IL MESE DI MARIA CON S. VERONICA GIULIANI_2007

P. MAURIZIO PIERANTONI

PREGHIERA DI S. VERONICA ALLA MADONNA

O Maria, Figlia dell'eterno Padre, Madre dell'eterno Figlio, Sposa dello Spirito Santo... offrite per me alla Santissima Trinità... tutta voi stessa, le vostre opere e i vostri santissimi meriti... A voi ri­corro, mia Madre carissima; ottenetemi la grazia che mai offenda Dio, bene infinito. O mia cara Mamma soccorretemi. Così sia. (dal Diario)

1 ° GIORNO: I DUE GRANDI AMORI DI S. VERONICA

S. Veronica per tutta la sua vita non ha alimentato devozioni ma ha guardato principalmente a Gesù e a Maria come a due grandi modelli da conoscere, amare e seguire.

Il suo più grande amore è stato Gesù, che già da piccolina ha desiderato avere sempre presso di sé nelle sembianze di un celeste Bambino. Più tardi guardando a delle immagini del Salvatore sofferente e glorioso, ha amato Gesù crocifisso e risorto di un amore preferenziale ed intenso.

L'altro amore che Veronica ha nutrito fin da piccolina è stato per la Vergine Maria. Nella stanza dove è nata tra i primi quadri che ha potuto ammirare ed amare c'era, e c'è tuttora, quello di Maria col Bambino Gesù in braccio. E' quadro semplice, ma così espressivo da ispirare infinita tenerezza; Orsolina molte volte vi si è fermata davanti ed ha cercato di colloquiare ingenuamente con la Vergine, come faceva con la sua mamma.

Nel diario che ha scritto più tardi per obbedienza al confessore, riporta nella quinta Relazione questa bella confidenza avuta dalla Vergine: "Figlia mia tu sei stata a me molto cara, così al mio figlio Gesù. Siamo stati la tua guida, t'abbiamo amato tanto! Ricordati che tu avevi speciale devozione e genio verso di me, ed io a te ...".

S. Veronica, nella seconda Relazione del Diario, dirà ancora che quando aveva tre o quattro anni, ogni volta che vedeva le immagini della Madonna e di Gesù Bambino, le sommergeva di baci.

Riflessione: Il comportamento semplice di Orsolina ci suggerisce la strada più sicura per andare a Dio: quella cioè di ricercare ed amare Gesù e Maria. Dio è amore e per amore ci ha donato la vita del corpo e dello spirito, facendoci a sua immagine e somiglianza; Egli ci segue sempre come un padre segue il proprio figlio ed aspetta soltanto una risposta di amore.

Impegno di vita: In questo mese di Maggio preghiamo la Vergine che ci prenda per mano e ci guidi a suo figlio Gesù, in modo da poter dire al termine della nostra vita, come S. Veronica: "l'Amore finalmente si è fatto trovare".

Invocazione: O Maria Immacolata, prega Gesù per noi.

 

2° GIORNO: S. VERONICA SI AFFIDA A MARIA COME A UNA MAMMA

Mamma Benedetta Mancini voleva molto bene ad Orsolina, che era la più piccola delle figlie, e la teneva quasi sempre presso di sé giorno e notte. Ma quando la bambina aveva sei anni e quattro mesi la mamma morì. S. Veronica così descrive l'avvenimento nella quinta Relazione del Diario: " E con tutto ciò che ero così piccola, la sua morte mi dispiacque molto. Avanti che nessuno me lo dicesse io piangevo dirottissimamente, e mi ricordo che non mi potevano vestire, tanto era il mio pianto e che la notte seguente non volli andare a letto, perché non v'era mia madre. Per farmi racchetare, mi diedero una Madonna che aveva Gesù Bambino... io tutta mi rallegrai e dove andavo portavo detta immagine".

Benedetta Mancini prima di morire affida le figlie alle piaghe del Signore. A Orsola toccò in sorte quella del costato, e Gesù la inizierà fin d'allora al suo amore divino. Ma la mancanza di una Madre terrena sarà supplita soltanto dall'amore per la Vergine Maria; Maria sarà per Orsolina la vera guida nel cammino della vita perché la piccola si è affidata a lei con amore di figlia.

Riflessione: Durante la vita di Gesù, Maria si è tenuta in disparte, perché il Figlio potesse meglio apparire. Ma quando Gesù salì al cielo, lei cominciò a fare da mamma agli apostoli e ai primi cristiani. Anche dopo che ha lasciato corporalmente questo mondo, Maria ha continuato ad assistere le anime che a lei ricorrono. S. Veronica è un esempio luminoso di affidamento alla Vergine, e ci deve far molto riflettere. Troppo spesso facciamo affidamento su amici che poi al momento della prova ci lasciano soli. Maria invece non ci abbandona mai.

Impegno di vita: S. Veronica ammirava e venerava la Madonna perchè Madre di Cristo e perché vedeva che assomigliava tanto al suo Figlio. Per questo fin da piccola familiarizzava tanto con la Vergine, così come fa un figlio con la propria mamma. Affidiamoci dunque a Maria ed invochiamola spesso come nostra Madre.

Invocazione: Madre mia, fiducia mia.

 

3° GIORNO: ESPERIENZA DI DIO CON MARIA

I santi più che parlare di Dio, parlavano con Dio; e per imparare a parlare con Dio cercavano sempre una guida sicura o un esperto maestro che insegnasse loro a fare esperienza di Dio.

S. Veronica ha vissuto un'esperienza mistica di Dio come pochissime anime nella storia della Chiesa. Prima di rivolgersi a Dio si rivolgeva sempre alla Vergine e ci parlava familiarmente con la sicurezza di ottenere tutto per suo mezzo, perché sapeva bene che Maria era la docile sposa dello Spirito Santo, l'umile serva del Padre e la dolcissima Madre di Gesù. Per Maria è passata la salvezza dell'umanità; per Maria continuano a passare le grazie e per Maria Veronica ha voluto andare a Dio. La più bella esperienza che la Santa farà della presenza di Maria nella sua vita sarà quando, all'età di circa 40 anni, verrà assalita da innumerevoli dubbi e tentazioni, imo a provare il totale abbandono anche da Dio, che lei chiama " la pena delle pene"; ma la pace e la gioia dello spirito ritornano presto quando ricorre alla "cara Mamma", come chiamava spesso la Vergine. Quando viene eletta Maestra delle Novizie, come prima cosa, si propone di fare lei stessa una specie di noviziato, sotto la direzione di Maria, che invocherà come sua Maestra dichiarandosi la "Novizia di Maria".

E' stato attraverso la Madonna che Veronica ha imparato come si può e come si deve amare Dio.

Riflessione: Amare Dio sopra ogni cosa. Sembra cosa molto facile a parole, ma molto difficile nella pratica; e sarà ancora molto più difficile se pretendiamo di fare l'esperienza di Dio da soli. Senza l'aiuto di una guida esperta è come camminare nel buio. S. Veronica ci insegna che la guida migliore è sempre quella della nostra Mamma Celeste.

Impegno di vita: Ricominciamo il nostro cammino con Dio con una santa confessione e chiediamo a Maria SS.ma che ci insegni Lei come imparare ad amare il Signore...

Invocazione: O Maria Immacolata, donaci la grazia di amare Gesù.

 

4°GIORNO: MARIA E LA REDENZIONE

Una caratteristica della spiritualità di S. Veronica è quella della teologia della Croce, che pone Gesù Cristo al centro della Redenzione; ma mette in rilievo frequentemente nei suoi scritti anche come Maria ha partecipato atti­vamente all'opera redentrice del Figlio, fin dal momento dell'Incarnazione. Nel diario (III-962) dice che Maria SS.ma, uniformandosi al Figlio, dette pieno consentimento alla volontà di Dio e si unì talmente al Verbo che in Gesù e Maria vi era un solo desiderio: quello di salvare l'umanità. E così poi si esprime: "Per via di Amore Ella (Maria), si offrì coadiutrice con Lui alla nostra redenzione, con patire in Sé e per noi, tutto ciò che doveva patire il suo Figlio SS.mo". E ancora mette in evidenza, come anche lei stessa, Veronica, si senta coinvolta a donarsi incondizionatamente perla redenzione, offrendo tutti i propri patimenti. Infatti così dice nel diario (III 962-963): "Rivolta a me Maria SS.ma mi disse: Figlia, ora voglio che tu, adesso ti uniformi al mio Figlio ed a me; e, dicendomi così, parvemi capire, per via di comunicazione, il patire che doveva avere nella presente vita che mi resta". E S.Veronica, non solo ha accettato le sofferenze che incontrava ma moltissime andava a cercarle, non come patimento in sé, ma come partecipazione alla passione di Gesù e di Maria.

Riflessioni: La vocazione di ogni cristiano è quella di rassomigliare il più possibile a Gesù Cristo, vivo e glorioso. Prima però dobbiamo rassomigliare anche al Gesù sofferente perché la gloria deve essere una conquista. Maria ha avuto in sé tutti i lineamenti del volto del Figlio; anche S. Veronica si è impegnata con tutte le sue forze di rassomigliare a Gesù Crocifisso e a Maria Addolorata, come ben testimoniano la coronazione di spine, la piaga dolorosissima del costato, le stimmate e le tante altre sofferenze. Come partecipiamo anche noi alla redenzione del mondo? Basterebbe che accettassimo con senso di espiazione e di redenzione le tante sofferenze della vita quotidiana per essere anche noi compartecipi della passione di Cristo.

Impegno di vita: Ci sono tanti sofferenti che vivono maledicendo tutto e tutti: aiutiamoli a dare ai loro patimenti il senso cristiano di redenzione, ma anche noi personalmente impegnamoci a fare qualche mortificazione.

Invocazione: O Maria Addolorata, aiutaci a saper offrire le nostre pene quotidiane.

 

5° GIORNO: MARIA E IL SENSO DEL DOLORE

Dice l'evangelista S. Luca che quando portarono il bambino Gesù al tempio per compiere il rito della presentazione, il santo profeta Simeone così parlò a Maria: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima". Queste parole ebbero un senso terribile per Maria. Lei certamente le avrà meditate a lungo e poi, aiutata dallo Spirito Santo, ne avrà compreso tutta la portata: che cioè la sua vita, come quella del Figlio, sarebbe stata una vita tutta intrisa di dolore, e non solo fisico, ma anche e soprattutto morale, che è ben più lacerante.

Maria ha compreso che il mistero della Redenzione era un mistero che aveva il senso del vero sacrificio e che la vittima scelta da Dio era lo stesso suo Figlio. Aveva compreso che il sacrificio aveva come mezzo di espiazione il dolore e l'umiliazione, ed in questo senso anche lei ci si associava totalmente. E quando un soldato trapasserà il cuore di Gesù sul Calvario, quella lancia trapasserà anche la sua anima.

S. Veronica chiama il dolore col nome di "chiave dell'amore": una chiave che ci apre le porte della purificazione e della redenzione. Racconta nel Diario (II, 245 s.) che il 16 ottobre del 16971e apparve il Redentore con la croce che le diceva: "Chiunque mi ama venga alla croce". Da allora considerò la croce e la sofferenza come il segno più bello dell'amore di Cristo e come il mezzo più adatto per convertire i peccatori.

Il senso del patire, in S. Veronica è intimamente unito al senso del patire di Cristo: in lei non c'è patire senza amore e non c'è amore senza il patire, al punto che dopo grandi patimenti grida: "Chi vuole l'amore ami il patire!".

Nel giorno 4 di aprile del 1681 Veronica riceve da Gesù la corona di spine che la farà soffrire terribilmente per tutta la vita. Due anni dopo proverà il peso della Croce di Gesù. Il 3 maggio 1694 sperimenta il calice amaro. Il 25 dicembre del 1696, Gesù le ferisce il cuore trapassandolo da lato a lato con una lancia e il 5 aprile dell'anno seguente riceve le Stimmate. Da allora incominciano anche le grandi sofferenze dello spirito: grandi aridità spirituali, forti tentazioni, denunce al S. Ufficio, segregazione dalla comunità, privazione dei sacramenti, ecc. Fu un vero Calvario, che fece fino alla morte per amore di Dio e con spirito di espiazione per i peccatori.

Riflessione: Per arrivare alla gloria c'è da passare sempre per il Calvario: è il cammino di ogni seguace di Cristo.

Impegno di vita: Cercherò di soffrire sempre con spirito di redenzione.

Invocazione: Vergine Addolorata, prega per noi.

 

6°GIORNO: MARIA AI PIEDI DELLA CROCE

Nel Calvario ci sono tre croci: Gesù è appeso a quella di mezzo, ai lati sono crocifissi due malfattori.

Maria, appena le è possibile, si avvicina alla croce di Gesù e l'abbraccia con infinito amore e dolore. Lei si sente così unita al Figlio, che sull'altare del Calvario il sacrificio di Gesù e di Maria appare come un solo sacrificio. Gesù prega e anche Maria prega. Gesù si offre al Padre e anche Maria si offre. Gesù gronda sangue dalle mani, dai piedi e dal costato, anche Maria è tutta bagnata in lacrime.

Essere crocifissa in Cristo è stato il desiderio costante di Veronica; e il 5 aprile 1697, così dice nel Diario: "mentre facevo orazione per i peccatori, mi venne il raccoglimento con la visione di Gesù crocifisso e della B. Vergine Addolorata ai piedi della croce, in quella conformità che Ella stava sul monte Calvario. Il Signore mi ha detto che veniva per trasformarmi tutta in Lui e per segnarmi coi sigilli delle sue piaghe. Ed io, rivolta alla SS.ma Vergine, tutta confidenza in lei, ho detto: Eccomi pronta a tutto... In un istante, io vidi uscire... dalle SS.me piaghe (di Gesù) cinque raggi risplendenti e tutti vennero alla mia volta. Ed io vedevo i detti raggi divenire come piccole fiamme... In quattro vi erano i chiodi, in una vi era la lancia tutta infuocata: e mi passò il cuore, da banda a banda, e i chiodi passarono le mani e i piedi. Io sentii gran dolore; ma nel medesimo dolore... sentivami tutta trasformata in Dio... Il Signore mi confermò per sua sposa, mi consegnò alla sua Madre, e mi dedicò per sempre alla sua custodia... In un subito disparve tutto. Io ritornai in me e mi ritrovai... con pena grande nelle mani, nei piedi e nel cuore. La ferita del cuore sentivo che era aperta e faceva sangue... Mi offrivo e dedicavo tutta a Lui e dicevo: Signor mio, pene con pene, spine con spine, piaghe con piaghe. Eccomi tutta crocifissa con Voi, coronata di spine con voi, piagata con Voi".

Riflessione: Leggendo le pagine del Diario di S. Veronica, ci sembra di vivere la scena del Calvario. Il Signore desidera da ognuno di noi la stessa partecipazione alla sua passione, così come vi ha partecipato S. Veronica: superando la paura di impegnarci con Cristo. Ciò è possibile se ci lasciamo guidare dalla Vergine Maria.

Impegno di vita: Meditiamo oggi la passione di Cristo, per imparare a soffrire con Lui.

Invocazione: Vergine addolorata, prega per noi. 7

 

7° GIORNO: MARIA E LA DEPOSIZIONE DI GESU'

Gesù muore sulla Croce, si fa buio su tutta la terra ed un forte terremoto scuote il Calvario. Allora tutti fuggono, presi da grande paura, solo la Vergine Maria rimane ai piedi della Croce, come inchiodata da un grande dolore. Il martirio del Figlio era terminato mentre il suo ancora continuava.

Maria non vuole abbandonare Gesù, anche se già morto, ma attende che venga deposto dalla Croce. Con amore lo accoglie tra le sue braccia, lo stringe al cuore e lo bagna con le sue lacrime.

S. Veronica, subito dopo le stimmate, si ritrova in un grande abbattimento fisico e spirituale. Il dolore fortissimo nelle mani, nei piedi e nel costato, provacava in lei una specie di svenimento, non riusciva più a stare in piedi e neanche adagiata. E poi quel fenomeno vistoso delle stimmate aveva creato intorno a lei dei forti sospetti: alcune consorelle la consideravano perfino una indemoniata e la fuggivano, altre la criticavano come fosse un'esaltata... e la poveretta temeva di sé stessa, immaginando di essere vittima di uno scherzo diabolico. Per di più, le pareva che il Signore l'avesse abbandonata. Dopo le stimmate si sentiva sola con le sue sofferenze fisiche e morali, come la Vergine addolorata sul Calvario. Le pareva di trovarsi come in un deserto sterminato con le tenebre più fitte all'esterno e nell'intimo dello spirito. Era arrivata per Veronica la prova più grande che lei ricorderà con terrore: la prova delle tenebre interiori, o come veniva chiamata da altri mistici "la notte dello spirito". Provava un senso di grande apatia per tutte le cose spirituali, sentiva una totale aridità interiore, così che da un lato provava ripugnanza per le cose di Dio, al punto che si credeva un'anima perduta per sempre. In questa desolante situazione, lei trovò un sicuro rifugio tra le braccia della sua "cara Mamma" la Vergine Maria. E la Madonna l'ha ricevuta con amore veramente materno, rincuorandola col farle comprendere che il Signore voleva purificarla con un "purgatorio d'amore".

Riflessione: Dobbiamo considerare che, con le dolcezze spirituali, l'anima può correre il pericolo di attaccarsi troppo alle consolazioni di Dio anziché al Dio delle consolazioni.

Impegno di vita: Nei momenti difficili della vita ricorriamo subito a Maria.

Invocazione: O Madre amabile, prega per noi.

 

8° GIORNO: MARIA DAVANTI AL SEPOLCRO DEL FIGLIO

Possiamo bene immaginare come la Vergine Maria, vera donna di fede, credesse nella Risurrezione del Figlio. Possiamo anche immaginare come lei abbia vissuto tutto il tempo dell'attesa di questo straordinario evento, restando vigile giorno e notte.

L'attesa fu alquanto lunga, poiché incominciò dalla sera del venerdì e si protrasse fino all'alba della domenica. E' stata una grande sofferenza, per gli atroci ricordi della crocifissione e morte del Figlio, ma nel suo cuore c'era la fede, c'era la speranza e c'era l'amore per il suo caro Gesù. Si sentiva sola, ma era decisa ad attendere: una madre non dispera mai.

S. Veronica, dopo aver ricevuto le stimmate e dopo che si ritrovò immersa in un mare di aridità spirituale, anche lei si ritrovò abbandonata da tutti, sola con il suo dolore, con i suoi dubbi, con un diluvio di tentazioni e come avvolta da densissime tenebre che non finivano mai. Era la notte dello spirito. Gesù non era morto per lei, ma era lei che si sentiva morta per il suo caro Gesù. Da piccolina si era sentita prendere per mano da Cristo che le comunicava tantissime consolazioni spirituali. Da ragazza e nei primissimi anni di vita religiosa aveva provato tante esperienze mistiche, assaporando spessissimo le dolcezze dell'amore di Dio. Poi Dio ha voluto provarla con la più grande aridità di spirito, riservata soltanto alle anime grandi. Per lei, che aveva un temperamento sensibilissimo ed una intelligenza vivace, il sentirsi abbandonata soprattutto da Dio è stato il più grande dramma che si è abbattuto nella sua anima. Come Maria però è rimasta ferma nella fede, nella speranza, nell'amore.

Riflessione: Per avere l'idea di che cosa sia l'aridità dello spirito, immaginiamo un bel giardino con tantissimi fiori, con molto verde e ornamenti, dove improvvisa­mente si abbatte un tifone spaventoso che tutto distrugge e riduce ad uno squallido deserto. Quel giardino è diventato un luogo di desolazione e di rovina. E il peggio è che sono pochissime in quel momento le speranze di ripresa! Così è l'aridità spirituale. L'anima si sente spoglia di tutte le grazie e virtù e di tutti i meriti, e quello che è peggio, si ritiene soltanto peccatrice davanti a Dio, non trovando più la forza neanche di pregare.

Impegno di vita: Nelle prove spirituali, manteniamoci forti nella fede, nella speranza e nella carità.

Invocazione: Madre clementissima, prega per noi.

 

9°GIORNO: MARIA INCONTRA CRISTO RISORTO

Maria, davanti al sepolcro del Figlio ha meditato profondamente il grande mistero della Redenzione. L3 ha ricapitolato tutti gli eventi della vita di Gesù: dal giorno dell'Annunciazione fino al giorno della morte e deposizione dalla Croce. Ora attendeva in silenzio e raccoglimento il grande momento della Risurrezione: Gesù l'aveva preannunciato tale evento, e lei era sicura che si sarebbe realizzato. Infatti, il terzo giorno, Gesù, preceduto dal fragore di un terremoto ed avvolto da una luce soprannaturale, esce vivo dal sepolcro, come il grande trionfatore sulla morte e sul male. Quale gioia deve aver provato la sua Madre! La gloria di un figlio è anche la gloria della mamma che lo ha portato in grembo, lo ha dato alla luce, lo ha allevato e lo ha seguito ed amato.

Chi pensa che S. Veronica abbia contemplato durante la sua vita terrena soltanto il Cristo sofferente, si inganna. Lei è vissuta per tutta la sua vita in continua comunione con il Cristo vivo e glorioso. La passione di Gesù Ila vissuta soltanto come un "passaggio" obbligatorio, liberamente e gioiosamente accettato, perchè, purificata e rinnovata, potesse entrare in uno stato di unione beatificante con Dio.

Nel Diario, Veronica parla molte volte di Cristo risorto e glorioso. Anche le stimmate le ha ricevute non da Gesù crocifisso, ma da Gesù glorioso. Le moltissime visioni, avute nel corso della sua vita, erano quasi sempre del Signore risorto, in compagnia della Vergine e dei Santi.

Gesù risorto era per Veronica il centro di tutti i suoi desideri, delle sue più profonde aspirazioni, perché vi contemplava la pienezza dell'amore che il Signore manifesta verso le creature che lo seguono.

Riflessione: La risurrezione di Gesù segna l'inizio di una vita nuova per il mondo intero e per ogni anima. La Pasqua di Cristo è la festa della vita, anzi, è il preludio di una festa eterna che avremo dopo la morte, con Dio.

Impegno di vita: Cerchiamo di vivere sempre alla presenza di Dio, e ci prepareremo così alla nostra risurrezione con Gesù.

Invocazione: O Maria assunta in cielo, prega per noi.

 

10° GIORNO: MARIA LA SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

Lo Spirito Santo ha incominciato ad operare in Maria fin dal primo momento della sua esistenza, liberandola dal peccato originale e plasmandola perché fosse, più tardi, la degna abitazione del Salvatore.

Con l'Annunciazione, Maria concepì per opera dello Spirito Santo, diventando così la prima creatura della Nuova Alleanza. Con l'aiuto dello Spirito Divino, la Vergine ha conosciuto il grande mistero della salvezza e vi ha collaborato con umiltà e con slancio, soprattutto nei momenti più importanti come ai piedi della Croce. E lo Spirito Santo ha ricolmato la sua Sposa con un crescendo di grazie e di amore. Nella Pentecoste poi si è manifestato in lei visibilmente perché apparisse il modello più vero e più bello per la Chiesa nascente e per tutto il popolo della Nuova Alleanza.

S. Veronica, nel febbraio del 1726 (IV-825), così scrive nel Diario rivolgendosi a Maria: "Vergine SS.ma, madre di Amore, mandate lo stesso Amore (lo Spirito Santo), e ditegli che Esso, come Divino Maestro, insegni alla discepola (Veronica) il modo di patire, e patire per puro amore. Mamma cara, il Divino Amore (lo Spirito Santo)... mi martirizzi, e incenerita che sarò, renda di nuovo con decuplicati martìri...".

S. Veronica si riteneva dunque una discepola dello Spirito Santo e chiedeva a Lui con insistenza che la conducesse per la strada del martirio, per essere sempre più degna del suo Amore e strumento di salvezza per le anime. E in più voleva che lo Spirito Santo la possedesse completamente ed operasse in lei con la sua grazia e col suo Amore.

In S. Veronica lo Spirito Santo abitò ed operò abitualmente fin da piccolina, guidandola dolcemente fino agli ultimi anni della vita.

Riflessione: Maria, come dice il Papa Giovanni Paolo II, è l'opera più perfetta, per tutta la storia della creazione e della salvezza.

E' stato lo Spirito Santo che l'ha scelta come sua sposa, per realizzare la salvezza del mondo, e lei vi ha corrisposto docilmente. Tutti noi, con la Cresima, abbiamo ricevuto la nostra Pentecoste, che è stata una presenza viva ed operante del Dio-Amore finché siamo stati fedeli e docili alle sue aspirazioni. Abbiamo bisogno di rivivere ogni giorno la nostra Cresima per non cadere nel male e per compiere il bene.

Impegno di vita: Iniziamo sempre la giornata invocando lo Spirito Santo.

Invocazione: Madre del bell'Amore, prega per noi.

 

11° GIORNO: MARIA E LA GRAZIA DIVINA

La grazia è un dono di Dio. E' il dono dell'amore che Dio fa a ciascuno di noi. E' il dono che Dio ha fatto a Maria quando fu concepita senza peccato originale e quando fu annunciata come madre del Redentore. E' il dono che ha fatto a ciascuno di noi quando ci ha donato la vita e il Battesimo, quando ci ha donato gli altri Sacramenti e ci ha chiamato ad una missione per collaborare nella sua Chiesa.

S. Veronica, sull'esempio di Maria, ha saputo dire un sì generoso alla grazia di Dio, fin dai primi anni della sua vita. Così scrive nel Diario il 27 Dicembre del 1715: "In un tratto, vi è stata (in me) la grazia di Dio... con la visione di Maria SS.ma. Ella, al suo solito, subito mi ha dato cognizione di me stessa... che voleva (in me) una nuova vita, e che perciò dessi il consentimento a tutto ciò che Iddio voleva operare in me ... E mi è parso che così mi abbia detto: Io e il mio Figlio Gesù, per grazia speciale, ora vogliamo che in te si rinnovi questa creazione dell'anima tua, e ciò sarà per opera di amore. In quel punto... pareva che ponesse avanti di me il suo Figlio Gesù, che teneva in mano, e in un tratto ho veduto me in Dio, come in uno specchio lucidissimo e purissimo... L'anima mia è stata rapita in Dio, con quella grazia di unione e di trasformazione... e si è ritrovata in quel mare infinito di Dio...".

Riflessione: S. Veronica ha avuto da Dio tantissime grazie, e lei ha sempre cercato di corrispondergli: perquesto è stata grande in santità. Anche a noi Dioha concesso e concede ancora moltissime grazie ma purtroppo vi corrispondiamo poco, anzi troppo spesso vi facciamo opposizione con i nostri peccati.

Impegno di vita: Facciamo un serio esame di coscienza e vediamo come possiamo riparare al tempo perduto.

Invocazione: O Madre della grazia divina, prega Gesù per noi.

 

12°GIORNO: MARIA MEDIATRICE DI GRAZIE

Il primo gesto di mediazione di Maria, tra Gesù e gli uomini, è avvenuto alle nozze di Cana quando, come racconta il Vangelo, venne a mancare il vino per gli invitati. Ma la mediazione di Maria è sempre continuata e sempre continuerà, come dice il documento del Vaticano II "Lumen Gentium", "imo al coronamento di tutti gli eletti". "Con la sua materna carità", dice il documento conciliare, "Maria si prende cura dei fratelli del Figlio suo, ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni".

Il mediatore tra Dio e gli uomini è solo Gesù Cristo e la Madonna è mediatrice in quanto è stata chiamata da Dio ad essere la Madre di Cristo, e perché con Gesù lei ha abbondantemente collaborato alla redenzione.

S. Veronica, in unione con i meriti di Gesù crocifisso e di Maria, si pone (dice lei stessa), come "mezzana" tra Dio e i peccatori. La parola "mezzana" significava per Veronica che lei aveva la missione di essere un mezzo di espiazione per la salvezza dei peccatori.

S. Veronica riceve la missione di mediatrice tra Dio e i peccatori direttamente da Gesù e da Maria, e vi si applica con tutte le sue forze offrendo preghiere, mortificazioni e dure penitenze corporali. Così dice nel Diario (I-70): "-Anime vi domando, mio Gesù-. Ed Esso, nel medesimo tempo, parevami che mi dicesse che mi avrebbe fatto la grazia, ma che mi aveva a costare, per via di patire. Sentendo ciò, mi esibivo a tutte le pene e tormenti, secondo il volere suo". ' Espressioni simili la Santa le ripete centinaia di volte nel Diario, e ci fa pensare all'ansia grande che sentiva per la salvezza delle anime.

Riflessione: Anche noi siamo chiamati a collaborare per la salvezza del mondo, per il motivo che ogni cristiano deve essere un seguace di Cristo, testimoniandolo in ogni momento della propria vita. Ma c'è anche il motivo che nella Chiesa di Dio tutti noi formiamo una sola famiglia, quella dei figli di Dio, per cui dobbiamo collaborare per la salvezza gli uni degli altri.

Impegno di vita: Continuiamo a offrire, da questo giorno, le nostre preghiere ed i nostri sacrifici per la salvezza delle anime.

Invocazione: O Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi.

 

l3°GIORNO: MARIA UBBIDIENTE

L'ubbidienza è la sottomissione alla volontà di un altro, e la prima e più intelligente ubbidienza è la sottomissione alla volontà di Dio.

Gli uomini non sempre sono disposti a riconoscere e seguire la volontà di Dio, espressa attraverso la coscienza, i comandamenti o il Vangelo. Quando la Vergine Maria fu invitata da Dio, attraverso l'Arcangelo Gabriele a divenire la madre del Salvatore, lei si abbandonò umilmente e docilmente alla volontà del Signore, dicendo subito: "Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga in me quello che hai detto".

S. Veronica meditava in cuor suo il comportamento della Vergine SS.ma e desiderava tanto di imitarla, per essere una degna sposa di Cristo. Lei che era vivace ed irrequieta sentiva una grande difficoltà nell'ubbidire, ma quando si trattava di farlo per amor di Dio allora ce la metteva tutta. E Gesù, l'8 aprile del 1697, così le disse in una visione: " Io voglio da te la fedeltà operante... Starai in questa vita come un corpo morto, senza mai più risentirti in niente... Io ti dico che voglio una esatta obbedienza al confessore, alla Superiora, a tutte. Devi stare come una novizia venuta adesso alla religione: nell'operare abbi sempre la pura e retta intenzione... In tutto devi avere la mia volontà; e questa la conoscerai nell'obbedire a chi sta in mio luogo".

L'ubbidienza che più è costata a Veronica, è stato quando il confessore le ha imposto di scrivere il Diario, nel quale doveva annotare tutte le sue esperienze mistiche. Allora dirà di aver scritto tutto per pura ubbidienza ed anche con grande mortificazione e rossore.

Riflessione: Dover fare la volontà di un altro quasi ci offende; se poi chi esige da noi un servizio o la nostra disponibilità ci sembra che sia uno che è meno intelligente o meno capace di noi, allora ci ribelliamo interiormente e facciamo mille supposizioni o ragionamenti. Se ci lasciamo guidare con docilità dai superiori, la nostra ubbidienza è come una bussola che ci orienta sempre verso Dio. Diceva S. Veronica che obbedendo con prontezza, con generosità e con puro amore a Dio, ogni cosa torna in bene per noi.

Impegno di vita: Cerchiamo sempre e dovunque di fare la volontà di Dio, soprattutto quando ci costa sacrificio.

Invocazione: O Vergine ubbidiente, prega per noi.

 

14° GIORNO: MARIA E LA FEDE

Quando Maria va a visitare S. Elisabetta, si sente dire da questa quelle confortanti parole: "Beata te che hai creduto nell'adempimento delle parole del Signore" (Lc. 1,45). Fu questa la prima beatitudine che ha riportato il Vangelo, una beatitudine proveniente dalla fede di una vergine donna.

Maria è stata la prima creatura umana a credere in Gesù Salvatore, e il primo atto di fede che ha fatto è stato quando all'annunzio dell'Angelo ha detto: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga in me quello che hai detto" (Lc. 1,38).

La fede in Maria è stata una fede provata ed anche una fede che è cresciuta nella meditazione e nella sofferenza. Infatti, l'evangelista San Luca dice che Maria era ammirata del comportamento del Figlio e non comprendeva piena­mente le sue parole, ma le conservava e le meditava nel suo cuore.

Alle nozze di Cana, Maria dimostrò questa fede nel Figlio quando disse ai servi: "Fate quello che vi dirà" (Gv. 2,5). Era quella una fede audace e che in qualche modo ha provocato il primo miracolo di Gesù. La fede di Maria provata molte volte, soprattutto nel Calvario, fu poi premiata con la Risurrezione del Figlio e con la venuta dello Spirito Santo.

S. Veronica ha avuto una grande fede in Gesù e in Maria. Quando faceva la Comunione, allora rinnovava un atto di fede così grande in Cristo che ne sentiva visibilmente la divina presenza con vampe di fuoco e con altri segni.

Il 9 febbraio del 1700, S. Veronica ebbe fortissime tentazioni da parte del demonio, che le voleva far credere di non avere né vocazione, né attitudine per la vita religiosa. Così dice nel Diario (1I-577): "Il demonio mi tentava... che io uscissi di convento coll'occasione che era aperta la porta ... che venivano con la legna... e il demonio mi prese per un braccio e voleva condurmi alla porta. Io feci resistenza; esso mi trascinò... e quel braccio parvemi che me l'avesse rotto; io mi aiutavo con atti interni ed anche con voce forte invocai Gesù e Maria. In un subito mi venne una fede così grande in Dio che il demonio mi lasciò".

Riflessione: La fede è sempre un grande dono di Dio che ci viene infuso come in germe, nel santo Battesimo e che poi noi stessi dobbiamo cercare di conoscere, alimentare con le opere e ravvivare con la nostra vita di comunione con Dio. S. Giacomo ci dice che "la fede senza le opere è morta" (Gc. 2,26).

Impegno di vita: Ravviviamo la nostra fede con atti di amore verso Dio e il prossimo.

Invocazione: Vergine fedele, prega per noi.

 

15° GIORNO: MARIA E LA POVERTA'

Dice il Concilio nella "Lumen Gentium" che "Maria primeggia tra gli umili e i poveri del Signore". I poveri del Signore erano quelli che in Israele vivevano profondamente lo spirito religioso ed erano del tutto distaccati dai beni materiali, perché il loro vero ed unico bene era Dio soltanto.

Maria SS.ma apparteneva al gruppo dei poveri di Jahvè, ma lei era povera di spirito e di fatto, come rivela la sua vita nella casetta di Nazareth, dove S. Giuseppe faceva il "carpentiere", lavoro che a quei tempi dava appena il necessario per vivere poveramente.

S. Veronica fin da fanciulla ha meditato a lungo la povertà di Gesù e di Maria, ed ha sempre desiderato di imitarli. Lei ha vissuto così profondamente il senso dell'esproprio esteriore che tutte le cose che usava, le usava con grande cura perché le riteneva non sue, ma le considerava come proprietà di Dio. Ma molto più cura aveva per l'esproprio interiore che consiste nel mettere nelle mani di Dio la propria intelligenza, la volontà e tutto il proprio essere, al punto che S. Veronica dirà a proposito nel Diario: "La persona non deve avere nessun dominio... né disporre niente di sé, ma, tutta rimessa a chi sta in luogo di Dio, con uno spogliamento tale che nemmeno di un pensiero buono ella deve avere il dominio proprio".

Da queste espressioni notiamo come S. Veronica ricercava quella povertà raffinata tanto cara alla Vergine Maria, a S. Francesco, a Chiara d'Assisi. Lei amava essere povera per appartenere più facilmente a Dio, anzi si considerava sempre una piena proprietà di Dio.

Riflessione: Quando una candidata all'Ordine delle Clarisse Cappuccine fa la sua vestizione religiosa, può cambiare anche il nome, in segno di spogliamento totale, assumendone uno che deve rappresentare un programma di appartenenza a Dio.

Orsola Giuliani prenderà il nome di Veronica, che significa "vera immagine di Gesù".

Tutti noi, se vogliamo rassomigliare a Dio, dobbiamo incominciare a liberare il cuore dalle cose materiali perchè Dio, e lui solo, ne prenda il pieno possesso.

Impegno di vita: Come la Madonna e S. Veronica, cerchiamo anche noi prima di tutto il Regno di Dio.

Invocazione: O Madre dei poveri, prega per noi.

 

l6°GIORNO: MARIA CONTEMPLATIVA

Più volte i riferimenti evangelici su Maria dicono: "Maria da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc. 2,19).

La Vergine SS.ma stando accanto a Gesù ha incominciato a conoscere le meraviglie di Dio. Una delle prime cose che ha portato Maria ad essere contemplativa, è stato il mistero dell'Incarnazione di Gesù, poi l'avvenimento della nascita del Salvatore, con il canto degli Angeli, che dicevano: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama".

Maria ha vissuto l'apice della vita contemplativa sul Calvario, davanti al Figlio Risorto e nella Pentecoste: sono stati questi i grandi momenti della sua vita intima con Dio. Certamente Maria appare al mondo come il modello più perfetto di ogni anima che aspira al vero Amore nella vita religiosa.

S. Veronica, dopo le esperienze mistiche che ebbe da piccolina, attraver­so le conversazioni infantili con Gesù Bambino, diventando più grande, guardava a Gesù come allo "sposo" dell'anima sua, e la Madonna stessa le dirà: "Figlia mia, questo mio Figlio Gesù, ti ama tanto; sta preparata che sarà tuo Sposo". Quando Veronica farà la prima Comunione, sentirà dirsi da Gesù: "S3, io sono tuo Sposo e tu sarai mia sposa". Da allora Veronica incomincia il grande cammino di contemplativa, nel senso che incomincia a pensare e a guardare a Gesù come all'Essere più grande e più importante di tutta la sua vita. Conosciamo bene come S. Veronica, durante tutta la sua vita, contemplando Cristo, lo riprodusse al vivo in sé stessa.

Riflessione: Quando un'anima incomincia a contemplare l'amore infinito, dolcissimo e gratuito di Dio, entra adagio adagio nel vortice dei misteri di Dio, e più vi si applica e più desidera di vivere intimamente unita a Dio. Si avvera allora quello che disse S.Giovanni evangelista: "Dio è Amore, chi abita nell'amore abita in Dio, e Dio in lui".

L'amore è la vera strada che porta a Dio, e oggi Maria e Veronica dicono anche a noi di incominciare a percorrerla.

Impegno di vita: Passiamo qualche momento in contemplazione davanti al Sacramento dell'Eucarestia, che è il capolavoro dell'amore di Dio per noi.

Invocazione: Madre del bell'Amore, prega per noi.

 

l7°GIORNO: MARIA CASTA E IMMACOLATA

All'annuncio dellArcangelo S. Gabriele, che le dice: "Concepirai un figlio e lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù", Maria risponde: "Come è possibile? Non conosco uomo" (Lc. 1,34). Ma la Vergine era anche tutta pura poiché l'Arcangelo l'aveva salutata con le parole: "Ave, o piena di grazia". L'espressione "piena di grazia" ci fa comprendere che in Maria non c'era alcun peccato perché la pienezza della grazia esclude qualsiasi ombra di peccato attuale ed anche da quello originale.

S. Veronica, fin da piccolina nutriva i suoi pensieri solo per il Signore, i suoi desideri erano costantemente rivolti a Dio, i suoi gusti erano i gusti di Dio, le sue opere erano fatte unicamente per gradire a Dio e la sua preoccupazione era quella di servire a Dio: insomma, nel cuore e nella mente di Veronica c'era posto solo per il Signore. La purezza del cuore di Veronica si basava sulla sincerità e sull'amore intenso a Dio. La sincerità la portava ad essere trasparente con Dio e con il prossimo, mentre l'amore la portava a consacrare il suo cuore solo al Signore e per questo ne chiedeva l'aiuto a Maria.

Non possiamo dire che Veronica non abbia avuto le tentazioni e che la sua purezza sia stata solo un dono di Dio, no! Lei ha dovuto lottare molto contro il demonio e il mondo, fin da piccola, ma ha vinto sul male. Lei ha scritto nel Diario, verso la fine della sua vita, questa bella dichiarazione che le ha fatto la Vergine: "Il demonio ha fatto quanto ha potuto per levarti dalla divina volontà e per farti cascare nei peccati e colpe, ma io ti difendevo... e tu tutta l'hai passata con quella pace che Dio ed io abbiamo posto in quest'anima dell'anima mia".

Riflessione: Ogni anima rispecchia il volto dell'ideale che ricerca. Chi ricerca l'ideale della ricchezza materiale, avrà un cuore tutto ingombro delle cose materiali, ma chi ricerca decisamente le cose soprannaturali, avrà un cuore che rispecchia soltanto le cose di Dio. S. Veronica, per tutta la sua vita, ha ricercato Dio sopra ogni cosa, e Dio le ha riempito il cuore della sua divina presenza.

Impegno di vita: Se voglio la pace dello spirito, devo impegnarmi di più nelle cose di Dio.

Invocazione: O Maria Immacolata, prega per noi.

 

18°GIORNO: MARIA E LA SPERANZA

Già da prima di 2.000 anni fa, molti speravano nella venuta di un grande che riportasse l'umanità sulla strada della giustizia, dell'amore e della pace. Alcuni pensavano a un grande condottiero politico, altri a un forte generale di esercito, altri, finalmente e soprattutto tra il popolo di Israele, aspettavano un Profeta o un Messia, inviato direttamente da Dio, per portare a tutto il mondo un regno di santità e di giustizia.

Maria, la figlia di Gioacchino ed Anna, anche lei sperava in questo Salvatore. Aveva meditato le Scritture ed in base ai Sacri testi, sperava che ciò si avverasse presto.

Con l'Annunciazione dell'Angelo, la speranza crebbe vigorosamente nel cuore della Vergine e si centralizzò nel frutto del suo grembo. Gesù, nella casetta di Nazareth, è visto da lei come la speranza luminosa per un nuova alleanza tra Dio e gli uomini. E sul Calvario questa speranza non muore, ma è più radicata che mai, finché con la risurrezione del Figlio diventa sfolgorante realtà. Maria è nella Chiesa l'esempio più bello della santa speranza.

Racconta S. Veronica (I-909), che quando Gesù le dette alcune regole di comportamento, tra le altre ci fu questa: "fa che tu abbia una ferma speranza in me e diffidenza di te". Ed altra volta Gesù le disse: "Io sono il Maestro: spera in me, non dubitare" (I-734).

Una notte il demonio tentò S. Veronica insinuandole insistentemente di uscire dal monastero, di nascosto, per andare a predicare il Vangelo per il mondo e così convertire tanti peccatori, o anche di andare tra gli infedeli, tra i quali, forse, sarebbe morta martire. Allora la santa così dice al tentarore: "O tignoso che sei! Io non voglio altro martirio che quello dell'obbedienza... per fare in tutto il volere di Dio. Confido in Lui, e tanto mi basta. Mentre dicevo così, sentivo ravvivarmi la fede e la speranza in Dio" (II-577s).

E la speranza S. Veronica la nutriva anche nella sua cara Mamma, Maria SS.ma che sempre l'aiutava, conducendola progressivamente al centro di ogni speranza che è Dio.

Riflessione: La speranza è una virtù donata, per mezzo della quale, dietro la promessa di Dio, attendiamo fermamente da Lui la visione beatifica e le grazie necessarie per meritarcela.

Impegno di vita: Nel dubbio ricorriamo a Dio e alla Vergine con la preghiera.

Invocazione: Madre della speranza, prega per noi.

 

19°GIORNO: MARIA E LA CARITA'

Dio è amore, e per amore ha creato l'universo e gli uomini; per amore ci ha redenti per mezzo del Figlio suo Gesù e per amore ci ha santificati donandoci lo Spirito Santo.

Per amore, ci ha anche donato una mamma santa, che è Ma ria, perché con lei e per lei, ci fosse più facile imparare ad amare Dio.

Maria è la creatura umana che Dio ha amato sopra ogni altra, perché ha visto in lei la più alta corrispondenza di amore; e Maria, ha riversato il suo amore non solo in Dio, ma anche su tutti noi. 1 tanti suoi santuari sparsi in ogni parte del mondo, sono la dimostrazione di una presenza particolare di Maria tra le anime, che segue ed ama con amore di madre.

S. Veronica per tutta la sua vita ha sperimentato sensibilmente e spiritual­mente l'amore di Dio e di Maria ed ha cercato di ricambiarlo con dedizione filiale, soprattutto nelle grandi prove e nelle più alte esperienze mistiche. E Maria, che vedeva in questa sua figlia la più sincera devozione e fedeltà, arriva a chiamarla "anima della mia anima" e "cuore del mio cuore".

Nel 1716, S. Veronica, appena fu eletta abbadessa, ritenendosi incapace di esercitare quell'ufficio-servizio per la Comunità, ricorre immediatamente a Maria che le dice: "Sappi figlia, che sono stata io che ho voluto così,... io sono sempre con te e per te farò tutto. Sono io la Superiora. Tu devi dipender in tutto da me e fare tutto con me. Ora devi vivere quella vita divina in patimenti, tutto sarà per via di amore e, nel patire, l'amore ti avvicina più a Dio" (III-1033).

Guidata dall'amore materno della Vergine, S. Veronica ha realizzato in monastero una grande riforma spirituale, e le vocazioni aumentarono tanto, che dovette costruire un'altra ala del convento. Ma il suo amore per Gesù e Maria trapelava anche fuori del Monastero, al punto che molta gente la ricercava per consigli.

Riflessione: Con il Battesimo siamo stati immersi nell'amore di Dio, con la prima Comunione ci siamo uniti realmente con Dio incarnato e con la Cresima abbiamo ricevuto l'amore dello Spirito Santo, che ci ha illuminati, fortificati e accompagnati per bitta la vita.

Impegno di vita: Nella S. Comunione promettiamo di amare Dio sopra ogni cosa.

Invocazione: Madre della carità, prega per noi.

 

20° GIORNO: MARIA E L'EUCARESTIA

L'Eucarestia è la pregustazione della nostra intimità con Dio, che avverrà in pienezza nell'altra vita. Potrebbe anche definirsi il prolungamento dell'Incar­nazione del Verbo.

Ma prima ancora che esistesse l'Eucarestia, Gesù si è reso presente con il suo Corpo e il suo Sangue, nel seno della Vergine Maria, per opera dello Spirito Santo. Maria è stata allora la prima creatura umana che ha fatto "comunione" con Cristo, in modo vero e reale. E' stata una comunione vera e continuata per ben nove mesi; in questo tempo ha potuto adorare il suo Figlio con fede e amore nel proprio grembo.

Appena Gesù nacque, Maria lo ha preso in braccio e lo ha mostrato ai Pastori e ai Re Magi, alla stessa maniera che il Sacerdote mostra l'Ostia consacrata sull'altare.

S. Veronica chiama il sacramento dell'Eucarestia la "grande invenzione dell'Amore (divino)" (I-96). II momento più bello per lei, è quando riceve la S. Comunione: è allora che riceve le grazie più importanti, è allora che parla familiarmente con Gesù ed a Lui si dona con atto di profonda adorazione.

Cristo Eucarestia la attirava fin da piccolina, tanto che quando si celebra­va la S. Messa e le sorelle ve la portavano in braccio, bramava di accostarsi a quelli che facevano la S. Comunione, per sentime la fragranza della presenza di Cristo.

La notte che precedette la sua prima Comunione, non riposò un momento, tanta era l'ansia di incontrarsi con Gesù. E appena comunicata, sentiva nel cuore un incendio che, dice nel Diario, la faceva "giubilare". Più tardi, ogni volta che si comunicava, si sentiva così trasformata in Dio che spesso perdeva i sensi.

Riflessione: Con l'Eucarestia, Gesù si pone accanto a ciascuno di noi, anzi, brama di fare un tutt'uno con noi nella S. Comunione, che è la nostra vera unione con Dio. Forse manca in noi un poco di fede e di amore.

Impegno di vita: Cercherò.di far bene le mie Comunioni.

Invocazione: Madre del Verbo Incarnato prega per noi.

 

21° GIORNO: MARIA MADRE DELLA CHIESA

Paolo VI ha dichiarato Maria "Madre della Chiesa" e Giovanni Paolo II nell'Enciclica " Redentore dell'uomo" dice che Maria è "Madre della Chiesa, perché lei ha dato la vita umana al suo Figlio, per il quale e dal quale sono tutte le cose, e da cui il Popolo di Dio assume la grazia e la dignità di elezione".

Prima di morire sulla croce, Gesù ha voluto estendere la matemità di Maria a tutte le anime. Nella Pentecoste, Maria si trova in preghiera in mezzo agli Apostoli, che già la considerano loro guida e Madre. E la Chiesa è incominciata proprio li, nel Cenacolo, quando lo Spirito Santo è sceso anche su Maria, per illuminarla e fortificarla nel compito di Madre della Chiesa. Maria, di fatto, è Madre della Chiesa con il suo amore materno, dimostra­to verso tutti, lungo i secoli, sia con le molteplici apparizioni, che con i suoi insistenti richiami.

S. Veronica, offre anche lei le sue preghiere per la S. Chiesa perché le anime si convertano e si salvino.

Il 6 gennaio del 1697, il demonio la tentò fortemente sulla virtù della fede, insinuandole che non serviva a niente il pregare e fare penitenza per la Chiesa e per i peccatori, perché non esiste nulla (diceva il demonio), di quanto insegna la Chiesa. La Santa così rispose al tentatore: " non do retta alle tue menzogne. Credo vi sia l'eternità, Iddio sommo ed eterno; in una parola, credo tutto quello che crede la S. Chiesa, e tutto quello che hanno predicato gli Apostoli. Via, ingannatore! Parti da me".

S. Veronica si sente figlia della Chiesa nell'ubbidienza pronta ai suoi rappresentanti, che considera inviati di Dio. Quando il Confessore ed il Vescovo di Città di Castello esigono da lei qualche cosa, come lo scrivere il Diario, lei si mostra sempre disponibilissima.

Riflessione: La Chiesa è come una grande nave che naviga verso Dio; il suo pilota è Gesù Cristo, tutti noi siamo i passeggeri che liberamente e responsabilemnte ci lasciano guidare da lui e con lui collaboriamo, ognuno per la sua parte.

Impegno di vita: Chiediamo a Maria di essere figli della Chiesa.

Invocazione: Madre della Chiesa, prega per noi.

 

22°GIORNO: MARIA MODELLO DA IMITARE

Nella seconda parte dell'Enciclica "La Madre del Redentore", il Papa Giovanni Paolo II ci presenta Maria come la Madre di Gesù, tutta dedita ad una vita di interiorità e di testimonianza.

Maria, che più di tutti ha contemplato il volto del suo Figlio Gesù, nell'infanzia, nell'adolescenza, nella vita lavorativa a Nazareth e nella vita apostolica, ha cercato di riprodurre in sé tutte le più belle virtù del Figlio. In Gesù ha trovato il modello di vita e di santità ideale, e lei non solo meditava l'opera del Verbo di Dio fatto carne, ma cercava di assomigliargli in tutto. La Vergine diventa così il modello più bello da imitare.

Imitare Gesù sembra una cosa difficile perché Lui è anche Dio, ma imitare Maria rimane ben più facile perché è una creatura.

Per imitare Maria, prima bisogna conoscerla nella sua vita e nelle sue virtù, e la vita della Vergine è una vita di nascondimento, di preghiera, di umiltà, di fede, di speranza, di fortezza e di tante altre belle virtù.

Nelle varie esperienze mistiche, S. Veronica guarda sempre alla Vergine SS.ma per evitare il dubbio di essere ingannata dal demonio e per avere sempre un punto di riferimento e di comportamento di vita.

Il 21 novembre del 1708, festa della Presentazione della Madonna al Tempio, Veronica scrive nel Diario: Io, Suor Veronica, intendo di unirmi colla medesima Vergine, e di fare a sua imitazione, offerta di me stessa a Dio, con dare

in mano alla Vergine SS.ma, la mia volontà, acciò Ella ne faccia un dono al suo Figlio SS.mo." Nel mese seguente scrive: "Parvemi di capire (dalla SS.ma Vergine)... che mi insegnasse in tutto il mio operare, e avessi sempre intenzione di unire tutte le mie opere con tutte le opere che Ella fece... Parmi di sentirla in continuo appresso a me, che mi ammaestri in tutto e mi ricordi la fedeltà, la carità, l'umiltà e tutte le virtù" (III-389).

Riflessione: Se nella nostra vita avremo Maria come il modello da imitare, ci avvicineremo facilmente a Cristo, sorgente di verità e di pace.

Impegno di vita: Cerchiamo in questo giorno di imitare Maria nella virtù dell'ascolto e della preghiera.

Invocazione: Madre del Salvatore, prega per noi.

 

23° GIORNO: MARIA E LA PREGHIERA

Gesù pregava spesso, ritirandosi in luoghi solitari, per fare una preghiera più intensa, ma ha anche insegnato a pregare ai suoi apostoli, indicandone le modalità e le espressioni, come per esempio nel "Padre Nostro".

Anche la Madre di Gesù viveva spesso ritirata nel silenzio della casa di Nazareth a pregare, e quando prega pubblicamente, eleva una bellissima lode a Dio come fece con il "Magnificat".

Ha pregato con Gesù nella casa di Nazareth ed anche sul Calvario.

Nel libro degli Atti degli Apostoli (1,14), si dice che i discepoli erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù. Dunque Maria era assidua nella preghiera.

S. Veronica, per tutta la sua vita è stata in continuo dialogo con Gesù e con Maria.

Da piccolina la sua orazione ha la forma di una conversazione infantile, accompagnata da offerte di fiori e preparazione di altarini. Poi, pian piano, unisce al dialogo con Gesù e con Maria, l'offerta di patimenti e privazioni.

Da religiosa, la sua preghiera diventa offerta e consacrazione di tutto il proprio essere, per poi entrare finalmente nella fase della contemplazione.

E' interessante vedere come S. Veronica si lascia guidare da Gesù e da Maria, che portano la fedele discepola alle più alte esperienze mistiche. E dire che la Santa, dopo un cammino straordinario di preghiera, dichiara candidamente di non avere mai saputo fare orazione! (II-712) Ecco la preghiera umile!

Riflessione: La preghiera è il respiro dell'anima, è la forza che ci fa camminare speditamente con Dio verso Dio, è un colloquio che noi facciamo familiarmente con il Signore. E Gesù ci dice che dobbiamo pregare sempre, senza stancarci mai, con umiltà, fede e speranza, rivolgendoci al Padre, nel suo nome.

Impegno di vita: Facciamo sempre la nostra preghiera, sapendo di fare un grande incontro con Dio.

Invocazione: Madre del Redentore, prega per noi.

 

24° GIORNO: MARIA E LA FORTEZZA DI SPIRITO

La fortezza cristiana è una virtù che si manifesta nella fermezza della volontà, sia nel fare il bene, che nell'evitare il male. Perché si raggiunga questa fermezza è necessario un lungo esercizio di volontà e l'aiuto della grazia divina.

Maria SS.ma dimostra una grande fortezza di spirito nelle varie circostan­ze della sua vita: quando riceve la chiamata ad essere la madre del Salvatore; quando non trova posto a Betlemme, per la nascita di Gesù; quando deve fuggire con il Figlio in Egitto; quando Gesù è calunniato dagli scribi e dai farisei; e finalmente quando sul Calvario, sfidando i nemici di Gesù ed i soldati romani, si mette con grande coraggio ai piedi della Croce per confortare il Figlio morente e per offersi a Lui, per la redenzione del mondo.

S. Veronica aveva un'intelligenza vivacissima ed una volontà decisa. Con l'intelligenza e la grazia divina, ha scoperto fin da piccola che la cosa più importante nella vita è quella di conoscere, seguire ed amare Dio, per poi possederlo eternamente nell'altra vita. Con la volontà, si è applicata tenacemente alla realizzazione di questo fine.

Da giovane, nel periodo che si trovava a Piacenza, si sentiva attorniata da certi ragazzi, che spesso le raccontavano le loro avventure galanti ed equivoche. Allora lei aveva forti reazioni, e più di una volta, come racconta nel Diario, li rimproverava, dicendo franca e coraggiosa: " le vostre ciarle mi fanno nausea, vergognatevi a ridere su ciò che è offesa a Dio" (1 ° Relaz.).

Orsolina desiderava tanto l'ideale della grandezza e della gloria, ed avendo scoperto che questo ideale lo avrebbe realizzato solo in Dio, prese la ferma decisione di consacrarsi completamente al Signore. Per raggiungere questo, ebbe a lottare moltissimo contro i parenti, gli amici, il mondo, il suo proprio carattere e il demonio, ma riuscì a vincere perché aveva imparato ad essere forte contro il male e generosa nel bene.

Riflessione: La fortezza è una virtù che si acquista un poco alla volta assecondando la grazia di Dio con molti e ripetuti esercizi di volontà e per la durata di una vita intera, senza ferie o riposo, ed è una virtù che viene provata nella Croce.

Impegno di vita: Affrontiamo le nostre difficoltà con volontà decisa e con la preghiera.

Invocazione: Aiuto dei cristiani, prega per noi.

 

25° GIORNO: MARIA, IL DONO DI DIO CHE SI DONA

Maria è il grande dono che Dio ha fatto a tutta l'umanità, perché l'ha voluta immacolata fin dal suo concepimento, piena di grazie e Madre della divina grazia.

Consapevole di questo grande dono che il Creatore faceva per suo mezzo al mondo, Maria ha corrisposto pienamente alla grazia e si è donata, a sua volta, a Dio e alle anime, con amore e dedizione senza limiti.

L'amore vero tende ad essere il dono di sè per gli altri, e Dio, perché ci ama, ci ha donato Gesù che per noi si è donato fino al sacrificio della Croce. Ma ci ha donato anche una Mamma buona, Maria. E lei continua ad essere per noi la Mamma buona che si dona a tutti, in ogni tempo della vita della Chiesa.

Anche S. Veronica è un dono di Dio per tutta la Chiesa, perché preveden­do in lei una grande corrispondenza, l'ha adomata di tante bellissime grazie ed esperienze mistiche; grazie che non ha riservato soltanto per sé, ma le ha messe

a disposizione di tutta la Chiesa. Scrive infatti il suo diario con grande vergogna interiore, in umiltà e ubbidienza perché bramava che quanto le accadeva restasse segreto, consapevole però che " i miei scritti serviranno un giorno al rinnova­mento della fede". E questo, per lei era di grande consolazione: era un dono che lei riceveva da Dio e lo trasmetteva alle anime di tutti i tempi.

Riflessione: Dio si è donato a ciascuno di noi creandoci a sua immagine e somiglianza. Dio si è donato a noi dandoci Gesù Cristo, che ci ha rigenerati attraverso il Battesimo e ci ha redenti con la sua passione e morte. Dio si è donato a noi con l'amore dello Spirito Santo nella Cresima. Dio si è donato a noi e continua a donarsi fino alla fine del mondò con la Santa Eucarestia. Dio ci ha donato anche una mamma santa, che è Maria SS.ma. Che cosa noi sappiamo donare a Dio?

Impegno di vita: Nella S. Comunione offrirò a Dio tutto il mio essere, e durante la giornata cercherò di rendermi disponibile al prossimo.

Invocazione: Madre del divino Amore, prega per noi.

 

26° GIORNO: MARIA E L'UMILTA'

L'umiltà di Maria appare molto evidente nella risposta che lei dà all'Ar­cangelo S. Gabriele, quando dice: "Eccomi, sono la serva del Signore". Quel­l'espressione "serva", ci fa vedere come la Vergine si considerava davanti a Dio: l'ultima della famiglia dei figli di Dio. Lei aveva capito a quale grandezza Dio l'aveva chiamata, ma non se ne fa un vanto, anzi, si ritiene l'ultima di tutti, e tanto povera e indegna che si ritiene soltanto capace di servire.

Quando Gesù compie miracoli e viene osannato dalle folle, lei si nasconde, per non voler "rubare" neanche un poco della gloria del Figlio. Per questa sua grande umiltà Dio l'ha elevata al di sopra di ogni creatura, per cui tutti i popoli, da sempre e per sempre, la chiameranno beata.

S. Veronica il l ° gennaio del 1697 (1-752), era già notte alta, scriveva in una protesta di piena sottomissione a Gesù, col sangue che gli usciva dal cuore ferito; (poiché il freddo era pungentissimo ed il sangue si gelava sulla penna, lei continuava a scrivere con l'inchiostro dicendo:) "Gesù mio caro... vi chiedo una vera umiltà". Dopo di che si dichiara, insieme ad altre consorelle, la "serva" dell'Altissimo.

Molte e molte volte, lei chiede a Gesù ed a Maria, nonché ai suoi Santi protettori, di poter vivere nella più santa umiltà. E Gesù, il 22 gennaio del 1696, così le dice: "Nascondi te e manifesta me..., nascondi te nel patire, nell'amarmi,

nello star morta a tutto, spogliata a tutto. Rinunzia con generosità, tutta te stessa..." E la Santa, dopo queste parole di Gesù Cristo, cercherà sempre di starsene nascosta, come dice lei stessa, "in un vero sentimento di umiltà, in tutto il mio operare". Infatti, Veronica, davanti a Dio si riteneva una grande pecca­trice, e davanti agli uomini si considerava l'ultima di tutti.

Riflessione: L'umiltà è la consapevolezza delle proprie imperfezioni e della propria pochezza. E' una consapevolezza così radicata e sincera, che porta a rinunciare ad atteggiamenti superbi ed orgogliosi. Del resto davanti a Dio noi abbiamo di nostro soltanto i peccati!

Impegno di vita: Ringraziamo il Signore per tutti i doni che ci ha fatto e chiediamogli perdono dei nostri peccati.

 

Invocazione: O Maria concepita senza peccato, prega per noi.

 

27° GIORNO: MARIA E LA PERFETTA LETIZIA

Maria, essendo la "piena di grazia" doveva possedere la gioia più perfetta. Ma la vera gioia in lei proviene dal fatto che ha generato Gesù, e perché per più di trent'anni è vissuta alla presenza di Cristo.

E questa letizia interiore, o beatitudine, lei l'ha manifestata molto bene nel "Magnificat", quando dice: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". Con questo canto, Maria dimostra di gioire immensamente della presenza di Dio in lei ed anche per le opere meravigliose che ha compiuto per mezzo di lei. Ma la perfetta letizia, l'ha provata nella risurrezione di Gesù, nella Pentecoste e nella propria assunzione al cielo in corpo e anima.

In Maria, dunque, due cose hanno fatto gioire la sua anima perfettamente: la vocazione alla maternità divina, accettata con fede, e la viva presenza di Dio nella sua vita, vissuta con amore.

S. Veronica racconta nel Diario che, fin da dodici anni, trovava grande gioia nel pregare in occasione delle feste, e principalmente quando faceva la S. Comunione: allora era tale la gioia interiore che andava in estasi e rimaneva a lungo fuori di sé.

II 28 ottobre del 1677, Veronica fece la vestizione religiosa nel monaste­ro di Città di Castello, e quando giunse la notte, non riuscì a dormire perla grande felicità che provava nel cuore: baciava ora l'abito ed ora le pareti della cella, e le pareva di sentire il Signore accanto che le diceva: "Io sono, non dubitare". E quando si recò a mezzanotte in coro per la recita dell'Ufficio delle Letture, aveva la viva sensazione che il Signore stesse accanto a lei , come fosse una persona, che le diceva: "Io sono colui che sono,"... "ebbi gran sentimento sopra la divina presenza, che fecemi in quel punto saltare il cuore" (I-903).

Anche tra le più dure sofferenze, la santa provava la perfetta letizia interiore, al punto che chiedeva a Dio di concederle ancora altri patimenti ed altre umiliazioni.

Riflessione: La vera gioia non viene mai dai beni materiali, che lasciano sempre stanchezza e insoddisfazione, ma dai beni spirituali che toccano l'intimo del nostro cuore e ci mettono in sintonia con Dio, felicità eterna. Paolo VI diceva che "la vera gioia si ha solo nel possesso di Dio".

Impegno di vita: In tutte le cose cerchiamo Dio prima di tutto.

Invocazione: O Maria concepita senza peccato, prega per noi.

 

28° GIORNO: MARIA, DONNA OPEROSA

Maria nella casetta di Nazareth compì fedelmente tutti gli impegni di sposa, di madre e di casalinga.

Come sposa del carpentiere, si adoperò ad aiutare il marito a tenere in ordine la bottega, ad accogliere i clienti, a sorridere nel lavoro, non sempre facile. Aiutò Giuseppe non solo nel lavoro materiale ma soprattutto nella vita spirituale.

Come madre, fu tutta premura per il Figlio Gesù, perché crescesse davanti a Dio e agli uomini nella pienezza della santità.

Come donna di casa attese a tutte le faccende quotidiane con spirito pieno di amore, di fede e di speranza. Faceva di tutto perché nella casetta ci fosse ordine, cibo e conforto, soprattutto spirituale.

Per i vicini fu la donna riservata, amica e generosa: il suo comportamento fu di totale disponibiltà ed esempio di grande rettitudine. Non fu la donna dei miracoli, ma fu il miracolo della santità nel quotidiano!

S. Veronica, appena entrata in noviziato, cercò di applicarsi con tutte le sue forze, per il bene della comunità, facendo le pulizie del monastero, spaccando legna, trasportando acqua ed altro.

Nella vestizione religiosa ricevette una croce sulle spalle ed una corona di spine in testa: quella croce e quella corona le porterà nel cuore per tutta la vita, esercitando i lavori più umili e pesanti, sempre con amore e con spirito di unione con Dio. Infatti così si esprime nel Diario: "Benché faccia le cose manuali, mi pare di stare in continua orazione" (I-192). E ancora: "Facevo tutto, ma come non so. E lo facevo con tale prestezza, che trovavo fatto in un'ora, quello che vi avrei messo, forse, il tempo di un giorno" (1-39). E tanto era svelta, che chi l'aiutava, non poteva tenerle il passo.

Faceva tutto per amore di Gesù, e poi diceva a sé stessa: "Veronica, ricordati che sei venuta per servire e non per essere servita".

Riflessione: Giovanni Paolo II ha detto che con il lavoro "l'uomo partecipa all'opera del Creatore", anzi, "nel lavoro umano, il cristiano ritrova una piccola parte della Croce di Cristo".

Impegno di vita: Facciamo i nostri lavori come fossero una preghiera.

Invocazione: Vergine fedele, prega per noi.

 

29° GIORNO: MARIA E IL SILENZIO

Maria è vista dagli Evangelisti e dalla Chiesa come la donna che vive nell'ascolto della Parola di Dio. I Vangeli riferiscono di lei pochissime espres­sioni. Nella casa di Nazareth amava il silenzio, per ascoltare più facilmente la voce dello Spirito Santo che si rivolgeva al suo cuore sommessamente. Ma il silenzio più bello di Maria è il silenzio sofferto. Dice il Vangelo di Matteo che "Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, che era giusto, decise di licenziarla in segreto". Maria avrebbe potuto spiegare, avrebbe potuto dire le sue vere e sante ragioni, ma preferì soffrire in silenzio, lasciando a Dio stesso il delicato compito di parlare.

E Gesù nascerà non nel chiasso di una città o tra il via-vai della gente, ma nel silenzio, dove Maria può meglio contemplare il grande mistero.

L'otto aprile del 1697, in una visione, il Signore consegna a S. Veronica (tra le altre regole di un preciso programma spirituale), questa regola partico­lare: "Ti ordino il silenzio rigoroso. Non devi parlare se non di cose spirituali, ed in ordine alla carità e profitto per te e per gli altri".

Ed una mattina, dopo la S. Comunione (che a quei tempi non era permessa tutti i giorni), sentendo la voce del Signore che le diceva al cuore: "Io sono", annota nel Diario: "Mi è venuta brama, per l'avvenire, di passarmela, il giorno che mi sono comunicata, sempre in silenzio, ritiratezza ed orazione" (I-623). Anche la Vergine, dopo averle concesso alcune grazie particolari, le ricorda l'osservanza di cinque virtù, la prima delle quali è proprio quella del silenzio con le creature, perché potesse parlare di più e più facilmente con Dio. Quando nel 1703 S. Veronia fu nominata Maestra delle novizie, preoccupata di dare buon esempio alle giovani, così dice: "Adesso me ne avveggo ed apprendo che non ho mai imparato a ben parlare, e non ho mai praticato il bel tacere" (III­142). Le più belle visioni ed esperienze mistiche le avrà sempre dopo un lungo silenzio e raccoglimento: è allora che Dio parla liberamente al suo cuore.

Riflessione: Per meditare i misteri di Dio e per ascoltare la sua voce, abbiamo bisogno di silenzio intorno a noi e dentro di noi.

Impegno di vita: Meditiamo un poco il silenzio di Gesù nella santa Eucarestia.

Invocazione: Madre amabile, prega per noi.

 

30° GIORNO: MARIA E LA PACE

Quando Gesù appare agli apostoli, dopo la sua risurrezione, augura a loro la "Sua" pace. La pace di Gesù è l'armonia e l'intima comunione con Dio. E' questa la base di ogni pace esteriore ed interiore.

Maria è stata la creatura che più di tutti è vissuta in armonia con Dio. Primo, perchè Dio l'aveva ricolmata di grazia preservandola anche dal peccato originale. Secondo, perché lei ha corrisposto alle grazie con tutta la sua anima. Terzo, perché lei più di tutti è vissuta alla presenza di Gesù ed ha avuto modo di contemplarne il volto, di ascoltarne le parole di grande sapienza e di considerarne attentamente le opere. E tutto questo dava alla sua anima una grande pace e sicurezza interiore. Ma quella pace che lei ha conquistato, l'ha poi comunicata agli apostoli ed ai primi cristiani e continua ancora oggi ad essere la dispensatrice di pace.

Il 9 aprile del 1694 (1-293), S. Veronica afferma che la vera pace del cuore, deriva dal fare sempre la volontà di Dio, principalmente quando costa sacrificio. E se si è in mezzo alle tentazioni, basta ricorrere a Dio, che subito si ristabilisce la pace interiore, perché quando il cuore si rivolge a Dio con vero amore, allora, come dice lei stessa "l'amore lo fa saltare e ballare, l'amore lo fa giubilare e far festa" (V-251).

S. Veronica il 16 gennaio del 1695, desiderando conoscere qualche cosa di formazione spirituale, prese un libro ed incominciò a leggere, ma subito sentì una voce che le diceva: " -Serra cotesto libro, perché lo ti voglio servire da libro e di tutto quello che sarà necessario per te -. Di già parvemi capire che questo era il Signore perché ... tutto ciò apportava una certa pace interiore". Altra volta il demonio cercò di indurla a non fare più le penitenze e preghiere, dicendole che tanto era già condannata all'inferno, e S. Veronica gli rispose: "O bestia infernale, se io son tua, perché mi tenti tanto?... " Così dicendo si rimise a fare le penitenze e preghiere, e subito tornò nel suo cuore la pace (I-395).

Per questo amore verso Dio, si sente così ricambiata che le pare di essere come "baciata" da Dio; allora piena di gioia grida: "Viva la pace!".

Riflessione: La pace interiore ed esteriore si basa sempre sull'amore a Dio, ed è un dono ma anche una conquista della nostra buona volontà.

Impegno di vita: Cercherò di fare opere di pace, amando e perdonando sempre.

Invocazione: Regina della pace, prega per noi. 31

 

31° GIORNO: MARIA, MADRE DEGLI APOSTOLI E DELLE VOCAZIONI

Maria era assidua nella preghiera, con gli Apostoli nel Cenacolo. Lì la Vergine pregava per la Chiesa nascente e faceva da madre e da guida ai primi missionari del Vangelo. Ma certamente pregava anche per gli altri missionari che sarebbero venuti nel corso dei secoli. Pregava per le vocazioni, perché Gesù suo Figlio aveva raccomandato vivamente di pregare il Padre celeste perché inviasse tanti operai nella sua messe.

Maria non è andata a predicare il Vangelo, come hanno fatto gli Apostoli, ma ha assistito gli Apostoli e ha pregato per loro perché fossero generosi.

Il 2 febbraio del 1670, S. Veronica che non aveva ancora dieci anni e già bramava la vita religiosa, quando si accorse che alcune sue sorelle si prepara­vano ad entrare tra le Clarisse, incominciò ad invidiarle ed a sognare di essere anche lei una sposa di Cristo. Così scrive nella Relazione del 1693: "Io mi sentivo consumare; non trovavo luogo, né modo come potevo fare per levarmi davvero dal mondo" (V-5).

S. Veronica ha amato la propria vocazione religiosa, e diceva: "O Signore, che grande grazia è questa di avermi dato quest'abito (religioso)". Allora benediceva Dio per il grande dono che aveva fatto alla Chiesa con il Sacerdozio ministeriale, e pregava per i Sacerdoti che voleva dotti, ma soprattutto santi. A loro ubbidiva come a Cristo stesso e raccomandava a questi che adorassero con fede il SS.mo Sacramento dell'Eucarestia. Nella Relazione del 1700 (I-81), dice: " Io non capivo e non potevo comprendere, come potevate voialtri sacerdoti tenere quel Dio tra le mani, e non impazzire d'amore".

E ancora, nel 1714 (V-96) scrive: "Io per me credo che voialtri sacerdoti non dormite mai, né possiate cibarvi d'altro cibo che di cose spirituali. Credo che qui solo troviate il vostro sostentamento, e che questo divinissimo cibo del Sacramento, sia a tutti voi sostentamento vitale, che non gustate altro".

Riflessione: Quando Gesù ha preparato gli Apostoli alla loro missione, ha voluto che assimilassero il Vangelo, si uniformassero alla sua vita, realizzassero le sue opere. Questo, in verità, vale per tutte le vocazioni ma soprattutto per i sacerdoti e i religiosi che hanno più specificatamente la missione di predicare e testimo­niare il Vangelo.

Impegno di vita: Come Maria e S. Veronica, pregherò spesso per le vocazioni.

Invocazione: Regina degli Apostoli, prega per noi.