Tutta
la nostra vita, o miei cari giovanetti, dev'essere una preparazione a fare una
buona morte.
Per conseguire questo fine importantissimo giova assai
praticare il cosiddetto Esercizio della buona morte, il quale consiste
nel disporre in un giorno di ogni mese tutti i nostri affari spirituali e
temporali, come se di lì a poco dovessimo realmente morire.
Il modo pratico di fare tale Esercizio è il seguente:
Fissare per esso (un giorno del mese: l’ultimo giorno di
ogni mese) (…);
fare
fin dal giorno o dalla sera precedente qualche riflessione sulla morte, che
forse è vicina e potrebbe anche sopraggiungere all'improvviso;
pensare
come si è passato il mese antecedente, e soprattutto se vi è qualche cosa che
turbi la coscienza e lasci inquieta l'anima sulla sorte a cui andrebbe incontro
se allora dovesse presentarsi al tribunale di Dio;
e al domani fare una Confessione e Comunione, come se si fosse veramente in punto di morte.
Siccome
poi potrebbe anche succedere che doveste morire di morte subitanea, o per una
disgrazia o malattia che non vi lasciasse il tempo di chiamare un prete e di
ricevere i Santi Sacramenti,
così
vi esorto a far sovente durante la vita, anche fuori della Confessione, atti di
dolore perfetto dei peccati commessi ed atti di perfetto amor di Dio, perché un
solo di tali atti, congiunto al desiderio di confessarsi, può bastare in ogni
tempo, e specialmente negli estremi momenti, a cancellare qualsiasi peccato e
aprirci il Paradiso.
Vi esorto pure a fare di quando in quando il proposito
d'accettare, per amor di Dio, dalle, sue sante mani, qualsiasi genere di morte
gli piacerà mandarvi, con tutte le sue angosce, pene e dolori.
(Tratto da: “Il giovane provveduto” – Don Bosco).
Gesù Signore, Dio di bontà, Padre di misericordia, io mi presento innanzi a voi con un cuore umiliato e contrito. Vi raccomando la mia ultima ora, e ciò che dopo di essa mi attende.
Quando
i miei piedi,
immobili, mi avvertiranno che la mia carriera in questo mondo è presso a finire,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando le
mie mani, tremole e
intorpidite, non potranno più stringervi, Crocifisso, e mio malgrado vi lascerò
cadere sul letto del mio dolore,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
i miei occhi,
offuscati e stravolti dall'orror della morte imminente, fisseranno in Voi gli
sguardi languidi e moribondi,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
le mie labbra,
fredde e tremanti, pronunzieranno per l'ultima volta il vostro Nome adorabile,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
le mie guance,
pallide e livide, ispireranno agli astanti la compassione e il terrore; e i miei
capelli, bagnati dal sudor della morte, annunzieranno prossimo il mio fine,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
le mie orecchie,
presso a chiudersi per sempre ai discorsi degli uomini, s'apriranno per
intendere la Vostra voce, che pronunzierà l'irrevocabile sentenza onde verrà
fissata la mia Sorte per tutta l'eternità,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
la mia immaginazione,
agitata da orrendi e spaventevoli fantasmi, sarà immersa in mortali tristezze,
ed il mio spirito, turbato dall'aspetto delle mie iniquità e dal timore della
vostra giustizia, lotterà contro l'angelo delle tenebre, che vorrà togliermi
la vista consolatrice delle vostre misericordie e precipitarmi in seno alla
disperazione, misericordioso
Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
il mio debole cuore,
oppresso dal dolore della malattia, sarà sorpreso dagli orrori di morte, e sarà
spossato dagli sforzi che avrà fatto contro i nemici della mia salute,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
verserò le mie ultime lagrime,
sintomi della mia distruzione, ricevetele, o mio Gesù, in sacrifizio di
espiazione, affinché io spiri come una vittima di penitenza: ed in quel
terribile momento, misericordioso
Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
i miei parenti ed amici,
stretti a me d'intorno, s'inteneriranno sul dolente mio stato, e v'invocheranno
per me,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
avrò perduto l'uso di tutti i sensi,
ed il mondo intero sarà sparito da me, ed io gemerò nelle angosce dell'estrema
agonia e negli affanni di morte,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
gli ultimi sospiri del cuore
diranno che l'anima mia starà per separarsi dal corpo, accettateli come atti di
una santa impazienza di venire a Voi e Voi,
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
Quando
l'anima mia uscirà per sempre da questo mondo,
e lascerà il mio corpo pallido, freddo e senza vita, accettate la distruzione
del mio, essere come un omaggio che io vengo a rendere alla vostra Divina Maestà;
ed allora, misericordioso
Gesù, abbiate Pietà di me.
Finalmente,
quando l'anima mia comparirà innanzi a Voi, e vedrà per la prima volta lo
splendore immortale della vostra Maestà, non la rigettate dal Vostro cospetto;
degnatevi ricevermi nel seno amoroso della vostra misericordia, affinché io
canti eternamente le vostre lodi.
misericordioso Gesù, abbiate Pietà di me.
O
Dio, che, condannandoci alla morte, Ce ne avete occultato il momento e l'ora,
fate che io, passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni della mia
vita, possa meritare d'uscire da questo mondo nel vostro santo amore, pei meriti
del Nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con voi nell'unità dello
Spirito Santo. Così sia.
Gloriosissimo
San Giuseppe, fortunato sposo di Maria, voi che meritaste di essere fatto
Custode del Salvator del mondo Gesù Cristo, e, abbracciandolo teneramente,
godeste anticipato il Paradiso, deh! ottenetemi dal Signore un intero perdono
de' miei peccati, la grazia d'imitare le vostre virtù, affinché io cammini
sempre per la via che conduce al Cielo. Siccome voi meritaste di avere Gesù e
Maria attorno al vostro letto in punto di morte, e tra le loro braccia
dolcemente spiraste l'anima beata, vi prego di volermi difendere dai nemici
dell'anima mia in quell'ultimo punto di mia vita; di modo che, consolato dalla
dolce speranza di volare con voi a possedere l'eterna gloria in Paradiso, io
spiri pronunciando i Santissimi Nomi di Gesù, di Giuseppe e di Maria. Così
sia.
O
Signore onnipotente, il quale per l'amore che portate agli uomini vi degnaste di
prendere umana carne, di vivere fra gli stenti, di soffrire dolorosissima
Passione e finalmente di spirare in Croce, deh! per tanti meriti che ci
procuraste col vostro preziosissimo Sangue, vi prego di volgere uno sguardo
pietoso ai tormenti che soffrono nel Purgatorio quelle anime benedette, che,
partite da questa valle di pianto in grazia vostra, soffrono gli ardori di
quelle fiamme per scontare i debiti che hanno tuttora verso della vostra divina
Giustizia. Accettate dunque, o pietosissimo Iddio, le preghiere che per esse
umilmente vi porgo, traetele da quel carcere tenebroso e chiamatele alla gloria
del Paradiso. Vi raccomando particolarmente le anime dei miei parenti,
benefattori spirituali e temporali, e in special modo quelle a cui posso essere
stato occasione di peccato col mio mal esempio.
Vergine
Santissima, Madre pietosa, Consolatrice degli afflitti, intercedete voi per
quelle anime, affinché, per la vostra potentissima intercessione, volino a
godere quel Paradiso che loro sta preparato.
Pater, Ave. Eterno Riposo…