SCOPRIRE IL CUORE DI GESU'

CON MARGHERITA-MARIA A PARAY- LE-MONIAL

IL CUORE

Il cuore nel linguaggio popolare come in quello della Bibbia, è uno di quei termini carichi di contenuti e di ricchezze inesprimibili.

Il cuore umano, pur essendo l'organo fisiologico cha dà vita al corpo rappresenta anche una realtà molto più profonda.

Il cuore è veramente il centro interiore dell'uomo, il luogo da cui procedono i pensieri più profondi, i sentimenti, gli atti di intelligenza e di volontà. Il cuore è soprattutto il luogo segreto, il santuario, dove l'uomo è solo col suo Dio.

Infine, il cuore è, secondo San Francesco di Sales, "sede e sorgente dell'amore", il che vuol dire che nel cuore dell'uomo risiede la sua capacità e la sua potenza di amare e questo ci introduce ad una comprensione più chiara del cuore di Gesù.

  

IL CUORE DI GESU'

Il cuore aperto sulla croce è per la Chiesa la base profonda del culto al Cuore di Gesù. Se l'apertura del Costato è la manifestazione suprema dell'amore di Cristo, non può, tuttavia, dispensarci dall'andare incontro a questo Cuore quale si rivela già durante tuitta la sua vita terrena: cuore vivo, cuore che ama.

Dal momento dell'Incarnazione il "Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria" vive. Scopriamo la sua azione misteriosa ma reale quando, al saluto di Maria alla cugina Elisabetta, questa profetizza nello Spirito Santo.

Si devono leggere i Vangeli per scoprire nella vita pubblica di Gesù le molteplici manifestazioni del suo cuore: cuore che ha pietà, che compatisce, che esulta di gioia, che ammira, che è ferito, che prova timore: ma soprattutto, è un cuore che ama appassionatamente. Un cuore che ama il Padre, suo Padre. Un cuore che ama gli uomini, suoi fratelli: "poiché aveva amato i suoi... li amò fino alla fine". (Gv 13,1)

     

QUELLO CHE GESù DICE DEL SUO CUORE

Nel vangelo

Anche se in tutto il Vangelo, Gesù manifesta il suo amore, tuttavia soltanto una volta parla esplicitamente del suo cuore

"Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi ed io vi consolerò : prendete su di voi il mio giogo, e imparate da me che sono dolce e umile di cuore e le vostre anime troveranno la pace : perché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero" (Mt. 11, 28-30).

 

A Margherita Maria.

La prima volta che Gesù scopre le "meraviglie del suo amore" a Margherita Maria, le dice : "Il mio Cuore divino è tanto appassionato d'amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono grazie di santificazione e di salvezza".

"Il mio Cuore è tanto appassionato" : questa rivelazione dovrebbe sconvolgerci, aprire i nostri cuori di pietra ai torrenti d'amore che Gesù tanto desidera effondere. Non puó più conservarli in se stesso.

Deve diffonderli... affinché gli uomini siano in grado di ricevere questo fuoco che è venuto a portare sulla terra. (cf : Lc. 12, 49)

"Un' altra volta", dice Margherita Maria, "mi svelò le meraviglie inesplicabili del suo puro amore e fino a quale eccesso questo lo avesse spinto ad amare gli uomini, dai quali poi non riceveva che ingratitudine e indifferenza. Questo, mi disse, mi fa soffrire più di tutto ciò che ho patito nella mia Passione, mentre se in cambio mi rendessero almeno un po' di amore, stimerei poco ciò che ho fatto per loro e vorrei, se fosse possibile, fare ancora di più. Invece non ho dagli uomini che freddezze e ripulse alle infinite premure che ho per far loro del bene"

Qui Gesù vuol ripetere fino a quale eccesso ci ha amati, ma soprattutto si lamenta che non pensiamo a lui l'amore di Gesù è messo da parte, non interessa più, o così poco...

Un giorno mentre Margherita Maria adora il Santo Sacramento, ha luogo la grande manifestazione.

"Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha rispar-miato fino ad esau-rirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore. Invece di riconoscenza, -però, non ricevo dalla maggior parte di loro che ingratitu-dine, tante irreve-renze, sacrilegi e di-sprezzo che essi mi usano in          questo sacramento d'amore.

Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così. "

In questa manifestazione, il cuore è presentato come sorgente dell' amore, di un amore che è andato fino al-l' estremo. Quest'amore è schernito fino alla sua espressione suprema : il sacramento dell' Eucarestia. E' vero che Gesù si mostra molto sensibile alla riconoscenza come constatiamo già nel Vangelo (Lc. 17, 11-19). Ma sono pochi coloro che sanno ringraziare il Salvatore per i suoi doni immensi.

"Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore col ricevere in quel giorno la santa comunione (...) per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo Amore divino su coloro che gli renderanno questo amore e procureranno che gli sia reso da altri".

Instancabilmente, Gesù cerca di attirarci a Lui. Uscendo dalla sfera privata, se così si puó dire, egli domanda a Margherita Maria di impegnarsi all'instaurazione di una festa pubblica in onore del suo Cuore divino, nella sua Chiesa, per rendere grazie al dono immenso del suo amore e in riparazione dell' ingratitudine degli uomini.

In una comunicazione più personale, Gesù mani-festa tutta la vulnera-bilità del suo Cuore quando domanda alla sua confidente di fargli compa-gnia per un'ora la notte di ogni gio-vedi, per partecipare alla sua agonia al Getsemani. Egli le dice "é qui che ho sofferto più che in tutto il resto della mia Passione, vedendomi in un abbandono totale del cielo e della terra, carico dei pec-cati di tutti gli uomini,... nessuno può comprendere l'in-tensità dei tormenti che soffrii allora. "

Da questa confidenza fatta a Margherita Maria è nata la pratica dell'ora santa.

Si deve tuttavia notare che Gesù domanda questa pratica soltanto a Margherita Maria e che la Santa non l'insegna a nessun altro. è la Chiesa stessa che l'ha proposta, "la Chiesa che cerca senza tregua quest'ora perduta nel giardino degli ulivi, perduta per Pietro, Giacomo e Giovanni, per riparare la loro diserzione e la solitudine che ha accresciuto la sofferenza del Maestro... Gesù ci permette in qualche modo di ritrovarlo continuamente in questa ora ormai passata e irreversibile, umanamente parlando, e come allora ci invita a prendere parte alla preghiera del suo Cuore che abbraccia tutte le generazioni umane" (Cardinale Wojtyla - Giovanni Paolo II - da Il segno di contraddizione)

 

"Gesù Cristo, mio Signore e mio Dio, che credo veramente e realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, ricevi questo atto di profonda adorazione per supplire al desiderio che avrei di adorarti di continuo, e in azione digrazie per i sentimenti di amore che il tuo Sacro Cuore ha per me.

Non saprei meglio riconoscerli che offrendoti tutti gli atti di adorazione, di rassegnazione, di pazienza e di amore che questo stesso Cuore ha fatto durante la sua vita mortale, e che fa ancora e farà eternamente in cielo, alfine di amarti, di lodarti e di adorarti degnamente con lui stesso per quanto mi sarà possibile.

Mi unisco a questa offerta divina che tu fai al divin Padre : e ti consacro tutto il mio essere, pregandoti di distruggere in me il peccato e di non permettere che sia mai separata da te."

Preghiera composta da Santa Margherita Maria

 

QUELLO CHE MARGHERITA MARIA DICE DEL CUORE DI GESù

"Ma perche non riesco a riferire tutto quello che so di questa amabile devozione e rivelare a tutto il mondo, i tesori di grazie che Gesù Cristo contiene nel suo adorabile Cuore e desidera riversare con prodigalità su quanti la metteranno in pratica?"

"Riferire tutto quello che so" : Margherita Maria ha visto, ha ascoltato, ha toccato l'ineffabile. Molte volte afferma di non poterne parlare. Sono delle "meraviglie inspiegabili" o dei segreti indicibili.

Le parole umane sono così insufficienti per dire il mistero di Dio, il mistero dell'amore di Gesù. Allora Margherita Maria si esprime con l'aiuto di immagini, e spesso di immagini profondamente bibliche. Le più frequenti sono quelle del sole, delle fiamme, della fornace e della sorgente.

"Il sacro Cuore mi si presentava come un sole sfolgorante di vivissima luce, i cui raggi infocati cadevano a piombo sul mio cuore. "

Altre volte, a questa immagine del sole, Margherita Maria aggiunge quella della fornace e della fiamma che fanno pensare al roveto ardente al quale si avvicinò Mosè.

"Una volta, in particolare, mentre era esposto il Santo Sacramento, sentendomi tutta assorta nell' intimo del mio essere per un raccoglimento straordinario di tutti i miei sensi e di tutte le mie facoltà, Gesù Cristo, il mio dolce Maestro, si presentò a me tutto splendente di gloria con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli. Da ogni parte di quella sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo adorabile petto, che somigliava a una fornace ardente. Dopo averlo scoperto, mi mostrò il suo amante e amabilissimo Cuore, sorgente viva di quelle fiamme. "

Per mezzo di queste stesse immagini nel testo che segue, Margherita Maria è introdotta nel mistero dell'amore sofferente.

"Dopo di ciò il divin Cuore mi fu presentato come in un trono di fiamme, più sfolgorante di un sole, trasparente come un cristallo e con la piaga adorabile. Era circondato da una corona di spine, che significano le trafitture che Gli infliggono i nostri peccati e sormontato da una croce, che vuol dire che dai primi momenti della sua Incarnazione, dall'attimo cioè in cui questo Cuore fu formato, vi fu piantata la croce. "

Qui troviamo tutto il mistero della redenzione.

Consideriamo ancora queste immagini di grande valore spirituale di cui si serve Margherita Maria.

 

Il libro aperto.

Gesù si presenta alla nostra Santa e le dice : "Voglio farti leggere il libro della vita dove è contenuta la scienza dell'amore. E, scoprendomi il suo Sacro Cuore, mi fece leggere queste parole

"Il mio amore regna nella sofferenza, trionfa nell'umiltà e gioisce nell'unità" parole che si impressero          così fortemente nel mio spirito che non le ho mai più dimenticate." "L'amabile Cuore di Gesù si apre per me come un grande libro dove mi fa leggere le lezioni ammirabili del suo puro amore ".

 

L'abisso

Un giorno Gesù aveva domandato alla sua confidente di guardare lo squarcio del suo sacro Costato "si tratta", le diceva, "di un abisso senza fondo, scavato da una freccia smisurata, quella dell'Amore ".

 

La sorgente.

Qui dobbiamo dare una spiegazione : quando Margherita Maria vede il Cuore di Gesù, quando Egli le si presenta, lo descrive quasi sempre con l'aiuto delle immagini già citate : sole, fornace. Ma quando è lei che invita ad andare a Lui, la Santa si serve di altre immagini. Quella della sorgente è la più utilizzata. Questa immagine rievoca la vita sovrabbondante offerta dal Cuore di Cristo.

"Il Cuore di Gesù è una sorgente inesauribile di tutti i beni che vuole diffondere e comunicare. "

"Una sorgente inesauribile di delizie, più vi si attinge, più è copiosa. "

"Questo Cuore divino è una sorgente feconda di benedizioni e di gioia", "una sorgente inesauribile da cui scorrono ininterrotti tre canali. Dal primo parte la misericordia per i peccatori (...) : il secondo è il canale della carità che si espande per tutti coloro che si trovano in qualche necessità (...) : dal terzo canale emanano amore e luce per i perfetti amici che egli desidera unire a sé per comunicare loro la sua scienza e la sua verità".

 

Amare l'Amore

Gesù ci ha parlato dell'amore traboccante del suo Cuore "amore che non può più contenere dentro di sé". Margherita Maria ci dice, nel linguaggio del suo tempo, con l'aiuto di immagini semplici, quello che ha potuto percepire delle insondabili ricchezze del Cuore di Cristo.

Domandiamo ora all'erede dei suoi tesori di insegnarci ciò che Gesù aspetta da noi, quali sono i suoi desideri.

Due passaggi delle lettere di Margherita Maria ce li presentano:

"Il gran desiderio di vedere il suo Cuore onorato da un culto particolare mi sembra che abbia lo scopo di rinnovare nel mondo gli effetti della Redenzione. "

"Per fare partecipi (dei suoi doni) le anime e i cuori ben disposti, desidera ardentemente di essere conosciuto, amato e glorificato dalle sue creature, nelle quali vuole regnare come sorgente di ogni bene, alfine di provvedere alle loro necessità, per questo vuole che ci rivolgiamo a Lui con gran fiducia", "perché" vuole che l'amore e gli omaggi degli uomini siano espressione di libera, amorevole e spontanea volontà. "

 

Accogliere

Il primo passo consiste nell'aprire il cuore "per appagare in qualche modo l'ardente desiderio del Cuore di Gesù di diffondersi, di comunicarsi". Questa attitudine di accoglienza richiede necessariamente un riconoscimento delle nostre colpe : siamo tutti peccatori. Richiede fede e fiducia in colui che ci perdona : "Lei ha sempre troppo timore, è ciò che dispiace al Signore, perché da lei vuole ricevere una amorosa fiducia", scriverà Margherita Maria ad una delle sue corrispondenti.

 

Rispondere

Il secondo passo ci invita a una risposta d'amore che impegna tutta la vita.

Margherita Maria ci avverte a più riprese "che non si tratta di una devozione fatta di sole preghiere, ma di perfetta conformità delle sue sante virtù". E altrove "Egli ci manifesta l'ardente desiderio che la nostra vita diventi simile alla sua".

Che cosa vuol dire, vita conforme a quella di Gesù Cristo ? La nostra Santa risponde : "Sia costante nell'amare il Sacro Cuore di Gesù Cristo nel trattare col prossimo (...) cerchi di conformarsi, per quanto le sarà possibile, alla sua umiltà e alla sua dolcezza. "

Difatti, la discepola dell'amore sa che il vero amore di Dio produce certamente l'amore degli altri, così ella insegna altrove che amare il Cuore di Gesù vuol dire cercare di fargli piacere "esercitando la santa carità, pensando e parlando sempre bene del prossimo, assistendo i poveri secondo le nostre possibilità. "

Margherita Maria invita spesso anche alla conformità con Gesù sofferente, umiliato e disprezzato.Ma dice : "Si contenti, senza cercarle, delle occasioni sia di umiliazione che di contraddizione che egli le manderà e ne profitti in silenzio. "

A coloro che desiderano andare ancora più avanti nella devozione a questo Cuore pieno di Amore, Margherita Maria consiglia di rendergli amore per amore consacrandosi a Lui.

Una lettera del 1684 espone magnificamente i mezzi, gli effetti e i frutti di questa azione spirituale.

 

Consacrazione

"Se dunque lei desidera essere annoverata tra i suoi amici, un primo venerdì del mese, dopo la comunione, fatta secondo questa intenzione, offra questo sacrificio di sé e si consacri tutta a Lui con il proposito di riamarlo e di procacciargli tutto l'amore, l'onore e la gloria che sarà in suo potere e nella maniera che Lui stesso le suggerirà. Dopo di che si consideri come una che appartiene e dipende dall'adorabile Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo : ricorra a Lui in tutte le sue necessità e, per quanto le sarà possibile, stabilisca in Lui la sua dimora.

Così, se corrisponderà ai suoi disegni, che nei suoi riguardi sono grandi, egli riparerà tutto quello che d'imperfetto potrà esserci nelle sue azioni, santificherà quelle buone e così, per mezzo suo, se lei lo lascerà fare, si procurerà molta gloria. "

"Nella maniera éhe lui stesso le suggerirà"

A un cuore che ama piace ripetere il suo amore alla persona amata. Così questa consacrazione si manifesterà spesso in formule scritte.

Margherita Maria ne ha lasciato parecchi esempi. Non si può conoscere e amare veramente il Cuore di Gesù tenendo questo amore per noi soltanto. Coloro che si sono impegnati in questo cammino, che hanno già goduto dei favori "di tesori di amore e di grazie" di questo Cuore, saranno inevitabilmente portati a condividere ciò che hanno ricevuto e, più ancora, a diffondere questa devozione, questo culto che dà tanta gioia al Salvatore.

 

L'immagine

Tra i mezzi pratici raccomandati da Margherita Maria per amare il Cuore di Gesù l'immagine ha un posto importante, e lo possiamo capire facilmente. Abbiamo bisogno di simboli, di segni visibili per accedere alle realtà invisibili e soprannaturali.

Cristo stesso ha domandato che l'immagine sia esposta soprattutto nelle famiglie "perché il suo Cuore sia onorato". Gli onori che gli saranno resi, ossia la fede nel suo amore, il rispetto e la gratitudine che essa produce faranno scendere abbondanza di grazie e di benedizioni, ovunque l'immagine del Sacro Cuore di Gesù sarà venerata, ovunque la carità che essa esprime sarà riconosciuta" (J. Ladame ; les Faits mystiques de Paray. Résiac).

 

I primi venerdì del mese

Oltre all'immagine, è bene concretizzare nel tempo l'espressione del nostro amore al Cuore di Gesù come Margherita Maria ci invita a farlo "Quelli che si affezionano al Sacro Cuore scelgono, per onorarlo, tutti i primi venerdì del mese per rendergli qualche onore particolare, ciascuno secondo la propria devozione".

 

CHI è MARGHERITA MARIA?

Margherita Maria Alacoque nacque nel paesino di Verosvres in Borgogna (a qualche chilometro da Paray-le-Monial) il 22 luglio 1647 e fu battezzata tre giorni dopo, il 25 luglio. è una bambina predisposta alla     grazia. Molto presto, spinta da un impulso interiore, si dà a

Gesù. Dopo una prima infanzia          felice, a 8 anni perde il padre.

Da quel momento comincia per lei una vita di sofferenze.

Collegiale presso delle -suore nella vicina cittadina di Charolles, non vi resta che due anni a causa di una malattia che la costringerà a letto per 4 anni. "Poiché non si trovava nessun rimedio al mio male, si fece un voto alla Santa Vergine promettendole che, se mi avesse guarita, sarei un giorno una delle sue figlie. "

Attraversa allora un lungo periodo divisa tra i piaceri del mondo e la chiamata del Signore alla vita religiosa. Durante questi anni, deve lottare con la famiglia, mentre il Signore l'istruisce nel segreto del suo amore e la prepara per una futura missione.

Avendo preso la decisione di entrare in convento, si presenta al Monastero della Visitazione di Paray-le-Monial dove sente interiormente che Gesù le dice : "è qui che ti voglio ".

Il suo ingresso in convento è fissato al 20 giugno 1671, la sua vestizione ha luogo il 25 agosto seguente. Il 6 novembre 1672, con la professione religiosa Margherita Maria si consacra definitivamente al Signore.

Fin dal momento della sua entrata in Monastero, Margherita Maria è l'oggetto di grandi grazie da parte di Gesù, suo Sommo Maestro. Egli l'ha destinata a una grande opera, e con la profusione di grazie vengono anche le incomprensioni, contraddizioni e sofferenze spirituali o fisiche.

Giovane ancora, investita di una missione provvidenziale, autentificata dal P. Claudio La Colombière, Margherita Maria fa tutto quello che può nel suo Monastero per trasmettere il messagio ricevuto nelle grandi apparizioni di cui abbiamo dato il contenuto.

Sfinita dalla malattia e dall'amore che la consuma, muore il 17 ottobre 1690.

La festa richiesta da Gesù è estesa alla Chiesa universale nel 1856.

Margherita Maria è beatificata il 18 settembre 1864 e canonizzata il 13 maggio 1920.

Il Padre La Colombière, che aveva vissuto ed era morto come un ardente apostolo del Cuore di Gesù, è beatificato il 16 giugno 1929 e canonizzato il 31 maggio 1992.

 

L'ORDINE DELLA VISITAZIONE

Margherita Maria è entrata nell'Ordine della Visitazione Santa Maria.

Quali sono le particolarità di quest'Ordine ?

è un istituto religioso fondato da San Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra, residente a Annecy, e da Santa Giovanna Francesca Fremiot di Chantal, che, vedova, aspirava con ardore di consacrarsi al Signore. Guidato dallo Spirito Santo, Francesco di Sales dà alla Chiesa una famiglia religiosa in cui lo spirito di preghiera e la qualità dell'amore hanno il primo posto. Egli voleva, sono sue parole : "Dare a Dio delle figlie di orazione così interiori, che siano trovate degne di adorarlo in spirito e verità ".

San Francesco di Sales desidera favorire le persone che non sono attirate o non possono praticare le austerità allora in uso nei grandi Ordini. "Occorre" diceva "che dove manca il rigore della mortificazione, ci sia una più grande perfezione di spirito. "

Infine se mette il suo Istituto sotto il patronato della "Visitazione" è perché questo mistero ha in sé lo spirito che desidera stabilirvi : semplicità, umiltà, dolcezza, gioia.

 

LA VISITA DI MARIA A ELISABEI`TA

Maria si mise in cammino e attraversando la montagna si recò lesta verso una borgata di Giudea. Entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bimbo che portava in seno sussultò in lei. Ed essa fu ripiena di Spirito Santo e a gran voce esclamò:

"Benedetta tu sei fra tutte le donne e benedetto è il frutto del seno tuo. E donde a me (quest'onore) che la Madre del mio Signore venga a visitarmi ? Appena infatti ho udito il tuo saluto, il bimbo ha sussultato di gioia nel mio seno. Te beata che credesti al compimento del messaggio inviato a te dal Signore ! ".

E Maria esclamò "Canta l'anima mia la grandezza del Signore ed esulta il mio spirito in Dio mio Salvatore ! ".

Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo e il suo nome di generazione in generazione la sua miseri-cordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. (Lc. 1,39-55)

Fondato nel 1610, il nuovo Ordine conosce un rapido sviluppo. Dal 1618, le fondazioni si moltiplicano. Il Monastero di Paray è fondato nel 1626 ed è il 26° dell'Ordine.

San Francesco di Sales veglia con cura sulla sua crescita fino alla sua morte nel 1622. Lui stesso istruisce e dirige le prime suore con ricca esperienza della sua vita spirituale. Secondo le sue religiose, egli fa "la sua dimora abituale nel Cuore di Gesù Cristo" Là, egli attinge la linfa che comunicherà all'Ordine nascente.

Diceva : "Le suore della Visitazione potranno por-tare il nome di figlie evangeliche istituite per essere le imitatrici delle due più amate virtù del Sacro Cuore del Verbo incarnato, la dolcezza e l'umiltà, che sono la base e il fondamento del loro Ordine e danno loro il privilegio e la grazia incomparabile di por-tare il nome di figlie del Cuore di Gesù".

Difatti fin dal-l'inizio dell'Istituto, molte religiose, fedeli allo spirito delle loro regole di vita, sono favorite di grandi gra-zie dal Cuore di Gesù.

Citiamo qualche nome: Suor Anna Maria Rosset risente come un "impeto" del suo Cuore

verso quello          del Salvatore. Suor Susanna Maria di Riants, un venerdì, vede scaturire dal Costato di Cristo una fontana alla quale Egli l'invita a bere ; Suor Anna-Margherita Clément vede il suo cuore estratto da Dio al di fuori della sua persona : il Signore mette il suo Cuore al posto di quello di Anna-Margherita. "In modo tale" scrive, "che mi sembrava di non avere altro cuore se non quello di Gesù".

In un certo senso, Margherita Maria non è un eccezione, ma ciò che la distingue dalle sue sorelle, è la missione straordinaria che le è affidata.

 

La "Vtsitazione" continua il suo cammino.

La Visitazione offre a tutte, giovani e meno giovani, una spiritualità ricca dell'esperienza, della finezza spirituale, psicologica e affettiva di San Francesco di Sales e di Santa Giovanna di Chantal, spiritualità molto adatta alla nostra epoca, perchè raggiunge le aspirazioni del cuore umano. Anche se dobbiamo riconoscere purtroppo che la mentalità materialista dell'Occidente non favorisce le preoccupazioni spirituali e il risveglio delle vocazioni, l'Ordine conosce una bella diffusione in Africa e nell'America latina. Tuttavia, ovunque si trovino, "le suore della Visitazione vogliono essere particolarmente fedeli alla missione che hanno ricevuto di amare e fare amare il Sacro Cuore di Gesù, di amare e fare amare l'Amore'

 

A PARRY-LE-MONIAL

Certo la meravigliosa Basilica romanica richiama giustamente l'attenzione dei visitatori.

Ma per i pellegrini che sono al corrente, è nella cappella della Visitazione che si è svolto l'avveni-mento eccezionale di Gesù che manifesta il suo Cuore a Santa Margherita Maria.

Consapevoli dell'ere-dità ricevuta, le Visitandine di Paray-le-Monial, nel silenzio del chiostro, si sforzano di rispondere con fedeltà a questa missione e di rivivere, nella preghiera e nell'offerta, i sentimenti del Cuore di Gesù e il suo amore per tutti gli uomini.

Attente alle numerose aspirazioni dei pellegrini che passano in questo luogo benedetto, nel segreto del cuore o          nella il preghiera liturgica, le Suore si uni-scono alla lode e alle suppliche che salgono verso il Cuore di Cristo, presentandogli particolarmente tutti quelli che vengono per trovare presso di lui la guarigione interiore delle loro ferite.

Così, unite alle numerose congregazioni religiose presenti a Paray, sono felici di compiere questo servizio di Chiesa, di cui l'universalità, rappresentata dai pellegrini di tutte le nazioni, testimonia che l'Amore del Cuore di Gesù arde nel cuore del mondo per infiammarlo alla gloria del Padre.