MILLE
INCONTRI CON LA MADONNA
Le
apparizioni di Medjugorje raccontate dalla veggente Vicka.
LA
PRIMA SETTIMANA DELLE APPARIZIONI
1 - INIZIO DI UN LUNGO DIALOGO.
Janko - Vicka,
è diventata ormai abitudine chiamarti così. Hai qualcosa in contrario se ti
chiamo così anch'io? (Si noti che Vicka, è il diminutivo di Vida, ossia Vita: femminile di Vito.
In italiano si potrebbe dire: Vituccia]. Vicka
- Non ho
niente in contrario. Anzi, mi sono quasi dimenticata anch'io che il mio vero
nome è Vida. J - Bene così. Ecco, noi due ci siamo già incontrati tante
volte, ma soltanto adesso finalmente possiamo parlare dei fatti con precisione.
Sai che da molto tempo ho desiderato iniziare questo colloquio e che solo adesso
posso farlo. In realtà avevamo provato anche prima, ma alcune cose erano
rimaste sempre poco chiare. Mi riferisco a tutto quello che è successo dal
primo giorno delle vostre apparizioni, il 24 giugno 1981, quando vi siete
incontrati con quella figura femminile luminosa, lassù sul Podbrdo, sopra le
vostre case, fino ad oggi. In questo tempo sono accaduti tanti fatti intorno a
noi e dentro di noi, per cui sono molte le cose ormai dimenticate. È
per questo
motivo che tanti avvenimenti o dettagli vengono spiegati o affermati in
differenti maniere, se non addirittura in modo errato. A motivo di ciò non è
facile scoprire la verità, soprattutto per quanto riguarda i primi giorni.
Iniziamo allora questa nostra ricerca nel nome di Dio. V - È proprio giusto
iniziarla nel nome di Dio! J - Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo. V - Amen. J - Invochiamo l'assistenza di Dio cantando un inno adeguato.
Che Iddio ci venga incontro e ci aiuti. Raccogliamoci per qualche istante...
(Cantano insieme: Più presso a Te, Signor, lieti veniamo /, e in dono il
nostro amor, ti presentiamo. Tutto ci vien da te, tutto doniamo a te; resta con
noi Signor, resta con noi. / In te crediam, Signor, in te speriamo, uniti
nell'amor, ti ringraziamo. Noi acclamiamo te, noi inneggiamo a te, resta con
noi Signor, resta con noi.) Adesso possiamo incominciare. Mi sembra, Vicka, in
qualche modo di essere chiamato proprio io a scrivere qualcosa sui fatti di
Medjugorje, aiutato da voi veggenti che siete i veri testimoni e protagonisti,
dall'inizio fino ad oggi. V - Certamente, proprio tu sei indicato a questo, dato
che subito, fin dal principio, hai incominciato a farci delle domande e a
scrivere le nostre risposte. Perciò ne sai più di chiunque altro. Mi sembra
che anche la Madonna ti abbia detto qualcosa al riguardo. [L'autore ha chiesto e
ottenuto attraverso i veggenti, l'incoraggiamento della Vergine]. J - Lasciamo
stare. Voglio dirti piuttosto che non a caso desidero tenere questo dialogo
con te. Il motivo è questo: tu sei rimasta sempre sul luogo delle apparizioni
(gli altri, tranne Jakov, andavano via da Medjugorje nei tempi scolastici) e
perciò sei in grado di aiutarmi meglio di tutti per fissare almeno qualcosa sui
fatti e sul loro sviluppo. Così lasceremo per il futuro una documentazione
autentica. Se sei d'accordo, incominciamo a parlarne. V - Sì, sono d'accordo.
Non vedo ragione per non esserlo. J - Te l'ho chiesto perché so che tanti altri
sono venuti da te a farti domande, per cui sarai già stanca di tutti gli
interrogatori. V - A dirti la verità, sì; ne ho fin sopra i capelli. Ma a te
l'ho promesso da tanto tempo, per cui non devi preoccupartene. Incomincia pure
con le tue domande. J - Benissimo, sono contento che la prendi così. Ti prego,
prima di tutto, di essere più sincera e aperta che ti è possibile. Dimmi
tutto, proprio tutto quello che sai e che ti domanderò. V - Va bene; ti dirò
tutto quello che so e che posso dirti, purché... J - Quale «purché»? V - Ma
niente. Sai che ci sono delle cose di cui non mi è permesso parlare. Incomincia
pure a chiedere. J - Sì, Vicka, questo lo so e quelle cose non te le domanderò
neppure. Almeno come sacerdote, so cosa vuoi dire conservare il segreto. Puoi
anche essere certa che tutto quello che ti domanderò, non te lo chiederò per
mia curiosità, ma per rinforzare la mia fede in Dio e nella Madonna e, spero,
per rinforzare la fede anche di qualche altro. V - Mi piace che sia così. Credo
che possiamo incominciare i nostri argomenti. J - Hai ragione, ma non so ancora
come è meglio procedere: se invitarti a raccontare le cose per esteso, oppure
se farti una serie di domande. V - Credo sia meglio che tu mi faccia delle
domande. Non sono capace di raccontare le cose da sola. E anche se fossi capace,
chissà dove andrei a finire. Forse racconterei tanti dettagli e dimenticherei
le cose principali. J - D'accordo, Vicka, faremo come hai detto tu. Quanto più
ti è possibile, ti chiedo di parlare in modo chiaro [per ottenere una buona
incisione sul nastro] e in croato [non in dialetto], perché quello che dici
dovrà essere ascoltato anche da altre persone e probabilmente verrà pure
scritto. V - So parlare assai poco in croato puro e non ci bado neppure tanto,
soprattutto da quando non vado più a scuola. Parlo come m'ha insegnato mia
madre: se va bene, bene. Non sono capace altrimenti. J - Va bene; o almeno
speriamo che vada bene. Vuoi allora che incominciamo con le domande? V - Sì,
possiamo farlo. Sto aspettando con impazienza. J - Bene; il registratore è
acceso e speriamo che funzioni senza intoppi. Ecco: prima di tutto dimmi se quel
luogo in cui sono avvenute le prime apparizioni ha un nome particolare. V - Non
te lo saprei dire. Alcuni lo chiamano Brdo [ossia «monte»]; altri Podbrdo
[ossia «sotto il monte»]; alcuni ancora Gradina [cioè «collina»J. Ad ogni
modo non mi sembra che sia tanto importante. J - A me invece sembra importante.
Ad esempio, se qualcuno mi domandasse come si chiama il luogo delle prime
apparizioni della Madonna, ci starei male se non sapessi rispondere. Io allora,
da adesso in poi, lo chiamerò sempre Podbrdo [«sotto il monte»]. Ho fatto
questa domanda anche agli altri; quasi tutti m'hanno risposto che la cosa
migliore è chiamare quel luogo Podbrdo. V - Sì, sono d'accordo. Non ci trovo
niente in contrario, perché anch'io di solito lo chiamo così. Del resto è
entrato con questo nome anche negli scritti. J - Su questo va bene. Ma adesso,
prima di entrare nel vivo del dialogo, dimmi i nomi, i cognomi e il nome del
padre di tutti quelli che, almeno una volta, hanno visto quella figura femminile
luminosa che voi avete subito chiamato «la Madonna». V - Te li ho già
ripetuti almeno due o tre volte. J - Sì, hai ragione; ma ripetimeli ancora. V -
Va bene, posso farlo. La Madonna l'hanno vista, almeno una volta: Ivanka
Ivankovic', figlia di Ivan; Mirjana Dragicevic', figlia di Jozo; Io, ossia Vida
(Vicka) Ivankovic, figlia di Pietro; Ivan Dragicevic', figlio di Stanko; Maria
Pavlovic', figlia di Filippo; Ivan Ivankovic, figlio del defunto lozo; Milka
Pavlovic, sorella di Maria; Jakov Colo, figlio di Ante.
Nota:
Ivan
Ivankovic’ e Milka Pavlovic' hanno assistito all'apparizione solo il primo
giorno, il 24 giugno. Gli altri costituscono il gruppo dei sei veggenti.
2 - PRIMO GIORNO (mercoledì 24 giugno 1981) Janko - Incominciamo, Vicka. Raccontami quando e in che
modo è avvenuta la prima apparizione. Prima di tutto, dimmi: quando è
avvenuta? Vicka
- Fra Janko,
la cosa è conosciuta da tutti. Ma se proprio lo vuoi, la prima apparizione è
avvenuta il 24 giugno 1981, festa di S. Giovanni Battista. J - E sai dirmi,
press'a poco, a che ora? V - All'incirca dopo le cinque del pomeriggio. J -
Adesso dimmi qualcosa di più: come sono andate le cose e come mai tu ti sei
trovata lì? V - Ma, questa è una storia lunga. Debbo raccontare tutto, o
soltanto le cose principali? J - Raccontami tutto. Più cose mi dici, meglio è,
perché quel momento per così dire «fatale» venga descritto il più
chiaramente possibile. V - Va bene, io parlerò, ma tu devi aiutarmi con le tue
domande, altrimenti chissà dove andrei a finire! J - D'accordo, Vicka. Io
anzi ti annoierò con le mie domande, tante te ne farò. Intanto tu incomincia.
V - Ecco, è andata così. Come già sai, quel giorno era giornata festiva. Io
però non sono andata a messa, perché dovevo andare a Mostar per ripetizioni
scolastiche. J - Di quali ripetizioni si tratta? V - Ma, sono stata rimandata in
matematica, e mi hanno chiamata per le ripetizioni. J - Bene. E allora? V - Sono
tornata a casa verso mezzogiorno. Faceva molto caldo, sul pullman c'era molta
ressa, tu sai com'è. J - E poi? V - Dopo essermi un po' rinfrescata, ho
mangiato e poi sono andata a distendermi per un breve riposo. Prima però sono
passate da me Mirjana e Ivanka. Infatti fin dalla mattina c'eravamo messe
d'accordo di fare una passeggiata verso sera, sull'imbrunire. Noi tre siamo
sempre insieme. J - Va bene. E poi? V - Poi mi sono addormentata profondamente e
ho dormito abbastanza a lungo. Mi ha svegliato mia sorella Zdenka. Prendendomi
in giro, mi diceva di alzarmi subito per non fare tardi a scuola. Così mi sono
alzata. J - In altre parole, ti eri impigrita assai! V - Non proprio troppo, ma
che altro potevo fare? J - Allora? V - Mi sono alzata, mi sono vestita per
uscire e sono andata in cerca di Ivanka e Mirjana. J - Dove le hai cercate? V -
Prima di tutto sono andata dalla madre di Jakisa; è la zia di Mirjana e pensavo
che fossero lì. J - E le hai trovate lì? V - Niente affatto. Erano state lì,
ma poi erano andate a fare una passeggiata, lasciando detto alla zia che
avrebbero preso la strada non asfaltata, verso le case dei Cilici. Io avrei
dovuto seguirle. J - E le cose sono andate così? V - Sì. Anch'io mi sono
incamminata per quella strada, ho intravvisto loro due e la piccola Milka,
figlia di Filippo. Tutte e tre fissavano con intensità qualcosa e sembravano
impaurite. Mi hanno fatto segno con la mano di avvicinarmi. Io mi affrettai, ma
c'era qualcosa in loro che mi sembrava strano: di che cosa si erano incantate? J
- E di che si trattava? V - Quando le raggiunsi, esse mi dissero insieme: «Vicka,
ecco lì la Madonna!». Ma cosa succedeva loro? Ma quale Madonna? In realtà
pensavo che avessero visto un serpente e che avessero voglia di prendermi in
giro. Mi sono tolte le ciabatte e sono fuggita scalza, come una matta... J -
Dove sei scappata? V - Giù, verso le case. E dove volevi che andassi! J - E così
tu quel giorno non hai visto niente! V - Aspetta, non ho ancora finito. J - Va
bene. Su, racconta! V - Scesa giù, poco prima delle case, mi sono fermata e
sono scoppiata a piangere. Avevo solo voglia di piangere: come mai loro osavano
scherzare così con la Madonna? Non sapevo più né dove andare né cosa fare. J
- Così sei forse andata a casa? V - No, no. Mentre ero lì, sono passati i due
Ivan. J - Quali due Ivan? V - Ivan di Stanko e Ivan del defunto Jozo. Portavano
un po' di mele in un sacchetto di plastica. J - E probabilmente te le hanno
offerte...
nota:
vogliamo
ricordare che in Croazia, come anche in varie nostre regioni. i figli sono
spesso indicati col loro nome. accompagnato da quello dei padre. i due ragazzi
che hanno visto la Madonna il primo giorno. e solo il primo giorno, sono stati.
la piccola Milka Pavlovic', nata nel 1968, e Ivan Ivankovic', nato nel 1960.
V
- Sì, ma non mi interessavano. Invece mi frullava per la testa la frase: «Ecco
lì la Madonna!». J - Alla fine, che cosa ne è venuto fuori? V - Tra le
lacrime, pregai Ivan di Stanko di venire con me, su da quelle tre che dicevano
di vedere la Madonna. Ivan mi ha dato retta e ci incamminammo. Io gli dicevo: «Non
la vedremo, ma andiamo lo stesso». J- E così Ivan ti ha dato retta. V - Sì,
davvero. J - E quando siete arrivati su, che cosa è accaduto? V - Quelle tre ci
hanno indicato dove stava la Madonna. E allora l'abbiamo vista anche noi. Ivan
è scappato subito, scavalcando il recinto; ha buttato via anche le mele e
quello che aveva in mano. J - E tu? V - Io sono rimasta a guardare. J - Che cosa
hai visto esattamente? V - Beh, ho visto la figura di una giovane meravigliosa,
con il bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva. Ci faceva segno
con le mani di avvicinarci a lei. J
- E voi? Qualcuna si è avvicinata? V
- Macché! Chi avrebbe avuto il coraggio di pensare a una cosa del
genere, con la paura che avevamo! J - Perché vi mostrava il bambino? V - Chi lo
sa? Forse perché lo vedessimo meglio... J
- Per quanto tempo sei rimasta là? V
- Non lo so con precisione; forse 5-6 minuti. E poi sono scappata. J
- Dove? V - A casa; e dove altrimenti? Ero molto felice, ma anche
impaurita. Avevo paura e al tempo stesso mi sentivo felice. J - Quando sei
arrivata a casa, che cosa hai fatto? V - Mi sono buttata sul divano e continuavo
a piangere. Avevo solo voglia di piangere. J - Come mai si è trovata lì dalla
Madonna anche la piccola Milka di Filippo? V - Questo non mi sembra importante;
dovrei ricominciare tutto da capo. J - Non devi ripetere tutto il racconto, ma
rispondi soltanto alla mia domanda, se lo sai. V - Va bene. Ecco, è successo
così. Quando Ivanka e Mirjana sono andate a fare la passeggiata, Ivanka ha
visto improvvisamente la Madonna e l'ha detto a Mirjana. Mirjana le ha risposto:
«Ma va'! Vuoi che la Madonna appaia proprio a noi?». J - Allora Mirjana, in
quel momento, non l'aveva neppure vista? V - No, no. Loro due poi si sono
incamminate verso casa a cercarmi, ma all'inizio del paese hanno incontrato la
piccola Milka, che le ha pregate di andare con lei per aiutarla a far uscire le
pecore dal recinto. J - Di chi erano le pecore? V - Di Milka, perché né lvanka
nè Mirjana allora ne avevano. J - E poi? V - Milka ha lasciato le pecore e
stavano ritornando insIeme verso il paese. J - Va bene; allora sono tornate in
paese. E poi? V - Aspetta, non è proprio così. Mentre tornavano in paese, di
nuovo Ivanka ha scorto la Madonna nello stesso posto di prima. L'ha detto pure
alle altre due; esse si sono girate da quella parte e l'hanno vista. La Madonna
veramente! A questo punto sono arrivata pure io, e ti ho già raccontato che
cosa è successo allora. J - Va bene. Dimmi però come si è trovato lì Ivan
del defunto Jozo. V - Ma, egli stava con Ivan di Stanko. Quando noi ci siamo
incamminati su, anche lui ci ha seguito. J - Lui ha visto qualcosa? V - Ha visto
pure lui, ma non chiaramente come noi. J - Qualcuno di voi ha udito allora
qualcosa? Vi ha parlato la Madonna? V - Nessuno ha sentito niente. L'abbiamo
solo veduta, e ci faceva segno con le mani che ci avvicinassimo. E ci mostrava
quel bambino. J - Capisco. La vedevate tutti allo stesso modo? V - Questo non lo
so. Era abbastanza lontana, per cui... J - Tu, come hai detto, sei tornata a
casa prima di Ivanka e Mirjana. V - Un tantino prima. Partita la Madonna, anche
loro sono tornate. J - E cosa è successo a casa? Avete raccontato agli altri
qualcosa al riguardo? V - Ma certo che l'abbiamo raccontato! J – E loro? V -
Avvenne di tutto. Qualcuno forse ci ha creduto, qualcuno si è meravigliato; chi
interpretava il fatto in un modo e chi in un altro. Addirittura che si è
trattato di un disco volante. E così si è detto di tutto. J - In questa
situazione siete andati a dormire? V - E dove sennò? All'indomani presto
bisognava raccogliere il tabacco, portare le bestie al pascolo e fare tante
altre cose. Sai com'è. J - Va bene. Ancora una cosa: come mai è venuto in
mente a Ivanka di chiamare subito «Madonna» quella figura luminosa di giovane?
Come mai non ha pensato a niente altro? V - Io non lo so. A chi doveva pensare?
Una giovane madre meravigliosa con un bambino. La corona intorno al capo. Tutto
proprio come la Madonna! J - Va bene. Allora pure noi, da questo momento, con più
libertà e sempre, chiameremo questa luminosa apparizione «la Madonna».
3 - SECONDO GIORNO (giovedì 25 giugno) Janko - Vicka, è spuntato dunque il giovedì 25 giugno 1981.
Voi avete ripréso ciascuno i vostri lavori. Avevate già dimenticato quello che
era successo la sera prima? Vicka -
Macché! Si è sognato e parlato solo di quello! J - Vi siete messi d'accordo di
lasciare perdere tutto? O altro? V - È strano; non era possibile lasciar perdere. Noi tre... J - Chi voi tre? V
- Ivanka, Mirjana ed io, ci siamo messe d'accordo di tornare circa alla stessa
ora là, dove l'abbiamo vista il giorno prima, pensando: «Se sarà proprio la
Madonna, forse verrà ancora». J - E siete andate? V - È
chiaro; circa
alla stessa ora. Andammo per la strada non asfaltata e guardavamo lassù, verso
il luogo della prima apparizione. J - E avete visto qualcosa? V - Ma come no! Ad
un tratto brillò un lampo improvviso e apparve la Madonna. J - Col bambino? V -
No, no. Questa volta non c'era il bambino. J - E dove con esattezza è apparsa
la Madonna? V - Nello stesso posto del primo giorno. J - Ti ricordi chi l'ha
vista per prima, in questa apparizione? V - Di nuovo Ivanka. J - Ne sei sicura?
V - Certamente. Dopo l'abbiamo vista pure io e Mirjana. J - E questa volta siete
andate su verso di lei? V - Aspetta. Prima di salire, io avevo detto a Maria e
al piccolo Jakov che li avrei chiamati, se avessimo visto qualcosa. J - Hai
fatto così?
Nota:
Questo
secondo giorno viene considerato quello del vero “primo incontro” (il giorno antecedente è
ritenuto come una preparazione), in quanto i ragazzi in questo giorno si sono
avvicinati realmente alla Madonna; inoltre perché per la prima volta c'è stato
il colloquio con lei e perché si è allora definitivamente formato il gruppo
dei veggenti. Esso comprende: lvanka lvankovic, nata nel 1966: Mirjana
Dragicevic. nata nel 1965; Vicka Ivankovic, nata nel 1964; Ivan Dragicevic, nato
nel 1965, figlio di Stanko; Marija Pavlovic, nata nel 1965; Jakov Colo, nato nel
1971 (familiarmente detto talvolta Jakisa). Non si badi all'uguaglianza di
alcuni cognomi; non si tratta di parenti. Là ci sono molti cognomi uguali;
forse è per questo che si preferisce, nell'uso corrente, indicare le persone col nome proprio e col
nome del padre.
V
- Sì. Quando l'abbiamo vista noi tre, io ho detto a Ivanka e Mirjana di
aspettare, fino a che non avessi chiamato quei due. Li ho chiamati e loro sono
corsi subito dietro di me. J - E poi? V
- Quando ci siamo riuniti tutti, la Madonna ci ha chiamato col gesto
della mano. E noi corremmo. Maria e Jakov non l'hanno vista subito, ma sono
corsi pure loro. J - Per quale sentiero? V - Macché sentiero! Li non ce n'è
affatto. Noi correvamo su dritti; dritti attraverso quei cespugli spinosi. J -
Ma vi è stato possibile? V - Corremmo come se qualcosa ci portasse. Non c'erano
per noi né cespugli; niente. Come se tutto fosse stato di gomma di sassi
spugna, di qualcosa che non si può descrivere. Nessuno avrebbe potuto seguirci.
J - Mentre correvate, vedevate la Madonna? V - Come no! Diversamente, come
avremmo saputo dove correre? Soltanto Maria e Jakov non l'hanno vista finché
non sono arrivati su. J - Allora l'hanno vista pure loro? V - Si. Prima un po'
confusamente, ma poi sempre più chiaramente. J - Va bene. Ti ricordi chi è
arrivato per primo lassù? V - Per prime siamo arrivate Ivanka ed io. In
pratica, quasi tutti insieme. J - Vicka, tu dici che siete corsi su così
facilmente, però una volta mi hai detto che Mirjana e Ivanka erano allora quasi
svenute. V - Sì, per un momento. Ma in un attimo tutto è passato. J - Che cosa
avete fatto quando siete arrivati lassù? V - Non te lo saprei spiegare. Eravamo
confusi. Avevamo pure paura. Non era facile stare davanti alla Madonna! Con
tutto ciò, siamo caduti in ginocchio e abbiamo iniziato a dire qualche
preghiera. J - Ti ricordi che preghiere avete detto? V - Non mi ricordo. Ma
sicuramente il Padre nostro, l'Ave Maria, e
il Gloria. Altre
preghiere non ne sapevamo neppure. J - Una volta mi hai raccontato che il
piccolo Jakov è caduto in mezzo a un cespuglio spinoso. V - Sì, sì. Con tutta
quella emozione è caduto. Ho pensato: ah, mio piccolo Jakov, tu non uscirai
vivo di qui! J - Invece ne è uscito vivo, come sappiamo. V - Certo che ne è
uscito! Anzi, abbastanza presto. E quando si è sentito libero dalle spine,
ripeteva continuamente: «Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho
visto la Madonna». Pensa che non aveva nessun graffio, sebbene fosse caduto in
mezzo a quel cespuglio. J - Come mai? V
- Non lo so proprio. Io allora non sapevo come spiegarmelo; adesso però
capisco che l'ha protetto la Madonna. E chi altrimenti? J - Come vi è apparsa
la Madonna quella volta? V- Vuoi sapere com'era vestita? J - No, non questo.
Penso al suo umore, al suo atteggiamento verso di voi. V - Era meravigliosa!
Sorridente e gioiosa. Ma questo non si può descrivere. J - Vi ha detto
qualcosa? Mi riferisco a questo secondo giorno. V - Sì. Ha pregato con noi. J
- Le avete domandato qualcosa? V - Io no. Ivanka invece sì; ha chiesto
di sua madre. Questa poco prima era morta improvvisamente all'ospedale. J - Mi
interessa molto. Che cosa le ha chiesto? V - Ha chiesto come sta sua mamma. J -
E la Madonna le ha risposto qualcosa? V
- Certo, certo. Le ha detto che sua mamma sta bene, che è con lei e che
essa non se ne deve preoccupare. J - Che intendi dire «con lei»? V - Ma con la
Madonna! Se no, con chi? J - Voi avete sentito quando Ivanka ha domandato
questo? V - Come no? Abbiamo sentito tutti. J - E avete sentito che cosa ha
risposto la Madonna? V - Abbiamo sentito tutti anche questo, eccetto Maria e
Jakov. J - E come mai non hanno sentito? V - Chi lo sa? È
stato così e
basta. J - A Maria è dispiaciuto questo fatto? V - Sì, di sicuro; ma che ci
poteva fare? J - Va bene, Vicka. Però da tutto questo discorso non capisco che
cosa è successo quel giorno a Ivan di Stanko. V - Ivan stava con noi e ha visto
tutto come noi. J - E come mai egli si trovava lì? V - Ma, come noi! Lui è un
ragazzo timido, ma ha guardato cosa facevamo noi, e l'ha fatto anche lui. Quando
noi siamo corsi sul Podbrdo, è corso su pure lui. J - Bene, Vicka. Tutto questo
era incantevole! V - Non solo incantevole. È una cosa che non si può descrivere. È come se non fossimo più sulla terra. Ci era indifferente tutto il
resto: il caldo, i cespugli spinosi e tutta quella confusione di gente. Quando
lei è con noi, tutto il resto si dimentica. J - Va bene. Qualcuno di voi ha
chiesto qualcosa? V - L'ho già detto, che Ivanka ha domandato notizie di sua
madre. J - Ma qualche altro ha domandato ancora qualcos'altro? V - Mirjana ha
chiesto che ci lasci un segno, perché la gente non chiacchieri su di noi. J - E
la Madonna? V - A Mirjana si è rigirato l'orologio. J - Va bene. Io di questo
non parlerei, perché non è chiaro che cosa è successo al riguardo. Piuttosto
avete chiesto qualcos'altro? V - Sì. Le abbiamo chiesto se verrà ancora. J - E
lei? V - Con la testa ha fatto cenno di sì. J - Vicka, tu hai detto, e da
qualche parte è stato anche scritto, che hai visto la Madonna in mezzo ad un
cespuglio. V - È
vero; avevo
detto così. Tu sai che io sono precipitosa. Io l'ho vista attraverso un
cespuglio e mi sembrava che lei fosse in mezzo. Lei invece si trovava fra tre
cespugli, in una piccola radura. Ma che bisogno c'è che qualcuno si impunti
proprio su quello che ho detto... L'importante è se l'ho vista o no. J - Bene,
Vicka. Io ho sentito che in tale occasione l'avete pure aspersa con l'acqua
santa. V - No, no. Questo è successo il terzo giorno. J - Ho capito. Quanto
tempo siete rimasti con la Madonna? V - Finché non ci ha detto: «Addio, angeli
miei!», ed è andata via. J - D'accordo. Adesso dimmi finalmente: chi ha visto
la Madonna quel giorno? V - Noi sei. J - Quali sei? V - Ma noi sei! Io,
Mirjana, Ivanka; poi Ivan, Maria e Jakov. J - Quale Ivan? V - Ivan figlio di
Stanko. Di ciò abbiamo già parlato un po'. J - È esatto, Vicka. Ma c'era qualcun altro con voi? V -
Eravamo almeno una quindicina di persone. Anzi, di più. C'era Mario, Ivan,
Marinko... Chi si può ricordare di tutti? J- C'era qualcuno più anziano? V -
C'erano Ivan Ivankovic, Mate Sego ed altri ancora. J - E loro, che cosa hanno
raccontato dopo? V - Hanno detto che là sta succedendo davvero qualcosa. Specialmente
quando hanno visto come noi correvamo lassù. Alcuni hanno visto anche il
bagliore della luce quando è venuta la Madonna. J - C'erano allora la piccola
Milka e Ivan del defunto Jozo? [presenti il primo giorno]. V - No, non c'erano.
J - Come mai non c'erano? V - Che ne so io! A Milka la mamma non ha dato il
permesso. È venuta
Maria (sua sorella); Milka serviva per qualcosa alla madre. Invece questo Ivan,
essendo un po' più grande di noi [è nato nel 1960], non ha voluto avere nulla
a che fare con noi monelli. E così non sono venuti. J - Va bene. Quand'è che
siete tornati a casa? V - Chi prima chi dopo. J - Il vostro Marinko mi ha
raccontato che Ivanka al ritorno pianse amaramente. V - Sì, è vero. Quasi
tutte piangevamo, in modo particolare lei. Come non piangere? J - Perché lei in
modo particolare? V - Ma, ti ho già detto che la Madonna le ha parlato di sua
madre. E sai com'è: la mamma è mamma. J - Va bene. Voi dite che la Madonna le
ha assicurato che sua madre sta con Lei e che si trova bene. V - È vero. Ma chi non ama la propria madre?
4 TERZO
GIORNO (venerdì
26 giugno) Janko - E così è spuntata la terza mattina, cioè il giorno della terza
apparizione. L'emozione, come mi hai raccontato una volta, cresceva sempre di più,
perché in quell'occasione, come affermate voi, vi siete veramente intrattenuti
con la Madonna. Eravate quindi anche più sereni? Vicka
- Sì,
certo. Però ci fu ugualmente sofferenza, perché nessuno ancora sapeva che cosa
stava accadendo e che cosa ne sarebbe venuto fuori. J - Forse eravate perplessi
se andare o no lassù? V - Macché! Questo no. Noi non vedevamo l'ora che
arrivassero le sei del pomeriggio. Durante il giorno sbrigavamo tutto in fretta,
per poter andare lassù. J - E così vi siete incamminati anche quel giorno? V -
Certo. Avevamo un po' di paura, ma la Madonna ci attirava. Appena partiti,
stavamo attenti dove scorgerla. J - Chi è andato il terzo giorno? V - Noi sei e
tanta gente. J - Chi voi sei? V - Noi sei veggenti e la gente. J - E voi siete
arrivati su e la Madonna non c'era? V
- Ma niente affatto. Perché corri? Prima di tutto ci siamo incamminati sul
sentiero a monte delle case, guardando se la Madonna appariva. J - E avete visto
niente? V - Ma come niente! Molto presto si è visto un lampo di luce per ben
tre volte... J -. E perché questa luce? Si tratta di uno dei giorni più lunghi
dell'anno; il sole è alto alto. V - Il sole è alto, ma la Madonna con la sua
luce ha voluto farci vedere il punto in cui lei si trovava. J - E chi ha visto
quella luce? V - In tanti l'abbiamo vista. Non saprei dire in quanti. È
importante che
l'abbiamo vista noi veggenti. J - Avete visto solo la luce o anche
qualcos'altro? V - La luce e la Madonna. E a che cosa ci sarebbe servita
soltanto la luce? J - Dove si trovava la Madonna? nello stesso posto dei primi
due giorni? V
- Macché! Si trovava in un posto completamente
diverso. J - Più in alto o più in basso? V - Molto, molto più in alto. J
- E perché? V - Perché? Vallo tu a chiedere alla Madonna! J - Marinko
mi ha raccontato, dato che anche lui quel giorno si trovava insieme a voi, che
tutto è accaduto sotto una roccia, dove si trova una vecchia croce di legno.
Forse su una vecchia tomba. V - Io di questo non so niente. Io lì non sono mai
stata né prima né dopo. J - Bene. E cosa avete fatto quando l'avete vista,
come tu dici? V - Siamo corsi su come se avessimo avuto le ali. Là ci sono
soltanto spine e pietre; la salita è difficile, ripida. Ma si correva, si
volava come uccelli. Tutti correvamo, noi e la gente. J - C'era quindi con voi
della gente? V - Sì, te l'ho già detto. J - Quanta gente c'era? V -
Chi l'ha contata? Si diceva che c'erano più di mille persone. Forse di più;
sicuramente molte di più. J - E al segno della luce tutti siete corsi lassù? V
- Noi per primi, e la gente dietro a noi. J - Ti ricordi chi è arrivato per
primo dalla Madonna? V - Penso Ivan. J - Quale Ivan? V - L'Ivan della Madonna.
[Si tratta del figlio di Stankoj. J - Sono contento che sia stato lui, che è un
uomo, ad arrivare per primo. V - E va bene; rallegrati pure! J - Vicka, l'ho
detto solo per scherzo. Dimmi piuttosto che cosa avete fatto quando siete
arrivati su. V - Eravamo un po' turbati, perché di nuovo lvanka e Mirjana si
sono sentite un po' male. Ci siamo allora dedicate a loro, e tutto è passato
presto. J - E cosa faceva frattanto la Madonna? V - Era scomparsa. Noi ci siamo
messi a pregare, e lei è ritornata. J - Come si presentava? V - Come il giorno
prima; solo, ancor più contenta. Meravigliosa, sorridente... J - Allora, come
hai detto, l'avete aspersa? V - Sì, sì. J - Bene. Questo per me è molto
interessante. Perché l'avete aspersa? V - Tu non lo sai proprio come è
successo. Nessuno sapeva con sicurezza di chi si trattava. Chi diceva questo e
chi diceva quello. Io non avevo mai sentito dire fino allora che anche Satana può
apparire. J - Allora qualcuno si è ricordato che Satana ha paura dell'acqua
benedetta... V - Sì, è vero. Tante volte ho sentito ripetere da mia nonna: «Ha
paura come il diavolo dell'acqua santa»! Infatti le donne più anziane ci hanno
detto di aspergerla con acqua benedetta. J - E quest'acqua santa, dove l'avete
presa? V - Ma va! Perché ora vuoi fare l'indiano? Come se non lo sapessi che in
ogni casa cristiana c'è del sale benedetto e dell'acqua. J - Sta bene, Vicka.
Piuttosto mi potresti dire chi ha preparato l'acqua benedetta? V - Me ne ricordo
come se lo vedessi in questo momento: l'ha preparata mia madre. J - E come? V -
E che, non lo sai? Ha messo del sale nell'acqua, ha mescolato e basta. Frattanto
tutti recitavamo il Credo. J - Chi ha portato su l'acqua? V - Lo so: il nostro
Marinko, e chi altro? J - E chi l'ha aspersa? V- L'ho aspersa proprio io. J -
Hai buttato l'acqua verso di lei e basta? V - L'aspergevo e dicevo ad alta voce:
«Se sei la Madonna, rimani; se non lo sei, vattene via da noi». J - E lei? V -
Ha sorriso. Mi è sembrato che le fosse piaciuto. J - E non ha detto niente? V -
No, niente. J - Che pensi: qualche goccia almeno è caduta su di lei? V - Come
no? Io mi sono avvicinata e non l'ho risparmiata! J - Questo è davvero
interessante. Da tutto ciò potrei dedurre che da voi usano ancora l'acqua
benedetta per aspergere la casa e i suoi dintorni, come si usava anche durante
la mia infanzia. V - Sì, certo. Come se noi non fossimo più cristiani! J -
Vicka, questo è bello e ne sono veramente contento. Vuoi che andiamo avanti? V
- Possiamo e dobbiamo farlo. Altrimenti non arriveremo mai alla fine. J - Che
cosa avete fatto dopo l'aspersione? V - Abbiamo pregato, cantato... Qualcosa
abbiamo pure chiesto alla Madonna. J - Interessante! Che cosa le avete chiesto?
V - Ricordo che Ivanka ha chiesto di nuovo qualcosa riguardo a sua madre. J -
Che cosa ha domandato? V - Voleva sapere sé sua madre le aveva mandato un
qualche messaggio. J - E la Madonna? V - La Madonna ha risposto che la sua mamma
raccomanda a tutti loro di ubbidire alla nonna, essendo essa molto anziana. J -
Avete sentito anche voi quando Ivanka ha domandato questo? V
- Si, tutti. J - Anche la risposta della Madonni? V - Solo noi veggenti.
J - Questa cosa non mi è tanto chiara, ma andiamo avanti. Qualche altro ha
chiesto qualcosa? V - Mirjana le ha domandato chi è e come si chiama. J - E la
Madonna le ha risposto? V - Come no! Ha detto chiaramente e ad alta voce: «Io
sono la Beata Vergine Maria». J - Ha detto proprio la parola «Beata»? V - Si;
perché me lo chiedi? J - Non importa. Dopo questo vi siete sentiti un po'
meglio? V - Sì, però non eravamo del tutto tranquilli. Avevamo cento dubbi per
la testa. J - Quali, per esempio? V - Come mai viene proprio qui da noi la
Madonna? che cosa desidera da noi? che cosa ne uscirà da tutto questo?... E
tanti altri interrogativi. J - E alla fine? V - Beh, ti ho già detto
abbastanza. Quando la Madonna ci ha detto «addio», cioè quando ci ha salutato
e se ne è andata, pure noi piano piano siamo tornati a casa. J - E a casa cosa
è successo? V - A casa si è radunata di nuovo tanta gente. Tutti volevano
sapere tutto: cosa era successo, come era avvenuto... E così fino a tarda
notte. Però non ti ho detto una cosa che riguarda Maria e che sicuramente ti
interessa. J - Certo che mi interessa. Dimmi. V - Lei è molto veloce. È andata un po' avanti prima di noi, da sola. Ad un tratto, come se fosse
stata spinta, neppure lei sa dire come, si è trovata a lato del sentiero. J - A
destra o a sinistra? V - A sinistra. Lì le è apparsa, a lei sola, la Madonna
con una grande croce. Essa dice che la Madonna era molto addolorata e le parlava
tra le lacrime. Maria si è impaurita molto; non si reggeva più in piedi... J -
E poi? V - Siamo arrivati noi.
L'abbiamo vista e l'abbiamo aiutata, finché non si è un po' ripresa. E così
pian piano siamo arrivati a casa. J - Bene, Vicka. Maria l'ha raccontato anche a
me nei dettagli per ben due volte; questo fatto è molto importante e
interessante. Su questo tornerò in seguito; ora invece possiamo finire.
V - Va bene; neanch'io in questo momento mi fermerei più a lungo.
5 - QUARTO GIORNO
(sabato 27 giugno) Janko
- Vicka,
ecco, siamo arrivati al quarto giorno. Forse esso è stato un po' più facile. Vicka
- Macché più
facile! Tutto al contrario. J - Come mai? V- Quel giorno ci hanno chiamati e ci
hanno portati alla stazione di polizia, a Citluk (distante 5 chilometri). J -
Perché? V - Lo sai il perché. Non certo per pregare con noi. Ma io adesso non
parlerei di questo. J - Va bene, sono d'accordo. Ma poi vi hanno riportato tranquillamente
a casa? V - Sì, ma soltanto quando siamo fuggiti da soli. J - Che cosa stai
dicendo ora? V
- Dall'ufficio di polizia ci hanno portato dai medici, per una certa
visita. Come se noi fossimo dei malati o dei drogati o che so io. Chissà che
cosa hanno inventato. J- Ma davvero vi hanno sottoposto ad una visita medica? V
- Eh, padre mio, sì e no. Loro sapevano che siamo più sani di loro, ma hanno
ugualmente voluto farci una specie di visita. J - Chi vi ha visitato? V - Un
certo medico. Non l'avevo mai visto prima, e se Dio vuole non lo vedrò mai più
[Ante Vujevic]. J - Mi meraviglio che voi ragazze non vi abbia visitato una
dottoressa, se c'era lì. V - Una in realtà era stata invitata a farlo; ma
essa, saggiamente, non ha voluto accettare. J - Bene! Ma dimmi, per esempio,
in che modo si è svolta la tua visita. V - Prima di tutti, ed è stata la cosa
peggiore, hanno introdotto Ivan. Erano già passate le quattro del pomeriggio.
Lui, poveretto, ragazzo buono e timido com'è, si è lasciato maltrattare per più
d'un'ora. J - Che cosa gli avrà chiesto il medico? V - Non saprei. Il medico
parlava, parlava; Ivan invece taceva. Allora sono entrata io. J - Probabilmente
ti hanno chiamato. V - Macché! Sono semplicemente entrata e ho detto: «Avete
finito una buona volta?». Loro avevano chiamato Mirjana; invece sono entrata
io. J - E il medico? V - M'ha detto che non toccava a me, ma ha aggiunto che mi
sedessi. Io gli ho risposto: «Grazie a Dio, io sono sana e giovane. Posso stare
in piedi». J - E così è iniziata la visita? V - Macché visita! Gli ho detto:
«Quando avrò bisogno di una visita verrò da sola. Piuttosto, la volete
finire?». J - E lui? V - Lui si è un po' confuso e poi mi ha detto: «Su,
stendi le braccia». Io ho steso le braccia e gli ho detto: «Ecco: due mani e
su di esse dieci dita. Se non ci credi, contale». Subito dopo sono uscita. J -
E poi? V - Erano quasi le sei. E pensare dove eravamo noi e dove invece ci
aspettava la Madonna! Abbiamo preso un taxi e via a casa. Io ho detto: «Salite
e andiamo». E così abbiamo fatto. Solo Ivan si è fermato con un suo cugino. J
- Allora, siete andati a Podbrdo? V - Certo. A casa abbiamo bevuto un po'
d'acqua e subito via. J - Non avete esitato, dopo tutto quello che vi era
successo? V - Non avremmo esitato neppure se ci avessero aspettato con i fucili
puntati! Eppure qualcosa ci turbava. J - Che cosa? Forse la stanchezza? O
qualcos'altro? V - Niente affatto. Piuttosto non sapevamo dove andare
esattamente e cosa fare. J - Perché? V - Perché non sapevamo dove sarebbe
venuta la Madonna. Sai com'è successo il terzo giorno. Perciò Maria e Jakov
sono rimasti giù, vicino alla strada, per stare attenti dove lei sarebbe
apparsa. E noi siamo andate più in su (il terzo giorno era apparsa altrove). J
- E’ stata una scelta
intelligente. V - C'eravamo messi d'accordo: chi la vede per prima, farà un
qualche segnale agli altri. J - Per quanto ne so io, Maria, che era con Jakov,
ha visto per prima la luce ed è corsa su, veloce come il vento. Quelli che
erano con lei, dato che c'erano anche due frati, corsero dietro a lei. Ma loro
si trovavano ancora a metà strada quando Maria era già sul luogo
dell'apparizione. E voi come avete saputo dove si trovava la Madonna? V - Anche
noi abbiamo visto la luce e siamo corse. Solo che noi eravamo più vicine. J -
Dove, con esattezza, la Madonna è apparsa in quel giorno? V - Non nello stesso
posto del primo e del secondo giorno, ma un pò a sinistra e più in alto. J
- Eravate contenti, dopo tante sofferenze, d'esservi incontrati con la
Madonna? V - Certo che lo eravamo! Ma
c'era tanta gente. Tutti volevano essere più vicini alla Madonna e a noi. Ci
mancava poco che ci schiacciassero. I nostri uomini ci proteggevano, ma sai com'è
quando si muove una folla: non è facile fermarla. J- Cosa faceva la Madonna? V
- Per lei era facile. Guardava la gente, sorrideva. Si volgeva anche in alto,
verso Krizevac, e in basso verso la pianura. J - Quale pianura? V - Beh, le
nostre proprietà, che noi chiamiamo pianura. J - Qualcuno ha riferito che in
quell'occasione la folla calpestava pure la Madonna... V - No, non è vero.
Chi può calpestare la Madonna? Piuttosto hanno calpestato il suo abito o più
precisamente il suo velo. J - E che fece lei? Si è inquietata? V - Macché,
padre! la Madonna non si sa inquietare; lei non è come noi. Beata lei! La gente
si accalcava tutta vicino a noi, sapendo che la Madonna era lì dove eravamo
noi. Si affollava e così calpestava anche il suo velo. J - E lei che ha fatto?
V - Pareva che scomparisse per qualche momento e poi riappariva. J - Va bene.
Ma a cosa serve un velo così lungo? V - Non saprei. Non spetta a me chiederle
una cosa del genere. J - Neppure a me, ma mi è venuto spontaneo chiederlo. V -
Ah, ah, ah [ride di gusto]. Non è proprio così, tu volevi sapere qualcosa. J -
No, non volevo niente. Volevo solo scherzare su come anche alla Madonna
piacciono i vestiti lunghi; si vede che anche lei è una donna... V - Certo che
è una donna. Ma tu volevi dire qualcosa. J - Veramente no; solo che lei è una
donna con la D maiuscola! V - Va bene, per questa volta ti sei salvato. J - Sì,
Vicka. Possiamo continuare? V
- Si che lo possiamo. Vediamo cosa vuoi. J - Mi hai raccontato, e io l'ho
letto pure da qualche parte, che in quel giorno la Madonna vi è apparsa più
volte. V - Tre volte. J - Come mai? V - Non lo so; chiedilo a lei. La gente ci
ha disturbato molto. J - Quel giorno la Madonna vi ha detto qualcosa? V - Sì,
qualcosa sì. Quello che le abbiamo domandato. J - Che cosa le avete chiesto? V
- Tante cose. J - Dimmene qualcuna. V - Prima di tutto il piccolo Jakov le ha
domandato qualcosa sui frati. Le ha chiesto: «Madonna mia, che cosa desideri
dai nostri frati?». J - Sicuramente uno dei frati glielo ha suggerito. V - Sì,
di sicuro. J - E la Madonna gli ha risposto? V - Certo che sì. Ha detto: «I
frati debbono credere fermamente e custodire la fede». J - Qualcun altro ha
chiesto qualche altra cosa? V - Sì. Jakov e Mirjana hanno domandato alla
Madonna di lasciarci un segno, perché si cessi di sparlare di noi: che siamo
bugiardi, drogati, ecc. J - E cos'ha risposto la Madonna? V - Ha detto: «Angeli
miei, c'è sempre stata l'ingiustizia. Voi non dovete aver paura». Ha risposto
così. J - Voi altri sentivate quello che Mirjana e Jakov domandavano? V - Come
no! Sentivamo sia loro sia la Madonna. J - E la gente lì intorno? V - Loro non
sentivano la Madonna. Dopo glielo abbiamo riferito noi. J - Quanto tempo è
durata questa apparizione? V - Chi ha pensato a questo? E stata abbastanza
lunga. J - Forse fino a che la Madonna non si è stancata. V - Noi proprio non
ci siamo stancati. Quando tu guardi la Madonna, non senti nessuna fatica. J -
Però lei è andata via. V - Sì, ma partendo non ci ha salutato. J - Va bene,
ma non mi sembra una cosa tanto importante. V - Forse no, ma per noi si (vuoI
dire che ritorna). J - Siete poi andati a casa? V - Di certo; altrimenti dove
andavamo? J - Le avete almeno domandato se ritornerà? V - Sì; e lei con la
testa ha fatto segno che sarebbe ritornata. J - Ma non vi ha detto niente? V -
No, solo così. J - Va bene, Vicka.
Da quello che mi ricordo, Ivan quel giorno non era presente durante
l'apparizione. V - No. J - Perché? V - Te l'ho detto. Lui è rimasto a Citluk
con un cugino, mentre noi invece siamo ritornati a casa. Quando anche lui è
rientrato a casa, ha raccontato ai genitori tutto quello che gli è successo.
Loro gli hanno raccomandato di non andare a Podbrdo, perché era stanco ed era
già tardi. J - Dunque, per quel giorno lui non si è incontrato con la Madonna?
V - Come no! Lui
è uscito di casa, sulla collina; si è inginocchiato e si è messo a pregare.
E lì gli è apparsa la Madonna. J - Gli ha detto qualcosa? Lo ha rimproverato
perché non è andato su con voi? V - Macché! Nessuno di voi può immaginare
quanto è buona la Madonna e come ci comprende. Gli ha detto di essere sereno e
coraggioso. Lo ha salutato ed è partita. Che volevi che facesse quel ragazzo?
Non ha nessuna colpa. J - Va bene. E voi a quell'ora tornavate a casa? V -
All'incirca. Ma per la strada ci è apparsa di nuovo la Madonna e ci ha
salutato. J - Cosa vi ha detto? V - Ci ha detto: «Addio, angeli miei. Andate
nella pace di Dio». Poi è sparita e noi siamo tornati lentamente a casa.
Faceva un caldo terribile. La gente gridava, correva giù per la collina; perché
lì non c'è nessuna strada. J - Così finalmente siete arrivati a casa. J - E
il vostro umore com'era? V - Buono, ottimo!
6 - QUINTO GIORNO (domenica 28 giugno) Janko
- Ecco,
stiamo entrando nel quinto giorno delle apparizioni della Madonna. Penso che
adesso procederemo meglio e più velocemente. Vicka - Lo spero anch'io. J - Allora dimmi brevemente come è trascorso quel giorno. V - Va bene;
cercherò di essere breve, altrimenti non si arriverà mai alla fine. J -
D'accordo. Allora comincia! V - Ecco, ricordo che quel giorno era domenica.
Abbiamo dormito un po' di più. Ci siamo vestiti a festa e siamo andati a messa.
J - Dalla chiesa probabilmente siete tornati a casa. V - Eh, magari, padre mio!
J - E dove siete andati? V - Dalla chiesa fra Jozo [era il parroco allora] ci ha
condotti nella canonica e ci ha minuziosamente interrogati ad uno ad uno. Ne
avevamo fin sopra i capelli. J - Che cosa vi ha domandato? V
- Tante cose, proprio tante! Tutto quello che gli è passato per la
mente. J - Suppongo riguardo ai vostri incontri con la Madonna. V - Certo. Solo
che non finiva mai di interrogarci. J
- Ha interrogato anche te? V - E come no! Solo che io sono entrata per ultima e
ormai pure lui era stanco. J - Che cosa ti ha chiesto? Ti ricordi di qualcosa? V
- Me ne ricordo, ma lasciamo perdere. Di questo abbiamo già parlato quando
narravamo i fatti del quarto giorno. Ci ha chiesto proprio tante cose. J - Bene,
Vicka. Facciamo come vuoi tu. V - Non è come voglio io, ma solo per non
ripetere le stesse cose. J - Dunque, finalmente siete arrivati a casa ed avete
aspettato il vostro pomeriggio. V - Faceva tanto caldo e c'era molta folla;
tuttavia noi non vedevamo l'ora che arrivasse il momento. J - Naturalmente la
folla aumentava sempre di più. V - Certo. Già a mezzogiorno c'erano tante
persone a Podbrdo e tra le nostre case. J - Perché così presto? V
- Ma, non so proprio. Chi pregava, chi indagava per avere notizie.
Qualcuno cercava il posto più adatto per osservare. Tanti non sapevano neppure
quando saremmo andati noi. La gente è fatta così; chi può capirla? J -
Secondo te, quanta gente c'era complessivamente? V - Come faccio a saperlo,
padre mio! Noi non potevamo nemmeno vederla, sparsa com'era tutta quanta per il
monte. Si diceva che si trattasse di almeno 15 mila persone. Quando noi salimmo
lassù, abbiamo fatto fatica a passare. J - Chi noi? V - Noi veggenti. E se i
nostri uomini non ci avessero fatto strada, non saremmo neppure arrivati. J - E
voi siete partiti alla solita ora? V - Sì, verso le cinque e mezzo. J - Chi di
voi è andato? V - Noi sei. J
- Quali sei? V - Noi sei che vedevamo la Madonna. J - Va bene. Ma mi
viene in mente qualcos'altro. V
- Che cosa sarà, Dio mio? J - Niente di speciale. Mi viene in mente di
chiederti se la piccola Milka e Ivan del defunto Jozo erano ritornati qualche
volta con voi alle apparizioni. V - Sì, sì; come no? Sono venuti più volte,
ma loro non hanno più visto la Madonna. J - E perché mai? V
- Non saprei. So soltanto che chi non c'era il secondo giorno, non l'ha
più vista. J - Si tratta del 25
giugno? V - Si.
Chi non c'era quel giorno e non ha visto allora la Madonna, non l'ha vista più
in seguito. J - Quindi proprio quel giorno la Madonna ha scelto voi sei come
suoi veggenti? V - Mi sembra di si. J - Va bene. Voi siete arrivati a Podbrdo; e
poi cosa è successo? V - Gli uomini ci hanno fatto un po' di
spazio e abbiamo incominciato a pregare insieme alla gente. J - E la Madonna non
è venuta? V - Ma come non è venuta! È venuta
presto. J - E poi? V - Abbiamo continuato a pregare e a cantare. Le abbiamo
domandato alcune cose. J - Cosa le avete
domandato? V - Chi si può ricordare adesso di tutto? Ricordo però che le
abbiamo domandato che cosa desiderava da tutta quella gente. J - E lei? V - Ha
detto: «Che la gente preghi e creda fermamente». J - Ha detto qualche altra
cosa? V - Le abbiamo chiesto di nuovo che cosa desiderava dai nostri sacerdoti.
J - E lei? V - Ci ha detto che i sacerdoti devono credere fermamente e aiutare
noi fedeli. J - È
finita così? V -
Non proprio. Abbiamo chiesto tante cose, ma chi può ricordarle tutte? La
Madonna più volte è venuta e se ne è andata. J - Dimmi almeno qualcos'altro.
V - Abbiamo chiesto anche questo: perché non appariva in chiesa in modo che
tutti la potessero vedere. J - E la Madonna? V - Ha risposto: «Beati coloro che
senza aver visto credono». J - Ricordi ancora qualcosa? V - Le abbiamo chiesto
anche questo: se verrà ancora. J - E lei? V - Ci ha risposto di si; ancora
nello stesso posto... Ah, sì: le abbiamo chiesto se le piaceva di più che
pregassimo o che cantassimo. Lei ha risposto: tutt'e due le cose. J - Vedi che
ti ricordi tante cose. Coraggio, di' ancora qualcosa. V - Io, davanti a tutto il
popolo, ancora una volta le ho domandato: «Madonna mia, che cosa desideri da
questa gente qui riunita?». J - E la Madonna? V - Niente; è sparita. Non ci ha
nemmeno salutato. Questo era per noi il segno che sarebbe ritornata. J - E
allora? V
- Di nuovo ci siamo messi a pregare e lei è tornata. J - Forse non avete
osato chiederle altro? V - Ma come no! Io ho chiesto ancora per tre volte: «Madonna
mia, che cosa desideri da questa gente?». J - E la Madonna è fuggita un'altra
volta, come quando glielo hai chiesto la prima volta? V
- No, non hai indovinato! Questa volta lei ha detto ancora più
chiaramente che la gente che non la vede deve credere ugualmente, come noi sei
che la vediamo... Ah, un'altra cosa. Io ho domandato ancora che ci lasci un
segno, per poter convincere la gente che non siamo bugiardi, che non diciamo
frottole e che non scherziamo con la Madonna. J - E lei? V - Di nuovo non ci ha
risposto ed è partita. J - E allora anche voi sarete andati a casa. V - E dove,
altrimenti? J - A casa, posso immaginare: confusione, corse, urla. È
sempre così.
Se ora non sei troppo stanca, saresti disposta ad ascoltare una parte della
registrazione, presa dal vivo, durante quell'apparizione? Così ti
ricorderesti meglio come è andata. V - Come no? Ma dove l'hai presa? J - Questo
adesso non è importante; piuttosto sentiamo. La registrazione non è proprio
ben riuscita; sai come doveva essere difficile registrare in mezzo a quei
cespugli. Ma fa lo stesso. Ecco, ascolta [Riportiamo la parte più importante
presa dalla registrazione)… Il vento soffia, i cespugli si muovono. Ecco, i
sei ragazzi si alzano. Pregano:
Ave Maria... Madonna mia, che cosa desideri da noi? [La voce che
si sente in tutte le domande è sempre quella di Vicka] Madonna mia, cosa
desideri dai nostri sacerdoti? [questa domanda è ripetuta tre volte]. Ha
risposto: devono credere fermamente - Madonna mia, perché non appari in chiesa,
così tutti ti potrebbero vedere? - Beati coloro che senza aver visto credono - Madonna
mia, verrai ancora? Sì, allo stesso posto - Madonna mia, preferisci che
cantiamo o che preghiamo? Dice: Tutt'e due le cose - Madonna mia, cosa desideri
da questa gente qui raccolta? - Se ne è andata!... Pregheremo ancora... Non ci
ha detto niente - Vicka si fa il segno di croce e prega, tutti pregano: Padre,
Ave, Gloria, per due volte. La Madonna ritorna ancora e i veggenti, ad una
voce: Eccola! - Si canta: O Maria, o Maria; e ancora altri canti - Ci
dice che siamo suoi angeli. Cari angeli, ci dice così - Madonna mia, che cosa
desideri da questa gente qui? [Per tre volte] - Ha risposto: che questa gente
che non la vede creda come noi, noi sei che la vediamo - Madonna mia, ci lasci
qualche segno qui in terra, per convincere questa gente che noi non siamo
bugiardi, che non diciamo bugie e che non scherziamo con te? - La Madonna
scompare. Verrà ancora? Sì - Non si passa... La strada è piena di macchine
fino al negozio di Beljina... Tutto pieno». [La voce di chi ha registrato è di
Gregorio Kozina]. V - Vedi, padre mio, come è accaduto! Nessuno sa come ci
sentivamo noi! Ma noi eravamo come in paradiso. J - Anch'io mi sentirei così,
se avessi potuto parlare con la Madonna. Invece chissà quando ci andrò. Ma,
grazie a Dio, spero di andarci. V - Certo che bisogna ringraziare Iddio.
L'importante è sperare. Tutto passerà presto. J - Vicka, prega qualche volta
che ciò avvenga quanto prima. V - Sì, sì. Ma non bisogna avere fretta. È
interessante
anche qui, sulla terra...
7 - SESTO GIORNO
(lunedì 29 giugno) Janko - Vicka, sono contento di vederti così paziente. Non
me l'aspettavo. Vicka -
E che cosa pensavi, tu, che io non sapessi parlare seriamente? J - Non proprio
così, ma... Lasciamo da parte questo, e seguitiamo il nostro dialogo. V -
D'accordo. Però tu non devi cercare di indagare troppo, come se io mi
confessassi. J - Proprio così, invece! Qui devi essere sincera come quando ti
confessi. V - Va bene. Attacca, incomincia pure. J - Cerca ora di ricordarti che
quel giorno era la festa di S. Pietro. V - Lo so. Non lo dimenticherò mai. J -
Perché mi dici questo? V - Potrei dilungarmi, ma non me lo devi permettere. J -
Su, Vicka, incomincia, per non perdere tempo. V - È
andata così. Poiché era festa, si è dormito un po' più a lungo. Ci
siamo alzati, abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo preparati per andare in
chiesa. J - Va bene. Vi siete incamminati per andare in chiesa. E poi? V - Ma
invece, niente chiesa! Improvvisamente davanti alle nostre case apparvero due
macchine: l'autoambulanza di Ciitluk e un'altra macchina. J - Che cosa è
successo? V - Rammarico e tristezza, padre mio. Aprono la macchina e ci dicono:
«Accomodatevi». J - A chi lo dicono? V - Beh, a noi veggenti. J - E voi? V -
Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L'ho sentito dire tante
volte da mia nonna. Obbedisci e basta. J - Tutti e sei nell'autoambulanza? V - Sì.
Nell'altra macchina hanno caricato i nostri familiari, che ci hanno
accompagnati. E siamo partiti. J - Chi vi ha accompagnato? V - I nostri genitori
o qualche altro dei familiari. Ci ha accompagnati anche il direttore
dell'ambulatorio di Ciitluk. J - Te, chi ti ha accompagnato? V - Mia madre; e
chi altri? Papà a quel tempo era in Germania. J - Vi hanno detto dove vi
avrebbero portati? V - Ci hanno detto: dai medici a Mostar. J - E ci siete
andati? V - Ci siamo andati; che cosa potevamo fare di diverso? Ci hanno portati
in un certo istituto psichiatrico; fino allora non ne avevo neppure sentito
parlare. Quando siamo arrivati ci dissero: «Uscite!» E cominciarono le visite.
[Era l'ospedale «Safet Mujic» di Mostar]. J - Ma il foglio medico per la
visita chi ve l'ha fornito? V - Macché foglio medico! J - Chi hanno chiamato
per primo? V - Ci hanno spinti insieme in una stanza. J - E chi faceva la visita
V - Una dottoressa [dott. Mulija Dzudza].
J - Vi ha visitati uno per volta o tutti insieme? V
- Tutti insieme. Non si può dire che si sia trattato di una vera visita. La
dottoressa un po' ci interrogava e un po' ci prendeva in giro. Era una vera
commedia. J - Quale commedia? V - Lei voleva farci passare per imbecilli. Che
noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so
io. Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e
nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Ma! Chi si
ricorda di tutto? Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella
casa e badare alle cose nostre. J - Qualcuno ha raccontato che vi hanno condotti
in una camera mortuaria. V - Si, è vero. Volevano spaventarci ad ogni costo. J
- Sono riusciti, ad esempio, a spaventare te, in qualche modo? V- Niente
affatto. J - Proprio per niente? V - Beh, te l'ho detto: assolutamente no. Cosa
mi potevano fare? C'è sempre qualcuno che muore; è normale. Io pensavo
soltanto a risalire quanto prima in macchina per rientrare a casa. J - E i
vostri autisti? V - Che potevano farci, poveri uomini? Anche a loro sembrava
stupido tutto questo; ma che potevano farci? J - E il direttore, che vi
accompagnava, come si è comportato? V - Bene; gentilmente. Che cosa poteva
fare, pover'uomo? J
- Vi ha accompagnati anche al ritorno? V - Sì, sì. L'ha fatto. J - E
così vi hanno riportato a casa? V - Circa alle due del pomeriggio. J - Ma non
mi hai ancora riferito che cosa ha detto di voi la dottoressa alla fine. V
- Ha detto: È matto chi ci ha portato lì; e che noi siamo dei ragazzi completamente
sani. Che altro poteva dire? J - Beh, è stata comunque onesta. V - Certo. Ma
lasciamo finalmente questo episodio. J - D'accordo, Vicka. Siete tornati a casa,
avete riposato un po' e poi? V - Non si poteva riposare. La gente si è
precipitata intorno a noi. Non ci si poteva nemmeno girare; tutti volevano
sapere, e noi non parlavamo volentieri. Aspettavamo solo che giungesse la nostra
ora e la nostra Madonna. J - È un
po' strano: caldo, stanchezza, tante pressioni e voi, malgrado tutto, pensavate
alla vostra Madonna? V - E a chi, altrimenti? Niente ci poteva fermare. J -
C'era molta gente a Podbrdo? V - Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra
l'altro. Non c'era il posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva...
Qualcosa di inverosimile! J - Poveri voi! Come siete riusciti ad arrivare lassù?
V - Con grande fatica. Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano
strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano.
Senza di loro non ce l'avremmo mai fatta. J - Bene. In qualche modo siete
riusciti ad arrivare su. E poi? V - Ci siamo inginocchiati e abbiamo
incominciato a pregare. J - E la Madonna? V
- È venuta quasi subito. J - E allora? V - Tutti insieme [con lei] abbiamo
incominciato a pregare, a cantare, a chiedere qualcosa alla Madonna e così via.
J - Ti ricordi di qualcosa che
le avete domandato? V - Sì, mi ricordo. Abbiamo domandato anche questo: «Madonna
cara, sei contenta che tutta questa gente oggi sia qui?». J - E la Madonna? V -
Sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice.
Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la
pianura fino al monte Krizevac. J - E poi? V
- Mi ricordo molto bene che le abbiamo domandato: «Madonna mia, fino a
quando rimarrai con noi?». J
- E lei? V - Lei ha detto: «Quanto volete voi, angeli miei!». Pensa: «quanto
volete»! Ma per sempre! Ma questo non osavamo dirlo. Padre mio, nessuno sa
quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in
prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque. J - E così per quel pomeriggio è
finita? V - Macché! Appena allora ci
siamo sentiti incoraggiati a interrogarla. J - E che altro le avete chiesto? V
-
Abbiamo chiesto di nuovo che cosa desiderava da quella gente, affamata e
assetata, che soffriva e sudava tra quei cespugli spinosi. J - Vicka, ti credo.
La Madonna vi ha risposto qualcosa? V
- Sì, come no? Diceva che vi è un Dio solo e un'unica fede. Che la gente creda
fermamente e che non abbia paura di niente. J - Ha detto ancora qualcosa? V -
Abbiamo chiesto una cosa che riguardava noi. Volevamo sapere se saremmo riusciti
a sopportare tutto, poiché molti ci perseguitavano perché affermavamo di
vederla. J - E la Madonna? V - Lei ha detto due, tre volte: «Sì che ci
riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura: voi sopporterete tutto». Solo
dobbiamo credere e fidarci di lei. J - C'è stato qualcos'altro ancora? V - In
quella occasione, per la prima volta, abbiamo domandato e pregato per un
ammalato. J - Ti potresti ricordare chi era? V - Sì; come no? Non lo scorderò
mai. Un bambino; il padre lo teneva in braccio. Il piccolo sembrava mezzo morto;
teneva appoggiata la testa sulla spalla sinistra del padre. Veramente appariva
in uno stato penoso. J - E allora? V - Il padre supplicava e pregava la Madonna
perché lo guarisse. Ha chiesto pure a noi di pregare e raccomandare alla
Madonna il piccolo. J - Che cosa dovevate chiedere? V- Se il piccolo sarebbe
guarito. J - E voi? V - L'abbiamo
chiesto; l'ho chiesto proprio io. J - E la Madonna, non ha detto niente? V
- Ma perché precipiti le cose? Come niente! Ha guardato il piccolo con
molta tenerezza e ha detto che i genitori preghino molto e credano con fermezza.
J - Ho sentito che uno di voi ha affermato che il piccolo guarirà sicuramente.
V - Lo so. Io penso che l'abbia detto il piccolo Iakov. Solo che lui, in mezzo a
quella confusione, ha dimenticato di dire che i genitori devono pregare molto,
digiunare e credere fermamente. J - Bene. E che cosa è successo poi con il
piccolo? V - So soltanto questo: i suoi genitori ci ringraziavano e dopo ho
visto pure il piccolo: giocava intorno a noi, mentre prima non si reggeva
nemmeno in piedi. Più di questo non saprei. J - Bene, Vicka, ma noi non abbiamo
detto ancora chi è questo piccolo. V - Non è che io ricordi tutte le cose, ma
questa sì; forse perché era un caso particolare. Il piccolo si chiamava
Danijel Setka, da Podgorje. J - E la giornata è finita con questo? V - Non so
perché questa volta hai così fretta, mentre di solito ti piace sentir parlare
tanto. J - Non ho fretta, ma è solo che penso di essere stato già abbastanza
noioso. Su, racconta ancora qualcosa, se c'è. V - Quella volta è accaduto un
fatto interessante riguardo ad una dottoressa. [dott. ,Darinka Glamuzina]. J
- Che è mai questo? V - Quel giorno
a Podbrdo si trovava anche una dottoressa. J - E cosa è accaduto? V - Essa
desiderava «toccare» la Madonna. Noi lo abbiamo domandato alla Madonna e lei
ha risposto: «Ci sono sempre stati dei Giuda increduli, ma lo può fare. Che si
avvicini». La dottoressa si è avvicinata e ha toccato la Madonna. J - Come
faceva a toccare la Madonna se non la vedeva? V - Gliel'ho indicata io. J - Ha
toccato davvero la Madonna? V - Sì, davvero. J - E dove l'ha toccata? V - Sulla
spalla destra; lì era più facile. J - E la dottoressa allora? V - Cosa poteva
fare! Si è allontanata e chissà cosa pensava dentro di sé. J - Ha detto
qualcosa? V - Davanti alla gente non ha detto niente. Dopo è passata a casa
nostra e ha detto davanti a tutti che, quando ha toccato la Madonna, ha sentito
come dei brividi attraverso il braccio. Non ha detto niente altro. J - In
seguito, ha partecipato ancora alle apparizioni? V - Non l'ho più vista. Lo sai
come la pensano quelli che sono al servizio del regime... Sei intelligente e lo
capisci da solo. J - Vicka, questo fatto è veramente interessante. Ne avevo
sentito dire qualcosa, ma adesso lo so con precisione. V - Sì, qualcosa me lo
ricordo anch'io, se mi concentro. J - È vero. Ti ringrazio.
8 - SETTIMO GIORNO
(martedì 30 giugno) Janko - Vicka, già sappiamo in sostanza che il 30 giugno non
siete stati a Podbrdo, all'incontro con la Madonna. Vicka
- No, no.
Non ci siamo stati. J - E come mai è successo così? V - Ci hanno ingannati, ci
hanno portati a fare una passeggiata. Siamo tornati tardi; perciò non siamo
andati. J - Chi vi ha ingannati? V - Sono venute a prenderci due ragazze verso
le due del pomeriggio. Ci hanno proposto di fare un giro in macchina. Pensando
che non ci fosse niente di male, ci siamo preparati e siamo partiti. J - Chi è
venuto esattamente? V - Beh, loro due e cinque di noi veggenti. Tutti, eccetto
Ivan. J - Lui perché non è venuto? V
- Non l'abbiamo invitato con tanta insistenza, e neppure lui aveva tanta
voglia di venire. J - Le due ragazze vi hanno detto dove sareste andati? V - No,
no. Ci hanno detto soltanto che andavamo a passeggio e basta. J - Dove vi hanno
portato? V - Prima di tutto a Ciitluk. Loro si sono fermate un po' nella sede
del comune e poi siamo ripartiti. J - Per dove? V - Prima a Zitomislic e poi a
Pocitelj. Abbiamo visitato in fretta Pocitlj e dopo siamo andati a Capljina. Lì
ci hanno offerto succhi di frutta e dolci. Dopo di che siamo ripartiti. J - Per
dove? V - Prima a Kravica e poi a Ljubuski e infine a casa. J - A che ora siete
arrivati a casa? V - Non saprei dire esattamente; credo dopo le nove di sera. J
- E perché così tardi? V - Perché? È una
storia lunga. J - Su, racconta. Lo sai che a me interessano questi dettagli. V -
Ormai lo sanno tutti; ma se vuoi, ti accontento. J - Forza, racconta. V - Va
bene. Già durante il viaggio noi avevamo capito che quelle due ci avevano
ingannato. Istigate da qualcuno, ci hanno portato a spasso perché noi non
potessimo andare sul Podbrdo dalla Madonna. Però noi, lungo la strada,
attraversando Cerno, abbiamo chiesto che si fermassero, perché volevamo pregare
la Madonna. J - All'incirca a che ora? V - Erano circa le sei del pomeriggio,
quando noi di solito ci incontriamo con la Madonna. J - Avevate detto loro che
avreste pregato? V - Non mi ricordo esattamente, ma loro sicuramente lo hanno
immaginato. J - E allora? V - Non volevano acconsentire. Facevano finta di non
capire. Solo quando noi abbiamo detto che, se non si fermavano, ci saremmo
buttati fuori dalla macchina, si sono fermate. Siamo usciti, ci siamo
allontanati un po' dalla strada. Abbiamo incominciato a pregare, la Madonna ci
è apparsa. J - Davvero? V - Ma certamente! J - Allora cosa è successo? V -
Pregavamo e cantavamo insieme a lei, come al solito. J - E intanto quelle due
cosa facevano? V - Chi lo sa? Dio solo sa cosa pensavano dentro di sé. Affari
loro. A noi hanno detto che pure loro hanno visto qualcosa: una certa luce, una
nuvoletta luminosa, chissà. J - La Madonna vi ha rimproverato perché avete
agito così? V - No. Non era proprio contenta, ma ha cantato con noi. J -
Qualcuno mi ha raccontato una volta che la Madonna vi ha domandato di Ivan,
dov'era. V - Sì, sì. Ci ha chiesto: «Dov'è quel ragazzo?». J - E voi? V -
Che potevamo dire? Lo sapeva la Madonna dov'era. J - Quindi Ivan quel giorno non
ha visto la Madonna? V - Come no! Poiché noi non c'eravamo, lui poveretto non
si è azzardato ad andare da solo sul Podbrdo. Però verso le sei del
pomeriggio, è uscito di casa ed è salito un po' in alto sulla collina. Ha
incominciato a pregare e la Madonna gli è apparsa. Ha parlato un po' con lui,
l'ha salutato e se n'è andata via. J - Va bene. Dove esattamente la Madonna è
apparsa a voi cinque? V - Un po' prima dell'osteria di Kuso; cento, duecento
metri prima. J - A destra o a sinistra della strada, venendo da Ljubuski? V - A
destra. Dove c'è un viottolo che parte dalla strada. Questo viottolo, come ho
sentito dire, si chiama Bandurica. J - Bene. Quando, come dici, vi è apparsa la
Madonna, si è trovata improvvisamente davanti a voi? V - No, non è apparsa
improvvisamente. Noi da quel luogo vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era
radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa un nube
luminosa. Però subito ci si è accorti che si trattava della Madonna; noi
l'abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell'aria; i suoi vestiti
ondeggiavano. Veniva verso di noi. Era una cosa meravigliosa; non si può
descriverla. J - E quando se n'è andata, è sparita tutto ad un tratto? V - Ha
fatto la stessa cosa, come quando è venuta. Dopo aver recitato insieme a noi
sette Padre
nostro, dopo
aver cantato e dopo aver conversato, essa ci ha salutato ed è andata via. J -
Quale direzione ha preso? V - Beh, la stessa da dove era venuta. Ancora una
volta si è librata in aria lentamente verso Podbrdo; è scesa sopra la gente
che aspettava lassù e poi è scomparsa. Ci è dispiaciuto proprio tanto per la
gente; ma che cosa potevamo fare? J - E le vostre due «guide», in seguito, non
hanno detto niente di questo? V - Te l'ho già detto. So inoltre che per loro è
stata una cosa imbarazzante, tanto che subito dopo se la sono squagliata. Una è
andata a Sarajevo e l'altra nella Germania Federale. Per tanto tempo non sono
tornate da queste parti. J - Va bene. La Madonna se n'è andata e voi cosa avete
fatto? V - Cosa potevamo fare! Siamo tornati in macchina. J - E vi sarete
diretti a casa; altrimenti dove? V - No, no. Macché a casa! Ci siamo fermati
tutti in canonica. J - Che cosa cercavate lì? V - Ma, eravamo disperati!
Tantissima gente si era raccolta sul Podbrdo; aspettavano noi e la Madonna. E
invece niente: né noi né la Madonna. Povera gente! Aspetta, aspetta, e niente.
Si dicevano tante cose: che eravamo fuggiti, che ci avevano portato in
carcere... Si dicevano proprio tante e tante cose; sai com'è la gente! J - Ho
capito. E voi cosa avete fatto in canonica? V - Ci siamo nascosti dalla gente.
La gente proprio allora tornava dal Podbrdo, quando noi eravamo arrivati davanti
alla chiesa. Che cosa potevamo fare? Dove dovevamo andare? Ci siamo rifugiati
nella canonica. J - E poi? V - Così fra Jozo ha saputo che noi non eravamo
andati sul Podbrdo, ma eravamo andati a questa misera passeggiata. Allora si è
messo a interrogarci; prima ad uno ad uno e poi tutti insieme. Non si arrivava
mai alla fine. J - Bene. Dimmi qualcosa di quello che vi ha detto. V - Ma, ci
rimproverava dicendo come avevamo potuto fare una cosa del genere; cosa
rispondere adesso alla gente; se là ci era apparsa la Madonna; che cosa ci ha
detto; e così via. Chi si può ricordare tutte le domande che ci ha fatte? J -
Fra Jozo vi ha proposto o vi ha consigliato qualcosa? V - Tutti ci sforzavamo di
trovare una soluzione. Chi proponeva una cosa, chi un'altra; ma nessuno trovava
una via d'uscita soddisfacente. J - E come è finita? V - Verso le nove di
sera, ci siamo ritirati a casa; è finita così. J - E che cosa dissero i vostri
a casa? V - Anche loro stavano in pena. Pensavano che avessimo avuto un
incidente lungo la strada o che ci avessero messi in carcere. Pensavano tante
cose. J - Bene, Vicka. Tu mi hai già raccontato queste cose almeno due volte, e
me le hanno raccontate anche gli altri; perciò non ho motivo di non crederci.
Invece c'è un'altra cosa che mi preoccupa. V - Ma cosa ti preoccupa? Parla, non
aver paura. Vedi che io non ne ho. J - Mi trovo nell'imbarazzo, ma lo devo fare.
Ultimamente ho riascoltato alcune cassette registrate, e ho risentito il vostro
dialogo con fra Jozo. Ho notato una vostra affermazione, che non va del tutto
d'accordo con quello che mi hai raccontato ora. V - Di che si tratta? J - Ecco
di che si tratta. Tu mi hai detto adesso, e me lo avevi affermato sempre, che
quelle due ragazze vi hanno ingannato quando vi hanno portato a passeggio. V -
Beh, è vero. Noi l'abbiamo capito presto; ma cosa ci potevamo fare? Ormai era
fatta. J - Va bene questo. Ma una di voi, in quel colloquio con fra Jozo, ha
detto che voi siete andati a passeggio quasi per vedere se la Madonna vi sarebbe
apparsa anche in un altro posto. Mi sembra che anche tu in qualche modo lo abbia
confermato. E come mai? Come vi siete azzardati di mettere alla prova la
Madonna? È forse
lei che deve venire dietro a voi, o non piuttosto voi che dovete andare dietro a
lei? V - Fra Janko, io di tutto questo non mi ricordo; ma se sul nastro sta
inciso così, vuoi dire che qualcosa di simile ci è scappato. Però ci dovete
capire! Tutto questo è accaduto il giorno seguente a quel brutto incontro con
lo psichiatra e gli altri fatti di quel giorno. Noi desideravamo davvero uscire
da qualche parte per distenderci un po'; ma non pensavamo minimamente che non
saremmo potuti tornare in tempo. Ora sai come sono andate le cose. J - Va bene,
ma non capisco perché dovevate dire di aver voluto mettere alla prova la
Madonna. V - Beh, io adesso non so proprio che cosa avrò detto allora. Però
bisogna capire pure noi; siamo ragazzi, non angeli. Lo sai che nessuno dice
sempre tutto quello che pensa. Ognuno ritiene giusto che qualche volta ci si
possa anche cavare d'impaccio..., che non si deve sempre dire tutto. Questa
convinzione ci ha frastornato un po'; ci devi capire. Non era facile per noi
destreggiarci con quelle due. J - Con quali due? V - Ma con quelle due ragazze!
Non era facile dire loro in faccia che ci avevano ingannato; e così noi abbiamo
detto quello che ci è venuto in mente. J - Praticamente, avete detto cose non
vere! V - Va bene, forse è così. Non mi sembra poi una cosa tanto grave.
Abbiamo pensato che non ci fosse niente di male. J - La Madonna vi ha
rimproverato per questo? V - Macché! La Madonna è più buona degli uomini. Lei
ci capisce. J - Va bene. Però in quell'occasione c'è stato qualcun altro di
voi che ha riferito un'altra cosa inesatta. V - Fosse una sola! Di che si
tratta? J - Uno di voi ha detto che a Cerno la Madonna ha affermato che non vi
sarebbe più apparsa, se non per altri tre giorni. V - Questo veramente non lo
so; proprio non me ne ricordo. Sicuramente, se qualcuno ha detto questo, è
stato solo per essere lasciati in pace. Fra Jozo, quella volta, ci ha veramente
torchiati da tutte le parti: chiedeva questo, chiedeva quell'altro... E poi di
nuovo ritornava sulle stesse cose. Roba da bloccare il cervello! J - E che cosa
vi ha domandato? V
- Tante cose. Un'infinità di cose, e basta. Di questo ti ho già
parlato; centinaia di domande: se la Madonna potrebbe apparire in chiesa, fare
questo, fare quello... Mi sento male quando mi ricordo di quell'interrogatorio.
Tutti noi eravamo già angosciati, perché ci eravamo lasciati ingannare, perché
avevamo completamente abbandonato la gente a se stessa. Cercavamo solo di
tornare a casa senza essere visti. E lui non ci mollava... E probabile che
qualcuno abbia anche detto: Ma lasciaci in pace, che la Madonna ci apparirà
soltanto per altri tre giorni! Forse qualcuno l'ha buttata là questa frase,
senza pensarci. Come se per noi quella situazione fosse stata facile! Era invece
terribile. Perciò, ripeto: può darsi che qualcuno l'abbia detto. J - Ti
capisco, ma n'è venuta fuori un'espressione infelice. V - Beh, è vero. Ma noi
eravamo in condizioni terribili. Speriamo di non andare per questo
all'inferno... J - Va bene. Così, siete arrivati finalmente alle vostre case? V
- E dove, altrimenti? Però dopo le nove. J - Allora vi sarete
tranquillizzati. V - Anche là si è sofferto; i nostri erano molto preoccupati
per noi. Questo te l'ho già detto. Dopo che abbiamo raccontato tutto, si era
fatto molto tardi. J - Come vedo, questa passeggiata non vi ha giovato proprio!
V - No davvero; hai potuto rendertene conto bene. J- Immagino che, dopo tutto
questo, sarete andati a dormire con sollievo. V - Eh, fosse così, caro padre! J
- Ma cosa è successo ancora? V - Proprio mentre ci preparavamo per andare a
dormire, qualcuno è venuto e ci ha riferito che avevano portato via il nostro
Marinko [Lo abbiamo già incontrato fin dalle prime apparizioni. È
un cugino di
Vicka]. J - Dove l'avevano portato? V - Alla stazione della polizia di Ciitluk.
J - Ma non è stato niente di grave! V - Per te forse no: ma noi eravamo
disperati. È un
uomo onesto e giusto, eppure lo hanno portato via. Sapevamo che ne eravamo noi
la causa. E dire che lui, come ripete mia nonna, è uno di quelli che non
farebbero male ad una mosca. J - E allora? V - Allora ci siamo preparati e siamo
andati a Ciitluk a cercarlo. J - È stato
difficile trovano? V - Non siamo neppure riusciti a parlargli. Però ci siamo
sfogati con il capo della polizia e con gli altri che stavano lì. Perché
torturano un uomo giusto e retto? Gliene abbiamo cantate tante! Che mettano in
prigione noi, se è necessario, ma che lui lo lascino in pace. Gliene abbiamo
dette proprio tante. J - E loro? V - Anche loro ce ne hanno dette tante. Hanno
approfittato proprio del momento, perché quando siamo entrati, tutti hanno
esclamato: Siete venuti giusto a proposito! E si sono scagliati su di noi. Ci
insultavano bestemmiando; ci minacciavano di questo e di quello. Non mi va
adesso né di pensare né di raccontare. Lasciamo perdere. J - Va bene, Vicka. E
voi allora, siete tornati a casa finalmente? V - Certo. Siamo arrivati che erano
circa le due dopo mezzanotte. J - A piedi? V - No, no; con la macchina. Con uno
dei nostri, che ci aveva accompagnato. J - E Marinko? V - Lui è arrivato la
mattina dopo. J - Allora vi sarete tranquillizzati. Vedi che non dovevate
neppure agitarvi tanto. V - Diciamo
di no.
9 - OTTAVO GIORNO
(mercoledì 1° luglio) Janko - Vicka, noi ci siamo già quasi stancati nel nostro
colloquio, eppure siamo appena all'ottavo giorno da quell'avvenimento ad ogni
modo straordinario, successo sulla vostra collina del Podbrdo, il 24 giugno
1981. Non so, ma penso che da questo giorno abbiate incominciato a sentirvi
molto meglio. Vicka
- Un po' sì.
Però abbiamo ancora incontrato abbastanza difficoltà e disagi. J - Ti ricordi
di qualcosa in particolare? V - Sì, mi ricordo di questo: proprio in quel
giorno hanno convocato noi e i nostri genitori nella scuola. J - Chi vi ha
convocati? V - Lo sai bene chi! Quelli della polizia. Chi altri poteva essere? J
- Che cosa volevano dai vostri genitori? V - Lo sai bene: la stessa cosa che
volevano anche da noi. Cercavano di spaventarli e di convincerli a proibirci di
andare sul Podbrdo. Dicevano che noi sobilliamo il popolo e che, continuando così,
nessuna scuola ci avrebbe più accettato. E cento cose ancora. Beh, lo sai che
le hanno provate tutte per impedirci di andare. J - E voi? V - Noi ragazzi non
siamo andati per niente a questa convocazione. Sai che già avevamo perso
tempo con loro la sera prima, fino a dopo mezzanotte. J - E i vostri genitori,
come si sono comportati? V -
Bene; ci hanno difeso per quanto potevano e per quanto sapevano. Eppure
sai che non era cosa facile. J - Dopo, hanno forse cercato i vostri genitori di
convincervi che la soluzione migliore sarebbe stata quella di lasciar perdere
tutto? V - Macché! Loro non avevano paura di niente. Come noi, proprio: la
Madonna aiutava anche loro. J - E così siete arrivati al pomeriggio e al
momento di andare sul Podbrdo? V - Magari, padre mio! J - Che cosa è successo?
V - Poco prima, sono venuti due del comune. Si sono seduti da noi. E quando
giunse l'ora di andare sul Podbrdo, ci hanno costretti a salire in macchina e ci
hanno portati via. J - E dove? V - Ma, ci hanno portati via solo perché non
potessimo andare sul Podbrdo. J - Chi hanno portato via di preciso? V
- Me, Ivanka e Maria. Avevano trascinato in macchina anche il piccolo
Iakov, ma sua madre, alla partenza, è riuscita a tirarlo fuori. J - E Ivan e
Mirjana? V - Loro due in quel momento non erano lì. J - Quei due del comune,
sono venuti proprio per voi? V - Sì, è chiaro. Non ce l'hanno detto subito, ma
si capiva. J - E che cosa vi hanno detto realmente? V - Ci hanno detto che
andavamo ad un certo interrogatorio e a prendere qualcosa da bere. Ci hanno
detto tante altre cose, finché non ci hanno ingannato. Sapevano quello che
facevano. J - Voi vi siete rifiutate di andare con loro? V - Certo! Però non è
servito a nulla. Ci hanno ingannato, dicendoci che ci avrebbero portate in
chiesa. E che poteva venire liberamente qualcuno con noi. J - Siete veramente
arrivate alla chiesa? V - Sì. Però loro ci hanno portate oltre, fino alla
posta. J - Quale posta? V - La nostra, lì, dietro il ponte. Beh, lo sai dov'è
la nostra posta. J - E poi? V - Noi abbiamo incominciato a battere i pugni
contro la porta della macchina, per cui ci hanno riportato indietro. J - Dove vi
hanno riportato? V - Fino alla chiesa. J - Con la stessa macchina? V - Con la
stessa. Con quale, altrimenti? J - Come vi hanno trattato? V - Abbastanza bene.
Solo che ci hanno ingannato così. J - Qualcuno dei vostri stava con voi? V - Sì.
Con me c'era mia sorella Zdenka e con Ivanka suo fratello Mario. J - E loro? V - Cosa potevano fare?
Lottavano come noi, ma non si concludeva nulla. J - Va bene. Allora voi quel
giorno non avete visto la Madonna. V -
Ma come no! J - E dove l'avete vista? V - In macchina. J - In macchina? V - Si,
sì. Proprio in macchina. J - E in che modo? La macchina continuava ad andare o
stava ferma? V - Non me lo ricordo. J - Come mai non te lo ricordi? V - È
semplice. Della
macchina non mi rendevo più conto. J - Non capisco. V - Che posso farci io?
Quando è venuta la Madonna, non percepivamo più nient'altro, né della
macchina nè di nessun'altra cosa. J -
Ancora non
capisco. V
- È proprio
così. E avvenuto come adesso, quando vediamo la Madonna nella stanza di fronte
alla sagrestia. Vediamo la Madonna, e non vediamo nè sentiamo niente altro. J -
Voi avevate pregato perché la Madonna venisse? V - No, no. Chi in quella
dolorosa situazione poteva pensare a una cosa simile? J - Allora come è
successo? V - Ma, come al solito. La Madonna è apparsa in mezzo a noi e basta.
J - Vi siete meravigliate o impaurite? V - Non avevamo tempo di pensare a nulla.
J - Tuttavia è stata una cosa strana. V - Beh, è vero. Le altre si erano molto
spaventate; io invece no. J - Quali
altre? V - Maria e Ivanka. Erano tutte irrigidite. Perciò quei due dicevano che
sono streghe e tante altre cose del genere. J - Quanto è rimasta con voi la
Madonna? V - Non a lungo.
Ci ha detto qualcosa, ha sorriso e se ne è andata. J - Che cosa vi ha detto? V
- Niente di speciale. Ci ha detto di non aver paura di niente. La cosa più
importante per lei era di farsi viva, per farci capire che non ci aveva
dimenticato. È buona la Madonna! J - E poi? V - Quei due ci hanno invitato a prendere
qualcosa da bere, ma noi non abbiamo accettato. Cercavamo di liberarci da quella
situazione quanto prima. Ci hanno riportate fino alla chiesa e poi se ne sono
andati. J - E voi? V
- Noi ci siamo trattenute un po' in chiesa, un po' in canonica e poi
siamo andate a casa. J - Bene, Vicka. Secondo quanto hai detto, Ivan, Mirjana e
il piccolo Jakov non erano con voi. V - No, no. Non c'erano. J - Sono andati sul
Podbrdo dalla Madonna? V - Per quanto io sappia, no. Erano confusi anche loro; e
cosa potevano fare? J - Quindi
loro non hanno visto la Madonna? V - Sì, penso che l'abbiano vista; almeno Ivan. Lui me
lo ha raccontato in seguito. J - È veramente
interessante. Questo fatto non me l'hai mai raccontato così. V - È
vero; ma non ne era venuta l'occasione. Chi si può ricordare di tutto?
J - E
così è finita anche questa giornata? V - Sì. Noi siamo tornate a casa
sull'imbrunire. J -
E la gente?
V - Povera gente! Aspettava e pregava lassù. Poi ritornò a casa. Dove poteva
andare? J - Dunque,
già per il secondo giorno sul Podbrdo non c'è stata né la Madonna nè i suoi
veggenti. E la gente non si è
persa
d'animo? V - No. La gente è magnifica quando va dietro alla Madonna. J -
Sì. È
magnifica la gente ed è magnifica la Madonna. V - È
vero. Così le cose sono andate in questo modo. J -
Va bene,
Vicka. Sono proprio contento che siamo riusciti a chiarire in tal modo lo
svolgimento dei fatti.
LA MADONNA E LE APPARIZiONI
10 -
L'ASPETTO DELLA MADONNA. Janko
- Abbiamo già
parlato parecchio della Madonna, durante i primi otto giorni di apparizioni. Ma
non mi hai ancora detto niente del suo aspetto. Vicka - Non mi hai ancora domandato niente a questo proposito.
J – E’ vero.
Però adesso ti chiedo di descrivermi la Madonna: come l'hai vista e che
sentimenti hai provato. V - Tu lo sai già! Tante volte ti ho parlato di questo
all'inizio. J -
Hai ragione,
Vicka. Ma ripetimelo un'altra volta, perché possa rimanere registrato anche
qui. V - Va bene, ecco. La Madonna si presenta come una meravigliosa ragazza
di circa vent'anni, col vestito lungo, sempre con un velo sul capo. Occhi
celesti, capelli leggermente ondulati di color nero; le labbra e gli zigomi sono
leggermente arrossati, il viso è allungato. J - Gli occhi sono sempre celesti? V - Sempre. J
- A te
piacciono gli occhi celesti? V - Questo non ha importanza, però i suoi mi
piacciono molto. J
- Come fai a
sapere che i capelli sono neri e un poco ondulati? V - Come non saperlo! Si vede
sempre una ciocca di capelli sotto il velo. J - Non ha nient'altro addosso? Per esempio dei
gioielli... V - Oh sì! Intorno al capo ha una corona con dodici stelle. J
- Ne ha
sempre proprio dodici? V - Ma chi le conta! Mi sembra che sia sempre così. J
- E i piedi?
Non mi hai mai detto come si presentano. V –
piedi non li ho mai visti, sono sempre coperti dal suo vestito lungo. J
- Proprio
sempre? V - Sì, sempre. J
- E quando
cammina? V - A dire la verità, non cammina mai. J - Come
fa quando viene, quando si sposta da un luogo a un altro? V - Ho detto che non
cammina mai. Se lei vuole spostarsi, cambia semplicemente posto. J
- Va
bene. Quanto è alta? V -
È di
media statura, leggermente più alta di me. Forse è alta com'è adesso Ivanka. J
– E’
veramente bella come voi raccontate? V
- Ma cosa vuoi che sia il nostro racconto! Noi diciamo che è bella, ma
questa parola non ti dice niente. Bisogna. vederla Per capirlo, caro padre. Si
tratta di una bellezza che non è di quaggiù. E qualcosa, qualcosa... non
saprei neanche come esprimerlo! J
- Forse
è come l'hanno rappresentata nella nuova statua che si trova nella chiesa di
Medjugorie? V
- Ah, ah [scoppia in una risata]. Com'è rappresentata nella statua! J
- Va
bene, Vicka. Già che parliamo di questo, vorrei chiederti un'altra cosa. Delle
volte mi hai detto che la Madonna, in alcune occasioni, era vestita in modo
speciale. V - Sì, è vero; soprattutto per quanto riguarda il colore. Qualche
volta, non spesso, ha il vestito dorato. Ma il modello è sempre lo stesso. J
- Perché
delle volte si veste così sfarzosamente? V - Non saprei. Non spetta a me
domandarglielo. J
- Forse
è capitato in alcune occasioni solenni? V - Infatti! È
capitato in
occasione di qualche grande solennità. J - Ti ricordi qualcuna di queste occasioni? V - Mi
ricordo, come no? Mi è rimasta particolarmente impressa una sua festività,
verso la fine di marzo. J - Forse
per la festa dell'Annunciazione? V - Non so. Ci disse qualcosa riguardo a questa
festività, però io non me lo ricordo. J - Quindi non ti è chiaro che cosa si festeggia in quel
giorno! V - Sì e no. Non vorrei azzardare. J - Ma, figlia mia, si tratta del ricordo di quel momento
in cui l'angelo disse alla Madonna che avrebbe concepito per opera dello Spirito
Santo e avrebbe partorito il Salvatore del mondo. V - A dire il vero ho pensato
a questo, ma non ne ero sicura. Allora la Madonna aveva il diritto di gioire così!
J - Gioiva
pure? V - Mai, neanche a Natale, l'ho vista così felice. Quasi ballava dalla
gioia.
Nota:
Qui Vicka
non è stata interrogata sul colore dell'abito della Madonna. Da lei e dagli
altri, sappiamo che la veste lunga è di un colore grigio tendente all'azzurro,
e il velo è bianco. Ma non sono colori come i nostri. Ad esempio, quando un
pittore ha fatto vedere a Jakov molte tonalità di bianco, per dipingere il velo
della Madonna, non ce n'era nessuna che andasse bene.
J
- Va bene, Vicka. Passiamo adesso a un'altra cosa. Soprattutto perché,
come tu dici, la bellezza della Madonna non è descrivibile.
11 -
INIZIO DELLA RECITA DEI PADRE NOSTRO IN CHIESA.
Janko - Vicka, sarebbe interessante stabilire quando voi
veggenti avete incominciato a venire pubblicamente in chiesa. Possiamo tentare
di stabilirlo? Vicka
- Certo;
perché no? Però non ti so rispondere con esattezza. J
- Quando
ti sembra che sia accaduto? V - Credo che sia stato dopo una diecina di giorni
dalla prima apparizione, durante la messa serale. J - E quando c'è stata questa messa? V - Te l'ho detto:
una decina di giorni dopo la prima apparizione. Chi può ricordare tutto di
quei momenti? Qualcuno mi ha detto che quella messa fu registrata e che è stata
il 2 luglio. M'hanno detto che è stato registrato anche che noi, dopo la messa,
abbiamo recitato i sette Padre nostro con il popolo. J -
T'hanno riferito giusto, Vicka. E un nastro che ho ascoltato anch'io
ultimamente. Secondo la registrazione, risulta che voi avete recitato con il
popolo in chiesa i sette Padre nostro, nei giorni 2 e 3 luglio. Quel giorno avete pure detto qualcosa alla
gente in chiesa. Ti ricordi chi ha parlato e che cosa ha detto? V
- Mi pare che abbiamo detto qualcosa io e il piccolo Jakov. Gli altri non
si è riusciti a convincerli. Caro padre, non è poi tanto facile parlare! J - Va
bene. Ma come vi è venuto in mente? V - Ci ha costretto il nostro parroco. È
stato molto difficile, ma dovevamo farlo. J
- Ti
piacerebbe sentire adesso come si sono svolte le cose? V - Si e no. So che è
stata una povera cosa. Per l'emozione, non sapevo più dove stavo. Ma se hai il
nastro, possiamo ascoltare un pò,. [Riportiamo il brano principale della
registrazione]. [Fra Jozo:] Adesso i ragazzi che hanno avuto l'apparizione e il
loro incontro con la Madonna vogliono pregare per voi e per i vostri cari che
sono a casa. Non parlate; si, li vedrete tutti. [I veggenti recitano sette Padre
Nostro, Ave Maria, Gloria -
poi Fra Jozo:] Adesso le ragazze vi diranno qualcosa, non so che cosa.
Probabilmente vi parleranno delle loro esperienze di questi giorni... E spero
che le capirete... Adesso vi parlerà un ragazzo che voi non vedete perché sta
dietro l'altare. [Parla Jakov:]. Io oggi ho chiesto alla Madonna di lasciarci
qualche segno. Lei mi ha fatto un cenno affermativo con la testa e poi è
scomparsa. Prima di partire ci disse: “Addio, cari miei angeli”. J - Ecco, Vicka, vedi come sono andate le cose. Credi che adesso si
svolgerebbero diversamente? V - Sì, ma non molto. Non è facile, caro padre
mio! J - Lasciamo
stare. Piuttosto dimmi se da quella volta in poi siete andati ogni volta in
chiesa a pregare con il popolo. V - Sì, ma non tutti i giorni. Delle volte c'è
stato qualche impedimento. J -
Quale
impedimento? V - Delle volte ci nascondevamo pure. J -
Da che cosa
vi nascondevate? V - Dalla polizia, oppure per altri motivi. J - Sì, mi ricordo. Si tratta di quando, all'inizio,
qualche volta avete avuto delle apparizioni della Madonna in canonica. V
- Proprio allora, ma lasciamo stare. Abbiamo già parlato di questo. J - Lo so che ne abbiamo parlato. Ma da una registrazione si
nota che proprio in questo tempo, esattamente il 10 luglio, non siete venuti in
chiesa e neppure ci sareste andati. Questo lo disse il parroco pubblicamente,
all'altare. V - Ha detto anche il perché? J -
No. Ne ha
semplicemente informato il popolo. V - È meglio
che non lo abbia detto. Questo fatto accadde proprio all'epoca in cui ci
nascondevamo dalla polizia. J -
Perché vi
nascondevate? V - Non saprei; forse nessuno ci avrebbe fatto niente. Ma chi può
saperlo? Ci hanno spaventati parecchio. J - Cerchiamo
di concludere. Possiamo allora dire che voi, già dal nono giorno dalla prima
apparizione, avete incominciato a recitare abbastanza regolarmente in chiesa i
sette Padre
nostro con
il popolo. V - Lo dici tu e sai bene quello che dici. J -
Va bene. In
realtà sappiamo già come poi si sono svolti i fatti, ma ne parleremo più
avanti.
12 - LE PREGHIERE E I CANTI PREFERITI.
Janko -
Vicka, tutti ne avete parlato, e anche
nei tuoi quaderni da qualche parte ci sta scritto, che la Madonna ha pregato e
cantato con voi. Vicka
- Sì, sì. In modo particolare
all'inizio, finché ci è apparsa su a Podbrdo. Ancor di più quando ci appariva
giù in paese. J - Va bene. Però a me
interessa, e può darsi che interessi anche ad altri, sapere quale preghiera la
Madonna recitava più volentieri. V - Ma, recitava le preghiere che recitavamo
noi. Solo che non ha mai recitato l'Ave Maria. J - Proprio
mai? V - Assolutamente mai. J - Che cosa
faceva lei, mentre voi la recitavate? V - Sorrideva un po'. Ed era molto felice.
J - Qualche
volta mi hai raccontato che era la Madonna a guidare la preghiera. V - Sì, sì;
tante volte. Ecco, hai visto che fa così ogni giorno. J -
Che cosa lei intona allora? V -
Eppure, l'hai sentito alcune sere fa, alla fine dell'apparizione. Lei intona
il Padre
nostro e il Gloria al Padre. J - Ha
preferenza per qualche preghiera in particolare? V - Forse per il Credo. Lo
recita sempre con enfasi. Ha detto anche a noi e al popolo di recitarlo più
spesso. J - Questo,
può darsi, al posto di coloro che non credono? V - Sì, certo. Ce l'ha detto
tante volte. J - Va
bene. Ancora una cosa non mi è chiara. V - Che cosa? J -
All'inizio dell'apparizione voi
incominciate a pregare ad alta voce, almeno il Padre nostro e ancora
qualcos'altro, finché viene la Madonna. Allora vi inginocchiate e, in un modo
che per noi altri non è percepibile, conversate con la Madonna. V - Sì, va
bene. J - Di
solito, alla fine, riprendete a recitare almeno il Padre
nostro e il Gloria al Padre. Però voi non pronunciate mai le prime due parole. V - Certo, incomincia
la Madonna e noi seguitiamo. Ma non possiamo iniziare noi; non sappiamo quando
bisogna incominciare! J - Va bene. Allora questo è così.
Ma ho notato un'altra cosa molto interessante. V - Quale? J -
Ordinariamente, quando la Madonna
incomincia il Padre
nostro, tu continui dopo di lei;
invece l'altra sera è stato il piccolo Jakov a cominciare. Di questo sono
rimasto molto contento. V - Perché? J -
Questo fatto mi ha tolto un piccolo
dubbio che cresceva in me, riguardo a lui. Ora tutto è a posto. V - Va bene, ne
sono contenta. J -
Questo è a posto. Ma non mi hai detto
ancora quale canto preferisce la Madonna. V - Più di tutti: «Vieni, vieni,
Signore». Questo canto tante volte l'ha intonato lei e lo si è cantato anche
due o tre volte nel corso di una stessa apparizione. J -
Anche qualche altro canto? V - Anche
«Cristo, nel tuo nome». I suoi canti preferiti sono questi due. J - Va bene.
Mi interessa sapere anche un'altra cosa. V - Sentiamo. J - Vorrei
sapere questo: quando la Madonna inizia un canto, voi come fate a prendere il
suo tono di voce? V - Ma che cosa possiamo prendere? Chi riuscirebbe a prendere
la sua voce così melodiosa? In modo particolare noi, così «esperti»... Noi
cantiamo a modo nostro; tu ci conosci, grazie a Dio. Ma la Madonna ci ascolta lo
stesso volentieri. J - Va bene. Ma per quello che ne
so io, è da tanto tempo che non cantate più con la Madonna. V - Non cantiamo
più. Non cantiamo da quando ci incontriamo con la Madonna in chiesa (nella
stanzetta di fronte alla sagrestia). J - E perché? V - Sarebbe un po' scomodo.
Non inizia né lei né noi. Di solito, durante le apparizioni, in chiesa si
prega. Allora il canto sarebbe inopportuno. J - Ah, è così. Allora quando
pregavate e cantavate con la Madonna, vi potevano sentire anche gli altri? V -
Ma cosa ti succede, padre mio? Anche tu sei stato presente tante volte durante
le apparizioni e hai visto come succede. Tutti quelli che sono presenti sentono
quello che noi preghiamo e cantiamo con la Madonna. Soltanto che la Madonna la
sentiamo solo noi e nessun altro. J - Veramente,
Vicka, anch'io mi ricordo bene di questo. Dimmi ancora che atteggiamento ha la
Madonna quando prega: resta in piedi? V - Sta sempre in piedi. J -
Come tiene le mani? V - Le mani le
tiene allargate. Solo qualche volta le tiene giunte, in genere al Gloria
al Padre. J
- Una volta mi hai raccontato che
durante il Padre
nostro tiene le mani diversamente dal
solito. V - Ed è così. Le tiene ancora più aperte, con le palme rivolte
all'insù. J -
Vi ha mai spiegato il motivo di
questo? V - Noi non glielo abbiamo mai chiesto e lei non ce ne ha mai parlato. J
- E
mentre cantava con voi, come stava? V - Lo stesso: con le braccia aperte. J - Va bene, Vicka. Ma non mi hai
mai raccontato come canta la Madonna. V - Cosa vuoi che ti racconti? Questo non
si può esprimere; bisognerebbe sentirla. È una cosa angelica, come si suoi
dire; ma altro che angelica! Io ho sentito gli angeli in paradiso, però la
Madonna è la Madonna. J - Secondo te, quali canti lei
sa cantare? V - Me lo chiedi sul serio o per scherzo? J -
Sul serio. Perché dovrei scherzare? V
- Nonostante questo mi sembra che tu stia scherzando. J - Come
mai lo pensi? V - Ma è semplice! Caro padre mio, la Madonna sa tutto quello che
le occorre. J -
Bene. Che la Madonna mi perdoni
questa. Non mi hai ancora detto come parla la Madonna. V - Pensi a quale lingua
parla con noi? J - Anche questo. V - Con noi
parla la nostra lingua, il croato. Come capiremmo altrimenti? J -
E che voce ha? V - Della sua voce ho
già parlato: è più bella di quella degli angeli. Quando parla, è come se
cantasse. E proprio una voce meravigliosa e basta. Non si può dire altro. J -
Bene così, Vicka. Ti ringrazio.
13 - L'INIZIO DELLE APPARIZIONI IN CHIESA. Janko - Vicka,
ormai tutti sappiamo dove sono avvenute le apparizioni all'inizio: prima di
tutto a Podbrdo, poi in diversi posti nel paese, sulla strada, nelle case, nella
canonica e così via. Però se è possibile vorrei precisare come e quando sono
iniziate regolarmente le apparizioni in chiesa. Ci vuoi dire tu qualcosa su
questo? (Si noti che per apparizioni «in chiesa» si intende sempre nella
piccola stanza di fronte alla sacresti). Vicka - Subito
all'inizio, la Madonna è apparsa più volte nel coro della chiesa; ma in quelle
occasioni non ci ha detto nulla. J - Non penso
a questo. Vorrei sapere da quando la Madonna vi appare regolarmente in quella
stanzetta, dove anche adesso avvengono le apparizioni. (Fino al 10 aprile
1985). V - Non lo ricordo con sicurezza. Penso all'inizio del 1982. J -
Ti ricordi bene. È iniziato, con
precisione, il 15 gennaio '82. V - Quindi tu lo sai con esattezza! Anch'io
adesso me ne ricordo abbastanza bene. J - Davvero? Però cerca di
ricordarti di chi è stata questa iniziativa. V - Di padre Tomislav. J -
Ma di quale Tomislav? (Si noti che
anche il parroco si chiama Tomislav Pervan, oltre a Tomislav Vlasic). V - Di
padre Tomislav Vlasic. J
- Tu che ne pensi? Perché lui ha
fatto così? V - Perché noi potessimo essere presenti alla santa messa. Abbiamo
anche recitato il Rosario con il popolo. J - Ma voi eravate contrari a
questo? V - Macché! La Madonna ce lo aveva detto anche prima che potevamo stare
in chiesa! J -
Allora non avete dubitato se la
Madonna sarebbe venuta o no? Lei aveva già rinforzato la fede della sua
presenza tra di voi? V - Sì. Tra di noi e anche tra di voi. J -
Perciò non vi siete opposti? V - Te
l'ho già detto: nemmeno un po'. Sapevamo che lei sarebbe venuta. Anche prima
veniva tra noi, in qualunque posto stavamo. J - È accaduto qualche volta che
la Madonna non sia venuta là? V - Mai. Da allora, mai. J -
Perciò vi è più comodo adesso. Dato
che sapete il luogo e il tempo, potete prepararvi più facilmente. V - Sicuro
che è più comodo. Soltanto che viene molta gente, ma va bene lo stesso. Appena
incominciamo a pregare, nessuno ci disturba più. J -
D'accordo, Vicka; anche questo
l'abbiamo chiarito. Che tutto si sappia.
14 - COME ARRIVA E COME PARTE LA MADONNA.
Janko -
Vicka, so che la Madonna vi appare
quasi allo stesso modo; ma come avviene questo? Vicka - Ma
tu lo sai! Anche tu hai partecipato tante volte a queste apparizioni! J - Sì,
io ho partecipato; ma non ho visto niente. Me lo sono solo immaginato. E questo
non è la stessa cosa. V - Te
lo sei immaginato bene. So che quando hai partecipato la prima volta
all'apparizione, nella casa del piccolo Jakov, subito dopo hai detto che ti
sembrava che la Madonna fosse venuta davvero. Ed era esatto. Di questo mi
ricordo bene. J -
È vero. Però, Vicka, io ho vissuto
anche altri diversi modi di apparire da parte della Madonna. Almeno mi è
sembrato che fossero modi diversi. Perciò dimmi tu qualcosa. V- Posso farlo, ma
mi sono già stancata di rispondere a queste domande. L'ho già raccontato cento
volte; chiunque viene, chiede proprio questo. J - Può darsi che dopo te lo
chiederanno di meno se dici adesso qualcosa qui. Perché probabilmente qualche
altro ascolterà queste registrazioni. V - Bene; vedo che devo farlo. Allora è
così: già abbiamo parlato di come ci appariva la Madonna all'inizio. Prima
veniva lei, oppure ci mostrava con una luce dove si trovava; allora andavamo
noi. Con lei, un po' si pregava e si cantava, un po' le facevamo delle domande.
J - E
in seguito? V - Come hai visto. In seguito noi cominciavamo a pregare e lei
veniva da noi. All'inizio, era un'immagine luminosa, poco chiara, che si
avvicinava a noi. E dopo qualche attimo, eccola là davanti a noi: chiara,
bellissima, contenta... Tu lo sai già. Noi allora ci inginocchiavamo e
pregavamo. Tu sai anche questo. J -
Va bene. Ma la Madonna, vi appariva
sempre allo stesso modo? V - Prevalentemente così. Qualche volta anche
diversamente. Qualche volta veniva appena ci facevamo il segno della croce;
invece delle volte pregavamo dieci, quindici Padre nostro. E solo dopo
veniva lei. J -
Non vi ha mai spiegato perché faceva
così? V
- Nessuno glielo ha chiesto! Eh, non è cosa che ci riguardi. Lei fa
quello che vuole. Non accade sempre come noi vorremmo o come lo immaginiamo. J -
Qualche volta è capitato che non sia
venuta affatto? V - Si. E’ successo cinque o sei volte. Lo si sa già. Alcune
volte, è capitato a me e a Jakov di trovarla nella stanza, senza che prima
avessimo pregato. Una volta ci è venuta incontro per strada, mentre andavamo
nella casa del piccolo Jakov, e ci ha detto: «Affrettatevi che vi sto
aspettando». Quando siamo arrivati a casa, lei era già dentro. Ci è apparsa
in tanti modi diversi. J -
E la partenza della Madonna, è
avvenuta sempre più o meno allo stesso modo? V - Per lo più, sì. All'inizio
c'era un po' di varietà; ma poi è avvenuta nella stessa maniera. Ogni tanto ci
sono state delle sorprese. Ma generalmente lei ci salutava e poi se ne andava. J
- Non
è mai partita senza avervi prima salutato? V - Non lo so. Mi pare che non sia
accaduto mai. J - Vicka,
non sono neanch'io del tutto sicuro, ma mi sembra che la Madonna se ne vada più
velocemente di come arriva. V - Non so se è sempre così, ma generalmente è
così. [Lo notano anche i presenti, dal sospiro improvviso con cui i veggenti
dicono: «Ode», ossia «Se ne va». E finisce di colpo l'apparizione]. J -
Come vi sentite subito dopo che la
Madonna se n'è andata? V - All'inizio avevamo una strana sensazione e ci
dispiaceva. Adesso ci siamo abituati. Tanto più che sappiamo che all'indomani
ritornerà. Subito dopo incominciamo a fare qualcosa, o parliamo con qualcuno, o
incominciamo a pregare. Non c'è neanche il tempo di pensarci. J -
Bene, Vicka. Per adesso basta.
15 - SVOLGIMENTO DELLE APPARIZIONI. Janko
- Vicka, ora
ti dirò una cosa che forse ti sorprenderà, ma non devi lasciarti
impressionare. Vicka
- Parla
pure. Non c'è più niente che mi possa impressionare. J - Come mai? V - È
semplice: ne ho
sentite di tutti i colori. Tante storie riguardo a me, alla Madonna... Ma
proprio di ogni genere! Dicano pure quel che vogliono. J - Può darsi che
anch'io qualche volta ti abbia molestato in tal modo. V - Ma su; di' quello che
vuoi. J - Va bene, ma comincerò un po' da lontano. V - E comincia! J - Ecco. Io
desideravo tanto, almeno una volta, di poter partecipare al vostro incontro con
la Madonna. Ci sono riuscito per la prima volta il 3 dicembre 1981. In quel
giorno, tu nel tuo quaderno scrivi: «Ho avuto una conversazione con un frate di
Ljubuski; abbiamo parlato tanto. Dopo di che siamo andati dal piccolo Jakov ad
aspettare la Madonna. Mentre pregavamo, la Madonna è apparsa poco per volta.
Quando è apparsa del tutto, allora ci siamo inginocchiati e abbiamo parlato con
lei. Il frate ci guardava continuamente, per vedere come ci comportavamo in quel
momento». V - Bene. E che c'entra questo? J - C'entra, c'entra. Prima di tutto,
come hai fatto a sapere che quel frate ti guardava così fissamente? V - Me
l'hanno detto dopo; e lui pure me l'ha detto. J - Questo è vero. Mi interessa
conoscete se tu adesso sai chi era quel frate? V - Ma chi si ricorda! Ce n'erano
tanti così. J - Va bene. Può darsi che per te sia interessante saperlo quando
ti dico che quel frate di allora è lo stesso che ora parla con te. V - Davvero?
J - Sì, sì. E hai annotato proprio bene! Me ne ricordo come se fosse adesso:
io stavo alla tua sinistra mentre entravamo in quella piccola stanza di Jakov,
dove si attendeva l'apparizione. La stanza era piena di gente; però io sono
riuscito a starti vicino. V - E che cosa hai visto? J - Vicka, la mia esperienza
è stata profonda e irripetibile. Non la dimenticherò mai; era la prima volta
che ho vissuto così intensamente la venuta della Madonna e il tuo mormorio con
lei. V - Bene. Questo lo so e sono contenta che tu l'abbia vissuto così. Ma che
cosa volevi dire? J - Questa esperienza mi è stata utile in relazione a quanto
ancora vorrei discutere con te. V - Allora, chiedi. J - Va bene. Tu sai che
anche altre volte in seguito io ho assistito a questi vostri incontri con la
Madonna. Se fosse possibile, lo farei tutti i giorni, ma debbo dedicarmi alle
confessioni. V - Ma io non ho capito ancora che cosa vuoi dirmi. J - In sostanza
questo: che i vostri incontri con la Madonna, per me personalmente, sono stati
sempre misteriosi e al tempo stesso come una fonte di ispirazione, che mi
rallegravano e mi illuminavano. V - Questo mi fa veramente piacere. La Madonna
ti premia per qualcosa. J - Vorrei continuare. V - Bene, prosegui. J - Ecco,
questo. Ho notato una certa differenza tra questi incontri. In un certo senso ciò
si riferisce sia alla durata sia al modo di svolgersi degli incontri. Tuttavia
adesso non vorrei parlare di questo; ne parleremo in un'altra occasione.
Piuttosto, se è possibile, spiegami tu la vostra esperienza. V - Veramente non
te la saprei spiegare. Coraggio, tu domandami qualcosa e io ti dico quello che
so e che posso dirti. J - Va bene. Dimmi allora, per esempio, se quando viene la
Madonna voi la vedete da lontano o se appare subito davanti a voi. V - Avviene
così. Quando noi incominciamo a pregare, prima di tutto vediamo come una luce.
Sembrerebbe un corpo umano, ma non lo è. E questa luce si avvicina a noi. J -
Qualche volta più in fretta e qualche volta più adagio, se ho osservato bene.
V - Proprio così. Noi alle volte vediamo la luce e in un attimo la Madonna sta
davanti a noi. Qualche volta invece arriva lentamente. J - Chiara? V - Chiara
come il sole! J - Come passa attraverso quel muro davanti al quale vi trovate
sempre voi, in occasione degli incontri? V - Mi meraviglio che me lo chieda
proprio tu, padre. Appena noi incominciamo a pregare, sparisce quel muro e
sparisce tutto il resto. J - Va bene, Vicka. Anch'io avevo pensato che fosse così.
Dimmi ancora se vi disturbiamo, noi che vi stiamo intorno. Particolarmente mi
ricordo di una sera, alla fine di gennaio di quest'anno. Quella sera, non so
perché, non potevate andare in quella stanza in cui generalmente vi incontrate
con la Madonna. E l'incontro si è svolto nella sacrestia della chiesa, che era
strapiena di noi e di varie cose. V - E allora? J - Permettimi di continuare. Mi
ricordo come se fosse adesso: davanti a te ci stava quella grande croce di
quercia, alta due metri. Ci mancava poco che tu la toccassi con il naso. E la
croce era appoggiata al muro. Io stavo proprio accanto a te, alla tua sinistra.
Ho pensato: Dio mio, da che parte si metterà la Madonna rispetto a Vicka? Mi
sentivo un po' a disagio. V - E poi? J - Voi avete incominciato la preghiera e
dopo un attimo siete caduti in ginocchio. Noi altri non avevamo lo spazio per
farlo. Ed era chiaro, almeno per me, che la Madonna era venuta. Io osservavo
soprattutto te. Tu guardavi verso l'alto, come al solito, e il viso e gli occhi
splendevano di un ardore straordinario. Hai parlato con la Madonna abbastanza.
Sembrava che tutta quella confusione non ti desse il minimo fastidio, in quella
stanzetta. Guardando l'orologio, ho notato che neppure la Madonna non aveva
nessuna fretta. V - Fra Janko, mi sembra di avertene già parlato e te lo ripeto
di nuovo. Tutta questa confusione non mi disturba minimamente, proprio niente.
Forse un po' all'inizio della preghiera; ma dopo, niente. J - Proprio niente? V
- Te l'ho detto: proprio niente! J - E come mai? V - Non lo so. Ma quando viene
la Madonna io non vedo più niente e non sento più niente all'infuori di lei. J
- Vicka, ti dico la verità, non capisco come è possibile. V - Ma che cosa
posso farci io? Non lo so neanch'io come questo succede, ma so che è così e
basta. J - Io ti credo perché qualche volta anch'io ho visto dal vivo, come si
dice, che è così. Mi permetti che lo chiarisca dal mio punto di vista? V -
Bene; preferisco se parli di più tu. J - Ho guardato infatti più volte come vi
fotografano durante le apparizioni, con i flash che scattano davanti ai vostri
occhi. A me i flash, anche se mi trovo lontano, ogni volta mi fanno sussultare.
Invece ho visto tante volte che nessuno di voi veggenti batte neppure un ciglio;
solo non so per il piccolo Jakov. V -
Questo fatto veramente non mi riguarda. Quando la Madonna sta con me, allora
intorno a me è come se non accadesse nient'altro. J
- Come è possibile questo? V - Non lo so. E la Madonna che combina così le
cose. J - Gli altri veggenti, come vivono questi momenti? V - Per quanto ne so
io, come me. Ma non lo so con esattezza. Ognuno ha il suo carattere. Noi non
parliamo mai tra noi di queste cose. J - E perché? V - Non so dirti neppure
questo. J - Va bene. Ma dimmi se ogni incontro con la Madonna lo vivi allo
stesso modo. V - Prevalentemente sì. Ma ci sono stati anche degli incontri
particolari. Alcune volte sono stata molto emozionata; mi sembrava di librarmi
in aria, come se non stessi più sulla terra. So che una volta ho dovuto
aggrapparmi al letto per non cadere. Mi sembrava come se volassi da qualche
parte; non li so descrivere, eppure ci sono stati dei momenti così. J - Avevi
paura di quello che provavi? V - No. Mentre vedo la Madonna non ho paura di
niente. J - Bene, Vicka, ma non ti ho chiesto se è sempre stato così bello. V
- In sostanza sì. All'inizio la gente ci premeva e ci spingeva. Ma con la
Madonna è sempre bello!
16 - L'ORA DELL'APPARIZIONE.
Janko - Vicka,
tu ed io sappiamo, e lo sanno anche gli altri, a che ora vi appariva
ordinariamente la Madonna e quando vi appare adesso. Ma parliamone ancora un
po'; è certo che ancora non lo sanno tutti. Vicka
- Chiedi
pure. Vedo che non ha più senso che io mi difenda dalle tue domande. J - Ecco,
prima di tutto dimmi quando, cioè a che ora, vi appariva la Madonna di solito.
V - Vuoi dire
dall'inizio fino ad ora? J - Sì, sì. Dall'inizio fino ad ora. V
- Questo lo sappiamo tutti: di solito ci appariva dalle 18 alle 18.30. J
- D'estate e d'inverno? V - Sì, sia d'estate che d'inverno. J - Tuttavia. per
quel che ne so io, non è sempre stato così. V
- Non proprio sempre; ma mi sembra quasi sempre. Poche volte ci è
apparsa in altre ore, come ad esempio quando ci ha fatto vedere il paradiso e
l'inferno. J - Ah, sì; allora vi è apparsa in un altro orario. V - Quella
volta ci è apparsa all'incirca alle tre del pomeriggio. J - Anche qualche altra
volta? V - Sì. Anche quando ci è apparsa più volte in uno stesso giorno. In
questi giorni l'apparizione principale era intorno alle sei; l'altra in orari
differenti. J - Puoi ricordarti di qualche altra occasione del genere? V - Ah sì.
Se andavamo a Podbrdo di notte, allora ci appariva più tardi. J - Vicka, con te
è stato così. E con gli altri? V
- Con loro è stato diversamente. A quelli che erano a scuola lontano,
appariva in un altro orano. J - Quando? V - Se andavamo a scuola di pomeriggio,
l'apparizione di solito avveniva alla mattina verso le nove. Se andavano di
mattina a scuola, la Madonna appariva alla sera. Così come si mettevano
d'accordo. J - È
una cosa molto
interessante; la Madonna pensava veramente a tutto. V - Nessuno può nemmeno
immaginare quanto è buona la Madonna! Come ci protegge e ci capisce! J -
Soltanto non so se voi la contraccambiate allo stesso modo... V - Potremmo fare
anche meglio; questo certamente. Ma anche noi siamo portati dalla vita di qua e
di là, quindi... Dovremmo tuttavia raccoglierci di più. J - Vicka, il
proposito è buono. Ma che non rimanga soltanto un proposito! V - Spero di no.
Aiutaci anche tu; almeno aiuta me in questo. J - Io penso, e tu lo sai, che mi
sto già dando da fare per te. V- Lo so e te ne ringrazio. Solo non dimenticarmi
nemmeno nel futuro.
17 - LA DURATA DELLE SINGOLE APPARIZIONI.
Janko -
Tutti sappiamo che le apparizioni della Madonna non hanno la stessa durata di
tempo. Lo sappiamo bene soprattutto noi che abbiamo partecipato ad alcune di
esse. Vicka -
Sì, è così. Con questo che cosa vuoi sapere? J - Tu sai meglio di me questo e
vorrei che me lo spiegassi un po'. V
- Che cosa devo chiarire? J - Prima di tutto dimmi perché succede così.
V - Io veramente non lo so. Potrebbe spiegarlo soltanto la Madonna. So soltanto
che all'inizio si tratteneva di più che ultimamente. J - Che ne pensi di
questo fatto? V - Forse perché aveva molte più cose da dirci, sia a noi che al
popolo. Adesso non si mette a ripeterci sempre le stesse cose. J - Va bene. Ho
letto su un tuo quaderno che la Madonna, in una occasione, si è fermata per 45
minuti. V - Se lo hai letto vuol dire che è stato così. J - Mi è chiaro
quello che ho letto, ma non capisco che cosa avete fatto insieme per tanto
tempo. V - Che ti posso dire? Press'a poco, quando è successo questo fatto? J -
Circa nella prima metà di dicembre del 1981. Allora era presente con voi anche
un certo giovane che suonava la chitarra, come tu stessa hai annotato; cantava e
pregava. V - Ecco, vedi cosa abbiamo fatto: pregato, suonato, cantato. È chiaro
che abbiamo anche parlato con la Madonna. Caro padre, è come quando si parla
con la propria mamma: il tempo passa presto. J - E quel giovane, che cosa ha
fatto in tutto quel tempo? V - Quello che facevamo noi. Solo che lui non sentiva
la nostra conversazione con la Madonna. È uno
che si è dimostrato molto interessato. J - Ti ricordi di questo giovane? V -
Credo che fosse... Aspetta un po'. Oh, sì! Era un nostro ragazzo di Metkovici.
Mi è venuto in mente adesso. Bene, andiamo avanti. J - Mi sembra che tu abbia
saltato qualcosa. Ma dimmi come lui si è trovato tra voi in quella occasione. V
- Come tutti gli altri. È venuto
almeno una ventina di volte a piedi da Metkovici a Medjugorie. J - Ed era
presente con voi durante le apparizioni? V - Certamente. Perché veniva, se no?
Una volta è accaduto anche a lui qualcosa di insolito. J - Dimmi; a me
piacciono le cose insolite. Cosa gli è successo? V - Una volta, durante
l'apparizione, la Madonna l'ha baciato. J - Davvero? V - Ma certo! J - E come lo
sai? V - Come avrei fatto a non saperlo se l'ho visto? Tutti lo abbiamo visto. J
- Chi tutti? V - Tutti i veggenti che erano allora là. J - E poi? V - Poi che
cosa? Gli abbiamo detto tutto; quando è finita l'apparizione e basta. J - Lui
vi ha creduto? V - Certo che ci ha creduto. Lo si notava anche dal suo aspetto.
J - Che cosa si notava? V - Si vedeva che era insolitamente emozionato. Ha quasi
cominciato a piangere dalla commozione. J - Bene, Vicka. Credo di sapere adesso
di chi si tratta. V - Forse lo conosci perché ho visto che qualche volta hai
parlato con lui. J - Sì, sì. Una volta mi ha raccontato tutto; così. Durante
un'apparizione, ad un tratto si è sentito attraversare tutto come da una
fiammata. Poi ha sentito un'ondata di freddo, tanto da sudare. Tutto ciò gli è
sembrato in qualche modo strano, ma nonostante questo si sentiva molto contento.
V - Soprattutto quando gli abbiamo detto che la Madonna l'ha baciato. J - Sì, sì.
Dice che allora si è sentito proprio beato. V - E come non sentirsi così? Ci
sono stati anche altri fatti del genere, ma andiamo avanti. J - Bene,
proseguiamo; ma sono molto contento che ci siamo ricordati anche di questo. Ora
mi interessa sapere se a ciascuno di voi la Madonna è apparsa per così lungo
tempo. V - Questo non lo so. Non l'ho mai chiesto. J - Tu ne sai comunque
qualcosa. Potrei dire qualcosa anch'io, ma è meglio se parli tu. V - Va bene.
Ecco, almeno questo. So che la Madonna è stata con Mirjana per l'ultima volta,
la sera di Natale (1982) per più di 45 minuti. Così ci ha raccontato Mirjana.
Questo è anche comprensibile dato che loro due si sono allora separate. Sai
che in occasione di un addio ci sono tante cose da dire. J - Vedi, Vicka, che tu
sai tante cose. Per ora basta. C'è stato un periodo in cui la Madonna vi
appariva più a lungo. Mi ricordo di una sera, verso la fine di maggio di
quest'anno [1983]. Voi veggenti siete andati nella stanzetta per l'incontro con
la Madonna e il sacerdote ha cominciato la recita del Rosario. Ha terminato
tutto il Rosario, con anche le Litanie
e 7 Padre
nostro, come
voi di solito recitate davanti al popolo, alla fine di ogni apparizione. Ma
nessuno dei veggenti usciva ancora dalla stanza; nessuno sapeva che cosa era
successo, mentre loro per tutto questo tempo hanno parlato con la Madonna. Così
hanno riferito quando sono usciti e la stessa cosa è stata riferita da quelli
che stavano con loro. V - Che cosa si poteva fare? La Madonna voleva così e noi
non la avremmo interrotta neanche se avesse voluto rimanere tutto il giorno con
noi. J - Capisco, Vicka. Ma è strano questo: la Madonna ha parlato tanto tempo
con voi e voi non sapevate o non volevate riferirci nulla al riguardo. V - Che
cosa potevamo dirvi, se la Madonna ci aveva detto di non riferire? J - Vi ha
detto forse di non raccontare niente? V - Io non lo so, perché quella volta
stavo male e non ero con loro. J - Anche il giorno seguente l'apparizione è
durata più di mezz’ora. Poi ancora alcune sere, è durata per 20 minuti e più.
Mentre per noi è rimasto tutto segreto. V - Che ci vuoi fare? Questo è
successo quando la Madonna ha cessato di raccontare la propria vita. Sai che
questo è durato quattro o cinque mesi. In quel tempo non parlava d'altro e
nessuno poteva farle domande. Sai com'è. Finito quel periodo hanno conversato a
lungo. J - E a noi non hanno detto niente. V - Questo fatto era interessante
anche per voi, come una sorpresa. J - Intanto a noi era chiaro che la Madonna
era veramente presente e che stava compiendo la sua missione. V - Presto sarà
ancor più chiaro per tutti. J - Lo spero anch'io.
18 - IL NUMERO DELLE APPARIZIONI.
Janko -
Vicka, abbiamo parlato di tante cose, ma ce n'è una che non abbiamo mai
trattato. Vicka
- Che cosa
sarà adesso, mio Dio! J - Non è particolarmente importante, tuttavia è bene
parlarne, dato che trattiamo di tutto. V -
Va bene. Incomincia allora. J - Sappiamo che a tutti voi, e a te
particolarmente, in questa trentina di mesi la Madonna è apparsa molte volte. V
- Questo lo sappiamo tutti. Che cosa vuoi sapere allora? J - Per quanto
sarà possibile e con il tuo aiuto, vorrei stabilire il numero delle apparizioni
che ci sono state. In modo particolare mi interessa sapere quante volte tu ti
sei incontrata con la Madonna. V - Fra Janko, io ti capisco ed è una cosa che
alle volte ho chiesto a me stessa. J - Sei riuscita a stabilire un numero? V -
No, non lo troverò mai. Ma neanche mi preoccupo di questo. Che utilità ne
avrei? J - Vicka, questo è anche vero. Però molte volte, sia devoti della
Madonna di Medjugorje sia persone che le sono contrarie, mi hanno chiesto fino a
quando durerà tutto questo. Alcuni addirittura lo deridono. Perciò, se non ti
sei scocciata... V - Anche se mi fossi scocciata ti risponderei lo stesso. Io
però posso parlare solo per me, perché la Madonna a nessuno di noi è apparsa
per lo stesso numero di volte. J - Secondo te, fino adesso, a chi di voi è
apparsa più volte? V - Credo a me e al piccolo Jakov. Ma penso più volte a me.
J - Sarebbe come dire che vuole più bene a te? V - No, non penso questo. Ma io
sono sempre a casa e la Madonna appare di più qui a Medjugorje. J - Si potrebbe
provare a calcolare quante sono state le apparizioni, dall'inizio fino ad
oggi? V - Io faccio male i conti; sai che mi hanno
rimandata in matematica. Io elencherò e tu fai la somma. J - Bene, posso farlo.
Il numero risultante non sarà del tutto esatto, ma sarà approssimativo. V - Va
bene. Aiutami facendomi delle domande. J - Va bene anche questo. Prima di tutto
faremo la somma di quanti giorni ci sono stati dalla prima apparizione ad oggi
[si tenga presente che poi il dialogo è continuato anche nei mesi seguenti]. V
- Abbiamo stabilito che sei tu a fare i conti. J - Va bene. Diciamo che sono
passati trenta mesi dalla prima apparizione ad oggi. Così sarebbero circa 900
giorni. La Madonna ti è apparsa tutti i giorni? V - Tutti i giorni esclusi
cinque, all'inizio. Credo di avertelo già detto. J - Significa allora che la
Madonna ti è apparsa per 900 volte meno 5. quindi 895 volte. V - È così. Ma
quante volte mi è apparsa due, tre e anche quattro volte in un giorno solo! J -
Accadeva anche questo? V - Come no? È una
cosa che ti ho già raccontato. Per più di metà del primo anno delle
apparizioni, sono stati pochi i giorni in cui ci è apparsa una volta sola. J -
Vorrebbe dire allora che, nei primi 150 giorni, è apparsa almeno 200 volte in
più. V - Sì, sicuramente. J - Tutto sommato sarebbero 1.100 volte. V - Ho
detto che i conti devi farli tu. J - Va bene. Arrotondiamoli a 1.000 volte. V -
Arrotondali come vuoi; a me non interessa affatto. Non capisco neanche perché
questo proprio ti interessi. J - Soprattutto perché molti non sanno quante sono
state le apparizioni. Quelli poi che lo sanno, si chiedono a che cosa servano
delle apparizioni così numerose. V
- Credo che non spetti a noi indagare al riguardo. Queste sono cose di
Dio e della Madonna. J -
È vero
questo, ma io credo che tu sia stata un po' precipitosa nel calcolare il numero
delle apparizioni. V - Come sarebbe a dire? J - Tu sei stata ammalata per lungo
tempo, a intervalli, e allora non venivi qui alle apparizioni. V - Scusami,
padre, ma non capisco che cosa vuoi dire con questo. Mi sorprende veramente.
Almeno tu sai che la Madonna in quei periodi mi appariva lo stesso. J - Tutti i
giorni? V - Sì, proprio tutti i giorni. J - Scusami, ma stai attenta a non
essere precipitosa. V -
No. Non sono stata per niente precipitosa. J - Va bene. Ma ti ricordi che per
due giorni, viaggiando per due volte a Zagabria, stavi in treno? Una di quelle
volte, me lo ricordo bene, sei partita da Caapljina alle 11 del mattino. Dove e
quando ti è potuta apparire la Madonna in quella occasione? V - Ora vedo quello
che vuoi tu. J - Che cosa? V
- Vuoi mettermi in trappola, ma non ci sei riuscito. Perché anche quella
volta la Madonna mi è apparsa all'ora solita, quasi meglio delle altre volte. J
- E dove ti è apparsa? V - Proprio in treno. J - In treno? V - Sì, in treno. J
- Dove è accaduto questo? V - La prima volta è stato in una piccola località,
dopo Doboj. Sapevo anche il nome, ma adesso me ne sono dimenticata. J
- E la seconda volta? V - La seconda volta dopo Banja Luka. J - Il treno
era fermo? V- No. Entrambe le volte era in corsa.
J - Va bene, Vicka. Qui mi hai veramente confuso. Dimmi come è accaduto.
V - Molto semplicemente. È stato più semplice che a casa. J - Sii buona e raccontami qualcosa. V -
Credo che questa volta non te lo meriteresti, ma te lo racconterò lo stesso. La
prima volta non c'era nessuno dei miei con me. Circa dopo le sei del pomeriggio,
ero uscita in corridoio. Faceva freddo e nel corridoio non c'era nessuno. Mi
sono fatta il segno della croce e ho incominciato a pregare. La Madonna è
venuta subito. J - Dimmi la verità: te l'aspettavi? V - Veramente non so.
L'aspettavo e non l'aspettavo. J - Va bene, la Madonna è venuta. E tu? Ti sei
messa in ginocchio? V - No; qualcuno avrebbe potuto prendermi per matta se mi
avesse vista in ginocchio. Abbiamo parlato un po'. La Madonna mi ha consolato;
era contenta. Mi ha salutato e se n'è andata. J - E la seconda volta? V- La
seconda volta c'era anche la mamma con me. J - Va bene. Avevate passato Banja
Luka e poi? V - Era la stessa ora, verso le sei del pomeriggio. Ero molto debole
e stanca; non mi muovevo dallo scompartimento. Quando è arrivato il mio
momento, mi sono fatta il segno della croce ed ho incominciato a pregare. J - E
la Madonna non veniva? V - Ma come no! Pare che a te sarebbe piaciuto se non
fosse arrivata! E venuta quasi subito. J - C'era altra gente nello
scompartimento? V - Era pieno. Credo che fossimo in nove, con mamma e me. J - E
allora? V - Quando la Madonna è arrivata, io non ho più sentito nè visto
niente intorno a me. J - Neanche la mamma? V
- Proprio nessuno. J
- E allora? V - Ho parlato molto gioiosamente con la Madonna. E poi lei se ne è
andata. La mamma mi ha detto che avevo un aspetto tutto beato. J – Stavi in
ginocchio? V – No. Stavo seduta al mio posto. J – Dopo, qualcuno ti ha forse
chiesto qualcosa? V – No. Solo che alcuni mi guardavano in un
modo strano. J – Forse pensavano che tu avessi qualche malattia
particolare. V – Non lo so e non me ne importa. Possono pensare quello che
vogliono. J - Vicka, per essere sincero ti debbo dire che ho già sentito
parlare di questo. Qualcosa me l'ha raccontato tua mamma. Ma questi particolari
mi hanno sorpreso moltissimo, quasi scioccato. V - Non so cosa significa
quest'ultima parola. Per essere sincera, mi sembra che tu volessi mettermi in
trappola, ma non ci sei riuscito. J - Non è proprio così, ma non credevo che
te la saresti cavata così bene. Vedo che mi sono sbagliato e ne sono contento.
V - Anch'io. J - Bene, così siamo contenti tutti e due.
19 - I LUOGHI DELLE APPARIZIONI.
Janko -
Vicka, quando abbiamo parlato del numero delle apparizioni, mi è subito
venuto in mente di elencare anche, in qualche modo, dove è apparsa la Madonna.
Possiamo tentare anche questo? Vicka
- Va bene.
Visto che abbiamo parlato di tutto, possiamo parlare anche di questo. J - Vuoi
che incominci io? V - Certo! Tu conduci le cose meglio di me. J - Incomincerei
così. Sappiamo che nei primi quattro giorni la Madonna vi è apparsa in tre
posti diversi. È così?
V - È esatto. Ma ti dimentichi che il terzo giorno è apparsa anche a Maria
mentre tornava a casa, là presso Lokvetina. J - Allora è apparsa in quattro
posti. Io faccio la somma per te. V - Va bene. Vai avanti. J - Una volta a
Cerno. V - Sì, procedi pure. J - Quando a metà di agosto fu proibito di andare
a Podbrdo, la Madonna vi appariva giù in paese. In quanti posti? V - Chi sa
questo adesso? In molti posti. J - Allora proviamo a contarli. V - Appariva
maggiormente in quel boschetto a Didovac, sotto casa. J - In quanti posti? V -
Almeno in cinque o sei posti. J - E poi? V
- Poi nei cortili e nelle case. J - Nelle case di chi, ad esempio? V -
Nelle case di tutti noi veggenti; ora in una, ora in un'altra. J - Anche nella
casa di qualche altro? V - Sì. Nella casa del nostro Marinko ed in altre due o
tre case. Però, padre, stai bene attento: io parlo solo per me, perché non lo
so dove appariva agli altri. J - Bene, Vicka. Andiamo avanti solo per quanto
riguarda te. Ti ricordi se vi siete incontrati nella canonica? V - Già te l'ho
detto prima, che ci siamo incontrati anche là. In tre stanze: nel refettorio,
nella stanza di Fra’ Jozo e in quella di Fra’ Veselko. J - E in chiesa? V
– Aspetta un po’: anche in chiesa, in tre posti. J - Quali sono questi tre
posti? V - Nella prima sacrestia, nell'altra stanza... J - E poi? V
- Nel coro. J - Adesso andiamo avanti. Tu hai partecipato una volta agli
esercizi spirituali a Dubrovnik. Anche in quella occasione ti è apparsa la
Madonna? V- Certo. Ti ho già detto che la Madonna veniva in qualsiasi posto io
mi trovassi in quel giorno. J - Dove ti è apparsa a Dubrovnik? V - Nella
cappella delle suore di Dance. J - In nessun altro luogo? V- Dove vuoi ancora? J
- Bene; adesso andiamo a Zagabria. Tu hai trascorso là parecchi giorni. [Per
motivi di salute. Più volte ha parlato anche col Card. Kuharié]. V - Va bene.
Incomincia. J - Dove ti appariva la Madonna? V -. Dovunque mi trovavo di sera. J
- In quanti posti ti sei trovata, complessivamente? V
- Aspetta un po'. Io non sono stata mai degente in ospedale, ma stavo
nelle case dei miei parenti o amici. Erano tre case, perciò puoi fare il conto.
J - Bene. Da qualche altra parte? V - Mi sono incontrata con la Madonna nella
cappella delle suore a Rebro, a Salata, anche là nella cappella delle suore. J
- Allora è tutto qui? V - No, no. La Madonna è venuta anche a Kaptol, in due
posti. J - Mi puoi dire dove? V - È stato
nella chiesa francescana e in un altro posto. J - In che posto? V - Tu lo
conosci già; e per gli altri non ha importanza. [Si tratta della cappella
dell'arcivescovado. Per delicatezza non viene detto]. J
- Hai ragione. Ricordi qualche altro posto ancora? V - Non mi ricordo.
Credo che abbiamo elencato tutto. J
- Abbiamo nominato i posti, ma non abbiamo fatto la somma. Adesso tu ti
riposi un po'. Io tenterò di fare i conti; ho già preso degli appunti mentre
parlavamo per cui sarà più facile. V - Va bene. Sto ad aspettare. J - Ho
calcolato così, pensando solo alle apparizioni a te: a Podbrdo 4 posti; in
paese, 7 all'aperto e 9 in casa; a Cerno 1 volta; nella canonica in 3 posti; in
chiesa in 3 posti; a Dubrovnik 1 posto; a Zagabria in 8 posti. Sono quindi 36
posti. V - Bene. Ma abbiamo dimenticato una cosa. J - Che cosa? V - In treno,
due volte. J - Bene. Meno male che te ne
sei ricordata tu. Quindi la Madonna ti è apparsa in 38 posti. [In seguito le
apparizioni avvennero anche altrove]. V
- Il conto l'hai fatto tu; sarà così. J - Stando a questo, Vicka, significa
che la Madonna ti è apparsa in qualunque luogo ti trovavi, all'ora stabilita. V
- Si, come vedi. J - E agli altri veggenti? V - Per quanto ne sappia io, anche a
loro. Ma non sono sicura del tutto. J - Sono contento che abbiamo chiarito anche
questo. V - Non è molto importante, ma
contento tu...
20 - LE
APPARIZIONI IN CANONICA. Janko - Vicka, se ti ricordi, abbiamo già parlato di due o
tre volte in cui la Madonna è apparsa in canonica. Vicka
- Sì, ne
abbiamo parlato. J - Non eravamo
molto d'accordo. Vogliamo ora chiarire ogni cosa? V - Sì, se ci riusciremo. J -
Va bene. Prima di tutto cerca di ricordarti di questo: tu sai meglio di me che
all'inizio vi creavano delle difficoltà, non vi permettevano di andare a
Podbrdo per incontrarvi con la Madonna. V - Lo so meglio di te. J - D'accordo.
Vorrei che ti ricordassi di quel giorno in cui, dopo le prime apparizioni, poco
prima dell'ora dell'apparizione, è venuta la polizia a cercarvi. Maria mi ha
detto che lei è stata avvertita da una delle sue sorelle, che poi ha avvisato
anche tutti voi, dicendovi di nascondervi da qualche parte. V - Mi ricordo; ci
siamo radunati in tutta fretta e siamo fuggiti dal paese. J - Perché siete
scappati? Forse non vi avrebbero fatto niente. V - Sai, caro padre mio, quello
che si dice: chi si è scottato una volta... Avevamo paura e siamo scappati. J -
Dove siete andati? V - Non sapevamo dove rifugiarci. Siamo andati verso la
chiesa per nasconderci. Ci siamo arrivati attraverso i campi e le vigne, per non
essere visti. Siamo giunti alla chiesa, ma era chiusa. J - E allora? V -
Pensavamo: mio Dio, dove andare? Per fortuna nella chiesa c'era un frate; stava
pregando. Dopo ci ha raccontato che in chiesa sentiva una voce che gli diceva:
Vai a salvare i ragazzi! Ha aperto la porta ed è uscito fuori. Noi lo abbiamo
subito circondato come dei pulcini e gli abbiamo chiesto di nasconderci in
chiesa. (Era padre Jozo, il parroco, fino allora contrario. Da quella volta
divenne favorevole). J - E lui? V - Ci ha portato in tutta fretta nella
canonica. Ci ha fatto entrare in una stanzetta, quella di Fra’ Veselko, ci ha
chiuso dentro ed è uscito. J - E voi? V - Ci siamo raccolti un po'. Poi è
tornato da noi quel sacerdote con due suore. Ci confortavano dicendoci di non
aver nessun timore. J - Allora? V - Abbiamo incominciato a pregare; pochi attimi
dopo è venuta la Madonna in mezzo a noi. Era molto contenta. Ha pregato e
cantato con noi; ci ha detto di non aver paura di niente e che noi avremmo
resistito a tutto. Ci ha salutato e se ne è andata via. J - Vi sentivate
meglio? V - Senz'altro meglio. Eravamo ancora preoccupati; se ci avessero
trovati, che cosa ci avrebbero fatto? J - Quindi vi è apparsa la Madonna? V -
Te l'ho già detto. J - E la gente, poveretta, che faceva? V - Che cosa poteva
fare? Anche la gente ha pregato. Erano tutti preoccupati; si diceva che ci
avevano portati via e messi in prigione. Si diceva di tutto; sai com'è fatta la
gente, dice tutto quello che le passa per la testa. J - Vi è apparsa altre
volte la Madonna in quel posto? V - Sì, diverse volte. J - Quando siete tornati
a casa? V - Quando si è fatto buio, all'incirca verso le ore 22. J - Per
strada, avete incontrato qualcuno? Della gente o della polizia. V - Nessuno. Non
siamo tornati per la strada, ma per la campagna. J - Quando siete arrivati a
casa, i vostri che cosa vi hanno detto? V - Sai com'è; erano preoccupati. Poi
abbiamo raccontato tutto. J - Va bene. Come mai tu una volta testardamente
affermavi che la Madonna non vi è mai apparsa nella canonica e che non vi
apparirà mai là? V - Sono fatta così: penso a una cosa e dimentico il resto.
Una volta la Madonna ci ha detto che non ci sarebbe mai apparsa in una
determinata stanza. Noi una volta avevamo incominciato a pregare proprio là,
sperando che sarebbe venuta. Invece, niente. Noi pregavamo, pregavamo, e lei non
veniva. Di nuovo ci mettevamo a pregare, e niente. [In quella stanza erano stati
nascosti dei microfoni-spia]. E allora? V - Allora siamo andati nella stanza
dove appare adesso. Abbiamo incominciato a pregare... J - E la Madonna non
veniva? V - Aspetta un po'. È venuta
subito, appena abbiamo incominciato a pregare. J- Vi ha detto qualcosa? V - Ci
ha detto perché non è venuta in quella stanza e che non verrà mai là. J - Le
avevate chiesto il perché? V - Certo che glielo avevamo chiesto! J - E lei? V -
Ci ha detto i suoi motivi. Che altro doveva fare? J- Possiamo sapere anche noi
questi motivi? V - Tu li conosci; te li ho detti. Perciò lasciamo stare. J - Va
bene. L'importante è che ci siamo capiti. Quindi possiamo concludere che la
Madonna vi è apparsa anche in canonica. V - Si, te l'ho detto, anche se non è
tutto qui. All'inizio del 1982 ci è apparsa nella canonica molte volte, prima
di passare nella chiesa. Alcune volte, in quel periodo, ci è apparsa anche nel
refettorio. J - Perché proprio nel refettorio? V - Ecco. Una volta in quel
periodo c'è stato con noi uno dei redattori di GIas
Koncila. [«La
Voce del Concilio», che si stampa a Zagabria, è il giornale cattolico più
diffuso in Jugoslavia]. Là abbiamo parlato con lui. All'ora dell'apparizione ci
ha chiesto di fermarci là a pregare. J - E voi? V - Abbiamo incominciato a
pregare e la Madonna è venuta. J - Che cosa avete fatto allora?
V - Come al solito. Abbiamo pregato, cantato, le abbiamo chiesto alcune
cose. J - E che cosa faceva il giornalista della redazione? V - Non lo so; credo
che pregasse. J - È finita
così? V - Sì, per quella sera. Ma si è ripetuta la stessa cosa per altre tre
sere. J - La Madonna veniva sempre? V - Tutte le sere. Una volta quel redattore
ci ha messo alla prova. J - Di che cosa si è trattato, se non è un segreto?
Nessun segreto. Ci ha detto di provare se vedevamo la Madonna ad occhi chiusi. J
- E voi? V - Io ho provato perché interessava anche a me saperlo. Era la stessa
cosa: vedevo la Madonna ugualmente. J - Sono contento che tu ti sia ricordata di
questo. Volevo proprio domandartelo. V - Valgo anch'io qualcosa... J - Ti
ringrazio. Tu sai molte cose. Così abbiamo chiarito anche questo.
21 -
PERCHÉ TANTE APPARIZIONI. Janko
- Vicka, è
una cosa già conosciuta quello che voi dite, che la Madonna vi appare da oltre
trenta mesi. Vicka
- E con
questo? J - A molti sembra un fatto eccessivamente lungo e poco chiaro. V - Ma
che cosa deve sembrare? Come se fosse importante quello che sembra agli altri! J
- Dimmi la verità, se anche a te sembra così. V - Sì; in passato mi è
sembrato qualche volta così. Infatti noi, all'inizio, abbiamo chiesto spesso
alla Madonna: «Madonna mia, fino a quando ci apparirai?». J - E lei? V -
Qualche volta stava zitta, come se non sentisse. Qualche volta invece ci ha
detto: «Angeli miei, vi ho già stancato?». Ora non le chiediamo più queste
cose. Io almeno non lo faccio più; per gli altri non lo so. J - Bene. Ci sono
stati dei giorni in cui la Madonna
non vi è apparsa? V- Sì, ce ne sono stati. Questo te l'ho già raccontato. J -
E quante volte è accaduto in questi 900 e più giorni? V - Non posso parlare
per gli altri. Quanto a me, in tutto questo tempo non l'ho vista cinque volte. J
- Mi sai dire se gli altri l'hanno vista in quei cinque giorni? V - No; penso di
no. Ma non saprei con esattezza. Credo proprio che non l'abbiamo vista perché
di questo fatto ne abbiamo parlato tra di noi. J - Perché la Madonna non è
venuta quelle volte? V - Non lo so.
J - Gliel'avete chiesto qualche volta? V - No, mai. Non tocca a noi stabilire
quando viene e quando no. Solo che una volta ci ha detto che non dobbiamo
meravigliarci se qualche altra volta non verrà. In alcuni giorni è venuta più
volte in uno stesso giorno. J - Perché lo ha fatto? V - Non lo so. Viene, ci
dice qualcosa, prega con noi e se ne va. J - È successo
molte volte? V - Sì, sì. Soprattutto all'inizio. J - Succede ancora così? V -
Che cosa? J - Che la Madonna non vi appaia. V - No. Non è più successo. Non lo
so esattamente, ma non è successo da molto tempo. Io parlo per me; per gli
altri non lo so. J - Accade ancora che vi appaia più volte in uno stesso
giorno? V - No, no; da molto tempo. Almeno per quanto ne so io. J
- Va bene, Vicka. Voi pensate che la Madonna vi apparirà sempre? V
- Non credo a una cosa così e sono sicura che non la pensano nemmeno gli altri.
Ma non voglio pensare a questo. A che cosa serve pensarci se non posso
concludere niente? J - Va bene per questo. Ma c'è un'altra cosa che mi
interessa. V - Che cosa? J - Sai fornirmi qualche risposta alla domanda perché
la Madonna vi appare così a lungo? V - La Madonna lo sa sicuramente. Noi... J
- È chiaro: voi non lo sapete. Ma tu cosa ne pensi? V - Beh, ho detto che
questo fatto riguarda la Madonna. Ma se lo vuoi proprio sapere, la Madonna ci ha
detto che questa è la sua ultima apparizione sulla terra. Per questo lei non può
terminare tanto presto tutto quello che vuole fare. J - Cosa vuoi dire? V - Ma,
prova a riflettere: come sarebbero andate le cose se la Madonna ci fosse apparsa
solo dieci o venti volte e poi fosse scomparsa. Con tanta fretta si sarebbe già
dimenticato tutto. Chi avrebbe creduto che lei era venuta qui? J - L'hai
osservato bene. Secondo te, allora, la Madonna dovrà apparire ancora a lungo? V
- Non posso saperlo esattamente. Ma sicuramente lo farà perché il suo
messaggio possa espandersi in tutto il mondo. Qualcosa di simile ce lo ha
anche detto. J - Che cosa vi ha detto? V - Beh, ci ha detto che sarebbe venuta
anche dopo averci lasciato il suo Segno. Ha detto così. J - Questo va bene, è
impossibile controllarlo. Ma tu mi hai detto che questa sarebbe la sua ultima
apparizione sulla terra. Sei stata precipitosa a dirmi questo o no? V - No, non
sono stata precipitosa per niente. La Madonna ci ha detto proprio così. J -
Forse non apparirà più in questo modo? V - Io questo non lo so. Non so
filosofare; fallo tu se vuoi. La Madonna ha detto che questo è il tempo della
sua corsa e della sua lotta per le anime. Sicuramente hai sentito quello che la
Madonna ha detto a Mirjana. L'ha detto anche a noi. Ti ricordi di quanto ha
detto a Maria? Non può finire così presto. J - Vicka, tuttavia non è tutto
chiaro. V - Beh, tu chiedilo alla Madonna; che te lo spieghi lei. Io non sono in
grado di farlo. Solo ti voglio dire ancora questo. J - Dimmelo, per favore. V - È
una cosa di cui ho parlato con un bravo sacerdote di
Zagabria. J - Lui ha capito con facilità? V - Non lo so. Lui ha detto che anche
Gesù solo una volta è vissuto in quel modo sulla terra. E così anche la
Madonna può stare una volta sulla terra a modo suo. Questo mi è piaciuto e mi
è rimasto impresso. Al riguardo, non ho nient'altro da dire. Si dice che
nessuno è obbligato a credere alle apparizioni; quindi ognuno pensi quello che
vuole. J - E così non mi dici niente altro su questo? V - Di questo, no. J -
Va bene, Vicka. Grazie per quello che mi hai detto.
I VEGGENTI
22 - LA SCELTA DEI VEGGENTI. Janko
- Vicka,
adesso dovremmo chiarire una cosa che non sarà mai del tutto abbastanza chiara.
Vicka - Di
che cosa si tratta? J - Forse a te sembrerà una cosa molto semplice, ma questo
non significa che tu riesca a rispondere esattamente e con chiarezza. V -
Incomincia e poi vedremo. I - Dimmi cosa pensi tu: perché la Madonna ha scelto
proprio voi sei per suoi veggenti? V - Caro padre, credo che abbiamo già
tentato di dare una nostra risposta e mi ricordo che una volta tu mi hai preso
in giro per questo. Non importa. Io però ti ho già detto e te lo ripeto
adesso, che a questa domanda nessuno può dare una risposta, tranne la Madonna.
Tu sai anche questo, che noi, subito fin dall'inizio, abbiamo chiesto
pubblicamente, davanti al popolo, perché lei ha scelto proprio noi. J - E la
Madonna? V - Cosa vuoi! Ha detto che è affar suo e che non ha cercato i
migliori. J - Può darsi neppure i più intelligenti. V - Neppure questo. J -
Vicka, forse qui è il caso di applicare le parole della Bibbia: Dio, ed anche
la Madonna, spesso scelgono ciò che è stolto agli occhi del mondo, per
confondere i sapienti; ciò che è debole agli occhi del mondo, per confondere i
forti (cf. i Cor 1,27). Scusami, Vicka, se ho usato questo paragone. Non credo
che questa sia un'offesa. V - Macché offesa! Per me è un immenso, un grande
onore che Dio e la Madonna mi abbiano presa in questa occasione tra di loro. J -
E tutto il resto, quindi, è affar loro? V - Senz'altro. Lei ci ha presi a caso;
dalla strada, come si suoi dire. Non ha scelto nè i migliori nè i peggiori. J
- Va bene. Pensi però che la Madonna vi abbia scelti proprio a caso? V - Questo
non lo penso. Credo che la Madonna non faccia niente a caso. Tuttavia non so
perché ha scelto proprio noi. Avrà avuto lei i suoi motivi per questo, ma non
ce li ha detti. Forse questa scelta in futuro risulterà più chiara, sia a noi
che a voi. J -
Può darsi
che vi abbia scelti perché siete tutti, in certo modo, differenti. Sia riguardo
all'età che al carattere. Così lei può più facilmente «giocare» con voi,
può più facilmente realizzare i suoi piani. V - Può darsi, ma io non lo so. J
- Voi però, come affermi tu, avete chiesto anche questo alla Madonna? V - Sì,
l'abbiamo fatto. Anzi, più d'una volta. J - E lei? V - Delle volte ci ha
risposto: «Vi dispiace questo, angeli miei?». J - E a voi non dispiace? V -
Macché! Chi non desidera incontrarsi con la Madonna e parlare con lei? Non
saprei proprio chi non lo vorrebbe. J - Questo va bene. Però, come mi hai
detto, questa scelta vi ha procurato molte sofferenze e guai. Vi hanno molestato
i frati, la polizia; si è dubitato di voi, vi hanno minacciato in tutti i modi.
Non voglio continuare l'elenco. V - Tutto questo è vero. Ma nessuno può sapere
quanto abbiamo sofferto e soprattutto quanto dovremo soffrire ancora. Lo sa
solo la Madonna e qualcosa anche noi. Ma un solo incontro con lei ricompensa per
tutto questo. E una cosa che gli altri non capiscono; lo comprendo io e questo
mi basta. J - Vicka, ti difendi veramente bene. V - Da che cosa? J - Dal cadere
in qualche mio tranello. V - Quale tranello? Io dico quello che so e quello che
penso; tu puoi pensare e dire quello che ti pare. J - Va bene, diciamo che è
così. V - Come, diciamo! È così
come ti dico. Se lo capisci lo capisci. J - Questa mi piace. Qualcosa lo
capisco, qualcos'altro no. Ma di tutto questo argomento quello che mi interessa
di più è di sapere perché la Madonna ha scelto il piccolo Jakov. V - Io non
posso dire di saperlo. Nessuno di voi conosce il piccolo Jakov. Mi è rimasto
impresso nella mente quando la Madonna, in un'occasione subito all'inizio, ha
detto: «Voi andate e il piccolo Jakov rimane con me». È
un ragazzo
straordinario. La Madonna lo sapeva. J - Va bene. E cosa gli ha detto la Madonna
in quell'occasione? V - Nessuno lo sa. Forse non lo sapremo mai. Lui è come una
roccia nel conservare i segreti. J - Nemmeno a te che sei un po' la sua guida ha
mai detto niente? V - Mai, nemmeno una parola. E la Madonna gli ha detto
sicuramente qualcosa di importante. Ecco: questo è il piccolo Jakov. J -
D'accordo.
Diciamo che è così. V - Macché diciamo! È
proprio così, e
se lo capisci lo capisci. J - Quando è così, dimmi anche questo: che ne pensi
del motivo per cui la Madonna ha scelto proprio te e il piccolo Jakov come suoi
continui veggenti e testimoni della sua presenza a Medjugorje? V - Non lo so.
Credo che la Madonna abbia avuto i suoi motivi per questo. Lui è il più
piccolo di noi, io la più grande. Nell'autunno del primo anno, quando noi
stavamo per andare chi di qua e chi di là, la Madonna mi disse chiaramente: «Rimani
qui con Jakov». E io sono rimasta. J - E
questo ti è
costato? V - No, no. Neanche un po'. J - Non ti dispiace? [forse: aver abbandonato la scuola].
V - Per niente! Perché dovrebbe dispiacermi? La Madonna sa bene quello che fa.
J - Vicka,
questo l'hai spiegato veramente bene. Da parte mia, spero che la Madonna non si
sia sbagliata sul tuo conto... Ancora una cosa. V - Che cosa vuoi ancora? J -
Forse è
ridicolo, ma dimmi: la Madonna conosce i vostri nomi? V - Ah, ah, ah. Se conosce
i nostri nomi! Fin dal primo giorno ci ha chiamati per nome. J - E te, ti ha chiamata per nome? V - Certamente, più
di cento volte. J - Come
ti chiama: Vida o Vicka? [Si tenga presente che Vida è il vero nome, femminile
di Vito; Vicka è il diminutivo, corrispondente al nostro: Vituccia]. V - A
seconda. Alle volte Vida, altre volte Vicka. J - Va bene, Vicka, per adesso
basta. Anche perché ritorneremo ancora su questi argomenti.
23 - MODO MISTERIOSO DI COMUNICARE. Janko
- Vicka, a
tutti noi è chiaro che non comprendiamo molte cose riguardo ai vostri rapporti
con la Madonna. Almeno per me, la cosa meno chiara è in che modo comunicate con
lei. Alcune cose le conosciamo sin dall'inizio delle apparizioni. Così,
sappiamo che mentre voi parlate con la Madonna, nessuno di noi che vi siamo
accanto sente, né sa niente di quello che lei vi risponde. Vicka
- È esatto.
È stato
così fin dall'inizio. J - E come mai? V - Non lo so, questo. Non sapevo neppure
che era così. La Madonna ci parla al modo solito; noi sentiamo la sua voce
argentina e dolce, come se canti... Sono gli altri che dicono di non sentire
niente. J - Va bene. Quand'è che avete saputo che noi altri non la sentiamo? V
- Presto. Ce l'hanno detto subito che gli altri, la gente, non sentono quello
che ci dice la Madonna. J - Non avete mai domandato alla Madonna perché succede
così? V - Abbiamo provato, ma lei... Le abbiamo detto di manifestarsi in
qualche modo alla sua gente perché la gente ne diceva di tutti i colori. Le
abbiamo detto e l'abbiamo pregata di apparire a tutti, così tutti vedevano che
lei era qui. Ma noi non possiamo comandare alla Madonna! Che ci vuoi fare? J -
La Madonna, vi ha risposto qualcosa? V - Ha detto: «Beati quelli che non
vedono, ma credono!». Altre volte incominciava subito a pregare o a cantare. J
- Va bene. Ma così non si chiarisce il mistero del vostro modo di comunicare
con la Madonna. V - Che cosa vorresti sapere ancora? J - Da parte mia,
partecipando ai vostri incontri con la Madonna e parlando con voi, ho vissuto
dei fatti poco chiari ed è meglio che ti chieda qualcosa. Tu dimmi quello che
vuoi e che sai. V - Va bene; incomincia pure a domandare. J - Se uno di voi, a
nome di tutti, domanda qualcosa alla Madonna, mentre noi non sentiamo niente,
voi invece sentite tutti sia la domanda che la risposta? V - Sì, sentiamo
tutti, sia la domanda che la risposta. J - E perché noi no? V - Ma, lo dite voi
che non sentite! J - E se uno di voi sei volesse chiedere alla Madonna qualcosa,
ma non desiderasse essere sentito dagli altri, come deve fare? V - Allora nessun
altro sente né la domanda né la risposta, eccetto colui che chiede. J - È
proprio così? V
- Sì, proprio così. E successo così cento volte! J - E se la Madonna desidera
dire qualcosa a qualcuno di voi, ma solo a lui? V - Beh, è la stessa cosa. Noi
vediamo che la Madonna parla con uno, sappiamo anche con chi parla, ma di solito
non sentiamo che cosa gli dice. Qualche volta lo sentiamo e qualche volta no:
come vuole la Madonna. J - Con te è successo questo qualche volta? V - Solo una
volta. J - Sicuramente ti avrà rimproverato... V - Vai avanti. J - Va bene. Voi
avete fatto e fate ancora delle domande a nome di qualche altro; e se, per così
dire, questa persona non gradisse che la cosa venga saputa dagli altri di voi,
come si fa? V - Te l'ho già detto: sentono soltanto la Madonna e colui che fa
la domanda. J - Lo sai che anch'io, per mezzo tuo, ho fatto delle domande del
genere, e non volevo che nessun altro lo sapesse. V - Infatti nessuno ne ha
saputo niente, eccetto la Madonna e me. J - Ne sei sicura? V - Ma certo! Stai
tranquillo. J - Va bene. Sarà così. V - Non devi dire «sarà così». È
così e basta. J
- Bene. Però devi avere pazienza perché c'è un'altra cosa che mi interessa. V
- Dilla. J - È
un'altra cosa
che non mi è chiara: come vi mettete d'accordo tra di voi sul momento in cui
fare le domande alla Madonna? V
- Ma non ci mettiamo d'accordo per niente. Noi possiamo fare le domande
anche contemporaneamente e lei risponde a ciascuno. J - Non potrebbe succedere
che qualcuno di voi faccia tante domande alla Madonna che lei non abbia il tempo
di rispondere agli altri? V - Ti ho detto che questo non può accadere. Non te
lo so spiegare, ma la Madonna sistema tutto. J - Bene, sarà così. Tu, Vicka,
pensi forse che io abbia finito; invece no. Mi interessa seriamente sapere
ancora una cosa. V - Su, dilla, così non perdiamo tempo. J - Eccola. Proprio in
quest'ultimo tempo mi hai detto una cosa strana. V - Cosa mi tiri fuori adesso?
J - Te la debbo descrivere un po'. V - Fa' solo il più brevemente possibile. J
- Va bene. Sappiamo che a voi veggenti, come dite, la Madonna ha spiegato la sua
vita per un lungo tempo. Alcune volte ho tentato di rivolgere una domanda alla
Madonna riguardo a questo mio colloquio che avevo in mente di fare con te. Voi
mi avete sempre risposto che in quel periodo la Madonna non vi permetteva di
farle nessuna domanda. Quando poi la Madonna ha smesso di spiegare la sua vita
al piccolo Jakov, tu mi hai consigliato di servirmi di lui per chiedere alla
Madonna quello che desideravo. Mi sembrava una cosa impossibile, ma ci ho
provato ugualmente. Ho dato a Jakov alcune domande scritte, perché non mi
fidavo della sua memoria. V - E cosa è successo? J - Io desideravo che questa
cosa rimanesse solo tra la Madonna, Jakov e me. V - Allora? J - Quasi per
miracolo, mi è sembrato che Jakov abbia domandato tutto alla Madonna perché,
come avevo chiesto io, dopo mi ha riportato tutte le domande con le risposte
della Madonna. Con la data e con la firma. V - A te sembra un miracolo; per me
è tutto molto semplice. Questo è solo un aspetto del nostro rapporto con la
Madonna. Se tu sapessi tutto! J - Dunque la Madonna può comunicare con voi
nello stesso tempo, come si direbbe oggi, su più canali... V - Certo che può
farlo. Quante volte fa così! J - Questo, anche se non lo comprendo, posso
crederlo più facilmente. V - Allora alle altre cose non ci credi? J - Ma sì
che ci credo. Qualcosa di questo l'ho vissuto insieme a voi, perciò mi e più
facile crederci. V - Che cosa hai vissuto? J - Forse sarà una cosa troppo lunga
e non so se avrai la pazienza di ascoltarmi. V - Ma su, racconta! J - Va bene,
ti ringrazio. È
andata così.
Era il 29 novembre dell'anno scorso [1982]. Mi trovavo con voi all'apparizione
della Madonna. Sai che mi piace assistere ai vostri incontri. V - Lo so. E
allora? J - Allora è successo questo. Quella sera iniziava a Medjugorje la
novena dell'immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Quando voi, che
eravate in quattro, vi siete incamminati verso la stanzetta per l'incontro con
la Madonna, anch'io sono entrato con voi. Mi sono messo dietro la porta, come
faccio sempre, per potervi osservare durante l'apparizione. V - Ebbene? J -
Ecco, durante l'apparizione ho notato dei sentimenti diversi in voi veggenti. Tu
eri sorridente e serena come al solito, anche se allora eri seriamente ammalata.
Maria era insieme serena e seria, come è sua abitudine. Invece sul volto di
Ivanka e di Jakov si vedeva che c'era qualcosa che li faceva soffrire. Sul volto
di Ivanka una volta ho visto addirittura come un irrigidimento; come se volesse
piangere. Anche la Madonna si è comportata diversamente dalle altre volte. V -
Come sarebbe a dire? J - Ma! È apparsa subito dopo la prima parola del primo Padre
nostro da
voi iniziato. Ed è cominciato quel silenzio di cui ho parlato adesso. V - E con
questo? J - Poi voi, dopo qualche minuto, avete continuato con la Madonna il Padre
nostro interrotto.
Avete poi subito aggiunto quel vostro «Ode», se ne va! La Madonna di solito
non si comporta così con voi. V - Va bene; si è svolto tutto così. Solo che
non capisco che cosa vorresti dire con tutto questo. J - Ma! Mi è sembrato
tutto un po' insolito. Poi le cose mi sono diventate un po' più chiare quando
vi siete alzati e il piccolo Jakov vi ha domandato ad una ad una: «La Madonna
ti ha lasciato qualche segreto?». Ivanka ha risposto di sì; tu e Maria avete
detto di no. V - Che vuoi farci? Le cose sono andate così e basta. Allora la
Madonna aveva svelato a loro due il nono segreto. A me e a Maria, no. (A Maria
ha comunicato il nono segreto più tardi]. J - Anch'io ho sentito questo. Ho
chiesto a Ivanka più tardi anche un'altra cosa: se la Madonna le ha fatto
vedere qualcosa riguardo a quel segreto. Ivanka, quasi tra le lacrime, mi ha
risposto: «Ma sarei morta, se me l'avesse anche mostrato!». V - Bene. Ti ha
detto quello che ti ha detto. È
affare suo. J -
Però da queste parole si potrebbe concludere che quel segreto annuncia qualcosa
di orribile! V - Va' avanti, se hai altro da domandare. J - Vicka, in queste
cose sei proprio irremovibile! Va bene. Dimmi questo: tu hai notato che la
Madonna stava dicendo a loro due qualcosa di particolare? V - Sì, l'ho notato;
ma non sapevo che cosa diceva a loro. Ho capito che si trattava di cose serie
perché anche la Madonna era seria; più seria del solito. Niente altro. J -
Strano. V - Per alcuni è strano, per altri no. J
- E voi, dopo, avete parlato di questo? V - No, niente. J
- Come mai? V - È
così e basta. J
- Bene; sia pure così. Ma a me è capitata una cosa proprio nel giorno
dell'Immacolata, proprio quando è finita la novena. V - È una cosa importante? J - Dipende. Per te lo è; fino a un certo punto lo
è anche per me. V - Cosa ti è successo? J - Ma, io anche allora ero con voi,
all'incontro con la Madonna. Di nuovo è accaduta un'altra cosa interessante.
Cioè quella volta tu, che hai sempre un aspetto allegro, sembravi seria. V -
Forse, forse... Proprio allora io sola avevo ricevuto l'ottavo segreto. J -
Dicono che anche questo annuncia qualcosa di terribile. V - Ho detto quello che
avevo da dire. Vai avanti. J - Bene, così anche questa. Invece in quest'ultimo
periodo la Madonna, per quello che ne so io, si comporta di nuovo in maniera
uniforme con voi. V - Da che cosa lo deduci? J - Ecco. A te sola, ultimamente,
la Madonna sta spiegando la sua vita. Solo a Ivanka sta parlando di un nostro
problema. A Maria, Ivan e Jakov spiega un'altra cosa ancora. E tutto avviene
nello stesso tempo! V - Sì, sì: nello stesso tempo. J - E fino a quando durerà
questo? V -
Non lo so e non mi interessa nemmeno. La Madonna sa quello che fa! J - Capisco.
Solo che sarebbe forse bene che la Madonna dicesse anche a noi qualcosa di più
chiaro... V - Abbi un po' di
pazienza! La Madonna un giorno parlerà a tutti. J - Pensi, svelando i suoi
segreti? V - Tu sai come; solo devi avere pazienza. J - Va bene. Allora basta di
questo. V - Forse ne abbiamo parlato anche troppo. Comunque basta. J - Però,
Vicka, io non ho ancora finito. Mi viene in mente un'altra cosa. V - E sbrigati,
per non rimanere col desiderio inappagato! J - Più volte mi hai detto che voi,
quando parlate con la Madonna, le parlate così, come quando discorrete con noi.
V - Certo. Come dovremmo parlare? J - Questo va bene. Partecipando più volte ai
vostri incontri con la Madonna, ho notato un'altra cosa interessante, oltre alle
cose già dette. V
- Cos'hai notato? J - Dal tuo modo di aprire la bocca e tenere le labbra,
si vede chiaramente che, anche se noi non sentiamo nulla, tu parli con la
Madonna. Invece sugli altri, particolarmente su Maria, questo non si nota. Ecco,
io le avevo dato una domanda da presentare alla Madonna. Proprio in quei giorni,
anch'io ero presente con voi alle apparizioni. Osservavo particolarmente Maria,
per vedere il suo aspetto quando avrebbe fatto quella domanda. Per due sere non
ho notato neppure che Maria avesse parlato; in seguito, mi ha detto che non era
riuscita a chiedere niente per me alla Madonna. V - E poi? J - Fin qui la cosa
mi sembrava abbastanza chiara e naturale. Ma la terza sera, dopo le apparizioni,
Maria mi ha detto che la Madonna aveva risposto alla mia domanda, anche se io da
nessuna cosa avevo potuto dedurre che lei avesse parlato con la Madonna. V- E
allora? J - Ho domandato a Maria se aveva parlato con la Madonna solo con il
pensiero o se aveva proprio pronunciato le parole. V - E Maria? J - Mi ha
risposto che con la Madonna ha parlato ad alta voce, come quando parla con me. V
- E che? Non lo sapevi anche prima? J - Questo veramente era una novità per me,
anche se pensavo di essere entrato, per quanto mi era possibile, nel segreto del
vostro dialogare con la Madonna. V - Mi sembra che di questo te ne ho già
parlato una volta. J - Sì, ma ora soltanto m'è diventato chiaro fino a un
certo punto. V - Bene, siamo riusciti a chiarire anche questo.
24 - L'ATTEGGIAMENTO DELLA MADONNA. Janko
- Vicka, in
sostanza, sappiamo già come la Madonna viene e come se ne va. Di questo abbiamo
già parlato. Ma a me e a tanti altri interessa ora in particolare sapere, ad
esempio, verso che cosa rivolge lo sguardo la Madonna appena viene. Vicka
- Prima di
tutto guarda verso di noi. J - Verso chi di voi? V - Ma, verso noi veggenti. J -
E poi? V - Poi dà un'occhiata agli
oggetti che si trovano là e li benedice. J - Verso che cosa guarda dopo? V -
Eppure te l'ho detto che guarda verso di noi; perché dopo incomincia la
conversazione con noi. J - Va bene. Ma verso chi di voi guarda in particolare? V
- Verso ognuno dei presenti. J - Guarda ciascuno nello stesso modo? V- Si. J - E
questo come accade? Ecco: quando io guardo te, non posso guardare un altro. V -
Eh, padre mio: tu non sei la Madonna! J - Va bene, diciamo che è così. Verso
chi guarda la Madonna, e qualcuno le chiede qualcosa? V - Guarda colui che le
sta facendo la domanda. J - E se nello stesso tempo tutti quanti le chiedete
qualcosa? V
- Guarda tutti. Come potrebbe fare altrimenti? J - Questo non mi è
chiaro per niente. V - Che ci posso fare io? Neanche a me tutto è chiaro. Ma so
che così e basta. J - Bene, Vicka, che sia così. La Madonna talvolta guarda
anche qualche altro al di fuori di voi? V - Ma certo che li guarda! Spesso
rivolge il volto a coloro che ci stanno intorno. J - Qualche volta rivolge lo
sguardo da qualche altra parte? V - Alle volte succede anche questo. J - Rivolge
mai lo sguardo verso il cielo? V - Di questo sinceramente non mi ricordo. J - E
quand'è che guarda da qualche altra parte? V - Per esempio, quando con lo
sguardo ci mostra qualcosa. Una volta in questo modo ci ha fatto vedere una
spia; un'altra volta un grande miscredente; e altro. La stessa cosa accade se
benedice qualcuno: lo guarda. Ad esempio, ha guardato quelli di Varazdin, mentre
parlava di loro. Lo stesso ha fatto con un sacerdote, che durante il Rosario ha
recitato un mistero secondo l'intenzione di noi veggenti; lei si è girata verso
di noi e ci ha detto: «Lo sentite?». Fa così. E poi, chi potrebbe elencare
tutte le volte? J - Dunque, quando parla a qualcuno o di qualcuno che si trova lì,
lo guarda. V - Fa proprio così. J - Va bene, ma non abbiamo ancora detto una
cosa. Verso chi guarda la Madonna, quando se ne va? V - Anche allora, guarda
verso di noi. J - Come può farlo, se partendo vi volta le spalle? V – Ma no!
Lei non si rigira; lei se ne va rimanendo rivolta verso di noi, allo stesso modo
come quando arriva. J - Vicka, vedo che te la cavi bene. Ma dimmi ora questo: la
Madonna, quando arriva, come tiene le mani? V - Quasi sempre le mani le tiene
aperte. Così. J - Ma non devi mostrarmelo, perché non posso registrare i tuoi
gesti. V - Te l'ho detto: le braccia sono allargate. A te l'ho fatto vedere! J
- Secondo quello che mi stai mostrando, le palme delle mani sono rivolte in
alto. V - In prevalenza è così. Però le palme non sono sempre rivolte
completamente verso l'alto. J - E quando prega con voi? V - Lo stesso: tiene le
mani allargate. J - Anche quando recita il Padre nostro? V
- Eh, allora tiene le braccia allargate, con le palme delle mani del tutto
rivolte all'insù. J - Come tiene le mani, quando canta con voi? V - Lo stesso;
come ti ho detto. J - La Madonna, non vi indica mai qualcosa con le mani? V -
Non mi ricordo che l'abbia mai fatto. J - Non ha mai fatto dei gesti con le
mani? V - Mai, mai. J - Come tiene le mani, se ammonisce qualcuno. V - Come al
solito. J - Come le tiene quando parte? V - Ugualmente, come all'arrivo. J - Una
volta m'hai detto che le tiene un po' diversamente quando sostiene la croce. V -
Sì, ti ho detto che le tiene del tutto stese. Tiene le palme delle mani rivolte
all'insù, e sopra c'è la croce. J - Vicka. questo va bene. Ma dimmi ancora: la
Madonna ha le unghie? V - Ce le ha! Certamente che ce le ha! J - Di che colore
sono? V - Del colore normale. Solo che sono più delicate e più pulite delle
nostre. J - Hanno per caso lo smalto? V - Cos'hai? Mi prendi in giro? J -
Scusami, Vicka; ho scherzato un po' perché ci ridessimo sopra. Ancora solo una
cosa: la Madonna, non tiene mai le mani giunte? V - Di questo veramente non mi
ricordo... Ah, sì! Qualche volta al Gloria al Padre. J - Bene. Con questo possiamo finire. V - Certamente; potevamo finire
anche prima, tuttavia... J - Si meglio così. Ma dimmi ancora una cosa. Mi
stupivo che tu ti fossi accontentato con tanta facilità. è ancora? J – E’
una piccolezza, ma fa lo stesso. V - Parla. J - È una cosa che mi è venuta in mente e che non mi sembra di averti chiesto
prima: su che cosa si posa la Madonna, quando vi appare? V - Ah, questo! Ma mi
sembra di averti detto che la Madonna non si posa su nessuna cosa. J - E come
sta allora? V - Lei è sempre sospesa. Di solito i suoi piedi sono all'altezza
delle nostre teste, quando noi siamo inginocchiati. Press'a poco così. J - È
sempre così? V
- Certo, sempre! Eccetto quando ci appare da lontano. J - Adesso sì che con
questo possiamo finire. V - Grazie a Dio.
25 -
UMORE DELLA MADONNA.
Janko - Vicka, c'è una cosa che per voi è molto semplice,
ma per noi no: capire di che umore è la Madonna durante le apparizioni. Ci puoi
dire qualcosa? Vicka
- Mi hai
preso alla sprovvista e non saprei come spiegartelo. Ma la Madonna, è sempre
di buon umore! J - Sempre allo stesso modo? V - Non sempre. Per quanto riguarda
questo, mi sembra di averti già accennato a qualcosa. J - Può darsi di sì, ma
parliamone lo stesso. V - Ecco, la Madonna è particolarmente gioiosa in
occasione di alcune feste. J - Non mi sembra molto semplice e chiaro. V - Che
cosa, per esempio? J - Ad esempio, non mi è chiaro perché l'umore della
Madonna si presenti piuttosto insolito proprio in una delle sue feste più
grandi. V - Quale festa? J - Penso alla festa dell'Immacolata Concezione. V - A
che cosa ti riferisci di preciso? J - Ecco, tu stessa una volta mi hai
raccontato una cosa che ho pure letto nel tuo quaderno: la Madonna, già nella
prima festa dell'Immacolata (1981), durante l'apparizione era meno gioiosa di
quello che vi aspettavate; subito, appena vi è apparsa, ha incominciato a
pregare per il perdono dei peccati. M'hai detto anche che sotto i suoi piedi
c'era un certo buio e che la Madonna era sospesa in aria, come se fosse sopra un
nuvola buia di cenere. Quando le avete domandato qualcosa non ha risposto nulla,
ma ha continuato soltanto a pregare. Hai anche scritto che solo alla partenza vi
ha sorriso appena, ma non con l'allegrezza delle altre volte. V – E’ vero.
L'hai trovato scritto con esattezza perché è stato proprio così. Non posso
farci niente... J - Tu hai scritto nel tuo quaderno che anche il giorno dopo e
due giorni dopo la Madonna vi ha parlato dei peccati. V - Non possiamo farci
niente, sono cose che riguardano lei. J -
È vero,
ma è un po' strano che la Madonna abbia collegato questo discorso con una delle
sue feste più grandi. V - Non so proprio che cosa dirti. J - Nemmeno io. Credo
che l'abbia fatto perché noi comprendessimo come i peccati, con la loro
bruttezza, vadano contro questa festa. V - Può darsi. J - Aggiungo anche
questo. L'anno scorso [1982], proprio in collegamento con tale festa, ha
rivelato il nono segreto a Ivanka e Jakov. Questo è successo il primo giorno
della novena. Poi, lo stesso giorno della festa, ha rivelato a te l'ottavo
segreto. Come si dice, non c'è da stare allegri. Infine a Maria quest'anno
[1983], sempre nello stesso giorno, ha rivelato il nono segreto. È interessante
che sono stato presente all'apparizione sia l'anno scorso che quest'anno; ho
notato come la rivelazione dei segreti, entrambe le volte, ha influito
dolorosamente su di voi. L'anno scorso su Ivanka e quest'anno su Maria. Ho già
detto in un'altra parte quello che Ivanka mi ha risposto lo scorso anno in
questa occasione. Alla stessa maniera mi ha risposto quest'anno anche Maria.
Infatti, quando scherzando le ho detto come mi sembrava che si fosse spaventata,
mi ha risposto che mi sarei spaventato anch'io se avessi sentito quello che
aveva udito lei. V - Ti ha risposto bene. J - Si, ma trovo strano che la Madonna
colleghi questi segreti con la sua festa tanto cara. V - Ti ho già detto che
questo non lo so. J - È però stato così. Può darsi che Dio e la Madonna vogliano collegare a
questa festa la purezza alla quale Dio ci chiama e che noi infanghiamo con i
nostri peccati. V - Te lo ripeto ancora: può darsi. Dio e la Madonna sanno
quello che fanno. J - Va bene, Vicka, ma non ho ancora finito. V - Vai avanti!
Speriamo che sia l'ultima! Ma non dimenticare che la Madonna, in determinate
occasioni, si mostrava particolarmente gioiosa. J - Questo lo so. Ma dimmi se
lei qualche volta è stata particolarmente triste. V - Di questo non mi ricordo
proprio. Seria sì; ma triste... J - Hai mai visto la Madonna piangere? V - No,
no. Non l'ho mai vista. J - Maria ha detto che la Madonna ha pianto quando le è
apparsa a lei sola, sulla strada. [Nella terza giornata delle apparizioni -
vedi capitolo 38]. V - Anche a noi Maria ha raccontato questo e io le credo. Ma
io ti parlo di quello che ho visto e vissuto personalmente io. J - Va bene,
Vicka. Io volevo proprio che tu mi raccontassi di che umore la vedevi e la
trovavi tu. Questo è sufficiente per me. V - Intanto ti direi ancora questo. La
volta in cui l'ho vista più triste è stato subito all'inizio delle
apparizioni, a Podbrdo, quando uno ha bestemmiato Dio ad alta voce. Lei si è
veramente rattristata. Non l'ho mai più vista così triste. Se ne è andata via
subito, ma poco dopo è ritornata. J - Sono contento che ti sia ricordata anche
di questo. Potremmo anche finire così. V - Grazie a Dio, che qualche volta
anche tu ne hai abbastanza! J - E va bene; rallegrati di questo...
26 - IL SALUTO DELLA MADONNA. Janko
- Vicka, ho
sentito, e l'ho anche letto, che quasi sempre la Madonna vi salutava all'inizio
e alla fine delle apparizioni. Vicka - Hai sentito bene. Che vuoi sapere adesso? J -
Dimmi se qualche volta la Madonna è apparsa senza salutarvi. V - No,
soltanto quando ci appariva da lontano, come ad esempio sul coro della chiesa.
Altrimenti mai. J - Proprio mai? V - Te l'ho detto: mai!
J - In che modo vi salutava? V - Sempre così: «Sia lodato Gesù Cristo».
J - Proprio sempre così? V - Proprio sempre. J - Mi sembra che qualche volta se
ne sia andata senza salutarvi. V - Si, qualche volta. Ma questo significava
sempre che sarebbe ritornata. J - Voi come lo sapevate? V - Ma che vuoi che
sapessimo! L'abbiamo scoperto dopo, perché è successo sempre così. J - Va
bene. Voi, le avete risposto qualcosa? V - Si, l'abbiamo fatto. Noi
rispondevamo: «Sempre sia lodato Gesù e Maria». J - Nel momento di andarsene,
come vi salutava? V - Ci diceva: «Andate in pace». Oppure: «Addio, angeli
miei». Qualche volta ambedue i saluti. J - Eh, quante ne ha in mente la
Madonna! Ma lasciamo perdere. V - Non lasciamo perdere niente. Di' piuttosto che
cosa volevi dire con questo. J - Ho voluto scherzare. Perché che razza di
angeli ha la Madonna! Ma lo scherzo non m'è riuscito; quindi lasciamo perdere.
V - Ti è riuscito, ti è riuscito! Adesso puoi andare avanti. J - Va bene,
infatti mi sono arenato. Dimmi ancora solo questo: voi rispondevate niente al
saluto della Madonna in partenza? V - Che cosa potevamo dirle? Lei ci saluta e
scompare.
27- MATERNO INCORAGGIAMENTO AI VEGGENTI.
Janko -
Vicka, noi due sappiamo come più volte la Madonna vi ha ripreso e rimproverato.
Mi interessa sapere se questo vi dispiaceva. Vicka - Certo! Soprattutto all'inizio. Qualche volta
siamo arrivati fino alle lacrime. J - Vedendovi così, la Madonna come
reagiva? V - Nessuno la conosce come noi! Subito aggiungeva qualcosa e tutto
ridiventava bello. J - Non vi ha mai minacciato di qualcosa? Per esempio; di
qualche castigo? V - Mai, per quello che ne so io. J - Strano. V - Qui non c'è
niente di strano. Lei sa che noi siamo ancora dei ragazzi; molte cose ancora non
le sappiamo, non le capiamo. J - Dimmi se qualche volta vi ha incoraggiato e
consolato perché non aveste paura e perché foste perseveranti. V - Ci ha
incoraggiato continuamente. Altrimenti, come avremmo fatto a resistere? Spesso
le abbiamo chiesto, soprattutto all'inizio, se saremmo stati in grado di
perseverare; e lei ci rispondeva: «Sì, angeli miei!». J - E voi le avete
creduto? V - Come non crederci, quando lo dice la Madonna! Adesso vedo anche che
è stata lei a darci la forza per crederlo. Per quanto mi riguarda
personalmente, so almeno questo, che mi sono sempre sentita forte dopo i suoi
incoraggiamenti. Non avevo paura di niente. J - Vicka, sappiamo che la Madonna
vi ha aiutato e che aiuta anche noi. Ma ti ricordi se qualche volta l'ha fatto
in modo speciale? V - Le occasioni sono state tante! Lei ci avvertiva:
guardatevi da questo, guardatevi da quello; comportatevi così con il popolo,
così con le autorità; e così via. Come una vera mamma. Solo che lei è molto
più buona e sapiente. J - Tutto questo sta bene, ma non mi hai ancora
raccontato nessun fatto in particolare. V - Te l'ho raccontato una volta. J -
Potresti ripeterlo anche adesso perché sia più chiaro? V - Ti ho raccontato
come ci avvertiva per le spie, per i miscredenti, per i falsi amici; come
dovevamo guardarci dalle provocazioni; che non dovevamo ascoltare i falsi
messaggeri. Chi si può ricordare di tutto? Ma quello che è più importante è
che di queste cose non ho il permesso di parlare. Perciò basta così. J - Va
bene. Ti ricordo ancora questo. Qualche volta la Madonna vi aveva detto: «Domani
dovete venire da soli». Sarebbe interessante sapere che cosa la Madonna vi
diceva in quelle occasioni. V - Questa è la parte più bella dei nostri
incontri con la Madonna! J - Suvvia, dimmi almeno qualcosa al riguardo. V - Ti
ho appena detto che molte cose non abbiamo il permesso di riferirle. J - Allora
dobbiamo finire questa parte solo così? V - Credo di sì. J - Vicka, se la
Madonna è così buona, qualche volta si è dichiarata vostra mamma? V - Sì;
nostra e vostra; di tutti! Così si è dichiarata più volte. J -
In che senso dici «di tutti»? V - Proprio di tutti. Più volte lei ci
ha detto di essere la mamma di tutti gli uomini e che le differenze le creano
solo gli uomini tra di loro. Come noi diciamo di essere tutti figli di Dio, allo
stesso modo siamo tutti figli della Madonna. J - Questo l'hai spiegato bene; non
me l'aspettavo! V - Ma questo non lo dico da me! Ci è stato detto tante volte
anche dall'altare; pure io mi debbo ricordare di qualcosa... J - È bello e mi
piace sentire queste cose. Speriamo che se ne ricordino tutti. V - Dobbiamo
pregare per questa intenzione. J - Davvero; occorre pregare per questo.
28 - COME SI SENTONO I VEGGENTI PRIMA E DOPO.
Janko -
Più o meno capisco come vi comportate durante le apparizioni. Ma adesso c'è
un'altra cosa che mi interessa sapere. Vicka - So che ti interessano tante cose! Che cosa vuoi
sapere adesso? J - Mi interessa conoscere come vi sentite immediatamente prima
dell'incontro con la Madonna, proprio quando state entrando nella stanza delle
apparizioni. V - Ti posso assicurare che anche in quel momento mi sento proprio
bene. J - Anche dopo più di mille incontri? V – E’ uguale. E’ una cosa
che non si può descrivere; bisognerebbe provarla. J - Ti senti così, anche
se sai già in anticipo come e che cosa succederà? V - È straordinario! Sembra come se il cielo si aprisse davanti agli occhi!
Quel sorriso, quella tenerezza; quel suo sussurrare... È
meraviglioso e
basta. J - Secondo te, gli altri come vivono tutto questo? V - Mi sembra, più o
meno, come me. J - Io non lo direi proprio! Quando vi osservo durante gli
incontri, ed è accaduto anche l'altra sera, vedo qualche volto senza nessun
cambiamento: rimane freddo, senza che si mostri commosso o raggiante. Non lo so;
può darsi che dipenda dal temperamento. Maria mi ha detto che, anche se sembra
più immobile di te, nel suo intimo vive l'incontro in modo intensissimo. Anche
lei dice di sentirsi come in paradiso, in quel momento. V - Che vuoi, anche
questo è un dono della Madonna! Chi altri ce lo potrebbe dare? J - Sono
d'accordo. Ma come vi sentite quando la Madonna se ne va, come fate notare ogni
volta con un'esclamazione? («Ode», se ne va.) V - Come se qualcosa mi si
staccasse dal cuore. Non lo so esprimere, ma mi sembra così. J - Veramente me
ne sono accorto, alcune sere fa, quando hai esclamato quel «Se ne va!». Lo hai
detto con un sospiro di tristezza. V - Come fare diversamente! Sarebbe peggio se
dovessi pensare di non poterla vedere l'indomani. Sarebbe veramente doloroso. J
- Che puoi farci! Anche questo un giorno capiterà. V - Avverrà certamente, ma
per adesso non ci penso. In seguito la Madonna ci aiuterà a superare anche
questo. J - Lo farà. Hai sentito come ha fatto con Mirjana, dopo che non le è
più apparsa. V - Ho sentito, ma non voglio parlare più di questo. Dio ci
guiderà come sa lui meglio di noi. J - Dimmi ancora una cosa: come si sentono
gli altri al momento della partenza della Madonna? V - Non lo so perché non
l'ho mai chiesto a nessuno. J - Maria mi ha detto che si sente come te; e anche
Ivanka. Gli altri due sono in ogni caso più duri, meno sentimentali... [Ivan e
Jakov]. V - Va bene. Su questo mi sembra che basti.
29 - SILENZIO RECIPROCO TRA I VEGGENTI
. Janko - Vicka,
dopo tutte le mie indagini e supposizioni, che durano da più di trenta mesi e
che a volte sono anche noiose, intorno alle apparizioni di Medjugorje, benché
io le abbia estese a tutti voi veggenti, ci sono tante cose che mi sono rimaste
poco chiare e che probabilmente lo rimarranno per sempre. Tuttavia c'è una cosa
che per me è particolarmente misteriosa. Non riesco in nessun modo a
comprenderla... Vicka
- Provaci
adesso! J - Per te questo non rappresenta nessuna novità perché proprio con te
ho tentato più di una volta di capirci qualcosa, ma sono sempre rimasto al
punto di partenza. V - Va bene. Speriamo che questa volta tu vada un po' più
avanti. J - Per non essere seccante, ecco: non riesco in nessun modo a capire la
chiusura che c'è tra di voi su tutto quello che avviene tra voi sei e la
Madonna. V - Dipende dagli argomenti. Tu a che cosa ti riferisci? J - Non so da
che parte incominciare. Intanto ti dico questo: è noto a molti, e a me in
particolare, che voi veggenti alle volte non vi sopportate a vicenda. Ma è un
fatto che quasi mai appare esternamente. V - Che possiamo farci? Siamo anche
noi comuni mortali. Anzi, come dice bene il nostro popolo, siamo «giovani e
pazzerelli». Inoltre tutti ci osservano e alle volte ingrandiscono le incomprensioni
che possono esserci tra di noi. Che cosa ci gioverebbe se sparlassimo o se ci
accusassimo a vicenda? Del resto anche la Madonna ci ha raccomandato di
guardarci l'un l'altro con bontà e di non accusarci a vicenda. Dio mio, cosa
possiamo farci se qualche volta ci sfugge qualcosa? È
normale! J -
Vicka, lo ritengo normale anch'io. Ma voi, per quanto ne so io, non vi confidate
l'un l'altro quasi mai ciò che avete vissuto durante l'apparizione, ciò che
avete capito e cose simili. V - È vero
che non lo facciamo. Qualche volta ci comunichiamo qualcosa. Ma ognuno di noi
tiene per sé le proprie cose. J - Perché fate così? Ve lo ha forse detto la
Madonna? V - Non mi ricordo se la Madonna ce ne ha mai parlato. La cosa sta così
e basta. J - Dimmi un'altra cosa. Sappiamo, poiché tu me l'hai detto più
volte, che qualche volta la Madonna rimprovera o ammonisce qualcuno di voi, per
un motivo o per un altro. Benché lo sappiate tutti, almeno in alcuni casi, non
ho mai sentito che lo abbiate riferito ad altri. V - E spero che non lo sentirai
mai! Penso che è meglio così per tutti noi e anche per voi. J - Sono
d'accordo, ma m'interessa sapere se voi non sentite una certa necessità di
parlare di tutte queste cose almeno tra di voi, perciò anche riguardo alle
incomprensioni. V - Per essere sincera, questo bisogno io non lo sento. Ho le
mie esperienze e i miei problemi; mi basta occuparmi di questi. Certo, se
qualcuno mi domanda qualcosa, allora la cosa diventa diversa; naturalmente gli
rispondo, se mi è consentito parlarne. J - Bene, Vicka, continua pure. V - Beh,
desidero ripeterti questo; sicuramente te l'ho già raccontato, ma te lo dico lo
stesso. J - Dillo, per favore! V - Ti ricordi come la Madonna una volta ha
trattenuto il piccolo Jakov da solo, e ha detto a noi di andarcene. Loro due, la
Madonna e Jakov, sono rimasti insieme da soli per almeno dieci minuti. Eppure ti
ho già detto che il ragazzino non mi ha mai detto neppure una parola al
riguardo; né io da parte mia gli ho mai chiesto nulla. Eppure sai che noi due
abbiamo trascorso da soli tanti giorni e sai che ci comprendiamo assai bene.
Vedi allora come stanno le cose; non ha importanza se te ne meravigli o no. J -
Vicka, ti ho già detto che lo so che le cose stanno così; ma solo che non
capisco questo vostro modo di comportarvi. V - Credo che la Madonna stessa abbia
sistemato le cose in questo modo, anche senza mai parlarcene. Immagina come
dovrebbero apparire i fatti se ognuno di noi dovesse raccontare agli altri
quello che ha provato. Pensa quanti racconti diversi uscirebbero fuori tra la
gente. Ne inventano già tante! Ne sai quanto me. J - Questa tua risposta è
davvero saggia. Perciò su questo potrebbe anche bastare; perché non è solo
questa la cosa che non comprendo, anche se su questo argomento ci sarebbe ancora
molto da discutere. Per esempio, qui non abbiamo ancora accennato alla vostra
discrezione reciproca, o meglio al silenzio che conservate tra di voi, riguardo
al Segno della Madonna e riguardo ai suoi segreti. Dato che ne abbiamo già
parlato in altra occasione, lasciamo stare questo tasto; tanto, sono convinto
che non andremmo molto al di là di quello che abbiamo già detto (vedi capitoli
53 e 54]. V - A che cosa ti riferisci? J - A niente. Ho provato, ma non sono mai
riuscito ad andare oltre la mia meraviglia. V - Va bene. Allora non ti resta
altro che meravigliarti ancora e basta. Comunque puoi farmi altre domande su
quello che ti interessa. J - Vicka, ti ho già detto che non riesco a capire
come mai tra di voi abbiate una discrezione incomprensibile quando si parla del
Segno della Madonna o dei suoi segreti; eppure sono cose di cui con voi ha
parlato diffusamente. V - Cosa ci trovi di strano in questo? J - Non mi
meraviglia il fatto che voi conserviate segrete queste cose nei nostri riguardi,
ma mi meraviglio che non ne parliate tra di voi. Anzi, ciascuno di voi mi ha
confidato che non avete neppure la più piccola tentazione di parlarne tra voi,
sebbene riguardo a questo non sappiate tutti le cose in uguale misura. Guarda,
ad esempio, il caso di Maria. V - Quale caso? J - Questo. Per quanto ne so io,
lei è la sola a non sapere quando la Madonna lascerà il suo Segno promesso, ma
conosce solo di che natura è quel Segno. Eppure m'ha detto che non ha mai
sentito il desiderio di domandarlo a qualcuno di voi; e neppure voi sentite il
desiderio di confidarglielo. V - Secondo me in questo non c'è niente di strano.
J - Ma come no? Secondo me, non è strano che tu non parli di queste cose; ma
che non ti venga neppure la voglia di farlo, non lo capisco. V - E tu come li
conservi i segreti di confessione? J - Scusami, Vicka, ma penso che la cosa sia
un po' diversa. V - Forse è diversa per voi, ma per noi no. J - Va bene. Allora
possiamo finire affermando che a te non viene mai neppure la tentazione di
raccontare a qualcuno qualche cosa al riguardo? V - No, mai. Come poi sia così,
non te lo so spiegare. La Madonna ci assiste ed è lei che conserva i suoi
segreti. J - Fino a quando li conserverà? V - Fino a che lo vorrà lei. Questo
lo vedremo. J - Qualcuno lo vedrà, ma
qualcuno no. Intanto io sono rimasto sempre al punto di partenza...
30 - DIFFICOLTÀ CON LA GENTE.
Janko - Vicka, per quanto sappiamo, già nel terzo giorno
delle apparizioni erano presenti con voi alcune centinaia di fedeli e non
fedeli. Il quarto giorno, già alcune migliaia. Hai mai pensato a che cosa e a
chi radunava questo popolo? Vicka - Sì, ci ho pensato. Abbiamo anche parlato di questo. Io so una cosa
sola: noi non abbiamo invitato nessuno in nessuna maniera. J - Ti credo, ma devi
comunque dirmi qualcosa al riguardo. V - Credo di averti già detto che questo
fatto riguardava la Madonna. Ha contribuito anche tutto quel chiasso che si è
sollevato intorno a noi. Chi altrimenti poteva avvisare quelli di Smederevo,
Negotin... che a Podbrdo succedeva qualche cosa di straordinario? J - Quindi
venivano già da così lontano? V - Di certo. Prima passavano dalle nostre case.
Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come potevi non
farlo? J - Mi ricordo che è stato molto faticoso! V - Certo che lo era! La cosa
più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate
e poi all'inizio dell'autunno; perciò ci si è arrangiati. J - Il popolo, per
quanto io sappia, era molto ordinato e si comportava verso di voi con molto
rispetto. V - Questo è vero. Però nessuno può immaginare quali difficoltà
abbiamo avuto con la gente. J - Di che genere? V - Caro padre, immagina solo
questo: già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal
mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine;
senza cibo, senz'acqua e con tante altre difficoltà. J - Immagino che avranno
portato qualcosa con sé. V - Certo che lo portavano. Ma che cosa può
significare una bottiglia d'acqua? J - Probabilmente saranno andati in paese per
chiedere qualcosa a voi. V - Certamente. Soprattutto alla fine delle
apparizioni. Tutti andavano giù da noi: chiedevano acqua, pane, e qualunque
altra cosa. J - E voi? Come potevate accontentare tutta quella massa di gente? V
- Si distribuiva fin che ce n'era. Presto però venne a mancare l'acqua anche
per noi. Conosco un uomo, e lo conosci anche tu, che ha distribuito tutto: non
solo l'acqua, ma anche il vino, la grappa, finché ne aveva. Ha comprato 7-8
cisterne d'acqua e l'ha distribuita alla gente. J - Bene; almeno così ha avuto
l'occasione di vendere bene vino e grappa. V - Macché vendere! Non ha voluto da
nessuno neanche un soldo. J - Questo è veramente bello. Dio e la Madonna lo
premieranno abbondantemente. E chi è stato? V - Tu lo conosci. Si tratta
dell'uomo che hanno perseguitato tanto per causa nostra e della Madonna. Perciò
la Madonna, in un'occasione, lo ha benedetto in un modo speciale e lo ha anche
baciato. J - Come è successo? V - È successo nell'autunno del 1981. Noi avevamo il nostro incontro
ordinario con la Madonna proprio nella nostra casa. Quella volta la Madonna ci
ha parlato tanto di Fra’ Jozo [il parroco che era stato arrestato]. Poi ci ha
detto di chiamare quell'uomo. Lui stava presso il distillatore; si distillava la
grappa. Gli abbiamo detto: vieni, la Madonna ti chiama! Lui è corso subito e
noi gli abbiamo riferito quello che la Madonna ci aveva detto: che pochi uomini
erano come lui e che gli dava la sua speciale benedizione. In quell'occasione
gli ha anche dato un bacio. J - Lo so, lo so. Si tratta del vostro Marinko. V -
Sì, sì. Proprio Marinko. J - Una volta ho parlato con lui di questo. Mi ha
raccontato tutto con precisione, come mi hai detto tu. Gli ho chiesto anche se
ha sentito il bacio della Madonna. V - Che cosa ti ha risposto? J - Dice di non
aver sentito il bacio, ma che in quel momento ha sentito come una corrente
elettrica, e che mai nella vita lo dimenticherà. Basta, Vicka, di questo. Ci
siamo allontanati dal nostro tema, perciò riprendiamo il nostro discorso sulla
gente. V - Va bene, se no non finiremo mai. J - Accetta questo come un
sacrificio da fare per me; così ti sarà più facile. V - D'accordo così.
Adesso andiamo avanti. J - Dimmi: a che ora la gente se ne andava via? V - A
seconda. Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi
veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una
cosa, chi un'altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo
avessimo desiderato? J - E come avete fatto? V - Mi è venuta in mente un'idea:
sono salita sul balcone. Ho la voce forte e da lì parlavo al popolo. J - Come
un vero oratore! V - Davvero. Le strade erano piene e così anche i cortili.
Come si poteva fare altrimenti? J - E cosa dicevi al popolo? V - Dicevo ciò che
sapevo, ciò che mi veniva in mente e che a loro interessava. J - Parlavi delle
apparizioni o di altro? V - Certo! Di che cosa d'altro? Ho detto come sono
iniziate le apparizioni, che aspetto ha la Madonna, quali messaggi annuncia, e
così via. J - La gente ti ascoltava? V - Ascoltavano; poi chiedevano chi una
cosa e chi un'altra. J - E tu rispondevi? V - Certo! Rispondevo ciò che sapevo,
ciò che mi ricordavo in quel momento. Anch'io non è poi che sapessi tante
cose. J - E gli altri veggenti? Parlavano pure loro e rispondevano alle domande?
V - Si. Ma ero soprattutto io; loro lasciavano a me le risposte. Io non avevo
paura: rispondevo ciò che sapevo, e quando non sapevo, tacevo. J - Così la
gente si accontentava e se ne andava? V - È chiaro; dove andavano, se no? Solo che questi incontri si protraevano
anche fin dopo la mezzanotte. J - Per quanto tempo sono durati incontri così? V
- Circa due o tre mesi, forse anche di più. Benché non tutti i giorni. Più
tardi, verso l'autunno, capitava più frequentemente di sabato e di domenica. J
- Vicka, vedo da tutto questo che non era facile per voi. È
un vero miracolo
che siate riusciti a resistere. V - Caro padre, anche adesso è così! Anche
durante quest'ultima estate non ho potuto avere un pò di pace in nessun
giorno. Spesse volte non si ha il tempo neanche di mangiare; immagina per le
altre cose. J - Comunque avete resistito. V - Si vede di si. Ma lo dobbiamo alla
Madonna. J - Perché lo pensi? V - Lei ci ha aiutato in maniera particolare.
Altrimenti non ce l'avremmo fatta. J - Vicka, è proprio così. Anch'io la
ringrazio da parte mia. V - Ringraziala anche per me.
31 - I VEGGENTI E LE AUTORITÀ CIVILI ED ECCLESIASTICHE.
Janko -
Vicka, mi hai già detto all'inizio che nessuno vi capiva; bisogna riconoscere
che non era neppure tanto facile. È
del tutto
naturale che nella vostra vita abbiano interferito le autorità, sia civili che
ecclesiastiche. Possiamo adesso dirne qualcosa? Vicka - Possiamo, se dobbiamo farlo. Veramente non saprei
che cosa dirti adesso su questo, anche perché ne abbiamo già parlato. J -
Tuttavia diciamo ancora qualcosa perché risulti tutto più chiaro. V - Tu l'hai
già ricordato: nessuno ci comprendeva. Per questo ci hanno tormentato gli uni e
gli altri. J - Va bene. Mi è chiaro che le autorità civili non potevano
neppure capirvi e addirittura volevano, in qualsiasi maniera, soffocare tutto.
Sappiamo anche in che modo hanno tentato di farlo. Piuttosto: le autorità
ecclesiastiche, che atteggiamento hanno preso nei vostri riguardi? V- Anche loro
ci hanno tormentato parecchio. J - Chi lo ha fatto? V- Il parroco, Fra Jozo. E
anche gli altri sacerdoti. Ci interrogavano in continuazione, dubitavano di noi,
ci tormentavano. Io in questo momento non direi altro. J - Ho sentito che anche
il nostro Vescovo una volta vi ha interrogati, all'inizio. V - Sì, sì. È
stato poco prima
della festa di S. Giacomo. Allora da noi si è fatta la Cresima. Per questo
motivo lui è venuto in parrocchia. J - Bene. Che cosa c'entravate voi con la
Cresima? V - In quell'occasione, verso il pomeriggio, ci ha fatti chiamare nella
canonica. Ci ha interrogati ad uno ad uno. J - Che cosa vi ha chiesto? V - Per
prima cosa ci ha fatto giurare che avremmo detto solo la verità. Poi ci ha
interrogato. J - Che cosa vi ha domandato? V
- Questo: se abbiamo visto la Madonna, come è accaduto, che cosa ci ha
detto, e così via. J - Non so, ma mi pare che proprio in quella occasione è
sorto un malinteso tra il Vescovo da una parte e Maria e Ivanka dall'altra. V -
Si, qualcosa del genere. Loro due, per la paura del giuramento, hanno detto
anche di aver fumato da quelle parti. J - Hanno veramente fumato? V -
Certamente, se lo hanno affermato. Ma si tratta di un fumare per scherzo.
Sicuramente però non sono andate là per fumare. Potevano farlo anche a casa!
Il Vescovo ha detto che mentivano perché non l'hanno dichiarato subito. J - Ma
loro sono andate fuori dal paese proprio per questo motivo? V - Macché! Già
dal mattino ci eravamo messe d'accordo che saremmo uscite per fare una
passeggiata nel pomeriggio. Ti ho spiegato come loro sono andate avanti senza di
me e come io le raggiunsi più tardi. J - Va bene. Hai fumato anche tu? V -
Adesso incominci anche tu. No, non ho fumato. Eppoi, che male ci sarebbe stato
anche se lo avessi fatto? Pure il Vescovo cercava di intrappolarmi, ma io ho
detto di no. Come potevo dire di sì se non l'avevo fatto? J - Basta con questo.
Piuttosto dimmi se il Vescovo ha scritto le vostre risposte. V - No. Perché
doveva scriverle, dal momento che registrava tutto? J - Bene. Ha cercato di
convincervi che non c'era niente di vero o vi ha detto qualcosa del genere? V -
No. Egli allora era diverso da come è adesso. Ci diceva di essere buoni, di
pregare la Madonna e cose simili. J - Come vi siete lasciati? V - Bene,
amichevolmente. Tutto è andato bene. J - Allora questo vi ha reso probabilmente
contenti? V - Certo! Si capisce! J - Allora sono arrivati più tardi alcuni
malintesi tra il Vescovo e voi? V - Sì, ma non è colpa nostra se le cose si
sono venute a sapere. Se ti ricordi, proprio tu mi hai interrogato a questo
riguardo. Dillo tu adesso che cosa ti dissi. J - Mi ricordo. Io ti ho pregato di
chiarirmi un po' tale malinteso e tu mi hai detto, se non ti burlavi di me, che
non potevi dirmi nulla al riguardo, finché non ne avessi chiesto il permesso
alla Madonna. Io ti dissi di chiedere pure il permesso per poi chiarirmi le
cose. V - E io? J - Non so se tu
hai mai domandato qualcosa al riguardo alla Madonna, ma so che a me di questo
non hai detto nulla. V
- Va bene. Allora dimentichiamolo. J - D'accordo; in questo momento non
m'interessa più. Credo che verrà il tempo in cui sarà tutto più chiaro. V -
Lo spero anch'io. J - Rimaniamo con tale speranza e preghiamo a questo scopo.
32 - I TORMENTI DA PARTE DEI GIORNALISTI E DELLA
TELEVISIONE.
Janko - Vicka, sappiamo che nei primi giorni e mesi la
stampa cristiana e non cristiana ha scritto tante e tante cose di voi e delle
apparizioni della Madonna. Non vorrei parlare molto di questo; dimmi solo una
cosa, se te la ricordi. Vicka - Che cosa? J - Dimmi se tu hai concesso un'intervista o dichiarazioni per
qualche giornale. V - Sì, l'ho
fatto. J - Ti ricordi per quale giornale è stato? V - Vuoi sapere il titolo del
giornale? J - Sì, proprio questo. V - Il
giornale si chiamava «Reporter». J - Ti ricordi forse del giornalista che ti
ha intervistata? V - Non mi ricordo. Non conoscevo neanche allora il suo nome. J
- Ma lui ha veramente parlato con te? V - Certo, e come! J - Dove si è svolta
l'intervista? V - Nella canonica. J - Per quanto tempo avete parlato? V - Per
parecchio tempo; credo per più di un'ora. J - Tu allora eri sola con lui? V -
No, non ero sola. Con noi c'era anche Fra’ Slavko e anche loro giornalisti
erano in due. Eravamo due noi e due loro. J - C'era qualcun altro ancora? V -
Non mi ricordo; credo di no. J - Va bene. Che cosa ti hanno chiesto? V - Di
tutto. Tu conosci come sono i giornalisti. Volevano sapere: cosa è successo,
come è successo... J - Ti hanno detto che l'intervista era per il giornale? V -
Sì, mi hanno detto che era per il giornale, ma non mi hanno detto che si
trattava di «Reporter». J - In realtà che cosa hai detto loro? V - Tutto
quello che mi hanno domandato, se sapevo rispondere. Dopo avrei preferito non
averlo fatto, però l'ho fatto. J - Tu hai visto mai quel giornale? V - Sì. J -
Lo hai pure letto? V - Sì, anche questo. J - Lo hai anche conservato? V - Macché,
perché avrei dovuto conservarlo? Si tratta di un giornale non buono. J - Sai
dirmi se il giornalista ha riportato fedelmente le tue risposte? V - Sì,
abbastanza fedelmente. J - Va bene, Vicka. Anche la televisione vi ha trasmesso,
per quello che mi ricordo io. V - Sì, una volta, per un po' il piccolo Jakov. J
- E voi altre? V Noi no, non l'abbiamo permesso. J - Vi mettevano forse alla
prova? V - Si, di certo. Una volta era venuta un'intera équipe da Sarajevo per
riprenderci per la televisione. E come è andata? V - Non l'abbiamo permesso. Ci
siamo nascoste nella casa del piccolo Jakov e non volevamo uscire. J - Vi hanno
chiamato? Senz'altro. Giravano intorno alla casa. Ci chiedevano di affacciarci
almeno alla finestra, ma inutilmente. J - Ti ricordi chi era a capo dell'équipe?
Una certa Dubrovka. Lei ci girava intorno e ha tentato più degli altri. J - E
alla fine? V - Alla fine, nulla. Quando hanno visto che non ottenevano niente se
ne sono tornati a casa loro. J - Hanno poi riprovato? V - Credo che si siano
stancati. Non mi risulta che siano tornati più. J - È
il meglio che
hanno potuto fare.
33 - ESPERIENZE NOTTURNE A PODBRDO. Janko - Vicka, si raccontava che voi all'inizio, e anche più
tardi, andavate spesso di notte a Podbrdo, al luogo delle prime apparizioni
della Madonna. Vicka
- Sì, sì. È
la verità. J -
Bene. Mi interessa in modo particolare una di queste vostre uscite notturne,
all'incirca una ventina di giorni dopo la prima apparizione. Te ne ricordi? V -
Forse ti riferisci a quella volta in cui ci è apparsa quella sfera luminosa? J
- Si, proprio a quella volta. V - Me ne ricordo, eccome! Non lo dimenticherò
mai. J - Dimmi qualcosa di questo. Chi era presente? Che cosa vi attirava ad
andarci? A che ora andavate? E altro. V - E successo dopo le dieci, forse alle
undici, non ricordo con esattezza. Eravamo in tanti; forse una quarantina. J -
Di voi veggenti, chi era presente? V - Neanche di questo mi ricordo bene.
Ricordo con sicurezza che c'eravamo Ivan, Maria ed io. J - E perché siete
andati là così tardi? V - Ce l'ha detto la Madonna di andare là a quell'ora.
Noi l'abbiamo detto ai nostri vicini di casa e così siamo andati. Molti
andavamo su scalzi. J - E cosa è successo quando siete arrivati su? V - Abbiamo
incominciato a pregare. J - Aspettavate l'apparizione della Madonna? V - Ma
certamente! Sapevamo che sarebbe venuta. Per che altro motivo ci avrebbe
chiamati? Prima però è accaduto un fatto insolito. J - Proprio questo, Vicka;
è questo che mi interessa. V - Quando abbiamo iniziato la preghiera pareva che
il cielo si aprisse. Vi fu una luce molto forte che scendeva verso di noi
lentamente, a forma di una sfera. J - Era luminosa? V - Sì, luminosa, di una
luce un po' giallastra. J - E poi? V
- La sfera scendeva lentamente e noi abbiamo pregato con emozione. Era
veramente una cosa straordinaria. J - Forse avevate anche paura? V
- Non eravamo indifferenti. Però la sfera è scesa molto in fretta e non
c'è stato molto tempo per pensarci. E poi è esplosa sopra la terra. In quel
momento dalla sfera sono uscite migliaia e migliaia di piccole stelle. Qualcuno
dice di aver visto anche una croce luminosa; io adesso non me ne ricordo. J - E
chi ha visto, per esempio, quella sfera? V - Per quanto io sappia, l'hanno vista
tutti quelli che erano presenti. Si diceva che l'avevano anche vista alcuni
dell'altro paese: quelli di Vasilj, di Cilici... Alcuni, particolarmente i
bambini, si erano molto spaventati; noi cercavamo di calmarli. Li calmavamo
dicendo che la Madonna stava in mezzo a noi e che adesso avremmo pregato. J -
Avete incominciato a pregare? V - Sì, certamente. Ci siamo tutti inginocchiati
su quel terreno sassoso e abbiamo incominciato a pregare. Non abbiamo mai
pregato così bene. Si pregava e si piangeva nello stesso tempo. J - Quanto
tempo è durato? V - Non saprei con precisione. Per me è passato come se fosse
stato un attimo. Dicono invece che è durato una quarantina di minuti. J - E
poi? V - Noi abbiamo detto che la Madonna li stava guardando tutti e che ha
detto che chi voleva poteva anche toccarla. J - Allora l'hanno toccata? V
- Qualcuno si, qualcuno no. Tutti si sono precipitati in un momento nel
luogo dove pensavano che fosse la Madonna. Qualcuno le pestava il velo,
qualcuno il vestito. Dopo la Madonna se n'è andata. J - E voi? V - Anche noi ci
siamo alzati. Abbiamo cantato un po', abbiamo anche chiacchierato e poi, piano
piano, ci siamo incamminati verso casa. A casa siamo arrivati verso l'una di
notte. Ci siamo calmati e siamo andati a dormire. J - Voi, Vicka, avete vissuto
veramente delle cose meravigliose. V - Nessuno sa tutto quello che abbiamo
vissuto; soltanto Dio e la Madonna. Perché anche noi abbiamo dimenticato
parecchie cose. Tanti giorni, tante esperienze... Ecco, se tu non me l'avessi
chiesto, io non mi sarei ricordata neanche di questo. Eppure vedi com'è stato
meraviglioso. J - Così purtroppo noi tralasceremo parecchi fatti nel nostro
dialogo. V - Senz'altro, senz'altro. J - Ricordare questo, però, ci ha fatto
bene a tutti e due.
34 -
PELLEGRINAGGI NOTTURNI.
Janko -
Sappiamo che un po' prima della festa del 15 agosto [1981] è stato proibito di
andare a Podbrdo. Qualcuno ci andava lo stesso? Vicka - Per un certo tempo ci siamo andati tutte le sere. J
- Perché? V -
Qualcosa ci attirava, non si poteva resistere. Noi ci riunivamo nel vicinato.
Si parlava, si scherzava, e si cantava. Ad un tratto ci veniva in mente: «Andiamo
su?», e subito si partiva. J - In quanti andavate di solito? V - A seconda. Da
una decina a una cinquantina di persone. J - Non avevate paura delle sentinelle?
V - Macché paura! J - Vi hanno preso qualche volta? V - Mai. Passava da quelle
parti anche la polizia, ma non ci hanno preso. J - Come mai? V
- Non saprei. So che non ci hanno preso e basta. J - Va bene. Che cosa
facevate lassù? V - Pregavamo come sempre, solo un po' più piano; non osavamo
cantare. J - Pregavate da soli, senza la Madonna? V - Ma come senza la Madonna!
La Madonna veniva sempre, soprattutto all'inizio. Arrivava appena incominciavamo
a pregare. Poche volte mancava. J - E quanto tempo rimaneva con voi? V - A
seconda. Delle volte anche più di dieci minuti. J - Era contenta o scontenta? V
- Era molto contenta. Più ancora che durante il giorno. È
una cosa che non
si può descrivere. J - Andavano ogni volta alcuni di voi veggenti? V - Quasi
sempre; non so se proprio sempre. Forse qualche volta sono andati anche senza di
noi. J - In queste occasioni, c'era qualcuno, oltre voi veggenti, che vedesse
qualcosa? V - Si, qualche volta. Tu conosci già l'episodio della sfera.
Qualcuno racconta che, mentre la Madonna veniva oppure mentre partiva, si vedeva
una luce e qualcosa come una stella... Non posso dirti con precisione perché
non sono cose che ho visto. J - Quando, di solito, tornavate a casa? V
- Come capitava. Dopo la mezzanotte. J -
Vicka, tu mi hai scritto, una volta che io ero malato, che il 31 dicembre 1982,
quindi alla vigilia dell'anno nuovo, tu, Maria e alcuni altri siete andati
scalzi a Podbrdo. V - Non te l'ho soltanto scritto. Io e Maria siamo veramente
andate scalze; gli altri no. Il terreno era già ghiacciato. J - E perché
andare scalze in pieno inverno? V - Abbiamo regalato qualcosa alla Madonna. Lo
sa solo lei. J - Forse anche questo è stato causa dei disturbi alle gambe che
dopo avevi? V - Non importa. Anche se fosse, non mi dispiace. J - Nessuno vi
conosce bene e vi capisce a fondo. V - Non ha importanza. J - Hai ragione.
Adesso c'è qualcuno che va di notte a Podbrdo? V - Sì, ci siamo andate fino
a due o tre mesi fa. Ora solo qualche volta. Adesso ci andiamo di giorno, prima
di andare in chiesa, almeno al mercoledì. Qualche volta anche in altri giorni.
J - E perché proprio di mercoledì? V - Perché allora preghiamo lassù per
un'intenzione particolare. J - Posso sapere qual è questa intenzione? V
-Abbi pazienza, per ora. Non devi sapere proprio tutto. Lo tornati dalla
chiesa: ci riposiamo un poco e poi andiamo su [Pregano saprai a suo tempo. Delle
volte ci andiamo subito dopo essere per il Vescovo - vedi cap. 61]. J - Adesso
che cosa fate quando arrivate lassù? V - Ho già detto che preghiamo, cantiamo,
parliamo un po' e poi torniamo a casa. J - E la Madonna? V - La Madonna adesso
non viene più. Prima veniva, ma ora non viene più là. [In realtà la Madonna
è ancora apparsa alcune volte, dopo il luglio 1983, a Ivan e Maria, che si
recavano a Podbrdo di sera tardi, con un gruppo di preghiera]. J - Quanto tempo
ci rimanete? V -
A seconda. Però ci rimaniamo almeno un'ora. J - Bene, Vicka. Molte cose mi sono
divenute più chiare. Intanto andiamo avanti.
35 - DIVIETO
DI ANDARE A PODBRDO. Janko - Vicka, come già sappiamo, verso la metà di
agosto, e precisamente il 12 agosto 1981, è stato proibito di andare a Podbrdo
dove appariva la Madonna. Sicuramente te lo ricordi. Vicka
- Certo che
me lo ricordo! J - Va bene, questo è facile da ricordare. Ma ti ricordi chi ha
comunicato questa proibizione? V - Non me lo ricordo esattamente. Qualcuno ce
l'ha comunicato. Ma chi è stato non me lo ricordo davvero. J - Va bene. E che
effetto ha avuto su dite? V - Mi sentivo molto abbattuta, anche se non sapevo
che cosa significasse tale proibizione e come sarebbe andata a finire. Ho visto
le sentinelle da tutte le parti. Che cosa si poteva fare? J - Chi faceva da
sentinella? V - La polizia. Quella di Ciitluk, di Mostar e altrove. C'erano
anche degli uomini del nostro paese. J - Di giorno o di notte? V - Di giorno e
di notte: sempre! J - Ti ricordi dove si trovavano le sentinelle? V - Non lo so.
Dicevano che c'erano undici o dodici posti diversi. J - Bene, Vicka. E chi
assegnava i posti alle sentinelle? V - Non saprei. Credo quelli di Ciitluk; chi
altro? A che cosa ti serve questo? J - Hai ragione, non mi serve. Ma poiché
parliamo di tutto... Quel giorno [12 agosto] vi siete incontrati con la Madonna?
V - Padre, io ti ho detto che alle
volte corri troppo. Chi ti dice che non ci siamo incontrati con la Madonna? J -
Non so dove e quando potevate incontrarla. V - La Madonna è più sapiente degli
uomini. Noi ci siamo incontrati, alla solita ora, dietro una casa e abbiamo
incominciato a pregare. Non sapevamo se la Madonna sarebbe venuta, ma è venuta
subito. Era molto contenta; ha pregato con noi, ci ha incoraggiato e salutato;
poi se n'è andata. J - Veramente interessante. Intanto le sentinelle sono
rimaste molto a lungo? V - Certo; credo cinque o sei mesi. Solo che più tardi
facevano da sentinella soltanto gli uomini del paese. Da soli si preparavano da
mangiare e si assegnavano i posti. Dicono che venivano anche pagati, ma io non
lo so. J - Quando è finito tutto questo? V - Hanno visto che non serviva a
niente.. Il popolo ha avuto molta pazienza, non si è lasciato demoralizzare. J
- Va bene il popolo. Ma voi veggenti, come vi siete comportati? V
- Ci siamo trovati meglio di prima. J - Come mai? V - E molto semplice.
Noi ci radunavamo, alla nostra ora, da qualche parte e la Madonna ci appariva
come prima. Anzi, più contenta di prima, quando ci appariva sul colle. Si
intratteneva più a lungo con noi. Pregava, cantava e ci incoraggiava. Era
presente poca gente; c'era meno chiasso. Che si poteva desiderare di meglio? J -
La Madonna vi ha detto che avrebbe continuato a venire? V - Non diceva niente,
ma noi lo sapevamo. La Madonna è la Madonna: nessuno la sa più lunga di lei. J
- È proprio
vero: la Madonna è la Madonna!
36 - PROVE DI
SCORAGGIAMENTO.
Janko -
Vicka, da tutto quello che so, non posso fare a meno di pensare che qualche
volta, o in gruppo o individualmente, siate stati colti da scoraggiamento. Cosa
rispondi a questo? Vicka
- Che cos'è
lo scoraggiamento? J - È lo
stato d'animo che si ha quando incominciamo a perdere la fiducia in noi stessi e
in quello che stiamo facendo. V - Ci capisco poco. J - Ti chiederò qualcosa in
particolare e tu, se vuoi, mi rispondi. V - Va bene così. J - Tutti conosciamo
le sofferenze e i guai che avete sperimentato all'inizio, sia singolarmente sia
in gruppo, riguardo a quello che vi succedeva. Ti domando adesso: voi vi siete
confusi, o tu ti sei confusa tanto da aver desiderato che non fosse successo
niente? V - No, no. Questo mai! J - Proprio mai? V - Mai. A me la Madonna è
stata sempre vicina; l'avevo nel cuore e sapevo che lei avrebbe vinto. lo non
pensavo assolutamente alle difficoltà, durante le apparizioni; anzi, non posso
pensare a nient'altro. J - Va bene, durante le apparizioni. Ma dopo? V - Neanche
dopo. Qualche volta mi veniva in mente che mi avrebbero anche potuta
imprigionare. Ma la Madonna mi dava una ferma fede che anche là sarebbe stata
con me. E chi mi potrebbe fare qualcosa? J - Io ho sentito da una tua compagna
che a lei venivano dei momenti in cui avrebbe preferito di non essere mai stata
coinvolta in questi fatti. In verità, mi diceva però subito: «Quando arrivava
il momento dell'incontro con la Madonna, non c'era forza che mi avrebbe potuto
fermare perché non andassi all'incontro con lei». V
- Può darsi. Io parlavo solo per me; so comunque di chi stai parlando.
Che vuoi, tante teste e tanti pareri. Lei poverina ha sofferto tanto; più di
tutti. J - Quindi tu dici che non vi siete scoraggiati. V
- No, ogni giorno eravamo più fermi e più coraggiosi. J - Bene, ti devo
credere. V - Perché no? Se hai qualche cosa da dire, dilla e non aver paura. J
- Non ho paura di niente. Sono contento che sia andata così. Però, Vicka, io
sapevo che voi già dal primo incontro fino ad ora avete avuto dei momenti
penosi e difficili. Ti ricordi qualcuno di questi momenti? V - Ce ne sono stati
tanti; non è possibile elencarli. Puoi immaginartelo; del resto ti ho già
parlato di questo. Ci chiamava ora l'uno ora l'altro. Ci hanno deriso, ci hanno
minacciato. Che vuoi che ti dica? Era terribile e basta. Se la Madonna non ci
avesse incoraggiato, non so che fine avremmo fatto. Grazie a Dio e alla Madonna
abbiamo sopportato tutto. J - Ti puoi ricordare di un momento particolarmente
difficile? V - Non saprei da che parte incominciare; non mi viene in mente
nulla. Del resto abbiamo già parlato di molte cose. J - Vuoi che te lo
suggerisca io? V - Fallo. J - Ecco. Io penso che uno di questi momenti molto
difficili sia stato quando avete sentito che era stato incarcerato il vostro
parroco, Fra’ Jozo. V – Fra’ Jozo! Forse ti meraviglierà, ma ti posso
dire che io non ero per niente preoccupata. J - E come mai? V - Non lo so; mi
dispiaceva, ma tutto qui. Neanche la Madonna era triste. Lei ci ha consolato
subito e ci ha detto che non dovevamo preoccuparci per Fra’ Jozo perché lui
avrebbe sopportato tutto. J - Questo non mi è chiaro. V - Non è chiaro neanche
a me, ma è stato così. In casa mia tutti piangevano; anche i vicini. Ma io,
niente. Forse è tutta “colpa” della Madonna. J - Che cosa vuoi dire con
questo? V -
Ci ha detto subito, la sera stessa, di non aver paura per Fra’ Jozo. Lui
avrebbe sopportato tutto per la gloria di Dio. Anch'io pensavo che tutto sarebbe
finito bene. L'hanno imprigionato; ma che cos'è? Non era il solo. Anche altri
stanno in prigione. E poi passa tutto. J - Bene così. Forse vi erano anche
altri motivi? V - A che cosa ti riferisci? J - Io ho sentito che quella sera la
Madonna ha interrotto la preghiera in chiesa e vi ha chiamato nella stanzetta
dove vi incontrate adesso. V
- Sì, sì. Una volta te l'ho già raccontato, mentre ora non mi veniva
in mente. Abbiamo di colpo interrotto la preghiera e siamo andati là. Lei già
ci stava aspettando. J - E allora? V - Prima ci ha incoraggiato e ci ha detto di
dire al popolo di non aver paura, di essere gioiosi. Lei avrebbe protetto Fra’
Jozo. J - E poi? V
- Noi siamo usciti e l'abbiamo detto al popolo, attraverso gli
altoparlanti. J - Chi ha parlato? V - Ha parlato il piccolo Jakov; lui è stato
il più coraggioso. J - Che cosa ha detto? V - Quello che t'ho appena detto. Di
essere coraggiosi, di non preoccuparci per Fra’ Jozo perché lei lo avrebbe
protetto. J - E il popolo? V - Il popolo ha accolto questo messaggio con un
lunghissimo applauso. Abbiamo continuato a pregare, a cantare e così ci siamo
lasciati. J - Bene, Vicka. Come mai non me lo hai detto subito? V - Caro padre
mio, la mia testa è piccolina e non ho solo questo pensiero in mente. J - Bene
se è così. Non vi erano altri motivi? V - Quali, ad esempio? J - Forse tu non
andavi d'accordo con Fra’ Jozo... V -
Neanche per sogno! Non potevo piangere e nient'altro. Tutto qui. J - E gli altri
veggenti? V - Non lo so. Alcuni sicuramente si sono comportati come me. J -
Forse a Fra’ Jozo dispiacerà se lo verrà a sapere. V - Che ci posso fare? Io
dopo pregavo ogni giorno per lui, che Dio gli fosse vicino e lo aiutasse. Che
altro potevo fare? Delle volte anche la Madonna pregava con noi per questa
intenzione. Alcune volte anche ce lo ha fatto vedere. Ed ecco, grazie a Dio,
tutto è finito bene. [Infatti gli fu diminuita la pena di sei mesi]. J -
Veramente grazie a Dio e alla Madonna. Ti ricordi forse qualche altro momento
difficile? V - Ne abbiamo parlato abbastanza, potrebbe anche bastare.
L'importante è che non mi ha mai preso quella cosa che tu chiami
scoraggiamento. Il resto è meglio dimenticarlo. J - Bene, Vicka. Forse è
meglio così.
37 - LA
MADONNA E I VEGGENTI IN LOTTA CON SATANA.
Janko - Vicka,
sappiamo già che tutti dobbiamo lottare contro Satana per poter servire Dio e
per salvare le nostre anime. Questo ce lo testimonia anche Gesù Cristo, la
Sacra Bibbia e la vita dal primo uomo ad oggi. Vicka
- D'accordo,
è così. Ma cosa vuoi sapere adesso? J - Vorrei
sapere qualcosa al riguardo; soprattutto mi interessa sapere se la Madonna vi ha
detto qualcosa su questa lotta. V - Sicuro; tante volte. In modo speciale ne ha
parlato con Mirjana. J - Che cosa le ha detto? V - Questo tu lo sai di certo, soprattutto dalla
registrazione del dialogo con Fra’ Tomislav. E anche a noi ne ha parlato
abbastanza. J - Racconta qualcosa di quello che vi ha detto. V - La Madonna o
Mirjana? J - Per adesso Mirjana; e dopo la Madonna. V - Ci ha raccontato come le
è apparso il diavolo e come l'ha tentata promettendole tante cose purché
rinnegasse Dio e la Madonna: che sarà bella e felice e tante altre cose. J -
Vicka, queste cose le so. Mirjana ci ha pure confidato come si può vincere il
diavolo, secondo «la ricetta» della Madonna. V - Che cosa ha detto? Adesso
raccontalo tu. J - Ha detto che bisogna essere fermi, credere con fermezza e non
cedere neppure un po'; aspergersi con l'acqua santa e così via. Non vorrei
annoiarti con questo, ma una cosa mi ha colpito. V - Che cosa? J - Come la
Madonna consigli di aspergersi con l'acqua benedetta mentre, nel nostro tempo,
di questo ci siamo dimenticati completamente. V
- Qualcuno si è dimenticato, ma altri no. J - Io parlo in generale. Ce
ne siamo dimenticati anche noi sacerdoti. Prima si benediceva il popolo con
l'acqua santa, per esempio, sia all'inizio che alla fine della messa. Adesso,
per quanto ne so io, non lo fa più nessuno. Ma lasciamo questo. Mirjana ha
detto che se noi seguitiamo così, Satana rimarrà a mani vuote, come si suol
dire. Questo sta bene. Adesso mi devi dire che cosa ha detto a voi la Madonna al
riguardo. V
- Sai che cosa ha detto a Maria all'inizio. J - Cosa le ha detto? V -
Quando le apparve in casa e le disse di invitare noi dopo cena, sull'aia. J -
L'episodio lo so. Ma che cosa le ha detto la Madonna? V - Ti ricordi che la
Madonna le ha detto allora come suo Figlio combatte per le nostre anime, ma
nello stesso tempo anche Satana cerca di afferrare qualcuno per sé. Quindi
lotta anche lui. Tende insidie intorno a noi, cercando di ingannarci. J - Ha
detto ancora qualcos'altro? V - Le
ha detto inoltre come Satana cerca di penetrare tra noi veggenti e di metterci
in disaccordo. J - Vuole creare tra voi disaccordo e odio, per poi guidarvi lui!
V - Proprio così. Per lui il disaccordo e l'odio sono tutto. In tali ambienti
lui regna facilmente. Questo la Madonna ce l'ha detto tante volte. J - Bene,
Vicka. Qualcosa di simile l'ho letto anche nel tuo quaderno nel 10 novembre
1981. Là hai notato come la Madonna vi ha detto in che modo Satana cerca di
vincervi, ma voi non glielo permettete. Vi ha raccomandato anche di custodire la
vostra fede, di pregare e digiunare, così lei vi sarà sempre vicina. V - Ah,
l'hai letto! Così ci ha ripetuto tante volte; solo che io non l'ho scritto
sempre, ma me ne ricordo bene. J - D'accordo. Però la Madonna ha parlato
soltanto per voi veggenti, oppure anche per tutti noi? V - Per tutti! Qualche
volta in modo speciale ha nominato la gioventù. Però diceva sempre che il
mondo riceve tante grazie da lei e dal suo Figlio; soltanto che deve avere
fiducia e credere fermamente. J - La Madonna, ha detto qualche volta come
finirà questa lotta? V - Sicuramente; che Dio vincerà. Ma anche Satana prenderà
abbastanza. Vedi come si comporta la gente! J - E allora? V - Noi dobbiamo
credere fermamente, inoltre digiunare e pregare; poi succeda quello che Dio
vuole. La Madonna ha detto tante volte che con il digiuno e la preghiera si può
ottenere tanto. Infatti la Madonna ha detto molte volte: «Voi pregate! Soltanto
pregate e perseverate nella preghiera». J - Però, così mi sembra, Vicka, il
castigo verrà. V - Noi non sappiamo ciò che farà Dio. Sappiamo che è beato
colui che persevererà, perché Dio è più forte di Satana! Il potere è di
Dio. J - Allora, preghiamo perché Dio regni! V - Preghiamo, però tutti
insieme.
MESSAGGI
DELLA MADONNA
38 - «PACE, PACE, PACE E SOLO PACE!»
Janko - Vicka, non so se ti ricordi, però parlando del terzo
giorno delle apparizioni abbiamo detto che poi saremmo ritornati ad approfondire
quello che è successo alla fine dell'apparizione. Vicka - A dire il vero
non me ne ricordo, ma se c'è bisogno, possiamo farlo. J - Possibile che non ti
ricordi quell'esperienza vissuta da Maria? V - Ah, sì. Ma ti ho già detto la
parte più importante. Quando la Madonna ci ha salutati, Maria aveva piuttosto
fretta, e quando è arrivata alla Lokvetina. J - Quale Lokvetina? V - La valle
ai piedi della nostra montagna. Quando lei è arrivata a quel punto dice che è
successo come se qualcosa la trascinasse, come se qualcosa la tirasse da una
parte. J - E allora? V - Le è apparsa la Madonna, a lei sola. Maria dopo ci ha
raccontato che la Madonna era molto, molto triste. Teneva in una mano una croce
grande e ripeteva piangendo: «Pace, pace, pace e solo pace». Maria si è molto
spaventata. J - E poi? V - Siamo arrivati noi. Abbiamo visto Maria e l'abbiamo
raggiunta; credevamo che si sentisse male. Ma lei in quel momento non era in
grado di raccontarci niente, così non capivamo che cosa le fosse successo. J -
Va' avanti. V - L'abbiamo presa per mano e ci siamo incamminati verso casa. J -
Era in grado di camminare? V - Sì, ma a stento e molto lentamente. Si è
ripresa un po' e siamo arrivati a casa con lei. Allora ci ha raccontato che cosa
le era successo. J - Fin qui hai narrato bene, ma non mi hai detto la cosa più
importante. V - Che cosa? Non mi ricordo; chi può ricordare tutto? J - Ti
credo, ma nessuno all'infuori di Maria disse che quella fu una delle apparizioni
più importanti della Madonna. V - Non comprendo ancora a che cosa stai
pensando. J - Vicka, ti capisco, ma ricordatelo e non dimenticarlo mai. In
quell'occasione la Madonna ha dato il messaggio più importante per l'uomo
d'oggi. V - Non ti capisco ancora. J - Come fai a non ricordarti? La Madonna in
quell'occasione muoveva una croce abbastanza grande, scura, e non nera come poi
si è detto, e ripeteva quello che mi hai già riferito: «Pace, pace, pace e
solo pace». E dopo, piangendo, ha ripetuto per ben due volte: «La pace deve
regnare tra Dio e l'uomo e tra gli uomini». Questo, Vicka, è in realtà
tutto ciò che la Madonna voleva dirci venendo tra noi. Il resto - come la
preghiera, il digiuno, la penitenza - sono soltanto i mezzi per raggiungere la
Pace. V - Ora mi ricordo anch'io. Tu hai molto studiato e sei intelligente e
sai arrivare alle conclusioni; mentre io non lo so fare. J - Vicka, non ci sono
arrivato da me solo a queste conclusioni. Per due volte tutto questo me lo ha
raccontato Maria; anche un sacerdote molto prudente me lo ha confermato. Perciò
io ritengo che quello sia stato uno dei momenti più importanti delle apparizioni
della Madonna. La Madonna infatti sta in mezzo a noi per riconciliare l'uomo con
Dio. V - Quello lo so anch'io, ma mi sorprende che Maria non ne abbia parlato
con più insistenza. J - Tu conosci bene Maria. Forse lei stessa non ha capito
la profondità di queste parole. Le ha riferite a chi di dovere. Sono state
ripetute tantissime volte dall'altare, come parole della Madonna. Non bisogna
sempre mettere in evidenza a chi furono dette. Vicka, per me questo messaggio è
particolarmente caro e prezioso. V - D'accordo; ora lo è anche per me.
39 - I SETTE
PADRE NOSTRO.
Janko - Vicka,
tutte le volte che si parla dei fatti di Medjugorje, ci si chiede: questi
ragazzi, i veggenti, che cosa hanno fatto insieme alla Madonna? Oppure: Che cosa
stanno facendo adesso? Generalmente si risponde che i ragazzi hanno pregato,
cantato e che hanno domandato qualche cosa alla Madonna; forse anche troppe
cose. Alla domanda: che preghiere hanno recitato? Di solito si risponde che
avete recitato sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre; poi,
più tardi, anche il Credo. Vicka - Va bene. Ma cosa c'è di strano in
questo? J - Ci sono, almeno secondo alcuni, delle cose non chiare. Vorrei
proprio che si chiarisse, per quanto è possibile, quello che non è chiaro. V -
Va bene. Comincia a farmi delle domande e io risponderò quello che so. J - Come
prima cosa vorrei chiederti: quando avete incominciato a recitare davanti alla
Madonna, e insieme alla Madonna, i sette Padre nostro? V - Me l'hai
chiesto anche in passato. In sostanza ti rispondo così: nessuno saprà mai con
esattezza quando abbiamo incominciato. J - Qualcuno ha affermato da qualche
parte, e lo ha anche scritto, che voi li avete recitati, anzi, che la Madonna
stessa ve li ha raccomandati, subito il primo giorno che vi ha parlato, cioè il
25 giugno. V - Di sicuro non allora. Quello è stato il primo vero nostro
incontro con la Madonna. Noi, per l'emozione e la paura, non sapevamo neppure
dove avevamo la testa. Altro che pensare alle preghiere! J - Comunque avete
detto qualche preghiera? V - Certo che abbiamo pregato. Recitavamo il Padre
nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre. Altre preghiere neppure le
sapevamo. Ma quante volte abbiamo ripetuto queste preghiere, nessuno lo sa. J -
E forse non si saprà mai? V - Certamente no; nessuno lo saprà mai, tranne la
Madonna. J - Va bene, Vicka. Spesso si è cercato di indovinare chi vi ha detto
per primo di pregare proprio così. In genere si dice che è stata la nonna di
Mirjana, che è stata lei a suggerirvi di pregare così. V - Può darsi, però
non è del tutto sicuro. Noi abbiamo domandato alle nostre donne come si
poteva pregare quando veniva la Madonna. Quasi tutte ci hanno risposto che
sarebbe stato bene recitare sette Padre nostro. Qualcuna suggeriva il
Rosario della Madonna, ma in mezzo alla confusione che c'era a Podbrdo non ci
saremmo riusciti. Generalmente succedeva così: noi cominciavamo a pregare, la
Madonna appariva e allora passavamo al dialogo, alle domande. So con certezza
che alcune volte abbiamo recitato tutti i sette Padre nostro prima che la
Madonna arrivasse. J - E allora? V - Allora abbiamo continuato a pregare fino a
che la Madonna non appariva. Non era tanto facile. La Madonna ci ha anche messo
alla prova. Ci è voluto parecchio tempo prima che si sistemasse tutto. J - Però,
Vicka, quasi sempre si sente ripetere che proprio la Madonna vi abbia
raccomandato di recitare i sette Padre nostro. V - È
certo che ce lo
ha detto, però più tardi. J - Quando più tardi? V - Non lo ricordo con
esattezza. Forse dopo 5-6 giorni, può darsi anche di più, non saprei.
Ma è proprio così importante? J - Li ha raccomandati solo a voi veggenti
oppure a tutti? V - Anche al popolo. Anzi, più al popolo che a noi. J - La
Madonna, ha detto perché e per quale intenzione recitarli? V - Sì, sì.
Soprattutto per i malati e per la pace nel mondo. Non è che precisasse con
esattezza le singole intenzioni. J - E così avete continuato? V - Sì. Abbiamo
incominciato a recitare regolarmente i sette Padre nostro quando siamo
andati in chiesa. J - Quando avete iniziato ad andarci? V - Non lo ricordo con
esattezza, ma mi sembra dopo una decina di giorni dalla prima apparizione. Ci
siamo incontrati con la Madonna a Podbrdo; poi siamo andati in chiesa e abbiamo
recitato i sette Padre nostro (vedi capitolo 11). J - Vicka, lo hai
ricordato molto bene. Ascoltando un nastro registrato, ho controllato quando per
la prima volta avete recitato con il popolo i sette Padre nostro in
chiesa, dopo la santa messa; questo è accaduto il 2 luglio 1981. Però non
pregavate così tutti i giorni; infatti sul nastro del 10 luglio è registrato
chiaramente come il sacerdote, alla fine della messa, ha avvisato il popolo che
voi veggenti non c'eravate e che non sareste neppure arrivati. Penso che voi
quel giorno, per il motivo che sai bene, siate rimasti nascosti in canonica. V -
Lo ricordo. Quella volta abbiamo avuto l'apparizione nella casa del parroco. J -
Va bene così. Adesso ritorniamo un po' indietro. V - D'accordo, se c'è
bisogno. Io adesso ho il dovere di ascoltare di domandare. J - Ora bisognerebbe
chiarire una cosa che non è tanto semplice. V - Perché ti preoccupi? Non si
può chiarire tutto. Mica siamo in un tribunale da dover chiarire proprio tutto.
J - Comunque almeno proviamoci. Vi si accusa di aver dato differenti risposte
riguardo ai sette Padre nostro. V - Quali risposte? J - Non so. Si dice
che, alla stessa domanda (chi vi ha suggerito quella preghiera), uno di voi ha
detto che è stata una nonna a suggerirvi i sette Padre nostro; un altro
invece ha detto che questa è una vecchia usanza dalle vostre parti; un terzo ha
detto che è stata la Madonna a raccomandarvi di pregare così. V - Va bene, ma
in che cosa consiste il problema? J - Quale delle tre risposte è quella vera? V
- Ma sono vere tutte e tre! J - Come è possibile? V - È molto
semplice. Sì, è vero che le donne - anzi, proprio una nonna - ci hanno
suggerito di recitare i sette Padre nostro. È altrettanto vero che dalle
nostre parti, particolarmente d'inverno, si recitano i sette Padre nostro in
comune. È anche
vero che la Madonna ha raccomandato questa preghiera, sia a noi sia al popolo.
Solo che la Madonna ci ha aggiunto anche il Credo. Cosa può esserci di
non vero o strano in questo? Io credo che la mia nonna, anche prima delle
apparizioni, recitava i sette Padre nostro. J - Però avete risposto, in
tre, tre cose diverse! V - È
molto semplice:
ognuno ha detto quella verità che conosceva, anche se nessuno ha detto la
verità completa. Questo me l'ha spiegato molto bene un sacerdote di Vinkovci;
da allora mi è tutto chiaro. J - Va bene, Vicka; credo che sia così. Neanch'io
qui vedo un problema. Questa è una nostra antica preghiera; anche nella mia
famiglia si pregava così. È una
preghiera normale, collegata inoltre al numero biblico sette [indice di
pienezza, di perfezione]. V - Io non so niente di questo significato biblico. So
solamente che questa è una nostra preghiera che la Madonna ha accettato ed ha
anche raccomandato. J - D'accordo, basta con questo. A me interessa ancora
un'altra cosa. V - Lo so che con te non è mai facile arrivare alla fine.
Vediamo che cosa vuoi ancora. J -
Cercherò di essere breve. Sia a me sia agli altri, interessa sapere perché
all'inizio non venivate a partecipare all'intera messa serale. V - Che cosa c'è
di strano? Nessuno ci ha invitato a farlo e poi proprio in quell'ora appariva la
Madonna, su a Podbrdo e più tardi giù in paese. Noi andavamo alla messa la
domenica; negli altri giorni, quando avevamo tempo. J - Vicka, la messa è
qualcosa di santo, di celestiale; è il fatto più grandioso che possa avvenire
nell'intero universo. V - Lo so anch'io. L'ho sentito cento volte in chiesa. Però,
vedi, noi non ci comportiamo coerentemente. Anche la Madonna ci ha parlato di
questo. Ricordo che una volta, ad una di noi, ha detto che è meglio non andare
alla S. Messa piuttosto che non ascoltarla degnamente. J - Non vi invitava mai,
la Madonna, alla messa? V - All'inizio no. Se ci avesse invitati, ci saremmo
andati. Più tardi sì. Qualche volta ci ha detto anche di sbrigarci per non
fare tardi alla S. Messa. La Madonna sa quello che fa. J - Da quando andate
regolarmente alla messa vespertina? V - Da quando la Madonna ci appare in
chiesa. J - Da quando è? V - Circa dalla metà del mese di gennaio del 1982. Mi
sembra così. J - Hai ragione: è stato proprio così (vedi capitolo 13).
40 - REGINA DELLA PACE.
Janko -
Vicka, tutti sappiamo che voi veggenti avete chiamato la Madonna anche «Regina
della Pace». Vicka - Si. E con questo? J - Niente. Però è interessante
sapere come vi è venuto in mente questo. V - Ma non siamo stati noi a chiamarla
così; è stata lei a farsi chiamare in questo modo. J - Ti ricordi in quale
occasione lei si è fatta chiamare così? V - Tu sai che lei subito, fin
dall'inizio, parlava spesso della pace. E già il terzo giorno dell'apparizione,
mentre tornavamo a casa, è apparsa di nuovo a Maria con la croce, e le
ripeteva: «Pace, pace, pace, soltanto pace». Allora ha detto che la pace deve
regnare tra Dio e l'uomo e anche tra gli uomini. Questo tu lo sai meglio di me.
E sai anche che la Madonna, fin dall'inizio, ha ripetuto di essere venuta tra di
noi perché gli uomini si riconcilino. J - Con chi si devono riconciliare? V -
Tra di loro e poi con Dio. J - D'accordo, Vicka. Queste riconciliazioni non
possono sussistere l'una senza l'altra. Ma la Madonna ha ancora annunciato la
pace in qualche altro modo? V - Sì, tante volte. Durante le apparizioni
lasciava scritto la parola: «Pace; pace agli uomini». J - Va bene. Questo è
stato per voi. E per noi? V - Ma per tutti! Molte volte tanti hanno visto in
cielo, soprattutto sopra il monte Krizevac, scritto in lettere maiuscole
d'oro: MIR (PACE). E mi ricordo anche che una volta abbiamo visto scritta
questa parola pure sopra il colle di Podbrdo, con gli stessi caratteri d'oro. J
- Ma era scritto con caratteri a mano o da stampa? V - A mano; però con lettere
d'oro. J - L'ha visto qualche altro, oltre a voi veggenti? V - Macché veggenti!
Questo l'hanno visto tutti quelli che stavano da quelle parti. Chiunque ha
guardato. J - Questo fatto è davvero interessante. La stessa cosa me l'ha
raccontata anche un sacerdote degno di rispetto e di fede. V - Che cosa ti ha
raccontato? J - Proprio questo. Anche lui ha visto chiaramente quello che tu
dici. V - Allora vedi che non ti dico cose inventate. J - Mi ha detto inoltre
che lui ha guardato il fenomeno insieme a un gruppo di persone, e tutti hanno
visto questa grande parola, scritta sopra il monte Kritevac. Però non ti ho
ancora chiesto quanto tempo è rimasta la scritta. V
- Press'a poco una diecina di minuti. J - D'accordo, Vicka. Ormai
sappiamo che la Madonna a Medjugorje ha invitato alla pace e che continua a
farlo. Ma non mi è chiaro come voi l'avete chiamata «Regina della Pace». V -
Ti ho già detto che non siamo stati noi, ma è stata lei stessa a darsi questo
nome. J - Proprio questo voglio sapere: come sono andate le cose. V - Questo tu
sicuramente lo sai già, ma lo vuoi sentire anche da me. J - Ho sentito dire
qualcosa, ma veramente non mi ricordo bene. V - Va bene. Ricordatelo ora. Una
volta, mentre noi aspettavamo l'apparizione nel nostro paese, è arrivato un
sacerdote che tu ed io conosciamo. Ci ha detto che in parrocchia è giunto un
sacerdote anziano, dagli Stati Uniti, che ritornerà presto in America e che
vuole sapere come si chiama la Madonna che appare a Medjugorje, per poterlo
riferire ai frati quando tornerà in America. Durante l'apparizione, noi
l'abbiamo chiesto alla Madonna e lei ci ha risposto: «Io sono la Regina della
Pace». Noi questo, più tardi, lo abbiamo riferito per scritto a quel
sacerdote. Ma lei non l'ha detto solo quella volta! Adesso ti è chiaro? J - Sì,
anch'io adesso mi ricordo di questo fatto. Si trattava del venerando Fra’
David Zrno, che ha festeggiato il sessantesimo di sacerdozio. V - Adesso sei
tranquillo? J - Sì. Grazie.
41 - IL
DIGIUNO PROPOSTO DALLA MADONNA.
Janko -
Adesso dobbiamo parlare di un argomento su cui non andiamo del tutto d'accordo. Vicka
- Come se ce ne fosse uno solo di argomenti su cui non andiamo d'accordo! Ma
vediamo di che si tratta. J - Diciamo subito che si tratta del digiuno come
viene raccomandato qui a Medjugorje e sul quale molti non sono d'accordo. V -
Perché pensi questo? J - Ci sono alcuni che dicono che la Madonna non ha
ordinato un digiuno così severo come lo raccomandate voi. V - È vero. Non l'ha ordinato, lo ha solo raccomandato. Così ho sentito
anch'io riferirlo tante volte dall'altare. J - Va bene. Però che cosa
risponderesti tu a chi ti domandasse precisazioni al riguardo? V - Direi che la
Madonna desidera il digiuno in questo modo, ma poi ciascuno faccia come crede
meglio. J - Affermeresti allora che la Madonna ha «inventato» questa forma di
digiuno? V - A me le donne hanno detto che si digiunava così anche prima delle
apparizioni della Madonna. Perché allora non farlo anche adesso? J - È
vero, da noi si
è digiunato anche così. Questo tipo di digiuno era chiamato «digiuno completo»,
oppure «a pane ed acqua». La mia defunta mamma ha digiunato così almeno per
una ventina di volte, durante tutto l'Avvento. Solo che a mezzogiorno, invece
del bicchiere d'acqua, prendeva un bicchierino di vino nero. V - Sicuramente lo
faceva per te... J - Lasciamo stare questo, Vicka. Anche tu conservi i tuoi
segreti. V - Va bene; scherzavo. Come si faceva allora, così ci sono di quelli
che lo fanno anche adesso. J - Che cosa accadrà a quelli che non lo fanno? V -
Cosa accadrà? Nessuno andrà all'inferno per questo. Io la penso così. J - Ma
che cosa realmente ha detto la Madonna? V - Del digiuno ci ha parlato più
tardi, quando ci ha detto che si deve pregare e digiunare per la conversione dei
peccatori. Noi le abbiamo chiesto come si deve digiunare e lei ci ha risposto:
«A pane e acqua». Noi abbiamo comunicato al sacerdote questa risposta. anche
in questa pratica si è proceduto come per i sette Padre nostro. Così si
è incominciato a pregare e a digiunare; la Madonna ci ha incoraggiato a
continuare in questo modo. J - Che cosa ha raccomandato prima: i sette Padre
nostro, oppure questo digiuno così severo? V - Prima i sette Padre
nostro. Penso, ma non ne sono del tutto sicura, che i Padre nostro e
il Credo li abbia raccomandati già il quinto o il sesto giorno; il
digiuno invece un po' più tardi. J - Veramente non riesci a ricordarti di
preciso quando è stato? V - Non ricordo. Perché dovrei dirlo se non ne sono
sicura? Ricordo invece che ci disse anche questo abbastanza presto. J - Sei
sicura che la Madonna vi abbia veramente raccomandato questo? V - Certo che ne
sono sicura! Me lo ricordo benissimo. J - Va bene. Può darsi tuttavia che si
esageri un po' nel raccomandare questo digiuno. V - Questo non lo so; non
dipende da me. J - Io credo che su questo anche tu abbia esagerato un po'. V -
Come lo pensi? J - Hai digiunato più di quanto dovevi. V - Questi sono affari
miei. J - È
vero che sono
affari tuoi; ma non solamente tuoi. Uno deve riguardare anche la propria salute.
V - Certamente ci si deve badare. E io sono stata attenta alla mia salute. J -
Perché allora sei tanto dimagrita? V - Questa è un'altra cosa; perciò
mettiamola da parte. J - Va bene, Vicka. Hai da dire qualche altra cosa riguardo
al digiuno? V - Che cosa dovrei dire? Chi digiuna fa bene; chi non digiuna non
fa peccato. A meno che non trascuri il digiuno prescritto dalla Chiesa. J -
D'accordo. Si può digiunare anche in altri modi? V - Non spetta a me parlare di
questo. Di questo ci parlano i sacerdoti. L'importante è che si digiuni,
ciascuno secondo le sue possibilità. J - Bene. In qualche modo ci siamo intesi
e ti ringrazio.
42 -
UN'INTERESSANTE COINCIDENZA.
Janko -
Mi meraviglia un po' che tu non mi abbia mai raccontato uno dei fatti più
importanti, accaduto durante le apparizioni della Madonna. Vicka - Quale?
Di che si tratta? J - Accadde il 2 agosto 1981, e forse non a caso proprio in
quel giorno. Vuoi che te lo spieghi un po'? V - Fallo pure. J - Il 2 agosto
1216, in una piccola chiesa di Assisi, se ben mi ricordo la Madonna apparve a S.
Francesco d'Assisi, circondata da molti angeli. Gli ha detto che chiunque fosse
andato in quella chiesa, si fosse umilmente confessato e comunicato, avrebbe
ottenuto l'indulgenza plenaria. Più tardi questo privilegio è stato
confermato anche dal papa [si tratta del «Perdono d'Assisi»I. Più tardi
ancora un altro papa diede questa possibilità di acquistare l'indulgenza in
tutte le chiese francescane del mondo. Adesso hanno ridotto questa possibilità.
La tua nonna, e probabilmente anche la tua mamma, sanno bene che questo del 2
agosto era il giorno in cui, fino a poco tempo fa, la gente si confessava di più.
Almeno nelle chiese francescane. V - Ma lascia stare mia nonna e dimmi quello
che mi vuoi dire veramente. J - Voglio dire che non è del tutto casuale il
giorno che la Madonna ha scelto. V - Non ti capisco ancora. Vuoi dirmi
finalmente che cosa desideri? J - Forse tu lo racconteresti meglio di me,
comunque continuo io. In quel giorno, al ritorno dalla chiesa, voi siete andati
giù sull'aia, e lì vi è apparsa la Madonna. V - Questo è esatto. Soltanto tu
non hai detto che la Madonna è apparsa prima a Maria, in casa, quando è
ritornata dalla chiesa, e le ha detto che scendessimo all'aia più tardi. Le ha
detto inoltre che è in corso una grande lotta per le anime umane, tra suo
Figlio e il diavolo. J - Vedi, Vicka, che tu sai le cose meglio di me; perciò
vuoi continuare il racconto? - No,
l'hai cominciato tu. Io posso solo aggiungere qualcos'altro. J - Va avanti tu,
per favore! V - La Madonna ha detto a Maria che il diavolo vuole intromettersi,
ma noi non glielo dobbiamo permettere. J - In che maniera il diavolo ha provato
a fare questo? V - Questo non te lo posso dire e neppure lo ritengo necessario.
J - Va bene. È così
che siete andati sull'aia? V - Sì, però tu hai incominciato, perciò continua
tu. J - Io ho sentito dire così. Laggiù eravate in una quarantina di persone,
avete incominciato a pregare ed è venuta la Madonna. V - Va bene; così è
successo diverse volte. J - Sì, ma quella volta è accaduto qualcosa di
particolare. V - Su, racconta. J - Dopo che avete pregato, la Madonna ha detto
che tutti i presenti potevano toccarla. Dicono che la gente si era messa in fila
e che ad uno ad uno si avvicinavano e la toccavano. Maria indicava loro dov'era.
V - Va' avanti. J -
È capitato
un fatto strano. Dal contatto delle mani di molti, rimaneva la macchia sulla
Madonna, tanto che alla fine l'abito della Madonna sembrava tutto sporco e
macchiato. V - Questo lo so. Quando la toccavano quelli che avevano il cuore
impuro, rimaneva sulla Madonna una specie di macchia. J - Anche tu hai visto che
accadeva così? V - No, no. Io non ero neppure presente quella volta. J - Guarda
qua! Io ho raccontato tutto questo per sapere qualcosa da te e invece tu non eri
nemmeno presente. V - Non importa. Tu hai raccontato tutto molto bene. Così lo
hanno raccontato anche a me quando sono ritornati da laggiù. Sicuramente è
stato Marinko a raccontartelo. J - Sì. Una volta me lo ha raccontato Marinko
nei minimi particolari. Un'altra volta me lo ha raccontato Maria. V - Va bene.
Adesso ti è tutto chiaro. J - Si,
Vicka, ma non ho finito. V - Che cosa vuoi ancora? J - Marinko mi ha detto che
quando la Madonna stava partendo, Maria è scoppiata a piangere. Marinko è
corso da lei e le ha chiesto: «Maria, cos'hai? Perché piangi?». E Maria gli
ha risposto: «Perché me lo chiedi? Non lo vedi? Come non piangere? Vedi che la
Madonna se ne va via tutta sporca?». Allora Maria gli spiegò che le macchie
sul vestito erano state causate dal contatto delle mani di molti. Maria mi ha
anche detto che questo fatto è stato visto da tutti i veggenti che erano là.
Mi disse che era assente il piccolo Jakov, mentre ora sento che eri assente
anche tu. V - Io sarei stata presente se non avessi avuto il mal di denti. E sai
com'è quando fanno male. J - Va bene. Ma qui c'è ancora un altro fatto
particolarmente interessante. V - Che cos'è? J - È interessante
che nessuno dei veggenti che erano lì abbia potuto ricordare chi, in
particolare, ha causato una macchia sul vestito della Madonna. V - Infatti;
anche a me hanno raccontato la stessa cosa. J - Ancora questo. Maria ha
manifestato quello che era successo; perciò Marinko ha invitato i presenti ad
alta voce: «Gente, domani tutti a confessarsi!». Qualcuno forse c'è anche
andato? V - Di questo non so niente e non voglio neanche saperlo. J - Questa è
una risposta saggia. Però io ritorno ancora una volta a quello che ho ricordato
all'inizio e dico che non a caso in quel giorno la Madonna ha invitato il popolo
alla confessione, proprio nel giorno in cui già una volta aveva rivolto questo
stesso invito, per mezzo di S. Francesco.
43 - IL
FAZZOLETTO ROSSO . Janko
- Vicka,
vorrei chiederti una cosa di cui so che non ti piace parlare. V - Va bene; ti ho
detto all'inizio che puoi chiedermi di tutto; mantengo la mia promessa. J -
Vorrei sapere adesso di quel fazzoletto rosso di cui si è tanto parlato. Per
dirti la verità, anch'io di questo non penso e non parlo volentieri. Però è
un fatto da chiarire. V - Te ne ho già parlato una volta. Te lo debbo ripetere
di nuovo? J - Sì, Vicka, me ne hai già parlato. Però bisogna dirne qualcosa
anche qui. E probabile che qualcuno ascolterà tutto questo; perciò te lo
chiedo. V - Va bene; solo mi sembra strano che alcuni l'episodio di questo
fazzoletto lo attribuiscano a me, quando la cosa non mi riguarda minimamente. J
- Non lo attribuiscono solo a te. Tu però raccontami brevemente che cosa e
come è successo. V - Ecco, ti racconto solo ciò che ho sentito allora. J - È quello
che desidero. V - Si è raccontato che un certo tassista, quando tornava da
Medjugorje, dalla parte di Cerno, un povero lo ha fermato e gli ha dato un
fazzoletto insanguinato. J - Che tipo di fazzoletto era? V - Un normale
fazzoletto da tasca. Solamente che era insanguinato. J - E allora? V - Dicono
che quell'uomo abbia raccomandato al tassista di buttare quel fazzoletto nella
prima acqua che avesse incontrato. Se non lo avesse fatto gli sarebbe successo
qualcosa di male. J - E poi? V - Lui era di Capljina o delle vicinanze, non lo
so con esattezza. Poiché a Studence passa un fiume, lui voleva buttare là il
fazzoletto in acqua. J - Ce l'ha buttato? V - Prima di arrivare al fiume, dicono
che gli andò incontro una donna vestita di nero, che gli ha chiesto quel
fazzoletto. Lui non glielo voleva dare, ma lei lo ha minacciato di qualcosa di
grave; allora lui glielo ha dato. J - E che cosa ne ha fatto, quella donna, di
quel fazzoletto? V - Non lo so. Dicono che ha detto a quell'uomo che, se non
glielo avesse consegnato, sarebbe successo un male terribile, come una fine del
mondo o che so io. Chissà se lui ha ricordato tutto bene; però così si
raccontava. J - Tutto questo è poco chiaro e strano. V - Non posso farci niente
e non mi riguarda. Io questa storia l'ho solo sentita dire e basta. J - Tu hai
mai parlato con quell'uomo? V - No, non gli ho parlato. Avevo acconsentito una
volta ad ascoltarlo. Lui una volta ha raccontato tutto nei dettagli, davanti
alla chiesa di Medjugorje. Lui però si è trattenuto più a lungo con la gente
e io sono andata a casa. J - E come mai hanno collegato questo fatto con te? V -
Alcuni ci hanno detto di chiedere alla Madonna se tutto era successo così. J -
E voi glielo avete chiesto? V - SI, lo abbiamo fatto. J - La Madonna ha detto
qualcosa? V - Ha detto che la cosa andò press'a poco così. Quell'uomo povero
era suo Figlio, mentre la donna vestita di nero era lei. J - È
veramente
strano. V - Io non lo so. Non tocca a me chiedere alla Madonna che cosa fa e
perché. Io ti ho raccontato quello che sapevo e tu pensa quello che vuoi. Così
puoi dirlo a tutti quelli che te lo chiedono. J - Questa è buona. Dio da sempre
ha richiamato gli uomini in varie maniere: che devono pensare alla loro morte,
pensare alla fine del mondo e che si devono convertire. Perché allora anche
questo non potrebbe essere un segno, un avvertimento? Per noi non è chiaro, ma
tuttavia è un avvertimento. Anche nella Sacra Scrittura troviamo avvertimenti
del genere. Non tocca a noi suggerire a Dio come ce li deve mandare. Tu che cosa
ne pensi, Vicka? V - Io non penso niente al riguardo. C'è chi pensa a tutto...
J - Forse la Madonna voleva soltanto dire questo: che abbiamo meritato che Dio
ci punisca, ma che lei intercede per noi presso Dio, difendendoci dalle pene che
meritiamo. V - Io ho già detto che non so altro a questo riguardo. Chi vuole,
può chiarire la cosa con la Madonna. J - Vicka, hai ragione e grazie di tutto.
44 - INCONTRI
CON L'ALDILÀ.
Janko -
Vicka, molte cose che l'uomo non sa o non vuole sapere come e perché siano
accadute, le attribuisce al caso. Così molti hanno chiamato un caso il fatto
che il 24 giugno 1981 la ragazza allora quindicenne, Ivanka Ivankovic, figlia di
Ivan, per due volte abbia visto per prima, sul colle di Podbrdo, una luminosa
figura di giovane donna con un bambino in braccio, e che l'abbia subito chiamata
«la Madonna», senza esitazione. È
straordinaria,
piena di significato, questa combinazione! Per chiarire, forse, è utile
ricordarsi della morte della sua mamma abbastanza giovane, che poco prima di
tutti questi fatti, inaspettatamente è morta nell'ospedale di Mostar. Se la
Madonna aveva già deciso di apparire nella parrocchia di Medjugorje, nella
borgata di Ivanka, non c'era niente di meglio che apparire proprio a Ivanka, e
per mezzo suo agli altri. Questo non lo può negare tanto facilmente nemmeno chi
è propenso a negare tutto. Specialmente questo fatto appare provvidenziale a
coloro che credono e sperano. Ma è ancora «per caso» che i veggenti, il 25
giugno, hanno avuto il primo vero incontro con la Madonna, ed «il caso» si è
servito di nuovo dell'addolorata Ivanka? Inoltre, l'ha voluto il caso che Ivanka
abbia avuto il coraggio di parlare per prima con la Madonna, chiedendole di sua
madre? Nessuno aveva detto a quella apparizione che la mamma di Ivanka era
passata a miglior vita, come si dice qui. L'apparizione ha risposto senza
esitare che la mamma era con lei e stava bene. Tu ti ricordi certamente di
questo. Vicka - Certo che me ne ricordo; come se fosse adesso. J - E che
cosa veramente Ivanka ha chiesto a quella figura luminosa? V - Le ha chiesto
come sta sua mamma. J - E che cosa le ha risposto l'apparizione? V - Macché
apparizione! Perché non dici: la Madonna? L'hai detto già tu che cosa ha
risposto la Madonna. Le ha detto che la mamma sta bene e che sta con lei. J -
Con chi «con lei»? V - Con la Madonna, con chi altrimenti? J - Voi avete
sentito che Ivanka chiedeva questo? V - Certo che abbiamo sentito! Sia Ivanka
sia la Madonna. J - Ivanka, qualche altra volta ha chiesto qualcosa di sua
mamma? V - Sì, il giorno dopo. J - Che cosa ha chiesto allora? V - Ha chiesto
se la mamma le aveva mandato qualche messaggio. J - E la Madonna? V - La
Madonna ha detto che la mamma le raccomanda di ubbidire alla nonna perché è
anziana. J - Voi l'avete sentito bene tutto questo? V - Sì, tutto. J - Va bene,
Vicka. Già che abbiamo incominciato, vogliamo approfondire un po'. A me
interessano molto questi fatti. Dimmi anche questo: in seguito, Ivanka ha mai
chiesto qualcos'altro di sua mamma? V - Sì; un'altra volta sicuramente. J - E
quando l'ha chiesto? V - L'ha chiesto più tardi, forse dopo un mese. J - E che
cosa ha chiesto? V - Ha chiesto se alla mamma serviva qualcosa, per esempio, la
santa Messa, le preghiere o altro. J - E sai che cosa la Madonna le ha risposto?
V - Si. Ha detto che stava bene e non aveva bisogno di niente. J - Anch'io
dicevo a Ivanka di essere contenta perché sua mamma è felice. Però lei mi ha
risposto sospirando: «Vorrei che la mamma fosse con noi. Però che possiamo
farci?». Che possiamo farci? Ogni amore umano è almeno in parte egoistico. Ora
vorrei tornare ai fatti precedenti. V - Va bene. Sei tu che tieni le redini in
mano. J - Non è per questo, ma ci sono ancora delle cose molto interessanti.
Almeno come le ha raccontate Jvanka. V - Incomincia pure; non perdiamo tempo. J
- Ecco. Ivanka mi ha detto che ha visto per tre volte la sua mamma. Va bene. A
me interessa sapere se l'hai vista qualche volta anche tu. V - Sì, una volta,
di sfuggita; come in televisione. J - L'hai potuta riconoscere proprio? V - Non
l'ho vista molto bene, ma ho riconosciuto chiaramente che era lei. J - Ivanka mi
ha detto che lei l'ha vista con molta chiarezza e che l'avrebbe riconosciuta tra
mille donne. V - Ci credo. Io però dico come l'ho vista io. J - Che cosa dicono
al riguardo gli altri veggenti? V - Più o meno come me. J - Va bene. Abbi un
po' di pazienza e ascoltami. Forse a te è tutto chiaro e noto. V - Bene, parla
pure tu. Io mi sono già stancata. J - Ecco, te lo dico più brevemente e
semplicemente che posso. Ho parlato al riguardo con Ivanka alcune volte. Ivanka
mi ha detto che sua mamma è apparsa per tre volte per breve tempo. Però ogni
volta insieme alla Madonna, mai da sola. E tutto è accaduto nei primi tempi.
Dice che sua mamma non le appare più da tanto tempo. Ivanka inoltre dice che
sua madre le appariva tutta intera; aveva un vestito biancastro, con un velo
sulla testa. Dice che sua madre l'ha anche baciata tre volte: prima la Madonna e
poi sua mamma. Le ho chiesto ancora, dato che per me è una cosa molto
misteriosa e interessante, se ha visto chiaramente sua mamma. Ivanka mi ha
risposto: «Come se fosse viva». Mi ha detto anche un'altra cosa pure
interessante. V - Che cosa? J - Mi ha detto che sua madre, in questi incontri,
non ha pronunciato nessuna parola. Mi ha detto che solo una volta le ha un po'
sorriso; la osservava beatamente e con serenità. V - Bene, Fra Janko. So tutto
questo perché Ivanka una volta ce l'ha raccontato. È
bene che tu lo
abbia raccontato anche qui. J - Vicka, non so che cosa possono pensare gli altri
di questo; per me però è uno dei fatti più belli e più misteriosi di tutto
quello che la Madonna ci ha rivelato a Medjugorje. Ma ne parleremo ancora più
tardi. V - Bene. Adesso sbrighiamoci. J - Sì. Però ancora questo: avevo
chiesto alcune cose alla Madonna, per iscritto, proprio per mezzo di Ivanka. Ma
poiché Ivanka in quel periodo non poteva fare delle domande, ho chiesto quelle
cose per mezzo di Maria. V - Va bene. Che cosa hai chiesto? J - Ho chiesto se
possono pregare per noi quelli che stanno in paradiso e anche quelli che stanno
in purgatorio. È
una cosa che mi
interessa molto. V - Interessa anche a me. Ma tu non hai ancora detto che cosa
ti ha risposto la Madonna. J - La Madonna ha detto che possono pregare per noi,
sia quelli che stanno in paradiso, sia quelli che stanno nel purgatorio. Vicka,
questa è là verità che noi chiamiamo «Comunione dei Santi», come la
ricordiamo nel Credo. Adesso dico con più gioia: «Credo nella Comunione
dei Santi». V - Veramente anche per me adesso è più chiaro. J - Bene. Tu hai
spiegato a me tante cose; qualcosa anch'io l'ho chiarita a te. [Dal 7 maggio
1985 Ivanka non ha più le apparizioni quotidiane, avendo ricevuto il decimo
segreto. La Madonna ha promesso di apparirle per l'anniversario, il 25 giugno].
45 - UN
CONSIGLIO SULLA SCELTA DELLO STATO.
Janko - Vicka,
quasi tutti sanno che la Madonna vi ha consigliato abbastanza presto qualche
cosa riguardo alla scelta del vostro futuro. Vicka - Sì. Non l'abbiamo
mai nascosto. J - Che cosa vi ha detto? V - Ha detto che sarebbe bene
consacrarci al Signore completamente. Di andare in convento o cose simili. J -
Questo vi ha turbato? V - Non so. Dipende da ciascuno di noi. J - Avevate il
tempo per riflettere? V - Certo che lo avevamo. Lo abbiamo ancora oggi. Solo
Ivan, lui doveva decidere subito, perché doveva entrare subito in seminario,
se lo voleva. J - E lui? V - Lui veramente ha deciso subito. J - Ed è andato? V
- Si, è andato. J - Forse era meglio se non decideva con tanta fretta. Perché
vediamo che dopo era un po' confuso. [Ha avuto delle difficoltà negli studi,
per cui è ritornato a casa]. V - Si, è vero. Chi può sapere quali piani Dio
ha per lui? Questo non è facile capirlo. Tu lo sai meglio di me. J - Va bene,
Vicka. E voi altri avete deciso qualcosa? V - Noi avevamo tempo. Lo abbiamo
ancora. Maria ed io abbiamo deciso presto per il convento; e poi vedremo quello
che Dio vorrà. Questo non lo si sa ancora. J - Dimmi, per favore. Come la
Madonna ha accolto questa vostra decisione? V - Era molto contenta. Poche volte
l'ho vista così felice. J - E cos'hanno deciso gli altri, se non è un segreto?
V - Forse si, forse no. Le decisioni non le nascondono tanto. Per quello che so
io, Ivanka e Mirjana non si sono decise per il convento. Può darsi che ci
pensino ancora. J - Ivanka ha detto anche a me che non ha questa intenzione.
Sembra chiaro anche per Mirjana. Lo sappiamo pure dal discorso che ha fatto con
Fra’ Tomislav il 10 gennaio 1983, quello che intende fare. V - L'importante è
che rimanga buona e fedele a Dio. J -
È così. Ma si
sa qualcosa di Jakov? V - È troppo piccolo. Lui
non ci pensa ancora. J -
Vicka, va bene così. Il resto lo
vedremo.
46 - LA
MADONNA SI LASCIA TOCCARE.
Janko - Ho
sentito da molte persone, parlando e confessando, che hanno avuto la fortuna di
toccare la Madonna o di essere baciate da lei. Ti ricordi qualcosa di questo? Vicka
- Sì. Si
sono verificati simili casi diverse volte. J - Mi puoi dire qualcosa di più
preciso? V - Certo che posso farlo. Ti ricordi anche tu il caso del nostro
Marinko; la Madonna lo ha baciato perché si è sacrificato molto e ha sofferto
molto per lei. J - Me ne ricordo bene. Ma prima ancora è successo che la
Madonna ha permesso di essere toccata. V - E quando? J - Mi riferisco a quella
volta, quando al tocco di alcuni rimaneva una macchia sul vestito della Madonna
[vedi capitolo 42]. V - Sì, si. Te ne sei ricordato prima di me. Adesso mi
viene in mente un altro episodio particolare. J - Allora dimmelo. V - È successo il giorno prima di aver baciato Marinko. J -
Che cosa? V - Alcuni hanno chiesto di toccare la Madonna, ma lei non lo ha
permesso; anzi, è subito scomparsa. J - E allora? V - Aspetta! Quindici giorni
dopo la Madonna è venuta avvolta di luce speciale ed ha invitato tutti quelli
che erano nella stanza a toccarla. Ha chiesto pure se loro sentono questo
contatto. J - E loro? V - Alcuni dicevano di sentirlo, altri no. Poi ha dato a
tutti la benedizione e se n'è andata. J - Non ti ricordi altri episodi di
questo tipo? V - Sì. Lo sapevo che a te non basta mai. Sfogliando un mio
quaderno, ho visto che prima del Natale del primo anno [1981] molti hanno
toccato la Madonna durante un'apparizione serale. J - Come la toccavano? V - Noi
dicevamo dove dovevano toccare e loro la toccavano. J - La sentivano anche loro?
V - La maggior parte sì. Una ragazza ha emesso un urlo quando l'ha toccata. Ha
poi detto che la mano le si era impigliata nella corona della Madonna. J - Ti
ricordi chi è questa ragazza? V - Sì che me ne ricordo; ma questo non è
importante. J - E la Madonna? V - La Madonna era contenta. Ci ha salutato e se
n'è andata. J - Non ti ricordi altri fatti del genere? V - Come si fa a
ricordare tutto! Hanno parlato anche gli altri, ma io non mi ricordo. Lasciamo
stare. J - Va bene, Vicka. La Madonna non ha mai toccato qualche volta voi
veggenti? V - Questo non si conta neanche. Quante volte ci ha abbracciato e
baciato, ed anche noi con lei... J - Beati voi, Vicka! Queste cose noi dobbiamo
aspettarle ancora. V - L'importante è che il momento arrivi. E questo momento
verrà presto. J - Grazie a Dio! Hai detto bene: l'importante è che il momento
arrivi.
47 - GIOIA
PARTICOLARE DELLA MADONNA.
Janko - Vicka,
è generalmente conosciuto, e anche tu me ne hai un po' parlato, che tra voi
veggenti ci sono stati spesso dei disaccordi; è una cosa normale. Vicka -
Va bene. Dei nostri disaccordi si parla. Per gli altri invece, anche se si
prendono a botte, non ci si bada. Cosa vuoi che ti dica? J - Niente di
particolare. Però quando è così, un'altra cosa mi sembra strana. V - Cosa c'è
adesso, mio Dio! Su, chiedi; niente ti deve rimanere oscuro. J - Non è niente
di particolare, ma giacché ho cominciato... Ecco: parlando con voi e sfogliando
alcuni quaderni ho notato che, nei vostri incontri con la Madonna, essa si
mostrava particolarmente contenta quando voi eravate presenti tutti. V - Questo
è esatto. E questo ce l'ha detto tante e tante volte. e col suo aspetto ci
faceva capire di essere particolarmente contenta. J - Perché? Tu cosa ne pensi?
V - Non lo so con precisione. So però che prima del Natale e prima della Pasqua
ci ha detto testualmente: «Ecco, adesso siete tutti insieme e siate contenti di
questo». Ce l'ha ripetuto tante volte. [Si noti che si trattava di due periodi
di vacanze scolastiche, per cui era possibile ai ragazzi riunirsi a Medjugorje].
J - Va bene, ma non mi hai detto il motivo. V - Ho detto che non lo so, però mi
sembra di averti già detto che non è per puro caso che la Madonna ha scelto
noi sei, per apparire tramite nostro e dare qualche messaggio al mondo. Desiderava
tenerci uniti in una certa comunità. Spesso ci portava i saluti e i messaggi e
ci dava le notizie di quelli di noi che si trovavano fuori da Medjugorje. In
modo particolare di Mirjana e di Ivan. Una volta ci ha fatto vedere Ivan in una
cappella a Visoko [dov'è il seminario francescano]. Mi sembra ancora di
vederlo: gli occhi rivolti al cielo e tanto contento! J - E Mirjana? V - Più
volte ci ha fatto vedere Mirjana. Una volta ce l'ha fatta vedere mentre
piangeva. Soffriva di qualcosa. J - Lo pensi tu, o ve lo ha detto la Madonna? V
- Ce l'ha detto la Madonna. Ha aggiunto anche di pregare per lei. J - Va bene.
Ma voi eravate veramente felici quando vi trovavate tutti insieme? V - Certo
che lo eravamo. Talvolta c'era qualche disaccordo, ma senza importanza. Mi
sembra di aver detto tante volte che nessuno ci conosce né ci capisce. Ecco,
alcuni parlano solo delle nostre discordie e nessuno parla delle nostre
sofferenze e delle nostre lacrime, specialmente quando ci dovevamo separare.
Soprattutto all'inizio. In tali occasioni, per aiutarci e incoraggiarci tra di
noi, ci comunicavamo dei messaggi per mezzo delle conoscenze, del telefono e
in altri modi. Le difficoltà e le prove erano molto grandi, specialmente per
Mirjana. Noi altri cinque ci vedevamo spesso; invece lei, poverina, era sola e
lontana. Nessuno la comprendeva; invece molti la mettevano alla prova e
cercavano di farla deviare. Lei ha sopportato tutto eroicamente, sia da parte
degli uomini che di Satana. J - La Madonna non si dimenticherà di questo! V -
Certamente no. J - In questa lotta l'avrà aiutata la Madonna. V - È
sicuro. Le
portava i nostri messaggi e saluti, e questo per Mirjana era molto importante. J
- Siete ancora in contatto con Mirjana? [Dal 25 dicembre 1982 non ha più le
apparizioni, tranne che nel giorno del suo compleanno. Ora non va quasi mai a
Medjugorje]. V - Sì. Però prima lo eravamo di più. J - E come sono adesso i
rapporti tra voi altri? V - Sempre migliori! Ci conosciamo meglio e per questo
ci incontriamo più volentieri. Anche la Madonna è molto contenta quando siamo
tutti insieme. J - Grazie a Dio, Vicka, che è così. Di tutto questo mi
rallegro anch'io con la Madonna.
48 - IL
MESSAGGIO DELLA MADONNA. Janko - Vicka, noi che abitiamo qui e molti altri che vengono da lontano
sappiamo che, secondo le vostre testimonianze, la Madonna si fa vedere in questo
luogo già da oltre una trentina di mesi. Se qualcuno ti chiedesse perché la
Madonna sta apparendo così a lungo nella parrocchia di Medjugorje, che cosa gli
risponderesti? Vicka - Che cosa gli risponderci? Questo è già stato
detto tante volte che è diventata una cosa addirittura noiosa. Non so
che cosa aggiungere in questo momento. J - Però
qualcosa devi dirmelo. Dimmi quello che risponderesti a uno che non sapesse
niente di Medjugorje. V - Direi che la Madonna si è mostrata al mondo per
invitarlo a ritornare a Dio, perché molti hanno dimenticato Dio e i loro doveri
verso di lui. J - Va bene; ma in che modo gli uomini ritorneranno a Dio? V - Con
la conversione. J - E come? V - Prima di tutto rinnovando la fede in Dio e poi
riconciliandosi con Dio. J -
Nient'altro? V - Sì, ci vuole anche una riconciliazione tra di loro. J
- E in che modo?
V - L'abbiamo sentito ripetere cento volte! Facendo penitenza, pregando e
digiunando. Confessandosi... J -
Nient'altro? V - Che altro vuoi ancora? Se gli uomini si riconciliassero con Dio
e tra loro, tutto andrebbe bene. J - Come si sa, queste cose la Madonna le ha
dette subito, all'inizio. E adesso, che cosa vuole da noi? V
- La stessa cosa! Perché quanti si sono convertiti? All'inizio la
Madonna diceva spesso che sono pochi gli uomini che si convertono; questo
rimprovero lo ha rivolto alla gioventù, agli adulti e anche a voi sacerdoti.
Perché la gente si converte troppo lentamente. J - E adesso? V - Adesso va
meglio. Ma dove sono ancora tanti? Il 15 agosto la Madonna ha detto ad una delle
veggenti che il mondo si sta abbastanza convertendo, ma che è ancora poco. Per
questo tutti dobbiamo digiunare e pregare il più possibile, per la conversione
degli uomini. Sicuramente hai sentito tante volte che la Madonna ha detto di non
aspettare il suo Segno, ma che la gente deve convertirsi al più presto. Perciò
tutto quello che la Madonna sta facendo, per esempio le guarigioni ed altro, lei
lo fa per invitare gli uomini alla pace con Dio. Non ha scritto invano nel
cielo: «PACE agli UOMINI». Ma la pace non può esistere tra gli uomini se
prima non c'è la pace con Dio. Questo lo hai sentito ripetere tante volte. J -
Vicka, veramente ci insegni tante cose. V - Ma che insegnamento è questo! La
stessa cosa la sentiamo dire tutti i giorni dall'altare. Non ho detto niente di
nuovo. J - Va bene. Dimmi ancora solo questo: per esempio, che cosa fai tu perché
gli uomini si riconcilino tra di loro e con Dio. V - Scusami, padre, ma non mi
sto confessando. Nemmeno in confessione parlerei di questo. J - Va bene, Vicka.
Grazie per l'avvertimento...
49 - LA
MADONNA CON LA CROCE.
Janko - Vicka,
sappiamo che qualche volta la Madonna vi è apparsa con la croce. Vicka -
Va bene, lo sappiamo. E allora? J - Prima di tutto dimmi, almeno all'incirca,
quante volte è apparsa così? V - Non molte volte. Alcune volte all'inizio. J -
Secondo te, quante volte? V - Circa quattro o cinque volte. J - Va bene.
Conosciamo già quella volta, quando è apparsa a Maria da sola, con la croce.
Sappiamo anche come Maria si è spaventata e che cosa le disse la Madonna. In
che maniera e a chi è apparsa altre volte in questo modo? Chi sono questi
tutti? V - Noi veggenti. J - In tale occasione, vi ha detto qualcosa? V - No. J
- E allora? V - Teneva la croce sulle mani. Già una volta ci aveva detto che la
croce è il segno della nostra salvezza. J - Dici che la Madonna teneva la croce
sulle mani? V - Sì, l'ho detto. E con questo? J - In che modo la teneva? V -
Ecco, così. J - Non farmelo vedere con i gesti, perché così non si può
registrare. Spiegamelo a parole. V
- Teneva le braccia tese, con sopra la croce. J - Tu mi stai facendo vedere che
le palme delle mani erano rivolte all'insù. V - Sì, si. All'insù. J -
La
croce, quanto era grande? V - Circa così. Un metro. J - Di che cosa era fatta? V - Di legno. J - C'era
qualcosa su di essa? V - Pensi ad un corpo? J - Diciamo di sì. V - No, non c'era niente. J - Per
quanto tempo l'ha tenuta così? V
- A seconda. Qualche volta più a lungo, qualche volta per poco tempo.
Secondo quanto tempo stava con noi. J - Vuoi dire che per tutto il tempo
dell'apparizione la teneva? V - Si, sì. Per tutto il tempo. J
- E quando la
croce scompariva? V - Quando scompariva la Madonna, spariva anche la croce. J
- Vicka, questo è tutto chiaro.
50 - LA
MADONNA SUL MONTE KRIZEVAC. Janko
- Sappiamo
che sul Krizevac, vicino alla croce, spesso appariva una luce misteriosa. Vicka
- Non era una luce, ma la Madonna. J - D'accordo, diciamo che era la
Madonna. V - Sicuro che era la Madonna. Noi l'abbiamo vista alcune volte con
molta chiarezza. Una volta è apparsa lassù anche a tutti i nostri vicini. È
stato verso le
undici di mattina. Tutti sono usciti dalle case e hanno guardato. J
- Che cosa hanno
detto di vedere? V - Tutti dicevano che era la Madonna. Non hanno visto tutti
ugualmente, ma hanno incominciato a pregare e a invocare la Madonna. J
- E voi
veggenti? V - Noi l'abbiamo vista chiaramente. J - Come
chiaramente? V - Come se fosse stata vicino a noi. J
- Quanto tempo
è durato tutto questo? V - Di sicuro non lo so; almeno una ventina di minuti. J
- Va bene per
quella volta. Ma ti ricordi di qualche altra occasione? V - Sì. Però perché
fai l'indiano? Anche tu l'hai vista! Anzi, tu me l'hai raccontato, e oltre a me,
l'hai raccontato e hai fatto una dichiarazione al riguardo a P. Ljudevit [P. Rupèic',
autore del primo libro su Medjugorje]. J - Sì,
Vicka. L'ho vista molto bene; anzi l'ho osservata col binocolo. Era il 22
ottobre 1982, circa alle 17. E non sono stato il solo a vederla, ma eravamo una
settantina di persone, in ginocchio a pregare, tra la canonica e la chiesa.
Vicka, non per caso è successo in momento. Il popolo era un po' scarso,
insicuro e ci voleva qualcosa per incoraggiarlo. Ma non ho intenzione di parlare
di questo. Per quanto so, voi subito il giorno dopo avete chiesto alla Madonna
se quello che era successo presso la croce era il suo Segno oppure no. Avete
detto che lei ha confermato la sua presenza in quel momento. V -
Sì, sì; l'ha confermata. Alcuni hanno detto che l'hanno vista il giorno
dopo e pure due giorni dopo, vicino alla croce. J - Ma la Madonna, qualche
volta, ha parlato di questo a voi veggenti? V - Sicuro! J - E che cosa vi ha
detto? V - Chi si ricorda di tutto quello che ha detto! Solo so che si è
meravigliata quando le abbiamo chiesto se lei stava vicino alla croce. J
- Perché? V -
Ci ha detto: «Perché mi chiedete questo? Non mi avete visto anche voi, angeli
miei?». J - Vicka, può darsi che ti ricordi ancora qualcosa. È un argomento molto interessante. V - Forse questo. Una volta ci ha detto che lei era presente molte
volte sul monte Krizevac, vicino alla croce, pregando suo Figlio di perdonare i
peccati del mondo. J - Perciò, in base a tutto questo, Krizvac è il luogo
prediletto della Madonna. V - Si. Ce l'ha detto più volte. J - Adesso si vede
più raramente la Madonna lassù. V - Non lo sappiamo. Può darsi che lei ci
stia e noi non la vediamo. J - Può darsi. Però anche il 28 aprile di
quest'anno [1983] la si è vista molto bene. Quella volta l'ho vista molto bene
anch'io. V - Che stai cercando, allora? Tu che cosa hai visto? J - Come il 22
ottobre 1982. La croce era scomparsa completamente nella luce. Però io non ho
visto chiaramente la figura della Madonna perché la mia vista non è buona,
soprattutto in lontananza; ma vicino a me c'erano una mia cugina e mia cognata.
Esse dicevano di vederla molto bene e hanno incominciato a pregare e piangere
per l'emozione. Altrettanto ha detto l'altra cinquantina di persone che era
presente. V - Che cosa vuoi di più? J - A me non serviva nemmeno questo, ma se qualcuno vorrà ascoltare queste
nostre conversazioni registrate... Voglio aggiungere ancora una cosa. V - Chissà
che cosa tiri fuori adesso. J - Che la croce sul Krizevac non è stata eretta per caso, cinquant'anni
fa [nel 1933]. V - No, non è stato un caso. J - Davvero, Dio dirige il mondo
molto di più di quanto noi crediamo. Questo l'ha fatto capire e l'ha mostrato a
molti anche con questa croce; in modo particolare negli ultimi tempi si è reso
presente attraverso Maria Vergine. Vicka, nessuno di noi sa quanto potentemente
la sua luce sta illuminando i cuori degli uomini dal monte Krizevac. Di ciò ci
rende testimonianza la dichiarazione di un sacerdote di Zagabria di cui vorrei
parlarti, se non lo sai già e se lo desideri. V - Volentieri. Anche se la cosa
mi è abbastanza conosciuta, mi sarà utile. J - Sarà opportuno che io ti
racconti la cosa tale e quale, senza nulla togliere o aggiungere. V - Va bene,
è meglio così. J - Questo sacerdote, nella sua relazione, riguardo ai fatti di
Medjugorje, dice testualmente anche questo: «Il giorno 26 giugno 1982, dopo le
6,30, finita la messa, quando siamo usciti tutti attraverso la porta della
sacrestia, tutti i pellegrini presenti (ed eravamo un'ottantina) abbiamo
osservato dei fenomeni straordinari sulla croce. Sul monte Krizevac è scesa dal
cielo una nube bianca e luminosa. La croce è scomparsa completamente e nella
nube si è vista la sagoma di una persona vestita di bianco, con una veste
lunga. La persona si vedeva come attraverso una nube trasparente, luminosa e
bianca, per cui non si poteva distinguere con chiarezza chi era. Una signora che
stava accanto a me ha fotografato la prima immagine della nube bianca e
luminosa, e ha ottenuto una chiarissima foto del fenomeno; non si vede affatto
la croce! Questo avvenimento l'hanno visto tutti coloro che erano presenti in
chiesa come anche sul monte e nei cortili, sulle strade e sui campi di
Medjugorje, nei giorni 24-25-26 giugno, dalle 6,30 alle 7 del mattino. Scossi da
questi fenomeni e con sentimenti di grande devozione, siamo tornati a Zagabria».
Ecco, così, Vicka. Questo ha dichiarato quel sacerdote di Zagabria. Lui ha
aggiunto molte altre cose interessanti, ma per questa volta basta così. V - È
bene che ti sia ricordato tu di questo. Io lo sapevo,
ma non mi veniva in mente. J - Sono contento che anch'io ho qualcosa da
raccontarti. V - Sono contenta anch'io. Ma puoi dirmi chi è questo sacerdote
che ha fatto tale dichiarazione? J - Te lo ricordi di sicuro, perché nella sua
dichiarazione afferma anche di essere stato a casa tua. Si chiama Rudolf Kadlec;
guidava un grande gruppo di pellegrini dei dintorni di Zagabria, molti dei quali
hanno visto ciò che lui descrive. V - Ah sì, mi ricordo di lui. Come vedi,
questi sono i messaggeri della Madonna i quali parlano molto chiaramente di ciò
che sta succedendo qui. J - Davvero. Il Signore è mirabile nelle sue opere!
51 - LA
MADONNA INSIEME A GESU’.
Janko - Vicka,
adesso parliamo un po' della Madonna con Gesù. Vicka - Sì, possiamo farlo. J - Può darsi che io mi sia espresso in modo un
po' strano dicendo: parliamo della Madonna con Gesù. Però dato che qui la
Madonna sta recitando il ruolo di protagonista, si può dire anche così. Più
volte volevo da voi veggenti, e in modo particolare da te, che mi diceste quante
volte insieme alla Madonna è apparso anche Gesù. V - Che cosa hai scoperto? J
- Qualcosa l'ho scoperto, ma vorrei trovare adesso altre cose e scriverle perché
non si dimentichino. V - Penso che già ti ho detto abbastanza al riguardo. Ma
se tu vuoi, puoi farmi delle domande e io ti risponderò quello che so. J - Va
bene, Vicka. Mi puoi dire quante volte sono apparsi insieme Gesù e la Madonna?
V - Non so con esattezza; circa sette o otto volte. J - Gesù appariva come
bambino o come adulto? V - In entrambi i modi. Mi ricordo bene di averti già
detto che per tre volte è apparso come bambino. J - Ti potresti ricordare con
precisione quando è successo? V - Me ne ricordo molto bene. La prima volta è
stato in occasione della prima apparizione, per la festa di S. Giovanni, il 24
giugno 1981. La seconda volta per la festa della Natività della Madonna, l'8
settembre '81. La terza volta è stato la sera dell'ultimo Natale. J - La sera
dell'ultimo Natale? (1982). V - Sì, proprio allora. Lui era meraviglioso! Non
lo si può descrivere. Anche la Madonna era molto radiosa. Ci sembrava di stare
in cielo. Non so che dire. J - Va bene, ti sei ricordata bene. E da adulto,
quando l'avete visto? V - Ti ho già detto alcune volte. J
- Com'era? V - In genere, ci si presentava da far pietà: insanguinato, pieno di
sputi e di piaghe. Orribile! Noi una volta siamo tutti scoppiati a piangere
quando l'abbiamo visto. J - Hai detto: «in genere». Vuoi dire che non è stato
sempre così? V - No. Una volta è apparso bellissimo; però si è visto
soltanto il busto. Una volta era divino, indescrivibile; quella volta è rimasto
pochissimo con noi. J - Dimmi ancora qualcosa, Vicka. È
veramente
interessante. V - Ah, sì. L'ultimo Sabato Santo era ugualmente pieno di sputi e
di sangue, ma sotto si vedeva un volto bellissimo, bellissimo. J - Va bene. Ma
chi vi ha detto che quello era Gesù? V - Anche noi sappiamo qualcosa. Del resto
anche la Madonna ce lo ha detto. J - Che cosa vi ha detto lei? V - Diceva: «Questo
è mio Figlio». Poi ha aggiunto come lui ha molto sofferto, però ha vinto.
Diceva pure che lei viene qui solo per dare gloria a suo Figlio. Molte altre
cose ci ha detto al riguardo. J - E Gesù, non vi ha mai detto niente? V - Sì,
una volta. Però ha parlato come la Madonna: come ha patito, ma poi ha vinto. Ci
ha detto: «Credete fermamente, pregate, e non abbiate paura, angeli miei.
Anche voi vincerete». J - Vi è apparso mai Gesù da solo? V - No, mai. J -
Gesù veniva insieme alla Madonna? V - Di solito lui veniva un po' dopo e
partiva un po' prima. J - Ma non mi hai descritto com'era Gesù in generale. V -
A che cosa pensi? J - Penso al viso, agli occhi, ai capelli... V - Non lo si
poteva vedere sempre tutto... Ah, sì! Gli occhi marrone-scuro; aveva una
piccola barba e i capelli un po' ondulati. J - È tutto ciò che tu ci puoi dire
al riguardo? V - Direi di sì. È
impossibile
ricordarsi di tutto. J - Va bene. Con questo allora possiamo anche finire. V -
Ah, aspetta. Potrei aggiungere ancora questo. Una volta la Madonna ci ha fatto
vedere un bellissimo paesaggio: boschi meravigliosi, colline e valli; tutto
pieno di fiori e di uccelli. Vi giocava un bellissimo bambino. Noi non sapevamo
chi era. Allora la Madonna ci ha detto che era suo Figlio che giocava, mentre
cresceva e si preparava alla sua missione per noi. J - Ti ricordi anche di
questo! V - Questo non lo dimenticherò mai. È stata
una cosa indescrivibile. J - Va bene, Vicka. Hai raccontato molto bene, ma
dobbiamo andare avanti.
52 - I SIMBOLI
DELLA MADONNA. Janko - Vicka, adesso sappiamo già che la Madonna qualche
volta vi è apparsa soltanto con la croce nuda. Sappiamo pure come lo ha fatto.
Sappiamo inoltre che la Madonna, oltre alle apparizioni, ha mostrato o lasciato
alcuni suoi segni, che noi di solito chiamiamo simboli. Dimmi solo com'erano
questi segni o simboli. Vicka -
Mi hai detto che li conosci. Perché non parli tu stesso di questi simboli? J -
Io l'ho fatto, ma anche tu di' qualcosa al riguardo. V - D'accordo. Si tratta
dell'immagine della croce, del cuore e del sole. J - Dimmi ora se la Madonna vi
ha mai spiegato questi segni. V - Sicuro. Soprattutto all'inizio e più volte. J
- In che modo ve li spiegava? V - Tu sai anche questo, ma fa lo stesso. Per la
croce, ci ha detto che è il segno della nostra salvezza. J - E per il cuore? V
- Che è il segno dell'amore divino verso di noi. J - E il sole? V - Ha detto
che il sole è il segno della luce della nostra fede. Ci ha detto che Gesù ha
illuminato la nostra vita. Questo più tardi l'ho sentito ripetere tante volte
nelle prediche. Adesso capisco molto meglio il sacerdote quando parla di questi
simboli. J - Solo per curiosità: ascolti volentieri le prediche? V - A seconda.
Ce ne sono anche di quelle noiose... J - Che vuoi? Non mi meraviglio. Tutti i
giorni si parla e si ascolta, e allora... V - Hai ragione. Ma nel complesso si
può dire che ne sono molto contenta. J - Va bene, Vicka. Vorrei sapere ancora
qualcosa riguardo ai simboli. V - Avanti. Basta che tu mi chieda. J - Mi
interessa sapere quando la Madonna ha smesso di lasciarvi vedere questi simboli.
V - Ma chi ti dice che ha smesso? J - Lo penso da solo, perché non ne parlate
più. V - Perché dovremmo parlarne? Noi non parliamo nemmeno delle altre cose
se non ce le chiedete. J - Allora la Madonna anche adesso qualche volta vi
lascia dei segni? V - Non qualche volta, ma tutti i giorni.
- E non ve li spiega? V
- Non occorre, perché ce li ha già spiegati tante volte. J - È strano.
Secondo te, perché ve li lascia? V - Che ne so! Nessuno di noi le domanda
niente al riguardo. Può darsi, per farci ricordare tutto ciò che ci ha detto,
fin dall'inizio. J - Io penso, per rafforzare la vostra fede. V - Anche questo.
Pensi che noi non abbiamo nessuna sofferenza? J - Va bene. Per non
allontanarci dall'argomento, vorrei sapere ancora questo. Quando la Madonna vi
mostra i simboli? Nel momento in cui arriva oppure più tardi? V - Prima ce li
mostrava appena veniva e rimanevano con lei fino a che non andava via. J - E
dopo? V - Ultimamente ce li lascia ogni volta, quando se ne va via da noi. J -
Quanto tempo rimangono dopo di lei? V
- Soltanto un po'; alcuni secondi. J - In che modo spariscono? V -
Spariscono semplicemente! Come le immagini in televisione.
53 - I
SEGRETI AFFIDATI DALLA MADONNA.
Janko -
Vicka, ogni volta che si parla delle apparizioni della Madonna, di solito si
parla anche di alcuni suoi segreti. Così è stato anche a Medjugorje. Vicka - Di questo non sapevo niente. Non so se puoi
credermi, che non sapevo niente delle apparizioni della Madonna a Lourdes,
mentre mi incontravo con lei già da più di un anno, a Podbrdo e a Medjugorje.
Io sapevo cantare e cantavo «È l'ora
che pia» [il canto di Lourdes], ma non avevo la minima idea di che cosa si
trattava. E per essere sincera, non voglio sentire nemmeno una parola riguardo
ai segreti della Madonna, tranne di quelli di Medjugorje, se a te interessa
qualcosa. J - Certo che mi interessa. Ho cercato tante volte di penetrarne il
significato, ma con tutto questo è rimasto per me ancora tutto un mistero. V -
Che ci posso fare io? I misteri sono misteri. J - Penso che voi siate fin troppo
chiusi riguardo a questo. V - Puoi pensare quello che vuoi. Io so quello che mi
è permesso dire e quello che non mi è permesso. J - Va bene. Per quanto sono
riuscito a capire, non parlate nemmeno tra di voi nè del Segno nè dei segreti.
V - Poco o niente. J - Perché? Quando vi chiedo qualcosa, per esempio se è la
Madonna che ve lo ha proibito, voi fate semplicemente finta di non sentire
quello che vi domando. V - Non lo sentiamo veramente! Poi non vogliamo parlare
di questo e basta. J - Perché? V - Vai avanti se hai ancora qualcosa. J - Dimmi
prima di tutto quanti segreti la Madonna ha promesso di confidarvi. V - Questo
tu lo sai di sicuro. Però te lo ripeto: ci ha detto che ci avrebbe rivelato
dieci segreti. J - Ad ognuno di voi sei? V - Per quanto ne so io, ad ognuno. J -
Questi segreti sono uguali per tutti? V - Sì e no. J - In che senso? V - È
così: i segreti
principali sono gli stessi. Ma può darsi che qualcuno abbia qualche segreto che
lo riguarda personalmente. J - Tu ce l'hai uno di questi segreti? V - Sì, uno.
Questo riguarda soltanto me. J - Anche gli altri hanno dei segreti così? V -
Questo non lo so. Mi sembra che ce ne abbia Ivan. J - Io so, perché me Io hanno
detto, che Mirjana, Ivanka e Maria non ne hanno. Non so per il piccolo Jakov;
lui non ha voluto rispondermi a questa domanda. Ivan invece una volta mi ha
detto che ne ha tre che riguardano solo lui. V - Io ti ho detto quello che so. J
- Dimmi ancora: secondo l'ordine numerico, quale è il segreto che riguarda
soltanto te? V - Lasciami in pace! Questo riguarda me soltanto! J - Ma almeno
questo potresti dirmelo, senza svelare il segreto. V - Se proprio vuoi saperlo,
è il quarto. Adesso sta' zitto. J . - Allora non mi puoi dire nessun'altra cosa
al riguardo? V - Passa oltre. Quello che potevo dire te l'ho detto. J -
Nient'altro? V - No. Altrimenti il segreto non sarebbe più segreto. J - Vicka,
mi puoi dire quanti segreti tu hai ricevuto finora? V - Otto, per adesso. [Ha
ricevuto il nono il 22 aprile 1986]. J - Si sa, generalmente, che la Madonna,
nell'ultimo segreto che ti ha rivelato, ha annunciato qualcosa di terribile per
l'uomo. È veramente
così? V - Se tu dici che lo si sa, che cosa vuoi ancora? J - Ma non puoi dirmi
proprio niente di più? V - Proprio no. Questo e basta. J - Nel nono e nel
decimo segreto Mirjana ci ha detto che c'è qualcosa di più grave ancora. V -
D'accordo, l'abbiamo sentito. È bene che si rifletta su questo. J - Ma tu non
dici proprio niente di più? V
- Che cosa posso dire? Su questi due segreti io ne so quanto te. J - Puoi
dirmi almeno questo: tu sai proprio che cosa succederà, in base ad ogni
segreto? V - Lo so soltanto per quelli che ho ricevuto io. J - Sai anche quando
si avvereranno? V - Non lo so, fino a quando la Madonna non me lo rivelerà. J -
Mirjana invece dice che lei sa esattamente sia che cosa accadrà sia quando. V -
Lei lo sa perché la Madonna glielo ha rivelato, dato che a lei non appare più.
J - VuoI dire che tu non potresti dire e non lo sai, se si realizzerà qualcuno
dei segreti nel mondo, prima della manifestazione del Segno promesso dalla
Madonna. V - Ti ho detto che non lo so. Quello che non so, non so. J - Secondo
te, Jvanka e Maria lo sanno? V -
Non ne sono sicura, ma penso che lo sappiano. J - Va bene. Sai se ogni segreto
si realizzerà proprio? V - Non necessariamente. Perciò la Madonna ha detto che
dobbiamo pregare e digiunare per mitigare l'ira di Dio. J - Qui te la sei cavata
bene. Ma conosci un segreto che Dio ha mitigato perché si è pregato e
digiunato? Anzi, che ha del tutto ritirato? V - Non lo so. J - Sì, sì. Secondo
Mirjana è successo con il settimo segreto. Ti ricordi di che cosa si tratta? V
- Aspetta un po'. Sì, sì, me ne ricordo anch'io. J - Ma per noi, questo averlo
ritirato è un bene? V - Sì. Ma a qualcuno avrebbe fatto bene per fargli
mettere la testa a posto. J - Grazie, Vicka. Credo di averti fin troppo
spremuta. Ma dimmi ancora una cosa: dimmi se ti è difficile conservare questi
segreti. V - Per niente! J - Faccio fatica a crederlo. V - Che posso farci io? J
- Non ti è venuta mai la tentazione di svelare a qualcuno qualche segreto, per
esempio alla tua mamma, a tua sorella, a qualche amico? V - No, mai. J - Come
mai? V - Non lo so. Lo si dovrebbe chiedere probabilmente alla Madonna. Questa
è opera sua. J - D'accordo. Il piccolo Jakov sa tutto ciò che riguarda i
segreti della Madonna? V - Sì, conosce tutto! Anzi, meglio di me. J - E come
riesce a conservare il segreto? V - Anche questo, meglio di me! J - Vicka, vedo
che qui sei troppo avara di parole e vedo che i segreti, dopo tutto quello che
abbiamo detto, rimangono ancora più segreti. Perciò penso che è meglio
finire. V - Probabilmente è la cosa migliore. J - Va bene e tante grazie.
54 - IL SEGNO
DELLA MADONNA.
Janko -
In verità, abbiamo parlato già abbastanza dei segreti della Madonna, ma ti
pregherei, Vicka, di dirci qualcosa riguardo al suo segreto particolare, cioè
riguardo al suo Segno promesso. Vicka
- Per ciò
che riguarda il Segno, ti ho già parlato abbastanza. Scusami, ma riguardo a
questo mi hai anche stufato con le tue domande. Non ti bastava mai quello che ti
dicevo. J - Hai ragione; ma che cosa posso farci se molti sono interessati, e
lo sono anch'io, e vogliono sapere tante cose riguardo a questo? V - E va bene.
Tu chiedimi e io ti risponderò quello che so. J - Oppure quello che ti è
permesso. V - Anche questo. Su, incomincia. J - Va bene; incomincio così.
Adesso si vede chiaramente, sia dalle vostre dichiarazioni sia dalle cassette
registrate, che fin dall'inizio voi avete importunato la Madonna perché
lasciasse un segno della sua presenza, affinché il popolo creda e non dubiti di
voi. V - È vero.
J - E la Madonna? V - All'inizio,
ogni volta che noi le chiedevamo tale segno, scompariva subito, oppure
incominciava a pregare o a cantare. J - Vuol dire che non voleva rispondervi? V
- Sì, in qualche modo. J - E allora? V - Noi abbiamo continuato a importunarla.
E lei abbastanza presto, assentendo con la testa, ha incominciato a promettere
che avrebbe lasciato un segno. J - Non lo ha mai promesso con le parole? V -
Come no! Soltanto non subito. Occorrevano le prove [ossia che i veggenti fossero
messi alla prova] e la pazienza. Voi pensate che noi con la Madonna possiamo
fare quello che vogliamo! Eh, padre mio...
J - Secondo te, quanto tempo c'è voluto perché la Madonna vi
promettesse veramente di lasciare un segno? V - Non lo so. Non posso dire di
saperlo se non lo so. J - Ma all'incirca? V - Press'a poco un mese. Non so; può
darsi anche di più. J - Sì, sì; anche
di più. Nel tuo quaderno sta scritto che il 26 ottobre 1981 la Madonna,
sorridendo, ha detto che si meravigliava perché non le chiedevate più nulla
riguardo al Segno; ma ha detto che
ve lo lascerà sicuramente e che non dovete aver paura perché lei attuerà la
sua promessa. V - Va bene, ma penso che quella non sia stata la prima volta che
ci ha fatto la promessa di lasciarci veramente il Segno. J - Capisco. Vi ha
detto subito di che cosa si tratta? V - No, no. Sono passati forse anche due
mesi prima di dircelo. J - Vi ha parlato a tutti insieme? V - A tutti insieme,
per quanto mi ricordo io. J - Allora vi sarete sentiti subito alleggeriti? V -
Eccome! Prova a pensare: allora ci assalivano da tutte le parti: giornali,
maldicenze, provocazioni di ogni genere... E noi non potevamo dire niente.
J - Lo so; mi ricordo di questo. Ma adesso dimmi qualche cosa riguardo a
questo Segno. V - Posso dirtelo, ma tu sai già tutto quello che si può
conoscere al riguardo. Una volta mi hai quasi ingannato, ma la Madonna non lo ha
permesso. J - In che modo ti ho ingannato? V - Niente, lascia perdere. Andiamo
avanti. J - Dimmi, per favore, qualcosa riguardo al Segno. V - Ti ho già detto
che sai tutto quello che si può sapere. J - Vicka, vedo che ti ho scocciato.
Dove la Madonna lascerà questo Segno? V - A Podbrdo, sul posto delle prime
apparizioni. J - Dove sarà questo Segno? In cielo o sulla terra? V - Sulla
terra. J - Apparirà, sorgerà tutt'a un tratto oppure pian piano? V - Tutto a
un tratto. J - Lo potrà vedere chiunque? V - Sì, chiunque verrà qui. J -
Questo Segno, sarà passeggero o permanente? V - Permanente. J - Sei un po'
parca nel rispondere, però... V - Vai avanti, se hai ancora qualcosa da
chiedere. J - Qualcuno potrà distruggere questo Segno? V - Nessuno potrà
distruggerlo. J - Questa cosa la pensi tu? V - Ce l'ha detta la Madonna. J - Tu
conosci con precisione come sarà questo Segno? V - Con precisione. J - Sai
anche quando la Madonna lo manifesterà a noi altri? V - So anche questo. J - Lo
sanno anche tutti gli altri veggenti? V - Questo non lo so, ma penso che ancora
non lo sappiamo tutti. J - Maria mi ha detto che non lo sa ancora. V - Ecco, lo
vedi! J - E il piccolo Jakov? Lui non mi ha voluto rispondere a questa domanda.
V - Penso che lui lo sappia, ma non ne sono sicura. J - Non ti ho ancora chiesto
se questo Segno è un segreto speciale o no. V - Sì, è un segreto speciale. Ma
nello stesso tempo fa parte dei dieci segreti. J - Ne sei sicura? V - Certo che
ne sono sicura! J - Va bene. Ma perché la Madonna lascia qui questo Segno? V -
Per mostrare al popolo che lei è presente qui tra noi. J - D'accordo. Dimmi, se
credi: io arriverò a vedere questo Segno? V - Vai avanti. Una volta te l'ho
detto, molto tempo fa. Per adesso basta così. J - Vicka, vorrei chiederti
ancora una cosa, ma sei troppo dura e spiccia, perciò ho paura. V - Se hai
paura, allora lascia stare. J - Ancora solo questo! V - Mi sembra di non essere
tanto cattiva. Chiedi pure. J - Così va bene. Secondo te, che cosa succederebbe
a qualcuno di voi, se manifestasse il segreto del Segno? V - Non ci penso
neppure, perché so che questo non può accadere. J - Però una volta i membri
della commissione episcopale hanno chiesto a voi, e precisamente a te, che
descriviate per scritto tale Segno, come sarà e quando avverrà, perché poi lo
scritto venisse chiuso e sigillato davanti a voi, e venisse conservato fino a
quando il Segno apparirà. V - Questo è esatto. J - Ma voi non avete accettato.
Perché? Neppure a me questo è chiaro. V - Non posso farci niente. Padre mio,
chi non crede senza questo, non crederà neppure. allora. Però ti dico anche
questo: guai a chi aspetterà il Segno per convertirsi! Mi sembra di avertelo
detto una volta: che molti verranno, può darsi che si inchineranno davanti al
Segno, ma malgrado tutto non crederanno. Sii felice di non essere tra di loro. J
- Davvero ne ringrazio il Signore. Questo è tutto quello che puoi dirmi fino
adesso? V - Sì. Per
adesso ti basti. J - Va bene. Grazie.
55 - SEMPLICITÀ DEL MESSAGGIO DELLA MADONNA.
Janko - Vicka,
sappiamo tutti che la Madonna di Medjugorje ci ha lasciato un messaggio.
Altrimenti non avrebbe nessun significato questa sua apparizione. Come
riassumeresti, in base alla tua esperienza e dopo tanti incontri con lei, il
messaggio principale della Madonna di Medjugorje? Vicka
- Padre mio,
quante volte ho risposto a questa domanda! E ho detto quasi sempre le stesse
cose. Anche dall'altare l'hai sentito ripetere almeno cento volte! J -
È vero,
ma dimmelo anche qui, brevemente. V - Se debbo farlo, va bene. Ecco, lo riassumo
così: la Madonna sin dall'inizio ha chiesto una fede forte, la conversione a
Dio e la pace tra gli uomini. J - Tutto qui? V - Non è proprio tutto, ma tutto
ruota intorno a questo. J - Beh, dimmi ancora qualche altra cosa. V - Ma io non
so spiegartelo e dirlo nei dettagli. Lo sai anche tu che senza la conversione
non si incomincia niente. J - Va bene questo. Ma come arrivarci? V - Con il
digiuno, la preghiera e le
confessioni frequenti. J - La Madonna ha detto qualche volta come bisogna
pregare? V - Ma l'hai sentito tante volte! Almeno sette Padre, Ave, Gloria e un Credo. Di questo abbiamo già parlato. J - E quando si deve
digiunare? V - Almeno una volta alla settimana, a pane e acqua. J - Va bene.
Qualche volta la Madonna vi ha parlato di come ci si deve confessare? V - Sì, sì.
Anzi, molte volte. J - Con quale frequenza? V - Almeno una volta al mese. Oppure
quando uno ne ha bisogno: allora deve confessarsi subito. J - E quanto tu ti...
Ma niente! V - Come niente? Non c’è niente; dato che hai cominciato, parla. J
- Vicka, non è davvero niente. Hai visto che qualche volta sono precipitoso e
poi mi mordo la lingua, come si suol dire. Piuttosto diciamo ancora qualcosa su
questo. V - No. Neppure una parola fino a che non finisci la frase che avevi
incominciata! J - Guarda un po' come sei severa e irremovibile. V - Sii tu più
arrendevole e dimmi quello che avevi incominciato a domandare. J - Va bene.
Dicevano i nostri vecchi che chi cede è il più saggio. Ecco allora: volevo
chiederti con quanta frequenza tu ti confessi. V - Ah, questo! Me l'ero
immaginato che tu avevi pensato proprio a questo, perciò non volevo lasciarti
in pace fino a che non me lo avessi detto. Ecco, perché tu lo sappia: mi
confesso ogni volta che sento il bisogno della confessione. Di solito, circa una
volta al mese. Non conto i giorni, ma guardo a quando sono disposta a farlo. Sei
contento adesso? J - Sono contento anche troppo; solo che sono arrabbiato con me
stesso. Fosse almeno l'ultima volta! Possiamo dire qualche altra cosa riguardo
al messaggio della Madonna? V - Adesso sì. Che cosa vorresti sapere? J - Dimmi
qualche altro messaggio che ci ha lasciato la Madonna. V - Tante volte ci ha
richiamato, ci ha dato dei consigli oppure ci ha ringraziato. Lo sai già. Le
cose più importanti le abbiamo già dette: la riconciliazione con Dio e tra gli
uomini. Allora tutto andrà bene e la Madonna sarà contenta. J - Va bene,
Vicka; fermiamoci qui prima che io debba di nuovo mordermi la lingua. V - Non
devi aver paura di questo; è meglio piuttosto che tu vada fino in fondo. J - Va
bene; cercherò di farlo in futuro. Ma mi sembra che noi ora non abbiamo toccato
un aspetto importante del messaggio della Madonna. È
qualche cosa che
si protrae lungo tutto l'arco delle apparizioni, fin dal primo incontro. V - Te
l'avevo detto che tu molte cose te le ricordi meglio di me e invece hai voluto
che parlassi sempre io. J - Va bene, Vicka; dopo ci tornerò sopra per conto
mio. V - Solo per conto tuo? J - Prima per me solo; poi anche per gli altri
(vedi conclusioni: Aspetto
escatologico).
V - Bene; mi
farà piacere saperlo.
ALCUNI
FATTI INTERESSANTI
56 - LE DUE CORONE DEL ROSARIO.
Janko - Vicka,
abbiamo parlato di alcune cose che rimangono misteriose e che probabilmente
resteranno tali anche in seguito. Ma c'è ancora un fatto riguardo al quale
vorrei spendere alcune parole. Vicka - Va bene; possiamo farlo se è proprio importante. Ma
non dilungarti troppo. J - Vorrei sapere qualcosa riguardo a quelle due
misteriose corone del rosario. V - Ma di questo abbiamo parlato varie volte! Che
cosa vorresti sapere adesso? J - Raccontami brevemente quando e come si sono
trovate quelle due corone, di fabbricazione un po' insolita. V - Te l'ho già
raccontato, ma ecco. Una mattina, circa due mesi prima che iniziassero le
apparizioni della Madonna, noi stavamo preparandoci per andare a prendere della
legna con la nostra piccola motozappa, munita di rimorchio. Mentre ci
preparavamo, il mio fratellino Francesco è salito sul rimorchio. J - Non è poi
tanto piccolo! V - Adesso no, ma allora non aveva ancora dieci anni. J - Va
bene, lasciamo perdere. Che cosa è successo dopo che è salito? V - Mentre
giocherellava là sopra, improvvisamente vi ha trovato dentro quei due rosari
insoliti. J - In che senso li trovi insoliti? V - Sono fatti in un modo come mai
ne avevamo visti prima. J - Pensi a quelle due corone che una volta abbiamo
anche fotografato? V - Sì, sì; proprio quelle. Le hai viste anche tu. J - Che
cosa c'è di insolito in esse? In questo momento io proprio non me ne ricordo più.
V - Ma come mai non te ne ricordi? In una c'è un crocifisso abbastanza grande,
su cui sono incise le 14 stazioni della Via Crucis. E nella croce dell'altro
rosario ci sono incastonate delle reliquie; così ci hanno detto. J - E che cosa
ha fatto tuo fratellino quando le ha trovate? V - Cosa poteva fare! Le ha
sollevate in aria, gridando: «Ecco, ecco, la Madonna ha lasciato alla nonna e
alla mamma dei rosari perché preghino di più». J - E voi? V - Noi ci siamo
precipitati là, abbiamo girato e rigirato le corone guardandole bene, ci siamo
meravigliati e basta. J - E poi? V - Che cosa potevamo fare? Le abbiamo lasciate
in casa e siamo partiti a prendere la legna. J - A quell'epoca, guidavi già tu
la motozappa? V - No, no. Allora la portava la mia sorella maggiore, Mirjana. Io
ho incominciato a guidarla solo più tardi. J - Va bene; avete portato la legna.
E poi? V - A casa abbiamo preso di nuovo in mano quelle corone e le abbiamo
guardate bene; ma non riuscivamo a capire in che modo e da che parte fossero
arrivate là sul rimorchio. J - In seguito, lo avete capito? V - No, mai. Più
tardi mia mamma ha preso le due corone e ha girato tutto il paese. Le ha
mostrate a tutti, ha domandato, ma nessuno le ha saputo rispondere. J - Quindi
finora non ne sapete niente. V - Niente, proprio niente. J - Va bene. Ma mi
sembra strano che non abbiate mai chiesto nulla alla Madonna a questo riguardo.
V - Come no! L'abbiamo fatto, gliel'abbiamo domandato. J - E chi gliel'ha
domandato? V - Io. Chi altrimenti? J - Che cosa le hai chiesto? V - Ho domandato
donde provengono e a quale scopo ci sono state date. J - E lei? V - Ha risposto
che queste corone sono per il nostro bene, che sono un dono di Dio. E niente
altro. J - Ti è chiaro che cosa ha voluto dire la Madonna? V - No, ma se è
chiaro a te, dimmelo. J - Non lo so, ma può darsi forse che qualcuno di voi,
nella vita, userà quella Via Crucis per meditarla. Chissà... Dimmi intanto se
qualcuno di voi, qualche volta, usa queste corone. V - No, no. Mai nessuno. J -
E perché? V - Non lo so. Che debbo dirti?
Ognuno di noi ha la sua corona, che è stata benedetta dalla Madonna. Mi sembra
in qualche modo..., ma lasciamo stare. Non so cosa dirti.
J - Però, conservatele bene. Può darsi che a qualcuno un giorno serviranno. V
- Può darsi. Dio solo lo sa. J - Bene, Vicka. Almeno un po', abbiamo chiarito
anche questo fatto.
57 - GIOCO
MIRACOLOSO DEL SOLE. Janko
- Ti ricordi
del 2 agosto 1981? Vicka
- Non so,
non mi ricordo nulla di particolare. J - È strano perché accadde qualcosa che, per la stragrande maggioranza del
popolo, non si era mai verificato. V - Forse pensi a quello che è successo
sulla nostra aia con la Madonna? J - No, no. È tutta un'altra cosa. V - Non mi ricordo di
qualcos'altro di particolare. J - Non ti ricordi di quello straordinario gioco
del sole, che tanta gente ha visto? V - Va bene. L'hai visto anche tu? J -
Purtroppo no; di sicuro mi sarebbe piaciuto molto. V - Sarebbe piaciuto anche a
me, ma non l'ho visto neppure io. Credo che in quel momento noi eravamo
all'incontro con la Madonna. Me l'hanno poi raccontato dopo; ma poiché io non
l'ho visto, non ti posso dire niente. Puoi chiedere a qualcuno di coloro che
erano presenti, se ti interessa tanto. A me non interessa particolarmente perché
io di segni di Dio ne ho visti proprio tanti. J - Bene, Vicka. Io me ne sono
interessato più volte. Ecco, dico come me lo ha raccontato un giovane. Lui sul
suo registratore ha fissato queste parole: «Il 2 agosto 1981, poco dopo le sei
di sera, proprio nel momento in cui di solito la Madonna appare ai veggenti, mi
trovavo con molta folla davanti alla chiesa di Medjugorje. Ad un tratto mi sono
accorto di un gioco strano del sole. Mi sono spostato dalla parte a sud della
chiesa, per vedere meglio che cosa stava succedendo. Sembrava che dal sole si
staccasse un cerchio luminoso che pareva avvicinarsi alla terra». Il giovane
registra inoltre che il fatto era meraviglioso, ma anche terribile. V - E poi? J
- Dice che il sole incominciò ad ondulare di qua e di là. Incominciarono pure
ad uscire delle sfere luminose che, come spinte dal vento, si dirigevano verso
Medjugorje. Ho chiesto a quel giovane se questo fenomeno è stato visto anche
dagli altri. Lui dice che l'hanno visto in tanti attorno a lui e si
meravigliavano come lui. Questo giovane fa il tassista e dice che gli hanno
raccontato la stessa cosa anche quelli di Vitina. Lui e i presenti si sono molto
impauriti e hanno incominciato a pregare e ad invocare Dio e la Madonna in
aiuto. V - È finita
così? J - No, non è ancora la fine. V
- E che cosa è successo dopo? J - Dopo questo, stando a quello che lui ha
detto, si è staccato dal sole come un fascio, un raggio di luce, e si è
diretto, a forma di arcobaleno, sul luogo delle apparizioni della Madonna. Da lì
si è ripercosso sul campanile della chiesa di Medjugorje, dove a questo giovane
è apparsa limpida l'immagine della Madonna. Soltanto che la Madonna, secondo
quanto dice lui, non aveva la corona sul capo. V - Così hanno raccontato anche
a me alcuni dei nostri che hanno visto. Solo che tu sei stato più chiaro.
Quindi è finita così? J - Sì, dopo una mezz'ora tutto è cessato, tranne
l'emozione che alcuni non hanno ancora dimenticato. V - Non ha importanza. Ma
potrei sapere chi te lo ha raccontato? J - Puoi saperlo, se proprio lo vuoi.
Questo giovane mi ha detto anche che è pronto a giurare in ogni momento sulla
verità di ciò che ha detto. Naturalmente lui non asserisce che tutti abbiano
visto ogni cosa come l'ha vista lui. Lui garantisce per sé. Tanto perché tu lo
sappia, il fatto mi è stato raccontato quasi allo stesso modo anche da un serio
sacerdote che ha osservato le cose dal paese. Solo che lui non dice di aver
visto la Madonna sul campanile. V - Bene. Però non mi hai detto di che giovane
si tratta. J - Chiedo scusa, perché altri pensieri mi hanno fatto deviare. Mi
ha raccontato tutto Nikola Vasilj, figlio di Antonio, di Podmiletine. Te lo
posso dire perché mi ha permesso di citarlo come testimone in qualsiasi momento
io desideri. Vedi, Vicka, che io non ti interrogo soltanto; so anche raccontare,
quando capita. V - Così si deve fare; non che debba sempre rispondere io...
58 - L'ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI. Janko
- Vicka,
dato che abbiamo parlato di tante cose, diciamo una parola anche di questo. Vicka
- Di che
cosa si tratta? J - Dell'anniversario delle apparizioni. V - Per questo è tutto
chiaro. Si festeggia l'anniversario e basta. Ai nostri tempi si festeggiano
tanti anniversari; non so perché non si dovrebbe festeggiare anche questo. J -
Va bene. Non meraviglia che lo si festeggi, ma sembra strano che si festeggi
l'anniversario il 25 giugno e non il 24, quando la Madonna è apparsa per la
prima volta. V - La Madonna ha deciso lei così. J - Quando l'ha deciso? V -
L'anno scorso, nel 1982. Circa un mese prima dell'anniversario, o forse più.
J - A chi lo ha detto? V - A noi veggenti. E noi abbiamo detto al parroco di
avvertire la gente. J - Tutto questo va bene. Però non mi è ancora chiaro
perché la Madonna ha scelto il 25 giugno e non il 24. V - Sei troppo furbo, tu.
Lo sai di sicuro e vuoi solo mettermi alla prova. J - Vicka, riconosco che
qualcuno ha cercato di spiegarmelo, ma voglio sentirlo dire da te. V - E va
bene. Noi spontaneamente l'abbiamo chiesto alla Madonna e lei ci ha detto: «Angeli
miei, non vi ricordate che il nostro vero primo incontro è stato proprio il 25
giugno? L'incontro precedente è stato solo una preparazione». Non ha risposto
bene, la Madonna? J - Veramente bene! E so anche, secondo quello che avete
raccontato, che la Madonna è rimasta molto contenta della celebrazione
dell'anniversario. Sia l'anno scorso [1982] che quest'anno [1983]. Ed aveva
ragione. Io nella mia vita [è nato nel 1913] non ho mai visto tanta gente
pregare così devotamente e con tanto raccoglimento, nonostante il bagno di
sudore e la sete. Nessuno aveva fretta e nessuno si è mosso fino al termine
della funzione. È stato
semplicemente incredibile. V - Ho visto come è stato. Immagina cosa sarebbe
successo se avessero anche potuto vedere la Madonna! Vedere lei è una cosa
sempre piacevole; ma quando è felice, è indescrivibile. Come se tu stessi in
paradiso. J - E si è svolto tutto con tanta calma. V - Questo per me è un
miracolo di Dio. J - Davvero è stato straordinario.
59 - I MIRACOLI DELLA MADONNA. Janko
- Vicka, non
ti sembra strano che ti abbia chiesto così poco riguardo ai miracoli di
Medjugorje? Vicka
- Davvero.
Ho quasi pensato male di te. J - Dimmi apertamente che cosa hai pensato. V - No.
Me ne vergogno. J - Ma dillo liberamente! Sai quello che tu dici sempre a me di
fare: «Non avere paura!». V - Ho pensato che tu a queste cose non ci credi per
niente. J - Va bene, Vicka. Non aver paura; però non hai indovinato. Ecco, te
lo dimostrerò subito. Io stesso sono stato testimone oculare di una guarigione
improvvisa, avvenuta in occasione dell'incontro dei carismatici del Canada,
mentre pregavano pubblicamente per le guarigioni, dopo la santa messa [il gruppo
era guidato dal noto P. Tardif]. Sai benissimo come è stato tutto molto
commovente. Uscendo dalla sacrestia, lungo la scaletta, ho quasi calpestato una
donna che piangeva ed esultava di gioia. Pochi istanti prima, il Signore l'aveva
guarita miracolosamente da una malattia grave che curava da anni, negli ospedali
di Mostar e di Zagabria. Ha fatto anche le cure termali. Vicka, ti annoio? V -
Per carità, va' avanti! J - La donna da anni era malata di «sclerosi multipla»,
ma soprattutto soffriva per la mancanza di equilibrio, tanto da non potersi
reggere in piedi da sola. Anche quella sera suo marito l'aveva portata quasi di
peso. Dato che, per la grande folla, non sono potuti entrare in chiesa, sono
rimasti fuori, davanti alla porta della sacrestia. E mentre il sacerdote che
guidava la preghiera annunciava: «Sento che il Signore in questo momento sta
sanando una donna che soffre di sclerosi multipla», la suddetta signora, in
quel preciso momento, ha sentito come una scossa elettrica in tutto il corpo.
Nel momento stesso si è sentita in grado di reggersi in piedi da sola. Così
m'ha riferito lei stessa, subito dopo. Scendendo i gradini avevo capito che a
qualcuno era successo qualcosa. La signora, appena mi vide, corse verso di me e
ripeteva piangendo: «Fra’ Janko mio, io sono guarita!». Poco tempo dopo è
andata da sola verso la sua macchina, che era distante più di un centinaio di
metri. Come vedi, Vicka, ho sperimentato personalmente anche di questi momenti a
Medjugorje! Soltanto che mi sono dilungato un po' e probabilmente ti ho
annoiato. V - Per carità! È stato
molto interessante. Davvero. J - Voglio aggiungere soltanto questo: quella donna
io la conosco fin da bambina. Tanti anni fa la preparai per la Cresima e per
la Prima Comunione. In seguito l'ho rivista, anche dopo la guarigione. Pochi
giorni dopo l'ho incontrata mentre da sola, senza l'aiuto di nessuno, saliva a
Podbrdo, al luogo delle prime apparizioni, per ringraziare Dio e la Madonna per
tutto quello che le hanno fatto. L'ho vista anche nella chiesa parrocchiale,
alcuni giorni fa, che si muoveva svelta come le altre. Adesso dimmi, Vicka, se
davvero ti ho infastidito. V - Già te l'ho detto che è stato molto
interessante! J - Voglio esporti la mia convinzione personale riguardo alle
guarigioni e ai miracoli. V - Mi piace, così non debbo parlare sempre e
soltanto io. J - Va bene. Anche se ne so abbastanza, per quanto riguarda le
guarigioni fisiche preferisco starmene zitto. Questo anche perché molte volte
si è chiamato miracolo quello che non si è potuto spiegare più chiaramente.
Voglio dirti anche questo: per me il più grande miracolo è quando un peccatore
si converte, quando in un attimo cambia, tanto da diventare da quel momento, da
ateo, amico di Dio ed è pronto, per questa amicizia con Dio, a sopportare tutte
le prove e tutto il disprezzo di coloro con i quali fino al giorno prima ha
fatto la guerra contro Dio. Vicka, la lebbra dell'anima è più difficile da
guarire che quella del corpo. E io sono testimone proprio ditali guarigioni.
Scusami ora se ho parlato da «professore». Secondo me le guarigioni corporali
sono servite per le guarigioni dell'anima. V - Adesso potrei raccontarti una
cosa, sulla quale in seguito ho pensato tante e tante volte. J - Dimmela, per
favore. V - Per te, forse, non conterà molto, ma per me sì. J - Avanti, parla.
Di che si tratta? V - Si tratta della conversione di un intellettuale. Un uomo
strano! Nel nostro incontro mi ha parlato due o tre volte di sé. Ne ha
combinate di tutti i colori. Qualcosa l'ha portato da me e abbiamo parlato. A
lungo, a lungo. Si direbbe che non creda in niente; d'altra parte invece sembra
di si. Non sapevo più che cosa fare con lui, ma lui non mi voleva lasciare. Ho
pregato per lui e gli ho consigliato di andare da qualche sacerdote. Gli ho
detto: «Provaci. Chissà!». J - Probabilmente non ti ha dato retta. V - No. Ma
quando alla sera sono venuta in chiesa, mentre la gente si confessava fuori, io
l'ho visto: era inginocchiato proprio davanti a te. Ho pensato tra me: sei
capitato proprio dove dovevi andare! J - E poi? V - Sono passata oltre e di
nuovo ho pregato brevemente per lui. J - È finita così? V - Macché! È tornato dopo tre o quattro mesi a casa mia e mi ha raccontato
spontaneamente che è diventato un altro uomo, un vero fedele. Questo per me è
stato un vero miracolo. Come è buono e potente Dio! J - Ecco, vedi come Dio fa
tutto e risana. Sono molto contento che mi hai detto questo. È
una grande gioia
quando succedono di questi fatti. Ognuno di noi sacerdoti, che veniamo spesso
qui a confessare, viviamo di queste esperienze non una volta sola, ma molte
volte. Così è stato anche ai tempi di Gesù. Lui spesso univa le guarigioni
del corpo a quelle dell'anima. Tante volte, quando guariva qualcuno, lui
aggiungeva: «Va' e non peccare più». È
lo stesso Gesù
che guarisce anche oggi. V - Va bene. Sapevo che tu te la saresti cavata. J - Ma
da che cosa? V - Dal mio dubbio, che tu non credessi alle guarigioni. J - È
stato molto
facile perché non avevi motivi per avere quel dubbio. Se vuoi sapere anche
questo, durante le confessioni ho sentito raccontarmi tante guarigioni fisiche!
Io ho consigliato a tutti di portare i documenti e di presentarsi nell'ufficio
parrocchiale, per avvertire della guarigione, in segno di ringraziamento al buon
Dio e alla Madonna. Questo va bene. Ma c'è un'altra cosa che mi interessa. V -
Che cos'è? J - Se la Madonna ha detto in anticipo, qualche volta, che qualcuno
sarebbe guarito. V - Per quanto ne so io, non l'ha detto di nessuno. Lei raccomanda
sempre una fede ferma, la preghiera e il digiuno. Poi, quello che Dio darà. J -
E senza queste cose? V - Niente! J - Va bene, Vicka. Però mi sembra strano
quanto è successo al piccolo Daniele Setka. In questo caso qualcuno di voi,
subito all'inizio, ha detto che egli guarirà, senza parlare di queste condizioni.
Te lo dico secondo quanto ho sentito dal registratore. V - Ma in mezzo a quel
caos, chi poteva pensare ogni volta a tutto? Quello che ha parlato, sapeva bene
che la Madonna ha detto ai genitori di Daniele che devono avere fede viva,
pregare e digiunare. Soltanto che lui non ha detto tutto a voce alta; si spiega
soltanto così. J - Va bene. Speriamo che sia così. Però tu una volta mi hai
raccontato, mi viene in mente adesso, che la Madonna ha detto che guarirà un
giovane e non ha messo nessuna condizione. V - Di chi ti ho parlato allora?
Adesso non me ne ricordo. J - Mi hai parlato di un giovane che è senza la gamba
sinistra. V - E che cosa ti ho detto? J - Che la Madonna lo guarirà senza
nessuna condizione, dopo il Segno promesso. V - Se ti ho detto questo ti ho
detto la verità. La Madonna ha detto che in quel momento molti guariranno e con
quel giovane si è comportata in un modo particolare. J - Cosa vuoi dire con
questo? V - Lui quasi tutti i giorni veniva alle apparizioni della Madonna e la
Madonna ha dimostrato di amarlo particolarmente. J - Come lo sai? V - Ecco come.
In un'occasione, poco prima del Natale del primo anno, essa ci ha fatto vedere
la sua gamba malata. Ha tolto via dalla gamba la parte artificiale, di plastica,
e al suo posto ci ha fatto vedere la gamba sana. J - Perché questo? V - Non lo
so. Può darsi che la Madonna volesse dire che egli guarirà. J - Ma lui, in
quel momento, sentiva qualcosa? V - Dopo ci ha detto che gli sembrava che
qualcuno lo toccasse sulla testa. Qualcosa del genere. J - Va bene. Però la
Madonna non ha detto che egli guarirà! V - Va' piano; non ho ancora finito. Due
o tre giorni dopo, sono venuti da noi dei giovani. Abbiamo suonato e cantato; in
mezzo a loro c'era anche quel ragazzo. J - E poi? V - Dopo un po' ci è apparsa
la Madonna, prima del solito. Accanto a lei ci stava quel ragazzo, tutto avvolto
in una luce. Lui non lo sapeva, però ci ha detto, subito dopo, che durante
l'apparizione sentiva qualcosa, come una corrente elettrica che gli passava
attraverso la gamba. J - Attraverso quale gamba? V - Quella malata. J - E poi? V
- Ti ho detto quello che sapevo. J - Però non mi hai detto se la gamba guarirà
o no! V - La Madonna ci ha detto di sì, ma più tardi. J - Quando? V - Dopo che
ci darà il suo Segno, allora egli guarirà completamente. Questo ce lo ha
detto verso la metà del 1982. J - A chi ha detto questo: a voi o a lui? V - A
noi. E noi lo abbiamo riferito a lui. J - E lui vi ha creduto? V - Come no! Egli
lo aveva creduto anche prima, quando la Madonna ce lo aveva mostrato. J - Ti
puoi ricordare quando la Madonna ha promesso questo? V - No, ma si può
chiederlo a lui; lo sa senz'altro. J - D'accordo, Vicka; ma non lo cercherò
adesso. V - Sarebbe facile trovarlo; assiste ogni sera alla messa e fa la
comunione. J - Va bene. Ma lui ci crede ancora in questo? V - Sicuro che ci
crede! Lui adesso è uno dei nostri; tu sai anche questo. J - Sì, lo so, va
bene. Chi vivrà vedrà. Puoi dirmi se la Madonna ha detto di qualcuno in
anticipo se sarebbe guarito? V - Di sòlito queste cose non le dice. Non mi
ricordo con esattezza, ma so che una volta ha detto per un ammalato che morirà
presto. J - Secondo te e secondo la Madonna, per una guarigione occorre una fede
ferma, il digiuno, la preghiera e altre opere buone? V - E poi quello che Dio
darà. Non c'è altro modo. J - Da chi la Madonna esige queste cose: dal malato
o da altri? V - Prima di tutto dal malato; e poi dai famigliari. J - E se
l'ammalato è così grave che non può nemmeno pregare? V - Può e deve almeno
credere; intanto i famigliari debbono pregare e digiunare quanto più è
possibile. Così dice la Madonna e così è, padre mio. Però adesso a me
interessa un'altra cosa. J - Sentiamo. V - Mi puoi dire, benché non sia
importante, quante guarigioni sono state rese note finora a Medjugorje? J - Di
sicuro, non lo so. Fino a qualche mese fa erano più di 220. Per adesso ti dico
solo questo. Può darsi che in qualche altra occasione te ne parlerò ancora. Di
sicuro ce ne sono ancora di quelle che non sono state denunciate. V - Di certo.
Non è importante denunciarle. Dio e la Madonna sanno quello che fanno. J -
Vicka, adesso ti è più chiara la mia fede nelle guarigioni? V - Sì. Andiamo
avanti.
60 -
BENEDIZIONI DELLA MADONNA. Janko
- Vicka,
sappiamo che subito, fin dall'inizio delle apparizioni della Madonna, la gente
portava oggetti per farli benedire. Vicka -
Sì, lo sappiamo. J - Ma come si è cominciato? V - È
molto semplice.
La gente portava degli indumenti di un malato o qualcosa di simile, e voleva che
la Madonna li benedicesse. Noi abbiamo pregato la Madonna per questo e lei lo
faceva molto volentieri. J - Come lo sapete? V - Vediamo quando lo fa. J - Che
cosa fa, quando benedice? V - Guarda gli oggetti e li benedice con il segno
della croce. J - Dice qualcosa mentre lo fa? V - No, fa soltanto il segno della
croce. Può darsi che parli, ma noi non sentiamo niente. J - Fa sempre così? V
- Sempre. J - Vedo che la gente porta di tutto a benedire. Succede che qualche
volta la Madonna si rifiuti di benedire qualcosa? V - Non ce ne siamo mai
accorti e lei non ci ha mai detto niente al riguardo. Altro non lo sappiamo. J -
Va bene. Però mi dicesti che qualche volta benedice diversamente. V
- Pensi a quando tocca gli oggetti con la sua mano? J - Sì, pensavo
proprio a questo. V - Se lo sai,
perché me lo chiedi? Sai che ha fatto così perché gliel'ho chiesto io e anche
per te ha fatto in questo modo. Una volta mi hai costretta sotto giuramento e te
l'ho detto. J - È vero, Vicka'; è successo così. Ti chiedo scusa un'altra volta. V -
D'accordo, è stato già perdonato. Ma hai ancora qualcosa da domandare? J - Non
mi hai detto in che momento la Madonna benedice gli oggetti. V- Appena arriva. J
- Voi la pregate e lei li benedice? V - No. Da tanto tempo non preghiamo per
questo! Lei lo fa da sè. J - E se per caso qualcuno porta qualcosa dopo che lei
ha già benedetto gli oggetti? V - Lo benedice lo stesso. J - Ne sei sicura? V -
Lo so perché gliel'ho visto fare più volte. J - D'accordo, Vicka. Ma dimmi se
la Madonna qualche volta ha benedetto le persone. V - Tu sai anche questo, ma lo
vuoi sentire di nuovo da me... J - È vero, perché voglio che tu parli non solo per me, ma anche per gli
altri. V - Va bene. Abbiamo già parlato di come una volta la Madonna ha
benedetto e baciato il nostro Marinko. Ci ha detto anche perché lo ha fatto. Ti
ho anche raccontato come la Madonna ha benedetto un sacerdote e poi un altro;
anche in questo caso ci ha spiegato perché li ha benedetti. Come pure so la
stessa cosa di una donna. In modo particolare mi ricordo come ha benedetto un
gruppo di pellegrini di Varazdin, che era con noi nella stanza delle
apparizioni. Ti basta adesso? J - Sì. Dimmi ancora solo questo: in che modo la
Madonna benedice le persone? V - Nello stesso modo: con il segno della croce; e
di solito dice anche qualcosa. J - Posso sapere che cosa ha detto in quelle
occasioni? V - Qualcosa si, qualcosa no. Devi accontentarti. J - Dimmi almeno
che cosa la Madonna ha detto quando ha benedetto quelli di Varazdin! Me l'hai
raccontato una volta, ma vorrei che si sentisse anche qui. V - Va bene. Come già
ti ho detto, il gruppo di Varazdin era con noi dentro la stanza delle
apparizioni. J - Proprio venivano da Varazdin o dai dintorni? V - Questo non lo
so. Gli autobus erano di Varazdin. J - E che cosa è successo? V - Durante
l'apparizione, la Madonna li ha benedetti in modo speciale. Ci ha detto di
riferire loro che li benediceva perché son buoni fedeli e si sono sacrificati
molto. In quell'occasione erano venuti a Medjugorje per la terza volta. Ha anche
augurato a tutti loro un buon viaggio. J - E voi, avete trasmesso loro questo? V
- Sicuro! E subito. J - E loro? V - Sono rimasti contentissimi. Così
felici che hanno incominciato a piangere. È
stato molto
commovente. J - Questo è stato davvero uno dei momenti più belli delle vostre
apparizioni.
61 - PAPA E
VESCOVO. Janko
- Vicka, ai
primi di novembre del 1981, nel tuo quaderno c'è scritto che la Madonna ha
baciato il papa. Dimmi dove e come è successo questo. Vicka - Ah, sì. Questo è successo nella casa di Maria,
durante un'apparizione. J - Coraggio, per favore. Dimmi qualcosa su questo
fatto. V - Non so cosa dire. Che cos'è che ti interessa? J - Prima di tutto
dimmi come è successo e chi di voi veggenti l'ha visto. V - Di questo mi
ricordo bene. Era una domenica ed eravamo presenti tutti, tranne Ivan e Mirjana.
J - Eravate nella casa di Maria? V - Si, sì; da Maria. Quella sera ci siamo
riuniti da lei per aspettare la Madonna. J - E allora? V - Noi abbiamo
incominciato a pregare e la Madonna è venuta come al solito; solo che in mano
teneva una foto del papa. J - Quale foto? V
- Quella foto del papa che era appesa là, sul muro della stanza. J - Voi
avete visto quando la Madonna l'ha tolta dal muro? V - No. Quando la Madonna è
venuta, noi non abbiamo più visto il muro; abbiamo visto solo lei con la foto
del papa in mano. J - Hai detto che la Madonna ha baciato quella foto. Perché
l'ha fatto? Allora la Madonna non vi ha detto niente al riguardo? V - A noi sì.
Ma non ha detto niente al papa. J - Che cosa vi ha detto? V - Non mi ricordo di
preciso. Ci ha chiesto se conoscevamo chi è e perché lei lo bacia. J - E voi?
V - Noi non abbiamo detto niente. Allora lei spontaneamente ci ha detto che lui
è il padre di tutti gli uomini. Più o meno ha detto così. J - Vicka, te ne
sei ricordata bene. Anche sul tuo quaderno sta scritto così. Dimmi piuttosto:
che cosa è successo dopo con quella foto? V - La foto sta anche adesso nella
stanza di Maria perché la Madonna ci ha detto di conservare quell'immagine del
papa. Poi ci ha detto di pregare per lui. Adesso da Maria, al posto di quella
fotografia, ne abbiamo messa una più grande; spesso preghiamo per il papa là
davanti. J - Fate bene. Ma per quanto tempo si è visto il papa con la Madonna?
V - Non per molto. Un po', all'inizio dell'apparizione. J - A parte questo, la
Madonna non vi ha mai parlato del papa, in altre occasioni? V - Sì, si. Anche
quando è stato ferito. [Il 13 maggio 1982]. J - Che cosa vi ha detto quella
volta? V - Ci ha detto che i nemici
volevano ucciderlo e che lei l'ha protetto, perché lui è il padre di tutti gli
uomini. J - La Madonna, ve l'ha mostrato anche in quella occasione? V - Sì,
anche allora. J - L'avete visto intero? [Qualche volta hanno detto di aver visto
Gesù o altri solo a mezzo busto]. V - In quell'occasione l'abbiamo visto
intero. J - Come appariva: era ferito? insanguinato? V - Non era insanguinato,
ma piuttosto debole. J - Per quanto tempo l'avete visto insieme alla Madonna? V
- Non a lungo. Lo si è visto all'inizio dell'apparizione, poi è scomparso. [A
quell'epoca il papa era convalescente]. J - La Madonna, vi ha mai parlato del
papa qualche altra volta? V - Per dirti la verità, adesso non me ne ricordo.
Tu, padre, non sai come ci si dimentica facilmente, quando tutti i giorni vedi
nuovi uomini e nuovi avvenimenti. J - La Madonna vi ha dato qualche messaggio
per il papa? V - Non so se lo ha fatto; può darsi per mezzo di qualche altro
veggente. J - Va bene tutto questo, per quanto riguarda il rapporto della
Madonna con il papa. E com'è il suo rapporto verso il vescovo? V - Non voglio
dire niente al riguardo perché si dicono tante cose sbagliate. Invece la
Madonna non è contro nessun vescovo. Se avesse detto che qualche vescovo ha
sbagliato in qualche cosa, tutti possiamo sbagliare! J - Sono d'accordo su
questo. Ma è generalmente conosciuto che tra voi veggenti, e soprattutto te, ed
il nostro vescovo ci sono state delle incomprensioni. V - È
vero, ma si
ingrandisce più di quello che è stato. Io credo che tutto si chiarirà e si
dimenticherà. J - Lo penso anch'io, ma soltanto se si cercherà di dimenticare.
V - Io cerco di farlo già da tanto tempo e prego anche per questo. J - Ti
riferisci alle preghiere che si fanno in chiesa? V - Quello che si fa in chiesa
va bene. Ma per questo io prego di più fuori dalla chiesa. J - Lo fai proprio?
Dimmi qualcosa al riguardo. V - Che vuoi che ti dica! Sarebbe meglio che tu lo
chiedessi a qualcun altro. J - A chi? V - A quelli che pregano con me. J - Chi
sono? V - Siamo circa da dieci a quindici persone. J - Dove e quando pregate a
questo scopo? V - Ogni mercoledì andiamo insieme a Podbrdo e di domenica a
Krizevac. E là preghiamo. J- Che cosa dite e per chi pregate? V - Preghiamo per
il nostro vescovo. J - Lo indicate proprio col nome? V - Sì. J - Di solito, chi guida le preghiere? V - Questo
non ha importanza, ma se proprio vuoi saperlo, lo fa questa «terribile» Vicka.
J - Questa cosa mi è veramente nuova e mi interessa. Dimmi allora che preghiere
recitate di solito. V - Recitiamo sempre: cinque Padre
nostro, sette
Padre nostro, la
corona di Gesù e qualche altra preghiera. J - Mi interessa davvero. Ma quale
corona di Gesù recitate? V - Quella che ci ha raccomandato la Madonna. Sai,
quella in cui si recitano cinque Padre
nostro, poi
si canta... J - A che ora del giorno fate questo? V
- Nel pomeriggio, prima di andare in chiesa. J - Bene. Mi hai detto che
fate così al mercoledì e alla domenica? V
- Di domenica andiamo a Krizevac. J - E là che cosa fate? V - Preghiamo
come a Podbrdo. Soltanto che lassù preghiamo più a lungo, dato che è di
domenica e abbiamo più tempo a nostra disposizione. J - Quali preghiere dite in
più? V
- Oltre alle preghiere che diciamo a Podbrdo, là recitiamo sempre il
Rosario della Madonna al completo, cioè i misteri gaudiosi, dolorosi e
gloriosi. Facciamo anche qualche canto. J - In quanti andate lassù? V - Di
solito siamo gli stessi che andiamo a Podbrdo. Talvolta manca qualcuno, ma in
genere siamo tutti presenti. J - Vicka, Krizevac è abbastanza lontano. Durante
il percorso, che cosa fate? V - Anche lungo la strada preghiamo un po'. Ecco,
per esempio, davanti ad ogni stazione della Via Crucis recitiamo tre Padre nostro, Ave Maria, e Gloria al Padre. Così il tempo passa presto. J - Anche lassù sei tu
a guidare le preghiere? V - Questo non ha nessuna importanza, ma lo faccio. Mi
dicono che sono più disinvolta e che ho la voce più forte. J - Questa è una
cosa meravigliosa. Ma mettete qualche intenzione speciale? V - Sì, preghiamo
per il nostro vescovo perché il Signore lo aiuti a governare bene la chiesa di
Erzegovina. Il Signore sa di che cosa lui ha bisogno. J - Ripeto di nuovo,
Vicka, che questo è veramente meraviglioso. Però mi interessa sapere come
tutto ciò vi è venuto in mente. V - Tu sai che la Madonna, negli ultimi tempi,
ha raccomandato particolarmente di pregare lo Spirito Santo per i vescovi e per
i sacerdoti. Per questo anche noi ci siamo messi d'accordo per farlo. J - Posso
sapere a chi è venuto in mente per primo? V
- A un certo Marinko, che fa parte del gruppo. Ma questo non ha nessuna
importanza. L'essenziale è che si preghi. J - Vicka, questo è veramente bello!
Anche Maria mi ha detto che prega con questa intenzione e che spesso offre tutte
le preghiere della giornata per questo. V -
Lo so anch'io. Qualche volta tutti noi digiuniamo con questa intenzione. J - Così
pregate di mercoledì e di domenica. E negli altri giorni? V - Abbiamo promesso
di recitare ogni giorno sette Padre nostro e una terza parte del Rosario, da scegliere
liberamente. J - Tutto quello che hai detto, Vicka, mi piace molto. Mi
meraviglio solo che non me ne avevi mai parlato. V - Questo non ha importanza.
Basta che sappiano queste cose il Signore e la Madonna. J - È
vero, ma per me
e per gli altri tutto questo è una grossa scoperta. Mi diventa sempre più
chiaro che voi, che siete i ragazzi della Madonna, e te in particolare, nessuno
vi conosce a fondo. V
- È una
cosa che ha ancor meno importanza. J - Hai ragione. Ma grazie di quanto mi hai
detto.
62 - VISIONE DEL PARADISO E DELL'INFERNO.
Janko - Vicka, una volta mi hai detto, e l'ho letto pure in
un tuo quaderno, che nel giorno dei morti del 1981 a voi veggenti la Madonna ha
mostrato il paradiso; c'eravate tutti eccetto Ivan. Hai scritto pure che il
paradiso è «bello in modo indicibile», con una moltitudine di uomini e di
angeli. Quando avete domandato alla Madonna perché ve lo ha fatto vedere,
scrivi che lei vi ha risposto: «Per mostrarvi come sarà bello per tutti
quelli che rimarranno fedeli a Dio». Hai aggiunto anche che Ivanka ha visto
sua madre defunta e un'altra donna che non conosceva. Vicka
- Va bene.
Ma cosa vuoi con questo? J - Niente; questo va bene. Ma in poche parole è
l'introduzione al nostro attuale argomento. Intanto mi interessa sapere se anche
tu quella volta hai riconosciuto qualcuno. V - No, no. Nessuno. J - Va bene, ma
come introduzione al nostro colloquio desidero ricordarti anche questo: quattro
giorni dopo, hai scritto che, durante l'apparizione, ad un tratto la Madonna è
scomparsa e davanti a voi si è aperto l'inferno. L'avete visto tu, Jakov e
Maria. Hai scritto che era spaventoso; sembrava un mare di fuoco; dentro c'era
tanta gente. Tutti anneriti, sembravano diavoli. Affermi che nel mezzo hai visto
una donnaccia bionda, con i capelli lunghi e le corna, e i diavoli che
l'assalivano da tutte le parti. Era orribile e basta. V - Beh, ecco. Io ho
descritto come ho potuto; ma non lo si può descrivere. J - La Madonna, vi ha
detto allora perché ve lo ha mostrato? V - Sì, sì; come no! Ce l'ha mostrato
per farci vedere come stanno coloro che ci cadono. J - La Madonna vi ha parlato
bene. È una
cosa che, sia voi che noi, ci dimentichiamo spesso. V - Ma! Chi può pensare
sempre a queste cose? Però non si può neppure dimenticare quello che abbiamo
visto. J - D'accordo, Vicka. Con questo siamo appena all'inizio di ciò di cui
vorrei parlarti. Ti prego di avere pazienza. V
- Cosa ci sarà adesso, mio Dio! J - Si tratta sempre della visione del
paradiso e dell'inferno. V - Di quale visione? J - Di quella volta in cui la
Madonna ha portato te e Jakov a vedere il paradiso e l'inferno. V - Va bene, ma
di questo ti ho già parlato. J - È vero;
solo che l'ho cancellato dal nastro. Perciò dimmi ora qualcosa. V
- Nei dettagli o brevemente? J - Più dettagliatamente che puoi. V - Va
bene. E’ accaduto una quindicina di giorni dopo la visione del paradiso, di
cui abbiamo appena parlato; non lo ricordo con esattezza. Jakov ed io siamo
andati per qualche motivo a Citluk. Siamo ritornati verso le tre del pomeriggio;
ci siamo fermati un po' da noi [a casa di Vicka] e poi abbiamo proseguito verso
la casa di Jakov. Volevo consegnarlo a sua madre. J - E allora? V - Sua madre
era uscita da qualche parte. Subito davanti a noi è comparsa la Madonna; ci ha
salutato dicendo: «Sia lodato Gesù Cristo» e ha detto che ci avrebbe
portato in cielo. J - E voi? V - Ci siamo spaventati. Jakov ha incominciato a
gridare e a piangere. Diceva che lui non ci voleva andare perché sua mamma ha
solo lui; perciò che io ci andassi da sola. J - E la Madonna? V - Non ha detto
niente. Mentre noi stavamo ancora in ginocchio, lei ci ha presi per mano: me
per la destra e lui per la sinistra; si è posta in mezzo a noi con il volto
rivolto verso di noi. E subito abbiamo incominciato a salire...
J - Là, dentro casa? V - Ma, altrimenti dove? Subito su, attraverso il
soffitto. Ma la casa era scomparsa e noi andavamo... J - Dove andavate? V - Che
ne so io? Mi sembrava di salire in alto, da qualche parte. J - Avevate paura? V
- Puoi immaginarlo. Solo che non c'era nemmeno il tempo di pensarci. Presto
siamo arrivati in paradiso. J - Vedevate la terra allora? V - Ma quale terra!
Non la vedevamo da quando abbiamo incominciato a salire. J - E chi vi ha detto
che quello era il paradiso? V - Beh, la Madonna; chi altro poteva dircelo? J -
Bene, Vicka. Mi hai detto che la Madonna aveva la faccia rivolta verso di voi,
mentre vi portava lassù in cielo. E dopo? V - Mentre ci mostrava il paradiso e
l'inferno guardava dove guardavamo noi. Come avrebbe potuto fare diversamente? J
- Va bene. Adesso dimmi qualcosa di questo paradiso. V - Ma cosa posso dire! Su
questo tu hai già letto e ascoltato. Te lo puoi immaginare meglio di me. Una
volta in seguito, leggendo a caso la Sacra Scrittura, ho letto in S. Paolo che
una cosa cosiffatta l'occhio umano non l'ha vista nè l'orecchio l'ha udita.
Ecco, S. Paolo ci ha detto tutto. J - Vicka, io però voglio che tu me lo
descriva un po'. Perché altrimenti la Madonna te l'ha fatto vedere? V
- Lo sapevo che tu non mi avresti lasciato facilmente! Beh, ecco. Poco
fa, parlando di questo, abbiamo detto che non si può descrivere. Si tratta di
qualcosa di meraviglioso e indescrivibile. Tutto è pieno di una luce
stupenda... di gente... di fiori... di angeli... Tutto è pieno di una gioia
indicibile. In una parola, è così bello che ti si ferma il cuore quando lo
guardi. J - Ah, così! Qualcosa lo hai detto. Ora dimmi: quanto sembra grande? V
- Vuoi proprio che te lo dica? Come posso dirtelo? J - Beh, così come lo sai.
Per esempio: ci sono dei limiti? come sono? e così via. V - I limiti? Ci sono e
non ci sono. Assomiglia a come quando vai al mare; tu sicuramente ci sei stato.
Da qualunque parte ti giri, non ci sono limiti. È
in qualche modo
così... J - Bene,
Vicka. Veramente ti sto annoiando, ma vorrei continuare. Possiamo farlo? V -
Andiamo pure avanti, dal momento che abbiamo incominciato. J - Va bene.
Qualcuno una volta mi ha raccontato, deridendo la cosa, che parlando un po' del
paradiso, tu hai detto che c'è anche una porta. Cosa diresti ora di questo? V -
Beh, la stessa cosa che ho detto allora. Lì, dove stavamo noi con la Madonna,
c'è come un tunnel, qualcosa come una porta, e accanto c'è un uomo. La Madonna
ci ha detto che non può entrare chiunque. Anche lì ci vuole un
lasciapassare... Tutti incontrano un passaggio da varcare. J - Va bene, Vicka;
sei proprio forte! È
chiaro che la
Madonna non vi poteva far vedere il paradiso in un modo diverso da quello che
voi potevate meglio comprendere. Piuttosto, allora vi ha mostrato qualche altra
cosa? V - Beh, ti ho raccontato anche questo. Ci ha fatto vedere anche il
purgatorio e l'inferno. J - Prima il purgatorio o prima l'inferno? V - Prima il
purgatorio. J - Dimmi allora qualcosa sul purgatorio. V - In breve, è così. Il
purgatorio è uno spazio scuro, tetro, tra il paradiso e l'inferno. Pieno di
qualcosa come cenere... Si presenta anche spaventoso. J - E chi vi ha detto che si trattava del purgatorio? V -
La Madonna! Chi altro poteva dircelo? J - Vi ha parlato di esso? V - Ci
ha detto cose che avremmo dovuto già sapere. J - Che cosa, per esempio?
V - Beh, che questo è il posto dove si purificano le anime, che per esse
bisogna pregare tanto, e così via. J - Avete visto qualcuno nel purgatorio? V -
No, nessuno. Né abbiamo sentito nulla proveniente da esso. J - Quindi sembra
come una grande tomba! V - Qualcosa del genere. Brutto e basta. J - Allora la
Madonna vi ha portato fino all'inferno? V - Sì, sì. Questo te l'ho già detto.
J - Me lo vuoi descrivere un po'? V - Ecco, poco fa nel nostro dialogo l'abbiamo
già descritto. Fuoco... diavoli... la gente bruttissima! Tutti con le corna e
con la coda. Sembrano tutti diavoli. Soffrono... Dio ce ne preservi e basta. J -
Là hai riconosciuto per caso qualcuno? V - No, nessuno. Solo che ho visto di
nuovo quella donnaccia bionda e con le corna. Lei soffre in mezzo a quel fuoco;
e i diavoli intorno a lei. Orribile e basta. J - Bene, Vicka; abbiamo già
allungato un po'. V - Che posso farci io? A te non basta mai! J - Beh, andiamo
avanti. Dopo aver visto tutto questo, che cosa è successo? V - Siamo ritornati
sulla terra. Altrimenti dove saremmo andati?
J - E in che
modo? V - Così come eravamo partiti. J - La Madonna vi teneva per mano e poi vi
ha appoggiati davanti alla casa? V - Macché! Ci ha lasciati dentro casa, dove
ci ha presi! J - Dentro la casa di chi? V
- Beh, te l'ho detto: del piccolo Jakov. J - Direttamente dall'alto? V -
Direttamente giù, nella cucina del piccolo Jakov. J - Qualcuno vi ha visto
quando vi ha riportati giù? V - No, nessuno. La madre di Jakov era fuori; lo
stava cercando. [Si noti che la madre di Jakov ha affermato di averlo prima
cercato in casa e di non averlo trovato]. J - E la Madonna? V - La Madonna ci ha
portati giù, ci ha salutati e se n'è andata. J - E voi? V - Che potevamo fare?
Piano piano cercavamo di ambientarci... Ci siamo calmati presto. Jakov era un
po' gonfio e sembrava stanco, ma si è rasserenato presto anche lui. J - E tu? V
- Io non mi sono vista, ma sono rientrata presto in me stessa. J - Chi vi ha
visti per primo? V - La madre di Jakov. J - E cosa vi ha detto? V - Ci ha
domandato dove ci eravamo nascosti perché lei ci cercava. E ha incominciato a
piangere quando ha visto l'aspetto che aveva Jakov. Poi ci siamo in qualche modo
calmati, lei e noi. J - Le avete raccontato qualcosa? V - Ma certo! Poi sono
venuti alcuni del vicinato e l'abbiamo raccontato anche a loro. J - Vi hanno
creduto? V - Sì che ci hanno creduto! Ancora si vedeva su di noi che avevamo
vissuto qualcosa; qualcosa di insolito. J - La Madonna quindi non vi ha proibito
di raccontarlo. V - Non ce l'ha proibito; anzi, ci ha detto di raccontarlo.
Altrimenti perché ce l'avrebbe fatto vedere? J - Bene, Vicka. Dimmi ancora
quanto è durato tutto quanto. V - Una ventina di minuti; almeno mi sembra così.
J - Vicka, ti ringrazio. Sei stata veramente paziente. V - Con te lo sono stata
sempre! J - Ti ringrazio anche di questo.
63 - LA
MADONNA RACCONTA LA SUA VITA. Janko
- Vicka,
almeno noi che vi siamo vicini, sappiamo che la Madonna vi ha raccontato la sua
vita, raccomandandovi di scriverla. Vicka - Questo è. esatto. Che cosa vorresti sapere? J -
Vorrei che mi dicessi qualcosa di più particolare. V - Va bene. Ti sei abituato
ormai! Su, fammi delle domande. J - D'accordo. Dimmi allora: a chi la Madonna ha
raccontato la sua vita? V - Per quanto ne so io, a tutti tranne a Mirjana. J -
L'ha raccontata a tutti nello stesso tempo? V - Non saprei esattamente. Penso
che con Ivan abbia incominciato un po' prima. Con Maria ha fatto diversamente.
J - Da che cosa lo deduci? V - Beh, a lei la Madonna non raccontava la sua vita
quando le appariva a Mostar [là imparava il mestiere di parrucchiera], ma solo
quando era a Medjugorje. J - Come mai? V - È stato così, come ha voluto la Madonna. J - D'accordo. Ho interrogato
ciascuno di voi cinque su questo. Vuoi che io sia più preciso? V - Come no! Mi
piace se parli tu il più possibile; dopo è più facile per me. J - Ecco,
questo. Secondo quanto dice Ivan, la Madonna ha incominciato a raccontargli la
sua vita il 22 dicembre 1982. Dice che gliel'ha narrata in due periodi e che ha
smesso di raccontargliela il giorno di Pentecoste, il 22 maggio 1983. Invece con
voi altri ha incominciato a raccontarla il 7 gennaio 1983. A Ivanka l'ha raccontata
ogni giorno, fino al 22 maggio. Invece col piccolo Jakov ha smesso un po' prima;
ma lui, non so perche', non ha voluto dirmi la data precisa. Con Maria ha smesso
il 17 luglio [1983]. Con te poi, come sappiamo, la cosa è diversa. Ha iniziato
a raccontarla a te insieme agli altri, il 7 gennaio 1983; ma poi, come dici tu,
a te continua ancora a raccontarla. Invece con Maria l'ha fatto in un modo
particolare. V - Qualcosa Maria me l'ha raccontato, ma non mi è del tutto
chiaro. J - A lei l'ha raccontata soltanto quando era presente con voi, alle
apparizioni in Medjugorje. Invece durante le apparizioni che le faceva a Mostar,
e che di solito avvenivano nella chiesa francescana, la Madonna soltanto pregava
con lei, per la conversione dei peccatori. Faceva questo e nient'altro. Durante
le apparizioni a Medjugorje, prima le raccontava in breve tutto quello che aveva
detto a voi quando lei non c'era; solo dopo continuava a narrarle la sua vita,
insieme a voi. V - Che possiamo farci! La Madonna ha i suoi piani e fa i suoi
conti. J - D'accordo. Ma la Madonna vi ha detto perché fa così? V - Beh, sì.
La Madonna ci ha detto di fissare bene nella memoria quanto ci diceva e di
scriverlo. E che un giorno avremmo potuto raccontarlo anche agli altri. J - Vi
ha detto pure di scriverlo? V - Sì, sì. Ci ha detto anche questo. J - Ivan
afferma che a lui ha detto che non deve scrivere, ma lui ha annotato ugualmente
quello che era più importante. E chissà cos'è. V - Bene, è affar suo. Ivanka
invece ha scritto tutto in un modo particolare. J - Ivanka dice che è stata la
Madonna a suggerirle una scrittura particolare, cifrata, e lei ha scritto tutto
in questo modo. Questo per me è molto interessante. Più volte ho cercato di
scoprire in qualche modo questo metodo, ma non ci sono riuscito. Ho pregato
Ivanka di farmelo vedere almeno da lontano, ma mi ha risposto che la Madonna non
le permette neppure questo. Dice che non sa neanche se un giorno glielo
permetterà e che cosa alla fine la Madonna farà di tutto questo. V - Che
possiamo farci? A suo tempo la Madonna provvederà a tutto. J - Sono d'accordo
in questo. Ma è strano invece che la Madonna a te continui ancora a narrare la
sua vita. V - Beh, è vero. È una cosa che riguarda solo lei; neppure io ne capisco il motivo, ma la
Madonna sa quello che fa. J -. Fino a quando durerà questo racconto? V - Non so
neppure questo. Ho osato chiederlo alla Madonna, come mi avevi suggerito tu, ma
lei ha soltanto sorriso. Non lo chiederei facilmente una seconda volta... J -
Non devi proprio chiederglielo più. Vorrei sapere piuttosto se scrivi ogni
giorno quello che ti dice. V - Sì, proprio ogni giorno. J - Hai scritto anche
quello che ti ha detto quando ti è apparsa nel treno, dopo Banja Luka? V - No,
no. Quella volta non mi ha raccontato niente della sua vita. Ti ho fatto vedere
anche il quaderno dove scrivo. J - Sì, ma solo da lontano e la copertina! Solo
per stuzzicarmi con quel quaderno... V
- Beh, che posso farci? Più di così non mi è permesso. J - Cosa
sarebbe successo se tu me lo avessi dato in mano? V
- Non lo so. A questo non penso minimamente e sono sicura di non
sbagliarmi. J - Ritieni invece che un giorno ti sarà permesso di darlo? V -
Penso di sì; lo farò di sicuro. E ti ho promesso che tu sarai il primo a cui
lo farò vedere. J - Se sarò vivo! V - Se non sarai vivo, non ti servirebbe
neppure. J - Questa è una battuta intelligente. Devono esserci scritte delle
cose interessanti. E’ una cosa che continua con te da 350 giorni; ogni giorno un pezzo; quindi una lunga fila
di brani! V
- Non sono una scrittrice. Ma vedi, tutto quello che ho saputo l'ho
scritto come ho potuto. J - Hai da dirmi qualche altra cosa al riguardo? V - Per
adesso no. Ti ho detto tutto quello che ti potevo dire. J - Ah, sì. C'è ancora
una cosa che mi interessa. V - Quale? J - Che cosa domandi alla Madonna ora che
lei, come dici tu, ti parla solo della sua vita? V
- Beh, le chiedo che mi spieghi alcune cose. J - Ci sono anche delle cose
poco chiare? V - Certo che ce ne sono! Per esempio: lei mi spiega qualcosa
usando un paragone. E non mi è sempre tutto chiaro. J - Accade anche questo? V
- Beh, sì. Anche più volte. J - Ne uscirà allora qualcosa di veramente
interessante! V - Forse sì. Solo che dobbiamo avere pazienza, fino a quando lo
si potrà conoscere. [Il racconto a Vicka, iniziato il 7 gennaio 1983, è
continuato fino al 10 aprile 1985].
64 - LE
DOMANDE FATTE ALLA MADONNA. Janko
- Vicka,
sappiamo tutti che voi veggenti, fin dall'inizio, vi siete permessi di fare
delle domande alla Madonna. E avete continuato a farne fino ad oggi. Potresti
ricordarti che cosa le avete domandato più spesso? Vicka - Ma, le abbiamo domandato di tutto, tutto quello che
ci veniva in mente. E poi quello che gli altri ci suggerivano di chiederle. J -
Spiegati con più precisione. V - L'abbiamo già detto che all'inizio chiedevamo
chi era lei, che cosa voleva da noi veggenti e dalla gente. Ma chi potrebbe
ricordare tutto? J - Va bene, Vicka, ma io non ti lascerò così facilmente in
pace. V - Ne sono convinta. Allora fammi delle domande e se ne sono in grado ti
rispondo. J - So che voi veggenti non eravate sempre insieme. Chi a Sarajevo,
chi a Visoko e chi ancora a Mostar. Chi può sapere tutti i posti in cui vi
siete trovati! E anche chiaro che non domandavate le stesse cose alla Madonna.
Perciò da questo momento le risposte che ti chiedo riguardano solo te. V -
Anche quando siamo insieme non domandiamo le stesse cose. Ognuno fa le sue
domande, secondo i compiti. Ti ho già detto di chiedermi solo quello che
riguarda me; quello che posso e che mi è permesso dirti, te lo dico. J - Va
bene. Tu non puoi rispondere a tutto. V - Sì, questo lo sappiamo tutti. Quante
volte anche tu hai fatto alla Madonna delle domande per mezzo mio, ma volevi che
lo sapessimo solo noi due. Come se non te lo ricordassi! J - Va bene, Vicka.
Questo mi è chiaro. Allora incominciamo. V - Parla pure; te l'ho già detto. J
- Per prima cosa dimmi questo. All'inizio, voi chiedevate spesso se la Madonna
vi avrebbe lasciato un segno della sua presenza a Medjugorje. V - Si, lo sai
bene. Va' pure avanti. J - La Madonna, vi ha risposto subito al riguardo? V -
No. Tu sai sicuramente anche questo, ma ti rispondo lo stesso. Quando glielo
chiedevamo, all'inizio lei semplicemente scompariva oppure iniziava a cantare. J
- E voi glielo chiedevate di nuovo? V - Sì, ma non domandavamo solo questo.
Quante domande le abbiamo fatto! Tutti ci suggerivano qualcosa da domandare. J -
Non proprio tutti! V - Tutti no. Hai domandato qualcosa anche tu? J - Sì, debbo
riconoscerlo. V - Beh, ecco, vedi! Quando la gente ha cominciato a farlo, molti
suggerivano domande: qualcosa per loro personalmente, qualcosa per i loro cari;
soprattutto per gli ammalati. J - Una volta mi hai raccontato che la Madonna vi
ha detto di non domandarle di tutto. V - Non una volta sola, ma molte volte. Una
volta l'ha detto anche a me personalmente. J - E voi seguitavate a farle
domande? V - Lo sanno tutti: sì, che continuavamo. J - Ma non si irritava la
Madonna con questo? V - Macché! La Madonna non si sa irritare! Te l'ho già
detto. J - Certamente ci saranno state domande strambe o poco serie. V - Certo.
Ce n'erano di tutti i generi. J - E la Madonna vi rispondeva? V - Ti ho già
detto di no. Faceva finta di non sentire. Qualche volta incominciava a pregare o
a cantare. J - E andavate avanti così? V - Si, sì. Solo che mentre ci spiegava
la sua vita nessuno poteva farle qualche domanda. J - Ve l'ha impedito lei? V -
Sì, ce l'ha detto lei. Ma non c'era nemmeno il tempo per fare delle domande:
appena arrivava, ci salutava e incominciava la narrazione. Tu non puoi
interromperla per fare delle domande! E appena finiva, continuava a pregare, poi
ci salutava e se ne andava. Perciò, quando potevi farle delle domande? J -
Forse era un bene per voi. Credo che quelle domande vi avevano già stancato. V
- Si, come no? Prima, lungo il giorno, la gente ti affatica con domande: su,
chiedile questo, chiedile quello... Poi ancora dopo l'apparizione: glielo hai
chiesto? cosa ti ha risposto? e così via. Non si finiva mai. E non ti puoi
neppure ricordare di tutto. Cento pasticci: c'è chi ti scrive un letterone e
dentro c'è una sola domanda... Specialmente quando è scritto in cirillico
[carattere più difficile da leggere, specie se scritto a mano], o con una
calligrafia illeggibile. Si fatica e basta. J - Vi sono arrivate lettere in
cirillico? V - Ma come no! E con una calligrafia orribile. Ad ogni modo, se
riuscivo a leggerle, io domandavo proprio alla Madonna quello prima del resto. J
- Va bene, Vicka. E così è continuato fino ad oggi. V - Te l'ho già detto.
Quando la Madonna parlava ad uno di noi della sua. vita, allora quello non
poteva domandarle niente. J - Questo già lo so. Ma vorrei sapere se c'è stato
qualcuno che, con qualche domanda, ha voluto mettervi alla prova o farvi cadere
in un tranello. V - Come se fosse accaduto una volta sola! Qualche volta la
Madonna ci ha indicato alcune persone per nome e ci ha detto di non badare alle
loro domande, o semplicemente di non rispondere niente. Padre mio, se non
avessimo fatto così, chissà dove saremmo andati a finire! Noi siamo ancora
ragazzi; e poi ragazzi poco istruiti e inesperti. Comunque, non vorrei fermarmi
più su questo argomento. J - D'accordo. E grazie anche per quello che hai già
detto. Dimmi piuttosto come la pensi: fino a quando potrete rivolgere delle
domande alla Madonna? V - Finché ce lo permette. J
- D'accordo. Grazie ancora una volta.
65 - LE
PREGHIERE SUI MALATI. Janko
- Vicka,
tutti noi che conosciamo gli attuali fatti di Medjugorje sappiamo già che voi
veggenti pregate in particolare per i malati. Vicka - E con questo? J -
È una
cosa che io so già, ma sicuramente sono in molti gli interessati a sapere come
siete arrivati a fare questo. V - Beh, padre mio, è una cosa che in qualche
modo fa parte del messaggio della Madonna. Tante volte lei ci ha parlato di
questo. Più volte ha pregato insieme a noi per i peccatori e per i malati. Solo
che, e questo sappilo bene, lei non comanda che si preghi per i malati, invece
per i peccatori lo ordina proprio. J - E voi adesso pregate per i malati senza
di lei? V - Sì, certo! Questo è un dovere sia nostro che vostro. J - Bene.
Come sappiamo, la preghiera in comune sopra i malati viene sempre fatta da uno o
più sacerdoti, e voi assistete soltanto. È
così? V - Sì,
questo lo sappiamo tutti. Come dite voi, sono preghiere fatte a nome della
Chiesa. Dopo noi preghiamo su alcuni malati singolarmente. J - Sopra quali? V-
Sopra i più gravi. Particolarmente sopra quelli che stanno in carrozzella. J -
In realtà, che cosa chiedete per ognuno di questi malati? V - Se si prenota
prima e ne esprime il desiderio, preghiamo insieme a lui per quello che lui
desidera. J - Che cosa, per esempio? V - Ecco. Preghiamo perché ottenga la
pazienza; poi perché il Signore e la Madonna fortifichino la sua fede; perché
lo aiutino nella malattia; e così via. J - Pregate anche per la sua guarigione?
V - Preghiamo anche per questo, se è volontà di Dio. J - Bene, Vicka. Ho
assistito più volte alle vostre preghiere sopra i singoli malati. Per me è una
cosa molto bella e commovente; ponete le mani sul capo del malato e pregate, con
gli occhi chiusi. Ora vorrei sapere che preghiere dite esattamente in quel
momento. V - Sopra ogni malato, prima recitiamo il Credo, poi sette Padre, Ave e Gloria. J
- Sopra ogni malato? V - Sì, sì. Sopra ciascuno. J - E poi? V - Dopo preghiamo
con parole nostre, spontaneamente. Secondo come ci ispira il malato o secondo
quello che lui desidera. J
- Fate tutto questo sopra ogni malato? V - Sì, sopra ognuno. J - E per questo
che dura così a lungo! V - Beh, è logico che duri. Si deve anche un po'
parlare con il malato, cercare un po' di confortarlo. Diventa lungo soprattutto
al sabato e alla domenica; spesse volte dura fino a sera. J - Questo logicamente
vi stanca. Ma dato che le cose avvengono così, la Madonna vi aiuta e ce la
fate. È un'opera buona. Piuttosto ora mi interessa un'altra cosa. V - Lo so che
sono tante le cose che interessano a te! Su, parla. J - Mi interessa veramente
sapere se tu, per esempio, durante la preghiera, hai notato che in qualche
malato si verifichi qualche cosa di nuovo. V - Come no! L'ho notato tante volte.
J - Cosa e come te ne accorgi? V
- Beh, sento e vedo che il malato si comporta diversamente. Qualcuno
incomincia subito a ringraziare Dio. Oppure incomincia a parlare di questo a
noi. J - Durante questa preghiera, tu senti qualche cosa in te stessa? V - Sento
come se dal malato, attraverso le mie mani, passasse qualcosa, come un fluido.
Non saprei definire di che si tratta. Forse è l'umore che cambia nel malato.
Chissà? Non mi è chiaro. J - Qualche malato, non vi ha mai ringraziato per le
preghiere? V - Ma
come no! Alcuni subito lì in chiesa, perché desiderano parlare con noi. Altri
vorrebbero baciarci. Altri ancora incominciano a piangere. Capitano tante
cose! Alcuni ringraziano per lettera. E così via. J - Sicuramente tutto questo
vi farà piacere. J - È
vero. Puoi
immaginarti quanto si è contenti quando si riesce a rallegrare qualcuno! J - E
ancora ti aspetti la ricompensa da Dio? V - Beh, sì; anche questo!
66 -
MISTERIOSA FORZA DI RICHIAMO.
Janko -
Vicka, uno dei segni più evidenti e più interessanti dell'apparizione della
Madonna, secondo me e secondo molti, è il mistero di chi e come, fin dal primo
giorno, radunava tanta gente su quel vostro colle così scomodo, pieno di pietre
e di spine. Quello era anche il periodo in cui ci sono serpenti velenosi; eppure
la gente stava ore e ore ad aspettare e pregare, anche se non vedeva e non
sentiva niente, tranne quello che le dicevate voi. Tu cosa ne pensi di questo
fatto? Vicka -
Cosa posso
pensare? Se non lo capisci tu, come posso capirlo io? So una cosa, che noi non
invitavamo nessuno. Mi sembra di avertelo già detto, che noi avremmo preferito
che tutta quella gente non ci fosse stata. Invece la gente accorreva sempre più
numerosa. J - Va bene. Ma prova a dirmi almeno qualcosa, anche se non la
indovini: chi chiamava la gente? V - Io credo la Madonna. Chi altri avrebbe
potuto farlo? J - Va bene, è stata la Madonna. Ma questo non risponde alla mia
domanda. V - Eh, padre mio: tu lo sai meglio di me e lo chiedi a me? J - Vicka,
io veramente desidero una spiegazione da te. Non ha importanza se indovini o no
quella giusta. V - Ma, ti ho detto quello che sapevo. La Madonna ha teso i suoi
fili e ha raggiunto la gente. J - Come ha fatto? V - Lo sa solo lei. È
come quando
parla con noi: nessun altro la sente al di fuori di quelli che vuole lei. Così
è stato anche per questo. Io so soltanto che già al quarto giorno delle
apparizioni, lassù in mezzo a quei cespugli spinosi, c'erano sette otto mila
persone, come si diceva. Invece il quinto giorno, di domenica, dicono che ce
n'erano più di quindicimila. J - Va bene, Vicka; questo lo so anch'io. Ma
ancora non abbiamo chiarito come questo è accaduto. Ecco, anche adesso si
racconta che la Madonna appare in varie parti, ma la gente non ci va. V - Ma
caro Janko, bisogna sapere che Medjugorje è proprio Medjugorje. La Madonna è
apparsa qui in un modo tutto speciale. Da nessuna parte era apparsa così. E
nemmeno apparirà! Ce l'ha detto più volte. J - Va bene. Ma ancora molti non lo
sanno e non vogliono riconoscerlo. Infatti è misterioso capire chi raduna e
alimenta questo fiume di pellegrini, che ha già superato vari milioni. Ed è un
afflusso che non solo non diminuisce, ma di giorno in giorno aumenta e si
purifica. Allora non dobbiamo meravigliarci se quasi nessuno riesce a capirlo. V
- Arriverà il momento quando tutti capiranno. Che il Signore ci dia la salute e
lo vedremo. J - Pensi forse al Segno della Madonna? V - Ce ne saranno di
segni... Ma non parliamone adesso. Abbiamo finito su questo argomento? J -
Abbiamo finito se abbiamo detto tutto. Veramente questa cosa non me l'hai
chiarita bene. V - Lo so che a te non basta mai. Te l'ho già detto una volta
chi è soprattutto che raduna la gente. J - Beh: e perché non me lo ripeteresti
anche adesso? V - Va bene; se lo vuoi, te lo ripeto. J - Dillo. Perché hai
paura? V - Penso che la voce sulle apparizioni di Medjugorje, oltre che dalla
Madonna stessa, sia stata maggiormente diffusa proprio da quelli che la volevano
soffocare. La Madonna è stata più furba di loro! Ecco, rifletti ora. Chi
avrebbe potuto parlare della Madonna di Medjugorje a coloro che vivono ai
confini della Serbia? Ma adesso basta; non dobbiamo occuparci più di questo. È importante che si sia saputo della Madonna e del suo messaggio in tutto
il mondo. Per il resto se ne occuperà sempre la Madonna. Il nostro dovere è di
pregare e poi pregare. Pregare quanto più ci è possibile e basta. J - Vicka,
questa è buona! Lasciamo che sia la Madonna ad attirare i fedeli. V - E non
aver timore! J - D'accordo. Più avanti, ritornerò a riflettere ancora una
volta su questo. [Vedi conclusione: Un fiume che scorre ancora]. V
- Puoi farlo. Sono cose che tu capisci meglio di me. J - Lo farò, anche se non
so come andrà a finire.
67
SACRIFICI DELLA GENTE E RICONOSCENZA DELLA MADONNA. Janko
- Vicka,
quando si guarda indietro per una trentina di mesi, ci vengono in mente
spontaneamente alcuni pensieri sugli avvenimenti e sui fedeli della parrocchia
di Medjugorje. E’ chiaro che adesso nessuno può penetrare in tutto quello che
è successo nei cuori e nelle case di questa gente. Ma ci sono alcune cose che
si impongono da sole ad ogni occhio limpido e ad ogni cuore aperto, tanto che
non si può passare accanto ad esse senza esserne colpiti; in una parola, senza
fermarsi davanti a queste cose e per lo meno meravigliarsene. Così sfilano
davanti a noi tutte quelle emozioni, stupori, paure e speranze, cominciando da
quel pomeriggio del 25 giugno 1981. Allo stesso modo sfilano davanti a noi
interminabili colonne di gente, sudata e assetata, in mezzo ai cespugli del
vostro Podbrdo. La gente poi scendeva giù verso le vostre case, desiderosa
d'amore e di tutto quello che serviva a rinfrescare il cuore; desiderosa
dell'amore e del conforto sia di Dio che degli uomini. Lo so, Vicka, che noi,
strada facendo, abbiamo già parlato di queste cose; ma non abbiamo ancora dato
un'occhiata nell'animo della gente. Come pure non abbiamo ancora cercato di
capire che cosa questa gente viveva e sperimentava dentro di sé, lungo tutto
questo tempo. Perché paura e speranza si sono mescolate continuamente. E non
solo quando, indipendentemente dal tempo, si vigilava sui monti e sui crocicchi,
ma anche quando ci si raccoglieva nelle case con l'insicurezza che permeava
sempre questa gente. Vicka - E se la Madonna non l'avesse confortata e
custodita... J - Lo so. La Madonna la custodiva e incoraggiava con la sua forza
e i suoi segni. Ma nonostante questo, non è stato facile sopportare tutte le
prove che la gente ha incontrato. Sai che a un certo punto era proibito perfino
fare opere buone, benché la popolazione fosse disposta a dividere tutto quello
che aveva con i pellegrini e con chiunque arrivava. V - Lo so, lo so. Perciò la
Madonna ha benedetto questa gente in maniera speciale. J - Ti ricordi di qualche
occasione in particolare? V - La Madonna ci ha parlato più volte di queste
cose. J - Che cosa vi ha detto? V - Ha detto che lei benedice e ringrazia la
gente per tutto quello che fa per le persone che vengono da fuori e per i
pellegrini, in occasione del primo anniversario della sua apparizione. Più
volte ha parlato in questo modo. J - Bene. Vediamo un po' com'erano i vostri
sacrifici. V - Ma di questo abbiamo già parlato un'altra volta. J - Sì e no.
Chi ha potuto ricordare realmente i doni e i sacrifici che questa gente ha
offerto a Dio e alla Madonna, con il digiuno e la preghiera? E questo è stato
il dono più grande che questa popolazione poteva offrire agli altri. In realtà
questi sacrifici hanno dato origine a quell'interminabile fiume di
pellegrinaggi, di alcuni milioni di persone, che anche in questo modo hanno
trovato a Medjugorje quel Dio di cui erano assetate e affamate le loro anime. V
- Tutto questo, padre, lo esponi molto bene ed è bello. J - Potrei aggiungere
qualche altra cosa, ma forse ci ritornerò sopra per conto mio [ossia nella
conclusione]. Invece vorrei che qui ritornassimo a parlare dei sacrifici
visibili, che si notavano subito. V - Sì, va bene. Tanto sei tu che guidi il
dialogo. J - Beh, ecco. Vorrei che dicessimo qualcosa di più preciso riguardo
ai sacrifici, quelli più visibili, per esempio quelli affrontati nelle vostre
case da parte di voi che ci abitate. V - Ma di questo ne abbiamo già parlato da
qualche parte. J - Si, ma riparliamone lo stesso. V - Va bene. Tu di cose ne sai
abbastanza, ma nessuno è in grado di descriverle. Macché! Solo che questo
adesso non è nemmeno importante. Noi non l'abbiamo certo fatto perché poi se
ne parlasse. J - Lo so. Ma vorrei che se ne ricordasse qui almeno qualcosa. V -
Va bene, se lo desideri. Incomincia tu. J - D'accordo. Dimmi, ad esempio, se
c'erano dei giorni in cui nessuno di fuori veniva da voi. V - Ci sono stati dei
giorni in cui nessuno ha pernottato, ma non ce ne sono stati di quelli in cui
non sia venuto nessuno. J - Ci sono state delle giornate in cui è venuta una
persona sola? V - Penso di no. Ma c'erano dei giorni in cui le persone che
venivano erano venti o trenta; anche di più. Dalla mattina alla sera! J - Va
bene. Offrivate loro qualcosa? V - Si, a tutti. Dipendeva dall'ora in cui
venivano. Naturalmente c'erano di quelli che non prendevano niente, ma era
nostro dovere di offrire. J - So che accoglievate pure delle persone per
pernottare. V - Si, certo. Lo hanno fatto anche gli altri. Noi abbiamo ospitato
anche per i periodi più lunghi. J - Pensi a quella bambina malata? V - Anche a
quella. Lei l'abbiamo tenuta e accudita nella nostra casa per vari mesi. Ma non
voglio parlare di questo. J - Va bene. Non lo facevate solo voi. Conosco alcune
famiglie che non vogliono neppure essere nominate e che in questi trenta mesi
hanno offerto l'alloggio per oltre mille notti, a diverse persone, per lo più
sconosciute. V - E non solo l'alloggio! J - Sì, si: non solo l'alloggio. Almeno
altrettanto in pranzi e cene. Per non parlare delle bevande e delle ore di
riposo sacrificate per loro. V - Specialmente quest'anno, la Madonna ha
ringraziato questa gente per i loro sacrifici in occasione della santa messa a
Krizevac. J - Questo lo abbiamo sentito. Veramente anche il popolo si è
sacrificato in modo straordinario. Conosco di nome un uomo che per quel giorno
aveva preparato in abbondanza acqua e altre bevande. [Nel settembre 1983,
ricorreva il 50°
anniversario
da quando era stata eretta la croce; si pensa che alla messa celebrata là per
l'occasione, siano state presenti più di 100.000 persone]. Inoltre ha preparato
anche uva, angurie, perché quelli che passavano ne potessero prendere e
ristorarsi, senza nemmeno chiederlo. La sua casa è situata sulla strada ed è
stata molto comoda a tanti... V - Non ha fatto così solo lui. J - Lo so. Ma lui
mi è rimasto più impresso perché, proprio in quella occasione, sono passato
anch'io davanti a casa sua. Perciò la Madonna non benediceva questa gente senza
ragione. V - E la sua benedizione è. grande! J - Beato colui che se l'è
meritata. VICKA
PARLA DI VICKA
68 - INCONVENIENTI RIGUARDO ALLA SUA SALUTE
. Janko - Alla
fine di questi nostri colloqui, Vicka, ti domanderò qualcosa che probabilmente
non ti farà piacere. Ma desidero farlo. Vicka -
Chissà di che cosa si tratta adesso! J - Niente di importante né di
particolarmente nuovo. Forse ne so anche troppo, ma ci sono degli aspetti che
non mi sono chiari. V - Chiedi, non aver paura! J - Bene. Sono al corrente del
fatto che tu, negli ultimi quindici mesi, hai avuto vari problemi di salute. V -
Si, ne ho avuto. Ma che c'entra questo? J - La cosa che mi è poco chiara è per
quale motivo tu sei stata e sei tuttora così poco attenta a te stessa; come se
tu avessi cercato questi tuoi guai! Sei rimasta sorda a tutti i richiami dei
tuoi familiari e particolarmente ai miei richiami. V - Sì, è vero. Ma tu sai
che ognuno di noi ha la sua testa; quindi ce l'ho anch'io. Forse la mia è un
po' più dura di quella degli altri. Malgrado tutto, non ho cercato i miei guai;
me li ha regalati qualcun altro! J - Chi altro? V - Lo sai meglio di me. Vuoi
solo che io adesso te lo spieghi. J - Perché no? Dimmi qualcosa, visto che hai
già cominciato. V - Che ti posso dire? Sai bene chi è che guida la vita umana.
Una volta sei stato proprio tu a istruirmi in questo. J - Pensi a Dio? V -
Certo. E chi altrimenti? Ma io adesso non vorrei dirne di più. J - Come vuoi,
Vicka. Tuttavia ti ho già detto che ci sono delle persone, anche alcuni
sacerdoti, che qualche volta dicono: «Ma dov'è la Madonna? Perché non aiuta
Vicka?». V - L'hò sentito anch'io, ma a te l'ho già detto che alla Madonna
non ho mai rivolto neppure una parola per domandarle che mi liberi dai miei
guai. J - E perché? V - Questo lo sappiamo la Madonna ed io. A voi altri è una
cosa che non vi deve interessare. J - Dimmi lo stesso qualcosa al riguardo. V -
Che vuoi che ti dica? J - Qualcosa che possa essere utile anche a noi. V - Caro
padre, sai tutto questo almeno quanto lo so io. Allora che cosa vuoi che ti
dica? J - Eppure, sarebbe bene che tu mi dicessi qualcosa... V - Lo vedi come
sei testardo anche tu. Non vuoi mollare! J - Beh, se proprio ti costa tanto... V
- Non è che mi costi proprio eccessivamente! Ti ho già detto che la Madonna,
riguardo alle mie infermità, mi ha sempre confortato e incoraggiato con
un'amorevolezza particolare. Mi è apparsa ogni giorno e mi si è mostrata
sempre particolarmente lieta. In quei momenti dimenticavo completamente i miei
guai. J - Durante queste apparizioni, ti sei sempre alzata dal letto? V - L'ho
fatto, ma lei mi ha detto che non era necessario. J - Tu dici che la Madonna ti
ha confortato. V - Ti basta vederla e sei già consolato! J - Ti ha detto
qualcosa in particolare? V - Scusami, ma non essere così curioso. J - Non si
tratta solo di curiosità. Sarebbe bello che tu mi dicessi qualche altra cosa. V
- Te l'ho già detto che anche tu sei abbastanza testardo. E ti ho già riferito
come la Madonna mi ha insegnato a offrire al suo Figlio tutte le mie sofferenze,
per la conversione dei peccatori. Che altro potrei dirti? Ecco, mi ha detto
spesso che tutto questo passa presto, ecc. Ti basta? Sei contento adesso? J - Sì,
Vicka, ti ringrazio. In una certa misura sapevo già tutto questo. Ma è diverso
quando lo sento dire dalla tua bocca. È vero;
la Madonna ti ha guidato per questa strada, ma non tutti hanno avuto questo
privilegio. V - Non lo so. J - Lo
so io! Infatti una di voi veggenti qualche tempo fa è stata colpita da un forte
dolore all'orecchio; si trattava di un male piuttosto noioso, da cui si guarisce
con difficoltà e lentamente. V - Cosa vuoi dire con questo? J - Volevo dirti
che lei, in questa situazione, si è comportata diversamente da come ti comporti
tu con i tuoi guai. V - E come si è comportata? J - Quando i suoi genitori
hanno notato che essa soffriva troppo, le hanno detto di recarsi dal medico; e
gliel'ho detto anch'io. V - E c'è andata? J - No. Un po' più tardi mi ha
confidato che ha ragionato così: Ma a che cosa mi serve il medico! Io ce l'ho
già il mio medico». Si è rivolta alla Madonna e l'orecchio le è tornato
normale. V - Bene. Ringraziamo Dio che è andata così. J - Si, ringraziamo Dio.
Ma ringrazio anche te per i chiarimenti che mi hai dato.
69 - UNA
GIORNATA DI VICKA. Janko
- Vicka, è
facile immaginare che qualcuno, se per caso ascolterà o leggerà questo nostro
così lungo dialogo, si ponga la seguente domanda: come vive e trascorre le
sue giornate questa ragazzina che ora è una ragazza? Vicka - Forse. È
possibile che
uno possa domandarselo. J - Dimmi allora qualcosa al riguardo. V - Già che
abbiamo parlato di tutto, possiamo dire qualcosa anche di questo. Ma dato che
tu sai le cose, puoi parlarne tu. J - E tutt'altra cosa quando racconti tu,
Vicka. V - Va bene; allora facciamo in modo che qualcosa lo dico io e qualcosa
lo dici tu. J - Possiamo anche fare così. Dimmi intanto a che ora ti alzi alla
mattina. V - A seconda. Dipende dal giorno: se si tratta di un giorno festivo o feriale. E dipende da
altri fattori; se piove o se è una bella giornata; se è d'estate, d'inverno o
se siamo in un'altra stagione. Da tutto questo dipende l'ora a cui mi alzo. [Si
noti che Vicka si dedica ai lavori agricoli]. Si può dire, in una parola, che
dipende dalle circostanze. J - Cosa fai quando ti alzi? V - Lo sai; quello che
si fa solitamente. Mi rassetto, prego un po', poi... Anche questo non è sempre
uguale. Recito sempre quella preghiera che mi hai suggerito tu; e dico qualche
altra preghiera; dipende dal tempo che ho a disposizione. Naturalmente prego poi
anche lungo la giornata e in modo particolare alla sera. J - Lungo il giorno che
cosa fai? V - Faccio quello che è richiesto dalla stagione; zappo, aro con la
motozappa, raccolgo il tabacco. La cosa che preferisco è arare con la
motozappa, quando è tempo di farlo. Mio padre lavora in Germania e i miei
fratelli sono troppo piccoli ancora, anzi, vanno a scuola. Le mie sorelle hanno
paura ad usarla; io invece non ho paura di niente. Una volta proprio con la
motozappa mi sono fatta male; intorno alla ferita si era formato del pus, poi è
tutto passato. Adesso mio fratello Antonio è già abbastanza robusto e
incomincia ad usarla lui, prima e dopo la scuola. Poi mi dedico ad altri lavori.
C'è soltanto che i vari visitatori mi portano via molto tempo. J - Quali
visitatori? V - La gente che viene a domandarmi qualcosa, la gente che si
raccomanda alla Madonna, e così via. Sai che le persone soffrono tanto, per cui
desiderano che qualcuno le aiuti. Sono cose che mi occupano molto tempo. J -
Riesci qualche volta ad appartarti, sfuggendo così ai visitatori? V - Qualche
volta succede pure questo. Ma solo quando viene qualcuno che è già venuto in
passato; che cosa ci puoi fare quando sai già che non sei in grado di aiutarlo?
J - Certo, che fare? Devi arrangiarti in qualche modo. V - Solo, ci riesco molto
di rado. Loro vengono, si siedono in casa e poi aspettano. J - E tu cosa fai? V
- Che cosa mi resta da fare? Mi presento. Cerco di parlare con loro, almeno per
liberare la casa. Queste cose accadono soprattutto al pomeriggio. Capita che non
mi rimane il tempo neppure per mangiare qualcosa. Mi vesto in fretta e vado in
chiesa. Da quel momento in poi sai già bene come passo il tempo. J -
All'incirca lo so, Vicka, quando torni dalla chiesa; ma è meglio che lo dica
tu. V - L'ora del mio ritorno varia, ma non rientro mai prima delle dieci di
sera. J - Perché ti fermi tanto a lungo? V - Sai già come vanno le cose. Dopo
tutte le funzioni, molto spesso noi partecipiamo alla preghiera dei malati, che
è assai lunga. Inoltre preghiamo singolarmente sui malati più gravi,
particolarmente su quelli in carrozzella. Ti ho già detto che questa
preghiera dura a lungo, soprattutto al sabato e alla domenica. J - Quindi,
soltanto dopo queste preghiere ritornate a casa? V - Nemmeno allora. Dopo le
preghiere ogni malato vuole parlarci, esporci i suoi guai. Che puoi fare tu e
che cosa possono fare loro, povera gente? Noi dobbiamo ascoltare tutti; sai com'è.
J - Tutto questo è veramente molto faticoso. Vedo che la tua vita non è così
semplice come sembra. V - Certo che non lo è. Ma non mi lamento. J - A che ora
arrivi a casa veramente? V - Dipende. Intorno alle dieci di sera; a volte anche
più tardi. J - Cosa fai quando rientri? V - Cosa posso fare? A casa dormono già
tutti, tranne mia sorella e me. J - E la cena? V - Il più delle volte non ceno.
Qualche volta, in questi ultimi tempi, mangio qualcosa in canonica. Perciò
quando rientro in casa vado nella mia stanzetta, leggo un po' di Bibbia, prego
un po' e vado a letto. J - Almeno, ti addormenti subito? V - Adesso sì. Ma c'è
stato un periodo, durato alcuni mesi, in cui non riuscivo ad addormentarmi prima
delle tre o delle quattro di notte. J - Si è trattato del periodo della tua
malattia; e avevi tante sofferenze. V - Grazie a Dio, adesso sto meglio. Ecco,
più o meno, come trascorre una mia giornata. J - Questo va bene. Ma non mi hai
ancora detto niente se sei cambiata in qualche cosa, da quando ti incontri con
la Madonna. V - Che ne so io! Del resto, non mi hai chiesto nulla al riguardo.
Ad ogni modo questo te lo potrebbero dire meglio gli altri. J - Ma potresti
dirmi qualcosa anche tu. V - Si, potrei dirti che sono cambiata. Gli altri forse
non se ne accorgono, ma sono veramente diversa da quello che ero. J - In che
cosa, per esempio? V - Ecco un piccolo fatto, ma non si tratta di gran cosa. In
passato ero molto paurosa: appena si faceva buio non osavo uscire fuori di casa.
J - E adesso invece? V - Adesso posso andare da sola a Podbrdo anche a
mezzanotte. Non ho paura di nulla. J - Questo va bene. Sei cambiata in qualche
altra cosa? V - In tante cose. Per esempio, adesso prego molto di più e molto
volentieri. Obbedisco con facilità. Amo di più la gente, particolarmente i
sofferenti; ora prego soprattutto per loro. Prima, una cosa del genere non mi
passava neppure per la mente. E così via. Dovrei dire tante altre cose. Per
dire la verità, ci sono anche delle cose in cui dovrei correggermi; se Dio mi dà
vita! Potrei dire ancora qualcosa, ma forse basta così. J - Parla, Vicka, non
devi aver timore! V - Non ho nessun timore, ma forse non è necessario. Può
darsi che sarebbe utile riflettere anche su questo: sarebbe bene meditare su
come sarei stata se non mi fossi incontrata con la Madonna. J - Molto
probabilmente saresti come tutte le tue coetanee. V - Questo è vero, ma anche
loro adesso sono diverse. Se non ci fosse stata la Madonna, forse in questo
momento funzionerebbe una discoteca e cose simili. Sai che a Medjugorje aveva
incominciato a funzionare molto bene. Adesso le cose di questo genere non
passano nemmeno per la mente di nessuno. I fatti stanno così, caro padre mio. J
- E sono contento che stiano così. Ad ogni modo, Vicka, noi ti abbiamo
accompagnato per una giornata, una tua giornata qualunque. Per quello che ne
so io, è così che trascorre una tua comune giornata. V - Infatti, un giorno
qualsiasi lo passo così.
70 - UNO
SGUARDO AL FUTURO.
Janko -
Probabilmente, Vicka, ci siamo stancati tutti e due dopo queste domande e
risposte «ufficiali». Perché è da tanto tempo che abbiamo incominciato! Vicka - Lo so bene. Ma se desideri sapere ancora qualcosa,
puoi domandarmelo. J - Mi piacerebbe che tu adesso mi dicessi, così in
generale, qualche cosa sul tuo attuale stato d'animo, sul tuo umore. V - Come
credi che sia? J - Vorrei che mi parlassi un po' di questo. V - Spiegati meglio.
Se non hai avuto paura fino adesso, non devi averne neppure in questo momento. J
- Mi sento un po' imbarazzato. Forse ti sembrerò ridicolo, oppure troppo serio,
o qualcosa del genere. V - Su, non prendermi in giro. Ti ho già detto che puoi
domandarmi tutto quello che ti viene in mente; io ti dirò quello che so e che
posso. J - Va bene. Ecco, dopo tutte queste tue esperienze che durano da più di
trenta mesi, stai entrando nel periodo di piena maturità di una ragazza (Vicka
è nata nel 1964). V - Questo lo so, ma non capisco che cosa vuoi domandarmi. J
- Questo: puoi dirmi se qualche volta ti è dispiaciuto tutto quello che ti è
accaduto? V - No, mai. Ci sono stati dei momenti in cui ero messa alle strette
da tutte le parti. Ti ho raccontato che ci sono stati dei momenti terribili. Può
darsi che per qualche attimo mi sia passata per la testa la domanda: ma che cosa
mi sta succedendo? Fino a quando durerà? Perché tutto questo? Ce la farò a
resistere? E altre domande. del genere. Devi sapere, padre mio, che alle volte
veniamo sottoposti a delle prove difficilissime. Questo ce l'ha predetto la
Madonna fin dall'inizio. Ma lei - e chi altro poteva farlo? - ci ha anche
aiutati a superare tutte le prove. Noi da parte nostra, almeno per quello che mi
riguarda, siamo stati sempre più saldi, in tutto. J - Non ti è mai dispiaciuto
che la Madonna ti abbia incluso in questo suo piano? V - Mai! J - Proprio mai? V
- Proprio mai. J - Va bene, Vicka. Ti debbo credere perché penso che nemmeno
a me sarebbe dispiaciuto, se mi fosse accaduta una cosa del genere, benché io
non mi sia mai considerato una persona forte. Ma dimmi qualcosa riguardo al tuo
futuro: ti fa paura? V - Padre mio, non sono mica una pecora! Certo che debbo
pensare al mio futuro. Ma non ho paura di niente. J - Proprio di niente? V -
Proprio di niente. Prego Dio e la Madonna che mi guidino. Ho anche un certo
piano al riguardo; poi si vedrà. J - Posso sapere qualcosa in proposito? V -
Qualcosa te l'ho già detto, quello che è più importante. Dio e la Madonna mi
proteggeranno e mi guideranno; ne sono certa. La Madonna me l'ha assicurato più
d'una volta. J - Quindi non dici nient'altro? V - Cosa potrei dirti? Di certe
cose non posso dire nulla a nessuno. Le saprai quando mi sarà permesso
parlarne. J - Chissà se allora io ci sarò! V - Chissà se ci sarò anch'io!
J - Vicka, sei veramente brava, ti comporti davvero bene! Ma poiché
m'hai già detto che sono molto curioso, ti vorrei domandare un'altra cosa. V -
Chiedila, altrimenti non starai in pace. J - Non ti arrabbierai? V - Su,
domanda! J - Va bene. Quando gli altri veggenti, nell'autunno del 1981, se ne
andarono via da Medjugorje in varie parti, tu sei rimasta a casa. V - Sì, ci
sono rimasta. J - E perché? V - Ero stata rimandata in matematica. J - Che tipo
di scuola avevi incominciato? V - L'Istituto Tecnico in materie tessili. J - Va
bene. In quanti siete stati rimandati? E tu, lo hai dato l'esame di riparazione?
V - Sì. Come ho già detto, prima sono andata alle lezioni integrative e poi
sono andata per dare l'esame. J - E allora? V - Allora niente. Avevo appesa al
collo una catenina con il crocifisso. Quando stavo per entrare nell'aula
dell'esame, un professore mi ha fermato sulla porta dicendomi che dovevo
togliermi quella catenina, altrimenti non avrei potuto dare l'esame. Io non ho
voluto toglierla e lui mi ha mandato via. Mi ha anche presa in giro,
ricordandomi come si era parlato bene di me nel settimanale «Arena». J - Quale
numero di «Arena»? V - Ma, poco prima un tale aveva scritto su «Arena»
qualcosa intorno a noi. Aveva pubblicato anche le nostre fotografie. Ma,
sciocchezze! J - E allora? V - E allora niente. Quel professore mi ha detto che
avevo già fatto l'esame con la mia Madonna, e... buona notte! J - E tu? V - Io
ho ripreso l'autobus e sono tornata a casa cantando. All'indomani mi sono di
nuovo recata a scuola, ho ritirato i miei documenti e ringrazio Dio che sia
finita così. J - Vicka, in passato mi avevi accennato qualcosa al riguardo, ma
soltanto adesso mi è tutto chiaro. Una volta qualcuno mi ha anche detto che in
seguito ti hanno chiamata alla scuola. V - Sì, l'hanno fatto. Quando è
ricominciata la scuola m'hanno mandato l'invito, per scritto, dicendo che potevo
continuare gli studi dato che ero stata promossa all'esame di riparazione. J -
In che modo t'hanno mandato l'invito? V - Me l'hanno mandato per mezzo di un mio
compagno di scuola e vicino di casa, Stanko Pavlovic. J - E tu cos'hai fatto? V
- Niente. Non ho badato per niente al loro invito. J - E perché? V - Cosa
potevo fare? Sapevo che a scuola mi avrebbero solo infastidito. Inoltre anche la
Madonna mi aveva già detto di rimanere col piccolo Jakov. Cosa avrebbe fatto
lui da solo? J - Non ti è dispiaciuto rimanere a casa? V - Macché! Sapevo che
la Madonna avrebbe avuto cura di me. J - Così, dei veggenti della Madonna,
siete rimasti voi due: il più piccolo e la più grande. V - Come sai è andata
così. J - Non ti ricordi mai di quel professore? V - Qualche volta, specie
all'inizio; ma adesso quasi mai. Io vivo la mia vita e lui viva pure la sua. J
Beata te, Vicka, con la tua Madonna. Che Iddio e lei ti proteggano nei
secoli! V -Amen... J - Hai fatto bene a dire questa parola. Può darsi che te
l'abbia ispirata proprio la Madonna. Soltanto non so se... Lasciamo stare; non
è niente. V - Come niente? Perché incominci se poi non dici niente? Dimmi
quello che hai incominciato a dire. J - Veramente è niente.
V - Non ci credo! Prima devi dirlo, poi sarà niente. J - Davvero mi sono
morso la lingua quando ho incominciato. Ma dato che ho iniziato, ecco: volevo
dire che mi interessa sapere se tu conosci il significato della parola «amen».
V - Sì che lo conosco. Tu qualche volta credi che io non sappia proprio niente,
invece ecco qua: la parola «amen» significa «così sia». Perciò adesso:
Amen! J - Scusami, Vicka. E che adesso sia «amen» davvero.
71 - IL
MESSAGGIO DI VICKA.
Janko -
Vicka, noi due abbiamo veramente parlato tanto; anzi, ho detto che ci siamo già
stancati. Ma vorrei soltanto un'altra cosa, per farla proprio finita. Ossia per
finire questo colloquio «ufficiale» [in quanto registrato]. Vicka - Va bene. Vediamo che cosa ti interessa ancora. J
- Per non
dilungarmi, dimmi: dopo tutto questo che abbiamo detto, quale messaggio daresti
tu all'uomo d'oggi? V - Ma chi sono io e che cosa conto per dare un messaggio?
Dio e la Madonna
hanno dato un messaggio chiaro e sonante; gli uomini debbono ascoltare questo e
le cose andranno bene. J - Quello che dici, Vicka, è esatto. Ma potresti anche
tu dire qualcosa perché anche una tua parola potrebbe scuotere qualcuno,
spingerlo a raccogliersi un po' e a cominciare a riflettere. Credo che sia
davvero interessante sapere che cosa desidera dire quella «ragazza della
Madonna», dopo oltre trenta mesi di incontri con lei. V - Forse questo: gli
uomini non devono mai dimenticarsi che Dio è nostro Padre e che la Madonna è
nostra Madre. Anzi, è la Madre che ci comprende meglio e che ci ama di più.
Gli uomini non sanno quanto lei ci ama! J - Va bene: è la Madre che ci ama.
Cosa ci dici ancora? V - Vorrei raccomandare agli uomini di rivolgersi alla
Madonna ogni volta che si trovano in difficoltà; lei li aiuterà sempre, ogni
volta che la invocheranno. J - Come e in che cosa li aiuterà? V - In tutto
quello per cui la gente la pregherà. J - Questo va bene, ma cosa diresti ancora
all'uomo d'oggi? V - Mi piacerebbe che gli uomini non perdessero mai la speranza.
Dio e la Madonna non si dimenticheranno mai degli uomini! J - Ottimo, Vicka.
Continua pure; di' qualche altra cosa. V - Non so cosa dire! Non sono chiamata a
questo. C'è chi chiama gli uomini perché ritornino a Dio e non vadano alla
perdizione! J - Questo è vero. Ma io, e credo anche altri, vogliamo sentire
ancora qualcosa da te. V - Sarebbe bene che gli uomini non si dimenticassero mai
di pregare. Me l'hanno insegnato, ma anche la Madonna ce l'ha ripetuto tante
volte: che la preghiera è la nostra arma più forte. Con la preghiera possiamo
tutto. Questa è una cosa che io dico insieme alla Madonna: che gli uomini non
la dimentichino. J - Ci dici ancora qualcos'altro? V - Gli uomini sanno che fa
bene anche digiunare. Il diavolo ha paura del digiuno in un modo tutto
particolare. Ho imparato che sacrificare qualcosa per amore di Dio è un atto
molto buono. Che gli uomini provino e lo vedranno! J - Continua, Vicka, per
favore. V - Ma debbo dire che tutto questo non l'ho inventato io. Sono tutte
cose che anch'io ho imparato: alcune dalla Madonna, altre dagli uomini. J - Va'
pure avanti. Tutti abbiamo imparato da qualcuno. V - Vorrei insistere ancora su
questo, che gli uomini non devono mai disperare. Dio e la Madonna sono sempre
pronti ad aiutarli! J - magnifico,
Vicka. Ma vedo che non hai ancora concluso. V - È
vero. Vorrei dire
anche questo: che gli uomini non devono mai giudicare gli altri uomini. Gli
uomini giudicano ingiustamente. J - Questo lo dici forse per la tua esperienza
personale? V - Non importa, benché debba dire di aver visto tante volte che è
così. E riesce molto pesante da sopportarsi, quando ti giudicano ingiustamente.
J - Che rimedio suggerisci? V - Credo che sarebbe molto utile che gli uomini non
si dimenticassero mai che, un giorno, saremo tutti giudicati da Dio. Esiste
una differenza terribile tra il paradiso e l'inferno. Io l'ho vista. Che Dio ci
salvi dall'inferno! J - E che ci dici come ultimo pensiero? V - Come ultimo
pensiero mi raccomanderei perché qualcuno, qualche volta, preghi per me; anzi,
per me e per tutti i veggenti della Madonna. Anche noi preghiamo per gli altri,
ma pure noi abbiamo le nostre sofferenze. J - Vicka, è veramente bello tutto
questo! Adesso mi è molto più chiaro che lo Spirito Santo può parlare per
bocca di chiunque. V - Che Dio ci benedica e la Madonna ci protegga. J - Così
sia. Amen! A conferma dell'autenticità di tutto il dialogo riportato in queste
pagine, lo testimoniamo in coscienza e vi apponiamo le nostre firme. Fra Janko
Bubalo e
Vicka Ivankovic' . Bijakovici, 1° marzo 1984.
PRECISAZIONI
E RIFLESSIONI CONCLUSIVE.
Vicka
e i suoi cosiddetti «diari». Benché la fede sia un dono, che ci viene
elargito senza nostro merito, è però un dono di cui dobbiamo dare qualche
spiegazione. Soprattutto ciò è necessario quando si tratta di credere a cose
che non fanno parte del «deposito della fede» [ossia della rivelazione
pubblica]. Nel nostro caso si tratta di cose che si aggiungono al «deposito
della fede», per meglio illuminarlo e rafforzarlo: è quanto accade appunto con
le rivelazioni private. Di
tali «aggiunte» fa parte il credere alle apparizioni di Medjugorje ed ai
messaggi che ivi la Madonna ha dato. Si è già parlato e scritto
abbondantemente per esporre e spiegare il prodigio di Medjugorje; ma mi pare che
finora nessuno abbia seguito la via di narrare i fatti in se stessi, presentando
un riassunto degli. avvenimenti. Sono poi i fatti, esposti con chiarezza e nei
loro dettagli, a spiegare se stessi, in modo tale che non si possa più
resistere alla luce della verità che da essi promana. Non ho ancora incontrato
alcuno che non desiderasse conoscere più a fondo e più estesamente quanto
riguardo i fatti di Medjugorje. È
proprio a questo
scopo che, da quasi quattro anni, le case dei veggenti vengono assediate da
parte di coloro che desiderano informazioni: su come si sono svolte le cose,
oppure su ciò che sta succedendo adesso; in una parola, su tutto quello che
riguarda la Madonna e i suoi veggenti. Anch'io sono stato uno di quelli che
hanno assediato quelle case ed interrogato i veggenti. Solo che io, facendo
questo, ho pure registrato e scritto quello che venivo a sapere, oppure quello
che intuivo da me stesso durante gli incontri con i veggenti, o durante le
apparizioni a cui ho partecipato molte volte. Ho agito così per poter rendermi
utile a molti altri. Per raggiungere il mio scopo [di accertare la verità dei
fatti], mi sono servito di tutti e sei i veggenti; in modo particolare ho
interrogato Vicka, che con la Madonna ha avuto più incontri di qualsiasi altro
veggente e che più facilmente si prestava a parlare con quanti cercavano
informazioni. E la «terribile» Vicka mi ha esposto ciò che ha visto e ciò
che ha compreso, con completezza e con pazienza, rispondendo all'interminabile
serie delle mie domande. Ho raccolto così un vero e proprio volume, che riporta
i nostri colloqui. Per l'esattezza del contenuto di tutto quello che ho scritto
siamo entrambi testimoni, Vicka ed io: diamo la nostra parola d'onore di avere
scritto ciò che in coscienza ci appariva vero. In realtà abbiamo raccolto
tanti dettagli riguardo ai vari episodi, che forse saranno proprio essi a
dimostrare la credibilità dei fatti stessi, chiarendoli in ogni particolare.
Era proprio quello che ci eravamo proposti di ottenere. Per esempio: il fenomeno
concreto dell'apparizione risulta così descritto nei minimi dettagli; in questo
modo la gente semplice (ossia aperta all'azione della grazia e senza pregiudizi)
sarà aiutata a comprendere questo fatto meglio che se ascoltasse una dotta
esposizione psicologica di tale fenomeno o di fenomeni simili. E proprio questo
che abbiamo cercato di fare nel presente volume: di descrivere, di raccontare
con fedeltà i fatti, così come sono accaduti. Ci sembra di non peccare di
presunzione nel ritenere che queste pagine potranno risultare un forte richiamo,
con il quale la Madonna vuole invitare i fedeli ad incontrarla a Medjugorje. lo
dico che questo è possibile; se poi sarà veramente così, ne sarò grato a Dio
e alla Madonna. Come ho detto, ho parlato con tutti e sei i veggenti e ho fatto
uso di tutto quello che sono venuto a sapere da loro. Ma loro, dispersi come
sono in varie parti, non mi hanno saputo aggiungere nulla di più a quello che
già avevo imparato parlando con Vicka e che ho riportato in queste pagine.
Proprio per questo bisognerà dire qualcosa riguardo alla mia interlocutrice
principale, che insieme a me ha affrontato con coraggio e dedizione questo
lavoro niente affatto facile. Infatti, a distanza di oltre trenta mesi, si
dovevano ricostruire gli avvenimenti iniziali; poi occorreva scegliere con
attenzione ciò che era più importante, per poter offrire agli interessati
quante più informazioni era possibile ed era permesso rendere di pubblica
ragione. Per di più, questo lavoro fu condotto in mezzo a molti sospetti di
vario genere, sollevati da coloro che hanno cercato di mettere in dubbio la
sincerità e la serenità d'esposizione di Vicka. È così che, tra le altre
cose, si è creata la storia di un certo «diario segreto». Quando ormai
pensavo di essere stato messo al corrente di tutti i «segreti» di Vicka che si
potevano conoscere, anch'io ho voluto interrogarla per sapere se veramente
esisteva un certo suo quaderno segreto. Lei mi ha guardato con le lacrime agli
occhi e m'ha chiesto: «Ma allora non mi credi neppure tu?». Mi sono sentito
veramente umiliato. Molto più che, poco tempo prima, l'avevo già interrogata
su questo stesso argomento sia a voce sia per iscritto, ottenendo da lei una
dichiarazione firmata, in cui affermava che veramente essa non possiede nessun
altro quaderno, all'infuori di quei tre quadernetti che in quell'epoca erano già
conosciuti e fotocopiati. Perciò tali scritti erano consultabili da parte di
chiunque ne fosse stato interessato, per giusti motivi. (Viene sotto riportata
la lettera di richiesta di Fra’ Janko e la risposta scritta di Vicka). Per
eliminare ogni ulteriore polemica e ogni impressione di mistero al riguardo,
rendo noto che in quei tre quaderni risulta complessivamente annotato quanto
riguarda solo 136 giorni di apparizioni degli oltre 900 che vengono presi in
considerazione in questa mia indagine. [Le apparizioni sono proseguite anche in
seguito]. Posso precisare anche che il primo quaderno contiene dati riguardanti
il periodo che va dal 24 giugno al 5 settembre 1981; ci sono annotazioni,
scritte senz'ordine, che parlano di 31 giornate di questo periodo. lì secondo
quaderno si riferisce al periodo dal 19 ottobre al 14 dicembre 1981; contiene
qualche notizia che si riferisce a 57 giorni. Nel terzo quaderno, che va dal 6
febbraio al 25 marzo 1982, ci sono appunti riguardanti 48 giorni.
Complessivamente, quindi ci sono notizie che riguardano solo 136 giorni - dico:
centotrentasei -. Si osserva inoltre che le annotazioni sono fatte da persona
inesperta e senza nessuna intenzione precisa. Per chiarire ancor meglio le cose,
si può notare che il primo quaderno è stato scritto, sia pure in base a quello
che riferiva Vicka, dalla sua sorella Anna. Il secondo quaderno è scritto in
prevalenza dalle sue sorelle Zdenka e Mirjana. Soltanto il terzo quaderno è
stato scritto personalmente da Vicka. È facile capire che tutto questo lavoro sarebbe stato
troppo impegnativo per Vicka, dopo la fatica dei lavori in casa e nei campi e
dopo tutte quelle ore che trascorreva con la Madonna e con la gente. Tanto più
se si tiene conto che essa lo considerava un lavoro poco importante e inutile;
questo può essere facilmente dimostrato. Infatti, dopo il 25 marzo 1982, Vicka
ha completamente smesso di scrivere, nonostante che sia io sia qualche altro le
raccomandassimo e insistessimo perché scrivesse ogni giorno e con ordine. Solo
adesso capisco che noi non l'abbiamo capita e che lei aveva scelto la soluzione
migliore. L'unica cosa che lei scrive dopo di allora, coscienziosamente e ogni
giorno, è la biografia della Madonna, che, come Vicka afferma, le viene
raccontata dalla Vergine ogni giorno, dal 7 gennaio 1983 sino ad oggi, eccetto
alcune giornate: quando cioè la Madonna le è apparsa in treno o in automobile
(perché la veggente, si trovava in viaggio all'ora dell'apparizione); in quei
casi, come afferma Vicka, la Madonna non le ha parlato affatto della sua vita.
Tutto questo ci risulterà più chiaro, almeno fino a un certo punto, quando la
Madonna permetterà che la storia della sua vita sia presentata anche agli
altri, per la loro edificazione. Del resto, quei tre famosi quaderni non sono
stati scritti per essere una fonte d'informazione o un documento, ma per essere
solo un pro-memoria personale di Vicka o delle sue sorelle, su quanto è
successo. Credo che adesso basti riguardo a questo «segreto», che è invece
del tutto trasparente, circa quei quaderni di Vicka che sono stati indicati col
nome pomposo di «diari». L'inconveniente è solo questo, specie per Vicka: che
la verità viene rimescolata e poi se ne traggono conclusioni che non
corrispondono affatto alla realtà dei fatti. So molto bene che Vicka ha
accettato e sopportato tutto questo con coraggio e con serenità. Perciò
desidero aggiungere alcune parole su di lei, per presentarla sotto un'altra
luce. Vicka è la quarta degli otto figli dei coniugi Pietro Ivankovic e Zlata
Dugandzic. Sana e molto vivace per sua natura, essa ha compiuto gli otto anni
della scuola d'obbligo a Citluk, e poi il primo anno superiore nell'Istituto
Tecnico per le materie tessili a Mostar. Nell'autunno del 1981 ha interrotto gli
studi per i motivi che abbiamo già esposti nel capitolo 70: «Uno sguardo al
futuro». Seguendo il consiglio della Madonna, lei è rimasta a Medjugorje
insieme al piccolo Jakov e a Colei che le ha dato questo consiglio. Spesso è
costretta a prendere nelle sue mani, poco forti ma coraggiose, sia la zappa che
la motozappa. Da allora vive con semplicità la sua giornata, che in realtà non
si svolge così semplicemente come può sembrare. Non intendo aggiungere altro
riguardo alla sua natura, al suo carattere, alle sue doti. Vorrei ricordare solo
questo: Vicka è molto più mite e sensibile di quello che sembra a prima vista.
Ad esempio, la colpiscono molto fortemente le sofferenze altrui e le ingiustizie
umane che le vengono giornalmente confidate; lei cerca di confortare,
nascondendo con sufficiente abilità il dolore che ne prova e che non può
essere facilmente notato. Nonostante le sue gioie e sofferenze personali, Vicka
è rimasta tuttora ugualmente coraggiosa e serena, affidandosi con assoluta
fiducia alla «sua» Madonna e lasciando che sia la Madonna a fare di lei quello
che riserba nei suoi piani. Lasciamole quindi insieme, certi che se la
intendono...
ALLEGATO
SUI «DIARI» Dl ViCKA. Humac, 6
settembre 1983.
Gentile e cara Vicka, come sai, da
tanto tempo ci stiamo parlando e mettendo insieme il nostro «dialogo ufficiale»
riguardo a tutto ciò che è successo a Medjugorje, dal 24 giugno 1981 fino ad
oggi. Abbiamo parlato aiutandoci col registratore, e ti ho rivolto anche tante
domande per iscritto. Così abbiamo potuto completare e controllare i fatti di
cui venivamo a conoscenza. Quello che registravo, in seguito lo scrivevo. Adesso
sarei contento se avessi conservato anche tutte le registrazioni, per avere i
racconti «dal vivo». Ma dato che in principio non possedevo un numero
sufficiente di cassette, alcuni dialoghi sono stati cancellati per riutilizzare
i nastri. Se Dio vorrà, spero che li potremo incidere di nuovo. Ma su questo
argomento, basta. Già da tempo, perché io mi preparassi a questo lavoro, tu mi
hai dato i tuoi piccoli quaderni; chiamiamoli i cosiddetti diari. In
realtà non si tratta di quaderni tuoi, perché il primo è stato scritto dalla
tua sorella Anna, mi pare dalla prima all'ultima pagina, in base a quello che tu
raccontavi. Il secondo invece l'hanno scritto allo stesso modo le tue sorelle
Zdenka e Mirjana. Queste sono cose evidenti dalla calligrafia e qualche volta
anche dal contenuto. Per adesso intanto lasciamo da parte questo. Come sappiamo
già, tu mi hai consegnato prima di tutto il secondo quaderno, che si riferisce
al periodo dal 19 ottobre al 14 dicembre 1981. E un quaderno che contiene alcune
cose abbastanza interessanti. Adesso sai che io avevo dato in visione tale
quaderno al Padre Ivan Dugandzié - senza che tu lo sapessi - che era membro
della prima Commissione nominata dal Vescovo per i fatti di Medjugorje. Lui,
poi, nella sua schietta ingenuità e senza che io lo sapessi, aveva dato questo
quaderno al nostro Vescovo; io poi l'ho riavuto da questi, dopo molti mesi e con
difficoltà. Tu sai come si sono svolte tutte le cose; sai pure che questo
piccolo quaderno è di nuovo presso di me. In esso non ho trovato scritto nulla
che qualcuno di voi non mi avesse già detto, ma contiene tuttavia delle cose di
cui potrei fare uso per il nostro «colloquio ufficiale». In questo, credo che
tu sia d'accordo con me. Ma in questo momento c'è un'altra cosa che mi
interessa. Infatti circolano delle voci, secondo cui tu avresti un altro
quaderno, che non daresti in mano a nessun estraneo, e quindi che non daresti
neppure a me. È una diceria che mi stupisce molto e che mi dispiacerebbe se
fosse vera. Qui ti pongo due domande chiare, alle quali mi devi rispondere con
chiarezza e precisione. In caso contrario, non potrei e non vorrei neppure
seguitare e terminare il nostro colloquio. Perciò, Vicka, rispondimi: 1 -
Se mi è permesso
di usare anche pubblicamente, quando lo desidero, ciò che sono venuto a
conoscere dai tuoi quaderni. 2 - Se tu hai veramente un certo quaderno segreto
(sarebbe il quarto), che non hai voluto mostrare neppure a me. Le tue risposte,
Vicka, come siamo soliti fare, scrivile immediatamente sotto le mie domande.
[E così è nel testo originale; noi le poniamo alla fine, per più chiarezza].
Metti la data delle tue risposte e la firma. Così per te sarà più semplice.
Scusami se ti molesto tanto, ma sono costretto a farlo. Ti ringrazio e ti saluto
cordialmente. Fra’ Janko Bubalo
[Risposte]
1
- Mi sembra di
averti già dato il permesso di servirti dei miei quaderni. Se non l'ho fatto,
te lo do adesso: Puoi servirti liberamente dei miei quaderni. 2 - Io non ho
nessun quaderno segreto all'infuori di quello in cui annoto le cose che mi
racconta la Madonna, riguardo alla sua vita. Se Io desideri, te lo posso anche
giurare! Bijakovici,
10 settembre 1983 Vicka lvankovic'
Perché Vicka e non gli altri veggenti?
Non mi è del
tutto chiaro come mai il mio manoscritto, riguardante gli avvenimenti di
Medjugorje, sia giunto in mano a tante persone e in certo modo abbia fatto colpo
su tutti, benché per vari motivi io non lo desiderassi. Non vorrei dire altro
al riguardo, ma desidero fornire qualche spiegazione ad un rilievo che mi viene
fatto. Ci sono alcuni che, dopo aver letto il mio manoscritto, m'hanno detto che
io farei bene a iniziare un dialogo simile anche con gli altri veggenti. A prima
vista è un'osservazione che sembra giusta e utile. Ma appare così solo se si
guardano le cose da lontano, senza tener conto che un lavoro così come è stato
fatto poteva essere condotto solo seguendo il metodo che ho tenuto. Con questa
affermazione non desidero difendere testardamente il mio operato, ma solo mi
preme renderne conto. Ecco come. Non sarebbe esatto pensare che, nel mio lavoro,
io non abbia interpellato tutti e sei i veggenti. Ho affermato questo molto
chiaramente nella introduzione ed è un fatto che si ricava continuamente
anche dall'andamento del dialogo. Anzi, può darsi che le più belle pagine di
questo incontro non siano state suggerite da Vicka, ma da Maria. Penso, ad
esempio, al significativo ammonimento: «Pace, pace, pace e solo pace»; o anche
a quando la Madonna ha baciato il papa. Penso a Ivanka, dalla quale ho ricevuto
molti particolari riguardo agli incontri con l'aldilà: questa è la parte di
tutto il mio lavoro che mi è più cara. Penso di aver interrogato a sufficienza
Mirjana, in modo particolare per descrivere la visione del paradiso e
dell'inferno e per stendere il capitolo: «La Madonna e i veggenti in lotta con
Satana». Ma è anche vero che, in pratica, Vicka era la sola che aveva la
possibilità e la volontà di condurre con me un dialogo così lungo come io
desideravo. Mi premeva poter presentare una panoramica completa di tutti gli
avvenimenti di Medjugorje; ebbene, di molti di essi solo Vicka era al corrente,
avendoli vissuti e seguiti da vicino. Inoltre, sarebbe bene ricordare anche
questo fatto: già alla metà di luglio [1981] Mirjana e Ivanka sono ritornate a
casa loro, Mirjana a Sarajevo e Ivanka a Mostar. Molto presto anche altri due
veggenti sono partiti: Ivan per Visoko e Maria per Mostar. Vicka è rimasta sola
con Iakisa. «Tu rimani con il piccolo Jakov, perché come farebbe lui da solo?»:
Vicka afferma che queste parole gliele ha dette la Madonna. Non era semplice
ubbidire. Ci voleva tanta fiducia e tanto coraggio per decidere in quel momento,
quando nessuno sapeva ancora che sviluppo avrebbero preso gli eventi; occorreva
prendere una decisione determinante per il proprio futuro. Ebbene, Vicka ha
affrontato questa decisione con coraggio, senza pentimenti. Ed è rimasta al suo
Podbrdo con la sua Madonna. In tal modo Vicka ha continuato a incontrarsi
regolarmente con la Madonna, insieme a Jakov. Gli altri veggenti solo di tanto
in tanto e con molti sacrifici riuscivano a ricongiungersi a Vicka, per
partecipare insieme alle apparizioni. Questo riunirsi, come abbiamo visto, procurava
una particolare gioia alla Madonna stessa. E’ vero che tutti i veggenti
affermano che, anche dopo la loro partenza da Medjugorje, hanno continuato ad
incontrarsi con la Madonna ogni giorno. Ma erano incontri di altro carattere, più
privato, che pubblico. Perciò essi non potevano neppure testimoniare certi
fatti particolari. Si sono sempre difesi con questi motivi, quando qualcuno li
avvicinava per sapere da loro qualcosa. A questo punto dobbiamo ricordare anche
un altro fatto. In un certo modo la Madonna ha scelto Vicka come sua portavoce e
suo araldo, benché questo non sia stato un premio; anzi, sappiamo che ha pagato
molto caro un simile incarico. Ma Vicka, secondo il suo carattere, ha accettato
con piena obbedienza e senza mormorazioni questa missione, oltre a sopportare
con coraggio l'incomprensione che ne è derivata. In tal modo, mentre gli altri
veggenti, almeno in certi tempi, si trovavano al riparo dalla bufera, Vicka è
rimasta sempre sulla breccia per fare da sentinella, per testimoniare e
proclamare gli avvenimenti, a tutti quelli che desideravano conoscerli. Inoltre
lei è stata l'unica, per quanto ne so io, ad annotare anche qualcosa in
quaderni, come abbiamo visto. Lei me li ha consegnati perché io potessi
studiarli con calma e usarli con libertà. Veramente in essi non ho scoperto
molto (c'era scritto ben poco), ma mi sono stati ugualmente utili per ricordare
alcuni fatti o particolari, dei quali non sarebbe stato facile rievocare la
memoria. Aggiungo infine anche questo. Sembra che fin dall'inizio la Madonna
abbia condotto Vicka su una via particolare. Non si può però tanto facilmente
affermare che si tratti di una via particolarmente agevole o comoda; anzi,
finora essa è stata sottoposta a dure prove a causa della sua salute. Possiamo
soltanto intuire quanto debba essere riuscita pesante una croce di tal genere,
per una ragazza di vent'anni. Ebbene, Vicka ha accettato tutto con coraggio e ha
sopportato tutto con gioia. Per la sua salute, non permette neppure che si
preghi; questo è un fatto simpatico, ma anche significativo. Ho cercato di
penetrare in questo suo segreto, ma non sono mai riuscito a procedere oltre il
puro tentativo. Non mi è rimasta altra soluzione che osservarla e azzardare
delle supposizioni. Debbo anche dire che spesso ho dovuto ripetere a me stesso
le parole di Gesù: «Chi può capire, capisca» (Mt 19, 12). È probabile
che delle dure prove aspettino anche gli altri veggenti come accade di solito in
questi casi. E forse le stanno già vivendo: sono cose che non sappiamo. Anche
se potessi farlo, non vorrei rivelare l'aspetto più intimo delle loro
esperienze; sarà il tempo a rivelarlo a tutti, poco per volta. In questo
momento basta ricordare almeno questo: che già da tempo essi portano in se
stessi il peso di quei terribili avvenimenti che fanno parte dei segreti
rivelati a loro; non possono parlarne assolutamente con nessuno, per cui è un
peso che non possono condividere con altri. Inoltre, nonostante tutti gli
inconvenienti, da più di 1000 giorni camminano quotidianamente per 3-4 km, con
qualsiasi tempo, buono o cattivo, per incontrare la loro Madonna, per
comunicarsi, ossia per partecipare alla messa e alle altre preghiere: non si
sono mai lamentati di non poterne più. «Chi può capire, capisca». In questo
momento non desidero dire altro.
Aspetto escatologico delle apparizioni. È
un po' strano che
né gli scrittori né i predicatori mettano sufficientemente in risalto la
parte più importante e, direi anche, la più evidente del messaggio di
Medjugorje. In esso la Madonna parla con molta chiarezza ed efficacia dei «novissimi»,
ossia delle ultime vicende della vita umana. In realtà, qualunque cosa si dica
o si scriva su questo argomento, è diretto a ricordare queste verità. Ma le
parole del messaggio della Madonna sono molto più chiare e toccano i destini
eterni dell'uomo con molta più frequenza di quanto facciamo noi con le nostre
prediche. Anzi, la prima parola che la Madonna ha detto ai veggenti aveva un
palese carattere escatologico. Allo stesso modo è stata di carattere
escatologico la prima parola che i veggenti hanno rivolto alla Madonna e alla
quale lei ha risposto subito e volentieri. Infatti si è trattato della domanda
pronunciata dalla giovane Ivanka, sulla sorte di sua madre, deceduta alcune
settimane prima. E la Madonna ha risposto subito; le ha detto che sua mamma sta
bene e che è felice insieme a lei, in paradiso. Poteva forse la Madonna dire
agli uomini qualcosa di più consolante e di più incoraggiante, di ciò che ha
detto in quel momento? Ha ricordato loro lo scopo fondamentale che domina tutta
l'economia della salvezza, che cioè suo Figlio, umiliato e coperto di sputi,
appeso al legno infamante della Croce, è risorto vittoriosamente il terzo
giorno; così ci ha dimostrato che il nostro ultimo destino non è la morte,
anzi, proprio da questa inizia la vera vita. Se non ci fosse stata la
risurrezione di Cristo, la nostra fede sarebbe vana, come afferma S. Paolo,
ispirato dall'alto (1 Cor 15, 15-19). Questa verità è stata apertamente
confermata dalla Madonna nella risposta data a Ivanka sulla sorte di sua madre.
Eppure questo è stato solo l'inizio delle rivelazioni della Madonna riguardo a
questa consolante verità, che illumina e dà significato a tutta la nostra
esistenza, dalla nascita alla morte. Perciò non mi sembra un caso se già il
giorno dopo, ossia nel terzo giorno delle apparizioni, la stessa Ivanka è stata
ispirata a farsi coraggio e a chiedere di nuovo alla Madonna quale era stata la
sorte di sua madre e se essa le inviava qualche raccomandazione. Con semplicità
e volentieri la Madonna ha risposto: che la mamma le raccomandava di aver cura
della nonna, data la sua età avanzata. Quanta semplicità di fede, sia da parte
della Madonna che da parte di Ivanka! Come si è visto, questo messaggio
riappare in continuazione. Ivanka infatti, dopo una trentina di giorni, pur
sapendo già dove stava sua madre, chiede ancora qualcosa alla Madonna, credo
proprio dietro ispirazione: se cioè sua madre avesse bisogno di qualcosa, per
esempio di messe o preghiere. E la Madonna, sottolineando una verità che
talvolta dimentichiamo, ha risposto alla ragazza che sua mamma stava bene e non
aveva bisogno di nulla. In un'altra occasione ancora la Madonna ha spiegato a
Ivanka che era piuttosto lei che poteva pregare sua mamma, perché le ottenesse
coraggio e la proteggesse nel cammino verso di lei e verso la vita senza fine.
[Questo particolare non è narrato nelle pagine precedenti, ma l'Autore, in
questa conclusione, fa uso anche di fatti che conosce e che non ha riportato
sopra]. E poi, per rafforzare la fede della ragazza, e anche la nostra, nella
vita ultraterrena, durante le apparizioni per ben tre volte le fece vedere la
mamma accanto a sé; per convincere bene la ragazza che si trattava proprio di
sua madre. e non di un fantasma, una volta permise perfino alla madre di baciare
la figlia. Un'altra volta ancora permise a tutti i veggenti di vedere e
riconoscere la defunta, per confermare anche in loro la fede nelle verità
soprannaturali che ci attendono. Certamente non conosciamo ancora tutto quello
che la Madonna ha spiegato riguardo alle verità eterne; molte cose sono ancora
nascoste a noi dal velo dei segreti; penso in particolare al lungo racconto che
la Madonna ha fatto della sua vita, e che a noi non è ancora concesso di
conoscere. L'uomo è così fatto, che non gli è facile conformare la sua vita
presente e le realtà che lo circondano con le verità future. Accecato
dall'attrattiva dei beni terreni, l'uomo si attacca ad essi a tal punto che
spesso, con facilità e, oserei dire, anche stupidamente, perde di vista le
realtà che lo attendono nella vita futura. E così che egli si trova molto
spesso tra la speranza e la disperazione; da questa cerca di uscire, ma
purtroppo non di rado prende una strada sbagliata, che non lo tiene lontano
neppure dalla disperazione. Per questo la Madonna, per desiderio e con l'aiuto
di suo Figlio, non cessa di ammonirci come una buona madre. Anzi, va oltre,
mostrando chiaramente ai veggenti - e attraverso loro a tutti noi - il paradiso
e l'inferno. A tale scopo si serve di immagini che l'occhio umano, e quindi lo
spirito umano, è capace di vedere ora. È altrettanto
chiara la spiegazione che dà la Madonna per indicare a chi toccherà una sorte
e a chi un'altra. Così la Madonna istruisce con chiarezza i suoi “bambini”
perché approfondiscano la loro fede. Infatti per tre giorni, prima della Pasqua
del 1982, ha parlato dell'ultima Cena, della Passione e della Risurrezione di
Gesù; soprattutto ha insistito sulle ultime verità, ossia su che cosa attende
ogni uomo al termine del suo cammino verso Dio, e come ultimo evento
dell'esistenza. Allo stesso modo, a più riprese ha incoraggiato i suoi «bambini»,
mostrando loro suo Figlio coperto di sputi e insanguinato; ma neppure ha
omesso il messaggio consolante che tutti quelli che crederanno in Gesù e gli
saranno fedeli sino alla fine, otterranno la gioia e il trionfo nella vita
eterna. Come è già stato detto, da queste visioni la Madonna non ha escluso
nessuno dei sei veggenti. Ma a Mirjana ha dato particolari istruzioni ancora su
questo argomento; le ha rivelato alcune cose che né alla ragazza né a noi
erano sufficientemente note o chiare. Così la Madonna le ha spiegato quello che
a noi sembra un contrasto difficile da sanare: vale a dire il contrasto tra la
misericordia divina e l'eternità dell'inferno. Le ha spiegato come l'eternità
dell'inferno si basi sull'odio che i dannati hanno verso Dio, per cui non
desiderano neppure lasciare l'inferno. Le ha detto cose interessanti anche sul
purgatorio. La Madonna glielo ha mostrato quasi suddiviso per gradi: coloro che
stanno più in basso, non pregano neppure per la propria liberazione; altri
invece pregano e desiderano preghiere per essere liberati al più presto da
quello stato. Un'altra verità molto bella ci è stata confermata al riguardo. A
una precisa domanda di una delle veggenti, la Madonna ha risposto che, a favore
di noi che siamo sulla terra, possono pregare non solo le anime del paradiso, ma
anche quelle del purgatorio: sia le une che le altre possono intercedere per
noi, perché con più facilità e sicurezza raggiungiamo la beatitudine eterna,
dove saranno appagate le nostre più profonde aspirazioni. Che splendida
conferma della verità della «Comunione dei Santi», per noi che la professiamo
nel Credo! Queste stesse verità sono state spiegate dalla Madonna con
altrettanta chiarezza e «al vivo», a Vicka e a Jakisa, quando improvvisamente
li ha sottratti alla terra e li ha portati con sé, per mostrare loro il
paradiso, il purgatorio e l'inferno. E particolarmente interessante la
descrizione del purgatorio, che spesso noi in pratica perdiamo di vista. Si
tratta di un buio orribile, anche guardandolo con i semplici occhi umani. Come
si sentiranno coloro che aspettano, chissà da quanto tempo, di essere salvati
da quel buio terribile! In questa maniera, nelle sue rivelazioni a Medjugorje,
si manifesta costantemente il messaggio della Madonna riguardo ai «novissimi».
Esso non è rivolto solo ai veggenti, perché è stato loro raccomandato di
divulgarlo a tutti con forza, per indurci a riflettere spesso sulle realtà che
ci attendono. La Madonna sa molto bene che Dio ha detto all'uomo, fin
dall'Antico Testamento: «Ricordati delle ultime realtà e non peccherai mai»
(Sir 7,36). A dire il vero, tutta la Rivelazione ci parla di questo, ma l'uomo
se ne dimentica facilmente. L'uomo d'oggi è colpito proprio da questa malattia:
la dimenticanza delle verità soprannaturali. Perciò la Madre le ripete con
insistenza e con chiarezza ai suoi figli irrequieti e accecati. Il guaio
dell'uomo è proprio questo: non c'è nulla, né dentro nè fuori di lui, che lo
porti a ricordarsi delle verità soprannaturali. È soprattutto lui che cerca di
dimenticarle, immergendosi esclusivamente nelle realtà presenti. Ci sono
inoltre tanti richiami terreni che lo ingannano, facendogli credere che esistano
molti beni che possono renderlo felice. Invece la verità è che esistono solo
due vite: quella attuale e quella futura. L'uomo non ha altra scelta: prima vive
su questa terra e poi, lo voglia o no, viene il giorno in cui deve trasferirsi
nell'aldilà. Lo sappiamo; è un mistero che ci interessa e ci compenetra.
Certamente la nostra realizzazione definitiva, la nostra totale vicinanza al
Signore stesso, è anch'essa un mistero indicibile, al quale ci avviciniamo col
trascorrere della vita e di fronte a cui si trovano «coloro che muoiono nel
nome del Signore» (Ap 14,13). Si tratta del mistero della beatitudine celeste.
Perciò non dobbiamo affatto meravigliarci se non lo percepiamo con i nostri
sensi e se non ne abbiamo altro che un vago presentimento. Per ora sappiamo
dalla Rivelazione che questa beatitudine è eterna, per cui comporta la
temporalità dell'attuale vita umana: con la morte termina la vita terrena e si
entra nell'eternità. La verità della «risurrezione della carne» non si basa
solo su un insegnamento, ma si fonda su un fatto storico, su un'esperienza,
quella della Risurrezione di Cristo. Perciò la «risurrezione della carne»
è una realtà già incominciata. Dato che la Madonna è apparsa a Medjugorje
per dare gloria a suo Figlio, come lei stessa ha affermato, non ha potuto fare a
meno di esortare anche noi a rendergli gloria. E lo ha fatto prima di tutto
ricordandoci i «novissimi»; e poi esortandoci a indirizzare la nostra
esistenza in modo tale da giungere alla gioia e alla pace, nella visione
beatifica del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E questa la felicità che
non ha più fine.
L’incomparabile “regia” della Madonna. Chi
desidera penetrare a fondo gli avvenimenti di Medjugorje, che si protraggono da
oltre trenta mesi, non capirà facilmente il modo misterioso con cui gli
avvenimenti stessi si sono svolti. Gli apparirà con chiarezza che c'è qualcosa
di illogico e di insolito in questi fatti, per cui sarà costretto a rifletterci
sopra. In verità ci sono tante cose che appaiono inspiegabili fin dall'inizio.
Ad esempio: non è chiaro perché sia la giovane Ivanka, a cui era morta la
madre da alcune settimane, a scorgere per prima quella figura luminosa
femminile. Come mai la stessa cosa si ripete il giorno dopo e poi ancora il
terzo giorno? Non è chiaro neppure perché questa stessa ragazza, che non era
affatto più coraggiosa degli altri, osi per prima rivolgere la parola a
quell'immagine luminosa. E poi: come mai questa figura luminosa il terzo giorno
appare in un luogo del tutto diverso dalle volte precedenti? E come mai il
quarto giorno appare in un altro posto ancora? Al settimo giorno appare molto
solennemente, in un posto in cui non era apparsa prima e in cui non apparirà più
in seguito. Mi sembra che abbia agito così per far comprendere ai suoi «bambini»
che le sue apparizioni non dipendevano né dai luoghi né dal comportamento dei
veggenti. E lo ha fatto anche per convincere tutti noi che essa si rende
presente veramente dove vuole lei, indipendentemente dai nostri desideri o
dalle previsioni di coloro che l'attendono. Ha dimostrato questo fatto in modo
particolare nell'ottava giornata, quando è apparsa ai veggenti in automobile: là
nessuno l'aspettava, anzi i «sequestratori» dei veggenti si stavano già
rallegrando per essere riusciti ad impedire l'incontro dei ragazzi con la loro
Madonna. Potremmo continuare nell'elenco di fatti simili. La Madonna ha convinto
con più forza i ragazzi sulla sua reale presenza proprio quando, per cinque
volte, non è loro apparsa. Quelle mancate apparizioni ci confermano ancor di più
che non si è mai trattato di allucinazioni o di autosuggestioni. Se essa
davvero non appare, i ragazzi non la vedono. Per di più ci sono stati dei
giorni in cui la Madonna è apparsa più volte nella stessa giornata. Mi sembra
che abbia avuto l'intenzione di convincerci che, apparendo più volte, aveva
qualcosa di particolare da dirci. Da tutto questo risulta evidente
l'incomparabile regia della Madonna. Qualche altro esempio. Alle volte i
ragazzi debbono pregare molto a lungo prima che lei appaia; altre volte invece
lei stessa avverte per strada i veggenti di affrettarsi perché li sta già
aspettando. Più di una volta Vicka ce l'ha raccontato: «Mentre noi entravamo,
lei ci attendeva già dentro casa»; «Dopo l'inutile preghiera nella canonica,
ci siamo trasferiti nella sacrestia, abbiamo di nuovo pregato, ma la Madonna non
è arrivata»; «Quando di sera sono andata da Jakov, abbiamo pregato insieme e
la Madonna è venuta»; «Ci ha domandato: vi siete meravigliati perché non
sono venuta?»... Da questi episodi si vede che per molto tempo non era
possibile prevedere se e in che modo sarebbe apparsa. Gli avvenimenti si
svolgevano in modo tale da far vedere che la sua presenza non dipendeva né da
previsione né era frutto di allucinazione. Era sempre più chiaro che lei
appariva quando e dove voleva, senza dipendere dal pensiero di nessuno. Credo
che per questi stessi motivi la Madonna non abbia accettato subito di essere «costretta»
ad apparire in chiesa. Essa aveva un suo piano e si comportava seguendo questo
suo piano. Perciò apparendo all'aperto ha voluto convincere il suo popolo, a
vantaggio del quale è venuta visibilmente tra gli uomini. Per questo scopo (di
convincere della sua presenza) si è servita anche di vari segni. Lo abbiamo
notato in più occasioni nel nostro dialogo: «Quella volta alcuni presenti
hanno visto la croce luminosa e la luce, che di solito accompagna le apparizioni».
In modo particolare questo fatto è stato osservato in occasione di quella «visita
notturna al Podbrdo» quando, all'incirca dopo le dieci, «è scesa una sfera
luminosa sui veggenti e su tutti quelli che si trovavano insieme a loro in quel
momento».. La sfera è stata vista con meraviglia anche da molti che si
trovavano giù in paese; l'hanno osservata tutti quelli che in quel momento
hanno guardato verso il Podbrdo, ossia verso il luogo delle prime apparizioni
della Madonna. Molte volte tutti i presenti hanno potuto toccare la Madonna. In
a!tre occasioni la stanza si riempiva di luce. Altre volte, al momento della
partenza della Madonna, si sono visti dei simboli: la croce, il cuore, il sole.
Talora «sul cielo era scritta con grosse lettere d'oro la parola MJR», ossia
PACE. Leggiamo ancora: «La stanza era piena di luce. Tutti volevano toccarla
[la Madonna]; ha salutato tutti e ha benedetto tutti» (3 novembre 1981). Anche
la durata delle apparizioni ci convince che i veggenti vedono la Madonna solo
quando essa è veramente presente. Infatti le apparizioni durano da 1-2 minuti
fino a 40-45 minuti. Così la Madonna ci ha rafforzato nella convinzione che lei
appare tra noi non quando e per la durata che desideriamo noi, ma solo quando e
per quanto tempo lei vuole veramente rendersi visibile. In modo particolare ci
ha convinti chiaramente della sua presenza per mezzo degli avvenimenti accaduti
sul monte Krizevac, intorno alla massiccia croce di cemento: li ha fatti
succedere quasi «impazientemente» proprio in quei giorni bui, verso il 22
ottobre 1981, quando molti l'hanno vista presente vicino alla croce, per più
giorni consecutivi [erano i giorni in cui si stava svolgendo il processo contro
il parroco]. Alla domanda dei veggenti se lei era là, ha risposto: «Non mi
avete visto anche voi, angeli miei?». Mi sembra ancor più importante il fatto
che, in quei giorni, è stata vista anche dai pellegrini, convenuti da varie
parti per incontrarla. Questo era lo scopo principale della sua regia e delle
sue apparizioni, mostrando i segni sulla terra, con il gioco della luce, e i
segni nel cielo, scrivendo la parola MIR, «PACE», per completare tutto
con «quel gioco miracoloso del sole», il 2 agosto dello stesso anno, quando ha
rivolto sull'aia il messaggio riguardo alla confessione: lo scopo era unico.
Tutti gli avvenimenti sono stati condotti con una regia incomparabile, per
suscitare la fede e l'interesse verso Cristo, che questa volta si
è servito della
propria Madre per venire in cerca dell'uomo, per salvarlo e renderlo felice. Lo
stesso scopo la Madonna l'ha voluto raggiungere con la scelta umanamente «illogica»
dei veggenti. Li ha riuniti in quel momento da varie parti: da Sarajevo, da
Mostar, da Bijakovici; li ha scelti di età e di istruzione differente. E anche
di carattere molto diverso. Nel gruppo troviamo nello stesso tempo tipi impulsivi e tipi riflessivi; si
completano a vicenda
ed anche
contrastano a
vicenda. Due di loro, infine, la più grande e il più
piccolo [Vicka e Jakov], la Madonna li ha voluti con sé perché fossero
testimoni permanenti sul posto e perché collaborassero sia nelle sofferenze sia
nelle vittorie che le apparizioni hanno già apportato. Tutte le cose fin qui
ricordate sono accadute, in linea di massima, fino a quando le apparizioni hanno
incominciato ad avvenire nei locali della chiesa, a metà gennaio 1982. E tutto
ha avuto un solo scopo: far riconoscere la Madonna, far udire le parole che lei
diceva in nome del suo Figlio che, offeso dalla perfidia umana, desidera essere
accolto dall'uomo per guarirlo da quella disperazione che ogni giorno di più
opprime il cuore umano. Ecco il vero scopo dell'incomparabile regia della
Madonna e di tutte le sue appariziont.
L'irresistibile richiamo della Madonna.
Pur con tutti
gli sforzi diretti a penetrare il mistero degli avvenimenti e il richiamo della
Madonna a Medjugorje, non si riuscirà mai a penetrarvi fino in fondo. Anzi, è
anche questo che attira a Medjugorje. Perché se dico che «non è linguaggio e
non sono parole» (SaI 19,4), tuttavia non ci scrolleremo di dosso questo
mistero né potremo opporci all'irresistibile richiamo al quale già tanti hanno
risposto con semplicità, dicendo il loro sì senza condizioni. Potremo spiegare
questo fino a un certo punto, proprio con la forza del richiamo che tutti gli
avvenimenti straordinari portano in sé; ma anche con questo non andremo molto
in là, anzi, ci troveremo in un circolo vizioso, perché non sappiamo se si
tratta veramente di un avvenimento d'importanza decisiva, prima che finisca e
che si confermi da sé. A questo punto mi sembra importante rilevare che pochi
si rendono conto del senso misterioso di questa chiamata; la stragrande
maggioranza di quelli che vanno in visita a Medjugorje (sono già vari
milioni) non pensano neppure a questo aspetto misterioso. I pellegrini si
lasciano trasportare dalla corrente, rendendosi conto che in essa si purificano
e ritrovano la gioia. Tanti ne ripartono trasformati. Mi sembra proprio questo
il nocciolo del mistero. Chi è stato a Medjugorje, racconta ciò che ha vissuto
a coloro che incontra e che se ne interessano. La narrazione suscita subito un
movimento nell'ambiente in cui ci si trova; così la notizia di quei fatti si
sta spargendo sì da essere udita dappertutto, da risuonare ovunque. Neppure i
veggenti della Madonna sanno spiegarsi questo fatto misterioso, perché
anch'essi fanno parte solo di un aspetto di tale mistero, che incomincia a
giungere dappertutto, senza che si comprenda in che modo. Il mistero diventa
ancor più grande proprio se si tiene conto dei veggenti. Anche le loro persone, senza che essi lo vogliano, suscitano tanti «come»
e «perché»;
per cui la loro presenza contribuisce
a ingrandire il
mistero stesso. Mi sembra che almeno questa risonanza mondiale non sia più un
mistero per nessuno. Così torniamo a ripetere quello che abbiamo detto sopra,
che il richiamo della Madonna di Medjugorje «non è linguaggio e non sono
parole» (Sai 19,4), ma è qualcosa di molto più irresistibile. E’ talmente
forte che «in tutta la terra uscì il loro richiamo, ai confini del mondo le
loro parole» (SaI 19,5). E una voce che sta ascoltando un numero sempre più
grande di persone: tutti coloro che hanno l'antenna puntata per captare i
segnali che invitano alla riconciliazione con Dio e alla fraternità tra gli
uomini: il che è appunto il costante messaggio di Medjugorje. Può darsi che
questo mistero si stia illuminando da sé. Proprio ciò conquista il cuore umano
con forza particolare; e per questo motivo la Madonna ha piantato la sua tenda a
Medjugorje e chiama tutti a sé. Mi sembra che questo aspetto misterioso
costituisca la vera forza del richiamo della Madonna, perché da sempre il
mistero tocca e conquista il cuore umano. Questo non è l'unico mistero che
l'uomo ascolta e accetta con gioia, pur senza comprenderlo. Ma quando egli sa,
come in questo caso, che il mistero proviene dall'alto, diventa all'uomo ancora
più caro e si abbandona ad esso.
Un fiume che
scorre ancora.
Se gli
avvenimenti di Medjugorje si considerano in base ai fatti, una delle conferme più
evidenti è offerta dal fiume di pellegrini che è sgorgato e si è gonfiato,
malgrado le lotte e le difficoltà, già dal terzo e più ancora dal quarto
giorno delle apparizioni della Madonna. In quel giorno si radunarono già alcune
migliaia di pellegrini, o almeno di curiosi. E il fiume scorre tuttora, anche se
ondeggiando, senza arrestarsi. E di giorno in giorno diventa più vario. Penso
che ormai nessun continente possa dire di aver resistito alla forza di questa
chiamata misteriosa. Nessuno potrà mai spiegare con esattezza come si è
formata questa processione di milioni di persone, dagli storpi e dai poveri,
fino agli scienziati più qualificati. Bisogna riconoscere che veramente tutto
questo è stato organizzato dall'Eterno regista, ispirando con efficacia, come
lui sa fare. Ed è per questo che si è respirato sempre di più lo spirito
dell'umana fraternità e comunione, in un modo così intenso quale forse in
quest'epoca non si
è avvertito in
nessun'altra parte. E uno spirito che si irradiava e ancora si irradia dai canti
fervorosi e dagli sguardi caldi di umanità; questo è stato e continua ad
essere un segno autentico per riconoscersi uomini. Raramente qualcuno è
ripartito da lì con indifferenza, senza portare nel proprio cuore qualche
sentimento di meraviglia, se non addirittura di gioia. E l'albero si riconosce
dai frutti! (Mt 7,16). Così il fiume dei pellegrini è andato costantemente
rinnovandosi e cambiando. Accanto alle colonne di pullman e di automobili, si
sono viste le folle di gente a piedi, che, camminando individualmente o in
gruppi per alcuni giorni, spesso scalzi, pregavano e cantavano; poi,
incontrandosi, si sentivano felici per la pace e la gioia che brillava sui loro
volti. Queste moltitudini erano composte di vecchi e di giovani. Molti di essi,
benché avessero un'apparenza strana per la barba incolta e i jeans stracciati,
pregavano devotamente e cantavano, sorridendo fraternamente a quei loro compagni
di viaggio, che non avevano mai visto prima e che probabilmente non
incontreranno mai più nella vita. L'incontro che ci unisce all'ombra «del
Padre di ogni consolazione» non si dimentica facilmente. Anche questo è stato
un segno di riconoscimento; per cui in questi incontri nessuno ha litigato o
bisticciato. Talvolta, su quelle strette strade paesane, passavano migliaia di
pullman e di automobili; eppure nessuno si mostrava disturbato né si inquietava
a causa dei disagi che necessariamente si affrontavano. E tutti hanno visto
anche in questo un segno di quella riconciliazione a cui la Madonna invitava e
invita tuttora. Così hanno interpretato questo fatto anche tre noti sacerdoti
predicatori, che sono approdati a Medjugorje non molto tempo fa, mentre erano
in giro per il mondo, predicando la comunione con Dio e tra gli uomini. Uno di
loro veniva dal Giappone, un altro dall'Australia e il terzo dagli Stati Uniti
d'America. Tutti e tre dichiararono concordi d'essere rimasti affascinati
dall'entusiasmo di quel popolo di Dio a Medjugorje, dal modo con cui pregava e
cantava, pur sotto il peso della croce. Naturalmente non è che a Medjugorje
arrivino solo dei santi; vi giungono anche degli «egoisti, amanti del danaro,
vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza
religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici
del bene, traditori, temerari . . », secondo quanto elencava S. Paolo al suo
diletto Timoteo (2 Tm 3,2). Ma un gran numero di costoro è ripartito diverso da
come è arrivato. Molti diventano almeno più pronti a servire il fratello,
conforme a quanto invita il messaggio di Medjugorje. Ce lo testimonia almeno un
centinaio di sacerdoti-confessori, che in questi oltre 1000 giorni si sono dati
il cambio aspettando coloro che, spesso senza sapere bene come e perché, in
qualche modo hanno sentito nell'intimo di se stessi il desiderio di incontrarsi
con Dio per mezzo di loro, e così di ritrovare la pace. Ed è proprio questo il
motivo principale per credere ad una presenza speciale di Dio e della Madonna a
Medjugorje, se si osservano le cose con retta intenzione. Altri scopi per andare
là non ci sono, a parte chi ha i suoi fini innominabili. Non ci si andava e non
ci si va per fini turistici. Questo spiega in qualche modo anche un piccolo
dettaglio: finora davanti alla chiesa, o nelle vicinanze di essa, non si è mai
venduto neppure un bicchier d'acqua, tanto meno altre bevande o dolciumi. Eppure
il desiderio di qualche bevanda è ben vivo, soprattutto durante i giorni estivi
che sono molto caldi. Ma la gente sta per ore in chiesa o davanti ad essa,
cantando e pregando, senza preoccuparsi della fatica. Si pensi particolarmente
al cinquantennio dell'erezione della croce sul monte Krizevac, quando una folla
di 100.000 persone è salita su con pazienza, pregando e cantando, percorrendo
la Via Crucis… Di questi fatti sarebbero ottimi testimoni coloro che, come ho
detto, non sapevano bene come si sono trovati a Medjugorje. La loro
testimonianza sarebbe ancora più efficace che quella delle 200 o 300 persone
che, con documentazione, raccontano con forza e zelo la loro guarigione. M'è
capitato spesso di parlare con persone che si sono trovate là anche tre o
quattro volte, senza rendersi conto di che cosa li invitava o li spingeva ad
andarci: non la fede, perché da tempo l'avevano perduta; e neppure la speranza,
perché essa non aveva base su cui appoggiarsi. Eppure andavano a Medjugorje e
infine, in molti di loro, si risolveva positivamente il dissidio tra la scelta
di Dio e di Satana. In molti è sorta proprio là la lotta a cui prima neppure
pensavano, e che hanno risolto ai piedi del confessore. Naturalmente non per
tutti la soluzione è stata la stessa: non è facile decidersi. Anche lo spirito
maligno, come racconta Mirjana in maniera pittoresca, si è immischiato nel
combattimento per conquistare l'uomo e il mondo. Nella nostra società, dove
l'amore materno è rinnegato con l'aborto, dove i focolari domestici sono come
strade deserte e dove le ideologie si sono messe ufficialmente contro Dio, è
iniziata e perdura una battaglia quale mai era stata così accesa sul nostro
pianeta. Infatti Satana e i suoi seguaci si sono serviti dei mezzi straordinari
dell'epoca moderna per condurre i cuori umani quanto più possibile verso le
tenebre. Molti sono già stati condotti sull'orlo di quell'abisso in cui l'unico
valore è la disperazione. Naturalmente non è che tutti precipitino in questo
abisso; ne ho già detto qualcosa. Ma riflettendo su questa situazione appaiono
sempre più convincenti le parole che la Madonna disse e spiegò a Mirjana.
Umanamente parlando, si era giunti al momento estremo, perché la Madonna
prendesse parte apertamente a questo combattimento. Lei è intervenuta e non è
rimasta senza «bottino». Infatti molti occhi si sono aperti, e molti cuori si
sono purificati. Ma ci sono anche molti che si sono fermati a mezza strada...
Dio non fa violenza alla libertà umana. Intanto tutti quelli che si sono
accostati sinceramente ai fatti, hanno sperimentato almeno qualche consolazione.
L'hanno sperimentata perfino appartenenti ad altre religioni, che hanno
percorso anche 500-600 chilometri per arrivare e liberarsi in qualche modo delle
proprie tribolazioni. Chi potrebbe enumerare tutti coloro che in quel posto «hanno
sperato contro ogni speranza» (Rm 4,18) e hanno creduto alla propria salvezza?
E stato così in passato ed è così anche adesso. Infatti la Madonna è apparsa
proprio per questo, per aiutare l'uomo a ritrovare se stesso e a ritrovare la
pace che viene da Dio, essendo lui l'unico che dona all'uomo quella pace che il
mondo non può dare (Gv 15,27). È così che il fiume di pellegrini scorre ancora verso e attraverso Medjugorje senza
interruzione; e, nonostante tutte le difficoltà perfino incredibili, diventa
sempre più stabile e più imponente, più calmo e più pulito. Quando finirà,
lo sa solo l'Onnisciente che lo guida. È in tal modo che vede le cose anche uno degli psichiatri e
parapsicologi più noti della Jugoslavia, il dott. Ludvik Stopar, professore
dell'università di Maribor (Slovenia). Dopo aver studiato gli avvenimenti di
Medjugorje, così si è espresso: «E’ il dito di Dio, che ammonisce e
dirige». Chi volesse per forza interrompere o sporcare questo fiume, non avrà
compito facile. E per questo che lo spirito maligno tenta di intorbidare le
acque; solo che, per farlo, perde di vista la sorgente: se essa dipende dagli
uomini, si prosciugherà da sé; ma se dipende da Dio, nessuno potrà
distruggerla (At 5,39). Perciò io mi immergo con gioia in questo fiume! E mi
rallegro con tutti quelli che ci si troveranno, almeno una volta. Perché in
esso la comunità dei fedeli prega forse con più speranza che in qualsiasi
altro angolo della terra. Questo mi incoraggia a sperare, fosse pure «contro
ogni speranza». Ringrazio allora il Signore per «avermi fatto perdere la vista
a causa della luce», come scrissi in una mia poesia, una diecina d'anni fa [si
ricordi che l'Autore è un noto poeta]. E triste quando invece non si sa vedere,
benché splenda tanta luce! Questo direi ora, dopo oltre mille apparizioni della
Madonna a Medjugorje.