VENITE
A ME…
(Richiami
di Gesù)
di
Alexandrina Maraia da costa
Intento
Questo
libretto esce in un momento particolarmente grave per tutta l'umanità.
Già da anni,
le anime più sensibili, più attente, preoccupate del bene comune, le anime
non sommerse nel mare delle svariate attrattive e attività del transitorio e
quindi più libere di vivere i valori universali - come i profeti dell'Antico
Testammento - hanno levato voci di allarme, richiami, avvertimenti di
possibili catastrofi, conseguenze di forze incontrollate, brutalmente scatenate.
In questo coro
di voci non poteva mancare quella della Serva di Dio Alexandrina Maria da Costa,
che fin dagli anni 30 si è sentita «portavoce» di Gesù (e sovente di Maria),
il quale, col Cuore traboccante di amore e di dolore - tanto più grande dolore
quanto più grande amore - avverte «i figli suoi» di fermarsi nella corsa
pazza verso gli abissi del male e di andare a Lui: solo il suo infinito amore può
risolvere i problemi più gravi che assillano tutti gli uomini «grandi» e «piccoli»,
anche problemi relativi alla vita quotidiana, familiare, comunitaria,
sociale... non solo problemi di carattere spirituale riguardanti la vita
dell'Aldilà.
Aexandrina si
può considerare una «incarnazione» del messaggio accorato lanciato dalla
Madonna a Fatima; per questo è particolarmente adatta ad essere «squillo di
tromba» che avverte i fratelli in pericolo.
Ecco che Gesù
si serve anche di lei per richiamare l'umanità sulla via del bene che porta
alla salvezza.
Infatti in
varie estasi degli ultimi anni, con particolare frequenza nel 1953, Alexandrina
sente da Gesù, e ripete con voce ben udibile, parole di avvertimento, di
esortazione a mutare vita, talora di minaccia con lo scopo di risollevare dal
male e riportare alla grazia, parole che sono rivolte a tutti gli uomini. A tali
estasi assiste molta gente e perciò sono dette «estasi pubbliche».
Ma anche negli
anni precedenti, in varie comunicazioni, Gesù si era fatto sentire da
Mexandrina ansioso di richiamare a sé l'umanità traviata.
Così in tutti
gli scritti di questa Serva di Dio - lettere ai direttori spirituali e diari
stesi per loro ordine - sono numerosissimi i brani che esprimono il dolore del
Cuore di Gesù pieno di amore e i suoi accorati appelli.
Dopo
successive selezioni di tali brani, condotte con fatica penosa per il
dispiacere di doverne tralasciare di belli e significativi quanto quelli scelti,
se ne è fatta una raccolta ordinandoli e suddividendoli in 4 capitoli:
1° Gesù riprende, avverte, esorta
2° L'umanità non ascolta
3° L'opera delle anime riparatrici
4° L'amore di Gesù
La
suddivisione, naturalmente, non va considerata come rigida, poichè vari
concetti sono comuni a più di un capitolo.
Si sarebbe
potuto presentare una miscellanea alternando toni aspri con toni dolci, ma ci èparso
meglio esporre così, in modo ordinato logicamente.
Di
conseguenza, i primi due capitoli mettono in evidenza specialmente le brutture
dell'umanità peccatrice, le minacce di castigo dall'Alto, la tragicità di
imminenti disastri...
Avvertiamo, di
questo, il lettore perchè non si fermi scioccato, ma prosegua fino alla fine:
troverà
che solo amore, solo amore muove il Cuore di Gesù.
E
da questo trarrà - insieme ad uno slancio di profonda conversione - motivo di
consolazione,
di speranza, di gioia spirituale.
«Gesù ha
aperto i suoi cammini con tutto lo splendore.
Come il sole
con tutti i suoi raggi, rivela la luce divina.
Vedete, e
ascoltate la voce di Gesù:
vedete il suo amore, ascoltate la sua chiamata!»
Con
grandissima riconoscenza ringraziamo la signora Fernanda di Lucia e la
signorina Stetania Colosimo per gli artistici disegni tanto espressivi e don
Massimo Astrua per la grafica della copertina.
gli
autori 25 gennaio 1991 conversione
di 5. Paolo
CAPITOLO
I
Gesù
riprende, avverte, esorta
Ascoltate e
vivrete». (Is. 55,3)
Pentitevi
dunque e cambiate vita perché siano cancellati i vostri peccati e così possano
giungere i tempi della consolazione da parte del Signore».
(At.
3,19-20)
«Che questo grido sia come una campana forzata...»
«convertitevi e credete al Vangelo» (Mc. 1,15)
«Le tenebre di oggi sono le tenebre del peccato.
Il mio grido di oggi è il grido di agonia nel vedere i miei figli
fuggirmi.
Piango e grido perchè il peccato ha raggiunto il suo massimo. Le onde
nere dei vizi sono salite alla più grande altezza.»
§ 1° - Alexandrina impersona l'ùmanità peccatrice
Mi pareva di sentire il Signore schiacciarmi sotto i suoi santissimi
piedi, mentre mi diceva:
«Svégliati!
Ti sei addormentata nel peccato. Rialzati,
risuscita! Ascolta
la voce che ti
chiama:
esci da questo abisso di immondezze, di
miserie, di
crimini in cui
tu stessa ti sei sepolta!»
In altri
momenti ancora Alexandrina sente Gesiì che la scuote con esortazioni e anche
con minacce.
«Disgraziata!
Il tuo sonno è mortale: ti sveglieranno gli orrori dell'inferno.
Guai a te, se
non ti converti!
Tu non mi
temi, non senti i rimorsi perché il peccato ha reso insensibile la tua
coscienza.
E' morta: te
l'ha uccisa il peccato.
Tenti di
persuaderti che non esiste l'eternità, sia beata, sia dannata.
Per la tua
vita, ti conviene che non esista l'eternità.
Disgraziata!
Bada come vivi! Pagami, dammi i conti!»
Alexandrina
accoglie le legnanze di Gesù e fa da sua portavoce
«Figlia mia,
chiedi, dì al mio cardinale, al mio caro Cerejeira (carcimale di Lisbona
e Patriarca del Portogallo) scelto da me per tanto alto compito, che parli
al suo popolo: chieda, chieda ai prelati che facciano altrettanto: si faccia
molta orazione, molta penitenza per tanto tempo!
Vi sia grande
vigilanza nella Chiesa, vi sia grande vigilanza nella Nazione: Salazar (capo
del governo), Salazar, allerta! Vi è veleno da ogni parte.
Vi sia
vigilanza nelle Nazioni: da ogni parte tentano di svilupparsi le fiamme (del
male)...
E' tanto il
veleno che si diffonde!...
Agguati pieni
di falsità si tramano.
Io vorrei,
figlia mia, che le mie lacrime cadessero sul mondo intero come in un'altra ora
sulla città ingrata (Gerusalemme).
Grida, grida e
chiedi che gridino in tuo nome
-
perchè è in nome di Gesù - che si faccia orazione, molta orazione e continua
penitenza.
Che questo
grido sia come la campana forzata da mani umane a scampanare senza tregua...»
Gesù
insiste contro il peccato della carne.
Singhiozzando
continuò:
«Guarda
il mio divino Cuore squarciato: è il peccato, è il piacere della carne; è il
peccato, è il
mondo.
Il
mio divin Cuore chiede amore; i crimini del mondo, le iniquità, richiedono,
esigono riparazione.
La
esigono i peccati di lussuria, le iniquità degli sposi e delle anime pie
consacrate a me; la esigono le vanità: a quale scopo tanto sperpero? Questo
sperpero grida al Cielo. Ciò che si spreca in
vanità estinguerebbe la fame a tutti gli affamati, vestirebbe tutti gli ignudi.
Dillo al mondo, figlia mia! Diffondi le mie lagnanze.
Satana si è incarnato nella vanità, nella lussuria, nella disonestà.
Vi è Satana nella donna e nell'uomo di oggi che vivono senza pudore una vita
provocante.
Avanti, avanti, o uomini del potere!
La impurità è una finestra aperta che dà entrata a tutti i peccati
mortali.
Ah, tanta innocenza perduta, tanta vita rubata al Cielo prima della sua
esistenza sulla terra!
Ah, quanta iniquità umana! Io sono ferito persino
da un grande numero di anziani, di vecchi. Che orrore, che orrore! Tutto è
fango.
La catena più forte e che lega più anime a Satana è la carne, è
l'impurità.
Solo la catena del più grande amore e della più grande purezza può
spezzarla e strappare le anime dagli artigli di Satana.
Mai l'umanità vide, mai il Cielo contemplò tale incendio di vizi,
malvagità e crimini! Mai si peccò così.
Tutta la riparazione è poca.
Non vi sono giusti sulla terra per estinguere tanta
iniquità, tanta gravità di crimini.
Questa è una lagnanza piena di amore del mio divin
Cuore al tuo.
E' necessario un freno, freno che leghi gli uomini
pazzi per il peccato, pazzi per le passioni.
Si pongano
freni alle passioni, ai divertimenti, ai balli, ai cinematografi, alle case di
peccato!
Sia il freno
dell'amore.
Se vi sarà
purezza, se vi sarà amore, verrà dal Cielo la compassione.
Se non sarà
così, l'umanità sarà salva con dolore, solo con dolore: fuoco e guerra,
dolore e sangue.»
«E' prossima
l'ora della pace
(diario del
7-4-45).
Se il mondo, e
più ancora il Portogallo, sapranno essere grati per la grazia che fu loro data,
la pace sarà duratura. Io regnerò tra gli uomini: fra di loro ci sarà sempre
la mia pace divina.
Se non mi
saranno grati, se non faranno orazione e penitenza, se non si rialzeranno dai
loro crimini, presto tutto il mondo sentirà cadergli addosso non il fuoco delle
armi ma il fuoco della giustizia divina, non la distruzione fatta dagli uomini,
ma la distruzione che proviene dal potere e dalla maestà di Dio.
E' Gesù
l'implorante, è Gesù il mendicante.
Chiedo amore
per amore. Voglio essere amato perchè il mio Eterno Padre perdoni. Egli è
adirato, adirato contro la terra; la sua indignazione è giusta, è santa, è
divina...
Da' retta, o
mondo crudele!...
O uomini, è il Signore che vi chiama, è il Signore
della terra e del Cielo, il Signore che ha creato tutto, il Signore a cui dovete
rendere conto di tutta la vostra vita.
Non tardate, non indugiatevi a guardare nulla.
Presto,
presto! L'ora è grave. Grida, grida, figlia mia:
batti, sveglia
il mondo! Esso è impazzito nei vizi, si è addormentato nel
fango melmoso. Grida presto:
sta per essere
tardi per la riconciliazione.»
(Gesù è in croce) Ad una pioggia di insulti mormorava:
«Non vi smuove il mio amore e il vedermi inchiodato sulla croce.
Vi smuova almeno il timore dell'inferno, castigo eterno che è preparato
per voi.
Attenzione, attenzione, peccatori, attenzione!
Ascoltate la voce del Signore.
Ascoltate, ascoltate ciò che si ode da lontano, ma un lontano che
incalza, un lontano che si avvicina, un lontano che è rapido nel venire.
Ascoltate: sono fragori prodotti dalla giustizia del Signore.
Si faccia orazione, si faccia penitenza: vi sia emenda di vita!
E'
grande, molto grande, infinitamente grande la misericordia del Signore; è
severa,infinitamente
severa la sua giustizia.
Egli è
misericordia infinita, è severità infinita.
Badate,
badate, state attenti: Gesù perdona, il Signore vuole perdonare, il Signore
vuole il vostro pentimento.
Gesù verrà a
giudicarvi. Allerta, allerta! Il Signore vi avverte: non peccate, non peccate!
E' severa,
molto severa la giustizia di Dio.
Io sono
triste, molto triste, figlia mia, per il giorno della giustizia di mio Padre: il
giorno dell'ira, il giorno dell'ira si avvicina, figlia mia! Guai al mondo, guai
al Portogallo, se non saprà trarre profitto dalle grazie di Gesù!
Io sono
triste, triste, molto triste, sposa mia. Tanti inviti, tanti avvertimenti! E la
povera umanità non dà retta! Sono ore, sono giorni di lacrime, di molte
lacrime e non di allegria, di falsa allegria.»
Non può
mancare l'intervento di Maria
«Vengo a
chiederti, figlia mia, ciò che in mio nome venne a chiedere a Fatima mia Madre
benedetta: penitenza, orazione, emenda di vita.
I peccatori
corrono verso l'abisso della perdizione eterna.
Conducili
tutti a me, per mezzo dell'intervento di mia Madre benedetta...
Và,
messaggera di Gesù e di Maria! Quando parlo io, parla Lei con me; quando parla
Lei,
parlo
io pure: i suoi desidéri sono i miei, i miei sono i suoi.
Chiama il
mondo, chiamalo a me: invitalo ad amare il mio divin Cuore e quello di mia Madre
benedetta.
Chiedi alle
madri che La imitino nella sua missione di educatrice e di' ai giovani e alle giovani che La imitino
nella sua modestia, purezza e candore. Consiglia ai padri la fedeltà e l'autorità caritativa di
San Giuseppe.
Di' al mondo
che non pecchi, che sia puro.»
INVITI ALL’EUCARESTIA
«Vieni a
passare un po' della notte sveglia nei miei tabernacoli, nelle mie prigioni.
Sono tue e mie.
Ciò che mi
portò a queste prigioni fu l'amore; e per tanti... per che cosa?
Non credono
alla mia esistenza, non credono che io abito là. Bestemmiano contro di me.
Altri credono,
ma non mi amano, non vengono a farmi visita; vivono come se io non fossi là...
Ma là dentro,
oh, quale ricchezza! E' la ricchezza del Cielo e della terra.
Chiama a me le
anime... Parla della mia Eucaristia: di' che lì sto come Uomo e come Dio. Di'
che voglio che mi amino come amo io.
Parla loro
dell'amore eucaristico e della necessità di ricevermi.
Parla loro del
Rosario, parla loro dell'amore di mia Madre benedetta.
L'Eucaristia e
la devozione a mia Madre benedetta: queste devozioni, insieme alle tue sofferenze,
sono i gioielli più preziosi per le anime.
Invita le
anime ad amare il mio divin Cuore, ad amare l'Eucaristia e ad avvicinarsi ad
Essa; ad amare il Cuore di mia Madre benedetta.
Chi farà
questo con retta intenzione, con amore puro, non corre il rischio di perdersi:
prometto
loro la salvezza.
Voglio essere
amato nella Santissiama Eucaristia...
Se sarò
amato, il mondo sarà santo e si convertirà molto a me. Infatti, se io sarò
veramente amato, non potrò essere offeso. Là è la fonte di tutte le grazie.
Di',
figliolina, di' al tuo padre spirituale che non vi sia sosta nel diffondere per
il mondo ciò che io ho detto della mia Eucaristia: che non vi è altro rimedio,
che è da lì che vengono i puntelli saldi per sostenere la giustizia divina.
Presto,
presto! Molte anime si prostrino davanti al tabernacolo! Presto, presto molti
cuori consolino e riparino il Signore del tabernacolo!
Figlia mia,
mia cara figlia, ah, quanti crimini, quanti sacrilegi commessi nel tabernacolo
contro il Signore, contro il Re del tabernacolo!
Vengano anime, molte anime! Gesù le chiede. Vengano a gruppi, per mezzo di Maria, a riparare
il Signore del tabernacolo.
Figlia mia,
mia sposa cara, vittima prediletta di questo Calvario (nome della frazione
dove abita Alexandrina), nessuna prece mi può essere più gradita di
quella che viene dalle labbra di mia Madre benedetta.
Vengano anime,
vengano anime a Gesù, tramite Maria; vengano a riparare, tramite Maria e a
ricevere grazie, tramite Maria!
INTERVENGA
IL PAPA!
Per
ottenere un maggior ascolto alla sua richiesta, Gesù si rivolge al Papa, sempre
tramite Alexandrina sua portavoce.
«Io
vorrei prostrarmi davanti ad ogni uomo per chiedergli di non offendermi.
Io vorrei
prostrarmi davanti a colui che rappresenta il Padre dell'umanità e che ha su
di essa tutto il potere e chiedergli di ordinare che si faccia orazione,
penitenza, che si ripari il mio divin Cuore e quello di mia Madre benedetta,
affinchè il mondo possa essere salvo.
Chiedi tu,
sposa cara, chiedi tu in nome di Gesù.
L'odio, la
vendetta, la superbia, l'ambizione perdurano nei cuori degli uomini. Si pensa a
nuove lotte e ci si prepara.
Echeggi in tutta l'umanità la voce del suo Pastore,
la voce del Santo Padre: che la sua voce si faccia udire da un polo all'altro.
Gesù parlerà attraverso la sue labbra; la luce del divino Spirito
Santo lo illuminerà.1
Chi ode il Papa, ode Cristo; chi dà retta al Papa,
dà retta a Cristo. Chi dà retta ed ubbidisce, salva la sua anima.
Egli, che è il padre sulla terra, chieda in nome
del Padre celeste.
Io voglio una riconciliazione salda e sincera. Voglio un mondo nuovo di
purezza e di amore.
Penitenza, al posto dei piaceri. Orazione invece delle vanità e dei
passatempi
illeciti.
Unione con me, amore puro, amore ardente per il mio
divin Cuore.
Che il Papa si appelli ai sacerdoti, soprattutto degli Ordini religiosi,
affinchè moltiplichino la purezza, il fervore e l'amore nel santo Sacrificio
della Messa.
Quante cose vi sono da correggere e perfezionare!
Le case Religiose, frati, suore, non vivono la vita dei loro fondatori.
1Nel Diario del 20-3-53
si legge: (... che tutta l'umanità dia retta alla voce del Santo Padre, alla
voce di colui che sarà innalzato agli onori degli altari, che sarà annoverato
nel numereo dei miei santi.» (si tratta di Pio XII)
Che
il Papa parli ai vescovi in forma riservata affinchè questi parlino ai loro sacerdoti.
Sono così
pochi quelli che sono la luce del mondo e il sale della terra! I sacerdoti
secolari che compiono il loro dovere sono come petali che il vento ha
trasportato sparpagliandoli uno qui e un altro molto più in là...
La mia
Passione e Morte è sempre rinnovata. Come il sangue scorre!
Vigilanza,
vigilanza nella Chiesa! Cominci la Chiesa una vita nuova, affinchè vi sia nel
mondo una vita nuova.
Chiedo a gran
voce vigilanza: da parte del Papa, dei cardinali, dei vescovi...
Io sono ferito
e la giustizia di mio Padre vuol punire.
O mondo, cosa
ti aspetta, se non vivi un'altra vita!
Se io potessi
morire, morirei ad ogni momento per causa dei peccatori. Il mondo, il mondo
sfida la giustizia del mio Eterno Padre.
Il mondo, il
mondo non conosce il pericolo che lo attende. Esso è come circondato da bombe:
quando se ne incendia una, tutte esplodono nello stesso tempo.
Grida ben
forte; figlia mia, grida con l'anima e col cuore affinchè il tuo grido arrivi a
sua Santità, al caro figlio del mio Cuore, perchè egli si faccia udire da
tutta l'umanità.
Si faccia
udire con più forza di quella che chiamava all'arca di Noè, con un suono più
squillante
della tromba che annuncerà il giudizio finale:
"Andate,
figli miei, andate tutti a Gesù! E' Lui che vi chiama, è Lui che vi avverte
del rigore della giustizia di suo Padre... Si approssima l'ora del castigo del
Signore. Andate a Lui che vi chiama e vi vuole!"
E' la voce di
Cristo attraverso il suo rappresentante sulla terra.
Si preghi, si
faccia penitenza e riparazione.
Si unisca
tutto ai dolori di Maria Santissima, affinchè dalle sue mani sia presentato a
suo Figlio e da questi al suo Eterno Padre.
Nell'ultimo
Diario, del 2-9-55 (morira il 13-10-55), si legge ancora un appello alla Chiesa.
«Lascia,
figlia mia, che Gesù gridi attraverso le tue labbra: o Chiesa, o Chiesa, accogli la voce del Signore!
Vigilanza,
vigilanza! O Chiesa, mia diletta Chiesa, vigila, vigila, non dormire, non afflosciarti!
Mai il mondo
peccò tanto; mai fu urgente tanta riparazione.»
Per finire
questo paragrafo riportiamo il seguente desiderio di Gesù.
«Voglio che
il Santo Padre faccia un Atto di riparazione e lo passi ai vescovi e questi ai
propri parroci perchè sia letto al 1° di gennaio di ogni anno davanti ai
miei tabernacoli; non davanti ad uno solo, ma a tutti quelli del mondo intero,
con una fervorosa comunione di fedeli, soprattutto di bambini innocenti per
ripararmi delle offese che ricevo durante l'anno per la maledetta impurità:
CAPITOLO II
L'umanità
non ascolta
“…invece di voltarmi la faccia mi voltarono le spalle . Questo è il
popolo che non ascolta la voce del Signore suo Dio, nè
accetta la correzione...” (Ger. 7, 24-28)
“…rattristato per la durezza dei loro cuori…” (Mc 3,5)
«Voglio anime! Le vedo fuggire. Il mio dolore è infinito...»
§ 1°- Aexandrina impersona l'umanità peccatrice
«Vieni al tuo Dio, al tuo Signore che ti ha creata per sé.»
Quale voce tanto triste e piena di tenerezza! Io, come se non lo udissi,
lo lasciavo abbandonato e correvo pazzamente verso i piaceri del mondo.
Quale dolore, quale tristezza, quella di Gesù!
«Basta, basta, figlia mia! La tua iniquità è vergognosa, è
nauseante.
Dove corri con questa marcia tanto affrettata? Verso l'inferno.
Esso ti aspetta a porte aperte...
Cambia strada!
E' questa che percorri nella corsa tempestosa delle passioni che ti conduce là. Férmati, férmati! Non fare più un
passo sulla
strada della
perdizione:
non è questa
che ti ho scelta.»
Il Signore non poteva più sopportare la mia indifferenza e la mia
durezza.
Egli mi chiamava, ma io fuggivo, non volevo udirlo, non cambiavo vita.
Di più: volevo respingerlo lontano, molto lontano.
«Non sei più mia figlia! Mi hai disprezzato e hai preferito Satana a
me: a lui appartieni.
Ti sei venduta per i piaceri e le passioni. Disgraziata vendita, triste
preferenza: disgraziato il figlio che vende suo padre per accondiscendere
alla carne, ai suoi appetiti!»
Sentivo che mani immonde mi stringevano la gola e il Signore mi diceva:
«Satana è il tuo Signore! Hai espulso me perché ti possedesse lui.
Egli vuole installarti corpo e anima nella sua dimora che è l'inferno:
sei degna di
esso. Le tue passioni sregolate te lo hanno fatto meritare.
Convértiti! Ascolta la voce del tuo Dio: lasciami di nuovo prendere
possesso del tuo cuore affinché tu possa essere degna della mia dimora celeste,
affinché io ti possa installare là.»
Io rimasi sempre nella disperazione, ma senza voler udire la voce del
Signore.
Egli, molto contristato, singhiozzava amaramente nel mio cuore.
«Vieni, séguimi!
La mia via è difficile, ma non vi è altro che ti prenda se non il mio amore e,
di tanto in tanto, trovi dolcezza. In quella della perdizione ti prendono la
melma, il fango, i tuoi appetiti,
le passioni
disordinate: è perché tu ti dànni.
Rialzati, séguimi!»
L'afflizione
che io sentivo non era per la paura del Signore che mi sgridava, perché era uno
sgridare con dolcezza: sgridava come chi invita.
Mi
causava una tremenda afflizione il dolore che il mio Gesù sentiva per la durezza del mio cuore: io non mi muovevo
al pentimento; volevo restare nelle tenebre, avvolta nella melma e nel
putridume.
«Non vedi che
per te diedi tutto il mio sangue e la vita? Fu morte in croce e in mezzo a
sofferenze le più atroci... Preferisci un vile piacere, soddisfare le tue
passioni, alle tenerezze del tuo Dio che ti ha creata, che ti ama tanto?
Preferisci l'inferno o il Cielo?
§ 2° - Gesù rivolge le sue lagnanze ad Aexandrina, come a sua
sposa e vittima riparatrice
«Io chiamo le anime.
Mi voltano le spalle, non vogliono udire la mia voce.
Le lascio in balia delle passioni. »
Ma tu implorami tanto, che ancora ne soccorrerai
molte.
Vivi nei miei tabernacoli; invocami per i peccatori.
Il mio Cuore sta nei tabernacoli angosciato:
io chiamo i
peccatori in tutti i modi: infelici! Sono sordi alla mia voce divina, sono ciechi alla luce
del loro Dio.
Io piango perché i peccatori dormono nel peccato e
grido notte e giorno: svegliatevi, riaizatevi, uscite da lì!
Ma non mi odono: è sonno mortale. Hanno
continuato la loro vita di crimini sull'onda sregolata delle passioni.
Le anime tiepide non si sono infervorate.
Le anime che mi amavano si sono arrestate nel loro
amore.
Io sono
triste, sono triste, figlia mia: è grande, infinita la mia tristezza, e così
il mio dolore.
Ho freddo,
sono gelato: è caduto su di me il gelo dei cuori tiepidi; sono cadute su di me
le onde delle passioni e dei vizi.
Che rivolta,
che rivolta contro il Cielo: l'iniquità contro Dio, i figli contro il Padre!
E' necessario,
è urgente porre termine alle tempeste dei vizi.
Povero mondo,
povero mondo! Non ascolta la voce del suo Dio, non accoglie la richiesta di Gesù.
Venite a me,
amatemi! Non peccate più! Presto, presto! Questo invito è di Gesù, presto,
presto...
Ah, per quanti
questo invito arriva troppo tardi! Ho chiamato, ho invitato, ho preavvisato in
tempo. Quanti e quanti hanno già ricevuto la giustizia di mio Padre! E perché?
Perché non hanno prestato attenzione alla voce divina, all'invito del Cielo.
Già cadde la
giustizia e più ancora cadrà. Già milioni di peccatori sono stati castigati e
altri milioni di peccatori stanno per esserlo.
Io voglio un
mondo di grazia, di purezza e di amore. Il mondo non dà retta alle mie
richieste.
Voglio anime,
voglio anime!
Le vedo
fuggire. Il mio dolore è infinito...
Quanto è
bello, quanto è bello il Cielo, figlia mia!
Parlane alle
anime: di' loro quanto devono soffrire, quanto devono evitare il peccato ed
amare il mio divin Cuore per meritarlo. E' bello il Cielo, figlia mia, oh, come
è bello!..
Con quale
dolore, con quale pena io dico che il Cielo è bello, perché i miei figli, i
miei cari figli non vogliono goderlo! La mia tristezza è grande, il mio dolore
è infinitamente grande: i miei figli, i miei cari figli non vogliono il Cielo,
non vogliono godere di me!
Le passioni,
le passioni sregolate li portano al rifiuto di un Cielo bello, di un Cielo
trionfante, di una eternità di gaudio.
Parla alle
anime, mia colomba bella, istruiscile nelle cose del Signore; metti nei loro
cuori l'orrore per il peccato, quanto più ti è possibile. Parla loro, parla
loro del mio amore. Di' loro che le voglio per me...
(da
un’estasi cantata) «Vieni, figlio mio, prendi la tua croce. Vieni, figlio mio, segui i
miei passi. Vieni a chiedere perdono al tuo Gesù, al tuo Gesù, al tuo Gesù!»
«Chiamo,
invito, ma il mio invito non è accettato.
Chiamo, voglio
perdonare, ma i peccatori, il mondo intero, non accetta il mio perdono!»
Finiamo
con 4 frammenti di dialogo tra Gesù ed Alexandrina.
«O figlia
mia, se il mondo si affrettasse, se i peccatori si convertissero, se vi fosse un
rinnovamento di vita, quante anime riceverebbero il perdono, quanti castighi
sarebbero risparmiati a questa povera umanità!
Ma no, non c'è
da sperare. Che incendio di vizi, che mare agitatissimo di passioni!
E non odono
affatto la voce del loro Dio, non prestano affatto attenzione a Colui che
chiama, che chiama ed avverte con amore di padre.»
«O Gesù,
continuate ad avvertire sempre! Guardate solo alla vostra misericordia infinita!
Io ho molta
pena per Voi; non Vi posso vedere soffrire; ma le anime, le anime, ah, se si
perdono eternamente! Le amo tanto perché in loro vedo solo Voi.»
Improvvisamente
si illuminò il luogo dove mi trovavo.
Davanti a me
apparvero Gesù e la Mamma tenendosi per mano. Staccarono le mani ed entrambi,
con gli occhi fissi al Cielo, mi additarono con la mano destra i loro Cuori
che avevano visibili al centro del petto - scena che mai più dimenticherò -
Tanto il Cuore di Gesù quanto quello della Mamma erano cerchiati di molte spine
dalle quali cadevano molte molte gocce di sangue.
La mia ansia
di raccogliere nel mio petto tutte quelle gocce di sangue era infinita.
O Gesù,
Mamma, non voglio che cada al suolo neppure una di queste gocce di valore
infinito!»
Gesù parlò:
«Figlia mia, ti abbiamo additato i nostri Cuori sofferenti, così sofferenti
per farti comprendere la crudeltà degli uomini, la gravità dei loro crimini.
Fissiamo il
Cielo per mostrarti che stiamo anche noi chiedendo all'Eterno Padre l'allontanamento
della sua giustizia e ancora una volta la misericordia ed il perdono per
l'umanità.» (siamo nell'agosto del 54)
Non
può più essere trattenuta la giustizia del Signore. Affréttati, figlia mia, a
diffondere il messaggio di afflizione di Gesù.
Che l'umanità
si prostri con fervore davanti all'immagine della Regina del Cielo, della Regina
del mondo, chiedendole che sia ancora una volta la Regina della pace, la Signora
della vittoria.»
«O Gesù, io
sono confusa. Farò quello che mi ordinate, ma temo che non mi crederanno.»
«Anche a me
molti non hanno creduto e molti mi hanno denigrato, pur sapendomi risuscitato
e vittorioso.»
Mi apparve Gesù
insieme alla Mamma, in grandezza naturale. I loro vestiti e il manto viola
scuro, i loro volti tristissimi e i loro aspetti pure tristissimi mi causarono
la più profonda, la più grande agonia...
«Figlia mia,
stiamo contemplando il mondo; guardiamo il Portogallo, guardiamo le Nazioni:
che corruzione, che iniquità, che veleno criminoso!
Ho tanto
chiesto, ho tanto invitato, attraverso le tue labbra, a venire al mio divin
Cuore in una completa emenda di vita! Ho chiesto io, ha chiesto mia Madre
benedetta: non siamo stati ascoltati!»
Prostrata
davanti a Gesù e alla Mamma, chiesi loro: «Aspettate, Gesù, aspettate,
Mamma! Alzate le vostre mani divine verso l'Eterno Padre, sostenete per altro
tempo la sua giustizia! Lasciate che il Portogallo, l'umanità facciano
penitenza!...
Gesù, Mamma,
perdonate, perdonate... Dimenticate le nostre ingratitudini. Perdonate ancora
una volta!»
«Chiedi,
figlia mia! Chiedi, figlia nostra! Chiedi, chiedi, chiedi!» dicevano Gesù e la
Mamma nello stesso tempo, mentre mi accarezzavano.
CAPITOLO
III
L'opera
delle anime riparatrici
Il
castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe
siamo stati guariti.» (Is; 53,5)
Egli ha dato
la vita per noi; anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.» (1°
Gv. 3)
«E' irata la
giustizia divina... Le anime pie alzino al Cielo le loro preghiere e
invocazioni.»
Per comprendere questo capitolo occorre fare un po di luce sul
significato e sul ruolo della sofferenza umana - quando è accolta con
accettazione d'amore alla volontà divina -
occorre penetrare almeno un po' nel «mistero della croce», iniziatosi
con Gesù, Modello di vittima espiatrice. Ne parla Giovanni, per es. nella sua 1° Lettera (versetti
qui riportati sotto il titolo di questo capitolo). Notissima è poi la frase di
S. Paolo: «Nel mio corpo dà compimento a quella porzione di patimenti che il
Cristo mi ha riservato per il bene della Chiesa, che è il suo Corpo mistico.»
(Col. 1,24) Nel decorrere dei secoli abbiamo una «inondazione continua» di
sofferenze salvifiche... anche descritte e commentate da chi le ha vissute in
prima persona con martiri più o meno rivelati. Ricordiamo qui solo quanto disse
il nostro pontefice Giovanni Paolo II il 24 maggio 1981, degente all'Ospedale «Gemelli»
dopo l'attentato: «La sofferenza accettata in unione con Cristo sofferente ha
una sua efficacia impareggiabile per l'attuazione del disegno divino della
salvezza... Invito tutti i malati ad unirsi a me nell'offerta a Cristo dei loro
patimenti per il bene della Chiesa e dell'umanità...»
§ 1° - Alexandrina
vittima riparatrice per ta salvezza
«Ti ho
chiesto il tuo corpo per crocifiggerlo e tu hai accettato: me lo hai consegnato... Nota
Era necessario,
figlia mia, che vi
fosse qualcuno
che si lasciasse crocifiggere con questa crocifissione tanto crudele: in questa
come in nessun'altra8 dò prova di quanto ho sofferto; tante, tante
sofferenze sinora sconosciute! Ho scelto te, sposa amata, perché attraverso te
fossero mostrate al mondo.
Guai a lui, se
non ti fossi lasciata immolare per lui!
Non ti faccio
la richiesta del dolore (di espiazione) solo per udire dalle tue labbra
un «sì» pieno di amore e di generosità. Ti chiedo il dolore, dolore, dolore
che salva!
Il fuoco delle
passioni si è appiccato al mondo: non vi è nessuno che lo spenga; invece di
acqua per spegnerlo vi gettano sopra la legna delle iniquità, dei crimini
luridi, delle maggiori
Nota:
Alexandrina ha rivissuto settimanalmente, nel corpo, nel cuore e nell'anima, la
S. Passione dal 1938 sino alla morte (1955).
malvagità per riattizzarlo: le fiamme di fuoco criminoso hanno
raggiunto il loro culmine.
La giustizia divina deve cadere su questa terra colpevole. Le tue
sofferenze, il tuo amore sono puntelli saldissimi della giustizia di Dio.
Offrimi dolore, dolore, dolore doloroso per essere tu ancora una volta il sostegno del mio
forte e virtuoso Salazar. Offrimi dolore, offrimi dolore affinché il suo zelo
per la tua patria trionfi ancora una volta insieme alla mia Chiesa, di cui egli
è stato grande sostegno ed aiuto. Offrimi dolore affinché, per mezzo suo (di
Salazar), la Chiesa possa irradiare di più la sua luce, i suoi ragggi
luminosi.
Vigilanza,
molta vigilanza! Da una parte e dall'altra si tramano lacci mortali... Nota
Lasciati
immolare, mia follemente innamorata, mia vittima diletta!»
«Lasciate il
peccato, lasciate le vanità, venite al vostro Dio! Vi parla Gesù che è sceso
dal Cielo (nell'estasi di Alexandrina), che è sceso per amore, per
avvertirvi, per salvarvi.
Nota
. Si può intendere dal comunismo e dalla massoneria. Questo Diario è del
21-1-49
Morii sul
Calvario, morii per dare la vita, e fu solo per amore.
Venite a
questo Calvario (frazione dove abita Alexandrina): immolo la mia vittima,
ed è solo per amore... Voglio salvare il mondo, voglio salvare gli uomini,
voglio salvare i figli miei.
Si, figlia
mia, è grazie a te che io regno nelle anime. Sapessi tu quante trasformazioni,
quante conversioni con sincera emenda di vita avvengono presso di te in questa
tua cameretta, in questo Calvario dove ti ho collocata, Calvario di dolore e di
amore! Quante anime che vi entrarono con Satana in cuore e da qui uscirono portando
me, con un dolore profondo e con fermo proposito di emenda! Hanno espulso il
demonio e io ho preso il posto nei loro cuori.
Coraggio, mia
vittima amata! Il tuo dolore, il tuo martirio non cessano un momento perché
neppure per un solo momento le anime cessano di aver bisogno di te.
La tua
riparazione, la riparazione che Ci viene fatta (a Gesù e all'Eterno Padre)
riesce a far si che le anime non siano condannate eternamente all'inferno,
ma non a far si che ai corpi sia risparmiato il tremendo castigo, il grande
rigore della giustizia divina.
La terra, la
terra colpevole: il cimitero delle anime!
Svegliale,
figlia mia, svegliale! Falle risvegliare alla grazia, a Dio, al Cielo.
Il mondo, i
peccatori sono sordi. Guariscili con le tue sofferenze, dà loro il balsamo
della tua croce.
Povero mondo,
senza la vittima piccola ai suoi occhi, ma grande molto grande con tutta la
grandezza agli occhi del Cielo!
Chiedi,
chiedi, figlia mia! Alza al Cielo le tue mani, fissa in esso i tuoi sguardi: non
dubitare della tua preghiera, non dubitare del tuo potere, unita
all'Onnipotente. Con Gesù tutto puoi, con Maria tutto puoi.
Io voglio, io
voglio, sì, che il grido di invocazione, figlia mia, sia continuo. Abbi
coraggio, abbi coraggio!»
Frammenti
di dialogo tra Gesiì ed Alexandrina
«O mio Gesù,
io non so cosa fare: non posso vedervi soffrire, nè lasciare che le anime si
perdano; povera me! Non so nulla e sento che non faccio nulla.»
«Offrimi
dolore senza un lamento e con gioia, o figlia mia, figlia mia cara; dammi
riparazione...
Dona per i
peccatori le tue sofferenze; riparami per tanti sacrilegi; riparami per le
iniquità del mondo intero.»
«O mio Gesù,
io soffro tutto per vostro amore e per riparare per tutti i crimini, eppure Voi
siete sempre ferito: i peccatori non cessano di offendervi!»
«O figlia
mia, ma le anime si salvano e per salvarne di più io faccio che molte vengano
presso di te. Da' loro la mia grazia, infondi loro il mio amore.»
Finiamo
questo paragrafo con una visione che Alexandrina ha avuto e in cui sono messi in
evidenza tre mezzi di salvezza: l'Eucaristia, il Rosario, l'immolazione di
Alexandrina stessa, che attira verso il Cielo innumerevoli anime.
Questo
brano introduce al paragrafo successivo in cui si considerano molte anime
riparatrici, oltre Alexandrina.
Gesù mi diede
nelle mani la croce che pendeva dalla corona del Rosario; questa non rimase
intrecciata nelle mani come altre volte, ma distesa ed aperta. Qualcuno dal lato
opposto la sosteneva.
Gesù si mise
in mezzo alla corona, aprendola sempre di più e disse:
«Tieni salda
nelle tue mani la croce, stringila bene al tuo cuore: l'umanità intera sta
dentro alla corona del Rosario.
Parla, figlia
mia, parla alle anime del Rosario e dell'Eucaristia. Il Rosario, il Rosario!
L'Eucaristia, il mio Corpo e il mio Sangue! L'Eucaristia, l'Eucaristia con le
mie vittime: ecco la salvezza del mondo. Avessi io molte vittime come quella di
questo Calvario, con tutta la generosità, con tutto l'eroismo, in un abbandono
totale! Ma non le ho.»
In quel
momento, senza sapere come, fui sollevata in alto. La croce che avevo nelle mani
rimase dietro di me come se io fossi inchiodata su di essa. Il mio cuore divenne
un vaso che custodiva sangue. Dai due lati si innalzarono due scale che andavano
a terminare ai due estremi del braccio orizzontale. Quella a destra era la scala
del Rosario, quella a sinistra era la scala dell'Eucaristia; quella
dell'Eucaristia aveva, più o meno a metà, un mazzo di spighe bionde e due
grappoli di sola uva.
Le anime
salivano, salivano in fretta, riempiendo tutta la larghezza delle scale;
passavano dalle estremità del braccio orizzontale della croce dentro al vaso
che conteneva il sangue: lì si bagnavano, volavano più in alto ed entravano in
Cielo.
Oh, come
mi piacerebbe
che tutti vedessero questo!
Gesù disse:
«Figlia mia, la tua vita è una predica continua: quando parli, quando
sorridi, quando piangi e gemi di più, sovraccarica del peso della croce. E' un
vero esempio per i grandi, per gli umili, per i saggi e per i dottori della
Chiesa.
Il tuo dolore
porta le anime al Rosario e all'Eucaristia. Con il tuo dolore esse salgono
quelle due scale di salvezza: dolore e sangue, dolore e croce, croce di
salvezza. Esse, già in alto, passano poi ancora attraverso il crogiuolo del tuo
martirio; dopo di essersi purificate, dal braccio della croce volano in Paradiso»...
Venne di nuovo
Gesù: «Io sono con te e con te si trova mia Madre benedetta. Era lei dalla
parte opposta a sostenere la corona del Rosario.
Andiamo dunque
a soccorrere il mondo, a salvare i peccatori!
§
2° - Altre
anime giuste, ferventi d'amore e generose, cooperano alla redenzione che
continua nei secoli
Alexandrina
sente dire dalla Madonna:
«Figlia mia,
chiedi a coloro che ami, che ci amino (Gesù e Maria), che soffrano per
noi dicendo e ripetendo sempre: "voglio che il mio amore e la mia
sofferenza tolgano dai Cuori di Gesù e di Maria tutte le ferite che hanno e che
lo stesso amore e la stessa sofferenza siano da Gesù accettate per mezzo di
Maria per la salvezza delle anime, per la conversione dei peccatori."
Dillo, figlia
mia: voglio che il mio desiderio sia divulgato.»
Venne la Mamma
Addolorata, tutta in pianto...
«Offrimi in
questo mese (novembre) le tue sofferenze, le orazioni e i sacrifici,
tutto quanto potrai, per portare sollievo alle anime che soffrono nel
Purgatorio. Chiedi la stessa cosa in nome mio a coloro che ami e che ti stanno
attorno perché facciano salire al Cielo un grande numero di anime che loderanno
me e Gesù.
Questa lode
sarà per i nostri Cuori tanta gioia che ci fa dimenticare le offese contro di
noi.»
(Riprende Gesù)
«Vorrei anime
che, a tua somiglianza, continuamente si lasciassero immolare con uguale
generosità ed amore... Si riuniscano le anime pie in orazione;1 si
accostino ai tabernacoli le anime che mi amano: voglio l'amore dei loro cuori,
le preghiere fervorose e ardenti e continua riparazione. Formate nuovi cenacoli:
insegnate,
conquistate, predicate la vita di Cristo.
Io sono il
Signore, il Signore Gesù, venuto sulla terra per compiere la volontà del Padre
mio: è in suo nome che io chiedo riparazione, riparazione ed amore.
Si uniscano i
sacerdoti santi, si uniscano tutte le anime a me consacrate, si uniscano le anime
veramente pie, alzino al Cielo le loro preghiere e invocazioni.
Si faccia una
seminagione di
amore puro, di purezza
e di riforma
di costumi:
si faccia una
seminagione di
grano biondo, di grano dorato.
1Siamo
nel luglio del 1950. Da allora molti gruppi di preghiera sono sorti, che
costituiscono come una linfa vitale nel tessuto in gran parte inaridito,
fossilizzato. Così è stato assecondato questo desiderio di Gesù.
In questo
gruppo di anime regna l'amore di Gesù.
O anime amanti
del mio divin Cuore, fate tutto per me! Fate che molte anime mi amino ed evitino
i loro crimini.
Non fermatevi!
Seminate la
semente che vi è stata data attraverso questa vittima (Alexandrina). Andate
alla conquista, andate alla conquista, andate alla conquista! Portate anime a
migliaia, a milioni al mio divin Cuore che è aperto per riceverle.
Gesù trova
gaudio e gioia nelle anime vittime. Gesù trova gaudio e consolazione nelle anime
che Lo amano. Presto, presto, venite a Gesù: è Lui che vi chiama.
Gesù vorrebbe
infondersi nelle anime e nei cuori, essere in esse fuoco, fuoco, solo amore. Gesù
vuole oggi più che mai darsi a conoscere a tutti i suoi figli.
Figlia mia, le
anime amiche del Signore non possono dormire nè riposare.
Il mondo, il
mondo sta sulla bocca dell'abisso, per non dire sulla bocca dell'inferno.
Allerta,
allerta! Le anime amiche di Gesù sorgano, si sveglino!
Bussate,
tornate a bussare, martellate e di nuovo martellate, amici miei, amici della mia Causa!
Io sono contento (di voi) ma non basta:
non perdete tempo, traete profitto del tempo! Bussate,
bussate, martellate, martellate di nuovo!
Che onda, che
onda, che mare senza fine di vizi, di iniquità!
Il mondo
dorme, il mondo dorme: bussate, bussate, martellate, martellate ancora! Non permettete
che il mare dei vizi dia la morte eterna alle anime.
Udite, anime
vittime, udite, anime amanti del Signore! Venite presto, venite con urgenza
prima che echeggi il tuono della distruzione! Salvate le anime, salvate le
anime, ascoltate Gesù, placate la giustizia del Signore!
Povero mondo,
senza l'Eucaristia! Povero mondo, senza le mie vittime, senza ostie immolate con me
continuamente!
Occhi fissi al
Cielo, cuore umile, cuore rassegnato alla volontà santissima di Dio.
Ho sete, chi
potrà estinguermela? Ho fame, chi potrà saziarmi?
I cuori puri,
i cuori assetati di me, i cuori e le anime riparatrici. Ho sete di amore, ho
fame di anime...
Io voglio
ricevere e voglio dare, voglio darmi. Voglio dare, dare molto, dare sempre alle
anime riparatrici; voglio darmi, darmi interamente alle anime che vogliono
possedermi...
Voglio anime
immolate giorno e notte, anime eroiche che provino col loro eroismo di voler
bene a Gesù, di amarlo e di voler dargli anime.
Grande
sapienza, la maggior sapienza ha quell'anima che sa soffrire per Gesù; grande
sapienza, la maggior sapienza è amare molto e molto soffrire.
E' la sapienza
che io ricerco, è la sapienza che desidero ardentemente. E' rara, tanto rara:
non la trovo
quasi mai.
Sono così
poche le anime che accettano la sofferenza! Sono così poche quelle che mi amano
con amore puro e degno di me!
Se la mia vita
nelle anime non portasse loro spine e desse loro solo consolazioni, io sarei
amato da un maggior numero.
Quale dolore
per il mio Cuore: chiedere amore e non riceverlo, chiedere dolore (di riparazione)
e non essere ascoltato in questo appello!
Voglio
presentare al mio Eterno Padre corpi e anime riparatrici, cuori trasformati in
tabernacoli vivi, con ostie immolate ardenti d'amore.
Voglio amore
da presentare all'Eterno Padre dicendogli: "Padre, se molti peccatori mi
offendono tanto gravemente, molti cuori mi amano con amore generoso, puro,
forte, ardente."
Io voglio
dolore da offrire al Padre dicendogli: "Padre mio, ho qui la riparazione
di molte anime vittime per riparare per tutti i crimini commessi contro la tua
Maestà, per placare così la tua giustizia.
Accetta, o
Padre, e dà ai figli del mio sangue la tua misericordia, il tuo perdono!"»
CAPITOLO
IV
L'amore
di Gesù
«il Signore
è buono e grande nell'amore.» (salmo 99)
«Io, quando
sarò elevato da terra, attirerò tutti a me.» (Gv. 12,32)
«Venite a me
voi tutti...»
«Il mondo, il
mondo, le anime, le anime sono tanto lontane dal conoscere e dall'amare Gesù!
Il mio dolore
è infinito, come infinito è il mio divino amore.
Amai, amai,
amai tanto sino a dare il sangue e la vita. E non sono corrisposto!
Sono così
poche le anime che soffrono di buona volontà, che si abbracciano alla croce;
sono così poche le anime che battono i cammini pietrosi e calcano le mie spine!
Ascoltate,
ascoltate! Udite la voce afflitta di Gesù!
Cercate Gesù,
le sue cose, la sua legge; lasciate il peccato, lasciate il mondo, lasciate
Satana.
Andate
incontro a Gesù, perché Egli va alla vostra ricerca, andate incontro a Gesù:
Egli va, corre sempre sempre alla vostra ricerca.
Gesù avverte,
Gesù parla nel cuore e sulle labbra della sua vittima
(Alexandrina che in estasi riceve le comunicazioni di Gesù).
Gesù è tra
voi come in un'altra ora era tra gli apostoli: riempitevi delle sue grazie, dei
suoi tesori, del suo amore.
Io sono
triste, triste, piango di dolore, sono ferito dai peccati del mondo.
Si parla tanto
dell'amore di Gesù, della sua dottrina, di tutta la sua opera; ma amarlo,
obbedirgli, compiere fedelamente i precetti del Signore, non è cosa tanto
frequente, non è cosa che avviene spesso come parrebbe: vi è pietà inquinata,
vi è amore nauseante...
Il Cuore divino di Gesù trabocca d'amore, lancia come faville su tutta
la terra:
su tutti i cuori e tutte le anime le stesse fiamme, lo
stesso incendio d'amore.
E' padre, è
padre buono: vuole darsi, darsi e fare che tutti i figli suoi ardano nelle stesse fiamme,
nello stesso incendio d'amore...
Voglio amore
da tutti i cuori; tutti i cuori siano miei; voglio possedere tutti i cuori.
Lavorate,
lavorate! Gesù lo vuole. Lavorate, lavorate perché vi sia una riforma
completa, una vita nuova, una vita totalmente di Cristo.
Udite, figli
miei, udite il grido del Cuore divino che vi ama!
Sono assetato
di amore e non posso essere amato, essendo offeso come sono.
Il mio divin
Cuore è fuoco che brucia, fuoco che consuma; il mio divin Cuore è amore: ama e
non è amato, ama e chiede amore, ama ed è mendico d'amore...
Gesù va come
uccellino che non può posarsi, che non può riposare. Gesù va folle d'amore
a chiedere amore a tutti i cuori.
Sono tanto
dolci e nello stesso tempo estremamente dolorosi gli inviti di Gesù;
ascoltatelo!
E' Lui con
tutto il suo amore, con tutta la tenerezza del suo divin Cuore.
Io sono amore
che consuma e con la stessa intensità voglio essere consumato.
Come la
farfalla impazzita gira attorno alla fiamma, così il mio Cuore va attorno ai
cuori a bussare alla loro porta. La farfalla ama tanto tanto sino a consumarsi,
a dare la vita.
Io amo di più,
molto di più, infinitamente di più. E soffro, soffro tanto perché non mi
vengono aperte le porte dei cuori, perché non mi dànno posto nelle loro
dimore.
Se non fossi
Dio, morirei di dolore.
Alcuni mi
rigettano perché sono pervertiti: le loro coscienze incallite mi rifiutano
completamente; altri non mi dànno ancora retta perché vogliono continuare
nelle loro passioni disordinate: l'inferno, l'inferno è aperto per loro;
altri mi rifiutano perché non mi conoscono; altri, di più ancora, non mi
lasciano entrare perché non vogliono soffrire: vogliono fiori ma senza spine,
vogliono gioie senza che siano intercalate da tristezze.
Io sono Gesù e, in quanto Gesù, vengo a
chiedere, vengo a mendicare. Ascoltate, accogliete questo Mendicante divino!
Vengo tremante di freddo: voglio riscaldarmi nei vostri cuori:
datemi amore, fate che io sia amato.
Gesù scende
dal Cielo in terra (nell'estasi di Alexandrina): scende per amore, con
tutta la follia d'amore per voi.
Sono pochi,
molto pochi coloro che traggono profitto dalle mie grazie. Io sono sceso per
amore e tutto faccio per amore alle vostre anime.
Guai a chi non
trae profitto dalle mie grazie! Guai a coloro che lasciano passare la mia divina
voce come soffio d'aria che sparisce!
Accogliete la
richiesta di Gesù: non peccate più!
Evitate più
che potete attorno a voi tutto quanto è offesa fatta a Gesù e a sua Madre benedetta.
Ascoltate, non
peccate più! Amate questo Cuore divino cerchiato di spine, trafitto da tanti
pugnali!
Gesù è tutto
dolcezza, tutto amore, tutto carità; Gesù usa misericordia verso tutti coloro
che lo offendono. Io sono bontà, sono misericordia, sono perdono.
Ascoltate: sono perdono e sono giustizia.
Venite a me
tutti, venite al mio Cuore divino. Non peccate per non essere condannati eternamente...
Venite, o
peccatori, venite a riposarvi nell'oceano immenso del mio Cuore, venite a
guarire le piaghe fatte con l'alimento di erbe guaste!
Sapeste quanto
vi amo! E sapeste la gloria che ho preparata per voi in Cielo!
Venite al mio
divin Cuore a prendere balsamo per le vostre ferite. Io voglio guarirvi e
dimenticarmi del molto che mi avete offeso.
Voglio
guarirvi, sanare le vostre anime.
Venite a me
voi tutti che avete errato: voglio perdonarvi. Venite a me, cuori impietriti,
venite a riscaldarvi, ad incendiarvi nella fornace ardente del mio divin
Cuore; venite ad arroventarvi, a modellarvi sul Modello divino: su Gesù!
Il
Cuore divino e poi aperto più che mai verso le anime che soffrono e Lo amano:
seguono qui accenni al meraviglioso scambio d'amore tra Gesù e l'anima, tra il
Creatore e la creatura.
«Venite a me
voi tutti che soffrite ed entrate nel mio divin Cuore.
Venite a me
voi tutti che desiderate ardentemente amarmi e bevete a questa fonte che non
si esaurisce!
Io sono amore,
amore, infinitamente amore, eternamente amore.
Venite a me
voi tutti e anche consolate il mio divin Cuore: ditemi continuamente che mi amate
e chiedetemi continuamente il mio amore.
Ho tanta fame,
tanta fame e sete delle anime: saziatemi, saziatemi, riempite il mio divin Cuore
con il vostro
amore, così come io con il mio amore riempio il vostro cuore.
Mi dò, mi dò
tutto alle anime. Incendio nelle mie fiamme i cuori assetati del mio amore.»
«Ascoltate,
state attenti: è Gesù che parla (durante l'estasi pubblica di Alexandrina),
è Gesù che chiede, è Gesù che piange.
Parla per
essere ascoltato; chiede per essere esaudito; piange perché le sue lacrime vi
commuovano.
Ascoltate,
state attenti: preparatevi alla battaglia! Armatevi con la grazia, la
preghiera, la penitenza.
L'umanità, la
povera umanità! I peccatori, i poveri peccatori!
Desiderereste
non avere occhi per non vedere, orecchi per non udire, cuore per non sentire,
nè ragione per non comprendere.
Preparatevi,
preparatevi, se volete essere salvi!
o figlia
mia, figlia mia, ah, quanto doloroso è questo sfogo!
Ascoltate! Ho
creato il Cielo per vostro gaudio, l'inferno per punizione. Venite a me, non
peccate più! Non lasciate perdere una sola goccia del mio divin sangue.
Ascoltate:
preparatevi alla battaglia! Riempitevi di Gesù per essere forti...
«Quante anime
fuorviate, quanti scandali, quanta fede perduta!
Come sono
triste! Più triste di quando camminavo verso la morte.
Quando salivo
al Calvario camminavo triste come uomo, ma la mia anima andava gioiosa perché
andava a salvare i miei figli.
Ora vedo la
maggior parte di loro morti per il peccato, in grave pericolo di perdersi eternamente...
Il mio divin
Cuore non ha ora, come sul Calvario, un solo soldato che lo apra, che gli
configga la lancia: ora sono milioni e milioni di peccatori che lo feriscono
cosi...
Non vi è
dolore pari al mio dolore; non vi è dolore pari a quello di mia Madre
benedetta: il suo immacolato Cuore soffre nel vedere soffrire il mio Cuore. Non
vi è dolore, non vi è dolore pari al mio dolore.
Soffro per i
luridi crimini del mondo; soffro perché non sono amato, non sono amato. Sono
sempre offeso, sempre offeso.
Quale cecità
quella dell'umanità, quella della povera umanità! Basta, basta coi crimini,
basta, basta con tanto peccare!
Férmati, férmati,
cieco immondo! Non vedi che schiacci il mio Cuore?
Férmati, non
vedi che lo ferisci e lo fai sprizzare sangue con tutta l'abbondanza?
Férmati, non
sputare più sul mio divino Volto; non vedi che sono tuo padre?»
Alexandrina
ha la visione dei Cuori di Gesù e di Maria, mentre sente Gesù dirle:
«Ecco qui i
Cuori del tuo Gesù e della tua cara Mamma. Vedi come il mondo è ingrato e
crudele, vedi quanto sono feriti! Entrambi hanno la croce:
le medesime
spine, le medesime spade li feriscono, il medesimo amore li avvince, i medesimi
vincoli li legano.»
Gesù mi
presentò davanti i due Cuori molto uniti. La croce del suo Cuore raggiungeva entrambi
i Cuori, trafitti da una parte all'altra da acutissime spine e spade, allacciati con lacci dorati; erano tanto
feriti!
Quale pena
veder soffrire così Gesù e la Mamma!
Abbiamo
visto che sovente anche Gesù, non solo l'Eterno Padre, chiama «figli miei»
gli uomini, considerandoli «redenti», quindi «rinati» mediante la sua
Croce, ossia «figli del suo Sangue».
I
brani che seguono mettono in particolare risalto l'atteggiamento di Gesù con
amore di padre.
«Con quale
dolore, figlia mia, io e mia Madre benedetta contempliamo dal Cielo la terra!
Che iniquità,
che corruzione! Non
sono io che abbandona i peccatori: sono essi che mi scacciano.
Io non bado al
fatto di vederli macchiati, nè al fatto che mi offendono molto: li chiamo con
la mia tenerezza, dolcezza e bontà di padre.
Non mi
ascoltano!
Fa' che essi
mi prestino attenzione, fa' che mi amino.
Il mondo
continua ad offendermi.
Io mi comporto
con lui come un padre che dapprima invita suo figlio con tenerezza, con dolcezza
ed amore ad emendarsi e, non ottenendo nulla, è costretto a castigarlo.
O mondo,
povero mondo, se non ascolti la mia chiamata!
Alexandrina ha avuto una visione di distruzioni.
«La
distruzione che hai vista è un nulla rispetto a quella che vi sarà (siamo
nel marzo 1948).
Si pecca come
mai si peccò: il castigo sarà come mai fu.
Soccorri,
figlia mia, soccorri le anime!
Io sono padre
e castigo per richiamare e per non punire ed uccidere eternamente..
Figlia mia,
sarà così e tra pochissimo: il Cielo distruggerà la terra;
sarà così e
tra pochissimo, se i peccatori non si riconcilieranno con me;
sarà così e
tra pochissimo, se il mio divino amore non distruggerà il vizio, l'iniquità,
il crimine.
Io sono padre
che ama e vuole essere amato; sono padre che ama, avverte e vuole perdonare.
Io sono tutta
tenerezza, io sono tutto amore, sono tutto amore; ma non posso lasciare ignorare
che sono giustizia, sono giustizia. Sono padre che ama e castigo sempre perché
i miei figli sempre mi fuggono.
Attenzione!
Non rilassatevi, figli miei! Non avete tempo per guardare indietro.
Il Padre che
avverte vi ama più di tutti i padri della terra. Il Signore che vi chiama vuoi
darvi il suo Regno.
Neppure
l'amore di tutti i padri della terra messi insieme può uguagliare il suo.
Dove si potrà
trovare nel mondo un padre tanto tenero, tanto pieno di compassione, tanto
amante, misericordioso e pieno di amore come me?
E dove si
potranno trovare figli tanto ingrati, tanto crudeli e criminali come i miei?
Sono tanto
ferito! Il mio divin Cuore sanguina: scorre a fiotti il sangue da tanto grandi
ferite.
Ma anche così,
procuro tutti i mezzi di salvezza, faccio di tutto per condurli a me e dar
loro entrata in questo Cuore divino, che tanto li ama.
Ho percorso il
mondo, ho bussato a tutti i cuori affinché ricevessero le mie grazie e accettassero
la mia croce per salvare con essa tanto grande numero di anime traviate,
prigionire di Satana...
Dove c'è un
padre che ama come Gesù? Quale padre potete mostrare, che perdoni come Gesù?
Siccome io non
posso essere uguagliato da nessun altro padre, soffro come nessun padre della
terra soffre. Soffro, soffro e il mio divin Cuore sanguina.
Venite a me,
figli miei, venite a me, figliolini del mio sangue divino!
Figliolini,
figliolini: parola tenera! Figliolini, figliolini: parola amorosa uscita dal
Cuore di Dio attraverso le labbra della grande vittima di questo Calvario (Alexandrina
che si consuma nella frazione detta Calvario).
Gesù vive e
non morrà mai.
Gesù vive e dà
la sua vita:
Gesù vuole
che le anime vivano con Lui eternamente...
Venite a me,
venite a me, figli miei! Venite a me che solo per amore vi ho creati, solo per
amore vi ho dato il Cielo!
Nel momento in
cui busso al cuore del figlio che ha ferito il mio Cuore:
(estasi cantata)
«Vieni a me,
figlio mio...
Vieni al
Cuore, vieni al Cuore del Signore!
Del Signore
che è tuo, che è tuo!...»
Nel seguente brano sono indicati i requisiti per essere degni figli di
Dio.
«Udite, figli miei. Sarete miei figli, se mi amerete
e seguirete la mia legge. Sarete benedetti da mio Padre. Ardete nel mio amore!
Vi darò tutte le grazie.
Sarete miei figli, se professerete la mia legge.
Sarete miei figli, se per amore porterete la vostra
croce. Sarete miei figli, se per amore a me sarete apostoli del bene.»
E per finire il seguente brano di un'estasi pubblica.
«Gesù ha aperto i suoi cammini con tutto lo
splendore; come il sole con tutti i suoi raggi, rivela la luce divina.
Vedete, ascoltate la voce di Gesù! Vedete il suo amore, ascoltate la
sua chiamata! Miracolo, miracolo!
Gesù regna, Gesù trionfa. Quale dolcezza ha il
Cuore tenerissimo di Gesù! quale follia quella del suo amore!
Si dannano solo quelli che non vogliono salvarsi.
Ecco la chiamata di Gesù; e, per molti, l'ultima...