ADORAZIONE EUCARISTICA_34
GESU’ TI OFFRO
Anima
eucaristica riparatrice, avrai certamente letto l'articolo precedente: "Gesù,
nel tuo operare! "e sicuramente anche tu sarai rimasta sorpresa della
pochissima importanza che si dà alle azioni ordinarie di ogni giorno quando,
invece, se fossero inserite nel sacrificio di Cristo, potrebbero divenire una
inesauribile sorgente di grazia per tutta la società.
Anch'io
ho riletto quell'articolo e, rileggendo e riflettendo, mi è venuto in mente
un altro pensiero che potrebbe benissimo completarlo.
Devi
imparare ad offrire non solo le tue azioni, ma anche Gesù stesso: Gesù, ti
offro!
1.
Gesù è tuo.
Con
la tua offerta, inserita nell'offerta di Cristo, realizzi una intima
compenetrazione tra te e Gesù. Tu in Gesù e Gesù in te, secondo la parola
divina: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io
in lui " (Gv. 16,56); "Chi osserva i suoi comandamenti, dimora in
Dio ed Egli in lui " (1 Gv. 3,24); "Dio è amore, chi sta nell'amore,
dimora in Dio e Dio dimora in lui" (1 Gv. 4,16).
Allora
renditi consapevole che con i tuoi atti di offerta aumenti, perfezioni sempre
più questa presenza di te in Gesù e di Gesù in te.
Nella
misura in cui aumenta questa presenza scambievole, tu divieni di Gesù e Gesù
diviene tuo.
Ammira,
contempla quale fiducia Gesù pone in te, da mettersi totalmente nelle tue mani.
Gesù è tuo.
2.
Puoi prenderlo e offrirlo.
Rivolgi
pure il pensiero al tabernacolo, nella pisside vi è anche la tua Ostia, che
sempre ti attende per accoglierti e per donarsi a te.
Con
il tuo inserimento nell'Ostia, con la tua assimilazione dell'Ostia, con la tua
immolazione con l'Ostia, entri sempre più in possesso di quest'Ostia, formata
da Gesù e da te, per cui puoi prenderla e offrirla al Padre.
Considera
attentamente l'amore grande di Gesù. Egli ha compiuto il suo cammino dal Cielo
in terra, dalla terra alla croce, dalla croce all'altare per venirti incontro,
per offrirti la sua presenza, per mettersi nelle tue mani, per essere da te
offerto.
Vuole
rivivere in te la sua offerta, iniziata nell'Incarnazione, compiuta sulla
croce, resa presente sull'altare, resa eterna in cielo.
Rivolgi
la tua attenzione a Gesù presente e vivente nell'Eucaristia, e subito ti
viene da pensare che Egli è nell'Ostia, si trova nel tabernacolo in uno stato
di offerta. Si offre continuamente al Padre.
Però
per offrirsi al Padre non era necessario che rimanesse nelle specie
eucaristiche, perché la sua offerta era già perfetta e perenne in cielo, ma
rimase per essere la tua offerta, per essere da te offerto.
Di
conseguenza, Gesù si trova nel tabernacolo in uno stato di attesa per essere
offerto.
Hai
a tua disposizione l'unica offerta, l'unica mediazione gradita a Dio Padre.
Puoi prenderla e innalzarla al Cielo.
Però
ricordati, come già ti ho detto, che puoi prendere quell'Ostia soltanto se vi
hai inserito la tua presenza, la tua offerta, in modo che sia formata da Gesù e
da te.
Gesù
e la tua preghiera, Gesù e il tuo lavoro, Gesù e la tua sofferenza, Gesù e la
tua solitudine, ecc. Prendi quell'Ostia e innalzala, offrila al Padre: Gesù,
ti offro!
Eserciti
il tuo sacerdozio non solo per te, ma per tutti. Mettiti in sintonia, sappi
raccogliere le attività degli uomini, la vita di ogni creatura, l'armonia del
cosmo, e tutto inserisci nell'Ostia: Gesù, ti offro!
3.
Per la salvezza dell'umanità.
Forse
non sempre ti rendi conto, eppure hai a tua disposizione un tesoro immenso,
una potenza infinita: l'offerta di Gesù.
E
puoi servirtene a tuo piacimento, come vuoi e quando vuoi, per stabilire e
regolare le tue relazioni col Padre Celeste.
Puoi
servirtene per riparare, annullare il continuo grido di ribellione e di
bestemmia che dalla terra sale al cielo.
Puoi
servirtene per far scendere su questa povera umanità giustizia, pace,
fraternità.
Considera
quale forza mediatrice ti è stata messa nelle mani. Te ne rendi conto? Te
ne servi?
Mi
vengono in mente le parole di Gesù: "I figli delle tenebre sono più
scaltri dei figli della luce" (Luc 16,8). Sappi vederli, questi figli delle
tenebre, come sono attivi, intraprendenti, instancabili per divulgare tanto male
nella società.
Per
rendertene conto, basta che ti soffermi per qualche istante davanti al
televisore, ecc.
E
noi che abbiamo a disposizione il rimedio per annullare questo malefico
influsso, ci limitiamo a guardare e lamentarci.
Tu,
invece, renditi più consapevole di quanto possiedi e irradia nel mondo
l'azione espiatrice di Cristo Gesù. Non ti preoccupare come fare, è
sufficiente che tocchi un tasto nell'intimo del tuo cuore, il tasto dell'amore,
che ha la potenza, la capacità di innalzare ed espandere sul mondo la tua
offerta: "Gesù, ti offro!"
4.
La tua responsabilità.
Questo
Gesù che ti è stato dato, può essere paragonato ai talenti di cui parla il
Vangelo. Il loro numero - 10,5,1 - può corrispondere al grado di conoscenza che
hai avuto di Cristo Gesù.
Ora
questa conoscenza come la fai fruttificare? 1 dieci talenti stanno diventando
venti? 1 cinque stanno diventando dieci? Oppure ti accontenti di custodire
l'unico talento pensando solo a te stessa?
Se
fosse così, un giorno non sarà Cristo a rimproverarti, ma saranno i tuoi
stessi fratelli, vicini e lontani, cristiani e non cristiani.
Potresti
sentire questo rimprovero:
-
avevi Cristo, il Salvatore, e non ce l'hai mostrato; - avevi la fede e non ce
l'hai trasmessa;
-
avevi la luce e non ci hai illuminati;
-
avevi il mezzo per riparare i nostri peccati e non l'hai usato;
-
avevi il mezzo per santificarci e non ce l'hai comunicato...
Per
sentire simili rimproveri, non devi aspettare l'ultimo giorno, perché ogni
giorno vieni giudicata e rimproverata.
Forse
l'abitudine, l'indifferenza impediscono anche a te di sentire, di comprendere il
grido di aiuto che s'innalza dalle tante situazioni dolorose che travagliano
la società.
Sono
convinto che se tutti coloro che si nutrono alla mensa del Signore, vivessero
una vita inserita in Cristo e offerta con Cristo, non ci sarebbero tante
ingiustizie, violenze, odio, fame, miseria...
Questa
mia convinzione è basata sulla fede, la quale mi assicura che il sacrificio di
Cristo ha redento tutti gli uomini. E se questa opera di amore non produce abbondanti
frutti di amore, è perché non viene vissuta, manifestata, trasmessa.
Anche
tu tieni ben presente che Gesù ha meritato per tutti la grazia redentiva, ma
richiede la nostra collaborazione perché venga applicata alla anime. Chi
riceve, deve a sua volta trasmettere. Quindi la grazia c'è, ma difetta la
nostra collaborazione.
Non
ti angustiare se non sai cosa fare, come fare. Continua pure a vivere la tua
vita quotidiana, però ricordati di rivolgere con più frequenza il pensiero a
Gesù, che sia sull'altare come nel tabernacolo ti attende sempre per accogliere
la tua offerta e per essere da te preso e offerto: Gesù, ti offro!
Il
tuo atto di amore avrà la sua risonanza su tutta l'umanità e per tutta
l'eternità.
La
croce non è un castigo, perché Dio è amore, è bontà infinita, è tenerezza
materna e paterna, per cui non può essere un castigatore.
La
croce non è neppure una fatalità, perché non c'è nulla che capiti che Dio
non permetta, nulla esiste per caso; perciò:
-
non si è handicappati per caso;
-
non avviene un incidente per caso;
-
non succede una calamità per caso;
-
e anche se può sembrare uno sproposito, si può dire che non scoppia neppure
una guerra per caso.
Dio
non vuole, ma permette, traendo sempre il bene dal male.
La
sofferenza è sorgente di gioia, di gioia profonda, perché, quando noi diciamo
il nostro sì fedele a Dio, un sì detto con libertà, volontarietà, responsabilità,
la nostra sofferenza diventa una vera vocazione e il peso della croce, non
solo diventa più leggero, ma si prova una grande pace, ci si sente come
liberati interiormente, leggeri, perché l'accettazione è la grazia più grande
che il Signore possa concedere ad un sofferente, molto più grande della
guarigione e, inoltre, si prova gioia perché ci si sente utili, importanti; perché
si diventa addirittura soci di Gesù e Maria nella salvezza dell'umanità.
Capita
anche alcune volte che ci dicano che noi non siamo nessuno, che non valiamo
niente, che il Signore doveva farci morire piuttosto che farci soffrire e
umiliarci su una carrozzina ma, per fortuna, noi non la pensiamo e non ci
sentiamo così; noi non ci sentiamo in basso ma molto in alto e la nostra
carrozzina può essere un trono, con la differenza che noi siamo molto più felici
di un re sul suo trono.
Gustiamo
la gioia di aiutare Gesù a salvare le anime e godiamo di una pace interiore
che essi non hanno ma che molto spesso ci invidiano; infatti, tante volte,
vedendoci così contenti, pazienti, sempre sorridenti e disponibili, avvertono
quasi un senso di rabbia e di invidia, come a dire: "guarda, non hanno
niente eppure hanno quello che noi non abbiamo pur avendo tutto".
Questo
io lo ritengo, tutto sommato, una cosa positiva, perché se ci guardassero
con indifferenza allora sì che sarebbe doloroso; ma se ci invidiano è perché
nel loro cuore vorrebbero avere quella pace che noi già assaporiamo avendo
detto il nostro sì d'amore alla volontà di Dio. Essi, nel loro intimo, pur
contestandoci, vorrebbero scoprire il nostro segreto e tante volte succede
proprio che si apra un dialogo là dove sembrava quasi impossibile e si arrivi
alla conversione, alla fede.
Inoltre
la sofferenza, se accettata con amore, è espiazione e purificazione non solo
per i nostri peccati, ma anche per quelli dei nostri familiari e di tanti
altri. Se accolta, vissuta in grazia e offerta a Dio in unione a Gesù per Maria,
aiutiamo molto anche le anime del Purgatorio che attendono proprio i nostri
sacrifici e le nostre preghiere.
La
sofferenza accettata e vissuta in grazia insegna anche molte cose a chi ci sta
accanto e cioè:
-
la pazienza; - la serenità;
-
la pace;
-
la gioia;
-
il sorriso;
-
la fede;
-
la preghiera.
Virtù
che sono per i nostri familiari e per coloro che ci avvicinano come un
ristoro, un dono gradito, la testimonianza vera di un cristianesimo autentico,
fatto non di parole, tristezze e brontolii, ma di serenità, pace e sorriso.
La
sofferenza dà molto anche a noi perché ci insegna a maturare cristianamente.
Il
mistero del dolore, per essere interpretato positivamente, suppone:
-
una vita vissuta in grazia di Dio;
-
una vita di testimonianza;
-
una vita di apostolato. Noi dobbiamo essere i testimoni di Gesù Risorto con la
nostra serenità, e segni del Dio vivo, nel senso che quando gli altri ci
guardano devono pensare a Dio e a dargli gloria, perché ogni sua opera è per
la sua maggior gloria e noi siamo le sue opere più belle.
Se
un giorno ci accorgessimo di non riuscirci, e ci assalisse lo sconforto, ci
assista la consapevolezza che Dio, alla fine della nostra vita, non premierà
tanto la riuscita ma lo sforzo continuo, la buona volontà di aver
ricominciato ogni giorno daccapo, di aver sempre provato senza stancarci mai e
il desiderio ardente di essere migliori, non per orgoglio, ma per Lui.
**************************
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
Sia
gloria, onore e riparazione a te, Gesù Sacramentato. Signore Gesù, tu sei il
Dio presente! Ti sei fatto presente anche sotto queste apparenze del pane, e da
questa presenza mi chiami umilmente ma ardentemente, chiedi la mia presenza. O
Gesù, tu ti rendi presente a me perché sei amore, perché mi ami, perché vuoi
travolgermi nel tuo amore.
Gesù,
liberami, da tante presenze - sentimenti, affetti, ricordi, impegni,
preoccupazioni... - per poter percepire solo questa tua presenza, altrimenti a
che mi servirebbe essere qui, davanti a te, se non mi accorgessi che tu sei qui,
davanti a me?
Signore
Gesù, rendi certa e forte la mia fede; apri i miei occhi alla tua luce; attira
il mio udito all'ascolto della tua parola.
Solo
così sarò sicuro e convinto che tu sei qui, che mi aspetti, che desideri
vedermi, parlarmi...
Solo
così sarò più attento, più desideroso, più premuroso d'incontrarmi con te,
di trattenermi con te, che sei sempre qui, e mi aspetti con tanta pazienza e
sempre con amore.
Gesù,
quante lunghe attese... Perdonami, Signore! Anche in questo momento, da questa
tua presenza eucaristica, tu mi guardi, Gesù. Sono nella luce di questo tuo
sguardo divino, me ne sento avvolto.
É
meraviglioso, Gesù, essere circondato dal tuo sguardo. Mi penetri, mi
conquisti, mi trasformi, mi rendi tua luce, tua trasparenza, tua traslucenza.
Sarà la mia conversione... la mia risurrezione.
O
Vergine Maria, tu che vivesti una vita tutta permeata dalla presenza di Gesù,
vieni in mio aiuto perché anch'io possa vivere con Gesù e per Gesù.
In
questa sosta eucaristica del mio pellegrinaggio quaresimale, ottienimi luce e
forza per meglio conoscere la scelta che devo fare, per meglio imitare il tuo
esempio, per meglio vivere la volontà del Padre.
Dal
Libro del Deuteronomio (30,15-19).
"Vedi,
io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io
oggi ti comando di amare il Signore Dio tuo, di camminare per le sue vie, di
osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti
moltiplichi e il Signore Dio tuo ti benedica nel paese che tu stai per entrare
a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non
ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e a servirli,
io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di
cui state per entrare in possesso passando il Giordano. Prendo oggi a testimoni
contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte,
la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la
tua discendenza ".
Parola
di Dio.
Gesù,
sei veramente un Dio "geloso"! Nel tuo amore mi vuoi tutto per te. E
per volermi tutto per te, mi scuoti dalle mie posizioni sicure e mi metti di
fronte ad una scelta, in cui non vi sono alternative: "Vedi, io pongo oggi
davanti a te la vita e il bene, la morte e il male "; e attendi una mia
risposta.
Certamente
sono portato per istinto a scegliere la vita, ma come è facile sbagliare, o Gesù,
perché la vita che mi offri posso riceverla solo a costo di una morte:
"Chi vorrà salva-
re
la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per me, la salverà
" (Lc 9,24).
Gesù,
fammi comprendere questo rovesciamento radicale; fammi comprendere come possa
seguirti: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua " (Lc 9,23).
Gesù,
hai trasformato la via della croce in una sorgente di vita. Tu l'hai percorsa
facendoti "obbediente fino alla morte" (Fil. 2,8), e ora mi chiami a
percorrerla dietro a te.
In
questo tempo di quaresima, o Gesù, donami tanta generosità e perserveranza
per compiere un vero cammino di conversione da me a te, cioè rendimi
disponibile a cooperare con la tua grazia nell'eliminare il contrasto che vi è
tra me e te, nel colmare l'abisso che mi separa da te, dal pensare, agire, amare
come tu pensi, agisci e ami, fino a condurmi a morire a me stesso per vivere in
te e di te.
Mirabile
sostituzione, o Gesù! É la mia Pasqua, il mio continuo passaggio dall'io a
Dio, là mia risurrezione.
Un
cammino, un passaggio, una risurrezione che durano, o Gesù, quanto dura questa
mia vita terrena, e si realizzano nell'insicurezza, nella prova, nella
tentazione, perché mi metti, o Gesù, di continuo di fronte ad una scelta:
"Vela nelle mie membra un'altra legge, che latta contro la legge della mia
mente e che mi rende schiava della legge del peccato che è nelle mie
membra" (Rom. 7,23).
Preferire
te, o Gesù, è "concrocifiggermi" con te, per essere
"configurato" a te e "conglorificato" con te.
Gesù,
per meglio comprendere queste sublimi e consolanti realtà, mi metto in
silenzio davanti a te, parla tu al mio cuore.
Pausa
di silenzio.
Gesù,
presente nell'Ostia, ci guarda con amore, ci rivolge delle proposte e attende la
nostra risposta. Perché possiamo
meglio
comprendere e accogliere le sue attese, rivolgiamogli la nostra preghiera,
dicendo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
1.
Gesù Sacramentato, che in questo tempo di quaresima ci poni più che mai di
fronte ad una scelta, donaci luce per conoscerti e forza per seguirti, noi ti
preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
2.
Cristo Gesù, che hai voluto sottometterti alla prova della tentazione, rendici
persuasi che la nostra santificazione si realizza in un susseguirsi di scelte,
noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
3.
Gesù Salvatore, che ti sei fatto nostra Pasqua, suscita in noi tale
disponibilità alla grazia da accogliere la tua volontà nelle varie
circostanze della vita, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
4.
Gesù Eucaristico, che ci hai comandato di perpetuare il tuo sacrificio sui
nostri altari, fa' che lo riviviamo con la nostra partecipazione di morte, di
risurrezione e di donazione, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
5.
Gesù, che nel tuo Spirito formi di tutti noi un solo corpo, fa' che questa
comunione spirituale ci portì alla condivisione fraterna dei beni materiali,
noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
Dal
Vangelo secondo Luca (1,28-38).
L'angelo
Gabriele disse a Maria: ' Ti saluto o piena di grazia, il Signore è con te
". A queste parole ella rìmase turbata e si domandava che senso avesse un
tale saluto. L'angelo le disse: "Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla
luce e lo chiamerai Gesù ". Allora Maria disse all'Angelo: "Come è
possibile ?Non conosco uomo ". Le rispose l'angelo: —Lo Spirito Santo
scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Colui che nascerà, sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ". Allora
Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto ".
Parola
del Signore.
Signore
Gesù, nella tua scienza divina avevi scelto e preparato la tua Mamma, pur
tuttavia hai posto anche lei davanti ad una libera scelta e hai atteso la sua
risposta: "Ecco l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua
parola ".
L'attesa
di questa risposta mi fa comprendere, Gesù, il rispetto massimo che hai verso
la libertà dell'uomo. Infatti, solo dopo il "sì" di Maria hai dato
inizio alla realizzazione del tuo progetto di amore: la tua Incarnazione e la
Redenzione dell'umanità.
Se
ora, Gesù, sei qui presente sotto le apparenze del pane, è perché Maria ha
detto il suo "sì". E perché tu possa continuare e completare la
tua Incarnazione e la tua Redenzione in me e in tanti altri miei fratelli
attendi, come da Maria, anche il mio "sì".
Anche
in questo momento, o Gesù, tu mi trattieni alla tua presenza per rivolgermi i
tuoi amorosi inviti: "rimani con me..., coopera con me... ".
Donami
il tuo corpo, perché possa realizzare il mio ardente desiderio di passare dal
tabernacolo al tuo cuore per fare di te una "mia dimora".
Donami
la tua volontà, perché io possa continuare ad amare il Padre e a salvare gli
uomini nella tua libera volontà. Donami il tuo operare, perché io possa
servirmi anche di te per trasmettere agli uomini il mio amore salvatore. Gesù,
aiutami'a comprendere queste tue attese e rendi la mia volontà sempre pronta e
disponibile, perché anch'io voglio vivere in te, con te e per te.
Ma
delle volte, Gesù, mi sembra così poco dire un "sì", da sentirmi
scontenta, da desiderare qualcosa di più grande.
O
Gesù, illuminami, sostienimi, liberami da questo pericolo, perché mi è
facile scambiare, ritenere come tue esigenze quelle del mio orgoglio.
Tu,
o Gesù, non hai bisogno delle mie opere, ma vuoi soltanto la mia disponibilità
per realizzare la tua volontà, perché non puoi amare qualcosa di diverso
dalla tua volontà.
Aiutami,
Gesù, a dirti il mio "sì", soprattutto nelle azioni più ordinarie
di ogni giorno. Sarà un "sì" piccolo, nascosto, ma tu l'attendi
perché ti dà la possibilità di donarti. E con quale ansia l'attendi! Gesù,
fa' che non ti deluda.
Ora,
Gesù, mi metto in silenzio, ti invito nel mio cuore, parlami..., ti ascolto.
Pausa
di silenzio.
Gesù,
nel silenzio dell'Ostia, attende la nostra cooperazione per rendere operante
oggi il suo sacrificio, ma conoscendo la nostra debolezza e incostanza,
chiediamo il suo aiuto dicendo: ascoltaci, Gesù
Sacramentato.
1.
Gesù, tu hai detto: "Ecco, io vengo, o Padre, per fare la tua volontà,
vieni in nostro aiuto affinché possiamo dirti sempre il nostro "sì",
noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
2.
Gesù, la tua obbedienza al Padre ti ha condotto fino alla morte di croce, vieni
in nostro aiuto affinché ti rimaniamo fedeli, anche nelle difficoltà, noi ti
preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
3.
Gesù, tu sei presente nell'Eucaristia per il "sì" di Maria, vieni in
nostro aiuto affinché con il nostro "sì" tu possa fare di noi una
tua dimora, noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù
Sacramentato.
4.
Gesù, tu sei presente nell'Ostia sempre in attesa di donarti, vieni in nostro
aiuto affinché sappiamo accoglierti e donarti ai fratelli, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
5.
Gesù, tu hai lasciato tutto, perforo la tua Mamma, per compiere l'opera della
Redenzione, vieni in nostro aiuto affinché ci rendiamo cosi disponibili che
tu possa servirti anche di noi per essere più conosciuto, amato e glorificato
nel mistero eucaristico, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
Padre Nostro...
Canto.
Dalla
Lettera di San Paolo ai Filippesi (2,6-11).
"Cristo
Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua
uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e
divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per
questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro
nome;
perché
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra, e sotto
terra;
e
ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
Parola
di Dio.
Gesù,
il tuo apostolo Paolo mi ha ricordato che tu per mio amore ti sei fatto
obbediente fino alla morte di croce. Questa tua generosa obbedienza al Padre mi
rende ancor più convinto del tuo amore per me, e nello stesso tempo mi fa molto
riflettere su l'ambiente in cui mi trovo.
Sto
sperimentando, Gesù, come tutto oggi venga contestato, criticato, rifiutato
da una orgogliosa volontà di autodeterminazione, di autosufficienza, di
autoaffermazione.
Immerso
in questo ambiente, quando maggiormente mi assale il dubbio di essere un
deluso, Gesù, vieni in mio soccorso e fa' risplendere con più evidenza
davanti al mio sguardo la tua vita eucaristica, dove offri l'esempio di una
obbedienza totale, non solo al Padre, come hai fatto nella vita terrena, ma a
tutti; ai sacerdoti e ai laici, ai degni e agli indegni, agli amici e ai
nemici...
Gesù,
nel tuo grande amore, mi hai unito a te come il tralcio è unito alla vite,
per cui, se voglio vivere, devo vivere della tua vita, che è vita di
obbedienza.
Questa
imitazione della tua obbedienza, o Gesù, mi mette in una continua comunione di
amore con la volontà del Padre. E questa volontà del Padre è sempre volontà
di salvezza: "Dio vuole salvi tutti gli uomini" (1 Tim. 2,4).
Ne
segue, o Gesù, che unirmi alla volontà di Dio, è unirmi alla sua volontà
salvifica, è entrare nel piano divino per la salvezza del mondo.
In
questo prospetto l'obbedienza diventa, in te anche per me, riparazione alla
resistenza che il mondo oppone alla parola di Dio, alla sua legge, alla sua
volontà.
In
questa partecipazione con te, o Gesù, non ha importanza l'età, non importa
se si sta bene o se si è infermi, non conta il posto che si occupa o l'azione
che si compie; ciò che tu, Gesù, consideri, è l'omaggio reso a Dio con la
conformità alla sua volontà. Quindi il merito non consiste nel fare questo o
quell'atto, ma deriva dal grado di unione alla tua volontà, o Gesù.
Se
in questo tempo di intense preoccupazioni morali, politiche, economiche,
voglio dare alla mia vita un valore apostolico e riparativo, devo saper
conformarmi alla tua volontà, o Gesù, vedendo e accogliendo questa tua
volontà che mi
manifesti
ora per ora durante la giornata sia negli avvenimenti lieti come in quelli meno
lieti.
Gesù,
per meglio comprendere e vivere questa imitazione di te, questa cooperazione con
te, mi metto in silenzio, in ascolto della tua parola.
Pausa
di silenzio.
Di
fronte all'obbedienza che Gesù praticò nella vita terrena e che ora vive
nella vita eucaristica, di fronte al valore apostolico e riparativo che ci offre
la partecipazione a questa obbedienza di Cristo, rivolgiamoci a Lui con
fiduciosa preghiera, dicendo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
1.
O Gesù obbediente, facci comprendere che soltanto in una piena adesione alla
tua volontà noi possiamo realizzare il fine della nostra esistenza, noi ti
preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
2.
O Gesù Eucaristico, infondi nel nostro animo il tuo spirito di obbedienza,
perché possiamo compiere in ogni cosa quello che piace a te, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
3.
O Gesù, che hai detto di essere nell'amore del Padre perché osservavi la sua
volontà, aiutaci a vivere i tuoi comandamenti perché possiamo così
dimostrarti il nostro amore, noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù
Sacramentato.
4.
O Gesù immolato, insegnaci a dare alla nostra obbedienza un valore di
apostolato e di riparazione, noi ti preghiamo: ascoltaci,
Gesù Sacramentato.
5.
O Gesù, per il mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, accresci in noi la
forza, la fiducia, l'amore; rafforza i deboli, consola gli afflitti, dona la
tua speranza ai moribondi, noi ti preghiamo: ascoltaci, Gesù Sacramentato.
Padre
Nostro...
Canto.
Sono
felice di avervi incontrati attraverso la meravigliosa rivista "Riparazione
Eucaristica ".
Non
è una pubblicazione qualunque, ma il segno di un grande amore che unisce tutti
anche senza conoscersi di persona: l'amore di Cristo Gesù.
É
appena un anno che mi sono convertita grazie a un caro missionario ospite della
mia parrocchia; poi ho conosciuto "Radio Maria " e la vostra
Associazione. Vi appartengo da cinque mesi soltanto, ma già tante cose sono
cambiate nella mia vita spirituale. Quanto conforto sapete dare all'anima mia!
Cosa chiedere di più a Dio se ho già tanta compagnia?
Pur
essendo mamma di due bambini e sposa di un brav'uomo, pur avendo il papà in
casa, a volte mi sentivo tanto sola...
Ma
ora basta andare con la mente al Tabernacolo, là dove c'è Gesù che mi ama, e
tutto passa...
Isabella
(Catanzaro)
Superfluo
sarebbe commentare questa lettera, e fin troppo facile ammettere che la nostra
rivista abbia contribuito a consapevolizzare una fede eucaristica che crediamo
non sviluppatasi in cinque mesi soltanto, ma da sempre saldamente radicata
nella nostra amica; eppure, se un po' di conforto essa riesce a dare alle tante
Isabelle che brancolano ancora nel buio e di cui il mondo è pieno, perché
non prestarne loro qualche numero già letto?
La
Chiesa, anche se ha tre diverse collocazioni, anche se ha tre diversi gradi di
formazione - militante, purgante, trionfante - è sempre una sola, quella che è
nata con Cristo, quella che è sempre con Cristo.
Ha
il suo punto di convergenza nella celebrazione della Messa, che costituisce la
gioia dei beati del cielo, il tesoro dei fedeli in terra, la speranza delle
anime del Purgatorio.
Partecipare
alla Messa è mettersi al centro di questi due mondi: quello celeste e quello
terrestre, quello angelico e quello umano, dove Cristo è altare, vittima e
sacerdote.
In
cielo la liturgia si svolge intorno al mistico Agnello dell'Apocalisse, immolato
per la nostra salvezza, sempre in atto di intercedere per noi presso il Padre (Ebr.
7,25).
La
nostra Messa non è un riflesso di questa liturgia celeste, ma è addirittura
la stessa liturgia del cielo portata in terra.
Ora,
se la Messa è un tutt'uno con l'offerta che Gesù fa di sé in cielo, si deve
ammettere che essa viene celebrata alla presenza di tutta la corte celeste.
La
Chiesa, "pellegrina sulla terra", non invita gli angeli e i santi a
scendere in terra, ma ordina ai fedeli di salire nel mondo angelico: "Sursum
corda! in alto i nostri cuori!" E il punto di congiungimento avviene nella
recita, nel canto del "Sanctus".
"Per
questo mistero di salvezza il cielo e la terra si uniscono in un cantico nuovo
di adorazione e di lode, e noi con tutti gli angeli del cielo proclamiamo senza
fine la tua
gloria:
santo, santo santo... " (Pref. della SS. Eucaristia). Vengono superate le
barriere del tempo e dello spazio; terra e cielo si congiungono; corte celeste e
povera umanità si uniscono; Chiesa trionfante e Chiesa militante si fondono,
per assistere e partecipare all'offerta perenne che Gesù, l'Agnello immolato,
fa di sé stesso per mezzo dello Spirito Santo al Padre, a beneficio di tutta
la creazione.
"Perciò
quando celebriamo il sacrificio eucaristico ci uniamo in sommo grado al culto
della Chiesa celeste, comunicando con essa e venerando la memoria soprattutto
della gloriosa sempre vergine Maria, ma anche del beato Giuseppe e dei beati
apostoli e martiri e di tutti i santi... " (Lumen Gentium, 50).
Quindi
cielo e terra formano una cosa sola, per cui quando si celebra la Messa noi
siamo già in cielo davanti al trono della Maestà divina, concittadini degli
angeli e dei santi, e familiari di Dio.
—Voi
vi siete accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla
Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa e
all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti..., al
Mediatore della Nuova Alleanza... " (Ebr, 12,22-24).
Allora
"rifletti con chi ti trovi accanto e con chi stai per invocare Dio: con i
Cherubini. Immaginati in quali cori stai per entrare. Che nessuno si unisca con
negligenza a questi inni sacri e mistici. Che nessuno conservi un pensiero
terreno, ma liberatosi da tutto ciò che è terreno e trasportatosi interamente
in cielo... , canti l'inno santissimo del Dio della gloria e della maestà...
" (S. Giovanni Crisostomo).
Alcuni giorni fà con Maria Teresa sono andato a far visita ad un'anziana signora, che ben conosciamo da tantissimi anni. É una di quelle persone che veramente si può definire "una santa donna.
Già
da tempo vive sempre in casa e riesce a malapena a spostarsi dal letto o dalla
poltrona. Ha tanta paura di cadere e mentre si muove, siccome è molto devota
di Papa Giovanni, si raccomanda sempre a lui, chiedendogli di aver misericordia
e di sorreggerla.
Nella
vita ha tanto sofferto, soprattutto per la morte del marito ancora in giovane età
e di un figlio sedicenne, tragicamente annegato.
E
anche ora con quel suo dolce sorriso, ci dice che la sua è una vita di
preghiera, di sacrificio e di amore fino ad essere vittima di quell'immenso
amore che ha per tutti, ma soprattutto per Gesù.
Ci
chiede di pregare tanto lo Spirito Santo che può concedere ogni grazia, e di
pregare per la conversione dei peccatori invocando l'arcangelo Gabriele.
Che
grande fede!
Si
può considerare una di quelle "piccole ostie" viventi che ogni giorno
offrono loro stesse a Gesù e cooperano con Lui alla salvezza dell'umanità.
Sono
rimasto talmente impressionato e con il cuore ricolmo di gioia che ho voluto
farvene partecipi, anche come spunto di riflessione sul modo di affrontare la
vita e tanti problemi.
Da
Città della Pieve