VANGELO SECONDO LUCA COMMENTATO

 

Introduzione

Alcune lettere del Nuovo Testamento (come CoI4,l 4; Fm 23; 2Tm 4,11) ricordano un certo Luca, discepolo e collaboratore dell'apostolo Paolo, che fonti cristiane an­tichissime e studiosi di ogni tempo identificano con l'au­tore del terzo Vange­lo e degli Atti degli Apo­stoli. Anzi, qualcuno vede negli Atti la con­tinuazione del terzo Vangelo, come se si trattasse di un'unica opera in due volumi: opera molto preziosa per la testimonianza originale, destinata a un certo Teòfilo (Lc 1,3 e At 1,1), nel quale può riconoscersi ogni di­scepolo di Gesù. Il terzo Vangelo, la cui data di composizione è ritenuta vicina agli anni 80 d.C., è anche il terzo 'sinottico'. Luca conosce già i pri­mi due racconti di Matteo e Mar­co, ma si premura di approfondire la ricerca storica per completarli sia nei fatti riportati che negli inse­gnamenti dati da Gesù e di espor­li il più possibile nell'ordine di tem­po realmente accaduti. Così Luca attinge tanta abbondanza di notizie da lui solo tramandateci che quasi la metà del suoVangelo (514 versetti su 1151) non ha riscontro negli altri; circa un terzo dei mi­racoli e i tre quarti delle parabole (18 su 24) che riporta gli sono esclusivi. Inoltre, al seguito di san Paolo, Luca assorbe alcune caratteristiche che trasmette nei suoi scritti, come l'universalità della religione, la salvezza aper­ta ai pagani, la inesauribile misericordia divina.

 

CHI È LUCA ?

Luca, probabile abbreviazione di Lucano, è un siro: nella sua Stoda Ecclesiastica Eusebio lo dice originario di Antiochia. Proviene dal paganesimo, secondo le te­stimonianze di Ireneo, Tertulliano, Origene, il Prologo an­timarcionita e anche di Paolo, che non mette Luca fra coloro che vengono dalla circoncisione (Col 4, 10-14). Secondo il Canone Muratoriano Luca non avrebbe vi­sto e seguito Gesù sulla terra. Epifanio poi aggiunge che non fu uno der settantadue discepoli e S. Gregorio che non è da identificare con l'innominato compagno di Cleofa sulla via di Emmaus. Stando altesto di At 1,28 Luca sarebbe già cristiano, membro della comunità antiochena, verso l'anno 40, ed è accanto a Paolo la prima volta nel secondo viaggio missionario (verso il 50) da Troade a Filippi (At 16,10-17). È probabile che sia rimasto a Filippi fino al 57 per consolidare l'opera dell'apostolo. Poi, nella primavera del 58, è di nuovo nella stessa città a fianco di Paolo e lo accompagna nel suo viaggio di ritorno a Gerusalem­me (At 20, 5-12; 21,1-18). Qui forse s'incontra con qual­cuna delle donne che egli solo menziona nel suo Van­gelo (Lc 8,2-3; 24,10) e con quei "ministri della parola" che saranno una delle sue fonti. Accompagna Paolo anche nel suo avventuroso viaggio verso Roma, del qua­le redige un prezioso diario (At 27,1 -28,16); è con lui nella prima prigionia romana (anni 61-63: cf Fm 2,4; Col 4,14) e poi anche nella seconda (anni 66-67), quando gli altri abbandonarono l'apostolo (2Tm 4,9-11). Anche se a Roma Luca avrà certamente incontrato Pietro e Mar­co, è il contatto e l'influsso di Paolo ad avere una parte determinante. Dopo la morte di Paolo non sappiamo più nulla della vita dì Luca. Per i cristiani d'Oriente Luca sarebbe medico e pittore: gli si attribuiscono numerosi quadri raffiguranti la Madonna. Molti si trovano in Italia (Roma, Venezia, Tivoli, Messina, Bari), e nel resto d'Europa (Austria, Ger­mania, Polonia, Francia, Olanda...), ma ancora più numerosi sono in Oriente. In Italia, fra le "Madonne di Lu­ca" più prodigiose e venerate, sono l'immagine Salus populi Romani in S. Maria Maggiore a Roma e la Ma­donna della Guardia in Bologna. Ma la raffigurazione iconografica dei quadri attribuiti a Luca non è sempre la stessa: la Madonna è con o senza Bambino, a mezzo busto o in piedi (mosaico dell'Abside di Torcello, sec. XII) oppure seduta sul trono, circondata da angeli. Che Luca sia medico ne parla S. Paolo (Col. 4, 14) e la tradizione, né si ha alcun motivo di intendere 'me­dico' in senso metaforico di 'medico delle anime'. Nella storia Luca è preso a patrono di molte acca­demie, società e corporazioni di artisti, come l'Accademia di S. Luca in Roma, che accoglie pittori, scultori e architetti. Del resto, anche se Luca non avesse dipinto il volto fisico di Maria, ne ha dipinto nel Vangelo la fisio­nomia spirituale. I pittori del Medio-Evo e del Rinascimento hanno preso da Luca i loro temi preferiti. In Francia è venera­to come Patrono dei medici a Bordeaux e ad Amiens. Le facoltà di medicina a Beirut, Montreal e Lovanio lo hanno come loro protettore. Vi è incertezza sulle regioni evangelizzate da Lu­ca: Epifanio indica Dalmazia, Gallia, Italia e Macedonia, Gregorio Nazianzeno parla deIl'Acaia, e infine altri, co­me Metafraste, citano Egitto e Tebaide. Incertezza anche su luogo e genere della sua morte. Si fanno i nomi di Boezia, Acacia e Patrasso, e i più antichi scritti parlano di martirio (Gregorio Nazianzeno e forse anche Paolino da Noia), mentre i più recenti sembrano propendere per una morte naturale (Elias di Creta e S. Gregorio Scolaro). La passio di S. Luca, pre­sente in testi copti ed etiopici ed ora anche in un testo siriaco, afferma il suo martirio sotto Nerone. Ma gli Atti inediti di Luca sembrano confermare l'ipotesi di una morte naturale, avvenuta probabilmente intorno agli ot­tant'anni di età.  Di una pretesa tomba di Luca a Tebe parla M. Ha­milton, e Costantinopoli, Padova e Venezia sono le principali località che si appellano ad una tradizione di traslazione del suo corpo. Per la traslazione del corpo a Costantinopoli c'è la testimonianza di Procopio e di S. Girolamo. La basilica è chiamata di S. Andrea e di S. Luca, perché, con le ossa dell'Evangelista, furono tra­slate anche quelle dell'apostolo Andrea. Il corpo di Luca è rimesso in onore quando Giusti­niano (527 ca.) riedifica la chiesa degli Apostoli. Quanto alla traslazione avvenuta a Padova, è tradi­zione messa in discussione: può essere una semplice congettura. Del resto, anche Venezia suppone per un certo tempo di possedere il corpo del santo. Ma il 10 di­cembre 1464 papa Paolo Il, dopo una sentenza ema­nata dai giudici delegati della S. Sede, proibisce, sotto pena di scomunica, di porre in venerazione il presunto corpo: dalla ricognizione risulta che le ossa sono di un giovane morto da appena due secoli. Il calendario liturgico celebra la festa di S. Luca il 18 ottobre, ma non è stata sempre celebrata in tutte le Chiese nello stesso giorno e con la medesima solen­nità. I calendari romani dal IV al V sec. non ne fanno al­cuna menzione. Simbolo di Luca è il vitello: deriva dal libro di Eze­chiele (1,10) e dall'Apocalisse (4, 6) ed è da S Girola­mo riferito a Luca per i primi versi del suo Vangelo: "Al tempo di Erode, vi era un sacerdote di nome Zaccaria... ". Il vitello, animale destinato ai sacrifici, è il simbolo del sacerdozio e Luca è spesso presentato con le vesti di sacerdote e, a differenza degli altri evangelisti, ha il ca­po tonso. Lc è l'abbreviazione usata per citare passi del vangelo di Luca, seguita dall'indicazione del capitolo e dei versetti di riferimento. Per Luca l'Iconografia si avvale anche della tradi­zione che lo include nella schiera dei santi pittori, e di qui la sua scelta a patrono di università di arti, corpora­zioni, compagnie, accademie, destinate a riunire i pitto­ri e con loro, più raramente, gli scultori, gli architetti e al­cune categorie di artigiani. Ma, oltre la professione, la predilezione degli artisti per Luca è sollecitata dalla sua sensibilità nel narrare gli episodi più umani della vita di Gesù e alcuni temi fondamentali dell'arte cristiana, co­me l'annunciazione, la visitazione, la nascita e l'imposi­zione del nome del Battista, la nascita di Gesù, l'adora­zione dei pastori, la circoncisione, l'incontro e la cena di Emmaus. La raffigurazione propria di Luca ha degli elementi costanti, come il libro del Vangelo recato dal santo e il vitello che gli è vicino. Nel Medioevo anzi il santo è raf­figurato di frequente come un vitello alato che reca l'e­vangeliario, modulo che permane sino ai nostri giomi per la rapida e sicura lettura. La più antica immagine rimastaci di Luca è a Roma nelle catacombe dei santi Marco e Marcelliano dove con altri scrittori è presentato a lato di Gesù in trono: in­dossa il pallio il cui lembo regge con una mano e presta attenzione alle parole del Maestro (anno 340). Ancora con Matteo, Marco e Giovanni compare nel­la raffigurazione musiva dell'oratorio del Battista ed espri­me la sua presunta condizione sacerdotale (riproduzio­ne grafica in S. Vitale a Ravenna). La prima celebrazione di Luca, raffigurato senza i compagni, è nell'affresco delle catacombe di Commo­dilla a Roma. La bianca figura del santo, i cui lineamenti ricordano alcune raffigurazioni dell'apostolo Pietro, ri­salta sul fondo azzurro con classica monumentalità. ln­teressante attributo è una breve borsa dalla quale spor­gono dei ferri, memoria dell'arte medica da lui esercita­ta (sec. VII). Altre volte è in atteggiamento da filosofo. Interessanti raffigurazioni compariranno poi nelle miniature che illustrano i manoscritti, specialmente gli Evangeliari. Nel sec. XII l'immagine di Luca compare nei mosaici delle chiese normanne della Sicilia: nella Cappella Palatina e nella chiesa della Martorana a Pa­lermo, nel duomo a Cefalù, nella cattedrale a Monrea­le: il linguaggio è bizantino, raffinato e lineare nella sua astratta purezza. Ma altre sue immagini bizantine sono conservate in varie città d'Italia. Poi la sua immagine acquista umanità e drammati­cità nell'affresco degli evangelisti nel transetto della ba­silica superiore di Assisi (a. 1278), nelle sculture del pul­pito del Battistero di Pisa (a. 1260) e in quello del Duo­mo di Siena (aa. 1266-68), nel ciborio di S. Cecilia in Roma (a. 1293), nel pulpito del Duomo di Pisa (aa. 1302-10). Nell 316 un maestro di scuola toscana ed un altro di scuola veneziana operano all'Arca che conserva il corpo di Luca in S. Giustina a Padova, mentre un orafo della fine del secolo esegue il busto argenteo che con­serva la reliquia del santo nella Basilica Vaticana. Però è a Firenze che l'immagine di Luca ricorre con maggior frequenza nella scultura e nella pittura di noti artisti. Benché pian piano tutta l'Europa ne è piena, tanto da non essere di facile catalogazione.

 

PER CHI SCRIVE LUCA?

Il terzo Vangelo è indirizzato all'eccellentissimo Teo­filo, personaggio insigne a noi sconosciuto, ma Luca ha presente una comunità cristiana di origine pagana e non palestinese, che continua la predilezione dì Gesù per i poveri, per i peccatori e per la vita di preghiera, ma ha bi­sogno di certezze sugli avvenimenti fondamentali riguar­danti la fede, anche perché i primi testimoni stanno man mano scomparendo. Perciò Luca fa ricerche accurate tra le memorie scritte e orali a sostegno dell'insegnamento cristiano del suo tempo (1,1-4). I racconti dell'infanzia fanno pensare a notizie provenienti dall'ambiente pale­stinese, non escluso il contributo della Madre di Gesù.

 

COSA SCRIVE LUCA?

Secondo S. Girolamo Luca avrebbe scritto nella re­gione della Beozia ed Acaia. Per lo stile è al primo po­sto tra gli evangelisti: il Prologo del suo Vangelo, con quello della Lettera agli Ebrei, è scritto nel greco più pu­ro di tutto il Nuovo Testamento. A volte lo stile, che imi­ta di proposito e proposito bene quello biblico dei Settanta, è meno buono per rispetto delle fonti, di cui conserva certe imperfezioni pur migliorandole. La personalità dell'autore si rivela dal disegno del suo racconto, che evidenzia una figura di Gesù affasci­nante, come il Salvatore rivestito di misericordia e di dolcezza, di perdono e tenerezza, modello dei cristiani specie nella vita di preghiera, nella povertà e giocon­dità, il profeta per eccellenza che riassume in sé i tratti dei grandi personaggi profetici dell'Antico Testamento: è un capolavoro a sé stante e completo. Non per nulla il nostro poeta Dante parla di Luca come dello "scriba mansuetudinis Christi - scrittore della mitezza di Cristo". Il suo piano riprende le grandi linee di Marco, con qualche variazione, trasposizione od omissione, special­mente quando un episodio non è ritenuto interessante per un lettore pagano. La differenza è più notevole nella grande aggiunta di Lc 9,51-18,14, sezione centrale pre­sentata sotto forma di viaggio verso Gerusalemme, la città santa dove si deve realizzare la salvezza: là inizia il vangelo (Lc 1,58) e termina (Lc 24,52) per poi ripartire verso il mondo intero (Lc 24,47; At 1,8). Perciò è un van­gelo che va letto in parallelo con quelli di Matteo e Mar­co, ma anche in continuità con gli Atti degli Apostoli. (…) Nella lettura si noterà la pazienza di Dio verso i pec­catori, la generosità verso i piccoli e i poveri, ma anche la necessaria urgenza di conversione, l'esigenza di un distacco deciso e assoluto (14,25-34), specialmente at­traverso l'abbandonodelle ricchezze (6,34s; 12,33; 14,12-14; 16,9-13), la necessità della preghiera (11,5-8; 18,1-8) sull'esempio che ne ha dato Gesù (3,21; 5,16; 6,12; 9,28), la necessità di porre lo Spirito Santo in primo pia­no nella propria vita come lo è stato in quella di Gesù, per entrare in quell'atmosfera di riconoscenza e gioia spirituale che avvolge tutto il terzo vangelo.

 

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Matteo si rivolge agli ebrei per dimostrare loro come Gesù Cri­sto, il figlio di Dio, fosse pure il figlio di Abramo e di Davide, uno della loro razza. Luca scrive il suo Vangelo per tutti coloro che non appartengono al popolo della Bibbia. Fa vedere come il Signore Gesù è il «salvatore» di tutti gli uomini, il fratello uni­versale che mette l'umanità in relazione con Dio. Egli viene per tutti, ma in primo luogo per coloro che non godo­no di una posizione in questo mondo: i poveri, gli umiliati e op­pressi, i peccatori. Il Vangelo di Luca è il Vangelo della missio­ne. Per Matteo, Gesù era il nuovo Mosè del discorso della mon­tagna. Per Luca, è il profeta ripieno di Spirito Santo, che annun­zia la buona novella della salvezza, della pace, della gioia. Que­ste parole, quasi ritornelli di una melodia, creano il clima carat­teristico del terzo Vangelo. Il Cristo chiama attorno a sé un gruppo di dodici uomini, desi­gnati col nome di «apostoli», ma la cerchia di coloro che lo se­guono si allarga. Luca è l'unico evangelista che parla della scelta e dell'invio dei 72 discepoli. Nella venuta del regno, riserva an­che un posto particolare alle donne: Maria, Elisabetta, Anna, Marta e Maria. Marco si sofferma maggiormente sul ritratto umano di Gesù, Luca ne svela la vita profonda: ci mostra il Cristo bi preghiera nelle grandi circostanze della sua esistenza, quando denunzia l'ipocrisia ed esalta l'amore. Il terzo Vangelo insiste sulla grande ascesa di Gesù verso Geru­salemme: è là che un profeta deve morire. Gli Atti degli apostoli, il secondo libro di Luca, saranno invece orientati da Gerusalem­me verso Roma, capitale dell'impero e del mondo. Nel contenuto e nel tono questo Vangelo completa la catechesi di Matteo e di Marco, e lascia presagire il messaggio del discepolo prediletto.

 

I. LA VENUTA DEL SALVATORE GESÙ

 

Come in Matteo, la venuta di Gesù nel mondo sarà presentata con dei simboli ricchi di poesia, destinati a far comprendere at­traverso le immagini che si tratta di un momento decisivo negli inizi di quella comunicazione tra cielo e terra di cui parla Gio­vanni (1,51). Il Vangelo di Luca si apre con gli episodi dell'infanzia di Gio­vanni Battista e di Gesù. Essi sono abbinati in modo da far spic­care la persona e la missione di Gesù, in contrasto con quella di Giovanni. Questi primi capitoli rivelano una squisita arte lette­raria, ispirata ai modelli degli annunci profetici dell'Antico Te­stamento (Isaia, Malachia, Daniele...) e alle narrazioni bibliche delle origini di Isacco, Sansone, Samuele. Sono frutto di una ri­flessione sviluppatasi in base alle tradizioni conservate in am­bienti giudeo-cristiani. Mirano non tanto a precisare dei fatti, quanto a mettere in risalto la rivelazione anticipata di quello che in essi i discepoli avrebbero intravisto su Gesù e la sua opera so­lo dopo l'illuminazione della pasqua. Non si devono dunque leggere come resoconti stilati nel momento stesso in cui si verifi­cavano i fatti, ma come un'evocazione del mistero di Gesù ac­colto nella fede. Tale evocazione si serve di tutte le risorse della letteratura biblica e della meditazione cristiana posteriore. Le due narrazioni che riguardano l'annuncio di una nascita (Giovanni Battista e Gesù) sono intessute di citazioni bibliche e, ricorrendo a un'usanza classica nell'Antico Testamento, mostra­no che la missione di un uomo che fa avanzare la storia di Israe­le è preparata da un preciso disegno di Dio a favore del suo po­polo. Al realismo dell'apparizione a Zaccaria fa riscontro la di­screzione del messaggio divino che, senza visualizzazione dei fatti, viene trasmesso alla madre di Gesù. Al dubbio molto uma­no del padre di Giovanni si contrappone, una volta che è stata chiarita, la fede senza riserve di Maria. Alla missione del precur­sore, paragonato ad Elia e ripieno di Spirito Santo, fa riscontro la missione del realizzatore, del figlio dell'Altissimo, nato dalla potenza dello Spirito Santo. La scena della visitazione completa il contrasto, ponendo le due madri l'una di fronte all'altra: il bambino dell'una esulta di gioia dinanzi al bambino dell'altra, mentre Maria, nel Magnificat, si esprime a nome dell'intero Israele, che vede spuntare l'aurora della giustizia, dell'ordine, della pace. Anche nella narrazione delle due nascite risaltano i contrasti. Quella di Giovanni viene evocata rapidamente ed è la scena del­la circoncisione, in casa, tra parenti e amici, a comparire in pri­mo piano: Giovanni è l'ultimo profeta dell'Antico Testamento incaricato di preparare la strada del Signore. La nascita di Gesù, lontano dalla propria casa, nella nudità d'una stalla, con ipasto­ri illuminati da Dio, annunzia la missione del nuovo Davide, il pastore che sarà riconosciuto dagli umili (cf 10,21). Della circoncisione c'è solo un accenno. Viene ampiamente svi­luppata, invece, la presentazione al tempio; essa dimostra come Gesù compie, con la sua sottomissione, e supera allo stesso tem­po la legge di Mosè. La sua venuta farà sorgere domande e di­spute insinuando la contraddizione nel più profondo degli spiriti e dei cuori. Anche il cuore di Maria, immagine di Israele, soffri­rà la divisione tra la luce portata da Gesù e gli interrogativi che continuano a sussistere a motivo del modo inaspettato con cui egli risponde alle speranze riposte nel messia. Maria e Giuseppe, quando ritrovano dopo tre giorni il bambino che avevano smarrito, nel sentirlo parlare di Dio come di suo Padre proveranno la stessa meraviglia che sperimenteranno le donne e i discepoli il mattino di pasqua, davanti alla tomba vuo­ta e alla manifestazione inattesa della vita nuova, della presenza inafferrabile e dell'autorità irresistibile del Crocifisso risorto. In tal modo i due primi capitoli di Luca si collegano direttamente agli ultimi tre. Le origini di Gesù si modellano già sul dramma della passione e della risurrezione, costituendo quell'unica realtà che non finisce mai di appassionare gli uomini e di nutrire i cre­denti.

 

1

 

1Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi,

2come ce li hanno trasmessi co­loro che ne furono testimoni fin da principio e divennero mini­stri della parola,

3così ho deciso anch'io di fare ricerche accura­te su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un re­soconto ordinato, illustre Teòfilo,

4perché ti possa rendere con­to della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

 

Annunzio della nascita di Giovanni Battista.

Avviene probabil­mente nell'anno 4 a. C. Zaccaria fa parte delle classi sacerdotali incaricate periodicamente di rinnovare la brace e di bruciare l'incenso sull'altare del tempio. Erode, detto il Grande, ha re­gnato dal 37 al 4 a. C. Elisabetta era sterile, come già lo erano state Sara (Gen 18,11), la madre di Sansone (Gdc 13,2) e Anna, madre di Samuele (1Sam 1,5-8; Is 49,1 e 5; Ger 1,5; Dn 8,16 e 9,21; Gen 17,19; Es 30,7; Ml 3,23-24).

5A1 tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chia­mato Zaccaria, della classe di Abia, e aveva in moglie una di­scendente di Aronne chiamata Elisabetta.

6Erano giusti davàn­ti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizio­ni del Signore.

7Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

8Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,

9secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso.

10Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'in­censo.

11Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla de­stra dell'altare dell'incenso.

12Quando lo vide, Zaccaria si tur­bò e fu preso da timore.

13Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisa­betta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.

14Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,

15poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre

16e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio.

17Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricon­durre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

18Zaccaria disse all'angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».

19L'angelo gli ri­spose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio.

20Ed ec­co, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».

21Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.

22Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

23Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

24Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:

25«Ecco che cosa ha fatto per me il Signo­re, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

 

L'annunciazione.

Avviene sei mesi più tardi a Nàzaret, piccolo agglomerato senza storia e senza prestigio, che non viene mai nominato nella Bibbia. Le citazioni sono di Sof 3,14; ìs 7,14; e 2Sam 7,1; Es 40,35; Nm 19,18; Gn 18,14.

26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27a una vergine, promes­sa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

28Entrando da lei, disse: «Ti sa­luto, o piena di grazia, il Signore è con te».

29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale sa­luto.

30L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai tro­vato grazia presso Dio.

31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32Sarà grande e chiamato Figlio del­l'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non cono­sco uomo».

35Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti di­cevano sterile:

37nulla è impossibile a Dio».

38Allora Maria dis­se: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

 

La visitazione.

Maria rende visita alla cugina Elisabetta; Maria ha creduto, al contrario di Zaccaria che ha dubitato (Gdc 5,24; Gdt 13,18).

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

44Ecco, appe­na la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».

 

Il Magnificat.

Maria canta le «grandi cose» fatte da Dio, ispiran­dosi a tutto il filone poetico dell'Antico Testamento, in particola­re al cantico di Anna (ISam 1,11 e 2,1-10), di Isaia (29,19; 4,18-19), dei salmi (89, 98, 103, 107, 111) e Giobbe (12,19 e 5,11).

46Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore

47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

48perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:

50di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 51Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

52ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;

53ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.

54Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

Nascita e circoncisione di Giovanni Battista.

Otto giorni dopo la nascita di un bambino, aveva luogo la circoncisione, segno del­l'alleanza con Dio (Lv 12,3).

57Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

58I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.

59All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e vole­vano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.

60Ma sua ma­dre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».

61Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 62Allora domandavano con cenni a suo padre come vo­leva che si chiamasse.

63Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.

64In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

65Tutti i loro vicini furono presi da ti­more, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorre­va di tutte queste cose.

66Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Dav­vero la mano del Signore stava con lui.

 

Il Benedictus si ispira soprattutto a: Sal 41; 72; 105; 106; 111; Lv 26,42; Is 40,3; Ml 3,1; IS 9,1; 42,67.

67Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo, e profetò di­cendo:

68«Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,

69e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo,

70come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

71salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.

72Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza,

73de1 giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,

74di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore,

75in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

76E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

77per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati,

78grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

 

Giovanni Battista si ritira nella solitudine sull'esempio di Isac­co, di Ismaele (Gen 21,8), di Sansone (Gdc 13,24-25) e di Sa­muele (1Sam 2,21).

80Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in re­gioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

Nascita di Gesù a Betlemme la città di Davide (Sof 16,1-4), pro­babilmente nell'anno 25 del regno di Augusto, imperatore di Roma dal 30 a.C. al 14 d.C.

 

2

 

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimen­to fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.

3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davi­de, chiamata Betlemme,

5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

 

La visita dei pastori.

Matteo ha presentato l'omaggio dei re; Lu­ca è più sensibile a quello dei poveri.

8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di not­te facendo la guardia al loro gregge.

9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,

10ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi vi è nato nella città di Davide un salvato­re, che è il Cristo Signore.

12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito cele­ste che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vedia­mo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giusep­pe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dice­vano.

19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditan­dole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

 

La circoncisione. Il nome di Gesù vuol dire: il Signore salva:

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circonci­sione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dal­l'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

 

La presentazione di Gesù al tempio

Dopo la purificazione di Ma­ria. Gesù, in quanto primogenito, viene presentato al tempio di Gerusalemme per essere riscattato (Es 13,2 e 12-13; Lv 12,2-8).

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per of­frirlo al Signore,

23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;

24e per offrire in sa­crificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come pre­scrive la Legge del Signore.

 

Il Cantico di Simeone. (Is 52,10; 42,6; 46,13; 49,6).

25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;

26 lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Mes­sia del Signore.

27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tem­pio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge,

28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;

30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,

31preparata da te davanti a tutti i popoli,

32luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

 

La profezia di Simeone su Gesù: è un segno offerto alla fede (Is 12,33).

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dice­vano di lui.

34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, se­gno di contraddizione

35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

 

Profezia di Anna.

Annunzia che il bambino reca la salvezza de­finitiva a coloro che l'attendono.

36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tri­bù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

37era poi rimasta vedo­va e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

Ritorno a Nazaret.

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

 

Gesù insegna nel tempio.

A dodici anni Gesù, divenuto figlio della Legge, deve da allora in poi seguirne tutte le prescrizioni, in primo luogo recarsi a Gerusalemme per la pasqua (Es 12,1-28; Dt 16,5). La sua prima parola è di dichiarare che la sua filia­zione supera ogni comprensione umana (lSam 2,26).

41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;

43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue rispo­ste.

48A1 vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cer­cavamo».

49Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapeva­te che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

50Ma essi non compresero le sue parole.

 

La vita nascosta a Nazaret. (Pr 3,4).

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sotto­messo. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini

 

II. SULLE SPONDE DEL GIORDANO

 

Predicazione di Giovanni Battista.

Fondandosi su questo testo, Dionigi il Piccolo, nel VI secolo, ha fissato l'inizio dell'èra cri­stiana (Ger 1,21; Os 1,1; Is 40,3-5; 30,27; 41,16; Ger 15,7; Mt 3,1-2; Mc 1,1-8; Gv 1,18-19).

 

3

 

1Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode te­trarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconitide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,

2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Gio­vanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

3Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,

4com e scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

5Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati.

6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

7Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira immi­nente?

8Fate dunque opere degne della conversione e non co­minciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Per­ché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.

9Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».

10Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?».

11Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dob­biamo fare?».

13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».

14Lo interrogavano anche alcuni sol­dati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre pa­ghe».

15Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,

16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma vie­ne uno che è più forte di me, al quale io non son degno di scio­gliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

17Egli ha in mano il ventilabro per ripuli­re la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pu­la, la brucerà con fuoco inestinguibile».

18Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

 

Giovanni Battista in prigione. (Mt 14,3-4; Mc 6,17-18).

19Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodiade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,

20aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.

 

Battesimo di Gesù.

Come tutti i grandi profeti (cf Isaia, Amos, Geremia...) Gesù riceve una rivelazione misteriosa agli inizi della sua vocazione (Mt 3,13-17 e nota; Mc 1,9-11).

21Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì

22e sce­se su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di co­lomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio predilet­to, in te mi sono compiaciuto».

 

Genealogia di Gesù.

Essa non risale solo fino ad Abramo, capo­stipite del popolo ebraico (Mt 1,1 e nota), ma fino ad Adamo padre dell'intera umanità.

23Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'an­ni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,

24figlio di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, fi­glio di Giuseppe,

25figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggài, 26figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semèin, figlio di Iosek, figlio di loda,

27figlio di Ioanan, figlio di Resa, figlio di Zorobabèle, figlio di Salatiel, figlio di Neri,

28figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, 29figlio di Gesù, figlio di Eliè­zer, figlio di Iorim, figlio di Mattàt, figlio di Levi,

30figlio di Si­meone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, fi­glio di Eliacim,

31figlio di Melèa, figlio di Menna, figlio di Mat­tatà, figlio di Natàm, figlio di Davide,

32figlio di lesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naàsson,

33figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Ami, figlio di Esrom, fi­glio di Fares, figlio di Giuda,

34figlio di Giacobbe, figlio di Isac­co, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor,

35figlio di Seruk figlio di Ragau, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala,

36figlio di Cainam, figlio di Arfàcsad, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamech,

37figlio di Matusalemme, figlio di Enoch, figlio di Iaret, figlio di Malleèl, figlio di Cainam,

38figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

 

Tentazioni nel deserto.

Lo spirito-del-male conduce Gesù nel deserto, luogo tradizionale del ritiro, delle scelte, della prova e dell'incontro con Dio (cf. Mosè in Es 34,28; Elia in 1Re 19,8). Il tentatore presenta a Gesù tutte quelle possibilità cui potrebbe ambire un uomo avido di successo. Ma Gesù non è venuto per assicurarsi prestigio e gloria mondana (Dt 8,3; Ger 27,5; Dt 6,13; Sal 91,12; Dt 6,16; Mt 4,1-11 e nota; Mc 1,12-13).

 

4

 

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto

2dove, per quaranta gior­ni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame.

3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane».

4Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo».

5Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:

6«Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

7Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo».

8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti pro­strerai, lui solo adorerai».

9Lo condusse a Gerusalemme, lo po­se sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù;

10sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano;

11e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

12Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo».

13Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato

 

III. GESÙ PER LE STRADE DELLA GALILEA

 

Gesù insegna. (Mt 4,12.17.23; Mc 1,14-15).

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione.

15lnsegnava nelle loro si­nagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.

 

Gesù a Nazaret.

Sembra che Luca riassuma qui tre visite di Cri­sto: la prima vv. 16-22; la seconda vv. 23-24; la terza vv. 25-30 (Is 61,1-2; iRe 17,1-9; 2Re 5,14; Mt 13,35-58 e nota; Mc 6,1-16).

16Si recò a Nàzaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.

17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi,

19e predicare un anno di grazia del Signore.

20Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.

21Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».

22Tutti gli rendevano testi­monianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che usci­vano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giusep­pe?».

23Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!».

24Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria.

25Vi dico anche: c'e­rano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.

27C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risa­nato se non Naaman, il Siro».

28All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sde­gno;

29Si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condusse­ro fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.

30Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

Gesù a Cafàrnao. (Mc 1,21-28).

31Poi discese a Cafàrnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente.

32Rimanevano colpiti dal suo insegna­mento, perché parlava con autorità.

33Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte:

34«Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!».

35Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male.

36Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».

37E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.

 

Gesù guarisce la suocera di Simone e altri malati. (Mt 8,14-17; Mc 1,29-39).

38Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

39Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la donna cominciò a servirli.

40Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.

41Da molti uscivano demoni gri­dando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

42Su1 far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercava­no, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne an­dasse via da loro.

43Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato man­dato».

44E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

 

Chiamata dei primi quattro discepoli (cf. modello della narra­zione in 1Re 19,18-20; ed Ez 47,9-10; Mt 4,18-22 e nota; Mc 1,16-20).

 

5

 

1Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret

2e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la pa­rola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescato­ri erano scesi e lavavano le reti.

3Salì in una barca, che era di Si­mone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca».

5Simone rispose: «Maestro, abbia­mo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

6E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.

7Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.

8Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».

9Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto;

10così   pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'o­ra in poi sarai pescatore di uomini».

11Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Guarigione di un lebbroso. (Mt 8,1-4 e nota; Mc 1,40-45).

12Un giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò ai piedi pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi sanarmi».

13Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii risanato!». E subito la lebbra scomparve da lui.

14Gli ingiunse di non dirlo a nessuno: «Va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come ha ordinato Mo­sè, perché serva di testimonianza per essi».

15La sua fama si dif­fondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità

16Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare.

 

Guarigione di un paralitico. (Mt 9,1-8 e nota; Mc 2,1-12).

17Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.

18Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davan­ti a lui.

19Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza.

20Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi».

21Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».

22Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, ri­spose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?

23Che co­sa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?

24Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico - esclamò ri­volto al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua».

25Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.

26Tutti rima­sero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

 

Chiamata di Levi. (Mt 9,9 e nota; Mc 2,15-17).

27Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».

28Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

 

Gesù si siede a tavola con dei peccatori. (Mt 9,10-12 e nota; Mc 2,15-17).

29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'e­ra una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola.

30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi di­scepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccato­ri?».

31Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;

32Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».

 

Discussione sul digiuno. Tutte le mentalità sono da cambiare; non è possibile nessun adattamento (Mt 19,14-17 e nota; Mc 2,18-22).

33Allora gli dissero: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».

34Gesù rispose: «Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?

35Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei gior­ni, digiuneranno».

36Diceva loro anche una parabola: «Nessu­no strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un ve­stito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.

37E nessuno mette vino nuo­vo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si ver­sa fuori e gli otri vanno perduti.

38Il vino nuovo bisogna metter­lo in otri nuovi.

39Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».

 

Gesù padrone del sabato.

(Es 20,8-11; 34,21; 1Sam 21,2-7; Lv 24,5; Mt 12,1-8; Mc 2,23-28).

 

6

 

1Un giorno di sabato passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.

2Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?».

3Gesù rispose: «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compa­gni?

4Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

5E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».

 

Guarigione di un uomo dalla mano inaridita.

I farisei paragona­no questa guarigione a un intervento medico (cf più avanti 13,10-17; 14,1-6; Mt 12,9-14; Mc 3,1-6).

6Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c'era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita.

7Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di saba­to, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui.

8Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L'uo­mo, alzatosi, si mise nel punto indicato.

9Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fa­re del male, salvare una vita o perderla?».

10E volgendo tutt'in­torno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì.

11Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

 

La scelta dei dodici apostoli o inviati. (Mt 10,1-4; Mc 3,13-19).

12In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.

13Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apo­stoli:

14Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo,

15Matteo, Tomma­so, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota,

16Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.

 

Le folle al seguito di Gesù. (Mt 4,24-25; Mc 3,7-12).

17Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,

18che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro ma­lattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, ve­nivano guariti.

19Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

 

LE GRANDI PAROLE DI GESÙ

 

Beatitudini e maledizioni.

Annunzio di un capovolgimento di si­tuazione per coloro che si trovano in necessità. E un tema che ri­torna costantemente in Luca, insieme a quello della preghiera e della potenza dello Spirito (Sir 24,21; Is 61,2-3; Is 5,8-25; Mt 5,1-6 e 11-12).

20Alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.

21Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.

22Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi mette­ranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.

23Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

24Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

25Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.

26Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

 

L'amore dei nemici. (Mt 5,39-46).

27Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano,

28benedite coloro che vi maledico­no, pregate per coloro che vi maltrattano.

29A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.

30Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.

31Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

32Se amate quelli che vi amano, che me­rito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.

33E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? An­che i peccatori fanno lo stesso.

34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori con-cedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissi­mo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

 

Perdono e generosità. (Mt 7,1-2).

36Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.

37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;

38date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

 

I due ciechi. Il discepolo. La pagliuzza e la trave. (Mt 15,14; 10,24-25).

39Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?

40Il disce­polo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.

41Perché guardi la pagliuzza che è nell'oc­chio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?

42Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipo­crita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

 

L'albero si riconosce dal frutto. (Mt 12,33-35; 7,16-18).

43Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero catti­vo che faccia frutti buoni.

44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.

45L'uomo buono trae fuori il bene dal buon te­soro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.

 

La casa costruita sulla roccia e quella senza fondamenta. (Gb 8,15; Pr 10,25; Ez 13,10-15; Mt 7,21-27 e nota).

46Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?

47Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pra­tica, vi mostrerò a chi è simile:

48è simile a un uomo che, co­struendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era co­struita bene.

49Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simi­le a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fonda­menta. Il fiume la investi e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande».

 

Un centurione romano crede in Gesù. (Mt 8,5-13; Gv 4,46-54).

 

7

 

2Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.

2Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'a­veva molto caro.

3Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salva­re il suo servo.

4Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insi­stenza: «Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano,

5perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sina­goga».

6Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto di­stante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dir­gli: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;

7per questo non mi sono neanche rite­nuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito.

8Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all'uno: Va' ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa».

9All'udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Io vi dico che nean­che in Israele ho trovato una fede così grande!».

10E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

 

Risurrezione del figlio della vedova di Nain. Gesù restituisce la vita come Elia aveva risuscitato il figlio della vedova di Sarepta (1Re 17,17-24).

111n seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.

12Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.

13Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».

14E accostatosi toccò la bara, mentre i porta­tori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!».

15Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.

16Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».

17La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giu­dea e per tutta la regione.

 

Domanda di Giovanni Battista

che non vede in Gesù il giustizie­re che aveva annunziato (3,17). Gesù compie i segni predetti da Isaia (26,19; 29,18-19; 35,5-6; 61,1-2) e proclama il ruolo di Giovanni, messaggero inviato davanti a lui (Ml 3,1; Mt 11,2-15).

18Anche Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi

19e li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un al­tro?».

20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Bat­tista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?».

211n quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.

22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i cie­chi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengo­no sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annun­ziata la buona novella.

23E beato è chiunque non sarà scandaliz­zato di me!».

24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

25E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re.

26Allora, che cosa siete andati a vede­re? Un profeta? Si, vi dico, e più che un profeta.

27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerà la via davanti a te.

28Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

29Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, han­no riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.

30Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio.

 

Giudizio di Gesù sulla sua generazione.

Gesù biasima coloro che rifiutano le proposte di Dio (Mt 11,16-19).

31A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

32Sono simili a quei bambini che stando in piaz­za gridano gli uni agli altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

33È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangi a pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.

34È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.

35Ma alla sa­pienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».

 

La peccatrice perdonata.

36Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella ca­sa del fariseo e si mise a tavola.

37Ed ecco una donna, una pec­catrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fari­seo, venne con un vasetto di olio profumato;

38e fermatasi die­tro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

39A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è co­lei che lo tocca: è una peccatrice».

40Gesù allora gli disse: «Si­mone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure».

41«Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecen­to denari, l'altro cinquanta.

42Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».

43Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

44E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono en­trato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

45Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quan­do sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.

46Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

47Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».

48 Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».

49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?».

50Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!».

 

Un gruppo di donne segue Gesù. (4,43-44; Mt 4,23; 9,35; Mc 1,39).

 

8

 

1In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predi­cando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

2C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale era­no usciti sette demòni,

3Giovanna, moglie di Cusa, amministra­tore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i lo­ro beni.

 

La parabola del seininatore. (Mt 13,1-9 e nota; Mc 4,1-9).

4Poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, disse con una parabola:

5«Il seminatore uscì a semi­nare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.

6Un'altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità.

7Un'altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.

8Un'altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per intendere, inten­da!».

 

Perché Gesù parla in parabole. (Is 6,9; Mt 13,10-13 e nota; Mc 4,10-12).

9I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola.

10Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché vedendo non vedano e udendo non intendano.

 

Spiegazione della parabola del seminatore. (Mt 13,18-23 e nota; Mc 4,14-20).

11Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio.

12I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati.

13Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione vengono meno.

14Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ric­chezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione.

15Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza.

 

La luce è fatta per illuminare: bisogna volerlo essere (Mc 4,21- 22).

16Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la po­ne sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.

17Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere cono­sciuto e venire in piena luce.

18Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere».

 

La vera famiglia di Gesù. (Mt 12,46-50; Mc 3,31-35).

19Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

20Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano veder­ti».

21Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

 

La tempesta sedata. (Mt 8,23-27 e nota; Mc 4,35-41).

22Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: «Pas­siamo all'altra riva del lago». Presero il largo.

23Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.

24Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perdu­ti!». E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia.

25Allora disse loro: «Dov'è la vo­stra fede?». Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l'un l'al­tro: «Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli obbediscono?».

 

L'indemoniato geraseno.

Il deserto è il luogo classico ove dimo­rano gli spiriti impuri, mentre l'abisso è il luogo destinato a rice­verli definitivamente (Mt 8,28-34 e nota; Mc 5,1-20 e nota a 1,29).

26Approdarono nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte al­la Galilea.

27Era appena sceso a terra, quando gli venne incon­tro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri.

28Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».

29Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti s'era im­possessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti.

30Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui.

31E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'a­bisso.

32Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise.

33I demòni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò.

34Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei vil­laggi.

35La gente uscì per vedere l'accaduto, arrivarono da Ge­sù e trovarono l'uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento.

36Quelli che erano stati spettatori riferirono come l'indemoniato era stato guarito.

37Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro.

38L'uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo:

39«Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto». L'uomo se ne andò, pro­clamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.

 

Guarigione della donna inferma e risurrezione della figlia di Giàiro.

La morte è solo un sonno (Mt 9,18-26; Mc 5,21-43).

40Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui.

 41Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua,

42perché aveva un' unica figlia, di circa do­dici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

43Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni. e che nessuno era riuscito a guarire,

44g1i si av­vicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò.

45Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Mentre tutti negavano, Pietro disse: «Maestro, la folla ti strin­ge da ogni parte e ti schiaccia».

46Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me».

47Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l'aveva toccato, e come era sta­ta subito guarita.

48Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti hà salva­ta, va' in pace!».

49Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è mor4a, non disturbare più il maestro».

50Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata».

51Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giaco­mo e il padre e la madre della fanciulla.

52Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, per­ché non è morta, ma dorme».

53Essi lo deridevano, sapendo che era morta,

54ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!».

55Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare.

56I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

9

 

1Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e au­torità su tutti i demòni e di curare le malattie.

2E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

3Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.

4In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino.

5Quanto a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza con­tro di essi».

6Allora essi partirono e giravano di villaggio in vil­laggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.

 

Erode e Gesù. (Mt 14,1-2; Mc 6,14-16).

7lntanto il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avveni­menti e non sapeva che cosa pensare, perche alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti»,

8altri: «E’ apparso Elia», e altri ancora: «E’ risorto uno degli antichi profeti».

9Ma Erode diceva: «Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.

 

Ritorno degli apostoli e moltiplicazione dei pani.

(Mt 14,13-21 e nota; Mc 6,30-44; Gv 6,1-13).

10A1 loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò verso una cit­tà chiamata Betsàida.

11Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.

12Il giorno cominciava a declina­re e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per allog­giare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».

13Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi ri­sposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».

14C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepo­li: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta».

15Così fecero e li in­vitarono a sedersi tutti quanti.

16Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

17Tutti man­giarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

 

Pietro proclama che Gesù è il Cristo. (Mt 16,13-14 e nota; Mc 8,27-29).

18Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».

19Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto».

20Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».

21Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.

 

Primo annunzio della passione. (Mt 16,21 e nota; Mc 8,31).

22«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere ripro­vato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».

 

Condizioni per seguire Gesù. (14,27; Mt 16,24-27; 10,38; Mc 8,34-38; Gv 12,26).

23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rin­neghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.

25Che giova all'uomo guadagna­re il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?

26Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergogne­rà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi.

 

Il regno di Dio sta per manifestarsi. (Mt 16,28; Mc 9,1).

271n verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morran­no prima di aver visto il regno di Dio».

 

La trasfigurazione. E’ l'annunzio della glorificazione di Gesù, della sua morte e risurrezione, della sua ascensione: realtà che permetteranno agli uomini di accedere a Dio con lui (Es 34,4-22 e 29-35; Dt 34,5-6; 2Re 2,11-12; Nm 10,34; 1Re 9,8-18; Mt 17,1-8 e nota; Mc 9,2-10).

28Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

29E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.

30Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,

31apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Geru­salemme.

32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

33Mentre questi si separavano da lui, Pie­tro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.

34Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura.

35E dalla nube uscì una voce, che diceva:

«Questi è il Figlio mio, l'elet­to; ascoltatelo».

36Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che ave­vano visto.

 

Gesù guarisce un altro indemoniato. (Mt 17,14-18).

37Il giorno seguente, quando furon discesi dal monte, una gran folla gli venne incontro.

38A un tratto dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego di volgere lo sguardo a mio figlio, perché è l'unico che ho.

9Ecco, uno spirito lo afferra e subito egli grida, lo scuote ed egli dà schiuma e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito.

40Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».

41Gesù rispose: «O genera­zione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sop­porterò? Conducimi qui tuo figlio».

42Mentre questi si av­vicinava, il demonio lo gettò per terra agitandolo con convul­sioni. Gesù minacciò lo spirito immondo, risanò il fanciullo e lo consegnò a suo padre

43E tutti furono stupiti per la grandez­za di Dio.

 

Secondo annunzio della passione. (Mt 17,22-23; Mc 9,30-32).

Mentre tutti erano sbalorditi per tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli:

44«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomi­ni».

45Ma essi non comprendevano questa frase; per loro resta­va così misteriosa che non ne comprendevano il senso e aveva­no paura a rivolgergli domande su tale argomento.

 

Il più grande nel regno dei cieli.

Gesù si identifica nuovamente con gli uomini (22,24; Mt 18,1-5; Mc 9,33-37).

46Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande.

47Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse:

48«Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande».

 

Chi non è contro di voi è per voi. (11,23).

49Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo im­pedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci».

50Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

 

IV. VERSO GERUSALEMME

 

Luca presenta i diversi viaggi di Gesù a Gerusalemme in un uni­co viaggio orientato verso la passione e la glorificazione.

 

Gesù non viene accolto in un villaggio di Samaria.

Egli prosegue il viaggio affermando che la sua missione non è di castigare ma di mettere gli uomini in relazione con Dio (cf. azione di Elia in 2Re 2,10; inoltre Lc 19,10-13; Mt 19,1 e nota; Mc 10,1).

51Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme

52e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed en­trarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.

53Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.

54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».

55Ma Gesù si voltò e li rimprove­rò.

56E si avviarono verso un altro villaggio.

 

Esigenze della vocazione apostolica.

Sono più severe di quelle ri­chieste da Elia: 1Re 19,19-21 (Mt 8,18-22 e nota).

7Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

58Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».

60Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va' e annunzia il regno di Dio».

61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».

62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano al­l'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Missione dei settantadue discepoli.

Settantadue era il numero tradizionale delle nazioni pagane, quante apparivano nella tra­duzione greca dei Settanta, fatta ad Alessandria negli anni che vanno dal 309 al 250 a. C. L'originale ebraico ne conta solo set­tanta. L'incarico di annunziare la parola di Dio non è riservato agli specialisti (Mt 6,8.11; Lc 9,3-5).

 

10

1Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue di­scepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo do­ve stava per recarsi.

2Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe per­ché mandi operai per la sua messe.

3Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

4non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.

51n qualun­que casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.

6S vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ri­tornerà su di voi.

7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua merce­de. Non passate di casa in casa.

8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,

9curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:

11Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotia­mo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino.

12Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno dura­mente di quella città.

 

Gesù si identifica con i suoi. (Gn 3,3-6; Is 14,13-15; Mt 11,21-24 e nota).

13Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Si­done fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.

14Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate me­no duramente di voi.

15E tu, Cafàrnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!

16Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

 

Rallegrarsi di appartenere a Dio. (Sal 91,13; Dn 12,1).

171 settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, an­che i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

18Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore.

19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.

20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

Il Vangelo rivelato ai semplici.  (Mt 11,25-27).

21In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e dis­se: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.

22Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

 

Il privilegio dei discepoli.

Essi stanno assistendo al compimento della storia di Israele, alla trasformazione del mondo, alla in­staurazione del regno di Dio tra gli uomini, al risveglio di ogni coscienza (Mt 13,16-17).

23E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.

24Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».

 

Parabola del buon samaritano.

insieme a quello di amare Dio, il più grande comandamento è di amare il prossimo, anche se si tratta di eretici e di stranieri come erano considerati i samaritani (Dt 6,5; Lv 19,18; Mt 22,34-40; Mc 12,28-30).

25Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Mae­stro, che devo fare per ereditare la vita eterna?».

26Gesù gli dis­se: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?».

27Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».

28E Gesù: «Hai rispo­sto bene; fa' questo e vivrai».

29Ma quegli, volendo giustificar­si, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?».

30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'al­tra parte.

32Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e pas­sò oltre.

33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione.

34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

35Il giorno seguente, estrasse due denari e le diede all'alberga­tore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

36Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?».

37Quegli ri­spose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».

 

Marta e Maria. Saper distinguere l’esssenziale.

38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.

39Essa aveva una so­rella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascol­tava la sua parola;

40Marta invece era tutta presa dai molti ser­vizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

41Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,

42ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

La preghiera insegnata da Gesù. (Mt 6,9-13 e nota).

 

11

 

1Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, inse­gnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi di­scepoli».

2Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno;

3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,

4e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debi­tore, e non ci indurre in tentazione».

 

L'amico importuno. (18,2-5).

5Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezza­notte a dirgli: Amico, prestami tre pani,

6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti;

7e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la por­ta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli;

8vi dico che, se anche non si alzerà a dar­glieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.

 

Efficacia della preghiera. (Mt 7,7-11; Gv 14,13-14).

9Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

10Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

11Quale padre tra voi, se il fi­glio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?

12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

13Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Pa­dre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

 

Esorcismi.

La presenza di Gesù vince le forze oscure che perse­guitano le anime. Le vittime sono trasformate (Mt 12,22-30 e no­ta; Mc 3,22-27).

14Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il de­monio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravi­gliate.

15Ma alcuni dissero: «E’ in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

16Altri poi, per metterlo al­la prova, gli domandavano un segno dal cielo.

17Egli, conoscen­do i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra.

18Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl.

19Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.

20Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.

21Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo pa­lazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro.

22Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale con­fidava e ne distribuisce il bottino.

 

Intransigenza di Gesù.

Qui non si tratta più, come in 9,50, di un criterio per saggiare gli altri, ma di mettere alla prova se stessi (Mt 12,30).

23Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

 

Ritorno dello spirito-del-male. (Lv 16,10; Mt 12,43-45).

24Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luo­ghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito.

25Venuto, la trova spazzata e adorna.

26Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quel­l'uomo diventa peggiore della prima».

 

La vera beatitudine.

27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».

28Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

 

Non vi sono segni che costringono a credere. (1Re 10,1-10; Mt 12,38-42 e nota).

29Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona.

30Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così an­che il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.

31La re­gina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di que­sta generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estre­mità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui.

32Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ec­co, ben più di Giona c'è qui.

 

Vivere nella luce. (Ml 2,1-9; Nm 19,16; Lc 8,16; Mt 5,15 e 6,22-23; Mc 4,21).

33Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce.

34La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è ma­lato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

35Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.

36Se il tuo corpo è tutto lumino­so senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

 

Contro i farisei e i legulei.

Gesù condanna il formalismo religio­so (Mt 23,1-36 e nota; Mc 12,38-40).

37Dopo che ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola.

38Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.

39Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piat­to, ma il vostro interno è pienò di rapina e di iniquità.

40Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno?

41Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo.

42Ma guai a voi, farisei, che pagate la deci­ma della menta, della iuta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose bisognava curare sen­za trascurare le altre.

43Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.

44Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

45Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi».

46Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabi­li, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

7Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.

48Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.

49Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profe­ti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;

50perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i pro­feti, versato fin dall'inizio del mondo,

51da1 sangue di Abele fi­no al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

52Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».

 53Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,

54tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dal­la sua stessa bocca.

 

Bisogna amare solo Dio. È necessaria una scelta esplicita del Cri­sto (Mt 16,6-12; 10,26-33; 3,12; 18,9; 12,32; 10,17-29,' Mc 8,15; 4,22; 8,38; 3,29,' 13,11).

 

12

 

1Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia.

2Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

3Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'o­recchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.

4A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il cor­po e dopo non possono far più nulla.

5Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il pote­re di gettare nella Geenna. Si, ve lo dico, temete Costui.

6Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nem­meno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

7Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri.

8Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;

9ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

10Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdona­to, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.

11Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire;

12perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

 

Essere ricchi della vera ricchezza. (Sir 11,19).

13Uno della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità».

14Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha co­stituito giudice o mediatore sopra di voi?».

15E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi be­ni».

16Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.

17Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?

18E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi rac­coglierò tutto il grano e i miei beni.

19Poi dirò a me stesso: Ani­ma mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.

20Ma Dio gli disse: Stolto, que­sta notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai pre­parato di chi sarà?

21Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

 

Aver fiducia in Dio. Il suo regno è un dono gratuito (Mt 6,25-33).

22Poi disse ai discepoli: «Per questo io vi dico: Non datevi pen­siero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vo­stro corpo, come lo vestirete.

23La vita vale più del cibo e il cor­po più del vestito.

24Guardate i corvi: non seminano e non mie­tono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete!

25Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?

26Se dunque non ave­te potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?

27Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

28Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede?

29Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia:

30di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.

31Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.

32Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.

 

Essere disposti a vendere tutti i propri beni per poter entrare nel regno.

Luca torna spesso sulla necessità di dare: cf 3,11; 6,30; 11,41; 12,33; 14,13-14; 16,9; 18,22; 19,8; At 2,44; 4,34; 9,36; 10,2; 10,31; inoltre Mt 16,20-21.

33Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

34Perché dove è il vo­stro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

 

Tenersi pronti, con la cintura ai fianchi, per il ritorno del pa­drone.

(Mt 24,42-51; 25,1-13).

35Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;

36siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.

37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in veri­tà vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passe­rà a servirli.

38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!

39Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lasce­rebbe scassinare la casa.

40Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate».

41Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

42Il Signore rispose: «Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?

43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo la­voro.

44In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a veni­re, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,

46Il padrone di quel servo arriverà nel gior­no in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.

47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;

48quello inve­ce che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percos­se, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

 

Gesù vive nell'attesa del sacrificio. (Mi 7,6; Mt 10,34-36 e nota).

49Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

50C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! 

51Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. -52D'ora innanzi in una casa di cinque per­sone

53si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

Saper interpretare i segni dei tempi. (Mt 16,2-3).

54Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

55E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

56Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, co­me mai questo tempo non sapete giudicarlo?

57E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

 

Non indugiare a mettersi d'accordo con il fratello. (Mt 5,25-26).

58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini da­vanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione.

59Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».

 

La torre di Sibe. Convertirsi o perire.

 

13

 

1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.

2Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, aver subito tale sorte?

3No, vi dico ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

4O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sibe e li uccise, credete che fossero più col­pevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

5No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

 

Dio sa aspettare. (Cf. in Mt 21,18-22 il castigo immediato).

6Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.

7Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfrutta­re il terreno?

8Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora que­st’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime

9e ve­dremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai».

 

Guarigione in giorno di sabato. Ci troviamo di fronte a un gene­re letterario che è già apparso in Luca: 6,6-21 e 14,1-6.

10Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di saba­to.

11C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nes­sun modo.

12Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità»,

13e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

14Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva ope­rato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse:

«Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque ve­nite a farvi curare e non in giorno di sabato».

15Il Signore repli­cò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?

16E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'an­ni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sa­bato?».

17Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le me­raviglie da lui compiute.

 

Il granello di senape e il lievito. (Ez 17,23; Dn 4,9-18; Mt 13,31-32; Mc 4,30-32).

18Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò?

19È simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e di­ventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».

20E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio?

21È simi­le al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di fa­rina, finché sia tutta fermentata».

 

La porta stretta. Bisogna entrare finché rimane aperta (Sal 6,9; Mt 7,13-14 e 21-23; 25,10-12; 8,11-12).

22Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.

23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose:

24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

25Quando il padrone di casa si alzerà e chiu­derà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.

26Allora comincerete a dire: Abbia­mo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze.

27Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità!

28Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mez­zogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

30Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcu­ni tra i primi che saranno ultimi».

 

Gesù sale a Gerusalemme con chiara coscienza di ciò che l'attende.

31In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».

32Egli ri­spose: «Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito.

33Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io va­da per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

 

Apostrofe a Gerusalemme. Si ispira a Geremia (7,12-14), Isaia (50,2; 65,12; 66,4) e al salmo 118,26 (Mt 23,37-39).

34Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi co­loro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!

35Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

 

 

Nuova guarigione in giorno di sabato. (6,6-11; 13,10-17).

 

14

 

1Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservano.

2Davanti a lui stava un idropico.

3Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «E’ lecito o no curare di sabato?».

4Ma essi tacque­ro. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.

5Poi disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tire­rà subito fuori in giorno di sabato?».

6E non potevano rispon­dere nulla a queste parole.

 

Non precipitarsi al primo posto. (Pr 25,6-7).

7Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, dis­se loro una parabola:

8«Quando sei invitato a nozze da qualcu­no, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invi­tato più ragguardevole di te

9e colui che ha invitato te e lui ven­ga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupa­re l'ultimo posto.

10Invece quando sei invitato, va' a metterti al­l'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.

11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

 

La gratuità dell'amore.

12Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pran­zo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.

13A1 contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;

14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

 

Parabola degli invitati che non accettano. I primi invitati non prenderanno parte al festino del Regno. Troppi attaccamenti li distolgono da esso (Mt 6,11 e 22,2-10).

15Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!».

16Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.

17All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto.

18Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, conside­rami giustificato.

19Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato.

20Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.

21Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il pa­drone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.

22Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto.

23Il padrone allora disse al servo: Esci per le stra­de e lungo le siepi, spingili a entrare, perché, la mia casa si riem­pia.

24Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena».

 

Rinunziare a tutto per entrare nel Regno. (Mt 10,32-38; 16,24; Mc 8,34).

25Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:

26«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i fi­gli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

27Chi non porta la propria croce e non viene die­tro di me, non può essere mio discepolo.

28Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?

29Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il la­voro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:

30Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.

31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace.

33Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

 

Parabola del sale. (Mt 5,13; Mc 9,50).

34Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà?

35Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda».

 

LE TRE PARABOLE DEL PERDONO

 

15

 

1Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

2I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».

3Allora egli disse loro questa pa­rabola:

 

La pecora perduta. Viene ritrovata nel deserto palestinese, là dove i greggi emigrano da novembre a fine maggio (Ez 34,1-4 e 11-16; Gb 23,14; Mi 4,6-7; Mt 18,12-14).

4«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le no­vantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?

5Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,

6va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.

7Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

 

La dramma perduta cioè l'accoglienza riservata ai peccatori.

8O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non ac­cende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?

9E dopo averla trovata chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.

10Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

 

Il figlio prodigo. L'immensa tenerezza di Dio. Benché irrepren­sibile, il figlio maggiore è il simbolo di coloro che si credono giusti (Lv 11,7; Ger 3,19).

11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.

12Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.

13Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lonta­no e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

15Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.

16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci: ma nessuno gliene dava.

17Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

18Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato con­tro il Cielo e contro di te;

19non sono più degno di esser chiama­to tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.

20Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli cor­se incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

21Il figlio gli disse: Padre ho peccato contro il Cielo e contro. Di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.

22Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.

23Portate il vitello grasso, am­mazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

24perché questo mio fi­glio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritro­vato. E cominciarono a far festa.

25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;

26chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.

27Il servo gli rispose: E’ tor­nato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.

28Egli si arrabbiò, e non vole­va entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.

29Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.

30Ma ora che questo tuo figlio che ha di­vorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai am­mazzato il vitello grasso.

31Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

 

La parabola dell'amministratore infedele.

Coloro che ascoltano Gesù vivono in un mondo nuovo, a confronto quindi con una crisi seria. Bisogna prendere coscienza dell'importanza della posta in gioco e agire di conseguenza, come fece l'amministrato­re disonesto. Ridotto a una situazione estrema, egli calcola ciò che gli occorre per vivere e cerca di farvi fronte. La parabola viene completata con altri detti di Gesù sul buon uso delle ric­chezze.

 

16

 

1Diceva anche ai discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

2Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, per­ché non puoi più essere amministratore.

3L'amministratore dis­se tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'ammini­ strazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.

4So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dal­l'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.

5Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:

6Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.

7Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cen­to misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ot­tanta.

8Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, ver­so i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

9Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchez­za, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle di­more eterne.

10Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è diso­nesto nel poco, è disonesto anche nel molto.

11Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?

12E se non siete stati fedeli nella ric­chezza altrui, chi vi darà la vostra?

13Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e ame­rà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

 

Contro i farisei, amici del denaro.

14I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte que­ste cose e si beffavano di lui.

15Egli disse: «Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.

 

Una svolta essenziale della storia. (Mt 11,12-13).

16La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene an­nunziato il regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi.

 

La legge non passerà. (Mt 5,18).

17È più facile che abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.

 

Indissolubilità del matrimonio. Queste istruzioni sono in com­pleta contraddizione con la legge di Mosè (Mt 5,32 e 19,9; Mc 10,11-12).

18Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, com­mette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

 

Il ricco cattivo e il povero Lazzaro o la superiorità dei segni spi­rituali.

19C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.

20Un mendicante, di nome Laz­zaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,

21bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.

23Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.

24Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

25Ma Abramo rispo­se: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.

26Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costi si può attraversare fino a noi.

27E quegli re­plicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,

28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.

29Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.

30E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si rav­vederanno.

31Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Pro­feti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

 

Lo scandalo. (Mt 18,6-7; Mc 9,42).

 

17

 

1Disse ancora ai suoi discepoli: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono.

2E’ meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi pic­coli.

3State attenti a voi stessi!

 

Perdonare sempre. (Mt 8,15; 21,22).

Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdo­nagli.

4E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai».

 

Potenza della fede. Nulla le è impossibile (Mt 17,20; 21,21; Mc 11,23).

5Gli apostoli dissero al Signore:

6«Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di sena­pa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

 

Servire senza attendere ricompensa. (Gb 22,3).

7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?

8Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?

9Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

 

Il lebbroso samaritano. Oriundo di una regione ostile ed eretica (cf leprescrizioni concernenti i lebbrosi in Lv 13,45-46; 14,1-32).

11Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.

12Entrando in un villaggio, gli vennero in­contro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza,

13alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».

14Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E men­tre essi andavano, furono sanati.

15Uno di loro, vedendosi gua­rito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;

16e si gettò ai pie­di di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.

17Ma Gesù os­servò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?

18Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, al­l'infuori di questo straniero?». E gli disse:

19«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

 

Il regno di Dio è in mezzo a noi. (Mt 3,2; 4,17).

20Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», ri­spose:

21«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'atten­zione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».

 

Il giorno del figlio dell'uomo

descritto con linguaggio apocalitti­co. Egli verrà senza far colpo. I discepoli, anche se testimoni di eventi che i profeti hanno desiderato vedere, non afferrano ciò che avviene dentro e in mezzo a loro. Verrà il giorno in cui vor­ranno rivedere il Cristo e non lo potranno (Gen 6-8; 19,1-29; Dn 9,2; Mt 14,27-41 e nota).

22Disse ancora ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desiderere­te vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.

23Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.

24Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno.

25Ma prima è necessario che egli soffra molto e ven­ga ripudiato da questa generazione.

26Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo:

27mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.

28Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano;

29ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.

30Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà.

31In quel giorno, chi si troverà sulla ter­razza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro.

32Ricordatevi della moglie di Lot.

33Chi cercherà di salvare la propria vita la perde­rà, chi invece la perde la salverà.

34Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l'uno verrà preso e l'altro lasciato;

35due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra lasciata».

[36].

37Allora i discepoli gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi».

 

Il potere infallibile della preghiera. Nell'ambiente sociale di quel tempo la vedova è una persona senza appoggi (Is 1,17; 1,23; Gb 31,16; cf Mt 7,7).

 

18

 

1Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sem­pre, senza stancarsi:

2«C'era in una città un giudice, che non te­meva Dio e non aveva riguardo per nessuno.

3In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.

4Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho ri­spetto di nessuno,

5poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi».

6il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice di­sonesto.

7E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare?

8Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

 

Il vero posto degli uomini di fronte al Signore. (Mt 6,1; 23,28).

9Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:

10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.

11Il fari­seo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e nep­pure come questo pubblicano.

12Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

14Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

 

Ritornare bambini. (9,47; Mt 19,13-15; Mc 10,13-16).

15Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano.

16Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impdite perché a chi è come loro appartiene il re­gno di Dio.

17 In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».

 

Il pericolo delle ricchezze. (Es 20,12-16; Dt 6,16-17; 10,25-28; Mt 19,16-29 e nota; Mc 10,17-30 e nota).

18Un notabile lo interrogò: «Maestro buono che devo fare per ottenere la vita eterna?».

19Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.

20Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre».

21Costui disse: «Tutto questo l'ho osservato fin dalla mia giovi­nezza».

22Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un te­soro nei cieli; poi vieni e seguimi».

23Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco.

24Quando Gesù lo vide, disse: «Quant'è difficile, per coloro che possiedo­no ricchezze entrare nel regno di Dio.

25E più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entra­re nel regno di Dio!».

26Quelli che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?».

27Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

28Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito».

29Ed egli rispose: «In verità vi dico, non c'è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio,

30che non riceva molto di più nel tem­po presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

 

Terzo annunzio della passione. (Mt 20,17-19; Mc 10,32-34).

31Poi prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà.

32Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi

33e, dopo averlo flagel­lato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà».

34Ma non com­presero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.

 

Il cieco di Gerico.

La fede permette di entrare in relazione con Dio (Mt 20,29-34; Mc 10,46-52).

35Mentre si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto a mendica­re lungo la strada.

36Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse.

37Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!».

38Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

39Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

40Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò:

41«Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riab­bia la vista».

42E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».

43Subito ci vide di nuovo e cominciò a se­guirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lo­de a Dio.

 

Zaccheo. Il contatto con Dio viene offerto a chi si distacca da tutto ciò che ha commesso in passato (la legge condannava il la­dro di bestiame a versare un indennizzo pari al quadruplo del­l'animale rubato: Es 21,37; 2Sam 12,6).

 

19

 

1Entrato in Gèrico, attraversava la città.

2Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,

3cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.

4Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».

61n fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

7Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E’ andato ad alloggiare da un peccatore!».

8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, resti­tuisco quattro volte tanto».

9Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo;

10i1 Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

Parabola delle mine. È indispensabile la valorizzazione dei doni di Dio e la partecipazione dell'uomo all'evoluzione del mondo (Mt 25,14-30; 2,38ss).

11Mentre essi stavano ad ascoltare queste cose, Gesù disse an­cora una parabola perché era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un mo­mento all'altro.

12Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ri­tornare.

13Chiamati dieci servi; consegnò loro dieci mine, di­cendo: Impiegatele fino al mio ritorno.

14Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vo­gliamo che costui venga a regnare su di noi.

15Quando fu di ri­torno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.

16Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.

17Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.

18Poi si presentò il secondo e disse: La tua mi­na, signore, ha fruttato altre cinque mine.

19Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.

20Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto;

21avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.

22Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudi­co, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che pren­do quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:

23perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi.

24Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci.

25Gli risposero: Signore, ha già dieci mine!

26Vi di­co: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

27E quei miei nemici che non volevano che di­ventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».

 

V. MINISTERO DI GESÙ A GERUSALEMME

 

Ingresso di Gesù a Gerusalemme.

(Sal 118,26; Mt 12,1-11 e no­ta; Mc 11,1-11; Gv 12,12-19).

28Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo ver­so Gerusalemme.

29Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo:

30«Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale nes­suno è mai salito; scioglietelo e portatelo qui.

31E se qualcuno vi chiederà: Perché lo sciogliete?, direte così: Il Signore ne ha bisogno».

32Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto.

33Mentre scioglievano il puledro, i proprietari dissero lo­ro: «Perché sciogliete il puledro?».

34Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

35Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul pu­ledro, vi fecero salire Gesù.

36Via via che egli avanzava, sten­devano i loro mantelli sulla strada.

37Era ormai vicino alla di­scesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodi­gi che avevano veduto, dicendo:

38«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».

39Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli».

40Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi tace­ranno, grideranno le pietre».

 

Lamento su Gerusalemme. Gesù predice la sua rovina, simbolo di quella del mondo antico, ispirandosi alla presa di Gerusalem­me da parte dei babilonesi nel 587 a. C. (Is 29,3; 37,33; Os 10,14 ecc.) e a quella di Gerusalemme da parte dei romani nel 70 d. C.

41Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, di­cendo:

42«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.

43Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;

44abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata vi­sitata».

 

I venditori cacciati dal tempio.

(Is 56,7; Ger 7,11; Mt 21,12-13; Mc 11,15-18; Gv 2,12-16 e 18-20).

45Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori,

46dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».

47Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popo­lo;

48ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pende­va dalle sue parole.

 

Obiezioni dei giudei sull'autorità di Gesù dopo che egli ha cac­ciato i venditori dal tempio (Mt 21,23-27; Mc 11,27-33).

 

20

 

1Un giorno, mentre istruiva il popolo nel tempio e an­nunziava la parola di Dio, si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo:

2«Dicci con quale autorità fai queste cose o chi è che t'ha dato quest'autori­tà».

3E Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e voi ri­spondetemi:

4Il battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini?».

5Allora essi discutevano fra loro: «Se diciamo "dal Cielo", risponderà: "Perché non gli avete creduto?".

6E se di­ciamo "dagli uomini", tutto il popolo ci lapiderà, perché è con­vinto che Giovanni è un profeta».

7Risposero quindi di non sa­perlo.

8E Gesù disse loro: «Nemmeno io vi dico con quale au­torità faccio queste cose».

 

Parabola del vignaioli omicidi. La vigna (Israele) sarà tolta ai suoi capi per essere affidata ad altri (Is 5,2; Sal 118,22; Mt 21,33-46; Mc 12,1-12).

9Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, l'affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo.

10A suo tempo, mandò un servo da quei colti­vatori perché gli dessero una parte del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo percossero e lo rimandarono a mani vuote.

11Mandò un altro servo, ma essi percossero anche questo, lo in­sultarono e lo rimandarono a mani vuote.

12Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono.

13Disse allora il padrone della vigna: Che devo fare? Manderò il mio unico figlio; forse di lui avranno rispetto.

14Quando lo videro, i coltivatori discutevano fra loro dicendo: Costui è l'erede. Ucci­diamolo e così l'eredità sarà nostra.

15E lo cacciarono fuori del­la vigna e l'uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna?

16Verrà e manderà a morte quei coltivatori, e affi­derà ad altri la vigna». Ma essi, udito ciò, esclamarono: «Non sia mai!».

17Allora egli si volse verso di loro e disse: «Che cos'è dunque ciò che è scritto: La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata testata d'angolo?

18Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà ad­dosso, lo stritolerà».

19Gli scribi e i sommi sacerdoti cercarono allora di mettergli addosso le mani, ma ebbero paura del popo­lo. Avevano capito che quella parabola l'aveva detta per loro.

 

Il denaro di Cesare. (Mt 22,15-22 e nota; Mc 12,13-17).

20Postisi in osservazione, mandarono informatori, che si finges­sero persone oneste, per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all'autorità e al potere del governatore.

21Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secon­do verità la via di Dio.

22È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?».

23Conoscendo la loro malizia, disse:

24«Mostratemi un denaro: di chi è l'immagine e l'iscrizione?». Risposero: «Di Cesare».

25Ed egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».

26Così non poterono co­glierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua rispo­sta, tacquero.

 

La risurrezione dei morti. (Dt 25,5-6; Es 3,6; Mt 22,23-33; Mc 12,18-27).

27Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:

28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.

29C'erano dunque sette fra­telli: il primo, dopo aver preso moglie, mori senza figli.

30Allora la prese il secondo

31e poi il terzo e così tutti e sette; e mori­rono tutti senza lasciare figli.

32Da ultimo anche la donna morì.

33Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie»;

34Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;

35ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della ri­surrezione dai morti, non prendono moglie né marito;

36e nem­meno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, es­sendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.

37Che poi i mor­ti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.

38Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tut­ti vivono per lui».

39Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».

40E non osavano più fargli alcuna domanda.

 

Il Cristo, figlio e signore di Davide. (Sal 110,1; Mt 22,41-45 e nota; Mc 12,35-37).

41Egli poi disse loro: «Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide,

42se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,

43finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi?

44Davide dunque lo chiama Signore; perciò come può essere suo figlio?».

 

Liberarsi dall'influenza dei grandi. (11,43; Mt 23,6s; Mc 12,38-40).

45E mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai discepoli:

46«Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe ve­sti e hanno piacere di esser salutati nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti;

47divorano le case delle vedove, e in apparenza fanno lunghe preghiere. Essi riceveranno una condanna più severa».

 

 

La generosità del povero. (Mc 12,41-44).

 

21

 

1Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.

2Vide anche una vedova povera che vi getta­va due spiccioli

3e disse: «In verità vi dico: questa vedova, po­vera, ha messo più di tutti.

4Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere».

 

La rovina del tempio di Gerusalemme è dovuta al fatto che gli israeliti hanno rifiutato di vedere in Gesù l'inviato di Dio (Mt 24,1-3; Mc 13,1-4).

5Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse:

6«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».

7Gli domandarono: «Maestro, quan­do accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per com­piersi?».

 

I segni premonitori della fine dei tempi e, allo stesso tempo, del­la fine di Gerusalemme, poco dopo le sommosse che hanno fatto seguito alla morte di Nerone. I terremoti, le carestie, le pestilen­ze, i dolori simili a quelli del parto sono immagini impiegate spesso dai profeti (Dn 2,28; 15 19,2; 13,8; 26,17; 66,7; 13,13; Ger 14,17; 6,24; 13,21; Ez 5,12; Am 4,6 e 4,10; Os 13,13; Mi 4,9-10; Mt 24,3-14; Mc 13,5-13).

8Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verran­no sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossi­mo"; non seguiteli.

9Quando sentirete parlare di guerre e di ri­voluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».

10Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,

11e vi saranno di luogo in luogo terremoti, care­stie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni gran­di dal cielo.

12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

13Questo vi darà occasione di render testimonianza.

14Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra di­fesa;

15io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.

16Sarete traditi perfi­no dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e mette­ranno a morte alcuni di voi;

17sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

18Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.

19Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

 

La distruzione di Gerusalemme.

(Dn 9,7; Dt 28,64; Dn 12,7; Mt 24,15-21; Mc 13,14-19).

20Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sap­piate allora che la sua devastazione è vicina.

21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tor­nino in città;

22saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.

23Guai alle donne che sono in­cinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.

24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano com­piuti.

 

Catastrofi cosmiche annunzieranno la venuta del Figlio dell'uo­mo (Is 9-13,10; 24,4; Ger 4,23; Am 8,9; Mt 24,29-31 e nota; Mc 13,24-27). Notare che il termine «liberazione», usato così spesso da Paolo, compare una sola volta nei Vangeli.

25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti sa­ranno sconvolte.

27Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

28Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e le­vate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

 

Segni che vi riguardano. (Mt 24,32-35; Mc 13,28-31).

29E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante;

30quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.

31Così pure, quando voi vedrete accade­re queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

32In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia av­venuto.

33Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

 

Un giorno compariremo davanti a Dio.

34State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;

35come un laccio esso si ab­batterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la ter­ra.

36Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

 

Tutto il popolo ascolta Gesù.

37Durante il giorno insegnava nel tempio, la notte usciva e per­nottava all'aperto sul monte detto degli Ulivi.

38E tutto il popo­lo veniva a lui di buon mattino nel tempio per ascoltarlo.

 

 

VI. LA PASSIONE

 

Complotto contro Gesù. Nei giorni della pasqua l'afflusso dei pellegrini rischiava sempre di provocare manifestazioni di feb­bre nazionalista (Mt 26,1-5 e 14-17; Mc 14,1-2 e 10-11; Gv 11,47-53).

 

22

 

1Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

2e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mez­zo, poiché temevano il popolo.

3Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.

4Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

5Essi si rallegrarono e si accor­darono di dargli del denaro.

6Egli fu d'accordo e cercava l'occa­sione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

 

Preparativi. La cena pasquale viene celebrata in ricordo della li­berazione d'israele dall'Egitto (Es 12,1-11; Mt 26,17-19 e nota; Mc 14,12-16).

7Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.

8Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo man­giare».

9Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».

10Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uo­mo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove en­trerà

11e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

12Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addob­bata; là preparate».

13Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

 

Il banchetto pasquale: la cena e l'eucaristia. All'inizio e al ter­mine di questo banchetto si beveva allora un calice rituale detto calice di benedizione (cf l'annunzio di Geremia 31,31-34 e Es 24,8; Mt 26,26-29 e nota; Mc 14,22-25;1ìCor 11,23-25).

14Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,

15e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pa­squa con voi, prima della mia passione,

16poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio».

17E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi,

18poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

19Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Que­sto è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me».

20Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice di­cendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

 

Annunzio del tradimento di Giuda. (Mt 26,20-25; Mc 14,17-21; Gv 13,21-30).

21«Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola.

22Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!».

24Allora     essi comincia­rono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.

 

Il primato del servizio disinteressato. (Mt 20,25-28; Mc 10,42-54; Gv 13,1-20).

24Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser conside­rato il più grande.

25Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare bene­fattori.

26Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.

27Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è for­se colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come co­lui che serve.

28Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

29e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha prepara­to per me,

30perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

 

Cadere ma non rinunziare. (Mt 26,31-35; Mc 14,27-31; Gv 13,36-38).

31Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;

32ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli».

33E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in pri­gione e alla morte».

34Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non cante­rà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di cono­scermi».

 

L'ora del combattimento decisivo. (Is 53,12).

35Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla».

36Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

37Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine».

38Ed essi dissero: «Si­gnore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».

 

Sudore di sangue. (1Re 19,4-8; Mt 26,30.36-46; Mc 14,32-42).

39Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.

40Giunto sul luogo, disse loro: «Prega­te, per non entrare in tentazione».

41Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:

42«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

43Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.

44In preda all'angoscia, pregava più intensamen­te; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

45Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li tro­vò che dormivano per la tristezza.

46E disse loro: «Perché dor­mite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

 

Il regno delle tenebre

o il trionfo dello spirito-del-male (Mt 26,47-56; Mc 14,43-50; Gv 18,3-11).

47Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li prece­deva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo.

48Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tra­disci il Figlio dell'uomo?».

49Allora quelli che eran con lui, ve­dendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?».

50E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro.

51Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l'orecchio, lo guarì.

52Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, som­mi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante?

53Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre».

 

Rinnegamenti di Pietro e sguardo del Signore.

(Mt 26,69-75; Mc 14,66-72; Gv 18,12-27).

54Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.

55Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano se­duti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.

56Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui».

57Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo co­nosco !».

58Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!».

59Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo».

60Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò.

61Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pie­tro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte».

62E, uscito, pianse amaramente.

 

Gesù schernito e percosso. (Mt 26,67-68; Mc 14,65).

63Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schemi­vano e lo percuotevano, 64lo bendavano e gli dicevano: «Indo­vina: chi ti ha colpito?».

65E molti altri insulti dicevano contro di lui.

 

Gesù davanti al gran consiglio. Nella Bibbia sedere alla destra di qualcuno significa aver parte al suo potere. Il sinedrio è il tribu­nale religioso supremo degli ebrei ed è composto di 70 membri; come il consiglio di Mosè (Nm 11,16; Sal 110,1; Mt 26,59-66; Mc 14,53-64; Gv 10,24-25).

66Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popo­lo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero:

67«Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù ri­spose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete;

68se vi interro­go, non mi risponderete.

69Ma da questo momento starà il Fi­glio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio».

70Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono».

71Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

 

Gesù davanti a Pilato. (Mt 27,11-14; Mc 15,2-5; Gv 18,29-38).

 

23

 

1Tutta l'assemblea si alzò, lo condussero da Pilato

2e co­minciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che sobilla­va il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affer­mava di essere il Cristo re».

3Pilato lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».

4Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in que­st'uomo».

5Ma essi insistevano: «Costui solleva il popolo, inse­gnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Gali­lea fino a qui».

6Udito ciò, Pilato domandò se era Galileo

7e, saputo che appar­teneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.

 

Gesù davanti a Erode. (9,9).

8Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tem­po desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui.

9Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

10C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza.

11Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato.

12In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.

 

Gesù di nuovo davanti a Pilato. (Mt 27,15-26; Mc 15,6-15; Gv 18,33; 19,16).

13Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo,

14disse: «Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate;

15e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meri­ti la morte.

16Perciò, dopo averlo severamente castigato, lo ri­lascerò».

[17].

18Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!».

19Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio.

20Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù.

21Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo !».

22Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente