A TU PER TU CON IL SIGNORE
PRIMA E DOPO LA COMUNIONE

PRESENTAZIONE
Un giorno gli Apostoli, vedendo quanto e come Gesù si appartasse in colloquio col Padre suo, gli chiesero: "Signore, insegnaci a pregare".
E’ nato così il "Padre nostro". Una bellissima preghiera che ci è stata data come modello a cui deve ispirarsi ogni altra preghiera.
Eppure,
nonostante i suggerimenti che ci vengono da quel modello, spesso pregare non
è facile: non sappiamo cosa dire al Signore.
Non
dimentichiamo che la preghiera prima che un dire qualcosa al Signore, è un
lasciar dire qualcosa al Signore. La preghiera non è un monologo (io parlo e il
Signore mi ascolta), ma un dialogo: il parlarsi di due persone.
E, tra le due,
è giusto che ad avere per primo la parola sia il Signore. Ma come potrà
parlarci il Signore se non facciamo silenzio?
Del tempo che
destiniamo alla preghiera, soprattutto quando ci troviamo in chiesa davanti al
SS.mo Sacramento, è bene che la prima parte sia sempre riservata al silenzio
interiore. Quante cose ha da dire il Signore a ognuno dei suoi figli!
Ma poi, quando
a parlare saremo noi... che cosa dirgli? Oltre ai suggerimenti che ci vengono
dal "Padre nostro", c'è la presenza dello Spirito Santo. Lui, che
nella fede ci dà la capacità di riconoscere Dio come Padre, è il miglior suggeritore
di ogni nostra preghiera, perché sia fatta con un cuore da figli (cfr. Rm 8,
IS-16).
Questo
libriccino vuole essere un altro piccolo, modesto, ma prezioso aiuto offerto
alla tua preghiera, soprattutto nei due momenti più importanti: prima di
incontrare Gesù nell'Eucaristia e dopo averlo ricevuto.
Quasi tutte
queste preghiere sono sgorgate dal cuore di un grande cristiano, Enrico Medi,
che, dimenticando la stima che il mondo tributava alla sua grandezza come uomo
di scienza, ha consumato molte ore della sua vita davanti a Gesù Eucaristia.
Parlava a Gesù
col cuore di un bambino; con la semplicità che solo le persone ricche di fede
sanno avere; con la gioia di chi, prima che sentirsi chiamato ad amare, si
sente immensamente amato dal Signore; con la fiducia di chi sa che il Cielo
ascolta sempre le preghiere che salgono dalla terra, anche se non sempre può
accontentare le richieste che vengono fatte; con la disponibilità a dare
sempre di più al Signore, fino a dargli tutto.
In queste
pagine Enrico Medi ci aiuta ad adattare la preghiera ai vari tempi dell'anno.
Il centro è
sempre Gesù Eucaristia e davanti a Lui e con Lui possiamo parlare dell'attesa
della sua venuta nel tempo dell'Avvento, della sua nascita nel tempo di Natale,
della purificazione e crescita della nostra vita spirituale nel tempo di
Quaresima, della sua e nostra risurrezione nel tempo di Pasqua, della presenza
santificante dello Spirito Santo nel tempo di Pentecoste e poi anche nel
resto del tempo durante l'anno.
Queste
indicazioni di Enrico Medi non intendono sostituirsi alle nostre preghiere, ma
piuttosto insegnarci a pregare, cavando fuori dal nostro cuore e dalla
nostra vita le cose da dire al Signore.
Soprattutto
noi sacerdoti non possiamo soltanto invitare i fedeli alla preghiera, ma dobbiamo
insegnar loro a pregare.
Questo libriccino, che spero possa avere una larga diffusione, può essere un mezzo utile per insegnare, a grandi e piccoli, come si può parlare al Signore in ogni situazione e in ogni momento dell'anno.
Verona,
17 febbraio 1999
Mercoledì
delle Ceneri
Mio
Gesù, alla presenza della SS.ma Trinità e di Maria, nostra Madre del cielo, e
di tutta la Corte celeste, unitamente ai meriti del tuo preziosissimo Sangue e
del Sacrificio della Croce, io ti offro tutta la mia vita secondo le intenzioni
del tuo Sacratissimo Cuore Eucaristico e del Cuore Immacolato di Maria.
Per
tutto il tempo che vivrò, tutte le mie sante Messe e Comunioni, le mie opere
buone, i miei sacrifici e tribolazioni, li offro a te in adorazione della SS.ma
Trinità e in spirito di riparazione, per l'unità della santa Chiesa, per il
santo Padre, per i nostri sacerdoti, per le vocazioni sante e per tutte le
anime fino alla fine del mondo.
Mio
Gesù, accogli questa consacrazione della mia vita e donami la grazia di
rimanervi fedele fino alla morte. Amen.
RESTA
CON ME, SIGNORE...
Resta
con me, Signore, perché è necessario averti presente per non dimenticarti. Tu
sai con quanta facilità ti abbandono...
Resta
con me, Signore, perché sono debole ed io ho bisogno della tua fortezza per non
cadere tante volte!
Resta
con me, Signore, perché Tu sei la mia vita e senza di Te vengo meno nel
fervore... Resta con me, Signore, perché Tu sei la mia luce e senza di te sono
nelle tenebre.
Resta
Signore con me, per mostranni la tua volontà.
Resta
Signore con me, perché oda la tua voce e ti segua...
Resta
Signore con me, perché desidero amarti molto ed essere sempre in tua compagnia!
Resta
con me, Signore, se vuoi che ti sia fedele.
Resta
con me, Gesù, perché nonostante la mia anima sia assai povera, desidera essere
per Te un luogo di consolazione, un nido di amore...
Resta
Gesù con me, perché si fa tardi e il giorno declina... passa la vita... si
avvicina la morte, il giudizio, l'eternità... ed è necessario raddoppiare le
mie forze, affinché non venga meno nel cammino... e per questo ho bisogno di
Te. Si fa tardi e viene la morte... M'inquietano le tenebre, le tentazioni, le
aridità, le croci, le pene, e... Oh! quanto ho bisogno di Te, Gesù mio, in
questa notte di esilio!
Resta
Gesù con me, perché in questa notte della vita e nei pericoli ho bisogno di
Te. Fa' che ti riconosca come i tuoi discepoli allo spezzare del Pane, che
l'unione Eucaristica sia luce che dissipa le tenebre, la forza che mi sostiene e
l'unica beatitudine del mio cuore.
Resta
Signore con me, perché quando arriva la morte voglio stare unito a Te, se non
realmente per la Santa Comunione, almeno per la grazia e per l'amore.
Resta
Gesù con me... non ti chiedo la tua consolazione divina, perché non la merito,
però il dono della tua santissima presenza, oh! sì, te lo chiedo!
Resta
Signore con me, Te solo cerco: il tuo amore, la tua grazia, la tua volontà, il
tuo cuore, il tuo spirito, perché ti amo e non chiedo altra ricompensa che
un aumento di amore.
Amore
solido, pratico. Amarti con tutto il cuore sulla terra, per poterti poi amare
con perfezione, per tutta l'eternità. Così sia.
Sto
per accostarmi, o Dio Onnipotente ed Eterno, al Sacramento che contiene il tuo
Figlio Unigenito e nostro Signore Gesù Cristo; e mi accosto come infermo al
medico che ridona la vita, come peccatore alla sorgente della misericordia, come
cieco alla luce che non conosce tramonto, come povero al Signore del cielo e
della terra, come affamato che ha bisogno della tua luce, della tua grazia, del
tuo amore.
Prego
perciò la tua divina misericordia di curare la mia infermità, di purificarmi
dalle mie colpe, di illuminare la mia cecità, di arricchire la mia povertà, di
placare la mia fame.
Fa',
o Signore, che riceva il Pane degli Angeli, il Re dei re, il Signore dei
signori, con il rispetto, con l'umiltà, con il pentimento, con la devozione,
con la purezza, con la fede e con la retta intenzione necessari per la salvezza
della mia anima.
Fa'
che riceva non soltanto il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, ma
anche le virtù e la realtà in esso contenute.
Concedimi,
mio Dio, di ricevere quel Corpo che il tuo Unigenito Figlio, nostro Signore Gesù
Cristo, ebbe dalla Vergine Maria, in modo che io stesso venga incorporato al suo
mistico corpo, la Chiesa.
Concedimi,
Padre amorevolissimo, di poter un giorno contemplare per sempre, a volto scoperto,
il tuo prediletto Figlio, che nel pellegrinaggio terreno ricevo sotto le
specie eucaristiche: Lui che è Dio, e vive e regna con Te, in unità con lo
Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Trafiggi,
o dolcissimo Gesù, la parte più intima della mia anima con la ferita del tuo
amore, portatrice di salvezza, e con una grande carità, affinché non desideri
che Te e il tuo amore.
Fa'
che la mia anima non aspiri che a liberarsi dai legami del corpo e a restare
sempre con Te.
Concedimi
che la mia anima abbia fame di Te, Pane degli Angeli, nutrimento delle anime,
Pane nostro quotidiano, che ci dà forza e che contiene in sé ogni dolcezza e
ogni delizia. Il mio cuore desideri solo nutrirsi di Te, e la mia anima sia
ripiena della dolcezza del tuo amore.
Che
io abbia sete di Te, fonte di vita, fonte di sapienza e di scienza, fonte di
luce eterna, torrente di ogni delizia, abbondanza della casa di Dio.
Che
io aspiri sempre a Te, Te cerchi, Te ritrovi, a Te giunga, Te mediti, di Te
parli, e tutto compia a lode e gloria del tuo nome, con umiltà e discrezione,
con amore e gioia, con coraggio e affetto, con perseveranza fino alla fine.
Tu
solo sii sempre la mia speranza, tutta la mia fiducia, la mia ricchezza, la mia
gioia, la mia quiete e la mia tranquillità. Sii Tu la mia pace, la mia
dolcezza, il mio profumo, il mio cibo, il mio nutrimento, il mio rifugio, il
mio possesso.
E
infine, sii Tu il mio tesoro, nel quale la mia mente e il mio cuore restino
fissi, fermi e radicati per sempre. Amen.
Signore,
fra pochi momenti Tu verrai nel mio cuore; mi sento smarrito, intimorito.
Penso
a quante migliaia di secoli ha atteso la creazione prima che l'uomo apparisse
sulla faccia della terra. La Sapienza del Padre tuo ha voluto che lentamente
il mondo si preparasse a ricevere il suo re e signore.
Poi,
quante migliaia di anni l'umanità ha atteso nelle tenebre e nel peccato la
tua venuta sulla terra nel mistero dell'Incarnazione in Maria Santissima.
Tu
stesso ti sei preparato nel silenzio per trent'anni alla predicazione e
all'opera redentrice. Ora io, povero e peccatore, oso impreparato non solo
venire ai tuoi piedi, ma aprire la mia bocca e il mio cuore e riceverti dentro
di me con la tua reale, sostanziale e vera presenza.
Come
prepararmi ?
Sono
distratto, il mio pensiero è rivolto alle cose del mondo, non riesco a
raccogliermi. La mia anima dovrebbe essere protesa verso di Te come gli Angeli
in cielo.
Io
credo, o Signore, ma Tu fortifica e rendi splendente questa mia fede, affinché
mentre gli occhi non vedono, il cuore si infiammi di amore e la mente adori,
sapendo che quell'Ostia bianca sei Tu.
Sono
avvilito, mio Signore, dovrei venire a Te festoso, sapendo di andare a ricevere
il Re dei Re, il Signore del cielo e della terra, che toglierà dalla mia anima
ogni paura, soddisferà tutti i miei desideri, colmerà di gaudio il mio essere,
mi darà l'anticipo del paradiso.
Invece
di essere colmo di speranza, sono titubante, incerto, pauroso. Ravviva la mia
speranza, aprila all'amplesso delle tue braccia. Quanto sarà grande la mia
gioia quando mi sarò abbandonato in Te!
Oh!
Gesù, il mistero di questo incontro è un mistero di amore.
Tu
sei lassù splendente nella gloria eterna della Trinità, non hai alcun bisogno
di me peccatore, eppure mi ami, mi ami come nessun essere ha mai amato una
creatura.
Ti
fai uomo, muori in Croce e ti nascondi nella realtà di questo Sacramento. Vuoi
essere mangiato da me perché Tu possa divorarmi col tuo amore.
Com'è
stupendo, Gesù!
Fammelo
comprendere quest'oggi, adesso, in questo istante, prima che Tu venga. Così
potrai trovare un po' di caldo dentro di me.
Mi
perdoni, vero? di tanti peccati che ho commesso, di innumerevoli difetti che
rendono così poco elegante la mia veste nuziale!
Non
sono capace neppure di piangere; non guardare la mia miseria, ma perdona.
Maria,
stammi vicino, proprio accanto; portarai da Gesù, dammi Gesù; aiutami con il
tuo sguardo, insegnami l'amore.
Fra
le braccia di una Mamma, o Signore, sei giunto fra gli uomini, in un presepio.
Ora qui stai tra le mie braccia, nascosto, in questa povera stalla dell'essere
mio. Come posso sostituire l'adorazione di quella Mamma, la più santa fra le
creature? Vorrei tacere, Gesù, non dirti nulla, tranne il silenzio fatto di
amore. Non sono capace neppure di questo. Mi guardo attorno cercando l'aiuto
degli Angeli, per unire la mia adorazione alla loro, ma comprendo che Tu vuoi
essere adorato proprio da me: se no, perché saresti venuto nel mio cuore?
Ti
adoro mio Dio: Eterna Maestà del Padre che mi ha creato, Sapienza Unigenita del
Padre che ti sei fatto uomo per me, Spirito di fuoco e di amore! Voi siete
dentro di me, con il Corpo e l'Anima santissima del mio Redentore. Vorrei morire
di confusione, ma voglio vivere di passione e di gioia.
Ora
ti possiedo, mio Dio, e non ti lascio. Abbandonato alla gioia sublime di
questa realtà, mi affido alla tua misericordia nel canto della speranza.
Vorrei raccogliere le lacrime che scendono durante la giornata, vorrei
mostrarti le delusioni della vita, dell'amicizia degli uomini, le tristezze
dei miei e degli altrui peccati e tradimenti, ma non riesco ad essere triste:
la speranza mi colma di felicità. Un giorno, Gesù, mi stringerai forte forte
come oggi e mi porterai con Te in paradiso, vero? Non deluderai questo mio
sogno. Se no ne morirei adesso: è così bello...
Gesù
ti amo... parola divina che nella bocca degli uomini diventa sospiro. Non vorrei
neppure dirtelo che ti amo, vorrei fartelo sentire.
Piccolo
è questo mio amore. Lo Spirito Santo che è in me suggerisca alla mia anima le
espressioni di un amore che ti dia gioia, ma a queste espressioni aggiunga una
realtà stupenda: innamorarmi di Te.
Un
amore forte, profondo, come una spada che entra per un istante nell'intimo del
cuore e lo conforta, lo fa sofrire e godere, lo porta lontano dal mondo nelle
armonie del tuo Regno.
La
Regina della Sapienza, la Madre del Divino Amore, insegni a me come un giorno
ai pastori, come si ama Gesù.
Giuseppe,
il suo diletto sposo, che ti ha stretto al cuore, caro Gesù, mi stia accanto
per insegnarmi questa sapienza dell'amore.
Gesù,
non ti chiedo nulla e ti chiedo tutto: misericordia e grazia, amore tuo e amore
mio. Siamo sempre così una cosa sola.
Gesù
è in mezzo agli uomini, ma ancora conosciuto da pochi: solo Maria e Giuseppe
lo adorano perché sanno che è Dio.
Mio
Gesù, anche in questo momento Tu sei sull'altare, nascosto in una bianca Ostia;
sei Tu, ma gli occhi del corpo, i sensi non ti riconoscono. Sei là come un
giorno nella tua casa di Nazareth, come quando ti sei recato nel Tempio del
Padre tuo. Ti hanno giudicato sapiente, dotto, meraviglia, ma nessuno sapeva chi
Tu fossi. Anche adesso sei qui e fra pochi istanti potrò avere il dono di
stringerti dentro di me.
Se
fossi vissuto ai tempi in cui eri visibile sulla terra avrei desiderato questo
solo: poter abitare vicino a Te, accanto alla tua casa, ma non avrei potuto
sperare un prodigio tanto meraviglioso come quello che ora sta avvenendo.
Possederti interamente tutto dentro di me ed adesso totalmente da me consumato.
Se felice e benedetta era quella casa nella quale abitavi, quanto più felice è
la mia anima che riceve Te nell'intimità di un'unione meravigliosa...
Il
mio cuore si allarga ad ogni speranza. Se fossi stato con Te, allora, nulla mi
sarebbe mancato, nulla avrei temuto. Perché dovrei temere ora? Che cosa?
Sotto lo sguardo vigile di San Giuseppe, sotto il sorriso amabile della tua e
mia Mamma, perché e di che cosa dovrei temere?
Per
questo vengo a Te carico della più bella speranza. La prima di tutte le
speranze è quella di farti piacere: dovrei temere di venire perché so di
quante colpe è macchiata la mia anima, ma la confidenza mi spinge ad avere
abbandono completo nella tua misericordia.
Gesù,
in questo momento io ricordo il giorno delle nozze di Cana. Ti avevano invitato,
ma nessuno conosceva esattamente chi eri.
Era
presente Maria, tua Madre, grande Signore della stirpe di David; forse Lei
aiutava gli sposi e quindi si è accorta per prima, spinta soprattutto dal suo
amore, che era venuto a mancare il vino. Tu hai fatto il primo miracolo nella
gioia di un vino da nozze.
E
ora a me farai questo miracolo: muterai in buon vino il mio cuore freddo e
distratto.
Tanto,
tanto amore dammi, per venire a Te, dammelo per questa stessa preghiera della
Madre tua come a un incontro di sposi.
Come
è dolce la tua casa, o Signore, come è bello abitare sotto la tua tenda...
Ti
adoro o mio Dio, Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Ti adoro Anima e
Corpo del mio Salvatore venuto in me.
Come
sono felice di averti. Sei venuto nella mia dimora che è diventata la tua casa.
Dovrei essere in adorazione piena in questo momento, ma non ne sono capace:
invito Maria e Giuseppe a rinnovarti l'adorazione perenne che ti davano nella
tua dimora di Nazareth, quando eri nascosto agli occhi del mondo.
La
mia casa non è soltanto povera, è anche tanto indegna: il peccato è stato
mandato via, ma ne è rimasta la debolezza, la freddezza, la miseria. Perdonami,
o Signore.
Umile
servo peccatore, in ginocchio ai tuoi piedi, vorrei dirti come il tuo apostolo
Pietro: "Allontanati da me, che sono indegno"; vorrei, come la
Maddalena, creatura della speranza e del sacrificio, creatura di redenzione e di
lacrime, creatura di appassionato amore e di abbandono, profumarti i piedi
con le mie lacrime.
Vorrei
dirti di allontanarti da me, ma vorrei dirti anche di restare sempre.
Mi
guardo dentro e stupisco della tua misericordia. Grazie, o Gesù. Tanti
milioni e milioni di anime non ti conoscono, senza loro colpa; non ti possono
godere, non sanno neppure che Tu sei venuto al mondo, e sono migliori di me.
Io,
invece, peccatore ti ho nel mio cuore; grazie, mio Dio. Ti offro come
ringraziamento la mia vita, i miei desideri, la mia stessa miseria perché altro
non ho da darti. E poiché Tu sei il Signore, a te ricorro con ogni confidenza.
Tu
conosci tutte le mie necessità; con una parola sola ti chiedo: dammi la
felicità, la felicità con Te. Quindi la vita di grazia intensa, piena, con i
doni dello Spirito Santo, ogni giorno; dammi di non dimenticarti un solo istante
durante la giornata, dammi di vivere come a Te piace.
Preparazione
Mio
Signore, crocifisso nel profondo della mia miseria, ti adoro e ti ringrazio
perché per la tua santa Croce mi hai redento.
Tu
hai dato per me la tua vita nel tormento più grande, nell'umiliazione di essere
trattato come il peccatore che porta i delitti del mondo.
Il
mistero della Croce si rinnova ogni giorno su questo altare, e il frutto di
questo sacrificio è quest'Ostia Santa di vita e di risurrezione che mi preparo
a ricevere.
Dovrei
anch'io essere una piccola ostia di sacrificio da unire al tuo, e mi offro a
Te per questo.
Alla
tua Croce unisco le mie piccole croci, alla tua Passione la rinuncia alle mie
passioni, al tuo Cuore trafitto il desiderio di purezza del mio cuore malato.
Le
anime elette da Te, le anime dei tuoi santi, ti offrono penitenze, rinunce,
sacrifici, preghiere, meditazioni: io, incapace di fare ciò; mi affido alla
tua bontà che supplisce alla mia mancanza.
Tu
sei il mio Crocifisso, e fra pochi istanti, unito a Te, prenderò da Te tutta la
grazia che è sgorgata dalle tue piaghe.
Spero
tanto, o Signore... questo è tempo di penitenza, tempo di perdono: non sono
degno di questo perdono, ma Tu me ne hai fatto degno con la tua morte. Ecco
perché posso partecipare al Banchetto della vita.
La
Croce si leva, segno della speranza cristiana, come festa della vittoria sulla
morte. L'Ostia Santa che sei Tu, venendo in me, mi darà questo pegno di
vittoria.
Ti
amo, o Gesù. Quando la testimonianza dell'amore non arriva ad essere
compresa, allora non c'è altra soluzione che offrire la vita e il
dolore; Tu hai fatto questo per farmi comprendere quanto mi ami e per
essere riamato. Per questo ti doni a me, ed io voglio rispondere alla chiamata
del tuo Cuore.
Prima
di avvicinarmi a Te in questo Sacramento, guardo sul Crocifisso il tuo Cuore
trafitto dalla lancia; quel Cuore sarà fra poco in me ed
io nascosto dentro di Lui e insieme formeremo una cosa sola.
Perdonami
ancora una volta per averti fatto tanto soffrire: le mie colpe sono la causa dei
tuoi dolori. Possa questa offerta di pentimento, questo anelito di amore, essere
il tuo conforto: vieni, Gesù.
Madre
di tutti i dolori, Tu che fosti presente, alla vigilia della morte del tuo
amatissimo Figlio, quando istituì il Sacramento dell'Amore e a Te lo diede,
dammi quei sentimenti che allora rapirono il tuo Cuore.
Gesù,
sei dentro di me. Ti adoro unitamente al Padre e allo Spirito Santo. Adoro il
tuo Corpo santissimo e divino, il tuo Sangue sparso per me, la tua Anima
trafitta fino alla morte e alla morte di Croce. Il mistero reale dell'amore e
del dolore è in me con la tua presenza.
Vorrei
adorarti con Vadorazione degli Angeli che stavano intorno alla tua Croce, con
l'adorazione della Madre tua in quei momenti dello spasimo per la morte.
Quando
il tuo Corpo venne posto nel sepolcro, anche allora era adorato: in questo
momento è stato deposto vivente dentro al mio petto ed io stesso divento un
tabernacolo attorno al quale stanno gli Angeli adoranti.
Mi
sento colmo di confusione: non sono capace neppure di sentire, come dovrei, la
mia indegnità e le mancanze commesse contro di Te.
In
questo momento dovrei essere, per le mie colpe, nell'abisso dell'inferno, senza
più speranza di vederti, né di poterti mai più amare.
Invece,
o Gesù, Tu ti sei offerto alla morte e mi hai dato Te stesso in questo
Sacramento perché ora ti possa amare tanto tanto, e poi, con questo pegno,
attendere la gioia del Paradiso.
Grazie,
Gesù, nessuna parola o sentimento potrebbe esprimerti il mio grazie di cui sei
degno e che vorrei dirti. Quanto mi circonda è dono tuo, ma nulla è più
grande del dono di Te stesso.
Ora
oso rivolgermi a Te, Signore, per chiederti tante grazie. La prima è di farmi
comprendere la tua passione, la tua Croce. Fa' che impari a vivere di
Eucaristia e di Crocifisso, che possa tenerti compagnia nella mia vita.
Poi,
o Gesù, ti rivolgo la stessa preghiera per tutti quelli che amo quaggiù: che
anch'essi credano in questo mistero di amore. Se questo avverrà, sarà pace
e festa nella nostra casa, nella nostra patria; senza Crocifisso ed Eucaristia
c'è solo la morte.
Poi,
Gesù, ti chiedo di estendere la tua misericordia lontano lontano ai milioni
di anime che non ti conoscono, a quelli nell'eresia, nell'ateismo, nel
paganesimo. La tua Croce si innalzi trionfante in ogni angolo della terra sopra
l'altare santo che contiene il tuo Corpo Divino.
E
poi ti chiedo tante grazie per me, per il mio cuore, per la gioia del mio cuore,
per le mie preoccupazioni di ogni giorno e per quelle dei miei cari.
Grazie,
Gesù, e ti prego di portare a Maria, il mio messaggio di amore e di grazie.
Preparazione
La
Luce è risorta, un suono festoso di campane riempie l'aria e la Chiesa, lo
senti, Gesù? Siamo infesta, Tu sei risorto.
Tu,
Vincitore della morte, sei tornato nella vita, Tu, la Vita.
Se
Tu fossi rimasto nel sepolcro, come avrei potuto attendere ora il tuo abbraccio
festoso? Come avrei potuto sperare che la morte non mi tenesse prigioniero in
eterno?
Tu,
la primizia dei risorti, il segno della nostra speranza, la luce della nostra
fede, l'acceso desiderio di amore.
Come
sei bello e splendente: Tu sei il paradiso ed ecco che stai per venire in me.
Anche
adesso una bianca veste ti nasconde al mio sguardo, ma Tu sei qui.
Ti
vedo nelle mani del sacerdote e sei in quelle mani perché sei morto per me, per
me sei risorto e come pegno mi hai dato questo Sacramento di amore, memoria
della tua passione, pegno di paradiso.
Vorrei
venire a Te come Maria Maddalena nell'alba di Pasqua: umile e nascosto, timoroso
per la mia miseria, dubbioso per la mia fragilità. Vorrei portarti profumi di
preghiera e dedizione di cuore. Supplisci Tu a così grande povertà.
Il
mio desiderio maggiore sarebbe di accoglierti come Maria, tua Madre, accolse
Te, quando le sei apparso risorto: sei apparso a Lei, la prima di tutte le
creature. Poi a Maria Maddalena, agli apostoli, colmando di gioia ogni spirito
e ogni creatura.
Questa
mattina tali ricordi sono in me per vestirmi a festa, della veste più bella che
possa adornare l'anima mia, tua sposa.
Vorrei
che tanta bellezza irradiasse da me, per essere degno del tuo amore.
Che
cosa mi darai questa mattina? Vorrei luce bianca, splendente, serena di fede,
che allontani i dubbi della mente. Desidero, o Signore, un abbandono completo
in Te, onnipotente e misericordioso.
Ti
chiedo ancora di gustare la gioia di amarti e di amarti come un fuoco che
cresce.
Tu
sei la mia Pasqua: Agnello che togli i peccati del mondo.
Maria
Santissima, Regina della Risurrezione, prendi questa mia mano e guidami verso
Gesù.
Alleluia,
alleluia, mio Signore!
Lo
canto a Te con la festa che erompe dal mio cuore, mentre Tu sei dentro di me e
mi possiedi tutto. Il tuo abbraccio fa di me e Te una cosa sola, Tu autore
della vita, Risorto trionfante, gioia del paradiso, speranza della terra.
Gli
Angeli giubilano in questo giorno; mi unisco al loro canto per pregustare la
gioia del paradiso. La Chiesa canta a Te l'osanna perenne per i secoli, io lo
canto con Lei, mia madre.
Gesù
Eucaristia, Ostia Santa e Immacolata, ti adoro! Il Padre ti ha generato da tutta
l'eternità, mio Gesù, il Divino Spirito che da Lui e da Te procede, sono con
Te in me: Vi adoro dall'abisso del mio nulla.
Signore
che cosa sarà il paradiso?
Questa
è la grazia che ti chiedo oggi. Questo mio corpo un giorno morirà, sarà
riassorbito dalla polvere e polvere dovrà diventare. Amo questo mio corpo,
meraviglia delle tue mani, onorato e santificato dalla presenza reale del tuo
Corpo.
Perciò
un giorno il mio corpo risorgerà. Fa' che quel giorno sia splendente della luce
della tua risurrezione.
Non
te lo dimenticare, Signore, che risusciti i morti e li giudichi.
Guardami,
ora per allora, con l'occhio della tua pietà: non ti dimenticare che in questo
momento mi hai santificato.
Così
ti prego per la medesima gioia di quelli che amo, e che quel giorno vorrò
accanto a me felici e gloriosi come me.
A
che servirebbe l'amore, se dovesse morire con la morte?
L'amore
che ha accento di eternità, se no non è amore?
Ti
prego per i lontani che conoscerò solo in quel giorno; dà a loro la fede e la
salvezza e che possano nutrirsi di questo tuo Corpo e Sangue.
Dovrei innanzi tutto renderti grazie per questi doni, ma la gioia mi ha preso la parola e ti ho chiesto altri doni ancora.
Grazie,
Gesù, grazie di essere risorto e di averci manifestato il tuo trionfo. Grazie
di essere salito al cielo per prepararci i posti della futura gloria.
Maria,
dillo a Gesù che il paradiso è tanto bello perché c'è Lui e ci sei Tu, che
un giorno vogliamo esserci per sempre, felici come in questo giorno abbiamo
cominciato ad esserlo nella luce dell'amore.
Preparazione
Divino
Spirito, Amore di Dio, calore per i nostri cuori, fiamma che alimenti la Chiesa
e consumi i cuori nella gioia, per la tua azione questa Ostia Immacolata è Gesù.
Sei
Tu, o Spirito Santo, che hai consacrato il Sacerdote, per la cui parola la
transustanziazione si è compiuta, e come un giorno nel seno purissimo di
Maria, il Figlio di Dio si è fatto carne per opera tua, così su questo altare
si è nascosto sotto i veli delle bianche specie.
Ora
l'anima attende di ricevere questo Gesù vivo e vero; a Te dolce Dio di amore
chiedo la pienezza dei doni che preparino questo incontro.
Sapienza
e scienza per la mia mente, affinché, non vedendo, creda; non sentendo,
aderisca alla verità rivelata da Te, e che la Chiesa ci offre.
Dammi
il dono dell'intelletto e del consiglio, affinché la mia volontà sia
rettamente guidata verso il bene e spinta alla sorgente di ogni felicità.
Proteggi
con la fortezza la mia anima dagli assalti della mia debolezza e del demonio.
Con
la pietà arricchisci la mia preghiera.
Con
il timore di Dio nascondimi nel manto della vera umiltà.
O
Gesù, Figlio del Dio vivente, che hai mandato il Consolatore a completare la
tua opera e a santificarci, fra pochi istanti, venendo Tu dentro di me, vieni
con la reale presenza delle Tre Divine Persone.
Come
sono indegno di riceverti! Abbi compassione di me.
Guardo
verso l'alto e vedo il Crocifisso, segno della mia redenzione, vedo il mistero
e la gloria della tua risurrezione, contemplo la discesa dello Spirito Santo,
protezione e fecondità della Chiesa mia madre: allora la speranza nasce in
me. Spero che Tu mi stringerai forte forte al Tuo cuore, avrai pietà di me, mi
colmerai di doni e di pace.
Come
è bello riceverti, sapendo che Tu vieni a me innanzitutto perché spinto
dall'amore. La Pentecoste è il giorno in cui l'amore si accende sulla terra per
non finire mai più, ma sei Tu l'oggetto primo e reale di questo amore. Se potessi
comprenderlo sarei colmo di gioia e ti offrirei un amore di creatura a Te
gradito. Invece sono freddo e indifferente, perciò ti chiedo di donarmi quello
che ti voglio offrire.
Ancora
una volta perdono, o Signore, delle mie infedeltà e vieni, non tardare più.
Maria
Santissima volgi il tuo sguardo al Re del Cielo, allo Spirito Santo che ti ha
fatta piena di grazia e sua Sposa, chiedi a Lui questo dono di amore mentre mi
accosto a ricevere il tuo amatissimo Gesù.
Con
il cuore raccolto nel silenzio della tua presenza, ti adoro o Gesù, mio Gesù,
soavissimo ospite della mia anima. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono
dentro di me: è dentro di me quel Corpo immacolato e divino che Maria ci ha
dato per opera dello Spirito di Dio. A Te, Divino Spirito mi raccomando e mi
affido in questi momenti: dammi quell'amore che Tu solo puoi accendere nel
mio cuore verso Gesù.
Mio
Redentore sei venuto in me chiamato solo dalla misericordia e dalla gioia che
provi ad amarmi e a possedermi. Ti adoro in questo nulla che ti posso offrire, e
mi nascondo ai tuoi occhi per le tante miserie che mi coprono. Non guardarle
o, se il tuo occhio le osserva, sia per darmi ancora il perdono e la forza di
uscire dai miei vizi e non offenderti più.
Mi
hai dato tutto, o Gesù. In questo periodo meditiamo l'opera dello Spirito Santo
nella Chiesa e nelle anime trasformate sulle vie della santità. Questa
santità ti chiedo. Fra le miserie e le lotte della vita che mi distraggono da
Te, fammi pensare alla tua presenza, alla gioia di camminare sulle vie del
bene, della perfezione, portato dalla fiamma dello Spirito Santo. Grazie di
questo dono. Ce lo hai mandato dal Cielo e ora di nuovo è con noi mentre Tu
vieni.
Gesù,
molte grazie ho da chiederti, ma Tu conosci i miei desideri e non li dimentichi.
Una
cosa desideri che io ti chieda: il dono dell'amore. Il solo chiederlo è già
segno di amore e il fatto che Tu mi dia la forza di chiedere questa grazia
significa che mi vuoi bene. Al tuo Amore, solo lo Spirito Santo può chiamare.
Supera la debolezza dell'anima, della carne, del cuore; la stanchezza e
l'indifferenza, la trascuratezza e la vergogna; prendi il mio cuore, la mente,
la fantasia, il sentimento, tutte le potenze del mio essere e fa' che il fuoco
di Pentecoste mi consumi nel tuo Amore. Se questo avverrà, la mia vita sarà
bella, le tempeste del mondo non potranno avvilirmi, perché Tu, sei con me e io
ti amo e Tu ami me. Il mio amore è nulla, ma Tu lo moltiplichi con la tua
stessa presenza. Ogni mio bene, ogni persona amata, la persona più cara al mio
cuore, speranze e affetti: tutti in te.
Maria,
suggeriscimi i sentimenti che lo stesso Spirito Santo ti ha ispirato quando Gesù
è venuto nel tuo grembo immacolato, quando Gesù è venuto a Te nella Santa
Eucaristia, quando ti ha accolta trionfante, Regina assunta e mediatrice, nella
pienezza della gloria dei cieli.
PER
ORDINAZIONI RIVOLGERSI A: DON ENZO BONINSEGNA VIA POLESINE, 5 - 37134 VERONA
Tel. e Fax: 045-8201679 - Cell.: 0338-9908824;