PREGHIERE
IN PUNTO DI MORTE
Secondo Gregorio, ogni azione di Cristo è per noi un ammaestramento.
Quindi,
quanto Cristo ha fatto sulla croce, ciascun morente lo compia a suo modo e in
relazione alle minori capacità dell'ultima ora di vita.
Cristo
sulla croce compì cinque gesti.
Egli
pregò;
infatti si dice che abbia declamato i versetti del Salmo: "Mio Dio, mio
Dio, volgi lo sguardo su di me!" e i successivi, fino a: "Nelle tue
mani...", ... Cristo anche pianse, come testimonia l'apostolo, gridò,
raccomandò l'anima al Padre e offerse il suo Spirito, come afferma il Vangelo.
Pure
il malato preghi nella sua ultima ora. Se non è più in condizione di farlo con
la propria voce, lo faccia almeno interiormente. Dice Isidoro: "È meglio
pregare Dio in silenzio che a voce alta senza la giusta disposizione del
cuore".
In
secondo luogo,
il morente rafforzi il suo grido interiore, non la voce: Dio presta più attenzione
al tacito anelito del cuore che al suono della voce. Chiedere dentro di sé non
è altro che un'implorazione a voce alta per il perdono dei peccati e per la
vita eterna.
Terzo:
il malato pianga non tanto con gli occhi corporali, ma soprattutto con le
lacrime del cuore, con sincero pentimento.
Quarto:
raccomandi l'anima a Dio, dicendo: "Nelle tue mani, Signore,...".
Quinto:
il malato renda volontariamente lo spirito fin quando è cosciente, e, così,
nell'ora della morte, conformerà la sua volontà a quella di Dio, come è
giusto.
Fin
quando il morente può parlare ed è cosciente, pronunci queste preghiere:
"Altissimo
Iddio, immensa Bontà, dolcissima e gloriosissima Trinità, Ti amo e Ti adoro
sopra ogni cosa: abbi pietà di me, povero peccatore. Ti raccomando la mia
anima".
Poi
dica:
"Dio
mio, Padre di misericordia, abbi pietà della tua misera creatura, aiutami
nella mia più profonda angoscia. Affrettati, o Signore, in aiuto a quest'anima
abbandonata e sperduta perché non venga dilaniata dalle belve infernali!".
Preghi
ancora il malato:
"Soavissimo
e amatissimo Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, disponi che, grazie
all'immenso valore e forza della tua santissima passione, possa venire accolto
nel numero dei tuoi eletti. Mio Salvatore e Redentore, mi affido a Te: non
ripudiarmi! Vengo a Te: non respingermi!"
Un'ulteriore
preghiera:
"Nostro
Signore Gesù Cristo, desidero ardentemente il tuo paradiso, non grazie ai
miei meriti (io sono polvere, cenere e il più miserabile dei peccatori), ma
per la forza e la potenza della tua santissima passione: in virtù di essa, Tu
volevi redimere me, povero uomo mortale! Nella tua bontà, mi hai donato il paradiso
per merito del tuo sangue prezioso".
Inoltre,
dica l'infermo questo versetto e lo ripeta più volte, almeno tre:
"Signore,
hai spezzato le mie catene, Ti porgo l'offerta di lode".
Si
crede che queste parole, secondo l'affermazione di Cassiano, abbiano una tale
forza che le colpe di chi le pronuncia siano perdonate, se proclamate in punto
di morte riconoscendo per tre volte le proprie colpe.
Poi:
"Signore
Gesù Cristo, per merito dell'angoscia che, per amor mio, hai sopportato sulla
croce, specie nell'ora in cui il tuo Santissimo Spirito ha abbandonato il corpo,
abbi pietà dell'anima mia, quando si separa dal corpo".
Il
morente, fin quando è in grado, implori con totale fiducia, con il cuore e con
la bocca, senza sosta la gloriosa Vergine Maria, la più efficace e saggia
mediatrice e soccorritrice di tutti i peccatori:
"Regina
del cielo, Madre di Misericordia, rifugio dei peccatori, riconciliami con tuo
Figlio unigenito; implora la sua indulgenza su di me, indegno peccatore, affinché
mi conceda il perdono delle mie colpe in forza del suo amore per Te e mi
accolga nella sua grazia".
L'infermo
si rivolga poi agli angeli:
"Voi
santissimi angeli celesti, siatemi vicini, ora che me ne vado da questo mondo.
Salvate la mia anima dagli attacchi dei miei nemici e accoglietela tra voi:
imploro soprattutto te, angelo buono, che mi sei stato assegnato dal Signore
quale protettore".
Il
malato invochi a sua protezione, in queste ore di pena, gli apostoli, i martiri,
i fedeli e le vergini e, in modo particolare, quei santi che ha venerato e
amato in vita.
Allo
stesso modo, pronunci tre o più volte le parole che seguono, o simili nel
significato, attribuite a sant'Agostino:
"La
pace del nostro Signore Gesù Cristo, la forza della sua passione, il legno
della santa Croce, la purezza della beatissima Vergine Maria, la benedizione
di tutti i santi, la protezione degli angeli e la voce degli eletti si pongano
tutti, in questa ora mortale per la mia anima, tra me e ogni mio nemico,
visibile o invisibile".
Aggiunga
l'infermo questo versetto e lo ripeta tre volte:
'Fa',
o Signore, risplendere la magnificenza di quel tramonto, al cui cospetto la vita
non si spegne mai più; anzi, le viene data gloria eterna a ricompensa di una
morte beata".
Se
il malato non conosce tutte le indicate preghiere o, a causa della crescente
spossatezza, non può pregare, uno dei presenti le reciti davanti a lui a voce
alta. Finquando il morente è in possesso delle proprie facoltà mentali, preghi
lui stesso, se si trova nella condizione di poterlo fare, impetrando il
Signore dal più profondo del cuore.
Con
questa preghiera renda il suo spirito a Dio e sarà salvato.
Tratto
da: GUIDA PRATICA PER SALVARSI L’ANIMA
A
cura del Monastero cistercense di Wilhering (Austria)
© Edizioni Segno - 2008