoli
per
guarire le nostre sofferenze.
Di
un bimbo si chiede: "A chi assomiglia?".
Noi
poniamo la domanda nei tuoi riguardi, Gesù:
"A
chi assomigli?, a chi ci fanno pensare
i
lineamenti del tuo volto?".
Tu
assomigli a Maria; mai un bambino
ha
ritenuto in lui tanti lineamenti della madre,
poiché
ella ti ha dato tutto
mediante
la sua carne verginale.
Più
tardi apparirà, nelle tue parole, nei tuoi gesti,
nel
tuo modo di vivere e di affrontare gli altri,
la
forte somiglianza con il carattere
e
il cuore di tua madre.
Ma,
contemplandoti, siamo indotti
a
scoprire in te un'altra somiglianza:
tutto
in te è riflesso del volto di Dio,
del
volto del Padre.
Lo
dirai tu stesso: non si può accogliere
tutta
la verità se, vedendoti,
non
si distinguono i tratti del Padre che ci parla
e
che opera in te.
Tu
non dici nulla, tu, la Parola,
Parola
eterna di Dio
che,
per bocca del bambino,
non
puoi ancora parlarci.
Tu
non dici nulla, perché
nell'umiltà
del tuo cuore
hai
voluto essere amabile
silenzio,
che ci riceve e ci ascolta.
Tu
non dici nulla, tu che più tardi
parlerai
meglio di tutti gli uomini
e
dirai quello che nessuno
potrebbe
far conoscere loro.
Tu
non dici nulla; solo il tuo amore
si
rivolge a noi, e già ci svela
la
profondità del tuo messaggio:
bontà,
perdono, favore del Padre.
Tu
non dici nulla, ma la tua venuta
è
un discorso così efficace
che
ci seduce e c'invita
a
meditare, a pregare.
Tu
sei nato, nostro sorriso,
piccolo
sorriso d'un bambino,
grande
sorriso che fa Dio
nel
suo amore per noi uomini.
Tu
ci porti il sorriso
di
tutto il cielo alla nostra terra,
la
benevolenza dal dolce sguardo,
il
perdono completo, la pace gioiosa.
Tu
sei venuto a far sorridere
coloro
che trattenevano le lacrime,
che
erano oppressi dal dolore,
che
avevano perduto la speranza.
Tu
hai introdotto il sorriso
negli
spiriti più chiusi,
nei
cuori più offuscati,
nelle
vite più travagliate.
Tu
hai stabilito il sorriso
definitivo,
permanente,
per
animare la nostra esistenza
di
un nuovo slancio instancabile.
Tu
conservavi nel tuo cuore,
tutto
quello che riguardava Gesù,
quello
che vedevi, sentivi,
Maria,
della sua venuta tra noi.
Tu
ricevevi tutto il mistero,
quello
che il Padre aveva nascosto,
quello
che lo Spirito Santo aveva posto
nel
Figlio diventato bambino.
Tu
raccoglievi ad ogni istante,
col
tuo sguardo meravigliato,
la
vita che si manifestava
nella
giovinezza del Salvatore.
Tu
contemplavi senza stancarti
i
fatti e le gesta di Gesù,
cercando
di scoprire
le
profondità della sua persona.
Tu
meditavi tranquillamente
l'evento
che vivevi;
tu
c'inviti a scrutarlo,
a
meditarlo con te.
5
- FRUTTO DELLA VENUTA
Sei
venuto, tu, il Messia
che
si attendeva, che si sperava;
sei
venuto, tu, il Signore
più
grande di tutta la speranza.
Sei
venuto, tu, la luce
che
illumina la nostra notte;
sei
venuto, tu nostra pace,
nostro
tesoro, nostra gioia.
Sei
venuto, tu che sei Dio
per
trasformare quello che è uomo,
per
elevare la vita umana
animandola
di vita divina.
Tu
sei venuto: tutto è cambiato,
tutto
è nuovo nel nostro mondo;
l'orizzonte
si è allargato
con
questo amore che ci apre il cielo.
Tu
sei venuto e ormai
sarai
sempre al nostro fianco,
accompagnando
la nostra esistenza,
guidandola
al fine supremo.
Tu
porti la pace
a
un mondo in conflitto, dove abbondano le lotte,
dove
le ostilità usano tutte le armi,
dove
le rivalità si scatenano senza fine.
La
pace è nelle tue mani,
nelle
tue piccole mani di bimbo inoffensivo,
nelle
tue mani di Salvatore mite e umile di cuore,
che
l'odio inchioderà alla croce dell'amore.
Tu
ci offri la pace
che
non potremmo ottenere da soli,
la
pace che viene dall'alto come benedizione,
come
grazia e salvezza che ci rendono la speranza.
Tu
ci dai una pace
che
entra nei nostri cuori,
che
rafforza in noi la volontà d'unione,
il
desiderio di smettere tutte le querele.
Tu
stabilisci la pace,
la
pace definitiva nell'intimo delle coscienze
mediante
il perdono divino, la pace che poco
a
poco trionfa sulle lotte che dividono gli uomini.
Facci
sentire il tuo respiro,
il
tuo respiro di piccino;
facci
sentire. Gesù,
il
tuo respiro così lieve, appena percettibile.
Facci
sentire il tuo respiro,
un
respiro così nuovo, rivoluzionario,
per
il suo potente amore:
che
venga a rinnovare l'intimo del nostro cuore.
Facci
sentire, così puro,
il
tuo respiro di Salvatore che viene a liberarci
da
tutte le nostre miserie,
che
ci rende la gioia della purezza d'animo.
A
noi che ci stanchiamo
e
trasciniamo sulla strada con troppi sospiri
il
tuo respiro così ardente,
rafforza
il nostro slancio per una nuova partenza.
Facci
sentire il tuo respiro,
perché
la viltà possa cedere il posto,
in
tutta la nostra vita,
allo
sforzo generoso, al dono di noi stessi.
Diventare
un bambino,
é
quello che tu hai fatto per cambiare il mondo,
tu,
il Figlio eterno,
che
avresti potuto salvarci in tutt'altro modo.
Diventare
un bambino,
tu
l'hai realizzato per la nostra gioia,
per
quella dei bambini,
per
un mondo che deve ridiventare bambino.
Diventare
un bambino
è
ciò che dobbiamo sforzarci di fare
se
vogliamo seguirti,
vivere
a tua somiglianza, entrare nel tuo regno.
Diventare
un bambino,
con
l'umiltà di chi conosce la propria debolezza,
essere
semplice di cuore,
traboccante
d'affetto, di fiducia negli altri.
Diventare
un bambino,
avere
lo spirito aperto, scoprire l'universo
con
ammirazione,
ritrovare
ogni giorno un nuovo entusiasmo.
Tu
sei venuto per me,
veramente
per me, perché mi ami,
perché
vuoi salvarmi,
attirarmi
a te.
Tu
sei venuto per tutti, ma anche per ciascuno;
non
ti sei limitato
ad
amarci in gruppo, a radunarci tutti
in
uno sguardo d'insieme.
Tu
sei venuto per me, particolarmente,
intenzionalmente,
conoscendo
meglio di me le mie miserie,
il
mio bisogno di te.
Tu
hai varcato per me lo spazio infinito
tra
Dio e la terra;
tu
volevi raggiungermi e offrirmi la tua presenza,
unire
il mio cuore al tuo.
Ti
sei interessato alla mia persona
arrivando
fino a me;
come
posso ringraziarti per tanto amore gratuito,
per
tanta dedizione?
Stampato
nella Tipolitografia delle Benedettine