ORA DI ADORAZIONE EUCARISTICA_40
Chiamati a stare con Cristo
di
P Franco Nardi
Signore
Gesù, tu ci insegni che come battezzati, tutti siamo chiamati a vivere nella
Chiesa il nostro sacerdozio, che si concretizza nell'offerta della vita come
"dono sacro" per la salvezza dei fratelli.
Ma
nel tuo popolo santo tu, o Signore ti scegli alcuni e li riservi per la tua
missione di salvezza, rinnovando l'effusione del tuo Spirito di santità. Sono
i sacerdoti e i consacrati che a nome di tutti gli uomini offrono al Padre
l'oblazione totale della loro esistenza, con cuore indiviso: essi vogliono
sperimentare più da vicino l'intimità della comunione con Te, per essere come
Te, tutti di Dio al servizio dei fratelli.
In
quest'ora di adorazione vogliamo pregarti per loro e per tutte le famiglie perché
da esse sorgano per la tua Chiesa e per il mondo nuove vocazioni sacerdotali e
religiose.
Dal
Vangelo secondo Matteo (19,16-21)
«Ed
ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: "Maestro, che cosa devo fare di
buono per ottenere la vita eterna?". Egli rispose: "Perché mi
interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella
vita, osserva i comandamenti". Ed egli chiese: "Quali? ". Gesù
rispose: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non
testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te
stesso". Il giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose;
che mi manca ancora?". Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, và,
vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi
vieni e seguimi». Parola del Signore.
Pausa
di Meditazione e di preghiera.
Gesù,
tu inviti anche oggi tutti i giovani a seguirti. Le tue predilezioni sono per
quei giovani, ragazzi e ragazze che hanno il cuore puro e aperto ai grandi
ideali della vita.
Nessuno
può raggiungere una meta più bella, realizzare nella vita un sogno più grande
di colui o colei che cerca di attuare quanto tu hai pensato da tutta l'eternità.
Davanti
a te, presente nel Tabernacolo, vogliamo meditare queste parole ispirate di
san Paolo: "Coloro che Dio ha conosciuto da sempre, li ha pure predestinati
ad essere conformi all'immagine del Figlio Suo, perché egli sia il primogenito
fra molti fratelli" (Rm 8,29).
L'amore
di Dio ci avvolge per associarci a Te, glorioso e risorto perché possiamo
essere la tua immagine perfetta e vivente tra i fratelli.
Tu,
o Signore, ci associ a tutta la tua vita di prove, dolori e gioie, per farci
gustare, anche su questa terra, la gioia più grande e intima, il premio più
ambito: la tua dolce amicizia. Che cosa importano le sofferenze, i dubbi, le
paure che dominano la vita dell'uomo? Una sola cosa conta: il tuo amore per
noi. Tu ci custodisci come la pupilla dell'occhio e ci fai sperimentare la verità
di questa espressione biblica: come un'aquila veglia sul suo nido e volteggia
sopra i suoi nati, così Dio distende le sue ali su di noi, ci prende, ci
solleva e guida da solo (Deut 32, 10-11).
Alla
proposta di un amore così grande non possiamo che rispondere con una vita tutta
donata a te con queste parole intercalate dalla famosa affermazione di Giovanni:
"Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi".
Silenzio meditativo
Signore
Gesù, apri la nostra mente perché comprenda qual è la strada che conduce a
te:
non
l'acutezza dell'intelletto può riconoscerti e adorarti nell'eucaristia, ma la
profondità dell'amore. L'eucaristia, opera del tuo immenso amore, ti ha spinto
ben al di là dei confini dell'umano. Noi abbiamo
riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi
Facci
comprendere, o Signore, che l'Amore non si paga con le parole, ma soltanto con
l'amore. Un amore di stile evangelico come tu vuoi, o Signore: vivendo la tua
Parola.
Noi
abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi
Donaci
di comprendere che la forza del nostro amore per te si misura sulla pratica del
tuo vangelo di salvezza. Solo così la nostra vita sarà una degna risposta al
tuo amore. Solo così la nostra vita sarà "eucaristia", sarà un
"rendimento di grazie", fatto di opere sante e giuste, a te che sei
l'AMORE. Noi abbiamo riconosciuto e creduto
all'amore che Dio ha per noi
Degnati,
o Signore, di infondere nel nostro cuore un amore così grande, quale si
conviene a te, che sei Dio, e quale meriti che ti sia reso. Il tuo amore pervada
tutto il nostro essere e ci renda completamente tuoi. Perché tu sei l'icona del
Padre, il buon Samaritano, l'Agnello immolato sugli altari del mondo. Noi
abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi
Pausa
di silenzio.
Signore
Gesù, ti sei fatto prossimo, sei venuto ad abitare in noi e ci trasformi in Te.
Donandoti in cibo ci hai donato il massimo dell'unione e della intimità.
L'Eucaristia celebra questo sposalizio, ci rinnova elevandoci a un rapporto a
"due", a un'alleanza che duri per sempre. Questa stupenda relazione
d'amore ci fa entrare nella tua stessa dimora, o Signore; cioè nella tua
Chiesa. Appropriate ci sembrano le parole di una grande mistica dei nostri
tempi per descrivere ciò che avviene in cielo quando sulla terra si celebra
l'incredibile evento del mistero eucaristico, puro segno trasparente della
tua appassionata inventiva: "Durante la santa Messa tutti insieme i santi
formano come una sfera, dove ognuno si piega verso la Messa sulla terra,
come se il cielo e la Messa si unissero: in direzione di Dio.
Tutti
i celesti rivolgono, per così dire il loro petto all'Evento, da cui ricevono
gioia e letizia - il petto è la sede della gioia - naturalmente nel Signore che
si dona, in unità con Lui.
Per
esempio all'offertorio tutti si congiungono al sacrificante che si sacrifica.
Ciascuno
al suo posto, ma tutti insieme uniti nella luce trinitaria, che è la causa di
questo insieme...
Il
Dio Trinitario durante la santa Messa tiene insieme compatto il cielo... tutti
formano insieme come un'atmosfera, una colorazione, un profumo, orientati
verso l'Evento, alla Messa.
Anche
la Madre di Dio è in mezzo a loro." (Adrienne
von Speyr)
Signore
Gesù, il cielo si sposa con la terra, in te, Verbo incarnato, donato, immolato.
Ma questa tua presenza corporea nell'Eucaristia dà la sua vera immagine anche
a ciascuno di noi. Stupende le parole di sant'Agostino in proposito:
"Uomo,
dimmi di cosa ti nutri! Ti dirò chi sei! Mangino coloro che mangiano e bevano
coloro che bevono; si sazino e si dissetino: mangino la vita e bevano la vita.
Cibarsi di lui è essere ricreati... Lui bere che cos'è se non vivere? Mangia
la vita, bevi la vita: avrai la vita." (S. Agostino, Disc. 131,1)
Questo
vincolo "nuziale" eucaristico ci mette semplicemente di fronte a un
mistero. E allora con timore e tremore, avvertiamo la necessità di adorarti, o
Signore, per conformare la nostra vita alla tua volontà e per vivere
l'esaltante esperienza di stare con te, sempre.
Non
vogliamo comportarci come il giovane ricco, o Signore. Siamo invece decisi a
stare con te e a seguirti per fare della nostra vita un'avventura di amore. Che
le parole del Papa siano per noi un impegno costante e un desiderio incontenibile:
"La chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci
aspetta in questo sacramento dell'amore. Non risparmiamo il nostro tempo per
andare ad incontrarlo nell'adorazione, nella contemplazione piena di fede e
pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra
adorazione!" (Giovanni Paolo 11, Lett. Dominicae Cenae, 3)
Silenzio
meditativo
Abbiamo
meditato e contemplato che lo "stare con Cristo" è alla base di ogni
ministero battesimale, sacerdotale e di consacrazione; di questo tutti abbiamo
profondamente bisogno. Ora trasformiamo in preghiera questa necessità della
nostra vita cristiana e diciamo:
Insegnaci
a stare con te, Signore!
-
In ogni situazione della nostra vita
-
In ogni passo della tua Chiesa
-
In ogni travaglio della nostra società
-
Nei momenti oscuri della nostra fede
-
Nei momenti della prova e del dolore
-
Nei momenti in cui ci è difficile amare
-
Quando non sappiamo cogliere e apprezzare i tuoi doni
-
Quando ci mostriamo sordi alla tua Parola di vita
-
Quando non sappiamo accostarci alla tua mensa
-
Come tuoi discepoli, apostoli e adoratori Intenzioni libere
Padre
nostro
Dona,
o Cristo, alla tua Chiesa e al mondo fedeli, sacerdoti e religiosi santi, che
siano uomini e donne di preghiera e di carità, fedeli alla tua Parola e
coerenti con i sacramenti che celebrano.
Attrai
a te ancora anime ardenti e generose di giovani, per renderli tuoi seguaci e
tuoi ministri; rendili partecipi della tua sete di universale redenzione, per la
quale rinnovi sugli altari il tuo sacrificio.
Estendi,
Signore, la tua amorosa chiamata anche a molte anime di donne illibate e
generose, infondi in loro l'ansia della perfezione evangelica e la dedizione al
servizio della tua Chiesa e di ogni fratello bisognoso di assistenza e carità.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
ANIMA:
Gesù, lascia che io mi
presenti a Te oggi e ti esprima la mia gioia per quanto mi hai detto, però devo
esprimerti anche la mia angoscia perché sono tanto lontana da quella meta ed ho
paura di non riuscire a raggiungere quella intimità. Tu conosci la mia fragilità
e i miei limiti. Ci proverò, ma per ora contentati e accettami come sono. Se mi
aiuti arriverò dove Tu mi vuoi, tutta la mia fiducia e la mia speranza sono in
Te.
GESÙ: Io ti conosco e so quanto tu puoi e per tua consolazione desidero dirti che mi piace che tu rimetta in me ogni fiducia e speranza. Io lo so che non ti è facile e agevole e non pretendo che tu raggiunga più o meno subito quella meta, quello che mi aspetto da te è che tu la desideri, la cerchi, t'impegni con umile disponibilità. Prova, riprova e non preoccuparti se non sempre riesci, ciò che conta è la continuità della tua volontà. lo questo mi aspetto da te, perseveranza senza interruzione e senza preoccupazione se non sempre riesci. lo non apprezzo i risultati, ma l'impegno, lo sforzo, è questo che premio: i risultati non dipendono da te, ma da me e sono condizionati al tuo sforzo. Se c'è questo, vedrai che quando io lo crederò opportuno ti troverai nello stato abituale di intimità con tua meraviglia e gioia. Perciò, non piagnucolare quando vieni a trovarmi, ma offriti a me come sei, con le tue vittorie e le tue cadute. Io sono l'Amore e perché ti amo, ti accetto come sei.
ANIMA:
Grazie, Gesù, di quanto mi hai fatto capire. Spero di ricordarmelo per
trovare più pace e serenità e, così, liberarmi dei miei infantili timori.
Ora
sono qui dinanzi a Te sicura che mi aiuterai a superare questo momento, che mi
angoscia non poco. Ti dico subito, tutto mi va male, nessuna cosa che
intraprendo mi riesce, mi sento come una fallita e presa di mira dai miei
fratelli che si lamentano di me, mormorano, forse mi calunniano, fanno delle
insinuazioni malevoli e quel che più mi addolora è la motivazione perché mi
sono avvicinata a Te e cerco di esserti fedele. Non mi sopportano proprio perché
cerco di dare una testimonianza di fede e di fiducia in Te. Lo so e lo penso, Tu
sei stato trattato anche peggio di me, ma mi sento ugualmente angosciata. Ti
chiedo aiuto, rinnovo la mia fiducia in Te, mi sforzo di abbandonarmi in Te che
sei la mia salvezza e il mio unico conforto.
GESÙ:
Anima benedetta, sappi che io ti sono più vicino di quanto tu possa immaginare.
Ti comprendo, soffro con te perché anch'io nella mia vita ho fatto le tue
esperienze. Pensa al mio grido d'aiuto al Padre nell'Orto del Getsemani e al mio
lamento sulla Croce. Sí, tu lo riconosci, ma non trovi conforto. Neanche io ne
ho trovato dai tre apostoli che non sono riusciti a vincere il sonno!... Cerca
di capire che questo periodo ti è utile e ti porterà a grandi e importanti
risultati. Ti è utile perché serve a purificarti da ogni scoria di umano, a
rendere più salda la tua fede, a stornarti dall'umano, constatando la vanità
di ciò che è terreno e farti acquisire la convinzione che ciò che conta è
la Virtù e l'azione proiettata verso l'Eterno. Ti aiuta anche a ridimensionare
il valore delle cose che appartengono all'umano, a non fidarti incondizionatamente
degli uomini; parenti, amici, ecc. per mettere tutta la tua fiducia nel Padre
Celeste. Se valorizzi gli scopi che Dio si prefigge nel farti attraversare
questo tormentoso periodo, vedrai che Egli ti consolerà interiormente e, al
momento opportuno, anche all'esterno le cose cambieranno e tu diventerai
centro d'irradiazione e i fratelli se ne accorgeranno e ti seguiranno.
Intanto
contentati di quel poco che ti danno i pochi fratelli, come io ho avuto tanto
conforto da mia Madre - ricordati che è anche tua - dal Cireneo, da Giovanni e
dalle Pie donne.
Coraggio!
Trascinati come puoi, sopporta tutto sia pure con sforzo, offri al Padre in
unione con Me e con Mia Madre, l'Addolorata, ravviva la speranza e godrai dei
buoni risultati che io ti concederò al termine della prova.
ANIMA:
Grazie, Gesù, grazie davvero perché Tu sei la luce che dirada le tenebre, la
forza che spinge avanti, Grazie perché mi hai fatto capire che non ci può
essere bene che non sia il frutto di una sofferenza. Grazie, anche, perché mi
hai illuminato sul valore vano e scialbo delle cose umane, mentre quello che
appartiene allo Spirito mi proietta verso l'Eterno.
Si consiglia una pausa di riflessione
Beata
Suor Maria Crocifissa Satellico (1706 - 1745)
Suor
Maria Crocifissa, al secolo Elisabetta Maria Satellico, nacque a Venezia il 31
dicembre 1706. Educata amorevolmente dai genitori e da uno zio sacerdote,
manifestò fin dalla più tenera età una tale devozione a Gesù e alla Madonna
che a soli nove anni - cosa rarissima a quel tempo - le fu permesso di
ricevere la prima Comunione.
Convinta
di essere stata chiamata da Dio alla vita religiosa, decise di accettare
l'invito che le giungeva dalle monache clarisse di Montenovo (oggi Ostra
Vetere - AN). Nel 1720 raggiunse il monastero, dove venne accolta come educanda.
Ammessa alla vestizione il 13 maggio 1725, dopo cinque anni di paziente e
fiduciosa attesa, compì il noviziato consolidando i suoi propositi di santità
ed emise la professione solenne il 19 maggio 1726.
Vero
esempio di virtù, ricoprì in comunità diversi uffici, tra cui quelli di
maestra di canto ed organista; nel suo spirito di carità fraterna, ottenne di
poter offrire alle consorelle ogni aiuto possibile.
Intensissimo
fu il suo amore per l'Eucaristia. Si recava al tabernacolo sette volte al
giorno e, se indisposta, diceva ad ogni sorella: "Fatemi la carità, fate
una visita per me al Santissimo Sacramento".
Passando
presso il muro della chiesa non mancava
mai
di genuflettere; nella sala di lavoro non voltava mai le spalle all'altare del SS.mo
e, di notte, si sacrificava nel dormire sempre da un lato per avere il viso rivolto
al tabernacolo.
Quante
premure, e quante ore davanti a Gesù eucaristico e sofferente! Se sola,
portava la fronte a terra cinquanta volte baciando il pavimento, o faceva
trentatré genuflessioni. Col permesso del confessore, riuscì a passarvi
l'intera notte del giovedì: affetti, colloqui, ringraziamenti intermezzati da
prostrazioni: anche trecento, o fino a perderne il conto. Spesso restava a
braccia aperte in un progressivo sacrificio, per uniformarsi al Sacrificio di
Gesù.
Alla
Comunione le consorelle andavano con la clamide. Lei andava con la corda al
collo e una corona di spine. Talvolta lo Sposo la riempiva di delizie, ma più
spesso si compiaceva nel lasciarla combattere per suo amore e farle assaggiare
le trafitture di quelle spine.
Accettò
con rassegnazione avversità e sofferenze "Il mio desiderio sarebbe di
disfarmi in pianto per Lui", scrisse nel diario - e lottò contro terribili
tentazioni che non le furono risparmiate perché le trasformasse in
occasioni di vittoria sul male e aumento della grazia.
Eletta
abbadessa nel 1742 a soli trentasei anni, per motivi di salute dissuase le
consorelle dal volerla rieleggere, al termine di un saggio e premuroso
mandato.
Minata
dalla tisi, rese serenamente l'anima a Dio l'8 novembre 1745; aveva 39 anni.
Il
10 ottobre 1993 la Chiesa l'ha elevata agli onori degli altari.
Da: "Suor Maria Crocifissa Satellico" di Gustavo Parisciani
Anima
eucaristica riparatrice,
termino
questa serie di riflessioni sulla "Riparazione" presentandoti a colei
che chiami col dolce nome di "Mamma".
Dal
"Ecco l'Ancella del Signore" al "Donna, ecco tuo figlio",
Maria percorse con Gesù un cammino redentivo e riparativo, che ti ha resa
figlia di Dio.
La Corredentrice
Non
intendo farti un ragionamento teologico, non ne sarei neppure capace,
specialmente nelle condizioni di salute in cui mi trovo.
Voglio
soltanto presentarti come Maria è stata così intimamente unita a Gesù da
divenire, con Lui, "un solo corpo e un solo spirito".
Accettò
la volontà del Padre e diventò Madre del Figlio. Ebbe verso di Lui premure
materne nella sua fanciullezza, giovinezza e maturità; con dolore ma con amore
lo lasciò per la sua vita pubblica, Lo segui con trepidazione fino a sentirsi
straziata al grido: "Crocifigge!". Sul Calvario offrì e si offri con
la vittima divina.
In
tutta la sua vita, ella congiunse la sua volontà alla volontà salvatrice del
Figlio, il suo amore al Suo amore, il suo dolore ed il suo sacrificio al Suo
Sacrificio divino. Una doppia offerta per la nostra redenzione.
Nella
partecipazione alla morte redentiva del Figlio, ti ha resa figlia di Dio e si è
resa madre tua.
E
questa maternità perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente
prestato nell'Annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al
perpetuo coronamento di tutti gli eletti.
Difatti,
assunta in Cielo, non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua
molteplice intercessione continua ad ottenerci la grazia della
"salute" eterna.
Con
la sua maternità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora
peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano
condotti alla patria beata.
Madre e Riparatrice
Dal
giorno in cui Gesù, morendo, donò la vita al mondo, questa vita volle
affidata ad una Madre: a Maria. Così Maria divenne, ed è, la Madre e la
corredentrice dell'umanità.
Poiché
dovunque è una vita, non può mancare una "madre".
E
da quel giorno, come nessuno viene a Gesù senza che Egli lo attiri al Padre
suo, così nessuno è chiamato a partecipare e a vivere della sua vita senza un
misterioso intervento della Madre sua.
Quando
Gesù si fa 'Pane di vita" delle anime, Maria è là, quasi a donare con le
sue stesse mani quel Cibo che ha lei stessa apprestato al mondo.
La tua imitazione
Però
attende da te l'impegno di imitarla nella sua vita. Imitarla, in particolare,
nella sua vita di riparazione.
-
Imitala, quando ti accosti all'altare di Gesù per assistere e partecipare al
divino Mistero della sua rinnovata incarnazione e del Suo Sacrificio d'amore;
quando ti unisci a Gesù nella S. Comunione, e quando lo adori vivente con lo
stesso Corpo e lo stesso Sangue che gli dona la Madre sua;
-
Imitala, nel donarti a Gesù! Nell'abbandonarti a Gesù, nell'offrirti in
sacrificio a Gesù e, in sua unione, per essere un olocausto di amore a gloria
di Dio e a salvezza delle anime per le quali Maria fu anch'essa vittima sublime
con Gesù.
Imitala
e ascoltala sempre. Essa ti chiede di non offendere più il suo Gesù, che è
già tanto offeso.
Ella
desidera anime che abbiano, verso Gesù presente eucaristicamente nel
tabernacolo, la medesima sensibilità, delicatezza e premura che ebbe lei
nell'umile casetta di Nazareth.
Ella
ha anche bisogno di anime che sappiano offrirle preghiere e sacrifici di
riparazione con i quali si accosta al suo divin Figliolo implorando pietà,
misericordia e perdono per un mondo peccatore.
E
poiché Ella è Madre del Signore, viene esaudita offrendo queste preghiere
dei buoni.
Maria
desidera che tu viva, con maggior impegno e generosità, la vita di
riparazione a cui sei stata chiamata, e sappia offrire quelle azioni che valgano
a consolare il Cuore di Gesù, e dargli qualche compenso per tutto ciò che gli
negano o fanno contro di Lui gli ingrati cuori degli uomini.
Quale
Riparazione riuscirebbe gradita a Gesù se non passasse per il Cuore di Maria,
la Vergine "Riparatrice" per eccellenza?
Giungendo
a Gesù per Maria, tutto nella tua vita sarà purificato e nobilitato.
E
Maria ti mostrerà, dopo questo "esilio", il volto del Figlio suo, che
sarà tanto più radioso quanto più sarai stata generosa nel corrispondere
alle sue richieste d'amore. Infatti, tutti i salvati vedranno Dio, ma non tutti
allo stesso modo. La loro visione beatifica sarà conforme al pentimento delle
loro colpe e all'amore che avranno avuto in questa vita per Lui.
Questa
differenza non rende gli eletti diversamente felici, perché tutti sono colmi
di Dio secondo le proprie capacità, come in una serie di vasi, differenti in
pienezza ma ugualmente soddisfatti per quanto possono contenere.
Perché
Maria ti faccia vedere, nell'eternità, il più risplendente volto di Cristo,
cerca di assolvere, con costanza e puntualità, l'impegno assunto quando fosti
chiamata ad aderire all'Associazione Eucaristica Riparatrice.
P.Emilio Santini
Tratto
da: Riparazione Eucaristica nr 8-1994.