PREGHIERE AI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO E ALTRE PREGHIERE DI GUARIGIONE

Le richieste sui Santi Medici Co­sma e Damiano sono molte, per­ché in tutti, ma specialmente in chi soffre, grande è la speranza; di un loro intervento per guarire dove c'è bisogno. Del resto, tutti convi­viamo con la sofferenza e cerchiamo il modo di superarla. "La malattia e la sofferenza sono sempre state tra i problemi più gravi che mettono alla prova la vita umana... La malattia può condurre all'angoscia, al ripiegamento su di sé, talvolta persino alla disperazione e alla ribellione contro Dio. Ma es­sa può anche rendere la persona più matura, aiutarla a di­scernere nella propria vita ciò che non è essenziale per vol­gersi verso ciò che lo è. Molto spesso la malattia provoca una ricerca di Dio, un ritorno a lui" (CCC 1550- 150 1). Così è be­nedetto anche il dolore, che diventa efficace maestro di vita. E Gesù ci viene incontro. Se "con la sua passione e la sua mor­te sulla croce Cristo ha dato un senso nuovo alla sofferenza: essa può ormai configurarci a lui e unirci alla sua passione re­dentrice" (CCC 1502), è. fur vero che la compassione di Cri­sto verso i malati e le sue numerose guarigioni di infermi di ogni genere sono un chiaro segno del fatto che `Dio ha visi­tato il suo popolo (Lc 7,16) e che il Regno, di Dio è vicino. Gesù non ha soltanto il potere di guarire, ma anche di per­donare i peccati: è venuto a guarire l’uomo tutto intero, anima e corpo, è il medico di cui i malati hanno bisogno" (CCC 1503). E Gesù ordina ai discepoli: "Guarite gli infermi" (Mt 10,8). Ed è stato fatto. I Santi lo fanno ancora. Allora invo­chiamoli: sono la mano di Cristo medico.

P. Fausto Colecchia 

I SANTI MEDICI, CENNI DI VITA

Gli Atti o la "Passio" dei Martiri Cosmo e Damiano ci dicono che i due fratelli gemelli nascono in Arabia verso la metà del 3° se­colo da genitori nobili e ricchi. Il padre Niceforo, ardente cristiano, subisce il martirio in giovane età; la madre Teodora (o Teodata), rimasta vedo­va, si dedica con zelo all'educazione e all'istruzione professionale dei cinque figli (gli altri tre sono Antimo, Leon­zio ed Euprepio).

Appena giovanetti i gemelli si recano in Siria per studia­re soprattutto medicina e si stabiliscono ad Egea in Cili­cia. Siamo nel tempo della massima stima della medicina: scuole celebri sono in tutta la Siria, ma anche ad Ales­sandria d'Egitto dove eccellono le scuole dei famosi Teo­frasto e Galeno; i medici quindi godono di grande pre­stigio e l'esercizio della professione è soprattutto opera di carità. Un'aria di fraterno aiuto che respirano anche Cosma e Damiano nelle scuole che frequentano. Anima­ti dallo spirito ardente di carità, a cui sono formati, si di­stinguono per la diligenza e il profitto negli studi. Completati gli studi, ritornano subito in Egea e, col fa­vore del periodo di calma di cui gode la Chiesa, propa­gano liberamente e con efficacia il Vangelo. Esercitano quindi l'arte medica come missione e hanno ascenden­te sui pagani, colpiti da infermità, che si affidano alle lo­ro cure con grande fiducia: così non pochi si converto­no a Gesù Cristo. 

Il Signore, poi, in parecchi casi, concede a Cosma e Damiano il potere taumaturgico di operare miracoli, in aiuto della loro scienza medica, per cui ottengo­no guarigioni strepitose che contribuiscono a circondarli di un alone di grandezza e di ammirazione da parte dei pa­gani. Si parla di miracoli operati dai due giovani medici su ciechi, muti, zoppi, lebbrosi e indemoniati, che ricorrono a loro per essere guariti.

I loro agiografi confermano questa verità, perché ci han­no tramandato che guarivano le infermità più con la ca­rità di Cristo, che con la scienza medica.

Si aggiunga il fatto, unanimemente attestato dai loro bio­grafi, che essi esercitano la loro professione medica uni­camente per amore di Dio e del prossimo, prestando la loro opera con assoluto disinteresse senza mai chiedere retribuzione alcuna,né in denaro né di altro genere e non accettando neppure la minima cosa che potesse avere ra­gione di ricompensa, per cui vennero universalmente ac­clamati con il nome di Anàrgiri, vale a dire senza argento o denaro. E questo spiega la venerazione, l'ammirazione e l'amore di cui sono circondati, l'ascendente sui pagani e l'ingresso di nuovi cristiani nella Chiesa.

Mentre si diffonde la buona testimonianza della carità dei fratelli medici, matura anche il tempo per l'estrema te­stimonianza: dare la vita per chi si ama. Lo ha fatto Gesù, lo fa il suo vero discepolo. Così, quando ripetutamente l'eco del­la fervente attività dei due fra­telli giunge all'orecchio del go­vernatore della Cilicia, la suscet­tibilità pagana li fa definire peri­colo pubblico. Cosma e Damia­no vengono accusati di essere cristiani, di non aver ob­bedito all'editto imperiale che ordinava di sacrificare agli dèi pagani e di guarire gli infermi con le loro stregonerie, ed essi non si nascondono.

A nulla valgono le esortazioni dei guariti che gareggiano a volerli ospitare nascondendoli nelle proprie case. Con la gioia di poter offrire a Dio la propria vita, memori del­l'eroico coraggio del padre e di tanti altri cristiani, i fra­telli cadono vittime della ferocia dei persecutori. Cattu­rati, vengono condotti in catene dinanzi al prefetto Lisia che ha il compito della tutela della città ed esercita la giu­risdizione penale con procedura sommaria contro i per­turbatori dell'ordine pubblico e in particolar modo con­tro i cristiani che non aderiscono ai riti pagani. Interro­gati e richiesti di rinnegare la fede, Cosma e Damiano in­sieme con gli altri tre fratelli si rendono disponibili al mar­tirio. Sottoposti a molti tormenti e a varie torture, ven­gono infine decapitati. I loro corpi sono portati in Siria e sepolti a Ciro, attuale Cheik-el-Koras, città episcopale di Teodoreto (458 d. C.), che li ricorda e li chiama "illustri atleti e generosi martiri".

Circa la data della cattura e della condanna a morte dei cinque fratelli le notizie non so­no concordi: chi asserisce il 287 o il 288, chi invece rimanda al 303; ma per quanto si possa ri­levare e dedurre dallo storico Celio Firmiano Lattanzio,si è più propensi per il 308, anno in cui la persecuzione toccò l'apice con lo spargimento di san­gue cristiano.

L'imperatore Giustiniano, guarito da una pericolosa ma­lattia per l'intercessione dei due Martiri, fece ingrandire e fortificare la città di Ciro, e sui loro sepolcri fece co­struire una Basilica in loro onore, promuovendone il cul­to e la devozione.

Cosma e Damiano, ambedue medici praticanti la medici­na senza compenso, furono oggetto nei secoli di un lar­ghissimo culto che, sviluppatosi in Oriente subito dopo la loro morte, e passato ben presto in Europa, si man­tenne straordinariamente vivo fino a tutto il Rinasci­mento, dando luogo ad una iconografia tra le più ricche dell'Occidente, specie in Italia, Francia e Germania.

Risulta con certezza che sotto il Pontificato di San Gre­gorio Magno (590-604), e per suo ordine, ebbe luogo la traslazione delle Reliquie dei Santi Medici e dei loro fra­telli da Ciro a Roma nella Basilica eretta e dedicata ai San­ti Cosma e Damiano dal Papa San Felice IV.

Lo attesta una iscrizione riportata anche dai Bollandisti, la quale dice che "sotto l'altare maggiore riposano i cor­pi dei Santi Cosma e Damiano e dei Santi Antimo, Leonzio ed Euprepio,loro fratelli ger­mani,e ivi deposti dal Beato Gre­gorio”.

Da Roma buona parte delle sa­cre reliquie dei Santi Cosma e Damiano si sparse in molte par­ti d'Europa e in numerosi San­tuari dedicati ai loro nomi. Nel secolo X una parte delle sacre ossa fu portata a Brema, in Germania, e da qui, nel secolo XVII, esse vennero rimosse e destinate a Monaco di Baviera, alla chiesa del Collegio dei Gesuiti, che, per i ripetuti miracoli in essa operati, divenne presto un vero Santuario.

Sotto il Pontificato di Alessandro III un signore francese, Giovanni di Beaumont, ritornando dalla guerra santa, por­tò in Francia alcune delle sacre ossa, delle quali la parte maggiore si venerò a Luzarches, a circa 10 Km da Parigi, in una Collegiale dedicata ai Santi Medici, rinchiuse in due artistici reliquiari d'argento, che furono profanate e di­strutte nel 1793, durante la Rivoluzione Francese, la par­te più piccola è custodita nella chiesa metropolitana di Parigi.

Altre Reliquie dei Santi Medici vantano Venezia, nella chiesa di S.Giorgio; Verona,nella chiesa di S.Procolo; Amal­fi, nella cattedrale; Bologna, Imola, Campobasso, Taglia­cozzo in Abruzzo, Malta e qualche città della Spagna. An­che Bitonto, città a 18 Km. da Bari, vanta di possedere una reliquia insigne dei Santi Cosma e Damiano, formata da due ossa delle braccia dei due Santi. E al diffondersi delle loro reliquie è connesso il sorgere dei templi alla loro me­moria. Negli ultimi anni del se­colo V e nei primi del secolo VI per opera dei commercianti,e in modo speciale dei monaci Basi­liani, il culto dei Santi Medici si diffuse in Occidente.

In Italia la loro venerazione raggiunse rapidamente non so­lo il Lazio, ma anche altre regioni, come la Toscana, ove la nobile famiglia dei Medici, verso la metà del `400, elesse i due Santi a propri Patroni, praticando un culto intenso e i commissionando al Beato Angelico, a proprie spese, diver­se tele di episodi della loro vita. La cosiddetta pala di S.Vin­cenzo di Annalena, commissionata da Cosimo per Annale­na Malatesta, tra il 1430 e il 1440, mostra la Vergine e il Bambino circondati da vari santi tra i quali Cosma e Da­miano occupano il posto d'onore. Ma è nella predella che vediamo snodarsi le varie vicende della loro vita, dalla gua­rigione di Palladia fino alle molteplici fasi del martirio.

Anche nella Pala di S. Marco, di qualche anno posteriore, il Beato Angelico non si accontenta di raffigurare i due medici in posizione preminente, ma narra nella predella, oltre alle stesse scene dell'opera precedente, la sepoltu­ra dei santi e il miracolo della gamba nera. Tale scena si riferisce al prodigio operato dopo la morte da Cosma e Damiano sulla persona dei diacono della chiesa romana ad essi dedicata, al quale venne sostituita una gamba can­crenosa con l'arto di un negro morto poco innanzi. Mentre la scena precedente narra di un cammello che si rivolge agli uomini, intenti a dare a Damia­no una sepoltura separata da quella del fratello, con le parole:  

"Non separateli nella sepoltura, poiché non sono separati nel merito": è l'unico esempio rimasto dell'episodio, insieme con quello narrato in un medaglione del grande stendar­do, eseguito nel XVI secolo.

In Italia vi sono anche diversi grandi Santuari dedi­cati ai Santi Cosma e Damiano, dai quali la devozione s'ir­radia in tutti i paesi, città e regioni vicini. Ricordiamo in Puglia i grandi Santuari di Bitonto, di Alberobello, di Oria, detto comunemente S. Cosimo alla Macchia perché sorge in aperta campagna.

VI sono anche i Santuari di Elena, presso Gaeta, Secondi­gliano di Napoli, dì Carbonara di Noia, di Isernia, di Riace in Calabria, di Ravello, e di Venezia nel monastero di S. Giorgio, oltre le numerose Parrocchie e altari consacrati ai Santi Cosma e Damiano in tante e tante città e pic­co i paesi. Nella provincia di Bari, e in gran parte di quel­la di Foggia, non vi è paese o città che non registri al suo attivo di fede la sua chiesa o il suo altare, o almeno l'im­magine venerata dei Santi Fratelli.

I Santi Cosma e Damiano, che sono considerati ì protet­tori dei medici, chirurghi, farmacisti, e perciò invocati co­me protettori degli ospedali, sono commemorati il 26 settembre 

TESTIMONIANZE DI GRAZIE RICEVUTE  

QUEL PROFUMO DI SANTITA’          

Un testimone.

Un evento straordinario.

Raccontato a trent'anni dal suo compiersi 

Poco meno di trentanni fa, il 24 settembre 1983, nella sacre­stia del Santuario dei Ss. Medici in Bitonto si è verificato un evento particolare: dalle reliquie dei Santi Cosma e Damiano si è sprigionato un intenso profumo.

Michele Cambione, all'epoca trentaquattrenne, oggi operaio specializzato presso un azienda dell interland barese, fu testi­mone di quel fatto, oggi raccontato.

Un colloquio pacato e sereno ci permette di conoscere quale particolare risonanza ha avuto quell evento straordinario nel­la vita del testimone, muovendo dai presupposti della sua edu­cazione alla fede, per approdare all'impegno cristiano oggi espresso a servizio della comunità. 

I primi insegnamenti di fede mi sono stati impartiti in famiglia dai miei genitori, che mi hanno avviato a rivolgermi a Dio come Padre. Mia madre, pia e devota, mi faceva riflettere sulla laboriosità di mio padre, che con impegno costante ha sempre provveduto a tutte le nostre esigenze. In parrocchia, quella di Sant'Andrea Apostolo, l'edu­cazione religiosa è stata curata dallo zelante don Lonardelli, molto vicino ai ragazzi, e da pazienti cate­chisti. Da mia madre sono stato sempre invogliato a frequentare la parrocchia, vero punto di riferimen­to per la gente del quartiere, soprattutto per fattività di alcuni entusiasti animatori cui va tutto­ la mia stima ed un vivo ringraziamento. Da giovane ho frequentato la parrocchia, ma non con assiduità ed impegno. Successivamente, dopo il matrimonio, insieme a mia moglie ho scoperto la gioia di sentirmi utile alla comunità e di offrire la disponibilità della famiglia al servizio degli ultimi, dei poveri. 

Come è nata in te la devozione ai Santi Cosma e Damiano e in quale modo la eser­citi, quale aspetto della loro vita ha lasciato in te un'impronta indelebile? 

La mia abitazione, da ragazzo, non distava molto dal Santuario e, come altri miei con­cittadini, veneravo le immagini dei Santi, soprattutto in prossimità della festa. Da picco­lo rimanevo stupito davanti ai tanti ex-voto! Con la maturità mi sono incuriosito ed ho cercato di acquisire notizie più dettagliate sulla vita dei martiri Cosma e Damiano. In questo mi hanno aiutato l'allora ret­tore mons. Vacca e le omelie del vescovo Marena, che sem­pre sottolineavano la testimonianza offerta dai due fratelli col martirio e l'esercizio del servizio in favore dei poveri all'inse­gna della gratuità. Da ragazzo, quando leggevo la parola “anargiri” (senza argento, cioè gratutitamente) sotto alcune immagini dei santi Cosma e Damia­no, pensavo a qualcosa di straordinario, perché non cono­scevo il significato del termine; quando poi mi sono reso conto, ho pensato che nella mia vita avrei dovuto riservare parte del tempo libero a svolgere attività gratuite di volonta­riato a servizio dei poveri. Ho scoperto così che donando gra­tuitamente si riceve una pace interiore notevole, si prova una gioia intima che rinviene dalla partecipazione alla vita degli altri, gioie e dolori. Ora pratico la mia devozione con la pre­ghiera costante e col servizio di volontariato. 

Sei stato testimone, insieme ad altri, dell'even­to: narraci come si sono svolti i fatti e, se ricor­di, puntualizza la reazione dei presenti. 

Si era nel novenario di preghiera che precedeva la festa liturgica nel 1983. Per l'occasione, come avvie­ne tutt'oggi, in chiesa si era radunato un folto nume­ro di devoti per la preghiera. Quel giorno, il 24 set­tembre, erano giunti al Santuario due padri orien­tali di confessione ortodossa, i quali erano ansio­si di venerare le reliquie dei Santi custodite nel­l’apposito reliquiario di argento con profili dorati. Il rettore, mons. Domenico Vacca, per l'occasione prelevò il reliquiario dal luogo di custodia per esporlo alla venerazione pubblica in chiesa. Prima di portarlo lì, però, per ada­giarlo sull'altare, lo posò su una scrivania posta in sacrestia, offrendolo alla devota pre­senza dei padri ortodossi e di pochissimi altri fedeli che sostavano occasionalmente in quella sala. I sacerdoti ortodossi, di cui non ricordo il nome, ospitati in quel periodo pres­so la chiesa russa di Bari, venerarono le reli­quie. All'improvviso si sprigionò un inten­so profumo di rose. Il rettore si avvicinò al reliquiario e, incredulo, guardò negli occhi gli astanti. Sorse il dubbio che stesse passando di lì una persona: tutti guardammo in dire­zione della porta ma era chiusa e non c’era nessuno in corridoio. I presenti si stupirono e rimasero meravigliati. Mentre avvertivamo quella fragranza, assumemmo un atteggiamento di venerazione e devozione. Dopo alcuni minuti quel profumo svanì e il parroco portò in chiesa il reliquiario per esporlo nella nicchia ai piedi dell’altare. 

In che modo quell’esperienza ha influenzato la tua vita? 

Sicuramente ho rafforzato la mia devozione verso i Santi. Ho ringraziato il Signore per avermi voluto testimone di quell’evento. Ho continuato a pregare e ad impegnarmi nel servizio di volontario. Ho custodito silenziosamente quel ricordo preferendo non divulgare la notizia nel timore di essere incompreso o di suscitare eventuali equivoci. So del resto che dell’episodio, all’epoca. Fu redatto e sottoscritto un verbale dai padri ortodossi e dal rettore del Santuario. È mio desiderio lodare il Signore che continua a manifestare all’umanità le sue meraviglie grazie all’intercessione degli uomini profondamente animati dalla carità e dal suo Spirito. 

DUE VISIONI

“Sono a scrivere per testimo­niare un evento miracolo­so accaduto a mia madre il 18 ottobre 2002 in Isernia, dove i Santi Cosma e Damiano vengono venerati presso un eremo.

Quel giorno mia madre si trovava in ospedale per aver subi­to un aneurisma dell'aorta ascendente, un male che lascia poche speranze se non si interviene immediatamente. Ebbene, prima di essere trasportata in elioambulanza all'o­spedale di Chieti per essere sottoposta ad un delicato inter­vento all'arteria, mia madre, verso le dieci di sera, mentre nel reparto in cui era ricoverata c'era il solo medico di tur­no, ha visto entrare in camera due medici che, senza profe­rire una sola parola, si sono accostati al suo letto e subito dopo si sono allontanati dalla camera.

La testimonianza dell'evento ha come supporto un nipote della mamma. Infatti nel momento in cui in camera sono entrati i due medici, che mamma ritiene essere i Santi Cosma e Damiano, lei stessa stava parlando per cellulare con questo nipote, a cui ha detto: "Ora ti devo lasciare per­ché sono entrati in camera due medici che mi vogliono visi­tare". Il nipote conferma.

L'operazione è riuscita! Mamma sta bene e si sta ripren­dendo gradualmente.

Fatte le dovute indagini, abbiamo verificato che nessun medico di quel reparto ricorda di aver visitato mamma in ora così tarda e che tutti hanno confermato che a quell'ora era impossibile che ci fossero due medici in reparto.

Con eterna gratitudine verso i Santi Cosma e Damiano, vi saluto.” 

“Domenica 20 ottobre 2002, al mio risveglio mattutino, richiudendo gli occhi per un attimo, ho visto due sagome in cui ho riconosciuto l'im­magine dei Santi Medici così come compare in qualche santino. Premetto che mio marito, affetto da seria malattia già da un anno e mezzo, è ricoverato al Policlinico di Bari per cui, come di consueto, anche quel giorno mi sono recata in ospedale, ove è venuta in visita una mia zia con i suoi due figli.

Parlando della grave situazione, essi, con molto amore, mi hanno invitata a pregare e ad avere fiducia nei Santi Medi­ci. Allora le ho riferito di aver visto, proprio quel mattino, le sagome dei due Santi.

Mia zia mi ha invitata ad andare in chiesa, ad accendere un cero e a partecipare alla messa. Ho risposto che l'avrei fatto non appena ne avessi avuto l'opportunità.

Subito dopo la zia mi ha fatto presente che proprio quel giorno, a Bitonto, si celebrava la festa dei Santi Medici. Sono rimasta sconcertata perché non sapevo assolutamen­te nulla della festa non avendo mai onoranto i Santi Medi­ci e non essendo mai stata loro devota.

In serata, insieme ai miei figli, sono subito accorsa a Biton­to, in Santuario, dove con grandissima commozione ho pensato che i Santi avessero convocato la mia indegna per­sona per la preghiera.

Aggiungo che nelle immagini dei due Santi, esposte in chie­sa, ho riconosciuto particolari rassomigliantissimi rispetto a quelli intravisti al mattino. Questa sera sono tornata qui per pregare.” 

Liberaci dalla malattia 

Signore, Padre Santo, Dio Onnipotente ed Eterno, guar­da con bontà questo tuo servo, indebolito nel corpo dal­la sofferenza. Noi invochiamo il tuo Nome e tu ascoltaci per i meriti del Figlia tuo crocifisso e dei Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano. Libera questo tuo servo dalla malattia, conforta la sua ani­ma, ridonagli piena salute spiri­tuale e fisica, affinché, purificato dalla prova, possa ritornare a lo­darti nelle consuete occupazio­ni della sua vita. Per Cristo no­stro Signore. Amen. 

Invochiamo la guarigione 

O gloriosi santi Medici Cosmo e Damiano, con umiltà e con­fidenza di figli devoti, ci prostriamo fiduciosi innanzi alle vostre immagini per implorare il vostro potente patroci­nio. La pietà, che sempre avete usato verso i sofferenti, ci anima a raccomandarvi caldamente il nostro povero in­fermo... Ridonategli la salute. Una sola vostra parola può recargli sollievo e può ottenergli dal Signore la sospirata grazia. Accogliete, benevoli, le nostre suppliche ed esau­diteci. Gloria al Padre... 

O coraggiosi Martiri, conoscendo noi i singolari carismi, di cui vi arricchì il buon Gesù per il bene spirituale e tem­porale dei vostri fratelli, nutriamo piena fiducia di otte­nere, per vostro mezzo, la grazia che vi domandiamo.Il Divino Redentore, che attraversò la Palestina benefi­cando tutti e sanando gli infermi, non potrà certo riget­tare i nostri gemiti, se le nostre preghiere saranno avva­lorate dalla vostra intercessione. Supplicate il Signore per l'ammalato che a voi raccomandiamo, e mostrate anco­ra una volta che siete i generosi benefattori dell'umanità sofferente. Gloria al Padre... 

O potenti Santi, il vostro cuore, sempre infiammato di quel sacro fuoco che il Redentore venne a portare sulla terra per la salvez­za dell'umanità, non rimandò mai privo di consolazione chi a voi ricorse con fede nelle tribo­lazioni della vita. Saremo forse noi soli esclusi dai vostri benefici? È vero, non ne siamo meritevoli. Ma, poiché è grande il vostro potere presso Dio, siamo sicuri che non resteremo delusi nelle nostre speranze. Benedite, dun­que, il nostro infermo, come un giorno Gesù benedisse gli infelici che ne imploravano il soccorso, e, con la salu­te dello spirito, ridonategli presto quella del corpo. Sarà questa un'altra prova della vostra inesauribile carità, un altro titolo per la nostra profonda e sincera gratitudine. Gloria al Padre... 

Preghiera di ringraziamento 

Eccoci, o Santi Taumaturghi, prostrati dinanzi a Voi,con ani­mo pieno di gratitudine e riconoscenza. Il nostro cuo­re sanguinava sotto il peso della sventura, e voi ci ave­te consolati; eravamo nelle angustie, e ci avete ridonata la pace; vi abbiamo invocato con fede e ci avete esaudi­ti. Siate perciò ringraziati e benedetti. Il vostro nome ri­suoni glorioso in ogni angolo della terra, il vostro pa­trocinio accresca sempre più il numero dei vostri de­voti. Gloria al Padre...           

Chi potrà mai, o Santi gloriosi, lodare degnamente la vostra pietà e la vostra sollecitudine nel concedere il vostro aiuto agli in­felici? Nessuno mai si è rivolto con fiducia a Voi, senza ottener­ne sollecito soccorso. Il vostro cuore, pieno di carità, ha sempre accolto benignamente le suppli­che dei figli devoti, si è commosso ai gemiti degli afflitti, ha riasciugato le lacrime dei tribolati. Noi, che siamo ora nel numero di questi fortunati, vi preghiamo di presentare a Dio la nostra profonda e sincera gratitudine, lieti di ap­partenere alla schiera dei vostri devoti. Gloria al Padre. 

O celesti nostri Intercessori, sono senza numero le grazie e i benefici che, per i nostri meriti, il Signore riversa su di noi: sono consolatigli afflitti, guariti gli infermi, converti­ti i peccatori, e i giusti fortificati nella grazia. Anche noi, per vostra bontà, siamo stati esauditi. La grazia singolare, che ci avete impetrato dal Signore, rimarrà scolpita a ca­ratteri indelebili nei nostri cuori, come attestato della vo­stra protezione. Sicuri ormai della somma efficacia del vo­stro patrocinio, a voi ricorreremo con fiducia in tutte le tribolazioni della vita. Siano pur gravi i mali che ci afflig­geranno, siamo sicuri che troveremo in voi quei Medici misericordiosi, come foste sempre nei secoli della storia. Gloria al Padre. 

Donaci fede e libertà 

Noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore, re del martiri, che per noi offristi la tua vita nella cena pasquale e nella oblazione cruenta sulla croce. Per i santi martiri Cosma e Da­miano, uccisi a causa del vange­lo e per testimoniare la loro fe­de in te, ti preghiamo, donaci la vera libertà di spirito, da' a noi pure una fede pura e coerente, fa che sosteniamo con fortezza le prove della vita e do­naci di vincere le seduzioni del mondo, perché possiamo piacerti e meritare come loro di essere un giorno par­tecipi della tua gloria. Amen. 

Confido in te 

Gesù: io credo che tu sei il Medico Divino, che mi vuoi sano perché mi ami. Confido in te e nel tuo piano di sal­vezza nella mia vita. Oggi cancello ogni mio programma e affido a te ogni piano, il mio lavoro e l'apostolato. Anche quello che credo sia bene, te lo affido. Ti do il mio consenso totale e senza condizioni perché tu fac­cia di me quello che vuoi.Ti rendo libero di compiere in me il piano del tuo Padre, costi quel che costi, anche se fa male. Non importa. Mi abbandono completamen­te nelle tue mani. Operami, se è necessario. Elimina ciò che mi divide date. Dimmi quello che ho bisogno di sen­tire. Sono disposto a qualunque medicina anche se ha un cattivo sapore; a qualunque cura anche se a prima vi­sta mi fa male.

Fa' liberamente in me quello che credi sia necessario, per­ché tu sei il mio Salvatore e il Signore. Oggi non ti chiedo di darmi qualcosa, ma di to­gliere ciò che in me è in sovrap­più, ciò di cui non ho bisogno e ciò che mi disturba. Non ho pau­ra perché confido in te: so che il tuo piano d'amore supera il mio. Oggi ti firmo un assegno in bian­co, affinché mi trasformi in una creatura nuova, anche se questo mi costa la fama, il prestigio, i beni e la reputazio­ne e perfino la vita, trasformata in te. 

Ti lodiamo per i tuoi santi 

Noi ti lodiamo, Signore, per la testimonianza dei tuoi San­ti Martiri Cosma e Damiano. Nella loro vita ci offri un esempio, nell'intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo d'amore fraterno.Attraverso la loro te­stimonianza tu manifesti l'azione meravigliosa e feconda del tuo Spirito nella nostra storia; insieme, doni a noi tuoi figli un segno sicuro del tuo amore. Confortati e spinti dal loro esempio e dalla loro intercessione, riprendiamo con fiducia il cammino della vita perché anche in noi si compia il tuo mistero di salvezza e, liberati da ogni male, possiamo godere per sempre la tua gloria. Amen. 

Preghiera contro il maleficio 

Signore Dio nostro, o sovrano dei secoli, onnipotente e onnipossente, tu che hai fatto tutto e che tutto trasfor­mi con la tua sola volontà; tu che a Babilonia hai trasformato in rugiada la fiamma della fornace, sette volte più ardente e che hai protetto e salvato i tuoi santi tre fanciulli; tu che sei dot­tore e medico delle nostre ani­me; tu che sei la salvezza di co­loro che a te si rivolgono,ti chie­diamo e ti invochiamo,vanifica,scaccia e metti in fuga ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satani­ca e ogni influenza maligna e ogni maleficio o malocchio di persone malefiche e malvagie operati sul tuo servo. Fa' che in cambio dell'invidia e del maleficio ne consegua ab­bondanza di beni, forza, successo e carità.

Tu Signore, che ami gli uomini, stendi le tue mani possenti e le tue braccia altissime e potenti e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua, mandando su di essa l'an­gelo della pace, forte e protettore dell'anima e del cor­po, che terrà lontano e scaccerà qualunque forza malva­gia, ogni vaneficio e malia di persone corruttrici e invi­diose; così che il tuo supplice protetto con gratitudine canti: «Il Signore è il mio soccorritore, non avrò timore di ciò che potrà farmi l'uomo».

Sì, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua imma­gine e salva il tuo servo... per l'intercessione della Madre di Dio e sempre Vergine Maria, dei risplendenti arcange­li e di tutti i tuoi santi. Amen. (Dal rituale greco)  

LITANIE IN ONORE DEI SANTI MEDICI 

Signore, pietà        Signore, pietà

Cristo, pietà       Cristo, pietà

Signore, pietà        Signore, pietà

Santi Medici, Cosma e Damiano        pregate per noi

Santi Medici, seguaci di Cristo,          "

Santi Medici, ammirabili per virtù,      "

Santi Medici, splendenti di bontà,       "

Santi Medici, ferventi nell'amore,        "

Santi Medici, adorni di umiltà,  "

Santi Medici, modelli di mansuetudine,        "

Santi Medici, strenui difensori della fede,     "

Santi Medici, apostoli della verità,      "

Santi Medici, disprezzatori del mondo,        "

Santi Medici, bramosi delle ricchezze del cielo,      "

Santi Medici, instancabili eroi della carità,   "

Santi Medici, propugnatori della gloria di Dio,       "

Santi Medici, cultori della scienza,      "

Santi Medici, esempio e protettori dei medici,        "

Santi Medici, curatori delle anime e dei corpi,        "

Santi Medici, specchio di vera fratellanza,   

Santi Medici, di grande misericordia,           "

Santi Medici, sollievo dei miseri,        "

Santi Medici, fortezza dei deboli,       "

Santi Medici rifugio dei tribolati,         "

Santi Medici, speranza degli infermi,   "

Santi Medici, potenti nel patrocinio,

Santi Medici, avvocati dei peccatori,  "

Santi Medici, debellatori dei demoni,  "

Santi Medici, lieti e forti nei tormenti,  "

Santi Medici, eroici testimoni del Vangelo,   "

Santi Medici, liberati dal profondo del mare,          "

Santi Medici, mirabilmente scampati dal fuoco,     "

Santi Medici, trionfatori di ogni tirannide,     "

Santi Medici, fedeli fino alla morte,    "

Santi Medici, concittadini degli Angeli,         "

Santi Medici, dispensatori di grazie,   " 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, pietà di noi, o Signore  

Preghiamo:

O Dio onnipotente, concedi a noi, che imploriamo il patrocinio dei tuoi santi martiri, Cosma e Da­miano, di essere liberati, per la loro intercessione, da tut­ti i mali che ci minacciano. Per Cristo, nostro Signore. Amen. 

RESPONSORIO DEI SS. MEDICI

Color, che pronto cercano

sollievo negli affanni, Cosma e Damiano a medici invochino col cuor.

D'ardore o eccelse Vittime, o gloria dell'Arabia, gl'infermi tristi e supplici soccorra il vostro amor!

Non col saper fuggevole ma col valor di Cristo nunzi Ei del Ciel curavano

le piaghe ed il dolor.

D'ardore o eccelse Vittime, etc. Di Lisia disprezzarono

le pene e le minacce; fuoco, tormenti, carcere non vinsero il fervor.

D'ardore o eccelse Vittime, etc. Lode all'eccelsa Trìade

che più nei Santi splende e dall'umano turbine l'invola poi nel Ciel.

D'ardore o eccelse Vittime, etc.

Pregate per noi, o Santi Cosimo e Damiano. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo. 

ORAZIONE  O Dio onnipotente, fa, di grazia, che noi, coltivando la devozione verso i tuoi Santi Martiri Cosimo e Damiano, siamo sempre, per la loro intercessione, liberati da tutti i mali che ci sovrastano. Per Cristo nostro Signore. Così sia. 

INNO AI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO 

Come spargeste il balsamo sui i corpi in preda al duolo, così,

se in cuore agli uomini volgete un guardo solo, ecco ch'ei già ritornano Sacrati a Dio Signor. 

Ma non in carni macere più sia la gioia accolta, che, mercé Vostra, ai miseri discende un'altra volta

dal Ciel, che, ognor beneficio, arde di carità. 

Voi, che in Arabia incogniti secreti di salute

dai fior traeste, dateci le sanità perdute; son fiori nell'Empireo di più fragrante odor. Cosma e Damiano, o Medici. o Santi, v'invochiamo; con pura voce i canticia Voi in ginocchio alziamo; ai nostri cuori fervidi volgete la pietà!  

Ti riconosco e ti amo 

Signore Gesù Cristo, io ti riconosco e ti amo come mio personale Signore e Salvatore. A te mi sottometto, desi­derando intimamente di essere guidato, in tutto e per tut­to dal tuo Spirito. Fa' di me una nuova creatura; che cer­chi in tutte le cose la gloria del Padre e adempia in mo­do perfetto la legge della carità. 

IL MIO PENARE 

Il mio penare

è una chiavina d'oro...

Piccola, ma essa

apre un gran tesoro.                

È croce,

ma è la croce di Gesù:

quando l'abbraccio non la sento più.

Non ho contato i giorni del dolore:

so che Gesù li ha scritti nel suo Cuore.

Vivo momento per momento, e allora

il giorno passa come fosse un'ora.

Mi han detto che, guardata dal di là,

la vita tutta un attimo parrà.

Passa la vita, vigilia di festa;

muore la morte... il Paradiso resta.

Due stille ancora d'amaro pianto

E di vittoria poi l'eterno canto.

 

Salve, o Regina dei Martiri

Salve o Regina dei Martiri, Madre di misericordia, noi ti lodiamo e ti invochiamo. Abbiamo bisogno di te: della luce che si irradia dalla tua bontà, del conforto che emana dal tuo cuore, della pace di cui sei la Regina. Fiduciosi ti offriamo le nostre necessità i nostri dolori perché tu li conforti, i nostri corpi perché tu li guarisca, i nostri cuori perché siano colmi di contrizione e di carità, le nostre anime perché si salvino. Perciò, o Madre e Regina nostra, a te ci raccomandiamo: Accresci in noi la fede che suscita i martiri, l'amore che li sostie­ne. Nelle burrasche della vita fà che non ci separiamo da Cristo, nostra unica speranza. O Madre d amore, di dolore e di misericordia, con l’aiuto e la protezione dei Santi Medici Cosma e Damiano, ascoltaci, abbi pietà di noi misere creature. Amen.

 

Per mezzo dei tuoi Martiri

Signore Dio, tu ci hai rivelato, per mezzo dei tuoi Santi Marti­ri Cosma e Damiano il mistero del Cristo e la buona novella del Regno. A loro hai concesso di predicare la tua misericordia immensa e ineffabile. Per i loro meriti ti chiediamo, Signore: ren­dici degni di partecipare alla loro sorte. Guida il nostro cammino sulle loro tracce, aiutaci a imitarli nelle loro fatiche: fa' che, come loro, sappiamo combattere e sof­frire per tuo amore. Conserva la Santa Chiesa che hai edificato sulle loro fonda­menta, benedici il tuo popolo e rendi fruttuosa questa vigna che la tua mano ha piantato nel Cristo Gesù, nostro Signore. Amen

 

O gloriosi Santi Medici

O gloriosi Santi Medici, Cosma e Damiano, che faceste della vostra arte strumento di carità e mezzo di apostolato, e testimo­niaste col sangue la fede che aveste in Cristo, alla vostra potente intercessione con fiducia noi ricorriamo. Otteneteci dal Signore fede ferma ed operosa, carità ardente, zelo per la gloria di Dio e per il bene dei nostri fratelli. Illumina­te la mente e dirigete la mano di chi ha cura della nostra anima e del nostro corpo. Otteneteci ancora che - dopo una vita cristianamente vissuta - possiamo conseguire il dono della perseveranza finale, che ci congiunga a voi e a tutti i Beati nell'eterna visione di Dio. Così sia.

 

O santi Martiri del Paradiso

A voi tutti Santi Martiri del Paradiso, e in modo particolare a voi Santi Medici Cosma e Damiano, volgete pietoso lo sguardo su di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie. Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando opere di bene in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l'ogget­to e il fine della vostra gloria. O. Anime beate, o Martiri della Chiesa o potenti taumaturghi Cosma e Damiano, intercedete per noi! Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le vostre virtù, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale. Così sia.

 

O fulgidi testimoni di Cristo

O Dio dei Santi Martiri, eredità e corona della Chiesa, benedi­ci il tuo popolo. Nel nome di Cosma e Damiano perdona i nostri peccati, rinnova i nostri cuori. Testimoni di Cristo, essi confermarono col loro sangue l'annuncio della fede. Discepoli del Signore, giunsero alla gloria per via della croce. La luce dei tuoi Martiri, Cosma e Damiano ci guidi nel cammino verso la meta eterna. Amen.

 

Io spero in te

Prima che io nascessi, mio Dio, tu mi conosci: ricordati, Signore, che l'uomo è come l'erba, come il fiore del campo. Ora è nelle tue mani quest'anima che mi hai data: accoglila, Signore, da sempre tu l'hai amata, è preziosa ai tuoi occhi. Padre, che mi haí formato a immagine del tuo volto: conserva in me, Signore, il segno della tua Gloria, che risplenda in eterno. Cristo, mio Redentore, risorto nella luce: io spero in te, Signore, hai vinto, mi hai liberato dalle tenebre eterne. Spirito della vita, che abiti nel mio cuore: rimani in me, Signore, rimani oltre la morte, per i secoli eterni.

 

Con Cristo in eterno

O Dio, in Gesù nostro salvatore rifulge a noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta ma trasformata, e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene pre­parata un'abitazione eterna nel cielo. O Dio, la morte è comune eredità di tutti gli uomini, ma per un dono misterioso del tuo amore, Cristo con la sua vittoria ci redime dalla morte e ci richiama con sé a vita nuova. Santi Medici Cosma e Damiano, sorreggeteci in questo cammi­no terreno in modo da essere pronti, nel momento del nostro ulti­mo respiro. Amen.

 

Noi ti lodiamo per i tuoi Santi

Noi ti lodiamo, Signore, per la testimonianza dei tuoi Santi Martiri Cosma e Damiano. Nella loro vita ci offri un esempio, nell'intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo d'amore fraterno. Attraverso la loro testimonianza tu manifesti l'azione meravigliosa e feconda del tuo Spirito nella nostra storia; insieme, doni a noi tuoi figli un segno sicuro del tuo amore. Confortàti e spinti dal loro esempio e dalla loro intercessione riprendiamo con fiducia il cammino della vita perché anche in noi si compia il tuo mistero di salvezza e, liberati da ogni male, possiamo godere per sempre la tua gloria. Amen.

 

Liberaci da ogni malattia

O Signore, Padre Santo, Dio Onnipotente ed Eterno, guarda con bontà questo tuo servo, indebolito nel corpo dalla sofferenza. Noi invochiamo il tuo Nome e tu ascoltaci per i meriti del Figlio tuo crocifisso e dei Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano. Libera questo tuo servo dalla malattia, conforta la sua ani­ma, ridonagli piena salute spirituale e fisica, affinchè, purifi­cato. dalla prova, possa ritornare a lodarti nelle consuete occu­pazioni della sua vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Venite in nostro soccorso

O gloriosi Medici, Martiri della Chiesa di Dio, Cosma e Damiano, decoro e vanto della città di Bitonto, noi, (all'inizio di` questo giorno ed in questo tempio, dove si venerano le vostre sacre e miracolose Immagini), eleviamo a Voi l'umile, ma arden­te preghiera, per i bisogni spirituali e temporali nostri e di tutti ai devoti, che fanno incessante ricorso al vostro potente patrocinio. Non vedete, quanti sofferenti nel corpo o martoriati nell'ani­ma si rivolgono, da ogni parte, col pensiero e, più ancora, col cuore, a Voi, che, fra le angustie che accompagnano la vita, siete sempre solleciti ad ottenere dal Signore la guarigione alle mem­bra doloranti e la pace vera allo spirito? Come la vostra scienza medica guariva le malattie, così la vostra carità lenisca oggi le piaghe dell'anima, inflitte dal pecca­to, che arriva persino a privarla del dono della grazia divina. O insigni Santi Fratelli, ottenete per tutti, in questa giornata, celesti e consolanti benedizioni. Amen.

 

 

 “Lo Spirito Santo dona ad alcuni un carisma speciale di guarigione per manifestare la forza della grazia del Ri­sorto. Tuttavia, neppure le preghiere più intense otten­gono la guarigione di tutte le malattie. Così san Paolo de­ve imparare dal Signore che “ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (2Cor 12,9), e che le sofferenze da sopportare possono fiere come senso quello per cui “io completo nella mia carne ciò che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Coi 1,24)" (CCC 1507).  

Per richiedere il libretto con le preghiere ai Santi Medici rivolgersi a:

Collegio Missionario - Via Barletta  -  70031 Andria  Ba - Tel 0883 592345