OBIEZIONI RELIGIOSE

Antonio M. Alessi

EDITRICE «I FRATELLI DIMENTICATI» Via Indipendenza, 34 - 35013 Cittadella (PD) –

Con approvazione ecclesistica

Obiezioni religiose

Durante oltre quarant'anni di viaggi in tutte le re­gioni d'Italia, con migliaia di conferenze, dibattiti, tavo­le rotonde, mi sono convinto quanto sia ancora profon­do il senso religioso tra la nostra gente.

Soprattutto mi ha colpito l'interesse dei giovani sui problemi riguardanti la fede e la morale e insieme l'im­pegno ecclesiale in tutti i settori della vita pubblica.

Prima la gente subiva, accettava passivamente l'au­torità della Chiesa e di quanti erano proposti alla vita pubblica. Oggi le persone vogliono essere presenti, di­scutere, rendersi conto delle decisioni prese nei palazzi del potere. Il paternalismo, l'autoritarismo sono defini­tivamente tramontati.

La libertà di pensiero, di parola, il diritto di decide­re delle proprie scelte, sono penetrati profondamente nel tessuto sociale; questo anche per quello che riguar­da la pratica religiosa.

Una delle costatazioni più amare è stata la grande ignoranza sui problemi riguardanti aspetti fondamenta­li della fede e della morale, riscontrata in tutte le cate­gorie, non escluse le persone colte. Anzi in questi si fa ancor più stridente il contrasto tra la cultura profana e quella religiosa, con l'aggravante di molti che pretendo­no trinciare giudizi su verità che ignorano, con la stes­sa sicurezza con cui posso discutere di argomenti dove hanno una specifica preparazione.

Nei giovani invece ho notato un vivo desiderio di ve­rità, accompagnato sovente da critiche, denunce, accu­se, fatte per approfondire tematiche che li interessano a trovare risposte sicure e convincenti a problemi che toccano in profondità la loro vita.

Anche molti benefattori che ci aiutano nell'apostolato missionario, mi scrivono per chiedere spiegazioni su delicati problemi di coscienza.

Per questo ho pensato di iniziare una serie di opu­scoli, rispondenti a richieste così sentite e interessanti. Cercherò di rispondere in maniera facile ed esauriente, anche se necessariamente in modo sintetico, rimandan­do a studi più esaurienti quanti desiderassero approfon­dire tali argomenti. Oggi non mancano presso le editri­ci cattoliche volumi scritti da esperti nei vari settori.

La religione oggi

Il mondo odierno, particolarmente i giovani, non ac­cettano più una religiosità imposta dall'alto, rifiutano pratiche tradizionali relegate all'infanzia, sono forte­mente delusi dal modo con cui viene insegnata la reli­gione, sono estremamente critici davanti al comporta­mento di tanti così detti "praticanti".

Assetati di libertà, mettono in discussione valori che hanno condizionato la nostra storia per secoli, patrimo­nio di una fede basata sull'autorità e chiedono di conci­liare la religione con la ragione.

Mettono in discussione la presenza e l'attività stes­sa della Chiesa in tutte le sue componenti e la stessa gerarchia. Trovano che il suo volto è pieno di rughe, una realtà invecchiata e sorpassata, che non riesce a camminare con i tempi e i mutamenti in atto.

L'intelligenza ha avuto in questi ultimi tempi un enorme sviluppo: la scuola obbligatoria per tutti, i "mass-media", radio, televisione, stampa, entrati in ogni casa, offrono messaggi e presentano modelli di vita in contrasto con il passato e spesso in antitesi con gli in­segnamenti del Vangelo.

L'enorme progresso in tutti i settori, il benessere che ha raggiunto ogni famiglia, ha mutato radicalmente il modo di vivere.

La Chiesa si rende perfettamente conto dei cambia­menti in atto, capisce la necessità di nuove forme di evangelizzazione, sia per i popoli usciti dall'oppressione del materialismo ateo, sia nel mondo occidentale infet­to da un materialismo pratico, non meno pericoloso del­l'ateismo teorico.

Tutti i credenti devono sentirsi impegnati ad affron­tare coraggiosamente le sfide del mondo moderno, per dare una risposta convincente ai dubbi, alle perplessi­tà, alla stessa opposizione che si riscontra anche tra co­loro che affermano di volere essere cristiani.

È quello che tentiamo di fare con questi libretti del­la collana "Scintille di luce", per rispondere ai problemi religiosi del nostro tempo.

Le diverse religioni

Iniziamo con una serie di risposte alle obiezioni più comuni, raggruppando i soggetti più frequenti e comuni.

 

- Per me tutte le religioni sono buone, una vale l'al­tra. Non vedo perché il Cristianesimo sia superiore alle altre.

- Il primato del Cristianesimo non dipende dalla sua diffusione geografica, dal numero dei sui seguaci, dal­l'antichità della sua dottrina, ma dal valore intrinseco del suo insegnamento.

Il contrasto, anche solo tra le grandi religioni: ebrai­smo, induismo, buddismo, bramanesimo, islamismo, ri­velano una abissale differenza tra il messaggio evange­lico e quello delle altre religioni.

La causa determinante è dovuta alla diversità delle origini e alla dottrina dei fondatori, anche se tutti de­siderosi di migliorare la vita dei loro seguaci. Questi in­segnamenti sono stati necessariamente influenzati dai diversi ambienti socio-culturali nel quale essi sono vis­suti. Per questo nel corso dei secoli queste religioni si sono frazionate in credenze diverse, adattando la dottri­na iniziale alle mutate condizioni dei popoli.

A differenza di ogni altra setta o religione, il Cristia­nesimo non è stato fondato da uomini, ma ha per auto­re Dio stesso e il suo Figlio Gesù, che, per farla cono­scere, rettificare le strutture del primitivo messaggio, perfezionarla, si è fatto uomo, provando con molti mi­racoli, di cui l'ultimo la sua risurrezione, a conferma della missione salvifica universale affidatagli da Dio.

 

- Imporre una religione come l'unica vera, crea l'in­tolleranza religiosa che ha fatto e continua a produrre tanto male nel mondo.

- Anzitutto una religione non si impone, ma propo­ne, presentando gli argomenti più validi e convincenti di credibilità, perché sia accettata e praticata.

D'accordo, l'integralismo, che diventa spesso fanati­smo, intolleranza, è colpevole di guerre, genocidi, sopru­si, violenze di ogni genere lungo il corso della storia.

Da sempre, ma soprattutto dopo il Vaticano II, i credenti sono chiamati al rispetto, al dialogo con tutti: cristiani e non credenti. Già Paolo VI scriveva: "Noi non ci rifiutiamo di riconoscere con rispetto i valori spi­rituali e morali di tante confessioni religiose non cri­stiane. Vogliamo insieme ad esse promuovere e difen­dere gli ideali che possiamo avere in comune nel cam­po della libertà religiosa, della fraternità umana, della sana cultura, del retto ordinamento sociale e dell'ordi­ne civile" (Ecclesiam suam).

E ha istituito un "Segretariato per i non cristiani" per promuovere il dialogo e lo studio sui vari problemi della cooperazione sul piano comune, riguardanti gli in­teressi di tutti i popoli. In un altro documento si dice: "La Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non cristiane. I vari popoli costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano sulla terra. Essi hanno anche un solo fine ulti­mo, Dio, del quale la Provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti" (Di­chiarazione del Vaticano II).

 

- Tra le religioni del nostro mondo occidentale, se­guace del Cristianesimo e quelle orientali, che esercita­no tanto fascino nei giovani, esiste una netta separazio­ne, anzi un'aperta contraddizione. Chi avrà ragione?

- Purtroppo la genuina fede in Dio, la pratica della morale evangelica si sono scontrate in questi ultimi tempi con una concezione materialista, edonista della vita, sviluppatasi, sia nei paesi comunisti, come in quel­li capitalisti.

La ricerca del benessere, l'attaccamento ai beni ma­teriali, che pone l'uomo al centro di tutto, ha finito per soffocare in molti le aspirazioni più profonde dello spi­rito. Le mistiche orientali invece, invitano l'uomo a dare il primato ai valori spirituali: la preghiera, la me­ditazione, la contemplazione.

Nel nostro mondo sconvolto dall'odio, delitti, guerre, violenze, sopraffazioni, sono crollati i bastioni che han­no guidato il cammino della storia, illuminata dal mes­saggio cristiano. Gli orientali sentono profondamente e difendono strenuamente i valori della tolleranza, della libertà, della pace.

Alla nostra sfrenata ricerca del potere e del piacere, essi invitano alla pratica dell'ascesi e della mortificazio­ne. Ma il rifiuto e l'incoerenza dei credenti, non prati­canti, non intacca la validità di un messaggio, che ha creato una civiltà valida sempre e per tutti: la civiltà dell'amore che ha cambiato il volto del mondo dove è stata vissuta.

Inoltre le mistiche orientali, negando la validità dei beni e valori materiali, ha impedito all'uomo ogni for­ma di progresso e miglioramento, condannando spesso milioni di innocenti alla fame e alla sofferenza, giun­gendo fino al progressivo annientamento della persona.

Tra le due opposte concezioni, materialismo e misti­cismo, si colloca appunto il Cristianesimo, che mira a valorizzare tutto l'uomo: anima e corpo, creato da Dio, andando incontro a tutte le sue esigenze, fisiche e spi­rituali, per la promozione integrale della persona.

 

- La religione è un fatto personale. Ognuno sceglie quella che ritiene più adatta al suo modo di vivere.

- Sicuramente la religione è una scelta personale; il diritto di credere e praticare la propria fede è fonda­mentale e inviolabile; nessuno può impedire o violenta­re una scelta sacra per tutti.

Non è invece accettabile che tutte le religioni si equivalgono. In ognuna di esse ci sono lati positivi, frammenti di quella verità assoluta che viene da Dio, il quale l'ha rivelata agli uomini. Solo lui ha potuto af­fermare: "Io sono la luce che illumina ogni uomo" (Gv 1,9), "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6), "Chi segue me non cammina nelle tenebre" (Gv 8,12). In for­za di questo, ha dato alla sua Chiesa un preciso coman­do: "Andate e fate miei discepoli tutti i popoli, inse­gnando loro a osservare tutte le cose che vi ho coman­dato. Ed ecco io sono con voi fino alla fine del tempo" (Mt 28,19-20).

Questo è il più grande dono che Dio offre a tutta la famiglia umana, mediante la sua Chiesa, che ha come primo dovere aiutare tutti gli uomini a conoscere la ve­rità, per incontrare Cristo, il vero liberatore e salvato­re di tutti.

 

- Non riesco ad accettare che la maggior parte degli uomini vivano nell'errore, seguendo altre religioni e quindi siano esclusi dalla salvezza.

- Ogni uomo è creato dall'amore di Dio, destinato a vivere eternamente beato in cielo. Gesù si è incarnato per diventare fratello di ogni uomo; è morto in croce per espiare i peccati di tutte le generazioni passate, presenti e future; è risuscitato per assicurare a tutti la vita immortale. L'apostolo san Paolo afferma: "È volon­tà di Dio che tutti gli uomini giungano alla salvezza e alla conoscenza della verità" (1Tim 2,4).

Ora la volontà di Dio è sempre efficace, anzi onni­potente. Lo scopo per cui Gesù ha fondato la Chiesa è appunto questo: recare a tutto il mondo il messaggio della salvezza. Per questo tutti gli uomini appartengo­no alla Chiesa: quella visibile per quanti ne fanno già parte, quella invisibile, che abbraccia tutti gli altri, an­che se non la conoscono.

La loro salvezza è assicurata, non dalla pratica de­gli insegnamenti dei loro fondatori, ma per mezzo della redenzione operata da Gesù Cristo. Il Vaticano II dice chiaramente: "Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa e che tuttavia cercano sinceramente Dio e, con l'aiuto della grazia, si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta at­traverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salute eterna. La divina Provvidenza non nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono an­cora arrivati alla chiara cognizione e al riconoscimento di Dio e si sforzano, non senza la grazia divina, di rag­giungere la vita eterna" (Lumen gentium 16).

 

- Quindi mi pare inutile, se tutti sono chiamati alla salvezza, che la Chiesa continui la sua opera di proseli­tismo, inviando missionari nel mondo.

- L'impegno missionario risponde a un preciso coman­do di Cristo: "Andate in tutto il mondo, predicate il mio Vangelo a ogni creatura" (Mc 16,15). Pur sapendo come ogni uomo in buona fede si salva, la Chiesa non può esi­mersi dall'offrire a tutti questa certezza, predicando la verità, la bontà, l'amore infinito di Dio, recando il conforto del perdono, la grazia dei Sacramenti...

Sicuramente certe forme di attività missionaria e di proselitismo religioso hanno fatto il loro tempo, ma non si possono negare gli innumerevoli benefici, recati in tutto il mondo, dalla predicazione del Vangelo. I mis­sionari hanno dato a ogni uomo una dignità divina: fi­glio di Dio, erede del Paradiso, operando in tutti i set­tori per la promozione integrale della persona umana, nel campo politico, economico, sociale, educativo.

Ospedali, ricoveri, nosocomi, asili, scuole di ogni gra­do, sono stati costruiti in tutti i paesi dove la Chiesa ha potuto operare, particolarmente nei paesi più poveri del mondo.

Molti missionari hanno pagato con la vita questo sforzo per difendere i diritti delle categorie più esposte: le donne, i bambini, gli orfani, i lebbrosi, emarginati e sfruttati, sovente proprio in nome della religione prati­cata in alcuni paesi.

 

- Chi mi assicura che il Cattolicesimo è la vera reli­gione?

- Un esame sereno, oggettivo della dottrina che pro­pone. La legge di Dio, il messaggio evangelico, rispon­dono a una profonda esigenza della persona, come indi­viduo e membro di una collettività.

Purtroppo molti non l'accettano e la rifiutano senza mai avere approfondito il messaggio contenuto nella Pa­rola di Dio, anche se Bibbia e Vangeli sono sempre alla portata di tutti.

Da un esame anche superficiale, è facile comprende­re come se tutti accettassero e praticassero l'insegna­mento religioso del Cristianesimo, scomparirebbero nel mondo odi, violenze, soprusi, guerre, tradimenti, nella vita sociale e familiare.

La legge di Dio ha segnato e segnerà sempre un progresso o un regresso, un ritorno alla barbarie, tutte le volte che viene accettata o rifiutata e calpestata.

Potremmo anche soffermarci a vedere quanto realiz­zato dal cristianesimo nei secoli trascorsi, per il bene di tutta l'umanità: dall'abolizione della schiavitù allo sfrut­tamento della donna; dalla protezione del bambino alla sacralità della famiglia, fondamento della vita; dalla di­fesa dei diritti di ogni persona, alla sua promozione in tutti i settori: sanità, lavoro, casa, educazione...

Si potrebbe anche pensare ai milioni di martiri che non hanno esitato a subire violenze, accettare sofferen­ze i ogni genere, per restare fedeli alla verità e alla legge dell'amore; ai milioni di santi di ogni razza e ogni paese, che hanno vissuto integralmente, eroicamente il messaggio evangelico.

Possiamo affermare con assoluta sicurezza, il Catto­licesimo ha un solo timore: essere ignorato, peggio ri­fiutato, prima di essere conosciuto.

Ma per chi crede e pratica la religione cattolica vor­rei aggiungere qualche altra considerazione. Il credente sa di essere stato creato da Dio, "a sua immagine e so­miglianza" (Gn 1,26). Ricevendo il Battesimo è stato in­serito come membro della Chiesa, popolo di Dio, è di­ventato fratello di Cristo, erede con lui della felicità del Paradiso per il quale è stato creato.

Nei Sacramenti e celebrando l'Eucarestia è "reso partecipe della stessa vita e natura di Dio" (2Pt 1,4). Mediante la preghiera realizza un colloquio persona­le con Dio, che lo conosce, lo ama, lo segue ogni istan­te della vita: "Tutti i capelli del vostro capo sono con­tati", nulla potrà capitare che Dio non lo sappia e per­metta sempre per il vostro bene. (Lc 2,7). A lui si ri­volge con assoluta fiducia, chiamandolo "Abba" (papà) (Rm 8,15), certo che ogni sua preghiera è prontamente esaudita: "Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome l'otterrete" (Mt 21,22).

Anche se pecca è sicuro che Dio tutto comprende e sempre perdona: "Se i tuoi peccati fossero rossi come lo scarlatto io li renderò più bianchi della neve" (Is 1,18).

Affronta con coraggio prove e sofferenze: "Beati coloro che piangono perchè saranno consolati" (Mt 5,5). Anche la morte non gli incute timore perchè Gesù ha detto: "Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me non morirà mai"

(Gv 11,25). Sa che ogni atto di carità a servizio dell'uomo, è offerto a Dio che assicura: "Qualunque cosa farete all'ul­timo dei miei fratelli lo riterrò fatto a me" (Mt 25,40).

Quale altra religione può donare all'uomo tante sicurez­ze, tanta pace e tanta gioia come il messaggio evangelico?

 

- È difficile conciliare ragione e fede, scienza e fede, accettare il mistero.

- L'intelligenza è un dono di Dio, che ci permette di conoscere la verità, entrare in diretto rapporto con lui, con gli altri uomini, con le creature. Grazie ad essa l'uomo ha realizzato nel corso dei secoli un progresso sbalorditivo, scoprendo le meravigliose potenzialità del­la natura, sfruttando a suo beneficio le leggi stabilite dal Creatore.

L'uomo non inventa nulla, semplicemente studia e applica queste leggi, sfruttando le enormi possibilità del creato che lo circonda.

Per esempio l'energia atomica è sempre esistita, ma soltanto nel nostro secolo, dopo lunghe, faticose ricer­che, la scienza ha trovato la possibilità di utilizzarla e speriamo sia sempre e solo al servizio dell'umanità.

Quindi non ci potrà mai essere opposizione tra scien­za e fede, percorrono due strade diverse, anche se pa­rallele. La scienza studia e scopre le leggi che governa­no il mondo; la fede aiuta a conoscere e approfondire le verità che Dio ha rivelato all'uomo. Entrambe pro­vengono dalla stessa fonte. Sono due aspetti diversi del­la luce che promana da un'unica sorgente.

Se talvolta sembrano contraddirsi è perchè qualcuno esce dalla sfera della propria azione: lo scienziato oltre­passa i limiti della ricerca su cause ed effetti della materia; il credente accetta come verità rivelata ipotesi, che attendono ancora di essere scientificamente provate.

Da notare come la maggior parte degli scienziati sono credenti, anzi molti hanno trovato nello loro ricer­che e scoperte una sorprendente coincidenza con la vi­sione cristiana del mondo e i progressi raggiunti dalla scienza nei vari campi.

Ogni nuova scoperta non fa che ampliare il campo delle ricerche, aiutando a conoscere l'intelligenza supre­ma del grande architetto del mondo.

Anche il problema del mistero, verità difficile, incom­prensibile, ma mai contraria alla ragione, sono realtà che incontriamo ad ogni istante nello studio dell'univer­so. Il mondo minerale, vegetale, animale, l'uomo stesso, sono un complesso di misteri che non finiranno mai di esaurirsi e stupirci.

Le ricerche sottomarine, le esplorazioni spaziali, la stessa origine e composizione della materia, della luce, della vita, sono tutte realtà ancora da esplorare.

La fede poi ha per oggetto Dio, l'essere infinito e può accettare solo quello che lui ha voluto rivelarci. Qui il mistero è assolutamente necessario. L'uomo è finito, non potrà quindi mai comprendere, esaurire l'infinito. Vale sempre la risposta del filosofo Simonide a Gerone, re di Siracusa, che gli aveva chiesto chi fosse Dio. "Im­possibile, rispose, bisognerebbe che Dio non fosse più Dio, o che l'uomo diventasse infinito come lui!"

Obiezioni contro la Chiesa

Un'altra serie di critiche e obiezioni riguardano la Chie­sa, la sua gerarchia, le istituzioni, i suoi comportamenti. Scegliamo le principali, offrendo risposte sintetiche, non certo esaurienti.

 

- I preti sono uomini come gli altri, con pregi e di­fetti comuni a tutti.

- Sicuramente, fanno parte del genere umano, han­no la stessa natura, forse un po' più ricchi degli altri, perchè hanno la fede e gli aiuti della grazia per offrirli a quanti li chiedono.

La vocazione sacerdotale e religiosa è una particola­re chiamata di Dio per esercitare un ministero di ser­vizio, allo scopo di aiutare gli uomini a conoscere e praticare il messaggio evangelico.

Ritengo necessario, per essere obiettivi, distinguere sempre nelle persone, particolarmente in coloro che oc­cupano posti di responsabilità, tra la vita privata e l'at­tività che svolgono. Noi ricorriamo ai medici, ai magi­strati, ai tecnici, in base alla loro professionalità, indi­pendentemente dalla loro condotta e vita privata.

Così dovrebbe essere anche per chi ha la missione di predicare la parola di Dio, offrire ai credenti la grazia dei Sacramenti, doni che provengono direttamente da Dio.

Inoltre, per emettere giudizi sereni, occorre evitare il grosso pericolo di generalizzare: sono tutti così! Se un giudice è disonesto, si comporta male, non possiamo pensare e tanto meno condannare l'intera categoria.

Penso che il prete rimanga oggi, anche per molti fe­deli, uno sconosciuto. Quanti conoscono la sua missio­ne, i suoi sacrifici, le difficoltà che incontra, le respon­sabilità che pesano su di lui? Quanti lo aiutano in un ministero così impegnativo, a servizio di tutta la comu­nità? Quanti invece lo denigrano, lo insultano, lo di­sprezzano, magari lo calunniano?...

 

- Quale differenza allora tra un prete e un cristiano qualunque?

- Quella per cui è stato scelto, venti secoli fa, dallo stesso Figlio di Dio, durante l'Ultima Cena, per continua­re nel mondo la sua offerta di amore, l'Eucarestia, quando disse: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22, 19). E poco dopo conferì loro il potere divino di rimettere i peccati: "A coloro ai quali perdonerete i peccati saranno perdonati, a chi non li perdonerete non saranno perdonati" (Gv 20,30) e infine diffondere nel mondo il suo messaggio di salvezza: "Andate e predicate il mio Vangelo a tutte le creature" (Mc 16,15).

Per questo duplice potere: ministero e magistero, il sacerdote è un altro Cristo, l'intermediario tra il cielo e la terra, il ponte tra Dio e l'uomo.

Ha il compito di accompagnarci dall'alba al tramonto, dal Battesimo alla Unzione degli infermi, fino al viaggio senza ritorno. Gesù stesso ha sottolineato la sua grande missione e dignità affermando: "Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me" (Lc 10,16). Il sacerdo­te diventa così il plenipotenziario di Dio.

Sotto questo aspetto non è un uomo come gli altri, un impiegato, un professionista qualunque. Il Sacramento dell'Ordine lo rende persona sacra in eterno, ha un incari­co ben preciso: portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio.

È chiamato a dare tutto, senza pretendere nulla; of­frire ricchezze infinite, senza alcuna ricompensa; rinun­ciare alla paternità naturale per una più vasta e fecon­da: padre spirituale, responsabile di tutte le anime che gli sono affidate.

- Quindi il prete dovrebbe essere una persona inat­taccabile sotto tutti i punti di vista, un modello di vir­tù per gli altri, teso alla conquista della santità.

- Non solo lui, ma tutti i fedeli sono chiamati a ten­dere alla santità: "È volontà di Dio, scrive S. Paolo, che tutti gli uomini diventino santi" (1Ts 4,3), è l'unica via che assicura il possesso della vita eterna.

Purtroppo il peccato originale, di cui portiamo tutti le conseguenze, le tentazioni, le passioni dalle quali nessuno è esente, possono indurre anche qualche prete a rinnegare la sua dignità, tradire la vocazione e la missione che gli è affidata.

La Chiesa, oggi come sempre, è formata da persone sante e da peccatori. Nella sua lunga storia ha genera­to milioni di santi, ma ha anche avuto sacerdoti, vesco­vi e persino qualche papa indegni. Sono come ombre che servono a far risaltare maggiormente il quadro del­la sposa di Cristo, la Chiesa santa, liberatrice da ogni forma di schiavitù, conseguenza del peccato, per recare a tutti la salvezza.

Ma per i pochi che dovevano essere "luce del mondo e sale della terra" (Mt 5,14), non è venuta meno la luce del sole, nè il sale è diventato insipido. Dio ha conti­nuato a operare direttamente, anche attraverso stru­menti inadatti e indegni, il miracolo della salvezza.

 

- È difficile accettare che anche nella Chiesa, dove tutti gli uomini sono eguali davanti a Dio, ci sia una gerarchia, con poteri e autorità diverse.

- Ogni istituzione, politica, sociale, economica, necessi­ta di una autorità in grado di dirimere contrasti, dare orientamenti, prendere decisioni, nel rispetto degli statuti e scopi stabiliti. Diversamente si cadrebbe nell'anarchia, dove ognuno fa quello che gli aggrada, a tutela dei propri interessi, anche se in contrasto con quelli degli altri.

Senza un'autorità legittima e riconosciuta, nessuna società può sussistere, da quella primordiale della fami­glia, alle grandi società nazionali, internazionali e mon­diali. Questo vale soprattutto per una società come la Ciesa, sparsa in tutto il mondo, con milioni di fedeli di razze, lingue, costumi diversi, dove tutti abbiano la certezza di praticare la religione voluta dal fondatore. Purtroppo malgrado questo centro di unità, quanti sci­smi, separazioni, eresie sono sorte nel corso dei secoli nell'unica Chiesa di Cristo!

L'autorità gerarchica della Chiesa è costituita da un'autorità suprema, il Papa e i Concili ecumenici da lui convocati, per la retta interpretazione della Parola di Dio, della Tradizione apostolica, degli insegnamenti del magistero, riguardanti la fede e la morale.

I vescovi, partecipi dell'autorità del Papa, la eserci­tano nell'ambito della loro circoscrizione ecclesiastica, la diocesi; i parroci nelle parrocchie per i fedeli loro affi­dati; i superiori nelle diverse famiglie religiose, tutte a servizio dell'unica Chiesa.

Se venisse a mancare questo principio di autorità, verrebbe meno l'unità tra i membri della Chiesa e nes­suno sarebbe sicuro di camminare per la via voluta dal suo fondatore, Gesù Cristo.

 

- Anche l'infallibilità del Papa è un problema diffi­cile da accettare. Come uomo può sbagliare, in fondo è un povero peccatore come tutti noi.

- Anzitutto l'infallibilità del Papa è stata stabilita da Gesù stesso, il Figlio di Dio, quando ha costituito la Chiesa. Questo primato, dato al primo Papa e trasmes­so ai suoi successori, ha mantenuta salda l'unità della Chiesa nel corso dei secoli, malgrado persecuzioni e vio­lenze, che hanno cercato di disgregarla. "I marosi si sono infranti, scrive il Monsabré, i vascelli che l'hanno urtata con le loro prore, sono colati a picco; le aquile hanno cercato di lacerarla con i loro rostri, ma sono fuggite insanguinate; milioni di parassiti si sono attac­cati per roderla, scalfirla, ma sempre invano".

La parola di Cristo ha superato il fragore di tutte le tempeste: "Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa... e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che tu legherai sulla terra, sarà legato anche nei cieli e tutto ciò che tu scioglierai sulla terra, sarà sciolto anche in cielo" (Mt 16,17).

L'infallibilità del Papa e dei Concili ecumenici, ri­guardano solo le definizioni "ex cathedra", riguardanti problemi di fede e insegnamenti morali.

Non è invece infallibile quando tratta altri argomen­ti scientifici, politici, sociali, dove può errare come tutti i mortali. Anche il Papa, poi come persona, è un pove­ro peccatore, che implora ogni giorno il perdono divino.

 

- La Chiesa è ricca: in Vaticano ci sono tesori incal­colabili, anche certi palazzi vescovili non testimoniano la povertà evangelica.

- I tesori custoditi in Vaticano non appartengono al Papa, ma alla Chiesa, anzi al mondo intero. Sono dono dei fedeli e anche di paesi non credenti, che da sempre riconoscono nel Vicario di Cristo la suprema autorità spirituale e il ruolo che svolge nel mondo per la liber­tà, la giustizia, la pace tra tutti i popoli.

Questo vale anche per certi sontuosi palazzi vescovili e monasteri, costruiti in altre epoche, quando prelati e religiosi erano principi, duchi, marchesi, feudatari con vasti possedimenti. Certo non sarebbe male che molti di questi venissero adibiti a usi più consoni al messaggio evangelico.

Così il lusso smodato in certe chiese, le macchine di grossa cilindrata, i generi di conforto che si vedono in alcuni istituti religiosi e in qualche canonica, non sono certo testimonianza di quella povertà evangelica che viene predicata e di cui i religiosi fanno professione con il voto di povertà.

Il distacco dai beni terreni, dalla ricchezza egoista, causa di tanti mali e di tanti peccati, devono essere vis­sute soprattutto da coloro che sono "maestri" e "testi­moni" di quel Gesù, che ha avuto parole, condanne du­rissime contro i ricchi e ha affermato, presentandosi come modello a tutti: "Le volpi hanno una tana, gli uc­celli un nido, il Figlio dell'uomo non ha un luogo dove reclinare il capo" (Mt 8,20).

Certo si può vivere poveramente, anche in una lus­suosa abitazione, viceversa si può avere il cuore attac­cato ai beni terreni anche in una capanna.

Da sottolineare come anche il prestigio, l'autorità esercitata, hanno le loro esigenze. Un re, un presiden­te, il direttore di un grande centro economico, hanno di­ritto e il dovere di mantenere un certo decoro. La vera povertà deve essere effettiva, ma soprattutto affettiva per tutti!

 

- Anche la religione è diventata una bottega dove si deve pagare tutto.

- Oggi purtroppo per molti il "dio quattrino" è diventato l'idolo, lo scopo al quale si sacrifica tutto e tut­ti, nell'illusione che il denaro possa soddisfare a tutte le esigenze dell'uomo, donargli quella felicità alla quale aspira. In realtà invece è la vera causa di guerre, vio­lenze, sofferenze di ogni genere, non fosse altro perchè l'uomo è un animale ingordo, più ha e più brama pos­sedere.

Anche nella Chiesa, composta da uomini, questo tar­lo roditore può penetrare e recare incalcolabili rovine a persone e istituzioni. Quando la chiesa o un istituto re­ligioso diventa ricco, va sicuramente in rovina. Gesù è arrivato a minacciare: "È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco si salvi" (Mt 19,24).

La Chiesa e le sue istituzioni hanno necessariamen­te un risvolto economico. Una volta c'era addirittura il precetto di pagare le decime, per sostenere le necessità della Chiesa: sostentamento del clero, opere di culto, at­tività assistenziali, caritative, educative. Molti ignorano i costi per le sole spese di culto: illuminazione, riscal­damento, arredi, paramenti sacri, pulizia della chiesa, emolumenti al personale... Sarebbe ideale che questa attività economica fosse affidata ai laici e ogni anno si presentasse ai fedeli il resoconto di tutte le spese.

Così l'esortazione alla carità e generosità dei fedeli, non dovrebbe far parte dell'omelia domenicale, a soste­gno delle opere parrocchiali: asili, oratori, orfanotrofi, assistenza ai poveri e malati, mantenute dalle offerte dei fedeli. A questo si aggiungono le troppe questue per opere generali: le missioni, la buona stampa, gli emi­grati... con troppe collette.

Dopo il Vaticano II° vi è un grande ritorno alla po­vertà e alla semplicità. I beni ecclesiastici vengono am­ministrati da laici e distribuiti in modo equo e razionale, in maniera che non vi siano più preti ricchi e preti che fanno la fame. Anche le così dette "tariffe", per la celebrazione delle Messe e l'amministrazione dei Sacra­menti, vengono lasciate alla libera offerta dei fedeli. La Chiesa ha preso coscienza come per essere fedele alla sua missione deve diventare veramente "la Chiesa dei poveri".

 

- Non capisco perchè devo confessare i miei peccati a un prete. Io mi confesso direttamente con Dio, solo lui può perdonarmi.

- È vero solo Dio perdona le nostre colpe. Il peccato è una violazione della sua legge, un rifiuto al suo amo­re e quindi solo lui può ridarci la pace e la gioia, aven­do pagato per tutti le nostre colpe sulla croce.

Perdonare tutto, perdonare tutti, è stata la missione principale di Gesù sulla terra: "Non sono venuto a chia­mare i giusti, ma i peccatori... Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati... Sono stato inviato a salvare coloro che erano perduti..." Perdona al pubbli­cano, a Zaccheo, all'adultera, alla Maddalena, ai suoi stessi carnefici: "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno" (Lc 23,34).

E le stupende parabole della pecorella smarrita, del­la moneta perduta, del figliuol prodigo, atteso dal Pa­dre con infinito amore, rivelano il vero volto di Dio che perdona tutti, perdona sempre!

Per darci la certezza del suo perdono, ha voluto tra­smettere questo suo potere divino ai suoi ministri. È questo uno degli impegni più sacri e onerosi per il pre­te, peccatore anche lui, ma chiamato a essere giudice tra i fratelli e dispensatore del perdono di Dio.

In fondo la confessione risponde a uno dei bisogni più profondi e sentiti dell'uomo: aprirsi, confidarsi con un altro. Una esigenza che induce molte persone a re­carsi abitualmente dal psichiatra e dal psicanalista al quale aprire la propria coscienza, pagando profumata­mente e rimanendo come prima: angosce, turbamenti, rimorsi.

Nei tribunali umani campeggia solo una parola "giu­stizia", sui confessionali invece solo la parola "miseri­cordia". Chi è reo subisce sempre una condanna dal giudice, secondo la gravità del male commesso; al tri­bunale di Dio, qualunque sia la colpa, vi è solo e sem­pre il perdono.

Il sacerdote ha solo il compito di assolvere chi è pen­tito del male commesso, ripetendo le parole del Signore Gesù: "Io ti assolvo, va in pace"!

Una delle più grandi gioie della vita, per chi è pro­strato dalla colpa, dilaniato dal rimorso, è proprio sen­tirsi dire da chi ha l'autorità di Dio: sei perdonato, il tuo peccato è distrutto, come non lo avessi mai com­messo.

La confessione è l'incontro di due abissi: quello della nostra miseria e quello della bontà infinita di Dio. Mi è difficile comprendere come molti si privano di un dono così grande e gratuito!

FINE

 

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Fondazione "I FRATELLI DIMENTICATI"

Legalmente riconosciuta, opera a totale servizio dei più i poveri tra i poveri: lebbrosi, orfani, bimbi abbandonati, famiglie senza tetto, giovani sottratti al vizio e alla strada, nei paesi del terzo mondo, particolarmente in India, dove queste persone sono considerate "maledette, per colpe gra­vissime commesse in esistenze precedenti, che nessuno deve amare e aiutare".

Migliaia di lebbrosi, definiti dall'apostolo laico Raoul Follereau, "l'umanità più sofferente ed emarginata del mon­do" vengono accolti e curati nei grandi centri, "le città dell'amore", realizzati o in fase di costruzione, a Vehloli, 80 km da Bombay, Calcutta, Ranchi, Krishnagar, nel cuore del Bengala, per ridonare loro la dignità di uomini, anzi quella divina di figli prediletti di Dio.

Ospedali, cliniche, dispensari, laboratori, casette per le famiglie, con un pezzo di terra per allevare animali da cortile e coltivare ortofrutticoli, offrono loro un ambiente accogliente, per una vita serena e sicura, con l'assistenza continua e gratuita di eroiche religiose, che vedono nei loro volti devastati e nelle carni straziate, il corpo stesso del Figlio di Dio, da servire e amare con infinita tenerezza.

Migliaia di bambini abbandonati, o figli di lebbrosi, ricevono vitto, alloggio, cure, istruzione, avviamento al lavoro, nelle zone più povere dell'India e alla periferia delle grandi metropoli, dove sono condannati a marcire sulle strade o nelle baraccopoli della miseria, gli "slums", rifugio di tutti i "rifiuti" della società.

Le case che vengono costruite sono poi donate a famiglie senza tetto, laboratori artigianali offrono a centinaia di ragazze e giovani, candidati al vizio e alla galera, la possi­bilità di un lavoro onesto, che li rende cittadini pienamente autonomi, inserendoli nella società civile.

La Fondazione non riceve alcun aiuto da enti nazionali e internazionali, allo scopo di agire liberamente, sul piano caritativo.

L'immenso impegno di assistenza e promozione umana, è sostenuto esclusivamente dai benefattori, con offerte men­sili, annuali, lasciti di vario genere e dalle prestazioni gratui­te di quanti lavorano nelle varie sedi della Fondazione e nei gruppi spontanei sorti in tante regioni d'Italia e all'estero.

 

 

EDIZIONI "I FRATELLI DIMENTICATI"

Le città dell'amore, vol. a colori riccamente illustrato. La tragedia della fame e della lebbra in India. Con tre grandi centri realizzati dalla nostra Fondazione.

 

I fratelli dimenticati, a colori pp. 64. I due più gravi flagelli che colpiscono i più poveri: la fame e la lebbra.

 

Vocazione eroismo, a colori pp. 64. L'opera di queste eroiche religiose per salvare bambini e lebbrosi.

 

Un ardito in prima linea, pp. 128. Biografia di P. Guido Colussi Una vita per amore, pp. 32.

 

La vita di uno dei più grandi missionari viventi: P. Antonio Alessi senior.

 

Racconti per ogni giorno, Pp. 188. Testimonianze, aneddoti, leg­gende per letture educative.

 

Briciole di pane vivo, pp. 164. Riflessioni religiose per tutti, con spunti per prediazione, conferenze...

 

Preparazione al matrimonio. Un volume esauriente per una forma­zione completa al grande Sacramento.

 

Missioni: viaggio in India, per conoscere i vari aspetti di questo affascinante paese.

 

Un monello sulle piste di Dio. L'avventurosa vita di P. Antonio Alessi jr. fondatore dell'Associazione "I Fratelli Dimenticati".

 

La mia Czestochowa, vol. 25x16 pp. 442. Un volume del più alto interesse culturale del noto scrittore Antonio Belfiore.

 

Collana "Scintille di luce", opuscoli di 32 pagine: una risposta ai grandi interrogativi della fede. INTERVISTE. Intervista con Dio Intervista con Gesù - Intervista con il Diavolo Intervista con la Mamma - Intervista con il Papa - Intervista sull'uomo - Intervista sugli Angeli - Intervista con San Giuseppe - Intervista con Giuda Intervista con Giobbe - Intervista con lo Spirito Santo Intervista con un prete. PROBLEMI DELL'UOMO: Cristo vive in India - Il Rosario meditato - Obiezioni religiose - Esistono i miracoli? Preghiamo! - I falsari di Dio - Appuntamento Paradiso - Dubbi tra fidanzati - Difficoltà tra coniugi - Celebriamo "insieme" la Messa Amare per educare - Esiste il Purgatorio?

 

POCHE LIRE PER UNA VITA

La vita è il primo e più grande dono che riceviamo dall'amore di Dio e nostri genitori. Ogni bimbo nasce per vivere.

Ognuno di loro è un segno della fiducia del Creatore verso l'umanità. Ogni persona ha un valore infinito: creata a immagine e somiglianza di redenta dal sacrificio di Cristo sulla croce, destinata alla vita immortale felicità infinita del paradiso.

Salvare una vita è il più grande e meritorio atto di amore verso Dio e verso l’umanità.

 

UNA TRAGEDIA DIMENTICATA

Secondo le statistiche ufficiali dell'O.N.U. ogni anno venti milioni di bambini sono condannati a morire di fame o per malattie causate dalla denutrizione: 57.000 ogni giorno, 40 ogni minuto primo.

Molti di questi bambini muoio­no prima di nascere, o nascono menomati, per l'insufficiente alimen­tazione delle madri nel periodo della gestazione.

Altre migliaia, oltre al pericolo di morire di fame, ne corre uno anche più tragico: diventare lebbrosi come i loro genitori.

I figli nati dai malati di lebbra nascono perfettamente sani; ma se non sono curati, alimentati e sottratti al contagio, finiscono per contrarre il terribile morbo.

 

AIUTATECI A SALVARLE

Le eroiche «Suore del Sorriso» accolgono nelle loro case migliaia di queste creature innocenti, strappan­dole alla morte, al dolore, ad un cal­vario incredibile.

Con poche lire al mese, in India, è possibile salvare un bimbo, donar­gli la gioia di vivere, sperare, sorri­dere alla vita.

Nei 30 centri dove operano le suore, i bambini sono curati, nutriti, educati, avviati a una professione, per una vita sicura e serena come tutti i figli di Dio.

Con meno del valore di un caffè, di un giornale, di un pacchetto di sigarette, di un gelato, anche tu puoi salvare un innocente. Costa così poco!

 

MICROREALIZZAZIONI

Mantenimento ed educazione di un bambino FR 30 CH L. 25.000 mensili

Cura e alloggio di un lebbroso L. 30.000 mensili

Un letto nell'ospedale-lebbrosario L. 50.000

Cura e alloggio di un tubercoloso L. 100.000 mensili

Una macchina da cucire costruita in India L. 200.000

Una macchina da scrivere costruita in India L. 300.000

Una macchina per tessere la canapa L. 400.000

Una casetta per lebbrosi: Singola L. 2.000.000 Bifamiliare L.4.000.000

N.B. Saremmo molto grati, a chi adottasse un bambino o un lebbroso, di riunire più mensilità per facilitarci l'invio del denaro in India.

 

DOCUMENTARI IN VIDEO PER LA PROMOZIONE DEL PROBLEMA INDIANO

Realizzati da Mario Manzolini, Dario Rovati e Gianfranco Andreoni

Le videocassette in VHS sono a disposizione presso la sede di Binasco

o facendo richiesta alla sede di Cittadella. - Video 1 -

"ARYJAN" durata 60 minuti

Viene presentata una sintesi della realtà indiana e l'inserimen­to dell'impegno missionario.

- Video 2 -

'BHAGAVAD GIDA" durata 50 minuti

Dopo una presentazione dell'India e dell'induismo racconta la vita in missione attraverso il ricordo di una ragazza che, ter­minati gli studi superiori e si appresta a entrare nell' università. - Video 3 -

"JAI JESUS" durata 60 minuti

Questo terzo filmato è il condensato dei due precedenti ma cerca di entrare sempre più nell'intimità della famiglia india­na, a contatto diretto con la vita che si svolge nei villaggi e negli "Slums ", con suggestive immagini di vita quotidiana. Presenta una realtà inedita per molti nella quale il missionario  apostolato

 

UN ECCEZIONALE DOCUMENTARIO

Per quanti sono interessati a conoscere la tragedia della fame e della lebbra che colpi­sce milioni di persone, la nostra Fondazione "I - fratelli dimenticati" ha realizzato un documen­tario in tre video-cassette, con relativo com­mento; durata da 30 a 40 minuti ciascuna.

SORRISO NEGLI SLUM - L'opera delle Suore del sorriso a servizio dei più poveri tra i poveri nelle baraccopoli.

UNA VITA PER L'INDIA - Intervista con P. Alessi e P. Maschio, due eroi della carità, pionieri delle missioni salesiane.

LA CITTÀ DELL'AMORE - Il centro "Risurrezione" realizzato dai benefattori per cu­rare e salvare migliaia di lebbrosi.

N.B. - Le tre video-cassette vengono offerte in ornng­gio ai benefattori. Grati di una libera offerta per le spese.

ALBI A COLORI:

La fame di Dio: un problema sempre presente in India e in tante altre parti del mondo.

Amare e donare: la vita di due eroi della carità, P. Alessi senior e P. Aurelio Maschio, da oltre 65 anni in India. Le Suore del Sorriso: le Suore del sorriso operanti in diversi stati dell'India.