NELLA CASETTA DI NAZARETH

AVE, O FAMIGLIA DI NAZARETH

Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il Figlio di Dio che in Te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell'amore le nostre famiglie. Amen. 

PREGHIERA ALLA S. FAMIGLIA

(Giovanni Paolo II)

O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d'amore di Gesù, Maria e Giuseppe, modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affi­diamo le nostre famiglie.

Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all'accoglienza della Parola di Dio, alla testimo­nianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.

Disponi le menti dei genitori affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.

Suscita nell’animo dei giovani, una coscienza retta e una volontà libera perché crescano in “sapienza, età e grazia” accolgano generosamente il dono della vocazione divina.

Santa Famiglia di Nazareth, fa che noi tutti contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te, ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù che per noi “ha ato se stesso” Amen.  

CONSACRAZIONE DELLE FAMIGLIE ALLA SACRA FAMIGLIA (Leone XIII)

O Gesù, Redentore nostro amabilissimo, che venuto ad illuminare il mondo con la dottrina e con l'esempio volesti passare la maggior parte della tua vita terrena umile e soggetto a Maria e a Giuseppe nella povera casa di Na­zareth, santificando quella Famiglia che dove­va essere l'esempio di tutte le famiglie cri­stiane, accogli benigno la nostra famiglia, che ora a te si dedica e si consacra.

Difendila, custodiscila, stabilisci in essa il tuo santo timore, la pace e la concordia della cari­tà cristiana affinché, uniformandoci al di­vino modello della tua Famiglia possiamo conseguire insieme, nessuno escluso, la bea­titudine eterna.

Maria, Madre amorosa di Gesù e Madre no­stra, con la tua pietosa intercessione rendi ac­cetta a Gesù questa umile offerta ed ottienici le sue grazie e benedizioni. O Giuseppe, Cu­stode santissimo di Gesù e di Maria, aiutaci con le tue preghiere in ogni necessità spiritua­le e materiale affinché possiamo, con Maria e con te, benedire eternamente il nostro Reden­tore Gesù. Amen. 

PREGHIERA ALLA S. FAMIGLIA

(Pio XII)

O Trinità della terra, Gesù, Maria e Giuseppe, sublimi modelli e tutori delle famiglie cristia­ne, a voi ricorriamo. La vostra pace, la vostra inalterabile serenità ristorano i nostri travagli. Aiutaci tu, o Giuseppe, specchio della più mirabile paternità nella cura assidua che sape­sti prestare al Salvatore e alla Vergine; vieni in nostro soccorso, o Maria, la più amante, la più pura di tutte le spose e di tutte le madri; assi­stici tu, o Gesù, il più sottomesso dei figli. Siate tutti e tre sempre a noi vicini nelle ore tristi e nelle liete, otteneteci che tutti i foco­lari, santi ad imitazione del vostro, siano per tutti i loro membri scuole di virtù, dimore di santità, cammino sicuro verso quella beatiti­dine che per vostra intercessione fiduciosa­mente speriamo. Amen. 

PREGHIERA A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

(+ Antonio Ambrosanio, Arcivescovo di Spoleto-Norcia)

Gesù, fanciullo adolescente giovane, che ti sei lasciato educare da Maria e Giuseppe nella casa di Nazareth, insegna ai figli a crescere come nell'età nella sapienza, nella grazia e nella conoscenza della propria vocazione.

Maria, madre di Gesù e modello di tutte le madri, illumina, sostieni e accompagna le ma­dri nel difficile compito di educare i loro figli; comunica loro le tue virtù di madre educa­trice: il discernimento, la pazienza, la speran­za, e soprattutto l'amore.

Giuseppe, Sposo di Maria e padre giusto, che hai custodito e protetto Gesù, ma gli hai anche insegnato il lavoro, assisti tutti i padri, perché siano nelle loro famiglie esempio di fedeltà, di laboriosità, di fortezza e, come te, col silenzio insegnino ai loro figli il senso della vita, la pietà, la gioia di donarsi e l'amo­re al Padre celeste.

Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, esperta nel soffrire, scuola di uma­nità e di santità, benedici, custodisci e santifi­ca le nostre famiglie. Amen. 

PREGHIERA PER VIVERE CON GESU', MARIA E GIUSEPPE

O Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, vi contemplo, vi ammiro e vi amo. Ammettetemi alla vostra intimità. Accoglietemi tra voi. Che io sia di casa con voi. La mia vita di unione con voi sia tale da condividere i vostri pensieri, sentimenti, affet­ti, ideali, intenzioni. Siate il mio rifugio nelle avversità, il mio conforto nel dolore, il mio sostegno nelle prove.

O miei tre, mi affido a voi. Con voi voglio vivere, insieme a voi voglio percorrere il mio cammino di santità. Preservatemi dal contagio del mondo con le sue insidie, seduzioni, illusioni. Che io trovi in voi il mio intimo e santo mondo di purezza, di verità e di amore. Gesù, Maria e Giuseppe, che io viva con voi e non vi lasci più. O Trinità terreste, guidami tra le bufere della vita al porto sicuro del Cielo, all'abbraccio eterno della Trinità divina. Amen. 

TRIDUO ALLA SACRA FAMIGLIA

Eccomi alla tua Presenza, o Santa Famiglia, per implorare il tuo potente aiuto.

O Gesù, tu hai detto: «Venite a me quando sarete travagliati ed oppressi, ed io vi consolerò e vi darò sollievo». Tu vedi l'afflizione che mi opprime. Fa', o Gesù, che possa sentire dalle tue labbra la parola rassicurante: «Non piangere; la tua preghiera è stata esaudita».

O Maria, Madre mia, tu sei la conso­lazione degli afflitti. Nessuno è ricorso a te senza essere esaudito. Regina di mise­ricordia, per l'amore che porti al tuo Gesù, pregalo tu per me: dalle tue mani io aspetto ogni grazia.

O Giuseppe, padre vigile e premuro­so, Gesù vuole ricompensarti delle tene­rezze prodigategli in vita.

Pregalo anche tu per me: la tua poten­te intercessione mi ottenga quanto desi­dero, e ti benedirò in eterno.

Gesù, Maria, Giuseppe, augusta Famiglia di Nazareth, faro di luce e bal­samo di consolazione, consolate quest'a­nima che in voi confida. Non cesserò d'invocarvi, non mi alzerò dai vostri piedi fino a che non mi benedirete, con­cedendomi, a gloria di Dio Padre, la gra­zia che tanto mi sta a cuore.

I vostri nomi santissimi saranno il mio dolce conforto in vita, e la chiave che mi aprirà il Paradiso. Amen. Pater, Ave, Gloria.

Gesù, Maria, Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci! Amen 

ATTO DI CONSACRAZIONE A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

(Imprimatur + Angelo Comastri, Arcivescovo di Loreto, 15 agosto 1997)

Gesù, Maria e Giuseppe, amori miei dolcissimi, io, piccolo figlio vostro, mi consacro totalmente e per sempre a voi: a te, o Gesù, come mio adorato e unico Signore, a te, o Maria, come Madre mia Immacolata e piena di grazia, a te, o Giuseppe, come padre e custode della mia anima. Vi dono la mia volontà, la mia libertà e tutto me stesso. Voi vi siete donati tutti a me, io mi dono tutto a voi. Io non voglio più essere mio, voglio essere vostro e solo vostro.

Voglio che la mia vita sia tutta vostra, con il mio corpo e la mia anima. A voi consacro tutti i miei pensieri, i miei desi­deri, i miei affetti e vi offro il valore delle mie buone opere presenti e future.

Accettate la consacrazione che vi faccio: fate voi in me, disponete di me e di tutte le mie cose, come vi piace. Gesù, Maria e Giuseppe, datemi i vostri cuori, prendete il mio. Unitemi con voi alla Santissima Trinità. Aiutatemi ad amare sempre più la Chiesa e il Papa. lo vi amo, vi amo. Così sia. 

PREGHIERA A S. GIUSEPPE

(San Giovanni XXIII Papa)

O S. Giuseppe, scelto da Dio per essere su questa terra Custode di Gesù e Sposo puris­simo di Maria, tu hai trascorso la vita nell'a­dempimento perfetto del dovere, sosten­tando col lavoro delle tue mani la Santa Fami­glia di Nazareth, proteggi propizio noi che, fiduciosi, a te ci rivolgiamo.

Tu conosci le nostre aspirazioni, le nostre angustie e le nostre speranze: a te ricorriamo, perché sappiamo di trovare in te chi ci pro­tegge. Anche tu hai sperimentato la prova, la fatica, la stanchezza; ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace, esultò di gioia per l'intimità con il Figlio di Dio a te affidato, e con Maria, sua dolcissima Madre.

Aiutaci a comprendere che non siamo soli nel nostro lavoro, a saper scoprire Gesù accanto a noi, ad accoglierlo con la grazia e a custodir­lo con la fedeltà come tu hai fatto.

Ottieni che nella nostra famiglia tutto sia san­tificato nella carità, nella pazienza, nella giu­stizia e nella ricerca del bene. Amen. 

PREGHIERA A S. GIUSEPPE PER OTTENERE UNA SANTA MORTE

Glorioso San Giuseppe, che meritasti di spi­rare la tua anima beata tra le braccia di Gesù e di Maria, io ti prego di volermi difendere dai nemici della mia anima negli ultimi istanti della mia vita affinché, consolato dalla dolce speranza di volare con te a possedere l'eterna gloria in Paradiso, io spiri pronunziando i No­mi santissimi di Gesù, Giuseppe e Maria.

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia; Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia; Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia. 

VISITA AL SS. SACRAMENTO

(S. Alfonso M. de' Liguori)

Signore mio Gesù Cristo, che per l'amore che porti agli uomini te ne stai notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando e accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io ti credo presente nel Santissimo Sacramento dell'al­tare, ti adoro dall'abisso del mio niente, e ti ringrazio di tutte le grazie che mi hai fatto, specialmente di avermi donato te stesso in questo divin Sacramento, di avermi dato per avvocata e Madre la tua stessa santissima Ma­dre Maria, e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa.

Io saluto oggi il tuo amantissimo Cuore e intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringra­ziamento di questo grande dono; secondo, per ricompensarti di tutte le offese che hai rice­vuto e che ricevi in questo Sacramento; terzo, intendo con questa visita adorarti in tutti i luo­ghi della terra dove tu sacramentato te ne stai meno riverito e più abbandonato.

Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore, mi pento di avere per il passato tante volte di­sgustato la tua bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti più per l'avvenire; e al presente, miserabile come sono, mi con­sacro tutto a te. Ti dono e rinuncio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri, tutte le mie co­se. Da oggi in avanti fa' tu di me e delle mie cose tutto quello che ti piace. Ti chiedo solo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza fi­nale e l'adempimento perfetto della tua Vo­lontà.

Ti raccomando la Santa Chiesa e le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria santissima. Ti raccomando anche tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei agli affetti del tuo amorosissimo Cuore e, così uniti, li offro al tuo Eterno Pa­dre e lo prego in nome tuo che per tuo amore li accetti e li esaudisca. Amen.

COMUNIONE SPIRITUALE

Gesù mio, Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nella mia anima. Poiché ora non posso riceverti nella S. Co­munione, vieni in me spiritualmente. Sei venuto ed io mi unisco a Te. Santificami e fammi vivere nella tua volontà. (Breve raccoglimento). Eterno Padre, io Ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, in suffra­gio delle anime sante del Purgatorio, per le necessità della Santa Chiesa e del mondo intero. 

ROSARIO DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZATETH

PRIMO MISTERO:

La Santa famiglia opera di Dio.

“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. (Gal 4, 4-5).

Preghiamo affinché lo Spirito Santo rinnovi le famiglie sull’esempio della Santa Famiglia

Padre nostro. 10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.

   Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.    

          Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.  

SECONDO MISTERO:

La Santa Famiglia a Betlemme.

“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giacevano nella mangiatoia. (Lc 2,10-13, 16-17). Preghiamo Maria e Giuseppe: mediante la loro intercessione ci ottengano la grazia di amare ed adorare Gesù sopra ogni cosa.

Padre nostro. 10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.

Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.              

Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen. 

TERZO MISTERO:

La Santa Famiglia al Tempio.

“Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. (Lc 2,33-35).

Preghiamo, affidando alla Santa Famiglia, la Chiesa e tutte le famiglie umane.  

Padre nostro. 10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.

  Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.           

 Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen. 

QUARTO MISTERO:

La Santa Famiglia fugge e torna dall’Egitto.

“Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finchè non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre, nella notte e fuggì in Egitto… Morto Erode, (l’angelo) gli disse.”Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. (Mt 2, 13-14, 19-21).

Preghiamo perché la nostra adesione al Vangelo sia totale e fiduciosamente attiva.

Padre nostro. 10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.

       Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.       

 Gesù Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen. 

QUINTO MISTERO:

La Santa Famiglia nella Casa di Nazareth.

“Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini”. (Lc 2,51-52). 

Preghiamo per creare i famiglia lo stesso clima spirituale  della Casa di Nazareth.

Padre nostro. 10 Ave o famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.

        Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.      

Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen. 

LITANIE DELLA SANTA FAMIGLIA

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Padre celeste, Dio, abbi pietà di noi.

Figlio Redentore del mondo, Dio, Spirito Santo, Dio, abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.

Gesù, Figlio di Dio vivo, che fatto uomo per nostro amore hai santificato i vincoli della famiglia, abbi pietà di noi.

Gesù, Maria e Giuseppe, che tutto il mondo onora col nome di Santa Famiglia, aiutateci. Santa Famiglia, immagine della Santissima Trinità sulla terra,     aiutaci.

Santa Famiglia, modello perfetto di tutte le virtù, aiutaci.

Santa Famiglia, non accolta dalla gente di Betlemme, ma glorificata dal canto degli Angeli, aiutaci.

Santa Famiglia, che hai ricevuto gli omaggi dei Pastori e i doni dei Magi, aiutaci.

Santa Famiglia, esaltata dal santo vec­chio Simeone, aiutaci.

Santa Famiglia, perseguitata e costretta a rifugiarti in terra pagana, aiutaci.

Santa Famiglia, che vivi sconosciuta e nascosta, aiutaci.

Santa Famiglia, fedelissima alle leggi del Signore, aiutaci.

Santa Famiglia, modello delle famiglie rigenerate nello spirito cristiano, aiutaci.

Santa Famiglia, il cui capo è modello di amore paterno, aiutaci.

Santa Famiglia, la cui madre è modello di amore materno, aiutaci.

Santa Famiglia, il cui figlio è modello di obbedienza e di amore filiale, aiutaci.

Santa Famiglia, patrona e protettrice di tutte le famiglie cristiane, aiutaci.

Santa Famiglia, nostro rifugio in vita e speranza nostra nell'ora della morte, aiutaci.

Da tutto quello che ci può togliere la pace e l'unione dei cuori, o Santa Famiglia, liberaci. Dai piaceri mondani, o Santa Famiglia, Dalla disperazione dei cuori, o Santa Famiglia, liberaci.

Dall'attaccamento ai beni terreni, o Santa Famiglia, liberaci.

Dal desiderio della vana gloria, o Santa Famiglia, liberaci.

Dall'indifferenza del servizio di Dio, o Santa Famiglia, liberaci.

Dalla cattiva morte, o Santa Famiglia, liberaci.

Per la perfetta unione dei tuoi cuori, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per la tua povertà e la tua umiltà, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per la tua perfetta obbedienza, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per le tue afflizioni e dolorosi avveni­menti, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per il tuo lavoro e le tue difficoltà, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per le tue preghiere e il tuo silenzio, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Per la perfezione delle tue azioni, o Santa Famiglia, ascoltaci.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

V. O Santa Famiglia venerata, noi ci rifugiamo in te con amore e speranza.

R. Facci sentire gli effetti della tua salu­tare protezione. Amen. 

CANTI

I. LA SACRA FAMIGLIA

La Sacra Famiglia cantiamo fedeli

decoro dei Cieli, delizia dei cuor.

Evviva Giuseppe, evviva Maria,

ripeti alma mia: evviva Gesù!

O casa di Nazareth, tu avesti l'onore

quel triplice fiore, nascondere in te.

Evviva Giuseppe, evviva Maria,

ripeti alma mia: evviva Gesù!

 

2. SACRA FAMIGLIA, VIENI, DISCENDI

Sacra Famiglia, vieni, discendi

possesso prendi del nostro suol.

Teco conduci angeli e santi,

dal Ciel festanti spieghino il vol.

Vedi che tutti t'apron le porte?

Che bella sorte viver con te!

In nostra casa entra Signora,

è tua dimora, vi ferma il piè.

 

3. O GESÙ, MARIA E GIUSEPPE 

O Gesù, Maria e Giuseppe,

soccorreteci e salvateci!

O Gesù, Maria e Giuseppe,

nella vita accompagnateci!

 

4. NOI SCEGLIAMO LA SANTA FAMIGLIA

Noi scegliamo la Santa Famiglia

perché è il nostro modello di vita.

Riprendiamo con gioia il cammino:

Sacra Famiglia ci guiderà!

 

5. LA NAZARENA

La Nazarena, Santa Famiglia

esempio eccelso di povertà

il cuor devoto dolce consiglia

agi e ricchezze di disprezzar.

Se vuoi il cuore donare a Dio

perfetto e grato in carità,

legalo in voto costante e pio

i ben mondani di rinunziar.

Custodisci, Gesù mite,

nel mio cuor la povertà

di Giuseppe e di Maria

fammi amare la castità.

E dell'ilare obbedienza

che di Nazareth legò

la Famiglia in un sol cuore

serba il voto in chi l'amò.

Giuseppe casto, serbò l'amore

della celeste bella virtù,

la Madre santa, al bel candore

invita Palme tutte quaggiù.

Il dolce incanto della purezza,

trepidi cuori celesti amar.

Del brutto inferno i lacci spezza

chi sa la rea carne domar.

 

6. IL MISTERO DELLA CASETTA DI NAZARETH

Estatico t'ammiro, arca eletta,

santuario dell'umana Trinità,

e ti venero, casa benedetta,

arcana scuola a noi di santità.

La più alta meraviglia al mondo celi

che l'uomo su questa terra contemplò:

il Creatore che sotto umani veli

di viver qual creatura si degnò.

In te l'Emmanuel compie il precetto

di guadagnarsi il pane col sudor

e Giuseppe e Maria con rispetto

attoniti lo ammirano al lavor.

Tre Cuori in te la vita più serena

trascorron infiammandosi d'Amor

del mistero della casa Nazarena

chi mai non sente il fascino nel cor?

 

8. ADORIAMO IL SACRAMENTO

Adoriamo il Sacramento

che Dio Padre ci donò

nuovo patto, nuovo rito,

nella fede si compì.

Al mistero è il fondamento

la parola di Gesù.

Gloria al Padre Onnipotente,

gloria al Figlio Redentor,

lode grande,

somaro onore all'eterna Carità.

gloria immensa;

eterno amore,

alla Santa Trinità.

 

MEDITIAMO

LA VITA DELLA SANTA FAMIGLIA CON LA SACRA SCRITTURA

1. La Santa Famiglia ha vissuto nella casetta di Nazareth le dodici beatitudini proclamate da Gesù a chi vuol essere suo discepolo

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li am­maestrava dicendo:

"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei Cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perse­guiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi".

 

2.1 beni spirituali erano la vera ricchezza della santa casa di Nazareth

"Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove i ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece te­sori nel Cielo, dove né tignola né ruggine con­sumano, e dove i ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!

Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e di­sprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona.

 

3. Gesù, Giuseppe e Maria hanno sempre con­fidato nella provvidenza di Dio

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affan­natevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che in­dosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né am­massano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavora­no e non filano. Eppure io vi dico che nean­che Salomone, con tutta la sua gloria, ve­stiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: - Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giusti­zia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il do­mani, perché il domani avrà già le sue in­quietudini. A ciascun giorno basta la sua pena".

 

4. La Santa Famiglia pregava, si sacrifica­va e lavorava: ecco il segreto della casetta di Nazareth

"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chie­de riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che é nei Cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!".

 

5. Le virtù della Santa Famiglia erano la più bella gloria della sua vita umile e nascosta

 "Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomi­ni facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i pecca­tori concedono prestiti ai peccatori per rice­verne altrettanto.

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro pre­mio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i mal­vagi.

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giu­dicati; non condannate e non sarete condanna­ti; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e tra­boccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misu­rato a voi in cambio".

 

6. La casa di Nazareth era la casa del buon pastore, dove tutti potevano accorrere per cerca­re ristoro e consolazione, perdono e protezione

"Perché dice il Signore Dio: - Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in ras­segna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nu­volosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele; là ri­poseranno in un buon ovile e avranno rigo­gliosi pascoli sui monti d'Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò

all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.

Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, so­no ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attra­verso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e tro­verà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbon­danza. Io sono il buon pastore. Il buon pasto­re offre la vita per le pecore. Il mercenario in­vece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abban­dona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli im­porta delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore cono­scono me, come il Padre conosce me e io co­nosco il Padre; e offro la vita per le pecore.

Ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.

Questo comando ho ricevuto dal Padre mio".

 

7. Fiducia e abbandono erano la regola d'oro della Santa Famiglia

"Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo.

Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i gioì della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissi­mi anni".

Nota: Queste meditazioni sono tratte dal d'angelo di Matteo, Luca e Giovanni; dal libro di Ezechiele e dal Salmo 23.

 

LA SANTA FAMIGLIA

(Meditazione tratta dalle Allocuzioni dei Pontefici)

Nella Sacra Famiglia sono, con il Dio di ogni perfezione, gli immediati discepoli della spe­cialissima, divina scuola. E nella Santa Fa­miglia di Nazareth tutti abbiamo l'esempio per ogni necessità della nostra santificazione.

E' veramente; quello della Sacra Famiglia, un quadro dove ognuno ha da imparare qualche altra verità, qualche giusto insegnamento: i poveri dagli esempi di essa nei disagi del lavoro e quasi nell'indigenza; i ricchi e i gran­di perché nulla ci lài di più regale di quella Famiglia, anche a pensare soltanto alla nobil­tà e sovranità terrena. E' la caratteristica della scuola divina e noi. tutti e ciascuno, non abbiamo che da volgere gli occhi a questo qua­dro che la Santa Chiesa mette in tanta evi­denza e propone alla nostra considerazione, alla nostra ammirazione, alla nostra imita­zione (PIO XI, Allocuzione, 3.1.1933).

O uomini, volgete l'occhio a Nazareth, en­trate in quella piccola e modesta dimora. Guardate quel falegname, santissimo Custode dei segreti divini, che coi suoi sudori sostenta la famiglia, umile ed alta più che quella dei Cesari in Roma; osservate con quale devo­zione e rispetto aiuta e venera quella Madre, sua Sposa immacolata e intemerata; mirate quel creduto "Figlio del falegname", Virtù e Sapienza onnipotente, che fabbricò il Cielo e la terra, e senza del quale nulla fu fatto, come nulla alcun uomo può fare senza di lui, e pur non disdegna nei servigi della casa e della bot­tega di essere soggetto a Maria e a Giuseppe; contemplate un tanto modello di santa vita familiare, spettacolo di meraviglia e di adora­zione per tutte le gerarchie angeliche. Possa questa vostra contemplazione conservare nei vostri cuori quei sentimenti di rico­noscente e tenero dono di voi stessi, che nelle loro manifestazioni quotidiane formeranno il vostro generoso concorso al bene e alla tran­quillità della casa (PIO XII, Allocuzione, 15.4.1942).

Noi ci inchiniamo, pertanto, innanzi allo splendore nascosto della Famiglia di Gesù, ai suoi tesori di purità, d'umiltà, di sacrificio, alle prove e sofferenze che essa pure accettò e subì; e nella luce di Nazareth il nostro pensie­ro va a ricercare con speciale ansietà le fami­glie numerose, le quali, per la loro fedeltà alla legge di Dio, incontrano non di rado pene e privazioni ad altre sconosciute, o poco stima­te; poi le famiglie che, per mancanza di mezzi, di lavoro, di salute, vivono in continui e ango­sciosi affanni. Per tutti codesti figli sofferenti, così come per le famiglie più sicure e serene, che invitiamo a soccorrere con cristiana solle­citudine le altre, la nostra preghiera si eleva fervida a Gesù, Maria e Giuseppe, affinché su tutti si effonda la pienezza delle grazie celesti e delle consolazioni della terra. (GIOVANNI XXIII, Allocuzione, 11.1.1959).

 

IL MODELLO DELLE FAMIGLIE

(Meditazione del Beato Pietro Bonilli)

I tre santi Personaggi Gesù, Maria e Giusep­pe, negli anni in cui vissero stabilmente in­sieme nella modesta casa di Nazareth, trascor­sero la loro vita in devoto raccoglimento: di rado vi si udivano parole e le poche indi­spensabili che essi pronunziarono furono di­screte, misurate, molto avvedute. Felici colo­ro che ebbero la sorte di ascoltare e di custo­dire pensieri così preziosi e santi! Per il resto un gran silenzio, santificato dalla preghiera continua, sorgente per loro di grazia e di san­tificazione. Dimenticata e disprezzata dagli uomini, ma benedetta da Dio, quest'umile dimora era trasformata in un paradiso e riem­pita della Maestà divina. Quale spettacolo ve­dere il Bambino Gesù, indirizzato dalla Ma­dre, piegare le sue piccole ginocchia, con­giungere le manine e, con occhi angelici ri­volti al Cielo, con voce infantile, pregare così: "Padre mio, che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome ..."! O Santa casa di Nazareth, santuario divino dove tante preghiere del Fi­glio di Dio vennero innalzate al Padre celeste, ed innumerevoli lacrime furono versate dall'a­mabilissimo Redentore, dalla Vergine Madre e dal Santo Patriarca: sii benedetta sempre! Gesù, benché discendente del sangue reale di Davide, volle tra gli uomini sottomettersi alla legge del lavoro ed apprese l'arte del carpen­tiere. La provvidenza divina permise che Giuseppe vivesse in povertà per farci com­prendere che essa non è odiosa e disprez­zabile come il mondo odierno crede, ma de­gna d'onore e desiderabile. O dolce e umile Patriarca, quante volte, sospeso il lavoro, fis­savi lo sguardo sul tuo Gesù che tutto intento impiegava le sue mani sul legno... Tanta era la felicità del Santo che, se per i figli d'Adamo il lavoro delle loro mani e il sudore della fron­te fu castigo e pena, per S. Giuseppe fu bene­dizione, beneficio e conforto senza eguali, poiché con la sua fatica egli sostentò la Vergine Sposa, e il suo stesso Dio, Signore del Cielo, della terra e di quanto in essi è con­tenuto. O casa benedetta, piccola, è vero, povera agli occhi degli uomini, ma ricca da­vanti a Dio, più preziosa della dimora di un re, più santa del Tempio di Salomone!

Famiglie cristiane, accogliete i disegni di Dio che in mezzo al mare tempestoso di quest'età iniqua ci mostra nella S. Famiglia il faro di luce che le tenebre del peccato avevano oscu­rato. Qui sta il gran segreto della salvezza del mondo. Gesù, Maria e Giuseppe lo salvarono al loro primo apparire, e lo salveranno anche oggi, caduto in un abisso di mali. Questi tre SS. Personaggi riappaiono di nuovo e, come ha detto il grande Pontefice Pio IX, riacqui­stano quel posto che non avrebbero dovuto perder mai. Ponetevi sotto il patrocinio della S. Famiglia, studiatene la vita, imitatene gli esempi, proponetela a modello dei vostri figli. Allora la vostra famiglia, plasmata su quella Nazarena, parteciperà alla pace e alla felicità di cui Essa godette in terra e di cui si compia­ce nel Regno eterno del Cielo.

 

LA CASETTA DI NAZARETH

(Meditazione di un frate francescano)

In questa piccola casetta, tu, o Dio, che hai creato il visibile e l'invisibile, come uomo non sai camminare, non sai mangiare da solo, non sai parlare perché sei un bambino. E' la tua sana Madre che ti nutre, ti dà il suo immaco­lato latte, t'insegna a camminare, insegna a parlare a te che sei la Parola eterna del Padre. Tua Madre ti veste con i pannicelli lavorati da lei, ti fa il bagnetto, pettina i tuoi capelli, ti tiene in braccio per dirti dolci parole, ti mette sul lettino, riempiendoti di baci, ti canta i Salmi per esaltare la tua divinità e per farti addormentare. Mentre il popolo ebreo cantava i Salmi a Jahvé, Dio Onnipotente, senza vederlo, tu invece, o Maria, canti gli stessi Salmi a Dio che vedi, tocchi, baci, tieni in braccio e nutri con il tuo latte... questo Dio è tuo Figlio. Giuseppe e Maria, quando sono vicini a te, o dolce Bambino, non fanno che adorarti e, se devono allontanarsi, lasciano i loro Cuori vicino a te, per adorarti incessan­temente.

In questa casetta vivi tu, Dio eterno incar­nato nel tempo; vivi tu, Madre Immacolata, piena di grazia; e vivi anche tu, Giuseppe, che non sei Dio ma hai tanta grazia e per la tua alta santità sei stato scelto dal Padre per esse­re protettore, custode e guida di Colui che è la grazia stessa e della Madre della grazia.

Tu, San Giuseppe, sei considerato da tutti come uomo giusto, silenzioso e obbediente. La maggioranza, però, pensa ben poco a te, anzi, non ti pensa affatto. Che superficialità la nostra, o San Giuseppe, come siamo stolti nel­l'avere solo una piccola idea di te...

Dio Onnipotente, mandando sulla terra il suo Bambino prediletto, non avrà scelto per custo­de l'uomo più santo e pieno di fortezza? Certo non poteva essere diversamente: Dio, che rende una creatura piena di grazia, elevandola al di sopra degli angeli decaduti, facendola Regina degli angeli fedeli, non avrà messo al suo fianco uno Sposo ricco di virtù, capace di guidare sapientemente la vita del Bambino che è la Vita stessa, e la vita della Madre, che ha dato la vita umana all'Autore della Vita?

Certo, Dio Padre ha posto come guida della Santa Famiglia di Nazareth un padre che è la sua ombra, un uomo ricolmo di umiltà, che sapeva bene qual era il suo altissimo incari­co, ciò che faceva e come farlo.

O Giuseppe, quanta prudenza nelle tue azio­ni e parole, quante premure per Gesù e Maria, quanta dolcezza sul tuo viso, quanta pazienza verso i tuoi parenti, che non comprendono la serena quiete della tua Famiglia, quanta pre­ghiera nel tuo cuore, quanta povertà porti con te, che sei il discendente del Re Davide, quan­te grazie ci dai perché sei buono e potente, e la Santa Madre Chiesa ti invoca come suo Patrono...

La tua volontà non esiste più, vuoi che sia la Volontà di Dio a dirigere ogni tua azione. Gesù vede te, ma ascolta dalla tua bocca il Padre, mentre resta interiormente unito a lui e gode della visione beatifica. Il tuo unico desi­derio è di essere sempre degno dell'incarico ricevuto, che nessun uomo ha avuto o avrà mai. Sai che Dio vede ogni tua azione e ascol­ta ogni tuo sospiro, ma era cosa impensabile per te quella di stare accanto, di lavorare e dormire vicino all'Uomo-Dio.

Non pensare più, o San Giuseppe, che il tuo compito sia sproporzionato alle tue capacità. Se dall'eternità Dio ha pensato a te, vuol dire che meglio di te nessun uomo poteva essere in grado di svolgere il compito di Custode del Dio incarnato. Tu sei uomo sapiente più dei sapienti, tu sei capo della Famiglia di Naza­reth, tu dai obbedienze a Dio fatto uomo e al­la Madre, che è Mediatrice di tutte le grazie, tu vivi inabissato nella contemplazione dei di­vini misteri.

San Giuseppe, non puoi nasconderci più la tua alta santità, abbiamo bisogno delle tue ispira­zioni per piacere anche noi a Gesù e a Maria. E noi sappiamo quanto tu desideri che Gesù sia conosciuto, amato e adorato come Dio da tutti, quanto preghi perché ogni uomo si consacri al Cuore Immacolato di Maria ed esso diventi rifugio dell'umanità.

O San Giuseppe, vogliamo conoscerti per quello che veramente sei e non per quello che vuoi apparire per la Tua umiltà. Fa' che amia­mo Gesù e Maria con il tuo Cuore, insegnaci a praticare le virtù eroiche, ispiraci sempre pensieri santi, così da diventare, con il tuo aiuto, grandi santi. Tu e Maria siete profon­damente confusi nel dover dare obbedienze a Dio, e Gesù è docilmente e completamente sottomesso a voi. Voi vivete con i corpi in questa Casetta, mentre la mente penetra i Cieli, e anche da lì ci amate.

O Santa Famiglia, quanti insegnamenti ci dai! Ci dici come deve vivere ogni famiglia, padre, madre e figli. Il tuo è un messaggio per tutti, anche per i sacerdoti, perché coree il Verbo, Sacerdote eterno, si è fatto piccolo, si è umi­liato in modo infinito e incomprensibile, vivendo come il più povero fra i poveri, sot­tomesso agli uomini indicati dal Padre e obbediente, sempre con la mente rivolta al Padre per adorarlo o agli uomini per pensare alle loro anime e per portarli in Paradiso, così ora i sacerdoti devono vivere pensando continuamente alla loro immensa e santa vocazione. Vocazione di diventare santi e aiutare a diventare santi tutti coloro che li avvicinano.

In questa casetta parlano i Cuori. Cuori che amano, infiammati d’amore. Giuseppe e Maria quasi non riescono a contenere le fiamme d’amore che li invadono, in quanto vedono, toccano, abbracciano, dialogano con l’Amore stesso fatto Uomo; Gesù, Santa e dolce dimora di Nazareth, qui Gesù Bambino nasconde la sua gooria.

La Santa Famiglia è vero modello di vita per tutti, in questa Casetta impariamo a praticare il Vangelo. E il Vangelo ci dice che la nostra vita non è tutta gioia, ma sono presenti anche le sofferenze. E la Famigoia di Nazaret è esperta a soffrire. Questa famigoia si sostiene cl faticoso lavoro di San Giuseppe e ben presto anche Gesù diventa apprendista fa­legname.

Ogni mattina Gesù va nella piccola bottega ad aiutare San Giuseppe e il Santo spesso piange di gioia e di commozione perché ha accanto a sé vivo il Dio eterno, ed è anche il Custode dell'Uomo-Dio. Quante volte durante la gior­nata San Giuseppe si ferma mentre lavora, per fissare le sue pupille su Dio-Bambino, senza dire una parola, ma parla e ama il suo Cuore. Rimane immobile a guardare il suo Dio, con­templa e adora. Molte volte Gesù Bambino chiede a San Giuseppe di voler imparare a costruire attrezzi, e il Santo sorride al Bambino per farlo contento, ma subito si nasconde e piange nel pensare che Dio, Creatore di tutto ciò che esiste, chiede a lui di insegnargli un mestiere. Per il resto, o San Giuseppe, sei inebriato di gioia, sei felice co­me nessun uomo, sei il prediletto di Gesù e di Maria.

Che pace in questa casetta! Che semplicità, modestia, bontà, concordia, parsimonia, labo-

cibo, nonostante l'estrema povertà in cui vivo­no, regalano con gioia ciò che hanno; se qual­cuno li offende per invidia o cattiveria, essi subito dimenticano e perdonano sempre, come sempre pregano il Padre di dare tante grazie a chi li maltratta.

Se qualcuno compra dalla botteguccia di San Giuseppe qualche attrezzo e non vuole più pagare, San Giuseppe non si lamenta e regala con tanta dolcezza l'attrezzo, e Gesù ammira il Santo perché, come sua Madre, ha i suoi stes­si sentimenti: amore e perdono. Anzi, Gesù, Giuseppe e Maria dicono al superbo che non vuole pagare se gli occorre altro, perché essi vogliono regalare tante altre cose. Vogliono dare molte grazie a lui e a tutti coloro che con cuore umile e pentito chiederanno. "Chiedete e otterrete", è promessa di Gesù, di Colui che è la Verità.

A tutti auguro di vivere spiritualmente, per tutta la vita, nella casetta della S. Famiglia di Nazareth, accanto a Gesù, Maria e Giuseppe.

 

LA VITA NASCOSTA DELLA S. FAMIGLIA

(Meditazione di Fr. Amedeo dei Fratelli della S. Famiglia)

"(Gesù) Partì dunque con loro e tornò a Na­zareth e stava loro sottomesso. Sua madre ser­bava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cre­sceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Le 2,51-52).

Ecco tutto quello che il Vangelo ci insegna della vita di Gesù Cristo durante i diciotto anni che precedettero la sua vita pubblica. Egli cresceva secondo le leggi dell'umanità che aveva rivestito, ma questa vita irreprensibile e senza scalpore esteriormente non presentava niente che non fosse naturale ed ordinario. Egli visse a Nazareth in una povera casa, aiutando Maria e Giuseppe nel loro lavoro, e obbedendo a loro in tutto.

La S. Famiglia era povera, e probabilmente trae­va tutte le sue risorse dal lavoro di Giuseppe. "Gesù Cristo dice - Origene - aveva nascosto gli infiniti tesori del Cielo per farsi povero, e aveva scelto fra i poveri la Madre dalla quale volle nascere, la povera Vergine di Nazareth, sposa di un artigiano".

Entriamo in questa Casa benedetta dal Cielo al di sopra di tutte le altre, e osserviamo come si sosteneva la Famiglia più santa che ci fu e che possa essere sulla terra. Essa non era com­posta che da tre persone: il Figlio di Dio, la Madre di Dio e Giuseppe, sposo dell'Una e considerato padre dell'Altro. La loro povertà era grande: essi non avevano che il necessa­rio, e forse talvolta mancava loro anche que­sto. Ma erano contenti, benedicevano Dio e non gli chiedevano niente di più.

Essi vivevano nell'ombra, sconosciuti dal mondo e non avevano nessun desiderio di far­si conoscere. A Nazareth non si sapeva né quello che Gesù era secondo la sua natura di­vina, né quali erano davanti a Dio i privilegi e la dignità della Santa Vergine. Maria e Giu­seppe passavano senza dubbio per gente de­vota, per fedeli osservanti della Legge, e il loro comportamento edificava il prossimo, ma nulla li distingueva dal comune. Essi attende­vano pazientemente l'ora fissata per i decreti eterni dove Gesù doveva manifestarsi al mondo.

Con il suo lavoro, Giuseppe sovveniva al nutrimento e alle altre necessità della Madre e del Bambino; Maria preparava il cibo e Gesù, a sua volta donava a Maria e a Giuseppe un cibo tutto celeste.

O anima devota, considera alla luce della fede quale era la vita intima di questa augusta Famiglia. Che pace, che unione vi regnava! Tutti i pensieri, tutti i sentimenti, tutti goi sforzi di Maria e Giuseppe convergevano verso Gesù. E Lui, dal canto suo, li ricompensava della loro afffettuosa sollecitudine, testimoniando loro il più tenero amore filiale e spargendo nei loro cuori i tesori infiniti delle sue grazie. Assistiamo in spirito alle conversazioni della S. Famiglia. Quale dolce e reciproca confidenza nei loro rapporti! Che gioia grave a profonda in queste ineffabili effusioni d’ogni giorno!

Osserviamoli poi nel mezzo delle loro oc­cupazioni: il lavoro non li distrae affatto e il loro spirito non pede il ricordo delle presenza di Dio. Gesù ofre continuamente al Padre, per la nostra Redenzione, tutte le soffe­renze che vengono ad affliggere il suo corpo e la sua anima. Maria e Giuseppe guardano Ge­sù o pensano a lui, poi si uniscono alla divina Vittima e, a sua imitazione, si offrono essi stessi in sacrificio per la salvezza del mondo.

E che dire delle loro preghiere? Che fervore in questi Cuori ardenti d'amore! E che poten­za! Fino alla fine dei secoli tutti gli uomini potranno attingere inesauribilmente al tesoro infinito delle grazie ottenute con le preghiere di questa Trinità terrestre.

Non sapremo abbastanza ammirare e medi­tare le virtù delle quali la Santa Famiglia ci dona un così perfetto modello, ma chiediamo soprattutto la grazia di imitarla nella misura delle nostre forze.

Come pregavano Gesù, Maria e Giuseppe? Immaginiamoci la S. Famiglia in preghiera. Chi mi darà i colori per dipingere questa pre­ghiera divina? Le ombre della sera sono di­scese sulla terra, i lavori della bottega di Na­zareth sono terminati: è l'ora in cui la S. Fa-

miglia si inginocchia per pregare. Gli Angeli non saprebbero competere con Essa. Gesù, l'eterno pontefice, offre a Dio le adorazioni e le suppliche della terra; Maria intercede per i peccatori; Giuseppe unisce i suoi cantici a questo sospiro di lodi. Mai la Trinità contem­plò un tale spettacolo; mai preghiera fece sa­lire verso Dio un incenso più gradito; mai do­manda fu meglio accolta. Di là è uscita la sal­vezza del mondo. Queste sono le preghiere sparse davanti al Signore a Nazareth che, uni­te al sangue del Calvario, hanno rigenerato l'umanità intera.

Dopo la scena della preghiera domestica a Nazareth, non ce n'è una più bella di quella della preghiera domestica in una famiglia cri­stiana. Il padre, la madre, i figli, la servitù, a partire dagli anziani coronati dai capelli bian­chi fino ai piccoli bambini che proferiscono le prime parole, si riuniscono per l'adorazione e l'azione di grazie. Tutti sono prostrati davanti alle sante immagini, care reliquie trasmesse da coloro che non sono più. La madre, apo-

stola della famiglia, recita ad alta voce le ora­zioni sante, gli altri rispondono.

Che sublime colloquio con Dio! Umiliati davanti alla sua santa Maestà, essi invocano il suo santo Nome, celebrano la sua gloria, si abbandonano alla sua Provvidenza, placano la sua giustizia, perdonano i loro nemici. Essi proclamano apertamente la loro fede a Dio Creatore, al Verbo Redentore, allo Spirito Santificatore: simbolo adorabile che il genio dell'uomo dovrà salutare con un grido d'am­mirazione. Essi ripetono i Comandamenti scritti da Dio sulle tavole della Legge, conce­dono un ricordo ai morti, esaminano le loro azioni, i loro pensieri della giornata e, dopo essersi umiliati, si assumono l'impegno di astenersi da ogni male, d'essere buoni, casti, temperanti e caritatevoli. Infine ognuno, feli­ce e benedetto, purificato e contento, guada­gna il suo letto. La preghiera in comune è l'o­nore e la santità della famiglia, è il pegno di tutte le benedizioni per le famiglie.

 

NELLA CASETTA DI NAZARETH

(Meditazione di Sant'Alfonso Maria dei Liguori)

In questa casetta Maria allatò Gesù. Prima l'alimentava col petto, poi l'alimentava con la mano; prendeva con la mano dalla scodella un poco di pane disfatto in acqua e poi lo poneva nella sacra bocca del Figlio. In questa casa ella gli fece la prima vesticciuola; lo sciolse dalle fasce e cominciò a vestirlo. In questa casa comincio Gesù fanciullo a dare i primi passi, ma tremando e cadendo più volte, come avviene agli altri fanciulli. Ivi comincio a pro­ferir le prime parole, ma balbettando.

- O meraviglia! A che si è ridotto un Dio per nostro amore! Un Dio tremare e cader cammi­nando! Un Dio balbettare parlando! Non dis­simile fu poi la vita povera ed abbietta che fece Gesù ritornato dall'Egitto nella casa di Nazareth. Ivi fino all'età di trent'anni non fece altro ufficio che di semplice garzone di botte­ga, obbedendo a Giuseppe ed a Maria (cf. Lc 2,51). Gesù andava a prender l'acqua, Gesù apriva e serrava la bottega, Gesù scopa­va la casa, raccoglieva i frammenti dei legni per il fuoco, e faticava tutto il giorno ad aiutar Giuseppe nel suoi lavori. - Oh stupore! un Dio che serve da garzone! Un Dio che spazza la casa! Un Dio che fatica e suda per dirozzare un legno! Chi? Un Dio onnipotente che' con un cenno ha creato il mondo e può distrugger­lo quando vuole! Ah che un pensiero di questi dovrebbe intenerirci d'amore.

Che dolce cosa poi era l'osservare la devo­zione con cui Gesù faceva orazione, la pazien­za con cui lavorava, la prontezza con cui ubbi­diva, la modestia con cui si cibava, e la dol­cezza ed affabilità con cui parlava e conversa­va! Ah che ogni parola, ogni azione di Gesù era così santa che innamorava tutti, ma spe­cialmente Maria e Giuseppe che sempre lo stavano osservando.

J. M. J.