PREGHIERE
PER I DEFUNTI
Padre,
apri loro la porta,
la
porta del tuo cielo, la porta del tuo cuore;
a
tutti i tuoi figli saliti da te
apri
la porta della felicità.
Se
non possono bussare alla tua porta
e
se devono attendere,
bussiamo
noi per loro,
con
la nostra preghiera.
Padre,
apri loro la porta,
poiché
a chi bussa con perseveranza
hai
promesso d'aprire;
e
chiunque domanda è sicuro di ricevere.
Apri
loro la tua casa,
tu
che vuoi riempirla di tutti quelli che ami
e
far loro gustare
la
gioia di vivere insieme nella tua intimità.
Ammettili
al banchetto
che
per loro hai preparato fin dall'eternità,
perché
possano festeggiare
le
nozze di tuo Figlio con l'umanità.
Letture:
Lc 23, 44-46; 15, 11-24; Rm 8, 28-39.
Perdona
ai tuoi figli, che riprendi con te,
le
colpe della loro vita, tutto quello che ti è spiaciuto,
quello
che ti ha offeso, il male che hanno commesso,
il
bene che non hanno fatto.
Padre,
perdonali, poiché sei loro Padre,
e
nella tua bontà desideri cancellare
il
più possibile tutto quello che ha macchiato,
offuscato
il loro volto.
Tu
che conosci a fondo la nostra fragilità,
e
che capisci così bene i nostri momenti difficili,
perdona
ai nostri defunti i loro peccati di debolezza,
i
loro peccati occasionali.
Tu
hai saputo apprezzare la loro buona volontà
attraverso
i loro errori e smarrimenti;
che
il tuo perdono risponda alle buone intenzioni
rimaste
incompiute.
Tu
ci hai rivelato com'è grande la tua gioia
quando
puoi perdonare: rallegrandoti
d'accordare
il tuo perdono, condividi questa gioia
con
quelli che l'attendono.
Letture:
Lc 23, 33-34; 7, 36-50; Rm 8, 31-39; Ef 1, 3-14.
Signore
Gesù, abbi pietà
di
coloro che la morte ha spogliato
del
vestito di carne terrena;
accorda
loro l'abito festivo
per
il banchetto eterno.
Signore
Gesù, abbi pietà
di
coloro per i quali ti sei offerto
in
sacrificio sulla croce;
associali
al tuo trionfo
sul
peccato e sulla morte.
Signore
Gesù, abbi pietà
di
coloro che hanno potuto presentarti s
oltanto
povertà e miseria;
riempi
il loro cuore della tua ricchezza,
dei
tuoi tesori di vita divina.
Signore
Gesù, abbi pietà
di
coloro che si sono abbandonati
con
tutto il loro essere alla tua bontà;
che
siano colmati del tuo amore,
della
tua felicità infinita.
Letture:
Mt 9, 35-36; Mc 2, 1-12.
Cristo,
che hai tanto sofferto per salvare tutti gli uomini
e
per renderli felici,
affrettati
ad accordare ai nostri cari defunti
il
frutto di queste sofferenze.
Poiché
hai conosciuto il dolore di sentire
la
tua anima abbandonata,
non
è tuo desiderio concedere ai nostri defunti
il
possesso del Padre?
Tu
che hai provato la grande solitudine
ùdel
tuo supplizio in croce,
non
lasciarli soli; riuniscili presto
ai
loro fratelli del cielo!
Tu
che hai trionfato sulla cattiveria,
sull'ingiustizia
umana,
fa'
loro gustare la tua bontà meravigliosa
che
li colmi di gioia.
Tu
che avevi promesso dei fiumi d'acqua viva
sgorganti
dalla croce,
disseta
i defunti, assetati d'infinito,
con
la beatitudine di vedere Dio.
Letture:
Lc 23, 39-43; Gv 7, 37-39; Eb 2, 17-18; 5, 7-10.
Coloro
che hai nutrito della tua eucaristia
hanno
la vita per sempre;
a
chi mangia la tua carne hai promesso, Signore,
questa
vita eterna.
Quante
volte i nostri defunti hanno preso parte
al
banchetto che ci hai offerto;
quante
volte alla messa hanno potuto comunicarsi
e
ricevere il tuo corpo!
Poiché
ti sei donato loro in cibo,
nutrili
ora
donandoti
ad essi affinché ti posseggano
nella
visione celeste.
Poiché
ad ogni comunione
avevi
posto in essi l'eternità,
alla
apparire ora in tutta la sua luce,
nella
sua gloria finale.
Poiché
avevi fatto gustare loro l'umile gioia
della
tua presenza nascosta,
che
possano assaporare la splendida felicità
della
tua intimità!
Letture:
Gv 6, 48-58.
A
coloro che hanno vissuto
nella
semplicità del dono della loro persona
una
vita quotidiana dai gesti ordinari,
concedi
il riposo.
A
coloro che hanno camminato
strenuamente,
sulla strada, malgrado gli ostacoli,
e
ti hanno abbandonato il peso della loro fatica,
concedi
il riposo.
A
coloro che hanno lottato,
e
che non sempre hanno riportato la vittoria,
ma
che alla fine si sono affidati a te, concedi il riposo.
A
coloro che si sono stancati
senza
risparmiare le forze
e
offrendo nell'ombra un'ardente devozione,
concedi
il riposo.
A
coloro che hanno sofferto
e
sopportato a volte delle pesanti prove,
ma
non hanno rifiutato il peso della croce,
concedi
il riposo.
Letture:
Mt 11, 28-30; Ap 14, 13.
Ricordati
Ricordati,
Cristo Gesù, che ti sono appartenuti
e
sono diventati tuoi fin dal momento del battesimo:
i
nostri defunti ti sono cari, più ancora che a noi;
essi
sono tuoi.
Ricordati
che hanno creduto e hanno posto in te
la
fiducia assoluta che tu solo meriti;
tu
non puoi deludere la fede, né la speranza
che
salgono a te.
Ricordati
che spesso hanno rivolto a te
il
loro cuore nella preghiera, e hanno rimesso tutto
nelle
tue mani di Salvatore, sapendo che tu ascolti
ed
esaudisci sempre.
Ricordati
che, coscienti della loro debolezza
e
dei peccati commessi, ne sono addolorati;
essi
sono venuti da te per essere purificati,
per
ricevere il perdono.
Ricordati
che volendo cercare in te la loro forza,
la
sorgente della loro vita, hanno ricevuto il tuo corpo
nell'eucaristia:
sii la sorgente oggi
della
loro vita beata!
Letture:
At 7, 55-60; Gv 10, 1-15.
Quando
quelli che piangiamo erano ancora sulla terra
tu
avevi, Spirito Santo,
trasformato
la loro persona in santuario vivente,
in
dimora di Dio.
Tu
avevi abitato in essi, ospite segreto,
amico
sempre presente,
e
avevi reso sacro il loro corpo, la loro anima,
tutta
la loro esistenza.
Tu
avevi ispirato così spesso i loro pensieri
dirigendoli
verso Dio;
li
avevi guidati nei loro buoni sentimenti,
nelle
loro buone azioni.
Tu
avevi posto in essi delle nobili disposizioni,
ardenti,
generose;
avevi
suscitato tutti i loro gesti d'amore,
di
dono, di dedizione.
Completa
la tua opera facendo del loro essere
il
possesso di Dio
nella
felicità perfetta dell'amore giunto
alla
sua maturità.
Letture:
Rm 8, 14-17; 1 Cor 3, 16-17; 6, 19-20.
Poiché
sei loro madre,
accogli
i defunti, Maria, con tenerezza,
fatti
loro avvocata, presso Cristo tuo figlio,
perché
possano gustare il supremo riposo.
Poiché
sei loro madre,
e
una madre aspira a condividere la sua gioia
con
tutti i suoi figli, affrettati ad ottenere
per
ciascuno la felicità di cui la tua anima è colma.
Poiché
sei loro madre,
ed
hai conosciuto le numerose prove,
i
profondi dolori della loro vita sulla terra,
non
desideri per essi la ricompensa?
Poiché
sei loro madre,
tu
che apprezzi tanto l'intimità del Cristo,
non
puoi permettere
che
siano privati a lungo del possesso di Dio.
Poiché
sei loro madre,
e
li hai amati con intenso affetto,
e
li ami sempre,
non
farai di tutto per introdurli in cielo?
Letture:
Gv 19, 25-27; 2, 1-11.
Noi
li abbiamo amati e abbiamo sofferto
quando
ci hanno lasciati;
al
momento della partenza, della separazione,
abbiamo
maggiormente sentito quanto li amavamo.
Noi
li abbiamo amati, ma quando pensiamo
a
questi legami di affetto,
sentiamo
il rimorso di non averli amati
abbastanza,
di averli trascurati.
Ci
viene il desiderio che possano tornare
ancora
un po' sulla terra,
per
poter riparare le nostre mancanze
amandoli
più profondamente.
Ma
non ci rimane che chiedere perdono
per
tutti i dolori
che
abbiamo causato ai nostri cari,
per
ciò che ha reso più difficile la loro vita.
Ci
rimane soprattutto di pregare per essi,
Signore,
con fervore,
testimoniandogli
così l'amore più sincero
e
più efficace.
Letture:
Gv 15, 9-13; Lc 10, 25-37; 1 Cor 13, 1-13; Col 3, 12-15.
Ti
supplichiamo, Padre:
concedi
ai tuoi figli che hanno lasciato questo mondo
e
sono venuti da te, l'eredità promessa,
meritata
da Cristo con tanto dolore.
Ti
supplichiamo, Padre:
tu
che ci hai creati perché volevi
condividere
con noi la tua felicità infinita,
riunisci
tutti i tuoi figli in questa felicità suprema.
Ti
supplichiamo, Padre:
tu
che hai stabilito un regno d'amore
in
cui vuoi radunare tutta l'umanità,
non
escludere quelli che ci hanno lasciati.
Ti
supplichiamo, Padre:
poiché
ci inviti al banchetto nuziale
dove
tuo Figlio versa il vino migliore,
fa
gustare questo pasto ai nostri fratelli defunti.
Ti
supplichiamo, Padre:
compi
il tuo desiderio di offrire te stesso
la
tua ricchezza infinita e il fondo del tuo cuore
a
coloro che sperano di possederti.
Lettura:
Mt 22, 1-10.
Signore,
tu non vuoi lasciare senza ricompensa
il
minimo atto d'amore;
accorda
ai nostri defunti, per il bene che hanno fatto,
un'immensa
felicità.
Per
tutto l'affetto che hanno manifestato
nella
loro famiglia,
ai
parenti, agli amici, a tante altre persone,
dona
loro il centuplo.
Per
tutta la loro dedizione, spesso umile e nascosta,
e
per tutti i loro servizi,
per
il loro lavoro, per l'aiuto ai più poveri,
dona
loro il centuplo.
Per
quello che hanno dato e sofferto;
nel
loro amore per gli altri,
la
loro generosità e la loro pazienza,
dona
loro il centuplo.
Per
la loro cordialità, il loro perdono, la loro bontà,
i
loro gesti benevoli,
e
per tutta la gioia sparsa attorno ad essi,
dona
loro il centuplo.
Letture:
Mt 25, 31-40; Lc 14, 12-14.
Nella
loro vita hanno avuto delle ore agitate,
dei
momenti di turbamento o di profonda angoscia;
sono
stati spesso in preda a vive preoccupazioni,
a
forti inquietudini.
Hanno
sentito il peso di pene opprimenti;
hanno
dovuto resistere a molte scosse;
hanno
dovuto affrontare tante contrarietà,
tante
lotte estenuanti.
Ma
ora, Signore, hanno trovato la pace,
la
pace che doni loro e che rimane,
una
serenità che nulla può turbare,
una
calma imperturbabile.
Non
dovranno più combattere;
non
conosceranno più le tentazioni del dubbio,
né
le agitazioni, le preoccupazioni
proprie
del nostro mondo.
Non
rimane loro che gustare l'immensa pace divina,
e
tutti i ricordi penosi del passato
renderanno
loro più prezioso e più inestimabile
il
dono della pace.
Letture:
Gv 14, 27; Rm 15, 13; Ef 2, 13-18.
Sono
morti, ma vivono,
quelli
che ci hanno lasciati
per
un mondo migliore;
sono
morti alla terra,
ma
vivono più in alto, più vicino a te, Signore.
Sono
morti, ma vivono.
Sono
morti nel loro corpo,
ma
non nel loro spirito;
ciò
che costituisce la loro persona
e
il fondo del loro cuore rimane per sempre.
Sono
morti, ma vivono.
Vivranno
maggiormente alla risurrezione,
ma
già. ora
essi
vivono una vita che supera la nostra.
Sono
morti, ma vivono.
Hanno
trovato in te la sorgente zampillante
che
mai inaridirà
che
sviluppa tutte le loro energie.
Sono
morti, ma vivono.
Vivono
d'amore per tutti;
non
fanno altro
che
amare e la loro vita è piena.
Letture:
Fil 1, 20-21; Gv 5, 24-29.
Quelli
che ci hanno amati
non
possono dimenticare il loro affetto per noi.
Ci
amano ancora,
quando
sono vicini a te, Signore, fonte d'amore.
Quelli
che ci hanno amati
sono
venuti a parlarti di noi,
a
perorare la nostra causa
con
più insistenza, con più speranza.
Quelli
che ci hanno amati
ti
portano le nostre preoccupazioni, i nostri desideri;
la
loro simpatia li sollecita,
in
ogni circostanza, a pregarti per noi.
Quelli
che ci hanno amati
nell'aldilà
possono superare i limiti
del
loro amore terrestre,
e
aiutarci di più, più efficacemente.
Quelli
che ci hanno amati
sanno
meglio ormai dov'è la nostra felicità;
essi
si valgono del loro amore
per
attirarci, per condurci a te.
Lettura:
Fil 1, 3-11.
Sono
più vicini a noi
da
quando sono partiti verso la tua dimora, Padre.
Hanno
trovato in te un amore superiore
che
li rende partecipi di tutta la nostra vita.
Sono
più vicini a noi,
perché
possono vederci, essi che sono invisibili,
con
uno sguardo nuovo pieno della tua luce,
che
ci raggiunge ovunque e ci segue ad ogni passo.
Sono
più vicini a noi,
quelli
che sembrano tacere e più nulla sentire;
essi
ascoltano i nostri cuori per cogliere i nostri desideri
e
presentarli come un fascio di preghiere.
Sono
più vicini a noi;
non
possiamo sentire tutta la loro simpatia,
ma
essa è efficace e fedele in ogni momento;
ci
accompagna e ci conduce verso di te.
Sono
più vicini a noi
quelli
che ci hanno lasciati per un mondo migliore.
Essi
vogliono condividere la loro felicità;
risvegliano
in noi l'ardore della speranza.
Letture:
Gv 16, 20-22; 1 Cor 12, 12-13; Ef 4, 4-6.
Davanti
alla morte che passa e scava un vuoto,
rafforza
la nostra fede.
Facci
credere, Signore, nell'aldilà migliore
che
ci hai promesso.
Quando
il lutto è crudele e ci lacera l'anima,
rafforza
la nostra fede,
perché
trasformiamo in generosa offerta
il
dolore che ci colpisce.
Quando
la solitudine assale il nostro cuore,
rafforza
la nostra fede;
facci
comprendere che coloro che sono partiti
sono
più vicini a noi.
Quando
la prova ci fa temere l'avvenire,
rafforza
la nostra fede
nel
tuo amore fedele e sempre vigilante
che
conduce la nostra vita.
Quando
ci sentiamo sommersi dalla tristezza,
rafforza
la nostra fede
nell'immensa
felicità offerta agli esseri cari
di
cui piangiamo l'assenza.
Lettura:
Gv 11, 20-27.
I
loro occhi si sono chiusi sul nostro mondo,
per
sempre,
ma
si sono aperti su un mondo più nobile,
quello
dell'aldilà.
1
loro occhi si sono chiusi su ciò che ci seduce,
su
ciò che ci fa smarrire,
si
sono aperti sulla tua bontà, Signore,
e
sulla tua verità.
Si
sono aperti su tutte le tristezze
che
opprimono gli uomini,
su
tutti i dolori e tutte le miserie
che
segnano l'esistenza.
1
loro occhi si sono aperti su una gioia senza fine,
che
nulla può turbare,
sulla
più pura felicità che fa loro dimenticare
le
prove del passato.
I
loro occhi si sono chiusi su tutte le apparenze
della
nostra vita terrena,
e
si sono aperti sul vero destino
in
cui tutto è chiarezza.
Letture:
Mt 5, 3-10; Lc 6, 20-23.
Risorgeranno,
coloro
che vedemmo col corpo freddo, immobile,
il
volto esangue, impotente a rispondere
ai
nostri sguardi d'amore.
Risorgeranno,
nella
loro carne travolta dalla morte corruttrice
e
destinata a vivere nella sua fragilità
una
vita eterna.
Risorgeranno,
e
nulla di ciò che costituì la nobiltà cristiana
del
loro corpo divenuto tempio dello Spirito Santo
mai
si perderà.
Risorgeranno,
la
loro carne che ha sofferto e che fu crocefissa
come
la tua, Cristo, godrà del trionfo
della
tua resurrezione.
Risorgeranno,
riprenderanno
il corpo che hanno abbandonato,
e
ritroveranno il loro essere in pienezza
per
una felicità perfetta.
Letture:
Lc 7, 11-17; Mc 5, 21-24. 35-43;
Gv 11, 1-44; Mt 22, 23-33; 1 Cor 15, 12-22.
Signore,
tu conosci il nostro desiderio di conservare
il
contatto o di rinnovarlo
con
quelli che la morte ha separato da noi
e
resi invisibili.
E
tu sai meglio di noi come il nostro desiderio
può
realizzarsi,
per
quale via possiamo entrare in comunicazione
coi
nostri cari defunti.
La
sola via sei tu; sei tu che li ricevi
alla
partenza da quaggiù,
e
che formi il legame che li unisce ancora
al
mondo della terra.
Tramite
te possiamo raggiungerli ad ogni momento;
possiamo
parlargli
e
ricevere il loro aiuto in risposta alle domande
che
gli rivolgiamo.
Sei
tu che ci inviti a intrattenerci
con
essi, semplicemente,
a
continuare un segreto dialogo,
colmo
di affetto.
Tu
li tieni vicino a noi; sono accessibili
e
sempre disponibili.
Tu
li hai ripresi per favorire meglio
la
nostra unione con essi.
Letture:
Gv 15, 4-5; 1 Tm 2, 1-8.
Se
potessero parlarci, i nostri defunti ci direbbero
ciò
che dice il Vangelo;
ci
ripeterebbero quello che tu ci hai detto,
Maestro
di tutti i tempi.
Ci
ricorderebbero che l'unico valore
di
tutta la nostra vita
consiste
nell'amore, amore di te, Signore,
e
amore del prossimo.
Ci
confermerebbero la tua raccomandazione
di
pregare costantemente,
perché
ora vedono gli effetti meravigliosi
delle
più umili preghiere.
Ci
esorterebbero a non lamentarci mai
di
tutte le nostre sofferenze,
la
cui offerta feconda è un cammino
verso
una più grande felicità.
Ci
distoglierebbero dal porre le nostre speranze
nella
vita di questo mondo,
e
ci stimolerebbero a vivere nella gioia
della
vera speranza.
Letture:
1 Gv 3, 16-24; 4, 7-16; Mt 13, 14-15.
Coloro
che hanno creduto in te non l'hanno fatto invano.
Lassù
ti incontrano
e
possono constatare che hanno avuto ragione
di
credere in te, Signore.
Sulla
terra tu avevi detto, a quelli che ti pregavano,
che
la loro fede li salvava;
è
quanto tu ripeti a coloro che sono partiti
da
questo mondo per venire a te.
Essi
avevano fiducia nel tuo potere divino,
nel
tuo amore salvifico;
tu
mostri loro un volto in cui l'onnipotenza
si
unisce alla bontà.
Tu
che hai proclamato beati coloro che hanno creduto
anche
senza aver visto,
offri
la felicità di scoprire nell'aldilà
tutta
la verità della fede.
Fa
che coloro che hanno già la gioia di vederti
spronino
la nostra fede,
perché
essendo più ardente diventi un giorno
visione
più inebriante!
Letture:
Gv 6, 32-40; 20, 24-29; Ef 3, 14-19.
Quando
arriva la morte,
gli
anni passati sembrano poca cosa,
il
tempo è volato:
per
quanto sia lunga, la nostra vita è così breve!
La
morte ci fa comprendere
com'è
prezioso ogni momento della vita,
e
com'è importante
impiegarlo
bene, renderlo fecondo.
Essa
indica l'urgenza
di
ricuperare il tempo troppo spesso sciupato
e
di riempire d'amore,
di
generosità, l'esistenza che passa.
Padre,
tu hai creato
questa
breve durata dell'esistenza umana
per
rinchiudervi,
mediante
la tua grazia divina, un tesoro eterno.
Mostraci
come vivere
ogni
ora che fugge come la tua ora,
come
l'ultima ora,
e
come offrirtela con tutta la nostra anima.
Letture:
Mt 6, 19-21; 13, 44-46; Lc 12, 16-21.
Vogliamo
essere pronti.
Non
sappiamo quando verrai a cercarci;
l'ora
della nostra morte può essere una sorpresa,
come
tu ce l'hai detto, Gesù, nel Vangelo.
Vogliamo
essere pronti.
Tu
ci hai esortato a non allentare
i
nostri sforzi vigilanti, a non lasciarci
vincere
dalla pigrizia o dalla noncuranza.
Vogliamo
essere pronti,
conservando
con te i nostri contatti amichevoli,
cercando
di piacerti in tutta la nostra vita,
pregandoti
di più, con un cuore sincero. Vogliamo essere pronti,
premurosi
di agire con carità,
quella
carità di cui hai fatto il grande comandamento:
noi
desideriamo amare più generosamente.
Vogliamo
essere pronti,
ponendo
solo in te la nostra fiducia,
e
volgendo verso di te tutta la nostra speranza:
tu
tieni nelle tue mani la nostra sorte eterna.
Letture:
Lc 12, 35-44; Mt 25, 1-13.
L'incontro
con te non ha nulla di temibile,
Padre
pieno di bontà,
e
ti dispiacerebbe se avessimo timore
di
avvicinarti lassù.
Tu
sei veramente un Padre, e il migliore dei padri;
al
momento della morte,
ci
apri le braccia, e nulla vi è nella tua accoglienza
che
non sia paterno.
Tu
ci vuoi giudicare solo col tuo cuore di Padre,
che
ci comprende così bene,
e
la cui simpatia per tutte le nostre debolezze
non
manca mai.
Saremo
stupiti dello sguardo benevolo
che
poserai su di noi,
e
dell'intenso amore che desidera
averci
nella tua casa.
Aiutaci
a bandire tutte le inquietudini,
ad
aver fiducia in te,
ad
abbandonarci con serenità
tra
le tue mani di Padre.
Letture:
Rm 8, 14-17; Gv 14, 5-11; Lc 23, 46.
Che
cosa sarà l'incontro con te, Gesù?
Quale
sarà il volto
che
svelerai improvvisamente al mio sguardo
quando
verrò da te?
Esso
sarà identico al volto ammirabile
d'amore,
di simpatia,
che
hai rivelato quando eri sulla terra
in
tutti i tuoi incontri:
volto
di Salvatore, pieno di misericordia,
che,
lungi dal condannare,
libera
e pacifica, avido d'accordare
il
perdono, la felicità.
Non
posso aver paura di quel volto:
un
tale incontro
devo
desiderarlo come il vero culmine
di
tutta l'esistenza.
Tu
mi aprirai allora tutti i segreti nascosti
delle
tue beatitudini,
e
mi riceverai nell'immensa luce
del
tuo amore divino.
Letture:
Mc 9, 2-8; Mt 14, 22-23; Fil 1, 21-26; Ap 22,17.
Di
fronte alla morte che passa e strappa ai nostri cuori
i
parenti più cari, sviluppa la speranza
che
hai posto in noi, Signore, e che si estende
fino
all'aldilà.
Nello
strazio così profondo, così crudele,
che
potrebbe diventare un'oscura disperazione,
rianima
la speranza donando la certezza
che
ci si ritroverà.
Di
fronte alla grande incognita della morte
ed
all'oscurità che per noi è l'aldilà,
rafforza
la speranza in una vita futura,
migliore,
più felice.
Quando
ci sentiamo improvvisamente sradicati,
privati
del grande sostegno di una presenza amata,
fa
crescere la speranza nella tua presenza
che
non manca mai.
Dalla
profonda angoscia in cui ci immerge il lutto,
fa
risalire la nostra anima in uno slancio più vigoroso,
scaturito
dalla speranza audace, assoluta,
che
tu ci hai donato.
Letture:
Rm 5, 1-5; 8, 18-25; 15, 1-6. 13.
Coloro
che ci hanno lasciati hanno ricevuto da te,
Padre
dal cuore generoso, numerosi benefici.
Hai
prodigato loro le tue attenzioni, i tuoi favori.
Noi
ti diciamo grazie.
Per
tutti gli anni che hai loro donato,
per
la vita, salute, forza nel lavoro,
per
i talenti di ogni genere e le attività,
noi
ti diciamo grazie.
Per
le tante qualità di cui li hai dotati,
qualità
dello spirito e del cuore,
che
hanno valorizzato la loro personalità,
noi
ti diciamo grazie.
Per
il sostegno offerto al momento delle prove,
per
i doni di coraggio e di fedeltà,
per
tutte le gioie che subentravano alle pene,
noi
ti diciamo grazie.
Per
la crescita in essi della vita della grazia,
dal
battesimo alla morte, per la loro fede, il loro amore,
per
ciò che ha orientato verso di te la loro speranza,
noi
ti diciamo grazie.
Letture:
Col 1,3-6; Lc 10, 21-24; 17, 11-18; Ef 5, 19-20.
Un
giorno rivedremo coloro che ci hanno lasciati,
perché
la separazione non è definitiva,
ed
i più grandi addii sono solo un arrivederci;
nessun
legame è spezzato.
Rivedremo
coloro che se ne sono andati
a
prepararci il posto, e che vegliano su di noi
con
sollecitudine: impazienti essi attendono
che
li raggiungiamo.
Rivedremo
tutti quelli che abbiamo amato,
dei
quali non abbiamo dimenticato l'affetto,
tutti
quelli il cui volto ha impresso i lineamenti
nel
profondo del nostro cuore.
Li
rivedremo tutti; la ferita causata
dalla
loro scomparsa sarà rimarginata;
la
gioia di rivederli sarà ancora più viva
di
quanto il lutto fu penoso.
Li
rivedremo tutti nella felicità perfetta,
e
più ancora di noi, ti rallegrerai,
Padre,
di riunire i tuoi figli per sempre
nel
tuo unico amore.
Lettura:
Ap 7, 9-17.
Il
cielo non è così lontano,
malgrado
la nostra impressione
di
distanza infinita.
Noi
lo crediamo lontano;
è
molto più vicino di quanto l'immaginiamo.
Il
cielo non è così lontano,
poiché
hai promesso, Gesù, al buon ladrone
il
cielo per il giorno stesso,
e
vi è entrato dal momento
della
sua morte in croce.
Il
cielo non è così lontano,
e
nessuno sa se ne è separato
per
più di un minuto:
tu
puoi venire improvvisamente
a
ritirarci dal mondo.
Il
cielo non è così lontano;
avremmo
torto di rinchiudere i nostri pensieri,
desideri
e ambizioni,
nella
vita terrena dagli stretti orizzonti!
Il
cielo non è così lontano.
Dobbiamo
guardare in questa direzione
in
cui tutto il nostro avvenire,
un
avvenire senza fine, si realizzerà.
Letture:
Lc 23, 42-43; Gv 14, 1-3; Mt 5, 1-12; Ap 21, 1-6.
Con
approvazione ecclesiastica