LA PASQUA DI S. FAUSTINA KOLWALSKA 

LUCERNARIO

1. Canto d'inizio  

2. Saluto 

3. Monizione 

C. Fratelli e sorelle, 

oggi facciamo memoria della Pasqua di Suor Faustina Kowalska, testimone e messaggera dell'amore misericor­dioso del Signore. L'elevazione agli onori degli altari di questa umile Religiosa, figlia della terra di Polonia, non rappresenta un dono solo per la sua terra, ma per tutta l'umanità. Celebriamo il Signore perchè è buono, perché eterna è la sua Misericordia". Questo prodigio di Miseri­cordia ha radicalmente mutato le sorti dell'umanità. E' un prodigio in cui si dispiega in pienezza l'amore del Padre che per la nostra salvezza non indietreggia neppure davanti al sacrificio del suo Figlio unigenito.

"Credere in tale amore significa credere nella miseri­cordia" (Dives in Misericordia, 7). Per comprendere sino in fondo la verità di queste parole, lasciamoci condurre dalla liturgia nel cuore dell'evento di salvezza che unisce la morte e la resurrezione di Cristo alla vita di S. Faustina alla nostra, e alla storia del mondo.

Viviamo questo momento con grande intensità spirituale, acclamiamo il Signore, Luce senza tramonto e Re di Misericordia.

 

4. Inno del lucernario

Mentre il Presidente della celebrazione accende il cero pasquale assemblea e coro cantano il celebre inno lucernario del secolo II

 

Canto: O luce gioiosa

 

In luogo dell'inno del lucernario, si può cantare questo o un altro inno a Cristo risorto

Al cero pasquale si accendono le lampade dei fedeli

 

5. Canto processionale

Se si fa la processione il presidente della celebrazione precede portando il cero pasquale; seguono ordinata­mente i fedeli, con le lampade accese. Durante la proces­sione, si intona l'Antifona: "Nella notte, o Dio" che l'As­semblea ripete dopo ogni strofa del salmo 15. Se non c'è la processione l'accensione del cero e delle lampade e il canto a Cristo luce si fanno restando al proprio posto.

 

Ant.. Nella notte, o Dio noi veglieremo con le lampade vestiti a festa.

Presto arriverai, e sarà giorno

 

Salmo 15 Canto di riducia dell'amico di Dio

Come il Signore Gesù risuscitato dal Padre, noi abbiamo scelto Dio per nostra eredità e attendiamo con F fiducia, dopo la notte della nostra morte la pienezza della E sua vita e della sua gioia.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene».

Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, è tutto il mio amore.

Si affrettino altri a costruire idoli: +

io non spanderò le loro libazioni di sangue, né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, la mia eredità è magnifica.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. Di questo gioisce il mio cuore, +

esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. Mi indicherai il sentiero della vita, +

gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.. Nella notte, o Dio noi veglieremo con le lampade vestiti a festa.

Presto arriverai, e sarà giorno

 

Annuncio della festa

Giunti al luogo della celebrazione, il cero pasquale viene collocato accanto all'icona o alla reliquie di S. Faustina - se sono state preparate - o in un luogo bene visibile, possibilmente vicino all'altare. Si incensa il cero e l'icona, o le reliquie, quindi un Cantore o un Lettore canta o proclama l'annuncio della festa con le seguenti o simili parole.

 

Esultino i cori degli angeli,

esultino insieme le schiere dei santi: accolgano in festa la beata Maria Faustina fra il giubilo di tutto il creato.

Celebriamo l'Apostola della Divina Misericordia! Grande fu il tuo amore all'Eucaristia e alla

Madre di Dio della Misericordia. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie eri consapevole che non sono esse a costituire l'essenza della santità. A noi dal cielo ci dici: "La santità e perfezione consiste in una stretta unione della volontà con la volontà di Dio.

Nell'antico Testamento Dio mandò al suo popolo i profeti con i fulmini, oggi manda te, suor Maria Faustina, a tutta l'umanità con la sua Misericordia non volendo punire l'umanità sofferente, ma desiderando guarirla e stringerla al suo cuore misericordioso.

Il Signore ti ha scelta come segretaria e apostola della sua Misericordia per avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sulla sua Misericordia per ogni uomo; per implorare la Misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, e in particolar modo con le nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù:

Ti ringraziamo per il "Diario" che tu redigevi seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della tua anima con lui. Per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto inte­riore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a lui.

Distrutta dalla malattia e dalle varie sofferenze che sopportasti volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, quietamente, serenamente e così in fretta, all'età di appena trentatre anni, oltrepassasti la soglia dell'eternità.

O Maria, Madre di Misericordia, fa' che manteniamo sempre viva questa fiducia nel tuo Figlio, nostro redentore. Aiutaci anche tu, S.Faustina che oggi ricordiamo con par­ticolare affetto. Insieme a te vogliamo ripetere fissando il nostro debole sguardo sul volto del Divin Salvatore: "Gesù, confido in te". Oggi e sempre . Amen.

 

2. IL BEATO TRANSITO DI SANTA FAUSTINA

Terminato l'annuncio della festa, si spengono le lam­pade. Il Presidente introduce la parte centrale della cele­brazione con queste o simili parole:

 

P Ispirandoci ora alle celebrazioni vigiliari delle Chiese d'oriente e d'occidente, celebreremo in due momenti il "beato Transito" di S. Faustina e il suo glorioso ingresso nei cieli.

 

Salmodia e Tropari

 

Tutti siedono. Viene cantato il salmo 45 diviso in due parti

 

L. Il salmo è un canto per le nozze del re o del principe ereditario. Noi festeggiamo Gesù che Dio ha consacrato Messia per fondare il suo regno di giustizia. Egli è lo sposo: "A mezzanotte si sente un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!" (Mt 25, 6). Festeggiamo anche le sue nozze con tutta l'umanità, chiamata a vivere nel suo palazzo. "Vidi la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per andare incontro allo sposo" (Ap 21, 2)

 

Ant. Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia

 

Salmo 45

 

1 (2-10) Le nozze del Re

Effonde il mio cuore liete parole, + io canto al re il mio poema.

La mia lingua è stilo di scriba veloce.

O giorno eterno, o giorno desiderato, ti attendo con nostalgia ed impazienza, fra non molto l'amore scioglierà i veli, e Tu diverrai la mia salvezza.

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, + sulle tue labbra è diffusa la grazia,

ti ha benedetto Dio per sempre.

O giorno stupendo, momento impareggiabile, in cui vedrò per la prima volta il mio Dio,

lo Sposo della mia anima e il Signore dei signori. Sento che la mia anima non proverà timore. Cingi, prode, la spada al tuo fianco, +

nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

O giorno solennissimo, giorno luminoso,

in cui l'anima conoscerà Dio nella sua potenza, e s'immergerà tutta nel Suo amore,

constatando che sono finite le miserie dell'esilio. La tua destra ti mostri prodigi: +

le tue frecce acute

colpiscono al cuore i tuoi nemici; sotto di te cadono i popoli.

O giorno felice, o giorno benedetto,

nel quale il mio cuore arderà per Te di amore eterno poiché fin d'ora Ti sento, sia pure attraverso i veli. Tu, o Gesù, in vita e in morte sei per me estasi ed incanto. Il tuo trono, Dio, dura per sempre;

è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

O giorno che attendo da tutta la vita, ed attendo Te, o Dio,

poiché desidero soltanto te.

Solo Tu sei nel mio cuore, tutto il resto è nulla per me. Ami la giustizia e l'empietà detesti: +

Dio, il tuo Dio ti ha consacrato

con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. O giorno di delizie, di eterne dolcezze,

o Dio di grande Maestà, o Mio Sposo,

tu sai che nulla soddisfa il cuore di una vergine. Poserò il mio capo sul Tuo dolce Cuore.

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, dai palazzi di avorio ti allietano le cetre. Figlie di re stanno tra le tue predilette;

alla tua destra la regine in ori di Ofir. Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia

 

Prima Lettura

 

L. Un volto solo quando è trasfigurato dalla gioia rivela la sua vera bellezza. L'Apocalisse ci rivela un'u­manità trasfigurata nel giorno delle sue bozze definitive

col Creatore. Quel giorno l'amore, finalmente palese e condiviso, cancellerà ogni ruga e ogni amarezza dal volto dell'uomo.

 

Dal libro dell'Apocalisse 21,1-Sa.6-7

Io, Giovanni, vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro

ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio con loro". E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte,

né lutto, né, lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». E colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

lo sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente

acqua della fonte della vita.

 

LA GLORIFICAZIONE DI S. FAUSTINA

L. La seconda parte del salmo 45 che celebra l'entrata alla festa di nozze dell'Agnello con la principessa stranie­ra, - S Faustina, - è l'invito a noi rivolto ad abbandonare la nostra casa paterna, cioè il nostro modo di ragionare e di vivere ancora pagano di chi non confida in Dio, per legarci a Cristo con un legame ancora più forte di quello del matrimonio.

 

9. Salmodia e Tropari

 

Ant Ecco lo Sposo che viene: andiamo incontro a Cristo Signore

 

Salmo 45

II (11-18) La Regina e la Sposa

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza.

Egli è il tuo Signore: prostrati a lui.

Sono così inconcepibili e grandi i miei desideri, che nulla può riempire l'abisso del mio cuore. Neppure le più belle creature scelte in tutto il mondo mi sostituirebbero Te, o Dio, anche per un solo istante. Da Tiro vengono portando doni,

i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. Con unico sguardo ho scrutato il mondo intero, e non ho trovato un amore secondo il mio cuore, perciò ho rivolto lo sguardo al mondo eterno, perché questo è troppo piccolo.

Il mio cuore si è innamorato dell'Eterno. La figlia del re è tutta splendore,

gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.

Ho sentito nel cuore che sono figlia del Re, che mi trovo in esilio in una terra straniera. Ho saputo che la mia casa è un palazzo nel cielo, soltanto là mi sentirò nella mia patria.

È presentata al re in preziosi ricami;

con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza,

entrano insieme nel palazzo regale.

Tu stesso hai attirato a te la mia anima, o Signore, Tu, sovrano eterno, Ti sei abbassato fino a me, dando alla mia anima una più profonda conoscenza di Te stesso. Questo il mistero d'amore per cui mi hai creato.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra.

L'amore puro mi ha resa forte e coraggiosa,

non temo né i Serafini né il Cherubino che vigila con la spada. Entro liberamente dove gli altri tremano,

poiché non è il caso d'aver paura quando guida l'amore. Farò ricordare il tuo nome

per tutte le generazioni, e i popoli ti loderanno

in eterno, per sempre.

Ad un tratto il mio sguardo si fermò su di Te, Signore Gesù Cristo disteso in croce.

Ecco l'amore che mi seguirà nella tomba,

questi è il mio Sposo, il mio Signore e il mio Dio incomprensibile.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant Ecco lo Sposo che viene: andiamo incontro a Cristo Signore

Terminato il salmo con i tropari, tutti si alzano. Il Celebrante pronunzia l'orazione salmica.

 

Orazione

O Dio, Padre di Misericordia, che hai rinnovato il mondo con l'incarnazione del Verbo: in lui la fragile natura umana si è unita alla divina grandezza. Fa' che ascoltiamo la parola di Cristo perché risplenda sempre in noi la verità, la mitezza e la giustizia, e ci dedichiamo al suo servizio affinché un giorno possiamo essere accolti alla sua destra ed entrare in gioia ed esultanza nella beatitudine del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

11. Seconda lettura

L . La regalità di Cristo e la sua glorificazione si sono manifestate sulla Croce. L'anima che aspira all'u­nione con Dio amerà di un amore di predilezione la Croce del suo Signore. Essa sarà il talamo nuziale in cui la Sposa, conformata allo Sposo, giungerà alla sua glorificazione.

 

Dal Diario di S. Faustina, 1580

O mio Gesù, ecco vedo che sono passata attraverso tutti i periodi della vita con Te: l'infanzia, la giovinezza, la vocazione, il lavoro apostolico, il Tabor, l'Orto degli Ulivi ed ora sono ormai con Te sul Calvario. Mi sono sot­toposta spontaneamente alla crocifissione e sono già cro­cifissa, benché cammini ancora per poco. Ma sono stesa in croce e sento chiaramente che la forza mi deriva dalla Tua Croce, che sei Tu la mia perseveranza.

Sebbene abbia sentito più di una volta la voce della tentazione che mi gridava: «Scendi dalla croce!», la potenza di Dio mi ha sorretta. Benché abbandoni, tenebre e sofferenze di vario genere si abbattono contro il mio cuore, una misteriosa forza divina mi sostiene e mi raffor­za. Desidero bere il calice fino all'ultima goccia. Confido fermamente che se la Tua grazia mi ha sostenuta nei momenti in cui ero nell'Orto degli Ulivi, mi aiuterà anche adesso che sono sul Calvario.

O mio Gesù, o Maestro, unisco i miei desideri ai desi­deri che Tu hai avuto sulla croce: desidero fare la Tua santa volontà; desidero la conversione delle anime; desidero che la Tua Misericordia venga adorata; desidero che sia affrettato il trionfo della Chiesa; desidero che la festa della Misericordia venga celebrata in tutto il mondo; desidero la santità per i sacerdoti; desidero che ci sia una santa nella nostra Congregazione; desidero che ci sia uno spirito di grande fervore in tutta la Congregazione per la gloria di Dio e la salvezza delle anime; desidero che le anime che vivono nelle nostre case non offendano mai Dio, ma per­severino nel bene; desidero la benedizione di Dio per i genitori e per tutta la mia famiglia; desidero che Iddio conceda una luce particolare ai miei direttori spirituali ...

desidero una benedizione particolare per le mie superiore, sotto le quali sono stata ...

O mio Gesù adesso abbraccio il mondo intero e per esso chiedo la Tua Misericordia. Quando mi dirai, o Dio, che ormai basta, che si è già adempiuta totalmente la Tua santa volontà, allora in unione con Te, o mio Salvatore, renderò la mia anima nelle mani del Padre Celeste, piena di fiducia nella Tua imperscrutabile Misericordia e quando mi presenterò ai piedi del Tuo trono, intonerò il primo inno alla Tua Misericordia. Ma non mi dimenticherò di te povera terra, sebbene senta che m'immergerò immediata­mente tutta in Dio, come in un oceano di felicità, ma ciò non mi potrà impedire di tornare sulla terra a dare coraggio alle anime ed esortarle alla fiducia nella Divina Miseri­cordia. Anche quella immersione in Dio mi darà una pos­sibilità d'azione illimitata.

 

Se alla Veglia segue la Celebrazione Eucaristica il Presidente intona il Gloria in excelsis, e poi si prosegue con la celebrazione della Parola e dell'Eucaristia nel modo consueto.

 

Se non ha luogo la Celebrazione Eucaristica, la Veglia prosegue col canto del Vangelo e con gli altri riti che la concludono.

 

12. Canto al Vangelo

 

L. La beatitudine celeste è il traguardo divino di una lunga strada di beatitudini umane: strada che passa attra­verso povertà, dolore, persecuzione, mitezza, giustizia, purezza e misericordia. È la strada che hanno percorso Gesù e tutti i santi.

 

13. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5, 1-12a

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, salì sulla mon­tagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi disce­poli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri si cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

oppure

L. A coloro che il Padre gli ha dato, Cristo dona la vita eterna e la gloria che egli aveva prima che il mondo fosse. Per questo i santi, già nella gloria, brillano come segno di sicura speranza al popolo di Dio in cammino verso l'ultima Pasqua.

 

13. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 17,1-8.22-26

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre è giunta l'ora, glorifica il figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che cono­scano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, per­ché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amato come hai amato me.

Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

 

14. Canto di meditazione: le «Beatitudini»

 

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio e la vivono ogni giorno!

 

Beati in Dio sono i poveri: è per essi che si apriranno i cieli!

Beati anche quelli che piangono: Dio con la sua mano asciugherà i loro occhi!

 

Beati sono i miti: il mondo un giorno riconoscerà la loro legge!

Beati i giusti nella loro fame: verranno i tempi in cui non avranno più fame!

 

Beati i figli della pietà: pietà avrà chi ha esercitato misericordia!

Beati coloro che hanno l'anima pura: nella sua chiarezza essi un giorno riconosceranno il loro Dio!

 

Beati nella pace celeste, quelli che sulla terra hanno procurato la pace!

Beati quelli che per Cristo soffrono: perché di loro è il regno dei cieli!

 

Beati quelli che vengono oltraggiati: colui che essi hanno servito, li benedirà!

Voi tutti sussultate di gioia: la ricompensa è grande nei cieli!

 

4. CANTO DEL MAGNIFICAT

 

15. Cantico della Vergine

L . Il «Magnificat», sbocciato sulla terra dal cuore di Maria l'umilissima, erompe come grido di lode e di rico­noscenza al Padre da parte di ogni creatura nella quale il Potente ha operato cose grandi: Santo è il suo Nome!

L'anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva

d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore Ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padre,

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

RITI CONCLUSIVI

16. Orazione

Dio onnipotente ed eterno, che hai scelto santa Faustina Kowalska per proclamare al mondo le immense ricchezze della tua infinita misericordia concedi a noi, per sua inter­cessione, di confidare come lei pienamente nella tua bontà e di compiere con cuore generoso le opere di carità cristiana. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

17. Benedizione

 

18. Congedo

 

19. Venerazione delle Reliquie o dell'Icona

 

Tratto dal libro: “Con Maria imploriamo la Divina Misericordia” P. Carmelo Barbera -