MESSAGGERA DI GESU' PER LA CONSACRAZIONE DEL MONDO AL CUORE IMMACOLATO

Di Padre UMBERTO M. PASQUALE

POSTULAZIONE CASA GENERALIZIA SALESIANA ROMA

È avvenuto così

In una conversazione, mons. Venanzio, già vescovo di Fatima, mi diceva: « Balasar è per i peccatori; Fatima è per il Cuore di Maria ».

Gli risposi: « Direi invece anzitutto che i due luoghi richiamano una cosa e l'altra. La storia lo dice. Non la si può travisare, né minimizzare, tanto meno ignorare. Sono convinto che i due luoghi si completano ».

A Fatima la grande rivelazione del Cuore Immacolato e la promessa del suo ritorno per chiedere la pia pratica dei Primi Sabati e la consacrazione della Russia.

Suor Lucia ne parla descrivendo la seconda e la terza apparizione della Conca di Iria?

A Balasar la richiesta della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato da parte di Gesù.

Padre Mariano Pinho S.J. l'undici settembre 1936, do­po un anno di insistenze di Gesù ad Alexandrina, sua figlia spirituale, inviò al santo Padre, per mezzo del card. Pacelli, la domanda per la consacrazione del mondo.' Due anni dopo la serva di Dio, il 5 maggio 1938, scri­veva a P. Pinho che, a Fatima, con lo studio e la pre­ghiera, stava preparandosi a predicare gli esercizi a tutto l'episcopato portoghese: « ...Gesù mi ha detto: - Vuoi il mio amore? Vuoi fare un contratto con me? - Gli ho risposto: - Mio Gesù, sì lo voglio, ma mi sento sempre più confusa. Tu vedi la mia miseria. Sono tanto niente!

- E che importa a te? Sono stato io a sceglierti con quella miseria! Mi hai dato tutto e in cambio mi do in­teramente a te! Ti do tutti i tesori del mio Cuore. Pren­dili: sono tuoi! Dalli a chi vuoi. Esso trabocca di amore; distribuiscilo!

- O mio Gesù, posso darmi con i tuoi tesori divini al mio padre spirituale affinché li distribuisca a chi vuole: a coloro che mi sono cari o ai vescovi perché li distribui­scano ai loro sacerdoti e i sacerdoti alle anime?

- Sì, figlia mia!

Padre mio, ho fatto bene a dire così? Eccomi a lei con i tesori del Signore e il suo divino amore perché ne faccia ciò che vuole. E se non ho fatto bene le chiedo di istruirmi su ciò che devo fare.

Mi sento piena di vergogna davanti a lei e a Gesù. La fornace del mio cuore è oggi viva quanto mai. È solo fuoco; tutto il resto mi pare morto. Pazienza! Sono le carezze di Gesù. Gli sto offrendo tutto per il buon esito degli esercizi ai vescovi che non escono dalla mia mente. Non so in che cosa ma lo aiuto con le mie sofferenze del corpo e dell'anima che sono molte ».

Stupenda pennellata! Gesù aveva detto tre anni prima, nella notte fra il 31 luglio e il primo agosto 1935: « Come ho chiesto a Margherita Maria... che sia dato a me il mondo, così chiedo a te che sia consacrato alla mia Ma­dre benedetta ».

Qui Gesù la incarica di diffondere il suo amore; amore che prenderà una tonalità materna per volontà stessa di Gesù che vuole presentare al mondo il Cuore Immaco­lato della Madre sua. E la Serva di Dio si reputa inca­pace a tanto. « Posso darmi con i tuoi tesori al Padre spi­rituale? ». Alla risposta positiva di Gesù ella offre quan­to soffre per il buon esito degli esercizi ai vescovi che non le escono dalla mente; sente di aiutare il Padre ma non sa in che cosa.

Parlano tutti così i grandi strumenti dei disegni di Dio. Né cercano spiegazioni. Si lasciano guidare nella fede e dall'amore per i misteriosi sentieri della grazia. L'episcopato portoghese

Alexandrina che già nel 1935 si era offerta «vittima per la consacrazione del mondo a Mammina » nelle mani di Dio era diventata strumento per ottenere tanta grazia all'umanità. E le sue sofferenze offerte a Gesù servivano allo scopo.

Con vera gioia vedo, per la prima volta, nei documenti riguardanti Fatima la parte importante che ne ebbe la serva di Dio. Era tempo!! Io ne avevo già parlato nel capitolo « Un movimento per la vera pace nel mondo » nel mio libro Alexandrina.

Nel volume Documentos Fatima del P. Antonio Ma­ria Martins S.J.S leggiamo: « I vescovi portoghesi non si accontentarono di fare la consacrazione del Portogallo al Cuore Immacolato di Maria. A giugno del 1938, alla fine degli esercizi, sotto l'orientamento del P. Mariano Pinho S.J., direttore spirituale di Alexandrina si rivolsero al Santo Padre nei seguenti termini:

"Beatissimo Padre, il card. patriarca di Lisbona e tutti gli arcivescovi e vescovi del Portogallo, riuniti nel san­tuario di Fatima ai piedi della Beatissima Vergine Maria, per rinnovare la consacrazione già da tempo fatta al suo Cuore Immacolato, in ringraziamento di aver salvato il Portogallo, soprattutto in questi due ultimi anni, dal pe­ricolo del comunismo, esultando di gioia per un benefi­cio tanto grande e tanto miracolosamente concesso dalla Madre divina, umilmente prostrati ai piedi di Vostra San­tità chiedono instantemente che, appena la Santità Vostra lo giudichi opportuno, l'Orbe intero sia consacrato allo stesso purissimo Cuore, affinché venga per sempre libe­rato dai molti pericoli che da ogni parte lo minacciano e regni la pace di Cristo nel Regno di Cristo, per media­zione della Madre di Dio" ».

Chi elaborò questa petizione in lingua latina fu lo stesso predicatore degli esercizi.

Scelto dal Cielo per essere voce della Serva di Dio fu P. Mariano Pinho ma era Alexandrina che animava quella voce con la sua sofferenza e la rendeva efficace, an­che se ella amava scomparire.

Il 19 gennaio 1939 scriveva al suo direttore spirituale: « Padre mio, quanto soffre questa poverella! Vorrei na­scondermi totalmente e non vorrei che il mio nome fos­se pronunciato né da viva, né dopo la mia morte. Vorrei che si facesse così come se io non fossi mai esistita... Non merito che parlino di me; sono degna di disprezzo ».

Il Signore però esalta gli umili. Ecco perché, final­mente, nel meraviglioso quadro di Fatima entra, irra­diando luce, il nome di Alexandrina M. da Costa di Balasar.

 

Esame della Santa Sede

Mesi dopo la lettera di P. Pinho al card. Pacelli, in cui chiedeva la consacrazione del mondo alla Madonna per evitare che la guerra comunista della Spagna si pro­pagasse nel mondo intero, mons. Sbarretti, segretario del santo Ufficio, il 2 aprile 1937, mandò al Nunzio mons. Ciriaci una « Informazione » riguardante una « certa Ale­xandrina da Costa » chiedendogli di restituirla con « al­tre opportune informazioni che Ella potrà avere sul caso ed esprimere il suo apprezzato parere in proposito »

Il Nunzio, d'accordo con l'arcivescovo di Braga, si ri­volse al provinciale dei Gesuiti, P. Paolo Durāo, che in­caricò il suo fratello P. Antonio S.J. di fare uno studio ed emettere un giudizio su Alexandrina.

La serva di Dio, nella sua scarna autobiografia, descri­ve l'avvenimento così: « Il 31 maggio 1937 ho avuto la visita del P. Antonio Durāo il quale veniva, in nome di Roma, per esaminare il caso della Consacrazione del mon­do al Cuore di Maria.

È sempre stato mio desiderio vivere nascosta e che nessuno sapesse quanto avveniva in me. Il reverendo con­segnò a mia sorella un biglietto del mio direttore e chie­se che me lo leggesse. Nell'udire le parole "eccole P. Durāo. Gli parli con tutta libertà e risponda a tutto ciò che le domanderà" rimasi afflitta e chiesi a Deolinda che cosa mai avrei dovuto dirgli. In verità, ignoravo che fossero necessari esami per casi del genere. Mia sorella m'incoraggiò con queste parole: "Gli dirai ciò che il Signore ti ispirerà".

Fu introdotto in mia camera il sacerdote e mi inter­rogò sulle cose di Nostro Signore. Fui subito sorpresa perché, senza esitazione, cominciai a rispondere alle do­mande.

Egli mi disse che voleva sapere soltanto le cose prin­cipali perché, nel vedermi in cattivo stato di salute, non voleva stancarmi.

lo gli risposi che ignoravo quale fosse la cosa princi­pale. Ed egli: "Questo mi piace... Mi piace!" ed entrò senz'altro nell'argomento della "consacrazione al Cuore di Maria".

Dopo parecchie domande, fatte con buone maniere, mi chiese: "Non si ingannerà?". Alle sue parole mi posi a piangere perché molte volte ero tormentata da dubbi sulle cose che mi avvenivano. La sua domanda mi scatenò nel cuore la tempesta. Il buon sacerdote non mostrò nessuna meraviglia ed aggiunse: "Queste cose costano molto, nevvero?". Gli risposi: "Oh se costano... e mi rattristano". Egli mi chiese orazioni e mi assicurò che mi avrebbe ricordata nella santa Messa. Poi si ingi­nocchiò. Recitò tre Ave Maria e alcune giaculatorie. Mi salutò e partì.

Dopo questa visita piansi molto e rimasi tormentata e triste nel vedere reso pubblico ciò che da tanto tempo avveniva nella massima segretezza.

Ne scrissi subito al mio direttore che mi rispose im­mediatamente per tranquillizzarmi "che tutto era per la maggior gloria di Dio".

Il giorno seguente P. Antonio mandò ad Alexandrina questo scritto: « Ringrazio la mamma, sua sorella e lei per la bontà usatami ieri nel ricevermi in casa loro. Chiedo scusa dell'incomodo dato con mio dispiacere e per dovere di coscienza. Già oggi nella santa Messa ho raccomandato le sue intenzioni. Buona Alexandrina, con­tinuerò a chiedere al Signore perché si compia la sua santissima volontà in ciò che chiede a lei. Da parte mia cercherò di non porre ostacoli alla stessa volontà divina.

Abbandoniamoci totalmente a Dio. La croce può essere talvolta pesante, ma Gesù ci vede. Ed abbiamo poi l'eter­nità. Non mancherà la grazia divina anche se non la sen­tiremo. Mi raccomando alle preghiere di tutti affinché io non sia discepolo indegno del Signore.

Servo umilissimo nel Cuore di Gesù. P. A. Durāo S.J. ».

 

Una postilla del provinciale

L'undici luglio 1937, il provinciale dei Gesuiti, nel­l'inviare al Nunzio il parere di P. Antonio, con una sua lettera redatta in latino, classifica il sacerdote, autore del Documento « dotato di prudenza » e prosegue: « Siccome a mala pena si potrà ottenere qualcosa in più, ho dato ordine di astenersi da ulteriori esami. Stando alle infor­mazioni non si può dubitare della sincerità e virtù della ragazza. Ma poiché non presenta nessun segno col quale si possa esternamente provare l'origine divina di quelle locuzioni, che la medesima afferma di udire, rimane sem­pre la possibilità di qualche illusione ».

Il Nunzio trasmise tutto a Roma, il 20 luglio 1937, ag­giungendovi una sua lettera.

Prudenza meravigliosa della Chiesa!

Per ammettere il soprannaturale di un fatto ad essa non basta la vita virtuosa di una creatura. Cosciente dei limiti della psicologia umana di fronte ai fatti che oltre­passano la natura e il nostro istinto al dubbio, la Chiesa esige il sigillo esterno degli interventi divini.

Nei Vangeli, specialmente san Giovanni, che si pro­pone di presentare la divinità di Cristo, presenta i « se­gni » che la provano anche ai più increduli.

È col « primo segno », il miracolo di Cana, che i di­scepoli hanno incominciato a credere nel Cristo (Gv 2,13). Gesù stesso per provare il suo potere di rimettere i peccati, cosa riservata a Dio, guarisce il paratitico (Lc 20ss).

Ad alcuni maestri della Legge ed alcuni farisei incre­duli che gli chiedono un « segno » Gesù risponde: « A voi non sarà dato nessun segno eccetto uno: il segno del profeta Giona.

Come Giona rimase nel ventre del grande pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo rimarrà sepolto nella terra tre giorni e tre notti » (Mt 12,38).

 

Il segno richiesto

« Fino a questa data - narra P. Pinho - la vita di Alexandrina era occulta a tutti ». Ne sapevano qual­cosa soltanto Deolinda, la sorella, sua infermiera e se­gretaria, e la maestra Sàozinha le quali erano state in­caricate di scrivere le lettere dettate dalla serva di Dio al suo direttore.

Dal mese di marzo 1938, l'ammalata cominciò a vivere abitualmente in uno stato di terrore, di abbandoni ed agonie cui daremmo il nome di « Getsemani continuo ». Passava ore e notti intere in angosce indescrivibili. Il Signore le mostrava i grandi castighi che stavano per cadere sulla terra.

Il due ottobre, vigilia della festa di santa Teresa di Gesù Bambino, il Signore le domanda: « Mia figlia, ac­cetti un calvario che do soltanto alle mie predilette? ». Ella rispose subito generosamente: « Accetto, mio Gesù! ».

Le annunziò allora che, il giorno seguente, dalle dodici in poi avrebbe cominciato a soffrire la sua Passione dal­l'Orto al Golgota.

« Così avvenne - narra P. Pinho - e noi abbiamo veduto svolgersi il dramma della Passione in modo reale. Rimasero occulte le piaghe perché Alexandrina aveva chiesto con insistenza al Signore che nulla rimanesse in lei di visibile ».

La Passione fu violentissima. Tutti i presenti piange­vano singhiozzando a quello spettacolo, ben visibile, di dolore. Durante quel fenomeno che avveniva in stato di estasi, Gesù disse che questo era un altro segno che dava al Santo Padre della sua volontà che si consacrasse il mondo alla Madonna.

P. Pinho, presente, annotò le parole precise del Si­gnore.

Dopo questa prima Passione che durò tre ore doloro­sissime, Alexandrina rimase vari giorni senza poter né bere né mangiare. Non si poteva pronunciare in sua pre­senza le parole peccato o peccatore perché si sentiva su­bito come schiacciata e si contorceva dolorosamente. Per oltre un mese non ebbe più nemmeno la forza di dettare le lettere per il suo direttore.

L'impressionante fenomeno si ripeteva ogni venerdì da mezzogiorno alle ore quindici.

Furono subito chiamati in causa i medici fra cui il famoso psichiatra Elisio de Moura. Ad una voce dichia­rarono che il fenomeno era inspiegabile alla scienza. In­fatti l'ammalata, paralitica da anni, durante il fenomeno che si svolgeva nel piccolo spazio attorno al letto, si muoveva (sempre in estasi) come persona sanissima.

P. Pinho, il 24 ottobre 1938, comunicò direttamente a Pio XI quanto avveniva, insistendo sulla richiesta di Gesù a riguardo della consacrazione del mondo al Cuore di Maria.

 

Secondo esame della Santa Sede

Alle informazioni di P. Pinho il santo Ufficio ordinò un'altra inchiesta. Incaricato di esaminare Alexandrina fu il can. Emanuele Pereira Vilar, rettore del seminario di Braga, già designato come rettore del collegio porto­ghese di Roma; carica non ancora resa di pubblico dominio.

Alexandrina stessa, nell'autobiografia, narra succinta­mente come avvenne questo esame: « Il 5 gennaio 1939, ebbi la visita del parroco accompagnato dal can. Vilar. Dopo la presentazione mi lasciarono sola con lui. Dopo di aver parlato per quasi due ore di varie cose del Si­gnore, il reverendo entrò nell'argomento che lo aveva condotto da me. Mi disse: "Lei si meraviglia sicuramente della mia visita; non mi conosce...". Sorridendo gli rispo­si: "Invece so il perché della sua visita!''. E lui: "Mi dica, mi dica".

"Lei viene per ordine della santa Sede; lo sentii or ora nella mia anima".

Egli confermò: "È proprio per questo" e mi presentò i documenti di Roma. Mi fece allora varie domande a cui risposi. Non gli parlai della Passione. Me ne parlò lui dicendomi: "Mi pare che vi è qualcosa in più che av­viene da qualche mese" e mi accennò alla Passione, mo­strando volontà di venirvi ad assistere subito il venerdì seguente.

Quando ne parlai al mio direttore egli mi consigliò ad aprirmi con lui con tutta franchezza. Il can. Vilar mi vi­sitò quattro volte ma soltanto due per dovere di ufficio.

Se non mi inganno fu subito la prima volta che mi dis­se: "Creda, Alexandrina, che vorrei averla conosciuta assai prima; ma non vorrei essere venuto come venni (cioè in qualità di giudice)" ».

Dal quaderno personale degli appunti della maestra Sàozinha, che sono in mio potere, in data 13 gennaio 1939 si legge: « Hanno assistito alla Passione P. Pinho, il parroco e il can. Vilar ». Sàozinha riporta poi il collo­quio finale di Gesù con Alexandrina e che il canonico stesso ha udito.

« O Gesù, combatto per la tua causa. Vincerò? ».

E Gesù risponde: « Fu dura la Passione!... Ma è per la Consacrazione. È necessaria! Vogliono prove straordi­narie! ».

E Alexandrina: « Non ne dai altre? ». Gesù: « Il segno è molto chiaro ».

Alexandrina: « È da tempo che la chiedi (la consacra­zione)!... Che posso fare di più, mio Gesù? ».

Gesù: « Soffrire questa Passione fino a che il santo Pa­dre non si risolva a fare ciò che Gesù vuole! ». Alexandrina: « O Signore, se tu incaricassi altri che non fossero tanto peccatori come lo sono io, egli (il santo Padre) non crederebbe più facilmente?... Come puoi compiere l'opera tua nella più bassa miseria? ».

Da questo colloquio appare chiaramente la risposta al­l'affermazione di P. Paolo il provinciale della Compa­gnia: « non presenta nessun segno col quale si possa esternamente provare l'origine divina di quelle locuzioni ». Ecco il « segno »: la Passione.

 

Il Papa della consacrazione

Mons. Vilar due mesi dopo, scrive ad Alexandrina: « Da quando venni costì sono avvenute grandi cose nel mondo. Pio XI è morto (10-2-1939), ma il suo successore non è certamente meno caro al Cuore di Gesù... Io sono ancora in Portogallo... ma partirò con certezza entro que­sto mese (di marzo)... Da parte mia non verrò meno a quanto ho promesso ».

Appena Eugenio Pacelli è eletto a pontefice, il 12 mar­zo 1939, Gesù dice ad Alexandrina: « Sarà questo il Pa­pa che consacrerà il mondo a Maria ».

Dopo mesi mons. Vilar scrive ad Alexandrina: « Spe­ravo di poterle dare qualche buona notizia circa la con­sacrazione del mondo al Cuore di Maria, richiesta con tanta insistenza da Gesù » (2-6-1939).

Due mesi dopo le comunica ancora: « Ho fatto giun­gere a chi di diritto la sua richiesta e attendo che il santo Padre mi conceda l'udienza già promessa per parlargli di tutto personalmente. Egli ha molte preoccupazioni e perciò coloro che vivono a Roma devono attendere il loro turno » (6-8-1939).

Il 4 febbraio 1940 le scrive ancora: « Ho scritto a mac­china ciò che mi ha mandato e consegnai tutto a chi di diritto ». Mesi dopo, il 5 luglio 1940, comunica per l'ultima volta ad Alexandrina che una persona (ma non ne fa il nome) « ha parlato al santo Padre della con­sacrazione del mondo alla Madonna; ma l'ora è tanto in­certa e difficile che soltanto Dio sa ciò che avverrà ». Si era in piena guerra.

Chi è la persona a cui accenna mons. Vilar?

Suor Lucia ci mette sulle tracce per individuarla. Scri­vendo a P. Aparicio, nel settembre 1940, dice: « Ultima­mente persone importanti hanno parlato al santo Padre della consacrazione del mondo e della Russia ». Poi ad ottobre, in una lettera al Papa, che non fu inoltrata, scri­ve: « ... Ultimamente, a giugno 1940, (fu portata a co­noscenza) di vostra Santità per mezzo di mons. vescovo di Macao ». Due circostanze ci assicurano che la persona anonima è certamente questo vescovo.

Anzitutto perché i prelati lusitani, di passaggio a Roma, sogliono ospitarsi nel Collegio Portoghese. In quell'epoca ne era rettore mons. Vilar interessato alla consacrazione del mondo; argomento che esulava dalla missione di suor Lucia e dall'incarico del vescovo di Macao.

Tra mons. Vilar e il prelato che aveva il compito di parlare al Papa della richiesta della Madonna sulla con­sacrazione della Russia vi fu certamente uno scambio di notizie sulla consacrazione del mondo richiesta ad Ale­xandrina. Lo fa intuire mons. Vilar: « la persona ha parlato col santo Padre ».

La seconda circostanza, molto indicativa, sono le date: suor Lucia parla del mese di giugno e mons. Vilar ai primi di luglio informa Alexandrina di quanto le stava a cuore.

In terzo luogo oltre che conservare l'anonimato della persona, monsignore accenna soltanto alla consacrazione del mondo perché della consacrazione della Russia ne erano a conoscenza soltanto i confessori della veggente di Fatima, il vescovo di Leiria e chi egli incaricava a par­larne al santo Padre.

Fu infatti un confessore di lei, il vescovo di Gurza che, ad ottobre 1940, dopo le informazioni del vescovo di Macao, impose a suor Lucia di scriverne direttamente a Pio XII. Sotto la frase di lei « persone importanti » vi sono quindi mons. Vilar e il vescovo di Macao. Il primo con la richiesta della consacrazione del mondo il se­condo con la richiesta della consacrazione della Russia.

 

Nuove istanze da varie parti

Anche nel gennaio del 1941, Gesù insiste con Alexan­drina: « Chiedi al Santo Padre che abbia compassione del tuo martirio e che soddisfi i desideri miei: consacri il mondo alla mia Madre benedetta » (25-1-1941).

La Passione esterna che la serva di Dio soffriva ogni venerdì diventava sempre più dolorosa così che P. Pinho, scrisse nuovamente a Pio XII « narrandogli ciò che avve­niva e trasmettendogli alcune frasi che parevano vere profezie circa la guerra che stava allargandosi spavento­samente ».

P. Pinho, attraverso la Madre Vicaria delle Suore di S. Giuseppe di Cluny, interessò varie Congregazioni Religiose portoghesi e straniere affinché facessero pervenire al Papa la richiesta per la consacrazione, in occasione del suo giubileo episcopale.

Interessò anche i Primati di Spagna, Colombia e Inghil­terra affinché appoggiassero la domanda presso il Papa. Come direttore nazionale delle Congregazioni Mariane, P. Pinho fece inoltrare un'altra supplica alla santa Sede allo stesso fine.

Informato dal vescovo di Gurza che suor Lucia, alla fine del 1940, aveva inoltrato a Roma la domanda della consacrazione al Cuore di Maria, P. Pinho parlò con Ale­xandrina concludendo: « Certamente la consacrazione ver­rà attribuita alla veggente di Fatima ».

La serva di Dio, con tutta semplicità, commentò: « So­no contenta; così non si farà il mio nome! ».

Il fatto mi fu confermato da Maria Giuseppina Neves nel settembre 1965 durante l'impostazione del processo diocesano di beatificazione. Mi ha scritto così: « Da P. Pinho seppi la parte che Alexandrina ebbe nella consa­crazione del mondo al Cuore Immacolato. Ricordo che mi ha detto che, quando ella seppe che anche suor Lucia aveva fatto la stessa richiesta al santo Padre se ne ral­legrò, affermando che così non vi sarebbe stato bisogno di fare il suo nome al riguardo ».

La previsione di P. Pinho era di facile congettura in quanto, mentre egli nel 1941 faceva l'ultima richiesta al Papa per la consacrazione a ricordo del suo venticinque­simo di episcopato che coincideva con quello delle ap­parizioni di Fatima, i vescovi portoghesi, a loro volta, facevano una seconda petizione con la motivazione di poter chiudere in maggior solennità i festeggiamenti del­le apparizioni stesse.

Di qui l'errore degli scrittori e predicatori ignari di quanto vi era sotto la decisione del sommo Pontefice.

 

Avvenimento premonitore

Gesù aveva detto ad Alexandrina nel 1939: « Soffrirai questo (la Passione) fino a che il santo Padre si deci­derà di consacrare il mondo alla mia Madre benedetta ».

Il 27 marzo 1942, festa dell'Addolorata, fu sottoposta alla Passione visibile per l'ultima volta.

Il 3 aprile seguente, venerdì santo, Gesù le disse: « Non temere, figlia mia, non sarai più crocifissa. La crocifis­sione che sentì ancora è delle più dolorose che la storia possa registrare ».

Infatti la serva di Dio da quel giorno, per due anni, soffrì la morte mistica. Santa Teresa insegna che, come l'araba fenice della leggenda rinasce dalle proprie ceneri, così l'anima, completamente incenerita, risorge a vita nuo­va configurata con Cristo.

Infatti, dal 20 ottobre 1944, Alexandrina parteciperà sino alla fine della vita (1955) alla Passione intima del suo Signore, non soltanto al venerdì ma anche in altri giorni; senza estasi e segni esterni ma interiormente trasformata in Cristo.

 

Sono accolte le richieste di Gesù

Quale il motivo della cessazione del fenomeno impres­sionante e controllabilissimo?

Se fin dalla prima Passione Gesù le aveva affermato che era il segno che Egli dava al santo Padre (3-10-1938) e che avrebbe sofferto quella Passione fino a che il Papa non si sarebbe deciso a consacrare il mondo al Cuore di Maria (13-1-1939) era da presumersi che a Roma si stava decidendo qualcosa circa le insistenze del Cielo.

Il segno non aveva quindi più ragione di continuare. Infatti il Cielo annuncia in modo profetico gli avveni­menti.

Il 22 maggio 1942, Gesù, in tono di festa, rivela ad Alexandrina: « Gloria, gloria a Gesù! Onore e gloria a Maria! Il cuore d'oro del Papa è deciso di consacrare il mondo al Cuore di Maria! Che grande fortuna e che gioia per il mondo essere consacrato e appartenere come mai alla Madre di Gesù. Tutto il mondo è del Cuore divino di Gesù! Apparterrà tutto al Cuore immacolato di Maria! ».

Sette giorni dopo Gesù le dice ancora: « Ave Maria, Madre di Gesù, onore, gloria e trionfo al tuo Cuore Im­macolato... Il mondo sta per essere consacrato tutto, tutto al tuo Cuore Materno. Vergine pura, Vergine Madre, di­fendi nel tuo Cuore santissimo tutti i figli tuoi! ».

Ci si domanda, molto logicamente, come poteva la serva di Dio sapere ciò che stava maturando a Roma?

Alla vigilia del solenne atto di Consacrazione, fatto da Pio XII il 31 ottobre 1942, in lingua portoghese e tra­smesso, via radio, a Fatima ove si trovavano oltre mezzo milione di fedeli, Gesù parla nuovamente ad Alexandrina: « Il cielo è colmo di gloria; è pieno di trionfo...! Una corona incantevole, più splendente del sole e delle stelle è preparata per la pazza di Gesù. Gesù è tutto per la sua crocifissa. Le dà tutto per ricevere da lei tutto » (30-10-1942).

Il venerdì seguente l'atto di consacrazione, con un giu­bilo che pare traboccare, Gesù ritorna sull'argomento e preannuncia ad Alexandrina i trionfi del movimento ma­riano: « Trionfo, trionfo! Gloria! Gloria a Gesù e a Maria! Pace all'umanità! Gesù si rallegra! Gesù si con­sola! La Regina del cielo, la Regina del mondo trionfa in esso! ».

È da sottolineare questo richiamo di Gesù al titolo di « Regina » dato tante volte alla Madonna nei colloqui con la serva di Dio e che Pio XII sanzionò con una festa liturgica: nel 1955.

 

Da un diario inedito

Grazie a P. Giuseppe M. Besutti, da me pregato, ebbi la fotocopia di due pagine del Diario di P. Roschini, grande mariologo e suo Confratello. Risale all'otto no­vembre 1942, pochi giorni dopo la Consacrazione del mondo?

Padre Roschini descrive l'udienza avuta da Sua San­tità: « Dopo aver presentato al S. Padre l'omaggio filiale del re.mo P. Generale e di tutto l'Ordine Servitano per il suo Giubileo Episcopale, il discorso è caduto sul radio­messaggio per le feste di Fatima e sulla Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria. Mi ha detto di aver letto il mio articolo: "La di­vina Cooperatrice" pubblicato su "L'Osservatore romano". Ed ha aggiunto: 'Come Lei ha scritto, ero pregato da va­rie parti' a compiere l'atto di Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria.

Ultimamente, poi, ero stato pregato dai vescovi porto­ghesi. Mi si è presentata l'occasione delle feste di Fati­ma, e l'ho fatto. E credo di aver fatto bene ...!"

"Ha fatto benissimo, Santità", mi sono permesso di esclamare.

Ma il Santo Padre ha soggiunto: "Dico così perché non tutti sono d'accordo sull'opportunità... Non sarebbe stato quello - dicono - il momento opportuno...".

"Ma, Santità - mi sono permesso di rispondere - chi deve giudicare dell'opportunità, in definitiva, è sem­pre e solo la Santità Vostra...! ".

E il Papa, con un dolce sorriso: "Mi sembra...." ha risposto.

Mi ha poi riferito che i membri del governo porto­ghese gli avevano telefonato ringraziandolo vivamente e che l'ambasciatore portoghese, durante il radiomessaggio, fu visto piangere per la commozione. E concludeva: "Dati i tempi che attraversiamo, credo di aver fatto bene".

Qualcuno - ha rivelato il Papa - non approva l'espres­sione "Immacolato Cuore di Maria" perché, dice, è la persona e non già il cuore che è "immacolato".

Egli però non vedeva serio motivo per astenersi da una simile espressione, tanto più che dalla Penitenzieria Apostolica era stata indulgenziata una preghiera in cui si trova una tale espressione.

Mi chiede benevolmente che cosa ne penso. E gli ri­spondo che anch'io ero dello stesso parere. "Il cuore - gli ho detto - è il simbolo degli affetti. Dire perciò ‘Cuore Immacolato’ equivale a dire ‘affetti immacolati’, ‘affetti puri’. Mi sono permesso poi di rilevare, filial­mente, come oggi si noti un senso generale di sfiducia in tutto e in tutti, e che era rimasta soltanto la fiducia in Tre Persone: "Iddio, che ha in mano il cuore degli uomini, la Madonna che ha in mano il Cuore di Dio, e il Papa, il quale ha abbastanza in mano il Cuore della Madonna...".

"Sì! - ha risposto il Papa -. È lì, è tutta lì, nella Madonna la nostra fiducia!" ».

 

Maria Regina

Il giorno precedente la spedizione della richiesta di P. Pinho al card. Pacelli sulla consacrazione (11 sett. 1936), Gesù predisse ad Alexandrina: « Sarà consacrato il mondo alla Madre degli uomini e Madre mia santissi­ma... sotto il titolo di Regina del Cielo e della terra ».

Un anno dopo (1° novembre 1937) Gesù spiega il mo­tivo di quel titolo, dicendo ad Alexandrina: « Mi sono servito di te per comunicare al Papa il desiderio che ho che si consacri il mondo alla mia Madre santissima. Vo­glio che Ella sia onorata come me perché Madre mia. Voglio che il mondo conosca il potere che Ella ha presso il trono di Dio ».

Nell'udienza di P. Roschini con Pio XII leggiamo: « ... Si è passati poi a parlare del rifiorimento degli studi mariologici... e di alcune questioni sulla Madonna. Ho fatto presente al S. Padre l'opportunità dell'istituzione della festa della Regalità di Maria, come completamento della Consacrazione del mondo a Lei...

Parlo poi al S. Padre del "pio Movimento per la Re­galità di Maria". Il Santo Padre si limita a dire: "Certo! Se vi è una festa liturgica di Cristo Re, o prima o poi vi dovrà essere anche una festa liturgica di Maria Regina" ».

 

La Madonna promise di ritornare

La trasmissione della consacrazione, in lingua porto­ghese, nel luogo delle apparizioni, presente un numero sterminato di gente indusse a pensare che l'atto pontificio si deve a Fatima. Ma è un errore.

A Fatima, il 13 giugno 1917, si rivelò il Cuore di Maria: « Giacinta e Francesco li porto in cielo fra poco. Tu re­sti ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te - disse a Lucia - per farmi conoscere ed amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Im­macolato ». « ... Davanti alla palma della mano - spiega la veggente - c'era un Cuore coronato di spine. Capim­mo che era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell'umanità e che voleva riparazione ».

Il 13 luglio la Madonna dice: « La guerra sta per fi­nire. Ma se non smetteranno di offendere Dio, nel ponti­ficato di Pio XI, ne comincerà un'altra peggiore... Per impedirla verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati... Se accetteranno le mie richieste la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi er­rori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa... Questo non ditelo a nessuno ».

A Fatima, la celeste Signora aveva raccomandato sem­pre la recita della Corona. Nell'ultima apparizione disse il suo nome: « Io sono la Madonna del Rosario » e aggiunse: « Dite a tutti di non offendere più il Signore già tanto offeso. Che si pentano dei loro peccati: cambino vita! ». Lucia gridò alla folla, con voce stranamente po­tente: « Penitenza! Penitenza! ». Cioè accettazione del sacrificio per compiere bene i propri doveri giornalieri.

Di questo fu incaricata colei che doveva rimanere per far conoscere ed amare la Madonna. Quanto al resto « non ditelo a nessuno ».

 

Primi venerdì e primi sabati

Cosa avrebbe dovuto fare suor Lucia per fare cono­scere ed amare la Madonna oltre che diffondere il Ro­sario? Non spettava a lei inventarne i mezzi. La Ver­gine aveva promesso: « Verrò a chiedere la comunione riparatrice nei primi sabati ».

Nel 1936 spiegherà al suo direttore spirituale: « ... Poco fa domandavo al Signore perché non convertisse la Rus­sia senza che sua Santità ne facesse la consacrazione; - Perché voglio che tutta la mia Chiesa riconosca que­sta consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria e così estendere il suo culto e porre a fianco della devozione al mio Cuore divino, la devozione di quel Cuore Immacolato » (lettera a P. Gonpalves, 18-5-1936).

Come i primi venerdì del mese avevano servito a dif­fondere nel mondo la devozione al Cuore di Gesù, nel piano di Dio, i primi sabati devono essere il mezzo per far conoscere ed amare il Cuore Immacolato.

Scrivendo alla mamma, il 24 giugno dello stesso anno, suor Lucia insinua con discrezione questo accostamento a lei fatto da Gesù stesso delle due devozioni: « Speriamo che la nostra vita si trasformi in un atto perenne di riconoscenza ai Cuori santissimi di Gesù e di Maria » Ma la diffusione di questa pia pratica, per ottenere quanto Dio voleva a bene dell'umanità, dovrà essere uni­ta alla consacrazione della Russia al Cuore di Maria da parte del sommo Pontefice.

 

La Madonna ritornò per i Primi Sabati

Il 10 dicembre 1925 a Lucia, postulante delle suore Dorotee a Pontevedra (Spagna), appare nella sua celletta la Madonna: « Guarda, figlia mia il mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati m'infiggono con le loro bestemmie e ingratitudini. Tu almeno cerca di consolar­mi e a tutti coloro che per cinque mesi, nel primo sabato si confesseranno ricevendo poi la Comunione, diranno il Rosario e mi faranno quindici minuti di compagnia medi­tando sui Misteri, con l'intenzione di riparare, io pro­metto di assisterli nell'ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza ».

La veggente interessò il confessore e la sua superiora a divulgare la pia pratica anche se in una cerchia ristretta di persone. A sua volta la propagò fra i più intimi. Lo afferma una lettera, del Natale 1926, alla mamma: « Chie­do di continuare a far conoscere e praticare la devozione riparatrice al Cuore Immacolato di Maria »? In una seconda lettera alla medesima del 27 luglio 1927 spiega alla mamma come meditare i Misteri del Rosario nei pri­mi sabati.

Naturalmente ella non rivelò mai l'origine della pia pra­tica; il suo timore era di svelare il segreto chiesto dalla Madonna a Fatima nel luglio 1917.

Infatti il 17 dicembre del 1927 presso il tabernacolo domandò a Gesù come avrebbe potuto annuire alla ri­chiesta fatta dal momento che l'origine della devozione al Cuore Immacolato era inclusa nel segreto rivelatole dalla Madonna.

Gesù le disse chiaramente: « Mia figlia, scrivi quanto ti chiedono; anche tutto quello che ti ha rivelato la Ver­gine santa nell'apparizione in cui ti parlò di questa pia pratica; riguardo al resto del segreto continua a tacere ».

Il « resto », di cui Gesù parla, riguarda la visione del­l'inferno, la consacrazione della Russia, le guerre e le per­secuzioni che quella nazione avrebbe scatenato nel mon­do con le sue ideologie atee.

Di questo parlerà unicamente ai suoi confessori ma soltanto dopo che la Madonna le riapparirà nel 1929. Scrive infatti al P. Gongalves il 29 maggio 1930 per rispondere ad una sua domanda: « Cosa mi pare sia suc­cesso tra Dio e la mia anima quanto alla pia pratica ripa­ratrice al Cuore Immacolato di Maria e alla persecuzione della Russia? Mi sembra che il nostro buon Dio intima­mente insista con me perché io chieda al santo Padre l'approvazione della devozione riparatrice che Dio stesso e la santissima Vergine si degnarono chiedere nel 1925 per dare la grazia del perdono, in vista di questa piccola devozione... ».

Scrivendo al suo confessore, P. Aparicio S.J., il 19 mar­zo 1939 dice: « Ho mandato la pagellina alla Madre pro­vinciale sulla Comunione riparatrice dei Primi Sabati per avere il permesso del vescovo di Oporto per stamparla... Dalla pratica di questa devozione e la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dipenderà la guerra o la pace del mondo ».

"Da Tuy, il 3 dicembre 1939, scrive ancora a P. Apa­ricio: « Non so se ha saputo che in settembre e ottobre, a Fatima verbalmente e per scritto nella Voz de Fatima, il vescovo ha reso pubblica la devozione dei Primi Sa­bati... Solo non mi è parso troppo giusto che pubblicas­sero così chiaramente la sua origine, cioè il mio nome ».

Fu in questa occasione che a Fatima si parlò per la prima volta del Cuore Immacolato di Maria ma anche allora senza nessun riferimento alla Russia. Argomento mantenuto ancora segreto al pubblico e conosciuto sol­tanto dai confessori di Lucia e dal vescovo di Fatima.

 

Ritornò ancora

La Madonna l'aveva promesso: « Verrò a chiedere la consacrazione della Russia ».

Nel 1929 suor Lucia, ormai professa tra le Dorotee di Tuy, durante un'ora di adorazione, dalle 23 alle ventiquattro, ha la visione della Trinità Santissima e del Cuo­re Immacolato."

« La Madonna - scrive la veggente - mi disse: "E’ arrivato il momento in cui Dio chiede che il santo Padre, in unione con tutti i vescovi del mondo, faccia la Consa­crazione della Russia al mio Cuore Immacolato promet­tendo di salvarla con questo mezzo" ».

Il 19 marzo 1939, dieci anni dopo l'invito per la con­sacrazione della Russia Suor Lucia scrive a P. Aparicio: « Dalla pratica di questa pia pratica (i primi sabati) unita alla consacrazione (della Russia) al Cuore Immacolato di Maria dipenderà la guerra o la pace nel mondo. Per questo ne desidero tanto la diffusione e, soprattutto per­ché questa è la volontà del nostro buon Dio e della no­stra Mamma del cielo tanto cara ».

Il primo settembre 1940 scrive ancora allo stesso Pa­dre: « ... So che i vescovi, durante il ritiro, hanno letto gli scritti. Mi rincresce e ne ho un po' di vergogna. Quando scrissi pensavo che nessuno li avrebbe letti se non mons. vescovo... Ultimamente persone importanti hanno parlato al santo Padre della consacrazione del mondo e della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Sua Santità si è mostrato molto favorevole, ma per adesso pare che non lo faccia ».

 

Il mondo e la Russia al Cuore di Maria

La veggente è informata che persone importanti hanno parlato al Pontefice della consacrazione del mondo e del­la Russia. Lei stessa aveva già scritto a Pio XI per otte­nere la consacrazione della Russia come è documentato da una sua lettera, scritta il 24 ottobre 1940 da inviarsi a pio XII. Vi si legge: « Vengo a rinnovare una richie­sta che già fu inoltrata a vostra Santità e, prima ancora, a sua Santità Pio XI... ». Più avanti dice: « Nel 1929 in un'altra apparizione la Madonna mi disse: "È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo con questo mezzo di salvarla". Poco tempo dopo manifestai tutto al confessore, che usò alcuni mezzi per farlo arri­vare a conoscenza di SS. Pio XI; e ultimamente a co­noscenza di V. Santità per mezzo di mons. vescovo di Macao, nel giugno di quest'anno 1940... ».

Dagli appunti presi sugli originali della veggente dal P. Giovanni Bernardo Goncalves si apprende ancora: « Ho ricevuto la lettera del P. Goncalves e del vescovo di Gurza in cui mi ordinano di scrivere a sua Santità... A questo fine passai due ore in ginocchio davanti al Si­gnore esposto... - Prega per il santo Padre; sacrificati af­finché il suo cuore non soccomba all'amarezza che lo op­prime. La tribolazione continuerà e aumenterà. Punirò le nazioni per i loro crimini con la guerra, la fame e la persecuzione alla mia Chiesa che peserà specialmente sul mio Vicario sulla terra. Otterrà l'abbreviamento di que­sti giorni di tribolazione se soddisferà i miei desideri facendo l'atto di consacrazione del mondo con speciale menzione della Russia al Cuore Immacolato di Maria... » (28-11-1940)

Il giorno 16 dicembre dello stesso anno suor Lucia scri­ve al P. Aparicio S.J.: « Mi hanno fatto scrivere una let­tera a sua Santità per esporre la richiesta della Madon­na sulla consacrazione del mondo e della Russia al suo Cuore Immacolato. L'ho fatto il giorno 24 ottobre u.s. Con piccole modifiche me ne fecero scrivere una seconda ed ho obbedito il due dicembre passato ».

 

Suor Lucia a Pio XII

Nella seconda lettera, alquanto abbreviata, la veggente scrive al Papa che:

- « ... nel 1917, in quella parte delle apparizioni che abbiamo chiamato "segreti" la Vergine santissima... annunciò una futura guerra... per impedirla sarebbe venuta a chiedere la consacrazione della Russia... e la comunione riparatrice nei Primi Sabati... promet­tendo la conversione di quella nazione e la pace »; - che « nel 1925... ella (la Madonna) chiese di propa­gare nel mondo la comunione riparatrice... »;

- che « ... soltanto il 13 settembre 1939, il vescovo di Leiria, a Fatima, si degnò di fare pubblica questa ri­chiesta della Madonna... »;

- che « ... nel 1929 in un'altra apparizione, la Madonna chiese la consacrazione della Russia... promettendo, con questo mezzo, d'impedire la diffusione dei suoi errori e la sua conversione... »;

- che « il confessore usò alcuni mezzi per farla realiz­zare, portandola a conoscenza di sua Santità Pio XI... »; - « ... in varie comunicazioni intime, il Signore ha insi­stito su questa richiesta, promettendo ultimamente che se vostra Santità si degnerà fare la consacrazione del mondo... con menzione speciale della Russia... abbrevierebbe i giorni della tribolazione... »;

- che « ... la festa del Cuore Immacolato di Maria sia estesa a tutto il mondo come una delle principali del­la santa Chiesa... ».

 

La testimonianza di suor Lucia

Ho voluto andare alle fonti per chiarire i fatti. Il cin­que agosto 1978, nel Carmelo di Coimbra, ebbi un lun­go colloquio con la veggente di Fatima. Ad un certo punto le dissi: «Sorella, vorrei farle una domanda. Se non può rispondermi, pazienza. Se invece lo può ne sarei contento e grato per chiarire la storicità di un avve­nimento non troppo chiaro per molti».

Suor Lucia mi fissa, serena come sempre.

« La Madonna le ha parlato qualche volta della con­sacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato? ».

« No, no, P. Umberto mai! Nella Conca di Iria, nel 1917, ci aveva promesso: "Ritornerò a chiedere la con­sacrazione della Russia con i particolari ormai noti: per evitare la diffusione dei suoi errori nel mondo, le guerre tra molteplici nazioni, le persecuzioni alla Chiesa...". Nel 1929, a Tuy, come aveva promesso la Madonna è ritor­nata per dirmi che era giunta l'ora di chiedere al santo Padre la consacrazione di quella nazione. E sua santità Pio XII, nel 1942, quando consacrò il mondo, in un in­ciso che si può leggere nella preghiera da lui fatta, ha accolto la richiesta della Madonna ». Fin qui le parole di suor Lucia.

Come ha detto a P. Roschini nel radiomessaggio in lingua portoghese, il 31 ottobre 1942, Pio XII, rievocati i benefici antichi e recenti della Vergine elargiti a quel popo­lo cattolico e missionario, annuncia ed attua, in una fer­vente preghiera, la consacrazione della Chiesa e del ge­nere umano al Cuore Immacolato. Poi, con accenno di­screto, affida a Maria quella nazione che entrava nel messaggio di suor Lucia: « ... Stendete la vostra prote­zione ai popoli separati dall'errore e dalla discordia, no­minatamente a quelli che vi professano particolare devo­zione, ove non vi era casa che non ostentasse la vostra ico­na (oggi forse nascosta e riservata per tempi migliori)... ». Anche se non è questa la formula e la modalità richiesta dalla Madonna che voleva si facesse la consacrazione della Russia in unione con tutti i vescovi del mondo, l'accenno del santo Padre è chiaro.

La missione della veggente di Fatima è precisamente la conversione della Russia. Lo si deduce da parecchi documenti. È assai probativo anche lo stralcio di una sua lettera alla mamma dell'undici giugno 1930. La scrisse in occasione di una dolorosa prova in famiglia: « ... Ti comprendo ed accompagno in tutti i tuoi patimenti sia fisici che morali. Il sacrificio di non potere abbracciare tutti i tuoi figli ti fa soffrire più che i mali fisici. Ma ci chiede questo sacrificio Colui che lo può chiedere; Chi prima di noi, per nostro amore, si separò dalla sua Mam­ma santissima e in modo assai più doloroso: con la sua morte sulla croce. Dinanzi a questo Modello, abbrac­ciamo con amore la croce, cercando di aiutarlo a salvare il mondo. E adesso, in modo speciale, offriamo le nostre sofferenze per la conversione della Russia... ». Questi sono i fatti su cui costruire la storia!

Il lettore di un mio articolo in cui dicevo che Pio XII « con accenno discreto affida a Maria quella nazione » (la Russia) mi ha scritto: « Ora come mai - lo dico con tutto il rispetto che nutro verso di lei - nel suo arti­colo recente apparso nella cara rivista Il Cuore della Madre, lei sembra insinuare un delicato, ma netto rimpro­vero, al grande Pontefice Pio XII, per non aver compiuto la consacrazione come voleva Maria santissima? ».

La mia frase « con accenno discreto » non è un rim­provero ma ponderata constatazione di un fatto assai complesso che esigeva tutto il tatto di un Pontefice sa­piente e santo.

Una risposta convincente ed esaustiva ce l'ha data il suo successore Paolo VI, il 13 e 14 settembre 1965 nelle catacombe di Domitilla e di san Callisto: « ... Le analo­gie reali fra la Chiesa che oggi stenta, soffre, e a mala pena sopravvive nei Paesi a regime ateo e totalitario e quella delle antiche Catacombe sono evidenti. Identico è il motivo della resistenza alla Chiesa di allora e di oggi: difendere la Verità, e insieme rivendicare il sacro diritto di ogni uomo ad una sua responsabilità, libertà, soprat­tutto nel campo fondamentale della coscienza e della reli­gione. Identico l'intento degli antichi e moderni persecu­tori, che con la violenza fisica o con il peso d'un appa­rato legale, giudiziario o amministrativo, vogliono imporre la "loro verità" e soffocare ogni contraria manifestazione del pensiero e delle sue oneste manifestazioni... La Santa Sede si astiene dall'alzare la voce legittima della protesta e della deplorazione, non perché ignori o trascuri la realtà delle cose, ma per un pensiero riflesso di cristiana pazienza e per non provocare mali peggiori ».

Fu certamente questo il motivo che indusse Pio XII a consacrare la Russia a Maria nel modo « discreto » da tutti conosciuto.

 

« Documentatevi, documentatevi bene!

Durante una settimana catechistica a Castelgandolfo nell'ottobre 1949, grazie al parroco locale, salesiano, ot­tenni di essere introdotto ad una udienza del santo Pa­dre con un gruppo ristrettissimo di persone.

Sua Santità, appena entrato nella grande sala, si sof­fermò presso ognuno di noi. Venuto il mio turno gli dissi che ero salesiano in missione catechistica nella parroc­chia. Ebbe un'espressione di compiacenza. Ma gli aggiun­si subito che ero il direttore spirituale di Alexandrina, portoghese, che si era offerta vittima dei Tabernacoli abbandonati e per la salvezza dei peccatori. Che aveva chiesto la Consacrazione del mondo al Cuore di Maria quando sua Santità era ancora Segretario di Stato, e che dal 1942 non aveva più la Passione esterna.

Il Papa esclamò: « Davvero?! ».

« Però - aggiunsi - iniziò a soffrire la Passione in­tima del Signore ».

« Davvero? » e mi ripeté: « Documentatevi! Documen­tatevi bene! ».

« Stiamo facendolo, Santità! E vi sono pagine del suo diario di profonda teologia! È un'anima che ha raggiunto i gradi della più alta mistica ».

« Documentate tutto! ».

« Ma vi è in Alexandrina un fatto provato anche dai medici... Dal 27 marzo 1942 ella non vive se non di Eu­caristia, in digiuno completo ed anuria totale! ». Davvero?!... ».

« Sì, Santità! E chiederei per questa vittima eccezionale una benedizione specialissima ».

Questa udienza è documentata da una mia cartolina di cui la serva di Dio trasmise il contenuto a Padre Pinho esiliato in Brasile, e che egli riporta nel suo libro No Calvario de Balasar.

« Da Roma, per mezzo di P. Umberto, ho ricevuto una cartolina col Santo Padre a braccia aperte ed occhi al cielo. Dice così: "Sono stato ricevuto dal santo Padre e gli ho chiesta una benedizione speciale per lei, dopo di avergli narrato qualcosa della sua vita. Il Papa, aperte le braccia e orante, disse: `Sì, Sì! Non una, ma tutte le benedizioni a quella cara figliola! A lei e a quanti l'at­torniano!". Sono rimasta molto contenta e apprezzai questo scritto più di una grossa somma di denaro».

 

Il Cielo e Roma hanno parlato

Il primo ottobre 1954, Gesù dice ad Alexandrina: « Io voglio dare il mio amore agli uomini. Voglio essere da loro amato. Essi non me lo accettano e non mi amano. Per mezzo tuo voglio che questo amore sia acceso in tutta l'umanità, come per mezzo tuo fu consacrato il mondo alla mia Madre benedetta. Fa', sposa amata, che si diffonda nel mondo intero l'amore dei nostri Cuori ».

Il 13 ottobre 1955 (anniversario dell'ultima appari­zione di Fatima) Alexandrina muore.

A Braga (Portogallo), il 14 gennaio 1967, si apre so­lennemente il processo sulle sue virtù e fama di santità. Il 14 aprile 1973 viene chiuso felicemente dopo l'esa­me di tutti gli scritti.

A maggio dello stesso anno tutta la documentazione del processo fu portata a Roma ove furono esumati anche i documenti depositati presso il santo Ufficio riguardanti la serva di Dio.

Il 18 gennaio 1977 la sacra Congregazione per la Dot­trina della fede diede il « nihil obstat » per la tratta­zione della Causa.

Nel profilo biografico ufficiale emanato dalla sacra Con­gregazione per le cause dei santi si legge: « Nel 1936 per ordine di Gesù, essa chiese al santo Padre, per mez­zo di P. Pinho, la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Questa supplica fu più volte rin­novata fino al 1941, per cui la santa Sede interrogò tre volte l'arcivescovo di Braga su Alexandrina; e alla fine la consacrazione fu fatta da Pio XII a Roma il 31 otto­bre 1942 ».

 

Donde l'errore storico?

In Portogallo nacque come deduzione ovvia degli avve­nimenti di Fatima. Infatti il vescovo di Leiria nel 1939 aveva reso di pubblico dominio la pratica dei Primi Sa­bati in onore del Cuore di Maria facendo il nome di suor Lucia.

Il santo Padre, poi, alla celebrazione del 25° anniver­sario delle apparizioni « alla quale con paterna benevo­lenza vuole associarsi tanto più di buon grado, in quanto il Portogallo ha unito nei medesimi festeggiamenti il giu­bileo della Madonna di Fatima e il suo giubileo epi­scopale ».

Di qui l'attribuzione della consacrazione del mondo alle apparizioni di Fatima.

E all'estero come si è diffusa questa convinzione? Con pazienti ricerche ho scoperto il bandolo della in­tricata matassa in un articolo di Civiltà Cattolica del 6 febbraio 1943 dal titolo « Il messaggio di sua Santità, nel giubileo di Nostra Signora di Fatima e la consacra­zione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria ». Luigi G. Fonseca ne è stato l'autore.

Vi si legge: « Il messaggio con cui il sommo Pontefice volle, il 31 ottobre, coronare le feste giubilari di Nostra Signora di Fatima ha assunto un'importanza che tra­scende di gran lunga i confini di una sola nazione, grazie alla consacrazione del genere umano all'Immacolato Cuo­re di Maria... Una voce autorevole ha definito gli avve­nimenti di Fatima il fatto più rilevante del nostro secolo... ».

Fin qui nulla da eccepire. Ma più avanti si legge: « Sappiamo infatti che a Fatima la beata Vergine mani­festò il desiderio che venisse più largamente propagata la devozione al suo Cuore Immacolato... perché Gesù vuole sia onorato insieme con il suo e che a Esso fosse con­sacrato il mondo; né soltanto la Chiesa ma altresì le na­zioni non cattoliche, indicando per nome la Russia sci­smatica, ma segnalata nella devozione alla Madre di Dio ».

Tutto questo non si trova formulato allo stesso modo nei Documenti autografi della veggente di Fatima.

In più l'autore riporta la prima lettera dell'episcopato portoghese" al santo Padre affermando che « quello stes­so giorno (cioè il 13 maggio 1938) partiva da Fatima per Roma questa supplica ».

Invece nei Documento Fatima si legge: « Il mese di giugno 1938, alla fine degli esercizi spirituali sotto l'orientamento di P. Mariano Pinho, direttore spirituale di Alexandrina si rivolsero al santo Padre nei seguenti termini ».

Lo scritto del Fonseca ha indotto nello stesso errore storico il grande mariologo P. Roschini che durante la settimana mariana del 1945, rifacendosi all'articolo di Civiltà Cattolica ripete ad litteram « in quello stesso giorno partì da Fatima per Roma, da parte dell'episcopato por­toghese, una supplica al santo Padre per chiedere la con­sacrazione del mondo... ». Alcune righe prima P. Ro­schini afferma che l'episcopato portoghese « si è ispirato al desiderio espresso dalla Vergine ai tre veggenti di Fatima ».

In nessun documento di suor Lucia esiste simile ri­chiesta. È evidente invece l'influenza del Fonseca. L'errore circa la data sarebbe di lieve importanza. Più gravi sono l'affermazione che l'episcopato « si è ispirato al desiderio espresso dalla Vergine ai tre veggenti » non­ché il silenzio sull'influenza che, durante il corso di eser­cizi del 1938, ebbe P. Pinho sui vescovi ai quali confidò le rivelazioni di Alexandrina sull'argomento della consa­crazione del mondo.

 

Ma è solo errore storico?

Solo incompletezza di notizie?

Ciò che maggiormente stupisce è che lo stesso Luigi Fonseca nella conferenza tenuta nell'Aula Magna del col­legio internazionale « S. Alessio Falconieri », durante la settimana di studi mariani, abbia messo sulle labbra della Madonna di Fatima queste parole ai pastorelli: « Verrò a chiedere la consacrazione del mondo al mio Cuore Im­macolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese, promettendo che se si darà ascolto alle mie domande, si avrà la conversione della Russia ». La Ma­donna non si è espressa in questo modo! Evidentemente tali scritti e la conferenza tenuta a scelti e numerosi uditori ha indotto il pubblico italiano, infor­mato attraverso riviste ed articoli divulgativi, ad attri­buire a Fatima la consacrazione del mondo.

Oggi nessuno ignora che la Madonna disse ai tre pa­storelli: « La guerra sta per finire. Ma se non smette­ranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne comincerà un'altra peggiore... Per impedirla verrò a chie­dere la consacrazione della Russia al mio Cuore Imma­colato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Diversamente spargerà i suoi errori nel mon­do, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il santo Padre avrà molto da sof­frire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il mio Cuore trionferà »

Nel libro Le meraviglie di Fatima il Fonseca riporterà queste parole della Madonna; le stesse che suor Lucia ha scritto nelle sue memorie.

Nella settimana mariana ha affermato: « Un mese più tardi il 13 luglio 1917, nuove, straordinarie, sorprendenti rivelazioni. Bisognerebbe leggerle nella stesura (di suor Lucia)».

Ci sarebbe da chiedersi perché il Fonseca non le ha lette prima di parlare a Roma, durante la settimana mariana, anche per rispetto alla veggente portatrice di un messaggio tanto grave e importante?

Sì, perché anch'io sono persuasissimo che se Fatima non fu origine prossima della consacrazione del mondo al Cuore di Maria « non è temerario riconoscere ch'essa ha esercitato un influsso non indifferente nell'attuazione del grande avvenimento ».

 

Conclusione

Ogni consacrazione globale fatta da un'autorità reli­giosa o da un capo famiglia per essere atto di culto gra­dito al Cielo e sorgente di particolare protezione da parte della Vergine santa dev'essere sanzionata dalla consacra­zione personale.

La Veggente di Fatima lo insegna. Ella compose que­sta formula per uso giornaliero: «Affidata alla protezione del tuo Cuore Immacolato, Vergine e Madre, a te mi consa­cro e per mezzo tuo al Signore con le tue stesse parole: - Ecco la Serva del Signore: si compia in me la tua parola, il tuo desiderio e la tua gloria! ».

Anche la serva di Dio Alexandrina, fin dal 1928, ripe­teva ogni mattino: « Mamma, ti consacro i miei occhi, il mio udito, la mia bocca, il cuore e l'anima mia. Ti consacro il mio presente e il mio futuro; la mia vita e la mia morte. Apri le tue braccia; stringimi al tuo Cuore santissimo. Ricevimi come figlia amata e consacrami tutta a Gesù. Parlagli col mio cuore e le mie labbra. Rendi più fervorose le mie preghiere; più valide le mie suppliche ».

Al mattino e a sera puoi pregare anche tu:

« O Maria, Madre di Dio e Madre mia, rinnovo l'impe­gno di vivere secondo le promesse del battesimo e mi consacro per questo al tuo Cuore Immacolato e Addolo­rato. Fa' che ti ami veramente da figlio e viva sempre unito a Gesù e nella carità verso il prossimo ».

Consacrazione della famiglia:

O Maria, nostra « Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice » (LG 62), degnati di abitare in questa casa che a te consacriamo. Noi ti accogliamo con cuore di fi­gli; indegni sì, ma desiderosi di essere tuoi in vita, in mor­te e nell'eternità. Sii Madre, Maestra e Regina nostra. Di­spensa a ciascuno di noi grazie spirituali e materiali. Accresci specialmente la nostra fede, la speranza, la ca­rità verso il nostro prossimo per una vita sempre più cristiana.

Suscita tra i nostri cari sante vocazioni che si dedi­chino generosamente alla espansione del regno di Cristo, tuo Figlio, a gloria del Padre celeste.

Aiutaci ad allontanare per sempre dalla nostra famiglia il peccato che offende Dio ed è rovina delle anime e delle nazioni.

Sii sempre con noi, nelle gioie! Sii con noi nelle pene che cercheremo di accettare unendole alle sofferenze di Gesù crocifisso per la redenzione di tutti gli uomini.

Fa' che un giorno tutti i membri di questa famiglia, guidati dalla tua mano materna, confortati dal tuo Cuore Immacolato, si ritrovino a godere della visione celeste del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.