ORA DI ADORAZIONE EUCARISTICA 36
"Il Matrimonio Sacramento da Testimoniare"
a
cura di Paolo Baiardelli
O
Dio, che nella vocazione battesimale ci chiami ad essere pienamente disponibili
all'annunzio del tuo regno, donaci il coraggio apostolico e la libertà
evangelica, perché rendiamo presente in ogni ambiente di vita la tua parola
di amore e di pace. (dalla colletta della VI domenica di pasqua)
«Dopo
queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a
due davanti a sé in ogni città e luogo dov'egli stesso stava per andare. E
diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il
Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse. Andate;
ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non portate né borsa, né
sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via. In qualunque casa entriate,
dite prima: 'Pace a questa casa!" Se vi è lì un figlio di pace, la vostra
pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi. Rimanete in quella stessa
casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno del
suo salario. Non passate di casa in casa. In qualunque città entriate, se vi
ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti, guarite i malati che ci
saranno e dite loro: "Il regno di Dio si è avvicinato a voi". Ma in
qualunque città entriate, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite:
"Perfino la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri
piedi, noi la scotiamo contro di voi; sappiate tuttavia questo, che il regno
di Dio si è avvicinato a voi". Io vi dico che in quel giorno la sorte di
Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città».
Non
solo i Dodici, il gruppo più vicino a Gesù, ma anche i settanta. Gesù manda i
suoi messaggeri a tutti i figli di Dio, dovunque si trovano. Anche i coniugi
sono parte di questo gruppo di messaggeri, inviati a testimoniare l'amore di
Dio. La comunità, guardando come vivono la loro vita di sposi cristiani, deve
poter toccare quasi con mano qualcosa dell'amore universale di Dio.
Momento
di silenzio per rileggere il brano.
Sorretti
da Cristo, principio e fondamento della nostra speranza, eleviamo al Padre le
nostre invocazioni:
1)
Per tutti i coniugi, perché siano sempre esempi dell'amore di Gesù. Preghiamo.
Cristo, nostra speranza, ascoltaci!
2)
Per la Chiesa, che in comunione con il Papa e con i Vescovi, sia sempre guida
per tutte le famiglie cristiane alla testimonianza della fede. Preghiamo. Cristo,
nostra speranza, ascoltaci!
3)
Per tutte le famiglie, perché riconoscano la loro altissima missione, di
testimoniare lo spirito della vita cristiana nella società di oggi. Preghiamo. Cristo,
nostra speranza, ascoltaci!
4)
Per tutti i genitori, primi testimoni della fede cristiana, perché sappiano
trasmettere ai figli la verità della parola di Cristo. Preghiamo. Cristo,
nostra speranza, ascoltaci!
5)
Per le Istituzioni, perché operino in modo instancabile per sostenere le
famiglie e la loro missione nella società. Preghiamo. Cristo,
nostra speranza, ascoltaci!
Evangelizzazione
e Sacramento del Matrimonio
La
vita cristiana assunta nella sua pienezza comporta lo svolgimento di
un'esplicita missione ecclesiale. In forza del sacramento, gli sposi sono
consacrati per essere ministri di santificazione nella famiglia e di
edificazione della Chiesa. I coniugi compiono il loro ministero e impegnano i
loro carismi, oltre che nella testimonianza di una vita condotta nello Spirito,
nell'educazione cristiana dei figli, e in modo privilegiato nel camminare con
loro nell'itinerario dell'iniziazione cristiana; nella preparazione specifica
dei fidanzati al sacramento del matrimonio; nella catechesi familiare e
parrocchiale; nella promozione delle vocazioni, specialmente di quelle di
speciale consacrazione; nell'evangelizzazione di altri sposi e famiglie, e
nella programmazione pastorale della Chiesa locale (cf. AA 11). Non va
dimenticato che è fondamentale la responsabilità della famiglia per quanto
riguarda il nascere e lo svilupparsi della vocazione dei figli verso la missione
sacerdotale, la vita religiosa e l'apostolato degli istituti secolaci. Il più
immediato e connaturale campo nel quale si compie l'opera evangelizzatrice dei
coniugi sono le altre coppie e famiglie: "Viene così a inserirsi nel
vasto quadro della vocazione dei laici una nuova e notevolissima forma
dell'apostolato del simile da parte del simile; sono gli sposi stessi che si
fanno apostoli e guide di altri sposi" (HV 26). Una speciale sollecitudine
dovranno avere verso i matrimoni in difficoltà o falliti, che nella nostra
società in trasformazione tendono ad aumentare. Il loro aiuto non potrà
restringersi ad un atteggiamento di umana comprensione e di evangelica
accoglienza, ma dovrà adoperarsi per modificare le situazioni sociali carenti
in una visione di giustizia e di carità.
Signore
Gesù Cristo, apparendo ai tuoi dopo la risurrezione hai detto loro: «Andate
e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho
comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt
28,19 s). Poiché tu vuoi che tutti gli uomini giungano alla salvezza, vuoi
anche che tutti gli uomini riconoscano la verità che sola può guidarci alla
salvezza (cfr 1Tm 2,6). Tu sei la verità. Mediante te la verità è diventata
per noi la via, che possiamo percorrere e che ci conduce alla vita. Senza te
ci troviamo nel buio riguardo alle domande essenziali della nostra vita. Senza
te siamo come pecore senza pastore (Mc 6,34). Ma tu, ascendendo al cielo, non ci
hai lasciati orfani (cfr Gv 14,18). Ai tuoi discepoli non hai dato soltanto il
compito di insegnare agli uomini la via giusta. Per tutti i tempi hai loro
promesso lo Spirito Santo che generazione dopo generazione, li guida alla verità
tutta intera (cfr Gv 16,13). Sorretta dallo Spirito Santo, la comunità dei
discepoli - la Chiesa - porta la tua parola attraverso i tempi. In essa vive
la tua parola; in essa rimane sempre presente e dischiude il futuro, perché
la verità è sempre giovane e non invecchia mai. Aiutaci perché, mediante
la parola dell'annuncio della Chiesa, impariamo ad osservare tutto ciò che
hai comandato. Aiutaci a prendere con gioia su di noi il "giogo
dolce" della verità (cfr Mt 11,30) che non ci opprime, ma ci fa diventare,
in te, figli del Padre e quindi ci rende liberi. Aiutaci a trovare nella parola
della fede te stesso, a imparare a conoscerti e ad amarti. Aiutaci a diventare
amici della verità, amici tuoi, amici di Dio. Aiuta la tua Chiesa ad eseguire
docilmente, in mezzo ai perturbamenti del tempo, la tua missione senza
scoraggiarsi. Aiutala ad annunciare il tuo messaggio con franchezza e senza
tradirne la genuinità. Guidala mediante il tuo Spirito e introducila negli
ampi spazi della verità. Signore, rendici grati per la tua parola; grati per il
messaggio del Catechismo, in cui la tua parola ci viene incontro, così che
anche noi impariamo a dire come il Salmista: «Quanto amo la tua legge, Signore»
(Sl 119,97). Sì: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio
cammino» (Sl 119,105). Amen.
(Benedetto
XVI)
Assumendo
la realtà umana dell'amore ed elevandolo a segno e mezzo di salvezza, il
matrimonio cristiano rappresenta un momento particolare della mediazione fra
Chiesa e mondo, fra il Vangelo e la storia e ne rende vivo il reciproco dialogo.
La vita cristiana dei coniugi è una testimonianza che arricchisce non solo la
Chiesa, ma anche la società civile. E la missione che scaturisce dal sacramento
non esaurisce il suo influsso nell'ambito della comunità ecclesiale, ma lo
prolunga nell'ambito dell'intera comunità umana. La promozione umana, distinta
ma inseparabile dall'evangelizzazione, è il principale servizio che gli sposi
cristiani sono chiamati a compiere nell'ambito della società civile (cf. GM).
Tale servizio consiste anzitutto nel vivere all'interno del proprio nucleo
coniugale e familiare un'esperienza quotidiana di autentico amore, come richiamo
e stimolo ai valori dell'incontro interpersonale e del dono gratuito di se
stessi offerti a una società prigioniera del mito del benessere e
dell'efficienza.
I
coniugi, inoltre, contribuiscono al bene comune della società mediante
l'educazione dei figli, ai quali offrono l'esempio non solo del proprio amore
reciproco, ma anche di un amore che oltrepassa i confini della famiglia per
estendersi a tutti, specialmente ai poveri e agli oppressi, e nei quali
stimolano l'apertura verso il bene della società intera. La funzione
educativa dei genitori si estende, in modi propri, all'interno della scuola e
nella gestione comunitaria di tutte le strutture educative, sia pubbliche che
private. Il dovere-diritto all'educazione non può essere infatti oggetto di
delega incondizionata e irresponsabile, ma esige la partecipazione consapevole e
ordinata di coloro ai quali spetta il compito originario.
Gli
sposi cristiani, infine, devono assumersi la loro parte di responsabilità nel
rendere più umana, e cioè più consona alle esigenze della giustizia, la
convivenza sociale. Entro questo contesto è urgente risvegliare la coscienza
delle coppie e delle famiglie cristiane riguardo all'importanza di un loro
contributo propriamente politico al bene della società, partecipando
democraticamente e secondo coscienza al laborioso processo della sua storica
evoluzione. In particolare gli sposi cristiani, con il sostegno attivo di tutta
la comunità, dovranno esigere e per la loro parte dovranno contribuire affinché
la società civile dia al matrimonio e alla famiglia, come fondamentale nucleo
comunitario, la più rispettosa attenzione e il più valido aiuto mediante il
concreto intervento dei suoi svariati organismi: legislativi, economici,
assistenziali, sanitari e previdenziali, sindacali e culturali. Un settore
importante di grande influsso, negativo e positivo, nella vita delle famiglie e
nel loro compito educativo è quello dei mass-media. Gli sposi cristiani
dovranno adoperarsi con tutte le loro possibilità affinché i mezzi della
comunicazione sociale contribuiscano al sano sviluppo, umano e morale, della
società, della famiglia e dei giovani che a essa si preparano.
Vi sono oggi anche gravi problemi di natura giuridica, quali il diritto di famiglia e la nuova condizione della donna. Essi hanno importanti ripercussioni sulla vita degli sposi e sui rapporti fra genitori e figli. Tali gravi e urgenti problemi chiedono di essere affrontati da tutti con lo scopo di elaborare soluzioni che rappresentino un effettivo aiuto a quanti si preparano al matrimonio e agli sposi e genitori che intendono viverne tutti i valori umani e sociali. Pertanto il ruolo della famiglia e delle associazioni familiari va rispettato e valorizzato. La famiglia non deve essere soltanto il termine dell'azione responsabile delle diverse strutture della società civile, ma deve diventarne responsabile collaboratrice. Ogni forma di individualismo o di collettivismo finirebbe per minare nel profondo l'esistenza stessa della famiglia umana e cristiana e ne svuoterebbe il ruolo nella convivenza civile.
Momento
di silenzio e riflessione
Padre
dei Cieli,
ci
hai dato un modello di vita nella Sacra Famiglia di Nazareth. Aiutaci, Padre
d'amore,
a
fare della nostra famiglia un'altra Nazareth dove regnano l'amore, la pace e la
gioia.
Che
possa essere profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante di
gioia. Aiutaci a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera
in famiglia.
Insegnaci a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestito di sofferenza. Che il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo.
E
aiutaci a svolgere con amore i nostri doveri familiari. Che possiamo amarci come
Dio ama ciascuno di noi, sempre più ogni giorno, e perdonarci i nostri difetti
come Tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci,
Padre d'amore, a prendere ogni cosa Tu dia e a dare quello che tu prendi con un
grande sorriso. Cuore immacolato di Maria,
causa
della nostra gioia, prega per noi. San Giuseppe, prega per noi.
Santi
Angeli Custodi, state sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen.
(Madre
Teresa di Calcutta)
Padre
Nostro...
Canto
rinate
Meditazione Eucaristica
Eucaristia:
Tabor:
Mons. Odo Fusi Petti
Benedetto
XVI nella sua Lettera Enciclica "Spe Salvi" ci ricorda che "Gesù
di sé ha detto di essere venuto perché noi abbiamo la vita in abbondanza"
(Gv 10,10). E che la vita è una "relazione".
Relazione
con Dio Padre il quale sul Monte Tabor fece udire la sua voce: "Questi è
il figlio mio prediletto. Ascoltatelo" (Mt 17,4 ss).
Relazione
con gli Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni; Pietro espresse la loro relazione
con Gesù affermando: "È bello per noi sostare qui, se vuoi; farò tre
tabernacoli, uno per te, uno per Mosè, uno per Elia". Di che cosa stavano
conversando Gesù con Mosè ed Elia? Lo afferma l'Evangelista San Luca:
"parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento in
Gerusalemme" (Lc 9,14), quando Gesù avrebbe fatto il sacrificio della sua
vita dicendo: "Non vi è prova più grande d'amore di colui che dà la vita
per i propri amici"; allora egli che aveva amato i suoi che erano nel
mondo, li avrebbe amati sino alla fine.
È
una relazione che Gesù ripete e attualizza in ogni Messa. Con il mistero
pasquale, infatti, come insegna San Giovanni Crisostomo: "Noi offriamo
sempre il medesimo agnello e non oggi o domani un altro, ma sempre lo stesso.
Quello che si ripete è la celebrazione memoriale, la estensione memoriale del
medesimo sacrificio, per cui l'unico e definitivo sacrificio redentore di
Cristo si rende sempre
' attuale nel tempo".
Relazione
fruttuosa secondo l'insegnamento di Gesù: "lo sono la vite, voi i
tralci; se il tralcio rimane attaccato alla vite produce molti frutti".
Relazione personale, intima, totale.
Personale
perché nell'Eucaristia è presente la persona di Gesù, corpo, sangue, anima e
divinità; egli affermò: "Chi mangia la mia carne dimora in me ed io in
lui". Una sua presenza personale che continua anche fuori della Messa e con
la quale ci troviamo in intimità con lui nella nostra Adorazione Eucaristica
durante la giornata. È veramente bello sostare in silenzio davanti al Tabernacolo:
egli ci vede, intuisce le nostre aspirazioni ed i nostri desideri; è nostra
forza e nostro rifugio nelle sofferenze e difficoltà. È una relazione totale
perché come egli si dona a noi dà a noi la capacità di poterci donare agli
altri, senza discriminazione, con particolare attenzione ai poveri, agli
ammalati, alle persone sole, rendendoci capaci di offrire speranza e amore.
Egli
con l'Eucaristia dà senso alle nostre giornate spesso così piene di monotonia,
perché egli è la sorgente dell'amore che è la realtà più grande della
vita.
O
Gesù con l'Eucaristia concedimi che tu possa essere al centro del mio amore
sopra ogni cosa e in ogni cosa.
Te
lo chiedo per la intercessione della Tua Madre Maria Immacolata sposa dello
Spirito Santo.
Che
in mezzo a tante espressioni di violenza che caratterizzano questo nostro
tempo possa io essere lievito e fermento di una civiltà nuova, della civiltà
dell'amore; c'è un profondo senso di inquietudine nelle singole persone,
nelle famiglie, nella società.
Stampa,
radio, televisione lo mettono particolarmente in evidenza. Sostando con te in
adorazione con l'Eucaristia ci impegniamo ad andare controcorrente come il
Papa Benedetto XVI ha chiesto alle centinaia di giovani convenuti a Loreto.
È
la via per crescere nella sensibilità spirituale, nella responsabilità
personale, nella disponibilità verso il prossimo. In mezzo alle tante vicende
che ci distraggono, e ci disorientano Tu ci fai crescere nella nostra identità
di figli di Dio e di fratelli tra di noi.
+
Vescovo emerito di Senigallia