MESE ALLA SACRA FAMIGLIA

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

(Approvata dal Papa Alessandro VII, 1675)

Gesù, Maria, Giuseppe, che avete com­posto la più casta, la più perfetta, la più Santa Famiglia che ci sia mai stata, per essere il modello di tutte le altre, io (nome) alla presenza della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo e di tutti i Santi e Sante del Paradiso, oggi scelgo voi e i santi Angeli per miei protet­tori, patroni e avvocati e mi dono e consa­cro interamente a voi, facendo un fermo proposito e una forte risoluzione di non abbandonarvi mai né di permettere che sia detta o fatta alcuna cosa contro il vostro onore, per quanto è in mio potere. Vi supplico dunque di ricevermi per vostro servitore, o servo perpetuo; assiste­temi in tutte le mie azioni e non abbando­natemi nell'ora della morte. Amen.

PRIMO GIORNO

Incominciamo questo mese in onore della Santa Famiglia con un pensiero del grande teologo e mistico del XVII secolo Giovanni Gersone, il quale esalta i tre santi Personaggi con queste parole: "O venerabi­le trinità, Gesù, Maria e Giuseppe, con­giunta da armoniosa concordia d'amore, con le nostre lodi esaltiamo il vostro trono di umiltà che risplende a tre livelli, e un così immenso dono di grazia, affinché, per sua intercessione, ci sia concesso di conse­guire una vita di umiltà e poi godere, per sua grazia, della felicità eterna ".

Ci sia permesso contemplare la casa dove abitavano Gesù, Maria e Giuseppe, non solo come una casa di orazione, ma come una dimora celeste, poiché se in cielo abita la beatissima Trinità, in questa celeste casetta è presente pure la sacrosanta Trinità, Gesù, Maria e Giuseppe. La loro quindi era la casa dell'orazione e del lavoro. Se così fosse anche la nostra! Mio Dio, l'esperienza ci dimostra che una vita senza lavoro è una vita disordinata, vuota di meriti, carica di peccati.

O Gesù, Maria e Giuseppe, imprimete bene nella nostra mente che il lavoro è un debito che noi abbiamo verso Dio, debito di ogni creatura anche innocente; per noi, poi, è espiazione di peccati e riparazione di tanto tempo perduto o male impiegato nella nostra vita.

Un'occhiata ai membri della Sacra Famiglia, alla loro abitazione a Nazareth. Che cosa notiamo? La più grande povertà delle cose esteriori, la più eccelsa ricchezza di quelle spirituali.

Dev'essere una gran bella sorte essere poveri se voi, Gesù, Maria e Giuseppe, voleste esserlo in grado estremo dal vostro nascere alla vostra morte! Poveri furono gli Apostoli, poveri tutti i Santi, o furono real­mente poveri, o lo furono di spirito, ma in modo perfetto.

Fate che anche il nostro cuore si apra a queste disposizioni, affinché amiamo davvero per tutta la vita la povertà e atten­diamo a praticare sul serio questa virtù, senza la quale non potremo mai dire di avere uno spirito cristiano.

Esempio

Per onorare la Santa Famiglia bisogna convertirsi sinceramente a Dio e cambiare vita. - Sant'Ignazio di Loyola, deciso a farla finita con il mondo e con le sue super­bie e vanità di prima, si recò in pellegrinag­gio ad un santuario mariano. Appena arriva­to fece una confessione generale, rimase in preghiera una notte intera e poi, ritiratosi in una grotta a fare penitenza, ebbe da Maria Santissima celestiali visioni che lo introdus­sero ben addentro nei segreti della Sacra Famiglia.

Preghiera

O Famiglia Santa, accogliete sin dal primo giorno di questo mese a voi consacrato, il tributo di tutta la nostra vene­razione, di tutto il nostro amore, e fate che, inaugurando il nuovo anno sotto i vostri benedetti auspici, possa esso trascorrere tutto lieto nelle grazie del Signore.

Pratica. Consacrare alla Santa Famiglia il nuovo anno.

Giaculatoria. Siano benedetti in eterno Gesù, Maria e Giuseppe.

 

SECONDO GIORNO

San Francesco di Sales amava molto i tre augusti personaggi che abitavano nella casetta divina tanto da affermare che "rap­presentano il mistero della Santissima e adorabile Trinità. Giuseppe, Gesù e Maria: Trinità meravigliosa e degna di tutti gli onori". Sì, ognuno di loro sono un monte di santità e la divina Provvidenza li unisce per­ché sulle nobili montagne della grazia si ammiri la casa più grande e si goda tutta unita questa Famiglia. Monte di santità e casa di ogni virtù è la Famiglia che il Signore ha scelto per sé.

Immaginiamoci i pasti della Sacra Famiglia, nella casa di Nazareth e nei suoi viaggi. Quanta modestia e povertà! Vi era appena il necessario, ma che aria di Paradiso vi si respirava!

Mio Dio, quanto è deplorevole vedere cristiani e religiosi, chiamati a partecipare del Pane degli Angeli, non pensare che a saziarsi di cibi terreni e in questi riporre le loro sollecitudini ed il loro piacere.

La Santa Famiglia ci preservi da simili disordini e ci doni la grazia di imitare le sue virtù.

L'Evangelista descrive trent'anni di vita del Figlio di Dio in tre brevissime parole: "Ed era loro sottomesso ". Il resto ce lo dice Egli stesso: "Non sono venuto per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato". Preghiamolo che ci faccia conoscere l'eccellenza della virtù dell'ob­bedienza, ce ne ispiri l'amore, ce ne insegni la pratica.

Esempio

Per onorare la Santa Famiglia bisogna pensare seriamente alla propria anima. - Era continua, tenera e devotissima la venerazione con cui San Carlo Borromeo si pro­piziava la Santa Famiglia affinché assisten­dolo in punto di morte, lo rendesse sicuro della sua salvezza eterna. Quanto domandò tanto ottenne; e conoscendo ormai vicino il suo trapasso, ricevuti i Sacramenti e fatto coprire di cenere benedetta un suo cilicio, se lo mise indosso, quindi invocando conti­nuamente Gesù, Giuseppe e Maria, dopo tre ore di agonia, consegnava la sua anima nelle loro sante mani.

Preghiera

O Gesù, o Maria, o Giuseppe riempiteci di zelo per la gloria di Dio, umili in tutto e con tutti e rendeteci liberi, ora e sempre, della santa e vera libertà dei figli di Dio!

Pratica. Non rispondere a chi ci cor­regge o ci offende.

Giaculatoria. A voi gloria in eterno o Gesù, o Giuseppe, o Maria! 

 

TERZO GIORNO

Nella Famiglia di Gesù l'anima si assicu­ra ogni bene. Questa Famiglia è la città di rifugio, il monte del divino beneplacito, la casa deliziosa della divina sapienza, al cui riparo, chi si rifugia, ha la porta aperta.

Quando ci viene proposta la casa di que­sta sacratissima Famiglia, si apre a noi la mensa più deliziosa, che mostra il banchet­to della più grande dolcezza.

Questa Famiglia è tutta celeste e le sue grandezze sono sopra ogni umano intendi­mento. Compongono una città ammirabile, poiché gli abitanti vivono in perfetta unio­ne, e questa Famiglia li unisce con il vinco­lo della carità perfetta: è la città più illustre e gloriosa.

Da Gesù impariamo principalmente l'ob­bedienza. Egli fu obbediente e soggetto a Maria Santissima e a San Giuseppe fino all'età di trent'anni. Se Gesù volle darci un esempio così grande, una lezione così solenne di obbedienza, è segno che questa virtù è di ben grande importanza.

Ora, imitiamo noi Gesù nell'obbedire? Obbediamo così? Oppure pratichiamo l'ob­bedienza in modo tale che anche obbeden­do possiamo dire di aver fatto la nostra volontà? Facciamo pesare il comando a chi è in dovere di darcelo? Abbiamo molto da imparare da tutti e tre i Personaggi che com­pongono la Sacra Famiglia.

Esempio

Per onorare la Santa Famiglia bisogna farla finita con le idee del mondo. - San Giovanni di Dio, nei suoi anni giovani­li, si era purtroppo dato ad una vita monda­na e dissoluta ma, toccato prodigiosamente dalla grazia del Signore cambiò completa­mente il suo tenore di vita: disprezzando il mondo, che lo credeva un pazzo, giunse a un così alto grado di santità da meritarsi che nel momento della morte la Madonna stes­sa gli recasse Gesù Bambino e che gli asciugasse il sudore del volto. Spirò con il crocifisso nelle mani inginocchiato per terra esclamando ad alta voce: "Gesù, Giuseppe e Maria nelle vostre mani racco­mando il mio spirito".

Preghiera

Gesù, Maria e Giuseppe, rendeteci per santa semplicità simile a voi in terra, perchè possiamo con voi entrare beati in cielo. Amen.

Pratica. Guardarsi dal modo di parlare poco sincero.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, salvate l'anima mia.

 

QUARTO GIORNO

Dalla grandezza della Sacra Famiglia si deduce il suo potente dominio. A maggior grandezza, più efficace potere e valore.

È una Famiglia impegnata nel fare il bene e per portarlo a compimento possiede una volontà ferrea. Della volontà amorosa di questa Santa Famiglia nessuno ha mai dubi­tato, poiché tutti conosciamo le finezze del suo amore che opera benefici senza che noi glieli chiediamo. Se era lontanissimo per la mente umana comprendere la grandezza di questa Santa Famiglia, lo stesso si può dire per questo potere di aiuto.

O Santa Famiglia, il cui riparo e patroci­nio la capacità umana non riesce a com­prendere, poiché è più grande di quanto la nostra intelligenza possa immaginare!

Da San Giuseppe dobbiamo imparare specialmente lo spirito interiore, la continua presenza di Dio, l'operosità in vista unica­mente della gloria di Dio.

Da Maria Santissima impariamo il rac­coglimento, il silenzio, la docilità alle divi­ne ispirazioni; Ella osservava attentamente tutto ciò che Gesù faceva e diceva e conser­vava tutto nel suo cuore.

Da Gesù fanciullo impariamo l'obbe­dienza, il rispetto ai Superiori.

Gesù, Maria Santissima, San Giuseppe a Nazareth: ecco i nostri modelli. Da essi dobbiamo imparare ad amare la vita interio­re e nascosta, lo spirito di preghiera e l'ob­bedienza.

Esempio

Per onorare la Santa Famiglia non biso­gna sciupare il tempo e faticare molto per l'eternità. - Santa Giovanna di Chantal, ricca appunto di meriti per l'eternità, si tro­vava alla fine della sua vita e, volgendo il suo pensiero al passato, si sentiva felice di aver speso il suo tempo e le sue fatiche nel procurare al suo Signore anime belle che lo amassero. L'invocazione di quel Gesù, il cui nome aveva impresso con ferro infuocato sul cuore, di Maria e di Giuseppe che tanto amava, fu quaggiù l'ultimo suo respiro e fu il primo palpito della sua vita beata lassù nel cielo.

Preghiera

O Famiglia del Signore vi preghiamo di comporre voi la nostra famiglia e di conce­dere alla nostra società quello spirito di umile sottomissione e di santa obbedienza che soli possono renderci degni del regno dei cieli. Amen.

Pratica. Obbedire a tutti e umiliarsi come i tre santi Personaggi.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, rendete il mio spirito umile e docile.

 

QUINTO GIORNO

Questa Famiglia è la città di rifugio per tutto l'universo; e sotto la sua protezione tutto il mondo è al sicuro. Da questa città nessuno è escluso, ed è tanta la gioia di coloro che in essa si rifugiano, che vivono senza afflizioni né angosce perché il Signore abita, come nel tabernacolo della più grande delizia, nella mistica città che compone questa Santa Famiglia.

Tutte le afflizioni della naturalezza umana furono allontanate con il favore di questa Santa Famiglia. Non c'è alcuno che venga a questa Santa Famiglia bisognoso d'aiuto che non sia prontamente favorito.

A Nazareth vi era pace, tranquillità. Maria Santissima non faceva grandi cose, ma con grande perfezione interiore attende­va alla cura della sua casa.

E noi crediamo di umiliarci a fare i lavo­ri più modesti!

San Giuseppe faticava e lavorava nella sua officina, nel nascondimento, e noi desi­deriamo far conoscere a tutti ciò che faccia­mo!

Gesù che faceva? La volontà di Dio. Ecco il segreto della più alta perfezione, ecco quello che dobbiamo fare anche noi. Che importa il desiderare di far tante cose, cose grandi e luminose? Dobbiamo cercare il nascondimento e l'umiliazione, le azioni più vili, i posti in cui non si è considerati. Qualunque posto per noi dev'essere lo stes­so: quello che ci deve importare è fare la volontà di Dio per mezzo dell'obbedienza.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna detestare il peccato mortale. - Un giorno, dopo venticinque anni di vita scapestrata, San Camillo de Lellis fu così colpito dalla grazia del Signore che, trovandosi per stra­da e non potendo più reggere per l'intima commozione del cuore, si inginocchiò su un sasso e, piangendo e sospirando, chiedeva perdono al suo Signore. E Dio compì in lui l'opera delle sue misericordie e ne fece uno dei più grandi Santi della Chiesa..... Una delle sue più consuete affermazioni era que­sta: «Piuttosto lasciarmi tagliare a pezzi, che commettere un solo peccato, fosse pure veniale avvertito!». Così si meritava di essere tanto caro alla Sacra Famiglia che, più volte, fu visto da San Filippo Neri cir­condato da Angeli allorché suggeriva ai moribondi di invocare Gesù, Giuseppe e Maria.

Preghiera

O Famiglia Santa! Famiglia benedetta! accettate l'offerta che oggi anche noi vi facciamo di tutti noi stessi! Ricevete l'oro della nostra memoria che vuole sempre ricordarsi di voi; l'incenso del nostro intel­letto, che vuole essere sempre fisso in voi; la mirra della nostra volontà sacrificata tutta a voi nel tempo e nell'eternità!

Pratica. Tre profondi inchini o genu­flessioni in spirito d'amore davanti al Bambino Gesù.

Giaculatoria. O Gesù, Maria e Giuseppe, Famiglia tutta di Paradiso, bene­diteci e salvateci!

 

SESTO GIORNO

San Carlo da Sezze contemplando il mistero della Trinità della terra così imma­gina la vita celeste che conduceva in questo esilio: "Nel tempo rimanente che la Santa Famiglia dimorava a Nazareth, attendeva alla preghiera e a giovarsi di quell'oggetto di Dio e uomo del Bambino Gesù, ristretto in pochi panni e posto nella culla".

La Santa Famiglia non era osservata né considerata per nulla, era tutta nascosta e ben poco si parla di quel prezioso tempo in cui Gesù visse a Nazareth nella sua Famiglia.

Gesù faceva tutto secondo la sua età: prima parlava e operava da bambino, poi da fanciullo, poi da giovane e operava con ordine e a tempo debito. Lavorava, pregava, riposava, si ricreava, tutto a tempo debito. Ecco dove sta la perfezione: nell'operare non già secondo la nostra volontà e le nostre inclinazioni, ma come l'obbedienza ci impone. Così tutte le nostre azioni, anche le più umili e ordinarie, diventano meritorie e si possono dire una continua preghiera. Gesù, Maria e Giuseppe saranno dunque i nostri modelli nelle opere esteriori e in tutto, con tali modelli, la vita ci diventerà facile e cara, e la santità sarà certa.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna invocarla spesso in vita e in morte. - Sant'Andrea Avellino pensando spesso alla morte, si sforzava di mantenersi preparato con una vita illibata. Devotissimo di Gesù, Giuseppe e Maria, aveva di continuo i loro nomi sulle labbra e nel cuore. Giunto all'età di ottantotto anni, mentre stava celebrando la Santa Messa, fu colpito da un colpo apo­plettico. Sopravvisse alcune ore e fu visto tremare, contorcersi e piangere: era Satana che, in atteggiamento orribile, lo minaccia­va di volergli portare via l'anima. Le perso­ne che lo circondavano invocarono con gran fede i nomi di Gesù, Maria e Giuseppe e subito quell'anima benedetta si calmò e spirò tranquillamente.

Preghiera

Gesù, Maria e Giuseppe, dolce Famiglia di Dio, vogliamo essere tutti vostri, ora e per l'eternità! Vostri nelle consolazioni e nelle afflizioni; vostri nella salute e nella malattia; vostri in vita e in morte, per esse­re vostri anche nell'eternità beata. Amen.

Pratica. Tre atti di consacrazione di noi stessi al Signore.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, tenetemi sempre in vostra compagnia.

 

SETTIMO GIORNO

Il Figlio di Dio è venuto sulla terra per formarvi una Santa Famiglia ed ha proposto i primi tre membri di questa Famiglia come modello per coloro che dovevano farne parte. Ha proposto se stesso come modello per tutti, uomini e donne, di ogni età e con­dizione, dicendo: vi ho dato l'esempio per­ché facciate quello che mi avete visto fare.

"Oh! Dio quale tenerezza è il pensare che nella sua povera casa il Figlio di Dio vive da servo. Ora va a prendere l'acqua, ora apre o chiude la bottega, ora scopa la stanza, ora raccoglie i frantumi dei legnami per il fuoco, ora fatica nell'aiutare San Giuseppe nei suoi lavori. Gesù fanciullo se ne sta in un paese straniero, sconosciuto e disprezzato, soffrendo umiliazioni e pati­menti per nostro amore.

San Bonaventura va considerando che il viaggio di ritorno a Nazareth di Gesù, Maria e Giuseppe, riuscì più faticoso che non quello della fuga; poichè in quella tene­ra età il fanciullo camminava da solo a piedi ma si fermava più spesso e si riposava per la stanchezza del lungo viaggio.

Quale pena dovette patire il nostro pic­colo Salvatore nelle notti di questo viaggio, nelle quali non gli toccò più per letto il seno di Maria, come fu all'andata, ma la nuda terra; e per cibo non gli toccò più il latte, ma un poco di pane duro, troppo duro per la sua tenera età. Contempliamo e adoriamo con amore tutti questi patimenti di Gesù fan­ciullo" (Sant'Alfonso).

E noi: facciamo la meditazione sulla vita di Gesù, Maria e Giuseppe? Cerchiamo di camminare sulle loro tracce? Da quali segni di rassomiglianza si può riconoscere che apparteniamo a questa Santa Famiglia?

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna avere un santo timore del giudizio di Dio. - Tutto immerso nel pensiero del giudizio di Dio, il grande San Vincenzo Ferreri ne face­va continuo soggetto sia nelle sue medita­zioni che nelle sue prediche, nelle quali raccomandava di mettersi al riparo dai colpi della divina giustizia, specialmente con la devozione alla Sacra Famiglia.

Fu grazie a questa devozione che quando lui stesso, in punto di morte, fu spaventato dalle orribili insinuazioni di Satana, si meritò che venisse la Madonna stessa a consolarlo, a rassicurarlo e a garantirgli certi per lui i trionfi della beata eternità.

Preghiera

Vi lodiamo e vi glorifichiamo, o Famiglia del Signore; e vi supplichiamo di renderci fedeli in tutti i doveri del nostro stato, così da meritarci un aumento continuo di grazie in vita, bella fiducia in morte e gloria eterna in Paradiso. Amen.

Pratica. Recitare le preghiere con grande devozione.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria siate la salvezza mia.

 

OTTAVO GIORNO

Nella Sacra Famiglia il cielo e la terra si incontrano. O santa Casa di Nazareth, san­tuario divino dove tante preghiere del Figlio di Dio vennero innalzate al Padre celeste, ed innumerevoli lacrime furono versate dal­l'amabilissimo Redentore, dalla Vergine Madre e dal Santo Patriarca: sii benedetta per sempre!

Oh! come si dimostrava sempre più caro ed amabile Gesù nella sua giovinezza, nel far conoscere sempre più le belle parti che aveva di essere amato!

Gesù, Maria e Giuseppe hanno trascorso solo pochi anni sulla terra, ma tutti i loro pensieri, tutti i loro affetti, erano rivolti verso il cielo: non cercavano altro che Dio solo in tutte le cose.

E noi, condividiamo il loro distacco per tutto ciò che passa e il loro ardore per i beni eterni?

Pellegrini in questa terra d'esilio, voglia­mo sinceramente seguire le tracce di Gesù, Maria e Giuseppe?

Maria e Giuseppe obbediscono agli ordi­ni dell'imperatore, per penosi che siano, senza lamentarsi, senza cercare di sottrarse­ne. Con la stessa sottomissione accettano il disprezzo dovuto alla loro povertà e si riti­rano umilmente in una povera stalla, senza lasciarsi sfuggire la minima mormorazione. Abbiamo noi la stessa rassegnazione davan­ti alle disposizioni della Provvidenza? Sappiamo sopportare con pazienza gli avvenimenti che ci umiliano e che ci fanno soffrire?

Chi potrà mai temere la morte se in vita è stato devoto di Gesù, Maria e Giuseppe? Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna guardarsi dall'incappare nella perdizione eterna. - Il trovarsi in un carcere duro e penosissimo, carico di catene e con un cer­chio di ferro intorno al collo indusse Gerolamo Emiliani a pensare all'orribile ed irreparabile condizione nella quale si sareb­be trovato se, pieno di peccati com'era, fosse precipitato all'Inferno... Toccato nel­l'anima da un pentimento sincero, ricorse con fiducia a Maria, e per Maria a Gesù e a Giuseppe, che accolsero benignamente le sue suppliche e che miracolosamente lo liberarono sia dall'uno che dall'altro suppli­zio.

Preghiera

Sacra Famiglia... Trinità creata! Noi vi ammiriamo, vi lodiamo, vi benediciamo e vi supplichiamo di radicarci nell'umiltà e nell'abbandono in Dio, e che niente più valga a separarci dall'eterno amore. Amen.

Pratica. - Dodici atti di santa rassegna­zione.

Giaculatoria. - Gesù, Giuseppe e Maria, Famiglia tutta di Dio, abbiate pietà della famiglia mia. 

 

NONO GIORNO

Il grande innamorato della Santa Famiglia, Sant'Alfonso Maria de Liguori, spesso si intratteneva spiritualmente con Gesù, Maria e Giuseppe. Ecco una delle sue più celebri visite.

"O casetta fortunata di Nazareth, io ti saluto e ti adoro!

Con quale allegrezza il fanciullo Gesù obbediva a Maria e a Giuseppe! Con quale raccoglimento di spirito lavorava! Con quale modestia si cibava! Con quale com­postezza parlava! Con quale dolcezza e affabilità conversava con tutti! Con quale devozione pregava! Ogni azione, ogni paro­la e ogni moto di Gesù innamorava e feriva il cuore di chi lo guardava, e specialmente di Maria e di Giuseppe, che ebbero la sorte di vederselo sempre accanto.

Oh! come stavano questi santi sposi sem­pre intenti a contemplare ed ammirare tutte le operazioni, le parole e i gesti di quell'uo­mo-Dio! O stupore, vedere un Dio che scopa, un Dio che serve da garzone!

Oh! pensiero che dovrebbe farci ardere tutti di santo amore verso un tale Redentore che si è ridotto a tali bassezze per farsi amare da noi! Adoriamo soprattutto la vita nascosta e negletta che fece Gesù nella casa di Nazareth. O uomini superbi, come potete ambire di comparire e di essere onorati vedendo il vostro Dio che spende trent'anni di vita vivendo da povero, nascosto e sco­nosciuto, per insegnarci il ritiro e la vita umile e nascosta?".

Affidiamoci anche noi a Gesù, Maria e Giuseppe; camminiamo dietro a loro ed ogni vana paura si dissiperà.

Oh! vita nascosta di Gesù, Maria e Giuseppe, quanti insegnamenti offrite alla nostra meditazione e quanto è felice chi rimane fedele a Dio, con lo sguardo fisso sulla Santa Famiglia! Conformiamo la nostra vita a quella vissuta da loro Tre.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna fare di tutto per non ritardare l'unione con Dio in Paradiso. - Il giorno della Festa della Purificazione, che è un carissimo ricordo della Sacra Famiglia, Maria apparve a Santa Gertrude e le diede il Bambino Gesù da accarezzare. Egli, adorno di fiori graziosi emanava una luce straordinaria: la Santa comprese che il cuore di Lui, sede d'amore, delizia di Maria e di Giuseppe, era la vera porta del Paradiso, per la quale entra ogni anima giusta, dopo essersi purificata in questa o nell'altra vita.

Preghiera

O Famiglia tanto santa e tanto tribolata, dateci la pazienza nelle nostre. tribolazioni, nelle nostre amarezze e nei nostri dolori; fate che, vivendo quaggiù come esuli in attesa della Patria celeste, possiamo un giorno giungervi sicuri e beati per sempre. Amen.

Pratica. Non lamentarsi di qualsiasi pena.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria datemi pazienza, datemi amore! 

 

DECIMO GIORNO

Nella piccola casetta della Santa Famiglia, Dio, che ha creato il visibile e l'invisibile, come uomo non sa camminare perché è un bambino. È la sua santa Madre che lo nutre, che gli dà il suo latte immaco­lato, che gli insegna a camminare, a parlare a Lui, che è la Parola eterna del Padre.

La Madonna lo veste con i pannicelli lavorati da lei, gli fa il bagnetto, pettina i suoi capelli, lo tiene in braccio per dirgli dolci parole, lo mette sul lettino, riempien­dolo di baci, gli canta i Salmi per esaltare la sua divinità e per farlo addormentare.

Giuseppe e Maria, quando sono vicini a questo dolce Bambino, non fanno che adorarlo e, se devono allontanarsi, lasciano i loro Cuori vicino a lui, per adorarlo inces­santemente.

Oh! beato chi si trattiene con Gesù, Maria e Giuseppe nella solitudine della casetta di Nazareth! I Nazaretani per poco che vi furono ammessi, ne uscirono tutti infiammati d'amore verso Dio, poichè altro non facevano che lodarlo e benedirlo. Oh! felice quell'anima che si ferma nella solitu­dine di Nazareth a contemplare la divina misericordia e l'amore che un Dio ha porta­to e porta agli uomini! Qui l'infante divino non le parlerà all'orecchio, ma al cuore, invi­tandola ad amare un Dio che tanto l'ama.

Esempio

Chi non sa quanta misericordia Dio usas­se a quella povera traviata di Margherita di Cortona? E come ella vi corrispondesse con una vita tutta di penitenza e d'amore, così da diventare un particolare oggetto di tutte le tenerezze della Sacra Famiglia. Gesù le disse più volta parole dolcissime; Maria la prese come figlia carissima; Giuseppe le apparve spesso per trattenersi con lei in col­loqui di Paradiso. Oh! sorte invidiabile dav­vero!

Preghiera

O Famiglia divinissima, otteneteci, vi preghiamo, quella grazia tanto preziosa che è il silenzio nella pazienza, affinché divenu­ti più sicuri di un patire quaggiù pieno di meriti, possiamo poi godere pienamente la pace eterna.

Pratica. - Baciare tre volte la terra.

Giaculatoria. - Gesù, Giuseppe e Maria, siate il conforto della vita mia.

 

UNDICESIMO GIORNO

Nella casetta di Nazareth la Madonna allatta Gesù, lo tiene in grembo, prende dalla scodella un pò di pane disfatto in acqua e poi lo pone nella sacra bocca del Figlio. In questa casa Maria fa la sua prima vesticciuola al suo fanciullo; quindi venuto il tempo lo scioglie dalle fasce e comincia con quella a vestirlo.

In questa casa Gesù Bambino comincia anche a camminare e a parlare. Adoriamo i primi passi che il Verbo incarnato cominciò a fare in quella casa e le prime parole di vita eterna che cominciò a proferire. Qui comin­ciò a fare l'ufficio di garzoncello impegnandosi in quei piccoli servizi che può fare un fanciullo.

O Gesù pargoletto, tu troppo ferisci e infiammi i cuori di coloro che ti amano e ti contemplano con Giuseppe e Maria!

Un Dio che cammina tremando e caden­do! Un Dio che balbetta! Un Dio fatto così debole, che non può impiegarsi in altro che in piccole faccende di casa, che non riesce ad alzare un asse di legno, se questa è trop­po pesante per le forze di un fanciullo!

Gesù Maria e Giuseppe vivono con i loro corpi in questa Casetta, mentre la loro mente penetra i Cieli, e anche da lì ci amano.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna fare penitenza. - Maria Egiziaca, miracolo­samente liberata da una vita di perdizione e datasi tutta a Dio, divenne un prodigio di severità tremende e di penitenze lunghe e gravissime. Avendo udito la voce della Madonna che le diceva: «Và, passa il fiume Giordano e troverai il luogo del tuo ripo­so», essa, senza affatto tardare si portò nel deserto, lo stesso che fu santificato dal pas­saggio della Sacra Famiglia fuggiasca in Egitto, e lì, dopo ben cinquantasette anni di severissime penitenze, morì santamente.

Preghiera

O Gesù, fiore di paradiso, o Maria e Giuseppe, gigli d'eterno amore, fateci puri e santi e otteneteci il dono della santa ora­zione per pregustare le gioie del cielo. Amen.

Pratica. - Almeno dieci minuti di buona orazione.

Giaculatoria. - Gesù, Giuseppe e Maria, insegnatemi a pregare!

 

DODICESIMO GIORNO

Con la loro santa vita Gesù, Giuseppe e Maria ci insegnano a vivere da pellegrini in questa terra, facendoci comprendere che non è questa la nostra vera patria, ma il Paradiso che Gesù venne ad acquistarci con la sua morte.

Quanti insegnamenti ci dà la Santa Famiglia! Ci dice come deve vivere ogni famiglia, padre, madre e figli.

In questa Casetta parlano i Cuori. Cuori che amano, infiammati d'amore.

Giuseppe e Maria quasi non riescono a contenere le fiamme d'amore che li invado­no, in quanto vedono, toccano, abbracciano, dialogano con l'Amore stesso fatto Uomo: Gesù. Santa e dolce dimora di Nazareth, qui Gesù Bambino nasconde la sua gloria!

La Santa Famiglia è vero modello di vita per tutti; in questa casetta impariamo a pra­ticare il Vangelo. E il Vangelo ci dice che la nostra vita non è tutta gioia, ma sono pre­senti anche le sofferenze. E la Famiglia di Nazareth è esperta nel soffrire.

Questa Famiglia si sostenta col faticoso lavoro di San Giuseppe e ben presto anche Gesù diventa apprendista falegname. Ma Giuseppe e Maria, sia che camminano o sie­dono, sempre tengono rivolti gli occhi e il pensiero all'amato pargoletto che era tutto l'oggetto del loro amore.

Oh! come camminano raccolte in questa vita quelle anime felici che tengono davan­ti agli occhi l'amore e gli esempi della Sacra Famiglia!

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere amanti della Croce. - Chi mai, più di San Francesco di Sales, amò appassionata­mente la Sacra Famiglia? Se la parola è rivelatrice del cuore, ci basti leggere le sue opere e le sue lettere, per essere persuasi del suo grande amore per Gesù, per Giuseppe e per Maria. Che meraviglia, quindi, scoprire che nello stesso tempo era anche un grande amante della Croce, come ci dimostrano altri suoi scritti!

Preghiera

Sì, o Famiglia del Signore: «Dio e anima». Ecco i grandi pensieri che devono occupare la nostra mente e il nostro cuore! «Dio e anima», ecco il fine supremo di ogni nostra azione! Voi, Santa Famiglia, accor­dateci la grazia di farlo e vi benediremo in eterno. Amen.

Pratica. Corrispondere con prontezza alle ispirazioni della grazia.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria volgete verso il Signore le mie vie.

 

TREDICESIMO GIORNO

Ogni mattina Gesù va nella piccola bot­tega ad aiutare San Giuseppe e il Santo spesso piange di gioia e di commozione perché ha accanto a sé, vivo, il Dio eterno. Quante volte durante la giornata San Giuseppe si ferma mentre lavora, per fissa­re le sue pupille sul Dio-Bambino, senza dire una parola, ma parla e ama il suo Cuore. Rimane immobile a guardare il suo Dio, contempla e adora. Molte volte Gesù Bambino chiede a San Giuseppe di voler imparare a costruire attrezzi, e il Santo sor­ride al Bambino per farlo contento, ma subito si nasconde e piange nel pensare che Dio, Creatore di tutto ciò che esiste, chiede a lui di insegnarli un mestiere.

Per il resto, San Giuseppe, è inebriato di gioia, è felice come nessun uomo, è il pre­diletto di Gesù e di Maria.

Che pace in questa casetta! Che sempli­cità, modestia, bontà, concordia, parsimo­nia, laboriosità, discrezione, dolcezza! Tutto scaturisce dalla Carità, praticata in modo soprannaturale.

Uniamoci anche noi ed accompagniamo nel viaggio della nostra vita Maria e Giuseppe, e con essi accompagniamo il Re del cielo che ha voluto nascere in una stalla e fare la prima comparsa nel mondo da bambino, il bambino più povero e abbando­nato che mai è nato tra gli uomini. E pre­ghiamo Gesù, Maria e Giuseppe che per i meriti delle pene che essi patirono nella casetta di Nazareth, ci accompagnino nel viaggio che noi stiamo facendo all'eternità. O beati noi, se nella vita e nella morte saremo sempre accompagnati da questi tre grandi Personaggi!

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere servi fedeli di Gesù Cristo. - Quanti contrasti da Satana e dai suoi seguaci dovet­te sostenere, nella sua ardua impresa, quel grande apostolo delle Indie e fedele servo di Gesù, il Saverio! Ma nei Nomi santissimi di Gesù, di Giuseppe e di Maria, raccolto un gruppo di ferventi cristiani, lo manda incontro ad un esercito di barbari aizzati del demonio e... vinsero e diedero gloria al Signore, sempre mirabile nei suoi Santi.

Preghiera

O Santa Famiglia concedeteci una gene­rosa fedeltà ai nostri doveri e aiutateci ad essere sempre attenti a non perdere mai la grazia del Signore. Amen.

Pratica. Baciare le piaghe del Crocifisso.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, conservatemi fedele a Dio.

 

QUATTORDICESIMO GIORNO

Si entra in questa casa, piccolissima ma bellissima per la semplicità, perché si respi­ra profumo di Paradiso, perché tutto è armonia. È come entrare in un altro mondo. Com'è diverso l'interno delle altre case: niente urla, ma colloqui sereni e amorosi; niente risate sconvenienti, ma sorrisi radio­si fissati sui volti dei Tre, anche nel vivo delle sofferenze; niente passioni umane, ma alta pratica della Carità; non si pensa ai pia­ceri del mondo, ma solo di piacere a Dio Padre.

Gli abitanti di Nazareth conoscono la Famiglia di Giuseppe come una famiglia molto, ma molto diversa dalle loro, perché Gesù, Giuseppe e Maria non sparlano mai di nessuno, ma parlano bene di tutti; non s'interessano per curiosità dei fatti degli altri, ma pregano Dio per la salvezza eterna delle anime; non danno mai cattivi esempi, ma edificano con la pratica eroica delle virtù. Nella loro santa dimora pongono uno studio singolare nell'accontentarsi a vicen­da; in tal modo regna una pace profonda perchè sono rimosse tutte le cause che la potrebbero turbare. Imitiamo anche noi questa santa e sacra Triade di Gesù, Maria e Giuseppe con la dolcezza della carità.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna sforzarsi e crescere nel santo timore di Dio. - Era per questo che San Giuseppe Calasanzio, uno dei più grandi devoti della Sacra Famiglia, cercava d'imprimere spe­cialmente nei teneri cuori dei fanciulli a lui affidati, il santo timore di Dio: li intrattene­va spesso e li conquistava col racconto delle virtù e degli esempi della Sacra Famiglia, e specialmente li faceva innamorare di Dio fatto Bambino per noi, vigilando attenta­mente che nessuno lo contristasse anche con lievi mancanze giovanili. Oh! se tanti genitori del giorno d'oggi lo imitassero! Non ci sarebbe nella tra società una cor­ruzione così grande.

Preghiera

O afflittissimi e santi Sposi! O Gesù dol­cissimo, cara Maria, buon Giuseppe, fate che crescendo ogni giorno di più nella gra­zia e nel santo amore di Dio, possiamo assi­curarci il Paradiso. Amen.

Pratica. Fare spesso la Comunione spi­rituale.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, fate che non perda mai il mio Dio.

 

QUINDICESIMO GIORNO

Se i Nazaretani vanno da Gesù, Maria e Giuseppe per avere conforto e cibo, nono­stante l'estrema povertà in cui vivono, loro regalano con gioia ciò che hanno; se qual­cuno li offende per invidia o cattiveria, essi subito dimenticano e perdonano sempre, come sempre pregano il Padre di dare tante grazie a chi li maltratta.

Se qualcuno compra dalla botteguccia di San Giuseppe qualche attrezzo e non vuole più pagare, San Giuseppe non si lamenta, e regala con tanta dolcezza l'attrezzo, e Gesù ammira il Santo perché, come sua Madre, ha i suoi stessi sentimenti: amore e perdono. Anzi, Gesù, Giuseppe e Maria dicono al superbo che non vuole pagare se gli occor­re altro, perché essi vogliono regalare tante altre cose. Vogliono dare molte grazie a lui e a tutti coloro che con cuore umile e penti­to chiederanno. "Chiedete e otterrete ", è promessa di Gesù, di Colui che è la Verità.

Consideriamo infine quali affetti dove­vano destarsi nel cuore di San Giuseppe nel portare Gesù in braccio, nell'accarezzarlo e ricevere le carezze che gli rendeva quel dolce fanciullo. Nell'ascoltare le sue parole di vita eterna, che diventavano tutte saette amorose che ferivano il suo cuore, e spe­cialmente poi nell'osservare i santi esempi di tutte le virtù che gli dava quel divino gar­zoncello.

Chiediamo a Dio di vivere spiritualmen­te, per tutta la vita, nella casetta della Santa Famiglia di Nazareth, accanto a Gesù, Maria e Giuseppe.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna amare la preghiera. - La preghiera fu pro­prio, si può dire, la vita della vita della Sacra Famiglia: quindi non le è in nessun modo devoto e non ne merita i favori chi non ama una pratica tanto nobile, necessa­ria e utile! Se Santa Teresa fu l'amantissima della Sacra Famiglia, lo dovette al suo gran­de spirito di orazione, nella quale divenne anche lodevole maestra nella Chiesa di Dio.

Nella preghiera ella riceve i consigli e gli ordini del suo Gesù; nella preghiera Maria le confida che le sta tanto a cuore che il suo sposo Giuseppe sia onorato e glorificato da tutti.

Preghiera

O Famiglia Santa, Famiglia benedetta, regnate sovrana nel nostro povero cuore e fate che allontanandoci dal parlare pericolo­so e vano delle creature, gustiamo soltanto la santa parola di Dio. Amen.

Pratica. Fare un po' di esame di coscienza.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria istruite voi l'anima mia.

 

SEDICESIMO GIORNO

Consideriamo l'ardente carità che infiammava i Cuori di Gesù, Giuseppe e Maria. I loro tre Cuori erano uniti in uno solo. Non sembravano più tre persone, ma una sola.

L'amore per Gesù trasformava a tal punto i Santi Sposi e li rendeva sempre più conformi al loro Bambino adorato. L'amore trasforma nella persona amata, l'amore tra­sfigura, mette le ali e ci fa volare nei cieli sconfinati e luminosi di Dio.

L' amore di Gesù inebriava a tal punto la sua Santissima Madre e il suo Padre Verginale, da rendere la casetta di Nazareth un piccolo cielo, nel quale gli Angeli si compiacevano posare i loro sguardi. L'amore di Giuseppe e Maria per il loro piccolo Tesoro era talmente grande e aumentava sempre di più, da non farli più vivere in se stessi, ma in Gesù. Contempliamo l'estasi di Maria nello strin­gere al suo Cuore il dolce Bambino, per nutrirlo del suo latte; contempliamo San Giuseppe, che tiene fra le sue braccia Gesù e lo adora in silenzio.

Contempliamo e supplichiamo la Santa Famiglia che ci accenda di amore divino.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere umili. - Uno degli argomenti di meditazione più caro a San Francesco di Paola era l'addentrarsi nelle umiliazioni profonde ed ineffabili che formavano, per così dire, l'atmosfera in cui visse quaggiù la Sacra Famiglia: da qui, il considerarsi l'uo­mo più abietto della terra, il fuggire a più non posso le approvazioni e le lodi degli uomini, l'esultanza che provava allorché gli capitava di essere l'oggetto delle loro infa­mie; da qui anche il nome scelto per l'Ordine da lui fondato: i Minimi.

Preghiera

O Famiglia esemplarissima! o anime elettissime! vi preghiamo, purificate le

nostre intenzioni, santificate i nostri cuori, impreziosite con i vostri meriti le nostre povere azioni, affinché abbiamo in premio la vita eterna. Amen.

Pratica. Un bacio al sacro Costato del Crocifisso.

Giaculatoria. Gloria a voi, Gesù, Maria e Giuseppe! A voi ogni onore!

 

DICIASSETTESIMO GIORNO

Quanto profonda era l'adorazione di Giuseppe e Maria nel vivere insieme a Gesù.

La loro vita nascosta di Nazareth era una continua adorazione, in un intimo silenzio pieno di Dio.

I loro occhi non si staccavano mai dal Divino Infante, la loro fede riconosceva in quel tenero Bambino il loro stesso Creatore fattosi debole creatura.

I loro Cuori non si distoglievano mai da Lui, pulsavano solo per Lui. Quanto avrà ricambiato Gesù l'umile adorazione dei suoi Santi Genitori! Mentre Giuseppe e Maria adoravano il Bambino Gesù, erano le loro stesse anime a nutrirsi di Lui.

Consideriamo, inoltre, come anche a noi è data la stessa grazia, di adorare Gesù nel SS. Sacramento dell'Altare.

Adoriamolo spesso in compagnia di Maria e di Giuseppe, figurandoci di trovar­ci nella casetta della Santa Famiglia Sarà Lui a nutrire la nostra anima, a distoglierci la mente da tanti pensieri vani e a innalzarci alla contemplazione delle realtà celesti. Troviamo ogni giorno, quanto più ci è possibile, del tempo per visitare il nostro Dio, che si nasconde per noi sotto un velo di pane. Gesù allora, come a Giuseppe e a Maria, parlerà al nostro cuore, facendoci trasalire di gioia.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna diventare molto obbedienti. - Quella frase: «E stava loro sottomesso», era sempre impressa nella mente e nel cuore dei più grandi Santi, i quali furono tutti veri prodi­gi d'obbedienza, come San Giuseppe da Copertino, che solo l'obbedienza richiama­va dalle estasi più meravigliose; come San Giuseppe Calasanzio che, ottantenne, si inginocchiava obbediente davanti al Superiore il quale, Dio permettendolo, era diventato un suo atroce persecutore; come Santa Teresa che, per obbedienza, si diceva pronta a gettarsi anche nel fuoco.

Preghiera

O Famiglia eccelsa e divinissima, vi sup­plichiamo di farci sempre più degni delle comunicazioni divine così da meritare la corona immortale della vita eterna. Amen.

Pratica. Leggere per un quarto d'ora un libro devoto o recitare il Santo Rosario. Giaculatoria. Gesù, Giuseppe, Maria, date pace, date amore all'anima mia. 

 

DICIOTTESIMO GIORNO

Consideriamo la purezza della Sacra Famiglia; gli occhi puri dell'Immacolata e di San Giuseppe, occhi limpidi nei quali si riflette il Cielo stesso, che si incontrano con quelli di Gesù, in uno sguardo pieno d'a­more.

La loro vita innocente ed immacolata desta l'ammirazione e lo stupore degli Angeli santi; la loro mente incontaminata è sempre intenta alla contemplazione; i loro Cuori ardenti sono sempre rivolti a Gesù, loro unico Tesoro.

La casetta di Nazareth, come un giardino fiorito, spandeva il profumo soave di tre Gigli immacolati, di tre purissimi fiori, sbocciati in questa valle di lacrime.

Possiamo cogliere anche noi questi fiori affinché il nostro cuore sia ammantato della loro innocenza e possa esalare con loro il profumo della purezza.

Quando siamo tentati, quando brutti pen­sieri si affacciano alla nostra mente, alzia­mo il nostro sguardo a Loro, a Gesù, Giuseppe e Maria, invochiamo il loro aiuto, mettiamoci sotto la loro protezione, atten­diamo con fiducia senza temere di nulla, perché con la loro forza riporteremo vittoria su ogni tentazione.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna invaghirsi della santa purezza. - San Luigi Gonzaga, angelo di candore, nonostante gli incentivi del mondo, meritò la grazia di conservarsi così puro per la sua grande devozione a Maria Immacolata, per il suo vivissimo amore a Gesù nel SS. Sacramento e per la meditazione degli esempi di San Giuseppe che gli rendeva più amabile e cara una così bella virtù.

Preghiera

O Famiglia tutta santa e tutta bella! pren­dete il nostro cuore, e fatene, ve ne suppli­chiamo, una delizia del nostro Dio, affinché possiamo riaverlo tutto purificato e santo.

Pratica. Un Miserere con le braccia a forma di croce.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria santificate il cuore e l'anima mia.

 

DICIANNOVESIMO GIORNO

Quale silenzio regnava nella Casetta di Nazareth! Contempliamo i Santi Sposi, Maria e Giuseppe che si parlano, più che con le parole, con il cuore e con lo sguardo. Nel silenzio adorano il loro Piccolo Tesoro e in silenzio lavorano e santificano anche le più piccole azioni.

Nel silenzio offrono tutti i dolori, le gioie, i sacrifici e le loro azioni a Dio, per amore del loro Gesù.

Nel silenzio erano sempre uniti a Dio, sempre uniti in un cuor solo e in un'anima sola, nel silenzio pregustavano la pace e la gioia del Paradiso, nel silenzio colloquiava­no con gli Angeli del cielo.

Anche noi nel silenzio sperimenteremo la dolce presenza di Dio, la premurosa custodia dell'Immacolata e di San Giuseppe, l'aiuto incessante dell'Angelo Custode. Nel silenzio dilateremo il nostro cuore e raccoglieremo, abbondanti, le gra­zie del Signore.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna armarsi di coraggio e di pazienza. - Sono meravigliosi gli esempi di insuperabile pazienza che ci lasciò quel fervido imitato­re della Sacra Famiglia che fu San Pietro d'Alcantara. Afflitto da malattie, oppresso dagli stenti e perseguitato dai nemici, soffrì tutto con invincibile pazienza. Si costruì un Romitorio sotto l'invocazione della Beata Vergine di Betlemme, che egli chiamava abitualmente Rosa di pazienza, e là, flagel­landosi a sangue, si accendeva sempre più di santo amore di Dio.

Preghiera

O Famiglia umilissima abbassate la nostra grande superbia, fateci dominare il nostro orgoglio e rendeteci sempre vittorio-

si sul nostro amor proprio e vi benediremo per sempre in Paradiso. Amen.

Pratica. Una grande obbedienza a tutti.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, siate la gioia mia.

 

VENTESIMO GIORNO

Guardiamo all'esempio della Sacra Famiglia: il lavoro riempiva le giornate di Gesù, Giuseppe e Maria, nella loro casetta e nella loro bottega.

Contempliamo San Giuseppe intento all'umile lavoro di falegname e Gesù stesso che apprende dal Santo Genitore ad usare gli attrezzi per aiutarlo; contempliamo Maria nelle faccende domestiche quando attinge l'acqua, quando impasta il pane, quando prepara da mangiare, quando tesse le vesti. Tutti gli istanti della loro giornata erano santificati dalla preghiera e dal lavo­ro. Facevano bene i loro lavori, perché lavo­ravano per amore di Dio, perché Dio così voleva e così il loro lavoro si trasformava in preghiera. Impariamo anche noi a compiere con diligenza il nostro dovere, a non spre­care il nostro tempo e, soprattutto, a lavora­re per amore di Dio; allora il nostro lavoro diventerà piacevole, la fatica diventerà dolce.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere amanti della santa e preziosa povertà. - I misteri della Sacra Infanzia di Gesù e della sua santa Famiglia rapivano in estasi di tenerissimo amore il Serafico San Francesco d'Assisi. È per questo che egli fu anche l'appassionato amante della povertà: egli ne fece la donna del suo cuore. Egli, come Gesù, nacque in una povera stalla, come Giuseppe e Maria visse povero e povero come loro morì, meritandosi che la Chiesa gli dedicasse quella lode bellissima. Francesco povero ed umile entra ricco nel Regno dei cieli.

Preghiera

O Famiglia gioiosissima, davanti a voi ci vergogniamo della nostra tiepidezza nel ser­vizio di Dio e del nostro retrocedere piutto­sto che avanzare nelle vie del Signore. Perdonateci, e fate che, d'ora in poi, camminiamo solleciti per giungere alle cime della perfezione più elevata e santa. Amen.

Pratica. Un Veni Creator col cuore.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, infervorate l'anima mia. 

 

VENTUNESIMO GIORNO

Consideriamo l'umiltà di Gesù, Maria e Giuseppe. Gesù, il Figlio di Dio, i due Santi Sposi, le creature più degne e nobili che vivono in una piccola casetta di un villaggio disprezzato, di una nazione poco conosciu­ta. E in quel piccolo giardino chiuso, cono­sciuto solo a Dio, si operava la salvezza per tutto il mondo.

Consideriamo la Regina del Cielo e della terra, la Sovrana dell'universo che si pro­clama l'ancella del Signore, sempre intenta ai lavori più umili, sempre lieta di donare il suo aiuto a chiunque avesse avuto bisogno. San Giuseppe che con il sudore della sua fronte custodisce il Figlio di Dio e la sua Santissima Madre e procura loro il necessa­rio per vivere, sempre riconoscente di poter loro servire, considerandosi un'ombra, rispetto allo splendore dei suoi due carissi­mi Tesori.

Riflettiamo sulla grande lezione di umiltà che ci offre la Santa Famiglia, rico­noscendo che noi siamo solo miseria e peccato e tutto ciò che di buono è in noi dob­biamo attribuirlo a Dio solo.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere molto devoti della Passione del Signore. - San Bernardo, per la devozione alla Sacra Famiglia che nutriva sin da bam­bino, si era meritato che una notte del santo Natale venisse trasportato in spirito al Presepio contemplando il Mistero, precisa­mente come si compì in quella grotta fortu­natissima. Più tardi, preso d'amore per il suo appassionato Gesù, mentre ne meditava i dolori, lo vide stendergli un braccio dalla Croce e si sentì stringere al suo petto, gustando gioie di Paradiso.

Preghiera

O Famiglia Santa e poverissima, noi vi ammiriamo, vi lodiamo e vi benediciamo, supplicandovi con tutto il cuore di volerci infondere un santo disprezzo d'ogni bene terreno e una generosa rassegnazione nelle privazioni per essere degni del regno dei cieli. Amen.

Pratica. Privarci di qualcosa che ci piace.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, innamoratemi del Paradiso.

 

VENTIDUESIMO GIORNO

Consideriamo oggi la povertà della Sacra Famiglia. La povertà di Gesù, Maria e Giuseppe splendeva come una gemma lucente e rendeva la piccola casetta di Nazareth più bella di una reggia.

Tutto era sobrietà, ordine e decoro e la vita che conducevano era piena di sacrifici e di rinunce.

La loro ricchezza era l'amore divino che rendeva soave ogni asprezza e che li saziava più del pane.

Amavano tanto la loro povertà e non desideravano affatto migliorare la loro con­dizione; quella povertà, anzi, consentiva loro di confidare ancor più nell'onnipoten­za di Dio, che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo; consentiva loro di amare ancor più il Signore e li staccava sempre più dagli affanni di questa terra, per far vivere loro la vita del cielo.

Dobbiamo anche noi desiderare questa povertà e non bramare le ricchezze di questo mondo; rinunciamo a tutto quello che non ci è necessario e diamolo ai poveri, così avremo accumulato un tesoro lassù nel Cielo.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna farsi imitatori perfetti di Gesù Cristo. - Tale fu certamente San Felice di Cantalice, reli­gioso cappuccino. Un giorno, mentre medi­tava i Misteri della Sacra Famiglia, gli si accese tanto/"il cuore d'amore che corse ad un altare di Maria a supplicarla di fargli abbracciare il Santo Bambino. La Vergine benedetta lo esaudì, e Felice si strinse al cuore il suo Diletto, l'inondò di lacrime

sante, lo colmò di baci e se ne andò poi come ubriaco di santo amore.

Pratica. Nessun atto d'impazienza, neppure piccolissimo.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, mantenete sempre calmo il mio spirito.

 

VENTITREESIMO GIORNO

Meditiamo quest'oggi sulla generosa obbedienza della Sacra Famiglia, sempre pronta e sollecita nell'adempimento della volontà di Dio.

L'Immacolata obbedisce alle parole dell'Angelo e riconosce in esse la volontà di Dio. Ella si proclama l'ancella del Signore ed è lieta di servire il suo Creatore, pur sapendo che ciò significava anche sof­frire. San Giuseppe, uomo giusto, anch'egli è obbediente alla voce dell'Angelo, sempre docile alle ispirazioni di Dio, sempre uniforme al suo volere, tanto da essere la guida sicura e certa per Gesù e Maria.

Contempliamoli i Santi Sposi, sempre soggetti ed obbedienti alle prescrizioni della Legge mosaica. E così anche il Figlio di Dio docile e sottomesso a Giuseppe e a Maria, obbedendo a loro obbediva al Padre Celeste, di cui i Santi Sposi erano l'imma­gine qui in terra. Quale tesoro di virtù è dunque l'obbedienza!

Obbedienza ai Comandamenti di Dio, obbedienza alla Chiesa, al Papa, a tutto ciò che da lui ci viene insegnato in materia di fede e di morale, obbedienza al confessore, al direttore spirituale: chi obbedisce non fallisce.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna gelosamente conserv rsi in grazia di Dio. - Il Beato Bianchi d Ila Congregazione dei Barnabiti, tenerissimo amante della Sacra famiglia, ne raccomandava caldamente la devozione a quanti si recavano da lui (ed erano innumerevoli e di ogni condizione sociale) per consigli spirituali. Un giorno fu visto piangere inconsolabilmente; quando gli fu chiesto il motivo, disse più con le lacrime e i sospiri che con le parole: «Ah! mi fu detto che quel tale stanotte ha perso la grazia di Dio.... », e di nuovo tornò a pian­gere e a pregare per quell'infelice.

Preghiera

O Famiglia Santa e mansuetissima, cal­mate voi i nostri sdegni, frenate voi le nostre ire, ed otteneteci il perdono delle nostre impazienze riempiendoci di quello spirito di santa mansuetudine che solo può renderci sicuri del Paradiso. Amen.

Pratica. Tre baci al Santo Crocifisso.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, datemi pazienza, datemi amore!

 

VENTIQUATTRESIMO GIORNO

Nel mese dedicato alla Santa Famiglia non possiamo tralasciare l'amore al sacrifi­cio dei tre augusti Personaggi.

Quanto hanno sofferto Gesù, Giuseppe e Maria! Sono stati come gigli tra le spine, tra le spine di questo mondo immerso nel pec­cato, che Gesù era venuto a salvare a prez­zo del Suo sangue.

La Madonna unisce tutte le sue sofferen­ze a quelle di Gesù e rivive nel suo Cuore immacolato tutti i patimenti del Redentore, tanto da divenire la Corredentrice del gene­re umano.

Consideriamo i Santi Sposi che già pre­vedono l'imminente passione di Gesù, sof­frendo nel loro Cuore un dolore indicibile, dolore accettato con piena uniformità al Volere divino.

Erano lieti nel patire e vedevano nella sofferenza una grazia del Signore che abbelliva sempre più le loro anime, vedeva­no nella sofferenza un legame che li univa sempre di più al loro Gesù ed erano i primi a seguire il Divin Maestro, ancora tenero Bambino lungo la via per Lui tracciata dal Padre Celeste: via stretta ed aspra che con­duce alla beatitudine eterna. Amiamo anche noi la Croce che il Signore ci porge e sia­mone riconoscenti; seguiamo il Signore portandola con amore, un giorno sarà que­sta croce a schiuderci il Regno dei Cieli.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna esser diligenti nell'adempiere il proprio dovere. - San Bernardino da Siena, il Santo che tante belle cose scrisse e predicò sulla Sacra Famiglia era, fin da bambino, così diligente in tutte le cose, da destare la mera­viglia di tutti. Aveva sempre nel cuore e sulle labbra il nome Santissimo di Gesù. Un giorno, mentre stava predicando le glorie della Sacra Famiglia, ecco una stella lumi­nosissima mandare raggi sul suo volto: i presenti rimasero stupiti, e molti si conver­tirono.

Preghiera

O Famiglia tre volte santa e giusta a voi ci raccomandiamo, affinchè vivendo in san­tità e giustizia su questa terra, possiamo saziarci eternamente delle stesse virtù nella vita beata. Amen.

Pratica. Cinque atti di pentimento.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, fate santa l'anima mia.

 

VENTICINQUESIMO GIORNO

Colui che sta nella casetta di Nazareth è il Re e Signore del mondo, ma per amore del Padre lascia il cielo dove veniva adorato da miriadi di Angeli e vive in una povera dimora in mezzo a due creature. Non è legato a niente, e pensa solo di fare la Volontà del Padre. Per tutta la vita vivrà con la mente e il Cuore rivolti al Padre.

Ci ha insegnato che per piacere al Padre occorre liberare il cuore dalle cose terrene e passeggere, per riempirlo di Dio, di ciò che rende liberi per volare in alto, per cercare solo le cose di lassù.

Ogni nostro attacco alle cose materiali è un distacco dalle cose spirituali e da Gesù, Maria e Giuseppe. Più in noi ci sarà il desi­derio delle cose terrene e meno la grazia divina ricolmerà la nostra anima.

«Beati i puri di cuore perché vedranno Dio», - diceva Gesù. Solo i puri nel cuore e nel corpo vedranno Dio.

Il Corpo di Maria, Madre di Dio, profu­mava di Paradiso.

San Giuseppe fu scelto come Capo della Santa Famiglia, per la Sua eccelsa purezza. Per questa ragione, Gesù non sentiva rite­gno di crescere fra le Sue braccia, quando era Bambinello; e Maria - il Paradiso di Dio in terra -, nello Sposo vedeva il Vergine ricco di meriti.

Purezza, significa avere corpo, mente e cuore ad imitazione di Gesù, Maria e Giuseppe. Preghiamo Loro intensamente, perché questo è il dono che meglio ci farà innalzare verso Dio.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna saper vivere di fede. - Negli anni in cui un'atroce persecuzione infieriva contro i cristiani, fedeli al culto delle Sacre Immagini, il grande San Giovanni Damasceno prese a difendere il santo culto con la parola e con gli scritti. I suoi nemici, indignati, ottengono che gli venga tagliata la mano destra. Il Santo soffre con pazienza quel martirio, poi si presenta con la mano mozza davanti ad un'immagine della Madonna chiedendole aiuto e subito ricu­pera la mano che aveva perso.

Preghiera

O Famiglia Santa, o Famiglia ricca di misericordie, usatene anche con noi, e fate che possiamo trovare soccorso nel tempo opportuno; date anche a noi quella carità che ci renda compassionevoli e buoni verso tutti. Amen.

Pratica. - Fare qualche elemosina.

Giaculatoria. - O Gesù, o Giuseppe, o Maria, misericordia dell'anima mia.

 

VENTISEIESIMO GIORNO

Gesù non è ancora nato, si trova nel grembo della Madre e già dona Grazie, san­tificando Giovanni Battista, che è nel grem­bo di Elisabetta. Quanto è buono Gesù! Non pensa altro che ad amare, a donare Grazie e a far del bene a tutti.

Gesù nasce e Giuseppe rimane estatico nel vedere Dio fatto Bambino. Giuseppe diventa il più tenero mite e dolce dei padri, specialmente quando prende in braccio Gesù. È l'Uomo più felice.

Mentre vanno al Tempio, il Bambinello sorride contento perché così adempirà la Legge. Giuseppe è commosso fino alle lacrime; Maria non fa altro che ripetere atti d'amore a Dio Suo Figlio. Come sono buoni, miti e dolci loro Tre. Sanno solo amare e perdonare. Davanti ai Dottori della Legge, Gesù dodicenne insegna con autorità piena di dolcezza. Quelli rimangono incantati dal modo amabile di Gesù, dalla grazia del Suo portamento, dal Volto di fan­ciullo infiammato di Amore Divino. È l'Amore che parla, risponde, spiega, inse­gna ed ama. Sempre ama.

I Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe sono uniti in un unico battito. Chi potrà mai com­prendere cosa avviene nella casetta di Nazareth?

Il Cuore di Gesù è sgorgato dal Cuore di Maria, e quello di Giuseppe è modellato suoi Cuori di Madre e Figlio.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna animarsi sempre in sante speranze. - San Gaetano da Thiene, tanto e tutto effuso in amore per Gesù, Giuseppe e Maria, trasse dalla devozione a questa Santa Famiglia speranze così vive che non dubitò di costi­tuire nella Chiesa di Dio un'Ordine religio­so il cui scopo, il cui vivere, il cui operare, fosse tutto speranza in Dio solo.

Nemmeno gli eventi della sua vita pote­rono dargli torto poichè, con ragione, nella Chiesa è conosciuto come un padre della Provvidenza.

Preghiera

O Famiglia Santa e purissima, vi suppli­chiamo di creare in noi un cuore puro, di rinnovare in noi uno spirito retto; fortifica­teci contro tutte le seduzioni dei sensi e della carne, cosicché, puri di mente e di cuore, entriamo sicuri nella Patria della purezza e dell'amore. Amen.

Pratica. - Mortificare gli occhi.

Giaculatoria. - O Gesù, o Giuseppe, o Maria, rendete puri il cuore e l'anima mia.

 

VENTISETTESIMO GIORNO

La casetta di Nazareth è il soccorso per tutti i bisognosi. Tanti poveri e ammalati, abbandonati e vedovi vanno da Gesù, Maria e Giuseppe per ricevere una parola di conforto. E loro Tre sono sempre pronti a consolare e a rianimare. Ma Giuseppe e Maria lasciano parlare Gesù, perché il Suo parlare già guarisce.

Quanta pace regna nella casetta divina della Santa Famiglia! Anche gli Angeli scesi dal Cielo per adorare Dio fatto uomo, rimangono in adorante silenzio.

Gesù, Maria e Giuseppe non parlano molto, ma amano sempre. Il sorriso è stam­pato nei loro Volti, e la gioia è espressa nel silenzio. E come non considerare la pre­ghiera che Gesù, Maria e Giuseppe rivolgo­no incessantemente al Padre.

La casetta di Nazareth è stata la prima Chiesa, anche perché lì, nell'Incarnazione Maria si fece Chiesa. C'è Dio, la Chiesa e il primo Santo fedele, Giuseppe, che inginoc­chiato, prega senza stancarsi.

Questa casetta di Nazareth è divenuta un Tabernacolo, perché vi dimora Dio, adorato da Maria e Giuseppe. I due Santi Sposi hanno trascorso tanti anni in compagnia di Dio: mangiato, dormito, lavorato, cantato i Salmi con Colui che i Cieli non possono contenere.

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna aver un cuore ardente di santo amore di Dio. - Erano veramente meravigliosi gli ardori di celestiale carità di cui bruciava il cuore di quel caro e gran Santo che è San Filippo Neri! Un giorno mentre si effonde­va in slanci d'amore davanti a Gesù, Giuseppe e Maria, si sentì come spezzare le costole vicino al cuore... ed era proprio così volendo il suo cuore balzare in lui più ampio e libero nei santi eccessi della carità di Dio!

Preghiera

O Famiglia Santa, tutta e sempre in pace, volgete pietosa gli sguardi sulle nostre povere famiglie così spesso agitate dal demone della discordia, e per la vostra virtù ci sia pace fra noi; per la vostra grazia ci sia abbondanza di opere buone e sante. Amen.

Pratica. Evitare ogni occasione di con­trasto.

Giaculatoria. O Gesù, o Giuseppe, o Maria, mettete in pace il cuore, l'anima e la famiglia mia.

 

VENTOTTESIMO GIORNO

I dolci nomi di Gesù, Maria e Giuseppe. Il nome esprime l'essere; tutto quello che è: la sua definizione.

Non vi sono nell'universo nomi più veri, più espressivi, più belli né più incantevoli dei nomi di Gesù, Maria e Giuseppe.

Dio stesso li riservò per suo Figlio e per i suoi verginali genitori. Ce li dà il Vangelo.

Gesù, Maria e Giuseppe: Nomi divini. Nomi pieni di misteri e di inesorabili ric­chezze. Nomi ineffabili, che formano le delizie di Dio, la gioia degli angeli, il timo­re dei demoni e la felicità degli uomini.

Nomi, i più puri fra tutti i nomi: senza la più lieve macchia; i più belli: gli specchi più tersi della bellezza di Dio e delle sue perfe­zioni; i più ricchi: pieni di vita, di luce, d'armonia e d'amore, pieni di sapienza, di grazia e di bontà, pieni dei tesori del Paradiso; i più amabili: Dio con noi, nostra Signora, l'uomo giusto che significa la purezza da ogni colpa e la serenità di una coscienza limpida non solo dalle colpe che uccidono, come le gravi, ma anche da quel­le che offendono, come le lievi; i più dolci: miele per le labbra, tenerezza per le orec­chie, candore per gli occhi, speranza per il cuore; i più santi: in Gesù abita la pienezza della divinità; Maria è l'Immacolata, la piena di grazia; Giuseppe è ricolmo dei doni dello Spirito Santo. Gesù, Maria e Giuseppe, i vostri dolcissimi nomi sono la nostra delizia, la nostra speranza, la gioia

del nostro cuore! Fate che li abbiamo sem­pre sulle nostre labbra! Fate che non si allontanino dalla nostra memoria! Fate che nell'ora della nostra morte inondino di gioia la nostra anima all'uscita di questo mondo!

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna essere sempre e molto riconoscenti a Dio. - Così faceva appunto Sant'Antonio da Padova. Egli era solito meditare la nascita di Gesù Bambino come un immenso bene­ficio. Una notte di Natale, mentre era assor­to in queste contemplazioni, gli appare la Vergine col suo Pargoletto appena nato e glielo porge a baciare e quasi pare che ys>glia lasciarlo tutto alla sua gioia, al suo amore! Oh! istanti di Paradiso! Come glie­ne fu poi grato quel Santo!

Preghiera

O Famiglia Santa e laboriosissima! Fate che lavorando e faticando nel disimpegno

dei nostri doveri, non abbiamo altra inten­zione che di piacere a Dio, così che possia­mo meritare di essere introdotti nella gloria del Paradiso. Amen.

Pratica. Fuggire l'ozio e lavorare con serenità e gioia.

Giaculatoria. O Gesù, Giuseppe e Maria, santificate le nostre fatiche.

 

VENTINOVESIMO GIORNO

Ci fu un tempo in cui era molto diffusa la devozione e la consacrazione ai Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe. Promotore di que­sta devozione e consacrazione a Gesù, Maria e Giuseppe fu San Giovanni Eudes, fondatore degli "Euditi", che è stato chia­mato "evangelista, apostolo e dottore" della stessa consacrazione.

La devozione al Cuore di Gesù raggiun­se una grande diffusione a partire dalle apparizioni a Santa Margherita   Maria Alacocque e dalla predicazione del Beato Claudio de la Colombier e da Sant'Alfonso Maria de Liguori. Più tardi, Sant'Antonio Maria Claret, fondatore dei "Claretiani", Figli dell'Immacolato Cuore di Maria, dif­fuse ovunque la devozione e consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

I Carmelitani Scalzi, eredi dello spirito Giuseppino di Santa Teresa, la grande devo­ta del santo Patriarca, promossero la devo­zione e consacrazione (schiavitù) al Cuore di San Giuseppe, verso la metà del secolo XVIII'. Nel corso di questo secolo si incre­mentò notevolmente la devozione all'insie­me dei tre Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe. Questo è testimoniato da documenti lettera­ri, artistici, devozionali, coxelibri, culti, confraternite e persino santuari dedicati ai tre Cuori di Gesù, Maria Giuseppe. Nella Bibbia dire "cuore" è dire "uomo nella sua totalità". Il cuore designa il più profondo dell'uomo, è il seggio del mistero e il segre­to della vita. Il cuore è il simbolo dell'amo­re. Dare ad una persona il proprio cuore è darsi totalmente. Di conseguenza, onorare i Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe significa onorare le loro persone: il più intimo e il più grande delle loro persone: il loro amore. Il loro amore a Dio e il loro amore agli uomini. Ripetiamo anche noi le preziose giaculatorie: Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia! Gesù, Giuseppe e Maria, assi­stetemi nell'ultima agonia! Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia!

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna avere viscere di carità per il prossimo. - Le ebbe San Paolino, Vescovo di Nola, che ad una richiesta di elemosina per riscattare il figlio caduto schiavo dei Vandali, non aven­do altro, offrì se stesso in cambio e manten­ne la parola. Trasportato in Africa vi rimase due anni in penosa schiavitù, ma Dio lo pre­miò facendo diventare mite il padrone, che gli concedette la libertà insieme ad altri pri­gionieri con i quali ritornò in patria da vero eroe della carità.

Preghiera

O Famiglia Santa in vita e più santa in morte, quasi in cambio del mese che vi abbiamo consacrato, fateci la grazia più grande di tutte le grazie, accordateci il più insigne di tutti i favori, quello cioè di una buona morte, di una santa morte, di una morte assistita da voi cosicchè ci sia transi­to sicuro al Paradiso. Amen.

Pratica. Fare una volta al mese la preparazione spirituale alla morte.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.

 

TRENTESIMO GIORNO

"Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia".

Dare il cuore e l'anima a Gesù, Maria e Giuseppe è darsi totalmente a loro con amore. È una donazione pura e libera, gra­tuita e irrevocabile. Una consegna totale di quanto si è e di quanto si ha. Ora e per sem­pre, ad imitazione di quel "sì" di Gesù, Maria e Giuseppe. Senza altra gratifica che la sorte di appartenere a loro, di amarli, di glorificarli, di vivere in perpetua comunio­ne con loro per tutta l'eternità.

Questa formula di consacrazione breve è la ratifica concisa e viva dell'atto di consa­crazione, pronunciato in un giorno solenne­mente e ripetuto ogni volta che si recita la preziosa giaculatoria. Durante il giorno quindi ripetiamola tante volte con amore e pensiamo spesso a Gesù, Maria e Giuseppe perchè loro pensano sempre a noi.

Se poi li amiamo veramente e vogliamo vivere sempre uniti a loro senza dispiacerli, impegniamoci a recitare il Santo Rosario

completo. Più li ameremo e più corone reci­teremo. Ognuno prega tanto, quanto ama. Esempio 

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna tener vivo in noi il desiderio del Paradiso. - Ricordiamoci di quell'anima così bella e così presa d'amore a Gesù, Giuseppe e Maria che è San Stanislao Kostka. Tutto il suo desiderio è il Paradiso... è andarvi pre­sto... è trovarsi sempre con Gesù, Giuseppe e Maria! È ancora così giovane ed è già maturo per il cielo! Con infantile ingenuità scrive una lettera alla Madonna perchè lo prenda con lei in Paradiso a contemplarla nel giorno della sua Assunzione... ed è esaudito. Invocando Gesù, Giuseppe e Maria si slancia in seno a Dio.

Preghiera

O Famiglia Santa, Famiglia di Paradiso, volgetevi a noi pietosi dal trono della vostra immensa gloria, e fate che, dopo avervi imi­tato quaggiù il più fedelmente possibile, veniamo a raggiungervi nella gloria del Signore. Amen.

Pratica. - Una visita al SS. Sacramento.

Giaculatoria. - Gesù, Giuseppe e Maria, chiamate con voi in cielo l'anima mia.

 

TRENTUNESIMO GIORNO

"Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia ". L'uscita da questo mondo è un momento di grande importanza La giaculatoria diret­ta a Gesù, Maria e Giuseppe è un grido di amorosa fiducia indirizzato a coloro che si sono costituiti protettori e avvocati e nelle cui mani si è posto tutto.

Davanti al timore che infonde sempre il momento supremo della vita, per l'uomo credente, si desidera ottenere l'aiuto ecce­zionale dei più potenti protettori.

L'esperienza della propria debolezza porta a vivere con timore. Le astuzie del

maligno, tante volte sperimentate durante la vita, infondono un timore particolare in quel momento supremo.

Esigenza imperiosa dell'amore è avere la sicurezza della presenza di Gesù, Maria e Giuseppe che si sono amati e di averla per sempre.

L'amore, l'unica cosa che non può tolle­rare è la separazione, per questo si cerca di assicurare al massimo l'aiuto per quel momento. Che non vi sia nulla né nessuno che possa non solo spezzare ma neppure perturbare la comunione d'amore in quel­l'ultimo istante. Nessuno come coloro ai quali si appartiene è più adatto per ricevere la richiesta d'aiuto.

Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nel­l'ultima mia agonia, vuol dire: poiché vi appartengo, siate presenti in quei momenti per aiutarmi a ratificare la perfetta unione d'amore con voi, per sempre, poiché è l'i­deale che mi ha marcato quando per la prima volta pronunciai la perfetta consacra­zione ai "Tre".

Esempio

Per onorare la Sacra Famiglia bisogna perseverare nel bene fino alla fine. - Santa Caterina da Bologna perseverava tutti gli anni, tutte le notti del S. Natale in veglie sante e in continui ossequi di riverenza e d'amore a Gesù, Maria e Giuseppe. Per questo, una volta le apparve la santissima Vergine col divin Bambino, il quale impres­se sul volto della Santa un bacio di cui ancora si conserva l'impronta. È un bel sim­bolo di quel bacio eterno col quale Gesù, Giuseppe e Maria letizieranno in cielo colo­ro che, quaggiù in terra, furono loro fedeli e devoti fino alla morte. Amen!

Pratica. Un atto di consacrazione di sé e della propria famiglia alla Sacra Famiglia. Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Maria vi dono in eterno il cuore e l'anima mia! Gesù, Maria e Giuseppe, illuminateci, soccorreteci, salvateci! Amen. Pino2006

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