PREGHIERE PER GLI SPOSI E LA FAMIGLIA
Il dono del matrimonio
Signore,
il matrimonio è un tuo dono per noi, non qualcosa di ovvio o scontato. Ti
chiediamo, quindi, di aiutarci nel nostro rapporto di uomo e donna insieme.
Aiutaci a rispettarci l'un l'altro ed a sforzarci di cogliere il punto di vista
dell'altro. Fà che tra noi ci siano tenerezza ed onestà, comprensione ed un
pizzico di umorismo insieme alla capacità di ammettere che ogni tanto possiamo
sbagliarci. E renderci disponibili a dividere la nostra felicità con gli altri,
aprendo la nostra casa preoccupandoci delle loro gioie e dei loro dolori, come
dei nostri. Grazie per averci dato questo dono prezioso. Aiutaci a farne buon
uso. Amen
Ci
hai pensato insieme prima del tempo, e fin da allora ci hai amati così, l'uno
accanto all'altro.
Il
nostro amore è nato dal tuo, immenso, infinito. Che esso resti sempre
espressione genuina del tuo, senza che il gusto intenso di sentirsi vicini
attenui il sapore della tua presenza fra noi, e senza che il reciproco godimento
delle cose belle che sono in noi ci allontani dal fascino della tua amicizia. Se
per errore o per un malinteso affetto un giorno ci allontanassimo da te, fa che
il vuoto e lo squallore esasperanti della tua assenza ci scuotano profondamente
e ci riportino alla ricerca immediata del tuo volto. Signore, che tutto di noi
conosci, fà che apprendiamo noi pure l'arte di conoscerci profondamente; donaci
il coraggio di comunicarci integralmente le nostre aspirazioni, gli ideali, i
limiti stessi del nostro agire.
Che
le piccole inevitabili asprezze dell'indole, i fugaci malintesi, gli imprevisti
e le indisposizioni non compromettano mai ciò che ci unisce, ma incontrino,
invece, una cortese e generosa volontà di comprenderci.
Dona,
Signore, a ciascuno di noi gioiosa fantasia per creare ogni giorno nuove
espressioni di rispetto e di premurosa tenerezza; e fà che nella vita
coniugale, continui quest'arte creatrice d'affetto, che, sola, ci riporterà
all'incontro continuo con te che sei l'Amore, da cui il nostro si è staccato
come una piccola scintilla. Amen
Grazie
Signore, perché ci hai dato l'amore capace di cambiare la sostanza delle cose.
Quando un uomo e una donna diventano uno nel matrimonio, non appaiono più come
creature terrestri ma sono l'immagine stessa di Dio. Così uniti non hanno paura
di niente, con la concordia, l'amore e la pace l'uomo e la donna sono padroni di
tutte le bellezze del mondo. Possono vivere tranquilli, protetti dal bene che si
vogliono secondo quanto Dio ha stabilito. Grazie Signore, per l'amore che ci hai
regalato.
Signore,
insegnami che la fedeltà è scegliersi di nuovo ogni giorno. Scoprire dentro di
noi
strade
inesplorate. Vivere insieme, non con l'amore di ieri, ma quello di oggi.
Signore,
insegnami che la fedeltà non può essere chiusa, soffocata in schemi, in
strutture.
La
fedeltà s'inventa momento per momento. Scoprendo che l'amore, se è vero, ha
sempre nuove esigenze interiori. Quando non ne ha, è morto.
E
allora la fedeltà non serve più. Diventa al massimo un pezzo archeologico.
Magari di valore. Perché è una cosa rara. Ma molto spesso inutile.
Insegnami
che la fedeltà è una dura conquista. È tracciare insieme un solco profondo.
Incancellabile. Contro il quale né venti né maree possono nulla.
Un
solco scavato nel vivo dell'esistenza, che segue sempre la stessa direzione:
quella dell'amore.
Dio
grande e misericordioso che sei Padre, Figlio e Spirito santo, mistero di
comunione e di amore infinito, noi crediamo in te.
Tu
hai creato l'uomo e la donna a tua immagine e somiglianza perché, come te,
fossero capaci di amare.
Dell'amore
umano degli sposi hai fatto un mistero di salvezza, "un grande
sacramento", un segno vivo del totale dono di Cristo alla sua Chiesa e
della Chiesa a Cristo.
Tu
che sei Padre, Signore della vita, causa prima d'ogni paternità e maternità,
sei la sorgente di ogni vita nuova che nasce dall'amore degli sposi.
Noi
ti preghiamo: ai genitori dona la gioia di amare e di educare i figli.
Fa'
che sappiamo rivelare e comunicare il tuo amore provvidente, dolce e forte:
questo è il bene più grande che ai figli si possa donare.
Dio,
Trinità d'amore, fa che ogni famiglia cristiana riscopra la sua dignità e viva
la responsabilità di piccola Chiesa domestica, germe di nuova umanità.
Fa'
che cresca ogni giorno nella fede, nella speranza e nell'amore.
Fà
che sappia dividere il suo pane con chi ha fame, che doni amore a chi è
piccolo, povero, malato, a chi è dimenticato e solo.
Dio
della gioia e della pace fa che la nostra famiglia cammini sui sentieri della
vita, che creda nel tuo amore anche nel tempo della prova e viva nella speranza
di vedere il tuo volto quando ti incontrerà nella tua casa per lodarti per
sempre. Amen
Che
nessuna famiglia cominci per caso,
che
nessuna famiglia finisca per mancanza d'amore,
che
gli sposi siano l'uno per l'altra con il corpo e con la mente e
che
nessuno al mondo separi una coppia che sogna.
Che
nessuna famiglia si ripari sotto i ponti,
che
nessuno si intrometta nella vita dei due sposi e nel loro focolare
che
nessuno li obblighi a vivere senza orizzonti e
che
vivano del passato nel presente in funzione del futuro.
Che
la famiglia cominci e finisca seguendo la sua strada e
che
l'uomo porti sulle spalle la grazia di essere padre, che la sposa sia un cielo
di tenerezza di accoglienza e di calore e
che
i figli conoscano la forza che nasce dall'amore.
Che
il marito e la moglie abbiano la forza di amare senza misura e
che
nessuno si addormenti senza aver chiesto perdono e senza averlo dato,
che
i bambini apprendano al collo il senso della vita e
che
la famiglia celebri la condivisione dell'abbraccio e del pane.
Che
il marito e la moglie non si tradiscano e non tradiscano i figli,
che
la gelosia non uccida la certezza dell'amore tra i due sposi,
che
nel firmamento la stella più luminosa sia la speranza di un cielo qui adesso e
dopo.
E’
la mano di Dio che ha unito le anime degli sposi prima della nascita e li ha
resi prigionieri l'uno dell'altra per tutti i giorni e tutte le notti.
Sin
da quando emersero insieme dalla sacra mano di Dio essi avvertirono la loro
reciproca mancanza, e dal primo incontro si accorsero di conoscersi attraverso i
secoli. Dentro di essi sanno di avere il potere di suscitare quell'immenso
sentimento che Dio ha concesso loro.
Gli
attimi che li hanno uniti sono più grandi dei secoli, e la luce che ha
illuminato il loro spirito è più forte del buio. L'amore che nasce nel grembo
del firmamento e discende con i segreti della notte non si accontenta di
nient'altro che dell'eternità e non sta in venerazione dinanzi a nient'altro
che a Dio. Essi hanno scoperto che l'amore è profondo come l'oceano e alto come
le stelle e vasto come il cielo. (Kahlil Gibran)
Condividiamo
la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso
atteggiamento di servizio.
Ambedue
fratelli e servi dello stesso Signore, senza divisione nella carne e nello
spirito, insieme preghiamo, insieme ci inginocchiamo e insieme facciamo digiuno.
Istruiamoci
l'un l'altro, l'un l'altro esortiamoci, sosteniamoci a vicenda.
Insieme
stiamo nella santa assemblea, insieme alla mensa del Signore, insieme nella
prova, nella persecuzione, nella gioia.
Nulla
nascondiamo l'un l'altro, non ci evitiamo l'un l'altro, l'un l'altro non siamo
di peso. Volentieri facciamo visita agli ammalati, volentieri assistiamo i
bisognosi, senza malavoglia facciamo elemosina, senza fretta partecipiamo al
sacrificio, senza sosta assolviamo ogni giorno i nostri impegni.
Ignoriamo
i segni di croce furtivi, rendiamo grazie senza reticenze, benediciamo senza
vergogna nella voce. Salmi e inni recitiamo a voci alternate ed insieme
gareggiamo nel cantare le lodi al nostro Dio. Vedendo e sentendo questo, Cristo
gioisce e ci manda la sua pace. Là dove sono i due sposi, ivi è anche Cristo. (Tertulliano,
alla moglie)
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi
l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:
piuttosto
vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi
l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi
sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate
e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come
sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi
il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,
poiché
solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E
siate uniti, ma non troppo vicini;
le
colonne del tempio si ergono distanti,
e
la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro. (Kahlil
Gibran)
Beata
la famiglia il cui Dio è il Signore, e che cammina alla sua presenza.
Beata
la famiglia fondata sull'amore e che dall'amore fa scaturire atteggiamenti,
parole, gesti e decisioni.
Beata
la famiglia aperta alla vita che accoglie i figli come un dono, valorizza la
presenza degli anziani, è sensibile ai poveri e ai sofferenti.
Beata
la famiglia che prega insieme per lodare il Signore, per affidargli
preoccupazioni e speranze.
Beata
la famiglia che vive, i propri legami nella libertà, lasciando a tutti
autonomia di crescita.
Beata
la famiglia che trova il tempo per dialogare, svagarsi e fare festa insieme.
Beata
la famiglia che non è schiava della televisione e sa scegliere programmi
costruttivi.
Beata
la famiglia in cui i contrasti non sono un dramma, ma palestra per crescere nel
rispetto, nella benevolenza e nel perdono vicendevole.
Beata
la famiglia dove regna la pace al suo interno e con tutti: in lei mette radici
la pace del mondo.
Beata
la famiglia che vive in sintonia con l'universo e si impegna per la costruzione
di un mondo più umano.
Beata
la famiglia che, pur non ritrovandosi in queste beatitudini decide che è
possibile percorrerne qualcuna.
Beata
la famiglia in cui vivere è gioia, allontanarsi è nostalgia, tornare è festa.
Signore,
fà della nostra famiglia uno strumento della tua pace:
dove
prevale l'egoismo,
che
portiamo amore, dove domina la violenza,
che
portiamo tolleranza, dove scoppia la vendetta,
che
portiamo riconciliazione, dove serpeggia la discordia,
che
portiamo comunione, dove regna l'idolo del denaro,
che
portiamo libertà dalle cose, dove c'è scoraggiamento,
che
portiamo fiducia, dove c'è sofferenza,
che
portiamo consolazione, dove c'è solitudine,
che
portiamo compagnia, dove c'è tristezza,
che
portiamo gioia, dove c'è disperazione,
che
portiamo speranza.
O
Maestro, fà che la nostra famiglia non cerchi tanto di accumulare,
quanto
di donare, non si accontenti di godere da sola, ma si impegni a condividere.
Perché
c'è più gioia nel dare che nel ricevere, nel perdonare che nel prevalere, nel
servire che nel dominare. Così costruiremo insieme una società solidale e
fraterna. Amen.
Se
non condivido la tua vita, la mia si complica.
Se
non ti cammino accanto, mi affatico.
Se
non ti comprendo, mi confondo.
Se
ti ferisco, mi sento lacerato.
Se
ti escludo, perdo le mie radici.
Se
ti trascuro, mi sento ingiusto.
Se
non percorro la tua strada, smarrisco la mia.
Ti
ascolto e mi ritrovo più saggio.
Ti
ringrazio e divento più ricco.
Ti
parlo e guarisco le mie ferite.
Ho
fiducia in te e cresce la mia speranza.
Ti
accarezzo e mi sento appagato.
Mi
consegno a te e mi sento protetto.
Ti
stimo e sento di valere.
Ti
guardo con purezza e comprendo ciò che è sacro.
Ti
sono fedele e mi sento genitore affidabile.
Cerco
la tua anima e trovo la mia.
Cerco
di essere più degno per te e mi sento degno di Dio.
Prego
per te e Dio mi sorride.
Signore,
fà che noi siamo la nostra casa.
Che
non siano solo i muri a costruirla.
Non
sono gli architetti e i muratori, a darle vita.
Non
gli urbanisti ad aprirla al mondo e agli uomini.
Fa'
che ad abitarla e a darle vita siano i nostri sguardi e le nostre coscienze.
Fà
che in essa i nostri occhi mai temano di incontrarsi e
che
le nostre coscienze amino sempre la trasparenza.
Fa
che le nostre pupille siano il luogo più nostro della nostra casa,
il
luogo dove non ci stanchiamo mai di innamorarci e di riconoscerci,
di
crescere l'uno nella vita dell'altro.
Che
nella nostra casa faccia la sua tenda la Parola,
il
gusto di raccontarci i cammini percorsi.
Che
in essa le nostre parole sappiano farsi veramente carne e vita, racconto e
progetto.
Impedisci,
Signore, che nella nostra casa abiti il silenzio,
quello
sordo della sfiducia e del conflitto, quello gelido dell'indifferenza.
Fà
che nessuna parola sia mai scontata,
che
nessuna ripetizione nasca dalla noia,
che
anche i balbettii siano amore ripetuto, stupore ritrovato.
La
nostra casa sia, Signore, la casa delle mani e dei gesti.
Che
le nostre dita conoscano la tenerezza.
Che
i nostri gesti sappiano sempre del senso e del significato.
Che
nulla sia perduto.
Che
il nostro abbraccio conosca sempre l'esatto equilibrio fra aprirsi e accogliere.
Solo
così la nostra casa sarà luogo di ristori e non di fughe,
di
inizi e non di diaspore, di ospitalità e non di paura.
Fà,
o Signore, che la nostra casa sia le nostre utopie,
le
nostre speranze comunicate e sofferte insieme.
Che
in essa respiri la fiducia nella vita e nella gente.
Che
in essa le sconfitte siano occasione di crescita.
Dacci,
o Signore, la gioia di vivere anche le nostre vecchiaie come crescita
e
come innamoramento, come cammino che sempre più ci unisce conducendoci a Te.
Quando,
Signore, vedremo il Tuo Volto,
fà
che nei Tuoi occhi possiamo ritrovare ancora più bella e vera
e
nostra la casa delle nostre giornate e delle nostre notti.
Che
nel tuo sguardo essa risorga come carne e corpo dei nostri legami e del nostro
aprirci quotidiano alla vita.
Abbiamo
un grande bisogno di te, Spirito Santo, per conoscere la via per la quale
camminare.
Ne
abbiamo bisogno tutti, perché il nostro cuore sia aperto, inondato dalla tua
consolazione, affinché, al di là delle parole che sentiamo, noi cogliamo la
tua presenza.
O
Spirito santo, tu vivi nella Chiesa, tu vivi dentro di noi, sei l'ospite
permanente, che continuamente modella in noi la figura e la forma di Gesù.
Tu
promuovi la nostra testimonianza di fede, Tu ci riempi il cuore di fiducia e di
pace, anche in mezzo alle tribolazioni e difficoltà.
O
Maria, Madre della Chiesa, che hai vissuto la pienezza inebriante dello Spirito
Santo, che hai sentito la sua forza in te, che l'hai visto operante nel tuo
Figlio Gesù: apri il nostro cuore e la nostra mente alla sua azione.
Fà
che tutto ciò che noi pensiamo, facciamo ed ascoltiamo, tutti i gesti e le
parole siano apertura e disponibilità a questo unico e santo Spirito che forma
la Chiesa
nel
mondo, che costruisce il corpo di Cristo nella storia. Amen.
Vivete
nella Fede, trasmettetela ai figli, testimniatela nella vita.
Amate
la Chiesa, vivete in essa e per essa.
Fate
spazio nel cuore a tutti gli uomini, perdonatevi a vicenda, costruite ambienti
di pace ovunque siete.
Ai
non credenti dico: cercate Dio, Egli sta cercando voi.
E
ai sofferenti dico: abbiate fiducia, Cristo che vi ha preceduto vi darà la
forza di far fronte al dolore.
Ai
giovani: spendete bene la vita, è un tesoro unico.
A
tutti: la Grazia di Dio vi accompagni ogni giorno.
E
salutatemi i vostri bambini, appena si svegliano.
Come
vorrei che questo mio "buongiorno" fosse per loro presentimento di
una buona vita, a consolazione vostra e mia, e di tutta la Chiesa. (Papa
Giovanni Paolo II)
Grazie
a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel
travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che
viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita,
punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
Grazie
a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un
uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie
a te, donna figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel
complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua
intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie
a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale,
economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che
dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad
una concezione della vita sempre aperta al senso del "mistero", alla
edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie
a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria
della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci
alla piena verità dei rapporti umani. (Lettera di Giovanni Paolo II alle
donne del 1995)
Beato
il papà che non teme di essere tenero e affettuoso.
Beato
il papà che sa giocare con i figli e perdere tempo con loro.
Beato
il papà per il quale i figli contano più della partita.
Beato
il papà che sa ascoltare e dialogare anche quando è stanco.
Beato
il papà che dà sicurezza con la sua presenza e il suo amore.
Beato
il papà che sa pregare con i figli e confrontare la vita con il Vangelo.
Beato
il papà convinto che un sorriso vale più di un rimprovero, uno scherzo più
di una critica, un abbraccio più di una predica.
Beato
il papà che cresce insieme ai figli e li aiuta a diventare se stessi.
Beato
il papà che sa capire e perdonare gli sbagli dei figli e riconoscere i propri.
Beato
il papà che non sommerge i figli di cose, ma li educa alla sobrietà e alla
condivisione.
Beato
il papà che non si ritiene perfetto e sa ironizzare sui propri limiti.
Beato
il papà che cammina con i figli verso orizzonti sconfinati aperti all'uomo, al
mondo, all'eternità.
Noi
ti lodiamo, Padre santo, perché ci hai amato tanto da donarci il tuo figlio Gesù.
Noi
ti benediciamo, Signore Gesù: ti sei offerto per noi sulla croce per redimerci
dalle nostre colpe e per ricondurci al Padre, e ci hai donato, come supremo
gesto di amore, la Madre tua come nostra Madre.
Guidati
dallo Spirito Santo, noi vogliamo rispondere a questo amore affidandoci a Lei.
Noi
ci affidiamo a Te, Vergine Maria, che per prima hai creduto all'adempimento
delle parole del Signore; aiutaci a vivere la nostra vita di sposi
nell'obbedienza della fede, nell'amore vicendevole di ogni giorno, e nel
servizio verso la nostra comunità.
Noi
ci affidiamo a Te, Vergine Maria, che nella casa di Nazareth, unita al tuo sposo
Giuseppe, hai vissuto in quotidiana familiarità con il tuo Figlio e hai
glorificato il Padre con il lavoro delle tue mani, con la tua vita, adorando Dio
nel silenzio e nella preghiera fa' che anche noi glorifichiamo Dio nella nostra
vita con il lavoro delle nostre mani, nella fatica e nella speranza.
Noi
ci diamo a te, Vergine Maria, che con il tuo sposo non comprendesti le parole
del tuo Figlio dodicenne, ma nella fede hai continuato la tua missione di
madre; fa' che anche noi impariamo a custodire nella speranza e a meditare
parole e avvenimenti che non comprendiamo nella vita dei nostri figli, nelle
vicende della nostra comunità, nella ricerca di chi ci sta vicino, certi della
presenza misericordiosa del Padre dei cieli.
Noi
ci adiamo a Te, Vergine Maria: sul Calvario il tuo Figlio morente ti ha affidato
la missione di una maternità universale; fa' che anche la nostra famiglia
faccia propria la missione della Chiesa, sia segno di speranza e testimone di
carità praticando l'accoglienza e realizzando la solidarietà con tutti,
soprattutto con i poveri e con i forestieri.
Il
matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore
potere.
Finché
siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della
vostra coppia.
Entrando
nel matrimonio, siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa
andare e venire e chiama al suo regno.
Nel
vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità.
Nel
matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo e ne diventate
responsabili.
Il
sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.
Il
matrimonio, invece, è un'investitura, un mandato. Per fare un re non basta che
lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l'incarico di regnare.
Così
non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumento della vita.
E'
il matrimonio che ve ne rende atti.
Non
è il vostro amore che sostiene il matrimonio:
è
il matrimonio che, d'ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore.
Dio
vi unisce in matrimonio: non lo fate voi, è Dio che lo fa.
Dio
protegge la vostra unità indissolubile di fronte a ogni pericolo che lo
minaccia dall'interno e dall'esterno.
Dio
è il garante dell'indissolubilità. E' una gioiosa certezza sapere che nessuna
potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò
che Dio ha unito. (Dietrich
Bonhoeffer)
Signore,
fà che la nostra vita coniugale e familiare sia un lieto annuncio, credibile ed
efficace della tua alleanza con la Chiesa.
In conformità al sacramento celebrato, diventi un dono di grazia per la
comunità cristiana. Sia per la Chiesa la proclamazione della sua realtà di
sposa del Signore. Il nostro amore riveli sempre il carattere di definitività e
di indissolubilità della tua alleanza con la Chiesa. Amen.
Padre
dei Cieli, ci hai dato un modello di vita nella Sacra Famiglia di Nazareth.
Aiutaci,
Padre d'amore, a fare della nostra famiglia un'altra Nazareth dove regnano
l'amore, la pace e la gioia.
Che
possa essere profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante di
gioia.
Aiutaci
a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia.
Insegnaci
a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestito di
sofferenza.
Che
il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo.
E
aiutaci a svolgere con amore i nostri doveri familiari.
Che
possiamo amarci come Dio ama ciascuno di noi, sempre più ogni giorno, e
perdonarci i nostri difetti come Tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci,
Padre d'amore, a prendere ogni cosa Tu dia e a dare quello che tu prendi con un
grande sorriso.
Cuore
immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San
Giuseppe, prega per noi.
Santi
Angeli Custodi, state sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen. (Madre
Teresa di Calcutta)
Credo
nell'amore.
Credo
che tutti siamo chiamati all'amore.
Credo
che tutte le vocazioni s'incontrano nell'amore vero, quello che Cristo ha
insegnato e proposto, ed è diffuso nei nostri cuori dallo Spirito Santo.
Credo
nell'amore che passa attraverso la croce, che non è solo sentimento ma è
attenzione e rispetto, comprensione e servizio, donazione, responsabilità e
fiducia.
Credo
che questo amore è la forza più grande del mondo.
Non
credo nell'odio, non credo nell'egoismo comunque si esprima.
L'egoismo
è la radice di tutti i peccati, causa di tutte le ingiustizie, sorgente di
tante sofferenze, fallimento dell'uomo.
Contro
di esso voglio lottare con tutte le mie energie senza stancarmi.
Credo
che tutti saremo e siamo sempre giudicati sull'amore.
Credo
nei cieli nuovi e terra nuova che Dio ci ha promesso e preparato, e che noi
siamo chiamati a costruire con lui.
Credo
nella gioia di vivere così e di spendere così la mia vita a servizio dei miei
fratelli.
In
tutto questo intendo credere, tutto questo intendo fare con l'aiuto di Dio,
tutto questo per me si riassume quando dico: credo in te, Signore Gesù, tu
aumenta la mia fede.
Non
allontaniamo da noi la meraviglia!
Perché
lo stupirsi dell'altro nello scoprire il suo essere e la sua individualità
porta ad accrescere il desiderio dello stare insieme.
Perdere
il senso dello stupore e della meraviglia significa quasi morire, cessare di
vivere.
Non
allontaniamo da noi la meraviglia!
Perché
il giorno in cui avremo asfissiato il senso dello stupore e della curiosità
dell'altro, perderemo la capacità di crescere come coppia continuamente in
tensione.
Fino
a che ci lasceremo incantare potremo avere la speranza di sorprenderci felici.
Non
uccidiamo la meraviglia!
Perché
la meraviglia, più che il dubbio, è la fonte della speranza.
Non
uccidiamo la meraviglia!
Perché
nessuno può dirsi completo finché non è diventato anche creatura di emozioni.