VA' DI' AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO 

Lettore, chiunque tu sia, leggi queste pagine; è il Signore, il tuo Dio che ti parla; se non l'hai mai amato sarai costretto ad amarlo, conoscendolo qual'è veramente, infinitamente buono, infinitamente misericordioso. s. d. M. 

Mia Benigna, fa conoscere la mia misericordia.  (La Voce Celeste a Suor Benigna). 

Ascolta...

Parla Gesù, l'Amore:

A Suor Benigna (26 Aprile 1916)

Dire Gesù e dire Misericordia è lo stesso; dire Gesù e dire Bontà è lo stesso; dire Gesù e dire Compassione è lo stesso; dire Gesù e dire Tene-rezza è lo stesso. 

A Suor Benigna  (27 Aprile 1916)

Io adopero novantanove volte la Misericordia, e solo quando non ci posso riuscire colla Misericordia, ado-pero la Giustizia, ma solo una no-vantesima parte di quell'uno di Giu-stizia. Si, è vero, che sono infinita-mente Giusto, non posso non esserlo, ma la lascio come da parte la mia Giustizia, per non usare che la mia Misericordia. 

A Suor Benigna (15 Marzo 1915)

"Mia Benigna, non è abbastanza conosciuta la mia bontà nel mondo sono state le mie viscere di miseri-cordia che mi hanno fatto discendere dal Cielo in terra per salvare i pec-catori. Vedi, o mia Benigna, un me-dico che ami l'arte sua, se si trova in mezzo a tutta gente sana li visi-terà da amico, ma per esercitare la sua arte ha bisogno di trovarsi in mezzo agli ammalati e più questi sono infermi e più si trova contento di, far loro del bene. Mia Benigna, lo amo tanto i peccatori, - odio i loro peccati perché il peccato è un'offesa contraria a Dio, ma amo i peccatori come si amerebbe una persona ferita benchè non si ami il ferro, nè il fu-cile. Vedi, in questi tempi, per così dire, le mie viscere di misericordia si allargano ancor più, è tempo di amnistia generale, purchè trovi nelle anime la carità". 

A Suor Benigna (12 Giugno 1915)

Si ha un'idea troppo piccola della Bontà di Dio, della sua Misericordia, del Suo Amore verso le sue creature, si misura Dio colla creatura... Ma Dio non è limitato, e quindi non è limitata la sua Bontà. 

A Suor Benigna (12 Giugno 1915)

Scrivi che Io amo gli uomini, che Io amo teneramente gli uomini, che Io li amo tenerissimamente come miei cari fratelli e benchè ci sia una di-stanza infinita tra loro e Me, tuttavia Io non la conto. 

A Suor Benigna (9 Ottobre 1915)

Vedi, Nigna, quel fuoco? (Visione dell'inferno). Sopra a quell'abisso Io ho tirato come un reticolato di fili della mia misericordia perchè le anime non avessero da cadere dentro, ma quelli che si vogliono dannare, vanno lì colle mani per aprire quei fili per cadere dentro, e una volta che sono dentro, neppur più la mia Bontà li può salvare. Sono inseguite queste anime dalla Mia Misericordia più che non lo sia un malfattore dalla Polizia, ma sfuggono alla mia Misericordia. 

A Suor Benigna (6 Luglio 1902)

Io ho sete di essere amato dagli uomini ed essi fanno i sordi alle mie parole per seguire il demonio che li conduce alla perdizione.

Io non posso reggere al vedere tante anime ingannate ed userò loro misericordia coll'istruirle sempre pìù, col chiamarle sempre più, col chia-marle più dolcemente al Mio Cuore Divino. Io svelerò loro i segreti inef-fabili del Mio Divin Cuore ed inse-gnerò loro a vivere del mio amore, di quell'amore che rende soave il più gran dolore e che fa gustare all'anima una pace celestiale, anche in mezzo alle più aspre prove. 

A Suor Benigna (27 Novembre 1905)

Io mi dò alle anime a misura che esse si danno a me. 

A Suor Benigna

Quel che mi fa pena più di tutto è vedere l'indifferenza, che le creature hanno per Me, l'odio... mi fuggono come se io fossi un assassino, un mal-vivente, un ladro, che volessi togliere loro la roba, e invece glie ne vorrei dare, ma non posso, perchè non vo-gliono... Mia sposa ho sete dell'amore delle mie creature! I Santi mi amano tanto, il loro amore è più puro e più perfetto... Io ho tanto amore in Cielo, ma vengo a cercarlo in terra, perchè in terra l'amore è libero... Mia Sposa, Io ho un cuore umano, ed Io amo gli uomini, perchè sono miei fratelli, sì, sono miei fratelli gli uomini. 

A Suor Benigna

Tutto contribuisce a lavorare una anima, tutto; anche le sue stesse imperfezioni sono nelle mie Mani Divine come tante pietre preziose, perchè le cambio in tanti atti di umiltà, che porto quell'anima a fare.  

A Suor Benigna

Se quei che edificano le case po-tessero mutare i rottami e tutto ciò che ingombra in tanto materiale da costruzione, quanto si stimerebbero felici; ebbene l'anima fedele lo può col Mio divino aiuto, e le mancanze stesse più gravi e vergognose, piante, diventano pietre fondamentali del-l'edificio della sua perfezione.

La principale cosa, che desidero si sappia, è che Io sono tutto amore, che la più gran pena che si potrebbe fare al mio Cuore sarebbe di dubitare della mia Bontà. Il mio Cuore non solo compatisce, ma si rallegra quanto più ha da riparare, purchè non vi si malizia... 

A Suor Benigna

Come il fuoco si nutre di combu-stibili, così la Mia Misericordia si nutre di consumare miserie, e più ne trova da consumare, tanto più cresce appunto come fa il fuoco che si ac-cresce sempre più, a misura che vi si getta roba sopra. 

A Suor Benigna

Oh! se si potesse conoscere quanto Io amo gli uomini, e quanto il mio Cuore gode che si creda a questo amore. Si crede troppo poco, si crede troppo poco, troppo poco!... 

A Suor Benigna

Io ho bisogno di consumare miserie delle mie povere e deboli creature, e mi stanco mai di lavare e rilavare le anime (colla Confessione, colla con-trizione perfetta) perchè le lavo nel Mio Preziosissimo Sangue. Tu non puoi credere, Benigna, il piacere che io provo nel farla da Salvatore: è tutto il mio contento e faccio i più bei capolavori appunto delle anime, che ho tolto più dal basso, più dal fango, perchè ho più materia, ho più roba da operarvi sopra. 

A Suor Benigna

Se ad un ladro si inchiodassero le mani, ancorchè volesse rubare, po-trebbe ancora rubare? Se ad un assas-sino si inchiodassero le mani ancorchè volesse uccidere, qualcuno, potrebbe ancora ucciderlo? Ebbene, mia Be-nigna, Io mi sono lasciato inchiodare le mani, come quasi non posa punire i poveri peccatori! scrivilo questo, mi fai piacere, Io voglio che si veda quanto li amo. 

A Suor Benigna

Avevo tanto male al capo per la corona di spine, e anche per il sangue, che mi andava negli occhi, non potevo quasi aprirli, ma di tanto in tanto li aprivo per guardare con tanta tene-rezza i miei crocifissori! 

A Suor Benigna

Ciò che voglio dirti Io lo concentro in poche parole, ed è questo: che l'anima abbia mai paura di Dio, che Dio è sempre pronto a usarle mise-ricordia e che il più gran piacere che possa avere il Cuore del Tuo Gesù, è quello di poter condurre al Suo Eterno Padre il più gran numero di peccatori, che sia possibile. Sono que-ste le mie glorie, i miei gioielli! Io amo tanto i poveri peccatori. 

A Suor Benigna

Senti, mia sposa, scrivi questo: Se mi vuoi fare un piacere grande è di credere al mio amore, se me lo vuoi fare più grande è di credere di più, e per farmelo grandissimo è di non mettere limiti a questa fede nel mio amore. 

A Suor Margherita Claret de la Touche

Voglio vincere l'odio coll'Amore; manderò i miei sacerdoti a spanderlo per tutta la terra. Ho dato loro il mio Cuore, affinchè vedano i tesori d'amore che ci sono in Dio, e dopo aver attinto per se stessi, attingano ancora per il mondo. Di' a loro di andare a spandere ovunque i tesori dell'amore. 

A Suor Maria Giuseppina di Gesù

Sì, mi compiaccio tra i gigli, che sono le anime pure; ma i più belli crescono tra le spine e la loro radice è immersa nel fango della terra..... Se invece di allontanarti da quel giglio imbrattato di fango (un ubria-co) ti fossi avvicinata a lui per libe-rarlo dalla sua sozzura, oh! allora si che mi avresti fatto piacere! 

A Suor Maria Giuseppina di Gesù

Sulla croce non ho detto una pa-rola ai carnefici sacrileghi, eppure scendevano il Calvario picchiandosi il petto. Non ho parlato a loro, ma ho parlato di loro al Padre mio « Pa-dre, perdona loro, perchè non sanno ciò che fanno », ed ho sofferto per loro. La preghiera e la sofferenza, ecco le due armi irresistibili, i mezzi di cui ciascuno può disporre per raggiungere le anime e conquistar-mele... Oh! ne sono così assetato! 

Alla Beata Varani

Quando, prima dell'Ultima Cena, lavavo i piedi a Giuda, piangevo a-maramente e le mie lacrime cadevano come gocce di rugiada sui suoi piedi ma egli non ne faceva caso, ed io dicevo nel mio cuore

- Addio, figlio mio, ecco l'ultimo servizio che mi sarà concesso di farti! Intanto accarezzavo in certo modo i suoi piedi e li baciavo con tenera compassione. 

A Santa Metilde

Al bacio di Giuda il mio Cuore ebbe un tale impeto d'amore, che se si fosse pentito, Io per quel bacio avrei fatto di quell'anima una mia sposa. 

A Santa Metilde

Chi è legato non può far nulla, e può essere derubato di tutto quello che possiede. Io sono stato attaccato alla croce in modo da non potermi più muovere, come segno che l'uomo potesse prendermi tutto quanto avevo guadagnato nella mia vita mortale, tutte le mie opere ed i miei meriti. E' tutto il mio desiderio ch'egli gioi-sca dei miei beni. S'egli implora la mia misericordia i suoi delitti sono dimenticati in eterno. 

A S. Caterina da Siena

La Mia Misericordia è infinitamente più grande di tutti i peccati che pos-sono commettere le creature. Coloro che la giudicano inferiore ai loro peccati, mi dispiacciono più che gli altri peccatori. 

A S. Brigida

lo non mi fermo a considerare co-me l'uomo abbia peccato, ma piut-tosto con quale amore, volontà e intenzione ritorna a Me. 

A S. Geltrude

Non c'è uomo, per quanto carico di peccati, che non possa sperare il perdono offrendo al Mio Eterno Pa-dre la mia Passione e Morte. 

A S. Margherita da Cortona

Mia povera piccola Margherita, non aver alcun dubbio sull'intera remis-sione dei tuoi peccati... Ho stabilito di fare di te il faro dei peccatori, che marciscono nel vizio, affinchè vedano per te che cedendo alle mie ispira-zioni, io son pronto a usare verso di loro la stessa misericordia che ho usato verso di Te. 

A S. Metilde

- Vieni a vedere l'ultimo dei Santi, che si trovano in Cielo, e allora po-trai avere una certa conoscenza della mia bontà.

Ed ecco presentarsi alla santa un uomo vestito di verde, coi capelli crespati e di color biondo, di piccola statura, ma con una faccia straordi-nariamente bella e ben fatta.

- Chi sei tu? gli chiede Metilde. - Sulla terra ero un ladro e un malfattore, e non ho mai fatto un'o-pera buona.

- Come mai allora sei entrato in Paradiso ?

- Tutto il male, che ho fatto l'ho commesso più per abitudine, che per malizia, non sapendo operare meglio, perchè i miei genitori m'avevano allevato male. Ecco perchè ho rice-vuto la grazia di pentirmi sincera-mente alla mia morte, e così ottenere misericordia da Dio. Ho passato cento anni in purgatorio, e ora per la sola e gratuita bontà di Dio, sono stato condotto in questo luogo di delizie.

In tal modo S. Metilde conobbe la prodigiosa bontà di Dio.

Se Egli opera tali meraviglie in chi non ha fatto nulla di bene all'in-fuori di un lampo di sincero penti-mento alla morte, che cosa non com-pirà in un'anima di buona volontà? 

Ebbene, lettore?

Se Dio è così buono con noi, perchè conti-nuare ad essere cattivi con Lui? Che cosa si guadagna a rimanere peccatori? Una vita malcontenta quaggiù, e per sempre infelice nell'eternità ! 

Parlano i Santi

che hanno sperimentata tutta la dolcezza della bontà e della misericordia di Dio. 

S. Teresina del Bambino Gesù

Se mi sollevo a Dio colla confidenza e l'amore, ciò non dipende dal fatto che io sono stata preservata dal pec-cato mortale. Io sento, che se pur mi pesassero sull'anima tutti i delitti che si posson commettere, non perderei un attimo di questa confidenza. Col cuore spezzato dal pentimento andrei a gettarmi fra le braccia del mio Salvatore, perchè so che egli ama teneramente il figliuol prodigo, e ho udito le sue parole alla Maddalena, all'adultera, alla Samaritana. No, nes-suno potrebbe spaventarmi, perchè so quanto potrei contare sul suo Amore e la sua Misericordia: io so che in un batter d'occhio tutto quel cumulo di peccati scomparirebbe, co-me una goccia d'acqua buttata in un braciere ardente.   

La Beata Crescenzia

Se io avessi commesso tutti i pec-cati degli uomini, non farei che im-mergerli nelle piaghe del mio Salva-tore, e son sicura di non poterli dare un onore più grande di una confidenza piena e intera nei meriti del Suo San-gue, che annienterà tutti quei delitti.   

S. Paolo della Croce

Molti cadono nello scoraggiamento dopo aver commesso dei falli. Quando vi sentirete nascere quel sentimento di sfiducia, pensate che i vostri pec-cati, paragonati colla Bontà Divina, sono meno che un filo di stoppa get-tato in un mare di fuoco. 

Il Santo Curato d'Ars

Il buon Dio sa ogni cosa. Sa anti-cipatamente che, dopo esservi con-fessati, voi peccherete di nuovo; eppure vi perdona. Qual amore non è mai quello del buon Dio, che arriva a dimenticare volontariamente l'avve-nire per perdonarvi. 

S. Paolo della Croce

Colui che si alza dopo le sue ca-dute, con una grande confidenza in Dio, diventa nelle mani del Sovrano Maestro un' istrumento adatto per operare grandi cose. 

S. Francesco di Sales

Io suppongo che il più grande pec-catore della terra, nel dar l'ultimo sospiro, faccia generosamente il sa-crificio della sua vita a Dio, abban-donandosi totalmente alla Sua Volontà e alla sua amabile Provvidenza: eb-bene Dio non potrà giammai condan-narlo, per enormi che siano i suoi delitti. 

S. Metilde

Benchè, o Mio Dio, voi mi illumi-niate d'una maniera meravigliosa; tutto ciò ch'io conosco di Voi, e che posso far conoscere agli uomini si può paragonare a quello che una formica può portar via da una montagna.  

S. Teresa

La Bontà di Dio è più grande di tutto il male che noi possiamo fare. Tutti gli uomini della terra non potranno mai asciugare la sorgente delle sue misericordie. 

S. Teresina del Bambino Gesù

Che gioia pensare che il Signore è giusto, cioè che tiene conto delle nostre debolezze, che conosce la fra-gilità della nostra natura. Se è giusto; deve pur essere clemente e pieno di amore per le sue creature. 

S. Caterina

O Divina Misericordia! come mi sento infiammare il cuore pensando a Te! Da qualunque parte mi volgo non trovo che misericordia. Ah! non mi stupisco più che Tu dica a quelli che lasciano il peccato per tornare a Te: « Io non mi ricorderò più delle vostre offese ». E neppur più mi stu-pisco di quel che mi dici riguardo ai tuoi persecutori: Io voglio che mi preghi perchè possa loro usare mi-sericordia! 

S. Teresina del Bambino Gesù

Il buon Dio non ha bisogno di anni per fare la sua opera in un'anima; un raggio del suo Cuore può in un istante far sbocciare il suo fiore per l'eternità.  

S. Francesco di Sales

Il Cuore di Gesù è così abbondante di amore, che tutti lo possono pos-sedere senza che ciascuno lo possegga meno degli altri. Il sole illumina una rosa fra un milione di altri fiori, come se illuminasse lei sola. Così Iddio spande il suo amore in un'anima come se non amasse che quella sola.

 

Un miracolo d'Amore

Lettore, se nulla ti commosse di quanto hai letto fin qui, e se fossi per caso un ostinato nella colpa, fissa il tuo sguardo sull'Immagine, che sta a lato; è la fotografia del Crocifisso miracoloso di Asti, che era presso il letto di un'anima vittima, e da cui partì questa voce, 1' 11 Agosto 1933, alle ore 13:

- La mia Passione è completa-mente rinnovata!

In prova della parola divina uscì vivo sangue dal Costato, ripetendosi il prodigio alle ore 15 e 17.

Nè pago di questa dimostrazione, per render sempre più noto agli uo-mini qual parte ebbero i peccati di tutti nella Sua Passione, il Cuore di Gesù ripetè l'effusione sanguigna il giorno 27 settembre 1933 alle ore 14 e 15,30.

Credi a chi mise insieme queste pagine per seminare un po' d'amore a Gesù; egli stesso eseguì la fotografia del S. Crocifisso e fu pure testimonio oculare dell'ultima manifestazione.

Rimarrai ancora insensibile a tanto miracolo e sordo all'invito così palese di lasciare il peccato a qualunque costo e abbracciare Gesù, sempre pronto a perdonare ?

 

Estratto dalla lettera Pastorale del Vescovo di Asti, Mons. Umberto Rossi per la Quaresima 1934

Oggi abbiamo avuto un altro mi-racolo di sangue, quasi voce po-tente, che invita alla conversione, non più da due Ostie Sante e sopra due calici consacrati, ma da un Crocifisso che a varie riprese ha versato sangue dalle sue ferite, specialmente dalla ferita del Costato.

Accenno al miracolo avvenuto nel-l'Ospizio di Santa Chiara prima nel giorno 11 Agosto e poi il 27 Settem-bre dell'anno scorso.

 

E ora ?

Conosciuta la Bontà e la Miseri-cordia infinita del nostro Gesù non ci resta che  

Confidare in Lui

La voce celeste a Suor Benigna:

La confidenza è la chiave, che apre i tesori della Mia infinita Misericor-dia; il peccato di diffidenza mi ferisce più che qualsiasi altro peccato, mi ferisce nel più intimo del cuore. Amo tanto gli uomini! scrivilo, figlia mia, ch'io provo un piacere indicibile in un'anima confidente! 

Diffidare di noi e umiliarci

A Suor Benigna:

Tu non puoi nulla da te stessa; una sola cosa ti è possibile: offen-dermi, abusando delle mie grazie. 

Confidare in Lui

A Suor Benigna

Se tu vuoi piacermi, confida in Me. Se vuoi piacermi di più, confida di più. Se vuoi piacermi immensamente confida immensamente. Non confiderai mai abbastanza, secondo il desiderio del mio Cuore. Queste semplici pa-role: Confido in Voi! mi rapiscono perchè onorano la mia Bontà e Mi-sericordia. 

Diffidare di noi e umiliarci

Santa Caterina da Genova

La creatura è così vile, che abban-donata alle sole sue forze, percor-rerebbe tutta la strada della malizia. Tutto il male viene dall'amor proprio, 1'amor proprio tiene imprigionato tutto il mondo. 

Confidare in Lui

Gesù a S. Caterina da Genova:

Se l'uomo capisse la cura ch'io mi prendo della sua salvezza e del suo vantaggio in tutte le cose, si abban-donerebbe interamente a Me, e di-sprezzerebbe tutto il resto, avesse anche tutti i beni che ho creato. 

Diffidare di noi e umiliarci

La S. Vergine a, Maria del S. Sacramento

Crescerai in santità riella misura che ti umilierai.      

Confidare in Lui

La voce a Suor Benigna

Tutti i peccati diventano nelle Mie mani divine come tante pietre pre-ziose, perchè li cangia in atti di umiltà, che porto 1' anima a fare.

Quando l'anima si presta ai miei di-segni d'amore tutto è trasformato, anche gli stessi peccati. Scrivi questo figlia mia, scrivi che nella fornace del mio amore Io purifico e trasformo, tutto il male in bene. 

La confidenza ci porta all'amore

Confidare in Gesù è già amarlo.

L'amore crescerà coll'aumento della confidenza.

Si aumenta la confidenza

- Pensando sovente a Lui, affi-dandosi a Lui in tutte le contrarietà e in tutti i dolori fisici e morali.

- Risorgendo subito dopo la colpa domandando immediatamente perdono e poi confessandosi, ed essere sicuro del perdono divino come se fosse sempre la prima volta che lo abbiamo offeso.

- Ricevendolo sovente nella S. Comunione per accrescere sempre più l'intimità. 

La sicurezza del Paradiso

1° Modo. - Non mancando mai di confidenza nella Misericordia del Si-gnore: ad ogni sbaglio sempre dire: Surgam et ibo ad Patrem meum -

Voglio subito tornare da mio Padre; e confessarsi al più presto.

2° Modo. - Facendo sovente, sotto la mozione dello Spirito Santo, degli Atti di carità perfetta, che non sono difficili, come ordinariamente si crede e che si possono fare anche senza esprimere una parola, con uno sguardo infuocato al Cielo, con un sospiro che parta dal profondo del cuore in rife-rimento a Dio, con uno slancio d'af-fetto a Dio sentito anche per un istante solo. In quei momenti si pre-ferisce Dio a tutto, si concepisce un orrore della colpa, e si sarebbe di-sposti a perdere tutto, anche la vita, piuttosto che offenderlo.

Santa Teresina chiama questi atti le indulgenze plenarie dell'amore! Difatti dopo uno di questi atti si ottiene il perdono di tutti i peccati mortali, qualunque ne sia il numero e la gravità, la remissione totale della pena eterna, la grazia santifi-cante, la rintegrazione dell'amicizia divina, il ricupero dei meriti perduti la possibilità di acquistarne dei nuovi il diritto al Paradiso.

Questi effetti dell'atto di carità si ottengono immediatamente anche su-bito dopo una colpa grave. Rimane però l'obbligo di confessarsi al più presto: ma intanto si è già nella piena grazia di Dio, e si è sicuri del Paradiso in caso di morte improvvisa.

3° Modo. - Procurandosi la seguente:

Tessera di Assicurazione per il Paradiso

lo Sottoscritto, stando alle parole di Gesù Cristo a S. Margherita Maria: "Nell'eccesso della misericordia del mio Cuore, il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il I° Ve-nerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non mor-ranno nella mia disgrazia, nè senza ricevere i SS. Sacramenti, servendo loro il mio Cuore in quell'ora estrema di asilo sicuro".

mi procuro la Tessera di Assicurazione per il Paradiso riempendo il seguente

MODULO

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (1)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (2)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (3)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (4)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (5)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (6)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (7)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (8)

1° Venerdì del mese di................. Anno... ....... (9)

 

Ed ora posso riposare sicuramente e  interamente nella Misericordia di Gesù col Quale credo di potermi trovare per tutta 1' eternità     nel Suo bel Paradiso.

Modo. - Colla divozione vera e costante alla Madonna, prestandole qualche ossequio giornaliero; fossero anche solo tre Avemaria al giorno, come ha promesso a Santa Matilde:

Maria, la Mamma Celeste Miseri-cordiosissima, non lascia perire chi ricorre con fiducia costante a Lei.

Amore per amore Cuore per cuore(P. Mathéo)

 

Preghiere care al Cuore di Gesù 

La Corona delle Sante Piaghe

Questa preghiera è stata insegnata da No-stro Signore a Suor Marta Maria Chambon (morta in odore di Santità il 31 Marzo 1907 nel Monastero della Visitazione di Chambery). 

ORAZIONE PREPARATORIA

- O Gesù, Divin Redentore, siate misericordioso per noi e pel mondo intero. Amen.

- Dio Santo, Dio forte, Dio im-mortale, abbiate pietà di noi e del mondo intero. Amen.

- Grazia e misericordia, o mio Gesù nei pericoli presenti: copriteci col vostro Sangue preziosissimo. Amen.

- Padre Eterno, usateci miseri-cordia per il Sangue di Gesù Cri-sto, vostro unico Figlio.- usateci misericordia, noi ve ne scongiu-riamo. Amen, Amen, Amen. 

Sui grani piccoli della corona:

Gesù mio, perdono e misericordia. Per i meriti delle vostre S. Piaghe. (300 giorni d'indulgenza)

 

Sui grani grossi

Eterno Padre, vi offro le piaghe di N. S. Gesù Cristo.Per guarire quelle delle anime nostre.       

(300 giorni d'indulgenza)

Si termina la corona ripetendo tre volte

Eterno Padre, vi offro le piaghe, ecc.

 

PROMESSA FATTA DA NOSTRO SIGNORE

"Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l'invocazione delle Mie Sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione". 

Offerta giornaliera dei meriti del Cuore di Gesù

"Eterno Padre vi offro il S. Cuore di Gesù con tutto il suo amore, e tutte le sue sofferenze e tutti i suoi meriti.

l. - Per espiare tutti i peccati che ho commesso in questo giorno e du-rante tutta la mia vita. Gloria.

2. - Per purificare il bene che ho fatto malamente in questo giorno e durante la mia vita. Gloria.

3. - Per supplire alle opere che do-vevo fare e che ho trascurato in questo giorno e durante la mia vita. Gloria". 

Altra offerta da recitarsi dopo l'Elevazione nella Santa Messa

Eterno Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo e i me-riti di Maria Santissima in isconto dei miei peccati, in suffragio delle anime sante, dei Purgatorio, per la conversione dei peccatori, per la per-severanza dei giusti, per i bisogni di Santa Madre Chiesa, e per tutte le mie necessità sì spirituali che tem-porali.

Sia lodato e ringraziato ogni mo-mento il Santissimo e Divinissimo Sacramento! ».  

Altra offerta giornaliera al Sacro Cuore di Gesù

"Cuore Divino di Gesù, io vi offro per mezzo del Cuore, di Maria, le preghiere, le azioni e i patimenti miei di questo giorno, in riparazione delle offese che vi si recano da me stesso e da tutti gli uomini, specialmente delle bestemmie, colle quali è oltrag-giato il vostro Santo Nome e secondo tutte le intenzioni, per le quali vi immolate continuamente sugli altari".  

Preghiera giornaliera allo Spirito Santo

"Dolce ospite dell'anima mia, mon-dami da ogni impurità, irrora la mia aridità, risana le mie ferite, piega la mia superbia, riscalda la mia fred-dezza, sostieni la mia debolezza". 

Giaculatorie

E' bene impararle a memoria e ripeterle nelle elevazioni di animo verso Dio, e suggerirle ai moribondi

Sacro Cuore di Gesù, io credo al Vostro amore per me.  

Tutto per Voi, Cuore Sacratissimo di Gesù.  

Sacro Cuore di Gesù, deh! arrivi il vostro Regno.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa che ti ami sempre più.

Gesù Sacramentato abbiate pietà di noi.

Cuore Eucaristico di Gesù, abbiate pietà di noi.  

Divin Cuore di Gesù, convertite i peccatori salvate i moribondi, liberate le anime Sante del Purgatorio.  

Gesù mio, misericordia!  

Gesù, Maria, Giuseppe!   

Due brevi preghiere da recitarsi ogni giorno alla Madonna

"O Vergine Santa, volgete propizia lo sguardo sopra di noi, che Vi in-vochiamo nelle nostre afflizioni, e consolateci. O Santa Madre, vegliate sulla nostra patria e sulle famiglie nostre! tenete lontano dai nostri cuori tutto ciò che può dispiacere al Vostro Divin Figlio Cristo Gesù; e siate per noi l'amorosa guida dell'eterna salute. Così sia". 

Orazione di S. Bernardo

Ricordatevi, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito che sia stato abbandonato chi ha ricorso a Voi, implorato il vostro aiuto, chiesto il vostro soccorso. Io, animato da tale confidenza, o Madre Vergine delle Vergini, a Voi ricorro, a Voi vengo, innanzi a Voi mi prostro: non vo-gliate, o Madre del Verbo, sdegnare le mie preghiere, ma ascoltatemi pro-pizia ed esauditemi. Così sia.  

Giaculatoria suggerita da Maria SS.

Gesù mio, perdonateci le nostre offese, preservateci dal fuoco dell'in-ferno, e sollevate le anime del Pur-gatorio, specialmente le più abban-donate ». (App. di Fatima 1917) (Da aggiungersi ad ogni decina del Santo Rosario). 

Parte riservata agli amici intimi di Gesù

Gesù è assetato di anime, le vor-rebbe tutte con se in Paradiso, ma molte Gli sfuggono, e più le chiama, più si allontanano da Lui: sono i figli prodighi che hanno abbandonato la Casa Paterna, sono le pecorelle smarrite perchè hanno lasciato l'ovile, sono i ciechi caduti nella fossa, e che non trovano più modo di rialzarsi e guadagnare la sponda.

Si dovranno lasciare al loro destino, preda di Satana in questa e nell'altra vita ?

Gesù chiama dei cooperatori alla loro salvezza: il Cuore Suo lancia un appello doloroso a tutti quelli che lo amano sinceramente e ardente-mente, domandando preghiere e sof-ferenze. Desidera cioè che questi Suoi amici intimi uniscano i loro gemiti ai Suoi nel supplicare il Suo Eterno Padre a perdonare, e gli imprestino il loro corpo e il loro spirito per poter nuovamente soffrire e riscat-tare le anime dal giogo di Satana, a prezzo dei patimenti fatti Suoi e uniti a quelli già da Lui sofferti in vita.

A questo scopo mira 

La Riparazione Notturna

che è insieme preghiera e sacrificio. Gli intimi di Gesù devono iscriversi a questa Confraternita, che ha il suo centro principale in Firenze, e un centro secondario nel Santuario della B. V. del Portone in Asti.

Scopo

Siccome i peccati più gravi si mac-chinano e si compiono nelle tenebre, si veglia di nottetempo unendosi spi-ritualmente a Gesù agonizzante nel Getzemani, per ripararlo dalle offese e dall'indifferenza di tanti che si ab-bandonano al riposo senza alzare un pensiero a Dio.

Norme

I. - La Confraternita accetta tutti: religiosi e secolari d'ambo i sessi.

II. - Si divide in tre categorie: 1. di quelli che vegliano tutta la notte; 2. di quelli che vegliano soltanto qualche ora, anche una sola; 3. di quelli che consacrano il loro sonno secondo l'intenzione della Confrater-nita, ed ogni qualvolta si svegliano, portano il loro pensiero a Gesù ago-nizzante, recitando qualche giacula-toria, come: Gesù mio, misericordia ! Gesù mio perdono e misericordia per i meriti delle vostre sante piaghe.

Obblighi

I. - Dare il proprio nome alla Confraternita.

II. - Ogni sera rinnovare la for-mula di Unione, ma non è colpa il tralasciarla.

Formula di Unione

Mio Dio, Onnipotente ed infinita-mente Santo, mi prostro innanzi al-l'immensa Vostra Maestà, unendo le mie intenzioni a quelle della Vittima Sacrosanta, di continuo immolata sul-l'Altare e delle altre anime Ripara-trici notturne, per offrirvi il vivo desiderio che ho della riparazione delle colpe umane e della salvezza delle anime, che in questa notte si dispongono a peccare. Mio Dio, non ho nulla degno di Voi, pure vi prego di accettare ad uno ad uno i minuti di questa notte, i palpiti del mio cuore le mie sofferenze tutte come sono, le preci mie e le opere tutte per fare sbarra di amore e di compenso fra Voi e le anime peccatrici. 

Vantaggi Spirituali

I - Le S. Indulgenze concesse da Roma il 22 Giugno 1920.

II - L'approvazione e benedizione dei Sommi Pontefici - Benedetto XV, e Pio XI.

III - Il privilegio dell'aggregazione all'Ordine Francescano dato in Roma il 15 Novembre 1928. Tale privilegio rende gli Ascritti partecipi, in vita e dopo morte, di tutti i beni spirituali che vengono operati nei tre grandi rami della Famiglia Serafica.

IV - L'unione di preghiera fra gli Ascritti ed il suffragio giornaliero che questi offrono per quelli defunti, poi-chè in ogni sera recitando la Formula d'Unione, in ispirito si uniscono a tutte le Anime Riparatrici, ed offrono le S. Indulgenze a suffragio di quelle defunte; così pure vengono ricordate nelle S. Veglie e nelle Ore Comuni di Riparazione. Nel mese di Novembre ogni Centro ha il dovere di offrire l'Ora in particolare suffragio degli Ascritti defunti.

Animam salvasti? Animam tuam praedestinasti ! 

Una meditazione da far sovente

La condizione essenziale della pace dell'anima

1. - Non giudicare mai la condotta, che Dio tiene con noi.

Essendo il nostro Padre Celeste infinitamente superiore a noi, dob-biamo prestargli questo ossequio di non chiedergli mai ragione del modo con cui ci tratta.

Essendo Egli infinitamente sapiente, dobbiamo essere persuasi, che non s'inganna nelle Sue disposizioni a nostro riguardo, per assicurare la Sua gloria e la nostra santificazione.

Essendo Egli infinitamente buono, dobbiamo credere che i rigori, talvolta usati con noi, ci sono necessari, ed hanno per fine il nostro bene.

Può un medico estirpare un male, di cui perlopiù non conosciamo la gravità, senza farci soffrire? Eppure per guarire sopportiamo il dolore dell'operazione, teniamo gli occhi chiusi sui mezzi che adopera, ed aspettiamo al termine a giudicare della sua condotta.

Così nei riguardi dell'anima, non è che alla fine della carriera mortale, che vedremo chiaramente le ragioni dei diversi stati pei quali Dio ci ha fatti passare.

2. - Non giudicare mai la nostra condotta, per assicurarci se facciamo progressi nel bene, se Dio è soddi-sfatto di noi.

Corriamo rischio d'ingannarci, o colla presunzione, che ci porta a lu-singarci, o collo scoraggiamento, che ci porta alla, disperazione.

Dobbiamo accontentarci di due te-stimonianze non sospette. Quella di Dio, quando si degna comunicarlo, e quella del Direttore spirituale, dal quale dobbiamo lasciarci guidare do-cilmente, senza importunarlo di con-tinue domande sul nostro stato inte-riore. Questo s'intende, in modo spe-ciale, quando sopraggiungono le ari-dità, le tentazioni, le desolazioni di spirito.      

3. - Non spaventarsi mai per nes-sun pericolo, per nessuna tentazione, per nessun abbandono apparente da parte di Dio.

In quei momenti:

1. Attenersi alla ubbidienza cieca al Direttore Spiri-tuale, che può essere anche il Con-fessore, e Comunione quotidiana a qualunque costo.

2. Abbandonarsi in Dio come una foglia staccata dal-l'albero, e librata in aria indifferente del luogo dove andrà a cadere.

A noi il prestarci, alla Grazia di Dio il compiere tutto il bene che possiamo fare.