MESE DI MAGGIO CON MARIA 2008

Tratto dalla rivista: “Papa Giovanni” anno 1998.

IL MESE DELLA MADONNA

Il mese di maggio ci ricorda che Maria Santissima, per la sua intima partecipazione alla storia della salvez­za, interviene efficacemente per salvare tutti coloro che la invocano con animo retto. "Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata" (LG 62).

"La vera devozione alla Madre di Dio non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una cer­ta quale vana credulità: bensi procede dalla fede vera, del­la quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti a filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù" (LG 67).

Invochiamo Maria come "vita, dolcezza e speranza nostra, avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice...". Madre spirituale di coloro che Dio chiama alla salvezza, ci desidera salvi e aiuta chi la invoca con fiducia e costanza.

Come Madre di misericordia e rifugio dei peccatori, salva anche costoro, purché vogliano convertirsi. Bisogna invocare Maria, amarla, prendere quella mano che ci porge e non lasciarla mai più. Raccomandiamoci ogni giorno a Maria, rallegriamoci, lavoriamo con Maria, soffriamo con Maria.

Durante il mese di maggio, vogliamo manifestare alla Madonna il nostro amore, la nostra riconoscenza. Non sapremo che in Paradiso, quante grazie ci ha ottenuto, da quanti pericoli ci ha preservati e salvati. Ci ama tanto: è in cielo, ma col cuore è sulla terra. Non ha da preoccuparsi per i suoi figli beati in cielo, essi ormai sono al sicuro. Si preoccupa per noi perché sa i nostri bisogni e le paure.

Una mamma si preoccupa poco del figlio che sta bene, gioca e sgambetta nel cortile: ma il suo pensiero va al suo piccolo, ammalato, con la febbre che sta a letto; che ha bisogno delle sue cure, delle sue attenzioni, delle sue carez­ze. Desideriamo le carezze della Madonna! Abbiamo biso­gno di sentire Dio come Padre; ma anche di sentire Maria come Madre. Così ha voluto Gesù, dall'alto della croce.

Ad Ars, nella piccola chiesetta del Curato, a destra, c'è la cappella della Madonna, con una bella statua. È gran­de, con il cuore che si apre: è una scatola dorata. Dentro ai vari fogli di carta, sono scritti tutti i nomi dei parroc­chiani del santo Curato. Li ha scritti lui: ha voluto che tutti fossero dentro il cuore di Maria.

Il cuore di Maria! Diceva il santo: "Ho attinto tante di quelle grazie da quel cuore, che lo avrei esaurito io solo, se non fosse inesauribile"... E diceva ancora: "Quanto ci ama! il cuore di tutte le mamme messe insieme, non è che un pezzo di ghiaccio, rispetto al Cuore ardente di Maria!".

In questo mese invochiamo la protezione di Maria per la nostra salvezza. Maria ascolta i suoi devoti. Per un Rosa­rio, per un digiuno, Maria ha talvolta beneficato con gra­zie singolari i più grandi pec­catori. Pensiamo dun­que che cosa farà nei nostri con­fronti per un intero mese a Lei dedicato! Padre Pio così scriveva: "Il caro mese di maggio e per me il me­se del­le gra­zie".

 

1 maggio - SAN GIUSEPPE ARTIGIANO

Inizia il bel mese di maggio e inizia con la memoria di San Giuseppe artigiano. Ci pare di buon auspicio perché nessuno ha amato la Madonna come San Giu­seppe.

Nessuno come lui si sentiva indegno di stare accanto alla Sancta Sanctorum tanto è vero che quando si accor­se del mistero della divina maternità, si chiedeva con ango­scia: "che ruolo devo svolgere accanto a un'anima così privilegiata, così santa e immacolata?

Dal momento della visione dell'Angelo si è messo let­teralmente a servizio di Maria e del suo divin Figlio. Li ha difesi, li ha protetti, aiutati col suo lavoro: è vissuto per loro, per loro è morto tra le loro braccia: oh morte beata! sarà anche la nostra se dietro il suo esempio, avremo vis­suto e lavorato per Gesù e per Maria.

Oggi è la festa del lavoro. Ma il lavoro non è comin­ciato col 1° maggio, ma con l'inizio del mondo, quando Dio creò l'uomo e lo pose nel giardino Eden affin­ché operasse e fosse felice..., ma le cose andarono diver­samente!

Oh come dobbiamo invocare San Giuseppe, invocare la divina Massaia perché sia risolto l'angoscioso proble­ma del lavoro che purtroppo non tutti riescono ad avere. Soprattutto dopo l'esempio di Gesù che per 30 anni, indurì le sue mani divine con gli attrezzi pesanti dell'epoca. Il lavoro è preghiera, è sacrificio, è apostolato.

Il lavoro è imitazione di Gesù, di Maria e di Giuseppe: mettiamoci alla loro scuola perché è una scuola di sere­nità, di santità.

Le mani callose rassomigliano a quelle di Gesù e di Giuseppe: saranno il nostro passaporto per il Paradiso, se sapremo santificare il nostro lavoro!

 

2 maggio - PER MEZZO DI MARIA

Anche i bambini sanno che il mese di maggio è il mese della Madonna. Il mese di maggio ha come scopo di onorare Dio attraverso Maria. Lo dobbiamo sempre tenere in mente anche nelle altre nostre devozioni. Così, quando veneriamo i Santi, ogni volta, noi vogliamo adorare e onorare Dio nei suoi Santi. Sono gli amici di Dio, sono gli eroi più fulgi­di dell'umanità: veri capolavori di grazia...

Maria li supera tutti perché mentre i Santi hanno rag­giunto le più alte vette della santità, solo al termine della loro vita, la Madonna, capolavoro dei capolavori, é par­tita fin dal suo immacolato concepimento già dalle vette della santità per raggiungere altezze impensabili, irrag­giungibili anche agli Angeli, ai Serafini, ai Cherubini: i quali, dicono i santi, potevano scendere e imparare da lei, come amare Dio e come servirlo adeguatamente.

Maria è il non plus ultra della santità e della dignità. Secondo Dante, più che creatura: ma più che crea­tura c'è soltanto Dio! Ecco perché alla Salette la Madon­na sembra sfidarci: "Per quanto farete o pregherete, mai potrete compensarmi per quello che ho fatto per voi". Del resto lo conferma anche un noto proverbio: "Una mamma è buona per venti figli, ma venti figli non sono buoni a compensare una mamma"... e se questo vale per una sem­plice mamma della terra, che cosa dire della Mamma del cielo?

Siamo appunto qui per onorare Dio in Maria; per rin­graziarlo di averla fatta così bella, così santa, così mater­na e insieme così misericordiosa. Per questo non occor­re essere grandi filosofi, grandi teologi: la Madonna si accontenta di un umile gesto, un fiore, una candelina, l'of­ferta di un umile sacrificio offerto di cuore a Lei.

 

3 maggio - LA NOSTRA RELIGIONE

Com'è bella la nostra santa religione! In fondo ci comanda così poco: amare Dio, amare i fra­telli; andare a messa la domenica, pregare mat­tina e sera, osservare l'astinenza, fare qualche elemosina, fare bene il proprio dovere. Le altre religioni esigono molto di più: pensate al ramadan, così severo; pensate a tutte le proibizioni della religione ebraica... non parliamo poi delle altre religioni esoteriche che richiedo­no digiuni, pellegrinaggi, lavaggi nel fiume Gange... di bruciare i propri cari quando muoiono... Dio ci ha chia­mati alla santa libertà.

Per le devozioni ognuno può scegliere la propria devo­zione, secondo la sua cultura, la propria educazione, il pae­se dove abita, il proprio sesso. Si capisce, una mamma avrà devozione per S. Rita che è stata mamma, che ha perso i due figli, che è stata vedova: la sente più vicina alla sua vita. C'è la più ampia libertà di scelta: purché attraverso i santi giungiamo alla sorgente di ogni santità: a Dio.

La Madonna: ecco una devozione essenziale. La Chiesa a per lei 1'iperdulia, un super culto; tutti i santi sono stati mariani, gli artisti, i poeti... La Madonna non è un sovrappiù, una cornice: entra nel mistero dell'umana reden­zione, per la parte che ha avuto dal giorno dell'annuncio fino alla sua partecipazione al sacrificio della croce.

La Santa Vergine Maria viene giustamente chiamata cristofora, la portatrice di Cristo. Ci ricorda Giovanni Paolo II: "Questa pietà popolare è veramente la pietà dei poveri e dei semplici. E' il modo col quale questi prediletti del Signore vivono e traducono nella loro vita il mistero della fede che hanno ricevuto". Restiamo tra gli umili figli di Maria e saremo i prediletti di Dio e della sua santissi­ma Madre.

 

4 maggio - LA DEVOZIONE POPOLARE

Si, lo ammettiamo: la nostra devozione verso Maria deve essere più illuminata, più fondata, più bibli­ca..., ma non per questo non deve restare umile, semplice, popolare. Diceva un sacerdote assai eru­dito: "Anche a me piace accendere una candelina alla Madonna. Ma prima guardo attorno per vedere se non c'è qualche teologo moderno a osservarmi". Ai nostri giorni c'è stato un consolante risveglio di cultura teologica e biblica e ne dobbiamo ringraziare il Signore, come di un vero progresso, un vero arricchimento spirituale. Dopo il Concilio Vaticano II, si è tanto detto e proclamato che occorre rimettere la liturgia al centro di tutto, perché è il culmine del culto nella Chiesa: la liturgia ci fa pregare con la Chiesa, in una maniera più genuina e ortodossa. E si è tanto insistito che molte devozioni, tanto care al popolo cristiano come quella al Sacro Cuore e alla stessa Madon­na hanno rischiato di morire. In certe chiese si è arrivati perfino a togliere la statua o il quadro della Madonna.

Oggi, anche i cosiddetti "moderni" hanno riscoperto la validità della devozione popolare: c'è stata un'inver­sione di tendenza, anche perché non si erano mai visti tan­ti pellegrinaggi affollare i Santuari della Madonna, come ai nostri giorni. Lourdes, con i suoi 10 milioni; Pompei con i suoi 5 milioni di pellegrini, per citarne alcuni famosi.

Certo, come non si può separare Dio da Gesù, è altret­tanto vero che non si può separare Maria da Gesù, suo figlio. Anche i nostri fedeli sanno d'istinto che Gesù non può stare senza Maria e viceversa. Maria è il fiore più bel­lo della redenzione: è la prima redenta della storia del­l'umanità. Noi siamo stati rialzati dopo la caduta di Ada­mo ed Eva, la Madonna è stata preservata da ogni mac­chia di peccato.

 

5 maggio - MADRE DI MISERICORDIA

Non occorre essere grandi teologi: basta che esa­miniamo la nostra stessa vita: quante miserie! quanti limiti! come basta un nonnulla per farci cadere nell'impazienza, nella stizza, nel ranco­re, o in qualche insulto dei sensi. Quanto abbiamo bisogno di un Salvatore! quanto abbiamo bisogno di Maria, madre di misericordia. Il Crocifisso ci spiega che cos'è il pecca­to... Le lacrime della Madonna, nella sua vita e oggi, in alcu­ne apparizioni, ci spiegano che cosa sono i peccati.

Basta pensare come Dio ha punito alcuni suoi angeli! come ha punito Adamo ed Eva! Quale tragedia e qua­le mistero! Purtroppo, noi non abbiamo la sensibilità dei Santi. S. Stanislao Kostka cadeva svenuto al solo sentire una parola impudica...

S.Caterina da Siena, curiosa come lo sono un po' tut­te le donne, chiese di vedere un peccato. - Non puoi, le disse Gesù.

- Fammi vedere qualche cosa perché lo possa fuggire meglio; e Gesù le fece vedere l'ombra di un peccato. La povera Santa cadde svenuta. Ecco perché i vecchi predi­catori quando parlavano di peccati dicevano sempre: "Il maledetto peccato". Il peccato ha messo Gesù in croce e si osa dire ancora: "Che male c'è?".

Oh, fissiamo la Madonna: lei ha conosciuto tante ama­rezze nella sua vita; ma mai quella del peccato... ed è la grazia che fa ai suoi devoti: di accrescere in loro la deli­catezza di coscienza, aumentare in loro l'orrore al pec­cato... ci fa capire e vivere la frase di S. Domenico Savio: "La morte, ma non peccati". Gesù è venuto solo per togliere il peccato: "Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi!"

 

6 maggio - LA LA CREATURA PIÙ SANTA

A noi preti si sa, si fanno alle volte le domande più strane, in fatto di religione; e non ci dispia­ce. Vuol dire che le cose religiose interessa­no. Ci si chiede se un santo è più grande di un altro, forse per il fatto che fa più miracoli. Sì, occorre rico­noscere che nella Chiesa ci sono santi taumaturghi: paro­la difficile, ma che vuol significare che fanno più miracoli di altri: come Sant' Antonio.

Basta leggere il Messaggero di S. Antonio: le ultime pagine sono piene di grazie ricevute... Così altri santi. Ma non per questo, si deve dire che è più santo degli altri.

Vuol dire che Dio si serve di loro, come strumenti del­le sue grazie. Chi fa i miracoli è Dio solo: ma, si serve di alcuni Santi, e innanzitutto e soprattutto della Madonna. Una cosa è chiara: Dio solo è santo. Lo diciamo chiara­mente alla Messa, quando insieme al sacerdote recitiamo il "Gloria a Dio nel più alto dei cieli"; alla fine diciamo: "perché tu solo il Santo..." E ancora: "Siate santi perché io sono santo".

Léon Bloy afferma: "Non vi è che una tristezza al mon­do: ed è quella di non essere santi"... e noi, io, purtroppo non sentiamo nemmeno più quella tristezza! e siamo così mediocri! Se solo Dio è santo: è più santo chi più somi­glia a Dio, chi è a Lui più vicino: ecco perché Maria SS.ma è la creatura più santa: Sanctorum sanctissima... Essendo Dio amore, si somiglia a Dio solo con l'amore.

È più santo chi più ha amato il Signore. C'è poi quel­la frase nella Bibbia che dà le vertigini: "Facciamo l'uo­mo a nostra immagine e somiglianza". Come a dire nel­l'uomo c'è la vocazione alla santità, cioè la somiglianza con Dio; e San Paolo dice: "la santità consiste nella conformità con Gesù, l'unico uomo perfetto" (Rm 8,28).

 

7 maggio – IL CONCEPIMENTO DI MARIA

Nulla di più certo del peccato originale, come diceva il grande convertito Chesterton: basta vedere le conseguenze fisiche e morali nel mondo. Non ha bisogno di essere comprovato: è sotto gli occhi di tutti! Quando c'è qualche disgrazia, un disastro, possia­mo sempre dire: è a causa del peccato originale... tutto pro­viene da quella sorgente avvelenata... Ma la sua trasmissio­ne è un mistero: un bambino nato da genitori santi, ottimi cristiani: il loro bambino nasce deforme, un essere ripu­gnante agli occhi degli uomini. Com'è possibile? Non lo sap­piamo!, ma è così; è un dogma di fede. Molti cristiani confon­dono il concepimento di Gesù e quello di Maria. Il conce­pimento di Gesù è miracoloso, perché opera dello Spirito Santo: è un concepimento verginale, senza cioè il concorso dell'uomo: caso unico in tutta la storia umana.

Il concepimento di Maria è immacolato: Maria è stata concepita da Gioacchino ed Anna, i genitori suoi secon­do un'antichissima tradizione. Maria cioè ha avuto veri genitori come noi: solo che al momento del suo concepi­mento è intervenuto Dio, che ha impedito al peccato ori­ginale di macchiare quella creatura d'eccezione, per l'ec­cezionale missione che il Signore le affidava. S. Tomma­so, con la solita concisione dice che Maria ebbe tutto quel­lo che è ottimo "per ragione del fine". Dovendo essere la Madre di Dio e solo per questo, ha ricevuto tutti i pri­vilegi, tutte le virtù, tutte le grazie necessarie.

Se è vero quello che dicono i Vangeli, che al solo con­tatto con Gesù, guarivano tutti i malati, gli storpi, i cie­chi... che cosa dobbiamo dire di Maria, sua Madre, per il suo continuo e quotidiano contatto con Gesù? Invo­chiamo, senza mai stancarci, la Madre di Gesù nella gioia e nel dolore della nostra esistenza ... quanti aiuti inspera­ti riceveremo!

 

8 maggio - MARIA È IMMACOLATA

La Madonna è la Vergine Immacolata: lo sanno tutti. Ma forse non tutti sanno che questa verità, oggi dog­ma di fede, non ha avuto vita facile nella storia del­la Chiesa. Mentre la festa dell'Assunta è antichissi­ma e si è subito imposta alla devozione e alla fede di tutti i cristiani, quella sul suo immacolato concepimento no: ci sono voluti secoli di studi, di riflessioni, di contrasti.

A noi, semplici fedeli, non ci sembra che ci sia alcuna difficoltà ad ammettere che Maria è Immacolata; sembra una cosa ovvia dovendo essere la Madre di Gesù, la Madre di chi veniva a combattere il peccato, ci sembra naturale che il peccato l'abbia innanzi tutto scacciato da Maria, renden­dola immune non solo da ogni peccato, ma persino da ogni inclinazione al peccato. Perché si è tardato tanto? Per due enormi difficoltà: perché sembrava che questa verità, mal si conciliava con due dogmi chiarissimi e cioè l'universa­lità del peccato originale: omnes peccaverunt di S. Paolo; e l'universalità della Redenzione. La Chiesa ha sempre inse­gnato che tutta l'umanità proviene da una sola coppia uma­na: Adamo ed Eva. Orbene, questa sorgente divenne per il peccato d'infedeltà dei progenitori, avvelenata: quindi, tut­to il corso di questo fiume è avvelenato.

Il peccato originale ha fatto perdere la vita divina, la gra­zia per Adamo e per tutti i suoi discendenti: se il tral­cio perde il contatto con la vite, si secca, muore. Nulla di più certo. Gesù, riunendo in sé le due nature: divina e umana, ha ristabilito il contatto... come quando un loco­motore si rimette a contatto col filo elettrico.

Papa Pio IX, con la definizione del dogma dell'Imma­colata Concezione (8 dicembre 1854) ha posto fine a ogni discussione teologica; e quattro anni dopo, la stessa Madonna a Lourdes confermò quella definizione, usan­do le stesse parole del Papa.

 

9 maggio - IL SANGUE DI CRISTO

Ieri abbiamo capito una cosa: che tutto dipende dal Sangue preziosissimo di Gesù. Sì, è vero, c'è stata la riflessione dei teologi su quel piede che schiaccia la testa del serpente infernale; quel "piena di grazia" rivolto dall'Angelo a Maria il giorno dell'Annuncio; c'è stata tutta una tradizione di santi Padri, di teologi, di dot­tori; c'è stata e non ultima l'intima convinzione e la devo­zione di milioni di credenti...

Si, tutto vero: ma tutto, si proprio tutto ha origine dal Sangue preziosissimo di Gesù. Del resto, la S. Scrit­tura parla chiaro: "Sine sanguinis effusione, non fit remis­sio" (Hebr 9,22). Solo il sangue di Gesù toglie il pecca­to, tutti i peccati. E questo sangue viene a noi applicato coi Sacramenti. Quando assistiamo a un Battesimo noi vediamo acqua: ma l'acqua pulisce il corpo, la fronte... chi pulisce l'anima, è il sangue. In realtà dunque, quell'ac­qua non è acqua, ma simbolo del sangue di Cristo che penetra nel cuore, nell'anima del neonato e la rende splen­dida, figlia di Dio... Dio dice: "Tu sei diventato mio figlio: io ti amerò per sempre". Quando ci confessiamo noi si, sentiamo le parole del sacerdote: "Io ti assolvo"... ma in realtà il sacerdote prende la nostra anima macchiata e la tuffa nel Sangue prezioso di Cristo: ed esce rigenerata, bel­la, della bellezza degli angeli.

Lo aveva capito il grande apostolo S. Paolo che, dopo aver predicato, scritto le sue lettere fulgenti, alla fine ha scritto: "Io voglio limitarmi a predicare Cristo e Cristo crocifisso". Sì, solo la croce ci ha redenti. Ripetiamo spes­so, con amore, con fervore la bella giaculatoria che ci ha insegnato la nostra mamma terrena: "Santa Madre, deh! voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore". Così sia.

 

10 - LA DIGNITA’ DI MARIA

Siamo qui per pregare la Madonna, per onorarla, per dirle quanto le vogliamo bene... e non ci stan­cheremo mai di sentir parlare di lei, della sua grandezza, della sua santità, della sua dignità. Ma, tutte queste meraviglie sono nascoste, sono nel profondo della sua anima.

Esternamente non si vedeva niente e questo è così vero che, gli abitanti di Nazareth, che pur sono vissuti per più di 30 anni gomito a gomito con lei, non si sono accorti di nulla, proprio di nulla.

E non dobbiamo biasimarli perché, se anche noi fos­simo vissuti in quegli anni, e avessimo incontrato Maria, quando andava ad attingere acqua alla fontana del paese o quando andava nella piccola sinagoga forse non l'a­vremmo nemmeno salutata: già, perché tutta la sua bel­lezza era ab intus, all'interno.

Anche perché la sua vita era così modesta, così umi­le: la moglie d'un povero artigiano, in una povera casetta col suo albero di fico innanzi alla casa... qualcu­no dice che, come tutte le donne di quel tempo, anche Maria avrà avuto le sue due o tre galline perché non man­casse l'ovetto al suo piccolo Gesù.

Certo, adesso ha la corona d'oro sul capo, lo scettro in mano, il manto regale: ma allora, niente corona niente abiti di lusso niente troni, ma un umile sgabello, dei pove­ri calzari ai piedi, avrà macinato il suo pugno di grano, fat­to il bucato come tutte le massaie di Nazareth...

Il Signore non guarda se facciamo cose grandi o pic­cole: dice S. Agostino: "Una cosa piccola è evidentemente una piccola cosa; ma fare bene una piccola cosa diventa una grande cosa ". In altre parole, Dio guarda come le fac­ciamo le piccole cose, con quale grado di amore.

 

11 maggio - L'INNOCENZA DEGLI UMILI

La più grande rivoluzione cristiana, dopo Cristo, è stata quella di San Francesco d'Assisi... Si raccon­ta che un suo frate gli chiese: "Perché proprio a te, proprio a te: tutte queste genti?... E l'umile pove­rello rispose: "perché il Signore non ha trovato nessuno più meschino e inadatto di me". Il santo si reputava meno anco­ra dei diavoli perché diceva: "Se essi avessero ricevuto le grazie che ho ricevuto io, amerebbero il Signore più di me!". La Madonna ha le stesse preferenze di Gesù: a chi appare di regola? a fanciulli, ma non fanciulli istruiti, di buona fami­glia, ma a fanciulli ignoranti, analfabeti, privi di ogni attrat­tiva. Alcuni ben sanno che la Madonna della Salette è appar­sa a Massimino e a Melania. Al posto di Massimino ci dove­va essere un altro pastorello; ma era caduto ammalato e per soli sette giorni, venne sostituito da Massimino. Ma nulla avviene per caso: la Madonna ha preferito Massimino, il monello più monello del paese, un discolo che non andava mai in chiesa, mai a scuola, d'u­na vivacità rara: non stava fermo un istante, forse anche perché figlio di un alcolizzato. E Melania, una ragazzina musona, brontolona, disubbidiente, pigra, trasandata e sciatta, d'una ignoranza abissale e senza religione: deri­deva anzi coloro che pregavano... Eppure la Madonna li ha scelti e preferiti: ci sarà stata una ragione? L'unica era la loro estrema innocenza, il loro totale candore: aveva­no sì dei difetti, frutto della ignoranza dei genitori, ma non avevano vizi: rozzi sì, ma avevano miracolosamente con­servata la purezza dei gigli. Così per altre apparizioni. Quale lezione per noi! Se vogliamo godere le prefe­renze e le attenzioni di Maria, la Vergine Santa, non occor­re tanta scienza o eccelse qualità: ma semplicità e purez­za di cuore, come Bernadette, come i fanciulli di Fatima o della Salette.

 

12 maggio - LE PREFERENZE DI DIO

Certo Dio ama tutte le creature, la sua Provvi­denza abbraccia tutto e tutti; eppure non pos­siamo negare, leggendo la Sacra Scrittura, che Dio ha le sue preferenze. Ha preferito il popo­lo giudaico non perché avesse qualche cosa di partico­lare, di grande, di bello: anzi era un piccolo popolo, senz'arte né parte, rispetto ad altri popoli giganteschi e ben organizzati: come il popolo assiro, babilonese, egi­zio, romano o greco.

Le preferenze di Dio non hanno un perché. Noi dob­biamo conoscere queste preferenze, se vogliamo imitare Dio o la Vergine SS. ma: se vogliamo conformarci al loro modo di pensare, di valutare, di amare.

Senza risalire alla creazione o alla scelta dei profeti e dei patriarchi, pensiamo alla scelta del santo re Davide. Quando il profeta Samuele venne nella sua casa, il padre presentò tutti i suoi figli e solo alla fine disse: "Ho un ulti­mo ragazzo, l'ho mandato con le pecore"... non ci aveva nemmeno pensato.

Quando entrò in casa: "È lui! ungilo re". E di casi simi­li è pieno l'Antico Testamento.

Ecco giungere Gesù: chi sceglierà come mamma? la più umile, modesta fanciulla di un'oscura borgata. Come padre putativo, un umile artigiano, anche se discendente di re come doveva esserlo, secondo le profezie.

Gesù, chi sceglierà come apostoli? Dei dottori, dei professori, degli eruditi, degli oratori di grido? No, dodici analfabeti: perché a quei tempi i poveri doveva­no lavorare, solo i benestanti potevano permettersi il lusso di far studiare i figli, così nell'arco dei secoli cri­stiani: è la sua linea dì condotta. Gli ultimi saranno i primi nel Regno di Dio.

 

13 maggio - IL MATRIMONIO DI MARIA

Ma era proprio necessario che la Madonna si fosse sposata? Non era molto meglio se fos­se rimasta vergine in casa sua, invece di andare sposa... quando tutti sappiamo qua­li rischi comporta il matrimonio? Di certo questa è una domanda che prima o poi ci siamo posti un po' tutti. A que­sto proposito sarà bene ricordare un episodio storico. Quando si sposò Federico Ozanam, un avvocato destina­to alla gloria degli altari, l'amico suo e grande predicato­re Lacordaire disse: "Quel povero Federico non ha sapu­to evitare la trappola del matrimonio!"

Data la celebrità di Lacordaire quel suo detto arrivò alle orecchie del Papa il quale, in un'udienza gli disse: "Ma lei mi sta cambiando la religione! Non sapevo che Gesù Cristo avesse inventato e istituito i sacramenti e una... trappola!" Ma ritorniamo a Maria SS.ma. Perché si è spo­sata? eppure, nel suo cuore la prima in assoluto, aveva fat­to certo dietro ispirazione divina, il voto di perfetta castità. Si è sposata, così prescriveva la legge: 13/14 anni le don­ne; 16/17 anni gli uomini. Non erano ammessi i celibi, sal­vo malattia o handicap.

Quindi la Madonna andò sposa di Giuseppe e qui sono fiorite le più belle leggende. Siccome Maria era molto bel­la, molti erano i pretendenti. Il sacerdote decise che tutti mettessero i loro bastoni nel Tempio. L'indomani, solo quello di Giuseppe era fiorito.

Quanto abbiamo da imparare! Come Dio ha prepa­rato Maria alla sua stupenda missione di Madre di Dio, così Dio ha preparato il giovane Giuseppe che le sareb­be stato messo accanto. Lo dicono tutti i Santi e in modo particolare S. Bernardino da Siena: "Quando Dio chia­ma a una missione, dà all'eletto tutte le virtù e le doti necessarie perché possa svolgere quella missione".

 

14 maggio - "LA BELLA SIGNORA"'

In Italia quando nasce un bambino nessuno pensa a mettergli il nome "Gesù"; si danno altri nomi. Alfre­do, Roberto, Pietro, Luca... ma a nessuno viene in mente di chiamarlo Gesù. Oppure, si danno nomi che si riferiscono a Gesù: il più usato è Salvatore che è la tra­duzione esatta del nome Gesù: colui che salva. Oppure si usano Natale, Pasquale, Nazzareno, Giordano, Cristofo­ro, Giosué, Gesuino... Al contrario in Spagna è comunis­simo dare il nome "Jesus" ai bambini.

Invece per quanto riguarda il nome della Madonna e cioè "Maria" le cose vanno diversamente e infatti le ragaz­ze in molte nazioni si chiamano spesso: Immacolata, Assunta, Nunziatina, Graziella, Marianna, Virginia, Redenta, Consolata, Myriam, Ausilia... oggi, purtroppo, non tutti si rendono conto che è un modo per onorare la Madonna.

Quando l'Angelo dell'Annunciazione apparve alla Vergine Santa, non la saluta per nome: "Ave, piena di grazia", "Rallegrati, o piena di Dio, piena di gioia". Solo in un secondo tempo, le dice: "Non temere, Maria". E, come tutti i nomi ebrei, che significato ha il nome Maria? Tanti sono i significati dati a questo bellissimo nome, ma per noi "Maria" significa la Tutta Bella, la Bel­la Signora, la Stella del mattino, la Stella del mare...

Sì, la Madonna, la Madre di Dio era davvero una Bel­la Signora! E non poteva essere diversamente. Se pensia­mo che lo scrittore Edmondo de Amicis parlando di sua madre, diceva: "Più la guardo e più mi sembra bella ", cosa dobbiamo pensare di Maria, la creatura più pura, più san­ta, più immacolata del creato! Così anche noi guardando la Madonna, non possiamo che trovarla bella, sempre più bella. E noi, fissiamola, ammiriamola, ma, soprattutto, imi­tiamola! La sua bellezza trasformerà i nostri cuori.

 

15 maggio – L’ANNUNCIAZIONE

Tutti sanno che il racconto dell'Annunciazione è l'episodio centrale di tutta la vita della Madon­na. Il Beato Angelico non si stancava di ripro­durlo: se voi andate nel convento di S. Marco, a Firenze, lo vedrete riprodotto in mille maniere. Firenze è chiamata appunto la città dell'Annunziata. I pittori rap­presentano la Vergine Maria in ginocchio, con un libro in mano in casa. I Greci invece, dicono che l'apparizione avvenne per strada quando Maria rientrava dalla fontana, con l'anfora o la brocca piena d'acqua. Quella fontana esi­ste ancora: allora aveva due canne, ora ne ha tre.

Chi ha ragione: in casa o in strada come dicono i Gre­ci? Certamente in casa: il racconto evangelico è chiaro: "L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret... Entrando da lei, disse: Ti salu­to, o piena di grazia, il Signore è con te". Una scena di Paradiso.

Zeffirelli, nel suo notissimo film: "Gesù di Nazareth", non ha osato riprodurre la scena... Fa vedere Maria in preghiera, vicino a una finestrella: a un certo punto, la finestrella è invasa da una gran luce... Maria guarda stu­pita e sembra ascoltare e rispondere. Ma non si vede l'an­gelo...

La purezza non conosce le mezze misure. La purezza è libertà; è non avere il cuore diviso; la purezza è più nel cuore e nella mente prima che nel corpo. Dicevano gli antichi: "Alta alatis!" cioè le cose alte agli alati, a quel­li che hanno le ali: le ali dell'umiltà e della purezza. La caratteristica delle persone che amano la Madonna è l'a­more alla purezza, l'orrore delle cose sporche: "Se amia­mo il fango, diventiamo fango" dicevano i vecchi predi­catori ...

 

16 maggio - FIGLIO DI MARIA

Dio rivela se stesso, Dio rivela il mistero della SS.ma Trinità, Dio rivela un segreto, tenuto nascosto per millenni e millenni: il Figlio di Dio sta per diventare anche Figlio di Maria. Questo è il segreto dei segreti: mai rivelato nemmeno ai Santi vissuti nell'Antico Testamento. Lo dice con forti parole anche San Paolo. La prima creatura in assoluto, a scoprire questo mistero dei misteri, è stata la Madonna: dovrà partorire il Figlio di Dio.

Ma dunque, Dio è Padre, se ha un Figlio. Come avverrà il prodigio? "Lo Spirito Santo ti coprirà con la sua ombra". Attenti quando nella Bibbia si parla di ombra, di nube: alla consacrazione del Tempio di Gerusalemme, tutti dovet­tero uscire per quella nube traslucida che invase il Tempio sotto Salomone. Così la nube che scendeva sulla Tenda sacra per 40 anni nel deserto, così la nube che velò Gesù mentre ascendeva al cielo.

La nube indica la presenza di Dio! ecco come si è sve­lato a Maria il mistero più augusto della religione cri­stiana: un Dio in Tre persone, uguali e distinte come reci­ta il Catechismo. Siamo al punto centrale del mistero cri­stiano: l'incontro della divinità con l'umanità, l'eterno che si inserisce nel tempo, l'invisibile che diventa visibile.

Vengono le vertigini! E notate che il Vangelo non pro­va i misteri; li afferma. Così il predicatore: non deve confondere la predica con una conferenza teologica o uni­versitaria. Deve affermare, non provare. Come dice l'at­to di fede: "Credo a tutte le verità rivelate, che la Chiesa mi propone ".

Non dice che la Chiesa prova, propone, annuncia. Pro­pone, non impone: la fede è un atto essenzialmente libe­ro, oltre che dono di Dio.

 

17 maggio - AZIONE E CONTEMPLAZIONE

La prima volta, in assoluto, che la Sacra Scrittura parla di Maria, la presenta come donna. E' la don­na misteriosa, inconciliabile nemica del serpente e sua eterna vincitrice. Non dice se è sposata, se è vedova: dice solo donna e suo Figlio, la sua stirpe. Quel­lo che colpisce è che anche Gesù si rivolge a Maria, chia­mandola donna: "Che ho da fare con te, o donna! "(Gv 2,4), alle nozze di Cana. "Donna, ecco tuo figlio" (Gv 19,26), sul Calvario.

Anche S. Paolo: "Dio mandò suo figlio, nato da don­na" (Gal 4,4). Diventando Madre di Dio, Regina del cie­lo e della terra, Maria è diventata Madonna; ma non ha cessato di essere donna. Dopo l'Annunciazione, Maria non si ripiega su se stessa, per assaporare la presenza di Gesù, che cominciava a vivere nel suo grembo purissimo, nella contemplazione dell'inaudito mistero che si svolgeva in lei. Maria si affretta ad andare a servire Elisabetta la sua santa e anziana parente, che aspettava, anche lei un bam­bino e aveva bisogno del suo aiuto.

Cioè si dimostra prima donna poi Madonna: lascia la sua altissima contemplazione, per fare la massaia: badare alla cucina, al bucato, alle cose più umili... Non facciamo voli di alta mistica: siamo nel concreto della vita quotidiana.

Maria però aveva un privilegio: quello di dedicarsi non solo alle umili incombenze d'una casa, ma la sua mente non lasciava la contemplazione del mistero dol­cissimo che viveva in lei. Azione e contemplazione anda­vano cioè di pari passo. San Vincenzo de' Paoli, alle sue suore che, alle volte dovevano rinunciare a una Messa, per correre da un ammalato, diceva: "Non vi affanna­te: voi lasciate Dio per Iddio ".

 

18 maggio - VERGINE DELLE VERGINI

La Madonna era veramente pura, casta; pura nel cuore, casta nel corpo. Lei è stata la prima ragaz­za ebrea a emettere il voto di perpetua verginità, certamente sotto l'ispirazione di Dio. Ma qualche predicatore esagera quando afferma che Maria avrebbe perfino rifiutato di diventare Madre di Dio, se avesse dovu­to perdere la sua verginità. Non è cosi: non è la verginità che forma la santità; ma uniformarsi alla santa volontà di Dio. La vera, unica forma di santità è quella del Padre nostro: "Sia fatta la tua volontà" in tutto e per tutto altri­menti sarebbe stata meno generosa di Abramo, pronto a sacrificare suo figlio, meno generosa di Giuditta, pronta a sacrificare il suo pudore se questa era la volontà di Dio.Ancora non abbiamo capito che la santità è totale abbandono nelle mani di Dio: "O Dio, fa' di me quel­lo che vuoi". Ma poiché era stato Dio stesso a ispirare que­sto grande amore alla verginità in Maria, Dio stesso mol­tiplicherà i miracoli per conservargliela: - concepirà ver­gine - resterà vergine prima, durante e dopo il parto. Que­sta è la dottrina della Chiesa, condivisa da tutti i SS. Padri, dai teologi e dai Dottori della Chiesa. La Madonna è nel pieno senso della parola: Virgo virginum. La Vergine per eccellenza. I Francesi, che ci invidiano il termine Madon­na, chiamano Maria la Sainte Vierge; è detto tutto.

Si racconta di un Papa che elesse Vescovo un parro­co: Questi corre dal suo Vescovo e gli dice che non è degno, non è all'altezza, che ha tanti difetti... Quindi pro­testava la sua umiltà. Il suo vescovo gli disse: "Sì, lo so anch'io che hai tanti difetti e li ho fatti notare alla Santa Sede". Quel neo eletto se l'ebbe a male e non voleva più che il suo Vescovo partecipasse alla sua consacrazione; ma, per non suscitare scandalo, obtorto collo, accettò. O irreperibile umiltà!

 

19 maggio - LA NUOVA EVA

Si dice che la Madonna è la copia perfetta di Gesù... che la sua missione sulla terra era simile a quel­la del suo Gesù. E che cosa ha fatto Gesù sulla terra? Perché è venuto in mezzo a noi? "Agnel­lo di Dio, che togli i peccati del mondo". Ecco quello che è venuto a fare Gesù: a togliere, a portar su di sé i nostri peccati, a liberarci dal peccato, per darci la vita dell'ani­ma, la vera vita... Lo stesso fa la Madonna: è chiamata la novella Eva, cioè la madre dei viventi; è il seggio della Sapienza: Sedes sapientiae e scaccia l'errore; è la via più breve e più sicura per andare in cielo.

Un santo ebbe una visione: vide due scale: una rossa e una bianca che andavano su su fino al cielo. Quelli che salivano per la scala rossa, faticavano, sudavano, e dopo due o tre gradini, ricadevano giù... quelli che salivano per la scala bianca, salivano agilmente, quasi allegramente: in cima alla scala c'era la Madonna. Quel santo capì: se vogliamo salvare le anime, facciamo intervenire la Madonna. Se vogliamo che in casa nostra regni la pace, l'armonia, l'amore, non manchi mai una immagine della Madonna in casa nostra.

Quando morì Anna Maria Taigi, suo marito era anco­ra in vita. Quando cominciò a far miracoli, la Chie­sa dovette fare un processo di beatificazione. E venne chia­mato a deporre anche il vecchio signor Taigi... lo fecero accomodare e gli chiesero di parlare della sua santa spo­sa. E si sentì quel vegliardo dire commosso: "Quando la mia sposa rientrava in casa, era come se entrasse il sole!" Quando vogliamo convertire un'anima, un giovane, inte­ressiamo la Madonna... Lo dicono i Santi, anche Dio fa così. - è la missione della Madonna, di allontanare il peccato, il demo­nio, il quale fugge spaventato appena vede la Madonna.

 

20 maggio - ADORATRICE  ECARISTICA

È bello onorare la Madonna dell'Eucaristia, la per­fetta adoratrice eucaristica. Lei che durante tutta la sua vita è stata il tabernacolo di Gesù, l'osten­sorio di Gesù; lei che ha fatto la prima proces­sione eucaristica quando si è recata ad Ain-Karim, da San­ta Elisabetta... ci porge l'occasione di parlare dell'Euca­ristia! Del resto non è Lei che prepara i trionfi dell'Eu­caristia a Lourdes e in tutti gli altri Santuari?

Che cosa dire sull'Eucaristia? Quello che ci colpisce è che, subito dopo l'elevazione dell'ostia e del calice il celebrante acclama: Mistero della fede! e il popolo: "Annunciamo la tua morte, o Signore; proclamiamo la tua risurrezione...". Perché mistero delle Fede? Nella nostra santa religione ci sono tanti misteri. Ma, in tutti c'è una parte di oscurità, che avvalora la nostra fede e una parte di luce che aiuta la fede e la conferma.

Per esempio la Madonna è stata la grande adoratrice dell'Eucaristia! Anche perché un'antica tradizione o leggenda afferma che Maria conservava nel suo corpo la S. Comunione, da un giorno all'altro. Mentre quando noi ci comunichiamo, l'ostia si diluisce nello stomaco assai presto, in Maria durava tutto il giorno! Bello, anche se non risulta dal Vangelo. Ci furono Santi che si nutrivano di sola Eucaristia: questo non potrebbe valere anche per la Madonna?

Il famoso scrittore francese André Frossard vide Gesù nell'Eucaristia e scrisse un libro che ebbe enorme suc­cesso: "Dio esiste: io l'ho incontrato" e concluse poi: "O Amore, l'eternità sarà troppo breve per amarti!" per rin­graziarti, per compensarti!...

Come Maria, diventiamo anche noi anime innamora­te di Gesù eucaristico, avvertiremo grandi benefici!

 

21 maggio - PURIFICAZIONE DI MARIA

Tutti sanno che il 2 febbraio è la festa della Can­delora. È l'episodio che noi ricordiamo nel quar­to mistero gaudioso: Gesù è presentato al Tempio. Adesso non si dice più Presentazione di Gesù al tempio e Purificazione di Maria SS. Ma, anche perché mol­ti non capivano più quel "purificazione di Maria". Ma Maria non è la Tutta Pura? Non è l'Immacolata? In lei non c'era nessuna macchia da purificare.

Quella era una prescrizione della Legge mosaica che ordinava di purificarsi alle puerpere dopo 40 giorni, se ave­vano partorito un maschio; 80 per le femmine.

Dopo 40 giorni, Gesù venne presentato al Tempio ed essendo il primogenito, doveva essere riscattato con un'of­ferta: un torello se i genitori erano ricchi, con un paio di tortore o di colombe se i genitori erano poveri. Maria e Giuseppe portano due colombi.

Maria si mise in fila con le altre mamme che porge­vano il loro bambino al sacerdote di turno, il quale lo alzava tra le braccia, offrendolo al Signore.

Ebbene, quel sacerdote, pur avendo in braccio il tanto atteso Messia, non si accorse di nulla.

Per lui, Gesù era un bambino come tutti gli altri. Men­tre un vecchio, Simeone il giusto, riconobbe nel bambi­no Gesù l'atteso d'Israele. Perché? Perché mosso dallo Spirito Santo.

Ecco la preghiera che dobbiamo fare alla Madonna: quella di riconoscere Gesù nell'Eucaristia, quella di esse­re spinti dall'amore, cioè dallo Spirito Santo che è Amo­re; e allora, anche noi scopriremo Gesù, gioiremo della SS. Eucaristia che, come diciamo nella preghiera di ado­razione: "reca in sé ogni dolcezza " perché reca in sé il Paradiso!

 

22 maggio - UN GRANDE DOLORE

Simeone, come Maria e Zaccaria, esprime col can­to la sua gioia. Predice che quel Bambino è posto a salvezza o a rovina dei popoli: sarebbe stato ber­saglio dell'amore o dell'odio: nessuno è più ama­to e odiato come Gesù; chi lo benedice e chi lo maledice. Gesù è una prova di discernimento fra gli uomini. No, essi non sono divisi in partiti, in bianchi o neri o rossi. Ma chi sta con Gesù e chi contro Gesù: per i primi la salvezza, per gli altri la rovina con le loro mani.

Poi Simeone parla a Maria predicendole che una spada le trafiggerà l'anima: avrai solo dolore, tanto dolore da par­te di Gesù perché Egli metterà in luce i buoni e i cattivi.

Sì, stare con Gesù è "dolce Paradiso" ma non è facile: costa battaglia (quella spada!)... 1 Santi sono stati quelli che erano più vicini a Gesù, a Maria SS.ma, ma sono sta­ti anche i più mortificati, sono stati quelli che hanno abbracciato durissime penitenze.

No, non illudiamoci: non c'è santità a buon mercato. La santità è frutto di combattimento. Un combatti­mento tra l'odio e l'amore per Gesù.

Insieme al vecchio Simeone, si parla anche di una don­na anziana, Anna, di 84 anni, che poté abbracciare Gesù. Di lei si dice che pregava giorno e notte. E noi? sì, forse preghiamo di giorno, ma di notte? Gesù pregava spesso di notte, solo, sulla montagna. E noi? abbiamo mai passato una notte, una sola notte a pregare?

È un sacrificio: troppi cristiani hanno smarrito questa ascesi e questa disciplina. La Madonna per amore di Gesù, ha lasciato Nazaret per recarsi a Betlemme perché lì dove­va nascere il Messia, secondo le profezie; per amore di Gesù ha abbracciato i disagi dell'esilio e i tanti altri disa­gi sino alla salita del Calvario e alla crocifissione e mor­te del suo figlio Gesù.

 

23 maggio - ALLA SCUOLA DI MARIA

Per ben due volte, il Vangelo ci dice che Maria medi­tava nel suo cuore le parole di Gesù, tutto quello che succedeva a Gesù, era cioè una donna riflessiva. Questo è un chiaro invito ad imitarla, ad avere Gesù sempre presente nel cuore, nella mente. Il vero devoto alla scuola di Maria è un'anima che medita, un'anima che con­templa... Taluni, appena sentono parlare di meditazione, pen­sano subito: roba da frati, da monache... Non è vero!, come non è vero che sia una cosa difficilissima: ma no, meditare è come respirare. È un bisogno della nostra anima e in qual­che modo più necessaria dei sacramenti.

Infatti, S. Alfonso dice: comunione e peccato possono stare insieme; meditazione e peccato no: o si lascia l'u­na o si lascia l'altro. S. Teresa, la grande maestra d'ora­zione, dice: "Fa' un quarto d'ora di meditazione al gior­no e io ti prometto il paradiso", e alle sue monache dice­va: "Non si tratta di molto pensare, ma di molto amare". Suggeriva anche una formula brevissima: "Guarda Colui che ti sta guardando". Molte monache vollero provare e dicevano che mentre prima Gesù sembrava loro assente o lontanissimo, oltre le galassie... invece così lo sentiva­no vicinissimo.

San Francesco di Sales diceva: "Imitate le colombe quando bevono: prima, tengono giù il becco nell'acqua, poi lo sollevano in alto". Cioè: leggiamo una o due righe del libro, poi alziamo la testa verso il cielo, verso Gesù. Se proprio non sappiamo fare niente, se non ci viene nul­la in mente, alziamo i nostri occhi verso il Crocifisso, o meglio verso il tabernacolo senza dire nulla oppure: "Mio Gesù, sono solo con te: ti voglio bene; voglio solo te". Pri­ma si diceva: "Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei" ades­so è più giusto dire: "Dimmi come mediti, e ti dirò chi sei".

 

24 maggio - LO SMARRIMENTO DI GESÙ

Gesù ha 12 anni e per gli Ebrei, a quell'età, comin­ciava l'obbligo di andare al Tempio di Gerusa­lemme una o più volte l'anno. Dunque, come tante altre famiglie, si recarono sia Giuseppe che Maria, fedelissimi nell'osservare la legge mosaica. Il Tem­pio di Gerusalemme era stato ricostruito dal re Erode il quale, essendo Idumeo e quindi usurpatore, voleva ingra­ziarsi gli Ebrei e i Sommi Sacerdoti. Non era fastoso come il primo: quello di Salomone ma sarebbe diventato più glo­rioso per le ripetute visite che vi avrebbe fatto Gesù, il tan­to atteso Messia. Lo smarrimento di Gesù non è assolu­tamente da addebitarsi a negligenza da parte di Maria o di Giuseppe perché i fanciulli potevano stare sia col grup­po degli uomini che col gruppo delle donne.

Maria non vedendoselo accanto, pensò che stesse con Giuseppe e viceversa. Quando, dopo una giornata di cammino (circa 25 Km), ci si fermava per la notte, le famiglie si ricomponevano. Oh stupore! sbigottimento! Non c'era Gesù... Lo avranno cercato presso i parenti, i conoscenti, i compaesani. Gesù era sparito nel nulla.

Dove sarà Gesù? in una delle tante sale... Eccolo! final­mente: è finito l'incubo. Ma non osano disturbare. Nella sala, c'erano tanti sacerdoti, tanti dottori della Legge e Gesù adolescente in mezzo a loro che li ascoltava, li inter­rogava o rispondeva alle loro domande. Mai udito un fan­ciullo così dotto! "Signora, ce lo lasci: lo educhiamo noi". Maria non voleva più distaccarsi da Gesù e ha ringrazia­to tutti e se lo è portato via stringendoselo al petto!

Così dobbiamo fare anche noi, specialmente dopo aver­lo smarrito col peccato. Non perdiamo tempo, rechiamo­ci in chiesa e chiediamo perdono al Signore con una bel­la confessione. Con l'aiuto di Maria ritroveremo Gesù nel fondo del nostro Tempio spirituale.

 

25 maggio - LE LACRIME DI MARIA

Ma non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Sono queste le sempli­ci parole di Gesù. Il disegno dell'eterno suo Padre è da compiersi. E nessuno lo può fer­mare neppure le lacrime della sua dilettissima mamma.

Il Vangelo dice una cosa strana: "I suoi non compre­sero".

Vi sono lezioni difficili da comprendere nel Vangelo, per tutti, anche per Maria SS.ma. Ma qui, rivendicava la sua dignità di Figlio di Dio, sottomesso solo al suo Padre dei cieli.

E il Vangelo riassume tutti gli anni di Nazaret con una sola parola: "Ed era loro sottomesso". Gesù non era obbli­gato come tutti i figli di obbedire a Maria e a Giuseppe... Lo ha fatto liberamente, amorosamente. Gesù non è una persona umana, ma divina con due nature, divina e uma­na. Gesù è uguale all'eterno suo Padre e lo amava infini­tamente: la sua sottomissione al Padre era solo un infini­to atto di amore.

Perdere Gesù, quale disgrazia! Può capitare nel corso di tutta una vita ed è cosa triste. Ma c'è una cosa ben più triste! di non sentire l'immenso vuoto che lascia nella nostra anima, non sentire il bisogno di cercarlo. Bisogna comportarsi come hanno fatto Maria e Giuseppe... E la sola cosa da fare!

Ecco perché i Santi volevano la morte per non pecca­re più, per non perdere Gesù... Cercarlo con le lacrime agli occhi; ritrovarlo con una buona confessione, non c'è altro da fare. Dov'eri Gesù mio! lamentava S. Caterina Siena, durante una terribile tentazione? Ero nel tuo cuo­re e godevo di vederti lottare. Sì, ma non lo fare più! Che vita sarebbe quella senza Gesù?

 

26 maggio - PORTA DEL CIELO

Le Beatitudini del Vangelo sono otto. San Bona­ventura ne aggiunge un'altra: "Beati coloro che si abbandonano nelle mani della Madonna, perché il loro nome è scritto nel libro della vita". Che bel­lo! La Madonna è definita anche Porta del cielo: quando arriva un fedele gli spalanca la porta per farlo entrare. Cer­to, Gesù è la Via della nostra vita.

Il Gesù che amiamo è quello del Vangelo. Come dice Padre Andrea Prèvot "Se vuoi trovare Gesù con sicurez­za, cercalo tra le braccia di Maria".

Ritornati a Nazareth, dopo lo smarrimento nel Tempio, eccoli tutti e tre nella loro umile casetta dove hanno ripreso la loro vita quotidiana, fatta di lavoro, di preghie­re, apparentemente monotona, ma per loro era una vita di paradiso. Possedere Gesù, vivere con Gesù, vivere per Gesù: Maria, molto meglio di San Paolo, poteva dire: "Per me vivere è Cristo... Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me".

Anche noi dobbiamo vivere con Cristo, uniti a lui, inne­stati in lui. È anche l'ansia del Cuore di Gesù: "Manete in me". Chissà quante volte è ripetuto quel verbo: rima­nete in me, come il tralcio alla vite... perché non esiste altra vita se non quella di Gesù in noi. "Sono venuto perché abbiate la vita e la vita in abbondanza".

Imitiamo la Madonna nelle sue virtù più care: la fede, la purezza, l'umiltà, la pazienza. Dio si serve sempre di strumenti umili, poveri, miseri perché risplenda meglio il suo intervento. Se osserviamo i gladioli noteremo che i fiori che stanno in alto non si aprono, non fioriscono: fio­riscono solo quelli che stanno in basso. Così avviene per i superbi: restano chiusi, sterili, inutili. Stiamo in basso e fioriremo: se non possiamo essere rose regali, accon­tentiamoci di essere violette profumate e nascoste.

 

27 maggio - REGINA DELLA VERA GIOIA

Un sacerdote mio amico: un buontempone sem­pre allegro, mi disse un giorno: "Nelle litanie manca un'invocazione! Quale? gli chiesi. Manca: "Regina del buon umore". La parola "Vangelo" significa precisamente: "Annuncio di gioia". Gli Angeli a Betlemme ricordano: "Vi annuncio una gran­de gioia".

La gioia del pastore che ha ritrovato la sua pecorella smarrita; la gioia della donna che ha ritrovato la sua mone­ta. La gioia del tesoro nascosto, la gioia di Zaccheo di esse­re stato prescelto da Gesù, è pazzo di gioia; non aveva mai provato tanta gioia in vita sua. "Nessuno potrà toglierci la nostra gioia" (Gv 22,16). "Sovrabbondo di gioia pur nelle mie tribolazioni" (2 Cor 7,4). "Dio, tu sei la gioia del mio cuore" (Ger 15,16). E S. Domenico Savio diceva: "Qui da noi, ci si fa santi con l'allegria"

La Madonna, andando da S. Elisabetta, inonda quella casa di gioia: perfino il nascituro sobbalza di gioia nel seno di S. Elisabetta. Il Magnificat: è tutto un canto di gioia, di esultanza. Quando la Madonna appare a qual­cuno, in un primo momento si prova paura, come avvie­ne con gli esseri dell'aldilà, poi subentra una grande gioia. Dicevano i fanciulli della Salette: "Eravamo tanto feli­ci". Dio è gioia infinita perché è amore infinito.

La gioia, ha scritto Chesterton, è il grande segreto del Cristianesimo. Il peccato è sempre unito alla tristezza; mentre la santità è sempre gioia. P. Hostachy ha scritto parecchi libri su "gioia e santità ". Fulton Sheen, duran­te le sessioni del Concilio ha pranzato con 22 Vescovi venuti dall'Est: erano stati imprigionati, torturati... eppu­re diceva: "non ho mai incontrato persone più festose e allegre di quegli eroi".

 

28 maggio - L'INNAMORATO DI MARIA

Raccomandiamoci ogni giorno a Maria, nostra madre, rallegriamoci, offriamo il nostro lavoro a Maria, le nostre sofferenze a Maria... Desider­iamo di vivere e di morire tra le braccia di Gesù e di Maria. Perciò un vero devoto di Maria deve diffon­dere la gioia. I mondani possono portare il piacere e non sempre ci riescono: ma il piacere che sta nei sensi è effi­mero; lascia delusi, amari, vuoti... Diceva Gabriele d'An­nunzio: "Tristezza atroce della carne immonda". Chi ha Gesù e Maria nel cuore diffonde la gioia, quella vera; non c'è surrogato alla gioia. Si racconta di un medico ateo che, per un guasto alla macchina, chiese ospitalità in una casa di religiosi per la notte. Cenò con i sacerdoti. E dopo, quan­do fu accompagnato alla sua camera, disse: "Non avrei mai creduto che voi sacerdoti foste cosi allegri e faceti".

Forse qualcuno avrà sentito parlare del famoso collare dell'Annunziata, la massima decorazione di casa Savoia, che faceva diventare cugini del re. Venne istitui­to dal conte Amedeo VI di Savoia, nel 1364, per onorare le 15 Allegrezze di Maria. S. Francesco d'Assisi non era chiamato il giullare di Dio? S. Filippo Neri ha convertito mezza Roma ridendo e facendo ridere per mezzo secolo. Su, coraggio: via quei visi lunghi, quei visi tristi: la gioia è un grande segreto di apostolato. La gente può fare a meno di tante prediche, ma non può fare a meno della gioia: gioia vera, che viene dall'unione con Dio.

Vogliamo terminare anche noi con una battuta di alle­gria: in Spagna, c'era una suora santa, o almeno, tutti dicevano che era santa... Ma, era sempre triste, con un viso lungo, preoccupato... Un sacerdote faceto diceva: dovremmo chiamarla: Suor Dolores de Capa!

Sursum corda! In compagnia di Maria SS. ma, ser­viamo il Signore in letizia (Sal 100, 1).

 

29 maggio - QUANDO MI SENTO SOLO

Chi vede Maria, vede Gesù. Purtroppo siamo qua­si alla fine del nostro bel mese di maggio... Le cose belle finiscono sempre troppo presto, men­tre le ore del dolore sembrano che non finisca­no mai. Come si sta bene con la Madonna! Come avver­tiamo, quasi fisicamente, la sua presenza, il suo amore, la sollecitudine che ha per ognuno di noi!

Vengono in mente alcuni versi del famoso poeta Trilus­sa sulla Madonna: sono freschi, belli, puliti, eccoli: "Quann' ero ragazzino, mamma mia me diceva: Ricordati, fijolo, quanno te senti veramente solo tu prova a recità n'Ave Maria. L'anima tua da sola spicca er volo e se solleva, come pe' magìa. Ormai so' vecchio, er tempo m'è volato; da un pezzo s'è addormita la vecchietta, ma quer consijo nun l'ho mai scordato. Come me sento veramente solo, io prego la Madonna benedetta e l'anima da sola pija er volo!".

Diceva il grande Newman: "Senza la Madonna, il cri­stianesimo mi apparirebbe non più accettabile. Un cri­stianesimo senza questa Mamma sarebbe disumano".

Che cosa sarebbe la Chiesa senza la Madonna? e che cosa saremmo noi? Gesù ha potuto dire: "Chi vede me, vede il Padre". In qualche modo, lo può dire anche la Madon­na: "Chi vede me, vede Gesù"... e non è una stranezza. Lo dice anche il sommo Dante: "Riguarda ormai nella faccia che a Cristo più si somiglia, ché la sua chiarezza sola ti può disporre a veder Cristo" (Paradiso 33, 85-87).

 

30 maggio - L'ULTIMA SERA

Nella nostra ultima sera, certamente Maria cor­rerà presso di noi perché sa che l'ora dell'ago­nia è dura. Molti infatti giungono a quel passo con le mani vuote di bene e cariche di male. E l'anima in quel momento siccome vede le cose nella vera realtà, si sente opprimere dall'angoscia.

Quanto male forse quell'anima ha seminato nel corso della vita che ora sta per concludersi, e ogni cosa sembra entrare in un vicolo cieco, in un modo irreparabile.

A chi ricorrere in quell'estremo momento se non alla mamma, Maria?

Quale disperazione se non ci fosse Maria! Ella che ha ascoltato le nostre quotidiane preghiere da bambini e da adulti: "prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte", correrà in nostro aiuto... Maria sarà pres­so di noi come una tenera madre al capezzale del figlio moribondo. Lo promise a S. Matilde: "Tutti quelli che mi servono con affetto, possono contare che nell'ultima ora, io mi farò un dovere di tenermi al loro fianco, come la più tenera delle madri, per consolarli e difenderli".

E mentre i nostri parenti e amici saranno ridotti all'im­potenza e supplicheranno invano dottori e aiuti vari, a un certo momento anch'essi invocheranno Maria la qua­le dispiegherà allora tutta la sua potenza e bontà. Quanta consolazione proverà in punto di morte colui che ha tan­to amato e pregato Maria durante la sua vita!

Chi si è adoperato per persuadere gli amici e i paren­ti a essere profondamente devoti di Lei, troverà allora in Maria una dolcissima Madre. Per il devoto di Maria anche la morte sarà bella. La Madonna verrà a prendere l'ani­ma sua per condurla a Gesù, al quale dirà l'ultima paro­la di intercessione: "Anche questo è figlio mio".

 

31 maggio - NON ABBANDONARCI MAI

Gli abitanti di Nazareth avranno detto di Gesù: "È tutto sua Madre!". Sì, nessun figlio è stato cosi simile a sua madre come Gesù. Perciò possiamo affermare: "Chi vede Maria vede Gesù". Amia­mo la Madonna anche solo per tutto quello che ha fatto e subito per noi: "Non potrete mai compensarmi..." ha det­to Maria apparendo a La Salette. I Santi hanno fatto notare che Maria non era presente sul Tabor, quando Gesù fu glo­rificato, ma sul Calvario, per sostenere il suo amato figlio, che le volle affidare per testamento la Chiesa.

Ecco i nostri tre amori: Gesù crocifisso, la Madonna, la Chiesa: tre realtà inscindibili.

E il momento di concludere. Madre misericordiosa, ti vogliamo bene, anche se spesso non riusciamo a dimo­strartelo. Tu lo sai, siamo più infelici che cattivi, ma la tua santità non ci sgomenta, ci attira e ci consola. Ti sentia­mo sempre nostra sorella, nostra tenera Madre, Immaco­lata e Addolorata, tu la piena di grazia e noi i pieni di pec­cati. È Dio che ha fatto cose grandi in Te: ti ha voluta così santa e così potente per sé e per noi. O Maria, ci hai dato Gesù: continua a darcelo ogni giorno. ogni ora. O Maria, sei il nostro respiro, il nostro amore: sei la nostra Madre e Regina, più Madre che Regina come nella tua Appari­zione a La Salette. Sii benedetta nei secoli... e non abban­donarci "adesso e nell'ora della nostra morte". Amen!

Madre della gioia, insegnaci a pregare in umiltà, dila­ta il nostro cuore nella lode, accogli il canto dell'umanità. Madre del dolore, dona conforto e luce ai sofferenti, dona salute e pace agli ammalati, ricevi tra le tue braccia chi muore oggi. Madre dell'amore, insegnaci la strada del perdono, guidaci in umiltà verso il Signore perché siamo suoi testimoni. Assimila il nostro misero cuore nell'ocea­no infinito del tuo Amore. Amen