IL BAMBINELLO PRODIGIOSO DI S. ANTONIO ABATE
LA STORIA DEL BAMBINELLO
La
storia del Bambinello prodigioso ha inizio nel 1933 nel piccolo paese di S.
Antonio Abate in provincia di Napoli. Così annota il sac. Maurizio D'Aniello.
"Chiunque sia andato a via Teilliti di S. Antonio Abate e propriamente
nella casa della devota Rosa Alfano resta meravigliato nel vedere che sia le
mura che i cassettoni sono pieni di immagini e di sacre statuette. Del resto
anticamente quasi ogni famiglia aveva una statuetta del Bambinello".
In
questa santa abitazione troneggiava una statuetta più grande di un Bambino,
mentre un'altra statuetta era quasi dimenticata. Certamente non si può stare
sempre bene in salute e anche questa donna si ammalò gravemente. Non avendo
nessun parente che la accudisse, pregò una pia signorina di nome Antonietta
D'Aniello affinché ogni giorno si recasse da lei per prestarle qualche
servizio. E Antonietta da amica sincera la servì fino a guarigione completa.
Quando
si licenziarono Antonietta chiese per compenso una statuetta del Bambino Gesù.
La devota Rosa gliela consegnò dicendole che gliela dava per qualche tempo, ma
che in seguito doveva restituirgliela. Antonietta coabitava con un'alra pia donna
di nome Rosaria D'Auria e portato il Bambinello subito lo misero in una nicchia
e lo esposero sul cassettone nella parte più esposta della casa.
Antonietta
gli fece una nuova vestina e in seguito una nuova nicchia.
Le
Suore Compassioniste del paese di Angri regalarono una ghirlanda di fiori
bianchi artificiali. Si incominciarono ad accendere ceri e lampade. Molte
persone si raccomandarono al Bambinello e ricevettero grazie e favori. Fu
chiamato anche un pittore di Scafati e il Bambinello fu ritoccato dandogli una
forma più graziosa. I devoti incominciarono a portare ceri e anche qualche
oggetto d'oro.
In
casa della devota Rosaria si ebbero così le prime manifestazioni della
devozione popolare al Bambinello, con preghiere, concorso di devoti,
pellegrinaggi e grazie.
Cominciarono
anche le molteplici peregrinazioni della statuetta del Prodigioso Bambino in
cerca di una migliore e più consona sistemazione, con un tentativo senza esito
di collocare la statuetta nella chiesa dell'Immacolata in S. Antonio Abate.
Ancora
controversie e la statuetta del Bambino Gesù non trovò più pace nella
stanzetta di Rosaria. là ancora don Maurizio che ci racconta la vicenda in
maniera avvincente, facendola rivivere, come dal vero. E intanto il Bambinello
trovò sistemazione a Pozzo de' Goti, in casa di Alfonso D'Aniello, fratello di
Antonietta.
"A
mano a mano che la statuetta acquistava celebrità si sentiva il desiderio di
costruire una chiesa anche di modeste proporzioni. Molti pensavano di erigerla
nel piccolo fondo di Rosaria D'Auria, altri nel crocevia nella proprietà
dell'avvocato De Luca. Nella domenica venne Sua. Ecc. Mons. Pasquale Ragosta a
far visita all'Ospizio di s. Gerardo e fu anche invitato a vedere il Bambinello.
Il
direttore Don Mosé giustamente si oppose perché s'iniziavano così due opere
a tre metri di distanza. Non mancarono controversie e disappunti e si acuirono
tanto che la devota Antonietta un bel giorno trasportò la statuetta
privatamente a Pozzo de' Goti da suo fratello Alfonso. In questa abitazione il
Santo Bambino acquistò rinomanza specialmente nel comune di Angri".
Ma il sito fu ritenuto insufficiente a contenere la Chiesa e le Opere in progetto. Si pensò ad uno spazio più grande su cui realizzare le varie strutture con un tempio maestoso.
E
fu posta solennemente la prima pietra il 17 dicembre 1939 dal veste diocesano
Mons. Federico Emanuel nel nuovo e definitivo sito, in via casa Russo.
I
lavori proseguirono tra mille difficoltà negli anni difficili della guerra e
del dopoguerra, ma la volontà tenace del sacerdote Di Iorio, delle devote
Antonietta e Immacolatina e di tutto il popolo contribuì in maniera
determinante a realizzare un'opera imponente nel breve arco di un decennio.
Al
riguardo così si esprime un devoto dell'epoca: "Occorreva però l'uomo
predestinato dal Signore perché l'Opera timidamente iniziata potesse
svilupparsi e vivificare secondo i disegni dell'Onnipotente. Così nel maggio
1941 un sacerdote molisano, don Luigi Di Iorio, vera tempra di apostolo, che si
trovava a Napoli per ragioni del suo ministero, viene chiamato dal vescovo
alla direzione dell'Opera.
Malgrado
i tempi difficili, il virgulto a poco a poco si sviluppa e diventa un albero
robusto e pieno di vita: la cappella è oggi divenuta un tempio grande e
maestoso che staglia la sua cupola sul verde collinoso e sulla stessa, una
statua del Bambinello Gesù volgerà il suo sguardo a protezione di quanti
fedeli, abitanti della zona, hanno dato il loro obolo perché il tempio sorga e
si sviluppi".
Anche
qui, come a Pompei, a fianco del Santuario eleva le sue strutture un edificio
che dovrà accogliere i piccoli derelitti, orfani dei genitori, care troveranno
in don Luigi un padre amorevole e premuroso e nelle devote Antonietta e
Immacolatina cure tenere ed affettuosamente materne...
Il
27 ottobre 1946 il Vescovo diocesano mons. Federico Emanuel dichiarava Santuario
il nuovo Tempio del quale fu considerato fondatore il sac. don Luigi Di Iorio,
iniziatrice dell'opera la devota Antonietta D'Aniello e collaboratrice
Immacolatina Delle Donne.
Mons.
Emanuel il 29 ottobre 1950, domenica di Cristo Re, fece ritorno a casa Russo per
consacrare solennemente il nuovo Tempio e dedicarlo a Gesù Bambino.
All'indomani don Luigi pensava già al futuro, a chi dovesse continuare la sua
opera e svilupparla secondo i disegni della divina Provvidenza.
Vi
furono vari contatti con Istituti religiosi femminili, ma alla fine don Luigi
ebbe risposta positiva dai Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani), che nei locali
annessi al Santuario vi aprirono la Scuola Missionaria nel 1955, che venne poi
spostata nella modernissima costruzione sorta nel 1963.
Nel
1970 si registrano interventi sostanziali di restauro del Tempio che acquista
così decoro, funzionalità e nuovo indirizzo liturgico.
Infatti
il 20 dicembre 1970 il vescovo diocesano Mons. Raffaele Pellecchia solennemente
consacrava il nuovo altare, realizzato secondo le norme della costituzione
liturgica postconciliare.
Il
17 dicembre 1979 si registra la solenne ricorrenza del 40° dalla posa della
prima pietra del Santuario con celebrazione di una S. Messa di ringraziamento,
presieduta dal sacerdote don Federico D'Aniello.
Auspice
il parroco don Vincenzo Rosanova, la statuetta di Gesù Bambino il 4 febbraio
1989 viene portata in processione nella chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate
dove sosta fino al 6 dell'indicato mese, allorquando con grande concorso di
popolo viene accompagnata al Santuario di casa Russo. Il 17 dicembre 1989 con
una solenne celebrazione, presieduta da Sua Ecc. Mons. Felice Cece, Arcivescovo
di Sorrento - Castellammare, è stato ricordato il 50° della posa della prima
pietra del Santuario.
Antonietta
ha vissuto 40 anni all'ombra del tempio innalzato in onore di Gesù Bambino.
Ha fatto la sua ultima comunione partecipando alla S. Messa delle ore 7 il
mattino del 12 febbraio 1980. Poi dopo aver fatto colazione, sentendosi poco
bene si è rimessa a letto. Sembrava una crisi passeggera, invece lei ha fatto
le sue raccomandazioni insistendo: «Dico davvero, è il mio testamento».
Voleva che si mantenesse l'impegno di dire una S. Messa per le anime del
Purgatorio e una in onore di Gesù Bambino, al quale ha dedicato la sua vita e
ha rivolto la sua più cara invocazione:
«Amor
soave,
del
mio cuor ti dò la chiave,
apri
e chiudi a tuo piacer,
compi
in me il tuo voler».
Non
vi sono fatti straordinari nella sua vita; le tante persone che venivano a
visitarla sentivano il fascino della sua pietà e devozione. Le ore che
trascorreva in preghiera ne avevano affinato l'animo, che si manifestava con
preziosi consigli e un accogliente sorriso, frutto della singolare esperienza di
fede, guidata da buoni padri spirituali.
Raccontava
spesso degli esempi tratti dalla vita dei Santi, per incoraggiare le persone a
vivere cristianamente o anche citava delle frasi ascoltate nelle prediche o
lette nei libri edificanti. Intonava il rosario, novene e canzoncine di antica
tradizione.
Nella
sua umiltà era cosciente di aver portato a termine la sua missione di
animatrice della devozione popolare e di iniziatrice di un'Opera di grande
aiuto per i tanti orfani e per i giovani desiderosi di diventare sacerdoti del
S. Cuore. Il 17 novembre aveva lasciato scritto su un foglio: «La luce che ho
acceso arde ancora e spero nel Signore durerà sempre».
*
* *
NOVENA
A GESÙ BAMBINO DI S. ANTONIO ABATE
PRIMO
GIORNO: O Bambino Gesù di
S. Antonio Abate, eccomi ai tuoi piedi. Mi rivolgo a Te che sei tutto. Ho
tanto bisogno del tuo aiuto! Donami, o Gesù, uno sguardo di pietà e, poiché
sei onnipotente, soccorrimi nella mia necessità. Per
la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che in questo momento ti
chiedo (si esprime…) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero
bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua
misericordia infinita. Gloria al Padre.
SECONDO GIORNO:
O splendore del Padre celeste, nel cui volto rifulge il raggio della divinità,
io t'adoro profondamente, mentre ti confesso vero Figlio di Dio vivo. T'offro, o
Signore, l'umile omaggio di tutto il mio essere. Ch'io non abbia mai a separarmi
da Te, mio sommo Bene. Gloria al Padre.
TERZO
GIORNO:
O santo Bambino Gesù di S. Antonio Abate, nel contemplare il tuo volto da cui
traspare il più dolce sorriso, mi sento animato da viva fiducia. Sì, tutto
spero dalla tua bontà. Irradia, o Gesù, su di me e su quanti mi sono cari i
tuoi sorrisi di grazia e io esalterò la tua infinita misericordia. Gloria al
Padre.
QUARTO
GIORNO:
O Bambino Gesù, la cui fronte è recinta di corona, io ti riconosco per mio
assoluto sovrano. Non voglio più servire al demonio, alle mie passioni, al
peccato. Regna, o Gesù, su questo povero cuore, e rendilo tutto tuo per sempre.
Gloria al Padre.
QUINTO GIORNO:
Io ti contemplo, o Redentore dolcissimo, rivestito d'un manto di porpora. È la
tua divisa regale. Come essa mi parla di sangue! Quel Sangue che hai sparso
tutto per me. Fa',
o Gesù Bambino, ch'io corrisponda a tanto tuo sacrificio, e non ricusi,
quando m'offrirai qualche pena, di soffrire con te e per te. Gloria al Padre.
SESTO GIORNO:
O amabilissimo Bambino, nel mirarti sorreggere il mondo, il mio cuore si
riempie di gaudio. Fra
gli innumerevoli esseri che sostieni, vi sono anch'io. Tu mi vedi, mi sorreggi
ad ogni istante, mi custodisci come cosa tua. Veglia, o Gesù, su quest'umile
essere e sovvieni alle mie tante necessità. Gloria al
Padre.
SETTIMO
GIORNO:
Sul tuo petto, o Bambino Gesù, sfavilla una Croce. È il vessillo della
nostra Redenzione. Anch'io, o divin Salvatore, ho la mia croce, che, sebbene
leggera, troppo spesso mi opprime. Aiutami
Tu a sostenerla, perché la porti sempre con frutto. Ben sai quanto son debole e
vile! Gloria ala Padre
OTTAVO
GIORNO:
Insieme con la croce, sul tuo petto io scorgo, o Bambino Gesù, un aureo
cuoricino. È l'immagine del Cuor tuo, veramente d'oro per infinita tenerezza. Tu
sei l'Amico vero, che generosamente si prodiga, anzi s'immola per la persona
amata. Riversa ancora su di me, o Gesù, l'ardore della tua carità, e insegnami
a corrispondere una volta a tanto tuo amore. Gloria al Padre.
NONO GIORNO: La tua destra onnipotente, o Grande Piccino, tanto amato e invocato in S. Antonio Abate, quante benedizioni ha mai versato su quelli che Ti onorano e Ti invocano! Benedici anche a me, la mia famiglia o Bambino Gesù; benedici l'anima mia, il mio corpo, i miei interessi. Benedici tutte le mie necessità per soccorrerle, i miei desideri per compierli. Ascolta pietoso i miei voti, ed io benedirò ogni giorno il Nome tuo Santo. Gloria al Padre.
Tratto
da Papa Giovanni anno 28° nr 11 1994