OTTOBRE CON MARIA

«O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza negli assalti del male, porto sicuro nel comune naufragio, io non ti lascerò mai. Mi sarai conforto nell'ora dell'agonia ed ultimo bacio della vita che si spegne, per riaccendersi nell'eternità beata!». (B. Longo)

 

OTTOBRE... UN INVITO ALLA PREGHIERA

Il mese più bello dell'anno, dopo maggio, è il mese di ottobre.

È desiderato, è aspettato questo mese temperato. Dopo gli ardori estivi, la natura si riposa durante questa stagione dolce e mite.

Il cielo, dopo le prime piogge, ha un colore dolce d'azzurro, limpido, sereno, che allieta lo spirito.

La campagna conserva ancora le diverse tinte del verde, è là, dove si prepara la vendemmia, è una festa di luce, di canti e di suoni.

E come son belli i tramonti d'autunno!

In quest'ora solenne l'anima si raccoglie maggiormente in sé stessa; il silenzio che mano mano invade la natura, la invita ai pensieri solen­ni. La preghiera diventa il sospiro dell'infinito.

Una dolce preghiera si eleva a Colei che comprende i nostri affanni, i sospiri del nostro cuore.

Com'è dolce pensare a Maria in quell'ora!

 

Un intreccio di lodi e di benedizioni

Maggio è il mese di Maria perché è il più bel mese dell'anno; ma an­che ottobre, che pur è così bello, dev'essere di Maria, e la preghiera che s'innalza è parola dolce, è parola di lode, è parola d'amore; questa preghiera forma il più bel diadema che si possa posare sul capo della Vergine benedetta.

Il Rosario è un intreccio di lodi, di benedizioni e di gloria alla Madre misericordiosa, alla prediletta di Dio.

Col Rosario ricordiamo a Maria l'altissima sua missione nell'essere parte viva nel mistero dell'incarnazione, per cui si ebbe la redenzione del genere umano.

Col Rosario ricordiamo a Maria l'ora solenne in cui l'arcangelo Ga­briele le fa sentire una parola arcana: Ave, Maria, piena di grazia! La parola con cui veniva proclamata benedetta fra le donne, predi­letta di Dio, Immacolata; ed alla quale ella, nella più grande umiltà, aveva risposto: Così sia!

Col Rosario ricordiamo a Maria lo slancio nobilissimo del suo cuo­re, svegliato da divino impulso, di correre ad Ebron per essere d'aiuto a sua cugina Elisabetta.

Col Rosario ricordiamo alla Vergine benedetta l'ora tutta celeste, quando, nell'umile grotta di Betlemme, diede alla luce il Verbo incar­nato, l'Atteso delle genti, il Redentore del genere umano, il Principe della pace.

 

Per mezzo di Maria

Ma come una donna era stata compagna dell'uomo nella rovina uni­versale, così Gesù Cristo volle ancora per compagna una donna nell'universale redenzione; e poiché la redenzione si sarebbe compiuta per mezzo del dolore, anche Maria doveva essere coinvolta.

« Una spada ti trapasserà il cuore» le aveva detto Simeone, e questa triste profezia ebbe il suo avveramento pieno nell'ora della passione. E noi, col Rosario, ricordiamo a Maria l'ora triste, quando, spiri­tualmente presente, assistette alla sofferenza di Gesù agonizzante nell'orto di Getsemani, alla cattura, ai tribunali, alla flagellazione, alla coronazione di spine, alla condanna a morte.

La seguiamo quando realmente, con lo strazio nel cuore, accompa­gnava il Figlio verso il Golgota.

La osserviamo immobile sotto la croce, dove agonizza il Figlio, dove è proclamata nostra Madre, e poi assistere alla morte del Figlio.

 

Col Rosario...

Ma col Rosario meditiamo ancora che il dolore è mezzo col quale si giunge alla gloria.

Conveniva che il Cristo avesse sofferto e fosse morto per entrare nella sua gloria, cioè nella gloria preparata dal Padre.

E noi vediamo Gesù risorgere glorioso dalla tomba e salire al cielo, portando la sua umanità santissima alla destra dell'eterno Padre e di là inviare lo Spirito Santo a confermare gli apostoli e dare loro la for­za ed il coraggio di annunciare la buona novella al mondo intero.

Ma, a tutta questa gloria, non è estranea Maria.

E, nel Rosario, noi la vediamo assunta in anima e corpo in cielo, pie­na di gloria, coronata dalla SS. Trinità, Regina dell'universo.

Ecco la bellezza del Rosario, l'eccellenza di questa preghiera, chia­mata dai pontefici il salterio di Maria.

Quanto volte noi le diciamo Ave, tante le ricordiamo la sua predesti­nazione, la sua missione, la sua gloria.

Quella parola Ave è l'espressione della nostra ammirazione, del no­stro entusiasmo, del nostro amore, e l'amore non ha che una parola; e dicendola sempre, non ci annoia mai.

Il Rosario, oltre ad essere il canto e l'inno dell'entusiasmo, dell'am­mirazione e dell'amore, è ancora lo sfogo del cuore nel dolore, è la dol­ce preghiera che dona calma, pace, serenità all'anima.

Alla Vergine benedetta rivolgiamo la nostra fervida preghiera affin­ché ci ascolti.

Dopo aver lodato Dio col Padre nostro, e chiestogli il pane quotidia­no ed il perdono delle colpe, ci rivolgiamo alla Vergine, e dopo averla salutata con le parole dell'arcangelo Gabriele e d'Elisabetta, le dicia­mo: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, ora... sì, ora de­vi pregare o Madre, ora che il vostro cuore sussulta.

Sussulta per l'indifferenza religiosa che tutto rovina e distrugge ogni attività ed entusiasmo.

 

Prega per noi, o Madre

Prega per noi, o Madre, perché la fede e la religione sono combattute ovunque, e gli uomini, perduto di mira ogni ideale di vita che porta al cielo, imprecano soltanto; non contenti della effimera felicità che può dare la terra, col proprio lavoro aspirano a capovolgimenti e a distru­zioni inevitabili di ogni giusto equilibrio.

Essi sentono che il cuore non si appaga con le pallide gioie della ter­ra, ma perché non guardano il cielo come la patria della vera felicità e della gloria, essi soffrono senza il dolce conforto della speranza cri­stiana.

Prega per noi, o Madre, perché l'individuo, la famiglia e la società han­no perduto la pace, la tranquillità, l'ordine... prega, prega, o Maria!

Ed abbiamo ferma fiducia d'essere esauditi, perché Maria stessa ha mostrato il Rosario come il mezzo per trionfare sui nemici della fede.

Ella apparve a Lourdes! È tutta bella nel torrente di luce che l'inon­da, un candidissimo manto la ricopre, una fascia azzurra le cinge i fianchi, due rose d'oro le spuntano sui piedi verginali..., nelle mani la Vergine stringe il Rosario.

A Fatima la Madonna insiste nel dire: "...pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori".

Apparendo e manifestandosi ai tre pastorelli, la Madonna, li istrui­sce personalmente e così da tanti anni Fatima è diventata il luogo di preghiera riparatrice, specialmente col Rosario.

E là, dalla Valle benedetta di Pompei, dove Maria ha posto la sede delle sue grazie e delle sue misericordie, ella chiama i figli suoi alla re­cita del Rosario. Qual è dunque il senso recondito, l'arcano mistero che si cela nel Rosario? Maria vuol annunciare al popolo cristiano che col Rosario trionferà su tutti i nemici della fede.

 

I misteri del Rosario

Meditando i misteri gaudiosi, in cui si ha per modello la santa Fami­glia di Nazaret, gli uomini si rassegneranno al vivere modesto e labo­rioso, contenti della propria condizione.

Meditando i misteri dolorosi, alla considerazione della Passione di Gesù e della sofferenza di Maria, gli uomini impareranno che il dolo­re, nobilitato e santificato da Gesù e da Maria, non è solo pena della colpa, ma prezzo del nostro riscatto, e, per noi, è il lavacro delle ani­me, rimedio del passato, merito per l'avvenire.

Nei misteri gloriosi, considerando i trionfi di Gesù e di Maria, gli uo­mini impareranno che non abbiamo qui alcuna città permanente, ma che aspettiamo la futura dimora, dove il dolore si muta in gioia, dove ammireremo la gloria di Dio, con gli angeli e i santi, per sempre.

Ecco perché Maria a Lourdes, a Fatima, a Medjugorje, a Pompei chiama i suoi figli alla recita del santo Rosario e scuote il mondo con i suoi prodigi, per svegliare nei cuori il sentimento del soprannaturale e della fede.

 

Sotto la sua materna protezione

Si raccolga la famiglia cristiana, ogni sera, intorno all'immagine di Maria: che pace, che gioia! Quanta serenità e concordia scopriremo fra quelle mura domestiche o in chiesa con i nostri fratelli.

Maria volgerà gli occhi suoi materni e certamente ci benedirà e ci colmerà con i preziosi doni che solo lei può darci.

In quell'ora solenne i nostri cuori, le nostre menti lascino ogni lavo­ro, ogni svago, ogni umano impedimento e dicano: Ave Maria!

Ave Maria, esca dai cuori delle anime consacrate, la cui vita, seguen­do l'esempio di Maria dovrebbe essere sempre più strettamente legata a quella di Cristo;

Ave Maria, ripetano i padri e le madri che portano il peso della fami­glia e non sempre riescono ad avere pane sufficiente per i loro figli;

Ave Maria, recitino i tanti giovani che nell'età più bella e ... più diffi­cile della vita, spesso non sanno dare il giusto senso alla loro esistenza e si smarriscono nel vuoto delle contorte strade del mondo.

Ave Maria, dicano tutti i moribondi a cui giunge l'angelo della buo­na morte per portarseli per sempre verso la dimora dell'eterno Padre;

Ave Maria, si ascolti dalle celle dei tanti carcerati, dalla rabbia dei disoccupati, dalla debolezza degli ammalati, dallo smarrimento dei tanti anziani abbandonati, dai mille e mille cuori che vorrebbero pre­gare ma... non sanno più pregare;

Ave Maria, ripetiamolo noi tutti affinché la Madre misericordiosa, la Beata Vergine Maria del DD.mo Rosario ci conceda di riunirci, un giorno, in cielo per cantare in eterno le infinite misericordie del Signo­re.

Ave Maria!

Abbi pietà di noi!

Prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

 

LE QUINDICI PROMESSE DI MARIA AI DEVOTI DEL SS. ROSARIO

1. Chi reciterà il mio Rosario, riceverà grazie speciali.

2. A tutti coloro che devotamente reciteranno il mio Salterio, prometto la mia specialissima protezione e grazie grandi.

3. Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l'inferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato e abbatterà le eresie.

4. Esso farà rifiorire le virtù e le opere sante, farà conseguire alle anime abbondanti misericordie di Dio; e attirerà i cuori de­gli uomini dall'amor vano del mondo all'amor di Dio, e li solleve­rà al desiderio delle cose eterne.

5. L'anima, che a me si raccomanda col Rosario, non perirà.

6. Chiunque reciterà devotamente il SS. Rosario con la consi­derazione dei suoi misteri, non sarà oppresso da disgrazie, non pe­rirà di morte improvvisa; ma si convertirà, se peccatore, e si con­serverà in grazia, se giusto, e sarà fatto degno della vita eterna.

7. I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i sacra­menti.

8. Voglio che coloro che recitano il mio Rosario in vita ed in morte abbiano il lume e la pienezza delle grazie, e in vita ed in mor­te siano rimessi a partecipare ai meriti dei beati nel Paradiso.

9. Io, ogni giorno, libero dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10. I veri figliuoli del mio Rosario godranno una grande glo­ria in cielo.

11. Tutto quello che chiederai col Rosario, lo otterrai.

12. Coloro che propagano il mio Rosario, saranno da me soc­corsi in ogni necessità.

13. Io ho impetrato dal mio divin Figlio, che tutti gli Ascritti alla Confraternita del S. Rosario possano avere tutta la corte ce­leste in vita e in morte.

14. Quelli che recitano il mio Rosario sono miei figliuoli e fratelli a Gesù Cristo mio unigenito.

15. La devozione al mio Rosario è un gran segnale di predesti­nazione.

 

PREGHIAMO COL ROSARIO: http://www.preghiereagesuemaria.it/rosari.htm

 

Tratto da: Papa Giovanni Sacerdoti del Sacro Cuore – Collegio Missionario – Andria BA.