BERNARDETTA
LA
MESSAGGERA DELL'IMMACOLATA
Ella
mi ha detto: "Io sono l'Immacolata Concezione".
PARTE
PRIMA
PRIMA
DELL'11 FEBBRAIO 1858
"Nostra
Signora mi ha scelta perché ero la più "piccola"; la più
"insignificante"; la più "ignorante" di Lourdes".
Introduzione
Su
Bernardetta e sul Messaggio di Lourdes si è scritto molto. Ma non sembri
superfluo tornarvi ancora su, seguendo uno stile semplice, sobrio e soprattutto
pratico.
Pratico
perché non vogliamo rileggere soltanto episodi che forse già conosciamo, ma
perché vogliamo trovare il modo per viverli, giorno dopo giorno, seguendo un
cammino spirituale che vuole portarci più vicini al Cuore della Mamma!
Piccoli
impegni, piccole promesse: ma le cose piccole, fatte con amore, diventano grandi
e preziose portano l'eterno nel tempo.
Ripercorriamo
allora la storia di Bernardetta che si intreccia e si trasfigura con quella
dell'Immacolata venuta fra noi, ancora una volta, per ricordarci le cose che
contano, quelle che valgono e che noi, presi da tante cose, spesso
dimentichiamo...
Lasciamoci
prendere per mano da Maria, ma puntiamo lo sguardo anche sulla piccola
Bernardetta, figura splendida, affascinante, disarmante nella sua semplicità.
Lo ha
detto lei stessa: Nostra Signora l'ha scelta perché era la più
"piccola", la più "insignificante", la più
"ignorante" di Lourdes... Questo agli occhi degli uomini... Ma a
quelli di Dio ciò che conta è la sapienza del cuore, quella che Bernardetta
aveva, pur senza rendersene conto. Ce lo dimostra la sua vita, capolavoro
dell'Immacolata!
1.
Lourdes e i grandi messaggi mariani
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Sono
passati pochi anni dalle apparizioni del 1830 a Parigi, a Rue du Bac, dove la
Vergine, precedendo la definizione dogmatica della Chiesa, si è rivelata come
la "Concepita senza peccato" invitando noi suoi figli a rivolgerci a
lei per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno, grazie che passano tutte
attraverso le sue mani e come raggi di luce inondano la terra e riportano la
pace e la fede nel nostro cuore.
Poi, nel
1846, a La Salette, la Bella Signora torna a parlare di conversione, di
penitenza, di cambiamento di vita, ricordando l'importanza della santificazione
delle feste e dell'ascolto fedele della Parola di Dio... e lo fa piangendo,
perché almeno le sue lacrime tocchino il nostro cuore.
Nel 1858
l'Immacolata sceglie di nuovo un altro luogo della Francia, fino ad allora
piccolo e sconosciuto, per rivelare la sua presenza e portarci un altro
messaggio di fede, di penitenza e di conversione. La Madonna insiste... noi
siamo sempre duri nell'ascolto, tiepidi nella pratica... insiste e insisterà
ancora, anche a Fatima e poi fino ai nostri giorni!
Quando
sceglie Lourdes, nel cielo della Chiesa da poco si era accesa una grande luce:
nel 1854 il Papa Pio IX aveva solennemente proclamato il dogma dell'Immacolata
Concezione: "La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua
concezione, per una grazia e un privilegio singolare di Dio Onnipotente, in
previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata
preservata intatta da ogni macchia di peccato originale".
Ma l'eco
di tanta grazia non aveva certo ancora raggiunto, nel piccolo e sperduto paese,
tanta gente semplice, per la maggior parte incapace di leggere e scrivere, ma di
fede solida e pura, spesso alimentata dalla povertà e dalla sofferenza.
Durante
l'autunno del 1855 Lourdes era stata devastata da un'epidemia di colera. In
certe giornate i morti si contavano a dozzine e venivano posti in fosse comuni.
Anche Bernardetta si era ammalata e allora l'unico rimedio era ritenuto quello
di frizionare a sangue la schiena! Una sofferenza in più, e non da poco! Guarirà,
Bernardetta, ma rimarrà sempre gracile, di salute cagionevole e affetta da
un'asma che non la lascerà più.
Questo è
l'ambiente in cui la Vergine si appresta ad incontrare la sua prediletta e a
farne la messaggera di Lourdes, in tutto il mondo.
-
Proposito: Lodiamo Maria
che, "grande e onnipotente per grazia", ama la povertà, l'umiltà e
la semplicità del cuore. Chiediamole di rendere così anche il nostro cuore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
2.
La messaggera dell'Immacolata
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Bernardetta
è nata il 7 gennaio 1844, nel molino di Boly, a Lourdes, accolta con gioia come
primogenita da mamma Luisa Casterot e papà Francesco Soubirous che, sposando
Luisa, aveva preso il posto del papà di lei, il mugnaio di Boly, morto
lasciando la moglie e sei figli. Il mulino, per andare avanti, aveva bisogno
delle sue forti braccia così egli ne prese le redini guidando la grande
famiglia.
Al mulino
le cose, all'inizio, andavano abbastanza bene e Bernardetta fu una gioia per
tutta la famiglia formata allora, oltre che dai genitori, anche dalla nonna, da
quattro zie e due zii. Fra questi la zia Bernarda, la primogenita, detta
l'ereditiera che, per questo titolo e onore, aveva autorità su tutti i
fratelli, ruolo che svolse anche Bernardetta nella propria famiglia. La zia
Bernarda, insieme alla zia Lucilla, che alla nascita di Bernardetta aveva solo
quattro anni, sarà spesso presente alle apparizioni e guiderà la sua
figlioccia per tutto il periodo che passò a Lourdes.
Bernardetta
fu battezzata il 9 gennaio del 1844, ma fece una brutta impressione a tutte le
comari di Lourdes perché pianse durante tutta la cerimonia!
I primi
mesi passano sereni, ma a novembre qualcosa accadde. La madre di Bernardetta era
vicina al fuoco e, all'improvviso, la candela di resina appoggiata sul ripiano
del camino, le cade addosso.
Si
bruciarono i vestiti e, i seni rimasero fortemente ustionati. Luisa, così, è
costretta a non allattare più. Zia Bernarda trova una balia per la sua
figlioccia tra le clienti del mulino e così Bernardetta, ancora piccina, viene
portata a Bartrès. Tornerà al molino di Boly solo due anni dopo mentre la
situazione economica della sua famiglia già comincia a cambiare.
-
Impegno: Nelle difficoltà
di ogni giorno cerchiamo di trovare un seme di forza, di pace e di fiducia
pensando che Maria non ci abbandona mai.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
3.
Le vicende della Famiglia Soubirous
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Luisa e
Francesco Soubirous erano dei mugnai diversi dagli altri. Di animo buono,
comprensivo, essi ricevevano i clienti come amici, come parenti. Offrivano cibo
e bevande, facevano credito e sapevano aspettare per avere il dovuto.
"Pagherete quando potrete..." e anticipavano la farina fino al nuovo
raccolto.
Ma questa
generosità fu mal ricambiata e molti se ne approfittarono, mentre la nonna
Clara e le zie avevano già lasciato il mulino e quindi erano più soli a
pensare al lavoro e alla conduzione della casa. Presto si trovarono con l'acqua
alla gola e con tanti debiti da pagare, proprio loro che di crediti ne avevano
tanti!
I problemi
economici cominciarono a farsi sentire pesantemente e a tutto questo si aggiunse
anche un incidente che peggiorò la situazione. Mentre Francesco batteva le
macine del mulino per renderle più rugose e taglienti, una scheggia di pietra
lo colpisce all'occhio sinistro facendogli perdere la vista.
Bernardetta
aveva dieci anni quando lascia Boly, il mulino ai piedi del castello di Lourdes,
il luogo in cui è nata e dove ha trascorso gli anni della sua infanzia.
Il papà,
mugnaio senza più mulino, si presta a fare il bracciante ad ore pur di trovare
un modo per sfamare i suoi quattro figli. Nel frattempo, infatti, sono nati
Antonietta nel 1846, Giovanni Maria nel 1851 e Giustino nel 1855.
Francesco
Soubirous vende le sue braccia e guadagna un franco e venti centesimi al giorno,
meno della paga di un mulo, fissata allora per un franco e mezzo.
Anche
Luisa si dà da fare lavorando presso famiglie benestanti, facendo le pulizie e
il bucato. Lavora anche nei campi, quando la chiamano, e porta con sé il
piccolo Giustino che allatta quando può, nelle pause della mietitura.
Quando
muore la nonna Clara, lascia in eredità alla famiglia Soubirous novecento
franchi: quanto sembra bastare a Francesco e Luisa per affittare un altro
mulino, a quattro chilometri da Lourdes. Ma non è un affare. Il contratto si
rivela un imbroglio: a chi non ha scrupoli non è difficile imbrogliare chi non
sa né leggere né scrivere! Francesco si accorge della truffa alla fine
dell'anno quando deve pagare una somma enorme.
I soldi
non bastano e deve andarsene con tutta la famiglia. Ricomincia allora l'esodo di
Bernardetta che in un primo momento viene affidata alla zia Bernarda.
Aiuta la
zia nell'osteria, rammenda, cuce, segue i piccoli cugini e serve al banco, con
la generosità tipica della sua famiglia. Quando le sue amiche vanno a comprare
il vino, Bernardetta aggiunge sempre una misura in più e offre un bicchiere da
bere al banco... se col permesso della zia, questo non si sa!
-
Impegno: Preghiamo per
tutte le famiglie in difficoltà, perché non disperino mai e sperimentino la
provvidenza di Dio che ascolta il grido dei poveri e degli umiliati.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
4.
L'infanzia di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Bernardetta
vive e soffre profondamente la situazione familiare. Continuamente sfrattata da
un alloggio all'altro, privata dei mobili per pagare i debiti, dopo varie
peregrinazioni, con solo due letti, due sedie, un tavolo, la credenza e una
valigia che contiene tutti i loro averi, la famiglia Soubirous raggiunge quella
che sarà per lungo tempo la loro stabile abitazione: il Cachot. Grazie
all'aiuto del cugino Sajous che ne era il proprietario, ottengono di vivere
nella stanza più tetra, umida, fredda e buia di Lourdes, nella cella
dell'antico carcere. Una camera sola, e per giunta piccola, per sei persone.
Il
proprietario aveva esitato a lungo prima di accoglierli lì, ma poi si era
detto: "Visto che sono in mezzo a una strada, bisogna pur sistemarli da
qualche parte!".
Nel Cachot
è di casa la fame, ma bisogna tirare avanti. Bernardetta si occupa dei fratelli
mentre i genitori, saltuariamente, sono al lavoro. Giustino muore a nove anni.
È grande il dolore! Ma bisogna continuare a stringere i denti, con dignità e
coraggio.
Quando i
genitori non hanno lavoro, collaborano i piccoli a racimolare qualcosa per
mangiare, raccogliendo legna da vendere e ferri e stracci vecchi abbandonati che
scambiano per poche lire con la straccivendola. Ma non basta ancora: presto
arriva pure l'umiliazione e il disonore. Ci fu un furto dal panettiere vicino
alla casa dei Soubirous, dove anche Francesco aveva lavorato. Erano scomparsi
due sacchi di farina. Il proprietario, pur conoscendone l'onestà, non esitò ad
accusarlo, proprio Francesco. Solo più tardi dirà: "È stata la sua
miseria che mi ha fatto credere che fosse un ladro".
Francesco
Soubirous, senza andare troppo per il sottile, fu allora arrestato e portato in
prigione. Ci rimase otto giorni, mentre la vergogna si univa all'umiliazione e
al pensiero fisso per la famiglia lasciata nella solitudine e nella fame.
Ma tra
Francesco e Luisa ci furono sempre e solo parole di bontà e di rassegnazione.
Tanti vicini ne hanno reso testimonianza. Conservavano, l'uno per l'altro,
l'amore e la tenerezza dei primi giorni di matrimonio. Francesco
"contemplava" la sua sposa, buona, ordinata, forte e paziente, pronta
ad affrontare ogni cosa senza lasciarsi andare alla disperazione. Luisa sapeva
stare accanto al suo sposo con discrezione, conoscendone e curandone tutte le
ferite del cuore, sollevandolo con l'amore, la fedeltà e la fiducia che non
vennero mai meno, neppure nei momenti peggiori della loro vita insieme.
Come
poteva accadere questo? I Subirous pregavano, e pregavano insieme, tutti i
giorni.
-
Impegno: Ritroviamo ogni
giorno un tempo per pregare insieme, in famiglia, un tempo per la
riconciliazione, il sostegno reciproco, l'ascolto della Parola di Dio che salva
e dà forza. Chiediamo questa grazia a Maria.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
5.
Bernardetta ancora lontana da casa e suo ritorno a Lourdes
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Intanto
Bernardetta torna a Bartrès a fare la bambinaia e la pastora presso la sua
balia. Qualcosa da mangiare lì non le manca: polenta di mais mattina e sera, un
cibo che non riesce a digerire e che le pesa continuamente sullo stomaco come
una macina da mulino! Il pane è riservato ai padroni e la sua salute ne
risente. La balia, poi, è dura con lei, inasprita dalla morte dei suoi due
figli. Anche il terzo, di cui si occupa Bernardetta, morirà presto. A Bartrès
ella fa la domestica tuttofare, obbediente e sottomessa come sempre; ma ha un
desiderio che non le dà tregua, un desiderio che non riesce ancora a
realizzare: vuole andare al catechismo e fare finalmente la Prima Comunione. La
balia le aveva promesso di interessarsene, ma vuole farle lei stessa da maestra
e, senza cultura, metodo e sensibilità, vuole farle imparare aride nozioni solo
a forza di bastonate.
Bernardetta
ha ormai quattordici anni e non sa né leggere né scrivere. È piccola di
statura: col suo metro e mezzo non dimostra certo l'età che ha. Ma il suo cuore
sensibile soffre e solo sui monti, al pascolo, riesce a respirare! Gioca con gli
agnellini, costruisce piccoli altarini, recita il rosario, l'unica preghiera che
sa, con la coroncina che ha sempre in tasca, quella che le ha regalato la
sorella Antonietta l'anno prima, quella stessa corona che terrà in mano durante
tutte le apparizioni.
I mesi
passano e la vita a Bartrès diventa sempre più dura. Bernardetta non ne può
più e lo manda a dire ai suoi genitori che la capiscono e la riprendono in
famiglia. Così, dopo aver salutato e ringraziato la balia, torna a casa,
portando con sé, come paga, una patata e una cipolla, una vera ricchezza nella
casa-prigione dei Soubirous!
Torna a
casa per imparare il catechismo e sperare di ricevere finalmente la Prima
Comunione tanto desiderata. Ed è tanta la gioia nell'immaginare questa meta che
si avvicina che anche il Cachot le sembra meno umido, meno buio, illuminato com'è
dalla presenza della mamma, del papà e dei fratellini.
Riprende
così il catechismo tante volte interrotto. Qui, nella classe, è la più
ignorante di tutte, presa spesso in giro dalle compagne e pure dalle maestre. Ma
intanto si avvicina quel famoso giovedì grasso 11 febbraio 1858, quando, a
mezzogiorno accadrà la cosa più straordinaria della sua vita: l'incontro a
Massabielle con Aquerò (Quella là) come Bernardetta chiamerà, prima di
conoscerne il nome, la Bianca Signora.
-
Impegno: Chiediamo a
Maria di darci un grande desiderio per conoscere e approfondire la Parola di Dio
e l'insegnamento della Chiesa, insieme ad un rinnovato fervore per l'Eucarestia.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
PARTE
SECONDA
LE
DICIOTTO APPARIZIONI DI LOURDES
"Come
ero felice, Cara Madre, quando avevo la fortuna di contemplarvi!'
6.
Prima apparizione: 11 febbraio 1858
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La Vergine
Maria ha già fatto una scelta: ha scelto la piccola Bernardetta per confidente.
Proprio Bernardetta che agli occhi di tutti non è niente di niente: è fragile,
malaticcia, non ha niente, non sa niente, non riesce ad imparare niente, ma sa
pregare con semplicità, sa pregare col cuore e questo conta!
Così sarà
lei la messaggera ideale che dirà al mondo ciò che Nostra Signora vuol dire,
raccomandandolo con forza e con dolcezza. Luogo d'incontro sarà una grotta.
Certo, la
grotta di Massabielle, prima delle apparizioni, non era come oggi la vediamo!
Allora non
era altro che un riparo per i maiali, una specie di sporco rifugio dove i
guardiani portavano a pascolare i porci. Un angolo malfamato, riservato ad
appuntamenti clandestini, dove si raccoglievano pure i rifiuti trasportati dal
fiume Gave.
Se quel
giorno Bernardetta, con la sorella e l'amica, si era spinta fin là, era certo
perché avrebbe trovato più facilmente legna, ossa e stracci vecchi da
rivendere per racimolare qualche centesimo.
Bernardetta
ha raccontato più volte, per obbedienza, le apparizioni, nei processi istituiti
dalle autorità ecclesiastiche per verificare l'autenticità dei fatti.
Sentiamola, riassumendo un po' la sua testimonianza:
"Stavo
togliendomi le calze (per attraversare il Gave) quando udii un rumore di vento,
come quando c'è un temporale. Il rumore sembrava venisse da tutte le vicinanze
e se ne andasse per tutte le direzioni, come fanno i tuoni. Mi voltai dalla
parte della campagna e vidi gli alberi con i rami immobili. Intanto avevo
intravisto, ma senza fermarvi lo sguardo, un agitarsi di rami e di sterpi dalla
parte della grotta. Continuai a togliermi le calze, ma udii di nuovo le stesso
rumore. Alzai gli occhi e vidi un fascio di
sterpi e
di rami che si agitavano, sotto l'apertura più alta della grotta di Massabielle,
mentre tutto attorno era immobile! Dietro questi rami, subito dopo,
nell'apertura, vidi allora una giovane non più grande di me che mi salutò
inchinando leggermente il capo. Nello stesso tempo essa staccò un poco le
braccia dal corpo, aprendo le mani. Dal braccio destro le pendeva una corona del
Rosario. Io ero spaventata, volevo chiamare le mie compagne che si erano
allontanate al di là del fiume, ma non ne ebbi la forza. Mi stropicciai gli
occhi, credendo di ingannarmi. Ma la visione era sempre là. La giovane mi
sorrideva con molta grazia e sembrava che mi invitasse ad avvicinarmi. Ma io
avevo paura. Non una paura, però, come l'avevo avuta altre volte. Infatti sarei
rimasta sempre là a contemplare quella visione, mentre quando si ha paura
davvero, si cerca di fuggire al più presto.
Allora mi
venne l'idea di pregare. Misi la mano in tasca e presi la mia corona, quella che
porto sempre con me. Mi inginocchiai e cercai di fare il segno della croce. Ma
la mano mi cadde giù e non riuscivo a riportarla alla fronte. A questo punto,
però, quella giovane si avvicinò di più a me: teneva la corona in mano e si
segnò, come per iniziare la preghiera. Con la mano tremante cercai anch'io di
farmi il segno della croce e questa volta ci riuscii. Anche la paura scomparve.
Recitai il Rosario. La giovane faceva scorrere i grani della sua corona, ma le
labbra restavano immobili. Continuando a recitare il Rosario, io la fissavo con
tutta l'intensità possibile.
Aveva una
veste candida che le scendeva fino ai piedi dei quali si vedeva solo la punta.
La veste era chiusa attorno al collo da una arricciatura da cui pendeva un
cordone bianco. Un velo bianco le copriva il capo e scendeva lungo le spalle e
le braccia fino all'orlo inferiore della veste. Su ogni piede spiccava una rosa
gialla come d'oro. La cintura della veste era azzurra e scendeva fin sotto alle
ginocchia. La catena della corona era gialla, i grani erano bianchi, grossi e
distanti gli uni dagli altri. La piccola signora aveva un aspetto di vita e di
giovinezza. Era circondata di luce. Quando ebbi terminato il Rosario, mi salutò
con un sorriso, si ritirò nella nicchia e d'un colpo scomparve".
-Impegno:
Prendiamo la nostra corona del Rosario e, contemplando nel cuore la Vergine
Maria, recitiamo la preghiera da lei preferita, con calma, per tutto ciò che le
sta a cuore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
7.
Le prime reazioni
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Bernardetta
rimane assorta, mentre le compagne che l'avevano vista in ginocchio cominciano a
prenderla in giro: "Ma non le basta pregare in chiesa?". Si caricano
in testa le fascine di legna e se la prendono non poco con quella sfaticata che
non ha raccolto niente e se ne é stata immobile davanti alla grotta.
Bernardetta vorrebbe dire qualcosa, si trattiene, ma poi non ce la fa più:
"Non avete visto niente, voi?"
"No,
e tu?" chiedono le altre. "Dicci cosa hai visto tu! Manterremo il
segreto, non diremo niente a nessuno, nemmeno alla mamma!". E allora
Bernardetta racconta l'apparizione, fra la meraviglia e l'incredulità di
Antonietta e Jeanne. Ma passano solo poche ore e, dopo pranzo, Antonietta non
riesce più a frenare la lingua e racconta tutto alla mamma: "Bernardetta
ha visto una bella signora vestita di bianco con una fascia azzurra, là alla
grotta di Massabielle...".
La mamma
si turba. Dopo tanti guai ci manca anche questo! Chiama Bernardetta e la
costringe a dire tutto. Non sa reagire che usando il bastone, tanto è
innervosita e sconvolta. Il papà, rannicchiato sul letto per il freddo e la
stanchezza, non riesce a dire altro che: "Bambine, non dateci dispiaceri
anche voi...".
Intanto
mamma Luisa si calma, pensa all'apparizione di un'anima del Purgatorio e invita
tutti a pregare. Così si farà anche a sera e poi, rimboccandole le coperte, la
mamma dice a Bernardetta per consolarla: "Dormi, bambina mia, è stato solo
come un brutto sogno. Non devi più andare a Massabielle. Non pensarci più, tu
hai solo creduto di vedere...". Ma Bernardetta insiste: "L'ho vista,
l'ho vista davvero! E come era bella, come era bella...".
Non può
fare a meno di pensarci, per tutta la notte. La mattina dopo fa le cose di
sempre, ma si sente un'altra. Passa così il venerdì 12 e il sabato 13 quando,
a sera, va a confessarsi dal curato Pomian e gli racconta tutto. Questi le
chiede se può riferire il fatto al parroco Peyramale e Bernardetta dice di sì.
Intanto tutta Lourdes parla della "bella Signora" vista da Bernardetta
alla grotta e le comari ne dicono di tutti i colori: questo grazie a Jeanne che
ha pensato di informare quante più persone possibile!
-
Impegno: Ripensiamo a
quante volte la Vergine Maria è intervenuta nella nostra vita, all'aiuto, alla
protezione, all'amore che ci ha dimostrato e ringraziamola con tutto il cuore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
8.
Seconda apparizione: 14 febbraio
Terza
apparizione: 18 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
A
malincuore Bernardetta ha promesso a mamma e papà che non andrà più alla
grotta, ma domenica 14 febbraio sente che a spingerla fin lì è una forza
irresistibile. Ecco cosa racconta: "Vi ritornai perché mi sentivo spinta
dentro. Mia madre mi aveva proibito di andarci, ma dopo la Messa solenne io e
due mie compagne andammo a domandarle il permesso. Alla fine ci lasciò
andare". Le bambine, temendo che nella grotta ci fosse qualche
"anima" o addirittura il diavolo, passando in chiesa riempiono una
bottiglietta di acqua benedetta con cui aspergere la visione. Bernardetta
precede tutte.
"Arrivate
alla grotta - racconta ancora Bernardetta - ciascuna di noi prese la corona e ci
mettemmo in ginocchio per recitare il Rosario. Avevo appena recitata la prima
decina quando vidi la stessa Signora. Allora mi misi a gettarle addosso l'acqua
benedetta dicendole: "Se lei viene da parte di Dio, resti. Se no, se ne
vada!" e continuavo a gettargliene. Ma più gliene gettavo e più lei
sorrideva e piegava il capo. Alla fine la bottiglietta era vuota...".
Le
compagne non vedono niente, ma si spaventano nel constatare che Bernardetta è
diventata pallidissima: la toccano, ma non risponde. Vogliono smuoverla, ma
sembra inamovibile e non riescono, con tutta la forza messa insieme, a portarla
via. È diventata pesante e come attaccata al suolo.
Alcune
corrono allora alla casa più vicina, al molino Savy e il mugnaio accorre. Fa
fatica lui pure, così robusto, a prendere fra le braccia Bernardetta. Altre
amiche vanno intanto a chiamare mamma Luisa che accorre disperata. Poi
Bernardetta esce dall'estasi e i testimoni dicono che aveva le lacrime agli
occhi e, sorridendo, il suo volto era più bello di quanto si possa immaginare.
La mamma la riporta a casa per un braccio ripetendo ancora: "Non ci andrai
più, mai più, a Massabielle!".
Al
catechismo la prendono in giro, qualcuno per strada osa pure schiaffeggiarla
invitandola a smetterla con quelle carnevalate. Due giorni passano così. Poi,
il mercoledì sera la facoltosa vedova Millet, datrice di lavoro di Luisa, e la
sua sarta, insistendo ottengono il permesso di accompagnare l'indomani
Bernardetta alla grotta.
Si
incamminano presto. Bernardetta come sempre corre e arriva prima. Raggiunta
dalle due, recitano insieme il Rosario e poi Bernardetta esclama: "C'è!",
cadendo subito in estasi. La sarta le porge carta, penna e calamaio perché la
visione scriva il suo nome e ciò che desidera da loro. Bernardetta offre tutto
alla Signora che però sorride soltanto e, dandole del "lei" le dice
in dialetto: "Non è necessario... Vorrebbe farmi la grazia di venire qui
per quindici giorni?".
"Sì"
risponde pronta Bernardetta, e aggiunge: "Col permesso dei miei
genitori".
La
Signora, che in questa apparizione parla per la prima volta, dice ancora:
"Non le prometto di farla felice in questo mondo, ma nell'altro". Poi,
innalzandosi, scompare.
-
Impegno: Non puntiamo
tutto solo sulla felicità in questa terra. Speriamo anche in quella che ci
aspetta e, pur in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze, fin d'ora, con la
fede e la preghiera, portiamo ogni giorno il Cielo quaggiù.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
9.
Quarta apparizione: 19 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La sera
del 18 in famiglia si era molto parlato. Ormai sembrava chiaro che quella
visione non fosse un'anima del Purgatorio, visto che non chiedeva preghiere e
mostrava una serenità celeste; ma le cose non erano ancora chiare; la signora
Millet riuscì a convincere tutti che bisognava tornare. Zia Bernarda suggerisce
a mamma Luisa di accompagnare lei stessa Bernardetta alla grotta, l'indomani.
Intanto la piccola viene accolta in casa Millet, per riposare meglio. Ci resterà
due giorni; ma ormai quel che conta per lei è solo il fatto che rivedrà "Aquerò"
per ancora tanti giorni! È solo questo che, pur in mezzo a tante
contraddizioni, la riempie di felicità.
Venerdì
19 la notizia si è già diffusa. Un gruppetto di donne si unisce a Bernardetta
e ai suoi familiari, portando ceri accesi; è presto, fa freddo e Bernardetta è
rannicchiata sotto il suo cappuccio di lana. Arrivati alla grotta tutti si
inginocchiano e cominciano a dire il Rosario. Alla terza Ave Maria Bernardetta
è già in estasi. Il suo viso diventa bianco come la cera, appena roseo alle
labbra e trasparente come se fosse attraversato da una luce. Mamma Luisa si
spaventa e grida, pensando di veder morire sua figlia. Bernardetta riferirà che
la Signora le sorrideva in un modo incantevole e, in silenzio, la salutava col
capo, mentre scompariva.
Tutto
questo durò una mezz'ora e Bernardetta, sopraffatta dall'emozione, si
stropiccia gli occhi e va a gettarsi fra le braccia della mamma, che nel
frattempo si è un po' calmata.
Per
sottrarla alla curiosità della folla la zia Bernarda propone di riportarla in
fretta a Lourdes. Cammin facendo Bernardetta racconta di aver udito, durante
l'apparizione, un grande frastuono di voci e di grida provenienti dalla parte
del Gave. Una voce più forte, terribile e piena d'ira le urlava: "Và via,
salvati!". Ma la Signora, voltandosi, con un solo sguardo imperioso e
severo, riporta tutto alla calma. L'inferno era in agguato per sconvolgere i
piani della Regina del Cielo, ma nulla può contro di lei e contro coloro che a
lei si affidano! Anche le ostilità aumentano da ogni parte, la famiglia è
presa di mira come inventrice di tutto, Bernardetta è fatta oggetto di scherni.
Ma qualcuno comincia già a pensare che qualcosa di straordinario stia
succedendo, proprio lì fra loro, in questo piccolo paese diventato così caro a
Maria.
-
Impegno: Quando gli
altri non ci comprendono, quando essere fedeli a Dio significa andare
controcorrente ed esporsi al giudizio degli altri che noti lo cercano e non lo
amano, allora ricorriamo a Maria e chiediamole il coraggio di essere fedeli alla
nostra chiamata per dare a Lui e a Lei gloria e onore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
10.
Quinta apparizione: 20 febbraio
Sesta
apparizione: 21 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Sabato 20,
fa ancora un gran freddo. Sono le sei e mezzo del mattino quando una trentina di
persone attornia Bernardetta che va alla grotta accompagnata dalla mamma. È lei
che porta un cero e lo accende per la prima volta davanti alla nicchia. Si
inginocchia al solito posto, con la corona in mano, ed entra subito in estasi
mentre i suoi occhi cominciano a risplendere "di una luce che non ha nulla
di terreno". Cambia più volte espressione, segno di un dialogo che si
andava svolgendo tra lei e la dolce Signora!
Tutti ne
sono stupiti e commossi. Bernardetta mormora più volte dei lunghi sì. La
Signora le insegna una preghiera da recitare tutti i giorni e le rivela alcuni
segreti: non li dirà mai a nessuno. Resteranno chiusi nel suo cuore: per
nessuna ragione se li lascerà sfuggire, anche se tanti proveranno a farla
parlare. Poi la visione scompare. Bernardetta, col libro sotto il braccio,
risale il pendio e si avvia verso la scuola. Gioca e ride con le sue compagne e
la maestra trova che "la sua testa è dura come sempre".
Ormai
nessuno più ignora quel che sta accadendo alla grotta di Massabielle. La
borghesia di Lourdes che si riunisce al Caffè Francese, parla di allucinazioni
e di catalessi. Ma il dottor Dozous, medico e studioso di fama, vuole vederci
chiaro e, insieme al comandante della gendarmeria, si unisce alla folla di un
centinaio di persone che domenica 21 si raccoglie intorno a Bernardetta alla
grotta. Così il medico riferirà e testimonierà per iscritto:
"Bernardetta si inginocchia, prende la corona e si mette a pregare. Dopo un
po' il suo viso si trasforma: è l'estasi. Mentre fa scorrere i grani della
corona con le dita della mano sinistra, con la destra tiene un cero acceso che
il vento ogni tanto spegne e chi le stava vicino riaccende subito. Io seguivo
tutti i suoi movimenti, le controllavo il respiro e il polso, trovandoli sempre
regolari. Non c'era in lei nessun turbamento di origine nervosa".
Bernardetta ad un tratto si avvicina ancora di più alla grotta, perde il suo
aspetto sereno e le lacrime cominciano a rigarle il volto".
Ritornata
in sé, così risponde al medico che le chiede il motivo di quel cambiamento:
"Aquerò ha guardato lontano, sopra la mia testa e, diventando triste, mi
ha detto: "Preghi per i peccatori". Il dottor Dozous domanda: "E
per te chi sono i peccatori?". E Bernardetta: "Quelli che amano il
peccato!". Il medico ne rimane conquistato!
A sera,
dopo il vespro, uscendo di chiesa, Bernardetta si sente tirare per il cappuccio.
È la guardia che la trascina dal commissario Jacomet che vuole interrogarla.
Dagli appunti presi da costui possiamo sapere come si sono svolti i fatti. È un
interrogatorio lungo, incalzante, fatto di tranelli e di apparente complicità,
poi di tranelli e di intimidazioni.
Ecco solo
alcune battute. "Allora, Bernardetta, tu vedi la Santa Vergine?".
"Io non dico di vedere la Santa Vergine". "Allora non vedi
niente!". "Non è vero! Io vedo!". E spiega di aver visto Aquerò
(Quella là), la descrive, racconta tutto fin dal principio e aggiunge: "Oh
quant'è bella!". Più bella di chiunque! Le donne più belle del paese,
che il commissario le propone per un confronto, "non possono competere con
lei".
"Hai
sognato. Hai creduto di vedere!". "No, ero sveglia e mi sono pure
stropicciata gli occhi!". "Non andare più alla grotta. Tutti ormai
ridono di te!". "Ci andrò per quindici giorni. L'ho promesso".
Il commissario insiste, ma Bernardetta rimane calma e ferma, rettifica il
verbale che le viene letto, reagisce sicura ai tranelli e alla fine esclama:
"Signore, ma voi cambiate tutto quello che vi ho detto!".
Non c'è
niente da fare. Bernardetta non si contraddice. E non si contraddirà mai, pur
ripetendo il racconto delle apparizioni centinaia di volte, fino alla morte.
Jacomet la insulta, usa parole offensive e dure, minaccia di metterla in
prigione. Ma fuori la folla protesta e arriva papà Francesco, che, promettendo
di non farla più andare a Massabielle, riporta a casa la figlia.
Il giorno
dopo, lunedì 22, Bernardetta obbedisce e il pomeriggio si dirige verso la
scuola. Ma giunta ad un certo punto le sue "gambe si rifiutano di muoversi
se non in direzione di Massabielle". La seguono le guardie, il maresciallo
e tanta gente. Ma l'aspetta una delusione. La Signora non si fa vedere. La
grotta rimane vuota e Bernardetta, triste e scoraggiata si chiede: "In che
cosa le ho mancato? ...". Per cercare di capire corre a confessarsi e
l'abate Pomian le dice categorico: "Non hanno il diritto di impedirti di
andare!". Anche papà Francesco, vedendola così triste, finalmente le
dice: "Ma sì, vacci pure!". Bernardetta può ora passare una notte più
tranquilla.
-
Impegno: Preghiamo per i
peccatori, secondo la richiesta della Vergine. Preghiamo per chi conosciamo, per
chi non conosciamo e anche per noi stessi che spesso col peccato o con
l'indifferenza facciamo soffrire la Mamma Celeste.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
11.
Settima apparizione: 23 febbraio
Ottava
apparizione: 24 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
È ancora
buio, quel martedì 23, quando già un centinaio di persone aspetta l'arrivo di
Bernardetta alla grotta. Sono le cinque e mezzo e Bernardetta è già per
strada. Sono presenti questa volta vari esponenti della cultura e della
borghesia e fra questi il funzionario Estrade che, rimasto scettico fino ad
allora, poi diventa uno dei testimoni più convinti delle apparizioni e, tra
l'altro, scrive: "Appena arrivata, Bernardetta, estraendo la corona dalla
tasca, cominciò a pregare. Così facendo alzò gli occhi verso la rupe con uno
sguardo interrogativo. D'improvviso trasalì di stupore e sembrò nascere ad una
vitalità nuova. I suoi occhi si illuminarono e le labbra si schiusero al
sorriso. Spontaneamente, noi uomini presenti ci togliemmo il cappello e ci
inchinammo. Non vedevamo né udivamo nulla, ma quello che potevamo capire era
che un intimo colloquio si stava svolgendo tra la misteriosa Signora e la
fanciulla che avevamo sotto gli occhi. Bernardetta approvava col capo o sembrava
interrogare. Poi, dopo circa un'ora, l'estasi finì". Bernardetta dirà che
durante il colloquio la Signora le ha confidato tre segreti, ma che questi
riguardavano soltanto lei.
Il giorno
dopo, mercoledì 24 febbraio, più di quattrocento persone sono inginocchiate
davanti alla grotta. Bernardetta con difficoltà riesce a raggiungere il suo
solito posto. Dopo il Rosario, nell'estasi, avanza verso la grotta, in
ginocchio. La sua espressione rivela una profonda tristezza. È più pallida che
mai tanto che la zia Lucilla che le è accanto, per l'emozione, sviene.
Bemardetta, finita l'estasi, si asciuga le lacrime, si gira verso la folla e
ripete le parole che la Signora, avvicinandosi a lei, le ha ripetuto con
intensità per ben tre volte: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!". C'è
il primo messaggio per tutti i fedeli: "Pregate per i peccatori. Baciate la
terra in penitenza per i peccatori".
-
Impegno: Facciamo
penitenza anche noi. Per i peccatori, per ciò che sta più a cuore alla Vergine
Maria, in questo momento della storia, offriamo una rinuncia, un sacrificio, un
gesto di riconciliazione e di carità.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
12.
Nona apparizione: 25 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Giovedì
25 febbraio è la giornata più particolare. La gente aveva raggiunto la grotta
già dalle due di notte e la folla cresceva di ora in ora. Ma tanti se ne
andranno via sconcertati. Cosa sta succedendo? Bernardetta compie gesti che non
si riescono a capire, è strana. Come il giorno precedente avanza in ginocchio
verso l'interno della grotta, poi si dirige verso il fiume. È incerta, guarda
verso la nicchia, come per chiedere cosa fare. Si mette poi a scavare in un
punto preciso del terreno con le mani. Porta alla bocca poca acqua mescolata a
fango, lo fa per tre volte e ogni volta la sputa. La quarta volta vince la
ripugnanza e ne beve un sorso, un po' meno torbido e poi, nel tentativo di
lavarsi, si sporca la faccia. Alla fine strappa un po' d'erba e la mangia.
Alla vista
di tutto questo la gente la prende per pazza e i più se ne vanno via delusi e
disorientati. Alla fine dell'estasi una donna le lava il viso mentre
Bernardetta, a chi le chiede spiegazioni, dice con semplicità: "La Signora
mi ha detto: "Vada a bere e a lavarsi alla fontana". Io, non vedendo
nessuna fontana, mi sono diretta verso il fiume. Ma lei mi ha detto di no e mi
ha indicato il luogo. Ci sono andata, ma c'era soltanto un po' d'acqua sporca.
Allora ho cercato di scavare. L'acqua veniva, ma molto sporca. L'ho gettata via
per tre volte e solo alla quarta ho potuto berne un poco. Ella mi ha detto pure:
"Vada a mangiare quell'erba che troverà là". Io l'ho presa e l'ho
mangiata".
Mentre
tutti si meravigliano, Bernardetta è tranquilla: ha fatto ciò che la Signora
le ha detto "per i peccatori" e non ci trova niente di strano. Tutti
vanno via, ma verso sera la piccola pozzanghera scavata da Bernardetta è
diventata una sorgente di acqua pura.
Secondo le
testimonianze, una donna di Lourdes, Gianna Montat, ne riempie la prima
bottiglia e la porta al padre ammalato. Un'altra bottiglia viene data al figlio
dell'esattore, malato agli occhi: il giorno dopo è guarito. Dopo due o tre
giorni, dalla sorgente venivano fuori, nelle ventiquattro ore, circa
centoventimila litri di acqua. Da allora quell'acqua non ha mai smesso di
sgorgare per calmare la sete del corpo e del cuore di milioni e milioni di
persone. Quell'acqua continua a guarire e rimane pura nonostante vi vengano
immersi ogni giorno migliaia di persone con le più svariate malattie. È il
segno di un miracolo ancora più grande che continua a compiersi a Lourdes: il
cuore di una Madre si dà continuamente ai suoi figli!
-
Impegno: Se è possibile
beviamo con fede un sorso di acqua di Lourdes oppure facciamoci il segno della
croce con l'acqua benedetta: la Vergine Maria, anche attraverso questi segni da
riscoprire, vuole farci sentire il suo aiuto e la sua protezione. - Santa
Bernardetta, prega per noi.
13.
Decima apparizione: 27 febbraio L'Abate Peyramale e la sua richiesta di una
"prova"
Undicesima
apparizione: 28 febbraio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La notizia
della sorgente d'acqua aveva ridato a tutti fiducia ed entusiasmo. Più di
ottocento persone, secondo il rapporto della polizia, si trovano venerdì 26
davanti alla grotta. Bernardetta arriva e come al solito comincia a pregare. Ma
la grotta rimane vuota. La Signora non viene. Allora comincia a piangere e si
chiede continuamente: "Perché? Che cosa le ho fatto?".
Il giorno
è lungo e la notte è senza riposo. Ma sabato mattina, 27 febbraio, ecco di
nuovo la visione. Bernardetta bacia ancora la terra perché la Signora le dice:
"Vada a baciare la terra in segno di penitenza per i peccatori".
La folla
presente la imita e molti baciano la terra, pur non comprendendone ancora il
significato. Bernardetta poi dirà:"La Signora mi ha in seguito domandato
se il camminare in ginocchio non mi affaticasse troppo e se baciare la terra non
fosse troppo ripugnante per me. Io ho risposto di no e lei mi ha detto di
baciare la terra per i peccatori". In questa apparizione la Signora le dà
anche un messaggio: "Vada a dire ai sacerdoti che facciano costruire qui
una cappella".
A Lourdes
ci sono quattro sacerdoti: il parroco Abate Peyramale e tre curati ai quali il
parroco aveva proibito di recarsi alla grotta. Bernardetta conosce il carattere
brusco del suo parroco ma non esita a correre da lui per riferirgli la richiesta
di "Aquerò ". Ma l'Abate vuole sapere il nome di colei che chiede
addirittura una cappella! Bernardetta non lo sa? Allora glielo chieda e poi si
vedrà! Anzi, se quella Signora pensa di aver diritto ad una cappella che lo
dimostri “facendo fiorire subito il rosaio sotto la nicchia”. Bernardetta
ascolta attenta, fa un inchino di saluto e dice che senz'altro riferirà. Poi,
avendo assolto al suo compito, se ne torna tranquilla a casa.
Domenica
28, giorno di festa, la gente si accalca ancora più numerosa alla grotta di
Massabielle. Per arrivare al suo posto Bernardetta ha bisogno dell'aiuto della
guardia campestre Callet che si fa largo tra la folla a forza di gomitate. Ci
sono quasi duemila persone ad attendere la bianca Signora. Bernardetta, in
estasi, riferisce il desiderio dell'Abate. La Signora non dice niente, sorride
soltanto. La veggente bacia la terra e anche i presenti lo fanno. Si sta creando
un'intesa tra quella gente semplice e povera e la Signora che parla poco, ma
sorride e con la sua presenza misteriosa incoraggia e dà forza. Bernardetta con
lei si sente a suo agio. La sente vicina, amica e sente di volerle davvero un
gran bene!
-
Impegno: Ancora qualche
rinuncia, qualche penitenza, anche se questa parola sembra caduta ormai in
disuso: offriamo qualcosa che ci costa per coloro che non sanno più di avere un
Padre e una Madre.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
14.
Dodicesima apparizione: 1 marzo
Tredicesima
apparizione: 2 marzo
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Papà
Soubirous fino ad ora non è andato ancora alla grotta. Adesso si decide e
accompagna Bernardetta che questa volta ha in mano un'altra corona: un'amica
malata le ha chiesto di usare la sua, che è più bella, durante la preghiera
alla grotta. Bernardetta mostra la corona alla Signora, tendendola verso l'alto.
La gente crede che si tratti di una benedizione delle corone e ognuno imita quel
gesto. Ma la Signora chiede a Bernardetta di usare la sua corona, che come
sempre aveva in tasca. La Signora la ringrazia con un sorriso e le fa capire che
la sua corona, proprio perché è la sua, quella con la quale prega sempre,
quella che è come "impregnata" di confidenza e di fede, anche se di
poco valore, è davvero il suo tesoro.
È
presente alla grotta anche un prete forestiero, l'abate Desirat, che non conosce
il divieto del parroco riservato agli ecclesiastici. Anch'egli è colpito
dall'estasi di Bernardetta e non dimenticherà più il suo sorriso, certamente
il riflesso di quello della bianca Signora.
Martedì 2
marzo, la Signora parla ancora a Bernardetta dicendole: "Vada a dire ai
sacerdoti che si venga qui in processione". Bernardetta, accompagnata dalle
zie, riprende la strada della canonica. Immagina già quello che l'aspetta! E
infatti il parroco la accoglie male. "Ma come? Questa Signora vuole pure
processioni? E dove poi? In quel posto schifoso che è Massabielle!!". Si
infuria e rivolto alle zie aggiunge: "Che disgrazia avere qui una famiglia
come la vostra che mette in subbuglio tutti quanti! Andatevene via!".
Se ne
vanno, ma Bernardetta è tranquilla: ha riferito il messaggio. Dopo un po', però,
si ricorda di dover chiedere di nuovo, a nome della Signora, la costruzione di
una cappella. Ma le zie proprio non se la sentono di accompagnarla un'altra
volta dal parroco. Bernardetta però non esita e torna in canonica. Trova il
parroco con i tre cappellani. Il dialogo non è facile, si presta ad equivoci,
anche perché Bernardetta non capisce il francese e non parla che il dialetto.
Ma per fortuna l'ha accompagnata una signorina del luogo che può farle da
interprete. Che strano! Con gli uomini Bernardetta ha bisogno di farsi tradurre
le frasi, mentre la Signora, proprio per farsi capire, con lei non parla che il
dialetto di Lourdes!
-
Impegno: Abbiamo la
nostra corona del Rosario? La usiamo? Teniamola cara, impregnamola di preghiera:
è il nostro tesoro e ogni volta che la terremo in mano la Vergine sorriderà
anche a noi.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
15.
Quattordicesima apparizione: 3 marzo
Quindicesima
apparizione: 4 marzo
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Ormai più
di tremila persone circondano la grotta. Di buon mattino Bernardetta va alla
grotta, ma non trova la Signora. Aspetta, non arriva. Va via, ma torna più
tardi e La vede!
Ancora un
breve colloquio per chiedere la stessa cosa: la piccola dovrà tornare in
canonica e sollecitare la costruzione della cappella. Quando Lei chiede,
Bernardetta non ha dubbi né esitazioni: certamente andrà, anche se sa bene che
le costerà , e tanto! "Signor curato, la Signora chiede ancora la
cappella". "Ma tu le hai chiesto come si chiama?". "Sì, ma
non me l'ha detto. Quando le faccio questa domanda Aquerò sorride
soltanto!".
Il Parroco
la prende sullo scherzo questa volta: "Tu hai i soldi necessari? No?? E
nemmeno io! Che li procuri lei e che faccia fiorire il rosaio della
grotta!". 1'Abbé Peyramale non ammette repliche e Bernardetta se ne va,
tranquilla come sempre: ha già detto tutto quanto aveva da dire.
Il 4
marzo, giovedì, è un giorno speciale. Si tratta del quindicesimo appuntamento
dato dalla Signora. Ancora tremila e più persone si trovano alla grotta. Alla
terza Ave Maria del secondo mistero Bernardetta va in estasi, mentre tutta la
folla fissa lo sguardo su di lei.
Il suo
volto rivela momenti di gioia, ma anche attimi di tristezza. Poi tutto finisce.
La gente è delusa, si aspettava certo qualcosa di più! Bernardetta riprende la
via del ritorno verso casa. Ma che qualcosa di soprannaturale sia successo tutti
lo sentono e per devozione vogliono farle toccare i rosari, i malati, vogliono
abbracciarla, baciarla.
Bernardetta
è schiva, protesta, non vuole! E con decisione, adesso come sempre, in futuro,
rifiuta il denaro che le offrono, che le fanno scivolare in mano, che tentano di
metterle in tasca. A casa la cugina le chiede: "Ma perché prima eri
gioiosa e poi eri triste?". "Io sono triste quando Aquerò è triste e
sorrido quando lei sorride". Niente di più semplice per lei e niente di più
bello per noi! A casa arriva una folla che via via si ingrossa. Bernardetta deve
affacciarsi più volte, poi bisogna aprire la porta: ormai è in balia della
gente che furtivamente le taglia pure la fodera della veste per conservarla come
reliquia. Bernardetta non sopporta di diventare oggetto di questo fervore
collettivo e ripete continuamente: "Ma perché mi toccatte? Io non ho alcun
potere!". È però fiato perso! Comincia ora per la piccola messaggera
della bianca Signora un periodo ancor più difficile.
-
Impegno: Troviamo uno
spazio di silenzio e, nella calma, fissiamo gli occhi della fede sulla Vergine
Maria per capire cosa la fa felice e cosa la rende triste, in noi e nel mondo.
Poi, come Bernardetta, mettiamoci in sintonia con lei, pregando.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
16.
L'afflusso e il comportamento dei pellegrini
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Ormai non
c'è più tregua. La grotta e il Chacot sono diventate le mete dei pellegrini;
ma, più che la grotta, dove non vedono nulla, essi sembrano, in un primo tempo,
preferire la casa di Bernardetta. Ricchi e poveri, donne, uomini e bambini, sani
e malati, tutti fanno la coda per vederla e i pizzi, le crinoline, i gioielli,
come fanno contrasto con la miseria di quella piccola stanza! Quella prigione
umida e malsana sembra essere diventata un luogo sacro. Tra i malati c'è chi
crede di aver ricevuto un miracolo e la notizia richiama altra gente. Ma lì
miracoli non ce ne sono... almeno del tipo di quelli che la gente si aspetta.
Arrivano
da fuori anche dei sacerdoti e ricominciano gli interrogatori, le richieste di
segni e le offerte che Bernardetta fermamente rifiuta sempre. Una volta accetta
solo una mela, per non offendere la signora che insiste tanto per dargliela, ma
in cambio vuole che si sieda alla sua povera mensa e condivida con loro quel
poco che ha preparato la mamma.
A sera,
per cercare di riposare un po', spesso è costretta ad accettare l'ospitalità
di parenti o conoscenti e lì sembra dimenticare le fatiche di questi continui
rapporti che la stancano proprio. Ricomincia l'asma, si sente oppressa e un
pensiero la turba ogni tanto: "Ma perché la Signora avrà voluto quegli
appuntamenti?"
Bernardetta
non capisce, anche se è contenta di averla vista. Pensa, però, di non riandare
alla grotta.
Le suore
pure non le alleggeriscono questo momento: "Avresti fatto meglio a chiedere
alla tua Signora di insegnarti il catechismo!". Seguono, poi, altri
interrogatori da parte del procuratore imperiale, del commissario e del sindaco:
si tende a considerare chiuso l'argomento. Le autorità si tranquillizzano,
mentre la folla dei pellegrini comincia a diminuire. Bernardetta, dal canto suo,
appena ne ha l'occasione, canta e gioca con le amiche e di quanto si dice
intorno a lei non si preoccupa.
-
Impegno: "Gettate
in Lui ogni vostra preoccupazione perché Egli ha cura di voi": questo
vuole ripetere anche a noi la Vergine Maria, con le parole della Bibbia e
allora, pur in mezzo alle difficoltà, non perderemo, come Bernardetta, la vera
pace.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
17.
Un tempo di attesa
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
A poco a
poco i giorni sembrano tornare quelli di prima. La gente va ancora alla grotta,
specialmente la domenica, ma Bernardetta è lasciata più tranquilla di
riprendere la sua vita di sempre, a scuola, al catechismo, con le amiche. Certo,
non ha dimenticato la bianca Signora! Passa più tempo a pregare e ogni tanto
alla grotta ci torna pure, senza preoccuparsi né di nascondersi né di
apparire. Nel suo cuore cresce l'innocenza, insieme alla serenità di una
coscienza tranquilla, come si esprime Estrade. A Massabielle, sia per un
sentimento di umiltà, sia per non attirare l'attenzione dei presenti, non si
ferma più al suo solito posto, quello che aveva durante le apparizioni, ma va a
rifugiarsi in fondo alla grotta. Là, raccolta, nascosta e spesso non
riconosciuta, riflette e recita con devozione il Rosario, usando sempre la sua
piccola corona.
Non si sa
chi, vicino alla grotta, ha costruito un semplice e rustico altare dove la gente
posa oggetti di pietà e fiori e così il vano anteriore della grotta sembra
essere diventato un luogo di culto. I testimoni riferiscono che un gran numero
di candele ardevano giorno e notte e le rocce di Massabielle cominciavano ad
echeggiare di canti in onore della Madonna dei Pirenei. Il parroco di Lourdes
scrive al Vescovo di Tarbes: "Ciò che è accaduto a Lourdes, a torto o a
ragione, ha profondamente scosso la popolazione. Mai si è vista tanta affluenza
alle funzioni in chiesa".
Questa
lettera rivela il grande risveglio religioso che si stava verificando in quel
luogo, così come avviene sempre ovunque la Vergine Maria scelga di apparire.
Questo fervore poi, nelle apparizioni autentiche, non si ferma sul posto, ma
varca i confini della nazione e raggiunge ogni angolo della terra. E non
potrebbe essere diversamente perché Maria viene non soltanto per qualcuno, ma
per tutti, per tutti noi suoi figli, per toccarci il cuore e aiutarci a
convertirci sempre di nuovo, tornando a lei che è la via facile che porta a Gesù.
A Lourdes,
dopo quindici giorni di bel tempo che, tranne qualche mattina, aveva
accompagnato le apparizioni, con un aria tiepida e serena che faceva credere in
una primavera anticipata, era tornato di nuovo il freddo e la neve copriva le
montagne, il paese e la grotta. Le giornate passavano tristi, ma Bernardetta
attingeva gioia da quel ricordo che le portava il Cielo nel cuore.
Intanto
marzo stava per finire e le prime gemme cominciavano a spuntare oltre la neve.
Era un tempo d'attesa, tutta la natura attendeva qualcosa che stava per
manifestarsi. Bernardetta pure lo sentiva e attendeva...
-
Impegno: Nei momenti in
cui non comprendiamo per quale via Dio ci conduce, nei tempi di aridità o di
attesa, teniamo accesa la fiamma della speranza e chiediamo a Maria di
riaccenderla lei, ogni volta che si affievolisce. Diciamo per questo una Salve
Regina.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
18.
Sedicesima apparizione: 25 marzo
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Erano
passate così tre settimane dall'ultima visita della bianca Signora. La sera del
24 marzo Bernardetta sente di nuovo forte nell'anima il richiamo della visione.
Va a letto, ma per la gioia non riesce a dormire. Così, all'alba, accompagnata
dalla madre, corre verso Massabielle, piena di speranza.
La gente
è già là, raccolta per celebrare la grande festa dell'Annunciazione. Arrivata
sotto la grotta, che sorpresa! La Signora era là ad attenderla, dolcissima e
sorridente, e accarezzava con lo sguardo la folla in preghiera, come fa una
madre con i suoi figli. Bernardetta cade in ginocchio e poi gradualmente cambia
espressione, mentre le sue labbra si aprono per parlare: Vuole chiedere scusa
per il ritardo, ma la Signora la rassicura. Poi va subito al sodo. È questa la
prima cosa da dire: "Signora, volete avere la bontà di dirmi chi
siete?". Quante prove ha fatto per trovare l'espressione adatta!! Ripete la
stessa domanda una, due, tre volte. La Signora non risponde, ma continua a
sorridere. Poi, dopo aver abbassato le braccia, alza gli occhi al cielo e,
ricongiungendo le braccia sul petto, dice:
"Io
sono l'Immacolata Concezione".
"Sono
le ultime parole che Ella mi disse" - confesserà in seguito Bernardetta,
aggiungendo con infinita nostalgia: "Come erano belli i suoi occhi
azzurri...!". La Signora aveva detto il suo nome come sempre parlando in
dialetto: "Que soy era Immaculada Councepciou".
E
sparisce. Bernardetta esce dall'estasi continuando a ripetere quelle parole che
non capisce. Non risponde alle domande della folla, corre su per il sentiero
sillabando continuamente per paura di dimenticare, Corre fino alla casa
parrocchiale, entra e subito grida: "Que soy era Immaculada Councepciou!".
Il parroco
è senza parole! Capisce subito che la piccola sta riferendo le parole della
Signora e non fa obiezioni anche se si sente fortemente turbato. Chiede però a
Bernardetta se capisce che cosa vuol dire Immacolata Concezione. Bernardetta
scuote la testa: non lo sa. Ma è felice! Ha portato a termine il suo incarico!
L'Abbé
Peyramale dice ancora: "Ma come puoi dire una cosa che non capisci?".
"L'ho
ripetuto per tutta la strada, per non dimenticare! La Signora ha detto proprio
così, davvero!". E aggiunge: "Vuole una cappella...".
Il parroco
la manda via, ma ormai non può più far finta di niente: ne informerà subito
il vescovo.
-
Impegno: Con affetto,
con fede, invochiamo oggi la Vergine Maria col titolo che le è più caro:
Immacolata Concezione, e chiediamole per noi e per il mondo la purezza del corpo
e del cuore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
19.
Diciassettesima Apparizione: 7 aprile
Diciottesima
apparizione: 16 luglio
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Seguono
interrogatori, visite, rapporti delle autorità. Sembra che tutto si sia
concluso, ma ormai niente può essere come prima lì alla grotta. La Signora ha
detto chi è e per chi crede si è accesa una luce nuova che non può spegnersi,
per chi non crede appare la nebbia inquietante del dubbio.
Dodici
giorni dopo Bernardetta sente che la Signora la chiama di nuovo alla grotta. Si
avvia prima dell'alba. È il mercoledì dopo Pasqua. Sono già presenti un
centinaio di persone che presto superano un migliaio. C'è pure il dottor Dozous
che riferisce questo fenomeno: "Bernardetta stava in ginocchio recitando il
suo rosario. Mentre con la sinistra sgranava la corona, con la destra teneva un
cero benedetto. La fiamma le lambiva le dita discostate fra loro tanto che la
fiamma passava tra loro facilmente. Volli subito vedere cosa succedeva, ma la
pelle non presentava alcuna alterazione. Terminata la preghiera e la visione,
Bernardetta si alzò ed io la fermai per un momento pregandola di mostrarmi la
mano sinistra. La voltai e la rivoltai, la esaminai da ogni lato, ma non c'erano
tracce di ustioni. Allora chiesi ad una persona lì vicino di riportarmi quello
stesso cero e di riaccenderlo. Lo misi più volte, acceso, sotto la mano di
Bernardetta, ma questa ogni volta si ritraeva dicendo: "Ma mi
bruciate!!".
La scienza
spiega che in casi di isterismo, di psicosi, di alterazioni della coscienza, si
può essere insensibili al dolore, ma questo non vuol dire che, ad esempio, una
fiamma non provochi ustioni o alterazioni dei tessuti. Nel caso di Bernardetta,
poi, la fiamma l'aveva toccata per ben quindici minuti!
La folla
diventa sempre più numerosa, scoppia come una epidemia di visionarie e allora
il sindaco di Lourdes fa recintare la grotta, ne proibisce l'accesso, il culto e
nessuno può più attingere alla sorgente. Si moltiplicano gli interrogatori per
Bernardetta che viene ancora minacciata di essere rinchiusa in prigione. Ma fra
le tante, tuona la voce dell'Abbé Peyramale: "Riferite al Sindaco, al
Prefetto e ai gendarmi che dovrammo passare sul mio corpo prima di toccare un
capello a Bernardetta!". Da allora egli difenderà sempre la sua piccola
parrocchiana che, in mezzo a tanto clamore, non perde la calma e si fida della
sua Signora: Lei saprà come condurre le cose.
Alla
grotta si fanno barricate, sempre di nuovo costruite e poi, di notte demolite
fino a quando saranno tolte definitivamente il 5 ottobre per ordine dello stesso
Imperatore di Francia perché all'acqua di Lourdes la moglie Eugenia attribuisce
la sorprendente guarigione del loro bambino. Bernardetta, intanto, fa di tutto
per nascondersi, e, presso le suore, riprende a studiare il catechismo e ad
imparare a scrivere e a leggere un po'.
Alla
grotta avvengono miracoli, documentati e non, insieme a tante conversioni: chi
è che, allora come oggi, non si converte a Lourdes?
Ma, tre
mesi dopo, c'é ancora un incontro, l'ultimo. È il 16 luglio, festa della
Madonna del Carmelo: dopo i vespri Bernardetta sente l'inconfondibile richiamo
alla grotta. Va di corsa sul prato, oltre il fiume, perché la palizzata le
impedisce di raggiungere il suo solito posto e, per giunta, nasconde quasi per
metà la nicchia. Ma la Vergine Immacolata non si lascia certamente fermare da
questo! Anzi, Bernardetta, dopo averla contemplata per l'ultima volta, lungo la
strada del ritorno, dirà: "Non vedevo più né le assi né il fiume Gave.
Mi sembrava di essere vicina, sotto la grotta, non più lontana delle altre
volte. Vedevo soltanto lei e così bella non l'avevo mai vista!".
PARTE
TERZA
BERNARDETTA
DOPO LE APPARIZIONI
"Grazie,
o mio Dio, per aver colmato di amarezze il cuore troppo tenero che mi avete
dato". (Dal diario di
Bernardetta)
20.
Atteggiamento della Chiesa, dei pellegrini e di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La Chiesa,
come sempre, è molto prudente quando si tratta di apparizioni. Abbiamo visto
l'atteggiamento fermo, ma attento, tenuto dal parroco e dai cappellani di
Lourdes. Ad alcuni questo modo di fare può apparire duro, esagerato, ma
bisognava mettere alla prova la sincerità di Bernardetta e la realtà
dell'apparizione. E come Bernardetta non si fermò davanti agli ostacoli e
all'incredulità degli altri, così la Chiesa non si fermò davanti alle prime
emozioni, alle folle che gridavano al miracolo, alle richieste pressanti che
venivano da ogni parte. Volle approfondire nella calma e nella preghiera.
La bianca
Signora sapeva di poter contare sul giusto giudizio di chi rappresentava suo
Figlio. Ha atteso, ma ha dato le prove della sua venuta. E così anche il
vescovo dal quale Lourdes dipendeva, Mons. Laurence, istituì una commissione
d'inchiesta per verificare i fatti e convocò Bernardetta; altri vescovi
francesi l'andarono a trovare per sentire da lei stessa il racconto delle
apparizioni. Nel dicembre del 1860, a Tarbes, il vescovo e il presbiterio
interrogano ufficialmente Bernardetta e il segretario confronta questa
deposizione con quella rilasciata nel 1858: l'accordo è perfetto, in ogni
dettaglio. Mons. Laurence ne è profondamente impressionato e viene specialmente
colpito dal modo con cui la veggente ripete il gesto della Vergine, mentre
rivela il suo nome.
Intanto
Bernardetta, che finalmente aveva fatto la prima Comunione il 3 giugno 1858 e
farà la Cresima il 5 febbraio 1860, dopo il 16 luglio 1858, data che conclude
il periodo delle apparizioni, vorrebbe tornare alla sua condizione di prima, ma
diventa come "preda" dei pellegrini che la cercano, la vogliono
portare di qua e di là, la inseguono dappertutto riservandole un'indiscreta
venerazione che lei fermamente rifiuta, ma che la stanca e che non le permette
di svolgere la vita normale di una ragazza della sua età.
"Abita
con i suoi genitori, sopraffatti dall'accaduto, in una casa ormai aperta a
tutti. Circola per le strade, è chiamata nelle case e anche nei paesi vicini.
Alla gente piace vederla e farla vedere. Essa affronta ogni cosa senza scalpore
né ostentazione, con il suo buon senso e il suo candore.
Testimonianze
certe dicono che Bernardetta ha dovuto rispondere, come diceva pure il Parroco
di Lourdes, a più di 30.000 persone" (Laurentin).
Quel che
impressiona la gente è sempre quella semplicità disarmante in mezzo alla
miseria più nera. Nessuno è mai riuscito a far accettare a Bernardetta e ai
suoi genitori la più piccola offerta. Una signora venuta da fuori, dopo aver
fatto domande e averla ascoltata, con la delicatezza di chi sa dare, abbraccia
la ragazza e le fa scivolare di nascosto, sotto il grembiule, un braccialetto
d'oro. Come se un carbone ardente le fosse caduto addosso, Bernardetta si alza
di scatto lasciando cadere il regalo. Poi, confusa per il proprio gesto
impulsivo, raccoglie il braccialetto e lo restituisce gentilmente alla signora:
nessuna insistenza riuscì a farle cambiare idea.
Bernardetta
così diceva: "Vorrei che si dicessero anche i difetti dei Santi e ciò che
hanno fatto per correggersi perché questo servirebbe molto di più che non i
miracoli e le loro estasi.". Ella riconosceva lealmente, ad esempio, di
essere testarda e paragonava la sua testa ad una pietra.
Soffriva
molto per le ingiustizie, le sgridate non meritate e le umiliazioni perché era
sensibilissima e delicata. Ma tutte queste sofferenze furono quelle che più non
le risparmiarono specialmente le sue superiore, per mantenerla nell'umiltà, e i
loro interventi, il più delle volte, erano irragionevoli, oltre che ingiusti.
La faceva
soffrire anche il fatto di essere piccola di statura, di dimostrare molto meno
della sua età. Poi ci scherzava su, ma a costo di un grande sforzo. Inoltre
aveva buon gusto, era semplice, sincera, immediata e questo la portava anche ad
essere impulsiva, qualche volta, come quando, ad esempio, non esitò a dire allo
scultore che la statua della Vergine della grotta non assomigliava proprio a Lei
e che era brutta: "Alzava gli occhi, non la testa! Le hanno fatto perfino
il gozzo! E poi non era alta così, era alta come me".
Ricamava
molto bene, ma a fatica riuscì a leggere e scrivere, tanto che lo faceva solo
se le era richiesto. Le piaceva l'allegria, il gioco, gli scherzi e amava
fermarsi a parlare di tutto in famiglia, là dove ogni cosa le era preziosa e
cara. Soffrì indicibilmente nel separarsi dai suoi e specialmente dal padre.
Amava anche il nascondimento e quando pregava e meditava si raccoglieva
ritirandosi tutta dietro il velo.
Aveva
pregi e difetti, Bernardetta, ma tutto metteva nelle mani di Maria perché ne
potesse fare qualcosa di prezioso per Dio. Santi non si nasce, ma si diventa con
la forza della volontà e con l'aiuto di Dio e di Maria.
-Impegno:
Facciamo un sincero esame di coscienza guardando ai nostri difetti, a quelli che
forse accettiamo troppo facilmente, senza correggerci e poi preghiamo Maria di
aiutarci a vincerli, con decisione e con dolcezza.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
21.
Vicende quotidiane
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
"Dalla
metà di settembre 1858 i Soubirous hanno lasciato il Cachot. Ora la gente non
chiude più loro la porta in faccia e hanno trovato una stanza in affitto. Là
ricevono, a dicembre, la visita di Marie Moreau, di Tartas, una delle sette
miracolate riconosciute dalla commissione vescovile.
La giovane
veniva per ringraziare di aver ritrovato la vista. Ella fu, a quanto ci risulta,
l'unica visitatrice che sia riuscita a lasciare un regalo a Bernardetta. Aveva
fatto, in onore della Vergine, il voto di vestire per un anno solo di blu. Così
lasciò la sua vecchia sottana su un letto di casa Soubirous. Siccome non si
sapeva a chi darla, Bernardetta stessa se ne servì.
Nel primo
trimestre del 1859 c'è un nuovo cambio di residenza. Francesco Soubirous ha
potuto prendere in affitto il mulino Gras, sul Lapaca. Ora che lo tengono in
considerazione, invece di voltargli le spalle, può giocare le sue carte come un
uomo normale e la fatalità, che la miseria porta con sé, sembra scongiurata,
almeno per un po'.
Un po' più
tardi, infatti, tornerà ad essere bracciante e a ricevere una paga molto al di
sotto del giusto.
È in
questo periodo che Bernardetta decide di digiunare, per la quaresima. Vuole fare
un po' di penitenza, come la Vergine le aveva chiesto. Forse pensava anche di
esercitarsi, nella prospettiva di entrare nell'Ordine del Carmelo. La mamma, però,
le proibisce questo digiuno e così Bernardetta si limita a fare la penitenza
dell'obbedienza.
In estate
le insistenti visite la stancano ancora e riprendono le crisi d'asma; così, in
autunno, viene mandata a Cauterets per riposarsi e per curarsi. Ma pure qui le
visite non mancano e viene invitata continuamente da varie famiglie. Bernardetta
è sempre più stanca. Ecco perché alcuni visitatori notano in lei, almeno al
suo primo apparire, un'espressione un po' triste. Se non era forzata ad andare a
casa dell'uno o dell'altro, rimaneva con la zia senza uscire mai e non parlava
dell'apparizione a meno che non la si interrogasse. Piacere innocente, durante
le ricreazioni, era quello di giocare con un bambino della casa, di due o tre
anni. A Cauterets la videro andare a Messa ogni mattina e restare in chiesa dopo
la Messa fino a quando la zia non la chiamava per andare via. (Laurentin).
Tornata a
casa, riprende l'andirivieni di visitatori di ogni specie, favorevoli e
contrari, che non vogliono lasciare Lourdes senza "aver visto gli occhi che
hanno visto la Santa Vergine". Non si sa come sottrarla a questa fatica che
non ha tregua. Ma il parroco Peyramale ha già un'idea. È lui che dice: "A
disposizione di tutti, ha edificato gli uni e meravigliato e confuso gli
altri". L'Abate Pomian, confessore di Bernardetta, aggiunge: "La prova
migliore dell'apparizione è Bernardetta stessa".
-
Impegno: Quando gli
imprevisti ci irritano, i cambiamenti di programma ci infastidiscono e ci sembra
di non aver mai tempo per noi, ringraziamo Dio che si serve di noi e ci permette
di fare qualcosa di più per gli altri. Per questo, ogni volta, diciamo un'Ave
Maria.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
22.
Bernardetta nell'Ospizio di Lourdes
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
All'inizio
del 1860 la vita di Bernardetta è sempre la stessa: lavoro, studio, casa,
visitatori. A studiare l'aiuta anche una maestra privata. A casa svolge il suo
ruolo di primogenita contribuendo all'educazione dei fratelli, guidando le
preghiere della mattina e della sera e poi non manca di ricevere i pellegrini,
sempre più numerosi.
Prove,
adulazioni, angherie, zelo indiscreto! Certo non si può continuare così! E
allora, su interessamento del parroco, Bernardetta viene accolta come alunna e
malata indigente, nell'Ospizio di Lourdes tenuto dalle Suore di Nevers. Qui,
affidata alle suore, nessuno può incontrarla se non col permesso del parroco e
della Superiora.
I genitori
di Bernardetta e Bernardetta stessa erano contrari alla separazione, ma
accettano quando viene loro assicurato che potranno vedersi senza permessi ogni
volta che lo vorranno. Bernardetta, accompagnata da una suora, potrà andare a
casa sua ogni volta che lo desidererà. Tutto è fatto per il suo bene, ma
Bernardetta ne soffre, tanto, e capisce che il suo Calvario sta cominciando a
diventare ancora più ripido. In compenso può studiare con più regolarità,
ma, a diciassette anni, non riesce ancora a scrivere neppure un breve biglietto
d'auguri senza fare tanti errori! Solo nel maggio del 1861 sarà capace di
scrivere per la prima volta il racconto delle apparizioni, unendo comunque
sempre il francese a molte espressioni dialettali.
Diventa
brava nel cucito e nel ricamo, gioca, ride, scherza con tutti, ma le crisi
d'asma non la lasciano. Una notte vengono chiamati i genitori perché si pensa
che non la supererà. Riceve pure l'Unzione degli Infermi. Ma poi,
improvvisamente, si riprende e testimonia davanti al Vescovo di Tarbes le
meraviglie di cui è stata testimone. Così, il 18 gennaio 1862 il Vescovo firma
una lettera pastorale nella quale afferma che "L'Immacolata Maria, Madre di
Dio, è realmente apparsa a Bernardetta".
Intanto
l'afflusso dei visitatori, seppure più regolato, continua. Bernardetta confessa
che qualche volta è stanca di ripetere sempre le stesse cose e che avrebbe
voglia di scomparire. Si incontra anche con lo scultore Fabish che sta
preparando la statua dell'Immacolata da mettere a Massabielle. Gli dà tutte le
informazioni necessarie, ma egli ne tiene conto solo in parte e così, di quella
statua che ancora oggi è nella grotta, Bernardetta dice decisa: "No, non
è lei!".
Per
obbedienza risponde alle lettere dei pellegrini, per obbedienza riceve chi
vogliono farle ricevere, per obbedienza non va all'inaugurazione della statua,
per obbedienza lascia che facciano di lei quello che vogliono. Intanto, dopo
aver molto pregato e riflettuto, accoglie con gioia la notizia che è stata
accolta la sua richiesta di entrare fra le Suore di Nevers. È convinta di
essere buona a nulla e di essere accolta solo per pietà. Senza dote, vista la
sua povertà, la sua entrata nell'Istituto la considera un gesto di carità.
Ancora un altro distacco, questa volta definitivo. Bernardetta lo sente forte,
ma ancora una volta dice di sì.
-
Impegno: Chiediamo a
Maria la grazia di saper dire di sì a quel che il Signore ci chiede, a quel che
ci chiede anche attraverso gli altri e di vivere intimamente la gioia del sì
anche quando questo ci costa.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
23.
A Nevers: "Sono venuta per nascondermi"
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
È triste
la cena di addio alla famiglia, il 3 luglio 1866. La mamma è già malata e
morirà presto senza che Bernardetta possa rivederla. Per la partenza accetta di
indossare un vestito azzurro che non le piace e quel poco che ha lo porta in una
sacca a strisce di tela robusta. Parte per Nevers, accompagnata dalla Superiora
e dopo due giorni, dopo il primo e ultimo viaggio fatto in treno, arriva in Casa
Madre.
Tutto era
stato preparato per accogliere nel modo meno speciale quella postulante
speciale! Domenica 8 luglio, la Madre Generale le comanda di parlare delle
apparizioni davanti a tutte le suore della casa e degli altri Istituti di Nevers.
Nella grande sala sono raccolte anche le postulanti, le novizie e la loro
Maestra. Bernardetta, davanti a circa trecento religiose, dovrà parlare di ciò
che ha visto. Lo fa con la semplicità di sempre, contenta che questa sarà
l'ultima volta. Per disposizione della Madre Generale, infatti d'ora in poi non
dovrà più parlarne con nessuna religiosa e nessuna religiosa potrà farle più
domande in merito. Ma i colloqui con gli altri continueranno e più volte fu
vista piangere prima di entrare in parlatorio dove l'aspettavano visitatori di
ogni tipo.
Bernardetta,
in segno di distacco, lascia subito il suo capulet e veste con gioia l'abito e
la cuffia delle postulanti. È venuta in convento proprio per nascondersi e non
vuole far altro che la vita comune. Ma soffre molto per la lontananza da Lourdes
e dai suoi cari, dalle amiche, dalle sue montagne, dalla grotta! Pensa con
nostalgia, guardando i pioppi che dalla cucina si vedono nel prato, ai pioppi
del Gave che amava tanto! Quanto ha pianto in quei giorni! E questa sofferenza
le ha permesso di capire anche le altre sue compagne, che di nascosto piangevano
per la lontananza dalla mamma. Ad una giovane novizia dirà: "Piangete la
mamma? Su, piangete pure, così date da bere ai sorrisi".
In Casa
Madre Bernardetta viene affidata ad "un angelo custode", cioè ad una
suora che la introduce nelle abitudini del convento, agli orari, alle usanze e
ai piccoli servizi come alle penitenze in uso a quel tempo. Tre settimane dopo
il suo arrivo entra in noviziato, per l'anno di preparazione alla professione
dei voti. Ma riprendono le crisi d'asma e nel luglio del 1866 Bernardetta farà
la professione in articulo mortis, perché si era certi che sarebbe morta. Il
vescovo stesso accorre e lei solo con un filo di voce può pronunciare qualche
parola. Ma poi si riprende e questo le costa una sgridata da parte dalle Madri
Superiore perché ha scomodato inutilmente tanta gente.
Ogni
occasione è buona per "provare la sua virtù". Bernardetta sopporta
tutto con pazienza, ma soffre terribilmente, proprio per il suo animo sensibile
e delicato. Alla Madre Maestra che le promette di torchiarla per renderla pronta
alla professione, Bernardetta risponde con un sorriso: "Ma lo faccia con
dolcezza...". Certo, questo suo desiderio non è stato recepito! Non
l'abbiamo ancora detto, ma Bernardetta ormai ha cambiato nome: in convento, per
tutte, è solo Suor Marie Bernard.
Il 30
ottobre 1867 ripete la professione. La mamma era già morta, poi morirà il
padre e anche il parroco Peyramale: la sofferenza diventa sempre più profonda.
Alla professione, diversamente da tutte le altre suore, non riceve
"l'obbedienza" cioè l'incarico da svolgere in qualche casa della
Congregazione. La Madre Generale disse che l'avrebbero tenuta in Casa Madre per
carità, perché era una buona a nulla. Ma il Vescovo, presente, ha
un'intuizione delicata e, rivolgendosi a Bernardetta, le dice: "Il suo
compito è la preghiera" . Ma ecco che c'è uno spiraglio di luce: viene
messa ad aiutare l'infermiera. E lei, che conosce bene il soffrire, svolgerà
questo compito bene come nessun'altra.
-
Impegno: Nelle
sconfitte, nelle sofferenze, offriamo tutto per i peccatori, per la nostra e per
la loro salvezza e non tiriamoci mai indietro se il Signore ci chiede qualcosa
che ci costa.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
24.
Incarichi e vita di Comunità
Nostra
Signora di Lourdes, prega noi.
In
infermeria Bernardetta ci mette tutto l'impegno: studia e prende appunti per
essere capace di svolgere al meglio il suo compito delicato. Impara bene il
rapporto fra le misure farmaceutiche e quelle decimali. Restano ancora oggi i
suoi quaderni ordinati, precisi. La sua competenza aumenta di giorno in giorno.
Inoltre, sa sempre trovare il modo di rasserenare, rassicurare, sollevare non
solo il corpo, ma anche lo spirito delle malate affidate alle sue cure. Scherza,
veglia, cura, consiglia e così, quando l'infermiera capo si ammala e muore,
rimane lei a dirigere l'infermeria, di fatto, ma senza nessun incarico
ufficiale.
Si dedica
a chi ha bisogno a tempo pieno. E le suore lo sanno. Corrono in infermeria non
solo quando stanno male, ma pure quando hanno bisogno di un incoraggiamento, di
un po' di entusiasmo e di forza, quando hanno bisogno di un sorriso e di una
parola affettuosa e sincera. Bernardetta sa ascoltare, sa comprendere, intuire,
consolare e quando occorre sa pure rimproverare e comandare.
Anche da
suora ha l'abitudine di canticchiare camminando, facendo le pulizie, ricamando o
disegnando. Nel disegno riesce molto bene e pure da malata colora immagini del
Sacro Cuore e di Gesù Bambino. Le piacciono le figure, le immagini e durante
l'ultima malattia ne attacca molte alle tendine del letto. Legge pure,
specialmente i tratti del Nuovo Testamento che parlano della Passione.
"Quando leggo la Passione - diceva - mi commuovo di più di quando me la
spiegano. Se si scrivono le cose con semplicità è sempre meglio".
Sa
scherzare anche sulle sue malattie: "Sono capace soltanto di essere malata!
Ma resisto al dolore come i gatti! Sarebbe un vero peccato soffrire e sprecarne
il frutto... Io sono felice di soffrire... Sono più felice io col crocifisso
sul letto della mia sofferenza che una regina sul suo trono".
Ricordando
poi le parole della visione: "Non le prometto di farla felice in questo
mondo ma nell'altro", certa di questa verità, diceva: "La Santa
Vergine non ha mentito! La prima parte si sta verificando a fondo. Tra poco...
speriamo nella seconda! Sì, non credevo che si facesse tanta fatica a
morire!".
Bernardetta
stava proprio male. La tisi la divorava anche con manifestazioni di peritonite
bacillare e frequenti erano gli sbocchi di sangue. La tubercolosi polmonare
divenne poi tisi ossea con tumore, suppurazione al ginocchio e dolori
lancinanti. L'infermiera non può più fare l'infermiera, ma continua a svolgere
il compito, ben più prezioso, della preghiera e della sofferenza offerta per
amore per i peccatori, secondo i desideri dell'Immacolata.
-
Impegno: il Rosario di
oggi offriamolo per i malati, per chi soffre da solo, per chi è assistito ma
non compreso, per chi non riesce ad accettare e ad offrire la sofferenza e per
questo soffre ancora di più!
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
25.
Affinamento spirituale nel dolore
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La
sofferenza di Bernardetta, però, non era solo fisica. Non era mai stata solo
così. Lei stessa diceva, infatti, che tutte le sofferenze fisiche erano
"uno scherzo" se paragonate a quelle intime, dello spirito e del
cuore. La sua salute, intanto, peggiora sempre di più e il 3 giugno del 1873
riceve per la terza volta l'Unzione degli infermi. Sollevata da ogni incarico,
sente che questo diventa una croce in più: "Non vogliono più saperne di
me", dice. Comincia a soffrire la solitudine del cuore, l'abbandono. A poco
a poco, però, sembra diventare come "indifferente" ad ogni
occupazione, ad ogni osservazione, anche ai rimproveri che non le mancano mai.
Ella cerca di vedere sempre e comunque solo la Volontà di Dio in tutto e in
tutti.
Scriverà:
"Più il povero ti ripugna e più bisogna amarlo. Bisogna accettare la
malattia come una carezza. Non lasciarsi mai andare allo scoraggiamento".
Ma si
sente sempre più inutile, sempre più "di peso" alla comunità.
Spesso dice: "Io qui svolgo solo il compito di malata". E nelle sue
lettere riconosce di essere ormai diventata "una vecchia carcassa". È
costretta a mettersi definitivamente a letto e il letto diventa la sua
"bianca cappella". "Mi unisco a tutte le Messe, soprattutto
durante le notti che talvolta passo insonni. Non posso che pregare e soffrire:
l'orazione è la mia sola arma. Anche in Cielo pregherò, e la mia preghiera sarà
più forte che mai!". Il tumore del ginocchio gonfio non le dà tregua.
Spesso non basta un'ora per trovarle una posizione che le dia sollievo. L'asma
le dilania il petto e ascessi si formano anche nel canale uditivo fino
procurarle un sordità parziale. Lei si sente come sconfitta dal male. Ma,
ancora più terribili, tra questi tormenti fisici, si insinuano i dubbi... Una
profonda notte interiore trasforma i suoi ultimi giorni in un supplizio:
"Dove sei, Signore? Come mi sembra lontana la fine di questo tunnel!".
Quante prove intime! Ad una consorella confessa: "È molto doloroso non
poter respirare. Ma è molto più terribile essere torturati dalle sofferenze
interiori... È terribile!".
Bernardetta
sperimenta l'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani: l'ora più dura della
Passione! Ma l'amore porta al sacrificio: "Non più la mia volontà, Madre
mia, - scrive Bernardetta nelle sue note intime - non più la mia volontà, ma
la vostra che è sempre quella di Gesù. O Maria, mia dolce Madre, ecco qui la
vostra figlia affranta. Voi conoscete i miei bisogni, soprattutto quelli
spirituali. Abbiate pietà di me e fate che io sia un giorno con voi in Cielo: là
è la mia patria! Là troverò voi, mia buona Madre, in tutto lo splendore della
gloria e con voi godrò in perfetta sicurezza la felicità di Gesù stesso!
Durante le pene fisiche e morali una sposa di Cristo non deve proferire che
queste parole: "Sì, Dio mio, sì, senza se e senza ma!". Alle novizie
andate a trovarla diceva mostrando l'immagine di un piccolo ostensorio attaccato
alle cortine del letto: "Ecco... quando più penosa mi sembra la mia
solitudine e più acuto è il mio dolore, io lo guardo e, guardandolo, sento più
vivi in me il desiderio e la forza di immolarmi. Il Cuore di Gesù con tutti i
suoi tesori è l'unico mio bene. In Lui vivrò e morrò in pace, pur in mezzo
alle sofferenze". E negli ultimi giorni, togliendo ogni immagine dal suo
letto, lasciò soltanto il Crocifisso dicendo: "Questo mi basta!" e lo
fissava e gli sorrideva, sentendo che il Cielo stava scendendo fino a lei.
-
Impegno: Amiamo la
Volontà di Dio che è sempre buona e vuole solo il bene per noi. Amiamola anche
quando non riusciamo a capirla e chiediamo a Maria di tradurcela lei, come solo
una mamma sa fare.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
26.
La Pasqua di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Per ogni
cristiano la Pasqua è il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà
della vita.
E la
Pasqua più significativa e solenne è il passaggio dalla morte alla vita, dalla
terra al Cielo. Ormai si avvicinava questo passaggio anche per Bernardetta.
Durante la
settimana santa del 1879 si aggrava. I dolori non sono più controllabili, non
riesce più né a dormire né a mangiare. Notte e giorno è un gemito continuo.
Chiede perdono a tutti, con un filo di voce. L'asma le squassa il petto e sempre
più frequenti e copiosi si fanno gli sbocchi di sangue. Con delicatezza, per
darle qualche sollievo, le infermiere la portano dal letto alla poltrona, ma
anche questo costituisce una grande sofferenza acutizzata dal più piccolo
movimento. Bernardetta vorrebbe nascondere il dolore, come ha fatto sempre, ma
ormai non ci riesce più. Spesso sussurra: "Dio mio, datemi la
pazienza...". Il lunedì di Pasqua entra in agonia e diventano più forti
anche le tentazioni visto che ogni tanto dice con dolore: "Và via,
Satana!".
Il martedì
riceve ancora la comunione ed ha una forte crisi respiratoria. La suora che
l'assiste le suggerisce di fare il sacrificio della sua vita a Dio. Bernardetta
con un soffio risponde subito, sorridendo: "Quale sacrificio! Non è un
sacrificio abbandonare finalmente una povera vita nella quale si incontrano
tante tribolazioni, per appartenere a Dio!". Non ce la fa più e aggiunge:
"Ha davvero ragione l'Imitazione di Cristo: non bisogna aspettare l'ultimo
momento per servire Dio: si è capaci di fare così poco!".
Dopo aver
passato una notte di intensa sofferenza, il mattino dopo, verso le 11 e mezzo,
chiede di essere sollevata. Dal letto la portano sulla poltrona vicino al fuoco,
di fronte al suo Crocifisso, mentre, solo con le labbra, invoca il nome di Gesù.
Poi
desidera poter stringere a sé il Crocifisso e mormora: "Gesù mio, quanto
vi amo!". Infine si rasserena, alza lo sguardo e i suoi occhi cominciano a
brillare. Con una rinnovata forza ripete: "Dio mio, vi amo con tutto il
cuore, con tutta la mia anima, con tutte le mie forze". Bacia poi,
lentamente, le piaghe di Gesù e aggiunge: "Santa Maria, Madre di Dio,
pregate per me, povera peccatrice, povera peccatrice...". Fa allora un
segno di croce, lento, calmo, ampio come l'Immacolata le aveva insegnato e poi,
inclinando la testa, muore. Erano le 15 e un quarto del 16 aprile 1879.
Bernardetta aveva trentacinque anni.
-
Impegno: Offriamo il
Rosario di oggi per tutti gli agonizzanti perché possano sentire vicino a loro
la presenza confortatrice di Gesù e di Maria.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
27.
La glorificazione
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
La notizia
della morte di Bernardetta di sparse in un baleno per tutta la Francia. Gli
abitanti di Nevers furono ammessi nella Cappella il giorno dopo e quattro suore
furono incaricate, per tre giorni, di far toccare al suo corpo un'infinità di
oggetti, fra i più diversi: medaglie, corone, crocifissi, immagini, strumenti
di lavoro, ditali, forbici ecc.
Così
cominciava ad essere esaltata e glorificata l'umile confidente della Regina del
Cielo.
I funerali
ebbero luogo il 19 aprile presenti il Vescovo di Nevers e ottanta sacerdoti, fra
i quali anche l'Abate Pomian, confessore di Bernardetta a Lourdes, colui che
l'aveva preparata alla Prima Comunione e aveva ricevuto le sue prime confidenze
riguardo all'apparizione. Il Corpo viene sepolto nella Cappella di San Giuseppe,
al centro del giardino del Convento. Quel luogo diventò presto meta di fedeli e
sorgente di miracoli che continuano a ripetersi fino ad oggi.
Passarono
intanto ventinove anni. Il 20 agosto 1908 il Vescovo di Nevers costituiva un
tribunale ecclesiastico incaricato di raccogliere le testimonianze sulla vita,
le virtù e la santità di Suor Marie Bernard. Si tennero centotrentatrè sedute
e poi il processo fu inviato a Roma, alla Sacra Congregazione dei Riti.
Cinque
anni dopo, nel 1913, Sua Santità Pio X dichiarava Bernardetta Venerabile. Sua
Santità Pio XI diede luogo alla Beatificazione di Bemardetta nel 1925,
chiamandola "eroina di virtù, esempio magnifico di santità". Trent'anni
dopo la sepoltura, alla riesumazione, si poté constatare che il suo corpo era
secco, ma perfettamente intero e senza traccia di corruzione.
Finalmente
1'8 dicembre 1933 lo stesso Pontefice Pio XI innalzò la piccola Bernardetta al
più alto grado al quale possa giungere una creatura, dichiarandola Santa. È
Dio stesso che glorifica i suoi santi concedendo per loro intercessione molti
miracoli. Uno dei miracoli attribuiti a Bernardetta fu la guarigione di Suor
Melania, delle Suore della Provvidenza di Ribeauville. Affetta da una profonda
ulcera allo stomaco, non poteva più mangiare e frequenti e copiose erano le
emorragie. Le cure non riuscivano ad ottenere alcun miglioramento. I dolori si
estesero anche all'intestino e si era ormai certi che la morte fosse vicina.
Vincendo le difficoltà del viaggio Suor Melania fu portata a Nevers, presso la
tomba di Bernardetta. Là rimase a lungo da sola chiedendo la grazia della
guarigione. All'improvviso si sentì tornare le forze, sparirono i dolori, ebbe
fame e chiese di mangiare senza sentirne alcun disturbo. Chi l'accompagnava e
conosceva la sua storia capì subito che si trattava di una guarigione
istantanea e completa. Questo fu confermato dai medici e suor Melania rientrando
in comunità tornò a svolgere fino alla fine il suo lavoro di infermiera, senza
ammalarsi più. Questo fu uno dei miracoli documentati che servì per la
Santificazione di Bernardetta.
-
Impegno: Rivolgiamoci a
Bernardetta e chiediamole di intercedere per noi presso la Vergine Maria e
presso Gesù per tutti i bisogni spirituali e materiali della nostra famiglia.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
28.
I segreti di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
A questo
punto torniamo un po' indietro e ripensiamo ad una cosa. Bernardetta ha ricevuto
durante le apparizioni tre segreti dalla Vergine. Non ne ha mai parlato con
nessuno, dicendo che riguardavano soltanto lei. La curiosità così si è
fermata davanti a questa semplice spiegazione.
Ma, come
dice René Laurentin, Bernardetta è e rimane la più segreta delle sante non
certo per i segreti che non ha rivelato. Rimane segreta soprattutto per le prove
nascoste, intime, dolorose dei suoi ultimi anni, per l'immolazione e la passione
che la resero conforme all'immagine del Crocifisso. Di questa sua passione noi
sappiamo pochissimo perché lei non se ne è lasciata sfuggire che qualche
parola. Hanno parlato e continuano a parlare i suoi silenzi. La sua vita,
semplicissima e trasparente è un segreto di bellezza conosciuto solo dallo
Sposo! Noi possiamo sentirne un po' solo il profumo!
Bernardetta
ha sopportato tutto, ma non ha mai rinunciato ad essere se stessa, dai tempi
dell'apparizione fino alla sua vita religiosa a Nevers. Per riuscire in tutto
questo il suo primo "segreto" è Maria: come lei ha fatto sì che le
esigenze umane si accordassero ai richiami dello Spirito. È un segreto la sua
pazienza, la sua sofferenza, il suo totale annullamento nell'amore di Dio.
Bernardetta è stata davvero "nascosta con Cristo in Dio". La sua è
una santità spoglia di esteriorità e di opere, priva di grandi cose che
colpiscono l'attenzione, ma ricca di amore di Dio vissuto con naturalezza e
semplicità.
Il suo è
un amore che offre e chiede tutto, un amore totale, senza riserve, vissuto nel
silenzio. Come Maria, Bernardetta ha scelto Dio solo! E questo le è stato
possibile perché ha amato moltissimo la Madonna: "Dopo averla vista -
diceva - non si ama più la terra... È così bella che quando la si è vista
una volta, si ha fretta di morire per rivederla".
Anche la
sua preghiera era semplice, priva di sentimentalismo e di troppe parole.
Preferiva il Rosario con il quale si era intrattenuta con la Vergine Immacolata,
fin dal primo incontro e poi durante tutte le altre apparizioni.
Raccomandava
il Rosario a tutti: "Non lo direte mai invano! Addormentatevi
recitandolo... come i bambini piccoli si addormentano dicendo "mamma".
Un altro
segreto di Bernardetta è stato la povertà. Non ha voluto mai ricevere denaro
da alcuno. E soprattutto non si vergognava di essere povera. In questo modo
voleva seguire Gesù. Spesso diceva: "Una sposa per bene deve seguire lo
sposo ed entrare sempre di più nel suo cuore".
E poi
l'umiltà, l'obbedienza, la sopportazione di ingiustizie, di persecuzioni, di
dolori fisici e morali. Quanti segreti di santità! Ma ne manca uno, forse il più
nascosto: la grande confidenza e la tenera devozione per San Giuseppe.
Bernardetta,
la figlia privilegiata di Maria, aveva scoperto la paternità di San Giuseppe!
Una volta una suora la sorprende a fare una novena alla Vergine Maria davanti a
una statua di San Giuseppe: "State sbagliando..." le dice. Ma
Bernardetta subito risponde: "La Santa Vergine e San Giuseppe sono sempre
perfettamente d'accordo e in Cielo non ci sono gelosie!".
Ed è a
San Giuseppe che con insistenza chiedeva ogni giorno "la grazia di amare
Gesù e Maria così come vogliono essere amati". Per Bernardetta San
Giuseppe ha preso visibilmente il primo posto tra le amicizie celesti e nella
devozione alla Sacra Famiglia egli assume per Bernardetta un'importanza di primo
piano. "La Sacra Famiglia rappresenta così come l'Orto degli Ulivi, un
luogo di "Amore puro". Solo grazie alla morte in croce di Gesù
possiamo sperare di gustare qualcosa della straordinaria Sacra Famiglia.
Bernardetta ha capito che per Gesù il tragitto conduce dalla Trasfigurazione
alla Croce, mentre, per quanto ci riguarda, è la Croce che ci permette di
guardare alla Trasfigurazione." (Doze).
A San
Giuseppe diceva: "Fate crescere Gesù, fatelo crescere in me come a
Nazareth".
Sì,
Bernardetta, come Teresa d'Avila, aveva trovato il suo maestro di preghiera:
"Quando non si è capaci di pregare - diceva Bernardetta - ci si rivolge a
San Giuseppe!". Trascorrerà ore intere nel giardino, in una piccola
cappella dedicata a San Giuseppe: "Lì si prega bene, ci entro ogni volta
che posso". Quella cappella le faceva ritrovare il silenzio e l'intimità
della preghiera alla grotta mentre il suo cuore accoglieva tutti i segreti dello
Sposo che si comunicavano a lei sua piccola sposa fedele.
E una cosa
non vogliamo dimenticarla, un piccolo segno di predilezione di San Giuseppe: la
prima tomba di Bernardetta fu proprio in quella cappella, nel mezzo del giardino
di Casa Madre.
-
Impegno: Come
Bernardetta, rivolgiamoci oggi a San Giuseppe, ricorriamo a lui come faceva Gesù
a Nazaret, confidiamoci e appoggiamoci a lui come faceva Maria... e non
tarderemo a sentire la sua presenza e la sua risposta!
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
29.
Lourdes oggi: la città dell'anima
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Lourdes è
un piccolo lembo di terra nel quale l'anima sente particolarmente il bisogno di
incontrarsi con Dio, sotto la guida della Vergine Immacolata. Qui si riscopre il
senso della vita e del dolore, della preghiera e della speranza, dell'abbandono
fiducioso di un figlio fra le braccia della madre.
Maria ha
desiderato nel luogo delle apparizioni una cappella, ha fatto sgorgare una
sorgente di acqua che guarisce, ha chiesto la preghiera in processione, ha
promesso di aspettare lì i suoi figli. Ha scelto una grotta appartata per
chiedere raccoglimento e quiete, silenzio che predispone alla preghiera e
all'accoglimento delle sue grazie.
Fin da
principio si è cercato di rispondere a queste esigenze e anche oggi i
pellegrini che si recano a Lourdes possono vedere che le richieste della Vergine
non sono state dimenticate. Certo, l'affluenza è grande, ma non mancano spazi
di silenzio che predispongono al colloquio filiale e alla preghiera di abbandono
e di lode.
La città
conta ora più di ventimila abitanti, con più di quattrocento alberghi; ma il
cuore di Lourdes resta sempre lo stesso: la Grotta! È circondata dal forme Gave
e da alberi e prati. Il punto dove Bernardetta si inginocchiava è evidenziato
da un piccolo mosaico con una scritta. Nella grotta c'é ancora la statua messa
li' nel 1864 e vista da Bernardetta. In fondo alla grotta si può vedere la
sorgente che zampilla dal 25 febbraio 1858, giorno in cui Bernardetta l'ha
scavata con le mani. Prima della grotta si può attingere l'acqua a venti
rubinetti. La sorgente alimenta pure le piscine dove chi lo desidera può fare
il bagno, a turno e privatamente, negli orari prescritti.
Ogni
pomeriggio si svolge la processione del SS. Sacramento e ogni sera i fedeli
sfilano alla luce dei flambeaux cantando e pregando.
La
Basilica dell'Immacolata, chiesa superiore, è stata consacrata nel 1876, mentre
Bernardetta era ancora vivente. La Cripta, Basilica inferiore è stata la prima
cappella aperta al pubblico, scavata nella viva roccia da 25 uomini, fra i quali
il padre di Bernardetta. Vi è esposto sempre il SS. Sacramento. Fu inaugurata
nel 1864.
La
Basilica del Rosario, sul piano della piazza, fu realizzata trenta anni dopo le
apparizioni; ha quindici cappelle dedicate ai misteri del Rosario illustrati da
mosaici.
Completamente
interrata è la Basilica di San Pio X, detta per questo "basilica
sotterranea". Può contenere circa 30 mila persone e vi si svolge la
processione eucaristica in caso di maltempo o di troppo caldo. Fu consacrata nel
1958 dal Card. Roncalli, che pochi mesi dopo sarebbe diventato Papa Giovanni
XXIII.
Di fronte
alla grotta è stata costruita una nuovissima Chiesa "a farfalla" che
può contenere circa 5 mila pellegrini.
Questa è
un'immagine di Lourdes, come appare a prima vista. Ma Lourdes si visita e si
incontra nell'anima, al di là degli edifici, nell'intimo del proprio cuore che
sa di trovare lì il segno di una presenza dolce, tenera, materna. Nessuno torna
da Lourdes senza essere diventato migliore, senza aver sperimentato una
guarigione dell'anima capace di dare una svolta alla vita. E pure Bernardetta
possiamo incontrarla là, piccola, umile, nascosta, come sempre... è là per
ricordarci che a Maria piacciono figli così, semplici, figli che sanno
affidarle tutto ciò che portano nel cuore e sanno credere nel suo aiuto con una
fiducia illimitata.
-
Impegno: Facciamo oggi
un viaggio spirituale a Lourdes e, ripercorrendo i momenti delle apparizioni,
inginocchiamoci accanto a Bernardetta nella grotta, affidando alla Vergine
Immacolata tutto ciò che riempie il nostro cuore.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
30.
I miracoli di Lourdes
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
I miracoli
non sono finiti: sono la conferma di una presenza. È sempre Dio che guarisce e
salva, ma Maria è l'Onnipotente per grazia e attraverso il suo cuore e le sue
mani passano tutti i doni che il Signore vuol farci. Solo a Dio ubbidiscono
tutte le leggi della natura e Dio con il suo intervento autentica le parole
della Vergine Immacolata che non ha parlato esplicitamente di miracoli e
guarigioni, ma vuole rispondere anche così alla fede e alla confidenza dei
figli che ricorrono a lei.
A Lourdes
i miracoli sono innumerevoli e certi, esaminati da una commissione apposita di
cui fanno parte medici e scienziati credenti e non credenti. "Attraverso
guarigioni visibili, fatte in favore di alcuni, Cristo vuole significare che
Egli viene a portare a tutti la liberazione dal peccato e la salvezza eterna. Il
miracolo è il segnale e il pegno che "i tempi" si sono compiuti.
Così a
Lourdes il miracolo è il segno di un dono più intimo e più largamente
concesso. Ricorda che la potenza di Dio è sempre vivente per salvare l'uomo
intero.
Ecco perché
Lourdes non delude, benché il miracolo resti un'eccezione. I malati che non
ricevono questo dono eccezionale, ricevono un dono più alto. Il segreto più
nascosto della Redenzione, quello che ci ricorda che tutte le ombre si
dissiperanno per noi al di là delle vicissitudini di questo mondo, attraverso
la sofferenza di Cristo che ha salvato il mondo.
Questo è
il segreto che, dopo Bernardetta, si rivela a tanti malati, perché da quel
momento essi imparano ad impegnare tutto quel che li schiaccia, nella
Redenzione.
Con i
malati, come con Bernardetta, quel che la penitenza ha di più austero, ritrova
il suo senso più pieno, un senso semplicissimo, ma la cui esperienza resta una
scoperta incomunicabile. Anche questo " la carne e il sangue" non
possono rivelarlo, ma può farlo soltanto " il Padre che sta nei
cieli" ( Mt 16,17). La penitenza ritrova a Lourdes il sua dimensione di
conversione. (Laurentin).
È
impossibile scegliere, fra i tanti miracoli che avvengono a Lourdes, uno che in
un certo senso li rappresenti. Questo che riportiamo è testimoniato da medici
di ogni orientamento e riconosciuto dalla Chiesa. Una giovane di Caen, Maria
Lemarchand, era malata di lupus eritematoso sistemico. Tutto il viso, il naso,
la bocca e la testa era devastato dalla malattia che produce ulcere e necrosi
dei tessuti. Sangue e pus colavano in continuazione da questa enorme piaga.
Inoltre essa presentava una tubercolosi polmonare con tosse e febbre continua.
Tutto questo è documentato dai suoi medici curanti, come documentata è
l'immediata guarigione, totale e duratura, avvenuta non appena la giovane è
stata immersa nella piscina di Lourdes. All'ufficio medico tutti hanno potuto
constatare che le ulcere erano sparite, i tessuti andati in necrosi si erano
riformati e l'epidermide rinnovata si presentava rosea e lucente. Ai raggi X e
all'esame clinico si poteva affermare che anche ogni segno di malattia
tubercolare era scomparso.
Questo
succede a Lourdes, e tanti ne sono testimoni, ma di tanti miracoli nascosti non
sappiamo nulla: rimangono i segreti del Re!
-
Impegno: Chiediamo a
Nostra Signora di Lourdes la guarigione dei nostri malati e la conversione dei
cuori recitando per questo il Rosario di oggi.
- Santa
Bernardetta, prega per noi.
31.
Il testamento di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi.
Bernardetta
ha molto da dirci anche se ha sempre parlato poco. Lei incarna il Messaggio di
Lourdes, è l'immagine viva di quanto l'Immacolata Concezione ha chiesto e
desiderato. Questo è il suo testamento spirituale, che alza un velo sulla sua
personalità e sulla sua "semplice" santità.
"Gesù
e Maria, GRAZIE!
Per la
miseria di mamma e papà, per la rovina del mulino, per quel tavolone della
sventura, per il vino versato, per le pecore rognose: grazie mio Dio!
Per la
bocca di troppo da sfamare che ero, per i bambini che ho accudito, per le pecore
che ho pascolato, grazie! Grazie, mio Dio, per il procuratore, per il
commissario, per i gendarmi, per le parole dure dell'Abate Peyramale.
Per i
giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta,
io non saprò mai ringraziarvi abbastanza che in Cielo!
Per lo
schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per quelli che mi hanno presa
per pazza, per chi mi ha preso per bugiarda, per chi mi ha considerata una
interessata, grazie, Nostra Signora!
Per
l'ortografia che non ho mai imparato, per la memoria che non ho mai avuta, per
la mia ignoranza e la mia stupidità, grazie! Grazie perché, se ci fosse stata
sulla terra una più insignificante di me, avreste scelto quella!
Per mia
madre morta lontano da me, per la pena che io ho provato quando mio padre,
invece di tendere le braccia verso la sua piccola Bernadette, mi chiamò
"Suor Marie Bernarde", grazie, Gesù!
Grazie per
aver colmato di sofferenza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per
Madre Giuseppina che mi ha proclamata "Buona a nulla": grazie!
Per i
sarcasmi della Madre Maestra, per la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue
ironie, per il pane dell'umiliazione, grazie!
Grazie per
essere stata quella alla quale la Madre Maestra poteva dire: "Non me ne
combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella privilegiata dai
rimproveri per cui le mie Sorelle potevano dire: "Che fortuna non essere
Bernadette!".
Grazie di
essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine
Santa! Guardata dalla gente come una bestia rara, quella Bernadette così
meschina che a vederla si diceva: "Ma non è che questa?!".
Per questo
corpo fragile che mi avete dato, per questa malattia di fuoco, per le mie carni
in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre,
per i miei dolori sordi e acuti, grazie, mio Dio!
Per quest'anima
che mi avete data, per il deserto dell'aridità interiore, per la vostra oscurità
e per le vostre rivelazioni, per i vostri silenzi e i vostri lampi, per tutto,
per voi assente e presente, grazie! Grazie, o Gesù!".
Attraverso
questo grazie prolungato, sincero, sofferto, echeggiano le parole della Vergine
di Lourdes che parlandole venti anni prima, le aveva detto: "Non ti
prometto di farti felice in questa vita, ma nell'altra!".
-
Impegno: Ripercorrendo
in preghiera la nostra vita, individuiamone i tanti aspetti e diciamo con fede e
riconoscenza i nostri grazie!
- Santa
Bernardetta, prega per noi!
PREGHIERE
Preghiera
all'Immacolata di Lourdes
O Vergine
Immacolata di Lourdes, Mamma dolcissima del Cielo, che hai scelto una grotta per
parlarci di penitenza e di preghiera e che attraverso Santa Bernardetta ci hai
dato un esempio vivo di semplicità, di fedeltà e di santità: io ricorro a te
e metto nel tuo cuore tutto quello che mi preoccupa, mi turba, mi addolora.
Prendi tutto nelle tue mani e rispondi sorridendo alla mia preghiera. Io ti
prometto di mettermi in ascolto del tuo Cuore e di unirmi a te nella preghiera
per la conversione dei peccatori dei quali anche io, per primo, faccio parte!
Rendimi docile ai tuoi insegnamenti, modella sempre più il mio cuore perché ti
appartenga totalmente e diventi così una lode e un canto di grazie a Dio. Amen
Preghiera
a Santa Bernardetta
Santa
Bernardetta, messaggera e figlia prediletta dell'Immacolata, io mi rivolgo a te
sentendoti
un'amica piena di comprensione. Ti prego, prendi a cuore i miei bisogni...
e
ottienimi da Maria un cuore semplice e puro, generoso e fedele, amante delle
cose che contano e innamorato del Cielo. Sul tuo esempio, fa' che non dimentichi
di pregare e di offrire sacrifici e sofferenze specialmente per la conversione
dei peccatori perché, nella mia vita, non restino vani i richiami e i desideri
di Colei che tu hai guardato negli occhi e che io spero di contemplare un giorno
in Paradiso. Amen.
CENACOLI
DI VITA MARIANA PER IL REGNO DI CRISTO
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