ORA
DI ADORAZIONE EUCARISTICA
PARROCCHIA
SAN PROTASO E GERVASO - MILANO
1-
DALLA SACRA SCRITTURA
Dal
libro della Genesi (4,24)
Abele
era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Dopo un certo tempo, Caino
offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offri' primogeniti
del suo gregge e il loro grasso.
Il
Signore gradi' Abele e la sua offerta, ma non gradi' Caino e la sua offerta.
Dal
libro della Genesi (8,20-21)
Allora
Noe' edifico' un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di
uccelli mondi e offri' olocausti sull'altare. Il Signore ne odoro' la soave
fragranza.
Dal
libro della Genesi (22,1-13)
Dio
mise alla prova Abramo e gli disse: - Abramo, Abramo! -. Rispose: - Eccomi! -
Riprese: - Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va nel
territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indichero' -
Abramo si alzo' di buon mattino, sello' l'asino, prese con se' due servi e il
figlio Isacco, spacco' la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il
luogo che Dio gli aveva indicato.
Il
terzo giorno Abramo alzo' gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora
Abramo disse ai suoi servi: - Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo
fin lassu', ci prostreremo e poi ritorneremo da voi -. Abramo prese la legna
dell'olocausto e la carico' sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il
coltello, poi proseguirono tutte e due insieme. Isacco si rivolse al padre
Abramo e disse: - Padre mio! Rispose: - Eccomi, figlio mio - . Riprese: - Ecco
qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto? -. Abramo rispose:
- Dio stesso provvedera' l'agnello per l'olocausto, figlio mio! -. Proseguirono
tutte e due insieme; cosi' arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui
Abramo costruì l'altare, colloco' la legna, lego' il figlio Isacco e lo depose
sull'altare,sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per
immolare suo figlio.
Ma
l'angelo del Signore lo chiamo' dal cielo e gli disse:- Abramo, Abramo! -.
Rispose: - Eccomi! - . L'angelo disse: - Non stendere la mano contro il ragazzo
e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo
figlio -. Allora Abramo alzo' gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna
in un cespuglio. Abramo ando' a prendere l'ariete e lo offri' in olocausto
invece del figlio.
Dal
libro dell'Esodo (12,1-14)
Il
Signore disse a Mose' e ad Aronne nel paese d'Egitto: - Questo mese sara' per
voi t'inizio. dei mesi, sara' per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta
la comunita' di Israele e dite: Il 10 di questo mese ciascuno si procuri un
agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola
per consumare un agnello si associera' al suo vicino, al piu' prossimo della
casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovra' essere l'agnello,
secondo quanto ciascuno puo' mangiare.
Il
vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo
tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al 14 di questo mese; allora
tutta l'assemblea della comunita' d'Israele lo immolera' al tramonto. Preso un
po' di sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in cui
lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco;
la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, nè bollito
nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. Non
ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sara' avanzato lo
brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i
sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E' la Pasqua del
Signore!
In
quella notte io passero' per il paese d'Egitto e colpiro' ogni primogenito nel
paese d'Egitto, uomo o bestia; cosi' faro' giustizia di tutti gli dei
dell'Egitto. lo sono il signore! Il sangue sulle vostre case sara' il segno che
voi siete dentro: io vedro' il sangue e passero'oltre, non vi sara' per voi
flagello di stermino, quando io colpiro' il paese d'Egitto. Questo giorno sara'
per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in
generazione lo celebrerete come un rito perenne.
Dal
libro dell'Esodo (16, 2-5. 9-16. 31. 35)
Nel
deserto tutta la comunita' degli Israeliti mormoro' contro Mose' e contro
Aronne. Gli Israeliti dissero loro: - Fossimo morti per mano del Signore nel
paese d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando
pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire
di fame tutta questa moltitudine.
Allora
il Signore disse a Mose': - Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi:
il popolo uscira' a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perche' io
lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. Ma il
sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sara' il
doppio di cio' che raccoglieranno ogni altro giorno - [...]
Mose'
disse ad Aronne: - Dì agli Israeliti: Avvicinatevi alla presenza del Signore,
perche' egli ha inteso le vostre mormorazioni! -. Ora mentre Aronne parlava a
tutta la comunita' degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco
la Gloria del Signore apparve nella nube. Il Signore disse a Mose: - Ho inteso
la mormorazione degli Israeliti. Parla loro cosi': Al tramonto mangerete carne e
alla mattina vi sazierete di pane, saprete che io sono il Signore vostro Dio - .
Alla sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento, al mattino c'era uno
strato di rugiada attorno all'accampamento. Poi lo strato di rugiada svani' ed
ecco sulla superficie del deserto c'era una cosa minuta e granulosa, minuta come
è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: -
Man hu: che cos'è?-, perche' non sapevano che cosa fosse. Mose' disse loro: -
E' il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco cosa comanda il Signore:
raccoglietene quanto ciascuno puo' mangiarne, un omer a testa, secondo il
numero delle persone con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della propria
tenda -. [...]
La
casa di lsraele la chiamo' manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca;
aveva il sapore di una focaccia con miele. [...] Gli Israeliti mangiarono la
manna per 40 anni fino al loro arrivo in una terra abitata, mangiarono cioe' la
manna finche' furono arrivati ai confini del paese di Canaan.
Dal
libro di Isaia (53,5-12)
Egli
e' stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquita’.
Il
castigo che ci da' salvezza si s'attuto’ su di lui; per le sue piaghe noi
siano stati guariti.
Noi
tutti eravamo sperduti o come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il
Signore fece ricadere su di lui 1'iniquita' di noi tutti. Maltrattato, si
lascio' umiliare e non apri' la sua bocca; era come agnello condotto al macello,
coma pecora muta. di fronte ai suoi tosatori, e non apri' la sua bocca. Con
oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua
sorte? Sì; fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquita' del mio popolo
fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo
tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua
bocca.
Ma
al Signore e' piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrira' se stesso in
espiazione,
vedra'
una discendenza, vivra' a lungo, si compira' per mezzo suo la volonta' del
Signore. Dopo il suo intimo tormento vedra' la luce e si saziera' della sua
conoscenza;
il
giusto mio servo giustifichera' molti, egli si addossera' la loro iniquita'.
Percio' io gli daro' in premio le moltitudini, dei potenti egli faro' bottino,
perche' ha consegnato se stesso alla morte ed e' stato annoverato tra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori.
Dal
libro di Isaia (25,6-8)
Il
Signore degli eserciti preparera' su questo monte un banchetto di grasse
vivande, per tutti i popoli, un banchetto di vini eccellenti, di cibi
succulenti, di vini raffinati. Egli strappera' su questo monte il velo che
copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminera' la morte per sempre; il Signore Dio asciughera' le lacrime su ogni
volto; fara' scomparire da tutto il paese la condizione disonorevole del suo
popolo, poiche' il Signore ha parlato.
Dal
libro dei Proverbi (9,1-6)
La
Sapienza si e' costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso
gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue
ancelle a proclamare sui punti piu' alti della citta': - Chi e' inesperto
accorra qui! -
A
chi e' privo di senno essa dice: - venite, mangiate il mio pane, bevete il vino
che io ho preparato.
Abbandonate
la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza -.
Dopo
questi fatti, Gesu' ando' all'altra riva del mare di Galilea, cioe’ di
Tiberiade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli
infermi. Gesu' sali' sulla montagna e la' si pose a sedere con i suoi
discepoli.
Era
vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Alzati
quindi gli occhi, Gesu' vide che una grande folla veniva da lui e disse a
Filippo: Dove possiamo comprare il pane perche' costoro abbiano da mangiare?
-. Diceva cosi' per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che
stava per fare. Gli rispose Filippo:- Duecento denari di pane non sono
sufficienti neppure perche' ognuno possa riceverne un pezzo -. Gli disse allora
uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: - C'è qui, un ragazzo che
ha 5 pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per, tanta gente? -. Rispose
Gesu': - Fateli sedere -.
C'era
molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesu' prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribui' a quelli che
si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci finche' ne vollero. E quando furono
saziati, disse ai discepoli: - Raccogliete i pezzi avanzati, perche' nulla
vada perduto -. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei
cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Dal
Vangelo secondo Giovanni (6,48-58)
Io
sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e
sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perche' chi ne mangia non
muoia.
Io
sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, - vivra' in
eterno, e il pane che io daro' e' la mia carne per la vita del mondo.
Allora
i Giudei si misero a discutere tra loro: - Come puo' costui darci la sua carne
da mangiare?-.
Gesu'
disse: - In verita', in verita' vi dico: Se non mangiate la carne del Figlio
dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la
mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna ed io lo risuscitero'
nell'ultimo giorno. Perche' la mia carne è un vero cibo ed il mio sangue una
vera bevanda.
Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui. Come il
Padre, che ha la vita, ha mandato me ed io vivo per il Padre, così' anche colui
che mangia di me vivra' per me. Questo e' il pane disceso dal cielo. Non come
quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivra'
in eterno -.
Dal
Vangelo secondo Luca (22,7-20)
Venne
il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.
Gesu' mando' Pietro e Giovanni dicendo: - Andate a preparare per noi la Pasqua,
perche' possiamo mangiare -. Gli chiesero: - Dove vuoi che la prepariamo? -.
Ed egli rispose:- Appena entrati in citta', vi verra' incontro un uomo che porta
una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrera' e direte al padrone di
casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i
miei discepoli? Egli vi mostrera' una sala al piano superiore, grande e
addobbata; la' preparate -. Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro
detto e prepararono la Pasqua.
Quando
fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: - Ho
desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, poiche' vi dico: non la mangero' piu', finche' essa non si compia nel
regno di Dio -. E preso un calice, rese grazie e disse: Prendetelo e
distribuitelo tra voi, poiche' vi dico: da questo momento non berro' piu' il
frutto della vite, finche' non venga il regno di Dio -. Poi, preso il pane, rese
grazie, lo spezzo' e lo diede loro dicendo: - Questo e' il mio corpo che è dato
per voi, fate questo in memoria di me -. Allo stesso modo, dopo aver cenato,
prese il calice dicendo:- Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che
viene versato per voi -.
Dagli
Atti degli Apostoli (2,41-47)
Allora
quelli che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono
a loro circa tremila persone. Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento
degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle
preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per
opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme
e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprieta' e sostanze le vendeva e
ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti
insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti
con letizia e semplicita' di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il
popolo.
Intanto
il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunita' quelli che erano salvati.
Dalla
prima lettera ai Corinti (10,16-17)
Il
calice della benedizione che noi benediciamo, non e' forse comunione con il
sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non e' forse comunione con il
corpo di Cristo? Poiche' c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un
corpo solo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.
Dalla
prima lettera ai Corinti (11, 20-34)
Quando
dunque vi radunate insieme, il vostro non è piu' un mangiare la cena del
Signore.
Ciascuno
infatti, quando partecipa alla cena, prende prima il proprio pasto e così'
uno ha fame, l'altro e' ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e
per bere? O volete gettare disprezzo sulla Chiesa di Dio e far vergognare chi
non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo! Io infatti ho
ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: che il Signore
Gesu', nella notte in cui veniva tradito, prese il pane e, dopo aver reso
grazie, lo spezzo' e disse:- Questo e' il mio corpo, che e' per voi; fate questo
in memoria di me -. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice
dicendo:- Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni
volta che ne bevete, in memoria di me -. Ogni volta infatti che mangiate di
questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore
finche' egli venga. Percio' chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il
calice del Signore, sara' reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno,
pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice;
perche' chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve
la propria condanna. E' per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi,
e un buon numero sono morti. Se pero' ci esaminassimo attentamente da noi
stessi, non saremmo giudicati; quando poi siamo giudicati dal Signore, veniamo
ammoniti per non essere condannati insieme con questo mondo.
Percio',
fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri. E
se qualcuno ha fame, mangi a casa, perche' non vi raduniate a vostra condanna.
Quanto alle altre cose, le sistemero' alla mia venuta.
Dalla
lettera agli Ebrei (9, 11-15. 24-26)
Cristo
invece, venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda piu'
grande e piu' perfetta, non costruita da mano di uomo, cioe' non appartenente a
questa creazione, entro' una volta per sempre nel santuario non con sangue di
capri e di vitelli, ma con il proprio sangue, dopo averci ottenuto una
redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere
di una giovenca sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano,
purificandoli nella carne, quanto piu' il sangue di Cristo, il quale con uno
Spirito eterno offri' se stesso senza macchia a Dio, purifichera' la nostra
coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente? Per questo egli è
mediatore di una nuova alleanza, perche', essendo ormai intervenuta la sua
morte per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che
sono stati chiamati ricevano l'eredita' eterna che e' stata promessa...
Cristo
infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello
vero, ma nel cielo stesso, allo scopo di presentarsi, per comparire ora al
cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso piuì volte, come
sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo
caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire piu' volte dalla fondazione del mondo. E
invece una volta sola ora, nella pienezza dei tempi, e' apparso per annullare il
peccato mediante il sacrificio di se stesso.
Dalla
lettera agli Ebrei (lo, 11-14; 7, 24-25)
Ogni
sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte
volte gli stessi sacrifici, perche' essi non possono eliminare i peccati. Egli
al contrario, avendo offerto un solo sacrificio, per i peccati, si e' assiso
alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici vengano posti
sotto i suoi piedi. Poiche' con una unica oblazione egli ha reso perfetti per
sempre quelli che vengono santificati,
Egli,
invece, poiche' resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.
Percio' puo' salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a
Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.
2
- DAI PADRI E MAESTRI DELLA CHIESA
s.
Giustino (1° Apologia, 65-66)
Ordunque
noi, dopo avere così' lavato chi crede e ha aderito, lo conduciamo nell'adunanza
dei fratelli, come noi ci chiamiamo, onde pregare in comune fervidamente per
noi, per l'illuminato e per tutti gli altri, ovunque siano; per meritare, dopo
aver appresa la verita', di riuscire buoni nelle opere della vita, osservanti
dei precetti e conseguire così' la salvezza eterna. Cessate le preghiere ci
abbracciamo con scambievole bacio. Quindi viene recato al preposto dei
fratelli un pane e una coppa d'acqua e vino temperato; egli li prende e loda e
glorifica il Padre di tutti nel nome del Figlio e dello Spirito Santo; indi fa
un lungo ringraziamento, per averci fatti meritevoli di questi doni. Terminate
le preghiere e il ringraziamento eucaristico, tutto il popolo presente acclama:-
Amen! - Amen in lingua ebraica vuol dire sia. Dopo di che, quelli che noi
chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e
l'acqua consacrati, e ne portano agli assenti.
Questo
alimento noi lo chiamiamo Eucarestia, e non e' dato parteciparne se non a chi
crede veri gli insegnamenti nostri, ha ricevuto il lavacro per la remissione dei
peccati e la rigenerazione e vive secondo le norme di Cristo. Poiche' noi non
lo prendiamo come un pane comune e una comune bevanda; ma come Gesu' Cristo
Salvatore nostro incarnatosi per la parola di Dio prese carne e sangue per la
nostra salvezza, cosi', il nutrimento consacrato con la preghiera di
ringraziamento formata dalle parole di Cristo e di cui si nutrono per
assimilazione il sangue e le carni nostre, e', secondo la nostra dottrina,
carne e sangue di Gesu' incarnato.
s.
G. Crisostomo (Omelie sulla lettera agli Efesini, 3,4-5)
Vedo
che molti partecipano al corpo di Cristo sconsideratamente, cosi' come capita,
piu' per consuetudine e prescrizione, che per cognizione e riflessione. ...
Dimmi:
ti accosteresti al sacrificio con le mani non lavate? Non credo: preferiresti
non prendervi semplicemente parte, piuttusto che farlo con le mani sporche. ...
E
che? Non vedi come sono lavati i vasi sacri, come sono nitidi? La nostra anima
deve essere piu' pura di quelli, piu' santa e splendida. Perchè? Perchè i
vasi sacri sono stati fatti per noi: non partecipano a quel che contengono,
non lo sentono. Ma noi sì! Ora, tu non useresti mai un vaso sporco, e con
l'anima sporca invece ti accosti!...
Dimmi:
se un invitato a mensa si lava le mani, prende posto, e' pronto al pranzo, ma
poi non vi partecipa, non commette forse uno sgarbo verso chi lo ha invitato?...
Vi
esortiamo, dunque, non a tenervi lontani dalla Chiesa - cosi' il giudizio su di
voi sarebbe piu' grave - , ma di rendervi degni di esservi presenti e di
accostarvi al Sacramento.
s.
Agostino (La Trinita', 3,10)
Corpo
e sangue di Cristo non chiamiamo nè la voce di Paolo, nè le sue pergamene e il
suo inchiostro, nè le sue parole, nè i caratteri tracciati nei suoi volumi,
bensì solo quanto noi preleviamo dai frutti della terra, consacriamo con la
preghiera mistica e consumiamo ritualmente per la nostra salvezza spirituale,
commemorando la passione per noi sofferta dal Signore. Tutto cio' acquista le
sue apparenze visibili attraverso il lavoro degli uomini, ma solo attraverso
l'intervento invisibile dello Spirito di Dio la santita' lo fa cosi' grande
Sacramento, perche' tutti i cambiamenti che si producono in quel rito li compie
Dio.
s.
Ambrogio (Sulla morte di suo fratello Satiro, 1, 43-46)
Che
devo dire della sua osservanza del culto di Dio? Un fatto bastera'. Prima ancora
di essere iniziato completamente ai sublimi misteri, fu travolto da un
naufragio. Allorche' la nave su cui viaggiava, si incaglio' su un bassofondo
scoglioso, e ormai tutt'intorno i flutti la sfasciavano, egli non ebbe paura
della morte, ma di una sola cosa, di dover abbandonare la vita senza nutrirsi
dei sacri misteri. Percio', chiese a coloro, che sapeva iniziati, il divino
sacramento dei fedeli; non certo per porre gli occhi curiosi sugli arcani, ma
per ottenere l'aiuto della fede. Lo nascose in un fazzoletto, e si lego' il
fazzoletto al collo; cosi' si getto' in mare, non cercando una tavola staccatasi
dalla compagine della nave per aggrapparvisi e nuotando salvarsi, perche' aveva
cercato le armi della fede sola. Ritenendosi da questa sufficientemente protetto
e difeso, non desidero' altri aiuti.
Contempliamo
dunque insieme la sua forza d'animo: nello sfacelo dell'imbarcazione, non
afferro' una tavola, come un naufrago, ma prese da se' il sostegno del proprio
coraggio: la sua speranza non lo abbandono', la sua convinzione non lo tradi'.
Poi, appena salvato dalle acque e giunto in porto in terra stabile, riconobbe il
suo Capo cui si era affidato. E appena ebbe salvato se stesso, o ebbe saputo che
si eran salvati tutti i suoi servi, non rammaricandosi per i beni perduti, si
reco' alla Chiesa di Dio a ringraziare per la sua salvezza e a conoscere i
misteri eterni, dichiarando che nessun dovere e' maggiore di quello della
riconoscenza...
Egli
che aveva esperimentato il grande aiuto dei misteri celesti avvolti in un
fazzoletto, che gran cosa stimava riceverli con la bocca e accoglierli nel piu'
profondo del cuore! Quanto maggior cosa riteneva aver fuso nelle sue viscere
cio' che tanto gli era giovato avvolto in un fazzoletto!
s.
Cirillo di Gerusalemme (Catechesi mistagogica, 5,19-23)
In
seguito udite il salmista invitarvi, con un canto divino, alla partecipazione
dei divini misteri, dicendo: - Gustate e vedete che buono è il Signore! -. Non
rimettete il giudizio al vostro gusto corporeo: no, ma alla fede incrollabile. I
partecipanti vengono invitati infatti a gustare non pane e vino, ma il corpo e
il sangue del Cristo celati nel simbolo.
Udendo
dunque l'invito, non avvicinarti con le palme delle mani spalancate o le dita
disgiunte, ma fa della sinistra un trono alla destra che deve ricevere il re;
ricevi il corpo del Cristo nel cavo della mano e rispondi:Amen. Con grande
attenzione santifica i tuoi occhi al contatto del sacro corpo, e poi assumilo,
badando che nulla ne vada perduto. Se lo permettessi, sarebbe come se andasse
perduta qualcuna delle tue membra. Dimmi: se qualcuno ti desse della polvere
d'oro, non la terresti con tutta diligenza, attento che neppure un poco te ne
cada e tu ne soffra il danno? E non presterai molta piu' attenzione perche' non
ti cada neppure una briciola di questo pane, molto piu' prezioso dell'oro e
delle gemme?
s.
Curato d'Ars (Pensieri)
"E
il Verbo si e' fatto carne ed abito' fra noi".
Egli
e' la' nel santo Tabernacolo.
Che
fa Gesu' nel Sacramento del suo amore? Ha voluto prendersi un cuore per amarci:
e da questo cuore sgorga tanto di tenerezza e di misericordia, da annegare tutti
i peccati del mondo.
Egli
e' la' come in cielo... Oh, che bella cosa! Se l'uomo conoscesse bene questo
mistero, ne morirebbe d'amore.
O
Gesu', conoscerti ed amarti! E ci possono essere cuori cosi' duri da non amarti
vedendosi tanto amati? Ci possono essere anime cosi' disgraziate da morire senza
aver gustato la felicita' di amare Dio? Non e' forse la sola felicita' che
abbiamo su questa terra?
Essere
amati da Dio! Essere uniti con Dio! Vivere alla presenza di Dio, vivere per Dio!
Che bella cosa, che cara vita!
Come
e' bello il destino dell'uomo! Vedere Dio, amarlo, benedirlo, contemplarlo su
questa terra e nell'eternita'!
Egli
ci chiama dal santo Tabernacolo: "Venite, venite..." che bell'invito!
Dio ci chiama e noi fuggiamo via da lui. Egli vuole renderci felici e noi non ne
vogliamo sapere della sua felicita'.
Egli
ci comanda di amarlo, e noi diamo il nostro cuore al demonio; impieghiamo per
dannarci il tempo che egli ci ha dato per salvarci. Noi gli facciamo guerra
con gli stessi mezzi che egli ci ha dato per andare a lui.
Offendere
Dio che non ci fa se non del bene! Contentare il demonio che non ci puo' fare
se non del male! Che stoltezza, che disgrazia! Perche’ fuori di Dio non vi
e' nulla di sodo, nulla di nulla. La vita passa e finisce; le ricchezze
scompaiono; la salute si perde; la reputazione puo' venire oscurata... Mio Dio,!
Quanto sono da compiangere quelli che mettono il loro amore in tutte queste
cose! Se intendessimo che felicita' e' la nostra di poter amare Dio, ne resteremmo
estatici. E' cosa tanto bella avere un cuore e, sebbene piccolo com'è,
potercene servire per amare Dio...
Si
è fatto carne per diventare nostro cibo. Oh, se sapessimo intendere le parole
del Signore: "Nonostante la sua miseria, io voglio vedermi vicino quella
bell'anima che ho creato per me. L'ho fatta io così' grande che nulla la puo'
riempire se non io; l'ho fatta cosi' pura che non v'è che le possa servire di
alimento se non il mio cuore".
Dio
mio, e' possibile che voi amiate tanto le nostre anime? Sì, quando Dio volle
dare un cibo all'anima nostra per sostenerla nel pellegrinaggio della vita,
giro' attorno lo sguardo sulle cose create, e nessuna ne trovo' degna di lei...
Allora guardo' se stesso, e risolve' di darle se stesso.
Cibo
dell'anima è il corpo e il sangue di Dio! Oh, anima mia, quanto sei grande se
Dio solo puo' appagarti! Gesu' voleva vivere in te per mezzo del Sacramento del
suo amore e mise in te sì vasto e gran desiderio, che egli solo puo'
soddisfare.
Senza
la divina Eucarestia, in terra non vi sarebbe felicita' alcuna... Come si
potrebbe sopportare la vita? La santa Comunione e' la nostra gioia. L'anima
purificata si immerge nell'amore di Dio e ci si trova bene, come un'ape sui
fiori.
La
santa Comunione diffonde in noi uno straordinario benessere. E' il Signore che
si comunica a tutte le parti del nostro corpo, le fa' esultare e ci obbliga a
dire con s. Giovanni: "E' il Signore!". Noi allora lo portiamo in noi,
possediamo il cielo. Ma non abbiamo fede abbastanza, e non comprendiamo tanta
dignita'.
Sì!
Viviamo in Dio. Tutto sotto i suoi occhi, tutto per piacere a lui! Tu lavorerai
ed egli benedirti' il tuo lavoro; camminerai, ed egli benedirti' i tuoi passi,
soffrirai ed egli benedirti' le tue lacrime ...
Che
onore, che consolazione poter fare ogni nostra cosa sotto gli occhi di Dio,
pensare che egli vede tutto e tien conto di tutto. Diciamo dunque ogni mattina:
"Tutto per piacere a te, o Mio Dio! Tutte le mie azioni con te...".
E
poi procuriamo di non avere piu' se non un pensiero, uno solo, sempre fervido,
generoso, attivo: amare e far amare Dio, Dio e niente altro che Dio, Dio
dappertutto, Dio in Tutto! Cosi' sia.
s.
Giustino (1° Apologia, 67)
Da
allora sempre rinnoviamo tra noi la memoria di queste cose; e quelli dei nostri
che posseggono, soccorrono gli indigenti tutti, e conviviamo sempre uniti.
E in tutte le nostre offerte benediciamo il Fattore dell'universo per il
Figlio suo Gesu' Cristo e per lo Spirito Santo.
E
nel giorno chiamato del Sole ci raccogliamo in uno stesso luogo, dalla citta'
e dalla campagna, e si fa la lettura delle Memorie degli Apostoli e degli
scritti dei profeti, sin che il tempo lo permette. Quando il lettore ha
terminato, il preposto tiene un discorso per ammonire ed esortare all'imitazione
di questi buoni esempi. Di poi tutti insieme ci leviamo ed innalziamo preghiere;
indi, cessate le preci, si reca, come si e' detto, pane e vino e acqua; e il
capo della comunita' nella stessa maniera eleva preghiere e ringraziamenti con
tutte le sue forze, e il popolo acclama, dicendo: Amen!. Quindi si fa la
distribuzione e la spartizione a ciascuno degli alimenti consacrati e se ne
manda per mezzo dei diaconi anche ai non presenti. I facoltosi e volonterosi
spontaneamente danno cio' che vogliono; e il raccolto e' consegnato al capo, il
quale ne sovviene gli orfani, le vedove, i bisognosi per malattie o altro, i
detenuti e i forestieri capitati; egli soccorre, in una parola, chiunque si
trovi in bisogno.
s.
Agostino (Discorsi, 272)
Cio'
che voi vedete sull'altare, l'avete gia' visto la scorsa notte, ma non sapete
ancora cio' che e' veramente: voi ne ignorate il profondo significato
sacramentale. Quello che voi vedete e' un pane e un calice: i vostri occhi ve
lo fanno vedere.
Ma
la vostra fede deve ancora apprendere che questo pane è il corpo di Cristo;
questo calice (o piuttosto cio' che il calice contiene), è il sangue di Cristo.
Questo breve enunciato deve essere sufficiente alla vostra fede. Ma la fede
chiede di essere illuminata: - Se voi non credete, dice il profeta, non
comprenderete -. Siete in diritto di dirmi ora: Voi ci ordinate di credere:
bene, ma spiegateci quel che ci dite di credere, perche' noi possiamo
comprendere.
E
io immagino cio' che ciascuno di voi puo' pensare: sappiamo benissimo come
nostro Signore Gesu' Cristo ha preso carne umana, e' nato dalla vergine Maria.
E'stato allattato e nutrito come un piccolo bambino, e' cresciuto, e' arrivato
all'eta' adulta, e' stato messo a morte sulla croce, e' stato deposto dalla
croce e messo nella tomba, e' resuscitato il terzo giorno, nel giorno da lui
stabilito e' salito al cielo e vi ha portato il suo corpo; e di la' ritornera' a
giudicare i vivi e i morti; la' siede alla destra del Padre. Come puo' dunque il
pane essere il suo corpo? Come puo' il calice, o meglio cio' che il calice
contiene, essere il suo sangue?
Tali
cose, fratelli, si chiamano sacramenti, perche' il loro senso profondo non e'
quello che i sensi ci mostrano. Cio' che noi dobbiamo comprendere, e' il
contenuto spirituale... Se voi volete avere la conoscenza del corpo di Cristo,
ascoltate l'Apostolo: Siete voi stessi il corpo e le membra di Cristo. Se dunque
vòi siete il corpo e le membra di Cristo, allora sulla mensa del Signore, vi e'
il vostro proprio segno sacramentale: voi ricevete il segno sacramentale di
cio' che voi siete. E voi risponderete Amen proprio a cio' che voi siete, dando
con cio' il vostro assenso. Siate dunque ciascuno un membro del corpo di Cristo,
perche' il vostro Amen non sia menzogniero.
Ma
perche' è stato scelto il pane come segno? Non vi daro' una spiegazione mia:
ascoltiamo l'Apostolo. Quando egli parla di questo sacramento, dice:- Poiche'
c'e un solo pane, noi tutti formiamo un solo corpo. Comprendete tutto cio' e
rallegratevi: questo vuol dire unita', verita', pieta', carita'. Un solo pane:
quale e' dunque questo pane? E' la moltitudine riunita in un solo corpo. Il
pane, voi lo sapete, non e' fatto di un solo grano di frumento, ma di molti.
Quando sono stati pronunciati su di voi gli esorcismi, voi siete stati impastati
insieme con quell'acqua per diventare una sola pasta; quando avete ricevuto il
fuoco dello Spirito Santo, voi siete stati insieme cotti nel forno. Siate dunque
veramente cio' che siete e riceverete cio' che siete. Ecco quanto l'Apostolo
dice del pane.
Egli
poi ci insegna sufficientemente come dobbiamo intendere il calice, anche se non
lo dice. In effetti cio' che vale per l'apparenza visibile del pane, vale anche
per quella del vino. Voi sapete, fratelli, come si fa il vino. Il ceppo di vite
porta molti grappoli, ma il loro succo si riunisce per formare un solo liquore.
Cosi'
Cristo nostro Signore ci da' un segno di cio' che noi siamo; vuole che noi
viviamo uniti con lui: e' il segno sacramentale della Sua pace e della nostra
unita' che egli consacra sulla mensa.
Cirillo
di Gerusalemme (Catechesi mistagogica, 5,2-11. 19-23)
Poi
il diacono dice ad alta voce:- Riconoscetevi l'un l'altro e baciatevi a
vicenda -. Non credete che quel bacio sia pari a quello che ci si da' tra amici
in piazza. Non e' un bacio di tal sorta: fonde le anime e promette l'oblio di
ogni offesa. Questo bacio e' dunque segno che le anime sono unite e han deciso
di dimenticare ogni oltraggio. Per questo Cristo disse: - Se offri il tuo dono
all'altare e ivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia
il tuo dono all'altare, e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello; poi
torna ed offri il tuo dono - (Mt. 5,23s). Il bacio dunque e' segno di riconciliazione,
e percio' e' santo, come in un altro passo esclama s. Paolo, dicendo:-
Salutatevi l'un l'altro con il bacio santo - (1 Cor 16,20); e Pietro :-
Salutatevi l'un l'altro col bacio dell'amore - (1 Pt. 5,14). ...
Poi,
dopo che ci siamo santificati con questi inni spirituali, imploriamo Dio,
amico degli uomini, di inviare il suo Santo Spirito sulle offerte, perche'
faccia del pane il corpo di Cristo e del vino il sangue di Cristo. Infatti,
tutto cio' che lo Spirito Santo tocca, e' santificato e trasformato.
Poi,
quando il sacrificio spirituale, il culto incruento e' compiuto, su quell'ostia
di riconciliazione, invochiamo Dio per la pace comune delle Chiese, per il
bene del mondo, per gli imperatori, per i generali e gli alleati, per gli
infermi, per gli afflitti, insomma per tutti quelli che hanno bisogno di aiuto.
Tutti noi preghiamo e offriamo questo sacrificio. In seguito ricordiamo quelli
che prima di noi si sono addormentati, anzitutto i patriarchi, i profeti, gli
apostoli e i martiri, perché Dio per le loro preghiere e la loro intercessione
accolga la nostra supplica. Poi anche per i santi padri e i vescovi defunti e in
generale per tutti i nostri morti.
s.
Ignazio di Antiochia (Lettera agli Efesini, 3-6)
Siccome
l'amore non mi permette di tacere con voi, per questo ho cominciato per primo a
esortarvi, perche' viviate secondo il pensiero di Dio. E il pensiero del Padre
e' Gesu' Cristo, vita nostra inseparabile, mentre i vescovi, stabiliti fino ai
confini della terra, sono nel pensiero di Gesu' Cristo.
E'
per questo che dovete essere tutt'uno col pensiero del vescovo, come gia' lo
siete: Infatti il vostro collegio presbiterale, degno del suo nome, degno di
Dio, e' unito al vescovo come le corde alla cetra; e dalla vostra unita', dal
vostro amore concorde si innalza un canto a Gesu' Cristo. Ma anche voi laici,
dovete formare un solo coro, prendendo tutti la nota da Dio, concertando nella
piu' stretto armonia, per inneggiare a una voce al Padre per mezzo di Gesu'
Cristo; egli vi ascoltera' e riconoscera', dalle vostre opere, che voi siete il
canto del suo figlio.
Ebene
per voi restare nell'unita' piu' indiscussa, per essere cosi' sempre uniti a
Dio.
In
poco tempo ho potuto godere tanto la familiarita' non umana, ma spirituale, del
vostro vescovo; percio' ora vi stimo beati, perche' siete tanto congiunti a lui,
nella piu' completa armonia, come lo e' la Chiesa a Gesu' Cristo, e Gesu' Cristo
al Padre.
Nessuno
si inganni: chi non e' vicino all'altare, si priva del pane di Dio. Se le
orazioni di uno o di due hanno tanta forza, tanto piu' quella del vescovo unito
a tutta la Chiesa! Cosi', dunque, se qualcuno non partecipa alle riunioni dei
fedeli, e' un superbo, che si e' gia' giudicato da se stesso, perche' sta
scritto: Dio si oppone ai superbi (Prov. 3,34), Non opponiamoci dunque al
vescovo, stiamone attenti, perche' Iddio non si opponga a noi.
G.
Lercaro (da L'Eucarestia nelle nostre mani)
Nella
prima eta' cristiana il gesto dello spezzare il pane era in qualche modo sempre
simbolico. Lo resta anche sul piano naturale; oggi un padre di famiglia non
spezza piu' il pane, ma per se', fino a poco tempo fa, il gesto del padre di
famiglia era quello di dividere il pane che era il suo sudore, era la sua
fatica, era un po' se stesso che egli dava ai suoi figlioli per farli crescere,
per farli vivere.
Il Signore ha consacrato questo gesto che la prima antichita' cristiana sottolineo' in una maniera cosi' efficace, non solo per metterlo in evidenza prendendo questo gesto come nome del rito eucaristico, ma per rilevare il significato; e il significato e' questo, che siamo una famiglia, che siamo tutti fratelli e figli di un unico Padre che divide tra noi il suo pane, e il fatto che tutti mangiamo quell'unico pane ci affratella profondamente. Tutti, per quanto numerosi siamo, siamo un corpo solo, quanti ci nutriamo di quell'unico pane, come sottolinea s.Paolo: una famiglia sola.
Il
fatto che un unico pane e' diviso tra tutti unisce ulteriormente tutti noi, gia'
fratelli, e se, come dice s. Giovanni Crisostomo, ci rende concorporei e
consanguinei fra noi; di qui la primissima comunita' cristiana dedusse un'altra
conseguenza che fu poi attuata sotto gli occhi degli apostoli, la koinonia.
Le
due grandi direttive della comunita' apostolica sono la diakonia e la koinonia,
servizio e comunanza. La koinonia: noi uniti così' a formare un unico
corpo, condividenti un unico pane che il Padre ci offre, dobbiamo comunicare fra
noi anche il pane terreno, e nascono, accanto all'altare, dall'altare, dalla
mensa Domini, le mense delle comunita' cristiane alle quali serviranno i
diaconi.
L'agape
cristiana, come fu chiamata, nasce dalla mensa eucaristica come logica
conseguenza; e guardate che ad affermarlo non c'è solo la parola di s. Paolo,
non c'è solo il fatto dei primi capitoli di Luca negli Atti degli Apostoli, ma
c'è la logica affermazione nitida nella Didache': Se comunichiamo ai beni
celesti, al pane celeste, come non comunicheremo ai beni terreni, al pane
terreno? L'esigenza quindi della fraternita' nasce dalla comunione
eucaristica; e' veramente grande questo. ...
Allora
non possiamo alla sera rientrare tranquilli in casa nostra, godere di metterci
intorno a una tavola illuminata, tra i nostri cari, e ignorare i senzatetto e
senza un pane, se avremo fatto la comunione secondo il pensiero di Cristo e
della Chiesa.
s.
Ignazio d'Antiochia (Lettera ai Romani, 4,1-2; 6, 1-8,3)
Scrivo
a tutte le Chiese, e a tutti annunzio che morro' volentieri per Dio, se voi non
me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna.
Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di
raggiungere Dio. Sono frumento di Dio, e saro' macinato dai denti delle fiere
per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perche' per opera di
queste belve io divenga ostia per il Signore.
Cerco
chi e' morto per noi, per noi e' risorto. E’ vicina la mia nascita. Abbiate
compassione di me, fratelli. Non impeditemi di vivere, non vogliate che io
muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere
di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, saro' veramente un
uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio...
Ogni
mio desiderio terreno e' crocifisso e non c'è piu' in me nessuna aspirazione
per le realta' materiali, ma un'acqua viva mormora dentro di me e mi dice: -
Vieni al Padre -. Non mi diletto piu' di un cibo corruttibile, ne' dei piaceri
di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesu' Cristo, della
stirpe di Davide: voglio per bevanda il suo sangue che è la carita'
incorruttibile.
Origene
(Omelie sul Levitico, 7,5)
Il
nostro Signore e Salvatore dice:- Se non mangiate la mia carne e non bevete il
mio sangue, non avrete la vita in voi. La mia carne infatti e' veramente cibo e
il mio sangue e' veramente bevanda (Gv. 6,54 s). Gesu' è puro in tutto e per
tutto: percio' tutta la sua carne e' cibo e tutto il suo sangue è bevanda. Ogni
sua opera e' santa e ogni sua parola e' vera; percio' anche la sua carne e' vero
cibo e il suo sangue e' vera bevanda. Con la carne e il sangue della sua parola
abbevera e sazia, come con cibo puro e bevanda pura, tutto il genere umano.
Cosi',
al secondo posto, dopo la sua carne, sono cibo puro Pietro e Paolo, e tutti gli
apostoli; in terzo luogo i loro discepoli: e così' ognuno per la quantita' dei
suoi meriti o la purita' dei suoi sensi puo' rendersi cibo puro per il suo
prossimo....
Ogni
uomo ha in se' un qualche cibo; se egli e' buono e dallo scrigno del suo cuore
porge del bene (Mt.12, 35), offre al suo prossimo, che vi attinge cibo puro;
se invece egli e' cattivo e porge del male offre al suo prossimo un cibo
immondo.
s.
Ireneo di Lione (Contro le eresie, 5,2,2-3)
Se
dunque il calice mescolato e il pane preparato ricevono il Verbo di Dio, e si
compie cosi' l'Eucarestia del sangue e del corpo di Cristo, con cui cresce e si
rafforza la sostanza della nostra carne, come possono negare che la carne puo'
accogliere il dono di Dio che e' la vita eterna?
Essa
si nutre del sangue e del corpo di Cristo, è membro di lui. Lo dice il beato
Apostolo nella lettera agli Efesini:- Siamo membra del suo corpo, della sua
carne e delle sue ossa -. Non parla di un corpo invisibile e spirituale - uno
spirito infatti non ha ne' ossa nè carne (Lc. 24,39) - ma di un vero organismo
umano che consta di carne, nervi e ossa e che si nutre del calice che e' il suo
sangue e cresce con il pane che è il suo corpo.
s.
Agostino (Le lettere, 2,142, 1-2)
Siamo
nella Chiesa che, sebbene per grazia di Dio, si è estesa per ogni dove e
diffusa in tutto il mondo, tuttavia e' l'unico, grande corpo di un solo grande
capo, il quale e' il Salvatore medesimo, come dice l'Apostolo; riferendosi
all'esaltazione di questo capo che doveva avere luogo dopo la sua risurrezione,
tanto tempo prima il Profeta predisse: - Sii esaltato o Dio al di sopra dei
cieli - .
E
poiche', dopo la sua esaltazione al di sopra dei cieli, la sua Chiesa avrebbe
riempito tutta la terra di abbondanti frutti, lo stesso salmista soggiunse
subito:- E sopra tutta la terra risplenda la tua gloria! -.
Percio',
o miei dilettissimi, rimaniamo fedeli con fermezza di mente e di cuore sotto
un Capo cosi' eccelso in un corpo tanto glorioso nel quale siamo membra gli uni
degli altri.
Per
conseguenza, anche se mi trovassi lontano in regioni remotissime, saremmo
insieme in colui dal cui corpo non dovremmo allontanarci mai. Se infatti
abitassimo in una sola casa, diremmo certo di stare insieme: quanto piu' siamo
insieme allorche' siamo uniti in un solo corpo!
D'altronde,
la Verita' in persona attesta che noi siamo nella medesima casa, poiche' la
Sacra Scrittura che chiama la Chiesa 'porta di Cristo', dice allo stesso modo
che la Chiesa è 'casa di Dio'.
Ma
questa casa non è edificata in un solo angolo del mondo, bensì' su tutta la
terra. Percio' il salmo, nel cui titolo si legge: Quando si edificava la casa
dopo la cattivita', comincia cosi': - Cantate al Signore un cantico nuovo,
cantate al Signore tutta la terra -.
Giovanni
Paolo II (Evangelium Vitae, n'51)
Ma
c'è ancora un altro avvenimento preciso che attira il mio sguardo e suscita
la mia commossa meditazione: "Dopo aver ricevuto l'aceto, Gesu' disse:-
Tutto e' compiuto! - E chinato il capo, rese lo spirito" (Gv. 19,30).
E
il soldato romano "gli colpi' il costato con la lancia e subito ne usci'
sangue e acqua" (Gv. 19; 34).
Tutto
ormai e' giunto al suo pieno compimento. Il 'rendere lo spirito' descrive la
morte di Gesu’, simile a quella di ogni altro essere umano, ma sembra alludere
anche al 'dono dello Spirito', col quale egli ci riscatta dalla morte e ci apre
a una vita nuova.
E'
la vita stessa di Dio che viene partecipata all'uomo. E' la vita che, mediante i
Sacramenti della Chiesa - di cui il sangue e l'acqua sgorgati dal fianco di
Cristo sono simbolo - viene continuamente comunicata ai figli di Dio, costituiti
cosi' come popolo per la nuova Alleanza.
Dalla
croce, fonte di vita, nasce e si diffonde il 'popolo della vita'. La
contemplazione della croce ci porta cosi' alle radici piu' profonde di quanto
e' accaduto. Gesu', che entrando nel mondo aveva detto: "Ecco io vengo per
fare, o Dio, la tua volontà" (Ebrei 10.9), si rese in tutto obbediente al
Padre e, avendo 'amato i suoi che erano nel mondo, li amo' sino alla fine' (Gv.
13,1), donando tutto se stesso per loro.
Lui,
che non era 'venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in
riscatto per molti' (Mc. 10.45), raggiunge sulla croce il vertice dell'amore.
"nessuno ha un amore piu' grande di questo: dare la vita per i propri
amici" (Gv. 15,13). Ed egli e' morto per noi mentre eravamo ancora
peccatori (Romani 5,8).
In
tal modo egli proclama che la vita raggiunge il suo centro, il suo senso e la
sua pienezza quando viene donata.
La
meditazione a questo punto si fa' lode e ringraziamento e, nello stesso tempo,
ci sollecita a imitare Gesu' e a seguirne le orme (1° Pt. 2,21).
Anche
noi siamo chiamati a dare la nostra vita per i fratelli realizzando cosi', in
pienezza di verita', il senso e il destino della nostra esistenza. Lo potremo
fare perche' tu, o Signore, ci hai donato l'esempio e ci hai comunicato la
forza del tuo Spirito. Lo potremo fare se ogni giorno, con te e come te, saremo
obbedienti al Padre e faremo la sua volonta'.
Concedici,
percio', di ascoltare con cuore docile e generoso ogni parola che esce dalla
bocca di Dio: impareremo così non solo a 'non uccidere' la vita dell'uomo, ma a
venerarla, amarla e promuoverla.
C.
M. Martini (Ripartiamo da Dio)
Il
primato di Gesu' Cristo, figlio del Padre, immagine perfetta di Dio e figura
dell'uomo perfetto, riferimento di ogni crescita umana autentica. Lo scopo di
ogni cammino umano e' di venire come Gesu', figli di Dio in lui. Nessun uomo o
donna puo' realizzarsi se non in Gesu' Cristo, nessuno potra' mai essere piu'
autenticamente persona umana di lui. Il punto di arrivo di ogni cammino umano
e' Gesu' Cristo e lo sguardo di ogni uomo e di ogni donna deve anzittutto
fissarsi su Gesu' Cristo, contemplare lui, imparare da lui, imitare lui, seguire
lui. Contemplarlo, accettarlo, seguirlo nella sua vita, nella sua passione,
nella sua morte. Non c'è realizzazione umana piu' alta di quella della croce.
Non
è dunque anzitutto importante costruire la Chiesa, ma seguire Gesu' Cristo. E'
il seguirlo, il guardare a lui per primo, l'entrare in lui, il partecipare alla
sua vita di figlio che ci fa' Chiesa. La Chiesa e' l'assemblea di coloro che
sono veramente i figli di Dio in Gesu' Cristo, vivendo come lui ha vissuto,
amando come lui ha amato e morendo come lui e' morto affidandosi al Padre...
In
tale luce appare la dignita' della persona umana e della sua liberta'. La
persona umana è il rispondente di Dio nella creazione, fatto per rispondere con
amore all'amore di Dio in Gesu' e continuare nel mondo l'opera intelligente e
costruttiva del Padre. La persona umana ha in mano i destini del mondo, e'
responsabile del senso della storia, e' chiamata a collaborare al disegno di
riconciliare in unita' l'umanita' intera. Simbolo reale e segno efficace di
questo formidabile compito storico di rifare 'una' I'umanita' e' l'Eucarestia.
G.
Biffi (Omelia)
Questa
presenza vera, reale, attiva del Signore Gesu' è il supporto del nostro
ottimismo, del nostro coraggio nell'operare. Qui sta la fonte inesauribile della
nostra vitalita' e della nostra azione.
Cristo
nell'Eucarestia non avvera soltanto la sua benedetta presenza, ma altresì'
esige, sostiene, incita la nostra presenza nel mondo. Egli e' davvero qui,
perche' abbiamo a superare ogni larvata forma di latitanza e ci facciamo sentire
come suoi discepoli, testimoni, collaboratori nell'edificazione del Regno, in
ogni realta' umana e in ogni momento della vita associata.
Se
egli e' la presenza di Dio nel mondo, coloro che in virtu' della partecipazione
eucaristica costituiscono con lui l'unico vivente organismo ecclesiale, devono
essere il prolungamento operoso di questa sua sacralita' e presenza. Noi lo
portiamo eccezionalmente fuori delle chiese e lontano dai suoi tabernacoli, per
riconfermare pubblicamente e solennemente la nostra volonta' di essere noi nella
citta' terrena la sua normale presenza, incidente e trasformante.
Investiti
e arricchiti della sua novita', i cristiani sono costituzionalmente dei
rinnovatori, noi siamo chiamati a ringiovanire e quindi a cambiare il mondo in
cui viviamo alla luce del Vangelo di Cristo e con l'energia del suo Spirito
"che è il Signore e dà la vita".
Questa
presenza ecclesiale nel mondo è sempre anche un discernimento, e percio' deve
farsi capace sia di respingere con fermezza cio' che non è compatibile con la
novita' cristiana sia di riconoscere con animo aperto e di assumere ogni vero
valore dovunque si trovi. Ma non e' mai solo discernimento, è sempre anche
proposta originale e principio di inediti modi di esistere e di operare,
perche' lo spirito di Dio che ci e' stato donato non solo e' giudice delle
realta' e degli eventi, e'sempre anche creatore di cose nuove che con la sua
attivita' trascende e stupisce ogni attesa dell'uomo.
Percio'
coloro che sono guidati dallo Spirito sanno, non solo valutare criticamente
cio' che trovano nella societa' e vedono nelle azioni altrui, ma sanno anche
proporre e costruire con propria e inconfondibile inventivita'. E' una capacita'
che e' data ai cristiani, perche' per la loro missione nel mondo si ricordino di
ripartire quotidianamente dal Signore che vive in mezzo a noi nell'Eucarestia,
confrontino ogni giorno le loro opere sempre imperfette con la perfezione
mirabile del Vangelo di Cristo, attingano dall'altare la determinazione a
rinnovare e intensificare sempre piu' la loro ispirazione e i loro propositi.
Resta con noi, Signore Gesu', mentre attorno a noi ogni umano progetto declina.
Tu
tra i mille dubbi, dei quali qualche volta gli uomini arrivano a compiacersi,
sei la certezza e la vivificante Verita', di cui si compiace la sapienza del
Padre. Tu per noi, tuoi ciarlieri discepoli, sei la sola Parola salvifica. Tu
sei per il tuo popolo estenuato la sorgente inesauribile di vigore.
Sii
sempre presente in questa tua Chiesa, perche' questa tua Chiesa non si stanchi
mai di essere efficacemente presente dovunque ci sia necessita' di una luce da
offrire, dovunque ci sia un valore da riproporre, dovunque ci sia un cuore da
consolare.
3
- PREGHIERE
Dalla
Didache' (adattamento)
Ti rendiamo grazie, o Padre santo, per il tuo santo nome che tu hai posto nei nostri cuori, per la conoscenza, la fede e l'immortalita' che ci hai concesso per mezzo di tuo Figlio.
Gloria
a te nei secoli
Tu,
o Signore onnipotente, hai creato l'universo per la tua gloria; tu hai dato agli
uomini il cibo e la bevanda per la loro gioia affinche' ti rendano grazie.
Gloria
a te nei secoli
Ma
a noi tu hai donato un cibo e una bevanda spirituale e la vita eterna per mezzo
del tuo Figliolo. Noi ti rendiamo grazie, perche' sei potente e buono.
Gloria
a te nei secoli
Ricordati,
o Signore, di liberare la tua Chiesa dal male e di renderla perfetta nel tuo
amore. Raccogli dai quattro venti la Chiesa che tu hai santificato, nel Regno
che le hai preparato.
Gloria
a te nei secoli
A
te, o Redentore e Salvatore, immolato per la nostra salvezza, fatto cibo per il
nostro sostentamento; a te, presente in questo mistero, con la tua divinita' e
umanita', ogni adorazione e lode con il Padre e con lo Spirito Santo per i
secoli infiniti.
Gloria
a te nei secoli
Ippolito
(da La tradizione apostolica)
Ti
rendiamo grazie, o Dio, per mezzo del Figlio tuo diletto Gesu' Cristo, che, in
questi ultimi tempi, hai mandato a noi come salvatore, redentore e messaggero
della tua volonta'.
Egli
e' il tuo Verbo inseparabile, per mezzo del quale hai creato tutte le cose e nel
quale hai posto le tue compiacenze. L'hai mandato dal cielo nel seno di una
Vergine; concepito nell'utero, si e' fatto carne e si rivelato come Figlio tuo,
nato dallo Spirito Santo e dalla Vergine.
Egli
adempiendo la tua volonta', acquistandoti un popolo santo, stese le braccia
sulla croce per liberare dalla sofferenza coloro che credono in te.
Egli
offertosi volontariamente alla passione per distruggere la morte, spezzare le
catene del diavolo, calpestare l'inferno, illuminare i giusti, confermare
l'alleanza, e manifestare la sua resurrezione, prese del pane e, dopo aver reso
grazie a te, disse: "Prendete e mangiate, questo e' il mio corpo che viene
spezzato per voi".
Lo
stesso fece col calice dicendo: "Questo e' il mio sangue che e' sparso per
voi. Quando fate questo, fate la memoria di me".
Ricordando
dunque la sua morte e la sua risurrezione, ti offriamo il pane e il vino,
rendendoti grazie per averci giudicati degni di stare davanti a te e di offrirti
il servizio sacerdotale.
E
ti chiediamo di mandare il tuo Spirito Santo sull'offerta della santa Chiesa.
Riunendoli
insieme, concedi a tutti i santi, che la ricevono per venire riempiti dallo
Spirito Santo, di consolidare la fede nella verita', affinche' ti lodiamo e ti
glorifichiamo per mezzo del Figlio tuo Gesu' Cristo, per mezzo del quale viene
la gloria e l'onore a te, Padre, al Figlio e insieme allo Spirito Santo, nella
santa Chiesa, ora e per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il corpo sacro del Cristo! L'agnello di Dio, il corpo sacro di colui che e' stato tradito per la nostra salvezza!
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Il
corpo sacro di colui che ai discepoli ha donato il mistero della grazia della
nuova alleanza.
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Il
corpo sacro che ha lavatoi piedi degli apostoli con l'acqua e le loro anime con
lo Spirito.
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Il
corpo sacro che ha giustificato la peccatrice in lacrime; che ci purifica col
suo sangue.
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Il
corpo sacro che ha ricevuto il bacio del tradimento; che ha amato il mondo fino
a soffrire la morte.
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Il
corpo sacro che spontaneamente si e' consegnato a Pilato, che e'stato messa a
morte e il terzo giorno e'risorto glorioso.
Ave,
o vero corpo di Cristo, per noi sulla croce immolato
Ti
riconosciamo e di adoriamo, o Signore Gesu.
s.G.
Crisostomo (da leron Enkeiridion, 67)
Mio
Signore Dio, io non sono degno che tu entri sotto il tetto dell'anima mia, ma
poiche', come amico degli uomini, tu vuoi abitare in me, io mi accosto con
fiducia.
Tu
comandi ed io apriro' le porte che tu solo hai creato;
tu
entri con i tuoi connaturali sentimenti di bonta'.
Entri
e illumini la mia mente avvolta nelle tenebre.
Io
credo che tutto questo compirai, perche' non hai respinto la meretrice venuta a
te in lacrime, nè hai allontanato il pubblicano pentito, nè hai respinto il
ladrone che confesso' la sua fede nel tuo Regno, nè hai lasciato com'era il
pesecutore convertito.
Invece
hai accolto nel coro dei tuoi amici tutti coloro che erano condotti a te dal
pentimento, tu che solo sei benedetto in ogni tempo, ora e per i secoli
infiniti. Amen.
s.
Basilio di Cesarea (da leron Enkeiridion, 63)
Signore,
so che indegnamente ricevo il tuo Corpo purissimo e il tuo Sangue prezioso:
conosco
le mie colpe e so che mangio e bevo la mia condanna, non discernendo il Corpo e
Sangue tuo, Cristo e Dio mio. Ma, pieno di fiducia nella tua misericordia, mi
accosto a te, che hai detto:
-
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui -.
Abbi
dunque pieta' di me, o Signore, e, sebbene peccatore, non svergognarmi, ma
agisci con me secondo la tua misericordia.
Che
questi santi misteri siano per me guarigione, purificazione,illuminazione,
difesa, salvezza, santificazione dell'anima e del corpo.
Fa'
che essi allontanino da me ogni immaginazione, ogni azione cattiva e ogni
influenza diabolica che agisca tramite lo spirito sulle mie membra;
fa'
che accrescano la mia fiducia e il mio amore per te, emendino la mia vita e la
rendano sicura, per progredire nella virtu' e nella perfezione;
per
osservare i comandamenti e comunicare al tuo santo Spirito.
Fa'
che siano viatico per la vita eterna e difesa gradita davanti al tuo temibile
tribunale e che non siano di giudizio o di condanna.
s.
Giovanni Damasceno (da Ieron Enkeiridion, 71-72)
Mi
trovo gia' alle porte del tuo tempio e ancora non mi separo dai pensieri cattivi
ma tu, o Cristo Dio, che hai giustificato il pubblicano, hai avuto pieta' della
Cananea e hai aperto le porte del paradiso al ladrone, dischiudi anche a me il
tuo amore misericordioso e, nell'istante in cui mi accosto a te e ti tocco,
accoglimi come accogliesti la meretrice e l' emorroissa. Infatti questa, appena
tocco' il lembo della tua veste, ottenne con facilita' la guarigione;
quella,
nell'atto di afferrare i tuoi piedi immacolati, ricevette il perdono dei suoi
peccati.
Fa'
che io , miserabile, che oso ricevere l'intero tuo corpo, non rimanga
incenerito!
Accoglimi
come hai accolto quelle peccatrici, illumina le facolta' della mia anima,
bruciando i crimini del peccato.
Te
lo chiedo per la protezione di Colei che ti ha generato verginalmente e per
quella di tutte le potenze celesti, perche' tu sei benedetto per i secoli dei
secoli. Amen.
s.P
Damiani (da Carnúna et preces, PL 145, 917-919)
Signore
Gesu', tu che sei la luce vera e che io adoro, perche' tolleri che io resti
nelle tenebre?
Povero
me, adoro la luce e intanto scelgo le tenebre;
servo
con amore la verita' e mi disperdo in pensieri inutili e vani.
Signore,
che rischiarasti l'abisso degli inferi con i raggi della tua divinita'
guarda
questo tenebroso caos del mio cuore e riempilo con la luce della tua presenza,
anche l'autore delle tenebre non possa trattenere nella sua misteriosa oscurita'
l'anima che tu, luce eterna, ti sei degnato di redimere.
Tu
desti la vita al cieco nato, illuminami.
Tu
che guaristi il lebbroso, purificami.
Tu
che risuscitasti Lazzaro dal sepolcro, resuscita me, abbruttito dai vizi e dal
peso di perverse abitudini. Tu che difendesti Daniele dai leoni, salvami.
Tu
che liberasti i tre fanciulli dal fuoco, liberami.
Tu
sei Padre della luce, da te ha origine ogni cosa buona, ogni dono perfetto.
Tu
sei la sorgente della vita e l'autore della salvezza eterna.
s.
Tommaso d'Aquino (Adoro Te devote, cantabile)
Dio
che ti celi sotto questi vel,
trepido
t'adoro e mi affido a te;
tutto
a te, Signore, s'abbandona il cuor
tutto
esulta e freme quando guarda te.
Nulla
al tatto, al gusto, nulla all'occhio appar;
ma
la tua parola io risento in cuor;
alla
tua parola credo, mio Signor;
tu
ne sono certo, sei la Verita'.
Hai
nascosto in croce la divinità
qui
tu mi nascondi pur l'umanità;
ma
io credo e spero come il buon ladron:
quello
che egli chiese chiedo anch'io a te.
Vide
te Tommaso e credette allor;
senza
ch'io ti veda credo a te Signor.
Fa'
che la mia fede cresca sempre piu',
fammi
in te sperare, arder solo per te.
Vivo
memoriale di Gesu' che muor,
Pane
prodigioso, vita d'ogni cuor:
fa
che questo cuore viva sol per te,
nulla
gli sia dolce quanto il tuo sapor.
Pio
pellicano, mio Gesu' Signor,
vedi
sono impuro, puro fammi tu:
dal
tuo sacro sangue una stilla sol
tutto
quanto il mondo puo' purificar.
O
Gesu', che vedo sotto questi vel,
d'una
sete grande spasima il mio cuor:
il
tuo volto santo possa contemplar
nella
piena luce della gloria in ciel. Amen.
s.
Ignazio di Lojola (Anima di Cristo)
Anima
di Cristo, santificami.
Corpo
di Cristo, salvami.
Sangue
di Cristo, inebriami.
Acqua
del costato di Cristo, lavami.
Passione
di Cristo, confortami.
O
buon Gesu', esaudiscimi.
Dentro
le tue piaghe nascondimi.
Non
permettere ch'io mi separi da te.
Dal
nemico maligno, difendimi.
Nell'ora
della mia morte, chiamami.
Fa'
che io venga a te, a lodarti con i tuoi santi,
nei
secoli dei secoli. Amen.
s.
Alfonso (A Gesu' Eucaristico)
Signore
mio Gesu' Cristo, che per l'amore che porti agli uomini te ne stai notte e
giorno in questo Sacramento, tutto pieno di pieta' e di amore, aspettando,
chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io ti credo
presente nel santissimo Sacramento dell'altare. Ti adoro nell'abisso del mio
niente, e ti ringrazio di tutte le grazie che mi hai fatte, specialmente di
avermi donato te stesso in questo divin Sacramento, d'avermi data per avvocata e
madre la tua stessa madre Maria, e d'avermi chiamato a visitarti in questa
chiesa.
Io
saluto oggi il tuo amatissimo ed amabilissimo Cuore ed intendo salutarlo per
tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono; secondo, per compensarti
di tutte le ingiurie che hai ricevuto e ricevi in questo Sacramento da tutti gli
infedeli, gli eretici e i cattivi cattolici; terzo, per adorarti in tutti i
luoghi della terra dove tu sacramentato te ne stai meno riverito e piu'
abbandonato.
Gesu'
mio, io ti amo con tutto il cuore. Mi pento di avere per il passato tante volte
disgustata la tua bonta' infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti
piu' per l'avvenire; ed al presente, miserabile come sono, mi consacro tutto a
te. Ti dono e rinuncio tutta la mia volonta', gli affetti, i desideri, tutte le
cose mie. Da oggi in avanti fa'tu di me e delle mie cose tutto quello che ti
piace. Solo chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale nel tuo
amore, e l'adempimento perfetto della tua volonta'.
Ti
raccomando la Santa Chiesa e le anime del purgatorio, specialmente le piu'
devote del santissimo Sacramento e di Maria santissima. Ti raccomando i miei
parenti e superiori, i miei amici, tutte le persone che mi hanno fatto del bene
e anche quelle che mi hanno fatto del male. Ricordati anche di tutti i buoni
perche' perseverino nel bene, e non dimenticare i poveri peccatori, ma
riconducili a te.
Unisco
infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei al tuo amorosissimo Cuore e,
cosi' uniti, li offro al tuo Eterno Padre e lo prego in nome tuo, che per il tuo
amore li accetti e li esaudisca.
A
te mi raccomando o buon Gesu', nascondimi dentro il tuo soavissimo cuore e non
permettere mai che io mi separi da te.
Siimi
tu conforto in vita, viatico in morte e premio nell' eternita': te ne prego per
la tua dolorosissima passione. Cosi' sia.
-
s.
Alfonso de Liguori (Comunione spirituale)
Gesu'
mio, io credo che tu sei realmente presente nel santissimo Sacramento. Ti amo
sopra ogni cosa e ti desidero nell'anima mia. Poiche' ora non posso riceverti
sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore ...
Come
gia'venuto, io ti abbraccio e mi unisco tutto a te: non permettere che mi
abbia mai a separare da te.
s.
Alfonso de Liguori (A Gesu')
"Non
da' amarezza la sua compagnia, non da' dolore la sua convivenza" (Sap.
8,16).
Chi
ama il mondo si compiace dell'amicizia del mondo e spende il suo tempo per le
cose del mondo. Davanti a Gesu' nel santissimo Sacramento chi non lo ama non
trova soddisfazione. 1 santi hanno trovato il paradiso davanti al santissimo
Sacramento.
Santa
Teresa ebbe a suggerire, dopo la morte ad una religiosa: "Chi appartiene al
cielo e chi appartiene ancora alla terra sono tutt'uno nella purezza e
nell'amore, gli uni godendo, gli altri soffrendo. Cio' che le anime sante
fanno in cielo con la Divina Essenza, devono fare gli uomini con il santissimo
Sacramento". Questo e' il Paradiso in terra.
Agnello
immacolato, sacrificato per noi sulla croce, io sono una delle anime redente con
tante tue sofferenze. Fa' che io ti possegga e non ti dimentichi mai, perche' a
me sei donato e ti doni ogni giorno,
sacrificandoti
sull'altare; fa' che anch'io sia tutto tuo. Tutto mi dono a te; sia di me quello
che tu vuoi. Ti dono la mia volonta'; tienila avvinta con i dolci vincoli del
tuo amore; sia essa sempre schiava del tuo santo volere.
Non
voglio piu' vivere per soddisfare i miei desideri, ma solo per corrispondere
alla tua bonta'. Distruggi in me cio' che non puo' esserti gradito: dammi la
grazia di non pensare ad altro che a te, di non aver altro desiderio, se non per
quello che desideri tu.
Gesu'
Salvatore, ti amo perche' desideri che io ti ami e perche' sei l'unico oggetto
d'amore. La mia pena e' di non amarti quanto dovrei; vorrei morire per questo
amore. Accogli la mia preghiera, dammi il tuo amore. Cosi' sia.
Paolo
VI (Corpus Domini 1961)
Gesu',
tu tifai nostro: come e perché?
Ci
attiri verso di te presente in una forma misteriosa, si,
ma
non piu' misteriosa che non il pensiero presente nella voce, e la voce presente
negli animi di chi l'ascolta;
unica
in se' e tanto moltiplicata quanto sono gli uditori presenti.
Presente
come il singolare pellegrino di Emmaus,
che
raggiunge, avvicina, accompagna, ammaestra e conforta gli sconsolati viandanti
nella sera delle perdute speranze.
Presente
nel silenzio e nella passivita' dei segni sacramentali, quasi che tu voglia
tutto insieme velare e tutto svelare di te, in modo che solo chi crede
comprenda;
e
tutto difendere e insieme tutto offrire di te,
in
modo che solo chi ama possa veramente ricevere.
Verso
di te ci attiri, paziente; paziente nell'oblazione di te per 1'altrui salvezza,
per l'altrui alimento;
paziente
nella figurazione del corpo separato dal sangue, come vittima cioe' immolata e
dissanguata;
paziente
fino all'estrema misura del dolore, del disonore, dell'abbandono, dell'angoscia
e finalmente della morte; affinche , nella misura della pena, fosse palese
il
grado della ealpa umana e dell'amore tuo.
C.M.Martini
(da Ripartire da Emmaus)
Anche
questa sera pesa l'imbrunire della mia citta', e lo sfolgorio delle sue luci
invitan
ti
nasconde ansie e solitudini umane. E a rendere ancor piu' tetro lo scenario,
notizie allarmanti da ogni parte.
Tu,
Signore, mi inviti a guardarti e a guardare in te ogni vicenda umana.
Sì,
in te, o Cristo, tutto si scioglie nella perenne verita' che ridimensiona ogni
emozione aggressiva, ogni giudizio affrettato.
Abbiamo
bisogno della tua luce, o Cristo, del tuo giudicare con giustizia e amore. Il
nostro cuore e' gia' pesante per i suoi limiti, e non sopporta che il cielo si
rabbui per gli odi di noi mortali, con il cuore di sabbia.
"Resta
con noi, perche'si fa'sera", e tu, o Cristo, spezza ancora questo tuo pane.
Cosi' i nostri occhi torpidi o stanchi si aprirannno e ti contempleranno nella
realta' di tutto il creato. Anche di sera, se tutto fosse tenebra.
Ecco,
siamo qui in cammino verso Gerusalemme.
Con
me c'è tutta la diocesi. Abbiamo lasciato Emmaus, le nostre paure e timidezze,
allo spezzar del pane. Del tuo pane, o Cristo, che, spezzato e donato con fede e
amore, sapra'sfamare l'intera umanita', povera o ricca di beni, ma ancor piu'
bisognosa di certezze di vita.
Siamo
comunita' in cammino. E tu, o Signore, sei qui con la tua parola che freme
dentro con vivacita' inarrestabile:
Siamo
in cammino, Signore, perche' questa tua Parola e' cammino di liberta'. Non
possiamo fermarci, fermeremmo anche la tua liberta .. e il cammino della storia
umana.
Siamo
in cammino, Signore, perche' vogliamo testimoniare a tutti che la liberta' e'
possibile, e che non puo' essere spezzata in mille ideali evanescenti. Perche'
una e' la Verita', quella di un Dio crocifisso per noi, di un Dio con noi.
Siamo
in cammino, o Cristo, perche' crediamo nell'uomo da te redento, da te amato e
piu' che alla morte crediamo alla luce.
Se
questo mondo riacquistasse piu'fiducia in se stesso, e lavorasse insieme, non
saremmo qui anche questa sera a fremere di sdegno a temere sogni ed incubi
atroci e fantasmi di morte.
Ed
ecco tu, o Cristo, ci chiedi ancor piu' fede e coraggio, e ci rassicuri: questo
mondo è imprevedibile, soprattutto nel bene, come un germoglio pronto a
spuntare da dura terra, calpestata dall'ipocrisia.
E
qui la nostra missione, missione di discepoli e credenti che ascoltano la tua
Parola, e sentono il fascino della tua liberta', o Signore. Questo mondo ci
chiama perche' tu, Signore, ci chiami a collaborare con te in questo pezzo di
terra, perche' venga il tuo Regno qui e dappertutto.
Anche
questa sera ti supplico, o Cristo, spezza ancora il tuo Pane, dona la tua
Parola, alla fede dei tuoi discepoli, all'entusiasmo delle tue comunita',
all'attesa di questo universo che ricerca e spera e sogna liberta' autentica. E
il sogno si realizzera' nel tuo infinito dono e nel dono della nostra
testimonianza evangelica.
Vergine
santa, Madre di Dio, dolce creatura nobilitata dallo Spirito di liberta',
accompagnaci col tuo sguardo di tenerezza in questo duro pellegrinare di
missione in missione e aiutaci a fare di ogni anima assetata un'anima redenta.
Amen.
Signore,
pieta'
Cristo,
pieta'
Cristo,
ascoltaci
Cristo,
esaudiscici
Padre
celeste, Dio abbi pieta' di noi
Figlio
Redentore del mondo, Dio abbi pieta' di noi
Spirito
Santo, Dio abbi pieta' di noi
Santa
Trinita', unico Dio abbi pieta' di noi
Santissima
Eucaristia noi Ti adoriamo
Dono
ineffabile del Padre noi Ti adoriamo
Segno
dell'amore supremo del Figlio noi Ti adoriamo
Prodigio
di carita' dello Spirito Santo noi Ti adoriamo
Frutto
benedetto della vergine Maria noi Ti adoriamo
Sacramento
del Corpo e del Sangue di Cristo noi Ti adoriamo
Sacramento
che perpetua il sacrificio della Croce noi Ti adoriamo
Sacramento
della nuova ed eterna Alleanza noi Ti adoriamo
Memoriale
della morte e risurrezione del Signore noi Ti adoriamo
Memoriale
della nostra salvezza noi Ti adoriamo
Sacrificio
di lode e di ringraziamento noi Ti adoriamo
Sacrificio
di espiazione e di propiziazione noi Ti adoriamo
Dimora
di Dio con gli uomini noi Ti adoriamo
Banchetto
delle nozze dell'Agnello noi Ti adoriamo
Pane
vivo disceso dal cielo noi Ti adoriamo
Manna
nascosta piena di dolcezza noi Ti adoriamo
Vero
agnello pasquale noi Ti adoriamo
Diadema
dei sacerdoti noi Ti adoriamo
Tesoro
dei fedeli noi Ti adoriamo
Viatico
della Chiesa pellegrinante noi Ti adoriamo
Rimedio
delle nostre quotidiane infermata' noi Ti adoriamo
Farmaco
di immortalata' noi Ti adoriamo
Mistero
della fede noi Ti adoriamo
Vincolo
della carata' noi Ti adoriamo
Segno
di unita' e di pace noi Ti adoriamo
Sorgente
di gioia purissima noi Ti adoriamo
Sacramento
che germina i vergini noi Ti adoriamo
Sacramento
che da' forza e vigore noi Ti adoriamo
Pregustazione
del convito del cielo noi Ti adoriamo
Pegno
della nostra risurrezione noi Ti adoriamo
Pegno
della gloria futura noi Ti adoriamo
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo abbi piena' di noi.