NELLA CASETTA DI
NAZARETH

AVE, O FAMIGLIA DI NAZARETH
Ave,
o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e
benedetto è il Figlio di Dio che in Te è nato, Gesù. Santa Famiglia di
Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell'amore le nostre
famiglie. Amen.
(Giovanni
Paolo II)
O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d'amore di Gesù, Maria e Giuseppe, modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.
Apri
il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all'accoglienza della Parola di
Dio, alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante
vocazioni.
Disponi
le menti dei genitori affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà
amorevole siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.
Suscita
nell’animo dei giovani, una coscienza retta e una volontà libera perché
crescano in “sapienza, età e grazia” accolgano generosamente il dono della
vocazione divina.
Santa Famiglia di Nazareth, fa che noi
tutti contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la
povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te, ci disponiamo a
compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza quanti
tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù che per noi
“ha ato se stesso” Amen.
O
Gesù, Redentore nostro amabilissimo, che venuto ad illuminare il mondo con la
dottrina e con l'esempio volesti passare la maggior parte della tua vita terrena
umile e soggetto a Maria e a Giuseppe nella povera casa di Nazareth,
santificando quella Famiglia che doveva essere l'esempio di tutte le famiglie
cristiane, accogli benigno la nostra famiglia, che ora a te si dedica e si
consacra.
Difendila,
custodiscila, stabilisci in essa il tuo santo timore, la pace e la concordia
della carità cristiana affinché, uniformandoci al divino modello della tua
Famiglia possiamo conseguire insieme, nessuno escluso, la beatitudine eterna.
Maria, Madre amorosa di Gesù e Madre nostra,
con la tua pietosa intercessione rendi accetta a Gesù questa umile offerta ed
ottienici le sue grazie e benedizioni. O Giuseppe, Custode santissimo di Gesù
e di Maria, aiutaci con le tue preghiere in ogni necessità spirituale e
materiale affinché possiamo, con Maria e con te, benedire eternamente il nostro
Redentore Gesù. Amen.
PREGHIERA
ALLA S. FAMIGLIA
(Pio
XII)
O Trinità della terra, Gesù, Maria e
Giuseppe, sublimi modelli e tutori delle famiglie cristiane, a voi ricorriamo.
La vostra pace, la vostra inalterabile serenità ristorano i nostri travagli.
Aiutaci tu, o Giuseppe, specchio della più mirabile paternità nella cura
assidua che sapesti prestare al Salvatore e alla Vergine; vieni in nostro
soccorso, o Maria, la più amante, la più pura di tutte le spose e di tutte le
madri; assistici tu, o Gesù, il più sottomesso dei figli. Siate tutti e tre
sempre a noi vicini nelle ore tristi e nelle liete, otteneteci che tutti i focolari,
santi ad imitazione del vostro, siano per tutti i loro membri scuole di virtù,
dimore di santità, cammino sicuro verso quella beatitidine che per vostra
intercessione fiduciosamente speriamo. Amen.
Gesù,
fanciullo adolescente giovane, che ti sei lasciato educare da Maria e Giuseppe
nella casa di Nazareth, insegna ai figli a crescere come nell'età nella
sapienza, nella grazia e nella conoscenza della propria vocazione.
Maria,
madre di Gesù e modello di tutte le madri, illumina, sostieni e accompagna le
madri nel difficile compito di educare i loro figli; comunica loro le tue virtù
di madre educatrice: il discernimento, la pazienza, la speranza, e
soprattutto l'amore.
Giuseppe,
Sposo di Maria e padre giusto, che hai custodito e protetto Gesù, ma gli hai
anche insegnato il lavoro, assisti tutti i padri, perché siano nelle loro
famiglie esempio di fedeltà, di laboriosità, di fortezza e, come te, col
silenzio insegnino ai loro figli il senso della vita, la pietà, la gioia di
donarsi e l'amore al Padre celeste.
Santa
Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, esperta nel soffrire, scuola di
umanità e di santità, benedici, custodisci e santifica le nostre famiglie.
Amen.
O
Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, vi contemplo, vi ammiro e
vi amo. Ammettetemi alla vostra intimità. Accoglietemi tra voi. Che io sia di
casa con voi. La mia vita di unione con voi sia tale da condividere i vostri
pensieri, sentimenti, affetti, ideali, intenzioni. Siate il mio rifugio nelle
avversità, il mio conforto nel dolore, il mio sostegno nelle prove.
O
miei tre, mi affido a voi. Con voi voglio vivere, insieme a voi voglio
percorrere il mio cammino di santità. Preservatemi dal contagio del mondo con
le sue insidie, seduzioni, illusioni. Che io trovi in voi il mio intimo e santo
mondo di purezza, di verità e di amore. Gesù, Maria e Giuseppe, che io viva
con voi e non vi lasci più. O Trinità terreste, guidami tra le bufere della
vita al porto sicuro del Cielo, all'abbraccio eterno della Trinità divina.
Amen.
Eccomi
alla tua Presenza, o Santa Famiglia, per implorare il tuo potente aiuto.
O
Gesù, tu hai detto: «Venite a me quando sarete travagliati ed oppressi, ed io
vi consolerò e vi darò sollievo». Tu vedi l'afflizione che mi opprime. Fa', o
Gesù, che possa sentire dalle tue labbra la parola rassicurante: «Non
piangere; la tua preghiera è stata esaudita».
O
Maria, Madre mia, tu sei la consolazione degli afflitti. Nessuno è ricorso a
te senza essere esaudito. Regina di misericordia, per l'amore che porti al tuo
Gesù, pregalo tu per me: dalle tue mani io aspetto ogni grazia.
O
Giuseppe, padre vigile e premuroso, Gesù vuole ricompensarti delle tenerezze
prodigategli in vita.
Pregalo
anche tu per me: la tua potente intercessione mi ottenga quanto desidero, e
ti benedirò in eterno.
Gesù, Maria, Giuseppe, augusta Famiglia di Nazareth, faro di luce e balsamo di consolazione, consolate quest'anima che in voi confida. Non cesserò d'invocarvi, non mi alzerò dai vostri piedi fino a che non mi benedirete, concedendomi, a gloria di Dio Padre, la grazia che tanto mi sta a cuore.
I
vostri nomi santissimi saranno il mio dolce conforto in vita, e la chiave che mi
aprirà il Paradiso. Amen. Pater, Ave, Gloria.
Gesù,
Maria, Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci! Amen
(Imprimatur
+ Angelo Comastri, Arcivescovo di Loreto, 15 agosto 1997)
Gesù,
Maria e Giuseppe, amori miei dolcissimi, io, piccolo figlio vostro, mi consacro
totalmente e per sempre a voi: a te, o Gesù, come mio adorato e unico Signore,
a te, o Maria, come Madre mia Immacolata e piena di grazia, a te, o Giuseppe,
come padre e custode della mia anima. Vi dono la mia volontà, la mia libertà e
tutto me stesso. Voi vi siete donati tutti a me, io mi dono tutto a voi. Io non
voglio più essere mio, voglio essere vostro e solo vostro.
Voglio
che la mia vita sia tutta vostra, con il mio corpo e la mia anima. A voi
consacro tutti i miei pensieri, i miei desideri, i miei affetti e vi offro il
valore delle mie buone opere presenti e future.
Accettate
la consacrazione che vi faccio: fate voi in me, disponete di me e di tutte le
mie cose, come vi piace. Gesù, Maria e Giuseppe, datemi i vostri cuori,
prendete il mio. Unitemi con voi alla Santissima Trinità. Aiutatemi ad amare
sempre più la Chiesa e il Papa. lo vi amo, vi amo. Così sia.
(San
Giovanni XXIII Papa)
O
S. Giuseppe, scelto da Dio per essere su questa terra Custode di Gesù e Sposo
purissimo di Maria, tu hai trascorso la vita nell'adempimento perfetto del
dovere, sostentando col lavoro delle tue mani la Santa Famiglia di Nazareth,
proteggi propizio noi che, fiduciosi, a te ci rivolgiamo.
Tu
conosci le nostre aspirazioni, le nostre angustie e le nostre speranze: a te
ricorriamo, perché sappiamo di trovare in te chi ci protegge. Anche tu hai
sperimentato la prova, la fatica, la stanchezza; ma il tuo animo, ricolmo della
più profonda pace, esultò di gioia per l'intimità con il Figlio di Dio a te
affidato, e con Maria, sua dolcissima Madre.
Aiutaci
a comprendere che non siamo soli nel nostro lavoro, a saper scoprire Gesù
accanto a noi, ad accoglierlo con la grazia e a custodirlo con la fedeltà
come tu hai fatto.
Ottieni
che nella nostra famiglia tutto sia santificato nella carità, nella pazienza,
nella giustizia e nella ricerca del bene. Amen.
Glorioso
San Giuseppe, che meritasti di spirare la tua anima beata tra le braccia di
Gesù e di Maria, io ti prego di volermi difendere dai nemici della mia anima
negli ultimi istanti della mia vita affinché, consolato dalla dolce speranza di
volare con te a possedere l'eterna gloria in Paradiso, io spiri pronunziando i
Nomi santissimi di Gesù, Giuseppe e Maria.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore
e l'anima mia; Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia; Gesù,
Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.
(S.
Alfonso M. de' Liguori)
Signore
mio Gesù Cristo, che per l'amore che porti agli uomini te ne stai notte e
giorno in questo Sacramento, tutto pieno di pietà e di amore, aspettando,
chiamando e accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io ti credo
presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, ti adoro dall'abisso del mio
niente, e ti ringrazio di tutte le grazie che mi hai fatto, specialmente di
avermi donato te stesso in questo divin Sacramento, di avermi dato per avvocata
e Madre la tua stessa santissima Madre Maria, e di avermi chiamato a visitarti
in questa chiesa.
Io
saluto oggi il tuo amantissimo Cuore e intendo salutarlo per tre fini: primo, in
ringraziamento di questo grande dono; secondo, per ricompensarti di tutte le
offese che hai ricevuto e che ricevi in questo Sacramento; terzo, intendo con
questa visita adorarti in tutti i luoghi della terra dove tu sacramentato te
ne stai meno riverito e più abbandonato.
Gesù
mio, io ti amo con tutto il cuore, mi pento di avere per il passato tante volte
disgustato la tua bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non
offenderti più per l'avvenire; e al presente, miserabile come sono, mi consacro
tutto a te. Ti dono e rinuncio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri,
tutte le mie cose. Da oggi in avanti fa' tu di me e delle mie cose tutto
quello che ti piace. Ti chiedo solo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza
finale e l'adempimento perfetto della tua Volontà.
Ti
raccomando la Santa Chiesa e le anime del Purgatorio, specialmente le più
devote del Santissimo Sacramento e di Maria santissima. Ti raccomando anche
tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti
miei agli affetti del tuo amorosissimo Cuore e, così uniti, li offro al tuo
Eterno Padre e lo prego in nome tuo che per tuo amore li accetti e li
esaudisca. Amen.
Gesù
mio, Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nella mia anima. Poiché ora non posso
riceverti nella S. Comunione, vieni in me spiritualmente. Sei venuto ed io mi
unisco a Te. Santificami e fammi vivere nella tua volontà. (Breve
raccoglimento). Eterno Padre, io Ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù
Cristo, in riparazione dei miei peccati, in suffragio delle anime sante del
Purgatorio, per le necessità della Santa Chiesa e del mondo intero.
ROSARIO
DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZATETH
PRIMO
MISTERO:
La
Santa famiglia opera di Dio.
“Quando venne la pienezza del
tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, sotto la legge, per riscattare
coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. (Gal
4, 4-5).
Preghiamo
affinché lo Spirito Santo rinnovi le famiglie sull’esempio della Santa
Famiglia
Padre nostro.
10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.
Ave,
o Famiglia di Nazareth,
Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio
che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo:
guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.
Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.
SECONDO
MISTERO:
La
Santa Famiglia a Betlemme.
“Non temete, ecco vi annunzio
una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di
Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete
un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Andarono dunque
senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giacevano nella
mangiatoia. (Lc
2,10-13, 16-17).
Preghiamo
Maria e Giuseppe: mediante la loro intercessione ci ottengano la grazia di amare
ed adorare Gesù sopra ogni cosa.
Padre nostro.
10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.
Ave,
o Famiglia di Nazareth,
Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio
che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo:
guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.
Gesù,
Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.
TERZO
MISTERO:
La
Santa Famiglia al Tempio.
“Il padre e la madre di Gesù
si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a
Maria sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in
Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti
cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. (Lc
2,33-35).
Preghiamo,
affidando alla Santa Famiglia, la Chiesa e tutte le famiglie umane.
Padre nostro.
10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.
Ave, o Famiglia di Nazareth,
Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio
che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo:
guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.
Gesù,
Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.
QUARTO
MISTERO:
La
Santa Famiglia fugge e torna dall’Egitto.
“Un angelo del Signore
apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “alzati, prendi con te il bambino e
sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finchè non ti avvertirò, perché
Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé
il bambino e sua madre, nella notte e fuggì in Egitto… Morto Erode,
(l’angelo) gli disse.”Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va nel
paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del
bambino”. (Mt
2, 13-14, 19-21).
Preghiamo perché
la nostra adesione al Vangelo sia totale e fiduciosamente attiva.
Padre nostro.
10 Ave o Famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.
Ave,
o Famiglia di Nazareth,
Gesù, Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio
che in te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo:
guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.
Gesù
Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.
QUINTO
MISTERO:
La
Santa Famiglia nella Casa di Nazareth.
“Partì dunque con loro e
tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose
nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli
uomini”. (Lc
2,51-52).
Preghiamo per
creare i famiglia lo stesso clima spirituale
della Casa di Nazareth.
Padre nostro.
10 Ave o famiglia di Nazareth. Gloria al Padre.
Ave,
o Famiglia di Nazareth, Gesù,
Maria e Giuseppe, Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il figlio di Dio che in
te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida,
sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Amen.
Gesù,
Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen.
Signore,
pietà.
Cristo,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre
celeste, Dio, abbi pietà di noi.
Figlio
Redentore del mondo, Dio, Spirito Santo, Dio, abbi pietà di noi.
Santa
Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.
Gesù,
Figlio di Dio vivo, che fatto uomo per nostro amore hai santificato i vincoli
della famiglia, abbi pietà di noi.
Gesù,
Maria e Giuseppe, che tutto il mondo onora col nome di Santa Famiglia, aiutateci.
Santa Famiglia, immagine della Santissima Trinità sulla terra,
aiutaci.
Santa
Famiglia, modello perfetto di tutte le virtù, aiutaci.
Santa
Famiglia, non accolta dalla gente di Betlemme, ma glorificata dal canto degli
Angeli, aiutaci.
Santa
Famiglia, che hai ricevuto gli omaggi dei Pastori e i doni dei Magi, aiutaci.
Santa
Famiglia, esaltata dal santo vecchio Simeone, aiutaci.
Santa
Famiglia, perseguitata e costretta a rifugiarti in terra pagana, aiutaci.
Santa
Famiglia, che vivi sconosciuta e nascosta, aiutaci.
Santa
Famiglia, fedelissima alle leggi del Signore, aiutaci.
Santa
Famiglia, modello delle famiglie rigenerate nello spirito cristiano, aiutaci.
Santa
Famiglia, il cui capo è modello di amore paterno, aiutaci.
Santa
Famiglia, la cui madre è modello di amore materno, aiutaci.
Santa
Famiglia, il cui figlio è modello di obbedienza e di amore filiale, aiutaci.
Santa
Famiglia, patrona e protettrice di tutte le famiglie cristiane, aiutaci.
Santa
Famiglia, nostro rifugio in vita e speranza nostra nell'ora della morte,
aiutaci.
Da
tutto quello che ci può togliere la pace e l'unione dei cuori, o Santa
Famiglia, liberaci. Dai piaceri mondani, o Santa Famiglia, Dalla
disperazione dei cuori, o Santa Famiglia, liberaci.
Dall'attaccamento
ai beni terreni, o Santa Famiglia, liberaci.
Dal
desiderio della vana gloria, o Santa Famiglia, liberaci.
Dall'indifferenza
del servizio di Dio, o Santa Famiglia, liberaci.
Dalla
cattiva morte, o Santa Famiglia, liberaci.
Per la perfetta unione dei tuoi cuori, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Per
la tua povertà e la tua umiltà, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Per
la tua perfetta obbedienza, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Per
le tue afflizioni e dolorosi avvenimenti, o Santa Famiglia,
ascoltaci.
Per
il tuo lavoro e le tue difficoltà, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Per
le tue preghiere e il tuo silenzio, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Per
la perfezione delle tue azioni, o Santa Famiglia, ascoltaci.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o
Signore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o
Signore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
V.
O Santa Famiglia venerata, noi ci rifugiamo in te con amore e speranza.
R.
Facci sentire gli effetti della tua salutare protezione. Amen.
CANTI
La
Sacra Famiglia cantiamo fedeli
decoro
dei Cieli, delizia dei cuor.
Evviva
Giuseppe, evviva Maria,
ripeti
alma mia: evviva Gesù!
O
casa di Nazareth, tu avesti l'onore
quel
triplice fiore, nascondere in te.
Evviva
Giuseppe, evviva Maria,
ripeti
alma mia: evviva Gesù!
2.
SACRA FAMIGLIA, VIENI, DISCENDI
Sacra
Famiglia, vieni, discendi
possesso
prendi del nostro suol.
Teco
conduci angeli e santi,
dal
Ciel festanti spieghino il vol.
Vedi
che tutti t'apron le porte?
Che
bella sorte viver con te!
In
nostra casa entra Signora,
è
tua dimora, vi ferma il piè.
3.
O GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
O
Gesù, Maria e Giuseppe,
soccorreteci
e salvateci!
O
Gesù, Maria e Giuseppe,
nella
vita accompagnateci!
4.
NOI SCEGLIAMO LA SANTA FAMIGLIA
Noi
scegliamo la Santa Famiglia
perché
è il nostro modello di vita.
Riprendiamo
con gioia il cammino:
Sacra
Famiglia ci guiderà!
5.
LA NAZARENA
La
Nazarena, Santa Famiglia
esempio
eccelso di povertà
il
cuor devoto dolce consiglia
agi
e ricchezze di disprezzar.
Se
vuoi il cuore donare a Dio
perfetto
e grato in carità,
legalo
in voto costante e pio
i
ben mondani di rinunziar.
Custodisci,
Gesù mite,
nel
mio cuor la povertà
di
Giuseppe e di Maria
fammi
amare la castità.
E
dell'ilare obbedienza
che
di Nazareth legò
la
Famiglia in un sol cuore
serba
il voto in chi l'amò.
Giuseppe
casto, serbò l'amore
della
celeste bella virtù,
la
Madre santa, al bel candore
invita
Palme tutte quaggiù.
Il
dolce incanto della purezza,
trepidi
cuori celesti amar.
Del
brutto inferno i lacci spezza
chi
sa la rea carne domar.
6.
IL MISTERO DELLA CASETTA DI NAZARETH
Estatico
t'ammiro, arca eletta,
santuario
dell'umana Trinità,
e
ti venero, casa benedetta,
arcana
scuola a noi di santità.
La
più alta meraviglia al mondo celi
che
l'uomo su questa terra contemplò:
il
Creatore che sotto umani veli
di
viver qual creatura si degnò.
In
te l'Emmanuel compie il precetto
di
guadagnarsi il pane col sudor
e
Giuseppe e Maria con rispetto
attoniti
lo ammirano al lavor.
Tre
Cuori in te la vita più serena
trascorron
infiammandosi d'Amor
del
mistero della casa Nazarena
chi
mai non sente il fascino nel cor?
8.
ADORIAMO IL SACRAMENTO
Adoriamo
il Sacramento
che
Dio Padre ci donò
nuovo
patto, nuovo rito,
nella
fede si compì.
Al
mistero è il fondamento
la
parola di Gesù.
Gloria
al Padre Onnipotente,
gloria
al Figlio Redentor,
lode
grande,
somaro
onore all'eterna Carità.
gloria
immensa;
eterno
amore,
alla Santa Trinità.
LA
VITA DELLA SANTA FAMIGLIA CON LA SACRA SCRITTURA
1.
La Santa Famiglia ha vissuto nella casetta di Nazareth le dodici beatitudini
proclamate da Gesù a chi vuol essere suo discepolo
Vedendo
le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i
suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
"Beati
i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati
gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati
i miti, perché erediteranno la terra.
Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati
i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati
i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei Cieli.
Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è
la vostra ricompensa nei Cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima
di voi".
2.1
beni spirituali erano la vera ricchezza della santa casa di Nazareth
"Non
accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove i ladri
scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel Cielo, dove né tignola né
ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano e non rubano. Perché là
dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
La
lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo
corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà
tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la
tenebra!
Nessuno
può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno
e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona.
3.
Gesù, Giuseppe e Maria hanno sempre confidato nella provvidenza di Dio
"Perciò
vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete,
e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non
vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo:
non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro
celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto
si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi
affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano
e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria,
vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi
c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di
poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: - Che cosa mangeremo? Che cosa
berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il
Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di
Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non
affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini.
A ciascun giorno basta la sua pena".
4.
La Santa Famiglia pregava, si sacrificava e lavorava: ecco il segreto della
casetta di Nazareth
"Chiedete
e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra
di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un
pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone
ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che é nei Cieli darà cose buone a
quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,
anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la
porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla
perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è
la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che
la trovano!".
5.
Le virtù della Santa Famiglia erano la più bella gloria della sua vita umile e
nascosta
"Ma
a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che
vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi
maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva
il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende
del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi
fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i
peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene,
che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro
da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono
prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Siate
misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non
sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà
perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante
vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato
a voi in cambio".
6.
La casa di Nazareth era la casa del buon pastore, dove tutti potevano accorrere
per cercare ristoro e consolazione, perdono e protezione
"Perché
dice il Signore Dio: - Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.
Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle
sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie
pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi
e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le
ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele, nelle
valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il
loro ovile sarà sui monti alti d'Israele; là riposeranno in un buon ovile e
avranno rigogliosi pascoli sui monti d'Israele. Io stesso condurrò le mie
pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in
cerca della pecora perduta e ricondurrò
all'ovile
quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura
della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
Allora
Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la
porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e
briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra
attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il
ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché
abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon
pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è
pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona
le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e
non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e
le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre;
e offro la vita per le pecore.
Ho
altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per
questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di
nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di
offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo
comando ho ricevuto dal Padre mio".
7.
Fiducia e abbandono erano la regola d'oro della Santa Famiglia
"Il
Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei
alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno
sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i gioì della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni".
Nota:
Queste meditazioni sono tratte dal d'angelo di Matteo, Luca e Giovanni; dal
libro di Ezechiele e dal Salmo 23.
LA
SANTA FAMIGLIA
(Meditazione
tratta dalle Allocuzioni dei Pontefici)
Nella
Sacra Famiglia sono, con il Dio di ogni perfezione, gli immediati discepoli
della specialissima, divina scuola. E nella Santa Famiglia di Nazareth tutti
abbiamo l'esempio per ogni necessità della nostra santificazione.
E'
veramente; quello della Sacra Famiglia, un quadro dove ognuno ha da imparare
qualche altra verità, qualche giusto insegnamento: i poveri dagli esempi di
essa nei disagi del lavoro e quasi nell'indigenza; i ricchi e i grandi perché
nulla ci lài di più regale di quella Famiglia, anche a pensare soltanto alla
nobiltà e sovranità terrena. E' la caratteristica della scuola divina e noi.
tutti e ciascuno, non abbiamo che da volgere gli occhi a questo quadro che la
Santa Chiesa mette in tanta evidenza e propone alla nostra considerazione,
alla nostra ammirazione, alla nostra imitazione (PIO XI, Allocuzione,
3.1.1933).
O
uomini, volgete l'occhio a Nazareth, entrate in quella piccola e modesta
dimora. Guardate quel falegname, santissimo Custode dei segreti divini, che coi
suoi sudori sostenta la famiglia, umile ed alta più che quella dei Cesari in
Roma; osservate con quale devozione e rispetto aiuta e venera quella Madre,
sua Sposa immacolata e intemerata; mirate quel creduto "Figlio del
falegname", Virtù e Sapienza onnipotente, che fabbricò il Cielo e la
terra, e senza del quale nulla fu fatto, come nulla alcun uomo può fare senza
di lui, e pur non disdegna nei servigi della casa e della bottega di essere
soggetto a Maria e a Giuseppe; contemplate un tanto modello di santa vita
familiare, spettacolo di meraviglia e di adorazione per tutte le gerarchie
angeliche. Possa questa vostra contemplazione conservare nei vostri cuori quei
sentimenti di riconoscente e tenero dono di voi stessi, che nelle loro
manifestazioni quotidiane formeranno il vostro generoso concorso al bene e alla
tranquillità della casa (PIO XII, Allocuzione,
15.4.1942).
Noi ci inchiniamo, pertanto, innanzi allo
splendore nascosto della Famiglia di Gesù, ai suoi tesori di purità, d'umiltà,
di sacrificio, alle prove e sofferenze che essa pure accettò e subì; e nella
luce di Nazareth il nostro pensiero va a ricercare con speciale ansietà le
famiglie numerose, le quali, per la loro fedeltà alla legge di Dio,
incontrano non di rado pene e privazioni ad altre sconosciute, o poco stimate;
poi le famiglie che, per mancanza di mezzi, di lavoro, di salute, vivono in
continui e angosciosi affanni. Per tutti codesti figli sofferenti, così come
per le famiglie più sicure e serene, che invitiamo a soccorrere con cristiana
sollecitudine le altre, la nostra preghiera si eleva fervida a Gesù, Maria e
Giuseppe, affinché su tutti si effonda la pienezza delle grazie celesti e delle
consolazioni della terra. (GIOVANNI XXIII, Allocuzione, 11.1.1959).
(Meditazione
del Beato Pietro Bonilli)
I
tre santi Personaggi Gesù, Maria e Giuseppe, negli anni in cui vissero
stabilmente insieme nella modesta casa di Nazareth, trascorsero la loro vita
in devoto raccoglimento: di rado vi si udivano parole e le poche indispensabili
che essi pronunziarono furono discrete, misurate, molto avvedute. Felici coloro
che ebbero la sorte di ascoltare e di custodire pensieri così preziosi e
santi! Per il resto un gran silenzio, santificato dalla preghiera continua,
sorgente per loro di grazia e di santificazione. Dimenticata e disprezzata
dagli uomini, ma benedetta da Dio, quest'umile dimora era trasformata in un
paradiso e riempita della Maestà divina. Quale spettacolo vedere il Bambino
Gesù, indirizzato dalla Madre, piegare le sue piccole ginocchia, congiungere
le manine e, con occhi angelici rivolti al Cielo, con voce infantile, pregare
così: "Padre mio, che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome
..."! O Santa casa di Nazareth, santuario divino dove tante preghiere del
Figlio di Dio vennero innalzate al Padre celeste, ed innumerevoli lacrime
furono versate dall'amabilissimo Redentore, dalla Vergine Madre e dal Santo
Patriarca: sii benedetta sempre! Gesù, benché discendente del sangue reale di
Davide, volle tra gli uomini sottomettersi alla legge del lavoro ed apprese
l'arte del carpentiere. La provvidenza divina permise che Giuseppe vivesse in
povertà per farci comprendere che essa non è odiosa e disprezzabile come
il mondo odierno crede, ma degna d'onore e desiderabile. O dolce e umile
Patriarca, quante volte, sospeso il lavoro, fissavi lo sguardo sul tuo Gesù
che tutto intento impiegava le sue mani sul legno... Tanta era la felicità del
Santo che, se per i figli d'Adamo il lavoro delle loro mani e il sudore della
fronte fu castigo e pena, per S. Giuseppe fu benedizione, beneficio e
conforto senza eguali, poiché con la sua fatica egli sostentò la Vergine
Sposa, e il suo stesso Dio, Signore del Cielo, della terra e di quanto in essi
è contenuto. O casa benedetta, piccola, è vero, povera agli occhi degli
uomini, ma ricca davanti a Dio, più preziosa della dimora di un re, più
santa del Tempio di Salomone!
Famiglie
cristiane, accogliete i disegni di Dio che in mezzo al mare tempestoso di quest'età
iniqua ci mostra nella S. Famiglia il faro di luce che le tenebre del peccato
avevano oscurato. Qui sta il gran segreto della salvezza del mondo. Gesù,
Maria e Giuseppe lo salvarono al loro primo apparire, e lo salveranno anche
oggi, caduto in un abisso di mali. Questi tre SS. Personaggi riappaiono di nuovo
e, come ha detto il grande Pontefice Pio IX, riacquistano quel posto che non
avrebbero dovuto perder mai. Ponetevi sotto il patrocinio della S. Famiglia,
studiatene la vita, imitatene gli esempi, proponetela a modello dei vostri
figli. Allora la vostra famiglia, plasmata su quella Nazarena, parteciperà alla
pace e alla felicità di cui Essa godette in terra e di cui si compiace nel
Regno eterno del Cielo.
LA
CASETTA DI NAZARETH
(Meditazione
di un frate francescano)
In
questa piccola casetta, tu, o Dio, che hai creato il visibile e l'invisibile,
come uomo non sai camminare, non sai mangiare da solo, non sai parlare perché
sei un bambino. E' la tua sana Madre che ti nutre, ti dà il suo immacolato
latte, t'insegna a camminare, insegna a parlare a te che sei la Parola eterna
del Padre. Tua Madre ti veste con i pannicelli lavorati da lei, ti fa il
bagnetto, pettina i tuoi capelli, ti tiene in braccio per dirti dolci parole, ti
mette sul lettino, riempiendoti di baci, ti canta i Salmi per esaltare la tua
divinità e per farti addormentare. Mentre il popolo ebreo cantava i Salmi a
Jahvé, Dio Onnipotente, senza vederlo, tu invece, o Maria, canti gli stessi
Salmi a Dio che vedi, tocchi, baci, tieni in braccio e nutri con il tuo latte...
questo Dio è tuo Figlio. Giuseppe e Maria, quando sono vicini a te, o dolce
Bambino, non fanno che adorarti e, se devono allontanarsi, lasciano i loro Cuori
vicino a te, per adorarti incessantemente.
In
questa casetta vivi tu, Dio eterno incarnato nel tempo; vivi tu, Madre
Immacolata, piena di grazia; e vivi anche tu, Giuseppe, che non sei Dio ma hai
tanta grazia e per la tua alta santità sei stato scelto dal Padre per essere
protettore, custode e guida di Colui che è la grazia stessa e della Madre della
grazia.
Tu,
San Giuseppe, sei considerato da tutti come uomo giusto, silenzioso e
obbediente. La maggioranza, però, pensa ben poco a te, anzi, non ti pensa
affatto. Che superficialità la nostra, o San Giuseppe, come siamo stolti nell'avere
solo una piccola idea di te...
Dio
Onnipotente, mandando sulla terra il suo Bambino prediletto, non avrà scelto
per custode l'uomo più santo e pieno di fortezza? Certo non poteva essere
diversamente: Dio, che rende una creatura piena di grazia, elevandola al di
sopra degli angeli decaduti, facendola Regina degli angeli fedeli, non avrà
messo al suo fianco uno Sposo ricco di virtù, capace di guidare sapientemente
la vita del Bambino che è la Vita stessa, e la vita della Madre, che ha dato la
vita umana all'Autore della Vita?
Certo,
Dio Padre ha posto come guida della Santa Famiglia di Nazareth un padre che è
la sua ombra, un uomo ricolmo di umiltà, che sapeva bene qual era il suo
altissimo incarico, ciò che faceva e come farlo.
O
Giuseppe, quanta prudenza nelle tue azioni e parole, quante premure per Gesù
e Maria, quanta dolcezza sul tuo viso, quanta pazienza verso i tuoi parenti, che
non comprendono la serena quiete della tua Famiglia, quanta preghiera nel tuo
cuore, quanta povertà porti con te, che sei il discendente del Re Davide, quante
grazie ci dai perché sei buono e potente, e la Santa Madre Chiesa ti invoca
come suo Patrono...
La
tua volontà non esiste più, vuoi che sia la Volontà di Dio a dirigere ogni
tua azione. Gesù vede te, ma ascolta dalla tua bocca il Padre, mentre resta
interiormente unito a lui e gode della visione beatifica. Il tuo unico desiderio
è di essere sempre degno dell'incarico ricevuto, che nessun uomo ha avuto o avrà
mai. Sai che Dio vede ogni tua azione e ascolta ogni tuo sospiro, ma era cosa
impensabile per te quella di stare accanto, di lavorare e dormire vicino
all'Uomo-Dio.
Non
pensare più, o San Giuseppe, che il tuo compito sia sproporzionato alle tue
capacità. Se dall'eternità Dio ha pensato a te, vuol dire che meglio di te
nessun uomo poteva essere in grado di svolgere il compito di Custode del Dio
incarnato. Tu sei uomo sapiente più dei sapienti, tu sei capo della Famiglia di
Nazareth, tu dai obbedienze a Dio fatto uomo e alla Madre, che è Mediatrice
di tutte le grazie, tu vivi inabissato nella contemplazione dei divini
misteri.
San
Giuseppe, non puoi nasconderci più la tua alta santità, abbiamo bisogno delle
tue ispirazioni per piacere anche noi a Gesù e a Maria. E noi sappiamo quanto
tu desideri che Gesù sia conosciuto, amato e adorato come Dio da tutti, quanto
preghi perché ogni uomo si consacri al Cuore Immacolato di Maria ed esso
diventi rifugio dell'umanità.
O
San Giuseppe, vogliamo conoscerti per quello che veramente sei e non per quello
che vuoi apparire per la Tua umiltà. Fa' che amiamo Gesù e Maria con il tuo
Cuore, insegnaci a praticare le virtù eroiche, ispiraci sempre pensieri santi,
così da diventare, con il tuo aiuto, grandi santi. Tu e Maria siete profondamente
confusi nel dover dare obbedienze a Dio, e Gesù è docilmente e completamente
sottomesso a voi. Voi vivete con i corpi in questa Casetta, mentre la mente
penetra i Cieli, e anche da lì ci amate.
O
Santa Famiglia, quanti insegnamenti ci dai! Ci dici come deve vivere ogni
famiglia, padre, madre e figli. Il tuo è un messaggio per tutti, anche per i
sacerdoti, perché coree il Verbo, Sacerdote eterno, si è fatto piccolo, si è
umiliato in modo infinito e incomprensibile, vivendo come il più povero fra i
poveri, sottomesso agli uomini indicati dal Padre e obbediente, sempre con la
mente rivolta al Padre per adorarlo o agli uomini per pensare alle loro anime e
per portarli in Paradiso, così ora i sacerdoti devono vivere pensando
continuamente alla loro immensa e santa vocazione. Vocazione di diventare santi
e aiutare a diventare santi tutti coloro che li avvicinano.
In
questa casetta parlano i Cuori. Cuori che amano, infiammati d’amore. Giuseppe
e Maria quasi non riescono a contenere le fiamme d’amore che li invadono, in
quanto vedono, toccano, abbracciano, dialogano con l’Amore stesso fatto Uomo;
Gesù, Santa e dolce dimora di Nazareth, qui Gesù Bambino nasconde la sua
gooria.
La
Santa Famiglia è vero modello di vita per tutti, in questa Casetta impariamo a
praticare il Vangelo. E il Vangelo ci dice che la nostra vita non è tutta
gioia, ma sono presenti anche le sofferenze. E la Famigoia di Nazaret è esperta
a soffrire. Questa famigoia si sostiene cl faticoso lavoro di San Giuseppe e ben
presto anche Gesù diventa apprendista falegname.
Ogni
mattina Gesù va nella piccola bottega ad aiutare San Giuseppe e il Santo spesso
piange di gioia e di commozione perché ha accanto a sé vivo il Dio eterno, ed
è anche il Custode dell'Uomo-Dio. Quante volte durante la giornata San
Giuseppe si ferma mentre lavora, per fissare le sue pupille su Dio-Bambino,
senza dire una parola, ma parla e ama il suo Cuore. Rimane immobile a guardare
il suo Dio, contempla e adora. Molte volte Gesù Bambino chiede a San Giuseppe
di voler imparare a costruire attrezzi, e il Santo sorride al Bambino per farlo
contento, ma subito si nasconde e piange nel pensare che Dio, Creatore di tutto
ciò che esiste, chiede a lui di insegnargli un mestiere. Per il resto, o San
Giuseppe, sei inebriato di gioia, sei felice come nessun uomo, sei il
prediletto di Gesù e di Maria.
Che
pace in questa casetta! Che semplicità, modestia, bontà, concordia,
parsimonia, labo-
cibo,
nonostante l'estrema povertà in cui vivono, regalano con gioia ciò che
hanno; se qualcuno li offende per invidia o cattiveria, essi subito
dimenticano e perdonano sempre, come sempre pregano il Padre di dare tante
grazie a chi li maltratta.
Se
qualcuno compra dalla botteguccia di San Giuseppe qualche attrezzo e non vuole
più pagare, San Giuseppe non si lamenta e regala con tanta dolcezza l'attrezzo,
e Gesù ammira il Santo perché, come sua Madre, ha i suoi stessi sentimenti:
amore e perdono. Anzi, Gesù, Giuseppe e Maria dicono al superbo che non vuole
pagare se gli occorre altro, perché essi vogliono regalare tante altre cose.
Vogliono dare molte grazie a lui e a tutti coloro che con cuore umile e pentito
chiederanno. "Chiedete e otterrete", è promessa di Gesù, di Colui
che è la Verità.
A tutti auguro di vivere spiritualmente, per tutta la vita, nella casetta della S. Famiglia di Nazareth, accanto a Gesù, Maria e Giuseppe.
(Meditazione
di Fr. Amedeo dei Fratelli della S. Famiglia)
"(Gesù)
Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre
serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età
e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Le 2,51-52).
Ecco
tutto quello che il Vangelo ci insegna della vita di Gesù Cristo durante i
diciotto anni che precedettero la sua vita pubblica. Egli cresceva secondo le
leggi dell'umanità che aveva rivestito, ma questa vita irreprensibile e senza
scalpore esteriormente non presentava niente che non fosse naturale ed
ordinario. Egli visse a Nazareth in una povera casa, aiutando Maria e Giuseppe
nel loro lavoro, e obbedendo a loro in tutto.
La
S. Famiglia era povera, e probabilmente traeva tutte le sue risorse dal lavoro
di Giuseppe. "Gesù Cristo dice - Origene - aveva nascosto gli infiniti
tesori del Cielo per farsi povero, e aveva scelto fra i poveri la Madre dalla
quale volle nascere, la povera Vergine di Nazareth, sposa di un artigiano".
Entriamo
in questa Casa benedetta dal Cielo al di sopra di tutte le altre, e osserviamo
come si sosteneva la Famiglia più santa che ci fu e che possa essere sulla
terra. Essa non era composta che da tre persone: il Figlio di Dio, la Madre di
Dio e Giuseppe, sposo dell'Una e considerato padre dell'Altro. La loro povertà
era grande: essi non avevano che il necessario, e forse talvolta mancava loro
anche questo. Ma erano contenti, benedicevano Dio e non gli chiedevano niente
di più.
Essi
vivevano nell'ombra, sconosciuti dal mondo e non avevano nessun desiderio di farsi
conoscere. A Nazareth non si sapeva né quello che Gesù era secondo la sua
natura divina, né quali erano davanti a Dio i privilegi e la dignità della
Santa Vergine. Maria e Giuseppe passavano senza dubbio per gente devota, per
fedeli osservanti della Legge, e il loro comportamento edificava il prossimo, ma
nulla li distingueva dal comune. Essi attendevano pazientemente l'ora fissata
per i decreti eterni dove Gesù doveva manifestarsi al mondo.
Con
il suo lavoro, Giuseppe sovveniva al nutrimento e alle altre necessità della
Madre e del Bambino; Maria preparava il cibo e Gesù, a sua volta donava a Maria
e a Giuseppe un cibo tutto celeste.
O
anima devota, considera alla luce della fede quale era la vita intima di questa
augusta Famiglia. Che pace, che unione vi regnava! Tutti i pensieri, tutti i
sentimenti, tutti goi sforzi di Maria e Giuseppe convergevano verso Gesù. E
Lui, dal canto suo, li ricompensava della loro afffettuosa sollecitudine,
testimoniando loro il più tenero amore filiale e spargendo nei loro cuori i
tesori infiniti delle sue grazie. Assistiamo in spirito alle conversazioni della
S. Famiglia. Quale dolce e reciproca confidenza nei loro rapporti! Che gioia
grave a profonda in queste ineffabili effusioni d’ogni giorno!
Osserviamoli
poi nel mezzo delle loro occupazioni: il lavoro non li distrae affatto e il
loro spirito non pede il ricordo delle presenza di Dio. Gesù ofre continuamente
al Padre, per la nostra Redenzione, tutte le sofferenze che vengono ad
affliggere il suo corpo e la sua anima. Maria e Giuseppe guardano Gesù o
pensano a lui, poi si uniscono alla divina Vittima e, a sua imitazione, si
offrono essi stessi in sacrificio per la salvezza del mondo.
E
che dire delle loro preghiere? Che fervore in questi Cuori ardenti d'amore! E
che potenza! Fino alla fine dei secoli tutti gli uomini potranno attingere
inesauribilmente al tesoro infinito delle grazie ottenute con le preghiere di
questa Trinità terrestre.
Non
sapremo abbastanza ammirare e meditare le virtù delle quali la Santa Famiglia
ci dona un così perfetto modello, ma chiediamo soprattutto la grazia di
imitarla nella misura delle nostre forze.
Come
pregavano Gesù, Maria e Giuseppe? Immaginiamoci la S. Famiglia in preghiera.
Chi mi darà i colori per dipingere questa preghiera divina? Le ombre della
sera sono discese sulla terra, i lavori della bottega di Nazareth sono
terminati: è l'ora in cui la S. Fa-
miglia
si inginocchia per pregare. Gli Angeli non saprebbero competere con Essa. Gesù,
l'eterno pontefice, offre a Dio le adorazioni e le suppliche della terra; Maria
intercede per i peccatori; Giuseppe unisce i suoi cantici a questo sospiro di
lodi. Mai la Trinità contemplò un tale spettacolo; mai preghiera fece salire
verso Dio un incenso più gradito; mai domanda fu meglio accolta. Di là è
uscita la salvezza del mondo. Queste sono le preghiere sparse davanti al
Signore a Nazareth che, unite al sangue del Calvario, hanno rigenerato
l'umanità intera.
Dopo
la scena della preghiera domestica a Nazareth, non ce n'è una più bella di
quella della preghiera domestica in una famiglia cristiana. Il padre, la
madre, i figli, la servitù, a partire dagli anziani coronati dai capelli bianchi
fino ai piccoli bambini che proferiscono le prime parole, si riuniscono per
l'adorazione e l'azione di grazie. Tutti sono prostrati davanti alle sante
immagini, care reliquie trasmesse da coloro che non sono più. La madre, apo-
stola
della famiglia, recita ad alta voce le orazioni sante, gli altri rispondono.
Che
sublime colloquio con Dio! Umiliati davanti alla sua santa Maestà, essi
invocano il suo santo Nome, celebrano la sua gloria, si abbandonano alla sua
Provvidenza, placano la sua giustizia, perdonano i loro nemici. Essi proclamano
apertamente la loro fede a Dio Creatore, al Verbo Redentore, allo Spirito
Santificatore: simbolo adorabile che il genio dell'uomo dovrà salutare con un
grido d'ammirazione. Essi ripetono i Comandamenti scritti da Dio sulle tavole
della Legge, concedono un ricordo ai morti, esaminano le loro azioni, i loro
pensieri della giornata e, dopo essersi umiliati, si assumono l'impegno di
astenersi da ogni male, d'essere buoni, casti, temperanti e caritatevoli. Infine
ognuno, felice e benedetto, purificato e contento, guadagna il suo letto. La
preghiera in comune è l'onore e la santità della famiglia, è il pegno di
tutte le benedizioni per le famiglie.
(Meditazione
di Sant'Alfonso Maria dei Liguori)
In
questa casetta Maria allatò Gesù. Prima l'alimentava col petto, poi
l'alimentava con la mano; prendeva con la mano dalla scodella un poco di pane
disfatto in acqua e poi lo poneva nella sacra bocca del Figlio. In questa casa
ella gli fece la prima vesticciuola; lo sciolse dalle fasce e cominciò a
vestirlo. In questa casa comincio Gesù fanciullo a dare i primi passi, ma
tremando e cadendo più volte, come avviene agli altri fanciulli. Ivi comincio a
proferir le prime parole, ma balbettando.
-
O meraviglia! A che si è ridotto un Dio per nostro amore! Un Dio tremare e
cader camminando! Un Dio balbettare parlando! Non dissimile fu poi la vita
povera ed abbietta che fece Gesù ritornato dall'Egitto nella casa di Nazareth.
Ivi fino all'età di trent'anni non fece altro ufficio che di semplice garzone
di bottega, obbedendo a Giuseppe ed a Maria (cf. Lc 2,51). Gesù andava a
prender l'acqua, Gesù apriva e serrava la bottega, Gesù scopava la casa,
raccoglieva i frammenti dei legni per il fuoco, e faticava tutto il giorno ad
aiutar Giuseppe nel suoi lavori. - Oh stupore! un Dio che serve da garzone! Un
Dio che spazza la casa! Un Dio che fatica e suda per dirozzare un legno! Chi? Un
Dio onnipotente che' con un cenno ha creato il mondo e può distruggerlo
quando vuole! Ah che un pensiero di questi dovrebbe intenerirci d'amore.
Che
dolce cosa poi era l'osservare la devozione con cui Gesù faceva orazione, la
pazienza con cui lavorava, la prontezza con cui ubbidiva, la modestia con
cui si cibava, e la dolcezza ed affabilità con cui parlava e conversava! Ah
che ogni parola, ogni azione di Gesù era così santa che innamorava tutti, ma
specialmente Maria e Giuseppe che sempre lo stavano osservando.
J. M. J.