MESE
DELLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
IL
MESSAGGIO DELL'IMMACOLATA A PARIGI (1830)
PRIMA PARTE
LA MESSAGGERA DELLA MADONNA
1. "ORA TU SEI L'UNICA MIA MADRE"
Nel
piccolo villaggio di Fain le Moutier; diocesi di Digione, in Francia, è nata il
giorno due del mese di maggio del 1806, da Pietro Labouré e da Luisa Maddalena
Gontard, Caterina. Le si è poi aggiunto anche il nome di Zoe, forse perchè
nata nel giorno della festa di questa santa. Nona di undici figli, ricevette
un'educazione profondamente cristiana, ma non frequentò mai alcuna scuola e
solo più tardi imparò a scrivere, senza però avere mai una vera padronanza
della sua lingua scritta. Nella sua infanzia, così come in tutta la sua vita,
non vi fu mai nulla di straordinario in lei, ma un episodio sembra essere
premonitore del suo particolare amore a Maria e del compito che la Vergine poi
le affidò. All'età di nove anni perde la madre che aveva saputo infondere in
lei tanto amore alla Madonna. Un giorno che la piccola sembrava particolarmente
presa dalla nostalgia della mamma, fu vista da una domestica entrare in casa e,
come ispirata, prendere una sedia, montarci sopra e, tendendo le mani
tremanti, prendere la piccola statua della Madonna esposta sull'altarino di
casa. A lei, abbracciandola, disse con affetto: "Ora tu sei l'unica mia
mamma!". A dodici anni, partita la sua sorella maggiore per entrare fra le
Figlie della Carità, si prese cura lei della casa, aiutata da una domestica per
i lavori più pesanti. All'innocenza univa anche la penitenza, digiunando il
venerdì e il sabato. E quando andava in chiesa non si metteva nei banchi, ma si
inginocchiava sul pavimento. Intenso era anche il suo amore a Gesù
Eucaristico e perciò non si accontentava di partecipare alla Messa ogni
domenica, ma spesso vi andava anche nei giorni feriali, nonostante il lavoro e
la distanza, dato che nel suo villaggio non sempre si celebrava la Messa e perciò
doveva recarsi in un paese vicino.
Impegno:
Affidiamoci
alla Vergine Maria, mettiamo tutto ciò che siamo e che abbiamo nel cuore nelle
Sue mani e chiediamole di portarci ad amare sempre più il suo Figlio Gesù.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
2.
"MIRO PIÙ IN ALTO..."

Intanto
gli anni passavano. Quando Zoe vide che ormai la sua famiglia poteva fare anche
a meno di lei, dopo aver rifiutato varie proposte di matrimonio dicendo che
"mirava più in alto", svelò finalmente il suo segreto al padre.
Voleva consacrarsi per sempre a Dio. Ma il padre si oppose e per distoglierla
da questo suo proposito la mandò a Parigi, presso il fratello che gestiva una
locanda. Zoe obbedì, soffrendo tanto nel nuovo ambiente e desiderando
sempre di più una vita di preghiera e di donazione a Dio e al prossimo. Intanto
la Madonna si servì di un sogno in cui San Vincenzo ha un ruolo particolare,
per farle sentire più chiaramente la sua voce. Lasciata Parigi, Zoe andò a
Chatillon, presso le Figlie della Carità e lì comprese bene quel sogno che
soltanto dopo tanti anni raccontò a sua sorella. Sognò di trovarsi sola nella
chiesa del suo villaggio quando vide uscire dalla sacrestia un anziano
sacerdote, con i capelli bianchi, vestito dei paramenti sacri e col calice fra
le mani. Il suo volto irradiava bontà e i suoi occhi sembravano di fuoco.
Passandole vicino la guarda intensamente continuando così anche durante la
Messa. Alla fine le fa cenno di avvicinarsi, ma Zoe, spaventata, si allontana.
Sempre in sogno le parve poi di uscire di chiesa e di recarsi presso una
famiglia amica per visitare un ammalato. Ma ecco che, appena entrata, scorge di
nuovo il vecchio prete che l'aveva seguita e le dice: "Figlia mia, è
buona cosa avere cura dei malati! Tu ora mi sfuggi, ma un giorno sarai felice di
venire da me. Il buon Dio ha dei disegni su di te, non dimenticarlo".
Senza dargli più importanza di quanto che bisogna darne ai sogni, quel sogno
non si cancellò più dalla sua mente... Così, quandò si recò a Chatillon,
quale fu la sua meraviglia vedendo nel parlatorio un grande quadro di San
Vincenzo de' Paoli: era quel sacerdote che le aveva parlato nel sogno! Non
poteva più dubitare e la risposta del suo confessore troncò ogni esitazione:
"Figlia, le disse, quel vecchio che ti è apparso in sogno è proprio San
Vincenzo: è lui che ti vuole tra le sue figlie!".
Impegno:
Chiediamo
a Maria di farci conoscere in ogni cosa la Volontà di Dio e di essere docili ad
ogni ispirazione dello Spirito.
Ave
Maria...
Maria
concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
3.
LA SANTA DEL SILENZIO

Superato
ogni ostacolo, Zoe fu accolta in prova presso le Figlie della Carità di
Chatillon. Poi, nell'aprile del 1830 entra con gioia nel Noviziato (detto
anche Seminario) di Parigi, in Rue du Bac e in questo periodo che durava dagli
otto ai dodici mesi, Zoe, che ormai sarà sempre chiamata suor Labouré e dopo
il Noviziato suor Caterina, vivrà i momenti più belli della sua vita in quanto
diventerà "la messaggera della Madonna". (Di questo
parleremo più diffusamente nella seconda parte, mentre ora continuiamo nella
narrazione della sua vita e della sua semplice spiritualità). Terminato il
Noviziato, fa la vestizione e nel 1831 viene inviata nella casa di Enghien dove
tre anni dopo farà i voti e dove trascorrerà i restanti quarantasei anni della
sua vita. Enghien, in via Picpus, era una casa di riposo per gli anziani dipendenti
dei principi di Orléans. Vi si dedicavano sette suore dipendenti dalla
superiora della casa in via Reully, da cui la separava un giardino a metà del
quale, lungo il viale ora detto di Santa Caterina Labouré, vi è una statua di
Maria davanti alla quale la santa amava sempre fermarsi in preghiera. Fu adibita
alla cucina, poi al guardaroba e, dal 1836 fino alla morte, si occupò della
cura dei vecchi e contemporaneamente del pollaio e della portineria. Fu
chiamata "La Santa del silenzio". Nessuno, tranne il suo
confessore seppe mai, durante la sua vita, fino agli ultimi giorni prima di
morire, che era proprio lei la protagonista degli avvenimenti straordinari che
avevano dato al mondo la Medaglia Miracolosa. Suor Caterina tante volte aveva
sentito parlare con ammirazione della "fortunata novizia che la Madonna
aveva scelta come sua confidente, ma restò sempre impassibile e mai tradì il
suo segreto, nè con le compagne nè con le superiore, nè con nessun altro,
nemmeno con suo nipote, sacerdote dei Figli di San Vincenzo. Questo silenzio che
è eroico ha suscitato ammirazione anche nel suo processo di beatificazione,
caso pressocchè unico nella storia delle apparizioni. Questo ci insegna a non
manifestare senza necessità i doni che il Signore ci fa e il bene che ci
concede di fare.
Impegno:
Chiediamo
a Maria il dono dell'umiltà e del nascondimento, l'amore alle cose semplici e
la fedeltà prima di tutto nelle piccole cose, senza pretendere riconoscimenti
o ricompense.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
4.
"ERA LA VERGINE IN CARNE ED OSSA!"

Agli
inizi del 1832, quando si cominciò a parlare delle Apparizioni, P. Aladel,
confessore di suor Caterina, recatosi a Reully, fu circondato dalle suore e
tempestato di domande. Era presente anche suor Caterina. Il Padre riferisce:
"Come rispondere senza tradire la suora? Confidando nell'aiuto di Maria SS.
raccontai semplicemente il prodigio e ammirai ciò che accadeva sotto i miei
occhi. La buona suora che io temevo di gettare nel turbamento, seppe
conservare il suo atteggiamento naturale, anzi, seppe unirsi anche alla
conversazione con la stessa libertà delle altre, come se si stesse parlando di
un'altra persona. Allora mi sembrò che il segreto conservato fra noi due fosse
proprio gradito a Dio e che Egli benedicesse l'umiltà del silenzio nel quale
suor Caterina si rifugiava e si nascondeva". Un giorno, durante la
ricreazione, una suora disse che forse la suora delle apparizioni doveva aver
visto un quadro e non realmente la Vergine. Suor Caterina, in genere così
silenziosa, replicò improvvisamente con convinzione: "Mia cara sorella,
la suora che ha visto la SS. Vergine l'ha vista in carne ed ossa, come siamo voi
ed io!". E rientrò nel suo silenzio. Il fatto colpì le presenti, ma poi
nessuno ci fece più caso, fino ai processi per la beatificazione. Fu solo sei
mesi prima della morte che il velo sul suo segreto fu tolto, da suor Caterina
stessa che, dopo aver chiesto il permesso alla Madonna, rivela tutto alla sua
Superiora per ricordare i desideri di Maria e morire così in pace, certa di
aver compiuto fedelmente la sua missione: far eseguire una statua della Vergine
del globo e un altare sul luogo dell'apparizione, e non cambiare mai il
modello della Medaglia, perché così l'aveva voluta la Madonna. Pio XI, il
giorno dopo la Beatificazione, il 23 maggio 1933, concludeva così il suo
discorso: "Noi non conosciamo (forse c'è, ma noi confessiamo la nostra
ignoranza) un esempio più meraviglioso di vita nascosta di quest'anima di cui
tutti parlavano durante la vita e che per tanti anni ha saputo rimanere
nell'ombra, nascosta con Maria e Gesù".
Impegno:
Chiediamo
a Maria la grazia di poter trovare durante il giorno qualche tempo di silenzio e
di raccoglimento per meditare le grandi cose che Dio ha operato e opera nella
nostra vita.
Ave
Maria...
Maria
concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
5.
NELLA PIENEZZA DELLA GLORIA

Ormai
i desideri di Maria erano stati eseguiti o erano in via di esecuzione. La
missione di suor Caterina era compiuta. Ella sentiva che il giorno dell'incontro
definitivo si avvicinava e ripetutamente preannunziò la sua morte. Cominciò
a peggiorare. La malattia di cuore si aggravava, le gambe erano sempre più
gonfie, la tosse e l'asma non le davano tregua. Fu portata in infermeria dove si
accontentava di tutto, non chiedeva mai niente e di ogni cosa ringraziava.
Ormai non si preoccupava più che dell'eternità. Aggiunse soltanto qualche
parola, qualche esortazione e, tornando col pensiero alla Cappella della
apparizioni, diceva: "La Madonna ha promesso grazie speciali a chi prega
nella Cappella. Ella concederà specialmente un aumento di purezza, quella
purezza di cuore e di volontà che è il puro amore". Alla superiora disse
ancora: "Raccomandi che si dica bene il Rosario". Era il suo
testamento spirituale, con un desiderio: "Vorrei che durante la mia
agonia si dicessero le Litanie dell'Immacolata ripetendo specialmente queste
consolanti parole: Maria, terrore dei demoni, prega per noi". Ad una suora
che le chiedeva se non avesse paura della morte, rispose serena: "Perché
vuole che abbia paura? Non vado a ritrovare Nostro Signore, la Santa Vergine e
San Vincenzo?". Ricevette lucidissima i santi sacramenti, rinnovò i voti e
seguì attentamente le preghiere liturgiche. La Superiora le raccomandò di far
bene per lei e la Comunità le .. commissioni in Cielo. Suor Caterina rispose
quasi scherzando: "Lo spero, ma io sono stata sempre così stupida che non
so se saprò spiegarmi, perché non so come si parla in Cielo!". La
Superiora allora: "Mia buona suor Caterina, in Cielo non si parla come
sulla terra. L'anima guarda il buon Dio e Dio guarda l'anima e si capisce tutto:
è questo il linguaggio del Cielo!". E suor Caterina, sorridendo rispose:
"Se è così, allora stia tranquilla: tutte le sue commissioni saranno
fatte!". Continuò, durante il suo ultimo giorno di vita terrena a parlare
del Cielo, della Vergine e della Medaglia, preparò anche piccoli pacchetti di
Medaglie da regalare alle suore: la Madonna e la Medaglia formavano l'oggetto
dei suoi pensieri. Poi, dolcemente andò a contemplare per sempre, nella
pienezza della gloria, Colei la cui bellezza aveva pregustato quaggiù. Erano le
ore sette della domenica 31 dicembre 1876. Padre Gasnier dice: "Tale fu
colei che la S. Vergine scelse come "messaggera" quando rivelò al
mondo la Medaglia miracolosa. Saremmo tentati di meravigliarci della scelta: il
nostro spirito superficiale, così poco capace di discernere il soprannaturale,
avrebbe voluto trovare una suora dai caratteri più salienti, una santa
protagonista di avvenimenti straordinari, con estasi continue, insomma, con una
santità folgorante. Invece nulla di tutto questo: ci troviamo davanti ad
un'anima retta, semplice, senza esaltazioni, padrona di sé, perfettamente
equilibrata".
Impegno:
Pensiamo di più al Cielo e chiediamo a Maria la grazia di farcelo
pregustare un po' fin da questa vita, nell'amarla e nel fare, con semplicità e
con amore, la Volontà di Dio.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
6.
LA SUA "SPECIALITÀ" IN CIELO

I
funerali di quest'umile suora non più sconosciuta furono un trionfo.
Centinaia di persone vi parteciparono, cantando specialmente la breve preghiera
cara a Maria: O Maria concepita senza peccato... Fu l'ultimo saluto per lei,
il più bel canto d'addio per suor Caterina che aveva rivelato al mondo la bella
supplica a Maria Immacolata. La sua tomba divenne ben presto sorgente di grazie
per tutti: guarigioni, conversioni. Anche gli studenti si rivolgono a lei per
domandarle aiuto nel superare gli esami e la scelgono come protettrice. Ormai
tutti la invocano e chiedono a lei di intercedere presso la Mamma Celeste. Del
resto, come disse Benedetto XV, tutte le grazie innumerevoli ottenute dalla
Madonna della Medaglia Miracolosa si possono attribuire pure alla preghiera di
suor Caterina e sono la conferma della sua santità. Il Card. Masella, Prefetto
della Congregazione dei Riti, esaminando i documenti per l'istituzione della
festa della Madonna della Medaglia Miracolosa, fu colpito profondamente dalla
bella e semplice figura di suor Caterina e domandò con meraviglia alla
Superiora generale delle Figlie della Carità perché mai non si fosse ancora
introdotta la causa: "Se non lo fate voi, lo farò io!". La Causa fu
introdotta nel 1907. Nel 1931 fu dichiarata l'eroicità delle virtù nel 1933
suor Caterina fu dichiarata Beata e nel 1947 fu proclamata Santa. Forse in Cielo
le grazie che ogni santo chiede in modo speciale a Dio, per l'intercessione di
Maria, sono in relazione con le virtù da essi esercitate in modo particolare in
terra, con le opere compiute e la missione da loro svolta nella Storia della
Salvezza. P. Avidano simpaticamente scrive: "Io credo che in Cielo il
"segretariato della Medaglia Miracolosa" sia affidato a Santa
Caterina: tutto ciò che riguarda questa devozione, tutte le
"pratiche" inerenti alla distribuzione delle grazie domandate a Maria
in virtù della Medaglia, sono svolte da lei. È lei che riceve le suppliche e le presenta alla Vergine
per la firma. E ci mette sempre una buona parola! Perciò interessiamo anche lei
alle nostre cose, rivolgiamoci anche a lei per capire meglio il messaggio
della Medaglia, mettiamoci d'accordo con lei se vogliamo che la nostra
devozione alla Medaglia abbia una grande efficacia di santificazione personale e
di apostolato: in Paradiso è questa la "specialità" di Santa
Caterina, fra tutti i santi!".
Impegno:
Preghiamo in particolare Santa Caterina Labouré perché ci aiuti ad
amare sempre di più la Vergine Maria e ad essere apostoli del suo Messaggio e
della sua Medaglia.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
7.
IL
PRIMO APOSTOLO DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Se
Santa Caterina conservò per tutta la vita il segreto delle apparizioni, chi
realizzò il piano dell'Immacolata e diffuse la Medaglia? La Vergine pose
accanto alla sua messaggera padre Giovanni M. Aladel. È stato lui che ha ottenuto l'approvazione della Medaglia, che l'ha fatta
coniare e ne ha scritto la storia; è stato lui il primo e il più instancabile
apostolo di questa devozione mariana voluta dalla Vergine stessa. P. Aladel guidò
e si lasciò illuminare dalle parole di Santa Caterina e il messaggio
dell'Immacolata faceva sempre eco nelle sue parole, nelle sue prediche,
nelle solenni celebrazioni del Mese Mariano che guidava con particolare fervore.
Dei testimoni riferiscono che non si proponeva nulla, non diceva nulla senza
mettere tutto sotto la protezione e la benedizione di Maria. Raccomandava sempre
di porre in Lei tanta fiducia, di prenderla come avvocata misericordiosa, come
regina mediatrice, consolatrice e rifugio dei suoi figli, modello perfetto di
tutte le virtù. Nell'ultima sua predica, nel 1862 diceva: "Tutto ci è
dato da Maria Immacolata. Noi le dobbiamo la nostra vocazione, i nostri
progressi, la nostra perseveranza. Tutti i beni ci sono venuti col suo amore e
quando la nostra anima abbandonerà questo corpo, l'Immacolata, conducendoci a
Gesù, il divino Sposo delle anime pure, ci donerà il diadema della gloria
immortale". Per
tutti noi il P. Aladel è un esempio di amore a Maria e di grande zelo
Dell'apostolato mariano e nella diffusione della Medaglia. Come lui desideriamo
anche noi essere sempre; in tutto, veri figli di Maria.
Impegno:
Offriamo a Maria il nostro tempo e le nostre occupazioni e chiediamole di
benedirle e di aiutarci a portarle a termine, se sono secondo il suo Cuore.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
SECONDA
PARTE
LE APPARIZIONI DELL'IMMACOLATA E LA
MEDAGLIA MIRACOLOSA
8. "ECCO LA MADONNA!"
La
prima apparizione che doveva preparare suor Caterina alla sua futura missione,
ebbe luogo nella notte fra il 18 e il 19 luglio 1830. Nella relazione che il suo
confessore le chiese di stendere, lei così raccontò: "Venne la festa di
San Vincenzo. Alla vigilia la nostra buona Madre Marta (maestra delle novizie)
ci fece un'istruzione sulla devozione ai Santi e anche una istruzione sulla
devozione alla SS. Vergine. Io quella sera mi sono coricata con il pensiero che
in quella notte avrei visto la mia Buona Madre. Era tanto che desideravo
vederla! Finalmente mi addormentai con questo pensiero, certa che San Vincenzo
mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la SS. Vergine. Verso le 11,30 di notte
mi sento chiamare per nome: "Suor Labouré, suor Labouré, suor Labouré!".
Mi sveglio e guardo dal lato dove veniva la voce. Tiro la tenda (che circonda i
letti nei dormitori delle suore) e vedo un bambino di quattro o cinque anni,
tutto vestito di bianco, (suor Caterina ha pensato che fosse il suo Angelo
Custode) che mi dice: "Alzati in fretta e vieni in Cappella. La Madonna ti
aspetta". Mi sentiranno - pensai - e il bambino, rispondendo al mio
pensiero, risponde: "Sta tranquilla, sono le 11,30 e tutte dormono
profondamente. Vieni, io ti aspetto... Allora mi vestii in tutta fretta e mi
diressi verso il bambino che era rimasto in piedi a capo del letto, senza
avanzare. Egli mi seguì, o meglio, io lo seguii, avendolo sempre alla mia
sinistra. Egli era circondato di raggi che illuminavano tutto intorno. Lungo il
nostro cammino anche le luci erano tutte accese, il che mi meravigliava grandemente.
La mia sorpresa crebbe quando, giunti alla porta della Cappella, questa si aprì
appena il bambino l'ebbe toccata con la punta di un dito. La mia meraviglia fu
al colmo quando, entrata in Cappella, vidi tutte le candele e le lampade accese,
come alla Messa di Mezzanotte (di Natale). Ma la Madonna non c'era. Il bambino
allora mi condusse nel presbiterio, vicino alla poltrona che usava il nostro
Direttore e là mi sono inginocchiata, mentre il bambino restò sempre in piedi.
Intanto il tempo passava. Finalmente egli mi disse: "Ecco la Madonna!
Eccola!".
Impegno:
Ricordiamoci più spesso del nostro Angelo Custode e
preghiamolo perché ci insegni ad amare di più e ad imitare la Madonna nelle
sue virtù.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
9.
"IL BUON DIO VUOLE AFFIDARTI UNA MISSIONE"
Santa
Caterina continua il suo racconto: "Nello stesso tempo sentii come un
fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di
San Giuseppe e vidi la Vergine venire a sedersi sui gradini dell'altare, dal
lato del Vangelo. Il bambino era sempre là e mi ripetè: "Ecco la S.
Vergine"' Non mi è possibile esprimere ciò che provai e ciò che passò
dentro di me in quel momento... Allora alzai gli occhi in volto alla Vergine,
feci un salto e mi gettai in ginocchio sui gradini dell'altare, appoggiando le
mie mani sulle sue ginocchia. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Mi
è impossibile esprimere tutto quel che provai. La Madonna mi disse:
"Figlia mia, il buon Dio vuol affidarti una missione. Sarai contraddetta,
ma non temere, sarai sostenuta dalla grazia. Tu rendi conto di tutto con
confidenza e semplicità: abbi fiducia, non temere". La Vergine mi insegnò
come comportarmi con il mio direttore spirituale e molte altre cose. La Santa
Vergine aveva l'aria molto afflitta parlando dei tempi difficili che
attraversava la Francia e il mondo intero, aggiungendo: "Ma venite ai piedi
di questo altare: qui le grazie saranno sparse su tutte le persone, saranno
sparse sui grandi e sui piccoli". Mi insegnò anche il modo di comportarmi
nelle mie pene future, cioè mi invitò ad andare ai piedi dell'altare e ad
effondere lì il mio cuore. Là, diceva la Vergine, avrei ricevuto tutte le
consolazioni di cui avrei avuto bisogno. Non so quanto tempo sia rimasta presso
di lei, ma ad un certo punto scomparve ed io non vidi più che qualcosa che si
spegneva, infine un'ombra che si dirigeva dalla parte della tribuna donde era
venuta. Allora mi alzai dai gradini dell'altare e scorsi di nuovo il fanciullo
nel luogo dove l'avevo lasciato, questi mi disse: "È andata via".
Rifacemmo così lo stesso cammino, sempre tutto illuminato, con il bambino
sempre alla mia sinistra. Credo che egli fosse il mio angelo custode che si era
reso visibile per farmi vedere la S. Vergine, perché io l'avevo molto pregato
affinché mi ottenesse questo favore. Ritornata nel mio letto sentii' suonare le
due del mattino e non potei più riprendere sonno".
Impegno:
Con tanta fede e tanto amore, spiritualmente appoggiamo anche noi le mani
sulle ginocchia di Maria: parliamole di tutto e cerchiamo di far silenzio per
ascoltare la sua voce, le sue raccomandazioni. i suoi desideri...
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, pega per noi che ricorriamo a te.
10.
IL MESSAGGIO DELLA VERGINE
La
seconda apparizione è la più importante: in essa la Madonna affida a Santa
Caterina Labouré il messaggio da trasmettere al mondo. "O Maria che sei assisa presso Dio, ascolta le mie preghiere. È per te e
per la tua maggior gloria che io ti prego di illuminarmi e di darmi la forza e
il coraggio di agire". Dopo questa umile invocazione alla Vergine, la Santa
così riferisce: "Il 27 novembre 1830, che cadeva il sabato precedente la
prima domenica di Avvento, alle cinque e mezzo di sera, qualche minuto dopo la
meditazione, nel gran silenzio, mi sembrò di udire dal lato della tribuna
presso il quadro di San Giuseppe, un rumore simile al fruscio di una veste di
seta. Alzai il capo e, guardando da quel lato, vidi la Vergine all'altezza del
quadro di San Giuseppe. Era di statura media, in piedi, vestita di bianco, con
una veste di seta di colore bianco aurora, fatta, come si dice "alla
vergine", le maniche lisce e un velo, pure bianco, che le scendeva fino a
terra. Sotto il velo vedevo i capelli divisi nel mezzo, su di essi posava una
trina di circa tre centimetri che lasciava il volto scoperto. I piedi poggiavano
su di un globo del quale vedevo solo la metà e sotto i suoi piedi aveva un
serpente verdastro chiazzato di giallo. Teneva le mani all'altezza del petto,
in un atteggiamento grazioso e fra le mani aveva un altro globo d'oro
sormontato da una crocetta d'oro in atto di offrirlo a Dio; gli occhi della
Madonna erano rivolti verso il cielo... ed era di una bellezza indescrivibile.
Ed ecco, ad un tratto, vidi degli anelli alle sue dita nei quali erano
incastonate pietre preziose, le une più belle delle altre, alcune più grandi,
altre più piccole, che emettevano raggi più belli gli uni degli altri. Dalle
pietre più grandi uscivano raggi più grandi che andavano sempre più
allargandosi, in modo da coprire tutto il basso, tanto che io non vedevo più
i suoi piedi". La prima parte di questa apparizione, bellissima, è tutta
immersa nel silenzio!
Impegno:
Fermiamoci
anche noi a contemplare nello spirito questa stupenda visione e lasciamoci
illuminare da questa luce celeste che ha il potere di trasfigurare tutta la
nostra vita.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te
11.
"FA CONIARE UNA MEDAGLIA SU QUESTO MODELLO"
Dopo
aver preparato con la visione della bellezza e con la solennità del silenzio
l'anima di suor Caterina, la visione cambia, scompare il globo d'oro e la
Vergine, abbassando gli occhi verso di lei, finalmente le parla. La Santa
continua il suo racconto: "Mentre la contemplavo, la SS. Vergine abbassò
gli occhi su di me ed io udii una voce dirmi: "Questo globo rappresenta il
mondo intero e ogni anima in particolare...". A questo punto non posso
esprimere ciò che provai e ciò che vidi, cioè la bellezza e lo splendore di
quei raggi così belli. "Essi sono il simbolo delle grazie che spando
sulle persone che me le domandano Mi fece comprcndere quanto è dolce pregare la
Madonna, quanto generosa ella sia con le persone che la pregano e quale gioia
provi nell'accordare le sue grazie: "Le pietre che non emanano luce sono il
simbolo delle grazie che non mi domandano". In quel momento non so se ero o
non ero... godevo. A questo punto si è formata come una cornice attorno alla
SS. Vergine, composta da queste parole: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te" scritte in lettere d'oro. Poi si fece udire una voce che
mi disse: "Fa
coniare una Medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno
riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che
la porteranno con fiducia". A questo punto mi parve che il quadro girasse su se
stesso e vidi il rovescio della Medaglia. Preoccupata di sapere ciò che si
dovesse scrivere sul rovescio della Medaglia, dopo molte preghiere, un giorno,
nella meditazione, mi è sembrato di udire una voce che mi diceva: "La M,
la Croce e i due Cuori dicono abbastanza". Nelle sue relazioni la Santa non
accenna alle dodici stelle che circondano il monogramma di Maria, tuttavia sono
state sempre presenti fin dalla prima coniazione della Medaglia e perciò
approvate da santa Caterina. È certo quindi che questa indicazione sia stata
data oralmente da lei al padre Aladel, al momento delle apparizioni o poco più
tardi.
Impegno:
Portiamo con amore e riconoscenza la nostra Medaglia e, se non l'abbiamo,
procuriamocene una per noi e i nostri cari, lodando la Vergine per questo grande
dono.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
12.
"SONO
STATA UN SEMPLICE STRUMENTO"

Il
padre Aladel, confessore di suor Caterina, riceveva con attenzione le
relazioni della giovane suora, ma mostrava di accoglierle con indifferenza e anche
con una certa severità. Certamente per mettere alla prova la veridicità di
quelle apparizioni, proibì perfino a suor Caterina di prestarvi fede. Doveva dimenticare
e non pensarci più. La Santa per obbedienza cercò di seguire l'ordine del
suo confessore, come lo stesso padre Aladel conferma, ma non era facile. La
buona volontà non riusciva a cancellare dal cuore della messaggera di Maria il
ricordo di quanto aveva visto. L'immagine della Vergine, le parole che aveva
udito non lasciavano mai suor Caterina: più il tempo passava e più lei era
convinta di aver visto la Vergine e di rivederla ancora! Infatti, nel mese di
dicembre di quello stesso anno (1830 ) ebbe luogo una nuova apparizione, simile
a quella del mese precedente, alla stessa ora, durante la meditazione della
sera, nella stessa Cappella, con una sola piccola differenza: la Madonna apparve
non all'altezza del quadro di San Giuseppe, come prima, ma "presso il
Tabernacolo, dietro l'altare". Questa terza apparizione confermò le prime
e questa è la relazione della Santa che riceve ancora l'ordine di far coniare
la Medaglia secondo il modello indicato: "Dirle ciò che ho provato nel
momento in cui la Santa Vergine offriva il globo a Nostro Signore è
impossibile esprimerglielo, come pure quel che ho provato nel contemplarla! Oh
come sarà bello sentir dire: "Maria è Regina dell'Universo e Regina di
ogni persona in particolare! Quello sarà un tempo di pace, di gioia e di felicità
che durerà a lungo". Maria Immacolata, così, per dare al mondo la sua
Medaglia, ha scelto la semplicità e la debolezza di una giovane novizia, la sua
umiltà e il suo nascondimento. E suor Caterina, alla fine della sua vita,
così dirà alla sua superiora: "Io privilegiata? Oh, non sono stata che un
semplice strumento! Non è per me che la Madonna è apparsa: io non sapevo
niente, non sapevo nemmeno scrivere, prima di entrare in Comunità, ed è per
questo che la SS. Vergine ha scelto me, affinché non si possa avere alcun
dubbio".
Impegno:
Cerchiamo
di passare un po' di tempo in Chiesa, vicino al Tabernacolo, chiedendo a Gesù e
a Maria di farci capire e accogliere con amore e fiducia i disegni di Dio sulla
nostra vita.
Ave
Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
TERZA
PARTE
LA CONIAZIONE E LA DIFFUSIONE DELLA
MEDAGLIA
13. "ORA BISOGNA DIFFONDERLA!"
Intanto
il tempo passava senza che niente si facesse di quanto la Vergine aveva
chiesto. Suor Caterina riferisce anche di un'altra apparizione dopo alcuni
mesi, nel marzo 1831 e poi ancora nel mese di settembre motivo in più per
parlarne di nuovo col padre Aladel dicendo che Maria era molto dispiaciuta che
si tascurasse così di far coniare la Medaglia. "Questa volta, senza però
dimostrarlo, vi feci più attenzione - scrive il Padre - specialmente per
timore di dispiacere a Lei. D'altra parte, sempre pensando che poteva trattarsi
di un'illusione, ben presto non ci feci più caso. Dopo alcune settimane,
avendo avuto occasione di andare dall'Arcivescovo, gli parlai della cosa. Lui
non vide alcun ostacolo nel far coniare la Medaglia, dato che nulla in essa vi
era di contrario alla fede della Chiesa e disse che, anzi, essa era conforme
alla pietà dei fedeli verso la Vergine. La Medaglia non poteva che contribuire
a farla onorare e amare di più. E il Vescovo, da parte sua, chiese di avere una
delle prime Medaglie. Allora cessò ogni indugio e decisi di far coniare la
Medaglia voluta da Maria". Le prime 1500 Medaglie furono pronte il 30
giugno 1832. Padre
Aladel si affrettò a portare una delle prime Medaglie a suor Caterina la quale
disse che l'avrebbe portata con grande devozione, aggiungendo: "Ora
bisogna diffonderla!". A questa diffusione la Santa si dedicò con tanto
amore per tutta la vita e questo
specifico apostolato ha formato la seconda parte della sua missione, dopo quella
del servizio ai poveri. Il quotidiano "La France" nel 1835 scrive che
"il re Luigi Filippo e con lui i suoi figli si fecero appendere dalla
regina sull'abito uno dei più grandi segni della fede degli ultimi tempi, la
Medaglia detta Miracolosa". Milioni e milioni di medaglie furono coniate
subito in Francia e all'estero e da allora si sono diffuse in tutto il mondo. Si
può davvero affermare che la Medaglia fu ed è miracolosa anche nella sua
celere e grande diffusione, non diminuita mai col passare degli anni, anzi,
considerevolmente aumentata specialmente dopo le celebrazioni del centenario
delle apparizioni (1930). Non è difficile dunque credere che la più grande
apostola della Medaglia sia proprio la Vergine stessa che non si è accontentata
di darcene il modello e di insistere perchè fosse coniata e diffusa largamente,
ma con tanti miracoli ha pensato Lei stessa a farla conoscere sempre di più.
Impegno:
Impegnamoci
anche noi a procurarci tante Medaglie da diffondere, per collaborare con Maria,
con Santa Caterina e con quanti amano la Vergine Immacolata, a questo semplice
ed efficace apostolato di bene.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
14.
"LA MEDAGLIA DEI MIRACOLI"

Né
suor Caterina, né il padre Aladel si erano preoccupati di dare un nome speciale
alla Medaglia e nelle relazioni di grazie che subito arrivarono a Parigi da ogni
parte, all'inizio venne chiamata con vari nomi, tutti belli e significativi.
Alcuni la chiamavano solo "la Medaglia", altri "la nuova
Medaglia", "la Medaglia di Maria", "la Medaglia che
guarisce", "la Medaglia dell' Immacolata". Ma fra tutti prevalse
un nome che presto divenne universale: la Medaglia Miracolosa. Si cominciò a chiamarla così già alla fine del
1833, un anno dopo la prima coniazione e questo è spiegabile pensando allo
straordinario numero di prodigi che attraverso di essa il Signore operava. Ma
come portare la Medaglia? In una relazione Santa Caterina dice di portarla al
collo, ma padre Aladel non si sofferma su questo particolare e fin dall'inizio
ognuno la portava come voleva e la Santa non diede molta importanza a questo
aspetto. È certo che molte guarigioni si ottengono anche solo appoggiando la
Medaglia sulla parte malata. Un altro aspetto è questo: la Medaglia deve
essere benedetta? Santa Caterina non ne parla, ma padre Aladel raccomandava di
benedirla, secondo l'uso della Chiesa. In ogni caso sia il portarla al collo che
la benedizione possono essere aspetti secondari, anche se non trascurabili,
perché ciò che più conta è la fede nella bontà e nella potenza della
Madonna che tutto può sul Cuore di Dio. L'importante è credere nell'origine
celeste della Medaglia e nella fedeltà di Maria nell'adempiere alle sue
promesse. Se portiamo la Medaglia al collo, l'immagine dei Cuori di Gesù e di
Maria poggerà sul nostro cuore e sarà un segno per ricordarci a quale unione
d'amore siamo chiamati. "Legarsi così all'immagine di Maria è una
dimostrazione eloquente di amore e di abbandono in lei, è un impegno a prendere
su di sè il giogo di questa Vergine senza macchia, non meno dolce e leggero di
quello di suo Figlio Gesù. Vi è dunque, nel portare la Medaglia al collo, un
simbolismo che sarebbe bene rispettare" (Mott).
Impegno:
Chiediamo
a Maria di essere sempre docili ai suoi insegnamenti, alle sue ispirazioni e di
renderci figli degni di lei. Se possibile, portiamo al collo la Medaglia
Miracolosa.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
15.
IL PRIMO DEI GRANDI MESSAGGI MARIANI

Il
conio dei primi esemplari della Medaglia segnò la rinascita della fede, il
rifiorire della preghiera e il moltiplicarsi di conversioni e di guarigioni
dovute a Maria ''concepita senza peccato''. La Medaglia era richiesta ovunque,
sia da privati, sia da parrocchie, Diocesi, tramite i sacerdoti e i Vescovi e
l'invocazione "O Maria
concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te" divenne
la giaculatoria più diffusa in quegli anni, preparando il cuore di tutti i
cattolici alla solenne proclamazione, fatta dal Papa Pio IX l'8 dicebre
1854, del dogma dell'Immacolata Concezione. Queste apparizioni ebbero anche
l'effetto di opporsi al clima di razionalismo e di materialismo che si stava
sviluppando anche fra i credenti. Il Can. Barthas scrisse che le manifestazioni
mariane, a cominciare dal 1830 a Parigi, hanno come dato rilevante la
progressiva rivelazione del Cuore Immacolato di Maria, quale antidoto ai falsi
misticismi del XIX e XX secolo. In modo particolare egli dimostra che prima
Parigi e poi Lourdes furono un rimedio al razionalismo, Fatima lo fu
specialmente all'ateismo. Pio IX aveva colto il legame esistente tra questo
dogma mariano e le alterazioni e le negazioni del razionalismo. Così proclamò
il dogma dell'Immacolata facendo eco ai desideri più profondi e alle
ispirazioni più forti di tutto il mondo cattolico: Maria SS. stessa, solo
quattro anni dopo, l'avrebbe confermato a Lourdes dicendo a Bernadette:
"Io sono l'Immacolata Concezione". Con le apparizioni a Rue du Bac e
con la sua Medaglia la Madonna, così, anticipò la definizione del suo immacolato
concepimento e preannunziò la devozione al suo Cuore Immacolato, poi sviluppata
più ampiamente a Fatima. A Parigi e a Lourdes suggerì di invocarla con il
titolo di Immacolata e sulla Medaglia volle che il suo Cuore comparisse accanto
a quello di Gesù; a Fatima volle che si diffondesse la devozione e la
consacrazione al suo Cuore Immacolato. Tutto
questo perché le apparizioni della Madonna sono sempre in relazione ai bisogni
dei suoi figli e servono a porre un argine agli errori del tempo. Anche oggi,
quando il materialismo pratico rischia di sommergere i più grandi valori,
occorre rivolgersi con particolare fiducia a Lei, ascoltare le sue
raccomandazioni e ripetere con amore e con fede: "O Maria concepita senza
peccato, prega per noi che ricorriamo a te!".
Impegno:
Recitiamo
con calma e meditiamo i Misteri gloriosi del Santo Rosario per la salvezza di
tutti gli uomini.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
PARTE
QUARTA
IL SIMBOLISMO E IL MESSAGGIO DELLA
MEDAGLIA MIRACOLOSA
16. MANI APERTE VERSO IL MONDO
Con
la sua Medaglia la Vergine offre ad ogni suo figlio un semplice e profondo
"chatechismo" da studiare, da meditare e da mettere in pratica.
Infatti, nella
Medaglia, è racchiusa la storia dell'umanità e il piano divino di salvezza
che passa attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Guardiamo e meditiamo la parte anteriore della Medaglia: dopo aver
descritto il vestito di seta, cobr bianco aurora, a maniche lissce e con
taglio "alla vergine" e il velo bianco che scendeva fino ai piedi,
Maria appare come la "Donna vestita di sole" dell'Apocalisse. Suor Caterina non si sofferma
a descrivere il volto della Vergine, tanto era presa dalla sua bellezza da non
riuscire ad esprimerla a parole, ma, se non ha parlato di quel volto splendido e
inaccessibile, ha ben descritto le mani della Madonna e ha detto che le braccia
della Vergine, dopo che il globo era scomparso, si sono distese e le mani si
sono aperte verso il mondo. La Medaglia Miracolosa è
proprio
caratterizzata da questa apertura delle mani di Maria verso ognuno di noi. Questo
gesto delle mani aperte è quello dell'accoglienza
e più precisamente della compiacenza, è il gesto di chi lascia cadere lo
scettro per dare alle sue mani offerte il significato dell'indulgenza, della
bontà e dell'amore. Le mani aperte di Maria parlano di dono, di offerta e
attendono la gratitudine da noi. Le due mani sono ugualmente distese e questo
indica il dono totale: quello che Maria fa di se stessa a chi ricorre a lei
con fiducia e amore di figlio. Ogni dito è ricoperto da tre anelli ornati di
pietre preziose dalle quali partono raggi di luce. Il simbolo degli anelli
è evidente: sono le grazie preziose per la salvezza che Dio ha messo nelle mani
di Maria. Gli anelli sono quindici e molti vi hanno visto il simbolo dei misteri
del Rosario. Il Rosario avrebbe quindi nel messaggio della Medaglia una grande
importanza. La Vergine ama tanto il Rosario che se ne riveste come di un
ornamento ed è tale l'efficacia del Rosario che fa sprigionare dalle mani di
Maria una immensa pioggia di grazie! Ma non tutti gli anelli splendono. Maria
dice a Santa Caterina che quegli anelli senza raggi rappresentano le grazie
che nessuno le chiede. Quanta gente non prega, non ha più fede, si ritiene
autosufficiente e crede solo in se stessa e nelle proprie possibilità,
dimenticando l'amore del Padre Celeste e quello di questa tenera Madre! I piedi
della Madonna, coperti dai raggi, poggiano sul globo, che si vede solo a metà,
e rappresenta il mondo insidiato dal serpente sul quale però trionfa la
Vergine Maria. A far corona a questa immagine celeste, scritta a lettere d'oro,
si vede la breve preghiera insegnata dalla Madonna ai suoi figli: "O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!".
Impegno:
Fermiamoci
a guardare e a meditare questo lato della Medaglia e chiediamo a Maria di
farci cogliere l'essenza del suo messaggio.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
17.
MADRE NOSTRA SPIRITUALE
Qual
è il messaggio spirituale che emerge dal lato principale della Medaglia
Miracolosa? Forse non esiste rappresentazione più efficace e più commovente
della Maternità
Spirituale di Maria. In
quelle mani verginali, che profumàno di Dio, cariche di grazie, non più
alzate verso il Signore, in preghiera, ma maternamente distese e aperte verso
gli uomini, verso i suoi figli, noi vediamo la Madre, colei che sul Calvario ci
ha presi per figli e che non ci abbandona mai, non ci dimentica mai, non
smette un momento di pensare a noi e di procurarci ogni bene necessario alla
nostra salvezza, alla nostra crescita spirituale e alla nostra gioia. È
lei la Madre che
vuole portarci a Gesù, che non ha altro desiderio che formare in noi il suo
figlio Gesù e desidera salvarci coltivando in noi gli stessi sentimenti di
Lui. La
Madonna dei Raggi è l'immagine più eloquente di una Madre piena di amore per
i suoi figli: è questo che lei stessa vuole ricordarci e che perciò ha voluto
fosse impresso per sempre nella sua Medaglia. Lei, la Madre, ha voluto lasciarci la sua immagine più
significativa perché potessimo averla sempre negli occhi, fino ad imprimercela,
per nostra consolazione e gioia, nel cuore! Allora perché Maria ha voluto
mostrarsi a noi con le mani aperte? Perché è lei la Madre che aspetta i suoi
figli. È la Madre che invita i suoi figli a tornare e a gettarsi fra le sue
braccia, perché vuole stringerli al cuore. È la Madre che vuole consolare
gli afflitti, vuole ottenere il perdono per i peccatori, vuole beneficare i
bisognosi e vuole donare a tutti il suo amore materno. E Maria resterà così,
con le braccia aperte, fino alla fine del mondo, perché è felice di essere
nostra Madre e vuole farci tutti felici portandoci a Gesù, perché nessuno si
perda. Per noi è bello contemplare Maria così, perché questo ci fa crescere
nell'amore e nella confidenza, ci fa sentire sicuri del suo perdono e della
sua protezione. È bello vedere Maria Immacolata, nostra Mamma, con le mani rivolte
verso di noi: questo ci assicura, anche nei momenti più duri della vita, che
non siamo soli, che lei ci rimane accanto perché ci vuol bene ed è pronta,
anzi, desiderosa, di accogliere ogni nostra preghiera.
Impegno:
Affidiamo
oggi qualcosa che ci sta particolarmente a cuore alla intercessione di Maria e
siamo certi che lei non mancherà di esaudirci al momento opportuno.
Ave
Maria…
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
18.
CORREDENTRICE NOSTRA

Santa
Caterina riferisce di aver visto, nella visione del 27 novembre, come un
quadro che si voltava in modo tale che apparisse davanti ai suoi occhi "il
retro" della Medaglia. Qui spiccava il monogramma di Maria sormontato da
una Croce. Questa poggiava su una barra trasversale. Sotto, poi, erano raffigurati
i Sacri Cuori di Gesù e di Maria: infatti quello di sinistra era coronato di
spine e l'altro, a destra, era trafitto da una spada, secondo la profezia di
Simeone (Lc 2,35). Uno degli studiosi della simbologia della Medaglia, il p.
Zangari, dice che la M dovrebbe leggersi come Madre. La barra orizzontale su
cui poggia la Croce sarebbe uno "iota", lettera greca che corrisponde
alla nostra I. Questo è il monogramma di Gesù Cristo Salvatore. Non deve meravigliare
il fatto che sia posta trasversalmente perché spesso sulle monete e sulle
medaglie si poneva così. La Croce vuole indicarci che proprio attraverso di
essa Cristo ci ha salvati. Il tutto quindi va letto con molta chiarezza e
semplicità e il suo messaggio è alla portata di tutti. L'intero monogramma,
oltre all'insegnamento che contiene, è come la "firma"
dell'autrice della Medaglia: (Maria) Madre di Gesù Cristo Salvatore. I due
Cuori, come disse la Vergine stessa a Santa Caterina, non hanno bisogno di
spiegazioni e rappresentano l'intima unione di Gesù e di Maria e il loro amore
per noi. Il Vangelo ci dice che "stava presso la Croce la Madre sua" (Gv
19,25), cioè, sul Calvario, accanto al Cuore di Gesù coronato dalle spine del
tradimento e dell'abbandono, trafitto dalla lancia del soldato romano, c'era
il Cuore di Maria, trafitto da una spada di dolore. La Medaglia vuole
ricordarci così, anche il mistero più grande della nostra fede: quello di un
Dio che, fattosi uomo, muore e risorge per noi. Accanto a Lui Maria, unita
inscindibilmente al Figlio fin dall'incarnazione, non è soltanto la Madre per
noi, non è solo la dispensatrice delle grazie, ma è anche la Corredentrice. Nella
Lumen Gentium la Chiesa dice: "Avendo concepito Gesù, avendolo
nutrito, presentato al Padre e avendo sofferto con Lui morente in croce, Maria
ha collaborato in modo tutto speciale all'opera del Salvatore...".
Certamente solo Gesù, perché Dio, poteva essere il Redentore unico e
necessario, ma ha voluto che sua Madre cooperasse al mistero della Redenzione
con una cooperazione subordinata e partecipata.. Anche questo vuole dirci la
Medaglia Miracolosa che ci apre il cuore alle speranze più grandi e dona a
chi si offre a Gesù per Maria la certezza di essere salvo.
Impegno:
Partecipiamo,
possibilmente, alla Santa Messa ringraziando Gesù e Maria per l'opera della
Redenzione.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
19.
IL SIGNIFICATO CRISTIANO DELLA CROCE

Che
cosa significa la M unita alla Croce? Certamente l'unione indivisibile di Gesù
con Maria. Non si può incontrare Lui senza di lei e viceversa. Questa immagine
della Medaglia ci ricorda che Gesù vuole regnare in Maria e per mezzo di Maria:
Egli vuole essere anche oggi, così come quando era bambino, portato da Maria
alle anime e al mondo. La Croce è il più prezioso dono di Maria e Maria è il
più prezioso dono di Gesù dalla Croce, il più prezioso frutto della sua
Passione. Così la Madre ci presenta la Croce, ci chiama a meditarla, ad
adorarla, a prenderla su di noi con fede e per amore. È lei che vuole
insegnarci il suo misterioso linguaggio e vuole farci partecipi dei frutti di
grazia che ne scaturiscono per noi singolarmente e per il mondo intero. La Croce
è il più grande e prezioso libro di meditazione che Maria ha studiato ed
adorato, dicendo il suo Si d'amore, anche per noi. La Medaglia Miracolosa, dopo
averci mostrato il mistero della Croce di Cristo, ci presenta un'altra croce,
la nostra, che è quasi una reliquia della prima. Ci svela il mistero della
nostra croce, qualunque essa sia, e ci invita ad accoglierla e a portarla
insieme a Gesù e Maria. Abbracciamo con fede la nostra croce, portiamola con
coraggio e con speranza, adoriamola come il segno della presenza di Gesù
Salvatore e di Maria nostra Madre che, prima di noi, ne hanno portata una ben più
pesante, per la nostra salvezza. Solo così, con la nostra porzione di croce nel
cuore, potremo arrivare là dove il Signore ci aspetta e dove ogni croce sarà
trasformata in luce e in gioia infinita. Maria vuole rendere più sopportabile
la nostra croce, vuole alleggerirla con la sua tenerezza, con il suo aiuto, ma
ce la presenta, insieme a quella di Cristo. Ci è necessaria per la nostra
santificazione. Ma al suo amore materno non sfugge nulla: lei sa tutto di noi,
sa cosa possiamo sopportare, conosce la nostra forza e la nostra debolezza.
Fidiamoci di lei. È la nostra Mamma. Non desidera che il nostro vero bene e
sa che tutto ciò che Dio vuole o permette nella nostra vita non può che essere
per il nostro vero bene e per la nostra eterna felicità. La
Vergine perciò, chiamandoci a meditare la Croce di Gesù e il suo dolore di
Madre, invitandoci ad attingere forza dalla Passione del Figlio e dall'Eucarestia,
mostrandoci il suo tenero amore, vuole insegnarci a santificare il dolore, a
cogliere la preziosità della croce nella nostra vita, anche di quella che non
riusciamo a capire e che nessuno forse comprende. Con la sua Medaglia vuole ripeterci:
"Non temere, io sono con te. Ti porto Gesù. Tu non sei solo. Io conosco la
strada per farti felice! Fidati di me!". Sì, Maria non solo può aiutarci
a portare la croce, ma vuole liberarcene quando ciò sarà utile alla nostra
anima. Allora abbracciamo la nostra croce, non trasciniamola per forza; come
Maria guardiamo alla Croce di Cristo e con lei scaliamola fino alle vette
della santità. L'Immacolata ci addita la meta, ci fa vedere il Cielo aperto
su di noi e ci promette di portarci fin lì, aprendocene le porte!
Impegno:
Prendiamo la nostra croce, portiamola ai piedi di quella di Gesù e, per
le mani di Maria, offriamola a loro in riparazione dei nostri peccati e di
quelli del mondo, certi che non ci faranno mancare il sostegno e il sollievo
di cui abbiamo bisogno.
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
20.
MARIA, NOSTRA REGINA

Sul
retro della Medaglia si notano dodici stelle che fanno da cornice al monogramma
di Maria, alla Croce e ai Cuori. Santa Caterina, nelle sue relazioni scritte,
non accenna a questo simbolo, ma certamente ne avrà parlato a voce col p.
Aladel perché esse compaiono fin dalla prima coniazione, approvata dalla
Santa, che subito ha raccomandato di non cambiare mai i simboli della Medaglia:
così l'aveva voluta la Vergine. Le dodici stelle alludono certamente alla
splendida visione dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve un segno grandioso:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di
dodici stelle". (Ap 12,12). La Donna dell'Apocalisse, figura della Chiesa,
è anche immagine di Maria che della Chiesa è Regina e Madre. Le stelle sono
innanzitutto il segno della Regalità di Maria. San Giovanni parla di una "corona" di stelle e la corona è
sempre stata il simbolo della dignità regale. San Bernardo, commentando questo
segno, dice: "Perché gli astri non formerebbero la corona di Colei che ha
il Sole per veste?". Ma emergono anche altri simbolismi: le stelle
possono indicare i dodici patriarchi, le dodici tribù di Israele, i dodici
apostoli: Maria è la Regina dei patriarchi, la Regina degli apostoli... Ma esse
indicano anche i Santi. Corona di gloria di questa Madre sono i suoi figli e in
particolare quelli che si sono lasciati proteggere e guidare da lei, che l'hanno
onorata imitando le sue virtù, hanno cooperato a farla conoscere e amare e
infine sono stati portati e accolti da lei in Cielo: Maria è la Regina di tutti
i Santi. Ma la più splendente corona di Maria sono i privilegi che Dio le ha
concessi e le virtù che lei ha praticato: le stelle perciò simboleggiano
anche tutto questo tesoro di grazie che avvolge e riempie il Cuore della
nostra Mamma Celeste. Inoltre, la corona di stelle evoca l'Assunzione di Maria
al Cielo: la Madre, vestita di Sole, viene accolta nella gloria celeste di cui
rifulge Gesù e, come il suo, anche il volto di Maria è diventato luminoso come
il sole". Per tutti questi principi di teologia mariana che possono
riscontrarsi nella simbologia della Medaglia, J. Guitton l'ha definita una microapocalisse
mariana" cioè una rivelazione mariana in piccolo formato, succinta, ad uso
quotidiano degli umili e dei piccoli, quali tutti noi dobbiamo essere per
piacere a Gesù: ai piccoli Egli rivela i misteri del Regno dei Cieli e a
Maria ci affida perché sia proprio lei a formare in noi un cuore docile e puro,
capace di accogliere e di vivere il Vangelo.
Impegno:
Recitiamo con amore e gratitudine, col cuore pieno di stupore e di lode
la Corona
delle Dodici Stelle. (in
fondo al libretto)
Ave
Maria...
O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
21.
UN LUMINOSO COMPENDIO DEL MISTERO DI CRISTO

Le stelle che contempliamo sul retro della Medaglia Miracolosa, hanno ancora qualcosa da dirci: ci invitano ad essere noi, fin da ora, le stelle di Maria! L'Immacolata ci chiama a brillare con lo splendore delle nostre virtù, che lei stessa vuole formare in noi, ad illuminare il mondo con la luce del nostro esempio e della nostra testimonianza, a riscaldare il nostro prossimo con la fiamma di una carità pronta, generosa e disinteressata. Attingiamo questa luce e questo fuoco d'amore dai Cuori di Gesù e di Maria. Anche a questo ci richiama la Medaglia, invitandoci a fare della vita un grande apostolato di bene. Ma, perché no?, in quelle stelle possiamo vedere anche un invito ad alzare gli occhi e a guardare più spesso il cielo. Torniamo a guardare le stelle, a incantarci davanti alla bellezza e al mistero di un cielo stellato che ci parla dell'infinito e dell'eternità. Torniamo a fermarci a contemplare il messaggio di amore che Dio ha scritto sulla trama dell'universo e a perderci in quell'immensità nella quale siamo chiamati a vivere per sempre. Le stelle vogliono risvegliare in noi il desiderio delle cose celesti, vogliono tirarci fuori dalla palude dei tanti impegni e delle tante occupazioni, spesso non necessari o inutili, dei tanti falsi valori nei qua-li ci dibattiamo, considerandoli il fine di ogni nostro lavoro e di ogni nostro desiderio. "Guardate alle cose di lassù" ci ripete Maria e anche quelle di qui saranno più leggere, perché riacquisteranno il loro vero valore. Le stelle ci invitano a fermarci, a sconfiggere la fretta, l'agitazione, a trovare il tempo, l'attimo, per gustare l'incontro con Colui che èla vera e sola fonte della nostra felicità: Dio. Ringraziamo Maria per tutti questi insegnamenti che ha voluto racchiudere nel piccolo spazio di questa preziosa Medaglia! Veramente nella Medaglia si trova come il riassunto di tutto il mistero mariano: l'Immacolato Concepimento, l'Assunzione, l'incoronazione di Maria SS. Regina degli angeli e dei santi, la missione di Madre di tutti gli uomini. Tutto allude alla collaborazione di Maria all'opera del Redentore: è lei la donna della Genesi che schiaccia il capo al serpente, in virtù del trionfo del Figlio sul male e sulla morte, è lei la Vergine dell'Apocalisse, la Collaboratrice della Redenzione, la Mediatrice presso il Figlio e la distributrice della sue grazie. Tutta la dottrina mariana della Chiesa è racchiusa nel piccolo ovale della Medaglia. In essa si trova l'insegnamento scritturale, teologico, cristocentrico ed ecclesiale proprio quale il Concilio Vaticano Il l'ha proposto nel cap. VIII della Costituzione dogmatica della Chiesa "Lumen Gentium" (p.Eyler).
Impegno: Preghiamo,
lodiamo e ringraziamo la Vergine Maria con la recita delle Litanie
della Medaglia Miracolosa. (in fondo al libro)
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
22.
LA MEDAGLIA E LA PREGHIERA

La Madonna ha voluto insegnarci una breve, semplice,
preghiera e ha voluto che fosse impressa sulla sua Medaglia perché non
potessimo dimenticarla. È un piccolo cantico di lode e di gloria, un piccolo
inno di amore e di confidenza, di gioia e di riconoscenza, è una fiduciosa,
breve preghiera che non può mai restare senza risposta. La giaculatoria della
Medaglia è un grido d'aiuto al quale Maria non può fare a meno di rispondere,
come sempre, aprendo le sue mani e facendo scendere le sue grazie su di noi.
"Quando la navicella della tua anima sta per essere travolta dal peccato
e sommersa dalla colpa, dal rimorso, invoca Maria. Quando l'ambizione ti acceca,
l'orgoglio ti divora, l'avarizia ti rode anche il cuore, chiama Maria. Quando in
famiglia manca la pace, quando entra la malattia o la morte bussa alla porta,
chiama Maria. Quando le nazioni dimenticano la fratellanza universale e per
egoismo stanno per dilaniarsi a vicenda, quando divampa la guerra, non c'è
altro rimedio che invocare Maria" (Avidano). Sì, in ogni momento, in ogni
situazione, quando ogni porta sembra chiusa e non si vede alcuna via di
uscita, quando anche vivere diventa difficile e la fede, la speranza e la carità
sembrano affievolirsi, chiamiamo accanto a noi l'Immacolata. Vuole che la
chiamiamo così, è il suo privilegio più caro. Maria desidera che, nella gioia
e nel dolore, ringraziamo Dio con lei e per lei per questo immenso dono. Ma ci
chiede, per esaudirci prima, di non essere egoisti, di non pensare solo a noi:
ci chiede di pregare al plurale. “Prega
per noi”,per
tutti quelli che ci stanno a cuore, per chi si raccomanda alle nostre preghiere,
per quelli che non conoscono il Signore o lo hanno dimenticato, per quelli che
lo ignorano volutamente, lo rifiutano o lo disprezzano. “Prega per noi”,
per quelli di noi - siamo tutti fratelli, nessuno ci è estraneo o lontano -'
che non riconoscono Maria come Madre, che non la onorano, non la amano e
feriscono così il Cuore di Cristo, suo Figlio. “Prega
per noi”,
per la Chiesa, per il Santo Padre, per i sacerdoti, per i religiosi e le
religiose, per le persone consacrate, per i laici cristiani, sale e fermento
della terra. Preghiamo Maria per tutto ciò che sta a cuore a lei e lei non
dimenticherà ciò che sta a cuore a noi, anzi, preghiamola per non avere che i
suoi desideri! Ricorriamo a Maria con fiducia, riconoscendo la nostra
debolezza, la nostra incapacità in tante cose e diciamo con san Paolo:
"Quando sono debole è allora che sono forte" perché Maria mi comunica
tutta la forza della vittoria di Cristo e mi mette a disposizione il suo aiuto
materno. Perciò ripetiamo sempre, pieni di speranza, la preghiera che Maria
ci ha insegnato e che sempre ci dona la pace del cuore.
Impegno: Usando la Corona
del Rosario, ripetiamo con amore e con fiducia, ad ogni grano, la preghiera
della Medaglia Miracolosa: "O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te".
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
23.
LA
MEDAGLIA E LA MEDIAZIONE DI MARIA

Le apparizioni a Santa Caterina Labouré contengono
anche un importante messaggio che non è illustrato nella Medaglia Miracolosa,
ma che non è di secondaria importanza. Lo dimostra il fatto che a lungo la
Santa si diede da fare, tramite il suo confessore e poi, alla fine della sua
vita, attraverso la Superiora, perché nella Cappella delle apparizioni fosse
esposta alla venerazione di tutti la statua della Madonna del Globo. Infatti,
nella prima fase dell'apparizione del 27 novembre, la Vergine si mostrò a
suor Caterina in tutto il suo splendore, tenendo tra le mani un globo sormontato
da una Croce. Lei stessa spiegò che questo rappresentava il mondo redento e
ogni anima in particolare. I suoi occhi erano rivolti al cielo in
atteggiamento di preghiera, mentre offriva il globo a Dio. Viene così rappresentata
nell'apparizione la funzione che Maria ha presso il Figlio fino alla fine dei
tempi. La sua mediazione di grazia "da Lui assolutamente dipende e attinge
tutta la sua efficacia" (Lumen Gentium). Con Gesù e presso Gesù la
Vergine Santa intercede instancabilmente per noi, come ci insegna il Concilio
Vaticano Il che pone la mediazione di Maria in dipendenza di Cristo, Mediatore
unico, necessario e principale. Proprio questo spiegava anche suor Caterina
dicendo che "Maria offre il globo a Dio e a Lui domanda le grazie".
Tutto infatti, per le mani di Maria, viene da Lui, fonte della nostra salvezza.
La Madonna del Globo è nell'atteggiamento dell'offerta e della preghiera:
offre il mondo e prega per il mondo, offre a Dio ognuno di noi e prega per
ognuno di noi, per i malati, per i poveri, per i peccatori, per ogni famiglia,
per ogni comunità, e specialmente per ogni suo figlio, per ogni sua figlia
che accoglie con fede e riconoscenza il dono della sua Medaglia, facendone anche
un mezzo di apostolato mariano. La Madonna del Globo prega il Signore per ogni
nostro bisogno, offre a Lui le nostre sofferenze, i nostri dolori, le nostre
pene e sacrifici, an che quelli piccoli e nascosti che formano ogni giorno
il martirio del cuore. Maria prega ed ottiene per i suoi figli grazie di
guarigione, conversione, riappacificazione, consolazione, santificazione.
Rimaniamo, come bambini, fra le braccia di questa dolce Madre, affidiamo alla
sua cura la nostra anima, fidiamoci di Lei, mettiamoci senza indugio, sempre
di nuovo, nelle sue mani. Lasciamo stare perciò le esagerate preoccupazioni
per la salute, il lavoro, l'andamento della vita. Anche la nostra crescita
spirituale affidiamola a lei e lasciamoci portare, vivendo nella pace e nella serenità,
nella gioia di sentirci amati, ogni attimo del nostro cammino sulla terra, verso
il Cielo.
Impegno: Rinnoviamo o
facciamo la nostra Consacrazione a Maria (in fondo al
libro),
in Chiesa, davanti a Gesù.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
24.
LA MEDAGLIA E IL ROSARIO

Le apparizioni a Santa Caterina contengono molti
insegnamenti, non solo dal punto di vista dottrinale, ma anche per quanto
rignarda la vita cristiana. Ogni volta che la Vergine appare, mostra una
grande preoccupazione nel ricordare la legge di Dio e le indicazioni della
Chiesa. Attraverso la Medaglia Maria vuole in particolar modo richiamare il
mondo alla preghiera. E questo non meraviglia se si considera il posto
preminente che la preghiera ha nella vita della Chiesa. Paolo VI ha detto: "Scopo
della Chiesa è di insegnare a pregare. Essa ricorda ai fedeli l'obbligo
dell'orazione, essa sveglia in essi l'attitudine e il bisogno di pregare, essa
fa della preghiera il "grande mezzo" della salvezza e nello stesso
tempo la proclama il fine sommo e prossimo della vera religione". Non
è un caso che, tra le apparizioni mariane del XIX e del XX secolo, riconosciute
dalla Chiesa, solo quelle di Rue du Bac si sono svolte in una chiesa, in una
casa in cui la preghiera aveva un grande posto nella formazione e nella vita di
chi l'abitava e, ad eccezione della prima, tutte ebbero luogo mentre la
Comunità delle suore era raccolta in preghiera, durante la meditazione della
sera. Anche la Madonna è apparsa in atteggiamento di preghiera, di mediazione
tra suo Figlio e i suoi figli, tutti gli uomini, e ha voluto insegnare ad ognuno
una breve, potente preghiera. Perciò la Medaglia non è un portafortuna da
tenere addosso superstiziosamente, per averne protezione e vantaggi. La
Medaglia non può essere separata dalla preghiera, ma anzi, deve suggerirla e
deve ricordarne la necessità, per ottenere le grazie che la Vergine ha promesso
a tutti coloro che si rivolgono a Lei con fiducia. E se chi la riceve la
Medaglia, non riesce ancora a pregare, non ha ancora fede, è lontano e bisognoso
di conversione e di guarigione, allora più intensa deve essere la preghiera di
chi la dona. Una preghiera particolarmente cara a Maria, molto raccomandata da
Santa Caterina Labouré, èquella del Santo Rosario. P. Gasnier scrive che gli
anelli portati dalla Vergine sono il segno dei misteri del Rosario: "Un
modo tanto eloquente per dire che la preghiera da rivolgerle, la sua preghiera,
è il Rosario. Più
di ogni altra preghiera, il Rosario fa scaturire dalle sue mani torrenti di
grazie sulle nostre anime". E nelle altre apparizioni la Madonna è ritornata su questo argomento con sempre più grande
precisione e insistenza. Il richiamo èstato particolarmente solenne a Fatima
dove lei ha mostrato di considerare il Rosario il più grande rimedio ai mali
del nostro tempo. Alle consorelle che le chiedevano di dire ancora una parola
sulla Madonna, prima di morire, suor Caterina disse semplicemente così:
“Raccomandate soprattutto che si reciti bene il Santo Rosario”.
Impegno: Seguendo la
raccomandazione di Santa Caterina, recitiamo oggi, e promettiamo di recitarlo bene
ogni giorno, il Santo Rosario.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
25.
LA MEDAGLIA E L'EUCARESTIA

Un altro insegnamento che risulta evidente nelle
apparizioni della Madonna della Medaglia Miracolosa è quello dell'importanza e
del grande valore dell' Eucarestia. Ad essa la Vergine orienta suor Caterina e,
tramite lei, ognuno di noi. È all'Eucarestia che Maria vuole attrarre le anime
che si volgono a lei e da lei si lasciano guidare. Nella prima e nella terza
apparizione la Madonna appare accanto all'altare e, davanti al Tabernacolo, si
inchina in adorazione. Poi raccomanda a suor Caterina di andare ai piedi
dell'altare, che indicava con la mano sinistra e là effondere il suo cuore. Là
avrebbe ricevuto tutte le consolazioni di cui avrebbe avuto bisogno. La
Vergine dice ancora: "Venite ai piedi di questo altare: qui le grazie
saranno sparse su tutte le persone che le chiederanno con fiducia, saranno
sparse sui piccoli e sui grandi". Santa Caterina, fin dall'infanzia, amava
in modo tutto speciale l'Eucarestia e la sua devozione deve stimolare tutti i
devoti della Madonna della Medaglia Miracolosa a seguire il suo invito e a diventare
sempre più "anime eucaristiche", spiritualmente unite a Gesù e
pronte ad adorarlo vicino al Tabernacolo dove resta sempre ad attenderci, per
colmarci di Lui. Quel "Venite ai piedi di questo altare..." della
Madre, fa eco alle parole del Figlio: "Venite a me, voi tutti che siete
affaticati e oppressi ed io vi ristorerò". Rispondiamo a questo invito,
con gioia. Andiamo a Gesù, dono di Maria al mondo. Andiamo ad adorare Gesù con
Lei. Lasciamo che ci insegni e ci parli delle sue meditazioni e delle sue
adorazioni a Nazaret, a Betlemme, sul Calvario, nel Cenacolo e in ogni angolo
della terra, vicino ad ogni Tabernacolo. Andiamo a ringraziare Gesù con Lei,
per averci dato se stesso e sua Madre. Andiamo da Gesù, con lei, in spirito di
riparazione per l'abbandono, l'indifferenza, la freddezza e anche il disprezzo
nel quale è spesso lasciata l'Eucarestia. Andiamo a Gesù con lei per domandare
la grazia della fede, della speranza e della carità e il resto ci sarà dato in
sovrappiù. La fonte delle grazie è sempre una sola: Gesù. Anche pregando
Maria è Gesù che preghiamo, perchè la Madre ci porta a suo Figlio e
intercede per noi presso di Lui, sempre. Il dono di Maria, la Medaglia
Miracolosa, porti nel mondo un risveglio di fede e riporti ogni uomo
all'adorazione, alla riparazione e all'offerta a Gesù Eucaristico. È accanto
a Gesù che la Vergine ci vuole portare, prendendoci per mano.
Impegno: Oggi, o appena
possibile, facciamo un'ora di adorazione a Gesù presente nell'Eucarestia e dedichiamoci
a servire con particolare amore chi ha bisogno, andiamo a trovare chi è malato,
chi è solo, perché Gesù è presente anche lì.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
26.
LA
MEDAGLIA E IL DEMONIO

In questo inesauribile piccolo "libro" della
Madonna che è la Medaglia Miracolosa, troviamo anche una semplice, ma magnifica
lezione "teorico-pratica" sulla tentazione. Maria si presenta a noi
nell'atto di trionfare sulla tentazione e sul male: sotto i suoi piedi c'è il
serpente, simbolo e sorgente dei nostri peccati, delle nostre ribellioni, dei
nostri no a Dio. La tentazione è una prova e, in questo senso può essere
permessa da Dio. Alcune volte, poi, è Lui stesso che ci mette alla prova. Come
un orefice prova i suoi metalli preziosi col fuoco per saggiarne l'autenticità,
così Dio prova la fedeltà dei suoi figli e le loro virtù anche con le
sofferenze, per renderli più forti e per dare a loro una ricompensa ancora più
grande, una gioia infinita che ripaga di ogni pena. Ma, comunemente, tentazione
è un invito alla violazione delle leggi di Dio, è un richiamo a far
trionfare l'uomo vecchio con tutte le sue esigenze, a far emergere i lati
peggiori dell'essere, che si oppongono alla volontà di Dio, la sola buona per
noi. In questo senso la tentazione non viene da Dio, ma da colui che da sempre
lo odia e odia anche noi, volendoci accomunare a sé nel rifiuto e nel distacco
eterno dal nostro Padre celeste, fonte di ogni vera felicità. Dio perciò non
può volere queste tentazioni, ma le permette non facendoci mancare mai il suo
aiuto e sapendone ricavare un bene per noi, a lode della sua gloria. La Madonna
della Medaglia Miracolosa ci viene vicino e ci suggerisce i mezzi per vincere le tentazioni.
1)
Evitare
le occasioni. La prudenza è una virtù che è stata praticata anche da Maria.
Lei, che poggia i piedi sulla terra, schiaccia il serpente perché è ancorata
a Dio: nell'apparire come la Madonna del Globo, Maria volge gli occhi e le mani
al Cielo.
2)
Meditare
i dolori di Gesù e Maria, simboleggiati dalla Croce e dai due Cuori nel retro
della Medaglia.
3)
Avere un
grande amore e una grande devozione all'Eucarestia, comunicandosi spesso, cosa
che presuppone anche la confessione frequente.
4)
Seguire
la guida di un confessore che possibilmente sia sempre lo stesso. Questo ha
raccomandato la Vergine anche a suor Caterina nella prima apparizione,
insegnandole ad aver fiducia e a confidare tutto al suo confessore.
5)
Ripetere spesso, specialmente nei momenti di più forte tentazione, la
giaculatoria che Lei stessa ci ha insegnato, chiedendole, di aiutarci a
vincere, ad ogni costo, per essere suoi veri figli e per dar gloria al
Signore. Il solo pensiero di Maria, facilitato dalla Medaglia, è uno dei
mezzi più efficaci contro la tentazione. Fra i raggi che partono dalle sue dita ci sono anche
quelli che simboleggiano la grazia che Dio ha posto nelle Sue mani per aiutarci
a vincere le tentazioni. Ma dobbiamo domandarla, questa grazia, perché scenda
efficace sulle nostre anime! Non chiediamo solo ciò che si vede e che si tocca.
Ma, se vogliamo sempre più svincolarci dal serpente e resistere alle sue
seduzioni, è necessario fare un passo avanti: dobbiamo gettarci fra le
braccia di Maria, dobbiamo stringerci al suo Cuore: là il serpente non potrà
mai raggiungerci. La
consacrazione realizza questa speciale unione con lei. Questo
è il significato
del globo che la Vergine tiene fra le mani, come una madre che stringe a sé e
offre a Dio il suo bambino, per difenderlo dal pericolo. E se la tentazione dura
e la lotta si fa più difficile, guardiamo il Cielo dove Maria ci aspetta: le
stelle rappresentano il Cielo aperto, il Paradiso; là il Signore ci ha
preparato un posto e là Maria ci vuol portare. San Francesco diceva:
"Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto". Come
l'Immacolata, teniamo anche noi gli occhi fissi al Cielo, senza dimenticare la
terra nella quale dobbiamo dare testimonianza di vita cristiana, di generosità
e di perdono; guardiamo a Lei che ci incoraggia, che ci sostiene nei nostri
sforzi e ci premia per le nostre vittorie unendoci sempre più intimamente al
suo Figlio Gesù.
Impegno: Sotto lo sguardo
di Maria, guardiamo alla nostra vita, alle nostre scelte, ai piccoli e grandi
"no" che per debolezza o per egoismo diciamo a Dio e proponiamoci di
fare al più presto una buona confessione.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
27.
LA MEDAGLIA E LA CONSACRAZIONE A MARIA

Il giorno 27 di ogni mese, e in particolare quello del
mese di novembre, è dedicato in. modo speciale alla Madonna della Medaglia
Miracolosa. Non c'è quindi momento migliore di questo per approfondire ciò
che rappresenta l'ultimo gradino, la meta più elevata della nostra devozione, la parte
essenziale del Messaggio di Rue du Bac: la Consacrazione. È
questa la realizzazione del desiderio della Vergine apparsa come la Madonna
del Globo, tenendo fra le mani, per offrirla a Dio, "ogni anima in
particolare". La Consacrazione a Maria ci unisce più strettamente a lei,
è il segno che le apparteniamo totalmente per trovare in Lei la nostra pace e
la nostra gioia. Chi non vuole consacrarsi a Maria resta ai suoi piedi, quasi
avesse paura di gettarsi fra le sue braccia, di abbandonarsi a lei, come invece
faceva il piccolo Gesù, perchè Maria possa fare di noi ciò che più le piace,
per il maggior bene nostro, di coloro che più ci stanno a cuore e di tutti.
Ma in cosa consiste la Consacrazione? Il p. Crapez, riprendendo i temi
fondamentali della dottrina di San Luigi Maria di Montfort, spiega: "La
Consacrazione è un atto che costituisce uno stato. Determina, cioè, un modo di
vivere. L'atto di Consacrazione impegna al servizio di Maria, all'imitazione
delle sue virtù, specialmeute di quella della purezza, dell'umiltà profonda,
dell'obbedienza gioiosa alla Volontà di Dio, della sua perfetta carità".
Consacrarsi a Maria è sceglierla per Madre, Patrona e Avvocata. È
voler lavorare
per lei, per i suoi progetti, è voler far sì che tanti la conoscano e la amino
di più. Il Montfort dedica tutta la prima parte del suo Trattato della Vera
Devozione a spiegare quanto sia importante appartenere a Maria. E questo perchè
Dio ha voluto che Maria avesse una parte essenziale nell'opera della Redenzione.
Per questo Egli vuole che abbia una parte altrettanto importante nell'opera
della nostra santificazione. Questa unione inseparabile e questa collaborazione
di Maria con Gesù è mostrata sulla Medaglia dalla Croce posta sulla M e dai
due Cuori. Per questo, dobiamo rivolgerci a Gesù per Maria, a loro dobbiamo
amore, riconoscenza, obbedienza. La Consacrazione è tutto questo insieme: è l'atto d'amore più
perfetto, il più bel segno di gratitudine, il più completo abbandono alla
Mediazione di Maria. Ma il fine ultimo della devozione a Maria, nell'espressione più alta
che è la Consacrazione, è sempre Gesù. Porta a Lui. Maria non tiene nulla
per sé, volge il suo sguardo a Dio, tende solo a Lui e, anche quando si
sofferma a guardare se stessa, lo fa solo per magnificare Colui che in lei ha
operato grandi cose. E non solo Maria guarda a Dio, ma è piena di Dio! Essa non
vuole essere che un piedistallo, un trono, un ostensorio di Cristo. Maria non
aspira ad altro che a far regnare Gesù nel nostro cuore, nella nostra vita.
Questo lo sapeva Gesù, lo sapeva che avevamo bisogno di questa Madre per
camminare verso di Lui e per questo ce ne ha fatto dono dalla Croce.
Consacrandoci a Maria facciamo felice Gesù e facendo felice Gesù, facciamo
felice Maria: e in tutta questa gioia celeste noi sperimentiamo un anticipo di
Cielo!
Impegno:
Rinnoviamo con particolare amore e riconoscenza la nostra
consacrazione. Facciamola con tutto il cuore a parole nostre o seguendo la
formula di San Luigi Maria di Montfort.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
28.
LA
MEDAGLIA E LA DEVOZIONE A CRISTO

Maria tende sempre a Dio, noi siamo tenacemente
legati alla terra. E allora non c'è altro rimedio che quello indicatoci da Gesù:
"Rinunciate a voi stessi...". Con Maria mettiamo sotto i piedi tutto
ciò che ci allontana da Dio, che rischia di diventare un idolo per noi;
stacchiamoci da ciò che ci lega e ci impedisce di guardare in alto. Combattiamo
il nostro egoismo, il nostro orgoglio, la nostra durezza di cuore. Non è
facile. Il Montfort però ci dice di conoscere un Segreto per rendere meno duro
e più breve questo cammino verso il Signore, per facilitarci il difficile
compito di svestirci dell'uomo vecchio per essere pronti a "nascere di
nuovo". E il Segreto è questo: mettersi nelle mani di Maria, la via
facile" che ci porta a Dio. Questo è anche l'insegnamento più profondo
della Vergine a Santa Caterina Labouré e, tramite lei, a tutti noi. Maria si
presenta come nostra Mediatrice presso l'unico Mediatore che è Gesù e questo
non perché Gesù non sia infinitamente misericordioso verso di noi, non perché
non ci ascolti o perché ci guardi con severità. No, è perché siamo noi ad
aver bisogno di chi ci insegni ad aver fiducia in Lui, a non scoraggiarci
nelle nostre cadute, a non vergognarci delle nostre miserie. È
strano, ma la
verità rivelataci da Dio più difficile da comprendere, non è la sua giustizia,
ma la sua bontà. E allora la Madonna non si stanca di venire sulla terra per insegnarci a credere
nell'amore di Dio che tutto comprende e tutto perdona. Gesù ha voluto lasciarci Maria come Madre proprio per
darci una prova del suo tenero amore per noi. Del resto è Gesù stesso che
vuole che andiamo a Lui per mezzo di Maria, così come Lui è venuto a noi per
questa stessa via. Inoltre noi portiamo un grande tesoro in vasi di argilla.
Siamo deboli, incostanti, spesso le passioni ci travolgono e ogni giorno
rischiamo di cadere nell'agguato del demonio che "come leone ruggente va in
giro cercando chi divorare Chi può salvarci da lui, chi può unirci così fortemente
a Gesù da renderci partecipi della sua vittoria sul male? Maria, sì, la
Mamma che Gesù ci ha donato, proprio per questo. La sola vista della Medaglia,
monumento della sua sconfitta che, umi liato, lo vede rappresentato sotto i
piedi della Donna vestita di sole, mette in fuga il demonio. Perciò ringraziamo
lo Spirito Santo per averci ispirato di consacrarci a Maria e ringraziamo Maria
per averci accolti come suoi figli, prendendosi cura di noi in tutto, da ora e
fino a quando, nell'eternità, godremo per sempre accanto a Lei, 'la visione
della SS. Trinità.
Impegno: Proponiamoci di
fare tutto, da ora in poi, con Maria, in Maria, per Maria e, tramite lei, per
Gesù.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
QUINTA
PARTE
L'APOSTOLATO
DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
29.
CHE
COS'È LA MEDAGLIA MIRACOLOSA?
Che cos 'è la Medaglia Miracolosa? La Medaglia
è la riproduzione dell'immagine di Maria così come si mostrò a Santa Caterina
Labouré. È il
memoriale delle sue Apparizioni e,' un potente strumento della Misericordia di
Maria è un segno
sensibile, un
sacramentale, che
risveglia in noi la fede, la speranza e la carità, predisponendoci a ricevere
tutte le grazie che Maria vuole riversare su di noi. La Medaglia Miracolosa è un
distintivo di amore e di onore per
tutti coloro che hanno scelto Maria per Madre, è
un invito a farci modellare da lei secondo
l'immagine di suo Figlio Gesù. La Medaglia è un sicuro pegno di protezione: chi
la porterà sarà sotto la specialissima protezione della Madre di Dio. Una
protezione forte, fondata sulla potenza di Dio, una protezione continua, per
l'anima e per il corpo, per tutti e per sempre. La Medaglia è il "libro" della nostra Maestra. Maria
vuole che "leggiamo" e meditiamo le verità e le promesse scritte in
questo suo "libro" ideato da lei, capolavoro del suo amore per noi e
della sua sapienza. Tutto è una mirabile sintesi delle verità più grandi
della fede: la tragedia della caduta, il trionfo della Redenzione, lo splendore
della vittoria finale. Maria si mostra come l'Immacolata, la Corredentrice,
l'Assunta, la Mediatrice, la Regina e la Madre di ognuno di noi. La
Medaglia è
il "catechismo" di
Maria: leggiamolo,
meditiamolo, viviamolo. La Medaglia è uno scudo sicuro e impenetrabile sotto
cui rifugiarci nei momenti tristi, nei momenti bui, nel tempo del pericolo e del
dolore. Ci protegge dalle tentazioni, ci fortifica nella lotta contro il peccato,
ci ripara dagli assalti del demonio che in tanti modi cerca di farci cadere e di
allontanarci da Dio. La Medaglia è una sorgente di grazie. La
Madonna si è
mostrata con le mani aperte verso di noi, nell'atto di offrirci il suo aiuto e
di versare su di noi e sul mondo ogni bene spirituale e materiale che serva alla
salvezza delle anime. Maria gode nel darci le sue grazie e soffre quando, per la
nostra indifferenza , la nostra mancanza di preghiera e il nostro rifiuto, non
riesce a ricolmarci di bene. La Medaglia è una calamita di grazie celesti, è un parafulmine
contro il male. Tanti, portandola anche a loro insaputa, devono ad essa la salvezza del
corpo e dell'anima. Quanti invocano la Madonna della Medaglia Miracolosa con
fede, vivendo in grazia di Dio, ricevono da lei guarigioni, conversioni,
progressi nella vita spirituale e grandi miracoli. La Medaglia è una
chiave che ci
apre il Cuore di Maria, il Cuore di Gesù, il cuore degli uomini e le Porte del
Cielo. La Medaglia è l'amo
con cui Maria
pesca anche i cuori più induriti dal peccato, i cuori più chiusi e ostinati ed
è anche l'amo che Lei mette nelle nostre mani per ricondurre a Lei e, tramite
Lei, a Gesù i nostri fratelli lontani. La Medaglia è un
seme di bene e di salvezza, è
un dono di
Dio. La
Madonna ce l'ha portata e noi siamo chiamati a seminarla dappertutto, con fede e
con gioia.
Impegno: Valorizziamo il
dono della Medaglia? Cerchiamo di fare un "piano di semina" vedendo a
chi vogliamo donarla e in quali ambienti è bene cominciare a farne una larga
difusione.
Ave Maria…
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
30.
DIFFONDIAMO
LA MEDAGLIA MIRACOLOSA
La
Medaglia Miracolosa non è certamente un amuleto, un talismano magico, non è un
superstizioso porta fortuna di cui si premuniscono quelli che, lontani dalla
fede, non si impegnano in una solida vita cristiana e credono così di
attirare su di sé la buona sorte. Chi, con la Medaglia, credesse volutamente
di proteggersi dai pericoli e di ottenere l'aiuto di Dio senza convertirsi,
continuando una vita lontana dai sacramenti e senza preghiera, profanerebbe
questo dono e farebbe una grave offesa a Maria. Il mondo si scandalizza del modo
di fare di Dio che, questa volta come sempre, vuole compiere le sue più grandi
meraviglie con i mezzi più umili e più semplici. Un pezzo di metallo, più o
meno prezioso, come può avere tutta la potenza che gli si attribuisce? È
vero, non è la Medaglia in sè ad essere Miracolosa (pensarlo sarebbe
superstizioso e pagano, non cristiano), ma un grande potere ce l'ha la fede di
chi la accetta, la accoglie, la dona, confidando nell'aiuto di Maria, nel suo
amore di Madre e nella potenza di cui il Signore l'ha rivestita. Il valore di
quel po' di metallo che riproduce l'immagine della Madonna dipende dalla volontà
espressa di Maria: è Lei che ha voluto farne uno strumento di grazie. Il valore
della Medaglia dipende dalla sua formale e solenne promessa di accordare, per
suo mezzo, tutte le grazie che le sono richieste con fiducia. La Madre di Dio
potrà venir meno alla sua parola? L'uomo più sincero in certi casi può essere
nell'impossibilità di mantenere la parola, ma questo non potrà mai accadere
a Colei che ha a disposizione l'Onnipotenza stessa di Dio. Perciò fidiamoci di
Lei e donando la Medaglia, suppliamo con la nostra fede e con la nostra
preghiera a quella di coloro che non credono ancora, che sono indifferenti,
critici verso la religione, che sembrano non sentire la nostalgia di Dio:
Maria farà grandi cose anche per loro, siamone certi! Per quanto ci riguarda
abbiamo dei doveri verso Maria che ci ha portato questo suo dono prezioso:
riceviamo la Medaglia con fede: ci viene dal Cielo; con riconoscenza: è tanto
preziosa! con amore: è il ricordo della Madre. Portiamola con devozione: èbenedetta
e raccomandata dalla Chiesa. Baciamola con affetto: è l'immagine Mella mamma
Celeste. Riponiamo tanta fiducia in questo dono: è la Medaglia Miracolosa!
Diffondiamola largamente: questo è il desiderio della Madonna e Santa Caterina
Labouré, quando le fu presentata la prima Medaglia, disse: "Ora bisogna
diffonderla!" Questo è l'invito che, oggi, la Santa fa anche a noi e noi
ac cogliamolo e sperimenteremo in che modo Maria sa ricompensare gli apostoli
di questa devozione che le è così cara! Seminiamo ovunque la Medaglia
Miracolosa, diamola a tutti, ai nostri familiari prima di tutto. Diamola ai
bambini, ai giovani, agli adulti, agli anziani, ai malati, a chi è lontano
dalla fede. Diffondiamola nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali, nelle
carceri, nei negozi e negli uffici. Offriamola negli Istituti, nelle Comunità,
nei Conventi, nei Monasteri, nelle Parrocchie, nei Gruppi ecclesiali. Poniamola
nelle case, seminiamola nei luoghi pericolosi, portiamola dappertutto,
sempre: è Maria che lo vuole per salvarci e per farci felici!
Impegno: Procuriamoci
Medaglie Miracolose, foglietti e libri che ne illustrano il Messaggio e
facciamone una larga diffusione.
Ave Marta...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
31.
OH, SE NOI CONOSCESSIMO IL DONO DI MARIA!
Concludiamo queste meditazioni sul Messaggio della
Madonna della Medaglia Miracolosa con una esortazione all'apostolato, scritta
proprio da p. Aladel, confessore di Santa Caterina e primo promotore della
coniazione e della diffusione della Medaglia in tutto il mondo. Le sue parole
sentiamo-le rivolte ad ognuno di noi: "Oh, cresca e si estenda sempre più
il culto di Maria concepita senza peccato, questo culto così dolce, così
adatto a far discendere sulla terra le benedizioni del Cielo! Oh, se noi
conoscessimo il dono di Maria, se comprendessimo il suo grande amore per
noi! Portate la Medaglia Miracolosa! Portatela voi bambini, questa cara Medaglia, questo dolce ricordo della più
tenera fra le Madri. Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: "O
Maria concepita...". Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i
vostri primi passi e di conservarvi nell'innocenza. Portatela
voi giovani e
ripetete spesso fra i tanti pericoli che vi circondano: "O Maria concepita...".
Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo. Portatela
voi padri e madri
di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi e sulle vostre famiglie
abbondanti benedizioni. Portatela
voi, anziani e malati. Soccorso
dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto per santificare i vostri
dolori e per consolare i vostri giorni. Portatela voi, anime consacrate a Dio e non
stancatevi di dire: "O
Maria
concepita...". Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare
nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti che devo- no essere le delizie
dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell'Agnello. E
voi pure peccatori
anche se foste piombati nell'abisso delle più grandi miserie, anche se la disperazione
si fosse impadronita dell'anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del
Mare: vi resta la compassione di Maria. Prendete la Medaglia e gridate dal
profondo del vostro cuore: "O Maria concepita...". Rifugio dei
peccatori, Ella vi tirerà fuori dall'abisso nel quale siete caduti e vi
ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene". Seminiamo la
Medaglia con fede nella sua origine divina e con fiducia nella sua miracolosa
potenza. Seminiamola con coraggio e con costanza senza rispetto umano, senza
stancarci mai. La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro
regalo preferito, il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero, per
tutti.
Impegno: Recitiamo con
fede la Supplica alla Madonna della Medaglia Miracolosa.
Ave Maria...
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te.
La serva di Dio Madre M. Costanza Zauli (1886-1954) fondatrice delle
Ancelle Adoratrici del SS. Sacramento di Bologna, ebbe l’ispirazione di
praticare e diffondere la devozione dei dodici privilegi di Maria Santissima,
fin dal 1924, durante un periodo di grandi sofferenze fisiche e morali. Scrive a
proposito, nel suo diario (30-06-1939): “In quella benedetta visita, la SS
Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla
conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore: farne il ricordo,
meditandoli mentalmente e recitando ad ognuno un’Ave Maria e la seguente
preghiera di lode: Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie
concesse alla Vergine Maria”.
1°
PRIVILEGIO: Predestinazione di Maria.
“Quando non
esistevano gli abissi, io fui generata” . (Prv 8,24).
“Quando non c’erano ancora gli abissi, la Madre
di Dio già esisteva nella mente del Creatore”. (Prv 8,24).
Contemplazione: Il Divin
Padre, dall’eternità ideava la sua opera creatrice, ammirando la perfezione
che avrebbe impressa nelle sue creature, e si compiaceva del capolavoro sommo,
della gemma più preziosa, vagheggiando nel suo pensiero la Madre che avrebbe
preparato al suo Figlio.
Invocazione: O Gloria
della Trinità Santissima: aiutami ad accogliere e a portare a compimento il
disegno d’amore che il Padre ha su di me. Ave
Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
2°
PRIVILEGIO: L’Immacolata concezione di Maria.
“Io porrò inimicizia tra te e la donna”. (Gn
3,15).
“Nel giardino di Eden Iddio annuncia il futuro
Redentore che, con la Madre, calcherà la testa al serpente”. (Gn
3,15).
Contemplazione:
I primissimi chiarori dell’alba della Redenzione,
dopo la promessa fatta nell’Eden, eccoli nell’immacolato concepimento di
Maria. Al primo apparire della stella del mattino, l’umanità cominciò a
godere le primizie della riconciliazione con Dio, poiché la cortina di
separazione da lui, in forza del primo palpito della Creaturina eletta, si
strappò, lasciando traboccare dall’alto la misericordia dell’Altissimo.
Invocazione: O piena di
grazia: sii la mia forza per vincere il peccato e crescere in sapienza e grazia.
Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
3°
PRIVILEGIO: La perfetta conformità di Maria al volere di Dio.
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto”. (Lc 1,38).
“La scala di Giacobbe, che unisce la terra al
cielo, può raffigurare la volontà di Maria legata amorevolmente al Signore”.
(Gv
3,15).
Contemplazione: L’anima di
Maria era un vero paradiso di delizia per il Figlio e il più bell’ornamento
di gloria per la SS. Trinità. Ella sapeva innalzarsi nelle limpide regioni
della fede ove vedeva il suo Dio e adorava la sua volontà santissima
ripetendogli il “fiat” di una dedizione piena e perfetta.
Invocazione: Madre della
Fede: fa che io sia pronto e gioioso nei miei Si quotidiani alla santa volontà
del Padre. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
4° PRIVILEGIO: L’eminente Santità di
Maria.
“Senza macchia né ruga… ma Santa e
Immacolata”. (Ef
5,27 b).
“La casa fondata sulla roccia”. (Mt
7,25).
Contemplazione: La santità
della Madonna è tutta un tessuto d’oro sulla semplice trama della perfetta
fedeltà ai suoi doveri e nello stato di vita più semplice e comune, quali si
presta ad essere imitata.
Invocazione: O modello di
santità: salvami dall’ipocrisia della virtù apparente, insegnami umiltà,
amore, preghiera profonda. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
5° PRIVILEGIO: L’annunciazione.
“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te”.
(Lc
1,28).
“La nube, segno della presenza di Dio”. (1
Re 8,10).
Contemplazione: Maria, nel
momento in cui venne annunziata all’Arcangelo, era assorta nella preghiera.
La sua anima diede tre splendori: adorazione – amore – dedizione, così
perfetti ed elevati da attrarre le compiacenze di Dio, che di quella
meravigliosa Creatura formò la Sede dell’Eterna Sapienza.
Invocazione: O Eletta fra
le donne: donami la semplicità del tuo cuore, la tua generosità, la tua
fiducia incrollabile nella Parola del Signore. Ave
Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
6° PRIVILEGIO: La maternità divina di
Maria.
“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo
chiamerai Gesù”. (Lc 1,31).
“Il tronco di Jesse che fiorisce”. (Is
11,1).
Contemplazione: Nel gran
momento in cui il Verbo si vestì di carne in Maria, la sua anima benedetta e
tutto l’essere suo rimasero adombrati dallo Spirito Santo che la consacrava
Madre di Dio. Quale estasi fu la sua! La felicità del Padre la compenetrava e
si arricchiva della sua gioia materna.
Invocazione: O Madre del
Verbo: disponimi ad accogliere i doni dello Spirito Santo, affinché io diventi
conforme a Gesù e figlio ubbidiente della Chiesa. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
7° PRIVILEGIO: La verginità perfetta di
Maria.
“Come avverrà questo? Non conosco uomo”. (lc
1,35).
“Il giglio tra i cardi”. (Ct
2,2).
Contemplazione: La Vergine
benedetta è la gloria più fulgida delle creature, che ha straordinariamente
nobilitato innalzando per prima il candido vessillo della verginità. Le anime
che a lei si affidano imitandola, possono divenire a loro volta templi vivi di
Dio. Invocazione:
Sei Madre e sei vergine, o Maria: a Dio nulla è impossibile. Trasfigura la mia
anima e il mio corpo con la tua dolce e candida luce. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
8° PRIVILEGIO: Il martirio del cuore.
“Stava presso la Croce la Madre di Gesù”. (Gv
19,25).
“Il cuore trafitto di Maria”. (Lc
2,35).
Contemplazione: Maria per la
forza e la delicatezza dell’amore materno, precedeva i passi di Gesù,
tenendosi in una perfetta dedizione a tutte le disposizioni del Padre in ordine
al compimento dell’opera redentivi, perfino a donarsi senza riserve insieme a
Lui, immedesimata agli stessi palpiti del suo cuore in maniera da formare una
sola vittima di espiazione.
Invocazione: Nel dolore
mi hai generato, Regina dei martiri. Sostieni la mia incostanza nel perseverare
e insegnami a consolare chi soffre. Ave
Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
9°
PRIVILEGIO: Il gaudio di Maria alla resurrezione e ascensione di Gesù.
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. (Lc
1,46). “L’incensiere d’oro (Ap
8,3) fra i due simboli: il Cero per la
resurrezione e il Monogramma di Cristo sulla nube, per l’ascensione”.
Contemplazione: Gesù riversò
con radiosa pienezza il suo gaudio in Maria nel momento della resurrezione. Per
una Madre come lei, il vedere con i propri occhi l’esaltazione del Figlio che
adorava, la felicità e le ricchezze del Regno del quale entrava in possesso,
era motivo di grande gioia.
Invocazione: Madre di Gesù,
Agnello immolato, sei ora esultante con Lui nella gloria. Portami ad adorare lo
splendore della sua divinità nel dono dell’Eucarestia. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
10°
PRIVILEGIO: L’assunzione in cielo di Maria.
“Oggi l’arca sacra e vivente del Dio vivo ha
trovato il riposo nel tempio del Signore” (1 Cr 16).
“L’arca del Signore portata in trionfo è
simbolo del trasporto in cielo della Tuttasanta”. (1 Cr 15,3).
Contemplazione: Il Padre, il
Figlio e lo Spirito Santo, rapiti di amore per la loro figlia, madre e sposa,
finito il corso della sua vita terrena, la assunsero alla celeste gloria in
anima e corpo, accompagnata dagli angeli osannati, fino alle altezze del trono
di Dio, dal quale ricevette la massima glorificazione.
Invocazione: Non sei
lontana, Donna vestita di sole: sei qui, operante con tenerezza materna, accanto
a ciascuno di noi in cammino verso il cielo. Ave
Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
11°
PRIVILEGIO: La regalità di Maria.
“Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo
padre, e il suo regno non avrà mai fine”. (Lc 1,32-33).
“Il segno della donna vestita di sole” . (Ap
12,1).
Contemplazione: In Cielo
Maria è il Paradiso della Trinità santa, nel quale il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo prendono le loro compiacenze. Di quale potere è insignita questa
gran Regina! E tutto a vantaggio nostro. Quale inestimabile dono ci ha fatto
Iddio dandocela per Madre!
Invocazione: Sei Regina e
sei Ancella: per te e per Gesù regnare non ha significato altro che servire.
Educami, o madre, ad essere regale nel testimoniare verità e giustizia.
Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
12° PRIVILEGIO: La mediazione di Maria e
la potenza della sua
intercessione.
“Chi trova me trova la vita e ottiene favore dal
Signore”. (Prv
8,35).
“Maria riceve la grazia di Gesù e la effonde su
tutte le creature”. (Gv 7,37-38).
“La corona delle dodici stelle richiama i 12
privilegi di Maria Santissima”.
(Ap 12,1).
Contemplazione: Vedo Maria
Santissima davanti all’Altissimo per ottenere la salvezza dei suoi figli
peccatori. Ricevendo tutte le grazie discendenti della Prima Sorgente, fatta dal
Mediatore vera mediatrice, ella trasmette le grazie ai suoi figli e la sua
larghezza nel dare aumenta continuamente le sue ricchezze.
Invocazione: La SS.
Trinità ti ha affidato la missione della maternità universale: io ti accolgo,
come Giovanni, con amore filiale e spontaneo, consacrandomi al tuo Cuore
Immacolato. Ave Maria.
“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS.
Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.
CONSACRAZIONE
ALLA MADONNA
O Maria,
Regina del mondo,
Madre di bontà,
fiduciosi nella tua intercessione,
noi affidiamo a te le nostre anime.
Accompagnaci ogni giorno alla fonte della gioia.
Donaci il Salvatore.
Noi ci consacriamo a te, Regina dell'Amore. Amen.
SUPPLICA
ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
Da
recitarsi alle 17 del 27 del mese ed in ogni urgente necessità.
O
Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire
le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure
che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i
tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a Te
proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da Te prescelti per la
manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a Te, pieni di immensa
gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a Te sì cara, per ringraziarti
del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua Immagine, affinché fosse per noi
attestato d'affetto, e pegno di protezione. Noi, dunque, Ti promettiamo che,
secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza
presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo
il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non
siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore
trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà
palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà
a portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora tua o Maria,
l'ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l'ora
in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e
di prodigi che inondò la terra. Fa, o Madre, che quest'ora, che Ti ricorda la
dolce commozione del tuo Cuore, la quale Ti spinse a venirci a visitare e a
portarci il rimedio di tanti mali, fa che quest'ora sia anche l'ora nostra:
l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei
nostri voti. Tu che hai promesso proprio in quest'ora fortunata che grandi
sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi
benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare
le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te che sei la Madre
nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di
noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che Ti
spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già
Ti sei intenerita sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fa
che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i suoi raggi
benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace nelle nostre famiglie, ci
scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre,
consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o
Maria, che in quest'ora solenne Ti domandiamo la conversione dei peccatori,
particolarmente di quelli che sono a noi più cari. Ricordati che anch'essi
sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio
dei peccatori, affinché, dopo averti tutti amata, invocata e servita sulla
terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Amen! Salve
o Regina, e tre volte: O Maria, concepita ecc.
PREGHIERA
A S. CATERINA LABOURE
O amabile Santa Caterina,
tu che, prediletta fin dall'infanzia dalla Vergine Immacolata, meritasti di essere
da Lei prescelta per portare al mondo il tesoro prezioso della sua Medaglia, ora
che in cielo ti sazi nel contemplare eternamente quel volto di cui fin dalla
terra ti fu concesso di pregustare il sorriso, ottienici che la Vergine SS.
volga anche su di noi gli occhi suoi misericordiosi e spanda i raggi delle sue
grazie sulla Chiesa, sul Sommo Pontefice, sul Clero, su tutti i devoti di
quella Medaglia che possiamo con ragione chiamare anche tua. O fortunata
Privilegiata di Maria, tu ci hai assicurato, in nome di Dio e di Maria, che
grandi grazie sarebbero state concesse a chi le avesse chieste con fiducia:
ecco che noi ora fidenti in questa promessa domandiamo la guarigione degli
infermi, la consolazione degli afflitti, la conversione dei peccatori e specialmente
la grazia che ci sta tanto a cuore: dopo d'aver amato e servito Dio in terra,
possiamo con te essere partecipi della sua gloria lassù in Cielo. Amen. Pater,
Ave, Gloria. Santa Caterina Labouré, prima apostola della Medaglia Miracolosa,
prega per noi.Signore, pietà.
Prega
per noi, Santa Madre di Dio. E saremo degni delle promesse di Cristo.
Per richiesta di materiale potete rivolgervi all'indirizzo:
CENACOLI DI VITA MARIANA PER IL REGNO DI CRISTO -
Villaggio Famiglia Mariana, 12082 FRABOSA SOPRANA (CN) ccp.: 14936125