OBIEZIONI RELIGIOSE
Antonio M. Alessi
Durante
oltre quarant'anni di viaggi in tutte le regioni d'Italia, con migliaia di
conferenze, dibattiti, tavole rotonde, mi sono convinto quanto sia ancora
profondo il senso religioso tra la nostra gente.
Soprattutto mi ha colpito l'interesse dei giovani sui problemi riguardanti la fede e la morale e insieme l'impegno ecclesiale in tutti i settori della vita pubblica.
Prima
la gente subiva, accettava passivamente l'autorità della Chiesa e di quanti
erano proposti alla vita pubblica. Oggi le persone vogliono essere presenti, discutere,
rendersi conto delle decisioni prese nei palazzi del potere. Il paternalismo,
l'autoritarismo sono definitivamente tramontati.
La
libertà di pensiero, di parola, il diritto di decidere delle proprie scelte,
sono penetrati profondamente nel tessuto sociale; questo anche per quello che
riguarda la pratica religiosa.
Una
delle costatazioni più amare è stata la grande ignoranza sui problemi
riguardanti aspetti fondamentali della fede e della morale, riscontrata in
tutte le categorie, non escluse le persone colte. Anzi in questi si fa ancor
più stridente il contrasto tra la cultura profana e quella religiosa, con
l'aggravante di molti che pretendono trinciare giudizi su verità che
ignorano, con la stessa sicurezza con cui posso discutere di argomenti dove
hanno una specifica preparazione.
Nei
giovani invece ho notato un vivo desiderio di verità, accompagnato sovente da
critiche, denunce, accuse, fatte per approfondire tematiche che li interessano
a trovare risposte sicure e convincenti a problemi che toccano in profondità la
loro vita.
Anche
molti benefattori che ci aiutano nell'apostolato missionario, mi scrivono per
chiedere spiegazioni su delicati problemi di coscienza.
Per
questo ho pensato di iniziare una serie di opuscoli, rispondenti a richieste
così sentite e interessanti. Cercherò di rispondere in maniera facile ed
esauriente, anche se necessariamente in modo sintetico, rimandando a studi più
esaurienti quanti desiderassero approfondire tali argomenti. Oggi non mancano
presso le editrici cattoliche volumi scritti da esperti nei vari settori.
Il
mondo odierno, particolarmente i giovani, non accettano più una religiosità
imposta dall'alto, rifiutano pratiche tradizionali relegate all'infanzia, sono
fortemente delusi dal modo con cui viene insegnata la religione, sono
estremamente critici davanti al comportamento di tanti così detti
"praticanti".
Assetati
di libertà, mettono in discussione valori che hanno condizionato la nostra
storia per secoli, patrimonio di una fede basata sull'autorità e chiedono di
conciliare la religione con la ragione.
Mettono
in discussione la presenza e l'attività stessa della Chiesa in tutte le sue
componenti e la stessa gerarchia. Trovano che il suo volto è pieno di rughe,
una realtà invecchiata e sorpassata, che non riesce a camminare con i tempi e i
mutamenti in atto.
L'intelligenza
ha avuto in questi ultimi tempi un enorme sviluppo: la scuola obbligatoria per
tutti, i "mass-media", radio, televisione, stampa, entrati in ogni
casa, offrono messaggi e presentano modelli di vita in contrasto con il passato
e spesso in antitesi con gli insegnamenti del Vangelo.
L'enorme
progresso in tutti i settori, il benessere che ha raggiunto ogni famiglia, ha
mutato radicalmente il modo di vivere.
La
Chiesa si rende perfettamente conto dei cambiamenti in atto, capisce la
necessità di nuove forme di evangelizzazione, sia per i popoli usciti
dall'oppressione del materialismo ateo, sia nel mondo occidentale infetto da
un materialismo pratico, non meno pericoloso dell'ateismo teorico.
Tutti
i credenti devono sentirsi impegnati ad affrontare coraggiosamente le sfide
del mondo moderno, per dare una risposta convincente ai dubbi, alle perplessità,
alla stessa opposizione che si riscontra anche tra coloro che affermano di
volere essere cristiani.
È quello che tentiamo di fare con questi libretti della collana "Scintille di luce", per rispondere ai problemi religiosi del nostro tempo.
Iniziamo
con una serie di risposte alle obiezioni più comuni, raggruppando i soggetti più
frequenti e comuni.
- Per me tutte le religioni sono buone, una vale l'altra. Non vedo perché il Cristianesimo sia superiore alle altre.
-
Il primato del Cristianesimo non dipende dalla sua diffusione geografica, dal
numero dei sui seguaci, dall'antichità della sua dottrina, ma dal valore
intrinseco del suo insegnamento.
Il
contrasto, anche solo tra le grandi religioni: ebraismo, induismo, buddismo,
bramanesimo, islamismo, rivelano una abissale differenza tra il messaggio
evangelico e quello delle altre religioni.
La
causa determinante è dovuta alla diversità delle origini e alla dottrina dei
fondatori, anche se tutti desiderosi di migliorare la vita dei loro seguaci.
Questi insegnamenti sono stati necessariamente influenzati dai diversi
ambienti socio-culturali nel quale essi sono vissuti. Per questo nel corso dei
secoli queste religioni si sono frazionate in credenze diverse, adattando la
dottrina iniziale alle mutate condizioni dei popoli.
A
differenza di ogni altra setta o religione, il Cristianesimo non è stato
fondato da uomini, ma ha per autore Dio stesso e il suo Figlio Gesù, che, per
farla conoscere, rettificare le strutture del primitivo messaggio,
perfezionarla, si è fatto uomo, provando con molti miracoli, di cui l'ultimo
la sua risurrezione, a conferma della missione salvifica universale affidatagli
da Dio.
- Imporre una religione come l'unica vera, crea l'intolleranza religiosa che ha fatto e continua a produrre tanto male nel mondo.
-
Anzitutto una religione non si impone, ma propone, presentando gli argomenti
più validi e convincenti di credibilità, perché sia accettata e praticata.
D'accordo,
l'integralismo, che diventa spesso fanatismo, intolleranza, è colpevole di
guerre, genocidi, soprusi, violenze di ogni genere lungo il corso della
storia.
Da
sempre, ma soprattutto dopo il Vaticano II, i credenti sono chiamati al
rispetto, al dialogo con tutti: cristiani e non credenti. Già Paolo VI
scriveva: "Noi non ci rifiutiamo di riconoscere con rispetto i valori spirituali
e morali di tante confessioni religiose non cristiane. Vogliamo insieme ad
esse promuovere e difendere gli ideali che possiamo avere in comune nel campo
della libertà religiosa, della fraternità umana, della sana cultura, del retto
ordinamento sociale e dell'ordine civile" (Ecclesiam suam).
E
ha istituito un "Segretariato per i non cristiani" per promuovere il
dialogo e lo studio sui vari problemi della cooperazione sul piano comune,
riguardanti gli interessi di tutti i popoli. In un altro documento si dice:
"La Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni
con le religioni non cristiane. I vari popoli costituiscono una sola comunità.
Essi hanno una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano
sulla terra. Essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, del quale la
Provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a
tutti" (Dichiarazione del Vaticano II).
- Tra le religioni del nostro mondo occidentale, seguace del Cristianesimo e quelle orientali, che esercitano tanto fascino nei giovani, esiste una netta separazione, anzi un'aperta contraddizione. Chi avrà ragione?
-
Purtroppo la genuina fede in Dio, la pratica della morale evangelica si sono
scontrate in questi ultimi tempi con una concezione materialista, edonista della
vita, sviluppatasi, sia nei paesi comunisti, come in quelli capitalisti.
La
ricerca del benessere, l'attaccamento ai beni materiali, che pone l'uomo al
centro di tutto, ha finito per soffocare in molti le aspirazioni più profonde
dello spirito. Le mistiche orientali invece, invitano l'uomo a dare il primato
ai valori spirituali: la preghiera, la meditazione, la contemplazione.
Nel
nostro mondo sconvolto dall'odio, delitti, guerre, violenze, sopraffazioni, sono
crollati i bastioni che hanno guidato il cammino della storia, illuminata dal
messaggio cristiano. Gli orientali sentono profondamente e difendono
strenuamente i valori della tolleranza, della libertà, della pace.
Alla
nostra sfrenata ricerca del potere e del piacere, essi invitano alla pratica
dell'ascesi e della mortificazione. Ma il rifiuto e l'incoerenza dei credenti,
non praticanti, non intacca la validità di un messaggio, che ha creato una
civiltà valida sempre e per tutti: la civiltà dell'amore che ha cambiato il
volto del mondo dove è stata vissuta.
Inoltre
le mistiche orientali, negando la validità dei beni e valori materiali, ha
impedito all'uomo ogni forma di progresso e miglioramento, condannando spesso
milioni di innocenti alla fame e alla sofferenza, giungendo fino al
progressivo annientamento della persona.
Tra
le due opposte concezioni, materialismo e misticismo, si colloca appunto il
Cristianesimo, che mira a valorizzare tutto l'uomo: anima e corpo, creato da
Dio, andando incontro a tutte le sue esigenze, fisiche e spirituali, per la
promozione integrale della persona.
- La religione è un fatto personale. Ognuno sceglie quella che ritiene più adatta al suo modo di vivere.
-
Sicuramente la religione è una scelta personale; il diritto di credere e
praticare la propria fede è fondamentale e inviolabile; nessuno può impedire
o violentare una scelta sacra per tutti.
Non
è invece accettabile che tutte le religioni si equivalgono. In ognuna di esse
ci sono lati positivi, frammenti di quella verità assoluta che viene da Dio, il
quale l'ha rivelata agli uomini. Solo lui ha potuto affermare: "Io sono
la luce che illumina ogni uomo" (Gv 1,9), "Io sono la via, la verità
e la vita" (Gv 14,6), "Chi segue me non cammina nelle tenebre" (Gv
8,12). In forza di questo, ha dato alla sua Chiesa un preciso comando:
"Andate e fate miei discepoli tutti i popoli, insegnando loro a osservare
tutte le cose che vi ho comandato. Ed ecco io sono con voi fino alla fine del
tempo" (Mt 28,19-20).
Questo
è il più grande dono che Dio offre a tutta la famiglia umana, mediante la sua
Chiesa, che ha come primo dovere aiutare tutti gli uomini a conoscere la verità,
per incontrare Cristo, il vero liberatore e salvatore di tutti.
- Non riesco ad accettare che la maggior parte degli uomini vivano nell'errore, seguendo altre religioni e quindi siano esclusi dalla salvezza.
-
Ogni uomo è creato dall'amore di Dio, destinato a vivere eternamente beato in
cielo. Gesù si è incarnato per diventare fratello di ogni uomo; è morto in
croce per espiare i peccati di tutte le generazioni passate, presenti e future;
è risuscitato per assicurare a tutti la vita immortale. L'apostolo san Paolo
afferma: "È volontà di Dio che tutti gli uomini giungano alla salvezza
e alla conoscenza della verità" (1Tim 2,4).
Ora
la volontà di Dio è sempre efficace, anzi onnipotente. Lo scopo per cui Gesù
ha fondato la Chiesa è appunto questo: recare a tutto il mondo il messaggio
della salvezza. Per questo tutti gli uomini appartengono alla Chiesa: quella
visibile per quanti ne fanno già parte, quella invisibile, che abbraccia tutti
gli altri, anche se non la conoscono.
La
loro salvezza è assicurata, non dalla pratica degli insegnamenti dei loro
fondatori, ma per mezzo della redenzione operata da Gesù Cristo. Il Vaticano II
dice chiaramente: "Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e
la sua Chiesa e che tuttavia cercano sinceramente Dio e, con l'aiuto della
grazia, si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso
il dettame della coscienza, possono conseguire la salute eterna. La divina
Provvidenza non nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora
arrivati alla chiara cognizione e al riconoscimento di Dio e si sforzano, non
senza la grazia divina, di raggiungere la vita eterna" (Lumen gentium
16).
- Quindi mi pare inutile, se tutti sono chiamati alla salvezza, che la Chiesa continui la sua opera di proselitismo, inviando missionari nel mondo.
-
L'impegno missionario risponde a un preciso comando di Cristo: "Andate in
tutto il mondo, predicate il mio Vangelo a ogni creatura" (Mc 16,15). Pur
sapendo come ogni uomo in buona fede si salva, la Chiesa non può esimersi
dall'offrire a tutti questa certezza, predicando la verità, la bontà, l'amore
infinito di Dio, recando il conforto del perdono, la grazia dei Sacramenti...
Sicuramente
certe forme di attività missionaria e di proselitismo religioso hanno fatto il
loro tempo, ma non si possono negare gli innumerevoli benefici, recati in tutto
il mondo, dalla predicazione del Vangelo. I missionari hanno dato a ogni uomo
una dignità divina: figlio di Dio, erede del Paradiso, operando in tutti i
settori per la promozione integrale della persona umana, nel campo politico,
economico, sociale, educativo.
Ospedali,
ricoveri, nosocomi, asili, scuole di ogni grado, sono stati costruiti in tutti
i paesi dove la Chiesa ha potuto operare, particolarmente nei paesi più poveri
del mondo.
Molti
missionari hanno pagato con la vita questo sforzo per difendere i diritti delle
categorie più esposte: le donne, i bambini, gli orfani, i lebbrosi, emarginati
e sfruttati, sovente proprio in nome della religione praticata in alcuni
paesi.
- Chi mi assicura che il Cattolicesimo è la vera religione?
-
Un esame sereno, oggettivo della dottrina che propone. La legge di Dio, il
messaggio evangelico, rispondono a una profonda esigenza della persona, come
individuo e membro di una collettività.
Purtroppo
molti non l'accettano e la rifiutano senza mai avere approfondito il messaggio
contenuto nella Parola di Dio, anche se Bibbia e Vangeli sono sempre alla
portata di tutti.
Da
un esame anche superficiale, è facile comprendere come se tutti accettassero
e praticassero l'insegnamento religioso del Cristianesimo, scomparirebbero nel
mondo odi, violenze, soprusi, guerre, tradimenti, nella vita sociale e
familiare.
La
legge di Dio ha segnato e segnerà sempre un progresso o un regresso, un ritorno
alla barbarie, tutte le volte che viene accettata o rifiutata e calpestata.
Potremmo
anche soffermarci a vedere quanto realizzato dal cristianesimo nei secoli
trascorsi, per il bene di tutta l'umanità: dall'abolizione della schiavitù
allo sfruttamento della donna; dalla protezione del bambino alla sacralità
della famiglia, fondamento della vita; dalla difesa dei diritti di ogni
persona, alla sua promozione in tutti i settori: sanità, lavoro, casa,
educazione...
Si
potrebbe anche pensare ai milioni di martiri che non hanno esitato a subire
violenze, accettare sofferenze i ogni genere, per restare fedeli alla verità
e alla legge dell'amore; ai milioni di santi di ogni razza e ogni paese, che
hanno vissuto integralmente, eroicamente il messaggio evangelico.
Possiamo
affermare con assoluta sicurezza, il Cattolicesimo ha un solo timore: essere
ignorato, peggio rifiutato, prima di essere conosciuto.
Ma
per chi crede e pratica la religione cattolica vorrei aggiungere qualche altra
considerazione. Il credente sa di essere stato creato da Dio, "a sua
immagine e somiglianza" (Gn 1,26). Ricevendo il Battesimo è stato inserito
come membro della Chiesa, popolo di Dio, è diventato fratello di Cristo,
erede con lui della felicità del Paradiso per il quale è stato creato.
Nei
Sacramenti e celebrando l'Eucarestia è "reso partecipe della stessa vita e
natura di Dio" (2Pt 1,4). Mediante la preghiera realizza un colloquio
personale con Dio, che lo conosce, lo ama, lo segue ogni istante della vita:
"Tutti i capelli del vostro capo sono contati", nulla potrà
capitare che Dio non lo sappia e permetta sempre per il vostro bene. (Lc 2,7).
A lui si rivolge con assoluta fiducia, chiamandolo "Abba" (papà) (Rm
8,15), certo che ogni sua preghiera è prontamente esaudita: "Qualunque
cosa chiederete al Padre nel mio nome l'otterrete" (Mt 21,22).
Anche
se pecca è sicuro che Dio tutto comprende e sempre perdona: "Se i tuoi
peccati fossero rossi come lo scarlatto io li renderò più bianchi della
neve" (Is 1,18).
Affronta
con coraggio prove e sofferenze: "Beati coloro che piangono perchè saranno
consolati" (Mt 5,5). Anche la morte non gli incute timore perchè Gesù ha
detto: "Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me non morirà
mai"
(Gv
11,25). Sa che ogni atto di carità a servizio dell'uomo, è offerto a Dio che
assicura: "Qualunque cosa farete all'ultimo dei miei fratelli lo riterrò
fatto a me" (Mt 25,40).
Quale
altra religione può donare all'uomo tante sicurezze, tanta pace e tanta gioia
come il messaggio evangelico?
- È difficile conciliare ragione e fede, scienza e fede, accettare il mistero.
-
L'intelligenza è un dono di Dio, che ci permette di conoscere la verità,
entrare in diretto rapporto con lui, con gli altri uomini, con le creature.
Grazie ad essa l'uomo ha realizzato nel corso dei secoli un progresso
sbalorditivo, scoprendo le meravigliose potenzialità della natura, sfruttando
a suo beneficio le leggi stabilite dal Creatore.
L'uomo
non inventa nulla, semplicemente studia e applica queste leggi, sfruttando le
enormi possibilità del creato che lo circonda.
Per
esempio l'energia atomica è sempre esistita, ma soltanto nel nostro secolo,
dopo lunghe, faticose ricerche, la scienza ha trovato la possibilità di
utilizzarla e speriamo sia sempre e solo al servizio dell'umanità.
Quindi
non ci potrà mai essere opposizione tra scienza e fede, percorrono due strade
diverse, anche se parallele. La scienza studia e scopre le leggi che governano
il mondo; la fede aiuta a conoscere e approfondire le verità che Dio ha
rivelato all'uomo. Entrambe provengono dalla stessa fonte. Sono due aspetti
diversi della luce che promana da un'unica sorgente.
Se
talvolta sembrano contraddirsi è perchè qualcuno esce dalla sfera della
propria azione: lo scienziato oltrepassa i limiti della ricerca su cause ed
effetti della materia; il credente accetta come verità rivelata ipotesi, che
attendono ancora di essere scientificamente provate.
Da
notare come la maggior parte degli scienziati sono credenti, anzi molti hanno
trovato nello loro ricerche e scoperte una sorprendente coincidenza con la visione
cristiana del mondo e i progressi raggiunti dalla scienza nei vari campi.
Ogni
nuova scoperta non fa che ampliare il campo delle ricerche, aiutando a conoscere
l'intelligenza suprema del grande architetto del mondo.
Anche
il problema del mistero, verità difficile, incomprensibile, ma mai contraria
alla ragione, sono realtà che incontriamo ad ogni istante nello studio
dell'universo. Il mondo minerale, vegetale, animale, l'uomo stesso, sono un
complesso di misteri che non finiranno mai di esaurirsi e stupirci.
Le
ricerche sottomarine, le esplorazioni spaziali, la stessa origine e composizione
della materia, della luce, della vita, sono tutte realtà ancora da esplorare.
La
fede poi ha per oggetto Dio, l'essere infinito e può accettare solo quello che
lui ha voluto rivelarci. Qui il mistero è assolutamente necessario. L'uomo è
finito, non potrà quindi mai comprendere, esaurire l'infinito. Vale sempre la
risposta del filosofo Simonide a Gerone, re di Siracusa, che gli aveva chiesto
chi fosse Dio. "Impossibile, rispose, bisognerebbe che Dio non fosse più
Dio, o che l'uomo diventasse infinito come lui!"
Un'altra
serie di critiche e obiezioni riguardano la Chiesa, la sua gerarchia, le
istituzioni, i suoi comportamenti. Scegliamo le principali, offrendo risposte
sintetiche, non certo esaurienti.
- I preti sono uomini come gli altri, con pregi e difetti comuni a tutti.
-
Sicuramente, fanno parte del genere umano, hanno la stessa natura, forse un
po' più ricchi degli altri, perchè hanno la fede e gli aiuti della grazia per
offrirli a quanti li chiedono.
La
vocazione sacerdotale e religiosa è una particolare chiamata di Dio per
esercitare un ministero di servizio, allo scopo di aiutare gli uomini a
conoscere e praticare il messaggio evangelico.
Ritengo
necessario, per essere obiettivi, distinguere sempre nelle persone,
particolarmente in coloro che occupano posti di responsabilità, tra la vita
privata e l'attività che svolgono. Noi ricorriamo ai medici, ai magistrati,
ai tecnici, in base alla loro professionalità, indipendentemente dalla loro
condotta e vita privata.
Così
dovrebbe essere anche per chi ha la missione di predicare la parola di Dio,
offrire ai credenti la grazia dei Sacramenti, doni che provengono direttamente
da Dio.
Inoltre,
per emettere giudizi sereni, occorre evitare il grosso pericolo di
generalizzare: sono tutti così! Se un giudice è disonesto, si comporta male,
non possiamo pensare e tanto meno condannare l'intera categoria.
Penso
che il prete rimanga oggi, anche per molti fedeli, uno sconosciuto. Quanti
conoscono la sua missione, i suoi sacrifici, le difficoltà che incontra, le
responsabilità che pesano su di lui? Quanti lo aiutano in un ministero così
impegnativo, a servizio di tutta la comunità? Quanti invece lo denigrano, lo
insultano, lo disprezzano, magari lo calunniano?...
- Quale differenza allora tra un prete e un cristiano qualunque?
-
Quella per cui è stato scelto, venti secoli fa, dallo stesso Figlio di Dio,
durante l'Ultima Cena, per continuare nel mondo la sua offerta di amore, l'Eucarestia,
quando disse: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22, 19). E poco dopo
conferì loro il potere divino di rimettere i peccati: "A coloro ai quali
perdonerete i peccati saranno perdonati, a chi non li perdonerete non saranno
perdonati" (Gv 20,30) e infine diffondere nel mondo il suo messaggio di
salvezza: "Andate e predicate il mio Vangelo a tutte le creature" (Mc
16,15).
Per
questo duplice potere: ministero e magistero, il sacerdote è un altro Cristo,
l'intermediario tra il cielo e la terra, il ponte tra Dio e l'uomo.
Ha
il compito di accompagnarci dall'alba al tramonto, dal Battesimo alla Unzione
degli infermi, fino al viaggio senza ritorno. Gesù stesso ha sottolineato la
sua grande missione e dignità affermando: "Chi ascolta voi, ascolta me;
chi disprezza voi, disprezza me" (Lc 10,16). Il sacerdote diventa così
il plenipotenziario di Dio.
Sotto
questo aspetto non è un uomo come gli altri, un impiegato, un professionista
qualunque. Il Sacramento dell'Ordine lo rende persona sacra in eterno, ha un
incarico ben preciso: portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio.
È chiamato a dare tutto, senza pretendere nulla; offrire ricchezze infinite, senza alcuna ricompensa; rinunciare alla paternità naturale per una più vasta e feconda: padre spirituale, responsabile di tutte le anime che gli sono affidate.
-
Quindi il prete dovrebbe essere una persona inattaccabile sotto tutti i punti
di vista, un modello di virtù per gli altri, teso alla conquista della santità.
-
Non solo lui, ma tutti i fedeli sono chiamati a tendere alla santità: "È
volontà di Dio, scrive S. Paolo, che tutti gli uomini diventino santi"
(1Ts 4,3), è l'unica via che assicura il possesso della vita eterna.
Purtroppo
il peccato originale, di cui portiamo tutti le conseguenze, le tentazioni, le
passioni dalle quali nessuno è esente, possono indurre anche qualche prete a
rinnegare la sua dignità, tradire la vocazione e la missione che gli è
affidata.
La
Chiesa, oggi come sempre, è formata da persone sante e da peccatori. Nella sua
lunga storia ha generato milioni di santi, ma ha anche avuto sacerdoti, vescovi
e persino qualche papa indegni. Sono come ombre che servono a far risaltare
maggiormente il quadro della sposa di Cristo, la Chiesa santa, liberatrice da
ogni forma di schiavitù, conseguenza del peccato, per recare a tutti la
salvezza.
Ma
per i pochi che dovevano essere "luce del mondo e sale della terra" (Mt
5,14), non è venuta meno la luce del sole, nè il sale è diventato insipido.
Dio ha continuato a operare direttamente, anche attraverso strumenti
inadatti e indegni, il miracolo della salvezza.
- È difficile accettare che anche nella Chiesa, dove tutti gli uomini sono eguali davanti a Dio, ci sia una gerarchia, con poteri e autorità diverse.
-
Ogni istituzione, politica, sociale, economica, necessita di una autorità in
grado di dirimere contrasti, dare orientamenti, prendere decisioni, nel rispetto
degli statuti e scopi stabiliti. Diversamente si cadrebbe nell'anarchia, dove
ognuno fa quello che gli aggrada, a tutela dei propri interessi, anche se in
contrasto con quelli degli altri.
Senza
un'autorità legittima e riconosciuta, nessuna società può sussistere, da
quella primordiale della famiglia, alle grandi società nazionali,
internazionali e mondiali. Questo vale soprattutto per una società come la
Ciesa, sparsa in tutto il mondo, con milioni di fedeli di razze, lingue, costumi
diversi, dove tutti abbiano la certezza di praticare la religione voluta dal
fondatore. Purtroppo malgrado questo centro di unità, quanti scismi,
separazioni, eresie sono sorte nel corso dei secoli nell'unica Chiesa di Cristo!
L'autorità
gerarchica della Chiesa è costituita da un'autorità suprema, il Papa e i
Concili ecumenici da lui convocati, per la retta interpretazione della Parola di
Dio, della Tradizione apostolica, degli insegnamenti del magistero, riguardanti
la fede e la morale.
I
vescovi, partecipi dell'autorità del Papa, la esercitano nell'ambito della
loro circoscrizione ecclesiastica, la diocesi; i parroci nelle parrocchie per i
fedeli loro affidati; i superiori nelle diverse famiglie religiose, tutte a
servizio dell'unica Chiesa.
Se
venisse a mancare questo principio di autorità, verrebbe meno l'unità tra i
membri della Chiesa e nessuno sarebbe sicuro di camminare per la via voluta
dal suo fondatore, Gesù Cristo.
- Anche l'infallibilità del Papa è un problema difficile da accettare. Come uomo può sbagliare, in fondo è un povero peccatore come tutti noi.
-
Anzitutto l'infallibilità del Papa è stata stabilita da Gesù stesso, il
Figlio di Dio, quando ha costituito la Chiesa. Questo primato, dato al primo
Papa e trasmesso ai suoi successori, ha mantenuta salda l'unità della Chiesa
nel corso dei secoli, malgrado persecuzioni e violenze, che hanno cercato di
disgregarla. "I marosi si sono infranti, scrive il Monsabré, i vascelli
che l'hanno urtata con le loro prore, sono colati a picco; le aquile hanno
cercato di lacerarla con i loro rostri, ma sono fuggite insanguinate; milioni di
parassiti si sono attaccati per roderla, scalfirla, ma sempre invano".
La
parola di Cristo ha superato il fragore di tutte le tempeste: "Tu sei
Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa... e le porte dell'inferno non
prevarranno contro di essa. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò
che tu legherai sulla terra, sarà legato anche nei cieli e tutto ciò che tu
scioglierai sulla terra, sarà sciolto anche in cielo" (Mt 16,17).
L'infallibilità
del Papa e dei Concili ecumenici, riguardano solo le definizioni "ex
cathedra", riguardanti problemi di fede e insegnamenti morali.
Non
è invece infallibile quando tratta altri argomenti scientifici, politici,
sociali, dove può errare come tutti i mortali. Anche il Papa, poi come persona,
è un povero peccatore, che implora ogni giorno il perdono divino.
- La Chiesa è ricca: in Vaticano ci sono tesori incalcolabili, anche certi palazzi vescovili non testimoniano la povertà evangelica.
-
I tesori custoditi in Vaticano non appartengono al Papa, ma alla Chiesa, anzi al
mondo intero. Sono dono dei fedeli e anche di paesi non credenti, che da sempre
riconoscono nel Vicario di Cristo la suprema autorità spirituale e il ruolo che
svolge nel mondo per la libertà, la giustizia, la pace tra tutti i popoli.
Questo
vale anche per certi sontuosi palazzi vescovili e monasteri, costruiti in altre
epoche, quando prelati e religiosi erano principi, duchi, marchesi, feudatari
con vasti possedimenti. Certo non sarebbe male che molti di questi venissero
adibiti a usi più consoni al messaggio evangelico.
Così
il lusso smodato in certe chiese, le macchine di grossa cilindrata, i generi di
conforto che si vedono in alcuni istituti religiosi e in qualche canonica, non
sono certo testimonianza di quella povertà evangelica che viene predicata e di
cui i religiosi fanno professione con il voto di povertà.
Il
distacco dai beni terreni, dalla ricchezza egoista, causa di tanti mali e di
tanti peccati, devono essere vissute soprattutto da coloro che sono
"maestri" e "testimoni" di quel Gesù, che ha avuto
parole, condanne durissime contro i ricchi e ha affermato, presentandosi come
modello a tutti: "Le volpi hanno una tana, gli uccelli un nido, il Figlio
dell'uomo non ha un luogo dove reclinare il capo" (Mt 8,20).
Certo
si può vivere poveramente, anche in una lussuosa abitazione, viceversa si può
avere il cuore attaccato ai beni terreni anche in una capanna.
Da
sottolineare come anche il prestigio, l'autorità esercitata, hanno le loro
esigenze. Un re, un presidente, il direttore di un grande centro economico,
hanno diritto e il dovere di mantenere un certo decoro. La vera povertà deve
essere effettiva, ma soprattutto affettiva per tutti!
- Anche la religione è diventata una bottega dove si deve pagare tutto.
-
Oggi purtroppo per molti il "dio quattrino" è diventato l'idolo, lo
scopo al quale si sacrifica tutto e tutti, nell'illusione che il denaro possa
soddisfare a tutte le esigenze dell'uomo, donargli quella felicità alla quale
aspira. In realtà invece è la vera causa di guerre, violenze, sofferenze di
ogni genere, non fosse altro perchè l'uomo è un animale ingordo, più ha e più
brama possedere.
Anche
nella Chiesa, composta da uomini, questo tarlo roditore può penetrare e
recare incalcolabili rovine a persone e istituzioni. Quando la chiesa o un
istituto religioso diventa ricco, va sicuramente in rovina. Gesù è arrivato
a minacciare: "È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago
che un ricco si salvi" (Mt 19,24).
La
Chiesa e le sue istituzioni hanno necessariamente un risvolto economico. Una
volta c'era addirittura il precetto di pagare le decime, per sostenere le
necessità della Chiesa: sostentamento del clero, opere di culto, attività
assistenziali, caritative, educative. Molti ignorano i costi per le sole spese
di culto: illuminazione, riscaldamento, arredi, paramenti sacri, pulizia della
chiesa, emolumenti al personale... Sarebbe ideale che questa attività economica
fosse affidata ai laici e ogni anno si presentasse ai fedeli il resoconto di
tutte le spese.
Così
l'esortazione alla carità e generosità dei fedeli, non dovrebbe far parte
dell'omelia domenicale, a sostegno delle opere parrocchiali: asili, oratori,
orfanotrofi, assistenza ai poveri e malati, mantenute dalle offerte dei fedeli.
A questo si aggiungono le troppe questue per opere generali: le missioni, la
buona stampa, gli emigrati... con troppe collette.
Dopo
il Vaticano II° vi è un grande ritorno alla povertà e alla semplicità. I
beni ecclesiastici vengono amministrati da laici e distribuiti in modo equo e
razionale, in maniera che non vi siano più preti ricchi e preti che fanno la
fame. Anche le così dette "tariffe", per la celebrazione delle Messe
e l'amministrazione dei Sacramenti, vengono lasciate alla libera offerta dei
fedeli. La Chiesa ha preso coscienza come per essere fedele alla sua missione
deve diventare veramente "la Chiesa dei poveri".
- Non capisco perchè devo confessare i miei peccati a un prete. Io mi confesso direttamente con Dio, solo lui può perdonarmi.
-
È vero solo Dio perdona le nostre colpe. Il peccato è una violazione della sua
legge, un rifiuto al suo amore e quindi solo lui può ridarci la pace e la
gioia, avendo pagato per tutti le nostre colpe sulla croce.
Perdonare
tutto, perdonare tutti, è stata la missione principale di Gesù sulla terra:
"Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori... Non hanno bisogno
del medico i sani, ma gli ammalati... Sono stato inviato a salvare coloro che
erano perduti..." Perdona al pubblicano, a Zaccheo, all'adultera, alla
Maddalena, ai suoi stessi carnefici: "Padre perdona loro perchè non sanno
quello che fanno" (Lc 23,34).
E
le stupende parabole della pecorella smarrita, della moneta perduta, del
figliuol prodigo, atteso dal Padre con infinito amore, rivelano il vero volto
di Dio che perdona tutti, perdona sempre!
Per
darci la certezza del suo perdono, ha voluto trasmettere questo suo potere
divino ai suoi ministri. È questo uno degli impegni più sacri e onerosi per il
prete, peccatore anche lui, ma chiamato a essere giudice tra i fratelli e
dispensatore del perdono di Dio.
In
fondo la confessione risponde a uno dei bisogni più profondi e sentiti
dell'uomo: aprirsi, confidarsi con un altro. Una esigenza che induce molte
persone a recarsi abitualmente dal psichiatra e dal psicanalista al quale
aprire la propria coscienza, pagando profumatamente e rimanendo come prima:
angosce, turbamenti, rimorsi.
Nei
tribunali umani campeggia solo una parola "giustizia", sui
confessionali invece solo la parola "misericordia". Chi è reo
subisce sempre una condanna dal giudice, secondo la gravità del male commesso;
al tribunale di Dio, qualunque sia la colpa, vi è solo e sempre il perdono.
Il
sacerdote ha solo il compito di assolvere chi è pentito del male commesso,
ripetendo le parole del Signore Gesù: "Io ti assolvo, va in pace"!
Una
delle più grandi gioie della vita, per chi è prostrato dalla colpa,
dilaniato dal rimorso, è proprio sentirsi dire da chi ha l'autorità di Dio:
sei perdonato, il tuo peccato è distrutto, come non lo avessi mai commesso.
La
confessione è l'incontro di due abissi: quello della nostra miseria e quello
della bontà infinita di Dio. Mi è difficile comprendere come molti si privano
di un dono così grande e gratuito!
FINE
* *
*
Legalmente
riconosciuta, opera a totale servizio dei più i poveri tra i poveri: lebbrosi,
orfani, bimbi abbandonati, famiglie senza tetto, giovani sottratti al vizio e
alla strada, nei paesi del terzo mondo, particolarmente in India, dove queste
persone sono considerate "maledette, per colpe gravissime commesse in
esistenze precedenti, che nessuno deve amare e aiutare".
Migliaia
di lebbrosi, definiti dall'apostolo laico Raoul Follereau, "l'umanità più
sofferente ed emarginata del mondo" vengono accolti e curati nei grandi
centri, "le città dell'amore", realizzati o in fase di costruzione, a
Vehloli, 80 km da Bombay, Calcutta, Ranchi, Krishnagar, nel cuore del Bengala,
per ridonare loro la dignità di uomini, anzi quella divina di figli prediletti
di Dio.
Ospedali,
cliniche, dispensari, laboratori, casette per le famiglie, con un pezzo di terra
per allevare animali da cortile e coltivare ortofrutticoli, offrono loro un
ambiente accogliente, per una vita serena e sicura, con l'assistenza continua e
gratuita di eroiche religiose, che vedono nei loro volti devastati e nelle carni
straziate, il corpo stesso del Figlio di Dio, da servire e amare con infinita
tenerezza.
Migliaia
di bambini abbandonati, o figli di lebbrosi, ricevono vitto, alloggio, cure,
istruzione, avviamento al lavoro, nelle zone più povere dell'India e alla
periferia delle grandi metropoli, dove sono condannati a marcire sulle strade o
nelle baraccopoli della miseria, gli "slums", rifugio di tutti i
"rifiuti" della società.
Le
case che vengono costruite sono poi donate a famiglie senza tetto, laboratori
artigianali offrono a centinaia di ragazze e giovani, candidati al vizio e alla
galera, la possibilità di un lavoro onesto, che li rende cittadini pienamente
autonomi, inserendoli nella società civile.
La
Fondazione non riceve alcun aiuto da enti nazionali e internazionali, allo scopo
di agire liberamente, sul piano caritativo.
L'immenso
impegno di assistenza e promozione umana, è sostenuto esclusivamente dai
benefattori, con offerte mensili, annuali, lasciti di vario genere e dalle
prestazioni gratuite di quanti lavorano nelle varie sedi della Fondazione e
nei gruppi spontanei sorti in tante regioni d'Italia e all'estero.
Le
città dell'amore, vol. a
colori riccamente illustrato. La tragedia della fame e della lebbra in India.
Con tre grandi centri realizzati dalla nostra Fondazione.
I
fratelli dimenticati,
a colori pp. 64. I due più gravi flagelli che colpiscono i più poveri: la fame
e la lebbra.
Vocazione
eroismo,
a colori pp. 64. L'opera di queste eroiche religiose per salvare bambini e
lebbrosi.
Un
ardito in prima linea,
pp. 128. Biografia di P. Guido Colussi Una vita per amore, pp. 32.
La
vita di uno dei più grandi missionari viventi:
P. Antonio Alessi senior.
Racconti per ogni giorno, Pp. 188. Testimonianze, aneddoti, leggende per letture educative.
Briciole
di pane vivo,
pp. 164. Riflessioni religiose per tutti, con spunti per prediazione,
conferenze...
Preparazione
al matrimonio.
Un volume esauriente per una formazione completa al grande Sacramento.
Missioni:
viaggio in India, per conoscere i vari aspetti di questo affascinante paese.
Un
monello sulle piste di Dio.
L'avventurosa vita di P. Antonio Alessi jr. fondatore dell'Associazione "I
Fratelli Dimenticati".
La
mia Czestochowa,
vol. 25x16 pp. 442. Un volume del più alto interesse culturale del noto
scrittore Antonio Belfiore.
Collana
"Scintille di luce",
opuscoli di 32 pagine: una risposta ai grandi interrogativi della fede.
INTERVISTE. Intervista con Dio Intervista con Gesù - Intervista con il Diavolo
Intervista con la Mamma - Intervista con il Papa - Intervista sull'uomo -
Intervista sugli Angeli - Intervista con San Giuseppe - Intervista con Giuda
Intervista con Giobbe - Intervista con lo Spirito Santo Intervista con un prete.
PROBLEMI DELL'UOMO: Cristo vive in India - Il Rosario meditato - Obiezioni
religiose - Esistono i miracoli? Preghiamo! - I falsari di Dio - Appuntamento
Paradiso - Dubbi tra fidanzati - Difficoltà tra coniugi - Celebriamo
"insieme" la Messa Amare per educare - Esiste il Purgatorio?
La
vita è il primo e più grande dono che riceviamo dall'amore di Dio e nostri
genitori. Ogni bimbo nasce per vivere.
Ognuno
di loro è un segno della fiducia del Creatore verso l'umanità. Ogni persona ha
un valore infinito: creata a immagine e somiglianza di redenta dal sacrificio di
Cristo sulla croce, destinata alla vita immortale felicità infinita del
paradiso.
Salvare
una vita è il più grande e meritorio atto di amore verso Dio e verso
l’umanità.
Secondo
le statistiche ufficiali dell'O.N.U. ogni anno venti milioni di bambini sono
condannati a morire di fame o per malattie causate dalla denutrizione: 57.000
ogni giorno, 40 ogni minuto primo.
Molti
di questi bambini muoiono prima di nascere, o nascono menomati, per
l'insufficiente alimentazione delle madri nel periodo della gestazione.
Altre
migliaia, oltre al pericolo di morire di fame, ne corre uno anche più tragico:
diventare lebbrosi come i loro genitori.
I
figli nati dai malati di lebbra nascono perfettamente sani; ma se non sono
curati, alimentati e sottratti al contagio, finiscono per contrarre il terribile
morbo.
Le
eroiche «Suore del Sorriso» accolgono nelle loro case migliaia di queste
creature innocenti, strappandole alla morte, al dolore, ad un calvario
incredibile.
Con
poche lire al mese, in India, è possibile salvare un bimbo, donargli la gioia
di vivere, sperare, sorridere alla vita.
Nei
30 centri dove operano le suore, i bambini sono curati, nutriti, educati,
avviati a una professione, per una vita sicura e serena come tutti i figli di
Dio.
Con
meno del valore di un caffè, di un giornale, di un pacchetto di sigarette, di
un gelato, anche tu puoi salvare un innocente. Costa così poco!
Mantenimento
ed educazione di un bambino FR 30 CH L. 25.000 mensili
Cura
e alloggio di un lebbroso L. 30.000 mensili
Un
letto nell'ospedale-lebbrosario L. 50.000
Cura
e alloggio di un tubercoloso L. 100.000 mensili
Una
macchina da cucire costruita in India L. 200.000
Una
macchina da scrivere costruita in India L. 300.000
Una
macchina per tessere la canapa L. 400.000
Una
casetta per lebbrosi: Singola L. 2.000.000 Bifamiliare L.4.000.000
N.B.
Saremmo molto grati, a chi adottasse un bambino o un lebbroso, di riunire più
mensilità per facilitarci l'invio del denaro in India.
Realizzati
da Mario Manzolini, Dario Rovati e Gianfranco Andreoni
Le
videocassette in VHS sono a disposizione presso la sede di Binasco
o
facendo richiesta alla sede di Cittadella. - Video 1 -
"ARYJAN"
durata 60 minuti
Viene
presentata una sintesi della realtà indiana e l'inserimento dell'impegno
missionario.
-
Video 2 -
'BHAGAVAD
GIDA" durata 50 minuti
Dopo
una presentazione dell'India e dell'induismo racconta la vita in missione
attraverso il ricordo di una ragazza che, terminati gli studi superiori e si
appresta a entrare nell' università. - Video 3 -
"JAI
JESUS" durata 60 minuti
Questo
terzo filmato è il condensato dei due precedenti ma cerca di entrare sempre più
nell'intimità della famiglia indiana, a contatto diretto con la vita che si
svolge nei villaggi e negli "Slums ", con suggestive immagini di vita
quotidiana. Presenta una realtà inedita per molti nella quale il missionario
apostolato
UN
ECCEZIONALE DOCUMENTARIO
Per
quanti sono interessati a conoscere la tragedia della fame e della lebbra che
colpisce milioni di persone, la nostra Fondazione "I - fratelli
dimenticati" ha realizzato un documentario in tre video-cassette, con
relativo commento; durata da 30 a 40 minuti ciascuna.
SORRISO
NEGLI SLUM - L'opera delle Suore del sorriso a servizio dei più poveri tra i
poveri nelle baraccopoli.
UNA
VITA PER L'INDIA - Intervista con P. Alessi e P. Maschio, due eroi della carità,
pionieri delle missioni salesiane.
LA
CITTÀ DELL'AMORE - Il centro "Risurrezione" realizzato dai
benefattori per curare e salvare migliaia di lebbrosi.
N.B.
- Le tre video-cassette vengono offerte in ornnggio ai benefattori. Grati di
una libera offerta per le spese.
ALBI
A COLORI:
La
fame di Dio: un problema sempre presente in India e in tante altre parti del
mondo.
Amare
e donare: la vita di due eroi della carità, P. Alessi senior e P. Aurelio
Maschio, da oltre 65 anni in India. Le Suore del Sorriso: le Suore del sorriso
operanti in diversi stati dell'India.