PREGHIERE DI JEAN GALOT – ADORARTI -
Adorarti, Padre
Adorarti,
Padre, in spirito e verità!
Vogliamo
avvicinarti, essere veri adoratori,
come
è stato Gesù, con cuore filiale,
desiderosi
di piacerti, di aprirci a te.
Adorarti
in spirito, perché essendo spirito,
reclami
da noi l'amore più intimo,
più
spirituale, in uno slancio di fede
che
ci faccia aderire al tuo essere invisibile.
Adorarti
in spirito, discernere la tua presenza
ovunque
nell'universo, di cui hai fatto il tuo tempio,
e
accoglierti soprattutto nel nostro cuore
in
cui vuoi abitare con predilezione.
Vogliamo
adorarti in tutta verità,
non
accontentarci di gesti o di parole,
ma
offrirti la nostra vita e la nostra libertà,
perché
si compia in noi la tua volontà.
Che
la nostra adorazione ci dia alla tua impresa,
al
mistero della tua grande sapienza,
alla
seduzione della tua bontà:
che
sia abbandono tra le tue mani di Padre!
Ti
presenti a noi, Gesù, nel Vangelo,
con
tutto l'ardore dell'amore più puro,
amore
dell'uomo, amore di Dio,
amore
senza limiti.
Non
ci basta accogliere questo amore
con
riconoscenza: dobbiamo adorarlo,
perché
in esso Dio si rivela ai nostri occhi,
nella
sua intimità.
Non
possiamo amarti come meriti
se
non adorandoti, o Cristo, discernendo in te
Dio
che si dona a noi, il Figlio di Dio venuto
per
divinizzarci.
Dobbiamo
adorarti perché la nostra adesione
non
sia soltanto attaccamento all'uomo,
ma
slancio di una fede che tocca, nella tua persona,
l'assoluto,
l'infinito.
Ti
adoriamo, Gesù, e ti riceviamo
come
padrone sovrano della nostra vita;
al
tuo potere divino, potere di bontà,
offriamo
tutto il nostro essere.
Adorarti,
Spirito Santo,
è
adorare il Dio che viene nel nostro profondo,
che
guida i nostri pensieri, il nostro comportamento,
con
un'intima azione.
Adorarti,
è lasciare
che
la tua potenza animi la nostra debolezza
e
ci comunichi, per i nostri compiti umani,
la
tua energia divina.
Ti
adoriamo sommessamente,
conquistati
dal silenzio in cui ci fai sentire
il
mistero infinito di un Dio inesprimibile
che
si rivela in noi.
Ti
adoriamo ad alta voce
poiché
tu, per primo, fai prorompere in noi
il
grido d'adorazione da cui scaturisce la gioia,
l'entusiasmo
della fede.
Adorarti,
Spirito Santo,
e
riconoscere in noi le meraviglie di Dio,
ritenerti
l'autore di tutte queste meraviglie,
ammirandoti
senza fine.
Quando
contemplavi il bimbo formato in te
per
opera dello Spirito,
rimesso
tra le tue mani per la bontà del Padre,
tu
adoravi.
Quando
ti stupivi, Maria, del comportamento
e
delle parole di Gesù,
e
non comprendevi il perché dei suoi gesti,
tu
adoravi.
Quando
ottenesti, alle nozze di Cana,
il
primo dei miracoli,
meravigliata
dall'amore divino,
tu
adoravi.
Quando
ti trovasti ritta presso la croce,
partecipando
al dramma
che
trafiggeva il tuo cuore e scuoteva la fede,
tu
adoravi.
Quando
accogliesti il tuo figlio risorto,
non
avesti bisogno
di
gridargli: «Mio Signore e mio Dio»
tu
adoravi.
La
tua presenza ci basta.
Non
c'è bisogno di parole per entrare in contatto
con
Colui che è presente nel nostro cuore,
presente
a tutto il nostro essere.
La
tua presenza è sufficiente
per
la contemplazione: facci realizzare,
quando
ti guardiamo con gli occhi della fede,
che
tu sei qui per noi!
La
tua presenza è sufficiente
alla
nostra adorazione: adorarti significa captare
tutta
questa presenza, lasciandole cogliere
il
fondo del nostro spirito.
La
tua presenza è sufficiente:
essa
ci è donata come un amore immediato
e
sempre disponibile, avido di colmare
i
nostri più ardenti desideri.
La
tua presenza è sufficiente.
Essa
ci basterà nell'eternità,
e
già ora riempie di gioia
coloro
che vogliono viverla.
Chi
vuole scoprirti e vede nel Vangelo
delinearsi
i tratti del volto di Dio
nel
tuo volto d'uomo, e la forza divina
effondersi
in molteplici miracoli,
non
può che adorarti.
Chi
si applica a cogliere il tuo segreto personale
nei
gesti amorosi più sconvolgenti
che
hanno segnato la tua vita tra i peccatori,
raggiunge
un infinito che non si può accogliere
se
non adorando.
Chi
discerne nella sua vita i segni così numerosi
dei
tuoi interventi d'amico e di Salvatore,
si
sente avvolto da una tale bontà
che
tocca da vicino l'immensità divina
e
ti adora con fede.
Chi
ti cerca in ogni evento
può
trovarti solo
al
centro della realtà, come nucleo divino
del
nuovo universo che cresce nella grazia,
nell'adorazione.
Mani
giunte, Signore, per farti omaggio
della
nostra adorazione,
per
esprimere l'amore che si depone nelle tue mani
e
ti abbandona tutto.
Giungere
le mani fortemente, per riunire le nostre forze
troppo
spesso disperse,
e
offrirti l'unità di tutto l'essere
rivolto
verso la tua persona.
Mani
giunte nella lunga inattività
della
contemplazione,
per
l'azione più intensa e più spirituale
del
cuore che si apre a te.
Giungere
le mani verso te, perché possa salire,
con
tutta l'anima,
la
nostra supplica così carica di desideri,
di
bisogni da colmare.
Mani
giunte, o Cristo, perché ti sia facile
impossessarti
di noi,
e
di prendere per te il nostro potere di agire,
di
pensare, di volere.
Facciamo
tanta fatica a trovare questo tempo,
il
tempo di adorarti;
questo
tempo sembra perso, senza visibili risultati,
senza
produttività.
Eppure,
noi che troviamo il tempo per i divertimenti,
o
le futilità,
potremmo
riservare dei momenti preziosi
di
incontro con te.
Potremmo
donarti, con gesto generoso,
il
tempo che desideri
quando
nel tuo amore vuoi accoglierci,
tenerci
vicino a te.
Questo
tempo non è perduto, perché posto nelle tue mani
è
ricco e fecondo:
è
il grano seminato, al quale fai produrre
dei
frutti al cento per cento.
È
il tempo della fede, in cui desideriamo vivere
quello
che crediamo,
il
tempo della speranza, in cui i tuoi progetti immensi
entrano
nel nostro spirito,
il
tempo del dono di sé, in cui ci dimentichiamo
per
pensare solo a te,
il
tempo della fusione, in cui il nostro essere si unisce
al
tuo essere divino.
Accogliere
il tuo silenzio,
il
silenzio sorprendente che tu, che sei Parola,
conservi
tra noi offrendo la tua presenza
allo
sguardo interiore.
Accogliere
il tuo silenzio
per
poterti adorare senza l'inquietudine
di
esprimere idee, di trovare un linguaggio
o
di dare una risposta.
Accogliere
il tuo silenzio
che
nasconde e rivela una infinita ricchezza,
che
ci fa indovinare la grandezza del mistero
della
tua divinità.
Accogliere
il tuo silenzio,
lasciare
morire in noi i rumori dell'universo
perché
viva nei nostri cuori la pace di un altro mondo
di
cui apri la porta.
Accogliere
il tuo silenzio
con
tutta la forza e tutta la dolcezza
dell'amore
che illumina colmando la nostra ombra,
prendendo
tutto in noi.
Davanti
a me, tanto amore s'indovina,
nascosto
nella tua presenza,
tanto
amore si rivela allo sguardo della mia fede
che
cerca l'infinito.
Tanto
amore è venuto con te negli uomini,
un
amore tenero e forte,
amore
che ha formato la nuova umanità,
fondato
la sua unità.
Tanto
amore è apparso sul tuo volto, o Cristo,
che
nessun essere umano
avrebbe
potuto, da solo, avere il tuo eroismo,
la
tua generosità.
Tanto
amore si offre a me, che supera da lontano
tutto
quello che immagino;
non
posso sapere fino a che punto sono amato
in
tutta la mia persona.
Davanti
a me vi è tanto amore che mi interpella
e
si fa riconoscere,
come
la verità che domina la mia vita
e
gli dona il suo senso.
Davanti
a me, tanto amore mi invita ad adorare,
un
Dio che mi sorprende
quando
non esita a donarsi a fondo
a
degli esseri così deboli.
Padre,
sii adorato ovunque nella natura:
quando
ammiriamo le meraviglie del mondo,
la
nostra ammirazione si rivolge
a
te, loro Creatore!
Padre,
sii adorato negli avvenimenti,
segni
del tuo volere che guida tutte le cose,
segni
della tua sapienza incomparabile e sicura
in
tutte le decisioni.
Padre,
sii adorato ovunque nella nostra vita,
nella
tua sollecitudine attenta e fedele,
che
non lascia al caso alcun giorno, e che veglia
su
di noi ad ogni istante.
Padre,
sii adorato in tutte le persone
che
portano la tua immagine nella loro intelligenza,
nella
loro libera volontà, nella loro capacità
di
amare, di donarsi.
Padre,
sii adorato ovunque nel Vangelo;
nella
parola detta nel tuo unico Figlio Gesù,
e
trasmessa a noi dal tuo Spirito d'amore,
sii
veramente adorato.
Quando
vengo a te, Signore Gesù, avrei
tante
cose da dirti:
avrei
tanti desideri da comunicarti,
tante
pene da affidarti.
Tante
cose da dirti
che
sarei tentato di pensare solo a me,
senza
nemmeno supporre che tu hai dei desideri
ancor
più importanti.
Tante
cose da dirti
che
trascurerei la sola necessaria:
adorarti
senza dire niente
in
uno sguardo fissato sul tuo essere infinito.
Tante
cose da dirti
che
non avrei il tempo di ascoltarti,
e
tu non avresti più la possibilità di parlare
per
farti ascoltare.
Tante
cose da dirti
che
tu conosci già,
e
che mi basta offrirle al tuo cuore
nell'intimo
abbandono della mia adorazione.
Adoro
la tua bontà, poiché ci riveli
il
Dio che è amore,
e
perché non vi è, Gesù, altro volto autentico
dell'unico
Signore.
Adoro
la tua bontà, che mi seduce più
di
tutta la tua potenza,
e
mi mette in ginocchio non nel timore
ma
nell'ammirazione.
Adoro
la tua bontà, che supera di molto
le
piccole misure
della
bontà umana, e porta all'infinito
la
gratuità del dono.
Adoro
la tua bontà, che mi lascia così libero
nella
mia adorazione,
e
vuol fare di me non un servitore
ma
un intimo amico.
Adoro
la tua bontà, che ad ogni passo
scopro
più grande,
e
la cui verità illumina la mia vita
di
una gioia sempre nuova.
La
ribellione è in me, sempre pronta a scattare
davanti
ad un'ingiustizia o una delusione,
pronta
a incriminarti e a condannarti;
ma
cambiala, Signore, in adorazione.
Quando
sono contrariato, quando il mio progetto fallisce,
il
mio primo movimento è spesso la collera;
ma
vieni in mio soccorso, fortifica la mia pazienza
e
cambia la mia collera in adorazione.
Quando
la mia speranza urta contro potenti ostacoli,
sento
stridere in me la sorda irritazione
che
ti imputa i torti e ti fa dei rimproveri;
cambia
la mia ribellione in adorazione.
Poiché
hai conosciuto, Gesù, le lotte dell'anima,
aiutami
a domare le intime rivolte.
In
tutto quello che passa, insegnami a cogliere
un
disegno misterioso che deve essere adorato.
Apri
i miei occhi di fede, affinché riconoscano
in
tutto quello che mi addolora, un amore supremo:
invece
di protestare, fa ch'io sappia adorare
il
Padre nella sua bontà, e avere fiducia in Lui!
Nell'ombra,
ti adoro
e
cerco la luce unicamente in te,
perché
tu solo hai il chiarore che dissipa le notti.
Nell'ombra
delle fatiche
ti
adoro, sapendo che tu sei il riposo
e
che posso sempre abbandonarmi a te
per
rifare le mie forze.
Nell'ombra
dei miei dubbi,
ti
adoro, credendo di più alla tua presenza,
accogliendo
la tua dottrina con la certezza
che
non passerà.
Nell'ombra
delle prove,
ti
adoro gettando uno sguardo sulla croce,
accettando
con te la volontà del Padre
che
ci conduce più in alto.
Nell'ombra
della morte
ti
adorerò, Cristo, abbandonandoti la mia vita
e
chiedendoti di vivere vicino a te,
nel
tuo regno d'amore.
Poiché
sei Dio, Padre, e il tuo infinito
non
può essere rinchiuso
nel
ristretto orizzonte della mia intelligenza,
non
posso comprendere
il
tuo modo di agire e di guidare la mia vita.
Avrei
la pretesa di misurare i tuoi piani
secondo
la mia sapienza umana,
e
di criticarli quando non sembrano corrispondere
alle
mie vedute,
ma
devo accettare, adorare il mistero.
È
vero, per la mia gioia, che non hai voluto
rimanere
l'inconoscibile,
che
ti sei rivelato, che mi hai introdotto
nella
tua intimità,
ma
tu rimani il mio Dio: non posso comprendere tutto.
Mi
hai voluto per figlio, dividi con me
il
tuo pensiero sovrano,
ma
per farlo mio devo rinunciare
a
tante idee personali;
l'afferro
solo nell'adorazione.
Quando
ti sei fatto l'amico dei peccatori del tuo tempo
ci
hai portato
la
grandezza di un perdono che supera in ogni senso
tutti
i nostri perdoni umani.
Ci
hai rivelato la magnanimità
del
Padre che perdona
con
la sollecitudine di un'immensa pietà
e
la gioia dell'amore.
Hai
fatto scaturire la potenza divina
del
tuo perdono, Gesù,
purificando
i cuori, liberandoli,
convertendoli.
Hai
mostrato fin dove arriva
la
sublime tua misericordia
quando,
sulla croce, hai implorato il perdono
per
tutti i tuoi avversari.
Adoro
il tuo perdono, sapendo che per esso
ricevo
il meglio
di
quello che è in Dio, l'amore più gratuito
e
più efficace.
«Nessuno
ha mai parlato come quest'uomo!»
hanno
dichiarato quelli che dovevano arrestarti,
Gesù,
e che furono sedotti
dalla
tua predicazione.
Nessuno
ha mai parlato, né potrà parlare,
nella
nostra umanità dove la parola abbonda,
come
hai fatto tu un tempo, e anche ora,
tu,
la Parola unica.
Infatti,
tu non cessi di parlare al nostro cuore,
di
dirci le parole dalle quali scaturisce la luce,
le
parole più decisive che prendono la nostra vita
per
divinizzarla.
La
tua parola è dotata di una forza divina,
ma
non può compiere in noi quello che dice
se
non l'adoriamo e non riconosciamo in essa
il
diritto di guidarci.
Più
l'ascolteremo, più la troveremo
degna
d'adorazione, più penetreremo
nel
tuo mistero, quello della tua persona;
Verbo
che ti sei fatto carne.
Adorare
è amare, sapendo che si raggiunge,
in
colui che si ama,
l'assoluto
vero e lo scopo della vita,
tutto
quello che si desidera.
Adorare
è amare, perché tu non hai voluto
importi
col timore,
né
ispirare l'angoscia o il rispetto tremante
a
quelli che vengono a te.
Adorare
è amare, perché sei venuto
come
l'amico di tutti,
rivelando
un Dio il cui primo desiderio
è
di essere amato da noi.
Adorare
è amare, con tutto l'ardore
di
cui il cuore è capace,
è
desiderare di amare oltre i limiti
di
ogni amore umano.
Adorare
è amarti, Gesù, perdutamente,
amarti
con l'ebbrezza
di
colui che scopre in te ciò che cercava,
e
molto più ancora.
Tacere
davanti a te, per lasciare che il silenzio
esprima
ciò che manca ad ogni linguaggio umano
quando
si rivolge a te, impotente a raggiungere
la
tua altezza divina.
Tacere
davanti a te, perché l'adorazione
non
si limiti a parole apparenti,
e
salga lentamente dalle intime profondità
che
attiri a te.
Tacere
davanti a te, perché ho più da ricevere
che
da donare, e vorrei aprirmi
senza
riserve al lavoro della tua grazia divina
che
vuole trasformarmi.
Tacere
davanti a te, Cristo, che hai tanto parlato
con
la lingua e con le opere, e cogliere la tua dottrina
lasciando
penetrare i tuoi discorsi evangelici
nel
profondo del mio spirito.
Tacere
davanti a te, per poterti ascoltare
senza
soffocare la tua voce, né mettere ostacoli,
e
lasciare risuonare a lungo nel mio cuore
la
tua parola così pura.
Adorandoti,
Signore, come non sognare
l'immenso
mistero
che
è per noi la tua persona, un Figlio di Dio fatto uomo
divenuto
uno di noi?
Adorarti,
è entrare nel sogno del Padre
che,
in un immenso amore
ci
ha dato suo Figlio affinché, nella fede,
l'amiamo
come Dio.
Adorarti,
è offrirti tutti i nostri sogni umani
perché
in te divengano
il
grande sogno divino d'amore e di felicità
per
la nostra umanità.
Adorarti
è sognale un mondo migliore
come
tu lo vorresti,
come
tu lo costruisci nel segreto dei cuori
in
vista dell'eternità.
Adorarti,
è andare alle sorgenti del sogno,
all'infinito
divino,
che
fa scaturire in noi i più nobili desideri,
le
speranze più grandi.
Dimenticare
tutto, e non essere che uno sguardo
rivolto
a te;
dimenticare
chi sono, per cogliere quello che sei tu,
per
conoscerti.
Vorrei
dimenticare, staccarmi da me stesso,
per
sopprimere l'ostacolo
del
mio vecchio egoismo, per una intimità
di
puro amore.
Vorrei
dimenticare, togliere dalla memoria
tante
cose vane,
per
lasciare solo il tuo ricordo,
sorgente
di ogni gioia.
Vorrei
dimenticare le preoccupazioni,
i
timori tiranni,
trovare
la libertà del cuore e dello spirito
nella
mia adorazione.
Dimenticare
tutto al mondo, al fine di scoprire
un
nuovo universo,
l'universo
della tua grazia, dalle bellezze invisibili,
dalle
dimensioni divine.
Dopo
aver conosciuto la tensione, le scosse
di
un'azione convulsa,
cerchiamo
il riposo, Signore, presso di te,
il
riposo della preghiera.
Vogliamo
fermare il ritmo frenetico
di
una vita troppo rapida,
adorare
solo la tua presenza immobile,
adorarti
nella pace,
adorarti
nella pace di un unico pensiero
orientato
verso di te,
lasciando
fuori i mille altri pensieri
che
ci accaparrano,
adorarti
nella pace profonda dell'anima,
dove
i sentimenti
dell'amore
più tenero e più ardente
si
formano in segreto,
adorarti
nella pace che tu effondi
in
coloro che ti guardano,
l'immensa
pace divina in cui tacciono improvvisamente tutte le nostre inquietudini.
In
me vi è poco amore: è la constatazione
più
volte riconosciuta,
quando
vedo le mie giornate nascere e trascorrere
così
fredde e così vuote.
Vorrei
donarti un cuore ben più amante;
ma
non ci riesco,
perché
è prigioniero di un profondo egoismo
che
non vuole cedere.
Non
oso confrontare quello che mi hai dato
con
quello che ti dò:
di
fronte al tuo amore io sono poca cosa,
e
tanto povero nei miei doni!
Tu
me lo fai comprendere, affinché io rinunci
a
tutte le pretese,
e
che tutta la mia vita sia basata sulla fede
nel
tuo amore.
Tu
reclami da me molto più del dono:
l'abbandono
radicale,
e
l'umile adorazione di colui che attende
da
te tutto il suo amore.
Vi
sono dei momenti in cui la supplica
i
fa più ardente,
altri
in cui ti prego gratuitamente,
in
cui voglio adorare.
Quando
mi rivolgo a te con tutte le mie domande,
ti
testimonio, Padre,
la
mia fiducia filiale, e quando ti adoro,
un
amore immenso.
La
preghiera gratuita è l'omaggio supremo
in
cui ti riconosco
degno
di richiedere il dono di tutto me stesso
in
completa libertà.
Essa
vorrebbe rispondere al tuo amore divino,
assoluta
gratuità,
renderti
liberamente quello di cui mi hai colmato
per
grazia sovrana.
Vorrei
pregarti semplicemente per piacerti,
per
offrirti la gioia
di
prendere possesso di un essere il cui sogno
è
di appartenerti.
Lasciar
cadere i nonnulla che ingombrano la mia vita
e
captano il mio pensiero,
per
cogliere l'essenziale, il tuo mistero insondabile
e
adorarti, Signore.
Rimettere
al posto giusto, e nelle sue dimensioni,
ciascuno
dei miei impegni,
considerandoli
nell'immenso orizzonte
dei
tuoi progetti d'amore.
Essere
persuaso che tu vuoi prima di tutto
l'adesione
del cuore
e
che la mia vita ha un senso quando ti offre tutto
e
lavora per te.
Conservare
la pace dell'anima in mezzo al frastuono
evadendo
verso te,
cercando
il mio appoggio nella fedeltà
della
tua forte presenza.
Mettere
nell'esistenza agitata, scossa,
un
fondo d'adorazione,
perché
partecipi all'immobilità
del
tuo essere divino.
Tu
non hai calcolato i tuoi limiti, Maria,
della
tua risposta a Dio;
non
hai misurato la portata del tuo sì,
ma
hai adorato.
Non
hai reclamato dei segni per la tua fede,
e
non hai giudicato
il
messaggio divino secondo le tue vedute umane,
tu
hai creduto, semplicemente.
Non
hai respinto l'idea del sacrificio:
davanti
alla profezia
della
spada che ti avrebbe trafitta,
hai
fatto la tua offerta.
Non
hai ritirato nulla, sul Calvario,
della
tua accettazione
e
nemmeno, vedendo il tuo Figlio morire giustiziato,
della
tua adorazione.
Dio
non ha calcolato l'immensità
della
gioia che ti dona;
non
ha misurato la grazia con cui colma
un
cuore aperto a lui.
Quando
ti adoriamo, facci prendere coscienza
che
è una missione.
Ti
adoriamo, Gesù, a nome della tua Chiesa,
a
nome di tutti gli uomini.
Ti
adoriamo per quelli che non hanno tempo,
né,
forse, desiderio,
e
per quelli che vorrebbero pregarti più spesso
ma
non riescono a farlo.
Ti
adoriamo uniti a tutti quelli che ti adorano;
con
essi vogliamo
compiere
il destino del nostro cuore umano
fatto
per appartenerti.
Ti
adoriamo, sapendo che abbiamo ricevuto
questa
grazia per gli altri
e
che, da privilegiati, dobbiamo dividere
con
l'umanità.
Ti
presentiamo anche, come fervido omaggio,
tutta
la creazione,
prestando
la nostra voce all'intera natura
che
ti adora in silenzio.
Per
quelli che sono lontani, io vengo vicino a te:
è
a nome di tutti loro
che
vengo a pregarti, ad adorarti, Cristo Gesù,
a
ringraziarti.
Di
tutti quelli che sono lontani, vengo a presentarti
il
desiderio incosciente
che
li porta verso te quando cercano l'amore,
la
verità, la gioia.
Con
quelli che sono lontani, vorrei dividere
i
doni che tu mi accordi,
la
grazia della preghiera e della contemplazione
che
mi riempie di te.
In
tutti quelli che sono lontani, fa nascere il bisogno
della
tua intimità:
nella
insoddisfazione di tutti i beni terrestri.
che
si rivolgano a te!
Per
quelli che sono molto lontani, vengo a supplicarti:
attirali
a te,
e
che possano venire, amarti e adorarti,
ricevere
la tua felicità.
Quando
vengo ad adorarti, non abbandono
le
grandi speranze
che
hai fatto sorgere nel più profondo di me stesso
salvando
il nostro mondo.
Vengo
ad affidartele, senza nemmeno aver bisogno
di
esprimertele;
tu
le conosci bene: sono le tue speranze,
quelle
del tuo amore,
quelle
della tua Chiesa, avida di effondere
il
tuo messaggio di vita,
di
promuovere la fede, gli slanci di preghiera,
i
legami di carità,
e
quelli di ogni uomo che vuole la pace,
l'unità
umana,
la
giustizia, l'armonia sociale,
il
rispetto per ciascuno.
È
la speranza della felicità per tutti, per quelli che soffrono
e
per quelli che sono stanchi.
Che
la mia adorazione faccia loro condividere
la
gioia che tu mi doni.