Atto
di offerta di Vittima alla Giustizia e all’Amore
O
mio Dio, origine e termine di ogni potenza, di ogni sapienza, di ogni bene,
Amore eterno ed increato, Trinità Ss., che Tu sia benedetta ora e sempre, amata
e adorata per tutti i secoli dei secoli.
Perché
questo amore per Te dilati ed invada tutta la Terra e il Regno di Cristo si
instauri in essa portando agli uomini la pace, quella pace che da Te solo viene,
perché le anime si volgano a Te, fontana d’acqua viva che sazia tutte le seti
e dà la vita eterna, io, benché misera e peccatrice, oso, dall’abisso del
mio niente, elevare il mio cuore e la mia vita, tutta me stessa, verso di Te,
Trinità beata, ed offrirti questo mio niente come ostia di espiazione e di
amore per l’avvento del tuo regno, per il fiorire di questa tua pace, per la
redenzione delle anime, di quelli che amo e conosco, di quelle che mi sono care
fra tutte per i legami che ad esse mi uniscono, come pure di quelle che mi sono
estranee o nemiche.
Possa
questo sacrificio che io ti offro, o Dio, attraverso l’intercessione di Maria
Ss. e di S. Giuseppe, esservi gradito nella sua piccolezza. È tutto quanto
posso darti, e lo dono con gioia per la conversione delle anime, la pace
mondiale, la prosperità, tranquillità, pace e ogni altro bene della Patria
mia, per il trionfo della Chiesa sui suoi nemici, per il ritorno a Dio di quelle
nazioni che ora sono preda di Satana
e degli scismi, per la perfezione del Sacerdozio, la salute eterna mia e dei
miei genitori e di tutte quelle anime che ho amate, istruite nella tua Legge e
indirizzate a Te.
Se
io confrontassi i fulgori della tua potenza con la miseria mia, resterei
annientata davanti a tanta onnipotenza; se io confrontassi la mia nullità e
colpa alla Perfezione tua, dovrei fuggire come un’indegna dal tuo cospetto; ma
io mi fido di Te, come a Te piace, e ti do tutta me stessa col mio passato,
il mio presente, il mio avvenire, con le mie colpe, i miei sforzi di bene, le
mie cadute, coi miei desideri immensi di amore per Te e per le anime. Io penso
che Tu sei Amore, Misericordia, Bontà, sei il Padre, il Fratello, lo Sposo
delle anime nostre, sei la Carità fatta carne e nessuno respingi dal tuo seno
amoroso. Sono dunque certa che ti chinerai pietoso su questa tua piccola schiava
per accoglierne l’offerta, udirne la preghiera, acconsentire ai suoi desideri.
Oh!
io me ne starò ai tuoi piedi fintanto che a Te piace, attendendo il tuo sorriso
che mi dica che la mia offerta ti è gradita, né mi spaventerà l’attesa
perché so che essa è una prova che Tu mi dai per provare la mia fede, né mi
spaventerà la mia nullità perché io la rivesto dei meriti del mio Diletto che
vive in me. E del mio Verbo adorato, del mio Maestro e Redentore, ripeto le
parole ineffabili per presentare la mia preghiera a Te, Eterno: “Padre,
perdona agli uomini perché non sanno quello che fanno, perdona per i meriti di
Cristo, di Maria, dei Martiri e Santi, e se
per placare la tua Giustizia offesa sono necessarie nuove ostie di espiazione,
eccomi, o Padre, immolami per la pace fra l’uomo e Dio, fra l’uomo e
l’uomo, per l’avvento del tuo Regno”.
O
mio Diletto, il tuo Cuore sanguina, incessantemente ferito da questa marea di
colpe che invade la Terra, e la tua sete d’amore cresce ogni dì mentre
l’umanità da Te si allontana. Oh! prendimi come ostia consolatrice del tuo
amore vilipeso. Vorrei rinnovare quest’offerta ogni qualvolta una colpa ti
ferisce ed una nuova offesa viene scagliata contro la Ss. Trinità, vorrei
essere innocente e ricca di meriti per poterti consolare di più, vorrei che con
me fossero schiere di anime pronte ad offrirsi al tuo amore. Ma sono povera e
sola, colpevole io pure. Non mi sgomenta però la mia incapacità, la mia
miseria, la mia solitudine; sono come a Te piace, e questo mi basta e mi
incoraggia nell’offrirmi a Te. Sei Tu che hai messo nel mio cuore questa sete
sempre crescente d’amore e di immolazione, e questo mi dice che Tu vuoi anche
me, povera e debole, vero nulla che si perde davanti alla tua immensità.
Conscia
di questa mia piccolezza, ti prego di non trattarmi come sposa o sorella. Tu sei
il Padrone del Cielo e della Terra, io sono l’atomo di polvere... Tu sei il Re
dei re, io l’ultima dei tuoi sudditi. Ma come in una reggia vi sono gli intimi
del sovrano che con lui trascorrono i giorni in affinità di affetti, e vi sono
pure i servi il cui solo dovere è quello di ubbidire, così io desidero essere
considerata da Te come una serva, anzi meno ancora, o mio Diletto. Io voglio
essere la schiava il cui solo scopo è di servire
con umiltà e fedeltà il suo
Signore. Voglio essere il cieco strumento usato per il trionfo dell’Amore
misericordioso sulla Terra, l’umile ancella che dà tutta se stessa per la
causa del suo Re, la creatura che sta nella polvere ai piedi del tuo trono per
coprire col suo povero canto l’urlo blasfemo dei peccatori, per consolare col
suo fedele amore il tuo Cuore trafitto, per ottenerti attraverso il suo oscuro
sacrificio molte anime. Lo hai detto Tu stesso, Gesù diletto, che il più
grande amore è dato da colui che dà la vita per i suoi amici. Ecco, io vengo,
mi offro a Te, mio unico perfetto Amico, perché il tuo Regno si stabilisca
sulla Terra e nel cuore degli uomini.
Tu
hai anche detto: “Quando sarò innalzato trarrò tutti a Me”. Io pure, a tua
imitazione, voglio essere innalzata sulla croce del dolore, sulla tua Croce di
salute che i più sfuggono con terrore e, crocifissa con Te, per Te, io voglio
espiare per coloro che peccano, ubbidirti per coloro che si ribellano, benedirti
per coloro che ti maledicono, amarti per coloro che ti odiano, supplicarti per
coloro che ti dimenticano, vivere, in una parola, in un atto di amore perfetto,
riferendo tutto a Te, vedendo in tutto Te, amando tutto per Te e in Te,
accettando tutto da Te, mio Bene infinito.
O
mio Diletto, per la croce che ti chiedo, per la vita che ti offro, per l’amore
che anelo, rendimi vittima felice del tuo Amore misericordioso. Che io viva in
esso e di esso, che io agisca sotto il suo impulso, che ogni mio atto, parola,
pensiero, azione, portino il sigillo di questo tuo amore. Sia esso il mio scudo
e la mia purificazione, la mia gioia e il mio martirio, sia esso fusione sempre
più intima con Te, sino alla fusione ultima in cui l’anima libera voli a
ricongiungersi con Te per adorarti e amarti perfettamente per la beata eternità.
(Maria
Valtorta)
Tratto
da: “Quaderni di Maria Valtorta” Q. 101 Ed. CEV.