VA’
DI’ AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO
Lettore,
chiunque tu sia, leggi queste pagine; è il Signore, il tuo Dio che ti parla; se
non l'hai mai amato sarai costretto ad amarlo, conoscendolo qual’è veramente,
infinitamente buono, infinitamente misericordioso. s. d. M.
Mia
Benigna, fa conoscere la mia misericordia. (La Voce Celeste a Suor
Benigna).
Ascolta...
Parla
Gesù, l'Amore:
A
Suor Benigna (26
Aprile 1916)
Dire
Gesù e dire Misericordia è lo stesso; dire Gesù e dire Bontà è lo stesso;
dire Gesù e dire Compassione è lo stesso; dire Gesù e dire Tenerezza è lo
stesso.
A
Suor Benigna (27 Aprile 1916)
Io adopero novantanove volte la
Misericordia, e solo quando non ci posso riuscire colla Misericordia, adopero
la Giustizia, ma solo una novantesima parte di quell'uno di Giustizia. Si,
è vero, che sono infinitamente Giusto, non posso non esserlo, ma la lascio
come da parte la mia Giustizia, per non usare che la mia Misericordia.
A Suor Benigna (15 Marzo 1915)
"Mia Benigna, non è abbastanza
conosciuta la mia bontà nel mondo sono state le mie viscere di misericordia
che mi hanno fatto discendere dal Cielo in terra per salvare i peccatori.
Vedi, o mia Benigna, un medico che ami l'arte sua, se si trova in mezzo a
tutta gente sana li visiterà da amico, ma per esercitare la sua arte ha
bisogno di trovarsi in mezzo agli ammalati e più questi sono infermi e più si
trova contento di, far loro del bene. Mia Benigna, lo amo tanto i peccatori, -
odio i loro peccati perché il peccato è un'offesa contraria a Dio, ma amo i
peccatori come si amerebbe una persona ferita benchè non si ami il ferro, nè
il fucile. Vedi, in questi tempi, per così dire, le mie viscere di
misericordia si allargano ancor più, è tempo di amnistia generale, purchè
trovi nelle anime la carità”.
A
Suor Benigna (12
Giugno 1915)
Si ha un'idea troppo piccola della Bontà
di Dio, della sua Misericordia, del Suo Amore verso le sue creature, si misura
Dio colla creatura... Ma Dio non è limitato, e quindi non è limitata la sua
Bontà.
A
Suor Benigna
(12 Giugno 1915)
Scrivi
che Io amo gli uomini, che Io amo teneramente gli uomini, che Io li amo
tenerissimamente come miei cari fratelli e benchè ci sia una distanza
infinita tra loro e Me, tuttavia Io non la conto.
A
Suor Benigna
(9 Ottobre 1915)
Vedi,
Nigna, quel fuoco? (Visione dell'inferno). Sopra a quell'abisso Io ho tirato
come un reticolato di fili della mia misericordia perchè le anime non avessero
da cadere dentro, ma quelli che si vogliono dannare, vanno lì colle mani per
aprire quei fili per cadere dentro, e una volta che sono dentro, neppur più la
mia Bontà li può salvare. Sono inseguite queste anime dalla Mia Misericordia
più che non lo sia un malfattore dalla Polizia, ma sfuggono alla mia
Misericordia.
A
Suor Benigna
(6 Luglio 1902)
Io
ho sete di essere amato dagli uomini ed essi fanno i sordi alle mie parole per
seguire il demonio che li conduce alla perdizione.
Io non posso reggere al vedere tante anime
ingannate ed userò loro misericordia coll'istruirle sempre pìù, col chiamarle
sempre più, col chiamarle più dolcemente al Mio Cuore Divino. Io svelerò
loro i segreti ineffabili del Mio Divin Cuore ed insegnerò loro a vivere
del mio amore, di quell'amore che rende soave il più gran dolore e che fa
gustare all'anima una pace celestiale, anche in mezzo alle più aspre prove.
A
Suor Benigna
(27 Novembre 1905)
Io
mi dò alle anime a misura che esse si danno a me.
Quel
che mi fa pena più di tutto è vedere l'indifferenza, che le creature hanno per
Me, l'odio... mi fuggono come se io fossi un assassino, un malvivente, un
ladro, che volessi togliere loro la roba, e invece glie ne vorrei dare, ma non
posso, perchè non vogliono... Mia sposa ho sete dell'amore delle mie
creature! I Santi mi amano tanto, il loro amore è più puro e più perfetto...
Io ho tanto amore in Cielo, ma vengo a cercarlo in terra, perchè in terra
l'amore è libero... Mia Sposa, Io ho un cuore umano, ed Io amo gli uomini,
perchè sono miei fratelli, sì, sono miei fratelli gli uomini.
Tutto
contribuisce a lavorare una anima, tutto; anche le sue stesse imperfezioni sono
nelle mie Mani Divine come tante pietre preziose, perchè le cambio in tanti
atti di umiltà, che porto quell'anima a fare.
Se
quei che edificano le case potessero mutare i rottami e tutto ciò che
ingombra in tanto materiale da costruzione, quanto si stimerebbero felici;
ebbene l'anima fedele lo può col Mio divino aiuto, e le mancanze stesse più
gravi e vergognose, piante, diventano pietre fondamentali dell'edificio della
sua perfezione.
La
principale cosa, che desidero si sappia, è che Io sono tutto amore, che la più
gran pena che si potrebbe fare al mio Cuore sarebbe di dubitare della mia Bontà.
Il mio Cuore non solo compatisce, ma si rallegra quanto più ha da riparare,
purchè non vi si malizia...
Come
il fuoco si nutre di combustibili, così la Mia Misericordia si nutre di
consumare miserie, e più ne trova da consumare, tanto più cresce appunto come
fa il fuoco che si accresce sempre più, a misura che vi si getta roba sopra.
Oh!
se si potesse conoscere quanto Io amo gli uomini, e quanto il mio Cuore gode che
si creda a questo amore. Si crede troppo poco, si crede troppo poco, troppo
poco!...
Io
ho bisogno di consumare miserie delle mie povere e deboli creature, e mi stanco
mai di lavare e rilavare le anime (colla Confessione, colla contrizione
perfetta) perchè le lavo nel Mio Preziosissimo Sangue. Tu non puoi credere,
Benigna, il piacere che io provo nel farla da Salvatore: è tutto il mio
contento e faccio i più bei capolavori appunto delle anime, che ho tolto più
dal basso, più dal fango, perchè ho più materia, ho più roba da operarvi
sopra.
Se
ad un ladro si inchiodassero le mani, ancorchè volesse rubare, potrebbe
ancora rubare? Se ad un assassino si inchiodassero le mani ancorchè volesse
uccidere, qualcuno, potrebbe ancora ucciderlo? Ebbene, mia Benigna, Io mi sono
lasciato inchiodare le mani, come quasi non posa punire i poveri peccatori!
scrivilo questo, mi fai piacere, Io voglio che si veda quanto li amo.
Avevo
tanto male al capo per la corona di spine, e anche per il sangue, che mi andava
negli occhi, non potevo quasi aprirli, ma di tanto in tanto li aprivo per
guardare con tanta tenerezza i miei crocifissori!
Ciò
che voglio dirti Io lo concentro in poche parole, ed è questo: che l'anima
abbia mai paura di Dio, che Dio è sempre pronto a usarle misericordia e che
il più gran piacere che possa avere il Cuore del Tuo Gesù, è quello di poter
condurre al Suo Eterno Padre il più gran numero di peccatori, che sia
possibile. Sono queste le mie glorie, i miei gioielli! Io amo tanto i poveri
peccatori.
Senti,
mia sposa, scrivi questo: Se mi vuoi fare un piacere grande è di credere al mio
amore, se me lo vuoi fare più grande è di credere di più, e per farmelo
grandissimo è di non mettere limiti a questa fede nel mio amore.
Voglio
vincere l'odio coll'Amore; manderò i miei sacerdoti a spanderlo per tutta la
terra. Ho dato loro il mio Cuore, affinchè vedano i tesori d'amore che ci sono
in Dio, e dopo aver attinto per se stessi, attingano ancora per il mondo. Di' a
loro di andare a spandere ovunque i tesori dell'amore.
Sì,
mi compiaccio tra i gigli, che sono le anime pure; ma i più belli crescono tra
le spine e la loro radice è immersa nel fango della terra..... Se invece di
allontanarti da quel giglio imbrattato di fango (un ubriaco) ti fossi
avvicinata a lui per liberarlo dalla sua sozzura, oh! allora si che mi avresti
fatto piacere!
Sulla
croce non ho detto una parola ai carnefici sacrileghi, eppure scendevano il
Calvario picchiandosi il petto. Non ho parlato a loro, ma ho parlato di loro al
Padre mio « Padre, perdona loro, perchè non sanno ciò che fanno », ed ho
sofferto per loro. La preghiera e la sofferenza, ecco le due armi irresistibili,
i mezzi di cui ciascuno può disporre per raggiungere le anime e conquistarmele...
Oh! ne sono così assetato!
Quando,
prima dell'Ultima Cena, lavavo i piedi a Giuda, piangevo amaramente e le mie
lacrime cadevano come gocce di rugiada sui suoi piedi ma egli non ne faceva
caso, ed io dicevo nel mio cuore
-
Addio, figlio mio, ecco l'ultimo servizio che mi sarà concesso di farti!
Intanto accarezzavo in certo modo i suoi piedi e li baciavo con tenera
compassione.
Al
bacio di Giuda il mio Cuore ebbe un tale impeto d'amore, che se si fosse
pentito, Io per quel bacio avrei fatto di quell'anima una mia sposa.
Chi
è legato non può far nulla, e può essere derubato di tutto quello che
possiede. Io sono stato attaccato alla croce in modo da non potermi più
muovere, come segno che l'uomo potesse prendermi tutto quanto avevo guadagnato
nella mia vita mortale, tutte le mie opere ed i miei meriti. E' tutto il mio
desiderio ch'egli gioisca dei miei beni. S’egli implora la mia misericordia
i suoi delitti sono dimenticati in eterno.
La
Mia Misericordia è infinitamente più grande di tutti i peccati che possono
commettere le creature. Coloro che la giudicano inferiore ai loro peccati, mi
dispiacciono più che gli altri peccatori.
lo
non mi fermo a considerare come l'uomo abbia peccato, ma piuttosto con quale
amore, volontà e intenzione ritorna a Me.
Non
c'è uomo, per quanto carico di peccati, che non possa sperare il perdono
offrendo al Mio Eterno Padre la mia Passione e Morte.
Mia
povera piccola Margherita, non aver alcun dubbio sull'intera remissione dei
tuoi peccati... Ho stabilito di fare di te il faro dei peccatori, che marciscono
nel vizio, affinchè vedano per te che cedendo alle mie ispirazioni, io son
pronto a usare verso di loro la stessa misericordia che ho usato verso di Te.
-
Vieni a vedere l'ultimo dei Santi, che si trovano in Cielo, e allora potrai
avere una certa conoscenza della mia bontà.
Ed
ecco presentarsi alla santa un uomo vestito di verde, coi capelli crespati e di
color biondo, di piccola statura, ma con una faccia straordinariamente bella e
ben fatta.
-
Chi sei tu? gli chiede Metilde. - Sulla terra ero un ladro e un malfattore, e
non ho mai fatto un'opera buona.
-
Come mai allora sei entrato in Paradiso ?
-
Tutto il male, che ho fatto l'ho commesso più per abitudine, che per malizia,
non sapendo operare meglio, perchè i miei genitori m'avevano allevato male.
Ecco perchè ho ricevuto la grazia di pentirmi sinceramente alla mia morte,
e così ottenere misericordia da Dio. Ho passato cento anni in purgatorio, e ora
per la sola e gratuita bontà di Dio, sono stato condotto in questo luogo di
delizie.
In
tal modo S. Metilde conobbe la prodigiosa bontà di Dio.
Se
Egli opera tali meraviglie in chi non ha fatto nulla di bene all'infuori di un
lampo di sincero pentimento alla morte, che cosa non compirà in un'anima di
buona volontà?
Ebbene,
lettore?
Se
Dio è così buono con noi, perchè continuare ad essere cattivi con Lui? Che
cosa si guadagna a rimanere peccatori? Una vita malcontenta quaggiù, e per
sempre infelice nell'eternità !
che
hanno sperimentata tutta la dolcezza della bontà e della misericordia di Dio.
Se mi sollevo a Dio colla confidenza e
l'amore, ciò non dipende dal fatto che io sono stata preservata dal peccato
mortale. Io sento, che se pur mi pesassero sull'anima tutti i delitti che si
posson commettere, non perderei un attimo di questa confidenza. Col cuore
spezzato dal pentimento andrei a gettarmi fra le braccia del mio Salvatore,
perchè so che egli ama teneramente il figliuol prodigo, e ho udito le sue
parole alla Maddalena, all'adultera, alla Samaritana. No, nessuno potrebbe
spaventarmi, perchè so quanto potrei contare sul suo Amore e la sua
Misericordia: io so che in un batter d'occhio tutto quel cumulo di peccati
scomparirebbe, come una goccia d'acqua buttata in un braciere ardente.
Se
io avessi commesso tutti i peccati degli uomini, non farei che immergerli
nelle piaghe del mio Salvatore, e son sicura di non poterli dare un onore più
grande di una confidenza piena e intera nei meriti del Suo Sangue, che
annienterà tutti quei delitti.
Molti
cadono nello scoraggiamento dopo aver commesso dei falli. Quando vi sentirete
nascere quel sentimento di sfiducia, pensate che i vostri peccati, paragonati
colla Bontà Divina, sono meno che un filo di stoppa gettato in un mare di
fuoco.
Il
buon Dio sa ogni cosa. Sa anticipatamente che, dopo esservi confessati, voi
peccherete di nuovo; eppure vi perdona. Qual amore non è mai quello del buon
Dio, che arriva a dimenticare volontariamente l'avvenire per perdonarvi.
Colui
che si alza dopo le sue cadute, con una grande confidenza in Dio, diventa
nelle mani del Sovrano Maestro un' istrumento adatto per operare grandi cose.
Io
suppongo che il più grande peccatore della terra, nel dar l'ultimo sospiro,
faccia generosamente il sacrificio della sua vita a Dio, abbandonandosi
totalmente alla Sua Volontà e alla sua amabile Provvidenza: ebbene Dio non
potrà giammai condannarlo, per enormi che siano i suoi delitti.
Benchè,
o Mio Dio, voi mi illuminiate d'una maniera meravigliosa; tutto ciò ch'io
conosco di Voi, e che posso far conoscere agli uomini si può paragonare a
quello che una formica può portar via da una montagna.
La
Bontà di Dio è più grande di tutto il male che noi possiamo fare. Tutti gli
uomini della terra non potranno mai asciugare la sorgente delle sue
misericordie.
Che
gioia pensare che il Signore è giusto, cioè che tiene conto delle nostre
debolezze, che conosce la fragilità della nostra natura. Se è giusto; deve
pur essere clemente e pieno di amore per le sue creature.
O
Divina Misericordia! come mi sento infiammare il cuore pensando a Te! Da
qualunque parte mi volgo non trovo che misericordia. Ah! non mi stupisco più
che Tu dica a quelli che lasciano il peccato per tornare a Te: « Io non mi
ricorderò più delle vostre offese ». E neppur più mi stupisco di quel che
mi dici riguardo ai tuoi persecutori: Io voglio che mi preghi perchè possa loro
usare misericordia!
Il
buon Dio non ha bisogno di anni per fare la sua opera in un'anima; un raggio del
suo Cuore può in un istante far sbocciare il suo fiore per l'eternità.
Il
Cuore di Gesù è così abbondante di amore, che tutti lo possono possedere
senza che ciascuno lo possegga meno degli altri. Il sole illumina una rosa fra
un milione di altri fiori, come se illuminasse lei sola. Così Iddio spande il
suo amore in un'anima come se non amasse che quella sola.
Un miracolo d'AmoreLettore,
se nulla ti commosse di quanto hai letto fin qui, e se fossi per caso un
ostinato nella colpa, fissa il tuo sguardo sull'Immagine, che sta a lato; è la
fotografia del Crocifisso miracoloso di Asti, che era presso il letto di
un'anima vittima, e da cui partì questa voce, 1' 11 Agosto 1933, alle ore 13:
-
La mia Passione è completamente rinnovata!
In
prova della parola divina uscì vivo sangue dal Costato, ripetendosi il prodigio
alle ore 15 e 17.
Nè
pago di questa dimostrazione, per render sempre più noto agli uomini qual
parte ebbero i peccati di tutti nella Sua Passione, il Cuore di Gesù ripetè
l'effusione sanguigna il giorno 27 settembre 1933 alle ore 14 e 15,30.
Credi
a chi mise insieme queste pagine per seminare un po' d'amore a Gesù; egli
stesso eseguì la fotografia del S. Crocifisso e fu pure testimonio oculare
dell'ultima manifestazione.
Rimarrai
ancora insensibile a tanto miracolo e sordo all'invito così palese di lasciare
il peccato a qualunque costo e abbracciare Gesù, sempre pronto a perdonare ?
Estratto dalla lettera Pastorale del Vescovo di Asti, Mons. Umberto Rossi per la Quaresima 1934
Oggi abbiamo avuto un altro miracolo di sangue, quasi voce potente, che invita alla conversione, non più da due Ostie Sante e sopra due calici consacrati, ma da un Crocifisso che a varie riprese ha versato sangue dalle sue ferite, specialmente dalla ferita del Costato.
Accenno
al miracolo avvenuto nell'Ospizio di Santa Chiara prima nel giorno 11 Agosto
e poi il 27 Settembre dell'anno scorso.
Conosciuta
la Bontà e la Misericordia infinita del nostro Gesù non ci resta che
La
voce celeste a Suor Benigna:
La
confidenza è la chiave, che apre i tesori della Mia infinita Misericordia; il
peccato di diffidenza mi ferisce più che qualsiasi altro peccato, mi ferisce
nel più intimo del cuore. Amo tanto gli uomini! scrivilo, figlia mia, ch'io
provo un piacere indicibile in un'anima confidente!
A
Suor Benigna:
Tu
non puoi nulla da te stessa; una sola cosa ti è possibile: offendermi,
abusando delle mie grazie.
Se
tu vuoi piacermi, confida in Me. Se vuoi piacermi di più, confida di più. Se
vuoi piacermi immensamente confida immensamente. Non confiderai mai abbastanza,
secondo il desiderio del mio Cuore. Queste semplici parole: Confido in Voi!
mi rapiscono perchè onorano la mia Bontà e Misericordia.
La
creatura è così vile, che abbandonata alle sole sue forze, percorrerebbe
tutta la strada della malizia. Tutto il male viene dall'amor proprio, 1'amor
proprio tiene imprigionato tutto il mondo.
Gesù
a S. Caterina da Genova:
Se
l'uomo capisse la cura ch'io mi prendo della sua salvezza e del suo vantaggio in
tutte le cose, si abbandonerebbe interamente a Me, e disprezzerebbe tutto il
resto, avesse anche tutti i beni che ho creato.
Crescerai
in santità riella misura che ti umilierai.
Tutti
i peccati diventano nelle Mie mani divine come tante pietre preziose, perchè
li cangia in atti di umiltà, che porto 1' anima a fare.
Quando
l'anima si presta ai miei disegni d'amore tutto è trasformato, anche gli
stessi peccati. Scrivi questo figlia mia, scrivi che nella fornace del mio amore
Io purifico e trasformo, tutto il male in bene.
La
confidenza ci porta all'amore
Confidare in Gesù è già amarlo.
L'amore
crescerà coll'aumento della confidenza.
Si
aumenta la confidenza
1°
- Pensando sovente a Lui, affidandosi a Lui in tutte le contrarietà e in
tutti i dolori fisici e morali.
2°
- Risorgendo subito dopo la colpa domandando immediatamente perdono e poi
confessandosi, ed essere sicuro del perdono divino come se fosse sempre la prima
volta che lo abbiamo offeso.
3°
- Ricevendolo sovente nella S. Comunione per accrescere sempre più l'intimità.
1°
Modo. - Non mancando mai di
confidenza nella Misericordia del Signore: ad ogni sbaglio sempre dire: Surgam
et ibo ad Patrem meum -
Voglio
subito tornare da mio Padre;
e confessarsi al più presto.
2°
Modo. - Facendo sovente,
sotto la mozione dello Spirito Santo, degli Atti di carità perfetta, che non
sono difficili, come ordinariamente si crede e che si possono fare anche senza
esprimere una parola, con uno sguardo infuocato al Cielo, con un sospiro che
parta dal profondo del cuore in riferimento a Dio, con uno slancio d'affetto
a Dio sentito anche per un istante solo. In quei momenti si preferisce Dio a
tutto, si concepisce un orrore della colpa, e si sarebbe disposti a perdere
tutto, anche la vita, piuttosto che offenderlo.
Santa
Teresina chiama questi atti le indulgenze plenarie dell'amore! Difatti dopo uno
di questi atti si ottiene il perdono di tutti i peccati mortali, qualunque ne
sia il numero e la gravità, la remissione totale della pena eterna, la grazia
santificante, la rintegrazione dell'amicizia divina, il ricupero dei meriti
perduti la possibilità di acquistarne dei nuovi il diritto al Paradiso.
Questi
effetti dell'atto di carità si ottengono immediatamente anche subito dopo una
colpa grave. Rimane però l'obbligo di confessarsi al più presto: ma intanto si
è già nella piena grazia di Dio, e si è sicuri del Paradiso in caso di morte
improvvisa.
3°
Modo. - Procurandosi la seguente:
lo
Sottoscritto, stando alle parole di Gesù Cristo a S. Margherita Maria: “Nell'eccesso
della misericordia del mio Cuore, il mio amore onnipotente concederà a tutti
quelli che si comunicheranno il I° Venerdì del mese per nove mesi
consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non morranno nella mia
disgrazia, nè senza ricevere i SS. Sacramenti, servendo loro il mio Cuore in
quell'ora estrema di asilo sicuro”.
mi
procuro la Tessera di Assicurazione per il Paradiso riempendo il seguente
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (1)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (2)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (3)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (4)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (5)
1° Venerdì
del mese di................. Anno... ....... (6)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (7)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (8)
1°
Venerdì del mese di................. Anno... ....... (9)
Ed ora posso riposare sicuramente e interamente nella Misericordia di Gesù col Quale credo di potermi trovare per tutta 1' eternità nel Suo bel Paradiso.
4°
Modo. - Colla divozione vera e costante alla Madonna, prestandole qualche
ossequio giornaliero; fossero anche solo tre Avemaria al giorno, come ha
promesso a Santa Matilde:
Maria,
la Mamma Celeste Misericordiosissima, non lascia perire chi ricorre con
fiducia costante a Lei.
Preghiere
care al Cuore di Gesù
Questa
preghiera è stata insegnata da Nostro Signore a Suor Marta Maria Chambon (morta
in odore di Santità il 31 Marzo 1907 nel Monastero della Visitazione di
Chambery).
1°
- O Gesù, Divin Redentore, siate misericordioso per noi e pel mondo intero.
Amen.
2°
- Dio Santo, Dio forte, Dio immortale, abbiate pietà di noi e del mondo
intero. Amen.
3°
- Grazia e misericordia, o mio Gesù nei pericoli presenti: copriteci col vostro
Sangue preziosissimo. Amen.
4°
- Padre Eterno, usateci misericordia per il Sangue di Gesù Cristo, vostro
unico Figlio.- usateci misericordia, noi ve ne scongiuriamo. Amen,
Amen, Amen.
Sui
grani piccoli della corona:
Gesù
mio, perdono e misericordia. Per i meriti delle vostre S. Piaghe. (300
giorni d'indulgenza)
Sui
grani grossi
Eterno Padre, vi offro le piaghe di N. S. Gesù Cristo.Per guarire quelle delle anime nostre.
(300
giorni d'indulgenza)
Eterno
Padre, vi offro le piaghe, ecc.
“Io
accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l'invocazione delle Mie Sante
Piaghe. Bisogna spargerne la devozione”.
“Eterno
Padre vi offro il S. Cuore di Gesù con tutto il suo amore, e tutte le sue
sofferenze e tutti i suoi meriti.
l.
- Per espiare tutti i peccati che ho commesso in questo giorno e durante tutta
la mia vita. Gloria.
2.
- Per purificare il bene che ho fatto malamente in questo giorno e durante la
mia vita. Gloria.
3.
- Per supplire alle opere che dovevo fare e che ho trascurato in questo giorno
e durante la mia vita. Gloria”.
Eterno
Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo e i meriti di Maria
Santissima in isconto dei miei peccati, in suffragio delle anime sante, dei
Purgatorio, per la conversione dei peccatori, per la perseveranza dei giusti,
per i bisogni di Santa Madre Chiesa, e per tutte le mie necessità sì
spirituali che temporali.
Sia
lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento! ».
“Cuore
Divino di Gesù, io vi offro per mezzo del Cuore, di Maria, le preghiere, le
azioni e i patimenti miei di questo giorno, in riparazione delle offese che vi
si recano da me stesso e da tutti gli uomini, specialmente delle bestemmie,
colle quali è oltraggiato il vostro Santo Nome e secondo tutte le intenzioni,
per le quali vi immolate continuamente sugli altari”.
“Dolce
ospite dell'anima mia, mondami da ogni impurità, irrora la mia aridità,
risana le mie ferite, piega la mia superbia, riscalda la mia freddezza,
sostieni la mia debolezza”.
E' bene
impararle a memoria e ripeterle nelle elevazioni di animo verso Dio, e
suggerirle ai moribondi
Sacro
Cuore di Gesù, io credo al Vostro amore per me.
Tutto per Voi, Cuore Sacratissimo di Gesù.
Sacro
Cuore di Gesù, deh! arrivi il vostro Regno.
Dolce
Cuor del mio Gesù, fa che ti ami sempre più.
Gesù
Sacramentato abbiate pietà di noi.
Cuore
Eucaristico di Gesù, abbiate pietà di noi.
Divin
Cuore di Gesù, convertite i peccatori salvate i moribondi, liberate le anime
Sante del Purgatorio.
Gesù mio, misericordia!
Gesù, Maria, Giuseppe!
Due
brevi preghiere da recitarsi ogni giorno alla Madonna
“O Vergine Santa, volgete propizia lo
sguardo sopra di noi, che Vi invochiamo nelle nostre afflizioni, e
consolateci. O Santa Madre, vegliate sulla nostra patria e sulle famiglie
nostre! tenete lontano dai nostri cuori tutto ciò che può dispiacere al Vostro
Divin Figlio Cristo Gesù; e siate per noi l'amorosa guida dell'eterna salute.
Così sia”.
Ricordatevi,
o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito che sia stato abbandonato chi ha
ricorso a Voi, implorato il vostro aiuto, chiesto il vostro soccorso. Io,
animato da tale confidenza, o Madre Vergine delle Vergini, a Voi ricorro, a Voi
vengo, innanzi a Voi mi prostro: non vogliate, o Madre del Verbo, sdegnare le
mie preghiere, ma ascoltatemi propizia ed esauditemi. Così sia.
Giaculatoria
suggerita da Maria SS.
Gesù
mio, perdonateci le nostre offese, preservateci dal fuoco dell'inferno, e
sollevate le anime del Purgatorio, specialmente le più abbandonate ». (App.
di Fatima 1917) (Da aggiungersi ad ogni decina del Santo Rosario).
Gesù
è assetato di anime, le vorrebbe tutte con se in Paradiso, ma molte Gli
sfuggono, e più le chiama, più si allontanano da Lui: sono i figli prodighi
che hanno abbandonato la Casa Paterna, sono le pecorelle smarrite perchè hanno
lasciato l'ovile, sono i ciechi caduti nella fossa, e che non trovano più modo
di rialzarsi e guadagnare la sponda.
Si
dovranno lasciare al loro destino, preda di Satana in questa e nell'altra vita ?
Gesù
chiama dei cooperatori alla loro salvezza: il Cuore Suo lancia un appello
doloroso a tutti quelli che lo amano sinceramente e ardentemente, domandando
preghiere e sofferenze. Desidera cioè che questi Suoi amici intimi uniscano i
loro gemiti ai Suoi nel supplicare il Suo Eterno Padre a perdonare, e gli
imprestino il loro corpo e il loro spirito per poter nuovamente soffrire e
riscattare le anime dal giogo di Satana, a prezzo dei patimenti fatti Suoi e
uniti a quelli già da Lui sofferti in vita.
A questo scopo mira
che
è insieme preghiera e sacrificio. Gli intimi di Gesù devono iscriversi a
questa Confraternita, che ha il suo centro principale in Firenze, e un centro
secondario nel Santuario della B. V. del Portone in Asti.
Siccome i peccati più gravi si macchinano e si compiono nelle tenebre, si veglia di nottetempo unendosi spiritualmente a Gesù agonizzante nel Getzemani, per ripararlo dalle offese e dall'indifferenza di tanti che si abbandonano al riposo senza alzare un pensiero a Dio.
I.
- La Confraternita accetta tutti: religiosi e secolari d'ambo i sessi.
II.
- Si divide in tre categorie: 1. di quelli che vegliano tutta la notte; 2.
di quelli che vegliano soltanto qualche ora, anche una sola; 3. di quelli
che consacrano il loro sonno secondo l'intenzione della Confraternita, ed ogni
qualvolta si svegliano, portano il loro pensiero a Gesù agonizzante,
recitando qualche giaculatoria, come: Gesù mio, misericordia ! Gesù mio
perdono e misericordia per i meriti delle vostre sante piaghe.
I.
- Dare il proprio nome alla Confraternita.
II.
- Ogni sera rinnovare la formula di Unione, ma non è colpa il tralasciarla.
Mio Dio, Onnipotente ed infinitamente
Santo, mi prostro innanzi all'immensa Vostra Maestà, unendo le mie intenzioni
a quelle della Vittima Sacrosanta, di continuo immolata sull'Altare e delle
altre anime Riparatrici notturne, per offrirvi il vivo desiderio che ho della
riparazione delle colpe umane e della salvezza delle anime, che in questa notte
si dispongono a peccare. Mio Dio, non ho nulla degno di Voi, pure vi prego di
accettare ad uno ad uno i minuti di questa notte, i palpiti del mio cuore le mie
sofferenze tutte come sono, le preci mie e le opere tutte per fare sbarra di
amore e di compenso fra Voi e le anime peccatrici.
I
- Le S. Indulgenze concesse da Roma il 22 Giugno 1920.
II
- L'approvazione e benedizione dei Sommi Pontefici - Benedetto XV, e Pio XI.
III
- Il privilegio dell'aggregazione all'Ordine Francescano dato in Roma il 15
Novembre 1928. Tale privilegio rende gli Ascritti partecipi, in vita e dopo
morte, di tutti i beni spirituali che vengono operati nei tre grandi rami della
Famiglia Serafica.
IV
- L'unione di preghiera fra gli Ascritti ed il suffragio giornaliero che questi
offrono per quelli defunti, poichè in ogni sera recitando la Formula
d'Unione, in ispirito si uniscono a tutte le Anime Riparatrici, ed offrono le S.
Indulgenze a suffragio di quelle defunte; così pure vengono ricordate nelle S.
Veglie e nelle Ore Comuni di Riparazione. Nel mese di Novembre ogni Centro ha il
dovere di offrire l'Ora in particolare suffragio degli Ascritti defunti.
Animam salvasti? Animam tuam
praedestinasti !
Una meditazione da far sovente
La
condizione essenziale della pace dell'anima
1.
- Non giudicare mai la condotta, che Dio tiene con noi.
Essendo
il nostro Padre Celeste infinitamente superiore a noi, dobbiamo prestargli
questo ossequio di non chiedergli mai ragione del modo con cui ci tratta.
Essendo
Egli infinitamente sapiente, dobbiamo essere persuasi, che non s'inganna nelle
Sue disposizioni a nostro riguardo, per assicurare la Sua gloria e la nostra
santificazione.
Essendo
Egli infinitamente buono, dobbiamo credere che i rigori, talvolta usati con noi,
ci sono necessari, ed hanno per fine il nostro bene.
Può
un medico estirpare un male, di cui perlopiù non conosciamo la gravità, senza
farci soffrire? Eppure per guarire sopportiamo il dolore dell'operazione,
teniamo gli occhi chiusi sui mezzi che adopera, ed aspettiamo al termine a
giudicare della sua condotta.
Così
nei riguardi dell'anima, non è che alla fine della carriera mortale, che
vedremo chiaramente le ragioni dei diversi stati pei quali Dio ci ha fatti
passare.
2.
- Non giudicare mai la nostra condotta, per assicurarci se facciamo progressi
nel bene, se Dio è soddisfatto di noi.
Corriamo
rischio d'ingannarci, o colla presunzione, che ci porta a lusingarci, o collo
scoraggiamento, che ci porta alla, disperazione.
Dobbiamo
accontentarci di due testimonianze non sospette. Quella di Dio, quando si
degna comunicarlo, e quella del Direttore spirituale, dal quale dobbiamo
lasciarci guidare docilmente, senza importunarlo di continue domande sul
nostro stato interiore. Questo s'intende, in modo speciale, quando
sopraggiungono le aridità, le tentazioni, le desolazioni di spirito.
3.
- Non spaventarsi mai per nessun pericolo, per nessuna tentazione, per nessun
abbandono apparente da parte di Dio.
In
quei momenti:
1. Attenersi alla ubbidienza cieca al Direttore Spirituale, che può essere anche il Confessore, e Comunione quotidiana a qualunque costo.
2.
Abbandonarsi in Dio come una foglia staccata dall'albero, e librata in aria
indifferente del luogo dove andrà a cadere.
A
noi il prestarci, alla Grazia di Dio il compiere tutto il bene che possiamo
fare.