ORA DI ADORAZIONE EUCARISTICA 36

"Il Matrimonio Sacramento da Testimoniare"

a cura di Paolo Baiardelli

Canto Iniziale

 

O Dio, che nella vocazione battesimale ci chiami ad essere pienamente disponibili all'annunzio del tuo regno, donaci il coraggio apostolico e la libertà evangelica, perché ren­diamo presente in ogni ambiente di vita la tua parola di amore e di pace. (dalla colletta della VI domenica di pasqua)

 

In ascolto della Parola

 

Dal Vangelo secondo Luca

«Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta di­scepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov'egli stesso stava per andare. E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli ope­rai nella sua mèsse. Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via. In qualunque casa entriate, dite prima: 'Pace a questa casa!" Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi. Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa. In qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti, guarite i malati che ci saranno e dite loro: "Il regno di Dio si è avvicinato a voi". Ma in qualunque città entriate, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite: "Perfino la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scotiamo con­tro di voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio si è avvicinato a voi". Io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città».

 

Riflessione introduttiva

 

Non solo i Dodici, il gruppo più vicino a Gesù, ma anche i settanta. Gesù manda i suoi messaggeri a tutti i figli di Dio, dovunque si trovano. Anche i coniugi sono parte di questo gruppo di messaggeri, inviati a testimoniare l'amore di Dio. La comunità, guardando come vivono la loro vita di sposi cristiani, deve poter toccare quasi con mano qualcosa dell'amore universale di Dio.

 

Momento di silenzio per rileggere il brano.

 

Preghiera Comunitaria

 

Sorretti da Cristo, principio e fondamento della nostra speranza, eleviamo al Padre le nostre invocazioni:

1) Per tutti i coniugi, perché siano sempre esempi dell'amore di Gesù. Preghiamo. Cristo, nostra speranza, ascoltaci!

 

2) Per la Chiesa, che in comunione con il Papa e con i Vescovi, sia sempre guida per tutte le famiglie cristiane alla testimonianza della fede. Preghiamo. Cristo, nostra speranza, ascoltaci!

 

 

3) Per tutte le famiglie, perché riconoscano la loro altissima missione, di testimoniare lo spirito della vita cristiana nella società di oggi. Preghiamo. Cristo, nostra speranza, ascoltaci!

 

4) Per tutti i genitori, primi testimoni della fede cristia­na, perché sappiano trasmettere ai figli la verità della parola di Cristo. Preghiamo. Cristo, nostra speranza, ascoltaci!

 

5) Per le Istituzioni, perché operino in modo instanca­bile per sostenere le famiglie e la loro missione nella società. Preghiamo. Cristo, nostra speranza, ascoltaci!

 

Canto

 

Riflessione

 

Evangelizzazione e Sacramento del Matrimonio

La missione ecclesiale dei coniugi

La vita cristiana assunta nella sua pienezza comporta lo svolgimento di un'esplicita missione ecclesiale. In forza del sacramento, gli sposi sono consacrati per essere mini­stri di santificazione nella famiglia e di edificazione della Chiesa. I coniugi compiono il loro ministero e impegnano i loro carismi, oltre che nella testimonianza di una vita condotta nello Spirito, nell'educazione cristiana dei figli, e in modo privilegiato nel camminare con loro nell'itine­rario dell'iniziazione cristiana; nella preparazione specifi­ca dei fidanzati al sacramento del matrimonio; nella cate­chesi familiare e parrocchiale; nella promozione delle vocazioni, specialmente di quelle di speciale consacrazione; nell'evangelizza­zione di altri sposi e famiglie, e nella programmazione pastorale della Chiesa locale (cf. AA 11). Non va dimenticato che è fondamentale la responsabilità della famiglia per quanto riguarda il nascere e lo svilupparsi della vocazione dei figli verso la missione sacerdotale, la vita religiosa e l'apostolato degli istituti secolaci. Il più immediato e connaturale campo nel quale si compie l'opera evangelizzatrice dei coniugi sono le al­tre coppie e famiglie: "Viene così a in­serirsi nel vasto quadro della vocazione dei laici una nuova e notevolissima forma dell'apostolato del simile da parte del simile; sono gli sposi stessi che si fanno apostoli e guide di altri sposi" (HV 26). Una speciale sollecitudine dovranno avere verso i matrimoni in difficol­tà o falliti, che nella nostra società in trasformazione ten­dono ad aumentare. Il loro aiuto non potrà restringersi ad un atteggiamento di umana comprensione e di evangelica accoglienza, ma dovrà adoperarsi per modificare le situa­zioni sociali carenti in una visione di giustizia e di carità.

 

Momento di silenzio e riflessione

 

Preghiera

 

Piccola Chiesa

Signore Gesù Cristo, apparendo ai tuoi dopo la risurre­zione hai detto loro: «Andate e ammaestrate tutte le na­zioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,19 s). Poiché tu vuoi che tutti gli uomini giungano alla salvezza, vuoi anche che tutti gli uomini riconoscano la verità che sola può guidarci alla salvezza (cfr 1Tm 2,6). Tu sei la verità. Mediante te la verità è diventata per noi la via, che pos­siamo percorrere e che ci conduce alla vita. Senza te ci troviamo nel buio riguardo alle domande essenziali del­la nostra vita. Senza te siamo come pecore senza pastore (Mc 6,34). Ma tu, ascendendo al cielo, non ci hai lasciati orfani (cfr Gv 14,18). Ai tuoi discepoli non hai dato sol­tanto il compito di insegnare agli uomini la via giusta. Per tutti i tempi hai loro promesso lo Spirito Santo che generazione dopo generazione, li guida alla verità tutta intera (cfr Gv 16,13). Sorretta dallo Spirito Santo, la co­munità dei discepoli - la Chiesa - porta la tua parola at­traverso i tempi. In essa vive la tua parola; in essa rima­ne sempre presente e dischiude il futuro, perché la veri­tà è sempre giovane e non invecchia mai. Aiutaci per­ché, mediante la parola dell'annuncio della Chiesa, im­pariamo ad osservare tutto ciò che hai comandato. Aiu­taci a prendere con gioia su di noi il "giogo dolce" del­la verità (cfr Mt 11,30) che non ci opprime, ma ci fa di­ventare, in te, figli del Padre e quindi ci rende liberi. Aiutaci a trovare nella parola della fede te stesso, a im­parare a conoscerti e ad amarti. Aiutaci a diventare amici della verità, amici tuoi, amici di Dio. Aiuta la tua Chiesa ad ese­guire docilmente, in mezzo ai pertur­bamenti del tempo, la tua missione senza scoraggiarsi. Aiutala ad annun­ciare il tuo messaggio con franchez­za e senza tradirne la genuinità. Gui­dala mediante il tuo Spirito e intro­ducila negli ampi spazi della verità. Signore, rendici grati per la tua parola; grati per il messaggio del Catechismo, in cui la tua parola ci viene incontro, così che anche noi impariamo a dire come il Salmista: «Quanto amo la tua legge, Signo­re» (Sl 119,97). Sì: «Lampada per i miei passi è la tua pa­rola, luce sul mio cammino» (Sl 119,105). Amen.

(Benedetto XVI)

 

Riflessione Evangelizzazione e Sacramento del Matrimonio

Coniugi cristiani e società umana

Assumendo la realtà umana dell'amore ed elevandolo a segno e mezzo di salvezza, il matrimonio cristiano rap­presenta un momento particolare della mediazione fra Chiesa e mondo, fra il Vangelo e la storia e ne rende vivo il reciproco dialogo. La vita cristiana dei coniugi è una te­stimonianza che arricchisce non solo la Chiesa, ma anche la società civile. E la missione che scaturisce dal sacra­mento non esaurisce il suo influsso nell'ambito della co­munità ecclesiale, ma lo prolunga nell'ambito dell'intera comunità umana. La promozione umana, distinta ma in­separabile dall'evangelizzazione, è il principale servizio che gli sposi cristiani sono chiamati a compiere nell'am­bito della società civile (cf. GM). Tale servizio consiste an­zitutto nel vivere all'interno del proprio nucleo coniugale e familiare un'esperienza quotidiana di autentico amore, come richiamo e stimolo ai valori dell'incontro interper­sonale e del dono gratuito di se stessi offerti a una società prigioniera del mito del benessere e dell'efficienza.

I coniugi, inoltre, contribuiscono al bene comune della società mediante l'educazione dei figli, ai quali offrono l'esempio non solo del proprio amore reciproco, ma an­che di un amore che oltrepassa i confini della famiglia per estendersi a tutti, specialmente ai poveri e agli op­pressi, e nei quali stimolano l'apertura verso il bene del­la società intera. La funzione educativa dei genitori si estende, in modi propri, all'interno della scuola e nella gestione comunitaria di tutte le strutture educative, sia pubbliche che private. Il dovere-diritto all'educazione non può essere infatti oggetto di delega incondizionata e irresponsabile, ma esige la partecipazione consapevole e ordinata di coloro ai quali spetta il compito originario.

Gli sposi cristiani, infine, devono assumersi la loro parte di responsabilità nel rendere più umana, e cioè più conso­na alle esigenze della giustizia, la convivenza sociale. En­tro questo contesto è urgente risvegliare la coscienza delle coppie e delle famiglie cristiane riguardo all'importanza di un loro contributo propriamente politico al bene della società, partecipando democraticamente e secondo co­scienza al laborioso processo della sua storica evoluzione. In particolare gli sposi cristiani, con il sostegno attivo di tutta la comunità, dovranno esigere e per la loro parte dovranno contribuire affin­ché la società civile dia al matrimonio e alla famiglia, come fondamentale nucleo comunitario, la più rispettosa attenzione e il più valido aiuto mediante il concreto intervento dei suoi svariati organismi: legislativi, econo­mici, assistenziali, sanitari e previden­ziali, sindacali e culturali. Un settore importante di grande influsso, negativo e positivo, nella vita delle famiglie e nel loro compito educativo è quello dei mass-media. Gli sposi cristiani dovranno adoperarsi con tutte le lo­ro possibilità affinché i mezzi della comunicazione sociale contribuisca­no al sano sviluppo, umano e mora­le, della società, della famiglia e dei giovani che a essa si preparano.

Vi sono oggi anche gravi problemi di natura giuridica, quali il diritto di famiglia e la nuova condizione della donna. Essi hanno importanti riper­cussioni sulla vita degli sposi e sui rapporti fra genitori e figli. Tali gra­vi e urgenti problemi chiedono di essere affrontati da tutti con lo scopo di elaborare solu­zioni che rappresentino un effettivo aiuto a quanti si pre­parano al matrimonio e agli sposi e genitori che intendo­no viverne tutti i valori umani e sociali. Pertanto il ruolo della famiglia e delle associazioni familiari va rispettato e valorizzato. La famiglia non deve essere soltanto il termine dell'azione responsabile delle diverse strutture della società civile, ma deve diventarne responsabile collaboratrice. Ogni forma di individualismo o di collet­tivismo finirebbe per minare nel profondo l'esistenza stessa della famiglia umana e cristiana e ne svuoterebbe il ruolo nella convivenza civile.

 

Momento di silenzio e riflessione

 

Canto

 

Per le nostre famiglie

Padre dei Cieli,

ci hai dato un modello di vita nella Sacra Famiglia di Nazareth. Aiutaci, Padre d'amore,

a fare della nostra famiglia un'altra Nazareth dove regnano l'amore, la pace e la gioia.

Che possa essere profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante di gioia. Aiutaci a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia.

Insegnaci a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestito di sofferenza. Che il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo.

E aiutaci a svolgere con amore i nostri doveri familiari. Che possiamo amarci come Dio ama ciascuno di noi, sempre più ogni giorno, e perdonarci i nostri difetti come Tu perdoni i nostri peccati.

Aiutaci, Padre d'amore, a prendere ogni cosa Tu dia e a dare quello che tu prendi con un grande sorriso. Cuore immacolato di Maria,

causa della nostra gioia, prega per noi. San Giuseppe, prega per noi.

Santi Angeli Custodi, state sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen.

(Madre Teresa di Calcutta)

Padre Nostro...

 

Canto rinate

 

 

 

Meditazione Eucaristica

Eucaristia: Tabor:

Mons. Odo Fusi Petti

Benedetto XVI nella sua Lettera Enciclica "Spe Salvi" ci ricorda che "Gesù di sé ha detto di essere venuto perché noi abbiamo la vita in abbondanza" (Gv 10,10). E che la vita è una "relazione".

Relazione con Dio Padre il quale sul Monte Tabor fece udire la sua voce: "Questi è il figlio mio predilet­to. Ascoltatelo" (Mt 17,4 ss).

Relazione con gli Apostoli Pietro, Giacomo e Gio­vanni; Pietro espresse la loro relazione con Gesù af­fermando: "È bello per noi sostare qui, se vuoi; farò tre tabernacoli, uno per te, uno per Mosè, uno per Elia". Di che cosa stavano conversando Gesù con Mosè ed Elia? Lo afferma l'Evangelista San Luca: "parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento in Gerusalemme" (Lc 9,14), quando Gesù avrebbe fatto il sacrificio della sua vita dicendo: "Non vi è prova più grande d'amore di colui che dà la vita per i propri amici"; allora egli che aveva amato i suoi che erano nel mondo, li avrebbe amati sino alla fine.

È una relazione che Gesù ripete e attualizza in ogni Messa. Con il mistero pasquale, infatti, come insegna San Giovanni Crisostomo: "Noi offriamo sempre il medesimo agnello e non oggi o domani un altro, ma sempre lo stesso. Quello che si ripete è la celebrazione memoriale, la estensione memoriale del medesimo sacrificio, per cui l'unico e definiti­vo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre          ' attuale nel tempo".

Relazione fruttuosa se­condo l'insegnamento di Gesù: "lo sono la vite, voi i tralci; se il tralcio rimane attaccato alla vite produce molti frutti". Relazione personale, intima, totale.

Personale perché nell'Eucaristia è presente la persona di Gesù, corpo, sangue, anima e divinità; egli affermò: "Chi mangia la mia carne dimora in me ed io in lui". Una sua presenza personale che continua anche fuori della Messa e con la quale ci troviamo in intimità con lui nella nostra Adorazione Eucaristica durante la giornata. È veramente bello sostare in silenzio davanti al Ta­bernacolo: egli ci vede, intuisce le nostre aspirazioni ed i nostri desideri; è nostra forza e nostro rifugio nelle sofferenze e difficoltà. È una relazione totale perché come egli si dona a noi dà a noi la capacità di poterci donare agli altri, senza discriminazione, con particola­re attenzione ai poveri, agli ammalati, alle persone so­le, rendendoci capaci di offrire speranza e amore.

Egli con l'Eucaristia dà senso alle nostre giornate spesso così piene di monotonia, perché egli è la sorgen­te dell'amore che è la realtà più grande della vita.

O Gesù con l'Eucaristia concedimi che tu possa essere al centro del mio amore sopra ogni cosa e in ogni cosa.

Te lo chiedo per la intercessione della Tua Madre Maria Immacolata sposa dello Spirito Santo.

Che in mezzo a tante espressioni di violenza che ca­ratterizzano questo nostro tempo possa io essere lievi­to e fermento di una civiltà nuova, della civiltà del­l'amore; c'è un profondo senso di inquietudine nelle singole persone, nelle famiglie, nella società.

Stampa, radio, televisione lo mettono particolar­mente in evidenza. Sostando con te in adorazione con l'Eucaristia ci impegniamo ad andare controcor­rente come il Papa Benedetto XVI ha chiesto alle centinaia di giovani convenuti a Loreto.

È la via per crescere nella sensibilità spirituale, nella responsabilità personale, nella disponibilità verso il prossimo. In mezzo alle tante vicende che ci distrag­gono, e ci disorientano Tu ci fai crescere nella nostra identità di figli di Dio e di fratelli tra di noi.

+ Vescovo emerito di Senigallia

Tratto da: “Riparazione Eucaristica” nr4/2008