Floris
mei nectar.
Floris mei nectar suscipe,Domine.
Providens, “Apem Tuam“ mitte
Quae mel Eucharisticum
mundi infirmitatibus offerat.
Qui vero amaritudinis Tuae calicem gustant,
Amoris Tui dulcedinem
noscant.
Sicut solas species fac maerores meos:
Redemptionis
Praesentiae signa et sacramenta.
Traduzione.
Accogli, o Signore,
il
nettare del mio fiore.
Nella Tua Provvidenza
manda
la Tua “Ape laboriosa”,
perchè
offra il miele Eucaristico
per le infermità del mondo.
Quanti poi assaggiano
l’amarezza del Tuo calice,
sperimentino
la dolcezza del Tuo Amore.
Rendi le mie
afflizioni “pura apparenza”,
segni sacramentali di
Redentrice Presenza.
Commento.
Il fiore sacrifica la sua
bellezza,
per offrire il nettare alle api
e trasformarsi in frutto.
La Divina Provvidenza
manda lo Spirito Santo
nella Vergine Madre,
come in “un’Ape
laboriosa”,
per rifondere le nostre
sofferenze
nel grande Sacrificio del
Salvatore.
Il
nettare della nostra offerta
diventa
miele nella SS. Eucaristia,
per
dare conforto ed energia
alle
infermità del
mondo.
La squisita Bontà del Signore
elargisce la dolcezza del suo Amore,
a coloro che partecipano al Suo dolore.
La
Madre dell’eterno Sacerdote,
e
della Vittima d’Amore,
può trasformare le nostre afflizioni
nella
dinamica redentrice della Croce.
Ella
può affidare alle sofferenze,
rimaste
nostre “per pura apparenza”,
l’onore
di significare, e trasmettere,
la Divina salvifica
Presenza.