LA
MESSA DI S. ANNAIntroito.
È quello della Madonna del Carmine: è solo sostituito al nome della figlia
quello della Madre. - Esultiamo tutti nel Signore, poichè oggi celebriamo la
festa di S. Anna; per questa solenne celebrazione godono anche gli Angeli e dànno
lode al Figlio di Dio.
Colletta.
- O Signore che hai concesso alla beata Anna la grazia di divenir Madre della
Genitrice del tuo Unigenito Figlio: fa sì che, celebrandone noi oggi la festa,
ci assista ella dal cielo col suo patrocinio.
-
La Chièsa, adunque, più che onore, chiama grazia il privilegio concesso a S.
Anna di dare alla luce la Madre di Dio. E questo a buona ragione: perchè,
attese le intime relazioni di madre e di ava che dovevano correre tra S. Anna,
Maria e Gesù, non potè a meno di non essere munificamente arricchita di tutte
le grazie di stato, convenienti al posto ed all'ufficio assegnatole.
L'Epistola
attribuisce a S. Anna le lodi della donna forte che si santifica nel santuario
della propria famiglia.
Il
Vangelo. - Il campo nel
quale si trova il tesoro nascosto, può graziosamente simboleggiare la progenie
di Anna e di Gioacchino, lo stelo di Iesse, donde derivò appunto Gesù Cristo.
Dicasi il medesimo della rete gettata in mare, la quale prende il pesce divino
che nutriste gli uomini per l'immortalità.
Secreta.
- Riguarda benigno, o Signore, questo Sacrificio, affinchè, in grazia
dell'intercessione della beata Anna, Madre della Genitrice del Figlio tuo,
aumenti la nostra pietà e ci sia causa di salvezza.
V'è
un intimo nesso tra il Divin Sacrificio e S. Anna; perchè quell'umanità e quel
sangue che Gesù offrì sulla Croce e che Egli derivò dal purissimo seno di
Maria, questa, a sua volta, li deve alla propria santa madre Anna, nel cui seno
fu concepita senza peccato originale.
Communio. - La grazia è suffusa sul tuo labbro. Per questo Dio ti benedì in eterno e per tutti i secoli.
La grazia che Anna apportò al mondo, è la Vergine Maria. Il suo labbro inoltre è soffusa di grazia, perchè nel suo ufficio di madre e di ava, doveva imprimere tanti baci sul volto di Maria e forse del pargoletto Gesù. È appunto per mettere in rilievo questa speciale relazione di intimità di Gioacchino ed Anna verso il Salvatore, che i Greci dànno loro il glorioso titolo di Teopatoron, avi cioè di Dio.
Dopo
la Comunione. - Ristorati
dal Sacramento celeste, ti preghiamo, o Dio Onnipotente; che per i meriti della
beata Anna che tu scegliesti a Madre della Genitrice del tuo Figlio, possiamo
giungere all'eterna salvezza.
È
da rilevare l'insistenza della Chiesa nel domandare la salvezza delle anime.
perchè? - perchè la salvezza è un'opera gratuita di Dio, alla quale
dobbiamo cooperare senza presunzione, ma con tutta umiltà e confidenza nei
meriti di G. C. (Dal « Liber Sacram. u d. Card. Schuster).
Se
dell'eterne grazie
Ricolmo
andar tu vuoi
Che
ai preghi della Vergine
A
larga man su noi
Iddio
spargendo va,
Rivolgi
ad Anna il ciglio,
E
il cor divolo e pio;
Se
implori il suo sussidio,
Contento
il tuo desìo,
Pago
il tuo cor sarà.
Se
morbo reo ti crucia;
Se
la tua fama annera
Truce
calunnia, e misero
Di
sorte avversa e fiera
Provi
la crudeltà;
S'empia
passion sconvolgerti
Vorrà
del cor la pace;
Se
il torvo mostro d'Erebo
Colla
gola... vorace,
Crudel
minaccerà;
D'incerta
causa l'esito,
Del
parto il gran periglio
Ti
turba, oppur desideri
L'amato
don d'un figlio,
In
fresca o in vecchia età. Gloria al Padre…