MESSAGGI DELLA VERGINE DI NAJU sugli ultimi tempi

 

Notizie su Julia, la prescelta dalla Vergine, e i suoi familiari

Ecco quello che Julia, dietro mia richiesta, ha scritto nel suo secondo diario, cominciato nel gennaio del 1987:

«Scrivo questo diario guardando alla mia vita passata, che non è stata né lunga, né corta.

Questo passato, in cui tutto mi accadeva in maniera imprevedibile e du­rante il quale ho riso, ho pianto, mi sono adirata per motivi puramente uma­ni, ora lo trovo insignificante.

Mi era difficile capire il senso della vita.

Fino all'età di quattro anni sono vissuta felice in seno ad una famiglia molto unita: mio padre, maestro di scuola a Kwangju mia madre, una sorellina nata due anni dopo di me e mio nonno.

La sventura colpì la mia famiglia quando si scatenò la guerra di Corea, il 25 giugno 1950. All'arrivo delle truppe comuniste, ci demmo tutti alla fuga. Mio padre e mio nonno caddero prigionieri dei comunisti; non ritor­narono più e non ne abbiamo mai più avuto notizia. Sono stati uccisi? So­no stati deportati nella Corea del Nord?

Dall'età di quattro anni in poi, la mia vita non è stata che un susseguirsi di lacrime. Ero una timida, un'isolata, una creatura infelice, che non riu­sciva a trovare la sua libertà e una sua propria volontà. Il cielo era buio; mi sentivo sola, e vagavo senza sosta per la nostra casa di campagna, in­vocando il padre che avevo perduto.

Le tenebre erano forse le mie sole amiche e il pianto era l'unico riposo che mi consolasse.

Quando la mia sorellina morì, all'età di tre anni, rimasi sola con mia madre. Non ci furono risparmiate né le difficoltà, né le sofferenze. Partimmo e andammo a vivere insieme a Kwangju.

 

 

Mia madre lavorò con grande coraggio per permettermi di continuare gli studi alle Scuole Medie, che completai all'età di diciotto anni.

Nel 1971, quando avevo 25 anni, sposai Julio. Ci sono nati quattro fi­gli.

Adesso, cioè nel 1988, la nostra figlia maggiore, Rosa, ha diciotto an­ni. È studentessa dell'ultimo anno delle Medie Superiori (High School). Tommaso ha sedici anni e frequenta il primo anno delle Superiori. Teresa, di dodici anni, ha cominciato a frequentare le Medie Inferiori; e l'ultimo, Filippo, che ha dieci anni, fa la quarta elementare».

A questo punto, vi riassumo in breve quanto è scritto in questo secon­do diario.

Sposa e madre ancora giovanissima, Julia cominciò ad essere afflitta da varie malattie. Fu più volte ricoverata e poi rimandata a casa, dove, a det­ta dei medici, non le restava che attendere la morte.

Ma Julia persisteva nel volersi curare per poter aiutare la madre e per non abbandonare i suoi quattro bimbi ancora piccini. Ricordava quanto aveva sofferto per la mancanza di suo padre, che le era stato strappato dai comunisti.

Tuttavia, ad un certo punto, finì per rendersi conto che per lei ormai non c'era più speranza. Infatti scrive: «... i dottori erano del parere che non c'e­ra più niente da fare. Tuttavia fecero tutto quanto era in loro potere per aiu­tarmi, ma invano. A questo punto, mi ero rassegnata a morire». Più avan­ti, scrive ancora: «Avevo persino preparato del cianuro di potassio e un te­stamento destinato a colei che sarebbe diventata la seconda moglie di mio marito. Fu allora che, per mezzo di mio marito, il buon Dio mi chiamò al­la Chiesa».

Julia aveva prima tentato di ricorrere a certi «mezzi legati alla super­stizione». Ma vi rinunciò subito, rendendosi conto che non era quella la via da seguire. Frequentò anche per qualche tempo la Chiesa protestante, ma neanche questa la soddisfece. Cominciò allora a seguire, insieme al mari­to e ai figli, dei corsi di catechismo seguendo il consiglio di una parente; si era prima consultata con un sacerdote coreano, che aveva fama di per­sona eccellente.

Julia gli disse: «Se Dio esiste, è troppo crudele con me. Che ho fatto per dover bere questo calice così amaro? (Nel parlare di calice amaro, ella intendeva la morte, ma dagli altri fu interpretato come calice della sofferenza). Il padre le rispose: «Ma non sai che la grazia della sofferenza è ancora più grande della grazia della salute? Tu l'hai ricevuta nel tuo corpo malato. Io stesso non ho avuto la fortuna di una tale grazia. Devi credermi». Queste pa­role venivano, per la bocca del padre, dallo Spirito Santo. Julia prosegue: «In quello stesso istante sentii il mio corpo gelato diventare caldo e sudai copiosamente. Credetti al padre e comprai tutto quello che ritenevo necessa­rio per poter pregare la santa Vergine: un velo per il capo, un crocifisso da appendere sopra la sua statua, e due ceri da accendervi davanti. Lo feci sen­za neanche capire che cosa stessero a significare i ceri e il velo.

Tre giorni dopo essermi incontrata col prete, ebbi un sogno, o meglio, udii soltanto una voce che mi diceva: "Accostati alla Bibbia; in verità, le parole della Bibbia sono le mie parole viventi". Mi svegliai: erano le tre del mattino. Aprii il libro a caso, e mi capitò sotto gli occhi il racconto del­l'emorroissa. La donna era stata guarita in virtù della sua grande fede. Si era detta: "Se riuscirò solo a toccare la sua veste, sarò guarita". E Gesù le aveva detto: "Figlia, la tua fede ti ha salvata; va' in pace". Credetti a quel­le parole di Gesù, poiché mi sembrò che fossero state rivolte anche a me. E infatti, secondo la sua parola, io, benché fossi appena una catecumena, fui completamente sanata.

Per darmi la sua luce, Dio mi ha chiamata a servirlo proprio quando le mie funzioni vitali stavano definitivamente per cessare e mi ha reso la sa­lute.

Mio marito ne fu felicissimo; per lui, sua moglie era stata risuscitata. Fu per questo che mi portò a fare un viaggio, dicendo che si trattava di un secondo viaggio di nozze.

Potemmo anche aprire un salone di parrucchiere, mentre prima non ave­vamo neanche i mezzi per prendere in affitto una stanza.

È stato il Signore che ci ha visitati, elargendoci molto più di quanto avremmo potuto sperare...».

«Sono sempre stata dalla parte dei deboli. La nostra casa era chiamata l'alloggio dei mendicanti e dei venditori ambulanti. A volte, davo loro da mangiare a costo di privarmene io stessa. La gente mi chiamava "angelo" o "fata". Penso che il buon Dio mi abbia salvata perché sapeva che la mia vita era rivolta al bene.

Ed è stato in queste circostanze che Dio ha stabilito un rapporto fra lui e me. Gli avevo chiesto di farmi crescere spiritualmente, e fu così che al­le tre del mattino ebbe inizio un dialogo fra Dio e me. Io non facevo che ripetere: "Signore, perdona questa peccatrice...". Sentii allora una voce che veniva dal cielo. Era la stessa voce che avevo udita tre giorni prima. Per tre volte la voce ripeté: "Ecco aperta la porta del cielo". E quando io, pic­cola anima, gli ebbi risposto due volte: "Signore, apri ancora di più il mio cuore", il cielo cominciò improvvisamente ad aprirsi. Il velo nero si dissi­pò e apparve la luce.

Nell'aprile del 1982, avevo offerto di nuovo le mie sofferenze al Si­gnore. Gli avevo detto: "Signore, anche se le malattie fanno soffrire il mio corpo così vile, sarei talmente felice se potessero servire, non fosse che ap­pena un poco, ai tuoi disegni!".

Fu da quel momento che le sofferenze cominciarono a poco a poco ad as­salirmi, e che Gesù mi fece vedere, in varie occasioni, il suo Cuore aperto. Un'altra volta, mentre mi trovavo nella Casa di ritiro delle suore del Piccolo Fiore, (1) In Corea, santa Teresa di Lisieux viene chiamata «Il Piccolo Fiore».

alle tre del mattino mi apparve Gesù col petto aperto: il suo Cuore dilaniato sanguinava. Ho gridato: "Signore, che posso fare per il tuo Cuore straziato?". Il Signore mi ha risposto: "Ogni volta che i pec­catori commettono una colpa, un lembo del mio Cuore si strappa. Almeno tu, che mi conosci, non dovresti riparare il mio Cuore così dilaniato?". "Sì, Signore, riparerò il tuo Cuore".

Dopo questo fatto, fui ricoverata varie volte in ospedale.

Ogni volta, Gesù mi fece la grazia di non soffrire unicamente in modo umano; meditavo continuamente sui sette dolori della Vergine.

Poi, nel maggio del 1985, dovetti prepararmi di nuovo alla morte.

E mentre passavo da un ospedale all'altro, offrivo sempre le mie soffe­renze per la conversione dei peccatori. Mi alzavo alle cinque per meditare sulle cinque piaghe di Gesù e sui sette dolori della Vergine, e continuavo così fino alle sette. La mia vita di preghiera continuava anche negli ospe­dali. Accendevo anche due ceri per supplicare il Signore di degnarsi di il­luminare i peccatori.

Quando uscii per l'ultima volta dall'ospedale, dovevo far uso di un ap­parecchio respiratorio che mi opprimeva il petto e mi rendeva penoso re­spirare.

Quando ero entrata in ospedale, riuscivo ancora a mangiare il riso, ma allorché ne uscii, non ce la facevo neanche a inghiottire il brodo di miglio filtrato. Eppure è stato proprio allora, durante le mie sofferenze, che ho of­ferto un maggior numero di preghiere e di sacrifici.

Dovevo ringraziare il buon Dio anche se mi richiamava a sé. I miei fi­gli erano cresciuti; avevano messo da parte qualche soldo... Di che cosa potevo aver paura, se seguivo la volontà di Dio? Per offrirmi quale sacri­ficio e con spirito di penitenza, dicevo: "Nella vita come nella morte, ap­partengo al Signore".

Il 29 giugno 1985 andai in autobus, con alcune cristiane della parroc­chia, al villaggio "Kkot Tongnai" (Villaggio dei Fiori)».

In questo villaggio, un prete coreano accoglie i mendicanti senza al­loggio o malati, gli handicappati abbandonati, gli emarginati più disereda­ti; tutto è gratuito. Nel 1987 questo prete aveva già raccolto più di 900 bi­sognosi. Molte persone, sia cristiani che non, vi si recano o aiutano questa opera.

Julia mi ha raccontato personalmente che lei e le sue compagne erano rimaste molto commosse e impressionate, durante la loro visita al Villag­gio dei Fiori, nel vedere tanta infelicità. Nel visitare le camere dei malati, Julia cercava di prestare quel poco di aiuto che poteva, poiché in ognuno di essi vedeva Gesù.

Julia scrive: «Rientrai a Naju verso le 23,30 del 30 giugno... Recitai il Rosario per la conversione dei peccatori e per la comunità dei poveri del Villaggio dei Fiori.

Mentre dicevo: "Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen", feci un "Oh!" di meraviglia. Nel guardare gli occhi e le gote della statua della Vergine, avevo visto co­lare delle lacrime. Non sapevo se si trattasse di gocce di acqua o di lacri­me. Profondamente turbata, svegliai mio marito che si era appena addor­mentato; era quasi mezzanotte. Per essere ben certi, riguardammo insieme e constatammo che erano proprio lacrime».

Il 1° luglio 1985 Julia scrive: «Mi alzai verso le sei e andai subito a ve­dere la statua. L'acqua santa con cui l'avevo aspersa era completamente scomparsa. Le lacrime, che la sera prima colavano dall'occhio sinistro, ora sgorgavano da entrambi gli occhi. Perplessi da questo fatto straordinario, mio marito ed io recitammo le nostre preghiere. Chiedevamo insistente­mente alla Vergine di spiegarci il motivo del suo pianto».

La Vergine continuò a piangere anche nei giorni seguenti. Il giovedì 4 luglio, Julia scrive: «Al mattino mi alzai e tornai a guardare. La Vergine piangeva ancora. Prima di andare al lavoro, mio marito Julio mi disse: "Per ora, non devi dirlo ad anima viva". E mi raccomandò di pregare con fervore.

A partire dalle nove e mezzo, cominciai a sentirmi in preda ad una sen­sazione straordinaria (come quella che ebbi durante le assemblee del Rin­novamento Carismatico). A un certo punto non fui più capace di resistere e telefonai alle suore della parrocchia. Non rispose nessuno. Allora telefo­nai in canonica, ma inutilmente...

Nel frattempo, erano arrivati da me alcuni membri di un "praesidium" della Legione di Maria. Recitammo insieme il Rosario davanti alla statua che versava lacrime. Li pregai di non farne parola con alcuno. Mi rispose­ro che non c'era alcun motivo di tenere nascosto il fatto. Io insistetti e ten­tai di nuovo di mettermi in contatto telefonico con le suore; ma non rispo­se nessuno.

Al mio ritorno da una visita ad alcuni malati, appresi che durante la mia assenza era venuta parecchia gente, alcuni addirittura dalla città di Kwangju».

Da quel momento, gli eventi precipitarono: accorsero cattolici, prote­stanti e persone non cristiane.

Le strade erano affollate... venne istituito un servizio d'ordine. L'attivi­tà nel salone di parrucchiere si disorganizzò, con grande irritazione delle pettinatrici che non riuscivano più a portare a termine il loro lavoro.

I visitatori potevano trattenersi davanti alla statua appena il tempo ne­cessario per recitare una posta del Rosario. La stanza dove si trovava la statua era sempre affollata... Le lacrime continuavano a colare anche di not­te, e le file di visitatori non avevano tregua. Julia e la sua famiglia non sa­pevano più dove rifugiarsi, e dormivano dove potevano. La loro vita era totalmente sconvolta: i bambini non sanno dove studiare, né dove fare i compiti. Non esisteva più un orario per i pasti. Julio, buono com'è, accet­tava senza fiatare; e così pure i ragazzi.

In passato, nel vedere che la moglie si dedicava alle opere della par­rocchia, Julio le aveva detto: "Ti cedo al 50% al Signore". Poi, quando vi­de la statua che piangeva e Julia che veniva letteralmente accaparrata dal­la folla dei visitatori, le disse: "A questo punto, ti dono al 100% alla Ver­gine". E da quel giorno non è mai venuto meno alla sua parola e si è de­dicato anche lui al suo servizio, eccezion fatta per le ore di lavoro.

Dal 18 luglio in poi, Mia riceverà parecchi messaggi dalla Vergine. So­no tutti trascritti in questo libro. La domenica del Corpus Domini, 5 giu­gno 1988, sarà Gesù stesso a comunicare un suo messaggio a Julia.

I diari di Mia svelano la sua personalità e l'azione rapida e profonda della Vergine sulla sua anima e su tutta la sua vita. Julia comprende molto presto che deve diventare piccola: una piccola anima.

La Vergine le indica la via dell'infanzia spirituale, quella di santa Tere­sa di Lisieux. Le insegna che le nostre azioni, le nostre sofferenze, le no­stre penitenze, le nostre preghiere, i nostri digiuni, offerti con amore e umil­tà a Dio e a Lei stessa, hanno un valore di redenzione per le anime.

Le dice di obbedire sempre, anche ai suoi inferiori. E le assicura che lei è al colmo della gioia quando la vede accettare anche le più piccole soffe­renze.

Sì, la Vergine le chiede spesso di unirsi alle sofferenze che le infliggo­no i peccati di tutti gli uomini, specialmente quelli causati dall'assassinio, su scala mondiale, di milioni e milioni di bambini; quelli causati dal rifiu­to di Dio, di Gesù, Salvatore Crocifisso; quelli causati dal disprezzo da cui Lei stessa (la Vergine) è circondata, dall'odio, dall'orgoglio, dalla cupidi­gia, dalla lussuria, dall'ingiustizia...

La Vergine vuole salvare a qualsiasi prezzo, insieme a suo figlio Gesù, il maggior numero possibile dei suoi figli. Le sue lacrime ci testimoniano il suo dolore e quello di Dio. Ha detto a Julia: «Sono una mendicante, aiu­tatemi».

Nella biografia di Marthe Robin leggiamo che la Vergine le ha confida­to che la Chiesa avrebbe progredito, in avvenire, per opera dei laici con­sacrati.

E' stato così in Corea durante i due secoli di presenza della Chiesa di questa regione, ed è così anche al giorno d'oggi, particolarmente a Na­ju, dove la Vergine piange. La famiglia di Julio e Julia, la madre di lei, Pak Lubino, che nel 1984 aveva regalato la statua agli sposi, e molte altre per­sone sono ogni giorno al servizio della Vergine e si dedicano senza sosta all'assistenza dei pellegrini.

Molti vengono a cercare l'amore di Dio che hanno perduto... Quante conversioni! Quante guarigioni di anime e, a volte, anche di corpi!

Noi sacerdoti, predichiamo e rimettiamo i peccati a chi si accosta al con­fessionale.

A Naju, laici ferventi vedono un incessante affluire di persone che ven­gono per esprimere alla Vergine tutto il loro amore e la loro riconoscenza; vedono affluire gente che vuole rifugiarsi nel suo Cuore misericordioso e materno per trovarvi una nuova pace del cuore, il perdono, la forza per se­guire di nuovo Gesù.

E Julia, in preda a terribili sofferenze, rimane sempre aperta e acco­gliente per tutti.

Sono stato testimone delle sue estasi, durante le quali ha sperimentato le atrocità della crocifissione.

Il 19 ottobre 1987 era il primo anniversario delle lacrime di sangue. Do­po una Messa celebrata davanti alla statua, Julia cadde in estasi per un'o­ra e venti minuti e subì per la prima volta i patimenti della passione. Una stimmata con gocce di sangue comparve sul suo piede destro.

Il 29 gennaio 1988 Julia sperimentò ancora una volta, durante un'esta­si, le torture della Passione. Quella volta le stimmate comparvero nel pal­mo di entrambe le mani e versarono sangue. Quelle indicibili sofferenze durarono più di un'ora.

Il 4 febbraio, dopo una Messa celebrata davanti alla statua, Julia cadde len­tamente riversa all'indietro ed entrò in estasi. Erano le 11,40; venti minuti più tardi, cacciò all'improvviso un urlo lacerante: di colpo, il suo corpo assunse la forma e la posizione di Gesù Cristo in croce. La Vergine aveva chiesto a Julia se accettava di condividere i dolori di suo Figlio; e Julia aveva accettato.

Lo spettacolo di quegli atroci dolori era insostenibile; i presenti non po­terono trattenere le lacrime. Presi leggermente fra le mie la mano destra di Julia. Dalle stimmate delle due mani colava sangue. Supplicai la Vergine di avere pietà di lei; chiesi alla Vergine di permettermi di condividere le sofferenze di Julia per darle un po'di sollievo. Poi impartii la benedizione a Julia e le sue sofferenze cessarono. Dopo qualche istante, ella aprì lenta­mente gli occhi...

Fino a quel giorno, era stata la Vergine a ricordarci insistentemente le sofferenze di Gesù e le proprie. Ci aveva indicato la via per tornare a Dio, per santificarci, per partecipare all'opera della redenzione: unendoci a Lei e a Gesù per salvare tutti i nostri fratelli e sorelle.

Domenica 5 giugno 1988, in occasione della solennità del Corpus Do­mini, fu Gesù stesso ad apparire a Julia. Benché soffrisse atrocemente, el­la si era fatta portare in chiesa per assistere alla Messa della sera. Appena ebbe ricevuto la sacra particola, Julia si sentì riempire la bocca da un fiot­to di sangue... Entrò in estasi, vide Gesù inchiodato alla croce, col sangue che colava... E Gesù le comunicò un lungo e importante messaggio. Alla fine del messaggio, Gesù staccò il braccio destro dalla croce e impartì la sua benedizione a Julia. Ella si fece il segno della croce, aprì gli occhi... e vide il parroco che impartiva la benedizione finale della Messa. Le perso­ne che avevano assistito all'estasi di Julia rimasero sbalordite e provarono un senso di grande gioia.

I cristiani della parrocchia hanno grande stima di Julia, di suo marito e dei loro figli. Molti di loro vengono volontariamente ad aiutarli nel loro apostolato, nella manutenzione dei locali, ecc.

Sia l'ex-parroco, padre Johan Pak Hi-dong, sia il parroco attuale, padre Lee Lazzaro, i quali hanno visto spesso le lacrime della Vergine, aiutano con sollecitudine e affetto Julia e suo marito nella missione affidata loro dalla Vergine Maria.

Che cosa ci riserva l'avvenire?...

Dopo aver scritto queste parole, avevo apposto la mia firma e la data: 30 giugno 1988.

Speravo di poter pubblicare subito i messaggi dati dalla Vergine fino a quel giorno. Ma tutto sembrava complottare perché la Vergine rimanesse nel dimenticatoio dove è stata relegata da una fede gelida e razionalista.

Passavano i giorni... Intanto i messaggi, pubblicati in lingua coreana, si diffondevano (oggi siamo arrivati a 290.000 esemplari). I pellegrini, preti, religiosi e cristiani, venivano a pregare davanti alla statua. Nel 1988, ne so­no stati registrati più di 16.000, ma questa cifra non rappresenta che un ter­zo del numero effettivo, a quanto ci dice la persona che ha tenuto aggior­nate le statistiche.

Julia, intanto, continuava a patire atroci sofferenze, soprattutto quelle che la Vergine le chiedeva di accettare per salvare le anime responsabili dei massacri di creature ancora in seno alla madre (vedi i messaggi del 24, 27, 29 luglio 1988).

I giorni passavano, la Vergine non versava più nessuna lacrima...

La traduzione in francese dei messaggi veniva effettuata a poco a poco. Era un'impresa lunga e laboriosa. Gli specialisti classificano infatti il co­reano fra le due o tre lingue più difficili del mondo.

In novembre, Julia e il marito si recarono in Giappone. Si erano uniti ad un gruppo di pellegrini che andavano ad Akita per venerare la Vergine. Ad Akita, infatti, presso una comunità di suore giapponesi, una statua di legno aveva versato per 101 volte lacrime, sia naturali che di sangue. Il vescovo mons. Ito ne constatò la veridicità e autorizzò ufficialmente la venerazione della statua, in quanto la Vergine se ne era servita per manifestare il suo do­lore. L'autorizzazione fu accordata il 22 aprile 1984, in occasione della pa­squa. In Giappone, Julia ricevette un messaggio: quello del 6 novembre.

L'8 dicembre si approssimava; dal 24 maggio (festa di Maria Ausilia­trice) non vi era stata più nessuna lacrima. Ma la Vergine non aveva detto «Addio»; sentivamo che aveva ancora «tante cose» da dirci.

Arrivò l'8 dicembre... Faceva tornare in mente l'indimenticabile 8 di­cembre 1987, passato come nell'isolamento, lontano dalle solenni cerimo­nie liturgiche ufficiali; ma fu accanto alla Vergine, che piangeva di conti­nuo, che sentimmo vicinissimo a noi tutto il «Cielo invisibile». L'emozio­ne era calma, ma intensa, ed è rimasta indimenticabile.

Anch'io aspettavo, speravo... La Vergine ci avrebbe rivolto ancora un appello? Lo fece. Julia mi telefonò, quell'8 dicembre 1988, per dirmi: «Pa­dre, la Vergine versa lacrime di sangue che colano fino alla base della sta­tua... Ho avvertito il parroco, che è subito accorso. C'è stato un messag­gio...».

La Vergine pianse per quattro giorni: lacrime di sangue e lacrime nor­mali.

Domenica 8 gennaio 1989, festa dell'Epifanìa: si ebbero lacrime di san­gue e un messaggio.

Venerdì 27 gennaio, Julia andò in estasi dalle 22,50 alle 23,50 e patì le sofferenze della croce per circa trenta minuti.

Sabato 28 gennaio Julia e il marito Julio vennero ad Anyang per discu­tere con me di vari problemi. Dopo alcuni scambi di idee, mi venne in men­te che dovevo preparare Julia ad una possibile nuova forma di sofferenza, e cioè gli assalti, i tormenti, le sevizie di Satana.

Da casa mia, gli sposi si recarono a Mirinae, noto luogo di pellegri­naggio, dove sarebbero stati ospiti delle suore della Congregazione del cuo­re di Maria.

E fu lì che il giorno seguente, cioè il 29 gennaio, Julia subì un terribi­le e lungo assalto di Satana, e quindi ricevette le 5 stimmate e le 6 piaghe in fronte (i dettagli sono riferiti nei due messaggi del 29 gennaio).

La mattina del 29, una suora di Mirinae mi telefonò per mettermi al cor­rente di quello che era successo a Julia, pregandomi di andare da lei. Arri­vai da Julia verso le 14,40 e le potei parlare per qualche minuto; era a let­to. Il marito mi fece vedere le sue nuove piaghe e i segni dei graffi di Sa­tana (vedi i due messaggi del 29 gennaio). Verso le 14,50 Julia entrò a po­co a poco in estasi; alle 15,00 patì per la seconda volta le sofferenze della croce.

Intanto Satana continuava i suoi assalti contro di lei.

Il 23 febbraio la Vergine comunicò un ulteriore messaggio, ma non ver­sò lacrime.

Scrivo queste righe dopo aver terminato la traduzione di questo mes­saggio.

Mentre scrivo, Julia si trova in ospedale, dove è stata operata in segui­to alle atroci torture subite senza posa.

Suo marito, sempre buono, mite, paziente e coraggioso, accetta a nome suo e di sua moglie tutto quello che la santa Vergine domanda.

Che cosa ci riserva in futuro la Vergine? E che altro ancora ci dirà? Uno dei miei più affabili e ferventi amici sacerdoti mi ha appena scrit­to: «Tienimi al corrente: voglio consolare la Vergine».

Possano tutti coloro che leggeranno questi messaggi e li mediteranno, diventare i consolatori affettuosi e filiali della Vergine!

Raymond Spies Anyang, 19 marzo 1989 festa di s. Giuseppe

 

Cronaca degli avvenimenti

Le lacrime cominciarono a scorrere il 30 giugno 1985. Presso chi? Do­ve? Nella casa dei coniugi Julio (Kim Man-Bok) e Julia (Youn Hong-Son), che abitano nella città di Naju, a circa 350 km a sud-ovest di Séoul.

Le lacrime colarono quasi senza interruzione per circa due mesi e mez­zo. I visitatori affluivano, provenienti da ogni parte: centinaia al giorno; più volte, durante le prime settimane, ve ne furono fino a tremila: cattolici, pro­testanti, non-cristiani, sacerdoti, religiosi e religiose.

L'Arcivescovo del luogo (Archidiocesi di Kwangju) fu informato.

In seguito, le lacrime colarono ad intermittenza, specialmente nei gior­ni di festa della Madonna.

Le prime lacrime di sangue si ebbero dal 19 al 21 ottobre 1986. Le la­crime più dolorose, infinitamente tristi a vedersi, scorsero il 15 ottobre 1986.

La figlia più giovane di Julia, Teresa, allora di 9 anni, fu la prima a ve­dere le lacrime di sangue. Spaventata, lei chiamò subito la mamma. In quel momento, e già da qualche tempo, Julia soffriva terribilmente agli occhi. Aveva la sensazione che degli aghi si piantassero nei suoi occhi. L'oculi­sta, consultato ripetutamente, non giunse a stabilire una diagnosi.

Il parroco della parrocchia di Naju fu spesso testimone delle lacrime. I sacerdoti coreani del distretto rimasero, per lo più, indifferenti. Alla riu­nione dei sacerdoti del distretto, tenuta nella canonica di Naju, essi disse­ro al parroco che mostrava loro le fotografie a colori delle lacrime di san­gue: «Metti la statua nella tua stanza e si vedrà se essa piangerà ancora!».

Allorché Julia mi riferì questa frase, pensai a quella detta dai nemici di Gesù sul Golgota: «Discendi... e noi crederemo in te».

Il parroco pregò Julia «di cancellare» le lacrime di sangue con un lino bianco; col cuore straziato, lei supplicò la Vergine, che le disse: «Obbe­disci».

Il 5 novembre 1986, la statua fu posta nella stanza del parroco. Il 14 gennaio 1987, in occasione della mia prima visita in Corea, dissi... dolce­mente al parroco, mostrandogli la statua e Julia: «Padre, mandate di tanto in tanto la «Madre» a sua «figlia». Lei è venuta per essa e non piangerà in canonica». Il parroco mi rispose con tono allegro, indicandomi Julia con la mano: «Sì, quando lei lo vorrà».

Il 2 febbraio successivo la statua lasciò il suo posto d'esilio per rien­trare «a casa sua», nell'appartamento dei coniugi Julio e Julia. Essa non aveva versato una sola lacrima durante i tre mesi. Aveva sopportato il suo esilio senza raccogliere la sfida.

Rientrata «a casa sua», poco dopo ricominciò a versare lacrime: lacri­me naturali, lacrime di sangue. Questo a più riprese fino al 25 aprile 1987. In quel giorno la Vergine pianse per ore, prima lacrime naturali, poi lacri­me di sangue. Queste ultime colarono fino alla base della statua. Ci fu un messaggio per tutti i Sacerdoti.

A partire dal maggio 1987, la statua cominciò a spostarsi da sola, in certi giorni, portandosi avanti fino al bordo della sua nicchia, poi tornando al cen­tro, al suo solito posto... Numerosi visitatori hanno visto questo fenomeno.

In seguito, la Vergine continuò a versare lacrime ad intervalli.

Il 28 agosto 1987 io vidi per la prima volta le lacrime e ne sono il pri­mo testimone; accadde alle feste di s. Monica e di s. Agostino, e anche il giorno seguente, il 29 agosto, memoria della Decapitazione di s. Giovanni Battista. Scorsero lacrime di sangue anche nella festa dei Sette Dolori del­la Vergine Maria.

Il 19 ottobre, primo anniversario delle lacrime di sangue, la Vergine ver­sò lacrime ordinarie per parecchie ore. Julia entrò in estasi, subì grandi sof­ferenze; era presente un sacerdote, il suo anziano parroco, padre Johan Pak Hi-Dong.

Festa dell'Immacolata Concezione, 1987: io avevo invitato l'abate Re­né Laurentin, che giunse a Séoul il 7 dicembre, verso sera. Il giorno se­guente, l'8, insieme a una nostra ausiliaria, Dina, raggiungemmo Naju ver­so le 10. Ci fu Messa concelebrata. La Vergine, che non aveva più versato lacrime, ricominciò a versarne nel corso della messa. Al termine della gior­nata vi furono pure lacrime di sangue, che colarono fino alla base della sta­tua. L'abate Laurentin constatò il fatto delle lacrime. Egli firmò il registro dei testimoni; pregò davanti alla statua.

La statua lasciò definitivamente l'appartamento dei coniugi Julio e Ju­lia per raggiungere il suo domicilio definitivo, cioè una sala-cappella abbastanza grande costruita per accoglierla. A fianco fu costruita la nuova abi­tazione di Julio e Julia.

L'abate Laurentin scrisse un articolo sulla Vergine di Naju per la rivi­sta Chrétiens-Magazine (numero di gennaio-marzo 1988).

Questo 8 dicembre fu una giornata piena ed emozionante. Circa 500 persone erano venute da ogni angolo del Paese.

Le lacrime colarono fino al 26 dicembre incluso.

 

Nel 1988

La Vergine pianse dal 1 ° gennaio al 7 febbraio incluso: lacrime naturali. Ci furono tre messaggi durante il mese di gennaio. A Naju, il 29 gennaio, ci fu l'incontro di Julia con Teresa Hwang. Quest'ultima può essere detta la «visionaria-profetessa» (in senso buono) del Paese, a partire dal 1948.

Incontro con l'Arcivescovo di Kwangiu, mons. Victorino Youn.

Alla richiesta esplicita della Vergine, il parroco della parrocchia di Na­ju, padre Lazzaro Lee, contattò l'Arcivescovo.

In un messaggio la Vergine aveva chiesto che padre Lee ed io incon­trassimo l'Arcivescovo. La visita fu fissata per il 4 febbraio, alle ore 15,00. Io arrivai il 4 a Naju verso le 10,15; mi accompagnava Dina. Allorché entrammo nella sala della Vergine, vedemmo che la statua si era mossa fin sul davanti, verso sinistra, volta verso l'entrata donde noi venivamo. La statua aveva trascinato con sé pure la tovaglietta di pizzo posta sotto. Non c'era nessuno nella sala.

Durante 15 minuti, Dina e io potemmo vedere le lacrime che colavano senza sosta. Poco a poco arrivarono parecchie persone per assistere alla Messa che avrei celebrato. Per sapere ciò che accadde allora, basta legge­re il messaggio del 4 febbraio.

Julia aveva ancora le stimmate alle mani. Il sangue iniziò a colare al­l'inizio della Messa. Io avevo appena dato la benedizione finale che Julia lentamente cadde riversa ed entrò in estasi; erano le 11,40. Io mi posi al suo fianco; lei stava allungata sulla schiena, il volto tranquillo, le due braccia allungate sul fianco come quelle della statua della Vergine che piange.

Alle 12,00 precise Julia emise un grido lacerante e in un istante tutto il suo corpo, le sue braccia, le ginocchia, i piedi, la testa presero esattamen­te la posizione di Gesù crocifisso sulla croce. Julia restò «chiusa» nella sua estasi; emetteva delle grida repentine, prolungate e variate nella loro po­tenza ed acutezza. Io non avevo mai sentito nulla di così atrocemente do­loroso. Queste grida si protraevano per 2-3 (4?) minuti, poi la voce si ar­restava per qualche istante; questo durò 25 minuti. Con me vi erano due religiose coreane, parecchie donne e uomini e tre ragazze. Tutti piangeva­no, senza far rumore, ed anch'io.

lo mi sentivo così male al cuore che domandai alla Vergine che questa sofferenza fosse condivisa anche da me. Diedi allora, con la mano, una be­nedizione. Julia si arrestò un istante, dopo aver emesso grida atroci, ripre­se il suo volto calmo e qualche secondo dopo aprì lentamente gli occhi.

Nel messaggio che allora Julia ricevette, la Vergine le disse che fu a causa della mia pietà e della mia benedizione che le sue sofferenze erano state accorciate.

Alle 15,00 il parroco di Naju ed io eravamo nell'ufficio dell'Arcive­scovo. Parlammo per oltre un'ora e mezza; l'Arcivescovo mostrò molto in­teresse, comprensione e... compassione. Mi fece numerose domande su questo genere di fenomeni.

Io procurai all'Arcivescovo tutta la documentazione che avevo già po­tuto raccogliere: copie dei diari di Julia, fotografie, testi dei messaggi, re­gistrazioni filmate...

Passano i mesi: febbraio, marzo, aprile; maggio era verso la fine: più nessuna lacrima, nessun messaggio; un silenzio prolungato, una lunga as­senza della Vergine...

Fu allora che una benefattrice e amica della nostra Opera giunse a Séoul: la ig.ra Marie-Rose Touret, di Bruxelles. Da febbraio lei mi aiuta­va a redigere il testo francese dei messaggi della Vergine di Naju.

Insieme raggiungemmo Naju il 20 maggio. Vi ritornammo il sabato 21; appena giunti, ci dissero: «La Vergine piange»; aveva ricominciato a pian­gere alle 10,20, l'ora in cui avevamo preso l'autobus a Kwangju per Naju. Due religiose, una francese e una italiana, ci accompagnavano; entrambe missionarie e suore Oblate dell'Assunzione.

Le lacrime colarono fino al 24 maggio incluso.

La domenica 5 giugno, festa della ss.Trinità, in chiesa, dopo la comu­nione, Julia cadde in estasi, vide Gesù sulla croce a fianco dell'altare. «II sangue colava in maniera orribile a vedersi», scriverà Julia. Questa volta è Gesù che dà un messaggio a Julia; era la prima volta.

In luglio ci furono tre messaggi. La Vergine parlò soprattutto degli abor­ti. Julia subì, a più riprese, i «dolori spaventosi che provano gli embrioni, allorché li si massacra nel grembo della loro madre». Sofferenze sopporta­te per ottenere da Dio il pentimento degli operatori di questi massacri.

I mesi passarono...

In novembre Julia e Julio parteciparono a un pellegrinaggio di una qua­rantina di coreani, che andavano ad Akita in Giappone. Ivi, presso delle re­ligiose giapponesi, una statua di legno della Vergine versò 101 volte lacri­me naturali e di sangue. Julia poté salutare mons. Ito, allora a riposo, che nel 1984 aveva autorizzato «la venerazione della Santa Madre di Akita». Julia gli consegnò una grande fotografia, incorniciata, della Vergine di Na­ju, che aveva versato lacrime di sangue il 23 aprile 1987, giorno in cui la Vergine trasmise un messaggio speciale per i sacerdoti.

Il 6 novembre, a Tokyo, nel corso di una santa Messa concelebrata dal cardinale di Corea e da altri sacerdoti che accompagnavano il pellegrinag­gio, Julia ebbe un'apparizione della Vergine che le diede un messaggio.

E passò ancora un mese... Non vi erano state più lacrime dal 25 mag­gio precedente.

Arrivò 1'8 dicembre 1988 con la sua bella festa dell'Immacolata Con­cezione. Da qualche giorno io pensavo: «In questo giorno ci mostrerà la Vergine le sue sofferenze?». Poco prima di mezzogiorno ricevetti una te­lefonata da Naju: «Verso le 10,20 la Vergine versa lacrime di sangue... Ju­lia, poco dopo, recitando il Rosario davanti alla statua cade in estasi. Si av­verte il parroco che viene tosto. Julia ha ricevuto un messaggio».

Nuove lacrime di sangue furono versate il 12 dicembre.

 

Nel 1989

Domenica 8 gennaio, festa dei Re Magi

Quattro uomini, responsabili della Legio Mariae nella loro diocesi, si trovavano già in preghiera davanti alla statua verso le 7 del mattino. Fini­te le preghiere, uno di loro si rese conto che la Vergine aveva versato lacrime di sangue e che le lacrime erano colate fino alla base della statua. Ju­lia, avvertita, venne, pregò, cadde in estasi e ricevette un messaggio im­portante. In questo messaggio la Vergine le pose questa domanda: «Cono­sci il diluvio di Noè e la torre di Babele?». Tre giorni dopo lei mi telefo­nò: «Padre, che cos'è la torre di Babele?». Io glielo spiegai; lo stesso per il diluvio di Noè. Durante il suo catecumenato, durato poco più di sei me­si, non aveva potuto sentir parlare di «cose già così lontane» e sperdute nel mezzo di tanti fatti storici.

Domenica 15 gennaio, un messaggio: ma niente lacrime.

Sabato 28 gennaio Julio e Julia vennero da me, per vedermi e spiegar­mi varie cose. Venendo da molto lontano, essi giunsero alle 16,15 e rima­sero con me fino alle 19,15.

Per richiesta della Vergine, espressa 1'8 dicembre, furono inviati al­l'Arcivescovo gli ultimi messaggi, copia dei diari di Julia e fotografie del­la Vergine che versa lacrime di sangue 1'8 e il 12 dicembre. Per questo mo­tivo, da qualche giorno, quest'ultimo si era informato presso il parroco del «movimento, della frequenza dei pellegrinaggi, della diffusione dei mes­saggi, dei risultati spirituali...».

A dire il vero, i risultati spirituali erano palpabili, numerosi, continui. I pellegrini venivano ininterrottamente da ogni parte del Paese.

La diffusione dei messaggi? Dietro richiesta di Julia, io avevo preso in mano questo laborioso compito. Per la prima volta uscì una brossura con le «prime notizie» e qualche messaggio: 65.000 esemplari, editi nel luglio 1987, vennero immessi in circolazione. Poi, a metà febbraio 1988, vengo­no distribuiti 30.000 esemplari, contenenti tutti i messaggi ricevuti fino ad allora. In maggio, la seconda edizione: 80.000 esemplari; all'inizio di ago­sto: 100.000!

In meno di due anni sono stati diffusi 360.000 esemplari. Essi furono distribuiti gratuitamente: la Vergine provvede a... tutte le spese!

Domenica 29 gennaio 1989

Come detto più sopra, i coniugi Mio e Julia erano venuti a vedermi per parlarmi di cose importanti. Julia sembrava molto stanca, il volto... gonfio. Verso la fine della conversazione Mia mi fece sapere che il 27 sera, verso le 22,50, era entrata in estasi ed aveva subito le sofferenze della crocifis­sione per circa 30 minuti. L'estasi era durata un'ora, fino alle 23,50.

Da casa mia, Julio e Julia vennero condotti a Mirinae, grande centro di pellegrinaggio nazionale e luogo dove le suore e i fratelli della Congrega­zione del cuore di Maria esercitano il loro apostolato. Vi si trovano pure i noviziati. Ogni settimana, tra il giovedì e il venerdì, vi è una messa per la conversione della Russia, della Cina e della Corea del Nord. Allorché il tempo lo consente, si celebra la Messa nel luogo detto Getsèmani, sul pen­dio della collina che sovrasta le abitazioni. Vi sono spesso fino a cento, duecento persone e più, che vengono da lontano.

Il 29 gennaio è giorno che richiama ricordi importanti per la Congre­gazione del cuore di Maria, fondata dietro richiesta esplicita della Vergine, tramite Hwang Teresa. Quest'ultima aveva invitato Julia ad andare a Miri­nae. Aveva invitato pure me.

Quel 29 gennaio richiamava il 29 gennaio 1988, giorno in cui Julia ebbe le stimmate sulle mani alla presenza di Teresa Hwang. Quest'ultima aveva an­nunciato che in quel 29 gennaio, lei (Teresa) avrebbe dovuto subire grandissi­me sofferenze e questo in stato di estasi, come il 29 gennaio 1987 e 1988.

Ciò si verificò per Teresa in due riprese; io potei vedere ciò che ella subì nel corso del pomeriggio.

Il mattino del 29 gennaio, verso le 8,30, una telefonata da Mirinae mi comunica: «Padre... dalle 4,00 circa del mattino alle 5,00 Julia ha subìto gli assalti di Satana che, vinto, si è vendicato facendo ribaltare il materas­so sottile dal basso in alto (cioè fece ripiegare i piedi, il corpo sulla testa). Satana ha afferrato Julia ai due lati del collo, del volto, alle mani e sopra i polsi. Poi ella, dopo essersi comunicata e restando distesa, entrò in estasi e subì le sofferenze della crocifissione: le apparvero in fronte sei ferite (co­me causate dalle spine) con sangue, le stimmate alle mani ed ai piedi, ed una al petto in forma di croce. Padre, venga...». Promisi che sarei andato dopo aver celebrato la Messa nella mia piccola parrocchia. Verso l'una, una vettura, inviata da Mirinae, venne a prelevarmi.

Verso le 14,40, mi trovavo inginocchiato all'orientale (seduto sui tac­chi) presso il letto di Julia. La chiamai dolcemente; lei apri gli occhi: il suo volto era ancora tutto spossato per le sofferenze subite.

Suo marito mi mostrò tutte le piaghe.

Erano presenti anche padre Francesco Chong, cofondatore della Con­gregazione del cuore di Maria, e padre Kim Ké-Tchoun Domenico, cap­pellano capo dell'esercito della Corea. Un buon numero di religiose e un gruppo di pellegrini erano riusciti ad entrare nella sala, abbastanza capace: circa 70 persone.

Verso le 14,50 Julia cominciò a muoversi, ad agitarsi come presa nuo­vamente dalle sofferenze. Tutto il suo corpo riprese la posizione di Gesù sulla croce. Julia entrò in estasi; io guardai l'orologio: erano le 15,01. Da­to che assumere " la posizione della crocifissione" non aveva richiesto che un breve momento, si può dire che le sofferenze della crocifissione co­minciarono alle 15,00. Come era accaduto il 4 febbraio 1988, questa vol­ta si ripeterono i dolori atroci, le grida laceranti... Ad un certo momento Ju­lia gridò: «Non c'è nessuno che mi deporrà dalla croce?».

Si vedevano le piaghe alla testa, alle mani... (i piedi erano ricoperti da una leggera coperta, perché Julia aveva freddo).

Nessuno si muoveva né parlava nella sala; molti pregavano silenziosa­mente; tutti erano profondamente emozionati.

Si vedevano bene i «segni di Satana»: sette unghiate per lato ai due la­ti del collo, presso le mascelle; sei su ogni guancia; tre un po' al di sopra dei polsi; cinque sul dorso delle mani; cinque sopra ad ogni piede. Il de­monio batteva sulle gambe, su tutto il corpo di Julia, la pestava...

Queste sofferenze durarono fino alle 15,35-15,40 circa. Poi Julia si gi­rò, con il petto e il ventre verso il basso; le sue braccia si posero dietro la schiena; i polsi sembrava fossero stati legati. Poco dopo cominciò ciò che si potrebbe chiamare una seduta, una scena di tortura. Talvolta la testa di Julia si alzava all'indietro, poi si riabbassava in avanti. Julia emetteva gri­da di un dolore insopportabile...

Penso di averla benedetta almeno due volte.

Hwang Teresa si trovava alla sinistra di Julia, Julio ed io alla destra. Più precisamente, io mi trovavo presso la testa.

Hwang Teresa disse: «Le sofferenze attuali di Julia sono quelle di san­t'Andrea Kim Tae-Kon» (1). Primo sacerdote coreano, martirizzato a Séoul il 16 settembre 1846. Egli ebbe la testa tagliata, do­po aver subito numerosi ed atroci supplizi; aveva appena 25 anni.

Tutte le sofferenze di Julia terminarono verso le 16,00, lasciandola an­simante.

In tre giorni aveva subìto tre volte la «crocifissione».

Diverrà lei la «Marta Robin» della Corea e per il mondo? Mia e suo marito fanno parte di quel «laicato consacrato» di cui parlò Marta Robin, che ripeteva che sarebbe stato per «i laici consacrati che la Chiesa avreb­be progredito».

In effetti, per l'esempio di Julia e di suo marito, così buono, e che l'ha offerta al 100% alla Vergine, tante e tante anime ritornano a Dio.

E l'Autorità ecclesiastica?

Padre Kim Ké-Tchoun Domenico, con cui io potei parlare a lungo, e che per la sua posizione e per il suo rango è in contatto diretto con l'epi­scopato, mi dice questo: «L'episcopato guarda: vi è chi è favorevole, chi è più o meno indifferente, chi per vana gloria (sic!) reagisce con i propri pen­sieri umani, quelli del mondo».

Come ho scritto più sopra, l'Arcivescovo dell'Archidiocesi di Kwang­ju, da cui dipende la città di Naju, ha sempre mostrato disposizioni bene­vole, favorevoli.

L'8 gennaio scorso, i quattro cristiani che erano stati i primi testimoni delle lacrime di sangue in quel giorno, erano andati nel pomeriggio a far visita all'Arcivescovo. Uno di essi era un suo buon amico; la sera cenaro­no tutti insieme con lui.

Essi fecero conoscere all'Arcivescovo «ciò che avevano visto» e insi­stettero perché, il più presto possibile, fosse accordata l'autorizzazio­ne ufficiale alla «venerazione», tramite la diocesi. L'Arcivescovo disse lo­ro fra l'altro che continuava ancora a «guardare» i fatti, la loro evoluzio­ne. Egli disse: «... per il momento io sto considerando i frutti...».

In effetti, assai recentemente, l'Arcivescovo aveva fatto un'inchiesta privata circa i coniugi Julio e Julia, la loro famiglia, i «fatti», l'organizza­zione, il comportamento dei pellegrini. L'inchiesta ha lodato il comporta­mento dei coniugi e «ciò che si faceva» nella sala della Vergine.

Il Cardinale di Corea mi aveva egli stesso contattato da Manila, il 6 di­cembre 1987, per dirmi che l'abate René Laurentin sarebbe arrivato a Séoul il 7 dicembre.

Oggi ho appreso che il Vescovo ausiliare di Séoul, mons. Paul Kim, ha nel suo ufficio la fotografia della Vergine di Naju, che io gli avevo inviato l'anno scorso.

Un altro vescovo, quello di Masan, mi ringraziò in due riprese per i li­bretti dei messaggi che io gli avevo inviato.

Anche il mio vescovo, mons. Angelo Kim, è favorevole. Egli è Presiden­te della Commissione episcopale. Egli stesso mi ha detto, nel gennaio 1988, che aveva risposto a dei vescovi che mostravano dell'opposizione: «Se noi impediamo alla gente di andare a Naju, Satana, avrà lui buon gioco».

Il vescovo di Inchon, missionario americano, parlò a lungo con me del­la Vergine di Naju. Egli me ne parlava con cuore e con interesse.

Al presente, la maggior parte dei sacerdoti dell'Arcidiocesi di Kwang­ju è ben disposta. Sono quelli della diocesi di Séoul che sembrano, in ap­parenza, non prestare attenzione agli appelli della Vergine di Naju. La Ver­gine ne parla nei suoi ultimi messaggi: «... molti miei figli sacerdoti non accettano i miei messaggi».

La Vergine basa la «divulgazione dei suoi messaggi» sulla preghiera, dicendo: «Pregate perché i miei messaggi si diffondano».

Nulla si fa senza amore. Dio interviene per mezzo di Gesù e Maria, se «noi paghiamo» per gli altri con il nostro amore, i nostri sacrifici, le nostre mortificazioni, i nostri digiuni.

La lettura e la meditazione dei messaggi faranno conoscere i desideri, gli appelli, le suppliche della Vergine. Essi sono un vero e proprio piccolo trattato di fede, di preghiera, di vita cristiana fervente.

Che cosa ci riserva l'avvenire? Come continuerà la Vergine, con le sue lacrime e i suoi messaggi, ad esserci così vicina?

Il «cielo tutto intero» è sempre ciò che è più vicino a noi.

 

5 febbraio 1989

Come ho scritto più sopra, mi recai a Naju il 4 febbraio 1988. La Ver­gine piangeva da un mese. Dopo la Messa da me celebrata, Julia entrò in estasi e subì le sofferenze della croce, con le stimmate alle due mani.

Ufficialmente, per la prima volta, ci fu l'incontro con l'Arcivescovo del­la diocesi. Esattamente un anno dopo questo incontro, il 5 febbraio 1989,

l'Arcivescovo convocò il parroco della parrocchia di Naju, padre Lazzaro Lee Chun-Su.

L'Arcivescovo volle interrogarlo sugli «ultimi recenti fatti» a riguardo delle lacrime, dei messaggi, di Julia, delle stimmate, dei pellegrinaggi, del numero dei sacerdoti, di religiosi, di cristiani che, nel corso del 1988, era­no venuti a pregare ai piedi della Vergine di Naju.

Egli manifestò grande interesse per tutte le informazioni ricevute. Fu sorpreso di sapere che un bel numero di sacerdoti del Paese erano venuti in pellegrinaggio.

Tra le riflessioni che egli fece al parroco, e che quest'ultimo trasmise a Julia, e Julia a me, vi sono le seguenti:

- lo credo fermamente alle lacrime.

- Io riconosco l'autenticità delle lacrime.

- Da parte di Julia non vi è stata deviazione.

- Continuate a tenermi al corrente, dandomi i messaggi, i diari di Julia, le registrazioni filmate...

Il parroco aveva fatto conoscere all'Arcivescovo gli ultimi fatti riguar­danti Julia: la tentazione di Satana, i suoi colpi, le sue unghiate; le due se­dute di sofferenze della croce, le stimmate, le sei piaghe sulla fronte del 29 gennaio. L'Arcivescovo ne fu impressionato.

Il parroco gli fece sentire una cassetta contenente i messaggi dati a par­tire dal 24 luglio 1988. Julia stessa ne aveva letto il contenuto. L'Arcive­scovo ne fu così soddisfatto che pregò il parroco di dargli la cassetta. L'Ar­civescovo chiese se si erano tenute aggiornate le statistiche.

Di tanto in tanto io avevo raccomandato a Julia di cercare di tenere ag­giornato, nei limiti del possibile, il registro dei visitatori. Le spiegai come fare, mostrandole che un giorno detto registro avrebbe avuto una grande importanza...

Il parroco, infatti, non poté dare una risposta precisa e s'informò pres­so Julia.

Quanti sacerdoti erano venuti a Naju nel 1988? Risposta: almeno 150! L'Arcivescovo fu sorpreso di questa cifra elevata. Le statistiche danno circa un migliaio di religiosi e religiose; il numero dei cristiani sale a cir­ca 15.600.

Tuttavia Pak Lubino, colui che aveva fatto dono della statua (che versa lacrime) ai coniugi Julio e Julia ed è ogni giorno «come l'apostolo della Vergine» presso i pellegrini, mi fece sapere che, per lui, le «cifre registra­te» non rappresentano che un terzo della realtà. In effetti, spesso fu im­possibile prender nota dei pellegrini che venivano...

E i pellegrini continuano a cercare la loro Madre, colei che mostra lo­ro la sua presenza, le sue angosce, i suoi dolori.

I libretti contenenti i messaggi dati fino ad oggi, saranno diffusi in tut­to il Paese, come è stato fatto negli ultimi due anni.

Per 1' 11 febbraio scorso, festa di nostra Signora di Lourdes, procurai che una lettera, che riassumeva «i fatti» della Vergine di Naju, fosse inviata al Cardinale di Séoul, all'Arcivescovo di Kawngju e a tutti gli altri vesco­vi del Paese.

Prima avevo molto pregato la santa Vergine, chiedendoLe di non scri­vere che ciò che Ella desiderava.

Scrissi questa «Lettera circolare all'Episcopato» dapprima in francese; la feci tradurre dal miglior traduttore del Paese, il professor Martin Ahn Ung-Tyol. Aggiunsi, all'invio di questa lettera, i più recenti messaggi, il li­bretto dei messaggi precedenti e alcune fotografie.

In questo modo, ogni vescovo avrebbe potuto avere in mano una sinte­si dei fatti e sarebbe stato maggiormente in grado di prendere parte allo scambio di vedute della prossima riunione dell'episcopato, a riguardo del­le lacrime della statua di Naju.

Tuttavia il parroco di Naju mi fece sapere, nel novembre 1988, in oc­casione della mia visita a Naju, che l'Arcivescovo aveva formulato questa intenzione: «A proposito delle lacrime della statua, prenderò le decisioni io stesso, indipendentemente dall'episcopato».

Non ci resta che pregare di più, circondare la Vergine che piange di un amore sempre più grande, perché questo amore ottenga il più rapidamente possibile l'approvazione, l'autorizzazione desiderata.

Possa la Vergine avere il più presto possibile il suo «Santuario di pel­legrinaggio».

Sarà allora il primo nel Paese. Sarà il santuario che ricorderà ai cristia­ni di Corea e del mondo che la Vergine ha visitato anche i suoi figli del piccolo Paese, il più lontano e il più isolato dell'Asia.

Ed è di qui che lei parla al mondo tutto.

In effetti, in occasione della visita di don Stefano Gobbi nella Co­rea del Sud, nel settembre 1987, la Vergine comunicò, a Séoul, il 27 set­tembre, un messaggio dove si può leggere:

«Da ciò che sta accadendo qui, tutta la Chiesa deve comprendere che la presenza della Madre è indispensabile per il suo rinnovamento spirituale... ... Io voglio benedire la Corea, terra amata di amore, di predilezione dal mio Cuore immacolato, e tutte le nazioni del continente asiatico e del mon­do intero».

 

Sabato 26 agosto, ore 8,40

Ero stato a Naju l'ultima volta all'inizio dell'ottobre 1988. La Vergine non versava lacrime.

Avevo visto le sue lacrime per la quarta volta il sabato 21 maggio 1988. Ero andato a Naju con la sig.ra Madre-Rose Touret, di Bruxelles... Avevo potuto vedere le lacrime il 18 agosto 1987, come primo testi­mone; 1'8 dicembre 1987, con il rev.mo padre René Laurentin e più di 500 pellegrini...; infine il 4 febbraio 1988.

I mesi passavano. Desideravo recarmi a Naju; a motivo della debolez­za dei miei occhi, non potevo fare il viaggio da solo. Chi poteva condur­mi, era impegnato nei lavori di riparazione della nostra casa.

Poi, per tutto il mese di luglio, ebbi la visita di un caro amico, padre Carlo Cantone, professore all'Università Pontificia Salesiana di Roma. Ero veramente desolato di tanto ritardo nell'andare ad inginocchiarmi davanti alla statua della Vergine, che aveva già versato tante lacrime dal 30 giugno 1985.

Alla fine si fissò il viaggio con Dina, una nostra ausiliaria; sono dieci anni che lei lavora nella nostra Opera per i più diseredati. La data stabili­ta le si adattava bene, perché venerdì 25 agosto era l'anniversario della morte di sua mamma. Lei andava a raggiungere i suoi per commemorare detto anniversario, che si sarebbe tenuto a Kwangju, che dista mezz'ora di auto da Naju.

Decisi di fare un pellegrinaggio di tre giorni per riparare alla mia lun­ga assenza.

Giovedì 24 agosto, Dina ed io arrivammo verso le 14,15 davanti alla statua... Pregammo a lungo.

Verso sera, Dina si recò da una delle sue sorelle a Kwangju; io invece andai al convento delle suore Oblate dell'Assunzione, pure a Kwangju. La mattina di venerdì 25 agosto ritornai presso la statua della Vergine e vi trascorsi tutta la giornata.

Ci furono ovviamente delle interruzioni: cristiani che mi chiedevano di parlare della Vergine, il pranzo a casa di Mia, l'incontro con padre Ry Laz­zaro, parroco della parrocchia del Santo Rosario, da cui dipende Julia e per conseguenza... la statua che versa lacrime.

Il parroco venne a dirmi questo: « ... Nel giugno scorso, come sapete, ero andato agli esercizi, con il nostro Arcivescovo (quello dell'Arcidiocesi di Kwangju) e tutti i sacerdoti della nostra diocesi, nella casa di ritiro "Aaron" (ad Anyang, il villaggio dei lebbrosi). Il mercoledì ero stato a farvi visita a casa vostra. Venerdì, ultimo giorno degli esercizi, nel pomeriggio, un grup­po di nostri sacerdoti desiderava che vi fosse un incontro di tutti i religiosi. Questo gruppo voleva che "si parlasse della Vergine che piange a Naju". Erano i sacerdoti "maldisposti verso i fatti di Naju".

L'Arcivescovo, di proposito, si era ritirato, lasciando la direzione della riunione al suo supplente; vi fu uno scambio di idee, ma senza progresso. L'Arcivescovo ritornò per dichiarare: "Il fatto delle lacrime è innegabile; troppe persone lo hanno constatato. 1 libretti di p. Spies? Lasciateli circo­lare. Io m'informo e controllo tutto con cura. Non si può impedire ai pel­legrini di andare a pregare davanti alla statua"».

Padre Ry spiega: «I sacerdoti "sfavorevoli" volevano che s'interdices­se la diffusione dei libretti e che s'impedisse alla gente di andare a prega­re davanti alla statua». Io gli posi questa domanda: «Come si dividono i sacerdoti della diocesi riguardo alla statua della Vergine che piange?». La sua risposta fu: «La maggioranza è favorevole, un gruppo è indifferente e un altro è ostile». «Quest'ultimo gruppo rappresenta un buon numero di sa­cerdoti?». «No, sono un piccolo numero».

Per la verità, mons. Victorino Youn, non ha mai mostrato del sospetto, dell'opposizione ai «fatti di Naju», tanto meno ha mai espresso pareri sfa­vorevoli, al contrario.

Il 5 febbraio 1989, convocato padre Ry Lazzaro, gli disse: «Io credo fortemente alle lacrime.., io riconosco la veracità delle lacrime.., presso Ju­lia, non vi è mai stata deviazione...».

Dopo la mia conversazione con il parroco, mi recai con Julia di nuovo al­la sala della Vergine. Anche un buon numero di cristiani venne a pregare. Al momento di ripartire, con Julia mi avvicinai alla statua della Vergi­ne. Julia mi mostrò qualche segno delle lacrime di sangue, che la Vergine aveva versato per più di tre ore, nel pomeriggio di mercoledì 5 luglio, a partire dalle 15,15. Quel giorno era la festa di sant'Andrea Kim Tae-Kon. Perché non vi era che qualche segno delle lacrime di sangue? Una don­na, venuta qualche giorno dopo, si era permessa, senza alcuna autorizza­zione, di «cancellare tutte le tracce di lacrime di sangue» con il suo fazzo­letto, probabilmente inzuppato di acqua. Julia arrivò nel momento in cui ella terminava la sua deplorevole azione. Julia la rimproverò e si fece da­re il fazzoletto, con l'intenzione di consegnarmelo perché fosse conserva­to più accuratamente; Julia mi diede poi questo fazzoletto.

Al momento di lasciare Julia, le dissi: «Forse domani la Vergine verse­rà lacrime per mostrarci il suo dolore... »; non dissi altro. Ma io avevo det­to molto di più alla Vergine da una settimana...

Alle sette di sera mi trovavo presso le suore Oblate dell'Assunzione. Ci eravamo accordati per la Messa dell'indomani, sabato 26 agosto, per le 9,15. Lasciai la mia camera verso le 9,10 per recarmi in sacrestia, allorché una suora venne a dirmi: «Padre, vi chiamano al telefono. La comunica­zione viene da Naju». Allorché presi il telefono, la comunicazione era sta­ta interrotta. Aspettai un momento, e subito mi venne in mente il pensiero: «Se mi telefonano a quest'ora, mentre a Naju si sa che io arriverò verso le 11, vuol dire che la Vergine versa lacrime...!».

Ero già molto emozionato allorché il telefono squillò nuovamente; era da Naju. Una voce ben nota, quella dell'ausiliario più vicino alla Vergine, quello che presta servizio tutti i giorni, Pak Lubino, mi diceva con voce tremante e piena di emozione: «Padre, dalle 8,40 di stamattina la Vergine versa lacrime di sangue». Gli risposi: «Appena terminata la Messa qui, ver­rò, e sarò presso la Vergine verso le 11 ».

Cominciando la Messa, annunciai l'impressionante notizia alle tre reli­giose presenti: due coreane, suor Giovanna e suor Ry (Lee) Lucia, ed una italiana, suor Gemma Rossi, rientrata tre giorni prima dall'Italia.

Si può immaginare la nostra emozione. La testimoniava la voce delle suore che leggevano i testi biblici della Messa.

Prima della Messa e dell'annuncio della «notizia», solo suor Giovanna mi aveva chiesto se poteva accompagnarmi a Naju. Dopo la messa, le tre suore partirono con me. Verso le 11,00 eravamo davanti alla statua della Vergine.

In quel momento eravamo in pochi. La Vergine aveva cessato di pian­gere. Si vedeva il deflusso delle lacrime di sangue sulle gote; una grossa goccia di sangue sotto il mento; la continuazione del deflusso dal lato de­stro, dal lato sinistro del petto, sotto la cintura, fino in basso. Dal lato de­stro, le lacrime di sangue erano colate in abbondanza, andando a cadere sul primo centrino che circonda il piede della statua, lasciandovi una grande macchia di sangue. Attraversando il centrino, le lacrime erano penetrate nella tovaglia che copriva tutto il fondo della nicchia. Si vedeva una gran­de macchia di sangue lunga almeno dieci centimetri e larga, al centro, cir­ca sette centimetri. Inoltre delle lacrime erano come zampillate, schizzate fuori dagli occhi cadendo a 12-15 centimetri, davanti alla base della statua.

Le persone, mentre osservavano quest'abbondante effusione di lacrime di sangue, restavano col fiato sospeso. Tutte parlavano a voce molto bas­sa, come in un soffio quasi inudibile. E fu così per l'intera giornata.

Io passai quasi due ore davanti alla statua della Vergine. Le suore Obla­te erano alla mia destra. Julia era venuta ad inginocchiarsi alla mia sinistra. Mi disse: «La Vergine vi darà un messaggio...». Come? Oggi, 29 agosto, per telefono, mi ha detto: «... questo messaggio, lei ve lo può dare tramite una voce interiore...».

(Apro qui una parentesi importante. Sono le 10,40 del mattino del 29 agosto. Ho ripreso quest'esposizione da circa dieci minuti. Prima di mettermi al lavoro, ho discusso diversi punti con Julia al telefono. La pri­ma cosa che lei ha detto è stata: «Padre, dalle 8,25 di stamane la Vergine versa lacrime naturali». Oggi è martedì 29 agosto, commemorazione del martirio di san Giovanni Battista. Nei giorni 26, 27, 28, 29 agosto 1987 erano colate lacrime naturali dagli occhi della Vergine di Naju).

In base al programma prestabilito, dovevo lasciare la sala della Vergi­ne a mezzogiorno per recarmi a Séoul. Telefonai a Dina, la nostra ausilia­ria, che si trovava a Kwangju, dalla sorella. Lei poté concordare una par­tenza successiva, in aereo, alle 19,45 di sera. Dovevo assolutamente esse­re ad Anyang per la domenica, e raggiungere la mia parrocchia di campa­gna, a Ha-ou-hyon. Questo mi consentì di trascorrere tutto il pomeriggio ai piedi della Vergine.

Gabriele, l'abituale fotografo... della Vergine da quattro anni a questa parte, cuore che la Vergine aveva attirato a Dio e a sé con le sue lacrime, era anche lui profondamente scosso. Lui, così vivace, esuberante le altre volte, sembrava sconvolto: non parlava che... in un soffio.

Senza dirmi niente e per farmi una sorpresa, verso mezzogiorno e mez­zo, senza pranzare, partì in taxi per Kwangju. Era di ritorno alle quattro meno un quarto. Aveva fatto sviluppare la pellicola delle foto prese nella mattinata; me le offrì tutte, erano ben riuscite. Io le riguardo sovente; che sofferenza vedere il volto così afflitto della Vergine Maria coperto di lacri­me di sangue, la tovaglia con la grande macchia di sangue...

Verso le quattro, cominciò la preparazione di una ripresa filmata della durata di un'ora. Sono anni che speravo di preparare una simile ripresa fil­mata. Gabriele possiede da poco un apparecchio del tutto nuovo (Sony-Ni­kon) per riprese cinematografiche con registratore. I cristiani del vicinato erano stati avvisati. Si trattava di riprendere, per un tempo prolungato e senza cambiare di posto, il volto e i vari posti dove si trovavano essiccate le lacrime di sangue. Quanto alle riprese, avevo spiegato a Gabriele ciò che desideravo. Egli fece il possibile per accontentarmi. Il più profondo silen­zio regnava nella sala-cappella.

Durante le riprese furono recitati due Rosari, lentamente. Alla fine i cri­stiani recitarono la preghiera di san Bernardo alla Vergine e l'orazione. E per finire tre strofe di un canto alla Vergine (1). È un canto fiammingo che ha come titolo: «O Maria, die daar staat: o Maria tu che sei qui, tu sei buo­na, io sono cattivo, vuoi tu guarire la mia povera anima? lo ti canterò un'Ave Maria».

Nel 1963, quando ero professore, avevo insegnato questo canto agli studenti di filosofia; uno dei giovani, un poeta, aveva scritto il testo coreano. Il canto è nel libro dei canti della Chiesa di Corea.

(Se questa ripresa filmata sarà sufficientemente ben riuscita, farò in mo­do che venga diffusa in Corea e nel mondo. Permetterà di recitare il Ro­sario contemplando il volto in lacrime della vergine Maria, di unirsi ai suoi dolori, di riparare con Lei...

Ho già ordinato quaranta copie di questa ripresa. So già che si esauri­ranno rapidamente e che si dovrà rifarne altre di continuo. Io le invierò an­che all'estero).

Eravamo una ventina di persone all'inizio del primo Rosario. Poco a poco altre persone si aggiunsero a noi. Alla fine del secondo Rosario era­vamo circa 45 persone. Regnò sempre il più profondo silenzio...

Il capo dei cristiani del luogo, su invito di Julia, si era inginocchiato da­vanti, al centro, proprio di fronte alla statua. Altri uomini si erano ingi­nocchiati, seduti sui talloni, ai suoi lati. Dietro c'erano le altre persone. Il capo dei cristiani, di oltre 70 anni di età, dirigeva la preghiera con gravità tutta orientale. Si avvertiva che era profondamente emozionato: sono or­mai quattro anni che la Vergine piange nel «settore di cui è responsabile di fronte alla parrocchia».

Ed io pensavo: «La Vergine, qui a qualche passo da noi, ha mostrato il suo immenso dolore. Sono comparse le lacrime... Lei piange per tutti i suoi figli della terra... E noi non siamo che pochi... Nemmeno una decina allor­ché arrivai; una ventina all'inizio del rosario... una quarantina alla fine... E la Vergine ha... egualmente mostrato il suo dolore... Così poche persone, pregando insieme, possono ugualmente avere tanta forza d'intercessione per riparare i peccati del mondo...?».

E pensavo ai pochi pastori presenti alla grotta di Betlemme, ai tre Ma­gi d'Oriente e ai loro servitori, alle poche persone, tra cui Maria..., presenti presso la croce di Gesù...

E scrissi queste righe... Le invierò un po' dovunque, le farò tradurre an­che in coreano.

Mercoledì, 30 agosto 1989

Avevo scritto poco sopra che la statua della Vergine aveva ricomin­ciato a versare lacrime ieri, martedì 29, a partire dalle 8,25 circa del mat­tino.

Ieri sera, e oggi verso mezzogiorno, telefonai a Julia. Mi disse «che la Vergine continuava a piangere... che lei (Julia) era andata a pregare alle 3 del mattino del 29, davanti alla statua... che aveva visto, per la durata di 35-40 minuti, in estasi, la Vergine che teneva il bambino Gesù in braccio..., che lei (Julia) non aveva mai visto il volto della Madonna così triste, co­me anche il volto di Gesù: piangevano tutti e due». Julia aggiunse che lei stava scrivendo la relazione su questo fatto per poi inviarmela... e che quel­la sera (29) la Vergine piangeva ancora.

Sembra che «qualcosa di ben doloroso» si prepari per la Corea, così la­cerata da tanto odio...

Il Congresso Eucaristico?...

 

Venerdì, 13 ottobre 1989

In questo giorno, con padre Louis Bosmans, suor Adelina Langlois e Dina You, mi recai in treno a Naju.

Padre Louis Bosmans, attualmente parroco in Canada, era stato con me nello scolasticato dei padri Salesiani in Belgio. Grazie ad un articolo che avevo scritto sulla Vergine che piange a Naju, apparso sulla rivista maria­na Stella Maris (Stella del Mare), egli poté prendere contatto con me. Ar­rivò da noi il 3 ottobre, per il Congresso Eucaristico che si teneva a Séoul dal 5 all'8 ottobre, e anche per recarsi con me presso la Vergine a Naju.

Suor Adelina Langlois (81 anni), missionaria in Giappone dal 1949, era arrivata da noi il 29 settembre. Come ogni anno, era venuta ad aiutarci nei lavori di ufficio; io la conoscevo dal 1956.

Dina è una delle nostre ausiliarie. All'età di dodici anni era già stata mia parrocchiana a Noktong, piccolo porto di mare a cinque minuti di barca dall'isola di Sorokto, l'isola dei lebbrosi. Dal 1979, lei lavora con noi. Per due volte ha visto le lacrime della Vergine a Naju.

Insieme lasciammo Séoul, in treno, alle 9,05 del mattino. Scesi a Kwangju verso le 13,00, verso le 14,00 arrivammo davanti alla statua del­la Vergine a Naju.

Vi erano parecchie persone nella cappella della Vergine. Avevo appena cominciato a pregare che una religiosa, fattasi vicino, mi pregò di parlare della Vergine di Naju a una decina di coreane, che vivevano negli Stati Uniti ed erano venute per il Congresso Eucaristico. Mi appartai con loro in una saletta vicina per spiegare «la storia della statua»; non sapevano nulla al ri­guardo, salvo che una statua della Vergine versava lacrime in Corea. Lasciarono la cappella della Vergine verso le 15,00.

In quel momento giunse Julia: era sfinita per le sofferenze fisiche, che sopporta senza posa; si prestò di buon grado per le foto sollecitate dai pel­legrini.

Recitammo un rosario.

Verso le 17,00 padre Louis Bosmans, suor Adelina ed io ci ritirammo in un'altra sala vicina alla cappella. È la sala dove i pellegrini possono ve­dere le riprese filmate sulla Vergine che versa lacrime. In questa sala pos­sono anche riunirsi e consumare i loro pasti.

Noi guardammo la prima ripresa filmata, quella del luglio 1985. Pak Lubino, «vero servitore» della Vergine, di servizio tutti i giorni presso la statua, ci mostrò un film.

Verso le 17,40 egli lasciò la sala, ma ritornò pochi istanti dopo tutto emozionato, per dirmi: «La Vergine piange». Subito ci recammo in cap­pella. In effetti la Vergine versava lacrime.

Muti, emozionati, ciascuno guardava il volto della Vergine... Le lacri­me colavano lentamente.

Come responsabile della cappella e della diffusione dei messaggi, pre­si la statua fra le mani perché ognuno dei presenti potesse vedere da vici­no il volto in lacrime della Vergine.

In quel momento si aggiunsero al nostro piccolo gruppo due uomini, uno cattolico (Pietro Tchwe Tong-Rim) di Kwangju, l'altro, suo compagno, non cristiano. Tutti e due erano venuti a salutarci. Pietro Tchwe era emo­zionatissimo nel vedere la Vergine piangere.

Proposi al gruppo di recitare il rosario e invitai Pietro Tchwe a diriger­ne la recita; cosa che egli fece subito. Durante la recita la sua voce risuo­nava piena d'emozione; sembrava farsi forza per trattenere le lacrime.

Finito il rosario, i presenti guardarono di nuovo le lacrime. Erano la­crime naturali che colavano e si mescolavano ai «resti» delle lacrime di sangue, versate il 26 agosto e rimaste visibili sul volto, e tutta la statua.

Padre Louis Bosmans, suor Adelina ed io dovevamo trovarci almeno per le 19,00 al convento delle suore Assunzioniste di Kwangju! Le lacrime della Vergine ci trattennero, ed arrivammo dalle suore con un'ora di ri­tardo. Vi era fra loro la Superiora generale, suor Georgette, l'Assistente ge­nerale, suor Paul-Bernardette; la Superiora locale è suor Christiane-Marie. Vi era anche una suora italiana, suor Gemma, che aveva visto le lacrime della Vergine due volte, il 21 maggio 1988 e il 26 agosto 1989. Grande fu l'emozione delle suore nell'ascoltare il nostro racconto.

Debbo aggiungere un piccolo dettaglio: fu Pietro Tchwe a condurci con la sua auto dalle suore. Prima di lasciare la cappella, egli mi aveva fatto questa domanda: «Qual è il senso delle lacrime della Vergine? ...». Io gli ri­sposi e gli diedi il libretto dei messaggi in coreano e l'opuscolo sulla Ver­gine che piange.

Mentre ci portava dalle suore Assunzioniste, egli mi raccontò come era venuto a conoscenza della Vergine di Naju. In breve, ecco ciò che mi dis­se: «... lo sono nativo di Naju. Vi ho vissuto prima di stabilirmi a Kwang­ju. Sono farmacista e ho una farmacia in questa città. Sono stato battezza­to nel 1981. Sono in relazione con un buon numero di sacerdoti. Cinque mesi fa un sacerdote coreano della diocesi m'invitò ad andare negli Stati Uniti con lui; accettai. Fu lì che per la prima volta intesi parlare della Ver­gine di Naju, trovandomi fra coreani cattolici che vivevano negli Stati Uni­ti. Al mio ritorno a Kwangju, ne parlai a vari sacerdoti coreani; essi non sapevano che dirmi...! Oggi sono andato a Mokpo (una grande città a cir­ca 100 km. a sud di Kwangju) col mio amico. Al ritorno sentii che mi pren­deva il sonno; allora ci fermammo a riposare ai bordi della strada. Mi ri­tornò insistente il pensiero di andare a vedere la Vergine di Naju: mi sen­tivo come spinto. Seguii l'ispirazione. Quale non fu il mio stupore nel ve­dere le lacrime della Vergine e nell'apprendere che erano cominciate po­chi istanti prima... Io ne parlerò ai sacerdoti... Sento che la Vergine vuole che io testimoni per lei...».

L'incoraggiai a seguire l'ispirazione di testimoniare per la Vergine.

 

Sabato 14 ottobre 1989

Erano circa le 9,30 del mattino. Fui chiamato al telefono. Pak Lubino da Naju mi disse: «Padre, a partire dalle 9,00 di questa mattina, la Vergi­ne piange molto: sono lacrime di sangue. Sono arrivate già fino ai piedi della statua... ». Risposi che verso le 11,00 sarei arrivato alla cappella con padre Louis Bosmans e suor Adelina. Dina si trovava da una sorella a Kwangju.

Alle 11,00 precise eravamo tutti e tre davanti alla statua. La Vergine aveva cessato di versare lacrime di sangue, ma le lacrime naturali conti­nuavano a colare fino ai piedi della statua.

Senza parlare e più emozionati del giorno prima, guardavamo il volto addolorato della Vergine coperto di lacrime di sangue e la cui espressione era così toccante.

Anche questa volta presi la statua nelle mie mani, togliendola dalla nic­chia dove si trovava. Così ciascuno poteva guardare da vicino il volto ad­dolorato (non si deve dimenticare che la statua misura solo 55 cm. di al­tezza e che è molto difficile vedere bene le lacrime nella penombra della nicchia).

Posi la statua nelle mani di padre Bosmans. Furono scattate delle foto di gruppo e con persone singole; venne filmata la scena con una cinepresa. Arrivò Julia; dal giorno prima, sfinita com'era, non aveva potuto muo­versi. Posi la statua fra le sue mani, aiutandola a sostenerla. Proposi d'in­tonare qualche lode alla Vergine.

Intonai per primo un'aria molto bella, in fiammingo, che avevo impa­rato al noviziato: «Er is een naam...» (C'è un nome...). Padre Bosmans can­tò con me. Poi Julia intonò una melodia che si canta sovente davanti alla statua. Lei cantò con la sua bella voce, vivamente emozionata. Dagli occhi di tutti i presenti, ma soprattutto da quelli di Julia, sgorgavano lacrime. Il sudore imperlava la sua fronte. Lei teneva la testa della statua appoggiata contro il suo volto. Furono cantate varie lodi.

Suggerii di porre l'altare, che serviva per la celebrazione della Santa Messa, in mezzo alla cappella, sul davanti. La statua fu posta sull'altare per essere vista bene da tutti i presenti: eravamo in otto, di cui tre stranie­ri.

Noi eravamo inginocchiati davanti alla statua. Julia dirigeva la recita del rosario.

Giunta al quinto mistero doloroso, allorché lei enunciò con voce chia­ra: «... Gesù inchiodato alla croce...», s'arrestò e il suo corpo s'inclinò sul­la destra.

Mi trovavo a circa un metro e mezzo da lei. Ebbi appena il tempo di rendermi conto di ciò che stava accadendo e di trattenerle la testa perché non sbattesse per terra. Julia era entrata in estasi. I presenti la circonda­rono.

Padre Bosmans ed io eravamo ai lati di Julia; erano circa le 13,10. Pensai che Julia molto probabilmente avrebbe subìto sofferenze atroci dopo una ventina di minuti, cosa di cui ero stato testimone il 4 febbraio 1988 e il 29 gennaio 1989.

Difatti, verso le 13,30-13,35, Julia cominciò a mostrare segni di soffe­renza: le sue braccia cominciarono a sistemarsi diritte ai lati, ed anche le sue ginocchia si rialzarono: come quelle di Gesù in croce. Poi cominciò ad emettere grida di dolore.

Per circa un'ora noi fummo testimoni di sofferenze atroci. Come de­scrivere ciò che vedemmo? Il volto di Julia contratto per il dolore, la boc­ca sovente aperta, un senso di soffocamento sotto l'intensità delle soffe­renze, il corpo che si agitava violentemente, facendo dei sobbalzi in avan­ti (nel nostro caso, il corpo si spostava verso «l'alto», dalla parte della te­sta). Questi spostamenti potevano arrivare fino a 20, 30, 40 cm., talvolta anche più, con i soprassalti che subiva il corpo torturato.

Compresi che Julia subiva le sofferenze della passione, della crocifis­sione, del colpo di lancia, ecc.

Bisognava costantemente «tenere», «sostenere» Julia nei suoi sobbalzi terribili, sfiancanti, nei movimenti, nelle agitazioni del corpo, causate da tutte le forme di torture che lei subiva (in seguito, ancora molto indeboli­ta, lei ce ne disse qualcosa).

Varie volte, padre Bosmans ed io le demmo la benedizione. Allora sup­plicai il Padre celeste, il suo Figlio diletto, lo Spirito d'Amore, il cuore di Gesù e di Maria, di aver pietà di Julia e di dividere le sue sofferenze fra di noi o almeno di darne una parte a me.

Ma le tremende sofferenze, quasi insopportabili a vedersi, continua­vano...

Mi ricordai allora ciò che Julia mi aveva detto la sera prima, allorché con padre Bosmans ero andato alla sua mansarda, al primo piano della sua casa situata a qualche metro dalla Vergine, per congedarci, benedirla, im­porle le mani.

Mia era distesa senza forze, il volto sfinito dalle continue sofferenze che sopporta per «unirsi alle sofferenze della Vergine».

Le avevo detto: «Pregherò il Signore che mi dia una parte delle tue sof­ferenze». Immediatamente, con voce fioca, mormorò: «No, padre, sono io che debbo soffrire e non voi...». Non ripeté ciò che mi aveva già detto in passato: «Voi, padre, dovete restare in buona salute per lavorare per i po­veri, per la Vergine».

Invocai pure «Rosalie Put» due o tre volte, chiedendole di stare presso la sua «sorella Julia», che stava soffrendo ciò che lei aveva sofferto per tan­ti anni.

Chi è Rosalie Put?... La zia della madre di padre Bosmans. Era vissuta in Belgio, nella regione chiamata La Campine, nel nord-est del Belgio, ai confini con l'Olanda e la Germania. Per lunghi anni, ebbe le stimmate al­le mani, restò impotente a letto, subì ogni settimana la passione di Gesù. Morì nel 1919. La sua vita, la sua lunga agonìa, le sue sofferenze sono sta­te descritte in un libro apparso recentemente in quattro lingue: olandese, francese, tedesco e inglese.

Padre Bosmans mi disse poi che anche lui aveva invocato la zia della mamma, Rosalie Put, per Julia.

Ritorniamo a Julia. Lei soffriva da circa un'ora. Noi eravamo tutti af­flitti. Lo si avvertiva, lo si leggeva sul volto, nell'atteggiamento, nel com­portamento di ognuno.

Che fare? Continuare a pregare, interiormente, per supplicare il Signo­re di arrestare simili sofferenze. Nel mezzo di questi sentimenti dolorosi diedi di nuovo la benedizione. Padre Bosmans fece altrettanto. Fu allora che egli andò a cercare la preghiera degli esorcismi e la recitò presso Ju­lia... Nuova benedizione...

Poco dopo, Julia, sempre in estasi, fece lentamente un bel segno di cro­ce e congiunse lentamente le mani. Dopo un momento, staccò le mani, le braccia e le posizionò, un po' staccate dal corpo, nella posizione in cui si trovano le braccia della statua che versa lacrime (questa statua riproduce la Vergine della medaglia miracolosa).

Padre Bosmans, suor Adelina, Pak Lubino, la religiosa coreana, Hwang Anastasia e gli altri continuavano ad attorniare uliaMia con la loro presenza piena di affetto. Nessuno parlava. Tutti guardavano Julia, sperando che il suo segno di croce, le sue mani giunte, le sue braccia allungate sul fianco fossero il segno della fine delle sue crudeli, tremende, orribili sofferenze. Padre Bosmans si chinò sul volto di Julia e le disse a bassa voce, come per richiamarla «dalla nostra parte», lei che era entrata nel mondo spiri­tuale: « Julia!». Anch'io feci altrettanto. Poco dopo Julia apri debolmente gli occhi...

Le domandai dolcemente: «Sono le sofferenze della croce quelle che hai subìto, non è vero?».

«Sì!», rispose.

«Tu hai avuto anche molto male al petto, non è vero?».

«Sì, molto: colpi di lancia... poi vidi i Cuori di Gesù e di Maria lacera­ti. Dopo provai le sofferenze dei nostri martiri di Corea: loro aiuteranno i loro fratelli e sorelle di Corea».

Io le dissi: «Tu hai fatto il segno della croce; poi hai congiunto le ma­ni, poi hai posto le braccia di lato... Quando hai fatto il segno della croce, era forse Gesù che ti ha benedetto?».

Julia pensò un po', fece un piccolissimo cenno del capo che mostrava che non sapeva che dire e poi: «Non so... Mi sono resa conto che mi si be­nediceva e allora ho fatto il segno della croce...».

Il segno della croce di Julia corrispondeva alla benedizione che padre Bosmans ed io le avevamo dato alla fine della sua estasi e dei suoi supplizi. Non insistetti. Julia, spossata per tante sofferenze, non avrebbe potuto dire di più.

Raccomandai ai presenti di lasciare Julia come era, distesa presso la sta­tua della Vergine. Avrebbe sofferto troppo, se trasportata in una delle sa­lette attigue alla cappella. Questa lunga «passione» terminò verso le 14,50 - 14,55.

Noi restammo presso la Vergine che continuava a piangere: l'avevamo lì proprio sotto i nostri occhi... Povero, pietoso, addolorato volto della Ver­gine... Lei moltiplica, moltiplica i suoi segni.

Ho letto stamane che più lei moltiplica i suoi segni, più è vicina la sua vittoria, più è vicino il trionfo del suo figlio Gesù, più è vicina la sconfitta di Satana.

Più sopra ho dimenticato di dire questo: allorché la mattina del 14 ot­tobre, alle 11,00, mi trovai davanti alla statua che versava lacrime, m'era venuto il pensiero che forse le lacrime di sangue si erano sparse sul nuovo centrino posto sotto la statua. Con Pak Lubino e altri presenti ritirammo le tre tovagliette da sotto la statua; una di esse era stata piegata in due. Sulla prima si vedeva una macchia di sangue molto grande, lunga circa 18-20 cm. e larga circa 10 cm. Le lacrime di sangue erano penetrate fino alla ter­za tovaglietta, ed erano ancora umide...

Non sapevamo che dire! li cuore sentiva il dolore causato da simili ma­nifestazioni, ma le parole diventavano degli strumenti d'espressione com­pletamente inutili, inadeguati...

Nessuno cercava di esprimere ciò che provava. Saranno le lacrime si­lenziose che, poco più tardi, accompagneranno i canti presso la Vergine in pianto, che potranno dare in certo qual modo un piccolo segno dello stato di sofferenza dei nostri cuori. Il nostro silenzio, pieno di affetto e di dolo­re, si univa alle lacrime silenziose del cuore così addolorato della nostra madre Maria.

Che dire di più? lo non so...

Oggi è martedì 17 ottobre. Ogni giorno mi sono mantenuto in contatto con Julia: soffriva molto. Ogni volta lei mi ha detto che la Vergine conti­nuava a piangere.

A mezzanotte, cioè alle 24,00 della notte fra domenica 15 e lunedì 16 ottobre, Julio, il marito di Julia, pregava davanti alla statua. Egli constatò che la Vergine aveva versato lacrime di sangue che erano colate fino ai pie­di della statua. Egli restò a pregare...

Ancora oggi la Vergine versa lacrime.

Raymond Spies

 

17 ottobre 1989

Testimonianza

Venerdì 13 ottobre e sabato 14 ottobre 1989 il buon Dio mi ha conces­so la grazia di andare a Naju, alla cappella della Vergine. Vi andai in com­pagnia di padre Raymond Spies, del Centro padre Damiano di Anyang (Co­rea del Sud), di padre Louis Bosmans, belga, parroco a Saint Godefroy, Ga­spésie (Canada), e di Dina You, ausiliaria di padre Spies per la sua opera.

Giunti verso le due pomeridiane, c'era qualche pellegrino che ci fece notare il profumo che si avvertiva davanti alla cappella. Poiché c'erano molti fiori attorno alla statua, personalmente e intenzionalmente non attri­buii importanza a questo profumo. Andavo a Naju in pellegrinaggio dalla Vergine e non per cercarvi lo straordinario. Andavo per pregare e per con­solare la Vergine, per ottenere dal suo Cuore addolorato e immacolato gra­zie di conversione.

Giunsero numerosi pellegrini. Io ne notai parecchi che pregavano con molta devozione. Julia, la messaggera della Vergine, era venuta anche lei. Ma non si trattenne e si ritirò in casa sua, sofferente e molto stanca.

Ed ecco che verso le 17,20 di quel 13 ottobre, anniversario dell'ultima apparizione a Fatima, le lacrime cominciarono a colare dagli occhi della Vergine: esse scendevano sul volto e fino alle pieghe dell'abito. Io attesto che le ho viste e che le lacrime colavano ancora allorché, con rincresci­mento, dovemmo lasciare quel luogo, essendo passate le 19,00.

Io notai lì un giovane cattolico, studente di diritto, che vive a Naju. Egli se la cavava abbastanza col francese e mi rivolse la parola. Sembrava un devoto della Vergine. Mi diceva: «Io vengo a pregare qui tutti i giorni, al mattino e alla sera». Io pensavo: «Se il demonio spinge dei giovani a pre­gare così la Vergine, e in questo nostro tempo d'indifferenza, o egli si è convertito oppure non è intelligente!».

Mi ha colpito anche un'altra persona più anziana. Giunto verso la fine del pomeriggio, in compagnia di un amico non-cristiano, raccontò che ri­tornando da Mokpo si era sentito spinto a venire a Naju, di cui è nativo, non sapendo che pensare delle lacrime di cui aveva sentito parlare. Ed ecco che si trovò ad essere testimone delle lacrime! Egli era emozionatissi­mo. Padre Spies annunciò: «Recitiamo il Rosario!». E quest'uomo tirò su­bito fuori di tasca la sua corona (era un buon segno!) e fu lui che lo guidò con molta pietà.

I due sacerdoti andarono a benedire Julia molto sofferente. Le lacrime colavano sempre. Ma dovevamo partire...

L'indomani, sabato 14 ottobre, ritornammo da Kwangju verso le 11,00. Dall'inizio della mattinata la Vergine aveva versato lacrime di sangue, ma alle 11,00 erano le lacrime naturali che si mescolavano alle lacrime di san­gue ancora fresche, che avevano lasciato il loro marchio sul volto, sull'a­bito, ecc. Esse scorrevano fino ai piedi della statua e avevano imbevuto, macchiato gli spessi cuscinetti su cui la statua poggia.

Padre Spies spostò la statua: il cuscinetto era stato attraversato e mac­chiato. lo toccai questo cuscinetto di sopra e di sotto: era umido, bagnato dalle lacrime di sangue e di acqua. Lo certifico davanti a Dio.

Non solo le lacrime continuavano a colare, ma il volto della Vergine si era imperlato di sudore che lo rendeva tutto luccicante.

Nel pomeriggio Julia venne, sostenuta da due signore. Pregò, cantò lo­di alla Vergine, poi recitò il rosario con voce ferma. Aveva appena annun­ciato il quinto mistero doloroso: Gesù inchiodato alla croce, che si acca­sciò lentamente.

Gli «abituati all'estasi» portarono subito dei cuscini. Tutti pregavamo in silenzio. Julia, gli occhi chiusi, era immobile come una statua. Dopo un certo tempo, cominciarono i tormenti della passione. Julia si torceva dal dolore, sempre con gli occhi chiusi. Noi pregavamo... A un dato momen­to, stese le braccia in croce, come il divin crocifisso, la bocca aperta, con il singulto...

Pensai che fosse la fine. Ma no! Lei ricominciò a gemere, a torcersi. Premeva il suo petto. Perché?... Riceveva il colpo di lancia al cuore, col­po che Gesù ricevette dopo la sua morte, ma che Julia senti da viva!

Credetti ancora che fosse la fine. Ma no! Julia, che era come sollevata sui cuscini, ricadeva pesantemente, si prendeva la testa fra le mani. Faceva dei bruschi salti, spostandosi verso l'alto. Noi intuivamo un dolore inten­so... Io mi domandavo se Satana non l'assalisse, perché l'aveva già fatto. Padre Bosmans recitò su di lei le preghiere dell'esorcismo.

Quando tutte queste torture furono passate, Julia, sempre con gli occhi chiusi, fece solennemente un gran segno di croce, poi chiese: «Si reciti il rosario davanti alla Vergine»; cosa che si fece. Ma lei restò distesa, rotta, senza forze!

Quando poté parlare, Julia disse a padre Spies che alla fine aveva par­tecipato alle torture dei martiri di Corea e assicurò che essi avrebbero aiu­tato la Corea.

Io vi confesso che, vedendo queste lacrime naturali e queste lacrime di sangue versate dalla Vergine, e queste sofferenze orribili causate a Gesù dai nostri peccati... sì!, pensando che i nostri peccati, i miei, ne sono la cau­sa, sentii il bisogno di convertirmi! Gli altri testimoni parimenti, credo...

E mi dicevo: «Ah! Per questi amanti della Vergine, per i testimoni dei suoi dolori, manifestati con le lacrime, se i sacerdoti che vengono qui po­tessero celebrare la Messa, ascoltare le confessioni in questa cappella, co­me la Vergine sarebbe felice, e il suo divin Figlio glorificato! Non è possi­bile questo?... Sarebbe, io penso, l'inizio della conversione di molti, e una fonte di grazie per tutti!».

Io ho 81 anni (sono nata nel 1908). Sono professa nella Congregazione di Notre-Dame di Montreal da 61 anni e missionaria in Giappone da 40 anni.

Ho ormai passato gli anni delle euforie... Io attesto che questa mia te­stimonianza è vera.

Adéline Langlois C.N.D. Centro Padre Damiano, Anyang Congregazione di Notre-Dame 3-SS-1, Shimoishihara Chofu Shi, TOKYO 182, Giappone

 

1. Messaggio del 18 luglio 1985

Le sofferenze del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria La Vergine dice: «Ho male al Cuore, ho male al Cuore...

Ahimé! Vedono che sudo sangue, vedono le mie lacrime, e dicono che sono gocce d'acqua... Non credono. Ma voi, parlate.

Sapete quanto è lacerato il cuore di mio Figlio Gesù? Il suo Cuore vie­ne continuamente lacerato a misura che i peccati del genere umano si mol­tiplicano. Ma voi, riparate!

Spandete il profumo delle rose in tutto il mondo per prevenire la guer­ra e per la conversione dei peccatori. È un'arma vera e propria.

La limitazione anarchica delle nascite fa tanto soffrire il mio Cuore. Im­pedite la limitazione anarchica delle nascite pregando per coloro che la pra­ticano.

Trasmettete la fiamma d'Amore che arde nel mio sacro Cuore, la fiam­ma d'Amore.

Vi voglio felici. Vi voglio perché desidero la vostra felicità; ep­pure voi diffidate gli uni degli altri, non vi amate, non vi perdonate reci­procamente, e così fate soffrire il Cuore di mio Figlio. Amatevi fra di voi.

Chi è il prossimo più prossimo? Se non vi amate fra di voi in famiglia, come potete dire che mi amate e che amate il Signore? Amatevi fra di voi e santificate le vostre famiglie con il vostro buon accordo. È questo che mio Figlio Gesù desidera ardentemente.

1 volontari si uniscano. Fatevi vittime per il sacrificio. Tutti i miei figli, che lavorano per me e per Gesù, sono disuniti. Siate una cosa sola, così co­me sono uno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Siate uniti umilmente e fate in modo di essere di esempio gli uni agli altri».

 

2. Messaggio dell' 11 agosto 1985

Pregate per i sacerdoti

La Vergine dice: «Benedite il Signore.

Non piangete nel vedere le mie lacrime, ma guardate e consolate mio Figlio Gesù che suda sangue ed è coronato di spine.

Pregate incessantemente per i sacerdoti. Oggi i sacerdoti sono come la fiamma di una lanterna agitata dal vento. Sono assaliti dalle tentazioni. Le finestre delle canoniche sono aperte e tre demoni si affacciano alle finestre. Chiudete le finestre delle canoniche.

Divenite, col vostro sacrificio, vittime per i preti. Io li aiuto. E voi di­fendeteli senza sosta, poiché sono i miei figli prediletti che amo e ho più cari di tutti».

 

3. Messaggio del 15 settembre 1986

(Festa di nostra Signora dei Sette Dolori)

Il cammino per seguire Gesù è la via della croce

(Quel giorno, la statua versò lacrime a tre riprese).

La Vergine dice:

«Il cammino che si deve percorrere per seguire mio Figlio Gesù è una Via Crucis stretta e aspra. L'umanità può salvarsi unicamente imboccando quella via, ma nessuno vi si accosta. Raccogli tutte le tue forze. Bisogna pregare senza tregua per le anime che non sanno allontanarsi dalla via che le porta alla perdizione».

 

4. Messaggio del 19 ottobre 1986

Maria versa le prime lacrime di sangue

La Vergine dice:

«Come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno, siate anche voi tutti uniti, e consolatemi».

 

5. Messaggio del 20 ottobre 1986

(Per la Giornata Missionaria)

Invito all'apostolato della carità

(La Vergine ha pianto).

La Vergine dice:

«Il mondo si sta corrompendo per colpa dei suoi peccati. Neanche il santissimo sangue di mio Figlio può placare la giusta ira del Padre. Ascolta: prenderò in prestito il tuo corpo e la tua bocca. Sto tremando di freddo: chi mi consolerà? Chi consolerà il mio cuore che rabbrividisce dal freddo?

Ora non siete voi che pregate Me, ma sono lo che vi supplico. Pregate per i miei figli sacerdoti. Sono continuamente tentati. Per poterli aiutare, dovete vestire gli ignudi, dovete dar da mangiare a chi ha fame, dovete da­re da bere a chi ha sete.

E' contro di loro (i preti) che Satana spiega tutte le sue forze. Per evi­tarlo, dovete pregare per loro, sacrificandovi e mortificandovi, e offrendo generosamente la vostra povertà e la vostra penitenza. Vi ho chiamati in modo speciale, oggi, perché torniate al Mio Santissimo Cuore. Rinunciate al vostro "io" e liberatevi del vostro egoismo. Sarò il vostro scudo. Nem­meno le frecce di fuoco che Satana lancerà contro di voi potranno farvi ma­le. State tranquilli e pregate molto. Voi, almeno, schieratevi dalla mia par­te e siate guide coraggiose per salvare il mondo dal male».

 

6. Messaggio del 21 ottobre 1986

La Vergine chiede a Julia di offrirsi come martire

La Vergine dice: «Figlia mia, cara figlia mia, ascoltami bene. Mi sono rivolta con le mie lacrime un po' dappertutto nel mondo. Ma mi è stato molto difficile trovare anime disposte a consacrarsi alla conversione dei peccatori, partecipando alle nostre sofferenze, a quelle di mio Figlio Gesù e alle mie.

Ma tu mi hai promesso che avresti accettato il martirio.

Ecco perché voglio che tu vada alla ricerca di queste anime (peccatri­ci). Desidero le tue sofferenze, e che aumenti le preghiere, i sacrifici, le pe­nitenze, lo spirito di povertà e di mortificazione».

(Julia accetta le richieste della Vergine). La Vergine dice:

«Bene, figlia mia. Ti ringrazio. I peccati del mondo sono tanto nume­rosi che la giusta ira del Padre ha raggiunto il colmo.

Farò appello col mio pianto ai religiosi. Per mezzo loro infonderò il mio spirito e ne farò sgorgare la luce come le acque di un fiume. Ma se non mi aprono il loro cuore, come faranno a capire? Figlia mia, aiutami. Estingui la sete che mi brucia».

 

7. Messaggio del 22 ottobre 1986

La preghiera e l'amore mezzi di riparazione dei peccati

La Vergine dice: «Senti il rumore dei chiodi che mi trafiggono. Sono crocifissa anch'Io con mio Figlio.

Chi strapperà questi chiodi, chi mi leverà queste frecce e questa lancia? I chiodi, che i miei figli - che pur mi sono cari - affondano nelle mie car­ni, sono più grossi, penetrano più a fondo ed è difficile tirarli fuori. Ecco, figli miei, prendete le tenaglie che vi porgo. Rendetemi il vostro martello; togliete via i chiodi con questa tenaglia. È un'arma che dovete conservare con cura. L'intento di Satana è di togliervela, quest'arma, e di mettervi in mano un martello. E poiché vi osserva senza sosta, siate vigili nel resi­stergli. Lo scudo che vi proteggerà da lui sono la preghiera e la freccia del­l'Amore. Davanti all'Amore tutti i demoni resteranno soggiogati».

 

8. Messaggio del 23 ottobre 1986

La Vergine guida Julia nel cammino d'infanzia spirituale

La Vergine dice: «Vai a far visita al parroco. Come ti ho già detto, ho bisogno di un aiutante. Perciò lo chiamo in qualità di apostolo e di porta­bandiera del mio Sacro Cuore; lavora dunque insieme a lui. Perché conti­nui a esitare proprio ora che è il momento di consacrarti a Me? Te lo chie­do insieme a mio Figlio Gesù, a motivo del dolore che infliggono ai nostri cuori coloro che non vivono la loro vita consacrata. Offri anche l'Armata Azzurra.

Agisci sempre come un'anima piccola piccola, nell'obbedienza. È allora che sarò con te».

Offri la preghiera del rosario e i tuoi sacrifici per la pace del mondo e per la salvezza dell'umanità. In verità, il sacrificio è un bel frutto che na­sce dalle mortificazioni, dalle penitenze, dalla povertà e dalla rinuncia al proprio "io".

(Il 25 ottobre, la Vergine ha pianto lacrime di sangue).

 

9. Messaggio del 29 ottobre 1986

Invito all'obbedienza

(La Vergine piange lacrime di sangue).

La Vergine dice: «Obbedisci, obbedisci a tutti, ai superiori e agli infe­riori. Come lo ho obbedito a tutti, obbedisci anche tu. Ti fa pena vedermi in questo stato, ma Io ti aiuterò. Smetti dunque di piangere, e alzati con co­raggio. Che vuoi farci! Persino Dio è impotente di fronte a colui che non accetta l'Amore che gli viene offerto. Non pretendere troppo, ma attendi il momento propizio».

 

10. Messaggio del 31 ottobre 1986

Importanza dell'Eucaristia

La Vergine dice: «Annuncia a tutti l'importanza dell'Eucaristia. Il Si­gnore sarà con voi.

Se voi Gli aprite il vostro cuore e se il vostro cuore sarà tanto puro da po­terlo ricevere, egli vivrà in voi e stabilirà per sempre in voi la sua dimora. (Ma se aspettate senza aprirgli il vostro cuore e senza purificarlo, come potrà il Signore venire in voi?

Ecco, guarda come si comunica la gente».

(E la Vergine fa vedere a Julia una gran folla di gente che si comunicava. Solo qualcuno riceveva degnamente il Signore. Gli altri inghiottivano la particola senza alcun raccoglimento. La Vergine era accanto al Signore)

 

11. Messaggio del 5 novembre 1986

Condividere le sofferenze di Maria

La Vergine dice: «Non c'è nessuno che Mi stacchi dalla croce? Il nu­mero di coloro che configgono chiodi aumenta di continuo. Soffro anch'io con mio Figlio Gesù.

Aiutatemi. Senza il vostro aiuto, non potrò placare la giusta ira di Dio Padre.

Puoi condividere le mie sofferenze?

Per colpa del controllo anarchico delle nascite, soffro come se le mie viscere si stessero per lacerare.

È la crudeltà e l'empietà degli uomini che ne sono la causa, come pure il disprezzo della nobiltà della vita. E, a causa di ciò, bimbi appena concepiti vengono spogliati della loro dignità umana e trattati come se fossero semplici grumi di sangue...

Pregate e cercate di riparare per i peccati che si commettono la notte. L'ira di Dio ha raggiunto il colmo.

Se venite a Me, rinunciando al vostro "io", Io opererò con voi in voi. Siate uniti dall'amore. Se sarete uniti dall'amore, Satana batterà in ritirata. Siate gli apostoli del mio Sacro Cuore. Consolatemi così».

(1) Facciamo notare che il contenuto fra parentesi serve a spiegare il testo, ma non fa parte del mes­saggio.

 

12. Messaggio del 13 febbraio 1987 La Vergine smise i suoi messagi all'inizio del novembre 1986, quando la statua fu trasportata in casa del parroco, su richiesta dei preti del settore di Naju. Ma appena la statua fu restituita a Ju­lia, la Vergine riprese a comunicare i suoi messaggi. Parimenti, la statua non versò alcuna lacrima finché fu tenuta in canonica; ricominciò a piangere il 21 febbraio 1987.

Sii apostola del mio cuore

La Vergine dice: «Rinunciate a voi stessi. Non vi preoccupate. Io co­nosco i vostri cuori. Confidatemi tutto e contate su di Me.

Oh, figlia mia prediletta! Io prendo parte alla tue tristezze. E quando soffri, soffro anch'Io con te. Quando ti affliggi, mi affliggo anch'Io. Quan­do sei triste, anch'Io sono triste.

Le tristezze e le sofferenze di questo mondo si trasformeranno in feli­cità nell'altra vita, poiché la felicità di questo mondo non è la felicità del­l'altro mondo. Ecco perché bisogna andare avanti, superando le prove del momento. Così godrete con Me della felicità nell'altro mondo.

Quindi, figli miei, figlie mie, lasciate che in questo mondo tutti vi spez­zino e vi calpestino. Così, verrete a me umili e piccoli.

Ricevi la luce del mio Sacro Cuore e sii un'apostola del mio Cuore che dona la luce alle anime malate.

Unitevi in reciproco amore. Abbiate fra di voi una fiducia reciproca; comportatevi con rispetto e lealtà e adempite i vostri doveri.

Figli miei diletti! Ho fiducia in voi e dimorerò in voi».

 

13. Messaggio del 25 febbraio 1987

Sii luce per coloro che vivono nelle tenebre

La Vergine dice: «Oh, figlia mia diletta! Quando avanzerai verso di Me lungo un cammino stretto e penoso, pieno di spine - il cammino dei pic­coli e dei poveri - Io ti terrò per mano. Vieni, dunque, e riceverai le con­solazioni del Regno dei Cieli. Vieni a Me, facendoti sempre più piccola; ti ho preparato una ghirlanda di alloro.

Vieni! Figlia mia diletta, guardami e ricevi dal mio Sacro Cuore ardente la luce con la quale illuminerai tutti coloro che vivono nelle tenebre. Sarò con te».

(Julia dice alla Vergine di sentirsi indegna di fronte a una tale missione). La Vergine dice: «E chi ne è degno?.... Quello che importa è di voler vivere secondo la volontà del Signore. E quando lo abbiamo offeso, dob­biamo fare penitenza davanti a Lui, piangendo».

(Julia glielo promette, ma supplica la Vergine di assisterla). La Vergine risponde: «Sì, continueremo a vederci. Addio!».

(L' 11 marzo 1987, la Vergine versò lacrime di sangue).

 

14. Messaggio del 13 marzo 1987

Mancanza d'amore nelle coppie sposate

La Vergine dice: «Julia, tu sei mia figlia, sei la mia buona e diletta figlia. Oh, figlia mia! Guarda come i peccati del mondo, oggi, diventano sem­pre più gravi, e come le tenebre vengono ad assalire il mondo. Non ci può essere pace nel mondo, perché tante famiglie sono malate.

Le coppie, che si sono unite per essere felici, si staccano per mancanza d'amore e di perdono; l'odio, l'invidia, la gelosia le separano. Fa' in mo­do che Io possa riaprire gli occhi. I miei occhi sono colmi di sangue per i colpi e le offese di ogni genere che ricevo. Asciuga le mie lacrime che co­lano tutti i giorni».

 

15. Messaggio del 18 aprile 1987

Pregate per i sacerdoti

La Vergine dice: «Figlia mia diletta! Prega senza posa per i sacerdoti.

Le tue sofferenze, come quelle di un'anima che suda sangue, diverranno una forza per i sacerdoti.

Se il mio sacrificio e le vostre penitenze non accompagnano il lavoro dei sacerdoti, che aiutano coloro che sono caduti nell'errore, come potete essere liberati dal peccato d'ingratitudine? Andate! Vegliate e pregate sen­za posa per i sacerdoti. È urgente!

Pregate pure per la pace del vostro Paese e perché cessi il controllo anar­chico delle nascite».

 

16. Messaggio del 21 aprile 1987

Trasmettere i messaggi al Vescovo

La Vergine dice: «Partecipate tutti alla mia opera di salvezza, uniti ai preti».

(Poi si rivolge unicamente a Julia).

La Vergine dice: «Comunica i miei messaggi, per mezzo del tuo diret­tore spirituale, a monsignor Vescovo, affinché molti figli miei abbiano par­te al Regno dei Cieli.

Guarda di che fuoco arde il mio Sacro Cuore per salvare anche una sola anima macchiata di peccato! Voglio liberare dai loro vizi le povere anime che vivono come se fossero sorde e cieche, benché abbiano gli occhi aperti.

Voglio aiutarle a correggersi, rinunciando a se stesse. Sarò la loro for­za quando torneranno a Me, abbandonando il proprio "io". Darò vigore al­le anime deboli e le aiuterò a liberarsi dai loro peccati».

 

17. Messaggio del 23 aprile 1987

La Vergine versa lacrime naturali e di sangue per i sacerdoti

La Vergine dice: «Oggi, per i miei diletti preti, sono sgorgate lacrime d'amore dal mio Cuore ardente, per lavare le loro ferite e per consolarli. Vi chiedo di essere anche voi i loro consolatori.

I miei amati preti percorrono oggi un cammino di solitudine, una Via Crucis. Sofferenti ed esausti, salgono il Calvario.

Percorrono questa Via Crucis, soffrendo per le loro ferite e per l'ab­bandono in cui si trovano.

Aiutate i miei preti. Essi insegnano come amare secondo la volontà di Gesù, per la conversione dei peccatori ostinati nel vizio, per lavarli dalle loro immonde sozzure. Si sacrificano per tante anime che li maltrattano e li disprezzano. Vi domando di pregare con Me per i miei preti oppressi da pesanti fardelli di penitenza, affinché restino fedeli alla loro vocazione, sen­za lasciarsi contaminare dal mondo. Sono i miei figli, e devono essere ri­spettati ed amati da tutti».

(Julia chiede che cosa si deve fare).

La Vergine dice: «Ascoltami bene e annuncia quanto dico. D'ora in poi, dovrete servire i preti e i religiosi come i padri e le madri che vi han­no generato. Dovete essere i loro consolatori. Poiché in quest'epoca peri­colosa e piena di errori, Satana si accanisce con tutti i mezzi per tagliare le vene ai preti, con lo scopo di eliminare fosse anche uno solo di essi. In­fatti, per lui è più vantaggioso far soccombere un unico prete che migliaia di laici.

Osserva, infatti, se sono divenuti migliori i preti che sono tornati alla vita laica... Per questo Io prego piangendo perché non procedano oltre sul­la via dell'inferno. Vi chiedo di pregare anche voi per loro.

Ascolta: tanti preti e religiosi soffrono a causa dei giudizi negativi che esprimono su di loro coloro che hanno la vocazione al matrimonio. Voi che non siete fedeli alla vostra vocazione di sposi come potete giudicare i pre­ti e i religiosi? Come pretendete di togliere la pagliuzza che notate negli occhi degli altri, se non vedete le travi che avete nei vostri occhi?

Oggi faccio appello a te per lavare le ferite dei miei diletti preti, dei miei preti che mi sono cari quanto la pupilla dei miei occhi.

Veglia e prega. Anche mio Figlio desidera che tante anime siano salva­te per mezzo loro.

I religiosi! Prega per loro. Prega anche per le mie care figlie suore. I lo­ro cuori sono pieni di ferite. Hanno una natura umana come voi e perciò possono commettere degli errori. E tu offrile al Signore, mettendole nelle tue preghiere».

 

18. Messaggio del 12 maggio 1987

Sull'aborto. La Vergine ha pianto

La Vergine dice: «Ascolta, Julia: un grandissimo numero di anime, per colpa degli aborti, percorre la via che porta all'inferno. Devo quindi fare appello con le mie lacrime per salvare tutte queste anime. Desidero salvarle per mezzo tuo, grazie ai tuoi sacrifici e alle tue penitenze. Forse che Io non conosco i mali e i dolori che sopporti? Vuoi condividere le sofferenze dei bimbi che vengono soppressi da genitori crudeli mediante l'aborto?».

 

19. Messaggio del 17 maggio 1987

Appello al Papa, ai cardinali, ai vescovi, ai preti

La Vergine dice: «Faccio appello al Papa, ai cardinali, ai vescovi e a tut­ti i preti. Per salvare questo mondo corrotto dagli errori bisogna pregare in­sieme nel Getsèmani, portando ognuno la propria croce.

Condividete i dolori che mio Figlio ed Io soffriamo nei nostri Cuori. Vegliate e pregate sempre nel Getsèmani per non cadere nei peccati con­tro la castità.

Soltanto l'Amore può seguire Gesù.

Oh, figli miei, figlie mie! Vivete con me in maniera tale da non delu­dermi. Il mio Cuore è pieno di tristezza per colpa di coloro che commet­tono peccati. Offrite dunque qualche piccolo sacrificio.

Non cercate le vostre soddisfazioni, ma amatemi semplicemente.

Ora che la tirannìa di Satana aumenta di giorno in giorno, egli si acca­nisce persino contro le anime fervide, per ottenere che mi rinneghino. Aiu­tatemi.

Darò a voi tutti la luce del mio Sacro Cuore affinché possiate salvare le anime. Ricevete la luce del mio Cuore ardente e divenitene gli apostoli».

 

20. Messaggio del 13 giugno 1987

Sacrifici e penitenze per la salvezza dei peccatori

La Vergine dice: «Quei miei figli che hanno la fede e desiderano vivere se­condo la volontà del Signore patiscono maggiori sofferenze. Offritele tutte. Offrite un numero ancora maggiore di sacrifici. Se offrite sacrifici e pe­nitenze con sincerità e amore, contribuite alla salvezza di molti peccatori. Fallo sapere a tutti».

 

21. Messaggio del 15 giugno 1987

La Vergine raccomanda a Julia la confessione frequente

La Vergine dice: «Se un'anima si purifica confessandosi spesso, benché non abbia commesso che peccati veniali, può ricevere Gesù. Gesù ha istitui­to il Sacramento dell'Eucaristia per nutrirvi della sua carne e del suo sangue e per unirsi a voi. Ed ha istituito questo Sacramento meraviglioso, che è la confessione, mediante il quale un'anima spiritualmente morta risuscita.

Vi chiedo perciò di spalancare gli occhi, gli orecchi e il cuore median­te il Sacramento della Penitenza, per poter ricevere Gesù».

(La Vergine piange a causa delle confessioni e delle comunioni sacri­leghe).

 

22. Messaggio del 27 giugno 1987

Riparare ai sacrilegi contro l'Eucarestia

La Vergine dice: «Non tremare, ma abbi fiducia nel mio potere mater­no che sveglia le anime addormentate. Io accolgo tutte le anime pentite.

Il tuo amore deve essere fervente; l'amore può brillare e ardere solo in vir­tù di sacrifici continui. Persevera nei tuoi sforzi per accecare Satana. E il giovedì, offrirai atti di penitenza al Ss.mo Sacramento. Prega costante­mente per soffocare il male perpetrato contro il Signore e per riparare ai sacrilegi commessi contro l'Eucaristia».

 

23. Messaggio del 29 giugno 1987

I miei messaggi cambieranno le anime disposte ad accoglierli

La Vergine dice: «Figlia mia, molti miei figli, che mi rendono testimo­nianza, non riescono ad annunciare l'amore così come va annunciato, per­ché vivono senza saper rinunciare al loro "io".

Si deve fare un maggior numero di sacrifici e di penitenze per i pecca­ti che vengono ancora commessi da molti miei figli. Bisogna che tu soffra di più. Appunto: devi partecipare ai miei dolori.

I miei messaggi cambieranno le anime disposte ad accoglierli.

In questi tempi, in cui gli errori si propagano ovunque, persino i miei figli diletti ne sono assaliti in maniera molto seria. Ecco perché voglio far udire la mia voce per mezzo tuo.

Desidero liberare gli uomini dalle tenebre, diffondendo in loro la luce del mio Cuore ardente. Sii dunque una vittima.

Julia, io porto fardelli di penitenza per te, e tu porta fardelli per le altre anime.

Troppe anime mi spezzano il cuore e vanno all'inferno. Quando com­pirai atti di penitenza e pregherai per le innumerevoli anime ingrate, esse saranno salvate.

Io ti amo nella tua debolezza. Voglio che tutto il tuo amore sia rivolto a Me. Desidero che tutti i fedeli obbediscano al Papa, ai cardinali, ai vescovi e a tutti i sacerdoti. Sono i miei figli diletti; sono essi che hanno ricevuto i po­teri da Gesù, mio Figlio, per rimettere i peccati di tante anime contaminate. È per questa ragione che mio Figlio Gesù, in virtù della Confessione e dell'Eucaristia, scende dal cielo in terra, obbedendo alle loro parole. È vero che il mio Cuore soffre perché ci sono dei preti infedeli, che dimenti­cano la loro missione d'amore. I preti fedeli si sacrificano per riparare al­le offese subìte da mio Figlio. Quindi, prega con me affinché siano tutti fe­deli alla missione che hanno ricevuto».

 

24. Messaggio del 30 giugno 1987

La Vergine piange e ha la fronte imperlata di sudore

La Vergine dice: «Oh, figli miei! Oh, figlie mie! Tornate nel mio seno. Voglio essere il vostro rifugio in questo mondo pieno di pericoli. Vi con­sumerò con la fiamma ardente del mio Cuore.

Oh, miei figli diletti! Se tornate a Me, rinunciando a voi stessi, lo lot­terò con voi. Vi aiuterò con la mia potenza, quella stessa con cui ho schiac­ciato il serpente».

(La Vergine ha pianto il 13 e il 14 luglio 1987).

 

25. Messaggio del 15 luglio 1987

Il rosario come profumo di rose nel mondo intero

(La Vergine raccomanda di recitare con fervore il rosario, che spande un profumo di rose nel mondo intero... È un'arma potente contro cui il de­monio è impotente).

La Vergine dice: «Oh, figlia mia! Non sono venuta per chiamare i giu­sti. È perché i peccatori sono incamminati verso l'inferno che Io ti ho sot­tratta alle sofferenze e alla morte, volendoti far lavorare con Me per la sal­vezza delle anime; non fosse che per salvarne una sola. Ecco perché mio figlio Gesù ti ha salvata…

Quando il tuo corpo soffre, sopporta le sofferenze per coloro le cui ani­me stanno per perire. Tu placherai la mia sete ardente con i tuoi sacrifici e le tue penitenze offerte per quelli che non riconoscono, come fai tu, che Io sto patendo infinite sofferenze, simili a quelle che ho patito sul Calvario a causa di mio Figlio.

Non prendertela troppo per le tue colpe involontarie di tutti i giorni. Conta su di Me, senza stizzirti e senza scusarti. Ciò ti aiuterà a diventare umile. Salverò tanti peccatori quanti me ne chiederai, grazie ai tuoi sacri­fici, alle tue riparazioni e alle tue penitenze. Mi riempi di gioia quando ac­cetti nel tuo cuore di soffrire per minime cose e cominci ad avere gli stessi sentimenti miei. La pace sia con te. Arrivederci».

(La Vergine pianse il 18 agosto, e poi dal 27 al 30 agosto. Il 15 set­tembre la Vergine versò lacrime di sangue).

 

26. Messaggio del 19 ottobre 1987

(Primo anniversario delle lacrime di sangue)

Julia patisce i dolori della croce

(La Vergine versò lacrime di pianto. Julia, appena ne fu avvertita, cor­se verso la Vergine, cadde in estasi, e subì per la prima volta i dolori del­la croce. Durante l'estasi, trasmise il messaggio della Vergine. Accanto a lei, padre Johan Pak ascoltava le sue parole e le ripeteva a una persona che le trascriveva).

La Vergine dice: «Ho chiamato padre Pak perché lo amo.

Dovete rendermi testimonianza tenendovi per mano, unitamente a pa­dre Lee. Voi non comprendete tutto il mio dolore.

A causa dei peccatori non riesco a respirare. Dovete aiutarmi. Molti ec­clesiastici distolgono gli occhi da Me».

Padre Pak domanda: «In che modo posso aiutarvi?».

La Vergine dice: «Molte mie pecorelle hanno imboccato la via dell'infer­no. Per quanto Io lanci il mio appello in ogni parte del mondo con le mie ap­parizioni e le mie lacrime, i miei messaggi non sono riferiti fedelmente.

Padre Pak, mio diletto prete, tu non sei capitato qui per caso: sono Io che ti ho chiamato, ti ho scelto. Devi aiutarmi nella sofferenza. Anche pa­dre Pha, Io l'ho scelto.

È indispensabile che i miei messaggi vengano diffusi al più presto in ogni parte del mondo. Sono i messaggi che vi do grazie alle sofferenze di Julia. Fateli conoscere al Vescovo.

Quello che è importante non sono le mie lacrime, ma il contenuto dei miei messaggi. Bisogna che i messaggi che vi ho dato siano trasmessi ra­pidamente».

(La Vergine è apparsa a Julia in uno stato di grande sofferenza a causa dei peccati così numerosi e così gravi commessi nel mondo. Julia soffriva insieme alla Vergine).

«Coloro che pretendono di rendere testimonianza a mio Figlio Gesù, Mi causano queste sofferenze... Voi dovete prendere parte alle mie sofferenze. Padre Pak, tu devi aiutarmi, tenendoti per mano con padre Lee e padre Pha. Padre Pak, sono Io che ti ho scelto. Sono sempre con te, non crederti solo. Insieme a Me, devi far conoscere le sofferenze di mio Figlio Gesù. Devi salire il Calvario con Lui, portando la Croce dell'Amore.

Devi pregare con padre Lee e padre Pha per salvare molte anime. Do­vete lavorare, la mano nella mano. Offrite le vostre preghiere, i vostri sa­crifici, le vostre penitenze.

Vegliate e pregate nel Getsèmani con mio Figlio Gesù, e annunciate in tutto il mondo i miei messaggi. Sono Io che vi ho scelti, non lo potete dimen­ticare. Dovete collaborare con Me che vi sto preparando un serto di alloro. Julia non è che uno strumento. Dovete prenderle la mano e non lasciarla mai. Molti preti distolgono gli occhi da Me.

Dovete aiutarmi... Dovete portare con me la croce per salvare tante ani­me e per placare la giusta ira di Dio Padre.

Il fuoco del Cuore di Gesù e il fuoco del Mio Cuore continuano ad ar­dere, lanciando grandi fiammate d'Amore.

Io amo tutti i preti. Tutti i giorni, verso lacrime per i preti. Le verso per lavare le loro ferite. Le lacrime dei preti non devono essere lacrime di ran­core, devono unirsi alle mie. Le grida di rancore si elevano contro il Cielo». (La Vergine ha versato lacrime di pianto dall'8 al 26 dicembre 1987).

 

27. Messaggio dell'11 dicembre 1987

La Vergine si è scelta alcuni sacerdoti per i suoi messaggi

La Vergine dice: «Julia, Julia! Amata figlia mia! Piccola anima! Non cercare soddisfazioni. Rinuncia a te stessa e vieni a Me. Lavorerò con te, che ti consideri un essere miserabile e indegno.

Diffida della tua vanità e del tuo amor proprio. Di che cosa ti preoccu­pi tanto, tu che devi fare l'elemosina ad una Mendicante Celeste? Perché insisti nel contrariare il mio Cuore di Madre del Cielo, quando ti ho detto che ti amo nelle tue debolezze? Guardami. Verso lacrime di gioia. Ho chia­mato i miei diletti preti perché tu ti sei sacrificata per offrirti vittima. I pre­ti che ho chiamato non sono potuti venire tutti, ma ho benedetto i miei fi­gli per mezzo dei miei preti eletti e raduno sotto il mio manto tutti i miei figli riuniti qui, perché divengano apostoli del mio Cuore.

E poi hai visto, figlia mia? I miei diletti preti, sono Io che li ho chia­mati. Ne ho chiamato uno da un Paese lontano (l'abate René Laurentin). Sono Io che ho stabilito la data. Sono Io che ho spostato la data, in modo che anche lui dia testimonianza per Me Egli parlerà al Papa. È il mio caro figlio così umile, così semplice, dal­l'anima bella. Lavorerà, mano nella mano, con padre Pha. Insieme a padre Gobbi annuncerà in tutto il mondo i miei messaggi ardenti. Prega inces­santemente anche per lui.

Il padre Pha faccia presto un resoconto al Vescovo di Kwangju per ri­cevere la sua approvazione; lo faccia insieme al parroco.

È urgente che i miei messaggi siano messi in pratica; la gente non prega abbastanza. Se si otterrà senza indugi l'approvazione del Vescovo, una gran­de quantità dei miei figli che ora sono diretti all'inferno potrà cambiare dire­zione. E sarà un cammino verso la pace mondiale. Intendo dire che le pre­ghiere dei figli benedetti di Corea saliranno in un baleno fino al trono di Dio.

Io raduno i miei figli sotto il mio manto, ma spesso si sperdono. Aiuta­mi, ti prego; aiutami insieme a padre Pha, piccola anima.

Anche padre Chong non è venuto per caso (l'8 dicembre). La cosa era stata preparata da lungo tempo. E lavorerà anche lui, come piccola ani­ma, alla propagazione della devozione al mio Sacro Cuore.

Padre Pak Matthias mi ama molto... Deve offrire più generosamen­te le proprie sofferenze.

Digli che si può arrivare alla gloria del Cielo sol­tanto attraverso la sofferenza. Digli che il mio Sacro Cuore è sempre con lui. Rendi noti anche a lui i miei messaggi. Digli che potrà salvare molte anime e che godrà di una grande gloria nell'altro mondo quando si sarà li­berato di tutte le sue paure e avrà fiducia in Me e si appoggerà a Me, quan­do offrirà tutti i suoi sacrifici per la riparazione dei peccati.

Dono la coppa delle mie benedizioni al signor parroco e a padre Pak Hi-dong. Anche padre Oh Ki-son e padre Ha Antoine sono preti che ho scelto perché eseguano la mia opera. Li illumino con la luce del mio Sa­cro Cuore. E prego anche incessantemente per i preti che vengono a Me che piango. Irradieranno sempre più la mia luce, e il mio amore per essi sarà ancora più ardente. Arrivederci».

 

28. Messaggio del 1° gennaio 1988

La Vergine invita a pregare per l'unione della Corea

(La statua della Vergine piange lacrime di sangue. Le esce sangue dal naso).

La Vergine dice: «Mentre tutte le nazioni del mondo cercano di metter­si d'accordo per conservare la pace, voi invece siete sempre divisi, inca­paci di amarvi fra di voi, voi che siete fratelli di una stessa razza, figli del­lo stesso Dio. Piccola mia, faccio appello a te, che ti consideri la più piccola. Prega per­ché tutto il mondo si metta d'accordo. Prega e fa' atti di penitenza; prega e fa' sacrifici. Fai sapere a tutti i preti che bisogna recitare con fervore il rosa­rio perché ci sia l'unione nel Paese. Di' loro di non lasciarsi vincere dalla collera, ma di ricordare sempre le parole del Signore sulla Croce.

Di' loro di riparare per i peccati degli altri, peccati che commettono sen­za nemmeno più rendersene conto. Ma a tempo debito, si convertiranno. Era tremendo il castigo che l'Eterno Padre voleva infliggere alla nazio­ne durante il conflitto violento e tanto doloroso dell'anno scorso. Ma i sa­crifici e le penitenze che le piccole anime offrono insieme a Me hanno avu­to potere presso Dio. Tuttavia è necessario un numero ancora maggiore di mortificazioni. Oggi vi riunisco tutti sotto il mio manto. Fallo sapere a tut­ti, tu che conosci le sofferenze che sopporto pazientemente perché i miei cari figli possano ricevere la luce del mio Sacro Cuore, e perché le mie la­crime, e le mie lacrime di sangue, non siano sparse invano.

Il Rosario, come vi ho già detto altre volte, soggioga i demoni. Di' a tutti i fedeli di recitare ancora un rosario in più. Se voi recitate un maggior numero di rosari, offrendoli per l'unione della nazione, la Corea potrà sfuggire alla crisi».

(La Vergine piangerà dal 1 ° gennaio al 7 febbraio 1988).

 

29. Messaggio del 10 gennaio 1988

Visione della scala che conduce al cielo

La Vergine dice: «Figlia mia, dimentica la tua debolezza e tieni sempre presente il mio amore, poiché il mio amore è un appoggio per la tua de­bolezza. Sii umile e offri tutto quello che hai; ama ciò che è piccolo, e per prima cosa vuota il tuo cuore. Soltanto allora potrò agire dentro di te. Do­nami tutto, finanche le sofferenze che stai patendo adesso.

In questo mondo ci sono sempre tentazioni da vincere. Nemmeno le anime sante ne sono esenti.

Figlia mia! Tu sai, non è vero, che Io metto alla prova con molte sof­ferenze i figli che mi amano! Tu adesso stai provando le doglie del parto. Desidero che molti miei figli siano messi alla prova. E invece, tutti mi fan­no soffrire. Non è forse dopo le doglie del parto, che stai provando ades­so, che avverrà una nascita? Il tuo parto avverrà necessariamente attraver­so la sofferenza, ma spero che la sopporterai con coraggio, pensando alla ricompensa che ti ho preparato per aver salvato molte anime. Devi render­ti conto che tutto si purifica nell'amore, proprio come l'oro si purifica nel crogiolo.

Mia piccola anima! Per quanto numerosi siano i meriti che avete accu­mulato, cadranno nel nulla, l'uno dopo l'altro, se trascurate le piccole co­se, se siete maldicenti e criticate gli altri. Siate lenti nell'aprir bocca e con­trollate con prudenza la vostra lingua. Acquisterai molto merito, se passe­rai sotto silenzio i difetti altrui, mentre ti verrebbe voglia di giudicarli. Sii sempre più santa nelle tue parole e nella tua condotta.

Oh, figlia mia! Come sei impaziente! Lo sono anch'Io! Il mio Cuore prova un dolore immenso nel vedere che i miei diletti figli, che dovrebbe­ro elevarsi sempre più nel mio Amore, tentano invece di innalzarsi più in alto degli altri. Si invidiano reciprocamente e le loro anime s'indebolisco­no, poiché dubitano della mia misericordia.

Figlia mia, pratica l'umiltà. Questa è la cosa che mi rende più felice. Non cercare mai d'innalzarti.

Le vostre piccole mortificazioni, i vostri piccoli atti di bontà, i vostri piccoli sacrifici e le vostre piccole penitenze diventano un balsamo per le mie ferite. Figlia mia, riversa più amore sui miei figli che lavorano con te. Mentre essi tentano di innalzarsi gli uni al di sopra degli altri, i demoni del­l'orgoglio, dell'invidia, della gelosia stanno in agguato. Tu dovrai riversa­re il tuo amore su di loro con i tuoi sacrifici. Di fronte all'amore, qualsia­si demonio è domato. Unitevi, unitevi con il legame dell'amore reciproco.

C'è una cosa che voglio mostrarti. Conoscerai così qual è la mia vo­lontà».

(La Vergine fece vedere a Julia la scena seguente: in cima ad un'alta montagna c'era una scalinata formata da 14 gradini. Vicino ad essa c'era anche un albero. Ogni volta che acquistavamo dei meriti, dalle nostre buo­ne azioni si formava un frutto. Se, invece, con le parole o con gli atti giu­dicavamo male gli altri e commettevamo dei peccati, i frutti dei meriti ac­quisiti cadevano.

La Vergine mi ha fatto vedere che molti frutti si formano quando fac­ciamo penitenza; e quando ci sacrifichiamo per gli altri, la luce scende su di essi, e i frutti dei meriti si formano per noi.

Il cammino per arrivare fino ai piedi della scalinata era difficile. C'era chi scivolava e cadeva a metà costa, c'era chi girava in tondo, invece di proseguire verso l'alto.

Mentre ascoltavo la Vergine, tremavo nel vedere quanta gente precipi­tava.

Al di sopra del 14° gradino ce n'era un altro: il 15°. È là che si trovava il Regno dei Cieli. Il Buon Dio era là, e insieme a Lui, Gesù, la Vergine, san Giuseppe, tutti i santi e tutti gli angeli osservavano le nostre azioni.

Colui che muore dopo essere riuscito a salire anche soltanto sul primo gradino, passerà dal purgatorio. Per colui che sale tutti i 14 gradini, il cie­lo è vicino).

 

La Vergine dice: «Figlia mia, hai visto?... Chiunque può arrivare fino a mezza costa, ma è difficile salire i quattordici gradini della scalinata (il Cal­vario di Gesù). Di' a tutti di comportarsi in modo da non perdere almeno quel merito che hanno accumulato con tanta fatica. Arrivederci...».

 

30. Messaggio del 30 gennaio 1988

Pregare per la Corea

La Vergine dice: «I doveri di stato non sono uguali per tutti; ecco per­ché a ciascuno è stato affidato un compito diverso. Non respingete le cro­ci che vi vengono date. Io farò fondere le vostre scorie nell'altoforno del mio Amore per purificarvi.

Figli miei, unitevi. Bisogna che molti miei figli si uniscano e si amino fra di loro; ma per quanto Dio si prodighi a dare il suo Amore, non viene accol­to; e per questo motivo, Dio stesso è impotente. Voi siete chiamati ad essere apostoli del mio Sacro Cuore poiché mi avete accolta bene; dovete dunque soccorrervi reciprocamente. Non piangete e non vi addolorate vedendo le mie sofferenze, ma annunciate a tutto il mondo le sofferenze di Gesù.

Ci sono preti e religiosi che peccano contro la castità e non sono fede­li nell'adempiere bene la loro missione. Questi peccati sono come frecce che feriscono Gesù, sono corone di spine che lo torturano, e nessuno dei suoi figli asciuga il suo sangue. Bisogna che i messaggi del mio Sacro Cuo­re vengano diffusi al più presto. Benché il mio Cuore sia straziato e la mia gola bruci, non sono molti i figli che mi dissetano. Unite le vostre forze.

Chi ci copre, mio Figlio Gesù e Me, quando tremiamo di freddo? Chi mi dà da bere quando ho sete? Mentre Io mi sento strappare le viscere per colpa degli aborti, quanti ne avete impediti?...

Pregate e fate continuamente sacrifici per i preti. Fate penitenza per lo­ro, affinché non siano tentati dai demoni. Il mio Cuore è addolorato anche nel vedere i religiosi recitare l'ufficio divino meccanicamente e senza de­vozione.

Amare sinceramente Me e il prossimo vuol dire amare mio Figlio Ge­sù. Solo questo amore sincero può placare la giusta ira di Dio.

Solo quando i messaggi che vi do saranno annunciati e messi in prati­ca nel mondo intero, la giusta collera del Padre sarà placata e lo spavento­so castigo meritato sarà evitato.

Figli miei diletti, vi ho chiamati perché vi amo, e veglierò su di voi fi­no a quando verrete a Me. Seguitemi restando fra le mie braccia e tenen­dovi saldamente a Me.

Quando vi sacrificherete e farete penitenza, quando mi offrirete con gioia qualche povera anima, allora io vi assisterò. Sarò con voi nella vostra lotta contro Satana e lo spirito del mondo; Io vi aiuterò. Poiché vi ho chiamati ad essere apostoli del mio Sacro Cuore, i demoni si accaniranno nel tentarvi. Tenetevi stretti alla mia mano per non soccombere alle tentazioni.

Questo Paese (la Corea del Sud) è sull'orlo della disgregazione per col­pa di coloro che si odiano e provano invidia e gelosia l'uno per l'altro. I vostri sacrifici sono necessari per conservare l'unità. Dovete dunque lavo­rare tenendovi per mano.

Voi che siete fratelli di uno stesso Paese non litigate per invidia o per ambizione, ma siate uniti nell'amore. Ogni volta che commettete peccati, il mio Sacro Cuore ne viene lacerato e sanguina inutilmente.

Pregate e recitate il rosario per la conversione dei peccatori e per la pace del vostro Paese e del mondo intero. Come vi ho già detto, questo Paese sa­rà liberato dalla sua crisi se reciterete di più il rosario. Questo Paese supere­rà le sue discordie interne se vi unirete, dando il buon esempio perché tutti facciano come voi. Io vengo a voi perché amo la Corea, perché l'amo mol­to. Se vi unite e vi amate fra di voi, potrete vincere tutte le tentazioni. Tene­tevi per mano, tenetevi tutti per mano così come Io vi tengo per mano. Se ri­fiuterete di unirvi nell'amore, verserò lacrime di sangue e soffrirò ancora di più. Fatemi l'elemosina, fate l'elemosina alla Mendicante del Cielo.

Rallegratevi al pensiero che vivrete nel mio Sacro Cuore. Dedicatevi al­le cose del Cielo, sperate le cose del Cielo, spogliatevi del vostro amor pro­prio. Inoltratevi sulla via dell'abbandono del proprio "io", percorrete - qua­li piccole anime - il cammino dell'Amore, per tornare nel mio seno e di­venire miei consolatori».

La Vergine dice a Julia, che soffre pene indicibili: «Figlia mia diletta, de­vi patire delle sofferenze. Non ho versato invano le mie lacrime. Ti ho chia­mata perché tu soffrissi per la salvezza dell'umanità, benché tu sia debole e povera. Che dovrò fare se tu ti affliggi? Non ti affliggere, dunque. Da molto tempo, ormai, ti ho allenata, facendoti passare attraverso il fuoco della giu­stizia e le sofferenze. Tu hai detto che Dio è crudele, e hai ragione. Tutto quello che ti è stato donato, sì, tutto quello che ti è stato donato è questo:

- la Croce, strumento orrendo di tortura...

- il cuore di ghiaccio e trafitto dalla lancia...

- dolori atroci che fanno torcere le tue membra e schiacciano il tuo cuore...

- il tuo cuore paralizzato da innumerevoli frecce...

- il tuo corpo flagellato che non riesce più a tenersi ritto...

- la tua gola che brucia a tal punto che non puoi inghiottire la saliva...

- la testa che ti sanguina, schiacciata sotto le spine.

Ma Io ti dico ancora una volta che, grazie alle tue sofferenze, i ciechi di spirito vedranno la luce, coloro che sono legati al mondo ne verranno sciol­ti, molte anime affondate nelle tenebre ritorneranno nel mio seno immaco­lato. E non affliggerti nemmeno a causa dei nostri avversari. Coloro che avranno orecchie intenderanno, coloro che hanno occhi vedranno. Chi ac­coglie e mette in pratica i messaggi che Io mando, accoglie Me. La sua anima si trasformerà. Vedrà il trionfo del mio Cuore immacolato.

Oh, figlia mia! Sii dunque felice di soffrire. Donami tutte le tue soffe­renze, anche le più piccole. Per quanto pesanti siano i fardelli della peni­tenza, Io sarò con te che sali per amore il Calvario insieme a Gesù. Arri­vederci».

 

31. Messaggio del 4 febbraio 1988

Julia patisce le sofferenze della Crocifissione

Ecco il testo integrale della lettera che Julia mandò nel marzo 1988 a padre Raymond Spies. Aveva già inviato un primo testo che, su sua ri­chiesta, le fu restituito. Julia lo revisionò, correggendolo in alcuni punti. Infatti, aveva fatto la prima stesura in un momento in cui era in preda a grandi sofferenze fisiche.

Julia scrive: "Padre Pha, che doveva incontrarsi (appunto quel giovedì 4 febbraio) con l'Arcivescovo di Kwangju, è passato prima da Naju e vi ha celebrato una Messa.

La sera del 3 febbraio, verso le ore 21,00, la Vergine lasciò il suo posto abituale e si spostò in avanti (verso il lato sinistro della nicchia), rimanen­do quindi girata verso la porta. (Fu in questa posizione che padre Spies e Dina trovarono la Vergine, quando entrarono nella sala-cappella; la sala era vuota. Per almeno dieci minuti essi poterono osservare tranquillamente le lacrime che colavano senza sosta. Padre Spies cominciò a celebrare la Mes­sa verso le 10,50).

Padre Pha, mentre indossava i paramenti sacerdotali per celebrare la Messa, si ricordò che la Vergine era rivolta verso la porta.

E pensò: «Chissà se la Vergine desidera restare in quella posizione? Penso di no; vorrà essere rivolta verso suo Figlio, presente nel Ss.mo Sa­cramento nel corso della Messa. Devo metterla sull'altare, in centro, in avanti, rivolta verso i fedeli? No, poiché volterebbe le spalle a suo Figlio e, inoltre, quel posto è riservato al Crocifisso che vi è poggiato. Debbo ri­metterla io stesso al suo posto? No, non sarebbe né cortese né gentile ver­so la Vergine, dato che, se lo vuole, può tornare da sola al suo posto abi­tuale, allo stesso modo in cui si è spostata in avanti. E, inoltre, sono pre­senti i responsabili abituali, cioè Julia e Pak Lubino: è a loro che spetta de­cidere» (Padre Spies mi ha riferito più tardi queste riflessioni che aveva fat­to all'inizio della Messa).

A questo punto, il padre decise di cominciare la celebrazione.

Fu allora che la Vergine diede la sua risposta per mezzo mio, serven­dosi proprio di me, così poco dotata.

"Padre Spies domandò in seguito a Julia come aveva ricevuto que­st'ordine. Julia gli spiegò che una voce interiore, forte e chiara, le aveva dettato le parole da dire. Infatti Julia si alzò e, quando il padre arrivò al­l'altare, gli disse ad alta voce: «Padre, la Vergine le chiede di rimetterla al suo posto». Padre Spies, impedito dalla sua vista difettosa, dai ceri posti davanti alla statua, e dal centrino che si era spostato con la statua, pregò Julia e Pak Lubino di aiutarlo. Si avvicinarono; Lubino spostò i ceri acce­si; contemporaneamente al padre, Julia tese le mani verso la statua. Julia aveva spalancato le mani, che teneva chiuse sulle stimmate ricevute pochi giorni prima, il 29 gennaio. Lanciò un grido di dolore e disse al padre: «Non posso aiutarvi: mi si sono riaperte le ferite e colano sangue». Padre Spies rimise lui stesso a posto il centrino e la statua.

La Vergine disse: «Julia! Comunica questo messaggio a padre Pha: pos­so tornare da sola al mio posto, ma desidero tornarci per mano del padre. D'altronde, non si tratta tanto del mio posto come statua, quanto del mio posto di Madre della Chiesa.

Io, che dovrei essere onorata da tutti, mi vedo trattata con disprezzo; siamo arrivati al punto che vengo buttata da parte, tutta sola; la gente mi solleva e mi mette giù come le pare, senza riguardo, e mi volta le spalle. Il mio Cuore ne soffre enormemente. Aiutami.

Figlia mia, tu devi aiutarmi con sacrifici accompagnati da sofferenze». Julia: «Sì, Madre! Farò la vostra volontà».

Julia scrive: "Quando il padre diede la benedizione alla fine della Mes­sa, io caddi ed entrai in estasi.

La Vergine mi fece vedere molti suoi figli che erano diretti verso l'in­ferno perché non avevano amato".

«Guarda, figlia mia! Ho scelto con amore numerose anime, ma esse han­no causato molto dolore a mio Figlio Gesù per il loro fare irrispettoso e per l'insolenza con cui hanno tradito i miei messaggi, non tenendone conto e pre­ferendo se stesse a Lui. Ecco perché mio Figlio soffre ancora sulla croce: per­ché queste anime continuano a flagellarlo, a disprezzarlo e ad oltraggiarlo. Figlia mia!

Oh, povere anime peccatrici! Oh, poveri figli miei che vanno alla per­dizione per colpa della loro ipocrisia.

Mio Figlio ha pagato un ben caro sacrificio perché si salvassero i suoi figli che vivono nel peccato. Ma essi vivono nell'indifferenza, senza pro­vare la minima riconoscenza per Lui.

Spero che tu offrirai ancora più generosamente le tue sofferenze per compiere senza fallo la mia volontà, che è di salvare molte anime.

Mi auguro anche che crediate fermamente che le vostre numerose sof­ferenze vi accumulano in cielo numerose gioie. Dato che i miei messaggi sono basati sull'amore, le anime, chiunque siano, saranno colmate di mi­sericordia, se faranno penitenza, mettendoli in pratica.

Figlia mia! Per ora ricevo consolazione per merito di un'anima piccola e semplice, quella di padre Pha. Infatti, provo gioia nel vedere che mi of­fre con fervore il suo amore e la sua fedeltà». Figlioletta mia! Sei tu, figlia mia, quella che deve passare attraverso la sofferenza. Vuoi partecipare alle sofferenze del Signore, affinché tutte le anime possano tornargli in seno?».

Julia: «Sì, Madre».

La Vergine: «Ti prego di patire tutte queste sofferenze per il Papa, i car­dinali, tutti i vescovi e i preti, e per la conversione dei peccatori».

(Julia conclude la sua lettera con queste parole): "Provai, come delle bruciature, le sofferenze della croce, quelle della corona di spine e quelle del sacro Cuore, sofferenze per cui mi sembrava di essere trafitta da lance, da frecce, da coltelli affilati.

Soffrivo così da circa 25 minuti quando padre Pha, mosso a pietà, mi benedisse. Subito dopo ho cessato di soffrire.

 

32. Messaggio del 5 giugno 1988

(Festa del Corpus Domini)

Messaggio di Gesù a Julia

Questo messaggio è il primo che sia stato dato a Julia da Gesù.

Dal diario di Julia: "Da qualche giorno me ne stavo in camera mia, poi­ché avevo dolori così atroci che ero costretta a ricorrere all'aiuto di altre persone per tutte le mie necessità e i miei spostamenti.

Ma oggi, visto che si trattava di una grande solennità, la festa del Cor­pus Domini, non potevo restarmene così a letto.

Pregai allora con ancor maggiore fervore, dato che soffrivo tanto, nel­la speranza che Dio avrebbe lavato la mia anima dalle macchie, per fare di me uno strumento che non fosse indegno.

Poi, con molta pena e sostenuta da altre persone, mi recai in chiesa per partecipare al sacrificio della Messa e incontrare Gesù.

Avevo molta difficoltà a restare seduta, ma ci riuscii grazie all'aiuto di Marta, di Filippo e di Marco, che mi sorreggevano).

Però, senza l'amore di Gesù, non avrei potuto assolutamente sopportare i dolori che mi torturavano. Quindi glieli offrivo piangendo: «Oh, Gesù mio! Molti vostri figli vi desiderano ardentemente, ma non vi incontrano perché non vi conoscono bene. (Julia parla con cognizione di causa, visto che era sta­to il caso suo e di suo marito). Accendete in loro il fuoco del vostro amore. Vi offrirò i miei dolori affinché non riescano vani, benché io sia imperfetta. Aiu­tatemi, ve ne prego. Che in ogni cosa sia fatta la vostra volontà e non la mia».

Quando, dopo la comunione, tornavo al mio posto sorretta da Filippo e Marco, d'improvviso sentii che la mia bocca si riempiva e che emanava un forte odore di sangue proveniente dall'ostia. Allo stesso tempo, mi sentii come sollevare in aria con una tale vertigine che ebbi l'impressione di es­sermi accasciata a terra. In quello stesso momento, sentii una voce forte, quella di Gesù, provenire dal tabernacolo: «Guarda il mio volto».

Rimasi stupefatta e guardai verso il punto da cui veniva la voce. L'aspet­to di Gesù destava pietà e il sangue colava in maniera orribile a vedersi. Non cadeva in terra, ma si raccoglieva in un bel calice e in una bella patena, per diventare il Corpo Santo e il preziosissimo Sangue, e arrivare fino a noi per mano dei sacerdoti. Vicino a lui stava la Vergine, nostra mediatrice.

Gesù disse: «Per salvare l'intera umanità, sono ancora adesso inchiodato alla croce e verso il mio Sangue per voi. Questo Sangue d'Amore non è sta­to versato invano. Sono un donatore di sangue per lavare le vostre sordide sozzure.

Mi affligge tanto vedere che le anime Mi ricevono nel loro cuore per abitudine e con una totale mancanza di sensibilità, mentre il mio prezio­sissimo sangue è un rimedio molto efficace che, per mano dei preti, apre gli occhi delle anime malate e risveglia quelle che sono addormentate. Desidero versare tutto il mio amore in tutte le anime del mondo. Aiutale a partecipare al banchetto del paradiso.

Mia Madre Maria vi ha raccomandato di confessarvi di frequente. Eppure la trasfusione del mio sangue non avviene come Io la desidero, perché molti miei figli si confessano per pura formalità, o vogliono addi­rittura ricevermi senza sottoporsi al Sacramento della Penitenza.

Ma il Sacramento della Penitenza, ricevuto per pura formalità e senza pentimento, è per me un oltraggio assai più grave. Inoltre, quando non sie­te in grado di ricevermi, pentitevi sinceramente, così che Io possa agire in voi attraverso i sacramenti.

Vorrei riversare tutto il mio amore su tutti i miei figli della terra, ma ti faccio notare che un numero troppo grande dei miei figli non può incontrar­si con Me perché non si presenta loro l'occasione di potersi confessare.

Quei figli che non possono confessarsi in casi di forza maggiore, ma che si pentono con tutto il cuore e desiderano incontrarmi nella riconcilia­zione, possono incontrarmi nella Comunione, se Mi promettono di confessarsi.

Se, però, non mantengono la loro promessa, commettono un peccato as­sai più grave: un sacrilegio. Se, invece, mantengono fedelmente la loro pro­messa, Io ispirerò in loro un fuoco d'amore più grande di quello che avreb­bero provato confessandosi secondo le formalità richieste. E questo amore è appunto quello che mi ha fatto venire sulla terra, non per chiamare i giu­sti, ma per chiamare i peccatori.

Io mi auguro che tutte le anime, senza alcuna eccezione, mi apparten­gano. Ecco perché ho affidato questo compito a mia Madre e glielo affido ancora. Quindi, seguire mia Madre è seguire Me.

A tutti i miei figli, in tutto il mondo: Orsù, figli del mondo, venite tutti!

Ancora oggi divento una vittima sacrificale e vi attendo. Mettiamo in comune il nostro amore, riuniti tutti insieme intorno alla mensa celeste. Se tornerete a me con cuore aperto, non vi chiederò di rendermi conto del vostro passato, ma vi donerò una coppa colma di benedizioni».

(Ora, Gesù si rivolge unicamente a Julia): «Oh, mia piccola anima, te lo chiedo ancora una volta: prega per il Papa, mio rappresentante, per tut­ti i cardinali, i vescovi e i preti, offri incessantemente sempre più sacrifici e atti di penitenza affinché adempiano fedelmente i loro compiti.

Io li invito a seguirmi praticando il controllo di sé e la povertà. È a loro che ho già affidato tutto: i sacramenti che compiono, sono Io che li compio. Come potrebbero seguirmi se non attraverso la padronanza di sé? Per­ché possano assolvere sempre meglio i loro doveri e partecipare con più amore alla mia opera di salvezza, Io ti chiedo quindi di offrire ancora di più le tue sofferenze con spirito di sacrificio.

I piccoli sacrifici, offerti all'insaputa degli altri, diventeranno consola­zioni per il mio Cuore e abbelliranno le grazie che verranno riversate su tutti. Invio incessantemente il mio Amore al Papa, mio pontefice, a tutti i car­dinali, ai vescovi, ai preti. Mia Madre li aiuterà a far traboccare su tutte le anime questo mio Amore. Appoggiati completamente a mia Madre».

Gesù mi diede la sua benedizione; feci il segno della Croce. Rinvenen­do dall'estasi, tornai in me; vidi allora che il parroco impartiva nello stes­so istante la stessa benedizione. Il mio corpo tornò alla normalità. I cri­stiani presenti si rallegrarono a questa vista, pur trovando straordinario il fenomeno".

 

33. Messaggio del 24 luglio 1988

La Vergine fa vedere a Julia il Cielo, il Purgatorio e l'Inferno

Julia: "Alle 21,00 sentii all'improvviso il mio corpo perdere le sue for­ze e caddi. Fu Marco a portarmi sulla sua schiena, mentre Jean-Vianney mi sosteneva. Fui così portata nella mia mansarda, mentre mi agitavo a causa dei dolori troppo forti che provavo. Mi sembra che fu allora che en­trai in estasi.

Io vidi il cielo, il purgatorio e l'inferno. Quando si parla di cose molto differenti fra loro si è soliti dire che esse differiscono fra loro come il cie­lo e la terra. Era esattamente così. Che differenza!

I figli di Dio che erano salvi, si amavano l'un l'altro con pace e gioia in un giardino fiorito; i dannati invece bruciavano in grandi fiamme, pieni di rancore e di odio.

Il «Cielo» è il Paradiso.

Per accogliere un'anima che sale al cielo, una folla innumerevole di an­geli cantava in coro e la loro melodia riecheggiava in una sintonia mera­vigliosa e solenne.

Una folla immensa di santi e di sante le porgevano parimenti il benve­nuto. Gesù l'attendeva con le braccia aperte e la Vergine le tendeva le brac­cia per stringerla a sé, ponendole sul capo una corona che Lei stessa ave­va preparato. Anche Dio Padre l'accoglieva con la gioia negli occhi e sor­ridendo. E san Giuseppe, felice di accoglierla, le andava incontro.

In questo luogo nessuna invidia, nessuna gelosia: tutti si amavano vi­cendevolmente. Luogo traboccante di amore, di pace e di gioia. Luogo do­ve non si prova fame alcuna, anche se non si mangia. Luogo dove si par­tecipa al banchetto celeste. In questo luogo pure si danzava tenendosi mu­tuamente per mano.

Gesù, in compagnia di sua Madre, parlava con dolcezza e bontà a tutti i suoi figli.

Questi numerosi figli, di cui non si poteva contare il numero, venivano a stare presso la Vergine. Lei, con le sue due mani, stendeva su di loro il lembo del vestito che prendeva la forma di un immenso mantello.

In questo luogo, ognuno era conciliante e rispettava l'ordine per non causare fastidio a nessuno: tutto era bello perché il sorriso fioriva sui volti.

Il «Purgatorio»: è il luogo in cui le anime vanno a purificarsi.

Il purgatorio è il luogo dove l'anima deve entrare in mezzo alle fiam­me che bruciano in maniera orribile. È qui che deve purificarsi totalmente mediante le penitenze, che avrebbe dovuto fare in questo mondo e che non ha fatto.

Il purgatorio è l'altra riva dove devono andare le anime che sono sì mor­te in grazia di Dio, ma hanno ancora da fare penitenza per riparare ai loro peccati e purificarsi.

Una volta purificate, le anime salgono al cielo, aiutate dalla Vergine e sostenute dagli angeli. Esse vi salgono più presto quando noi preghiamo per loro in questo mondo.

Quando noi offriamo i nostri sacrifici e facciamo penitenza per loro, per la mediazione del Cristo, esse possono essere liberate dalle loro sofferen­ze e salire così più presto al cielo.

Sarà inutile rimpiangere di non avere ben sopportato le proprie sofferen­ze sulla terra; sarà troppo tardi. È durante la nostra vita quaggiù che noi dob­biamo continuamente offrire il nostro amore agli altri sacrificandoci per essi. L'«Inferno» è il luogo dove vanno le anime dannate.

Gli angeli le spingevano dopo aver loro legato le mani dietro la schie­na. In quel medesimo istante i demoni le afferravano brutalmente.

Si tratta della strada della dannazione da cui nessuno potrà mai, in eter­no, ritornare. È, l'inferno, un mare di fiamme sommerso dall'odio, dove non serve più a niente manifestare rincrescimento e dibattersi contro il do­lore.

Chi tenderà loro la mano? Nessuno! Essi si dibattono come coloro che, sul punto d'annegare, si afferrano anche a dei fili di paglia.

Coloro che cadono nell'inferno camminano tra le fiamme sempre più ardenti, strappandosi i capelli gli uni con gli altri, graffiandosi gli uni gli altri, combattendosi fra loro per riuscire a prendere qualcosa da mangiare. Ma tutto il cibo cade nelle fiamme per cui nessuno fra loro può mangiare.

Gli occhi di tutti escono dalle orbite, rendendoli simili a demoni orribi­li. Oh, che figure orribili alla vista!

La Vergine disse: «Figlia mia, hai visto? Sono io, vostra Madre, il le­game che unisce il cielo e la terra.

Gli errori hanno invaso il mondo intero. Nessuno purtroppo vi presta attenzione, a parte quelli dei miei figli che ho scelto.

Per questo motivo, desidero far ascoltare la mia voce ai miei figli del mondo intero, per tuo tramite.

Per questo motivo ancora, io desidero far loro conoscere la luce con cui il mio figlio Gesù li illumina, e parimenti il mio amore per avvertirli di di­stricarsi dai lacci delle tenebre, dove stanno precipitando.

Oh, mia piccola figlia, felice di soffrire per me e per mio Figlio! Il mio Cuore soffre enormemente nel vedere che tanti dei miei figli che Io chia­mo in cielo discendono nel purgatorio e nell'inferno. Vi sono pure dei miei figli sacerdoti, che Io amavo come la pupilla dei miei occhi, che vi cado­no. Ecco perché è tramite la tua mediazione, mia povera e piccola figlia, che Io voglio salvarli.

L'offerta che tu mi fai delle tue sofferenze, sopportandole di buon gra­do, spalma balsamo sulle ferite che mi straziano il Cuore».

Julia: «Ma, Madre mia, io ho così poca forza! Io non riesco, abitualmen­te, a sdebitarmi verso di voi dell'amore materno che mi testimoniate e tal­volta stento a rinunciare completamente a me per voi. Aiutatemi, ve ne pre­go. O Madre mia! Voi, nostro scudo, nostra consolatrice! Io mi affido intera­mente a voi, io che sono così insignificante. Che la vostra volontà sia fatta!».

La Vergine: «Anche in questo momento molte anime vanno all'inferno. Io voglio salvare le anime che percorrono la strada dell'inferno, mediante i tuoi sacrifici e le tue sofferenze. Vuoi tu unirti alle mie sofferenze?».

Julia: «Oh sì, Madre! Che gioia poter soffrire con voi per la conversione di molte anime! Io ero così infelice, così miserabile prima di conoscervi ed ora non faccio che ringraziare Iddio e voi stessa per avermi concesso di parte­cipare ai vostri dolori, io che sono la creatura più ordinaria di questo mondo».

La Vergine: «Va', figlia mia cara! O figlia mia prediletta, che mi do­mandi tu stessa di darti delle sofferenze! Ora tu soffrirai. Tuttavia, figlia mia, subisco, Io stessa, delle sofferenze ben più grandi delle tue».

Julia: «O Madre mia! Fatemi subire tutte le vostre grandi sofferenze. Ma, è mai possibile che voi subiate queste grandi sofferenze, voi nostra Madre così buona?».

La Vergine: «Grazie alle sofferenze che tu ed Io subiamo, le anime di quelli dei miei figli che sono caduti nell'errore possono essere salvate, la­vate delle loro colpe mediante questo stupendo miracolo che è il sangue prezioso che mio figlio Gesù dona loro».

Julia: «O Madre, io mi offro totalmente a voi volentieri».

La Vergine: «Figlia mia! Tu sei mia figlia, colei che deve soffrire! Quan­d'anche i tuoi sacrifici e le tue sofferenze saranno penose da sopportare, non inquietarti perché Io ti terrò per mano. Tu sarai vicino a Me».

Julia: «O Madre! Io sono così sprovvista di qualità! Come potrò io aspi­rare a cose grandi? Se, percorrendo la strada dell'inferno, potessi ottenere che molte anime siano offerte a Dio, volentieri io percorrerei questa stra­da. Io desidero offrirvi numerose sofferenze con amore e gioia, per accon­tentare la vostra attesa materna, che non aspira che a salvare le anime, fos­se pure una sola».

La Vergine: «Bene, figlia mia! È per questo che ti amo. Questo deside­rio del tuo cuore si estenderà nel mondo perché gli occhi dei ciechi spiri­tuali (ciechi nella loro anima, non "vedendo" più Dio) si aprano e le ani­me ammalate si rianimino (ritornino a Dio). Tuttavia, se essi rifiutano di ascoltarmi, Io non potrò fare nulla per loro dopo la loro morte, perché al­lora la giustizia del mio figlio Gesù dovrà compiersi. Parimenti i dannati subiranno la vergogna e proveranno rimorsi, ma sarà troppo tardi».

Julia parla poi delle sofferenze che dovette patire, e scrive: " Io dovetti emettere grida disperate in mezzo ad un'angoscia così atroce che è impos­sibile immaginare, in questo mondo, con la sola forza dell'immaginazione umana.

L'inferno? È il covo maledetto dove le anime, rigettate da Dio e segnate della sua maledizione eterna, si lamentano, emettono grida di disperazione, sono divorate dal rimorso, si dibattono in tutte le maniere possibili, dopo aver subìto il giusto giudizio di Gesù. Ma tutto è inutile. Ed è per impedire che noi tutti vi andiamo che la Vergine ci chiama, soffrendo senza fine per noi.

Bisogna che noi siamo tra quei suoi figli che, senza posa, senza ripen­samenti, rispondono «sì» a quest'appello della nostra Madre".

 

34. Messaggio del 27 luglio 1988

Sull'aborto

Julia scrive: "Io provai i dolori del parto, dalle 23,30 alle 2,00 del mat­tino. Dapprima provai dei forti dolori al ventre. Poi, non mi riuscì più di aprire gli occhi: sembrava che fossero punti da spine. Tutto questo mi fa­ceva molto soffrire.

La Vergine guarisce le ferite dei bimbi che sono morti senza essere po­tuti nascere in questo mondo.

Il mio ventre si gonfiava: era per riparare i peccati commessi dalle mam­me che non portano a termine i loro piccoli. Ed io partorivo al posto delle mamme che non hanno voluto mettere al mondo i loro figli.

Maria, nostra Madre, faceva loro bere allora dell'acqua della fontana delle grazie, che io ottengo loro con le mie sofferenze sopportate per la lo­ro conversione.

Se noi facciamo il possibile, confidando completamente in Lei, possia­mo essere sicuri che lei sarà la nostra consolazione.

Il dolore di non poter aprire gli occhi significa che nemmeno la Vergi­ne li può aprire a causa dei peccati degli uomini, peccati che sorpassano ogni misura.

Allora, io intesi la voce della Vergine, senza tuttavia vederla.

La Vergine: «Figlia mia! Anch'io sono desolata per le sofferenze che tu provi. Ma sono consolata dal tuo cuore che dona la sua vita per salvare un gran numero di anime, e sarà proprio per le tue sofferenze che molte ani­me si convertiranno».

Julia (nel mio cuore io sussurravo questo alla nostra Madre): «O Ma­dre! Veramente, io non sono che una povera peccatrice. Ma la peccatrice che sono io non appartiene che a voi sola. Che la vostra volontà sia fatta».

La Vergine: «Grazie, figlia mia! Anche se tu ti consideri qualcosa d'in­significante, tu mi sei preziosa come mi sono preziosi del resto tutti i miei figli; ma tu, tu sei uno strumento prezioso che non mi può mancare».

Julia: «O Madre! Io non sono che un povero strumento. E tuttavia che cosa non farei per il mio Signore, dovessi avere il mio corpo frantumato e straziato in mille pezzi!

Attiratemi a voi perché, senza disonore, io possa essere vostro stru­mento».

La Vergine: «I tuoi occhi ti fanno ancora molto male?». Julia: «Sì, Madre».

La Vergine: «Veramente, sono così numerosi i peccati che i peccatori commettono con gli occhi, che Io stessa, vedi, non posso vederli aprendo gli occhi. È per questo che, ora, tu fai atto di riparazione con Me, per i lo­ro peccati. E le sofferenze che tu sopporti a causa dei bimbi abortiti e per far penitenza al posto delle infelici anime che provocano l'aborto, non sa­ranno giammai vane».

Julia: «Io vi ringrazio, Madre. Servitevi ancora di più di me come stru­mento e senza riserva».

Una volta passate le sofferenze che avevo provato, come descritte so­pra, io non riuscii ad addormentarmi a causa di un dolore indicibile. Tut­tavia, lo potei sopportare pensando che il Signore era con me. I miei occhi rimasero chiusi, non riuscendo io ad aprirli".

 

35. Messaggio del 29 luglio 1988

Ancora sull'aborto

Julia scrive: "Era un venerdì, giorno di riposo. Tredici lebbrosi arriva­rono nella mattinata. Anche se sofferente, io andai loro incontro, sostenu­ta da qualcuno, per stringere loro la mano e baciarli. Pregai pure per loro con tutto il mio cuore.

Io mi dibattevo tutta sola in mezzo alle mie sofferenze, allorché Marco e Marta entrarono nella mia camera. Vi restarono a lungo prima di andar­sene salutandomi. Erano le 15,40. Il mio corpo cominciò a gonfiarsi ed a rotolarsi per tutta la stanza, provando i dolori del parto e i dolori degli em­brioni. Fu allora che entrai in estasi e intesi la Vergine.

La Vergine: «Figlia mia diletta! Potrai tu soffrire di più?».

Julia: «Sì, Madre. Se almeno posso ottenere la salvezza di coloro che uccidono i bambini, io sono del tutto pronta a sopportare qualsiasi do­lore».

La Vergine: «Grazie, figlia mia! Grazie alle sofferenze che tu sopporterai oggi, cinquemila anime convertite saranno offerte a Dio. Bisogna farlo sape­re a molte anime (far sapere che spetta a noi far penitenza al posto di queste anime). Ricordando i bambini che esse hanno rifiutato con l'aborto, molte anime riceveranno la grazia della conversione. Molte anime camminano mi­seramente per la strada dell'inferno, non sapendo che esse sono degli assas­sini, perché ammazzano senza pietà alcuna i loro piccoli. Dopo averli priva­ti della loro dignità umana, quale supplizio può ben essere più atroce di quel­lo di queste piccole vite, costrette a subire castighi mostruosi che tocca ai ge­nitori stessi di subire? E si tratta di piccole vite senza peccato! Io non posso non sentirmi triste di fronte all'ignoranza e all'indifferenza dei genitori che sono giunti ad uccidere delle vite sacre che Dio aveva loro affidato, calpe­standole brutalmente con i piedi, pestandole, schiacciandole e dilaniandole crudelmente. È per questo che mostrandoti lo spettacolo delle "piccole vite", che implorano di lasciarle vivere, io desidero che molti peccatori facciano penitenza e ritornino a me. Io ti prego di far sapere a tutti che, dal momento in cui "una piccola vita" è formata nel grembo di sua madre, essa non è più un grumo di sangue, bensì un essere in cui circola la vita».

Julia: «Sì, Madre! Io mi auguro che tutto ciò che voi desiderate si rea­lizzi».

Fu allora che io cominciai a soffrire, provando nausea, prendendo la po­sizione di un embrione e tenendo le ginocchia con le due mani incrociate, con i piedi raggomitolati.

Al momento in cui si cerca di provocare l'espulsione della creatura, io gridai a gran voce: «No! No! No!» a causa del dolore provocato dallo stru­mento di ferro che affondava profondamente. Fu un grido stridulo, inesprimibile. Era la piccola creatura che tentava di sottrarsi gridando: «Mam­ma! Mamma! Mamma!».

Non si può davvero dire che questo tormento sia stato meno atroce di quello dell'inferno. Io mi dibattevo talmente, saltando, rotolandomi attra­verso la stanza, mentre il mio corpo aveva assunto la forma di un bebé (la forma di un embrione, nel seno della madre), al punto che Marco e Marta non riuscivano più a tenermi. Essi dovettero chiamare varie altre persone per farsi aiutare, perché erano sfiniti.

Il bambino che desiderava vivere supplicava la sua mamma: «Mamma, no! No, Mamma! Mamma, no! Io voglio vivere, mamma! Fammi vivere! Fammi vivere, Mamma! Mamma! Mamma! Mamma!...».

Era un embrione che, desideroso di vivere, tentava di sottrarsi, non ces­sando di gridare e di piangere.

Coloro che in quel momento mi stavano attorno mi dissero dopo che, se quello non fosse stato un «mistero soprannaturale», io non avrei potuto agitarmi in quella maniera, così violentemente, per la durata di tre ore. In effetti, io avevo provato durante tutto quel tempo le sofferenze di un em­brione e quelle del parto, e questo in uno stato di spossatezza totale, sfini­ta anche per non aver mangiato da molto tempo.

Dovetti soffrire quattro volte le sofferenze di embrioni...

Coloro che mi avevano aiutato mi dissero dopo d'aver pianto tanto ve­dendomi soffrire così e trovandosi nell'impossibilità, sul momento, di pre­gare...

"Gloria e lode a te, Signore!"

 

36. Messaggio del 6 novembre 1988

Messaggio della Vergine di Akita in Giappone

Julia partecipò a un pellegrinaggio, dal 4 all' 11 novembre 1988, con una quarantina di pellegrini coreani, alla statua della Vergine d'Akita, in Giap­pone, che versò lacrime naturali e di sangue 101 volte. Il pellegrinaggio fu organizzato e diretto da padre Joseph Oh Ki-Son, coreano, di 82 anni, an­cora arzillo, e uno dei sacerdoti più attivi e ferventi, inoltre grande devoto della Vergine Maria. Egli ne diffonde infaticabilmente la devozione e i messaggi. Fu lui che invitò Julia e le pagò il viaggio.

Julia scrisse a padre Raymond Spies quanto segue: "Ancora oggi pro­vo pena pensando ad Akita. Questa pena mi viene dal fatto che ho lascia­to Akita senza aver potuto trascorrere una notte davanti alla statua e aver potuto pregare come avrei voluto, mentre invece trascorsi due giorni a Tokyo. Io penso che questa pena mi resterà a lungo.

Ho cercato di placare la mia pena con dei sentimenti d'unione con mons. Ito, con i sacerdoti presenti, suor Sasagawa (la suora scelta dal­la Vergine come sua messaggera) e le altre suore. Tutti ammirarono con piacere le fotografie della Vergine che piange a Naju. (Padre Oh Ki-Son mi aveva consigliato di portare anche quelle dove si vedono le lacrime di san­gue versate per i sacerdoti il 23 aprile 1987).

Oggi, 6 novembre, assistetti alla Messa delle 11,00 presso i padri fran­cescani, Messa concelebrata dal cardinale di Séoul, mons. Stefano Kim Su­Hwan, dal parroco del luogo, dai padri Oh Ki-Son, Chang Chrysostomos, Kim Pyong-Il, che ci accompagnavano. Io sono stata così contenta d'in­contrare il nostro Cardinale in Giappone...

Al momento dell'Elevazione, mi sembrò d'intendere qualcosa che so­migliava ad un brusìo di vento ed una forma apparve a poco a poco: era quella della Vergine. Ella stava dietro e al di sopra del Cardinale come su di una coltre di nebbia.

La forma e la sembianza della Vergine erano esattamente simili a quel­le che io vedevo a Naju, con la sua veste bianca, il suo manto bianco di una bellezza sfolgorante. Il suo atteggiamento era quello di preghiera. Te­neva la corona del rosario nella mano destra. Lei si trovava al di sopra del Cardinale, ma il luogo dove aveva i piedi non si vedeva bene. Ho avuto l'impressione che stesse su delle nuvole. Apriva le braccia e dalle sue ma­ni emanavano dei raggi identici a quelli del sole. Essi si espandevano dap­prima sul Cardinale, poi su tutti i sacerdoti ed i fedeli.

Poi la Vergine si mostrò sotto l'aspetto della statua di Akita e io udii una voce. Era quella della Vergine, la voce che io ero solita udire a Naju. E la Vergine mi disse: «Guarda il mio aspetto, il mio aspetto attuale: non è forse quello della statua di legno di Akita? Il mio aspetto simbolico è ogni volta un po’ differente, ma sono sempre Io, la stessa, la Madre del cielo, colei che fa appello a voi con apparizioni e lacrime, in differenti Paesi del mondo. Ascolta: sono Io che ti ho chiamata; non è un caso che il Cardinale di Co­rea e il padre Oh dicano la messa assieme. Io faccio appello a voi perché voi vi uniate con i legami dell'amore e perché la preghiera è necessaria per otte­nere che il Cardinale, i sacerdoti e i fedeli... il Giappone e la Corea formino un solo tutto (con il legame dell'amore).

Il mondo attuale è divenuto troppo perverso. Voi dovreste affidare tutto al mio Cuore Immacolato, ma poiché non me lo affidate (la Vergine usò due volte il verbo "affidare"), i malvagi e i peccatori, sedotti da Satana, cadono nell'errore madornale di prendere il male per il bene. Bisogna moltiplicare i sacrifici e le mortificazioni, tanto più che anche la maggior parte dei pastori cadono nell'errore perché non seguono una vita evangelica.

E anche all'interno dei Paesi, anziché vivere uniti fra loro, la gente si combatte nella disunione e, piuttosto che amarsi reciprocamente, lacerano nell'odio la pace e la calpestano con i piedi.

Per questo i messaggi che lo do non sono messi in pratica e la gente divie­ne schiava di un mondo fanatico; chiude la por­ta del proprio cuore in quest'occasione unica che hanno di poter dividere fra loro l'amore. È per questo che il mio Sacro Cuore brucia a grandi fiamme.

In quest'ora in cui le nazioni si contrappongono le une alle altre, in cui gli individui si combattono reciprocamente, in cui il male si propaga in tut­te le direzioni, mettendo il mondo intero in situazione di pericolo immi­nente, io vi domando di pregare molto perché le nazioni e gli uomini, unen­dosi fra loro, divengano il regno del mio Sacro Cuore».

Poi tutto spari".

 

37. Messaggio dell'8 dicembre 1988

(Solennità dell'immacolata Concezione di Maria)

La Vergine guida Julia per la via della sofferenza

Julia scrive: "Oggi è una grande festa della Vergine ed anche il primo anniversario del trasferimento della statua della Vergine che piange nella cappella attuale. Per questo avevo deciso di organizzare una veglia di pre­ghiera, dopo aver consultato il parroco e padre Spies.

Terminata la preghiera preparatoria con Pak Lubino, capo dei cristiani, dovevamo recarci alla chiesa per l'adorazione del Ss.mo Sacramento, alle 10,30. Ma c'erano state telefonate da ogni parte. Io avevo anche telefona­to a padre Spies per augurargli una buona festa della Madonna e per do­mandargli sue nuove, anche se era già un po' tardi. Fu così che mi attardai in casa fino alle 10,17.

Mi affrettai dunque a recarmi nella piccola cappella per salutare la Ver­gine prima di dirigermi verso la chiesa parrocchiale per partecipare all'a­dorazione del Ss.mo

Sacramento.

Entrando in cappella, feci il segno della croce, con l'acqua benedetta, e cominciai a cantare: «Gesù sospeso alla croce...» dal canto: «Gesù e Ma­ria». Poi mi avvicinai alla statua della Vergine; fu allora che vidi cadere una lacrima di sangue dalla statua.

In quel momento, il sig. Lubino poneva dei ceri davanti alla statua. Era presente un altro cristiano, il sig. Emmanuel. Era venuto da Onyang e aveva trascorso tutta la notte in preghiera davanti alla statua. Ma al mo­mento in cui io mi trovavo davanti alla statua, egli si trovava in una stan­za vicina intento a guardare un video (che riproduceva delle riprese sulle lacrime della Vergine).

Io guardai allora più da vicino con il sig. Lubino: la lacrima era giunta ad uno dei piedi della statua. Il colore della lacrima di sangue era identico a quello del sangue, senza essere troppo scuro.

Cantai parecchi canti con il sig. Lubino e il sig. Emmanuel. Sembra che fu in quel momento che io caddi in estasi, alle 10,30.

E la Vergine mi apparve. Aveva la corona del rosario e assomigliava al­la Vergine che piange a Naju, come d'abitudine. Differiva tuttavia in questo: che era molto più bella e dolce e che versava lacrime (le lacrime che vidi in quel momento non erano lacrime di sangue). Le lacrime colavano senza posa, discendendo fin sotto ai piedi; ma queste lacrime erano lacri­me di misericordia. La Vergine era venuta in questo mondo per essere la collaboratrice di Gesù, per purificare i peccatori dalle loro colpe e per me­dicare le loro ferite.

La Vergine mi disse con voce bella e dolce:

«Chiama il parroco. (I demoni hanno, fino ad ora, dispiegato tutti i loro sforzi ed impiegato tutti i mezzi per creare divisione e disaccordo con il parroco. Per questo tu dovrai vegliare e pregare. Prega di più per il par­roco e per padre Spies.

Io vi illuminerò con la luce che esce dal mio Cuore affinché possiate la­vorare in armonia. Io ti ho chiamata perché tu lavori con me, mano nella mano, sulla strada del martirio: bisogna dunque che tu cammini d'ora in poi su questa strada.

Vedi di prendere la mano di padre Spies tenendoti ancor più vicino a lui. Compiere quest'opera non è da Julia, imperfetta e piccolina; perché Ju­lia non è che il canale, e sono lo in realtà che la compio.

Oh! Io sollecito questo da te, perché sono troppo numerosi i miei cari figli che si trovano sulla strada dell'inferno.

Fallo sapere al Vescovo e vi prego di farmi ritrovare il mio posto.

Allora i miei messaggi saranno portati a conoscenza del mondo e mol­ti miei figli, liberati dalla strada che conduce all'inferno per il loro penti­mento e per la riforma della loro vita, avanzeranno sulla strada che porta al Cielo. Allora anche la collera di Dio Padre cadrà».

Julia: «O Madre!... ma non sono numerosi quelli che, rispondendo al vostro appello, si convertono e migliorano la loro vita?».

La Vergine: «Sì, mia buona figlia! mia cara figlia che devi soffrire! Guarda. Guarda quei miei figli che percorrono la strada che conduce al­l'inferno a causa dei loro (cattivi) giudizi e delle loro critiche».

Io emisi grida di spavento vedendo lo spettacolo che la Vergine mi fa­ceva vedere.

Julia: «Mio Dio! Mio Dio! O Mamma! O Gesù!».

Ero talmente terrificata che non osavo più guardare. In effetti guardan­do, avevo visto che, allorché la gente giudicava e si criticava vicendevol­mente, dei vermi uscivano dalla loro bocca. Questi vermi, una volta cadu­ti per terra, si univano a dei diavoli (il che voleva dire che i vermi, uscen­do dalla bocca di colui che critica, vanno ad attaccarsi all'interlocutore di­stratto per farlo cadere nel peccato). E se qualcuno mostrava amore con buone parole, allorché un altro giudicava (male) e criticava, ecco che usci­va dalla bocca del primo una bella melodìa che faceva fondere (scompari­re) le larve con il fuoco del suo amore.

Un numero grandissimo di persone era dominato e manovrato da Sata­na, a causa dell'odio che essi si portavano a vicenda senza riuscire a per­donarsi reciprocamente.

I vermi non morivano, nemmeno se uno li schiacciava violentemente con i piedi; ma essi sparivano (fondevano), allorché si praticava l'amore e la carità insieme a sacrifici ed uno riportava la vittoria grazie a un com­battimento spirituale (condotto contro se stessi).

La Vergine mi disse: «Figlia mia, hai visto? Ecco perché la collera del Pa­dre è giunta al suo culmine ed Egli farà discendere i suoi castighi sul mondo». Julia (con voce forte): «Vogliate perdonare a molti peccatori. Se potes­si ottenere la conversione dei peccatori andando io stessa all'inferno, of­frirei volentieri tutto ciò che mi appartiene per salvare queste anime così numerose. Io offrirei questa mia vita, che avrebbe già dovuto andare da molto tempo all'inferno... Voi m'avete chiamata, me povera e miserabile, dandomi la grazia di vedere il Signore e anche voi. Inoltre (mi avete dato) la possibilità di condividere i vostri dolori, anche se la mia parte è così pic­cola. È dunque per me un dovere sopportare questi dolori. Che la volontà del Signore si compia in me, vile peccatrice. Ecco perché io mi dovrei con­siderare felice se dovessi andare all'inferno. Ma, di grazia, che Dio non faccia scendere (cadere) i suoi castighi».

Sembra che in quel momento io abbia gridato a gran voce: «Oh no!», e che coloro che erano vicino a me abbiano inteso.

La Vergine: «Ebbene, sì, Io ti ringrazio. Prega con questo profondo spi­rito di sacrificio e questo grande spirito di mortificazione. Quando pure, per causa mia, sei ingiuriata e perseguitata, quando pure tu sei criticata e ca­lunniata con sentimenti insensati di sfiducia, di odio e d'incomprensione, se tu offri a Gesù queste sofferenze volentieri e senza scoraggiarti, egli sal­verà numerosi peccatori dalla miseria dei loro peccati e sarà con te. Giu­stamente queste sofferenze, queste innumerevoli sofferenze sono quelle che tu hai desiderato subire nel corso della tua vita...

Oh, mia piccola anima, che ti tormenti anche per le tue piccole colpe e rinnovi i tuoi buoni propositi! Io gioisco per te. Sì, è perché tu possa ab­battere il tuo orgoglio mediante le tue colpe. Io ti indico in ciò il più alto grado della perfezione a cui si può pervenire tramite l'umiltà. Abbi più con­fidenza. Seguimi con più grande coraggio. Ecco, lo ti dico: Arrivederci».

Era mezzogiorno allorché mi ripresi dalla mia estasi. Poiché non mi po­tevo muovere, mi deposero su una barella ed io restai nella sala della Ver­gine. Tuttavia vedendo che la gente faceva ressa attorno a me invece di pre­gare, n'ebbi pena e chiesi d'essere trasportata nella mia mansarda. Ci vol­lero sette persone per trasportare la barella (a causa della strettezza della scala, che oltre tutto è molto ripida).

La Vergine Maria piangeva con tristezza.

O Signore, o Vergine Maria, vi ringrazio. Io non posso che ringraziar­vi perché più soffrirò, più grande sarà il numero dei peccatori che si con­vertiranno. Se, almeno, le mie povere sofferenze potessero servire a far compiere la volontà del Signore, di che mi potrei rammaricare?

Che il Signore sia glorificato per le mie piccole sofferenze e che il ren­dimento di grazie di questa peccatrice, povera e vile, non si esaurisca mai. O Maria, Madre mia! Io desidero essere per voi la figlia che vi procura sol­tanto gioia".

 

38. Messaggio dell'8 gennaio 1989

(Festa dei Re Magi)

Come al tempo del diluvio e della torre di Babele

Lacrime di sangue dalle 7.40 alle 8.30 del mattino

Dal diario di Julia: "Fin da ieri sera mi ero sentita oppressa da diverse sofferenze, girandomi e rigirandomi nel letto, non riuscendo a dormire e non decidendomi ad alzarmi. Fu allora che, tramite l'interphone, mia ma­dre mi fece sapere che la Vergine versava lacrime di sangue. Riprendendomi come potevo, mi alzai a fatica. Prima di far visita alla Vergine, cercai di contattare il parroco e padre Spies. Mi riuscì di rag­giungere il primo, ma non il secondo.

Sorretta da qualcuno, raggiunsi la cappella della Vergine. Vidi il sig. Pak Chong-gu (Patrizio), responsabile della "Legio Mariae" della città di Chon ju (grande città a nord di Kwangju), il sig. You Pyong-hwan (Gioacchino), vice­responsabile della "Legio", il sig. Paek Hong-gi (Domenico), segretario, e il sig. Ch'ae Suyon (Simone), intenti a pregare. Ecco la loro testimonianza.

Al loro arrivo alla cappella alle 7,30 del mattino, non c'era traccia al­cuna di lacrime. Ma allorché, dopo aver pregato, guardarono la Vergine, si resero conto che Ella aveva versato delle lacrime di sangue a partire dalle 7,40 fino alle 8,30. Quando io arrivai in cappella alle 8,50, non c'erano più lacrime di sangue, salvo un filino (di lacrime) che scorreva un po'.

Dopo aver recitato una posta del rosario con Julio (mio marito) e i quat­tro altri signori presenti, mi avvidi che stavo per cadere. Io pregai allora aggrappandomi all'altare. Ma, alla fine, caddi riversa a mia insaputa (en­trai in estasi).

Fui allora letteralmente sconvolta. Intesi delle urla che provenivano da una folla immensa. C'era una sommossa, durante la quale la gente cerca­va d'ammazzarsi a vicenda.

Fu allora che la Vergine Maria, la Signora delle belle stelle, apparve in cielo, risplendente di luce. Ella portava sul capo una corona di alloro or­nata di dodici stelle ed emetteva dei raggi scintillanti. Le sue vesti, la sua sembianza esteriore erano le stesse che in precedenza, ma il suo volto era pieno di tristezza. E mentre mi parlava, allorché recitavo il rosario, delle lacrime scorrevano abbondanti sul suo viso.

La Vergine disse: «Guarda, figlia mia, questa moltitudine di figli miei che provocano la giusta collera di Dio, nel pantano dei loro misfatti. C'è bisogno ancora di preghiere. C'è bisogno ancora di sacrifici e di peniten­ze. Vi sono troppo pochi miei figli che si consacrano a Me.

- Preghiere fatte per formalità,

- visite fatte per formalità,

- servizi resi per formalità,

- attività della Legione (di Maria) fatte per formalità, ecc.

Bisogna vivificaretutto questo, nell'incontrare il prossimo come se s'incontrasse Gesù, con un amore sincero, con un cuore che prega. Fate sapere questo a tutti. Io accordo il mio amore a tutti i miei figli chiun­que siano. Ma lungi dall'accogliere questo amore, troppi miei figli Io profa­nano e lo respingono. Il mio cuore ne prova un immenso dolore e le mie orec­chie mi fanno tanto male a causa dei cattivi propositi penosi ad intendere».

In quel momento, un gran numero di persone si maledicevano le une le altre, esprimevano giudizi temerari, bestemmiavano, si insultavano, si dif­famavano, si criticavano, si vanagloriavano, commettevano sacrilegi. Inol­tre si portavano invidia, gelosia, s'incollerivano orgogliosamente al punto che anche le mie orecchie cominciarono a farmi terribilmente male a cau­sa delle grida che sembravano perforare il cielo.

Io debbo continuamente soffrire a causa dei miei figli della terra, Io che dovrei essere onorata come Regina del Cielo. Figlia mia!, non rattristarti troppo. Tutte le sofferenze che tu provi non sono forse quelle che offri per la conversione dei peccatori e per cui tu partecipi alle sofferenze di Gesù? Io non ti tolgo questo violento combattimento che ti tormenta. Perché questo violento combattimento trasforma in grazie e in benedizioni, per molte ani­me, le preghiere, i sacrifici e le penitenze che sono necessarie. È il violento combattimento che Dio ha previsto per santificare le anime. Conosci tu il di­luvio di Noè e la torre di Babele? Chi potrebbe dire che vi è meno male ai nostri giorni che allora? Non si deve disprezzare la giusta collera di Dio.

Perché il fuoco del cielo non cada sulla terra, Io prego senza posa per i miei figli, che sono caduti nel vizio e nella corruzione, soffrendo al posto loro. Ma se non si vuole accogliere i messaggi che Io do, se si continua a conformarsi alle cose di questo mondo senza cercare quelle del Cielo, al­lora, anche se ci si pentirà, sarà troppo tardi.

Io te lo chiedo perché il castigo potrebbe discendere attraverso il gene­re umano stesso.

Anche nell'abisso della morte e della dannazione, an­ che in questo stato di castighi terribili e irrevocabili quali sono quelli del­l'inferno, cioè nel fuoco che non si estingue, i vermi non muoiono.

Prega con Me, perché queste anime non siano condannate, ma salvate». Dopo aver così parlato, la Vergine mi disse: «Arrivederci», inclinando un po' la testa a sinistra e alzando un po' la mano destra; poi disparve. Mi sembra che tra gli atteggiamenti della Vergine, quello che Lei ebbe al momento di dirmi «Arrivederci», sia stato il più bello di tutti quelli che io avevo visto fino ad allora. Ebbi allora l'impressione che il mio cuore fosse stato aspirato".

 

39. Messaggio del 15 gennaio 1989

Pregare e offrire sacrifici per il Papa, i cardinali, i vescovi e i sacerdoti

Julia scrive: "Alle 6.00 del mattino... Fu la Madonna a svegliarmi da un sonno profondo.

La Vergine: «Alzati e preghiamo, Julia, alzati e prega con Me per i sa­cerdoti».

Io mi sono svegliata a questa voce e ho visto la Vergine così com'era (come la statua). Ella stava sul comò, su cui Lei aveva versato lacrime di sangue era di là che proveniva la bella voce.

La Vergine: «Figlia mia diletta! O mia piccola anima che mi segui con gioia anche in mezzo alle tue sofferenze! Allorché tu soffrivi e ti disperavi, schiacciata dai dolori, allorché non riuscivi a rialzarti con la tua croce, tu av­vertivi che delle pietre pesanti erano ammassate su di essa, mentre sarebbe stato bello se ti fossi sentita il peso alleggerito. Quanto hai dovuto soffrire! Io sono consolata dal tuo cuore che si tormenta anche per le piccole colpe.

Figlia mia! Tutti hanno difetti e imperfezioni. Ma se voi fate degli sfor­zi e domandate perdono al Signore e vi pentite prontamente dopo aver pec­cato e prendete una sincera risoluzione di correggervi, Io vengo volentieri in vostro aiuto con il Mio Figlio Gesù.

Figlia mia! Chi si preoccupa di Me come te? Le piccole anime fedeli agi­scono così. Pregate insieme, per far conoscere i messaggi a un gran numero di anime. Quei miei figli che vivono in stato di grazia, con Dio, avranno mol­to da soffrire e subiranno, di conseguenza, numerose tentazioni. Tuttavia co­loro che vivranno nello spirito dei messaggi, che Io dò loro, riceveranno la corona di vittoria nell'altra vita, dopo aver sofferto in questo mondo.

Fate sacrifici e penitenze per il Sommo Pontefice, per i cardinali, per i vescovi e per i sacerdoti. Essi dovrebbero accogliere favorevolmente i mes­saggi che Io ti dò, ma un gran numero di preti non li accetta. Bisogna che i miei preti beneamati li accettino prontamente per prevenire i castighi che stanno per giungere. Il Sommo Pontefice, i cardinali, i vescovi e tutti i sa­cerdoti debbono accoglierli... Che non farei per dare loro tutto ciò che mi appartiene! I miei sacerdoti... i miei figli di predilezione... Oggi, ancora, Io prego e soffro per loro.

Allorché voi vi rivolgete a Dio con fervore per portare buoni frutti, i de­moni si accaniscono contro di voi moltiplicando sempre più i loro assalti, per impedirvi di portarne.

Dato che Mio Figlio Gesù viene come donatore di sangue per i miei sa­cerdoti, Io chiedo loro di non soccombere alle tentazioni, al fine di diveni­re dei santi sacerdoti che compiono con zelo il compito di cui sono stati incaricati, per essere a loro volta, al posto di Gesù e soffocando ogni falsa vergogna, dei donatori di sangue.

Io ti raccomando di pregare molto perché la Chiesa, le famiglie e la so­cietà non siano che uno, così come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono che uno.

Per conseguenza se, grazie ai vostri sacrifici e penitenze, i miei sacerdo­ti beneamati rispondono alla loro vocazione, dopo aver ricevuto il dono del­la sofferenza, essi lavoreranno eroicamente al servizio di Dio e delle anime.

Il mondo intero rischia di perdersi, mentre Satana dispiega tutta la sua potenza per distruggerlo. Ma si vedrà senza dubbio la vittoria realizzarsi nell'unione. Io desidero salvare il mondo con la vittoria della mia miseri­cordia e del mio amore.

Ecco perché il mio sacro Cuore trionferà se voi pregate con Me, tenen­domi per mano e con confidenza. Il mio sacro Cuore trionferà sicuramente. Figlia mia, ci rivedremo ancora. Sta' in pace. Arrivederci».

E dopo la Vergine disparve".

 

40. Messaggio del 29 gennaio 1989

A Mirinae, nel convento delle suore della Congregazione del Cuore di Maria.

Al mattino, Julia riceve le piaghe della corona di spine e le stimmate di Gesù, così come Teresa Hwang.

Julia e il marito Julio erano andati, sabato 28 gennaio, ad Anyang per in­contrare padre Spies. Dopo quest'incontro furono condotti presso le suore della Congregazione del Cuore di Maria a Mirinae, che li avevano invitati.

Mirinae è situata a sud-est di Séoul, a circa un'ora e mezza d'auto da Anyang. Mirinae è un luogo di pellegrinaggio in Corea: è lì che nel 1846 erano stati sepolti sant'Andrea Kim Tae-Kon, primo sacerdote coreano e martire, sua madre Orsola e il suo vescovo, mons. Feréol.

Mirinae è divenuta pure la culla della Congregazione del Cuore di Ma­ria, voluta dalla Vergine, che manifestò la sua volontà a Teresa Hwang. Quest'ultima è colei che si potrebbe chiamare, in senso buono, la «veg­gente-profetessa» della Corea, a partire dal 1948.

A due riprese, il suo caso ed alcuni dei messaggi ricevuti furono pre­sentati alla Commissione competente, in Vaticano. Roma non diede nessu­na risposta negativa, lasciando il caso al giudizio degli Ordinari (vescovi) della Corea. In effetti, Teresa Hwang e il suo direttore spirituale, padre Francesco Chong, cofondatore della Congregazione, vissero in varie dio­cesi. Nel corso di questi 40 anni, alcuni vescovi si mostrarono favorevoli, altri ostili, altri piuttosto indifferenti.

Mirinae appartiene alla diocesi di Suwon, il cui vescovo è mons. An­gelo Kim, che in passato era stato anch'egli direttore spirituale di Teresa Hwang. Egli invitò, poco più di dieci anni or sono, padre Chong e Teresa Hwang a stabilirsi, con le prime religiose, a Mirinae.

La Congregazione si è rapidamente sviluppata: le suore superano ora il numero di duecento. È stato fondato anche il ramo maschile.

Tenendo conto di «certe opposizioni» da parte di alcuni vescovi, sacer­doti e cristiani ai «messaggi» ricevuti da Teresa Hwang, alcuni sconsiglia­vano Julia di «creare dei legami» tra Naju e Mirinae. Questi «legami», di­cevano gli oppositori, avrebbero potuto risultare sfavorevoli «alla causa della Vergine che piange a Naju».

Nel maggio 1987, padre Spies, invitato, si recò a Mirinae. Ciò che vi­de ed intese, lo convinse della piena onestà e sincerità delle persone im­plicate. Egli si schierò dalla parte del suo vescovo, mons. Angelo Kim. I «frutti», dopo 40 anni, erano buoni.

Interrogato da Julia, padre Spies le fece conoscere il suo pensiero, quel­lo del suo vescovo, e le suggerì di usare pure la carità più dolce nei con­fronti di padre Chong (71 anni) e Teresa Hwang.

Mons. Angelo Kim è attualmente Presidente della Commissione Epi­scopale della Corea. Julia si recò varie volte a Mirinae.

L'8 dicembre 1987 padre Spies si recò a Naju con l'abate René Lau­rentin, teologo e mariologo di fama mondiale. Padre Spies aveva espres­samente invitato l'abate René Laurentin a recarsi a vedere la statua che ver­sava lacrime a Naju.

Padre Chong e Teresa Hwang chiesero a padre Spies di poterlo accom­pagnare a Naju. Egli accettò volentieri. Insieme con l'abate Laurentin, si ritrovarono davanti alla statua. La Vergine non aveva più versato lacrime dal 19 ottobre precedente.

Essi concelebrarono presso la statua. Julia e Teresa Hwang si trovava­no in prima fila, proprio di fronte alla statua, inginocchiate l'una a fianco dell'altra. La sala era piena di pellegrini. E la Vergine cominciò a versare lacrime davanti alle sue due messaggere.

Il 29 gennaio 1988 Teresa Hwang si recò a Naju, da Julia. Esse prega­rono insieme davanti alla statua: la Vergine piangeva.

Quel giorno Teresa Hwang andò in estasi, subì atroci sofferenze. Poi fu la volta di Julia, che ricevette le stimmate alle mani.

Il cielo, Gesù, la Vergine confermavano la loro scelta. Satana, in que­sto 29 gennaio 1989, diede la sua risposta.

Julia scrive: "Oggi ho ricevuto nel convento della Congregazione del Cuore di Maria le piaghe della corona di spine e le stimmate di Gesù. Tuttavia, prima di riceverle, ho dovuto subire una tentazione da parte di Satana e un combattimento violento con lui per la durata di un'ora. Verso le 4,00 del mattino intesi una voce che mi diceva: «Julia, sono Gesù Cristo, che tu ami: ascoltami bene». Molto stupita, mi sono alzata e mi sono messa in ginocchio guardando nella direzione donde veniva la vo­ce. «Perché sei venuta qui? Non dovresti essere a Naju?».

Julia: «Perché? C'è forse qualcosa?».

La voce: «Tu non devi più avere relazione con questo luogo. Solo allo­ra Dio sarà glorificato».

Julia: «Ma mia Madre mi ha detto d'unirmi a questo luogo, e che si trat­ta di vocazione fraterna (tra Teresa Hwang e Julia per la medesima mis­sione). Perché mai allora debbo troncare i legami con questo luogo?».

Poiché io risposi con una domanda, apparve una forma che sembrava essere quella di Gesù. Anche se portava un manto rosso sopra un abito bianco, il suo aspetto era piuttosto brutto.

L'aspetto che Gesù mi aveva mostrato in precedenza era invece stato radioso, pieno di dignità e di misericordia.

Poi questa forma mi disse di nuovo, avvicinandosi a me: «Julia! Guar­dami! Anche così tu non mi vuoi credere? Tu devi ascoltarmi ed obbedir­mi. Se tu m'obbedisci, Naju otterrà l'approvazione e un grande santuario sarà edificato. Ed io ti darò della potenza; così tu potrai mettere questa po­tenza in evidenza davanti ai visitatori che vengono alla cappella. Non ne verrà così anche per te della gloria?».

Io trasalii di stupore: in effetti, nel momento stesso in cui intesi che sa­rei stata glorificata, mi resi conto che si trattava di un inganno di Satana. E poiché ho sempre pensato che spetta solo a Dio d'essere glorificato e non a me, gridai allora questa preghiera di esorcismo: «Io ti ordino in nome di Gesù Cristo di Nazaret: Satana, vattene. Presentati al Signore Gesù».

A questo grido, la forma si trasformò in quella di un demonio tutto ne­ro. Io non potei intravedere esattamente il suo aspetto perché subito egli mi assalì. Egli mi pestava su tutto il corpo in maniera insopportabile, esi­gendo che io mi arrendessi a lui, stringendomi alla gola.

«Vuoi arrenderti, sì o no? Se tu ti arrendi io ti darò ogni cosa in questo mondo; diversamente, io ti ucciderò».

Così dicendo, Satana mi strinse la gola, mi sbatté in tutti i modi, mi pre­cipitò a testa in giù. Dovetti lottare senza posa.

«Ti decidi?» gridava serrandomi di nuovo la gola. Io soffocavo a tal pun­to da credere di trovarmi di fronte alla morte e di non poter più parlare.

Fu allora che io gridai dentro di me: «Signore, Tu sei presente in me: io sono tua nella vita e nella morte. Che la tua volontà sia fatta». All'istante, da una grande croce, scaturirono dei vivi raggi di luce e Sa­tana fuggì. E nel momento in cui questi raggi mi raggiunsero in fronte, al­le mani, al costato e ai piedi, io sentii un dolore intenso, come se la mia carne fosse stata trafitta. Fu allora che intesi la voce dolce e misericordio­sa di Gesù. Era la voce affettuosa di un padre amatissimo:

«Tu sei la mia figlia diletta. Sei quella di cui Io mi compiaccio. Oggi tu hai riportato la vittoria su Satana. Questa è la strada su cui tu Mi segui. E questa strada, su cui tu mi segui, è precisamente quella della croce, stretta e aspra. Umìliati ancor più e seguimi portando la tua croce. È questa vera­mente la riparazione offerta per i peccati dell'umanità. Abbi ancor più fi­ducia e seguimi come piccola anima. Le vostre sofferenze (Gesù si rivol­ge a tutti) non saranno giammai vane».

Quando Gesù ebbe finito di parlare, la luce disparve e tutto ridiventò si­lenzioso. Io continuai a soffrire atrocemente, non potendo più parlare. Ver­so le 6,50 del mattino padre Chong, Superiore generale della Congrega­zione delle suore del Cuore di Maria, venne e pregò posando la sua mano sulle mie labbra: la mia lingua si sciolse. (A motivo dei colpi dati da Sata­na, Julia non riusciva più a parlare. Allorché la sua lingua si sciolse e lei poté aprir la bocca, padre Chong le diede la comunione).

Padre Spies mi disse che quel mattino si era alzato verso le 4,30 per pre­gare, ed anch'io mi ero alzata verso le 4,00. Teresa Hwang mi disse che lei pure si era alzata alle 4,00, e che aveva avuto una visione e aveva subìto le sofferenze della corona di spine e delle cinque piaghe. Nella visione lei vide il Tae-guk-ki (nome della bandiera nazionale coreana).

Vedendomi, Teresa mi disse che il mio aspetto era esattamente quello che avevo nella sua visione. Io pure avevo ricevuto le stimmate nelle due mani il 29 gennaio 1988 a Naju, al momento in cui Teresa aveva avuto vi­sione sul Tae-guk-ki. E questa volta ancora, in questo 29 gennaio 1989, lei ebbe la stessa visione ed io ricevetti le stimmate.

(Queste visioni e le parole della Vergine facevano sapere che la violenza, l'odio, la discordia che devastano senza posa il Paese attirano il castigo di Dio: solo le preghiere, le sofferenze possono arrestare questo castigo. La Corea, nei disegni che riproducono queste visioni, è simboleggiata dalla sua bandiera nazionale, il Tae-guk (Ki significa bandiera). I disegni della visio­ne del 29 gennaio 1989 non mostravano un sola bandiera, il Tae-guk-ki, bensì quattro: sopra ad ognuna era scritto il nome dei quattro partiti politici del Paese, sempre divisi fra loro. Uno dei fogli dei disegni mostra che le quattro bandiere sono cadute in mare. L'ultimo foglio mostra la Vergine che si piega verso l'acqua in atto di ricuperare un Tae-guk-ki. Nessun disegno mostra che la Vergine si è rialzata con la bandiera. Si vede pure, sull'ultimo foglio, un arbusto con i suoi fiori, il mugung-hwa, l'ibisco, che simboleggia la Corea. L'ibisco è un fiore molto bello. L'arbusto disegnato sul foglio «è diritto» sopra l'acqua. E l'arbusto e la bandiera, che la Vergine inclinata sul­l'acqua tiene in mano, potrebbero, da un momento all'altro, sparire tra i flut­ti, se la preghiera e la riparazione non ristabilissero l'equilibrio presso Dio).

Padre Chong, Teresa Hwang, mio marito, la superiora e altre religiose constatarono che io sanguinavo sulla fronte, alle due mani, ai due piedi e al costato, là dove si potevano vedere le stimmate. In quel momento, la stimmata al costato aveva la forma della croce. E sotto le due mascelle, sul dorso delle mani, sul dorso dei piedi si vedevano chiaramente i segni de­gli artigli causati da Satana.

(Julia dimentica di accennare ai segni degli artigli sulle guance e sui polsi. Padre Spies e numerose persone poterono vedere tutte queste stim­mate. Un video fu preso da uno dei fratelli della Congregazione del cuore di Maria, così come delle foto).

Tutti erano stupefatti, soprattutto padre Chong, Superiore generale. Egli mi disse che, a più riprese, Teresa Hwang aveva dovuto subire gli assalti di Satana nel corso delle sofferenze, che sopportò durante 40 anni. Egli ci aveva sempre creduto con semplicità, durante detto periodo di tempo; ma ora ne era sicuro vedendo i segni degli artigli che Satana mi aveva fatto".

 

41. Messaggio del 29 gennaio 1989

A Mirinae, nel convento delle suore della Congregazione del cuore di Maria.

Al pomeriggio, Julia subisce i patimenti della croce, della lancia e il martirio di s. Andrea Kim Tae-Kon

Julia scrive: "Poiché non mi potevo alzare a motivo dei dolori che ave­vo subìto (quelli causati da Satana e poi quelli causati dalle stimmate), fui trasportata su una barella in una stanza del convento, ricoperta di stuoie di paglia.

Ivi dovetti subire nuove sofferenze. Ma prima fu Teresa Hwang a subi­re le sue, a partire dalle 14,40, per dieci minuti. Dopo, cominciarono subi­to le mie. Io ebbi a soffrire i dolori della corona di spine, quelli della cro­ce, quelli della lancia che mi trafiggeva, quelli del Cuore infiammato di Ge­sù, quelli dei sette dardi che si conficcavano nel mio cuore. Finite queste sofferenze, poco dopo, dovetti subire quelle del martirio di padre Andrea Kim Tae-Kon.

In quel momento Gesù era in croce. Presso di Lui c'era la Vergine, tut­ta bella, con un mantello blu su una veste bianca e con in mano la corona del rosario. Lei piangeva, piena di tristezza.

Tutto attorno si potevano sentire le urla delle folle numerose che si combattevano fra loro. In quello stesso momento Gesù versava san­gue, ricevendo le frecce che i peccatori non cessavano di scagliare contro di Lui.

Sulla croce Gesù disse: «Non vi è nessuno che Mi deponga dalla cro­ce?». (Julia gridò questa frase. È la sola frase che lei pronunciò durante le sofferenze subite. Padre Spies, che era al suo fianco, l'intese distintamente).

Egli gridò questo alle folle. Qualche persona si appressò, ma senza po­terlo deporre. Io provai un'angoscia indicibile nel vedere la Vergine che si tormentava gridando: «No! No!», mentre guardava Gesù che soffriva trop­po a causa della corona di spine, che affondavano profondamente ogni vol­ta che i peccatori commettevano il peccato.

Terminate le sofferenze, che durarono circa un'ora, la Vergine parlò con tenerezza: «Oh, figlie mie (Teresa Hwang e Julia), quanto dovete soffrire! Il mio Figlio Gesù ed Io stessa siamo consolati perché dei cuori duri come pietra si stanno sciogliendo grazie alle sofferenze, ai sacrifici, alle peni­tenze che voi sopportate.

La brutalità dei demoni diviene di giorno in giorno più violenta e non fa distinzione alcuna tra i metodi, i mezzi, qualunque siano, per far cade­re tutte le anime, anche quelle che sono fervorose.

E tu hai dovuto vedere oggi sotto quale forma Satana entri in contatto con gli uomini.

Tu devi sapere che anche i miei Santi beneamati hanno subìto delle ter­ribili tentazioni.

Oggi tu hai trionfato nel mio Sacro Cuore. Satana vuole distruggere la mia Chiesa e vuole distruggere la vita nelle anime. Ma il suo vero volto non si scopre forse, allorché uno lotta tenendo lo scudo dell'amore?».

Julia: «Sì, Madre. Aiutatemi sempre».

La Vergine: «Guarda... Questo mondo sta corrompendosi, invaso dall'er­rore. E così il mio Figlio Gesù resta sempre inchiodato sulla croce, a causa dell'orgoglio degli uomini e della viltà dei pessimisti che si abbandonano al­l'ingiustizia e alla corruzione, e a causa degli egoisti che, con le loro men­zogne ipocrite, si rendono colpevoli di azioni sacrileghe.

Per questo nuovamente Io vi rivolgo questo richiamo, perché il castigo potrebbe sopraggiungere con la terza guerra mondiale. Figlia mia! Vuoi tu soffrire ancora?».

Julia: «Sì, Madre! Io sopporterò tutte le sofferenze, qualunque debbano essere».

Ed io sollecitavo le sofferenze alzando le mani; e mentre lei mi mo­strava una folla immensa di gente, si sentiva il frastuono assordante cau­sato dalla guerra e dai combattimenti.

La Vergine: «In conseguenza della mancanza di unione e del rifiuto del­l'amore, le urla che emettono gli uomini nei loro misfatti, si cambiano in frastuono di guerra e provocano la collera di Dio, a causa delle sofferenze che ne derivano e sembrano lacerare il cielo.

Grazie alle sofferenze della corona di spine e a quella della croce, che tu hai subìto, e grazie a quelle del martire sant'Andrea Kim Tae-Kon, che stai per subire, il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti e i fedeli si uni­ranno e saliranno il calvario, portando la croce dell'amore con mio Figlio Gesù. Voi dovete pregare insieme sempre per la pace del mondo e per la conversione dei peccatori».

Subito dopo io subii le sofferenze del martirio di padre Kim. Padre Kim tese il collo, tenendo la testa diritta, in un atteggiamento pieno di dignità. Anche al secondo colpo, nonostante il dolore fosse troppo grande, per la gloria di Dio egli rialzò la testa bagnata di sangue.

Fu così anche al terzo colpo. Al quarto colpo egli non poteva quasi più muoversi; finalmente all'ottavo colpo la testa cadde. (Sant'Andrea Kim Tae-Kon ebbe la testa tagliata a colpi di sciabola. Si eseguiva il supplizio inferendo parecchi colpi).

Ed io subii questi supplizi.

E mentre Gesù donava la sua luce a tutti, io rinvenni da queste soffe­renze e dissi: «Ricevete la luce di Gesù». Fu gridando queste parole che io aprii gli occhi. Umanamente parlando, provai disagio vedendo attorno a me padre Pha, padre Chong, e un altro sacerdote, padre Kim Kae-Chonn Do­menico, dei religiosi e dei laici che mi guardavano.

Io avevo talmente sudato che i miei abiti erano tutti bagnati".

 

42. Messaggio del 23 febbraio 1989

Tentata da Satana e confortata dalla Vergine

Julia scrive: "Ero coricata, ma non potendo addormentarmi, pensavo al­la tirannìa dell'astuto Satana. Io stavo soffrendo a causa degli assalti con cui Satana mi assaliva in diversi modi servendosi degli uomini. Tuttavia cercavo di pregare con cuore fiducioso, abbandonando ogni cosa al pro­fondo amore di Dio.

Io mi sforzavo di dormire. Quanto tempo trascorse? Non lo saprei dire, perché non sapevo nemmeno se ero addormentata oppure no. All'improv­viso udii una voce (in seguito mi resi conto che era quella di Satana):

«Julia! Tu soffri troppo in questi giorni. Riposati un po' ora. Anche Ge­sù ha pregato prendendo riposo».

Io credevo fosse la Vergine che mi parlasse, e mi dicevo che forse Lei voleva che mi riposassi un po'. In effetti Ella conosce tutti i tormenti che ho subìto fino ad oggi. Tuttavia mi sembrava un po' strano che mi dicesse di riposarmi, mentre giustamente io contavo, durante questa quaresima, di farle l'offerta delle mie mortificazioni. Infatti la Vergine mi aveva detto: «Offri questi numerosi tormenti che ti sono inflitti... anche i tormenti atro­ci che ti torcono le membra e ti schiacciano il cuore: offrili volentieri».

Pensando a ciò, sentii di nuovo la voce di Satana: «II cielo è pieno di meriti, che tu hai acquistato con i tuoi sacrifici offerti fino ad oggi per i peccatori: i tesori del cielo sono tuoi. Dio sarà molto contento anche se tu d'ora in poi conduci una vita libera da sofferenze, riposandoti per bene: af­fida, per il futuro, gli affari della cappella a qualcun altro e non comunica­re più i messaggi. Ormai me ne occuperò io stessa».

Julia: «Allora che debbo fare?».

La voce di Satana: «Ormai la mia volontà sarà fatta. Ritorna a casa tua. Io ti darò tutto, anche la ricchezza e la gloria in abbondanza, se tu ti occu­perai con zelo della tua famiglia. Obbediscimi senza cambiar nulla di que­sto che voglio, e non ti dovrai preoccupare circa la riuscita di tuo marito nel mondo, né dell'avvenire dei tuoi figli. Mi hai compreso?».

Julia: «Che volete dire? Io non comprendo bene».

Avevo veramente difficoltà a capire: «Ricchezza... e... gloria». Nel bel mezzo delle mie riflessioni, intesi di nuovo la voce di Satana:

«Allora non ti piace che io ti prometta di farti riposare?».

Poiché mi sembrava che, certamente, non potesse essere una richiesta della Vergine, chiesi: «Chi sei tu? Fatti vedere, per favore».

La voce di Satana: «Io sono Maria, la Madre che tu ami. Ascoltami bene: Tronca ogni contatto con padre Pha. Tu sei coreana, perché lavori con uno straniero? D'ora in poi segui me e me sola. Io ti dirigerò senza intermediario».

Julia: «È la mia madre Maria che mi ha detto di lavorare con padre Pha. È Dio che mi ha dato la vita ed è Lui che se ne prende cura. Io non desidero né ricchezza né gloria e non ho mai nemmeno desiderato di vivere. Io non sospi­ro d'altra parte che una cosa sola: che la volontà di Dio sia fatta sulla terra». La voce di Satana: «Che donna testarda! Se tu non ci tieni alla vita, io ti condurrò oggi con me. D'ora in poi io non posso più tollerare che mi strappi le anime che mi sono conquistato con grande pena. Se riesco a sba­razzarmi di te, sarò tranquillo. E io taglierò pure il polso dei sacerdoti». Da questo momento mi toccò subire l'assalto di Satana, senza poter pro­ferire parola. Io fui talmente picchiata, senza potermi opporre, che credet­ti di morire. Quanto tempo durò ciò?

Aprendo gli occhi nel dormiveglia vidi la Madre mia che mi guardava con compassione senza dir niente. Il suo aspetto era quello della Vergine che piange a Naju e la sua espressione quella di una madre di questo mon­do che, angosciata, desidera soffrire al posto dei suoi figli allorché questi gemono per il dolore.

Volli chiamarla dicendo: «Madre», ma la parola non mi usciva di boc­ca. Dibattendomi, cercai di ripetere la parola: «Madre»; a questo grido mi svegliai, erano le 5,00. Alzandomi vidi la piccola tavola, di cui mi servo, rovesciata.

Poiché avevo l'impressione che la Madre mia avesse qualcosa da dir­mi, mi recai in cappella (la sala dove si trova la statua), dopo essermi la­vata con cura.

Appena aprii la porta della cappella, avvertii un forte profumo di rose e di gigli. E mentre avanzavo (verso la statua della Vergine), la Vergine stessa avanzava verso di me, lasciando il posto dove si trovava al fondo della nic­chia. Lei si arrestò e, allorché io mi fermai, si trovava a portata di mano.

E la Vergine mi parlò: «Figlia mia! Ti ringrazio».

Julia: «Madre, perché mi amate così, io che non sono che una peccatri­ce buona a nulla?».

La Vergine: «Io partecipo il mio amore ai semplici e ai piccoli. Un'a­nima piccola rende al Signore lode, onore e gloria e non mi priva di nien­te. Ciò che può essere una colpa per un'anima grande, non lo è per un'a­nima piccola. Tu, tu sei un'anima piccola. Tu hai molti difetti, ma perché tu possa essere umile; tu li cambi in bene con i tuoi sacrifici e le tue peni­tenze. E poiché io ti amo come sei e cambio in preghiere d'amore tutto ciò che fai, offrimi tutto ciò che è tuo. Come tu non mi rifiuti niente, nemme­no Io ti rifiuterò nulla».

Julia: «Madre! Io non sono che un povero essere buono a nulla, una pec­catrice miserabile e insignificante, che non può fare altro che nascondersi». La Vergine: «Sì, io ti ho chiamata proprio perché sei miserabile e insi­gnificante. Io voglio trasmettere i messaggi del mio amore in te, che de­sideri lavorare restando nascosta».

Julia: «Madre! È difficile perché io sento troppo la mia insufficienza». La Vergine: «Non aver paura. È quando tu sei angosciata, che gli assalti di Satana si fanno più violenti e che egli fa degli sforzi accaniti per ripor­tare vittoria. È per i tuoi sacrifici e le tue penitenze che molte anime, rice­vuta la grazia della conversione, giungono a vedere la luce. Ecco perché i demoni fanno tutti gli sforzi possibili per abbatterti.

Guarda! Satana non t'opprime forse anche tramite molte persone trave­stite da gente per bene? E tuttavia, lo vedi, Io non abbandono una sola anima. Satana, lui, non può strapparmi una sola anima, ma poiché Dio ha da­to la libertà agli uomini, essi possono fuggire lontano dal Signore, disob­bedirgli, rinnegarlo, seguendo la loro propria volontà. E così si mettono ciecamente al seguito di Satana.

Sono troppo numerosi i miei figli che, con la loro mancanza di fiducia, feriscono il mio Cuore. È per questo, figlia mia, che mi rivolgo a te».

Julia: «Madre, parlatemi pure. Se si tratta di far compiere la volontà del Signore, io non risparmierò la mia vita. Sia fatta solo la vostra volontà». La Vergine: «Bene così. Io te ne ringrazio. Quando Dio creò gli uomini, non li ha mica creati per farne delle orde di Satana. Gli uomini lo sanno be­ne, ma malgrado tutto, essi si costituiscono in orde di Satana. Essi, che do­vrebbero insieme condividere la gioia contenuta nell'Amore eterno, provo­cano la collera di Dio. Per questo bisogna che i miei messaggi si diffondano rapidamente per realizzare il miglioramento della vita della gente.

Per questo ci vuole un'approvazione. Fallo sapere ancora una volta al Vescovo. Egli è il mio vescovo beneamato, il mio sacerdote di predilezio­ne. Mettendo la sua vita nelle mani del Signore, egli ha cura sempre dei suoi figli, come padre nel nome del Signore, pure in mezzo a numerose fe­rite e sofferenze. Io sono consolata anche per i suoi numerosi sacrifici e le sue penitenze. Io farò brillare, per suo tramite, la luce della gloria del Si­gnore. Ti prego di chiedere che possa essere celebrata la Messa nella cap­pella per poter bloccare le frecce che Satana lancia.

 

Mio Figlio Gesù è bagnato di sangue.

Io ti prego di chiedere che si possa pregare con mio Figlio Gesù, fa­cendo installare un tabernacolo nella cappella, e questo perché troppe ani­me uniscono le loro forze a quelle di Satana.

Allora si vedrà senza alcun dubbio la mia vittoria. Io ti prego di aiutar­mi.

Accogli il mio Figlio Gesù che farà brillare la sua voce sul mondo ot­tenebrato».

Julia: «Madre! Che bisogna fare?».

La Vergine: «Intenditi con il Vescovo, mio figlio, come pure con padre Pha e il parroco della parrocchia. Pertanto ti prego di cooperare alla sal­vezza di molte anime».

Julia: «In quale maniera?»

Non ebbi risposta; ebbi un bell'insistere, la Vergine restò in silenzio. Erano le 7,00".

Alla fine della lettera Julia aggiunge: "Kang Melania, già venuta di buo­nora a pregare davanti alla statua, non aveva visto niente di speciale. Fu al suo ritorno, verso le 7,00, che constatò che la Vergine piangeva ed era avan­zata fin sul davanti della nicchia".

 

43. Messaggio del 5 luglio 1989

(Festa di s. Andrea Kim Tac-Kon, primo sacerdote coreano martire)

Messaggio per tutti i sacerdoti Julia scrive:

"Ero sofferente da cinque giorni: soffrivo talmente che m'era difficile perfino aprire gli occhi. Non potevo rialzarmi. Avevo la boc­ca amara come se stessi mangiando fiele. Avevo un mal di capo terribile e avevo talmente freddo che, malgrado la coperta imbottita, ero coricata su una stuoia elettrica.

Mentre offrivo le mie sofferenze per la santificazione dei sacerdoti, per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo, pensai: «Quanti do­lori deve subire la nostra Santa Madre perché molti dei suoi figli errano nelle tenebre, lasciandosi manovrare da Satana a motivo dei conflitti e del­le divergenze d'opinione».

Questa riflessione sembrava lenire notevolmente le mie sofferenze. Fu in quel momento che Pak Lubino, nostro aiutante presso la Vergine che piange, mi fece sapere che la Vergine versava lacrime di sangue. Erano le 15,15 del pomeriggio. Io non potei andare a vedere, pur apprendendo che la Vergine piangeva, perché non potevo muovermi affatto.

Verso le 15,50 venne il parroco. Dopo un'ora di penosa conversazione, mi diede la benedizione. Io sudai e poi potei alzarmi; rimossi la coperta imbottita e mi sedetti. Il sapore amaro nella mia bocca era scomparso ed io potevo pure camminare, perché mi sentivo più leggera in tutto il corpo. Andai dunque a vedere la Vergine con il parroco. Ella piangeva; erano cir­ca le 18,30.

Dopo la partenza del parroco, io stavo recitando il rosario, allorché en­trai in estasi e vidi padre Andrea Kim Tae-Kon dare la benedizione a tutti i suoi fratelli e sorelle del mondo intero.

Tuttavia molti fra loro sono ancor sempre dominati da Satana. Satana manovra il cuore della gente per muoverla a calunniarsi con invidia e ge­losia... Egli spinge gli uomini a giustificare i loro atti con semi di discor­dia, con menzogne, frodi, orgoglio, odio, egoismo, razionalismo, ira, col­lera violenta. Egli li fa contrapporre gli uni agli altri e li spinge a turbare l'ordine con i piaceri e la lussuria. Egli li fa odiare tra di loro, impedendo loro di perdonarsi, trascinandoli a compromettersi nell'ingiustizia, ecc.

Infine, sant'Andrea Kim mi fece vedere la brutalità dell'odioso Satana che incita la gente al male sotto l'apparenza del bene.

Certo, sant'Andrea Kim Tae-Kon l'ha sempre detto prima, ma egli mi ha anche mostrato la crudeltà di Satana.

In quel momento, il demonio aveva un aspetto tutto nero; egli mano­vrava la gente in maniera nascosta, non facendosi vedere... Tuttavia padre Kim Tae-Kon, in compagnia di molti santi martiri, cacciava Satana con una palma e recitava il rosario con noi. Egli diede di nuovo la sua benedizio­ne a noi che pregavamo ed allargò le braccia come per stringerci tutti. Fu in quel momento che rinvenni dall'estasi: erano le 19,50.

Avevo il presentimento che la Vergine stesse per darmi un messaggio nella mansarda. Mi ci feci portare, non potendo muovermi.

Dopo qualche momento di preghiera, la Vergine m'apparve davanti al cassettone.

Aveva un diadema sul capo e un mantello blu. Era molto bella, ma la sua espressione era triste. Aveva l'aspetto di sempre: dal fon­do del suo abito fino ai suoi piedi, tutto pareva sfumato come nella nebbia, in modo che solo vagamente vidi le rose attorno ai suoi piedi. Il diadema e tutto il suo corpo spandevano tanta luce che io non potevo guardare la Vergine in faccia, perché avevo gli occhi abbagliati. Tuttavia la forma del diadema rassomigliava a quella del diadema che padre Pak Mathias le ave­va offerto; mi è sembrato che Lei avesse forse messo quello stesso. L'a­spetto della Vergine era così abbagliante che io non potevo guardarla e per­tanto l'ho ascoltata in ginocchio e chinando la testa.

Non era un messaggio per me, bensì per tutti i sacerdoti.

Ecco la Vergine che parla: «Miei cari figli sacerdoti! Oggi io faccio di­scendere su voi i torrenti della mia misericordia con il mio amore imma­colato.

Mio Figlio Gesù, vostro sommo sacerdote, fa parimenti discendere su voi una coppa di benedizioni.

Io vi ringrazio perché voi lottate in un mondo di tenebre dove tante ani­me si rivoltano contro Dio e gli mancano di rispetto, con la loro tiepidez­za e il loro egoismo.

Miei cari figli! Io so quante sofferenze, fatiche, pene, solitudine, tri­stezze, oltraggi, umiliazioni subìte per seguire mio Figlio Gesù.

Ma che fare?...

Pensate agli innumerevoli colpi di frusta che mio Figlio Gesù ha rice­vuto... E questo, in mezzo a sofferenze incalcolabili, indicibili.

Gesù, benché fosse al tempo stesso Figlio di Dio e dotato di natura uma­na, fu schernito, ebbe a subire tutti i dolori della crocifissione. Ma Egli sof­frì tutto ciò per salvare gli uomini. Fu allora ch'Egli disse: Padre, perdo­na loro, perché non sanno ciò che fanno.

E non ha forse bevuto quel calice amaro che non desiderava bere? 'Pa­dre, se tu vuoi, allontana da Me questo calice! Tuttavia, non la mia, ma la tua volontà sia fatta!'.

Miei cari sacerdoti! Sacerdoti cari, a cui tengo come alla pupilla dei miei occhi! Datemi tutte le vostre sofferenze e le vostre prove. In più, sia­te coraggiosi e avvicinatevi a Me.

Diffondendo i miei messaggi d'amore e liberandovi dal dragone rosso, aiutatemi a restaurare il Regno del Signore.

Per questo, tu, Sommo Pontefice, e voi tutti, vescovi e sacerdoti, unen­dovi, fate in modo che la vittoria della Risurrezione si estenda sul mondo intero.

Questa generazione attuale, sotto la tirannìa di Satana, dispiega un'e­nergia feroce ricorrendo a potenti mezzi d'azione umani per dominare gli uomini...

Costoro, a motivo del loro orgoglio irriducibile, s'inoltrano nelle tene­bre buie, cioè nell'inferno.

Vi sono sacerdoti che si sono allontanati da me; altri non hanno segui­to la volontà di Gesù.

Tuttavia, è grazie ai sacerdoti e al sangue di numerosi martiri che ha fe­condato la terra che molte anime, illuminate da mio Figlio e da Me, pro­grediscono nella virtù. Ma il dragone rosso, per parte sua, li tiranneggia. Per questo vi prego, raccomandate loro di uscir presto dal loro sonno per pregare.

O miei cari sacerdoti! Io desidero che le anime, per corrotte che siano, ricevano la luce che Io dono loro. Io vi scongiuro di essere veramente fe­deli a mio Figlio Gesù perché queste anime possano convertirsi.

Inoltre, non fate scorrere le mie lacrime invano, e nemmeno le lacrime di sangue che ho versato.

Io desidero che voi, miei cari sacerdoti, diveniate vittime di sacrificio per la conversione dei peccatori. Ora Satana insidia gli uomini celandosi sotto tutte le apparenze del bene.

O figli miei! Non dovreste voi affrettarvi a castigare Satana, aprendo bene gli occhi su queste apparenze?

Il mezzo migliore per farlo è precisamente quello di mettere in pratica i messaggi che vi do.

Inoltre affidatevi interamente al Sacro Cuore di Gesù, recitate il rosario con fervore e offritevi in sacrificio, facendo penitenze. Abbiate più confi­denza e seguitelo (Gesù) credendo in Lui.

La terza guerra mondiale sta già per cominciare, a causa degli uomini stessi. Per questo, Io prego tutti i miei figli di recitare un rosario in più, per la pace del mondo, con amore e in spirito d'unione.

O miei cari sacerdoti! Voi siete i miei tesori, voi che compite gli stu­pendi miracoli d'amore, con il sacramento della Penitenza!

Io vi prego di affidare tutto alla mia direzione, con una fiducia piena nel mio Cuore Immacolato, senza distogliervi dai miei messaggi.

Per schiacciare Satana, che cerca di tormentarvi con ogni sorta di mez­zi astuti, ricorrete con tutte le vostre forze al mio Cuore Immacolato, con continui sacrifici e con continue penitenze.

Se voi accogliete bene queste mie parole, senza dubbio voi vedrete la mia vittoria.

Io vi aiuterò con la potenza con cui schiaccio il serpente e sarò con voi. Ma se non si accolgono bene le mie parole, voi dovete sapere che sa­ranno numerosi coloro che non sfuggiranno al castigo di Dio.

Coraggio!

Ritornate presto nel mio seno per lavorare con Me.

O voi, piccoli sacerdoti del mio Gesù! Voi, rappresentanti di Gesù, l'Al­tissimo! Prendetemi per mano. Io faccio appello a voi, piccoli sacerdoti di Gesù, che amo e prediligo di più. Io chiedo che si mettano in pratica i mes­saggi che trasmetto a Julia, la più piccola di tutti».

Dopo aver così parlato, la Vergine disparve, come pure la luce. In quel momento, sentendo la mia pochezza, avrei voluto domandarle di trasmet­tere Lei stessa, direttamente, il messaggio ai sacerdoti; ma prima ancora che io potessi parlarle era già sparita.

Mi rincrebbe tantissimo in cuore mio di non averle potuto dire la più piccola parola.

Io non potei che dire: «Signore! Sia fatta solo la tua santa volontà»".

 

44. Messaggio del 26 agosto 1989

La Vergine versa lacrime di sangue.

Visione dei diavoli che attirano le anime

Julia scrive: "Stavo dicendo il rosario davanti alla statua della Vergine, che aveva versato abbondanti lacrime di sangue nella mattinata e conti­nuava a versare lacrime naturali. La statua della Vergine non aveva più ver­sato lacrime dal 9 luglio.

Con padre Spies, tre religiose, con dei membri della mia famiglia e al­cuni pellegrini, recitavamo i misteri dolorosi del rosario. Entrai in estasi non appena terminai di pronunciare le parole del 5° mistero. (Mi disse­ro in seguito che erano le 11,38 del mattino. Non vedevo la Vergine, ma sentivo la sua voce, tenera, dolce, insistente.

La Vergine disse: «Figlia mia! Ora è giunto il tempo, in cui una grande lotta si è ingaggiata tra me e il mio nemico. Il mio nemico è formato da un esercito di dragoni, il cui aspetto è quello di bestie orrende.

Tutti i demoni dell'inferno vogliono formare un esercito per conquista­re questo mondo e pervertire molte anime, facendo loro rifiutare Dio e spin­gendole a negare tutto. Ciò avviene commettendo il peccato sotto ogni for­ma di egoismo.

Guarda, figlia mia, in che modo i demoni attirano le anime nelle trap­pole dell'inferno...».

La Vergine aveva appena finito di parlare, che incominciarono ad ap­parire dei demoni tutti neri, sotto forma di bestie e che tiravano una car­retta a mano. La carretta era elegantemente decorata, ma di colore nero. Dei demoni, simili ad aquile, prendevano le anime per stiparle nella car­retta. Ma questa non si muoveva.

Attorno alla carretta alcuni demoni chiacchieravano, in modo incom­prensibile, con le anime che avevano prelevato, affinché si unissero a loro e facessero causa comune con loro, servendosi di tutti i mezzi e di tutti gli espedienti.

Numerose anime, che stavano vicino alla carretta, ridevano tranquilla­mente con i demoni, senza respingerli né darsi alla fuga, non rendendosi conto che per esse era la via dell'inferno. Improvvisamente queste anime incominciarono a diventare nere: personalmente ho provato uno strazio al cuore.

Quando volli tirare indietro queste anime, pregando senza posa per lo­ro, un demonio simile ad un'aquila si mise a colpirmi di qua e di là con le sue ali, a beccarmi e a graffiarmi alla testa. Io tenni duro malgrado i colpi, senza indietreggiare un istante.

Siccome però non riuscivo a resistergli con le sole mie forze, presi la corona del rosario per colpirlo con essa. I demoni presero allora la fuga e condussero con loro anche le anime che si trovavano nella carretta. Io mi misi allora a correre, tenendo in mano il rosario e, tenendolo ben stretto, incominciai a tirare giù dalla carretta le anime una dopo l'altra. Col rosa­rio colpivo pure i demoni; questi allora rovesciarono la carretta. Le anime si alzarono rapidamente, lodando Dio, mentre versavano lacrime di penti­mento. A questo punto intesi di nuovo la voce della Vergine:

«Figlia mia, hai visto? La grande lotta è così cominciata. E siccome è una lotta spirituale, armatevi con Me abbandonandovi interamente al mio Cuore Immacolato; e mettete in pratica i miei messaggi. Allora po­trete evitare i castighi che stanno per abbattersi su tutta l'umanità e sulla Chiesa».

Prima della fine di queste ultime parole, uscii dalla mia estasi. Padre Pha mi disse poi che erano allora le 13,38. Avevo sofferto durante due ore in stato di estasi; però, per la troppa sofferenza, non potei muovermi per cinque ore.

O Signore, a Te, gloria e benedizione".

 

45. Messaggio del 29 agosto 1989

Essere crocifissi con Gesù per la conversione dei peccatori

Julia scrive: "La Vergine piange dal mattino. Mi ero recata alla cappel­la alle 10,30 per partecipare con Lei al suo dolore.

Mi sembra di essermi addormentata durante la preghiera e la medita­zione. Mi risvegliai di soprassalto a un segno di presenza umana; ebbi l'im­pressione che la cappella fosse ben illuminata: erano le 15,00 del pome­riggio. Ho girato lo sguardo verso la statua della Vergine, ma non ho visto la statua da cui scendevano lacrime dal mattino: era la Vergine in persona, viva, che stava davanti a me, tenendo tra le braccia il Bambino Gesù. La Vergine piangeva e il suo viso era triste. Gli occhi del Bambino Gesù bril­lavano come se lacrimassero.

La Vergine non portava diadema sulla testa; un manto la copriva. Ave­va l'aspetto abituale. Era seduta, col viso pallido, spossata per la fatica; at­torno a Lei, tutto brillava di una viva luce.

All'istante, caddi in ginocchio e mi prostrai davanti alla Vergine. Pensa­vo che dovevo dirle qualcosa, ma fu Lei che mi parlò con la sua bella voce.

La Vergine disse: «Figlia mia! Guarda. Io continuo a diffondere la luce del mio Cuore Puro e Immacolato, per salvare i miei figli, che vagano nel­le tenebre, che si fanno sempre più fitte. E malgrado ciò, anche i miei figli più vicini sono causa di tanta pena al mio Cuore, perché non sanno rinun­ciare al loro 'io'.

Figlia mia! Satana sempre astuto penetra persino all'interno della Chie­sa, per tendere insidie alle mie pecorelle nelle tenebre, con la divisione e i disordini. Che ne sarà allora delle mie pecorelle che seguono Satana? Fi­glia mia! Prega dunque e moltiplica i tuoi sacrifici e le tue penitenze, con amore ancor più grande in questo periodo di tenebre.

Per evitare le sofferenze che incombono, bisogna che i figli, che ho chia­mati, salgano il calvario con un amore nascosto, in un profondo silenzio do­ve non c'è né sospiro né lamento, anche se vengono crudelmente disprezza­ti, umiliati e schiacciati sotto un pesante fardello di dolore. È necessario inoltre che siano crocifissi col mio Figlio, per la conversione dei peccati.

Figlia mia! Vuoi tu soffrire al loro posto, per i sacerdoti che soffrono e per la conversione dei peccatori?».

Julia: «Sì, Madre!».

In quello stesso istante caddi a terra ed ebbi a subire le sofferenze del­la crocifissione.

Allorché mi svegliai, dopo aver subìto tali sofferenze, la Vergine mi par­lò con voce affettuosa e piena di amore, ma con accento angosciato: «Figlia mia! Non perderti di coraggio.

Sebbene l'amore, i sacrifici, le penitenze, che offrono le piccole anime che Mi seguono, siano le sofferenze del calvario, Io le ho chiamate, queste piccole anime, perché queste loro sofferenze sono volute dal mio Figlio Gesù e da Me Stessa. Per questo domando loro di seguire la mia volontà con molto amore. Stai in pace! Arrivederci!».

La Vergine scomparve e anche la luce. Avevo tante cose da dirle, ma Ella è partita improvvisamente.

O Madre dell'Amore e della Misericordia! Che la vostra volontà sia fat­ta, e spandete su di noi la luce del Cuore trafitto di Gesù e quella del vo­stro Cuore trafitto.

E fate altresì che la nostra riconoscenza non venga mai meno. Amen. Feci questa preghiera a voce alta; erano le 16,00".

 

46. Messaggio del 14 ottobre 1989

Minaccia della terza guerra mondiale

Il 14 e 15 ottobre la statua della Vergine versò lacrime naturali e di san­gue, incessantemente e con abbondanza. Julia ricevette uno dei più dolo­rosi e terrificanti messaggi.

La Vergine è angosciata; chiede aiuto: preghiere, sacrifici, penitenze. Ella si sofferma sulla perversione delle anime, anche nella Chiesa a tut­ti i livelli, sulla resistenza, l'ostilità, il disprezzo, lo sdegno, l'indifferen­za... nei riguardi delle sue lacrime, dei suoi appelli, dei suoi messaggi, del­le sue apparizioni...

E qui, per la seconda volta, annuncia la terza guerra mondiale.

Ella ne parlerà anche nel messaggio dato per la festa di Cristo Re, nel­la notte dalla domenica, 26 novembre, al lunedì 27. Ne ha parlato la prima volta nel suo messaggio del 5 luglio 1989.

Il 13 ottobre 1989, intenzionalmente, ero a Naju con il padre Louis Bos­mans, giunto dal Canada, e suor Adèline Langlois, venuta dal Giappone. La Vergine non piangeva più da un mese. In quel venerdì 13, Ella comin­ciò a versar lacrime verso le 19,20-19,30.

Noi le vedemmo. Poi pianse lacrime di sangue sabato 14 e domenica 15 ottobre; poi, ogni giorno fino a domenica 26 novembre (festa di Cristo Re), fino a mezzanotte.

Le lacrime scorsero abbondanti fino a mezzanotte, poi cessarono. Esse erano colate per 45 giorni.

E Julia ricevette il più doloroso, il più terrificante dei messaggi.

Julia scrive: "Soffrivo in maniera così atroce, che ero rimasta coricata nella mia mansarda senza potermi muovere.

Padre Spies, venuto il giorno prima con padre Louís Bosmans,

La Vergine, in quel 13 ottobre, versò lacrime naturali nel pomeriggio, verso le 17,40, davanti ai tre pellegrini e ad altri venuti per pregare nell'oratorio della Vergine.

Padre Spies mi diede la sua benedizione e mi disse: «Julia, la Vergine ha versato questa mattina lacrime di sangue in tale abbondanza, come non era mai successo prima. Cercate di andarla a vedere. Noi vi aiuteremo».

Dopo aver ricevuto la benedizione del padre, sono andata dalla Vergi­ne, sostenuta da diverse persone.

Ebbi modo di constatare fino a qual punto la Vergine avesse versato la­crime di sangue. La tovaglietta, posta sotto la statua, ne era tutta imbevuta. Recitai il rosario con i due padri e intanto piangevo. Ma nel momento in cui pronunciai le parole del 5° mistero: «Meditiamo le sofferenze di Ge­sù crocifisso», caddi in estasi.

Venni a sapere in seguito che erano le 13,10. In quel momento intesi la Vergine parlarmi con una voce bellissima e dolce, ma angosciata: «Figlia mia! Vuoi tu soffrire per il Santo Padre?»

«Sì, Madre!», ho risposto, ma la mia voce non usciva dalle labbra. La Vergine mi ha compresa ugualmente.

La Vergine: «Figlia mia! Ti ringrazio. Il Congresso Eucaristico si è con­cluso senza inconvenienti, grazie ai sacrifici e alle penitenze che avete of­ferto per questa intenzione.

Tuttavia i demoni astuti continuano ad organizzare delle bande di as­sassini, per attentare alla vita del Santo Padre. Offrite dunque ancora più sacrifici e sofferenze, affinché egli ne esca sano e salvo».

Nel momento in cui la Vergine cessò di parlare, cominciai a subìre le sofferenze della crocifissione, quelle causate da frecce infuocate che dei peccatori avevano imbevuto d'olio e di cui il mio cuore bruciava, come ac­ceso da grandi fiamme.

Ho subìto anche delle sofferenze, che non avrei mai immaginato, vale a dire la torsione delle membra, in alto, in basso, indietro, tale quale la subi­vano i martiri della Corea.

Ho dovuto pure subìre una tortura come questa: mi si faceva bere, aprendomi la bocca a forza, acqua di lavatura di piatti ed acqua escremen­tizia. Ciò fu eccessivamente penoso.

Orbene, ogni volta che io subìvo queste torture dei martiri, i demoni ca­devano senza forza e fuggivano.

Vedendo questo, ho potuto provare gioia anche in mezzo alle mie sof­ferenze.

Quindi intesi di nuovo la voce angosciata della Vergine: «Figlia mia! Affidati totalmente a Me!

Non cercare di conoscere i risultati, ma prendi e offri incessantemente le tue sofferenze in sacrificio e in penitenza per il Santo Padre, i cardinali, i vescovi e i preti.

Coloro che sono manovrati da Satana avranno un bel dimenarsi per ab­battere il Santo Padre e per spingere la Chiesa verso la distruzione... Anzi, tutti i demoni diventeranno impotenti quando i vostri sacrifici e le vostre penitenze si uniranno perché le mie lacrime e le mie lacrime di sangue non scendano invano.

Tuttavia, ai nostri giorni, i figli e le figlie della Chiesa cadono nel di­sordine mettendosi al seguito di falsi profeti. I sacerdoti, vicari del mio Fi­glio Gesù, dovranno stare attenti a vivere il Vangelo il più perfettamente possibile, secondo le direttive della Chiesa.

Voi dovete comprendere ciò che furono i sacrifici che mio Figlio Gesù ha fatto per voi e le sofferenze che Egli ha sopportato, per ottenere la vo­stra salvezza.

Fate valere la forza dell'amore.

Il mio Cuore soffre tanto a causa della sordità e dell'accecamento di quei miei figli che non sanno amare. È per questo che la collera di Dio si infiamma grandemente e in maniera terribile.

Figlia mia! Guarda quel che sono tanti miei figli in questo mondo. Si lamentano per un nonnulla: del mal di testa, delle contusioni, delle graf­fiature. È per questo che Satana tende loro delle trappole ricoperte di spi­ne, aggiungendovi il suo veleno e la sua crudeltà.

I piedi, che dovrebbero correre per adorare Dio, corrono per fare del male. Le labbra, che dovrebbero servire per benedire e lodare il Figlio di Dio, servono al contrario a bestemmiare e a mormorare contro Dio.

È la ragione per cui il mondo, avvolto nelle tenebre, provoca l'ira di Dio in maniera tale che il suo castigo sta per abbattersi sul mondo intero. Se i miei figli conducono una vita evangelica accogliendo i miei mes­saggi, senza trascurare le mie lacrime e le mie lacrime di sangue, saranno salvi. Ma se essi non li accettano, le grandi calamità che si verificano nel cielo, sulla terra e sui mari, non cesseranno e il mondo non sarà esente da ogni sorta di sventure.

Pertanto non prendete nulla per un fatto accidentale. Vegliate e prega­te. Non passerà molto tempo che il mondo si troverà di fronte a sventure straordinarie.

Figli miei! Ve ne prego! Se voi non camminate verso il cielo, abban­donando la via del male e mettendo in pratica i miei messaggi, sull'esem­pio del popolo di Israele che, liberato dalla schiavitù in Egitto, entrò nella terra promessa di Canaan dopo aver attraversato il Mar Rosso, non sfug­girete alla terza guerra mondiale.

Allora, ogni rimpianto sarà inutile.

Non dovete dimenticare che Io faccio appello a voi ora con lacrime in­terminabili, allo stesso modo con cui Dio aveva chiamato Mosè sul mon­te Sinai, per salvare il popolo di Israele. E che cosa sarebbe accaduto se Noè, al quale Yahwè aveva ordinato di costruire l'arca per salvarlo, non avesse risposto `Sì' obbedendogli?

Imprimete bene nei vostri cuori i miei appelli, che vi lancio con lacri­me di sangue. Perché siete ciechi e sordi fino a questo punto?

Il mio Cuore brucia di un fuoco immenso, perché le famiglie, la Chie­sa, la società sono corrotte, e gli uomini politici non si intendono tra loro. Figli miei, rinunciate in fretta al vostro ‘io’ e venite a Me ...».

Allora la Vergine singhiozzò con una voce che sembrava un lamento. Julia: «O Madre! Vogliate dire voi ai vescovi e ai preti ciò che occorre fa­re. Io personalmente non ne sono capace, sento troppo la mia insufficienza». La Vergine: «Stai tranquilla. Dio ha amato la pochezza della sua serva per agire in lei e con lei, proprio perché aveva coscienza della sua grande debolezza. I demoni ti tormentano perché molte anime sono salvate grazie alle tue sofferenze. Per questo ti chiedo di offrirle di cuore».

Julia: «Madre! Questo mi è difficile, perché io mi sento così debole...». La Vergine: «Se Io non vi avessi aiutato, già da molto tempo il mondo sarebbe diventato un mare di fuoco. Pertanto non vi abbandonerò mai. Non aprite le orecchie che per ascoltare cose sensate e chiudetele quando sen­tirete cattivi propositi.

Anche se camminate nella notte, seguitemi con fiducia. E se accogliete di cuore i miei messaggi per metterli in pratica, i vostri sospiri si cambie­ranno in gioia».

Dopo che la Vergine ebbe finito di parlare, mi apparve Gesù in una gran­de luce, con una tunica bianca e un manto rosso. Egli mi diede la sua bene­dizione e scomparve. Erano le 16,10 quando mi ripresi dalla mia estasi".

 

47. Messaggio del 26 novembre 1989

(Festa di Cristo Re)

La Vergine annuncia il crollo del muro di Berlino nella Germania dell'Est

Julia scrive: "La statua della Vergine, che aveva cominciato a versare lacrime il 13 ottobre, quindi lacrime di sangue il 14 e il 15, continuò a ver­sare lacrime naturali fino al 26 novembre senza interruzione. Ma oggi El­la si è messa a versare lacrime naturali in grande abbondanza all'incirca dalle 21,40.

A partire dalle 23,00 cominciai a soffrire. Pregai di poter soffrire tutta sola. All'inizio provai un atroce dolore nel petto: mi sembrava che scoppiasse. Poi dovetti subire le sofferenze di una corona di spine invisi­bile e di forti dolori alle mani e ai piedi, che sembravano essere trafitti. Siccome soffrivo, alcuni nostri collaboratori mi trasportarono nella mia camera, presso il piccolo altare della Vergine.

Desiderando soffrire da sola, pregai coloro che mi avevano trasportata di ritirarsi. Essi mi confessarono in seguito che avevano avuto tanta diffi­coltà a proteggermi che non avevano osato lasciarmi sola.

Durante le mie sofferenze, vomitai molto sangue e persi pure l'unghia di una delle dita del piede sinistro, dibattendomi tra dolori estremamente atroci...

Fu a questo punto che intesi la voce della Vergine, che disse:

«Il mio Cuore prova tanto dolore a causa del gran numero dei miei fi­gli che vivono nel peccato. A forza di esserne bruciato, il mio cuore vo­mita sangue.

Molte anime si convertiranno grazie alle sofferenze che tu offri volen­tieri per loro.

La misericordia ardente del mio Cuore non desidera la morte dei pec­catori, ma la loro conversione. È la ragione per cui bisogna pregare molto per essi. Il mio Cuore è consolato dalle preghiere dei miei figli buoni, dal­le sofferenze e dalle pene nascoste dei miei figli innocenti e anche dalle tue lacrime e dalle tue suppliche, da te che sei diventata una vittima vivente. Perché, in effetti, vi attendono avvenimenti che nessuno può immaginare.

Poiché tu prendi parte ai dolorosi gemiti che mio Figlio ha emesso, schiacciato com'era dal peso eccessivo dell'ingratitudine (degli uomini), alle sue preghiere silenziose, alle grida strazianti elevate verso il cielo, ai dolori dell'agonia che ha subìto per la salvezza dell'umanità, molti pecca­tori si convertiranno.

Porta dunque sempre più la tua croce, senza inquietarti.

Figlia mia! Mia cara figlia, che ama soffrire con Me! Pensa agli appel­li pressanti che Io rivolgo al mondo, e tu, divieni Me stessa.

Come vuoi che i profani comprendano che le pene che ti capitano sono segni dell'amore del Signore? Bisogna far loro sapere che non si può acquistare la santità che attraverso la croce, che i miei messaggi diffusi at­traverso il mondo mostreranno al mondo stesso la via da seguire, che la pa­ce interiore si ottiene al prezzo di innumerevoli sacrifici; poiché niente si farà senza sacrifici. Sappi che vi sono gradevoli luoghi di riposo, anche se la via del cielo è penosa.

Anch'Io ho sperimentato la debolezza, come tu stessa l'hai provata. La mia natura umana ha subìto anch'essa spaventose sofferenze. È per questo che ti amo e che ti sorreggo, tu che non sei nulla. Io posso renderti perfet­ta, ma voglio che tu riconosca davanti a Dio che non sei che una peccatri­ce a cui mancano tante cose, e questo perché desidero che tu segua la via dei piccoli, che sono insieme umili.

Sii sempre più fedele al tuo dovere di amore.

Tutti sappiano bene che, se le anime smarrite ritornano a Me, troveran­no un rifugio sempre pronto a riceverle.

Siccome ti ho scelta per la conversione di molte anime, procedi diritta sul­la via dell'amore dei piccoli, con più umiltà e senza turbarti. Le piccole anime entrano per la porta del Cielo, perché è piccola. È per questo che le piccole anime devono seguirmi, unite le une alle altre per salvare il mondo.

Numerose anime, che hanno provocato lo squilibrio del mondo col lo­ro orgoglio smisurato, si convertiranno grazie alle preghiere e ai sacrifici delle piccole anime, e la pace mondiale si realizzerà.

Inoltre: il muro della Germania dell'Est cadrà, i pagani si convertiran­no, i fili di ferro che legano la Corea del Nord e la Corea del Sud si spez­zeranno.

Satana sarà abbattuto e il mondo diventerà un paradiso terrestre.

Ma se non mi si ascolta, il mondo diverrà un mare di fiamme, a causa della terza guerra mondiale, e sarà distrutto.

Perché il Dio dell'Amore può essere anche il Dio della collera.

Continua a pregare e offri ancora più sofferenze»". A questo messaggio della Vergine, Julia ha aggiunto:

"Non avrei potuto sentire le parole delle persone di questo mondo in mezzo alle mie sofferenze, ma ho potuto sentire quelle della Vergine. E quand'Ella cessò di parlare, cessarono pure le mie sofferenze.

Avevo sete, provavo difficoltà a parlare. Pregavo e, al termine della mia preghiera, fui in grado di dire un «Gloria al Padre...», dopo aver cantato: «Signore, a te gloria e lode...». Se le mie sofferenze potessero consolare Gesù e Maria, fosse pure in infima misura, e inoltre essere utili per la conversione delle anime, come potrei provare rammarico per la mia vita?

Sii sempre glorificato, o Signore, e che la riconoscenza dei peccatori miserabili come me non venga mai meno. Amen!".

 

48. Messaggio del 27 novembre 1989

La Vergine chiede a Julia di incontrare il suo arcivescovo, mons. Vtictorino Youn Julia scrive: "Da ieri sera fino all' 1,30 di questa mattina, avevo dovuto sopportare sofferenze di ogni specie. Tuttavia mi alzai alle 7,30 e, senten­do che la Vergine mi chiamava, mi recai nella cappella. Verso le 8,30, la statua della Vergine cominciò a muoversi come una persona vivente. «Ecco la statua che si muove» ho gridato a mia insaputa a coloro che continuavano a pregare presso la Vergine.

La Vergine, pur conservando l'aspetto della statua, si trasformò assu­mendo la forma di una bella persona vivente e una gran luce si formò at­torno a Lei.

Allora intesi la Vergine parlarmi con una voce gradevolissima. Non osando guardarla, mi sono prostrata.

La Vergine: «Figlia mia! Grazie!

Tu soffri come se ti si strappasse un pezzo di carne viva. Sono conso­lata perché hai dato la tua vita per la gloria del Signore e perché hai ac­cettato volentieri di subire ogni specie di sofferenze per la conversione dei peccatori.

Figlia mia! Vai a vedere il Vescovo. Egli sa quanto lo amo e come so­no fiera di lui.

Egli è colui che offre la sua vita intera per seguire la volontà del Si­gnore, salendo il calvario.

Egli è colui che prega con mio Figlio Gesù, nel Getsèmani, per la con­versione dei peccatori.

Julia, trasmetti il mio messaggio al Vescovo, mio figlio». Mancando di fiducia in me stessa, ho detto alla Vergine:

"Non mi è possibile, perché non sono che una poveretta del tutto insi­gnificante. Abbiate la bontà di comunicare Voi stessa l'amore del vostro Sacro Cuore a monsignor Vescovo. Come potrei parlargli io, un'incapace, un'ignorante, e per di più sprovvista di buon senso?".

Presa dall'angoscia, supplicavo la Vergine piangendo.

La Vergine: «Non t'inquietare tanto. Mio figlio Gesù ti ha tirata su dal nulla, per servirsi di te per la sua gloria, tu che non sei niente. Per umiltà ti senti sempre incapace e senza valore. Ecco precisamente ciò che voglio: ti domando di affidarti a questa grazia».

Julia: "O Madre! Vi chiedo perdono. Non sono che una peccatrice che vi offende incessantemente. Cosa non farei se ciò è per la gloria di Dio. Ditemi quello che desiderate".

La Vergine: « È mio Figlio che ha scelto mio figlio il Vescovo. Egli è il mio caro figlio prediletto. Sono sempre stata con lui in qualunque luogo andasse. L'ho tenuto per mano. Quanti momenti difficili egli ha passato fi­no ad oggi. Ma in ogni momento decisivo gli ho fatto da scudo e sono sta­ta la sua interprete per salvargli la vita.

Per questo è da lui, che amo immensamente, che desidero ottenere l'au­torizzazione per diffondere i miei messaggi di amore.

Il mondo è ancora molto lontano dalla verità e dalla conversione. Perciò è necessario che la Chiesa approvi la mia voce perché si diffon­da in maniera più potente e i peccatori si convertano, perché coloro che so­no incatenati siano liberati per godere della pace.

Non bisogna, per rispetto umano e per paura di attirare l'attenzione de­gli altri, far finta d'ignorarMi, Io, la Madre. Non è affatto invano che scor­rono le mie lacrime.

Per mezzo della Messa voglio realizzare dei miracoli sorprendenti di amore. Fai in modo che si possa celebrare la Messa. Qui, attraverso la Messa che si offrirà con Me, i sacerdoti saranno santificati.

O voi, poveri figli miei che amo...

Desidero che seguiate di tutto cuore la mia volontà per salvare un gran numero di anime che percorrono la via che conduce all'inferno, senza nep­pure rendersene conto.

Molti miei figli, per un orgoglio smisurato, si rivoltano contro Dio, vio­lano il loro giuramento, contraddicono il suo insegnamento e se ne fanno gioco. Per questo chiedo che i miei messaggi siano portati a conoscenza del mondo.

Se i miei messaggi sono accettati dalla Chiesa e messi in pratica, la col­lera di Dio diminuirà, l'ordine e la verità saranno ristabiliti, e Satana, che provoca il turbamento e l'incostanza, sarà sconfitto. Ma se il mondo, rifiu­tando la mia voce, non si converte, il fuoco della giustizia di Dio si abbat­terà su di esso.

Le mie lacrime, anche se sono invisibili agli occhi, scendono senza po­sa come le acque di un fiume, per lavare i peccatori dai loro sordidi pec­cati. Per questo chiedo aiuto al Vescovo, che ho scelto per amore.

Come mio Figlio Gesù si dona ai suoi figli, divenendo un nutrimento per essi, e questo passando attraverso le mani dei sacerdoti e obbedendo loro, allo stesso modo anch'io voglio trasmettere la mia voce angosciata attraverso il Vescovo. Desidero dunque che egli segua la mia volontà, la volontà di colei che è la Madre del mondo.

Figlia mia! Occorre che tu sia unita al Vescovo, mio caro figlio, che tu sia anche unita alla tua guida spirituale.

Seguili obbedendo loro e confidando loro tutto.

Essi riceveranno e porteranno certamente la corona di alloro che farò loro portare.

Se le mie parole verranno ascoltate e accettate, il mio Cuore si infiam­merà di amore e il mondo si convertirà e sarà salvato.

Stai in pace. Arrivederci!».

La Vergine aveva appena pronunciato queste ultime parole che io l'ho guardata senza poter dir nulla. La luce era già scomparsa e io non avevo davanti a me che la statua...".

 

49. Messaggio dell'8 maggio 1990

(Festa dei genitori)

«Sono dispiaciuta... Non hai desiderio di vedermi? ... »

Julia scrive: "Non potevo muovermi, perché provavo un acuto dolore: sembrava che mi si pungesse con degli aghi, sia che si toccasse il mio cor­po o i miei capelli. Di conseguenza non mi fu possibile far visita alla mia Madre, benché fosse la festa dei genitori. Domandai a Julio, mio marito, di recarvisi da solo e di appuntare un garofano sul petto della Vergine.

Mi rincrebbe di non potervi andare io pure. E, coricata, non mi restava che offrire la mia sofferenza dicendo: «O Madre, scusatemi, vi manderò il mio cuore e dei mazzi di preghiere».

Erano circa le 22,40. Intesi la voce della Vergine, che mi arrivava con­fusamente.

La Vergine: «Figlia mia, sono dispiaciuta: non hai desiderio di veder­mi?».

Cercai di ascoltare ancora, ma non intesi più nulla. Allora mi alzai con gran pena, malgrado il dolore e mi recai presso la Vergine. Entrando nella cappella sentii un profumo indescrivibile; vi era pure un forte odore di gi­gli. La Vergine versava sempre lacrime e il suo viso sembrava pallido (2). (2) Le lacrime incominciano a scendere nella mattinata del giovedì 3 maggio, per arrestarsi verso le 23,30 del 21 maggio.

E mentre pregavo domandandole perdono, udii la bella voce della Vergi­ne, che proveniva dalla statua. La Vergine: «Figlia mia! Mentre oggi tutti festeggiano i loro genitori, non c'è un mio figlio che, allo stesso modo, venga a fare visita alla sua Ma­dre del cielo.

Oh! Quanto mi ha fatto male al cuore vedere che tu hai mancato di farmi visita col pretesto di essere ammalata, tanto più che lo ti ho scelta. Ti prego di non lasciarmi qui come una madre abbandonata. Ho salvato tante ani­me con le mie lacrime di misericordia. Ed ecco il risultato! Quanti miei figli mi hanno seguita con un cuore riconoscente? Quale pena per Me!

Oh! I miei poveri e miseri figli, che così numerosi dimenticano perfino la mia esistenza, e che sono costretti ad aggrapparsi a Me, come ad un salva­gente, solo quando sono colpiti dalla sofferenza. Come potrei agire in questi cuori capricciosi? Una volta ottenuta la grazia che sollecitavano se ne ritor­nano alla loro vita miserabile, con una ingratitudine odiosa e dimenticando il mio amore. E tuttavia, figlia mia, la mia misericordia li chiama di nuovo.

Io verso lacrime, e lacrime di sangue, a causa dei miei poveri figli, che non sanno né come essere riconoscenti per l'amore che ricevono né come darne, e che, anche quando ricevono delle grazie, si immaginano che sia­no loro dovute.

Almeno voi, oggi, consolate il mio Cuore che soffre.

Io, la Madre che non viene ancora riconosciuta come tale, sono al di so­pra di tutte le creature e al di sopra di tutte le eresie.

Devo essere presto riconosciuta per salvare le anime miserabili che, con arroganti sacrilegi, cercano di oltraggiare e di offendere Dio, unendo le lo­ro forze a quelle di Satana.

Per vincere Satana il prezzo è così elevato, che io stessa ne sono ango­sciata, nel vedere te.

Figlia mia! Sii coraggiosa e offri le tue sofferenze ancor più generosa­mente. E continua a pregare per l'unione.

I demoni dispiegano ancor più le loro forze, poiché vedono che i miei messaggi divulgati per il mondo stanno per essere messi in pratica.

Il dragone rosso si serve di tutti i mezzi e di tutti i metodi possibili e immaginabili, per seminare la divisione anche tra i sacerdoti. Ma voi cer­cate di legare Satana, vostro nemico, per immobilizzarlo con la vostra fe­de e il vostro amore. Vi prego di cooperare così con Me alla salvezza di molte anime.

Offrimi anche ciò che pensi sia di poco conto, senza valore; Io, la Ma­dre vostra, che vedo tutto questo, ne sono commossa profondamente. Figlia mia! Devi essere forte aprendo completamente la porta del tuo cuore a Dio Padre, che viene a te.

Sarò con voi, perché siate uniti in un profondo amore di Dio, mentre lottate contro Satana. L'unione, non è un bel frutto? Sono costretta a do­mandarti persino il sacrificio di offrirmi la tua vita, perché vi sono tante anime che cadono nelle astute insidie del nemico.

Figlia mia! Seguimi affidandoti al mio Cuore Immacolato e infinitamen­te aperto, a Me che sono tua Madre, la cooperatrice delle tue penitenze. Non dimenticare che Io, la tua madre Maria, ti preparo un focolare tran­quillo in cui potrai riposare. Fai in modo di seguirmi senza scoraggiarti. Io faccio scendere le stesse grazie di misericordia su tutte le anime che credono in Me, mi seguono e mi danno testimonianza.

Mio Figlio Gesù farà scendere l'abbondanza delle sue benedizioni at­traverso la benevolenza, la clemenza del mio amore, che è il legame che congiunge il cielo alla terra.

Stammi bene e arrivederci».

La Vergine aveva appena cessato di parlare, quando avvertii qualcuno che mi toccava: qualcosa che sembrava una carezza. Mi domandai se non fosse la Vergine stessa, che veniva ad accarezzarmi in mezzo alle mie sof­ferenze. Ma, ritornando in me, mi resi conto che era Julio, mio marito: «Ju­lia, la Vergine versa lacrime di sangue», mi disse; erano circa le 23,00.

La Vergine continuò a versare lacrime di sangue fin verso l'una del mat­tino del 9 maggio; poi le lacrime di sangue cessarono di scendere; in se­guito furono lacrime naturali, che si misero a colare dolcemente.

O Maria, Madre mia! Vogliate perdonare la povera e miserabile pecca­trice che io sono, e fate che la vostra volontà di Madre ottenga la vittoria su questa terra".

 

50. Messaggio del 30 giugno 1990

Quinto anniversario delle prime lacrime (30 giugno 1985)

Julia scrive: "Ci si stava preparando per fare la veglia di preghiera in commemorazione del 5° anniversario delle prime lacrime della Vergine, e verso le 23,00 entrai in estasi. In quel momento brillò una grande luce e apparve la Vergine. Il suo volto sembrava ancora più bello, più dolce, più tenero, più grazioso che le altre volte. Ella indossava un manto azzur­ro e teneva un rosario nella mano sinistra, mentre dalla sua mano destra mandava una luce, che avvolgeva tutti i partecipanti alla veglia di pre­ghiera.

Fu allora che apparve Gesù nel cielo: indossava un manto rosso e ci guardava con un'aria di bontà e di tenerezza, e ci comunicava la sua luce che emanava dalle sue braccia ampiamente aperte. La luce si spandeva co­me raggi di sole su tutti i partecipanti. E io vidi, non so a partire da quale momento, dei santi e delle sante che pregavano, contenti, con noi. Vi fu­rono pure degli angeli che si unirono a noi...

A quel punto intesi la dolcissima e tenerissima voce della Vergine: «Figlia mia! Ti ringrazio.

A tutti i miei figli che vengono a visitarmi ricordandosi di Me, mio Fi­glio Gesù dona oggi, in modo particolare, la sua luce e la sua benedizione. Inoltre, grazie alle sofferenze che tu hai sopportato, un gran numero di miei figli riceveranno la grazia della conversione.

L'amore, è la vittoria: desideralo con tutto il tuo cuore. In tal modo gra­zie preziose scenderanno per la salvezza di molte anime. A causa dei pec­cati del mondo, che oltrepassano ogni limite, l'amore del mio Cuore ar­dente non basta più: faccio appello a voi.

In questo momento e alla stessa ora, offro dei segni in altri luoghi, per trasmettere i miei messaggi di amore e perché il Signore sia lodato. Come Dio è Uno in tre Persone, così la vostra Madre celeste è una. Co­me il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono Uno, anche voi unitevi tutti per non essere che uno.

Te lo chiedo perché vi sono molti miei figli che desiderano dei segni e dei miracoli per curiosità. Perché tutti i miei figli ascoltino la mia voce di amore, così piena di tristezza, e mi seguano con fiducia in una vita opero­sa, conducili a Me, offrendomi ancora più sacrifici e penitenze.

Allorché mi seguiranno perfettamente, li stringerò con amore sul mio Cuore e farò loro godere delle gioie del cielo.

Non dimenticare che Io sono sempre vicino a voi e con voi».

Julia: «O Signore! O Maria, Madre mia! Voi ci chiamate tutti: oh!, che allora la vostra volontà si radichi sulla terra. Fate che ci presentiamo al vo­stro altare, avendo come offerte i nostri sacrifici e i nostri rendimenti di grazia».

In quel momento, lo Spirito Santo si manifestò sotto la forma di una co­lomba e comunicò la sua luce a tutti i partecipanti alla veglia di preghiera. Quindi, in un istante, la Vergine scomparve e, con Lei, la luce; lo stes­so avvenne per Gesù, i santi e gli angeli".

 

51. Messaggio del 21 luglio 1990

La Vergine acconsente che venga ingrandita la cappella

A Naju si preparava il preventivo per l'ingrandimento della cappella e per alcune sistemazioni. Julia espose per telefono a padre Spies diverse idee. Questi le domandò: «Avete interrogato la Vergine a questo proposi­to?». «No», rispose lei. Allora padre Spies le consigliò di pregare e di con­sultare la Vergine. Julia promise di farlo immediatamente. Di fatto, con suo marito, con Pak Lubino, l'aiutante abituale, e parecchie altre persone, Ju­lia pregò davanti alla statua a più riprese.

Julia scrive a questo riguardo: "In altre circostanze, la Vergine non da­va risposta, ma questa volta me ne stetti davanti alla statua della Vergine, convinta che una risposta l'avrebbe data. Recitammo il rosario intero. Quindi mi immersi in una profonda meditazione. Allora intesi la bella vo­ce della Vergine: «Figlia mia, prendi la mia mano».

Io presi la mano della Vergine...: «Figlia mia! Offri ancora le tue soffe­renze. Le sofferenze, che tu sopporti in spirito di sacrificio e di riparazio­ne, offrile con generosità.

Poiché vi sono troppi figli miei, che amano tutto ciò che è legato alla terra, chiamo e raccolgo un gran numero di miei figli, affinché facciano pe­nitenza per loro.

Per questo, figlia mia, dato che la mia casa (la cappella) è la casa della salvezza, che deve condurre alla penitenza numerose anime, il suo ingran­dimento non è un lusso, ma permette alla Mamma che sono Io, di chiamare e di radunare con amore molti miei figli.

Per conseguenza, quando molti miei figli, per salvare il mondo, si rac­coglieranno i primi sabati passando la notte in preghiera con Me, ed en­treranno per la piccola porta portando la loro croce, allora i demoni batte­ranno in ritirata e i peccatori faranno penitenza e saranno benedetti.

Mentre il mondo passa, con tutte le sue concupiscenze, voi otterrete la salvezza, se veramente la desiderate, e vivrete eternamente, se vi sforzate di vivere secondo la volontà di Dio, tenendo la mia mano che è il legame che congiunge il cielo e la terra.

Figlia mia! Prendi le misure necessarie per la mia casa, mettendoti d'accordo con il padre Pha.

Vi domando di ricordarvi bene che il mio Cuore è il vostro rifugio, e di affidarvi alla mia volontà con amore e spirito di abbandono».

Allora entrai in estasi. La Vergine portava sulla testa una corona e te­neva in mano un rosario. Il suo aspetto era dolce e tranquillo. La luce che emanava da Lei raggiungeva orribili demoni e li faceva sparire. Vidi in se­guito tre persone vestite con l'abito bianco coreano, che pregavano insie­me; capii che erano i tre martiri uccisi nella sala della Scuola delle Arti mi­litari di Naju".

"O Maria, Madre mia!

Fate che il vostro Cuore regni in questo mondo.

Fate che la «Casa della salvezza» divenga ad ogni costo una realtà. Io l'affido unicamente alla vostra volontà. Amen".

 

52. Messaggio del 30 luglio 1990

Un brevissimo messaggio: Piccole lacrime di... perla

Padre Spies scrive: "Julia mi aveva telefonato il 27 luglio per dirmi che, dagli occhi della Vergine, erano spuntate delle lacrime che subito si erano asciugate... Io avevo ascoltato... Julia aveva attaccato il ricevitore.

Il giorno seguente, telefonandole per chiederle se la Vergine avesse di nuovo mostrato delle lacrime, Julia mi rispose di no. Allora aggiunsi: «Ave­te domandato alla Vergine perché non ha mostrato che piccole lacrime del suo dolore?». Julia: «No, non ci ho pensato e non gliel'ho domandato». Le consigliai di interrogare la Vergine e Julia me lo promise".

Poi, in una sua lettera, Julia scrive:

Il 27 luglio scorso, verso le 10,00, avevo trasferito la statua della Ver­gine nella sala delle registrazioni televisive, a motivo dei lavori di ingran­dimento della cappella.

Verso le 10,15 la Vergine cominciò a versare qualche piccola lacrima; verso le undici si seccarono. Il padre Spies mi aveva consigliato di inter­rogare la Vergine sul motivo delle sue lacrime di così breve durata.

Io non cessai di chiedere alla Vergine di rivelarmene la ragione, ma sen­za ottenere risposta.

Oggi, 30 luglio, verso le nove del mattino, quando erano già trascorsi tre giorni dalla lacrimazione della Vergine, intesi una voce proveniente dal­la statua della Vergine, e questo nel corso della meditazione che facevo do­po la recita del rosario.

La Vergine: «Vi domando di manifestare ancora di più la forza dell'a­more e di mostrare pienamente ed eroicamente la vostra dedizione, la vo­stra lealtà, la vostra fedeltà».

Ebbi l'impressione che la Vergine mi avrebbe detto ancora altre cose e attesi, ma essa non mi disse più nulla. In quel momento la Vergine aveva l'aria molto triste.

O Madre dell'Amore, mi sforzerò di mostrarvi pienamente ed eroica­mente la mia dedizione, la mia lealtà, la mia fedeltà".

 

53. Messaggio del 15 agosto 1990

(Festa dell'Assunzione della Vergine Maria)

Il demonio della discordia contrasta l'opera della Vergine

Julia scrive: "Mi ero recata nella sala delle registrazioni televisive, dove era stata posta la statua della Vergine. Volevo offrire con cuore sin­cero alla Vergine il mio amore filiale di piccola anima. Pregavo, tra le la­crime, con le persone presenti.

Verso le 16,15 entrai in estasi. Mi apparve la Vergine tutta bella, aveva sul capo un diadema splendente ed era ricoperta di un manto azzurro. Te­neva in mano un rosario. Il suo volto esprimeva una profonda inquietudine.

La Vergine: «Figlia mia, persino oggi devo subire atroci sofferenze, a causa dei peccati, dei crimini di questo mondo, che oltrepassano ogni misura».

Mi sono sentita angosciata, udendo queste parole della Vergine. Come è possibile immaginare che la Vergine soffra in tal modo nel giorno stesso della sua festa, quando invece tutti i suoi figli dovrebbero consolarla, lo­darla e benedirla...? Il mio cuore traboccava di dolore.

La Vergine: «Figlia mia, come sarebbe bello se tutti i miei figli potes­sero avere gli stessi tuoi sentimenti, in questo momento! Attualmente mol­ti miei figli mi seguono solo esteriormente, piegandosi ai desideri del loro corpo destinato a imputridire, e a questo mondo immerso negli errori. Co­loro che mi seguono dal profondo del loro cuore, sono una piccolissima minoranza.

Per questo il mio Cuore soffre tanto».

Siccome la Vergine mi parlava con voce strozzata, levai gli occhi ver­so di Lei: piangeva; le dissi vivamente: « O Madre, ne sono desolata: per­donatemi. Ho veramente mancato in tante cose. Farò più sforzi per segui­re la vostra volontà».

La Vergine: «In questo momento il demonio mi contrasta con tutti i mezzi possibili per impedire la diffusione dei miei messaggi e fa cadere te, i sacerdoti che ho scelto, e molti miei figli.

I fiori del male, a guardarli da vicino, sembrano belli, ma essi cattura­no astutamente persino il cuore delle anime semplici, seminandovi il turbamento. È la ragione per cui il male si nasconde anche sotto l'appa­renza del bene. Solo le anime in stato di grazia se ne rendono conto.

Vi sono delle anime che pretendono di conoscere la via del cielo: esse non la conoscono che con la testa e non ne parlano che con la bocca, ma non passano alla pratica. Giudicano tutto con uno spirito di orgoglio e di cupidigia. Se ti dicessi di offrirmi queste anime perché possano vuotare il loro cuore orgoglioso, saresti capace di accettare la mia richiesta con gioia?».

Julia: «Sì, Madre! Che cosa non potrei fare, se voi mi aiutate? ... ». La Vergine: «Grazie, figlia mia».

In quel preciso momento, all'improvviso, mentre si produceva un rumore assordante, violento, come un terremoto, ecco che un essere stra­no apparve davanti a me: era un demonio, il demonio della divisione. La parte superiore del suo corpo rassomigliava a quella di un cavallo grigio e la parte inferiore a quella di un uomo.

Esso aveva seminato discordia in diversi paesi, dei quali tre avevano incominciato a combattersi; e io vi­di uno di questi tre paesi darsi alla fuga nel corso del combattimento.

Vedendo ciò, il demonio rideva, pienamente soddisfatto. Dopo aver invia­to per il mondo dei piccoli demoni di rango inferiore, il grande demonio sorrideva con aria ripugnante, essendosi installato in un posto, da cui po­teva vedere il mondo intero.

Io gli dissi che avrebbe fatto bene a restarsene là. Ma egli mi rispose immediatamente, con fare amabile, che mi avrebbe donato... un paese (!), se mi fossi associata a loro. Poiché gli opposi un categorico rifiuto, balzò su di me per costringermi ad arrendermi, dicendo: «I miei affari andreb­bero meglio, se vi facessi fuori, te e il padre Spies. Tu sei la mia grande nemica; sarà una buona cosa sopprimerti».

Il demonio-capo, quello che aveva l'aspetto di un cavallo, mi prese per il collo dopo avermi atterrata, e gli altri demoni mi afferrarono le gambe per spezzarmele. Ma anche allora mi affidavo interamente alla Vergine, pre­gando con fervore per la pace nel mondo, anche a costo di affrontare la morte.

A un certo momento, tutto divenne buio davanti ai miei occhi: mi do­mandavo se stessi per morire. Ma a quel punto lo strangolamento del mio collo si allentò ed apparve una luce chiarissima. Nello stesso tempo qual­cuno mi prese per la mano: era una mano dolce e calda. Intesi allora una voce dolce e tenera, ma anche triste.

La Vergine: «Figlia mia! Mia cara e amabile figlia! Sono desolata per­ché non ti offro altro che sofferenze. Ma sappi che Io, tua Mamma, sop­porto le sofferenze della passione accresciute da orribili offese.

Il tempo presente è un'epoca di peccati e di disordine. Come hai visto, il mondo è così pieno di disordini che una grande minaccia pesa su tutta l'umanità. Anche se tu l'allontanassi, a che cosa servirebbe, se il mondo non si converte? Mai come ai giorni nostri, tanti miei figli nel mondo si so­no allontanati dalla via della conversione, per unirsi a Satana e, sotto la sua guida, provocare la rovina del mondo.

Tutti devono ascoltare la mia voce di amore. E invece di comprendere la mia voce supplichevole, ardente di amore, si rivoltano contro di Me coi loro pensieri, con bestemmie, offese, critiche, causando un male enorme alle anime, e fanno soffrire le mie piccole anime predilette».

Julia: «O Madre! Io vi offro le mie sofferenze perché essi si converta­no presto».

La Vergine: «Grazie, mia piccola anima!

Sebbene i loro peccati siano gravi, ho pietà di loro e desidero che ri­tornino. Ma se essi si rivoltano allontanandosi da Me, il braccio del Dio della giustizia si leverà e la coppa della sua ira traboccherà, tra non molto. E anche se si pentissero in quel momento, a che cosa servirebbe?... Tu sei la mia figlia, quella che mi segue soffrendo.

Anche oggi, tu riunisci con le tue sofferenze le mie piccole anime, figli fragili, che devono condurre una lotta superiore alle loro capacità contro le forze del male, che li schiacciano e li tormentano giorno e notte.

Vuoi offrirti a Me ancora meglio?

Come una proteina più ricca emana un odore cattivo decomponen­dosi, allo stesso modo la ricompensa è più grande se più ripida è la salita: sappilo!

Io raccolgo i semi di martirio che voi, piccole anime, mi procurate con le vostre sofferenze, e faccio in modo che fioriscano perché li semino nel giardino del mio Sacro Cuore. Accumulate dunque molti buoni semi, per salvare l'umanità e molti Paesi nel momento della prova decisiva.

Mie care piccole anime! Offritevi interamente, con la vostra fedeltà ri­volta a Me, per i vostri fratelli che si ribellano offendendo atrocemente il mio amore sacrificato, per gli ecclesiastici e per i religiosi che soffrono i dolori del parto per la Chiesa.

È necessario che andiate avanti diritti nel cammino dei santi, che mi hanno seguita, abbandonandosi a Me con amore. Non ci sono stati nel pas­sato santi e sante che non mi abbiano seguita da vicino.

Voi che ho scelto per l'importante missione, non dubitate mai della mia protezione e del mio amore, abbiate fiducia in Me e abbandonatevi a Me per cambiare la coppa d'ira in una coppa di benedizione con le fiamme del potente amore che brucia nel mio Sacro Cuore.

Figlia mia! Anche se tutti ti abbandonano quaggiù, non dimenticare mai che Io sono al tuo fianco e pensa alla ricompensa del Regno dei Cieli. Stai in pace. Arrivederci!».

Nell'istante in cui la Vergine si rese invisibile, la luce scomparve e co­minciai a soffrire.

Fui trasportata in casa su una barella perché le gambe mi facevano trop­po male e del sangue colava dalle dita dei piedi. Anche la respirazione era difficile.

I presenti, che vegliavano su di me, testimoniarono di aver visto scen­dere il sangue all'improvviso e di aver trovato il fatto insolito, strano".

 

54. Messaggio del 4 ottobre 1990

Pressante invito alla conversione

Julia scrive: “Volendo recitare il Rosario, ero andata con Julio, mio marito, verso le 22,40 presso la Vergine che piangeva dal 26 settembre. Ri­masta poi sola, mi fermai cercando di meditare; ma, a dire il vero, furono piuttosto pianti che una preghiera.

Pensavo infatti alla Vergine che piangeva a causa della sordità e della ce­cità delle anime sventurate che si mettono al seguito dei falsi profeti. Inoltre in quel momento mi trovavo in mezzo a diverse situazioni difficili che non sapevo come risolvere. Il mio cuore non poteva non esserne afflitto; il mio corpo poi non mi aiutava più. E così mi sembrava che anche la mia anima si indebolisse. «Madre, che debbo fare», dissi. Nel momento stesso in cui guardavo la Vergine, una bella luce incominciò a sprigionarsi dalla statua. La statua sembrò prendere vita, benché il suo aspetto restasse lo stesso. Al­lora la Vergine si mise a parlare con una voce bellissima.

La Vergine: «Figlia mia! Non essere così impaziente. Il tuo corpo e la tua anima altre volte non sono stati così deboli, come lo sono attualmente. Salvare il mondo dalla rovina e dalla miseria, non può essere che difficile. So bene quanto è difficile ottenere che tutti ascoltino la mia voce, quando voi comunicate la mia parola dopo averla udita. Ma seguimi, anche in mez­zo alle tue sofferenze più acute.

Tu hai ottenuto la vita dell'anima per mezzo del sangue delle sofferen­ze del mio Figlio Gesù; e lo stesso avviene per coloro che vivono nella mi­seria del peccato. E tu, sforzandoti di attirarli alla vita dell'anima, parteci­pi alle mie sofferenze.

Come puoi dire che sei debole, dal momento che Dio ti ha rivestita, per mezzo del sangue dell'Agnello, della veste immacolata dell'immortalità? Ti ho scelta per una missione importante, tu devi essere più forte.

Figlia mia! Quando ero in questo mondo, non si è forse giunti a dire che ero la madre di un folle?

A Me, che dovrei essere onorata come Regina del Cielo, ebbene oggi, a causa delle divisioni e dei disordini dei figli della terra, per lavare con molti sacrifici e sofferenze le sozzure immonde dei peccatori, non resta nient'altro che fare ricorso alle mie lacrime.

Aiutatemi!

Le grandi calamità che incombono sul mondo stanno per piombarvi ad­dosso; ma numerosi sono quelli che non vedono altro che i loro interessi. Colui che ama Dio e impara a conoscermi otterrà la vita eterna, e si manterrà in piedi accanto a Me, Madre dell'Amore.

I tempi cambiano, ma la Legge di Dio non cambia. Pregate, pregate ancora di più!

Per la Chiesa santa e universale, più che in altri tempi, oggi è necessa­ria la preghiera, impregnata di profondo amore».

La Vergine rimase un momento senza parlare, quindi versò delle lacri­me che scesero goccia a goccia.

La Vergine: «O figli del mondo! Non è ancora troppo tardi. Succhiate il mio latte spirituale, che zampilla come l'acqua di una sorgente. Dell'a­nima, ne farò un giardino di fiori, perché Io possa abbellirlo con grazia.

Il mio cuore Io ve l'ho spalancato per accogliere le vostre richieste e le vostre suppliche. Quando ritornerete a Me, rinunciando a voi stessi, getta­tevi nelle mie braccia, le braccia della "Madre della Pace" che può strin­gervi sul suo Cuore e cercate la felicità che non potete trovare, mentre tan­to la desiderate.

Ora venite subito, tutti a Me! Vi prego di non rendere vane le mie la­crime e le mie lacrime di sangue.

Si tratta di questo: che i peccatori comprendano la mia voce, che facciano penitenza, che ritornino a Me e che la giustizia di Dio sia salvaguardata. Mentre un'anima, per quanto corrotta, se fa penitenza, può ottenere il perdono attraverso le fiamme ardenti dell'amore, colui che pecca contro lo Spirito Santo non potrà sfuggire, nel giorno dell'ultimo Giudizio, al casti­go delle fiamme che bruciano nell'inferno».

Nel momento in cui la Vergine cessò di parlare, la luce scomparve e la statua ritrovò il suo aspetto abituale. Ma la Vergine continuava a versare numerose lacrime.

O Maria, Madre mia!

Io non posso che chiedervi perdono e ringraziarvi.

Voi che siete l'Amore in persona, fate, che con questo immenso amore che è il vostro, il regno del vostro Sacro Cuore si estenda sul mondo inte­ro. Amen".

 

55. Messaggio del 5 ottobre 1990

Messaggio per padre Raymond Spies

Julia scrive: "Mi ero recata nella cappella della Vergine verso le 7,30 del mattino. Avevo finito di pregare, quando intesi la bella e tenera voce della Vergine. Nel momento in cui volsi lo sguardo alla Vergine, di nuovo una luce cominciò a brillare.

La Vergine: «Figlia mia! Io lo amo e lo prediligo, lui che più di ogni al­tro mi segue umilmente e cerca di trasmettere i miei messaggi al mondo intero.

Perché non dovrei amarlo? Lui, mio prete diletto, al quale Io tengo co­me alla pupilla dei miei occhi, l'ho fatto crescere con il mio latte spiritua­le. Ma anche lui ha molto da soffrire, esternamente e interiormente.

Ed è precisamente a causa di coloro che vivono nel peccato e non guar­dano se non ciò che è male, che egli fa l'esperienza della sofferenza». Rivolgendosi a padre Spies e a Julia, la Vergine dice: «Sappiate bene che per i vostri sacrifici e le vostre sofferenze offerte volentieri, Io condu­co alla penitenza un gran numero di persone per farle salire al cielo». Rivolgendosi unicamente a padre Spies: «Cerca di fare il tuo lavoro con sicurezza, fierezza e dignità.

Gettati nelle mie braccia, sul mio Cuore, Io che sono la Madre della mi­sericordia, desiderosa di infiammarti con le fiamme del suo amore infini­tamente potente.

Ti difenderò e ti proteggerò sempre, stando vicino a te»". Julia conclude:

"O Madre dell'Amore, Madre della Consolazione, grazie!

Realizzate pienamente la vostra volontà, per mezzo del vostro figlio che amate con predilezione.

Che questo corpo non serva che il Signore. Che sia veramente così. Amen".

 

56. Messaggio dell'11 novembre 1990

Associazione di «Maria Arca della salvezza»

Julia scrive: "Mi trovavo davanti alla statua della Vergine che versava lacrime. Piangevo perché mi sentivo incapace di consolarla. Che fare per consolare pienamente il Cuore di Gesù sofferente per i peccatori e conso­lare allo stesso modo la Vergine? Ondate di angoscia battevano sul fondo del mio cuore come una mareggiata.

Allora udii la voce triste della Vergine... una voce però dolce, tenera e piena di amore.

La Vergine disse: «Figlia mia! Figlia mia prediletta!

Non è forse per mezzo di un angelo e di un profeta che Dio salvò Da­niele che doveva morire nella fossa dei leoni Dio salva certamente quelli che cercano la sua giustizia. Non essere troppo inquieta, né impaziente. Dio tiene conto dei sacrifici e delle peni­tenze di coloro che si trovano in punto di morte e non respinge i profondi sospiri di coloro che Lo supplicano, Lo implorano con insistenza.

Ma, dato che Dio tiene lontano su una terra arida coloro che, fino al­l'ultimo, si rivoltano contro di Lui, è necessario che le piccole anime si sa­crifichino e facciano penitenza per loro, al fine di salvarli.

Voi sapete bene che l'acqua stagnante di un fosso imputridisce e che si­milmente una terra lasciata incolta diventa arida, per quanto fertile sia. Proprio per questo tirate via le pietre e strappate le erbe cattive dal vo­stro cuore. In più armatevi della penitenza, della preghiera e della Parola di Dio...

Quanto grande deve essere l'angoscia del mio figlio Gesù nel ve­dere tanti suoi figli che seguono la via dell'impurità e di un egoismo in esauribile, che sono caduti nell'errore e in ogni specie di peccati, come l'infedeltà, l'ingiustizia, l'insulto, la maldicenza, i propositi violenti, l'odio, la vendetta, e questo per l'istigazione del demonio, che oggi cor­rompe fin nel profondo le coscienze, spingendole all'omicidio, facendo violare la castità con l'immoralità, e distruggendo la dignità dell'uomo con l'aborto.

Andiamo! Affidatemi tutto e avvicinatevi ancora più a Me con amore. Trasmettete con energia i miei messaggi di amore a tutti i miei figli, af­finché l'Amore di Dio sia ritrovato in tutte le parti del mondo.

La tempesta si fa sempre più violenta. Per questo coprirò con l'amore del mio Cuore Immacolato questo mondo esposto al pericolo di essere spazzato via da questa tempesta, che lo conduce alla rovina.

Miei cari figli! Ritornate presto nel RIFUGIO della vostra Madre Ma­ria, che vi fa da scudo.

Per quanto Mi affatichi a gridare fino ad aver male alla gola, così poco numerosi son quelli che rispondono al mio appello! Per questo motivo, an­cora oggi faccio appello a voi con le mie lacrime, che non cessano di co­lare e con gli strazi, con le strette al Mio cuore.

Figlia mia! Io, la Madre dell'Amore, diventerò per voi l'ARCA che con­duce al Cielo. Ti prego di aiutarmi a fondare l'associazione de "L'Arca del­la Salvezza di Maria", perché tutti i miei figli, tutti, vi possano salire.

Sarà l'Arca della Salvezza che conduce al Cielo.

Per quanti mi prendono per mano, mi seguono, accolgono i miei mes­saggi e li mettono in pratica, lo sarò "l'Arca della Salvezza", perché pos­sano giungere al Porto eterno.

Li prenderò per mano, anche in mezzo alle calamità e alle avversità di ogni specie.

Venite dunque tutti, o miei figli! Tutti insieme salite nell'Arca, che Io ho costruito per condurvi al Cielo, voi che vi amate gli uni gli altri.

Figlia mia! Fallo sapere anche al Vescovo, mio figlio diletto. Egli ha una grande pietà filiale. È tempo di trasmettergli, e senza ritardo, la mia volontà di Madre. Vi ho tenuti insieme per mano, ora unitevi.

Bisognerà molto soffrire per radunare i miei numerosi figli. Tuttavia, per mezzo di queste sofferenze, Io cambierò in danza di gioia la tristezza di questi figli che gemono; li salverò sottraendoli al gran numero di quelli che cadono in un abisso profondo, in modo che coloro che piangono la se­ra siano felici l'indomani mattina»".

 

57. Messaggio del 29 gennaio 1991

Gesù si serve del cuore immacolato di Maria per preparare il suo ritorno nel mondo

Julia scrive: "Nel corso della notte mi sono dibattuta in mezzo a tante sofferenze. Fu verso le 5,30 del mattino che intesi l'appello della Vergine. Mi recai in cappella, dove la Vergine mi attendeva, avendo assunto una forma vivente. Ella mi parlò con aria angosciata.

La Vergine disse: «Figlia mia! Tu sei la mia figlia prediletta che si affi­da interamente a Me in mezzo alle sue sofferenze. Ti prego di non tor­mentarti troppo, a causa della tua insufficienza, ma di seguirmi con un amo­re ancora più grande.

Sì, questo mondo si copre di fango e di lordure, a motivo delle sue cor­ruzioni, delle sue depravazioni. L'umanità, avvolta di nuvole nere, si sente minacciata. Il peccato e il male si espandono come un cancro spa­ventoso. La tempesta è già sul punto di infuriare. Ecco il mondo sull'orlo del grave pericolo di essere travolto da questa tempesta.

Quale sarà dunque l'angoscia del mio Cuore di Madre del cielo veden­do tutto questo?

Seguitemi sempre con coraggio anche di fronte alle prove che proven­gono dalle minacce di violenza, di guerra e di distruzione.

Anche per i Paesi che erano tanto amati e protetti (da Dio), è imminente l'ora in cui dovranno subire i terribili supplizi dell'inferno.

Numerosi sono coloro che rifiutano Dio con ostinazione, e si vede di giorno in giorno aumentare nel mondo la corruzione e la putredine e di­lagare le minacce di violenza: tutto questo provoca la guerra.

Le tenebre si infiltrano con crudele malizia e minuziosa precisione fin nell'interno della Chiesa, al punto che vi attende l'ultima ora, in cui si do­vrà versare il sangue della purificazione.

Se non volete vivere secondo le parole della Verità, tra poco dovrete pas­sare attraverso la sofferenza, e allora ne proverete rammarico. Ma a che co­sa vi servirà provare rimpianto, quando la Giustizia di Dio farà il suo corso?

Visto che l'ora concessa da Dio ai suoi figli per la loro conversione giunge al termine, vengo a rivolgere questo appello ai miei figli che ho chiamati.

Vigilate e pregate. Diventate ancora più semplici, imitando i bambini. Nessuno conosce il giorno e l'ora in cui il Signore verrà. Ma mentre Egli colpisce e abbatte i suoi nemici e li conduce alla rovina, avanzano i preparativi per l'instaurazione del suo regno.

E quando il Signore verrà sulle nubi, dispiegando la sua potenza, per stabilire il suo regno glorioso, preparatevi ad andargli incontro con fiducia, amore e fede, per accoglierlo.

Proprio attraverso Me, che sono la Madre, Egli viene a voi.

Come Gesù si era servito del mio seno verginale per trasmettervi la vo­lontà di Dio, così si servirà del mio Cuore Immacolato per ritornarea voi come Re.

O miei figli del mondo intero! Ritornate a Me aprendo totalmente il vo­stro cuore per riaccendervi il fuoco che si era spento. Unitevi tutti per da­re compimento ai miei messaggi basati sull'amore.

Trasmetteteli al mondo intero con speranza e fervore. Essi diverranno un balsamo, che lava e asciuga le piaghe sanguinanti del Signore, allorché, grazie alle preghiere che sgorgano dall'amore profondo delle piccole ani­me, saranno messi in pratica.

Se, non rinnegando il mio amore materno, li mettete in pratica, il mio Cuore Immacolato trionferà davanti alle minacce di una nuova e terribile guerra che provoca il terrore; anzi, l'amore e la pace verranno sul mondo intero.

Anche in mezzo alle tenebre più nere lo stenderò il mio manto lumino­so su tutte le anime che seguono le mie parole, e le salverò nascondendo­le nel rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato.

Al contrario, le anime che non avranno accettato le mie parole, saran­no gettate in un mare di fuoco ardente dalle alte fiamme.

Abbiate dunque fiducia e rimettetevi interamente al mio Cuore, a Me che sono la Madre della Pace»".

 

58. Messaggio del 10 marzo 1991

Visione di Satana e dei suoi demoni subalterni

Julia scrive: "Entrai in estasi durante le preghiere, che recitavo nella cappella della Vergine. Allora la Vergine mi apparve in forma vivente, tut­ta bella. Ella piangeva e mi parlò in tono triste, tanto commovente: la sua parola sembrava un lamento, un gemito.

La Vergine: «Figlia mia! Non posso più guardare i disordini che molti miei cari figli, ciechi e sordi, hanno provocato, unendo le loro forze a quel­le del dragone rosso, il nostro nemico. Il mondo è simile a un deserto.

Le grandi calamità che sorgono all'improvviso qua e là sono altrettan­ti avvertimenti. Quando Dio manda dei castighi e degli avvertimenti, ciò non può avvenire senza dolori; è la ragione per cui, vedendo tutto questo, il mio Cuore è afflitto e angosciato.

Ebbene, figlia mia! Io vi trasmetto i miei appelli carichi di tristezza, al fine di proteggervi contro le insidie che i Satana vi tendono».

Julia: "O Madre! Abbiate la bontà di parlarmene".

La Vergine: «Vuoi vedere fino a qual punto è abominevole la tirannìa di Satana?».

Julia: "Sì, Madre".

Allora Ella mi fece vedere la scena che mi aveva mostrato il 15 agosto 1990: Lucifero, principe dei demoni, che radunava attorno a sé i piccoli de­moni e si intratteneva con loro. Alcuni momenti dopo, essi si misero a guar­dare il mondo ridendo sguaiatamente.

Penetrarono poi in un paese e, dopo essersi dispersi, cominciarono a seminare la divisione.

Quindi si riunirono di nuovo per complottare. Fatto questo, penetraro­no in un altro paese: esultavano di gioia allorché giungevano anche là a se­minare la discordia e a spingere le persone a combattersi tra di loro.

Essi facevano in modo che le fiamme, che si elevavano un po' dapper­tutto, si trasformassero in un mare di fuoco.

Si guardavano tutto attorno domandandosi in quale paese potessero an­cora provocare lotte intestine...

La Vergine, che non cessava di versare lacrime, disse a me che piange­vo vedendo tutto ciò:

«O voi, miei figli del mondo intero! È proprio necessario che il fuoco del cielo cada su di voi?

Pregate e pregate ancora. Questi tempi sono molto gravi per l'umanità. Non sarebbe il caso di cercare i mezzi, le misure atte a scongiurare que­ste numerose sventure?

Il vostro Dio è già sul punto di giudicarvi, ma Egli vi perdona ancora, grazie ai sacrifici e alle penitenze delle piccole anime.

Perciò affrettatevi a convertirvi. Convertitevi con tutto il cuore e ritor­nate presto a Dio che vi salva.

Le iniquità di questo mondo hanno raggiunto il limite estremo. Proprio per questo è urgente che vi convertiate. Siccome aumenta sempre più il caos, con la disgregazione dell'ordine in un mondo precipitato nell'iniqui­tà e nella corruzione, si scardina il mondo del mistero e tutto crolla, atti­rando sempre più la collera di Dio.

Seguitemi umilmente, con speranza e coraggio, facendovi ancora più piccoli.

Se rispondete ai messaggi di amore che vi dono e mi seguite intera­mente, allora nuovi germogli spunteranno dalla terra arida e il mio amore divamperà su ciò che resta.

In luogo della coppa dell'ira di Dio, una coppa di benedizione scende­rà (su di voi)».

Dopo quelle parole, la Vergine scomparve".

 

59. Messaggio del 25 marzo 1991

(Settimana santa)

Il mondo è come Sodoma e Gomorra

Padre Spies scrive: "La Vergine non aveva più versato lacrime dal 25 dicembre 1990. Riprese a versarne di nuovo a partire dal 18 febbraio di quest'anno; ne versò tutti i giorni e ne versa tuttora abbondantemente.

(Il 21 aprile era il 520° giorno delle sue lacrime, dopo le prime che aveva versato il 30 giugno 1985. Eccetto il 25 marzo scorso, dal 18 febbraio ad og­gi 23 aprile, in cui scrivo queste righe, sono state lacrime naturali).

Il 25 marzo, lunedì della Settimana santa, nella mattinata, dalle 7,20 alle 10,30 circa, la Vergine versò abbondanti lacrime di sangue a due riprese. Del sangue uscì pure dal naso... Diverse fotografie ci testimoniano il do­lorosissimo spettacolo della sofferenza giornaliera e atroce di Maria.

Il sangue colava sulle due guance, scendendo lungo tutto il corpo. Vicino al ginocchio destro, un po' ripiegato, il sangue si ripartì attra­verso le pieghe e i lembi della veste in cinque rivoli (è stata scattata una speciale fotografia), andando a infiltrarsi nel centrino e nella tovaglietta po­sta sotto la statua: tutto ne fu imbevuto, inzuppato.

Julia, avvertita, venne a pregare davanti alla Vergine che piangeva... Essa annotò: «Allora intesi le seguenti parole provenienti dalla statua della Vergine. Il volto della Vergine aveva un'espressione così triste che sembrava esprimere una sofferenza atroce e orribile».

La Vergine disse: «Figlia mia! Prega ancora di più.

Proprio come l'ardente desiderio di Abramo non poté essere esaudito allorché Sodoma e Gomorra furono distrutte, non essendovisi trovati nep­pure dieci giusti, sarà necessario che questo nostro mondo, in segui­to alla tirannìa di Satana, nemico della Croce, venga distrutto allo stesso modo?

E mentre un numero incalcolabile di figli miei rifiuta i miei pressanti ap­pelli segnati dal mio sangue, Satana, il mio nemico, unendo le sue forze a quelle del dragone rosso, accoglie con gioia gli errori e fomenta il rilassa­mento morale, fino a giustificare ogni peccato, così che la gente vive nel male. Per conseguenza, annientando ogni dignità umana con una immorali­tà che fa imputridire persino le coscienze, egli (Satana) cerca, con numero­sissimi aborti, di spingere la gente a diventare omicida, senza pietà. Pertanto, non potendo più sopportare di vedere e di udire tutto ciò, una volta di più faccio appello a te. Offrimi con maggior fervore, donando il cuore e i dolori come offerta, le tue preghiere, i tuoi sacrifici e le tue pe­nitenze. Inoltre accoglimi teneramente.

Ecco il «cuore» che la Vergine si aspetta da noi.

(Rivolgendosi a tutti, la Vergine dice:) Così dunque, con la vostra vi­ta, asciugate le mie lacrime e le mie lacrime di sangue che devo versa­re per voi, e permettetemi di vivere con voi nell'intimo stesso della vostra vita. Così coopererete veramente a preparare per Gesù una degna dimora dove egli soggiornerà, come gli conviene, quando ritornerà nella sua glo­ria.

Non bisogna dimenticare che, più uno si avvicina a una nuova nasci­t più numerose sono le sofferenze che lo tormentano.

Le nazioni, i popoli e le società sono immerse in fitte tenebre, perché resi­stono al Dio della giustizia e subiscono perciò ogni sorta di prove e di ango­sce, perché non aprono totalmente la porta del loro cuore a Gesù che viene.

O voi tutti, miei figli del mondo intero: diventate dunque ancor di più piccole anime e seguitemi con fiducia.

Quando tutti i miei figli metteranno in pratica i miei messaggi di amo­re accogliendomi di cuore, le tenebre dei disordini e delle discordie saran­no disperse dalla forza della luce della grande misericordia di Dio.

Desidero che senza indugio i miei urgenti appelli siano trasmessi per mezzo vostro fino ai confini della terra».

La Vergine continuò a piangere anche dopo aver cessato di parlare".

 

60. Messaggio del 21 aprile 1991

Vivere la vita come una vita consacrata a Dio

Julia scrive: "Sentendo la chiamata della Vergine che mi diceva: «An­diamo, figlia mia, preghiamo insieme!», trascinai il mio corpo sofferente fino alla cappella. Vi rimasi a pregare per la conversione dei peccatori, da­vanti alla statua della Vergine. La Vergine non cessava di versare lacrime. Quanto tempo trascorse?

Ebbi allora una visione della vergine Maria. Vidi, in un mondo di tene­bre, un numero incalcolabile di popoli. Quindi, come se ci fosse un terre­moto, vidi la terra incominciare ad agitarsi, a essere sballottata come una barca a vela in balìa di una tempesta. Inoltre qua e là vedevo che si spri­gionavano delle fiamme.

La gente cadeva in tutte le direzioni: alcuni persino con la testa all'in­dietro, e le loro grida si elevavano verso il cielo quasi a squarciarlo.

«Dio mio! Mio Signore! Perdonate con indulgenza ai poveri peccatori. Salvate quelli che vi invocano!» ho gridato piangendo...

Mentre molti popoli si pentivano con lacrime e cercavano Dio con an­goscia, ecco che una luce sfolgorante sorse nel cielo: era la Santissima Ver­gine, nostra Madre tutta bella, la Donna di luce, che appariva al di sopra dei popoli.

Sulla testa aveva un diadema in cui brillavano dodici stelle; indossava una veste bianca con un manto azzurro, i cui bordi dorati scintillavano. Te­neva un rosario bianco (color avorio) nella mano destra, e uno scapolare bruno nella mano sinistra. Era di una bellezza indescrivibile.

La Vergine: «Sarete salvati, se vivrete con il Pane disceso dal Cielo e se­guendo Me, che sono la vostra Madre, ma non vi vendo secondo la carne». La Vergine aveva appena incominciato a parlare, che una croce bianca e luminosa apparve al di sopra di Lei, trasformandosi in ostia. E mentre il mondo ottenebrato veniva rischiarato da una grande luce, il terremoto cessò. La Vergine riprese a parlare con una voce dolce, con un tono commo­vente, straziante:

«O voi tutti, figli miei del mondo intero, le tenebre non possono in al­cun modo trionfare sulla luce.

Benché Satana cerchi di far cadere molti miei figli che si sforzano di seguirmi, ricordatevi bene che Io non respingo gli appelli dei miei figli, che invocano il Signore con amore e che mi seguono.

Figlia mia! Non si può ottenere la vittoria, se non si va avanti portando la propria croce.

Dio, allo scopo di dimorare con voi, discende in persona dal cielo, at­traverso la mediazione dei suoi diletti sacerdoti, e compie un miracolo di amore: bisogna che comprendiate il mistero meraviglioso dell'Eucaristia. Per ricevere la Santa Eucarestia, vale a dire il Signore stesso, con più rispetto e conoscenza del suo valore, aprite totalmente il vostro cuore, puri­ficatelo e mettetelo in ordine, fatene un palazzo dove il Signore potrà sog­giornare, e amatevi gli uni gli altri, perché esso diventi un tabernacolo ca­pace di accogliere il Signore. Allora il Signore vivrà in voi, imperfetti e accenderà in voi il fuoco del suo Amore.

Figlia mia diletta! Fammi il favore di far sapere questo a tutti i miei fi­gli del mondo intero.

Sforzatevi di cacciare Satana:

- portando su di voi uno scapolare con l'intenzione di essere uniti a me,

- recitando il rosario con più fervore e amore,

- facendo in modo che tutta la vostra vita sia una vita consacrata, di pre­ghiera, di sacrificio e di penitenza,

- trasformando la vostra vita con la volontà di praticare il dominio di voi stessi e la povertà.

Per salvarvi da questo mondo pieno di pericoli, vi domando di:

- seguire fedelmente i miei desideri, quelli con cui faccio appello a voi di tempo in tempo, e questo rinunciando a voi stessi.

Allora le tenebre scompariranno e il Regno del Signore verrà!

Oh, figli del mondo intero! In quest'epoca in cui si cerca di rendere estre­mamente arida la vita dei miei sacerdoti e dei miei figli consacrati, ritornate nel mio seno, caldo di amore, per pregare con un amore ancora più grande. Che la pace del Signore sia sempre con voi...».

La Vergine agitò la mano sorridendo dolcemente e con Lei scomparve la luce".

 

61. Messaggio dell'8 maggio 1991

(Festa dei genitori)

La Vergine chiede l'erezione di un santuario, a Lei dedicato conte «Maria Arca della salvezza»

Julia scrive: "Oggi è 1'8 maggio e, in Corea, è la festa dei genitori. Mi sono dunque recata nella sala dove si trova la statua, per offrire alla Ver­gine un mazzo di garofani.

Le dissi: «Tutti i giorni voi soffrite per salvare un gran numero di vo­stri figli che, vagando nelle tenebre, percorrono la strada che li conduce al­l'inferno; ma oggi almeno vogliate riposarvi e siate consolata dalle lodi, dalle testimonianze di venerazione e di amore che tanti vostri figli vi ri­volgono. Io vi offro questi fiori in nome di tutti i vostri figli».

La Vergine mi rispose subito con la sua voce dolce, amabile, affettuo­sa. La statua conservò il suo aspetto ordinario.

La Vergine: «Figlia mia, ti ringrazio.

Tuttavia, più che vedendo dei fiori e delle azioni, Io sono felice nel ve­dere dei cuori in cui sono racchiusi l'amore e la sincerità.

Anche le cose più insignificanti, se voi le fate con amore, saranno per voi di grande merito e per Me di grande consolazione.

Avvicinatevi ancora di più a Me per unirvi intimamente al mio amore ardente.

Pertanto, per fermare la collera di Dio:

- umiliatevi di più, facendovi piccoli con amore, accettando di essere vit­time della croce in sacrificio di riparazione;

- offrite interamente i vostri pensieri e le vostre vite imperfette come pu­re le vostre sofferenze.

Io laverò nel mio amore tutte le anime che vengono a me con amore. Ti domando di seguire, senza esitazione, la volontà della tua Mamma, che vuole compiere un miracolo di amore servendosi di te, imperfetta, co­me strumento».

Julia: «Sì, Madre! E, sebbene sempre imperfetta, seguirò la vostra vo­lontà».

La Vergine: «Figlia mia! Affrettati!

È proprio necessario che la coppa della collera di Dio trabocchi sul mondo delle tenebre, simile a un deserto?

Mentre gli avvenimenti precipitano, il numero dei preti che mi seguo­no è insufficiente.

Il mondo d'oggi è pieno di pericoli. La terra intera soffre le doglie del parto, e le povere anime che hanno bisogno di un aiuto materiale o spiri­tuale sono così numerose.

In questi tempi, l'Opera della Redenzione è sospesa nel vuoto e nella superficialità.

Voglio riunire nel mio Cuore ardente tutti i miei figli, che si affannano nell'avvilimento e nella miseria, in mezzo a crimini e a lotte accanite. ‘L'Arca della Salvezza di Maria’ è il mio Cuore, più grande dell'uni­verso, che accoglierà e metterà al sicuro tutti i figli del mondo per condurli al cielo.

Fate i preparativi per un santuario, poiché adesso desidero accogliere i miei figli del mondo intero nel mio Cuore tutto aperto.

Li prenderò tutti nel mio Cuore affinché rinascano nell'amore e li libe­rerò da tutte le loro erbe cattive.

- E così servirò da guida ai miei figli ciechi,

- restituirò le forze ai miei figli poveri e affamati,

- asciugherò le lacrime dei miei figli rattristati e afflitti,

- sarò la consolazione dei miei figli, che hanno sete e fame di ciò che è giusto,

- sarò il rifugio di quelli che subiscono ogni specie di ingiurie e di perse­cuzioni e che vengono coperti di critiche, piene di giudizi insensati, men­tre essi praticano ciò che è giusto.

Pertanto vi prego di fare presto, di affrettarvi a erigere un santuario che mi sia dedicato sotto il titolo di "Maria Arca della Salvezza".

Di là, se tutti i miei figli del mondo intero mi seguono, mettendo in pra­tica i messaggi di amore che lo dono loro:

- sarà un accumularsi di grandi tesori nel cielo e per la loro anima e per quella degli altri,

- sarà la via che salva le anime, a cui non resta ormai più che giungere al­la perdizione,

- sarà la consolazione del Sacro Cuore di Gesù e del mio Cuore, tutti e due ardenti di amore.

Figlia mia! È ora necessario che formiate una catena con le anime in­fiammate di amore, per illuminare il mondo intero con le fiamme di que­sto amore, che si elevano verso l'alto.

Quando voi mi seguite e vi ricordate che la via che conduce a Me è una scorciatoia perfetta, ove non c'è alcun pericolo di scivolare giù per la china, il mio Cuore ardente fa perfino scomparire tutti i vostri peccati, bru­ciandoli.

Ti domando di far sì che tutti i miei figli vengano a raccogliersi attor­no al mio grande Banchetto, il cui valore è sacro; e di farlo anche con tut­to ciò che tu pensi sia in te insignificante, miserabile e debole.

Saranno benedetti tutti quei figli che accorrono verso il mio Cuore di Amore.

Sii in pace. Arrivederci».

Non appena la Vergine ebbe cessato di parlare, guardai la statua e con­statai che le labbra, ancora mezze aperte, si chiudevano".

 

62. Messaggio del 16 maggio 1991

Messaggio di Gesù. Il Miracolo eucaristico

Padre Spies scrive: "Il 15 maggio, 35 pellegrini filippini si erano ritro­vati davanti alla statua della Vergine che piange; essi ritornarono il 16 mat­tina verso le 9,30.

La Vergine non aveva più mostrato le sue lacrime a partire dal 1° mag­gio; aveva pianto dal 17 febbraio al 30 aprile compreso.

Il 16 mattino, verso le 6,00-6,30, apparvero delle lacrime negli occhi della Vergine.

Alle 18,00 del 16 maggio, i 35 pellegrini si recarono, come la vigilia, nella chiesa parrocchiale di Naju. I due preti filippini, che accompa­gnavano i pellegrini, concelebrarono davanti agli stessi pellegrini, presen­ti Julia, Pak Lubino, ed altri cristiani di Naju.

Quando Julia ricevette la sacra particola, si verificò il «Miracolo Euca­ristico»".

Julia scrive: "Avevo appena ricevuto l'Ostia, che sentii nella mia boc­ca il gusto del sangue. Ritornata al mio posto, mi girai verso Pak Lubino e, aprendo la bocca, gli mostrai l'Ostia che era sulla mia lingua. Egli vide il sangue uscire sui bordi. Ne mise subito al corrente padre Jerry, il quale venne immediatamente da me; l'altro sacerdote venne poco dopo. Si avvi­cinarono pure i fedeli e poterono vedere il sangue che usciva dall'Ostia.

L'Ostia continuò a trasformarsi in Sangue, che colava sui bordi della lin­gua a tal punto che la mia bocca ne fu ben presto piena. In quel momento eb­bi una visione: vidi la Vergine che piangeva, rivestita di un manto azzurro e con un rosario nella mano destra. Aveva un bel sorriso anche se delle lacri­me riempivano i suoi occhi. Essa cinse con le sue braccia i due preti.

A quel punto udii la voce misericordiosa e commovente di Gesù: «Fi­glia mia, riparate ancora di più gli oltraggi dei peccatori.

Benché il mondo mi offenda, mi oltraggi, mi sfidi con azioni che, al­meno per timore (di Dio), dovrebbe evitare, l'Amore del mio Cuore ar­dente fa discendere su di loro le grazie di misericordia, di perdono e di ri­conciliazione, passando per le cinque piaghe aperte sulla croce, per libera­re dalla morte eterna il mondo delle anime ammalate, e per donare la vita eterna ai peccatori.

Io vi amo talmente, e per mostrarvi il mio Amore vengo a voi in per­sona, nascondendo la mia natura divina, nascondendovi l'aspetto esteriore della mia maestà, abbassandomi sotto l'apparenza del pane: tutto questo perché vi amo.

Molte anime, senza alcun riguardo alla mia Essenza, Mi profanano con i loro sacrilegi e Mi trascurano, disprezzandoMi con la loro ingratitudine. Padre Jerry Orbos e padre. Ernesto R. Santos.

Voglio che facciate conoscere con zelo il mistero della Santa Euca­restia a coloro che lo ignorano, affinché Io possa realizzare, a prezzo dei vostri sacrifici uniti al mio Amore, la salvezza di innumerevoli anime in­grate.

Ma, se si rifiuta il mio Amore, malgrado tutto ciò che tento di fare per offrirlo, che potrei fare di più dal momento che ho dato una volontà libe­ra agli uomini?

Io, presente nel Mistero dell'Eucarestia, sono veramente la sorgente che non si esaurisce, il rimedio della salvezza, che può salvare le anime am­malate, e il medico per gli infermi.

Amo anche le anime insozzate, invischiate nel peccato, perché Io sono l'Amore stesso.

Per questo, se ritornano a Me attraverso il sacramento della Penitenza, le laverò interamente dalle sozzure dei peccati, che macchiavano le loro anime, e le farò vivere nel mio Amore.

Il mio Cuore è estremamente afflitto nel vedere che da una parte è in­calcolabile il numero di coloro che si prostrano davanti ai dominatori di questo mondo, strisciando davanti ad essi, e che d'altra parte è una mino­ranza il numero dei figli che si inginocchiano, adorano, rivolgono le lo­ro suppliche a Dio, Signore del Cielo e Re dell'universo.

Ecco che l'ora si avvicina, perché le iniquità nel mondo oltrepassano la misura.

Figli Miei di tutto il mondo!

Temete il castigo di Dio che sta per cadere su di voi! Pregate incessantemente. Sacrificatevi.

Fate penitenza, perché vi state allontanando da Dio con il peccato e l'o­dio, con la violenza, la corruzione e una vita egoista.

Cercate perciò di non cadere nelle astute seduzioni di Satana, che vuo­le rendervi intemperanti, accaparrando completamente il vostro cuore, con­ducendolo all'odio, alla divisione, alla dissolutezza e all'empietà.

In quest'epoca in cui gli errori si diffondono, ricoprendo il mondo di te­nebre, avvicinatevi alla Bibbia, che racchiude la Verità sacra, e conducete una vita evangelica.

In quest'ora critica, mettete in pratica, senza modificarla, la parola di mia Madre, che fa appello a voi in tutti gli angoli del mondo, con appari­zioni e con le sue lacrime.

Fate sapere a tutti che la via, che è realmente una scorciatoia, è quella per la quale vi mettete al mio seguito, tenendo la mano di mia Madre.

Il momento della vittoria di mia Madre si avvicina.

Presto, convertitevi ed entrate nell`Arca della Salvezza di Maria". Mia Madre! Ascoltate la sua parola, perché è Lei che, come profetessa celeste, vi conduce alla mia luminosa e gloriosa Rivelazione; ed è pure Lei che venne sulla terra per essere la mia collaboratrice.

Io sarò sempre con voi»".

Nota esplicativa del termine «Tchok-pónm

La parola «Tchok-pom», adoperata da Gesù in questo messaggio sull'eucarestia (16.05.1991), non è una parola usata attualmente in Corea né si trova nel vocabolario co­mune. È una parola antica e non più usata da molto tempo, sia in Corea come in Giappo­ne. Si sono dovuti consultare dizionari scientifici coreani e giapponesi e ricorrere ad esper­ti nella lettura dei «caratteri» cinesi per fornire chiarimenti adeguati.

Per quanto riguarda il coreano, dall'analisi dei caratteri cinesi risulta che la prima par­te, «Tchok», è costituita da tre caratteri principali, mentre la seconda parte, «pom», è co­stituita da due caratteri.

Il primo carattere del termine «Tchok» ha il senso di «corno», da cui deriva: incorna­re, lanciare, aggredire, urtare, essere sensibile a... II secondo carattere ha il senso di «rete, tranello, sbarramento di polizia...». II terzo carattere, che è composito, significa: «Racchiu­dere insetti», come «un albero che racchiude insetti ed è roso da essi». L'insieme di questi caratteri si pronuncia con una sola sillaba: «Tchok», per la quale i dizionari coreani danno i seguenti significati:

- urtare contro qualcuno o qualcosa, battere, inciampare; - trafiggere (con un colpo di coltello);

- sentire, risentire, provare dolore...; - riflettersi (sul cuore);

- passare, traversare, superare;

- essere sporco, sudicio, grossolano, disonesto, volgare; - commettere (un peccato).

Per la seconda sillaba, «póm», il primo carattere cinese indica «cane», mentre per il se­condo carattere non viene indicato dai dizionari nessun senso. Si ha quindi l'idea del «ca­ne che attacca o si difende o morde», da cui derivano i seguenti significati: «Mordere; ergersi contro la morale, contro la legge, le virtù; e cioè commettere un peccato», ed anche «mordere, rivolgersi contro un altro Paese, invaderlo; e cioè violare i suoi diritti».

In coreano la parola «pom» è ancora usata unita al verbo «hada» (e cioè «fare»); per cui «Pom hada» significa:

- commettere (un peccato), perpetrare (un delitto), contravvenire, infrangere, trasgredire (una legge, un regolamento); violare (una legge); mancare di (gentilezza); oltraggiare in­vadere, usurpare;

- invadere (un Paese), fare un'incursione in un paese, violare (le frontiere di un Paese); - violentare (una donna);

- volare illegalmente su (un Paese).

Per l'insieme «Tchok-pom», un dizionario scientifico coreano dà il significato di: «Commettere azioni che, però, per timore bisognerebbe evitare».

Per la lingua giapponese, e sempre dall'analisi dei caratteri cinesi, un dizionario giap­ponese è molto preciso e dà i seguenti significati del carattere «Tchok-pom».

Il primo carattere di «Tchok» dice: toccare, lanciare, aggredire, urtare (= corno). Il se­condo dice: disputare, litigare, lottare, entrare in lotta, frequentare, incrociarsi.

II carattere di «pom» dice: commettere, violare, oltraggiare, sfidare, affrontare; agire male moralmente, andare contro la legge, violare la legge (= cane).

Gesù ha adoperato nel suo messaggio una parola antica, anche se non più usata, ma co­sì piena di significati per indicare come egli «è ridotto dal mondo attuale». Sono le stesse immagini usate dal profeta Isaia sul «Servo di Jahvè» (Is 52-53):

«... Tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quel­la dei figli dell'uomo...» (Is 52,14).

«... Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, co­me uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna sti­ma... Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità... Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte» (Is 53, 2-12).

Sono le stesse sofferenze e patimenti in cui lo ridussero i sommi Sacerdoti, gli scribi, Anna e Caifa, Pilato ed Erode, la folla che urlava il suo odio. Sono i patimenti del Getsè­mani, la flagellazione, la corona di spine, la croce, le cadute, le piaghe, la crocifissione, la lancia, l'abbandono dei suoi discepoli. Solo un piccolo gruppo di «veri fedeli» restò vici­no alla croce. Così, ancora oggi.

Riprendendo ora la maggior parte dei significati dei caratteri cinesi della parola «Tchok­pom», possiamo meglio capire che cosa vuole indicare Gesù con la sola parola «Tchok­pom», e che il vocabolario coreano traduce con la frase: «Nonostante le offese del mondo con azioni che, almeno per timore (di Dio), dovrebbe evitare...».

Secondo Gesù oggi il mondo:

- "Mi offende, mi oltraggia, mi sfida; - si scontra con me, mi colpisce;

- mi lacera, mi trafigge, mi trapassa;

- mi aggredisce, sono il suo bersaglio; - cerca di dominarmi;

- mi sporca (mi insudicia); mi tratta con volgarità, in modo grossolano; - si paragona a Me, si alza contro di Me;

- mi rode (rode la mia Chiesa, come gli insetti rodono il legno in cui sono rinchiusi); - mi morde, cerca di trionfare su di Me (cerca di vincere);

- cerca di invadere la mia Chiesa, di violentarla; - mi tende le reti, mi prepara tranelli;

- si avvicina a Me per nuocermi; - si lancia contro di me, mi assale; - mi dà delle cornate (mi urta);

- viola la legge morale, viola la mia legge; - cerca di farmi torto... ".

Ma Gesù continua nel suo messaggio: «Benché il mondo mi offenda (mi oltraggi, mi sfidi... e tutti gli altri significati) con azioni che, almeno per timore (di Dio), dovrebbe evi­tare, l'amore del mio Cuore infiammato fa discendere su di esso le grazie di misericordia, di perdono e di riconciliazione, passando per le cinque piaghe aperte sulla croce, per libe­rare dalla morte eterna il mondo delle anime ammalate, e per donare la vita eterna ai pec­catori».

Anche la Vergine adopererà la stessa parola, «Tchok-pom», nel 63° messaggio, del 27 agosto 1991: «Anche se il mondo mi offende, mi oltraggia, mi sfida in ogni modo». E con «ogni modo» sono espressi tutti i rifiuti, le sevizie, le cattiverie, le beffe, il disprezzo..., di cui noi la circondiamo. La Vergine malgrado tutto ci dice, terminando il suo messaggio: «Offritevi interamente, pensando a Gesù Cristo mio figlio, che si è immolato per voi come vittima vivente. Vi rivestirò della veste profumata dell'amore del mio Cuore ardente».

 

Maggio 1991

Il pellegrinaggio dei Filippini e il "segno Eucaristico» ...per meglio dire, il "MIRACOLO EUCARISTICO..."

Mercoledì, 15 maggio, pellegrini filippini giunsero a Naju, nel pomeriggio.

Pak Lubino, l'aiuto abituale, mi telefonò, dicendo che erano giunti trentatré dei ferventi pellegrini filippini. Con loro due sacerdoti, uno dei quali aveva trascorso tre anni in Corea e parlava coreano. Essi pregarono con fervore, con amore davanti alla Statua della Vergi­ne. Per la Messa andarono tutti nella chiesa di Naju. Il Parroco, gentilmente, preparò l'al­tare. Lubino disse che sarebbero tornati il giorno successivo.

Giovedì, 16 maggio, Lubino mi telefonò verso le 8,30, dicendo che gli occhi della Ver­gine erano pieni di lacrime ordinarie. Esse non scendevano sulle guance. Io gli dissi: "So­no lacrime d'amore: la Vergine attende i suoi figli filippini, che ritorneranno oggi ...... In­fatti, essi ritornarono nella mattinata.

La sera del 16 maggio, Lubino mi telefonò di nuovo: "... Padre, è avvenuta una cosa straordinaria durante la Messa, nella parrocchia, celebrata dai due padri filippini (il Parroco era assente). Julia, dopo aver ricevuto la comunione sotto le due specie, coi pellegri­ni, mi chiamò, mi fece vedere la sua bocca, l'aprì: il sangue colava dall'Ostia, trasforma­tasi in carne.

I Sacerdoti, i pellegrini accorsero: tutti furono profondamente commossi, alcuni pian­gevano".

È la seconda volta che Gesù compie questo miracolo per Julia.

Il giorno dopo Pak Lubino mi telefonò nuovamente e mi comunicò altri dettagli. Saba­to 18, nove dei trentacinque pellegrini filippini vennero a trovarmi a casa mia, ad Anyang, verso le quattro del pomeriggio.

Fra di loro, vi erano i due Sacerdoti e una signora, addetta ai servizi dei programmi del­la televisione di Manila. Convertita dalla Vergine due anni fa, ella andava nei vari paesi pre­parando delle video-cassette sui principali centri di pellegrinaggio (come Banneux e Beau­raing).

Ella mi fece dono di parecchie di queste video-cassette.

A Naju, la stessa signora (il cui nome è June Keithley-Castro) fece delle riprese, inter­rogò... Ella fece lo stesso con me, da noi.

Alla fine la conversazione cadde sul miracolo dell'Ostia. Fu padre Jerry Orbos della So­cietà del Verbo divino che prese la parola.

È il Sacerdote che aveva trascorso tre anni in Corea.

Egli era stato richiamato nelle Filippine per esercitare il suo apostolato nel seminario (della Congregazione, penso). Era lui il responsabile del pellegrinaggio.

L'altro sacerdote, il padre Ernesto R. Santos, salesiano (e filippino), è missionario in In­donesia.

I due Sacerdoti, ancora molto emozionati, mi spiegarono nei dettagli lo straordinario avvenimento.

Essi concelebrarono la Messa per i pellegrini filippini e alcuni cristiani di Naju, nella parrocchia del Santo Rosario (a Naju).

II padre Jerry aveva dato la comunione nelle due specie. Finita la distribuzione ed es­sendo appena iniziato il momento del raccoglimento generale, Pak Lubino s'avvicinò a lui, gli fece vedere Julia e gli spiegò in coreano ciò che stava accadendo.

Il padre Jerry fu solo, dapprima, vicino a Julia: egli vide l'Ostia che si era gonfiata, in­grossata, avendo raggiunto circa cinque, sei millimetri di spessore. Egli vedeva uscirne del sangue, che si diffondeva sulla lingua e sul labbro inferiore. La sua emozione fu così in­tensa che le lacrime non cessarono di uscire dai suoi occhi. Il padre Ernesto Santos arrivò in seguito, come pure i pellegrini. I due Sacerdoti pregarono vicino a Julia. Una foto mo­stra padre Jerry che tiene le sue mani, con le braccia tese verso Julia. L'emozione di tutti fu grande. Molti piangevano. Pak Lubino, rimessosi un po' dall'emozione, scattò alcune fo­to (una decina). Le ho ricevute alcuni giorni fa.

Guardare quelle foto fa impressione. Pak Lubino aveva pensato di scattare quelle foto dopo essersi rimesso dalla sua profonda emozione: erano già trascorsi minuti.

Guardai con pietà, devozione, rispetto e amore quelle foto. Si vede il "sangue" dif­fuso su tutta la lingua. Il labbro inferiore, che era stato intriso dal flusso del sangue, (da­vanti allo sguardo di padre Jerry e di altri pellegrini) appariva pallido, biancastro su di una parte.

Le foto mostrano una scomparsa progressiva del sangue.

Le ultime foto mostrano l'assenza totale di ogni traccia di sangue e dell'Ostia.

Rivolsi a Julia le seguenti domande: "Avete inghiottito l'Ostia? Con la lingua avete rac­colto il sangue? ...". Risposta: "No, sono rimasta ferma e tutto è scomparso nella mia boc­ca. Non sapevo di avere del sangue sulle labbra".

In effetti, Julia m'inviò la sua relazione sul flusso del sangue, relazione di quattro pa­gine.

Mentre vi erano i due Sacerdoti filippini davanti a lei, ella entrò in estasi.

La Vergine apparve... tese le due braccia come per stringere i due Sacerdoti. In segui­to, Julia udì la voce di Gesù. Egli chiese di riparare per i peccatori e per gli affronti, gli in­sulti, gli oltraggi che essi gli causano, e ciò con maggiori sforzi e più fervore. Gesù parlò pure del Santissimo Sacramento dell'Eucarestia, della confessione.

Furono formulate le seguenti domande: l'Ostia, il cui spessore aveva raggiunto circa cinque-sei millimetri, e il sangue che proveniva dall'Ostia in che modo hanno lasciato il posto vuoto sulla lingua, in tutta la bocca?

Come sono scomparsi?

Vi fu un ... riassorbimento?

In verità, fu un vero riassorbimento. Il corpo e il sangue appaiono sensibilmente davanti agli occhi, sotto l'apparenza materiale del pane e del vino, i quali hanno subìto la tran­sustanziazione divenendo il Corpo e il Sangue di Gesù resuscitato.

E Gesù resuscitato, non passando più per le porte che si aprivano davanti a Lui, pene­trò nella sala attraverso le pareti, là dove Egli si mostrò agli Apostoli, ai Discepoli...

Nel messaggio del 21 aprile 1991 la Vergine parlò a lungo della Santa Eucarestia, chie­dendoci di imparare di nuovo il valore infinito, l'importanza fondamentale per la nostra vi­ta d'amore con Gesù, e di circondarlo nuovamente del più profondo rispetto. L'Eucarestia? Gesù tutto intero, Gesù tutto Amore, sempre con noi. Chi ama, chi vuole amare compren­de, comprende sempre di più.

 

63. - 64. Messaggio del 27 agosto 1991

È ora il tempo della purificazione.

Il santuario di «Maria Arca della salvezza» Primo messaggio:

Julia scrive: "Al ritorno dalla Messa del mattino, entrai verso le 6,40 nella Cappella della Vergine. Guardando la Statua mi resi conto che il vi­so della Vergine esprimeva una grande tristezza. Poco dopo vidi i suoi oc­chi congestionarsi, come se Ella stesse per sciogliersi in lacrime.

Verso le 7,40, dopo avere offerto delle candele con un Sacerdote venuto per pregare, e con mio marito e un altro cristiano, io guardai la Statua e vidi in un primo tempo che gli occhi erano pieni di lacrime. Poco dopo le lacrime cominciarono a scorrere.

Il Sacerdote singhiozzò tenendo le mani della Vergine.

In quell'istante, un forte chiarore avvolse la Statua e raggi di luce simili a quelli del sole, cominciarono a sorgere dalla corona; udii la dolce voce pro­venire dalla Statua.

La Vergine: «Oh voi, miei figli che Io ho scelto! È il tempo della purificazione.

Stringete con forza le mie mani dalle quali esce la mia ardente misericor­dia.

Non siete voi che mi tenete per mano, sono Io che vi ho chiamati e vi ten­go le mani.

Ora rinunciate a tutto, diffondete e praticate i miei messaggi d'amore, se­guendomi in tutto. Allora, per vostro tramite, per voi che vi considerate in­sufficienti ed impotenti, si produrrà un grande miracolo che nessuno può im­maginare.

Oh, miei figli prediletti! Veramente, Io sono felice nel vedere che voi vo­lete consacrarvi totalmente a Me.

Ciò nonostante molti miei figli si disperdono. Per poter chiamare, riunire con l'amore del Mio Sacro Cuore quelli che sono dispersi, occorre affrettar­si per preparare un grande santuario». Julia aggiunse: "Dal momento che la Vergine cessò di parlare, la luce di­sparve".

 

Secondo messaggio:

Julia scrive: "Stavo pregando con il Sacerdote e il cristiano che aveva­no pregato con me, presto, nella mattinata. A noi si erano unite una venti­na di persone venute in pellegrinaggio. Erano circa le dodici e mezzo. Fu in quel momento che udii la Vergine. La Sua voce proveniva dalla Statua, voce tenera e dolce. Tuttavia il suo aspetto era angosciato e sembrava che la Vergine ci ammonisse.

La Vergine: «Figli miei cari, ascoltatemi bene!

Faccio appello a voi, in questi giorni, tempo della purificazione, perché molti dei miei figli sono turbati da proposte che non sono la Parola di Dio. Satana, mio nemico, continua a creare dei turbamenti e divisioni un po' dappertutto, in tutti i Paesi del mondo, servendosi delle menzogne e an­che di fenomeni soprannaturali per ingannare le persone.

Egli compie molte cose strane, capaci di suscitare il turbamento fra i migliori. Aiutatemi quindi a preparare nel più breve tempo possibile il San­tuario di Maria Arca della Salvezza, perché le persone si rifugino nell'asi­lo del mio Cuore Immacolato, rendendosi conto al più presto, della tiran­nia di Satana che cerca di raggiungere i suoi fini.

Occorre che voi preghiate e amiate di più perché nessuno sia dannato e che tutti siano salvi. Io vi aiuterò.

Daniele era stato condannato a morire nella fossa dei leoni. Ma Dio lo salvò perché egli aveva sollecitato la Sua Giustizia e si era affidato intera­mente a Lui (Dan 6, 19-25).

Similmente, Satana lanciò la sua sfida (contro Dio): egli volle condur­re il mondo alla sua perdita e abbattere Gorbaciov. Ma questi, che ave­va tentato di realizzare la giustizia nel mondo, implorò la Giustizia di Dio. Inoltre, grazie alle incessanti preghiere e ai sacrifici di numerose piccole anime, Dio lo liberò dalle mani di Satana e salvò il mondo dal pericolo del­la distruzione.

Non temete e seguitemi avendo piena fiducia in Me. Il Signore rico­struirà ciò che Satana ha distrutto e guarirà anche le ferite.

Grazie al fatto che delle piccole anime fedeli e oranti si tengono vicino a Me, lo desidero che voi aumentiate sempre di più le vostre preghiere e siate uniti, facendo blocco, anche se il mondo Mi offende, Mi oltraggia, Mi provoca in tutti i modi.

La voce delle preghiere supplichevoli delle povere anime quando essa giungerà in Cielo calmerà la collera di Dio.

Pregate dunque e pregate ancora.

Sono venuta in questo mondo come Collaboratrice di Dio per salvarvi, voi che siete caduti nei pericoli di questa epoca.

Se voi mi seguite perfettamente dopo avere tutto lasciato, e perché so­no la vostra vera Madre, fra poco, il mio ruolo di Collaboratrice del Si­gnore che salva il mondo, apparirà in maniera evidente.

Come lo sono stata scelta come Collaboratrice del Signore per accor­dare a tutti la possibilità di essere salvati, così ricordate bene che voi pure siete stati scelti per essere i miei collaboratori; dunque accogliete bene le mie parole perché possiate essere salvati tutti assieme.

Offritevi interamente, pensando a Gesù Cristo, mio Figlio, che si è im­molato per voi come Vittima viva.

Io vi rivestirò con l'abito profumato dell'Amore del mio Cuore arden­te»".

Julia aggiunge: "In quel momento, ho sentito un forte odore di rosa e vidi che la Vergine della Statua aveva un bel sorriso".

 

65. Messaggio del 17 settembre 1991

Le opere buone sono come rose che gli angeli portano in cielo

Julia scrive: "Stavo pregando nella cappella della Vergine verso le 23,00 con alcuni fratelli e sorelle (pellegrini), che avevano già ricevuto dei segni particolari dell'amore della Vergine. La pregavo con fervore per il mondo corrotto, per i preti e religiosi, per molte anime in difficoltà a causa della mancanza di giudizio.

In quel momento apparve qualcosa di nero sulle nostre teste. Una luce sprigionata dal crocifisso avvolse la statua della Vergine, che illuminò tut­ti coloro che stavano pregando e cercò di dissipare l'oggetto nero. La luce era così potente che caddi all'istante. Allora sentii la voce dolce e piena d'amore della Vergine.

La Vergine disse: «Figli miei diletti, seguitemi senza timore.

Quando mi seguirete credendo in Me, l'Amore del Signore, che vi ascolta, scenderà su di voi e tutto sarà compiuto.

Io che amo tanto la Corea, figlia secondogenita, farò sì che il mio amo­re e la mia vittoria si diffondano sul mondo intero, passando per la Corea.

E’ l'ora, vegliate e pregate!

Molte anime si avviano all'inferno, vittime dell'astuta tirannìa di Sata­na, nemico della croce. Eppure aspetto che vengano a mettersi sotto il mio mantello d'amore, aperto per loro, perché le amo.

Figli miei diletti! Ascoltatemi bene!

Ricordate il passato: i popoli non accolsero gli avvertimenti che Dio da­va loro nel tempo della sua collera. Anche oggi, che succederebbe se i po­poli s'allontanassero dalla Parola di Dio e dai miei messaggi d'amore, co­me avvenne in passato? Voglio che voi offriate volentieri anche le vostre sanguinanti sofferenze interiori, meditando le parole di Colei che è vostra Madre e cooperatrice delle vostre penitenze.

In questa epoca di aridità, in cui il mondo è simile ad un immenso de­serto, solo con l'amore si può trionfare. L'amore è accompagnato da lacri­me. Tuttavia, i semi sparsi nel pianto non solo danno buoni frutti, ma per­mettono alle anime diventate inerti, a causa di una vita corrotta, di trarne un nutrimento celeste.

Figli miei! Le anime che giungeranno a Dio, godranno dell'amore, del­la pace e della gioia eterna nell'Amore del Signore.

Al contrario quelle che bestemmiassero lo Spirito Santo, rifiutando i suoi doni e non sapendo mai ringraziare, si vedrebbero tagliate via lonta­no dal Signore per sempre.

Satana si accanisce a propagare il disprezzo per la legge del Signore. Ma il mio Cuore ardente trionferà, quando l'eco delle preghiere delle pic­cole anime, raggiungendo il mio Cuore, salirà al Cielo.

Senza dubbio voi vedrete il mio trionfo.

Va', figlia mia, grida ad alta voce; il giorno della mia vittoria è im­minente. Fra poco vedrete che, per mezzo di voi così incapaci, convertirò chi non mi conosce, aprirò gli occhi a chi non crede, e chiuderò la bocca a chi mi critica».

Allora in una luce splendente sentii i suoni di differenti strumenti mu­sicali, come un'orchestra, e vidi degli angeli danzare intorno, con ghirlan­de di rose. Sentivo la musica, ma non vedevo chi suonava gli strumenti.

Gli angeli somigliavano a bambine, con alucce alle spalle. Non come le ali degli uccelli, ma sembravano fatte di tela di color blu splendente. Il mo­vimento delle vesti e delle ali era bellissimo.

Poi apparve una persona, che aveva a destra un angelo e a sinistra un «oggetto nero» (demonio) di forma indistinta.

Quando questa persona pregava con molto fervore, gli angeli offrivano rose fresche al cielo; ma quando pregava per abitudine, offrivano rose ap­passite. Gli angeli tenevano separate le rose fresche da quelle appassite.

Quando questa persona si sacrificava e faceva degli atti di penitenza, perdonava e si riconciliava e offriva la sua vita amabilmente e con gioia, le rose erano fresche. Ma esse appassivano, quando la persona mancava di fervore e d'amore, limitandosi solo ad essere paziente. Per ogni buona azio­ne una rosa si aggiungeva in Cielo. Ogni volta che faceva il male o espri­meva un cattivo giudizio, il demonio contento prendeva una rosa dal maz­zo per gettarla nelle fiamme dell'inferno.

Come Dio, che può far tutto da Sé, agisce per mezzo dei preti e delle persone comuni, così Satana agisce per mezzo degli uomini. Incita le per­sone della stessa casa a non perdonarsi, ad essere in collera fra loro, a odiar­si e, con tutti i mezzi possibili, a commettere molto male».

La Vergine: «Figlia mia! Hai visto?

In voi il bene coesiste col male. Così accanto a voi gli angeli custodi vi consigliano il bene, mentre i demoni vi fanno soffrire e vi spingono conti­nuamente a fare il male.

Ogni volta che un'anima fa una buona azione, il suo angelo aggiunge una rosa al tesoro del cielo. Se dunque un'anima offre generosamente mol­te buone azioni con le sue preghiere, i suoi sacrifici e le sue penitenze, mol­te rose volano verso il cielo, e così gli angeli danzano con corone di rose. Quando, dopo la sua morte, l'anima sale al cielo, i santi e le sante le dan­no il benvenuto suonando della musica.

Ma se, pur compiendo delle buone azioni, si fa il male, Satana è pron­to a strappare le rose dal tesoro del cielo e le getta nell'inferno per consu­marle. E poiché Satana non torna all'inferno se non ha tolto tutte le rose, egli si sforza con tutti i mezzi di guadagnare anime, anche una sola, per formare il suo esercito.

Dunque, figlia mia, non offrire occasioni a Satana. Armati dell'amore per vincere. Ogni volta che sentirai il peso della croce, bussa alla mia porta, non dimenticare i miei meriti, donde scende il sangue e la potenza del preziosis­simo Sangue del Signore. Ti aprirò la porta con Cuore gioioso e felice.

L'anima che, innalzata sulla croce, si offre amabilmente come vitti­ma al Signore, è veramente l'anima che il Signore, è la piccola anima che è più vicina a Me. Desidero che tutti i miei figli diventino piccoli, perché Io li possa stringere al mio cuore pieno d'amore, come il bambino Gesù.

Io effonderò il profumo della mia maternità su tutti i Paesi del mondo».

 

66. Messaggio del 19 ottobre 1991

Visione del cavaliere sul cavallo bianco

Julia scrive: "Stavo facendo la veglia di preghiera in commemorazione del quinto anniversario delle lacrime di sangue (19.10.1986), quando ver­so le 22,30, in una visione vidi passare una gran folla di gente ed ap­parire un cavaliere vestito di bianco su un cavallo bianco.

Il cavaliere teneva in mano qualcosa come una spada o una piuma, lunga circa 70 centimetri. Mi sembrava che il cavaliere desse dei colpi di spada sulla folla, che passava come una marea. Quelli che erano colpiti dalla spada, cadevano e non si rialzavano più; alcuni che portavano sulla schiena un segno di croce, a forma di T, restavano in piedi e non ca­devano. Un angelo apparve e li condusse verso un tempio ornato di rose. In quel momento sentii la bella voce della Vergine che proveniva dalla sta­tua.

La Vergine disse: «Sono la vostra Madre salita al Cielo. Poiché sono ve­nuta in questo mondo per aiutarvi, Satana, che ben lo sa, si dimena in tutti i modi per allontanarvi da Me, che son vostra Madre e Madre dell'Amore. Egli vi attacca furiosamente e malignamente, mettendo in opera ogni artifi­cio.

Il Signore, però, ha anticipato l'ora della purificazione, separando il be­ne dal male, per le preghiere delle piccole anime, che Mi seguono e lavo­rano per il Signore. Presto arriverà l'epoca degli apostoli del Cuore di Ge­sù e del mio Cuore Immacolato.

In quel momento molti proveranno dispiacere e si lamenteranno. Perciò fate presto.

Le anime che, al seguito del Signore, avranno annunciato il Vangelo, l'avranno messo in pratica ed avranno accolto i messaggi del mio amore ardente, saranno salvate e godranno della vita eterna»".

 

Nota esplicativa della visione del cavaliere sul cavallo bianco

Julia non conosceva l'Apocalisse. Battezzata dieci anni fa, aveva ricevuto sei o sette mesi di catechismo preparatorio, una o due volte la settimana; aveva poi ascoltato delle pre­diche, riunioni, incontri, brevi ritiri...

Per illuminarla sulla visione ricevuta, consultai il testo dell'Apocalisse col commento di Louis Pirot. Ecco i risultati della ricerca:

Il cavallo bianco: «Vidi un cavallo bianco; colui che lo montava aveva un arco; gli fu data una corona ed egli uscì vittorioso per vincere ancora» (Ap 6,2). (I versetti seguenti par­lano di altri tre cavalli di colore differente).

II commento offre diverse spiegazioni: i quattro cavalieri (ognuno su diverso cavallo) dipendono dai quattro carri di cui parla Zaccaria (c. 6) e simboleggiano dei flagelli... il pri­mo cavaliere sul cavallo bianco indicherebbe guerre e sedizioni... il colore bianco e la co­rona sono simbolo di vittoria.

II cavallo bianco si trova ancora nell'Apocalisse: «Vidi il cielo aperto ed ecco un ca­vallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava `Fedele' e `Verace'; egli giudica e com­batte con giustizia.

I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scrit­to un nome che nessuno conosce all'infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di san­gue ed il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, ve­stiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell'ira furiosa di Dio onnipotente» (19,11-15).

La spada: dopo aver parlato del cavallo bianco e del cavaliere, Juha aggiunge: «Tene­va in mano qualcosa come una spada o una piuma, lunga circa 70 centimetri».

Il professor Martin Ung-Ryol, che traduce dal francese i libri che desidero pubblicare, mi spiegò che Mia vide qualcosa che somigliava ad una spada o (a una grande) piuma, quindi ella non poteva ben distinguere. Si può pensare che si tratti di una spada, perché nel testo dell'Apocalisse si parla appunto di spada (19,15). Nella visione di Mia vediamo che il cavaliere colpisce con la spada e chi è colpito non si può rialzare.

Julia parla poi di un segno o, in coreano, anche marchio. Ella scrive: «Portavano sul dorso un segno (marchio) che somigliava ad una croce ed aveva la forma della lettera T». Nell'Apocalisse si legge «... finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sul­la fronte dei suoi servi» (7,3) e «... ed ecco l'Agnello... e insieme... persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome ed il nome del Padre suo» (14,1).

Ancora si parla della lotta della Bestia e dei suoi contro Dio: «Essi combatteranno con­tro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quel­li con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli» (17,14).

Il commento di Pirot, a proposito di coloro che sono segnati col sigillo di Dio (7,3), dà questa spiegazione: il sigillo è portato dall'Oriente in segno di buon presagio (Ez 43,2). In­dica la protezione divina e più profondamente l'appartenenza a Dio e all'Agnello (Ap 9,4; 14,1; 22,4).

Questa duplice idea, proprietà e protezione, si trova affermata, ma senza immagini, nel discorso della Cena (Gv 17,6-9).

Il sigillo era conosciuto in Israele. Isaia parla dei proseliti con il tatuaggio sulla mano: «Di Yahvè» (44,5).

II Tau di Ezechiele (9,4-6), che distingue gli eletti di Gerusalemme, è segnato sulla fron­te. Il marchio è metaforico come quello della Bestia. Per il Tau di Ezechiele, ecco tre dif­ferenti traduzioni del testo.

La Bibbia di Gerusalemme: «E Yahvè gli disse: Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna una croce sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tut­ti gli abomìnii che vi si compiono. Agli altri disse in modo che io sentissi: seguitelo attra­verso la città e colpite. Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia. Vecchi, gio­vani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia la croce in fronte, cominciate dal mio santuario». Nella nota si legge: «Letteralmente si trat­ta di un Tau come traduce la Volgata. Questa lettera nell'alfabeto antico aveva la forma di una Croce».

Nella traduzione ecumenica della Bibbia (TOB) si legge: «Fai un marchio sulla fronte agli uomini...». Nella nota si legge: «Questo segno riproduce la lettera ebraica del Tau che aveva primitivamente la forma d'una Croce».

Nella Bibbia tradotta da Chouraqui si legge: «... Traccia un segno sulla fronte degli uo­mini». Nella nota si spiega: «Un segno: la lettera Tau che primitivamente aveva la forma d'una croce».

Una domanda: perché, nella visione di Mia, i preservati hanno il segno sul dorso? Gesù ci ha detto che, se vogliamo essere suoi discepoli, dobbiamo portare la croce ogni giorno, al suo seguito, rinunciando a noi stessi. Rinunciando al nostro io, non veniamo in­chiodati alla croce con Gesù? Ora «portare la croce» ci ricorda Gesù che portava, curvo, la sua croce sulla spalla ed in parte sul dorso...

La metàfora sarebbe più espressiva in questo caso? I preservati, i salvati, seguendo Ge­sù, sono inchiodati con Lui sulla croce? E cioè riparando anche noi con Lui le colpe pro­prie e altrui, per le quali Gesù ha ottenuto, col suo sacrificio cruento, il perdono e la ripa­razione anticipata non veniamo crocifissi con Lui?

Anche inchiodato sulla croce, Gesù aveva la croce dietro di sé, era sospeso ad essa. Essere segnati da Dio, dall'Agnello col segno della croce sul dorso, non sarebbe il se­gno più perfetto della nostra identificazione con Gesù Cristo, il Salvatore crocifisso?

La Vergine ci illuminerà a questo proposito?

 

67. Messaggio del 4 novembre 1991

Ad Anyang da padre Spies.

Dulia, tormentata da Satana, viene confortata dalla Vergine

Julia scrive: "Quel giorno ero andata da padre Raymond Spies ad An­yang (15 km a sud di Séoul) con padre Aloysio Chang Hong-Bin (parroco di Posong, archidiocesi di Kwangju) ed altre tre persone. Parlammo a lungo di ciò che concerne la Vergine di Naju. Parlavamo da un quarto d'ora circa, quando un profumo piacevole riempì la sala do­ve eravamo. Ce ne rendemmo conto tutti insieme allo stesso momento e sentimmo il profumo fino alla fine del colloquio.

Poi passammo nella cappellina di padre Spies per la Messa; anche là lo stesso profumo penetrante invase la stanza. Alla fine della Messa cantammo il cantico dell' «Arca di salvezza di Ma­ria», parole composte per la Vergine di Naju con la musica di un canto no­to in tutto il Paese, ed intitolato «Oh Madre del nostro Salvatore».

Padre Spies accompagnò il canto all'armonium. Appena terminato il canto, caddi in estasi nel luogo dov'ero.

Non vidi più alcun volto, ma intesi una voce nota, quella di Lucifero, capo dei demoni. Diceva: «Non voglio lasciar impunita costei che conti­nua ad ostacolare la nostra azione. Affrettiamoci ad ucciderla. Non biso­gna lasciar traccia di ferite all'esterno». Molte voci risposero: «Sì», ma non vedevo nessuno.

Allora cominciai a ricever colpi da ogni dove, mi davano calci, mi get­tavano di qua e di là, mi schiacciavano, mi soffocavano. Io mi dibattevo e gridavo: «Signore, ti offro le mie sofferenze. Sii glorificato da questi do­lori e che la Vergine ne sia consolata». Non avevo finito di dir queste pa­role, che fui sollevata e gettata a terra, mentre sentivo dire: «Razza di stre­ga testarda, oggi non ti lascerò tranquilla». Allora ricominciarono a soffo­carmi, a colpirmi in tutto il corpo, a tal punto che il sangue sgorgava dal­la bocca e dal basso.

Ebbi tanto freddo che non ne potevo più. E Lucifero mi disse: «Ti do ancora una possibilità: che farai?». Io, che mi sentivo morire e non riusci­vo più a parlare, pregavo così nel cuore: «Signore sono tua nella morte, come nella vita. Desidero soltanto che Tu sia glorificato».

E mentre mi sentivo torturata e schiacciata dalle bande di demoni ed ero svenuta, una luce scese su di me come un raggio di sole per illuminarmi e ri­scaldarmi. La voce dolce e angosciata della Vergine si fece allora sentire.

La Vergine disse: «Figlia mia! Hai riportato vittoria su Satana, facendo sì che i semi del martirio nel tuo cuore fiorissero dando bei fiori.

Poiché attualmente è l'epoca della lotta fra bene e male, le forze del ma­le sedurranno folle innumerevoli, facendo prodigi straordinari. Perciò ho scelto oggi un sacerdote perché lavori insieme al padre Pha. Voglio salvare, per mezzo dei miei sacerdoti prediletti, un gran numero dei miei figli, che vivono nel male e nel peccato.

Per questo oggi vi tengo per mano e vi chiedo di usare con maggior fi­ducia la forza dell'amore, e di darvi eroicamente ed interamente a Me con fedeltà, lealtà e dedizione.

Suvvia, unitevi a me, che sono la Madre dell'Amore, ed insieme ri­schiariamo il cammino delle anime che soccombono alla tentazione. Per ri­uscirvi, unite le vostre forze per preparare il santuario di «Maria Arca di Salvezza». È lì che cercherò di farvi conoscere i segreti del mio Cuore e di diventare il segnale Fate salire nell'Arca di Salvezza del mio Amore anche quei miei figli che soffrono, schiacciati dall'odio, dalla violenza, dai vizi immondi; quel­li che sono abbandonati, caduti nello scoraggiamento e nell'abbattimento, per il disprezzo da cui sono circondati e per i cattivi trattamenti, da cui so­no oppressi; e tutti coloro che, in mezzo alle disgrazie, sono coperti di fe­rite. Anche in mezzo ai venti freddi e pungenti, Io vi aiuterò accogliendo­vi sotto il mio caldo manto.

Figli miei diletti! Offritemi volentieri anche ciò che avete di più insi­gnificante vi darò la forza che vi farà render grandi le cose più picco­le.

Quando berrete il calice del martirio e della croce, bevendolo con amo­re e facendone un'offerta gradita, anche gli abbandonati e quanti si trova­no fra sofferenze di morte, si convertiranno e vedranno la luce fra le tene­bre.

Da questa piccola terra, fecondata dal sangue di numerosi martiri, partirà la Luce che rischiarerà il mondo intero, e ciò avverrà per mezzo del­le mie piccole anime insignificanti. Inoltre il mio Cuore Immacolato sarà certamente vittorioso insieme al trionfo glorioso di Cristo».

Appena la Vergine smise di parlare, la luce scomparve e tutto tornò co­me prima ".

 

Nota sull'estasi e le sofferenze di Julia

Quando Julia entrò in estasi mi misi dietro, vicino alla sua testa; era caduta vicino al­l'altare e al tabernacolo. Padre Aloysio Chang Hong-Bin si mise in piedi a destra e le altre tre persone vicino ai piedi; nessuno immaginava quei che sarebbe successo.

Spiegai loro: «Fra poco Satana ed i suoi attaccheranno Julia. Teniamoci pronti». E que­sto non tardò ad accadere.

Julia si mise a gemere dal dolore, a muoversi; non riusciva a respirare, soffocava, strin­geva le mani al collo, al petto. Come lo descrive Julia, all'inizio del messaggio, Lucifero e i demoni l'assalirono, la colpirono, lanciandola in tutte le direzioni. Il sangue sgorgava con­tinuamente dalla bocca. Cercavo d'impedire che andasse a finire contro l'altare o il muro, quando sussultava. Il sacerdote guardava interdetto e non sapeva che cosa fare; dolcemen­te Io invitai ad inginocchiarsi a destra di Julia. Insieme con le nostre braccia cercavamo di ammortizzare i sussulti violenti e bruschi del corpo di Julia. Bisognava fare un grosso sfor­zo perché Julia non si facesse del male; era sfibrante. Julia sudava fortemente; ad ogni col­po feroce e violento, ricevuto dai demoni, ella urlava per il dolore; era estremamente dolo­roso vedere ed udire. I tormenti di Julia superavano ogni immaginazione, mentre il sacer­dote ed io eravamo spossati.

Un anno fa ebbi dal mio Vescovo i poteri di esorcista. Mi fu necessario usarli in diver­se occasioni; lo feci anche allora e chiesi al prete ed agli altri di unirsi a me. Essi lo fece­ro molto bene. La signora presente asciugava la bocca di Julia quando usciva il sangue; adoperò i fazzoletti che aveva e poi tutti i fazzoletti di carta; la cappella ne fu piena.

Io pregavo incessantemente, supplicando il Signore e Maria, di abbreviare la sofferenza di Julia e di accordarmi di condividerla. Avevo fatto la stessa preghiera il 4 febbraio 1988, quando Julia subì davanti a me le sofferenze della crocifissione. Fui esaudito. Nel messag­gio che Julia ricevette allora, la Vergine glielo disse: «II padre Pha ebbe pietà di te ed interce­dette; perciò le tue sofferenze sono state abbreviate». Anche questa volta successe la stessa cosa.

All'improvviso in modo inatteso tornò la calma; Julia ne descrive le circostanze. Ne fui molto felice per lei ed anche per noi che non ne potevamo più. Julia non si mosse, rima­nendo calma per più di dieci minuti.

Spiegavo ai miei vicini: «Ora la Vergine sta comunicando il suo messaggio». Aspet­tammo senza muoverci. Poi dolcemente, Julia aprì gli occhi e li rivolse a noi; sembrava sfi­nita. Aspettammo senza dire niente, fin quando si sforzò di alzarsi. Non poteva; noi l'aiu­tammo a mettersi a sedere sul pavimento, alla maniera coreana col dorso appoggiato ai mu­ro; sembrava distrutta. Quando si fu un po' rimessa, le rivolgemmo alcune domande.

Bisognò poi aiutare Julia ad alzarsi e a scender le scale; erano le 19,00 passate. Il gior­no seguente, 5 novembre, Julia doveva parlare dei messaggi della Vergine di Naju a 5.000 persone, in una chiesa della nostra diocesi.

Mi salutò con un sorriso buono e dolce. Ella se ne andò coraggiosa; e, pur facendo al ritorno un viaggio faticoso, recitò il rosario prima di coricarsi.

 

68. Messaggio del 25 novembre 1991

La Vergine indica il terreno dove deve sorgere il santuario di «Maria Arca della salvezza»

Julia scrive: "Chiamata dalla Vergine, ebbi il presentimento che ella avrebbe provveduto al terreno destinato alla costruzione del santuario di «Maria Arca della Salvezza».

Andai con sette aiutanti volontari alla montagna, dove mi conduceva la Vergine. Ivi fu celebrata la Messa da padre Aloysio Chang Hong-bin, co­me aveva chiesto la Vergine. Appena finita la Messa caddi in estasi: una luce scese dal cielo e sentii la voce della Vergine, ma senza vederla. La vo­ce era bella, dolce, ma angosciata.

La Vergine disse: «Benché il numero dei miei figli sulla terra sia come quello dei granelli di sabbia e delle stelle del cielo, solo una piccola mi­noranza mi segue.

O figli diletti. Vi ho chiamati, oggi, in modo tutto speciale!

Vi ho chiamati perché partecipiate all'opera di salvezza del Signore, perché la tirannìa di Satana aumenta in modo terribile. Unitevi ed aiutate­vi reciprocamente.

(La Vergine si rivolge al sacerdote presente): Figlio mio diletto!

Compirò un miracolo straordinario d'amore, Io che sono la Madre del­l'Amore, nutrendo di nuovo il mio sacerdote diletto, come un bimbo in fa­sce, per mezzo delle piccole anime che ho scelto.

(La Vergine si rivolge ad una delle persone presenti):

Pietro mio caro figlio! Ti ho preparato da tanto tempo per far di te un apostolo. Siccome tu hai risposto al mio invito, farò sì che la grande gloria di Dio si manifesti per mezzo tuo in questo luogo che ho preparato. (Ora la Vergine si rivolge a tutti):

Poiché tanti miei figli, anche al momento della morte, si agitano, si in­quietano, si preoccupano solo superficialmentechiamerò e riunirò tut­ti i miei figli del mondo intero per far loro vedere uno straordinario mira­colo d'amore.

Chiedo alla mia figlia diletta (Julia) e a voi, suoi fratelli e sorelle (nel Signore), di restarmi fedeli, leali, devoti, raccogliendo le vostre forze nel­l'unione».

Appena la Vergine finì di parlare, le dissi piangendo a calde lacrime la mia gratitudine per aver procurato un terreno per il santuario che desidera. Le altre persone, piangendo, unirono i loro ringraziamenti ai miei".

 

69. Messaggio del 26 novembre 1991

Il miracolo del sole e della sorgente d'acqua

Julia scrive: "Dalle dieci circa del mattino provavo un dolore così in­tenso, che non riuscivo a stare in piedi e a tener gli occhi aperti. Tuttavia, sotto la guida della Vergine e sostenuta da alcune persone che mi accompagnavano, salii sulla montagna che mi aveva mostrata nella vi­sione della notte del 25 novembre. Durante la salita avevo gli occhi chiu­si per il dolore. A un certo punto avvertii una luce gialla o dorata davanti agli occhi, li aprii e vidi nel cielo il miracolo del sole.

Erano circa le ore 16,00. Il sole non era più accecante e girava, girava avendo preso la forma dell'Eucarestia. Girando proiettava raggi dai colori più diversi: rosso, blu, giallo, dorato, violetto..., ed aveva la forma di una fiaccola che fiammeggiava intorno all'Eucarestia.

In cima alla montagna, dove salivamo, si formò una massa di luce sferi­ca, ed altre luci sferiche si formarono e salivano... Questo continuò per un'o­ra circa e noi lanciavamo grida di gioia, lodando il Signore e ringraziandolo.

Appena vidi il miracolo del sole, mi sentii sollevata, così che potei sa­lire facilmente la montagna. Allontanavamo con pena i rovi. Potei trovare e riconoscere la (piccola) valle che avevo visto nella visione ricevuta. Là, versai lacrime di gioia.

In quel momento sentii la voce dolce ed affettuosa della Vergine.

La Vergine disse: «Scava qui la sorgente. Allora tutti i miei figli ber­ranno di quest'acqua. Chiamerò tutti i miei figli del mondo, per lavarli da ogni sporcizia dell'anima e del corpo.

Farò venire tutti a bere alla sorgente miracolosa dell`Arca di Salvezza di Maria, affinché anche i peccatori più perversi si convertano, perché voglio che nessuno di loro sia maledetto e vada all'inferno.

Fa' presto, dunque.

E poiché la morale precipita verso la corruzione, da ora farò in mo­do che tutti i miei figli sappiano che sono la mediatrice delle grazie». Dopo aver inteso le parole della Vergine, mi sono messa a piangere for­temente. La Madre del cielo mi aveva dato la risposta, che aspettavo da tanto tempo. Benché la montagna fosse alta, l'acqua sgorgava in abbon­danza. Bevemmo tutti di quell'acqua.

E col cuore pieno di gioia scendemmo lungo un sentiero scuro".

 

70. Messaggio del 28 novembre 1991

La sorgente d'acqua per lavare le anime e i corpi

Julia scrive: "All'invito della Vergine io partii con alcuni aiutanti per andare nel luogo che Ella aveva indicato, per scavarvi la sorgente del «mi­racolo dell'Arca di salvezza di Maria». Giunti sul posto pregammo un mo­mento, poi ci recammo sul terreno indicato dalla Vergine per il santuario.

Verso le 15,00 la Vergine, secondo la sua promessa, mi fece vedere il miracolo del sole.

Padre Aloysio Chang cominciò la Messa alle 15,15. Il sole somigliava all'Eucarestia e girava continuamente su se stesso, proiettando la luce. Do­po la celebrazione, la luce del sole scese nel luogo dove eravamo per illu­minarci. Fu allora che entrai in estasi, avendo ricevuto una luce forte, e cad­di dove mi trovavo.

Sentii allora delle grida; guardai da dove venivano e trasalii per lo stu­pore. Un gran numero di persone si dibatteva in un pantano. Vidi una grande imbarcazione su cui stava la Vergine, vestita di un mantello azzur­ro e con la corona in mano, che prendeva uno ad uno i suoi figli e li met­teva nella nave.

Cosa straordinaria: appena vi entravano, le persone diventavano pulite. Sull'albero della nave c'era uno stendardo con l'iscrizione: «Arca della Salvezza di Maria».

La Vergine disse: «Venite presto in mio aiuto. Vi ho scelto, togliendovi dai pericoli della vita, perché ho bisogno del vostro aiuto».

Allora noi salimmo subito sulla nave e ci mettemmo a liberare quelli che erano affondati nel pantano, per metterli sulla nave.

La Vergine: «Figli miei diletti! Grazie. Poiché mi avete presa per ma­no, voi avrete il Regno dei Cieli, con la fede, la speranza e la carità. Fac­ciamo presto e cominciamo. È l'inizio che conta; all'inizio troverete delle difficoltà, ma il Signore veglierà su di voi, dall'inizio alla fine.

L'umiltà, l'amore e l'offerta di sé sono il fondamento di ogni bene, di ogni buona azione. Cominciate dunque con maggiore umiltà.

II santuario dell"Arca di Salvezza di Maria si realizzerà, quando met­terete tutta la vostra fiducia nel mio Cuore Immacolato e crederete che il buon seme può produrre il centuplo.

Bisogna che facciate presto; perché si tratta di togliere dalla via dell'in­ferno, per metterle sulla via della giustizia di Dio, le anime che sprofondano nella guerra, nella cupidigia e nell'egoismo, anche se se ne dovesse salvare una sola.

Se avete piena fiducia in Me, seguendoMi, diventerete la chiave che apre il mio Cuore.

Seguite prontamente i miei consigli. Non posso più aspettare, perché la mia pazienza non può sopportare di più.

Mentre le fiamme del mio Cuore ardente accecano Satana e il mio Cuo­re si unisce a voi, i chiamati, queste fiamme del mio Cuore ardente vi fa­ranno vedere il miracolo dell'Amore del Signore, simile a quello che cam­biò l'acqua in vino alle nozze di Cana.

Ora chiederò, qui al Signore un'acqua che laverà contemporaneamente l'anima e il corpo. Questo luogo diventerà un regno dell'Amore, che go­drà delle grazie dell'Amore del Cuore di Gesù e dell'amore del mio Cuo­re sempre uniti. Sarà anche un luogo dove si troverà la Salvezza; e diffi­cilmente ve ne sarà uno simile nel mondo intero.

Qui la luce del mio Cuore non smetterà di diffondersi, né il profumo di rose di farsi sentire, e si berrà l'acqua della vita eterna alla sorgente mira­colosa. Farò sì che tutti dimorino nel mio Amore.

Ma se qualcuno non risponde ai miei ripetuti inviti, il Signore stesso non potrà far niente per lui, perché gli ha dato il libero arbitrio. Al contra­rio accolgo il cuore sincero dei miei figli diletti, che hanno risposto all'in­vito del Signore, e farò loro godere la felicità celeste ed eterna; fin d'ora li rivestirò della bella veste della grazia santificante.

Vegliate e pregate sempre, seguendo il Signore che vi ha redenti col suo sublime sacrificio. Anche quelli che camminano con la testa alta l'abbasseranno e diventeranno umili e rispettosi»".

 

71. Messaggio del 5 dicembre 1991

Il miracolo del sole: Gesù è la Luce di salvezza

Julia scrive: "Secondo il desiderio della Vergine, che aveva chiesto la celebrazione di una Messa sul terreno da Lei indicato per la costruzione del futuro santuario, mi ci recai con una decina di collaboratori e collabo­ratrici.

La celebrazione della Messa subì un quarto d'ora di ritardo, perché i no­stri sguardi erano rivolti verso un segno dal cielo: una forma rotonda co­me il sole e simile all'Eucarestia, ci illuminò con i suoi raggi vari e splendenti; illuminò anche il terreno designato per il santuario.

Il sole, che aveva la forma dell'Eucarestia, girava continuamente su se stesso e sembrava legare cielo e terra con una viva luce da cui si spri­gionavano raggi rossi, blu, violetto, giallo, arancione, verde chiaro, in­daco...

Alla fine della Messa, quando il sacerdote, padre Aloysio Chang Hong­bin diede la benedizione, apparve vicino al sole la Vergine, con un man­tello blu, e con in braccio il Bambino Gesù. Il cielo e la terra sembravano uniti attraverso le mani di Gesù e Maria. Era uno spettacolo meraviglioso. Sentii allora venire dal cielo la dolce voce di Maria.

La Vergine: «Mie piccole anime dilette!

Il sole è la Luce! Il Signore, venuto come Luce, apre il cielo per far di­scendere su di voi la sua Luce. Il segno che scende dal cielo è il segno che esprime il mistero della salvezza, significa che il Signore è con voi, che be­nedice voi e la terra.

Questo significa anche che la mia vittoria si realizzerà su questa terra che Dio ama, illuminando con la Luce del suo Amore coloro che obbedi­scono con semplicità, facendo la volontà di Dio.

Così la vittoria caccerà il male contaminato di errori, l'egoismo che gli uomini non riescono a vincere, le concupiscenze, i misfatti, le impurità e le tenebre.

O miei figli diletti!

Il giorno del trionfo glorioso del Figlio Mio Gesù si avvicina, e questo nell'Amore della sua Santa Misericordia.

Perciò grazie a voi che avete risposto ai miei inviti, i raggi splendenti del cielo diventeranno di giorno in giorno più luminosi.

Unitevi per salvare il mondo, affidandovi interamente a Me».

Anche dopo che la Vergine ebbe finito di parlare, la luce continuò a scendere su di noi, fino al momento in cui tramontò il sole.

O Signore, a Te la gloria, la lode e il nostro ringraziamento!".

 

72. Messaggio dell' 11 febbraio 1992

(Festa della Madonna di Lourdes a Manda, Filippine)

Seguitemi con sincerità

Julia scrive: "Ero stata invitata a parlare della Vergine che piange a Na­ju, a Manila, nelle Filippine. Vi ero giunta il 7 febbraio.

L' 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, mi trovavo nella chiesa del Sacramento, a Manila. La Messa era stata celebrata dal Parroco con grande fervore.

Vi fu un Messaggio della Vergine nel corso della nostra riunione nella chiesa.

Avevo ricevuto la comunione e avevo iniziato la mia meditazione. In quel momento ho sentito un intenso odore di rose e d'incenso, e dal cielo ho udito la voce gentile amabile, affettuosa e così dolce della Vergine. «Siate tutti uniti per fare un sol blocco nell'amore».

Le ho risposto nel mio cuore: «Sì, Madre! Noi siamo i figli di un solo Dio e di una sola Madre. Parliamo lingue diverse, ma siamo in realtà tut­ti fratelli e sorelle che si amano fra di loro. Ora, siamo vicini gli uni agli altri».

La Vergine: «Sì, siete diventati fratelli per mezzo del Prezioso Sangue del Signore.

Io, la vostra Madre celeste, sarò sempre con voi per aiutarvi ad amarvi gli uni e gli altri, sempre più profondamente come una terra inaridita è as­setata di pioggia.

Non preoccupatevi dei risultati, ma seguitemi con sincerità.

Allora lo vi stringerò nel mio Cuore Immacolato e vi benedirò versan­do su di voi il mio olio profumato». O Madre dell'Amore, presente dappertutto nel mondo! Io prego perché il Regno di Dio giunga e il trionfo del vostro Cuore Immacolato si realiz­zi presto".

L'olio scorre dalla Statua della Vergine, a Naju, da lunedì 4 maggio 1992

Scrivo queste righe sabato 16 maggio: è passato un anno da quando il 16 maggio del­l'anno scorso vi fu un Messaggio comunicato da Gesù a Julia sull'Eucarestia.

Vi fu il miracolo dell'Ostia che si trasformò in sangue sulla lingua di Julia e si riassor­bì nella lingua.

Il 2 ottobre 1991 ero andato a Naju con un Sacerdote belga, salesiano.

Per far vedere meglio la Statua a questo Sacerdote (il padre Victor Miller), presi la Sta­tua fra le mie braccia. Poco dopo piccole goccioline d'olio furono visibili sulla testa. Ogni tanto telefonavo a Naju per sapere se l'olio era ancora visibile. Ogni volta la ri­sposta fu affermativa.

Nel corso del mese di aprile mi dimenticai di telefonare. Lunedì 4 maggio, mi ritrovai davanti alla Statua della Vergine. Un missionario paraguaiano, padre Juan Manuel Martinez, mi accompagnava.

Dopo un tempo di preghiera, presi la Statua nelle braccia per vedere, con l'altro sacer­dote, se l'olio era ancora visibile. Guardando, feci questa riflessione: "Oh!, l'olio non c'è più. Vi sono delle piccole macchie annerite, là dove le goccioline sgorgarono". Avevo ap­pena terminato la frase che una gocciolina d'olio sgorgò; altre seguivano colando dietro, lungo la Statua.

Noi guardammo la parte posteriore della Statua: l'olio apparve al centro e a destra. II primo olio era colato sulla sinistra. Il padre ed io sostenevamo la statua. L'olio bagnò le no­stre mani.

Julia non aveva potuto essere con noi. Soffrendo molto ella era rimasta a letto. Mi re­cai nella sua mansarda. Le feci sapere ciò che era avvenuto. Le imposi le mani, poi la in­vitai a venire a vedere la Vergine che ci dava un segno tutto particolare del suo Amore e della sua Presenza.

Poco dopo Julia ci raggiunse.

Ella tenne la Statua fra le sue mani.

Noi guardavamo sempre e solo la parte posteriore della Statua. Parecchie persone ve­nivano per pregare.

Julia rimise la Statua al suo posto. Ella notò che l'olio proveniva dalla parte della spal­la destra, in seguito dalla sinistra. Noi recitammo il rosario.

Verso mezzogiorno io dovetti lasciare Naju per Kwangju. Dovevo fare da interprete, nel pomeriggio, nella comunità delle Suore Oblate dell'Assunzione. L'altro Sacerdote passò tut­ta la giornata vicino alla Vergine e mi raggiunse in serata.

Martedì 5 maggio, tutti e due eravamo di nuovo davanti alla Statua.

L'aiuto abituale presso la Vergine, Pak Lubino, era con noi. Egli ci mostrò quanto olio era colato e colava ancora. Dei piccoli pannolini erano stati messi ai piedi della Statua. Mia ci raggiunse. Giunsero alcuni pellegrini. Noi recitammo il rosario assieme. L'altro Sacerdote ed io dovevamo lasciare la Vergine verso l'una del pomeriggio. Prima della partenza Mia ci diede i pannolini imbevuti d'olio, assai gradevolmente profumati. Consigliai a Mia di continuare a mettere dei pannolini ai piedi della Statua. Ella lo fe­ce. Giovedì 14 maggio ricevetti quei pannolini per posta. I pannolini erano stati inseriti as­sieme in un piccolo sacchetto di plastica, e questo in uno più grande. Il profumo passando attraverso i due sacchetti si fece sentire molto forte e gradevolmente.

Ho già distribuito quasi tutti questi piccoli pannolini. Julia mi consegnò ancora "tre co­se", che io avevo messo, lunedì 4 maggio, vicino alla Statua. Queste "tre cose" erano inte­ramente imbevute di olio profumato. La prima cosa era una foto della Vergine (nella quale si vedono le lacrime); vicino a questa foto, avevo messo una piccola foto del "servo di Dio" monsignor Vincenzo Cimatti, fondatore della Provincia Salesiana in Giappone. Fu lui che nel 1958 mi consigliò di dare il mio nome per la Corea. Anche la sua immagine fu imbe­vuta di olio. La "seconda cosa" era una grande foto di Nostra Signora di Soufanieh, già im­bevuta d'olio quando la ricevetti dalla Francia, che si riempì ancor più di olio, quando la misi vicino alla Statua. La "terza cosa" era un piccolo album ricevuto dall'Inghilterra: vi erano delle foto che facevano vedere il "miracolo di due Ostie", ostie trovate nell'album delle foto di Naju: il piccolo album era completamente imbevuto di olio profumato.

Lo stesso giorno, 14 maggio, il nostro aiutante Luca è andato come al solito alle Poste centrali, per ritirare la corrispondenza. Erano giunte dagli Stati Uniti due grandi buste con l'indicazione «urgentissimo»; anche da esse emanava un forte profumo. Alle Poste l'im­piegato, consegnando le buste, aveva anche lui notato il forte profumo e ne era sorpreso; ma Luca, nostro aiutante, non sapeva che dire. Quando ebbi in mano le buste, compresi il perché del profumo simile a quello di Naju.

Quel profumo somigliava a un linguaggio silenzioso, che mi diceva: «Devi permette­re la traduzione inglese dei messaggi e la pubblicazione». Inoltre il profumo mostrava la soddisfazione della Vergine, la sua approvazione e benedizione. C'era stato un ostacolo, che mi aveva impedito di accordare il permesso della pubblicazione, ed avevo pregato perché tutto si risolvesse nella carità e nella serenità; nelle due lettere c'era la risposta positiva, che aspettavo. Il traduttore coreano, Benedetto (Labre) Sang-Min Lee, è naturalizzato america­no; egli ha fatto una traduzione con zelo ammirevole. Al momento della pubblicazione sor­sero delle difficoltà, poi superate, per cui il 15 maggio diedi l'autorizzazione.

La traduzione francese per il Canada andava invece a rilento e la traduttrice era stanca. Il Pittsburg Center of Peace ha preso l'incarico della pubblicazione: è uno dei centri ma­riani più importanti e ha l'approvazione ufficiale della Chiesa.

Il 18 maggio stavo telefonando al sig. Sang-Min Lee; erano le 10,00 in Corea ed era sera negli Stati Uniti, quando questi mi disse che alla TV americana mostravano le imma­gini di Julia, che stava parlando nelle Filippine. Anzi, accostò l'apparecchio alla TV, per cui potei sentire la voce di Julia da Manila. Anche questa è per me occasione di gioia.

Julia, assieme a suo marito Julio, si è recata infatti nelle Filippine il 12 maggio e rien­trerà in Corea il prossimo 5 giugno. II Pittsburg Center of Peace conta di invitare Julia a parlare dei messaggi negli Stati Uniti. È previsto anche un pellegrinaggio di Filippini a Ro­ma, dove il sacerdote accompagnatore presenterà Julia al Papa.

In un messaggio la Vergine aveva detto a Julia: «Permettimi di prendere a prestito la tua bocca...».

È proprio così. Julia è invitata in molti posti per far conoscere i messaggi e gli appelli della Vergine.

La Vergine ha anche detto: «Da questa piccola terra (la Corea del Sud) il mio amore, la mia luce e la mia vittoria si diffonderanno nel mondo intero, per mezzo delle preghiere e dei sacrifici delle mie piccole anime».

 

73. Messaggio del 27 maggio 1992

In Terra Santa - Gerusalemme

(Padre Spies interrogò Julia sulle circostanze di questo Messaggio). Julia era andata per la seconda volta nelle Filippine. Prima di ritornare in Corea, ella partecipò con Julio, suo marito, padre Chang, coreano, e al­cuni altri Coreani, ad un pellegrinaggio di Filippini che si recavano in Ter­ra Santa, a Roma ed a Lourdes.

A Gerusalemme i pellegrini fecero la Via Crucis fino alla sommità del Golgota. Nel corso di questa Via Crucis, alcuni, da soli, o in due, o in tre portano una croce lunga più di due metri. Talvolta essi si stancano.

Julia portò una di queste croci. Ella volle portarla da sola. Pur essendo esausta rifiutò ogni aiuto.

Julia scrive: "Avanzavo sulla ‘Via Dolorosa’ a Gerusalemme, verso il Golgota, portando una croce e meditando sulle sofferenze di Gesù.

Il mio cuore mi faceva tanto soffrire che mi sembrava che il mio petto stesse per scoppiare. Facevo la via della Croce con i pellegrini del nostro gruppo. Pensavo a Gesù che ha sofferto non solo a causa della pesantezza della croce, ma soprattutto per lo sfinimento provocato dalla flagellazione e dalla corona di spine. Gesù porta la sua croce fino alla fine per la con­versione dei peccatori, vacillando, cadendo, rialzandosi, avanzando coper­to di sudore e di sangue.

Io portavo la mia croce da sola, desiderosa di consolare Gesù, sia pure in minima parte, e per la conversione dei peccatori.

Avevo il viso bagnato di sudore e di lacrime. Piangevo in tal modo da non sapere a quale stazione del cammino della croce eravamo.

Alcuni si resero conto del mio stato e mi diedero dei fazzoletti di carta con i quali ho potuto asciugarmi.

Che cosa accadde?

Julio, mio marito, che si trovava vicino a me, e alcune altre persone si misero a gridare, piangendo: "Oh! È sangue!". Aprii allora gli occhi e vi­di che il fazzoletto di carta era macchiato di sangue. Mi diedero allora un altro fazzoletto che si macchiò anch'esso di sangue.

Chiesi allora a quelli che erano vicini a me se vedevano del sangue nel mio viso.

Essi mi risposero che si vedeva solo sudore e lacrime e il sangue si evi­denziava soltanto quando mi asciugavo il viso.

Alcuni dissero che il sangue si diffondeva prontamente sulla carta e sul fazzoletto in forma di nervi... Eravamo giunti alla sesta stazione (stazione che ci ricorda Veronica che asciuga il viso a Gesù col suo velo).

Quando qualcuno voleva aiutarmi a portare la croce, io rifiutavo ogni volta.

Come Gesù, io volevo portare, sola, la mia croce fino alla fine.

Fu così che avanzai, completamente esausta, fino alla dodicesima sta­zione.

Fu allora che udii la voce dolce e nello stesso tempo maestosa di Gesù: «Figli miei! Io sono Amore!

Non ho forse dato tutto Me stesso per voi?

Se voi avete capito che anche ora Io verso sudore di sangue e lacrime di sangue per voi, allora voi pure asciugate ora il mio sudore di sangue. Agire in questo modo è veramente condurre una vita di penitenza e di ri­parazione.

Fu Giuda, il ‘leader’ di chi offende.

Ma voi tutti, venite a Me facendo penitenza come Maria Maddalena e tenendo la mano di mia Madre Maria, in questo mondo pericoloso». Julia concluse: "Signore, siate glorificato. Amen. Alleluia".

 

74. Messaggio del 31 maggio 1992

(Festa dell'Ascensione)

I pellegrini filippini e coreani sono a Lourdes. Che cosa pensa la Vergine dei numerosi "visitatori" che vanno a Lourdes?

Julia scrive: "I pellegrini filippini e coreani che viaggiavano assieme, si trovavano in quel momento a Lourdes.

In quel giorno, noi partecipammo ad una Messa celebrata dal padre Ge­rico Orbos, filippino, che accompagnava i pellegrini. La Messa fu celebra­ta alle 15,30 pomeridiane in una cappella di Lourdes.

Ero in meditazione dopo la Comunione quando udii la voce affettuosa, gentile, ma triste della Vergine.

La Vergine: «Figlia mia! Guarda tutti questi figli!

Ve ne sono pochissimi che desiderano placare la collera di Dio e asciu­gare le lacrime che traboccano dai miei occhi misericordiosi.

Le mie lacrime non possono cessare di fluire poiché essi fanno dei com­promessi con il loro amor proprio e non sanno regolarsi su ciò che è cele­ste e sacro. Ed è per questo in particolare che vi ho chiamati, per raccomandarvi di pregare e di sacrificarvi per i peccatori.

Se voi vi unite con amore per seguirMi, allora formerete una grande re­te che servirà al Signore per pescare gli uomini e condurli alla Salvezza. Figlia Mia che amo tanto!

Comunica con coraggio i miei Messaggi d'amore dappertutto, nel mon­do intero.

Voi avrete molte difficoltà, ma offrite continuamente i vostri sacrifici e le vostre penitenze per i miei poveri figli, senza dimenticare che Io sono sempre con voi.

Il dolore che vi fa sanguinare interiormente non sarà vano.

An-yóng (= il saluto cordiale coreano abituale = arrivederci, a pre­sto...)».

 

75. Messaggio di Gesù del 1° giugno 1992

Julia è a Roma col medesimo gruppo di pellegrini

Julia scrive: "Non potevo alzarmi a causa dei tanti dolori acuti che mi tormentavano da ieri. Uno di questi era il dolore del parto al quale si aggiungeva una paralisi di una parte del corpo, che partiva dalla testa e giungeva fino ai piedi. Non potevo neppure alzare la testa che mi faceva troppo male, ed in più era gonfia.

Oggi, la Messa per il nostro gruppo, veniva celebrata in una chiesa del­la città. Visto lo stato della mia salute, mi era impossibile parteciparvi, pur essendo ardente il desiderio di prendervi parte.

Dentro di me pensavo: ‘Come sarebbe bello se la Messa potesse esse­re celebrata qui, in questo albergo!’.

Ma che cosa accadde? Comunicarono ai pellegrini che la Messa sareb­be stata celebrata nello stesso albergo! Ciò mi permise di assistervi grazie all'aiuto di parecchie persone che, sostenendomi, mi condussero nel luogo dove si sarebbe celebrata la Messa.

Dopo la comunione udii un odore di sangue: proveniva dalla mia boc­ca. L'Ostia si era trasformata in sangue e la mia bocca ne era piena. Julio, mio marito, il Sacerdote e molti presenti poterono constatarlo.

Fu in quel momento che udii la voce dolce e misericordiosa di Gesù che mi disse: «Seguimi, senza preoccupazione ma con una fiducia completa. Sono così con voi, dovunque voi siate. Voi riceverete sempre la luce che accompagna la mia benedizione, quando verrete a Me, per mezzo della mia Madre Maria».

Appena Gesù ebbe terminato il suo discorso, i miei dolori scomparve­ro, come pure il gonfiore del viso. Tutti se ne resero conto, e benedirono il Signore. Batterono le mani per la gioia e la contentezza.

Potei così proseguire il mio pellegrinaggio, mentre pensavo di doverlo interrompere.

Che il Signore sia benedetto, lodato, adorato, venerato e glorificato per sempre. Amen".

 

76. Messaggio di Gesù del 2 giugno 1992

(Nella chiesa di Lanciano)

Nuovo miracolo

Juha scrive: "Abbiamo partecipato a una Messa nella chiesa di Lancia­no, in Italia, dove un miracolo dell'Eucarestia era avvenuto nel corso del­la Messa, circa 1.300 anni fa.

Un'indagine era stata fatta. Si constatò che un'Ostia si era trasformata in un cuore umano e il vino trasformato in sangue. Le reliquie sono con­servate nella chiesa.

Al momento dell'Elevazione, nel corso della Messa alla quale assiste­vamo, si vide una luce che si spargeva dietro a padre Orgie (Filippino) che celebrava la Messa, e in seguito si dirigeva verso di me e tutti i presenti.

Dopo la Comunione, recitai questa preghiera: «Signore, sono troppo nu­merosi quelli che peccano per mezzo della lingua e così si offendono reci­procamente. Vogliate benedire soprattutto le nostre lingue perché noi vi be­nediciamo e vi lodiamo».

Dopo questa preghiera, consumai l'Ostia. Una particella mi era rimasta in bocca. Essa si gonfiò. Sorpresa la feci vedere a Julio, mio marito.

Le persone presenti accorsero e poterono constatare che la particella dell'Ostia diveniva più grossa e si trasformava in sangue. Le persone pian­gevano e gridavano, tanto grande era la loro emozione.

Fu in quel momento che udii venire dal Cielo la voce dolce, ma nello stesso tempo maestosa, di Gesù.

«Io sono Luce. Io voglio rendervi capaci di ricevere la mia Luce d'A­more per cacciare le tenebre di questo mondo che si trasforma in un im­menso deserto».

Julia: "Dopo la Messa siamo andati nella sala, dove viene illustrato il miracolo. Là si trovava un dipinto che rappresentava la luce che aveva il­luminato il Sacerdote, nel momento in cui avvenne il Miracolo Eucaristi­co circa 1.300 anni fa.

Noi contemplammo tutti questo quadro ammirati e stupiti, poiché era come una riproduzione di quella luce che aveva brillato su di noi nel cor­so della Messa".

 

Nota esplicativa

La Vergine di Naju accoglie con grande affetto anche i pellegrini stranieri, che vengo­no da Lei non per curiosità, ma col cuore di figli che amano, desiderosi di consolare la lo­ro Madre tanto amata, di asciugare le sue lacrime, di aiutarla, Ella che si è data il nome di Mendicante Celeste per la redenzione di ogni anima...

Una di queste manifestazioni della Vergine, fra le più impressionanti, avvenne davanti a padre Louis Bosmans, a suora Adéline Langlois ed a me medesimo.

Li avevo invitati per partecipare al Congresso Eucaristico che si tenne a Seoul, dome­nica 9 ottobre 1989.

Padre Louis Bosmans "mi aveva ritrovato", dopo più di quaranta anni, leggendo un ar­ticolo che avevo scritto. Eravamo stati confratelli e compagni di studi nel Collegio per no­vizi dei padri Salesiani.

Suor Adéline Langlois, canadese e missionaria in Giappone dal 1949, la conobbi nel 1956. Ella fu l'aiuto più prezioso, amabile e amante della nostra Opera per i più bisognosi e per la diffusione dei Messaggi della Vergine di Naju.

Al nostro arrivo a Naju, venerdì 14 aprile 1989, la Vergine non versò lacrime... Pre­gammo, guardammo assieme (padre Bosmans, suor Adéline ed io) uno dei "video" più espressivi delle lacrime della Vergine. Venti o trenta minuti dopo, Pak Lubino, l'aiuto di ogni giorno vicino alla Vergine, venne da me e disse dolcemente: «Padre, la Vergine ha co­minciato a versare delle lacrime...».

Noi ci recammo nel luogo dov'era la Statua della Vergine.

Per la sera e la notte fummo ospiti delle Suore Assunzioniste a Kwangju (capoluogo del­la provincia del Cholla-Nando, e sede episcopale dell'Archidiocesi di Kwangju. Questa città ha più di un milione di abitanti ed è situata a circa trenta minuti di auto a nord di Naju).

Sabato 15 ottobre, mentre stavamo consumando la colazione con la Comunità, una te­lefonata proveniente da Naju, verso le 8,40, ci comunicò che la Vergine versava abbondanti lacrime di sangue, che colavano senza fermarsi, ed avevano imbevuto la tovaglietta posta sotto la Statua...

Noi ne fummo i testimoni dolorosi, afflitti, compassionevoli.

Noi fummo presenti agli orribili tormenti che Satana e i suoi fecero subire a Julia per circa un'ora e venti minuti...

Da quel momento padre Bosmans divenne il grande apostolo della Vergine di Naju nel Canada, pubblicando i Messaggi, preparando dei "video" che vengono trasmessi anche dal­la Televisione nazionale...

Suor Adéline fu d'aiuto battendo a macchina i Messaggi che io traduco e tutti gli arti­coli che io ho scritto sulla Vergine di Naju.

Ho scritto due articoli nei quali faccio notare che le due prime manifestazioni dell'olio che sgorga dalla Statua avvennero davanti a Sacerdoti stranieri che vennero con amore, sem­plicità di cuore, dalla "Vergine delle lacrime", a Naju. La prima volta, il 2 ottobre 1991, da­vanti a padre Victor Miller e a padre Spies. La seconda volta, martedì 5 maggio 1992, da­vanti a padre Juan Manuel Martinez, allora missionario in Corea.

E la terza manifestazione?

Essa avvenne il 23 settembre 1992.

Nella prima manifestazione dell'olio, questo rimase visibile fino al mese di marzo 1992. Nella seconda manifestazione, esso fu visibile per tutto il mese di maggio, sprigionando in continuazione oltre all'olio anche molto profumo.

Nella terza occasione, ero andato a Naju per accompagnare una coppia che veniva dal­la Svizzera: il signor Jean-Pierre e la signora Michèle Jaquet.

II signor Jean-Pierre Jaquet, rappresentante della grande fabbrica di coltelli che ha se­de a Delémont, in Svizzera, di passaggio in Corea, venne a trovarmi nel febbraio 1991. Egli aveva sentito parlare della Vergine che piange, e desiderava andarci. In quell'epoca io non potei andare con lui, ma gli preparai il cammino, contattando Julia e Pak Lubino. Essi lo attesero all'aereoporto di Kwangju, conducendolo dalla Statua della Vergine. Il signor J.P. Jaquet poté vedere le lacrime. L'anno scorso, in giugno, mi recai con padre Bosmans e Di­na (nostro aiuto ad Anyang) da Vassula, a Pully (Losanna).

Da casa sua andammo a Delémont... Dappertutto, accoglienza calorosa, cordiale, ami­chevole, familiare, sempre con presenti, ma invisibili, Gesù e Maria con noi.

II signor Jaquet, dovendo ripassare per il Giappone e per la Corea, in settembre, non viaggiò da solo, poiché la sua sposa desiderava, ella pure, venire filialmente a venerare la Vergine che piange tanto a Naju.

II 23 settembre partimmo assieme per Naju. Dina, che li conosceva bene, si unì al trio. Prendemmo l'aereo presto, nella mattinata. Verso le 10,30 eravamo davanti alla Vergine... Recitammo il rosario con pietà, amore, emozione e... con calma.

Dopo un lungo tempo di preghiera, invitai la brava coppia e Dina a venire vicino alla Vergine.

Guardavamo la Vergine, e ci scambiavamo dei pensieri.

Poi presi la Statua nelle mani, chiedendo alla Vergine di dare un segno della sua Pre­senza e del suo Amore agli sposi e a Dina.

La Vergine rispose subito. Ella fece come aveva fatto davanti a padre Victor Miller e a padre Juan Manuel Martinez: l'olio sgorgò in fini goccioline al di sopra della testa... Si può immaginare l'emozione, la gioia di sentire, con questo segno materiale e così espressivo (che è l'olio), la Presenza della Vergine.

Oltre a ciò, al nostro arrivo si sprigionò abbondantemente un profondo e assai soave profumo. E questo profumo iniziò a sprigionarsi nel 1991 e continua ancora al presente... Talvolta si sente anche all'esterno della cappella (sala) dove si trova la Statua.

Ci rimettemmo a pregare.

Nel pomeriggio, invitai la buona, fervente coppia, ad accompagnarmi alla casa dove Ju­lia aveva il suo salone di parrucchiera, nel momento in cui le prime lacrime cominciarono a colare, dopo le undici di sera del 30 giugno 1985.

Per giungervi occorre passare attraverso ciò che in Corea si chiama "Texas": sono le strade, o la zona, dove si trovano... le numerose case di prostituzione. Naju, anche se sem­bra una località di campagna, è una città; in Corea, perché una località sia eretta al rango di città, deve attendere e superare, se i miei ricordi sono esatti, il numero di quarantamila abitanti... E siccome la popolazione cattolica raggiunge appena il due o tre per cento del to­tale della popolazione, e siccome l'immoralità abbonda come le cattive erbe là dove la Pa­rola di Dio è, e resta, ignorata, così l'anima, soprattutto, si nutre di "cose" che non hanno nulla o quasi nulla del "nutrimento celeste". Non c'è da meravigliarsi se il "Texas" ha più successo del Signore e della sua Parola.

E Julia aveva il suo Salone di Parrucchiera molto vicino ad una delle strade del "Te­xas"... Quando due o tre anni fa lo visitai, potei vedere parecchie prostitute che tenta­vano di farsi fare una bella capigliatura in tono con i disastrosi sentimenti che ornano le lo­ro anime.

Julia viveva là, lavorava là e con le sue mani toccava quelle disgraziate teste nelle qua­li l'Amore per il Salvatore Gesù non aveva alcun posto.

Alcuni anni fa, domandai a Julia: "Essendo diventata cristiana e avendo fra le vostre clienti in continuazione delle prostitute, che cosa provate? Che cosa pensate di questa si­tuazione strana, di una cristiana che "prepara queste povere anime ad essere maggiormen­te pascolo scellerato, ad essere ancor più infami?"

Ricevetti una risposta abbastanza inattesa... cosa che dimostrava che Julia era ancora lontana dal giudicare ogni cosa con e nel Pensiero di Dio e di Gesù. Ella mi rispose con un tono pieno di fiducia e come se fosse una cosa normale, accettabile anche da un cristiano: "Ebbene, è il mio lavoro e lo faccio... per guadagnarmi da mangiare!".

Successivamente, quando ella non viveva più in quel luogo e non praticava più il me­stiere di parrucchiera, le feci questa domanda: "La Vergine non vi ha detto nulla a propo­sito del Salone di Parrucchiera?". La risposta fu immediata: "Sì, Ella mi disse di cessare quel lavoro. Le ho obbedito".

Aggiunsi: "Vi siete chiesta il perché, per qual motivo Ella vi ha detto di smettere con quel lavoro?". "No", rispose Julia! lo la guardai. Tacqui. Ella non mi chiese perché! L'avvenire le dimostrerà... in numerose occasioni, i punti deboli della sua forte sicu­rezza personale, causa per lei di continue sofferenze che le apriranno gli occhi sulle sue de­ficienze, insufficienze spirituali.

È a un'anima di questo genere, coraggiosa, semplice, fedele, divenuta cristiana verso l'età di 36-37 anni, nel 1980, che il Signore ha scelto e affidato Sua Madre e nostra Ma­dre... E non ad una santa. E attraverso lei, vedendola come ella è, e come si trasforma nel­l'Amore del Padre, di Gesù, di Maria, molte anime totalmente allontanate da Dio, stagnanti nel pantano maleodorante dei peccati più infami, imitando Maria Maddalena, si sono mes­se coraggiosamente, eroicamente sul cammino dell'amara e salutare penitenza, entrando nella via della perfezione dell'Amore e della Santità.

E da quando ho tradotto e pubblicato i Messaggi (in Corea), tante di queste anime pen­tite sono venute a gettare, da me, nel Sangue dell'Agnello, il fango dei loro misfatti: degli odi, degli odi covati per più di cinquanta anni, degli aborti che salgono a cinque, dieci, quin­dici, venti, venticinque e più...

E il sesto comandamento, il nono comandamento non esisterebbero più? Gesù avrebbe tolto due grossi "iota" dai dieci comandamenti? 1 conformismi, la compromissione con l'a­teismo, il materialismo, il razionalismo del mondo dei piaceri, del denaro, dell'orgoglio, della lussuria hanno più diritti di Dio, di Gesù?

E la confessione privata, chirurgia salutare, necessaria salvatrice delle anime, per il San­gue di Cristo Redentore sarebbe uno "iota" che si può cancellare? Non sarebbe che "uno" strumento di consolazione per le anime deboli, fragili, che si può, senza preoccupazioni, to­gliere via dalla vita della Chiesa?

Per tanti, troppi Sacerdoti la confessione è inutile o quasi, non è più uno strumento di purificazione adatta ai "nostri tempi", che per le loro anime conformiste, sembrano miglio­ri del tempo passato. Essi trasmettono i frutti marci: la casa di Dio, e le "case di Dio", le piccole case di Dio che sono le anime, si vuotano, le pietre di cui parla San Pietro, (Prima lettera 2,4-9) e di cui egli dice: "... siate le pietre vive che servono a costruire il Tempio spi­rituale" ...che cosa diverranno?

Della polvere.

Oh!, pecore che non seguite più il Pastore divino, il Pastore, il suo Vicario, e che di­sperderete i vostri pensieri, i vostri dubbi, le vostre incertezze divenute, per voi, certezze, nelle tenebre: guardate il deserto che avete generato... Dove sono le anime che dovete con­durre alla Casa paterna della Vita eterna, guidandole sulla via della perfezione, aiutandole a portare ogni giorno la loro croce al seguito di Gesù, con Gesù e ad essere con Lui sulla croce, come dice San Paolo?

Ed è proprio per questo che la Vergine piange...

Julia mi disse pure della risposta che mi aveva dato prima: "Sistemando i capelli di quelle povere sorelle, io pregavo per loro, chiedendo che si convertissero". Alcune si sono convertite. Esse ricevettero il balsamo, l'olio di Dio e il Bacio del suo Perdono.

La coppia ed io visitammo il salone da parrucchiera. Uscendo passammo davanti a pa­recchie case di prostituzione.

Michèle, la sposa di Jaquet, ebbe la parola finale:

"Gesù non è forse venuto per i peccatori? Non ha forse detto che le prostitute sarebbe­ro state più in alto nel Cielo dei farisei?".

Olio profumato Padre Spies scrive:

"È la quarta volta che la Vergine di Naju, attraverso la Statua che ha versato tante la­crime, tante lacrime di sangue, ci dona, a tutti, il segno della sua Maternità.

Spesso mi chiedevano che cosa significassero l'olio e il profumo che si sprigionavano dalla Statua.

Nel suo Messaggio del Giovedì Santo, 8 aprile 1992, la Vergine ce ne dà brevemente il senso. Ecco ciò che Ella ci dice per mezzo di Julia: ‘L'olio e il profumo che lo do per tut­ti, è un dono di Dio, ma è pure la mia Presenza, il mio Amore e nello stesso tempo la mia Amicizia’.

Avevo scritto a questo riguardo, nel passato, due testi, uno sull'olio e uno sul profumo, consultando un libro comprato alcuni anni fa: il Vocabolario di Teologia Biblica, Xavier­León-Dufour, Ed. du Cerf, 1975.

Feci tradurre questi testi in coreano per distribuirli a quelli che desideravano compren­derne il senso.

Che cosa avvenne quando la Vergine diede il segno della sua Presenza, del suo Amore e della sua Amicizia?

II 24 novembre 1992 dovetti recarmi a Kwangju, appuntamento fissato per quel giomo con monsignor Victorino Youn, arcivescovo di Kwangju. Naturalmente tutta la conversa­zione ebbe come argomento la Vergine di Naju.

Julia, Julio (suo marito), e Pak Lubino (che aveva offerto ‘la Statua della Vergine’ ai suoi amici Julio e Julia il giorno in cui essi ricevettero la Confermazione) erano ad atten­dermi, vicino alla Vergine.

Assieme, ai piedi della Statua, recitammo con fervore e lentamente il rosario. Termi­nato il rosario, ci avvicinammo alla Statua. lo ero a destra, Julia, Lubino e Julio a sinistra. Parlavamo della Vergine, guardandola.

All'improvviso, Julia e Lubino mi dissero: «Padre, vogliate prendere la Statua nelle ma­ni... La Vergine darà forse un segno di amore!». Mi dissero ciò gioiosamente, come dei bambini che amano, semplici, sinceri, gioiosi.

lo risposi con lo stesso tono gioioso: «Sicuramente, la Vergine ci darà il suo Segno d'A­more!».

Presi la Statua con le mani, la tolsi lentamente e con precauzione dal posto in cui ella era. Non avevo avuto il tempo di voltarmi con la Statua nelle mani, che i tre, ad una sola voce, molto gioiosi e (molto!) rumorosi per la sorpresa, la gioia e l'emozione, mi lanciaro­no un: «Padre, l'olio è zampillato...».

E noi restammo, i... quattro a guardare, commossi, la Statua, il segno della Presenza, dell'Amore e dell'Amicizia della Vergine.

Sembrava veramente non vi fosse più un muro opaco fra... il Cielo e la terra. Tutto era avvenuto in così poco tempo. E l'olio colò, un giorno, due giorni... i giorni passavano, l'o­lio colava, e cola ancora in questi giorni mentre scrivo queste righe, il 5 maggio, festa dei bambini, in Corea!

E anche martedì 5 maggio 1992 la Vergine diede per la seconda volta il suo olio pro­fumato.

Come ho scritto prima, l'olio profumato continua a... filtrare e a colare. Julia mette in continuazione dei piccoli pannolini sotto la Statua... 11 profumo che si sprigiona è molto gradevole e si sprigiona con la stessa intensità.

Le persone alle quali avevo scritto ed inviato quei pannolini mi dissero che dal ricevi­mento della mia lettera che conteneva i pannolini, la camera o la sala dove essi si trovava­no si era riempita di profumo. Fu soprattutto a partire da gennaio di quest'anno che l'olio è colato con maggior abbondanza, soprattutto in marzo e aprile. E due giorni fa, il 3 mag­gio, mi telefonano da Naju (Lubino) per farmi sapere che l'olio continua a colare...

Ma quando vogliono aprire, dilatare il loro cuore all'Amore, davanti all'Amore? Quanti `si preoccupano' di spostarsi, di trovare il tempo (!) per andare a pregare pres­so la Statua della Vergine, per testimoniarle un po' d'amore, di riconoscenza, di pietà?

Oggi, festa dei bambini, in Corea è un giorno feriale, ma si vedevano poche automobi­li nelle strade, i cui viali sono sempre `spaventosamente' sovraffollati. Quante persone `par­tite' lontano, o meno lontano, per divertirsi...!

Tutto è rivolto, centrato, su di sé, sull'io; nulla o quasi nulla, o così poco resta per rivol­gersi verso l'Amore, essere vicini all'Amore, con un cuore filiale, amante, dimentico di sé, desideroso di testimoniare, un cuore filiale e riconoscente alla Madre sempre tutta amante, presente, amicale... Nelle... gaiezze, gioiosità, cordialità sociali giornaliere, vi è il vero, pro­fondo, durevole, solido, permanente affetto premuroso, filiale per la Vergine Maria che tende le braccia, ci mostra il suo doloroso Amore con le sue lacrime, le sue lacrime di sangue?".

 

77. Messaggio dell'8 dicembre 1992

Vegliate e pregate

Julia scrive: "Una veglia di preghiera era stata organizzata in occasio­ne del quinto anniversario del trasferimento della Statua della Vergine che piange nella Cappella attuale.

Recitavamo il Rosario, meditando i Misteri gaudiosi. Ad un tratto, men­tre stavamo per iniziare il quinto mistero, una luce scaturì avvolgendo la Statua.

La guardai. Ella sembrò animarsi pur conservando il suo aspetto ordi­nario.

Poi ebbi una visione nel corso della quale potei vedere la Vergine che versava lacrime di sangue. In quel momento, senza vederlo, udii la voce di Gesù: era grave, sebbene fosse dolce e misericordiosa:

«Figli miei amatissimi!

Oggi è il giorno della festa che commemora l'Immacolata Concezione di Maria in preparazione della mia Incarnazione in questo mondo.

Ciò faceva parte del piano di salvezza del Padre mio. Ma, se al mo­mento di concepirmi Ella non avesse detto: «Io sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la sua parola», il Padre mio non avrebbe potu­to fare nulla, poiché Le aveva dato il libero arbitrio.

È san Luca che riferisce le parole della Vergine Maria all'Angelo Gabriele (Luca 1,38). La Vergi­ne si considera "la schiava" del Signore.

Perciò, voi tutti dovete rispondere ancora più umilmente «sì», prenden­do esempio da Mia Madre Maria.

Desiderate ardentemente e sempre più intensamente la Via d'amore dei piccoli con l'amore e la fiducia che voi portate a Mia Madre, riconoscen­do con semplicità e umiltà i vostri errori e obbedendo.

Ed allora le cose mutevoli, che sono i piaceri, gli onori, la classe so­ciale, la potenza, l'amor proprio, le dignità, la stima degli altri, saranno so­stituite da atti, da una condotta eroica.

La vostra croce, anche se la trovate pesante, non dovete deporla. Poiché se voi deponete la vostra croce, il male s'impossessa subito del vostro cuore, provocando le esplosioni delle passioni scatenate. Andiamo, svegliatevi, vegliate e pregate senza indugio.

Un numero troppo grande di miei figli è incapace di seguire i Messag­gi d'amore di Mia Madre, poiché la fede che è stata loro trasmessa dalla tradizione (1) essi la conservano per abitudine, conducendo una vita dis­onesta. Essi vanno e vengono davanti alla mia Porta, ma non possono in­contrarMi.

Figli miei cari! Ricordatevi che Mia Madre vi dirige unicamente perché possiate vivere con un amore sempre più grande nel Mio Cuore sublime, e venendo a Me, passate per la scorciatoia che è mia Madre.

Il Mio cuore prova tanto dolore vedendo che, in questo giorno della Sua Festa, non è onorata dai suoi figli della terra, mentre Ella vi chiama con le sue lacrime e anche con lacrime di sangue. Ella soffre tanto, specialmente per voi, anche in questi giorni, gridando fino a perdere la voce, per dif­fondere il mio Amore.

Affrettatevi dunque a consolarLa, a venerarLa e asciugate le sue lacri­me di sangue per la vostra vita. Mia Madre vi conduce a Me, preparando per voi tutti un rifugio sicuro nel Suo Cuore Immacolato.

Non temete e affidatevi a Me con tutta la vostra fiducia e con tutto il vostro cuore. Io sono sempre con voi».

Dopo queste parole, la luce scomparve e la Statua della Vergine ripre­se il suo aspetto abituale".

 

78. Messaggio del 14 dicembre 1992

(Festa di san Giovanni della Croce a Mauila - Filippine)

Affidatevi a Me

Padre Spies scrive: "Julia era a Manila, nelle Filippine. Avevo io stesso chiesto a mons. Victorino Youn, arcivescovo di Kwangju (archidiocesi nella quale è compresa la città di Naju) in occasione della visita che gli resi il 24 novembre 1992, se egli giudicava opportuno rispondere all'invito ricevuto da Manila. Egli mi rispose affermativamente, ma aggiunse subito: 'E’ suffi­ciente, ma è meglio passare... per questo attraverso il parroco di Naju'.

E Julia si recò a Manila.

La sera del 14 dicembre, festa di san Giovanni della Croce, ella avrà una breve estasi e riceverà un breve messaggio: ciò non poteva... tardare troppo, poiché Julia si trovava con una grande assemblea in una chiesa di Manila, la parrocchia di Greenbelt.

Julia aveva scritto alcune righe di spiegazione all'inizio del testo del Messaggio. Le rivolsi alcune domande per avere dei chiarimenti.

Julia aveva parlato a lungo dei Messaggi all'assemblea. Ella parlava in coreano, e subito avveniva la traduzione. Julia si esprime benissimo ed è sempre ascoltata con la massima attenzione.

Ella mi precisò ciò che aveva scritto.

In questa parrocchia di Greenbelt, verso le 6,30 del pomeriggio, Julia fece conoscere il piccolo Messaggio che la Vergine le aveva comunicato. Tutti erano in preghiera... Julia si era accorta che una luce era apparsa e proveniva dall'alto. Allorché ella alzò la testa verso l'alto, verso il luogo da dove veniva la luce, vide un grande dipinto che ricopriva, all'interno della chiesa, la cupola. Rappresentava Gesù con le braccia aperte. Da quel punto discendeva la luce che si diffondeva su tutte le persone presenti.

Fu in quel momento che la Vergine apparve, vicino alla grande croce, posta dietro all'altare. Ella era in piedi a destra, sorridendo affettuosamen­te. Aveva una veste bianca e su di essa un mantello blu. Nel momento in cui Ella apri le braccia, un profumo di rose si diffuse in tutta la chiesa.

La Vergine parlò con grande tenerezza e con grande dolcezza.

«Figli miei cari! Su, venite presto da Me, e affidatevi a Me completa­mente, con fede e fiducia. Io, la vostra Mamma Celeste, sono sempre con voi. Io sono la Madre di ciascuno di voi. Venite vicino a Me, superando nazionalità e frontiere, tenendovi per mano. E se voi Mi seguirete piena­mente, credendo alle Mie Parole, così come sono, allora la Mia Protezio­ne e il Mio Amore discenderanno su di voi e anche Dio farà discendere su di voi delle grandi benedizioni».

Julia aggiunse: "Allora la Vergine fece scendere dall'alto delle rose su tutti noi (dei petali di rosa)"».

Quasi tutte le persone presenti, eccetto le persone che avevano tenuto gli occhi chiusi, poterono vedere la luce e la Vergine. Tuttavia, anche quel­le che avevano mantenuto gli occhi chiusi, assicurano di avere percepito la luce e la presenza della Vergine.

Padre Spies riferisce: "Mentre scrivo ho davanti a me uno di quei peta­li, che mi è stato regalato. La persona che me l'ha donato (un coreano) mi assicura di aver lui stesso raccolto il petalo, quando cadde vicino a lui, nel­la chiesa".

 

79. Messaggio del 23 gennaio 1993

(Festa del Nuovo Anno Lunare)

Falsi profeti

Julia ricevette quel giorno un Messaggio della Vergine.

La festa del Nuovo Anno Lunare è rimasta molto cara nel cuore dei Co­reani.

In quel giorno Julia, con suo marito Julio, si recò a visitare l'Arcive­scovo di Kwangju. Da Naju a Kwangju ci sono circa trenta-quaranta mi­nuti di auto. Julia e Julio furono accolti da mons. Victorino Youn, arcive­scovo, affabilmente.

Julia scrive: "Per quanto io soffrissi in tutto il corpo, mi trascinai pe­nosamente davanti alla Statua della Vergine.

Salutai Gesù, Maria e mi misi a pregare.

Mi unii pure, di cuore, al Papa, ai Vescovi, ai Sacerdoti, ai Religiosi e Religiose, e a tutti coloro che ci aiutano a diffondere il Messaggio della Vergine di Naju.

Ed ecco che il luogo in cui si trova la Statua fu avvolto dalla luce. La Statua prese un bell'aspetto, pur conservando l'immagine abituale. E la Vergine parlò. Pur essendo tenera ed affettuosa, la sua voce era angoscia­ta.

La Vergine: «Mia cara figlia! Ti ringrazio.

Vedendo il tuo buon cuore e la tua sincerità, lo benedico tutti quelli per i quali tu preghi.

Io desidero che tutti siate nella mia Pace e che diventiate degli strumenti di pace fra tutti quelli che vi sono vicini.

Quanto sono numerosi i falsi profeti!

Caduti nella rete di Satana essi cercano di diffondere ogni sorta di mes­saggi facendoli passare per veri.

Inoltre, essi cercano di indebolire ciò che Io dico sui turbamenti, i di­sordini, gli sconvolgimenti dei tempi presenti.

Tutto ciò fa soffrire Me e te che sei perseguitata e che sarai ricoperta di critiche, le più insensate e le più stravaganti.

Figlia mia! Che cosa ti procura tanto timore? Io sono sempre con te. Il dispotismo di Satana, che mobilita perfino i miei sacerdoti, vuole per­seguitare, incalzare, bloccare i miei Messaggi e ridurli a nulla, facendoli passare attraverso il crogiuolo dei turbamenti, dei disordini, delle situazio­ni caotiche di questo mondo.

Terribili minacce incombono sul mondo, lo tormentano, l'opprimono. L'ora dell'apostasìa è vicina. La corruzione e la depravazione dell'u­manità, divenute di giorno in giorno più orribili, sono giunte sull'orlo del precipizio. Il crollo di questo mondo si realizza da solo.

E siccome gli uomini non vogliono più seguire la Parola del Signore e i miei Messaggi d'amore, i terremoti, le inondazioni, le siccità, le carestie, le malattie, le distruzioni in massa, gli inquinamenti, i climi anormali... di­ventano delle sferzate, degli avvertimenti per cercare di risvegliarli, ma senza risultato.

Il Mio Cuore brucia da non poterne più e lo arrivo a versare lacrime di sangue.

Figlia mia! Vieni, preghiamo insieme con maggior fervore per l'uma­nità, che provoca essa stessa la sua rovina, ma anche per la Chiesa e per il Papa.

L'umanità intera deve pentirsi subito e fare penitenza prima di dover piangere e gridare di orrore più tardi!

Vi saranno pure delle persecuzioni nella Chiesa ferita e divisa. Ma of­frite allora, di buon cuore, i dolorosi momenti di agonia attraverso i quali voi passerete.

Praticando una bontà dolce e mansueta gli uni verso gli altri e pregan­do in un profondo raccoglimento, abbiate il più profondo rispetto della di­gnità umana (= sono tutti figli di Dio).

Con atti, con azioni, di un reale e pratico amore aiutate gli indigenti piuttosto che le persone di alto rango, andate a cercare quelli che sono più poveramente vestiti, i più affamati, i malati. Praticate l'amore verso di lo­ro e siate loro amici.

Preparate degli asili per accogliere quelli che vagano, soffrono e sono nella miseria, per... vestire quelli che sono senza vestiti, per essere dei pa­dri e delle madri amorevoli e misericordiosi verso gli ammalati, e per con­solare i feriti.

E voi seguitemi. Non scoraggiatevi e abbiate piena fiducia in Me, poi­ché Io sono sempre vicino a voi per incoraggiarvi ed aiutarvi.

Ecco, stai in pace. Arrivederci».

Dal momento in cui la Vergine ebbe cessato di parlare la luce scom­parve. La Statua della Vergine riprese il suo aspetto abituale. L'olio profu­mato che colava dalla Statua dal 24 novembre 1992, si mise a fluire più abbondantemente".

 

80. Messaggio del 26 gennaio 1993

I nemici del Papa

Julia scrive: 'Verso le cinque del pomeriggio mi trovavo nella mia ca­mera, ai piedi del Crocifisso, a pregare per il Santo Padre, nel più profon­do raccoglimento.

Quanto tempo era trascorso? Non potrei dirlo, ma all'improvviso fui pe­netrata da un intenso calore. Il mio corpo fu infiammato di calore come una palla di fuoco. Era tutto madido di sudore.

In quel momento la camera fu piena di profumo di rose. Mi chiedevo se la Vergine stesse per giungere. No, era la voce, così affettuosa e così pie­na dell'amore più tenero e affabile, di Gesù che si fece udire:

«Figlia mia! Io sento l'amore di una piccola anima nel tuo cuore, che tu consideri insufficiente e debole.

Per questo motivo, e dato che sono stato Io che ti ho affidato il lavoro, tu non devi preoccuparti troppo.

Mia piccola anima! Io ti stringerò sul mio Cuore ardente d'Amore, tu che gemi e piangi perché tu non hai altro da offrirmi se non la tua vergo­gna, e con questa la tua grande insufficienza e l'assenza delle qualità ne­cessarie.

Mentre Satana e i suoi seguaci propagano in ogni parte del mondo tan­ti errori e tanti crimini, chi salverà il mondo? Ebbene, sono Io.

E chi sono? Io sono la forza dei piccoli e dei deboli, sono il Re dell'A­more. Mia cara, piccola anima! Io non abbandono i vostri cuori che pre­gano. Non ho forse guidato la piccola barca in tutta sicurezza? Non cerca­te di fare tutto con le sole vostre forze umane.

Sebbene voi dobbiate soffrire in mezzo ai molteplici ostacoli ed ai tra­nelli dei nemici accaniti, voi vincerete alla fine nel Mio Cuore ardente. Provare in sé sentimenti di umiltà e di debolezza, è imitare Mia Madre. Ora pregate ancora di più per il Santo Padre. Egli è solo sul Calvario, sempre esausto per la solitudine e la sofferenza. Egli è il figlio amato del Pa­dre mio, egli è il successore di Pietro e mio Vicario, colui che Io ho scelto. I suoi nemici si agitano con la ferma volontà di abbatterlo, mobilitando tutti i mezzi possibili.

Voi tutti dovete usare la forza dell'amore seguendolo e stando uniti a lui con la vostra preghiera e la vostra fedeltà, e inoltre portando tutti la sua cro­ce con lui, poiché il demonio ordisce contro di lui furiosi e violenti attac­chi perché venga disobbedito, disseminando subdolamente le sue angherie fra gli uomini, servendosi di persone che vivono in mezzo a loro.

Se voi vivete secondo la Provvidenza di Dio Padre, conducendo una vi­ta evangelica e seguendo i Messaggi di Mia Madre Maria, allora il Papa, che Io ho scelto fra gli uomini del mondo intero e che è il Mio Vicario ama­tissimo, sarà sano e salvo e la Pace verrà sulla terra.

Ascoltate bene le mie parole e scolpitele nei vostri spiriti.

Se voi non conducete una vita evangelica e rifiutate i Messaggi d'A­more che Mia Madre vi comunica, angosciata, facendo appello a voi con le sue lacrime di sangue, questo mondo, simile ad un deserto, si troverà in pericolo.

Non è ancora troppo tardi.

Affrettatevi a venire sul mio Seno d'Amore. Non vi ha forse Mia Ma­dre ricordato ciò: Se voi vi pentite presto e ritornate a Me dicendo: 'Sì', Io non terrò conto del vostro passato, ma... vi stringerò sul Mio Cuore che brucia d'amore e vi benedirò nel Nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito»".

 

81. Messaggio del 6 febbraio 1993

Primo sabato

Julia scrive: "Soffrivo molto oggi, ma mi recai alla Cappella dove si tro­va la Statua della Vergine che ha tanto pianto (700 giorni... e sovente an­che di notte) per la veglia notturna di preghiera che facevamo tutti i Primi Sabati del mese.

Iniziammo a recitare il rosario verso le dieci di sera. Quando giungem­mo al quinto mistero Gaudioso, apparve una luce che avvolgeva la Statua della Vergine ed io potevo udire il rumore di un bambino che si nutriva al seno della sua mamma, succhiando molto latte. Anche se non potevo ve­dere la scena, era evidente che la Vergine Maria nutriva un'anima col lat­te spirituale. Questo rumore continuò fino alla fine della recita del rosario. Conclusa la preghiera la Vergine (1) sembrava aver pianto: il viso sembra­va bagnato di lacrime.

Ella cominciò a parlare con una voce ansiosa e triste:

«Figli miei carissimi! Vi sono molti miei figli che osservano il Primo Sabato ma non conoscono ancora la ragione per la quale ciò si fa. Deside­ro, pertanto, spiegarvi oggi il motivo per cui si osserva il Primo Sabato.

Fu una giornata di crudeli sofferenze per Me, una lunga, lunga giorna­ta nel corso della quale Io fui lasciata sola, avendo perduto Mio Figlio Ge­sù, e mi ritrovai senza di Lui.

Ho sempre sofferto dal giorno in cui concepii il Mio Figlio Gesù, ma in quel Sabato Santo espressi per la prima volta esteriormente il mio dolo­re e pregai per mio Figlio Gesù e per i peccatori, piangendo tutta la notte nella più grande desolazione.

Quelle ore dolorose furono il tempo che trascorse per mio Figlio Gesù tra la sua Morte e la sua Resurrezione, una giornata per passare dalla morte alla vita. Per questo motivo lo vi chiedo di pregare con Me in questa notte.

Il Signore non ha forse detto: ‘Venite a Me voi tutti che penate e siete piegati sotto il giogo e lo vi solleverò... ‘ (Mt 11,28).

Io vi aiuterò in modo che tutti possiate trovare il riposo nello Spirito Santo e vivere il Mistero Pasquale in Me, cantando con Me la Pasqua del Signore, con Me che sono la Madre della Sua Passione e dell'Agonia e la Madre che entrò nella Gloria della Risurrezione di suo Figlio.

Questa Madre che vi ama tutti e ama specialmente quei figli che pre­gano con Lei i Primi Sabati, sarà sempre con voi, come fu con gli Apostoli pregando con loro nel Cenacolo, a Gerusalemme, e vi nutrirà con il latte spirituale del Suo Amore.

Quei figli che mi accolgono e bevono di questo latte spirituale riceve­ranno la grazia della conversione, troveranno pace e conforto nel mio Amore e così potranno resistere a qualsiasi difficoltà.

Se voi continuate ad osservare i Primi Sabati e a mettere in pratica ciò che vi chiedo, questa Madre, la vostra, Mediatrice di tutte le grazie, otter­rà per voi tutte le grazie che voi chiederete, Ella vi darà una protezione spe­ciale, le grazie necessarie per la vostra salvezza eterna; nel momento del­la vostra morte, vi condurrà al Porto Celeste nell'Arca di Salvezza di Ma­ria e vi offrirà al Signore.

Perciò, in questo giorno (Primo Sabato), offritevi al Signore completa­mente, con un cuore che si sacrifica e che ripara, unendovi a Lui:

- con una confessione sincera;

- con la partecipazione alla Santa Messa;

- con la Santa Comunione;

- avvicinandovi al Libro Santo (Bibbia);

- meditando il Vangelo;

- espiando con amore le ingratitudini di quelli che hanno ferito il Cuore del Signore.

Offritevi pure totalmente e volentieri al mio Cuore Immacolato:

- recitando il rosario con tutto il vostro cuore, con cura e sincerità;

- meditando i misteri;

- accettando ogni cosa con piena fiducia, con umiltà, docilità e dolcezza;

- vivendo come piccola anima nel mio Cuore ardente.

Credete a Me come dei bambini, e credete alle Parole che Io comunico alla mia piccola anima (= Julia), che ritiene di essere, in questo mondo, la più insufficiente e insignificante.

Questo, perché sono Parole che Io comunico a tutti.

Non si è mai visto come ai nostri giorni, il mondo così pieno di tentazio­ni e di crimini, suscitati da Satana e che affliggono il Cuore del Signore. Guarda! Anche in quest'ora, gli uomini muoiono a causa di inondazio­ni come pure a causa di terremoti e di eruzioni vulcaniche.

Solo questo? Guarda quante persone, in forme diverse, sono sconvolte, abbattute!

Come nessuno conosce il momento in cui il Signore verrà, così nessu­no conosce neppure il momento in cui Egli verrà a cercarlo.

Andiamo, affrettatevi ad uscire dal vostro sonno e mettiamoci a pre­gare!

E se voi accogliete bene le Parole del Signore e le Mie, allora voi ve­drete, fra poco, un sublime miracolo nel mio Giardino e gioirete della Vi­ta Eterna nel Regno d'Amore del Signore»".

 

82. Messaggio del 18 febbraio 1993

(...Ore Sante dei giovedì)

Sacrilegi e insulti

Julia scrive: 'Verso le undici di sera, alla fine delle ‘Ore Sante’ nell'in­contro di preghiera (che avviene ogni giovedì sera, nella Cappella dove si trova la Statua della Vergine), caddi a causa di una luce brillante che era improvvisamente scaturita dall'alto. Insieme alla luce apparve, tutta bella, la Vergine Maria, Madre della Misericordia. Ella era vestita di bianco, con un mantello blu e teneva una corona del rosario nella mano sinistra.

Con la mano destra, Ella accarezzò ognuno di quelli che partecipavano all'incontro di preghiera. La Sua bellezza superava ogni descrizione umana. Dopo aver toccato ognuno di noi, Ella parlò con una voce affettuosa e incalzante:

«Figli miei carissimi! Grazie di avere risposto con gioia alla mia chia­mata. Non preoccupatevi di sapere quante persone si sono riunite qui. Ciò che è importante è che voi vi santifichiate nel Signore... e preghiate con tutto il cuore e con sincerità.

Risplendente di una luce immacolata, Io sono scesa dal Cielo come Re­gina dell'Universo per nutrirvi.

Sappiate che Satana vuol farvi cadere nei suoi inganni facendo in mo­do che voi giudichiate con i vostri pensieri da adulti e che vi comportiate nello stesso modo, pieni di fiducia e di sicurezza in voi stessi.

Al contrario il Regno del Cielo, bisogna conquistarlo offrendovi total­mente con un cuore di bambino. Anch'Io sono sempre con voi ogni volta che voi vi unite nelle preghiere e nei sacrifici che offrite al Signore nel cor­so di queste Ore Sante.

I piccoli atti di devozione che voi offrite con Me, dobbiamo metterli tut­ti assieme per chiudere le piaghe del Signore. Mio Figlio Gesù, che vede la disgraziata umanità che si trova tutta davanti ad un pericolo senza preceden­ti per la sua libertà e per la sua vita, deplora l'indifferenza e l'ingratitudine dei peccatori e desidera che voi offriate queste ‘Ore Sante’ con molto rispet­to e in spirito di sacrificio e di riparazione, e ciò perché tante anime, e in massa, si allontanano da Dio e si precipitano sulla via della perdizione.

Le preghiere fatte nel corso di queste ‘Ore Sante’, che voi offrite, espia­ne l'indifferenza, i sacrilegi e gli insulti nei riguardi del Corpo e del San­gue di Cristo che venne (sulla terra) e amò tutta l'umanità, al punto di di­venire nutrimento e bevanda per essa.

Inoltre, queste preghiere lo consolano per il dolore che Gli causò l'ab­bandono dei suoi discepoli e delle sofferenze mortali che Egli sopportò nel Getsemani.

Le vostre preghiere riparano i peccati e le ingratitudini per mezzo del­le quali tanti Suoi figli hanno offeso la dignità di Dio. E, infine, unite ai vostri sacrifici, per la conversione dei peccatori, queste preghiere diventa­no offerte sacrificali che servono a riparare anche per altre anime presso la Giustizia di Dio.

E dato che è proprio questo che calma la Collera di Dio, Egli, il Signore, accoglie con gioia le offerte e riparazioni che Gli sono offerte, nel corso di queste Ore Sante, per i crimini degli uomini.

Perciò, alle anime che sono fedeli alle ‘Ore Sante’, che si confessano e si comunicano con la massima devozione, il Signore ha promesso di con­cedere un'indulgenza plenaria, facendo scendere su di esse il Suo Spirito e bagnandole nel suo Prezioso Sangue.

Questa promessa si realizzerà sicuramente. O voi miei figli che mi siete così cari!

Non fate, per curiosità, dei calcoli sui risultati. Sappiate che le vie del Signore e le vostre vie sono completamente diverse.

Non guardate tutte le cose con occhi umani e non pensate in maniera umana, ma unicamente seguite e custodite fedelmente la Legge del Signo­re.

E prima che si avvicini la grande tempesta, una nuova luce di grazia scenderà sulle anime, fedeli alle ‘Ore Sante’, che pregano con il Signore in tutto il mondo, e una Pasqua e una Pentecoste di gioia discenderanno su voi tutti».

Dopo avere pronunciato quelle Parole, la Vergine divenne invisibile, e anche la luce scomparve".

 

83. Messaggio dell'8 aprile 1993

(Giovedì Santo)

L'olio e il profumo

Julia scrive: "Sentii la chiamata della Vergine verso le 7, 40 del mattino. Andai nel luogo dove si trova la statua della Madonna che piange.

In continuazione dell'olio profumato stillava dalla statua. Specialmente quel giorno la sua espressione era molto bella. Poi tutto ciò che era attorno alla Vergine s'illuminò. E la voce affettuosa della Ver­gine si fece sentire:

«Miei carissimi figli! Oggi è il giorno dei Sacerdoti, che lo amo im­mensamente. È pure il giorno che ci ricorda il Giorno in cui Gesù concluse la Sua Alleanza (con gli uomini), offrendosi interamente per loro ed isti­tuendo i Sacramenti dell'Eucarestia e del Sacerdozio.

Sì, Gesù, con l'istituzione dei Sacramenti, in questo giorno, conferì la sublime missione di comunicare la Sua Grazia:

- amministrando il Battesimo,

- accordando il perdono dei peccati con il Sacramento della Confessione,

- trasmettendo il Vangelo,

- detenendo il potere di offrire la Messa, rinnovando il sacrificio del Cal­vario.

Ed è per questo motivo che, oggi, i Vescovi benedicono l'olio e ne fan­no un olio santo.

Con mio Figlio Gesù, Io dono in tutta la sua altezza, profondità, lar­ghezza, la totalità del Mio Amore al Papa, ai Cardinali, ai Vescovi, e inol­tre, al Clero, ai religiosi e religiose, e a tutti i miei figli della terra, Io do l'olio e il profumo che emanano da Me.

L'olio e il profumo che Io do per tutti sono dono di Dio, ma sono pure veramente la mia Presenza, il mio Amore e nello stesso tempo la mia Ami­cizia. Se il chicco di grano muore, porta molti frutti, ma se non muore resta così com'è.

Grazie al doloroso Sacrificio del Calvario di Mio Figlio Gesù, il mon­do ha potuto essere salvato. Convertitevi senza indugiare e diventate per Lui una corona di gioia.

Rivolgo la mia domanda specialmente ai membri del Clero.

Io chiedo a loro che, imitando Gesù che si è consegnato Lui stesso to­talmente, essi riversino su tutti i miei figli del mondo l'Amore che Egli ave­va riversato sui suoi discepoli nell'Ultima Cena.

Non guardate più le cose terrene, ma guardate Gesù sospeso alla Croce e che ha sopportato gli spasimi dell'agonìa.

È allora che voi diventerete dei Sacerdoti fedeli. Oh, voi tutti, miei figli della terra!

Come Giovanni aveva fatto, un tempo, con Me, anche voi dimostrate tutto il vostro amore, restando ai piedi della Croce, meditando le ore nelle quali Gesù si è offerto in sacrificio. Così dovete aiutare i Sacerdoti perché possano portare coraggiosamente la loro pesante croce.

Voi che cercate di praticare la giustizia, il mondo non vi può compren­dere e non vuole accettarvi, ma non temete.

Il mio Cuore ardente sarà sempre la vostra dimora e il vostro rifugio»".

 

84. Messaggio del 14 aprile 1993

(Indirizzato a padre Spies e a padre Chang)

Satana provocherà disordini

Julia scrive: "Verso le 7,20 del mattino avvertii la chiamata della Ver­gine e mi recai nel luogo dove si trova la Statua della Vergine.

La Statua era sempre la stessa, con il suo aspetto abituale.

Ma ecco, la voce della Vergine si fece udire, affettuosa ed amabile, an­cora più gentile. Ella mi disse: «Figlia mia amatissima!

Oggi ti darò un segno particolare per i miei cari sacerdoti, che lo ave­vo invitato (ad aiutarmi) e che risposero alla mia chiamata. Mia piccola anima!

Comunica quanto segue a padre Pha e al padre Chang: Io sono la Madre di voi tutti, e la Regina del Cielo.

Mi sono rivolta a molti sacerdoti per salvare numerose anime che erra­no nelle tenebre. Essi non l'hanno tenuto in alcun conto per non per­dere la faccia, la loro reputazione e per non attirare l'attenzione, lo sguar­do del pubblico su di loro, fingendo di non averlo udito.

Tuttavia due Sacerdoti risposero alla mia chiamata. O miei Sacerdoti di­letti!

Satana, in questi tempi così critici e pericolosi, creerà in tutti i modi dei disordini, delle agitazioni, degli sconvolgimenti. Allora, fate in modo di non cadere nelle sue manovre, negli intrighi astuti di Satana e non fer­mate la diffusione dei miei Messaggi.

Datevi la mano senza indugi e siate uniti da un perfetto amore.

Se voi non Mi aiutate, lo mi troverò in una situazione senza uscita. Conducete al più presto le pecore erranti nel rifugio del mio Cuore. Ho bisogno di voi, poiché, per mezzo vostro, lo voglio salvare tutti i miei fi­gli.

I rimpianti che voi potrete avere più tardi non saranno vani quando l'ora della punizione e del castigo arriverà!

È adesso l'ora precisa e il momento esatto per entrare nella lotta. Non preoccupatevi per il domani e non lasciatevi turbare per l'avveni­re con pensieri umani.

Il posto che vi ho preparato è un posto unico che non può essere sosti­tuito poiché Io desidero che voi rispondiate al più presto e che compren­diate l'importante responsabilità (missione) che l'Amore del mio Cuore vi ha affidato.

E quando voi mi seguirete obbedendo e percorrendo ancora più umil­mente il cammino dell'amore delle piccole anime, secondo la mia Volontà, e vi volgerete verso la santità, allora, con la vostra mediazione, i mira­coli dell'Amore del Signore si compiranno.

È allora che il Piano del mio Cuore Immacolato si realizzerà.

Per questo motivo, fate conoscere, senza ritardi, la mia Volontà al mon­do intero e mettetela in pratica, venendo in aiuto alla piccola anima insuf­ficiente (= Julia).

E quando, in questo mondo, saranno seguiti e messi in pratica i Mes­saggi d'amore che mio Figlio e Io vi comunichiamo, la più grande vitto­ria, quella che porta a termine l'introduzione del Regno di Cristo glorioso, sarà ottenuta e voi potrete vederne la gloria al mio fianco»".

 

Allegato al messaggio del 14 aprile 1993

Il segno annunciato dalla Vergine?

La Vergine comunicò a Julia che avrebbe dato un segno particolare ai Sacerdoti che hanno seguito il suo invito a seguirla.

Questo dettaglio era stato scritto sulla prima copia, o piuttosto il primo testo, del Mes­saggio del 14 aprile scorso che Julia redasse nel mio ufficio, ad Anyang. Ella riscrisse un nuovo testo, redatto meglio al suo ritorno a Naju. Ma in questo secondo testo non ha indi­cato la promessa del segno speciale.

Mi sembra che ciò che sto per conoscere nel seguito di queste note è già un grande se­gno. Nel Messaggio Ella parla anche di miracoli.

...Quando la Vergine ebbe annunciato a Julia il segno particolare, Julia seguì l'istinto interiore che la spinse a chiedere a Julio, suo marito, di spiegarle il funzionamento della sua macchina fotografica. Julia non era abituata a servirsi di questo apparecchio.

Ella scattò alcune foto. Poi si fece spiegare il funzionamento della videocamera porta­tile. Julia, inesperta, fece girare l'apparecchio... davanti alla Statua della Vergine per 10-15 minuti. Quale risultato sarebbe uscito? Ella ricevette allora un Messaggio della Vergine, quello che si può leggere sopra.

Siccome avevamo stabilito, da una decina di giorni, che Julia sarebbe venuta a trovar­mi, in quel mercoledì 14 aprile, Julia si era recata dal fotografo abituale per far sviluppare le foto prese.

La sorpresa fu grande. Su certe foto della Vergine si vede una grande Ostia sulla mano destra e sull'Ostia "una forma, un disegno" che rappresenta una mano chiusa su se stessa, ma che tiene fra le sue dita un rullo. Io non potevo, data la debolezza dei miei occhi, di­stinguere quel disegno. Vidi le foto nel corso di quel pomeriggio dei 14 aprile, quando Ju­lia era in visita da me.

Fu una mia aiutante che, sebbene... fosse un po' rigorosa per "quei segni", fu la prima a distinguere nettamente il disegno. Le altre persone confermavano la cosa. E su quelle fo­to, quando l'Ostia si vedeva sulla mano destra, nella mano sinistra non c'era.

Sulle altre foto, si vedeva un'Ostia più piccola sulla mano sinistra, e nessuna Ostia nel­la mano destra.

Julia mi diede pure una copia del video che ella aveva preparato nella mattinata, pren­dendo delle immagini della Statua che continuava a versare olio profumato.

Ella mi raccontò che era rimasta così sorpresa guardando le immagini del video che aveva pianto per l'emozione.

Guardai nel mio televisore il video che avevo ricevuto da Julia alcune ore prima. Julia aveva usato l'apparecchio, seguendo gli impulsi del suo cuore. Ella cercava so­prattutto e innanzi tutto i punti da dove uscivano le gocce di olio profumato. Ce ne rendia­mo conto guardando le immagini che appaiono sul video.

Ma quelle immagini superano ogni immaginazione e l'inesperienza di Julia e tutta la sua buona volontà furono premiate con uno dei doni più commoventi della Vergine e del Signore, per ricordarci uno dei segni più grandi e permanenti, eppure così negletto e di­sprezzato, dell'Amore di Gesù: quello di Gesù, sempre con noi presente, "Dio e Uomo", nella Santa Eucarestia.

Julia, passando, ripassando, salendo e discendendo davanti alla statua con il suo appa­recchio nelle mani, non vedeva né immaginava di vedere ciò che avrebbe visto.

Che cosa videro Julia e quelli che erano con lei nel video girato da lei? Lo stesso segno apparso nelle foto e di cui vi ho parlato prima.

Julia aveva manovrato l'apparecchio muovendolo da tutte le parti, come un bambino che saltella tutto gioioso su di un prato fiorito, raccogliendo qui e là. In mezzo a quelle oscillazioni rapide dell'apparecchio, e delle immagini della Statua, ho potuto vedere al­l'improvviso una grande Ostia sulla mano destra... Ma Julia, che non aveva visto nulla, era passata oltre velocemente, non rendendosene conto.

Speravo di rivedere un'immagine fissa della mano dove era posata l'Ostia... ma Julia pensava solo alle "gocce d'olio", ed è stato solo casualmente che ella con la videocamera ripassava, assai raramente, davanti alla mano destra dove era deposta l'Ostia.

Vidi così parecchie volte l'Ostia. Ma l'ultima volta che Julia filmò col suo apparecchio la mano destra, non si vedeva più la grande Ostia. Prima della fine del filmato, l'Ostia era scomparsa...!

Ecco senza dubbio il segno, il grande segno dell'Amore infinito e sempre presente in mezzo a noi, che la Vergine, nostra Madre, ha voluto far vedere ai Sacerdoti che avevano risposto alla sua chiamata e che diffondono i suoi Messaggi.

Corea del Sud, Anyang, martedì 27 aprile 1993

Nota importante: Julia fece l'ingrandimento delle foto di cui ho scritto prima. Ella ci fece sape­re, con sua grande sorpresa, che non è un "rullo" che si trova nella mano, ma un calice: tutte e due, rullo e calice, hanno la forma tondeggiante.

 

85. Messaggio del 27 maggio 1993

La misericordia di Dio

Julia scrive: "Quando arrivai alla cappella della Vergine, padre Spies, che ama molto la Vergine, era già là in preghiera. Erano trascorse da poco le 11,00 del mattino.

Andai a mettermi davanti alla Statua della Vergine, rimanendo in piedi. Poco dopo una forte luce uscì dal petto della Vergine, e per poco non caddi. Ma per fortuna mi trovai in ginocchio.

Ora, mentre l'olio profumato colava dalla Statua, la Vergine... della Sta­tua (precisa Julia) mi parlò con calma con una voce molto amabile e mol­to dolce:

«Figlia mia amatissima!

Perché esiti quando invece è l'ora di impegnarti nel combattimento? La Misericordia di Dio immergerà le sue radici in questa terra fertile che sarà fecondata dall'amore e compirà dei miracoli per tramite vostro: per ciò af­frettati a condurre padre Spies e padre Chang, che hanno risposto alla mia chiamata, alla montagna che mi sono preparata per la tua mediazione.

Seguendo la Volontà del Signore che ha dato agli uomini una volontà libera, Io farò di questo luogo un luogo che mi sia Santo, e vi purifiche­rò (bagnerò) molte anime che affondano nel cammino che conduce all'in­ferno».

In quel momento caddi a terra - sulla destra, precisò padre Spies -, tan­to era forte la luce. Sentii dei bisbigli che sembrava provenissero da un de­monio, ma non vidi la forma distintamente... Poi sentii sul mio petto una pressione insopportabile che mi causò dei lividi. Io soffocavo.

È in quel momento che ebbi una visione, in cui vidi la Vergine appari­re dall'alto. Ella indossava un mantello blu che rassomigliava a quello del­la Vergine della Statua di Naju. La Vergine guardava verso il basso, con le braccia aperte. Una luce sfolgorante la circondava.

In basso, una folla immensa la guardava. La luce che emanava da Lei, scendeva su ognuno.

La Vergine si rimise allora a parlarmi dolcemente: «Miei diletti Sacerdoti! (padre Spies e padre Chang).

Non dimenticate la Mia prima intenzione, quella che vi ho espresso di­cendovi che vi darò un amore che riunisce l'Amore del Sacro Cuore di Ge­sù con quello del Mio Cuore ardente.

Seguitemi risolutamente, coraggiosamente, con un amore totale, con la fiducia e con la fede che Io vi ho dato.

O voi tutti, Sacerdoti del mondo intero!

Quanto questo mondo è corrotto e contaminato!

«Antinomìa (parola sconosciuta per Julia) consistente nel fomentare: - disordini con intrighi al fine di seminare discordia;

- atti sacrileghi;

- atti irresponsabili;

- calunnie che provengono dall'invidia e dalla gelosia;

- l'avarizia di volere tutto possedere, facendo finta di avere dimenticato la condivisione;

- l'ingiustizia e la corruzione provenienti dalla cupidigia.

Tutto ciò che tende a giustificare tutti i disordini morali, scusandoli con arroganza e orgoglio, è il nemico astuto che corrompe le anime.

Quelli che si uniscono al demonio con l'orgoglio, diventano, a loro in­saputa, dei lupi rapaci, sotto l'apparenza di agnelli, e fanno precipitare sen­za pietà numerose pecore nel crogiuolo del torbido, della confusione.

Ed è per questo che Io voglio chiamare e riunire nel mio Seno d'Amore queste anime, imputridite a causa di tutti questi mali e che s'inoltrano sulla via che conduce all'inferno: Io voglio riempirle di tutto ciò che a loro manca.

E quando voi mi seguirete rinunciando completamente a voi ed avendo piena fiducia nelle mie Parole, che vi trasmetto per mezzo della piccola ani­ma che Io ho scelto (= Julia), allora il Dio Trinitario farà discendere su tut­ti, per la vostra mediazione, per voi che siete i suoi piccoli messaggeri, una luce splendente e una nuova Pentecoste si realizzerà»".

Julia aggiunge: "Mentre ero nella Cappella della Vergine, ricevendo il messaggio, padre Pha (= Spies) era distante pochi passi da me.

Appena gli ebbi fatto conoscere il desiderio della Vergine egli rispose: ‘Bisogna obbedire subito e fare piacere alla Vergine. Rechiamoci subito al­la montagna. Vogliate contattare padre Chang e trasmettergli il desiderio della Vergine’.

Nel momento in cui uscimmo dalla Cappella per recarci alla montagna, la Vergine ci diede un primo segno: un grande alone luminoso dai colori dell'arcobaleno circondò il sole.

La Vergine ci accolse al nostro arrivo in montagna con una luce ancor più brillante... Poi il sole cominciò la sua danza nel cielo, oscillando rapi­damente da una parte all'altra, con brevissime fermate che concedevano appena il tempo per scattare delle foto.

Alcune foto, dopo lo sviluppo e la stampa, fecero vedere delle ‘cose’, delle immagini impensabili.

La Vergine apparve nel cielo, al di sopra della sorgente che Ella ci ave­va dato. Ella aveva ripreso l'aspetto che aveva quando l'avevo vista nella Cappella un po' prima.

Intesi allora la Vergine dirmi con la sua bella voce: «La luce che cir­conda il sole è il segno del mio Amore e della mia Presenza»".

 

86. Messaggio del 27 giugno 1993

(In Corea: la Giornata del Papa)

Le chiavi del Cielo

Messaggio della Vergine sul Papa, per il Papa, sull'Eucarestia

La Vergine dà, tramite Julia, un segno d'amore al Papa e, attraverso lui, alla Chiesa tutta intera, il segno dell'Eucarestia: sono tre foto nelle quali, vicino alla Vergine, c'è un grande calice sormontato da una grande Ostia.

Julia scrive: "Alla chiamata della Vergine, mi ero recata dov'era la Sta­tua della Vergine, dalla quale l'olio profumato continuava a colare (dal 24 novembre 1992).

Mentre pregavo con i fratelli e le sorelle pellegrini, verso le tre (del po­meriggio) constatai che la Statua era completamente bagnata di olio pro­fumato.

Una luce cominciò a risplendere e da questa, non sapendo più ciò che avveniva attorno a me, udii l'amabile e gentile voce della Vergine che mi disse:

«Figlia mia!

Mio Figlio Gesù ha dato le chiavi del Cielo a Pietro! Non è forse il Papa veramente il suo successore?

Pregate e sacrificatevi per il Papa che è il Rappresentante del mio Figlio Gesù. Egli cammina per primo portando la sua pesante croce: scortatelo. Egli che si è offerto a Me, Mi accoglie e Mi ama con tanto cuore...

Egli conosce già le Mie Parole, quelle che, in Corea, fanno appello con le mie lacrime e le mie lacrime di sangue.

Farò discendere un segno particolare del mio Amore sul mio Papa, il Mio figlio tanto amato al quale tengo come alla pupilla dei miei occhi. Numerosi sono i miei figli di questo mondo che sono immersi nelle va­nità, nelle mondanità di questo secolo.

Ogni volta che peccano, essi conficcano dei chiodi nel Signore, premono pesantemente sulla sua Corona di spine e fanno colare il suo Sangue.

Ma il Signore non fa scorrere il suo Sangue invano. Egli ne riempie il calice e per mezzo dei sacerdoti che hanno accolto il suo appello, Egli lo divide su tutti i suoi figli.

Di fatto, quanti sono quelli che hanno accolto il Signore?

Egli vi salva tutti con il Suo Sangue Prezioso, con le sue Piaghe, con le sofferenze della sua dolorosa Agonia e vi guida nella vita di una nuova Pa­squa, con il suo Corpo e il suo Sangue.

Da questo momento, tutti i Sacerdoti, celebrando la Santa Messa con un amore sincero ed una seria partecipazione, debbono far conoscere l'importanza della Santa Eucarestia a tutti i miei figli del mondo.

Ed è per questo che, oggi, Io affido questa supplica al Papa, il mio fi­glio tanto amato.

Perché tutti i miei figli possano comprendere l'importanza dell'Eucare­stia, Io l'ho dimostrato in vari modi.

Rivolti verso il Signore Presente nella Santa Eucarestia, divenite presto delle fiamme ardenti d'amore, di adorazione e di riparazione.

La Vergine s'indirizza nuovamente al Papa: «Io sarò sempre vicino a lui (il Papa), divenendo la sua forza, salvandolo dai pericoli, e lo prenderò con Me, nel mio Giardino Celeste.

Se voi seguite bene alla lettera le mie Parole e le mettete in pratica, il castigo che sta per cadere su di voi tutti, diverrà allora riforma per la Chie­sa, per la Forza dello Spirito Santo e del suo Amore al quale non si potrà resistere, e diverrà, così, rinnovamento per mezzo di una seconda Pente­coste»".

Julia aggiunge: "Appena la Vergine ebbe finito di parlare la luce scom­parve. Poco dopo furono scattate delle foto dai pellegrini.

Tutti constatarono che la Statua della Vergine si era spostata verso la sua sinistra... Lo stupore fu grande".

Padre Spies: «Anche Julia guardava, stupita. Poi vide "qualcosa", una forma vaga e indistinta che era venuta a piazzarsi tra il braccio destro del­la Vergine e il bordo della nicchia, riempiendo tutto lo spazio vuoto che la statua aveva creato spostandosi verso sinistra.

Julia stese un braccio e tentò, ma invano, di toccare e di prendere que­sta "strana forma". Non riuscendoci, corse a prendere l'apparecchio foto­grafico di suo marito, e scattò tre foto: queste, forse, avrebbero evidenzia­to "la forma insolita"!

Due giorni dopo, il 29 giugno, Julia si recò dal fotografo che sviluppò le foto. Lei si aspettava tutt'al più di vedere il segno già avuto il 14 aprile 1993: un'Ostia bianca, con o senza disegno centrale, sull'una o l'altra ma­no della Vergine. Ma le tre foto riprodussero, con la più perfetta precisio­ne, un bel calice, grande, sormontato ogni volta da un'Ostia... Julia pianse di emozione.

Chi vedrà queste foto capirà, e la sua comprensione sarà proporzionata al suo amore per Dio, per Gesù, per Maria.

 

87. Messaggio del 22 gennaio 1994

Manovrati da Satana

Julia, sempre molto sofferente, esausta, è costretta a rimanere conti­nuamente nella sua mansarda (la sua piccola camera rifugio, dal difficile accesso). Ella prega ed offre le sue sofferenze per la salvezza delle anime.

Verso le 11,30 di notte del 21 gennaio, il demonio l'attaccò in modo atroce. Julia l'aveva intravisto un istante, vagamente, nel momento del­l'attacco.

Questi urlò: "Noi non possiamo lasciarti in vita. Stermineremo i nostri nemici, che annientano le nostre armate, appena noi le abbiamo formate". E l'attacco cominciò.

Julia fu strapazzata, presa a calci, afferrata alla gola, scossa, gettata da tutte le parti.

Le persone presenti, desolate al massimo, non potevano far altro che aiutarla per impedirle di picchiare contro il suolo o contro ciò che la cir­condava.

Il sangue colava dal naso, dalla gola. Ciò durò circa tre ore.

Julia scrisse che pregava anche allora per i peccatori.

Era estenuata, non sapendo ciò che avveniva attorno a lei. Ella recitò questa preghiera: "Signore, se posso esserti utile, fa' di me secondo la Tua volontà".

È in questo momento che la Vergine le apparve.

Julia scrive: "La Vergine portava una corona di alloro fatta di dodi­ci stelle. Era vestita di una veste bianca, coperta da un manto azzurro. Nel­la mano destra aveva una corona del rosario. I raggi che sgorgavano dal suo cuore erano così splendenti che facevo fatica a guardare.

Fu in quel momento che la Vergine cominciò a parlare.

Pur essendo tenera e dolce, la sua voce era angosciata e straziante: «Figlia mia amatissima! Grazie! Tu hai offerto col cuore le tue atroci sofferenze per la conversione dei peccatori.

Anche quando il demonio ti fa soffrire, non dimenticare che Io ti pro­teggo tenendomi sempre vicino a te.

In questi tempi, molti miei figli vivono in mezzo alle rovine e sono assaliti da venti violenti.

Ora è anche il tempo prezioso di fare penitenza.

Le suppliche pressanti che Io rivolgo, in tutte le forme e con tutti i mez­zi, a voi che vi trovate di fronte ad orribili minacce, non trattatele con ne­gligenza, ma accoglietele di buon cuore.

Ahimé! Anche i miei figli più cari, quelli che sono puri e mi rispondo­no con il loro ‘amen’ non superano un piccolo numero.

In questo periodo di purificazione molti miei figli non sanno ringrazia­re per le grazie ricevute e rimangono così come sono senza alcun cambia­mento.

Manovrati da Satana, si tengono lontani dalla mia strada, prestano ascolto alle false testimonianze e giungono a giudicare, criticare e con­dannare.

Satana, con una mobilitazione generale di ogni specie di menzogna e di false testimonianze, e anche con manifestazioni preternaturali, riesce a far cadere anche i buoni e ad ingannarli.

In questi tempi, nei quali i demoni cercano di conquistare il mondo, Io che vi ho chiamati per lottare assieme contro i demoni, vi chiedo di of­frirvi interamente a Me.

È Me che aiutate, aiutando la piccola anima (Julia) che Mi aiuta e che è Mia.

Figli miei cari!

Qualunque siano le persecuzioni e le sofferenze inimmaginabili che voi subirete, Io vi aiuterò con mezzi sorprendenti, prodigiosi, e rima­nendo al vostro fianco, Io vi farò compiere i miei progetti fino alla fi­ne. E quando i demoni vi tormentano con attacchi furiosi, accaniti, Io vi proteggo da loro, tenendomi al vostro fianco, sia pure invisibile, per con­durre a buon fine i miei progetti.

Vegliate e Io sarò là per proteggervi. Lottare contro i demoni e condur­re molte anime al mio Cuore Sacro è veramente accompagnarle fino a Mio Figlio Gesù e divenire la mia Corona di gloria, ornata di gioie, la più bel­la del mio Sacro Cuore.

Figli miei! Adempite fino alla fine questa missione, con spirito d'obbedien­za e di martirio poiché Io vi ho scelto per la realizzazione dei miei progetti.

Il tempo di condurre a termine la vostra missione è giunto.

Occorre che voi pensiate alla situazione degli Apostoli.

Come essi si erano riuniti nel ‘Cenaculum’ (cenacolo), prima di com­piere la loro missione e di completarla con il martirio, voi pure, trovando­vi in una situazione simile alla loro, state attenti a non occupare il posto di Giuda.

Pietro e Giuda furono l'uno e l'altro i discepoli dello stesso Gesù. Giu­da tradì, non fece penitenza e così prese il cammino della perdizione. Pie­tro per tre volte rinnegò il Signore, ma si pentì versando lacrime di peni­tenza, seguì il Signore, testimoniò la verità e così ottenne il Regno dei Cie­li.

Voi dovete trasmettere i Messaggi del mio Amore coraggiosamente al mondo intero, in questi tempi pieni di pericoli, immersi negli errori e tur­bati da ogni specie di peccato.

Volete voi tutti consolarmi riunendo le vostre forze ed essendo sempre più uniti con il direttore spirituale?

In questo tempo molti miei figli incorrono nell'errore e sono trascinati dalle correnti del vizio: senza indugi riportate a Me il gregge calpestato e disperso. Io lo condurrò al mio Figlio Gesù.

Anche se un peccatore, abominevole e inumano, accorre da Mio Figlio Gesù pentendosi ed aprendogli completamente la porta del suo cuore, Mio Figlio Gesù diverrà lui stesso il rimedio miracoloso, il balsamo profuma­to, sulle piaghe causate dall'odio, dalla collera, dal peccato, ed egli otter­rà la salvezza.

Fate in modo che tutti i miei figli rispondano senza indugi alle Parole che Io rivolgo loro con le mie lacrime e con le mie lacrime di sangue, e af­frettatevi nel trasmettere, i Miei Messaggi d'Amore al mondo intero, per­ché si converta.

Se, in questo mondo sempre più perverso, voi vi mettete al seguito di Gesù, accogliendo pienamente le Mie Parole così come esse sono, allora, nei momenti di prova:

- voi farete l'esperienza della mia Presenza materna,

- il mondo sarà purificato,

- la collera di Dio svanirà,

- il mio Sacro Cuore riporterà una piena vittoria,

- il Regno di Dio verrà in questo mondo, e voi, che in questo tempo ave­te lavorato per Me, rimarrete certamente al mio fianco.

Siate in pace. Arrivederci»".

 

88. Messaggio del 3 febbraio 1994

La collera di Dio

La Vergine appare angosciata...

Occorre rispondere al più presto possibile... La coppa della collera di Dio trabocca... L'odio, le guerre, i periodi di siccità, le inondazioni non sono "casuali"... Gli aborti: il più grande crimine...

Come al tempo del diluvio...

Le voci delle preghiere delle piccole anime...

Non perdere tempo...

Il mondo così com'è...

"La Massoneria (Massone]"...

Unirci alla Croce di Gesù...

Aggiungere le nostre sofferenze a quelle della Vergine...

Julia scrive: "Verso le tre e mezza del pomeriggio mi trovavo nella mia mansarda, sopraffatta dai dolori, dalla testa ai piedi.

Malgrado ciò e subendo, io rimanevo profondamente immersa nella pre­ghiera, offrendo le mie sofferenze e meditando sul messaggio che la Ver­gine aveva dato alcuni giorni prima (il 22 gennaio 1994).

Non so dirvi quanto tempo sia trascorso. Ma nel momento in cui delle lacrime scorrevano dai miei occhi per le atroci sofferenze che sopportavo, ecco che all'improvviso una luce si diffuse e la Vergine mi apparve al di sopra del canterano dove Ella aveva versato lacrime, la prima volta.

All'inizio vidi la Vergine confusamente. Poi, La vidi sempre più gran­de mano a mano che discendeva e si avvicinava a me. Il suo aspetto era quello di un essere vivo. Ella portava una corona luminosa sulla testa, in­dossava una veste bianca, con sopra un manto blu e teneva una corona del rosario nella mano destra. Una cintura azzurra le cingeva i fianchi. La Ver­gine risplendeva di bellezza.

Benché la Vergine si rivolgesse a me sofferente, con una voce calda, af­fettuosa e tenera, vi era nella sua voce qualche cosa di straziante, di pieto­so, di angosciato.

La Vergine: «Mia carissima figlia! Io ti prego di far sapere a tutti i miei figli della terra che essi debbono rispondere il più presto possibile al­la chiamata del Signore, se vogliono ottenere la salvezza.

Perché sono ciechi e sordi a tal punto da non volermi seguire? Sebbene la mia gola si sia lacerata a forza di gridare chiedendovi di far presto penitenza prima che la coppa, piena della collera di Dio trabocchi, nu­merosi sono i miei figli che non prestano ascolto alle mie parole e se ne al­lontanano. Perciò, nell'ora attuale la Collera di Dio trabocca a poco a poco. Andiamo! Voi tutti, miei figli del mondo, ritornate presto a Me e an­diamo verso il Signore.

Non pensate che le disgrazie di vario genere che accadono siano casuali. Occorre che voi vi risvegliate presto e che fermiate la Collera di Dio. Come ho già detto prima, ora anche l'ordine nella natura è distrutto e spesso si verificano sconvolgimenti.

Migliaia, decine di migliaia di persone muoiono per l'acqua, il fuoco, la fame, i terremoti, le inondazioni, la siccità, i maremoti, gli inciden­ti stradali, le malattie, le distruzioni di massa, gli inquinamenti di ogni ge­nere, i climi anormali, le guerre... le vittime innumerevoli delle malattie contagiose si moltiplicano.

Pur sapendo che il freddo e il vento indicano il tempo dell'inverno, che i germogli che spuntano sono i segni della primavera che ritorna, perché allo­ra volete ignorare che i segni che vi sono dati ora indicano l'inizio di grandi calamità?

Per mezzo di questi diversi segni voi dovete sapere che il tempo della grande calamità si avvicina.

La Vergine continua:

«E in questo mondo, le più grandi vittime sono i "feti" senza peccato, che vengono uccisi nel grembo materno.

Perché tali perversità così crudelmente inumane, giungono a propagarsi a tal punto?

O voi tutti, miei figli della terra! Miei cari figli e mie care figlie!

Non attirate su di voi i castighi: quelli delle tenebre, del fuoco, del sangue. Fino al giorno in cui Noè entrò nell'Arca, gli uomini prima del Diluvio mangiavano, bevevano, si sposavano, e furono tutti trascinati dal Di­luvio»".

Forse che a voi, ora, non accadrà la stessa cosa, dal momento che non pre­state orecchio agli Appelli che Io vi grido al punto da lacerarmi la gola? Affrettatevi ad accorrere a Me, divenendo dei figli puri che ascoltano le parole della loro Mamma. Il tempo della nuova Pentecoste e della Purifica­zione sarà anticipato o ritardato secondo l'accoglienza che farete alle mie parole che vi danno forza, o dal rifiuto che ne farete.

Se voi le accogliete, sarete salvati con una nuova resurrezione e con una nuova nascita e anche il mondo così sarà salvato dalla Resurrezione del Signore.

Miei cari Figli! Non vi ho forse già detto che quando le preghiere delle piccole anime, unendosi tra loro, si elevano bene in alto verso il Cielo, è una coppa di benedizioni che scende al posto dei castighi di Dio?

Al presente Io riunisco le vostre preghiere, i vostri sacrifici, le vostre pe­nitenze, le vostre offerte, le vostre mortificazioni, la vostra povertà e le vo­stre sofferenze, e le metto tutte nella coppa del mio Cuore Immacolato.

Le offrirò alla Giustizia di Dio che esige compensazione.

Allora, voi tutti, figli miei del mondo, diffondete presto, al più presto le mie parole fondate sull'Amore. Non dovete perdere tempo.

Ecco il mondo crudele così com'è:

- conflitti causati da divisioni interne;

- comportamenti eretici;

- fratture che provocano discordia e seminano la divisione nella Chiesa;

- Chiesa indifferente ai miei Appelli;

- avvenimenti che, ai nostri giorni, sconvolgono il mondo in vari modi;

- mondo crudele che per colpa della massoneria è sull'orlo della sua distruzione;

- colossale apostasìa di fronte alla quale vescovi, preti, religiosi, e gran parte del mio popolo, incappati nelle insidie dell'astuzia e malignità di Satana, vivono nel peccato, ignorando di essere peccatori, e dirigendosi sulla via dell'inferno. Non stanno in guardia di fronte a ciò che li tra­scina a pensare che "tutto ciò" (1'apostasìa, la scelta dell'apostasìa e la vita in essa) sia il vero bene e i veri valori.

Vedendo a qual punto essi si sono chiusi a tutto, il mio Cuore soffre in maniera indicibile fino a vomitare sangue.

Ora, in questi tempi, devo sopportare con Gesù, al Gethsemani e al Cal­vario, le sofferenze dell'ora della sua Morte in Croce.

Piccola anima! Come farai per partecipare con Me alla sofferenza? Non temere. Agisci con coraggio. Fatti coraggio. Le numerose fruste rosse non sono che degli avvertimenti ... Perciò, figlia mia, devi offrire le tue cruen­ti sofferenze per i figli di questo mondo meditando il Mistero della Pasqua di Gesù Cristo, mio Figlio.

Tu sei già invitata al Calvario. Medita sempre sul santo uomo Giobbe: offriti di buon cuore. Che le tue lacrime, le tue abbondanti sudorazioni, an­che un sospiro, una sola goccia di sangue, non siano vani, e unisciti alle mie sofferenze.

Mia cara Figlia! Il mio Cuore, che si consuma a causa dei figli di que­sto mondo che si ribellano a Dio e si ritrovano sotto l'azione e la perver­sità di Satana, è oppresso da atroci dolori.

Figlia mia! Poiché partecipi con le tue crudeli sofferenze alla salvezza del mondo, Io desidero che siano offerte di buon cuore.

(La Vergine si rivolge a tutti).

Le vostre preoccupazioni e le vostre inquietudini, affidatele tutte a Me che sono la vostra Madre Celeste. Allora, Io sarò per voi un indicatore che mostrerà come Io lavoro attivamente in voi con Gesù".

 

89. Messaggio del 16 febbraio 1994

(Rivolto al padre Pha - Spies e a padre Chang)

Fatemi conoscere con sollecitudine

Julia scrive: "Verso le 8 (del mattino) io sentii, in mezzo alle mie sof­ferenze, la chiamata della Vergine e mi recai nella sala dove si trova la sua statua.

Mentre pregavo, l'aspetto della statua si illuminò e la bella voce della Vergine, tenera e dolce, si fece udire. Nello stesso tempo un profumo di ro­se si sprigionò dalla statua.

La Vergine: «Mia cara piccola anima!

Vorrei rivolgere alcune parole a padre Pha e a padre Chang.

I due sacerdoti che ho scelto in maniera particolare sono padri, figli e fratelli, nell'Amore del Signore e nel Mio Amore.

Tenendovi fortemente per mano, andate avanti con Me, nella luce del­la perfezione.

Allora voi sarete la luce che scaccia tutte le tenebre del male e del pec­cato.

Ora, in questo tempo, il mio Cuore Immacolato, circondato da una co­rona di spine, soffre in maniera eccezionalmente acuta.

Vi prego, fatemi conoscere con sollecitudine, con un amore ancora più grande e con ancora più sacrifici.

Ogni giorno aumenta il numero delle anime divenute vittime delle ten­tazioni di Satana. Vedendo ciò, il mio Cuore di Madre ne prova un estre­mo dolore.

Siate una forza per la piccola anima (= Julia) e fatele coraggio, a lei che, per testimoniare il Signore, deve sempre soffrire e subire il più grande odio da parte del demonio.

Attualmente è oppressa da una corona di spine, il suo corpo è ricoper­to di ferite ed ella offre le sue sofferenze per i peccati del mondo.

Non è forse come se le si tagliasse un pezzo di carne?

Miei cari figli! Quando voi l'aiutate, aiutate pure Me, e consolate pure il mio Cuore Immacolato.

Occorre che voi l'aiutiate perché possa trasmettere bene, con coraggio e perfettamente, i Messaggi del mio Amore al mondo intero, visto che il Signore concede la sua Grazia quando ciò è necessario.

Forse che lei non sa nulla?

Perché Io la faccia partecipare all'Opera di Salvezza del Signore, ella tiene interamente nascoste le sue conoscenze (il suo sapere) umane, profa­ne, cerca di lavorare attivamente, fidandosi unicamente di Me. Per lei pu­re è molto penoso.

Se voi, restando uniti, andrete con tutto il cuore in aiuto alla Mia "pic­cola anima", Io verserò su di voi il mio olio balsamico profumato.

Ciò è veramente il simbolo dell'umiltà, della fede e della fiducia. Non desiderate niente, ma condividete tra voi. Restate sempre svegli. Voi non sapete a qual punto, ora, i demoni hanno paura di voi e vi o­diano!

Con tutte le loro trappole cercano di farvi cadere. Tuttavia, sebbene es­si si agitino in maniera notevole, non dimenticate che Io sono sempre al vostro fianco, che vi proteggo e vi difendo. Diventate puri come dei bam­bini e vivete una vita consacrata.

E se è così Io infonderò in voi il mio spirito, voi crescerete nella mia vera Vita, e farò in modo che voi, figli miei, manifestiate la Presenza del­la Madre Celeste.

E infine, nel Cielo, riceverete la corona di gloria, godrete della felicità eterna e Io vi porrò vicino a Me».

Come la Vergine cessò di parlare la luce scomparve...

Olio profumato cominciò a colare sulla fronte della Vergine".

 

90. Messaggio del 12 agosto 1994

Sulla via della perdizione

Julia scrive: "Verso le 8,20 del mattino io sentii fortemente che la Ver­gine mi chiamava. Mi recai nella sala dove si trova la statua della Vergine delle lacrime.

Mi misi a pregare. Ebbi allora una visione. Vidi il cielo chiaro che risplendeva di una stupenda luce. Ed ecco che improvvisamente del­le nubi si formarono nel cielo, nascondendo il sole. Poi, in un istante, l'intero cielo fu coperto di nubi al punto che il mondo intero si trasformò in tenebre.

Gridai allora con una voce strozzata: "Voi vi perderete se non fate pe­nitenza. Facciamo penitenza e preghiamo con cuore retto per seguire Ge­sù con la mediazione della Vergine".

Allora le nubi che coprivano il cielo si allontanarono e la Vergine del­le Vittorie apparve circondata da raggi colorati e splendenti.

Questa luce era così splendente che riscaldava la terra. Vi si vedeva pa­dre Pha, parecchi sacerdoti, religiose e numerosi laici.

Poco dopo, li vidi tutti entrare nella sala della Vergine, rischiarata dal­la luce che veniva dal cielo. Vidi pure delle persone che si trovavano lun­go il cammino, ricevere anche loro la luce.

Anche quando tutti entrarono nella ‘Sala della Vergine’ la luce non ces­sò di emettere i suoi raggi colorati e splendenti. Questa luce penetrava at­traverso la copertura, illuminava tutte le persone presenti.

Illuminava in maniera particolare padre Pha e padre Chang.

Dopo ciò, sebbene non vedessi più la Vergine delle Vittorie, fu la Ver­gine delle lacrime (di Naju) che si rivolse a me con una voce tenera, dol­ce e gentile:

«Miei sacerdoti e miei figli, ascoltate queste urla che giungono da ogni parte del mondo. Innumerevoli sono quelli che si precipitano sulla via del­la perdizione.

Quanti ciechi e quanti sordi! E ciò a causa delle tenebre che invadono il mondo intero. E pertanto, Io ho pregato istantaneamente mio Figlio Ge­sù di fare scomparire la violenta tempesta che sta per abbattersi nel mon­do, prendendo in considerazione i vostri piccoli atti di pietà, di amore e le vostre preghiere prima che essa sopraggiunga.

Ma come fare comprendere ai ciechi e ai sordi che si tratta proprio di un avvertimento?

E se i miei figli di questo mondo non si risvegliano e non ascoltano gli Appelli che con insistenza indirizzo a loro, Dio potrà riprendersi l'Amore che aveva già dato loro, allo stesso modo con cui Egli lo tolse al grande re Saul a causa dell'abuso che egli fece del suo libero arbitrio.

Dio conserva il suo Amore a quelli che seguono la Vergine.

Ma voi, seguitemi, senza preoccuparvi, poiché Io ho supplicato Dio di non riprendervi l'Amore che vi ha dato, a voi che Mi seguite rispondendo ai miei Appelli.

Come Dio non abbandonò mai Mosè, così Egli non vi abbandonerà mai.

Diffondete i miei Messaggi con una forza ... centuplicata ... Io vi aiute­rò.

Voi, miei sacerdoti e miei figli, diffondete ancora di più, nel mondo in­tero, i Messaggi d'Amore che Io vi ho dato e con la forza di un coraggio centuplicato, fate in modo che siano messi in pratica nella vita (da ciascu­no, ogni giorno). Io vi aiuterò con la potenza di cui Mi servo per schiac­ciare il Serpente.

Dio estirpa, demolisce, rovina, abbatte. Tuttavia, in questo periodo pe­ricoloso Io voglio diminuire le ore penose dell'agonia interiore di quelli che si perdono sulla via dei loro peccati e che hanno bisogno del vostro aiuto. E questo, Io lo faccio servendomi di voi, che Io ho scelto come stru­menti».

«Venite presto ancora più vicino a Me e vogliate aiutarmi, unendo tut­ti i vostri sforzi. Come sono numerosi quei miserevoli e compassionevoli figli che si sono lasciati sedurre dalle astuzie di Satana, anche dopo aver gustato il mio Amore.

Accettare tutte le sofferenze... mettere dell'unguento sulle piaghe... Diffondere i Miei Messaggi d'Amore perché si segua il Signore, qua­lunque siano le sofferenze da sopportare, è veramente seguirmi ed è pure mettere dell'unguento sulle piaghe di quelli che gridano, deturpati come sono per i loro crimini».

«Nel momento dei pericoli Io sarò vicino a voi e non dimenticate, an­che se siete perseguitati diffondendo i miei Messaggi, che la grande ri­compensa che voi riceverete si prepara nel Cielo».

«O voi, Sacerdoti e figli che Io ho scelto! Oggi, Io vi potenzierò come una fortezza solidamente difesa, come colonne di ferro e come un muro di ottone».

«I Messaggi d'Amore che Io vi ho dato siano diffusi rapidamente ai miei figli, e proclamate che siano praticati alla lettera».

«Se voi mettete in pratica i miei Messaggi, e anche se il demonio, con le sue seduzioni, disperdesse il mio popolo e lo trascinasse in capo al mon­do, Io lo richiamerei e lo riunirei perché non sia mai più sconvolto.

Allora Io vi stringerò e vi accarezzerò sul mio seno d'Amore, nutren­dovi del mio latte spirituale per fortificarvi spiritualmente e fisicamente»". Julia aggiunge: "Dopo queste parole, la Vergine scomparve sorriden­do

 

Note al Messaggio

Alcune spiegazioni su "alcune parole", due solamente, impiegate dalla Vergine in que­sto Messaggio, e cioè le parole: i vostri piccoli atti di pietà, di amore.

Ho letto la traduzione inglese di questo Messaggio. Le "due" parole coreane sono tra­dotte con “little sacrices”, piccoli sacrifici.

Capisco che la traduzione è stata come bloccata, fermata per la difficoltà di tradurre con tutte le sue sfumature le due parole in coreano: chagun e chonsong, "chagun"... significa piccolo, e la parola "chonsong" significa ... e qui cominciano le difficoltà d'interpretazione, per una traduzione più esatta possibile. La parola "chonsong" è frequentemente usata, ed ha un ventaglio di sfumature.

Rimasi molto, molto tempo a riflettere sul "perché" la Vergine avesse usato una tale pa­rola e non la parola "hisìng", sacrificio.

Ogni volta che la Vergine volle parlare di "sacrificio"... da compiere, Ella usò quel ter­mine. È la prima volta che Ella usa un termine così sfumato: "chonsong".

Riflettendo, mi fermai spesso per chiedere alla Vergine di illuminarmi, dicendole: "Per­ché questa parola? Come il suo contenuto, la pratica di ciò che può esprimere quella paro­la, unita alla parola preghiera (kido, in coreano) ha potuto ottenere la regressione, l'inde­bolimento della ..., delle grandi tempeste ... che furono i sette terribili tifoni, che le radio, la Televisione della Corea annunciavano come pericolosissime?

In effetti le più terribili si calmarono, nello stesso modo di quelle calmate da Gesù da­vanti ai suoi apostoli.

Julia pregava, si offriva, e con lei altre anime, piccole e ferventi, per ottenere dal cielo "l'indebolimento" di quei tifoni.

Fu realmente stupefacente per tutti constatare la "scomparsa delle forze devastatrici dei terribili tifoni" annunciati dalla radio e dalla televisione.

La continuazione delle Parole della Vergine ne spiega il motivo: questo risultato felice, consolante, proviene dai "piccoli chonsong" e dalle preghiere (kido) delle piccole anime, fedeli, veramente credenti, veramente amanti...

Ma questi sette tifoni ... soffocati dal Signore, grazie alle suppliche della Vergine aiu­tata dalle "piccoli chonsong" e dalle preghiere delle piccole anime sono dei segni di ciò che avverrà, se il mondo non risponde agli Appelli della Vergine...

Queste frustate di sangue, di cui parla la Vergine, in uno dei suoi ultimi Messaggi, so­no degli avvertimenti, dice lei.

I coreani non hanno bisogno di spiegazioni per le parole "chonsong" e "chagun", pic­colo, ma noi stranieri, noi ne abbiamo bisogno.

E noi possiamo assolutamente scegliere l'uno o l'altro dei termini dati dai dizionari. Ho consultato i due dizionari coreano-francese, e il più voluminoso dei dizionari con la tradu­zione inglese, di 2.519 pagine e di grande formato.

La parola "chonsong" mi è molto familiare, perché si usa frequentemente, nella vita di tutti i giorni, nel linguaggio religioso, nei testi liturgici.

A forza di riflettere... e di avere dei pensieri interrotti da richiami alla luce presso la Vergine, ho finito per comprendere che praticando "tutto il contenuto", tutte le sfumature delle parole racchiuse nella parola "chonsong", ci si ritrova... in compagnia della Piccola Teresa del Bambin Gesù. E mi sono ricordato di una sua lettera, quella del 18 luglio 1893, indirizzata alla sorella Céline, che non aveva ancora raggiunto il Carmelo.

Teresa scrive: "...Quando non sento (sottolineato da lei) nulla, quando sono INCA­PACE (in stampatello) di pregare, di praticare la virtù, è allora il momento di cercare del­le piccole occasioni, dei nulla (sottolineato) che fanno piacere, più piacere a Gesù dell'im­pero del mondo o anche ciò che il martire soffre generosamente; per esempio, un sorri­so, una parola amabile allorquando avrei voglia di non dire nulla o di avere l'aria an­noiata...

Quando non ho occasioni voglio per lo meno dire a Gesù che lo l'amo, non è difficile e ciò conserva lo stesso il fuoco (sottolineato); mi sembrerebbe spento, questo fuoco d'a­more, vorrei gettarvi qualche cosa e Gesù saprà riaccenderlo".

Teresa aveva la sete di dare in continuazione dell'amore a Gesù, di dargli il più possi­bile delle anime da salvare.

Ed ecco, nel termine "chonsong" noi troviamo un insieme di significati particolari, inat­tesi, che formano una corona di perle di virtù.

Praticando tutti i significati della parola, e ciò, come la Piccola Teresa, con delle "pic­colissime azioni", con piccoli atti, noi diamo a Gesù, a Maria, continuamente, delle im­mense possibilità di venire in soccorso di tante anime, e della terra, e del purgatorio.

Nel mio testo, ho cercato di concentrare in breve l'intensità dei significati della parola "chonsong".

Ho tradotto così: "...grazie ai vostri piccoli atti di pietà, d'amore...".

Perché la parola pietà? Perché racchiude il senso pieno di ciò che deve essere la nostra condotta verso Dio e verso il prossimo.

La definizione data dal Piccolo Larousse è: Sentimento di devozione, d'amore, di ri­spetto.

Ciò verso Dio, la religione, i genitori...

Il Grande Larousse aggiunge: Sentimento ad un tempo tenero e rispettoso.

Ora vediamo ciò che la Vergine ci propone, ci chiede di fare, di praticare per amarla, aiutarla con la parola "chonsong".

Raggruppo i significati dati dai tre dizionari citati prima:

Eccoli: "Cuore sincero, sincerità, devozione (pietà), dedizione, fervore, sollecitudine, gentilezza, cuore ardente, amabile, cuore retto, rettitudine.

Frequentemente si aggiunge a "chonsong" sostantivo, la parola "kkot" che significa: per quanto possibile; del suo meglio, per quanto è in suo potere, il più possibile, al massi­mo grado.

Allora "chonsong-kkot" accompagnati dai verbi, possono avere tante sfumature: per esempio: donarsi interamente a qualcuno, fare il proprio lavoro con tutto il cuore,

- impiegarvi tutti gli sforzi,

- non risparmiare alcuna pena,

- consacrarsi a qualche cosa, a qualcuno con uno zelo fervente, - curare qualcuno con cuore, gentilezza,

- fare qualche cosa con una cura particolare,

- fare qualche cosa con tutto il cuore e con l'anima,

- fare qualche cosa con la maggior cura, (con buona volontà, sollecitudine...)

Ecco tutto... ciò che vede la Vergine con questa parola e tutto ciò che Ella attende dal­le anime, dalle piccole anime che La seguono, La consolano, L'aiutano; "chonsong-kkot" = con tutto il cuore, la loro anima, con sincerità, devozione, pietà, fervore, amore ... in tut­ti i più piccoli atti, nei loro più piccoli pensieri, nei loro più piccoli sentimenti, sofferenze...

 

91. Messaggio del 15 agosto 1994

(Festa dell'Assunzione)

Io guarirò...

Julia scrive: "Mi ero recata alla parrocchia di Naju per la Messa delle dieci, in questo giorno Festa dell'Assunzione di Maria.

Fu dopo la comunione, nel corso del mio raccoglimento, che ebbi una vi­sione. Vidi una massa di fuoco discendere dal cielo e precipitarsi su delle per­sone riunite. Fui enormemente spaventata nel vedere questa forma infiamma­ta. In quel luogo padre Chang cercava di soccorrere padre Pha che gridava non so cosa, in direzione del gran numero di persone, per salvarle.

Le fiamme si alzavano molto in alto.

Nel momento in cui i due Sacerdoti furono in pericolo, una luce risplen­dente cominciò a brillare nel cielo e la Vergine apparve coperta da un man­tello blu. Ella lo stese. Nel discendere sembrava che volasse.

Ella coprì con il suo mantello i due Sacerdoti, liberandoli dall'attacco del fuoco.

La Vergine si rivolse affettuosamente ad essi. «O miei figli, formati per divenire miei apostoli! Oggi ho fatto scendere su di voi la luce del mio Amore.

Sebbene le tenebre coprano ogni cosa, Io faccio in modo che col Mio Aiuto voi riceviate la mia Luce, voi che... Mi seguite e vi appoggiate a Me. E ciò, Io l'ho fatto allo scopo di custodirvi, di proteggervi contro il demonio con la Mia Presenza, invisibile all'occhio, e per realizzare i miei Disegni, sebbene possa sembrare che sia veramente il mio Nemico ad aver riportato la vittoria.

In mezzo ad ogni specie di calamità e di fronte alla crisi della fede, il mondo attuale, pervaso dal peccato e avvolto dalle tenebre, si espone alla rovina, alla distruzione.

La situazione attuale è giunta al punto in cui anche le attività della Chie­sa sono sempre più paralizzate.

Numerosi miei figli e anche la maggioranza dei pastori lavorano, a loro dire, per il Signore, ma in realtà non vigilano più e non guardano il mondo se non con occhi umani. E mentre essi lavorano per pura formalità, cosa diver­ranno le pecore?

Annuncio a voi che rispondete alle mie chiamate, che il momento dell'a­gonia è giunto a causa della loro apostasìa e della loro infedeltà.

Io vi chiedo di aiutarmi. Affrettatevi ad inviare la mia piccola anima (Julia) nel mondo perché ella trasmetta con esattezza e chiaramente la mia Volontà. I messaggi del Mio Amore trasmessi dalla mia piccola anima (Julia) diver­ranno un olio profumato sulle piaghe dei miei figli la cui anima è ammalata». Non è solamente come l'avevo detto un tempo, ma è ancora ora che Io compirò ciò che ho detto:

- Io costruirò là dove Satana distrugge;

- Io guarirò là dove Satana ferisce;

- Io trionferò là dove Satana sembra aver riportato la vittoria;

- questi tempi sono quelli delle più perverse divisioni".

La lotta fra Me e Satana è già cominciata.

Nel suo desiderio di veder cadere il fuoco sul mondo, egli vorrebbe tra­volgerlo, nel suo ultimo furore che sorpassa e il tempo e lo spazio».

«Ma per voi, miei soldati, Io preparerò la corazza che voi indosserete nel corso di questa battaglia, e Io vi difenderò con il mio scudo».

«E allora, Io vi chiedo:

- di seguirmi con uno spirito di fiducia ancora più grande;

- di lottare con un coraggio senza uguali, animati dallo spirito di martirio;

- e di consacrarvi interamente a Me».

«Miei cari Sacerdoti,

Miei Sacerdoti amatissimi! Voi siete i miei cari figli!

I figli conoscono bene la voce della loro Mamma e la seguono con gioia. Io vi chiedo di consolarmi spandendo dell'olio profumato sul mio Cuore e sulle piaghe di Quella che è vostra Mamma».

 

92. Messaggio del 24 settembre 1994

L'Ostia trasformata in sangue

Julia scrive: "Quaranta Filippini, venti Americani e una decina di altri pellegrini erano venuti alla Cappella della Vergine delle Lacrime, a Naju. Tutti si unirono alla Messa celebrata verso le 11,40 dal padre filippino Jerry Orbos, SVD, che accompagnava i Filippini, nella chiesa della Madonna del Santo Rosario a Naju (parrocchia di Julia).

Al momento dell'Elevazione, io vidi Gesù Misericordioso, sorridente, nell'Eucarestia. Presa da una gioia indicibile, Lo pregai ardentemente di­cendo:

- ‘Oh, Signore! Oh, Salvatore! Oh, Re d'Amore, che sei venuto a noi ab­bassandoTi fino a diventare nostro nutrimento! Abbi pietà di noi affin­ché i tuoi figli si convertano al più presto e possano così sfuggire alle calamità di fuoco che stanno per giungere’.

Al momento della Comunione, tornata al mio posto, mi raccolsi in me stessa. Fu allora che sentii un forte odore di sangue nella bocca. Mi volsi verso Lubino e Andrea che mi erano vicini. Aprendo la bocca, mostrai lo­ro la trasformazione dell'Ostia in sangue. Molto sorpresi, si affrettarono ad informare padre Jerry. Egli e tutte le persone presenti si avvicinarono e po­terono vedere la trasformazione. Molti piangevano per l'emozione. L'O­stia, all'inizio di un colore giallastro, si rigò di sangue fino a divenire a po­co a poco tutta di sangue.

In quello stesso istante, io caddi in estasi. Vidi numerose persone a bor­do di grandi imbarcazioni che navigavano verso il mare. Io stessa mi tro­vavo su una barca dall'aspetto abbastanza malmesso. Si vedeva a prua qualcosa a forma di grande colomba, e uno stendardo su cui era il disegno di un Calice e dell'Eucarestia, un po' arretrata sulla destra. A sinistra c'era una bandiera con un'iscrizione, `M', che ondeggiava al vento.

Al centro stava la Vergine, vestita di un manto azzurro. Era Lei che gui­dava la barca. Il suo comportamento era tutto tenerezza e grazia.

Molti altri grandi battelli portavano un'effige a prua: quella del Drago­ne Rosso. Erano dipinti di rosso, di verde, di giallo, e tutti illuminati. In essi i numerosi passeggeri gozzovigliavano e si davano all'orgia.

In quel momento, alcuni passeggeri che si trovavano sulla barca della Vergine, abbagliati da tali scene di piacere, le guardavano con invidia, de­siderosi di passare dalla loro barca in una di quelle che portavano le inse­gne del Dragone Rosso.

Vedendo ciò, alcuni passeggeri delle imbarcazioni di piacere collocaro­no una passerella permettendo così il trasbordo.

Quando la Vergine vide alcuni dei suoi inoltrarsi sulla passerella, tentò in tutti i modi di trattenerli. Ma se ne andarono respingendola e disto­gliendo lo sguardo da Lei.

La Madonna non faceva che piangere di angoscia. Quanto tempo tra­scorse? Non so dire. Ma il cielo intanto si era oscurato ed era scoppiata una tempesta.

Poco dopo, scintille di fuoco cominciarono a cadere come pioggia. Pro­prio la Vergine stese allora il suo mantello su noi tutti, proteggendoci e con­servandoci sani e salvi.

Tuttavia, tutti quelli che si trovavano sulle altre imbarcazioni furono bruciati, caddero in mare urlando, e perirono annegati. Fu veramente uno spettacolo orribile.

La Madonna che osservava questa scena con lacrime d'angoscia, tirò rapidamente fuori dall'acqua alcuni di quelli che vi erano caduti. Questo perché essi si sforzavano di avvicinarsi alla nostra imbarcazione invocan­do il Signore e supplicandolo di venire in loro aiuto. Erano quelli che in precedenza avevano ceduto alla tentazione del demonio, ma che, sincera­mente convertiti, cercavano il Signore pentendosi dei propri errori.

Appena furono salvati, la tempesta si calmò e il mare ritornò tranquil­lo. Il cielo, prima oscurato, si illuminò e fece scendere su di noi i suoi rag­gi luminosi.

Fu allora che la Vergine si rivolse a noi con voce amabile e dolce: «Miei carissimi figli!

1. Ricordatevi che Io vi ho dato come rifugio l'Arca della Salvezza. Ve l'ho procurata affinché sia per voi come una culla di sicurezza, così come fa la chioccia riunendo i suoi pulcini sotto le ali, per voi che sie­te chiamati ad essere gli apostoli degli ultimi tempi.

2. Ricordando questa visione, guardatevi bene dal voltarvi indietro e dal discendere da quest'Arca!

3. In questo tempo di purificazione, Io vi dico apertamente che vi amo. Amo non solo le vostre anime, ma anche i vostri corpi, e proprio per tal motivo Io vi conduco per mano su un sentiero pericoloso. È infat­ti una strada difficoltosa quella che porta al Cielo, per farvi partecipa­re pienamente alla Gloria di Gesù, Mio Figlio.

4. Ecco perché vi guido tutti col Mio amore affinché diventiate spiritual­mente dei bambini e delle piccole anime. Solo così Mio Figlio Gesù e Io stessa potremo vivere con voi, conversando tra noi.

5. In questo tempo di purificazione, numerosi sono i miei figli che sba­gliano, sia con i loro giudizi che con la loro condotta. Essi mobilitano tutta la scienza e la saggezza umane, non pensano che col loro spirito di persone adulte, e si alleano con il demonio, Mio nemico. Non sola­mente vagano al di fuori del Cuore di Gesù, al punto da non poter con­durre una vita evangelica, ma in più non comprendono Me, loro Ma­dre Celeste. Ne sono profondamente addolorata.

6. Ai nostri giorni l'impostura di Satana è giunta ad un tale punto di astu­zia e di inganno da provocare p