MESE DI MAGGIO ALLA MADONNA 2010

Primo giorno - I MOTIVI PER FAR BENE IL MESE DI MAGGIO

I. - Con la devozione del «Mese di Maggio» tu puoi ottenere il pa­trocinio di Maria e la tua salvezza. Sarà mai possibile che una Ma­dre sì tenera non abbia da esaudire un suo figlio che si mostra sin­ceramente a lei devoto? Per un rosario, per un digiuno, ella ha tal­volta beneficato, con grazie singolari, i più grandi peccatori. Pensa dunque che cosa farà per un intero mese a lei dedicato!

II. - Gran bisogno tu hai di Maria per salvarti. Sei innocente? Ma la tua innocenza è in gran pericolo. Quanti più innocenti di te sono caduti in peccato, e si sono pentiti! Sei penitente? Ma la tua perseveranza è molto incerta! Sei peccatore? Oh! quanto bisogno tu hai di Maria per convertirti! Hai cominciato più volte senza riuscir­vi. Ah! se non fosse stato per Maria, forse a quest'ora saresti già perduto.

III. - Ma guai a perdere questa grazia! Guai se cominci, e dopo pochi giorni abbandoni! Chi sa se questa non sia l'ultima occasione che Dio ti presenta per migliorarti!. Chi sa se a questa devozione non sia congiunta la tua finale perseveranza! E poi, chi sa se questo non sia l'ultimo mese della tua vita?! Poter con sì poco acquistar un sì gran patrocinio, e non farlo! Che rammarico, che rimorso in pun­to di morte! Pensaci bene. Se è così, onoriamo, dunque ed amiamo Maria, ed in questi giorni del mese di Maggio si accresca il nostro amore per questa Vergine bella, per questa Madre dolcissima! A noi che abbiamo bisogno di tante grazie per il corpo e per l'ani­ma; a noi che versiamo in tanti lutti e dolori; a noi che siamo sì esposti alle tentazioni dell'inferno, alle seduzioni del mondo e alla guerra delle nostre passioni: quanto riesce caro il ritorno della pra­tica del «Mese Mariano»!

ESEMPIO: Il santo Curato d'Ars. - Egli aveva a suo servizio una buona vecchietta di nome Caterina, alla quale aveva fatto solenne proibizione di entrare nella sua cameretta, quando egli era in casa. Or avvenne che una sera Caterina, credendo che il parroco fosse in parrocchia, aprì la porta della stanzetta senza bussare, per vedere se mancasse qualcosa. Ma con grande sua meraviglia vide il parro­co in piedi, tutto fuori di sé, inondato da una luce suprema, in con­versazione familiare con una Signora di sovrumana bellezza. Mentre il santo ritornava in sé dalla sua estasi, si accorse che Ca­terina infilava la porta...: «Come! voi qui? nonostante la mia proibi­zione?». La povera Caterina, tutta confusa, cominciò a balbettare... « io non lo sapevo..., io volevo andarmene, ma non ho potuto, mi sen­tivo con i piedi inchiodati a terra». E il santo: «Ebbene, ditemi: co­me vi sentite ora» «Benissimo! sono guarita», rispose Caterina. «Ringraziate la Madonna - riprese il santo - ma giuratemi che mai e poi mai direte ad alcuno quanto avete visto e udito». Caterina mantenne il suo giuramento fino a quando ne fu sciolta per la causa di beatificazione di quell'esemplare parroco.

FIORETTO: Offri a Maria tutte le tue azioni, fatiche, patimenti, e tutte le buone opere che farai in questo mese, intendendo di far tut­to in suo onore.

OSSEQUIO: Porta sul cuore l'immagine di Maria, e premendola con affetto al petto dille spesso: Questo cuore, o Madre, voglio che sia tuo.

GIACULATORIA: Lasciate, o Vergine, che anch'io vi onori, voi siete l'unica gioia dei cuori!

PREGHIERA: Salve, o Maria, Regina del cielo e della terra, eccoci ai tuoi piedi. Sì, vogliamo onorarti in questo bel mese consacrato a fe­steggiare le tue glorie e beneficenze. Ogni giorno verremo al tuo trono per venerarti ed esporti i nostri bisogni. O Maria, accetta il nostro tributo di riconoscenza e di amore; tu mostrati con noi in questo mese Madre dolce, pietosa e pia. Amen!

 

Secondo giorno - LA SALVEZZA DELL'ANIMA

I. - Sono al mondo per salvarmi. L'intendi, anima mia? non sei al mondo per divertirti, per mangiare e bere, per riposare; e tanto meno per peccare. Sei al mondo per salvarti! Che cosa ti servirebbe avere in tuo dominio tutta la terra, se poi tu dovessi perdere l'anima tua?

II. - La salvezza dell'anima non si compra con l'oro, si acquista con la moneta della virtù; si perde con il fallimento anche di un solo peccato mortale. Per salvarsi non basta essere stato santo, bisogna perseverare sino alla morte, o comunque almeno finire con una vera e sincera conversione come quella del buon ladrone in croce.

III. - Se perdessi l'anima, sarebbe poi una faccenda irreparâbi­le! Se perdo una lite, se perdo la salute, posso sperare di trovarvi ri­medio; ma se perdo l'anima una volta sola, non v'è più rimedio per tutta l'eternità. Se morissi ora, mi salverei? Quanto dunque dobbiamo lavorare per assicurare la salvezza dell'anima nostra! Contempliamo la Vergine santa. È possibile pen­sarla tutta intenta a vanità, a onori e a ricchezze, quasi ignara dei pericoli per sé, che, d'altronde era stata concepita senza peccato, esente quindi da corruzione e fragilità come siamo noi? No! La sua cura fu di corrispondere fedelmente alla grazia, ornarsi sempre più di virtù e acquistare sempre maggior quantità di meriti per il cielo.

ESEMPIO: S. Andrea Corsini. - Il giovane Corsini, pur essendo sta­to educato nei sentimenti cristiani, si diede però a una vita licenziosa. La madre piangeva e pregava, rimproverava ed esortava, ma in­vano. Un giorno gli rivelò che aveva sognato di aver dato alla luce un lupo, che poi entrato per caso in una chiesa s'era mutato in agnello. Il giovane rimase colpito da questo sogno e dal fatto d'esse­re stato consacrato alla Vergine. Quella notte non poté chiuder oc­chio. Di buon mattino si reca alla chiesa dei Carmelitani e si prostra all'altare della Madonna. È convertito. Si confessa a un carmelita­no, poi domanda d'essere ammesso in quell'Ordine. Tanto progredì nella virtù che fu scelto e nominato vescovo di Fiesole. Morì da san­to, e miracoli vi furono sul suo sepolcro.

FIORETTO: Fai dire, o cerca di ascoltate una s. Messa per l'anima del purgatorio che fu, in vita, la più devota della Vergine.

OSSEQUIO: Forma con fiori un'immagine di Maria e raccomanda caldamente alla sua intercessione la tua anima.

GIACULATORIA: Un dono voglio da voi o Maria, Salvate, vi prego, quest'alma mia.

PREGHIERA: O Vergine santa, Immacolata Maria, abbi pietà di noi, e intercedi per noi presso il trono dell'Altissimo, ove siede Gesù tuo Figlio. O Maria, puoi tutto presso Gesù! Noi ci affidiamo a te, a que­sto tuo potere, a questa tua bontà. Siamo tuoi figli! Salvaci!

 

Terzo giorno - LA PREZIOSITÀ DELL'ANIMA

I. - Considera, anima mia, quanto sei preziosa per la nobiltà del­la tua origine. Da quali mani sei uscita? dalle mani di Dio! Ad imma­gine di chi sei fatta? Ad immagine e somiglianza di Dio. È una verità (Eccl. 17,1). E tu pensi così poco alla tua nobiltà, che la perdi con il peccato, e prendi le fattezze di un demonio?

II. - Anima mia, tu eri perduta per sempre. Ebbene, chi t'ha ri­scattata dalle mani del demonio? Il tuo Padre celeste. E che cosa ha sborsato per averti? Oro, argento, pietre preziose? Ah! molto di più, infinitamente di più! Ha versato il sangue del suo Figlio, ha donato la sua vita!

III. - Considera infine quanto sei preziosa per la felicità del tuo destino. Tu sei figlia del Dio Creatore, del re supremo, destinata ad ereditare il suo regno eterno, a regnare con lui nella gloria eterna. E quanta premura dovrai allora avere per non perdere una tale ere­dità. Fermati sul Calvario, anima mia, e conoscerai quanto sei costata al Figlio di Dio! Ma considera pure che accanto a quella croce c'era Maria. Ella fu associata al mistero della salvezza. Fu lei a dare car­ne e sangue e vita a Cristo Gesù, e ai piedi della croce si unì al sacri­ficio del Figlio per la nostra salvezza.

ESEMPIO: S. Caterina da Siena. - Già nell'età di 12 anni, fanciulla quanto mai graziosa, attirava gli sguardi di molti, e la mamma, Donna Lapa, la incitava ad ornarsi e a far bella mostra di sé. Ma Ca­terina, che già nel segreto del suo cuore si era consacrata a Gesù, ri­spondeva di non essere fatta per il mondo. A nulla valsero inviti, rimproveri, minacce di parenti, né le tentazioni ed insidie di Satana e del mondo. Si raccomandava alla Vergine bella con tanto fervore. La Madonna allora le apparve e le disse: «Non temere, figlia, non in­timidirti delle prove che sostieni; sii forte, resisti». Vittoriosa, entrò tra le Mantellate di Siena, crebbe in santità, fu la donna forte, provvidenziale per la sua città, per l'Italia e perfino per la santa Chiesa.

FIORETTO: Udendo il suono delle ore, recita un'Ave Maria.

OSSEQUIO: Se tu avessi un peccato mortale nell'anima, corri subi­to a confessarti con compunzione; se ti trovassi nel pericolo di pec­care, fuggi e rivolgiti a Maria.

GIACULATORIA: Il piè scioglietemi dai lacci rei e luce fatevi degli oc­chi miei.

PREGHIERA: O Vergine Santissima, Sede della Sapienza e Madre del Buon Consiglio, deh, facci conoscer quanto bella, nobile, prezio­sa sia la nostra anima; fa che noi attendiamo con tutte le forze a su­perare gli assalti dei nostri nemici spirituali, per salvare in eterno l'anima nostra. O Maria, intercedi per noi e salvaci! Amen.

 

Quarto giorno- LA SALVEZZA DEL CORPO

I. - Perché peccare? Si vuol accontentare la carne. È pazzia! Non t'accorgi che la rovini? Se perderai l'anima, potrai mai salvare il corpo? No! O beati ambedue, o ambedue dannati! Soffri per un dolore di testa, per un letto alquanto duro, un sedile disagiato, un cibo disgustoso... E nell'inferno?! Ah! non ti conviene andarci!

II. - Quale ambizione hai ora, perché il corpo tuo faccia bella fi­gura! Morirai, e il tuo capo resterà un cranio nudo, senza labbra, senza lingua. Non ti piace sentire questi particolari, ma son da ri­cordare, per non venire lusingati.

III. - Ecco. Quando la tua carne ti vorrebbe far peccare, dille: Ah, carne ribelle! non sai che se acconsenti, brucerai nel fuoco in­sieme con me per tutta l'eternità? Ti pare giusto godere sì poco e penare poi sì tanto? No! procuriamo al corpo il vero bene! Sappiamo che le malattie non sono sempre conseguenze di disor­dini; anche i giusti ne van soggetti. Spesso però i disordini hanno la loro parte in causa. Comunque affidiamoci a Maria, perfetta nel corpo e nello spirito, potente presso Dio, mediatrice di tutte le gra­zie.

ESEMPIO: S. Filippo Neri - Il santo, già avanti negli anni, s'era mortalmente ammalato, né valsero le cure di valorosi medici a gua­rirlo. Nei primi giorni di Maggio, sembrava ormai alla fine, medici, familiari, devoti si erano ritirati nella desolazione, quando ad un tratto lo u