VANGELO
SECONDO LUCA COMMENTATO
Introduzione
Alcune
lettere del Nuovo Testamento (come CoI4,l 4; Fm 23; 2Tm 4,11) ricordano un certo Luca, discepolo e collaboratore dell'apostolo
Paolo, che fonti cristiane antichissime e studiosi di ogni tempo identificano
con l'autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli. Anzi, qualcuno
vede negli Atti la continuazione del terzo Vangelo, come se si trattasse di
un'unica opera
in due volumi: opera molto preziosa per la testimonianza originale, destinata a
un certo Teòfilo (Lc 1,3 e At 1,1),
nel quale può riconoscersi ogni discepolo di Gesù. Il terzo Vangelo, la cui
data di composizione è ritenuta vicina agli anni 80 d.C., è anche il terzo 'sinottico'.
Luca conosce già i primi due racconti di Matteo e Marco, ma si premura di
approfondire la ricerca storica per completarli sia nei fatti riportati che
negli insegnamenti dati da Gesù e di esporli il più possibile nell'ordine
di tempo realmente accaduti. Così Luca attinge tanta abbondanza di notizie da
lui solo tramandateci che quasi la metà del suoVangelo (514 versetti su 1151)
non ha riscontro negli altri; circa un terzo dei miracoli e i tre quarti delle
parabole (18 su 24) che riporta gli sono esclusivi. Inoltre, al seguito di san
Paolo, Luca assorbe alcune caratteristiche che trasmette nei suoi scritti, come
l'universalità della religione, la salvezza aperta ai pagani, la inesauribile
misericordia divina.
CHI
È LUCA ?
Luca,
probabile abbreviazione di Lucano, è un siro: nella sua Stoda
Ecclesiastica Eusebio lo dice originario
di Antiochia. Proviene dal paganesimo, secondo le testimonianze di Ireneo,
Tertulliano, Origene, il Prologo antimarcionita e anche di Paolo, che non
mette Luca fra coloro che vengono dalla circoncisione (Col
4, 10-14). Secondo il Canone
Muratoriano Luca non avrebbe visto e
seguito Gesù sulla terra. Epifanio poi aggiunge che non fu uno der settantadue
discepoli e S. Gregorio che non è da identificare con l'innominato compagno di
Cleofa sulla via di Emmaus. Stando altesto di At 1,28 Luca
sarebbe già cristiano, membro della comunità antiochena, verso l'anno 40, ed
è accanto a Paolo la prima volta nel secondo viaggio missionario (verso il 50)
da Troade a Filippi (At 16,10-17). È
probabile che sia rimasto a Filippi fino
al 57 per consolidare l'opera dell'apostolo. Poi, nella primavera del 58, è di
nuovo nella stessa città a fianco di Paolo e lo accompagna nel suo viaggio di
ritorno a Gerusalemme (At 20, 5-12; 21,1-18). Qui forse s'incontra con qualcuna
delle donne che egli solo menziona nel suo Vangelo (Lc
8,2-3; 24,10) e con quei "ministri
della parola" che saranno una delle sue fonti. Accompagna Paolo anche nel
suo avventuroso viaggio verso Roma, del quale redige un prezioso diario (At
27,1 -28,16); è con lui nella prima prigionia romana (anni 61-63: cf Fm 2,4;
Col 4,14) e poi anche nella seconda (anni
66-67), quando gli altri abbandonarono l'apostolo (2Tm 4,9-11).
Anche se a Roma Luca avrà
certamente incontrato Pietro e Marco, è il contatto e l'influsso di Paolo ad
avere una parte determinante. Dopo la morte di Paolo non sappiamo più nulla
della vita dì Luca. Per i cristiani d'Oriente Luca sarebbe medico e pittore:
gli si attribuiscono numerosi quadri raffiguranti la Madonna. Molti si trovano
in Italia (Roma, Venezia, Tivoli, Messina, Bari), e nel resto d'Europa (Austria,
Germania, Polonia, Francia, Olanda...), ma ancora più numerosi sono in
Oriente. In Italia, fra le "Madonne di
Luca" più prodigiose e venerate,
sono l'immagine Salus
populi Romani in S. Maria Maggiore a Roma
e la Madonna della Guardia in
Bologna. Ma la raffigurazione iconografica dei quadri attribuiti a Luca non è
sempre la stessa: la Madonna è con o senza Bambino, a mezzo busto o in piedi
(mosaico dell'Abside di Torcello,
sec. XII) oppure seduta sul trono, circondata da angeli. Che Luca sia medico
ne parla S. Paolo (Col.
4, 14) e la tradizione, né si ha alcun
motivo di intendere
'medico' in senso metaforico di 'medico delle anime'. Nella storia Luca è
preso a patrono di molte accademie, società e corporazioni di artisti, come
l'Accademia di S. Luca in Roma, che accoglie pittori, scultori e architetti. Del
resto, anche se Luca non avesse dipinto il volto fisico di Maria, ne ha dipinto
nel Vangelo la fisionomia spirituale. I pittori del Medio-Evo e del
Rinascimento hanno preso da Luca i loro temi preferiti. In Francia è venerato
come Patrono dei medici a Bordeaux e ad Amiens. Le facoltà di medicina a
Beirut, Montreal e Lovanio lo hanno come loro protettore. Vi è incertezza sulle
regioni evangelizzate da Luca: Epifanio indica Dalmazia, Gallia, Italia e
Macedonia, Gregorio Nazianzeno parla deIl'Acaia, e infine altri, come
Metafraste, citano Egitto e Tebaide. Incertezza anche su luogo e genere della
sua morte. Si fanno i nomi di Boezia, Acacia e Patrasso, e i più antichi
scritti parlano di martirio (Gregorio Nazianzeno e forse anche Paolino da Noia),
mentre i più recenti sembrano propendere per una morte naturale (Elias di Creta
e S. Gregorio Scolaro). La passio
di S. Luca, presente in testi copti ed
etiopici ed ora anche in un testo
siriaco, afferma il suo martirio sotto Nerone. Ma gli Atti
inediti di Luca sembrano confermare
l'ipotesi di una morte naturale, avvenuta probabilmente intorno agli ottant'anni
di età. Di una pretesa tomba di
Luca a Tebe parla M. Hamilton, e Costantinopoli, Padova e Venezia sono le
principali località che si appellano ad una tradizione di traslazione del suo
corpo. Per la traslazione del corpo a Costantinopoli c'è la testimonianza di
Procopio e di S. Girolamo. La basilica è chiamata di S. Andrea e di S. Luca,
perché, con le ossa dell'Evangelista, furono traslate anche quelle
dell'apostolo Andrea. Il corpo di Luca è rimesso in onore quando Giustiniano
(527 ca.) riedifica la chiesa degli Apostoli. Quanto alla traslazione avvenuta a
Padova, è tradizione messa in discussione: può essere una semplice
congettura. Del resto, anche Venezia suppone per un certo tempo di possedere il
corpo del santo. Ma il 10 dicembre 1464 papa Paolo Il, dopo una sentenza emanata
dai giudici delegati della S. Sede, proibisce, sotto pena di scomunica, di porre in
venerazione il presunto corpo: dalla
ricognizione risulta che le ossa sono di un giovane morto da appena due secoli.
Il calendario liturgico celebra la festa di S. Luca il 18 ottobre, ma non è
stata sempre celebrata in tutte le Chiese nello stesso giorno e con la medesima
solennità. I calendari romani dal IV al V sec. non ne fanno alcuna
menzione. Simbolo di Luca è il vitello: deriva dal libro di Ezechiele
(1,10) e dall'Apocalisse (4, 6) ed è da S Girolamo riferito a Luca per i
primi versi del suo Vangelo: "Al tempo di Erode, vi
era un sacerdote di nome Zaccaria...
". Il vitello, animale destinato ai sacrifici, è il simbolo del sacerdozio
e Luca è spesso presentato con le vesti di sacerdote e, a differenza degli
altri evangelisti, ha il capo tonso. Lc è l'abbreviazione
usata per citare passi del vangelo di
Luca, seguita dall'indicazione del capitolo e dei versetti di riferimento. Per
Luca l'Iconografia si avvale anche della tradizione che lo include nella
schiera dei santi pittori, e di qui la sua scelta a patrono di università di
arti, corporazioni, compagnie, accademie, destinate a riunire i pittori e
con loro, più raramente, gli scultori, gli architetti e alcune categorie di
artigiani. Ma, oltre la professione, la predilezione degli
artisti per Luca è sollecitata dalla sua sensibilità nel narrare
gli episodi più umani della vita di Gesù e alcuni temi fondamentali
dell'arte cristiana, come l'annunciazione, la visitazione, la nascita e
l'imposizione del nome del Battista, la nascita di Gesù, l'adorazione dei
pastori, la circoncisione, l'incontro e la cena di Emmaus. La raffigurazione
propria di Luca ha degli elementi costanti, come il libro del Vangelo recato dal
santo e il vitello che gli è vicino. Nel Medioevo anzi il santo è raffigurato
di frequente come un vitello alato che reca l'evangeliario, modulo che permane
sino ai nostri giomi per la rapida e sicura lettura. La più antica immagine
rimastaci di Luca è a Roma nelle catacombe dei santi Marco e Marcelliano dove
con altri scrittori è presentato a lato di Gesù in trono: indossa il pallio
il cui lembo regge con una mano e presta attenzione alle parole del Maestro
(anno 340). Ancora con Matteo, Marco e Giovanni compare nella raffigurazione
musiva dell'oratorio del Battista ed esprime la sua presunta condizione
sacerdotale (riproduzione grafica in S. Vitale a Ravenna). La prima
celebrazione di Luca, raffigurato senza i compagni, è nell'affresco delle
catacombe di Commodilla a Roma. La bianca figura del santo, i cui lineamenti
ricordano alcune raffigurazioni dell'apostolo Pietro, risalta sul fondo
azzurro con classica monumentalità. lnteressante attributo è una breve borsa
dalla quale sporgono dei ferri, memoria dell'arte medica da lui esercitata
(sec. VII). Altre volte è in atteggiamento da filosofo. Interessanti
raffigurazioni compariranno poi nelle miniature che illustrano i manoscritti,
specialmente gli Evangeliari. Nel sec. XII l'immagine di Luca compare nei
mosaici delle chiese normanne della Sicilia: nella Cappella Palatina e nella
chiesa della Martorana a Palermo, nel duomo a Cefalù, nella cattedrale a
Monreale: il linguaggio è bizantino, raffinato e lineare nella sua astratta
purezza. Ma altre sue immagini bizantine sono conservate in varie città
d'Italia. Poi la sua immagine acquista umanità e drammaticità nell'affresco
degli evangelisti nel transetto della basilica superiore di Assisi (a. 1278),
nelle sculture del pulpito del Battistero di Pisa (a. 1260) e in quello del
Duomo di Siena (aa. 1266-68), nel ciborio di S. Cecilia in Roma (a. 1293), nel
pulpito del Duomo di Pisa (aa. 1302-10). Nell 316 un maestro di scuola toscana
ed un altro di scuola veneziana operano all'Arca che conserva il corpo di Luca in S. Giustina
a Padova, mentre un orafo della fine del secolo esegue il busto argenteo che conserva
la reliquia del santo nella Basilica Vaticana. Però è a Firenze che l'immagine
di Luca ricorre con maggior frequenza nella scultura e nella pittura di noti
artisti. Benché pian piano tutta l'Europa ne è piena, tanto da non essere di
facile catalogazione.
PER
CHI SCRIVE LUCA?
Il
terzo Vangelo è indirizzato all'eccellentissimo Teofilo, personaggio insigne
a noi sconosciuto, ma Luca ha presente una comunità cristiana di origine pagana
e non palestinese, che continua la predilezione dì Gesù per i poveri, per i
peccatori e per la vita di preghiera, ma ha bisogno di certezze sugli
avvenimenti fondamentali riguardanti la fede, anche perché i primi testimoni
stanno man mano scomparendo. Perciò Luca fa ricerche accurate tra le memorie
scritte e orali a sostegno dell'insegnamento cristiano del suo tempo (1,1-4). I
racconti dell'infanzia fanno pensare a notizie provenienti dall'ambiente palestinese,
non escluso il contributo della Madre di Gesù.
COSA
SCRIVE LUCA?
Secondo
S. Girolamo Luca avrebbe scritto nella regione della Beozia ed Acaia. Per lo
stile è al primo posto tra gli evangelisti: il Prologo del suo Vangelo, con
quello della Lettera agli Ebrei, è scritto nel greco più puro di tutto il
Nuovo Testamento. A volte lo stile, che imita di proposito e proposito bene
quello biblico dei Settanta, è meno buono per rispetto delle fonti, di cui
conserva certe imperfezioni pur migliorandole. La personalità dell'autore si
rivela dal disegno del suo racconto, che evidenzia una figura di Gesù affascinante,
come il Salvatore rivestito di misericordia e di dolcezza, di perdono e
tenerezza, modello dei cristiani specie nella vita di preghiera, nella povertà
e giocondità, il profeta per eccellenza che riassume in sé i tratti dei
grandi personaggi profetici dell'Antico Testamento: è un capolavoro a sé
stante e completo. Non per nulla il nostro poeta Dante parla di Luca come dello
"scriba mansuetudinis Christi - scrittore della mitezza di Cristo". Il
suo piano riprende le grandi linee di Marco, con qualche variazione,
trasposizione od omissione, specialmente quando un episodio non è ritenuto
interessante per un lettore pagano. La differenza è più notevole nella grande
aggiunta di Lc 9,51-18,14, sezione centrale presentata sotto forma di viaggio
verso Gerusalemme, la città santa dove si deve realizzare la salvezza: là
inizia il vangelo (Lc 1,58) e termina (Lc 24,52) per poi ripartire verso il
mondo intero (Lc 24,47; At 1,8). Perciò
è un vangelo che va letto in parallelo con quelli di Matteo e Marco, ma
anche in continuità con gli Atti degli Apostoli. (…) Nella lettura si noterà
la pazienza di Dio verso i peccatori, la generosità verso i piccoli e i
poveri, ma anche la necessaria urgenza di conversione, l'esigenza di un distacco
deciso e assoluto (14,25-34), specialmente attraverso l'abbandonodelle
ricchezze (6,34s; 12,33; 14,12-14; 16,9-13), la necessità della preghiera
(11,5-8; 18,1-8) sull'esempio che ne ha dato Gesù (3,21; 5,16; 6,12; 9,28), la
necessità di porre lo Spirito Santo in primo piano nella propria vita come lo
è stato in quella di Gesù, per entrare in quell'atmosfera di riconoscenza e
gioia spirituale che avvolge tutto il terzo vangelo.
*****************************
Matteo
si rivolge agli ebrei per dimostrare loro come Gesù Cristo, il figlio di Dio,
fosse pure il figlio di Abramo e di Davide, uno della loro razza. Luca scrive il
suo Vangelo per tutti coloro che non appartengono al popolo della Bibbia. Fa
vedere come il Signore Gesù è il «salvatore» di tutti gli uomini, il
fratello universale che mette l'umanità in relazione con Dio. Egli viene per
tutti, ma in primo luogo per coloro che non godono di una posizione in questo
mondo: i poveri, gli umiliati e oppressi, i peccatori. Il Vangelo di Luca è
il Vangelo della missione. Per Matteo, Gesù era il nuovo Mosè del discorso
della montagna. Per Luca, è il profeta ripieno di Spirito Santo, che annunzia
la buona novella della salvezza, della pace, della gioia. Queste parole, quasi
ritornelli di una melodia, creano il clima caratteristico del terzo Vangelo.
Il Cristo chiama attorno a sé un gruppo di dodici uomini, designati col nome
di «apostoli», ma la cerchia di coloro che lo seguono si allarga. Luca è
l'unico evangelista che parla della scelta e dell'invio dei 72 discepoli. Nella
venuta del regno,
riserva anche un posto particolare alle donne: Maria, Elisabetta, Anna,
Marta e Maria. Marco si sofferma maggiormente sul ritratto umano di Gesù, Luca
ne svela la vita profonda: ci mostra il Cristo bi preghiera nelle grandi
circostanze della sua esistenza, quando denunzia l'ipocrisia ed esalta l'amore.
Il terzo Vangelo insiste sulla grande ascesa di Gesù verso Gerusalemme: è là
che un profeta deve morire. Gli Atti degli apostoli, il secondo libro di Luca,
saranno invece orientati da Gerusalemme verso Roma, capitale dell'impero e del
mondo. Nel contenuto e nel tono questo Vangelo completa la catechesi di Matteo e
di Marco, e lascia presagire il messaggio del discepolo prediletto.
I. LA VENUTA DEL SALVATORE GESÙ
Come
in Matteo, la venuta di Gesù nel mondo sarà presentata con dei simboli ricchi
di poesia, destinati a far comprendere attraverso le immagini che si tratta di
un momento decisivo negli inizi di quella comunicazione tra cielo e terra di cui
parla Giovanni (1,51). Il Vangelo di Luca si apre con gli episodi
dell'infanzia di Giovanni Battista e di Gesù. Essi sono abbinati in modo da
far spiccare la persona e la missione di Gesù, in contrasto con quella di
Giovanni. Questi primi capitoli rivelano una squisita arte letteraria,
ispirata ai modelli degli annunci profetici dell'Antico Testamento (Isaia,
Malachia, Daniele...) e alle narrazioni bibliche delle origini di Isacco,
Sansone, Samuele. Sono frutto di una riflessione sviluppatasi in base alle
tradizioni conservate in ambienti giudeo-cristiani. Mirano non tanto a
precisare dei fatti, quanto a mettere in risalto la rivelazione anticipata di
quello che in essi i discepoli avrebbero intravisto su Gesù e la sua opera solo
dopo l'illuminazione della pasqua. Non si devono dunque leggere come resoconti stilati nel momento stesso in cui si verificavano
i fatti, ma come un'evocazione del mistero di Gesù accolto nella fede. Tale
evocazione si serve di tutte le risorse della letteratura biblica e della
meditazione cristiana posteriore. Le due narrazioni che riguardano l'annuncio di
una nascita (Giovanni Battista e Gesù) sono intessute di citazioni bibliche e,
ricorrendo a un'usanza classica nell'Antico Testamento, mostrano che la
missione di un uomo che fa avanzare la storia di Israele è preparata da un
preciso disegno di Dio a favore del suo popolo. Al realismo dell'apparizione a
Zaccaria fa riscontro la discrezione del messaggio divino che, senza
visualizzazione dei fatti, viene trasmesso alla madre di Gesù. Al dubbio molto
umano del padre di Giovanni si contrappone, una volta che è stata chiarita,
la fede senza riserve di Maria. Alla missione del precursore, paragonato ad
Elia e ripieno di Spirito Santo, fa riscontro la missione del realizzatore, del
figlio dell'Altissimo, nato dalla potenza dello Spirito Santo. La scena della
visitazione completa il contrasto, ponendo le due madri l'una di fronte
all'altra: il bambino dell'una esulta di gioia dinanzi al bambino dell'altra,
mentre Maria, nel Magnificat, si esprime a nome dell'intero Israele, che
vede spuntare l'aurora della giustizia, dell'ordine, della pace. Anche nella
narrazione delle due nascite risaltano i contrasti. Quella di Giovanni viene
evocata rapidamente ed è la scena della circoncisione, in casa, tra parenti e
amici, a comparire in primo piano: Giovanni è l'ultimo profeta dell'Antico
Testamento incaricato di preparare la strada del Signore. La nascita di Gesù,
lontano dalla propria casa, nella nudità d'una stalla, con ipastori
illuminati da Dio, annunzia la missione del nuovo Davide, il pastore che sarà
riconosciuto dagli umili (cf 10,21). Della circoncisione c'è solo un accenno.
Viene ampiamente sviluppata, invece, la presentazione al tempio; essa dimostra
come Gesù compie, con la sua sottomissione, e supera allo stesso tempo
la legge di Mosè. La sua venuta farà sorgere domande e dispute insinuando la
contraddizione nel più profondo degli spiriti e dei cuori. Anche il cuore di
Maria, immagine di Israele, soffrirà la divisione tra la luce portata da Gesù
e gli interrogativi che continuano a sussistere a motivo del modo inaspettato
con cui egli risponde alle speranze riposte nel messia. Maria e Giuseppe, quando
ritrovano dopo tre giorni il bambino che avevano smarrito, nel sentirlo parlare
di Dio come di suo Padre proveranno la stessa meraviglia che sperimenteranno le
donne e i discepoli il mattino di pasqua, davanti alla tomba vuota e alla
manifestazione inattesa della vita nuova, della presenza inafferrabile e
dell'autorità irresistibile del Crocifisso risorto. In tal modo i due primi
capitoli di Luca si collegano direttamente agli ultimi tre. Le origini di Gesù
si modellano già sul dramma della passione e della risurrezione, costituendo
quell'unica realtà che non finisce mai di appassionare gli uomini e di nutrire
i credenti.
1
1Poiché
molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di
noi,
2come
ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e
divennero ministri della parola,
3così
ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli
inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo,
4perché
ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Annunzio della nascita di Giovanni Battista.
Avviene
probabilmente nell'anno 4 a. C. Zaccaria fa parte delle classi sacerdotali
incaricate periodicamente di rinnovare la brace e di bruciare l'incenso
sull'altare del tempio. Erode, detto il Grande, ha regnato dal 37 al 4 a. C.
Elisabetta era sterile, come già lo erano state Sara (Gen 18,11), la madre di
Sansone (Gdc 13,2) e Anna, madre di Samuele (1Sam 1,5-8; Is 49,1 e 5; Ger 1,5;
Dn 8,16 e 9,21; Gen 17,19; Es 30,7; Ml 3,23-24).
5A1
tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della
classe di Abia, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata
Elisabetta.
6Erano
giusti davànti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le
prescrizioni del Signore.
7Ma
non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti
negli anni.
8Mentre
Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,
9secondo
l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per
fare l'offerta dell'incenso.
10Tutta
l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso.
11Allora
gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso.
12Quando
lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
13Ma
l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e
tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
14Avrai
gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
15poiché
egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti,
sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
16e
ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio.
17Gli
camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori
dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al
Signore un popolo ben disposto».
18Zaccaria
disse all'angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è
avanzata negli anni».
19L'angelo
gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato
mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio.
20Ed
ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose
avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a
loro tempo».
21Intanto
il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare
nel tempio.
22Quando
poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una
visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
23Compiuti
i giorni del suo servizio, tornò a casa.
24Dopo
quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi
e diceva:
25«Ecco
che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di
togliere la mia vergogna tra gli uomini».
L'annunciazione.
Avviene
sei mesi più tardi a Nàzaret, piccolo agglomerato senza storia e senza
prestigio, che non viene mai nominato nella Bibbia. Le citazioni sono di Sof
3,14; ìs 7,14; e 2Sam 7,1; Es 40,35; Nm 19,18; Gn 18,14.
26Nel
sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nàzaret,
27a
una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28Entrando
da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
29A
queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
30L'angelo
le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31Ecco
concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
32Sarà
grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di
Davide suo padre
33e
regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34Allora
Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
35Le
rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua
ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e
chiamato Figlio di Dio.
36Vedi:
anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e
questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
37nulla
è impossibile a Dio».
38Allora
Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto». E l'angelo partì da lei.
La visitazione.
Maria
rende visita alla cugina Elisabetta; Maria ha creduto, al contrario di Zaccaria
che ha dubitato (Gdc 5,24; Gdt 13,18).
39In
quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una
città di Giuda.
40Entrata
nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
41Appena
Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Elisabetta fu piena di Spirito Santo
42ed
esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo
grembo!
43A
che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
44Ecco,
appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha
esultato di gioia nel mio grembo.
45E
beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».
Il Magnificat.
Maria
canta le «grandi cose» fatte da Dio, ispirandosi a tutto il filone poetico
dell'Antico Testamento, in particolare al cantico di Anna (ISam 1,11 e
2,1-10), di Isaia (29,19; 4,18-19), dei salmi (89, 98, 103, 107, 111) e Giobbe
(12,19 e 5,11).
46Allora
Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore
47e
il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché
ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi
chiameranno beata.
49Grandi
cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
50di
generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo
temono. 51Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i
superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha
rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
53ha
ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54Ha
soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
55come
aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
56Maria
rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Nascita e circoncisione di Giovanni Battista.
Otto
giorni dopo la nascita di un bambino, aveva luogo la circoncisione, segno dell'alleanza
con Dio (Lv 12,3).
57Per
Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
58I
vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua
misericordia, e si rallegravano con lei.
59All'ottavo
giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di
suo padre, Zaccaria.
60Ma
sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
61Le
dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
62Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si
chiamasse.
63Egli
chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono
meravigliati.
64In
quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e
parlava benedicendo Dio.
65Tutti
i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della
Giudea si discorreva di tutte queste cose.
66Coloro
che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si
dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
Il Benedictus
si ispira
soprattutto a: Sal 41; 72; 105; 106; 111; Lv 26,42; Is 40,3; Ml 3,1; IS 9,1;
42,67.
67Zaccaria,
suo padre, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo:
68«Benedetto
il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,
69e
ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo,
70come
aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
71salvezza
dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
72Così
egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa
alleanza,
73de1
giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
74di
concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore,
75in
santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
76E
tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al
Signore a preparargli le strade,
77per
dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi
peccati,
78grazie
alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto
un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra
della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
Giovanni Battista si ritira nella solitudine
sull'esempio
di Isacco, di Ismaele (Gen 21,8), di Sansone (Gdc 13,24-25) e di Samuele
(1Sam 2,21).
80Il
fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte
fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
Nascita di Gesù a Betlemme
la città
di Davide (Sof 16,1-4), probabilmente nell'anno 25 del regno di Augusto,
imperatore di Roma dal 30 a.C. al 14 d.C.
2
1In
quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di
tutta la terra.
2Questo
primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
3Andavano
tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
4Anche
Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret
e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,
5per
farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
6Ora,
mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
7Diede
alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una
mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
La visita dei pastori.
Matteo
ha presentato l'omaggio dei re; Luca è più sensibile a quello dei poveri.
8C'erano
in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al
loro gregge.
9Un
angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li
avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,
10ma
l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà
di tutto il popolo:
11oggi
vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
12Questo
per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una
mangiatoia».
13E
subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava
Dio e diceva:
14«Gloria
a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».
15Appena
gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra
loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci
ha fatto conoscere».
16Andarono
dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva
nella mangiatoia.
17E
dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
18Tutti
quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.
19Maria,
da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I
pastori poi se
ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e
visto, com'era stato detto loro.
La circoncisione. Il
nome di Gesù vuol dire: il Signore salva:
21Quando
furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo
nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel
grembo della madre.
La presentazione di Gesù al tempio
Dopo
la purificazione di Maria. Gesù, in quanto primogenito, viene presentato al
tempio di Gerusalemme per essere riscattato (Es 13,2 e 12-13; Lv 12,2-8).
22Quando
venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il
bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
23come
è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al
Signore;
24e
per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive
la Legge del Signore.
Il Cantico di Simeone.
(Is
52,10; 42,6; 46,13; 49,6).
25Ora
a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che
aspettava il conforto d'Israele;
26
lo Spirito Santo
che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte
senza prima aver veduto il Messia del Signore.
27Mosso
dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il
bambino Gesù per adempiere la Legge,
28
lo prese
tra le braccia e benedisse Dio:
29«Ora
lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
30perché
i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata
da te davanti a tutti i popoli,
32luce
per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
La profezia di Simeone su
Gesù: è un segno offerto alla fede (Is 12,33).
33Il
padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
34Simeone
li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
35perché
siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà
l'anima».
Profezia di Anna.
Annunzia
che il bambino reca la salvezza definitiva a coloro che l'attendono.
36C'era
anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era
molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era
ragazza,
37era
poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal
tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
38Sopraggiunta
in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti
aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Ritorno a Nazaret.
39Quando
ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea,
alla loro città di Nàzaret.
40Il
bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era
sopra di lui.
Gesù insegna nel tempio.
A
dodici anni Gesù, divenuto figlio della Legge, deve da allora in poi seguirne
tutte le prescrizioni, in primo luogo recarsi a Gerusalemme per la pasqua (Es
12,1-28; Dt 16,5). La sua prima parola è di dichiarare che la sua filiazione
supera ogni comprensione umana (lSam 2,26).
41I
suoi genitori si
recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
42Quando
egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;
43ma
trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il
fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
44Credendolo
nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i
parenti e i conoscenti;
45non
avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
46Dopo
tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li
ascoltava e li interrogava.
47E
tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le
sue risposte.
48A1
vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto
così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
49Ed
egli rispose: «Perché mi cercavate? Non
sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
50Ma
essi non compresero le sue parole.
La vita nascosta a Nazaret.
(Pr 3,4).
51Partì
dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava
tutte queste cose nel suo cuore.
52E
Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini
II. SULLE SPONDE DEL GIORDANO
Predicazione di Giovanni Battista.
Fondandosi
su questo testo, Dionigi il Piccolo, nel VI secolo, ha fissato l'inizio dell'èra
cristiana (Ger 1,21; Os 1,1; Is 40,3-5; 30,27; 41,16; Ger 15,7; Mt 3,1-2; Mc
1,1-8; Gv 1,18-19).
3
1Nell'anno
decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore
della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca
dell'Iturèa e della Traconitide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,
2sotto
i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di
Zaccaria, nel deserto.
3Ed
egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di
conversione per il perdono dei peccati,
4com
e scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel
deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
5Ogni
burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi
siano diritti; i luoghi impervi spianati.
6Ogni
uomo vedrà la salvezza di Dio!
7Diceva
dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi
vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?
8Fate
dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi:
Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad
Abramo anche da queste pietre.
9Anzi,
la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon
frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».
10Le
folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?».
11Rispondeva:
«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia
altrettanto».
12Vennero
anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo
fare?».
13Ed
egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
14Lo
interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non
maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe».
15Poiché
il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a
Giovanni, se non fosse lui il Cristo,
16Giovanni
rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più
forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei
sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
17Egli
ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento
nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile».
18Con
molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.
Giovanni Battista in prigione.
(Mt 14,3-4; Mc 6,17-18).
19Ma
il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodiade, moglie di suo fratello,
e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,
20aggiunse
alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.
Battesimo di Gesù.
Come
tutti i grandi profeti (cf Isaia, Amos, Geremia...) Gesù riceve una rivelazione
misteriosa agli inizi della sua vocazione (Mt 3,13-17 e nota; Mc 1,9-11).
21Quando
tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì
22e
scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e
vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio
prediletto, in te mi sono compiaciuto».
Genealogia di Gesù.
Essa
non risale solo fino ad Abramo, capostipite del popolo ebraico (Mt 1,1 e
nota), ma fino ad Adamo padre dell'intera umanità.
23Gesù
quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'anni ed era figlio, come
si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,
24figlio
di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di
Giuseppe,
25figlio
di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggài, 26figlio
di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semèin, figlio di Iosek, figlio di loda,
27figlio
di Ioanan, figlio di Resa, figlio di Zorobabèle, figlio di Salatiel, figlio di
Neri,
28figlio
di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, 29figlio
di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattàt, figlio di
Levi,
30figlio
di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di
Eliacim,
31figlio
di Melèa, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natàm, figlio di
Davide,
32figlio
di lesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naàsson,
33figlio
di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Ami, figlio di Esrom, figlio di Fares,
figlio di Giuda,
34figlio
di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di
Nacor,
35figlio
di Seruk figlio di Ragau, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala,
36figlio
di Cainam, figlio di Arfàcsad, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamech,
37figlio
di Matusalemme, figlio di Enoch, figlio di Iaret, figlio di Malleèl, figlio di
Cainam,
38figlio
di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.
Tentazioni nel deserto.
Lo
spirito-del-male conduce Gesù nel deserto, luogo tradizionale del ritiro, delle
scelte, della prova e dell'incontro con Dio (cf. Mosè in Es 34,28; Elia in 1Re
19,8). Il tentatore presenta a Gesù tutte quelle possibilità cui potrebbe
ambire un uomo avido di successo. Ma Gesù non è venuto per assicurarsi
prestigio e gloria mondana (Dt 8,3; Ger 27,5; Dt 6,13; Sal 91,12; Dt 6,16; Mt
4,1-11 e nota; Mc 1,12-13).
4
1Gesù,
pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito
nel deserto
2dove,
per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni;
ma quando furono terminati ebbe fame.
3Allora
il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi
pane».
4Gesù
gli rispose: «Sta scritto: Non di solo
pane vivrà l'uomo».
5Il
diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della
terra, gli disse:
6«Ti
darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa
nelle mie mani e io la do a chi voglio.
7Se
ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo».
8Gesù
gli rispose: «Sta scritto: Solo al
Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
9Lo
condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu
sei Figlio di Dio, buttati giù;
10sta
scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti
custodiscano;
11e
anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una
pietra».
12Gesù
gli rispose: «È stato
detto: Non tenterai il Signore Dio tuo».
13Dopo
aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per
ritornare al tempo fissato
III. GESÙ PER LE STRADE DELLA GALILEA
Gesù insegna.
(Mt 4,12.17.23; Mc 1,14-15).
14Gesù
ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse
in tutta la regione.
15lnsegnava
nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
Gesù a Nazaret.
Sembra
che Luca riassuma qui tre visite di Cristo: la prima vv. 16-22; la seconda vv.
23-24; la terza vv. 25-30 (Is 61,1-2; iRe 17,1-9; 2Re 5,14; Mt 13,35-58 e nota;
Mc 6,1-16).
16Si
recò a Nàzaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di
sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.
17Gli
fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con
l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per
proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in
libertà gli oppressi,
19e predicare un anno di grazia del Signore.
20Poi
arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti
nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.
21Allora
cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita
con i vostri orecchi».
22Tutti
gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che
uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».
23Ma
egli rispose: «Di certo voi mi citerete
il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao,
fallo anche qui, nella tua patria!».
24Poi
aggiunse: «Nessun profeta è bene
accetto in patria.
25Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia,
quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in
tutto il paese;
26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di
Sidone.
27C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma
nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».
28All'udire
queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;
29Si
levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del
monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.
30Ma
egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Gesù a Cafàrnao.
(Mc 1,21-28).
31Poi
discese a Cafàrnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente.
32Rimanevano
colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità.
33Nella
sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte:
34«Basta!
Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene
chi sei: il Santo di Dio!».
35Gesù
gli intimò: «Taci, esci da costui!».
E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli
alcun male.
36Tutti
furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa,
che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».
37E
si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.
Gesù guarisce la suocera di Simone e altri
malati. (Mt 8,14-17; Mc 1,29-39).
38Uscito
dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a
una grande febbre e lo pregarono per lei.
39Chinatosi
su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la
donna cominciò a servirli.
40Al
calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere
li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
41Da
molti uscivano demoni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li
minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.
42Su1
far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano,
lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro.
43Egli
però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città;
per questo sono stato mandato».
44E
andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
Chiamata dei primi quattro discepoli
(cf.
modello della narrazione in 1Re 19,18-20; ed Ez 47,9-10; Mt 4,18-22 e nota; Mc
1,16-20).
5
1Un
giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret
2e
la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due
barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
3Salì
in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.
Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.
4Quando
ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi
il largo e calate le reti per la pesca».
5Simone
rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla;
ma sulla tua parola getterò le reti».
6E
avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
7Allora
fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi
vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.
8Al
veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».
9Grande
stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la
pesca che avevano fatto;
10così
pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù
disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
11Tirate
le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Guarigione di un lebbroso.
(Mt 8,1-4 e
nota; Mc 1,40-45).
12Un
giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli
si gettò ai piedi pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi sanarmi».
13Gesù
stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo
voglio, sii risanato!». E subito la lebbra scomparve da lui.
14Gli
ingiunse di non dirlo a nessuno: «Va',
mostrati al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come ha ordinato
Mosè, perché serva di testimonianza per essi».
15La
sua fama si diffondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e
farsi guarire dalle loro infermità
16Ma
Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare.
Guarigione di un paralitico.
(Mt 9,1-8 e nota; Mc 2,1-12).
17Un
giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge,
venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la
potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
18Ed
ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo
passare e metterlo davanti a lui.
19Non
trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo
calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a
Gesù, nel mezzo della stanza.
20Veduta
la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi
peccati ti sono rimessi».
21Gli
scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che
pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».
22Ma
Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Che
cosa andate ragionando nei vostri cuori?
23Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire:
Alzati e cammina?
24Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra
di rimettere i peccati: io ti dico - esclamò rivolto al paralitico - alzati,
prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua».
25Subito
egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò
verso casa glorificando Dio.
26Tutti
rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi
abbiamo visto cose prodigiose».
Chiamata di Levi.
(Mt 9,9 e
nota; Mc 2,15-17).
27Dopo
ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte,
e gli disse: «Seguimi!».
28Egli,
lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Gesù si siede a tavola con dei peccatori.
(Mt
9,10-12 e nota; Mc 2,15-17).
29Poi
Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di
pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola.
30I
farisei e i loro
scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete
con i pubblicani e i peccatori?».
31Gesù
rispose: «Non sono i sani che hanno
bisogno del medico, ma i malati;
32Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».
Discussione sul digiuno.
Tutte le
mentalità sono da cambiare; non è possibile nessun adattamento (Mt 19,14-17 e
nota; Mc 2,18-22).
33Allora
gli dissero: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così
pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».
34Gesù
rispose: «Potete far digiunare gli
invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?
35Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora,
in quei giorni, digiuneranno».
36Diceva
loro anche una parabola: «Nessuno
strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio;
altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al
vecchio.
37E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo
spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.
38Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.
39Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il
vecchio è buono!».
Gesù padrone del sabato.
(Es
20,8-11; 34,21; 1Sam 21,2-7; Lv 24,5; Mt 12,1-8; Mc 2,23-28).
6
1Un
giorno di sabato passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano
e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
2Alcuni
farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?».
3Gesù
rispose: «Allora non avete mai letto ciò
che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni?
4Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e
ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli
sacerdoti?».
5E
diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è
signore del sabato».
Guarigione di un uomo dalla mano inaridita.
I
farisei paragonano questa guarigione a un intervento medico (cf più avanti
13,10-17; 14,1-6; Mt 12,9-14; Mc 3,1-6).
6Un
altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c'era là un
uomo, che aveva la mano destra inaridita.
7Gli
scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo
scopo di trovare un capo di accusa contro di lui.
8Ma
Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano
inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!».
L'uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato.
9Poi
Gesù disse loro: «Domando a voi: È lecito
in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o
perderla?».
10E
volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: «Stendi
la mano!». Egli lo fece e la mano guarì.
11Ma
essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero
potuto fare a Gesù.
La scelta dei dodici apostoli o inviati.
(Mt
10,1-4; Mc 3,13-19).
12In
quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in
orazione.
13Quando
fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il
nome di apostoli:
14Simone,
che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo,
Bartolomeo,
15Matteo,
Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota,
16Giuda
di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Le folle al seguito di Gesù.
(Mt
4,24-25; Mc 3,7-12).
17Disceso
con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli
e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di
Tiro e di Sidone,
18che
erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli
che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
19Tutta
la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
LE
GRANDI PAROLE DI GESÙ
Beatitudini e maledizioni.
Annunzio
di un capovolgimento di situazione per coloro che si trovano in necessità. E
un tema che ritorna costantemente in Luca, insieme a quello della preghiera e
della potenza dello Spirito (Sir 24,21; Is 61,2-3; Is 5,8-25; Mt 5,1-6 e 11-12).
20Alzàti
gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati
voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
21Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora
piangete, perché riderete.
22Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al
bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa
del Figlio dell'uomo.
23Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra
ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri
con i profeti.
24Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
25Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora
ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
26Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo
infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.
L'amore dei nemici.
(Mt
5,39-46).
27Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a
coloro che vi odiano,
28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi
maltrattano.
29A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il
mantello, non rifiutare la tunica.
30Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.
31Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
32Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori
fanno lo stesso.
33E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete?
Anche i peccatori fanno lo stesso.
34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete?
Anche i peccatori con-cedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne
nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché
egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Perdono e generosità.
(Mt
7,1-2).
36Siate misericordiosi, come è misericordioso
il Padre vostro.
37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete
condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
38date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi
sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato
a voi in cambio».
I due ciechi. Il discepolo. La pagliuzza e la
trave. (Mt
15,14; 10,24-25).
39Disse
loro anche una parabola: «Può forse un
cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?
40Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà
come il suo maestro.
41Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non
t'accorgi della trave che è nel tuo?
42Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è
nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima
la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza
dall'occhio del tuo fratello.
L'albero si riconosce dal frutto.
(Mt
12,33-35; 7,16-18).
43Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo
che faccia frutti buoni.
44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi
dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
45L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo
cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla
pienezza del cuore.
La casa costruita sulla roccia e quella senza
fondamenta. (Gb
8,15; Pr 10,25; Ez 13,10-15; Mt 7,21-27 e nota).
46Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
47Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi
mostrerò a chi è simile:
48è simile
a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le
fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella
casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
49Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha
costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investi e subito
crollò; e la rovina di quella casa fu grande».
Un centurione romano crede in Gesù. (Mt 8,5-13; Gv 4,46-54).
7
2Quando
ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto,
entrò in Cafàrnao.
2Il
servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva
molto caro.
3Perciò,
avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo
di venire e di salvare il suo servo.
4Costoro
giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: «Egli merita che tu gli faccia
questa grazia, dicevano,
5perché
ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
6Gesù
si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il
centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non stare a disturbarti,
io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;
7per
questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una
parola e il mio servo sarà guarito.
8Anch'io
infatti sono uomo sottoposto a un'autorità, e ho sotto di me dei soldati; e
dico all'uno: Va' ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio
servo: Fa' questo, ed egli lo fa».
9All'udire
questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».
10E
gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Risurrezione del figlio della vedova di Nain.
Gesù
restituisce la vita come Elia aveva risuscitato il figlio della vedova di
Sarepta (1Re 17,17-24).
111n
seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i
discepoli e grande folla.
12Quando
fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto,
figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.
13Vedendola,
il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non
piangere!».
14E
accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto,
dico a te, alzati!».
15Il
morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.
16Tutti
furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto
tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».
17La
fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.
Domanda di Giovanni Battista
che
non vede in Gesù il giustiziere che aveva annunziato (3,17). Gesù compie i
segni predetti da Isaia (26,19; 29,18-19; 35,5-6; 61,1-2) e proclama il ruolo di
Giovanni, messaggero inviato davanti a lui (Ml 3,1; Mt 11,2-15).
18Anche
Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni
chiamò due di essi
19e
li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un
altro?».
20Venuti
da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per
domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?».
211n
quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti
cattivi e donò la vista a molti ciechi.
22Poi
diede loro questa risposta: «Andate e
riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la
vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti
risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.
23E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!».
24Quando
gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla
riguardo a Giovanni: «Che cosa siete
andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?
25E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide
vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei
palazzi dei re.
26Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Si, vi dico, e più
che un profeta.
27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando davanti a te il mio
messaggero, egli preparerà la via davanti a te.
28Io vi
dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni,
e il più
piccolo nel regno di Dio è
più grande di lui.
29Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno
riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.
30Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui
hanno reso vano per loro il disegno di Dio.
Giudizio di Gesù sulla sua generazione.
Gesù
biasima coloro che rifiutano le proposte di Dio (Mt 11,16-19).
31A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono
simili?
32Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli
altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un
lamento e non avete pianto!
33È venuto
infatti Giovanni il Battista che non mangi a pane e non beve vino, e voi dite:
Ha un demonio.
34È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un
mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.
35Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».
La peccatrice perdonata.
36Uno
dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e
si mise a tavola.
37Ed
ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella
casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;
38e
fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a
bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li
cospargeva di olio profumato.
39A
quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse
un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una
peccatrice».
40Gesù
allora gli disse: «Simone, ho una cosa
da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure».
41«Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento
denari, l'altro cinquanta.
42Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi
dunque di loro lo amerà di più?».
43Simone
rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
44E
volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi
questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i
piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i
suoi capelli.
45Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha
cessato di baciarmi i piedi.
46Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso
di profumo i piedi.
47Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha
molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».
48
Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i
tuoi peccati».
49Allora
i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche
i peccati?».
50Ma
egli disse alla donna: «La tua fede ti
ha salvata; va' in pace!».
Un gruppo di donne segue Gesù.
(4,43-44;
Mt 4,23; 9,35; Mc 1,39).
8
1In
seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando
la buona novella del regno di Dio.
2C'erano
con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da
infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,
3Giovanna,
moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li
assistevano con i loro beni.
La parabola del seininatore.
(Mt 13,1-9 e nota; Mc 4,1-9).
4Poiché
una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, disse con una
parabola:
5«Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava,
parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la
divorarono.
6Un'altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per
mancanza di umidità.
7Un'altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con
essa, la soffocarono.
8Un'altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto».
Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi
per intendere, intenda!».
Perché Gesù parla in parabole.
(Is 6,9; Mt 13,10-13 e nota; Mc 4,10-12).
9I
suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola.
10Ed
egli disse: «A voi è dato conoscere i
misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché vedendo non
vedano e udendo non intendano.
Spiegazione della parabola del seminatore.
(Mt 13,18-23 e nota; Mc 4,14-20).
11Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio.
12I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi
viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così
siano salvati.
13Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con
gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora
della tentazione vengono meno.
14Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato,
strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e
dai piaceri della vita e non giungono a maturazione.
15Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la
parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la
loro perseveranza.
La luce è fatta per illuminare:
bisogna volerlo essere (Mc 4,21- 22).
16Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un
letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.
17Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di
segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.
18Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma
a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere».
La vera famiglia di Gesù.
(Mt 12,46-50; Mc 3,31-35).
19Un
giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a
causa della folla.
20Gli
fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».
21Ma
egli rispose: «Mia madre e miei fratelli
sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
La tempesta sedata.
(Mt 8,23-27 e nota; Mc 4,35-41).
22Un
giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: «Passiamo
all'altra riva del lago». Presero il largo.
23Ora,
mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul
lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.
24Accostatisi
a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». E lui,
destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece
bonaccia.
25Allora
disse loro: «Dov'è la vostra fede?».
Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli
obbediscono?».
L'indemoniato geraseno.
Il deserto è
il luogo classico ove dimorano gli spiriti impuri, mentre l'abisso è il luogo
destinato a riceverli definitivamente (Mt 8,28-34 e nota; Mc 5,1-20 e nota a
1,29).
26Approdarono
nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea.
27Era
appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto
dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei
sepolcri.
28Alla
vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da
me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».
29Gesù
infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell'uomo. Molte
volte infatti s'era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo
custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in
luoghi deserti.
30Gesù
gli domandò: «Qual è il tuo nome?».
Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui.
31E
lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso.
32Vi
era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che
concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise.
33I
demòni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi
a precipizio dalla rupe nel lago e annegò.
34Quando
videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella
città e nei villaggi.
35La
gente uscì per vedere l'accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l'uomo dal
quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù;
e furono presi da spavento.
36Quelli
che erano stati spettatori riferirono come l'indemoniato era stato guarito.
37Allora
tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse
da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò
indietro.
38L'uomo
dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo
congedò dicendo:
39«Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto».
L'uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva
fatto.
Guarigione della donna inferma e risurrezione
della figlia di Giàiro.
La morte è
solo un sonno (Mt 9,18-26; Mc 5,21-43).
40Al
suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui.
41Ed
ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai
piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua,
42perché
aveva un' unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il
cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
43Una
donna che soffriva di emorragia da dodici anni. e che nessuno era riuscito a
guarire,
44g1i
si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso
di sangue si arrestò.
45Gesù
disse: «Chi mi ha toccato?». Mentre
tutti negavano, Pietro disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e
ti schiaccia».
46Ma
Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho
sentito che una forza è uscita da me».
47Allora
la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e,
gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui
l'aveva toccato, e come era stata subito guarita.
48Egli
le disse: «Figlia, la tua fede ti hà
salvata, va' in pace!».
49Stava
ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua
figlia è mor4a, non disturbare più il maestro».
50Ma
Gesù che aveva udito rispose: «Non
temere, soltanto abbi fede e sarà salvata».
51Giunto
alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni
e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla.
52Tutti
piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse:
«Non piangete, perché non è morta, ma dorme».
53Essi
lo deridevano, sapendo che era morta,
54ma
egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla,
alzati!».
55Il
suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle
da mangiare.
56I
genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a
nessuno ciò che era accaduto.
9
1Egli
allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni
e di curare le malattie.
2E
li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
3Disse
loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né
pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.
4In
qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino.
5Quanto
a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro città, scuotete la
polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi».
6Allora
essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la
buona novella e operando guarigioni.
Erode e Gesù.
(Mt
14,1-2; Mc 6,14-16).
7lntanto
il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che
cosa pensare, perche alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti»,
8altri:
«E’ apparso Elia», e altri ancora: «E’ risorto uno degli antichi profeti».
9Ma
Erode diceva: «Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del
quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.
Ritorno degli apostoli e moltiplicazione dei
pani.
(Mt
14,13-21 e nota; Mc 6,30-44; Gv 6,1-13).
10A1
loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto.
Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsàida.
11Ma
le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del
regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.
12Il
giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda
la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e
trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
13Gesù
disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non
abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare
viveri per tutta questa gente».
14C'erano
infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere
per gruppi di cinquanta».
15Così
fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.
16Allora
egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li
benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla
folla.
17Tutti
mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via
dodici ceste.
Pietro proclama che Gesù è il Cristo.
(Mt
16,13-14 e nota; Mc 8,27-29).
18Un
giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli
erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
19Essi
risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno
degli antichi profeti che è risorto».
20Allora
domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola,
rispose: «Il Cristo di Dio».
21Egli
allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.
Primo annunzio della passione.
(Mt 16,21
e nota; Mc 8,31).
22«Il
Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani,
dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo
giorno».
Condizioni per seguire Gesù.
(14,27; Mt 16,24-27; 10,38; Mc 8,34-38; Gv 12,26).
23Poi,
a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
24Chi
vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per
me, la salverà.
25Che
giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
26Chi
si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio
dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi.
Il regno di Dio sta per manifestarsi.
(Mt
16,28; Mc 9,1).
271n
verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver
visto il regno di Dio».
La trasfigurazione.
E’
l'annunzio della glorificazione di Gesù, della sua morte e risurrezione, della
sua ascensione: realtà che permetteranno agli uomini di accedere a Dio con lui
(Es 34,4-22 e 29-35; Dt 34,5-6; 2Re 2,11-12; Nm 10,34; 1Re 9,8-18; Mt 17,1-8 e
nota; Mc 9,2-10).
28Circa
otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì
sul monte a pregare.
29E,
mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e
sfolgorante.
30Ed
ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,
31apparsi
nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a
compimento a Gerusalemme.
32Pietro
e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro
la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
33Mentre
questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi
stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli
non sapeva quel che diceva.
34Mentre
parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero
paura.
35E
dalla nube uscì una voce, che diceva:
«Questi
è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo».
36Appena
la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono
a nessuno ciò che avevano visto.
Gesù guarisce un altro indemoniato.
(Mt
17,14-18).
37Il
giorno seguente, quando furon discesi dal monte, una gran folla gli venne
incontro.
38A
un tratto dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego di volgere
lo sguardo a mio figlio, perché è l'unico che ho.
9Ecco,
uno spirito lo afferra e subito egli grida, lo scuote ed egli dà schiuma e solo
a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito.
40Ho
pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».
41Gesù
rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi
e vi sopporterò? Conducimi qui tuo figlio».
42Mentre
questi si avvicinava, il demonio lo gettò per terra agitandolo con convulsioni.
Gesù minacciò lo spirito immondo, risanò il fanciullo e lo consegnò a suo
padre
43E
tutti furono stupiti per la grandezza di Dio.
Secondo annunzio della passione.
(Mt
17,22-23; Mc 9,30-32).
Mentre
tutti erano sbalorditi per tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli:
44«Mettetevi
bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in
mano degli uomini».
45Ma
essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non
ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale
argomento.
Il più grande nel regno dei cieli.
Gesù
si identifica nuovamente con gli uomini (22,24; Mt 18,1-5; Mc 9,33-37).
46Frattanto
sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande.
47Allora
Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise
vicino e disse:
48«Chi
accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie
colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è
grande».
Chi non è contro di voi è per voi.
(11,23).
49Giovanni
prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni
nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi
seguaci».
50Ma
Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi,
è per voi».
IV. VERSO GERUSALEMME
Luca
presenta i diversi viaggi di Gesù a Gerusalemme in un unico viaggio orientato
verso la passione e la glorificazione.
Gesù non viene accolto in un villaggio di
Samaria.
Egli
prosegue il viaggio affermando che la sua missione non è di castigare ma di
mettere gli uomini in relazione con Dio (cf. azione di Elia in 2Re 2,10; inoltre
Lc 19,10-13; Mt 19,1 e nota; Mc 10,1).
51Mentre
stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse
decisamente verso Gerusalemme
52e
mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un
villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.
53Ma
essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
54Quando
videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo
che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
55Ma
Gesù si voltò e li rimproverò.
56E
si avviarono verso un altro villaggio.
Esigenze della vocazione apostolica.
Sono
più severe di quelle richieste da Elia: 1Re 19,19-21 (Mt 8,18-22 e nota).
7Mentre
andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».
58Gesù
gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro
nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
59A
un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a
seppellire prima mio padre».
60Gesù
replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va' e annunzia
il regno di Dio».
61Un
altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli
di casa».
62Ma
Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge
indietro, è adatto per il regno di Dio».
Missione dei settantadue discepoli.
Settantadue
era il numero tradizionale delle nazioni pagane, quante apparivano nella traduzione
greca dei Settanta, fatta ad Alessandria negli anni che vanno dal 309 al 250 a.
C. L'originale ebraico ne conta solo settanta. L'incarico di annunziare la
parola di Dio non è riservato agli specialisti (Mt 6,8.11; Lc 9,3-5).
10
1Dopo
questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due
a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
2Diceva
loro: «La messe è molta, ma gli operai
sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la
sua messe.
3Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
4non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno
lungo la strada.
51n qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
6S vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui,
altrimenti ritornerà su di voi.
7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che
vi sarà messo dinanzi,
9curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi
il regno di Dio.
10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle
piazze e dite:
11Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri
piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è
vicino.
12Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di
quella città.
Gesù si identifica con i suoi.
(Gn 3,3-6; Is 14,13-15; Mt 11,21-24 e nota).
13Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone
fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero
convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.
14Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di
voi.
15E tu, Cafàrnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai
precipitata!
16Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi
disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».
Rallegrarsi di appartenere a Dio.
(Sal 91,13; Dn 12,1).
171
settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si
sottomettono a noi nel tuo nome».
18Egli
disse: «Io vedevo satana cadere dal
cielo come la folgore.
19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli
scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.
20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi;
rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Il Vangelo rivelato ai semplici.
(Mt 11,25-27).
21In
quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io
ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste
cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché
così a te è piaciuto.
22Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il
Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il
Figlio lo voglia rivelare».
Il privilegio dei discepoli.
Essi stanno
assistendo al compimento della storia di Israele, alla trasformazione del mondo,
alla instaurazione del regno di Dio tra gli uomini, al risveglio di ogni
coscienza (Mt 13,16-17).
23E
volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati
gli occhi che vedono ciò che voi vedete.
24Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi
vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».
Parabola del buon samaritano.
insieme a
quello di amare Dio, il più grande comandamento è di amare il prossimo, anche
se si tratta di eretici e di stranieri come erano considerati i samaritani (Dt
6,5; Lv 19,18; Mt 22,34-40; Mc 12,28-30).
25Un
dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare
per ereditare la vita eterna?».
26Gesù
gli disse: «Che cosa sta scritto nella
Legge? Che cosa vi leggi?».
27Costui
rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te
stesso».
28E
Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
29Ma
quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?».
30Gesù
riprese: «Un uomo scendeva da
Gerusalemme a Gèrico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero
e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo
vide passò oltre dall'altra parte.
32Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e
n'ebbe compassione.
34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi,
caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di
lui.
35Il giorno seguente, estrasse due denari e le diede all'albergatore,
dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio
ritorno.
36Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è
incappato nei briganti?».
37Quegli
rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va'
e anche tu fa' lo stesso».
Marta e Maria.
Saper distinguere l’esssenziale.
38Mentre
erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse
nella sua casa.
39Essa
aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava
la sua parola;
40Marta
invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore,
non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi
aiuti».
41Ma
Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti
preoccupi e ti agiti per molte cose,
42ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte
migliore, che non le sarà tolta».
La preghiera insegnata da Gesù.
(Mt 6,9-13 e nota).
11
1Un
giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei
discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha
insegnato ai suoi discepoli».
2Ed
egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno;
3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
4e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni
nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».
L'amico importuno.
(18,2-5).
5Poi
aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e
va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani,
6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da
mettergli davanti;
7e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è
già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli;
8vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si
alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.
Efficacia della preghiera.
(Mt 7,7-11; Gv 14,13-14).
9Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto.
10Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una
pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?
12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
13Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri
figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che
glielo chiedono!».
Esorcismi.
La presenza di
Gesù vince le forze oscure che perseguitano le anime. Le vittime sono
trasformate (Mt 12,22-30 e nota; Mc 3,22-27).
14Gesù
stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò
a parlare e le folle rimasero meravigliate.
15Ma
alcuni dissero: «E’ in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia
i demòni».
16Altri
poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
17Egli,
conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni
regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra.
18Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi
il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl.
19Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in
nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.
20Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a
voi il regno di Dio.
21Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti
i suoi beni stanno al sicuro.
22Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via
l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.
Intransigenza di Gesù.
Qui non si
tratta più, come in 9,50, di un criterio per saggiare gli altri, ma di mettere
alla prova se stessi (Mt 12,30).
23Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me,
disperde.
Ritorno dello spirito-del-male.
(Lv 16,10; Mt 12,43-45).
24Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luoghi aridi
in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui
sono uscito.
25Venuto, la trova spazzata e adorna.
26Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi
entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell'uomo diventa peggiore
della prima».
La vera beatitudine.
27Mentre
diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il
ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».
28Ma
egli disse: «Beati piuttosto coloro che
ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Non vi sono segni che costringono a credere.
(1Re 10,1-10; Mt 12,38-42 e nota).
29Mentre
le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa
generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà
dato nessun segno fuorché il segno di Giona.
30Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il
Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
31La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa
generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra
per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui.
32Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione
e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed
ecco, ben più di Giona c'è qui.
Vivere nella luce.
(Ml 2,1-9; Nm 19,16; Lc 8,16; Mt 5,15 e 6,22-23; Mc 4,21).
33Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il
moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce.
34La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il
tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle
tenebre.
35Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.
36Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle
tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo
bagliore».
Contro i farisei e i legulei.
Gesù condanna
il formalismo religioso (Mt 23,1-36 e nota; Mc 12,38-40).
37Dopo
che ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e
si mise a tavola.
38Il
fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
39Allora
il Signore gli disse: «Voi farisei
purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pienò
di rapina e di iniquità.
40Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno?
41Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi
sarà mondo.
42Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della iuta e
di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose
bisognava curare senza trascurare le altre.
43Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i
saluti sulle piazze.
44Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente
vi passa sopra senza saperlo».
45Uno
dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi».
46Egli
rispose: «Guai anche a voi, dottori
della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi
non li toccate nemmeno con un dito!
7Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li
hanno uccisi.
48Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri:
essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
49Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e
apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;
50perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti,
versato fin dall'inizio del mondo,
51da1 sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra
l'altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa
generazione.
52Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della
scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».
53Quando
fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a
farlo parlare su molti argomenti,
54tendendogli
insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Bisogna amare solo Dio.
È necessaria
una scelta esplicita del Cristo (Mt 16,6-12; 10,26-33; 3,12; 18,9; 12,32;
10,17-29,' Mc 8,15; 4,22; 8,38; 3,29,' 13,11).
12
1Nel
frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù
cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi
dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia.
2Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non
sarà conosciuto.
3Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce;
e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà
annunziato sui tetti.
4A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo
non possono far più nulla.
5Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver
ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Si, ve lo dico, temete Costui.
6Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno
di essi è dimenticato davanti a Dio.
7Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi
valete più di molti passeri.
8Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il
Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;
9ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli
angeli di Dio.
10Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma
chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.
11Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle
autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire;
12perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna
dire».
Essere ricchi della vera ricchezza.
(Sir 11,19).
13Uno
della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità».
14Ma
egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito
giudice o mediatore sopra di voi?».
15E
disse loro: «Guardatevi e tenetevi
lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita
non dipende dai suoi beni».
16Disse
poi una parabola: «La campagna di un
uomo ricco aveva dato un buon raccolto.
17Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei
raccolti?
18E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più
grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.
19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per
molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.
20Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la
tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?
21Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».
Aver fiducia in Dio.
Il suo regno è un dono gratuito (Mt 6,25-33).
22Poi
disse ai discepoli: «Per questo io vi
dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per
il vostro corpo, come lo vestirete.
23La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.
24Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né
granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete!
25Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua
vita?
26Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché
vi affannate del resto?
27Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi
dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
28Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si
getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede?
29Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con
l'animo in ansia:
30di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro
sa che ne avete bisogno.
31Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in
aggiunta.
32Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi
il suo regno.
Essere disposti a vendere tutti i propri beni
per poter entrare nel regno.
Luca torna
spesso sulla necessità di dare: cf 3,11; 6,30; 11,41; 12,33; 14,13-14; 16,9;
18,22; 19,8; At 2,44; 4,34; 9,36; 10,2; 10,31; inoltre Mt 16,20-21.
33Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non
invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la
tignola non consuma.
34Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Tenersi pronti, con la cintura ai fianchi,
per il ritorno del padrone.
(Mt 24,42-51;
25,1-13).
35Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
36siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze,
per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;
in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e
passerà a servirli.
38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così,
beati loro!
39Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il
ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
40Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora
che non pensate».
41Allora
Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
42Il
Signore rispose: «Qual è dunque
l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù,
per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.
44In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e
cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,
46Il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta
e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli
infedeli.
47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o
agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;
48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di
percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a
chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.
Gesù vive nell'attesa del sacrificio.
(Mi 7,6; Mt 10,34-36 e nota).
49Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già
acceso!
50C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non
sia compiuto!
51Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma
la divisione. -52D'ora innanzi in una casa di cinque persone
53si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e
figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro
nuora e nuora contro suocera».
Saper interpretare i segni dei tempi.
(Mt 16,2-3).
54Diceva
ancora alle folle: «Quando vedete una
nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.
55E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.
56Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai
questo tempo non sapete giudicarlo?
57E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
Non indugiare a mettersi d'accordo con il
fratello. (Mt 5,25-26).
58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada
procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il
giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione.
59Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo
spicciolo».
La torre di Sibe.
Convertirsi o perire.
13
1In
quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il
cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
2Prendendo
la parola, Gesù rispose: «Credete che
quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, aver subito tale sorte?
3No, vi dico ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
4O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sibe e li uccise,
credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
5No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Dio sa aspettare.
(Cf. in Mt 21,18-22 il castigo immediato).
6Disse
anche questa parabola: «Un tale aveva un
fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.
7Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti
su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?
8Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io
gli zappi attorno e vi metta il concime
9e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai».
Guarigione in giorno di sabato. Ci troviamo di fronte a un genere letterario che è già apparso in
Luca: 6,6-21 e 14,1-6.
10Una
volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato.
11C'era
là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era
curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.
12Gesù
la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna,
sei libera dalla tua infermità»,
13e
le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
14Ma
il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione
di sabato, rivolgendosi alla folla disse:
«Ci
sono sei giorni in
cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno
di sabato».
15Il
Signore replicò: «Ipocriti, non
scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia,
per condurlo ad abbeverarsi?
16E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni,
non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?».
17Quando
egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla
intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Il granello di senape e il lievito.
(Ez 17,23; Dn 4,9-18; Mt 13,31-32; Mc 4,30-32).
18Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo
rassomiglierò?
19È simile
a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è
cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i
suoi rami».
20E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio?
21È simile
al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché
sia tutta fermentata».
La porta stretta. Bisogna entrare finché rimane aperta (Sal 6,9; Mt 7,13-14 e 21-23;
25,10-12; 8,11-12).
22Passava
per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.
23Un
tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose:
24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico,
cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti
fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi
risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.
26Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e
tu hai insegnato nelle nostre piazze.
27Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da
me voi tutti operatori d'iniquità!
28Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e
Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e
siederanno a mensa nel regno di Dio.
30Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra
i primi che saranno ultimi».
Gesù sale a Gerusalemme con
chiara coscienza di ciò che l'attende.
31In
quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di
qui, perché Erode ti vuole uccidere».
32Egli
rispose: «Andate a dire a quella
volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo
giorno avrò finito.
33Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per
la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di
Gerusalemme.
Apostrofe a Gerusalemme. Si ispira a Geremia (7,12-14), Isaia (50,2; 65,12; 66,4) e al salmo
118,26 (Mt 23,37-39).
34Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che
sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una
gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!
35Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non
mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome
del Signore!».
Nuova guarigione in giorno di sabato.
(6,6-11;
13,10-17).
14
1Un
sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente
stava ad osservano.
2Davanti
a lui stava un idropico.
3Rivolgendosi
ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «E’ lecito o no curare
di sabato?».
4Ma
essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
5Poi
disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà
subito fuori in giorno di sabato?».
6E
non potevano rispondere nulla a queste parole.
Non precipitarsi al primo posto.
(Pr
25,6-7).
7Osservando
poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:
8«Quando
sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci
sia un altro invitato più ragguardevole di te
9e
colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai
con vergogna occupare l'ultimo posto.
10Invece
quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui
che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore
davanti a tutti i commensali.
11Perché
chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
La gratuità dell'amore.
12Disse
poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non
invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi
vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il
contraccambio.
13A1
contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;
14e
sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua
ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parabola degli invitati che non accettano.
I primi
invitati non prenderanno parte al festino del Regno. Troppi attaccamenti li
distolgono da esso (Mt 6,11 e 22,2-10).
15Uno
dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel
regno di Dio!».
16Gesù
rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
17All'ora
della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto.
18Ma
tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un
campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato.
19Un
altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego,
considerami giustificato.
20Un
altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.
21Al
suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di
casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della
città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.
22Il
servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto.
23Il
padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a
entrare, perché, la mia casa si riempia.
24Perché
vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia
cena».
Rinunziare a tutto per entrare nel Regno.
(Mt
10,32-38; 16,24; Mc 8,34).
25Siccome
molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:
26«Se
uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i
fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
27Chi
non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio
discepolo.
28Chi
di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa,
se ha i mezzi per portarla a compimento?
29Per
evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro
che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
30Costui
ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
31Oppure
quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se
può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?
32Se
no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace.
33Così
chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio
discepolo.
Parabola del sale.
(Mt 5,13;
Mc 9,50).
34Il
sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà?
35Non
serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi
per intendere, intenda».
LE TRE PARABOLE DEL PERDONO
15
1Si
avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
2I
farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
3Allora
egli disse loro questa parabola:
La pecora perduta.
Viene
ritrovata nel deserto palestinese, là dove i greggi emigrano da novembre a fine
maggio (Ez 34,1-4 e 11-16; Gb 23,14; Mi 4,6-7; Mt 18,12-14).
4«Chi
di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel
deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
5Ritrovatala,
se la mette in spalla tutto contento,
6va
a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho
trovato la mia pecora che era perduta.
7Così,
vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per
novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
La dramma perduta
cioè
l'accoglienza riservata ai peccatori.
8O
quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e
spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?
9E
dopo averla trovata chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me,
perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
10Così,
vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si
converte».
Il figlio prodigo.
L'immensa
tenerezza di Dio. Benché irreprensibile, il figlio maggiore è il simbolo di
coloro che si credono giusti (Lv 11,7; Ger 3,19).
11Disse
ancora: «Un uomo aveva due figli.
12Il
più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta.
E il padre divise tra loro le sostanze.
13Dopo
non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un
paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
14Quando
ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a
trovarsi nel bisogno.
15Allora
andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò
nei campi a pascolare i porci.
16Avrebbe
voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci: ma nessuno gliene dava.
17Allora
rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane
in abbondanza e io qui muoio di fame!
18Mi
leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e
contro di te;
19non
sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi
garzoni.
20Partì
e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e
commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
21Il
figlio gli disse: Padre ho peccato contro il Cielo e contro. Di te; non sono più
degno di esser chiamato tuo figlio.
22Ma
il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e
rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.
23Portate
il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
24perché
questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato
ritrovato. E cominciarono a far festa.
25Il
figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì
la musica e le danze;
26chiamò
un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.
27Il
servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il
vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
28Egli
si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.
29Ma
lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai
trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa
con i miei amici.
30Ma
ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è
tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
31Gli
rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
32ma
bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è
tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
La parabola dell'amministratore infedele.
Coloro
che ascoltano Gesù vivono in un mondo nuovo, a confronto quindi con una crisi
seria. Bisogna prendere coscienza dell'importanza della posta in gioco e agire
di conseguenza, come fece l'amministratore disonesto. Ridotto a una situazione
estrema, egli calcola ciò che gli occorre per vivere e cerca di farvi fronte.
La parabola viene completata con altri detti di Gesù sul buon uso delle ricchezze.
16
1Diceva
anche ai discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e
questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
2Lo
chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua
amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.
3L'amministratore
disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'ammini
strazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.
4So
io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione,
ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
5Chiamò
uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:
6Tu
quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse:
Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.
7Poi
disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse:
Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
8Il
padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con
scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più
scaltri dei figli della luce.
9Ebbene,
io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa
verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
10Chi
è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è
disonesto anche nel molto.
11Se
dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella
vera?
12E
se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
13Nessun
servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si
affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a
mammona».
Contro i farisei, amici del denaro.
14I
farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si
beffavano di lui.
15Egli
disse: «Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri
cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.
Una svolta essenziale della storia.
(Mt
11,12-13).
16La
Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno
di Dio e ognuno si sforza per entrarvi.
La legge non passerà.
(Mt
5,18).
17È
più facile che
abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.
Indissolubilità del matrimonio.
Queste
istruzioni sono in completa contraddizione con la legge di Mosè (Mt 5,32 e
19,9; Mc 10,11-12).
18Chiunque
ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa
una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.
Il ricco cattivo e il povero Lazzaro
o la
superiorità dei segni spirituali.
19C'era
un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava
lautamente.
20Un
mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,
21bramoso
di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano
a leccare le sue piaghe.
22Un
giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche
il ricco e fu sepolto.
23Stando
nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro
accanto a lui.
24Allora
gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere
nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi
tortura.
25Ma
Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita
e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo
ai tormenti.
26Per
di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono
passare da voi non possono, né di costi si può attraversare fino a noi.
27E
quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,
28perché
ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo
di tormento.
29Ma
Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.
30E
lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.
31Abramo
rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai
morti saranno persuasi».
Lo scandalo.
(Mt
18,6-7; Mc 9,42).
17
1Disse
ancora ai suoi discepoli: «È
inevitabile che
avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono.
2E’
meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato
nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.
3State
attenti a voi stessi!
Perdonare sempre. (Mt
8,15; 21,22).
Se
un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli.
4E
se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu
gli perdonerai».
Potenza della fede.
Nulla le
è impossibile (Mt 17,20; 21,21; Mc 11,23).
5Gli
apostoli dissero al Signore:
6«Aumenta
la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino
di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare,
ed esso vi ascolterebbe.
Servire senza attendere ricompensa.
(Gb
22,3).
7Chi
di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando
rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?
8Non
gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché
io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?
9Si
riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
10Così
anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».
Il lebbroso samaritano.
Oriundo
di una regione ostile ed eretica (cf leprescrizioni concernenti i lebbrosi in Lv
13,45-46; 14,1-32).
11Durante
il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
12Entrando
in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a
distanza,
13alzarono
la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».
14Appena
li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre
essi andavano, furono sanati.
15Uno
di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;
16e
si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
17Ma
Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove
dove sono?
18Non
si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo
straniero?».
E gli disse:
19«Alzati
e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Il regno di Dio è in mezzo a noi.
(Mt 3,2;
4,17).
20Interrogato
dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», rispose:
21«Il
regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà:
Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Il giorno del figlio dell'uomo
descritto
con linguaggio apocalittico. Egli verrà senza far colpo. I discepoli, anche
se testimoni di eventi che i profeti hanno desiderato vedere, non afferrano ciò
che avviene dentro e in mezzo a loro. Verrà il giorno in cui vorranno
rivedere il Cristo e non lo potranno (Gen 6-8; 19,1-29; Dn 9,2; Mt 14,27-41 e
nota).
22Disse
ancora ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno
solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.
23Vi
diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.
24Perché
come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il
Figlio dell'uomo nel suo giorno.
25Ma
prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa
generazione.
26Come
avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo:
27mangiavano,
bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò
nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
28Come
avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano,
piantavano, costruivano;
29ma
nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece
perire tutti.
30Così
sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà.
31In
quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non
scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro.
32Ricordatevi
della moglie di Lot.
33Chi
cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la
salverà.
34Vi
dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l'uno verrà preso e
l'altro lasciato;
35due
donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra
lasciata».
[36].
37Allora
i discepoli gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà
il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi».
Il potere infallibile della preghiera.
Nell'ambiente
sociale di quel tempo la vedova è una persona senza appoggi (Is 1,17;
1,23; Gb 31,16; cf Mt 7,7).
18
1Disse
loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi:
2«C'era
in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno.
3In
quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi
giustizia contro il mio avversario.
4Per
un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non
ho rispetto di nessuno,
5poiché
questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga
continuamente a importunarmi».
6il
Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto.
7E
Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui,
e li farà a lungo aspettare?
8Vi
dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà,
troverà la fede sulla terra?».
Il vero posto degli uomini di fronte al
Signore. (Mt
6,1; 23,28).
9Disse
ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e
disprezzavano gli altri:
10«Due
uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
11Il
fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non
sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo
pubblicano.
12Digiuno
due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
13Il
pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al
cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
14Io
vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché
chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
Ritornare bambini.
(9,47; Mt
19,13-15; Mc 10,13-16).
15Gli
presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò,
li rimproveravano.
16Allora
Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me,
non glielo impdite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
17
In verità
vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».
Il pericolo delle ricchezze.
(Es
20,12-16; Dt 6,16-17; 10,25-28; Mt 19,16-29 e nota; Mc 10,17-30 e nota).
18Un
notabile lo interrogò: «Maestro buono che devo fare per ottenere la vita
eterna?».
19Gesù
gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.
20Tu
conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non
testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre».
21Costui
disse: «Tutto questo l'ho osservato fin dalla mia giovinezza».
22Udito
ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che
hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi».
23Ma
quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco.
24Quando
Gesù lo vide, disse: «Quant'è difficile, per coloro che possiedono
ricchezze entrare nel regno di Dio.
25E
più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco
entrare nel regno di Dio!».
26Quelli
che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?».
27Rispose:
«Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».
28Pietro
allora disse: «Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito».
29Ed
egli rispose: «In verità vi dico, non c'è nessuno che abbia lasciato casa
o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio,
30che
non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che
verrà».
Terzo annunzio della passione.
(Mt
20,17-19; Mc 10,32-34).
31Poi
prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e
tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà.
32Sarà
consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi
33e,
dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà».
34Ma
non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e
non capivano ciò che egli aveva detto.
Il cieco di Gerico.
La
fede permette di entrare in relazione con Dio (Mt 20,29-34; Mc 10,46-52).
35Mentre
si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada.
36Sentendo
passare la gente, domandò che cosa accadesse.
37Gli
risposero: «Passa Gesù il Nazareno!».
38Allora
incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».
39Quelli
che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora
più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
40Gesù
allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli
domandò:
41«Che
vuoi che io faccia per te?».
Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista».
42E
Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
43Subito
ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla
vista di ciò, diede lode a Dio.
Zaccheo.
Il
contatto con Dio viene offerto a chi si distacca da tutto ciò che ha commesso
in passato (la legge condannava il ladro di bestiame a versare un indennizzo
pari al quadruplo dell'animale rubato: Es 21,37; 2Sam 12,6).
19
1Entrato
in Gèrico, attraversava la città.
2Ed
ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,
3cercava
di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché
era piccolo di statura.
4Allora
corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare
di là.
5Quando
giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi
subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
61n
fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
7Vedendo
ciò, tutti mormoravano: «E’ andato ad alloggiare da un peccatore!».
8Ma
Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei
beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
9Gesù
gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli
è figlio di Abramo;
10i1
Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Parabola delle mine.
È indispensabile
la valorizzazione dei doni di Dio e la partecipazione dell'uomo all'evoluzione
del mondo (Mt 25,14-30; 2,38ss).
11Mentre
essi stavano ad ascoltare queste cose, Gesù disse ancora una parabola perché
era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio dovesse
manifestarsi da un momento all'altro.
12Disse
dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere
un titolo regale e poi ritornare.
13Chiamati
dieci servi; consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio
ritorno.
14Ma
i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vogliamo
che costui venga a regnare su di noi.
15Quando
fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai
quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
16Si
presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.
17Gli
disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il
potere sopra dieci città.
18Poi
si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre
cinque mine.
19Anche
a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.
20Venne
poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in
un fazzoletto;
21avevo
paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in
deposito, mieti quello che non hai seminato.
22Gli
rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono
un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello
che non ho seminato:
23perché
allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei
riscosso con gli interessi.
24Disse
poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci.
25Gli
risposero: Signore, ha già dieci mine!
26Vi
dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che
ha.
27E
quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e
uccideteli davanti a me».
V. MINISTERO DI GESÙ A GERUSALEMME
Ingresso di Gesù a Gerusalemme.
(Sal
118,26; Mt 12,1-11 e nota; Mc 11,1-11; Gv 12,12-19).
28Dette
queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.
29Quando
fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due
discepoli dicendo:
30«Andate
nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale nessuno
è mai salito; scioglietelo e portatelo qui.
31E
se qualcuno vi chiederà: Perché lo sciogliete?, direte così: Il Signore ne ha
bisogno».
32Gli
inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto.
33Mentre
scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché sciogliete il
puledro?».
34Essi
risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
35Lo
condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero
salire Gesù.
36Via
via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
37Era
ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei
discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi
che avevano veduto, dicendo:
38«Benedetto
colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più
alto dei cieli!».
39Alcuni
farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli».
40Ma
egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».
Lamento su Gerusalemme.
Gesù
predice la sua rovina, simbolo di quella del mondo antico, ispirandosi alla
presa di Gerusalemme da parte dei babilonesi nel 587 a. C. (Is 29,3; 37,33; Os
10,14 ecc.) e a quella di Gerusalemme da parte dei romani nel 70 d. C.
41Quando
fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:
42«Se
avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata
nascosta ai tuoi occhi.
43Giorni
verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno
e ti stringeranno da ogni parte;
44abbatteranno
te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché
non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
I venditori cacciati dal tempio.
(Is
56,7; Ger 7,11; Mt 21,12-13; Mc 11,15-18; Gv 2,12-16 e 18-20).
45Entrato
poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori,
46dicendo:
«Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una
spelonca di ladri!».
47Ogni
giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo
perire e così anche i notabili del popolo;
48ma
non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.
Obiezioni dei giudei sull'autorità di Gesù
dopo che
egli ha cacciato i venditori dal tempio (Mt 21,23-27; Mc 11,27-33).
20
1Un
giorno, mentre istruiva il popolo nel tempio e annunziava la parola di Dio, si
avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui
dicendo:
2«Dicci
con quale autorità fai queste cose o chi è che t'ha dato quest'autorità».
3E
Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e voi rispondetemi:
4Il
battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini?».
5Allora
essi discutevano fra loro: «Se diciamo "dal Cielo", risponderà:
"Perché non gli avete creduto?".
6E
se diciamo "dagli uomini", tutto il popolo ci lapiderà, perché è
convinto che Giovanni è un profeta».
7Risposero
quindi di non saperlo.
8E
Gesù disse loro: «Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio queste
cose».
Parabola del vignaioli omicidi.
La vigna
(Israele) sarà tolta ai suoi capi per essere affidata ad altri (Is 5,2; Sal
118,22; Mt 21,33-46; Mc 12,1-12).
9Poi
cominciò a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna,
l'affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo.
10A
suo tempo, mandò un servo da quei coltivatori perché gli dessero una parte
del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo percossero e lo rimandarono a mani
vuote.
11Mandò
un altro servo, ma essi percossero anche questo, lo insultarono e lo
rimandarono a mani vuote.
12Ne
mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono.
13Disse
allora il padrone della vigna: Che devo fare? Manderò il mio unico figlio;
forse di lui avranno rispetto.
14Quando
lo videro, i coltivatori discutevano fra loro dicendo: Costui è l'erede. Uccidiamolo
e così l'eredità sarà nostra.
15E
lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Che cosa farà dunque a costoro
il padrone della vigna?
16Verrà
e manderà a morte quei coltivatori, e affiderà ad altri la vigna». Ma essi, udito ciò, esclamarono: «Non sia
mai!».
17Allora
egli si volse verso di loro e disse: «Che cos'è dunque ciò che è scritto:
La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata testata d'angolo?
18Chiunque
cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà addosso, lo stritolerà».
19Gli
scribi e i sommi sacerdoti cercarono allora di mettergli addosso le mani, ma
ebbero paura del popolo. Avevano capito che quella parabola l'aveva detta per
loro.
Il denaro di Cesare.
(Mt
22,15-22 e nota; Mc 12,13-17).
20Postisi
in osservazione, mandarono informatori, che si fingessero persone oneste, per
coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all'autorità e al potere
del governatore.
21Costoro
lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non
guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio.
22È
lecito che noi
paghiamo il tributo a Cesare?».
23Conoscendo
la loro malizia, disse:
24«Mostratemi
un denaro: di chi è l'immagine e l'iscrizione?». Risposero: «Di Cesare».
25Ed
egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che
è di Dio».
26Così
non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua
risposta, tacquero.
La risurrezione dei morti.
(Dt 25,5-6; Es 3,6; Mt 22,23-33; Mc 12,18-27).
27Gli
si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione,
e gli posero questa domanda:
28«Maestro,
Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza
figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio
fratello.
29C'erano
dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, mori senza figli.
30Allora
la prese il secondo
31e
poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.
32Da
ultimo anche la donna morì.
33Questa
donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette
l'hanno avuta in moglie»;
34Gesù
rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
35ma
quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai
morti, non prendono moglie né marito;
36e
nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo
figli della risurrezione, sono figli di Dio.
37Che
poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto,
quando chiama il Signore Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
38Dio
non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
39Dissero
allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
40E
non osavano più fargli alcuna domanda.
Il Cristo, figlio e signore di Davide.
(Sal
110,1; Mt 22,41-45 e nota; Mc 12,35-37).
41Egli
poi disse loro: «Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide,
42se
Davide stesso nel libro dei Salmi dice: Ha detto il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
43finché
io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi?
44Davide
dunque lo chiama Signore; perciò come può essere suo figlio?».
Liberarsi dall'influenza dei grandi.
(11,43;
Mt 23,6s; Mc 12,38-40).
45E
mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai discepoli:
46«Guardatevi
dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e hanno piacere di esser
salutati nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei
conviti;
47divorano
le case delle vedove, e in apparenza fanno lunghe preghiere. Essi riceveranno
una condanna più severa».
La generosità del povero.
(Mc
12,41-44).
21
1Alzati
gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.
2Vide
anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli
3e
disse: «In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.
4Tutti
costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece
nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere».
La rovina del tempio di Gerusalemme
è dovuta
al fatto che gli israeliti hanno rifiutato di vedere in Gesù l'inviato di Dio
(Mt 24,1-3; Mc 13,1-4).
5Mentre
alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo
adornavano, disse:
6«Verranno
giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che
non venga distrutta».
7Gli
domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò
sta per compiersi?».
I segni premonitori
della
fine dei tempi e, allo stesso tempo, della fine di Gerusalemme, poco dopo le
sommosse che hanno fatto seguito alla morte di Nerone. I terremoti, le carestie,
le pestilenze, i dolori simili a quelli del parto sono immagini impiegate
spesso dai profeti (Dn 2,28; 15 19,2; 13,8; 26,17; 66,7; 13,13; Ger 14,17; 6,24;
13,21; Ez 5,12; Am 4,6 e 4,10; Os 13,13; Mi 4,9-10; Mt 24,3-14; Mc 13,5-13).
8Rispose:
«Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome
dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non
seguiteli.
9Quando
sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono
infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
10Poi
disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,
11e
vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno
anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.
12Ma
prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno,
consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a
governatori, a causa del mio nome.
13Questo
vi darà occasione di render testimonianza.
14Mettetevi
bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;
15io
vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno
resistere, né controbattere.
16Sarete
traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno
a morte alcuni di voi;
17sarete
odiati da tutti per causa del mio nome.
18Ma
nemmeno un capello del vostro capo perirà.
19Con
la vostra perseveranza salverete le vostre anime.
La distruzione di Gerusalemme.
(Dn
9,7; Dt 28,64; Dn 12,7; Mt 24,15-21; Mc 13,14-19).
20Ma
quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua
devastazione è vicina.
21Allora
coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la
città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città;
22saranno
infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
23Guai
alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà
grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.
24Cadranno
a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme
sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Catastrofi cosmiche
annunzieranno
la venuta del Figlio dell'uomo (Is 9-13,10; 24,4; Ger 4,23; Am 8,9; Mt
24,29-31 e nota; Mc 13,24-27). Notare che il termine «liberazione», usato così
spesso da Paolo, compare una sola volta nei Vangeli.
25Vi
saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di
popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,
26mentre
gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere
sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
27Allora
vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
28Quando
cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina».
Segni che vi riguardano.
(Mt
24,32-35; Mc 13,28-31).
29E
disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante;
30quando
già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.
31Così
pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è
vicino.
32In
verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.
33Il
cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Un giorno compariremo davanti a Dio.
34State
bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni,
ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso
improvviso;
35come
un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di
tutta la terra.
36Vegliate
e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che
deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Tutto il popolo ascolta Gesù.
37Durante
il giorno insegnava nel tempio, la notte usciva e pernottava all'aperto sul
monte detto degli Ulivi.
38E
tutto il popolo veniva a lui di buon mattino nel tempio per ascoltarlo.
VI. LA PASSIONE
Complotto contro Gesù.
Nei
giorni della pasqua l'afflusso dei pellegrini rischiava sempre di provocare
manifestazioni di febbre nazionalista (Mt 26,1-5 e 14-17; Mc 14,1-2 e 10-11;
Gv 11,47-53).
22
1Si
avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,
2e
i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché
temevano il popolo.
3Allora
satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.
4Ed
egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di
consegnarlo nelle loro mani.
5Essi
si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro.
6Egli
fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto
dalla folla.
Preparativi.
La cena
pasquale viene celebrata in ricordo della liberazione d'israele dall'Egitto
(Es 12,1-11; Mt 26,17-19 e nota; Mc 14,12-16).
7Venne
il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.
8Gesù
mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua,
perché possiamo mangiare».
9Gli
chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».
10Ed
egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che
porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà
11e
direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso
mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
12Egli
vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate».
13Essi
andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.
Il banchetto pasquale: la cena e
l'eucaristia. All'inizio
e al termine di questo banchetto si beveva allora un calice rituale detto
calice di benedizione (cf l'annunzio di Geremia 31,31-34 e Es 24,8; Mt 26,26-29
e nota; Mc 14,22-25;1ìCor 11,23-25).
14Quando
fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,
15e
disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi,
prima della mia passione,
16poiché
vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio».
17E
preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi,
18poiché
vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non
venga il regno di Dio».
19Poi,
preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il
mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me».
20Allo
stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la
nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
Annunzio del tradimento di Giuda.
(Mt 26,20-25; Mc 14,17-21; Gv 13,21-30).
21«Ma
ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola.
22Il
Figlio dell'uomo
se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è
tradito!».
24Allora
essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.
Il primato del servizio disinteressato.
(Mt 20,25-28; Mc 10,42-54; Gv 13,1-20).
24Sorse
anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande.
25Egli
disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di
esse si fanno chiamare benefattori.
26Per
voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più
piccolo e chi governa come colui che serve.
27Infatti
chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a
tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
28Voi
siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;
29e
io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me,
30perché
possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a
giudicare le dodici tribù di Israele.
Cadere ma non rinunziare.
(Mt 26,31-35; Mc 14,27-31; Gv 13,36-38).
31Simone,
Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;
32ma
io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto,
conferma i tuoi fratelli».
33E
Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla
morte».
34Gli
rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per
tre volte avrai negato di conoscermi».
L'ora del combattimento decisivo.
(Is
53,12).
35Poi
disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è
forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla».
36Ed
egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia;
chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.
37Perché
vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato
tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine».
38Ed
essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».
Sudore di sangue.
(1Re 19,4-8; Mt 26,30.36-46; Mc 14,32-42).
39Uscito
se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo
seguirono.
40Giunto
sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione».
41Poi
si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:
42«Padre,
se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua
volontà».
43Gli
apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.
44In
preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come
gocce di sangue che cadevano a terra.
45Poi,
rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per
la tristezza.
46E
disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in
tentazione».
Il regno delle tenebre
o
il trionfo dello spirito-del-male (Mt 26,47-56; Mc 14,43-50; Gv 18,3-11).
47Mentre
egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si
chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo.
48Gesù
gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?».
49Allora
quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore,
dobbiamo colpire con la spada?».
50E
uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro.
51Ma
Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli
l'orecchio, lo guarì.
52Poi
Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle
guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro
un brigante?
53Ogni
giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa
è la vostra ora, è l'impero delle tenebre».
Rinnegamenti di Pietro e sguardo del Signore.
(Mt
26,69-75; Mc 14,66-72; Gv 18,12-27).
54Dopo
averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo
sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.
55Siccome
avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche
Pietro si sedette in mezzo a loro.
56Vedutolo
seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui».
57Ma
egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco !».
58Poco
dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No,
non lo sono!».
59Passata
circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è
anche lui un Galileo».
60Ma
Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre
ancora parlava, un gallo cantò.
61Allora
il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che
il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre
volte».
62E,
uscito, pianse amaramente.
Gesù schernito e percosso.
(Mt
26,67-68; Mc 14,65).
63Frattanto
gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schemivano e lo percuotevano, 64lo
bendavano e gli
dicevano: «Indovina: chi ti ha colpito?».
65E
molti altri insulti dicevano contro di lui.
Gesù davanti al gran consiglio.
Nella
Bibbia sedere alla destra di qualcuno significa aver parte al suo potere. Il
sinedrio è il tribunale religioso supremo degli ebrei ed è composto di 70
membri; come il consiglio di Mosè (Nm 11,16; Sal 110,1; Mt 26,59-66; Mc
14,53-64; Gv 10,24-25).
66Appena
fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi
sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero:
67«Se
tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi
crederete;
68se
vi interrogo, non mi risponderete.
69Ma
da questo momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della
potenza di Dio».
70Allora
tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo
dite voi stessi: io lo sono».
71Risposero:
«Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla
sua bocca».
Gesù davanti a Pilato.
(Mt 27,11-14; Mc 15,2-5; Gv 18,29-38).
23
1Tutta
l'assemblea si alzò, lo condussero da Pilato
2e
cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro
popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re».
3Pilato
lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».
4Pilato
disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest'uomo».
5Ma
essi insistevano: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea,
dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui».
6Udito
ciò, Pilato domandò se era Galileo
7e,
saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in
quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.
Gesù davanti a Erode.
(9,9).
8Vedendo
Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per
averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui.
9Lo
interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.
10C'erano
là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza.
11Allora
Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una
splendida veste e lo rimandò a Pilato.
12In
quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata
inimicizia tra loro.
Gesù di nuovo davanti a Pilato.
(Mt 27,15-26; Mc 15,6-15; Gv 18,33; 19,16).
13Pilato,
riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo,
14disse:
«Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato
davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo
accusate;
15e
neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti
la morte.
16Perciò,
dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò».
[17].
18Ma
essi si misero a gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!».
19Questi
era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio.
20Pilato
parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù.
21Ma
essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo !».
22Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente