SE
MI APRI LA PORTA...
DON
RENZO DEL FANTE (a cura di)
fari
di luce sulla piccolissima via dell'amore
APOSTOLATO
MARIANO MELEGNANO (MI)
Questo
manoscritto, che esce in edizione_ extra-commerciale, e secondo le disposizioni
approvate dal Papa Paolo VI il 14.10.1966, merita una fede puramente umana,
senza prevenire il giudizio di Santa Madre Chiesa. L'opuscolo può essere
richiesto a:
Don
RENZO DEL FANTE Via Cavour, 21 - 20077 MELEGNANO (MI)
«Conosco
le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!
Ma poiché sei tiepido... sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici:
"Sono ricco, non ho bisogno di nulla!" ma non sai di essere un
infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da
me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprire e
nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungere gli occhi e
ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo.
Mostrati dunque zelante e ravvediti! Ecco: io sto alla porta e busso. Se
qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con
lui ed egli con me». (Dall'Apocalisse, 3,15-20)
Chiedo
perdono a Dio per avere tenuto nascosto, per non pochi anni, un talento
prezioso. Si tratta di un manoscritto che Padre Lorenzo Sales, fervente
Missionario della Consolata, aveva riordinato e conservato con cura e che,
morendo, mi lasciò in dono.
Chi ha scritto quelle pagine? Non è importante la risposta; comunque se l'avessi, scriverei subito nome e cognome e darei gloria a Dio e a quell'anima che seppe credere ed accettare, per comunicarlo a noi, questo bel dono del Cielo.
Se
mi sono invogliato a pubblicare il manoscritto, almeno in parte, è perché vi
sono raccolti i colloqui di nostro Signore Gesù con una persona a Lui
consacrata. Leggendo il testo, e da altre fonti, ho attinto la convinzione che
si tratta di una Clarissa Cappuccina, vissuta al tempo e forse accanto a suor
Consolata Betrone, certo senza sapere, l'una dell'altra del lavoro
meraviglioso che lo Spirito di Gesù svolgeva nell'anima di entrambe.
Conservo
con rispetto questo quaderno, denso di grazia e di verità che una umile suora
(forse di lei non rimane neppure il nome) ha scritto, credendo di riferire le
parole che Gesù interiormente le dettava.
Come
è norma di saggio comportamento in questi casi, ella ha consegnato tutto al suo
Direttore Spirituale, lasciando a lui di decidere in merito. Sulla autenticità
del fatto soprannaturale, si pronuncerà - se e quando lo trovasse opportuno -
la Santa Madre Chiesa, al cui giudizio sarebbe sciocco e presuntuoso volersi
opporre. A noi basta rilevare che queste pagine sono una eco fedele del santo
Vangelo, come la Chiesa ce lo ha conservato e come tuttora ce lo presenta.
Le
pagine che ho scelte sono le più toccanti e significative? E chi di noi può
giudicare le cose di Dio? Io ho fatto del mio meglio e a chi sappia ascoltare il
Signore con semplicità e apertura di cuore, Egli parlerà con grande bontà, ma
con altrettanta serietà e fermezza.
Prego
Dio che questo opuscolo, in questa nuova edizione, arrivi come dono di cristiana
amicizia a chi è convinto che l'amore vero, divino e umano insieme, è l'unica
cosa che vale.
Nell'ora
di nostra morte non saremo giudicati sul numero e sulla risonanza delle nostre
azioni, ma sulla purezza delle intenzioni e sul grado di autentico amore che ha
ispirato o no la nostra esistenza.
Vorrei
che questo piccolo libro fosse da voi aiutato a giungere a quei fratelli e
sorelle che avvertono un estremo bisogno di amare e di essere amati. Non è
vero forse che più di una volta il Cielo sembra chiuso al nostro richiamo e che
il mondo non sia che un immenso deserto bruciato dal vento dell'egoismo?
Coraggio,
miei cari! Contro tutte le apparenze, sopra le molte amare esperienze, noi
crediamo che il Cielo non può essere indifferente al nostro cercare e soffrire;
siamo certi che il mondo può ancora migliorare, se cominciamo noi ad amare, e
pazzamente, per primi.
Questo
libriccino, letto distrattamente, potrà forse annoiare come roba di altri
tempi. Ma se verrà accolto con un pizzico di fede e meditato con un po' di
intelligenza, sarà veicolo di grazia e pungolo per essere vissuto.
«Facesse
del bene anche solo a poche persone, invogliandole ad abbandonarsi
definitivamente all'amore di Dio e a sacrificarsi ancor più nell'amore del
prossimo, ne sarei già soddisfatto», scrivevo nella prima edizione. Ora
ringrazio Dio: sono decine di migliaia le persone che ne hanno tratto vantaggio.
Chi
leggerà queste pagine, se già conosce la spiritualità di santa Teresa di
Lisieux e quella di suor Consolata Betrone che ne rappresenta un limpido
sviluppo, troverà in questo scritto un felice richiamo di quanto già ha
appreso e un nuovo impulso a camminare sulla piccolissima via dell'amore.
Chi
invece ancora non la conoscesse, troverà utili indicazioni verso la fine di
questo opuscolo.
Anche
se nella realtà quotidiana risulta faticoso, non c'è atteggiamento più bello
di chi si lascia perdonare da Dio e si fa guidare dal suo amore infinito.
Dio
c'è per davvero! Lo intravedono i puri di cuore. Ne avvertono la presenza i
bambini di età e gli umili di spirito, chi per la sofferenza e l'ingiustizia
subita, o fors'anche per le colpe commesse ma riconosciute e messe nelle mani
della Misericordia di Dio, hanno lavato di pianto gli occhi dell'anima.
Dio è vicinissimo a noi. Gesù è «Dio con noi» e ci chiede di poter abitare non accanto ma dentro il nostro spirito, anima della nostra anima, Lui nostro Dio e fratello e figlio dell'uomo, per aiutarci a crescere buoni e contenti, sempre più simili al vero nostro Padre del Cielo.
Gesù,
crocifisso e risorto, è sempre in cammino per le strade del mondo. In questo
momento si è fermato. Non senti? sta bussando alla tua porta. E tu corri ad
aprirgli!
Potrebbe
presentarsi anche come un fragile Bimbo, fra le braccia di un'umile Mamma, la
Santissima Vergine Maria. San Giuseppe li segue, tiepido e silenzioso.
Melegnano
- Natale 1998.
Don
RENZO
«Prendi
il mio Cuore! Il mio cibo è l'amore. La mia vita è l'amore. La mia felicità
è l'amore. Per amore ho ideato la vostra creazione; Io stesso, Amore infinito,
sarò il vostro premio.
Il
mio amore per voi è incrollabile, perché è basato sulla Divinità. Mi sono
fatto, obbligo, fin dall'inizio della vostra creazione, di amarvi sempre. E se
dite voi che nobiltà obbliga, tanto più mi sento impegnato, io che sono la
vera, l'unica nobiltà, perché divina.
Dalla
nascita alla morte vi amo, anzi vi perseguito con il mio amore, anche quando vi
ribellate ad esso o non ve ne curate affatto... Io sono immutabile nell'amore,
anche quando non lo meritate. È come un fiume che scorre ugualmente, quale
sorta di melma trovi nel suo letto.
Il
mio amore per voi non conosce confini, perché è l'amore di Uno che è Dio.
Neppure in Paradiso potrete capire, nella sua immensità e potenza divina, il
mio amore per voi.
Come
un bimbo di pochi anni, figlio di un grande scienziato, non può capire
l'erudizione paterna, così a voi, pur nella beata comprensione, non sarà dato
di misurare l'intensità dell'amore del vostro Dio per le sue creature.
Sarebbe un eccesso di gioia impossibile a sopportare, anche se sarete già
fortificati nella beatitudine.
Il
mio Cuore mai è stato assorbito da altra preoccupazione: vi è unicamente
l'amore per voi, il dolore per voi, le ansietà per voi.
Tutta
la mia onnipotenza, bontà, giustizia, tutta e sempre per voi, per le vostre
anime. Non ho potuto fare di più per voi, benché onnipotente, perché sono
andato fino al colmo.
Potrei
ancora, come Dio, creare miliardi di mondi più belli e più perfetti, ma non
potrei, come Uomo-Dio, accogliere e offrire più sofferenza e subire morte
peggiore.
Non
ho esitato a sacrificarmi per la vostra salvezza, e non mi sono riposato se non
dopo aver dato, fino all'ultima goccia, il mio Sangue per la vostra
redenzione.
Non
è più necessario che Io ritorni a patire e morire per voi, altrimenti vi
verrei con lo stesso slancio di allora spontaneamente e gioiosamente.
Anche
se tutti voi vi conservaste intatti nella coscienza, dalla nascita alla morte,
non avreste fatto neppure un passo degno della riconoscenza che mi dovete. Tutte
le creature più sante che sono state, sono e saranno, non potrebbero mettere
assieme un sospiro solo d'amore per Me, che sia degno di Me. Tutto l'amore dei
Serafini e dei Santi non potrà mai corrispondere a un solo battito del mio
Cuore.
Se
non fossero le vostre ingratitudini e i vostri peccati che me lo impediscono,
farei delle vere pazzie d'amore per voi, tanto siete da Me teneramente amati.
Siete
le mie conquiste, i trofei delle mie vittorie: come i guerrieri amano fare
mostra delle medaglie acquistate con il loro valore, Io mi compiaccio di
presentare al mio Divin Padre i frutti della mia Passione e Morte.
Il
mio Cuore, infiammato d'amore per voi, desidera un ricambio adeguato da voi.
Potrebbe, per così dire, stare tranquillo in Cielo con gli Angeli e i Santi;
ma no, è quasi inquieto e vuole l'onore e l'amore dei mortali; vuole le
vostre adorazioni, i vostri tenui e miseri affetti. La mia Umanità anela la sua
natura, il suo elemento.
La
Natura divina è in pieno possesso della felicità, unita alle altre due
Persone, e la mia Umanità cerca la sua felicità in voi.
Ecco perché
soffro tanto che non mi amiate come dovete. Io sono innamorato delle anime
vostre e voi siete indifferenti, tutti intenti alla materialità della vita.
Troppo
pochi sono quelli che alzano lo sguardo a Me, che comprendono l'ansietà del mio
Cuore con amore riconoscente. Amano tutti, persin le bestie: di Me, loro
Creatore, si dimenticano. Non si stancano di parlare delle ore intere con un
amico: con Me, che sono il vero ed unico amico, trovano lungo il trattenersi
cinque minuti.
A teatro e ai divertimenti si trattengono per delle ore dietro a delle chimere: da Me vengono solo qualche volta, alle funzioni religiose. Il mio amore non è né riconosciuto né apprezzato.
Ho
in mano tesori di grazie: non mi guardano neppure. E poi, per una manciata di
soldi, perdono la testa... Dovreste essere tutti pazzi d'amore per quello che ho
sofferto per voi: invece mi tocca andare da cuore a cuore in cerca di
ricambio di affetto, e la maggior parte non si degnano neppure di uno sguardo.
Sono
l'eterno Mendicante, che dopo aver, copiosamente dato, anzi dopo di essermi
esaurito e spogliato, nessuno sfama e ricambia. Quando sarete in Paradiso e
scoprirò la magnificenza estrema del mio amore universale e personale, dovrò
operare un miracolo, perché la constatazione della vostra ingratitudine non
vi cambi il Paradiso in un mare di desolazione e di sconforto.
Rifletti sempre alla mia vita terrena. Non avrebbero tutti dovuto andare a gara nell'amarmi e venerarmi per quello che ero, Dio e Salvatore? Considera le ignominie che ebbi invece a soffrire, dal Presepio al Calvario. Allora non ero molto conosciuto: ma adesso che sapete Chi sono, non devo forse ancora escogitare tutti i mezzi per indurvi ad amarmi?
Nella mia Passione non ebbi più né forma né decoro, sfigurato come ero dai patimenti. Così ora voglio perdere di nuovo il mio decoro, la mia maestà per andare in cerca di amore.
Sembro
un ebbro di amore, tanto sospiro di essere saziato da voi. E come nella
persecuzione di Erode, non trovando rifugio nella mia patria, lo trovai in
Egitto, così ora devo proprio trovare un sicuro rifugio nel cuore di chi mi
accoglie, di voi anime mie dilette spose.
Non
è soltanto la paura di perdere il trono che mi fece e mi fa odiosamente
ricercare a morte: è la rabbia satanica contro la mia Divinità, è
l'annientamento del loro Creatore e Redentore che vogliono.
Con
quanta più ragione voi che mi volete amare, dovete circondarmi di riverente
intensissimo amore, per farmi tollerare l'empietà, eccitando la mia
misericordia all'estrema longanimità.
Amami,
che ne son ben degno! Nessuno è degno del tuo amore come Me, che Io desidero e
mi accontento della tua meschinità.
Se
lo facessi ai miei Angeli l'invito che faccio a voi così insistentemente di
amarmi, non potrei più frenarli. Lo dico a voi e Mi fate grazia di sforzavi un
pochino. Ciò avviene perché la vostra intelligenza è guasta e non percepisce
nettamente la Sapienza.
È
vero che tu non hai niente di bello da attirare il mio amore, ma Io amandoti
tanto, amo in te l'Amore mio che si riversa in te. Mi compiaccio in esso,
ammiro la divina Bontà di cui inondo la tua anima. Amo la mia degnazione di Dio
infinito nell'abbassarmi tanto incontro a te.
Questo
sentimento lo provo per tutte le anime. Abbondo di grazie, di premure in esse,
poi resto meravigliato della mia generosità e me ne rallegro.
Ho
un cuore troppo fine e sensibile per non sentire grandemente i vostri piccoli
atti d'amore. L'amore del vostro Gesù è un tesoro infinito, una miniera senza
fondo, un abisso insondabile! Amo divinamente, quindi senza misura.
Le
anime che corrispondono al mio amore sono premiate infinitamente più di quanto
meritano, perché Io dò smisuratamente, getto a piene mani, pur di dare,
sempre e copiosamente dare.
Se
non fossi infinito nelle mie ricchezze, mi esaurirei per ogni anima: sarei stato
subito impoverito da troppa prodigalità. Il piacere che provo a versare le
mie grazie é così grande, che mi faccio violenza a trattenermi se non c'è
nulla da premiare. Non posso tenermi le mie ricchezze: vorrei spandere da vero
Re e rendervi tutti felici.
Ho
dato esempio nella mia vita di molte virtù, ma nella vita pubblica ho
manifestato soprattutto la carità. Mi sono prodigato secondo la bontà del
mio Cuore.
Non
soddisfatto di beneficarvi in modo portentoso, nel mio irresistibile amore ho
voluto, quasi con impazienza, spogliarmi di tutto quello che potevo dare del mio
essere umano.
Il
mio amore per l'uomo è forte come un mare in tempesta, che tutto travolge e
sommerge, di modo che, appena vedo le vostre anime navigare sul mare del mio
amore, Io le purifico; poi le inabisso nelle profondità del mio Cuore, dove
sono nascosti i miei tesori divini. Io verso grazie a torrenti: chi più ne
vuol prendere, più ne ha.
Fatti
bella, o anima, agli occhi miei divini con l'assecondare la mia richiesta di
corrispondenza al mio amore, e anche in te si delizierà il mio Cuore.
Non
amerai mai troppo, anzi non arriverai mai ad amarmi come lo merito e come
desidero essere amato. Dammi un amore generoso, pieno di fermezza, e Io lo
accetto.
Tutto
quello che faccio per l'uomo dipende dalla mia generosità: non sono
obbligato. Voi invece siete così avari! Misurate l'atto di pietà, l'offerta
del cuore e, per quel poco che fate, vi sembra di essere già miei creditori.
Non date niente e pretendete ancora delle retribuzioni! Cosa dovrei dire Io per
quello che ho fatto per voi?...
Credimi:
se le creature conoscessero il mio amore, sarebbero innamorate di Me e, per
attestarsi un po' di riconoscenza, si immolerebbero per mio amore!
Se,
invece di odiarmi, Mi amassero, scorrerebbe nel mondo latte e miele, ossia
l'abbondanza dei miei doni.
Se
l'amore per Me fosse acceso in tutti i cuori, a quest'ora il mondo materiale
sarebbe come scomparso, poiché la terra sarebbe un Paradiso anticipato, la
terra dei viventi.
Come
il pesce è immerso nell'acqua, così voi dovete essere immersi unicamente
nell'amore. Qualunque altra cosa è secondaria; bellezza e ricchezza, forza,
cultura, tutto scompare davanti a due cuori che si amano.
Almeno
tu amami! Credi al mio amore, cresci nella confidenza e riposati in Me così
da non avere più nessuna preoccupazione, ansietà e timore.
Cerca
soltanto di amarmi, vivendo le virtù che portano all'amore: la carità, l'umiltà
e la purezza. Esse sono i tre petali di uno stesso fiore: e il profumo è
l'amore per il tuo Dio, profumo delicato e forte.
Raccomandati
a Maria, la mia e tua tenerissima Madre. Essa è la migliore maestra, è la via
sicura per giungere al vero e santo amore».
«Più
progressi farai nella scuola dell'amore, più troverai noia e nausea per tutto
il resto. L'amore per Me comprende ogni felicità desiderabile.
Non
v'è anima sinceramente ansiosa di gioia pura, che non trovi nel mio Cuore tutte
le soddisfazioni immaginabili. L'anima si sazia proprio di Me e nel mio amore
trova un Paradiso anticipato.
Anela
anche tu a questo cibo preparato perle anime che, disprezzando tutti gli affetti
soltanto terreni, non vogliono altri che Me. Esse trovano il loro riposo,
sollievo e speranza in Me solo.
Inèbriati
di questo vino, saziati di questo cibo ristoratore e non sarai più prigioniera
delle cose transitorie di questa terra. Nutrita così sostanziosamente, potrai
camminare nella vita senza timore, senza preoccupazioni e agitazioni, senza
alcun pensiero riguardante il tuo povero essere. Non è questa la vita che tu
desideri per rimanere tranquilla e calma?
Da
te non esigo grandi cose; non ti chiedo che questo: l'amore per me portato fino
al grado a cui può giungere il tuo cuore. Mi contènto di questo.
Sforzati
sempre di pensare a Me, e sempre prendere in bene quello che dispongo, di essere
insomma contenta di come ti tratto. Tendi a quello stato di eroismo dei santi,
che ritenevano terra e fumo quello che non era il mio amore e le opere compiute
per mio amore.
Neppure
pretendo da te austerità speciali, ma voglio quell'amore forte e generoso che
supera ogni ostacolo e accetta ogni patimento, e che ti forma alla scuola del
Calvario, per la sua intensità e le sue esigenze.
L'amore
non ha limiti. Le mortificazioni corporali hanno invece una misura e non tutti
hanno la forza di esercitarle. L'amore non ha bisogno di tanti ammaestramenti,
ha la sua sapienza infusa nel cuore ed è molto ingegnoso. L'amore, ben
fondato nell'umiltà, si slancia e corre gioiosamente, vola intrepido sopra le
difficoltà.
Ama
tanto il tuo Gesù e lasciati guidare da Lui con tutta semplicità. L'amore vero
per Me è come un liquido che si estende sulla superficie dove è versato,
copre, imbeve e si fa padrone: senza rumore, senza precipitazioni e contrasti.
L'Amore di Dio, trovato il suo elemento, poco per volta lo trasforma.
Mettiti
a mia completa disposizione; asseconda la mia grazia. Ti chiedo troppo,
chiedendoti soltanto amore?
Il
sentirti in possesso di un Dio non dovrebbe farti immenso piacere? Cosa puoi
desiderare di più? A quali maggiori altezze puoi aspirare? Qual cuore più
grande e affettuoso potresti trovare migliore del mio?
Figurati
tutte le bellezze e le soavità di questa terra: sarebbero ombre sbiadite e
colori ripugnanti alla vista, accanto all'infinita mia bellezza e soavità.
Io
ti ho amata da tutta l'eternità, comprendi? Questa certezza deve eccitarti ad
un amore per Me senza misura, ossia a tutto quello di cui sei capace. lo mi
accontento della tua miseria, quando tu abbia esaurito il poco che hai e che
puoi.
Amami
con grande semplicità, come i bambini che non temono il loro padre, perché
capiscono di essere amati e tollerati da lui.
Amami
con robusta speranza, che ti assicura la misericordia del mio Cuore e ti
persuade che mi sei gradita, così come sei.
Amami
e per Me dimentica tutto. Chi si abbandona fiducioso in Me, non patirà
malinconie, ma avrà sempre la pace e il riposo del cuore.
Da
te voglio un amore unico, tutto per Me, nel quale trovi pure la mia Madre
Santissima, che è come una cosa sola con Me.
Studia
bene le perfezioni del mio Divin Cuore; modellati sulla mia vita terrena e non
sviare in altri pensieri.
È
così semplice la via d'amore, che anche un bambino, col mio aiuto, può
percorrerla da solo. È tutta pervasa di sicurezza, di abbandono, di serena
gioia.
Scegliendo
la via d'amore, scegli la via giusta; e non sbaglierai certamente. Essa ti
insegnerà quello che devi fare e quello che devi evitare, perché l'amore è
attento e intuitivo, e difficilmente si inganna.
Nella
via dell'amore di Dio non si incontrano pericoli; non ci sono falsità,
sotterfugi e turbamenti: tutto è limpido e tenero. Chi sceglie la via
dell'amore, se è già semplice per natura, lo diviene ancor più per grazia,
in modo tale da sentirsi incapace del più piccolo atto e pensiero contrario
alla semplicità.
Se
mi ami tutto viene da sé: la riparazione per gli oltraggi che ricevo, e la
carità verso il prossimo.
Se
mi ami, ti sarà di necessità assoluta l'umiltà, che attira nuove grazie; e
così la purezza, che è la virtù che mi dà modo di vivere in contatto con
te, di vivere in te.
Tutte
le virtù, e fino all'eroismo, vengono assieme e in conseguenza dell'amore. Se
mi ami, non mi offendi; mi ascolti e ti perfezioni. L'amore trasforma tutto,
trascina tutto.
Sai
perché ti costano tanto gli atti di virtù che devi fare, perché devi far
tanta violenza per tenere a freno le tue passioni? Perché il fuoco dell'amore
per Me ha poca intensità e rischia, ogni tanto, di spegnersi.
Non
perderti di coraggio. Vedo la tua buona volontà e non lascerò morire la fiamma
che Io stesso ho acceso. Voi non conoscete le mie debolezze, altrimenti Mi
sapreste attirare con un solo sospiro d'amore.
Appunto
perché sono nobilmente fine di cuore, basta poco per commuovermi. Da Me
l'eterno Divin Padre volle eroismi inconcepibili per voi, perché mi ero
offerto per redimervi.
Io
da voi non voglio che amore, sempre e unicamente amore. L'amore copre tutto.
Ha un manto così denso, così prezioso, così bello che, coprendo tutta la
persona, nasconde ogni vostra povertà e debolezza.
Va
avanti, tranquilla! Accanto a Me, ricchezza infinita, non ti mancherà nulla; a
tempo opportuno, saprò farti ricca di virtù e di meriti. Amami solo con fede e
con ardore.
L'ardore
sarà il tuo consigliere, la tua guida. L'amore ti spianerà le difficoltà e te
ne abbrevierà il cammino.
Quelli
che si danno irrevocabilmente a Me e mi amano sopra ogni cosa lo li innalzo, li
accontento e li faccio proprietari del mio Cuore, e la mia onnipotenza è a
loro disposizione.
Quando
un oggetto viene illuminato da un potente riflettore, diventa anch'esso
luminoso. Così tu, rischiarata da Me che sono il più splendido sole, non puoi
rimanere oscura e devi subire la mia forza d'attrazione.
Per
esserci veramente, il vero amore per Me deve aver avuto una lunga preparazione
di purezza di coscienza e una profonda conoscenza di Me. Chi non mi conosce e
non mi vuol conoscere, non potrà certamente amarmi.
Il
tuo studio sia quello di scrutare bene quello che ho detto e dico, di
apprendere tutto quello che ho operato e opero. Allora, come da fontana limpida
esce acqua limpida, così tu conoscerai a fondo le meraviglie dell'infinita mia
Carità per l'uomo.
Togli
te stessa al tuo sguardo e al tuo cuore, e potrai veramente fissarlo in Me e
amarmi con la più forte e innocente preferenza. Amami tanto e otterrai quanto
desideri.
Rubami
il Cuore col tuo amore e ne farai ciò che vorrai. È alla portata di tutti. È
come esposto alla possibilità vostra per essere adorato e amato; lo è anche
per i disprezzi e le ingiurie di quelli che non vogliono amarmi.
Vedi
quanti mi offendono!... Quanti non mi conoscono neppure e nello stesso tempo mi
disprezzano e mi oltraggiano! Mi accontento, per riparazione, di pochi cuori
sinceramente devoti, filialmente amorevoli.
Ho
un'ansia febbrile di attorniarmi di queste anime pure, che mi facciano da siepe
altissima a riparo delle onde furiose delle cattiverie umane e diaboliche.
Non
domando altro che essere, nel tuo pensiero e nel tuo cuore, come una persona
cara a cui tutto si deve. L'amore poi sfocerà nel dolore come sforzo e
compenso, ma anche questo soffrire non sarà che prova e frutto di amore per Me.
Datti
perdutamente al mio amore, come Io mi prodigo per ogni anima redenta col mio
Preziosissimo Sangue. Non escludere nessuna tua energia, nessuna facoltà:
tutto sia mio, ed esclusivamente mio!
L'amore
per Me estingue, o santifica unificandolo con il mio, ogni altro amore, ogni
passione. Lasciati colpire da questo dardo divino. Amami tanto, affinché sia
lo il tormento del tuo Cuore, perché ti scorgerai sempre inferiore alle esigenze
del tuo amore.
La
felicità di un'anima che tutta si dona a Me è incomprensibile; è tanto
grande, che soltanto quella del Paradiso la supera. La stessa causa - e sono Io
- che la produce, sia in Cielo sia in terra, la rende quasi uguale, tranne che
la vostra umanità non può raggiungere l'intensità del Cielo e sopportarla
senza morire di felicità.
Perciò
fatti coraggio! Puoi amarmi col massimo ardore e con più merito, e ricevere da
Me lo stesso amore che ti porterò in Paradiso.
Quanto
più ti eleverai nell'amore, tanto meno sentirai il tuo peso umano e le inerenti
tue miserie morali e fisiche. L'amore solleva, innalza, deifica in certo qual
modo il vostro vivere. Assorbendo tutto in sé, vi fa rimanere come insensibili
a tutto il resto.
Lasciati
trasformare e trasportare dalla Carità. Vorrei che il tuo cuore bruciasse per
Me, che si incenerisse quanto di troppo umano racchiude, per poterlo sostituire
con un altro più perfetto, più capace, più serafico, più mio. Ma per ardere
bisogna essere legno ben secco.
Se
tu vuoi ardere d'amore per me, devi stagionarti nelle virtù preparatorie
dell'amore: la conoscenza del tuo Dio, la riconoscenza alle sue grazie, l'umiltà
nel conoscere bene te stessa, la purità d'intenzione in tutte le tue azioni, lo
slancio generoso verso di Me e verso il tuo prossimo. Allora, ben rifornita di
tutto, potrai amarmi con il più intenso amore.
Prega
la mia e tua Santissima Madre che ti insegni le vie ingegnose dell'amore. Ti
svelerà la scorciatoia per riuscirvi e le sue sante industrie per piacermi e
soddisfare così il mio amore».
«Entra,
anima che mi sei cara, nel mio Cuore e vedi come tutto è ordinato, tutto
messo a festa: è la sala intima del vero e santo amore.
Qui
si offrono i banchetti alle anime pure; qui le anime provate dal dolore leggono
e approfondiscono tutto quello che Egli soffrì, spegnendosi infine nelle più
atroci sofferenze che mai un cuore umano anche sensibilissimo potrebbe superare
nel corso dei secoli.
Qui
ancora vi è la cattedra dell'amore per le anime che Egli sceglie in special
modo, affinché vengano ad imparare come si deve e si può amare il loro Dio.
Vuoi
davvero entrare in questo dolce asilo, fornace della carità e riposo
dell'anima? Ebbene, amami tanto, soddisfando i miei desideri di silenzio e di
unione.
Non
lo merito forse? Non ho dato tutto per te e non sono pronto a versare
divinamente le mie grazie su di te? Finiscila, perciò, con quelle divagazioni
che allontanano da Me e mettono una nebbia importuna tra il mio Cuore e il tuo.
So
che non ami nessun altro al di sopra di Me, che desideri il mio amore, e
questo mi consola. Sei però un poco indolente e ti lasci trasportare dalle
occasioni a pensare e a fare cose che potresti evitare.
lo
non mi allontano mai da voi; e l'anima vostra deve essere così scortese da
allontanarsi da Me? Entro, pieno di grazie, in un cuore, e mentre mi dispongo a
versarle a profusione, esso si chiude in se stesso e mi costringe ad uscirne.
Come
vado allora alla ricerca di cuori fedeli che sappiano comprendere e riparare!
Non vuoi essere nel numero di queste anime delicatissime?... Oh, potessi avere
nel tuo cuore un rifugio, un luogo di riposo e di ristoro, nel diluvio di
iniquità che allaga il mondo!
Ho
sempre bisogno di cuori fedeli, e in tutti i tempi me ne sono procurati. Se
accetti di essere di questo numero consacrati proprio all'Amore Infinito con
dono irrevocabile. Non è faticosa questa dedizione: è un'onda pura di sorgente
che si riversa placidamente nel mare del Divino Amore.
Tieni
sempre i tuoi occhi rivolti a Me in umile attesa. Piace tanto al maestro
l'attenzione dello scolaro, al padre l'obbedienza del figlio, e allo sposo lo
sguardo fisso su di lui della sposa per essere pronta e eseguirne i voleri.
Da
te, ripeto, non pretendo grandi cose, solo l'osservanza di tutti i tuoi doveri
e l'unione inalterabile con Me. Come vedi sono cose semplici e chiare, senza
pretese; ma in questa vita umile e nascosta si cela una santità eminente che,
senza far rumore, ti rende la beniamina del mio Cuore.
Tu
lo senti, e sei sorpresa del dominio che hai di te stessa, quando sei proprio
unita a Me. Nulla ti turba; sai soffrire ogni cosa. Vedi dunque la necessità di
sempre pensare con affetto a Me, poiché senza di Me, fuoco d'amore, non sei più
nulla, non vali più nulla.
Quando
un'anima si dà tutta a Me, è nella natura della mia bontà infinita di
accettarla, anzi quasi assorbirla in Me, qualunque sia la sua piccolezza e
indegnità.
Mi
si dona, e Io devo prenderne la responsabilità e la cura speciale.
Quell'anima poi, liberamente donandomi la sua volontà, perde quasi la sua
iniziativa. Come uno, per quanto refrattario a un bagno molto caldo, se, vi
viene immerso da forza maggiore, deve necessariamente subirne le conseguenze,
così l'anima che Io unisco alla mia Divinità deve assoggettarsi all'influsso
della grazia.
Fa'
dunque in modo che le creature non ti trovino più se non immedesimata con il
tuo Dio, in perfetta fusione con lui. Il mondo, le creature, gli eventi siano
per te come un mare tempestoso che mette paura e che non affronti da sola.
Cammina
silenziosamente accanto a Me. Se non vedi che Me, se non segui che Me, se non
pensi e ami che Me, come potrai essere nelle tenebre, nel gelo, nelle incertezze
dolorose?
Sta
sempre unita a Me e ti parteciperò gaudio infinito. Nell'unione costante con
Me ti farò gustare le caste ebbrezze dei divini colloqui, e il soave e
fiducioso abbandono al mio divino volere.
Nulla
può turbare questo casto amplesso dell'Amore Infinito, se l'anima
volontariamente non si svincola con il peccato e con l'indifferenza.
Amami
di un amore puro, semplice, totale! Rinunzia, per acquistarlo, a tutte le altre
soddisfazioni che potrebbero momentaneamente allietare il tuo cuore o il tuo
intelletto o il tuo amor proprio vanitoso. Distaccati da quanto sa solo di umano
e transitorio, e concentrati tutta in Me.
È
proprio necessario che ci isoliamo dalle cose del mondo, se vogliamo essere
uniti. Io sono geloso quando ti occupi di altro che sia in contrasto con Me.
Compatisco quando sei in preda alle tentazioni, e non puoi ragionare giusto, e
non riesci subito a frenare. Invece, il pensare a cose di tuo gusto unicamente
per soddisfare te stessa, questo non lo sopporto.
Voglio
essere l'unico tuo pensiero, l'unico tuo sospiro, l'unico tuo amore e l'unico
tuo rifugio. Ti voglio unitissima a Me.
Voglio
che tu riceva non solamente tutto da Me, ma riceva tutto in bene da Me,
ritenendomi con fede e gratitudine la causa e il volere che dispone quanto
succede attorno a te. Desidero avere un riposo indisturbato nella tua mente e
nel tuo cuore. Vuoi forse ancora preferire un po' di fumo, un po' di terra a Me?
Tieni
sempre il tuo cuore sgombro di ogni cosa che non può piacere a Me e che rende
il mio amore geloso.
Le
creature non hanno nessun diritto di possedere il tuo cuore, né in tutto né in
parte. Perciò non ammetterle in esso, se non illuminate e avvolte da spirito di
carità soprannaturale. Prendi esempio da Me, che ho chiamato fratelli e amici
i miei seguaci, e ho dato loro la mia vita, unicamente per il loro bene, per
salvarli.
Sono
ansioso che giunga presto ad essere perfetta la nostra unione, in uno
sposalizio mistico, con uguale sincerità di affetto. Allora tutte le tue opere
umane, fatte sotto la spinta dell'amore, oltre che essere sublimi, non ti
preoccuperebbero più. Sarebbero come un terreno su cui uno è obbligato a
camminare e a cui non bada, se non in quanto deve far attenzione a dove
mettere i piedi per non inciampare, nulla più. La mia Santissima Madre e San
Giuseppe non si allontanavano spiritualmente da Me un solo istante. Se anche non
fossero stati per Me quello che erano, avrebbero fatto ugualmente la stessa
vita di unità con Me che hanno fatto; perché non è l'occupazione, non è. il
posto che fa i Santi: è la vita interiore, è l'unione completa con Me.
Asseconda
anche tu la grazia con tutte le sue ispirazioni, siano grandi o piccole. Nulla
deve troncare la vena santificante di essa, perché scorre abbondante e
continua.
Così
fanno quelli che vogliono santificarsi: attendono vigilanti a quanto Io loro
suggerisco, sia o no contrario alla loro volontà.
Non
pensare mai né al passato né all'avvenire; pensa a santificare l'ora presente,
che costituisce il tempo prezioso per attendere all'amore per Me.
Vigila
su te stessa minuto per minuto, con la stessa disposizione attiva che uno
scienziato pone in uno studio difficile e per lui importante. Riuscirai così a
scoprire sempre più le meraviglie del mio amore, che è tutto impegnato a
beneficarvi.
Sai
perché provi tanta pena? Perché ti dai troppo all'esteriorità e ti fidi
troppo poco di Me. Non sono le tentazioni che ti distolgono da Me: è lo
spensierato tuo modo di vivere, di agire.
Io
ho sempre accompagnato ogni mia azione con gravità e con calma divina. Questa
gravità e calma dovresti averle anche tu in ogni tua mossa e in ogni tua opera
da Me voluta. Avrai anche il tempo di compierla bene. Invece, agendo con
agitazione, tu sembri diffidare di Me, che non ti dia la possibilità di farla
con calma.
Vigila
su queste cattive tendenze, frena la tua impetuosità nell'agire. Guardami
sempre con riverente affetto, e la mia grazia non ti mancherà mai.
Se
tu, ad ogni nuova azione, guardi Me e cerchi il mio beneplacito, come potrai
ritardarla o farla con indifferenza? Non è nel tumulto che io opero, ma nella
tranquillità di tutti i vostri sentimenti. L'anima in pace è l'abitazione
dello Spirito Santo.
Come
la colomba nidifica lontano dai rumori e dal trambusto, così l'anima solo
nella quiete interiore può ricevere la pienezza dei doni e dei frutti dello
Spirito Santo.
Le
ànime che si consacrano interamente a Me, aderiscono alle mie ispirazioni, ai
dolci e forti impulsi dello Spirito. Entrano e si elevano nella concentrazione
del mio amore, e in Me trovano tutto quello che vogliono e possono desiderare.
Sta
ben attenta ai rimorsi che ti metto in cuore. Essi sono la staffetta del mio
vigile amore per te. Sta attenta per approfittare della mia grazia: non
divagarti.
Attenta
si tuoi doveri, vivi come ignara di quanto succede intorno a te; così
acquisterai la vita interiore che Mi piace. Il riposo che essa reca all'anima
è già premio. Beate le anime che trovano le loro delizie a stare con Me, come
Io le trovo a stare con loro! Questa è vera vita di famiglia, che unisce il
Cielo alla terra.
Io
non costringo nessuno, Mi dò a tutti con la stessa bontà; soltanto che non
possono avvertire tutti la mia presenza, se non hanno il cuore libero e
preparato alle grazie.
Se
brami davvero il mio amore, procuratelo con il silenzio e con il raccoglimento;
allora certamente salirai al puro, al vero amore per Me.
Evita
sempre i pensieri e le parole inutili. Tienti appartata da tutto, ossia vuota
di ogni cosa che possa eccessivamente preoccupare il tuo spirito e il tuo
cuore.
Diventa
neutra a tutto ciò che non è in rapporto a Me. Mi perdi un po' troppo di vista
e il tuo pensiero segue la corrente dei fatti che succedono.
Questo
vuol dire che lo non sono ancora quell'amore che ti assorbe, così da escludere
ogni altra preoccupazione.
Pur
potendo fare una vita celestiale fin da questa terra, ti perdi in mille
storielle che ti danneggiano l'anima e la pace. Brami l'unione con Me, e non
fai gli sforzi necessari per averla. La disposizione e la capacità di amare tu
l'hai: non lasciarla inerte per il tuo Dio, per il tuo Gesù!
Mettiti
di impegno sul serio. Sorreggo con amore l'anima debole che sa tenersi in
piedi anche con sforzo. Quelle però che si mettono, fra i ciotoli e sono sempre
a terra, mi stancano a lungo andare.
Se
vuoi piacermi davvero, non hai che da praticare il silenzio virtuoso ed
affettuoso. Amalo il silenzio! Assoggettati alle sue esigenze e farai strada in
tutte le virtù, perché nel silenzio virtuoso l'anima vede, sente e ama.
Il
silenzio è la chiave dell'amore, e senza di esso l'amore non è duraturo. Il
silenzio e il raccoglimento interno ed esterno sono necessari per mantenerti
nella mia intimità.
Taci,
se possibile, con tutti, parla molto con Me, così ti basterò Io solo. Non
trovi che è più facile il tacere che il parlar bene?
Imita
il mio silenzio eterno in seno alla Divinità, e quello temporale in seno alla
Madonna. Il silenzio è una delle virtù che ho praticato in vita, specialmente
nei trent'anni di vita nascosta.
Nella
vita pubblica, non potendo far silenzio di giorno, mi ritiravo di notte nel
raccoglimento e nella preghiera. Tutto facevo per vostro ammaestramento, perché
le anime capissero la preziosità della vita interiore.
Medita
la mia vita di silenzio nel santo Tabernacolo: silenzio assoluto anche con
quelli che vengono a farmi visita. Ammaestro di più col silenzio, che se
parlassi. Le anime, meditando il mio totale annientamento, si sentono forzate
a desiderare questa vita che le rende simili a Me: è questa la base granitica
dell'umiltà e della santità.
Se
Io, Sapienza Eterna, ho parlato così poco, quanto più dovresti tacere tu, che
non sai neppure parlare con saggezza! Quando avrai riportata questa vittoria, o
anima cara, potrai chiamarti un pochino mia imitatrice.
Non
conoscerai mai abbastanza l'importanza, l'utilità e la necessità di questa
virtù.
Col
tuo silenzio interno ed esterno che costa e che edifica, tu ti eserciti
nell'annientamento, perché mortifichi il tuo io che vorrebbe esporre il suo
giudizio, le sue pretese, le sue voglie.
Sta
zitta più che puoi, e tante tue mancanze non si ripeteranno più. Io soffro
nel frastuono della tua voce e sto bene con te nel silenzio profondo del tuo
cuore, del tuo pensiero e della tua bocca.
Meno
parli con le creature e più ti accosti a Me per ascoltarmi. lo sono
l'Immutabile: perciò amo l'uguaglianza, la perfezione della tranquillità.
Amo l'ordine nel parlare calmo, serio, ponderato e risoluto.
Come
saresti contenta, alla sera, quando avessi sacrificato per amor mio ogni
voglietta di esternare i tuoi sentimenti col continuo tacere! Come ti
stringerebbe al cuore la mia Madre Santissima, Ella che fu così parca di
parole! Se vuoi bene alla Madonna, la imiterai in questa sua caratteristica virtù.
La
certezza di riparare alle bestemmie che si pronunziano contro di Lei e contro
di Me dovrebbe spingerti a privarti di tante soddisfazioni anche lecite nel tuo
parlare, tanto più ti aiuterebbe nel tuo proposito di non criticare alcuno. Raccomandati
a Lei. Amo che le anime passino volentieri da Lei per consiglio.
Anche
San Giuseppe è maestro di silenzio. Imitalo almeno un pochino. È un modello
dei più fulgidi.
Io
amo tanto il mio padre putativo e amo anche le anime che gli prestano un culto
rispettoso e devoto.
Per
rispetto a lui, Io benefico, ascolto e sempre esaudisco quanto mi si chiede in
suo nome. Fai bene a imitarlo e a pregarlo».
Il
ponte dell'umiltà
Cresci
nel mio amore per mezzo dell'umiltà. Tra Me, Dio, e voi, anime care, vi è una
differenza infinita, colmata da un amore immenso: soltanto gettandovi sopra il
ponte dell'umiltà si può venire a Me, passandovi sicuri.
Io
ho sempre prediletto quanto mi portava all'umiliazione e al volontario
annientamento, per cui anche adesso non posso resistere e l'amore mi induce a
cercarli ancora avidamente. Scendo quindi nelle anime più miserabili, perché
possono di più appagare questo mio desiderio; e mentre innalzo la creatura
con i miei insegnamenti, Io mi abbasso verso voi ancora di più.
Sono
sempre stato laborioso in vita; ora vado cercando la fatica in quelle anime che
per la loro debolezza e povertà possono procurarmela di più, e così posso
appagare questa mia passione.
Perché
lo sono la luce stessa, mi piace portarmi ove sono tenebre fitte, per rallegrare
quest'anima portando in essa la grazia e la festa.
Per
un Cuore buono come il mio, l'umiltà ha una potenza irresistibile. Nessun
amante corre così pazzamente ove sta il suo amore, come lo mi porto, più
celere della corrente elettrica, verso l'anima umile.
Non
so resistere; ne sono talmente preso che, se fosse possibile, la metterei sul
mio trono. Più l'anima cerca di essere umile e più lo l'arricchisco di
cognizioni, di lumi e di spinte al bene, da renderla sapientissima, fosse anche
incolta per natura e per istruzione.
Più
vi ritenete per nulla e più lo vi innalzo. Sono come il sole che va in cerca
della goccia d'acqua per elevarla, quasi per assorbirla in sé.
Ti
piace essere innalzata in Cielo? Abbassati, mentre vivi su questa terra. Più
sarai vuota di orgoglio, del pensiero di te stessa e più, come piuma leggera,
potrai essere trasportata dal vento della grazia e raggiungere il mio trono.
Tutte
le virtù dipendono dall'umiltà. Le mie grazie le timbro tutte con l'umiltà,
perché le strade che non sono lastricate da essa non sono né sicure né
durevoli, a causa della vostra incostanza nel corrispondermi.
Lasciatevi
lavorare dalla grazia dell'umiltà: è la vostra salvezza, come per il
naufrago l'asse che lo tiene a galla. All'anima che vive nascosta in Me
procuro consolazioni sorprendenti; quasi mai si trovano nel tumulto del mondo.
L'umiltà
è efficace contro tutti i mali spirituali che alterano e distruggono la pace.
Fatti un impegno di praticarla, così non soffrirai più dei contrasti: le
tentazioni di ribellarti saranno meno violente quando sarai contrariata, non
curata, dimenticata. Nella mia Passione quali riguardi, quali attenzioni e
cortesie mi hanno usato?
L'umiltà
vera eleva l'anima e le dà una forza e insieme una leggerezza, che la solleva,
verso il mio Cuore, con volo rapido e sicuro. L'amore mette le ali e l'umiltà
le rende agili e quasi trasparenti.
Quando
un'anima è ricca di questa virtù, è sicura di conquistare il Cielo e anche
la terra, perché la sua potenza, che è la mia Onnipotenza, si estende
dappertutto.
La
bellezza di un'anima umile non trova paragoni. E voi non potete essere umili
senza la mia grazia, perché la superbia in voi è tanto radicata da sembrare
quasi inespugnabile.
Senza
gli esempi della mia vita terrena non l'avreste mai capita come è realmente; e
anche avendo davanti i miei esempi, quanta difficoltà, quanta impotenza
constatate...
L'umiltà
è contraria tanto alla vostra natura, quanto la superbia è contraria alla
mia. La vostra natura ambisce e tende al rumore, all'apparenza: la vita nascosta
vi sembra uggiosa. Siete impastati di orgoglio, e il primo peccato dei vostri
progenitori è stato appunto questo.
E
proprio una sciocchezza la superbia! Siete meno che niente, e quali pretese mi
potete addurre? In un attimo potrei farvi ritornare nel nulla: tutto dovete a
Me.
Che
assurdità commettete con l'insuperbirvi, mentre l'umiltà vi darebbe diritto
a tutto il mio amore!
Togli
la superbia, e tutto sarà pace e calma nel tuo interno. È la superbia che
sconvolge le buone disposizioni, rovescia i tuoi propositi e mette tutto in
rivoluzione. Strappa questa erbaccia e allora l'erba buona potrà crescere
indisturbata. L'amore mio è nemico acerrimo della superbia e non si possono
avvicinare in nessun modo.
Pensaci
bene: l'unico mezzo per mantenerti in Me è che ti spogli della superbia,
scendendo fino all'ultimo gradino. Le radici della superbia sono molto profonde:
ci vorrà sforzo e costanza.
Non
perderti d'animo! Fidati più della mia grazia, che della conoscenza di te
stessa che ti potrebbe indurre allo scoraggiamento. Non stupirti e non badare
ai pensieri di superbia che non vuoi.
La
superbia bisogna ammansirla come fosse una belva feroce: occorre non darle
retta e sopportarla con calma. Quest'atto di umiltà nel soffrire i suoi
assalti, ti prepara ad essere più forte in altre battaglie e ti conserva la
pace del cuore.
Lavora,
impegnati per acquistare l'umiltà. Lavora - come direste voi - a cottimo; più
acquisterai in verità ed umiltà e più sarai contenta.
Lavora
a mettere radici salde all'umiltà nell'anima tua: quanto più queste saranno
profonde, meno pericolo vi sarà che siano divelte dalle tentazioni.
Anche
se solo prima di morire dovessi vedere spuntare, appena fuor di terra, le
piantine dell'umiltà vera, tu puoi essere contenta.
Ricordati
che se vuoi piacermi, devi essere umile; se vuoi piacermi molto, devi essere
umilissima. L'umiltà è la tessera di riconoscimento che dà accesso al mio
Cuore.
Non
distogliere mai lo sguardo dalla tua bassezza, affinché in tutte le
occasioni, ben fortificata dall'umiltà, ti riesca più facile eseguire la mia
volontà.
L'umiltà
vera tiene in perfetto equilibrio la volontà, la mente e il cuore, e così si
cammina armoniosamente bene nella via del mio santo volere.
Non
ti occorre grande scienza per conoscere la tua nullità; e, dopo aver fatto
questa constatazione, mantieniti umile al mio cospetto e nel convivere col tuo
prossimo.
Metti
il tuo giudizio sotto i piedi di tutti, affinché, facendo tacere sempre il
tuo orgoglio, tu possa esercitare la perfetta umiltà e ti sia più facile la
sottomissione.
Se
tu comprendessi quanto mi compiaccio dell'anima umile, ciò basterebbe perché
ti industriassi ad avere umiltà al massimo grado.
Questa
virtù, che mi ha attirato in vita e mi scelsi per compagna indivisibile,
adesso (sebbene lo sia glorioso nella mia Maestà divina), la cerco, la amo e la
premio in quelle anime che maggiormente la posseggono.
Pregami
per acquistarla; ne hai tanto bisogno e desidero proprio vederti ornata di essa,
per poterti amare e beneficare di più.
Abbi
la santa frenesia di diventare umilissima. Umiliati! Cercane le occasioni;
prendi tutte quelle che si presentano. Taci sempre, non ti scusare mai; sopporta
pazientemente tutto. Sii umile nel riconoscere tu stessa i tuoi difetti, nel
non scusarli presso altri. Sii umile nella costanza a sempre ricominciare da
capo con buona volontà e con intenso amore per Me.
Godi
di essere dopo le altre, e godi di essere da meno delle altre e di venire
considerata tale. Sii contenta di sentirti interiormente annientata. Accetta,
senza scomporti, di venire vilipesa.
Io
non ho mai cercato di comparire e di comandare; vi ho sempre dato l'esempio di
grande obbedienza. Cerca di stare soggetta anche tu.
Non
voler essere neppure il piedestallo di una bella statua, perché se fosse
artistico, sarebbe tenuto anch'esso in considerazione e apprezzato. Sii
piuttosto come il pavimento che sta di sotto, che nessuno vede e potrebbe essere
di qualunque materia.
Mi
incarico poi Io di dare valore a questo volontario nascondimento e a renderlo
prezioso. Vale più un atto di puro amore, che tutte le cariche e gli onori di
questo mondo...
Fa'
conto di essere come scomparsa, di non esistere più; e allora non ti farà pena
se sei dimenticata, posposta ad altre persone e tenuta per niente.
Sii
silenziosa, unita a Me, e nulla ti mancherà per essere felice con il tuo Gesù.
Non v'è riposo, né dolcezza né soddisfazione più completa dell'esercizio
della vera umiltà.
Taci
sempre quando ti accorgi che il tuo interno è sconvolto. Le tue malinconie
sono prodotte dal tuo amor proprio. Che tu ne senta le punture, è naturale; ma
Io vorrei che subito ricorressi a Me, facendomi dono dell'umiliazione subita e
della confusione che ne è derivata.
L'umiliazione
accettata fa sempre bene! Tiene in equilibrio lo spirito e toglie le vertigini
alla superbia. Accetta le umiliazioni come permesse dalla mia mano paterna, e
credimi che ti sono più vantaggiose che non le lodi e le carezze.
Capisco
come sia altéra la vostra natura. È ben per questo che Io vi apprezzo tanto
quando sapete umiliarvi. L'umiltà è il midollo della vostra personalità. Con
essa rinunciate alla vostra orgogliosa indifferenza per consacrarvi a Me.
La
tua santità deve essere un tessuto di atti umili, senza appariscenza esteriore.
Sarà un lavoro conosciuto e apprezzato da Me, anima cara, che ti farà sempre
più bella agli occhi miei e gradita alla Madonna.
Così,
al riparo dell'amor proprio, diventerai padrona di una miniera di grazie per te
e per il tuo prossimo, senza che nessuno se ne avveda.
Ecco
il tuo ideale: vivere nascosta nel mio Cuore; che nessuno ti veda, né sappia
cosa farne di te.
La
vera e soda pietà si trova soltanto nel nascondimento voluto e cercato con
saggezza e rettitudine di cuore.
Non
aver paura di abbassarti, perché non ti abbasserai mai come ho fatto Io. Anche
se tu ti ritenessi la più povera, la più misera, non saresti in realtà che al
tuo posto. Ma, come una perla preziosa, anche se prima coperta di fango, una volta
scoperta può venir apprezzata e tenuta in gran conto, così Io ti trarrò dalla
polvere e ti innalzerò. Se vuoi essere la preferita, sii la più umile.
So
che ti fa pena mortificare te stessa, ma lavora con pazienza. Anche
nell'attendere la mia grazia ci vuole umiltà e pazienza.
L'anima
non deve pretenderla come un diritto; è un mio dono e, nella mia giustizia,
sono già larghissimo nell'offrirla. Tuttavia bisogna pregarmi e attendere il
giorno e l'ora che voglio Io. II pretenderla sarebbe già superbia. Devo e
voglio essere pregato, per la gloria che mi date e per il bene che vi arrecate
con la vostra confidente invocazione.
Anche
per il tuo progresso spirituale ti conviene non vedere nulla. Ti serva il
pensiero della tua grande miseria, perché ti tiene umile, più unita a Me.
Abbi
pazienza anche con te stessa; non potrai fare più passi di quelli che Io
dispongo. Non piangere e non adirarti con te stessa, che sarebbe anch'esso segno
di orgoglio ferito.
Non
posso farti correre subito nella virtù dell'umiltà perché sei troppo debole
in questo punto. È necessario che lo ti faccia fare soltanto dei piccoli passi
per volta.
Sei
ancora troppo umana per subire all'istante una trasformazione divina. A questo
appunto tendo lo: farti conoscere quello che sei, per divenire, con la mia
grazia, quello che ancora non sei.
Ti
lascio così miserabile, perché non hai sufficiente umiltà. La
consapevolezza del molto bene che fai, non essendo pari l'umiltà, non ti
lascerebbe stare in piedi. Allora che faccio? Ti lascio nella tua miseria,
finché il tuo criterio, divenuto più equilibrato, possa guardare con quasi
compassione i tuoi piccoli atti di virtù. Nella coscienza che nulla saresti capace
di fare senza di Me, giungerai ad essere inquadrata nell'umiltà, perché
tutto il bene deriva dalla mia bontà e condiscendenza.
Allora
ti farò correre veloce, ti farò volare nella santità. Adesso, per le
vertigini causate dal tuo stragrande amor proprio, potresti cadere nei precipizi
della più raffinata superbia.
Getta
le tue miserie nel fuoco del mio Cuore divino. lo rimedierò sempre a tutto. La
tua deficienza la compatisco tanto; anzi mi interessa proprio e cerco Io di
portarvi un rimedio.
Se
non hai altre pene, accetta questa di vederti sempre tanto miserabile e tientila
in pace. Guai se non l'avessi: ti crederesti qualcosa e allora.. addio umiltà
e santità!
Io
adatto sempre, nelle anime di buona volontà, i progressi spirituali alle loro
forze morali, ossia al fondamento dell'umiltà. In un momento, se voglio, posso
farti ricca di virtù e di meriti.
Rivolgiti
alla nostra Santissima Madre, perché ti dia un po' della sua umiltà, vera e
profondissima. Essa mi attirò più con l'umiltà che con la verginità».
«La
confidenza in Dio fa camminare velocemente l'anima, più che qualunque altra
via. Se si confida è segno che si è umili. L'anima confidente non cerca che Me
e lo, così cercato, non posso fare a meno di concentrare i miei raggi d'amore
su di essa.
La
confidenza supera l'umiltà, o meglio, è il fiore di essa, perché fa
risaltare il mio amore e la mia bontà.
Tu
con l'umiltà potresti rimanere prostrata, senza osar alzare il capo verso di
Me; invece con la confidenza filiale mi adori, umiliata sì, ma poi ti rialzi
animosa e pronta a servirmi con alacrità di animo e di cuore.
Confida,
confida sempre, e vedrai che questa virtù ti darà le ali per volare nella
perfezione, ti sarà fuoco e forza nelle occasioni.
La
mia misericordia anche verso di te, è infinita. Per tutti l'ho usata e la uso.
Piangili pure i tuoi peccati, ma poi dammeli confidenzialmente: Io sono sempre
pronto a cancellarli.
È
immenso il piacere che provo nel fare questo cambio: ricevo nefandezze,
accompagnate dalla sincerità del pentimento, e Io ritorno splendore e
bellezza alle anime, e le rimando tutte consolate.
Che
strano e meraviglioso commercio tra il Cielo e la terra: voi tornate a
riportarmi le vostre miserie e Io continuo a risanarvi!
Vorrei
che tutti i peccatori tornassero al mio Cuore! Quelli rimasti più ingolfati
nella colpa li coprirei di ineffabili tenerezze.
Nessuno
deve dubitare della mia misericordiosa bontà, perché, se vi immergo nel mio
Sangue, potete ritornare al primitivo candore.
La
mia Misericordia non abbandona nessuno, neppure i peccatori più ostinati, ma li
segue con insistenza e instancabile amore. Io non disprezzo nessuno, perché
sono Dio e tutti sono miei figli.
Ah,
se i peccatori conoscessero la mia divina bontà, non esiterebbero un momento a
ricorrere a Me, specialmente quando i loro peccati non fossero compiuti con
fredda malizia.
Per
un vostro sospiro d'amore per Me, lo perdono e dimentico una lunga catena di
manchevolezze che la vostra fragilità vi fa commettere.
Se
tutti gli uomini, dopo una colpa, mi chiedessero perdono e soccorso, lo farei
già della terra un Paradiso. È la malizia e la protervia dopo il peccato che
Mi paralizza e Mi costringe ad essere giudice severo.
Gettati
nelle braccia della mia misericordia con la massima confidenza: Io aggiusto
tutto bene. Sono il buon Pastore oggi, come lo ero ieri e come lo sarò domani.
Anzi:
è quando sbandate e vi sperdete, che vado in cerca per ricondurvi all'ovile.
Ritorna fra le mie braccia pentita, e sarai sempre accolta paternamente!
Se
devo fare da mediatore, bisogna ben che vi sia una causa da perorare. Se il tuo
cuore non dà che frutti acerbi o cattivi, dammeli lo stesso. Essendo roba
esclusivamente tua, ne sento compassione, anzi l'accetto e la gradisco.
Un
medico non guarda se l'ammalato ha delle belle qualità, ma soltanto bada a
quello che richiede da lui. Così lo non cerco nell'anima che il modo di
guarirla. lo sono il migliore dei medici perché, se voglio, posso risanare.
lo
sono sempre vicino all'anima tribolata; sono maternamente premuroso per chi sa
di essere malato, e sono il rifugio del reietto e dell'abbandonato.
Se
le creature mi conoscessero come sono, mi amerebbero davvero di vero cuore e
con tutta l'anima loro. È l'ignoranza che tiene indietro l'amore.
Amami,
credi al mio amore per te e per tutte le creature uscite dalle mani onnipotenti
del vostro Dio. lo sono felice in Cielo: eppure mi fate compassione, mi occupo
di voi e vi amo tanto.
Se
sapeste come sto sempre, con l'orecchio della mia misericordiosa bontà,
proteso per accorrere subito, appena mi desiderate! Appena cercate, volo a
soddisfare ogni vostro possibile desiderio.
Ma
ben pochi mi trattano confidenzialmente. Sono molto rare le anime che confidano
in Me con quella pienezza di fede, che sforza l'onnipotente mia Volontà. Dov'è
quella fede che, in tutte le vicende della vita, sa prendere saggiamente e
santamente in bene quanto succede?
Per
molte anime lo non sono più l'unico e vero Signore, che conosce e ha cura di
ogni cosa creata. Sarei un essere passivo, che tutto vede e tutto tollera
(secondo loro) con indifferenza glaciale.
Che
torto mi fate pensando così! Che oltraggio al mio Divin Cuore, tutto premura
e attenzione anche per il minimo di voi!
Impara
la scienza dell'umiltà che, unita alla confidenza, obbliga il tuo Gesù a darti
quello di cui hai bisogno per salire la vetta della santità. Vieni a Me
confidenzialmente per qualunque motivo, anche con il turbamento e la rivolta
interna.
Osserva
e imita il comportamento dei piccini. Qualunque domanda si faccia loro,
qualunque cosa li infastidisca o li turbi, subito ricorrono alla mamma. Quando
hanno detto tutto, stanno perfettamente tranquilli e non vanno da altri a
confidarsi di nuovo.
Così
tu, se mi confidi proprio tutto quello che ti fa soffrire e che ti turba, il
timore ti passerà subito e potrai in seguito avanzare nella virtù vera.
Io
voglio, per così dire, indurre la mia infinita Sapienza a scendere fino alle
tue capacità mentali, per capire quelle tue ansietà che si riducono a poco
fumo, e con un soffio si dileguano. Lo farò maternamente, perché amo stare coi
piccoli e adattarmi a loro.
Sei
capace di persuadere una buona mamma a distaccarsi dal suo bimbo sofferente?
Orbene, tutto l'affetto filiale delle più tenere madri terrene potrebbe
sembrare un nulla se paragonato alle mie previdenti sollecitudini.
Perché
compatisco le tue mancanze? Perché ti amo e non so resistere al dolore che ne
provi, se ti rivolgi confidenzialmente a Me, implorando perdono e aiuto. Il
vostro sguardo, quando giunge al mio Cuore, è capace di scuoterlo tutto.
È
necessario che tu rinunzi ai pensieri tristi e pessimisti, che ti fanno perdere
la testa. Mi obblighi a star lontano, perché nei rumori della diffidenza e
nel chiasso dei pensieri che ti mettono paura non mi piace rimanere. No! Non
devi pensare più al tuo passato, se non per umiliarti quando la superbia
facesse capolino. Se non abbandono i peccatori che mi odiano e mi fuggono, vuoi
che abbandoni chi continuamente mi cerca e del quale sono l'unico amore?
Se
ho dato tutto il mio sangue e la mia vita anche per milioni e milioni di anime
che non ne avrebbero usufruito, pensa quanto sono propenso all'indulgenza per
quelli che corrispondono, anche zoppicando!
Sono,
anima a me consacrata, il tuo Sposo divino, l'unico che ti conosce a fondo e
sa fare la tara alla tua miseria.
Segui
le mie divine impronte, momento per momento, senza affannarti, con tutta
calma, e sopporta intanto con grande umiltà le tue continue cadute.
Anche
un artista, prima di riuscire in un grande capolavoro, fa e disfa molte volte.
Solo se continua, senza perdersi d'animo, vi riesce pienamente. La
santificazione dell'anima vostra segue a molte cadute: è frutto di grandi
fatiche.
La
via del Paradiso è lastricata di cadute: ogni pietra è segnata dall'umiltà e
dal dolore di ogni caduta. La tua norma sia di non scoraggiarti alla vista delle
innumerevoli tue miserie, di aver pazienza con te stessa. Cerca sempre di fare
e di camminare nello stesso modo, senza mai fermarti in riflessioni inutili su
quel tuo miserabile io.
Riconosci
i miei strattagemmi nel farti toccar con mano a che punto ti trovi e la necessità
della confidenza che devi mettere in Me, attendendo tutto da Me.
Sono
estremamente compassionevole per le anime vostre.
Mi
curo anche del vostro corpo; ma, trattandosi qui di problemi e sofferenze
materiali e passeggere, le mie preferenze sono rivolte al vostro spirito. Non
temere di confidare in Me.
Un
ricco signore che va in cerca di rifugio in una stalla, non può attendersi da
quei contadini che povertà estrema: ma egli vi si adatta perché sa che non
hanno altro di meglio. Così faccio lo con te, perché ti so poverissima di
tutto. Accetto nondimeno le tue offerte e il tuo amore pur così misero e
fiacco.
Il
vostro Gesù, purché l'amiate sinceramente, chiude gli occhi su tutto il resto.
Avete da fare con un Padre tenerissimo e amorosissimo.
Sono
il buon Samaritano e ho vino e olio per tutte le ferite. No, non sono un
tiranno: sono un Padre pietoso che comprende le vostre fragilità.
La
miseria che cosa può possedere? Ma la miseria con l'umiltà e la confidenza può,
presso l'infinita mia bontà e ricchezza, essere abbondantemente soccorsa. Io
sono la Via, la Verità e la Vita; perciò le anime che mi sanno seguire, vedere
e amare non tardo tanto a illuminarle e a dar loro la vita interiore.
Tienti
pure in umiltà alla mia presenza, ma non sia disgiunta la filiale confidenza
e la speranza volonterosa di migliorare.
Il
tuo stato è penoso, lo so, ma ti è pur necessario e serve ai miei fini
misericordiosi. Se l'amor proprio riceve qualche sferzata riconosce meglio la
sua miseria e per un po' di tempo non osa più alzare la testa.
Invece
di lasciarti abbattere, riproponi ancora di comportarti bene per l'occasione
prossima, confidando in Me e nella mia grazia. Ricomincia da capo, ricomincia
sempre! Ho pazienza con tutte le anime, ne ho anche con te.
Non
dubitare mai di me e non aver paura di me dopo una colpa. Io sono così: dove
non c'è volontà decisa di fare il male, perdono subito e non cesso di amarla
tanto quell'anima. Tollero tutto, purché Mi amiate.
Va
avanti con generosità, nonostante le tue involontarie cadute: Io rivesto la tua
anima della finezza nel mio divino servizio: voglio comunicare la delicatezza
dei Santi a mio riguardo, che li faceva dimenticare se stessi, per non
scostarsi dal pensare a Me.
Allora
l'amor proprio scompare e vi divampa il mio amore; e così tutte le tue pene
svaniscono, anche se capisci di non servirmi con sufficiente fedeltà, e il cuor
rimane libero e felicissimo.
Fatti
con l'umile giudizio su te stessa un bel turibolo, gettaci le tue colpe e
accendile con tutti i tuoi desideri di bene: il fumo aromatico del tuo
pentimento sarà gradito al mio Cuore Divino.
Tutta
la serie dei tuoi innumerevoli difetti bruciali nel fuoco del mio amore. Ti
ripeto: non amarli, i tuoi difetti, combattili, piangili! Ma non diffidare di
Me...
Chi
mi porta più miserie, più debolezze e peccati da bruciare, se mosso però
dalla sincera contrizione e dall'umiltà, viene accolto da Me come se conducesse
un carro carico di gioielli preziosissimi.
Le
mancanze, se sono frutto di disattenzione e di fragilità, non sono da
paragonarsi a una sola colpa commessa con malizia avvertita. Perciò per te, che
sempre sei carica di debolezze, voglio avere un'indulgenza speciale. Cadi
mentre non vuoi cadere, poi piangi e intenerisci subito il mio Cuore divino,
che è tutto bontà.
Fatti
un po' di coraggio, anima cara, e non ripiegare tanto su te stessa, comunque
tu sia. Non importa che sia grande la tua miseria, se è grande anche la tua
buona volontà.
Ogni
pensiero che ti turba, scaccialo risolutamente e reagisci con un pensiero
buono. Il turbamento è il fumo della superbia. Sia consolazione per te il far
morire subito, per mio amore, qualunque artificio dell'amor proprio.
La
pace è la prima cosa che vi ho augurato nella notte del mio Natale, perché è
indispensabile per il benessere dell'anima. Fatti animo, amami tanto, anche se
ti sembra che sia un amore che non valga nulla.
Io
lo gradisco così e lo desidero tanto. Lo sai che Io non faccio preferenze di
persone; chiunque mi cerca, con purità d'intenzione, mi trova, anche se avesse
trascorso una vita di peccati e di infedeltà. Concesso il perdono, dopo una
buona confessione, l'anima ritorna nell'innocenza.
Offrimi
la sofferenza che provi nell'essere tentata e nel sentirti tanto miserabile, a
salvezza dei peccatori che non hanno il più piccolo rimorso e, benché
adagiati sull'orlo di una possibile eterna dannazione, vivono tranquilli.
Le
aridità e le apparenti apatie del tuo animo non indispongono il mio amore
verso di te; anzi mi animano a starti doppiamente vicino, per essere pronto a
ogni tuo pericolo di cadere e di raffreddare il nostro amore.
Non
turbarti quando le forti tentazioni sembrano macchiare la coscienza e
allontanarti da Me, con i loro insistenti assalti.
Non
tutti i movimenti interni sono da te voluti e quindi non costituiscono peccato.
È
la battaglia del cristiano, che decide del suo valore intrinseco. Io sono
sempre vicino all'anima combattente. Lascio sola soltanto l'anima superba che
crede di non aver bisogno di Me.
All'anima
debole, ondulante per infermità fisica o morale, non rifiuto i miei soccorsi.
Un solo sguardo di implorazione mi fa essere premuroso medico di tutte le sue
debolezze. Me lo cerco Io questo ufficio di pietoso infermiere; ringrazio
quelle anime che ricorrono prontamente a Me.
Prenditi
con pazienza; non stupirti se le tue pretese fanno ancora breccia sulla tua
sensibilità. Offri tutto a Me, vittorie e sconfitte, con umile confidenza,
anche lacrime che l'amor proprio fa uscire per forza dai tuoi occhi.
Tutto,
tutto portami con ugual amore. Pagherò il tuo faticoso lavoro con un bel
Paradiso. A Me bastano pochi minuti per edificare. Non inquietarti di nulla;
devi soltanto darmi le redini del tuo cuore e della tua volontà.
Io
ho tante vie e tante scorciatoie misteriose per guidare le anime. La mia
Sapienza infinita fa diventar oro purissimo le più rozze pietre. Va avanti con
confidenza.
Io
ti amo così, anche coperta, come sei continuamente, di stracci, purché siano
puliti e rattoppati: voglio dire che non ci sia in te noncuranza, o volontaria
malizia; deve essere sempre tua premura ristabilirti nell'integrità del
vestito.
Io
ti aiuterò sempre! Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori. È
patrimonio mio il peccatore; me lo sono comprato con tutto il mio Sangue
Divino.
Confida
in Me, pregami intensamente, ma poi stai tranquilla. Il mio Cuore non avrebbe
bisogno di essere pregato tanto, perché vede e conosce tutto e vuole esaudirvi.
A misura però della vostra confidenza, voi ottenete i favori. Oh, la
confidenza è la calamita spirituale! Mantienila salda nel tuo cuore: è la
bussola che ti serve nel viaggio della vita.
Raccomandati
tanto anche alla Madre e Sede della Divina Sapienza. Manderà luce vivida su di
te: ti farà vedere bene la tua miseria e il modo di arricchirti. Essa è la
Madre della Misericordia e ne userà su di te con maggior larghezza».
«L'accettare
volentieri la mia Divina Volontà fa immancabilmente diventare santi. Che cosa
di più bello e consolante per un figlio o per una figlia, che l'accontentare
il padre e la madre? Come essi sono grati della loro obbedienza e largheggiano
in premi, così mi comporto Io con l'anima arrendevole alle mie divine
disposizioni.
Nella
mia casetta di Nazaret è stata compiuta perfettamente la santa volontà di Dio.
Per questo è stata la Casa più santa di tutte le generazioni.
Conosci
la sapienza di questa Divina Volontà? Essa sola è la chiave, il segreto della
santità. Mentre costituisce un riposo e una consolazione, è un aiuto così
grande per l'anima che vi si abbandona, che la rende quasi inespugnabile a qualunque
suo nemico.
Quando
tu saprai bene questo, non avrai più bisogno di nulla, perché sarai instradata
nella via maestra della santità. Non potrai sbagliare né retrocedere.
Se
tu avessi già capito il vantaggio della sottomissione alla mia Divina Volontà,
se avessi creduto e sperato confidenzialmente in Me, a quest'ora saresti già
in cima alla perfezione. Mettiti con serio impegno: getta sotto i piedi l'amor
proprio che ti rovina l'edificio della santità.
Se
ti chiedessi fatiche speciali... invece ti chiedo solo la morte morale, ossia la
santa indifferenza nelle occasioni e circostanze così varie della vita.
Il
figurino delle sarte non si muove, non si gonfia; tanto è fermo quando è
spogliato, come è tranquillo quando è vestito sfarzosamente. Fa' così anche
tu. Prendi tutto in bene da Me: sia che ti accarezzi, sia che ti umilii: perché
prima di farti questi regali, Io li peso, vi penso e vi calcolo sopra.
Non
le lavoro a caso le anime e, prima di iniziare la coltura, la mia Sapienza
provvede a tutto. Adagiati tranquillamente e serenamente al mio beneplacito,
di nulla preoccupata se non di amarmi e di piacermi.
Sforzati
di praticare le piccole virtù inerenti alla vera infanzia spirituale.
Prestati al mio lavoro con umile condiscendenza. Sii contenta del come ti
tratto, come il bimbo, che dà la mano al papà, si ferma o cammina con lui.
L'accettazione
della Volontà mia, se ben capita e praticata, è l'essenza della confidenza
in Me. È amore pratico, portato al grado di confidenza e obbedienza filiale
che occorre per essere veri miei figli, come Io fui e sono obbediente verso
l'Eterno mio Padre.
Fatti
anima generosa che, comprendendo la sua incapacità, tutto spera da Me con
fermezza di amor filiale. Esci da te stessa: sono troppo piccine e grette le tue
idee.
Ama
il tuo Gesù che non ti abbandona un solo istante, e tutte le sue ansie sono per
l'anima tua. Dimentica anche tu ogni cosa per inabissarti in Me.
Non
inquietarti per nulla di quanto succede intorno a te, ma in tutto cerca di
riconoscere la mia volontà, anche se spiacevole secondo le vostre vedute.
Non
è l'occupazione, non è il posto che fa i Santi: è lo spirito tutto mio, è
l'unione completa con Me! Colui che si fida di Me passa di sorpresa in sorpresa
vedendo gli eventi guidati da Me con paterna provvidenza.
Tu
hai il grave difetto di credere che tutto quanto ti succede di contrario, sia
quasi per castigo. È vero che lo potrei darti soddisfazioni, invece faccio il
contrario; ma ciò non vuol dire che sia esclusivamente per castigo. Se trovo
resistenza persino nelle persone a Me consacrate, dove troverò adesione,
sottomissione, desiderio di obbedienza in tutti gli altri? Tutti sono capaci di
amarmi nella dolcezza e quando tutto va a seconda dei loro desideri...
Appoggiati,
spera, credi in Me, Bontà infinita. Niente, posso compiere unicamente per far
soffrire. Il mio Cuore non solo è buono ma infinitamente cortese. Io vado al
sommo grado di quanto è necessario all'anima tua per esserti di insolazione
e di aiuto.
Sii
proprio tranquilla e non soltanto a parole! Quando il capo di famiglia ama e
sorveglia, nulla può accadere di male ai suoi figli.
Un
occhio attento e vigile vale più di cento altri che guardano con
indifferenza. Pensa sempre alla divina bontà del mio occhio onniveggente;
riposa una buona volta in Me, con estrema confidenza.
Cosa
diresti di un bimbo che, sorretto dalla mamma, continuamente piagnucolasse
dicendo: "Sto nelle tue braccia, ma tu potresti aprirle e lasciarmi
cadere?". È vera confidenza questa? Così tu, invece di diffidare solo di
te stessa, diffidi anche di Me.
Quando
sarai tutta abbandonata a Me, rimpiangerai i tempi in cui eri lontana da Me e
non capivi la sapienza e il completo godimento di un'anima che si fida di Me.
Equivale al Paradiso, ove sarete sicure, perché vi vedrete circondate dalla
immensità della mia bontà onnipotente.
Mi
fai un torto a non abbandonarti interamente a Me. La creatura sì che è
limitata e, pur volendolo, certe cose non le può evitare; ma non è limitata
l'onnipotenza mia, che può tutto quello che vuole, e vuole tutto il vostro
bene.
Riduci
in cenere quanto vi è in te di umano, spiritualizzandoti completamente.
Lasciati lavorare, non mettendo ostacoli alla mia grazia, all'impeto gagliardo
del mio ardente amore.
Sii
contenta di morire a tutto quello che non è il tuo Gesù, legato a Lui e al
suo amore. Non piangere se devo darti dei tagli per innestarti in Me, se devo
troncare e sfrondare qualche ramo che non ti rende abbastanza bella.
Quando
uno possiede una casa, l'aggiusta secondo i suoi gusti e desideri. Faccio
anch'Io così col tuo cuore. Lo voglio mia degna abitazione e, siccome tu non
sei capace a niente, faccio Io l'operaio e il decoratore.
Tu
sta' solo nella condizione di lasciarti fare tutto quello che voglio lo. Perciò
se ti pungo coi chiodini, se ti scalpello e se ti sego, siccome è per
abbellirti, non ti muovere, non gridare: credi fermamente che il tuo Gesù
lavora non per farti soffrire, ma per renderti sua abitazione meno indegna possibile.
Il
vaso di creta, o d'altro, essendo inanimato non può desiderare nulla: né di
rimanere vuoto, né di essere riempito.
Così
tu, mettendoti liberamente nelle mie mani, devi con la massima fiducia
abbandonarti alle mie divine disposizioni. Trasforma il tuo essere spirituale in
un atto continuo di amore e vuotati. Poi sta perfettamente tranquilla: dal
canto tuo sei a posto; a te penserò Io, non temere. Tu, volendo fare, vuotare o
riempire, ti affaccendi inutilmente, a tuo discapito. Io lavoro, pur essendo
immobile, con alacrità.
Anche
riguardo alla santità devi crescere come voglio Io. Cosa vuoi indagare se
corrispondi o no, se hai virtù o ne sei priva?
Va'
avanti con semplicità di pensiero e di cuore, abbandonata in Me! Col mio
aiuto potrai tutto!
Prima
devi fare un lungo tirocinio per persuaderti che con le sole tue forze non vi
giungerai mai. Umiliati, senza scoraggiarti.
Qualunque
bambino è più sapiente di te: vedendosi debole e impotente a camminare, si
aggrappa a tutto quello che può aiutarlo; quando poi è sorretto dalla mamma,
allora è proprio sicuro. Puoi ben imitarlo col confidare in Me e in Maria,
che ha l'estrema tenerezza delle madri.
Io
amo il cuore umile e semplice, che si lascia condurre senza la minima difficoltà.
Ci sono creature sempre contente del come le tratto.
Voi
trovate bello non quello che è bello, ma quello che vi piace. Così a Me piace
la tua miseria, il tuo nulla e la tua incapacità. In te ho un lavoro
assicurato: di sapienza, di bontà e di misericordia.
Qual
felice abbandono per l'anima tua! Non hai più nulla da pensare, tranne che
assecondare l'impulso della grazia e rimanere attenta sotto il mio assiduo
lavoro. Il successo della tua costante sottomissione sarà efficace e duraturo.
Sono
l'agricoltore delle anime e ne ho somma cura. Non ho bisogno di aiuto da parte
di nessuno: chiedo soltanto che il terreno mi sia offerto spontaneamente e non
me lo si ritiri più.
Non
chiedo neppure retribuzioni: mi basta che l'anima sia attenta al mio lavoro ed
eseguisca quello che le assegno, giorno per giorno.
Secondo
la capacità delle anime, Io dò a chi le ali, a chi la velocità nella corsa
spirituale, a chi invece procuro un passo normale ma continuo.
La
lentezza tua e le tue incomprensioni non intralciano il mio progressivo lavoro
in te. È meglio stare al piano inferiore, che al superiore, soffrendo le
vertigini.
È
vero che potrei portarti e così farti fare passi da gigante, ma questi
sarebbero miei, non tuoi. Preferisco fare come un papà, quando insegna al bimbo
a camminare: si adatta al passo del piccino, aiutandolo, chinandosi con disagio
a soccorrerlo.
Un
operaio, quando gli si dà un oggetto del suo mestiere da rifare, trova lui
stesso i difetti e capisce quello che vi manca. Così Io, quando l'anima
sinceramente si mette a mia disposizione affinché la corregga e santifichi,
mi accingo subito a farlo con perizia e sapiente amore.
Il
lavoro della mia grazia è meraviglioso; se lo poteste capire, perdereste il
sonno per riconoscenza e ammirazione. Nessun giardiniere appassionato cura tanto
il suo fiore prediletto, come Io amorevolmente mi adopero per ogni anima.
Non
ti preoccupare di nulla, come di nulla si preoccupano le piante e i fiori. Le
creature sono ai miei ordini e nulla avviene senza la mia preveggente sapienza,
nulla che non sia frutto di un mio atto d'amore.
Una
madre non può scrutare continuamente e comprendere sempre il cuore di tutti i
suoi figli. Io invece comprendo tutto e arrivo a tutto.
Fidati
di Me anche nelle minime cose e non tarderai a giungere a quella confidenza
filiale, a quella libertà di spirito, a quella tranquillità che costituisce il
vero riposo dell'anima santa.
Desìderi
percorrere la piccola via d'amore, della piccola e grande Teresa, e sei ancora
tutta preoccupazioni, pensieri e ansietà. Sei come una canna che basta il
minimo urto ad agitarla e scuoterla.
Ti
manca quell'amore tetragono a tutte le vicissitudini, che nulla può diminuire o
distruggere. Fatti piccola al mio cospetto, umilissima e semplicissima. Abbi
fede: quella fede ferma e soave che non ha nessuna angolosità: ossia
vittoriosa sul giudizio umano.
Il
mio lavoro nelle anime è calmo, silenzioso, continuato e non riposa un momento.
Osserva la mia costante attitudine al lavoro nella casetta di Nazaret: in un
attimo potevo creare, o fare qualsiasi genere di lavoro. Invece, come fossi un
artigiano imperfetto, mettevo tutto il tempo dovuto per ognuno di essi.
Pensa
quanta bontà d'amore impiego nelle anime per ridurle, anche con vostra
fatica, come le voglio Io.
Ho
più soddisfazione e ho più caro lavorarti a poco a poco e vedere i frutti
del mio lavoro, che operare tutto a un tratto per mezzo della mia Onnipotenza.
Anche per te è meglio, perché l'umiltà, base della santità, dev'essere più
fatica vostra che mia.
Sono
più contento di un tuo passo al giorno, che se facessi tanta strada e poi ti
arrestassi sfiduciata.
Lasciati
condurre dalla mia mano divina. Spogliati di te stessa completamente, senza
paura. Lasciati maneggiare da Me come pasta ben lavorata, che si presta a tutte
le forme.
Lo
sai che nessuno ti conosce meglio di Me, nessuno ti ama e ti compatisce più di
Me. Fidati di Me: è la più bella prova di amore che puoi dare al tuo Dio.
Quando
voi vi riposate confidenzialmente sul mio cuore, con perfetto abbandono, Io sono
felice di una felicità paterna e materna, invidiabile se fosse possibile dagli
Angeli e dai Santi del Paradiso, che pur godono perfetta felicità.
A
voi costa tanto questo abbandono, mentre sarebbe uno stato di vera beatitudine.
Avete la felicità nelle vostre mani e vi perdete dietro a delle larve...
Raccomandati
alla Madonna. Essa è stata innalzata e nobilitata con la Divina Maternità,
ma in tutto fu come voi e, pur senza peccato, conosce i difetti inerenti ai
figli e alle figlie di Eva. La sua esperienza supera tutte le cognizioni decantate
dalla "donna forte" descritta nella Bibbia. Io non voglio far nulla
senza di Lei. Anche tu fa così».
«Vuoi
incominciare davvero la vita d'amore? Devi prepararti perciò anche alla vita
di sacrificio, perché l'amore dev'essere alimentato con esso, che forma il
combustibile per mantenere accesa la fiamma dell'amore.
Sei
disposta ai miei tagli amorosi, allo spargimento del sangue vivo del cuore,
senza più quelle tappe di sfiducia, di timore, che poco si addicono a un'anima
sposa del Crocifisso?
L'amore
ha pure le sue gradazioni; e se per guadagnare una cima bisogna faticare a
salire, è pur necessario a chi vuole salire la vetta dell'amore, salire di pari
passo quella del Calvario con la sofferenza accettata virilmente.
Ormai
hai rinunziato alla Babilonia delle tue passioni, al purgatorio dei tuoi
rimorsi. Ti sei inoltrata nella via dei volontari della Croce: tu vuoi davvero
santificarti. Entra fiduciosa, ma con fermo proposito di perseverarvi, anzi di
aumentare sempre più i tuoi sforzi, risoluta di essere costante nel bene.
Ti
devo esercitare nella sofferenza, privandoti progressivamente di quanto ti fa
piacere, per rendere così il tuo spirito più forte nell'amore.
Un
amore languido dà risultati languidi, invece il sacrificio rende forti e
produce amore concreto e ardente. L'amore vive di volontarie dedizioni anche se
dolorose.
Io
sono e sarò sempre la prima e l'unica valida Vittima. Le anime che mi vogliono
seguire, sono le mie associate, le più intime confidenti.
È
sempre nel dolore che il cuore comunica all'anima confidente i misteri
profondi che contiene: e lo ne ho tanti di dolori occulti! A taluno sembro un
volontario sofferente e mi compiangono. La loro vita gaudente indurisce il loro
cuore, e non mi capiscono.
Quante
persone sinceramente entusiaste trovo nella domenica delle Palme! Ben poche
però ne incontro sulla via del Calvario.
Mi
acclamate Re soltanto quando Mi vedete glorioso e godete nelle manifestazioni
clamorose, ma non mi seguite quando son trattato da re da burla, ossia quando
vi dibattete nelle vostre sofferenze.
Se
vuoi essere veramente tutta mia, spogliati di tutto. È questa la prima
condizione per farsi santa. I Santi hanno fatto tutti così: vennero a Me
completamente spogli e lo allora li ho lavorati e son divenuti quelle meraviglie
che voi vedete.
Il
puro amore e la genuina spiritualità non si ottengono che con l'assoluto
distacco da tutto e da tutti.
Innalzati
sopra la bassezza di questa terra, elevandoti verso il Cielo. È necessario che
tu sorvoli quanto appartiene al tuo "io" e ti attacca alle cose di
quaggiù.
Il
minimo attacco ti può essere di inciampo fatale. Il fango non può sollevarsi
da terra; così l'anima aderente alle materialità della vita non può cibarsi
che di beni grossolani.
Io
invece vado apparecchiando all'anima, dimentica di tutto per seguire Me,
banchetti celestiali così deliziosi, che ne resta davvero saziata.
La
rinunzia a te stessa ha soltanto l'apparenza del sacrificio; in seguito scopri
meravigliosi panorami, che confortano l'animo più che se ascoltassi te stessa.
Medita
spesso su tutto quello che ho fatto per voi in vita, e crescerà nell'anima tua
la comprensione del mio amore e dei miei dolori. Non ti riuscirà difficile
allora l'imitazione e la corrispondenza.
I
benefici ricevuti stimolano un cuore ben fatto alla riconoscenza. Se vuoi
amarmi - e lo merito tutto il tuo amore! - me lo puoi dimostrare con i tuoi
piccoli sacrifici, con le tue volontarie rinunzie, con la privazione affettuosa
di tante soddisfazioni anche lecite. Come gradisco questa immolazione di te
stessa!
Voglio
anime mortificate, come morte al loro egoismo. Prendi le occasioni che ti mando,
piega la tua testa con il cedere sempre, col rinnegarti sempre. Non negarmi
niente, ma dammi subito quanto ti chiedo!...
Il
tuo Gesù è un Dio geloso. Lascio tutti nella libertà, ma chi vuole amarmi
deve assoggettarsi alle mie esigenze. Sono però esigenze che finiscono per
essere grazie di predilezione.
Per
la strada del Calvario vi erano o anime generose o anime crudeli. Schièrati
dalla parte che vuoi. Sta a te scegliere fra le due strade: quella del
sacrificio volontario, ma sereno e dolcissimo; oppure prendi quella della libertà
di tutti i tuoi sensi, che sembra costarti meno, ma ti allontana da Me e alla
fine disgusta Me e te pure.
Vado
adagio a chiederti dei sacrifici; però quando te li chiedo, siccome li
accompagno con la mia grazia, devi essere disposta a farmeli.
Non
ti chiedo grandi cose; mi adatto proprio alla tua piccolezza, cerco proprio
soltanto quello che possono portare le tue spalle; e ancora, in queste tue poche
fatiche, ti faccio da Cireneo.
Se
ti costa il vincere, dammi la mano. Uniti, cammineremo speditamente e il tuo
spirito si fortificherà. Non sgomentarti. La vita dell'uomo è una milizia.
Non
bisogna che tu creda di essere liberata dalle tentazioni, perché ti sei messa
di buona volontà a non volermi più offendere. Il combattimento è necessario
sempre. Bisogna lottare, e sempre lottare, per andare avanti.
Tu
fa la tua strada col pensiero fisso in Me, che dall'alto dei Cieli ti vedo, che
nel tuo cuore abito, e supererai facilmente le difficoltà inerenti alle prove
della vita. Il saper navigare contro corrente denota la volontà del pilota e
la sua fermezza nel voler combattere l'elemento infido.
Ti
ripeto: non stupirti affatto se, sulla via che percorri, trovi ciottoli, spine e
anche serpenti velenosi. Le tempeste purificano l'anima. Il grano, per essere
liberato dal suo involucro, dev'essere vagliato ben bene.
Si
apprezza di più il sole, quando da qualche giorno è velato dalle nubi. Così
l'anima, fortificata nei giorni di dense nubi della sofferenza, acquista maggior
intensità di amore, nella umiltà.
La
lotta rende più forti i muscoli dell'atleta e le tentazioni rendono robusto lo
spirito, pronto ad altre battaglie più accanite. Il lungo stato di riposo
tranquillo renderebbe l'anima quasi anemica, fiacca nelle virtù, languida
nell'amore.
Mi
ringrazierai un giorno di queste grazie che a te possono sembrare crudeltà.
Benedirai le lacrime versate nel dolore. Se Io non avessi sofferto la passione
in modo inaudito, credilo, mi avreste amato ancor di meno, sebbene vi avessi
salvato lo stesso, anche con un solo "fiat".
Io,
Crocifisso, sono l'amore saliente di tutte le anime buone, e tutti i
sofferenti vi trovano un esempio salutare e un appoggio nei loro dolori. Il
tuo, figlia mia, non è che un calvario in miniatura.
Umiliati
sotto la sferza del mio amore: offrimi i tuoi patimenti fisici e morali. Ti
consolerò a suo tempo più che non credi, perché, a misura che ti faccio
soffrire, aggiungo maggiori grazie.
Di
ciascuna anima misuro la forza e non la esercito intempestivamente, ma con
tutta materna sapienza. Al Cireneo non ho permesso di portare la croce finché
non l'avessi portata Io. Così faccio con le anime, a cui assegno qualche piccola
partecipazione ai miei dolori.
Io
sono sempre unito con la sofferenza, perché devo prima amarvi e santificarvi,
e poi premiarvi. Ho tanto bisogno di anime che soffrono e si sacrificano per Me!
Non
lesinarmi il tuo sacrificio. Le anime si perdono a occhi aperti,
volontariamente disprezzando il mio amore. Fa un po' di penitenza. Non basta che
tu mi ripeta tante volte che mi ami: è necessario che lo manifesti con i fatti,
altrimenti i tuoi slanci di amore finiscono con essere dei fuochi fatui di poco
o nessun valore.
Il
nostro amore dev'essere consolidato dalla sofferenza.
Non
ti spaventi la tua ripugnanza al soffrire. Anche i Santi sentivano le
umiliazioni ed erano riluttanti al patire; quando però erano nell'atto pratico,
quasi non se ne accorgevano più.
Basta
che ti affidi realmente a Me.
Quando
si soffre per amor mio, con Me, per il bene vostro e degli altri, non è più
dolore: è soltanto un mezzo per ottenere grandi grazie. La preghiera poi, unita
al dolore, è taumaturga.
Io
solo posso dire di aver sofferto inauditamente. Per Me solo ho riservato il puro
patire e non avevo un altro Gesù che mi fosse compagno. La divina consolazione
del mio Eterno Padre appositamente si era ritirata, perché la nostra infinita
Giustizia avesse dalla mia Umanità la più grande riparazione.
Per
voi lo sono come la mamma col suo bambino: nel dargli la medicina amara, ha già
nell'altra mano la caramella per estinguere l'amaro che lo disgusta. Dovreste
tutti essere pieni di amore per Me, tanto sono buono e provvidente verso
ciascuno.
Talora
accetto la perfetta obbedienza dell'anima fedele, senza esigere il sacrificio
completo, così come mi sono accontentato dell'obbedienza di Abramo, disposto
a consumare il sacrificio offrendomi suo figlio.
Il
mio Cuore è tanto compassionevole e arrendevole, che domanda delle rinunzie, ma
poi spesso si arresta non appena vi scorge disposti all'esecuzione.
Il
mio Divin Padre ha compassione di voi; soltanto da Me volle l'esecuzione
completa della sua Volontà, fino all'ultimo respiro sulla Croce.
Impara
a patire in riconoscenza a Me, che tanto ho patito nella mia Passione morale e
fisica, nella mia Morte dolorosissima.
Esercitati
nella generosità, camminando senza pretendere consolazioni sensibili. Ti basti,
per conforto e sostegno, la certezza del mio amore e il sapere che il tuo
cuore è in mio possesso. Ama virilmente, anche senza provarne dolcezza.
Cibati
di volontarie rinunzie. Se non vivi di mortificazioni, non puoi vivere di
amore. I meriti non si fanno di certo con le consolazioni!
Bisogna
versare lacrime, sudore e sangue come Me. Bisogna che l'amore ti assorbisca,
ti infiammi e ti spinga alla volontaria disposizione di patire qualcosa per amor
mio.
Adagia
il tuo cuore sul mio. In Me trovi tutto abbondantemente e soavemente. Non
cercare altrove né consolazione né soddisfazione. Staccati da tutti e da
tutto. Non val la pena per un po' di scoria perdere l'oro, assai più prezioso.
Voglio
essere il tuo unico necessario, l'unico tuo amore, l'unico tuo pensiero, la
fonte unica della tua felicità. Ti costerà fatica da principio, sembrandoti
di essere legata alla catena, come una schiava ridotta all'impotenza. In
seguito spazierai, sola con Me, nelle regioni tersissime del mio amore. Non
hai che da lasciarti guidare docilmente da Me, con umiltà e semplicità,
fidandoti ciecamente di Me.
Coraggio!
Il tuo Angelo Custode raccoglie tutto e lo serba per il Paradiso. Non un
piccolo dolore, non una breve fatica passa inosservata; tutto è controllato
dall'onnipotente e sapiente tuo Dio.
Adesso,
perché siete in prova, devo alternare croci e gioie; ora il velo del mistero
non vi lascia capire la rete stesa dal mio amore operante. In Paradiso poi, e
per tutta l'eternità, si succederanno scene sublimi, gioie indescrivibili.
Sta
buona, soffri con pazienza, vinciti in tutto, affinché non abbia argine in te
il mio amore su questa terra e nell'eternità.
Ricorri
alla Madonna. Essa ti insegnerà il modo di spiritualizzare la tua esistenza.
Il suo compito è appunto questo: istradare i figli e le figlie nel sentiero
della Vita eterna, vigilando su ogni loro passo.
Affidati
a Lei e non mancherai di ricavarne frutto grandissimo».
«Faccio
sentire sempre più forte, nel tuo animo, il bisogno dell'annientamento del
tuo orgoglio, il grande bisogno di unione con Me, appartandoti da tutto quanto
esiste attorno a te.
Come
un grande vuoto deve formarsi attorno a te; non più nulla fra Me e te... A Me
piace essere il solo, sapere di essere l'Unico per te.
Non
hai che da imitarmi. In Cielo non potevo essere umile; allora mi sono fatto
come voi, affinché la mia Maestà, per il solo fatto di essere Uomo, scendesse
all'infimo grado.
Ma
non mi arrestai a questo: volli ancora scendere l'infimo gradino della vostra
umanità, ove nessuno di voi è mai sceso onestamente, cioè senza peccato.
Tutti
quelli che vogliono imitarmi, devono prendere la via dell'annientamento della
propria superbia. Non trovi un Santo che non abbia amato l'annientamento, anzi,
che non l'abbia amato con trasporto.
Il
vero annientamento consiste nello spogliamento totale da tutto quello che ti
preoccupa, da quello che tu brami avidamente. Sta nella vittoria sull'io
individualistico, per non agire che per Me, non pensare che a Me, non amare che
Me e quanto Io amo.
Per
annientarsi bisogna soffrire e, in certo senso, bisogna morire... Due cose che
tu poco gradisci.
Le
ho gradite e le gradisco però lo assai, e le anime che scelgo per questa vita
sono oggetto del mio speciale amore.
Quando
Io sento un'attrattiva d'amore per un'anima, per cui vorrei, nonostante i suoi
difetti, ricolmarla di affetto e di doni preziosi, allora cerco di annientare il
suo orgoglio. Demolisco il suo io, affinché in seguito, a titolo di giustizia,
Io abbia tutta la libertà di premiarla e di sovrabbondare su di essa in grazia
di predilezione.
Il
vederla come Me un giorno, ridotta quasi a verme dimenticato e calpestato, mi
accende ancora di amore per essa, tanto mi commuove questo stato di abiezione.
L'anima che si vede come il verme più nascosto della terra verrà da Me cercata
ed esaltata nel mio Cuore.
Pregami
affinché tu conosca il valore dell'annientamento estremo. Se giungerai a
fartene un programma, avrai ottenuto l'autocontrollo non solo nel piccolo
mondo di te stessa, ma nelle relazioni con l'universo intero. Allora si formerà
in modo duraturo il mio Regno in te e Io ne sarò l'assoluto padrone: tu godrai
la vera pace, che durerà inalterabile.
Ma
bisogna proprio che tu muoia a te stessa e diventi lo spietato carnefice della
tua superbia.
Se
tu riuscissi ad odiare santamente te stessa, avresti assicurata la tua
riuscita e la tua felicità eterna e celeste.
Io
passavo spesso le notti nella preghiera, attorniato dal buio e dal silenzio. Così
tu, nelle tenebre del tuo annientamento e nell'oblio di quanto le creature
hanno di effimero, proverai come effetto la vera unione con Me. Ti renderò completamente
felice.
Questa
è la vita cui ti ho destinata: in essa mi troverai sempre e non su altre
strade. La mia Sapienza non è la vostra e lo trovo guadagno in quello che a voi
ora sembra perdita.
Devo
per forza annientarti se voglio farti rinascere a vita più soprannaturale. A te
sembra impossibile la morte del tuo io: invece è meno doloroso che tentare di
mantenerlo vivo.
Quello
che costa è l'ucciderlo in fretta, è la forza dei primi colpi. Concentrati
in questa verità: disprezzare te stessa e amare Me solo. Sottostare umilmente a
quanto di spregevole ti possa venire dalle creature, senza lamentarti mai,
senza stupirti né scuoterne il giogo. Le creature possono abusare di te, ma tu
mai abuserai di esse.
Gli
onori, le preferenze, i particolarismi non sono più per te: non desiderarli
mai, perché li ho banditi dalla strada della tua santificazione.
Ma
per ottenere questa indifferenza santa verso tutte le creature, bisogna che ti
sforzi di avere lo spirito di sano annientamento.
Se
tu credi, ad esempio, di non meritare l'affetto, allora non ti stupirai se ti
viene negato; non lo desidererai, né ti sforzerai di ottenerlo. Figurati che
in questo mondo non vi siamo che noi due. Come puoi amare e cercare l'affetto e
la stima di chi per te più non esiste?
Il
distacco da te e l'amore all'annientamento devono essere il punto sul quale
deve far perno la tua santità. Tu ameresti l'esaltazione, il dominio, le
occupazioni rumorose; Io invece ti voglio nascosta, annientata, dimentica di
tutte le vanità, in unione continua con Me.
Voglio
il tuo amore come di bimba ignara del male, e con nessun altro amore e desiderio
che il mio. Solo allora, morta a tutti gli altri affetti e pensieri, libera da
tutto il creato, potrai formare un cielo, limpidissimo di purità
d'intenzione, nel tuo Gesù.
È
una strada che parte irta di spine e sembra impraticabile, piena di spaventi e
di pericoli. Viceversa, a chi coraggiosamente vi si inoltra, procura sorprese
e dolcezze ineffabili.
E
quando uno si è ben incamminato, anela di correre, correre, per scoprire
nuova scienza mistica di grazie infinite e salutari.
È
un frutto brutto ma buono, l'annientamento; costa fatica in un primo tempo,
poi innamora l'anima e le dona ebrezze divine.
Frequenta
anche tu questa palestra, questa pista dei Santi; godrai tutte le
soddisfazioni che porta il sacrificio e la libertà di spirito.
Sapendo
che per la strada dell'annientamento lo trovo poche anime, ad esse porto i
miei favori, le mie grazie speciali, e le distribuisco loro su un vassoio
splendido, ricco simbolo di doni moltiplicati, sovrapposti.
Queste
anime sono la mia oasi nei momenti di sconforto, quando vedo il mondo ripieno di
peccatori gaudenti.
Nel
trovarmi con i pochi votati all'annientamento, il mio cuore trabocca di gioia e
non si sazia di rimirarli con infinita tenerezza.
Innamorati
anche tu di questo ideale della croce, e saprai dire se esagero o no.
Più
avanzerai nell'annientamento del tuo vanitoso io, e più diverrai perfetta
nell'amore, perché l'amore per Me, quando non trova più impedimenti, non ha più
ritegni. Da fiamma esso diventa incendio, si dilata ed è contento di bruciare
tutto quello che trova di ingombrante.
Ma
bisogna proprio che tu ti rinneghi in tutto, bisogna che tu muoia moralmente,
annientando il tuo io. Devi come incatenarlo in una prigione, facendolo morire
giorno per giorno di inedia.
Schiacciala
la superbia, questo tuo nemico, che attenta alla tua vita spirituale, odiala e
disprezzala. Finché la ascolti, la accarezzi, le dai retta e la difendi, ti sarà
occasione diretta o indiretta di molti peccati.
Il
tuo compito d'ora in poi sia questo: cercare di scomparire, sia ai tuoi occhi,
sia a quelli del prossimo. Devi, fino alla morte, sprofondare nell'annientamento
interno ed esterno, per poter elevarti alle più alte vette dell'amore.
L'abbassamento
eleva. Il bruco si chiude in sé facendosi il bozzolo, poi si trasforma in
farfalla e vola ove gli piace. Chiuditi nel tuo nulla con l'annientamento e ti
spunteranno le ali del puro amore.
Opererò
meraviglie nell'anima tua a misura che tu morirai a te stessa. Voglio
stritolato questo tuo povero "io" , per immolarlo a Me, a vantaggio
della tua santificazione. Il vantaggio sarà evidentemente più tuo che mio.
Rendimi
felice col tuo annientamento morale, che vale più che la morte, perché costa
di più e mi rende padrone assoluto di tutto il tuo cuore.
L'annientamento
è per te l'opposto dei tuoi troppo umani desideri e inclinazioni e ti gioverà,
pur essendo doloroso come un lungo martirio.
Ama
molto la mia e tua Madre Santissima. Ella ti insegnerà come si fa ad
annientarsi. Ti ripeto che sono contento che le anime passino volentieri da Lei
per consiglio e aiuto.
«La
carità è la regina delle virtù. Il fuoco che son venuto ad accendere in terra
è la carità e di essa voglio riempire tutte le anime, specialmente quelle a
Me consacrate.
Io
sono l'amore per eccellenza, e per l'amore sono formate tutte le mie creature.
In esse quel che non nasce dall'amore e ad esso non torna, è falso e
adulterato, e Io non lo approvo.
Se
vuoi crescere nelle mie compiacenze, devi perfezionarti nella carità verso il
prossimo. Devi vedere in esso l'opera e l'immagine di Dio, perciò devi amarlo
e compiacerlo; compatirlo sempre.
La
carità fraterna è la virtù da Me prediletta, quella che intenerisce il mio
Cuore e lo rende impotente a negare qualsiasi grazia alla persona
caritatevole.
Ricordi
l'Apostolo prediletto? Era il puro, ma si distinse in seguito ancor più per
l'ardore della carità verso il prossimo, perché la scoprì nel mio Cuore.
Vide il mio desiderio: che amasse il prossimo proprio per amore mio, per farmi
cosa gradita e per imitarmi.
La
carità è sempre stata la passione predominante del mio Cuore Divino; e fino a
che, o anima, non arderai di questo fuoco, non potrai chiamarti mia discepola.
Attendi
dunque alla scrupolosa osservanza di questa virtù.
Imitami
nell'umiltà cordiale che eleva le anime e le porta ad amarmi, poiché la virtù
delle creature porta al Creatore. Nel vedere una persona affabile, caritatevole,
uno naturalmente pensa che se tanto è buona costei, quanto più buono sarà
Iddio, che di tutto è la suprema bontà e perfezione.
E
così si ottiene un duplice effetto: attira a sé ed eleva a Me. La tua condotta
faccia risplendere le tue virtù interne, affinché da te il tuo prossimo possa
essere invogliato ad amarmi e servirmi con amore e fedeltà.
Fattene
un impegno speciale. Fallo per amor mio, e attirerai anime, anche tacitamente
e senza mostrar pretese di voler ammaestrare.
Oh,
la potenza del buon esempio! esso trascina irresistibilmente e porta frutti
copiosi, più che molti discorsi ben studiati.
Non
fai che il tuo dovere e guadagni anime, e perfezioni anime senza neppure
accorgertene. Me ne accorgo però Io e ti ricompenserò come se fosse tutto tuo
il bene che, con il tuo esempio, hai provocato.
Amala
questa virtù, perché Io l'ho amata al punto di farne una legge severa per Me
e per voi, necessaria alla vita spirituale presente e alla vita eterna.
Ascolta
i battiti del mio Cuore, che sono tutti di perfetta carità; lì apprenderai
anche il modo di praticarla seriamente. Quello che non ti costa, non ti vale
niente. A Me la carità è costata il sangue e la vita. Se lo sono molto buono
con voi, da farmi vostro cibo, anche tu devi essere molto buona con tutti i tuoi
prossimi.
La
carità, per essere di buona lega, bisogna che sia universale e che sia
vissuta unicamente per amor mio; occorre che sia fatta cordialmente, con umiltà
e pazienza.
Puoi
tu immaginare come fossero dapprima ignoranti, rozzi e infantili i miei
Apostoli? Ebbene lo, Sapienza eterna, ebbi pazienza e tolleranza verso di
loro.
Impara
da Me a essere umile e mansueta. Se sei buona e umile di cuore, imparerai anche
tu a sopportare qualunque miseria e qualunque difetto del prossimo.
Vedendo
in tutte le creature l'immagine e l'opera di Dio, anche se deturpata, ti riuscirà
assai facile. Un parente disgraziato e persin deforme lo si ama ugualmente,
anche per sentimento di delicatezza.
So
che ti costa l'essere umile e dolce; fallo per amor mio. Se mi ami
profondamente, ti riuscirà facile l'esecuzione del mio secondo comandamento,
così simile e unito al primo.
Sta
bene attenta a non lasciarti sfuggire nessuna parola contro la carità. Questa
mancanza ti tiene indietro dall'amore per Me e ne rimango assai scontento.
Devi
stare più attenta. Non sempre sono parole che ti sfuggono inconsciamente;
spesso vi è un po' di malizia ed è quello che mi rende meno generoso con te.
Ancora hai qualche motto mordace, anche se sotto forma di scherzo, ma che rivela
poca umiltà e carità. Quanti argini metti alla corrente impetuosa di grazie e
di amore che vorrei versare su di te!
Se
tu facessi silenzio, questo non succederebbe. Sei ancora troppo impulsiva,
troppo impetuosa.
Non
senti il rimorso che ti metto in cuore quando manchi?
Ti
voglio più benigna verso i tuoi fratelli e le tue sorelle. Devi essere più
affabile e mite, altrimenti la tua qualità di anima mia Sposa si oscura,
essendo tu troppo dissimile da Me.
Io
sono dolce e umile di cuore, e con queste doti mi attiro l'affetto delle mie
creature, piccole e grandi. Con queste qualità si fa un bene immenso.
È
la tua alterigia che ti rende poco arrendevole e amabile. Tu dimentichi che
sono misericordioso, tollero e amo anche gli imperfetti, perché conosco il
loro carattere e compatisco le loro mancanze impreviste.
Io
amo il giusto e il peccatore, partecipo la mia grazia ai piccoli e ai grandi,
faccio risplendere la mia Sapienza nei cuori dei dotti e nelle anime semplici,
senza cultura.
Sii
molto buona con tutti; tratta tutti molto bene; tollera, pazienta, non irritare.
Povere
creature..., se il vostro Dio non esercitasse la pazienza con voi! Da quanto
tempo il mondo sarebbe distrutto! Ciò è per insegnarti il modo di trattare il
prossimo in tutte le circostanze, liete o tristi.
Non
tutti gli zeli sono buoni e caritatevoli; bisogna moderarsi con discrezione e
umiltà, ragionando al lume della carità. Se tu fossi in luogo di certe
persone, forse faresti peggio o almeno come loro.
Anche
i miei Apostoli avevano il tuo spirito, quando volevano far scendere il fuoco
sui paesi ribelli alla predicazione. Ma come si son poi comportati durante la
mia Passione? Che cosa si sarebbero meritato? Che castigo ho dato loro? Trovi
forse nel Vangelo il più piccolo rimprovero?
Capisci
la bontà immensa del tuo Sposo divino? Capisci la tua ormai intollerabile
condotta, tanto dissimile dalla mia?
Sii
semplice come un bambino in fasce. Lo sarai pensando bene di tutti e credendo
a tutti, quando ti parlano seriamente. Serba un contegno rispettoso e mite,
che dimostri che tu ti vedi inferiore a tutti.
Parla
sempre bene di tutti; compatisci sempre. Scusa sempre e ti farai santa da
altare. I tuoi difetti e i tuoi peccati saranno cancellati dalla carità!
L'ho
detto che avrei considerato come fatto a Me, quello che voi fate per il vostro
prossimo.
Sii
dunque molto indulgente con tutte le persone, specialmente le più vicine.
Compatiscile fino all'eroismo e Io farò così anche con te, sempre.
Se
vuoi essere la beniamina del mio Cuore, osserva eroicamente il precetto
dell'amore del prossimo. La dolcezza esercitata da un'anima verso il prossimo
mi intenerisce al punto che sopporto poi da essa tutto le sue fragilità.
Io,
dall'alto dei Cieli e dal Tabernacolo, sorrido alle anime umili e mansuete.
Sempre vado cercando per esse nel mio Cuore nuovi tesori di grazia, per farle
contente e felici nel loro stato di annientamento volontario.
Soffri
con calma le tentazioni contro la carità, ricordando che tutte le virtù hanno
il loro particolare combattimento, affinché la virtù stessa si purifichi e
si fortifichi.
Non
lasciarti abbattere dai tuoi impeti di sdegno. Fatti coraggio! con la mia
grazia supererai tutto e non ti dividerai più da Me volontariamente. Sei mia
proprietà, voluta e accettata.
Chiedi
alla Madonna, che è tutta carità, il vero amore per il tuo prossimo, per tutte
le anime».
Questi due ultimi capitoli riguardano in particolare le anime che seguono la piccolissima via d'amore, già seguita e indicata al mondo dalla Clarissa Cappuccina suor Consolata Betrone.
«L'infanzia
spirituale, tu lo sai, consiste nei tre obblighi delle anime piccolissime:
l'atto incessante di amore, la carità col sorriso e la obbedienza alla mia
Divina Volontà col ringraziamento.
Il
programma delle Piccolissime è breve, limpido, abbraccia e comprende tutta la
perfezione, senza né aggravare la mente, né compromettere le forze fisiche. È
un lavoro pieno di gravità e fecondo di santità.
L'amore
non è mai sazio, perché appena ricevuto un segno d'affetto, ne desidera e ne
aspetta subito un altro.
Se
vuoi essermi gradita, non lasciare un momento solo il tuo atto d'amore per Me,
per la degnissima mia Madre e per la salvezza dei peccatori.
Prontezza
e semplicità, abbandono e amore sono le qualità di un terreno che sta per
divenire fertile, e un giorno fecondo di grandi frutti. Mettiti anche tu in
queste condizioni, proprio adatte alle Piccolissime.
Tu
non sei ancora spiritualmente piccolissima; devi ancora spogliarti di tanta
umanità contraria al loro stile di vita. Lavora a demolire la tua superbia, a
frenare la lingua, a chiudere, volontariamente gli occhi, quando è possibile,
al mondo visibile, onde elevarti su su, verso il Cielo.
Sei
entrata nella via regale dell'amore, in cui non può entrare il Demonio, perché
lui odia l'amore.
Continua
l'impegno che ti sei assunto, con fedeltà e perseveranza. La tua vita
spirituale verrà proprio interamente semplificata.
Sforzati
dal canto tuo di amarmi, dicendomelo continuamente con "la lode
incessante d'amore", e sarà balsamo al mio Cuore.
Vuoi
sapere come si concilia l'atto incessante d'amore delle Piccolissime con il
lavoro, che richiede attenzione, sacrificio e rinunce? Il silenzio naturale
dei piccolissimi di età, l'impotenza loro ad agire, a fare e disporre per sé e
per gli altri, si può risolvere in voi con la rinuncia ad una orgogliosa
autonomia, fidandoci di Dio e lasciando libero il vostro cuore di amarlo con
tutte le forze.
Rinunciando
così a far di testa vostra, a parlare cioè, ad agire e disporre come se tutto
dipendesse non da Dio ma da voi, ecco che verrete ad essere per virtù e per
grazia ciò che per i piccoli di età è conseguenza di naturale incapacità.
Va
avanti nella nuova via intrapresa: è proprio adatta per te. Io godo molto del
tuo incessante "Gesù, Maria vi amo, salvate anime!", perché è la
"laus perennis" infantile, simile a quella che fanno i Serafini con
il loro Sanctus paradisiaco.
Questo
atto di amore, che tu non vorresti interrompere mai, è per Me come una continua
e insieme improvvisata accademia, fatta in mio onore. Voi fate così vibrare
le due cor-
de
più sensibili del mio Cuore: l'amore per Me e la Madre nostra e l'amore per le
anime.
Come
i miei Serafini non si stancano di ripetere il loro canto, così voi non dovete
stancavi della vostra invocazione. Nemmeno Io mi stanco né di voi, né di loro
anzi, ma mi riesce una lode sempre nuova e cara.
Incomincia
proprio una vera vita santamente infantile, profondamente spirituale. Lavora
su te stessa, il tempo passa e più non ritorna. Non stancarti nell'esercizio
delle virtù.
Guai,
se rallenti un pochino, troverai poi ancora più difficile e faticoso il
proseguire. Cammina volentieri, accompagnata dall'incoraggiante armonia della
lode incessante d'amore. Sia essa il tuo programma. Con essa puoi star sicura
di far contento il tuo Gesù.
Hai
la strada tracciata; non ti manca niente, soltanto la volontà di percorrerla,
costante e risoluta. Fa punto fermo al tuo amor proprio, alle tue puerili ansietà,
ai tuoi timori infondati.
Perditi
nella "laus perennis", e persisti tenacemente. Il risultato è tutto a
favore tuo, perché otterrai più con essa, che non con qualunque altra energica
risoluzione.
Il
mio nome e quello della Madre mia Santissima sarà balsamo alla tua mente; e
l'eroica invocazione per la salvezza delle anime rende il tuo cuore pronto e
generoso.
Tu
mi trovi nell'incessante atto d'amore, a cui dò le mie divine qualità. Esso
infatti seda subito le tempeste del tuo animo, riempie di affetto il tuo
cuore, ti dà forza nelle occasioni, in una parola ti aiuta a farti santa.
Vuoi perdere tutti questi divini benefici?...
Se
vuoi liberarti dalle insidie dell'amor proprio, soffocalo con la lode
incessante d'amore. Ciò ti gioverà assai più che combatterlo direttamente.
Le
vere Piccolissime della "laus perennis" sono umili, semplici e si
lasciano condurre. Non dicono mai di no, non fanno mai le offese, le testarde;
vivono tranquille e fiduciose nel loro Gesù, nella falange delle anime
privilegiate in cui sono state attirate.
Distàccati
da quanto sa di umano e transitorio; stammi sempre attorno, consolami con
l'incessante atto d'amore, fervente e amoroso. Esso è nascosto alle creature
ma, come dardo infuocato, viene di continuo a toccare deliziosamente il mio
Divin Cuore e quello della Madre Celeste.
La
cosa, come vedi, è semplicissima. E così tutte le tue apprensioni e desideri,
che dal pensiero si comunicano ai sentimenti, scompaiono. L'atto incessante
d'amore, occupando mente e cuore, ti impedisce il turbamento, mentre dà morte
completa al tuo voler essere autonoma. Esso equivale all'indifferenza
virtuosa, per cui tu rinneghi te stessa per il tuo Dio, il tuo prossimo, per la
tua stessa salvezza. Diventi come un corpo quando è addormentato
dall'anestesia. Sotto i ferri del chirurgo si lascia tagliare a piacimento
durante l'operazione.
Questo
letargo mistico è la "laus perennis", dove il Divin Chirurgo fa
tutto quanto è necessario per la santificazione delle anime sottoposte alle
sue divine operazioni, ai suoi tagli provvidenziali e amorosi.
Questo
atto incessante d'amore deve assorbire talmente, da non esservi più posto per
altro; deve estinguere ogni smodato desiderio, ogni puerile soddisfazione. Per
l'atto incessante d'amore Io ho promesso non solo le mie compiacenze, ma
ancora il mio premio.
Se
tu, in qualunque circostanza, ti lasci assorbire da esso, otterrai forza,
pazienza e gioia. Se vuoi consolazioni durature e intime, non interrompere
l'incessante atto d'amore!
Tale
lode è l'incenso offerto dalle mie Piccolissime; è la manna che si adatta a
tutti i gusti, che ha tutti i sapori desiderabili.
Più
amore avrai per Me e più corrisponderò col mio, che è infinito. Se vuoi, puoi
divenire così accesa d'amore, da non poterlo più sopportare.
Più
ti vedo assidua e attenta alla "lode incessante", più ti investirò
del mio Spirito, del mio amore... Io Mi sono obbligato a fare di voi il mio più
sensibile amore. Manterrò sempre la mia divina parola.
Fortunata
l'anima Piccolissima! Essa acquista sul mio Cuore dei diritti incancellabili e
resta unita al mio Cuore con vincoli di perpetua figliolanza divina.
Deve
crescere questa falange eletta. Un giorno non lontano si farà esercito.
«Se
proprio mi ami sopra ogni cosa, e vuoi diventare l'intima mia confidente,
vendi, sacrifica tutta te stessa per le anime. Avrai un premio anche tu per
ogni anima che mi aiuti a salvare...
Io,
vedi, non ho altro impegno e, finché nel mondo vi sarà una creatura da
salvare, le mie premure saranno tutte per essa. Pregami per le anime: fanno
parte di Me stesso e sono mia laboriosa proprietà.
Come
una mamma non è tranquilla se non quando ha tutti i figli raccolti attorno a sé,
così il vostro Creatore e Padre non è pienamente felice se qualcuno dei suoi
figli si allontana dalla sua presenza.
Per
questo suscito anime generose ad aiutarmi a salvarne tante, con le loro
preghiere e i loro sacrifici. Tu pensi poco a quello che ho sofferto per le
anime: sei come i bambini che tutto hanno ricevuto dai loro genitori, e non
considerano mai le fatiche ch'essi hanno sostenuto per loro.
Pensaci
seriamente. Le anime che meditano e vivono profondamente la mia Passione
dolorosissima, riescono a salire al grado più sublime dell'amore per Me e per
le anime da Me redente.
Per
appagare l'ardente mia sete di anime, devi ardere anche tu di questa sete,
bruciare di questo fuoco, sentire questa passione per la loro salvezza eterna
fino all'eroismo.
Finché
questa febbre non si impossesserà di te in modo permanente, sarai come una
pianta che vegeta, ma non dà frutti. Le sole foglie non bastano al mio amore:
Io cerco frutti per saziarmi.
Andiamo
in giro assieme a cercare queste anime che ignorano quello che ho sofferto per
loro. Chiedimi insistentemente la passione per la loro salvezza. Essa ti
risveglierà e ti incoraggerà, ti farà finalmente uscire dalla grettezza del
tuo egoismo e del tuo amor proprio.
Non
vedi quante anime vanno alla perdizione come andassero a un lussuoso
banchetto? Rimangono proprio come istupidite dai vizi. Non possono più
ragionare perché, in certo qual modo, sono ipnotizzate dal Demonio e non si
sentono di reagire.
Voi
non potete comprendere il mio dolore nel vederle perdersi così; sembra che
una parte di Me stesso si strappi violentemente da Me. È il mio Sangue sparso
per loro, che vedo sprecarsi, ridursi all'impotenza.
Non
rimanere indifferente a tanti oltraggi che ricevo, alle amarezze che provo, alle
possibilità di dannazione eterna a cui tante anime si espongono.
Amami
nelle anime e soffri volentieri per esse. La consolazione l'avrai a suo tempo,
quando capirai l'effetto meraviglioso delle tue sofferenze e delle tue
preghiere. Per ora accontentati di non veder niente e di non sentir niente.
Come
il lavoro della mia grazia spesso è profondamente nascosto, così la
consolazione e la certezza di operare il bene stanno in voi sepolte sotto un
cumulo di sofferenze.
Fammi
questo piacere: guadagnami anime anche tu e non mi lascerò vincere in generosità!
Sii perseverante nei doveri delle anime Piccolissime.
Se
tu mi preghi con ardore, non potrai fare a meno di accontentarmi in questa mia
ansia insuperabile.
Vedi,
gli uomini aizzati e guidati da Satana si studiano di disfare quanto Io compio;
ci vogliono molte preghiere per immobilizzare la forza umana depravata. Soltanto
con dighe spirituali si può far argine ai torrenti di questa acqua devastatrice
che si rovescia terribilmente.
Per
un Dio buono all'estremo, generoso all'infinito, che ha dato tutto per l'uomo e,
in contraccambio, riceve ogni sorta di mostruosità, non è una delusione
dolorosa? Ecco perché Io, Figlio di Dio e fratello vostro, cerco un debole
compenso nell'amore di anime semplici. Mi contento del poco che potete darmi,
mi compiaccio dei vostri incessanti atti d'amore; anche del tuo, anima
carissima, benché ancora così misero e non certo incessante.
Amami
e mortificati per il bene delle anime. Per esse ho una passione irresistibile e
con la mia Umanità vorrei morire ancora mille volte, per ritornare alla mia
Divinità quel trono che mi ero scelto in ogni anima alla loro creazione, e che
il peccato mi ha tolto.
Perché
non amarle anche tu e quindi soffrire per esse, onde riabilitarmene tante?
"Salvate anime!": è la missione specialissima delle Piccolissime.
Le
vostre invocazioni, nell'atto incessante d'amore, hanno un duplice scopo: per
voi, col dirmi che mi amate; per i peccatori, domandandomi la conversione.
Potrei salvare le anime anche senza esserne pregato, ma la vostra insistenza mi
sprona maggiormente.
Sempre,
sempre devi cercare di elevarti in questa infuocata invocazione, tanto gradita
al mio Cuore e a quello della mia Madre. Amami, chiedimi anime, appaga i miei
ardenti desideri. Da voi Piccolissime mi contento di poco, che poi risulterà
molto.
Amami
sempre, ossia continuamente. Riscalda il tuo cuore con la lode incessante
d'amore. Desidera di soffrire qualcosa per le anime, così la tua preghiera
sarà più efficace. Immolati per esse, privandoti non certo della vita, ma
accettando tanti strappi, tante rinunce, che alla tua natura qualche volta
costano assai.
La
"lode incessante d'amore" è stata mia invenzione, un ritrovato
potente per lenire il mio Cuore oltraggiato, specialmente dai molti figli
lontani, i cosiddetti "senza Dio".
Questa
setta supera in malizia tutte le passate perché, guidata da Lucifero,
vorrebbe annullare la mia essenza divina. La vostra protesta di continuo amore,
unita alla domanda di salvare anime, va incontro ai due infiniti desideri del
mio Cuore. I due comandamenti, dell'amor di Dio e del prossimo, sono in essa
sublimemente racchiusi.
E
sono sufficienti a formare i santi: i piccolissimi santi che sembrano non avere
la forza per la lotta esteriore contro il male, ma che possono con fervore
balbettare la lode perfetta.
Se
tu sapessi come mi compiaccio di essa! È un'arpa melodiosa che, a somiglianza
di quella del Re Davide, ha la potenza di placare la mia irritazione contro il
peccatore e mi induce ad usare la più perfetta giustizia che è la mia infinita
Misericordia.
L'assiduo
esercizio di questi atti incessanti d'amore può darmi un compenso all'affronto
che ricevo dall'uomo quando egli commette il peccato. Sono Io stesso che
comunico tanta divina efficacia, perché molto mi compiaccio di questa lode
incessante, di questa continua protesta di amore.
Il
chiedermi la salvezza delle anime, per le quali ho sofferto tanto, è il vero
segno d'amore! È segno che capite il palpito del mio Cuore e lo scopo delle
atroci sofferenze che liberamente ho subito per salvarle. È la delicatezza più
sentita, affinché il mio Sangue non sia versato invano.
Con
la lode incessante d'amore, se si estendesse in tutto il mondo, opererei
miracoli di conversioni. Saranno frutti nascosti ma fecondi, per significare
la mia riconoscenza e il mio compiacimento. Se tu conoscessi il pregio dell'atto
incessante d'amore, non desisteresti un momento dal donarmelo.
Più
anime mi conquisterai e più saranno a tuo conto sul libro della vita. Con il
silenzio e con questa lode incessante dissodi, semini nelle anime le grazie che
le porteranno a salvezza, e poi le bagni col sudore dei tuoi sacrifici. Vai
preparando così l'avvento del mio regno d'amore in tutte le anime, su tutta
la terra.
Ricorri
con fiducia alla mia e tua Santissima Madre. Essa, la più umile, partecipa
per mio volere e per il vostro bene, della mia onnipotenza e della mia
onniveggenza.
Sforzati
di diventare sempre più piccola; avrai i migliori favori da tua Madre, Maria
Santissima, e dal tuo Gesù».
Rev.mo
Padre,
non
finirò mai di benedirla per essere stato un docile strumento nelle mani di
Dio per la pubblicazione dei libriccini «Onda d'Amore» e «Il Cuore di Gesù
al mondo»!
Sono
diventati miei libri spirituali e il buon Gesù, ogni volta che li prendo e mi
sprofondo nella lettura, gustando quegli insegnamenti, mi riveste di infinite
grazie: lode e gloria al Suo santo Nome!
Sento
forte nel mio cuore il desiderio di far parte della schiera delle Piccolissime;
mi sforzo ogni giorno di più di offrire a Gesù l'atto di amore sempre più
frequentemente; Gli chiedo umilmente, ma col più vivo dei desideri di renderlo
incessante, proprio come Lui desidera, perché sento che vuole da me molto di più
di quello che attualmente Gli dono.
Io
confido in Lui, totalmente; lo amo, lo riconosco per il Padrone buono della mia
vita: è il Padre misericordioso che tutto mi ha perdonato e che mi dona senza
misura il suo Amore. Ogni volta che penso all'amore di Gesù per me, per
ognuno di noi, non posso fare a meno di piangere: un pianto che ora, dopo di
essere stato di profondo pentimento, è di estrema gioia, è di esultanza.
Grazie, Gesù!
Ed
è proprio per questa pace che ho nel cuore, per questa gioia che trapela sul
mio volto (molte persone mi chiedono cosa mi sia accaduto: «Sei diversa - mi
dicono - quasi più bella, più giovane. Ma come fai ad essere sempre così allegra?...»
ed io rivelo il mio segreto rispondendo: «Ho incontrato Gesù!»), che ancora
una volta le chiedo alcune copie dei libri per poterli donare a fratelli che
dubitano della presenza reale di Gesù in noi, di Gesù fra noi, affinché
anch'essi, per mezzo delle sue Parole donate per sua Grazia ad anime
predilette, possano fare in pienezza la stessa nostra esperienza e proclamare
che Gesù è il Signore! Alleluia!
Don
Renzo, credo di aver capito che esiste un volume riguardante la biografia (o
autobiografia) di suor Consolata. E possibile averlo? Grazie.
Le
chiedo devotamente di pregare per me e tutti i miei cari. La ricorderò sempre
nelle mie preghiere. Nuovamente la benedico.
Sua
sorella in Gesù
Seravezza,
11 novembre 1993 L. S.
Mio
caro Giovanni,
non
mi meraviglio se un giovane di venticinque anni e ormai prossimo alla laurea
in medicina, se un tipo allegro e dinamico come te, si senta chiamato su
questa «piccolissima via».
Non
temere: non regredirai psichicamente accogliendo questo grande dono di Dio! Con
buona pace degli atei e di alcuni teologi, Dio 8 ancor libero di scegliere tra
ricchi e poveri, fra giovani e anziani, fra innocenti e peccatori e portare
avanti con chi vuole i suoi adorabili progetti.
Mi
chiedi nella tua ultima lettera se ti occorre frequentare una specie di scuola
guida, una scuola di alpinismo spirituale... Sta sereno: hai davanti un
cammino impegnativo ma non
complicato,
lungo il quale i bambini possono superare noi grandi.
Presupposti
per incominciare:
-
convinciti che di tuo vali un bel nulla. Ciò che di buono sei e possiedi,
quanto di bello puoi e devi fare è dono di Dio: Egli te lo può accrescere o
togliere anche d'improvviso;
-
è buon segno che tu senta forte questo «bisogno di Dio» che ormai ti si
rivela più necessario dell'acqua e dell'ossigeno; - accogli con riconoscenza il
desiderio infinito che Dio ha di fare comunione con te, miserabile qual sei, e
di voler vivere in te oggi ed eternamente;
-
appoggiati con sicurezza sulla potenza di Dio che con il dito mignolo sa muovere
tutto l'Universo. Il Signore vuole donare pace e pazienza per trasformare la tua
vita in un canto d'amore. Credi che anche tu sei una piccola ma insostituibile
voce nell'immenso coro dell'Universo?
Primi
passi:
-
nei momenti in cui vuoi essere «solo», lasciati avvolgere dalla presenza
densa del Dio Vivente. Di questi momenti preziosi, pur brevissimi, ne puoi
trovare molti, anche in mezzo alla gente,. mentre viaggi sulla metro o in
macchina, in casa tua o seduto sull'erba di un prato, o meglio ancora inginocchiato
su una panca in chiesa;
-
taci e adora: in questa comunione personale con Gesù, vedrai crescere non un
senso di isolamento dalla realtà, ma una comunione dinamica con gli altri, con
il mondo intero;
-
ripeti, ma lentamente e con il cuore, e molte, molte volte senza però fermarti
ingenuamente a contarle, una invocazione brevissima. Te ne do qualche esempio:
«Mio Dio, ti amo!»; «Gesù, confido in Te!»; «Vieni, o Spirito Santo!»; «Cara
Madonna, tienimi per mano»; «Gesù, abbi pietà di me peccatore!»; «Signore,
che nessuno vada perduto!». Oppure come ti sgorgano dal cuore;
-
quasi istintivamente ti verrà la voglia di dare la preferenza all'atto di
amore come fu suggerito da Gesù a suor Consolata Betrone: «Gesù, Maria, vi
amo, salvate anime!»;
-
dopo che tu, all'inizio, ti sarai impegnato a ripeterlo con amore e calma e
parecchie volte di seguito, vedrai prendere in te il sopravvento la voce dello
Spirito Santo: te lo farà lui stesso sgorgare dall'anima.
Si
avvierà così un colloquio filiale e piacevole con il tuo Dio. Tenendo saldi i
piedi per terra, cioè badando ai tuoi impegni concreti di ogni giorno, ti
accorgerai di respirare a pieni polmoni aria di Cielo.
Occorre
una verifica. Se hai preso la strada giusta:
-
ti accorgi che questo «cuore a cuore» con Gesù e con la Madonna per la
salvezza di tutti, cioè questo atto di amore continuo e profondo, non ti crea
tensione ma pace, benessere e voglia di vivere;
-
il sentirti inserito nella Famiglia stessa di Dio, alla quale appartieni fin dal
giorno del tuo Battesimo, non ti estranea nell'intimismo, ma ti rende più
servizievole al tuo prossimo;
-
questo raccoglierti silenzioso in un continuo atto di amore non può servirti da
alibi per ridurre o scansare i tuoi doveri; anzi ti diventa stimólo ed aiuto a
portare le tue piccole o grosse croci e responsabilità.
Vorrei
raccomandarti infine, mio caro G., di non aver premura di vederti un «realizzato»,
ormai un campione su questa piccolissima via. È via ripida e stretta, e guai
a chi vuol correre troppo... Essa tende alla semplificazione totale della nostra
vita solitamente piuttosto complicata. Ha come mèta il godimento completo ed
eterno di Dio che ci comunica la sua stessa Vita. Ma solo in Paradiso noi
potremo realizzare questo sogno, lo scopo fondamentale per cui Dio ci ha creati.
Siccome
siamo ancora «di qua», accontentati anche tu di ricominciare sempre da capo,
senza mai scoraggiarti. La Madonna ti sarà Mamma e Maestra.
Con
un «Gesù, Maria vi amo, salvate anime!» caldo di fede e di amicizia fraterna,
ti abbraccio e benedico. Tuo
Melegnano,
2 dicembre 1988.
Don
RENZO
Fratelli
e sorelle carissime,
dopo
anni di attesa e di silenzio, stanno realizzandosi le promesse fatte da Gesù a
suor Consolata Betrone:
Consolata,
un giorno il Demonio ha giurato di perderti e Io di salvarti: chi ha vinto?
Ebbene, il Demonio ha giurato di perdere anche il mondó ed Io giuro di
salvarlo; e lo salverò con il trionfo della mia Misericordia e del mio Amore.
Sì, perdonerò ancora all'umanità colpevole, te lo prometto (24.4.1942).
Quando
il tuo ultimo «Gesù Maria vi amo, salvate anime!» sarà pronunciato, Io lo
raccoglierò e, attraverso lo scritto della tua vita, lo tramanderò a milioni
di anime peccatrici che lo accoglieranno. Ti seguiranno nella semplice via di
confidenza e di amore (17.8.1934).
Va'
sempre avanti per la tua strada: l'amore vince tutto. Io voglio che un'onda
d'amore salga dalla terra al Cielo. Tu devi battere per prima questa
piccolissima via; un giorno dovrai servire di modello» (4.9.1937).
Quanto
oggi propongo a voi, è già diventato realtà in alcune anime da qualche
anno. Di che si tratta? Vogliamo formare onde calme e possenti di atti di
amore che salgano a Dio e ridiscendano in benedizione sul prossimo, notte e giorno
senza interruzione. Siamo infatti certi che queste onde sante e continue
ritorneranno sulla terra a purificare, fecondare e abbellire il bene che già
vive, e faranno spuntare altro bene dove ora è deserto.
Vedi
anche tu come sia diventato incessante, purtroppo, il coro delle bestemmie,
volgari o raffinate, lanciate contro il Cielo; ininterrotta è pure la catena di
peccati che offendono Dio e aprono le porte dell'Inferno, riducendo gli uomini
orgogliosi a schiavi di Satana. Contro costui e il suo regno di morte vorremmo
che queste onde diventassero violente, continue mareggiate.
In
concreto: propongo a persone di sano criterio e di forte volontà di offrire a
Dio una mezz'ora della loro giornata in un «atto incessante di amore».
Distribuendosi l'impegno fra molte persone, di cui una sarà l'animatrice, si
potranno coprire le ore del giorno e della notte senza eccessivo sforzo per i
singoli.
1.
«L'onda incessante di amore» ha lo scopo di offrire a Dio, da parte di
Cristiani di qualunque età e condizione fra loro spiritualmente uniti anche
senza conoscersi, un atto di amore continuo, impegnandosi ciascuno per una
mezz'ora al giorno.
2.
La mezz'ora è vissuta con semplicità e con gioia, ripetendo adagio, con la
bocca o anche solo con la mente, il proprio «atto di amore». Esso, che è un
atto di volontà, un voler bene a Dio e volere tutto il bene possibile a questo
povero mondo, non va sostituito con preghiere e letture; deve partire dal
cuore, per non diventare la ripetizione di una formula qualunque. Ed è
sincero e ancor più meritorio nei giorni in cui ci sentissimo indegni,
miserabili, privi di luce e di entusiasmo.
3.
La formula dell'atto di amore pub essere variata secondo l'ispirazione. Oltre
a quanto di vivo e spontaneo lo Spirito di Gesù farà nascere in cuore, si
potrebbe scegliere qualcuna tra le seguenti espressioni: Gesù, io Ti amo!
Cuore
di Gesù, venga il tuo Regno! Dio, mio Papà, sia fatta la tua volontà! Vieni,
o Spirito Santo, vieni per Maria! Gesù, Maria vi amo, salvate anime!
(oppure:
salvate le famiglie, salvate la gioventù, salvate gli innocenti; i disperati, i
moribondi, i Consacrati, ecc...).
4.
Prima di iniziare è bene raccogliersi un momento per invocare lo Spirito Santo
e la Madonna, Madre di Dio e della Chiesa. Occorre poi dare molto spazio al
silenzio.
La formula scelta per l'atto di amore va pronunciata con attenzione, senza fretta e a brevi intervalli. Non è una infantile «sparatoria» di pur belle giaculatorie. Anche il santo Rosario, la Via Crucis, la lettura della Bibbia, ottime cose in altri momenti, qui le toglierebbero la caratteristica di «onda incessante di amore».
5.
Questo momento, bello e impegnativo, può essere vissuto non solo in chiesa,
davanti al Tabernacolo, ma pure in casa, in viaggio, sul lavoro, purché
ambiente e tipo di attività permettano il necessario raccoglimento.
Se
ci si dimenticasse qualche volta, o si fosse impediti da impegni imprevisti, non
si commette nessuna colpa; piuttosto si rimedia appena è possibile.
6.
«L'onda d'amore» parte da cuori che vogliono la purezza, elevandosi sia pur
lentamente e faticosamente al di sopra delle loro miserie, vincendo con una
estrema fiducia in Gesù le insidie del mondo e del Diavolo. Essa
-
è lode incessante alla Santissima Trinità;
-
è espressione della Comunione dei santi. Infatti preghiamo e amiamo in unità
con la Chiesa, con Maria e tutto il Paradiso, con le Anime del Purgatorio, con
l'umanità intera come noi pellegrina sulla terra;
-
è riparazione dei peccati: del bene tralasciato o mal compiuto, e del male
commesso da noi e dal nostro prossimo; - ci fa scoprire la vocazione alla santità,
possibile e doverosa nella vita sacerdotale, religiosa e di famiglia;
-
solleva a Dio il cumulo delle sofferenze umane che, per mancanza di fede e di
amor di Dio andrebbe sciupata.
7.
Per aderire a questa iniziativa, dopo averci ben pensato, consiglio di
scrivere una letterina semplice con indirizzo completo del mittente e con
l'indicazione di quando si vuol fare questa mezz'ora di «Onda d'amore», a
questo indirizzo: Don Renzo Del Fante, Via Cavour 21, 20077 Melegnano (MI).
Fratelli
e sorelle carissime, voglio ancora ricordarvi che questa pur preziosa iniziativa
non è la «piccolissima via d'amore» che è uno stile di vita che abbraccia
tutta la nostra esistenza. Ne è una piccola espressione, quasi un allenamento
per chi vorrà camminare come Gesù ci ha insegnato in suor Consolata Betrone.
È
giunto il tempo di far conoscere, amare ed imitare questa piccola e
grandissima anima che onora Torino, la sua città, l'Italia che tanto ha
amato, e tutta la Chiesa! Quanti bei
ricordi
mi si affollano alla mente: ad esempio la gratitudine che Padre Pio mi ha
dimostrato, dopo che mi ebbi confessato da lui la prima volta, quando gli
regalai una comune immaginetta del Sacro Cuore, sul cui retro suor Consolata,
con la sua firma, aveva scritto: «Gesù, Maria vi amo, salvate anime!».
Don
RENZO
Per
molte persone suor Consolata, la Clarissa Cappuccina di cui si è fatto cenno
nella presentazione del manoscritto e la cui via spirituale è rischiarata anche
da quanto Gesù dettò, specialmente negli ultimi capitoli, risulta tuttora
una illustre sconosciuta.
Eppure
il suo esempio e il suo messaggio, attraverso libri approvati dalla Chiesa,
hanno da anni raggiunto i luoghi più lontani e influito sulle situazioni umane
le più disparate.
Questa
piccolissima e perciò grande anima, è nata a Saluzzo nel 1903 ed è vissuta
poi a Torino. Nel 1929, dopo varie esperienze la maggior parte dolorose per il
suo carattere leale, attivo, per il suo cuore sincero, affettuoso e irruente, si
fa Clarissa Cappuccina. A un lungo periodo di tenebre e di angosce che la
portarono spesso sull'orlo della disperazione, subentra un periodo di circa
sei anni durante il quale il Cielo pare aprirsi inondandola di luci
soprannaturali e di pace.
Da
Torino passa in quel di Moncalieri, per la fondazione di un nuovo Monastero.
Nonostante la forte costituzione, la sua salute risente del forse eccessivo
lavoro manuale e intellettuale, della eroica carità che durante la guerra le
fa sfamare le consorelle dimenticando troppo spesso di aver pur lei uno
stomaco. Viene consumata soprattutto - vittima gioiosa e coraggiosa per la pace
nel mondo - da una intensissima vita interiore. E muore nel 1946 a soli
quarantatre anni, a guerra appena finita.
Nel
1956 1e sue ossa furono portate dal cimitero di Moncalieri nella Chiesa del
suo Monastero di Testona Torinese. So che il venerato card. Maurilio Fossati,
arcivescovo di Torino, aveva suggerito alla Madre Abbadessa del Monastero,
l'opportunità di avviare la causa di beatificazione.
Questo
fu pure l'auspicio del card. Michele Pellegrino, quando consacrò il nuovo
altare della Cappella del Monastero nella quale è sepolta suor Consolata.
Quelle
parole, udite dalla sua bocca, mentre pronunciava l'omelia, mi causarono un
piacevolissimo stupore. Comunque vadano le cose, io son certo che questa religiosa
sarà un giorno conosciuta, amata e seguita non meno di santa Teresa di Lisieux.
Un
promettente auspicio è l'avvio della Causa di Beatificazione di suor
Consolata, che la Diocesi di Torino ha promosso nel Santuario di Maria
Ausiliatrice il giorno 8 febbraio 1995.
Penso
sia bene ora riassumere le caratteristiche della via percorsa da suor Consolata
Betrone con impegno e costanza fino alla morte, sotto la guida, severa e
accorta, di P. Lorenzo Sales.
La
«piccolissima via d'amore» si delinea nei tre punti fondamentali:
-
verso Dio: tendere a un atto di amore intenso, incessante e silenzioso
(verginale);
-
verso il prossimo: dire un sì a tutti, nel limite del possibile, e
accompagnarlo con il sorriso;
-
verso se stessi: sacrificio generoso nel dir di sì a tutto ciò che Dio vuole o
permette, accettando con fede e riconoscenza.
Chi
vivesse questo programma, cammina sicuro sulle strade di Dio. Ma per evitare
di voler far tutto e subito e per non camminare sulle nuvole, è bene scendere
ai dettagli.
Siccome
si tratta di una via spirituale, ci si deve preoccupare più di camminare che
di giunger presto alla mèta. Dio ha sempre badato più allo sforzo costante, più
alla sincerità dell'entusiasmo che non alla più o meno apparente riuscita.
Bisogna
camminare in umiltà e per amore, anche fra continue cadute, anche nella
impressione di aver fatto fallimento, per i sentieri talvolta pianeggianti e più
spesso scoscesi che la vita di ogni giorno ci pone dinnanzi.
La
virtù teologale della Fede
ci aiuta a credere non solo alla esistenza di un Dio onnipotente, onnisciente ed
eterno, ma ci fa vivere alla sua presenza. Si vive immersi e purificati dal suo
infinito amore misericordioso, come portati e 'guidati dalla sua sapiente
Provvidenza.
La
fede ci impone pure l'umile ubbidienza alla voce di Dio che a noi giunge per
mille strade, quali: la nostra coscienza, i nostri Superiori, il prossimo, la
Sacra Scrittura, la Chiesa...
La
virtù della Speranza
è fonte di pace, cioè di quella gioia spirituale suscitata in noi dallo
Spirito Santo e che non viene intaccata neppure dalle lacrime più cocenti del
corpo o dello spirito. Ci si fida di Dio, ecco tutto! Dopo che ci ha dato il suo
stesso figlio Gesù, e con.Lui la sua e nostra Mamma, e tutto il Cielo che un
giorno sarà nostra famiglia, nostra casa per sempre, di cosa mai potremmo
temere o dubitare? E non sarebbe ora che la smettessimo di piagnucolare sulle
tristezze vere o presunte della vita, per accorgerci che ci sono attorno pur
tante cose belle e che di bene ce n'è pur tanto, per grazia di Dio anche in noi
e attorno a noi. La vita presente non è certo una festa continua, ma neppure
un interminabile funerale: è solo una cosa seria e per tutti.
Chi
vuol seguire la via indicataci da Gesù per mezzo di suor Consolata deve avere
il cuore libero da pesi e la mente sgombra da preoccupazioni.
Come
è cristianamente indovinato lasciare il nostro passato alla Misericordia di
Dio, il presente al suo amoroso Volere e il futuro alla sua paterna
Provvidenza!...
La
virtù della Carità
è contemporaneamente la mèta e l'ossigeno di chi percorre questa via. Ci si
sforza di amare sempre più il Signore; senza però soffermarci a misurare
ingenuamente la gradazione del nostro progresso spirituale.
Si procede con umiltà fiduciosa, con serietà di applicazione, attratti dal Cuore di Gesù al quale si lascia l'iniziativa e la guida della nostra esistenza. Gesù è cercato ed amato non però come un rifugio intimistico, ma come centro di attrazione e di irradiazione per tutta l'umanità, per l'universo intero. Si vuol crescere in un amore personale ed insieme universale. Si prega e si ama come piccola voce dell'immenso coro della Creazione.
La
Carità che Dio ci comunica, diventa pure amore per il prossimo, avendo come
programma una disponibilità continua e totale, sempre nei limiti dell'onesto
e del ragionevole. Questa effettiva disponibilità ai bisogni degli altri può
essere motivata ed alimentata solo da un elevato spirito di fede e da una
forte abitudine al sacrificio. Diversamente il nostro caro prossimo, non quello
idealizzato dei libri o delle conferenze, ma quello con il quale ci
schiacciamo i piedi ogni giorno, si incarica subito a farci passar presto la
poesia...
Ritengo
che sarà proprio la pratica del sacrificio, riconoscenti a Dio che ce lo
chiede, e della carità autentica e sorridente al prossimo con cui ci è
toccato vivere, che ci aiuterà a verificare se questa «piccolissima via
dell'amore» è per noi una utopia, un gioco di parole, o se si trasforma in un
procedere lento ma sicuro sulla strada della «semplificazione» della nostra
esistenza, verso quella infanzia spirituale
richiesta
come passaporto a chi vuol entrare nel Regno dei cieli.
Il
silenzio è la virtù di chi sa esprimersi nei modi e nei momenti opportuni. Non
è virtù perciò la timidezza o la stupidità di chi non sa parlare, e ancor
meno lo è la musoneria di chi si chiude in se stesso.
La
piccolissima via dell'amore va percorsa in silenzio.
Silenzio
di preoccupazioni.
Si lascia a Gesù di pensare alle nostre cose, volendo noi pensare
innanzitutto alle sue. Chi riesce a fidarsi davvero di Gesù, si accorge come il
Signore assai prima e meglio di noi sappia provvedere anche alle nostre
necessità materiali. Non agisce in forma miracolistica, ma muove con forza e
sapienza noi stessi, il prossimo e le situazioni in cui veniamo a trovarci.
Silenzio
di pensieri inutili.
Quanti castelli in aria ci fabbrichiamo in continuazione! Quanti
interessamenti e curiosità indebite nelle faccende altrui! E quanti discorsi
inconcludenti andiamo tessendo con noi stessi, gonfiandoci o deprimendoci
secondo i casi!...
Silenzio
di affetti troppo umani.
Chi vuol seguire da vicino Gesù, deve decisamente mettere Lui al primo posto.
Come è scritto nel primo comandamento, il Signore non vuole altro dio
all'infuori di Lui.
Capita
invece che, con la scusa di volere essere buoni, di doverlo amare questo
prossimo, ci affezioniamo un po' troppo a persone di casa e non di casa, con
nostro e loro danno.
Se
siamo onesti con la nostra coscienza, vediamo che andiamo affondando nella
ricerca delle soddisfazioni che speriamo di attingere dagli altri, in una
forma di schiavitù reciproca che ci blocca invece che farci andare incontro
agli altri, per il bene e la gioia altrui.
Silenzio
di parole inopportune.
Per raggiungere, anche se in misura sempre limitatissima, una abituale unione
con Dio attraverso un atto di amore incessante, è necessario ridurre al minimo
le parole.
Quante parole inutili si leggono e si ascoltano! E fossero solo inutili!... Quante parole vane, superficiali ci escono di bocca, senza contare quelle insincere, le ineducate, le cattivelle, le vanitose, le equivoche. Se siamo così poco ascoltati dal nostro prossimo, sta nel fatto che parliamo troppo.
Anche
con il Signore, senza avvedercene, chiacchieriamo troppo, vogliamo dire tutto
noi, a scapito della vera preghiera che è colloquio con Dio, quindi anche e
soprattutto ascolto.
Suor
Consolata, da brava Clarissa Cappuccina, si era imposta di parlare solo quando
veniva interrogata e quando i suoi impegni, i doveri di carità e di cortesia,
lo esigevano.
Forse
a qualcuno di noi basterebbe ridurre al minimo i discorsi inopportuni e le
chiacchiere inutili. Questo sarebbe almeno un primo passo sulla strada del
silenzio, di quella vita interiore nella quale Gesù non solo parla più
volentieri, ma arrischierebbe pure di venire da noi inteso.
Conosco
solo poche decine di persone che, da alcuni anni, si impegnano a camminare
sulla «piccolissima via dell'amore», sulle orme di santa Teresina e di suor
Consolata.
Mi
confidano che l'impresa è piuttosto seria, e sarebbe capace di creare tensioni
e poi delusioni se la si volesse portare avanti da soli e in fretta. Queste
stesse persone mi assicurano che il cammino verso il puro e continuo amor di
Dio riserva loro continue e profonde soddisfazioni, come avviene agli
scalatori che si inerpicano sulle nostre Alpi.
La
gioia vera è contemporaneamente un dono dello Spirito Santo ed una virtù,
frutto di continui sforzi nel superare la tristezza e l'avvilimento. Il
pessimismo, il ripiegarsi pietoso su se stessi non portano certo né allegria
né vita!
Senza
questa comunicativa letizia non ci è possibile seguire la strada che ha per mèta
provvisoria il Calvario e definitiva il godimento eterno di Dio, e in Lui di
ogni altro bene senza alcun male. Se pensassimo a quante sorprese felici Dio ci
ha destinato!...
Occorre quindi sforzare di rendere il carattere:
-
gioioso con Gesù,
con la Madonna, con tutto il Mondo ancora invisibile ma già a noi tanto
vicino.
Se
dovessimo vagliare l'argomento dei nostri colloqui con Dio, registreremmo una
percentuale alta di lamentele sulle nostre pene e timori, sulle ingiustizie
subite, sui nostri e altrui errori.
Ha
una bella pazienza il nostro Divino Interlocutore per lasciar parlare solo noi,
di noi stessi e in un tono troppo spesso funereo!
-
gioioso con noi stessi.
A volte ce la prendiamo con gli altri, ma in realtà siamo in collera contro noi
stessi. Ma accettiamo, una buona volta per tutte, la nostra meschinità, i
limiti fisici e intellettuali, morali e spirituali!... Invece si continua a fare
dispiaciute meraviglie dello scarso e troppo spesso avariato prodotto della
nostra vigna.
Diventiamo
sfacciatamente umili, per essere più sereni e coraggiosi! Dio esige la nostra
fiducia nella sua Misericordia e nella sua Provvidenza perché sa di quale fango
siamo impastati.
-
gioioso con gli altri.
Scrivevo, nella introduzione alla prima edizione di questo opuscolo, quando era
morto da pochi giorni il venerato Papa Giovanni Paolo I: «In un mese di
pontificato aveva già conquistato la simpatia del mondo con la purezza e bontà
del suo sorriso. Fu un uomo umile, un uomo buono, veramente "uno di
noi" nel senso che la gente vi intuiva realizzato ciò che ciascuno
vorrebbe essere».
Anche
a suor Consolata Gesù chiede di essere buona, comprensiva e generosa con il
prossimo nei favori concreti e nelle belle maniere. Voleva sul suo volto (che
pure ha conosciuto tante lacrime) un invincibile sorriso, costasse qualunque
prezzo esprimerlo.
Chi
l'ha conosciuta attesta che il suo sorriso, aperto e luminoso di quell'amore
pulito, tanto raro oggidì, in certi momenti a lei dovette costare eroismo.
Tendere
a un atto incessante di amore è la caratteristica di questa via spirituale; è
decisamente il punto più bello, anche se è facile fraintenderlo.
Un
atto sincero di amor di Dio (al di sopra della formulazione, deve nascere
dalla mente e dal cuore) è l'azione più alta e più utile che una persona
possa compiere. Ogni volta che lo si ripete, si cresce in grazia di Dio e quindi
esso acquista un valore ancor più grande.
Già
il ricordarsi frequentemente di Dio, il fare «dal di dentro» atti di amore
verso Gesù, la Madonna e per la salvezza delle anime è abitudine
lodevolissima, e fortunati quelli che la posseggono!
Ma
la piccolissima via d'amore conduce ancora oltre: vuol fare di questi atti di
puro amore uno stato d'animo abituale. Padre Lorenzo Sales, Direttore Spirituale
di suor Consolata e credo anche di quella Religiosa che ha steso il manoscritto
qui pubblicato, mi pregò di spiegare bene come intendere la continuità di
questo «atto di amore».
lo
credo che esso, nella vita soprannaturale, debba corrispondere a quanto nella
vita fisica è il battito del cuore o il dilatarsi dei polmoni per la
circolazione del sangue e la respirazione. Guai se uno non respirasse o
avvertisse il cessare dei battiti del cuore! Eppure, se è sano, trova in queste
«attività», non un peso in più della vita, ma una condizione perché
essa prosegua.
Anche
l'atto di amore non deve essere un peso che schiaccia, un impegno che
scoraggia, come se si trattasse di una produzione meccanica e ininterrotta di
sante giaculatorie. Chi prendesse questo abbaglio va subito fuori strada, mette
disordine e stanchezza nella propria giornata e fà tutt'altro di ciò che Gesù
desidera.
Chi è chiamato per questa strada a quella santità dai molti volti ma alla quale tutti dovremmo giungere (amare Dio e il prossimo con tutta la mente, il cuore e la nostra energia!) dà risolutamente a Dio il primo posto e all'amore del prossimo il primo impegno.
Con
fatica, forse dopo anni di prove parzialmente fallite, si vuol giungere a un
atto di amore moralmente continuo, sollecitato in noi e dalla buona volontà e
da una grazia speciale dello Spirito Santo vivente in noi.
Per
prendere luce da un altro paragone: l'atto di amore (o «laus perennis», come
è detto in questo opuscolo) è qualcosa di simile e di meglio del «pensiero»
abituale che una brava mamma ha per i suoi figli, vicini a lei o lontani che
siano, del «pensiero» che un bravo papà ha per la sua famiglia, anche se le
sue braccia e il suo cervello sono impegnati in altre faccende. È un legame
spirituale più forte di quell'affetto (se è sincero e pulito) che già lega i
cuori di due fidanzati che si preparano a formare una bella famiglia.
Se
questi «pensieri» sono vissuti da esseri equilibrati, più si fanno frequenti
e intensi e più aiutano a vivere meglio il proprio ruolo, impedendo la
dispersione delle energie in altri settori marginali o contrastanti. Lo stesso
avviene nel campo della vita soprannaturale. Più si ama e più si vorrebbe
amare, e più si cercano i mezzi non tanto per dire ma per esprimere con i
fatti questo amore che lo Spirito di Gesù accende e alimenta in noi.
Se
c'è qualcosa che per sua natura è spontaneo e allergico alle formule fisse, è
il modo di esprimere l'amore, la nostra fiducia, l'abbandono. Anche suor
Consolata, sotto la guida del Signore, variò le espressioni del suo incessante
atto di amore.
Passò
dal grido, che a dieci anni le faceva battere forte il cuore, «Mio Dio, io ti
amo!» al «Gesù, Maria vi amo!», al classico «Gesù, Maria vi amo, salvate
anime!», per semplificare di nuovo la espressione fino a ridurla a un soffio
«Gesù, Gesù.,.» negli ultimi giorni di vita.
Ciò
significa che un atto di amore è essenzialmente spirituale: è la nostra
libera volontà che desidera il Signore, che vuole farlo contento adeguandosi al
suo Volere. E questo «volergli bene» glielo ripetiamo continuamente, senza
orgoglio e senza timidezza, con una sincerità che si basa non sulla nostra «bontà»
ma su quella, infinita, di Dio. «Amami come sei - sembra voglia invitarci il
Signore - e non attendere a sentirti "santa" per potermelo dire!».
Se
fosse così, dovremmo attendere tutta la vita invano... anche perché più ci si
avvicina a Dio e più ci si sente meschini.
Noi
amiamo Gesù per Lui stesso
e per arrivare meglio nel Cuore della Santissima Trinità, attraverso la
mediazione della sua Persona di Uomo-Dio. Suor Consolata amò appassionatamente
Gesù, spremendo dal suo cuore forte e sensibilissimo tutto l'amore di cui fu
capace, aiutata poi da grazie straordinarie perché fosse anche a noi di
modello.
Sente Gesù presente, come nel Vangelo ha promesso, nel proprio spirito e lo adora vivente nel santo Tabernacolo. Ella vuol far contento questo Gesù immensamente buono, che non la abbandona un istante, che è comprensivo della sua debolezza ma che pure esige da lei il massimo di buona volontà.
Ama
un Gesù vicino, Dio come l'Eterno Padre e di carne ed ossa come ciascuno di
noi; è un Gesù fratello e amico, sposo e maestro, crocifisso e vincitore Colui
che chiede la sua fiducia, e al Quale lei dona senza rimpianti le sue confidenze,
tutto il suo cuore.
Noi
amiamo Maria,
perché così vuole Gesù, perché non c'è strada migliore per conoscere, amare
e imitare suo Figlio. Chi cerca Gesù, trova Maria; chi va da Maria, incontra
Gesù!
La
Madonna, in questo atto di amore, è la Mamma che riceve la nostra attestazione
di affetto con una gioia intensa e sempre nuova. È pure la Mediatrice di ogni
bene, che ci ha ottenuto di poter compiere questo atto di amore, e poi lo
raccoglie, abbellendolo di immacolato splendore e così lo presenta al
Signore.
«Salvate
anime!». Nel voler amare
Dio, ora a noi invisibile, potremmo cadere in un pericoloso narcisismo,
illudendoci di amare Lui mentre scivoliamo nella palude del sentimentalismo,
della adorazione di noi stessi.
Occorre
una verifica, quella del Vangelo in cui Gesù unisce al comandamento di amare
Dio con tutte le forze il dovere di amare il nostro prossimo, come lo ha amato
Lui.
L'atto di amore verso Dio si completa così nell'amore per le anime, senza escluderne nessuna, senza separare i bisogni materiali dalle necessità spirituali, ma amando e pregando come Gesù ci ha insegnato nel Padre nostro.
Non
dimentichiamo che già il pregare per gli altri è «fare» qualcosa di
concreto: anzi è la forma più fine e preziosa della carità. Se poi
consideriamo la dottrina spirituale e ancor più la vita quotidiana come fu
vissuta da suor Consolata, vediamo come questo «pregare» per gli altri si
traduce necessariamente nel cercar di venire incontro, a tutti i livelli, a
chi passa con noi questi pochi anni di vita, in attesa dell'eternità.
È
interessante cogliere, dai suoi scritti e dalle testimonianze di chi l'ha
conosciuta, quali fossero le persone che più le stavano a cuore nella
preghiera, nella carità e nel sacrificio.
-
Anzitutto i Sacerdoti e le Anime consacrate che avessero tradito la loro
vocazione. Per i Sacerdoti poi Gesù chiedeva che si ottenesse la loro
conversione e non una sistemazione giuridica che addormentasse le coscienze e
scandalizzasse i fedeli.
-
Il Papa, visto come vivo simbolo di unità, di verità, di amore nella Chiesa,
per la salvezza dell'intero mondo. - Le persone disperate, sia per ingiustizie
subite, sia per rimorso per delitti compiuti o per vite sbagliate, quali i carcerati
e le prostitute. Queste «poverette» hanno avuto affetto e preghiera da parte
di suor Consolata che aborriva il peccato impuro, ma che non ha mai
disprezzato chi ne era vittima e persino più o meno volontaria causa. Voleva
tutti salvi! - I bambini, che amava teneramente, e la gioventù con le cui ansie
ha vibrato come non si saprebbe supporre in una suora di clausura.
-
I moribondi, cioè le persone che stanno per presentarsi al Tribunale di Dio,
perché lo stato d'animo di quell'istante sia ratificato in una eternità di
amore e di pace e non in una eternità di odio e disperazione.
-
Le anime sante del Purgatorio, in questi ultimi anni così dimenticate (pur
trattandosi della stragrande maggioranza, almeno così speriamo, delle persone
che passano da questa all'altra vita), che soffrono la dolorosissima attesa del
Cielo in un amore struggente per un Signore e un prossimo non sufficientemente
amati sulla terra.
-
La sua città, Torino, e la sua e nostra patria, l'Italia, che ha visto
degradarsi nella corruzione e sanguinare nella guerra. Io sono convinto che dal
Paradiso suor Consolata prega ancora per questa povera Italia che si è resa
sempre
meno
degna della predilezione di Dio. E ne otterrà la salvezza!
La
capacità straordinaria che questa anima meravigliosa ha posseduto nel consolare
e incoraggiare al bene, e la vastità dell'influsso benefico delle grazie
materiali e spirituali che in parte già ottiene (e ancor più otterrà, quando
verrà la sua ora) dal Cielo, io penso che corrispondano all'impegno che dimostrò
quaggiù nell'amare Dio, di tacere e soffrire lei per poter ascoltare e far
sorridere gli altri.
La
piccolissima via d'amore è aperta ai cuori grandi, poveri di superbia e
ricchi di fiducia, infantilmente ottimisti e pur attenti ai problemi e alle
sofferenze altrui.
Che
il prezioso manoscritto qui raccolto e questa non inutile appendice portino
pace e bene in tante anime!
Questo
Atto di Offerta fu composto da suor Consolata; venne da lei riletto ogni
giorno e soprattutto fu vissuto, senza pentimenti, fino all'ultima ora della
sua breve ma intensa vita.
Vorrei
far notare che lei, umilmente, non si sentì di chiedere a Dio nessuna
sofferenza; solo accettò con fiducia ed in anticipo quanto Dio avrebbe
permesso.
«Gesù,
ti offro tutta me stessa per il ritorno al tuo Cuore dei Sacerdoti e delle Anime
a Te consacrate che ti hanno tradito e abbandonato.
Affinché
Tu possa riversare ancora sulle loro anime l'onda infinita della tua
misericordia e ridonare ad esse l'innocenza, le tenerezze ed i tesori del tuo
Amore, questa tua povera creatura si asside oggi, per rimanervi fino
all'ultimo respiro, alla mensa delle tenebre, tentazioni ed angosce.
Acconsento,
o Gesù, a bere da sola il calice dell'amarezza sino alla feccia, lasciando
che anima e cuore siano fatti a brani ed il corpo si distrugga senza sollievo.
Ti
chiedo che tutto passi inosservato, in un silenzio di tomba, colorito da
costante sorriso, perciò vivi ed agisci in me. Io confido in Te e nella nostra
dolce, fortissima Madre, e non c'è confusione per chi in Voi confida.
Gesù,
ti amo: salva i miei poveri Fratelli e le mie infelici Sorelle! Gesù, Maria, vi
amo, salvate Anime!».
Su
richiesta del suo Direttore spirituale P. Iorenio Sales, suor Consolata
scrisse a quelle per
sone
che avrebbero accolto il messaggio del Cuore di Gesù al mondo, seguendo la «piccolissima
via dell'Amore». Eccone i passi più significativi:
Carissima
«Piccolissima» del Cuore di Gesù,
alla
sera, mettendoti a riposo, pregherai il tuo buon Angelo Custode che, mentre tu
dormi, ami Lui Gesù in vece tua, e che ti svegli il mattino seguente,
ispirandoti l'atto d'amore. Se tu sarai fedele a pregarlo così ogni sera, Lui
sarà fedele ogni mattina a svegliarti in un «Gesù Maria vi amo, salvate
anime!».
Incominciata
così la tua giornata, proseguirai ad amare sino al tuo incontro con Gesù
Eucaristia. Ciò non vuol dire che tu debba lasciare ogni tua preghiera. No,
continua pure le tue solite pratiche di pietà, ma non aggiungerne altre; lascia
che il tuo atto d'amore assorba ogni ritaglio di tempo libero e, in seguito, se
Gesù te lo ispirerà, anche qualche tua preghiera vocale.
Nella santa Comunione affida, abbandona a Gesù te stessa, le tue preoccupazioni, i tuoi progetti, desideri, le tue pene e non ci pensare più; poiché tutta la vita d'una Piccolissima si basa sulla promessa divina: Io penserò a tutto, sino ai minimi particolari, tu pensa solo ad amarmi.
Ricòpiati
queste parole in calce a un'immagine del Sacro Cuore, fa in modo di averle
sempre presenti: ti saranno di
grande
aiuto per liberare il tuo spirito da ogni preoccupazione e proverai per
esperienza come Gesù è fedele a mantenere questa sua promessa.
Dopo
aver abbandonato tutto a Gesù nella Santa Comunione, rinnovagli la tua
promessa dell'atto incessante d'amore, del «sì» a tutto ciò che Egli ti
chiederà lungo il giorno e il proposito di vederlo, parlargli e servirlo con
amore in tutte le creature, con le quali tu avrai a che fare.
Metti
una volta per sempre l'intenzione che ogni tuo atto d'amore salga in Cielo
ancora quale supplica, che ti impetri la fedeltà a proseguirlo
ininterrottamente sino alla Comunione seguente e sia quale riparazione di ogni
tua infedeltà.
Lascerai
la chiesa incominciando il tuo atto d'amore, che continuerai per via, in casa e
nel compimento di ogni tuo dovere. Ricordati sempre che Gesù ha promesso che,
quando tu scrivi, o preghi, o mediti, o parli per necessità o carità, l'atto
d'amore continua ugualmente.
Sul
lavoro, se ti è possibile, procura d'aver dinanzi a te, scritto su di una
immagine o cartoncino: «Gesù Maria vi amo, salvate anime!»; ti servirà di
richiamo.
Fra
gli ostacoli per dare a Gesù l'atto incessante d'amore verginale, Gesù stesso
insegna a combatterne tre: pensieri inutili, interessamenti, discorsi inutili.
-
Pensieri, preoccupazioni: tutto diventa inutile, dal momento che Gesù
promette alla sua Piccolissima di pensare Lui a tutto, sino ai minimi
particolari.
-
Discorsi inutili: se parli non constretta dal dovere, dalla carità, dalla
convenienza, è tempo sprecato che rubi all'Amore.
-
Interessamenti, curiosità, ecc. Insomma tutto ciò che distoglie il tuo spirito
dall'unica cosa alla quale ti sei votata: amare Gesù incessantemente e con
amore verginale.
Bisogna
però che tu convenga che per realizzare il desiderio divino: non perdere un
atto d'amore e un atto di carità da una Comunione all'altra, il lavorìo della
tua anima, sorretta dalla grazia, sarà lungo e richiederà non poco tempo,
sforzi generosi e costanti, e soprattutto non scoraggiarti mai.
A
ogni infedeltà più o meno volontaria, rinnova il tuo proposito di amore
verginale e ricomincia. Se questa infedeltà ti fa soffrire, tu offrila a Gesù...
quale atto d'amore! Vedrai e constaterai con quanta tenerezza Gesù ti rialzerà
dopo una caduta, una infedeltà, come si affretterà a rimetterti in piedi,
perché tu possa continuare il tuo canto d'amore.
Quello
che ti aiuterà maggiormente a dare a Gesù l'atto incessante d'amore, sarà il
rinnovarne il proposito a ogni ora; e, in secondo luogo, l'esame particolare su
di esso. Ritieni che, nell'esame particolare sull'atto incessante d'amore, segnerai
per mancanza solo il tempo sprecato in discorsi inutili o nel seguire la
fantasia, pensieri inutili ecc. Ripara la mancanza, magari facendo qualche
penitenza particolare subito e riprendi tranquillamente ad amare.
Però
il proposito al quale devi consacrare tutte le tue energie, sarà sempre
sull'incessante atto d'amore. Ma non temere, Gesù ti aiuterà. Egli ha detto:
Non ti chiedo che questo: un atto incessante d'amore... Amami, ho sete del tuo
amore... Amami e sarai felice, e più mi amerai e più sarai felice!... Egli
è fedele.