LA VOCAZIONE DELLA SOFFERENZA
«Abbiamo
un sommo ed eterno Sacerdote...» nel dolore, nella tribolazione e nella
malattia Riflessioni
e preghiere dagli scritti del Beato Annibale Maria Di Francia
Forse qualcosa o Qualcuno ha bussato alla porta di casa tua e quel tocco, particolarissimo e unico, ha rotto l'equilibrio e la serenità che c'era, o sembrava che ci fosse, nella tua vita.
Il
tocco di questo qualcosa è inconfondibile e chiaro: è il dolore. Ciò che non
è evidente e chiaro è chi è quel Qualcuno che ha bussato. Non ti smarrire. Se
riuscirai a individuare con sicurezza il Qualcuno, riconoscerai anche il tocco e
il motivo del suo bussare. Non è facile però... È quel Qualcuno che ha
detto: Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi
apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3, 20).
Ed
entrando da te, immancabilmente quel Qualcuno, ancora forse sconosciuto, ti
chiederà: Vuoi tu partecipare alla mia passione per il bene tuo, del mondo e
per la salvezza delle anime? Dalla tua risposta, che Egli già conosce,
dipenderanno tante cose.
Per
questo, convinto e ispirato, l'Apostolo Paolo poteva scrivere (ed è una perla
della Sacra Scrittura): Perciò sono lieto delle sofférenze che sopporto per
voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore
del suo corpo che è la Chiesa (Col 1, 24).
Con il dolore, ultimo discepolo di Cristo, è come se Dio scrivesse e mandasse una lettera, ma non con le parole della nostra lingua, ma della sua, quella stessa lingua parlata dal Figlio suo inchiodato sulla croce: la lingua della verità, che solo con l'aiuto della luce dello Spirito Santo tu potrai leggere e decifrare, perché è frequente costume di Dio parlare, scrivere e firmare con ideogrammi, come gli analfabeti e per gli analfabeti, con la croce, sicché i sapienti e i dotti di questo mondo (cfr. Lc 10, 21) non possano comprendere il suo linguaggio...
Questo
libretto, che riporta le parole di un Santo, ti aiuterà a capire il linguaggio
di Dio, a colloquiare con Lui, e quando sarai pronto a rispondere alla «lettera»
che Egli ti ha mandato, tu firmerai la tua risposta, con il suo aiuto,
mettendo una piccola croce vicino alla sua, che è sempre più grande della
tua. Proprio così:
Offerta
e intenzioni (all'inizio
della giornata)
Mio
Dio, ti adoro e ti amo sopra tutte le cose, ti ringrazio di avermi creato, fatto
cristiano e conservato fino a questo giorno.
Ti
offro quanto farò e patirò in unione alle azioni e ai patimenti di Gesù e di
Maria, per tutta la santa Chiesa, per il Papa e i Vescovi, per tutti i
sacerdoti, per i missionari, i religiosi e i laici impegnati, per i poveri e i
sofferenti, per i peccatori e le anime dei defunti. In particolare ti offro,
per mezzo della Santissima Vergine Maria, ogni buona opera che farò con la
tua grazia, ogni esercizio di pietà e di penitenza, con l'intenzione di
ottenere dalla tua infinita bontà numerosi ed eletti operai del Vangelo alla
santa Chiesa.
Preservami
dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me. Amen.
Signore
Gesù, fa' di me quello che più ti piace. Fammi conoscere la via che debbo
seguire. Sii tu il mio maestro. Donami una tenera e filiale fiducia in te. Se la
vista dei miei peccati mi atterrisce, donami coraggio per gettarmi
fiduciosamente nelle braccia della tua misericordia. Togli da me tutti gli
ostacoli che mi impediscono la piena fiducia in te. Concedimi che ti preghi, ti
ami, ti desideri, ti cerchi, ti serva, viva e muoia abbandonato completamente
in te! (Padre Annibale)
Preghiera
di offerta (per
ogni giorno)
O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti al dolore di tutti gli uomini, trasforma in lode gradita e preghiera fiduciosa tutte le mie sofferenze, che, in unione a Cristo Crocifisso e a Maria Addolorata, ti offro per la Chiesa diffusa in tutta la terra, per il Papa e i Vescovi, per i sacerdoti, i missionari e le persone consacrate.
Fa',
o Signore, che questa offerta ottenga a tutti i popoli della terra molte e sante
vocazioni totalmente impegnate nell'espansione del tuo Regno; ai giovani concedi
la grazia di seguire coraggiosamente il cammino che hai tracciato per ciascuno
di loro.
Ti
prego anche per i miei parenti, per le persone care, per gli amici e per coloro
che si raccomandano alle mie preghiere.
Donami
sollievo nel dolore; e, se è conforme alla tua volontà, liberami dalle
infermità e dai mali presenti.
Te
lo chiedo anche per intercessione e i meriti del tuo servo fedele, il Beato
Annibale Maria Di Francia. Amen.
Vi
è un libro nel quale possono leggere e imparare i dotti e gli ignoranti, i
grandi e i piccoli, i giusti e i peccatori. È un libro nel quale a caratteri di
sangue sta scritto e spiegato il mistero dell'amore eterno di Dio verso gli
uomini. Questo libro è tale una scuola di sapienza e di scienza divina, che in
esso si sono formati i più grandi Santi della Chiesa, e senza di esso è
impossibile comprendere e praticare virtù alcuna. Quale è questo libro di
tutte le scienze e di ogni sapienza che vi sia in cielo e in terra? É il
Crocifisso, il Cristo Gesù confitto in croce!
Signor
mio Gesù Cristo Crocifisso, io ti chiedo di nascondermi nelle tue sante piaghe.
Insegnami ad amarti, o Signor mio e Dio mio; insegnami a temerti e a fare sempre
la tua volontà. Io ti supplico, o Signor mio Crocifisso, che le tue pene e la
tua morte siano il rimedio e la mia vita. Guarisci tu, o Medico celeste, ogni
piaga del mio spirito.
O
Crocifisso mio Bene, degnati di gettare uno sguardo pietoso sopra "l'ultima
delle tue creature, e fa'di me ciò che tu vuoi. Amen.
Ecco
la Madre nostra Santissima immersa in un mare di dolori e di affanni.
Cessiamo
dal contemplarla nel regno della gloria, dove ora gode dello stesso gaudio
della Santissima Trinità, assisa alla destra del suo divino Figliuolo, e
contempliamola nel regno del dolore quando divise e partecipò tutte le pene del
suo divin Figliuolo Gesù. Essa è la Regina del cielo e della terra, ma è pure
la Regina dei martiri, perché se supera tutti i Beati e gli Angeli per la
santità e la dignità a cui fu innalzata, supera anche tutti i sofferenti,
tutti i martiri per le pene che ha sofferto. Contempliamo le pene di Gesù e di
Maria, e la nostra devozione alla Santissima Vergine sotto qualunque titolo si
deve sempre riferire a questo titolo di Addolorata. (Padre
Annibale)
Madre
dei dolori, Regina dei martiri, abbi pietà di me. A nulla io sono buono, ed ho
assai bisogno della tua materna misericordia. Tu sei la Madre mia: deh,
salvami! Togli dal mio cuore ogni amor proprio, ogni leggerezza, ogni vanità, e
imprimi in esso la compassione per le pene di Gesù e per i tuoi dolori. Madre
Santa, rendimi tu umile, semplice, devoto e diligente. Amen. (Padre
Annibale)
Io
ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria
futura che dovrà essere rivelata in noi (Rm 8, 18).
Il
dolore e la malattia fanno parte del mistero dell'uomo sulla terra. Certo, è
giusto lottare contro la malattia, perché la salute è un dono di Dio. Ma è
importante anche saper leggere il disegno di Dio quando la sofferenza bussa
alla nostra porta. La «chiave» di tale lettura è costituita dalla Croce di
Cristo. Il Verbo incarnato si è fatto incontro alla nostra debolezza
assumendola su di sé nel mistero della Croce: Da allora ogni sofferenza ha
acquistato una possibilità di senso, che la rende singolarmente preziosa. Da
duemila anni, dal giorno della Passione, la Croce brilla come somma
manifestazione dell'amore che Iddio ha per noi. Chi sa accoglierla nella sua
vita sperimenta come il dolore, illuminato dalla fede, diventi fonte di
speranza e di salvezza. (Giovanni Paolo II)
Tutto
deve cominciare dall'amore. È l'amore verso Dio, Sommo Bene, che dà un valore
inestimabile ad ogni nostra azione. L'amore è il maestro di ogni perfezione.
È tutto perduto ciò che non si fa per amore. L'amore forma la rettitudine di
intenzione, facendoci operare tutto per Dio, per la sua gloria, per il suo
onore, per gratitudine verso l'Altissimo, per i suoi benefici nell'ordine
naturale, e verso Gesù Cristo per i divini benefici della redenzione. (Padre
Annibale)
O
Padre, il tuo unico Figlio ha preso su di sé la povertà e la debolezza di
tutti gli uomini, rivelando il valore misterioso della sofferenza. Benedici
questo nostro fratello infermo, perché tra le angustie e i dolori non si senta
solo, ma unito a Cristo, medico dei corpi e delle anime, per la preghiera
unanime della Chiesa, goda della consolazione promessa agli afflitti. Per
Cristo nostro Signore. Amen. (dal Messale Romano)
O Gesù, che sei passato in mezzo agli uomini beneficando tutti, ed ora dimori in mezzo a noi nel Divin Sacramento pure per beneficiarci e consolarci, ecco io ripeto ciò che un tempo ti fu detto: «Signore, la persona che ami è inferma» (Gv 11, 3).
Ora
oso invocare, a favore della persona che ti raccomando, la misericordia del
tuo Cuore dolcissimo, e di chiederti che la sua malattia non sia già a morte,
ma valga alla tua gloria ed alla sua santificazione. Ti prego di prolungarle
anche i giorni sulla terra, e confido che, per tua grazia, riacquisterà presto
la salute. (Padre
Annibale)
Cuore
di Gesù, fornace ardente di carità, abbi pietà di noi.
Maria,
consolatrice degli afflitti, prega per noi.
Dice
il Signore: «Si dimentica fórse una donna del suo bambino, così da non
commuoversi per il figlio del suo grembo? Anche se essa si dimenticasse, io
invece non ti dimenticherò mai» (Is 49, 15).
La
Chiesa entra nel nuovo millennio stringendo al suo cuore il Vangelo della
sofferenza, che é annuncio di redenzione e di salvezza. Fratelli e sorelle
ammalati, voi siete testimoni singolari di questo Vangelo. Il terzo millennio
attende dai cristiani sofferenti questa testimonianza. La vostra testimonianza
e la vostra preghiera sono un tesoro prezioso e costituiscono una missione fondamentale
per la Chiesa e per il mondo. In effetti, ogni preghiera, anche la più
nascosta, contribuisce ad elevare il mondo a Dio.
Desidero
assicurarvi che ogni giorno affido a Dio e Padre di ogni consolazione il vostro
calvario, affinché la vostra fede e la vostra speranza nel divino Crocifisso
non vengano meno. Egli può mutare in giubilo la vostra afflizione e il vostro
dolore in rimedio di salvezza per coloro che amate. (Giovanni
Paolo II)
L'animo si commuove e il cuore si intenerisce, quando si pensa che Dio ci amò con amore eterno. Non eravamo ancora nati al mondo, non erano nati i nostri genitori, non erano nati i padri dei nostri padri, e Dio ci amava. Anzi ancora non era formato il mondo, non erano formati i cieli, non erano create le stelle, e Dio ci amava.
Fu
tanto l'amore che Dio portò alle anime nostre, che non solo ci creò, ma pure
ci ha redento. Ci creò a sua immagine e somiglianza, e quando noi avevamo perduto
la immagine e somiglianza di Dio con il peccato, mandò sulla terra il suo
Unigenito per redimerci.
E
che cosa pretende da noi questo benignissimo Signore per il bene che ci ha
portato? Non altro pretende che il nostro amore! (Padre
Annibale)
Dio
Padre misericordioso, che ci hai amati con immenso amore, fino a dare per noi
il tuo unico Figlio, fa' che nella perfetta unione con lui possiamo presentarti
un'oblazione degna della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen. (dal
Messale Romano)
Cuore
misericordioso di Gesù, durante la tua vita terrena hai guarito tanti infermi
che si sono rivolti a te con fede. Ciò accresce la mia fiducia. È vero che non
merito certamente di presentarmi a te, e non sono degno di vedere ascoltate le
mie domande. Tuttavia, o Cuore dolcissimo, se tu vuoi, puoi guarire la persona
che ti raccomando. Di' una parola, e senza dubbio sarà guarita. (Padre
Annibale)
Cuore di Gesù, pieno di bontà e
amore, abbi píetà dí noi.
Maria,
salute degli ínfermí, prega per noi.
Non
chiunque dice. Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fà
la volontà del Padre mio che è nei cieli (Mt 7, 21).
Con
sincera benevolenza di padre e di pastore vi invito a rinnovare la vostra
adesione a Gesù crocifisso, dalle cui sofferenze tutti noi in quanto cristiani
traiamo la realtà della nostra salvezza. La Chiesa perciò conta anche su di
voi. Che il Signore vi aiuti a tener ferma la vostra fede e la vostra speranza,
perché si compia la sua volontà sia nel dolore che nella guarigione. (Giovanni
Paolo II)
Quando
diciamo che si compia in noi e in altri la divina volontà, dobbiamo dire ciò
più con spirito di supplica, che con spirito di rassegnazione.
Veramente
il fare la volontà di Dio è la migliore cosa, ed è la più grande opera che
tutti possiamo fare. Sono imperscrutabili le vie del Signore, ma sono tutte
belle ed amabili: chi può penetrarle? Ci basta sapere quanto ci ama Gesù.
Preghiamo, operiamo ed aspettiamo. (Padre
Annibale)
Ispiraci,
o Padre, pensieri e propositi santi, e donaci il coraggio di attuarli, e poiché
non possiamo esistere senza di te, fa' che viviamo secondo la tua volontà. Per
Cristo nostro Signore. Amen. (dal Messale Romano)
Cuore
tenerissimo di Gesù, vedi la pena che mi affligge, per la vita della persona
a me tanto cara. Abbi pietà del mio dolore! Allontana da lei il male crudele
dal quale è afflitta, e conservala al mio affetto. Tu stesso hai impresso nel
mio animo i sentimenti che mi rendono sollecito della sua guarigione. Asseconda
dunque tali sentimenti, poiché solo tu lo puoi. (Padre
Annibale)
Cuore
dí Gesù, paziente e míserícordíoso, abbi píetà dí noi.
Maria,
vergine fedele, prega per noi.
Dice
Gesù. «Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi
ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite
e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo
infiztti è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11, 2830).
Voi,
ammalati ed infermi, portate nel vostro corpo ferito e dolorante i segni della
Passione del Signore. Sappiate sopportare la sofferenza con fortezza cristiana,
senza mai perdervi d'animo. Il Signore è vicino a voi: date un valore superiore
al vostro dolore, santificatelo con le vostre sofferenze, abbandonandovi con
fiducia a Colui che misteriosamente vi prova, perché sappiate «soffrire
insieme con Lui, per essere con Lui glorificati» (cfr. Rm 8, 17). (Giovanni
Paolo II)
Benediciamo
e lodiamo in tutto l'amorosissima volontà di Gesù... Non ci preoccupiamo
dell'avvenire, ma stiamo tranquilli e fiduciosi nei Cuori Santissimi di Gesù,
di Maria e nella protezione dei nostri cari Angeli e Santi.
Poniamo
tra le divine grazie e misericordie le croci, le afflizioni, le malattie ed ogni
cosa contraria, e di tutto ringraziamo la divina bontà. Rendiamo grazie pure
per la pazienza e la rassegnazione dataci e per aver rivolto tutto a nostro
maggior bene. Abbandoniamoci fiduciosi nel Cuore adorabile di Gesù e offriamoci
vittime della sua adorabile volontà. (Padre Annibale)
O
Padre, conforto dei poveri e dei sofferenti, non abbandonarci nella nostra
miseria: il tuo Spirito Santo ci aiuti a credere con il cuore, e a confessare
con le opere che Gesù è il Cristo, per vivere secondo la sua parola e il suo
esempio, certi di salvare la nostra vita solo quando avremo il coraggio di
perderla. Per Cristo nostro Signore. Amen. (dal Messale
Romano)
O
Cuore di Gesù, la speranza di questa persona inferma che ti raccomando è
solo nel tuo aiuto. Tu fai morire e tu fai rivivere, solo tu puoi salvare.
Perciò
esaudiscimi nel giorno dell'afflizione, salva chi in te confida, e donami la
gioia di poterti lodare ancora quaggiù nel tuo santo tempio, per benedirti in
eterno nel cielo. Amen. (Padre Annibale)
Cuore
di Gesù, re e centro dí tutti í cuori, abbi pietà di noi.
Maria,
Madre del Salvatore, prega per noi.
Se
facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito
davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, poiché Cristo patì per
voi, lasciandovi un esempio (1 Pt 2, 20-21).
A
tutti coloro che soffrono nel corpo o nello spirito, rivolgo il mio riconoscente
pensiero insieme ad un affettuoso saluto. Come ben sapete, Gesù Cristo ha
guardato con occhio di predilezione gli infermi, gli afflitti, i poveri, gli
handicappati, i sofferenti, riservando ad essi i palpiti più teneri del suo
Cuore, i miracoli più grandi della sua potenza e l'assicurazione di un posto
speciale nel suo regno: «Beati gli afflitti, perché saranno consolati» (Mt 5,
4). (Giovanni Paolo II)
Nostro
Signore soffrì nel suo Cuore divino, per tutti gli istanti della sua vita, un
abisso di pene interiori così intense, così profonde, prodotte da motivi di
cui noi non possiamo valutare l'immenso peso, valutabile da Lui solo nelle
proporzioni della sua sapienza infinita. Le principali sarebbero: la vista di
tutti i peccati che prese sopra di sé; l'umana ingratitudine dinanzi al suo
amore e ai suoi patimenti; la vista della perdita delle anime; il quadro
spaventoso della sua passione futura e della morte; e tanti altri innumerevoli
motivi delle agonie del Cuore di Gesù! (Padre
Annibale)
O
Dio, che vegli con amore di Padre sulle vicende della nostra vita, accogli le
preghiere che ti offriamo perché possiamo sentire la continua presenza del
Signore che porta su di sé il dolore del mondo. Per Cristo nostro Signore.
Amen. (dal Messale Romano)
O
Cuore amorosissimo e pietosissimo di Gesù, alla tua infinita carità io mi
rivolgo per ottenere questa grazia. Tu, o Cuore divino, sei tutto clemenza,
bontà e misericordia in tutte le necessità. Ora ecco che pieno di fiducia
ti presento questa circostanza e la grazia che desidero, non per il mio
vantaggio, ma per la tua pura gloria.
O
Cuore amorosissimo di Gesù, accogli la supplica che ti presento, e concedimi
questa grazia per la tua gloria e per il bene dell'anima mia. Amen. (Padre
Annibale)
Cuore
dí Gesù, annientato per le nostre colpe, abbi pietà dí noi.
Maria,
aiuto dei cristiani, prega per noi.
Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e
Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo
che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco il tuo fìglio! Poi disse al
discepolo: ecco la tua madre! (Gv 19, 25-27).
Dedico
una speciale parola di saluto e di conforto a tutti gli ammalati, alla cui
considerazione vorrei offrire l'immagine della Vergine ai piedi della Croce.
«Presso
la croce di Gesù stava sua Madre».
La
Vergine, col suo dolore di madre, ha partecipato in maniera tutta particolare
alla passione di Gesù, cooperando intimamente alla salvezza del genere umano.
Come Maria, ciascuno di noi si può e si deve associare a Gesù sofferente per
farsi, col proprio dolore, parte attiva nella redenzione del mondo, da Lui
operata nel mistero pasquale. (Giovanni Paolo II)
Quando
saremo in cielo godremo della gloria di Gesù e di Maria; ma mentre siamo in
questa valle di lacrime, dobbiamo contemplare le pene di Gesù e di Maria. La
nostra devozione a Maria Santissima si deve sempre riferire al titolo di
Addolorata. Maria soffrì in compagnia del suo Gesù, ne condivise le pene, ne
bevve il calice amaro... Quando sulla croce chinò il capo e spirò, allora la
misura del suo dolore giunse alla pienezza e traboccò.
(Padre
Annibale)
O
Padre, che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, hai voluto presente la
sua Madre Addolorata: fa' che la santa Chiesa, associata con lei alla passione
del Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Amen. (dal Messale Romano)
O
Santissimo Cuore di Gesù, non mi negare la grazia che ti domando. lo non mi
allontanerò finché non mi avrai fatto sentire quelle dolci parole: lo sono la
tua salute; lo voglio, sii guarito! E come potresti venirmi meno tu che a
tutti fai grazie? Come rigetterai le mie suppliche tu che così facilmente ti
lasci muovere ad esaudirle?
O
Maria, la più dolce di tutte le madri, per il tuo Cuore così affettuoso e
compassionevole, parla a Gesù per me, ed ottienimi la grazia che ti domando con
tanta fiducia. Cuore di Maria, aiutami! Cuore di Gesù, esaudiscimi! Amen. (Padre
Annibale)
Cuore
di Gesù, vita e risurrezione nostra, abbi pietà di noi.
Regina
dei martiri, prega per noi.
Vi
ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia
piena. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia (Gv
15, 11; 16, 20).
Cari
ammalati, chiamati in questo momento a sostenere una croce più pesante,
attraverso la vostra sofferenza siete in modo particolare vicini a Cristo. Che
Cristo sia sempre la vostra forza nel dolore, Egli che per la sua passione e la
morte sulla croce ha redento il mondo. Fratelli e sorelle sofferenti, noi siamo
i vostri debitori. La Chiesa è vostra debitrice e il Papa pure! Pregate per
noi. Eleviamo anche noi al Signore il «Magnificat», che è il canto della
speranza di tutti i poveri, i malati, i sofferenti del mondo, i quali esultano
di gioia perché sanno che Dio è accanto a loro come Salvatore.
Allora
insieme alla Vergine Santissima vogliamo proclamare: «L'anima mia magnifica il
Signore» e volgere i nostri passi verso Gesù Cristo, che è lo stesso ieri,
oggi e per sempre!
(Giovanni
Paolo II)
La
croce ha delle gioie segrete... Siate certi che le gioie che scaturiscono dalla
croce superano qualunque falsa gioia del mondo; i sacrifici fatti per piacere al
Sommo Bene, per santificarsi e per guadagnargli anime, contengono una gioia, una
consolazione che supera ogni intendimento.
Assai
fedele è Dio che vi ha scelti. Egli vi invita a portare la sua croce, ve la
pone egli stesso sulle spalle, qualche volta ve la rende più pesante per
farvela meglio sentire: ma se gli siete fedeli, egli saprà comunicarvi quelle
consolazioni, quel gaudio, quella pace, che sono l'anticipazione del premio
eterno. (padre Annibale)
Dio
onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta
il grido dell'umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere
ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo
nostro Signore. Amen. (dal Messale Romano)
O
Gesù, consolatore dolcissimo dei bisognosi e dei sofferenti, solo in te ho
posto la mia fiducia, sicuro di non restare ingannato. Benefattore supremo, tu
tutto puoi. Per noi sei l'amico più tenero e fedele, il solo vero amico.
Non
permettere che io perda una persona così cara! Concedi la grazia alla mia fede
e presto mi sia dato di vedere rifiorire in salute chi, per mio mezzo, si
rivolge alla tua infinita clemenza. Amen. (padre
Annibale)
Cuore
di Gesù, sorgente di ogni consolazione, abbi pietà dí noi.
Maria,
causa della nostra gioia, prega per noi.
Supplica
al Cuore di Gesù (per chiedere la grazia della guarigione)
Non
ci negare, o Santissimo Cuore di Gesù, la grazia che ti domandiamo. Non ci
allontaneremo da te, finché non ci avrai fatto ascoltare le dolci parole
dette al lebbroso: Lo voglio, sii guarito (Mt 8, 2).
Come
potresti venirci meno tu che fai grazie a tutti? Come rigetterai la nostra
supplica tu che così facilmente esaudisci le nostre preghiere?
O Cuore, fonte inesausta di grazie, o Cuore che ti sei immolato per la gloria del Padre e per la nostra salvezza; o Cuore che hai agonizzato nell'orto degli ulivi e sulla croce; o Cuore, che, dopo spirato hai voluto fossi aperto da una lancia, per restare sempre aperto per tutti, specialmente per gli afflitti e i tribolati; o Cuore adorabilissimo che sei sempre con noi nella Santissima Eucaristia, noi, pieni di grande fiducia alla vista del tuo amore, ti supplichiamo di concederci la grazia che desideriamo.
Non
guardare i nostri demeriti e i nostri peccati. Guarda gli spasimi e le
sofferenze che hai sopportato per nostro amore.
Ti
presentiamo i meriti della tua Santissima Madre, tutti i suoi dolori ed affanni,
e per suo amore ti chiediamo questa grazia, sempre però nella pienezza della
tua divina volontà. Amen. (Padre Annibale)
O
Nome Santissimo di Gesù, ti adoro come Autore di ogni salute spirituale e
corporale, al quale, abbattuto come sono dall'infermità, ricorro fiducioso per
ottenere la guarigione.
O
Gesù, se ciò piace al tuo divino Cuore, donami anzitutto una nuova vita con la
guarigione spirituale, distruggendo in me ogni peccato e ogni radice di
peccato; donami nuovo spazio di penitenza anche con il prodigio della mia
guarigione corporale. Ora, sia che ottenga o no la sperata guarigione, prometto
di ricominciare una nuova vita tutta dedicata al tuo servizio, tutta intenta a
crescere nel tuo amore.
Donami,
o Gesù, la doppia guarigione dell'anima e del corpo, perché tu, o Nome divino,
sei l'Autore di ogni salute, l'Operatore di ogni prodigio, il Dispensatore di
ogni consolazione.
All'implorata
duplice guarigione, unisci, o Gesù, l'abbondanza delle tue divine grazie, perché
io sia fedele e costante nell'eseguire, fino all'ultimo respiro della vita,
quanto qui prometto.
Con
queste disposizioni, che intendo mettere nella tua divina volontà, o Gesù, e
con la fiducia nel tuo Nome Santissimo che può darmi e salute e santità,
imploro la potente intercessione della Santissima Vergine Maria, degli Angeli e
dei Santi.
Amen.
(Padre Annibale)
O Gesù adorabilissimo, immensamente fiduciosi nel tuo Santissimo Nome, che significa Luce, Via, Verità e Vita, noi ti supplichiamo: ridona nuova vita a questa persona inferma, risanandola dall'attuale infermità che la travaglia ed abbatte. Amen.
Eleviamo
inni di lode al tuo Santissimo Nome, o Gesù Sommo Bene, perché hai guarito
amorosamente migliaia e migliaia di infermi da qualsiasi malattia durante i
tre anni della tua vita pubblica.
Per
il tuo Santissimo Nome, che commuoveva tutte le città e tutti i cuori, guarisci
pietosamente questa persona inferma che confida nell'onnipotenza di questo Nome
divino. Amen.
Si
avverino su di noi le tue divine promesse, o Gesù dolcissimo, che dicesti:
Finora non avete ottenuto nulla perché non avete domandato nel mio nome;
domandate nel mio nome e in verità vi dico che ciò che domanderete nel mio
nome ve lo concederò (cfr. Gv 16, 23-24). Noi con viva fede nelle tue divine
promesse, ti supplichiamo: per i tuoi divini meriti, per la carità del tuo
divino Cuore, guarisci questa persona inferma per la tua gloria e il suo maggior
bene. Amen.
O Gesù, Nome soavissimo, tu sei la
salvezza di chi ti invoca. Per questo nome divino, fa', o Gesù, che questa
persona inferma, che ti invoca con quanta fiducia gli è possibile, ottenga la
desiderata guarigione a gloria del tuo adorabilissimo Nome. Amen. (Padre
Annibale)
Preghiere di ringraziamento (per l'ottenuta guarigione)
1.
Sia santificato il tuo nome.
O
Gesù, Medico divino dell'anima e del corpo, dall'intimo del cuore ti rendo
grazie per l'ottenuta guarigione, che io attribuisco alla potenza del tuo divino
Nome. Questo Nome santifichi tutte le anime e tutti i popoli lo lodino e lo
esaltino in terra, come lo lodano e lo esaltano gli Angeli in Cielo. Padre
nostro, Ave Maria, Gloria.
2.
Sia santificato il tuo nome.
O
Gesù, che sei la vera vita e l'Autore di ogni salute, non voglio cessare di
sciogliere inni di continui ringraziamenti e suppliche, perché il tuo
Santissimo Nome sia sempre e da tutti, in ogni luogo, lodato, benedetto ed
esaltato. Fa', o amabilissimo Gesù, che sia luce ai peccatori; coraggio ai
deboli; fervore ai predicatori; zelo ai missionari; pazienza ai sofferenti;
purità alle vergini; attrattiva ai bambini; ricchezza ai poveri; virtù, zelo e
santità a tutti i tuoi ministri; amore per coloro che ti cercano. Padre
nostro, Ave Maria, Gloria.
3. Sia santificato il tuo nome.
Grazie,
o mio Dio! Il tuo Nome mi ricorda tutti i misteri del tuo amore. Ma mentre ti
rendo grazie per la guarigione, sento il bisogno di considerare che la morte mi
è stata rimandata perché meglio profitti del tempo di conversione che mi
concedi, o Signore, e mi prepari a ben morire.
Ora
dunque ti invoco, o Santissimo Nome di Gesù, come aiuto per una morte santa.
Ti
supplico per me e per tutti, che, dopo avere onorato con una condotta veramente
cristiana il tuo adorabile Nome in vita, possa essere questo Nome divino sicura
salvezza in morte, pronto ed efficacissimo suffragio in purgatorio, e felice
ingresso nella eterna Patria.
Padre
nostro, Ave Maria, Gloria.
È
giusto lodarti e ringraziarti, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, in ogni
momento della nostra vita, nella salute e nella malattia nella sofferenza e
nella gioia, per Cristo tuo servo e nostro Redentore.
Nella
sua vita mortale egli passò beneficando e sanando tutti coloro che erano
prigionieri del male. Ancora oggi, come buon samaritano, viene accanto ad ogni
uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l'olio della
consolazione e il vino della speranza.
Per
questo dono della tua grazia, anche la notte del dolore si apre alla luce
pasquale del tuo Figlio crocifisso e risorto. Amen. (Padre
Annibale)
O
Cuore dolcissimo di Gesù,
che
avendo detto: «Pregate il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua
messe»,
ci
hai dato fiducia di essere esauditi
quando
questa grande grazia ti domandiamo;
noi,
per ubbidire al comando del tuo Divino Zelo, ti supplichiamo perché ti degni di
mandare buoni operai alla santa Chiesa e ti indirizziamo, a tale scopo, la più
efficace di tutte le preghiere che tu ci hai insegnato. Padre
nostro...
O
Cuore dolcissimo di Gesù,
che
in tutta la tua vita mortale hai cercato sempre la gloria del Padre, degnati di
mandare
alla
santa Chiesa i buoni evangelici operai,
che
con la santità della vita e con le apostoliche fatiche, glorifichino
incessantemente il Padre tuo che è nei cieli. Padre
nostro...
O
Cuore dolcissimo di Gesù, che fosti e sei assetato di anime, per cui non ti
contentasti di darti tutto per noi ma lasciasti sulla terra il tuo eterno
Sacerdozio per la salvezza di tutti, trai dal tuo aperto costato ministri santi
che, pieni di vero zelo, guadagnino a te innumerevoli anime. Padre
nostro...
(Padre
Annibale)
Cuore
dolcissimo di Maria, tu sei, o Madre, la regina degli Apostoli, e dalla tua
intercessione è venuta ogni vocazione.
O
Madre Santa, affrettati a suscitare i buoni Operai alla santa Chiesa, che sono i
buoni Sacerdoti.
Affrettati
con quella stessa premura con cui ti recasti in casa di Elisabetta per portarvi
Gesù e tutte le grazie. Affrettati a visitare la santa Chiesa e arricchiscila
di buoni evangelici Operai che portino Gesù in tutti i cuori, che guadagnino
a Gesù tutte le anime, per tutti i secoli dei secoli. Amen. (Padre
Annibale)
Cuore
divino di Gesù,
che
hai scelto il Beato Annibale Maria Di Francia ad essere l'apostolo della
preghiera per le vocazioni e lo hai colmato di tanta carità da renderlo Padre
degli orfani e dei poveri, donami la forza di imitare il suo esempio e le sue
virtù, e concedimi, per sua intercessione, la grazia... che desidero..
Fa'
che. tutto riesca per la tua gloria e a maggior bene dell'anima mia. Amen.