LA GUARDIA D'ONORE IN PREGHIERA

VINCENZO CARDONE

La Guardia d'Onore in preghiera

DIREZIONE NAZIONALE

della Guardia d'Onore al S. Cuore 00187 Roma - Via Sallustiana, 24

LE PROMESSE DEL S. CUOR DI GESU' ai suoi devoti

1 - Io darò loro tutte le grazie neces-sarie al loro stato.

2 - Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie.

3 - Li consolerò in tutte le loro pene.

4 - Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 - Elargirò copiose benedizioni sopra ogni loro impresa.

6 - I peccatori troveranno nel mio Cuo-re la sorgente e l'oceano infinito della misericordia.

7 - Le anime tiepide s'infervoreranno.

8 - Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione.

9 - La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta e ono-rata l'immagine del mio Cuore.

10 - Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti.

11 - Le persone che zelano questa de-vozione avranno il loro nome scrit-to nel mio Cuore.

12 - A tutti quelli che per nove mesi con-secutivi si comunicheranno il primo venerdì d'ogni mese, io prometto la grazia della penitenza finale: es-si non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i santi Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

Per una giusta comprensione della 12a promessa, vedi « LA MIA ORA », più avanti.

 

PREMESSE E NOTE STORICHE

Per una completa conoscenza è indispen-sabile « LA MIA ORA ». Quando ad essa si fa riferimento, si usa la sigla « M.O. ».

 

PREMESSA E BREVI NOTE STORICHE

I. - E' QUESTA UN'EDIZIONE RIDOTTA che si affianca a « LA MIA ORA », guida di for-mazione ascetico-pastorale delle Guardie d'Onore al S. Cuor di Gesù.

E' un'edizione richiesta da un gran nu-mero d'iscritti per un uso facile e per-sonale: quindi di formato ridotto.

L'altra, invece, è da usare nelle riunioni di carattere formativo - almeno bimen-sili - e nelle celebrazioni comunitarie della Parola di Dio e nelle Veglie Euca-ristiche.

Questo opuscolo è destinato principal-mente agl'iscritti alla G. d'O., i quali con la preghiera personale e con l'ora di guar-dia in particolare, offrono, insieme « con Cristo (Eucaristia) al Padre nello Spirito Santo », « se stessi, le proprie fatiche e tutte le cose create » (M.O. n. 5):

Ogni guardia d'onore si porta, « spiri-tualmente », a prostrarsi dinanzi a Gesù-Eucaristia « per rispondere con gratitudi-ne al dono di Colui che con la sua umanità infonde incessantemente (in noi) la vita divina, ... a Lui apre il proprio cuore per sé stesso e per tutti i suoi cari e prega per la pace e la salvezza del mondo ».

Ella risponde così ad un'esortazione del Magistero della Chiesa che « sia onorato il Cuor di Gesù, il cui dono più grande è appunto l'Eucaristia » (Invest. Div. Chr.).

2. - DATA DI FONDAZIONE DELLA GUARDIA D'ONORE: 13 marzo 1863, terzo venerdì di Quaresima, nel monastero della Visita-zione in Bourg en Bresse (Francia), per iniziativa di Sr. Maria Bernaud del S. Cuo-re: con lei collaborò attivamente la signo-rina Deluil-Martiny, che divenne la prima zelatrice della G. d'O. e ne compose anche l'inno.

Nell'anno 1871, il primo centro, in Ita-lia, fu eretto a Roma nella Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio a Piazza Fon-tana di Trevi.

Dal 1910 la Direzione Nazionale della G. d'O. per l'Italia e per le Nazioni, che non hanno ancora un proprio Centro Na-zionale, risiede ora nella Basilica Parroc-chiale di S. Camillo De Lellis agli Orti Sallustiani, costruita per espresso deside-rio di S. Pio X - anche Lui Guardia d'O-nore - e inaugurata nel maggio 1910.

 

1° Parte

LA SPIRITUALITA' DELLA GUARDIA D'ONORE AL S. CUOR DI GESU'

SPIRITUALITA' DELLA GUARDIA D'ONORE AL S. CUOR DI GESU'

l. CARATTERISTICA PROPRIA DELLA G. D'O. E QUINDI LA SUA FINALITà, è puntua-lizzare la sua devozione o il suo culto sulla ferita del Cuore di Gesù: vuol cen-trare il mistero della Redenzione, cioè del-l'amore di Dio che ha raggiunto la sua somma espressione esterna proprio nella morte e nella trafittura del costato di Cristo sulla croce.

Essa intende condurre le anime ai piedi dell'Eucaristia - sia pur solo « spiritual-mente » - per rispondere alle insistenti richieste di Gesù a S. Margherita Maria A-lacoque, la quale proclama, in tutti i suoi scritti, che « l'Eucaristia è il Sacramento del Cuore di Cristo ».

« La G. d'O. - scriveva la prima zela-trice, Serva di Dio, Maria di Gesù Deluil--Martiny - è stata stabilita entro la Pia-ga d'amore del Cuore stesso di Gesù, (il quale) affidò in modo speciale alle sue guardie d'onore il Sangue e l'Acqua usciti dalla piaga del suo Cuore, Sangue divino, puro e ricco... sublime ed ultimo sforzo d'amore; e le guardie d'onore lo offrono continuamente alla SS. Trinità come obla-zione perfetta ».

« Dal Costato di Cristo, trafitto dalla lancia, Giovanni (l'apostolo) ha visto usci-re l'Acqua e il Sangue, duplice testimo-nianza dell'amore di Dio, che corrobora la testimonianza dello Spirito. Ora que-st'Acqua e questo Sangue continuano ad esercitare il loro potere di vivificazione » (cioè di purificazione, di rinnovamento delle anime) (Leon-Dufour) ».

La Guardia d'Onore assume precisamen-te questo sublime « ufficio sacerdotale »: rinnovare, durante la sua ora, la « Prezio-sissima offerta » del Sangue ed Acqua, usciti dal Cuore trafitto di Gesù.

 

2. L'IMPEGNO SPECIFICO D'OGNI GUAR-DIA D'ONORE E' L'ORA DI GUARDIA.

Ogni associato sceglie liberamente un'ora del giorno, per esempio dalle ore 8 alle ore 9, e all'inizio dell'ora - senza interrompere le sue ordinarie occupazio-ni (lavori domestici, professionali, ecc.) - si porta in ispirito ai piedi del Tabernacolo e vi rimane in adorazione, glorifi-cando il Cuore di Cristo con l'adempi-mento dei propri doveri illuminati dalla Fede, stimolati dall'amore verso di Lui e i fratelli, e offrendogli degna riparazione per i peccatori. La guardia d'onore rea-lizza il suo motto programmatico: GLO-RIA, AMORE e RIPARAZIONE al CUORE di GESù!

 

 

3. IL SIMBOLO DELLA GUARDIA D'ONORE è IL QUADRANTE che è una meravigliosa sintesi di quanto intende attuare la no-stra Associazione (M.O.).

A questo Quadrante fa riscontro quel-lo « della Misericordia », destinato esclu-sivamente all'iscrizione delle « sigle » di peccatori, per la cui conversione una guar-dia d'onore offre un'ora supplementare di preghiere, di sacrifici e di riparazione.

 

4. LE TRE GRANDI FALANGI DELLA GUAR-DIA D'ONORE.

La nostra Associazione medita con spe-ciale attenzione tre offese che feriscono il Cuore di Gesù: la paternità divina che si manifesta in Lui; la sua sovranità; il suo Sacerdozio eterno.

L'oggetto di culto è, però, sempre uno: il suo Cuore trafitto.

Gl'iscritti secondo la loro maturità spi-rituale e i loro particolari carismi (noti soltanto a Dio) costituiscono, intorno al Cuore di Cristo, quasi tre falangi che la Guardia d'Onore cura di formare e dà loro un proprio appellativo: cioè guardie d'onore consolatrici, guardie d'onore ripa-ratrici e guardie d'onore vittime (M.O.).

 

5. LA SUPPLICAZIONE PERPETUA, a cui vengono indirizzati gl'iscritti, non è altro che una « preghiera ininterrotta », che con-siste nel promuovere l'unione sempre più intima con Dio, avendo Lui solo per fine di tutte le nostre azioni.

« Pregar sempre - avverte S. Agosti-no - è cercar sempre di piacere a Dio ».

 

6. A CHI SI RIVOLGE LA GUARDIA D'ONO-RE?

A tutti: bambini, ragazzi, giovani, adul-ti, suore, sacerdoti, malati, senza alcuna esclusione di sesso o di vocazione spe-cifica.

 

7. SUSSIDI CHE AIUTANO NELLA FORMA-ZIONE SPIRITUALE: il libro « La Mia Ora », i biglietti zelatori mensili che si distribui-scono ogni primo venerdì del mese e la rivista mensile « Cor Jesu », edita dalla Direzione Nazionale di Roma.

Pierre Teilhard De Chardin, nella sua pubblicazione « LA MESSA SUL MONDO », associa il mistero della trasformazione del mondo a quello del Cuore di Cristo, perché al mistero del Cuore di Gesù si as-socia un altro mistero: I'EUCàRISTIA!

NON SI DIMENTICHI: Dal suo costato « squarciato » Gesù effonde 1a sorgente inesauribile dell'Acqua-Spirito che sola può redimere dal peccato, ricostruire l'al-leanza con Dio e permettere la fedeltà al suo amore.

 

IIa Parte

PREGHIERE DELLA GUARDIA D'ONORE

Molte riportate, ma anche ritoccate, da LA MIA ORA ».

« Comunque siano le nostre preghiere, piene di aridità o ricche di consolazioni, sono sempre gradite a Dio, purché la nostra volontà sia conforme alla sua ». (E. Poppe)

 

PER LE GUARDIE D'ONORE, IN GENERE

IL MATTINO - Il buon giorno a Gesù: « Cuor di Gesù, rinnovo la mia scelta:

Tu sei la mia dimora in cui trovo la luce, la guida e la forza nel cammino di que-sta giornata.

Che io non fugga mai come i discepoli o, peggio ancora, ti rinneghi come Pie-tro, nei momenti in cui la mia fede e il mio amore per Te devono essere testi-moniati dinanzi ai miei fratelli, dinanzi al mondo che ti è così ostile...

Ma che tutti vedano in me un riflesso del tuo amore e del tuo interesse per le loro anime.

O Maria, sii sempre con me, quest'oggi ».

 

NELLA GIORNATA - Ricordare il monito di S. Paolo (1 Cor. X, 31): «Sia che man-giate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la glo-ria di Dio».

Si dica qualche giaculatoria: « Sacro Cuor di Gesù, confido in Te »; « Gesù mio, misericordia »...

 

ALL'INIZIO DELL'ORA DI GUARDIA - Por-tarsi in « ispirito » ai piedi del taberna-colo, pregando:

« O Gesù, desidero, mediante l'interces-sione del mio Patrono (si nomina il Pa-trono assegnato alla propria ora), rac-chiudermi nel tuo Cuore, vivo e glorioso nell'Eucaristia, ma spesso solo e abban-donato, perché l'adorazione e la ripara-zione, che intendo offrirti per tutti i pec-cati del mondo, sia veramente efficace ».

« Aiutami a santificarmi nella preghie-ra, nel lavoro, nel sacrificio con la pra-tica delle virtù cristiane, perché più ac-cetta e valida sia la mia mediazione, uni-ta alla tua, dinanzi al Padre, per il mag-gior bene dei miei fratelli ».

Oppure: « Cuor di Gesù ti offro que-st'ora di guardia, insieme con il mio Pa-trono... desidero amarti con tutte le mie forze: supplire a quanti non ti amano: implorare misericordia e perdono per tut-ti i peccatori ».

« O Maria, Rifugio dei peccatori, prega per me e per loro ».

 

DURANTE l'O. di G., non si ometta la co-siddetta « Preziosissima Offerta »: è una preghiera per la Chiesa e per i peccatori.

1. - « Eterno Padre, accetta in sacrificio di propiziazione per le necessità spirituali della Santa Chiesa e in riparazione dei peccati di tutto il mondo il Sangue e l'Acqua che sgorgarono dalla ferita del divin Cuore di Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore.

Abbi pietà di noi, Signore ».

2. - « O Cuor di Gesù, mio Salvatore, permetti che io offra per mezzo tuo, all'eterno divin Padre il Sangue prezio-sissimo e l'Acqua che sgorgarono dalla ferita fatta al tuo Cuore sull'albero della croce.

Egli si degni di applicarlo efficacemente per la salvezza di tutte le anime, e in par-ticolare, della mia e dei poveri peccatori.

Pùrifichi, rigèneri, salvi tutti gli uomini in virtù dei tuoi meriti.

Concedimi, o Gesù, di entrare nel tuo Cuore e rimanervi chiuso per sempre!

3. - « Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto dei miei peccati, e di quelli di tutto il mondo: per le necessità spirituali della santa Chiesa e in suffragio delle anime del Purgatorio ».

 

ALLA FINE DELLO DI G.:

« Signore Gesù, è terminata la mia ora di vigilante presenza ai piedi del tuo ta-bernacolo.

Fa' che quest'ora si prolunghi per tutta la giornata: pensieri e parole mi portino ad operare santamente.

Tu dirigi i miei passi secondo i tuoi insegnamenti. Da solo non posso far nulla...

Tu, invece, puoi rendere continua la mia unione con Te, perché io non cessi mai di amarti, di riparare i miei peccati e quelli dei miei fratelli, e di glorificarti con la santità della mia vita.

O Maria, aiutami in questo impegno così importante.

 

LA SERA:

La mia giornata è stata una risposta concreta all'amore di Cristo, presente nel suo mistero eucaristico?...

L'ho rappresentato sufficientemente be-ne dinanzi al suo divin Padre, come me-diatore « aggiunto », configurandomi sem-pre più alla vita offerente e riparatrice di Cristo?...

« Cuor di Gesù, concedimi una notte serena e un riposo tranquillo, come dono al mio cuore sinceramente pentito e de-ciso a corrispondere, domani, con più im-pegno e generosità al tuo amore così igno-rato e perfino disprezzato!...

Dolce Cuore di Maria, sotto la tua ma-terna protezione io cerco rifugio e aiuto. Amen ».

 

PER GLI OPERATORI SANITARI GUARDIE D'ONORE ALL'INIZIO DELL'ORA:

« Cuor di Gesù, accresci in quest'ora di presenza "spirituale", ai piedi del tuo ta-bernacolo, la mia fede nella tua reale pre-senza sotto le apparenze del Pane eucari-stico, perché io possa meglio riscoprirti presente nelle membra dei miei fratelli infermi.

Mi ripugna, a volte, l'assistenza non sempre facile... e tu accendi la mia carità per te, perché io sia spinto a un servizio totale e premuroso per te.

Maria, Salute degl'infermi, prega per me ».

 

DURANTE L'ORA:

« Signore, che io possa far capire attra-verso il mio servizio agli ammalati la com-passione e l'amore che tu, Salvatore, hai per loro ».

 

AL TERMINE DELL'ORA:

« Cuor di Gesù, dopo un'ora a contatto con te, attraverso la tua immagine di "sofferente e di agonizzante" nei malati, benedici il mio lavoro e accettalo come sacrificio a te gradito.

Dolce Cuor di Maria, sii la mia salvezza e anche di quanti piangono nel dolore ». N. B. - L'ora di guardia è legata al-l'Eucaristia: lì il Corpo di Cristo glorioso e intangibile; qui, nei malati, lo stesso Gesù che ci dice: « Ho fame; son nudo; ho sete; sono infermo... accoglietemi! ».

 

PER LE GUARDIE D'ONORE MALATE O MORALMENTE SOFFERENTI

IL MATTINO - « Signore Gesù, la prima voce che odo in fondo al mio cuore col sorger del sole: "Ho sete!".

La tua è un'ardente implacabile sete delle anime!...

Tu implori aiuto da me. Mi chiedi un sorso d'acqua come un giorno alla sama-ritana che ti comprese.

Eccomi, son pronta.

Offro sin d'ora le mie sofferenze fisiche e morali di questa giornata, insieme con le ultime stille di Sangue e Acqua sgor-gate dal tuo Cuore trafitto, simbolo del-la tua perfetta oblazione al Padre per me e per tutti gli uomini.

O Maria, sii con me quest'oggi, sul mio "piccolo calvario", come lo fosti ai piedi del tuo crocifisso Figliolo sino all'ultimo suo respiro ».

(Per chi soffre soprattutto moralmente). « Signore, sorge per me un'altra gior-nata vuota d'incontri amichevoli, di dialogo, di affetto: è questa la mia croce di solitudine e di abbandono...

La unisco alla tua solitudine nel Getse-mani e all'abbandono che provasti sulla croce, da parte del tuo divin Padre.

La tua croce è fonte di ogni benedizio-ne: è sorgente di ogni grazia: per essa vien data ai credenti la vittoria sopra le fragilità spirituali, la gloria sopra le umiliazioni, la vita eterna dopo la morte.

Tu, o Signore, sii pertanto vicino a me sofferente e angosciato: sii il mio soste-gno: che in ogni evento io possa dire con S. Paolo: "Tutto posso in Te che mi dài la forza" (Fil. 4,15).

O Maria, Consolatrice degli afflitti, pre-ga per me ».

 

DURANTE IL GIORNO:

Punto di riferimento: « Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò » (Mt. 11, 28).

1. - « Cuor di Gesù, il tuo grido sulla cro-ce: « Ho sete! » - sete delle nostre ani-me - mi sembra che riassuma tutta la tua straziante Passione, fisica e morale.

Il tuo sacrificio sul Calvario si rinno-va in forma mistica ma reale. La passione del tuo Cuore continua tra incomprensio-ni, dimenticanze, irriverenze, bestemmie, sacrilegi... E non mancano i Giuda anche ai nostri giorni...

O Gesù, nostro Salvatore, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati.

2. - Signore Gesù, a volte, purtroppo, mi lascio vincere dallo scoraggiamento, dalla stanchezza della vita, di fronte alle mie croci d'ogni giorno.

« Si consumano i miei occhi nel patire... Io son colmo di sventure, la mia vita è vicina alla tomba... Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l'orecchio al mio lamento » (Sal. 87, 9, 4, 3).

Ma tu mi rispondi, Signore: « Uomo di poca fede, perché dubiti del mio aiu-to?... Forte è il mio amore per te e la mia fedeltà dura in eterno ».

Sii, dunque, propizio con me peccatore. E per l'avvenire « dònami quello che co-mandi e comàndami quello che vuoi » (S. Ag.).

« Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, innalzo l'anima mia... Dam-mi un segno di benevolenza perché io ve-da che tu mi hai soccorso e consolato » (Sal. 85).

O Maria, Salute degl'infermi, prega per me.

 

ALL'INIZIO DELL'O DI G.:

Ti adoro, o Gesù, e credo all'amore del tuo Cuore che ti fa abitare tanto vicino a noi nell'Eucaristia.

Desidero soprattutto in quest'ora a te consacrata, unirmi a te con le mie sof-ferenze, accettandole con serenità e con spirito di espiazione e di riparazione per i peccati miei e degli altri: lieto di com-pletare « nella mia carne quello che man-ca ai tuoi patimenti, a favore del tuo corpo mistico ch'è la Chiesa » (Cor. 1, 24).

Dammi la grazia, o Signore, che « por-tando sempre e dovunque nel mio corpo la tua morte, la tua vita si manifesti nel mio corpo » (Cr. 4, 10).

Che io sappia sopportare ogni avversità e sofferenza con pazienza, con umiltà e con amore, memore che « sarò glorificato con te, se con te avrò saputo soffrire » (cfr. Rom. 8,17).

 

DURANTE L'O. Di G. - si reciti almeno una volta la «Preziosissima Offerta»: « Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto dei miei peccati, e di quelli di tutto il mondo: per le necessità spirituali della santa Chiesa e in suffragio delle anime del Purgatorio ».

 

AL TERMINE DELL'O. DI G.:

« Signore Gesù, è terminata la mia ora di presenza, "in ispirito", ai piedi del tuo tabernacolo; ne ho attinto tanto con-forto!

Mi sento ora rianimato e più disposto nell'offrire le mie sofferenze insieme con la tua perenne immolazione eucaristica.

 

LA SERA - 1. - O Gesù, ti ringrazio di po-ter dire col tuo aiuto, prima di chiuder gli occhi al sonno della notte: ho cercato anch'io, nelle mie sofferenze di questa giornata, di compiere sul tuo esempio la volontà del tuo Padre celeste.

O Maria, che io riposi nelle tue brac-cia questa notte per ridestarmi domani più pieno di amore per il tuo Gesù. Amen.

2. - O Cuore divino di Gesù, che hai pre-so su di te la nostra povertà e debolezza, rivelando il valore misterioso della soffe-renza, benedici anche me come benedicevi e guarivi i malati lungo le vie della Pa-lestina, perché tra le angustie e i dolori io non mi senta solo, ma unito a te, me-dico dei corpi e delle anime, possa io godere della consolazione promessa agli afflitti.

(Cfr. Messa per gl'infermi)

« Pietà di me, Signore, poiché sono sen-za forza; risànami, Signore, perché lan-guiscono le mie membra » (Sal. 6,3).

 

PER LE G. D'O. CHE SOFFRONO PER IL NOME DI CRISTO

Chi sono?

Sacerdoti, anime religiose e laici ai quali « è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per Lui» (Fil. 1, 29).

Non si suggeriscono preghiere per i vari momenti della giornata: si suppone che siano anime d'una notevole maturità spirituale.

Ne riportiamo due soltanto.

1. - « Come avviene, o Signore, che pre-ghiamo tanto, che facciamo tante novene, che ci comunichiamo tante volte, eppure rimaniamo così irascibili, così distratti, imperfetti come prima?...

Come avviene che non otteniamo una conversione tanto desiderata e tanto po-co procuriamo il bene? Non è forse per-ché pratichiamo così poco la mortifica-zione e perché così poco sentiamo l'at-trattiva all'umiliazione e alla sofferenza?

La preghiera, la Comunione non ci pro-curano la santità, è vero, ma ci danno la grazia, cioè la forza ed il lume per collaborare eroicamente alla nostra san-tità. La grazia è la legna ed il carbone; dobbiamo farne uso con la mortificazione e i generosi sforzi nella virtù: e questo si chiama far fuoco. Altrimenti continuia-mo a soffrire il freddo, pur avendo in casa abbondanza di legna e di carbone.

La preghiera, la grazia non fanno spa-rire le difficoltà, ma danno possibilità e gaudio per superarle. La croce perde la metà del suo peso quando è pienamente accettata » (Edoardo Poppe).

2. - « L'anima mia è triste!... ».

Anche la tua anima, o divin Paziente, nell'orto degli ulivi, ha sperimentato che cosa sia la tristezza e la sofferenza morale.

Nell'orto degli ulivi hai provato anche tu quello strano sentimento di abbando-no, di sconforto, di noia che in modo ec-cezionale invadeva la tua Persona. Tu co-minciasti a sentir indicibilmente la tri-stezza e l'angoscia fino a morirne.

Quanto mi conforta e mi sostiene, Ge-sù mio, pensare che tu pure soffristi così!...

Sono perciò tanto sereno di poter ac-cettare insieme con te - una volta ago-nizzante sino ad implorar che passasse da te quell'ora - questa nascosta sofferen-za che non si può esprimere né capire.

Tu però la rendi tanto leggera quando è accettata volentieri sul tuo esempio di fratello.

Tu dài un misterioso conforto al cuore, che abbraccia la sua croce, una dolcezza ineffabile alle labbra che si uniscono alle tue per dire: « Padre, tutto è possibile a te, allontana da me questo calice... Però, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu ».

La tristezza rimane alla superficie; la pace sovrabbonda nel calice del dolore » (EA).

 

PER LE G. D'O. SACERDOTI, RELIGIOSI, SUORE, SEMINARISTI

Premesse

1°) «Per poter essere capaci di vivere questa nostra vita con i san-ti voti, dobbiamo molto amare la Eucaristia» (Teresa di Calcutta)

L'ora di guardia ci aiuta a vivere più intensamente questo amore.

« Una delle mie più belle conso-lazioni è quella di essere la prima g. d'O. del S. Cuore di Gesù » (Pio IX).

Leone XIII era anche lui g. d'o.; S. Pio X scelse la sua ora dalle 11 a mezzogiorno; il servo di Dio don Edoardo Poppe, sacerdote e g. d'o.: mori nel 1924, all'età di 33 anni.

2°) L'ora di guardia deve ani-mare, soprattutto la vita del sa-cerdote, dello spirito di sacrificio, perché diventi « ostia » con Gesù-Ostia al suo divin Padre.

Sacerdoti, religiosi e religiose ini-ziano, evidentemente, la loro gior-nata con la « Liturgia delle Ore »: poi, S. Messa, Comunione, ecc... e fanno dei loro impegni personali - secondo il carisma del proprio Istituto - una continua preghiera, come direbbe Madre Teresa di Cal-cutta. Ma, purtroppo, la loro ten-sione soprannaturale può affievo-lirsi... Non è sempre facile rima-nere sotto il fervore della S. Mes-sa celebrata o della Comunione ri-cevuta; ma ecco l'ora di guardia li riconduce - sia pur soltanto « spiritualmente » - ai piedi del tabernacolo.

E' uno spazio di tempo in cui es-si « teletrasmettono » - per così dire - l'inno di « gloria, di amore e di riparazione » al Cuore Eucari-stico di Gesù.

 

... D'UN SACERDOTE G. D'O

1. - Signore, prendi questo povero gra-no: è tuo.

Sotto la dolce macina dei doveri del mio sacerdozio, delle sófferenze provvi-denziali del mio apostolato e delle peni-tenze volontarie che la mia salute e l'ob-bedienza mi permettono, io desidero di esser « triturato » per te, e che il fuoco del tuo amore faccia di me un pane senza macchia.

2. - Cuore Eucaristico di Gesù, Vittima immolata al Padre per i peccatori, io vo-glio seguire te con tutto il mio cuore; vo-glio essere sacerdote per esser vittima. Ogni giorno mi offro con te - soprattutto nella mia ora di guardia - per i peccati miei e per quelli di tutti gli uomini.

Rafforza la mia fede, sostieni l'animo debole e incostante del tuo sacerdote-vit-tima.

Vieni, Spirito Santo, riempi il mio cuo-re dei tuoi doni e accendi in esso il fuoco del tuo amore.

Dolce Madre Maria, ti prego, imprimi nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio.

 

... D'UN'ANIMA CONSACRATA G. D'O.

3. - Cercherò di unirmi, o Signore, in quest'ora di guardia, al tuo Cuore Eucari-stico per amarti quanto tu meriti di es-sere amato, e prenderò dallo stesso tuo Cuore quel fuoco sacro di cui deve bru-ciare il mio, sì chiuso, apatico e gelido...

Tu offri continuamente ad ognun di noi il tuo Cuore aperto dalla ferita per accoglierci e trasfigurarci in « ostie », per la gloria del Padre e la salvezza degli uomini.

Tu che vieni ogni giorno nel mio cuore sei il Gesù immolato, che perpetui sul-l'altare l'unico sacrificio della Croce, e vieni perché io diventi una cosa sola con te, il Padre e lo Spirito Santo.

 

... D'UN SEMINARISTA G. D'O.

Mi trovo in seminario. E' la mia Nazaret dove mi preparo al sacerdozio.

Gesù, col tuo Vangelo in mano, ti se-guo: contemplo la tua vita, ascolto le tue parole, comprendo il tuo Cuore. E ti do-mando di essere come te, un servitore ge-neroso del Padre tuo presso gli uomini.

Che il mio desiderio di arrivare alla perfezione non rimanga mai scosso dal-l'opinione, così diffusa, che la santità non è di questo mondo.

Possa io essere realmente un ciborio spirituale, un'esposizione velata dell'Eu-caristia.

Che io non attenda l'esempio « edifi-cante » di qualcuno che mi rimorchi e mi solleciti a santificarmi, ma che io stesso sia quel « qualcuno » che altri possano seguire.

La grazia della vocazione sacerdotale,

che vorrei vedere sbocciare in frutti di virtù in altri, è anche in me. So bene che tu vuoi che io sia santo; e questa stessa cosa vogliono anche i fedeli: che io lo sia sul serio!

Ci si lamenta che sian pochi i preti. No, non sono i preti che mancano, ma la santità, la vita austera, la semplicità evan-gelica.

Signore che io corrisponda fedelmente alla tua chiamata.

 

... D'UN RELIGIOSO G. D'O.

1. - Gesù mio, un solo pensiero dovrebbe dominare nel mio cuore e invadere tutta la mia vita: il pensiero di te, di te cro-cifisso, come lo trovo in S. Paolo.

Purtroppo, sento di esser dominato da un altro pensiero: il bisogno di tran-quillità, di consolazione, di soddisfazione. Ancora non sono abituato al tuo invito: « Chi vuol essere mio discepolo, prenda la sua croce »: cerco invece per quanto mi è possibile di sottrarmi alla croce, evi-tare le contrarietà, le umiliazioni, gl'insuc-cessi, fuggire il patire, come se tu avessi detto: « Chi vuol essere mio discepolo, cerchi la gioia e la tranquillità ».

Ti supplico, o Cuor di Gesù, di presen-tare così vivamente alla mia anima il tuo sanguinoso sacrificio della croce, la fe-rita del tuo costato, da infiammarmi di santo amore e di santo zelo per imitarti.

Che io non cerchi più altro che la croce e l'essere sconosciuto quaggiù: perché lassù le croci si trasformeranno in estasi, in felicità, in gloria.

O Maria, aiutami perché io sia dispo-nibile, sempre e come te, alla volontà del Padre nostro celeste, che chiama i veri discepoli di suo Figlio a offrirsi a lui, in-sieme con lo stesso suo Figlio crocifisso.

2. - O Gesù, le mie piccolissime gocce di sangue - se così è lecito chiamarle - cioè le privazioni e sofferenze inerenti ad ogni vita umana - oso versarle nel calice amarissimo della tua Passione: mescolar-le con il tuo Sangue e impreziosirle con il tuo Sacrificio, per la mia santificazione e per la salvezza delle anime lontane da te. Cuor di Gesù, tutto per te! Maria, Rifugio dei peccatori, prega per me.

 

... D'UNA RELIGIOSA G. D'O.

« Niente fuori del comune! Voglio però adempiere le cose ordinarie in modo stra-ordinariamente perfetto nella mia vita di religiosa ».

Signore, con la tua grazia, fammi met-tere in pratica questa saggia massima di S. Giovanni Berchmans.

Essere insegnante in un grande istituto non è cosa più santa che essere curato (parroco) in una piccola parrocchia.

Correre qua e là, pulire, lavare il pavi-mento, stirare è ordinariamente merite-vole quanto fare una conferenza o inse-gnare.

Ciò che dà valore a tutto - lo so, o Signore - è l'amore, il coraggio, la fe-deltà con cui facciamo le diverse cose.

Ricacciare indietro una parola affret-tata, spesso è più meritorio che una fla-gellazione a sangue; è senza dubbio più difficile sopportare un rimprovero imme-ritato che circondarsi le membra di cilici. Trattare con dolcezza un carattere su-perbo o un ospite insopportabile vale più che dormire sul duro legno.

Spesso cerchiamo - è vero - la per-fezione dove non si trova: cerchiamo le grandi, belle occasioni di piacere e ne trascuriamo mille piccole.

Dònami, Signore, la fedeltà nelle piccole cose per rallegrare il tuo Cuore: senza la tua grazia non posso far nulla.

O Maria, Aiuto dei cristiani, prega per me.

 

PREGHIERA PER L'ORA DI GUARDIA SUPPLEMENTARE PER LA CONVERSIONE DEI PECCATORI

La preghiera profondamente sen-tita e perseverante, che si appro-pria del Cuore trafitto di Cristo e del Cuore Immacolato di Maria - definiti dal Ven. Olier «un Sacra-mento di misericordia» - ha una forza irresistibile su Colui che è fonte prima e originante di ogni bontà, di ogni misericordia, di ogni perdono, di ogni amore.

L'atteggiamento interiore dell'ani-ma:

O Cuore misericordioso di Gesù, tu ci rassicuri: « Non voglio la morte del pec-catore, ma che si converta e viva ».

Tu, Figlio di Dio fatto uomo, sei vis-suto tra gli uomini per liberarli dalla schiavitù del peccato e chiamarli dalle te-nebre alla tua luce ammirabile.

Tu non soltanto solleciti gli uomini alla penitenza, perché abbandonino il pecca-to, ma accogli anche - mediante il ministero della Chiesa - i peccatori e li ri-concili con il Padre.

Nel tuo pellegrinaggio terreno guarivi gl'infermi, per dare un segno del tuo po-tere di rimettere i peccati.

Abbi quindi pietà dei peccatori, come un giorno risollevasti dai tuoi piedi la Maddalena in lacrime: con uno sguardo pietoso riconducesti Pietro al tuo Cuore: e apristi le porte del paradiso al ladrone pentito, agonizzante accanto a te sulla croce.

Abbi pietà soprattutto di quanti sono iscritti al Quadrante della Misericordia. Accogli, o Gesù, la mia preghiera come un giorno accogliesti le lacrime e i ge-miti di S. Monica per il suo figlio tra-viato; e di Agostino facesti un gran Santo e Dottore della Chiesa.

Gesù mio, misericordia!

Gesù resisterà alle nostre pressan-ti e perseveranti preghiere?...

No! Lui stesso ci assicura: « Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chie-de un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! » (Mt. 7,9 ss.).

N.B. Gesù ha voluto che ci fosse una partecipazione « assimilatrice » del suo amore redentore e della sua morte nel mondo, cioè la riparazio-ne, incominciando dalla sua SS.ma Madre la cui anima fu trafitta da una spada.

Anche noi, mediante la fede e la grazia divina, possiamo partecipare realmente all'amore sacrificale del Cuor di Gesù con l'offerta delle no-stre buone opere, della nostra vita e della nostra morte.

Diamo così modo a Gesù ch'Egli perpetui in noi la sua passione e morte sino alla fine dei tempi.

Ogni autentico cristiano è chiama-to a vivere il mistero stesso di Cri-sto, il cosiddetto « mistero pasqua-le ».

L'ora di guardia « supplementare » ci facilita questo compito di ripa-razione, perché è finalizzata ad otte-nere la misericordia, il ravvedimen-to e la salvezza dal Cuore di Cristo per quanti son lontani dalla casa paterna.

In quest'ora si prega, si offre e si soffre per la conversione dei pec-catori.

 

PREGHIERA PER IL RITORNO DEI LONTANI AL CUORE DI CRISTO

« MUOIO DI FAME! » (Lc. 15,17) Cuor di Gesù, soltanto il tuo amore di-sinteressato - inconcepibile da noi, per-ché pieni di egoismo - poteva esprimersi nella parabola del figliol prodigo con ac-centi e immagini così suggestive e commo-venti.

Tu ci sveli l'attesa del tuo Padre cele-ste nei confronti del peccatore perché ri-torni fiducioso al suo amplesso di mise-ricordia e di perdono.

Ma la tua vita umano-divina, o Gesù, ha superato la parabola che fiorì sulle tue labbra.

Tu non attendi ma vai in cerca della pecorella smarrita, e, ritrovatala, te la poni sulle spalle per ricordurla alla casa paterna.

Tu rimani realmente in mezzo a noi e vicino a noi nell'Eucaristia: ci accompa-gni nel cammino verso la Patria; ci sol-leciti alla conversione mediante i tuoi sacerdoti; ci nutri del tuo Corpo e del tuo Sangue: disponibile sempre ad ascoltarci. Meditando, ora, ai piedi del tuo ciborio, la sventura del figliol prodigo, mi sembra di scoprirvi il rapporto ch'essa ha con il Pane Eucaristico, pegno di vita eterna. La sua grande insipienza fu l'avere ab-bandonato la mensa paterna a cui nulla mancava: « Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza! » (Lc. 15,17). Ridotto all'estrema miseria, divenuto infelice, il suo grido di dolore: « Io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho pec-cato contro il Cielo e contro di te » (Lc. ivi).

In questo grido, o Gesù, io riconosco il grido dell'umanità che ha fame di verità, di giustizia, di amore ma non indovina la via del ritorno al Padre, che sei tu, Pane vivo disceso dal Cielo.

Che quanti son lontani dal tuo Cuore comprendano, nelle loro delusioni, che non sono i beni materiali a saziarli, a renderli felici, ma il Pane della tua mensa eucaristica.

La tua bontà di Dio-Eucaristia ispiri loro fiducia; la tua santità li conduca al ravvedimento; l'esempio del tuo annien-tamento eucaristico li renda umili nel confessare sinceramente: « Io muoio di fame! ».

 

IL VENERDI' DELLE GUARDIE D'ONORE

Dev'essere considerato come il giorno del S. Cuore, perché è il gior-no in cui Gesù raggiunge il culmine della sua passione: saturato di ob-brobri, crocifisso tra due ladroni, trafitto nel suo costato da una lan-cia...

E' anche il giorno preferito da Ge-sù quando si rivela a S. Margherita Maria Alacoque.

Si consiglia di accostarsi alla S. Comunione con l'intenzione specifi-ca di riparare le offese che Gesù riceve nel SS.mo Sacramento del-l'altare.

Il primo venerdì del mese riveste poi una particolare caratteristica: S. Messa, Veglia Eucaristica, ecc... Ogni g. d'o. non manchi almeno di comunicarsi in tal giorno.

 

PREGHIERA PREPARATORIA ALLA COMUNIONE

1. - Cuor di Gesù, mio Dio e mio Signore, che mi ami infinitamente e, per questo, rimani sempre presente in mezzo a noi, nascosto sotto i segni del pane e del vino; ti ringrazio di avermi invitato ad acco-glierti nel mio cuore, come un giorno il tuo divin Padre invitò la Vergine di Nazaret a concepirti nel suo seno imma-colato.

Quale abisso, però, mi separa dalla sua santità!...

Questa mia accoglienza - che tu pur desideri - è una pausa desiderata del mio quotidiano lavoro tra le tante preoc-cupazioni.

Mi dà la gioia di gustare la tua bontà e m'infonde energia nel continuare con fiducia il mio pellegrinaggio terreno ver-so la Patria.

Tu mi assicuri, o Gesù, che Dio - l'in-visibile, l'inaccessibile, l'unico Creatore e Signore di tutte le cose - ha voluto, mediante il tuo Cuore di Uomo-Dio, far sentire a noi miseri peccatori i palpiti del suo Amore ch'è misericordia e tene-rezza senza limiti.

Cuore di Gesù, Sapienza eterna, sii tu la mia forza, la roccia che mi salva dagli assalti del maligno.

La tua presenza eucaristica nel mio essere di uomo mi trasformi in tal modo da poter dire con verità: Te e io siamo una cosa sola!

A te la gloria e il regno, la potenza e l'onore nei secoli dei secoli. Amen.

2. - O Cuor di Gesù, presente nel mirabi-le sacramento dell'Eucaristia, non posso ritirarmi indietro e lasciar vuota la mano che tu mi stendi, perché io mi rialzi dalle mie miserie, dai miei peccati, dalle mie insufficienze.

La tua mano ferita mi ricorda che è stata inchiodata sulla croce per me, per tutti... e, ora, essa chiede doverosa, cor-diale riconoscenza. Pietà di me, Signore!

Il tuo Cuore squarciato mi ricorda che è stato aperto per noi, e domanda a noi, in contraccambio, un pò di amore per Te, nostro Salvatore, e per i fratelli soprattut-to bisognosi che s'identificano con Te.

Rendi, pertanto, il mio cuore sensibile, generoso: aprilo all'amore del tuo Cuore: illumina la mia mente così da poter co-gliere tutte le occasioni per comunicare agli altri un pochino di bene, di calore, di serenità, di pace: rendi decisa la mia volontà agli appelli del tuo Cuore. Pietà di me, Signore!

Mi sforzerò, o Gesù, di fare quel che mi sarà possibile.

Le necessità degli uomini - vicini e lontani - sono davvero tante... non solo quelle materiali: perché, spesso accade, che chi possiede ricchezze ha il vuoto nel-l'anima: si sente solo, angosciato, infe-lice!... Non ha incontrato, certo, Te, sor-gente di Amore e di gioia profonda. Pietà di me, Signore!

Il dono, veramente inestimabile che posso fare a queste anime, sarà quello di essere più vicino a loro con la parola evangelica, con la preghiera, con i miei piccoli sacrifici, con la mia ora di guar-dia, perché anch'essi abbiano a risco-prire la suprema fonte di ricchezze spi-rituali che è il tuo Cuore.

Il tuo Cuore che è oceano della divina misericordia, rifugio di salvezza.

O Gesù, che hai posto nei sacramenti il rimedio alla nostra debolezza, fa' che io accolga con gioia i frutti della reden-zione e li manifesti nel rinnovamento co-stante della mia vita.

Pietà di me, Signore!

 

CREDO NELL'AMORE DI CRISTO

3. - O Cuore di Gesù, presente qui in mezzo a noi, vivo e glorioso, sotto i segni del Pane consacrato, io ti adoro con incrol-labile fede e ti presento l'estrema povertà del mio cuore.

Tu infiàmmalo e brùciane le miserie: riaccendi in esso una fiammella della tua infinita carità. Credo, senza alcuna esitazione, che nel Sacramento dell'Eucaristia vive e palpita lo stesso tuo Cuore che il Vangelo descrive « mite e umile », paziente, mise-ricordioso e forte: quel Cuore che fu aperto dalla lancia del soldato romano perché noi tutti vi trovassimo rifugio e salvezza.

Noi leggiamo nel tuo squarciato Cuore la manifestazione e l'immagine tangibile dell'amore del tuo Padre celeste, ferito a morte nella tua Persona, nella tua uma-nità sacrosanta, eppur egli è sempre pron-to ad accoglierci e a perdonarci con infi-nita bontà.

Cuor di Gesù, io credo al tuo amore e a quello del tuo divin Padre - che, in realtà, è un unico Amore - e voglio ria-marti con tutte le mie forze.

O Maria, unisciti a me, in questa mia preghiera, per inneggiare al Cuore di tuo Figlio, dalla cui pienezza tutti abbiamo ricevuto.

Credo, spero, ti amo, o mio buon Sal-vatore, che con immensa pazienza e bontà vai in cerca del mio cuore.

Vieni, Ostia salutare, che abiti giorno e notte nei solitari tabernacoli delle no-stre Chiese: il mio cuore brama sincera-mente solo te.

Vieni, o Cuore Eucaristico di Gesù, mio divin Re.

Mio Signore e mio Dio, dinanzi a te mi prostro che solo per amor mio, resti nel tabernacolo, operando il più gran pro-digio.

Vieni: l'anima mia ha fame di te, Pane del cielo, che trasforma sin d'ora, qui in terra, la mia esistenza.

Ostia santa, o mio Dio, dèh, vieni! Per mezzo di Maria voglio servirti, o mio Gesù, con fedeltà costante: seguirti fino all'ultimo istante della mia vita. La mia vita sia un perenne canto di ri-conoscenza e di lode al tuo Cuore, fonte di vita e di santità. Amen.

 

INNO DI RINGRAZIAMENTO (di Sr. Maria del S. Cuore, Fondatrice della G. d.O)

Dio eterno, che hai stabilito Cristo Pon-tefice della creazione e Ministro del ren-dimento di grazie; e lo hai costituito Me-diatore tra il cielo e la terra, incaricato di offrirti l'Ostia di lode e il Calice del-la benedizione: permetti che io, unito a Lui nascosto in me, e a tutti i sacerdoti che in questo momento celebrano il divin Sacrificio, canti, a nome di tutte le creature, l'inno di ringraziamento.

Ti lodo e benedico, Trinità adorabile, per tutti i benefici concessi agli uomini, miei fratelli, e particolarmente ai sacer-doti.

Ti lodo e benedico per mezzo di Gesù-Ostia di propiziazione, per tutti i doni di natura e di grazia elargiti agli uomini tanto ingrati e indifferenti al tuo amore.

Ti lodo e benedico per gl'ineffabili doni dell'Incarnazione, della Redenzione, del-l'Eucaristia e del Sacerdozio.

Ti lodo e benedico in nome di tutte le creature per le cure che la tua Provvi-denza ha per esse; per l'infinita miseri-cordia che ci usi; per l'incomparabile te-nerezza di cui ci onori; per la paterna ge-nerosità verso le anime fedeli; per le grazie di vocazione e di elezione accor-date alle anime consacrate, e per l'instan-cabile pazienza con cui attendi i figli pro-dighi, che si sono allontanati dal tuo Cuore.

Signore, Dio onnipotente, tutte queste lodi sono troppo inadeguate alla tua mu-nificenza. Perciò ti offro il cantico di lode che Gesù sciolse nell'Ultima Cena alla tua gloria ed in ispirito di ringraziamento.

Il suo Cuore che ora palpita nel mio ti rinnovi quel cantico.

 

PREGHIERA DI S. AGOSTINO PER OTTENERE L'AMORE VERSO DIO E VERSO IL PROSSIMO

« O Dio, sempre uguale a te stesso, fa' che io conosca me e conosca te. Insegnami ciò che devo insegnare agli altri; insegnami ciò che devo tenere per me.

Insegnami naturalmente a fare: sì, in-segnami a fare la tua volontà.

Quando ascolto, benché io tenga a men-te ciò che ascolto, tuttavia non si deve assolutamente credere che io abbia impa-rato, se non metto in pratica.

Volgi a me i tuoi occhi e abbi pietà di me, come sei solito a fare con quelli che ti amano. Per muovermi ad amarti, tu prima hai amato me.

Amando te, io amo me stesso, e così posso amare con merito, come me stesso, anche il prossimo.

Con tutto il cuore, con tutta la mente io desidero di amare te e il prossimo co-me me stesso.

Fammi vivere non della mia giustizia, riempiendomi della carità che tanto de-sidero.

Aiutami a fare ciò che tu desideri; dam-mi tu stesso ciò che mi comandi.

O Cristo, la mia giustizia sei tu, che dal Padre sei stato fatto sapienza per me e giustizia e santificazione e redenzione.

E in te io ritrovo ciò che tu comandi e che io desidero, perché in te tu mi faccia vivere.

Tu sei il Verbo-Dio, che ti facesti carne, per essere anche prossimo mio ».

(da « Come pregava S. Agostino » - Bel-landi - pag. 51).

 

ANIMA CHRISTI (Anima di Cristo)

Anima di Cristo, santificami.

Corpo di Cristo, salvami.

Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua del costato di Cristo, lavami.

Passione di Cristo, confortami.

O buon Gesù, esaudiscimi.

Dentro le tue piaghe nascondimi.

Non permettere che io mi separi da te.

Dal nemico maligno difendimi.

Nell'ora della mia morte chiamami;

e comanda che io venga a te,

affinché ti lodi con i tuoi Santi, nei secoli dei secoli. Amen. (Indulgenza parziale)

 

ECCOMI, O MIO AMATO E BUON GESù, che alla santissima tua presenza prostrato, ti prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di spe-ranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di te, o mio Gesù, il santo Profeta Davide: « Hanno forato le mie mani e i miei piedi; hanno contato tutte le mie ossa » (Salm. 21, 17-18).

(Si concede al fedele che piamente re-cita, dopo la comunione, la predetta pre-ghiera dinanzi all'immagine di Gesù Cro-cifisso, l'indulgenza plenaria nei singoli venerdì di Quaresima e di Passione; e l'in-dulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell'anno).

 

IL VENERDI' SANTO E LE GUARDIE D'ONORE

Il venerdì santo si potrebbe con-siderare il « giorno natalizio » della nostra associazione: perché è il gior-no che vide le prime guardie d'ono-re - Maria SS.ma, S. Giovanni Evang. e S. Maria Maddalena - che, immobili ai piedi della croce, furo-no le prime a contemplare e a con-solare il Cuore trafitto di Gesù.

Quel Cuore ferito, che, ora, le guardie d'onore, anch'esse, contem-plano e confortano con l'ora gior-naliera di presenza « in ispirito » ai piedi del perenne calvario, ch'è ogni altare dove si celebra l'Eucaristia.

 

« TUTTO è COMPIUTO! »

In questo giorno, o Gesù, coincidono due date: l'anniversario della tua morte in croce e il giorno « idealmente » natali-zio della nostra associazione.

Due ricorrenze contrastanti: il lutto della morte che si contrappone alla gioia della nascita, ma che in quest'ora si ar-monizzano, per rivivere due avvenimenti di straordinario rilievo.

 

L'UNO, tutto quello che il Cielo poteva donarci, ce l'ha donato, in questo giorno, con la tua morte di Uomo-Dio in croce!

« Consummatum est »: « Tutto è com-piuto! » E' la parola che affannosamente è risonata sulle tue labbra morenti!...

Tu hai bevuto il calice della passione sino alla feccia: hai sofferto tutti i do-lori, senza rifiutarne uno solo: hai supe-rato tutte le prove e compiuto tutte le profezie... ma soprattutto hai esaurito le risorse del tuo amore! Non hai più nulla da sacrificare per noi.

 

L'ALTRO AVVENIMENTO, tutto quello che l'umanità peccatrice poteva offrirti, o Gesù, in questo giorno, te l'ha donato mediante la tua santissima Madre Maria. Questa divina creatura - associata a tut-ta la tua vita terrena - si è unita que-st'oggi con generosissima immolazione alla tua passione e alla tua morte.

Anch'ella ha offerto al divin Padre il suo Cuore trafitto da una crudele spa-da - come le profetizzò il vecchio Si-meone nel Tempio.

Quanto rimorso mi addolora... io, chiamata a succedere alla prima impareggia-bile Guardia d'Onore, Maria, tua Madre, mi riconosco tanto dissimile da lei!

Lei, che è rimasta ai piedi del tuo Cuore trafitto, Consolatrice e partecipe intima della tua passione: Lei, che ha portato con te il peso di tutte le tristezze, di tutte le sofferenze, di tutte le ango-sce della tua natura umana, pagando con te, fino all'ultima moneta, il riscatto di ciascun di noi.

Sino all'ultimo respiro della sua vita, la tua Addolorata Madre rimarrà « in ispirito » ai piedi della Croce, sulla tua Croce, compiendo la sua rassomiglianza con te, crocifisso Signore.

 

CON GIOVANNI AI PIEDI DELLA CROCE

O Cuore trafitto di Gesù, c'è ai piedi della croce un giovane, ch'è accanto alla tua Mamma... Anche lui - si vede - vuol consolarti con la sua presenza, con la sua fedeltà, con il suo amore.

Il suo volto è contratto dal dolore; i suoi occhi, velati di lacrime, si posano compassionevoli or su di te agonizzante e or su tua Madre, su cui il dolore si sca-tena come un uragano implacabile. Quante cose vorrebbe fare per te e per tua Madre cotesto giovane, ma nulla può per alleviare i vostri dolori...

C'è una folla ubriaca di sangue inno-cente: c'è una soldatesca incrudelita; c'è una condanna inesorabile!

Sta costì quel giovane, che sembra un angelo.

Lo riconosco, o Gesù, è Giovanni, il compagno di Pietro che ti ha rinnegato ben tre volte, ieri notte: è il fratello di Giacomo il maggiore, il compagno di An-drea, di Tommaso, dei tuoi apostoli che sono tutti fuggiti per paura dei tuoi ne-mici.

Giovanni è l'unico discepolo che ti ha seguito, rischiando.

Desidero prendere, o Gesù, il suo posto ai piedi della tua croce, che rimane - sia pur invisibile - piantata ancora nel mez-zo della terra.

Ma, riflettendoci, ricordo che quegli è un vergine, un'anima purissima, un in-canto di cielo e perciò prediletto da te. Io, invece, quanto diverso da lui!

Dov'è, infatti, in me quella purezza, quel candore che potrebbe attirarti, per-ché io poggiassi il mio capo sul tuo petto?...

Quanti pensieri sciocchi distraggono la mia mente da te: quanti affetti disordi-nati contaminano il mio cuore...

Compreso della mia indegnità, dovrei al-lora discendere dal Calvario, abbandonar-ti, o Gesù?...

No! Tu non lo vuoi: ne son sicuro. Hai pregato per i tuoi crocifissori, hai perdonato il ladrone pentito... perdona anche me!

 

E CON MARIA MADDALENA

Insieme con la tua Madre e con l'apo-stolo Giovanni, io vedo, ai piedi della croce, una giovane donna, impietrita an-ch'essa dal dolore e stretta ai tuoi piedi crocifissi, piangendo.

Non so se ella sia la peccatrice perdo-nata da te in casa del fariseo. Non importa. Ciò ch'è certo, lei parteciperà alla se-poltura del tuo corpo e sarà la prima a riconoscerti Risorto.

Ai piedi della croce anch'essa è la con-solatrice: la sua presenza carica di amo-re e di riparazione.

Desidero, Signore, di unirmi a coteste tre care figure, per seguirne gli esempi nella mia ora di guardia giornaliera.

Tu rendi efficace questo mio proposito! Amen.

« Le braccia di pietà che al mondo apristi, caro Signor, dall'albero ferale

piegale a noi che peccatori e tristi teco aspiriamo al secolo immortale ».

 

PREGHIERA AL S. CUORE TRAFITTO DALLA LANCIA

Cuore di Gesù, amabile e poco amato, io mi prostro umilmente ai piedi della tua croce, riconoscendoti Figlio dell'Uo-mo e Figlio di Dio, mio Redentore e Sal-vatore.

Ti adoro e ti ringrazio d'aver permesso al soldato romano di trafiggere il tuo petto, e di aver così aperto una porta di salvezza a tutti gli uomini nell'arca misteriosa del tuo sacro Cuore.

Desidero rifugiarmi in esso, in questi tempi così turbolenti, per scampare dal diluvio di odi, di violenze, di scandali... che inondano la terra.

Tu salvaci, o Signore!

Io benedico mille volte l'ora e il mo-mento in cui zampillarono, sotto il colpo della lancia, il prezioso Sangue e l'Acqua dalla piaga del tuo divin Cuore.

Dègnati di farne un'applicazione effi-cace al mondo infelice e colpevole.

Lava, purifica, rigenera le anime nel-l'onda scaturita da cotesta vera fonte di Siloe.

Permetti, o Gesù, che io vi getti dentro le mie miserie, i miei peccati e quelli di tutti gli uomini, supplicandoti, per l'amo-re immenso che strugge il tuo Cuore, di salvarci tutti.

Permetti, infine, che fissando per sem-pre la mia dimora in cotesto tuo Cuore, io trascorra santamente gli anni della mia vita e renda in pace il mio ultimo respiro. Amen.

Ti adoro, Cristo, e ti benedico. Perché con la tua santa croce hai re-dento il mondo.

« 0 Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in Croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi che abbiamo co-nosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere i frutti della redenzione nel cielo. Per Cristo nostro Signore Amen. (Dalla Liturgia)

 

PREGHIERA DELLE GUARDIE D'ONORE A MARIA AI PIEDI DELLA CROCE

O Vergine Addolorata, è questo un gior-no propizio (venerdì santo) per rivivere un momento decisivo della storia della salvezza, e per venerarti qual Madre as-sociata alla passione di tuo Figlio, Gesù, e vicina a lui innalzato sulla croce.

Tu hai compiuto, con una dedizione e un'efficacia universale, quello ch'è com-pito di tutti i credenti, cioè ricevere l'ope-ra del Redentore e, con una ricettività attiva, trasmetterla agli altri.

Ed è proprio in questo senso che tu, Addolorata, rivesti un'importanza unica come cooperatrice della redenzione.

Le parole, che ti rivolse un giorno Si-meone nel tempio, furono già un prean-nuncio della passione di Cristo: « E an-che a te una spada trafiggerà l'anima » (Lc. 2, 35).

E poiché nessuno fu così strettamente unito a Gesù come te, la passione cui andò egli incontro ti fece soffrire in una maniera inenarrabile.

Ti prego, pertanto, di ottenere a me e a tutti i peccatori - tra i quali sono anch'io - l'applicazione efficace del San-gue e dell'Acqua, scaturiti dal Cuore tra-fitto del tuo Figlio.

Tu, nostra Avvocata e nostro Rifugio, ottienici giorni di misericordia e di per-dono; fa' che ritornino alla casa del Padre tanti prodighi smarriti e delusi; ispiri ai tuoi figli un'autentica devozione al Cuore di Cristo; e ogni guardia d'onore ne pro-paghi il culto con zelo costante e ge-neroso. Rivela anche a me i misteri del Cuor di Gesù. « O Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, fosse pre-sente la sua Madre Addolorata: fa' che la tua santa Chiesa, associata con lei alla passione del Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Si-gnore. Amen». (Dalla Liturgia)

 

IIIa Part e

IN DIALOGO CON GESU' EUCARISTIA

Preghiere che si possono usare anche nella visita quotidiana al SS.mo Sacra-mento.

Indulgenza plenaria a chi rimane in adorazione almeno mezz'ora; parziale, a chi visita il SS.mo Sacramento.

 

ESORTAZIONE PASTORALE

« La pietà che spinge i fedeli a pro-strarsi presso la santa Eucaristia, li attrae a partecipare più profondamente al mi-stero pasquale e a rispondere con grati-tudine al dono di colui che con la sua umanità infonde incessantemente la vita divina nelle membra del suo corpo »...

« I pastori provvedano perché tutte le chiese e i pubblici oratori in cui è conser-vata la SS. Eucaristia restino aperti, alme-no diverse ore sia il mattino che la sera, perché i fedeli possano agevolmente pre-gare davanti al SS.mo Sacramento » (Cul-to Euc. n. 50 e 51).

 

UN EQUIVOCO DA EVITARE!

Nessuno pensi che qui si voglia offrire un prontuario di « preghiere prefabbrica-te »; dalle quali ciascuno prenda « in pre-stito » parole, sentimenti e propositi nei suoi rapporti con Cristo, perché nessun momento è così « personale » come quello della autentica preghiera.

Solo, però, per ricordare che alcuni mo-menti della preghiera si collocano su uno

sfondo comune della esistenza umana di tutti e della vita cristiana qualora sia quo-tidianamente vissuta nella Fede.

Vi sentite incapaci di pregare?... Accontentatevi di offrire la preghie-ra che il divin Salvatore fa per noi nel Sacramento dell'altare. Offrite i suoi slanci per riparare le vostre imperfezioni. Ripetete durante ogni vostra azione:

« Mio Dio, io compio questo dovere o accetto questa sofferenza nel Sacro Cuore del tuo divin Figlio, e secondo le sue san-te intenzioni ti offro ogni cosa per ripa-rare tutto ciò che d'impuro e d'imper-fetto v'è nel mio operare ». (S. Margh. M. Alac.).

 

1a PREGHIERA

PER L'ANNO NUOVO (M.O. ) Signore Dio, che vivi in eterno senza principio e senza fine, e sei l'origine di ogni creatura, fa' che io, salutando l'anno nuovo e consacrandone gl'inizi al tuo no-me, possa compiere nella tua amicizia il cammino ora ripreso, e vivere giorni se-reni con frutti abbondanti di buone opere. Allontana da me ogni pericolo che osta-coli la mia unione con te: donami la pace: la pace nel mio cuore anzitutto, per es-sere a mia volta operatore di pace nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e nella società.

Nelle tue mani, Signore, è la mia vita. Ti benedico, pertanto, tutti i giorni e dò lode al tuo nome.

Perché la mia lode non risuoni in vuo-te parole ma sia un segno concreto di gratitudine, ti prometto, come guardia d'onore, di diffondere la conoscenza del tuo amore a quanti sono ancora nell'igno-ranza, e di promuovere sempre più, in quest'anno, il culto al Cuore trafitto di Gesù, tuo Figlio, in cui si è manifestato il tuo amore infinito di Padre.

E, ora, anche a te, o Maria, rivolgo la mia preghiera.

Tu, tempio vivo dello Spirito Santo, hai saputo accogliere Gesù con animo pie-namente aperto: lo hai accolto con per-fetta fede, credendo alla sua azione silen-ziosa e profonda; lo hai accolto affidan-do, senza incertezze, tutta te stessa alla potenza del suo amore; lo hai accolto collaborando attivamente con lui nel mi-stero dell'Incarnazione e della Redenzio-ne; lo hai accolto incessantemente in tutta la tua vita, ascoltando la sua voce, se-guendo le sue ispirazioni e realizzandole con costante fedeltà.

Aiutami, o Madre mia, a riceverlo con le tue stesse disposizioni di apertura e di corrispondenza generosa, sin dall'inizio di questo nuovo anno, che segni un vero e decisivo rilancio della mia vita cristia-na e dei miei doveri di guardia d'onore.

 

2a PREGHIERA

Per ottenere un amore pieno di comprensione e tenerezza verso chi soffre nel corpo o nello spirito (M.O. ).

O Gesù, che soffri nelle membra del tuo Corpo Mistico, fa' che io ti possa sem-pre vedere nella persona di quanti sof-frono nel corpo o nello spirito; e che, offrendo loro la mia assistenza, serva te stesso.

Fa' che io sappia riconoscerti anche se tu ti nascondi sotto il travestimento - umanamente ripugnante - dell'uomo irascibile o demente o perfin criminale. Dirò allora: O Gesù, ancora una volta ti rivesti delle nostre miserie e dei nostri delitti e crimini!...

Mi accosterò a quegli infelici per gua-rirne, con il tuo aiuto e con il tuo amore, le disgustose piaghe.

Dammi, Signore, questa visione di fede, e il mio servizio ai fratelli sarà più ge-neroso.

O Dio, poiché tu sei Gesù che soffre, dègnati di essere anche per me un Gesù paziente, indulgente verso le mie colpe: guarda le mie intenzioni e la mia buona volontà di amarti e servirti nella persona dei tuoi figli che soffrono.

Benedici i miei sforzi e il mio lavoro, ora e sempre » (Madre Teresa di Calcutta).

 

3a PREGHIERA

« L'Eucaristia è il sacramento che meglio esprime la carità del Cuor di Gesù.

L'ora di guardia è via di unione con Cristo Eucaristia » (M.O. ). Signore Gesù, tu non hai voluto trat-tarci come semplici tuoi servi, ma ele-varci al di sopra della nostra condizione di creature sino ad essere tuoi fratelli e figli d'un unico Padre ch'è nei cieli.

Per questo, tu, Verbo di Dio, hai unito sostanzialmente alla tua Persona divina la nostra natura umana per espiare i no-stri peccati e trasformarci non solo in uomini retti e buoni, ma divinamente san-ti e felici.

Guarisci, o Gesù, la mia cecità di fron-te al mistero della tua Eucaristia: possa io vedere ed accogliere, riconoscente, la tua propria vita che - mediante tale mi-stero - desideri effondere nella mia ani-ma, come il divin Padre, sin dall'eternità, effonde la sua in te.

Tu vuoi realizzare per mezzo dell'Eucaristia il più alto grado d'intimità e la più salda base alla mia unione con te, nella quale noi, tue membra, diventiamo un sol corpo con te, nostro Capo.

Come l'anima nel corpo umano che in-forma, così tu penetri in ciascun di noi con la tua divinità e umanità perfetta per ricolmarci delle tue virtù e della tua glo-ria divina.

Sostienimi, Signore, nel rispondere al tuo amore.

 

4a PREGHIERA

«GESU' IL BUON PASTORE» (M.O. ) O Gesù, Buon Pastore, qui realmente presente in mezzo a noi, tu conosci le tue pecorelle: sollecito vai in cerca di quelle smarrite per riportarle con gioia all'ovile. Il tuo divin Padre fa più festa per un peccatore che tu riconduci al suo abbrac-cio di perdono e di pace, che non per molti giusti che non hanno bisogno di convertirsi.

E' l'Amore che gioisce nel salvare: gioi-sce di aver salvato.

E' proprio questo Amore che si è in-carnato in te, Figlio di Dio fatto Uomo. Quanta fiducia ripongo in te, o Gesù, nel sapere che tu ci conosci individual-mente non solo di quella conoscenza che ti offre la tua intelligenza così penetrante, ma della conoscenza che scaturisce dal tuo Cuore pieno di simpatia, di compren-sione, di tenerezza... Come poter dimen-ticare certi tuoi accenti nelle ore più tra-giche della tua vita mortale: « Padre, perdonali, perché non sanno quello che fan-no » (Lc. 23, 34): « In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso » (Lc. 23,43).

Cuor di Gesù, abisso di amore e di san-tità, abbi pietà di me!

Tu vedi, o Gesù, tutte le mie intime miserie, le mie colpe e l'insufficienza estrema della mia anima che vorrebbe amarti e non ci riesce; e appunto per questo dichiari di « esser venuto perché tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbon-danza » (Gv. 10, 10).

Ecco l'Eucaristia con cui doni te stesso, fonte di ogni grazia e santità. Attraverso tale mistero io ti contemplo: come Vittima dei peccatori, come « av-vocato presso il Padre, sempre vivo a in-tercedere a nostro favore ».

Nonostante i miei limiti e le mie ingra-titudini frequenti, tu continui a guardar-mi con tenerezza, con i tuoi occhi di Pastore buono. Continui ad aver fiducia di me: e m'inviti a portarmi al tuo Cuore per trovarvi rifugio, riposo e salvezza.

Cuore di Gesù, abisso di amore e di san-tità abbi pietà di me!

Grazie, o Gesù, di avermi chiamato ai tuoi piedi perché io ravvivi, come guar-dia d'onore, la tenue scintilla del mio amore per te e per i fratelli, l'impegno della riparazione e della glorificazione del Padre, di te Verbo e dello Spirito Santo.

La Vergine, tua Madre, m'insegni ad unirmi al tuo perenne Sacrificio Eucari-stico, da cui discende ogni grazia di re-denzione e di salvezza.

Cuor di Gesù, abisso di amore e di san-tità, abbi pietà di me!

(M.O. ) : Ti prego, infine, o Ge-sù, che la mia ora di guardia giornaliera - sia pur soltanto in ispirito - presso cotesto tabernacolo, diventi sempre più bruciante di amore: mi disponga ad ac-cettare gioiosamente tutti i sacrifici che il dovere della mia santificazione e il bene delle anime esigono; e che i miei sforzi di apostolato ottengano da te la fecondità promessa a quanti zelano il culto al tuo Sacro Cuore.

Cuor di Gesù, abisso di amore e di san-tità, abbi pietà di me!

 

5° PREGHIERA

CORRISPONDERE ALL'AMORE DI DIO

Dio Padre celeste, che, nei tuoi imper-scrutabili misteri, hai accettato la volon-taria offerta di tuo Figlio inchiodato sul-la croce e trafitto nel suo costato per i nostri peccati; e hai voluto, ai nostri giorni, che S. Margherita Maria divenisse l'apostolo di quel Cuore squarciato, aper-to per effondere su tutti gli uomini la tua grazia e la tua misericordia:

fa' che tutto il mondo riconosca quan-to tu ci abbia amati e ci ami.

Le guardie d'onore, soprattutto, sap-piano corrispondere al tuo infinito amore che si è rivelato in Cristo; e si sforzino di imitare gli esempi di generosità e di santità di S. Margherita Maria.

Si adoperino con tutte le loro forze a promuovere il culto al S. Cuore, con quello zelo sì ardente ed instancabile che caratterizzò tutta la vita della Santa.

Esse vivano la proposta cristiana: « Ama il tuo Dio e i tuoi fratelli »; e sia-no sempre più capaci di sensibilizzare anche gli altri e di avvicinare quanti hanno « fame e sete » di comprensione, di bontà, di sorriso... attingendo all'inesauribile fon-te dell'Amore ch'è il Cuore del tuo Figlio Gesù.

Che le comunità ecclesiali accolgano le indicazioni del Magistero della Chiesa, che provengono da una catechesi biblico-teologica sul culto del S. Cuore, e ne com-prendano la validità a tutti i livelli della vita cristiana.

Per quanti, infine, sono sensibili al dono di sé, alla verità, alla solidarietà, alla giu-stizia sociale, ritrovino nel Cuore di Cri-sto non solo l'ideale ispiratore, ma Colui che sostiene e facilita l'attuazione delle loro legittime aspirazioni.

Rinvigoriti dal tuo Santo Spirito, pos-siamo essere rinnovati interiormente e testimoniare il trionfo del tuo amore nei nostri cuori. Amen.

 

6a PREGHIERA

Il nostro « grazie » di g. d'o. al Si-gnore, per la fiducia ch'egli ci accor-da nell'inviarci a proclamare la co-noscenza del Cuore di Cristo, per l'edificazione del suo Regno (M.O. ).

Grazie, o Signore, per la chiamata alla fede e alla conoscenza più intima del Cuo-re di Cristo, simbolo del tuo infinito e « sofferto » amore per me e per tutti. Del tuo amore instancabile con cui mi segui silenziosamente e mi sostieni ogni giorno nel mio pellegrinaggio terreno.

Grazie, o Signore, per il Cuore di Cristo, che aprendosi totalmente a te, Padre, e accogliendone le infinite sollecitudini di misericordia e di amore, le ha riversate su di me e su tutti gli uomini.

Il suo Cuore si strugge perché i pec-catori riconoscano nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi sentimenti la tua Per-sona di Padre che ci ama sin dall'eternità.

Grazie, o Signore, per il perseverante amore del Cuore di tuo Figlio, che mai vien meno di fronte alla mia indifferenza, stanchezza e ingratitudine; anzi, con la sua immolazione sulla Croce mi ha pre-parato un avvenire, migliore del presente, con il dono della « sua gioia e della sua felicità eterna ».

Che io entri nel suo Cuore squarciato dalla lancia per goderne sin d'ora la soa-vità e attingervi il fuoco del suo zelo, per non lasciarmi scoraggiare dalle resi-stenze che s'incontrano nell'apostolato o negl'immediati apparenti insuccessi.

Grazie, o Signore, che mi fai ritrovare nel Cuore di Cristo la forza necessaria per superare ogni incertezza, ogni limite, ogni sfiducia nel promuovere la conoscenza del tuo amore, che si è rivelato tangibile e irresistibile nella sua Persona.

E, ora, mi rivolgo anche a te, Cuore Immacolato di Maria, perché con lo zelo incommensurabile del tuo animo tu tra-volga e trascini il mio povero cuore sulla gran via del sacrificio, dell'immolazione e dell'« eroismo » - se occorresse - per la salvezza mia e delle anime. Amen.

 

7a PREGHIERA

«L'amore di Cristo e delle anime ci solleciti nel promuovere il culto al S. Cuor di Gesù». (M.O. ).

Signore Gesù, l'appello che rivolgesti alla tua prediletta discepola S. Margherita Maria Alacoque, e dalla quale ricevesti immediata risposta, è giunto anche a me. Desidero come lei propagare il culto al tuo Cuore trafitto. A me, però, mancano purtroppo tante cose!... L'umile fiducia, lo spirito di sacrificio, lo zelo veramente apostolico, la santità!...

E, allora, dovrei recedere dal tuo in-vito?...

No! Tu non lo vuoi, Ed è giusto.

Hai trasfigurato Pietro che ti rinnegò ben tre volte: Paolo di Tarso che perse-guitò la tua Chiesa nascente: Tommaso l'incredulo... trasfiguri quindi anche me.

La misericordia e la squisita tenerezza con cui vai in cerca della pecorella smar-rita, si riverserà più abbondante su di me che vengo in cerca di te, riconoscen-doti come l'unico Pastore e Salvatore del-la mia anima.

Tu mi aiuterai ad essere disponibile ai doni del tuo Spirito per essere disponi-bile ai miei fratelli nell'amore e nel ser-vizio per te.

O Maria, sii sempre la mia guida, la mia avvocata, la mia Mamma.

 

8a PREGHIERA

« Il dolore redime alla luce del-l'amore del Cuore di Cristo ». Signore, ti ringrazio di poter compren-dere - sia pur con notevole difficoltà - dalla tua vita di « Servo sofferente di Jahvé » che il dolore redime alla luce del tuo amore.

Difatti: « Tu sei stato trafitto per i no-stri peccati: per le tue piaghe noi siamo stati guariti » (Is. 53,5). « Giustificati per il tuo Sangue, siamo stati salvati dall'ira » (Rom. 5,9). « Ci hai amati e hai dato te stesso per noi, per ciascuno di noi... » (Gal. 2,20).

« La tua Croce è fonte di ogni benedi-zione: è sorgente di ogni grazia, perché per mezzo di essa vien dato ai credenti il trionfo sopra la fragilità, la gloria so-pra l'umiliazione, la vita dopo la morte » (S. Leone Magno).

Sii dunque la mia forza, o Signore, in modo che io possa ripetere con S. Paolo - nelle circostanze più dolorose della vita - « Tutto posso in Colui che mi dà la forza » (Fil. 4,13). Amen.

 

9a PREGHIERA

L'Eucaristia: cibo delle nostre anime, assimilazione della vita divi-na » (M.O. ).

Signore Gesù, accresci la mia fede nella tua reale presenza eucaristica: fammi gu-stare, sin d'ora, un tantino di quello che sarà la vita eterna con te, con il Padre e lo Spirito Santo.

Aiutami a capire cotesto tuo disegno di amore, per corrispondervi con fedele generosità.

Nella cena da te istituita per le nostre anime, il cambiamento del pane e del vino si opera in un solo istante: pronun-ciate le parole della consacrazione, il pane non è più pane e il vino non è più vino, ma al loro posto ci sei tu, tutto intero, Uomo-Dio.

Io, invece, spesso o anche quotidiana-mente cibandomi di te, devo, purtroppo, riconoscere che la mia trasformazione in te si sviluppa lentissimamente, o addirit-tura rimane a un punto morto...

O Gesù, illumina la mia mente e solle-cita la mia pigra volontà, perché io possa trasfigurarmi presto in te.

Imploro, pertanto, che nulla rimanga in me che ostacoli la tua grazia, ma la per-severante mortificazione e l'assoluta pu-rezza di vita mi dispongano a un tale la-voro di trasformazione in te. Lo spirito di penitenza vivifichi il mio cuore per ren-dere efficace la tua grazia.

Esaudisci, o Gesù, questa mia legittima richiesta: come sotto le specie morte e fragili del pane e del vino si nasconde la tua vita umano-divina: così sotto i se-gni di creatura di fango e di miserabile peccatore - quale sono io - possa na-scondersi non solo cotesta tua medesima Vita, allorché ti ricevo nella comunione, ma essa si manifesti luminosa attraverso la mia umanità, e irrompa - come il sole squarcia le nebbie - a illuminare e a ri-condurre al Padre gl'indifferenti, gli osti-li, i senza-Dio.

Fa' quindi brillare sul mio volto un raggio della tua bontà e del tuo amore, per rendere visibile ai miei fratelli la tua presenza di Salvatore.

Diventato un solo essere con te, io pos-sa trasfigurare altri, e farne, con te, nuo-vi adoratori e figli prediletti del nostro Padre ch'è nei cieli.

 

10a PREGHIERA

« Rinnovato atto di tede nella pre-senza reale di Gesù nel SS.mo Sa-cramento dell'altare » (M.O. ).

Io credo fermamente, o Gesù, che tu sei presente nel santissimo Sacramento dell'altare, con la tua increata Divinità, per la quale sei della stessa natura, po-tenza e gloria del tuo eterno Padre, onde tutto penetri in tutti i luoghi con la tua immensità. In te tutto vive, tutto si muo-ve, tutto esiste.

Tu sei qui presente anche con la tua umanità; sei qui, tra noi, nel santo taber-nacolo, con il tuo corpo, la tua anima, il tuo Cuore d'uomo.

Tu sei qui: il Figlio della Vergine Maria. Anche tu, come noi, hai vissuto un'esi-stenza umana con le sue ore grandi e piccole, con le sue gioie e le sue lacrime, con la sua lunga e grigia monotonia dei doveri quotidiani e i suoi momenti de-cisivi.

Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, vero Dio e vero Uomo, io ti adoro.

Tu sei qui, o Gesù: tu che hai sofferto sotto Ponzio Pilato: stimato più colpevole del criminale Barabba: condannato e cro-cifisso senza alcun motivo che potesse minimamente giustificare l'iniqua senten-za: annoverato tra gli « scellerati », hai bevuto il calice amarissimo del dolore si-no alla feccia.

Abbi pietà di me, Signore.

Tu sei qui tra noi: con il tuo corpo risuscitato e glorioso. Nulla io vedo - è vero - ma l'occhio della fede ti vede qua-le Figlio dell'Uomo e fratello nostro glo-rificato, dopo aver vissuto la nostra stessa vita terrena.

Il mio udito non ti sente, ma l'udito del-la mia fede percepisce quel canto eterno di lode, che tu -- Sommo Sacerdote e Mediatore di tutti gli uomini - perenne-mente rivolgi all'eterno Padre nella gioia del tuo Cuore radioso, straripante di bel-lezza e armonia divine.

 

11a PREGHIERA

« Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini » (M.O. ). O Gesù, ospite nascosto in cotesto se-gno di Ostia consacrata, io sono qui per incontrarmi con te in un dialogo di fede e di amore.

Il tuo Spirito disponga il mio cuore all'ascolto intimo della tua parola, perché io comprenda almeno un pochino l'inson-dabile mistero della tua vita eucaristica, per arrivare a capire, in qualche modo, l'incredibile mistero dell'amore di tuo Pa-dre per me e per tutti gli uomini.

Dischiudì, perciò, il mio cuore ad acco-gliere il tuo amore.

Lo so, o Gesù, che la fede si assomma in questa suprema verità: « Dio ha amato noi e continua ad amarci: e ama tutti non in una maniera anonima ma individual-mente ».

Tu sei il « Buon Pastore » che conosci ogni singola pecorella, soprattutto quelle che si sono allontanate dal tuo dolce ovile.

Grazie, o Gesù, di tanta accondiscenden-te bontà.

Giovanni, il tuo prediletto discepolo, ebbe del tuo amore infinito una viva e costante esperienza negli anni in cui ti fu accanto. Nell'ultima cena, poggiando il ca-po sul tuo petto; ai piedi della Croce, quando, contemplandoti moribondo, egli raccolse le tue ultime parole di perdono e di amore, e affermò: « Dio è Amore! ».

Sì, o Signore, io credo al tuo amore di perdono e di salvezza.

Tu, o Gesù, Figlio di Dio fatto Uomo, volesti mostrarti, volesti esser visibile: volesti che le nostre orecchie ti ascoltas-sero, le nostre mani ti toccassero.

Giovanni, difatti, descrive come tu en-trasti attraverso ciascun dei suoi sensi: li enumera, distintamente, quando egli condensa, nella lettera alle Chiese di Asia, l'essenziale della sua esperienza religiosa: Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita: poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo te-stimonianza e vi annunziamo la vita eter-na, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi » (1 Gv. 1, 1-3).

Una simile esperienza sensitiva e di-retta non è certo possibile averla a con-tatto della tua presenza eucaristica.

Non importa! Non voglio esser come Tommaso!...

La tua parola, o Gesù, è certezza per me. Tu sei quello stesso Gesù che Maria, tua Madre, Giuseppe e i Magi adorarono: gli Apostoli e le folle ti seguirono osan-nanti alla tua bontà e alle tue tenerezze divine.

Sì, lo credo, o Gesù.

Io credo ancora, senza alcuna esitazio-ne, che nella celebrazione della S. Messa ricevo sempre e direttamente il tuo Corpo donato e il tuo Sangue versato; e, insie-me con te che ti doni, anche la spiega-zione della tua donazione: « Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo ».

E' questa la decisione definitiva di Dio,

che tramanda Se stesso in te, abbraccian-do tutta la storia umana. Una presenza di-vina che non si limita ad accompagnarci dall'alto, ma si cala eucaristicamente in ogni istante del nostro tempo.

Riconoscano gli uomini la tua reale presenza tra noi, o Signore!

La tua morte, o Gesù, si rinnova mi-sticamente nella cena eucaristica, rive-lando al mondo non solo la gravità del peccato, ma facendo rifulgere soprattutto l'amore delle tre divine Persone:

- l'amore del tuo Padre che n'è la sor-gente;

- il tuo amore di Figlio di Dio e Figlio dell'Uomo, che sei divenuto il punto d'in-contro tra noi e il Padre; e

- l'amore dello Spirito Santo che ci fa nascere ad una vita nuova e vivere da tuoi discepoli autentici.

Tale amore ha la sua massima espres-sione nell'Eucaristia che è il sacramento del tuo Amore!

O Gesù, accresci la mia fede, infiamma il mio cuore, mandami il tuo Santo Spi-rito, perché riconoscente io inneggi:

« Lode, gloria, amore al Padre, al Fi-glio e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen ».

 

12a PREGHIERA

« La preghiera di Gesù al Padre è che i discepoli costituiscano una unità paragonabile a quella costitui-ta da lui e dal Padre » (Gv. 17,11-21-22-23) (M.O. ).

Padre celeste, ti prego con il Cuore stes-so del tuo Verbo fatto Uomo, che la sua presenza eucaristica generi in me un amo-re sempre più generoso verso di te e verso i fratelli, per essere così unito a te e a loro, come tu sei una sola cosa con Cristo tuo Figlio.

La mia cattiveria - che spesso affiora e mi soggioga nella mia vita - non spez-zi o incrini mai l'unione di fede e di amo-re che deve regnare nella mia famiglia, nella comunità ecclesiale e nel mio am-biente di lavoro.

Il comandamento nuovo, promulgato da Cristo: « Amatevi l'un l'altro come io vi ho amato » - illumini la mia giornata e mi ricordi che tu non gradisci l'offerta all'altare, se prima non mi sia riconcilia-to con i fratelli.

Che io non abbia mai a confondere la carità fraterna voluta da te con la sim-patia o con le relazioni di buona amicizia, ma che io prenda coscienza che la carità fraterna ha la sua piena realizza-zione nel mistero dell'Eucaristia: soltan-to « partecipando realmente al corpo del Signore nello spezzare del pane eucaristi-co siamo elevati alla comunione con lui e tra noi » (L.G. n. 11).

Signore, infondi in me il tuo Spirito di amore: fa' che vivano uniti nella ca-rità e nella concordia, quanti nutri con l'unico Pane di vita.

 

13a PREGHIERA

« Sulla croce, quando viene trafit-to il costato di Gesù escono sangue e acqua, simboli rispettivamente del suo amore per l'uomo (sangue spar-so per lui) e dello Spirito-Amore che egli comunica come frutto di que-sta morte » (M.O. ).

Io sono qui inginocchiato davanti al tuo Sacramento, o Signore, come uno dei tuoi prediletti e scorta vigile alla tua Persona.

Davanti al Sacramento della tua morte, che mi fa vivo; al Sacramento del tuo silenzio, che grida con voce più forte che non il balbettìo vano del mio cuore; al Sacramento del tuo Corpo, che, assun-to da questa terra, è il pegno della vita eterna.

Nel fissare lo sguardo sull'Ostia adora-bile, segno della tua reale presenza, ti supplico:

Vivi in me, o Gesù; il tuo Spirito mi riempia dei suoi santi doni.

Vengo anche a te, o Cuore Immacolato di Maria, perché la nostra salvezza da te è stata concepita e in te si è compiuta. Fammi vedere Gesù, il Signore e Re-dentore: la luce della Verità e l'avvento di Dio in questo nostro tempo in cui l'azione del maligno è così penetrante e irruente! Mòstrami Gesù ora e nell'eternità. Amen.

 

14a PREGHIERA

« Il peccato è un fatto gravissimo, se per espiarlo, Gesù ha dovuto ac-cettare il patibolo della croce, sup-plizio di morte riservato agli schia-vi. Ha accettato la morte come dono totale di sé agli uomini, ed è garan-zia di salvezza per tutti » (M.O.).

0 Gesù, tu eterna Parola del Padre, sei stato inviato qui in terra per inserirti intimamente nel tessuto dilacerato e san-guinante della nostra famiglia umana.

Ci dilacerano e c'insanguinano peccati e delitti senza numero: e tu li hai presi su di te e li hai espiati per la nostra salvezza; e vuoi adesso ricomporre in una sola unità tutti gli uomini divisi e di-spersi.

Hai affrontato le nostre stesse condi-zioni di vita non con parole dotte e sua-denti, ma con una vita di stenti e di umi-liazioni, sino a morire come uno schiavo qualsiasi!...

Tu fosti giudicato un facinoroso al par di due ladri, messi ai tuoi fianchi, quasi ne fossi il capo... Tu davvero il grande « servo sofferente di Jahvé »: ma con te e per te viene a noi la salvezza da Dio.

La Passione, che tu sopportasti con una inaudita pazienza, mentre provocò scandalo al tuo popolo, in realtà invece fu espiazione dei nostri peccati.

Cuore trafitto di Gesù, abbi pietà di me! Ti contemplò, alcuni secoli prima, il profeta Isaia, descrivendo i momenti più impressionanti della tua « via dolorosa »: « Tu disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori, che ben conosce il pa-tire... Ti sei caricato delle nostre soffe-renze, ti sei addossato i nostri dolori, e noi ti giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato ».

« Tu sei stato trafitto per i nostri de-litti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbat-tuto su di te; per le tue piaghe noi siamo stati guariti » (Is. 53).

Cuore trafitto di Gesù, abbi pietà di me! Che cosa avresti dovuto fare di più, o Gesù, che tu non l'abbia fatto?

Dopo aver assaggiato l'aceto potesti ben dire: « Tutto è compiuto! ».

L'opera del tuo divin Padre - così co-m'era annunziata dalle Scritture - la salvezza cioè degli uomini, per mezzo del tuo sacrificio sulla croce, s'era compiuta.

Non appena chinasti il capo e spirasti, « uno dei soldati ti colpì il fianco con la lancia, e subito ne uscì "sangue ed ac-qua", perché si adempisse la Scrittura che dice: "Volgeranno lo sguardo a colui che han trafitto" ».

Ancora un oltraggio al tuo santissimo corpo, o Gesù!...

Ma il sangue ci attesta la realtà del tuo sacrificio, quale Agnello immolato per la salvezza del mondo; e l'acqua, simbolo dello Spirito, ne attesta la fecondità spi-rituale.

Sangue di Cristo, inebriami; dentro le tue piaghe nascondimi, o buon Gesù.

 

15a PREGHIERA

« Gesù, che si donò sulla croce, si dona come alimento ai suoi. Lo Spirito che diede morendo si comu-nica attraverso la sua carne e il suo sangue; il discepolo che mangia e beve alla Cena eucaristica risponde all'amore di Gesù con il suo impe-gno a vivere e a morire come lui » (M.O. ).

Signore Gesù, io credo fermamente che tu sei presente nel Sacramento dell'alta-re; accresci però la mia fede.

Io ti credo presente qual Uomo-Dio e mio Salvatore.

La pienezza della tua Divinità si è com-piaciuta, sin dal primo istante del tuo concepimento umano, di unirsi, nella tua Persona di Verbo di Dio, ad una uma-nità integra e perfetta, per farne il tempio vivo della presenza e dell'adorazione del tuo divin Padre.

Rendi anche me, santificato dalla tua presenza eucaristica, abitazione degna del-la Santissima Trinità.

Solo in te Dio ha posto le sue compia-cenze, e ti ha trasfigurato sul Tabor nel-la sua luce increata.

La tua Umanità, resa incandescente dal fuoco divino, irradia la luce, il calore, la forza santificatrice dello Spirito Santo.

La tua Umanità è stata così consacrata dimora dell'Altissimo, e tu ne sei dive-nuto, come Uomo, l'Adoratore perfetto.

Trasumanato dal tuo Pane eucaristico, anch'io possa divenire con te adoratore degno del Padre.

Ti prego, o Gesù: ascoltami.

Tu vivi nei tabernacoli in una perenne donazione di te stesso al Padre, da poter essere disseminato, mediante la Cena Eu-caristica, in tutti i tempi e gli spazi per saziare chiunque abbia fame e sete di Dio.

Insègnami e sprònami a sapermi do-nare, sul tuo esempio, sempre e dovunque, ai miei fratelli per meglio donarmi a Dio.

Sollevando i veli che nascondono la tua presenza sacramentale, io scopro in cotesto mistero di fede: la santità di Dio, anzitutto, la quale, scendendo dall'alto, brucia e consuma le preghiere e i sacri-fici terreni: e la tua santità, poi, o Gesù, Figlio dell'Uomo, la quale ascende al Pa-dre nell'obbedienza, nell'immolazione e nella morte di te stesso per tutti gli uo-mini, per l'espiazione dei loro peccati e per la loro salvezza.

Grazie, o Gesù, di tanto infinito amore per me e per tutti. O Gesù, disponi il mio cuore ad acco-gliere costantemente dall'alto il tuo Spi-rito santificatore, per risalire insieme con te, santificato anch'io nella mia personale obbedienza e immolazione, sino al trono del tuo divin Padre.

Nonostante la tua condizione di Risor-to, tu vivi sotto le apparenze del pane e del vino, nello stato di colui ch'è sa-crificato, e il cui Sangue è stato versato per noi.

Io credo che in ogni celebrazione della tua Cena - in ogni S. Messa - il sacri-ficio della tua morte redentrice è sempre presente in mezzo a noi, perché non cessi di rinnovarlo, in ogni istante della gior-nata, al Padre, sui nostri altari.

Anch'io voglio unirmi alla tua continua offerta; ma rendimi degno.

Ti presento, pertanto, o Gesù, e tu ac-cettali: i miei quotidiani disagi, le mie sofferenze, le mie lacrime, i miei lutti, le mie agonie... per unirmi a te, Vittima dei miei peccati, ed essere così un unico dono, te più me, al nostro Padre celeste, mediante cotesto mistero d'amore, l'Euca-ristia!

 

16a PREGHIERA

« Nell'Eucaristia Gesù è "alimen-to" per comunicare la vita divina al-l'uomo; e l'uomo ha il dovere di cre-scere "in intensità" nell'amore ver-so il Padre e verso i fratelli » (M.O. ).

O Gesù, tu sei l'unica Via che conduce al Padre: la « Parola » efficace che ci ri-concilia a lui: la prova tangibile del suo eterno amore per ciascun di noi.

La tua presenza eucaristica in mezzo a noi è un dono per deporre nelle nostre mani, in una maniera tangibile, (le spe-cie consacrate ce lo assicurano) l'amore delle tre divine Persone.

E' il dono che supera ogni immagina-zione, perché è il dono che tu, Figlio di Dio, fai di te stesso all'uomo. Ed è anche un appello pressante alla mia anima: un appello che esige, evidentemente, un mio atto di fede, cioè di fiducia alla tua parola, o Gesù: « Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo ». « Prendete, e bevetene tutti: questo è il mio Sangue».

Tu trasformi così le profondità (la « so-stanza ») delle cose, lasciandone, però, sussistere ai nostri sensi le « apparenze », le quali sono i segni efficaci della tua com-piuta immolazione e morte sulla Croce, e della desiderata tua unione con l'intimo dell'esistenza di ciascun di noi, per puri-ficarci, per rinnovarci, per farci divam-pare di carità, e renderci così tuoi fratelli.

Tu sei nostro Dio e Salvatore, fai di te stesso eterno cibo ai redenti.

Ci nutri e ci sostieni, ci rinfranchi nel nostro pellegrinaggio al Cielo.

Gesù, Via Verità e Vita, abbi pietà di me!

Che il mio cuore comprenda, o Gesù, la totalità del tuo amore divino: e il mio cuo-re si apra ad accoglierlo con gratitudine ed esultanza.

Chi invece presumesse di avvicinarsi a te, con spirito diffidente e critico, non potrebbe partecipare all'ineffabile gaudio di questi incontri con te, qui presente nella candida Ostia.

Il mio atteggiamento nei tuoi confronti non può e non dev'essere se non quello d'un bambino che ti dica con semplicità e letizia: « Molte grazie, o Signore! ».

Ed è propria questa disposizione la ca-ratteristica autentica d'ogni vita cristiana: il saper cantare gioiosamente e sempre il « SI! » - il « GRAZIE! » - l'« AMEN! » al tuo amore per noi, e quindi al Padre e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

17a PREGHIERA

PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI

«Gesù conferisce ai discepoli la stessa missione ch'egli ha ricevuto dal Padre. Come quella di Gesù, la missione dei discepoli riveste la caratteristica del "Pastore" » (M.O.).

1

Eccomi ai tuoi piedi, o Gesù, e ti pre-go: che il tuo Spirito illumini la mia mente perché io riconosca la vocazione sacerdotale, quale miracolo di potenza e quale segno di predilezione del tuo Cuore divino.

Che tutti comprendano la trasforma-zione che si compie in ogni eletto con il Sacramento dell'Ordine sacro: il « consa-crato » diventa partecipe della tua mis-sione e dei tuoi poteri di Sacerdote unico ed eterno presso il Padre.

« Chi dice sacerdote - afferma S. Am-brogio - dice un uomo addirittura di-vino ».

Sublimi e incredibili gesti - propri d'un Dio che ama seriamente l'uomo - quelli con cui tu hai costituito continua-tori della redenzione uomini miserabili e peccatori. Assicuri, infatti, i tuoi « con-sacrati »: « Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi » (Gv. 20, 21). « A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non saranno rimessi » (Gv. 20,23). E nell'ultima Cena: « Fate questo in memoria di me » (Lc. 22, 19).

Ti benedicano i tuoi sacerdoti, o Signo-re: hai operato davvero cose grandi in loro.

La tua Eucaristia, o Signore, è il ri-chiamo stupendo dell'ora solenne dell'ul-tima Cena, in cui la istituivi insieme con il Sacerdozio che l'avrebbe perpetuata nei secoli.

In questo « MISTERO DELLA FEDE » il sa-cerdote è sempre in contatto immediato con te, « Pane del Cielo », che è nutri-mento, sostegno e conforto a ogni creden-te nel cammino verso la Patria celeste. L'azione del sacerdote, tuo ministro, si protende al di là della morte e del mon-do visibile: mediante le sue mani, tu Agnello di Dio rinnovi sui nostri altari il sacrificio di riconciliazione anche per i defunti, perché abbiano a incontrare come giudice misericordioso te che hanno rico-nosciuto nella fede come Salvatore.

Ti benedicano i tuoi sacerdoti, o Si-gnore: hai operato davvero cose grandi in loro.

Che ogni sacerdote, al chiudersi della sua giornata terrena, possa ripetere con te al Padre: « lo ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare ».

O Gesù, sempre intento a intercedere per noi, fa' scendere il tuo Santo Spirito a rinnovare la faccia della terra.

2

Il sacerdote, nella Chiesa, serve Cristo mediante il ministero della parola; ed è ministro del sacramen-to quando apre il dono di Dio sul-l'esistenza dell'uomo e introduce l'oggi dell'uomo nel mistero di Dio » (M.O. ).

Signore Gesù, tu che ci hai tanto amati fino a discendere dal Cielo in mezzo a noi, continui l'opera di salvezza e di santi-ficazione con la scelta di alcuni tra i tuoi fedeli, abilitandoli ad agire con la tua potestà e consacrandoli «dispensatori dei misteri di Dio».

Ti prego perché moltiplichi gli eletti del santuario, mandi santi sacerdoti alla tua Chiesa.

Chiama con voce potente ragazzi e gio-vani da questo mondo immerso in tanta dissipazione, e sovvertito da funeste ideo-logie che osteggiano violentemente il tuo Sacerdozio.

Manifesta a tanti giovani puri e gene-rosi - che si trovano dovunque - la fe-rita del tuo Cuore per coinvolgerli nel tuo amore, facendone dei « piccoli mediatori » con te.

I chiamati abbiano a perseverare nella loro vocazione e siano modelli di vita ve-ramente evangelica al popolo cristiano.

Manda, Signore, operai alla tua messe! Che anch'io senta la responsabilità di promuovere le vocazioni sacerdotali, illustrandone la dignità sublime e pregando soprattutto, perché i gesti della tua pre-dilezione si moltiplichino in seno alla mia comunità parrocchiale. E i genitori com-prendano tale dono inestimabile, e accol-gano quindi con gioia la chiamata al sa-cro ministero (qualora tu la farai sentire) dei loro figli.

Manda, Signore, operai alla tua messe! Signore, illumina e stimola gl'insegnan-ti, perché sappiano indicare tra le varie scelte, a cui gli alunni devono essere orien-tati, anche quella del sacerdozio, che non ha meno importanza nella vita d'un po-polo.

E lo stesso popolo cristiano aiuti i suoi sacerdoti partecipando ai loro impegni pastorali con una collaborazione attiva, intelligente e generosa.

Per intercessione di Maria, Regina de-gli Apostoli, accogli la mia preghiera per tanti fratelli che non hanno ancora chi dispensi la tua Parola, amministri i tuoi sacramenti e consacri il Pane della Vita. Amen.

 

PREGHIERA A MARIA PER I SACERDOTI (di Don Edoardo Poppe, G. d'O.)

3

« Maria, Madre di misericordia, il mon-do sta subendo la sua punizione.

Solo Tu puoi formare anime capaci di arrestare il braccio di Dio: forma dun-que dei sacerdoti nuovi, dal cuore di fuoco per incendiare questo mondo fred-do e arido; dona a questi apostoli una lingua nuova che vada diritta al cuore e scuota anche le anime più incallite.

Forma dei sacerdoti santi, che corri-spondano fedelmente alla grazia della loro vocazione e sian pronti e generosi ad ogni invito del Cuore di tuo Figlio.

Forma dei sacerdoti semplici e umili: dei sacerdoti come gli apostoli, fa' rivi-vere nei pastori e nelle pecorelle il fer-vore della perfezione evangelica.

Maria, onnipotente per grazia presso il Cuor di Gesù, nostro Salvatore, apri an-che il tuo Cuore colmo di amore e le tue braccia benefiche e materne verso di me e verso tutti gli uomini.

Concedi a me, e a quanti pregano in-sieme con me, la grazia di molti e santi sacerdoti.

Attendiamo fiduciosi perché tu, Madre nostra, ci ascolterai! ».

 

18a PREGHIERA PER L'UNITA'

« II progetto di Dio non si limita in un rapporto di amore con l'indi-viduo, ma il dinamismo dell'amore divino termina nel costruire l'unità perfetta tra gli uomini, incomincian-do dalla famiglia » (M.O. ).

Io ti rendo grazie, Signore Iddio, per la vita divina che ci hai donato e per la conoscenza che ne hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo fedele.

Ti rendo grazie, per il Pane eucaristico che ogni giorno viene spezzato sui nostri altari, perché chi ne mangia viva in eter-no e abbia sin d'ora un « pegno della glo-ria futura ».

Ti rendo grazie che per mezzo di Gesù, tuo Verbo fatto Uomo, ci hai lasciato in-travedere la Trinità delle Persone e l'uni-tà della natura divina, per indicarci quale specie di amore deve unire gli uomini tra loro.

Egli stesso ti ha pregato per noi: « Tut-ti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato » (Gv. 17,21).

Ti chiedo: come il Pane che viene spez-zato sull'altare era chicchi di grano rac-chiusi in spighe, qua e là biondeggianti nelle campagne, ma, una volta raccolti e macinati, diventano una sola cosa; così si uniscano i tuoi figli, o Signore, da tutti i lidi della terra intorno alla Mensa euca-ristica, per formare con la forza di que-sto divino mistero un unico corpo e di-ventare « un'offerta viva in Cristo, a lode della tua gloria ».

Ricordati, o Padre, della tua Chiesa: preservala da ogni male e rendila perfetta nel tuo amore: santificala nel tuo Spirito.

Chi è santo avanzi sempre più: chi non lo è si penta e si converta al tuo amore, ch'è il segreto per comprenderti.

« Chi non ama - ammonisce il tuo apo-stolo S. Giovanni - non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore » (1 Gv. 4, 8).

L'amore difatti è l'ala che ci avvicina a te: il culto più bello che possiamo ren-derti: è la luce che brilla unica nell'eter-nità.

Sia una sola, o Padre, la mia preghiera, una sola la mia speranza nell'amore, nel-la gioia piena e inalterabile che è Gesù Cristo, venuto da te e ritornato a te nella gloria, ma che rimane nello stesso tempo sotto i segni del Sacramento di amore.

Che io possa spezzare il Pane eucari-stico, nutrimento, e renderne grazie dopo aver confessato i miei peccati, affinché il mio sacrificio sia puro e gradito al tuo Cuore.

Se qualcuno fosse in discordia col pro-prio fratello - tu mi avverti - non si accosti all'altare se prima non si sia ri-conciliato con lui.

« Chi dicesse di amarti, mentre odia il suo fratello, sarebbe bugiardo » (1 Gv. 4,20).

Che io possa vivere dunque sempre l'ar-monia del mio cuore con te e con tutti i fratelli. Estendi, o Padre, ad ogni crea-tura la tua amorevole sollecitudine, per-ché tutti gli uomini, che hanno da te un'unica origine, formino una vera fami-glia, unita nella concordia e nella pace.

 

19a PREGHIERA DELLA FAMIGLIA CRISTIANA

«La famiglia cristiana è donazio-ne scambievole degli sposi e di tutt'e due ai propri figli; ma anche dona-zione di tutti - genitori e figli - agli altri » (M.O. pag. ).

Dio, che sei veramente Padre e noi ve-ramente tuoi figli, inviti sposi e figli a vivere la nostra vita familiare come se vivessimo già nell'immensa famiglia dei beati nel cielo.

Ci proponi come modello la famiglia di Nazaret che è un quadro realistico e stu-pendo delle alterne vicende alle quali va soggetta ogni famiglia umana di cui Cri-sto si è reso pienamente partecipe.

La Sacra Famiglia di Nazaret speri-mentò, difatti, al par di noi, gioie e sof-ferenze: in essa s'alternarono avvenimen-ti lieti e tristi.

Che l'amore e la pace della casa di Nazaret regni nella mia (nostra) famiglia. Tutti i suoi membri sentano il dovere di vivere quale comunità missionaria, aperta alle esigenze del quartiere e della Parrocchia: disposti a collaborare con le altre famiglie, apportandovi lo spirito del Vangelo e promuovendo così l'avvento della fratellanza universale.

Ti prego, o Signore, per i giovani fidan-zati, perché si preparino seriamente alla loro vita d'intimità e di comunione sul piano umano e sul piano soprattutto cri-stiano, e al loro impegno educativo con una costante crescita di « carità » che è la vera fonte dell'unità familiare.

E i genitori anziani e abbandonati in-contrino persone caritatevoli che offrano conforto, serenità e un raggio di gioia alla loro solitudine.

Le coppie in crisi ti accolgano, Signore, quale « Luce vera », quella che « illumina ogni uomo »: « credano nel tuo nome », per ricevere « dalla tua pienezza grazia su grazia », e sperimentare così la pace che sei venuto a portare agli uomini che ac-cettano il tuo amore.

Rivolgi, Signore, il tuo volto su quei giovani separati e soli: fa' sentir loro la tua presenza di Padre: liberali da timori e incertezze: aiutali ad entrare sempre più nel tuo progetto di amore.

Si apra il tuo Cuore ai figli trascurati e non amati, perché nella Parrocchia e nella scuola siano oggetto di particolare attenzione e di cordiale affetto da parte di quanti curano la loro formazione edu-cativa, culturale e religiosa.

Sostieni, infine, i genitori perché accol-gano i bambini come dono del tuo amore sin dal primo istante del loro concepi-mento nel grembo materno: rispettino il mistero della loro personalità fin dall'in-fanzia: li facciano crescere in un clima di amore, di fiducia e di obbedienza alla tua Parola.

Gesù, Figlio di Maria, abbi pietà di noi! S. Maria, Sposa di Giuseppe e Madre di Gesù, prega per noi. S. Giuseppe, sposo di Maria e custode di Gesù, prega per noi.

 

20a PREGHIERA

« La S. Messa è il massimo dono elargitoci da Cristo, perché è un ripiegarsi incessante del Verbo di-vino verso gli uomini » (M.O. ).

Signore, l'uomo, che tu plasmasti con amore di Padre, doveva essere l'interpre-te dell'universo e celebrarne le meraviglie con un canto di adorazione e di lode da emulare gli Angeli osannanti intorno al tuo trono; ma lo scettro che tu ponesti nelle sue mani, egli lo frantumò misera-mente col distaccarsi da te, fonte di san-tità e di gioia.

Chi poteva salire sul monte santo e of-frirti degni omaggi di riconoscenza e di amor filiale?... Nessuno!

Soltanto il tuo eterno Unigenito. dive-nuto nel tempo l'Agnello immolato sulla Croce, ha potuto togliere i peccati del mondo.

Ora, la sua Umanità gloriosa, che siede alla tua destra, continua ad offrirsi in una perenne immolazione eucaristica, per riaffermare la tua sovranità di amore sull'uomo e sull'intero creato, e riconciliare l'uomo peccatore con te, Padre celeste offeso.

La S. Messa che, per volontà del tuo Cristo, ci fa rivivere il mistero dell'Ultima Cena, è il massimo dono elargitoci, per-ché è un ripiegarsi del tuo Verbo divino verso gli uomini.

Egli, difatti, scende di nuovo nel mon-do, come chi trovasse proprio tra noi le sue gioie, le sue « delizie »... per dispen-sarci i tesori della sua grazia.

La sua disponibilità per tutti, iniziata nel seno immacolato della Vergine, si estende ad ogni tempo e ad ogni luogo, quasi rincarnandosi sugli altari e sceglien-do sua dimora non più Nazaret, ma tutti gli angoli della terra. Egli compie, nel senso più suggestivo, la parola evange-lica: « E venne ad abitare in mezzo a noi » (Gv. 1, 14).

Che cosa ti offriremo noi, Signore, per tutto quello che hai fatto per noi?... Pren-deremo il « Calice della salvezza », che il tuo Figlio Gesù pone, in ogni istante del-la giornata, nelle nostre mani e invoche-remo il tuo nome. Insieme con lui faremo salire il canto del nostro amore per te, della nostra fedeltà e del nostro impe-gno gioioso per l'avvento del tuo Regno nel mondo.

 

21a PREGHIERA

« Sulle benedizioni rituali desti-nate al pane e al vino, nella celebra-zione della Pasqua ebraica (l'ultima celebrata con i suoi), Gesù innesta l'istituzione dell'Eucaristia. Dando da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue versato, egli descrive la sua morte come sacrificio della "nuova" Pasqua di cui lui stesso è il nuovo Agnello » (M.O. ).

Signore Gesù, io ti benedico e ti adoro nel Santissimo Sacramento dell'altare do-ve tu « nostra Pasqua » sei presente.

Conosco dalle sacre Scritture come l'an-tica Pasqua ebraica - il memoriale cioè della storica liberazione degl'Israeliti dal-la schiavitù dell'Egitto, in cui un agnello veniva ucciso e mangiato in famiglia tra solenni preghiere - fosse una figura pro-fetica della redenzione che tu hai com-piuto morendo sulla croce.

La tua morte è la vera Pasqua: l'inizio della nuova alleanza, l'avverarsi di quan-to era stato predetto delle tue vicende per-sonali; l'unico sacrificio di espiazione:

l'evento della nostra salvezza. Sacrificio e salvezza già in atto nei tuoi gesti che accompagnano il rito dell'Ultima Cena, durante la notte in cui eri tradito.

Difatti, sulle benedizioni rituali, desti-nate al pane e al vino, tu innesti l'istitu-zione dell'Eucaristia; e, porgendo da man-giare il tuo Corpo e da bere il tuo San-gue, presenti la tua morte come il sacri-ficio della vera Pasqua, di cui sei il nuovo Agnello che cancelli realmente i peccati del mondo.

Con la duplice consacrazione del Pane e del Vino tu esprimi così la separazione del Sangue dal tuo Corpo, annunciando e anticipando la tua morte cruenta sulla Croce.

Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.

La tua Pasqua è compiuta, o Signore: mediante l'oblazione eucaristica della tua morte e risurrezione, mediante il Sacra-mento perpetuo del tuo Sacrificio, la Messa: e sarà, infine, definitivamente suggellata nell'ultimo giorno della storia umana, quando tu ritornerai nella gloria a riunirci nella gioia del banchetto eterno nel Regno del Padre tuo.

La Pasqua raggiungerà allora la sua pie-nezza: sarà l'Eucaristia che tu presie-derai visibilmente, e alla quale tutti i fe-deli di tutti i tempi parteciperanno.

Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.

La ricchezza spirituale della nostra re-denzione, o Gesù, si racchiude quindi in alimenti divinamente trasformati: solo mangiando il tuo Corpo immolato e be-vendone il Sangue versato, noi prendiamo parte al tuo sacrificio nel far nostra la tua offerta, e nel beneficiare della grazia che esso racchiude.

Tu hai scelto elementi comunissimi per far di essi la tua Carne e il tuo Sangue in stato di vittima, perché tutti potessero dovunque e sempre rinnovare il « MISTE-RO PASQUALE ».

Che io possa almeno un tantino com-prendere la tua Cena e la tua continua presenza in mezzo a noi, affinché i tuoi altari e i tuoi tabernacoli non siano più così abbandonati nel silenzio e nel vuoto delle nostre Chiese.

Ti benedico e ti adoro, « Cristo nostra Pasqua », qui presente nel Sacramento dell'altare.

O Gesù, nostra Pasqua e Pane vivo, che, mediante la tua Carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, comunichi agli uomini la vera Vita, fa' che il mio lavoro con le sue naturali e legittime aspirazioni, e la creazione tutta siano elevati, consa-crati, divinizzati.

E tutto l'universo si sciolga in un inno di gloria al Padre, a te Figlio e Salvatore nostro, e al tuo Spirito. Amen.

 

22a PREGHIERA

« Vivere il dono della Fede come Maria » (M.O. ).

Signore Gesù, è la Fede, infusa in me dal tuo Santo Spirito, che mi porta ai piedi del tuo ciborio per adorarti, ringra-ziarti e riparare i miei peccati e quelli degli uomini miei fratelli.

« Senza la Fede - lo so - è impossi-bile esserti graditi » (Ebr. 11, 6): « il giu-sto vive mediante la Fede » (Rm. 1, 15).

Essa significa riconoscerti Messia e Fi-glio di Dio, in cui si rivela l'amore del Padre, che viene offerto e manifestato fino all'estremo della tua morte... Signi-fica sceglierti come modello di vita e farsi compenetrare dal tuo medesimo amore.

Ascoltare il tuo messaggio evangelico è lo stesso che prestar fede al Padre che ti ha inviato. Signore, accresci la mia fede.

Fu un atto di perfettissima fede che sostenne Maria, tua Madre, nel compimen-to della sua sublime missione. « Avvenga di me quello che hai detto » (Lc. 1, 38). E' la risposta decisa ch'ella dà all'Angelo. « E tu, Verbo di Dio, divenisti carne e venisti ad abitare in mezzo a noi » (Gv. 1,14).

La fede dileguò in lei ogni nube d'in-certezza sullo squallore della tua nascita a Betlemme: le fu luce ristoratrice nella tua fuga in Egitto: la sospinse sino al vertice d'un eroismo inarrivabile e la rese Regina dei Martiri ai piedi della tua croce sul Calvario.

La mia fede di figlio non è certo all'al-tezza di quella di Maria, donataci da te come nostra Madre. Signore, accresci la mia fede.

Nel contemplarti nell'Ostia Santa che come velo candido nasconde la tua reale e gloriosa presenza di Uomo-Dio, provo, a volte, un senso di smarrimento... la vi-sta, il tatto, il gusto non ti percepiscono...

Ma come fu per Maria la parola del-l'Angelo, così per me sia argomento di certezza la tua parola infallibile: « Que-sto è il mio Corpo ».

Perciò al di là dei segni eucaristici, come la Vergine al di là delle tue fattezze umane, riaffermo la mia fede:

Ti adoro, o Dio nascosto, che real-mente sei presente sotto le fragili specie d'un'Ostia consacrata ».

 

23a PREGHIERA

« Perché regni il Cuor di Gesù: è questo il suo desiderio » (M:O. ).

Signore Gesù, che il tuo vangelo sia predicato e accolto dovunque, perché il tuo Regno si diffonda in tutti i popoli.

La Chiesa, mediante i suoi ministri e i suoi figli attivi nell'apostolato, annunzi instancabilmente il regno delle anime da te fondato.

Tutti i credenti - soprattutto le tue guardie d'onore - figli del tuo Regno, proclamino con coraggio che il tuo Regno è già in mezzo a noi, dove sei adorato . in spirito e verità, dove si combatte con-tro la carne, il sangue e l'orgoglio. Che tutti lo accolgano e lo realizzino con lea-le e gioiosa rispondenza. Venga il tuo Regno, Signore.

Che la mia fede in te, o Cristo, sia vis-suta in modo tale che tu sia davvero re-gola dei miei pensieri sino a saper rin-negare me stesso, a riconoscere i limiti della mia intelligenza per conformarla alla tua; a poter ripetere anch'io con S. Paolo: « Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me » (Gal. 2,20).

Che io guardia d'onore - consacrata dal sigillo della divinità sin dal giorno del mio battesimo, e riconsacrata con un impegno specifico a « milite vigilante del tuo Sacro Cuore » - sappia conquistare al « regno incrollabile », ch'è la città del cielo, dove tu regni col Padre, in mezzo agli Angeli e ai Santi, tanti miei fratelli, e poter cantare insieme con loro: « Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre ».

Fa' di me, Signore, un fedele testimone del tuo Regno!

 

24a PREGHIERA

« Testimoni di Cristo » (M.O. ).

O Gesù, fa' che io ti lodi nella maniera che a te piace. Che possa anch'io essere come il Battista testimone nel mondo del tuo Vangelo, come egli immolò la sua vita per la giustizia e per la verità.

Rendere testimonianza a te, Luce in-creata, perché altri credano per mezzo mio.

Il mio esempio sia forza che trascini: il mio operare in casa, nell'ambiente di lavoro e dovunque sia suadente influsso di bontà e di santità.

Il mio cuore manifesti la pienezza dell'amore che io nutro per te e per i fra-telli. Amen.

Si ravvivi in me, o Signore, l'impegno assunto soprattutto nel giorno della cre-sima, « in cui venni vincolato più perfet-tamente alla Chiesa, fui arricchito di una speciale forza dallo Spirito Santo... per diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede come vero testimo-ne » (L.G. n. 11).

E non c'è testimonianza più valida, ai nostri giorni, che amare gli uomini in mezzo a cui viviamo.

Che io testimoni anche l'amore e la comunione di vita che mi unisce agli altri miei fratelli nella fede, e faccia risplen-dere la mia vita cristiana in opere di mi-sericordia, di unione e di pace con tutti. Amen.

 

25a PREGHIERA

« A voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo ma anche di soffrire per lui» (Fip. 1, 29). Paolo chiama grazia di Cristo ciò che gli eletti soffrono per lui: «Le sofferenze del momento pre-sente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivela-ta in noi » (Rm. 8, 18) (M.O. ).

Signore Gesù, che comprendi la nostra debolezza, non ti meravigli se la soffe-renza rimane per me e per altri un miste-ro angoscioso, nonostante che tu ti sia volontariamente rivestito del nostro tes-suto umano dilacerato e sanguinante.

Tu hai utilizzato il dolore e la morte, frutto del nostro peccato, per salvarci: nella tua croce si racchiude la « molte-plice passione » d'ogni singolo uomo e d'ogni singolo popolo.

La tua sofferenza divenne una « ago-nia », un combattimento nell'angoscia e nella paura. Nella tua passione si con-centrò tutta la sofferenza umana possibile, dal tradimento sino all'abbandono del tuo Padre celeste.

Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.

Il peccato non si elimina come d'incan-to, ma va distrutto, espiato nella contri-zione del cuore e nella fede sofferta: so-prattutto nella partecipazione viva all'a-zione redentiva del tuo « mistero pasqua-le», incorporandomi nella pienezza della tua offerta al Padre.

Desidero di essere nella Chiesa - e tu aiutami - una guardia d'onore che, pur riconoscendo di essere incapace di con-templare il tuo volto d'un Dio crocifisso, ti chiede umilmente di non essere esclu-sa dalla comunione col tuo Corpo e il tuo Sangue immolati sulla croce e « ripre-sentati » nella perenne Eucaristia sui no-stri altari.

Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.

Sono certo che non sono solo ma con me sei tu, o Gesù, e la tua Chiesa a sof-frire e morire.

Tu hai voluto che il sentiero di morte, di cui ogni uomo ha orrore, non fosse solitario, ma che battessimo la via del dolore e della morte accompagnati da te, nostro spontaneo cireneo, che hai sofferto nelle forme più terribili e scandalose, per la nostra salvezza.

La sofferenza imperversò su di te con le più inaudite devastazioni e ti sfigurò sino al punto da non suscitar la più tenue compassione, ma l'orrore e il disprezzo.

La tua esistenza « quotidiana » si rias-sume in tre parole: « Uomo dei dolori! » (Is. 53, 3). Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.

Signore, che ti sei fatto « peccato per noi », e moristi in solitudine... questa esperienza umana, che volesti vivere, fu estremamente dolorosa e umiliante: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbando-nato? » (Mr. 15,34).

Nella solitudine della croce mi trovo, a volte, anch'io...

Si dànno momenti in cui la mia soffe-renza non è conosciuta o rimane incompresa: nulla di più amaro e desolante! Ma tu, o Gesù, aiutami ad offrirtela serenamente, perché tu te ne serva, e di-venti per mezzo tuo fonte di comunione con tutti i fratelli.

E' una solitudine senza speranza ter-rena, così come quella di te crocifisso; una solitudine però che redime e salva.

Signore, apri gli occhi della mia fede al mistero del dolore.

Che io possa essere quel chicco di fru-mento che muore e marcisce silenziosa-mente nella terra, per portar molti frut-ti di salvezza al mondo.

Questa legge biologica tu, o Gesù, l'hai divinamente applicata sul piano della re-denzione: l'applichi anch'io generosamen-te nella vita di fede e nell'impegno aposto-lico della mia giornata di guardia d'onore. Maria, Madre della Chiesa, prega per me.

 

26a PREGHIERA

«L'Immacolata è il "segno" che con la risurrezione di Cristo il male, cioè il peccato, è già sconfitto "in partenza, se una creatura ha potu-to esser ripiena di grazia dal primo istante della sua esistenza nel seno di S. Anna » (M.O. ).

1

Signore Gesù, l'Immacolata non solo s'inserisce nella storia evangelica quale tua Madre prescelta da Te, Verbo di Dio, ma anche come Figlia di Sion, la Dimora dell'Altissimo, l'Arca dell'Alleanza, la ser-va di Javhé, la nuova Madre dei viventi. Ella risplende nella luce gloriosa del ser-vizio prestato al tuo Padre celeste, per-ché si compisse il disegno della redenzio-ne e salvezza per mezzo di te, Salvatore del mondo.

Ti ringrazio, Signore, di tal dono e di tanta gioia!

E, ora, mi rivolgo a te, o Immacolata Maria; tu che ti sei consacrata con una

totale irrevocabile offerta a Gesù, tuo Fi-glio e tuo Dio, racchiudi anche me in co-testa tua offerta, sollecitando la mia ge-nerosità e la mia fedeltà ad ogni invito del Signore. Rendimi così partecipe della indicibile felicità della tua fede. Te lo chiedo per i meriti dello stesso Gesù e per la tua materna intercessione presso di lui.

2

Signore, il mistero dell'Immacolata Concezione di tua Madre mi ha estasiato nella sua travolgente bellezza da chieder-ti: « Signore, vieni e non tardare con la tua gloria! ».

Io mi trovo in un mondo che impaz-zisce contro di te; in un mondo dove gli uomini preferiscono servire a satana, di-videndosi e lacerandosi tra loro in lotte fratricide... mentre invece è così incante-vole vivere uniti con te e con Maria, nel nostro breve pellegrinaggio alla Patria.

I « cieli dei cieli » - la « eterna Geru-salemme » - sono tanto affascinanti! E beato chi riesce sin d'ora a scoprirne un solo lembo, perché, allora, è impossibile non dire: « Signore è bello per noi re-stare con te e con la tua Mamma! ». Ma finché io rimango qui in terra, oc-corre scendere da queste contemplazioni, e rischiare la propria vita per te, come gli -Apostoli, come i martiri e come tutti i tuoi veri discepoli.

Il pregustare alcuni momenti di Para-diso deve condurmi subito a trasmettere agli altri, sull'esempio di Maria, attraver-so l'opacità della mia carne umana, il tuo divino irradiamento.

Ti prego, pertanto, o Gesù, di far di me un autentico portatore della tua pre-senza e di poter comunicare a tutti l'en-tusiasmo della mia fede.

Fammi desiderare ardentemente l'esten-sione universale del tuo amore nel cuore di tutti gli uomini. Sono al tuo servizio; e la tua benedizione mi accompagni nel sentiero della mia vita sino all'eternità.

 

27a PREGHIERA

« Dio è Amore. Amatevi gli uni gli altri! » (M.O. ).

Signore Gesù, mio Dio e mio Salvatore, quanta disattenzione o, addirittura, col-pevole cecità di fronte ai prodigi del tuo amore con cui operi nella mia anima!...

Per guarire da tanta miseria spiritua-le, basterebbe un confronto sincero con i tesori di potenza e di sapienza divina, che ogni essere creato racchiude in se stesso, per chinar umilmente la fronte ri-conoscente in un canto perenne di gioia: R Delle cose create siam davvero le più belle, noi figli del tuo Padre celeste! ».

Non c'è creatura che non canti la tua gloria. La mirabile struttura del corpo umano, nella sua complessa bellezza fisio-logica, non rivela, forse, così bene la tua mano d'artefice divino da rapirmi, per così dire, in estasi?...

E allora perché sono così incredulo, o Signore, nell'accogliere il tuo progetto di amore?... Forse perché esso entra nel mistero?...

Ma quanti misteri dell'universo non ri-mangono ancora da scoprire?!...

Signore, accresci la mia fede, perché io ti ami sempre di più!

Voglio credere al tuo amore, o Gesù: credere al tuo progetto con cui vuoi la-sciarmi intravedere l'oceano sconfinato dell'amore delle tre divine Persone, per-ché il mio amore, fumigante fiammella, vi divampi, vi si confonda, vi diventi una cosa sola con quello del tuo Cuore di Uomo-Dio.

Il peccato dell'uomo non disarma il tuo amore; e, per questo, il Padre ti ha do-nato al mondo « perché chiunque crede in te non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv. 3,16). « Tu ci hai amati e hai dato te stesso per noi » (Gal. 2, 20).

Ecco il poema del tuo amore per cia-scun di noi. Signore, accresci la mia fede, perché io ti ami sempre più.

A questo poema tu aggiungi, o Signore, una testimonianza ancora più sconcer-tante del tuo amore; direi la sintesi dei tuoi misteri: un amore portato sino ai limiti estremi, a cui nulla si può aggiun-gere.

Me lo assicura il tuo discepolo predi-letto: « ... li amò sino alla fine » (Gv. 13, 1); e anche l'apostolo del tuo Cuore di-vino, S. Margherita Maria, a cui rivolge-sti quei tristissimi accenti: « ... Se fosse possibile, vorrei fare anche di più ». Ma questo non è possibile che tu possa di-mostrare altri più tangibili segni del tuo amore.

Difatti, nell'Eucaristia tu sei Vittima, che rinnovi incessantemente la tua immo-lazione per noi; sei Pane che ti doni per la nostra vita soprannaturale; sei Pastore che vegli sui nostri passi; sei Maestro che dissipi le tenebre della nostra igno-ranza sui problemi di fondo della nostra esistenza; sei Avvocato che intercedi per noi; sei Amico che accogli le nostre sof-ferenze e le nostre lacrime; sei « Dio-con-noi! ».

In questi fulgori del tuo amore, o Si-gnore, io comprendo meglio la mia no-biltà di figlio adottivo di Dio, di fratello tuo e di tempio del tuo 'Santo Spirito.

Questi vincoli con la Santissima Trinità mi fanno cadere in adorazione e cantare con la Chiesa: « Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli ».

 

28a PREGHIERA

« Amati amiamoci! » (M.O. p. ).

Signore Gesù, veramente ammirabile 1a virtù della carità che tu infondesti nel-la mia anima nel giorno del battesimo. E' il dono primo e più necessario con il quale posso amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amor di lui.

La carità dilata i nostri cuori sino ad abbracciare te nell'unità delle tre divine persone e i fratelli tutti, in un vincolo solo d'inesprimibile amore, e a sublimare perfino le più umili cose.

Quanto più essa si abbassa amorevol-mente agl'infimi bisognosi, tanto più di-vampa verso le più alte vette: quanto più benignamente si piega sulle ripugnanti miserie umane, tanto più rapido è il volo verso di te.

Signore, dilata il mio cuore nella « for-nace m della tua carità.

Lo so, Signore, che la lode di questa virtù sarà perfetta soltanto in cielo: in terra, la carità, pur rivelandosi come un sole che illumina e feconda meraviglio-samente tutti i rapporti umani, non si lascia però scoprire in tutta la sua inten-sità e ricchezza spirituale.

Non è la lode di questa virtù che tu desideri da me, ma ch'essa sia praticata con le opere: sia palese a tutti: e sia per-ciò glorificato il Padre nostro che è nei cieli.

Che io possa rivestirmi dei medesimi sentimenti e generosità del tuo Cuore. Tu, Verbo eterno del Padre, « pur essen-do di natura divina... spogliasti te stesso, assumendo la condizione di servo e di-venendo simile agli uomini... e fosti ob-bediente fino alla morte di croce » (Fil. 2,6-7-8).

Che io, fissando lo sguardo in questo mistero della redenzione, comprenda fi-nalmente l'infinita tua carità che l'ha rea-lizzata per la salvezza del mondo.

Infondi nel mio cuore lo Spirito del tuo amore, per poter vivere sempre l'ar-monia dei due amori, l'uno verso Dio e l'altro verso il prossimo.

Signore, dilata il mio cuore nella « for-nace » della tua carità.

 

29° PREGHIERA

«Noi redenti dalla misericordia divina, siamo misericordiosi verso tutti i fratelli» (M.O.).

Signore, la tua misericordia scenda su di me e sul mondo che ti rifiuta e ti per-seguita.

Ti adoro, Padre, re del cielo e della terra, nel tuo Cristo presente sotto i segni dell'Ostia consacrata. Egli è la grande manifestazione della tua misericordia e compassione verso gli uomini. Se tutta la mia vita diventasse una lode perenne alla tua misericordia e al tuo amore, essa si trasformerebbe profonda-mente; ed io sarei una vera immagine di te, con Cristo e in Cristo, tuo Figlio.

Se mi avvicino a lui e gli rimango un pochino accanto, vedo i suoi occhi mise-ricordiosi fissare la miseria fisica e spi-rituale delle folle. E questa misericordia egli la vuol trasfondere anche in me con il dolce richiamo: « Siate dunque miseri-cordiosi come il Padre vostro è miseri-cordioso » (Lc. 6, 36). Signore, abbi pietà di me.

Tu vuoi, o Dio, che il tuo Unigenito, fatto Uomo, scelga di porsi ai margini della società « per bene », tanto da meri-tarsi l'appellativo di « amico dei pecca-tori ». E attraversando le vie della Pale-stina ripete con i fatti: « Ho compassio-ne di questa folla » (Mt. 15, 32). Egli con-forta, rasserena, illumina: è il « Re man-sueto » venuto a cercare quello che era perduto.

La misericordia con cui il tuo Figlio ti ha manifestato agli uomini non è stata un sentimento vuoto, saltuario, ma una partecipazione viva e piena a tutte le nostre sofferenze: una vita totalmente consacrata e offerta sino all'immolazione cruenta di se stesso sulla croce.

« Egli è stato trafitto per i nostri de-litti, schiacciato per le nostre iniquità » (Is. 53,5).

Signore, abbi pietà di me.

Per un gesto di pura bontà tu hai inse-rito, o Signore, anche me, come tuo figlio di adozione, nel tuo disegno di miseri-cordia: aiutami ad essere strumento fe-dele della tua misericordia in mezzo ai fratelli, perché tutti riescano ad accostar-si « con piena fiducia al trono della gra-zia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento op-portuno (Ebr. 4,16).

Accendi in me lo zelo per le anime, perché io sia pronto a farmi servo di tutti per guadagnare tutti al tuo Regno di giustizia, di pace e di amore. Nel nome di Gesù che misticamente continua a spargere il suo Sangue nel mistero euca-ristico, ti prego ch'esso scenda su di me: sia lavacro che mi purifichi, energia di-vina che mi rinforzi, fiamma che mi ac-cenda. Effondi la tua grazia in tante anime che non ti conoscono o ti hanno abban-donato. Fammi partecipe della tua mise-ricordia e uniscimi nella tua carità. Signore, abbi pietà di me.

 

30a PREGHIERA PER I PECCATORI ISCRITTI AL «QUADRANTE DELLA MISERICORDIA»

«L'esistenza del cristiano è tutta situata in questi due poli: l'esperien-za della misericordia di Dio e l'im-pegno misericordioso per gli altri, per tutti indistintamente, al pari di Cristo che è morto per tutti» (M.O. ).

Signore Gesù, che sei venuto nel mon-do per evangelizzare i poveri e guarire i contriti di cuore, porta anche oggi la salvezza a coloro che invocano, nella loro tormentata e angosciosa vita, un salva-tore, senza riuscire ancora a conoscere Te, unico Salvatore dell'uomo.

O Cuore divino di Gesù, tutto tenerez-za e misericordia, che con tanta amorosa sollecitudine vai in cerca della pecorella smarrita; io, tua guardia d'onore, ti pre-go per tutti i peccatori impenitenti, ma specialmente per quegli iscritti al « Qua-drante della Misericordia ».

Misericordia, o Gesù, della loro tristis-sima sorte!

Misericordia della loro noncuranza per te: della loro ostinazione nel resistere al-la tua santa grazia!

Sono lontani da te, o Gesù, ma sono tuoi perché riscattati dal tuo preziosissi-mo Sangue: dalle atroci sofferenze e in-dicibili agonie del tuo Cuore.

Sàlvali per la tua infinita bontà e per l'intercessione della tua Madre Maria, Ri-fugio dei peccatori.

Richiamali a te oggi stesso, per sempre. Io ti ringrazio sin d'ora, Sacro Cuor di Gesù.

Misericordia, sàlvali! Amen.

 

31a PREGHIERA

Cristo è il Figlio di Dio fatto Uo-mo: l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Colui che c'in-troduce nella vita trinitaria di Dio.

Ti contemplo, o mio Gesù, velato sotto le apparenze del Pane eucaristico nella tua duplice natura di Uomo-Dio, e umil-mente ti adoro, « Verbo fatto carne ».

Con te adoro il Padre e lo Spirito San-to, che so essere uniti a te per l'ineffabile mistero, che vi distingue ma non vi sepa-ra, Trinità di persone nell'Unità di natura.

Ti amo, Redentore divino, che in questo mistero, il quale è insieme Sacrificio e Sa-cramento, effondi in modo particolare i tesori della tua grazia, frutto della tua immolazione sulla Croce, per la salvezza degli uomini; e dal profondo del cuore te ne ringrazio.

« Dio fatto uomo perché l'uomo dive-nisse Dio »: « Pane degli Angeli divenuto cibo degli uomini ».

Con te ringrazio il Padre, che per la sua bontà, ancora ci ama come figli adot-

tivi; ringrazio lo Spirito Santo, il quale con i suoi doni corona la tua opera reden-trice nelle singole anime.

Con tanta amarezza ti considero, « Cuo-re spezzato per i nostri peccati », Vittima immolata ad ogni istante sugli altari per l'umanità ostinatamente peccatrice!...

« Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi ».

« Il tuo Sangue cada su noi e sopra i nostri figli » come onda purificatrice.

« Perdona, o Signore, perdona al tuo popolo... il quale non comprende quello che fa ». « Non abbandonare alla perdi-zione la tua eredità... Signore e mio Dio ». « Sii propizio a me peccatore ».

« Maestro buono », che in questo miste-ro hai creato una sintesi di fede, che è aureola alla tua augusta presenza, ed hai eretto una cattedra di verità, che nel buio della vita è luce a tutte le anime assillate dal tormento dei massimi pro-blemi con purezza d'intenzioni, - io ti invoco.

« Parla, o Signore, poiché il tuo servo ti ascolta »: « Tu solo hai parole di vita eterna ». - « Pastore buono... che dai la vita per le tue pecorelle... si faccia un solo ovile ed un solo pastore ». - « Principe . della pace... donaci la pace » ed il mondo comprenda che « Tu sei la pace ». - « Mio Dio e mio tutto... venga il tuo regno ».

O Gesù, Verbo di Dio, hai voluto così terribilmente umiliarti da racchiudere in un cuore umano l'amore infinito delle tre divine Persone per noi.

Hai amato e ci ami con cuore d'uomo! E come non bastasse, hai voluto rima-nere prigioniero sino alla fine dei tempi nei tabernacoli delle nostre Chiese.

Ti sei così umiliato perché il Padre ti ha affidato la missione di condurre '-l'uomo nella stessa esistenza caritativa della Trinità.

Per questo hai realizzato la trasforma-zione pasquale prima sulla tua umanità ` per poterla poi estendere a tutti noi. Trasformazione pasquale per noi - me-diante soprattutto l'Eucaristia - signifi-ca inoltrarsi nel mistero della tua Risur-rezione, e rendersi capaci di vivere nel-l'intimità della vita trinitaria di Dio.

Nel tuo Cuore, o Gesù, « abita corpo-ralmente tutta la pienezza della divinità » (Col. 2,9): Cuore interamente donato ad effondere su di noi il suo amore redentivo.

Che si possa dire anche di me come di Paolo Apostolo: « Il cuor di Paolo è il Cuore di Cristo ».

Al Padre e al Figlio sia lode e giubilo, salute, onore, potenza e benedizione; e pari omaggio allo Spirito Santo che dal-l'uno e dall'altro procede. Amen.

 

32a PREGHIERA

« Ma tu, Signore, sei mia difesa, tu sei mia gloria » (Sal. 3.4).

La tua bontà, Signore, m'infonde fidu-cia come un tempo al popolo d'Israele. Ma che dico?!...

Oggi, immensamente ancor di più! Perché sei disceso dal Cielo nella per-sona del tuo Verbo, Uomo-Dio, che rimane realmente presente nell'Eucaristia sino al-la fine dei secoli. Tu ripeti anche a me: « Che cosa potevo far di più? »...

Con la sua passione-morte-risurrezione egli mi ha liberato dalla schiavitù di sata-na, e mi dà forza rinnovandomi nel mio intimo.

Nei momenti difficili della mia giornata egli rinsalda la mia fede e si fa sentire co-sì vicino a me, soprattutto come Cibo della mia anima; ed è qui che sperimento la potenza della sua azione di salvezza.

Nei martiri e nei santi rifulge partico-larmente la gloria del tuo Cristo risorto e la potenza della tua protezione, o Dio.

Dalla celebrazione eucaristica un tor-rente di grazie e di benedizioni si riversa sul tuo popolo santo.

Signore, sii attento al grido della mia anima: le inclinazioni al male, le tenta-zioni e le seduzioni che provengono dal-l'esterno sono tanti nemici che attentano alla mia unione con te.

Vieni in mio aiuto per confortarmi con la tua benevolenza.

La risurrezione del tuo Cristo mi aiuti a rialzarmi dai miei peccati; e dopo esser stato salvato a prezzo del suo Sangue, io possa partecipare alla tua gloria. Amen.

 

33a PREGHIERA

«Quanto sono amabili le tue di-more, Signore» (Sal. 83,2).

Tu sei, o Cuor di Gesù, la mia luce e la mia salvezza: il sostegno del mio vivere sereno.

Il mio sguardo è fisso su di te che siedi alla destra del Padre, e sei anche qui, in mezzo a noi, nella santa Eucaristia.

Alla tua presenza di Uomo-Dio la mia anima è colma di gioia; e nel cammino verso la Patria, attraverso valli aride e brulle, dimentico i disagi del mio pelle-grinaggio.

Il mio gaudio è poter riposare nel tuo Cuore ricco di misericordia e di bontà, che irrompe come sole in pieno meriggio ì a dissipare le ore buie della mia giornata.

Tu sei l'unico mediatore, il vero punto " d'incontro tra Dio e gli uomini: nessuno va al Padre se non per te: sei tu che isti-tuisci i miei personali rapporti con lui.

In te, qui presente, si nasconde il ful-gore della gloria trinitaria: basterebbe

lacerare i bianchi veli eucaristici perché io ne godessi il fascino divino!...

Ti dirò con Pietro: « Maestro, è bello per me stare qui sino al giorno in cui mi chiamerai a te, nell'eternità! ».

Ma bisogna, purtroppo, che io parta da questo nuovo Tabor - il tabernacolo - e vada ad annunciare ad altri la gioia di chi vive nella tua grazia e nel tuo Cuore.

« Forte è il tuo amore per noi e la tua fedeltà dura in eterno » (Sal. 116, 2).

 

34a PREGHIERA

« Sappiate che il Signore fa prodi-gi per il suo fedele: il Signore mi ascolta quando lo invoco » (Sal. 4,4).

Signore Gesù, queste parole del salmi-sta le sento risonare nel mio cuore come un amabile invito a porre ogni sicurezza e ogni speranza in te.

Quanti giorni dei miei anni passati vor-rei coprire con impenetrabili tenebre per-ché mi ricordano soltanto confusione e rimorsi per avere amareggiato il tuo Cuore.

Ma tu sei il Signore che fai prodigi: la peccatrice nella casa del fariseo, perdo-nata e difesa; Maria di Magdala dalla quale uscirono sette demoni; Paolo im-provvisamente mutato sulla via di Dama-sco...

A coloro che credono al tuo amore tu offri il perdono, la pace e la gioia inte-riore che ci hai procurato compiendo la volontà del tuo Padre celeste.

Nell'Eucaristia - dono supremo del tuo amore - ci dài la sovrabbondanza della vita divina: il nutrimento sostan-ziale delle nostre anime: la difesa dai nostri nemici.

L'Eucaristia che ti ha reso Pane vivo susciti in me sentimenti di confidenza e di abbandono fiducioso: è la testimonian-za tangibile della bontà c cui tu mi segui e della sollecitudine con cui mi ascolti. Il mio riposo sta dunque in te: in te si pacifichi la mia agitata esistenza come il corso impetuoso di un fiume che si pla-ca nella profondità del mare.

Grazie, o Gesù, che nel tuo costato è stato aperto un varco a torrenti di grazie, che, soprattutto nell'Eucaristia, feconda-no a santità le nostre povere anime.

Ti amo, Signore perché ascolti il grido della mia preghiera ». Amen.

 

35° PREGHIERA

« Santo è il tempio di Dio, che siete voi » (I Cr. 3,17).

Quanta è scarsa la mia fede in te, o Gesù. Mi risento però se qualcuno me lo dice!...

Ora, genuflesso e in raccolto silenzio ai tuoi piedi, illuminato dal tuo Santo Spiri-to, ti supplico: Signore, accresci la mia fede: dammi intelligenza e cuore per saper leggere il tuo amore attraverso i segni che mi son dinanzi.

L'altare dove tu t'immoli misticamente s'identifica con il Calvario; il tabernacolo dove risiedi richiama lo squallore della casetta di Nazaret; l'ostensorio dove ti manifesti velato è il Tabor per chi ti sco-pre con gli occhi della fede.

Sono tre segni che comprendono l'inte-ra tua vita di Salvatore.

L'offerta perfetta di te stesso al Padre; il tuo annientamento totale; la tua pre-senza di Buon Pastore che continua tra noi.

Se la tua vita eucaristica trascorre tra l'altare, il tabernacolo e l'ostensorio, essa però non termina qui: raggiunge il cuore d'ogni credente.

Tu, difatti, rinnovi sull'altare il sacri-ficio della Croce per venire - oserei dire - a spirare nel mio cuore; rimani in at-tesa nel tabernacolo per accogliere le mie speranze e i miei gemiti; risplendi nel-l'ostensorio per attirare tutti al tuo Cuore.

Vieni, dunque, Signore, ad abitare nel mio cuore: è questo l'altare, il ciborio, l'ostensorio della tua scelta definitiva, per immolarti, per nasconderti ed operare silenziosamente, per dialogare a cuore a cuore con me!

Quanto sono grandi le tue opere, Si-gnore. La tua gloria sia per sempre!

 

36a PREGHIERA

«Nel Signore mi sono rifugiato» (Sal. 10,1).

Signore Gesù, io mi raffiguro, a volte, a una colomba che si rifugia nella cavità d'una roccia, per salvarsi dalle insidie dell'avvoltoio o del cacciatore...

La cavità di questa roccia è per me l'abisso insondabile del tuo Cuore che si è lasciato squarciare dalla lancia perché io vi entrassi.

Assalito come sono dalle cattive incli-nazioni e, dall'esterno, da mille pericoli e contrasti che tentano distogliermi da te, sento però la tua voce rassicurante: « Vie-ni, vieni, non temere! ».

E' nel tuo Cuore che voglio trovare asilo: ferito, tu mi guarirai; perseguitato, tu mi difenderai; stanco, tu mi ristorerai.

Non sei forse la « vera pietra », al dir di Paolo, apostolo (la Cr. X, 4) e la cavità di questa pietra non è il tuo Cuore?...

Il che significa: « Va e nascònditi nella ferita profonda del Cuore di Cristo! »..

Nell'interno di cotesta roccia dimenti-cherò le mie miserie: risanerò dalle ferite dei miei peccati.

Perfino « il passero trova la casa, la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari » (Sal. 83, 4) trovo asilo e protezione!

Però a me, Signore, tu dài la gioia di pregustare la dolcezza della vita eterna e della squisita bontà del Padre, nell'of-frirmi l'ospitalità nel tuo Cuore Eucari-stico.

« Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi » (Sal. 83,5).

 

37a PREGHIERA

« Io sto alla porta e busso » (Apoc. 3,20).

Signore Gesù, sei sempre te a prevenir-mi: tu vegli quando il torpore o il sonno avvolge la mia anima; tu mi cerchi quan-do mi smarrisco per tenebrose vie; tu bussi quando il mio udito, reso duro dagli interessi materiali della vita (se non peg-gio!), non mi lascia percepire il suono della tua voce.

A quale porta tu bussi?... A quella del mio cuore!...

Desideri penetrarvi sino alle più intime sue fibre, per risanarlo dalle ferite del peccato: purificarlo, vivificarlo con l'azio-ne del tuo Santo Spirito, perché esso vibri all'unisono con il tuo Cuore di Salvatore e fratello, a gloria del Padre.

Si dice di Paolo apostolo: u Cuor di Paolo Cuor di Cristo ». Lo fosse anche il mio!

Il cuore si dona, ma non lo si violenta, né se ne forza l'ingresso: la stessa potenza della tua grazia perché operi, attende il « sì », il « lasciapassare ».

Eppure tu bussi con delicatezza, con di-screzione, con soavità... rimani fuori in attesa longanime di quel momento in cui, finalmente, il mio cuore si apra con con-fidenza e con gioia.

Tu vieni, o Gesù, non per prendere - se non il cumulo delle mie miserie spirituali - ma per donare la vita eterna, la parte-cipazione alla vita trinitaria, inaccessibile a ogni creatura!

Tu attendi la mia ora che sarà la tua, senza stancarti; e, perfino, il momento estremo, quando il mio cuore sta per ces-sare di battere, tu bussi per l'ultima volta come bussasti al cuore dei ladroni che ti erano accanto sulla Croce, dei quali uno soltanto accolse il tuo amore misericor-dioso... Tu vieni non come un giudice, ma come un amico finché io vivo nel tempo; e m'incoraggi, mi conforti, mi salvi. Gra-zie, mio Signore e mio Dio!

 

38a PREGHIERA

« Bussate e vi sarà aperto » (Lc. 11,9).

Consapevole, Signore, che tu mi segui, mi stai accanto, mi parli nella profondità del mio essere, io, a mia volta, busso al tuo Cuore. Tu stesso lo vuoi: « Bussate e vi sarà aperto! »..

Quanto più la tua misericordia mi pre-viene e mi viene incontro, tanto più la fiducia e la riconoscenza mi dispongono ad accogliere il tuo amore.

Tu mi assicuri: « Io verrò e ti curerò »; ed io ti replico. « Signore, io non son de-gno che tu entri sotto il mio tetto ma dì soltanto una parola, ed io sarò guarito » (Mt. 8, 9).

Busso al tuo Cuore con gli accenti del pubblicano: « O Dio, abbi pietà di me peccatore!».

Tu però già conosci le mie necessità e già disponi quello ch'è meglio per la mia anima. Eppure tu vuoi che si bussi al tuo Cuore con insistenza, con indiscrezione perfino, come quel Tizio che, di ritorno da un viaggio, va a bussare a mezzanotte alla casa d'un amico che ormai dormiva insieme con i suoi e vien costretto ad alzarsi... (Lc. 11, 8).

La tua residenza in mezzo a noi non è lontana né una sola.

Tanti tabernacoli e tante le tue resi-denze!

E per questo sono qui, ai tuoi piedi, o Dio-Eucaristia, per bussare alla porta del tuo tabernacolo. Lo so che tu voi essere mio Cibo, ma io sono indegno che tu entri nel mio cuore troppo miserabile per acco-glierti quale mio Signore e mio Dio.

Tu mi comandi di entrare nella larga ferita del tuo Costato per nascondermi e ripararmi dai miei nemici, per vivervi, per operare con te, per immolarmi e morire con te.

Momento inenarrabile è questo, in cui tu, o Gesù, nello slancio del tuo amore forzi dolcemente la porta del mio cuore, ed io, riconoscente, entri in te per accettare il disegno che hai su di me e su tutti i tuoi discepoli: « Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola... e contemplino la mia gloria quella che mi hai dato » (Gv. 17,21 e 24).

Ti amo. Signore, per la tua totale dedi-zione per noi: prima nella culla di Be-tlem, poi sull'altare della Croce dove il tuo Cuore si aprì come una fornace arden-te di carità, infine nella santa Eucaristia, ch'è il Mistero della Fede per eccellenza. In questo sacramento comunicandomi di te, divento portatore di te, e mi preparo alla trasfigurazione finale in creatura del Cielo.

Radiosa è la mèta che mi attende, il paradiso; stupenda è la speranza che mi viene, o Signore, dalla tua Eucaristia!

 

39a PREGHIERA

Ogni cristiano e, soprattutto, una g. d'o., deve desiderare l'Eucaristia, adorare l'Eucaristia, vivere dell'Eu-caristia.

DESIDERARE

Signore Gesù, desiderarti come Cibo delle anime è l'atteggiamento di fondo del-la vera vita cristiana: sei tu l'autore della nostra fede, il Salvatore.

- Se non posso vederti nella tua figura umana - come ti videro e ti toccarono le folle della Palestina - posso riceverti però in me stesso, perché sei il Signore che viene adorato dagli Angeli in cielo.

- Potessi far miei i sentimenti del Sal-mista: « Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente » (Sal. 41, 1, 2).

- Tu sei, difatti la fonte viva per dis-setare la mia sete spirituale: il tuo volto desidero contemplare perché sei al vertice delle mie aspirazioni.

- Nessuna creatura ti sostituisca mai nel posto che tu occupi nella mia vita: « Ci hai fatti per te, Signore, e il mio cuore è senza pace finché non riposa in te! » (Ag.).

- Questo anelito, che troverà il suo compimento nella visione beatifica e nel possesso eterno di Dio, sostenga il mio slancio interiore e domini la mia debolez-za nella costante attesa e nel servizio fe-dele, fino al momento in cui ti degnerai rivelarmi il tuo volto per sempre.

ADORARE

- Signore Gesù, i segni del pane e del vino consacrati assicurano i miei sensi del luogo preciso, dove tu Uomo-Dio abiti: il tabernacolo. Prostrandomi, quindi, in adorazione dinanzi ad esso, io proclamo con verità: Dio è là, nella divina Euca-ristia!

- Alla spiritualità dell'anima corri-sponde la grazia invisibile che mi fa figlio del Padre celeste: ai sensi corrispondono i sacramenti, segni materiali ed efficaci di questa grazia e della tua reale presenza sotto i segni del Pane.

- Ed è logico che io rivolga lo sguardo più al tabernacolo che non al cielo: e dica con gioia: « Mio Signore e mio Dio! » E concentri tutta la mia vita cristiana in-torno al mistero eucaristico.

- «Adoro, o Cristo, il tuo corpo glorio-so, nato dalla Vergine Maria; per noi hai voluto soffrire, per noi ti sei offerto vitti-ma sulla croce e dal tuo fianco squarciato hai versato l'acqua e il sangue del nostro riscatto. Sii nostro conforto nell'ultimo passaggio e accoglici benigno nella casa del Padre: o Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù, figlio di Maria».

 

VIVERE

Tutto il mio sforzo, o Gesù, Pane vivo disceso dal cielo, non può e non dev'es-sere che rendermi sempre meno indegno di riceverti.

Che nel riceverti possa io poggiare, fi-ducioso, il mio capo sul tuo petto e con-templare la bontà del tuo Cuore, come un giorno il discepolo prediletto Giovanni.

Io vorrei reclinare il capo come lui: con la purezza della sua anima, con l'amore ardente del suo spirito, con la fedeltà e il coraggio con cui ti seguì sino al Cal-vario; e riceverti come lui ti accoglieva nel suo petto, dopo la Pentecoste, nella celebrazione della Cena, nello spezzar del Pane.

Vorrei!... ma ora non lo sono; e per que-sto ti dico: « Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa »... e mi con-tento che tu mi parli soltanto in fondo al mio cuore.

Tu però m'incoraggi: « Non sono venu-to per i giusti, ma per i peccatori ».

Se non sei abbastanza fervente, lo di-venterai!... Quanto più sei anemico, tanto più urge che ti nutri di me.

E' vero, o Gesù: degno non sono né oggi né mai! Tu solo puoi rendermi degno rivestendomi della tua dignità: riempir-mi della tua divinità.

La tua vita è la vita divina insieme con il Padre e lo Spirito Santo. Questa vita che tu possiedi, come Verbo, sin dall'eternità, me l'hai comunicata nel battesimo: ne ebbe allora il principio, ne fu il seme, de-stinato a crescere mediante i sacramenti e, in particolare, l'Eucaristia.

Tu per mezzo della comunione eucari-stica vuoi far di me qualcosa di te: « Io sono la vite e voi i tralci ».

Concedimi, o Salvatore, che ogni volta che io ti ricevo, s'accresca e s'intensifichi la mia unione con te: la fusione del tuo sacrificio redentore e i miei quotidiani meschini sacrifici nell'unità d'una unica offerta al Padre ch'è nei cieli.

Nutrimi del tuo Pane che mi fa vivere per l'eternità!

« Buon pastore, vero pane, o Gesù, pie-tà di me: nutrimi e difendimi, portami ai beni eterni nella terra dei viventi ». Amen.

 

40a PREGHIERA

« Se tu conoscessi il dono di Dio » (Gv. 4,10).

Signore Gesù, il mite accento: « Se tu conoscessi il dono di Dio » - con cui ti rivolgesti alla samaritana, mi colpisce pro-fondamente. La tua è la voce di Dio fatto Uomo, che stanco si ferma e siede presso il pozzo di Giacobbe.

Stanco di che cosa?... Di aver tanto cercato e chiamato!...

E' un tono quasi supplichevole di chi vuol aprire un dialogo amichevole, e teme di esser respinto.

Il tuo dono è il perdono di tutte le col-pe: è la pace e la gioia tutta divina che desideri trasmetterci: soprattutto sei tu stesso, personalmente vivo e glorioso nel-l'Eucaristia, che non tutti comprendono!

Che tristezza, o Gesù, per chi ti conosce - sia pur con tanti limiti - e gioisce di poterti offrire un tabernacolo qui in ter-ra, il proprio cuore.

M'impegno, come cristiano, e come guardia d'onore, di farti conoscere e di fare amare l'Eucaristia: non farò, certo, affidamento sulle mie parole ma sull'azio-ne del tuo Santo Spirito, che saprà ispi-rarmi modi ed espressioni illuminanti e convincenti, che, suscitando sentimenti umili nelle anime, le aiutino a capire un « tantino » il mistero, senza del quale si rischia di perder tutto: « Io sono il pane vivo - è tua categorica affermazione - disceso dal cielo. Se uno mangia di que-sto pane vivrà in eterno » (Gv. 6, 51).

Nell'Eucaristia tu aspetti i samaritani di tutti i tempi, che vengano ad attingere l'acqua alla sorgente del tuo Cuore per pu-rificarsi.

E' questa l'ora in cui i veri adoratori ti adorino Uomo-Dio, in tutti i tabernacoli. E io, o Signore, esiterò ancora?... non giungerò mai a conoscerti di più, a prefe-rirti, a gustare il divin dono dell'Euca-ristia?... Questo non avvenga mai!

« Tu sei veramente il Dio nascosto, o Dio Salvatore del mondo »!

 

41a PREGHIERA RIPARATRICE DELLE GUARDIE D'ONORE

Da recitarsi pubblicamente in Chiesa in una veglia eucaristica o anche individualmente (v. M.O. ).

Lettore - Divin Salvatore Gesù, dègnati di abbassare uno sguardo di misericordia sulle tue Guardie d'Onore, che, riunite in un medesimo pensiero di Fede e in uno stesso comune impegno di Amore e di Ri-parazione, sono qui ai tuoi piedi per pian-gere i propri « no! » alle sollecitudini del tuo amore e quelli dei peccatori loro fra-telli.

Possiamo anche noi - come Maria di Magdala - con le promesse unanimi e responsabili che stiamo per fare, com-muovere il tuo Cuore e ottenere miseri-cordia per noi, per il mondo infelice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la fortuna di amarti.

Le Guardie d'Onore rispondono: Noi tutti lo promettiamo.

Lett. - Della dimenticanza e della ingra-titudine degli uomini.

Le G. d'O. o assemblea rispondono, poi, ad ogni invocazione: Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Del tuo abbandono e solitudine nel santo tabernacolo,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dei delitti dei peccatori,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dell'odio degli empi,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle bestemmie infernali che si vomitano contro di te,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle offese fatte alla tua Divi-nità,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dei sacrilegi con i quali si pro-fana il tuo Sacramento di amore,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle sfrontatezze e irriverenze commesse alla tua reale presenza,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle sconcezze nel vestire che son causa di tanti peccati,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dei tradimenti da parte di colo-ro che consacrano con te un medesimo Pane e un medesimo Calice, e dei quali oggi sei l'adorabile Vittima,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dell'indifferenza del maggior nu-mero dei tuoi fratelli.

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Del disprezzo con cui si accolgo-no i tuoi pressanti e amorevoli inviti,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle amare incorrispondenze di coloro che si dicono tuoi amici,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle nostre resistenze alle tue grazie,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle nostre proprie ingratitudini,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dell'incomprensibile durezza dei nostri cuori,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Dei nostri lunghi ritardi ad amarti,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Della profonda tristezza in cui ti getta la perdita delle anime,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Della tua lunga, paziente attesa alla porta dei nostri cuori,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Degli umilianti rifiuti di cui sei amareggiato,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Della tua agonia di amore,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Delle tue lacrime d'amore,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Della tua prigionia d'amore,

Ass. - Noi ti consoleremo, o Signore!

Lett. - Divin Salvatore Gesù, che ti sei lasciato sfuggire dal tuo Cuore questa

accorata confidenza: « Io ho cercato un consolatore e non l'ho trovato!... », dègnati di gradire l'umile, sincera, affettuosa te-stimonianza del nostro amore e il propo-sito di partecipare sempre più vivamente al mistero della tua Passione.

Tu assistici, però, con l'aiuto potente della tua grazia, perché possiamo tenerci sempre lontani da ogni peccato ed esser-ti in tutto e dappertutto devote e degne guardie d'onore.

Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

42a PREGHIERA DI RIPARAZIONE PROPRIA DELLE G. D'O.

O Cuor di Gesù, qui presente sotto i se-gni dell'Ostia consacrata, io ti adoro e ti supplico per ottenere misericordia e per-dono per me e per tutti gli uomini.

Riflettendo ancora una volta sull'im-menso amore che tu dimostri nel rimaner sempre in mezzo a noi, con la tua pre-senza di Uomo-Dio nell'Eucaristia, mi sento sinceramente e fortemente umilia-to della mia scarsa corrispondenza a sì gran dono, e sempre più meravigliato del-la pazienza e della bontà che usi verso di me, come verso tutti i peccatori.

Tu mi hai scelto sin dall'infanzia: mi hai consacrato con l'unzione crismale nel battesimo, inserendomi nel tuo sacerdo-zio, nella tua missione profetica e nella tua regalità divina. Mi nutrisci col tuo Corpo e il tuo Sangue, ogni volta che io lo desideri: m'inviti a un rapporto per-sonale, intimo di amore con te per donar-mi pace e felicità autentica: mi fai ri-suonar tante volte la tua dolce voce in fondo al mio animo: « Che cosa dovrei far di più che io non l'abbia fatto? ». E' purtroppo vero, o Signore!... Confesso le mie colpe.

Spesso ho interrotto bruscamente il dialogo con te, con il tuo Cuore di Re-dentore e di Fratello, racchiudendomi nel mio egoismo... preferendo altre scelte - direi, con maggiore precisione, altri « idoli » - che mi han portato sempre più lontano da te!

Sono andato errando come il figliol prodigo: il frastuono della vita ha soffo-cato l'ultimo eco del tuo invito: ti ho perduto di vista: ti ho dimenticato...

Nei salutari dolori della prova e nelle fugaci gioie terrene, nelle delusioni e ne-gli smarrimenti, invece di ritornare pre-sto da te, ho indugiato, dubbioso forse del tuo perdono.

Ti ho dimenticato che tu sei qui nel tabernacolo, deserto, nell'attesa di tutti i lontani dal tuo Cuore.

L'indifferenza delle anime ti avvolge, i sacrilegi e le profanazioni ti crocifiggono ancora, ma tu non desisti dal tuo amore. La tua voce risuona potente su tutto il mondo per risonar più potente nei cie-li: « Padre, perdona loro perché non san-no quello che fanno ».

Signore, discenda su di me il tuo per-dono: « Riconosco le mie colpe, contro di te, contro te solo ho peccato. Pietà di me secondo la tua misericordia: nella tua grande bontà cancella il mio peccato. La-vami da tutte le mie colpe » (Sal. 50).

 

43° PREGHIERA

Si recita in genere in Chiesa-du-rante una veglia eucaristica (v. M.O. ).

Sac. - Fratelli, animati dallo Spirito di Cristo, che ci fa figli di Dio, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre onnipotente, perché la sua parola porti frutti copiosi e il suo Regno si diffonda su tutta la terra. Preghiamo:

Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

1. Perché la Chiesa, mediante i suoi ministri e i suoi figli attivi nell'apostola-to, annunzi instancabilmente, sempre e dovunque, il regno delle anime fondato da Gesù;

preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

2. Perché i credenti - soprattutto le Guardie d'Onore - figli di questo regno, adoratori del Re delle anime, proclami-no con coraggio che il regno di Cristo è già in mezzo a noi; preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

3. Perché il regno di Dio - dove Egli è adorato in ispirito e verità; dove si combatte contro la carne, il sangue e l'or-goglio - sia accolto e realizzato con leale e gioiosa rispondenza; preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

4. Perché la nostra fede in Cristo sia vissuta in modo tale che egli diventi dav-vero regola dei nostri pensieri, sino a saper rinnegare noi stessi, specialmente la nostra intelligenza per conformarla al-la sua e ripetere anche noi con S. Paolo: « NON SONO PIU' IO CHE VIVO, MA CRISTO VIVE IN ME » (Gal. 2,20);

preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

5. Perché noi qui presenti, guardie d'o-nore, consacrate dal sigillo della divinità, come tutti i cristiani, sin dal giorno del nostro battesimo, e riconsacrate con un impegno specifico a « militi vigilanti » del Cuore di Gesù, sappiamo conquistare al « regno incrollabile » ch'è la città del cie-lo, tanti nostri fratelli, e poter cantare insieme con loro: « Gesù Cristo è lo stes-so ieri, oggi e sempre »;

preghiamo: Ass. - Venga il tuo regno, Signore.

Sac. - Signore dal Cuore pieno di bontà, tu non hai voluto penetrare per forza nel-le nostre anime con la tua potenza invin-cibile: hai preferito invece attirarci libe-ramente a te con una dolcezza inesprimi-bile, con una benevolenza tradotta in pa-role, in atteggiamenti, in azioni convin-centi; ascolta le preghiere che t'innalzia-mo, e fa' di noi fedeli testimoni del tuo regno. Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

44a PREGHIERA

Invocazioni di S. Margherita M. Alacoque (v. M.O. ).

Prostrato ai tuoi piedi, o Gesù, per otte-nere misericordia e perdono per me e per tutti gli uomini, ti supplico: « Abbi pietà di noi ».

O Gesù, sconosciuto e disprezzato, abbi pietà di noi

O Gesù, calunniato e perseguitato, abbi pietà di noi

O Gesù, abbandonato dagli uomini, abbi pietà di noi

O Gesù, tradito e venduto per trenta de-nari, abbi pietà di noi

O Gesù, schernito, accusato e condanna-to, abbi pietà di noi

O Gesù, coperto di una veste di obbrobrio e di vergogna, abbi pietà di noi

O Gesù, schiaffeggiato e deriso, abbi pietà di noi

O Gesù, trascinato tra insulti e bestem-mie, abbi pietà di noi

O Gesù, stimato pazzo e indemoniato, e flagellato a sangue, abbi pietà di noi

O Gesù, giudicato più colpevole di Ba-rabba, abbi pietà di noi

O Gesù, spogliato delle vesti, abbi pietà di noi

O Gesù, coronato di spine e salutato per derisione, abbi pietà di noi

O Gesù, carico della croce e umiliato dal-le maledizioni del popolo, abbi pietà di noi

O Gesù, annientato dalle ingiurie e dive-nuto l'Uomo dei dolori, abbi pietà di noi

O Gesù, triste sino alla morte, abbi pietà di noi

O Gesù, inchiodato sopra un legno infa-me insieme con dei criminali, abbi pietà di noi

O Gesù, il « servo di Jahvé » che i pro-feti preannunziarono, abbi pietà di noi

O Gesù, nulla vi è di più grande di te, nell'universo; nulla di più grande in te che il tuo sacrificio sulla croce; nulla di più grande nel tuo sacrificio che il tuo ultimo sospiro e il momento prezioso che separò l'anima dal tuo corpo adorabile.

Ora tu rinnovi il tuo sacrificio non sol-tanto nell'Eucaristia, ma anche nella vita e nella morte di ciascun di noi.

Fa' di me una vittima insieme con te, tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

45a PREGHIERA PER QUALUNQUE NECESSITA'

« Se chiederete qualcosa al Padre, nel mio nome, egli ve la darà. Chiedete e otterrete, perché la vo-stra gioia sia piena» (Gv. 16,23-24). Cuor di Gesù, come tu ci hai insegnato mi rivolgo nel tuo nome al Padre.

Per i meriti della Passione di Cristo tuo Figlio, io sperimenti, o Padre, nelle pre-senti angustie e nel mio pianto, come tu sia veramente sostegno e conforto.

Consapevole delle mie colpe, mi rifu-gio nelle braccia della tua misericordia, che si è manifestata luminosa in Cristo.

Non nascondermi il tuo volto; non di-menticare la mia miseria; liberami dai mali che mi affliggono; apri il mio cuore alla speranza; ridònami serenità e pace, perché io possa lavorare per il bene dei miei fratelli, a gloria del tuo nome.

Tu non privi mai, Signore, della tua assistenza coloro che formi alla scuola del tuo amore; e io sono tra questi, quale guardia d'onore, consacrata a far della mia vita un'offerta d'amore sull'esempio del Cuore di Cristo, che ha posto l'amore a fondamento del suo vangelo.

Se la celebrazione eucaristica è Amore divino che si abbassa verso di noi; la mia partecipazione ad essa sia amore che ascenda verso di te, sia canto di amore per te, sia inno di ringraziamento per quanto vorrai concedermi, sia fedele im-pegno all'avvento del tuo regno nel mon-do. Amen.

Cuor di Gesù, fonte di ogni consolazio-ne, abbi pietà di me.

Cuor di Gesù, salvezza di quanti spera-no in te, abbi pietà di me.

Cuor di Gesù, nostro rifugio, abbi pietà di me.

O Maria, consolatrice degli afflitti, pre-ga per me.

 

46a L'ORA SANTA

(Per una sufficiente spiegazione vedi « La Mia ora », ).

« Verso il 1673 - scrive S. Mar-gherita Maria Alacoque - il mio divin Maestro mi disse: Che tutte le notti dal giovedì al venerdì avrei dovuto alzarmi all'ora ch'egli mi avrebbe indicato, per rendere omag-gio all'agonia che soffri la notte del-la sua Passione». Difatti, più tardi, le indicò di alzarsi «tra le ore 23 e la mezzanotte, chiedendo misericordia per i peccatori, come anche per rad-dolcire, in un certo modo, l'amarez-za che gli fecero provare i suoi apo-stoli lasciandolo solo ».

PREGHIERA INTRODUTTIVA:

« O Gesù, che, per il tuo ardentissimo amore verso di noi, hai voluto essere crocifisso e versare il tuo Sangue, sino all'ultima goccia, a redenzione e salvezza delle nostre anime: rivolgi il tuo Cuore, trafitto e aperto a tutti, verso di me qui raccolto in pre-ghiera nel ricordo della tua dolorosissima Passione e Morte, e fiducioso della tua infinita misericordia per me e per tutto il mondo.

Purificami con la tua grazia dai miei peccati e santificami nel tuo amore. Cuor di Gesù, converti i peccatori, sal-va i moribondi, libera le anime del Pur-gatorio. Amen.

 

I° Quarto d'ora

- LETTURA DELLA PASSIONE DI CRISTO SECONDO IL VANGELO DI S. MATTEO.

Si leggano i seguenti brani del capitolo 26: Annunzio del tradimen-to di Giuda (vv. 20-25); predizione del rinnegamento di Pietro (vv. 30 35). Poi si prega:

Cuore agonizzante di Gesù, m'inginoc-chio accanto a te, nel nuovo e perenne giardino degli ulivi: il tabernacolo del-la tua presenza eucaristica dove risiedi solo e spesso abbandonato.

Accolgo, come guardia d'onore, con prontezza, l'invito che rivolgesti a S. Mar-

gherita Maria, per colmare la solitudine che, in quest'ora notturna, regna intorno ai tuoi altari.

Signore, che la meditazione della tua Passione e Morte, e la tua grazia divina mi aiutino ad assimilare il tuo spirito di oblazione al Padre, perché io possa con-tinuare tale oblazione con te, mediante l'offerta personale della mia vita.

Io mi offro a te - dirò con S. Giovanni Eudes « per essere ormai un'ostia della tua volontà, una vittima immolata alla tua gloria e alla gloria del Padre tuo.

Uniscimi a te, o Cuor di Gesù, attirami nel tuo sacrificio, affinché io sia sacrifi-cato con te e per mezzo di te. D'ora in poi tutta la mia vita sia un perenne sa-crificio di lode, di amore e di gloria per il Padre tuo e per te ». Amen.

Spunti di riflessione dei due brani ci-tati: Gesù agonizzante; Gesù obbediente alla volontà del Padre per la nostra sal-vezza; Gesù che invita a vegliare e a pre-gare.

 

III° Quarto d'ora

Si possono leggere altri vv. dello stesso capitolo di S. Matteo, cioè vv. dal 36 al 47: Gesù al Getsemani.

Dopo un'attenta lettura, si prega: O divin Sofferente, la tua passione si perpetua nei tuoi discepoli sino alla fine del mondo: in alcuni in una maniera pri-vilegiata e manifesta, come nei santi mar-tiri; in altri con le stigmate impresse nel loro corpo; in altri ancora in un martirio nascosto del cuore e crocifiggente e pro-lungato, a pochi ben noto.

E' una realtà che fa parte del mistero della tua redenzione: non molti la cono-scono; la gran parte rifugge addirittura di conoscerla. Che io non sia tra costoro, Signore!

E' assurdo che le membra vivano una vita diversa da quella del Capo: quest'ora di preghiera e di unione con te mi aiuti ad approfondire e ad inserirmi in questo mistero.

Contemplarti agonizzante nell'orto de-gli ulivi: abbandonato dai tuoi cari apostoli: crocifisso sul legno della croce... può anche strapparmi delle lacrime dagli occhi come alle pie donne che t'incontra-rono lungo la via del Calvario... ma sterili lacrime!...

E' vero che da solo non son capace di sopportare la minima sofferenza: una cosa è promettere di accettarla e un'altra cosa quando il dolore colpisce e fa san-guinare il cuore o il corpo...

Ma io ho fiducia nel tuo amore, o Gesù: tu mi sarai forza: infonderai in me la grazia e le disposizioni di accettarle sere-namente, in unione con te. Praticamente, tutta la mia grande sofferenza si assom-ma, alla fin fine, nei sacrifici, nelle pene inerenti alla mia condizione d'uomo mor-tale e di credente.

Che io sia, quindi, forte, generoso, per-severante nella mia « piccola via crucis d'ogni giorno; sii tu il mio « buon cire-neo » per condurmi a consumare la mia vita nel fuoco della divina carità del tuo Cuore, o Gesù.

Spunti di riflessione del brano citato: Gesù flagellato; Gesù ingiustamente condannato a morte; Gesù dalle cui ferite sia-mo stati sanati.

 

IV° Quarto d'ora

Lettura dal versetto 1 al 20 del ca-pitolo 15 di S. Marco: poi si prega: Signore Gesù, ti rivolgo una pressante preghiera per me e per tutte le guardie d'onore: che nessun di noi dimentichi mai la sua propria ora di guardia giornaliera, sia pur soltanto spiritualmente, ai piedi del santo tabernacolo, dove tu realmente risiedi con la tua integra gloriosa Uma-nità e Divinità inaccessibile. La pigrizia, la stanchezza non ci colga mai!

Nel giardino degli ulivi l'inenarrabile agonia incrudelì sulla tua Persona non soltanto per l'abbandono da parte dei tuoi tre prediletti, ma anche per l'abbandono dei tuoi tabernacoli che si sarebbe verifi-cato in tutta la storia della Chiesa.

Oggi è il tuo Corpo Mistico - cioè noi che ti abbiamo giurato fedeltà - a soffrire l'ingratitudine, i sacrilegi, i delitti contro la tua Persona e il tuo Padre ce-leste.

Come è assurdo che in una famiglia, ben ordinata, i figli restino indifferenti dinanzi ad oltraggi contro il proprio papà; così anch'io non posso non partecipare, in quest'ora santa, alla tua agonia del Getsemani. E' vero che tu l'hai già sof-ferta; ma è anche vero che oggi ci sono ancora - come ci saranno sempre - sinedri, Giuda, Caifa, Pilati e crocifissori che ti condannano di nuovo a morte; e tu non puoi più morire perché, risorto, sie-di alla destra del Padre. Ma rimane sem-pre il sacrilego attentato alla tua divina Persona!

E, allora, o Signore, accetta la mia ri-parazione insieme a quella di tutte le guardie d'onore; l'impegno irrevocabile: « Io voglio, o Gesù, che tu regni su di me e sul mondo intero; farò del mio me-glio perché il tuo Regno si estenda do-vunque; ti offrirò il mio lavoro, il fedele compimento dei miei doveri familiari e sociali con le relative inevitabili soffe-renze fisiche e morali: sono queste le mie piccole gocce di sangue, che, fonden-dosi con il tuo Sangue prezioso, sgor-gato sino all'ultima stilla dal tuo fianco trafitto, diventeranno offerta gradita a Dio per la salvezza del mondo ».

Spunti di riflessione: Gesù davanti a Pilato; Gesù incoronato di spine.

 

IV° Quarto d'ora

Lettura della Passione di Cristo di S. Luca cap. 23 dal versetto 26 al 46. Poi si recita il salmo « Miserere » (Sal. 51).

Pietà di me, o Dio, secondo la tua mi-sericordia; / nella tua grande bontà can-cella il mio peccato. / Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. / Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. / Contro di te, contro di te solo ho peccato, / quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; / per-ciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio. / Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre. / Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo mi insegni la sapienza. / Purificami con issopo e sarò mondo; la-vami e sarò più bianco della neve. / Fam-mi sentire gioia e letizia, / esulteranno le ossa che hai spezzato. / Distogli lo sguar-do dai miei peccati, / cancella tutte le mie colpe. / Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. / Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. / Rendimi la gioia di esser salvato, sostieni in me un animo generoso. / Insegnerò agli er-ranti le tua vie e i peccatori a te ritor-neranno. / Lìberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, / la mia lingua esalterà la tua giustizia. / Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode: / poiché non gradisci il sacrificio e, se of-fro olocausti, non li accetti. / Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore af-franto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. / Nel tuo amore fa' grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme. / Allora gradirai i sacrifici prescritti, l'olocausto e l'intera oblazione, / allora immoleranno vittime sopra l'altare. Gloria al Padre...

Spunti di riflessione: Gesù sulla via del Calvario; la crocifissione; Gesù in croce deriso e oltraggiato; il buon ladrone; la morte di Gesù.

N. B. - Quello che conta in quest'ora santa è l'immedesimarsi nella Passione--Morte di Gesù: domandargli di essere « ostie » anche noi, sotto le quali Egli viva e operi liberamente. Un « sì » radicale alla volontà del Padre senza « se », senza « ma », senza eccezioni...

 

PREGHIERA FINALE

Padre nostro che sei nei cieli, ci hai tanto amati da sacrificare il tuo Unigeni-to Figlio: io ti benedico insieme a tutte le anime che, in quest'ora santa, ricono-scenti inneggiano alla tua misericordia e la implorano incessante su quanti sono lontani da te e ti avversano perfino con un odio satanico...

Perché il mio « grazie » e la mia rico-noscenza sian degni di te, te li offro me-diante il Cuore stesso di Cristo, Sacerdote e Vittima dei peccati del mondo.

E tu, o Salvatore, Agnello « senza mac-chia » e « Amore immolato », sii lodato, ringraziato ed esaltato in eterno, per es-serti sacrificato per noi peccatori e tristi.

Per mezzo anche del Cuore Immacolato di Maria ai piedi della croce: per la voce eloquente delle sue lacrime di Madre e di Vittima, io ti ringrazio e ti prometto, o Gesù, di fuggire il peccato, di combattere le mie perverse inclinazioni, di vincere le mie ripugnanze alla mortificazione e alle necessarie rinunce, e di rivestirmi piut-tosto dei tuoi sentimenti, del tuo spirito e delle tue disposizioni in conformità dei disegni del tuo Padre celeste.

Ti ripeto quanto ti diceva con gioia S. Margherita Maria: « L'Amore divino mi ha vinto: Egli solo possederà il mio cuore! ».

S'AGGIUNGA LA PREGHIERA LITURGICA:

O Padre, che hai voluto salvare gli uo-mini con la morte in Croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amo-re, di godere i frutti della redenzione nel cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

IVa Parte

LE PICCOLE GUARDIE D'ONORE

COSì PREGA LA PICCOLA GUARDIA D'ONORE:

la sua giornata,

la sua Comunione,

la sua visita a Gesù Eucaristia.

 

Per una completa conoscenza v. « LA MIA ORA »,

LA GIORNATA DELLE PICCOLE GUARDIE D'ONORE

PREGHIERINA DEL MATTINO: « Cuor di Gesù, per te voglio vivere, per te voglio morire. Voglio esser tutto tuo in vita, vo-glio esser tutto tuo in morte » (S. Giovan-ni Newman, redentorista).

« O Cuor di Gesù, che io sia amato da te, e che tu sia amato da me. In confronto dell'amore che tu mi porti, ogni altra cosa sia per me secondaria. O Maria, tiènimi sempre vicino al tuo Gesù. Sàlvami dai pericoli in questa giornata ».

ALL'INIZIO DELL'ORA DI GUARDIA: « O Gesù, in quest'ora son di guardia al tuo tabernacolo, per dirti che io ti penso, ti amo e desidero supplire anche per chi non ti ama. Santifica me e converti i pecca-tori. Salva tutti gli uomini ».

DURANTE L'ORA DI GUARDIA: « Cuor di Gesù, il Sangue che tu versasti sulla cro-ce sia sorgente di vita eterna per tutti. Salva dall'inferno tutti i peccatori da te

redenti. Maria rifugio dei peccatori, pre-ga per loro ».

AL TERMINE DELL'ORA DI GUàRDIA: « Smonto la mia "guardia", o Cuor di Gesù, ma tu rimani sempre con me. Che io ritorni, in mezzo ai miei compagni, più buono, più amabile, più premuroso del bene delle loro anime.

O Maria, Madre mia, accompàgnami nel cammino di questa giornata ».

LA SERA: « O Cuor di Gesù, ti ringra-zio dell'amore con cui mi hai ricolmato in questa giornata. Perdonami il poco - amore per te, che rimani, notte e giorno nel santo tabernacolo, aspettando e chia-mando... e non trovi così facilmente chi ti ascolti. Concedimi una notte serena e un riposo tranquillo: un cuore più ar-dente e generoso per te. Benedicimi, Si-gnore! ».

 

AI PIEDI DEL S. TABERNACOLO

PREGHIERA DELLA COMUNIONE SPIRITUALE (Emessa con qualsiasi formula, è arricchita dell'indulgenza parziale).

1

O Gesù, io credo fermamente che Tu sei presente nell'Ostia consacrata.

Ti amo sopra ogni cosa e desidero che tu venga nel mio cuore.

Non posso però, in questo momento, comunicarmi: vieni almeno spiritualmen-te nella mia anima.

Come Tu fossi già venuto, Ti abbraccio e mi unisco a Te; non permettere che io mi sepàri mai da Te, mio Dio e mio Salvatore.

O Maria, Madre di Gesù e Madre mia, dònami Gesù come lo offristi un giorno all'adorazione dei pastori e dei magi.

Anch'io possa accoglierlo con i tuoi me-desimi sentimenti di fede e di amore. Amen.

2

Con la gioia del tuo perdono sono qui ai tuoi piedi, o Gesù, come i fanciulli della Palestina, ma con una fede e con un amore forse più grande, perché io cre-do alla tua parola senza sentirla con i miei orecchi; credo al tuo amore per me e per tutti senza provare le effusioni sen-sibili delle tue tenerezze: il tuo abbrac-cio affettuoso, il tuo bacio divino.

Tu mi doni la gioia di coloro che, non vedendo e non toccando, credono forte-mente alla tua bontà.

Ti ringrazio riconoscente, o Gesù.

O Gesù, il futuro era tutto presente al tuo Cuore: tu, abbracciando quei fortu-nati fanciulli, abbracciavi anche me, tua guardia d'onore.

A me come a tutti hai lasciato, però, una prova più grande del tuo amore, per-ché non sono io a rifugiarmi nelle tue braccia ma tu a rifugiarti nel mio cuore, mediante la comunione eucaristica.

Difatti, scendi ogni giorno sull'altare e abiti nei tabernacoli non per rimanervi, ma per trasferirti nella mia anima.

A te non importa se i cibori delle chie-se siano di marmo o di pietra, di bronzo o di legno, splendidi o miseri; a te preme di possedermi sin d'ora per tutta l'eter-nità, perché io possa essere felice insieme con te, mio Salvatore.

Grazie, o Gesù, che mi vuoi con te, nel-la gloria, insieme col Padre e lo Spirito Santo in eterno.

3

Forse, o Gesù, io ti ho amareggiato in vari modi, senza rendermi conto abba-stanza...

Con la mente, pensando a tante brut-te cose; con le parole, dicendo parolac-ce o brutti discorsi, oggi, direi, di moda! ... con gli occhi, vedendo e leggendo setti-manali o giornaletti o riviste o spettacoli televisivi, che turbano i sensi, diffondono oscenità, corrompono il cuore; con le azio-ni, compiendo gesti che ora mi fanno ar-rossire.

Perdonami, o Gesù!

La tua misericordia discenda su di me e mi purifichi come l'acqua d'un secondo

battesimo per rendermi luminoso e ac-cetto al tuo Padre celeste.

Che io possa amarti tanto e consolarti tanto: rimaner fedele, nella mia ora di guardia giornaliera, ai piedi del tuo ta-bernacolo, come Maria tua Madre e Gio-vanni, il tuo discepolo prediletto, ai piedi della tua croce.

4

Signore Gesù, io, compreso della mia fragilità, della mia inesperienza e inco-stanza, ti prego di difendermi da coloro che vorrebbero strapparmi dal tuo Cuore.

La misericordia e il perdono, che invo-co per me, discenda anche su di loro per-ché spesso non sanno quel che fanno... Convèrtili!

Io, quale piccola guardia d'Onore ma vigile sentinella presso il tuo Cuore, per raccogliere dalla sua larga ferita il pre-ziosissimo Sangue ed Acqua che ne sca-turirono, ti supplico di lavare e di purifi-care la mia anima e quella di tutti i pec-catori della terra.

Misericordia di me e di tutti, o Signore.

5

Penso, o Gesù, che anche ai tuoi tempi - quando tu andavi predicando per i vil-laggi della Giudea e della Galilea - avrai incontrato ragazzi tutt'altro che buoni... quindi disubbidienti, dispettosi, discoli o che so io...

Monelli ce ne sono sempre e dovunque: ragazzi già precocemente rovinati dal vi-zio e dal peccato. Ma, leggendo il Vangelo, mi conforta di non aver trovato un solo episodio che accenni appena che tu abbia respinto un bambino cattivo.

Quanto m'incoraggia questo fatto a pre-garti per tutti i ragazzi che non ti cono-scono o ti rifiutano: essi, spesso, sono vittime dell'ambiente in cui vivono: di pessimi insegnamenti ed esempi.

Signore, stendi dunque il tuo abbraccio e imprimi il tuo bacio sui volti di tanti bambini, ragazzi e giovani, spenti al tuo sorriso di cielo.

6

Signore Gesù, dònami il tuo sorriso, la tua bontà, il tuo Cuore, perché quanti miei amici mi avvicinino, comprendano che accanto a loro c'è qualcuno che li ama davvero: s'interessa dei loro problemi di fede: vuol renderli felici e riaccendere sui loro volti la luce e la gioia dell'inno-cenza.

Signore, prendi possesso di tutti i ra-gazzi: sii la loro difesa per salvarli e san-tificarli.

Tutti ti appartengono: ti son costati il tuo Sangue divino.

Fa' che io, piccola guardia d'onore, possa esser viva testimonianza del tuo amore per tutti.

7

Signore Gesù, non ignoro né devo igno-rare l'odio e la violenza di giovani e di ragazze che imperversa contro di te, la Chiesa, il Papa, i sacerdoti; e anche con-tro le stesse istituzioni politiche e sociali.

E domando a me stesso: perché tutto questo?...

Perché la tua legge evangelica, il tuo precetto di amarci è stato cancellato dal cuore di tanti giovani?

L'errore ha fatto presa sulle loro intel-ligenze: la proclamata libertà senza li-miti ha scatenato tutte le loro passioni...

Che essi si ravvedano, o Gesù, come il figliol prodigo, che, ridotto all'estrema miseria, rimpianse il benessere e la gioia della casa paterna: essi sentano cioè la nostalgia, il rimpianto di quell'incontro indimenticabile ch'ebbero con te nel gior-no della loro prima Comunione.

Molti sono perfino usciti dalle nostre scuole cattoliche dove pur ebbero una for-mazione cristiana... ma l'uragano di dot-trine perverse li ha travolti miseramente. Salvali, o Signore!

Ti offro per loro il frutto dei miei pic-coli sacrifici, perché tu li accolga e li unisca al tuo sacrificio della croce, e mi ascolti.

8

Signore, ti chiedo questa grazia non perché io presuma di essere più buono di tanti altri ragazzi, ma solo perché sono una delle piccole sentinelle d'onore intor-no al tuo Cuore.

E desidero, pertanto, farti conoscere e farti amare anche dagli altri, miei compa-gni e da tutti gli uomini.

La tua luce e la potenza della tua gra-zia si effonda su tanti cuori giovanili e li conquisti al pentimento e all'amore per te e per tutti i fratelli. Si rinnovi ai nostri giorni il miracolo di conversione di masse come sulla piazza di Gerusa-lemme, all'indomani della Pentecoste.

9

Dònami, o Signore, la grazia di capire il gran dono dell'Eucaristia.

Di approfondire gl'insegnamenti che ho ricevuto e ricevo tuttora, nelle riunioni delle piccole guardie d'onore, su questo mistero.

Credo di essere di fronte alla tua reale presenza nel santo tabernacolo.

Davanti a te, faccia a faccia, come lo sarò per tutta l'eternità, quando mi sco-prirai il tuo volto raggiante di gloria.

Il tuo volto è già vicino a me: e così vicino che basterebbe ben poco: che tu mi chiamassi, in questo istante, all'eter-nità, e il tuo volto apparirebbe in tutto il suo splendore.

La tua presenza eucaristica in me, mi aiuti ad acquistare quelle virtù proprie del cristiano: la virtù dell'obbedienza ai tuoi insegnamenti, alla parola del tuo Vicario in terra, il Papa; ai saggi consi-gli dei miei genitori e dei sacerdoti; la virtù della purezza nei pensieri, nelle pa-role, nelle azioni: nella scelta delle letture e delle amicizie.

Signore, possa anch'io, sul tuo esempio, « crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini » (Lc. 2,52).

10

Cuor di Gesù, tu sei sempre colui che è atteso e che vuole incontrarsi con ogni uomo.

Prima che tu nascessi a Betlemme, il popolo ebraico ti attendeva da secoli co-me suo Messia e Salvatore.

Sei atteso tuttora e sarai atteso da ogni uomo sino alla fine del mondo.

Io, invece, senza attendere troppo, ti ho incontrato nel giorno del mio batte-simo.

Tu, allora, operasti in me senza che me

ne accorgessi (forse mi accorsi dell'azio-ne dei miei genitori quando venni alla luce? ... ).

Ti servisti del sacerdote, che, compien-do il rito nel tuo nome, mi purificò dal peccato originale; e io divenni « nuova creatura » nel tuo Santo Spirito.

Fui unito a te in una comunione di vita divina come il tralcio che, unito alla vite, ne riceve la stessa linfa.

Divenni figlio adottivo del tuo Padre celeste!

Ora, ho la gioia d'incontrarti quando voglio nella tua Eucaristia.

Tu desideri d'esser presente - come Uomo-Dio - dov'è presente un'Ostia con-sacrata, per trovarti sempre vicino a noi.

Che io comprenda sempre meglio que-sto tuo disegno di amore, e la mia ora di guardia giornaliera sia una presenza vigile - sia pur in spirito - al tuo taber-nacolo.

E tu, o Maria, aiutami ad accogliere la presenza eucaristica del tuo Figlio, per adorarla, per amarla con riconoscenza e letizia. Amen.

 

Va Parte

TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' E DI GESU' CRISTO RE DELL'UNIVERSO

MEMORIA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

MEMORIA DI S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE

 

SOLENNITA' DEL S. CUORE DI GESU'

Il culto al S. Cuor di Gesù si rias-sume in queste poche parole: « Dio vuol regnare per mezzo dell'amore, amore che si è reso tangibile e sof-ferente in Cristo suo Figlio; e desi-dera che ciascuno di noi gli rispon-da e con l'amore e con la ripara-zione.

 

TRIDUO

I Giorno

Ti adoro, Dio nascosto, che sei presen-te sotto i segni sacramentali dell'Ostia consacrata.

Il mio cuore si apre totalmente a te nella confidenza, nell'amore e nella dispo-nibilità ad accogliere i tuoi doni.

Sei qui presente, o Gesù, con la tua di-vinità: perché sei della stessa natura, po-tenza e gloria dell'eterno Padre: come lui, tutto penetri in tutti i luoghi con la tua immensità: in te tutto vive, tutto si muo-ve, tutto esiste.

Sei presente anche con la tua natura umana: sei qui tra noi nel sacramento

dell'Eucaristia con il tuo corpo, la tua anima, il tuo Cuore d'Uomo.

Tu che nascesti dalla Vergine Maria: che hai vissuto un'esistenza umana con le sue ore grandi e piccole, con le sue gioie e le sue lagrime, con la sua lunga e grigia monotonia d'ogni giorno e i suoi momenti decisivi.

Tu sei qui con il tuo corpo risuscitato e trasfigurato dalla gloria di Dio. Sei 1'Em-manuele - Dio-con-noi.

Io non vedo nulla, è vero; ma l'occhio della fede ti vede presente in mezzo a noi. Il mio orecchio non ti sente, ma l'udito della fede percepisce quel canto sublime di lode, che tu, sommo Sacerdote e Mediatore di tutti gli uomini, perenne-mente rivolgi all'eterno Padre.

Riconosco che l'Eucaristia è un miste-ro fiorito dal tuo infinito amore per noi. Ora, il tuo corpo non soffre più, per-ché impassibile; il tuo Cuore e la tua Anima non agonizzano più, perché sono nel pieno possesso della beatitudine eter-na; ma il tuo sacrificio si rinnova inces-santemente sui nostri altari.

Il turbine dell'odio ancora imperversa contro di te: la raffica delle bestemmie ancora ti ferisce nel tuo corpo mistico: l'onda fangosa degl'improperi non cessa: il tradimento e l'abbandono di anime a te consacrate prosegue tuttora...

La tua passione, o Gesù, perdura senza alcuna interruzione, per quanto dipende dalla perfidia umana.

Fui, forse, anch'io tra i carnefici del tuo Cuore?...

Gesù, pietà di me! misericordia! Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di me e di tutti gli uomini da te redenti.

II Giorno

Gesù offrendoci il suo Cuore ha manifestato il desiderio che le ani-me vengano a riposarsi e a ritem-prare le loro forze da lui, e precisa-mente ai piedi del suo tabernacolo.

Gesù c'invita: « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò r (Mt. 11, 28).

Signore, non chiedermi di parlarti mol-to, perché sono tanto povero di fede e di amore verso di te, nonostante che io ti conosca da anni e ti riceva spesso!...

Degnati, però, di accogliermi e di poter rimanere con te, in silenziosa adorazione, come la Maddalena estasiata ai tuoi piedi.

Plasma il mio cuore alla contemplazio-ne del tuo Cuore divino, fornace di amo-re, di bontà e di misericordia: fa' che io possa approfittare di questi giorni di pre-parazione alla tua festa - in cui mi sen-to più vicino a te - per entrare sempre più nell'intimo della tua Divinità, e arric-chirmi così della tua infinita carità.

Fa', o Signore, che il tempo della mia preghiera sia un tempo di donazione gioio-sa e totale. Che, nell'aridità, nelle prove, il mio fer-vore di volontà non venga mai meno; ma, perseverando nel rimanere unito a te, ti possa offrire il sacrificio - l'unico che mi è consentito - quello cioè della mia impotenza ad amarti come vorrei.

Attira nel tuo Cuore la mia anima, troppo agitata dalle preoccupazioni di questo mondo, e dònami l'equilibrio, la sapienza, la grazia del tuo Santo Spirito da non perder di vista - tra le gioie e sofferenze della vita presente - le grandi eterne realtà del tuo Regno. Amen.

ALCUNE INVOCAZIONI:

- Cuor di Gesù, che io ti sia sempre fedele.

- Cuor di Gesù, insegnami a vivere santamente.

- Cuor di Gesù, che io partecipi della tua amabilità.

- Cuor di Gesù, sovrabbondi in me la tua misericordia e il tuo amore.

- Cuor di Gesù, dònami serenità e pace.

III Giorno

Solo dal Cuore di Cristo possiamo imparare come e quanto dobbiamo amare Dio e i fratelli.

- C'è chi mi attende; c'è chi mi ama; c'è chi mi salva: è Gesù!... specialmente nell'Eucaristia.

Signore Gesù dal Cuore trafitto, aiuta-mi a camminare verso il tuo Cuore, che vuol essere l'asilo d'ogni credente.

Sei venuto nel mondo per insegnarci ad amare il tuo Padre celeste e tutti gli uomini nostri fratelli.

Illumina la mia intelligenza e stimola la mia volontà a comprendere sempre di più, dal tuo Vangelo, questo amore che hai praticato in tutta la tua vita terrena.

Che io mediti con serietà le tue parole, i tuoi sentimenti e i tuoi esempi che fan-no di te il « Maestro buono ».

Che io penetri nel tuo Cuore per ripo-sarmi e rivestirmi della tua bontà e del tuo amore per tutti.

Prendimi, o Cuor di Gesù, in tutto ciò che sono, e fa' di me un messaggero del tuo amore nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e delle amicizie, e dovunque.

Cuor di Gesù, il cui amore supera ogni divisione, ristabilisci l'unione dei cuori divisi: unisci a te le nostre anime così povere di generosità.

Io ti offro il sincero dolore delle mie colpe, e tu dònami la benevolenza del tuo perdono.

Con il tuo perdono dònami un accresci-mento di amore per te e per tutti gli uomi-ni, miei fratelli.

Che ogni mia colpa - sia pur leggera - diventi occasione per rifugiarmi subi-to nel tuo Cuore e sentir la gioia della tua bontà che perdona.

 

GIORNO DELLA FESTA

« Ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del "Corpus Domini", venga dedicata una festa speciale per onorare il mio Cuore » (Gesù a S. Margherita M. Alacoque). Questa solennità è uno dei più si-gnificativi inviti liturgici alla medi-tazione e contemplazione di DIO -AMORE.

Ora Dio attende, mediante il Cuo-re di Gesù, una nostra risposta dì « amore », che si concretizza nella osservanza del grande comandamen-to: Ama Dio e ama i fratelli.

 

CUORE SQUARCIATO E CIRCONDATO DI SPINE

Il tuo Cuore, o Gesù, squarciato dalla lancia, è il simbolo del tuo sacrificio di redenzione e di salvezza di tutti gli uomini.

Tu ci hai « amati e hai dato te stesso per noi, offrendoti a Dio in sacrificio di soave odore » (Ef. V, 2).

Il tuo Cuore è un invito alle anime de-luse dalla vita, bisognose di perdono, as-setate di perfezione: « Venite a me - tu sotto ogni cielo, per rinnovare l'Ultima Cena con voi.

Qui, perennemente vittima per l'uma-nità perennemente peccatrice.

Il tuo Cuore fu visibilmente ferito, per-ché noi comprendessimo le ferite del tuo amore invisibile.

Chi non vorrà, o Signore, ricambiare il tuo amore, e scegliere nel tuo Cuore il suo rifugio, il suo riposo, la sua salvezza?

Accetta la mia adorazione e la mia ri-conoscenza al tuo Cuore squarciato di amore per me peccatore.

 

L'INNO DI GRAZIE

Al termine della giornata, in cui si è celebrata la festa del tuo sacratissimo Cuore, o Gesù, desidero cantare il mio « grazie ».

Grazie, o Gesù, per il dono del tuo Cuo-re, segno e simbolo del tuo infinito amore. Grazie per l'amore con cui silenziosa-mente e instancabilmente mi segui nei giorni della mia vita terrena: per i doni di cui mi ricolmi, per la sollecitudine con cui vuoi arricchirmi della tua vita divina.

Grazie per avermi chiamato, in queste sere, alla tua Chiesa, al tuo tabernacolo, dove ho riscoperto le meraviglie del tuo amore, e, tra queste meraviglie, il mistero dolcissimo della tua reale presenza sotto i segni dell'Ostia consacrata.

Grazie per la perseverante pazienza che mai è venuta meno di fronte alla mia in-differenza, alla mia apatia...

Grazie per l'avvenire sempre migliore che tu mi prepari: per la bontà sempre più grande che mi offri: per il cielo a cui mi chiami con gli accenti più persuasivi.

Grazie per il tuo Cuore trafitto, in cui ognuno di noi può entrare a godere la pie-nezza del tuo amore divino. Grazie, o Signore, grazie in eterno!

« O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori del tuo amore, fa' che rendendogli l'omag-gio della nostra fede, adempiamo anche il dovere di una giusta riparazione ».

Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia).

 

CONSACRAZIONE COMUNITARIA DELLE FAMIGLIE AL S. CUOR DI GESU' Essa deve riaffermare pubblica-mente: la fedeltà delle famiglie al Vangelo; l'impegno a promuovere la personalità umano-cristiana dei singoli componenti in seno alla stes-sa famiglia, soprattutto dei figli; e la loro disponibilità ad aprirsi « evan-gelicamente n alla vita sociale, a con-fronto col vertiginoso mondo d'oggi.

(da rinnovare ogni anno in Chiesa nella solennità del S. Cuore)

 

PREGHIERA ALTERNATA TRA DUE GENITORI E I FEDELI (M.O. )

Genitori - Cuor di Gesù, il riunirci an-nualmente qui dinanzi alla tua presenza eucaristica è una festa per noi. Perché le nostre famiglie si sentono già di far parte dell'interminabile famiglia dei santi, ora in cielo. Difatti, siamo figli del tuo Pa-dre celeste e tuoi fratelli:

- predestinati sin d'ora al tuo regno che non avrà mai fine;

- partecipi, perfino, del tuo sacerdo-zio e della tua missione profetica ossia evangelizzatrice;

- chiamati quindi a promuovere comu-nione di vita e di amore a livello - per quanto è possibile - della tua stessa fa-miglia di Nazaret. Acclamiamo:

Fedeli - Gloria a Cristo venuto nel mon-do per la nostra salvezza! Gloria a Cristo che illumina e guida i figli di Dio!

Genitori - Cuor di Gesù, accresci la no-stra fede nell'apprezzare sommamente i nostri figli: essi sono un segno del tuo amore che, attraverso di noi, si effonde su di loro.

Tu, o Signore, ti fidi di noi! Metti nelle nostre mani una « creta » preziosissima, in cui rifulge, sin dai primi giorni della sua formazione, l'immagine di Dio, e che si prepara ad esser calice per accogliere, nel battesimo, le ricchezze della tua reden-zione. A noi, genitori, la grande dignità di partecipare con te: plasmarli « altret-tanti Gesù! ». E' questo il progetto che tuo Padre presenta ad ogni famiglia. Ac-clamiamo:

Si potrebbe distribuire un'immagine-ri-cordo del S. Cuore.

Non si dimentichi la consacrazione del-le singole famiglie al S. Cuore.

 

L'ATTO DI RIPARAZIONE AL CUORE DI GESU'

« Gesù dolcissimo, il cui immenso amo-re per gli uomini viene con tanta ingrati-tudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati in-nanzi a te, intendiamo riparare con par-ticolari attestazioni di onore una così in-degna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini 1'amantissimo tuo Cuore.

« Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e pro-vandone vivissimo dolore, imploriamo an-zitutto per noi la tua misericordia, pron-ti a riparare con la volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lon-tano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

« E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci propo-niamo di ripararli ciascuno in particolare: l'immodestia e le brutture della vita e del-l'abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profa-nazione dei giorni festivi, le ingiurie ese-crande scagliate contro te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l'ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stes-so sacramento dell'amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteg-giano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata.

« Ed oh! potessimo noi lavare col no-stro sangue questi affronti!

Intanto come riparazione dell'onore di-vino conculcato, noi ti presentiamo, - accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie - quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l'aiuto della tua grazia, i peccati com-messi da noi e dagli altri e l'indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, l'innocenza della vita, l'osser-vanza perfetta della legge evangelica, spe-cialmente della carità, e di impedire inol-tre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più po-tremo alla tua sequela.

« Accogli, te ne preghiamo, o benignis-simo Gesù, per l'intercessione della beata Vergine Maria Riparatrice, questo volon-tario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della perseveranza, mediante il quale pos-siamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen ».

(Si concede l'indulgenza parziale al fe-dele che lo recita piamente; plenaria, se viene recitato pubblicamente nella festa del Sacro Cuor di Gesù).

 

UNA PROMESSA DA RAVVIVARE

(in questo giorno prima di chiuderlo). Aiutami a far pace con tutti, non appe-na tu vedi che io mi trovi in discussioni o litigi...

Non permettere mai che io abbia a vendicarmi, a covar rancore o risenti-menti.

Insegnami la via migliore per stabilire rapporti di cordiale e santa amicizia con tutti, indistintamente.

Ispirami modi gentili e delicati, capaci nel saper trovare sempre motivi di ac-cordo.

Rendimi generoso nel saper dimenticar subito i torti ricevuti; e rispondere con una carica di amore agli urti e, perfino, alle violenze che dividono gli uomini.

Signore, che riconosci tuoi veri fratelli coloro che lavorano per la pace, dona ad essi la perseveranza e la gioia di vincere l'odio con l'amore. Sia così.

Gesù ci ama come il Padre lo ama; noi dobbiamo fare altrettanto con tutti.

Gesù è segno di contraddizione; noi - se veri suoi discepoli - lo siamo altret-tanto.

Gesù perdona sempre; noi dobbiamo fa-re altrettanto con gli uomini.

Il culto al Sacro Cuor di Gesù è 1a stra-da maestra che si snoda dinanzi a ogni credente per percorrerla.

Non basta che si dica: « Ha un cuore d'oro »... ma bisogna dire: « Ha il cuore di Cristo ».

 

LITURGIA DELLA MESSA DELLA SOLENNITA' DEL S. CUOR DI GESU'

(Venerdì della terza settimana dopo Pen-tecoste)

« La celebrazione del sacrificio eu-caristico (S. Messa) sia il centro e il culmine di tutta la vita della co-munità cristiana » (« Christus Do-minus » n. 30/2).

Perché i fedeli: « Partecipando al sacrificio euca-ristico, fonte e apice di tutta la vita cristiana, offrono a Dio la vittima divina e se stessi con essa » (L.G. n. 11).

«Nella santissima Eucaristia è rac-chiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè Cristo stesso, nostra pasqua e pane vivo che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomi-ni i quali sono in tal modo invitati e indotti a offrire assieme a lui se stessi, le proprie fatiche e tutte le cose create» (M.O. n. 5).

« Nel sacrificio della Messa pre-ghiamo il Signore, che «accettata l'offerta del sacrificio spirituale», faccia di noi stessi un'offerta eterna a lui» (S.C. n. 12).

 

LA SATA MESSA

La Liturgia presenta tre Messe, distribuite negli anni A, B, C.

Si riportano tutt'e tre gli schemi, che potranno servire - ora l'uno e ora l'altro - anche nella celebra-zione della Messa votiva del primo venerdì del mese.

Questa solennità non ha come og-getto un avvenimento particolare della storia della salvezza, ma ri-chiama piuttosto la nostra attenzio-ne sulla salvezza stessa, che nel cor-po umano di Cristo batte al ritmo dell'amore di Dio.

La devozione al Sacro Cuore do-vrebbe diventare la sintesi della nostra vita di discepoli, innestan-doci, in Gesù, nell'amore.

 

ANNO A

Da dove viene il privilegio dei pic-coli? Unicamente dalla bontà del tutto gratuita di Dio.

Dio li preferisce e basta. Il suo Cuore, più ancora di quello del-l'uomo, ha delle ragioni che la ra-gione umana non comprende piena-mente...

 

ANTIFONA D'INGRESSO

« Di generazione in generazione durano i pensieri del suo cuore, per salvare dalla morte i suoi figli, e nutrirli in tempo di fame ».

 

INNO DI LODE

(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...

A. - ... e pac in terra agli uomini di buo-na volontà. / Noi ti lodiamo, ti benedicia-mo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immen-sa, / Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i pec-cati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la no-stra supplica; / tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito San-to / nella gloria di Dio Padre. Amen.

 

COLLETTA

O Padre, che nel Cuore del tuo dilettis-simo Figlio ci dài la gioia di celebrare le grandi opere del tuo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile at-tingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure

O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuo-re del tuo Figlio ci hai aperto i tesori infiniti del tuo amore, fa' che rendendo-gli l'omaggio della nostra fede adempia-mo anche al dovere di una giusta ripa-razione.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure

Dio grande e fedele, che hai fatto cono-scere ai piccoli il mistero insondabile del Cuore di Cristo, formaci alla scuola del tuo Spirito, perché nella fede del tuo Figlio che ha condiviso la nostra debo-lezza per farci eredi della tua gloria, sap-piamo accoglierci gli uni gli altri con ani-mo mite e generoso, e rimanere in te che sei l'amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

Dio è più grande del nostro cuore. Ci capita spesso di attribuire a Dio le ristrettezze del nostro cuore. Sia-mo incapaci di concepire un amore che sia puro dono, pura misericor-dia. Il Signore risvegli nel nostro cuore un amore che sia un'eco del suo, e si traduca in opere efficaci per l'avvento del suo Regno.

Dal Libro del Deuteronomio (Dt. 7, 6-11)

Mosè parlò al popolo dicendo: « Tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra.

Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti gli altri popoli - ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto man-tenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano po-tente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del farao-ne, re d'Egitto.

Riconoscete dunque che il Signore vo-stro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantie-ne la sua alleanza e benevolenza per mil-le generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti; ma ri-paga nella loro persona coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stes-sa persona lo ripaga.

Osserverai dunque i comandi, le leggi e le norme che oggi ti dò, mettendole in pratica ».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Il Signore è buono e grande nel-l'amore.

Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Il Signore è buono e grande nel-l'amore.

Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita,

ti corona di grazia e di misericordia. Il Signore è buono e grande nel-l'amore.

Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d'Israele le sue opere. Il Signore è buono e grande nel-l'amore.

Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.

Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe.

 

SECONDA LETTURA (1a Gv. 4,7-16)

L'amore cristiano ha due dimen-sioni.

Dio non ci ha amato solo perché noi lo riamiamo, ma perché impa-riamo da lui anche ad amarci gli uni gli altri. Occorre ricevere il suo amore e farlo traboccare sugli uo-mini nostri fratelli.

Non ci allontaniamo da Dio quan-do andiamo tra gli uomini; è lui stesso che ci spinge verso di loro.

Dalla prima lettera di S. Giovanni Apostolo Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, per-ché l'amore è da Dio; chiunque ama è ge-nerato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio: Dio ha mandato il suo Figlio unige-nito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vitti-ma di espiazione per i nostri peccati.

Carissimi, se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nes-suno mai ha visto Dio: se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.

Da questo si conosce che noi ci ria-miamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Pa-dre ha mandato il suo Figlio come salva-tore del mondo.

Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.

Noi abbiamo riconosciuto e creduto al-l'amore che Dio ha per noi.

Dio è amore: chi sta nell'amore dimo-ra in Dio e Dio dimora in lui.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Prendete il mio giogo su di voi, dice il Signore, e imparate da me che sono mite e umile di cuore. Alleluia

 

VANGELO (Mt. 11, 25-30).

Gesù sceglie quali suoi discepoli gli umili e i poveri; egli stesso si fece umile e povero.

Dal Vanbelo secondo S. Matteo In quel tempo, Gesù disse: « Ti bene-dico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Venite a me, voi tutti che siete affati-cati e oppressi e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e tro-verete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leg-gero.

Parola del Signore.

 

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)

(si omette nella Messa votiva)

C. - Credo in un solo Dio...

A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visi-bili e invisibili. / Credo in un solo Signo-re, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, / generato, non creato, / della stes-sa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati) e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pila-to, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, / è sa-lito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di nuovo verrà, nella gloria, / per giu-dicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. / Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. / Con il Padre e il Fi-glio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. / Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Profes-so un solo battesimo per il perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei mor-ti / e la vita del mondo che verrà. Amen.

 

INTENZIONI DI PREGHIERA

Cel. - Rivolgiamo ora la nostra preghie-ra a Dio, Padre misericordioso, che nel Cuore di Cristo suo Figlio ci dà la gioia di celebrare le grandi opere del suo amore.

Let. Diciamo insieme: Ascoltaci, Signo-re.

Let. Per la Chiesa di Dio, nata dal co-stato di Cristo, perché abbia il coraggio di credere e di vivere l'amore fino al dono totale di sé per la vita del mondo, pre-ghiamo: Ascoltaci, Signo-re.

Let. Per gli uomini del nostro tempo, perché nel cuore aperto del Redentore sappiano vedere un invito all'amore gra-tuito e un segno di speranza per tutti, preghiamo: Ascoltaci, Signo-re.

Let. Per noi qui riuniti, che guardiamo con gioia e gratitudine al mistero di Gesù mite e umile di cuore, perché egli stesso, con la sua grazia, renda il nostro cuore simile al suo, preghiamo: Ascoltaci, Signo-re.

Cel. O Dio, che hai dato al tuo popolo la legge dell'amore, fa' che impariamo da Cristo, fattosi « pane » di bontà, la mi-tezza e l'umiltà con i nostri fratelli. Te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Si-gnore. Amen.

 

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Guarda. o Padre, all'immensa carità del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia a te gradita e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, no-stro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Si-gnore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo fianco effuse sangue e ac-qua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza.

Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo...

Antifona alla comunione (Mt. 11,29).

«Imparate da me, che sono mite e umi-le di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».

oppure (Gv. 19, 34)

Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE

Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo, tuo Figlio, perché, animati dalla stessa carità, sap-piamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANNO B

Sul Calvario, Gesù - che è il « vero Agnello di Dio » - è stato immolato per liberare gli uomini dalla schiavitù dell'odio, del male, del peccato.

E' l'amore che trionfa, che «si apre » (il cuore trafitto ne è sim-bolo) per riversare sugli uomini le fonti della grazia divina (il sangue e l'acqua, simbolo dei sacramenti); e finalmente gli uomini vedranno e capiranno di quale amore Dio li ha amati.

La celebrazione odierna è una esal-tazione dell'Amore di Dio che si è manifestato pienamente nel Cuore del suo diletto Figlio, Gesù Cristo.

 

ANTIFONA D'INGRESSO

Di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli e nutrirli in tempo di fame.

 

INNO DI LODE

(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...

A. - ... e pac in terra agli uomini di buo-na volontà. / Noi ti lodiamo, ti benedicia-mo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immen-sa, / Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i pec-cati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la no-stra supplica; / tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito San-to / nella gloria di Dio Padre. Amen.

 

COLLETTA

Padre d'infinita bontà e tenerezza, che mai ti stanchi di sostenere i tuoi figli e di nutrirli con la tua mano, donaci di attingere dal Cuore di Cristo trafitto sul-la croce la sublime conoscenza del tuo amore, perché rinnovati con la forza del-lo Spirito portiamo a tutti gli uomini le ricchezze della redenzione. Per il nostro Signore Gesù Cristo che...

oppure (v. pag. 247).

 

Prima Lettura (Os. 11, 1-34/8c. 9)

L'amore di Dio per Israele vien descritto con l'immagine di un pa-dre che nutre, guida e ama il pro-prio figlio. Questo amore è così grande che, nonostante Israele se ne sia reso indegno, Dio non vuole la punizione, ma la misericordia.

Dal libro del profeta Osèa.

Quando Israele era giovinetto, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.

Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non com-presero che avevo cura di loro. Io li trae-vo con legami di bontà, con vincoli d'amo-re; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.

Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira. Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE (IS. 12, 2; 4 ed, 5-6)

Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio canto è il Si-[gnore; egli è stato la mia salvezza. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue -mera-[viglie; proclamate che il suo nome è sublime. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di [Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo d'Israele. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

 

SECONDA LETTURA (Ef. 3, H-12-14-19)

Paolo intende testimoniare ai cri-stiani di Efeso la ricchezza che è loro toccata conoscendo il Cristo. Ma solo il Padre può darne una co-noscenza profonda a noi suoi figli, per mezzo dello Spirito.

Per comprendere, in tutta la sua vastità, l'amore di Cristo è neces-sario, pertanto, la forza che ci viene dallo Spirito e il dono della fede e della carità.

Dalla lettera di S. Paolo agli E f esini Fratelli, a me, che sono l'infimo fra tut-ti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscruta-bili ricchezze di Cristo, e di far risplen-dere agli occhi di tutti qual è l'adempi-mento del mistero nascosto da secoli nel-la mente di Dio, creatore dell'universo, perché sia manifestata ora nel cielo, per mezzo della chiesa, ai principati e alle potestà la multiforme sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, il quale ci dà il coraggio di avvicinarci in piena fidu-cia a Dio per la fede in lui.

Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paterni-tà nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo inte-riore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nel-la carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e co-noscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO (Mt. 11, 29)

Alleluia, alleluia.

Dio ci ha amati per primo, e ha mandato suo Figlio

come vittima d'espiazione per i nostri peccati.

Alleluia.

 

VANGELO (Gv. 19,31-37)

La morte di Gesù sulla croce non rappresenta una fine o una sconfitta, ma l'esaltazione suprema di Cristo; e la croce è vista come un trono regale, un segno di vittoria.

Molti Padri han visto nell'acqua il simbolo del battesimo e nel san-gue quello dell'eucaristia. Nei due sacramenti poi essi hanno scorto il segno della Chiesa la quale, come nuova Eva, è nata dal costato di Cristo.

Dal Vangelo secondo S. Giovanni.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fos-sero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già mor-to, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lan-cia e subito ne uscì sangue e acqua.

Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: « Non gli sarà spez-zato alcun osso ». E un altro passo della Scrittura dice ancora: « Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto ». Parola del Signore.

 

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)

(si omette nella Messa votiva)

C. - Credo in un solo Dio...

A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visi-bili e invisibili. / Credo in un solo Signo-re, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, / generato, non creato, / della stes-sa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati) e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pila-to, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, / è sa-lito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di nuovo verrà, nella gloria, / per giu-dicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. / Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. / Con il Padre e il Fi-glio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. / Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Profes-so un solo battesimo per il perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei mor-ti / e la vita del mondo che verrà. Amen.

 

INTENZIONI DI PREGHIERA

Cel. - Dio Padre ha voluto che il suo unico Figlio sulla croce fosse trafitto per noi dalla lancia del soldato. Preghiamo Gesù perché dal suo Cuore aperto effon-da su tutti gli uomini la sua grazia e la sua misericordia.

Let. - Preghiamo: Ascoltaci, Signore.

- Perché tutti gli uomini sappiano ve-dere nel Cuore aperto di Cristo il sim-bolo con il quale il Padre ha tanto ama-to il mondo da dare il suo unigenito Fi-glio, preghiamo: Ascoltaci, Signore.

- Perché tutti gli uomini riconoscano nella Chiesa, nata dal costato di Cristo, la sorgente perenne di vita e di salvezza, preghiamo: Ascoltaci, Signore.

- Perché tutte le mamme sappiano ac-cogliere e rispettare la vita come dono di Dio, ed educhino i loro figli fin da piccoli a praticare la generosità verso i fratelli, preghiamo. Ascoltaci, Signore.

- Perché tutti i battezzati attingano con gioia alla sorgente della salvezza, par-tecipando coscientemente, pienamente e attivamente ai sacramenti e in particola-re all'Eucaristia, preghiamo: Ascoltaci, Signore.

Cel. - Padre santo, concedi a noi di es-sere potentemente rinvigoriti dal tuo Spi-rito nell'uomo interiore e di conoscere profondamente l'amore di Gesù, tuo Fi-glio e nostro Signore che vive e regna nei secoli dei secoli.

 

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Guarda, o Padre, all'immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra

offerta sia un sacrificio a te gradito e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, no-stro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Si-gnore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo fianco effuse sangue e ac-qua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza.

Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo...

Antifona alla comunione (Mt. 11,29).

«Imparate da me, che sono mite e umi-le di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».

oppure (Gv. 19, 34)

Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Dice il Signore: « Chi ha sete, venga a me e beva; chi crede in me, sgorgheranno da lui fiumi d'acqua viva » (Giov. 7,37-38).

oppure

« Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua » (Giov. 19, 34).

(Ez. 34, 11-16)

 

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE

Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo. tuo Figlio, perché, animati dalla sua stessa carità, sappiamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

ANNO C

Dio cerca con amore gli smarriti, i peccatori.

In Gesù Cristo Dio ha assunto tutta la sofferenza del mondo, e il suo Cuore, più grande di tutte le nostre sventure, palpita veramente per la sorte dei peccatori. Dio fa festa per un peccatore che si con-verte, più che per molti giusti che non hanno bisogno di convertirsi.

Dobbiamo chiedere a noi stessi quale premura abbiamo di riavvici-nare chi ci ha offeso, di stringere la mano che ci ha fatto del male, di riabbracciare come amico chi ci ha tradito.

 

ANTIFONA D'INGRESSO (Sal. 32,11-19)

Di generazione in generazione durano i [pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli e [nutrirli in tempo di fame.

 

INNO DI LODE

(si omette nella Messa votiva) C. - Gloria Dio nell'alto dei cieli...

A. - ... e pac in terra agli uomini di buo-na volontà. / Noi ti lodiamo, ti benedicia-mo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immen-sa, / Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, / tu che togli i pec-cati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la no-stra supplica; / tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, / tu solo l'Al-tissimo, / Gesù Cristo, con la Spirito San-to / nella gloria di Dio Padre. Amen.

 

COLLETTA

O Padre, che nel Cuore del tuo dilettis-simo Figlio ci dài la gioia di celebrare le grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile attin-giamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio...

oppure

O Dio pastore buono, che manifesti la tua onnipotenza nel perdono e nella com-passione, raduna i popoli dispersi nella notte che avvolge il mondo, e ristòrali al torrente della grazia che sgorga dal Cuo-re del tuo Figlio, perché sia festa grande nell'assemblea dei santi sulla terra e nel cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo... PRIMA LETTURA (Ez. 34,11-16).

Ezechiele rimprovera ai pastori - re e capi laici del popolo - i loro crimini, e poi annuncia che Dio sarà pastore del suo popolo.

Dio riprenderà in mano la situa-zione, veglierà sui malati, curerà i feriti, allontanerà i pastori incapaci. Egli è il buon pastore: per lui una sola pecora ferita vale più di 99 pecore sane.

Dal libro del profeta Ezechiele

Così dice il Signore Dio: « Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si trova in mezzo alle sue pecore che eran state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israe-le, nelle valli e in tutte le praterie della regione.

Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti d'Israele; là ripose-ranno in un buon ovile e avranno rigo-gliosi pascoli sui monti d'Israele.

Io stesso condurrò le mie pecore al pa-scolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio.

Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fa-scerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 22,2-3; 4, 5-6)

- Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

- Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché tu [sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

- Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo, il mio calice trabocca. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

- Felicità e grazia mi saranno compa-[gne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

 

SECONDA LETTURA (Rm. 5, 5-11)

Dio ci ama, e l'ha dimostrato nella morte del Cristo, suo unico Figlio. Ci ha riconciliati a sé: prima era-vamo peccatori; ci ha resi giusti, cioè santi; ci ha donato la pace, la possibilità di accedere a Lui; una incrollabile speranza è il suo amo-re mediante il dono dello Spirito Santo.

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Ro-mani Fratelli, la speranza non delude, per-ché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito san-to che ci è stato dato.

Infatti, mentre noi eravamo ancora pec-catori, Cristo morì per gli empi nel tem-po stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo an-cora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggiore ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

Se infatti, quad'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo del-la morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati me-diante la sua vita. Non solo, ma ci gloria-mo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbia-mo ottenuto la riconciliazione.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO (Gv. 10,14)

Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Alleluia

 

VANGELO (LC. 15,3-7)

La parabola della pecora smarrita descrive la sollecitudine di Dio che va in cerca di ciò che si era perduto.

Il suo amore si effonde proprio là dove c'è più miseria, va in cerca di chi lo ha abbandonato, di chi lo ha oltraggiato e tradito.

La chiesa - che siamo noi - de-v'essere apportatrice di questo mes-saggio, che non ha perduto nulla della forza del suo discreto richia-mo: « Ecco quel Cuore che ha tan-to amato gli uomini.

Ne siamo convinti?...

Dal vangelo secondo S. Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: « Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?

Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, per-ché ho trovato la mia pecora che era per-duta.

Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che non per novantanove giusti che non hanno biso-gno di conversione.

Parola del Signore.

 

PROFESSIONE DI FEDE (in piedi)

(si omette nella Messa votiva)

C. - Credo in un solo Dio...

A. - ... Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, / di tutte le cose visi-bili e invisibili. / Credo in un solo Signo-re, Gesù Cristo, / unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: / Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, / generato, non creato, / della stes-sa sostanza del Padre; / per mezzo di lui tutte le cose sono state create. / Per noi uomini e per la nostra salvezza / discese dal cielo, (inchinati) e per opera dello Spirito Santo / si è incarnato nel seno della Vergine Maria / e si è fatto uomo. / Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pila-to, / morì e fu sepolto. / Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, / è sa-lito al cielo, siede alla destra del Padre. / E di nuovo verrà, nella gloria, / per giu-dicare i vivi e i morti, / e il suo regno non avrà fine. / Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, / e procede dal Padre e dal Figlio. / Con il Padre e il Fi-glio è adorato e glorificato, / e ha parlato per mezzo dei profeti. / Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. / Profes-so un solo battesimo per il perdono dei peccati. / Aspetto la risurrezione dei mor-ti / e la vita del mondo che verrà. Amen.

 

INTENZIONI DI PREGHIERA

Cel. - Convertiti dalla parola del Buon Pastore che sempre ci ricerca e ci acco-glie con gioia, preghiamo Dio per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo.

Let. - Diciamo insieme: Ascoltaci, o Si-gnore.

Let. - Perché i Pastori della Chiesa ri-volgano di preferenza le loro attenzioni agl'indifferenti, e ai lontani, sull'esem-pio di Cristo Gesù, preghiamo: Ascoltaci, o Si-gnore.

Let. - Perché i responsabili della pace nel mondo non abbiano paura d'imitare il gesto di Dio che ci ha riconciliati in Cristo, quando ancora eravamo nemici, e sappiano rinunciare alla politica del « pre-stigio » purché trionfi la giustizia e l'amo-re fra i popoli, preghiamo: Ascoltaci, o Si-gnore.

Let. - Perché i giovani, disgustati per il male che opera nel mondo, credano al Buon Pastore che guida la storia degli uomini sul giusto cammino tracciato con la sua Pasqua, preghiamo. Ascoltaci, o Si-gnore.

Let. - Perché coloro che si sentono fe-riti dal peccato o schiavi dell'egoismo, abbiano il coraggio di lasciarsi curare da Cristo accostandosi ai sacramenti del Perdono e dell'Eucaristia, che danno la vita, preghiamo. Ascoltaci, o Si-gnore.

Cel. O Dio fa' che possiamo associare le nostre sofferenze alla 'Passione del tuo dilettissimo Figlio per arricchire la tua Chiesa con il devoto omaggio della nostra riparazione. Per Cristo nostro Signore.

 

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Guarda, o Padre, all'immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia un sacrificio a te gradito e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, no-stro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Si-gnore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, dalla ferita del suo fianco effuse sangue e ac-qua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza.

Per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi proclamiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo...

Antifona alla comunione (Mt. 11,29).

«Imparate da me, che sono mite e umi-le di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».

oppure (Gv. 19, 34)

Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Gv. 19,34)

Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE

Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo, tuo Figlio, perché, animati dalla stessa carità, sap-piamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

SOLENNITA' DI GESU' CRISTO, RE DELL'UNIVERSO (M.O. )

(Si celebra nella XXXIV e ultima dome-nica dell'Anno Liturgico).

 

ALCUNI PUNTI DELLA STUPENDA TEOLOGIA EUCARISTICA

Cristo è presente nell'Eucaristia:

- con la sua persona corporea, come sommo Sacerdote della sua comunità (sia-mo noi) dinanzi a Dio;

- quale nostra propria offerta, per-ché ci è concesso di appellarci all'obbe-dienza e all'amore di Cristo, come vittima che si offre per noi;

- come testimonianza del suo supre-mo amore per noi, e come « esempio-for-za » dell'amore che deve regnare tra di noi, uniti in Lui, nell'Eucaristia;

- come dono e caparra della vita eter-na (entrammo nella vita divina già nel battesimo);

- come fratello che partecipa del no-stro destino, e si associa con ciascuno di noi nel nostro cammino verso la Patria, e ci sostiene, c'incoraggia.

E mentre è così presente in mezzo a noi e per noi, in ogni celebrazione eucaristica, egli si offre a - noi, e ci trasforma in sé, quando lo riceviamo.

Una sola cosa ci viene richiesta: l'AMEN della nostra fede e del nostro amore alla sua azione in noi, silenziosa e penetrante.

Quando pronunciamo questo AMEN, questo SI', siamo i convertiti al suo amore! - Il Cuor di Gesù vuole anzitutto regnare nelle anime: « Perché - scrive S. Margherita M. Alacoque - lo scopo principale della devozione al S. Cuore è di convertire le anime al suo amore ».

- Accettare Cristo come nostro Redentore significa accettarlo anche come nostro Re.

- La festa fu istituita da Pio XI nel 1925.

- La vocazione della guardia di onore è precisamente questa: rico-noscere nel Cuore di Gesù il suo Sovrano: disponibile al suo scettro di amore: seguirlo gioiosamente per la via delle croci personali e inevi-tabili. In tal modo si è già in pos-sesso del suo Regno, perché servire Gesù nell'amore significa regnare sin d'ora con lui.

 

TRIDUO

I Giorno

La centralità di Cristo nella sto-ria e nella vita degli uomini, e il suo primato sull'universo.

Signore Gesù, la tua regalità, profonda-mente spirituale, penetri nel mio misera-bile cuore, per comunicargli la gioia e appagarne la pienezza delle più nobili aspirazioni.

Tu il centro del genere umano: tu « l'al-fa e l'omega, il primo e l'ultimo, il princi-pio e il fine » (Ap. 22,13).

Il Regno di Dio si è manifestato in te come amore che libera i peccatori, gli emarginati, i disperati del corpo e dello spirito.

Tu salvi, per il Regno dei cieli, coloro che ti dànno testimonianza: che vivono come veri tuoi discepoli, in un amore sempre disponibile al perdono e alla mise-ricordia, e perseveranti sino alla fine.

La tua regalità si presenta come mo-dello ad ogni credente perché questi si renda capace di esercitare rettamente il dominio su tutte le cose, liberandosi dal peccato e dalla schiavitù delle passioni.

Entra nel Regno chi diventa salvezza per il proprio fratello.

Tu, pertanto, ci giudicherai assiso alla destra del Padre; e il tuo giudizio sarà salvezza o condanna di ciascun uomo, in rapporto al precetto dell'amore, in parti-colare di solidarietà con i più bisognosi.

Ti riconosco, o Gesù, quale mio Re: ti accolgo nel mio cuore quale mio Maestro e Guida di salvezza.

« Dio onnipotente ed eterno, che hai vo-luto rinnovare tutte le cose in Cristo tuo Figlio, Re dell'universo, fa' che ogni crea-tura, libera dalla schiavità del peccato, ti serva e ti lodi senza fine.

Per Cristo nostro Signore. Amen ». 2

« Dio onnipotente, che in Cristo Gesù hai inaugurato nel mondo il tuo regno di amore e di pace, concedi che dopo averti servito con fedeltà in terra, possiamo sta-re con te nella patria celeste.

Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia della Messa)

 

II Giorno

La Regalità di Cristo affonda le sue radici nella divina rivelazione: riceve una solenne conferma dal Magistero della Chiesa: è suffragata anche dagl'insegnamenti di S. Mar-gherita M. Alacoque, ricevuti da Gesù.

La Regalità di Cristo è un aspetto di particolare riferimento delle guar-die d'onore.

Signore Gesù, quanto meschini sono gli uomini nel capire il significato autentico e profondo della tua regalità!...

C'è chi pensa che tu voglia imitare o attentare o diminuire le sovranità terrene, che, spesso, sono soltanto sete di potere, dittature e tirannie...

Tu ti presenti - è vero - come Re, ma il tuo regno non è di questo mondo, ben-ché esso incominci ad edificarsi, sin d'ora, quaggiù, senza però alcuna concorrenza ai regimi politici di qualsiasi colore.

Quando, difatti, tentarono, a volte, le folle di proclamarti re, tu sempre ti sot-traesti rapidamente.

Il tuo regno è diverso da quanto l'uomo possa immaginare.

Tu sei l'inviato del Padre con la missio-ne d'unico Mediatore di salvezza di tutta la creazione.

Tu solo, Uomo-Dio, hai il potere, nella tua umanità, d'inserirci nella Famiglia de-gli eletti, nel regno del Padre.

Tu, pietra angolare, su cui poggia la sal-vezza definitiva di tutte le creature, di cui sei il primogenito, il re dell'Universo.

Perché tu solo sei l'immagine perfetta di Dio invisibile; e unicamente da te di-pende il compimento del disegno creatore e redentivo di Dio.

Staccatasi la creazione da Dio, per cau-sa del peccato, la tua regalità assume il carattere di una riconciliazione universa-le, che tu operi versando il tuo sangue sulla croce.

Nessuno sfugge al tuo giudizio supremo. Tu ti presenterai sulle nubi del cielo, alla fine dei tempi, quale Figlio dell'Uo-mo, investito d'ogni potere, come giudice dell'universo.

Signore, ti prego d'illuminare tante menti - dileguandone i preconcetti -

perché riconoscano il mistero della tua Chiesa, « ossia il tuo regno già presente in mistero, per la potenza di Dio » (L.G. 3); e che essa non è fatta per sostituirsi ai poteri di questo mondo, ma per agire co-me fermento per migliorarne le condizio-ni. Non intende dominare il mondo, ma servire gli uomini.

« O Dio nostro Padre, che ci nutri con il pane della vita immortale, fa' che ob-bediamo con gioia a Cristo, Re dell'uni-verso, per vivere senza fine con lui nel suo regno glorioso.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. (Dalla Liturgia della Messa)

 

III Giorno

Cristo Signore della pace e del-l'unità.

Per noi cristiani è il punto di ri-ferimento essenziale per compren-dere l'uomo e Dio.

Sarà nostro « Re » nella misura in cui la sua parola s'incarna nella nostra vita, con una personale e libera adesione.

Egli propone valori liberanti, doni di grazia interiore che ci abilita a operare secondo lo spirito delle bea-titudini.

Signore Gesù, le caratteristiche che di-stinguono la tua regalità non vengono, da analogie con i poteri politici, ma dalla Croce su cui fosti innalzato e schernito quale « re dei giudei ».

Al buon ladrone, ravveduto e penti-to, che ti riconosce « re di perdono », lo rassicuri con un dolce morente accento: « Oggi sarai con me in paradiso ».

Tu sempre hai respinto come tentazio-ne la trionfale immagine messianica dei tuoi discepoli.

Non hai privilegiato la tua condizione di Figlio di Dio fatto Uomo: non hai pre-teso nulla per te! Ma ti sei offerto a servi-re disinteressatamente gli uomini sino a morir per loro.

La tua regale corona è di spine.

Sei re perché sulla croce il tuo amore è stato più forte delle nostre ingratitudi-ni, delle nostre cattiverie, dei nostri pec-cati.

Meriteremmo rigoroso giudizio!

E tu, invece, ci giudicherai un giorno secondo l'amore e nell'amore traboccante del tuo Cuore di Salvatore.

Quando ritornerai nella gloria a giudi-care « i vivi e i morti », allora risplenderà la meraviglia del tuo amore: quello che si manifestò alla Maddalena, a Pietro, a Tommaso, ai crocifissori per i quali im-plorasti perdono dal tuo Padre celeste...

Signore, il vangelo ci dice che tu verrai con potenza, ma si tratta sempre della po-tenza del tuo amore che si rivelò in ma-niera sconvolgente sulla croce.

Sulla legge dell'amore s'imposterà il giudizio universale: sarà l'ora suprema della verità in cui si rivelerà la realtà del tuo infinito amore.

Tu, o Cristo, sei Signore del mondo per-ché il tuo amore avvolgerà il mondo e lo farà nuovo.

« O Dio, che nel tuo Figlio ci hai dato l'esempio di un uomo nuovo, concedi che noi sappiamo imitarlo nella capacità di perdonare, e nel dono di un servizio gene-roso ai fratelli ».

Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia)

 

GIORNO DELLA SOLENNITA' DI CRISTO RE

La regalità di Cristo, di cui oggi si ce-lebra la festa, si riferisce a Cristo come Uomo: come Figlio di Dio non poteva ri-ceverla, perché gli è comune con le altre due persone della SS. Trinità.

Cristo Re è, quindi, lo stesso Uomo-Dio, cioè colui che dovendo al Padre la sua natura divina, ha ricevuto dalla Vergine di Nazaret la natura umana.

Ma poiché Cristo ci ha riscattati me-dianté la sua natura umana, così nella me-desima natura umana gli è stata conferita la regalità.

 

TITOLO SUGGESTIVO

O Cuor di Gesù, se v'è titolo tanto sug-gestivo alle anime nostre è proprio que-sto di « Cristo Re ».

Noi, tue guardie d'onore, esultiamo con gioia tutta speciale: noi, tue pattuglie, che ci alterniamo, in ogni ora del giorno, intorno al tuo trono regale - il taberna-colo - per rendere un culto di gloria, di amore e di riparazione.

Noi ti acclamiamo Re e riconosciamo solennemente tutti i diritti e l'onore che competono alla tua regalità spirituale.

Tuo è lo scettro su tutte l'universo: sul-la terra e nei cieli e sugli abissi dell'in-ferno.

Alla tua parola, o Gesù, celeri ubbidi-scono gli elementi: cessan le burrasche che flagellano le barche; nelle tue mani si moltiplicano i pani, perché ne abbian ristoro le moltitudini immense; alla tua voce le reti di Simon Pietro - ancor vuo-te dopo le fatiche d'una notte intera! - ritirate alla riva, si strappano per l'in-gente quantità di pesci; al tuo comando Lazzaro esce dalla corruzione del sepol-cro, ed il figlio, che vien portato dai ne-cròfori alla tomba, ritorna redivivo alla desolata vedova di Naim.

Tutta la tua vita mortale decanta la tua assoluta sovranità sulla vita e sulla morte, sugli Angeli che ti adorano, e sui demòni che ti temono e ne tremano: sui dolori e sulle infermità.

Fa', o Cristo Re, conoscere, con, la luce del tuo Santo Spirito, questa tua dolce sovranità d'amore a tutti gli uomini così ciechi e gretti, ma soprattutto a coloro che, avvinti dalle passioni, offrono l'in-censo del proprio cuore ad idoli « falsi e bugiardi ».

Disìncantali, o Gesù, per convertirli al tuo Cuore e farne fratelli tuoi e figli del tuo Padre celeste, che regna con te e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei se-coli. Amen.

« Signore, Padre santo, Tu con olio di esultanza hai consacrato Sacerdote eter-no e Re dell'universo il tuo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore, perché, sacri-ficando se stesso immacolata vittima di pace sull'altare della Croce, operasse il mistero dell'umana redenzione, e, assog-gettate al suo potere tutte le creature, of-frisse alla tua maestà infinita il regno eterno e universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace ». (Dalla Liturgia)

« Lode, gloria, sapienza, azione di gra-zie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen ». (Ap. 7,12).

N.B. - Ogni guardia d'onore, con la sua ora giornaliera, ha fatto la sua scelta defi-nitiva: «M'impegno seriamente per il Cuor di Gesù, che è al centro del mistero del Regno di Dio».

 

ATTO DI CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO A CRISTO RE

« O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguarda a noi umilmente prostrati innanzi a te. Noi siamo tuoi, e tuoi vogliamo essere; e per vivere a te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al tuo sacratissimo Cuore.

« Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comanda-menti, ti ripudiarono. O benignissimo Ge-sù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al tuo sacratissi-mo Cuore.

« O Signore, sii il Re non solo dei fe-deli, che non si allontanarono mai da te, ma anche di quei figli prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi, quanto pri-ma, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame. Sii il Re di coloro, che vivono nell'inganno e nell'er-rore, o per discordia da te separati: ri-chiamali al porto della verità, all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

« Largisci, o Signore, incolumità e liber-tà sicura alla tua Chiesa, concedi a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine: fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli. Amen ».

(Indulgenza plenaria, se si recita pub-blicamente nella solennità di Cristo Re; parziale, invece, se si recita privatamente).

 

MEMORIA DEL CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA (M.O. )

Memoria Liturgica facoltativa nel sabato dopo la solennità del Sacro Cuor di Gesù.

San Giovanni Eudes, del secolo XVII, nei suoi scritti non separava i due Cuori nei progetti liturgici. Alla estensione di questa devozione con-tribuirono specialmente le appari-zioni di Fatima.

 

PREGHIERA

Signore Gesù, contemplando il tuo cor-po lacerato e sanguinante: il tuo Cuore squarciato dalla lancia del soldato roma-no, sento le tue estreme parole, rivolte a Giovanni: « Ecco tua Madre! ».

E' qui che tu proclami solennemente la maternità spirituale di Maria per tutti i redenti. Occorre dunque rivolgersi anche a lei, quale nostra Mamma: avere una devozione particolare per lei.

E' lei che ci deve condurre al tuo Cuore con tenerezza e sollecitudine di Madre impareggiabile.

Come tu, o Gesù, sei l'immagine perfetta del Padre, così Maria è l'immagine del Padre celeste nella qualifica specifica del-la sua paternità e maternità. La paternità assomma, in Dio, anche la maternità: per-ché i sentimenti, le delicatezze, l'amore di un padre e d'una madre sono tutti tenui raggi riflessi d'un'unica sorgente di luce increata ch'è il tuo Amore divino.

Devo, pertanto, rivolgermi a lei con con-fidenza e abbandono, nei momenti so-prattutto difficili, con la certezza ch'ella risanerà le ferite dei miei peccati, piccoli o grandi che siano... E ora, o Maria, sono ben convinto che i palpiti del tuo Cuore vanno diritti al Cuore di tuo Figlio, Gesù, e hanno l'effica-cia di presentargli tutte le situazioni di ca-lunnie, di odio e di persecuzioni contro la Chiesa per ottenere misericordia e con-versione.

Il mio amore per Gesù e il mio amore per te, o Maria, costituiscano davvero una unità d'amore nel mio poverissimo cuore.

Ti consegno il mio cuore: conservalo! Mentre io riposo nel Cuore di tuo Figlio, lo amerai per me, lo adorerai per me, lo ringrazierai per me.

Tu ami Gesù immensamente, perciò amerai Gesù con il mio cuore, immensa-mente.

 

DAL MESSAGGIO DI FATIMA

Alcune indicazioni:

- Credere nella Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia: « SS. Trinità, Padre, Fi-glio e Spirito Santo, io vi adoro profonda-mente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di N. S. Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo ».

Così l'angelo che comunica i tre fanciul-li e dice: « Prendete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati ».

- Credere nella gravità del peccato: Maria ai tre fanciulli: Dite: « O Gesù, per-dona le nostre colpe ».

- Credere nelle pene dell'inferno: Ma-ria suggerisce: « O Gesù mio, preservaci dal fuoco dell'inferno ».

- Credere nel Paradiso e nel Purgato-rio: Maria ancora: « Gesù mio, porta in

cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia ».

- Credere nella materna potente inter-cessione di Maria presso Dio.

- Accettare l'invito di Maria: recitare tutti i giorni il Rosario, meditandone con devozione i misteri.

- Esser devoti del suo Cuore Immaco-lato, consacrandoci a lei: « Per salvare i peccatori il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Imma-colato »... « Io sono venuta a chiedere la consacrazione del mondo al mio Cuore Immacolato »: così Maria esprimeva la volontà del Signore ai tre fanciulli di Fatima.

 

IL ROSARIO

L'indulgenza plenaria, se si recita in Chiesa o pubblico oratorio, o in famiglia, comunità religiosa, pia As-sociazione; parziale, nelle altre cir-costanze.

Per l'indulgenza plenaria: suffi-ciente una sola terza parte, ma le cinque decadi devono recitarsi sen-za interruzione; meditare i misteri enunziati.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Credo in Dio, Padre onnipotente, crea-tore del cielo e della terra; e in Gesù Cri-sto, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nac-que da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; di-scese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comu-nione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

GAUDIOSI

1. - L'angelo annuncia a Maria che da lei nascerà Gesù.

- « Ave, piena di grazia: il Signore è con te... Ecco la serva del Signore: si fac-cia di me secondo la tua parola » (Lc. 1, 28 e 38). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

2. - Maria porta Gesù da Elisabetta.

- « Tu sei benedetta fra tutte le donne, e benedetto è il frutto del grembo tuo » (Lc. 1, 42). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

3. - Il natale di Gesù.

- « Maria diede alla luce il suo figlio primogenito: lo avvolse in fasce e lo ada-giò in una mangiatoia » (Lc. 2,7). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

4. - Gesù è presentato al tempio.

- « Quando venne il giorno della puri-ficazione lo portarono a Gerusalemme per offrirlo al Signore (Lc. 2,22). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

5. - E' ritrovato Gesù nel tempio.

- « Dopo tre giorni lo ritrovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, ad ascoltarli ed interrogarli » (Lc. 2,46). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio, Salve Regina...

 

 

DOLOROSI

l. - Gesù agonizza nel Getsemani.

- « La mia anima è triste fino alla morte... Padre non quello che io voglio, ma quello che vuoi tu » (Mc. 14,33 e 36). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

2. - Gesù è flagellato.

- « Allora Pilato ordinò di prendere Gesù e di flagellarlo » (Gv. 19, 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

3. - Gesù è coronato di spine.

- « I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo » (Gv. 19,12). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

4. - Gesù porta la croce al Calvario.

- « Gesù portando su di sé la croce, uscì verso il luogo detto Golgota » (Gv. 19,17). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

5. - Gesù muore in croce.

- « Padre, nelle tue mani affido il mio spirito » (Lc. 23, 46). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio, Salve Regina...

 

GLORIOSI

1. - Gesù risorge da morte.

- « Voi cercate Gesù, il crocifisso: non è qui, è risorto, come aveva detto » (Mt. 28,5-6). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

2. - Gesù ascende al cielo.

- « Il Signore Gesù fu elevato in cie-lo » (Atti, 1. 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

3. - Gesù manda lo Spirito Santo.

- « Voi riceverete lo Spirito Santo, e mi sarete testimoni... fino all'estremità della terra » (Atti, 1, 8). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

4. - Maria è assunta in cielo.

- « Un grande segno apparve nel cie-lo: una donna avvolta di sole, con la luna sotto i suoi piedi » (Ap. 12, 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio...

5. - Maria incoronata Regina.

- « Sul suo capo una corona di dodici stelle » (Ap. 12, 1). Pater, 10 Ave Gloria al Padre, Gesù mio, Salve Regina...

Sotto la tua protezione cerchiamo rifu-gio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

«Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu, che all'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Fi-glio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen ». (Dalla Messa)

 

ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

A. - INDIVIDUALE

Cuore Immacolato di Maria, intima-mente unita all'offerta che Gesù faceva di se stesso al Padre sul Calvario, fosti tu la prima ad accogliere le ultime gocce di sangue e acqua sgorgati dal suo Cuore trafitto dalla lancia, e presentarli a Dio misericordioso e clemente.

Quando poi l'adorabile Vittima lasciò l'altare della croce, Egli venne deposto nelle tue braccia e sulle tue ginocchia come sopra un altare più venerabile e santo.

Ora, accogli nelle tue braccia anche me peccatore, ma redento dal mistero della passione-morte-risurrezione del tuo Fi-glio, il quale mi affidò a te nella persona di Giovanni.

Che io impari ad offrirmi come te al Signore. Tu nulla hai ritenuto per te; ma tutto offristi a Dio con te stessa.

A te, quindi, tutto affido e consacro: la mia mente, la mia volontà, il mio cuore:

il presente e l'avvenire. Sii con me sem-pre e dovunque.

Io, tuo figlio, faccio pieno assegnamen-to sulla tua benevolenza: e quanto farò e sopporterò, offrirò a te e a Dio per mez-zo tuo.

Sicuro di ottenere la benedizione delle tre divine Persone di cui tu sei Figlia, Madre e Sposa. Amen. (Un Padre nostro e un'Ave Maria)

 

B. - PUBBLICA DI PIO XII (31 ottobre 1942) Regina del SS. Rosario, ausilio dei cri-stiani, rifugio del genere umano, vinci-trice di tutte le battaglie di Dio! - sup-plici ci prostriamo al tuo trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere gra-zie e opportuno aiuto e difesa nelle pre-senti calamità, non per i nostri meriti, per i quali non presumiamo, ma unica-mente per l'immensa bontà del tuo mater-no Cuore.

A te, al tuo Cuore Immacolato, in que-st'ora tragica della storia umana, ci affi-diamo e ci consacriamo, non solo in unio-ne con la santa Chiesa, corpo mistico del tuo Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribolata, ma anche con tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima della propria iniquità.

Ti commuovano tante rovine materiali e morali, tanti dolori, tante angosce di padri e di madri, di sposi, di fratelli, di bambini innocenti: tante vite in fiore stroncate; tanti corpi lacerati nell'orrenda carneficina; tante anime torturate e ago-nizzanti, tante in pericolo di perdersi eternamente!

Tu, o Madre di misericordia, impetraci da Dio la pace; e anzitutto quelle grazie che possano in un istante convertire i cuori umani, quelle grazie che preparano, e conciliano, assicurano la pace.

Regina della pace, prega per noi e dà al mondo in guerra la pace che i popoli sospirano, la pace nella verità, nella giu-stizia, nella carità di Cristo. Dagli la pace delle armi e la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell'ordine si dilati il Regno di Dio.

Accorda la tua protezione agli infedeli e a quanti giacciono ancora nelle ombre

della morte; concedi loro la pace e fa' che sorga per essi il Sole della Verità, e pos-sano, insieme con noi, innanzi all'unico Salvatore del mondo ripetere: « Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà! » (Luc. 2, 14).

Ai popoli separati per l'errore o per la discordia, e segnatamente a coloro che professano per Te singolare devozione, e presso i quali non c'era casa ove non si tenesse in onore la tua veneranda Icone (oggi forse occultata e riposta per giorni migliori), dà la pace e riconducili all'uni-co ovile di Cristo, sotto l'unico e vero Pastore.

Ottieni pace e libertà completa alla Chiesa santa di Dio, arresta il diluvio di-lagante del neopaganesimo; fomenta nei fedeli l'amore alla purezza, la pratica della vita cristiana e lo zelo apostolico, affin-ché il popolo di quelli che servono Dio aumenti in meriti e in numero.

Finalmente, siccome al Cuore del tuo Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, perché riponendo in Lui ogni speranza, Egli fosse per loro segno e pegno di vittoria e salvezza; così pari-menti noi in perpetuo ci consacriamo an-che a Te, al tuo Cuore Immacolato, o Ma-dre nostra e Regina del mondo: affinché il tuo amore e patrocinio affrettino il trionfo del Regno di Dio, e tutte le genti, pacificate tra loro e con Dio, Ti procla-mino beata, e con Te intonino, da un'estre-mità all'altra della terra, l'eterno « Ma-gnificat » di gloria, amore, riconoscenza al Cuore di Gesù, nel quale solo possono trovare la Verità, la Vita e la Pace. Amen.

 

MEMORIA DI S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE VERGINE (a. 1647-1690)

16 ottobre

Quale rapporto ha la Santa di Paray-le-Monial con la Guardia di Onore? Un rapporto essenziale: lei è la geniale « progettista » della G. d'O.; ma il suo progetto rimase qua-si accantonato per circa due secoli... Suor Maria del S. Cuore - nata Co-stanza Bernaud - è. invece, la ge-niale « esecutrice », nel monastero della Visitazione di Bourg en Bresse (Francia).

Nessuno più della Santa ha dirit-to a una speciale devozione da parte delle Guardie d'Onore; e nessuno più di lei può insegnarci l'autentica de-vozione al Sacro Cuore di Gesù.

PREGHIERA

Cuor di Gesù, nella ricorrenza della me-moria liturgica della tua discepola San-ta Margherita Alacoque, depongo nelle sue mani una preghiera - tanto urgente - perché ella te la presenti e l'avvalori con la sua intercessione. Non potrai negarle, in questo giorno, la tua grazia che penetri sino alle più in-time fibre del mio cuore: lo tocchi, lo stimoli; e qualora fosse ribelle ai tuoi inviti, lo renda umile e docile.

Ti chiedo: la grazia che dissipi le te-nebre degli errori, e ci liberi dal fango della pornografia che ci avvelena.

La grazia che sostenga me - come so-stenne anche lei nella sua giornata ter-rena - nelle incomprensioni, nelle dif-ficoltà e, a volte, nelle dure umiliazioni nel promuovere il culto al tuo divin Cuo-re, così ricco di benefici spirituali e di garanzia di eterna salvezza.

E tu, o Margherita Maria, che ora con-templi direttamente, senza alcun velo di fede, la bellezza, la misericordia e l'abisso del Cuor di Gesù: ne godi la beatitudine infinita, puoi parlargli e raccomandargli la mia anima con un'efficacia particolare che Dio stesso ti ha concesso.

Ottienimi che tutte le guardie d'onore possano formare del divin Cuore il cen-tro della loro vita, la loro speranza su-prema, il loro rifugio, il luogo del loro riposo. Rinnova, per me, l'offerta di quel-le adorazioni e riparazioni così intense di amore e di sofferenze, e così gradite al tuo celeste Sposo: ottienimi quello Spi-rito divino che le animava, perché io compia ogni giorno l'ufficio di guardia d'onore consolatrice e riparatrice: la mia ora sia un canto di lode, di riconoscenza e di supplichevoli accenti per la conver-sione dei peccatori.

Sia così pressante la tua mediazione di « apostola » eletta del Sacro Cuore di Gesù da rendermi degno di partecipare al tuo ardentissimo zelo per l'onore e la gloria dello stesso divin Cuore.

Affretta con le tue preghiere l'espan-sione del Regno di Dio su tutta la terra: il ritorno di tanti fratelli erranti alla casa del Padre: la formazione cristiana della gioventù: la santificazione dei giusti.

Porgi, infine, in mio nome, un saluto cordiale, affettuosissimo a Gesù: digli che io guardi d'onore ti ho scelta mia patrona speciale. Digli che, dalla tua in-tercessione presso il suo Cuore, io spero - e insieme con me tutte le guardie d'Ono-re - di vedere con la sua grazia sem-pre più numerose e fitte le falangi della nostra Associazione, che, serrate intorno

al suo trono regale - qui in terra l'umi-le ciborio delle nostre Chiese - gli pro-mettano di realizzare il triplice e unifi-cato impegno: « Glorificare, amare e ri-parare », in una fedeltà adamantina e ge-nerosa, quali scorte del suo divin Cuore. Amen.

(Si può concludere con la colletta del-la Messa del giorno).

« Effondi su di noi, o Signore, lo spirito di santità che hai donato a santa Mar-gherita Maria, perché possiamo conosce-re l'amore del Cristo, che supera ogni co-noscenza, e godere la pienezza della tua vita divina.

Per Cristo nostro Signore. Amen ».

 

Via Part e

CONSACRAZIONI VARIE AL S. CUOR DI GESU'

 

ATTO DI CONSACRAZIONE DI ZELATORI E ZELATRICI DELLA G. D'O.

O Verbo di Dio fatto Uomo, che sei ve-nuto qui in terra a portare il fuoco del tuo amore, e altro non desideri che gli uomini divampino della tua carità.

Nessuna creatura umana è esclusa dal-la tua tenerezza: nessuno può dirti: « In qual modo, o Signore, mi hai amato? ».

- « Vi ho amati! »: è la perentoria ri-sposta che tu davi al popolo d'Israele per mezzo del profeta Malachia (Ml. 1, 2).

A noi, popolo nuovo da te redento, di cui Israele non era che una figura, hai riaffermato nella tua presenza fisica nel mondo il tuo eterno amore.

La tua vita terrena è stata tutta un solo ed ininterrotto atto di amore per il Padre e per gli uomini; e, come non bastasse, ha raggiunto l'impensabile vertice nel dono della tua Eucaristia!

In questo dolce mistero rifulge e si compendia la tua predilezione: risalta il tuo Cuore, che, ferito dai nostri peccati, continua ad amare; si ha il memoriale vivo della tua passione-morte-risurrezione ch'è la testimonianza suprema del tuo amore; vi si attinge come da una fonte inesauribile la ricchezza d'ogni grazia di-vina.

Ora, o Gesù, fissando il mio sguardo su di te, Ostia consacrata, ed esprimendoti la mia riconoscenza e la mia gioia, io ti riaffermo la mia fede: « Si, o Signore, tu mi ami ed io so in qual modo mi ami ».

Vorrei che tutti, insieme con me, si ri-fugiassero nel tuo Cuore aperto ad ogni figliol prodigo; e per questo mi ripro-metto, con tutte le mie energie e con l'aiuto della tua grazia, di promuovere il culto al tuo Cuore in quanti avrò l'oc-casione di avvicinare.

Che si accresca la schiera delle guar-die d'onore zelatrici!

Le quali, con spirito di umiltà, di sem-plicità e di carità e con gli esempi santi, soprattutto, attirino tanti fratelli lontani al sacramento della riconciliazione con te, e dell'Eucaristia, affinché, dopo esse-re stati ritrovati e risuscitati alla vita di-vina, ti benedicano nel tempo e nell'eter-nità. Amen.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE D'UN NEONATO O DI PIU' NEONATI

(dopo il battesimo o anche in un altro giorno)

E' consigliabile che i genitori, in quel giorno, si accostino alla S. Co-munione.

Il sacerdote li accompagna all'al-tare del S. Cuore o dove si conserva 'la S. Eucaristia.

Inizia: Nel nome del Padre e... E rivolto ai genitori:

Miei cari, il vostro bambino (o i vostri...) 8 stato già consacrato nel santo battesimo mediante l'unzione « crismale ».

Se questo bambino (o questi...) potesse capire, gli si potrebbero ri-volgere le parole di S. Ambrogio: « Ecco che sei stato unto nella vita eterna; non preferire questa vita a quella.

Se, per esempio, sopraggiunge un nemico, e vuol toglierti la fede, o proferisce minacce di morte, perché tu svii dal retto cammino, vedi ciò che devi scegliere.

Non scegliere ciò in cui non sei stato unto (cioè consacrato) in mo-do da preferire la vita eterna alla vita temporale».

A voi, genitori, è ora affidata la crescita e la cura spirituale di que-sto (o questi...) bambino.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE

La mamma: O Maria, modello unico di Madre, a cui Dio stesso affidò il suo Uni-genito fatto Uomo, Gesù, perché tu lo fa-cessi crescere, sin dalla culla, con tenerez-za e dedizione totale, per offrirglielo, poi, sulla croce, Vittima espiatrice per i pecca-ti di tutti gli uomini. Martire nascosta e silenziosa, la tua vita è stata una sola co-sa con quella di tuo Figlio.

Generando lui nel tuo grembo vergina-le, hai generato, spiritualmente, anche noi nel tuo Cuore immacolato.

Ti prego, o Vergine Santa, di accogliere nelle tue braccia questa mia creaturina, divenuta figlia di Dio nel battesimo gior-ni fa ricevuto, perché tu stessa con le tue purissime mani la racchiuda nel Cuore adorabile di Gesù e ivi rimanga in eterno come cosa sua e tutta sua!

Poi, insieme il papà e la mamma. Cuor di Gesù, noi, papà e mamma di questo

bambino, confermiamo gioiosamente il gesto materno di Maria, con cui ella, pre-gata da noi, l'ha deposto nel tuo Cuore, « fonte di vita e di santità ».

(Si dica il nome del neonato...) asse-condi e compia, in tutti i giorni della sua vita, i disegni di amore che tu hai su di lui.

Adagiato questo nostro angioletto - che dorme ancora i suoi sogni celesti - nella Piaga del tuo costato, e cullato dal-le tue tenerezze, cresca in quella sapien-za e in quella grazia - di cui tu, fanciul-lo, sovrabbondasti - e diventi buono, amabile, intelligente e santo!

Sia di felicità a noi genitori cristiani, di onore alla patria, di gloria al tuo nome e alla tua Chiesa. Amen.

(Il sacerdote mette al collo del neona-to la medaglina del S. Cuore, impartendo poi la Benedizione).

 

CONSACRAZIONE AL S. CUOR DI GESU' DEI BAMBINI DI PRIMA COMUNIONE

Si può fare nel giorno stesso della Prima Comunione oppure in una delle sette domeniche di S. Luigi. I bambini siano già stati prepa-rati: non s'improvvisi!

L'atto di consacrazione si può in-serire in una celebrazione liturgica della Parola di Dio o in una « mi-niveglia eucaristica ».

 

ATTO DI CONSACRAZIONE

Lettore (un bambino con voce chiara e adagio) - Cuor di Gesù, noi sappiamo dal tuo Vangelo che tu ci ami in modo speciale. Ci vuoi tanto bene che desideri vederci intorno a te, stretti al tuo Cuore. Nessuno deve impedirci di venire da te.

Se i grandi si affollano intorno alla tua Persona, avvinti dalla tua bontà, devono però far posto anche a noi, e non disprez-zarci. Acclamiamo:

Tutti - Grazie, o Gesù di tanta bontà! Lettore - A te non importa che noi, co-sì piccoli, comprendiamo ben poco della tua sapienza e della tua onnipotenza. A te basta che noi crediamo al tuo amore per noi. Acclamiamo:

Tutti - Grazie, o Gesù, di tanta bontà!

Lettore - Tu desideri donarti per primo a noi: arricchirci delle tue grazie, della tua gioia, della tua felicità, e renderci così partecipi della tua gloriosa risurre-zione. Acclamiamo:

Tutti - Grazie, o Gesù, di tanta bontà!

Lettore - Tu ti sei contentato, in questi giorni, che noi ritenessimo con fede che nell'Ostia consacrata - conservata nei tabernacoli delle nostre Chiese - non c'è più pane, ma ci sei tu vero Dio e vero Uomo, perché il nostro slancio fosse ir-resistibile, impaziente la nostra attesa nell'accoglierti nei nostri cuori così po-veri di amore. Acclamiamo:

Tutti - Signore, che possiamo amarti tanto!

Lettore - Li abbiamo aperti i nostri cuori cori esultanza: ci sei entrato, Si-gnore e Re dell'universo. E' stata una festa per te e per noi: la festa più grande

della nostra vita. I nostri cuori sono di-venuti il trono, qui in terra, della tua Di-vinità. Acclamiamo:

Tutti - Signore, che possiamo amarti tanto!

Lettore - Ora, o Cuor di Gesù, tanto tuo amore esige gratitudine. Ci dev'essere uno scambio di doni tra te e noi. Ma che cosa ti daremo?... Noi, poveri di tutto. Nulla abbiamo degno di te! Preghiamo:

Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!

Lettore - Una sola cosa ci è possibile: donarti la nostra anima, santificata dalla tua grazia: nutrita della tua carne e del tuo sangue; il nostro cuore, divenuto di-mora della tua Divinità; il nostro corpo, vivificato dal tuo Santo Spirito.

Ti offriamo quindi noi stessi, che tu hai consacrato, insieme con la promessa che nessun peccato mai più macchierà le no-stre anime. Preghiamo:

Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!

Lettore - Poniamo nel tuo Cuore, o Gesù, la nostra mente e tu suscita in essa pensieri sempre puri e santi: la nostra intelligenza e tu presèrvala dall'errore: la nostra lingua e tu custodiscila incon-taminata: i nostri occhi e tu raffrènali nella loro curiosità: tutto il nostro es-sere e tu fa rifulgere in esso un raggio della tua infinita santità e la soavissima sovranità del tuo amore. Preghiamo:

Tutti - Signore, vieni in nostro aiuto!

Lettore - Conserva, o Gesù, in noi la gioia di questo santo giorno: accresci in noi il desiderio dell'Eucaristia; e quando il demonio, con le sue tentazioni, vorrà strapparci da te, per farci cadere nel pec-cato, tu stringici più fortemente al tuo Cuore.

Nessun di noi, qui presenti, esca dal tuo Cuore adorabile in cui vogliamo vive-re e rimanerci per sempre, per tutta la eternità.

Tutti - Amen. Il sacerdote invita ancora a pregare: Cari figlioli, il nostro amore di figli di Dio diventa ora desiderio e preghiera che tutti gli uomini - specialmente tanti no-stri compagni di scuola o amici - lo riconoscano e lo amino. Recitiamo, per-tanto, la preghiera che Gesù ci ha inse-gnato:

Padre nostro che sei ecc.; poi un'Ave Maria e un canto finale.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE DI RAGAZZI AL S. CUOR DI GESU'

PREGHIERA ALTERNATA; PRESIEDE SEMPRE UN SACERDOTE.

Un ragazzo - Divin Cuore di Gesù, ecco anche noi intorno a te, qui presen-te, sotto i veli eucaristici, per dirti: Si-gnore, abbiamo visto sorgere la tua stel-la - cioè il tuo Cuore - e siamo venuti per adorarti e offrirti i nostri doni.

Non abbiamo però nulla: né oro, né incenso, né mirra! Siamo poveri. E al-lora?...

Tutti - Ma abbiamo un cuore anche noi, o Gesù, che ti riconosce e ti acclama co-me nostro Re, nostro Dio e nostro Sal-vatore.

Il nostro cuore si rifugia nel tuo: ci fidiamo di te, ti vogliamo tanto bene, ti vogliamo seguire sempre, ora e da grandi.

Dove andremo noi se tu solo hai pa-role di vita eterna?...

Uno - Siamo sicuri, o Gesù, che tu gra-disci questa nostra offerta perché è Ma-ria, Madre tua e Madre nostra, a racchiu-derci nel tuo Cuore.

Ella ti farà gioire come una volta, met-tendo te tra le braccia del vecchio Si-meone, lo fece esultare e inneggiare al Signore. Forse è audace questo nostro pa-ragone?!...

Tutti - Sì, o Gesù, ma a chi non ti co-nosce!

Tu gioisci più del vecchio Simeone. Tu stesso ce lo rassicuri: « C'è più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti ».

E, poi, nel corso della tua vita mortale, in Palestina, non ti compiacevi di bene-dire i bambini, li stringevi al tuo Cuore e, sorridendo, dicevi: « Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impe-dite »?...

Uno - E' chiaro: non può esser diversa-mente, o Gesù. Tu sei Dio-Salvatore, e chi t'incontra e ti accoglie non può che gioire anche lui con te. Tu la vera luce che illumina le nostre menti e i nostri cuori: la « gloria » che ci rende « grandi » dinanzi al tuo Padre celeste.

Tutti - Grazie, o Gesù, che ci dimostri tante attenzioni e particolare amore! Uno - E' questa certezza del tuo amore per noi che ci ha condotti qui ai tuoi piedi. La nostra gioia è tanta che ci fa inneggiare:

« Osanna a te, Figlio di Davide. Bene-detto sii tu nel nome del Signore.

« Osanna nel più alto dei cieli! ».

Tutti - Osanna al Figlio di Davide. Osanna al Redentore!

Uno - Anche oggi, come ai tuoi tempi, o Gesù, c'è chi vorrebbe impedirci di acclamarti, perché dicono che noi siamo ragazzi: comprendiamo ben poco: il no-stro entusiasmo è passeggero... Tu però prendi le nostre difese replicando: « Igno-rate forse che la lode perfetta esce dalla bocca dei piccoli? ».

Noi dunque uniamo, oggi, la nostra vo-ce a quella di tutti i ragazzi del mondo, cantando di cuore: « Gloria e onore a te, Cuor di Gesù, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Tutti - « Gloria e onore a te, Cuor di Gesù, per tutti i secoli dei secoli. Amen.» Pausa di silenzio. Poi si riprende: Uno - Cuor di Gesù, noi confidiamo nel-la tua bontà e nel tuo amore: siamo cer-ti, però, che tu esaudirai la nostra pre-ghiera per tutti coloro che ci son cari. Ti chiediamo una benedizione sui no-stri genitori: perché anch'essi glorifichi-no te, insieme con noi, e vivano una vita cristiana sempre più perfetta; su tutti i nostri parenti: perché la loro presenza nel mondo sia animata da quel grande amore con cui tu ci ami; sui nostri com-pagni di scuola e amici: perché ti cono-scano, ti amino e siano tuoi fedeli amici.

Tutti - Signore, non puoi non esaudir-ci! Perché questi desideri, prima di esser nostri, sono del tuo stesso Cuore di Sal-vatore degli uomini.

Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo una benedizione sui nostri insegnanti: perché ci aiutino non solo nell'apprendere le scienze umane - necessarie, senza dub-bio - ma anche le verità religiose e mo-rali della nostra fede; e ne sentano tutto il valore e l'urgenza, e la santa respon-sabilità di essere anche loro annunziatori del tuo messaggio evangelico.

Tutti - Signore, dònaci insegnanti che aiutino genitori e sacerdoti nella nostra formazione cristiana. Non ci sia alcun di-stacco tra loro e le nostre famiglie: tra loro e la nostra Parrocchia; ma un'armo-nia d'intenti e di comune impegno per glorificare il tuo Cuore di Maestro buono.

Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo una benedizione sui nostri sacerdoti: perché, mentre ci edifichino con le loro virtù, ze-lo e santità, abbiano a trovare in noi fi-liale docilità, riconoscenza e amore.

Tutti - Signore, siano sempre « luce del mondo », testimoni intrepidi del tuo Van-gelo e i nostri migliori amici.

Uno - Cuor di Gesù, ti chiediamo, infi-ne, una benedizione sulle culle dei neo-nati: perché crescano, come noi, in un ambiente moralmente sano e religioso; sui giovani: perché, nelle loro scelte, non ignorino la scelta più bella - se tu li in-viti - del tuo sacerdozio; su tutti gli uomini - buoni e cattivi, credenti e non credenti, tuoi simpatizzanti o tuoi nemi-ci -: perché si arrendano al tuo Cuore di « Buon Pastore », che instancabilmen-te va in cerca di tutte e singole pecorelle smarrite.

Tutti - Signore, la tua luce e il tuo amore li conquistino al tuo Cuore, come rimase « folgorato » e « convertito » il tuo apostolo Paolo sulla via di Damasco. Amen.

 

CONSACRAZIONE PERSONALE AL CUOR DI GESU'

(Premettendo una buona confessione e partecipando alla S. Messa, venga recitata dopo la S. Comunione).

Cuor di Gesù, mio Salvatore, questa consacrazione mi fa ricordare un giorno ancor più bello, davvero « inestimabile »: il giorno del mio battesimo.

Fui io, allora, santificato ancor lattan-te: consacrato con il tuo Santo Spirito prima che mi spuntassero i denti: e sulla mia fronte fu impresso il « sigillo » d'un mistero che protegge e significa il tuo sovrano dominio su di me!

Fui rivestito di dignità regale, associa-ta a quella sacerdotale propriamente det-ta: fui reso quindi capace di offrire al tuo divin Padre il vero culto spirituale della mia vita.

Rinnova, ora, la tua grazia, o Signore, che ravvivi la mia fedeltà alle esigenze battesimali, per ispirarmi sempre ai cri-teri autentici della fede nell'uso della mia vita, dei miei beni materiali, delle realtà terrene, liberandoli dalla « vanità » a cui sono soggetti per il peccato.

Confermando la promessa di rinuncia-re a satana e di aderire totalmente e irre-vocabilmente al tuo Cuore divino, accol-go riconoscente la tua sovranità di amore e ti prometto, con la tua grazia, il mio generoso impegno al tuo servizio per i miei fratelli.

Che la tua immagine risplenda sempre sul mio volto: mai più cancellature, lacerazioni, né macchie alla bellezza che tu, Signore, mi hai donato. Amen.

Si conclude la consacrazione recitando: ANIMA CHRISTI (Anima di Cristo)

Anima di Cristo, santificami.

Corpo di Cristo, salvami.

Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua del costato di Cristo, lavami.

Passione di Cristo, confortami.

O buon Gesù, esaudiscimi.

Dentro le tue piaghe nascondimi.

Non permettere che io mi separi da te.

Dal nemico maligno difendimi.

Nell'ora della mia morte chiamami;

e comanda che io venga a te,

affinché ti lodi con i tuoi Santi, nei secoli dei secoli. Amen. (Indulgenza parziale)

 

CONSACRAZIONE DI FIDANZATI AL S. CUOR DI GESU'

Vivere l'oggi di fidanzati nel Cuo-re di Cristo. Un oggi che sia carico di tutto il domani e confermi il loro impegno di collaborare con Dio sul piano della creazione e della redenzione.

Tutt'e due insieme recitano: Cuor di Gesù, noi crediamo che tu ci chiami, che tu ci aiuti, che tu ci ami. Se le valli, impotenti al grido di uccelli straziati nella carne, rispondono almeno con l'eco; quanto più tu, Creatore di que-ste cose, rispondi all'uomo tua immagine vivente. Difatti, tu ci apri il tuo Cuore quale asilo e « fornace ardente di cari-tà »: la tua ferita visibile è la risposta alla nostra sete di luce.

Abbiamo sete di luce - la tua luce - in questo periodo di preparazione al ma-trimonio, ch'è tempo delicato di tensio-ne, di ricerca: sia un tempo in cui le no-stre coscienze si plasmino e si armoniz-zino, sin d'ora, su una linea di condotta che caratterizzi, felicemente, tutta la no-stra vita; sia un tempo di meravigliosa apertura con te, che presiedi ed arricchi-sci con la tua grazia il nostro amore, real-tà umana e mistero di salvezza; sia un tempo in cui le nostre anime sì perfe-zionino a vicenda, e si maturino nell'amo-re oblativo e nella fedeltà ai principì mo-rali ed evangelici.

La tua ferita è anche e, soprattutto, la risposta alla nostra sete di amore. Abbiamo sete dì amore - di amore autentico - che non può scaturire che dal tuo Cuore. Difatti, dal tuo amore di Verbo di Dio la creazione dell'uomo: dal tuo amore di Uomo-Dio la nostra sal-vezza.

Il tuo lieto annuncio di Salvatore è un lieto annuncio anche per l'amore coniu-gale, che, da te redento, diventa mezzo di salvezza.

Fa' dunque, o Signore, che Zoi due, amandoci, riconosciamo sempre di più il tuo amore per noi e vi corrispond?.amo fedelmente.

Aiutaci ad amarci con cuore nuovo, con il tuo stesso Cuore che comunica la tua santità a chiunque crede in te, si rifugia in te, vive in te e di te. Ed è precisamen-te questo che noi ci proponiamo con la consacrazione al tuo Cuore.

Che il nostro amore di fidanzati tenda, ogni giorno, a realizzarsi con la stessa intensità e generosità con cui tu ami la Chiesa, tua sposa.

Accresci in noi la capacità di reciproca donazione: a vivere un amore unificante, gioioso e fedele, pur riservando il dono totale di noi al momento in cui la nostra scelta diventerà definitiva, irrevocabile, sacramentale.

Anche per noi il tuo amore sia grazia, sia dono, sia suggello « stupendo » ai no-stri ideali cristiani. Amen. Pater...

 

CONSACRAZIONE DI SPOSI NOVELLI AL S. CUOR DI GESU'

La consacrazione è la scelta d'un amico, impareggiabile, ch'è GESU', di cui si ha completa fiducia, per-ché accompagni e difenda la coppia nel loro difficile e, a volte, spino-so cammino terreno verso la Patria.

GLI SPOSI INSIEME

Cuor di Gesù, è da poco tempo che tu, mediante il sacerdote, hai benedetto le nostre nozze, rendendole indissolubili con la grazia del sacramento. Vieni ora a pre-siedere al nuovo focolare: effondi su di esso l'abbondanza dei tuoi doni: trasfor-malo in una piccola chiesa dove il tuo no-me sia glorificato e i tuoi insegnamenti siano vissuti gioiosamente da tutti.

Ti domandiamo, o Signore, che questa nostra consacrazione ci solleciti, ogni giorno, a saperci donare reciprocamente con la tua stessa generosità: sapere offri-re il dono genuino di noi stessi: cioè del nostro cuore, del nostro spirito, della no-stra personalità, del nostro essere insom-ma.

Il dono, poi, di tutt'e due noialtri - quando arriverà il giorno - alla prima creaturina che tu vorrai mandarci.

Che nessun di noi abbia mai a rifuggire dagli splendori spirituali che s'irradiano dalla paternità e maternità responsabili; ma, divinamente sostenuti dalla tua pre-senza di Salvatore-Amico, adempiamo fe-delmente la nostra missione. Quale dono meraviglioso è la vita d'una creatura sin dal grembo materno! E tu, o Signore, la susciti mediante la nostra azione, median-te il nostro amore.

Che possiamo dedicarci con decisa e perseverante volontà alla migliore riusci-ta della nostra famiglia: realizzare, quo-tidianamente, la nostra vicendevole felici-tà; e, domani, anche quella dei nostri fi-gli, nonostante le difficoltà e i sacrifici inevitabili.

Che possiamo, o Signore, superare i momenti di stanchezza e di scoraggia-mento: saper rinunciare ai propri pro-getti, soprattutto quando la pace della famiglia lo richieda.

Il dono di noi stessi si manifesti nelle piccole cose di ogni giorno, proprio come,

una volta, nella tua sacra Famiglia di Nazaret, dove ognuno si preoccupava di rendere felice l'altro.

I nostri due cuori si fondano col tuo divinissimo, o Gesù.

Solo così siamo certi di aver sentimenti di bontà, di fedeltà, di generosità: energia costante nell'adempimento dei nostri do-veri di sposi cristiani: spirito di sacrificio nei disagi e nelle privazioni comuni a tutti.

Possiamo noi esser sin d'ora oggetto del-le tue ineffabili compiacenze e delle tue feconde benedizioni, come pegno di quel-l'amplesso eterno che ci riservi al termine della nostra missione, compiuta nel tuo nome e per la gloria del Padre celeste che vive e regna con te e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. Pater, Ave.

 

CONSACRAZIONE DEGLI SPOSI AL S. CUOR DI GESU'

Gli sposi vi si preparino accostan-dosi alla Confessione e alla Comu-nione.

Ricordino che il matrimonio è una consacrazione ad una sublime e san-ta collaborazione con Dio nell'opera incessante della creazione, e con Cri-sto in quella della redenzione e san-tificazione di nuove immagini di Dio.

Oggi, la consacrazione suggella so-lennemente quanto il Signore ha già operato in loro, con un sì più im-pegnativo e generoso alla missione loro affidata.

Signore Gesù, noi siamo ben compresi che questa consacrazione al tuo Cuore equivale a una solenne ratifica, da parte nostra, al patto di amicizia, di amore che tu stabilisti, sin dal giorno del battesimo, con ognuno di noi.

Oggi, ti diciamo con grande gioia: « Ec-coci, mandaci! ».

Tu, mediante il sacramento-matrimonio, ci hai uniti con un vincolo indissolubile di amore, ch'è un raggio della stessa eterna carità, che unisce te Figlio con il Padre, per mezzo dello Spirito Santo, nell'unità della divina natura.

Noi siamo chiamati a rispecchiare tanta luce e tanto calore della vita trinitaria di Dio stesso!

Ti ringraziamo; ma chi siamo noi? Sia-mo un pochino meno degli angeli!

E, allora, un interrogativo risuona spon-taneo nei nostri cuori, in questo momento di silenzio e di preghiera: « Siamo stati sempre fedeli alla nostra così stupenda vocazione?... ».

Tu che, per le mani del sacerdote, ci rigenerasti con le acque battesimali alla vita divina, e con l'unzione del crisma ci consacrasti sacerdoti, profeti e re del tuo Regno: tu ancora con il sacramento-ma-trimonio ci hai conferito una nuova con-sacrazione « specifica », per un servizio santo nella tua Chiesa: vale a dire la dif-fusione del tuo messaggio, della tua reden-zione, del tuo amore infinito in creature razionali, i nostri figli!

Siamo stati scelti quindi, o Cuor di Ge-sù, per una più stretta relazione con Dio

come Creatore delle anime dei nostri figli, e come Colui che con noi e in noi vuol dila-tare il suo Regno.

Come tu, o Signore, intervieni diretta-mente per completare la nostra fecondità di sposi, così pure intervieni nella nostra unione perché possiamo agire nel tuo no-me. Noi siamo - e forse soltanto ora ce ne rendiamo conto - in un rapporto reale, essenziale, intimo col mistero della tua unione con la Chiesa: la nostra unione scaturisce proprio da questo mistero: essa deve rappresentarlo realmente, mo-strarlo attivo ed efficiente.

Noi dunque i chiamati, i consacrati a rendere vivo, operante e manifesto il mi-stero del sublime sposalizio di te con la Chiesa; e noi dobbiamo agire in questo medesimo tuo spirito e associarci con te per cooperare ad un unico scopo sopran-naturale: la salvezza di tutti gli uomini, incominciando dalla nostra famiglia e da quanti ci sono cari.

Non vogliamo dirti, o Signore, delle belle commoventi parole, ma riconferma-re i nostri doveri di sposi cristiani: inse-rirci come parte del tutto, con vivacità

e generosità, nell'azione grandiosa e mul-tiforme del tuo Corpo Mistico.

Grazie, o Cuor di Gesù, di esser noi og-getto del tuo amore; grazie per l'amore che riceviamo da te, che -si traduce, a li-vello umano, nel nostro reciproco amore di sposi; grazie, infine, perché il nostro amore umano è assunto e inserito nel tuo amore divino, per partecipare alla gloria dell'eterna carità. Amen. Pater, Ave.

 

CONSACRAZIONE D'UNA PERSONA INFERMA

Solo un'approfondita meditazione sul mistero della Passione di Cristo può far riscoprire un tesoro di gra-zie per la santificazione del dolore, e per il bene di tutta la Chiesa. (Si faccia precedere la S. Comu-nione).

Cuor di Gesù, soltanto illuminato (al dal tuo esempio e dalla tua parola, io posso accogliere e, in qualche modo, ca-, pire il mistero della sofferenza.

La tua vita terrena fu tutta « una croce e un martirio », divenuta un'offerta in-cessante al tuo divin Padre, e coronata, infine, dalla tua morte su un patibolo ignominioso...

Tu, Verbo eterno, hai sofferto come Uomo: sei morto fisicamente sul Calva-rio per la salvezza del mondo, ed in que-sto mistero hai voluto unire a te tutti i redenti, facendoli membra vive del tuo Corpo Mistico.

Maria Santissima fu la prima a parte-cipare alle tue sofferenze: lei, l'Addolora-ta per eccellenza; gli apostoli, poi, perse-guitati e uccisi: e le interminabili schiere di anime nella successione di tutti i loro dolori individuali.

Il tuo sacrificio, perché sia totale, esi-ge che siano offerte non solo le tue soffe-renze ma anche le nostre: quelle della tua umanità passibile e quelle di ognun di noi.

E così, per una mirabile disposizione divina, le afflizioni - che spesso si chia-mano « castighi » - a motivo della nostra unione con te diventano offerta gradita a Dio; e perfino la morte - pena del peccato - riceve dalla tua morte la virtù di essere un sacrificio perfetto.

Il tuo sacrificio, pertanto, si rinnova, ogni giorno, non soltanto nel mistero eu-caristico, ma anche nell'anima e nel cor-po doloranti, e nell'umile morte di tutti i tuoi veri discepoli.

Vieni in me, o Signore, e aiutami ad accettare volentieri quello che mi è impo-sto dalla mia natura di uomo decaduto, soggetto all'infermità e alla morte.

Ti offro l'una e l'altra. Come l'ostia di grano sulla patena e il vino della vite nel calice, deposti sull'altare a trasformarsi nel tuo Corpo e nel tuo Sangue; così la mia sofferenza e la mia esistenza, inseri-te nel tuo Cuore, si trasformino in fiam-me di amore e divampino insieme con il tuo amore infinito per il Padre nostro comune e per i fratelli.

Ostia anch'io con te, o Cuor di Gesù, per glorificarti, per amarti e per riparare. O Vergine Santa, presenta a Gesù que-sta mia consacrazione e rendila più de-gna con la tua màiterna intercessione. Amen.

 

CONSACRAZIONE DI OPERATORI SANITARI AL S. CUOR DI GESU'

La consacrazione vuol dire: « Si-gnore, mi rifugio nel tuo Cuore: tu sèrviti di me come d'un buon sa-maritano ».

Si consiglia di recitarla dopo la S. Comunione, possibilmente ricevu-ta nella S. Messa.

Cuor di Gesù, dinanzi alla tua reale presenza nella santissima Eucaristia, io riaffermo la mia piena fiducia nei tuoi insegnamenti: ravvivo i miei sforzi d'imi-tare i tuoi esempi con la divina grazia che non verrà mai meno: rinnovo con forte e irrevocabile decisione un impegno non nuovo, l'impegno battesimale di testimo-niare nel mondo, ma specialmente nel-l'ambiente del mio lavoro, che io sono un vero tuo discepolo, un autentico fratello di tutti.

Tu mi assicuri che chi vuole sincera-mente e cordialmente incontrarti, t'incon-tra a ogni pie' sospinto: nella famiglia, per le strade, nelle carceri, in ogni luogo... ma soprattutto tu gioisci quando ti s'incontra nel sofferente!... Particolare atten-zione hai avuto sempre degli ammalati: « Dovunque tu giungevi, in villaggi o cit-tà o campagne, ponevano gl'infermi nel-le piazze e ti pregavano di poterti tocca-re almeno la frangia del mantello; e quanti ti toccavano guarivano » (Mr. 6,56).

La tua vittoria, o Signore, sulla soffe-renza - segno del nostro peccato - sia la forza e il motivo del mio impegno quotidiano.

Forse non sono stato anch'io abbevera-to d'assenzio da chi, pur vicino a me, mi ha abbandonato nel mio dolore?... Non uno almeno che mi aprisse il suo cuore ad accogliere i miei gemiti e le mie lagri-me?... un parente, un amico!...

Questa mia triste esperienza è un mo-tivo di più per sollecitarmi a costruire, dove si soffre e si piange, un'oasi di amo-re, di carità, di speranza e di gioia. Sol-tanto su questa dimensione umano-cri-stiana la mia consacrazione ha un suo specifico valore: lo so bene, Signore!

Tu aiutami a diffondere l'amore inco-minciando dalla mia famiglia: non devo

dimenticare mia madre o mio padre an-ziani, forse infermi..., l'ospedale, oggetto della mia vocazione professionale.

Mi racchiudo nel tuo Cuore, fornace di carità, perché mi faciliti ad agire come tu vuoi: perché tu lavori con le mie ma-ni: perché sulle mie labbra risuoni sem-pre la tua parola illuminatrice e confor-tatrice: perché io trasmetta l'amore di un Dio non morto ma vivo. Amen. Pater, Ave.

 

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Le Guardie d'Onore e, soprattutto, gli zelatori e le zelatrici diffondano questa pia pratica e preparino le famiglie che desiderino consacrarsi.

Scelto il giorno, i componenti del-la famiglia non omettano la confes-sione e la comunione.

Il papà di famiglia o un altro di casa legge il seguente atto:

O Cuor di Gesù, che hai manifestato a S. Margherita Maria il desiderio di regna-

re sulle famiglie cristiane, noi gioiosa-mente accettiamo la tua sovranità dol-cissima su di noi, sulla nostra casa e sul nostro lavoro d'ogni giorno. Ti preghia-Mo:

Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.

Papà: Desideriamo che tu regni sul no-stro intelletto per la semplicità con cui esso accoglie i tuoi insegnamenti: sui nostri cuori per il gran bene che ti vo-gliamo e, per amor tuo, a quanti ci sono vicini o lontani. Ti preghiamo:

Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.

Papà: La nostra famiglia, a te consa-crata, diventi il luogo privilegiato in cui la personalità di ognun di noi si espanda nell'umiltà, nell'amore, nel dono di sé agli altri di fronte al tuo Cuore, simbolo della tua totale irrevocabile donazione a noi peccatori e tristi. Ti preghiamo:

Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano

della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.

Papà: Questa solenne consacrazione al tuo Cuore aperto dalla lancia, per acco-gliere tutti, apra anche il nostro cuore agli altri, soprattutto ai poveri, ai biso-gnosi, ai sofferenti...

Il nostro impegno sociale sia irradia-zione dell'amore che costituisce la nostra famiglia; e riveli come al centro di essa ci sei tu Figlio di Dio e Figlio dell'Uomo.

Sia, infine, la nostra famiglia una vera cellula missionaria i cui membri sentano il mandato di annuziare la lieta novella della salvezza. Ti preghiamo.

Tutti: Sii tu, Signore, l'unico sovrano della nostra famiglia: noi crediamo che tu ci ami.

Infine, tutti insieme - O Gesù, ti presen-tiamo questa nostra consacrazione per le mani del Cuore Immacolato di Maria e di S. Giuseppe, Protettore delle nostre famiglie cristiane. Amen. (Se è presente il sacerdote, questi dia la benedizione alla famiglia).

 

ATTO DI CONSACRAZIONE AL S. CUOR DI GESU' DI UN'ASSOCIAZIONE O DI UNA PARROCCHIA O DI UNA CITTA' O PAESE

Il sacerdote invita i fedeli a recitare in-sieme l'invocazione:

Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testi-moni consacrati e veraci del tuo amore in mezzo al mondo.

Sac. - Cuor di Gesù, qui in mezzo a noi, vivo e glorioso, velato soltanto dai veli dell'Ostia, noi ti adoriamo e ti ricono-sciamo, pubblicamente, nostro Dio e Sal-vatore, con una certezza assoluta, più di quella che potremmo avere con l'espe-rienza di Tommaso, l'incredulo, che si arrese solo al contatto delle tue cicatrici.

Noi crediamo, o Signore, e ti suppli-chiamo, in questo giorno solenne, di ac-cogliere la « consacrazione al tuo Cuore » di noi qui presenti e anche degli assenti... (delle nostre famiglie, o della nostra co-munità parrocchiale, o della nostra città, o del nostro paese), come « responsabi-lità », desiderata e gioiosamente accetta ta, « di voler vivere non più per noi ma per te, che sei morto per noi » (2 Cor. 5,15). Ti preghiamo:

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re in mezzo al mondo.

Sac. - Questa nostra esistenza che ti consacriamo, tu ben la conosci: l'hai spe-rimentata in tutti i suoi aspetti lieti e do-lorosi.

Tu conosci come nessun altro l'essere uomo!... Anche tu sei stato soggetto ai poteri e alle forze del male. Tu hai assag-giato sino in fondo che cosa voglia dire avere un corpo, la carne di peccato e del-la morte: che cosa significhi povertà, freddo, fame, incomprensioni, odio, po-litica perfino in cui fosti irretito, senza avervi in alcun modo partecipato.

E' proprio questa nostra concreta esi-stenza - imprigionata nell'ambiente e nelle situazioni fluttuanti d'ogni giorno - che noi vogliamo santificare, sul tuo esempio, nell'amore per te e per i fratel-li. Ti preghiamo.

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù,

testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re in mezzo al mondo.

Sac. - Tu hai condiviso con noi, o Gesù, quanto vi puó essere di più bello e affa-scinante: l'amore di tuo Padre; la sua verità; la sua vita divina; e ci chiami a condividere, infine, la sua gloria un gior-no nei cieli. Ti preghiamo:

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re nel mondo.

Sac. - Questa partecipazione, recipita da ciascun di noi, la possiamo dilatare al di là della nostra associazione (o al di là del-le nostre famiglie, o al di là dei confini della nostra comunità parrocchiale o della nostra città o del nostro paese).

Contraddistinti dalla dignità di « figli di Dio » e dall'impegno di « Guardie d'Ono-re », possiamo operare una trasfusione di « sangue arterioso » - il tuo Sangue versato sino all'ultima stilla - nei cuori dei fratelli lontani da te! Ti preghiamo:

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re nel mondo.

Sac. - Noi, consacrati al tuo Cuore, possiamo essere operai instancabili nella tua vigna: annunciatori di « luce »; « im-macolati in mezzo a una generazione per-versa e degenere » (Filip. 2,15). Ti pre-ghiamo:

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re nel mondo.

Sac. - Vivi, dunque, in noi, o Signore. La nostra vita ti appartiene: tu l'hai re-denta e salvata. Vogliamo rispondere al-la tua legge di amore. Vogliamo seguirti ed essere « inviati » della tua missione di salvezza per tutto il mondo.

Volgi il tuo sguardo su di noi e ci av-volga la tua misericordia, affinché cono-sciamo le vie misteriose della tua Provvi-denza, o Signore. Ti preghiamo:

Ass. - Fa' di noi tutti, o Cuor di Gesù, testimoni consacrati e veraci del tuo amo-re nel mondo.

Sac. - Ora, miei cari fratelli e sorelle, preghiamo insieme e adagio, scandendo bene le parole:

« Cuor di Gesù, siamo deboli, incostan-ti, timidi, vili... Tu ci conosci a fondo! Sostienici dunque nel cammino della nostra giornata terrena. Donaci la tua forza nella nostra impotenza.

E preghiamo anche te, o Vergine San-ta e Madre nostra, di elargirci la tua pro-tezione costante.

La consacrazione che abbiamo fatto al Cuore del tuo Figlio divino ci aiuti ad es-sere sempre più conformi alla vita e alla morte del nostro Signore dal fianco tra-fitto.

Móstraci Gesù, il benedetto frutto del tuo grembo: la luce della Verità e l'av-vento di Dio in questo nostro tempo di materialismo e di ateismo invadente.

Lìberaci dalle potenze del male e di sa-tana di cui hai schiacciato il capo per sempre.

La nostra preghiera è povera, o Maria, perché è povero il nostro cuore: tu sup-plisci alla nostra povertà con la tua ma-terna bontà.

Per la tua intercessione ci esaudisca il Cuore di tuo Figlio, Gesù! Amen.

 

CONSACRAZIONE D'UN COLLEGIO O ISTITUTO

- Aprire il nostro cuore a Cristo: profumarci della sua purezza: divenir suoi tabernacoli viventi.

Signore Gesù, tu non ti stanchi mai di bussare ai nostri cuori: non vuoi però entrarvi per forza, e cerchi che al tuo bussar si risponda liberamente e gioiosa-mente.

Tu sei il Signore della pace e fonte di ogni consolazione.

La tua presenza soprattutto nell'Euca-ristia vuol render facile e sicuro il nostro cammino verso il Cielo: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna »: sei tu a garantircelo!

Ma, purtroppo, la nostra adolescenza è esposta a tanti pericoli, che si avverto-no, e non sempre si ha la prontezza e la prudenza di evitarli!

Essi sono, a volte, compagni, letture, fumetti, televisione, pubblicità oscena che distolgono dalla visione del bello e del buono autentico!...

Signore, dacci intelligenza per difen-derci dal male che c'insidia e ostacola l'apertura dei nostri cuori al tuo amore, ed energia alle nostre volontà per supe-rare e spezzare il diaframma che ci se-para da te.

Vieni, o Gesù, e rimani con noi, nel nostro collegio (o istituto): ci profumi la tua divina purezza, così schernita ai nostri giorni: la luce della tua grazia il-lumini i nostri volti: il tuo Santo Spirito ci trasformi in suoi templi privilegiati.

Che tutto il nostro essere diventi per te - fatto « Pane Eucaristico » - il ta-bernacolo accogliente e riposante del tuo Cuore trafitto.

Che tu trovi in ciascun di noi chi ti comprenda, ti conforti e ti ami sopra ogni cosa! Amen.

 

CONSACRAZIONE D'UN LABORATORIO

Signore Gesù, venuto nel mondo per riportarci al Padre, volesti accomunarti con noi scegliendo però la più modesta condizione sociale: Nazaret, quale tua patria, insignificante ai tuoi tempi; una casetta (forse, una miserabile stanza a pianterreno) dove si pregava, si lavorava, si riposava.

Giuseppe, tuo padre putativo - qua-lificato « carpentiere » dall'evangelista Matteo - non era che un povero operaio edile, e tu ne fosti, per alcuni anni, doci-le apprendista, quasi che tu non fossi l'eterno Verbo di Dio « per mezzo del quale tutto è stato creato ».

Anche tu « con il sudore del tuo volto mangiasti il pane » (Gn. 3, 19) ma le tue mani divine nobilitarono la fatica del-l'uomo: la santificasti: ne facesti stru-mento di redenzione e di salvezza per tut-ti noi. Che il nostro lavoro si svolga in quel medesimo clima che caratterizzò la tua famiglia di Nazaret: si trasformi in un inno di lode al tuo Cuore: diventi con la tua grazia mezzo della nostra santifi-cazione e, accettato gioiosamente, sia un « supplemento » al mistero della tua pas-sione-morte-risurrezione.

Maria e Giuseppe - dei quali solleva-sti le quotidiane fatiche - intercedano per noi.

La tua benedizione discenda su di noi, sui nostri cari assenti, su questo labora-torio in cui rifulga sempre la tua imma-gine a conforto e a sicurezza delle no-stre anime nel cammino verso la Patria. Amen.

 

VII Parte

LA «VIA CRUCIS»

La devozione al S. Cuor di Gesù sup-pone necessariamente il ricordo della sua Passione.

La trafittura del suo Costato è l'atto che garantì la sua morte e il compimento del suo sacrificio per la nostra salvezza.

 

ESERCIZIO DELLA « VIA CRUCIS »

Consigliabile alle guardie d'onore di farla almeno nei venerdì di Qua-resima.

Vi è annessa l'indulgenza plenaria. La g. d'o., fedele al suo impegno quotidiano, vi trova una verifica del « come vive la sua personale via crucis » in confronto di quella del Cristo: come vi si associa e come la utilizza per sé e per la salvezza dei fratelli.

La « via crucis » d'ogni uomo, sen-za la fede, non ha alcuno sbocco, se non quello della disperazione e del vuoto della propria esistenza; illuminata invece da quella dell'Uo-mo-Dio sofferente, essa ascende ver-so la risurrezione e la gloria.

 

PREGHIERA D'INTRODUZIONE

Signore Gesù, ti prego, anzitutto, che il tuo Santo Spirito mi illumini a capire e a convincermi che tu ti sei volontaria-mente sostituito a me e a tutti gli uomini, nel mistero della riparazione e della re-denzione presso il divin Padre.

Quello che io e ogni uomo avremmo dovuto soffrire personalmente, l'hai soffer-to tu in una maniera inenarrabile che en-tra nel mistero.

Ed è questo mistero che mi fa uscire dal vuoto, dallo sconforto e, perfino, dal-l'assurdo della mia vita, conferendo alla mia sofferenza e alla mia morte un va-lore espiatorio, redentivo, santificante; e mi apre la via a raggiungerti nella risur-rezione e nella gloria del cielo.

Ti chiedo, pertanto, perdono, o Gesù, se a volte o forse spesso, ho tentato di scansare la mia « via crucis » per istra-darmi in una più comoda - il che non è possibile ad alcun uomo; se i miei pas-si sono stati intolleranti; se non ho sa-puto associarmi a te, che ti offri costan-temente quale « cireneo » buono, compren-sivo e generoso.

Concedimi la tua misericordia e il tuo largo perdono. E Maria, Madre tua e Madre mia, mi aiuti, in questa medita-zione della tua Passione, a vivere come Lei la mia vita crocifissa con te, mio Re-dentore e Salvatore. Amen.

 

1a Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù è CONDANNATO A MORTE

Dal vangelo di S. Luca: Pilato disse lo-ro « ... non trovo in quest'uomo nessuna colpa... Anzi, neppure Erode. Perciò, do-po averlo castigato, lo lascerò libero » (23, 14-16).

Riflettiamo: Pilato applica per Gesù quella logica umana così comune: la logi-ca « irrazionale » del compromesso, del conformismo con la massa, della viltà, del quieto vivere...

«Nessuna colpa è in lui: quindi (?) do-po averlo castigato (perché? ...) «lo la-scerò libero».

In questa infinita sofferenza del « Giu-sto », per eccellenza, si assommano le sof-ferenze di tutti gli uomini « giusti » con-dannati per invidia o che so io: da Abele

a S. Giovanni Battista, dal Cristo sino ai nostri giorni.

E tra questi ci sono forse anch'io: a volte sono stato condannato dai giudizi velenosi degli uomini, dalla gelosia, dal ricatto, dalle ingiustizie, dalla violenza... e non ho trovato alcuno che mi liberasse... nemmeno chi conosceva la mia innocen-za si è sentito di sostenere la mia difesa sino in fondo!...

Sono situazioni, purtroppo, inevitabili, che soltanto in un confronto con Gesù condannato, trovano la loro autentica soluzione, e la luce e la forza di prendere la nostra croce e incamminarci nella spe-ranza della risurrezione e della gloria: « Beati i perseguitati a causa della giu-stizia perché di essi è il regno dei cieli ».

Signore, presèrvami dal diventare un persecutore dei miei fratelli. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

Ila Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù CARICATO DELLA CROCE

Dal vangelo di S. Giovanni: « Allora Pi-lato lo consegnò loro perché fosse croci-fisso... Egli portando la sua croce uscì verso il luogo detto « del Cranio », che in ebraico si dice Golgota » (19, 16-17).

Riflettiamo: tra la condanna a morte e l'esecuzione della sentenza c'è un lungo intermezzo di atrocissime sevizie: è il frutto amaro del peccato umano!

Uomini condannati e deportati nei « lagers », per motivi di fede diversa o di politica diversa, e lasciati lì a morire... ci sono sempre stati e ci sono tuttora.

Gesù volle, anche lui, vivere simili si-tuazioni barbare in tutta la sua « Via Crucis », ma in funzione della redenzione universale degli uomini.

Una parodia inscenata: gli si getta addosso un manto di porpora, gli si confic-ca nel capo una corona di spine, e una canna in mano: gli s'inginocchia davanti schernendolo: « Salve, o re dei giudei! ».

Fisicamente irriconoscibile, è caricato della croce, che pesa straziante sulle sue spalle sanguinanti e lacerate: simbolo nello stesso tempo « delle nostre soffe-renze, dei nostri dolori » che si addossò (Is. 53,4).

Forse, anche noi abbiamo avuto, dopo ingiusto giudizio e condanna - per esem-pio, non essere promosso nella propria carriera o emarginato dai propri cari - la croce « morale » d'una sofferenza che ci accompagna sino alla morte...

Ci si domanda allora: « Perché proprio a me? ».

- Ecco Gesù: è venuto a cercare la tua sofferenza: a condividerla, a parte-ciparvi, a prenderla su di sé.

Lui ci offre l'esempio e ci dona la for-za nel portare ogni giorno la nostra croce e seguirlo. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

IIIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù CADE LA PRIMA VOLTA

Dalla lettera agli Ebrei: « In tal modo egli (Gesù) è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nella ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli rivestito di debolezza » (5,2).

Riflettiamo: L'umanità di « carne » è attestata in Gesù da tutta la sua vita, dal-la sua debolezza, soprattutto dalla sua agonia, dalla sua passione - nel caso specifico, dalle sue cadute e dalla sua morte.

E' « schiacciato per le nostre iniquità » (Is. 53,5).

La sua anima prosegue l'agonia morta-le in un corpo esangue, impiagato, « per-cosso a morte » (ivi, 8).

E' il nostro peccato che lo prostra, lo annienta, gli stronca il cammino.

E', nello stesso tempo, un'esperienza umana ch'egli ha vissuto in una misura gigantesca perché v'erano addensate tutte le sofferenze degli uomini.

L'ingratitudine « nera » d'un figlio - ch'è negazione di amore - ci fa cadere nello sconforto: il tradimento d'un co-niuge - anch'esso negazione di amore fe-dele - che getta l'altro nella delusione e nell'amarezza sono esperienze che ci aiu-tano a capire il dramma di Cristo, quan-do affonda la faccia nella polvere per i nostri peccati.

Se gli altri ci addossano una « croce » e ci fanno cadere, siamo pronti a rialzarci fiduciosi nella grazia divina; mai, però, alcun di noi l'addossi agli altri! Pater, Ave.

«Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore».

 

IVa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù INCONTRA LA SUA SS.MA MADRE

Dal vangelo di S. Luca.

« Un uomo di nome Simone mosso dal-lo Spirito si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambin Gesù, lo prese tra le braccia e benedisse Dio; e parlò a Maria, sua Madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" » (2,25-35).

Riflettiamo: un'altra esperienza uma-na vissuta da Gesù: nelle sue sofferenze e umiliazioni più atroci, l'incontro con la persona più cara, più amabile, sua Ma-dre. Nessuno l'ha così confortato con il suo « sì » ai disegni esigenti del Padre.

Due cuori in agonia indicibile, ma per-fettamente sottomessi alla volontà del Pa-dre, nell'accettazione dello stesso mistero di redenzione.

Il « Gesù della Via Crucis » è sempre in attesa nel suo tabernacolo. Andiamogli incontro per dirgli: Eccomi, sono qui! Assòciami, o Signore, all'offerta che fai

ogni giorno di te al Padre, per me e per tutti.

Gesù, lo incontreremo ancora nei fra-telli sofferenti: sul letto delle loro malat-tie, nella solitudine, nell'angoscia...

Uniamoci di cuore alla loro « via cru-cis ».

Un sorriso, un gesto di bontà, una pa-rola di comprensione riaccenderà un rag-gio di simpatia, di serenità su volti che stanno forse per spegnersi... Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

Va Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù è AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE

Dal vangelo di S. Matteo e di S. Marco. « Mentre uscivano, incontrarono un uo-mo di Cirene, chiamato Simone, che veniva dalla campagna, padre di Alessan-dro e Rufo; e lo costrinsero a portare la croce » (Mt. 27, 32 e Mc. 15,21).

Riflettiamo: la croce constava di due parti: il tronco, cioè la parte verticale che veniva issata direttamente sul luogo dell'esecuzione, e il palo della croce che era trasportato dal condannato stesso.

Il supplizio comportava normalmente che il condannato attraversasse la città allo scopo di dare esempio a tutti.

« Simone di Cirene »: il nome signifi-cava « Dio ha esaudito ».

E il Padre ha esaudito l'invocazione muta che si levava dalla sofferenza e dal-la debolezza di Gesù, per mezzo di un uo-mo che portava questo nome.

- Gesù non ha rifiutato, nella sua estrema debolezza, l'aiuto « forzato » di un uomo occasionalmente incontrato: forse, un giudeo della diaspora, origina-rio di Cirene, oggi Tripoli: tornava dalla sua « casa di campagna ».

- Gesù ha personificato in sé quel-l'uomo della parabola « che scendeva da Gerusalemme a Gerico e s'imbatté in briganti, i quali, avendolo percosso e spo-gliato, se ne andarono lasciandolo mezzo morto... un samaritano, che era in viag-gio, gli passò vicino... ne ebbe compas-sione » (Lc. 10, 30 ss.).

Nel caso specifico di Gesù, l'aiuto non parte da una spontaneità ma da un'impo-sizione. Egli ha voluto sperimentare le situazioni umane più disumane!

Nella nostra vita accade, talora, di es-ser costretti a interessarci delle sofferen-ze di chi, pur avvertendo la nostra rilut-tanza, accetta il nostro aiuto, perché è agli estremi.

Non rifugiamo dalla croce degli altri: siamo dei buoni samaritani: fasciamo le ferite a chi piange: occupiamoci di chi soffre.

Nel frattempo è Cristo che continua la sua passione come la continua anche in noi che potremmo domani aver bisogno d'un fratello « cireneo ». Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

VIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

IL VOLTO DI GESù è ASCIUGATO DALLA VE-RONICA.

Dal libro del profeta Isaia: Parola del Servo di Dio, immagine e prefigura di Gesù sofferente: « Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottrat-to la faccia agli insulti e agli sputi » (Is. 50,6).

Nessuno degli evangelisti riporta que-sto episodio così delicato.

Solo gli « Apocrifi di Pilato » dànno il nome di « Veronica » all'emorroissa del fazzoletto su cui rimase impresso il volto di Gesù.

Due motivi, però, c'inclinano ad accet-tare l'episodio almeno come « verosimi-le »: l'uno, perché non tutti i particolari della passione di Cristo - è lecito sup-porre - sono stati registrati dagli evan-gelisti; l'altro, è possibile che in mezzo a quella canèa, sitibonda del sangue d'un « Giusto », non si trovasse una persona « umana » che intuisse l'agonia profonda del cuore di quell'Innocente?!...

Non è pensabile!

E', in fondo in fondo, un gesto di soli-darietà umana, di coraggio: un gesto che fa uscire, sia pure per un attimo, il Divin Sofferente dalla sua angosciosa solitu-dine. E' un gesto che forse ha commosso il gruppo di donne che piangeranno su Gesù fra poco.

E' un'altra esperienza che non toccava a Gesù, perché è frutto del peccato degli uomini.

- Siamo come la Veronica nei riguar-di dei poveri?

« Verso quelli che vivono prostrati nel-la solitudine, verso quelli che si sentono respinti?... Siamo lì per asciugare il loro dolore? Siamo lì per condividere le loro sofferenze? Siamo lì o facciamo piuttosto come l'orgoglioso, che passa accanto, get-ta uno sguardo e prosegue la sua strada?» (Madre Teresa di Calcutta). Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

VIIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù CADE LA SECONDA VOLTA.

Dalla prima lettera di S. Pietro Aposto-lo: « Cristo oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la causa a colui che giudica con giustizia » (2,23).

Riflettiamo: La seconda caduta confer-ma che l'umanità di Cristo è una realtà come la nostra: quantunque egli venga aiutato da Simone di Cirene, tuttavia avanza con passo faticoso, incerto, bar-collante...

E' fisicamente e moralmente finito!... In lui, Uomo-Dio, si assommano anche queste esperienze che sono proprie no-stre: le fa sue, le santifica e ne fa una espiazione al Padre, per noi; e per noi ot-tiene la grazia di saperle utilizzare come lui.

« Una malattia ci strugge: ci rende ina-bili; nemmeno una mano amica riesce a non farci cadere nello sconforto, nella stanchezza, nella desolazione... questa si-tuazione penosa e spesso inesprimibile l'abbiamo riversata in Cristo.

- « Gesù cade di nuovo. Quante volte abbiamo raccolto per le strade esseri uma-ni, che erano vissuti come animali e che desideravano morire come angeli!

« E noi siamo lì per aiutarli a solle-varsi?

« Qui, nel vostro paese, siete capaci di vedere le persone che prendono il sole nei giardini, che si sentono sole, indesi-derate, trascurate, immerse nella tristez-za?

« E' Gesù che ha bisogno che la vostra mano asciughi il suo Volto. Restate lì per farlo o passate al largo? » (Madre Teresa di Calcutta). Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

VIIIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

UN GRUPPO DI DONNE PIANGONO SU GESù.

Dal vangelo di S. Luca: « Lo seguiva una gran folla di gente e di donne che si battevano il petto e si lamentavano per lui.

« Voltatosi verso di esse, Gesù disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei qua-li si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato » (23,27-29).

Riflettiamo: l'episodio delle pie donne fa parte della documentazione del vange-lo di S. Luca, il quale mette in rilievo la profonda commozione che la condanna di Gesù aveva suscitato in gran parte degli abitanti di Gerusalemme in contrasto al-la folla che, aizzata, grida: « Il sangue suo cada su di noi e sui nostri figli » (Lc. 23,27).

Gesù fa sua anche questa esperienza umana (storia di tutti i tempi), per redi-merla, per noi.

La vive in pieno l'ingiustizia umana, che si afferma e tiranneggia sempre con la violenza, con le armi, con fiumi di san-gue di fronte alla grande maggioranza de-gli uomini che non possono reagire se non con le armi della verità, della ragione, della bontà e della sofferenza.

- Ma Gesù, in quest'ora della sua più grande angoscia e debolezza, non ha biso-gno di consolazioni umane. E' lui che consola gli altri. Non viene atterrato da-gli avvenimenti più dolorosi,. ma s'innal-za al di sopra di essi.

- Nelle grandi prove della fede, nelle persecuzioni non c'è parola umana che possa sostenerci e confortarci se non Co-lui che è morto per noi, cioè Gesù Croci-fisso!

« Vi scongiuro - scriveva S. Ignazio di Antiochia, nella sua lettera ai Romani - non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio, e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo ».

- Gesù esordisce il dramma della sua passione con un'impostazione ben chiara: « Rimetti la spada nel fodero » (Mt. 26, 52), ammonimento a uno dei suoi disce-poli. « Pensi forse che io non possa pre-gare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? » (Mt. 26, 53).

Gesù rinunzia, pertanto, all'uso della sua potenza divina: avrebbe potuto sot-trarsi alla morsa dei suoi nemici: obbe-disce invece alla volontà del Padre, alla sua legge di supremo amore, ch'è diame-tralmente opposta alla irrazionalità della violenza, dell'odio, del sangue... Egli pre-ferisce versarlo personalmente, perché tutti gli uomini si ravvedano e si salvino. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

IXa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù CADE PER LA TERZA VOLTA.

Dal vangelo di S. Luca: « Venivano con-dotti insieme con lui, anche due malfat-tori per essere giustiziati » (23, 32).

Questi camminano senza alcuna diffi-coltà; Gesù, invece, cade ancora una ter-za volta!...

Riflettiamo: E' facile immaginare le invettive, le imprecazioni scagliate contro Gesù dalle urla della ciurmaglia reclutata e prezzolata dai bassifondi di Gerusalem-me.

E' un fenomeno ricorrente nella storia degli uomini: le sommosse popolari or-ganizzate da « personaggi » che si man-tengono « pudicamente » nell'ombra...

Nessuno dei responsabili gli è vicino, ma solo due delinquenti, che vanno ad espiare le loro colpe, i loro delitti; lui, invece, le colpe di tutti e, naturalmente, anche quelle per cui i due vengono con-dannati a morte.

L'agonia che lo consuma da ore... quel calice che non è stato possibile allonta-nare nel Getsemani, lo ha avvelenato, ha disfatto il suo corpo santissimo, che non regge più ad alcuno supremo sforzo...

E' possibile far reggere - sia pur sor-retto da altri - un corpo divenuto tutto una piaga sanguinante, e la cui anima è pressata moralmente sotto un torchio crudele?... Il torchio delle nostre iniquità che si chiamano peccati, delle nostre in-giustizie che si chiamano peccati, dei no-stri rifiuti di amare che si chiamano pec-cati, dei nostri egoismi che si chiamano peccati!...

- Chi osa negare queste tremende real-tà che dilacerano il nostro tessuto socia-le?... Gesù le sperimenta e ne rimane tra-volto, disfatto, cade a terra...: né il suo corpo né la sua anima reggono più.

- Ogni cristiano - ricordi! - è mem-bro del Corpo Mistico di Gesù: nessuno

con i propri peccati lo deturpi, lo prostri nella polvere! Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

Xa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù è SPOGLIATO DELLE VESTI.

Dal vangelo di S. Giovanni: « Quando i soldati ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato. Presero pure la tuni-ca, ma la tunica era senza cuciture, tes-suta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: « Non la dividia-mo, ma tiriamola a sorte a chi debba toccare ». Così si adempiva la scrittura che dice: « Hanno diviso tra loro le mie vesti, e sulla mia tunica hanno gettato la sorte » (19, 23-24).

Naturalmente la spartizione delle ve-sti presuppone che Gesù, prima di esser crocifisso, sia stato spogliato.

Riflettiamo: è vero che era nella pras-si abituale che i soldati dividessero tra loro le vesti di un condannato a morte; ma le vesti di Gesù erano senza dubbio intrise di sangue e forse anche qua e là lacerate...

- Gesù volle anche assaggiare sino in fondo questa ripugnante esperienza: che cosa significa quando un corpo umano diventa ludibrio spietato di fratelli sen-za pietà.

- Su Gesù si riversano quindi tutte le turpitudini che l'uomo compie con il suo corpo e su quello degli altri, degradando-si miseramente.

- La nudità, oggi, oggetto di larga pubblicità, di svago, di merce addirittu-ra « pregiata »: il sesso?... l'idolo di car-tello!

- L'uomo ridotto a un « pezzo », fa-cilmente sostituibile, dell'immenso « in-granaggio sociale »...

- L'uomo è spogliato così del suo onore, del suo rispetto, dei suoi valori naturali, della sua libertà, della sua di-gnità d'immagine viva di Dio. Ben pochi protestano contro tali '« spoliazioni »!...

- Signore, che soffri l'umiliazione e la vergogna di questi nostri disinvolti atteggiamenti, abbi pietà di noi!

Dònaci la grazia di ritornare a una sa-lutare resipiscenza e promuovere i prin-cipi che devono regolare ogni umana e, soprattutto, cristiana convivenza. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

XIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù è INCHIODATO IN CROCE.

Dal vangelo di S. Luca: « Quando giun-sero al luogo detto Cranio, là crocifissero

lui e i due malfattori, uno a destra e l'al-tro a sinistra » (23, 33).

Riflettiamo: con la crocifissione i ne-mici di Gesù conseguono il finale trionfo « esteriore »... Sembra che gli uomini ab-biano sconfitto Dio.

La « conclamata morte di Dio », ai no-stri giorni, non ha quindi nulla di origi-nale: è un tentativo che si rinnova sem-pre nella storia degli uomini.

Crocifiggendo Gesù di Nazaret - che si era dichiarato « Figlio di Dio » - tra due ladroni, i farisei pensano di avergli inflitto l'onta suprema.

Ma Gesù non cessa, anche nella sua im-potenza di uomo crocifisso, di manife-starsi il Salvatore dei peccatori: il perdo-no e la gloria del paradiso promesso al buon ladrone.

Siamo tutti colpevoli della sua croci-fissione: tutti - chi più chi meno - ab-biamo martellato i chiodi nelle sue mani e nei suoi piedi. Non importa la distanza di tempo, perché su di lui gravarono i peccati di tutti gli uomini sino alla fine dei secoli.

La sua sofferenza non sia per nessun di noi inutile!

- « Gesù è crocifisso. Quanti esseri umani minorati, ritardati mentali, anche in età infantile, riempiono gli ospedali! Quanti ce ne sono così nelle nostre stes-se famiglie!

« Li visitiamo qualche volta?

« Andiamo talvolta a condividere con essi la loro ora di crocifissione? » (Maria Teresa di Calcutta). Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

Xlla Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù MUORE IN CROCE.

Dal vangelo di S. Matteo: « Da mezzo-giorno fino alle tre del pomeriggio si fe-ce buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Elì, Elì, lemà sabactàni? », che significa: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ».

« Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: « Costui chiama Elia ». E su-bito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: « Lascia, vediamo se vie-ne Elia a salvarlo! ».

« E Gesù, emesso un alto grido, spirò ». (Mt. 27, 45-50).

Riflettiamo: fu un grido di reale ango-scia, ma non di disperazione. Questo la-mento di Gesù, desunto dalla Scrittura, è una preghiera a Dio: è l'inizio del salmo 22, salmo messianico, in cui anche risalta l'assicurazione gioiosa del trionfo finale del Cristo.

Esprime il dramma che lo tormenta. Ge-sù, nel suo intimo, ha la coscienza esatta di chi è, e del suo destino, ma nello stesso tempo l'esperienza umana che sta vivendo estremamente dolorosa e umiliante.

La morte di Gesù avvenne solo verso le ore tre pomeridiane: la crocifissione invece - secondo il testo di S. Marco - verso le ore 9 del mattino.

- Eravamo abituati a vedere il Croci-fisso dappertutto; oggi assai di meno. Bisogna rimuoverlo!... dalle aule scolastiche, dalle case, dagli uffici... bisogna evitare che i bambini soprattutto non abbiano a subire un « trauma »!...

- Prima l'abitudine di vederlo non ci faceva più alcuna impressione, come se fosse la cosa più naturale di questo mon-do: che Dio ci abbia amato sino al punto di venire quaggiù a soffrire per noi. Era-vamo abituati a sottovalutare il peccato: neppure il Crocifisso ci faceva impres-sione.

- Oggi, invece, il Crocifisso suscita « inquietitudine »: è un pungolo nella no-stra carne di peccato: occorre « riseppel-lirlo », « assicurarsi del sepolcro, sigil-lando la pietra e mettendovi le guardie ». (Mt. 27, 66).

L'uomo, però, vaneggia tuttora come il sinedrio di allora!

Non c'è cassetto né pattumiera che possa infossare l'immagine del Crocifis-so: né falò distruggerlo sacrilegamente perché egli risorge dall'abisso del nostro cuore: « Tu mi uccidi e io ti salvo! ». Pater, Ave. «Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore».

 

XIIIa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù è DEPOSTO DALLA CROCE

Dal Vangelo di S. Marco: « Soprag-giunta ormai la sera, poiché era la Parascè-ve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sine-drio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si mera-vigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, conces-se la salma a Giuseppe. Egli allora, com-prato un lenzuolo, lo calò giù dalla cro-ce » (Mr. 15,42-46).

Riflettiamo: il corpo del Signore, privo di vita, è il segno che egli ha donato tut-to: viene ora restituito a sua Madre, che continuerà la sua personale immolazio-ne intima, silenziosa: il suo costante « fiat » al Signore.

E' l'ora in cui la « profetica spada » del dolore squarcia le ultime fibre del suo animo.

Nessuna madre, anche la più ideale, potrà mai capire questo lutto nelle sue motivazioni che entrano nel mistero del-l'amore di Dio per noi e nel mistero della malvagità degli uomini.

Nemmeno nella sua intensità, perché è la perdita d'un Figlio santissimo, addirit-tura il Figlio di Dio: è un lutto provocato da un vincolo naturale che si spezza, co-me in qualsiasi mamma; si aggiunge pe-rò che in Maria c'è la perfetta consapevo-lezza - come in nessun'altra creatura - che questo suo Figlio, « finito » per le mani di « una banda di malvagi » (sal. 22,17), ha pagato anche per lei, sulla cro-ce, preservandola da qualsiasi ombra di peccato.

E, infine, come Madre spirituale di tut-ti i redenti, il suo lutto è aggravato da quei suoi figli che andranno perduti, no-nostante che Gesù abbia pagato così ad alto prezzo la loro redenzione.

- La Vergine - mentre piega il suo dorso sulla salma del Figlio e 1'esisten-

za sembra che le si spezzi - assurge a figura della Chiesa nascente: nel senso cioè che com'ella prolunga nel suo cuo-re la sofferenza redentrice, che nel Figlio ormai spento non poteva più proseguire; così noi-chiesa siamo chiamati a prolun-gare in noi la passione del Cristo. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

XIVa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

GESù VIEN SEPOLTO

Dal vangelo di S. Matteo: « Giuseppe d'Arimatèa, ricevuto il corpo di Gesù, lo avvolse in una sindone candida e lo pose nel proprio sepolcro nuovo che si era fat-to scavare nella roccia e, rotolata una grande pietra all'ingresso del sepolcro, se ne andò » (Mt. 27,60).

Riflettiamo: la tomba, dove Gesù fu deposto, risulta d'un vestibolo e della stanza mortuaria più interna, raggiungi-bile attraverso una porta tanto stretta, che spesso poteva esser superata solo camminando carponi o inchinati. L'in-gresso, basso e stretto, si chiudeva facen-dovi rotolare una grossa pietra a forma di macina da mulino.

Avvenuta la tumulazione di Gesù, di-scepoli e amici - ad eccezione di Giovan-ni e del gruppetto delle pie donne - si fan vivi: Giuseppe d'Arimatèa però, non appena avvenuta la morte, « andò corag-giosamente da Pilato », annota S. Marco; « di nascosto per timore dei giudei », sottolinea S. Giovanni (19, 38).

- Per viverlo, totalmente, il nostro dramma, non poteva mancare alla Pas-sione di Gesù l'ultimo atto: cioè l'espe-rienza degli estremi e fragili limiti della amicizia umana. Il suo dramma s'inizia con il tradimento da parte d'un intimo amico, un apostolo... e si chiude, alla fine, con l'abbandono da parte dei suoi, buoni ma timidi...

- Aver vicino un amico che « rischi » con noi nell'ora della prova, dell'umilia-zione, della condanna è caso raro: più facile invece che altri vengano allo sco-perto, quando non c'è più nulla da ri-schiare!

Maria di Magdala e l'altra Maria - il cosiddetto « sesso debole » - che han-no rischiato lungo la via del Calvario e ai piedi del Crocifisso Signore, rischiano ancora, rimanendo sedute di fronte al sepolcro. (Cfr. Mt. 27,61).

Affiora in quest'ultima stazione l'inse-gnamento di Paolo: « Per mezzo del bat-tesimo siamo dunque stati sepolti insie-me con lui nella morte, perché come Cri-sto fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi pos-siamo camminare in una vita nuova » (Rom. 6, 4). Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

XVa Stazione

Ti adoriamo, Cristo, e ti benedicia-mo.

Perché con la tua santa croce hai re-dento il mondo.

GESù RISORGE

« Quando era già l'alba della domenica, le donne andarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato, e vide-ro la pietra rimossa dal sepolcro, ed, en-trate, non trovarono il corpo del Signore. Un angelo disse: « Perché cercate tra i morti colui che vive? Gesù di Nazaret non è qui, perché è risorto, come aveva detto » (Cfr. Mt. 28, 1; Mr. 16; Lc. 24; Gv. 20).

Riflettiamo: la preoccupazione di fon-do, che emerge evidente, dalle quattro narrazioni evangeliche, è l'affermazione che il Signore non è un fantasma, ma è veramente il Crocifisso, e che tale realtà si è imposta agli stessi apostoli che ini-zialmente erano increduli e perplessi.

Gesù risorto è colui che è stato « esal-tato », « asceso alla gloria del Padre ». Ora è proprio il Risorto a sollevare dal nostro cuore la pietra pesantissima del nostro orgoglio, del nostro egoismo, del-la nostra apatia per aprirci a Dio e ai fratelli.

Aprite! è l'invito continuo del Risorto. Pater, Ave.

« Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore ».

 

CONCLUSIONE

Importante ricapitolare, perché la « Via Crucis » non svanisca presto.

Tutto quello che Gesù ha fatto, non l'ha fatto solo: l'abbiamo operato noi, con lui e in lui.

« Gesù Cristo e i Cristiani sono uniti e non vanno mai l'uno senza gli altri. Ovun-que Cristo volle operare o soffrire, ogni cristiano, per una gloriosa anticipazione, gli servì di collega. Ovunque operano o soffrono i cristiani, Cristo a sua volta prende parte, gode o soffre secondo i casi » (R. Plus: « In Cristo Gesù »).

(Un Padre ed un'Ave secondo le in-tenzioni del Santo Padre per lucrare l'in-dulgenza plenaria, applicabile anche ai defunti. E poi, quanto prima, la confes-sione sacramentale e la comunione euca-ristica).

 

PREGHIERA FINALE

La tua Chiesa, Signore, viva il mistero del Cristo perché, partecipando ogni gior-no alla sua passione. condivida sin d'ora la sua risurrezione. Per Cristo nostro Si-gnore. Amen.

 

VIIIa Parte

LITANIE DEL S. CUORE - ALCUNI INNI E CANTI

LITANIE DEL S. CUORE DI GESU'

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis-simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo-re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie-nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com-piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio-so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no-stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no-stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.

Preghiamo.

O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di-lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele-brare le grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribi-le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

VENI CREATOR SPIRITUS

- Vieni, o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato.

- O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima.

- Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni,

suscita in noi la parola.

- Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore.

- Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. - Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen.

Preghiamo:

O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i credenti alla piena luce del-la verità, dònaci di gustare nel tuo Spiri-to la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

GENTI TUTTE

Genti tutte, proclamate il mistero del Signor:

del suo Corpo e del suo Sangue che la Vergine donò

e fu sparso in sacrificio per salvar l'umanità.

Dato a noi da Madre pura per noi tutti s'incarnò:

la feconda sua parola tra le genti seminò, con amore generoso la sua vita consumò. Nella notte della Cena coi fratelli si trovò: del pasquale sacro rito ogni regola compì,

e agli apostoli ammirati come cibo si donò.

La Parola del Signore pane e vino trasformò: pane in carne, vino in sangue, in memoria consacrò.

Non i sensi ma la fede prova questa verità. Adoriamo il Sacramento che Dio Padre ci donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si compì.

Al mistero è fondamento la Parola di Gesù.

Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio Redentore,

lode grande, sommo onore all'eterna Carità.

Gloria immensa, eterno amore alla Santa Trinità. Amen.

Preghiamo: O Dio, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentir sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

TANTUM ERGO

Adoriamo il Sacramento che Dio Padre ci donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si compì.

Al mistero è fondamento la parola di Gesù.

Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio Redentor, lode grande, sommo onore all'eterna Carità.

Gloria immensa, eterno amore alla santa Trinità. Amen.

 

ECCO IL PANE DEGLI ANGELI

- Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini,

vero pane dei figli: non dev'essere gettato. - Con i simboli è annunziato in Isacco dato a morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri.

- Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nùtrici e difendici,

portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. - Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo, nella gioia dei tuoi santi. Amen.

 

MISTERO DELLA CENA

Mistero della cena è il Corpo di Gesù. Mistero della croce è il Sangue di Gesù.

E questo pane e vino è Cristo in mezzo ai suoi.

Gesù risorto e vivo sarà sempre con noi. Mistero della Chiesa è il Corpo di Gesù. Mistero della pace è il Sangue di Gesù. Il pane che mangiamo fratelli ci farà. Intorno a questo altare l'amore crescerà.

 

INNO DELLA GUARDIA D'ONORE

1 - Accorrete in allegrezza fide guardie d'onor.

Gesù pien di tenerezza apre a tutti il divin Cuor! Rit.

Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;

e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».

2 - Dall'aperta trafittura fiumi sgorgano d'amore:

Ché Gesù senza misura oggi dona i suoi tesor.

Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;

e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».

3 - Dolce Cuor della nostra Guida, nostri cuor vivan per Te!

Tu ci mostri la tua luce; sii Tu sempre il nostro Re.

Formi il mondo tutto quanto nobil guardia d'onor;

e giocondo suoni il canto: « Gloria, amore al Sacro Cuor! ».

 

TU SOLE VIVO

Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.

Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.

La tua parola mi svegli al mattino e mi richiami la sera con te.

Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.

Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.

Sulla mia casa t'innalzi, mio sole: splenda d'amore, di luce per Te.

Tu sole vivo per me sei Signore, vita e calore diffondi nei cuor.

Tu sul cammino risplendi mio sole, luce ai miei passi Ti voglio, Signor.

 

RESTA CON NOI

Resta con noi, Signore la sera: resta con noi e avremo la pace.

Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.

Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.

Ti porteremo ai nostri fratelli, ti porteremo lungo le strade.

Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.

Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.

Voglio donarti queste mie mani, voglio donarti questo mio cuore.

Resta con noi, non ci lasciar: la notte mai più scenderà.

Resta con noi, non ci lasciar: per le vie del mondo, Signor.

 

NOI TI AMIAM SIGNORE

Noi ti amiam, Signor,

noi ti adoriam,

solo a te chiediamo il tuo amore.

Sei tu la luce,

la nostra gioia:

noi ci prostriam, Signor, e ti adoriam.

Resta con noi, Signor, resta con noi.

Dona il Pane del ciel, pegno d'amor.

Sei tu la luce,

la nostra gioia:

noi ci prostriam, Signor, e ti adoriam.

 

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio,

ti proclamiamo Signore. O eterno Padre,

tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli

e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo,

il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti

si uniscono nella tua lode;

la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio,

e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell'uomo.

Vincitore della morte,

hai aperto ai credendi il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio,

nella gloria del Padre. Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,

che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria

nell'assemblea dei santi. Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore,

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza,

non saremo confusi in eterno.

« O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile rin-

graziamento, e fa' che in una vita serena e libera dalle insidie del male, lavoriamo con rinnovata fiducia all'edificazione del tuo regno ».

Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla Liturgia)

GLORIA, AMORE e RIPARAZIONE AL CUOR DI GESU'