I.
- Con la devozione del «Mese di Maggio» tu puoi ottenere il patrocinio di
Maria e la tua salvezza. Sarà mai possibile che una Madre sì tenera non
abbia da esaudire un suo figlio che si mostra sinceramente a lei devoto? Per
un rosario, per un digiuno, ella ha talvolta beneficato, con grazie singolari,
i più grandi peccatori. Pensa dunque che cosa farà per un intero mese a lei
dedicato!
II.
- Gran bisogno tu hai di Maria per salvarti. Sei innocente? Ma la tua innocenza
è in gran pericolo. Quanti più innocenti di te sono caduti in peccato, e si
sono pentiti! Sei penitente? Ma la tua perseveranza è molto incerta! Sei
peccatore? Oh! quanto bisogno tu hai di Maria per convertirti! Hai cominciato più
volte senza riuscirvi. Ah! se non fosse stato per Maria, forse a quest'ora
saresti già perduto.
III. - Ma guai a perdere questa grazia! Guai se cominci, e dopo pochi giorni abbandoni! Chi sa se questa non sia l'ultima occasione che Dio ti presenta per migliorarti!. Chi sa se a questa devozione non sia congiunta la tua finale perseveranza! E poi, chi sa se questo non sia l'ultimo mese della tua vita?! Poter con sì poco acquistar un sì gran patrocinio, e non farlo! Che rammarico, che rimorso in punto di morte! Pensaci bene. Se è così, onoriamo, dunque ed amiamo Maria, ed in questi giorni del mese di Maggio si accresca il nostro amore per questa Vergine bella, per questa Madre dolcissima! A noi che abbiamo bisogno di tante grazie per il corpo e per l'anima; a noi che versiamo in tanti lutti e dolori; a noi che siamo sì esposti alle tentazioni dell'inferno, alle seduzioni del mondo e alla guerra delle nostre passioni: quanto riesce caro il ritorno della pratica del «Mese Mariano»!
ESEMPIO:
Il santo Curato d'Ars. - Egli aveva a suo servizio una buona vecchietta
di nome Caterina, alla quale aveva fatto solenne proibizione di entrare nella
sua cameretta, quando egli era in casa. Or avvenne che una sera Caterina,
credendo che il parroco fosse in parrocchia, aprì la porta della stanzetta
senza bussare, per vedere se mancasse qualcosa. Ma con grande sua meraviglia
vide il parroco in piedi, tutto fuori di sé, inondato da una luce suprema, in
conversazione familiare con una Signora di sovrumana bellezza. Mentre il santo
ritornava in sé dalla sua estasi, si accorse che Caterina infilava la
porta...: «Come! voi qui? nonostante la mia proibizione?». La povera
Caterina, tutta confusa, cominciò a balbettare... « io non lo sapevo..., io
volevo andarmene, ma non ho potuto, mi sentivo con i piedi inchiodati a terra».
E il santo: «Ebbene, ditemi: come vi sentite ora» «Benissimo! sono guarita»,
rispose Caterina. «Ringraziate la Madonna - riprese il santo - ma giuratemi che
mai e poi mai direte ad alcuno quanto avete visto e udito». Caterina mantenne
il suo giuramento fino a quando ne fu sciolta per la causa di beatificazione di
quell'esemplare parroco.
FIORETTO:
Offri a Maria tutte le tue azioni, fatiche, patimenti, e tutte le buone opere
che farai in questo mese, intendendo di far tutto in suo onore.
OSSEQUIO:
Porta sul cuore l'immagine di Maria, e premendola con affetto al petto dille
spesso: Questo cuore, o Madre, voglio che sia tuo.
GIACULATORIA:
Lasciate, o Vergine, che anch'io vi onori, voi siete l'unica gioia dei cuori!
PREGHIERA:
Salve, o Maria, Regina del cielo e della terra, eccoci ai tuoi piedi. Sì,
vogliamo onorarti in questo bel mese consacrato a festeggiare le tue glorie e
beneficenze. Ogni giorno verremo al tuo trono per venerarti ed esporti i nostri
bisogni. O Maria, accetta il nostro tributo di riconoscenza e di amore; tu
mostrati con noi in questo mese Madre dolce, pietosa e pia. Amen!
I.
- Sono al mondo per salvarmi. L'intendi, anima mia? non sei al mondo per
divertirti, per mangiare e bere, per riposare; e tanto meno per peccare. Sei al
mondo per salvarti! Che cosa ti servirebbe avere in tuo dominio tutta la terra,
se poi tu dovessi perdere l'anima tua?
II.
- La salvezza dell'anima non si compra con l'oro, si acquista con la moneta
della virtù; si perde con il fallimento anche di un solo peccato mortale. Per
salvarsi non basta essere stato santo, bisogna perseverare sino alla morte, o
comunque almeno finire con una vera e sincera conversione come quella del buon
ladrone in croce.
III.
- Se perdessi l'anima, sarebbe poi una faccenda irreparâbile! Se perdo una
lite, se perdo la salute, posso sperare di trovarvi rimedio; ma se perdo
l'anima una volta sola, non v'è più rimedio per tutta l'eternità. Se morissi
ora, mi salverei? Quanto dunque dobbiamo lavorare per assicurare la salvezza
dell'anima nostra! Contempliamo la Vergine santa. È possibile pensarla tutta
intenta a vanità, a onori e a ricchezze, quasi ignara dei pericoli per sé,
che, d'altronde era stata concepita senza peccato, esente quindi da corruzione e
fragilità come siamo noi? No! La sua cura fu di corrispondere fedelmente alla
grazia, ornarsi sempre più di virtù e acquistare sempre maggior quantità di
meriti per il cielo.
ESEMPIO:
S. Andrea Corsini.
- Il giovane Corsini, pur essendo stato educato nei sentimenti cristiani, si
diede però a una vita licenziosa. La madre piangeva e pregava, rimproverava ed
esortava, ma invano. Un giorno gli rivelò che aveva sognato di aver dato alla
luce un lupo, che poi entrato per caso in una chiesa s'era mutato in agnello. Il
giovane rimase colpito da questo sogno e dal fatto d'essere stato consacrato
alla Vergine. Quella notte non poté chiuder occhio. Di buon mattino si reca
alla chiesa dei Carmelitani e si prostra all'altare della Madonna. È
convertito. Si confessa a un carmelitano, poi domanda d'essere ammesso in
quell'Ordine. Tanto progredì nella virtù che fu scelto e nominato vescovo di
Fiesole. Morì da santo, e miracoli vi furono sul suo sepolcro.
FIORETTO:
Fai dire, o cerca di ascoltate una s. Messa per l'anima del purgatorio che fu,
in vita, la più devota della Vergine.
OSSEQUIO:
Forma con fiori un'immagine di Maria e raccomanda caldamente alla sua
intercessione la tua anima.
GIACULATORIA:
Un dono voglio da voi o Maria, Salvate, vi prego, quest'alma mia.
PREGHIERA:
O Vergine santa, Immacolata Maria, abbi pietà di noi, e intercedi per noi
presso il trono dell'Altissimo, ove siede Gesù tuo Figlio. O Maria, puoi tutto
presso Gesù! Noi ci affidiamo a te, a questo tuo potere, a questa tua bontà.
Siamo tuoi figli! Salvaci!
I.
-
Considera, anima mia, quanto sei preziosa per la nobiltà della tua origine.
Da quali mani sei uscita? dalle mani di Dio! Ad immagine di chi sei fatta? Ad
immagine e somiglianza di Dio. È una verità (Eccl. 17,1). E tu pensi così
poco alla tua nobiltà, che la perdi con il peccato, e prendi le fattezze di un
demonio?
II.
- Anima mia, tu eri perduta per sempre. Ebbene, chi t'ha riscattata dalle mani
del demonio? Il tuo Padre celeste. E che cosa ha sborsato per averti? Oro,
argento, pietre preziose? Ah! molto di più, infinitamente di più! Ha versato
il sangue del suo Figlio, ha donato la sua vita!
III.
- Considera infine quanto sei preziosa per la felicità del tuo destino. Tu sei
figlia del Dio Creatore, del re supremo, destinata ad ereditare il suo regno
eterno, a regnare con lui nella gloria eterna. E quanta premura dovrai allora
avere per non perdere una tale eredità. Fermati sul Calvario, anima mia, e
conoscerai quanto sei costata al Figlio di Dio! Ma considera pure che accanto a
quella croce c'era Maria. Ella fu associata al mistero della salvezza. Fu lei a
dare carne e sangue e vita a Cristo Gesù, e ai piedi della croce si unì al
sacrificio del Figlio per la nostra salvezza.
ESEMPIO:
S. Caterina da Siena.
- Già nell'età di 12 anni, fanciulla quanto mai graziosa, attirava gli sguardi
di molti, e la mamma, Donna Lapa, la incitava ad ornarsi e a far bella mostra di
sé. Ma Caterina, che già nel segreto del suo cuore si era consacrata a Gesù,
rispondeva di non essere fatta per il mondo. A nulla valsero inviti,
rimproveri, minacce di parenti, né le tentazioni ed insidie di Satana e del
mondo. Si raccomandava alla Vergine bella con tanto fervore. La Madonna allora
le apparve e le disse: «Non temere, figlia, non intimidirti delle prove che
sostieni; sii forte, resisti». Vittoriosa, entrò tra le Mantellate di Siena,
crebbe in santità, fu la donna forte, provvidenziale per la sua città, per
l'Italia e perfino per la santa Chiesa.
FIORETTO:
Udendo il suono delle ore, recita un'Ave Maria.
OSSEQUIO:
Se tu avessi un peccato mortale nell'anima, corri subito a confessarti con
compunzione; se ti trovassi nel pericolo di peccare, fuggi e rivolgiti a
Maria.
GIACULATORIA:
Il piè scioglietemi dai lacci rei e luce fatevi degli occhi miei.
PREGHIERA:
O Vergine Santissima, Sede della Sapienza e Madre del Buon Consiglio, deh, facci
conoscer quanto bella, nobile, preziosa sia la nostra anima; fa che noi
attendiamo con tutte le forze a superare gli assalti dei nostri nemici
spirituali, per salvare in eterno l'anima nostra. O Maria, intercedi per noi e
salvaci! Amen.
I.
- Perché peccare? Si vuol accontentare la carne. È pazzia! Non t'accorgi che
la rovini? Se perderai l'anima, potrai mai salvare il corpo? No! O beati
ambedue, o ambedue dannati! Soffri per un dolore di testa, per un letto alquanto
duro, un sedile disagiato, un cibo disgustoso... E nell'inferno?! Ah! non ti
conviene andarci!
II.
- Quale ambizione hai ora, perché il corpo tuo faccia bella figura! Morirai,
e il tuo capo resterà un cranio nudo, senza labbra, senza lingua. Non ti piace
sentire questi particolari, ma son da ricordare, per non venire lusingati.
III.
- Ecco. Quando la tua carne ti vorrebbe far peccare, dille: Ah, carne ribelle!
non sai che se acconsenti, brucerai nel fuoco insieme con me per tutta
l'eternità? Ti pare giusto godere sì poco e penare poi sì tanto? No!
procuriamo al corpo il vero bene! Sappiamo che le malattie non sono sempre
conseguenze di disordini; anche i giusti ne van soggetti. Spesso però i
disordini hanno la loro parte in causa. Comunque affidiamoci a Maria, perfetta
nel corpo e nello spirito, potente presso Dio, mediatrice di tutte le grazie.
ESEMPIO:
S. Filippo Neri
- Il santo, già avanti negli anni, s'era mortalmente ammalato, né valsero le
cure di valorosi medici a guarirlo. Nei primi giorni di Maggio, sembrava ormai
alla fine, medici, familiari, devoti si erano ritirati nella desolazione, quando
ad un tratto lo udirono gridare: «O Maria, o Maria! e chi son io che venite a
visitarmi?» Accorsero i familiari e i suoi figli spirituali e trovarono il
santo seduto e sereno come in estasi... Alle loro chiamate, finalmente
rispose: «E che! non vedete la Vergine Santissima?» Poi, coprendosi il volto
con rossore, disse ai medici: «Io sono guarito. La SS. Vergine m'ha guarito! ».
FIORETTO:
Il mattino, appena vestito - la sera, prima di spogliarti e di dormire,
rivolgiti ad un'immagine della Vergine e domandale la sua benedizione.
OSSEQUIO:
Fa un atto di mortificazione.
GIACULATORIA:
Questa mia carne, questo mio cuore, purgate al fuoco del vostro amore.
PREGHIERA:
O Vergine Immacolata, tu hai custodito illibato il tuo corpo nella
mortificazione; deh, ottienimi dal Signore la grazia che anche io custodisca il
mio nella purezza con quella dignità che conviene al tempio dello Spirito
Santo, perché non cada nella morte. Amen.
I.
- Quindici, venti, quaranta, sessant'anni della mia vita son passati e non
tornano più. E quanti me ne restano? Non lo so. Ma so che sempre breve è la
vita.
II.
- Ogni momento speso bene mi accresce il grado di grazia e quindi il
corrispondente grado di gloria. Una mezz'ora ben impiegata nel rivedere i
conti dell'anima mia, può liberarla dalle mani del demonio e rimetterla nella
mani di Dio.
III.
- In ogni istante posso peccare, posso morire, posso dannarmi! Misero me che
in tempo sì breve potevo già essere un santo, ed invece sono ancora peccatore!
Forse mi converrà utilizzare meglio il mio tempo... Utilizziamo dunque bene il
tempo, impiegandolo in opere buone. Ci dice l'apostolo s. Paolo: «Mentre
abbiamo il tempo, operiamo il bene. Siamo fatti per il cielo, puntiamo lassù il
nostro sguardo. Non è quanto fece in vita la Madonna? I giovani pensino a non
fare appassire il loro fiore: i grandi a operare il bene con fedeltà al dovere.
Gli anziani facciano tesoro dell'esperienza e accumulino meriti nei pochi giorni
che forse loro rimangono. Ricorriamo tutti a Maria, perché ci ottenga il
perdono delle nostre mancanze e del tempo non bene impiegato, e ci ottenga
grazia di riparazione.
ESEMPIO:
S. Ignazio di Loyola
- Era il 25 marzo 1522, nel celebre santuario di Monserrato (Spagna) giunge un
misterioso pellegrino sui 30 anni, si prostra dinanzi all'immagine di Maria e
prega! Quindi si confessa, e poi veglia tutta una notte in preghiera innanzi
alla Madonna. In quell'occasione decide: appende all'altare della Vergine la
sua spada e si dichiara ormai cavaliere della Madonna. Una bella notte, mentre
piangeva e pregava, la Vergine gli apparve col Bambino Gesù in braccio in una
nuvola di luce; lo guarda amorosamente, lo conforta e l'incoraggia nella sua
risoluzione. Al santuario di Monserrato fece voto di castità e si consacrò al
servizio di Dio e della Chiesa. Istituì ben presto la celebre Compagnia di Gesù,
che fu lungo i secoli baluardo inespugnabile della fede e della Chiesa.
FIORETTO:
Procura qualche beneficio a coloro che forse ti sono avversi o per i quali hai
qualche avversione.
OSSEQUIO:
Se trovi un po' di tempo libero, fa una visita in una chiesa, o comunque dinanzi
ad immagine di Maria recita una corona del rosario, o almeno tre Ave Maria!
GIACULATORIA:
O Madre, datemi un'alma pura, del ciel mostratemi la via sicura.
PREGHIERA:
O Maria, quanto peccammo, spendendo male il nostro tempo, ma oggi prostrati ai
tuoi piedi risolviamo di usare bene del tempo che Dio ancora, per sua bontà, ci
accorda, al fine di poter riparare i nostri errori e santificarci.
I.
-
Hai mai peccato?... E chi di noi non pecca? E se il peccato è grave? Quale
ribellione, che ingratitudine, quale enormità! Hai perduto i meriti della
vita passata, se ne hai acquistati; hai perduto l'eredità del paradiso! Dal
cielo sei precipitato sull'orlo dell'inferno.
II.
- In questo momento credi d'essere ancora in peccato? Se ciò fosse, povera
anima! Forse non ci pensi, e ridi, scherzi, lavori, dormi... Ma se Dio si
stancasse? Oh, son caduti nell'inferno migliaia di angeli ribelli, e per un solo
peccato di mente! di volontà! Tu forse ne hai fatti parecchi, e stai al sicuro?
III.
- Ma se non sei in peccato, ed è da augurarselo, sei però sempre in pericolo
di cadere. Una tentazione un po' violenta, un incontro inaspettato può farti
peccare quando meno te l'aspetti. Ha peccato Giuda, ma anche Pietro; eppure
erano alla scuola di Gesù! All'erta, dunque, e ricorri a Maria, la sola che si
mantiene nell'innocenza! Vogliamo avere in orrore il peccato? Meditiamo quanto
questo ha fatto soffrire la nostra Madre celeste insieme al Cristo suo Figlio e
nostro Salvatore. «Figlio, non dimenticare mai i gemiti di tua Madre» - ci
dice il saggio della Bibbia. Maria ci otterrà il perdono per il passato, ma sarà
il rifugio per l'avvenire.
ESEMPIO:
S. Alfonso Rodriguez
- Cresciuto negli
anni, benché occupato nelle attività commerciali e pur congiunto in
matrimonio, mai gli venne meno l'amore alla Madonna. Dopo la morte della sposa
e dei figli volle darsi a Dio, ed entrò nella Compagnia di Gesù come
fratello coadiutore nel collegio di Maiorca, ove fece l'ufficio di portinaio
edificando tutti per la sua pietà ed umiltà. Il demonio però non lo lasciò
tranquillo, anche perché s'era dato a propagare la devozione all'Immacolata
Concezione. Un giorno credendosi quasi perduto, gridò ad alta voce: «O Madre
di Dio, ricordati di me, ché altrimenti mi perdo! ». Ebbe subito la
risposta. La Vergine gli apparve sorridente ad incoraggiarlo. Nelle tentazioni
«guarda la stella, chiama Maria! » - ci insegna s. Bernardo.
FIORETTO:
Ripeti tre volte col cuore l'atto di contrizione.
OSSEQUIO:
Se ti senti tentato, prendi in mano la corona del Rosario e baciala.
GIACULATORIA:
Lungi tenete da questo seno dell'atra colpa il rio veleno!
PREGHIERA:
O Maria, rifugio dei peccatori, conforto dei cuori afflitti, ti preghiamo, ti
supplichiamo, ti scongiuriamo. Abbi pietà di noi, ottienici da Gesù il perdono
di tutti i nostri peccati, affinché nell'ora della nostra morte la giustizia di
Dio non ci colpisca, e la misericordia infinita di Gesù ci accolga nel suo
cuore e ci dia il beato regno di gloria. Amen.
I.
- Un uomo offeso da un altro vorrebbe vendicarsi, ma non può facilmente, a
parte poi che quella vendetta genera il peggio. Dio, invece, lo può e ne ha
il diritto, né ha da temere ritorsioni. Potrebbe castigarci togliendoci la
sanità, le sostanze, i parenti, gli amici, la vita stessa. Ma è raro che Dio
castighi in questa vita, siamo noi stessi che ci castighiamo.
II.
- Col peccato ognuno di noi fa una scelta. Se tale scelta è definitiva,
ognuno avrà ciò che avrà scelto: o il sommo bene, o il sommo male; l'eterna
felicità, o l'eterno tormento. Fortunati noi che possiamo ottenere perdono
per il sangue di Cristo e i dolori di Maria! prima d'una scelta definitiva!
III.
- Urge mettere un «basta» al peccare, prima che Dio pronunci il suo «basta!».
Avvisaglie ne abbiamo tante: disgrazie in famiglia, un posto perduto, speranze
deluse, calunnie, tormenti spirituali, insoddisfazioni. Se poi tu avessi
perduto anche il rimorso di coscienza, avresti il più grande castigo! Non
possiamo dire che Dio non castighi mai anche durante la nostra vita. Sono
stati considerati per lungo tempo castighi di Dio per i peccati tanti flagelli
naturali, malattie o incidenti occorsi. Non può essere semplicemente vero. Ma
è anche certo che la bontà d'un padre ricorre a qualche castigo per un
richiamo del figlio.
ESEMPIO:
S. Gregorio Magno
- Nell'anno 589 tutta l'Europa era devastata da un'orribile peste, e la città
di Roma era la maggiormente colpita. Pare che i morti fossero tanti da non
trovar neppure il tempo di seppellirli. S. Gregorio Magno, allora pontefice
sulla cattedra di s. Pietro, ordinò pubbliche preghiere e processioni di
penitenza e digiuni. Ma la peste persisteva. Allora si rivolse particolarmente
a Maria facendo portare in processione la sua immagine; anzi la prese lui stesso
in mano, e seguito dal popolo attraversò le vie principali della città. Dicono
le cronache, che la peste sembrava scomparire come per incanto, e i canti di
gioia e riconoscenza cominciarono presto a sostituire i gemiti e le grida di
dolore.
FIORETTO:
Recita il santo Rosario, magari privandoti di qualche vana ricreazione.
OSSEQUIO:
Trattieniti qualche tempo dinanzi ad un'immagine di Maria, pregandola di placare
la giustizia divina nei tuoi riguardi.
GIACULATORIA:
Voi, che di Dio la Madre siete, potenti suppliche per noi porgete.
PREGHIERA:
O Maria, peccammo sì, e siam meritevoli dei castighi di Dio; ma tu, Madre
buona, volgi a noi il tuo sguardo di misericordia e perora la nostra causa
presso il trono di Dio. Sei la nostra potente avvocata, allontana da noi i
flagelli. Tutto speriamo da te, o clemente, o pia, o dolce Vergin Maria!
I.
- La mia anima avrà un'altra vita per tutta l'eternità. Certo, lo so, ma non
ci penso. Non sarebbe forse ora di pensarci? muoiono tanti! a tutte le età e di
ogni ceto sociale! Ed io che son peccatore non avrò da morire! Gesù morì
carico dei peccati miei! Maria seguì il suo Figlio anni dopo, nell'eternità.
Ed io? Non ci penso?
II.
- Ma dove morrò? e come? In casa, in chiesa, nel mio letto, sull'asfalto? Non
so. Per una febbre lenta, per una malattia improvvisa, precoce, fulminea? Per
infarto, un cancro, una caduta là dove non c'era d'aspettarselo? Stanotte mi
corico, ma mi sveglierò domattina? No! io non lo so! Dio solo lo sa!
III.
- Ho la coscienza tranquilla? Che mi aspetto? Premio o castigo? Se fosse il
caso di conversione, mi converrà non rimandare al domani. Il momento più
cruciale è quello della morte: il moribondo soffre e si dispera, oppure entra
in coma, magari senza un «Gesù mio, misericordia! »; i parenti si
preoccupano di salvargli la vita che vedono svanire, oppure pensano meglio
all'eredità, o ancora temono di chiamare il sacerdote; il demonio sa che,
ormai, non ha più tempo, e ce la mette tutta per guadagnarsi quell'anima! Che
fare? Che fare fin da ora? Ricorriamo a Maria, affidiamoci a Lei mentre stiamo
bene in salute, raccomandiamole l'ultimo nostro estremo: «Prega per noi
peccatori, adesso è nell'ora della nostra morte».
ESEMPIO:
S. Stanislao Kostka.
- Caduto ammalato gravemente, la Vergine gli apparve, lo guarì ponendogli fra
le mani il Bambino Gesù, e lo esortò ad entrare nella Compagnia di Gesù. Fu
così ricevuto a Roma dal superiore Francesco Boggia, fatto poi santo. Il 10
agosto, colto da febbre, ebbe a dire all'infermiere: «Da questo letto non mi
alzerò più». Non erano ancora le tre del mattino, appare la Vergine invitandolo
col sorriso. Egli sorrise e ripeté: «Il mio cuore è pronto! » e spirò
dolcemente.
FIORETTO:
Prega per l'anima del purgatorio più devota di Maria.
OSSEQUIO:
Bacia tre volte l'immagine di Maria ripetendo a te stesso: Ricordati che sei
polvere, e in polvere ritornerai!
GIACULATORIA:
Nell'ultima ora della mia vita imploro, o Maria la vostra aita.
PREGHIERA:
O Maria, ricordati di noi nell'ora della nostra morte: deh! non lasciarci soli
in quell'ora tremenda a combattere col nemico; assistici, confortaci, e fa che
spiriamo nel bacio santo di Dio.
I.
- Non appena morto, la mia sorte è segnata. Ma l'insegnamento della Chiesa,
avvalorato dal vangelo, mi fa sapere che vi sarà un giudizio universale: tutti
compariremo davanti a Cristo. La mia ingratitudine salterà inesorabile ai
miei occhi, basterà una sola sua occhiata! Cercherò il volto di Maria, ma sarà
impotente in quel momento, d'altronde, con quale coraggio se io crocifissi il
suo Figlio, e con ostinazione fino all'ultimo istante? Il mio angelo custode?...
Se non l'ho voluto mai ascoltare! Sarà anzi lui il mio accusatore!
II.
- Nel giudizio universale saranno palesi dinnanzi a tutti - e scambievolmente -
tutti i peccati ed anche le buone azioni. Cosa prevarrà sul mio conto? peccati
o buone azioni? Se gli uni, che rossore! dinanzi a quanti forse mi stimavano
un santo, un onesto! Che delusione forse e che dolore per i miei genitori,
sacerdoti, educatori che tanto hanno fatto per la mia educazione morale e
religiosa! Ma se prevalgono le mie opere buone, i miei meriti? Oh, mi conceda
la grazia Maria! Sarò lodato, invidiato da tanti, osannato dagli angeli e
accolto nella gloria.
III.
- Sì, la sentenza sarà una delle due: benedetto o maledetto. E da chi? da Gesù!
Eppure è morto in croce per me! Ma io ho reso vano quel suo sacrificio.
Ma
qual gioia se Gesù e Maria mi potranno abbracciare e portare nel loro regno
d'amore! Che sarà dunque di me al giudizio finale?
ESEMPIO:
S. Giacinta Mariscotti.
- «Oh, se Dio mi desse almeno un anno ancora di vita, quanta penitenza farei!
Quanto mi spaventa il pensiero del giudizio di Dio! ».
Sono
parole di s. Giacinta Mariscotti del Terzo Ordine di s. Francesco
da Viterbo. Figlia di nobile famiglia, s'era fatta suora, ma rifiutando ogni
austerità, e dandosi invece al lusso e alla dissipazione, né valsero gli
avvertimenti dei superiori... Ma Dio la colpì d'una malattia mortale, proprio
volendo salvarla. In tale occasione rientrò in se stessa, e si spaventò al
pensiero di comparire davanti al tribunale di Dio. Ed eccola guarita
prodigiosamente. Suor
Giacinta mutò così radicalmente la sua vita. Si mise sotto la protezione della
Vergine promettendo vita esemplare.
FIORETTO:
Evita mormorazioni e giudizi sul tuo prossimo.
OSSEQUIO:
Al momento di coricarti la sera, immagina di venir giudicato da Dio... Esamina
la tua coscienza, ed implora pietà!
GIACULATORIA:
Nel giorno estremo, giorno di pianto Madre, copritemi col vostro manto.
PREGHIERA:
O Vergine santissima. Avvocata dei peccatori, prendici ora sotto la tua
protezione, perché protetti da Te in vita, assistiti da Te in morte, non
temiamo il giudizio di Dio e possiamo essere annoverati tra i beati del cielo.
O Maria, accoglici, difendici, salvaci!
I.
-
L'inferno c'è! Sarà stato pur creato per qualcuno! Tu dici: sì, per Satana e
i suoi. Bene! Cerca di non essere dei suoi. Che sarà l'inferno? Si parla di
fuoco. Che fuoco sarà? Un fuoco che non si consuma, e neanche consuma. E sarà
eterno! Ciò è di fede. La potenza di quel fuoco non è per nulla paragonabile
al fuoco terrestre. Io non voglio andare a provarlo, poiché non sopporto
neppure la fiamma della candela.
II.
- Se ti capitasse di andarci?... Quale disperazione! Pensare che per tanto poco
potevi evitarlo. Quanto fosti stolto a non dar retta a quella predica, a quel
libro santo, a quegli esercizi spirituali, a quel buon amico... Quanti nelle tue
stesse condizioni si sono salvati! Chi ti darà un po' di pace?
III.
- Ma il tuo più gran tormento sarà il pensiero e la realtà della perdita di
Dio, la somma bontà, la somma felicità; l'amicizia e la fraternità del dolce
Salvatore, l'amore della più tenera fra le mamme, Maria Santissima. E da quel
baratro, da quello stato di vita tormentosa non uscirai mai più! «Lasciate
ogni speranza voi che entrate!». Solo Maria, la tenera nostra Madre può
salvarci. Ci salvò di certo tante volte, anche non invocata. Ma cerchiamo di
invocarla ogni giorno, ciò serve anche a tenerci allarmati contro quanto
potrebbe perderci.
ESEMPIO:
S. Camillo de Lellis.
- Un giorno, il 2 febbraio 1575, mentre cavalcava in divisa militare un focoso
cavallo, pavoneggiando se stesso, fu colpito, da una grazia fulminea: «Basta,
disse, bisogna cominciare una nuova vita. Non voglio dannarmi! O Maria, aiutatemi
a vincere tante passioni ed ottenetemi la perseveranza». Si reca in una chiesa,
si confessa, e chiede di entrare tra i cappuccini. Poco tempo dopo, per una
piaga al piede, è costretto ad uscirne. Ma allora sogna e dà inizio all'Ordine
dei ministri degli infermi, per l'assistenza agli ammalati e ai poveri. Si fece
santo e la Chiesa lo venera sugli altari.
FIORETTO:
In omaggio a Maria, non trascurare nessun tuo dovere, specie quello che più ti
costa.
OSSEOUIO:
Mettiti per un momento immobile in ginocchio davanti ad un'immagine di Maria, e
pensa se dovessi restare così per tutta l'eternità?... Oh, disperazione!... E
nell'inferno?...
GIACULATORIA:
Dal cupo orribile eterno esilio, Maria, salvatemi: son vostro figlio!
PREGHIERA:
Non voglio, o Madre, cadere nell'inferno; no, non voglio essere lontano da te,
dal tuo Figlio, da Dio! O Maria, Madre dolcissima e piissima, deh, aprimi le
porte del cielo. Ascolta l'umile preghiera, riservami il tuo paradiso! Amen.
I.
- Se larga è la strada che porta alla perdizione, quante saranno quelle anime
che imboccandola vi sono cadute?... Se stiamo a certe rivelazioni, c'è da
spaventarsi.
II.
- Disse ancora Gesù: il regno dei cieli soffre violenza; solo i violenti lo
rapiscono. I violenti con se stessi, con la propria natura corrotta, con ogni
sorta di tentazione. Disse pure che se non faremo penitenza, periremo tutti.
III.
- Che fare? Battiamo la via stretta, la via del dovere compiuto, del
sacrificio, dell'abnegazione. Non badiamo ai pochi o ai tanti che sanno vivere
così. Noi sappiamo che fare per essere salvi, facciamolo! E procuriamo di
portare altri a salvezza. La nostra libera scelta ci metterà alla fine della
vita o tra i reprobi, o tra gli eletti. Una scelta che non si potrà fare a
vita compiuta, ma occorre pensarci a tempo. Nella nostra ignoranza e soprattutto
nella nostra debolezza, ricorriamo a Maria, la nostra Madre santissima. Ella
si presenta quale nostro modello di vita, ma si offre a tutto fare per
salvarci, purché non le poniamo ostacoli, specialmente l'ostacolo della nostra
cattiva volontà.
ESEMPIO:
Il santo Gian Gabriele Perboyre.
- È questi un illustre martire della Cina, figlio degno di s. Vincenzo de'
Paoli. Un'anima innocente e tanto interiore. Ma pochi mesi prima del suo
martirio ebbe a sostenere una terribile prova. Dopo cinque anni di tanta virtù
e tante fatiche nella missione, sentì una depressione di spirito, si trovò
come abbandonato da Dio, quasi dannato. Finalmente gli apparve Gesù in croce,
e guardandolo amorevolmente gli disse: «Che temi tu, non sono io forse morto
per te? metti il tuo dito nel mio costato, non temere più della tua
dannazione». Quel santo missionario ebbe un respiro, si sentì totalmente
libero e tranquillizzato, moltiplicato nel fervore apostolico ed ebbe la
grazia d'essere martire per la fede!
FIORETTO:
Guardati dal dare la minima molestia a chicchessia; e cerca di sopportarla tu,
se ti vien fatta.
OSSEQUIO:
Lègati ad una pratica di devozione mariana, e siile fedele: sarai sicuro di
evitare l'inferno! Per esempio: tre Ave ogni sera.
GIACULATORIA:
Se fra l'eterne fiamme non sono, Vergine eccelsa, è tuo dono!
PREGHIERA:
O Maria, Madre nostra dolcissima, deh! ottienici forza e coraggio per seguire
fino all'ultimo la via della giustizia e della santità, affinché possiamo
cantare in eterno le tue glorie. Amen.
I.
-
Che può ancor fare il Signore per salvarmi? Ha dato il suo Figlio per
riscattarmi. Non basta? No, non basta, io continuo a peccare. Mi rincorre con
la sua misericordia, mi spaventa con la sua giustizia, ma io continuo a peccare.
II.
- Dio mi ha posto in grembo alla sua Chiesa come in grembo ad una madre; non mi
sono mancati lumi, ispirazioni, grazie; ho dei sacramenti a disposizione, tanti
esempi per incoraggiarmi ad essere un buon cristiano. No! pecco ancora! Dio
avrebbe potuto già castigarmi severamente, o addirittura dannarmi; ma io non
mi sono ancora convertito! Quale ostinazione!
III.
- Gesù ha dato per me il suo sangue, per salvarmi, s'è dato in cibo per
nutrirmi di sé. Io forse me ne servo per tradirlo! Soltanto Maria, può
finalmente salvarmi, decidermi a rinnegare me stesso, a mettere fine a tanta
malvagità e malizia! Ricorriamo a Maria, gettiamoci tra le sue braccia da
pentiti e devoti, imitiamo le sue virtù.
ESEMPIO:
S. Girolamo Emiliani.
- Nobile patrizio veneziano, che appena quindicenne, contro il volere della
madre, si arruolò, al grido di guerra, nell'esercito di Venezia in difesa di
quella Repubblica. Gli venne affidata la difesa del Castello di Quero nella
vallata del Piave che sale a Belluno. Malgrado il suo valore e quello dei suoi,
forse anche tradito, fu sconfitto e fatto prigioniero proprio in quel castello.
Umiliato e desolato, si ricordò della Vergine, rientrò in se stesso, ebbe
orrore della vita che menava in tempo di pace; la pregò da disperato. La
Vergine ebbe compassione, gli apparve: «Ecco, sei libero, va! ». Non
credette a se stesso, i ceppi che stringevano le sue caviglie ed i suoi polsi
s'erano spezzati. Li raccoglie, vede la porta aprirsi d'incanto, fugge, e come
invisibile fa la strada fino a Treviso, e all'altare della Madonna depone
quelle catene, promettendo vita nuova.
FIORETTO:
Sopporta con pazienza le molestie e i travagli, in soddisfazione dei tuoi
peccati.
OSSEQUIO:
Fa una visita a qualche immagine di Maria, invocando la sua continua assistenza
contro la tua debolezza e forse malizia.
GIACULATORIA:
Vita dolcissima, speranza mia, salve purissima vergin Maria!
PREGHIERA:
O Maria, quanto fummo ingrati verso il Signore, rispondendo sì male alle sue
grazie. Lo riconosciamo, siamo degni degli eterni castighi. Ma tu che sei così
potente presso il trono di Gesù, ottienici perdono e conversione.
I.
-
Il peccato di scandalo è gravissimo!. Pensa a ciò che costa un'anima a Gesù.
Gli costa odio, ignominie, prigionie, tormenti, calunnie, bestemmie, sangue,
croce e vita! E tu gli rubi quell'anima, rendendo inutile per essa la sua
passione. Pensi tu all'amarezza del suo cuore. Tu fai opera da demonio che fin
dal principio è stato omicida di anime (Gv 8,44). Da fanciullo forse, da
giovane hai tentato qualche tuo simile col tuo comportamento, con parole,
gesti, inviti, azioni... E poi da grande?...
II.
- Il peccato di scandalo è una catena di peccati. Chi potrà più contare i
peccati susseguenti in quell'anima scandalizzata? E quanti altri saranno da
lei scandalizzati?
III.
- Quale grande debito lo scandaloso contrae con Dio! Se avesse tolto a Gesù
tutti i tesori del mondo, come farebbe a compensare tale debito? Ma ciò è un
nulla al paragone! Lui esige la restituzione di quell'anima, di quelle anime!
Vuoi almeno ridargli la tua? Ora rifletti anche con quale tagliente spada tu hai
trapassato il Cuore Immacolato e materno di Maria. Tu sei della schiera di
coloro che si schierano contro la «Donna» predetta da Dio dopo il grande
peccato di scandalo commesso da Satana nei riguardi di Eva e di Adamo. Ma tutti
cadranno sotto il suo piede immacolato, se non si convertiranno.
ESEMPIO:
S. Maria Egiziaca. - Non
aveva che 29 anni, e già era divenuta lo scandalo della città di
Alessandria. A quanti giovani cuori rubava innocenza e ricchezze! Un giorno,
vedendo tanta gente che s'indirizzava al mare, domandò: «Ma dove va tanta
gente?». Le fu risposto che s'imbarcavano per Gerusalemme per ivi celebrare
l'esaltazione della santa croce. Allora vi si aggiunse pure lei. Nel giorno
della festa volle entrare in chiesa a vedere il sacro legno della croce. Durò
però fatica ad entrarvi, perché una forza misteriosa la respingeva a più
riprese. Si decise di nascondersi in un angoluccio della strada, mentre la folla
si accalcava. Un colpo di grazia le aprì la finestra su tutta la sua vita,
come d'incanto! Sconvolta alza lo sguardo e s'incontra nell'immagine di Maria
posta sulla porta principale del tempio. Si effonde in lacrime di pentimento e
di preghiera. Vuol baciare la croce santa, decisa di cambiar vita... La Vergine
accoglie la peccatrice, e le dice: «Va al di là del Giordano, e troverai il
tuo riposo». La peccatrice s'inoltra in un deserto e ivi passa 48 anni di vita
nelle più aspre penitenze, in lotta continua con le immagini della sua vita
peccaminosa e le tentazioni di Satana. Ma ne esce sempre vittoriosa, ed oggi la
veneriamo santa sugli altari.
FIORETTO:
Sopporta con pazienza le molestie e i travagli, in riparazione dei tuoi
peccati.
OSSEQUIO:
Fin dal mattino offri a Maria te stesso con i tuoi sensi, le tue facoltà
intellettuali e le tue azioni.
GIACULATORIA:
Vorrei perdono dei falli miei, dei falli altrui perdon vorrei!
PREGHIERA:
O Vergine Santissima, oggi prostrati ai tuoi piedi promettiamo e giuriamo di
voler essere apostoli del regno di Dio, per riparare così i cattivi esempi che
possiamo aver dato nel passato. Ma tu ottienici grazia per essere sempre fermi
in questa nostra promessa. Amen.
I.
- Tu vorresti convertirti, ma non lo fai. Perché mai? Per rispetto umano. Tu
ragioni così: se non vado più in quella casa, si sospetta che il confessore
me l'ha proibito; se abbandono quelle compagnie, si dirà che voglio ritirarmi
in un eremo; se non partecipo a quei discorsi e battute argute, mi terranno per
un debole di spirito; se mi si vede modesto, riservato, si dirà che son pieno
di scrupoli. Insomma, sarò preso per un bigotto, per un baciapile, per un topo
di sagrestia!
II.
- È increscioso. Avresti genio di farti santo, ma temi il «che si dirà?»...
Mi diranno un cafone, se lascio queste acconciature, questi vestiti alla moda
forse un po' procaci invero...; e sarò segnato quale ipocrita se mi si vede
troppo in chiesa, ai sacramenti, negli ospedali a visitare infermi, o nelle case
dei poveri...
III.
- Ma se tu arrossisci delle livree del Cristo crocifisso, egli un giorno
arrossirà di te. L'ha detto! Ne va di mezzo non quattro giorni di vita, ma
un'eternità! Egli ti dirà: «Non ti conosco! Via da me, operatore d'iniquità!
». Debbo decidermi a far guerra al rispetto umano. Il rispetto umano è dei
codardi, è dei vili. Non mi posso illudere di sentirmi al sicuro per qualche
nascosta devozione a Maria. Io mi comporto esteriormente tutto al contrario di
come si comportava Maria, la sola creatura umana che non avrebbe scandalizzato
alcuno pur vestendo con decoro e ovunque si potesse trovare. La sua bellezza
esteriore non era che riflesso della santità interiore, ed elevava lo spirito
di chi la incontrava. Ma non è così per me! Ricorro allora a Maria per avere
la forza di superare gli sguardi e giudizi umani.
ESEMPIO:
San Pellegrino Laziosi.
- Siamo a Forlì. Anno 1283. Una città delle Romagne, divisa, come altre, dalle
fazioni dei Guelfi e Ghibellini. S. Filippo Benizzi si prodigava con forte
parola e miracoli a portare pace, ma quante ingiurie e percosse non ricevette.
Anche il giovane Pellegrino ardì percuotere il santo. Ma pentitosi del mal
fatto, andò a prostrarsi innanzi al Benizzi per chiedere perdono. Il santo
gli disse: «Ringrazia il Signore che ti ha toccato il cuore. Va, prega la
Madonna che ti ottenga la perseveranza». Vi andò, e seppur beffeggiato dai
compagni di prima, egli si dà alla ricerca d'un asilo sicuro ove stare solo con
Dio. Un giorno, in cattedrale, ha una visione, la Vergine gli dice: «Va a Siena
e cerca di P. Filippo e pregalo che ti accetti nel mio ordine dei Serviti».
Entrò così novizio in quell'ordine progredendo nella virtù. Ritornato a Forlì,
visse da santo... E per questo lo veneriamo sugli altari.
FIORETTO:
Fa una preghiera e un piccolo sacrificio perché qualche anima mondana riesca a
superare il rispetto umano e si dia a vita cristiana più esemplare.
OSSEQUIO:
Passando per via non ritrarti dall'inchinare il capo davanti a qualche
immagine sacra che incontri, o a qualche chiesa.
GIACULATORIA:
Per tutti i rei pregate Iddio. Son reo, purtroppo, o Madre, anch'io!
PREGHIERA: O Maria, non vogliamo tradire più la nostra fede cristiana! Ci mostreremo sinceri e forti senza arrossire con la nostra condotta e con la parola, se fosse il caso. Donaci, o Madre, grazia!
I.
-
Grande bene il paradiso! È luogo di ogni delizia, della felicità vera e
perfetta, della gioia compiuta e santa. Ivi l'anima gode l'intera e assoluta
libertà nella scelta del solo unico bene; la mente è illuminata pienamente
dalla verità; il cuore è inondato di gioia purissima; il corpo è glorioso e
immortale in un equilibrio totale dei sensi. San Paolo, rapito al terzo cielo,
ebbe poi a dire: «Né occhio mai vide, né orecchio mai udì, né cuore di uomo
mai gustò ciò che Dio ha preparato a coloro che lo amano».
II.
- Là si gode ogni bene, senza alcun male. Dice s. Giovanni: «Dio tergerà ogni
lacrima, non vi sarà più morte, né lutto, né dolore! » (Ap 21,4).
III.
- È soprattutto il possesso di Dio! Noi lo vedremo faccia a faccia «così come
egli è». Egli sarà nostro, e noi saremo suoi. Con lui avremo la compagnia
della più bella ed eccelsa creatura, Maria santissima, e con lei gli angeli, i
martiri, i santi tutti. Non dimentichiamo che lassù v'è una Madre che ci
attende, rifulgente di gloria immortale, incoronata regina accanto a Cristo Re
suo Figlio Dio. La sua vita terrena fu spesa per ciascuno di noi, affinché
lassù giungessimo con lei. Una madre non può sopportare di star lontana dai
figli. Ma anche ora dal cielo si prende cura perché possiamo raggiungerla lassù!
Esempio:
S. Bernardino da Siena. -
Fin da bambino, perché orfano, fu educato da una zia nella pietà e
nell'amore a Maria. Ebbe a dire: «Io sono innamorato della Vergine, a lei
sempre penso, lei teneramente amo e non posso passare alcun giorno senza
visitarla». Entrato nell'ordine di s. Francesco d'Assisi, divenne fervente
predicatore, e il soggetto preferito delle sue predicazioni era la Madonna. Un
giorno la Madonna gli apparve: «La tua devozione mi è tanto grata - disse - e
per pegno di una mercede maggiore che ti è preparata, io ti concedo la grazia
della predicazione e il potere di operare miracoli, e ti prometto che alla
fine sarai con me partecipe dell'eterna gloria che io godo». Da qui il santo
prese forza per la sua predicazione che prima gli era difficoltosa.
FIORETTO:
Dì spesso a te stesso: Non con fatto per questo mondo, ma per il cielo.
OSSEQUIO:
Se tra i tuoi libri, quadri, foto trovi qualcosa d'indecente e provocante,
gettalo via nel fuoco, con coraggio, che non impedisca di pensare a Maria e di
poterla raggiungere un giorno nel cielo.
GIACULATORIA:
Per queste a voi alme fedeli pregate, o fulgida porta dei cieli.
PREGHIERA:
O Regina potente del paradiso, a te eleviamo lo sguardo e umilmente chiediamo:
«Mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!».
I.
-
Due sono unicamente le strade che conducono in paradiso: l'innocenza e la
penitenza. L'innocenza l'ho perduta prima ancora di conoscerla. E dopo?... Mi
urge forse un buon esame di coscienza per rendermi conto in quale stato si trova
al presente la mia anima.
II.
- Ne ho fatto almeno penitenza? La prima penitenza è pentirsi, poi
confessarsi bene, e quindi riparare, espiare. A che punto sono? Ho fatto
digiuni, astinenze, mortificazioni per mia spontanea scelta? Ho piuttosto
cercato tutte le comodità, mi sono abbastanza divertito nella vita, forse anche
ricercato piaceri non tanto leciti... E pretenderei il paradiso? Ma per quale
strada lo raggiungerò? Non per l'innocenza, non per la penitenza?... Non ve ne
sono altre!
III.
- Ho un solo scampo, la penitenza! Mi ci debbo mettere subito, forse non avrò
tempo abbastanza, comunque sempre poco sarà! Beato l'uomo che s'affida a Maria!
Rinunciato al peccato, gettiamoci tra le braccia di Maria nostra Madre. Maria
è chiamata «porta del cielo». Non è disgiunta da Gesù che si disse «porta
dell'ovile»... Nessuno pretenda un'altra via per giungere a salvezza. Accompagniamoci
a lei seguendo Gesù; Madre mia, fiducia mia!
ESEMPIO:
Santa Maria Francesca delle cinque piaghe.
- Nacque a Napoli il 25 marzo 1715. Ebbe una tenera devozione a Maria fin
dall'infanzia. Prevenuta dalla grazia, superò ostacoli e poté entrare nel
Terz'Ordine di s. Francesco. Fu per tutta la vita tribolata da parte degli
uomini e da parte del demonio, e da tante malattie. Ma nella sua eroica pazienza
ebbe più volte la visita di Maria santissima. Un giorno, nel pieno della sua
preghiera e donazione, vide in singolare bellezza la Vergine raggiante in
atteggiamento di «Divina Pastora», che si squarciava il cuore. Perché? per
chi? Comprese, e da quel dì ne parlò a quanti poteva distribuendo immaginette
della Divina Pastora delle anime, che tutto fa per salvarle!
FIORETTO:
Lìberati
da certe vanità nel vestire, nell'ornarti, nel comportamento. Fallo in onore di
Maria, chiedendole pascoli più sani.
OSSEQUIO:
Riprendi qualche devozione mariana che forse imparasti da piccolo; ti sentirai
più sicuro. Per esempio il rosario almeno al sabato.
GIACULATORIA:
Siatemi fulgida propizia stella, con voi traetemi, Vergine bella!
PREGHIERA:
Ti salutiamo, o Maria: stella del mare e dolce pastora. Sul mare burrascoso
della vita guida la navicella dell'anima nostra; e negli impervi sentieri del
nostro vivere, conduci i tuoi figli a pascoli eterni!
I.
-
Caro amico, penso che una qualche devozione a Maria non ti manca; anzi, sarai
tanto devoto di colei che, oltre a essere Madre di Dio, è anche Madre nostra.
Se Madre di Cristo che è Dio, lo è in senso proprio biologico, umano,
naturale, ella è nostra Madre in senso, direi, più alto ancora, cioè
spirituale, anzi soprannaturale in ordine alla grazia che è vita divina. Gesù
la volle tale.
II.
- La devozione a Maria è devozione quindi di figli verso una madre: tenera,
dolce, fiduciosa. S. Giuseppe da Copertino, ma anche tanti altri santi, per
non dir tutti, diceva: La mia madre è la Madonna, quella di casa mi è
nutrice.
III.
- La devozione a Maria è tenerissima, perché si fa Madre dei peccatori, quelli
che hanno crocifisso Gesù, e perfino di quanti lo crocifiggono ancora,
attirandoli a sé, toccando loro il cuore. Dolce e gioiosa è la devozione a
Maria! Ma occorre che non sia lo slancio sentimentale d'un momento, perché
allora seguirebbe la noia e l'inutilità di essa. La devozione deve partire
dalla conoscenza della santità, della grandezza, della missione di Maria nei
nostri confronti. Allora non andiamo in cerca di doni materiali, terreni,
consolazioni, interessi, ma la onoriamo perché Dio l'ha onorata, la preghiamo
perché è la Madre della grazia, è la nostra avvocata presso Gesù, è la
nostra salvezza!
ESEMPIO:
S. Vincenzo de' Paoli.
- È il santo della carità. Fin da fanciullo, custodendo il gregge del padre,
sistemò una statuetta nella
fessura di una quercia, e là davanti inginocchiato restava a lungo in
preghiera. Fatto sacerdote, andò in missione, ove venne fatto schiavo, ma
sotto la sferza del sole trovava la sua gioia pregando la sua dolcissima
Madre. Pregato dalla sua padrona di cantare delle lodi della sua religione,
egli cantò la «Salve Regina», con tale accento da commuovere al pianto
quella signora musulmana. Portava il rosario alla cintola per averlo a portata
di mano. Fu
propugnatore assiduo del privilegio della Immacolata Concezione. Lasciò come
eredità un tale amore a Maria a tutti i suoi figli e figlie spirituali,
prescrivendo nella regola l'impegno di onorare ogni giorno la Madre di Dio, di
celebrarne le feste e di imitarne le virtù, particolarmente umiltà e purezza.
FIORETTO:
Non passi giorno senza rivolgere un pensiero a Maria: «Madre mia! Fiducia mia!».
OSSEQUIO:
Se non l'hai, procurati la Medaglia Miracolosa o l'abitino dell'Immacolata, e
portali con amore!
GIACULATORIA:
O luce amabile degli occhi nostri, porgete suppliche pei figli vostri!
PREGHIERA:
O Maria, delizia dei nostri cuori, Madre nostra dolcissima, nostra sovrana,
noi vogliamo amarti oggi e sempre. A te dedichiamo, affidiamo, doniamo i
nostri cuori; accetta la nostra offerta, amaci, proteggici nella vita e nella
morte. Amen.
I.
- Dimmi, amico: con chi ti trovi adesso? Sei con Dio! E quando passeggi, studi,
lavori, dormi; quando parli, ti cibi, ecc... con chi sei? Sei con Dio! E se
malauguratamente pecchi, con chi sei? Sei ancora con Dio! Egli è là in
faccia a te, anche se tu l'hai scacciato! Pensaci! Dio ti vede e sente!
II.
- Che disprezzo, che orgoglio peccare dinanzi a Dio, un Dio sì buono, sì
potente, sì grande! sì unico!
III.
- Quando comparirai davanti al suo divin tribunale non vi sarà bisogno di
accusatori per convincerti. Dio ti dirà: Io, io solo sono il giudice e il
testimonio. Ricordiamoci che anche Maria santissima, nostra Madre ci è sempre
presente. Qual Madre dei suoi figli non può non averli sott'occhio a ogni
momento, ed ella è tutta per tutti e per ciascuno ad ogni momento. Perché
allora peccare davanti a lei? E in caso di caduta, non cerchiamo di sfuggirle
d'innanzi, ma al contrario gridiamole «Pietà», ella è sempre Madre di
misericordia, rifugio dei peccatori.
ESEMPIO:
La venerabile suor Florinda Cevoli.
- Un giorno, salita su una sedia, si guardava e compiaceva allo specchio, ma una
voce risuonò in quell'istante: «Lucrezia, Lucrezia! ». Si volta d'un tratto,
e si vede apparire la Madonna che con gesto e parole la rimproverava: «Sei
ancor piccola, e sei così vanitosa,... ti compiaci di ciò che non è tuo. Mira
piuttosto nell'anima tua e ricordati che Dio ti vede». Fatta grande il Signore
la chiamò nel convento delle Cappuccine, dove col nome di suor Florinda attese
alla sua perfezione sotto la direzione sapiente di santa Veronica Giuliani che
la elesse anche sua vicaria.
FIORETTO:
Il tuo primo sguardo all'immagine di Gesù e di Maria, non appena t'alzi al
mattino, pensandoti sotto i loro sguardi.
OSSEQUIO:
Ripeti spesso, andando e venendo, in ogni tua azione: «Dio mi vede! Mamma, pietà».
GIACULATORIA:
A noi volgete, o Madre, quelle vostre pietose tenere stelle.
PREGHIERA:
O Maria, Madre del bell'Amore, fa che noi viviamo sempre con la mente e col
cuore rivolti a Dio, affinché possiamo, dopo questo esilio, contemplarlo faccia
a faccia nel paradiso.
I.
- Spiegati sinceramente: a chi vuoi tu servire? A Dio o al demonio? Pensaci
bene, perché non puoi servire due padroni, due, tra loro, nemici
irriconciliabili.
II.
- Guarda: se tu vuoi servire a Dio, patirai, sì, ma per poco, e poi godrai per
sempre. Il tempo passa presto! L'eternità non passa mai! Se avrai la tua croce
da portare, pensa che Gesù l'ha portata prima di te, ed era innocente e
santissimo!
III.
- Che se poi vuoi servire al demonio, il tuo godere, se godere potrà chiamarsi,
durerà ben poco, mentre il patire che ti aspetta sarà eterno! D'altra parte,
quando mai il demonio, o se vuoi, il peccato ha fatto felici gli uomini? Per
un istante forse! Forse tu stesso ne hai fatto la prova... Il peccatore non è
mai contento, mai soddisfatto! Fino a quando staremo così nell'alternativa
tra Dio e Satana? tra la virtù e il vizio? Ci urge ricorrere a Maria. Ormai
nella vita - e sono duemila anni! - si tratta di essere o Maria o Eva; o Gesù
o Adamo! Adamo ed Eva han provato cosa diede loro Satana dopo il pregusto di
quel frutto! E dannati sarebbero se un'altra Eva e un altro Adamo non fossero
stati mandati dal Padre dei cieli: Maria e Gesù!
ESEMPIO:
Santa Caterina Fieschi. -
Per segnare una pace tra le due famiglie Fieschi e Adorno, i genitori di lei
decisero di darla in sposa al giovane Nicola Adorno. Ma cominciò allora per lei
una vita di sacrifici, poiché lo sposo, violento e viziato, la maltrattava e
col gioco diede fondo al ricco patrimonio. A nulla valse la sua dolcezza e
pazienza. Dopo cinque anni il suo fisico fu scosso e cadde ammalata. Ripresasi
a stento e dopo lunghe cure, i parenti la convinsero a darsi a una vita di
distrazioni come le signore del tempo e della sua casta. Passò
così ben cinque anni nelle vanità, abbandonando tutte le sue pratiche di pietà.
Ma non ebbe pace. Un giorno, visitando una sua parente monaca, si sentì
rimproverare severamente, e consigliare di rivolgersi alla Madonna per un
cambiamento di vita. Lo fece e ne ottenne la grazia. Gesù e Maria le
apparvero spesso a confortarla, e entro non lungo tempo poté veder cambiato
anche lo sposo, fatto terziario di s. Francesco e poi morire santamente.
FIORETTO:
Rinnova
oggi le tue promesse battesimali, poiché nel battesimo hai ben scelto il
Padrone a cui servire: Cristo Gesù che t'ha invitato all'amore del cielo.
OSSEQUIO:
Bacia più volte l'immagine di Maria, pensando che al battesimo ella ti ha colto
in grembo qual Madre, e promettile di non abbandonarla mai!
GIACULATORIA:
Son vostro servo caro mio bene, o fortunate dolci catene!
PREGHIERA:
O Immacolata Vergin Maria, tu fin dal primo istante della tua esistenza,
vincesti il demonio, fa che pur noi superiamo le sue seduzioni e quelle del
mondo, e serviamo a te tutti i giorni della nostra vita, per seguire Gesù fino
al cielo.
I.
-
Vuoi convertirti a miglior vita? Dici di sì, ma non ti decidi! Che aspetti? Ah,
oggi no, dovrei vincere un impegno, un attacco, un rispetto umano, un abito, una
passione troppo forte. Ma lo farò! Povera anima! Quante volte hai ripetuto
questo!
II.
- Tu differisci e aspetti. Ma Dio aspetterà? Uno dei due! O dici a te stesso
«Basta! » O lo dirà Dio nei tuoi riguardi. Ma tu lo puoi dire in bene tuo;
Dio invece lo dirà a tuo danno, perché non vuol far violenza alla tua libertà!
Dio si stancherà della tua condotta e di tante promesse a vuoto.
III.
- Ma quanti saranno all'inferno per aver atteso e rinviato a cambiar vita!
Considerando le rivelazioni di Fatima, sappiamo che all'inferno precipitano
anime in continuazione. Non sono soltanto gli atei! Convertiamoci dunque oggi,
finché ne abbiam tempo! L'oggi è forse ancor nostro, e non sappiamo se
tutt'intero! Domani meno ancora! Sì, tanti ostacoli ci si frappongono, e il
demonio ce la mette tutta. Ma non c'è una potente Madre contro di lui?
Ricorriamo a lei, saprà spezzare le nostre catene!
ESEMPIO:
S. Giovanni di Dio. - Un
giorno cavalcava un destriero rubato al nemico, ma avvicinatosi un po' troppo al
campo nemico, il cavallo prese il volo per raggiungere colà donde era stato
rubato. Spaventato, il giovane spicca un salto giù dal cavallo per fuggire; fu
un salto quasi mortale... Tutto ferito e insanguinato stava per darsi alla
disperazione, quando si ricordò di Maria, Madre pietosa e potente. Questa
volta promise davvero alla Vergine di cambiar vita, se lo avesse salvato. Ed
ecco una giovane contadina pronta a medicargli le ferite e a refrigerarlo con
acqua. Meravigliato, non sa come ringraziare, ma la giovane si rivela: è la
Vergine, che gli rimprovera la condotta, lo anima a convertirsi e gli indica la
via del ritorno al suo campo. E disparve. Il
giovane soldato, guarito nel corpo e nell'anima, abbandona il servizio militare,
va da p. Avila Granata, cambiando vita. Sarà lui poi a fondare la Congregazione
dei «Fate bene fratelli».
FIORETTO:
Se incontri dispiaceri o contrarietà, o qualche infermità ti preoccupa,
pensa che Dio non t'ha abbandonato, anzi è segno che t'aspetta! Prega con più
fervore.
OSSEQUIO:
Se
qualche attacco mondano o comunque vizioso t'arresta, deciditi! Va in cerca
della grazia, e comincia a servire il Signore con maggior fedeltà, fidando in
Maria.
PREGHIERA:
O Vergine bella, immacolata Maria, non vogliamo più essere sordi ai tuoi inviti
amorosissimi... Oggi, sì, oggi stesso noi ci doniamo al Signore per le tue mani
verginali, presentaci a lui purificati, rinvigoriti, e impetra per noi la
perseveranza.
I.
- Pecchiamo e non ci si preoccupa di confessarsi subito. Eppure L'inferno c'è!
Ma a parte questa verità di vangelo, il restare col peccato addosso ci rende
sterili di meriti, e sempre maggiormente disposti a ricadere e accumulare
peccati e malvagità. Ma allora, perché non correre subito a confessarsi e
ricevere rinnovata grazia e vigore spirituale? Se ci capita un malanno, non
corriamo forse dal medico? Vale forse più il corpo che l'anima? La vita
presente che la futura?
II.
- Ma tu dici che peccati non ne fai. Magari! E quand'anche fosse, non hai
proprio nulla da chiedere al confessore, che ti è padre, maestro e medico?
Non t'illudere! Di peccati ne facciamo a ogni momento, anche se non gravi.
III.
- T'ho sentito dire: Ho provato a confessarmi spesso, ma torno a casa e son
sempre lo stesso! Questa constatazione segna già un qualche progresso! Credilo!
Non desistere! Confessiamoci spesso, magari ogni mese, e anche più. Ma confessiamoci
bene, con sincerità! Il sacramento della confessione è un sacramento di vita o
di morte, a seconda delle disposizioni. Vogliamo avere le disposizioni
richieste? Guardiamo a Maria, ricorriamo a lei. Nessuno più di lei sa quanto
i peccati hanno straziato il suo Gesù. E solo lei può valutare il grado
della nostra santità.
ESEMPIO:
La ven. suor Isabella Fornari - Questa fanciulla romana di nome Maria ebbe la
disgrazia di cadere in un peccato che la riempì di rossore tale da non osare
confessarlo al ministro di Dio. Ma cominciarono per lei i rimorsi. E passarono
gli anni con una sequela di confessioni e comunioni sacrileghe. Pensando di
tranquillizzare la coscienza volle farsi religiosa, ed entrò tra le Francescane
di Todi nell'Umbria.Un giorno, era la festa dell'Annunciazione, ebbe
l'ispirazione di gettarsi disperata ai piedi della Vergine, implorando con
lacrime pietà! S'alzò quindi e cercò un confessore. Il nodo fu sciolto e cominciò
per lei una vera conversione radicale nella penitenza e nella pratica di tutte
le virtù, edificando tutto il convento. Ora suor Isabella (Maria) Fornari la
veneriamo sugli altari.
FIORETTO:
Fa questa sera un sincero esame di coscienza prima di andare a letto, e decidi
in conseguenza.
OSSEQUIO:
Prendi l'impegno non solo di confessarti bene, ma di sforzarti a correggerti da
vizi e difetti.
GIACULATORIA:
Per noi pregate, o fonte immensa di quelle grazie che Dio dispensa.
PREGHIERA:
O Maria, quanto siamo debitori al tuo Gesù di aver istituito il sacramento
della riconciliazione. O Madre cara, fa che ce ne serviamo con sincerità,
dolore e frutto di santità, perché non sia sparso invano il preziosissimo
sangue di tuo Figlio.
I.
- È questo il sacramento più grande! È la presenza di Gesù fra noi protratta
nei secoli e in tutte le latitudini della terra. Là egli m'è amico, ospite,
sposo, salvatore, e addirittura cibo e bevanda all'anima mia.
II.
- Qual rispetto ho io per tal sacramento? Quale fervore? Amo fargli visita? amo
riceverlo, nutrirmi di un tal pane che dà la vità? E quando lo ricevo, come mi
comporto? Prima, durante, dopo la santa comunione?... L'ho forse ricevuto in
peccato mortale qualche volta?
III.
- Quante grazie vengono a me da questo sacramento! È il pane dei forti. I
santi han saputo resistere a tentazioni formidabili con la comunione quotidiana
fatta bene; i martiri han sopportato i più crudeli tormenti e la morte! Io mi
sento tanto debole e cado! Mi son mai chiesto il perché? Non riesco a praticare
le più elementari virtù. Mi son mai chiesto il perché?... Ancora una volta
rivolgiamoci a Maria. Gesù è frutto del suo seno, è sua carne, dice s.
Agostino. È il cibo di salvezza e santità ch'ella stessa ha ottenuto da Gesù
per il nutrimento dei suoi figli. Impariamo da lei con quali sentimenti e
quali disposizioni ricevere questo sacramento.
ESEMPIO:
Il beato Giustino De Jacobis
- Era innamorato del ss. Sacramento già fin da giovane, poi come novizio,
studente, sacerdote, vescovo. Ai piedi di Gesù sfogava le sue pene, angosce,
necessità, difficoltà, e vi passava intere notti insonni. Predicando un giorno
sul ss. Sacramento nella chiesa di Erchia (diocesi di Oria) fu visto volare dal
palco all'altare del Sacramento e rimanervi sospeso in contemplazione; quindi
ritornare sul palco a continuare la predica. Tanti altri episodi straordinari si
raccontano su tale argomento. In Abissinia si rese celebre per il fervore verso
Gesù Eucaristico. C'è da imparare, se non tutto da imitare!
FIORETTO:
Preparati alla santa comunione con qualche buona azione.
OSSEQUIO:
Fa una visita al ss. Sacramento, o, se impossibilitato, raccogliti in casa
adorando Gesù che in chiesa s'è fatto tuo concittadino.
GIACULATORIA:
Salve, santissimo corpo divino da pura Vergine nato bambino.
PREGHIERA:
Santissima Madre di Dio, fa che troviamo le nostre delizie alla mensa celeste
dove Gesù si dà tutto all'anima fedele sotto le specie eucaristiche. Vienici
in aiuto e fa che le nostre comunioni portino frutti di santità. Rendici
sensibili alla sua reale presenza fra noi!
I.
- Non ci mancano le ispirazioni da parte di Dio. Egli ci chiama, e in quante
maniere! Ora con profondi impulsi interiori, ora con lampi di riconoscenza,
suggerimenti privati personali, pubblici castighi, prediche o letture...
II.
- Ma siamo noi pronti a ubbidire, a seguire l'ispirazione? Lo Spirito Santo è
luce che rischiara, rugiada che feconda, medico che cura... Ma rispetta la
volontà di ciascuno: tocca a me il volere!
III.
- La grazia data passa e non torna più! Matteo s'alzò di scatto alla
chiamata di Gesù. Diventò un apostolo S. Pietro, dopo il suo spergiuro,
incontrò lo sguardo di Gesù... Bastò per farlo piangere tutta la vita. Giuda
resistette a tutti i richiami del Maestro, perfino nell'Ultima Cena, e al
momento del bacio sacrilego. Ma finì nella disperazione: la più atroce.
Apriamo le porte al Signore! È solo nostro interesse. Lui non ci lascia, non
vuole la morte del peccatore, ma aspetta che si converta e viva! Non lasciar
passare il mese di maggio, è il mese delle ispirazioni che Dio manda per
mezzo di Maria. Le meditazioni stesse che andiamo facendo possono costituire
delle vere ispirazioni divine e materne per te. Maggio è il tempo propizio!
ESEMPIO:
S. Gabriele dell'Addolorata
- Presente egli a Spoleto nella celebrazione solenne della festa di Maria ss.
Addolorata, segue la Vergine portata in processione... Le si avvicina, la
guarda, e si sente una voce interiore che dice: «Francesco, il mondo non è per
te, ti aspetta la religione». È una freccia che gli ferisce il cuore. Conservando
il segreto, dà gli esami con lode, riceve il premio all'accademia, quindi
parte per il santuario di Loreto. Là prega a lungo, fa una confessione generale
e ricerca il convento dei Passionisti al Ritiro di Morrovalle, e il 21
settembre 1856 riceve l'abito religioso. Volle chiamarsi «Gabriele
dell'Addolorata» in ossequio a colei che l'aveva chiamato fuori dal mondo. La
sua vita in comunità non fu che di cinque anni, ma con la devozione a Maria che
amò qual Madre raggiunse la santità.
FIORETTO:
Renditi attento almeno a tre ispirazioni riguardanti un superamento di capricci,
offrendoti a Maria.
OSSEQUIO:
Pensa a quante ispirazioni di bene puoi aver resistito in passato, e fa
propositi per l'avvenire.
GIACULATORIA:
Voi del mio cuore l'arbitra siete; deh, dunque ditemi quel che volete!
PREGHIERA:
O Maria, quanto siamo colpevoli di aver rigettato tante volte le dolci
ispirazioni della grazia! Ottienici perdono da Dio, e dacci la forza per dire, a
tuo esempio, il nostro «sì» al Signore!
I.
-
Ti senti dire: il peccato veniale è un piccolo male. Ti pare che non
comportarti rettamente davanti a Dio, non compiere appieno la sua volontà, non
sia una offesa alla sua Maestà? E un'offesa da che parte la valuti? Dall'offeso
o dall'offensore? Uno screzio fatto a un tuo compagno avrà la medesima gravità
se fatto a tuo padre o a una persona costituita in autorità?
II.
- Un nominare Dio senza seria ragione di lode o di preghiera, ma solo come un
intercalare del dire o per un'impazienza con altri, è vero che non lo si
offende gravemente, ma è certo una mancanza di rispetto: « Non nominare il
nome di Dio invano! ».
III.
- Non ci illudiamo poi! L'abitudine di fare tutti i nostri capricci sia pur
entro i limiti della così detta «venialità» ci dispone alla gravità. Per
fare un esempio: chi ha sempre il nome di Dio sulle labbra, in un momento di
rabbia o impazienza se ne esce con la vera bestemmia.
Gettiamo
lo sguardo ancora una volta su colei che è la Tutta Bella, la Senza Macchia,
la Perfetta! Ed è nostra Madre! Come possiamo vivere una vita tiepida e
dichiararci suoi figli, suoi devoti? Un torto a una tal Madre e Regina non
possiamo farlo; vogliamo esserle di onore, non di vergogna! Ma lei stessa verrà
in aiuto alle nostre debolezze, e nelle tante circostanze che ci sono di
tentazione. Invochiamola, ci esaudirà!
ESEMPIO:
S. Margherita Alacoque.
- Fin da giovinetta si consacrò a Maria pregandola che le facesse da madre. E
la Vergine la esaudì, ma, come tale, spesso l'ammoniva per renderla perfetta.
Arrivò perfino a minacciarla di non occuparsi più di lei, se non avesse
messo cura a correggersi da certi difetti. Un giorno, mentre stava recitando
il rosario distratta, la Vergine le appare e disse: «Bel modo di onorarmi! Mi
meraviglio... mi meraviglio che con tanta leggerezza mi servi! ». Margherita
progredì così nella perfezione, tanto da divenire la confidente del Cuore di
Gesù e l'apostola.
FIORETTO:
Ricerca oggi la perfezione in tutte le tue azioni e parole.
OSSEQUIO:
Prendi la decisione di sorvegliare il tuo dire, i tuoi occhi, le tue mani
perché nulla sia causa di colpa alcuna!
GIACULATORIA:
D'ogni più lieve macchia mondatemi, fatemi candido come la neve.
PREGHIERA:
Quanto tiepida fu la nostra vita, o Maria! Risolviamo oggi di evitare qualsiasi
mancanza morale e spirituale volontaria. Tu vienici in aiuto!
I.
- Ma esiste il purgatorio? Certo che esiste! Niente di macchiato entra in
paradiso, ma solo l'oro puro! E l'oro va messo prima nel crogiuolo!
Come, per quanto tempo?... Una purificazione piccola o grande è indispensabile. Forse neppure i santi l'hanno sfuggito. Non è facile saperne di più.
II.
- Perché si va al purgatorio? O meglio: quali debiti si devono scontare? Per
tutti i peccati noi possiamo ottenere il perdono dell'offesa, ma giustizia vuole
riparazione per il male fatto. Un paragone: se tu hai rotto, sia anche per
dispetto, un vetro, io posso perdonarti l'offesa qualora te ne penta; ma il
vetro lo ripari.
III.
- Lungo o intenso può essere il purgatorio più o meno breve, ma pur sempre
sofferenza, che una vita sostanzialmente retta, anche se con tante miserie
spirituali, potrà alleviare. Lo scotto maggiore è stato pagato dalla morte
di Cristo e dalla spada del dolore che trafisse il Cuore della Madre, quando noi
non eravamo ancor nati! Ma ognuno di noi ha da dare il suo, sia pur povero,
contributo, e ciò fin da questa vita. Rivolgiamoci a lei perché ci faccia
evitare di contrarre debiti con Dio e ci dia l'occasione, la forza di pagare
quelli che ci opprimono. A lei affidiamo tutto perché ce lo conservi e
l'incrementi. È una consolazione per noi.
ESEMPIO:
S. Simone Stok.
- Questo religioso dell'Ordine Carmelitano si trovava un giorno in fervorosa
preghiera innanzi alla Vergine del Carmelo nella chiesa del convento di Holma
d'Inghilterra, e osò chiedere per il suo Ordine un qualche singolare
privilegio. La Vergine allora gli apparve e porgendogli uno scapolare gli disse:
«Prendi, o dilettissimo figlio, questo scapolare per il tuo Ordine, qual segno
della mia protezione, privilegio a te e a tutti i carmelitani: chi morrà con
questo addosso non cadrà nel fuoco eterno». Da quel giorno l'abitino della
Vergine del Carmelo poté essere l'insegna di quanti avrebbero amato la
salvezza: popolani, imperatori e re, sacerdoti, vescovi e pontefici...
FIORETTO:
Compi un'opera buona e offrila alla Madonna per la liberazione di un'anima dal
purgatorio.
OSSEQUIO:
Prendi la buona abitudine di recitare ogni sera una preghiera per le anime più
abbandonate.
GIACULATORIA:
Voi che potente in cielo siete, ferventi suppliche per noi porgete!
PREGHIERA:
O Maria, tu sei detta la Signora del suffragio. Consola quelle anime che sono
ancora nelle pene e liberale. Ti raccomandiamo la nostra, fa che ti raggiunga
in giorno di sabato, al più presto dopo la morte corporale. Ci affidiamo a te!
I.
- Contempla Gesù nella greppia. Vedi la povertà di quel Dio bambino. Non una
casa, non una culla, pochi panni; e qual riscaldamento? Eppure «Per lui tutte
le cose furono fatte»... Tu vai in cerca di benessere...
II.
- Considera in quale mortificazione nasce. Ignorato, relegato fuori città,
disagi a non finire: la paglia. Avrà emesso qualche vagito? Ma è certo, s'è
comportato come ogni altro neonato; ma non era certo un lamento interiore: era
nato per soffrire! Tu sei alla ricerca di piaceri...
III.
- Poteva nascere in una reggia, riscuotere gli onori di tutto il mondo. Invece,
è là non ha servi se non Giuseppe e Maria; non ha visitatori, se non umili
pastorelli, e quando tre personaggi arrivano dall'Oriente gli provocano senza
volerlo una persecuzione... Quale scuola è per noi il presepio! Siamo
cristiani, la nostra vita dovrà pur conformarsi a Cristo, almeno in ciò che ci
potrebbe essere di danno all'anima! Povertà, umiltà, mortificazione,
pazienza... Virtù negative son dette, ma quanto sforzo positivo richiedono, e
quante grazie positive ottengono! Maria sua Madre seguì le orme di suo Figlio,
pur essendo di famiglia regale davidica.
ESEMPIO:
S. Luigia di Marillac. -
Colei che insieme a s. Vincenzo de' Paoli fondò le Opere di carità. Era
l'innamorata dell'Infanzia di Gesù e di sua Madre. Povertà e penitenza furono
virtù primarie fin da piccola. Costretta a sposarsi con Le Gras, segretario
della regina Maria dei Medici, continuò la sua vita povera e mortificata,
dandosi agli esercizi di carità verso i poveri sotto la guida di s. Vincenzo,
ne fece voto il 25 marzo 1634 a ricordo dell'Incarnazione di Gesù. Amava il
periodo liturgico dell'Avvento e Natale; chiamava la grotta di Betlem il trono
della reggia della povertà.
FIORETTO:
Privatevi di qualcosa e datela a un povero come se fosse a Gesù.
OSSEQUIO:
Decidete di darvi a qualche opera buona per la conversione dei peccatori, che
sono immagine deturpata di Gesù.
GIACULATORIA:
Il frutto amabile del vostro seno nel ciel mostrateci o Madre, sereno.
PREGHIERA:
Quanta, e quale gioia fu la tua nel vedere, abbracciare, baciare, allattare Gesù
Bambino, il tuo Dio nato da te! Ho capito che tutta la tua ricchezza era quel
Bimbo, e tutta la ricchezza di lui eri tu sola! Fa' che voi due soli siate
l'unica mia ricchezza e gloria!
I.
- «Ritornato a Nazareth con i genitori, Gesù visse fino ai trent'anni
sottomesso a loro» (Lc 2). È tutto detto. Se un segno della sua dipendenza
diretta dal Padre e della missione alla quale si preparava, volle dare alla
madre e al padre adottivo, con il silenzioso sostare con i dottori della legge
al Tempio, con loro se ne tornò a casa in una obbedienza e sottomissione
totale per una lunga giovinezza.
II.
- Possiamo immaginare con quali sentimenti ubbidiva e lavorava: prontezza,
diligenza, amore e gioia. Quanto siamo lontani noi! E con spirito di
penitenza... Perché no? Era venuto al mondo per meritarci la salvezza. Tutta la
sua vita servì a questo, anche se sarebbe bastato un solo sospiro!
III.
- E intanto «cresceva in età, sapienza e grazia presso Dio e gli uomini». I
giovani d'oggi - forse anche quelli di ieri - cercano lavoro per farsi una
posizione, raggiungere l'agiatezza. Nulla di male, è un dovere anche questo.
Ma è da lodare tanta gioventù che sa trovare spazio per servire il Signore
direttamente o nel prossimo, e sono cristiani esemplari. La figura e la presenza
della Madre nella famiglia di Nazareth dev'essere per tutti un richiamo. Per le
madri perché sappiano come educare i loro figli; per i padri perché sappiano
come trattare la loro sposa e vegliare sull'educazione e onestà dei figli; per
i figli perché imparino rispetto, obbedienza, laboriosità, amore. Si rivolgano
a Maria, Vergine, Sposa, Madre sempre pronta a sostenere, ad aiutare, a
consolare!
ESEMPIO:
Santa Germana Cousin.
- Ricoperta di cenci, smunta per la fatica e la fame, invano chiedeva una
minestra e un pagliericcio per la notte. Il suo posto era nella stalla con un
tozzo di pane ammuffito. Eppur la si vedeva sorridente prendere sonno. Spesso
maltrattata, la piccola era però sempre obbediente. Come si spiega? Ella
aveva preso Maria per Madre e per sposo il suo Gesù. Cresceva in virtù tra
le sue pecorelle, pregando. A ventidue anni fu trovata esanime nella sua
stalla con un volto di paradiso. Abbiamo tutti da imparare da questa santa,
non ultimi coloro che, a volte, in famiglia sono i carnefici dei buoni!
FIORETTO:
Non disubbidire anche in piccole cose, oggi, a chi ha il compito di guidarti.
OSSEQUIO:
Mostrati sempre gentile con tutti in famiglia, per creare un'atmosfera di pace
e di gioia!
GIACULATORIA:
So che voi siete Madre di Dio ma per mia Madre vi voglio anch'io!
PREGHIERA:
Santi sposi Maria e Giuseppe, il vostro divin Figlio fu certamente la gioia
della vostra vita per tanti anni, anche se all'orizzonte si stagliava
sanguinante una croce... Mentre voi eravate tutti protesi all'educazione e
formazione umana del vostro divin Figlio, questo Figlio divino educava voi,
dall'intimo, alla perfezione di tutte le virtù. Noi vi ammiriamo e ognuno, da
parte sua, vuole essere esemplare nella propria famiglia. Otteneteci grazia.
I.
-
Che bisogno poteva avere Gesù a trent'anni di ritirarsi nel deserto a digiunare
e pregare per quaranta giorni? Era Dio, ed era il più santo degli uomini! Ma
proprio perché uomo volle la contemplazione, la preghiera, e perfino la
penitenza onde ottenere e meritare non per sé, ma per gli uomini.
II.
- E volle anche essere lui pure tentato, affinché noi imparassimo a resistere
a tutte le tentazioni, e per ottenerci grazia di superarle, qualora avessimo
la buona volontà.
III.
- Impariamo! «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla
bocca di Dio!» - «Non tentare il Signore Dio tuo!» - «Va retro, Satana! sta
scritto: adorerai solo il Signore Dio tuo! ». Meditiamoci sopra. Ci si attacca
alla terra, al benessere, alla carne; ci crediamo potenti, e nei pericoli
pretendiamo soccorso dal cielo; siamo gonfi di noi stessi e pretendiamo gli
altri inginocchiati ai nostri piedi! Facciamo del nostro «io» un idolo! Tutte
le tentazioni si vincono con la preghiera e la penitenza. È la prima lezione da
imparare. Circa la penitenza ha un grande valore il digiuno, la mortificazione
nei cibi, dagli alcoolici, dal fumo e dalle droghe. Ricorriamo a Maria,
sempre. Consacriamoci a lei corpo e anima e vita!
ESEMPIO:
Il beato Jacopone da Todi. -
Era un giovane delle più nobili famiglie di Todi, ma era anche d'una vita
morigerata e pia. Fidanzato con una giovane del suo rango si trovò una sera in
una festa d'amici; ma nel bel mezzo del ballo un rombo e un crollo sconvolsero
le sale del castello, Jacopone salvo per miracolo, si dà a chiamare la
fidanzata tra i gemiti dei sepolti vivi. La trovò insanguinata e ferita,
quasi soffocata. Allora le tagliò le vesti e il busto per farla respirare...
Quale sorpresa! La ragazza cingeva ai fianchi un duro cilicio. Il giovane non
poté salvarla, ma solo assistere impietrito dal dolore alla sua fine. Disperato
corre in una chiesa all'altare di Maria e prega per avere conforto. Maria si
fa sentire: «Pace avrai, ma lascia il mondo». Ubbidisce prontamente. Passò
così la vita nella pratica delle virtù, e riconoscente alla Vergine le dedicò
il sublime inno «Stabat Mater».
FIORETTO:
Decidi di allontanarti da qualche cosa o qualcuno che sai per te essere un
pericolo morale, e chiedi coraggio a Maria.
OSSEQUIO:
Puoi prendere la pratica di una mortificazione di gola tutti 1 sabati in onore
della Madonna, magari anche un digiuno.
GIACULATORIA:
La lingua sordida d'atro veleno Madre, cingetemi di doppio freno.
PREGHIERA:
O Gesù, che hai voluto passare ben quaranta giorni nel deserto in preghiera e
penitenza, infondi nei nostri cuori avversione alle massime del mondo e a una
vita sciatta e gaudente.
I.
-
Contempla, anima mia, la bontà del tuo Dio in Gesù Cristo crocifisso. Bastava
un sospiro, una goccia del suo sangue divino, ma si offre ai più atroci
tormenti e versa tutto il suo sangue e muore.
II.
- Contraddetto, calunniato, schiaffeggiato, flagellato, e deriso, inchiodato
mani e piedi alla croce, dissanguato! È innocente! Non importa, s'è addossato
tutti i peccati del mondo, paghi per il mondo!
III.
- Se il Padre ha così trattato il Figlio, segno è che il peccato è veramente
il più grande dei mali, e l'anima umana da salvare è il più grande dei
tesori! Non so cosa ammirare di più se la severità o la bontà del mio Dio!
Resto confuso per l'una e per l'altra! Penso a quell'albero del paradiso
terrestre assalito dal serpente infernale..., che lo trasformò nella croce di
Cristo per colpa di Adamo ed Eva, per colpa mia in definitiva! Gesù e Maria
sul Calvario si incaricarono d'una sì immane restaurazione! Ma a che prezzo!
Vedo e sento Gesù pregare: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che
fanno! ». Oh, 19 sapevano bene. Sì: io pure lo sapevo bene! Ma me ne pento
sinceramente! Ripetimi, o Gesù, il tuo perdono: «Oggi stesso sarai con me in
paradiso! ».
ESEMPIO:
S. Paolo della Croce. - Fin
da fanciullo amava contemplare il crocifisso, e ogni venerdì, via via nella
vita, mortificava la sua carne innocente per suo amore. Ordinato sacerdote, sul
monte Orbetello ebbe un'apparizione della Vergine che gli mostrò un abito
nero decorato delle insegne della Passione, e lo invitò a fondare una
Congregazione sul monte Argentario. Il suo amore era incentrato su Gesù
crocifisso. Un giorno, mentre era in contemplazione del crocifisso, Gesù,
schiodando le braccia, se lo strinse al cuore. Morì nell'anno 1775.1 Padri
passionisti sulle sue orme fecero e fanno un gran bene con le loro missioni al
popolo.
FIORETTO:
Davanti al crocifisso recita cinque Pater, Ave e Gloria alle cinque piaghe del
suo Corpo adorabile.
OSSEQUIO:
Accetta di buon cuore i malanni corporali di stagione o casuali d'ogni giorno a
sconto dei tuoi peccati.
GIACULATORIA:
Madre, stampatemi sin dentro al cuore le piaghe amabili del mio Signore.
PREGHIERA:
O Madre addolorata, Regina dei martiri, pensiamo alla spada che trafisse il
tuo cuore alla vista del crocifisso tuo Gesù. Perdonami perché io ne fui tante
volte la causa. Dammene grazia!
I.
-
Non una ma mille spade trafissero il cuore della Vergine Madre! La prima fu
certo perdere il più bello, il più santo, l'innocente suo Figlio.
II.
- Altro dolore il pensare che quel Sangue divino, invece di salvare, sarà il
motivo di dannazione. Perdere un tal Figlio senza salvare altri innumerevoli
figli che andrebbero dannati, è uno strazio inimmaginabile alla rudezza della
nostra anima, ma non alla finezza e santità del suo cuore: no! Ch'ella non
aggiunga a tanto dolore anche la tua perdita!
III.
- Ma dolore più forte deve aver provato al pensiero di quanti avrebbero
calpestato quel Sangue" innocente e divino con una vita di bestemmie, di
impurità e di incoerenze! Sì, proprio tu, proprio io sono uno di quelli!
Quanti benefici ho ricevuto da Dio, quanti da Gesù, quanti da Maria! Eppure
pecco ancora! Una madre è tutta per i suoi figli e tutta per ciascuno di
loro. Tutto il suo amore e il suo dolore è stato per me! E quale dolore! Io
sono il «dolore» di Maria! come sono la «morte» di Gesù! Le sarebbe
costato meno dolore morire in croce lei stessa, che sacrificare questo suo
Figlio! Ma con lui offrì con più merito se stessa e divenne la Corredentrice
nostra! «Figlio, non dimenticare i gemiti di tua madre» - ci raccomanda il
Sapiente.
ESEMPIO:
I sette Santi Fondatori.
- Un venerdì santo trovandosi immersi nella contemplazione della Passione,
ebbero la visita della Vergine che si lamenta di tanti cristiani ingrati verso
il suo Figlio: «Andate per il mondo e ricordate a tutti quanto Gesù e io
abbiamo sofferto per salvarlo. Indossate vesti di lutto e di dolore, come richiamo».
Ubbidienti, pensano a costituire una Associazione e pregano Papa Innocenzo IV
di approvare tale proposito. Divennero così i predicatori dei dolori di Maria e
di Gesù. Il loro Ordine continua anche oggi la sua missione.
FIORETTO:
Recita oggi sette Ave (con le braccia in croce se possibile), pensando ai
dolori di Maria.
OSSEOUIO:
Proponi di non essere piìj d'ora innanzi il «dolore» di Maria, ma la sua «gioia».
GIACULATORIA:
Con voi sul Golgota del Figlio accanto fate che struggansi questi occhi in
pianto!
PREGHIERA:
O Maria, Vergine Madre Addolorata, ottienici il perdono di tanti peccati che
causarono la morte di Gesù tuo Figlio e nostro Salvatore; e dacci la grazia
di porre fine a tanta ingratitudine e crudeltà, ma di essere consolazione ai
vostri Cuori, adoperandoci a salvare qualche peccatore.
I.
-
Se la vita è amore, cerca finalmente l'oggetto più degno del tuo amore, la
persona che più lo merita. E questi è Gesù! È Dio, ma è anche uomo, ha lui
pure un cuore umano, è il più buono degli uomini, ed è il più bello tra i
figli degli uomini.
II.
- Pensa un po'! Tu forse poco l'hai amato finora, e lui ha continuato ad
amarti ininterrottamente. Quando ti deciderai di contraccambiarlo?
III.
- Non lo credere poi lontano da te, anche se non è visibile e palpabile. Egli
è veramente presente nell'eucaristia, vivo, vero, reale in corpo, sangue,
anima e divinità. .
Amiamo
dunque Gesù! La nostra felicità è nel suo amore. Solo in lui avremo pace. «Inquieto
è il nostro cuore fintanto che non riposa in te» - ha detto s. Agostino.
ESEMPIO: Sant'Alfonso Maria de' Liguori. - Ecco un santo veramente innamorato di Maria! E l'amore a Maria lo portò ad essere il grande amante di Gesù. Ciò fu da piccolo, da giovane secolare, da sacerdote, da vescovo. Un'ascensione continua nell'amore. Predicatore e missionario in mezzo al popolo ben infiammato, infiammava il pubblico. Istituì la Congregazione del santissimo Redentore per aver dei continuatori amanti di Gesù e Maria. Ricevendo il viatico all'ultima sua ora, balzò dal letto esclamando: « Vieni, o mio Gesù! ». Maria l'attendeva a braccia aperte dal cielo.
FIORETTO:
Fai un esame di coscienza sul come hai passato questo mese di maggio e sui
propositi fatti per il miglioramento spirituale della tua vita.
OSSEOUIO:
Mattina e sera, ormai, il tuo ossequio a Gesù e Maria non manchi mai con una
sia pur breve preghiera.
GIACULATORIA:
Inestinguibile fiamma nel cuore, Madre, accendimi pel mio Signore.
PREGHIERA:
Salve, o Vergine Maria! Al termine di questa pratica del mese in tuo onore e
amore, una grazia ti chiediamo, come la più importante ed essenziale: un grande
e costante amore a Gesù. Tu non ci abbandonare, poiché dove sei tu v'è
necessariamente Gesù. Sarai tu il vincolo d'unione fra ciascuno di noi e Gesù.
Amen!
PREGHIERA
CONSACRATORIA
- Santissima Vergine, Madre di Dio e Madre mia, io..., per quanto sia peccatore,
prostrato ai tuoi piedi, alla presenza di tutta la corte celeste, ti offro e
consacro il mio cuore, la mia vita, perché tu li abbia a offrire purificati a
Gesù Cristo. Fa che da oggi in poi io cominci e segua a vivere unicamente per
te e per il tuo divin Figlio, mio Dio e Salvatore. Sia il mio cuore tra i due
vostri sacratissimi Cuori, affinché vivendo del vostro stesso amore qui in
terra, ne sia infiammato per l'eternità in Cielo!
Amen
Tratto dalla rivista: Papa Giovanni – Titolo: “Il mese di maggio” Collegio Missionario Sacro Cuore Andria – BARI - 1987