ADORAZIONE EUCARISTICA

Con Gesù nel deserto per vincere le tentazioni

di P. Franco Nardi

Introduzione

Davanti al Tabernacolo portiamo con noi tutte le prove, le ten­tazioni, le sofferenze della vita; le nostre, quelle dei cari e degli amici, quelle di tutti gli adoratori sparsi nel mondo intero, quelle di ogni uomo e donna.

Quale impressionante cumulo di dolore, quanti fiumi di lacri­me e di sangue si uniscono a quelli di tutti i fratelli del mondo e corrono verso il mare della Passione vissuta da Gesù in tutta la sua vita e che tuttora continua nella storia della nostra umanità. 

O Gesù rendici partecipi dei meriti della tua Passione e donaci la forza di affrontare con coraggio la tentazione e le prove della vita.

Signore Gesù, la Chiesa ci insegna che regni dalla Croce. Ma cosa vediamo sulla Croce? Una corona di spine che ti lacera il capo; un titolo di re per scherno; dolore e morte affliggono la tua umanità.

Tutto questo ci ricorda l'umiltà dell'Ostia santa. L'apparenza di poco pane racchiude un Dio. Il pane santo, da cui l'umiltà e non la gloria emana, anche tra gli splendori dei riti, ci ricorda i tuoi dolori, o Gesù. Dall'altare conquisti i cuori, li svegli a vincere il male e li conforti con il pegno della gloria futura.

Gesù, vedi come siamo ancora legati alla terra e schiavi di es­sa; Tu ci hai costituiti re delle creature e non sudditi; Tu ci hai fatti liberi e non servi; il nostro sguardo rivolto al cielo ci dice che là, e soltanto là, si trova il nostro regno.

Signore Gesù, donaci la forza per vivere in modo degno di te, e poter un giorno regnare con te nell'aula celeste piena di luce e vibrante di gioia.

Maria, Madre vergine Addolorata, aiutaci nella nostra salita verso il Calvario e prega per noi nell'ora della prova. Amen. 

Lettura biblica

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13).

"Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giorda­no e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per qua­ranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Al­lora il diavolo gli disse «Se tu sei Figlio di Dio, di' a que­sta pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scrit­to: Non di solo pane vivrà l'uomo». Il diavolo lo condus­se in alto e, mostrandogli un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a a me tutto sarà tuo". Gesù gli rispose: "Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». Lo condusse a Geru­salemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano;

e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: « E stato detto: Non tenterai il Si­gnore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni specie di tenta­zione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato".

Parola del Signore. 

Ia riflessione - contemplazione

Signore Gesù, ti sei fatto in tutto simile a noi "fuorché nel peccato": ma hai voluto affrontare la tentazione del Maligno nel deserto per insegnarci come vincere le tentazioni.

Gesù, con te vicino non abbiamo più paura: "Tu mi copri con le tue penne; sotto le tue ali trovo rifugio" (Salmo 90).

Che cosa possiamo noi, deboli come siamo, davanti a tutta la potenza e prepotenza del Maligno che, invidiando la nostra sorte deliziosa di figli di Dio, insidia continuamente i nostri passi per divorarci? Il principe di questo mondo ha solo questo tempo per strappare anime alla tua regalità e lo fa l'ansia angosciosa e bru­tale di chi ha fretta e tutto travolge con l'insidia più melliflua e con la violenza più atroce.

Ma "la tua fedeltà mi sarà scudo e corazza. Non temerò i terrori della notte, né la freccia che vola di giorno, né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che devasta a mezzogiorno. Tu darai ordine ai tuoi angeli di custodirmi in tutti i miei passi" (Salmo 90).

Sappiamo bene, o Signore, che è il peccato che ha introdotto nel mondo il male come inganno, violenza, menzogna, inquinamento, angoscia, corruzione, dolore, morte. E ne siamo travolti tutti come da una peste contagiosa e mortifera che alletta e distrugge.

Tu solo, Amore non amato che ti nascondi nell'umiltà del ta­bernacolo, puoi liberarci dall'insidia del serpente maligno, che striscia voluttuoso e tronfio tra gli uomini.

Tu solo puoi attirarci al tuo cuore, fonte di salvezza, quando nel cammino del deserto ci sentiamo intossicati dal suo morso velenoso.  

Momento di silenzio. 

Invocazioni litaniche

Ripetiamo ora tutti insieme: Salvaci, o Signore!

Salvaci, o Signore, dalla pazzia di volerci difendere da soli. Salvaci, o Signore!

Salvaci dall'assurda e presuntuosa negazione di ogni insidia, quasi che il demonio fosse uno spauracchio per bambini. Salvaci, o Signore!

Salvaci dalla presunzione orgogliosa di cantare vittoria con le nostre alchimie politiche, i nostri convegni, i nostri miseri mezzi umani. Salvaci, o Signore!

Salvaci anche dalla paura assurda di chi ha perso la speranza, perché tu sei sempre con noi, con la tua presenza onnipotente che ha vinto e sempre vincerà il demonio, il mondo, il peccato, la morte. Salvaci, o Signore!

Concludiamo questo primo momento di adorazione con que­sta preghiera proclamata insieme: Signore, vogliamo contare solo sulla tua protezione potente e dormire sicuri sul tuo cuore e lottare con te contro il male. Vogliamo gridare a tutti la situazione di pericolo mortale in cui possiamo incappare. Vogliamo cantare a tutti che tu sei la nostra salvezza, il nostro rifugio, l'amore che ci attende, che ci cura, che ci libera perché ci ama. 

Lettura biblica

Dal Vangelo di san Giovanni (6,30-34; 48-51; 58).

Io sono il pane di vita...

I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti... io sono il pane vivo disceso dal cielo...

Chi mangia questo pane vivrà in eterno.  

IIa riflessione - contemplazione

Lungo il percorso della nostra vita, nei giorni dei ricordi sere­ni tutto parla delle tue meraviglie, o Gesù, ospite della nostra stessa tenda. Ma appena la sete si fa sentire, il quotidiano bana­lizza tutto, il male e la sconfitta causano separazioni e lutti... oh, come tutto si offusca all'orizzonte!

C'è allora il rischio non solo di mormorare come i nostri pa­dri, ma di accasciarsi ai margini di una duna impossibile e lì la­sciarsi morire.

Tu, Signore, sei qui, per noi come la manna nel deserto, per saziare la nostra fame e perché nel prodigio della tua continua presenza non ci sentiamo mai abbandonati.

Perdonaci, Signore, se tanti si sono allontanati e hanno diser­tato il cammino ritornando alle vecchie schiavitù: forse è perché hanno visto divoratori di manna morire, tradire, diventare prepo­tenti schiavisti dei fratelli. Si sono sentiti traditi.

Signore noi ti amiamo, e vogliamo lasciarci trascinare lungo i sentieri della volontà del Padre, con la sola certezza che non ci abbandonerai mai, nonostante tutto, e continuerai a nutrirci di manna, il segno tangibile del tuo immenso amore.

Tu, o Signore, non ci dici né il cammino percorso, né quanto ancora è distante la mèta: ci chiedi di amare, mentre, sia pur zop­picando, ti seguiamo.

Non ti chiediamo di non cadere, ma di aiutarci a rialzarci. Non vuoi che ci guardiamo indietro. Non vuoi che sogniamo miraggi.

Vuoi solo che ci appoggiamo a te, unica àncora della nostra salvezza, e ci nutri del tuo amore, con la certezza della Patria ce­leste negli occhi e l'abbraccio paterno nel cuore. 

Adorazione silenziosa. 

Personalmente, sempre in silenzio, proclamiamo ora questa bellissima preghiera di Sant'Alfonso Maria de' Liguori: 

A GESÙ

Gesù amatissimo, le tue parole mi giungono dal ciborio: Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò perché l'ho desiderato.

Se hai scelto la tua dimora tra noi nel santissimo Sacramento dell'altare, e l'amore che ci porti ti fa trovare quiete, i nostri cuo­ri abiteranno con te col loro affetto ed in te troveranno gioia e ri­poso. Beate le anime amanti che nel mondo non trovano miglior riposo che restare vicino a Gesù nel santissimo Sacramento. Beato, Signore, se troverò d'ora in poi maggior gioia nell'esserti accanto, nel pensare sempre a te, tanto sollecito del mio bene.

Perché, Signore, ho perduto tanto tempo, non amandoti? Anni infelici, miserabili; benedico l'infinita pazienza di Dio che per tanti anni mi ha sopportato nella mia ingratitudine. Ma tu mi aspetti anche se sono così ingrato? Perché, Dio mio, perché? Per­ché un giorno, vinto dalla tua misericordia e dal tuo amore, mi ar­rendessi a te. Non voglio piè resisterti, non voglio più essere in­grato. Bisogna che ti consacri almeno questo tempo, poco o tanto che sia, che mi rimane da vivere. Spero nel tuo aiuto, Gesù, per essere tuo. Mi hai amato quando ti fuggivo, quando disprezzavo il tuo amore; quanto più amerai ora che ti cerco e ti desidero. Dam­mi la grazia di amarti, Dio, infinito amore. Ti amo con tutto il cuore, sopra ogni cosa, più di me stesso, più della mia vita. Mi pento di averti offeso, Bontà infinità; perdonami e insieme conce­dimi la grazia di amarti fino alla morte e, per l'eternità, nell'altra vita. Compi questo prodigio: che un'anima ingrata come la mia diventi piena d'amore per te: Gesù, per i tuoi meriti. E questo il mio proponimento: dammi la forza necessaria per attuarlo.

Gesù, ti ringrazio di avermi atteso tanto.  

A MARIA

San Germano parlava a Maria Santissima: Nessuno può sal­varsi, nessuno può essere libero dal male, nessuno può ricevere grazie se non per intercessione tua, Signora, speranza mia; sen­za il tuo aiuto sono perduto, non potrò salire al paradiso per cantare le tue benedizioni. Ma i santi mi dicono, Signora, che tu non abbandoni chi a te ricorre; si perde solo chi non ti invoca. Io misero, a te ricorro, ed in te ripongo ogni mia speranza.

In te tutta la mia fiducia, in te ogni motivo di speranza.   

Passiamo ora al terzo momento di questa adorazione, contem­plando il cuore trafitto del nostro Redentore. 

Lettura biblica

Dal profeta Zaccaria (12,10)

"Riverserò ... uno spirito di grazia e di consolazione...; guarde­ranno a Colui che hanno trafitto... Lo piangeranno come si pian­ge il primogenito". 

IIIa riflessione - contemplazione

Appeso tra cielo e terra, lacerato, trafitto, noi ti contemplia­mo, oggi, o Gesù, come una preghiera di sangue.

Mentre il peccato umano di enormi proporzioni ti spreme come un grappolo d'uva matura e tutto è vermiglio e purificato, tu canti l'inno della misericordia e del trionfo dell'amore.

Guardiamo al tuo cuore trafitto come a un tabernacolo spalan­cato e osiamo entrarvi. Amore, che pur nella morte annunci spe­ranza, "entro le tue piaghe nascondici".

"Non permettere che ci separiamo da te". Tu sei la nostra àncora di salvezza, la zattera quando siamo nel naufragio, ed abbracciati saldamente a te, angosciati per la nostra fragilità e cattiveria, tutto speriamo solo nel saperci afferrati a te.

Siamo qui accanto a te, vittima eucaristica, per riposare, come Giovanni, sul tuo cuore e per ripagarti con il nostro inno di rico­noscenza del prezzo cruento con il quale ci hai acquistato.

Se guardiamo oltre le apparenze del pane, oltre il candore dell'Ostia, tutto è purpureo di sangue versato per noi.

Vogliamo dirti tutta la nostra gratitudine per ciò che hai voluto essere per noi a così caro prezzo. Ma vogliamo anche implorare il tuo perdono per l'assenza, l'indifferenza, l'ingratitudine, la dimen­ticanza e la trascuratezza di tanti uomini e donne dei nostri tempi.

Lascia che il tuo cuore squarciato continui a rimanere aperto dal silenzio di questo tabernacolo perché ognuno che voglia possa trovare il coraggio di entrare, la gioia di rimanere, la mera­viglia di essere da sempre atteso.

Rimanere con te, con gli occhi e il cuore fissi su questa tua disponibilità lacerata, ci ottenga un cuore di carne al posto del nostro cuore di pietra, cosicché diventiamo anche noi sempre più capaci di accogliere senza giudicare, di donare senza nulla chie­dere, di amare come tu stesso ami noi. 

Adorazione silenziosa. 

Preghiera dei fedeli

La nostra preghiera comunitaria, si allarga nel perdono e nel­l'amore a tanti nostri fratelli con cui siamo chiamati a realizzare la Chiesa, comunità di salvezza nel mondo. Preghiamo Gesù qui presente perché l'Eucaristia possa essere per ogni uomo nella sua povertà, pane di redenzione. Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

Per la Chiesa, nei suoi responsabili e nel popolo fedele; sia luogo di salvezza e di riconciliazione per ogni uomo che vive nella speranza, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.

Per le società civili, che spesso fanno scelte totalitarie e egoisti­che, chiuse al bene comune dei cittadini; sappiano aprirsi alla promozione umana di ogni uomo, specie del povero e dell'emar­ginato, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.

Per gli anziani e i sofferenti; siano aiutati dalla carità dei buoni che in loro riconoscono e servono Gesù stesso, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.

Per i peccatori e gli emarginati; vengano riabilitati dal perdono e dell'amore di tutti, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.

Per le famiglie cristiane; siano modello di condivisione nella fede, nella dedizione e nella fedeltà all'amore come rivelazione dell'amore misericordioso di Dio, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.

Per la nostra vita di anime eucaristiche riparatrici, in cammino di continua conversione; sia, nelle scelte evangeliche, luce sulle strade degli uomini e vita nuova per qualsiasi comunità, preghia­mo: Ascoltaci, o Signore.

Intenzioni spontanee.

O Signore Dio nostro, che nel Figlio tuo fattosi per noi servo sofferente, hai voluto darci sublime esempio di fortezza e di amore, concedici di poter portare generosamente insieme con lui la nostra croce e di aderire sempre alla tua santa volontà. Per Cristo nostro Signore. Amen . 

Dialoghi con Gesù Eucaristico

LA CARNE DI CRISTO È LA CARNE DI MARIA

P Alfonso Di Bartolo

ANIMA: Gesù, ho sentito predicare che la tua Carne, il tuo Corpo, è quello che Tu hai ricevuto nel seno di Ma­ria. Dunque quando Ti ricevo nell'Eucaristia ricevo anche la Carne della Madre tua, Maria. Ciò è bello perché nello stesso tempo mi unisco a te e a Maria. Tu, Maria ed io diventiamo una cosa sola!

GESU: È vero, è così. Nel seno di Maria è germogliato quel chicco di grano che è il mio corpo e che diventa ci­bo delle anime che mi ricevono nell'Eucaristia. Questo Miracolo, diciamo così, è potuto accadere per il "sia fatto di me secondo la tua parola" pro­nunciato da Maria. Fu proprio in quel momento che lo Spirito Santo fecondò il seno di Maria. Ti rendi conto di quanto sia importante e determinante l'ade­sione della tua volontà a quella di Dio Padre?!

ANIMA: Vuoi dire, Gesù, che ogni volta che un'anima accet­ta di fare la volontà di Dio Tu l'incarni, nasci in quell'anima?

GESU: E così. L'ho detto quando, mentre parlavo nella Si­nagoga, mi avvertirono che fuori c'era mia Madre ed i miei parenti. Io risposi: "Se uno fa la volontà del Padre mio che è in Cielo, egli è mio fratello, mia sorella e mia madre". Io così, nasco nell'anima e l'anima mi genera come mi ha generato mia Madre in virtù del suo Sí.

ANIMA: Credo di capire che questa tua nascita nell'anima che accetta di fare la volontà del Padre sia un fatto mistico e soprannaturale.

GESU: È vero, Io prendo possesso di quell'anima ed essa diventa una cosa sola con Me. Il che significa cre­scita soprannaturale, adeguamento della volontà dell'anima alla mia, aumento della disponibilità del­l'anima ai miei progetti su lei, realizzazione del pia­no di salvezza e di santificazione dell'anima. Così, l'anima trova tanta facilità a praticare le virtù, a vi­vere santamente le sofferenze di ogni genere, a ri­fiutare il male e fare sempre il bene.

ANIMA: È vero, Gesù, quando ti ho ricevuto nelle migliori disposizioni d'animo ho sempre avvertito un impul­so vivo e pressante a praticare le virtù, ad unirmi a Te nell'operare, a farti piacere in ogni azione. Mi sentivo quasi portata e tutto mi diventava più facile.

GESU: Sèrviti di questa esperienza per non sentirti mai condizionata dalla natura. Coinvolgi anche Maria in questa realtà mistica perché Lei è mediatrice di Gra­zia e può tanto sul mio Cuore di Figlio.

ANIMA: Lo farò, Gesù. Quella Carne che è anche di Maria, spero, mi nutra spiritualmente perché la mia vita so­prannaturale raggiunga quella maturità che Tu desi­deri.

GESU: Anima carissima, il mio servo S. Bernardo non pote­va esprimere meglio la funzione di mia Madre nel piano del Padre quando scrisse che Lui "ha voluto che tutto arrivasse alle anime per mezzo di Maria". È così! Come si è servito di Lei perché lo avessi la vita umana così fu Lei a darmi tra le braccia dei Pa­stori e dei Magi e così continua a farlo con ogni creatura umana.

ANIMA: Come è consolante sapere di avere una Mediatrice così dolce e potente. Quante volte mi sono affidata a Lei ed ho sentito il suo aiuto! Grazie Vergine San­tissima.

GESU: Ricordi quando dall'alto della Croce ho affidato a Lei tutta l'umanità nella persona di Giovanni? Quella mia offerta, quella mia consegna era il riconosci­mento della partecipazione di Maria alla mia soffe­renza redentrice con cui intendevo proclamare Lei mediatrice di Grazia e di Salvezza. In Giovanni c'e­ri tu e tutti i tuoi fratelli di ieri e di sempre.

ANIMA: Gesù, grazie per questo dono. Spero di saperlo ap­prezzare e valorizzare! Da oggi in poi ti offrirò tutto per le mani di Maria e a Lei chiederò tutto quello che vorrei che tu mi dessi, tutto quello che mi può essere utile ad amarti e servirti con più generosità e impegno.

GESU: Da questo momento, anima carissima, ti invito a stringere tra noi: Maria, Io e te, un atto che ci tenga uniti inseparabilmente, per vivere non solo in comu­nione, ma, anche e soprattutto, proiettati al raggiun­gimento del fine della Santissima Trinità che è la Salvezza del Mondo in tutte le sue componenti. Tale unione inizia oggi, ma si perenna nell'Eternità. ANIMA: Gesù, non ti sembra troppo per una misera creatura quale sono io? Sono meno di una goccia nell'im­menso del mare.

GESU: Figliola, ti rendi conto che la mia proposta entra nel piano unitario della SS.Trinità?! Tu e tutti coloro che lo accettano non fate altro che collaborare a quell'unità e realizzazione per cui ho pregato prima della mia Passione e Morte: "che essi siano una co­sa sola come Io e Te, Padre, siamo una cosa sola". Maria l'ha capito e l'ha vissuto ai piedi della Croce. Fu lì che Io gettai le basi di questa unità. Il mio san­gue lavò le scorie che impedivano l'omogenità e la fusione poté avvenire.

ANIMA: Ti siano rese grazie, Gesù, per queste verità che Tu ti degni di comunicare alla mia anima. Fa' che io le capisca sempre di più per viverle in tutta la loro pie­nezza. Spero, poi, nell'Eucarestia di ricevere quanto mi è necessario per vivere questa unità nel tempo, per partecipare alla pienezza nell'eternità.

Tratto da: "Adorazione Eucaristica"