PUDORE…
SE CI SEI BATTI UN COLPO
A TE, IMMACOLATA VERGINE MARIA E A TE,
SANTA MARIA GORETTI, MARTIRE DEL PUDORE E DELLA PUREZZA, CON LA PREGHIERA DI
OTTENERCI DAL SIGNORE LA GRAZIA DI UNA RADICALE CONVERSIONE ALLA LIMPIDEZZA
EVANGELICA CHE DIO SI ASPETTA DAI SUOI FIGLI.
PER ORDINAZIONI
RIVOLGERSI A: Don Enzo Boninsegna Via Polesine, 5 - 37134 Verona Tel. e Fax:
045 1 8201679
Nella
storia dell'umanità ci sono state epoche che, pur facendo come ogni altro
tempo l'amara esperienza del peccato, si sono contraddistinte per aver posto al
centro dell’attenzione l’anima dell'uomo in tutta la sua complessità. Poi
sono venuti tempi in cui al centro è stata posta un'anima mutilata e cioè solo
qualche sua facoltà: l'intelligenza o il sentimento...
Oggi
siam finiti ancora più in basso: il centro dell'attenzione non è più
l'anima, o qualche sua facoltà, ma il corpo: l'uomo e soprattutto la donna
"valgono" non unto vale il loro "moto-re" (cioè l’anima),
ma la loro " carrozzia" (cioè il corpo). È perciò particolarmente
apprezzato tutto ciò che valorizza il corpo, anche quando serve come esca per
catturare delle "prede". Il corpo e una certa moda senza scrupoli sono
diventati pertanto strumento di potere. Di potere psicologico e di provocazione,
con tutte le conseguenze che ne derivano.
Con
questa mentalità sono in gioco la gloria di Dio e la salvezza dell'uomo; sono
il gioco la salute e la credibilità della Chiesa; sono in gioco tutti gli altri
valori, umani e cristiani, che non possono assolutamente salvarsi, e tanto meno
prosperare, fin che si tenta di coltivarli nel fango dell'indecenza.
Se,
come battezzato, il cristiano è tenuto principalmente a guardarsi dentro, per
coltivare nel migliore dei modi il suo rapporto con Dio, come cresimato è
chiamato a guardarsi attorno, per vedere con gli occhi, giudicare con la fede e
agire con coraggio per la salvezza del mondo; non importa se con la previsione
di scarsi risultati.
La
Chiesa ha bisogno di ministri che non si limitino a dei rari pronunciamenti non
seguiti dai fatti; ha bisogno di figli che non si fermino a dei lamenti su ciò
che non è che non si sentano a posto per aver emesso comode e sbrigative
condanne su un mondo alla deriva. Osservare ciò che va male e provarne anche
dolore, ma limitarsi a dire: In che tempi viviamo! Ai miei tempi non era così!",
non serve a niente e a nessuno.
Se
condanni un mondo che scava la fossa al pudore, ma non fai nulla per cambiare le
cose e invertire la rotta, tu condanni anche te stesso! Non hai il diritto di
lanentarti su ciò che non hai o di cambiare!
Da
solo puoi fare ben poco, o quasi nulla, ma se sapremo unire e coordinare le
forze: Vescovi e sacerdoti, religiosi e laici (soprattutto i genitori),
associazioni e gruppi vari... i frutti verranno: si comincerà col veder
maturare nelle coscienze la percezione chiara della gravità di un problema
che ora, come problema, da troppi non è nemmeno avvertito. E con la coscienza
matureranno... le iniziative e con le iniziative... i frutti!
Leggere,
meditare e diffondere queste pagine può rappresentare quel piccolo seme da
cui maturerà una spiga, tante spighe e forse andre un abbondante raccolto.
Il
Signore benedice chi lavora per Lui e con Lui.
Il
buon Dio chiama anche te, si, proprio te, a lavorare nel suo campo. Non
deluderlo restando alla finestra a guardare e a imprecare contro i tempi cattivi
che stiamo vivendo.
Rimboccati
le maniche chiedi al Signore il coraggio di agire, e trova il tempo, la voglia,
la forza e l'intelligenza per fare tutto quello che il Signore si aspetta da te.
1
- TANTO PER COMINCIARE
Il
bene sa essere anche tollerante, ma il male no.
Il
male comincia sempre col chiedere timidamente il diritto di cittadinanza nel
vivere civile, presentandosi inizialmente come un'opinione rispettabile tra le
tante altre, ma poi, via via, diventa ingordo: vuole tutto per sé e al bene non
lascia altro che il marchio di infamia del ridicolo.
Il male non può convivere col bene: è un inquilino troppo scomodo. Nel caso specifico che stiamo trattando, la spudoratezza non può convivere col pudore; basta guardarsi attorno per averne conferma. Il "vacchismo" oggi dilaga e il pudore è su un letto di agonia o, se si preferisce, è sul banco degli imputati, colpevole di non essere ancora sparito dalla circolazione in questi tempi non suoi. E, quel che è peggio, questo imputato innocente stenta a trovare avvocati che lo difendano.
In
molti senza-Dio di ieri tutto era morto, ma il pudore no. In molti cristiani
d'oggi il pudore non è morto e non può morire, per la semplice ragione
che... non è mai nato: non è mai stato conosciuto, mai apprezzato, mai amato:
è stato abortito prima di affacciarsi alla vita della coscienza.
Fino
a qualche tempo fa, parlando dell'immodestia ci si riferiva solo alla donna,
mentre l'uomo sembrava esente da questo difetto.
Il
nostro tempo, anche in questo registra qualche novità: nella "questione
spudoratezza", pur restando la donna la vera maestra, l'uomo non ha più un
ruolo esclusivamente passivo, e non solo perché è quasi sempre lui a
progettare, a finanziare, a realizzare e a smerciare su scala industriale gli
scandali che usano come oggetto il corpo della donna, ma anche nel senso che
l'uomo sta sempre più imparando dalla donna "l’arte di spogliarsi".
Uomo
e donna (in tanti campi, non solo in questo) sono in competizione non nel dare
la scalata alle vette della virtù, ma nel correre follemente verso gli abissi
del vizio.
Una
conferma? Eccola. Fino a qualche anno fa era la donna che appagava la curiosità
morbosa dell'uomo con spettacoli di spogliarello; il ribaltamento dei ruoli non
era nemmeno pensabile, per la semplice ragione che ripugnava sia all'uomo che
alla donna. Ma i "tempi nuovi", compreso che si trattava di un'evidente
"ingiustizia", hanno spazzato via questo assurdo "pregiudizio":
ed ecco sulla scena spettacoli di... spogliarello maschile! Finalmente! Ora,
anche I'uomo può farsi ammirare e anche la donna è diventata
"guardona". Giustizia è fatta!
Gesù
ha tuonato con parole fortissime contro coloro che danno scandalo: "Guai a
colui per colpa del quale avviene lo scandalo" (cfr.: Mt 18, 7); ma ci ha
ricordato anche, con tono altrettanto forte, il dovere che abbiamo di difenderci
dagli scandali: "Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per
te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che finire all’inferno con
due occhi" (cfr.: Mc 9, 47).
Non
possiamo eliminare dal mondo tutti gli scandali, ma possiamo e dobbiamo far sì
che questi scandali non entrino in noi.
Se
chi dà scandalo è un assassino di anime, chi non si difende dagli scandali,
anzi li va a cercare, è un suicida della propria anima. Se dare scandalo è
cattiveria, voler ricevere scandalo è stupidità.
Ci sono persone che lo scandalo dato da
altri lo subiscono e ne soffrono, e ci sono quelli che liberamente e
allegramente vanno a cercarlo. A questi propongo quanto un predicatore viennese
disse ai suoi ascoltatori sul finire del secolo scorso: Alcuni cristiani sono più
stupidi dei topi. Siete sorpresi per questa mia affermazione? Mi è facile
dimostrarvi che non sto esagerando. Anche i topi muoiono perché mangiano esche
avvelenate messe dall'uomo, ma almeno i topi i cibi avvelenati non li pagano.
Molti cristiani invece, comprando certa stampa infetta di eresie, di scandali e
di ogni immoralità, pagano quei veleni che uccidono le loro anime e premiano
così i loro assassini. Ecco perché ho affermato che certi cristiani sono più
stupidi dei topi "(Da "I delitti della stampa" di Ivo Bertani).
"Il
crollo della moralità porta con sé il crollo della società." Giovanni
Paolo II
2
- RITRATTO DEL PUDORE
Che
cosa è il pudore? Da dove o da chi viene? Che senso ha? A che serve?
Per
trovare una risposta a queste domande è necessario risalire all'inizio della
vicenda umana. L'uomo è uscito perfetto dalle mani di Dio. Perfetto e perciò
anche libero, cioè con la facoltà di scegliere che uso fare di quella
perfezione e di tutti i doni ricevuti dal Creatore. E quale uso abbiano fatto
Adamo ed Eva della loro libertà ci è tristemente noto.
Il
loro peccato ha staccato l'umanità da Dio, lasciando, in ogni uomo che sarebbe
nato, una ferita profonda, un'accentuata inclinazione più al male che al bene.
Solo Gesù, per virtù propria, e la sua
SS.ma Madre Maria, redenta in anticipo dai meriti del Figlio fin dal
primo istante del concepimento, furono esenti dal peccato originale e dagli
squilibri che ne derivano.
Il
peccato originale ha sconquassato tutto nell'uomo e in ogni uomo: non solo ha
introdotto le malattie e la morte, ma anche ha privato l'uomo della vita divina
e perciò ha offuscato la sua mente, ha indebolito la sua volontà e ha guastato
i suoi sentimenti. Di conseguenza il peccato originale ha squilibrato i rapporti
dell'uomo con Dio (si pensi all'indifferenza, all'ingratitudine, all'ateismo,
alla bestemmia), ha squilibrato i rapporti dell'uomo col prossimo (si pensi alla
violenza, alle calunnie, alle ingiustizie, ai furti, agli adulteri, agli
omicidi... aborti compresi!) e ha squilibrato i rapporti dell'uomo con se stesso
(l'anima stenta a tenere nelle sue mani le redini del comando, perché il corpo
fa sentire con prepotenza tutto il peso delle sue passioni). "Il corpo - ci
dice San Paolo - ha delle voglie che fanno guerra all'anima"(cfr.: Rm 8,
5-13).
Dice
la Bibbia che, dopo il peccato, Adamo ed Eva si sono in qualche modo vestiti.
Dunque, il pudore è un bisogno dell'uomo e della donna spiritualmente feriti,
prima ancora che un comando dall'alto. In ogni caso il pudore è voluto da Dio
come difesa contro la prepotenza delle passioni nel campo della sessualità (cfr.:
Gn 3, 7). II pudore... custode di quel delicato e difficile equilibrio tra
anima e corpo che si chiama "purezza"!
Con
le parole che l'apostolo Paolo ha usato per un altro argomento potremmo dire
che "la sessualità è un tesoro in vasi di creta" (2 Cor 4, 7). Un
"tesoro"... perché la sessualità è un bene: Dio vide quanto aveva
fatto, ed ecco, era "cosa molto buona" (cfr.: Gn 1, 31), ma, ferita
com'è; è come un "vaso di creta"... e cioè è così fragile e sono
così gravi e devastanti le conseguenze che possono derivare da un suo uso
scriteriato, che c'è bisogno di tenerla attentamente sotto controllo.
Il
pudore difende l'uomo dalle amare sorprese a cui andrebbe incontro se la
sessualità non fosse "serva", ma "padrona". Per mantenersi
"puri di cuore" il pudore non è sufficiente: occorre ben altro,
occorre la grazia di Dio; non è sufficiente, ma resta necessario. Ci sono
infatti dei peccati che aprono la strada ad altri peccati: come il troppo amore
al denaro spiana la strada ai furti, alle ingiustizie e a tante altre miserie;
come l'ira spiana la strada alla bestemmia e all'omicidio, così il cedimento
sul piano del pudore apre la strada all'impurità. Questo insegnamento che ci
viene dalla fede, è puntualmente e gravemente confermato dall'esperienza e la
nostra generazione... ne sa qualcosa!
La
Bibbia ci dice un gran bene del re Davide: tolto qualche aspetto della sua vita
(non più accettabile oggi, ma capibile con la mentalità di allora), potremmo
considerarlo "un cristiano prima dei tempo".
Vivissimo
era in lui lo spirito di preghiera (parlava con Dio molto spesso e di tutto e si
alzava più volte anche di notte per pregare); coltivava lo spirito di penitenza
(in particolare il digiuno); sapeva rinunciare alla vendetta e in tutte le sue
cose si affidava alla Provvidenza di Dio; per umiltà accettava anche rimproveri
ingiusti e fatti in tono rabbioso; era un uomo paziente, capace di attendere i
tempi di Dio; era fedele e delicato nei rapporti di amicizia; vivissimo era in
lui lo spirito di giustizia; aveva intelligenza e coraggio da vendere, e si
potrebbe continuare ancora per molto nell'elenco delle sue virtù.
Eppure...
a far crollare questo gigante dello spirito, antenato di Gesù, a farlo
diventare prima adultero e poi assassino, è bastata la mancanza di pudore di
una donna.
Leggiamo
nella Sacra Scrittura: "Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto,
si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall'alto di quella terrazza
egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto.
Davide mandò a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: 'E' Betsabea...
moglie di Uria' Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa andò da lui
ed egli giaque con lei... La donna concepì e fece sapere a Davide: "Sono
incinta" (2 Sam 11, 2-5).
La
Bibbia non precisa se quella donna si sia volutamente esposta in quella maniera
per malizia, per farsi notare da Davide e quindi con l'intenzione di
"catturarlo", o se la sua sia stata invece una semplice imprudenza.
Resta il fatto che in Davide non si sarebbe scatenata quella tempesta, che ha
poi pagato a caro prezzo per tutta la vita, se Betsabea fosse stata salda nel
pudore, cioè nel non farsi vedere in quella situazione delicata, e se egli
stesso fosse stato prudente e tempestivo nel distogliere lo sguardo da quella
donna. Pudore in lei e prudenza in lui avrebbero evitato quel disastro! E
invece... Betsabea non ha avuto ritegno e ha dato scandalo, Davide non ha avuto
la forza e la prontezza di evitarlo, ed è successo quel che sappiamo.
Un
altro re, Erode, contemporaneo di Gesù, pur essendo un pover'uomo, aveva
qualcosa di buono: ascoltava volentieri Giovanni Battista (Mc 6, 20). Eppure è
stato proprio Erode a farlo uccidere. Dice il Vangelo che nel giorno del suo compleanno
fece una festa; in quell'occasione chiese alla nipote Salome di danzare per lui
e per i suoi invitati. Certamente vestita... di poco, scodinzolando
maliziosamente con la sua abile arte di tentatrice, ha fatto scoppiare il
cervello a Erode che, stravolto da ciò che ha visto, si è dichiarato disposto
a ripagarla dandole anche la metà del suo regno. Ma la ricompensa richiesta
dalla nipote, su istigazione della madre, è stata un'altra: "Voglio subito,
qui, la testa di Giovanni Battista" (cfr.: Mc 6, 25). E così, il
precursore di Cristo, colui che era "più che un profeta" (cfr.: Mt
11, 9), colui che Gesù definì il "più grande tra i nati di donna" (cfr.:
Mt 11, 11), è morto di morte violenta per la spudoratezza di una donna.
Quando
muore il pudore... muore la ragione e muore anche l'uomo! Quante dolorose pagine
di storia, sporche di sangue innocente, ha scritto l'indecenza!
Ma
a questo punto mi chiedo: c'è bisogno dell'esempio di Davide e Betsabea, di
Erode e Salome per comprendere quanto sia necessario il pudore? La vita non ci
ha forse insegnato fino alla noia questa amara lezione?
È
stato dimostrato dalla scienza che quando a un cane si mostra del cibo si
mettono in moto tutti i meccanismi della salivazione e della digestione. Ciò
dimostra che certe immagini sconvolgono il delicato equilibrio psicofisico e
producono situazioni difficilmente controllabili. E se questo vale per il
cibo, vale anche per altri appetiti, primo tra tutti l'appetito sessuale. Certe
immagini non perdonano. È vero che la libertà non viene soppressa, ma è vero
anche che viene fortemente condizionata.
"Beati
i puri di cuore, - dice il Signore - perché vedranno Dio" (Mt 5, 8). Sono
parole illuminanti: ci dicono chiaramente che chi è puro di cuore (e il pudore
è l'anticamera della purezza) non solo vedrà Dio nell'altra vita, ma già qui,
ora, sente il fascino di Dio, respira aria di paradiso e sente più il
richiamo del bene che del male.
Chi
invece manca di pudore (e la mancanza di pudore è la prima forma di
"non-purezza" non vede e non sente Dio, ma continua a sentire soltanto
il "richiamo della foresta", cioè l'urlo dei sensi, la prepotenza
delle passioni e... se per un po' ce la fa a resistere, prima o poi cadrà
miseramente: crollerà lui e quasi sempre travolgerà nel crollo altre persone.
"Pudore
e castità si sostengono a vicenda: se l'uno cresce, cresce anche l'altra; se
l'uno declina, la castità affonda" D'Arcas-Bonneto
3
- LA SITUAZIONE OGGI
La
spudoratezza non è partita dalle masse... alle masse è arrivata come un dono
piovuto dall'alto.
I
programmatori della corruzione, per manipolare la mentalità delle masse,
hanno scelto la via dei piccoli passi: a forza di battere, il chiodo è entrato
e la nostra gente ha cominciato a considerare "normale" ciò che
normale non era, non è... e non sarà mai. La via migliore era quella di
presentare i personaggi dello spettacolo (semidei del nostro tempo, uomini e
donne senza legge!), rivestiti di... "non-pudore". E così, la quasi
adorazione che le masse provavano e provano per quei personaggi famosi avrebbe
aperto la strada alla simpatia verso il loro modo di pensare, di agire e di
vestire.
Prima
di affacciarsi sulle nostre strade e nelle nostre piazze, la spudoratezza è
entrata con tutti gli onori nelle sale cinematografiche e da là è uscita per
irradiarsi come un'epidemia nella società; poi ha fatto breccia nelle nostre
case con i vari settimanali scandalistici, di cui soprattutto le donne erano e
sono avide lettrici, e ora, da una ventina d'anni a questa parte, siamo al diluvio
con la televisione e con i manifesti pubblicitari che tappezzano le nostre
strade.
Passo
dopo passo, si è arrivati a rappresentare ogni forma di perversione sessuale,
fino a toccare il vertice della follia e l'abisso del vizio con i "cinema a
luce rossa", in cui si rappresenta solo e sempre la pornografia più
raffinata, più distillata e più maniacale.
Era
inevitabile che, scandalo dopo scandalo, si arrivasse all'assuefazione. Il che
non significa che questa indigestione di scandali non faccia più male,
significa solo che oggi non si preda più attenzione al male die fa e, di
riflesso, sono state azzerate le difese.
La
spudoratezza è ormai onnipresente: partita da pochi, ha lasciato il segno in
motti, in troppi, ed oggi è un dato di fatto che investe tutti.
1)
- La moda non ha più alcun
riguardo per il pudore: gonne scandalosamente corte, scollature esagerate,
vestiti superaderenti, o con superspacchi, o semitrasparenti stanno dilagando
e... con quale disinvoltura vengono indossati! Se poi alle gonne troppo corte si
aggiungono delle pose studiatamente maliziose (gambe accavallate al vento...),
l'opera è completa.
Un altro brutto vezzo del nostro tempo è quello di portare un crocifisso come orecchino. Qui non c'entra il pudore, ad essere colpita è la dignità di Cristo, ma è comunque un segnale che dice chiaramente fino a che punto alcuni e alcune si siano fatti schiavi nei confronti delle mode. Davanti a questa forma di schiavitù, che rasenta il cretinismo, è facile capire quale forza eserciti la moda anche nel campo del vestire, dove è in gioco il pudore.
2)
- Le discoteche, simili a
bolge infernali, sono i luoghi migliori per "educare" all'indecenza la
massa dei giovani. Lì, col linguaggio e con l'abbigliamento che prevalgono, con
le canzoni infarcite di sesso selvaggio e depravato, le ragazze non imparano
certo a conoscere e a conservare la loro dignità di persone, e i ragazzi
sicuramente non elevano il loro spirito verso i pensieri e la volontà di Dio.
3)
- E che dire delle spiagge d'estate?
Sulla spiaggia si vedono sempre più spesso bambini e bambine completamente
nudi, con la scusa che a quell'età sono innocenti. E chi può dire a che età
precisa comincia ad affiorare la malizia? Ovviamente varia da soggetto a
soggetto. E ancora: a che età si inizierà con questi bimbi l'educazione al
pudore? A 6 anni? A 8 anni? A 10? A 12? Questa sarebbe proprio la strada
migliore per far nascere la malizia nel bambino e nella bambina, che sicuramente
si chiederebbero: "Perché quest’anno devo portare questo straccetto di
costume che l'anno scorso non avevo? Cos'è cambiato dall'anno scorso a
quest'anno?" Cominciar a educare al pudore troppo tardi sarebbe una
forzatura e darebbe scarsissimi risultati; educare invece al pudore fin dalla
più tenera età fa apparire il pudore come la cosa più normale di questo mondo
e dà i frutti migliori. E a proposito di bambini nudi sulle spiagge non si
invochi l'igiene, che caso mai domanda, per essere tutelata, che siano coperti
almeno nelle parti intime, che sono anche le più delicate del loro corpo.
Sempre
d'estate sulle spiagge, perdono anche gli ultimi residui della decenza persone
(soprattutto donne) che, in condizioni normali, nella vita di tutti i giorni,
sembrano persone per bene. Già il cosiddetto, "bikini", o "due
pezzi", non so come possa conciliarsi col pudore cristiano; ma c'è di
peggio: sono sempre più numerose le esibizioniste che si mostrano a seno
scoperto; l'unica cosa che le riveste è un pezzettino di stoffa poco più
grande di un coriandolo; e, così bardate, passeggiano su e giù per la spiaggia
fingendo una disinvoltura che non hanno e che non possono avere.
Per
ora i nudisti hanno spiagge riservate, ma non dovremo attendere molto perché il
nudismo sia accolto trionfalmente su tutte le spiagge.
Se io fossi padre, oggi non mi sentirei in coscienza di portare i miei figli al mare, per non offrire modelli sbagliati alle bambine e per non portare al macello l'innocenza dei bambini. Anche di questo risponderanno i genitori. Dalle vacanze al mare la salute fisica dei figli non trae un vantaggio così grande quanto è grande, oggi, il danno che ne riceve la loro salute spirituale.
4)
- Vivo e opero da oltre vent'anni tra i ragazzi delle scuole medie e so di non
essere lontano dalla verità nel dire che almeno il 30 o 40% di questi ragazzi
ha la televisione in camera da letto. A parte il danno psicologico che ne
riportano, a parte il sonno che perdono, e di riflesso il danno scolastico che
ne deriva, è incalcolabile il danno morale che ne ricevono. Alcuni di questi
ragazzi, più furbi dei genitori, si comprano la cuffia per sentire la TV senza
che fuori dalla porta si avverta alcun rumore; poi, con piccoli stratagemmi,
oscurano la toppa della chiave e la parte bassa della porta perché da fuori non
si veda la luce e quindi... avanti a smanettare sul telecomando: per buona parte
della notte cercano su tutti i canali fin che trovano da "pascolare"
tra le tante sozzerie che abbondano in quelle ore della notte.
Per
questi genitori, i loro figli non hanno un'anima! Anche i cani e le cagne
mettono al mondo dei figli... Questo lo dico per certe "mammine"...
moderne e per certi "paparini"... piuttosto cretini... che, pur
credendosi furbi, si fanno bidonare dai propri figli!
Ci
sono poi ragazzini più "fortunati" che hanno per genitori "mammine"
e "paparini" così "aperti" e "moderni" da mettere
a loro disposizione perfino il decodificatore, che permette di vedere su
"Tele+1" quella superpornografia così lurida che perfino uno Stato
sbracato come il nostro non autorizza sulle reti normali.
5)
- Non c'è paese o quartiere di città in cui non siano spuntati diversi negozi
di videocassette pornografiche. Se fino a cinque, sei anni fa la pornografia più
spudorata era reperibile solo nei "cinema a luce rossa" (e non erano
molti che avevano il coraggio di entrare in quelle sale di fogna, per il timore
di esser visti), ora, potendo "godersi" la visione di questa lurida
merce cinematografica a basso costo, comodamente seduti in casa propria, non
visti da nessuno, o tutt'al più con un ristretto gruppo di amici della stessa
risma, il mercato pornografico è letteralmente esploso.
Va
detto inoltre che, se nei "cinema a luce rossa" possono entrare
soltanto i maggiorenni, questa "pornografia casalinga" delle
videocassette è di fatto a disposizione di tutti, anche dei bambini.
6)
- In alcuni negozi particolarmente "attrezzati", i "sexi
shop", oltre alle videocassette "porno" sono in vendita marchingegni
di ogni genere per rendere il sesso più "piccante".
Ma in qualche città del centro e del nord Europa si va ben oltre: tra le varie vetrine che espongono oggetti di ogni genere, ci sono anche vetrine che espongono, come merce in vendita... donne completamente nude; sono li offerte allo sguardo di tutti, ma per l'uso... per l'uso bisogna pagare. Insomma: prostitute in vetrina.
E
se qualcuno alza la voce in difesa della donna e contro questa
"vergogna" che la umilia come oggetto, c'è subito chi gli tappa la
bocca in nome della libertà! Per giustificare l'aborto si esalta la donna e
anche i "diritti"... che non ha, ma poi non si esita a calpestare
questa stessa donna per affermare... i "diritti" dei
"guardoni". Il mondo senza Dio non riconosce come assoluto alcun
valore: tutto esalta e tutto sacrifica, tutto innalza e tutto calpesta, solo in
base alle "voglie" del momento e agli interessi di qualcuno.
7)
- Ormai, quasi tutte le rivendite di giornali più che "vetrine" son
diventate... "latrine" di oscenità: chi va a comprarsi il giornale
non può non vedere buona parte di quel "porcume" di cui, in nome
della libertà, va tanto fiera l'Italia. Vengono messe in esposizione riviste
che fanno da esca, ma poi, per chi ha più "fame"... c'è dell'altro,
altra merce che si vende sotto banco: le riviste specializzate nel
"porno" più "raffinato" e ributtante. Non si possono
vendere ai minori di 18 anni? Non importa, c'è sempre una scappatoia. Qualche
ragazzino, particolarmente scaltro, si fa comprare alcune riviste porno da un
amico diciottenne e poi... avanti col "mercatino dei vizio": fa
passare queste riviste, ovviamente a pagamento, ai ragazzini della sua età; ed
è la stessa età in cui noi... li prepariamo alla Cresima!
8)
- Disegni osceni sono disseminati come "moderni graffiti" un po'
dovunque, perfino negli ascensori degli ospedali.
L'ossessione
del sesso porta certi maniaci a lasciare traccia della loro imbecillità anche
nei luoghi di dolore. E quando neanche il dolore riesce a far rinsavire... è
segno che si è toccato il fondo.
9)
- Un altro grave segnale del degrado a cui siamo giunti, nel disprezzo del
pudore, lo si ha nel comportamento che certi ragazzi e ragazze tengono tra loro
nei luoghi pubblici, sotto gli occhi di tutti e senza il minimo imbarazzo. È
forse assenza di ipocrisia questo loro comportamento? No, è piuttosto un segno
che hanno toccato il fondo della corruzione, dell'arroganza e dell'egoismo, al
punto tale da non rendersi più conto del male che si fanno, dell'imbarazzo che
creano in chi li vede e dello scandalo che danno ai più piccoli. Sono anime
marce, povere creature in putrefazione!
10)
- E c'è anche una spudoratezza verbale: le parolacce condiscono ormai ogni
discorso. Un tempo erano poche "bocche sporche" a seminare indecenza
con barzellette luride o a doppio senso; ora, invece, le parolacce escono da
quasi tutte le bocche, in quasi tutti i momenti e con estrema scioltezza. La
parolaccia ha fatto carriera anche grazie a "uomini di cultura" (così
si definiscono loro) che le hanno riconosciuto il diritto di far parte del
linguaggio scritto e parlato a pieno titolo. I deboli... il male lo fanno, solo
i perversi lo giustificano!
11)
- L'ultima trovata in fatto di indecenza è il "telefono porno":
basta chiamare uno dei tanti numeri telefonici che le TV e i giornali
reclamizzano e si può parlare con "donnine" specializzate nelle più
stomachevoli volgarità. Viene così appagata la voglia di dire e di sentirsi
dire le cose più sozze e perverse. Un papà di due figli (di 15 e 18 anni) mi
ha confidato la sua preoccupazione perché si è visto arrivare una bolletta
telefonica di mezzo milione. Interrogati i figli... tutti e due si sono difesi
affermando di non saperne niente. Conclusione: quel padre non ha che due
possibilità: o si rassegna a pagare bollette telefoniche... da infarto (e
non, come nel caso di altre spese, per la salute dei suoi figli, ma per la loro
corruzione!), o deve mettere il lucchetto al telefono. Siamo arrivati a... dover
pagare la corruzione dei nostri figli! Italia, vergognati!
Ormai
non c'è angolo, o situazione, o momento della nostra vita in cui si possa stare
al riparo da questa maledetta spudoratezza assassina che giunge a noi da mille
canali. Perfino le vetrine delle farmacie straripano oggi di donne nude. E
questa, invece di chiamarla "ossessione"... la chiamano "civiltà"!
Faremmo
bene a ricordarci una lezione della storia: una civiltà senza pudore è una
civiltà senza futuro!
La
Chiesa è distinta dal mondo, ma non fuori dal mondo (cfr.: Gv 17, 15). Gli
scandali che l'uomo produce con la sua ribellione a Dio, la Chiesa li conosce,
li soffre e li combatte: li deve combattere! Non può comunque ignorarli perché
questi scandali hanno ormai invaso anche il terreno del "sacro". A
conferma di questo posso citare alcuni fatti.
1)
- Certe donne vengono in canonica vestite in maniera sconveniente e non con
l'intenzione di mancare di rispetto ai sacerdoti, ma perché,
"educate" dalla mentalità pagana che impera, non si rendono conto
che, tra l'altro, creano disagio. Il problema, per loro, semplicemente non
esiste.
2)
- Non pochi giornali e settimanali cattolici, più che affidarsi alla
Provvidenza, per attingere soldi si affidano alla pubblicità, e sempre più
spesso danno spazio a immagini del tutto inopportune, qualche volta contrarie al
messaggio cristiano e anche non raramente scandalose. A chi, malato di ingenuità
(e sono molti oggi!), stenta a credere a questa mia denuncia, posso mostrare
una collezione di questi "gioiellini" che conservo gelosamente proprio
per dimostrare che non parlo a vanvera.
3)
- Pochi sanno (perfino molti preti lo ignorano) che quasi tutti i ragazzi che
giocano al calcio nelle nostre parrocchie, finita la partita, per lavarsi si
spogliano completamente davanti ai compagni di squadra. Non potrebbero tenersi
gli slip fino ai box della doccia e toglierli solo lì dove nessuno vede? Certo
che potrebbero, ma queste sono "sciocchezze": a queste cose nessuno
più ci fa caso! E intanto... i gay ringraziano di cuore, perché queste
situazioni sono, per loro, i migliori allevamenti per i futuri
"pollastri".
4)
- Alle porte d'ingresso dei santuari più grandi da qualche tempo si è dovuto
ricorrere alla vigilanza di alcuni guardiani, per evitare che la gente entri in
chiesa vestita di "quasi niente", in modo indecente, o comunque
inopportuno. È sconfortante vedere che, oltre alla modestia, anche il buonsenso
è venuto a mancare! Ma è mai possibile che neanche i signori uomini
comprendano che non si va in chiesa in pantaloncini e canottiera (e magari,
come fa qualche turista, leccandosi un buon gelato)? Non andrebbero al
matrimonio di un amico con quella "tenuta da spiaggia"; e perché
allora venire nella casa dei Signore "svestiti" in quel modo? Dio
merita forse meno rispetto degli sposi? La spudoratezza ormai preme, preme con
sempre maggiore insistenza e arroganza alle porte delle nostre chiese: è un
assedio in piena regola. E intanto Satana... canta vittoria! Mentre celebravo la
S. Messa in una località turistica italiana, mi è capitato di vedere una
donna entrare in chiesa in "due pezzi" (slip e reggiseno). Ovviamente
sono intervenuto. Poi, finita la Messa, vedendo che il parroco d'estate stava in
chiesa in pantaloncini corti (è il suo clergyman estivo!), ho capito tante
cose...!!!
5)
- Un giorno, invitato da un amico alla celebrazione dei suo matrimonio, mi
trovavo in chiesa, già vestito dei paramenti, in attesa degli sposi. Si è
avvicinata una ragazza tutta frizzante: "Padre, sono una cugina dello
sposo, posso fare io la prima lettura"? - No, mi dispiace! Vestita in quel
modo non dovresti nemmeno venire in chiesa". La reazione è stata
immediata: Perché, cosa c'è che non va? Nella mia parrocchia vado a leggere
tutte le domeniche vestita più o meno così e il mio prete non dice
niente!". Portava una vistosa minigonna. Ero certo che stavo parlando al
vento, ma avevo l'obbligo di non regalare il diritto di cittadinanza nella
chiesa a un simile abbigliamento. Io confrontavo la sua minigonna col pudore
cristiano e la trovavo dei tutto sconveniente, non solo in chiesa, ma anche
fuori. Quella tizia, invece, confrontava la sua minigonna con quelle più
vertiginose che portano certe sue amiche e la trovava dei tutto casta, quasi
adatta... a Santa Maria Goretti!
E
così, nelle nostre parrocchie il presbiterio, che è il luogo più sacro della
chiesa, sta diventando pian piano una passerella di moda su cui sfilano, oltre
alle minigonne, gonne con lunghi spacchi, shorts (tanto per capirci: "braghette",
o "minibraghette"), camicette semitrasparenti o dei tutto senza
maniche, ecc... ecc... ecc...
Coraggio,
siamo sulla strada giusta che porta a una sana uguaglianza: diritti per tutti...
tranne che per Dio, a cui non è riconosciuto il diritto di vedere rispettata la
decenza neanche nella sua casa! Il problema è enorme, perché quelle ragazze
che non percepiscono il pudore come un valore irrinunciabile, se le richiami
spostano subito il discorso sul piano dei centimetri, e la questione diventa più
delicata e praticamente irrisolvibile.
6)
- Gesù ci ha mandato in tutto il mondo a predicare il Vangelo (cfr.: Mc 16,
15), ma ha fatto anche l'ipotesi che i suoi non siano accolti: "Se non vi
accolgono, scrollate anche la polvere dai vostri sandali e andate
altrove" (cfr.: Mt 10, 14). Alcuni preti questa lezione non l'hanno ancora
imparata e si ostinano a voler restare anche là dove di fatto non sono accolti,
dove il Vangelo è calpestato e dove il restare presenti è assurdo e controproducente.
Penso a quei preti che vanno a celebrare la S. Messa nei campeggi delle spiagge,
tra gente mezza nuda, che partecipa (?) al Sacrificio di Cristo in costume da
bagno e nulla più. Così facendo non portiamo Gesù alla gente e la gente a Gesù,
ma al contrario ci allontaniamo noi da Gesù e inganniamo la coscienza dei
presenti, facendo credere loro che Cristo non ha nulla da obiettare sul loro
miniabbigliamento e nulla da chiedere a nessuno.
Qualche anno fa la cronaca ha dato notizia di una Messa celebrata da un prete calabrese in un campo di nudisti. Ogni commento è superfluo!
7)
- Un problema molto serio stanno diventando i matrimoni: qualche sposa si
presenta in chiesa con un abito troppo scollacciato o che lascia la schiena
completamente scoperta. Per non parlare di certe trasparenze che lasciano
immaginare quel che la sposa (bontà sua!) non si sente di mostrare apertamente.
Per non correre questo rischio, noi preti, quando i prossimi sposi verranno in
parrocchia per preparare i documenti necessari, saremo costretti d'ora innanzi
a chiedere una foto dell'abito da sposa, per valutare se può essere accettabile
o meno? A che livello di squallore siamo arrivati!
Per
non parlare di non poche ragazze presenti alla cerimonia, che vengono in
chiesa con abiti che offendono la decenza anche fuori di chiesa.
8)
- Ma la realtà supera la fantasia. Una domenica, nel trasferirmi da un lato
all'altro della chiesa per andar a confessare, ho visto due "morosi"
che si baciavano appassionatamente sotto lo sguardo della gente (ricordo che la
chiesa era quasi piena), mentre il celebrante predicava. Il sacerdote parlava di
amore con le parole e loro... con i fatti. Quasi non credevo ai miei occhi.
Erano in un posto centrale della chiesa, normalmente seduti su un banco, l'uno
accanto all'altra, e per riuscire in questa scomoda "prova di amore"
si contorcevano come anguille. Quel bacio è durato parecchio, fino a quando,
giunto nei pressi, li ho trattati come meritavano. Devo aggiungere che la
ragazza è figlia di una cosiddetta "buona famiglia"; ma forse, più
che dei suoi genitori... è figlia di questo tempo bastardo!
9)
- In quest'ultimo decennio è stato ripetutamente colpito e insudiciato quanto
noi cattolici abbiamo di più caro: Gesù, la sua SS.ma Madre Maria e San
Giuseppe. Lo si è fatto con alcuni film che, guarda caso, mostrano Gesù, Maria
e Giuseppe come maniaci vogliosi di sesso, come persone senza pudore, senza
purezza e senza dignità. Un attacco più falso e più infamante di questo non
poteva essere fatto. Satana, e il mondo che lo serve, sanno bene come e che cosa
colpire; siamo noi cattolici a non sapere bene come e che cosa dobbiamo
difendere. Gesù lo ha detto: "I figli delle tenebre sono più scaltri dei
figli della luce" (Lc 16, 8). E infatti le voci di protesta contro
quei film luridi, falsi, infami e dissacranti, e pur tanto reclamizzati, sono
state quasi inesistenti e sicuramente sotto tono.
Dobbiamo
renderci conto che viviamo in un'epoca in cui il lato carnale dell'uomo degenera
spesso in immoralità dissoluta. Si cammina sullo sporco. "(Paolo VI).
"Siate
forti! Non si deve cedere dove non bisogna cedere.. Si deve combattere, non con
mezzi termini, ma con coraggio; non di nascosto, ma in pubblico; non a porte
chiuse, ma a cielo aperto. San Pio X
4
– I RESPONSABILI DELLO SFASCIO
Sulla "Rivista internazionale delle Società Segrete" troviamo la spiegazione di quanto sta avvenendo sotto gli occhi di tutti; sono parole tanto chiare quanto diaboliche: "La religione non teme la punta del pugnale, ma può cadere solco il peso della corruzio. Non stanchiamoci, quindi, di corrompere. Rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini bisogna che lo respirino coi cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e non avrete più caltolici".
In
altre parole: per distruggere la Chiesa... meglio la corruzione che la
persecuzione; perché con la persecuzione la Chiesa dà il meglio di sé e
produce i martiri, con la corruzione invece... marcisce!
Riporto,
senza alcun commento, alcune frasi stralciate dai programmi della Massoneria, e
da quelli del Comunismo ateo e del Capitalismo selvaggio, buoni figli della Massoneria,
che hanno individuato nella corruzione la via migliore per giungere al loro
scopo: la sparizione della fede, l'eliminazione della Chiesa e l'asservimento
dell'umanità.
1)
- "Corrompete la gioventù, alienatela dalla religione, fissate la loro
attenzione sul sesso, lasciateli diventare superficiali, distruggete il loro
idealismo, provocate con ogni mezzo il crollo delle virtù morali, dell'onestà,
della purezza.." (Manuale per i comunisti della Florida).
2)
– "Il nostro compito è di promuovere l'ondata della pornografia e di
presentarla con simpatia come il fine supremo della libertà artistica." (Parola
d'ordine del Partito Comunista Italiano).
3)
- "Se vogliamo distruggere una nazione, dobbiamo prima distruggere la sua
morale; poi ci cadrà in grembo come un frutto maturo. Svegliate l'interesse
della gioventù per il sesso e sarà vostra." (Lenin).
4)
- "Abrogane tutte le leggi contro l'oscenità - Distruggere il senso morale
diffondendo la pornografia nei libri, nei periodici, nei film alla radio e in
televisione - Presentare le degenerazioni sessuali come normali, naturali,
favorevoli all'equilibrio psichico e igienico - Distruggere la famiglia,
favorendo le unioni libere e il divorzio." (Direttive date ai comunisti
degli Stati Uniti).
5)
- "Un paese non è altro che un corpo gigantesco: chi regola le sue
funzioni genitali, influenza tutto il corpo e lo riduce in suo potere. Si prende
un paese altraverso il suo istinto più sviluppato, allora quella generazione,
senza più ritegno, perderà le sue forze e sarà in preda a un'ebbrezza di cui
noi potremo regolarne la durata. Creando sempre nuovi stimoli, sapremo rendere
permanete quell'ebbrezza e fare del paese un'isola di ossessi. "(Dal
libro "Asiatici" di Arthur Landsberger, 1925).
6)
- "In questa rivoluzione dovremo risvegliare il diavolo nel popolo ed in
lui le passioni più vili." (Michail Bakunin - Rivoluzionario russo,
iniziatore del Movimento Anarchico internazionale).
7)
- "Quando l'uomo sarà divenuto un essere che striscia, che grugna e salta
sulla femmina, e voi continuerete soltanto ad accarezzare il suo sesso e a
scatenare la bestia che è in lui, allora il porcile diventerà un macello. La
carne che offrite nelle vostre riviste illustrate è buona tutt'al più ad
essere venduta, schernita, torturata, uccisa e bruciata." (Jean Cau,
scrittore francese).
8)
- "La prima conquista da fare è la conquista della donna.. La donna deve
esser liberata dalle catene della Chiesa e dalla legge... Per abbattere il
Cattolicesimo, bisogna cominciare col sopprimere la dignità della donna, la
dobbiamo corrompere assieme alla Chiesa. Diffondiamo la pratica del nudo: prima
le braccia, poi le gambe, poi tutto il resto. Alla fine, la gente andrà in giro
nuda, o quasi, senza più batter ciglio. E, tolto il pudore, si spegnerà il
senso del sacro, s'indebolirà la morale e morirà per asfissia la fede." (Piano
Massonico).
9)
- "Abbiamo associato giovinezza, musica, sesso, droga e rivoluzione con
tradimento: è molto difficile andare oltre. " (Jerry Rubin -
Rivoluzionario americano).
Questa sia pur ristretta panoramica di piani diabolici, orchestrati contro il pudore, spiega tante cose. Commenta il Card. Ratzinger: "C'è quacosa di diabolico nel modo con cui si sfrutta il mercato della pornografia e della droga, nella freddezza perversa a con cui si corrompe l’uomo approfittando della sua debolezza, della sua possibilihà di essere tentato e vinto. E’ infernale una cultura che persuade la gente che il solo scopo della vita sono il piacere e l'interesse privato"
Consapevoli
o meno, ci sono persone che danno man forte a questi assassini del pudore,
attuando e divulgando il loro progetto criminale. I primi complici sono i
padroni dei massmedia (cinema, televisione, stampa, industria discografica...)
e quelli che operano al loro interno. Non tutti, ma sicuramente tanti, troppi!
Per i padroni lo scopo è... "far soldi", per gli operatori...
"far carriera" e davanti al miraggio dei soldi o della carriera non
c'è pudore che tenga!
Con
falsi pretesti e cioè in nome dell'arte, in nome del diritto alla libertà di
espressione, in nome del dovere di rappresentare la vita nel modo più
realistico possibile, il cinema e la televisione hanno ucciso il pudore.
Chi
racconta storie di vita può mostrare, oltre al bene, la realtà del male. Anche
la Bibbia lo fa (lo si è visto, ad esempio, nel caso del re Davide e di Erode),
ma lo fa senza scendere in particolari scabrosi che non servirebbero a capire
meglio i fatti, ma solo a soddisfare la curiosità morbosa dei maniaci di sesso.
Non
è lecito rappresentare il male - ci
ricorda il grande Papa Pio XII - quando "risulta, almerro di fatto,
approvato", o quando è descritto in forme eccitanti, insidiose,
corrompitrici". E d iceva questo il 28 ottobre 1955. Cosa direbbe del
nostro tempo che ha spalancato le fogne, e che nella rappresentazione del male
non solo non si ferma davanti ai più elementari principi morali, ma neanche
davanti ai limiti imposti dal buon gusto?
Già
il cinema ha fatto danni enormi, e la televisione ha completato l'opera. Se il
cinema bisogna andarselo a cercare, la TV ce la troviamo in casa; se il cinema
raggiunge una minoranza di persone, la TV raggiunge tutti; se il cinema mette un
filtro sia pur minimo alle sue "porcate", vietando la visione di certe
pellicole ai minori di 14 o 18 anni, la TV è accessibile a tutti, anche ai
bambini più piccoli.
L'industria
discografica poi si è incanalata molto bene nel filone "porno" (o
"porco") che è stato aperto da cinema e televisione. Oggi molte
canzoni vengono lanciate sul mercato accompagnate e illustrate da relativi
video e molto spesso questi video sono infetti di pornografia.
Anche
il teatro e gli spettacoli di danza classica stanno imparando molto bene a
navigare in questa corrente che porta, in modo ormai scoperto, verso la "porcificazione"
dell'uomo e la "scrofizzazione" della donna.
Dopo
gli uomini e le donne di spettacolo (produttori, sceneggiatori, registi,
attrici e attori), c'è una seconda categoria di complici: gli "uomini di
cultura": scrittori e giornalisti.
Pesa
su molti scrittori la responsabilità di far apparire il sesso più necessario
dell'aria che si respira. Basti citare Alberto Moravia, il più
"porco" tra gli scrittori del nostro secolo, giudicato da molti
critici come uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento.
Anche
molti giornalisti hanno le loro colpe. Quando una ragazza è violentata,
condannano senza mezzi termini l'aggressore (articoli sui giornali e dibattiti
in TV), ma poi non spendono una parola per condannare chi ha largamente
contribuito a fare di quell'uomo un "mostro". Condannano la violenza
fisica, e fanno benissimo, ma non condannano la violenza psichica e spirituale
che i mercanti di pornografia, primi tra tutti, hanno compiuto contro
quell'uomo, seppellendo la sua innocenza di bambino sotto i cumuli di immondizie
dei loro escrementi cerebrali.
Si
tace sul fatto che il violentatore di oggi è un violentato di ieri, un
violentato da anni; e così, lui paga la sua colpa; chi invece lo ha corrotto,
spalancando le porte alla pornografia e alla spudoratezza, non solo non paga il
suo crimine, ma indossa i panni del giudice e, senza pietà, senza attenuanti...
condanna la sua vittima. Questa è la giustizia degli uomini! Questi signori
giornalisti, presunti intellettuali, non sbagliano in ciò che dicono, ma
sbagliano in ciò che tacciono.
C'è
poi una terza categoria di complici: gli uomini di legge, quelli che le leggi le
fanno (i Parlamentari, il Presidente della Repubblica e gli uomini di Governo) e
quelli che le applicano (i Magistrati).
L'Italia
si dichiara "Stato laico" "Laico"! Parola magica! Che
significa questo aggettivo di cui tanto vanno fieri gli Stati moderni?
Significa che lo Stato non riconosce Dio e non vuol obbedire e servire al
Creatore; esattamente come il diavolo, anzi peggio, perché il diavolo non ha
voluto obbedire e servire, ma in Dio ci credeva e ci crede, mentre lo Stato
laico no! Di conseguenza, in Italia, "Stato laico", anzi laicissimo,
a stabilire ciò che è bene e ciò che è male non è più la Legge di Dio, ma
il raglio della maggioranza. Ciò che oggi è considerato un "male",
domani, una maggioranza nuova fatta di nuovi somari (nuovi... ma pur sempre
somari!) può dichiararlo un "bene" e viceversa.
In
fatto di decenza la legge pone come limite invalicabile il "comune senso
del pudore". Dunque, per la legge ha diritto di cittadinanza tutto ciò che
non scandalizza più la maggioranza delle persone; e siccome il comune senso del
pudore va calando, aspettiamoci, per i tempi futuri, un'alluvione di pornografia
a tutti i livelli e in tutti i settori.
Davanti
a questo stato di cose i primi ad allarmarsi dovrebbero essere i genitori.
Quando l'impurità entra nel cuore dei loro figli, attraverso i vari canali di
cui si serve la spudoratezza (pornografia, certa moda, ecc...), c'è poco da
star allegri: è un cancro che può intaccare tutto l'organismo spirituale
(mente, cuore, volontà) e talvolta non solo quello. Eppure, la stragrande
maggioranza dei genitori non avverte la gravità della cosa.
Alcune
mamme arrivano addirittura alla complicità con le loro figlie. Ricordo il
putiferio che è scoppiato a scuola quando due professoresse di una ragazzina di
13 anni, che veniva in classe con minigonne vertiginose, creando un
comprensibile fermento e curiosità morbosa nei compagni maschi, dopo averlo
fatto notare maternamente all'interessata e vedendo che nulla cambiava, si sono
permesse di parlarne con gentilezza alla mamma. Quella madre (meglio dire:
quella "povera madre") è andata inferocita dal preside a protestare e
a reclamare i suoi "diritti": "Le insegnanti pensino a insegnare,
che ai vestiti di mia figlia ci penso io".
Altri
genitori, che invece avvertono il problema e ne soffrono, sanno già in
partenza l'assoluta inutilità di ogni tentativo di far ragionare le loro
figlie: queste continueranno a vestirsi come vogliono, senza alcun rispetto per
i genitori, per i loro fratelli e per la gente che incontreranno fuori di casa;
e se i genitori non la smetteranno di... "rompere", in quella casa non
si potrà più vivere, scoppierà l'inferno: arroganza, rispostacce e disprezzo
per la mentalità retrograda" dei genitori. Questo è, oggi, il destino
di molti papà e mamme: vivere sconfitti in casa propria, sconfitti e umiliati
da figli e figlie che fanno tuttò ciò che vogliono, che tutto pretendono e
nulla danno. A questo livello di impotenza è stata ridotta la famiglia!
E,
oltre ai genitori, anche la Chiesa ha molti e gravi motivi per preoccuparsi di
questo stato di cose: soprattutto perché è in gioco la salvezza eterna dei
figli che Dio le ha affidati; e chi non percorre la via del pudore e della
purezza, non è certo sulla strada buona che porta in paradiso.
C'è
tanta confusione nella testa di certi "pastori": credono che siano
altre le cose importanti. Ma chi l'ha detto questo? Gesù la pensa
diversamente: "Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso
adulterio con lei nel suo cuore" (Mt 5, 28). E tanto per prevenire la
possibile obiezione di certi pastori "modernisti" che pensano:
"Quelle parole potevano andar bene per il tempo di Gesù, ma non ai
nostri giorni, rispondo con quanto ha detto Giovanni Paolo II I'8 aprile del
1981: "Queste parole, pronunciate una volta... si riferiscono all'uomo di
tutti i tempi e i luoghi". Del resto, lo aveva già detto tassativamente
Gesù: "ll cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non
passeranno" (Mt 24, 35).
Altri
pastori, invece, che avvertono il problema e sinceramente lo soffrono, non
sanno che fare: paralizzati da una rassegnata stanchezza, si sono chiusi,
sconfitti, in un silenzio tanto triste per loro, quanto inutile, anzi, dannoso
per gli altri. Se in altri casi la rassegnazione è virtù, questa rassegnazione
non è cristiana! Il Signore ricorda anche oggi a ogni pastore di anime l'invito
che l'apostolo Paolo ha rivolto a un vescovo del suo tempo: "Insisti in
ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con bontà
di cuore e restando fedele all'insegnamento di Gesù" (cfr.: 2 Tm 4, 2).
5
- LE CONSEGUENZE
Per
non sentirci interiormente costretti a cambiare condotta, noi spesso,
consapevoli o meno, chiudiamo gli occhi sulle conseguenze delle nostre azioni;
vedere quali danni derivano da una certa impostazione di vita ci spaventerebbe e
cosl preferiamo ingannare noi stessi: tranquillizzati dall'illusione che la nostra
condotta non porti conseguenze negative, proseguiamo senza rimorsi e senza
problemi sulla stessa strada. Ma davvero l'immodestia è così innocua come si
vuol far credere?
Nella
società civile non c'è alcuna voce che segnali l'indecenza come un problema
carico di conseguenze: "I problerni- si dice - sono altri".
E
nella Chiesa? Tolti i pronunciamenti ad alto livello (per la verità più
frequenti in passato, quando il problema era minore), sono troppo poche e troppo
flebili le voci che si sentono oggi. Dalla scarsissima attenzione che presta al
problema, pare che nemmeno la comunità cristiana sospetti quante e quali conseguenze
maturino quando imperversa l'indecenza.
"Quando
il Cristianesimo di un paese si riduce a proporzioni di vita domestica, quando
il Cristianesimo non è più l’anima della vita pubblica, del potere pubbloico,
delle istituzioni pubboliche, allora Gesù Cristo tratta questo paese come è
trattato Lui stesso. Egli continua a donare le sue grazie e i suoi benefici agli
individuí che lo servono, ma abbandona le istituzioni e i poteri che non lo
servono più, e le istituzioni, mi poteri, i re. le razze diventano mobili come
le sabbie del deserto, come le foglie di autunno che ogni soffio di vento porta
via" (Card. Pie).
Il
funerale al pudore costa molto caro all'uomo, a tutti i livelli: personale e
sociale, corporale e spirituale, terreno e eterno.
1)
- DANNI ALLA VITA SPIRITUALE PROPRIA - Quando si vive nel pantano
dell'immodestia, il Vangelo pian piano perde il suo fascino, si perde il gusto
delle cose di Dio, la voce di Gesù si attenua, la sua figura, prima nitida,
sbiadisce nella nebbia e perde i suoi contorni precisi: non sparisce del tutto,
resta presente quanto basta perché possiamo ancora illuderci di essere cristiani,
ma non è più il Cristo vivo e vero, è un Cristo manipolato, falsificato,
mutilato e messo in silenzio, al punto tale che del nostro essere cristiani...
resta ben poco, o quasi niente!
Con
l'immodestia si dissangua la propria vita spirituale e si ferisce, oltre alla
purezza, ogni altra virtù, perché si dà a un proprio capriccio il primo posto
e a Cristo il secondo: e questo è già un peccato di idolatria! L'immodestia è
la paralisi dell'anima, è come una palla al piede, una zavorra che impedisce
il volo e ci lascia inchiodati alla terra come polli ruspanti. "La perdita
del pudore è il prima sintomo di imbecillità" (S. Freud).
2)
- DANNI ALLA VITA SPIRITUALE DEL PROSSIMO - La curiosità dell'uomo, già
vivissirna nell'infanzia, è e resta presente in ogni età e inclina l'uomo alla
malizia. La pornografia degli adulti non è forse la spiga matura che nasce
dalla malizia che già esiste, in embrione, nella più tenera età? Scrive H.
Kentler: "La spudoratezza è la premessa per la separazione del fanciullo
dai suoi genitori". E Sigmund Freud rincara la dose: "L’eccitazione
sessuale rende i bambini non più atti ad essere educati; essa conduce all’odio.-
all’odio contro i genitori, contro gli adulti e perfino contro se
stessi".
Parlando alle ragazze romane di Azione Cattolica il Papa Pio XII così si esprimeva: "Se alcune cristiane sospettassero le tentazioni e le cadute che causano negli altri con i loro abbigliamenti e le loro mode immodeste, resterebbero atterrite dalle loro responsabilità".
3)
- IL RISCHIO CONCRETO DELL'INFERNO - Dopo aver mostrato l'inferno ai tre bambini
di Fatima, la Madonna ha detto: "Vedete quante anime vanno perse per
sempre?. Nessuno finisce qui dentro senza il peccato di impurità: o hanno anche
altri peccati, o solo questo, ma questo è di tutti". Eh si, l'inferno c'è
e ci si può finire dentro anche solo per aver franato (senza poi pentirsi) nel
campo dell'impurità! Se dunque l'immodestia favorisce l'impurità e se
l'impurità spiana la strada verso l'inferno, non è esagerato dire che anche
l'immodestia regala inquilini all'inferno.
Certo,
anche dopo aver peccato c'è per tutti la possibilità di salvarsi, ma è bene
ricordare che i peccati vanno comunque "pagati", con una dolorosa
purificazione in questa vita, o in purgatorio. Convertirsi è possibile, ma...
non è facile! E se è vero che chi ha dato scandalo con l'immodestia può
pentirsi, cambiare vita, ottenere il perdono di Dio e salvarsi, c'è anche da
chiedersi: come farà la persona che ha peccato di immodestia a riparare i danni
causati nelle persone a cui ha dato scandalo? Può convertire se stessa, ma come
farà a convertire gli altri? Ha contribuito a portarli al male, ma come potrà,
ora, riportarli al bene? Ognuno e ognuna di noi si deve chiedere: "E se già
ora ci fosse all'inferno qualcuno a cui io, con i miei scandali contro il
pudore, ho regalo il biglietto di andata senza ritorno?" È terrificante il
solo pensarlo! Nessuno di noi medita mai abbastanza sul paradiso che ci
attende e sul rischio concreto che c'è, per tutti, di finire all'inferno. Uomo,
donna, e soprattutto tu, cristiano, tu cristiana, ricorda: l'inferno non finirà
mai... maii... maiii... maiiii... maiiiii... maiiiiii... maiiiiii!
Sempre
a Fatima la Madonna ha detto: "Verranno mode che offenderanno molto mio
Figlio". Non è forse il nostro tempo... l'epoca corrotta profetizzata da
Maria?
L'impurità
non causa solo danni invisibili, e cioè danni alle anime e nell'eternità, ma
provoca forti scosse e gravissimi danni anche nel tempo e nella vita sociale. Lo
stesso si può dire dell'immodestia, che all'impurità spalanca le porte.
1)
- DANNI ALLA VITA DI RELAZIONE - "La liberalizzazione sessuale invece di
dare leggerezza e felicità ai giovani e ai ragazzi, li ha resi infelici,
chiusi, e di conseguenza stupidamente presuntuosi e aggressivi". Ma chi
l'ha detto questo? Sono parole che puzzano di sacrestia! Che sia la predica di
qualche prete all'antica? No, sono parole di uno che... di sesso se ne
intendeva... Pier Paolo Pasolini, un uomo che, con i suoi libri e i suoi films,
ha contribuito e non poco a spalancare le porte all'immodestia e alla lussuria;
parole profetiche che hanno trovato la loro tragica conferma nella morte dello
scrittore, assassinato nel '75 proprio da uno di quei ragazzi infelici, chiusi,
stupidamente presuntuosi e aggressivi", con cui Pasolini
"pascolava" nel peccato.
Per
la persona immodesta gli altri non contano, non importa se dal suo
abbigliamento c'è chi ne riceve disagio, provocazione e danno. Chi è
immodesto è insensibile ad ogni richiamo, è permaloso, non si mette mai in
discussione e, per giustificarsi, quasi sempre diventa arrogante: l'egoismo è
la sia legge!
2)
- DANNI ALLA SALUTE - Fino a un decennio fa l'impurità era solo...
"gioia", ora invece è anche "paura". Si, circola tra i
"galoppini del sesso" la paura dell'A.I.D.S.: l'ultimo regalo di
"mamma Lussuria".
A
scanso di equivoci preciso subito che ci sono anche persone senza colpa
intaccate da questa "peste" che non perdona. So benissimo che alcuni
non sono andati a cercarselo questo terribile male, ma se questo scagiona i
malati innocenti, più grave ancora appare la colpa di chi è all'origine di
questo male, di chi, navigando nei disordini del sesso, si è reso corresponsabile
di questo flagello che miete vittime anche tra gli innocenti.
I
"sapienti di questo mondo" stanno cercando i rimedi, e intanto come
soluzione propongono non la castità (unico vero rimedio!), ma l'uso dei
preservativi. È un inganno che porta con sé gravissime conseguenze per la
salute, sia dell'anima che del corpo: dal giugno '93 al giugno '94 i malati di
A.I.D.S. sono aumentati nel mondo del 37% e nessuno di questi nuovi ammalati
pesa sulla "coscienza" della castità! Se da una parte il flagello
dell'A.I.D.S. è temuto come una vera catastrofe per l'umanità (e il peggio non
è ancora arrivato!), dall'altra è benedetto come una vera "manna"
dalle multinazionali che, con i preservativi, fanno miliardi a palate sulla
stupidità e sull'immoralità della gente. Ebbene, anche I'A.I.D.S. ha stretti
legami di parentela con l'indecenza, perché nella maggior parte dei casi nasce
dalla lussuria che, dell'indecenza, è la figlia prediletta.
3)
- VIOLENZA SULLE DONNE - E' un problema, questo, che non solo non accenna a
diminuire, ma è in costante e forte crescita. E c'è chi si meraviglia di
questo! Provarne dolore è da uomini, provarne meraviglia è da ingenui. Da anni
si assiste a un crescendo vertiginoso di stimoli e di provocazioni all'istinto
sessuale: è un vero e proprio bombardamento. Certo, questo non giustifica chi
fa violenza alle donne, ma aiuta noi a capire.
Papparsi
un buon pranzo davanti a dei poveri affamati, con la speranza che se ne stiano lì
a guardare, senza tentare di impadronirsi di quel "ben di Dio" da
loro tanto desiderato, è pura illusione. Che davanti alle continue provocazioni
che il nostro tempo ci regala in questo campo, qualcuno, "ben carburato nel
cervello", prima si incendi e poi esploda in atti di violenza, non è forse
del tutto prevedibile? Chi è puro di cuore, sa stare al suo posto nonostante le
provocazioni, ma il mondo non abbonda di puri di cuore, straripa invece di
viziosi e questo non si può ignorarlo. Ci sono in giro persone deboli, di testa
e di volontà, ci sono in giro maniaci, malati, violenti e perversi di ogni
risma, tutta gente senza scrupoli. E chi si ostina a ignorare questo dato lo
fa... a suo rischio e pericolo.
Purtroppo,
anche in questo campo ci sono vittime del tutto innocenti. Ma chi le aggredisce
è solo l'ultimo anello di una catena di responsabili, o meglio di
"irresponsabili": colpevoli di quelle violenze sono anche tutti
coloro, uomini e donne, che hanno contribuito, in un modo o nell'altro, a fare
del sesso... il "dio" del nostro tempo.
Alessandro
Serenelli, l'assassino di Santa Maria Goretti, dopo 27 anni di carcere, pentito
di ciò che aveva commesso, e rigenerato nell'anima, in un suo memoriale spiega
che cosa ha fatto esplodere in lui quella torbida passione per Maria e la sua
violenza assassina: Ì giornali che leggevo erano 'll Messaggero' e La Tribuna
Illustrata'. Mi dilettavo specialmente delle illustrazioni, e dalla 'Tribuna
lllustrata' stralciavo i primi fogli per adornare la mia camera. Le figure che
io avevo attaccato alle pareti erano di 'belle donne' del teatro - artiste e
cantanti, 'dive' le chiamerebbero ora - qualcuna anche in veste succinta perché
ritratta al mare - ed anche un po' scollacciate, in pose ed atteggiamenti per
allora - ma non certo immodeste come al giorno d'oggi che sono quasi nude! (n.d.r.:
Quando Alessandro dettava queste parole eravamo nel 1957 e da allora ad oggi di
strada se n'è fatta tanta in questo campo! Cosa direbbe oggi?). L’Assunta (la
mamma di Maria) diceva che queste stampe erano pornografiche e non le voleva (ci
litigammo anche una volta) per via delle sue bambine che venivano su ignare ed
innocenti come l'acqua, ma io non le consideravo pornografiche. Di qui il
bisticcio, e la proibizione ai figli di entrare in camera mia" (Da
"Il pugnale dei tanti rimorsi" - di P. F. Ciomei).
Un
primo commento. Alessandro
Serenelli, un ragazzo già provato dal dolore (gli era morta la mamma in
tenerissima età!), non era del tutto guasto: leggeva libri religiosi, alla
festa andava a Messa e tutte le sere recitava il Rosario col papà e con la famiglia
Goretti. A questo si aggiunga che da Maria (un vero angelo di innocenza e di
purezza!) non ha mai ricevuto alcuna provocazione. Ma il suo cuore non era
limpido: l'indecenza di certe immagini ha fermentato in quel ragazzo come tanti,
fino a fare di lui un assassino: visto che Maria non cedeva ai suoi desideri,
ha scaricato su di lei 14 pugnalate. Era il 5 luglio 1902 (Maria morirà il 6).
Quanti Alessandro Serenelli ci sono in giro oggi! E quanti più "a
rischio" di lui, perché non coltivano per niente la loro vita religiosa e
perché non hanno accanto delle "Marie Goretti", ma sono assediati da
branchi di... (è meglio che non lo dica) fortemente e ostinatamente provocanti!
Un
secondo breve commento. La
mamma di Maria Goretti vigilava perché le sue bambine non vedessero le immagini
che Alessandro aveva attaccato alle pareti della sua camera. Quanti papà e
mamme hanno oggi la stessa sensibilità nel vigilare? Non certo quelli, come si
è visto, che mettono la TV in camera ai propri figli e che forse
contribuiscono, proprio con questa loro "bontà" verso i figli, a
preparare i violentatori e gli assassini di domani!
4)
- LA PIAGA DEGLI ABORTI - Il
problema dell'aborto è complesso e certamente sono molte le
"ragioni" (ma nessuna moralmente valida!) per cui si ricorre a
questo "rimedio". Qui voglio solo porre una domanda: chi può negare
che anche tra aborto e indecenza ci siano stretti legami di parentela? La scala
è sempre la stessa: primo gradino: l'indecenza... secondo gradino: l'impurità...
terzo gradino: la morte, in questo caso... la morte per aborto di un bimbo
innocente!!!
Quante
ragazze (anche ragazzine di 13, 14, 15, 16... anni) arrivano all'aborto solo per
eliminare le conseguenze di una precedente impurità! E come sono arrivate
all'impurità se non dopo un lento "morire dentro", favorito
dall'indecenza? L'immodestia mette a rischio la purezza e l'impurità mette a
rischio la vita! A buon intenditor... poche parole!
5)
- L'IRA DI DIO SUL MONDO - Ascoltiamo San Paolo: "Quanto alla formicazione
e a ogni specie di impurità… neppure se ne parli tra voi, come si addice ai
santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini e trivialità: cose
tutte sconvenienti... Nessun fornicatore o impuro... avrà parte al regno di
Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose
infatti piomba lìira di Dio su coloro gli resistono" (Ef 5, 3-6). E ancora
San Paolo: Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra:
fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi... cose tutte che attirano
l’ira di Dio su coloro che disobbediscono" (Col 3, 5-6). C'è bisogno di
qualche altra conferma? Eccola. San Giovanni, il prediletto di Gesù, l'apostolo
della dolcezza e dell'amore dice: "Chi non obbedisce al Figlio (di Dio) non
vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui" (Gv 3, 36). È fuori di
dubbio che gli spudorati e le spudorate di tutto il mondo, ma particolarmente
quelli del mondo cristiano e più ancora quelli dell'area cattolica, rientrano
in quella massa di ribelli che non obbediscono al Figlio di Dio e perciò...
anche su di loro incombe l'ira di Dio!!!
Troppi
pastori oggi non tuonano mai, si guardano bene dal parlare "dell’ira di
Dio" e proprio per questo si credono "buoni pastori". Facciano
quel che credono, ma Dio, Pastore supremo, dal suo cielo continua a tuonare e i
suoi tuoni finiranno... o quando il mondo cesserà di peccare allegramente e si
convertirà al Vangelo, e quindi anche alla purezza, e quindi anche al pudore
(cosa estremamente difficile al punto in cui siamo!)... o quando cominceranno
a piovere dall'alto i fulmini del castigo!
Se
qualche lettore più "aggiornato" di me, invece di credere al Vangelo
così com'è, e quindi anche all'ira di Dio, preferisce credere a "Babbo
Natale", tutto dolcezza e tutto miele... faccia pure, ma si ricordi che nel
giorno del giudizio i conti li farà non con "Babbo Natale", ma con
Qualcun'altro!!!
6
- I RIMEDI
1)
- APRIRE GLI OCCHI - Non si cerca il rimedio a un male che non c'è, o si crede
non esista. La prima cosa da fare, perciò, è aprire gli occhi e... voler
vedere la vastità del fenomeno "indecenza" e valutare alla luce
della fede la sua gravità.
Fin che il cuore dell'uomo è "terra bruciata" (a causa dell'impurità!), c'è ben poco da sperare: nessuna semina darà frutto! Quante iniziative partorisce la Chiesa da alcuni decenni, eppure... eppure i frutti non si vedono; sembra la vigna devastata di cui ci parla Isaia (Is 5, 1-7). Sembra? No, anche nella comunità cristiana c'è troppa devastazione, perché in cuori già "occupati" non c'è più posto per nulla. E l'impurità occupa quasi tutto l'uomo: sia le fibre del suo corpo, che le pulsioni dell'anima.
2)
- NON RASSEGNARSI - Nel nostro impegno apostolico il Signore chiede e pretende
da noi la semina. Il raccolto dipende da Lui e dall'apertura al Vangelo che ha
la gente, ma la semina dipende da noi. Al punto di devastazione a cui siamo
giunti nel campo del pudore, è da ingenui sperare in grandi risultati, almeno
a breve termine; ma anche una sola anima salvata non è poco. Inoltre, nel non
rassegnarsi è già garantito un altro risultato: quello di rendere
testimonianza alla verità.
3)
- UNIRE LE FORZE - Iniziative isolate possono fare ben poco, è necessario
perciò unire le forze a tutto campo e operare insieme. È necessario
coinvolgere i gruppi, le associazioni e i movimenti, prima di tutto perché il
pudore sia vissuto dai membri che operano al loro interno, e poi perché,
operando insieme con iniziative concrete, più facilmente si può bonificare
l'ambiente. Questa unione in una battaglia tanto urgente e decisiva favorisce lo
scambio di proposte tra tutti quelli che vogliono darsi da fare, genera coraggio
perché uniti ci si sente più forti, e infine ci fa acquistare peso agli occhi
del mondo: riusciremo così a far sentire una voce là dove ora si sente solo...
il silenzio.
4)
- PREGHIERA E PENITENZA - Il male si affronta prima di tutto... pregando.
Preghiera e penitenza... per ottenere la conversione se non di tutti, almeno
di molti, se non di molti, almeno di qualcuno. Ma oggi la preghiera è in agonia
e la penitenza è già morta, sepolta e dimenticata, e questo... spiega tante
cose! Non dimentichiamo le parole di Gesù: "Questa razza di demoni non si
scaccia se non con la preghiera e il digiuno" (Mt 17, 21 ).
L'opera
di Gesù in questo mondo è stata altamente educativa, nel senso più largo e
completo del termine; col suo sacrificio sulla croce ha pagato per noi, con la
sua parola e col suo esempio... ci ha educato, per fare di noi degli uomini
"nuovi".
Educare,
in senso cristiano, significa far di un uomo... un uomo "vero", un
"modello di umanità", un figlio di Dio. Basta tacere anche un solo
aspetto dell'opera educatrice di Gesù e il risultato sarà compromesso su quasi
tutto il fronte: non otterremo... un "più-uomo", ma... un "meno-uomo",
un "pover'uomo".
Nella
sua opera educatrice Gesù ha riservato un posto chiaro e rilevante al pudore e
alla purezza, virtù non facoltative, ma pilastri portanti di ogni vita
autenticamente cristiana.
Sperare
di cavar fuori dalle giovani generazioni uomini e donne "vere", figli
di Dio maturi nella fede e nella vita, senza educazione al pudore e alla
purezza, è pura illusione: ci ritroveremo sulla scena solo scarabocchi di
umanità, mezzi uomini e mezze donne, e, tra le mani, tutti i problemi che ne
derivano.
Dobbiamo
parlarne, parlarne, parlarne, se vogliamo che almeno i cristiani comprendano
la delicatezza e l'importanza della cosa; e parlarne soprattutto nell'età
evolutiva: infanzia, adolescenza e giovinezza.
"Parlate,
parlate forte, mentre siamo in tempo per scongiurare la dissoluzione e la
degenerazione sociale "(Paolo VI). Devono parlarne, ai loro figli, i
genitori, in particolare le mamme, che devono anche saper scegliere, soprattutto
per le loro bambine, dei vestiti adatti sl all'età, ma anche rispettosi del
pudore e questo perché, divenute più grandi, siano già educate a non guardare
solo all'estetica, ma anche al criterio morale. Seminando molto, forse qualcosa
raccoglieremo, ma se continueremo nel silenzio timido e rassegnato che regna da
troppo tempo... meglio chiudere "bottega"!
Se
si operasse insieme, si potrebbe arrivare a una forza d'urto notevole, sia nel
far pressione sugli uomini di legge, sia nel far pressione sui gestori dei
cinema, sui rivenditori di giornali e perfino sulle TV, su quella pubblica e
su quelle private.
In
America, un piccolo gruppo di mamme, preoccupate per la piega che stavano
prendendo le cose nel campo della pubblicità e consapevoli che "l'unione
fa la forza", si sono riunite in associazione e per prima cosa hanno
studiato il modo per farsi conoscere. Nel giro di pochi mesi, con la forza del
numero (erano già milioni e milioni), acquistando prodotti di aziende
concorrenti, sono arrivate a "colpire" in modo pesante il portafoglio
di quelle ditte che reclamizzavano i loro prodotti con immagini indecenti.
Risultato? Molte di quelle ditte si sono scusate e hanno cambiato gli spot
pubblicitari dei loro prodotti. Colpiti nel denaro, anche gli
"sporcaccioni"... diventano "ragionevoli"!
Se
operassimo insieme e firmassimo lettere di protesta e di proposta, anche i
giornalai diventerebbero... più "ragionevoli" e si deciderebbero,
finalmente, a non vendere più certa "carta da cesso" che tengono
esposta in vetrina, o che vendono sotto banco. Se, insieme, più persone di un
borgo, o di un paese, minacciassero con una sottoscrizione di non acquistare più,
per protesta, il giornale in quell'edicola... beh, allora tante cose
cambierebbero! Lo stesso si può dire per i cinema e per le TV.
Se
siamo allo sfascio, la colpa non è solo degli apostoli del male per l'impegno
che ci mettono... nel male che fanno, ma è anche degli apostoli del bene... per
il bene che non fanno!
San
Paolo ci esorta: Non abbiate niente in comune con loro. Comportatevi come figli
della luce e non partecipe alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto
condannatele apertamente. Per questo sta scritto: 'Svegliati, o tu che dormi'.
" (cfr.: Ef 5, 7-14).
Dunque...
svegliamoci e diamoci da fare, perché il mondo non vada alla rovina con la
benedizione... del nostro silenzio!!!