SATANA NEL MONDO
Di
Don Tomaselli Giuseppe
(EPISODIO
CONTEMPORANEO)
Nella
vita sacerdotale mi sono capitati dei casi di ossessione ed ho dovuto
interessarmene col permesso delle Autorità Ecclesiastiche.
In una mia pubblicazione « Gli Angeli Ribelli » avendo accennato a qualche episodio del genere, parecchie persone si sono rivolte a me per essere esorcizzate.
Per
lo più si è trattato di malattie nervose ed ho inviato i pazienti al dottore
per farsi curare; qualche volta si è trattato di vera ossessione, ma non ho
potuto interessarmene perchè impedito dal denso lavoro quotidiano.
Diversi
Vescovi mi hanno invitato a prestare la mia modesta opera in casi specifici; però
ho sempre risposto non essermi possibile assumere tali impegni e che si
rivolgessero ad altri Sacerdoti.
Dopo
quindici anni di tregua sono stato, per così dire, costretto a prestarmi; il
Signore mi ha messo nell'occasione di giovare ad un afflitto uomo.
Ora,
vista l'utilità, credo bene presentare lo svolgimento dell'episodio, con qualche
rilievo personale.
Ho
fiducia che i buoni ne approfitteranno; mi auguro che i tiepidi s'infervorino
e che gl'indifferenti si scuotano.
Per
comprendere meglio quanto si verrà esponendo, occorre un preludio. Dio creò i
Puri Spiriti, cioè gli Angeli, distribuiti in nove cori.
Gli
Angeli sono esseri superiori all'uomo, dotati d'intelligenza e di volontà;
però non hanno corpo.
L'Angelo
più bello era Lucifero, che significa « Portatore di luce ».
Questi
Puri Spiriti prima di essere confermati in grazia dovettero sottostare ad una
prova; la Divina Sapienza aveva decretato ciò.
Secondo
San Tommaso D'Aquino e secondo i più celebri Padri della Chiesa, la prova degli
Angeli non avrebbe potuto essere altra che questa:
La
seconda Persona della Santissima Trinità, il Figlio Eterno del Divin Padre,
nella pienezza dei tempi si sarebbe fatto uomo, pur restando vero Dio, e gli
Angeli avrebbero dovuto adorarlo anche nella sua natura umana.
Lucifero,
dotato di qualità eccellentissime, pensando che un giorno avrebbe dovuto
umiliarsi davanti al Figlio di Dio Incarnato, sentì in se tanto orgoglio da
dire: - Se si farà uomo, non lo adorerò ne lo servirò.
Un
grande numero di Angeli si unì a lui per ribellarsi.
Noi
conosciamo in qualche modo ciò che avvenne in quella lotta in Cielo, poiche
Dio lo manifestò in visione ai Profeti Isaia e Daniele.
Ci
fu silenzio in Cielo mentre avveniva la lotta tra il dragone e l'Arcangelo
Michele; e si udì una voce di migliaia di migliaia, i quali dicevano: Salute,
onore e potenza all'onnipotente Dio!
L'Arcangelo
Michele, a capo d'innumerevoli schiere angeliche, si oppose alla superbia di
Lucifero, dicendo: Chi è come Dio?
Lucifero,
come folgore, fu cacciato dal Cielo e precipitato nell'inferno assieme ai suoi
compagni; allora divenne Satana, capo degli Angeli ribelli.
«
Come sei caduto dal Cielo, o Lucifero ... tu che dicevi in cuor tuo: Salirò
sui Cieli ... innalzerò il trono ... sarò simile all'Altissimo!
«
Invece sei precipitato nell'inferno, nel profondo dell'abisso » (Isaia-XIV-12).
Finita la grande prova in Cielo, gli Angeli fedeli furono confermati in grazia,
cioè divennero impeccabili.
Finchè
l'umanità sta sulla terra, è in prova. Chi supera la prova, appena avvenuta
la morte del corpo, è confermato in grazia e può godere in eterno le gioie del
Paradiso.
Chi
invece non supera questa prova, appena emesso l'ultimo respiro, deve andare
con Lucifero nell'inferno.
Afferma
ciò Gesù Cristo, quando asserisce: Dirò ai cattivi: Andate, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato a Satana ed ai suoi Angeli! (Matteo, - XXV - 41). Le
vie del Signore sono investigabili. A noi tocca accettare quanto la Divina
Sapienza dispone.
Lucifero
e gli Angeli ribelli furono cacciati nell'inferno; però Dio permette a Lucifero
ed agli altri demoni una certa libertà, ma sempre nei limiti da Lui stabiliti.
Per questa misteriosa libertà i demoni possono andare in giro per il mondo.
Vagano; e siccome sono confermati nel male, lavorano per spingere gli altri al
male.
Il
Signore sa ricavare il bene anche da questo lavorio diabolico.
Il
demonio, essendo un puro spirito e non potendo perciò essere visibile agli
occhi umani, talvolta prende sembianze sensibili; infatti, quando tentò Adamo
ed Eva, prese la sembianza di serpente.
Se
Dio permette, il demonio può tormentare un corpo umano, come avvenne a
Giobbe, di cui parla la Sacra Scrittura.
Non
solo può tormentare, ma può addirittura impossessarsi di un corpo vivente,
ad esempio, di un animale, come risulta dall'episodio evangelico, in cui si
narra che i demoni invasero migliaia di maiali, che pascolavano nei pressi di Gerasa
e poi tutti si precipitarono nel lago di Genezareth.
Può
anche prendere possesso del corpo umano, ma non dell'anima. In questo caso ha
luogo l'ossessione, cioè in un uomo o in una donna entrano uno o più demoni.
Chi
è invaso dal demonio è detto « indemoniato » ovvero « ossesso ». Si
rende utile una chiarificazione. L'uomo ha l'anima; questa è uno spirito,
fornito di tre facoltà: memoria, intelligenza e volontà. Essendo uno
spirito, l'anima non può mettersi direttamente a contatto con il mondo
sensibile ed allora si serve del corpo, il quale giustamente è chiamato «
strumento dell'anima ».
Quando
una persona è invasa dal demonio, avviene questo: l'anima resta libera
nelle sue facoltà, però non è più padrona del suo corpo. Come prima
dell'invasione il corpo era strumento dell'anima, così, avvenuta l'invasione,
diviene strumento del demonio.
Di
tutto ciò che il corpo può fare di male quando è posseduto dal demonio,
l'anima non darà conto a Dio, perchè non e più essa che agisce e quindi non
ha responsabilità morale.
Durante
l'esorcismo la persona ossessa non vede i presenti, non ode la voce del
Sacerdote ed alla fine non sa nulla di quanto è avvenuto attorno a lei; intanto
nel frattempo gli occhi vedono, le orecchie odono, la bocca parla, l'intelligenza
è in attività; chi vede, ode, parla e ragiona è il demonio.
Non
poche volte ho chiesto a colui che ho esorcizzato: Hai visto ed udito me durante
i dibattiti con il demonio? - e la risposta è stata: Non ho visto alcuno e
neppure ho udito parlare. -
Al
tempo di Gesù gl'indemoniati correvano a Lui per essere liberati. Gesù
misericordioso cacciava i demoni e diede agli Apostoli la potestà di cacciarli.
Nel
Vangelo sono narrati diversi episodi di ossessione.
Potrebbe
pensarsi che, essendo Gesù morto in Croce ed avendo abbattuto Satana, i casi
d'invasione diabolica siano terminati. Non è cos?! Gl'indemoniati ci sono
stati e ci sono anche al presente.
La
Santa Chiesa, che conserva e custodisce il patrimonio affidatole da Gesù
Cristo, tra gli Ordini Minori ha messo anche quello dggli Esorcisti, con il compito
di liberare gl'indemoniati. - Nel Rituale Romano, ove sono contenute le
preghiere ufficiali della Chiesa, trovasi l'Esorcismo solenne, il quale può
essere fatto soltanto dal Sacerdote che ne abbia avuta facoltà dal Vescovo.
Nel
Rituale, prima delle preghiere, ci sono delle istruzioni, che riguardano il
Sacerdote, istruzioni che possono essere conosciute pure dai fedeli, e cioè:
1°
Il Sacerdote eserciti l'ufficio di Esorcista per spirito di carità.
2°
Non creda facilmente che taluno sia posseduto dal demonio. Si assicuri bene
che ci siano dei segni diabolici, ad esempio: parlare lingua straniera o comprenderla,
senza che il paziente la conosca; indovinare cose occulte e lontane; avere
orrore per le cose sacre; ecc.
3°
Il Sacerdote stia attento per non cadere nelle insidie diaboliche ed essere
ingannato, perché il demonio è molto astuto.
4°
Per non essere cacciato il demonio procura di non farsi scoprire e si sforza di
far comprendere che i disturbi fisici sono effetto di malattia.
5°
Si raccomandi all'ossesso di pregare con la mente, mentre si fanno le preghiere
del Rituale.
6°
Il Sacerdote preghi con molta fede ed umiltà; non faccia al demonio domande
curiose; permetta che assistano all'esorcismo soltanto poche persone e non permetta
che alcuno dei presenti parli all'ossesso.
7°
L'Esorcista parli al demonio con autorità, comandandogli di tacere quando
vorrebbe parlare ed obbligandolo a rispondere soltanto alle domande del
Sacerdote.
8°
Non presti fede se il demonio finge di essere l'anima di qualche defunto, o di
un Santo, ovvero uno Spirito buono, cioè un Angelo.
9°
Raccomandi all'ossesso liberato di vivere in grazia di Dio ed in delicatezza di
coscienza, per non dare al demonio motivo di ritornare in lui, perché se riuscisse
a ritornare, il suo stato sarebbe peggiore del primo.
Un
giorno, 18 maggio 1965, venne a trovarmi un uomo. Così mi parlò: - Sono stato
indirizzato a lei dalle Suore di San Paolo della città. Sono molto sofferente.
Sono stato in giro tanto tempo per avere sollievo; ma ormai sono stanco. Mi
aiuti lei!
-
Di che cosa si tratta?
-
Ho disturbi diabolici. Prego, prego, prego sempre. L'unica mia forza è la
preghiera.
-
Che lavoro compie?
-
Prima ero impiegato nell'Amministrazione Provinciale della mia città. A causa
dei miei continui e forti disturbi, dovetti lasciare il lavoro.
-
Vediamo se i suoi disturbi sono proprio diabolici, poichè potrebbero provenire
dal sistema nervoso indebolito. Di salute come sta?
-
Fisicamente sto bene. Sono stato da specialisti, ho avuto visite, mi hanno
esaminato con i « Raggi X », mi hanno fatto analisi di tante specie ed è
risultato sempre u organismo perfettamente sano ». - Quanti anni tiene?
-
Trenta quattro.
-
Ora dica: Come sono cominciati i suoi disturbi?
-
Circa sette anni addietro all'improvviso cominciai a sentirmi male, in tutto
il corpo, come oppresso da un peso. E poi ... dolore di viscere, dolore alle
ossa, la gola serrata ... Mi abbattei e credevo di morire.
Dopo
qualche tempo mi apparivano cose strane, ad esempio, un grosso serpente che mi
attorcigliava e mi mordeva. Io tremante pregavo.
Spesso,
di notte e di giorno, mi apparivano esseri mostruosi, in forma di demoni, e
questo mi terrorizzava.
A
letto talvolta sentivo tirarmi le coperte; nella mia camera apparivano luci e
fiamme.
Per
due anni non sapevo a chi confidare le mie pene. Pregavo e solo così avvertivo
qualche sollievo. Quando mi decidevo a fare la Comunione, provavo un senso di
disgusto; ma mi comunicavo lo stesso.
Siccome
pregavo molto, durante la preghiera udivo vicino a me uno che bestemmiava
contro Gesù Cristo e contro i Santi. Subito guardavo attorno e non vedevo
alcuno.
Mi
piacevano le letture sante. Comprai la Bibbia ed altri libri religiosi; ma il demonio,
assalendomi, me li faceva strappare.
Poichè
i disturbi non cessavano, ed anzi aumentavano, decisi farmi esorcizzare per
cacciare il demonio.
Andai
in diverse città d'Italia, anche in Francia, a Chalon ed a Lione, per farmi
liberare da Sacerdoti capaci. Mi recai anche da Padre Pio, il quale mi disse: Io
ti benedico e speriamo che durante il viaggio di ritorno a casa il demonio ti
lasci per sempre. -
Invece
tutto è continuato come prima. Spesso i demoni, in grandi schiere, mi circondano
e mi fanno soffrire.
Avrei
tante altre cose da dire, ma ne faccio a meno.
Mentre
avveniva il primo incontro di quest'uomo con me, nel mio ufficio venne un
Vescovo. Approfittai dell'occasione.
-
Eccellenza, quest'uomo è indemoniato. Vorrebbe essere liberato; prega molto
e spera.
-
Ma è proprio indemoniato? - soggiunse il Vescovo.
-
Eccellenza, ecco una prova! L'indemoniato davanti ad un oggetto sacro reagisce
subito e questo è uno dei tanti segni dell'ossessione. Voglia osservare! -
Appena l'uomo vide il Crocifisso che io tenevo in mano, il demonio si manifestò.
L'ossesso indietreggiò, alterò la voce, il suo volto si fece strano e giù
bestemmie contro Dio e la Madonna. Poi inveì contro il Vescovo con parole e
con gesti triviali, quantunque Sua Eccellenza fosse un Pastore esemplare.
Impallidì
il Vescovo e disse:
Tu,
o demonio, sarai vinto dalla Madonna. Ti mostri forte con noi, ma la Madonna
è più forte di te.
Dopo
questa battuta il Vescovo disse a me e ad altri tre presenti: Veramente qui c'è
il demonio! -
Allora
tracciai un segno di Croce sulla fronte dell'ossesso ed all'istante fu lasciato
libero; infatti ritornò normale, risollevato e baciò il Crocifisso con devozione.
Vista
la situazione, dissi all'uomo: Lei ha bisogno degli Esorcismi solenni. Per
riuscire nell'impresa, che non è facile, occorre tempo. Date le mie occupazioni,
non intendo mettermi a fare gli Esorcismi. Si rivolga ad altro Sacerdote, che
possa mettersi a sua disposizione. -
L'indemoniato
dopo qualche tempo partì dalla mia città e ritornò al luogo natìo.
Trascorsero
due anni.
Una
domenica, mentre rincasavo sul mezzogiorno, un tale si avvicinò e mi baciò la
mano. Era l'indemoniato. Gli dissi:
-
E lei è in questa città?
-
Siccome nella mia città sono conosciuto e sento vergogna, preferisco stare
qui.
-
Ed ora cosa fa?
-
Cammino. Devo camminare per almeno cinque ore, anche sotto la pioggia e con il
freddo. Il demonio che ho addosso vuole così.
-
Ma ancora non si è liberato? - E chi mi libera? -
Ne
ebbi compassione. - Beh, soggiunsi, per questa volta mi metterò io. Venga a
trovarmi e così si daranno le botte al demonio. Intanto preghi!
-
E si che prego! Prego continuamente, con la bocca o con la mente, per sei o
sette ore al giorno, invocando il Sangue di Gesù Cristo! Povero me se non
pregassi! Ripeto spesso: Satana, ti sgridi Dio! ... Il Sangue di Gesù Cristo ti
abbatta! ... - E mi comunico ogni giorno.
-
Dunque si faccia coraggio! Domani l'attenderò.
Vengono
a trovarmi tanti. Mentre mi disponevo a fare le forti preghiere per l'indemoniato,
giunsero alcune donne ed al cuni uomini, persone già messe a conoscenza del
fatto.
Domandai
all'indemoniato, che era piuttosto sereno: Lei permette che assistano costoro?
-
Niente di male; purché non ci sia qualche fotografo.
-
Stia tranquillo! Frattanto si disponga. Mentre lotterò con il demonio, lei
preghi nella mente. -
Erano
presenti un gruppetto di pie donne, un dottore, tre professori, due sottufficiali
di Questura, alcuni padri di famiglia e qualche giovanotto.
Prima
d'iniziare dissi:
Se
qualcuno ha paura di assistere all'esorcismo, si allontani. Raccomando ciò
specialmente alle donne. - Si allontanò solo una madre di famiglia.
Continuai:
Non fatevi meraviglia se quest'uomo bestemmierà o dirà parolacce; non sarà
lui, ma lo spirito maligno. Ed ora mettetevi in ginocchio. Recitiamo tutti
l'atto di dolore. Umiliamoci profondamente davanti a Dio!
Mentre
ci si disponeva a questo, il demonio cominciò a tormentare l'uomo. Subito
iniziai la preghiera, dicendo solo nella mia mente:
«
Signore, sono nulla al tuo cospetto e molto debole davanti alle potenze infernali.
Per la dignità sacerdotale, di cui mi hai rivestito per la tua misericordia,
per le preghiere dei presenti e per la tua vittoria su Satana, fa' che io possa
dominare il maligno spirito e permetti che egli dica qualche cosa, che un
giorno possa giovare alle anime ».
Quantunque
avessi pregato mentalmente, il demonio conobbe il mio pensiero e frattanto
mi guardava con occhi biechi.
L'ossesso
improvvisamente contorse il collo a più riprese, agitava spasimante ora le
braccia ed ora le gambe e bestemmiava contro il Signore e la Madonna.
Toccai
con il dito le sue labbra e subito tacque.
Tenendo
poi la mia mano sopra il suo capo, in segno di dominio come Ministro del
Signore, gli dissi:
-
Se Dio te lo permette, dimmi il tuo nome!
-
Sono il principe degli angeli ribelli, Lucifero! -
Udito
ciò, dissi ai presenti: Invochiamo allora l'Arcangelo San Michele, il vincitore
di Satana.
-
Michele, esclamò l'ossesso, ... lo conosco! ... Abbiamo lottato assieme e poi
mi ha precipitato ed incatenato negli abissi infernali! -
Tre
volte invocammo San Michele e ad ogni invocazione Satana fremeva sempre di più,
tormentando il paziente.
Continuai:
Che peccato hai fatto in Cielo?
-
Tu lo sai! ... Mi ribellai a Dio... Del resto, leggi la Scrittura.
-
Che Dio ti maledica, o Satana! - Ma io sono già maledetto!
-
Nel nome di Dio, ti comando di rispondere: Come mai tu, che in qualità di capo
mandi in giro i demoni e ti servi di loro, questa volta sei venuto in costui tu
personalmente?
-
Non riescono, perchè lui prega troppo. Ma ora devo lasciarlo e ritornare nel
pozzo infernale. Là aspetto voi! Ma quest'uomo andrà altrove. Vi aspetto con
me nel fuoco! - Ed alterando la
voce da far paura, soggiunse: Ma ... fuoco fuoco!
-
Che differenza c'è tra il fuoco della terra e quello dell'inferno?
-
Quello della terra è materiale; quello dell'inferno è di potenza divina. - Se
si proponesse a te: Se farai la tale o tal'altra cosa, tu uscirai dall'inferno!
- cosa saresti disposto a fare?
-
Ipotesi inutile! La mia condanna è eterna.
-
Nel nome di Dio, rispondi ancora! Le anime che stanno nell'inferno, per quali
peccati vi sono cadute?
-
Tu lo sai.
-
Lo so; è per la disonestà. Ma in modo particolare?
-
Per adulterio, per omicidio, per ateismo.
-
Se Dio ti permette di parlare, rispondi su questo: Quando tu vai in giro per
il mondo, cosa fai?
-
Tento; lavoro nella mente umana. Spingo alla bestemmia, all'omicidio, all'odio,
al furto, all'impurità e ad altri peccati. Rovino più anime che posso. Ma devo
anche dire che in questo mio lavoro talvolta sono percosso dal Creatore e daglí
Angeli. -
Pensando
che le dichiarazioni di Satana, un giorno pubblicate, avrebbero potuto
essere utili alle anime, continuai ad interrogarlo. Certamente il maligno rispondeva
perché era obbligato a farlo.
-
Che lavoro fai con quelli che si confessano?
-
Dopo averli spinti al peccato, li accompagno sino al confessionale; li tento
affinchè dicano bugie al Confessore. Però i buoni non mi danno ascolto.
-
Presso i moribondi cosa fai?
-
Sino all'ultimo dò l'assalto, nella speranza di vincere.
-
Se venissero nel mondo coloro che sono nell'inferno, cosa direbbero ai viventi?
-
A
questo non rispose.
Credo
che la risposta sia quella data da Gesù Cristo nella parabola del ricco
Epulone: Se non ascoltano Mosè ed i Profeti, non crederanno nemmeno se uno risuscitasse
dai morti. - (S. Luca - XVI - 31).
Il
che significa: Se certi dannati si presentassero nel mondo e parlassero dell'inferno,
i cattivi li piglierebbero per pazzi e non crederebbero lo stesso.
Frattanto
tutti i presenti guardavano l'indemoniato. I loro volti erano pallidi e gli
occhi sbarrati, meravigliati di ciò che vedevano ed udivano. Osservai che i più
impressionati erano gli uomini. Esortai tutti ad intensificare la preghiera.
Satana inferocì; faceva segni poco educati, gridando: Miserabili, non pregate!
... Bestemmiate! ... Andate piuttosto a divertirvi al cinema!... -
La
rabbia satanica si riversò sull'ossesso. Questi provava forti attacchi dolorosi,
ora al cuore, ora alla testa ed ora ad altre membra; compresi ciò perchè egli
spasimante portava la mano sulle varie parti del corpo, indicando ove soffriva
di più.
Appena
poggiavo la mano sacerdotale sulla parte sofferente, all'istante cessava lo
spasimo locale. Satana era sotto il dominio della potestà del Sacerdote.
Intanto
facevo internamente atti di umiltà. Guai a me ed all'ossesso se io avessi fatto
qualche atto di superbia! Avrei rese nulle le fatiche dell'esorcismo. Il maligno
tentò assaltarmi dicendomi parole di lode. Per grazia di Dio compresi e
respinsi l'assalto.
Vedendosi
alle strette, il brutto spirito esclamò:
-
Maledetto il momento in cui quest'uomo s'incontrò con te! ... Ti piglierei a
schiaffi, come ho fatto con altri; ma non posso farlo! ... E voi, donnacce, che
pregate, sappiate che io potrei torcervi il collo a tutte; ma non mi è
permesso farlo! Voi pregate e con voi c'è la potenza divina!... Posso
vendicarmi soltanto sopra questo uomo. Come tormentai Giobbe nel corpo, così
tormento questo miserabile! Non posso toccare l'anima sua, ma il corpo sì; ed
allora lo faccio soffrire, portandolo in giro sotto la pioggia, e lo spavento
con orribili visioni! -
E
qui bestemmie! Gli toccai le labbra e tacque.
-
Se è volontà di Dio ed Egli te lo permette, rispondimi:
-
Sei solo in quest'uomo?
-
Con me ci sono tanti altri. Ho a disposizione una legione di combattenti, demoni
a me soggetti. Andiamo in giro per la terra. Conosco tutti e conosco tutte le
lingue ed i dialetti. Potrei parlare in tedesco, francese, inglese, spagnolo,
portoghese ...
A
queste parole pensai:
Se
gli permetto di parlare in lingua estera, forse Dio non sarà contento, quasi io
volessi appagare la mia curiosità, e tanto più che tra le norme degli
Esorcisti c'è anche questa: Non si facciano domande di curiosità - Inoltre
pensai: Questa potrebbe essere un'insidia diabolica, perchè, ascoltando lui
con interesse, smetteremmo tutti di pregare. Per tal motivo non gli permisi di
parlare.
Proseguii
nelle mie domande:
-
Quali luoghi della terra tu preferisci?
-
Certamente gli abitati, perché là trovo le anime.
-
Se hai altro da dire e Dio te lo permette, parla!
-
Ho da dire questo: Devo lasciare quest'uomo e ritornare nel pozzo eterno, ove
Michele mi ha incatenato.
-
Vedi come Gesù trionfa sopra di te!
-
Il Cristo morendo in Croce mi ha schiacciato!
-
Anche Maria Santissima ti ha schiacciato il capo!
-
Ah, questa Donna! ... Non dirò mai il nome di questa tale! -
I
presenti ripetevano a coro: Viva Maria! ... Viva Maria! ... -
La
faccia dell'uomo divenne così brutta, come mai l'avevo vista; dicevo tra me:
Sembra proprio la faccia del diavolo!
-
Ed ora, esclamai, va' via Satana! La Madonna deve cacciarti! -
Allora
feci nella mia mente la seguente preghiera, invitando i presenti ad unirsi alla
mia supplica:
«
O Dio, per la bontà che hai avuta nel dare all'umanità la Vergine Santissima
per Madre, per il suo Immacolato Concepimento, per la sua dignità di Madre di
Dio, per la sua Assunzione al Cielo, per la sua potenza quale Regina degli
Angeli e dei Santi, ti prego, libera quest'uomo! »
Sull'istante
l'uomo esclamò: « Viva Maria! » -
Si
alzò da sedere tranquillo e sorridente, dicendo: Sento di essere leggero! ...
Sono a digiuno, ma ho tanta gioia da non sentire voglia di mangiare!
-
Ed ora, gli chiesi, mi chiarisca qualche cosa. Durante il colloquio che ho
tenuto con Satana, lei cosa faceva?
-
Pregavo nella mia mente, invocando il Sangue di Gesù Cristo.
-
Vedeva me e queste persone presenti?
-
Non vedevo nessuno di voi. Vedevo qui, alla mia sinistra, staccati da voi,
centinaia e centinaia di demoni, brutti brutti. Davanti a me, qui, c'era Satana,
grande, con le ali come un pipistrello; l'ho visto anche in forma di dragone,
cioè, di grossissimo serpente, disteso qui, con la bocca orribile e talvolta mi
mordeva.
-
Ha sentito me, mentre parlavo con Lucifero?
-
Ho sentito nulla.
-
Eppure c'è stato un dibattito interessante!
-
Ma io non so cosa abbia detto. - Le spiego il fenomeno. In questa lotta con
Satana lei era libero nella sua mente e poteva pregare. Il suo corpo invece
era in potere di Satana, il quale si serviva della sua bocca per rispondere. Non
era quindi lei che ragionava e parlava, ma era Lucifero in persona. Ormai che
lei si è liberato, dopo quanto le è avvenuto, cosa potrebbe dire agli altri? -
Voglio esortare tutti ad invocare spesso il Sangue di Gesù Cristo, affinchè
questo Divin Sangue purifichi l'anima nostra e ci liberi da ogni astuzia del
demonio. Io ne ho provato la grande efficacia. Sono in pace con il Signore; lo
prego e lo amo con tutto il cuore e spero essere fedele a Lui con grande
riconoscenza per la liberazione ricevuta. -
C'è
da ringraziare il Signore e la Madonna del buon esito dell'esorcismo.
Naturalmente,
tutto finito, i presenti all'esorcismo fecero i commenti.
Diceva
un professore: Avrebbero dovuto essere presenti a quanto è avvenuto ora certi
professori atei! -
Un
altro disse: Ma il demonio, che è intelligente, sapendo che quello che dice
giova alle anime, perché l'ha detto?
-
L'ha detto perché è stato costretto dalla volontà divina. -
Non
sto qui a dire i commenti svariati delle donne.
Come
ho detto sopra, a principio dell'esorcismo pregai Dio che permettesse al
demonio di dire qualche cosa utile alle anime. Dio si degnò ascoltarmi.
Ora
è mio dovere, rendendo pubblico l'episodio, fare i commenti su certe frasi di
Satana.
Ed
innanzi tutto mi rivolgo ai familiari di coloro che dimostrano disturbi
strani.
Le
malattie nervose sono difficili a curarsi e non di raro sono incurabili. Quando
il sistema nervoso è troppo scosso, per esaurimento trascurato, o per abuso di
narcotici e di stupefacenti, o per abuso delle passioni corporali, specie nel
periodo dello sviluppo, o per forte spavento causato da scampato pericolo ...
allora potrebbero verificarsi dei fenomeni strani, sia nel parlare che
nell'agire.
Se
in simili casi si ricorre al medico, la risposta ordinaria è: Sistema nervoso
ammalato! ... Fenomeni d'isterismo! -
Qui
il medico può arrivare e non oltre. Purtroppo si ricorre al medico quando il
male è cronico ed avanzato assai; naturalmente le cure sono poco efficaci o
quasi inutili.
Con
frequenza, dico con frequenza, poichè mi si sono presentati molti casi del
genere, i parenti del malato, vista inutile la cura, concludono: Qui non si
tratta di malattia; qui c'è la così detta « fattura. ». Il sospetto cade
subito o sulla vicina di casa, con cui sono in rottura, o su di un parente, col
quale sono in lite, o sull'ex-fidanzato o fidanzata, ecc....
Corrono
dalla zingara, dalla fattucchiera, dal caccia-diavoli, dall'indovino, dalla
sonnambula; sborsano senza rimpianto centinaia e centinaia di migliaia di
lire.
L'ultimo,
al quale si pensa di ricorrere, è il Sacerdote.
Si
ricorra subito ed unicamente al Ministro di Dio; c'è sempre da guadagnare,
perchè, se si tratta di disturbi naturali, la Benedizione Sacerdotale è
sempre utile; se si tratta dello zampino del demonio, è proprio e solo il
Sacerdote che deve intervenire.
Quando
dal complesso dei fatti risulta che probabilmente si tratta di disturbi
preternaturali, o diabolici, si presenti il caso a Sacerdote competente e dopo
alla Curia Vescovile. È competenza dei Vescovi giudicare i singoli casi e
determinare il Sacerdote che ha da esorcizzare.
In
caso di vera ossessione si raccomanda a chi è in tale stato di mantenersi in
grazia di Dio, di confessarsi e comunicarsi spesso, affinchè il demonio stia
a disagio nel suo corpo. E poi, preghi molto! Lo stesso facciano i familiari.
In
una sala si tenevano sedute spiritiche. Ad una data ora i curiosi andavano ad
assistere, mentre il medium invocava gli spiriti. I fenomeni erano impressionanti.
Il
demonio, invocato dal medium, si prestava ad intrattenere i convenuti. Tra
costoro c'era un uomo, serio, scrutatore dei singoli fenomeni; era uno scrittore
scandaloso. Per lui esisteva la materia e non lo spirito, cioè il corpo e non
l'anima; per conseguenza non aveva la Fede. Quanto male seminava con i suoi
scritti! Quest'uomo alla fine concluse: Nelle sedute spiritiche agisce un essere
invisibile, intelligente; dunque possono esistere degli esseri viventi
sforniti di corpo. Questo principio è insegnato dalla Chiesa Cattolica, la
quale afferma che dopo la vita presente c'è la vita dello spirito, cioè l'anima
sopravvive allorché si distacca dal corpo.
Scosso
da sì forte pensiero, approfondì la dottrina di Gesù Cristo e si convertì.
Ritrattò i suoi scritti scandalosi.
E’
costui il celebre romanziere Segre Pitigrilli, ancor vivente.
Giornali
e riviste cattoliche pubblicano oggi i suoi articoli, improntati a vera
religiosità. È divenuto un buon Cristiano.
La
conversione del romanziere è frutto delle sedute spiritiche.
Non
si deve però concludere che sia lecito assistere a tali sedute, nella speranza
di ricavarne del bene. Poichè nella rievocazione degli spiriti (... quando sono
vere rievocazioni e non trucchi! ...) è il demonio che agisce e non l'anima di
un dato defunto e tanto meno un Angelo, allora la Santa Chiesa proibisce di assistervi.
L'eventuale
bene di uno, come nel caso di Pitigrilli, non annulla la forte proibizione della
Chiesa Cattolica.
Nel
su esposto episodio dell'ossesso appariva la presenza di un essere estraneo, il
quale si manifestò per quello che era: Lucifero.
Si
deve dedurre:
Se
esiste Satana ed esistono i demoni, deve anche esistere l'inferno. Esistendo
l'inferno, deve esserci pure il Paradiso. Sarebbero un assurdo inferno e
Paradiso, se non esistesse Dio, Creatore e Rimuneratore del bene e del male.
Dio
esiste e tutto gli è soggetto, esseri visibili ed invisibili.
Negli
anni della giovinezza, vivendo con masse giovanili, mi toccava talvolta
assistere a dei pubblici spettacoli, moralmente sani.
C'era
un serraglio. In un ampio locale stava un alto recinto circolare, protetto da
grosse barre di ferro; dentro stavano i leoni. A qualche metro dal recinto c'erano
i seggi degli spettatori.
Si
guardavano con curiosità quelle belve, senza timore, sicuri che non avrebbero
potuto nuocere.
A
principio dei giuochi comparve fuori del recinto barrato il domatore; era in
livrea rossa, abbastanza slanciato di corporatura, dallo sguardo, che si
direbbe felino.
Il
domatore doveva entrare nel recinto; per fare ciò doveva aprire il cancello
barrato e poi richiuderlo. I leoni intanto circolavano e qualcuno era poco
distante dal cancello. All'apertura avrebbero potuto spiccare un poderoso
salto e piombare sul pubblico.
Il
domatore, consapevole del pericolo, prima di aprire il cancello diede uno sguardo
ai leoni ed esclamò: Ohé!... - ma con un accento particolare. Tutte le belve
in un attimo andarono a rincantucciarsi nel lato opposto al cancello.
Il
domatore entrò, rinchiuse ed iniziò lo spettacolo. I leoni gli ubbidivano.
Se
si fosse detto agli spettatori: Come è entrato nel recinto il domatore e come
comanda lui ai leoni, anche voi, uno per volta, fate lo stesso! - di certo
nessuno si sarebbe azzardato a farlo.
Domare
le bestie feroci è difficile ed occorre disposizione particolare, coraggio,
arte e pratica.
Se
è arduo fare ciò, è molto più arduo domare un demonio, e peggio ancora una
grande schiera di demoni e lo stesso loro capo, Lucifero.
Chi
degli uomini potrebbe tenere a freno una legione di demoni, dominarli, comandare
con autorità che ubbidiscano, imporre che rispondano alle eventuali domande,
tormentarli con la sola presenza ed ordinare che si allontanino?
Nessuna
potenza umana può riuscire a tanto.
Davanti
ad un esercito pronto alla battaglia e davanti alla minaccia della bomba
atomica, il demonio se ne riderebbe.
Soltanto
un uomo egli teme e questi è ... il Prete! ... Ma non lo teme come uomo, bensì
come Ministro di Colui che regge l'universo.
Ricordo
che in un esorcismo fatto molti anni or sono dissi al demonio: Ti comando di
fare questo! - Mi rispose:
E
chi sei tu, che comandi a me? - Gli soggiunsi: Come uomo sono nulla, ma come
Prete, Ministro di Dio, ti comando! - Allora il demonio tacque.
Il
Prete è considerato dal mondo materialista quale uomo superfluo in società,
piuttosto degno di disprezzo.
È
insultato, in privato ed in pubblico; è schernito con la stampa irreligiosa e
caricaturista; è tenuto come apportatore di sciagure.
Se
taluno aspira a divenire Prete, ecco sorgere coloro che lo distolgono. Nessuno
in società è tanto malvisto e di nessuno si mormora tanto, quanto del Prete.
Anche sui muri si legge: « Abbasso i Preti! ».
È
proprio strano che, mentre Satana trema davanti al Sacerdote, riconoscendo in
lui un potere divino, i suoi figli invece, cioè, i cattivi, irreligiosi ed
operatori di iniquità, non riconoscano la grandezza della dignità
sacerdotale!
Ma
c'è anche nel mondo chi riflette, crede ed opera il bene. C'è chi stima il
Sacerdozio più di qualunque carica umana e tutto pospone davanti all'ideale
sacerdotale.
Si
cita qualcuno dei tanti esempi del nostro tempo.
Era
professore dell'Università di Bologna; era anche Deputato al Parlamento. La
sua carriera era onorifica e lucrosa.
Ma,
attratto dalla grandezza e dalla bellezza della dignità sacerdotale, di cui si
credeva indegno, verso i quarantacinque anni volle avviarsi al Sacerdozio.
Oggi
compie la sua missione di Prete e proprio a Bologna. È costui l'Onorevole
Giuseppe Dossetti, di cui la stampa si è molto occupata.
In
questi ultimi mesi i giornali d'Italia hanno pubblicato clamorosi articoli sopra
un fatto che ha impressionato molti. Il protagonista è Mario Benedicti.
Questi
nel 1917, a diciotto anni, partì per la guerra, dopo la ritirata di Caporetto.
Suo padre era colonnello ed egli volle abbracciare la carriera militare.
Nel
1920 era Ufficiale dei Carabinieri. Col grado di Capitano combattè nell'Africa
Orientale ed anche in Grecia. Meritò due medaglie, tre croci di guerra ed una
trentina di decorazioni.
Nel
1956 era Colonnello dei Carabinieri, comandante della Legione di Bologna.
Col grado di Generale dell'Arma si mise a riposo.
Era
l'uomo del dovere, riflessivo; approfondiva la Dottrina Cattolica. Ebbe la luce
del Sacerdozio. Non essendo sposato, si ritirò nell'Abbazia di Finalpia
(Savona), ove compì i corsi di filosofia e di Sacra Teologia ed alla fine di
ottobre del 1967, all'età di sessantotto anni, è stato ordinato Sacerdote.
Oggi si chiama Padre Marco.
Da
Generale dei Carabinieri ... a Prete!
Mario
Benedicti si è forse abbassato? No! Ha riconosciuto che un semplice Prete,
per la sua eccelsa dignità, è più che un alto ufficiale di questo mondo.
Quando,
dopo due anni, incontrai lungo la via l'uomo indemoniato e sentì dirgli che
doveva camminare per cinque ore, gli domandai: Cosa fa quando cammina?
-
Prego. -
Dopo
l'esorcismo gli dissi: Buono per lei che ha pregato e prega molto! La sua
liberazione si deve alle sue continue preghiere. Quanti indemoniati forse
restano nel loro doloroso stato per tutta la vita o perchè non pregano o perchè
pregano poco! -
La
preghiera è una delle armi più potenti contro le insidie diaboliche.
Lucifero stesso l'ha dichiarato per bocca dell'indemoniato: I demoni da me
mandati in quest'uomo non riescono, perchè lui prega troppo. Sono venuto io,
il capo; eppure devo lasciarlo; la sua preghiera mi opprime!
Oh,
comprendessero tutti la necessità e l'efficacia della preghiera! Come cambierebbe
la faccia della terra, se tutti i mortali pregassero spesso e con fede!
Satana
per abbattere facilmente le anime distoglie dalla preghiera, mette la noia;
prima si contenta di farla diminuire e poi riesce a farla tralasciare.
Quanto
tempo si dà agli spassi! Per la preghiera manca il tempo. Nessuna meraviglia se
chi non prega cade con facilità nelle gravi colpe e vive in peccato.
Alle
donne che pregavano durante l'esorcismo Satana disse: Donnacce, non pregate!
Andate piuttosto a divertivi al cinema! -
Dato
che la preghiera abbatte il demonio, quando si è tentati si ricorra subito
a Dio, invocando il suo aiuto.
Meritano
un rilievo particolare le parole di Lucifero: Devo anche dire che in questo
mio lavoro (... di assalire le anime ...) talvolta sono percosso dal Creatore
e dagli Angeli. - La qual cosa potrebbe significare che, quando Satana dà
l'assalto ad un'anima, se questa ricorre alla preghiera, lui viene oppresso dal
Creatore direttamente o dai suoi Angeli.
Tutte
le preghiere sono potenti, ma talune pare siano più efficaci.
Si
raccomanda in particolare l'invocazione del Preziosissimo Sangue: Scenda, o
Signore, il tuo Sangue sopra di me per fortificarmi e sopra il demonio per abbatterlo!
-
E’
tanto efficace la preghiera rivolta con fede a Maria Vergine. Il demonio ha
molta paura della Madonna, da non osare neppure nominarla. Si ricordi ciò che
dichiarò Satana nel suo colloquio: Non dirò mai il nome di questa tale!
E’
raccomandabile inoltre la preghiera a San Michele Arcangelo ed al proprio Angelo
Custode.
Come
la preghiera dà onore a Dio, così la bestemmia lo disonora.
Quando
l'indemoniato vedeva il Crocifisso, bestemmiava. Voleva che bestemmiassero
anche i presenti ed inveiva contro di loro che pregavano, gridando: Bestemmiate!
-
La
bestemmia è il linguaggio del demonio. Chiunque bestemmia, imita Satana e
gli appartiene.
Guai
ai bestemmiatori!
Una
madre di famiglia, addoloratissima, mi diceva: Quanto soffro per mio figlio!
Ha diciassette anni ed è terribile! Temo che abbia a fare cattiva fine. Come
bestemmia! Anzi ho saputo che ora dice bestemmie a litanie.
-
Mi spieghi un po'! - le soggiunsi. - Si danno l'appuntamento lui ed altri due
compagni e poi cominciano a bestemmiare a turno. Ognuno dice più bestemmie che
può; quando stanca uno, comincia l'altro.
-
Signora, l'affare è troppo preoccupante. Bisogna che lei preghi molto per
questo figlio sventurato e che lei sia forte, come pure suo marito.
-
Ma c'è poco da fare! Ci sarebbe da compromettere la libertà. Sapesse che vita
conduce! Prende denaro da casa e va a giocare; studia quasi niente ed è
abbonato alle bocciature. Se lo rimprovero, va in escandescenze e qualche
volta si avventa contro di me.
-
Signora, ascolti! Fa pena un uomo che è preso dall'ossessione diabolica, ma
suo figlio fa maggiore pena, in quanto l'ossesso ha il demonio nel corpo e
potrebbe avere l'aníma candida trovandosi in grazia di Dio, mentre suo figlio
ha l'anima posseduta dal demonio.
La
bestemmia non è piaga morale di qualcuno; è piaga di tanti uomini ed anche di
certe donne.
Infelici
le famiglie ove trovasi qualche bestemmiatore! Ivi regna Satana. Da un momento
all'altro la Divina Giustizia potrebbe agire e guai chi ne fosse colpito! Con
Dio non si scherza!
Si
preghi dunque per chi ha il linguaggio del demonio e si faccia ravvedere con
prudenza e fortezza.
Si
riparino dai buoni gl'insulti che il bestemmiatore vomita contro Dio ed i suoi
Santi. Si dica per riparare il « Dio sia benedetto ».
Si
sappia che chi bestemmia, in un certo senso, è peggiore del demonio, perché
il demonio bestemmia in quanto è sotto il peso della tremenda Giustizia di Dio,
mentre l'uomo che bestemmia usufruisce ancora della paterna Misericordia di
Dio.
Tra
le domande rivolte allo spirito maligno ci fu questa:
-
Tu, Lucifero, che peccato hai fatto in Cielo?
-
Mi ribellai a Dio; del resto leggi la Scrittura. -
Si
sa che Lucifero si ribellò al Creatore per superbia e per conseguenza fu
umiliato dalla Divina Giustizia, precipitando negli abissi.
Dio
ama l'umiltà e dà la sua grazia agli umili; Satana invece ama la superbia. Nel
Rituale è detto: L'Esorcista agisca per carità e con umiltà. -
Convinto
di ciò, sin dal principio dell'esorcismo feci parecchi atti interni di umiltà,
per assicurarmi l'assistenza divina.
Lucifero,
mentre lottavo con lui, mi diede l'assalto della superbia, sperando rendere vane
le mie fatiche. Cominciò a lodarmi. Rientrando subito in me stesso e dando uno
sguardo alle miserie dell'anima mia, miserie più o meno comuni ad ogni
mortale, potei resistere all'insidia diabolica.
Sarebbe
bastato forse un solo atto di superbia dell'Esorcista per rendere nullo tutto
l'esorcismo.
Nel
libro « Esercizio di Perfezione del Padre Rodriguez si legge:
In
un paesetto c'era un indemoniato. Per quanto si fosse fatto, non si era riusciti
a liberarlo.
In
quei pressi c'era un convento di Frati; di uno di essi si parlava molto in bene.
Si pensò di farlo esorcizzare da questo Frate.
Realmente
l'esorcismo ebbe il buon effetto.
L'ex-indemoniato
si mostrò grato al suo liberatore e ne lodava le virtù. Anche gli altri del
convento si congratulavano con il Confratello Esorcista.
Tutto
ciò fece montare in superbia il Frate.
Racconta
il Padre Rodriguez: Il demonio rientrò subito in quell'uomo; così Dio punì
la superbia del Frate.
Apprezziamo
dunque l'umiltà e guardiamoci dalla superbia. I superbi hanno per padre
Lucifero, principe della superbia.
Umiltà
interna, facendo guerra allo amor proprio.
Umiltà
esterna, nel parlare, nel portamento e nei rapporti col prossimo.
Nel
mondo, si lavora un po' da tutti, ma sempre per qualche fine, di cui il più
ordinario è la ricerca del pane quotidiano. Anche i demoni lavorano e quanto!
Non
abbisognano del pane quotidiano, non avendo corpo; non hanno speranza di
conseguire alcun bene. Lavorano solo per il male, perchè, essendo confermati
nel male, non possono volere altro che il male.
Nel
loro terribile lavoro sono mossi dall'odio a Dio, che li ha cacciati dal Cielo,
e dalla gelosia verso le creature umane, le quali, se vogliono, possono essere
ammesse alla felicità eterna.
Vanno
in giro per il mondo, a guisa di leoni ruggenti in cerca di preda.
Nell'esorcismo chiesi a Satana:
-
Quando tu vai in giro per il mondo, cosa fai?
-
Tento!
I
demoni, in qualità di puri spiriti, tentano agendo sullo spirito, cioè
sull'anima umana. La sede principale dell'anima è la mente, perchè ivi
risiedono le sue nobili facoltà: l'intelligenza e la volontà. Ne consegue che
il lavoro più importante dei demoni si svolge nella mente umana.
Si
chiarisce il concetto.
La
bestemmia si pronunzia con la bocca, il delitto si commette con le mani, le
disonestà si compiono con il corpo; ma ognuno di questi atti umani ha principio
nel pensiero e parte sempre dalla mente.
Dunque,
vengono dal demonio i pensieri di ribellione a Dio, di bestemmia, di superbia,
d'impurità, di odio, ecc.
È
necessario stare vigilanti per non lasciarsi sorprendere dalla tattica satanica.
Quando ci si accorge che la mente è assalita dal nemico infernale, si chiuda
subito la porta al demonio con un atto contrario di volontà, con una
preghierina, oppure distraendosi.
Durante
il periodo bellico dell'ultima grande guerra ero a Messina, città ben
fortificata e con il porto naturale.
Dalle
fortezze circostanti, dai fortini e dai vari punti di osservazione si vigilava
per non essere sorpresi dalle astuzie nemiche. Malgrado questo, le sorprese
non mancavano.
All'improvviso,
attraversando le nubi, scendeva in picchiata un agile apparecchio. Erano attimi.
Si
aveva un bel fare dalle contraeree; ma prima che i cannoni si fossero messi a
tiro, l'apparecchio era ripartito, sparendo tra le nubi.
Si
diceva in città: Prepariamoci all'incursione di questa notte! - E l'incursione
avveniva. Qualche volta l'aereo lanciava foglietti, con la scritta:
Arrivederci questa notte!
L'agile
aereo, che di solito si azzardava a scendere nella prima metà del giorno,
era il cosidetto apparecchio ricognitore.
Nei
brevi istanti di picchiata fotografava la città, il porto con la flotta e
tutti i dintorni. Le foto, ingrandite poi nella base nemica, davano l'idea
esatta del luogo e poi durante la notte le bombe erano sganciate a colpo sicuro.
L'uomo
per fare un bel colpo deve prima vedere, osservare bene e poi azzardarsi ad
agire.
Il
demonio non ha bisogno di tutto ciò. Essendo spirito, può penetrare senz'altro
nella mente umana e conoscerne subito il pensiero. Da intelligenza superiore
per la sua natura angelica, conosce a fondo le tendenze della natura umana, i
gusti di ognuno, l'ora propizia dell'assalto; fallito un colpo, ne prepara un
altro. Vede nel buio e nella solitudine; tende insidie a giovani ed a vecchi, ai
semplici fedeli ed alle persone consacrate; penetra in modo invisibile, ma
reale, negli abitati ed ovunque c'è un'anima da poter rovinare.
Diceva
Lucifero: Lavoro nella mente umana ... Spingo al peccato.
I
demoni possono tentare, ma l'anima resta sempre libera di acconsentire o no.
Intratteniamoci
sopra una delle battute principali del su esposto esorcismo. - Le anime che
stanno nell'inferno, per quali peccati vi sono cadute?
-
Tu lo sai.
-
Lo so; è per la disonestà. - Satana assentì.
E'
proprio la disonestà che popola l'inferno di dannati.
Dio
comanda nel Decalogo la purezza delle azioni e dei pensieri; comanda e vuole
essere ubbidito. Chi si ribella alla legge divina e muore impenitente, merita la
condanna eterna, come l'ha meritata Lucifero ribellandosi a Dio.
Quante
profanazioni del corpo umano, che è sacro! ...
Fra
venti, quaranta o sessant'anni, cosa ne sarà di tanti giovani dissoluti,
delle fanciulle e delle giovani scapestrate e delle donne scandalose, che
seminano la disonestà a larghe mani? ...
E
cosa dire dei pubblicisti cattivi?
Il
mondo è cosparso di lacci diabolici; legioni di demoni vanno in giro adescando
con facilità le anime.
Coloro
che vivono nell'impurità e specialmente coloro che la disseminano, se
morranno improvvisamente oppure senza essersi riconciliati adeguatamente con
Dio, finiranno nel pozzo infernale, ov'è il regno di Lucifero, aumentando il
numero dei dannati.
Per
vedere a quali estremi giunga oggi la disonestà, si rifletta su quanto segue.
Mi diceva un poliziotto:
Un
tale fece domanda alla Questura per tenere una serata di danze. Per sorvegliare
fu mandato un brigadiere.
Al
divertimento intervennero molti. Faceva triste impressione il constatare la
presenza di numerose ragazze.
Si
danzava senza tanto ritegno. Il brigadiere dovette fare dei richiami.
In
un dato momento l'organizzatore delle danze disse al brigadiere: Ora lei deve
permettere che si spengano le luci. Per un quarto d'ora dobbiamo restare al buio
uomini e donne. -
Il
brigadiere si oppose recisamente. Non occorre fare i commenti al fatto; chi è
intelligente, comprende.
E
poi ... ci si meraviglia dei castighi di Dio sul mondo!
Volendo
che Lucifero dicesse qualche cosa utile alle anime, chiesi una specificazione
-
So che le anime per lo più si dannano per la disonestà. Ma in modo particolare?
-
E
Satana a rispondere: Per adulterio. -
Un
dottore, commentando questa risposta, mi diceva: Gli adulterii che oggi si
commettono nel mondo, sono senza numero. Chi sa allora quanti si danneranno!
-
E’
verità dolorosa!
Dio
ha creato la famiglia e per mezzo del Sacramento del Matrimonio benedice la
convivenza dell'uomo con la donna. Il vincolo matrimoniale è indissolubile davanti
a Dio.
La
donna, stanca un giorno del carattere del marito, o per un grillo che le salta
in capo, lascia il suo compagno della vita e va a convivere con un altro uomo.
Il marito, rimasto senza sposa e forse con dei figlioletti a carico, cerca
un'altra donna e così si sistema nella vita.
In
tale caso sono adulteri tutti e due, la donna e l'uomo.
Dice
Gesù Cristo, Legislatore e Giudice dell'umanità: Chi ripudia la moglie e ne
sposa un'altra, commette adulterio con questa. E se la moglie, ripudiato il
marito, sposa un altro, è adultera. - (S. Marco - X - 11).
Non
occorre andare a cercare i casi di adulterio sui giornali; il cinema e la
televisione li presentano senza scrupolo agli spettatori.
Purtroppo
questi casi dolorosi potrebbero verificarsi nella parentela, nel vicinato ed
anche in seno alla propria famiglia.
Ero
giunto in una città ed una signora mi disse: Oggi sono a sua disposizione la
mia macchina e l'autista. -
Mentre
si andava in giro per disbrigo di affari, l'autista mi aprì il suo cuore. -
Reverendo, posso parlare liberamente; mi confido con lei perché è Sacerdote.
Sono in procinto di consumare un delitto. Pazienza se andrò a finire nel
carcere!
-
Caro signore, non pensi solo al carcere; pensi principalmente all'offesa di Dio
e poi alla rovina dell'anima sua! Cosa le è capitato?
-
Ho figli e figlie; hanno già contratto il matrimonio; non posso lamentarmi
tanto di loro. Mi lamento invece di mia moglie, che da anni tengo sotto
controllo. Si è legata ad un uomo. Due volte ho dovuto lasciarla. Ci siamo
rappacificati ed ancora continua. Se la vedrò presso quell'uomo, la sventrerò
a coltellate! -
Calmai
l'autista e gli suggerì: Cerchi lavoro fuori di questa città e, dato che sua
moglie ha sempre la testa guasta, fugga l'occasione di fare un delitto. Per carità,
non faccia parlare i giornali! Intanto preghi e speriamo che la moglie metta
giudizio. -
L'infelice
uomo concluse: Sto alle sue parole. -
Le
circostanze furono tali che con la macchina si passò vicino alla sua abitazione.
-
Quella bottega di generi alimentari è mia; là c'è mia moglie.
-
Beh, permetta che entri nella sua bottega e dia la Benedizione.
-
È libero di fare! -
Trovai
la signora, vestita e truccata con arte. La scrutai per bene; aveva il volto
mesto, lo sguardo irrequieto ed il parlare concitato. M'intrattenni un poco,
diedi la Benedizione e dicevo fra me: Povera donna, oggi sei qui, in piedi, e
domani potresti essere o all'ospedale o già cadavere! ... Sventurata! ... La
tua vita è triste sulla terra e più triste forse sarà nell'inferno!
Guai
agli adulteri, in questa vita e nell'altra!
Quante
famiglie piangono a motivo dell'adulterio! E quante madri vengono da me
Sacerdote per chiedere preghiere per il marito, che ha lasciato casa e figli per
vivere con altra donna!
Cosa
dire poi delle artiste e degli artisti, conosciuti già nel mondo della televisione,
gente spesso scandalosa, rea di plurimi adulteri?! ...
Chi
vive in adulterio, d'ordinario per tutta la vita resta legato dalla catena della
disonestà.
Satana
attende questi suoi figli con ansia nel luogo dei tormenti.
Si
va all'inferno per l'omicidio, perchè questo è uno dei più gravi peccati, uno
dei quattro che gridano vendetta al cospetto di Dio.
Nell'esorcismo
Lucifero ha fatto rilevare che tra i dannati spicca il numero degli assassini.
Nelle
carceri ci sono gli omicidi; ma sono in minima parte quelli colpiti dalla
giustizia umana. La gran maggioranza sta in libertà.
Infatti,
quanti omicidii si fanno con lenti avvelenamenti! E quanti bambini sono uccisi
in seno alla famiglia per liberarsi del carico dei figli o per celare le
conseguenze della colpa!
Non
è molto, i giornali riportavano un fatto raccapricciante.
Mentre
al mattino i netturbini raccoglievano la spazzatura in un angolo della via,
udirono dei gemiti. Osservarono e videro tra le immondizie, avvolto in foglio di
giornale, un neonato.
Sino
a che punto può arrivarsi, quando si ha la coscienza nera!
Da
statistiche risulta che giornalmente un numero rilevante di creaturine viene
tolto alla vita prima ancora di vedere il sole.
Quanti,
padri e madri, sono rei di più di un delitto del genere!
Gli
omicidi vogliono prenotarsi il posto tra i dannati.
Nel
novembre del 1967 partivo in macchina da Ancona; feci una visita alla Santa Casa
di Loreto, poi una tappa a Recanati per vedere l'abitazione di Giacomo
Leopardi e dopo mi spinsi sino a Macerata.
Qui
cercai e trovai chi da tempo desideravo vedere: l'uccisore di Santa Maria
Goretti, Alessandro Serenelli.
Era
ed è tuttora nel convento dei Padri Francescani; non è Frate, ma vive con
loro.
Ci
scambiammo un abbraccio ed un bacio. Parlammo a lungo.
Guardavo
il Serenelli e pensavo: Ecco qui un assassino, che ha dato una Santa alla Chiesa
di Dio! È grande la Provvidenza Divina, che dal male sa ricavare il bene!
A
diciotto anni, spinto da malvagia passione, crivellò di coltellate il puro corpo
di Mariettina Goretti.
Il
suo delitto indignò il mondo.
È
vero che il Serenella è stato un assassino, però si è riabilitato con il
vero pentimento e la lunga penitenza.
Gli
domandai:
-
Lei che concetto aveva della Goretti prima ancora di ucciderla?
-
Era una santina. Il mio fu un momento di pazzia. Sono tanto pentito del mio
delitto. Scontai nelle varie Case Penali; quattro anni mi furono tolti per
amnistia e ventisei anni li trascorsi nella cella. Appena uscito dal carcere,
andai a gettarmi ai piedi di Assunta, la madre di Mariettina, domandando
perdono. Ebbi una dolce visione della Santa, che poi narrai a Roma ai
Monsignori prima che la fanciulla fosse santificata.
-
Signor Alessandro, non pensi più al passato. Ripari sempre il suo delitto,
facendo opere buone e pregando. Le raccomando la Comunione.
-
Tutti i giorni mi comunico; e poi ... preghiere, Rosari, visite a Gesù
Sacramentato. -
Serenelli
è così pentito del suo omicidio, che vuol lasciare un documento ai posteri.
Con i piccoli risparmi ha pensato di fare erigere un monumento di marmo « La
statua del perdono », raffigurante la giovane Goretti in posizione eretta e lui
in ginocchio, ai suoi piedi, implorante perdono.
Un
solo delitto commise il Serenelli e per tutta la vita lo sta riparando.
E
quelli che hanno le mani macchiate di sangue e non per uno ma forse per più
delitti, togliendo la vita ai pargoli, quale pentimento ne hanno e quale
penitenza ne fanno?
Per
costoro: o dura penitenza e forte riparazione, oppure eterna dannazione!
Nell'inferno
si va anche per l'ateismo, cioè per la colpa di non credere in Dio. Taluni non
credono in Dio per falsa convinzione, cioè, si appigliano a cavilli e si
sforzano di convincersi che Dio non esiste.
Altri
invece si dicono atei per spavalderia, per avere, secondo loro, più credito
in società. Vogliono staccarsi dalla classe dei bigotti (... come pensano loro!
...) e mostrarsi superiori alle piccinerie della Religione.
Altri
ancora, che si dicono credenti, vivono come se Dio non esistesse; perciò non lo
pensano e non lo pregano. Costoro sono atei pratici, mentre le altre due categorie
appartengono agli atei teorici e pratici.
Quando
tutti costoro si presenteranno a Gesù Cristo per essere giudicati, sentiranno
dirsi: Non vi conosco! Andate via da me! Voi in vita vi siete vergognati di me
ed ora io mi vergogno di voi! -
Come
i cattivi in vita stanno lontani da Dio, così nell'eternità ne staranno lontani
per giusta ricompensa.
Si
ha un bel dire per fare spirito: Non credo né a Dio e né ai Santi! - Ci sono
momenti nella vita in cui cessa la spavalderia.
Sopra
una nave, che attraversava l'oceano, era avvenuto un dibattito tra alcuni
credenti ed un miscredente; costui derideva la Religione e la preghiera.
Durante
il tragitto cominciò la tempesta; ci fu l'ordine di alleggerire la nave,
gettando a mare i pesi superflui.
La
furia dei venti incalzava e la nave era sballottolata. Si era in pericolo di
vita. A chi rivolgersi? ... Solo a Dio.
Chi
invocava l'aiuto della Madonna, chi baciava un'immagine sacra, chi faceva
promesse ai Santi ...
Il
miscredente, anche lui tremante, si era inginocchiato in un cantuccio e di tratto
in tratto si segnava con la Croce.
Fu
visto e ci fu chi disse: Guardate quell'uomo! ... Poco fa non credeva in Dio ed
ora ci crede!
ATEI?...
I
fenomeni sismici, cioè le scosse di terremoto, possono verificarsi in qualsiasi
parte della superficie terrestre; però certe zone ne sono più soggette.
La
Sicilia, terra vulcanica, durante l'anno risente qua e là delle scosse. La zona
della Sicilia più rinomata per i terremoti è la città ove io dimoro,
Messina, detta volgarmente « terra ballerina ». Quanti terremoti ho avvertito
in tanti anni di residenza! In un solo giorno, alcuni anni addietro, si ebbero
una ventina di scosse e talune furono così forti da rompere gli apparecchi
sismografi della Università.
Ma
bisogna vedere ciò che avviene in quei momenti! Sono ore di grande trepidazione;
da che si è in vita, si può restare cadaveri, schiacciati dalle macerie.
In
quei momenti gli atei, i bestemmiatori, gl'immorali ... sono da vedersi! Chi
fa il segno di Croce, chi chiama Sant'Antonio, chi prega San Giovanni Decollato,
chi Santa Rita, chi bacia il Crocifisso, chi corre in Chiesa a pregare, temendo
si ripeta il boato con la relativa scossa! ...
Insomma
all'atto pratico si vede che i veri atei sono pochi.
Senza
averlo richiesto mi pervenne un plico; conteneva un libro « Dall'ateismo alla
Fede ».
L'autore
è lo stesso convertito, Enrico Cappellina. Egli fa l'analisi delle varie tappe
della sua conversione ed esorta chi non ha fede a riflettere sul proprio
spirito, sui movimenti del cuore e su certe luci che penetrano nella mente per
illuminarla e dirigerla a Dio.
Il
Cappellina riconosce d'avere acquistata la Fede per le preghiere altrui; difatti
dice nella Dedica del libro: « Alla mia fedele compagna che, senza ch'io lo
sapessi, tanto pregò per la mia conversione ». Dubbiosi o negatori della
Fede, dopo la lettura di questo libro hanno sentito il bisogno di rivolgersi a
Dio.
L'inferno
c'è! ... Dio l'ha rivelato. Chi va all'inferno, non va in un regno di piacere,
ma di dolore.
Giova
il ricordare qui il Divin Poeta, Dante Alighieri. La sublime mente del Poeta nel
viaggio ideato nell'oltre tomba descrive l'inferno in maniera umana. Basandosi
sul Domma Cattolico « L'inferno esiste », immagina e parla da uomo, assegnando
ai dannati pene che fanno rabbrividire.
Tuttavia
quanto dice Dante nella Divina Commedia è ben poca cosa di tutto ciò che
realmente si soffre nell'inferno. Gesù Cristo dice che l'inferno è «il luogo
dei tormenti». E’ un Dio, gravemente offeso dalle sue creature, il quale
punisce con giustizia infinita.
Il
maggior tormento del dannato è il pensare: Ho perduto Dio ... Bene Assoluto
... Felicità Eterna! ... L'ho perduto per sempre ... per colpa mia ... per piaceri
di poco conto, che ormai sono svaniti!
Il
verme del rimorso non muore nel cuore del dannato, cioè, il tormento è eterno.
A
questo tormento essenziale se ne aggiungono altri, in rapporto alle varie colpe.
Chi più ha peccato, più ha da soffrire.
Uno
dei tormenti, di cui con frequenza Gesù Cristo parla, è il fuoco. Ne parla
nella parabola del Ricco Epulone; lo paragona al fuoco della Geenna, cioè a
quel fuoco che di continuo ardeva nei pressi di Gerusalemme per consumare le
carni degli animali morti ed altri rifiuti; lo ricorda nelle sue divine parole
di Giudice Supremo: Andate, maledetti, nel fuoco eterno! ... (S. Matteo -
XXV - 41).
E’
dunque verità rivelata da Dio che nell'inferno c'è il tormento del fuoco.
Durante l'esorcismo Lucifero disse: Devo lasciare quest'uomo e ritornare nel
pozzo eterno, ove Michele mi ha incatenato! ... Là aspetto voi! ... Vi aspetto
con me nel fuoco! - Dette queste parole e fatta breve pausa, con accento
accorato e con voce più alterata del solito, aggiunse: Ma ... fuoco fuoco! -
Quando
le mie energie fisiche erano in efficienza, davo la scalata all'Etna, il più
grande vulcano d'Europa. Più di una volta, quando le condizioni del vulcano
erano propizie e sempre con cautela, mi azzardai a scendere dentro l'immenso
cratere. C'era tanto da vedere, particolarmente al centro, ov'è il condotto
lavico.
Una
volta, ritornato sul cratere, non vidi più la base interna, già così ampia,
proporzionata ai tre chilometri di circonferenza. Per le continue eruzioni
interne si era formato un grande monte dentro il cratere, sino al livello
dell'orlo dello stesso cratere.
Il
fuoco lavico, a contatto con l'aria, si era raffreddato e poi pietrificato.
Oggi
chi va sul cratere non vi vede più dentro il grande monte. Tutta quella mole è
ripiombata nelle viscere della terra; ne era uscita fuoco e ritornò ad essere
fuoco.
Terribile
ed indescrivibile è questo vulcano quando è in grande attività. Al suo fuoco
nessuna potenza umana può resistere. A vedersi si esclama spontaneamente: È
proprio un inferno!
Ma
cos'è il fuoco di un vulcano paragonato a quello dell'inferno? ... È semplice
immaginare.
Interrogato
Lucifero su questa differenza, rispose: Il fuoco della terra è materiale
(cioè consuma solo il corpo); quello dell'inferno è fuoco di potenza divina
(cioè atto a tormentare lo spirito senza consumarlo). In tal modo il tormento
del fuoco si perpetua in eterno.
Uomini
e donne, che vivete nelle mollezze della vita terrena, non dimenticate che vi
aspetta il fuoco eterno!
La
maledizione del padre cade sui figli.
Si
riscontrano, qua e là nel mondo, degli esseri infelici; non possono trovare
pace, non riescono nelle imprese ed ovunque si mettono si trovano male.
Se
s'interroga qualcuno di questi miseri, la risposta potrebbe essere: Mio padre
mi ha maledetto!
La
maledizione del padre, quando è gravemente provocata, cade sui figli, rendendoli
infelici.
Se
tali tristi effetti produce la maledizione di un uomo, sebbene padre, sopra un
altro uomo, cosa non produrrà la maledizione di un Dio sdegnato sopra un'anima,
creata per amarlo e che invece l'ha rinnegato, o bestemmiato o vilipeso calpestando
la sua legge? ... La maledizione di Dio peserà eternamente sui dannati.
Quando
per bocca dell'ossesso Satana si manifestò per quello che era, esclamai: - Che
Dio ti maledica, o Satana! - Ed egli, con accento particolare, rispose: Ma io
sono già maledetto! -
Quando
gli proposi cosa sarebbe stato disposto a fare per annullare la sua maledizione,
esclamò: Ipotesi inutile! La mia maledizione (o condanna) è eterna! -
«
Lasciate ogni speranza, o voi che entrate! » - così scrive Dante nella Cantica
dell'inferno.
Visitavo
un tempo le Case Penali e m'intrattenevo a colloquio con i detenuti. Quasi
sempre domandavo: I suoi anni di condanna? - Quindici; però il più è fatto;
me ne restano cinque.
Ad
un altro: E lei? - Condannato per ventiquattro anni. -
Ad
un terzo: E lei? - Devo farne trent'anni; però ho usufruito di due anni di
amnistia. -
Un
detenuto, dagli occhi commossi, mi disse: Il più sventurato sono io! ... Non
posso contare gli anni. Sono un ergastolano, un condannato a vita! ...
Se
il pensiero di restare in carcere per tutta la vita schiaccia un uomo, come dovrà
opprimere il dannato questo pensiero: Starò in questo luogo dei tormenti per
sempre, per tutta l'eternità, sempre maledetto dal mio Creatore! ...
Ci
sono ancora due frasi di Satana da commentare.
-
Che lavoro compi con quelli che si confessano?
-
Dopo averli spinti al peccato, li accompagno sino al confessionale; li tento
affinché dicano bugie al Confessore. -
Se
taluno cade in peccato mortale, diviene subito preda di Satana.
Come
il pescatore, captato un grosso pesce nella rete, fa ogni sforzo per non
lasciarselo sfuggire, così fa Satana con l'anima peccatrice. Non essendogli permesso
violentare la sua volontà, lavora con arte finissima per rovinarla in eterno.
Le dice nella mente:
-
Hai peccato! Ma cosa ti è capitato di male? ... Nulla! ... Sei in vita e puoi
godere ... Ti preoccupi di Dio?... Ma tu credi che Egli esista? ... Se fosse
vero, ti avrebbe già punita ... Non allarmarti! ... Distraiti godendo! -
Infatti
l'anima peccatrice cerca distrazioni per non sentire il pungolo del rimorso.
Intanto
le cadute si ripetono e così passano i mesi e forse gli anni. Povera anima!
Ma
sarà qualche opera buona compiuta, o da lei o da altri per lei; sarà un atto
della Divina Misericordia, conseguenza di qualche predica o pia lettura; sarà
una forte scossa per scampato pericolo; sarà quello che sarà ... l'anima peccatrice
si risolve e dice come il Figliuol Prodigo: Mi alzerò ed andrò dal padre mio!
'Gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di Te! -
Appena
l'anima è disposta a presentarsi al Sacerdote per avere la Sacramentale
Assoluzione, ecco Satana, pronto a riprendere il suo lavoro: L'accompagnerò
sino al confessionale e la tenterò aflìnchè dica bugie al Confessore! -
Dio,
Padre di misericordia, è pronto a perdonare qualunque peccato, purchè ci sia
il pentimento delle colpe e la sincerità dell'accusa.
All'anima
peccatrice, inginocchiata ai piedi del Ministro di Dio, Satana suggerisce
nella mente: Confessa pure i tuoi peccati, ma non confessare quello! Che
vergogna per te se manifestassi tutto!... E poi, diminuisci il numero delle
colpe! ...
Non
dire la grave circostanza di quel peccataccio!... Il Prete perderebbe la tua
stima!...
Dice
San Giovanni Bosco, apostolo del confessionale, che il demonio lavora assai in
coloro che si confessano e quindi occorre attenzione alle insidie sataniche.
Lucifero ha anche affermato: Però i buoni non mi danno ascolto. -
Mesi
or sono, il 16 dicembre 1967, andai a far visita ad una signora per presentarle
i miei auguri. Quel giorno ella compiva cento anni.
La
signora non teneva il letto. L'osservai attentamente. Teneva gli occhiali,
l'udito era buono, parlava con serenità; il suo aspetto era di persona sana,
dal volto colorito e con poche rughe.
Quel
giorno doveva andare a pranzo fuori di casa, invitata dai figli, per essere
rallegrata dalla corona dei nipoti e pronipoti.
-
Signora, le dissi, auguri per il secondo secolo! Oggi comincia a contare il
primo anno. Mi compiaccio di vederla in buone condizioni! -
Mi
rispose: Ringrazio Dio della vita che mi dà! Dio mi ha dato nove figli; otto
sono in vita; sono tutti buoni. Mi ha dato anche il marito buono. Ho passato i
miei anni nella pace. -
Una
donna che comincia il secondo secolo! ... Potrà vivere ancora e non sappiamo
per quanti anni, ma l'ora della morte suonerà anche per lei.
Quando
giunge l'ultima ora, o son passati venti, o cinquanta o cento anni, poco
importa; la vita pare sempre breve, quando la si guarda alla fine.
Ciò
che importa è l'ultima ora, dalla quale dipende l'eternità.
Quando
due generali sono in guerra diuturna e non si sa chi ne uscirà vincitore, si
suole dire: Sarà vincitore chi vincerà l'ultima battaglia.
Nel
mondo ci sono due regni: quello di Dio e quello di Satana.
Gesù
Cristo lavora in ogni anima ed anche Lucifero lavora.
Quando
si sta per chiudere la vita terrena, l'opera diabolica entra in azione e
talvolta in modo formidabile.
Diceva
Lucifero nell'esorcismo: Ai moribondi, sino all'ultimo dò l'assalto, nella
speranza di vincere. -
La
Santa Chiesa, sapendo ciò, prescrive che il Sacerdote che assiste i moribondi
asperga con l'Acqua benedetta la casa, il letto ed il sofferente e preghi molto.
Si narra che un'anima, ammessa alle confidenze di Gesù, pensando alla sua ultima
ora, chiese: Signore, temo che il demonio sul letto di morte abbia ad assalirmi
fortemente. - Gesù le rispose: Non temere! In quell'ora vicino a te ci sarò io
e ci sarà anche la Madre mia.-
Com'è
sapiente e provvidenziale la seconda parte dell'Ave Maria, ove si dice: Prega
per noi ... nell'ora della nostra morte!
Questa
invocazione si dica con devozione particolare per noi, per le persone care e
per i moribondi di ogni giorno, i quali a centinaia di migliaia quotidianamente
passano all'eternità.
Quando
si parla di guerra, si fa cenno anche della pace, come dopo essersi parlato di
castighi, si parla anche dei premi.
Fin
qui si è parlato dell'inferno; conviene ora fare un codicillo sul Paradiso,
riflettendo su questa dolce verità rivelata da Dio.
Dio
è infinito ed è grande in tutte le sue opere.
Grande
è il castigo riservato agli operatori d'iniquità e grande, anzi grandissimo,
il premio riservato a chi opera il bene.
Tutti
i piaceri terreni, tutto ciò che di grande, di bello e di prezioso possa
trovarsi sulla terra, il tutto messo assieme è piccolissima cosa davanti ai
gaudi eterni, meno ancora di una goccia d'acqua davanti alle acque di tutti
gli oceani. I gaudi eterni sono di ordine soprannaturale e quindi non
paragonabili a quelli naturali. Lucifero è disperato perchè ha perduto per
sempre questi gaudi e vuole che li perdano anche gli altri.
Furono
sapienti i Martiri ed i Santi e sono sapienti coloro che vivono in grazia di
Dio, imponendosi i dovuti sacrifici, pur di conseguire la felicità eterna.
Dio,
Giustizia e Bontà infinita, non lascia senza ricompensa neppure il minimo atto
buono, come sarebbe il dare un bicchiere di acqua ad un assetato.
Grande
ricompensa è anche riservata a chi coopera alla salvezza eterna fosse pure di
un'anima sola.
Ero
entrato in un tabacchino per acquisto di francobolli. La padrona aveva avuta
una fortuna e me ne diede notizia.
Tra
gli avventori aveva collocato un blocchetto di biglietti per una Lotteria
Nazionale. All'estrazione venne fuori uno di questi biglietti. Per disposizione
particolare alla diffonditrice fu dato un milione.
Minima
era stata la cooperazione alla ricchezza di chi aveva vinto alla lotteria; ma
sebbene minima, fu ricompensata.
Chi
coopera alla salvezza eterna di altre anime, acquista tesori per il Paradiso.
Il guadagno non è il milione caduco che l'uomo dà ad altro uomo, ma un aumento
stragrande di felicità eterna.
Il
primo frutto sia questa conclusione individuale: Vivere sempre in grazia di Dio.
Attenzione
alle lotte che il demonio giornalmente ingaggia contro di noi. Avere maggiore
interesse dell'anima nostra, perchè l'affare principale di questa vita è la
nostra salvezza eterna.
Più
preghiera e maggiore frequenza ai Sacramenti.
Apprezzare
la pratica della meditazione quotidiana ed amare le sacre letture. Non
lasciarsi trascinare dall'attrattiva delle cose di questo mondo, le quali sono
passeggere.
Sapere
andare contro la corrente moderna, la quale porta all'indifferenza religiosa.
Essere
grati a Dio, che ci ha data la Fede; lavorare ogni giorno per renderla operosa.
L'anima
giusta vive di Fede.
Il
secondo frutto dello scritto sia: Lavorare per salvare le anime, impedendo che
vadano all'inferno.
È
dovere di ogni battezzato il cooperare alla salvezza dei traviati. Oggi più
che mai questo dovere è impellente, perché le anime corrono alla rovina con
incoscienza terrificante.
I
Santi, al pensiero della eterna dannazione dei peccatori, moltiplicavano le
loro fatiche per salvarne più che fosse possibile.
Tra
i Santi è da ricordare Don Bosco, giustamente denominato « pescatore di anime
». Quanto disse e fece per l'altrui salvezza eterna!
Pensava
sempre alle anime, anche nei suoi misteriosi « sogni ». Conosciutane una
bisognosa, non se la faceva scappare.
Un
giorno d'inverno era caduta la neve e Don Bosco era per via. Un operaio,
passandogli vicino, scivolò e stava per battere a terra.
Il
Santo lo sostenne. L'operaio, riconoscente, disse: Se non fosse stato per lei,
sarei caduto a terra! -
Don
Bosco colse l'occasione per dirgli una buona parola: Oh, potessi aiutarla perché
non abbia a cadere nell'inferno! -
L'operaio
riflettè e rispose: Ho proprio bisogno del Sacerdote! E’ tanto che sto
lontano da Dio! Verrò presto a trovarla per confessarmi. -
Don
Bosco dopo qualche tempo ricevette la visita dell'operaio e così potè metterlo
in carreggiata.
Da
Carmagnola ritornavo in macchina a Torino. Passai vicino alla « FIAT ». Quante
macchine nuove, luccicanti sotto i raggi del sole, stavano sotto il mio sguardo!
Mi
balenò in mente un pensiero: Le auto per ora sono qui; fra non molto saranno
in circolazione. Quanti forse incontreranno la morte per mezzo di queste
macchine! -
Il
mio pensiero trova la ripercussione nei fatti. Ogni giorno avvengono infortunii
automobilistici, con morti e feriti.
Pochi
giorni addietro, da che stendo questa pagina, un uomo era in macchina da solo;
ebbe un momento di smarrimento mentale, dovuto alla pressione del sangue, e
andò a battere contro un muro. Rimase fuori di se e sanguinante sulla macchina
frantumata.
Da
lì a poco passò un'altra macchina con due viaggiatori, i quali portarono il
ferito al prossimo ospedale.
Due
giorni. dopo, trovandomi io in quell'ospedale per impegni sacerdotali, visitai
l'infortunato. L'infelice faceva pena; era proprio ridotto in tristi condizioni.
Si faceva di tutto per salvarlo.
La
faccia era ricoperta di leucoplasto; teneva la boccheruola per l'ossigeno; alla
vena di un braccio era applicato il tubetto della fleboclisi per l'alimentazione
indiretta.
Forse
si sarà riusciti a salvare una vita. Se, avvenuto l'infortunio, quell'uomo
fosse rimasto solo lungo la via, si sarebbe dissanguato e sarebbe morto presto.
Invece con le dovute cure, con i rimedi moderni della terapia e con un po'
di tempo, un uomo già all'orlo della tomba, può riprendere le sue attività.
Per
gli estremamente bisognosi è indispensabile l'interessamento altrui; senza di
ciò ne consegue la morte.
Portando
il caso nel campo spirituale, quelli che vivono in peccato mortale sono in
peggiore condizione degli infortunati corporali; sono votati alla morte eterna,
cioè all'inferno.
Hanno
bisogno di ossigeno e di alimentazione spirituale. Occorrono anime pietose che
supplichino la Divina Misericordia.
Se
per un corpo bisognoso si fa cento, per un'anima peccatrice deve farsi mille.
Nella Sacra Scrittura e precisamente nel Libro Quarto dei Re si legge:
Ad
una donna Sunamite era morto l'unico figlio. Avendo molta fiducia nel Profeta
Eliseo, andò a trovarlo al monte Carmelo e lo supplicò di andare a casa sua.
Il Profeta l'accontentò.
Il
morto era un fanciullo e stava ancora sul letto. Eliseo si distese sopra di
lui, gli pose sulla bocca la sua bocca, sugli occhi i suoi occhi, sulle mani le
sue mani; stette curvo sopra il morto.
La
carne del fanciullo divenne calda e si aprì la bocca e pure gli occhi. Il morto
ritornò in vita.
Il
Profeta disse alla madre: Prendi il tuo figlio! -
La
donna si gettò ai piedi dell'uomo di Dio, commossa e riconoscente.
Un
Profeta, un uomo di Dio, con la preghiera potè far tornare la vita ad un morto.
Dio,
onnipotente e misericordioso, pregato con fede e perseveranza dai buoni, può
ridare la vita della grazia ai traviati per liberarli dalla dannazione eterna.
Dice
Gesù: Io sono la risurrezione e la vità!